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Fibromialgia: una delle ragioni più forti per andarmene via da qui.


Uno sguardo più profondo su uno dei motivi forti che mi spingono a lasciare il nostro Paese. Durante le puntate del podcast "Verso Casa", l'attenzione è stata spesso indirizzata verso il viaggio, la scoperta, le sensazioni di benessere che i vari posti visitati potevano restituirmi (oppure no). C'è stato spazio anche per le criticità che potrebbero presentarsi nel caso una persona come me decidesse di trasferirsi nelle varie località che ho scoperto. Ma il tema forte, il perché sto […]
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Uno sguardo più profondo su uno dei motivi forti che mi spingono a lasciare il nostro Paese.

Durante le puntate del podcast “Verso Casa”, l’attenzione è stata spesso indirizzata verso il viaggio, la scoperta, le sensazioni di benessere che i vari posti visitati potevano restituirmi (oppure no). C’è stato spazio anche per le criticità che potrebbero presentarsi nel caso una persona come me decidesse di trasferirsi nelle varie località che ho scoperto.

Ma il tema forte, il perché sto facendo tutto questo, è rimasto sottinteso dopo la prima puntata. Con l’occasione dell’estate più torrida di sempre, ho voluto fare questo video che spiega in dettaglio

#fibromialgia
#viadallitalia
#vivereallestero
#malattiereumatiche
#caldotorrido
#caldo
#estate2026
#cambiamentoclimatico

youtu.be/FFtWNVt6eus

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CVSS 10 senza PoC pubblico: la corsa contro il tempo sulla falla critica di SAP Commerce Cloud


Una vulnerabilità critica (CVSS 10.0) nell'estensione Data Hub Adapter di SAP Commerce Cloud è sotto attacco attivo appena tre giorni dopo la patch, senza alcun proof-of-concept pubblico in circolazione. La storia recente di SAP suggerisce che dietro le prime scansioni potrebbero presto arrivare attori più sofisticati.
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SAP ha rilasciato la patch l’11 agosto. Tre giorni dopo, gli honeypot dell’azienda di threat intelligence Defused hanno registrato i primi tentativi di sfruttamento. Nessun proof-of-concept pubblico, nessun writeup tecnico in circolazione: qualcuno ha fatto reverse engineering della patch – o conosceva già la falla – più in fretta di quanto la community difensiva riuscisse a reagire. La vulnerabilità, CVE-2026-58231, ha un CVSS di 10.0: il massimo possibile, per una piattaforma usata da alcuni dei più grandi retailer al mondo.

La falla: un client di autenticazione dimenticato


CVE-2026-58231 risiede nell’estensione Data Hub Adapter di SAP Commerce Cloud, la piattaforma e-commerce nota fino a pochi anni fa come SAP Hybris. Secondo l’advisory ufficiale, controlli di autorizzazione insufficienti e una validazione dell’input carente permettono a un attaccante non autenticato di “abusare di un client di autenticazione predefinito” e sottoporre input appositamente costruiti al sistema. Il risultato è esecuzione di codice arbitraria in remoto (RCE), raggiungibile con complessità di attacco bassa e senza alcuna credenziale: la combinazione che giustifica il punteggio massimo di gravità.

SAP Commerce Cloud non è un prodotto di nicchia: è l’infrastruttura e-commerce dietro cataloghi, checkout e gestione ordini di catene retail, produttori e distributori a livello globale. Una RCE non autenticata su questo layer significa accesso diretto a dati di pagamento, anagrafiche clienti e, potenzialmente, un punto di ingresso verso i sistemi ERP interni a cui Commerce Cloud è tipicamente integrato.

Tre giorni: dalla patch al primo probe


La finestra temporale è ciò che rende questo caso degno di nota. SAP ha pubblicato la correzione l’11 agosto 2026 tramite la security note 3771065. Il 14 agosto, Defused ha osservato sui propri sensori i primi tentativi di exploitation, comunicandolo pubblicamente su X. Shadowserver Foundation, che traccia costantemente l’esposizione internet di SAP Commerce Cloud tramite fingerprinting, segnala oltre 4.200 indirizzi IP con firma compatibile con la piattaforma – la superficie di attacco potenziale su cui gli scanner automatizzati si stanno già muovendo.

Tre giorni sono un tempo sufficiente per un diffing accurato della patch (confrontando i binari o i sorgenti pre e post correzione per isolare il codice modificato e dedurre la vulnerabilità), ma insolitamente rapido per la complessità tipica delle applicazioni enterprise Java di SAP. Onapsis, società specializzata nella sicurezza degli ambienti SAP, non esclude che gli attaccanti stiano semplicemente testando in massa endpoint esposti sperando di trovare installazioni non ancora patchate, un pattern comune subito dopo il rilascio di patch critiche per software enterprise molto diffuso.

Il precedente che preoccupa i difensori


SAP Commerce Cloud e le altre piattaforme della galassia SAP non sono nuove a questo tipo di attenzione. Nel maggio 2025, la vulnerabilità gemella CVE-2025-31324 in SAP NetWeaver Visual Composer fu sfruttata da almeno un cluster di attività riconducibile a operazioni di cyberspionaggio cinesi per compromettere oltre 580 sistemi critici a livello globale, secondo l’analisi di EclecticIQ, prima che gruppi ransomware si aggiungessero alla caccia agli endpoint non patchati. Lo schema si ripete con regolarità: le vulnerabilità critiche nei sistemi SAP attirano prima attori sofisticati orientati all’intelligence, interessati all’accesso silenzioso a dati finanziari e di supply chain, e solo in un secondo momento la criminalità informatica opportunistica in cerca di un punto d’appoggio da rivendere o da usare per il deployment di ransomware.

Per ora non ci sono attribuzioni pubbliche legate ai probe osservati su CVE-2026-58231: i dati disponibili derivano da honeypot e da telemetria di scansione, non da un’intrusione confermata con post-exploitation osservata. Ma la storia recente di SAP suggerisce che la finestra tra probe automatizzati e sfruttamento mirato da parte di attori più sofisticati tende a essere breve.

Cosa devono fare i team di sicurezza


  • Applicare immediatamente la security note SAP 3771065, aggiornando ai livelli di patch corretti per Commerce Cloud
  • Dove l’aggiornamento immediato non è possibile, ricompilare e ridistribuire la versione corretta appena disponibile una finestra di manutenzione
  • Come mitigazione temporanea, configurare un IP Filter Set per limitare l’accesso all’endpoint del Data Hub Adapter alle sole reti fidate
  • Verificare nei log applicativi richieste anomale dirette agli endpoint di Data Hub Adapter nei giorni successivi all’11 agosto
  • Monitorare gli avvisi di Shadowserver e della propria threat intelligence per indicatori di scansione mirata verso il proprio range IP
  • Trattare qualsiasi istanza Commerce Cloud esposta a Internet e non patchata come potenzialmente già compromessa, avviando attività di hunting sui sistemi integrati (ERP, data warehouse, gateway di pagamento)

Il messaggio per chi gestisce ambienti SAP è lo stesso che si ripete a ogni ciclo di patch critiche in software enterprise molto esposto: il tempo tra il rilascio di una correzione e la sua trasformazione in arma da parte degli attaccanti si sta comprimendo, e in questo caso specifico non c’è stato nemmeno bisogno di un proof-of-concept pubblico per accorciarlo ulteriormente.

Dettagli tecnici

# Vulnerabilità
CVE-2026-58231
CVSS 3.1: 10.0 (Critico)
Componente: SAP Commerce Cloud - estensione Data Hub Adapter
Tipo: Autorizzazione impropria + input validation carente -> RCE non autenticata

# Timeline
2026-08-11  Rilascio patch (SAP Security Note 3771065)
2026-08-14  Primi tentativi di exploitation osservati (Defused, honeypot)
2026-08-17  Oltre 4.200 IP con fingerprint SAP Commerce Cloud tracciati da Shadowserver

# Mitigazione
- Applicare Security Note 3771065
- IP Filter Set sull'endpoint Data Hub Adapter come workaround temporaneo

# Precedente correlato
CVE-2025-31324 - SAP NetWeaver Visual Composer, sfruttata da cluster
di cyberspionaggio cinesi su 580+ sistemi critici (maggio 2025)

Fonti: The Hacker News, BleepingComputer, SecurityAffairs, GBHackers, Onapsis, Shadowserver Foundation, EclecticIQ.
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il trasloco / renato de maria. 1991


youtu.be/3rK_ahy5Nzg?is=pyptGz…

Il trasloco è un film documentario del 1991 diretto da Renato De Maria.

Bologna, 1991. In un appartamento del centro gli operai portano via mobili e casse: è in corso un trasloco dopo l’ingiunzione di sfratto. Si tratta di un appartamento speciale: la casa di via Marsili 19 fu uno dei centri del movimento del ’77 bolognese. Bifo, Paolo Scòzzari, e altri abitanti della casa, ne raccontano la storia, le persone che ci hanno vissuto, ci hanno bivaccato e transitato, la nascita di Radio Alice, gli arresti e le perquisizioni. Nel frattempo la casa si svuota.
#1977 #1991 #antagonismo #Bifo #FrancoBerardi #IlTrasloco #movimenti #Movimento #PaoloScòzzari #RenatoDeMaria #settantasette #trasloco

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Periodicamente spuntano fuori cose vecchie spesso scritte lo scorso millennio che a rileggerle fanno quasi vergognare ma che sono comunque indizio di determinati interessi (probabilmente confinanti con ossessioni) che resistono ancora. Ripubblico qui sotto una roba che, a mio avviso, contiene ancora cose non completamente marcite. Lo spunto, la suggestione, la scusa sono collegate alla recente […]
pepsy.noblogs.org/2026/08/17/v…
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Kaspersky lancia l’allarme: le credenziali rubate sono ancora il metodo più efficace per gli attacchi hacker


Kaspersky lancia l’allarme: le credenziali rubate restano una delle principali porte d’ingresso per gli attacchi hacker contro aziende e utenti
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Secondo il recente report globale Security Services di Kaspersky, la violazione delle password e l’uso improprio di account validi sono state tra le tattiche più efficaci utilizzate dai cybercriminali nel 2025. Questa tendenza riflette un cambiamento strategico: gli aggressori stanno progressivamente abbandonando malware più “rumorosi”, in grado di attivare i sistemi di protezione degli endpoint, preferendo invece sfruttare accessi legittimi per eludere il rilevamento.

Anatomy of a Cyber World” è un report globale approfondito basato sui dati raccolti nel 2025; esso analizza le tecniche, gli strumenti e gli scenari di rilevamento più comuni utilizzati dagli autori degli attacchi, evidenziando inoltre le principali caratteristiche degli incidenti rilevati.

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Secondo il report, una quota significativa delle tecniche di attacco monitorate più frequentemente riguarda la gestione delle credenziali e delle identità. L’analisi, che prende in esame i tassi di conversione dei diversi indicatori di attacco (IoA), mette in evidenza le seguenti tattiche dannose prevalenti:

  • indovinare le password – 34.8%: questa tecnica consiste nel tentare sistematicamente diverse password fino a ottenere l’accesso a un account. Si posiziona al primo posto tra le tecniche più utilizzate, poiché viene impiegata sia negli attacchi reali sia nelle valutazioni di sicurezza autorizzate, confermandosi una minaccia persistente nell’attuale panorama della cybersecurity. Le aziende che utilizzano password deboli o riutilizzate continuano a favorire questa strategia ormai consolidata;
  • creazione di account locali – 34.7%: una volta ottenuto l’accesso a un sistema, gli aggressori creano spesso nuovi account locali per mantenere la persistenza anche nel caso in cui il punto di accesso iniziale venga individuato e rimosso. Questa tecnica viene osservata frequentemente durante le esercitazioni di sicurezza e può essere rilevata solo disponendo di una telemetria adeguata, spesso assente;
  • abuso di account validi – 34.5%: anziché distribuire malware, gli aggressori accedono utilizzando credenziali rubate o compromesse, confondendosi con le normali attività degli utenti. Questo rende il rilevamento molto più complesso, poiché l’accesso appare del tutto legittimo. L’elevato tasso di conversione dimostra perché le credenziali compromesse continuino a rappresentare uno dei vettori di attacco più pericolosi;
  • manipolazione degli account – 32%: gli aggressori modificano gli account esistenti per consolidare il proprio accesso, ad esempio riattivando account disabilitati, modificando l’appartenenza ai gruppi o aumentando i privilegi. Questa pratica conferma una tendenza più ampia: invece di introdurre nuovi strumenti, gli aggressori rafforzano il proprio controllo sfruttando ciò che è già presente nell’infrastruttura;
  • individuazione dei servizi di rete – 31.2%: prima di muoversi all’interno della rete, gli aggressori effettuano generalmente una scansione alla ricerca di servizi aperti e sistemi raggiungibili. Questa fase di ricognizione rappresenta spesso un chiaro segnale di successive attività di movimento laterale e ulteriori attacchi. Individuarla tempestivamente consente ai team di sicurezza di guadagnare tempo prezioso per intervenire.


Fonte: Kaspersky
Il report classifica le tecniche degli aggressori in base alla frequenza con cui le attività osservate hanno portato, in ultima analisi, a incidenti dannosi confermati. Secondo gli esperti di Kaspersky, nonostamte il vasto numero di tecniche utilizzate dagli aggressori, un rilevamento efficace richiede di dare priorità ai comportamenti con la più alta probabilità di intenzioni dannose, evitando al contempo un numero eccessivo di falsi positivi.

“Gli autori delle minacce non hanno sempre bisogno di malware sofisticati per raggiungere i propri obiettivi. In molti casi, gli strumenti amministrativi legittimi e gli account compromessi rappresentano ancora il modo più rapido ed efficace per muoversi all’interno di un’organizzazione evitando di essere individuati”, ha commentato Sergey Soldatov di Kaspersky.

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Amazon Family arriva in Italia: con Prime ora puoi condividere i vantaggi senza costi aggiuntivi


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Amazon Family è ufficialmente disponibile in Italia. Il servizio mette a disposizione dei clienti Prime un modo semplice per condividere molti dei propri benefici Prime con un altro adulto del nucleo familiare, senza dover condividere l’account.

Come funziona


Con Amazon Family, il cliente Prime principale - chiamato Amministratore dell’Amazon Family - può invitare un altro adulto del proprio nucleo familiare a condividere vari benefici Prime, tra cui consegne rapide e senza costi aggiuntivi, Prime Video (con pubblicità), offerte ed eventi esclusivi come Prime Day e la Festa delle Offerte Prime, Amazon Music Prime e Amazon Luna. L'amministratore dell’Amazon Family seleziona un unico metodo di pagamento per condividere i benefici Prime, l'altro adulto accetta e la configurazione richiede solo pochi click.

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Quali i vantaggi che si possono condividere


Con Amazon Family ogni membro del nucleo familiare continua a utilizzare il proprio account Amazon, mantenendo separati la cronologia degli ordini, i suggerimenti personalizzati e tutte le informazioni personali. In questo modo, le esperienze di acquisto restano private e indipendenti per ciascun cliente, senza che la condivisione dei benefici Prime comporti la condivisione dell'account. Tra i vantaggi Prime che possono essere condivisi rientrano le consegne Prime veloci e illimitate, Amazon Music Prime, le offerte esclusive e i risparmi su migliaia di prodotti, comprese iniziative come il Prime Day e la Festa delle Offerte Prime. La condivisione comprende inoltre Prime Video, con pubblicità, e Amazon Luna, il servizio di cloud gaming di Amazon.

Account separati e pagamenti sotto controllo


La privacy dei singoli account rimane uno degli aspetti centrali di Amazon Family. Ogni membro conserva la propria cronologia degli ordini e i propri suggerimenti personalizzati, mentre la sicurezza dell'account resta personale: non è necessario condividere password o codici monouso. Per condividere i benefici Prime, l'amministratore di Amazon Family deve invece selezionare un metodo di pagamento da condividere; quando un altro membro del nucleo familiare utilizza quel metodo per effettuare un acquisto, può visualizzare soltanto alcuni dati della carta: le ultime quattro cifre, il nome riportato sulla carta, la data di scadenza e l'indirizzo di fatturazione.

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L'amministratore riceve inoltre una notifica con l'importo totale dell'acquisto effettuato utilizzando il metodo di pagamento condiviso. Ogni membro dell'Amazon Family mantiene comunque la possibilità di scegliere, al momento del pagamento, se utilizzare il metodo di pagamento condiviso oppure una propria modalità di pagamento. In questo modo, i vantaggi Prime possono essere condivisi senza rinunciare alla separazione degli account e alla gestione personale dei propri acquisti.

Come si configura Amazon Family


Per iniziare, i clienti possono andare su “Il mio account” e selezionare “La tua Amazon Family”. Da lì è possibile invitare un altro adulto del nucleo familiare ad unirsi. Quest’ultimo riceverà un invito, lo accetterà e avrà immediatamente accesso ai benefici condivisi. È possibile anche gestire le impostazioni familiari, visualizzare i membri del nucleo e scoprire i suggerimenti personalizzati di Prime Video e Amazon Luna, tutto dal Family Hub a questo link.

Quanto costa Amazon Family


Amazon Family è senza costi aggiuntivi. Per condividere i benefici Prime, il cliente deve essere iscritto a Prime. L’abbonamento è disponibile a 4,99 €/mese o 49,90 €/anno, con una prova gratuita di 30 giorni per i clienti idonei. Chi non è ancora cliente Prime può iscriversi per accedere ad Amazon Family e a molti altri benefici, tra cui consegne rapide e illimitate, Prime Video, Amazon Music Prime, risparmi esclusivi e molto altro.

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il tuo telefono sta per smettere di essere tuo


keep android open_ un aggiornamento sta per bloccare le app degli android
keepandroidopen.org/it/

Il tuo telefono sta per smettere di essere tuo.

A partire dal 2027 un aggiornamento silenzioso, imposto da Google senza il consenso degli utenti, bloccherà tutte le applicazioni Android i cui sviluppatori non si siano registrati presso l’azienda, non abbiano firmato il contratto, non abbiano pagato e non abbiano fornito un documento d’identità.

Tutte le applicazioni e tutti i dispositivi, in tutto il mondo, senza possibilità di rinuncia.

È una questione più grande di Android


Se Google può bloccare retroattivamente miliardi di dispositivi venduti come piattaforme aperte, tutti i produttori di hardware del pianeta stanno a guardare.

Il principio che si sta affermando è il seguente: l’azienda che ha prodotto il tuo dispositivo può decidere, dopo che l’hai acquistato, quale software ti è permesso utilizzare. Nel mondo del software questo si chiama truffa, ma almeno è sempre possibile installare un software concorrente. Nel mondo dell’hardware, invece, è un fatto compiuto che ti priva di ogni autonomia e ti rende impotente di fronte ai capricci di un unico controllore che non deve rendere conto a nessuno e che è stato dichiarato monopolista.

Informazioni complete qui:
keepandroidopen.org/it/

#android #app #appAndroid #applicazioni #applicazioniAndroid #blocco #bloccoDeiCellulari #cellulari #controlloDigitale #dispositivi #google #GooglePlayServices #googlePlaystore #hardware #keepAndroidOpen #piattaformeAperte #playstore #software #telefoni

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considerando il flickering delle piattaforme…


…e considerando che magari proprio il differxdiario può finire offline per difficoltà tecniche, mi sono industriato così:

la cosa si può notare anche nei cambiamenti qui tra i link qui: linktr.ee/differx
#blog #differx #differxdiario #link #linktree #volatilità

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>>> la memoria necessaria

marcogiovenale.me/2026/08/16/m…


(cose atroci successe pochissimo tempo fa e ignorate allora, triturate poi, e dimenticate ora)
#attacchiIsraeliani #criminiDiGuerra #Gaza #genocide #genocidio #Palestina #ricostruzioni

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Caro vita, così cambia l’estate degli italiani: più staycation e tempo in famiglia secondo Temu


Il caro vita sta cambiando le abitudini estive degli italiani: sempre più persone scelgono staycation, attività da fare a casa e momenti di qualità in famiglia, secondo una nuova analisi di Temu
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Con il costo della vita che continua a incidere sui bilanci familiari, sempre più italiani stanno ripensando al modo in cui trascorrere le vacanze estive. Piuttosto che rinunciare del tutto al tempo libero, molte famiglie scelgono soggiorni più brevi, restano vicino a casa e trovano nuovi modi per valorizzare i fine settimana e i momenti di qualità insieme. Secondo l'Osservatorio Turismo Estate 2025 di Confcommercio (Fonte: Confcommercio, Osservatorio Turismo Estate 2025), il 91% degli italiani avrebbe deciso di trascorrere le vacanze estive in Italia, confermando la solidità del turismo domestico e il crescente interesse per esperienze di viaggio di prossimità.

Il trend è confermato anche dall'Osservatorio Nazionale Vacanze Estate 2025 di Federconsumatori, secondo cui solo il 43,2% degli italiani sarà in vacanza quest'anno e tra coloro che sono partiti e stanno per partire, il 54% ha previsto di ridurre la durata della vacanza a un periodo compreso tra tre e cinque giorni. Inoltre, l'82% degli intervistati resterà in Italia, indicando tra le principali motivazioni l'aumento dei costi di viaggio.

Alla luce di questi numeri, sempre più consumatori cercano soluzioni convenienti per godersi il tempo libero e i trend di acquisto su Temu mostrano un crescente interesse per prodotti che permettono di ricreare l'atmosfera delle vacanze direttamente a casa: dagli spazi dedicati ai pranzi all'aperto e all'intrattenimento per tutta la famiglia, fino ad angoli di relax in giardino.

