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La Cellula Coscioni Lecco a Ello per l’incontro “Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT): il biotestamento in Comune”

📍 Sala consiliare, Via M. De Vecchi 17, Ello
📅 Venerdì 12 giugno
🕣 Ore 20:45


La Cellula Coscioni Lecco partecipa a Ello all’incontro “Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT): il biotestamento in Comune”, dedicato al fine vita, alla libertà di scelta e agli strumenti oggi disponibili per esprimere in modo consapevole le proprie volontà sui trattamenti sanitari.

L’iniziativa sarà un’occasione di informazione pubblica sulle DAT, dette anche “testamento biologico” o “biotestamento”: cosa sono, come si redigono e dove possono essere depositate.

Interverranno:

Sergio De Muro e Simone Gallimberti – coordinatori della Cellula Coscioni Lecco
Virgilio Meschi – medico e presidente della Cellula Coscioni Lecco
Marco Cappato – Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, con un video-intervento

Introduce Paolo Colombo, già funzionario del Comune di Ello.

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La Cellula Coscioni Lainate ad Arese per un incontro sul fine vita

📍 Casa delle Associazioni, Viale dei Platani 6, Arese
📅 Venerdì 12 giugno
🕣 Ore 20:45


La Cellula Coscioni Lainate partecipa ad Arese all’incontro “Il fine-vita: una tematica controversa. Diritti della persona, morte assistita, eutanasia”, promosso da ANPI Sezione di Arese nell’ambito del ciclo “I venerdì dell’ANPI – i diritti dimenticati”, con il patrocinio del Comune di Arese.

L’iniziativa sarà un’occasione di confronto pubblico sui diritti della persona, sul fine vita e sulle scelte di autodeterminazione.

Introduce e modera Sergio Clerici, Presidente ANPI Sezione di Arese.

Interverranno:

Claudio Stellari, Coordinatore Cellula Coscioni Lainate e membro di Soccorso Civile – “Soccorso civile. Le disubbidienze”
Massimo Rossi, avvocato, difensore di Marco Cappato nei processi di Fabo e Davide Trentini; giornalista – “Cenni storici e giuridici del suicidio medicalmente assistito”
Michela Palestra, Consigliera regionale Patto Civico – “Le persone sono pronte per una legge. E la politica? Il caso della Regione Lombardia”

Seguirà un panel di discussione con:

Roberto Labianca, oncologo medico, già primario in Oncologia e in Cure Palliative all’Ospedale Papa Giovanni di Bergamo
Claudio Lorenzo Medici, volontario LILT, équipe di cure palliative presso l’hospice Beati Coniugi Martin di Milano
Tatiana Zampollo, Coordinatrice Cellula Coscioni Lainate, Associazione Luca Coscioni

Durante l’evento verranno raccolte firme per la legge regionale di iniziativa popolare sul fine vita “Liberi Subito”.

L’ingresso è libero e gratuito.

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Marco Cappato a Parma per parlare di autodeterminazione e diritti dei cittadini al “DiverCity”

📍 Auditorium HQ Chiesi, Via Paradigna 131/A, Parma
📅 Martedì 16 giugno 2026
🕟 Ore 16:30


Marco Cappato, Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, parteciperà al panel di approfondimento “DiverCity”, realizzato in collaborazione con Chiesi.

L’iniziativa sarà un’occasione di confronto sui temi della salute, dell’inclusione e dei diritti, mettendo al centro esperienze e prospettive diverse in ambito sociale, sanitario e professionale.

Oltre a lui interverranno Caterina Tenisci – ostetrica clinica e divulgatrice, Luca Butini – Presidente ANLAIDS e immunologo, Giacomo Mazzariello – Executive Vice President Group CHRO Chiesi Group, Vito Nigro – Direttore programmi Dynamo Camp

Modererà Valentina Dolciotti, direttrice di DiverCity Magazine.

Per partecipare necessaria registrazione a questo link

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Alessia Cicatelli partecipa a Palestrina all’incontro “Diritti nel fine vita”

📍 Biblioteca Comunale Fantoniana, Via Madonna dell’Aquila, Palestrina
📅 Sabato 13 giugno
🕕 Ore 18:00


Alessia Cicatelli, avvocata e membro di Giunta dell’Associazione Luca Coscioni, parteciperà all’incontro e dibattito aperto “Diritti nel fine vita”, promosso dalla Cellula Coscioni Roma.

L’iniziativa sarà un’occasione di informazione e confronto pubblico dedicata ai diritti nel fine vita, all’autodeterminazione e alla libertà di scelta nelle decisioni sanitarie.

L’incontro permetterà di approfondire il quadro dei diritti oggi riconosciuti in Italia e di promuovere una maggiore consapevolezza sugli strumenti disponibili per esprimere le proprie volontà, a partire dalle Disposizioni Anticipate di Trattamento e dalle possibilità previste dalla normativa vigente.

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Marco Cappato a Rimini per “La voce dei diritti”, nella cornice del festival Biglietti agli amici

📍 Piazza sull’Acqua, Rimini
📅 Martedì 23 giugno
🕗 Ore 20:00


Marco Cappato parteciperà all’incontro “La voce dei diritti”, in dialogo con Marco Missiroli, nella cornice del festival Biglietti agli amici.

L’appuntamento sarà un’occasione di confronto sulle libertà fondamentali, sul rapporto tra legge, etica e responsabilità individuale. A partire dalle battaglie per il fine vita e per i diritti digitali, l’incontro rifletterà sul ruolo della partecipazione attiva e della disobbedienza civile come strumenti capaci di scuotere le coscienze e contribuire alla trasformazione della società.

L’ingresso è libero e senza prenotazione.
Qui maggiori info e programma completo

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Filomena Gallo e Marco Cappato partecipano al Senato alla presentazione de “Il prezzo della libertà” di Valentina Petrini

📍 Sala Caduti di Nassirya, Senato della Repubblica, Piazza Madama 11, Roma📅 Martedì 9 giugno 2026🕚 Ore 11:00


Filomena Gallo, avvocata e Segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni APS, e Marco Cappato, Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni APS, parteciperanno alla conferenza stampa di presentazione del volume “Il prezzo della libertà. Sibilla e Anna, una storia di disobbedienza civile” di Valentina Petrini.

L’iniziativa, promossa su iniziativa della Vice Presidente del Senato Sen. Mariolina Castellone, sarà un’occasione di confronto sul tema della libertà, dell’autodeterminazione e della disobbedienza civile, a partire dalla storia raccontata nel libro che intreccia le storie vere di due donne, Sibilla Barbieri e “Anna” (nome di fantasia, scelto a tutela della privacy), che vivono malattie senza via d’uscita in condizioni sociali ed economiche profondamente diverse. Solo una di loro potrà permettersi di scegliere come affrontare il proprio fine vita.

Dopo i saluti istituzionali di Mariolina Castellone, Vice Presidente del Senato, interverranno:

Valentina Petrini – autrice del volumeFilomena Gallo – avvocata, Segretaria nazionale dell’Associazione Luca CoscioniMarco Cappato – Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, da remoto

L’accesso in sala è consentito fino al raggiungimento della capienza massima. È richiesto abbigliamento consono; per gli uomini è previsto l’obbligo di giacca e cravatta. In caso di esaurimento dei posti in presenza, la conferenza potrà essere seguita in streaming sui canali ufficiali. Gli ospiti e i giornalisti devono accreditarsi scrivendo a: mariadomenica.castellone@senato.it.

Maggiori informazioni sono disponibili nella locandina dell’evento qui.

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A Roma la conferenza stampa di lancio della PDL “PMA PER TUTTE – più diritti, più mamme”


CONFERENZA STAMPA
PMA PER TUTTE
più diritti, più mamme

Lancio della campagna per l’accesso alla procreazione medicalmente assistita per donne single e coppie di donne

Giovedì 11 giugno 2026
ore 11:00
Presso Clubhouse Montecitorio
Via di Monte Citorio 116, Roma


Modera
Alessandra Pellegrini, giornalista

Intervengono
Filomena Gallo – Segretaria dell’Associazione Luca Coscioni
Francesca Re – Coordinatrice della campagna “Pma per tutte”
Alice Spaccini – Membro di Giunta dell’Associazione Luca Coscioni

Seguono gli interventi programmati delle rappresentanti e dei rappresentanti delle associazioni aderenti

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Lista Referendum e Democrazia ha ricondiviso questo.

Mangiare carne è una scelta personale?
Ne ho parlato con la mia amica Giulia Innocenzi. Insieme abbiamo discusso dei danni degli allevamenti intensivi e del perché questa non sia una questione di libertà individuale, ma una responsabilità collettiva.

Qui: youtube.com/watch?v=J5uJQq4wi5…

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Disabilità e democrazia: dopo i referendum da oggi in Italia è possibile firmare digitalmente anche le leggi popolari senza barriere


L’Associazione Luca Coscioni rende possibile per la prima volta la firma digitale con SPID per le persone che sono impossibilitate a sottoscrivere un documento a causa della loro disabilità.

