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Marco Cappato a Milano per l’incontro “Nostra solitudine. Dalla solitudine alla libertà: riflessioni sul viaggio di liberazione”

📍 Fabbrica del Vapore, Via Giulio Cesare Procaccini 4, Milano
📅 Venerdì 22 maggio 2026
🕟 Ore 16:30–17:30
Link per prenotazione


Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, interverrà a Milano nell’ambito di Vesak 2026, il festival dedicato al tema “Libertà e liberazione. Due orizzonti, un solo respiro”, con l’incontro “Nostra solitudine. Dalla solitudine alla libertà: riflessioni sul viaggio di liberazione”.

Insieme a lui parteciperanno Daria Bignardi, giornalista, scrittrice e autrice di radio, tv e podcast, e Dario Doshin Girolami, maestro Zen, abate del Centro Zen l’Arco, cappellano carcerario e ministro di culto dell’Unione Buddhista Italiana. L’incontro si svolgerà in dialogo con Francesca Coin, sociologa, scrittrice e giornalista.

L’iniziativa sarà un’occasione di confronto sul rapporto tra solitudine, libertà e percorsi di liberazione, dentro una riflessione che intreccia dimensione personale, spirituale e civile.

Per partecipare è necessaria la prenotazione a questo link

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La Cellula Coscioni Treviso organizza a Treviso lo Sportello Testamento Biologico

📍 Libreria San Leonardo, Piazza Santa Maria dei Battuti 16, Treviso
📅 Venerdì 24 aprile 2026
🕙 Dalle 10:00 alle 12:00


La Cellula Coscioni Treviso organizza a Treviso una nuova giornata dello Sportello Testamento Biologico, uno spazio dedicato a DAT (testamento biologico), pianificazione condivisa delle cure, consenso informato, rifiuto di trattamenti sanitari, cure palliative, sedazione palliativa profonda e morte volontaria medicalmente assistita.

Lo sportello è coordinato da un volontario della Cellula esperto di biodiritto e si svolgerà in presenza del dott. Antonio Orlando, oncologo palliativista, già responsabile sanitario dell’Hospice Casa dei Gelsi.

Sono previsti 4 appuntamenti di circa 30 minuti ciascuno.
Per partecipare è necessario prenotarsi:
+39 328 69 66 553
CELLULATREVISO@ASSOCIAZIONELUCACOSCIONI.IT

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La Cellula Coscioni Treviso organizza a Treviso lo Sportello Testamento Biologico

📍 Libreria San Leonardo, Piazza Santa Maria dei Battuti 16, Treviso
📅 Sabato 11 aprile 2026
🕙 Dalle 10:00 alle 12:00


La Cellula Coscioni Treviso organizza a Treviso una nuova giornata dello Sportello Testamento Biologico, uno spazio dedicato a DAT (testamento biologico), pianificazione condivisa delle cure, consenso informato, rifiuto di trattamenti sanitari, cure palliative, sedazione palliativa profonda e morte volontaria medicalmente assistita.

Lo sportello è coordinato da un volontario della Cellula esperto di biodiritto e si svolgerà in presenza del dott. Antonio Orlando, oncologo palliativista, già responsabile sanitario dell’Hospice Casa dei Gelsi.

Sono previsti 4 appuntamenti di circa 30 minuti ciascuno.
Per partecipare è necessario prenotarsi:
+39 328 69 66 553
CELLULATREVISO@ASSOCIAZIONELUCACOSCIONI.IT

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La Cellula Coscioni Catania al Catania Book Festival con l’incontro “Storie e diritti sul fine vita con le parole di chi ha scelto”

📍 Palazzo della Cultura, Sala della Notte, Catania📅 Sabato 25 aprile 2026🕒 Ore 15:00


La Cellula Coscioni Catania partecipa al Catania Book Festival con l’incontro “Storie e diritti sul fine vita con le parole di chi ha scelto”, un appuntamento dedicato alle vicende più emblematiche di eutanasia e suicidio medicalmente assistito, tra narrazione pubblica, profili biografici e questioni giuridiche.

L’evento, in collaborazione con gli attori di Fabbrica Teatro, racconterà le storie di persone che hanno scelto di porre fine alla propria vita, in Svizzera e in Italia, anche attraverso la lettura di brani tratti dai messaggi che queste stesse persone hanno voluto lasciare negli ultimi momenti, affinché fossero resi pubblici e conosciuti.

L’incontro è a ingresso libero, previo acquisto del biglietto per il festival disponibile a questo link

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La Cellula Coscioni Catania al Catania Book Festival con il laboratorio “Facciamo testamento (biologico)”

📍 Palazzo della Cultura, Sala Sant’Agata, Catania
📅 Venerdì 24 aprile 2026
🕙 Ore 10:15


La Cellula Coscioni Catania partecipa al Catania Book Festival con il laboratorio partecipativo “Facciamo testamento (biologico)”, dedicato al tema delle Disposizioni anticipate di trattamento (DAT) e alla libertà di scelta nel fine vita.

L’iniziativa sarà un momento di approfondimento pratico e informativo su ciò che ciascuna persona vuole e può decidere in merito ai trattamenti sanitari, con particolare attenzione a come funziona la compilazione e la presentazione delle DAT, previste dalla legge 219 del 22 dicembre 2017.

L’incontro è a ingresso libero, previo acquisto del biglietto per il festival disponibile a questo link

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Alessandro Bardini a Bologna per l’incontro “Nomenclatore e protesica. Analisi delle prospettive dopo il TAR”

📍 Sala Bellini, Padiglione 21, ExpoSanità, BolognaFiere, Piazza Costituzione 6,Bologna📅 Giovedì 23 aprile 2026🕝 Ore 14:30–16:30


Alessandro Bardini, consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni, interverrà a Bologna all’incontro “Nomenclatore e protesica. Analisi delle prospettive dopo il TAR”, promosso da Confimi Industria Sanità nell’ambito di ExpoSanità 2026.