Smart home sempre più diffuse in Italia: ecco perché crescono
Le smart home non sono più una semplice tendenza, ma una realtà consolidata anche in Italia. Sempre più persone scelgono dispositivi connessi e sistemi di automazione per rendere la casa più sicura, efficiente e confortevole
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Ricreare l'atmosfera delle vacanze senza lasciare casa


Per molte famiglie, durante l'estate, giardini, balconi e terrazze diventano un'estensione della casa. Tra i prodotti più richiesti su Temu figurano gazebo, accessori per barbecue, borse termiche, coperte da picnic e tavoli da campeggio pieghevoli, ideali per creare spazi accoglienti dove trascorrere pranzi in famiglia e piacevoli serate all'aperto. Anche l'intrattenimento domestico si sposta all'esterno; Temu registra, infatti, un crescente interesse per prodotti che permettono di ricreare l'esperienza del cinema a casa, come mini proiettori portatili, schermi per proiezione, macchine per popcorn e illuminazione da esterno, offrendo alle famiglie la possibilità di organizzare serate cinema sotto le stelle senza sostenere i costi di una serata fuori.
I consumatori investono inoltre in piccoli acquisti in grado di trasformare gli spazi esterni in vere e proprie oasi di relaxI consumatori investono inoltre in piccoli acquisti in grado di trasformare gli spazi esterni in vere e proprie oasi di relax
Anche i genitori sono alla ricerca di soluzioni accessibili per intrattenere i bambini durante le vacanze scolastiche. Su Temu riscuotono particolare successo prodotti come piscine gonfiabili, tappeti gioco con spruzzi d'acqua, giochi da esterno e tende da gioco per bambini, che consentono alle famiglie di trascorrere tempo di qualità insieme mantenendo sotto controllo le spese dedicate allo svago. I consumatori investono inoltre in piccoli acquisti in grado di trasformare gli spazi esterni in vere e proprie oasi di relax. Amache, sedie sospese, ventilatori portatili e lanterne decorative contribuiscono a creare ambienti accoglienti, offrendo molti dei comfort tipici di una tradizionale vacanza estiva.

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Il rapporto qualità-prezzo


La crescente popolarità delle staycation riflette una più ampia tendenza verso consumi sempre più orientati al rapporto qualità-prezzo. I dati emersi suggeriscono che i consumatori danno sempre più priorità ad acquisti in grado di migliorare la vita quotidiana, ottimizzando al tempo stesso il budget familiare. Mentre le pressioni economiche continuano a influenzare le abitudini di spesa, le staycation stanno diventando molto più di una semplice soluzione per risparmiare. Per molte famiglie italiane rappresentano l'opportunità di rallentare i ritmi, trascorrere più tempo insieme e riscoprire il piacere delle cose semplici. Dalle cene in giardino alle serate cinema sotto le stelle, dai giochi all'aperto ai momenti di relax sul balcone, i consumatori dimostrano che per vivere un'estate memorabile non è necessario allontanarsi da casa.


Smart home sempre più diffuse in Italia: ecco come stanno cambiando la vita quotidiana


Le smart home sono ormai una realtà consolidata per molti italiani. A confermarlo è un nuovo studio di reichelt elektronik, secondo cui il 66% dei 1.000 consumatori intervistati in Italia utilizza almeno un dispositivo intelligente nella propria abitazione. Tra le soluzioni più diffuse spiccano i dispositivi multimediali, come smart TV e sistemi audio intelligenti, utilizzati dal 63% degli intervistati. Seguono gli assistenti vocali, tra cui Amazon Alexa e Google Home, presenti nel 48% delle case. Al terzo posto, a pari merito con il 29%, si trovano gli elettrodomestici smart, come frigoriferi, lavatrici e lavastoviglie connesse, e i dispositivi dedicati alla pulizia della casa, come i robot aspirapolvere intelligenti. In controtendenza, invece, i sistemi di illuminazione smart registrano un calo di diffusione: se nel precedente studio del 2024 erano utilizzati dal 30% degli utenti, nell'indagine del 2026 la percentuale scende al 16%.

LG Sound Suite arriva in Italia: audio surround con Dolby Atmos FlexConnect
La soluzione permette di creare un impianto home theater flessibile, adattando automaticamente il suono alla disposizione degli speaker per un’esperienza immersiva e personalizzata
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Una persona su quattro è spinta all'acquisto dalla passione per la tecnologia; tuttavia, il principale driver di acquisto di prodotti smart è il desiderio di un maggiore comfort all'interno della propria casa. Seguono il controllo intelligente del riscaldamento, la possibilità di controllare il consumo energetico o quella di aumentare la sicurezza della propria casa mentre si è in vacanza.

La smart home “vale la pena”, ma non è indispensabile


Una netta maggioranza degli intervistati conferma che l'investimento ripaga: il 53% di essi riferisce di aver effettivamente risparmiato denaro grazie ai dispositivi intelligenti, ad esempio sulle bollette del riscaldamento o dell'elettricità. Tuttavia, una maggiore comodità appare come il vantaggio principale, superando il miglioramento dell’efficienza nella vita quotidiana e persino il potenziale di risparmio economico (34%). Ciò detto, nonostante il 64% degli intervistati afferma che la tecnologia smart home semplifica la vita, molti non la considerano indispensabile: il 39% descrive i prodotti smart come "un piacevole extra, ma non essenziale", e ben il 50% non vuole diventare troppo dipendente dai dispositivi intelligenti. In generale, i principali svantaggi citati sono la dipendenza da una connessione internet e dall'alimentazione elettrica, i prezzi elevati e le preoccupazioni legate alla privacy dei dati. C'è però anche un aspetto decisamente positivo: rispetto agli ultimi anni, molti dei principali ostacoli che frenavano l'adozione della smart home si sono ridotti in modo significativo. I dispositivi intelligenti sono oggi più accessibili, più affidabili e, soprattutto, più semplici da installare e utilizzare. Questa evoluzione conferma che la smart home non è più una tecnologia destinata a pochi appassionati, ma una soluzione sempre più intuitiva e accessibile, ormai entrata a far parte della quotidianità di molte famiglie italiane.

Domina il Wi-Fi, Matter e Zigbee ampiamente sconosciuti


Il Wi-Fi è di gran lunga lo standard di connettività più utilizzato: l'81% degli intervistati dichiara di usarlo attivamente. Segue al secondo posto il Bluetooth, con un utilizzo attivo del 68%. La situazione è diversa per i protocolli specifici per la smart home: Matter, lo standard di connettività cross-produttore comparativamente nuovo, è completamente sconosciuto al 62% degli intervistati. La situazione è simile per Zigbee (anch'esso sconosciuto al 63%, con il 5% di utilizzo attivo) e Z-Wave (61% non lo conosce, 5% di utilizzo attivo). Thread è leggermente più conosciuto: ben il 31% ne ha sentito parlare, anche se solo il dieci per cento utilizza effettivamente questo protocollo di comunicazione. Home Assistant fa eccezione: con un utilizzo attivo del 24% e un tasso di conoscenza del 65% (noto o utilizzato), la piattaforma open-source è la più ampiamente utilizzata tra le soluzioni specifiche per la smart home.

Streaming e Pay TV: gli italiani hanno 3 abbonamenti
Il mercato dello streaming continua a crescere in Italia: ogni famiglia ha in media 3 abbonamenti tra piattaforme digitali e Pay TV
Techpertutti.comGuglielmo Sbano

Il ruolo centrale della sicurezza


La sicurezza resta uno degli aspetti più importanti per chi sceglie una smart home. Gli utenti chiedono dispositivi protetti da aggiornamenti costanti, comunicazioni crittografate, maggiore trasparenza nella gestione dei dati personali e la possibilità di utilizzare i prodotti anche senza dipendere dal cloud. Nonostante la crescente diffusione della casa intelligente, molti consumatori continuano infatti a nutrire preoccupazioni legate alla cybersecurity. Tra i timori più comuni emergono il rischio di accessi non autorizzati, il furto o l'utilizzo improprio dei dati personali, possibili guasti con ripercussioni sulla sicurezza domestica e la protezione di telecamere e sistemi di videosorveglianza connessi.

La smart home sta diventando un luogo comune


Il 66% degli italiani utilizza dispositivi intelligenti e più della metà dichiara di aver risparmiato denaro grazie a essi. Allo stesso tempo, problemi come i prezzi elevati, l’incompatibilità o il funzionamento complicato sono diventati significativamente meno comuni.

"Lo studio di reichelt elektronik mostra che la smart home ha superato la fase dell'hype ed è entrata nella routine quotidiana anche in Italia" ha affermato Arno Doncks di reichelt elektronik - la riduzione delle barriere in termini di prezzo, compatibilità e facilità d'uso dimostra inoltre che il settore ha compiuto progressi significativi negli ultimi anni. Il prossimo obiettivo è altrettanto chiaro: per favorire un'ulteriore diffusione delle smart home sarà fondamentale conquistare la fiducia dei consumatori sul fronte della sicurezza informatica e della protezione dei dati, che continuano a rappresentare gli aspetti sui quali si concentrano le maggiori preoccupazioni”.



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privacy? cittadini europei profilati: informazioni passate a israele


da InsideOver
it.insideover.com/politica/la-…

“Altro che sanzioni economiche contro Israele. Bruxelles non pensa minimamente a sanzionare Tel Aviv per il genocidio a Gaza. Anzi. Secondo un’inchiesta di Statewatch, Ong indipendente britannica che monitora i diritti civili in Europa, ripresa dal sito olandese The Rights Forum, la Commissione europea sta portando avanti negoziati segreti con Israele per concedere alla polizia israeliana l’accesso ai dati dell’agenzia di polizia europea Europol. Accordo che secondo gli esperti di diritti umani metterebbe a rischio la vita dei palestinesi e potrebbe violare il diritto internazionale.

Dati sensibili e biometrici in cambio di cooperazione


Secondo la bozza dell’intesa siglata nel 2022, lo scambio prevederebbe di una vasta gamma di dati personali: nomi, numeri di identificazione, localizzazioni, informazioni genetiche e biometriche, e molto altro, tra cui dettagli sulle opinioni politiche personali, sulla salute delle persone, sulle relazioni e persino sull’orientamento sessuale. Secondo Eitan Diamond, giurista menzionato da Novara Media, «i dati trasferiti potrebbero essere usati come intelligence per supportare decisioni mirate ad attaccare e uccidere palestinesi»”.

continua quiit.insideover.com/politica/la-…
#CommissioneEuropea #datiBiometrici #datiPersonali #datiSensibili #dirittiCivili #dirittoInternazionale #EitanDiamond #Europol #Gaza #GDPR #genocidio #InsideOver #Israele #NovaraMedia #palestinesi #poliziaEuropea #PoliziaEuropeaEuropol #privacy #profilazione #Statewatch #TelAviv #TheRightsForum #UE #unioneEuropea

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steim archive


un archivio di oltre 600 video di sound art e musica elettronica dal vivo:

youtube.com/@STEIMArchives

+

sonicfield.org/steim-instrumen…

#musica #musicaElettronica #soundArt

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‘tutta scena teatro’, su radio onda rossa, presenta: “oltre lo sguardo”, reading dal libro di tano d’amico “di cosa sono fatti i ricordi”

Tutta Scena Teatro ★ Radio Onda Rossa

● OLTRE LO SGUARDO

reading tratto dal libro di Tano D’Amico
'Di cosa sono fatti i ricordi' (Postcart, 2011)
a cura di Alessandra Magrini
chitarra e voce Michelangelo Ricci

Giornalista e fotoreporter, Tano D’Amico ha realizzato reportages su
carceri, manicomi, Rom, e ha documentato le manifestazioni di piazza a
partire dagli anni '60. Una vita passata in strada, a fissare l’eternità
di momenti che hanno lasciato il solco nella storia del nostro Paese.
Immagini indelebili che non solo documentano con la forza della verità,
ma riescono con la loro potenza a penetrare oltre lo sguardo per
imprimersi nella memoria dell’anima. Un reading tratto dal libro 'Di
Cosa Sono Fatti I Ricordi', 63varticoli scritti con stile
lucido e poetico, come "personali lettere alla società", permeati da un
profondo senso critico verso le ingiustizie che da sempre colpiscono gli
sconfitti, coloro che vivono ai margini della società e di cui si tenta
di rimuoverne il ricordo. In scena, l’interpretazione di Alessandra
Magrini e le inedite canzoni di Michelangelo Ricci, che con chitarra e
testi accompagna il pubblico che non è solo spettatore, ma viene
catapultato dentro l’atmosfera di un passato ancora presente.
«Ho guardato tante foto di Carlo Giuliani sdraiato sull’asfalto il 20
luglio, in quasi tutte sembrava intatto, in quella scattata da Tano ho
visto con nitidezza lo scempio, per la prima volta il dolore che ho
provato è stato più forte della rabbia» Alessandra Magrini

archive.org/details/Radioteatr… (51')
#AlessandraMagrini #articoli #canzoni #CarloGiuliani #DiCosaSonoFattiIRicordi #Genova2001 #lettura #MichelangeloRicci #movimenti #Movimento #Postcart #RadioOndaRossa #reading #Resistenza #ROR #RORRadioOndaRossa #TanoDAmico #TuttaScenaTeatro

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Catania, metafisica del caos


Ci voleva un filosofo, già ordinario dell’Università di Catania ed ora felicemente (ci tiene a sottolinearlo) pensionato, per tratteggiare con ironia, e un pizzico di sarcasmo, un ritratto spassionato delle questioni irrisolte della nostra città. I disservizi incresciosi che ci troviamo ad affrontare quotidianamente e che, nella maggior parte di noi, generano rabbia e frustrazione, hanno […]

Leggi il resto: argocatania.it/2026/08/16/cata…

#Catania #rifiuti #serviziPubblici #trasportiPubblici

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Resistenza e letteratura: libri e autori per capire e trasformare la società

Indice dei contenuti
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Ci sono libri che raccontano una resistenza e libri che, in qualche modo, finiscono per diventare essi stessi una forma di resistenza.

Conservano una memoria che qualcuno vorrebbe cancellare. Raccontano una storia rimasta ai margini. Mettono in discussione il potere, danno voce a chi ne è stato privato, permettono a un’esperienza individuale di diventare patrimonio collettivo.

Il rapporto tra resistenza e letteratura attraversa epoche, paesi e generi differenti.

In Italia, parlare di letteratura della Resistenza significa innanzitutto confrontarsi con l’antifascismo, la guerra partigiana e gli anni che vanno dalla caduta del fascismo alla Liberazione. È una storia raccontata da alcuni dei maggiori scrittori italiani del Novecento: Italo Calvino, Beppe Fenoglio, Elio Vittorini, Cesare Pavese, Renata Viganò, Luigi Meneghello e molti altri. Bibliografie dedicate alla narrativa resistenziale mostrano quanto vasta sia questa produzione. (ANPI Monza e Brianza)

Ma resistere non significa soltanto imbracciare un’arma contro un regime.

Si può resistere alla censura scrivendo. Alla cancellazione conservando la memoria. Al colonialismo raccontando la propria terra. All’oppressione mantenendo una lingua. All’autoritarismo facendo circolare clandestinamente un libro. Alla distruzione ambientale difendendo un territorio.

La letteratura ci permette di osservare tutte queste forme di resistenza.

Ed è proprio da qui che nasce una domanda:

Che cosa possono raccontarci i libri sulle persone e sulle comunità che hanno scelto di non accettare il mondo così com’era?


È la domanda intorno alla quale abbiamo deciso di costruire Samizdat 2027: Resistere.

Che cos’è la letteratura della Resistenza?


In senso storico, l’espressione letteratura della Resistenza italiana indica quella produzione letteraria che racconta, interpreta o nasce dall’esperienza della lotta contro il nazifascismo.

Non si tratta però di un genere perfettamente delimitato.

Dentro questa definizione troviamo testimonianza, memoria, romanzo, racconto e opere nelle quali l’esperienza resistenziale diventa anche interrogazione morale.

Un programma universitario dedicato specificamente a Resistenza e letteratura, per esempio, comprende opere come Il silenzio del mare di Vercors, Educazione europea di Romain Gary, Il sentiero dei nidi di ragno di Calvino, Una questione privata di Fenoglio, I piccoli maestri di Meneghello e Se non ora, quando? di Primo Levi. (Università di Bologna)

La letteratura sulla Resistenza non serve semplicemente a ricostruire ciò che è accaduto.

La narrativa può portarci dentro la scelta individuale.

Cosa significa decidere di resistere?

Quando arriva il momento in cui una persona comprende di non poter più rimanere neutrale?

Quanto c’è di eroico, quanto di casuale e quanto di contraddittorio in quella decisione?

È qui che la letteratura può fare qualcosa di diverso dalla storiografia: restituire l’incertezza dell’esperienza umana.

Gli autori della letteratura della Resistenza italiana


Non esiste un solo modo di raccontare la Resistenza.

Italo Calvino e Il sentiero dei nidi di ragno


Il sentiero dei nidi di ragno, pubblicato nel 1947, è uno dei testi fondamentali della narrativa resistenziale.

Calvino sceglie uno sguardo particolare: quello del giovane Pin.

La guerra partigiana viene così osservata da una prospettiva laterale, lontana dalla costruzione di personaggi semplicemente monumentali.

Lo stesso Calvino tornò successivamente a riflettere sulla letteratura italiana sulla Resistenza, e il rapporto tra la sua opera e quella stagione rimane centrale negli studi sull’argomento. (Università di Bologna)

Beppe Fenoglio: la Resistenza senza retorica


Con Fenoglio la guerra partigiana diventa esperienza esistenziale.

Il partigiano Johnny e Una questione privata appartengono ormai al nucleo fondamentale della letteratura della Resistenza italiana. (Storia XX Secolo)

In Fenoglio la Resistenza non ha bisogno di diventare leggenda per conservare il proprio valore.

Ci sono paura, fango, desiderio, casualità, morte.

Ed è forse proprio questa assenza di monumentalità a renderla così umana.

Elio Vittorini e Uomini e no


Con Uomini e no, pubblicato nel 1945, Vittorini porta il lettore nella Milano occupata.

Ma anche qui la lotta politica apre una domanda più ampia sull’essere umano: che cosa separa l’uomo dalla disumanità?

Il libro compare stabilmente nelle bibliografie dedicate alla narrativa della Resistenza. (Storia XX Secolo)

Cesare Pavese e La casa in collina


La casa in collina introduce un’altra prospettiva: quella di chi osserva la guerra e deve fare i conti anche con la propria posizione davanti alla storia.

Resistere, in questo caso, significa inevitabilmente interrogarsi anche sul non scegliere.

Renata Viganò e L’Agnese va a morire


La Resistenza non fu soltanto una storia di uomini.

Con L’Agnese va a morire, Renata Viganò racconta la trasformazione di una donna comune che entra nella lotta partigiana.

È un passaggio fondamentale perché permette di allargare lo sguardo anche alla partecipazione femminile alla Resistenza, spesso compressa nelle rappresentazioni più tradizionali.

Calvino, Cassola, Fenoglio, Pavese, Viganò e Vittorini compaiono tutti nelle bibliografie specificamente dedicate alla narrativa resistenziale. (Storia XX Secolo)

Dalla Resistenza al resistere


Se ci fermassimo qui, però, avremmo raccontato soltanto una parte della storia.

La Resistenza italiana costituisce un punto di riferimento storico preciso. Il verbo resistere, invece, apre un territorio molto più vasto.

Nel corso della storia uomini e donne hanno resistito:

  • alle dittature;
  • al colonialismo;
  • alla schiavitù;
  • alla censura;
  • allo sfruttamento del lavoro;
  • al razzismo;
  • al patriarcato;
  • alla guerra;
  • alla cancellazione delle culture;
  • alla devastazione dei territori.

E ogni forma di resistenza ha prodotto racconti.

A volte pubblicati liberamente.

A volte censurati.

A volte passati clandestinamente da una persona all’altra.

È proprio qui che il rapporto fra letteratura e resistenza diventa qualcosa di più grande della sola letteratura partigiana.

Scrivere può essere una forma di resistenza?


Un regime può vietare un libro.

Può incarcerarne l’autore.

Può chiudere una casa editrice.

Può distruggere un archivio.

Può impedire a un giornale di uscire.

Ma la storia della cultura mostra continuamente persone che cercano altri modi per far circolare le parole.

Il caso del samizdat sovietico è emblematico: opere censurate o impossibili da pubblicare attraverso i canali ufficiali venivano copiate e fatte circolare clandestinamente.

La parola scritta diventava contemporaneamente contenuto e mezzo della resistenza.

Ed è una delle ragioni per cui abbiamo scelto proprio Samizdat come nome del nostro progetto.

Non perché oggi la situazione dell’editoria italiana sia paragonabile alla censura sovietica.

Ma perché vogliamo recuperare un principio molto più semplice:

un libro acquista forza quando qualcuno decide di farlo circolare.


Letteratura della resistenza palestinese


Esiste anche un’espressione storicamente e criticamente riconoscibile di letteratura della resistenza palestinese.

Uno dei suoi nomi fondamentali è Ghassan Kanafani, scrittore palestinese nato ad Acri nel 1936 e costretto a lasciare la Palestina dopo la guerra del 1948. La sua produzione letteraria è profondamente legata alla questione palestinese e comprende opere come Uomini sotto il sole e Ritorno a Haifa. Nel 1966 pubblicò inoltre uno studio dedicato proprio alla letteratura della resistenza nella Palestina occupata. (Treccani)

Accanto a Kanafani troviamo la poesia di Mahmoud Darwish, segnata dall’esilio, dalla memoria, dalla terra e dall’identità palestinese. Treccani riconduce Kanafani ai primi esponenti dell’adab al-muqāwama, la letteratura della resistenza, e colloca Darwish nel contesto della letteratura palestinese della diaspora. (Treccani)

Anche programmi universitari dedicati alla letteratura araba contemporanea trattano esplicitamente la “letteratura della resistenza palestinese”, associandola a Kanafani, Darwish e Fadwa Tuqan. (Portale Docenti Università di Macerata)

Qui la letteratura assume anche la funzione di conservare luoghi, nomi, memorie ed esperienze di un popolo segnato dalla dispersione e dal conflitto.

Resistere significa anche conservare la memoria


La memoria è una delle forme meno appariscenti della resistenza.

Ricordare significa impedire che qualcosa scompaia completamente.

Per questo letteratura e memoria sono così spesso intrecciate.

Memorie partigiane, testimonianze dai campi di concentramento, racconti dell’esilio, storie operaie, narrazioni coloniali e postcoloniali permettono alle esperienze individuali di sopravvivere a chi le ha vissute.

Ma la memoria non è neutrale.

Ogni società decide cosa ricordare, cosa celebrare e cosa lasciare ai margini. Gli studi sulla memoria della Resistenza si occupano proprio della costruzione e dell’uso pubblico del passato. (ANPI Monza e Brianza)

La letteratura può intervenire in questo processo riportando al centro ciò che rischia di scomparire.

La letteratura può trasformare la società?


Un libro da solo difficilmente cambia il mondo.

Questa affermazione, però, dice molto poco sul potere della letteratura.

Perché i libri non esistono da soli.

Esistono quando qualcuno li legge.

Un libro può modificare lo sguardo di un lettore. Quel lettore può parlarne con un’altra persona. Un testo può entrare in una scuola, in una libreria, in un gruppo di lettura, in un’associazione.

Può generare una discussione.