È la prima applicazione concreta della storica sentenza della Corte costituzionale che ha riconosciuto questo diritto di partecipazione democratica


Da oggi, 3 giugno, per la prima volta in Italia le persone con disabilità grave che hanno diritto al voto assistito o domiciliare possono sottoscrivere digitalmente, oltre i referendum, anche le proposte di legge di iniziativa popolare, sia a livello nazionale sia regionale, utilizzando SPID.

Si tratta della prima applicazione concreta di un diritto democratico riconosciuto dalla sentenza n. 3 del 2025 della Corte costituzionale, pronunciata a seguito del ricorso promosso dall’Associazione Luca Coscioni al fianco di Carlo Gentili, malato di SLA e impossibilitato ad apporre una firma autografa.

Con quella storica decisione, depositata nel gennaio 2025, la Consulta ha stabilito che impedire alle persone con grave disabilità fisica di sottoscrivere atti della partecipazione democratica mediante firma digitale costituisce una discriminazione. La Corte ha infatti dichiarato incostituzionali le norme che non prevedono, per chi non è in grado di firmare a causa di un grave impedimento fisico o perché si trova nelle condizioni per esercitare il voto domiciliare, modalità alternative per esercitare pienamente questo diritto.

Poiché la piattaforma pubblica del Ministero della Giustizia consente attualmente la firma digitale soltanto per le iniziative popolari nazionali, l’Associazione Luca Coscioni ha realizzato un sistema di sottoscrizione tramite SPID che permette anche la raccolta firme sulle proposte di legge regionali di iniziativa popolare “Liberi Subito” sul fine vita. L’iniziativa è stata sviluppata in collaborazione con Havant, azienda specializzata nei processi di digitalizzazione.

Per l’Associazione Luca Coscioni Rocco Berardo, coordinatore delle iniziative sulla disabilità, e Lorenzo Mineo, coordinatore della campagna sulla firma digitale, dichiarano: “Grazie a questo sistema le persone aventi diritto potranno firmare digitalmente iniziative come la proposta di legge regionale di iniziativa popolare “Liberi Subito”, che chiede alle regioni di legiferare sul tema del “suicidio assistito” per garantire ai malati tempi certi e procedure chiare, come già succede in Toscana e Sardegna. Attraverso questa procedura rendiamo finalmente effettivo il diritto alla partecipazione democratica anche per le persone che, a causa di disabilità gravi, incontrano ostacoli o impossibilità nell’utilizzo delle modalità tradizionali di sottoscrizione. Ma questo è soltanto un primo passo: vogliamo che la firma digitale per iniziative popolari e liste elettorali sia accessibile a tutti, a ogni livello istituzionale, compreso quello regionale e comunale. Su questo obiettivo promuoviamo un appello che ha già raccolto oltre 56 mila adesioni”.

– Approfondimenti –

Chi può firmare con SPID


Può firmare digitalmente con SPID il cittadino o la cittadina con disabilità grave in possesso di certificazione che attesti una delle seguenti condizioni:

  • grave impedimento fisico, ai sensi dell’art. 55, secondo comma, del DPR 30 marzo 1957, n. 361, dimostrabile ad esempio attraverso la scansione della tessera elettorale che riporti il diritto al voto assistito;

oppure

  • condizione per voto domiciliare, ai sensi dell’art. 1, comma 1, del decreto-legge 3 gennaio 2006, n. 1, convertito con modificazioni dalla legge 27 gennaio 2006, n. 22, dimostrabile tramite copia della certificazione medica rilasciata dalla ASL, già utilizzata in precedenti consultazioni elettorali per l’accesso al voto domiciliare.


Modalità di adesione


Le persone che rientrano in una delle due categorie e desiderano firmare la proposta di legge regionale “Liberi Subito” possono compilare il modulo dedicato. Entro 48 ore dalla compilazione, gli interessati saranno ricontattati via email dall’azienda Havant, che fornirà le istruzioni operative per completare la procedura di firma digitale tramite SPID.

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È morta Lucia, 80enne triestina, costretta ad andare in Svizzera dopo il diniego da parte della Sanità del Friuli-Venezia Giulia


La donna, affetta da una patologia neurodegenerativa, ha dovuto essere accompagnata dagli attivisti di Soccorso Civile, l’associazione per le disobbedienze civili sul fine vita di cui è responsabile legale Marco Cappato, proprio come Martina Oppelli

Giovedì 4 giugno, ci sarà l’autodenuncia alla Questura di Trieste e, alle ore 14:00, una conferenza stampa presso l’Antico Caffè San Marco, in via Cesare Battisti 18 a Trieste


Lucia, 80 enne triestina, affetta da una rara patologia neurodegenerativa, è morta oggi, 3 giugno, in Svizzera, dove è dovuta andare per avere accesso al “suicidio medicalmente assistito”, nonostante fosse nelle condizioni per poterlo ottenere in Italia. È stata accompagnata da Matteo D’Angelo e Antonella Lauvergnac, iscritti a Soccorso Civile, l’associazione che fornisce assistenza alle persone in determinate condizioni, che hanno deciso di porre fine alle proprie sofferenze all’estero, e di cui è presidente e rappresentante legale Marco Cappato.

La donna era affetta da una degenerazione cortico-basale, una rara malattia neurodegenerativa progressiva, incurabile, che determina un precoce decadimento di alcune aree dell’encefalo. A causa della malattia, Lucia aveva gravi limitazioni motorie, dolori diffusi e spasmi. Ma soprattutto non poteva più svolgere alcun tipo di attività senza l’assistenza continuativa dei suoi caregiver. Assumeva una corposa terapia farmacologica, la cui sospensione o interruzione avrebbe determinato sofferenze intollerabili.

Lucia, dopo anni di sofferenza e visto il progressivo peggioramento delle sue condizioni, aveva così deciso di avviare contestualmente il percorso per accedere al suicidio medicalmente assistito sia in Svizzera che in Italia. Il viaggio in Svizzera sarebbe stato lungo e doloroso per lei, nelle sue condizioni, così ad agosto 2025 aveva chiesto la verifica delle condizioni per poter accedere legalmente alla morte volontaria assistita in Italia, sulla base della sentenza “Cappato-Antoniani” 242/2019 della Corte costituzionale.

Dopo una celere attivazione da parte di ASUGI con le visite della commissione medica, a novembre, arriva però il diniego: Lucia non sarebbe stata – secondo ASUGI – dipendente da trattamenti di sostegno vitale, nonostante la documentazione medica attestasse il contrario. A quel punto, a marzo 2026, assistita dal team legale dell’Associazione Luca Coscioni, coordinato dall’avvocata Filomena Gallo, Lucia aveva presentato una diffida ad adempiere ad ASUGI chiedendo di rivalutare le sue condizioni e interpretare il trattamento di sostegno vitale come inteso dalla Corte costituzionale nelle recenti sentenze 135/2024 e 66/2025, che aveva chiarito che i “trattamenti di sostegno vitali” includono la totale dipendenza dall’assistenza continuativa da parte dei caregiver per l’espletamento delle attività quotidiane perché, in sua assenza, la persona non potrebbe sopravvivere, così come la terapia farmacologica somministrata per la stipsi.

Nonostante le nuove visite domiciliari effettuate da ASUGI, Lucia, dopo 10 mesi dalla sua prima richiesta, non ha più ricevuto alcuna comunicazione da parte di ASUGI: né la nuova relazione medica né il nuovo parere del comitato etico. Non volendo aspettare altro tempo in condizioni di sofferenza per lei intollerabile, ha quindi deciso di andare in Svizzera per accedere al suicidio assistito. È il secondo caso dopo quello di Martina Oppelli, che ha ricevuto il medesimo trattamento dalla Regione Friuli-Venezia Giulia.

“Oltre alla sofferenza inflitta dalla malattia, Lucia ha dovuto subire una violenza inflitta dallo Stato italiano. Chiediamo che sia fatta giustizia”, hanno dichiarato Marco Cappato, e Filomena Gallo, rispettivamente Tesoriere e Segretaria Nazionale dell’Associazione Luca Coscioni.

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Il Comune di Vaiano approva un ordine del giorno sul fine vita e lancia un appello al Parlamento


Il Comune di Vaiano, cittadina della provincia di Prato di meno di 10mila abitanti, ha fatto sentire la sua voce su quanto sia importante e sentito il dibattito sul fine vita. Nei giorni scorsi il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno “Libere e liberi fino alla fine: diritto alla scelta con una giusta legge sul fine vita”. Si è trattato di un atto politico simbolico che ancora una volta richiama il Parlamento alla necessità di una legge nazionale chiara e non discriminatoria. L’iniziativa, sostenuta dalla Cellula dell’Associazione Luca Coscioni di Prato, rappresenta molto più di una semplice presa di posizione locale. È il segnale di una crescente attenzione diffusa verso una questione che coinvolge dignità, libertà individuale e diritti fondamentali.

