La teoria del pulmino - Il blog di Mantellini sulle frasi pronunciate da Michele Mari a proposito di Michela Murgia e sui confini della sfera personale

@Arte e Cultura

Nel caso di Michele Mari e delle sue esternazioni durante un viaggio su un pulmino, l’aspetto maggiormente rilevante sul quale soffermarsi non riguarda le frasi di Mari ma, appunto, il pulmino. Perché la sarabanda abbia inizio, lasciando stare l’eventuale interesse privato della scrittrice che ha fatto scoppiare il caso, è necessario dare per scontato che una conversazione privata su un mezzo di trasporto sia un atto pubblico. È un assunto che chi desiderava aprire le danze sul corpo della donna, la sua sessualizzazione da parte del maschio ha dato per scontato. Vale a dire che dentro quel pulmino Mari parlasse ex catedra, quasi fosse con un microfono su un palco.

Trovo che l’individuazione del confine fra ciò che è intimo e ciò che è pubblico e quindi di tutti, messo nella disponibilità di chiunque, sia il vero tema del quale si dovrebbe discutere.

Il tema del bilanciamento fra elementi di vita privata e esternazioni pubbliche è oggi importante, se non altro perché riguarda moltissime persone ogni giorno. Dove terminano i luoghi della nostra riservatezza, quelli che noi chiamiamo casa, quelli in cui le nostre miserie restano in qualche maniera protette e celate ai più?

mantellini.it/2026/06/22/la-te…

in reply to Andrea Russo

se posso fare una considerazione, salvando il fatto che non si sanno le parole esatte, qui sembra darsi assodato che Mari come qualunque altro uomo sia uno che in privato dice cose orribili sulle donne che non rientrano nelle sue disponibilità o nelle sue grazie. E questo fatto, che siano accettabili e scontati questi pensieri, basta non dirli in pubblico, è grave. Non si tratta di fare pipì in pubblico, tutti la facciamo in privato, qui si tratta di cosa uno pensa e dice.
in reply to Linda Sartini

@Linda Sartini sapessi le cose disdicevoli che nella mia vita ho detto io sulla qualunque!

Ebbene, non solo sono libero di dirle, ma nessuno deve permettersi di intimorire me e qualsiasi altro essere umano, sdoganando il principio per cui la reputazione pubblica di qualcuno viene infangata se dice cose in privato. Anche se sono cose oscene.
Non c'entra la privacy, c'entra il diritto umano di essere liberi di parlare in privato in base al contesto. Perché la mancanza di questo rende prigionieri

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in reply to informapirata ⁂

@informapirata ⁂ sì, è vero, ma ormai per me la privacy è solo quella manciata di carte che devo firmare per dire che non voglio essere contattato dai venditori di depuratori d'acqua che tanto mi chiamano lo stesso alle sette di sera

@Linda Sartini

informapirata ⁂ reshared this.

in reply to Andrea Russo

l'articolo di partenza sminuisce la portata del sessismo, la butta sulla privacy, mi è sembrato riduttivo, ma non sono brava a spiegare. Ok diritto a fare schifo, ma lo schifo resta tale. Non mi piace la leggerezza con cui si accetta che i maschi pensino questo delle donne, in privato o no.
Giulia De Blasi ha scritto il concetto, ovviamente, molto meglio di me, se leggete capite cosa intendevo, d'accordo o no che siate:
servizioadomicilio.substack.co…
(Paragrafo "La polemica, quella là")
in reply to Linda Sartini

@lindasartini Questa discussione sul "pubblico e privato" è tutt'altro che semplice e coinvolge uno dei valori secondo me fondamentali per una sana vita in comunità: io lo chiamo "diritto a fare schifo".

Ammettendo che Mari abbia detto nude e crude quelle parole lì, si è comportato da TROGLODITA e qua non ci piove. Che gli vada detto sul muso, è altrettanto indubbio. Ma la cosa si deve fermare lì, non metti in discussione una gara letteraria perché "fuori onda" uno è stato cinico e sessista verso una donna morta. Lo metti al suo posto lì in loco, ci litighi, ma muore lì, non ci scateni dietro le folle pronte a fare i gladiatori!

Tutte le volte che alle cene associative tra ciechi, prendiamo per il culo i vedenti, con o senza persone vedenti nei dintorni. Io, HIV negativa, a tavola con un gruppo di HIV positivi, ad assistere alle loro prese in giro sessuali verso le persone senza HIV... Là ti giri, sorridi, dici "sentito!" E c'ho pure fatto un progetto creativo sopra. Tutte le volte che io per prima ho raccontato barzellette sporche!