Può fornire parole a qualcosa che fino a quel momento non riuscivamo a nominare.

Il percorso potrebbe essere rappresentato così:

LIBRO → LETTORE → RIFLESSIONE → DISCUSSIONE → COMUNITÀ → CAMBIAMENTO


Non è un processo automatico.

E proprio per questo è interessante.

La letteratura non ci consegna necessariamente risposte. Può fare qualcosa di più importante: cambiare le domande che siamo capaci di porre.

Dai libri alle comunità di lettori


Se prendiamo sul serio questa idea, anche il modo in cui parliamo dei libri cambia.

Una recensione non deve necessariamente concludersi con un giudizio.

Può essere l’inizio di una discussione.

Una libreria non è soltanto un luogo in cui acquistare libri. Può diventare un luogo nel quale persone e idee si incontrano.

Un gruppo di lettura non è semplicemente un insieme di persone che leggono contemporaneamente lo stesso romanzo: può diventare uno spazio di interpretazione collettiva.

Lo stesso può accadere attraverso blog, podcast, riviste, biblioteche, associazioni, festival e canali video.

Il libro continua a muoversi.

Ed è precisamente questo movimento che interessa a Samizdat.

Samizdat 2027: Resistere


Nel 2027 il progetto Samizdat partirà da una parola:

Resistere.


Non vogliamo compilare semplicemente una lista dei migliori libri sulla Resistenza.

Vogliamo mettere in relazione opere molto diverse attraverso una domanda comune:

Che cosa possono raccontarci i libri sulle persone e sulle comunità che hanno scelto di non accettare il mondo così com’era?


Un libraio potrà proporre un romanzo.

Un lettore potrà raccontare il libro che ha cambiato il suo modo di guardare una questione.

Un blogger potrà pubblicare una recensione.

Un podcast potrà intervistare un autore.

Un gruppo di lettura potrà organizzare una discussione.

Un editore potrà riportare all’attenzione un’opera dimenticata.

Una parte di questo percorso confluirà poi in una pubblicazione collettiva, composta non soltanto da schede di libri ma da contributi differenti: editoriali, interviste, letture critiche, testimonianze, selezioni commentate e altri modi di interrogare il tema.

L’obiettivo non è creare un canone.

È mettere libri in circolo e idee in movimento.

Scopri Samizdat 2027: Resistere

Quali libri ci insegnano a resistere?


Non vogliamo chiudere questo articolo con una lista definitiva.

Al contrario.

Vogliamo lasciarlo aperto.

Quale romanzo ti ha fatto comprendere una lotta che conoscevi poco?

Quale saggio ha cambiato il tuo modo di interpretare un problema sociale?

Quale libro ha salvato dall’oblio una storia che rischiava di essere dimenticata?

Quale autore o autrice assoceresti alla parola resistere?

La risposta può essere un classico della letteratura della Resistenza italiana, un romanzo palestinese, una testimonianza operaia, un’opera femminista, un libro sull’ambiente, una storia anticoloniale o qualcosa che non abbiamo ancora immaginato.

È da queste risposte che vogliamo costruire il percorso.

Partecipa al Progetto Samizdat
#antifascismo #approfondimentiletterari #resistenza #Samizdat

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gente leggente e voce di sfiga


mi dispiace, poe’, ma te lo devo dire: noblogo.org/differx/non-capisc…
#genteLeggente #poesia #poesiaItaliana #poetaItalianoTipo #poeti #poetiItaliani #voceDiSfiga #vociDiSfiga


ascoltando un podcast - devo interrompere, anche se i testi possono avere...


ascoltando un podcast – devo interrompere, anche se i testi possono avere qualche valore. non ce la faccio.

non capisco perché i poeti italiani quando leggono le loro poesie in pubblico lo fanno con quella loro inequivocabile e insopportabile bassa VOCE DI SFIGA.

tutta anodina o al contrario ipercarica, tutta compresa, tutta cupettona, da prete oracolo doglioso che rifiuta il buscopan.


differx & slowforward (entropia gratis) + ko-fi (help, support!)


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HoneyMyte aggiorna CoolClient: la backdoor di Mustang Panda ora si nasconde con un rootkit kernel


Il gruppo APT cinese HoneyMyte (Mustang Panda) ha potenziato la sua backdoor CoolClient con un driver kernel firmato che nasconde processi, file e traffico C2. Analisi tecnica completa della catena di infezione e degli IoC contro obiettivi in Myanmar, Mongolia, Pakistan e Russia.
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Un driver kernel firmato, tre stadi di caricamento cifrati e un binario legittimo Sangfor usato come cavallo di Troia: è la nuova versione di CoolClient, la backdoor con cui il gruppo di cyberspionaggio cinese HoneyMyte (alias Mustang Panda) sta colpendo enti governativi in Myanmar, Mongolia, Pakistan e Russia. La novità che fa scattare l’allarme tra i ricercatori non è la campagna in sé — HoneyMyte è attivo da oltre un decennio — ma l’aggiunta di un rootkit a livello kernel che rende l’impianto praticamente invisibile agli strumenti di sicurezza tradizionali.

Chi è HoneyMyte e perché la sua evoluzione conta


HoneyMyte, meglio noto nella letteratura di settore come Mustang Panda (o anche Bronze President, Red Delta, Stately Taurus a seconda del vendor), è uno dei gruppi APT cinesi più prolifici degli ultimi anni. Il suo modus operandi classico prevede campagne di spear-phishing e compromissioni mirate contro ministeri, agenzie governative e ONG in Asia, con incursioni sempre più frequenti anche verso l’Europa dell’Est e la Russia — un dettaglio che conferma come la geografia dello spionaggio cinese non si limiti più al solo vicinato asiatico.

Il gruppo è storicamente associato a PlugX, uno dei RAT più longevi e riutilizzati nell’ecosistema APT cinese, spesso impiegato come primo impianto post-compromissione prima del rilascio di payload più specializzati. Secondo l’analisi tecnica pubblicata da Kaspersky Securelist, è esattamente questo lo schema osservato nella campagna più recente: PlugX apre la porta, CoolClient la blinda dall’interno.

La catena di infezione: da un binario Sangfor al rootkit kernel


La sofisticazione della catena di compromissione è il vero elemento di interesse tecnico. Dopo l’accesso iniziale tramite PlugX, gli operatori HoneyMyte rilasciano un eseguibile legittimo del vendor di sicurezza Sangfor (rinominato defender.exe), sfruttato come DLL sideloader per caricare libngs.dll, il primo stadio offuscato con XOR a 32 byte. Questo a sua volta decifra e carica loadcert.ini, un secondo stadio che gestisce i comandi e orchestra l’installazione del driver.

Il payload viene quindi iniettato nel processo synchost.exe, mentre il componente più critico dell’intera catena — il driver kernel msagent.sys — viene installato come servizio Windows (media_updaten) con persistenza garantita anche tramite chiave di registro AutoRun. Il driver risulta firmato con un certificato digitale intestato a Nanjing Ranyi Technology Co., Ltd., valido nel biennio 2013-2014: una firma probabilmente rubata o riutilizzata, prassi comune tra gli attori APT cinesi per garantire ai propri driver il caricamento senza generare allarmi da parte di Driver Signature Enforcement.

Cosa fa davvero il rootkit


Una volta caricato, msagent.sys mette a disposizione dell’impianto un set di 33 handler IOCTL, di cui solo 3 effettivamente utilizzati dalla versione corrente di CoolClient — segno che il driver è pensato come piattaforma riutilizzabile per operazioni future, non come strumento usa e getta. Le capacità osservate includono:

  • Occultamento del processo CoolClient tramite scollegamento dalla PsLoadedModuleList
  • Protezione di file e directory attraverso un minifilter con altitudine assegnata dinamicamente per evitare conflitti con altri driver installati
  • Protezione delle chiavi di registro associate all’impianto (es. Wid_H1deF5Dirs)
  • Filtraggio del traffico di rete via Nsiproxy per nascondere le connessioni verso l’infrastruttura C2
  • Hook sugli oggetti processo e thread tramite ObRegisterCallbacks, per bloccare l’accesso di EDR e antivirus al processo protetto

Il payload finale, cert.ini, gestisce le comunicazioni verso un’infrastruttura C2 piuttosto ampia e diversificata, che mescola domini dynamic DNS, servizi di hosting gratuito e domini camuffati da marchi legittimi come Lenovo — una tecnica di mimetizzazione tipica per superare i controlli basati su reputazione.

Perché conta per i difensori


L’uso di un rootkit kernel-mode alza sensibilmente l’asticella per il rilevamento: molti EDR faticano a ispezionare in profondità il comportamento dei driver firmati, specialmente quando l’altitudine del minifilter viene assegnata dinamicamente proprio per evitare collisioni rilevabili. Per i team di detection engineering, la superficie di hunting più promettente resta quella comportamentale: caricamento anomalo di driver con certificati datati o revocati, servizi Windows con nomi generici tipo “media_updaten”, processi synchost.exe con parent process inatteso, e DLL sideloading su binari di sicurezza legittimi come quelli Sangfor — tecnica, quest’ultima, sempre più gettonata proprio perché i prodotti di sicurezza godono di whitelist implicite.

La geografia delle vittime — Myanmar, Mongolia, Pakistan e Russia — conferma inoltre come HoneyMyte mantenga un interesse costante verso i vicini asiatici della Cina e, sempre più spesso, verso obiettivi russi: un segnale che nemmeno le relazioni diplomatiche tra Pechino e Mosca mettono al riparo Mosca dall’intelligence gathering cinese.

Indicatori di compromissione

# Hash
msagent.sys (driver kernel): 2d7c8780e97409770a9d4f31c66c9d63 / 9460E150E1981D5C165043520C5C12FE
libngs.dll (loader stage 1): 9717F005C5FB98E08D2AD983D88F94EE / F518D8E5FE70D9090F6280C68A95998F
ctxmui.dll: EB79558B037669792652A816E2C669DE

# Domini C2
cloudtroe.giize[.]com
employers.theworkpc[.]com
freeread.casacam[.]net
us.lenovoappstore[.]com
sundanish.freeddns[.]org
torinarlabs.webredirect[.]org
news.dursamjbataar[.]org
video.dursamjbataar[.]org
black-popular[.]com
whatismybestthing[.]com

# Percorsi di installazione
C:\Program Files\Microsoft\Windows Defender\
C:\Program Files\Windows Media Player\mediares\
C:\ProgramData\symantecdir\

# TTP MITRE ATT&CK
T1574.002 - DLL Side-Loading (binario Sangfor)
T1547.001 - Persistenza via registro AutoRun
T1134.003 - Process injection (synchost.exe)
T1548.004 - UAC bypass (RPC + PPID spoofing)
T1547.011 - Servizio Windows dannoso (media_updaten)
T1112 - Manipolazione chiavi di registro
T1562.008 - Disabilitazione esclusioni Windows Defender via WMIC
T1014 - Rootkit kernel-mode
T1047 - Windows Management Instrumentation

Fonte tecnica principale: Kaspersky Securelist.
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conversazione tra enzo restagno e alfred schnittke


dal sito di Laureto Rodoni:
rodoni.ch/A24/schnittke-interv…
#AlfredSchnittke #conversazione #EnzoRestagno #intervista #LauretoRodoni #musicaContemporanea

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giugno 2026: israele allaga le strade di Gaza con tonnellate e tonnellate di cemento


Alessandro Ferretti su substack (26 giu. 2026):
L’ultima tortura: Israele allaga le strade di Gaza con tonnellate e tonnellate di cemento

Ormai è chiaro da tempo che la striscia di Gaza è diventata, per Israele, una gigantesca cavia di laboratorio sulla quale sperimentare le fantasie più sadiche mai partorite dal genere umano.

[…]
«i residenti non potevano più raggiungere il posto di lavoro, evacuare o trasportare le persone in sedia a rotelle agli appuntamenti medici. “Non possiamo nemmeno camminare per strada”»
[…]

l’intero articolo quialessandroferretti.substack.co…
#AlessandroFerretti #cemento #Gaza #genocidio #israeleStatoCriminale #Palestina #sadismo #vessazioni

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nubia Neo 5 GT: 5 consigli per mantenere alte le prestazioni durante il gaming in estate


Gaming d'estate con nubia Neo 5 GT? Ecco 5 consigli utili per gestire il calore, preservare le prestazioni e giocare più a lungo senza rallentamenti
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L'estate porta con sé giornate più lunghe, vacanze, weekend fuori porta e tante occasioni per giocare anche lontano da casa. Che si tratti di una partita sotto l'ombrellone, di una pausa gaming durante un viaggio in treno o di qualche match serale dopo una giornata al mare, cambiano i luoghi e le abitudini, ma non la voglia di vivere un'esperienza di gioco fluida e senza interruzioni. A incidere sulle prestazioni possono essere diversi fattori, dalle applicazioni attive in background alla gestione della batteria, fino alle temperature elevate, che nei mesi più caldi possono diventare una criticità soprattutto in caso di utilizzo intenso.

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Per continuare a giocare al meglio anche in estate, nubia condivide cinque semplici accorgimenti per gestire in modo più efficiente le risorse del dispositivo, limitare gli effetti del calore e mantenere un'esperienza di gioco ottimale.

1. Tieni sotto controllo la temperatura


Quando il caldo si fa sentire, anche lo smartphone può essere messo alla prova, soprattutto durante le sessioni di gioco più lunghe o all’aperto. Non è solo la potenza del processore a fare la differenza: un sistema di raffreddamento efficace aiuta a dissipare il calore e a mantenere prestazioni più stabili nel tempo, anche quando il dispositivo è sottoposto a carichi intensi. nubia Neo 5 GT integra una ventola di raffreddamento attiva, abbinata a un sistema di dissipazione termica da 29.508 mm² e al Through-Flow Duct Design, che convoglia aria fresca direttamente verso CPU e batteria per mantenere temperature più stabili anche durante le sessioni di gioco più intense. Il sistema Cold-Core Trinity, insieme al VC Cooling System, contribuisce inoltre a garantire frame rate costanti e prestazioni fluide anche sotto stress.

2. Ricarica lo smartphone nel modo corretto


Anche la ricarica genera calore e, durante le giornate più calde, è preferibile ricaricare lo smartphone in ambienti freschi e ventilati. Per chi non vuole interrompere la partita quando la batteria è scarica, possono inoltre fare la differenza funzionalità dedicate: nubia Neo 5 GT supporta il Bypass Charging, che alimenta direttamente il dispositivo senza stressare la batteria, contribuendo a limitare il surriscaldamento anche durante le sessioni più prolungate.

3. Riduci le interruzioni mentre giochi


Messaggi, chiamate e notifiche possono arrivare proprio nei momenti decisivi di una partita. Prima di iniziare a giocare può quindi essere utile attivare la modalità "Non disturbare" o sfruttare le funzionalità dedicate al gaming che permettono di gestire le notifiche e limitare le interruzioni, rendendo un'esperienza più immersiva e continua.

4. Regola la luminosità del display


Durante le giornate estive è normale aumentare la luminosità dello schermo per migliorare la visibilità quando si gioca all'aperto. Tuttavia, mantenere il display costantemente al livello massimo può aumentare il consumo energetico e contribuire al riscaldamento del dispositivo. Quando possibile, è quindi consigliabile ridurre leggermente la luminosità o affidarsi alla regolazione automatica per trovare il giusto equilibrio tra comfort visivo, autonomia e prestazioni.

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Anche un display in grado di assicurare una buona leggibilità in condizioni di forte luminosità può aiutare. nubia Neo 5 GT integra un display OLED da 6,8 pollici con refresh rate fino a 120 Hz e luminosità di picco fino a 1.300 nit, pensato per garantire immagini fluide e una buona visibilità anche durante le sessioni di gioco all'aperto.

5. Prima di chiudere la valigia, prepara anche lo smartphone


Prima di partire si controlla che in valigia non manchi nulla. Anche lo smartphone, però, merita qualche minuto di preparazione. Aggiornare i giochi preferiti mentre si dispone ancora di una connessione Wi-Fi stabile permette di evitare download pesanti, tempi di attesa e consumo di dati durante il viaggio. È utile anche verificare lo spazio di memoria disponibile, eliminare i contenuti non necessari e scaricare in anticipo giochi o aggiornamenti, così da avere tutto pronto fin dai primi momenti della vacanza. Tra i giochi da scaricare prima della partenza, non possono mancare quelli multiplayer. Dalle sfide durante gli spostamenti alle partite serali, per divertirsi insieme ai propri compagni di viaggio.

Grazie al raffreddamento attivo, al processore MediaTek Dimensity 7400, alla batteria da 6.210 mAh con ricarica rapida da 45 W, al display OLED da 120 Hz e alle funzionalità AI dedicate al gaming, nubia Neo 5 GT è pensato per offrire prestazioni stabili e un'esperienza di gioco reattiva, anche quando le temperature salgono e il ritmo di gioco si fa più intenso.

Consigliato da Techpertutti

nubia Neo 5 GT 5G


Display 6,8’’ AMOLED 120Hz, MediaTek Dimensity 7400, RAM 12GB, 256GB, Batteria 6210mAh, Fotocamera 50MP, Cooling fan, Android 16, Cover con design gaming

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Xiaomi Redmi 17 Series: maxi-batteria da 7.500 mAh e display da 6,9″, ecco le novità


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Xiaomi ha presentato Redmi 17 Series. Si tratta dell’ultima generazione della sua linea di smartphone dall'ottimo rapporto qualità-prezzo, pensata per unire autonomia estrema e intrattenimento senza compromessi. Composta da Redmi 17 e Redmi 17 5G, la serie si distingue per una potente batteria da 7.500 mAh (typ), un ampio display immersivo da 6,9 pollici a elevato refresh rate e una doppia fotocamera da 50 MP potenziata dall’intelligenza artificiale.
La serie Redmi 17 è caratterizzata dall'ottimo rapporto qualità-prezzoLa serie Redmi 17 è caratterizzata dall'ottimo rapporto qualità-prezzo

Batteria più grande e ricarica più veloce


L’autonomia è il vero punto di forza di Redmi 17 Series, secondo il brand. Equipaggiati con un'enorme batteria da 7.500 mAh (typ), i dispositivi sono studiati per garantire produttività, intrattenimento e connessione prolungando notevolmente il tempo tra una ricarica e l’altra. Redmi 17 è dichiarato fino a 28 ore di riproduzione video, 91 ore di riproduzione musicale, 46 ore di chiamate o 12 ore di registrazione video, mentre il 17 5G supporta fino a 28 ore di riproduzione video locale a 1080p, 109 ore di riproduzione musicale con auricolari Bluetooth, 53 ore di chiamate o 10 ore di registrazione video a 1080p.

Display da 6.9” per un’esperienza visiva immersiva


Redmi 17 Series è dotata di un ampio display immersivo da 6,9 pollici che garantisce un'esperienza fortemente immersiva per lo streaming, il gaming e la navigazione. Grazie alla tecnologia AdaptiveSync a 120 Hz, il refresh rate si adatta dinamicamente tra 60 Hz, 90 Hz e 120 Hz per garantire interazioni fluide e ottimizzare al contempo l'efficienza energetica. A tutela degli occhi durante le sessioni più lunghe, intervengono il DC dimming e le tre certificazioni TÜV Rheinland per la riduzione dell’affaticamento visivo.

Sul fronte resistenza, il display è protetto dal vetro Corning Gorilla Glass 7i, che garantisce una maggiore resistenza ai graffi e una protezione migliorata in caso di caduta. La certificazione IP64 contro acqua e polvere, unita alla tecnologia Wet Touch, garantisce inoltre una perfetta reattività del touch screen anche in caso di schermo o mani bagnate.

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Un design nuovo e audace, dentro e fuori


Redmi 17 Series introduce un design completamente nuovo, ispirato alla natura, in una gamma di colori classici ed espressivi. La versione 17 è disponibile nei colori Black, Blue, Green e Purple, mentre il 17 5G è disponibile nei colori Black, Blue e Orange, con quest’ultimo caratterizzato da una finitura in pelle PU di alta qualità per una presa più morbida e confortevole.

Oltre alla palette colori rinnovata, i nuovi smartphone presentano un display piatto e una cornice opaca che, insieme al design Metal Deco e agli angoli a 'R' più pronunciati, creano un look ispirato ai modelli di punta, comodo da impugnare e piacevole alla vista. Il design frontale completa l'opera: il foro centrale e le cornici ultra-sottili conferiscono allo smartphone un aspetto decisamente pulito e premium. A completare il look, un sistema di illuminazione RGB dinamica che offre un’illuminazione personalizzata per segnalare chiamate in arrivo, notifiche, livello di ricarica o per integrarsi con l'esperienza di gaming e l'uso della fotocamera.
Le colorazioni della versione Redmi 17Le colorazioni della versione Redmi 17

Prestazioni fluide


La 17 Series di Redmi combina un hardware performante con l’integrazione di Xiaomi HyperOS 3. In particolare, il 17 è alimentato dal MediaTek Helio G91-Ultra, mentre il 17 5G è dotato della piattaforma mobile Snapdragon 4 Gen 5 con 5G. Entrambi i modelli supportano fino a 12 GB di RAM con Memory Extension e Xiaomi HyperOS 3, che migliora ulteriormente l’esperienza con animazioni più fluide, una reattività ottimizzata e interazioni quotidiane più naturali.

Lato imaging, il sistema a doppia fotocamera AI da 50 MP cattura immagini straordinariamente nitide e naturali, mentre la funzione di scatto a doppia visuale anteriore e posteriore semplifica la registrazione di momenti da più prospettive contemporaneamente. Per i momenti da vivere a tutto volume, i doppi altoparlanti stereo dotati di un aumento del volume fino al 300% offrono un audio più ampio¹⁰ e potente per video, musica, chiamate e molto altro ancora.

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Prezzi e disponibilità


  • Redmi 17 sarà disponibile in due varianti:
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    • 4 GB + 256 GB a 279,90 euro in offerta per la fase di lancio a 249,90 euro,


  • Redmi 17 5G sarà disponibile in due varianti 4 GB + 128 GB e 4 GB + 256 GB, a partire da 269,90 euro. Possibili offerte di lancio verranno comunicate più sotto data.

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tremplin de la création, cité de la musique, 12 mars 2022

7 créations de 7 compositeurs et compositrices présentées dans le cadre du concert final de la première édition du « Tremplin de la création » le 12 mars 2022 à la Cité de la musique.