A sottolinearlo è Matteo Mainardi, consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni, che commenta: “L’esperienza di Vaiano dimostra che ogni Comune, anche il più piccolo, può fare la propria parte: approvare un ordine del giorno, chiedere al Parlamento una legge nazionale e sollecitare la propria Regione ad attuare le sentenze della Corte costituzionale. È un segnale importante che arriva dai territori e che conferma quanto il tema del fine vita sia sentito anche a livello locale”. Anche gli enti locali possono avere un ruolo più attivo nel sollecitare il Parlamento a fare la sua parte ricordando come siano rimasti inascoltati i ripetuti richiami della Corte costituzionale. L’iniziativa è stata promossa dalla Consigliera Matilde Calabrese e ha visto il contributo del Consigliere Nicola Menicacci.

“Come Cellula Prato siamo stati felici di sostenere l’iniziativa dei due consiglieri del comune di Vaiano. L’impegno delle giunte comunali e degli enti locali sul diritto alla libertà di scelta nel fine vita è un esempio virtuoso che, se replicato, può davvero amplificare una richiesta sociale che si fa sempre più urgente. Dopo un anno di stallo dovuto al commissariamento del Comune di Prato, siamo ora pronti ad impegnarci in ogni modo per inoltrare la stessa richiesta al neoeletto Consiglio comunale anche nella nostra città”, hanno commentato Matteo Giusti e Barbara Soldi della Cellula Coscioni di Prato.

La decisione di Vaiano assume quindi un significato che supera i confini del singolo Comune. È il segnale di una crescente pressione dal basso che richiama Parlamento e istituzioni nazionali alla necessità di affrontare in modo strutturale e definitivo il tema del fine vita.

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A 48 anni dalla legge 194, il diritto di scegliere non può dipendere dalla Regione in cui si vive


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Il 22 maggio 1978 entrava in vigore la legge 194, una delle norme più importanti della storia repubblicana italiana. Per la prima volta, il nostro ordinamento disciplinava l’interruzione volontaria della gravidanza in condizioni di sicurezza, all’interno del Servizio sanitario nazionale. A distanza di 48 anni, la legge 194 resta un pilastro, ma la sua applicazione continua a essere disomogenea e, in molti casi, ostacolata da barriere organizzative e interpretazioni restrittive.

➡ Campania, Lazio ed Emilia-Romagna: dove l’aborto farmacologico può avvenire senza ricovero


Nelle ultime settimane, la Campania si è aggiunta al Lazio e all’Emilia-Romagna tra le Regioni che consentono alle donne di effettuare l’aborto farmacologico senza ricovero e di assumere a casa il secondo farmaco, il misoprostolo. Insieme a queste Regioni bisogna anche considerare le Province autonome di Trento e Bolzano.

Si tratta di una modalità già prevista dalle linee guida del Ministero della Salute dal 2020, che recepiscono le indicazioni scientifiche internazionali e consentono l’interruzione volontaria di gravidanza farmacologica fino a 9 settimane di gestazione in regime ambulatoriale o consultoriale.

Ciò significa che la donna può effettuare la procedura senza essere ricoverata in ospedale, assumendo il primo farmaco in consultorio o in ambulatorio, con la possibilità di scegliere di assumere il secondo farmaco, due giorni dopo, nella propria casa. Si tratta di una soluzione clinicamente sicura e meno onerosa per il sistema sanitario.

➡ L’aborto farmacologico, una procedura sicura e appropriata


L’aborto farmacologico è una procedura consolidata, raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e adottata da anni in numerosi Paesi europei. Il ricovero in ospedale non aumenta la sicurezza della procedura ma, al contrario, può esporre la donna a rischio di infezioni ospedaliere oltre a limitarne totalmente la libertà di scelta del metodo. Il meHa anche un importante riscontro economico perché comporta costi più elevati per il Servizio sanitario sprecando risorse sanitarie.

Il caso della Lombardia è emblematico perché rappresenta uno spreco di risorse pubbliche, senza alcun beneficio clinico. In questa Regione l’aborto farmacologico in day hospital costa più del chirurgico: 1.246 euro per l’aborto farmacologico in day hospital, mentre quella chirurgica 952 euro.

➡ Una geografia dei diritti ancora troppo diseguale: la campagna Aborto senza ricovero


Oggi il diritto di scegliere come affrontare un’interruzione di gravidanza in Italia continua a dipendere dal luogo di residenza. Nella maggior parte delle Regioni italiane, infatti, l’aborto farmacologico senza ricovero non è ancora garantito. Questo significa che due donne nelle medesime condizioni possono ricevere trattamenti diversi solo perché vivono in territori differenti dello stesso Paese. Una disparità che contraddice il principio di universalità del Servizio sanitario nazionale e svuota di significato un diritto riconosciuto dalla legge.

Per superare queste disuguaglianze, l’Associazione Luca Coscioni ha lanciato la campagna Aborto senza ricovero.

L’obiettivo è semplice e concreto: garantire in tutte le Regioni italiane la piena applicazione delle linee guida ministeriali del 2020. Le donne devono poter scegliere di accedere all’aborto farmacologico entro le prime 9 settimane, devono poter effettuare la procedura in consultorio o ambulatorio e infine devono poter assumere il secondo farmaco a casa. “Ci auguriamo che tutto questo sarà presto possibile ovunque. Perché i diritti non dovrebbero dipendere dalla Regione in cui viviamo”, commentano Anna Pompili, ginecologa e Consigliera generale dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica APS, Mirella Parachini, ginecologa e Vice-segretaria dell’Associazione Luca Coscioni e Chiara Lalli, bioeticista e Consigliera generale dell’Associazione Luca Coscioni.


La dottoressa Pompili già in altre occasioni ha spiegato “le ostilità e le limitazioni all’accesso all’aborto farmacologico e l’incomprensibile resistenza alla deospedalizzazione di questa procedura, ammessa ormai 5 anni fa dall’aggiornamento delle linee di indirizzo ministeriali. Incomprensibile – ha continuato – perché cozza con un principio fondamentale delle politiche di salute pubblica, che è quello dell’appropriatezza delle prestazioni, al quale il governo ci richiama costantemente: a parità di sicurezza ed efficacia, e se la persona assistita lo consente, devono essere privilegiati i setting assistenziali che richiedono un minor impegno – economico e organizzativo – per il sistema sanitario.

Eseguire la procedura in consultorio o in un poliambulatorio, consegnando alle donne il secondo farmaco da assumere a casa, e limitare i ricoveri ospedalieri ai soli casi in cui vi sia una specifica richiesta della donna o in cui vi sia la necessità di un attento monitoraggio clinico (ad esempio per la presenza di particolari patologie) dovrebbe essere la norma, esattamente come accade nella quasi totalità degli altri Paesi. Il ricovero in ospedale dovrebbe dunque essere un’eccezione: perché non aumenta la sicurezza della procedura, perché aumenta il rischio di contrarre infezioni (lo sapevamo già, ma la pandemia ce lo ha confermato), perché evita uno spreco inaccettabile di risorse pubbliche”.

➡ La legge 194 va applicata, ma anche aggiornata


Difendere la legge 194 non significa considerarla intoccabile, al contrario, l’esperienza clinica, l’evoluzione scientifica e il confronto con altri ordinamenti suggeriscono l’opportunità di intervenire su alcune disposizioni che oggi mostrano limiti evidenti.

Eliminare il periodo di riflessione di sette giorni


La legge prevede che, salvo urgenza, tra il rilascio del certificato e l’intervento trascorrano sette giorni. Le procedure per l’interruzione volontaria di gravidanza sono sicure; è possibile comunque avere complicazioni, la cui incidenza aumenta con l’aumentare dell’epoca gestazionale. Se la donna è convinta della sua scelta, costringerla a soprassedere sulla sua decisione per un periodo la cui durata è fissata per legge la espone solo a un rischio maggiore di complicazioni, per la salute fisica e per la salute psichica. La riflessione deve essere una possibilità, non un obbligo.

Estendere il rischio grave per la salute fisica o psichica anche oltre la soglia di vitalità fetale


Al momento, quando c’è la possibilità per il feto di vivere al di fuori dell’utero (intorno alla ventiduesima settimana) la legge permette l’aborto solo se c’è un pericolo grave per la vita della donna. Questo corrisponde a una scelta legislativa molto rigorosa e penalizzante, configurabile come un vero e proprio “obbligo di continuazione della gravidanza”, anche in presenza di gravi patologie fetali che possono mettere a rischio la salute fisica o psichica della donna. Questa impostazione può costringere donne che affrontano gravissime patologie fetali a proseguire la gravidanza contro la propria volontà, con conseguenze profondamente traumatiche.