Al centro della discussione ci saranno le prospettive di aggiornamento del modello, anche alla luce del recente pronunciamento del TAR Lazio che ha riaperto il confronto sui criteri di definizione delle tariffe e sull’equilibrio tra sostenibilità del sistema, accesso all’innovazione e qualità dell’assistenza.

Nel talk in programma interverranno, insieme ad Alessandro Bardini, Walter Bergamaschi, direttore generale della Programmazione sanitaria del Ministero della Salute, Massimo Pulin, presidente di Confimi Industria Sanità, e Fabrizio Ciullo, coordinatore dell’area ortesi, protesi e ausili di SIMFER. L’evento sarà moderato da Michelangelo Roberto, segretario di Confimi Industria Sanità.

QUI il programma completo

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Nel Lazio parte la raccolta firme per la proposta di legge “Liberi Subito”


Obiettivo: 10.000 firme entro entro sei mesi per chiedere al Consiglio regionale del Lazio quanto già fatto in Toscana e Sardegna sempre su iniziativa dell’Associazione Luca Coscioni

Intanto sono 125 le richieste di informazioni sul fine vita da parte di persone malate del Lazio ricevute dall’Associazione dal 2024 a oggi


Dopo il mancato esame della proposta depositata nel 2023, parte ufficialmente oggi nel Lazio la raccolta firme a sostegno della proposta di legge regionale di iniziativa popolare “Liberi Subito”, promossa dall’Associazione Luca Coscioni e finalizzata a garantire procedure chiare e uniformi per l’accesso al suicidio medicalmente assistito. Obiettivo: raccogliere 10.000 firme di cittadini e cittadine residenti nel Lazio per chiedere al Consiglio regionale del Lazio quanto già raggiunto in Toscana e Sardegna.

La sentenza 204/2025 della Corte costituzionale ha chiarito infatti che, nell’ambito della tutela della salute, le Regioni possono disciplinare modalità e tempi con cui il Servizio sanitario rende effettivo l’accesso alla procedura, senza intervenire su materia penale o civile.

La proposta “Liberi Subito” non introduce nuovi diritti, ma rende concretamente esercitabile un diritto già riconosciuto, garantendo:

  • procedure certe per la verifica dei requisiti;
  • uniformità sul territorio regionale;
  • trasparenza e responsabilità delle aziende sanitarie.

Intanto sono 125 le richieste di informazioni sul fine vita da parte di persone malate del Lazio ricevute dall’Associazione Luca Coscioni dal 2024 a oggi, tramite contatti mail o Numero Bianco, l’infoline gratuita dell’Associazione per fare luce sui diritti nel fine vita.

Di queste, 45 arrivano da pazienti oncologici, come Sibilla Barbieri, romana, che è stata costretta ad andare in Svizzera per accedere alla morte volontaria assistita dopo aver ricevuto nel 2023 un diniego da parte della propria ASL alla richiesta di accesso al suicidio medicalmente assistito, perché non sarebbe stato presente il requisito del trattamento di sostegno vitale. Barbieri è stata accompagnata tramite un’azione di disobbedienza civile dagli attivisti di Soccorso Civile: il figlio, Vittorio Parpaglioni e l’ex senatore Marco Perduca. Insieme a loro si sono poi autodenunciati l’onorevole Riccardo Magi, il senatore Ivan Scalfarotto e l’ex senatore Luigi Manconi, che hanno contribuito all’organizzazione.

“Continuiamo la lotta che è stata anche di Sibilla Barbieri – ha dichiarato Filomena Gallo, Segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni -. Oggi, anche senza una legge nazionale, chi possiede i requisiti stabiliti dalla Corte costituzionale può accedere all’aiuto medico alla morte volontaria. Tuttavia, in assenza di regole regionali, questo diritto resta spesso ineffettivo. Una legge regionale serve a rendere il diritto realmente accessibile, evitando disparità e ritardi. L’assenza di procedure chiare continua infatti a produrre casi come quello di Sibilla Barbieri, costretta nel 2023 ad andare in Svizzera nonostante avesse i requisiti per accedere alle procedure italiane. In quel caso l’azienda sanitaria non ha ritenuto neppure di verificare . L’Associazione Luca Coscioni segue attualmente numerose persone in Italia che incontrano ostacoli nell’accesso a questo diritto”.

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Con la Guidance Paper on Psychedelic Therapies in Europe, arriva il primo documento di output dello studio ufficiale finanziato dall’UE


È uscita la Guidance Paper on Psychedelic Therapies in Europe, una guida regolatoria generale per gli operatori del settore, pubblicata il 30 marzo 2026 nell’ambito del progetto PsyPal, finanziato dall’UE e coordinato dall’Academisch Ziekenhuis Groningen / UMC Groningen. Attivo dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2027, PsyPal riceve circa 6,55 milioni di euro per studiare la terapia con psilocibina per il distress psicologico ed esistenziale in pazienti con BPCO, sclerosi multipla, SLA e parkinsonismi atipici.

Il documento non è una norma europea né una linea guida EMA vincolante, ma un indirizzo politico-regolatorio per colmare il divario tra ricerca, pratica clinica, regolazione e implementazione nei sistemi sanitari. Contiene 10 raccomandazioni, sviluppate anche grazie a 21 interviste a stakeholder di diversi ambiti.

Il focus è ora su come tradurre il potenziale clinico delle terapie psichedeliche in percorsi sicuri, equi e verificabili, costruendo istituzioni, standard, formazione, controlli e rimborsabilità. Il guidance paper di PsyPal si inserisce proprio in questo contesto.