00:00 – Générique de début
00:21 – Daphné Hejebri : White Noise, Black Hole: Saturated Silence
11:32 – Augustin Braud : Tron
20:25 – Maya Miro Johnson : Corps 36:40 – Gleb Kanasevich : Impermanence 52:40 – Céline Steiner : Traversées du Bleu audible
01:03:55 – Andreas Tsiartas : Septiphobie
01:16:36 – Imsu Choi : Heterotopia II : l’heure bleue
01:30:45 – Générique de fin

Ensemble intercontemporain
Simon Proust, direction
Filmé le 12.03.2022 à la Cité de la musique
#AndreasTsiartas #AugustinBraud #CélineSteiner #CitéDeLaMusique #compositeurs #créations #DaphnéHejebri #EnsembleIntercontemporain #experimentalMusic #GlebKanasevich #ImsuChoi #laCitéDeLaMusique #MayaMiroJohnson #musicaDiRicerca #musiqueDeRecherche #SimonProust #TremplinDeLaCréation

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Week of Action – following the final words of Anas Al-Sharif, journalist, killed by israel


Week of Action: August 10–16, 2026

I Entrust You With Palestine


The final words of Anas Al-Sharif · Al Jazeera journalist, martyred in Gaza

One year ago, Israel killed journalist Anas Al-Sharif and five of his colleagues in Gaza. He left us a testament — and a charge. From Aug 10 – Aug 16, we carry his words forward.

the testament of Anas Al-Sharif
click to enlarge

read here: entrustedwithpalestine.com/#to…

and TAKE ACTION: entrustedwithpalestine.com/?li…

#AlJazeera #AnasAlSharif #charge #Gaza #genocide #Palestine #testament

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Treno Regionale 19423 con Jazz ETR324.006 – Arrivo & Partenza – Bolgheri – 19/07/2024


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Mappa concettuale dei simboli anarchici: significato, storia e origini

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L’anarchismo ha sempre avuto un rapporto particolare con i simboli. Un movimento che rifiuta autorità, gerarchie e appartenenze imposte potrebbe sembrare poco incline a riconoscersi in bandiere ed emblemi. Eppure, nel corso della sua storia, ha prodotto un immaginario visivo immediatamente riconoscibile.

La bandiera nera, la bandiera rosso-nera, la A cerchiata, il gatto nero, la stella nera e, in contesti più recenti, diverse bandiere bicolori sono entrati nel linguaggio politico anarchico.

Non tutti questi simboli hanno però la stessa origine, la stessa importanza storica o lo stesso significato. Alcuni provengono direttamente dal movimento anarchico, altri dal movimento operaio e sindacale rivoluzionario; altri ancora sono reinterpretazioni relativamente recenti.

Questa mappa concettuale dei simboli anarchici serve quindi a orientarsi nella loro storia e nel loro significato, mostrando soprattutto le relazioni tra simboli, idee e correnti dell’anarchismo.

Mappa concettuale dei simboli anarchici


I principali simboli possono essere organizzati intorno a un nucleo comune:

ANARCHISMO

Bandiera nera
Antiautoritarismo · Rivolta · Internazionalismo

Bandiera rosso-nera
Anarchismo · Socialismo · Movimento operaio

A cerchiata
Identità anarchica · Simbolo internazionale

Gatto nero
IWW · Azione diretta · Conflitto del lavoro

Stella nera
Identità libertaria · Immaginario rivoluzionario

Rosa nera
Simbolo culturale · Ribellione · Trasformazione

Da questa struttura principale si sviluppano poi diverse varianti contemporanee che utilizzano il nero insieme ad altri colori per identificare particolari sensibilità libertarie.

La prima cosa da comprendere, quindi, è che non esiste un unico simbolo ufficiale dell’anarchismo. Esiste piuttosto una costellazione di immagini che si sono diffuse attraverso movimenti, organizzazioni, giornali, lotte sociali e culture differenti.

La bandiera nera: il simbolo storico dell’anarchismo


Tra tutti i simboli anarchici, la bandiera nera è uno dei più antichi e riconoscibili.

Il nero compare nelle lotte sociali europee già prima della formazione di un movimento anarchico organizzato. Durante la rivolta dei canuts di Lione del 1831, per esempio, gli operai tessili utilizzarono una bandiera nera.

Bisogna però distinguere l’utilizzo del colore nero nelle rivolte sociali dalla sua successiva identificazione specifica con l’anarchismo.

Un momento fondamentale avviene a Parigi il 9 marzo 1883, quando Louise Michel guida una manifestazione di disoccupati portando una bandiera nera. La documentazione relativa al suo processo conferma esplicitamente la sua presenza alla testa del corteo con il vessillo nero. Nello stesso periodo il colore si diffonde sempre più negli ambienti anarchici. (anarchistfaq.org)

Cosa significa la bandiera nera anarchica?


Non esiste un’unica interpretazione ufficiale.

Il nero può innanzitutto rappresentare la negazione delle bandiere nazionali e, con esse, dell’autorità dello Stato e delle appartenenze politiche imposte.

Ma possiede anche un significato legato al lutto, alla miseria e all’oppressione sociale. Louise Michel stessa collegava la bandiera nera alla condizione di chi non aveva pane e alla protesta degli sfruttati. (Wikipedia)

Nel tempo la bandiera nera è così diventata capace di evocare diversi concetti:

  • antiautoritarismo;
  • rifiuto dello Stato;
  • internazionalismo;
  • rivolta;
  • autonomia;
  • solidarietà con gli oppressi.

Il nero non rappresenta quindi semplicemente la distruzione dell’ordine esistente. Nell’immaginario anarchico può indicare anche il rifiuto di sostituire un’autorità con un’altra.

La bandiera rossa e le radici socialiste dell’anarchismo


Prima che la bandiera nera diventasse uno dei segni distintivi dell’anarchismo, il movimento libertario condivideva parte dell’immaginario del più vasto movimento socialista e operaio dell’Ottocento.

Tra questi simboli troviamo soprattutto la bandiera rossa.

Non dovrebbe sorprendere: anarchismo, socialismo rivoluzionario e movimento operaio condividono una parte importante della propria storia ottocentesca.

Il rosso richiama quindi:

lotta sociale → movimento operaio → rivoluzione → emancipazione

La progressiva affermazione del nero non cancellerà completamente questa eredità.

Al contrario, i due colori finiranno per incontrarsi.

La bandiera rosso-nera anarchica


La bandiera rosso-nera è oggi uno dei simboli più conosciuti dell’anarchismo sociale e dell’anarcosindacalismo.

La sua interpretazione più immediata nasce proprio dall’incontro tra due tradizioni:

ROSSO
→ socialismo
→ movimento operaio
→ rivoluzione sociale

NERO
→ anarchismo
→ antiautoritarismo
→ rifiuto dello Stato

Da questa unione nasce un simbolo capace di rappresentare l’idea di una trasformazione sociale che non conduca alla costruzione di un nuovo potere statale.

Ma sarebbe sbagliato far cominciare la storia della bandiera rosso-nera con la CNT spagnola.

In Italia sono documentati utilizzi del rosso e nero negli ambienti internazionalisti e anarchici già negli anni Settanta dell’Ottocento. La storia comprende il Comitato Nazionale per la Rivoluzione Sociale, le coccarde rosso-nere utilizzate nel tentativo insurrezionale del 1874 e la successiva esperienza della Banda del Matese di Carlo Cafiero ed Errico Malatesta nel 1877.

Questa vicenda merita però un approfondimento autonomo.

→ Per ricostruire date, documenti e protagonisti, leggi: Bandiera rosso-nera anarchica: storia, significato e origini.

In questo articolo ci interessa soprattutto comprenderne la posizione all’interno della più ampia mappa dei simboli anarchici.

La A cerchiata: il simbolo dell’anarchia più riconoscibile


Se la bandiera nera appartiene alla storia ottocentesca dell’anarchismo, la A cerchiata è molto più recente.

E questo è uno dei punti sui quali circolano più ricostruzioni errate.

La nascita documentata della A cerchiata come simbolo anarchico risale all’aprile del 1964, quando viene proposta dai Jeunes Libertaires di Parigi.

L’idea viene attribuita a Tomás Ibáñez, mentre René Darras realizza graficamente il segno. L’obiettivo era creare un simbolo semplice, rapido da disegnare e utilizzabile dalle differenti componenti del movimento anarchico. (Centro Studi Libertari)

La proposta francese inizialmente non ottiene una diffusione particolarmente ampia. Saranno anche i giovani anarchici milanesi, a partire dal 1966, a contribuire alla successiva circolazione del simbolo.

La sua esplosione internazionale avverrà soprattutto negli anni successivi.

Cosa significa la A dentro il cerchio?


La lettura diventata più conosciuta vede nel simbolo l’unione di:

A → Anarchia

e

O → Ordine

richiamando l’idea proudhoniana secondo cui una società libera dall’autorità non coincide necessariamente con il caos.

È però importante distinguere il significato attribuito al simbolo dalla sua origine documentata.

Non abbiamo bisogno di retrodatare la A cerchiata alla guerra civile spagnola o all’Ottocento per attribuirle valore storico. La sua vicenda è interessante proprio perché mostra quanto rapidamente un simbolo nato nel secondo Novecento sia riuscito a diventare un segno internazionale dell’anarchismo.

Perché la A cerchiata si è diffusa così rapidamente?


Una delle ragioni è probabilmente la sua estrema semplicità.

Per riprodurla non servono una bandiera, colori particolari o capacità grafiche:

A + cerchio

sono sufficienti.

Può comparire su:

muri → volantini → manifesti → giornali → adesivi → striscioni

È quindi un simbolo perfettamente adattabile alla comunicazione politica dal basso.

La successiva diffusione nella cultura punk contribuirà ulteriormente alla sua popolarità, ma la A cerchiata non nasce con il punk: quando il movimento punk comincia a utilizzarla, il simbolo esiste già.

Il gatto nero: dal movimento operaio all’immaginario anarchico


Il gatto nero con la schiena arcuata è un altro simbolo frequentemente associato all’anarchismo.

La sua origine è però differente.

Il cosiddetto Sab Cat o Sabo-Tabby appartiene soprattutto all’immaginario degli Industrial Workers of the World (IWW), il sindacato rivoluzionario fondato negli Stati Uniti nel 1905.

Il disegno viene generalmente attribuito a Ralph Chaplin, militante, illustratore degli IWW e autore del celebre canto sindacale Solidarity Forever. L’archivio storico degli IWW ricostruisce il gatto come simbolo originariamente collegato all’azione diretta sul luogo di produzione e al concetto di sabotaggio così come veniva utilizzato in quell’ambiente. (Industrial Workers of the World)

Chaplin spiegò in seguito che il suo Sab Cat avrebbe dovuto rappresentare soprattutto il rallentamento del lavoro come forma di lotta. (Industrial Workers of the World)

Questo dettaglio è importante perché evita di trasformare il gatto nero in un generico simbolo di distruzione.

Perché il gatto nero è diventato un simbolo anarchico?


Il passaggio dall’immaginario IWW a quello anarchico è abbastanza intuitivo.

Il gatto nero rappresentato da Chaplin non è tranquillo o addomesticato.

Ha:

  • schiena arcuata;
  • pelo sollevato;
  • artigli;
  • atteggiamento aggressivo.

L’immagine comunica immediatamente insubordinazione e conflitto.

Nel tempo diversi ambienti anarchici hanno quindi adottato e reinterpretato il simbolo, ampliandone il significato dall’azione industriale alla più generale idea di azione diretta e ribellione. Lo stesso archivio IWW distingue l’uso originario del simbolo dalle successive appropriazioni anarchiche. (Industrial Workers of the World)

Il sabot: la scarpa di legno e il mito del sabotaggio


Accanto al gatto nero compare nell’iconografia del movimento operaio radicale anche il sabot, la tradizionale scarpa di legno.

Intorno a questo simbolo è nata una storia particolarmente fortunata: gli operai francesi avrebbero gettato i propri zoccoli negli ingranaggi delle macchine e da questa pratica sarebbe derivata la parola sabotaggio.

La ricostruzione è suggestiva, ma non va presentata come un fatto storico accertato.

L’archivio degli IWW respinge esplicitamente questa spiegazione letterale e ricorda che, nel linguaggio di alcuni militanti sindacali dell’epoca, il sabotaggio poteva indicare forme di ritiro deliberato dell’efficienza lavorativa, non necessariamente la distruzione dei macchinari. (Industrial Workers of the World)

Il sabot rimane comunque parte dell’iconografia storica associata agli IWW e all’azione diretta.

La stella nera


La stella nera a cinque punte compare frequentemente nell’iconografia anarchica, anche se non possiede la stessa centralità storica della bandiera nera o della A cerchiata.

La stella era già un’immagine ampiamente utilizzata dalle tradizioni rivoluzionarie e socialiste.

Il passaggio al nero permette di reinterpretarla attraverso il linguaggio visivo anarchico:

STELLA
→ rivoluzione
→ emancipazione

NERO
→ anarchismo
→ antiautoritarismo

=

STELLA NERA

In molte rappresentazioni contemporanee la stella riprende inoltre i colori delle differenti correnti libertarie.

La rosa nera


Più difficile da ricondurre a un’origine precisa è la rosa nera.

È stata utilizzata nel tempo come nome e simbolo da collettivi, librerie, pubblicazioni e gruppi anarchici, ma non possiede una genealogia unitaria paragonabile a quella della A cerchiata.

È quindi meglio considerarla un simbolo culturale dell’immaginario libertario piuttosto che attribuirle un’origine ufficiale.

La sua forza deriva dall’incontro di due immagini apparentemente opposte:

ROSA
→ vita
→ crescita
→ bellezza

NERO
→ negazione
→ ribellione
→ anarchismo

La rosa nera può così evocare qualcosa che nasce dalla critica dell’ordine esistente: non soltanto negazione, ma anche possibilità di trasformazione.

I colori delle correnti anarchiche


Uno degli sviluppi più interessanti dell’iconografia anarchica contemporanea è la diffusione di bandiere bicolori costruite sul modello della bandiera rosso-nera.

Il principio grafico è semplice:

NERO + SECONDO COLORE

Il nero mantiene il riferimento generale all’anarchismo, mentre il secondo colore permette di richiamare una particolare corrente o sensibilità.

Tra le associazioni più diffuse troviamo:

ColoriAssociazione
NeroAnarchismo
Rosso + neroAnarcosindacalismo e comunismo anarchico
Verde + neroAnarchismo verde ed ecoanarchismo
Viola + neroAnarcofemminismo
Rosa + neroAnarchismo queer

Questa tabella va letta come orientamento, non come un codice ufficiale.

Non esiste infatti un’autorità anarchica internazionale incaricata di stabilire il significato universale dei colori.

Ed è proprio questa assenza di codificazione centrale a rendere interessante l’evoluzione dei simboli libertari.

Verde e nero: anarchismo ed ecologia


La combinazione verde e nero collega l’immaginario anarchico alla questione ecologica.

Il meccanismo simbolico è immediato:

NERO → anarchismo

VERDE → natura ed ecologia

Ma l’incontro tra anarchismo ed ecologia non consiste semplicemente nell’aggiungere la difesa dell’ambiente alle tradizionali rivendicazioni libertarie.

Nell’ecologia sociale e in altre prospettive libertarie, la crisi ambientale viene messa in relazione con le strutture economiche, sociali e gerarchiche.

La domanda diventa quindi: è possibile superare lo sfruttamento della natura senza interrogare contemporaneamente le forme di dominio presenti nella società?

Viola e nero: anarcofemminismo


La combinazione viola e nero viene comunemente associata all’anarcofemminismo.

Anche in questo caso i colori sovrappongono due tradizioni:

NERO → anarchismo

VIOLA → femminismo

Il significato politico va però oltre il simbolo.

L’anarcofemminismo estende la critica delle gerarchie ai rapporti di genere, al patriarcato, al controllo dei corpi e alle forme di potere che attraversano anche la vita privata e quotidiana.

La comparsa di nuove combinazioni cromatiche mostra quindi una trasformazione più ampia: la progressiva estensione della critica libertaria a differenti forme di dominio.

La bomba è un simbolo anarchico?


Nell’immaginario popolare esiste un’altra immagine immediatamente associata all’anarchismo: la classica bomba sferica con la miccia accesa.

Bisogna però fare una distinzione fondamentale.

Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento alcuni anarchici ricorsero ad attentati e azioni violente, spesso ricondotti alla stagione della cosiddetta propaganda col fatto.

La stampa e la caricatura politica trasformarono progressivamente la bomba in uno degli attributi stereotipati dell’anarchico.

Ma questo non significa che la bomba abbia avuto la stessa funzione della bandiera nera o della A cerchiata.

È più corretto distinguere tra:

SIMBOLI ADOTTATI DAL MOVIMENTO

e

SIMBOLI UTILIZZATI PER RAPPRESENTARE IL MOVIMENTO DALL’ESTERNO

La bomba appartiene soprattutto alla seconda categoria.

Ed è una distinzione utile per comprendere quanto l’immaginario politico venga costruito contemporaneamente da chi appartiene a un movimento e da chi lo osserva, lo combatte o lo rappresenta.

Simboli anarchici e cultura punk


Un’altra associazione molto forte è quella tra anarchia e punk.

A partire dalla seconda metà degli anni Settanta, la A cerchiata e altri elementi dell’iconografia anarchica entrano massicciamente nella cultura punk:

fanzine → copertine → spille → giubbotti → graffiti → manifesti

Il punk contribuisce enormemente alla diffusione internazionale di questa estetica.

Ma cronologicamente il rapporto è inverso rispetto a quanto talvolta si pensa.

Il punk non inventa la simbologia anarchica.

La bandiera nera appartiene alla storia ottocentesca del movimento; il rosso-nero è precedente; il gatto nero proviene dalla cultura IWW; la A cerchiata viene proposta nel 1964. (Centro Studi Libertari)

La cultura punk recupera quindi un linguaggio visivo preesistente, lo trasforma e contribuisce enormemente alla sua diffusione presso nuove generazioni.

Come sono cambiati i simboli anarchici nel tempo


Possiamo ora leggere la mappa anche cronologicamente.

Ottocento


Bandiera rossa
→ movimento socialista e operaio

Bandiera nera
→ progressiva affermazione dell’identità anarchica

Rosso e nero
→ incontro tra tradizione socialista e anarchismo

Primo Novecento


Gatto nero e iconografia IWW
→ azione diretta e conflitto sul luogo di lavoro

Bandiera rosso-nera
→ crescente diffusione nel movimento anarchico e anarcosindacalista

Secondo Novecento


A cerchiata
→ simbolo anarchico internazionale semplice e riproducibile

Età contemporanea


Nero + altri colori
→ ecologia
→ femminismo
→ questioni di genere
→ nuove declinazioni libertarie

La storia dei simboli riflette quindi, almeno in parte, la storia delle trasformazioni dell’anarchismo.

Cosa hanno in comune i simboli anarchici?


Bandiera nera, A cerchiata, rosso-nero, gatto nero, stella e rosa sembrano immagini molto differenti.

Eppure, se osservate insieme, ruotano intorno ad alcuni concetti ricorrenti:

Antiautoritarismo


Rifiuto delle gerarchie e del potere imposto dall’alto.

Libertà


Autonomia dell’individuo insieme alla possibilità di costruire relazioni sociali non coercitive.

Autogestione


Organizzazione diretta della vita sociale e produttiva.

Azione diretta


Intervento dei soggetti interessati senza affidare necessariamente ad altri la propria emancipazione.

Mutuo appoggio


Cooperazione, solidarietà e reciprocità come alternative alla competizione e al dominio.

Organizzazione dal basso


Coordinamento fondato su associazione volontaria, autonomia e federalismo.

Sono questi concetti, più di qualsiasi interpretazione rigida dei colori, a permettere di comprendere il simbolismo anarchico.

Come leggere i simboli anarchici


Non conviene quindi costruire una sorta di dizionario nel quale:

nero = anarchia
rosso = rivoluzione
gatto = sabotaggio


La storia reale è più interessante.

Bisogna chiedersi:

Quando compare il simbolo?

Chi lo utilizza?

In quale movimento?

Quale conflitto sta rappresentando?

Come cambia il suo significato nel tempo?

Il gatto nero ne è un ottimo esempio. Se lo isolassimo dal suo contesto potremmo interpretarlo semplicemente come immagine di indipendenza o ribellione. Ricostruendone la storia incontriamo invece gli IWW, Ralph Chaplin, il conflitto industriale e il dibattito sull’azione diretta. (Industrial Workers of the World)

Il simbolo diventa così una porta d’accesso alla storia.

Una lingua visiva senza un centro


C’è infine un aspetto particolarmente interessante.

Non esiste un organismo centrale capace di stabilire quale debba essere il simbolo ufficiale dell’anarchismo.

I simboli libertari si sono diffusi soprattutto perché sono stati:

creati → adottati → copiati → reinterpretati → trasformati → nuovamente diffusi

La A cerchiata rappresenta perfettamente questo processo.

Nata con l’intenzione di fornire alle differenti tendenze anarchiche un segno semplice e comune, finisce per diffondersi ben oltre il gruppo che l’aveva proposta. (Centro Studi Libertari)

In un certo senso, quindi, anche il modo in cui questi simboli circolano ricorda alcuni principi della cultura libertaria: assenza di un centro unico, appropriazione collettiva e trasformazione continua.

Mappa finale dei simboli anarchici

Origini e significato dei simboli anarchici
Possiamo condensare l’intero percorso in questa struttura:

ANARCHISMO

BANDIERA NERA
Antiautoritarismo · Rivolta · Internazionalismo

BANDIERA ROSSO-NERA
Anarchismo sociale · Movimento operaio · Anarcosindacalismo

A CERCHIATA
Identità anarchica · Diffusione internazionale

GATTO NERO
IWW · Azione diretta · Conflitto del lavoro

STELLA NERA
Immaginario rivoluzionario · Identità libertaria

ROSA NERA
Ribellione · Cultura libertaria · Trasformazione

VARIANTI CONTEMPORANEE

Verde + nero → Ecoanarchismo

Viola + nero → Anarcofemminismo

Rosa + nero → Anarchismo queer

NUCLEO COMUNE

Libertà · Antiautoritarismo · Autogestione · Azione diretta · Mutuo appoggio · Organizzazione dal basso

Dalla mappa dei simboli alla storia dell’anarchismo


Studiare i simboli anarchici significa fare qualcosa di più che riconoscere una bandiera o sapere cosa rappresenta una A dentro un cerchio.

Ogni simbolo conduce verso una parte differente della storia libertaria.

La bandiera nera porta alle lotte sociali dell’Ottocento e alla costruzione di un’identità anarchica.