Eliminare l’obbligo di “salvaguardare la vita del feto”


La Legge 194 impone al medico di adottare ogni misura idonea a salvaguardare la vita del feto in caso di aborto dopo la soglia di vitalità. Attualmente, oltre la ventiduesima settimana non è possibile l’aborto in utero (feticidio), raccomandato da tutte le società scientifiche internazionali. Qualora il feto, dopo l’induzione dell’aborto, dovesse nascere vivo, il medico sarebbe costretto a rianimarlo, anche se gravemente malato e senza prospettive di vita a lungo termine. Si rischia dunque di partorire un figlio che, oltre al problema che ha motivato l’aborto, avrebbe tutti i problemi derivanti dalla grande prematurità. Una prospettiva inaccettabile per moltissime donne che decidono dunque di rivolgersi a strutture all’estero.

Il problema dei dati: senza trasparenza non c’è tutela


Per monitorare l’effettiva applicazione della legge 194 servono dati completi, aggiornati e accessibili. Oggi, invece, la relazione ministeriale viene pubblicata con forte ritardo e presenta dati aggregati per media regionale che non consentono di individuare le criticità territoriali: l’ultima relazione ministeriale è stata pubblicata con un ritardo di un anno e con i dati del 2023. Per questo l’Associazione Luca Coscioni chiede open data dettagliati.

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Caso di Maria Cristina, Gallo e Cappato: “L’ULSS le nega un diritto costituzionale senza nemmeno averla visitata e senza spiegazioni. Decisione grave e illegittima”


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La donna di Treviso insieme all’Associazione Luca Coscioni aveva inviato una diffida e messa in mora all’azienda sanitaria per sollecitare l’attivazione urgente della procedura


Dopo oltre due mesi di attesa, Maria Cristina, malata oncologica terminale di 77 anni affetta da mesotelioma pleurico – una forma tumorale aggressiva del rivestimento polmonare a prognosi infausta per cui non esistono cure risolutive e di poco modificabile con i trattamenti chemioterapici a disposizione – ha ricevuto dall’ULSS una comunicazione con la quale le viene notificato un diniego alla richiesta di accesso al suicidio medicalmente assistito.

Nonostante il progressivo aggravamento del quadro clinico, continua a sottoporsi alla chemioterapia pur in una condizione sempre più complessa e gravosa.

Il trattamento è stato ridotto al 60% del dosaggio previsto perché non più adeguatamente tollerato: dopo ogni ciclo la paziente è costretta a convivere con una debilitazione protratta, difficoltà respiratorie e importanti effetti collaterali che incidono pesantemente sulla qualità della vita.

➡ Dichiarano Filomena Gallo e Marco Cappato


“Si tratta di una decisione gravissima, resa ancora più grave dal fatto che l’Azienda sanitaria non ha indicato le ragioni del diniego, non ha specificato quale dei requisiti individuati dalla Corte costituzionale sarebbe risultato mancante, non ha trasmesso la relazione del Gruppo Tecnico né il parere del Comitato Etico sui quali la decisione sarebbe fondata.

Ad oggi Maria Cristina si trova nella paradossale condizione di vedersi negato l’accesso a un percorso riconosciuto dalla Corte costituzionale senza essere messa nelle condizioni di conoscere le motivazioni della decisione e di esercitare pienamente il proprio diritto di difesa.

Ancora più sconcertante è che la signora non sia mai stata visitata dal Gruppo Tecnico incaricato della verifica. Ci troviamo di fronte a una valutazione effettuata esclusivamente sulla base della documentazione sanitaria, senza alcun confronto diretto con una persona che vive una condizione clinica irreversibile, una prognosi infausta e sofferenze intollerabili.

La Corte costituzionale ha previsto che il Servizio Sanitario Nazionale effettui verifiche rigorose, complete e tempestive. Non ha certo autorizzato procedure opache nelle quali una persona gravemente malata riceve un semplice “no” privo di motivazione, senza conoscere gli atti e le valutazioni che hanno determinato una decisione destinata a incidere sui diritti fondamentali della persona.

Per questa ragione chiederemo immediatamente l’accesso integrale a tutti gli atti del procedimento, alle relazioni degli specialisti e al parere del Comitato Etico. Valuteremo inoltre con Maria Cristina ogni iniziativa giudiziaria necessaria per tutelare i suoi diritti. Sarà una corsa contro il tempo, un tempo che purtroppo la nostra assistita non ha più. Questa vicenda dimostra ancora una volta quanto sia urgente approvare anche in Veneto una disciplina che preveda tempi certi per ogni persona malata, procedure trasparenti e responsabilità chiare. esattamente ciò che è previsto dalla nostra proposta di legge regionale “Liberi Subito”.

Nessuna amministrazione pubblica dovrebbe poter lasciare una persona nell’incertezza per mesi e poi comunicarle un diniego senza metterla nelle condizioni di comprenderne le ragioni. Il tempo che si perde in queste procedure non è tempo amministrativo. È vita che se ne va. E di questo qualcuno dovrà assumersi la responsabilità”.

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Marco Cappato a Rapallo per “Demografia e democrazia nell’era digitale: i giovani protagonisti”

📍Porto Carlo Riva – Rapallo (GE)
📅Sabato 6 giugno 2026
🕕Ore 11:50
Evento non aperto al pubblico


Marco Cappato, Tesoriere Associazione Luca Coscioni APS e Presidente di Eumans, parteciperà al panel “Demografia e democrazia nell’era digitale: i giovani protagonisti”, insieme a Francesco Billari, Rettore dell’Università Bocconi. Il dibattito, all’interno del 55° Convegno dei Giovani Imprenditori di Confindustria, esplorerà il ruolo dei giovani nella società contemporanea e le sfide demografiche e digitali che li coinvolgono.

Evento non aperto al pubblico.
Prevista la diretta streaming disponibile sul canale YouTube: www.youtube.com/@GIConfindustriaPer il programma completo e tutti gli altri eventi si rimanda alla locandina completa QUI.

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Che dire? Sono d'accordo, almeno sul rischio tecnocratico di cui parla papa Leone nella sua enciclica. Tra le pagine però manca una cosa fondamentale. Se volete sapere cos'è, potete leggere la mia newsletter che esce il sabato su Substack.

Qui: substack.com/@marcocappato

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La Cellula Coscioni Treviso organizza lo Sportello sul Testamento Biologico

📍 Libreria San Leonardo, Piazza Santa Maria dei Battuti 16, Treviso
📅 Sabato 6 giugno 2026
🕙 Dalle 10:00 alle 12:00


La Cellula Coscioni Treviso organizza a Treviso una nuova giornata dello Sportello Testamento Biologico, uno spazio dedicato a DAT (testamento biologico), pianificazione condivisa delle cure, consenso informato, rifiuto di trattamenti sanitari, cure palliative, sedazione palliativa profonda e morte volontaria medicalmente assistita.

Lo sportello è coordinato da un volontario della Cellula esperto di biodiritto e si svolgerà in presenza del dott. Antonio Orlando, oncologo palliativista, già responsabile sanitario dell’Hospice Casa dei Gelsi.

Sono previsti 4 appuntamenti di circa 30 minuti ciascuno.
Per partecipare è necessario prenotarsi:
+39 328 69 66 553
CELLULATREVISO@ASSOCIAZIONELUCACOSCIONI.IT

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La Cellula Coscioni Lodi organizza uno sportello informativo sul testamento biologico

📍 C/O CGIL, via Pietrasanta 3, Codogno
📅 Sabato 6 giugno 2026
🕤 Ore 09:30 – 11:30


La Cellula Coscioni Lodi, in collaborazione con CGIL Lodi, propone uno sportello informativo dedicato al tema delle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT), conosciute anche come testamento biologico.

In occasione dello sportello sarà inoltre possibile firmare la proposta di legge regionale “Liberi Subito”, per garantire procedure certe sul fine vita in Lombardia.
Per ulteriori informazioni cellulalodi@associazionelucacoscioni.it

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La Cellula Coscioni di Milano organizza uno sportello informativo sul Testamento Biologico

📍 Vicolo Calusca 10 (angolo Corso di Porta Ticinese 106) – Milano
🗓 Mercoledì 17 giugno 2026
🕡 Dalle 18:30 alle 20:30


La Cellula Coscioni di Milano, in collaborazione con il Municipio 1 del Comune di Milano, organizza un nuovo appuntamento dello sportello informativo sul Testamento Biologico, dedicato a tutte le persone che desiderano saperne di più sulle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT).
Servizio su prenotazione scrivendo a: cellulamilano@associazionelucacoscioni.it

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La Cellula Coscioni di Milano organizza uno sportello informativo sul Testamento Biologico

📍 Vicolo Calusca 10 (angolo Corso di Porta Ticinese 106) – Milano
🗓 Mercoledì 3 giugno 2026
🕡 Dalle 18:30 alle 20:30


La Cellula Coscioni di Milano, in collaborazione con il Municipio 1 del Comune di Milano, organizza un nuovo appuntamento dello sportello informativo sul Testamento Biologico, dedicato a tutte le persone che desiderano saperne di più sulle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT).
Servizio su prenotazione scrivendo a: cellulamilano@associazionelucacoscioni.it

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La Cellula di Torino interviene all’evento “Decisioni di salute” a Ivrea

📍 Polo Formativo Universitario Officina H, Via Monte Navale, Ivrea
📅 Sabato 1 giugno 2026
🕘 Ore 09:00 – 13:00
Accreditato ECM


La Cellula Coscioni Torino sarà presente all’evento formativo regionale ECM “Decisioni di salute”, organizzato nell’ambito della riunione annuale del progetto “Tutti in rete con la bussola”.