Il documento nasce da un importante progetto europeo, PsyPal, il primo grande progetto clinico finanziato dall’UE in questo ambito. Si concentra sulla psilocibina nel trattamento del distress psicologico ed esistenziale nelle cure palliative per persone con patologie progressive e invalidanti. Questo dimostra che il dibattito europeo sulle terapie psichedeliche sta entrando in una delle aree più delicate della medicina contemporanea, dove sofferenza, dignità, salute mentale e qualità della vita si intrecciano.

L’Europa si sta muovendo, ma con le cautele del diritto farmaceutico. L’EMA, nell’aprile 2024, ha organizzato un workshop multi-stakeholder sugli psichedelici e ha incluso una sezione specifica sulle sostanze psichedeliche nella nuova guideline sui medicinali per la depressione, adottata nel gennaio 2025. Il tema è ora nel campo visivo del regolatore europeo.

Entrare nel campo visivo del regolatore non garantisce l’approvazione. Le terapie psichedeliche devono rispettare gli stessi standard di sicurezza ed efficacia degli altri medicinali, nonostante le loro criticità specifiche. Il documento evidenzia le sfide del functional unblinding (difficoltà a mantenere il cieco negli studi a causa degli effetti soggettivi), degli expectancy effects (influenza delle aspettative di paziente e terapeuta), della definizione del ruolo della psicoterapia e della necessità di distinguere tra l’effetto del composto, del setting psicoterapeutico o della loro sinergia. Queste questioni, oltre che scientifiche, sono giuridiche e regolatorie, determinando ciò che potrà essere autorizzato, rimborsato e standardizzato.

Il documento sottolinea che l’autorizzazione non basta: una terapia può essere autorizzata ma inaccessibile. Propone una triade per affrontare il problema: autorizzazione, erogazione e copertura dei costi. Mancare uno di questi elementi compromette l’accesso reale. Oltre al via libera del regolatore, servono luoghi sicuri per la somministrazione, professionisti formati, protocolli chiari, monitoraggio, procedure di consenso informato rafforzato, follow-up e, soprattutto, meccanismi di rimborso o copertura. Senza questi, la cura esiste in teoria, ma non per tutti, diventando appannaggio di chi ha risorse, relazioni, mobilità o fortuna.

Il paper esamina anche l’impatto internazionale, evidenziando come i precedenti possano influenzare il dibattito pubblico e la domanda sociale, sia positivamente che negativamente. Possono infatti generare aspettative irrealistiche nei pazienti, creando un divario tra bisogno di cura e offerta regolamentata se la politica e i regolatori non intervengono.

Il documento affronta la questione dei percorsi informali di accesso, come off-label, uso compassionevole, trial clinici, cliniche private, retreat internazionali, turismo medico e uso informale o clandestino. Con realismo, sottolinea che la domanda non scompare se i sistemi pubblici non si adeguano, ma si sposta verso contesti meno sicuri e diseguali.

Per chi tutela i diritti, questo è il punto politico cruciale: evitare che l’inerzia istituzionale costringa le persone più fragili alla rinuncia, al privilegio economico o al sommerso. Il guidance paper afferma che l’Europa, se intende aprire alle terapie psichedeliche, deve costruire infrastrutture di garanzia, non solo procedure di autorizzazione.

Il documento evidenzia le tensioni nel settore. L’industria sottolinea l’importanza degli investimenti privati in ricerca, produzione e farmacovigilanza. Società civile e parte del mondo accademico, invece, avvertono il rischio di ridurre il problema all’innovazione farmacologica, ignorando il contesto, la relazione terapeutica, la formazione e l’equità di accesso. Il paper non nasconde queste tensioni.

La ricerca è avanzata, imponendo alla politica e ai regolatori di affrontare il tema seriamente, senza scorciatoie o narrazioni trionfalistiche. Il guidance paper chiede all’Europa di governare il fenomeno e garantire accesso precoce ai farmaci per chi non ha alternative, secondo la legge UE, come chiediamo con la firma dell’appello L’Italia Apra alle Terapie Psichedeliche.

Anche in Italia, la vera domanda non è se le terapie psichedeliche arriveranno, ma in quali condizioni: garanzie, pazienti, formazione operatori, raccolta dati, accesso anticipato, copertura economica, tutela contro diseguaglianze e improvvisazioni.

Il documento insegna che il tema non può essere lasciato all’entusiasmo di pochi o alla paura di molti. Deve essere affrontato dalle istituzioni responsabili, nella medicina regolata, con trasparenza pubblica e tutela dei diritti. Da lì bisogna partire.

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Cannabis, Perduca: “Il Governo offende la Costituzione in tema di proporzionalità delle pene”


In occasione della giornata mondiale della cannabis, che da oltre 30 anni viene celebrata il 20 aprile (in inglese 4 e 20), Marco Perduca dell’Associazione Luca Coscioni, già presidente del Comitato promotore del referendum Cannabis Legale, ha partecipato alle azioni promosse da Riccardo Magi e Radicali Italiani a Montecitorio, organizzate per ricordare le lotta contro le proibizioni imposte alla pianta e per denunciare l’ennesima modifica delle norme penali imposte dal decreto “sicurezza” adottato in Senato il 17 aprile scorso.

“Questo ennesimo provvedimento securitario” ha dichiarato Perduca “prevede, tra le altre cose, una modifica della legge 309/90 che riduce il margine di applicazione dell’attenuante della “lieve entità” nei reati di “droga”, andando a colpire i venditori abituali e continuativi di sostanze, anche leggere, per i quali diventa più difficile beneficiare di una riduzione di pena.

Incurante del sovraffollamento carcerario, in particolare quello minorile legato alle modifiche di pene introdotte dal “decreto Caivano”, il governo si assume la responsabilità di offendere la Costituzione nel principio della proporzionalità delle pene. All’indomani della definitiva conversione in legge” conclude Perduca “non mancheremo di attivare tutte quanto di civicamente possibile per difendere la legalità costituzionale e chiedere un chiaro impegno antiproibizionista a chi si oppone a questo Governo”.