La bandiera rosso-nera conduce al rapporto tra anarchismo, socialismo e movimento operaio e possiede una storia particolarmente importante anche nell’anarchismo italiano.

La A cerchiata porta invece nella cultura libertaria della seconda metà del Novecento.

Il gatto nero apre una finestra sul sindacalismo rivoluzionario degli IWW e sull’azione diretta.

Le combinazioni verde-nere, viola-nere e rosa-nere mostrano infine la capacità dell’immaginario libertario di trasformarsi insieme ai movimenti che lo utilizzano.

Per questo questa mappa può essere letta insieme alla Mappa concettuale della storia dell’anarchismo e alla Mappa delle correnti anarchiche: una racconta l’evoluzione storica, una confronta le diverse tradizioni e questa mostra come idee e movimenti siano diventati immagini.

Conclusione


L’anarchismo ha prodotto alcuni dei simboli politici più semplici e riconoscibili degli ultimi due secoli.

Una bandiera completamente nera. Due colori affiancati. Una A dentro un cerchio. Un gatto con la schiena arcuata. Una stella. Una rosa.

Ma dietro questa apparente semplicità si nasconde una storia complessa.

La bandiera nera non nasce nello stesso contesto della A cerchiata. Il gatto nero degli IWW non aveva originariamente la stessa funzione della bandiera anarchica. Il rosso-nero racconta un rapporto specifico con il socialismo e il movimento operaio. Le varianti cromatiche contemporanee mostrano invece l’incontro della tradizione libertaria con nuovi campi di conflitto.

Una mappa concettuale dei simboli anarchici non dovrebbe quindi limitarsi a spiegare cosa significa ogni immagine.

Dovrebbe mostrare soprattutto da dove viene, chi l’ha utilizzata e quale parte della storia dell’anarchismo ci permette di raccontare.

È proprio osservando queste connessioni che bandiere, colori ed emblemi smettono di essere semplici decorazioni e diventano ciò che sono realmente: tracce visive della storia dei movimenti libertari.
#anarchia #Anarchici #anarchismo

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E-commerce ad agosto, lo shopping online non va in vacanza: cosa comprano gli italiani


L’e-commerce non va in vacanza: anche ad agosto gli italiani continuano a fare acquisti online. Ecco come cambiano le abitudini di shopping durante l’estate
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Per molto tempo agosto è stato considerato un mese sospeso, quasi estraneo alle normali dinamiche economiche e commerciali, soprattutto in Italia. Oggi, però, questa immagine rispecchia sempre meno il modo in cui le persone vivono, si informano e acquistano. Le ferie continuano a modificare le abitudini quotidiane, ma non interrompono i bisogni, gli interessi e le decisioni di consumo. Lo shopping online, in particolare, non segue più necessariamente il calendario lavorativo tradizionale: resta accessibile in ogni momento e accompagna le persone anche durante gli spostamenti, nei luoghi di villeggiatura e nei momenti di maggiore libertà.

I dati raccolti da Trovaprezzi.it mostrano con chiarezza che agosto non è affatto il mese con il minor numero di ricerche dell’anno. Nell’agosto 2025 la piattaforma ha registrato oltre 18,5 milioni di ricerche, un volume superiore a quello registrato sia ad aprile che a settembre. Ciò significa che, persino nel mese simbolicamente associato alla pausa estiva, si effettuano in media quasi 600 mila ricerche al giorno. Non siamo di fronte a un picco paragonabile a quelli generati da periodi promozionali particolarmente intensi o dall’avvicinarsi del Natale, ma neppure a una scomparsa o a un crollo della domanda.

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Ad agosto non cambia tanto la propensione all’acquisto, quanto il contesto in cui nasce la ricerca. Durante il resto dell’anno molti percorsi di acquisto sono inseriti all’interno di routine consolidate, mentre in estate diventano più frammentati, mobili e legati alle circostanze del momento. La ricerca può riguardare qualcosa dimenticato prima della partenza, un prodotto necessario per affrontare il caldo, un acquisto destinato al viaggio o al tempo libero, ma anche un’esigenza improvvisa e difficilmente rinviabile.

Si acquista tecnologia anche in vacanza


Non è un caso che le dieci categorie più cercate su Trovaprezzi ad agosto siano rimaste le stesse nel 2024 e nel 2025, pur con qualche variazione nell’ordine. Tra queste troviamo Integratori e Vitamine, Prodotti Salute, Farmaci da Banco, Prodotti per il Viso e Prodotti per il Corpo. Non mancano Cellulari e Smartphone, Frigoriferi e Congelatori, Condizionatori e Deumidificatori, Sneakers e Scarpe Sportive, Lavatrici e Asciugatrici. È una classifica interessante perché descrive uno shopping estivo molto più articolato; accanto ai prodotti stagionali e a quelli dedicati al benessere compaiono beni tecnologici ed elettrodomestici, spesso associati a necessità concrete. La continuità delle categorie maggiormente ricercate suggerisce inoltre che non si tratti di comportamenti puramente episodici, ma di una domanda che tende a ripresentarsi con caratteristiche riconoscibili.

Lo smartphone: il mezzo preferito per lo shopping


Il vero elemento distintivo dello shopping online estivo è il ruolo dei dispositivi mobili, e in particolare dello smartphone. Ad agosto 2025 il 77,9% delle ricerche effettuate su Trovaprezzi.it proveniva da dispositivi mobili, per un totale di oltre 14,4 milioni di ricerche. Il desktop ha rappresentato il 20,7%, mentre il tablet si è fermato all’1,4%. Lo smartphone si conferma così il principale strumento di accesso all’e-commerce: viene utilizzato sotto l’ombrellone, durante un viaggio, in una casa di villeggiatura o semplicemente in un momento libero. Si tratta di percorsi meno lineari rispetto a quelli che avvengono davanti a un computer, ma non per questo meno rilevanti né più lontani dalla decisione di acquisto.

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Per i retailer e i brand, questo scenario suggerisce una conclusione chiara. Considerare agosto un mese nel quale ridurre automaticamente la presenza e gli investimenti significa rischiare di lasciare scoperto un pubblico che continua a cercare, confrontare e valutare acquisti. Naturalmente non è sufficiente replicare le strategie utilizzate durante il resto dell’anno. Occorre adattare messaggi, assortimento e servizi alle caratteristiche specifiche del periodo, osservando attentamente l’andamento delle singole categorie e le motivazioni che guidano la domanda. La disponibilità immediata dei prodotti, la trasparenza sui tempi di consegna, la possibilità di indicare facilmente un indirizzo diverso da quello abituale o di scegliere un punto di ritiro possono diventare elementi decisivi.

La scelta consapevole dei prodotti


Mantenere una presenza efficace ad agosto significa anche garantire un’esperienza realmente pensata per lo smartphone, il cui utilizzo cresce ulteriormente rispetto alla navigazione tramite PC durante le settimane agostane. Pagine lente, informazioni poco leggibili e procedure di acquisto complesse rischiano di interrompere percorsi che nascono spesso in condizioni di attenzione limitata. Il consumatore estivo vuole capire rapidamente se il prodotto è disponibile, qual è il prezzo finale, quando verrà consegnato e quali alternative sono disponibili. La comparazione assume quindi un ruolo ancora più importante, perché consente di orientarsi in poco tempo e di prendere decisioni consapevoli anche in un contesto meno abituale.

L'e-commerce non va in vacanza


L’e-commerce ad agosto non va in vacanza perché non vanno in vacanza le esigenze delle persone. Cambiano i ritmi, i luoghi e le priorità, ma l’interesse resta vivo. La sfida per chi vende online non è convincere i consumatori a continuare a valutare acquisti: i dati dimostrano che già lo fanno. La vera sfida è farsi trovare nel momento in cui nasce un bisogno, offrendo un’esperienza semplice, veloce e coerente con un pubblico sempre più mobile.

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Gli italiani parlano sempre più con l'intelligenza artificiale, ma il rapporto con la tecnologia è ancora in evoluzione


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La tecnologia sta cambiando linguaggio; non è più solo qualcosa che si usa, ma qualcosa con cui si dialoga. È questo il tema al centro del nuovo Samsung Trend Radar, che analizza come gli italiani oggi si relazionano con dispositivi smart e soluzioni di intelligenza artificiale. Un’evoluzione che segna il passaggio da utilizzo a conversazione: i dispositivi diventano progressivamente interlocutori, entrando nei micro-momenti quotidiani e adattandosi alle esigenze delle persone.

Italiani sempre più in dialogo con la tecnologia


Quasi un italiano su due interagisce con i propri dispositivi in modo conversazionale, adottando un linguaggio sempre meno “tecnico” e sempre più vicino a quello naturale. Tuttavia, questa trasformazione non è ancora completa: per il 59% degli italiani il dialogo con la tecnologia non è ancora percepito come naturale, segno di una relazione ancora in evoluzione. In parallelo, emerge un comportamento ibrido: scrittura e voce convivono, delineando un’interazione fluida e contestuale in cui l’utente sceglie di volta in volta come interagire.

Quando la voce rende la tecnologia una presenza più immediata


La relazione con la tecnologia resta fortemente ancorata all’utilità: il 60% dei nostri connazionali utilizza assistenti e AI per ottenere informazioni pratiche, mentre il 56% li usa per chiarire o semplificare contenuti. Ma è nei momenti di pausa che la tecnologia diventa presenza: il 37% la utilizza per staccare qualche minuto, mentre il 35% la integra nei momenti di relax serale. In questi contesti, l’intrattenimento è centrale: musica e video guidano l’esperienza.

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Ed è proprio qui che gli assistenti vocali assumono un ruolo chiave: essi permettono un accesso immediato e naturale a ciò che cerchiamo, senza interrompere quello che si sta facendo. Pertanto, che si tratti di avviare una playlist, cercare un contenuto o controllare altri dispositivi, la voce abilita un’interazione leggera, perfettamente integrata nei micro-momenti quotidiani. Grazie all’integrazione tra smartphone Galaxy, Smart TV Samsung e dispositivi connessi tramite SmartThings, questa esperienza si estende in modo continuo tra ambienti diversi, trasformando l’assistente vocale in una presenza discreta ma costante lungo tutta la giornata.

Stiamo assistendo a un passaggio fondamentale: le persone non si limitano più a usare la tecnologia, ma iniziano a dialogare con essa. La sfida oggi è rendere questa interazione sempre più naturale, intuitiva e integrata nella quotidianità”, ha dichiarato Emanuele De Longhi di Samsung Italia.


Smart home: la voce come nuova interfaccia della casa


Nonostante la crescente diffusione dell’interazione conversazionale, l’adozione della smart home è ancora in fase iniziale: solo il 25% degli italiani possiede accessori smart. Le aspettative, però, sono già evolute: il 51% desidera tecnologie capaci di semplificare la gestione della casa, mentre il 55% le associa alla riduzione di stress e frizioni quotidiane. In questo contesto, la voce si afferma come interfaccia centrale: non più solo controllo, ma dialogo con l’ambiente domestico, nel quale soluzioni come SmartThings e Bespoke AI trasformano la casa in un ecosistema intelligente e reattivo, capace di rispondere ai comandi vocali e adattarsi alle abitudini quotidiane.

Verso una tecnologia sempre più conversazionale


Negli ultimi dodici mesi Samsung ha ampliato significativamente il proprio ecosistema AI e voice-first: funzioni come Traduzione live, Assistente note e Assistente alla scrittura, insieme a nuove capacità di gestione intelligente dell’audio, hanno trasformato lo smartphone in un hub di dialogo continuo tra utente e dispositivo. All’interno della casa invece, la dimensione conversazionale si amplifica grazie all’ecosistema SmartThings e alla gamma Bespoke AI, dove comandi vocali e automazioni intelligenti permettono di gestire le attività quotidiane in modo naturale e senza interruzioni. Anche l’intrattenimento evolve in chiave conversazionale: le Smart TV Neo Qled e Oled di ultima generazione integrano assistenti vocali avanzati e funzionalità AI che permettono di cercare contenuti, controllare dispositivi e personalizzare l’esperienza semplicemente attraverso la voce.

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Mappa concettuale della storia dell’anarchismo: origini, movimenti e rivoluzioni

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L’anarchismo non nasce in un momento preciso né dall’opera di un unico pensatore. È il risultato di un lungo processo storico nel quale critica dell’autorità, socialismo, movimento operaio, federalismo, rivoluzione sociale, autogestione e libertà individuale si incontrano e si trasformano.

Dalle prime formulazioni di William Godwin e Pierre-Joseph Proudhon allo scontro tra Marx e Bakunin nella Prima Internazionale, dalla nascita del comunismo anarchico alle grandi organizzazioni sindacali, fino alla Rivoluzione spagnola e alle successive trasformazioni del pensiero libertario, la storia dell’anarchismo attraversa oltre due secoli di conflitti politici e sociali.

La mappa concettuale della storia dell’anarchismo permette di seguire questo percorso attraverso le sue principali fasi, senza ridurlo a una semplice successione di nomi e date.

Mappa concettuale della storia dell’anarchismo


La storia dell’anarchismo può essere rappresentata attraverso una grande linea temporale:

PRECURSORI

NASCITA DELL’ANARCHISMO MODERNO

PRIMA INTERNAZIONALE

BAKUNIN E IL COLLETTIVISMO

COMUNISMO ANARCHICO

MOVIMENTO OPERAIO E ANARCOSINDACALISMO

RIVOLUZIONI DEL NOVECENTO

GUERRA CIVILE SPAGNOLA

ANARCHISMO CONTEMPORANEO

Ma una linea del tempo, da sola, non basta. L’anarchismo si sviluppa infatti attraverso ramificazioni, conflitti e contaminazioni: alcune correnti privilegiano l’autonomia individuale, altre l’organizzazione collettiva; alcune il sindacalismo, altre l’insurrezione; altre ancora la nonviolenza, l’ecologia o la critica delle gerarchie di genere.
Mappa concettuale storia dell'anarchismo
Per confrontare queste differenze è utile affiancare alla ricostruzione storica la Mappa delle correnti anarchiche: comparazione visuale.

Le origini dell’anarchismo


Prima che esistesse un movimento anarchico organizzato erano già presenti idee che sarebbero successivamente entrate nel pensiero libertario.

La critica del potere politico, della proprietà, delle gerarchie sociali e delle istituzioni coercitive attraversa infatti differenti tradizioni filosofiche.

Tra i precursori dell’anarchismo moderno viene frequentemente ricordato William Godwin, autore nel 1793 di An Enquiry Concerning Political Justice. Godwin immaginava una società nella quale il progressivo sviluppo della ragione avrebbe reso sempre meno necessarie le istituzioni coercitive.

Non esisteva ancora, tuttavia, l’anarchismo come movimento politico e sociale organizzato.

Perché ciò avvenga bisogna arrivare al XIX secolo e alle trasformazioni prodotte dalla rivoluzione industriale.

Proudhon e la nascita dell’anarchismo moderno


Una data simbolica fondamentale è il 1840, quando Pierre-Joseph Proudhon pubblica Che cos’è la proprietà?.

Alla domanda posta dal titolo risponde con una formula destinata a diventare celebre:

«La proprietà è un furto».


Proudhon è inoltre uno dei primi pensatori a definirsi esplicitamente anarchico.

La sua critica non riguarda soltanto lo Stato. Investe il rapporto tra proprietà, potere economico e dipendenza sociale.

La sua proposta prende progressivamente la forma del mutualismo: una società fondata sull’associazione volontaria, sulla reciprocità, sul federalismo e su forme di scambio che evitino tanto il monopolio capitalistico quanto la centralizzazione statale.

Con Proudhon iniziano a emergere alcuni elementi che accompagneranno gran parte della storia anarchica:

  • critica dello Stato;
  • critica della concentrazione della proprietà;
  • federalismo;
  • autonomia;
  • associazione volontaria;
  • organizzazione dal basso.

Ma la trasformazione dell’anarchismo in una forza rivoluzionaria internazionale avverrà soprattutto nella seconda metà dell’Ottocento.

La Prima Internazionale: Marx, Bakunin e il movimento operaio


Nel 1864 nasce a Londra l’Associazione Internazionale dei Lavoratori, conosciuta come Prima Internazionale.

Al suo interno convivono orientamenti differenti: socialisti, sindacalisti, mutualisti, comunisti e rivoluzionari.

È qui che matura uno dei conflitti decisivi nella storia del socialismo ottocentesco: quello tra le posizioni associate a Karl Marx e quelle di Michail Bakunin.

La divergenza riguarda anche una questione destinata a separare profondamente marxismo e anarchismo:

che cosa deve accadere allo Stato durante una rivoluzione?

Per Marx e i suoi sostenitori, la conquista del potere politico da parte della classe lavoratrice costituisce una fase fondamentale della trasformazione rivoluzionaria.

Bakunin vede invece nella conquista dello Stato un pericolo.

Se la rivoluzione costruisse un nuovo potere centralizzato, secondo la critica bakuniniana, potrebbe produrre una nuova classe dominante anziché abolire il dominio.

Bakunin e il collettivismo anarchico


Con Michail Bakunin l’anarchismo assume una dimensione apertamente rivoluzionaria e internazionalista.

Al centro del suo pensiero troviamo la critica simultanea di:

Stato + capitalismo + autorità politica + gerarchie sociali

La libertà individuale, per Bakunin, non è contrapposta alla libertà degli altri. Può realizzarsi pienamente soltanto all’interno di una società di individui ugualmente liberi.

Sul piano economico, il collettivismo anarchico propone la socializzazione dei mezzi di produzione e l’organizzazione federativa dei lavoratori.

Lo scontro interno all’Internazionale culmina nel Congresso dell’Aia del 1872, quando Bakunin e James Guillaume vengono espulsi.

La frattura rappresenta uno dei momenti fondamentali nella separazione storica tra la tradizione marxista e quella anarchica del movimento socialista.

Dall’anarchismo collettivista al comunismo anarchico


Negli anni successivi una parte del movimento anarchico sviluppa ulteriormente la critica della proprietà e del sistema salariale.

Nasce progressivamente il comunismo anarchico.

La questione non riguarda più soltanto chi possiede i mezzi di produzione, ma anche come debbano essere distribuiti i prodotti del lavoro.

In forma molto schematica:

COLLETTIVISMO
→ proprietà collettiva dei mezzi di produzione
→ remunerazione collegata al lavoro

COMUNISMO ANARCHICO
→ proprietà comune
→ produzione comune
→ distribuzione secondo i bisogni

Il passaggio non avviene improvvisamente e coinvolge diversi militanti e teorici.

Carlo Cafiero e il comunismo anarchico


Carlo Cafiero occupa una posizione importante nello sviluppo del comunismo anarchico italiano e internazionale.

Dopo essere stato inizialmente vicino a Marx ed Engels, entra in rapporto con Bakunin e diventa uno dei protagonisti dell’Internazionale in Italia.

Nel corso degli anni Settanta dell’Ottocento una parte dell’anarchismo italiano passa progressivamente dalle posizioni collettiviste a quelle comuniste anarchiche.

L’idea fondamentale è radicale: non basta rendere collettivi gli strumenti di produzione se continua a esistere un sistema nel quale ciascuno riceve in proporzione al lavoro svolto.

La produzione e la ricchezza sociale sono il risultato di una cooperazione talmente vasta da rendere impossibile separare completamente il contributo di ogni individuo.

Kropotkin e il mutuo appoggio


Con Pëtr Kropotkin il comunismo anarchico riceve una delle sue formulazioni teoriche più influenti.

Kropotkin immagina una società basata sulla libera federazione di comunità e associazioni, senza Stato e senza proprietà privata dei mezzi di produzione.

Alla competizione come presunto principio universale della vita contrappone inoltre l’importanza della cooperazione.

Nel suo Mutuo appoggio, Kropotkin cerca di mostrare come la cooperazione costituisca un importante fattore tanto nell’evoluzione quanto nella storia delle società umane.

Si consolida così una delle idee centrali della tradizione anarchica:

libertà individuale e cooperazione sociale non sono necessariamente opposte.

Errico Malatesta e l’anarchismo italiano


Tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, Errico Malatesta diventa una delle figure più importanti dell’anarchismo internazionale.

La sua lunghissima attività attraversa insurrezioni, esilio, organizzazione politica, propaganda, movimento operaio e antifascismo.

Malatesta insiste particolarmente sulla necessità dell’organizzazione anarchica.

L’assenza di uno Stato non significa assenza di organizzazione.

Al contrario, una società libertaria richiede forme di coordinamento volontario capaci di sostituire l’organizzazione gerarchica.

È una distinzione essenziale:

ANARCHIA ≠ DISORGANIZZAZIONE

ma:

ANARCHIA → ORGANIZZAZIONE SENZA GOVERNO

Anarchismo e movimento operaio


Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento il movimento anarchico entra profondamente in relazione con il nascente movimento sindacale.

Fabbriche, miniere, porti e campagne diventano luoghi nei quali l’opposizione al capitalismo può essere trasformata in organizzazione collettiva.

Da questa esperienza si sviluppano il sindacalismo rivoluzionario e, con caratteristiche specifiche, l’anarcosindacalismo.

Azione diretta e sciopero generale


L’anarcosindacalismo attribuisce ai lavoratori organizzati un ruolo centrale nella trasformazione sociale.

Tra i suoi strumenti troviamo:

  • sciopero;
  • boicottaggio;
  • sabotaggio;
  • organizzazione sindacale;
  • solidarietà;
  • azione diretta;
  • sciopero generale.

Il sindacato non viene concepito soltanto come strumento per ottenere migliori salari.

Può diventare anche il nucleo di una futura organizzazione della società, nella quale la produzione sia amministrata direttamente dai lavoratori.

L’azione diretta significa precisamente questo: chi subisce una forma di dominio interviene direttamente su di essa, senza affidare necessariamente la propria emancipazione a rappresentanti politici o istituzioni esterne.

L’anarchismo tra Ottocento e Novecento


La diffusione internazionale dell’anarchismo produce esperienze molto differenti.

Movimenti libertari sorgono in Europa, nelle Americhe e in altre parti del mondo, entrando in relazione con:

movimento operaio → lotte contadine → antimilitarismo → emancipazione femminile → educazione libertaria → internazionalismo

L’anarchismo non rimane quindi confinato alla filosofia politica.

Diventa giornale, circolo, sindacato, scuola, cooperativa, organizzazione rivoluzionaria e movimento popolare.

Questa diffusione porta però anche a forti divergenze sulle strategie da adottare.