Il "diritto a fare schifo" serve per esorcizzare lo stress, per sfogarsi, per farsi scivolare addosso esperienze negative, o credete che in pausa, in spogliatoio, ecc... il migliore cardiochirurgo non racconti barzellette oscene sui propri pazienti?

Non sto dicendo di acconsentire, "e fattela una risata", ognuno di noi ha qualcosa che lo provoca di più. Anche certe barzellette, tipo quella dell'AIDS, il cracker, il prosciutto e la porta del bagno, essendo coinvolta da vicino con lo stigma HIV, se la sento mi fa star male. Però ripeto: l'interlocutore esercita il proprio "diritto a fare schifo" raccontandola, io lo esercito dicendogli che è l'anello di congiunzione tra la scimmia e l'uomo.

Io mi sono incazzata per il "va pensiero" con le bestemmie, l'altro ha tutto il diritto di metterla su youtube. Ma voler rovinare la carriera a uno perché è stato uno stronzo, non è che lo educhi. Lo rende ancora più stronzo, e anzi rischia di mettere in cattiva luce proprio la causa femminista, in questo caso: "se se la prendono per così poco, se sono questi i problemi"... A livello mediatico bisogna considerare con chi si ha a che fare.

Il van del premio strega? Vero, era un mezzo di trasporto usato per lavoro. Ma vorrei essere una moschetta, anzi no, un accaivvù senziente che si replica meglio, per sentire cosa si dicono tra loro i poliziotti sulla volante.

in reply to Elena Brescacin

@elettrona il diritto a fare schifo è bello, anche se lo vedo un po' più come in quella canzone di Willy Peyote con Michela Giraud (se non la conoscete, cercatela).
In fin dei conti è quel che voglio dire: l'ha detto in privato, ok, ma è un pensiero abominevole. Dice che se una donna fa schifo ai maschi (ammesso che Murgia lo facesse) allora è una brutta persona. Se non ti desiderano, non vali. Truccati, sii scopabile, sorridi. Non puoi fare schifo, sei femmina.
in reply to Linda Sartini

@lindasartini quello che io ho sempre sostenuto, è: il diritto a fare schifo, deve appartenerci. E se uno fa una uscita disgustosa come questa qua, va messo al suo posto in modo altrettanto disgustoso (il diritto a fare schifo mio, vale tanto quanto il tuo perciò se lo usi contro di me, io te lo restituisco).

Io sono la prima a essermi sentita dire non solo "brutta" ma anche "sei un peso" al che rispondo sempre "sono un peso di carne, tu sei un peso di sterco". Ma andare a far casino nei media in una situazione in cui avrebbero potuto schifarsi tra di loro, anche no

in reply to Elena Brescacin

@elettrona ammetto di non aver contato quanti media e quanto e come ne hanno parlato e se ci sia stata gogna social, rifletto solo sul contenuto oggettivo delle parole.
Concordo sul diritto alla privacy e a dire cose brutte in privato.
Ricordo che l'uomo in questione non è un anziano al terzo grappino al bar, ma uno scrittore che con le parole, i concetti e la morale ci lavora, ergo ci sguazza nei media e con un po' di fortuna si candiderà a destra grazie alla sua uscita XD
in reply to Linda Sartini

@lindasartini Non frequento i social commerciali, però mi sto chiedendo anche: se il soggetto della discussione fosse stata Meloni anziché Murgia, avrebbe avuto lo stesso effetto mediatico? Per quanto mi riguarda, sempre ammesso che abbia detto quelle cose sul serio, quelle lì sono frasi spregevoli anche se dette alla strega di Biancaneve o a Crudelia. Però neanche mi piace vedere certi personaggi santificati, da vivi e da morti.
Non sminuisco Murgia come scrittrice, cerco solo di farmi domande su tutte le prospettive.
in reply to Elena Brescacin

@elettrona dipende: se parli della sinistra politica, in genere corre a dare solidarietà anche a Meloni se colpita da una frase sessista. Se parli dei giornali, anche a sinistra sono maschilisti quindi diventano femministi a seconda della convenienza. Però l'intellettuale di sinistra scaricato dalla sinistra per questioni contro le donne (episodio ben più grave, violenza domestica non parole su un pulmino: Caffo) più facile lo intervistino a destra, magari su Libero.
in reply to Elena Brescacin

@elettrona PS. Santificare Murgia o chicchessia: no non mi piace. Pessima abitudine umana. Però: lui poteva dire che era una str*nza sopravvalutata e irascibile. Perché buttarla sul fatto che era brutta, quindi non se la sc*pava nessuno, ergo era cattiva? Per me tutto ruota intorno a questo concetto, in privato o no è idea comune tra maschietti: vedere le donne solo in funzione del desiderio maschile. Ragazzi, se pensate questo, pure in pvt, rifletteteci vi prego. Tutto qui.
in reply to Linda Sartini

