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n8n nel caos: quattro vulnerabilità critiche in due settimane


Quattro vulnerabilità critiche scoperte in n8n in due settimane, due con punteggio CVSS 10. Una non richiede nemmeno autenticazione. Aggiornate subito.
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Chi usa n8n per automatizzare i propri flussi di lavoro dovrebbe fermarsi un attimo e controllare quale versione sta utilizzando. La piattaforma open source ha rivelato quattro vulnerabilità critiche nelle ultime due settimane, due delle quali con il punteggio massimo di 10 su 10 nella scala CVSS.

Una raffica di falle


La situazione è questa, come riporta The Hacker News:

La prima vulnerabilità (CVE-2025-68613, CVSS 9,9) è emersa a fine dicembre e permetteva l’esecuzione di codice da parte di utenti autenticati. Pochi giorni dopo è arrivata la seconda (CVE-2025-68668, CVSS 9,9), un bypass della sandbox Python che consentiva di eseguire comandi sul server.

Oggi sono state rese pubbliche altre due falle ancora più gravi. La CVE-2026-21877 (CVSS 10) riguarda il nodo Git e permette a un utente autenticato di eseguire codice malevolo. Ma la peggiore è la CVE-2026-21858, battezzata “Ni8mare” dai ricercatori di Cyera: anche questa con punteggio 10, ma a differenza delle altre non richiede autenticazione.

Ni8mare: la falla che fa più paura


Quest’ultima vulnerabilità sfrutta un problema nella gestione dei webhook e dei moduli. Un attaccante può manipolare le richieste per leggere file arbitrari dal server, estrarre credenziali dal database, falsificare cookie di sessione e ottenere accesso amministrativo. Da lì il passo verso l’esecuzione di comandi è breve.

Il rischio è enorme: n8n tipicamente contiene credenziali API, token OAuth, connessioni a database e servizi cloud. Un’istanza compromessa può diventare la chiave d’accesso a tutta l’infrastruttura aziendale.

Versioni corrette


Le correzioni sono distribuite su più versioni: la 1.121.3, la 2.0.0 e le più recenti 1.123.10, 2.1.5, 2.2.4 e 2.3.0. Chi gestisce istanze self-hosted dovrebbe aggiornare immediatamente e, nel frattempo, evitare di esporre n8n direttamente su internet.


FONTE thehackernews.com


FONTE thehackernews.com


FONTE thehackernews.com

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CES 2026: Roborock presenta il primo robot con architettura wheel-leg al mondo


Roborock sorprende al CES 2026 con il primo robot al mondo dotato di architettura wheel-leg, una soluzione innovativa che rivoluziona mobilità e pulizia domestica
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Roborock ha presentato ieri la sua nuova gamma per il primo semestre dell’anno, in occasione del Consumer Electronic Show 2026 (CES 2026) di Las Vegas. Con il motto "The Greatest Meeting the Greatest", la presentazione del brand ha svelato Saros Rover, il primo robot aspirapolvere al mondo con architettura wheel-leg alimentata da AI che combina ruote e gambe, capace di salire scale e pendenze con un'agilità simile a quella umana mentre effettua la pulizia. Altri annunci hanno riguardato: Roborock Saros 20, Roborock Saros 20 Sonic, Roborock F25 ACE Pro e Roborock Qrevo Curv 2 Flow.
Saros Rover vanta un'architettura wheel-leg alimentata da AI che combina ruote e gambe, capace di salire scale e pendenze con un'agilità simile a quella umanaSaros Rover vanta un'architettura wheel-leg alimentata da AI che combina ruote e gambe, capace di salire scale e pendenze con un'agilità simile a quella umana

Roborock Saros Rover – primo robot aspirapolvere al mondo con architettura wheel-leg


In anteprima mondiale, Roborock ha introdotto il Saros Rover, caratterizzato dalla prima architettura che combina due "ruote-gambe" in un robot aspirapolvere. Ogni “arto” offre capacità di estensione, sollevamento ed elevazione, imitando la mobilità umana. Questo permette al robot di alzare e abbassare ogni “ruota-gamba” in modo indipendente, eseguire piccoli salti, agili rotazioni, arresti improvvisi e cambi di direzione, mantenendo il corpo livellato anche su terreni irregolari.
Roborock Saros Rover – primo robot aspirapolvere al mondo con architettura wheel-legRoborock Saros Rover – primo robot aspirapolvere al mondo con architettura wheel-leg
A livello di software, Saros Rover sfrutta la potenza di algoritmi di Intelligenza Artificiale, sensori di movimento complessi e informazioni spaziali 3D per comprendere l'ambiente e far reagire le sue gambe con precisione. Il robot eccelle nelle case su più piani, essendo in grado di pulire ogni singolo gradino di una scala mentre sale al piano superiore, riducendo drasticamente le zone inaccessibili. Inoltre, Saros Rover è capace di superare diversi tipi di superfici irregolari, con le scale che ne sono l'esempio più evidente tra le quali: scale tradizionali e quelle a chiocciola o anche scale con moquette e bordo arrotondato. Il dispositivo percorre le scale e al contempo ne pulisce i gradini. Altri tipi di superfici raggiungibili sono le pendenze del terreno o i dislivelli nei passaggi di stanze su più livelli che richiedono elevazione e potenza. Saros Rover è un prodotto in fase di sviluppo e la data di lancio sarà comunicata prossimamente.