Propaganda col fatto e insurrezionalismo


Alla fine dell’Ottocento alcuni settori anarchici sostengono la propaganda col fatto, immaginando che determinate azioni rivoluzionarie possano stimolare processi insurrezionali più ampi.

In alcuni contesti ciò assume la forma di insurrezioni e rivolte; in altri porta anche ad attentati individuali e assassinii politici.

È importante non identificare l’intero anarchismo con questa fase.

All’interno dello stesso movimento esistono infatti forti discussioni sull’efficacia e sulle conseguenze politiche della violenza individuale.

Parallelamente continuano a svilupparsi strategie fondate sull’organizzazione operaia, sull’educazione, sul mutualismo, sulla propaganda culturale e sull’azione collettiva.

Anarchismo, donne ed emancipazione


La critica anarchica delle gerarchie finisce inevitabilmente per incontrare anche la questione della subordinazione femminile.

Figure come Emma Goldman collegano la critica dello Stato e del capitalismo alla critica delle convenzioni sessuali, matrimoniali e patriarcali.

Per Goldman la liberazione non può limitarsi alla trasformazione delle istituzioni politiche: deve coinvolgere anche le relazioni personali, la sessualità e l’autonomia individuale.

Nel corso del Novecento questo incontro contribuirà allo sviluppo di prospettive successivamente definite anarcofemministe.

La critica libertaria si estende così a una domanda più ampia:

quante forme può assumere il dominio?

Non soltanto Stato e capitale, ma anche patriarcato, morale coercitiva e gerarchie presenti nella vita quotidiana.

La Rivoluzione russa e il conflitto con il bolscevismo


La Rivoluzione russa del 1917 sembra inizialmente aprire possibilità enormi per l’intero movimento rivoluzionario internazionale.

Anarchici e altri rivoluzionari partecipano alla caduta dell’ordine zarista e alle trasformazioni successive.

Ma il rapporto con il nuovo potere bolscevico diventa rapidamente conflittuale.

La crescente centralizzazione politica, la repressione delle opposizioni e la subordinazione delle strutture autonome allo Stato sovietico mostrano agli anarchici esattamente il pericolo che Bakunin aveva denunciato decenni prima: una rivoluzione capace di abbattere una classe dominante può produrne un’altra se conserva un potere statale centralizzato.

Machno e l’esperienza ucraina


Tra il 1918 e il 1921, nell’Ucraina meridionale, il movimento legato a Nestor Machno rappresenta una delle esperienze più importanti e controverse della storia rivoluzionaria anarchica.

In un territorio attraversato dalla guerra civile operano forze bianche, bolsceviche, nazionaliste e rivoluzionarie.

Il movimento machnovista tenta di collegare lotta militare, organizzazione contadina e forme di autogoverno locale.

L’esperienza termina con la vittoria bolscevica e la repressione del movimento.

Kronštadt 1921


Un altro momento simbolico della rottura tra movimento libertario e bolscevismo è la rivolta di Kronštadt del 1921.

Marinai e lavoratori chiedono maggiori libertà politiche e autonomia dei soviet.

L’insurrezione viene repressa militarmente dall’Armata Rossa.

Per molti anarchici internazionali Kronštadt diventa la conferma definitiva della natura autoritaria assunta dalla rivoluzione bolscevica.

La Spagna e il momento più importante dell’anarchismo di massa


È però in Spagna che l’anarchismo raggiunge una delle sue più grandi dimensioni popolari.

La CNT, fondata nel 1910, diventa una potente organizzazione sindacale influenzata dall’anarcosindacalismo.

Nel luglio del 1936, dopo il colpo di Stato militare contro la Repubblica, la resistenza popolare apre contemporaneamente una guerra civile e una rivoluzione sociale.

La Rivoluzione sociale spagnola


In Catalogna, Aragona e altre aree della Spagna, lavoratori e contadini avviano esperienze di:

collettivizzazione delle fabbriche

autogestione dei servizi

collettività agricole

milizie popolari

nuove forme di organizzazione sociale

Per la prima volta alcune idee discusse per decenni da teorici anarchici vengono sperimentate su una scala molto ampia.

L’esperienza è tuttavia attraversata da enormi contraddizioni: guerra contro le forze franchiste, rapporti difficili con repubblicani e comunisti, militarizzazione, intervento internazionale e discussioni interne allo stesso movimento anarchico.

La sconfitta repubblicana nel 1939 e l’instaurazione della dittatura di Francisco Franco distruggono gran parte del movimento organizzato spagnolo e costringono migliaia di militanti all’esilio.

Anarchismo e antifascismo


L’ascesa del fascismo e del nazismo modifica profondamente la storia dell’anarchismo europeo.

In Italia gli anarchici sono tra gli oppositori del fascismo fin dalle sue origini. Organizzazioni, giornali e militanti vengono progressivamente colpiti dalla repressione del regime.

Molti continuano l’attività dall’esilio; alcuni combatteranno successivamente in Spagna e nella Resistenza.

L’antifascismo anarchico non deriva soltanto dall’opposizione a una specifica dittatura.

Il fascismo rappresenta infatti la radicalizzazione di molti elementi contro i quali il pensiero libertario si era storicamente sviluppato: nazionalismo, militarismo, culto dell’autorità, gerarchia e repressione dell’autonomia politica e sindacale.

Dopo il 1945: la trasformazione dell’anarchismo


La fine della Seconda guerra mondiale apre una fase diversa.

L’anarchismo non scompare, ma perde in molti paesi il ruolo di grande movimento operaio che aveva avuto tra Ottocento e primo Novecento.

Contemporaneamente le sue idee iniziano a incontrare nuovi movimenti.

Negli anni Sessanta e Settanta riemergono temi libertari nelle contestazioni studentesche, nei movimenti antimilitaristi, nelle esperienze comunitarie e nelle nuove culture politiche.

L’attenzione si allarga progressivamente.

Alla critica tradizionale di:

Stato + capitalismo

si affiancano:

patriarcato + razzismo + colonialismo + autoritarismo culturale + devastazione ambientale

Ecoanarchismo ed ecologia sociale


Il rapporto tra anarchismo ed ecologia diventa particolarmente importante nella seconda metà del Novecento.

Tra gli autori più influenti troviamo Murray Bookchin, che sviluppa l’ecologia sociale.

La crisi ecologica, in questa prospettiva, non può essere separata dalle strutture gerarchiche della società.

Il dominio sulla natura è collegato storicamente alle forme di dominio esercitate dagli esseri umani sugli altri esseri umani.

La questione ecologica diventa quindi anche una questione politica:

gerarchia sociale → dominio → sfruttamento → crisi ecologica

La trasformazione ambientale richiede perciò anche una trasformazione delle relazioni sociali.

L’anarchismo contemporaneo


Oggi l’anarchismo non corrisponde a un’unica organizzazione internazionale né a una dottrina uniforme.

La tradizione libertaria continua attraverso esperienze e correnti differenti:

  • anarchismo sociale;
  • anarcosindacalismo;
  • comunismo anarchico;
  • anarchismo individualista;
  • anarcofemminismo;
  • ecoanarchismo;
  • anarchismo insurrezionale;
  • pratiche mutualistiche e autogestionarie.

Alcuni movimenti si definiscono esplicitamente anarchici; altri utilizzano pratiche storicamente vicine alla tradizione libertaria senza adottarne necessariamente il nome.

Tra queste troviamo assemblee orizzontali, mutuo appoggio, autogestione, azione diretta e organizzazione dal basso.

Le grandi trasformazioni dell’anarchismo


Guardando l’intera mappa storica emerge un elemento interessante: l’anarchismo cambia continuamente il proprio campo di intervento.

Possiamo sintetizzare questa evoluzione così:

XIX SECOLO

Stato
Proprietà
Capitalismo
Movimento operaio

PRIMO NOVECENTO

Sindacalismo
Rivoluzione sociale
Antimilitarismo
Antifascismo

SECONDO NOVECENTO

Autoritarismo
Patriarcato
Ecologia
Controcultura

ANARCHISMO CONTEMPORANEO

Autogestione
Mutuo appoggio
Ecologia
Femminismo
Antirazzismo
Movimenti sociali
Critica delle nuove forme di dominio

Non significa che i problemi precedenti vengano abbandonati. Piuttosto, il concetto anarchico di dominio si amplia.

Le date fondamentali della storia dell’anarchismo


Per orientarsi nella mappa possiamo individuare alcune date particolarmente significative:

DataEvento
1793Godwin pubblica Political Justice
1840Proudhon pubblica Che cos’è la proprietà?
1864Nasce la Prima Internazionale
1872Congresso dell’Aia e rottura tra marxisti e bakuninisti
anni 1870Sviluppo del comunismo anarchico
fine XIX secoloDiffusione internazionale del movimento anarchico
1910Fondazione della CNT spagnola
1917Rivoluzione russa
1918-1921Movimento machnovista in Ucraina
1921Rivolta di Kronštadt
1936Rivoluzione sociale e Guerra civile spagnola
1939Vittoria franchista in Spagna
anni 1960-70Nuova diffusione di idee e pratiche libertarie
secondo NovecentoSviluppo di anarcofemminismo ed ecologia sociale

La cronologia permette di orientarsi, ma non deve far pensare a uno sviluppo lineare. Correnti nate nell’Ottocento continuano a esistere nel Novecento e nel XXI secolo, mentre idee più recenti reinterpretano problemi già presenti nelle prime formulazioni anarchiche.

Come leggere la storia dell’anarchismo


La storia dell’anarchismo può essere letta attraverso almeno tre fili che si intrecciano continuamente.

Il filo delle idee


Godwin → Proudhon → Bakunin → Cafiero → Kropotkin → Malatesta → sviluppi contemporanei

Mostra come cambiano i concetti di libertà, proprietà, rivoluzione, organizzazione e mutuo appoggio.

Il filo dei movimenti


Prima Internazionale → movimento operaio → sindacalismo → CNT → movimenti libertari contemporanei

Mostra il passaggio dalla teoria all’organizzazione sociale.

Il filo delle esperienze rivoluzionarie


Comune e insurrezioni ottocentesche → Ucraina rivoluzionaria → Spagna 1936 → successive esperienze autogestionarie

Mostra il tentativo, spesso breve e conflittuale, di trasformare principi libertari in istituzioni sociali concrete.

È dall’incrocio di questi tre percorsi che emerge realmente la storia dell’anarchismo.

Una storia fatta anche di sconfitte e trasformazioni


Raccontare la storia dell’anarchismo soltanto attraverso i suoi teorici sarebbe fuorviante.

È anche la storia di lavoratori, contadini, tipografi, emigranti, insegnanti, sindacalisti, giornalisti, donne e uomini spesso rimasti anonimi che hanno costruito associazioni, giornali, scuole, cooperative, sindacati e comunità.

Ed è una storia segnata da sconfitte profonde.

La repressione degli anarchici nella Russia bolscevica, l’ascesa dei fascismi, la sconfitta della rivoluzione spagnola e la trasformazione del movimento operaio riducono progressivamente la forza delle grandi organizzazioni anarchiche del primo Novecento.

Ma molte delle pratiche sviluppate dal movimento sopravvivono alle sue sconfitte.

Federalismo, azione diretta, autogestione, assemblearismo, mutuo appoggio e organizzazione orizzontale riemergono continuamente in contesti differenti.

Ed è forse questo uno degli aspetti più interessanti della sua storia: l’anarchismo non procede lungo una linea retta. Scompare da alcuni luoghi, riappare in altri, incontra nuovi conflitti e modifica il proprio linguaggio.

Dalla storia alle correnti anarchiche


Seguire cronologicamente l’anarchismo permette anche di capire perché oggi esistano orientamenti così differenti.

Il mutualismo nasce da problemi e contesti differenti rispetto al comunismo anarchico; l’anarcosindacalismo deriva dall’incontro con il movimento operaio; l’anarcofemminismo amplia la critica delle gerarchie; l’ecoanarchismo porta il problema del dominio dentro la crisi ecologica.

Per questo storia e correnti non dovrebbero essere studiate separatamente.

Questa mappa risponde alla domanda:

Come si è trasformato l’anarchismo nel tempo?


La Mappa delle correnti anarchiche: comparazione visuale risponde invece a un’altra domanda:

Quali sono le principali differenze tra le diverse forme di anarchismo?


I due articoli, collegati tra loro, permettono quindi di leggere lo stesso fenomeno lungo due dimensioni: tempo e idee.

Conclusione


La storia dell’anarchismo non è la storia di una dottrina rimasta immutata per due secoli. È la storia di una domanda che ritorna continuamente sotto forme differenti:

è possibile organizzare una società senza costruire nuovi rapporti di dominio?

Proudhon risponde interrogando proprietà e federalismo. Bakunin affronta il problema dello Stato e della rivoluzione. Cafiero e Kropotkin sviluppano il comunismo anarchico. Malatesta riflette sull’organizzazione. L’anarcosindacalismo porta la trasformazione dentro il movimento operaio. La Spagna del 1936 tenta di trasformare alcune di queste idee in esperienza sociale. Le correnti successive estendono la critica libertaria al patriarcato, all’ecologia e ad altre forme di gerarchia.

La mappa concettuale della storia dell’anarchismo non serve quindi soltanto a ricordare date e protagonisti. Serve a mostrare come idee, movimenti e rivoluzioni si siano influenzati reciprocamente.

Ed è proprio osservando queste connessioni che l’anarchismo appare non come un blocco ideologico uniforme, ma come una tradizione politica plurale, attraversata da conflitti interni, esperimenti, sconfitte e continue trasformazioni.
#anarchia #Anarchici #anarchismo

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terrain / brian ferneyhough. 1992

Terrain (1992) for solo violin and wind ensemble
Composer: Brian Ferneyhough (b. 1943)
Performers: Graeme Jennings, violin. ELISION Ensemble. Dir. Franck Ollu


“In contrast to the obvious confrontation and contest typical of works for soloist and large orchestra, here there is endless scope (already prefigured in the keyboard concertos of Bach and Mozart) for constantly reinventing the role of the soloist in relation to the other players.

For Ferneyhough, this problematizing of the relationship between soloist and ensemble had
already started in the third part of the Carceri d’invenzione cycle, namely Carceri d’Invenzione II, for flute and small orchestra, where, consciously following the example of Schönberg’s Phantasy Op. 47, the mosaic- like solo part was written first, and the more ‘directional’ orchestral music was then grafted around it. And although (or perhaps because) Carceri II, for all its brilliance, is perhaps the least immediately convincing part of the Carceri cycle, it clearly set the composer thinking about all the possible relationships between a soloist and an ensemble. The result was a sequence of five works for solo instrument and ensemble – in chronological sequence, La Chute d’Icare (1988), Terrain (1992), Allgebrah (1996), Incipits (1996) and Les Froissements d’Ailes de Gabriel (2003) […].

Of all these pieces – none of which places anything less than cruel demands on the soloists – Terrain is the most wildly virtuosic. Here, Paganini has to rise from the grave, reincarnated (initially via Irvine Arditti) as a transcendental modernist. From the very first bar, the violin part is electrifying, both in its difficulty and its intensity. At the same time, it is set against an ensemble which, far from offering support, is its very antithesis. The latter consists of the eight instruments (flute, oboe, clarinet, bassoon, horn, trumpet, trombone and double bass) of Edgard Varèse’s Octandre, which Ferneyhough cites as ensuring that “composing became my definitive goal in life”.

The title Terrain has many references, all involving some geological aspect: the earthworks and writings of Robert Smithson, the eponymous poem by A. R. Ammons, which, for Ferneyhough, deals “with natural forces as a metaphor for the creative process”, but also the whole notion of shifting geological plates, and the enormous frictions between layers that these create. Hardly ever does the ensemble operate as a unified ‘tutti’: for most part it involves layers (strata) of two or three instruments that collide and then realign into different combinations.

At the simplest level, one hears Terrain as piece in two parts, each preceded by a violin cadenza. But in fact, the violin cadenza runs, almost without respite, from start to end of the piece. When the ensemble first enters, it juxtaposes solos, duos and trios, but gradually accumulates some larger groupings. After a second solo violin passages, the ensemble re-enters as, for the first time, a soft, almost amorphous tutti (this is the only passage where the violin is absent), and from this point on, the work is a sort of textural rondo, where each attempt to reassert a ‘tutti’ presence is eroded by fresh small-group alliances. At the very end, the violinist’s almost Webernesque downward, whispering figures seem like a gently ironic commentary on the turmoil that has preceded them.”

~Richard Toop (translation: Julia Ladera)
Source: CD booklet
#ARAmmons #BrianFerneyhough #contemporaryMusic #ELISIONEnsemble #FranckOllu #geologicalPlates #GraemeJennings #IrvineArditti #JuliaLadera #RichardToop #RobertSmithson #Terrain #violin

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Filastrocca di Ferragosto


L’attenzione per i più piccoli, il diritto alla risata e al gioco, il valore della fantasia, sono tra i temi ricorrenti degli scritti di Gianni Rodari che, nelle sue filastrocche, tocca argomenti di grande spessore, con semplicità, leggerezza ed ironia.

Nella filastrocca dedicata al Ferragosto rivendica per ogni bambino il diritto alla bellezza e al divertimento, a conoscere altri luoghi, […]

Leggi il resto: argocatania.it/2026/08/14/fila…

#Ferragosto #GianniRodari #minori #povertàEducativa

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les métamorphoses du paysage. l’ère industrielle / eric rohmer. 1964


youtu.be/Y5SownGkJWs?is=Kmz5Uv…

Documentaire réalisé sur commande de la RTS en 1964.
Source : Guillaume Bergonzi, Vimeo
#documentaire #EricRohmer

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“di là dal fiume”, nona edizione: festival a roma, dal 23 agosto al 14 settembre, a cura di teatroinscatola ets


festival 'di là dal fiume', nona edizione, 23 ago - 14 set 2026 _ a cura di teatroinscatolaChi fa un viaggio rischia di arrivare,
è accaduto a Ulisse,
accade anche a Pinocchio.

Dopo fatiche e metamorfosi, egli è ammesso
alla definitiva iniziazione alla condizione umana.

Giorgio Manganelli

DI LÀ DAL FIUME – nona edizione

festival a cura di Teatroinscatola ETS

dal 23 agosto al 14 settembre ingresso gratuito

Dal 23 agosto al 14 settembre 2026 si svolge la nona edizione di DI LÀ DAL FIUME, con la direzione artistica di Lorenzo Ciccarelli, festival prodotto dall’associazione culturale Teatroinscatola ETS (associazione che non si avvale di nessun tipo di sovvenzione pubblica o privata).

Partendo dal bicentenario della nascita di Carlo Lorenzini (1826-2026) noto nel mondo come Carlo Collodi, Teatroinscatola mette al centro della nona edizione del festival DI LÀ DAL FIUME il rapporto tra Arte e Infanzia: undici eventi animeranno sei spazi con letture, proiezioni, concerti, installazioni, mostre e visite guidate.

Il legame tra Roma e i bambini affonda le sue radici nella leggenda fondativa della città: “le acque lasciarono in secco il cestello in cui i bambini erano stati deposti, e una lupa accorse ai loro vagiti…” (Tito Livio) e oggi Roma offre un’ampia selezione di spazi educativi, musei interattivi e parchi tematici progettati specificamente a misura di bambino.

Caratteristica del Festival è quella di coinvolgere contemporaneamente più luoghi, anche insoliti da scoprire o riscoprire. Questi gli spazi coinvolti nella nona edizione di DI LÀ DAL FIUME: il CAE presso l’ex Mattatoio di Testaccio, il Teatro La Comunità a Trastevere, la Sala Cinema del VI Municipio a Tor Bella Monaca, La Casa dei Bimbi (Biblioteca Comunale) situata al centro di un parco nel quartiere di Cinecittà Est, il cinquecentesco Palazzo Rospigliosi di Zagarolo, la Riserva Naturale della Marcigliana.

qui il pdf completo del programma con tutte le informazioni:
slowforward.wordpress.com/wp-c…

Il festival si apre con la sezione cinema, presso il CAE, ex Mattatoio di Roma, grazie all’ospitalità di Testaccio Estate e della Città dell’Altra Economia. Il 23 agosto è in programma il film “I 400 colpi”, regia di François Truffaut (1959). Protagonista un ragazzino di dodici anni, i genitori non ne capiscono il bisogno affettivo e le inquietudini proprie della vicina adolescenza. Il 24 agosto “Il monello”, regia Charlie Chaplin (1921) un capolavoro del cinema muto del 1921, scritto, diretto e interpretato da Charlie Chaplin. È il suo primo lungometraggio e unisce comicità e dramma in modo unico.

Il 25 e 26 agosto con il patrocinio dell’Istituto Giapponese di Cultura verranno presentati: “Buon giorno”, regia di Yasujirō Ozu, 1959, commedia giapponese incentrata su due fratelli in sciopero del silenzio per ottenere una televisione (25 agosto, ore 22.30) e Il mio vicino Totoro“, regia di Hayao Miyazaki (1988, prodotto dallo Studio Ghibli), che racconta la storia delle sorelline Satsuki e Mei, le quali si trasferiscono in campagna con il padre per essere vicine alla madre malata. Qui scoprono spiriti magici, tra cui il grande custode della foresta chiamato Totoro (26 agosto, ore 21.00)

Il 26 agosto alle 19.00 sempre presso il CAE è previsto un laboratorio per bambini a cura di Per fare un gioco, associazione culturale romana guidata dall’artista scenografo Roberto Capone, che qui fa interagire le bambine e i bambini e colorare installazioni di animali di grandi dimensioni.

Il festival prosegue con un omaggio ai maestri del cinema di animazione Emanuele Luzzati e Giulio Gianini, candidati per ben due volte all’oscar. La prima occasione sarà presso la sala cinema del municipio VI (Tor Bella Monaca) dal 24 al 28 agosto, la seconda presso la Casa dei Bimbi dal 4 al 14 settembre.

Il Museo del Giocattolo di Zagarolo accoglierà il festival con una visita guidata il 30 agosto, all’interno del cinquecentesco Palazzo Rospigliosi; è il più grande museo del giocattolo in Italia e uno dei maggiori in Europa.

Il 3 settembre, giornata dedicata a Carlo Collodi presso uno storico teatro off romano, La Comunità, fondato nel 1972 da Giancarlo Sepe: “Pinocchio dal cinema muto a Carmelo Bene”. Il compositore Gabriel Maldonado è l’autore della musica dal vivo che accompagnerà il film del 1911 “Pinocchio”, regia di Giulio Antamoro, primo adattamento delle Avventure di Pinocchio. Qui il personaggio principale è interpretato da Ferdinand Guillaume, noto con il nome di Polidor.