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“Sulle liste d’attesa, per Schillaci e il Ministero il rispetto dei tempi è al 87,2% ma dati ufficiali sotto al 40%”


“Il Ministro Schillaci, nell’intervista di oggi alla Stampa afferma che il rispetto dei tempi per gli esami diagnostici sia al 87,2% e quello per le visite all’80,9%, cioè che nei fatti il problema dei tempi di attesa non esiste”, replica il Professor Marcello Crivellini, docente di Analisi e Organizzazione di Sistemi Sanitari al Politecnico di Milano e consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni. “Lo fa in base a dati in suo esclusivo possesso e inaccessibili a tutti gli altri. I dati di Agenas al 31 dicembre (ultimi disponibili) pubblicati sul sito del Ministero della Salute indicano invece che la percentuale dei cittadini che accetta i tempi proposti per gli esami diagnostici è del 40% e per le visite del 34,9%”.

“La differenza non riguarda decimali: i dati del Ministro sono più del doppio di quelli ufficialmente pubblicati sul sito del Ministero della salute. Tra Ministro e Ministero-Agenas chi mente? L’osservazione sperimentale sul territorio indicherebbe chiaramente il primo. O forse c’è qualcuno che fa credere al Ministro cose che non esistono?”.

Per aiutare i cittadini, l’Associazione mette a disposizione sul proprio sito un modulo scaricabile per richiedere il percorso di tutela nei casi di ritardo, che garantisce la prestazione entro i tempi massimi, in regime di intramoenia o presso altra struttura convenzionata, senza costi aggiuntivi oltre al ticket.

L’Associazione invita inoltre tutti i cittadini a segnalare eventuali difficoltà o inadempienze scrivendo a info@associazionelucacoscioni.it, così da poter valutare eventuali azioni legali o iniziative di tutela collettiva.

Per maggiori informazioni e per scaricare il modulo


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“Vorrei morire a casa mia, è una questione di dignità”: il video appello di Roberto, paziente oncologico veneto che ha ricevuto il secondo diniego al suicidio assistito


Dopo il peggioramento delle sue condizioni, Roberto ha chiesto una rivalutazione, ma ha anche preso contatto con la Svizzera

Ultimo giorno della nostra mobilitazione per chiedere al Governo di ritirare la legge che eliminerebbe i diritti già riconosciuti e al Parlamento di esaminare la legge popolare per l’”Eutanasia Legale”. Si firma online a questo link


Roberto, 67 anni, paziente veneto affetto da un tumore cerebrale diagnosticato nel 2006, ha deciso di rendere nota la sua condizione e uscire dall’anonimato per chiedere di poter essere aiutato a morire in Italia, a casa sua. Lo fa in un video, diffuso dall’Associazione Luca Coscioni. Queste le sue parole:

Ho un tumore al cervello incurabile che si propaga sempre più velocemente. Da un momento all’altro potrebbe provocare un ictus. Mi chiamo Roberto e vorrei porre fine ai miei giorni prima che diventino impossibili a viversi.

All’improvviso potrei perdere la vista, la parola, la capacità di muovere le braccia, le gambe. Purtroppo non c’è possibilità di cura. Ogni sera spero di morire nel sonno.

La mattina faccio fatica ad alzarmi dal letto. Per questo ho chiesto di essere aiutato a morire come previsto dalla Corte Costituzionale. In Svizzera sono pronti ad aiutarmi, ma preferirei morire a casa mia. Credo che una prognosi infausta come la mia debba essere un requisito sufficiente per avere l’aiuto del mio sistema sanitario. È una questione di dignità.


↓ IL VIDEO APPELLO DI ROBERTO↓


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Se hai problemi a visualizzarlo CLICCA QUI

Roberto è affetto da un glioma diffuso, una forma aggressiva di tumore cerebrale che negli ultimi anni ha comportato crisi epilettiche quotidiane, difficoltà motorie e un progressivo deterioramento cognitivo. Non esistono terapie disponibili e la prognosi è infausta. A ottobre 2024 ha presentato la domanda alla sua azienda sanitaria per la verifica dei requisiti richiesti dalla sentenza 242/2019 della Corte costituzionale per poter accedere al suicidio assistito in Italia. Dopo oltre cinque mesi, a maggio 2025, ha ricevuto un diniego da parte della ASL perché non sarebbe in possesso di uno dei quattro requisiti indicati dalla Corte: la dipendenza da trattamenti di sostegno vitale.

Dopo il diniego, Roberto ha avviato il percorso per poter il suicidio assistito in Svizzera, ottenendo l’autorizzazione. Tuttavia, desidera poter scegliere di porre fine alle proprie sofferenze in Italia, nella propria casa.

A seguito di un peggioramento delle sue condizioni irreversibili e del rifiuto di un’intervento chirurgico da lui valutato come troppo rischioso e privo di garanzie sull’esito, ha richiesto una nuova rivalutazione del suo stato di salute, assistito dal collegio legale dell’Associazione Luca Coscioni, coordinato dall’avvocata Filomena Gallo e composto anche dalle avvocate Francesca Re e Alessia Cicatelli e dagli avvocati Angelo Calandrini e Roberto D’Andrea.

“Il caso di Roberto dimostra dimostra la necessità di una legge che ampli i diritti delle persone nel fine vita, come la nostra legge di iniziativa popolare per l’eutanasia legale. Il testo di legge del Governo, invece, esclude il Servizio sanitario nazionale dal percorso di fine vita e restringe il requisito della dipendenza da trattamenti di sostegno vitale ai soli trattamenti sostitutivi di funzioni vitali, in contrasto con quanto indicato dalla Corte costituzionale. Così si ignorano le sofferenze reali dei malati e si introduce una discriminazione basata sulle modalità della malattia, anziché sulla condizione clinica e sulla volontà della persona” hanno dichiarato Filomena Gallo e Marco Cappato, rispettivamente Segretaria Nazionale e Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni.