Kippy: i gatti europei hanno percorso 3,7 miliardi di km
Dal 2016 a oggi i gatti europei monitorati con Kippy hanno percorso 3,7 miliardi di chilometri, pari a 93 volte il giro della Terra
TechpertuttiGuglielmo Sbano

La gamma di robot aspirapolvere Roborock di inizio 2026: Roborock Saros 20, Roborock Saros 20 Sonic e Roborock Qrevo Curv 2 Flow


Durante il keynote, Clarbi Lu, responsabile marketing di Roborock, ha presentato la nuova gamma di prodotti per lo smart cleaning che saranno disponibili nella prima metà dell’anno. A guidare la gamma ci sono: Roborock Saros 20 e Roborock Saros 20 Sonic, le due novità della serie di punta Saros che ha debuttato nel 2025.
Roborock Saros 20Roborock Saros 20
In particolare, il Saros 20 ha potenziato le funzionalità di intelligenza artificiale del suo StarSight Autonomous System 2.0 rispetto alle generazioni precedenti, supportando il riconoscimento di un massimo di 201 oggetti. Esso include, inoltre, un telaio AdaptiLift Chassis 3.0 aggiornato: una struttura di arrampicata composta da una ruota principale, una ruota ausiliaria e un braccio di sollevamento che si dispiega quando rileva delle soglie. Questo permette al robot di sollevarsi più in alto rispetto a prima per superare soglie singole fino a 4,5 cm di altezza o soglie a doppio strato di 8,5 cm (4,5 + 4 cm).
Roborock Saros 20 SonicRoborock Saros 20 Sonic
Dall'altro lato, il Roborock Saros 20 Sonic integra un sistema di navigazione RetractSense che abilita un corpo ultra-sottile da 7,98 cm e un nuovo sistema di lavaggio VibraRise 5.0. Quest'ultimo è dotato di un mocio sonico estensibile che strofina 4.000 volte al minuto, raggiungendo ogni angolo. Sia il Saros 20 sia il Saros 20 Sonic sono alimentati da un motore HyperForce da 35.000 Pa e sono supportati dalla nuovissima base RockDock con lavaggio ad acqua calda a 100°C.

Viaggi 2026: città secondarie e mete europee in crescita
Le città secondarie europee guadagnano popolarità nel 2026, mentre le capitali fanno un passo indietro nelle scelte di viaggio
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Tuttavia, la serie ammiraglia Roborock Saros non è l'unica a presentare nuovi prodotti. La popolarissima serie Roborock Qrevo lancia un nuovo modello, il Roborock Qrevo Curv 2 Flow, il primo robot aspirapolvere del marchio dotato di rullo. Grazie alla tecnologia di autopulizia in tempo reale SpiraFlow, a una forte pressione di lavaggio verso il basso di 15N e alle funzionalità Edge-Adaptive che consentono al rullo di estendersi per pulire lungo i bordi, Qrevo Curv 2 Flow offre potenza, precisione e protezione dei tappeti in ogni scenario di pulizia.


A spasso con Kippy: dal 2016 a oggi i gatti europei hanno percorso 3,7 miliardi di km


Quanto si muove davvero un gatto? E soprattutto, cosa fa quando non lo vediamo? Queste domande non sono solo curiosità, ma parte di una crescente attenzione verso il benessere e la sicurezza dei nostri compagni a quattro zampe. I numeri parlano chiaro: secondo il Rapporto Annuale 2025 di FEDIAF (Federazione europea dell'industria degli alimenti per animali da compagnia), la popolazione di animali domestici in Europa ha raggiunto 299 milioni e di questi, 108 milioni sono gatti.
white and gray cat on brown wooden tablePhoto by Roberto Huczek / Unsplash

La tecnologia incontra il mondo dei pet


Eppure, fino a oggi, monitorare l'attività fisica di un gatto era quasi impossibile; troppo indipendenti e troppo imprevedibili. Ma quando la tecnologia incontra il mondo pet, ecco che emergono dati inediti che aiutano a comprendere meglio la loro vita quotidiana. Lo conferma il primo report di Kippy che, con suoi prodotti di punta Kippy Dog e Kippy Cat integra localizzazione GPS, tracciamento dell'attività e funzioni smart pensate per migliorare la qualità della vita degli animali domestici e offrire maggiore serenità ai proprietari. Dall’analisi emerge che dal 2016 a oggi, i quasi 15 mila tracker Kippy Cat, hanno seguito i gatti sparsi in giro per l’Europa, raccogliendo dati che raccontano abitudini, ritmi e livelli di attività. I numeri fotografano un quadro interessante: i gatti monitorati hanno percorso complessivamente 7,46 miliardi di passi, equivalenti a 3,7 miliardi di chilometri, una distanza sufficiente per fare il giro dell'equatore terrestre ben 93 volte.
brown Scottish fold in brown thick-pile blanketPhoto by Mikhail Vasilyev / Unsplash