All’incontro parteciperanno:

  • Davide Di Mauro, Coordinatore della Cellula Coscioni Torino
  • Paola Angela Stringa, Avvocata e giurista per le libertà Associazione Luca Coscioni APS
  • Erika Milanesio, Infermiera e responsabile scientifico del corso
  • Lorenzo Gagliardi, Ricercatore post doc in Psicologia dello Sviluppo e Socializzazione, Università di Padova
  • Diego Targhetta Dur, Direttore del Polo Formativo Universitario Officina H

I relatori approfondiranno i temi delle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT), del consenso informato e dei diritti dei cittadini in materia di salute e autodeterminazione.

Per il programma completo e ulteriori informazioni sull’evento ECM, si rimanda alla locandina ufficiale.

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I Diritti Sconosciuti – Disposizioni anticipate di trattamento con la Cellula Coscioni Pavia

📍 Sala Cà dei Passeri, Via Parco Vecchio 6, San Genesio ed Uniti
📅 Venerdì 5 giugno 2026
🕘 Ore 21:30


La Cellula Coscioni di Pavia, in collaborazione con l’associazione culturale Futura, organizza un incontro pubblico di informazione dedicato alle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT), con focus sui temi del testamento biologico, del suicidio medicalmente assistito e dell’eutanasia.

Si terrà il panel con gli interventi di:

  • Roberto Imberti, rianimatore e farmacologo
  • Davide Albanese, medico palliativista

Moderano l’incontro Francesca Bonemazzi e Loris Tissino.

L’iniziativa offre uno spazio di confronto su aspetti legali e pratici delle DAT e delle scelte di fine vita, con la possibilità per il pubblico di porre domande e approfondire i temi trattati.

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La Cellula Coscioni di Roma organizza uno sportello informativo sul Testamento Biologico

📍 Mercato coperto di via Catania 70 – Roma
🗓 Giovedì 4 maggio 2026
🕡 Dalle 09:00 alle 13:00


La Cellula Coscioni di Roma, in collaborazione con il MUNICIPIO II di Roma organizza uno sportello informativo sul Testamento Biologico, dedicato a tutte le persone che desiderano saperne di più sulle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT). Durante l’incontro sarà possibile ricevere informazioni chiare e aggiornate su quali sono i diritti sanciti dalla legge 219/2017

Accesso libero, per maggiori informazioni cellularoma@associazionelucacoscioni.it

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Maria Cristina, paziente oncologica terminale veneta, attende da 2 mesi la verifica delle condizioni per accedere al “suicidio assistito” e diffida l’ASL ad agire prima che sia troppo tardi


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Chiedo una morte dignitosa e chiedo che mi venga garantito il rispetto della legge al più presto”


Maria Cristina, 77enne della provincia di Treviso, da settembre 2025 è affetta da un mesotelioma pleurico, una forma tumorale aggressiva del rivestimento polmonare a prognosi infausta per cui non esistono cure risolutive e di poco modificabile con i trattamenti chemioterapici a disposizione.

Di fronte alla irreversibilità della malattia e al progressivo peggioramento delle sue condizioni, Maria Cristina, inizialmente decisa ad andare in Svizzera, lo scorso 25 marzo ha chiesto alla propria azienda sanitaria la verifica delle condizioni per accedere al suicidio medicalmente assistito in Italia. Maria Cristina è, infatti, in possesso dei requisiti individuati dalla Corte Costituzionale nella sentenza Cappato/Dj Fabo per l’accesso alla morte volontaria assistita: è affetta da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche e psicologiche che considera intollerabili, ed è tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale.

Tuttavia, a oltre due mesi dalla richiesta, non è ancora stata sottoposta nemmeno alle visite domiciliari da parte della commissione multidisciplinare.

Il 30 aprile, assistita dal team legale coordinato da Filomena Gallo, avvocata e Segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, la donna ha inviato una diffida e messa in mora all’azienda sanitaria per sollecitare l’attivazione urgente della procedura, prima che sia troppo tardi. La risposta dell’ASL, giunta il 5 maggio, si è limitata a informare che le verifiche sono “tuttora in corso”, senza fornire però tempistiche certe.

➡ Le parole di Maria Cristina


Che qualità di vita mi si prospetta se non c’è speranza di anche lieve miglioramento? C’è una legge? Pretendo che venga rispettata. È onorevole, dignitoso, caritatevole e umano costringere i miei cari a vedermi straziata dai dolori e ridotta ad una larva umana? C’è giustizia a ridurre una persona instupidita dalla morfina (che blocca l’intestino, costringe a defecare con lassativi che danno dolori al ventre, fanno sbavare e rendono un essere umano privo di dignità)? È civile tutto questo?

Non mi si venga a raccontare che le persone in quegli stati non soffrono. Non è vero! Io sono stata “curata” per 3 mesi con la morfina, quando mi torcevo nel letto con 7 vertebre rotte. So quel che dico. Si riesce a pensare. E anche a soffrire. È civile tutto questo? Chiedo una morte dignitosa e chiedo che mi venga garantito il rispetto della legge e al più presto. Perché, dopo, potrei non essere più in grado di sostenere battaglie burocratiche.


“Se la nostra legge di iniziativa popolare “Liberi Subito” fosse approvata, non si perderebbe tempo per costituire di volta in volta la Commissione multidisciplinare, perché ne esisterebbe una già costituita in grado di prendere tempestivamente in carico la richiesta del paziente ed effettuare le relative verifiche, come è responsabilità del Servizio Sanitario della Regione Veneto.

L’esempio virtuoso è quello della Toscana dove – grazie alla nostra legge di iniziativa popolare e alla circolare di Giunta – è in vigore il termine di un mese per dare una risposta. Ecco perché auspichiamo che si dia a Maria Cristina una risposta in “tempi celeri”, come previsto dalla Corte costituzionale, e si approvi la legge Liberi Subito”, hanno dichiarato Marco Cappato e Filomena Gallo, rispettivamente Tesoriere e Segreteria Nazionale dell’Associazione Luca Coscioni.

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La Cellula Coscioni Genova all’evento “Non troppo tardi. PMA, diritto alla genitorialità e fine vita”

📍Music For Peace – Via Balleydier 60, Genova
📅 Mercoledì 3 giugno 2026
🕘 Ore 20:00


La Cellula Coscioni Genova parteciperà all’incontro “Non troppo tardi. PMA, diritto alla genitorialità e fine vita”, all’interno della cornice del Che Festival, una serata di approfondimento sui diritti civili e sull’autodeterminazione, con particolare attenzione alla genitorialità e al fine vita.

Si terrà un dibattito con gli interventi di:

  • Simone D’Angelo, Consigliere Regionale
  • Gianni Pastorino, Consigliere Regionale
  • Gloria De Andreis, Cellula Coscioni Genova

Moderazione: Valentina Bocchino, Giornalista di Genova Today

Entrata con generi di prima necessità.

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La Cellula Coscioni di Roma organizza uno sportello informativo sul Testamento Biologico

📍 MUNICIPIO III di Roma, Via Umberto Fracchia 45 – Roma
🗓 Mercoledì 10 maggio 2026
🕡 Dalle 08:30 alle 13:00


La Cellula Coscioni di Roma, in collaborazione con il MUNICIPIO III di Roma organizza uno sportello informativo sul Testamento Biologico, dedicato a tutte le persone che desiderano saperne di più sulle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT). Durante l’incontro sarà possibile ricevere informazioni chiare e aggiornate su quali sono i diritti sanciti dalla legge 219/2017

Accesso libero, per maggiori informazioni cellularoma@associazionelucacoscioni.it

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La gallery di Maggio


Continua la sensibilizzazione sulle nostre iniziative in tutta l’Italia, mentre la raccolta firme per “Liberi Subito” in Lombardia e Lazio prosegue, con dei testimonial d’eccezione. Clicca sull’icona della macchina fotografica per scorrere le foto!

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Lista Referendum e Democrazia ha ricondiviso questo.

14 milioni di persone moriranno entro il 2030 a causa dello smantellamento di UsAid voluto da Trump, secondo la rivista Lancet.
Alle elezioni di Midterm sapremo se una democrazia può rendersi responsabile di un disastro del genere senza reagire.