L’Associazione Luca Coscioni, al termine delle due settimane di mobilitazione in oltre 100 piazze in Italia, rilancia oggi la raccolta firme onlineper chiedere alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni di fare un passo indietro e lasciare il Parlamento libero di discutere una legge che garantisca davvero la libertà di scelta delle persone, come la legge di iniziativa popolare “Eutanasia legale”.

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Sabrina Di Giulio (Ass. Coscioni): sulla SLA appello di decine di migliaia di persone non deve essere ignorato


Sono una persona malata di SLA da molti anni e so cosa significa vivere ogni giorno grazie all’assistenza degli altri. So cosa significa dipendere completamente da qualcuno per poter vivere con dignità.

In questo periodo sto valutando di trasferirmi nelle Marche per esigenze familiari. Ma anche una scelta così semplice, per una persona nelle mie condizioni, diventa incerta e difficile. Perché in Italia il livello di assistenza cambia da territorio a territorio e non è affatto scontato poter mantenere le stesse cure e lo stesso supporto.

Questo significa che non siamo davvero liberi. Significa che la qualità della nostra vita dipende dal luogo in cui viviamo.

Per questo sostengo con convinzione l’appello già sottoscritto da 44.000 persone, che sarà presentato in una conferenza stampa dal titolo “44.00o voci non possono essere ignorate” , martedì 21 aprile alle ore 11:30 presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, con gli interventi dell’on. Ilenia Malavasi, del professor Maurizio Inghilleri, di Francesco Menotti, Andrea Caffo e del giornalista e caregiver Francesco Vitale, in un confronto tra istituzioni, scienza e persone direttamente coinvolte dalla malattia.

A nome mio e dell’Associazione Luca Coscioni, esprimo pieno sostegno a questa iniziativa, che chiede alle istituzioni sulla SLA interventi concreti e immediati: un’assistenza uniforme su tutto il territorio nazionale, adeguata allo stadio della malattia, un sostegno alla famiglie e un reale investimento nella ricerca scientifica, anche – aggiungo ricordando il mio amico Luca Coscioni con cui abbiamo fondato l’associazione che porta il suo nome – eliminando i divieti che ne ostacolano lo sviluppo, come quelli sulle cellule staminali, favorendo dunque la libertà di ricerca.

Il diritto a vivere con dignità non può essere evocato a parole o ridotto a retorica politica, ma deve tradursi in strumenti concreti di assistenza, ogni giorno e ovunque, garantiti dalle istituzioni.

Sabrina Di Giulio
Consigliera generale Associazione Luca Coscioni

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Ausili e carrozzine, il ricorso su un caso emblematico contro le forniture inadeguate delle ASL


Immaginate di essere una persona con grave disabilità che ha bisogno di un ausilio specifico per vivere in autonomia e che la ASL, invece di fornirvi ciò che vi è stato prescritto, vi offra un presidio diverso, privo delle caratteristiche necessarie. Immaginate poi che, per ottenere quelle funzioni indispensabili, vi venga chiesto di pagare di tasca vostra oltre 10.000 euro. Non è un’ipotesi astratta, ma una situazione che si ripete con grande frequenza, come dimostrato dall’indagine svolta nei mesi scorsi dall’Associazione Luca Coscioni.

Proprio per questo abbiamo deciso, come Associazione, di prendere in carico un caso concreto e rappresentativo di questa realtà. Alla prima udienza, il Giudice, letti gli atti delle parti, ha invitato la ASL a verificare la possibilità di giungere ad una soluzione bonaria della controversia.

Nel nostro ricorso abbiamo evidenziato come il presidio richiesto costituisca un rinnovo di un ausilio già utilizzato e già autorizzato, sottolineando inoltre come l’ASL non abbia adeguatamente compreso l’effettiva inidoneità dell’ausilio che intendeva concedere rispetto alle esigenze di autonomia e di inserimento sociale della persona con disabilità.

L’ASL si è costituita sostenendo di aver comunque garantito una soluzione conforme ai LEA, ritenendo non indispensabili alcune componenti richieste e qualificandole come semplici accessori. Una posizione che appare particolarmente preoccupante, se si considera che tali dispositivi sono invece essenziali per l’autonomia della persona, e che evidenzia una mancata reale conoscenza delle esigenze concrete dei propri assistiti: non tutte le carrozzine sono uguali, e un presidio inidoneo può di fatto costringere una persona con disabilità a rimanere relegata in casa.

L’Associazione Luca Coscioni, promotrice della tutela, intende ribadire con forza un principio fondamentale: ogni persona, anche in presenza di disabilità, ha diritto ad essere libera nelle proprie scelte di vita e pienamente inclusa nella società.

L'articolo Ausili e carrozzine, il ricorso su un caso emblematico contro le forniture inadeguate delle ASL proviene da Associazione Luca Coscioni.

Ausili e carrozzine, il ricorso su un caso emblematico contro le forniture inadeguate delle ASL


Immaginate di essere una persona con grave disabilità che ha bisogno di un ausilio specifico per vivere in autonomia e che la ASL, invece di fornirvi ciò che vi è stato prescritto, vi offra un presidio diverso, privo delle caratteristiche necessarie. Immaginate poi che, per ottenere quelle funzioni indispensabili, vi venga chiesto di pagare di tasca vostra oltre 10.000 euro. Non è un’ipotesi astratta, ma una situazione che si ripete con grande frequenza, come dimostrato dall’indagine svolta nei mesi scorsi dall’Associazione Luca Coscioni.

Proprio per questo abbiamo deciso, come Associazione, di prendere in carico un caso concreto e rappresentativo di questa realtà. Alla prima udienza, il Giudice, letti gli atti delle parti, ha invitato la ASL a verificare la possibilità di giungere ad una soluzione bonaria della controversia.