Al termine della proiezione è previsto l’incontro con Luisa Viglietti, costumista per lo spettacolo “Pinocchio ovvero Lo spettacolo della provvidenza”, di Carmelo Bene, 1999. Luisa Viglietti ha collaborato per otto anni con Bene, e nel suo libro Cominciò che era finita” (Edizioni Dell’Asino, casa editrice fondata da Goffredo Fofi) descrive gli anni trascorsi assieme a Carmelo Bene. Chiude la serata Giorgia Gabriele presidente della Associazione il Borgo di Pinocchio con sede a Farnese (luogo che ospitò le riprese di alcune scene dello sceneggiato televisivo del 1972 diretto da Luigi Comencini)

L’11 settembre è previsto un incontro da non perdere presso il CAE (ex Mattatoio) con Raffaella Milano, Direttrice dei programmi Italia-Europa di Save the Children. È autrice del libro “I figli dei nemici. Eglantyne Jebb. Storia della rivoluzionaria che fondò Save the Children” (Rizzoli). La sede di Save the Children Italia a Roma è presso Palazzo Cesarini Borgia, situato in Piazza San Francesco di Paola nel rione Monti, edificato nel XV secolo. Dal 1939 al 2010 il complesso è stato la storica sede dell’Istituto Centrale del Restauro (ICR), fondato da Cesare Brandi e Giulio Carlo Argan.

“Non posso avere nemici con meno di sette anni”: così George Bernard Shaw sintetizza il suo sostegno ad Eglantyne Jebb, alla quale dobbiamo la stesura della prima Dichiarazione dei diritti del fanciullo. L’incontro, che prevede letture di brani del libro, a cura dell’attrice Paola Rinaldi, si avvarrà inoltre della proiezione di fotografie di Pino Bertelli “L’infanzia insanguinata”. Pino Bertelli è fotografo, cineasta e scrittore, i suoi lavori affrontano le tematiche della diversità, dell’emarginazione, dell’accoglienza, della migrazione e della libertà.

Sempre presso il CAE (ex Mattatoio), l’11 settembre alle 18.45 lo storico dell’arte Giuseppe Garrera, ci parlerà della sua ultima mostra presso il museo di arte contemporanea di Ginevra “Enfantillages et bizarreries: vertige d’une collection” 180 oggetti minuscoli in mostra, firmati da artisti come Andy Warhol, Keith Haring, Bruno Munari e molti altri.

Come nasce questa mostra? Spiega il collezionista: “Riguarda una particolarità della mia collezione: la mia ossessione infantile, legata al recuperare manufatti d’artista minuti, giocattolini, aggeggi che appartengono al mondo dell’infanzia. E pian piano ho raccolto un bottino di cose assurde, che può essere contenuto in una scatola – un po’ come la famosa Scatola in una valigia (Boîte-en-valise) di Duchamp”.

Chiude il festival il 13 settembre una visita sulle tracce dell’ex Orfanotrofio della Riserva Naturale della Marcigliana (costruito nel 1933 all’interno della Colonia Agricola Romana della Bufalotta) grazie alla disponibilità di Ente Natura, e che vede la partecipazione dell’architetto Katia Longo. L’ex Orfanotrofio è stato anche location cinematografica (I nuovi mostri, 1977, regia di Dino Risi, Mario Monicelli e Ettore Scola).

Di là dal fiume è realizzato con il patrocinio della Presidenza del Municipio Roma I Centro, della Presidenza del VI Municipio, dell’Istituto Giapponese di Cultura e della Fondazione Nazionale Carlo Collodi, in collaborazione con CAE e Testaccio Estate,


INFORMAZIONI : (+39) 347.6808868 – TEATROINSCATOLA ROMA


ufficio stampa: Carla Romana Antolini
crantolini@gmail.com
393 9929813


Programma


CINEMA

23/08 ore 21.00

I 400 colpi

regia di François Truffaut (1959)

CAE- Città dell’Altra Economia – Largo Dino Frisullo snc

*

CINEMA

24/08 ore 21.00

Il monello

regia Charlie Chaplin (1921)

CAE- Città dell’Altra Economia – Largo Dino Frisullo snc

*

CINEMA

dal 24 al 28/08 sala cinema Municipio VI, via Fernando Conti, ore 17.00- 20.00

dal 4 al 14/09 Casa dei Bimbi, via Libero Leonardi 153, orario biblioteca

Omaggio a Emanuele Luzzati e Giulio Gianini

*

CINEMA

25/08 ore 22.30

Buon giorno

regia di Yasujirō Ozu (1959)

CAE- Città dell’Altra Economia – Largo Dino Frisullo snc

*

LABORATORI

26/08 ore 19.00

Cartoni Animali

laboratorio pittorico per bambini a cura di Perfareungioco

CAE- Città dell’Altra Economia – Largo Dino Frisullo snc

*

CINEMA

26/08 ore 21.00

Il mio vicino Totoro

regia di Hayao Miyazaki (1988)

CAE- Città dell’Altra Economia – Largo Dino Frisullo snc

*

ARTE

30/08 ore 10.30

Museo del Giocattolo

visita guidata al museo con prenotazione obbligatoria

Palazzo Rospigliosi, piazza dell’indipendenza 6, Zagarolo

*

CINEMA

3/09 ore 20.30

Pinocchio: dal cinema muto a Carmelo Bene

musica dal vivo di Gabriel Maldonado

A seguire incontro con Luisa Viglietti e Giorgia Gabriele

Teatro La Comunità, Via Zanazzo Giggi, 1

*

LIBRI

11/09 ore 18.00

I figli dei nemici

incontro con Raffaela Milano (Save the Children Italia)

fotografie di Pino Bertelli (Ritratti dall’infanzia insanguinata)

letture di Paola Rinaldi

CAE- Città dell’Altra Economia – Largo Dino Frisullo snc

*

ARTE

11/09 ore 18.45

Enfantillages et bizarreries: vertige d’une collection

incontro con Giuseppe Garrera

CAE- Città dell’Altra Economia – Largo Dino Frisullo snc

*

ARCHITETTURA

13/09 ore 11.00

Riserva Naturale della Marcigliana

visita guidata in collaborazione con Ente Natura,

incontro con l’arch. Katia Longo: ex Orfanotrofio della Marcigliana

prenotazione obbligatoria
#architettura #arte #bizarrie #CAE #CarloCollodi #CarloLorenzini #CarmeloBene #cb #cinema #CittàDellAltraEconomia #Collodi #concerti #DiLàDalFiume #festival #festivalDiLàDalFiume #FondazioneNazionaleCarloCollodi #giocattoli #giocattolo #GiuseppeGarrera #installazioni #IstitutoGiapponeseDiCultura #letteratura #letteraturaPerLInfanzia #letture #LuisaViglietti #mostre #MuseoDelGiocattolo #nonaEdizione #Pinocchio #PresidenzaDelMunicipioRomaICentro #PresidenzaDelVIMunicipio #proiezioni #SaveTheChildren #Teatroinscatola #TeatroinscatolaETS #TestaccioEstate #visiteGuidate

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mauro trotta recensisce “aggrappàti al cielo”, di sergio bianchi


grazie a Nazione indiana e Renata Morresi per l’ospitalità:
nazioneindiana.com/2026/08/13/…
#AggrappàtiAlCielo #autOp #Milieu #SergioBianchi #Settanta #SettantaMilieu

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Xiaomi Redmi 17 Series: maxi-batteria da 7.500 mAh e display da 6,9″, ecco le novità


Xiaomi Redmi 17 Series punta su autonomia e resistenza con una maxi-batteria da 7.500 mAh e un ampio display da 6,9″. Ecco tutte le novità
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Xiaomi ha presentato Redmi 17 Series. Si tratta dell’ultima generazione della sua linea di smartphone dall'ottimo rapporto qualità-prezzo, pensata per unire autonomia estrema e intrattenimento senza compromessi. Composta da Redmi 17 e Redmi 17 5G, la serie si distingue per una potente batteria da 7.500 mAh (typ), un ampio display immersivo da 6,9 pollici a elevato refresh rate e una doppia fotocamera da 50 MP potenziata dall’intelligenza artificiale.
La serie Redmi 17 è caratterizzata dall'ottimo rapporto qualità-prezzoLa serie Redmi 17 è caratterizzata dall'ottimo rapporto qualità-prezzo

Batteria più grande e ricarica più veloce


L’autonomia è il vero punto di forza di Redmi 17 Series, secondo il brand. Equipaggiati con un'enorme batteria da 7.500 mAh (typ), i dispositivi sono studiati per garantire produttività, intrattenimento e connessione prolungando notevolmente il tempo tra una ricarica e l’altra. Redmi 17 è dichiarato fino a 28 ore di riproduzione video, 91 ore di riproduzione musicale, 46 ore di chiamate o 12 ore di registrazione video, mentre il 17 5G supporta fino a 28 ore di riproduzione video locale a 1080p, 109 ore di riproduzione musicale con auricolari Bluetooth, 53 ore di chiamate o 10 ore di registrazione video a 1080p.

Display da 6.9” per un’esperienza visiva immersiva


Redmi 17 Series è dotata di un ampio display immersivo da 6,9 pollici che garantisce un'esperienza fortemente immersiva per lo streaming, il gaming e la navigazione. Grazie alla tecnologia AdaptiveSync a 120 Hz, il refresh rate si adatta dinamicamente tra 60 Hz, 90 Hz e 120 Hz per garantire interazioni fluide e ottimizzare al contempo l'efficienza energetica. A tutela degli occhi durante le sessioni più lunghe, intervengono il DC dimming e le tre certificazioni TÜV Rheinland per la riduzione dell’affaticamento visivo.

Sul fronte resistenza, il display è protetto dal vetro Corning Gorilla Glass 7i, che garantisce una maggiore resistenza ai graffi e una protezione migliorata in caso di caduta. La certificazione IP64 contro acqua e polvere, unita alla tecnologia Wet Touch, garantisce inoltre una perfetta reattività del touch screen anche in caso di schermo o mani bagnate.

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Un design nuovo e audace, dentro e fuori


Redmi 17 Series introduce un design completamente nuovo, ispirato alla natura, in una gamma di colori classici ed espressivi. La versione 17 è disponibile nei colori Black, Blue, Green e Purple, mentre il 17 5G è disponibile nei colori Black, Blue e Orange, con quest’ultimo caratterizzato da una finitura in pelle PU di alta qualità per una presa più morbida e confortevole.

Oltre alla palette colori rinnovata, i nuovi smartphone presentano un display piatto e una cornice opaca che, insieme al design Metal Deco e agli angoli a 'R' più pronunciati, creano un look ispirato ai modelli di punta, comodo da impugnare e piacevole alla vista. Il design frontale completa l'opera: il foro centrale e le cornici ultra-sottili conferiscono allo smartphone un aspetto decisamente pulito e premium. A completare il look, un sistema di illuminazione RGB dinamica che offre un’illuminazione personalizzata per segnalare chiamate in arrivo, notifiche, livello di ricarica o per integrarsi con l'esperienza di gaming e l'uso della fotocamera.
Le colorazioni della versione Redmi 17Le colorazioni della versione Redmi 17

Prestazioni fluide


La 17 Series di Redmi combina un hardware performante con l’integrazione di Xiaomi HyperOS 3. In particolare, il 17 è alimentato dal MediaTek Helio G91-Ultra, mentre il 17 5G è dotato della piattaforma mobile Snapdragon 4 Gen 5 con 5G. Entrambi i modelli supportano fino a 12 GB di RAM con Memory Extension e Xiaomi HyperOS 3, che migliora ulteriormente l’esperienza con animazioni più fluide, una reattività ottimizzata e interazioni quotidiane più naturali.

Lato imaging, il sistema a doppia fotocamera AI da 50 MP cattura immagini straordinariamente nitide e naturali, mentre la funzione di scatto a doppia visuale anteriore e posteriore semplifica la registrazione di momenti da più prospettive contemporaneamente. Per i momenti da vivere a tutto volume, i doppi altoparlanti stereo dotati di un aumento del volume fino al 300% offrono un audio più ampio¹⁰ e potente per video, musica, chiamate e molto altro ancora.

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Prezzi e disponibilità


  • Redmi 17 sarà disponibile in due varianti:
    • 4 GB + 128 GB a 249,90 euro, in offerta per la fase di lancio a 199,90 euro;
    • 4 GB + 256 GB a 279,90 euro in offerta per la fase di lancio a 249,90 euro,


  • Redmi 17 5G sarà disponibile in due varianti 4 GB + 128 GB e 4 GB + 256 GB, a partire da 269,90 euro. Possibili offerte di lancio verranno comunicate più sotto data.

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Gli italiani parlano sempre più con l'intelligenza artificiale, ma il rapporto con la tecnologia è ancora in evoluzione


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La tecnologia sta cambiando linguaggio; non è più solo qualcosa che si usa, ma qualcosa con cui si dialoga. È questo il tema al centro del nuovo Samsung Trend Radar, che analizza come gli italiani oggi si relazionano con dispositivi smart e soluzioni di intelligenza artificiale. Un’evoluzione che segna il passaggio da utilizzo a conversazione: i dispositivi diventano progressivamente interlocutori, entrando nei micro-momenti quotidiani e adattandosi alle esigenze delle persone.

Italiani sempre più in dialogo con la tecnologia


Quasi un italiano su due interagisce con i propri dispositivi in modo conversazionale, adottando un linguaggio sempre meno “tecnico” e sempre più vicino a quello naturale. Tuttavia, questa trasformazione non è ancora completa: per il 59% degli italiani il dialogo con la tecnologia non è ancora percepito come naturale, segno di una relazione ancora in evoluzione. In parallelo, emerge un comportamento ibrido: scrittura e voce convivono, delineando un’interazione fluida e contestuale in cui l’utente sceglie di volta in volta come interagire.

Quando la voce rende la tecnologia una presenza più immediata


La relazione con la tecnologia resta fortemente ancorata all’utilità: il 60% dei nostri connazionali utilizza assistenti e AI per ottenere informazioni pratiche, mentre il 56% li usa per chiarire o semplificare contenuti. Ma è nei momenti di pausa che la tecnologia diventa presenza: il 37% la utilizza per staccare qualche minuto, mentre il 35% la integra nei momenti di relax serale. In questi contesti, l’intrattenimento è centrale: musica e video guidano l’esperienza.

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Ed è proprio qui che gli assistenti vocali assumono un ruolo chiave: essi permettono un accesso immediato e naturale a ciò che cerchiamo, senza interrompere quello che si sta facendo. Pertanto, che si tratti di avviare una playlist, cercare un contenuto o controllare altri dispositivi, la voce abilita un’interazione leggera, perfettamente integrata nei micro-momenti quotidiani. Grazie all’integrazione tra smartphone Galaxy, Smart TV Samsung e dispositivi connessi tramite SmartThings, questa esperienza si estende in modo continuo tra ambienti diversi, trasformando l’assistente vocale in una presenza discreta ma costante lungo tutta la giornata.

Stiamo assistendo a un passaggio fondamentale: le persone non si limitano più a usare la tecnologia, ma iniziano a dialogare con essa. La sfida oggi è rendere questa interazione sempre più naturale, intuitiva e integrata nella quotidianità”, ha dichiarato Emanuele De Longhi di Samsung Italia.


Smart home: la voce come nuova interfaccia della casa


Nonostante la crescente diffusione dell’interazione conversazionale, l’adozione della smart home è ancora in fase iniziale: solo il 25% degli italiani possiede accessori smart. Le aspettative, però, sono già evolute: il 51% desidera tecnologie capaci di semplificare la gestione della casa, mentre il 55% le associa alla riduzione di stress e frizioni quotidiane. In questo contesto, la voce si afferma come interfaccia centrale: non più solo controllo, ma dialogo con l’ambiente domestico, nel quale soluzioni come SmartThings e Bespoke AI trasformano la casa in un ecosistema intelligente e reattivo, capace di rispondere ai comandi vocali e adattarsi alle abitudini quotidiane.

Verso una tecnologia sempre più conversazionale


Negli ultimi dodici mesi Samsung ha ampliato significativamente il proprio ecosistema AI e voice-first: funzioni come Traduzione live, Assistente note e Assistente alla scrittura, insieme a nuove capacità di gestione intelligente dell’audio, hanno trasformato lo smartphone in un hub di dialogo continuo tra utente e dispositivo. All’interno della casa invece, la dimensione conversazionale si amplifica grazie all’ecosistema SmartThings e alla gamma Bespoke AI, dove comandi vocali e automazioni intelligenti permettono di gestire le attività quotidiane in modo naturale e senza interruzioni. Anche l’intrattenimento evolve in chiave conversazionale: le Smart TV Neo Qled e Oled di ultima generazione integrano assistenti vocali avanzati e funzionalità AI che permettono di cercare contenuti, controllare dispositivi e personalizzare l’esperienza semplicemente attraverso la voce.

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cascando / agata zubel. 2010

Cascando – for voice, flute, clarinet, violin and cello by Agata Zubel
zubel.pl/

Performed by Agata Zubel and the Seattle Chamber Players
seattlechamberplayers.org/
#AgataZubel #Cascando #cello #clarinet #flute #pentagramma #score #SeattleChamberPlayers #violin #voice

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Con una pistola alla tempia. Storia vera di Aladin Hussain Al Baraduni

Indice dei contenuti
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Con una pistola alla tempia

Collana L’acchiappastorie

Francesco “Kento” Carlo

Narrativa

Terre di Mezzo

magio 2026

Copertina flessibile

144

Una dittatura soffocante. Una società divisa in caste. Con quadri e murales l’artista Aladin Hussain Al Baraduni denuncia le ingiustizie e i soprusi della propria terra, lo Yemen. Ma al regime la verità fa paura. Aladin viene minacciato, incarcerato e condannato a morte. Per salvarsi, l’unica strada è fuggire in Italia.
Il rapper Kento, che alla musica e alla scrittura affianca la sua attività di educatore, racconta la sua amicizia con questo artista che continua a battersi, ancora oggi, per ciò che è giusto. Costi quel che costi.
Con il patrocinio di Amnesty International e la prefazione di Patrick Zaki: “Kento ha realizzato un atto di memoria e un invito all’azione. Ci ricorda che l’arte, anche e soprattutto quando nasce nelle condizioni più difficili, ha il potere di illuminare verità che altrimenti potrebbero rimanere nascoste. E in questa illuminazione c’è speranza.” (dal sito dell’editore)

Terre di mezzo editore


Da diversi anni ormai, grazie a mio figlio Ernesto e ai consigli di una bravissima libraia, sono un lettore abituale di questa splendida casa editrice. Gli albi illustrati sono dei veri capolavori e talvolta mi chiedo se la loro lettura non sia più utile agli adulti di quanto lo sia ai bambini. I quali, in questo mondo dallo sguardo annebbiato e dal fiato corto, possono portarci ad alzare la testa fra le nuvole. Per tornare a respirare.

Su questo blog, la bravissima Cristina Desideri ha già recensito “Cosa fanno i sentimenti di notte?” e “Tempesta”. Personalmente ho apprezzato anche “Nessuno abbraccia un cactus”.

Francesco “Kento” Carlo e il valore dei diritti umani


Per i motivi di cui sopra ho accolto quindi con entusiasmo questa pubblicazione nata dalla penna di Kento di cui ho già recensito “Il nonno, il rapper e altri ribelli”. Kento è un rapper, scrittore e attivista che porta avanti idee potenti e obiettivi precisi. Mi accompagna con la sua musica da tanti anni e le nostre affinità elettive mi hanno permesso di incontrarlo personalmente, facendomi scoprire una persona sinceramente pronta a offrire il suo aiuto alla divulgazione dei messaggi e delle lotte che ci accomunano. (Poesia “Oltre lo Steccato”)

Di cosa parla “Con una pistola alla tempia”


Il libro, supportato da Amnesty International, si apre con un’ottima prefazione scritta da Patrick Zaki che ha avuto modo di sperimentare sulla propria pelle la privazione dei diritti umani nelle carceri egiziane.

Con una pistola alla tempia è la storia vera e raccontata in prima persona di Aladin Al Baraduni, pittore e street artist Yemenita costretto a fuggire dalla propria terra per aver denunciato con la sua arte il sistema delle caste e aver praticato quell’idea di giustizia che porta a difendere chi non ha voce. Aladin è il nipote di Abdullah Al Baraduni poeta e dissidente, apprezzato da intellettuali come Pasolini. Dallo zio (e anche dal padre) Aladin eredita quindi lo spirito ribelle e la capacità di rispondere all’ingiustizia con l’arte, seminando bellezza e spazi di controcultura come BAM (Biblioteca abusiva metropolitana) e Atelier Sana’a.

La forza di arte, poesia e rivoluzione nel libro


Con una pistola alla tempia è un libro che già dalle primissime righe rinfocola quel calore che brucia in petto, quell’odio mosso d’amore che segna la vita di chi ama la libertà senza compromessi. Citando Caparezza questo libro è un invito a “perlificare”, perché avvolgere le sofferenze in una perla salvifica è l’unico modo per ricostruire – decostruendo – in un tempo che sembra votato alla distruzione. Mi viene in mente Durruti quando affermava che chi porta un mondo nuovo nel proprio cuore non ha certo paura delle macerie che ci lascia quello vecchio.

I testi di Kento e l’arte di Aladin sono quella “perla salvifica”, sono quella ricostruzione che nasce dalle macerie. Arte, poesia e rivoluzione tracciano il cammino verso il futuro; perché la poesia è rivoluzione.

Conclusione: un messaggio necessario


La struttura del libro è perfetta. Un dialogo che – come dice Kento nell’ultimo capitolo – “è una lotta parallela, un camminare affiancati ma nella stessa direzione: quella di chi non accetta di lasciare indietro gli ultimi”. Personalmente ci vedo un invito ad affiancarsi a questa lotta. La dicotomia tra buio e luce con cui si chiude il libro è pura poesia generativa.

Perché una condanna a morte sulla testa di un* artist* – in qualsiasi parte del mondo – è una condanna a morte all’arte. È il buio che vuole fagocitare la luce.

Perché le lacrime e il sangue versati nei campi libici dobbiamo percepirli come se ci scorressero addosso. Dobbiamo fare luce contro chi vuole trascinare le coscienze nel buio.

Perché le manganellate su studenti e lavoratori, i malori attivi di chi vola dalle finestre o fa a botte con le scale in questura hanno in comune il buio. E al buio si risponde con la luce. Su una tela, su un foglio, nel sorriso di un bambino o nel raggio di sole che filtra al mattino.