Dentro la vita di un gatto: attivo, curioso ma anche dormiglione


Altroché "animali sedentari". Ogni gatto percorre mediamente 3.900 passi al giorno, pari a circa 2 km, l'equivalente di 4 giri intorno al Colosseo. In media, dedica 34 minuti al giorno alla camminata o alla corsa, una durata che può sembrare ridotta ma che testimonia un livello di attività fisica costante e quotidiano. Un altro dato interessante riguarda il sonno. I gatti dormono in media 8 ore al giorno, un lasso di tempo che coincide spesso con il momento in cui i proprietari ricaricano il dispositivo Kippy, sfruttando il tempo di riposo dell'animale per garantire un monitoraggio continuo. Ma è sul confronto con l'anno precedente che i numeri si fanno ancora più interessanti: nel 2025, i gatti monitorati hanno visto un incremento del 61% nella loro attività fisica, passando da 23 a 37 minuti di camminata o corsa al giorno. Questo aumento evidenzia una tendenza verso un maggiore movimento, che potrebbe essere dovuto sia all’evoluzione del comportamento dei gatti, sia a una maggiore attenzione da parte dei proprietari nell’utilizzare il monitoraggio per migliorare il benessere degli animali.
four assorted-color tabby kittens on brown basketPhoto by Jari Hytönen / Unsplash

Spoiler: non tutti i gatti si muovono allo stesso modo


Tuttavia, l'analisi dei dati rivela anche una grande varietà di comportamenti. Il 25% dei gatti più sedentari percorre meno di 500 passi al giorno, mentre il 25% più attivo supera i 6.500 passi quotidiani. La maggior parte però si colloca nel mezzo, con una media di 2.700 passi al giorno. Queste differenze dipendono da molti fattori: età, razza, accesso agli spazi esterni, ma anche dalla personalità del singolo animale. È in questo contesto che il monitoraggio diventa uno strumento prezioso, in quanto permette ai proprietari di conoscere i comportamenti abituali del proprio gatto e riconoscere eventuali cambiamenti che potrebbero indicare problemi di salute o stress. Interessante anche il dato sull’utilizzo delle funzioni smart: 1 proprietario su 4 ha attivato il geofence, la notifica che avvisa se il gatto esce da un'area sicura prestabilita, almeno una volta nell'ultimo mese.

Kippy Cat V2: il tracker avanzato che migliora la sicurezza e il benessere dei gatti


Proprio in risposta alla crescente esigenza di monitorare in modo sempre più preciso l’attività dei gatti, Kippy ha recentemente lanciato Kippy Cat V2, l'evoluzione del tracker GPS per gatti. Il nuovo dispositivo integra un'elettronica completamente rinnovata che porta prestazioni da pari passo con Kippy Dog, il tracker per cani. Il cuore dell'innovazione sta nella precisione e velocità della localizzazione: grazie a una nuova tecnologia GPS, il dispositivo garantisce risposte più rapide e accurate, fondamentali quando il gatto si allontana o esplora zone nuove. Inoltre, l'ottimizzazione dei consumi permette una maggiore durata della batteria, aspetto cruciale per chi ha gatti che trascorrono molte ore all'aperto. Inoltre, tra le funzioni smart ci sono il monitoraggio delle abitudini quotidiane, le mappe di calore per analizzare i percorsi preferiti, e le notifiche geofence che avvisano se il gatto esce da una zona sicura. A differenza di un semplice AirTag, che funziona solo in presenza di dispositivi Bluetooth nelle vicinanze, Kippy Cat V2 utilizza una SIM integrata che sfrutta la rete dati per localizzare l'animale a qualsiasi distanza, in tutta Europa.

“Con KippyCat V2 continuiamo a promuovere quella che chiamiamo ‘libertà controllata - spiega Iacopo Buccarelli, di Kippy - i gatti possono esplorare, vivere la loro natura indipendente, ma i proprietari hanno la serenità di sapere sempre dove sono e come stanno”.



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Upscayl 2.15: nuova interfaccia, supporto multilingua e nuovo modello IA


Upscayl 2.15 introduce una nuova interfaccia, il supporto a 9 lingue e il modello IA "High Fidelity" per ingrandire le immagini con maggiore fedeltà. Disponibile gratis per Windows, macOS e Linux.
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Upscayl, il popolare software gratuito e open source per ingrandire le immagini sfruttando l’intelligenza artificiale, si aggiorna alla versione 2.15 con una serie di novità significative.

L’aggiornamento, rilasciato a fine dicembre, porta anzitutto una nuova interfaccia grafica, più curata e funzionale. Ma la vera sorpresa è l’introduzione del supporto multilingua: l’applicazione ora parla nove lingue diverse, tra cui inglese, francese, spagnolo, portoghese, russo, cinese e giapponese. Manca per ora l’italiano, ma la strada è aperta.

Nuovo modello “High Fidelity” e strumenti pratici


Sul fronte dell’elaborazione, debutta il modello “High Fidelity”, pensato per ottenere ingrandimenti con maggiore fedeltà ai dettagli originali. La selezione dei modelli IA è stata arricchita con immagini di esempio e descrizioni, così da rendere più immediata la scelta per chi non vuole perdersi in tecnicismi.

Tra le altre novità, spicca il nuovo visualizzatore “Lens” per confrontare l’immagine prima e dopo l’elaborazione, la possibilità di incollare le immagini direttamente dagli appunti e una schermata di configurazione iniziale che guida l’utente al primo avvio. Nella barra laterale compaiono ora anche alcune statistiche sull’utilizzo, come il numero totale di immagini elaborate.

Upscayl è disponibile per Windows, macOS e Linux. Si può scaricare gratuitamente dalla pagina GitHub del progetto.