Nel nostro ricorso abbiamo evidenziato come il presidio richiesto costituisca un rinnovo di un ausilio già utilizzato e già autorizzato, sottolineando inoltre come l’ASL non abbia adeguatamente compreso l’effettiva inidoneità dell’ausilio che intendeva concedere rispetto alle esigenze di autonomia e di inserimento sociale della persona con disabilità.

L’ASL si è costituita sostenendo di aver comunque garantito una soluzione conforme ai LEA, ritenendo non indispensabili alcune componenti richieste e qualificandole come semplici accessori. Una posizione che appare particolarmente preoccupante, se si considera che tali dispositivi sono invece essenziali per l’autonomia della persona, e che evidenzia una mancata reale conoscenza delle esigenze concrete dei propri assistiti: non tutte le carrozzine sono uguali, e un presidio inidoneo può di fatto costringere una persona con disabilità a rimanere relegata in casa.

L’Associazione Luca Coscioni, promotrice della tutela, intende ribadire con forza un principio fondamentale: ogni persona, anche in presenza di disabilità, ha diritto ad essere libera nelle proprie scelte di vita e pienamente inclusa nella società.

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“Di chi sono i nostri giorni” a Perugia, un incontro in memoria di Laura Santi

📍 Teatro della Sapienza, Via della Sapienza, 6,Perugia📅 Sabato 18 aprile 2026🕔 Ore 17:00–17:45


A Perugia all’interno del Festival Internazionale del Giornalismo si terrà l’incontro “Di chi sono i nostri giorni? La disobbedienza per la libertà dei corpi”, in memoria di Laura Santi, giornalista e consigliera dell’Associazione Luca Coscioni, protagonista di una lunga battaglia civile per il diritto all’autodeterminazione nel fine vita.

L’incontro si interrogherà su una domanda radicale: a chi appartiene davvero il tempo della nostra vita? A partire dalle storie di Sibilla, Piergiorgio, Fabiano, Eluana, Laura, Martina, Luca e Daniela.

Interverranno Stefano Massoli, produttore video e membro di Giunta dell’Associazione Luca Coscioni; Vittorio Parpaglioni Barbieri, autore e sceneggiatore che nel 2023 si è auto-denunciato per aver accompagnato la madre Sibilla Barbieri in Svizzera per accedere al suicidio assistito; Valentina Petrini, giornalista d’inchiesta, autrice e opinionista televisiva, che guiderà l’incontro. Gli interventi musicali saranno a cura di Pasquale Filastò.

L’evento sarà disponibile anche in live streaming e on demand, maggiori informazioni QUI

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Il GIP archivia la disobbedienza civile di Marco Cappato, Marco Perduca e Vittorio Parpaglioni per aver accompagnato in Svizzera Sibilla Barbieri


Luigi Manconi, Riccardo Magi e Ivan Scalfarotto, che si erano autodenunciati per aver contribuito a finanziare il viaggio di Sibilla Barbieri, non sono stati invece iscritti nel registro degli indagati

Marco Cappato, Marco Perduca e Filomena Gallo commentano: “Con la legge del Governo, i disobbedienti sarebbero stati condannati. Chiediamo alla maggioranza di ritirare la legge”. Termina lunedì la mobilitazione dell’Associazione Luca Coscioni.


La giudice per le indagini preliminari di Roma, Tamara De Amicis, ha disposto l’archiviazione del procedimento penale per aiuto al suicidio nei confronti di Vittorio Parpaglioni, figlio dell’attrice e regista Sibilla Barbieri, di Marco Cappato e dell’ex senatore Marco Perduca, in relazione all’aiuto al suicidio fornito a Sibilla Barbieri, morta in Svizzera il 31 ottobre 2023.

Il procedimento riguardava l’aiuto materiale e organizzativo fornito a Sibilla Barbieri, affetta da patologia oncologica irreversibile che, dopo il diniego ricevuto dalla ASL Roma 1, aveva deciso di ricorrere al “suicidio assistito” all’estero.

Nel caso di Sibilla Barbieri la ASL aveva accertato tre dei quattro requisiti previsti dalla sentenza 242/2019: patologia irreversibile, sofferenze intollerabili e piena capacità di decisione. Il nodo riguardava il trattamento di sostegno vitale: pur essendo dipendente da una corposa terapia antalgica e dall’ossigenoterapia, la commissione medica della ASL Roma 1 lo aveva escluso con un’interpretazione restrittiva. L’archiviazione recepisce invece l’interpretazione estensiva poi confermata dalla Corte costituzionale con la sentenza 135/2024, secondo cui il sostegno vitale comprende anche trattamenti farmacologici e assistenziali.

Sibilla Barbieri aveva attivato la procedura nell’agosto 2023, ma il diniego della ASL Roma 1, impugnato dal collegio legale dell’Associazione Luca Coscioni coordinato da Filomena Gallo (e formato anche dagli avvocati Angioletto Calandrini e Alessia Cicatelli), non fu riesaminato in tempi compatibili con il rapido aggravarsi delle sue condizioni. Né furono disposte nuove verifiche.

A causa del diniego e del peggioramento delle sue condizioni, Vittorio Parpaglioni e Marco Perduca hanno accompagnato Sibilla Barbieri in Svizzera, mentre anche Marco Cappato ha contribuito all’organizzazione del viaggio attraverso l’Associazione Soccorso Civile, da lui fondata insieme a Mina Welby per supportare chi sceglie la morte volontaria assistita all’estero. Il viaggio è stato finanziato anche da Luigi Manconi, Ivan Scalfarotto e Riccardo Magi.