Abbiamo tutti una pistola alla tempia in un certo senso. Ma abbiamo il potere di scegliere se essere il grilletto che ci trascina nel buio o l’interruttore che accende la luce.

#AladinAlBaraduni #AmnestyInternational #ArteEResistenza #ConUnaPistolaAllaTempia #Kento #PatrickZaki #TerreDiMezzoEditore


Tempesta: Non tutte le Tempeste sono distruttive

Indice dei contenuti

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Tempesta

Tempesta

Guojing

Albo illustrato

Terre di mezzo

2020

40

terre.it/prodotto/tempesta

L’autrice


Guojing è un’autrice e illustratrice cinese nota soprattutto per i suoi libri per bambini. Il suo libro d’esordio The Only Child, una graphic novel senza parole, è stato selezionato come uno dei migliori libri illustrati per bambini del 2015 dal New York Times e come uno dei 10 migliori libri illustrati del 2015 da Publishers Weekly (fonte Wikipedia).

Trama


Tempesta è un albo illustrato, per la precisone un silent book.
Le immagini “parlano” dell’amicizia che nasce per caso, tra un cane randagio e una ragazza.
Un parco è il luogo dove si svolgono gli incontri tra i due. Lei si siede sempre nella stessa panchina, lui fa capolino dall’immenso albero vicino alla panchina. Immagine dopo immagine il lettore vede nascere l’amore tra un cucciolo spaventato e titubante e una donna che si è innamorata di lui al primo sguardo.
Questo albo è un inno all’amicizia, alla fiducia, al legame forte e sincero che si crea tra un cane e l’essere umano.

Silent book


I silent book, sono testi senza parole. Poggiano tutta la loro trama sulla sequenza di illustrazioni. Sono testi non necessariamente destinati ai bambini, poiché eliminano tutte le barriere culturali e linguistiche e dunque alla portata di tutti. La realizzazione sicuramente non è semplice. È necessario costruire una storia attraverso le immagini, e in quelle illustrazioni, il lettore deve “leggere” l’inizio, lo svolgimento e la conclusione del racconto.

È un mezzo potente per l’interpretazione delle emozioni, accompagnare un bambino nella lettura di un silent book, può essere un viaggio fantastico. Far raccontare al bambino la storia che vede nelle immagini, lasciare che descriva i dettagli, soffermarsi sui particolari, può essere un’esperienza creativa che arricchisce il bagaglio culturale del bambino e dell’adulto.

“Tempesta” è un viaggio per esplorare la fiducia


Tempesta è un silent book su cui soffermarsi a lungo, le immagini meravigliose incantano il lettore, aprendo la porta a delle emozioni intense da vivere in maniera profonda e accurata, abbandonandosi a esse. Tempesta è un viaggio per esplorare la fiducia in se stesso e negli altri. La fiducia è un atteggiamento che dà la bellissima sensazione di sentirsi al sicuro. La fiducia è un atteggiamento determinante sulla quale si poggiano le relazioni sociali. Fiducia in se stessi è la certezza di saper gestire le situazioni che si affrontano e le difficoltà, le sfide che la vita ci mette di fronte.


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pink floyd, live at the santa monica civic auditorium (santa monica, california, friday october 23, 1970)

PINK FLOYD
Live at the Santa Monica Civic Auditorium
Santa Monica, California
Friday October 23, 1970
Atom Heart Mother North American Tour

Tracks:
01 – Astronomy Domine
02 – Green Is The Colour
03 – Careful With That Axe, Eugene
04 – Fat Old Sun
05 – Set The Controls For The Heart Of The Sun
06 – Cymbaline
07 – A Saucerful Of Secrets
08 – Atom Heart Mother
09 – Interstellar Overdrive

Members:
David Gilmour – Guitar, Vocals
Nick Mason – Drums
Roger Waters – Bass, Vocals
Richard Wright – Keyboards, Vocals
Brass and choir conducted by Peter Phillips
#AtomHeartMother #AtomHeartMotherNorthAmericanTour #DavidGilmour #experimentalMusic #NickMason #PeterPhillips #PinkFloyd #RichardWright #rock #RogerWaters #SantaMonicaCivicAuditorium

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contatti (comunicazione di servizio)


l’ultimo = il peggior modo per contattarmi è usare messenger, il penultimo è usare instagram.
poi, nell’ordine: sms, telefonate dirette, sistemi di messaggistica legati ai social (tipo bluesky ecc.)..
(da tenere presente inoltre che non sono più su X, threads, linkedin, tumblr, e a breve mollo pure youtube). (oggi ho lasciato 54 gruppi facebook, sarebbe ora di mollare anche facebook in generale).

i preferiti anzi gli unici modi per scrivermi sono l’email e whatsapp (purtroppo, anche se preferirei signal o telegram). in alternativa all’email si può usare questo form: slowforward.net/contact/

*

don’t ask me for $$$, I’m broke
#contatti #email #mail #MarcoGiovenale #MG #Signal #Telegram #whatsapp

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presentazione de “l’eco del boato”, di mirco dondi (2015)


youtu.be/ZD3oZhUWO8g?feature=s…

Presentazione del libro L’eco del boato. Storia della strategia della tensione 1965-1974, di Mirco Dondi (Laterza, 2015), Giovedì 10 dicembre 2015 @
Spazio Pianoterra, Milano.

La strage di Piazza Fontana, del 12 dicembre 1969, apre la stagione delle ‘stragi nere’ in Italia, una serie di episodi stragistici ed eversivi, compiuti per mano di gruppi di estrema destra e neofascisti, manovrati, infiltrati e partecipati da pezzi di apparati dello stato. Alcuni giorni dopo la bomba di Milano, il settimanale britannico “The Observer” parlerà di ‘strategia della tensione’, riferendosi non solo alle bombe, ma al più generale clima sociale e politico che si svilupperà in Italia negli anni successivi.

Mirco Dondi, grazie allo studio ed alla raccolta di una grandissima mole di documenti, emersi negli anni dalle diverse inchieste e commissioni d’inchiesta che si sono succedute e raccogliendo la letteratura prodotta in questi anni, propone uno dei primi tentativi di sintesi storiografica su quei decenni, inserendo gli avvenimenti nel più ampio quadro concettuale della Guerra Fredda (la guerra psicologica, la guerra non ortodossa, l’utilizzo dei media, la strumentalizzazione dell’opinione pubblica e l’esperienza della contro informazione ecc), mettendo a disposizione di lettori, studiosi e giovani, uno strumento che, finalmente, permette di fissare alcune verità storiche inoppugnabili, nonostante le mancate condanne processuali.
#avanguardiaNazionale #bombe #Cia #laStrageDiPiazzaFontana #Laterza #LEcoDelBoatoStoriaDellaStrategiaDellaTensione19651974 #LicioGelli #MircoDondi #ordineNuovo #P2 #SpazioPianoterra #strageDiPiazzaFontana #stragiNere #stragismo

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IA e lavoro, le 5 competenze che le aziende cercheranno sempre di più


L’intelligenza artificiale sta trasformando il mondo del lavoro: ecco le cinque competenze che le aziende potrebbero premiare sempre di più
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L'intelligenza artificiale sta cambiando rapidamente il mondo del lavoro e, insieme agli strumenti utilizzati ogni giorno, sta trasformando anche le competenze considerate più importanti dalle aziende. Saper utilizzare un chatbot o generare contenuti con l'IA può essere un punto di partenza, ma non è più sufficiente: il vero valore sta nella capacità di comprendere queste tecnologie, verificarne i risultati e integrarle efficacemente nei propri processi di lavoro. Nei prossimi anni, quindi, saranno sempre più richiesti professionisti capaci di unire competenze digitali, pensiero critico e capacità tipicamente umane. Ecco le cinque competenze legate all'IA che potrebbero fare la differenza nel mondo del lavoro.

La riflessione di Antti Valtonen di Jabra, uno dei principali sviluppatori al mondo di soluzioni audio e di comunicazione:

“Contrariamente alle visioni distopiche spesso illustrate, il futuro del lavoro non sarà definito dalla sostituzione delle persone con le macchine, ma da come impareremo a lavorare a fianco dei sistemi intelligenti”


Secondo il suo parere, la chiave risiede in uno stile di leadership più incentrato sull'essere umano e nella progettazione di spazi che uniscano autenticamente le persone.

"Il lavoro sta diventando più digitale e più distribuito, ma soprattutto più umano. Nei prossimi cinque anni, le imprese che avranno successo saranno quelle in grado di trasformare la connessione umana nella loro risorsa più grande", prevede Valtonen.



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Mentre l'automazione gestisce la routine, l'uomo prende la guida


L'intelligenza artificiale sta progressivamente superando il ruolo di semplice strumento a supporto dei lavoratori, diventando un vero e proprio partner nei processi professionali. I sistemi intelligenti sono già in grado di occuparsi di attività cognitive di routine, elaborare informazioni, generare intuizioni e intervenire in alcuni momenti del lavoro quotidiano, comprese le riunioni. In questo scenario, il valore del professionista non dipenderà soltanto dalla capacità di utilizzare l'IA, ma soprattutto da quella di guidarla e interpretarne correttamente i risultati.

" I professionisti più preziosi saranno quelli che sapranno come guidare l'IA e interpretare i suoi risultati. La capacità di combinare la velocità e la scalabilità delle macchine con la creatività, l'empatia e il giudizio umano è la ricetta per il futuro successo che i datori di lavoro apprezzeranno", prosegue Valtonen.


Un hub per la connessione umana


L'ingresso dell'intelligenza artificiale nei processi di lavoro potrebbe cambiare anche il significato degli spazi professionali. Se le attività più ripetitive e automatizzabili saranno sempre più affidate ai sistemi intelligenti, l'ufficio potrebbe assumere un ruolo diverso rispetto al passato, diventando un luogo dedicato soprattutto alla collaborazione, alla creatività, al confronto e alla costruzione di relazioni. Secondo Valtonen, il tradizionale luogo di lavoro si sta infatti trasformando in un vero e proprio centro di networking e connessione tra le persone.

"Il modo in cui comunichiamo con la tecnologia — cosa diciamo e come lo diciamo — funge da ponte tra gli esseri umani e le macchine. Le persone non verranno più in ufficio perché ‘devono’, bensì con l’obiettivo di sperimentare un senso di appartenenza e condividere idee. L'ufficio del prossimo futuro non sarà definito dalle sue dimensioni, ma da come si sentono i dipendenti quando varcano le sue porte".



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Una nuova generazione di leader definirà le condizioni per il successo


L'evoluzione del lavoro coinvolgerà anche il modo di guidare le organizzazioni. Secondo Valtonen, l'affermazione dell'intelligenza artificiale e dei nuovi modelli di lavoro sta accompagnando una trasformazione della leadership, con una crescente attenzione verso inclusione, empatia e fiducia. In questo scenario emerge una nuova generazione di leader, nella quale aumenta anche la presenza femminile, chiamata a ridefinire i criteri con cui valutare il successo professionale.

"Non si tratta solo di rappresentanza, ma di ridefinire la leadership. Il successo non si misura più in base alle gerarchie o alle ore lavorative, ma dalla capacità di guidare attraverso la fiducia. I modelli ibridi flessibili consentono uno stile di leadership che riflette la vita reale, bilanciando lavoro, famiglia e priorità personali senza compromessi".


Cinque competenze dell'IA che i datori di lavoro apprezzeranno nel mercato del lavoro del futuro


Secondo la valutazione degli esperti, nel mercato del lavoro del futuro non sarà sufficiente saper utilizzare gli strumenti basati sull'intelligenza artificiale. Sarà sempre più importante saper comunicare efficacemente con le applicazioni di IA per ottenere i risultati desiderati, ma anche analizzare criticamente i dati e gli output prodotti dai sistemi, riconoscendo eventuali errori e prendendo decisioni nel rispetto di criteri etici. A fare la differenza sarà inoltre la capacità di sviluppare nuove idee e combinare concetti in modi che gli algoritmi non sono in grado di elaborare autonomamente. Allo stesso tempo, le competenze relazionali continueranno ad avere un ruolo centrale: costruire fiducia e spirito di squadra, sia attraverso interazioni mediate dalla tecnologia sia di persona, diventerà fondamentale. Infine, i professionisti dovranno essere sempre più autonomi nella gestione del proprio lavoro e capaci di collaborare in modo efficace all'interno di ambienti delocalizzati e fortemente supportati dalla tecnologia.


Samsung Galaxy Watch Ultra2 e Galaxy Watch9 ufficiali: gli smartwatch AI che migliorano salute, sonno e allenamento


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Samsung ha annunciato i nuovi Galaxy Watch Ultra2 e Galaxy Watch9. Per favorirne l'utilizzo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, Samsung ha introdotto innovazioni all’avanguardia progettate per massimizzare il comfort e migliorare le prestazioni, grazie alla batteria più capiente e al display più luminoso mai realizzati su Galaxy Watch, oltre alla piattaforma Snapdragon Wear Elite. Questa nuova gamma premium si propone come punto di accesso ideale all’intelligenza artificiale applicata alla salute, trasformando complessi dati biometrici in indicazioni personalizzate e concrete a supporto del benessere degli utenti in ogni sua dimensione.

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Samsung rinnova la sua famiglia di smartphone pieghevoli con Galaxy Z Fold8 Ultra, Galaxy Z Fold8 e Galaxy Z Flip8. Ecco tutte le novità su design, Galaxy AI, prestazioni e funzionalità pensate per adattarsi a ogni stile di vita
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Galaxy Watch Ultra2


Galaxy Watch Ultra2 è il Samsung Galaxy Watch più potente e avanzato mai realizzato. È progettato per affrontare le avventure outdoor più estreme e soddisfare le esigenze di chi ricerca prestazioni elevate, offrendo un'autonomia prolungata, una resistenza affidabile, un monitoraggio preciso delle attività e un controllo continuo dello stato di salute, anche nelle condizioni più impegnative. La funzione Trail running monitora nel dettaglio dislivello, l'avanzamento della salita e l'impatto del terreno, consentendo di gestire meglio il ritmo e ridurre il rischio di infortuni. Inoltre, Avviso alimentazione, una nuova funzionalità che si aggiunge all'attuale funzione Sudorazione, fornisce indicazioni in tempo reale sull'idratazione. Stimando la perdita di liquidi in relazione al peso corporeo, offre suggerimenti su quando e quanto idratarsi, aiutando gli utenti a raggiungere i propri obiettivi di corsa.
Galaxy Watch Ultra2 mostra dati dettagliati sul trail running sul suo display nitido da 5.000 nitGalaxy Watch Ultra2 mostra dati dettagliati sul trail running sul suo display nitido da 5.000 nit
Galaxy Watch Ultra2 supporta anche le attività di immersione professionale. Grazie alla certificazione IP69K, alla resistenza fino a 10 ATM e alla certificazione EN13319, non è solo resistente a polvere e acqua, ma è progettato anche per le immersioni, con funzionalità avanzate tra cui il monitoraggio della velocità di risalita e discesa e informazioni sui limiti di sicurezza dell'immersione, utilizzando l’app esclusiva Diving per Ultra2, il cui rilascio è previsto entro la fine dell’anno.
Non appena l’utente entra in acqua, Galaxy Watch Ultra2 monitora automaticamente in tempo reale dati relativi all’immersione, come profondità, durata e temperatura dell’acquaNon appena l’utente entra in acqua, Galaxy Watch Ultra2 monitora automaticamente in tempo reale dati relativi all’immersione, come profondità, durata e temperatura dell’acqua
Per alimentare queste funzionalità, Watch Ultra2 integra una potente batteria da 800 mAh e la piattaforma Snapdragon Wear Elite. Il display, ancora più ampio, è il primo al mondo nel settore degli smartwatch a raggiungere una luminosità di 5.000 nit (dati Samsung), garantendo una visibilità perfetta anche sotto la luce diretta del sole. Galaxy Watch Ultra2 mantiene la cassa in titanio resistente agli urti assicurando robustezza e durata e, nonostante la batteria più capiente, presenta un design sottile che si adatta con naturalezza tanto alle attività outdoor e sportive quanto all'utilizzo quotidiano.

Galaxy Watch9


Galaxy Watch9 è il compagno ideale per il benessere quotidiano, in grado di rasformare i dati biometrici personali in informazioni utili e indicazioni concrete per gestire con semplicità la routine quotidiana. Per valorizzare il suo ruolo di compagno per la salute, lo smartwatch combina un hardware ad alte prestazioni con un design confortevole: dotato di una cassa in alluminio leggera e resistente, mantiene l’iconica silhouette cushion di Galaxy Watch abbinata a un’ampia gamma di cinturini intercambiabili con finitura soft-touch.
Galaxy Watch9 è disponibile con cinturini in materiali e colori diversi, incluse opzioni in morbido silicone e tessuto leggeroGalaxy Watch9 è disponibile con cinturini in materiali e colori diversi, incluse opzioni in morbido silicone e tessuto leggero
La piattaforma Snapdragon Wear Elite offre al Watch9 un significativo incremento in termini di velocità ed efficienza, assicurando un monitoraggio dello stato di salute fluido e senza interruzioni. La batteria ad alta efficienza da 390 mAh garantisce un monitoraggio affidabile durante l’intero arco della giornata e della notte. Inoltre, il display con luminosità fino a 3.000 nit assicura una leggibilità ottimale e una visibilità nitida in qualsiasi condizione di illuminazione.

L'intelligenza artificiale al servizio della salute


Al centro dell'esperienza offerta da Samsung Galaxy Watch Ultra2 e Galaxy Watch9 ci sono le nuove funzionalità per la salute basate su Galaxy AI. Grazie al sensore BioActive, gli smartwatch monitorano costantemente parametri biometrici e abitudini quotidiane, trasformando i dati raccolti in informazioni chiare e suggerimenti personalizzati per aiutare gli utenti a comprendere meglio il proprio stato di salute e migliorare il benessere nel tempo.
Galaxy Watch9 e Galaxy Watch Ultra2 integrano la piattaforma Snapdragon Wear EliteGalaxy Watch9 e Galaxy Watch Ultra2 integrano la piattaforma Snapdragon Wear Elite
Le nuove funzioni, disponibili su entrambi i modelli, rafforzano l'approccio di Samsung alla prevenzione, unendo i dati rilevati durante la vita quotidiana con anni di ricerca clinica condotta insieme a università e istituzioni mediche internazionali. Galaxy Watch Ultra2 e Galaxy Watch9 offrono così strumenti sempre più evoluti per monitorare sonno, salute cardiovascolare, recupero e attività fisica. Tra le novità spiccano il rilevamento dell'apnea notturna supportato dall'intelligenza artificiale e autorizzato dalla FDA, il monitoraggio dei parametri vitali durante il sonno con notifiche in caso di anomalie, il punteggio dedicato al benessere cardiaco, l'analisi del carico cardiaco giornaliero per ottimizzare allenamento e recupero, l'indice di fitness con obiettivi personalizzati e una nuova funzione dedicata alla salute dell'udito, che avvisa l'utente quando viene esposto a livelli di rumore potenzialmente dannosi.

Caldo estivo e smartphone: i consigli di Swappie per proteggere la batteria
Le temperature elevate possono mettere a dura prova lo smartphone, causando surriscaldamento, cali di prestazioni e un deterioramento più rapido della batteria
Techpertutti.comGuglielmo Sbano

Una collezione di cinturini pensata per ogni stile di vita


Uno smartwatch dovrebbe adattarsi allo stile di vita di chi lo indossa. Per questo, sia Galaxy Watch Ultra2 sia Galaxy Watch9 sono disponibili con un'ampia gamma di cinturini progettati per soddisfare esigenze e preferenze diverse. Che si tratti di affrontare percorsi outdoor impegnativi, praticare immersioni o partecipare a un incontro di lavoro, è possibile scegliere il cinturino migliore rispetto al contesto di utilizzo, coniugando funzionalità, comfort e stile.

Prezzi e disponibilità


Galaxy Watch Ultra2 è disponibile nel formato da 47 mm, mentre Galaxy Watch9 sarà disponibile in due dimensioni: 40 mm e 44 mm. Il primo è offerto in Titanium Silver e Titanium Gray. Watch9 da 40 mm invece, nelle colorazioni Cream e Graphite, mentre Watch9 da 44 mm nei colori Graphite e Silver. Ilprezzo del Galaxy Watch Ultra2 749 euro. Per il Galaxy Watch9 i prezzi oscillanio da un minimo di 409 ad un massimo di 489 euro. La disponibilità parte dal 7 agosto.

Consigliato da Techpertutti

Samsung Galaxy Watch Ultra2


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mg, “cibarsi”, audio su ‘radiofonè’, 30 mar. 2026


grazie a Gianluca Garrapa per l’ospitalità sul suo spazio ‘radiofonè’: youtube.com/shorts/OgffpMxiwL0


20260327_223213 = abstract = no description available
#audio #cibarsi #cutUp #esecuzioneVocale #gianlucaGarrapa #MarcoGiovenale #MG #radiofonè #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #testiDiMgInRete #testiDiMgOnline

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john coltrane, live in france, july 27/28 1965: “the complete concerts” (2009) [full album]

Gambit Records ‎– 69317
discogs.com/release/6585152

1-1 Announcements 00:00
1-2 Naima 00:49
1-3 Ascension (Quartet Version, aka Blue Valse) 07:53
1-4 My Favorite Things 22:46
1-5 Impressions 40:45
2-1 Ascension (Quartet Version, aka Blue Valse) 1:01:57
2-2 Afro Blue 1:24:18
2-3 Impressions 1:35:12

Bass – Jimmy Garrison
Drums – Elvin Jones
Liner Notes – Lawrence Steel
Photography By – Ricardo Schwamenthal
Piano – McCoy Tyner
Tenor Saxophone – John Coltrane

Tracks 1-1 to 1-5 recorded at Juan les Pins, Antibes, July 27, 1965.
Tracks 2-1 to 2-3 recorded at Salle Pleyel, Paris, July 28, 1965.
These concerts released partially in:
Immortal Concerts: Juan les Pins Jazz Festival, Antibes, July 26-27, 1965 (includes “A Love Supreme” version recorded in July 26 of 1965)
A Love Supreme [Live Antibes 1965] (includes “A Love Supreme” version recorded in July 26 of 1965)
#ElvinJones #GambitRecords #jazz #JimmyGarrison #JohnColtrane #LawrenceSteel #LiveInFrance #McCoyTyner #RicardoSchwamenthal #TheCompleteConcerts #Trane