FONTE github.com


FONTE upscayl.org

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ReactOS fa un bel passo avanti grazie a Wine 10.0


ReactOS sincronizza la libreria MSVCRT con Wine 10.0, riducendo del 30% gli errori nei test API. Un passo importante verso la compatibilità con Windows Vista e 7.
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Il progetto ReactOS, il sistema operativo libero che punta a essere completamente compatibile con Windows, ha appena ricevuto un aggiornamento importante. Il team ha sincronizzato la libreria MSVCRT (quella che gestisce le funzioni base del C++ di Microsoft) con il codice di Wine 10.0, ottenendo un risultato piuttosto significativo: il 30% in meno di errori nei test delle API.

In pratica significa che molte più applicazioni dovrebbero funzionare correttamente. Il lavoro, dopo mesi di preparazione, rappresenta anche un tassello importante per portare ReactOS verso la compatibilità con NT6, ovvero la famiglia che comprende Windows Vista, 7, 8 e 8.1.

Per chi non lo conoscesse, ReactOS è un progetto open source che da anni cerca di ricreare da zero un sistema operativo in grado di far girare programmi e driver pensati per Windows, senza usare codice Microsoft. Non è un’emulazione e non è basato su Linux: è un sistema operativo vero e proprio.

Il fatto che attinga al codice di Wine (lo strumento che permette di eseguire software Windows su Linux e macOS) è un esempio concreto di come i progetti open source possano collaborare e rafforzarsi a vicenda.


FONTE x.com

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dip 062: always been (and am) here:

it’s a flux – THE flux – and it’s fragmented & scattered around via several social media platforms. it’s made of glitch and asemic works, memetic pieces, screenshots, movie scenes, abstract stuff, political statements, conceptual scores, reblogs and quotes etc etc, and this long line you’ve just read is its title

(differx)

differx.tumblr.com/post/805084…
differx.noblogs.org/2026/01/07…
poliverso.org/display/0477a01e…
noblogo.org/differx/always-bee…

#dip #dip062 #dip062


always been (and am) here


it’s a flux – THE flux – and it’s fragmented & scattered around via several social media platforms. it’s made of glitch and asemic works, memetic pieces, screenshots, movie scenes, abstract stuff, political statements, conceptual scores, reblogs and quotes etc etc, and this long line you’ve just read is its title

(differx)

https://differx.tumblr.com/post/805084324983603200
https://differx.noblogs.org/2026/01/07/always-been-and-am-here/
https://noblogo.org/differx/always-been-and-am-here


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Shotcut 25.12: l’editor video gratuito migliora il supporto per i video ad alta qualità


Shotcut 25.12 migliora il supporto per video a 10 e 12 bit e introduce l'elaborazione lineare del colore.
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Chi cerca un’alternativa gratuita ai software di montaggio video a pagamento conosce probabilmente già Shotcut. L’editor open source e multipiattaforma ha appena rilasciato la versione 25.12 con novità interessanti per chi lavora con video di qualità elevata.

La novità principale riguarda il supporto migliorato per i video ad alta profondità colore (10 e 12 bit): molti effetti, transizioni e fusioni tra tracce sono stati aggiornati per gestire correttamente questi formati, sempre più diffusi nelle fotocamere moderne e negli smartphone di fascia alta.

Colori più precisi


L’altra novità rilevante è l’elaborazione lineare del colore, ora disponibile anche senza effetti GPU. In parole semplici: operazioni come ridimensionamento, sfocature e sovrapposizione di tracce producono risultati più accurati e naturali. Per chi preferisce le prestazioni alla precisione, le opzioni “native” restano disponibili.

Per quanto riguarda la praticità, il menu filtri ora mostra un elenco a tendina con solo gli effetti compatibili con la modalità di elaborazione attiva. Arriva anche un browser visuale per i preset del generatore HTML, con due nuovi modelli: Chrome e Neon Flux.

Shotcut è disponibile gratuitamente per Windows, macOS e Linux dal sito ufficiale.


FONTE shotcut.org

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CES 2026: Samsung presenta il primo TV Micro RGB da 130 pollici al mondo


Samsung presenta il primo TV Micro RGB da 130 pollici al mondo, una nuova frontiera per la qualità dell’immagine grazie a colori evoluti, tecnologia Micro RGB e design innovativo
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In occasione del CES 2026, Samsung ha presentato il primo TV Micro RGB da 130 pollici al mondo. Questa novità segna il debutto del suo display Micro RGB più grande di sempre inaugurando, allo stesso tempo, una nuova direzione per il design dei display ultra-premium.

“Micro RGB rappresenta l’apice della nostra innovazione nella qualità dell’immagine, e il modello da 130 pollici porta questa visione ancora più lontano”, ha dichiarato Hun Lee di Samsung Electronics.


Un design audace che ridefinisce il concetto di TV


Le dimensioni del nuovo TV Micro RGB, la tecnologia cromatica di nuova generazione e il design distintivo riflettono la leadership consolidata di Samsung nell’eccellenza ingegneristica unita a un’estetica premium. Grazie a una cornice monumentale e a prestazioni audio migliorate, il display da 130 pollici è progettato per apparire più come un quadro immersivo, capace di ampliare visivamente lo spazio, che come un televisore.