“Quella di Sibilla Barbieri è la terza archiviazione legata a un’azione di disobbedienza civile resa necessaria per superare le discriminazioni nell’interpretazione del requisito del trattamento di sostegno vitale. Il nodo centrale resta la decisione della ASL, che ha negato un diritto che, come riconosciuto anche dal parere del Comitato etico, avrebbe dovuto essere riconosciuto: Sibilla avrebbe potuto essere aiutata in Italia.

Per questo torniamo a chiedere norme chiare che non ostacolino, ma garantiscano l’autodeterminazione delle persone che soffrono e non hanno prospettive terapeutiche. Il disegno di legge del Governo oggi in Senato, invece, cancellerebbe quanto già riconosciuto dalla Corte costituzionale. Per questo è in corso la nostra mobilitazione per chiedere il ritiro del testo”, ha dichiarato Filomena Gallo, avvocata e Segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni.


A oggi sono 14 le persone che hanno avuto accesso al suicidio medicalmente assistito in Italia, di cui 10 seguite dal team legale coordinato dall’avvocata Filomena Gallo. Negli anni Marco Cappato, e gli iscritti all’Associazione Soccorso Civile, sono stati indagati e processati rischiando pene dai 5 ai 12 anni di carcere. Il caso di Sibilla Barbieri è la terza archiviazione predisposta a seguito di disobbedienze civili. Restano ancora aperti procedimenti i tribunali di Milano, Como e Bologna.

Marco Perduca e Marco Cappato dichiarano: “Se fosse stata in vigore la legge presentata dal Governo che è all’esame del Senato, insieme a Vittorio Parpaglioni saremmo stati processati e con ogni probabilità condannati per aver aiutato Sibilla a raggiungere la Svizzera. Sibilla infatti dipendeva da una corposa terapia farmacologica e dall’ossigenoterapia, oggi pienamente riconosciute come sostegno vitale. Il Governo, invece, vuole restringere questo requisito ai soli trattamenti sostitutivi di funzioni vitali, cioè alle macchine”.

In questi giorni è ancora in corso, fino a lunedì, la mobilitazione nazionale dell’Associazione Luca Coscioni proprio per chiedere che il Governo ritiri la legge in esame al Senato e avvii la discussione della legge di iniziativa popolare per l’eutanasia legale.

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Un treno da non riperdere


Il 25 marzo 1957 Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi firmarono il trattato di Roma che istituiva la Comunità economica europea (CEE), destinata a diventare nel 1992, a seguito dei trattati di Maastricht, l’UE che conosciamo oggi. L’allargamento accelerato di quel nucleo fondatore promosso in gran parte dalla Commissione Prodi (16/091999 – 21/11/ 2004) con l’adesione di 10 nuovi stati prevalentemente dell’EST europeo (Ungheria inclusa) in data 01/05/2004- quinto allargamento] fu probabilmente un errore.

Essa avvenne, come le successive, sulla base di criteri di adesione (cosiddetti “di Copenaghen”) che obbligarono i paesi candidati ad avere istituzioni stabili in grado di garantire la democrazia, lo Stato di diritto, i diritti umani, la tutela delle minoranze; una buona economia di mercato e la capacità di far fronte alla pressione concorrenziale del mercato dell’UE; la capacità di assumere gli obblighi derivanti dall’adesione all’UE, tra cui la capacità di attuare il diritto e gli obiettivi dell’Unione. Tremila direttive e circa centomila pagine della Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea furono recepite dai dieci Paesi candidati, con un enorme lavoro amministrativo e grandi modifiche economiche.

Tuttavia, in diversi di quei 10 paesi, come Polonia e Ungheria, l’adesione a quei criteri di Copenaghen, venne negli anni successivi progressivamente a deteriorarsi. Peraltro, la coesione su politiche comuni della UE in tema di Affari Esteri, Difesa, Fisco e Sanità, fondamentali per dare un’ossatura robusta e di lunga durata all’Unione, sono sempre rimaste sostanzialmente fuori dagli accordi, in quanto richiedenti la unanimità di tutti e 27 i membri (cosa che come è noto è difficile da ottenere perfino in una assemblea di condominio).

Le conseguenze di quelle timide scelte e soprattutto, la rinuncia ad una revisione dei trattati che potesse fare prendere al Consiglio Europeo (organo decisionale in quelle materie composto dai capi di stato o di governo dei paesi dell’UE, dal Presidente del Consiglio europeo e dal Presidente della Commissione europea), decisioni a maggioranza anziché all’unanimità in quegli ambiti di Politica Estera, di Difesa, Fiscale e Sanitaria, hanno portato l’Unione Europea a non essere in grado di esercitare un ruolo geopolitico ed economico più che marginale e rimanere sostanzialmente impotente di fronte alla Storia.

Pochi dalla vista lunga, già nei primi anni duemila sostennero, inascoltati, che anziché un fragile allargamento a Big Bang di superficie, ottenuto tramite il soddisfacimento dei criteri di Copenaghen; sarebbe stata ben più produttiva e di lungo respiro una solida e profonda cooperazione rafforzata di pochi Stati membri di tradizione occidentale o, meglio ancora, una vera unione politica di pochi Stati fondatori che rinunciassero a quote importanti di sovranità in quelle importanti materie di Esteri, Difesa e Fisco e fungessero da nucleo aggregante successivamente gli altri .

Non vi erano emergenze (guerre o pandemie) importanti che minacciassero direttamente l’Europa a quel tempo e mancarono sia il coraggio che la lungimiranza dei Padri Fondatori.

Ma non è ancora troppo tardi: una cooperazione rafforzata si può attuare se vi partecipano almeno nove degli Stati membri dell’Unione: abbiamo oggi cinque dei paesi primi firmatari del Trattato di Roma che sono ancora convintamente Europeisti (Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo e Paesi Bassi) cui potrebbero aggiungersi Spagna, Estonia, Svezia e Finlandia che a più riprese hanno sostenuto la necessità di un ruolo geopolitico più forte per l’UE. Senza escludere una Italia che dopo le elezioni del 2027 potrebbe riassumere un ruolo guida nel dar voce ad una vera ed efficace politica comune Europea anche in tema di Politica Estera, di Difesa, Fiscale e Sanitaria.