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Maria Sole Giardini all’evento “Una famiglia, tante famiglie” con la Cellula Coscioni Alessandria

📍 Teatro Parvum, Sala Giovani, Via Mazzini 85, Alessandria
📅 Venerdì 29 maggio 2026
🕘 Ore 21:00


Maria Sole Giardini Consigliera generale dall’Associazione Luca Coscioni, giornalista e autrice di “Roki, storia di una battaglia” parteciperà all’evento “Una famiglia, tante famiglie – Genitorialità come percorso trasversale e includente” organizzato dalla Cellula Coscioni Alessandria.

Oltre a Maria Sole Giardini interverranno, Simona Ongarelli giornalista, Alice Monferino medico di famiglia e Stefano Botto insegnante di danza Modererà l’incontro: Sonia Fogagnolo ed Elisabetta Maccanti, coordinatrici della Cellula Coscioni Alessandria.

L’iniziativa sarà un’occasione di approfondimento sui diversi percorsi di genitorialità e sull’inclusione delle famiglie nelle loro molteplici forme.

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La Cellula Coscioni Pordenone organizza “Liberi sino alla fine: conoscere per scegliere”

📍 Ex tipografia Savio, via Torricella 2, Pordenone
📅 Giovedì 28 maggio 2026
🕕 Ore 18:00


La Cellula Coscioni Pordenone organizza un incontro pubblico di informazione e sensibilizzazione dedicato al tema del fine vita. Durante la serata si parlerà dell’evoluzione normativa in Italia, dei diritti attualmente riconosciuti e delle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT).

Si terrà un dibattito con gli interventi di Raffaella Barbieri, coordinatrice della Cellula Coscioni di Udine, e Davide Mazzon, anestesista rianimatore e membro della Consulta di Bioetica, moderato da Francesca Bonemazzi e Loris Tissino. Concluderà Alessandro Boscariol del Circolo C. Masutti.

Evento organizzato in collaborazione con il Circolo Costante Masutti e all’UAAR Pordenone.

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Alessia Cicatelli partecipa a Terni alla presentazione del libro “Arkansas” di Chiara Tagliaferri

📍 Bloom, Via Luigi Galvani 11B, Terni
📅 Venerdì 5 giugno 2026
⏰ Ore 18:00


Alessia Cicatelli Avvocata e membro di Giunta dell’Associazione Luca Coscioni APS parteciperà alla presentazione organizzata dalla Cellula Coscioni Terni del libro “Arkansas. Storia di mia figlia” con l’autrice Chiara Tagliaferri. L’evento sarà occasione per approfondire il tema della GPA attraverso la storia personale e straordinaria della scrittrice, del percorso lungo sette anni per diventare madre tramite gestazione per altri negli Stati Uniti e del significato di maternità e famiglia oggi.

L’incontro moderato da Maria Sole Giardini, giornalista e attivista della Cellula Coscioni Terni e vedrà inoltre l’intervento di Raffaele Giuliani, psicologo e divulgatore politico

Al termine dell’incontro sarà possibile incontrare l’autrice per il firmacopie. L’ingresso è libero e gratuito fino a esaurimento posti.
Locandina completa qui

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Cresce il consenso della politica USA per gli psichedelici. Il caso Minnesota


Testo preparato con Peppe Brescia


Nelle ultime settimane il Parlamento del Minnesota ha mosso un importante passo verso la creazione di un programma pilota di terapia assistita con psilocibina.

La misura è stata presentata sotto forma di emendamento a un pacchetto più ampio di riforme sotto il profilo sanitario, approvato dalla Camera dei Rappresentanti lo scorso 8 Maggio, con 114 voti favorevoli e 15 contrari.

In base al progetto, si prevede lo sviluppo di un programma sperimentale destinato fino a 1000 persone adulte affette da condizioni patologiche come depressione resistente ai trattamenti, disturbo post-traumatico da stress (PTSD), dolore cronico e utilizzo problematico di sostanze. La somministrazione del trattamento potrà avere luogo presso residenze private autorizzate o strutture di trattamento abilitate, rigorosamente sotto la supervisione di facilitatori professionisti. Stando al testo dell’emendamento, in un primo momento le licenze in concessione dovrebbero limitarsi a un numero totale compreso tra le 20 e le 50.

Secondo uno schema divenuto ormai canonico per questo tipo di sperimentazioni, le sedute verranno suddivise in tre fasi: preparazione tramite colloquio tra paziente e figura medica abilitata, somministrazione vera e propria, infine una fase di integrazione.

Per quanto riguarda la gestione del processo e definizione dei regolamenti, esse saranno affidate all’Office of Cannabis Management dello Stato (OCM), l’agenzia con funzioni di controllo sulle vendite statali di Cannabis.

Un aspetto che resta da rimarcare, in linea con una tendenza recentemente osservata nel contesto statunitense, è costituito dal carattere bipartisan del sostegno politico all’iniziativa: in Minnesota il disegno di legge ha infatti raccolto consensi sia tra i democratici che tra la maggioranza degli esponenti repubblicani, all’insegna di un progressivo indebolimento delle polarizzazioni ideologiche guidato dall’emersione di evidenze scientifiche sempre più autorevoli.

Allo stesso modo, anche l’amministrazione federale sembra mostrare un atteggiamento di maggiore apertura. Emblematico, da questo punto di vista, il recente stanziamento alla ricerca da 50 milioni di dollari concesso dall’amministrazione Trump. Secondo quanto sottolineato nel corso del dibattito parlamentare del Minnesota, la possibilità di intercettare parte di queste risorse per sostenere il programma pilota rappresenta un’opzione fortemente caldeggiata dai legislatori dello Stato.

Come affermato dal deputato repubblicano Nolan West, tale disponibilità di fondi rappresenterebbe di fatto “uno dei motivi principali” per implementare il programma statale di terapie assistite da psilocibina, al fine di portare alla creazione di “un programma che aiuterà molte persone con gravi patologie, e che sarà finanziato dal governo federale”.

Parallelamente, anche la Commissione Finanze del Senato del Minnesota ha incaricato l’OCM di sondare la possibilità di sfruttamento statale degli stanziamenti federali. Per l’entrata in vigore della riforma si resta in attesa del passaggio in Senato. Nel frattempo, il dibattito pubblico si conferma piuttosto vivace.

Secondo il promotore della proposta, il deputato Andy Smith, “la psilocibina ha dimostrato, attraverso numerose e preziose ricerche, una straordinaria capacità di aiutare coloro che lottano con una vasta gamma di problemi di salute mentale, dalla depressione al recupero dalle dipendenze, nonché al disturbo da stress post-traumatico, in particolare nei veterani, negli agenti delle forze dell’ordine e in coloro che hanno vissuto un evento traumatico, così come nelle vittime di aggressioni”.

Sul fronte opposto, gli esponenti più critici hanno definito l’azione legislativa come eccessivamente prematura, invocando un atteggiamento di maggior prudenza e riportando la questione sotto il profilo penale più che in ambito sanitario.

“Stiamo semplicemente depenalizzando il reato. È un passo davvero enorme”, ha infatti affermato con una punta di sarcasmo il senatore repubblicano Michael Kreun.

Rimanendo in attesa della discussione in Senato, il Minnesota potrebbe quindi unirsi a New Mexico, New Jersey, Oregon e Colorado, divenendo il prossimo stato USA a consentire l’utilizzo medico di una molecola psichedelica. Obiettivo che potrebbe essere presto condiviso con un altro Stato. Anche la Louisiana ha infatti avviato un iter affine, con l’intenzione di istituire un programma terapeutico assistito da sostanze psichedeliche da svolgere sotto la supervisione del Dipartimento della Salute statale.

La peculiarità della riforma consiste nelle modalità di reperimento degli stanziamenti alla ricerca, che verranno infatti prelevati da fondi derivanti da accordi extragiudiziali legati ai processi sulla cosiddetta crisi degli oppioidi.

Nel corso del dibattito parlamentare, la proposta ha raggiunto l’unanimità assoluta sia alla Camera che al Senato.

In virtù di un emendamento, che oltre a psilocibina e ibogaina ha incluso l’MDMA nel novero delle molecole su cui condurre le ricerche, si renderà tuttavia necessaria una nuova approvazione della proposta da parte del Senato.

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In Piemonte, “Liberi Subito” supera le 5mila firme, oltre metà dell’obiettivo necessario


Tutti i prossimi tavoli già in programma e le modalità per organizzarli nelle altre città


A un mese dall’avvio della raccolta firme per la proposta di legge regionale di iniziativa popolare “Liberi Subito” sono già oltre 5.000 le sottoscrizioni raccolte dall’Associazione Luca Coscioni in Piemonte: oltre metà dell’obiettivo necessario per portare il testo all’esame del Consiglio regionale.

L’obiettivo resta quello di raggiungere le 8.000 firme entro sei mesi, per chiedere anche in Piemonte quanto già ottenuto in Toscana e Sardegna, dove sono state approvate norme per garantire tempi e procedure certe nell’accesso al suicidio medicalmente assistito.