Questo modello presenta il Timeless Frame, un’evoluzione del design Timeless Gallery introdotto da Samsung nel 2013, ora caratterizzato da una cornice raffinata che incarna la filosofia della “tecnologia come arte” ispirata alle opere esposte nelle gallerie d’arte. Come una grande finestra architettonica, l’ultra-large screen sembra fluttuare all’interno dei suoi bordi, trasformando il TV in un elemento primario di design che valorizza l’ambiente. L’audio integrato nella cornice del display è accuratamente bilanciato in base alle dimensioni dello schermo, creando una connessione naturale tra immagine e suono nello spazio.

Samsung amplia la gamma audio 2026
Samsung amplia la gamma audio 2026 introducendo soluzioni più intelligenti, tecnologie avanzate e un design ancora più immersivo per un’esperienza di home entertainment evoluta
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Un’esperienza di visione senza compromessi


Il modello Micro RGB da 130 pollici integra le più avanzate innovazioni Micro RGB sviluppate da Samsung fino a oggi. Attraverso Engine Pro, Color Booster Pro e HDR Pro, l’intelligenza artificiale migliora i toni meno intensi e ottimizza il contrasto, offrendo colori vividi e dettagli precisi sia nelle scene luminose sia in quelle scure, per un realismo e una fedeltà d’immagine eccellenti. Il display eleva ulteriormente le prestazioni visive grazie a Micro RGB Precision Color 100, garantendo il 100% dello spazio colore BT.2020. Certificato dal Verband der Elektrotechnik (VDE) per la riproduzione cromatica Micro RGB ad alta precisione, il TV riproduce tonalità finemente controllate e realistiche. Il modello da 130 pollici integra, inoltre, la tecnologia proprietaria Glare Free di Samsung, che riduce al minimo i riflessi e preserva colori e contrasto in diverse condizioni di illuminazione, assicurando un’esperienza di visione ottimale.

LG Sound Suite: prima soundbar con Dolby Atmos FlexConnect
LG Sound Suite è il primo sistema soundbar al mondo con tecnologia Dolby Atmos FlexConnect, pensato per rivoluzionare l’esperienza audio domestica
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Il TV supporta HDR10+ ADVANCED ed Eclipsa Audio per una qualità di immagine e suono ancora più coinvolgente, oltre alla versione evoluta di Vision AI Companion di Samsung, che abilita la ricerca tramite messaggi vocali, suggerimenti proattivi e l’accesso a funzionalità basate sull’AI come AI Football Mode Pro, AI Sound Controller Pro, Live Translate, Generative Wallpape e Microsoft Copilot.

Questo dispositivo sarà esposto all’interno della Samsung Exhibition Zone durante il CES 2026, in corso a Las Vegas.


Samsung amplia la gamma audio 2026: soluzioni intelligenti e design immersivo


Samsung ha presentato la gamma di dispositivi audio 2026, aprendo un nuovo capitolo nel modo di vivere il suono in tutta la casa. La linea ampliata, che sarà esposta al CES 2026 a Las Vegas, Nevada, dal 6 al 9 gennaio prossimi, promette di offrire un’immersione ancora più ricca, una resa sonora pulita e un’esperienza multi-dispositivo più integrata grazie alle soundbar di nuova generazione e agli speaker Wi-Fi.

Samsung Odyssey: debutta il primo monitor gaming 3D 6K
Samsung amplia la gamma Odyssey con monitor gaming di nuova generazione: debutta il primo display 3D 6K al mondo e pannelli ad altissima risoluzione
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Ridefinire il suono cinematografico con le soundbar Q-Series di Samsung


Le soundbar Q-Series 2026 reinterpretano l’esperienza sonora cinematografica nelle case contemporanee, offrendo un’immersione ancora più ricca per diverse dimensioni di ambiente e preferenze di ascolto. Il nuovo modello di punta (HW-Q990H) offre l’esperienza soundbar più immersiva mai proposta da Samsung, introducendo Sound Elevation, una tecnologia che solleva i dialoghi verso il centro dello schermo, rendendo il suono più naturale. Debutta inoltre Auto Volume, che mantiene un livello audio coerente tra canali e contenuti, per un ascolto fluido ed equilibrato.
Il nuovo modello di punta (HW-Q990H) offre l’esperienza soundbar più immersiva mai proposta da SamsungIl nuovo modello di punta (HW-Q990H) offre l’esperienza soundbar più immersiva mai proposta da Samsung
Il sistema a 11.1.4 canali combina una barra principale 7.0.2, speaker posteriori 4.0.2 e un subwoofer attivo compatto con doppi driver da 8 pollici, ottimizzato per bassi potenti e poco ingombranti. I canali up-firing e la calibrazione AI di nuova generazione ampliano ulteriormente il campo sonoro, offrendo una scala tipica degli impianti home theater professionali.

Novità della lineup 2026 è la Soundbar All-in-One (HW-QS90H), che unisce prestazioni e versatilità estetica. Il design orientabile supporta sia il montaggio a parete sia l’installazione su piano, mentre un sensore giroscopico integrato adatta automaticamente la distribuzione dei canali in base all’orientamento. Il sistema a 7.1.2 canali con 13 driver, inclusi nove wide-range e Quad Bass Woofer integrato garantisce bassi profondi senza necessità di subwoofer esterno.