@lindasartini Ricordo benissimo la storia di Leonardo Caffo. E sui giornalisti sono assolutamente d'accordo, vanno sempre dove gli conviene.
Questa cosa del sessismo però la deve finire. Gli uomini a sessualizzare le donne anche nel loro carattere, ma su questo mi ci metto anch'io perché per anni ho detto "Vannacci è omofobo perché gli prude il culo, è antifemminista perché la moglie non gliela dà più"

sarebbe il caso proprio di non dirle più e non riderci più.

in reply to Elena Brescacin

@Elena Brescacin @Andrea Russo @Linda Sartini

questa frase sarebbe da incorniciare

“Ma voler rovinare la carriera a uno perché è stato uno stronzo, non è che lo educhi. Lo rende ancora più stronzo, e anzi rischia di mettere in cattiva luce proprio la causa femminista, in questo caso”

(con sotto il link al resto del thread)

in reply to Elena Brescacin

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@elettrona @valhalla comprendo il vostro giustissimo ragionamento.
Voglio ora fare l'avvocato del diavolo. Forse, dico forse, stiamo per toccare i concetti di dittatura woke e femminista. Non conosco Mari, dispiace per lui che per 'ste parole schifose ma private non vincerà lo Strega (o forse sì). Ma mi sento sul ghiaccio sottile del vittimismo del "non si può più dire nulla". Poi dai, taccio, che sento che sono noiosa, sempre in fissa coi fasci e Popper. Bibliografia: Zerocalcare
in reply to Elena Brescacin

sì vero, stavo rileggendo apposta quella storia di Zerocalcare e anche lui ci ragiona, sul fatto che i media progressisti sono posizionati lì solo perché hanno un certo target di clienti! Sospetto l'editoria tema le femministe perché se ben ricordo statisticamente le donne leggono di più.
Comunque già che siete tutti taggati, volevo ringraziare per questa discussione perché sguardi diversi su uno stesso argomento sono sempre interessanti!
Questa voce è stata modificata (2 giorni fa)
in reply to Elena ``of Valhalla''

@valhalla @lindasartini

la creazione di bolle. Polarizzare perché fa bene agli algoritmi. Ma ripeto: per ogni giornale femminista che la mena su questa roba, ce ne sarà un altro di estrema destra che la spara sempre più grossa e alla fine diventa la gara a chi piscia più lontano.

Piuttosto, notavo un'altra cosa su questo articolo. Copio l'incipit.
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La **discussione** pubblica sulle frasi pronunciate da Michele Mari a proposito di Michela Murgia, una **discussione** torrenziale che va in onda da un paio di giorni ovunque, è per il novanta per cento la “solita” **discussione** sul femminismo militante alle prese con il patriarcato.

Non dubito sull’utilità eventuale di riproporla ogni volta uguale, tra l’altro molto spesso con le stesse parole riproposte dalle medesime persone. È una **discussione** che ha pregi e limiti, più pregi che limiti, probabilmente necessaria, da ripetere ogni volta che, come in questo caso, ve ne sia occasione.

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Mi consolo. Non sono l'unica ripetitiva, che al WordCamp Pisa 2025 ho detto "un'organizzazione che serve ai gruppi organizzati per organizzarsi" o qualcosa di simile.

in reply to Andrea Russo

provo a spiegare meglio: se riporti ad altri che ho detto in privato che quella persona mi sta antipatica, hai violato la mia privacy. Ma dire che le donne assertive sarebbero più dolci se debitamente usate dai maschi, anche se lo dici in privato, è oggettivamente deprecabile. Ancora di più se poi in pubblico ti mostri persona acculturata, aperta, intelligente. Poi magari non ha detto questo, ma qui si sta buttando sulla privacy e non sul significato e peso delle cose dette.
in reply to Linda Sartini

@Linda Sartini @Andrea Russo senza mettere in dubbio l'oggettiva deprecabilità, si può deprecare in privato¹ ciò che è stato detto in privato, e deprecare in pubblico ciò che viene detto in pubblico.

Fare escalation di contesto è un ottimo sistema per aumentare la polemica e la polarizzazione, un po' meno per educare le persone.

¹ idealmente nello stesso contesto in cui è stato detto, o almeno con le stesse persone, in modo che il messaggio che quanto detto è non accettabile arrivi a tutti quelli che l'hanno sentito, sia chi lo pensava senza avere il coraggio di dirlo, che chi non ha avuto il coraggio di lamentarsene perché era in una posizione di debolezza.