“Il risultato raggiunto in appena un mese dimostra che in Piemonte esiste una forte domanda di civiltà, chiarezza e rispetto dei diritti delle persone che affrontano condizioni di sofferenza irreversibile”, dichiarano Davide Di Mauro e Lidia Sessa, coordinatori regionali della raccolta firme per la proposta di legge ‘Liberi Subito’ per l’Associazione Luca Coscioni, “Aver superato quota 5.000 firme in così poco tempo significa che i cittadini Piemontesi chiedono alla politica regionale di assumersi le proprie responsabilità e garantire procedure certe, tempi definiti e uguali diritti su tutto il territorio piemontese. La sentenza della Corte costituzionale ha chiarito che le Regioni possono intervenire per assicurare l’effettività di un diritto già riconosciuto. Ora spetta al Piemonte non restare indietro rispetto a quanto già fatto da Toscana e Sardegna. Continueremo nelle prossime settimane con decine di tavoli di raccolta firme, convinti che il traguardo delle 8.000 sottoscrizioni sia alla nostra portata e che il Consiglio regionale non possa più ignorare la richiesta di partecipazione che arriva da migliaia di cittadini. Grazie ai Sindaci di Moncalieri, Settimo, Borgaro, Rivoli e Condove e Cuorgnè che hanno già sottoscritto la proposta è quelli che si accingono a farlo, rinnovando l’invito a tutte le forze politiche il sostegno formale e pubblico alla proposta dell’associazione Luca Coscioni”

La proposta di legge “Liberi Subito” si inserisce nel solco tracciato dalla sentenza n. 204/2025 della Corte costituzionale, che ha chiarito come le Regioni possano intervenire per disciplinare modalità e tempi di accesso alle procedure, nell’ambito della tutela della salute. L’obiettivo è rendere concretamente esigibile un diritto già riconosciuto, attraverso regole prosegue la mobilitazione con numerosi tavoli di raccolta firme sul chiare, uniformi e trasparenti.

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“La maggioranza ritiri la legge che blocca il Senato: si applichi il regolamento e si discuta la legge di iniziativa popolare Eutanasia Legale”


“È tempo di rispettare l‘art 71 della Costituzione: “Il popolo esercita l’iniziativa delle leggi”. Chiediamo incontro al Presidente La Russa”


“Le notizie emerse dai lavori delle Commissioni del Senato confermano, ancora una volta, l’assenza di una reale volontà politica di dare all’Italia una buona legge sul fine vita. Da mesi si susseguono rinvii e mediazioni, perché il testo base della maggioranza è palesemente incostituzionale e va ritirato. Nel frattempo, aspetta da oltre un anno di essere discusso il disegno di legge di iniziativa popolare “Eutanasia legale” sottoscritto da oltre 74.000 cittadine e cittadini, ai quali si sono aggiunti altri 25.000 cittadini in occasione della nostra mobilitazione di aprile”. Lo dichiarano Filomena Gallo e Marco Cappato per l’Associazione Luca Coscioni e per il Comitato promotore della proposta di legge popolare “Disposizioni in materia di aiuto medico alla morte volontaria”.

Il Regolamento del Senato prevede espressamente che, decorso il termine per l’esame in Commissione, i disegni di legge di iniziativa popolare siano iscritti d’ufficio nel calendario dei lavori dell’Assemblea. Quella previsione è stata introdotta proprio per impedire che le proposte sottoscritte dai cittadini venissero lasciate ferme indefinitamente in Commissione.

È esattamente ciò che sta accadendo oggi. Il Parlamento è libero di discutere, modificare o respingere una proposta di legge. Ma non è accettabile che si utilizzi la tecnica del continuo rinvio col risultato di stracciare le garanzie previste dal Regolamento del Senato a tutela dell’iniziativa legislativa popolare e dell’articolo 71 della Costituzione (“il popolo esercita l’iniziativa delle leggi”). Sul fine vita la Corte costituzionale richiama il Parlamento dal 2018 alla necessità di intervenire con una disciplina legislativa.

Dopo anni, però, il risultato è ancora l’assenza di regole chiare e uniformi, con persone malate costrette ad affrontare percorsi incerti, differenze territoriali e ostacoli che dipendono dal luogo in cui vivono o dalle possibilità economiche individuali. Per questo abbiamo trasmesso al Presidente del Senato una formale richiesta di applicazione della Costituzione e dell’articolo 74, comma 3, del Regolamento e una contestuale richiesta di incontro istituzionale. Chiediamo che il Senato applichi le proprie regole e calendarizzi in Aula il disegno di legge popolare ”Eutanasia legale”. Invitiamo sia i Gruppi di maggioranza che quelli di opposizione a discutere finalmente una proposta sostenuta da decine di migliaia di cittadini e già coerente con il quadro costituzionale definito dalla Consulta”.

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Da oltre 6 mesi, in Lombardia, Domenico attende una risposta per poter accedere al suicidio assistito


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“Ho perso le speranze in un esito positivo e in tempi ragionevoli per la mia situazione. Vivo una condizione di continua, insopportabile e inaccettabile sofferenza”, afferma l’uomo, 59 anni, affetto da sclerosi multipla

Si tratta di una violazione delle linee guida regionali. Nel frattempo, continua la raccolta firme per Liberi Subito


Domenico è un 59enne lombardo, affetto da sclerosi multipla. A seguito dell’aggravarsi dei sintomi e delle sofferenze provocate dalla patologia da cui è affetto dal 2009, a novembre scorso ha fatto richiesta alla propria azienda sanitaria per la verifica delle condizioni previste dalla “sentenza Cappato/Antoniani” per poter accedere al “suicidio assistito”.

Da quel momento, però, nonostante tutte le visite mediche a cui è stato sottoposto, non ha ancora ricevuto un riscontro dalla ASL. Non sa ancora, quindi, se secondo l’azienda sanitaria possiede tutti i requisiti previsti dalla Corte costituzionale per accedere al suicidio assistito. Ma la malattia continua a progredire e i sintomi a peggiorare.

Domenico riesce a stento a muovere soltanto la mano sinistra, avvertendo inoltre dolori insopportabili in tutto il corpo; è assistito quotidianamente dai suoi caregivers per l’espletamento di ogni attività quotidiana. Senza la loro assistenza non potrebbe provvedere ai suoi bisogni, e morirebbe di stenti, in preda ad atroci sofferenze.

Viene sottoposto a clisteri e manovre di evacuazione manuale, assume una copiosa terapia antalgica e farmaci antitrombotici al fine di prevenire la recidiva di una trombosi polmonare, che l’aveva già colpito in passato.


➡ Dichiarano Filomena Gallo e Marco Cappato


“Il trattamento subito da Domenico è in palese violazione di quanto stabilito dalla Corte costituzionale, secondo cui la risposta alle persone che chiedono la verifica delle condizioni per accedere al suicidio medicalmente assistito deve arrivare in tempi celeri e con procedure chiare. Dopo oltre sei mesi dalla richiesta e numerose visite mediche dal contenuto ampiamente ripetitivo, il protrarsi dell’attesa appare ingiustificabile e incompatibile con le gravissime condizioni cliniche del paziente”.

Aggiunge Filomena Gallo: “Le linee guida approvate dalla Regione Lombardia avrebbero dovuto garantire tempi certi e uniformità procedurale. Assistiamo invece a grandi differenza tra le diverse aziende sanitarie e ritardi che costringono le persone malate ad affrontare ulteriori sofferenze e ad avviare azioni legali per vedere riconosciuti diritti già affermati dalla Consulta”.

Conclude Marco Cappato: “Chiediamo alla Regione Lombardia di intervenire affinché il diritto all’autodeterminazione non debba dipendere dall’inerzia delle aziende sanitarie. Per questo proseguiamo la raccolta firme sulla proposta di legge regionale ‘Liberi Subito’, per garantire procedure certe, trasparenti e rispettose delle scelte delle persone”.

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Fine vita in Lombardia, per il Consiglio di Stato una Regione può fermare una legge popolare senza discuterla in Aula


La decisione riguarda la dichiarazione di inammissibilità della proposta “Liberi Subito” nella prima versione, nel 2024. Nel frattempo la Corte costituzionale ha chiarito che le Regioni possono intervenire sulle procedure del suicidio medicalmente assistito e ha emendato la legge toscana

Ripresenteremo la proposta di legge di iniziativa popolare nella versione emendata dalla Consulta, sulla quale stiamo raccogliendo le firme


Il Consiglio di Stato ha confermato che i giudici non possono intervenire contro la decisione con cui il Consiglio regionale della Lombardia, nel 2024, aveva bloccato prima della discussione in Aula la proposta di legge popolare Liberi Subito sul suicidio medicalmente assistito. La sentenza non riguarda però il merito della legge né le competenze delle Regioni sul fine vita. Su questo punto, infatti, la Corte costituzionale è successivamente intervenuta con la sentenza n. 204 del 2025, chiarendo che le Regioni possono regolare gli aspetti organizzativi e sanitari legati al suicidio assistito.