Serie Music Studio: design iconico “dot” e suono espressivo


Samsung introduce due nuovi speaker Wi-Fi, Music Studio 5 e Music Studio 7, per rafforzare un ecosistema audio sempre più integrato. Questi modelli consentono configurazioni audio più flessibili rispetto al passato, massimizzando l’esperienza audiovisiva e arricchendo al tempo stesso l’armonia estetica degli ambienti domestici. Entrambi condividono un design senza tempo ispirato al motivo “dot”, firmato dal designer Erwan Bouroullec: un simbolo universale nell’arte e nella musica, reinterpretato secondo l’estetica distintiva di Samsung.
Music Studio 7: il design ispirato al motivo “dot” è firmato dal designer Erwan BouroullecMusic Studio 7: il design ispirato al motivo “dot” è firmato dal designer Erwan Bouroullec
In particolare, Music Studio 7 (modello LS70H) è il più immersivo della serie con audio spaziale 3.1.1 canali tramite speaker laterali, frontali e up-firing per un’immersione 3D naturale. La Pattern Control Technology del Samsung Audio Lab riduce le sovrapposizioni di segnale migliorando la direzionalità, mentre AI Dynamic Bass Control assicura bassi profondi con distorsione minima. L’Hi-Resolution Audio consente l’elaborazione fino a 24-bit/96kHz e il super tweeter estende la gamma fino a 35kHz, migliorando i dettagli musicali. Disponibile in nero e bianco, può essere utilizzato singolarmente o in abbinamento ad altri dispositivi o TV Samsung tramite Q-Symphony per una resa stereo ampliata o un setup surround completo.
Il modello Music Studio 5 utilizza un woofer da 4” e doppi tweeter con waveguide integrataIl modello Music Studio 5 utilizza un woofer da 4” e doppi tweeter con waveguide integrata
Music Studio 5 (modello LS50H) invece, è pensato per ambienti in cui estetica e suono hanno pari importanza, con una forma compatta ispirata alle gallerie d’arte. Ottimizzato dal Samsung Audio Lab, il dispositivo utilizza un woofer da 4” e doppi tweeter con waveguide integrata per un suono nitido e bilanciato, mentre AI Dynamic Bass Control intensifica le basse frequenze senza distorsione. Con Wi-Fi casting, servizi di streaming, controllo vocale e Bluetooth tramite Samsung Seamless Codec, offre una connettività smart e fluida.

LG Sound Suite: prima soundbar con Dolby Atmos FlexConnect
LG Sound Suite è il primo sistema soundbar al mondo con tecnologia Dolby Atmos FlexConnect, pensato per rivoluzionare l’esperienza audio domestica
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Un’esperienza audio ancora più intelligente, connessa e immersiva


Samsung è leader globale nel mercato delle soundbar; questa visione ha dato forma all’intera gamma 2026, che combina acustica avanzata, design funzionale e connettività intelligente. Nel 2026, Q-Symphony diventa ancora più adattivo, consentendo a TV Samsung, soundbar e speaker Wi-Fi di operare come un unico ecosistema sonoro: è possibile collegare fino a cinque dispositivi audio a una TV Samsung, mentre Q-Symphony analizza disposizione e conformazione degli ambienti per ottimizzare la distribuzione dei canali. Il risultato è un dialogo più chiaro e un surround più dettagliato, con la sensazione di trovarsi al centro della scena. Grazie alla connettività Wi-Fi e all’app SmartThings, è possibile inoltre controllare le impostazioni audio, gestire la riproduzione multi-dispositivo e accedere ai servizi musicali e agli assistenti vocali tramite un’unica interfaccia intuitiva.


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LibreOffice Viewer arriva sui visori Meta Quest


LibreOffice Viewer è disponibile sui visori Meta Quest. L'app permette di visualizzare documenti Office e Open Document in realtà virtuale.
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Dopo Stremio sui Pico, un’altra app fa il salto nella realtà virtuale: LibreOffice Viewer è ora disponibile per i visori Meta Quest.

L’app permette di visualizzare documenti nei formati Open Document (odt, ods, odp) e Microsoft Office, sia quelli recenti (docx, xlsx, pptx) che i vecchi 97-2003 (doc, xls, ppt). Si tratta della versione Android del visualizzatore, adattata per Meta Horizon OS.

Per chi se lo stesse chiedendo: no, non puoi modificare i file, solo aprirli e leggerli. Utile magari per dare un’occhiata veloce a un documento senza togliersi il visore.

L’app è scaricabile gratuitamente dal Meta Store.


FONTE blog.documentfoundation.org

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“Studiando la Terra, abbiamo scoperto un pezzo di Marte”edu.inaf.it/approfondimenti/st…
Meteoriti, tra scienza e beni culturali. Per Space Jobs, l’esperienza di Xhonatan Shehaj, dottorando in Scienze e Tecnologie Spaziali dell’Università di Firenze
#dottoratoSst #Marte #UniversitàDiFirenze #UniversitàDiTorino #XhonatanShehaj@astronomia @astronomia
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due nuovi corsi @ centroscritture.it: su emilio villa e su corrado costa