La caduta del premier ungherese Orbàn, che è stato uno dei più fieri oppositori interni alla UE di quel disegno e l’elezione di un suo successore che nei primi interventi è stato chiaro nel voler riportare l’Ungheria nel progetto di una Europa forte ed unita nelle scelte importanti, non possono che aiutare a saltare su quel treno che non sappiamo se e quando ripasserà.

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La Cellula Coscioni Bari organizza una serata informativa sul fine vita a Bari

📍 Prinz Zaum, Via Cardassi 93, Bari
📅 Lunedì 20 aprile 2026
🕘 Ore 18:00–20:00


La Cellula Coscioni Bari organizza nell’ambito della mobilitazione nazionale sul fine vita una serata informativa, sarà un’occasione di incontro e confronto pubblico sui temi dell’autodeterminazione, della libertà di scelta e dei diritti nel fine vita
All’incontro interverranno Nino Sisto, Coordinatore della Cellula Coscioni di Bari, e la medica Carla Manoccio, socia della Cellula.
Nel corso della serata sarà anche possibile firmare l’appello contro la proposta di legge del Governo sul fine vita, che, se approvata, eliminerebbe i diritti conquistati fino ad ora grazie alle azioni di disobbedienza civile e alla sentenza “Dj Fabo – Cappato” della Corte costituzionale.

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La Cellula Coscioni di Rimini organizza uno sportello sulle DAT


📍 Ospedale Infermi – Via Publio Ovidio Nasone, Rimini
📅 Giovedì 30 aprile 2026
🕠 Dalle ore 09:00 alle 13:00


La Cellula Coscioni di Rimini grazie alla collaborazione con AUSL Romagna organizza uno sportello informativo dedicato alle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT), per approfondire i propri diritti sul fine vita e sul testamento biologico. Durante l’incontro sarà possibile ricevere informazioni chiare e aggiornate su quali sono i diritti sanciti dalla legge 219/2017 e quali strumenti sono disponibili per l’autodeterminazione nelle scelte di cura. Un’occasione aperta a tutte e tutti per conoscere, capire e fare scelte consapevoli.

Per maggiori info cellularimini@associazionelucacoscioni.it

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Marco Cappato il 25 aprile al Catania Book Festival all’incontro “Credere Disobbedire Combattere”

Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, sarà protagonista di un incontro pubblico dedicato al suo libro “Credere Disobbedire Combattere”, pubblicato da Rizzoli.

📍 Auditorium C. Marchesi Palazzo della Cultura, Catania📅 25 aprile 2026🕘 Ore 21:15 Qui per il biglietto del festival


L’appuntamento, moderato da Leandro Perrotta giornalista di “La Sicilia”, sarà un’occasione per approfondire i temi che che da anni segnano l’impegno politico e civile di Cappato: la disobbedienza civile, la difesa dei diritti, la libertà di scelta e il rapporto tra iniziativa individuale e cambiamento collettivo.

L’incontro, offrirà uno spazio di confronto pubblico su battaglie che riguardano la democrazia, l’autodeterminazione e la responsabilità personale e politica.L’incontro è a ingresso libero, previo acquisto del biglietto per il festival disponibile a questo link

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Irene Pellizzone con la Cellula Coscioni Monza a Desio per l’incontro “Liberi fino alla fine. Lo Stato del fine vita in Italia”

📍 Sala Pertini, via Lombardia Desio📅 27 aprile 2026🕘 Ore 21:00
prenotazione necessaria al seguente link


La Cellula Coscioni Monza partecipa a Desio all’incontro pubblico “Liberi fino alla fine. Lo Stato del fine vita in Italia”, un momento di confronto dedicato alla situazione del fine vita nel nostro Paese, tra diritti riconosciuti, ostacoli ancora presenti e battaglie politiche e giuridiche aperte.

Interverranno Riccardo Magi, deputato e segretario di +Europa; Alfredo Bazoli, senatore del Partito Democratico; Irene Pellizzone, avvocata e membro di Giunta dell’Associazione Luca Coscioni. Modera Alessandra Palma, giornalista.

Necessaria prenotazione a seguente link

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La Cellula Coscioni Bari organizza l’incontro “Fine vita. Difendere i diritti conquistati”

📍 Sala Ex Tesoreria, Comune di Bari, Corso Vittorio Emanuele II 84, Bari📅 16 aprile 2026🕟 Ore 16:15


All’interno della cornice della mobilitazione nazionale sul fine vita la Cellula Coscioni Bari organizza l’incontro pubblico “Fine vita. Difendere i diritti conquistati”.Interverranno, nella prima parte dedicata alle criticità della legge del Governo: N. Sisto, coordinatore della Cellula Coscioni Bari; N. Grasso, professore di Diritto costituzionale all’Università del Salento e assessore alla legalità e trasparenza del Comune di Bari; F. Bellino, professore ordinario di Filosofia morale e Bioetica.

Nella seconda parte, dedicata alla disciplina regionale del suicidio medicalmente assistito, prenderanno parte: N. Sisto, coordinatore della Cellula Coscioni Bari; F. Spaccavento, presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale della Puglia; M. La Ghezza, capogruppo M5S del Consiglio regionale della Puglia; L. Palmisano, vicesegretario regionale del PD Puglia.

L’incontro sarà introdotto e moderato da R. Schena, giornalista de La Gazzetta del Mezzogiorno, e rappresenterà un momento di confronto pubblico su diritti già acquisiti e ostacoli ancora presenti. Sarà inoltre possibile firmare l’appello contro la legge sul fine vita del Governo, che minaccia di cancellare quanto ottenuto fin qui.

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