Nel novembre 2024 il Consiglio regionale della Lombardia aveva bloccato la proposta di legge regionale di iniziativa popolare sul suicidio assistito Liberi Subito prima ancora della discussione in Aula, sostenendo che la Regione non avesse competenza per legiferare su questa materia. L’Associazione Luca Coscioni aveva quindi presentato ricorso contro quella decisione. Successivamente, però, la Corte costituzionale – con la sentenza n. 204 del 2025 – ha chiarito che le Regioni possono intervenire sugli aspetti organizzativi e sanitari legati al fine vita. Secondo l’Associazione Coscioni, questo ha confermato la legittimità dell’impianto della proposta “Liberi Subito”.

“Questa sentenza afferma che una maggioranza politica può impedire la discussione di una legge di iniziativa popolare senza che i cittadini possano ottenere tutela davanti a un giudice – dichiara Filomena Gallo – Il Consiglio di Stato riconosce che la materia rientra nelle competenze regionali, come già affermato dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 204 del 2025, ma allo stesso tempo esclude qualsiasi tutela giurisdizionale contro l’arresto dell’iter legislativo. Riteniamo che ciò apra un serio tema di compatibilità con gli articoli 24 e 113 della Costituzione e con i principi europei di effettività della tutela giurisdizionale e di partecipazione democratica dei cittadini e delle cittadine. Per queste ragioni continueremo ad agire in ogni sede nazionale ed europea“.

“Quello che è accaduto in Lombardia dimostra che oggi una maggioranza politica può bloccare perfino la discussione di una proposta sostenuta da migliaia di cittadine e cittadini, invocando un incostituzionalità poi smentita dalla stessa Corte costituzionale”, dichiara Marco Cappato, Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni. “La Corte costituzionale, a dicembre, ha infatti chiarito che le Regioni possono legiferare sull’organizzazione sanitaria relativa al fine vita.

Nonostante questo, la proposta ‘Liberi Subito’ è stata fermata prima ancora del confronto democratico in Aula. Continueremo la mobilitazione politica e legale con la raccolta firme per ridepositare la legge ‘Liberi Subito’, con le modifiche introdotte dalla Consulta, perché il diritto dei cittadini a partecipare alle decisioni pubbliche deve essere effettivo e garantito. Questa volta, quando dovranno esprimersi sulla versione di ‘Liberi Subito’ corretta dalla Corte costituzionale i Consiglieri regionali non potranno sostenere che il testo sia incostituzionale, visto che la Consulta si è già pronunciata”.

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A San Gemini un incontro informativo sulle Disposizioni Anticipate di Trattamento con la Cellula Coscioni Terni

📍 Sala culturale “Stazione di Posta”, Via Campo di Fiori 3, San Gemini
📅 Venerdì 29 maggio 2026
🕘 Ore 21:00


La Cellula Coscioni Terni organizza un incontro pubblico di informazione e sensibilizzazione dedicato alle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT), comunemente note come “testamento biologico”. Durante l’incontro saranno affrontati gli aspetti legali, medici e pratici della normativa, con particolare attenzione a:
Come redigere correttamente le proprie disposizioni; La nomina del fiduciario: chi è, cosa fa e come sceglierlo; Come e dove depositare le DAT, presso Comuni, strutture sanitarie e registro nazionale.

Al termine degli interventi sarà lasciato spazio alle domande del pubblico, per rispondere a dubbi e domande.
L’incontro è libero e aperto a tutta la cittadinanza.

Per maggiori informazioni: cellulaterni@associazionelucacoscioni.it

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Chiara Lalli interviene da remoto al convegno “Morte assistita. Italia e Regno Unito a confronto”

📍 Archivio Storico Comunale – Sala Almeyda, Via Maqueda 157, Palermo
📅 Venerdì 29 maggio 2026
🕞 Ore 15:30


Chiara Lalli, giornalista e Consigliera Generale dell’Associazione Luca Coscioni, parteciperà da remoto al convegno “Morte assistita. Italia e Regno Unito a confronto”, un incontro dedicato all’analisi delle prospettive legislative, mediche, etiche e religiose sul tema della morte assistita,

Il convegno sarà un’occasione di approfondimento e confronto pubblico su un tema centrale per la libertà di scelta, l’autodeterminazione e il dibattito bioetico contemporaneo.

Per maggiori informazioni locandina completa QUI

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Depositata anche in Campania la proposta di legge sul suicidio assistito elaborata dall’Associazione Luca Coscioni


Nota dell’Associazione Luca Coscioni


Ringraziamo il vicepresidente Luca Trapanese per aver fatto proprio il testo ‘Liberi Subito’, elaborato dall’Associazione Luca Coscioni per le Regioni a seguito del via libera della Corte costituzionale dello scorso dicembre.

‘Liberi Subito’ è la proposta di legge promossa dall’Associazione Luca Coscioni per garantire tempi e procedure certe a chi chiede l’accesso all’aiuto medico alla morte volontaria, il cosiddetto suicidio assistito, già consentito in Italia dalla sentenza Cappato del 2019. La proposta non introduce un nuovo diritto, ma rende concretamente applicabili le indicazioni già previste dalla Consulta, definendo modalità chiare entro cui le aziende sanitarie devono verificare le richieste dei pazienti e dare risposta.

Auspichiamo ora un’ampia convergenza tra le forze presenti in Consiglio regionale, per dare un segnale di attenzione alle crescenti richieste di accesso alle forme di autodeterminazione nel fine vita consentite dalla sentenza Cappato del 2019. L’Associazione resta a disposizione del Consiglio regionale per ogni eventuale approfondimento necessario.

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In Lombardia terzo caso di suicidio assistito: Cristian è morto con l’aiuto del servizio sanitario


Aveva 55 anni ed era affetto da sclerosi multipla

Aveva fatto richiesta a febbraio 2026 e si tratta del diciassettesimo caso in Italia


Cristian, 55enne lombardo, affetto da sclerosi multipla, è morto lo scorso 18 maggio presso il suo domicilio, dopo essersi autosomministrato il farmaco letale.

La patologia, da cui era affetto dal 1999, ha portato Cristian a soffrire dolori divenuti insopportabili e a dipendere totalmente dall’assistenza dei suoi caregivers: non poteva più camminare, era sottoposto a manovre di evacuazione manuale, aveva il catetere vescicale e soffriva di continue infezioni alle vie urinarie.

Per questo, di fronte all’irreversibilità della malattia e al progressivo peggioramento delle sue condizioni, Cristian ha iniziato a informarsi, tramite l’Associazione Luca Coscioni, sui suoi diritti nel fine vita in Italia e, a febbraio scorso, ha chiesto alla sua azienda sanitaria la verifica delle condizioni per accedere al suicidio medicalmente assistito in Italia.


“Il caso di Cristian conferma la piena applicabilità della sentenza della Corte costituzionale in tutto il territorio nazionale, non solo in Toscana e Sardegna. Si conferma anche che quando un’azienda sanitaria adempie con tempestività ai propri compiti, il paziente riesce ad evitare di dover subire una lunga agonia contro la propria volontà.

Essendo però la situazione diversa da un’azienda sanitaria all’altra, in Lombardia come nel resto d’Italia, è indispensabile che si approvino norme regionali che chiariscano le procedure da seguire, in modo da garantire quei “tempi celeri” richiesti dalla Corte costituzionale, e che si informino i cittadini e i medici.

Per questo, come Associazione Luca Coscioni proseguiamo anche in Lombardia la raccolta firme sulla legge regionale di iniziativa popolare “Liberi Subito” e continuiamo a fornire informazioni sui diritti nel fine vita tramite il nostro Numero Bianco”, hanno dichiarato Marco Cappato e Filomena Gallo.

La proposta “Liberi Subito” non introduce nuovi diritti, ma rende concretamente esercitabile un diritto già riconosciuto, garantendo procedure certe per la verifica dei requisiti, uniformità sul territorio regionale, trasparenza e responsabilità delle aziende sanitarie.

In Lombardia è in corso la raccolta firme a seguito del rifiuto, da parte del Consiglio regionale, di esaminare la precedente proposta di legge di iniziativa popolare. Nel novembre 2024, i consiglieri di maggioranza avevano infatti impedito la discussione del provvedimento mediante l’approvazione di una pregiudiziale di costituzionalità.

Tale posizione è stata successivamente superata dalla sentenza n. 204/2025 della Corte costituzionale, la quale ha chiarito che, nell’ambito della tutela della salute, le Regioni possono disciplinare modalità e tempi con cui il Servizio sanitario garantisce l’effettivo accesso alla procedura, senza incidere su ambiti di competenza statale quali la materia penale o civile.

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Lista Referendum e Democrazia ha ricondiviso questo.

Se una donna oggi in Italia può interrompere una gravidanza in sicurezza, invece di rischiare la vita con un aborto clandestino, lo deve anche ad Adele Faccio e alla sua disobbedienza civile, oramai quasi dimenticata.

Racconto tutto nella mia newsletter che esce il sabato mattina su Substack: substack.com/@marcocappato

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