Villa e Costa al CentroScritture, da gennaio 2026
cliccare per ingrandire

dal 13 gennaio _ Emilio Villa:
centroscritture.it/service-pag…

dal 15 gennaio _ Corrado Costa:
centroscritture.it/service-pag…

#BiancaQuassolo #CeciliaBello #CeciliaBelloMinciacchi #CentroScritture #centroscrittureIt #ChiaraPortesine #CorradoCosta #corsiMonografici #Costa #EmilioVilla #EugenioGazzola #FrancescoMuzzioli #GianLucaPicconi #GianPaoloRenello #MarcoGiovenale #MassimilianoManganelli #materialiVerbovisivi #monografie #poesia #ricercaLetteraria #SamueleMaffei #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #ValerioMassaroni #Villa

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OsmAnd svela i piani per il 2026: edifici 3D, smartwatch e un pizzico di astronomia


Si torna seriamente operativi dopo un po' di vacanze invernali, per questo in questi giorni potrebbero esserci più articoli del solito perché mi sono tenuto da parte un po' di cose interessanti che non sempre sono riuscito a inserire mentre ero in giro. S
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Si torna seriamente operativi dopo un po’ di vacanze invernali, per questo in questi giorni potrebbero esserci più articoli del solito perché mi sono tenuto da parte un po’ di cose interessanti che non sempre sono riuscito a inserire mentre ero in giro.

Si parte proprio con l’applicazione di navigazione offline più amata dagli appassionati di OpenStreetMap, ovvero OsmAnd, che ha pubblicato la tradizionale lista di obiettivi per l’anno nuovo. E ce n’è per tutti i gusti!

Dopo aver festeggiato i 15 anni di vita e introdotto il nuovo motore di calcolo percorsi veloce nel 2025, OsmAnd guarda avanti con ambizioni piuttosto concrete. Partiamo dalle mappe: arrivano gli edifici in 3D con tanto di illuminazione dinamica che simula la posizione del sole durante la giornata.

Altra novità interessante è la vista a globo: finalmente potremo vedere la Terra com’è davvero e pianificare viaggi intercontinentali con un colpo d’occhio. Niente più proiezione piatta, insomma.

Percorsi e condivisione


Sul fronte navigazione, OsmAnd promette dettagli più ricchi sui percorsi e un nuovo strumento per generare itinerari alternativi e giri ad anello automatici. La vera chicca però sembra essere la condivisione diretta di tracce GPX e posizione con amici e familiari, senza dover passare da app di terze parti.

Chi carica tracce pubbliche su OpenStreetMap potrà anche vederle organizzate per attività direttamente nell’app.

Smartwatch e stelle


Per quel che riguarda gli indossabili, nel 2026 OsmAnd sbarcherà sugli smartwatch con integrazione Garmin Connect, registrazione tracce e istruzioni di navigazione direttamente dal polso. Una bella notizia per chi va a correre o in bici!

E poi c’è la sorpresa: un plugin astronomico per identificare pianeti, stelle e costellazioni puntando il telefono verso il cielo. Una funzione che c’entra poco con la navigazione terrestre, ma che probabilmente farà felici gli appassionati.

Nota dolente: i prezzi salgono


Come riporta il team nel post sul blog ufficiale, gli abbonamenti e gli acquisti in-app subiranno un leggero aumento nel corso del 2026. La motivazione? Costi infrastrutturali in crescita e sviluppo delle nuove funzionalità. Chi scarica l’app da F-Droid può stare tranquillo: la versione OsmAnd~ resta gratuita e completa come sempre.


FONTE osmand.net

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Porto di Catania, un mare di cemento ingiustificato e senza regole.


Più di centoottomila mq di superficie coperta, per un volume complessivo di un milione e mezzo di metri cubi. Sono questi i numeri della edificazione prevista dal Piano Regolatore del Porto di Catania, nella nuova versione, in cui – peraltro – i volumi edificabili sono stati ridotti rispetto alla versione originaria (sic!).

Il dato ci viene illustrato dall’architetto Aurelio Cantone, […]

Leggi il resto: argocatania.it/2026/01/07/port…

#archAurelioCantone #AutoritàPortuale #portoDiCatania

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viel – di scipio – mesa (la camera verde) / differx. 2026


youtube.com/shorts/EhvZIEQzNRY

#diScipio #differx #differxv #differxvid #laCameraVerde #Mesa #video #viel

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promemoria periodico: seguire slowforward


Periodicamente suggerisco quali canali e spazi web permettono di seguire slowforward e quindi essere informati di notizie di politica, scritture di ricerca, arte contemporanea, musica sperimentale, glitch, asemic writing, festival, presentazioni, eventi e altro.

Tanto per cominiciare, l’indirizzo del sito è:

(1)
slowforward.net (you are here now)

(2)
E per avere aggiornamenti ci si può registrare (insieme ad altri 1800+ subscribers) seguendo queste semplicissime indicazioni: archive.org/details/follow-slo…

(3)
Altrimenti ci si può iscrivere ai canali che seguono (a volte più ricchi dello stesso slow):
telegram = t.me/slowforward
instagram = tinyurl.com/slowforward-ig
whatsapp = tinyurl.com/slowchannel

(4)
Inoltre ko-fi funziona sia da rilancio di post vari, sia da microdiario saltuario, e da luogo che permette a chi lo desidera di sostenere anche con un semplice caffè il mio lavoro quotidiano:
tinyurl.com/differxx (per chi preferisse PayPal: paypal.me/MarcoGiovenale)

(5)
In attesa di migrare su peertube, slowforward ha i propri video qui:
youtube.com/@slowforward/ (gli short sono i più visti…)
e dei link condivisi nello spazio post:
youtube.com/@slowforward/posts

(6)
Tutti i post di slowforward compaiono come anteprime+link sui seguenti spazi:
mastodon = mastodon.uno/@differx
friendica = poliverso.org/profile/differx
tumblr = marcogiovenale.tumblr.com/
bluesky = differx.bsky.social = bsky.app/profile/differx.bsky.…
twitter / x = x.com/marcogiovenale
threads = threads.com/@marco.giovenale
linkedin = linkedin.com/in/marco-giovenal…

(7)
Infine, non amando io (pur stando su) facebook, segnalo che ogni post che compare su slowforward viene puntualmente ripubblicato/linkato in uno di questi link o su entrambi:
facebook.com/differx/
facebook.com/slowforwarddiffer…

#koFi #paypal #seguireSlowforward #slowforward

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La guerra fuori dal diritto e l’oblio dell’articolo 11 della Costituzione


Comunicato dell'Associazione Nazionale Giuristi Democratici
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Lo scorso 3 gennaio gli Stati Uniti si sono resi responsabili di un attacco armato contro il Venezuela, uno Stato sovrano, che ha provocato la morte di circa 80 persone e si è concluso con il sequestro del Presidente Maduro e della moglie Cilia Flores, entrambi trasferiti in territorio statunitense. Maduro, si apprende, sarà lì giudicato dall’Autorità giudiziaria per il suo presunto coinvolgimento nel narcotraffico verso gli USA.

L’azione militare americana, priva peraltro dell’avallo del Congresso, è stata attuata in palese violazione dell’art. 2, paragrafo 4 della Carta delle Nazioni Unite, che vieta la minaccia e l’uso della forza contro l’integrità territoriale di uno Stato o la sua indipendenza, salvi i casi di autorizzazione del Consiglio di Sicurezza ai sensi del capitolo VII o di esercizio del diritto di legittima difesa individuale o collettiva, nei limiti rigorosamente previsti dall’art. 51. Nel caso del Venezuela, invocare la legittima difesa per un’operazione di guerra condotta da una superpotenza globale contro uno Stato sovrano, in assenza di un attacco armato e sulla base del presunto coinvolgimento del suo Presidente nel narcotraffico, appare, nella sua drammaticità, surreale.

Eppure, nelle ore immediatamente successive alla notizia dell’attacco, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, comunicava come per il governo italiano «l’azione militare esterna non sia la strada da percorrere per mettere fine ai regimi totalitari, ma considera al contempo legittimo un intervento di natura difensiva contro attacchi ibridi alla propria sicurezza, come nel caso di entità statuali che alimentano e favoriscono il narcotraffico».

Come Giuristi Democratici, riteniamo evidentemente inaccettabili le parole della Presidente Meloni, che non sa o finge di dimenticare che l’Italia ripudia lo strumento militare come offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, ai sensi dell’art. 11 della Costituzione; e che non conosce, o finge di non sapere, il fatto che la natura difensiva dell’azione militare, e in tal senso la sua legittimità, deve soddisfare le condizioni stabilite dall’art. 51 dello Statuto ONU.

Questa disposizione prevede che l’azione armata debba essere intrapresa per resistere a un attacco armato, non altro, e dev’essere commisurata al ripristino della situazione precedente e con caratteristiche di immediatezza rispetto all’attacco subito, per non deragliare nei fatti in una rappresaglia. È previsto, poi, l’immediato coinvolgimento del Consiglio di Sicurezza per l’adozione delle misure necessarie per il mantenimento e il ristabilimento della pace e della sicurezza internazionale.

Né, sotto diverso profilo, l’accusa di violazione dei diritti umani nei confronti di Maduro può legittimare un’azione unilaterale compiuta da un altro Stato sovrano, che, ergendosi a giudice non terzo, proceda con un attacco armato al rapimento e alla deportazione di un Presidente, aprendo in realtà la strada allo sfruttamento delle risorse petrolifere e minerarie del Paese.

L’attacco sferrato dagli USA contro il Venezuela è in altre parole radicalmente illegittimo perché estraneo alle azioni militari eccezionalmente consentite dalla nostra Costituzione e dalla Carta delle Nazioni Unite.

Per quanto riguarda l’Italia, Giorgia Meloni, che si comporta come mera portavoce di Trump, nell’improbabile tentativo di esser più realista del re ha dimenticato di essere la Presidente del Consiglio di un Paese sovrano, nei limiti costituzionali, e membro dell’Unione Europea, la quale pure si conferma ben poco unita nei suoi vari e identitari balbettii di prudenza e subalternità.

L’Associazione Nazionale Giuristi Democratici auspica che, tra i deragliamenti istituzionali e diplomatici di cui siamo testimoni, il nostro Governo sia, piuttosto, capace di mettere in campo un’azione umanitaria che porti alla liberazione di Alberto Trentini, da più di un anno rinchiuso nelle carceri venezuelane.

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ANDU, FLC-CGIL, Roars, nonché la Rete delle Società Scientifiche, hanno espresso allarme o almeno preoccupazione per i doni che lo stato si appresta a regalare alla ricerca italiana. Questi doni, che rafforzeranno i poteri, già non poco oppressivi, del ministero dell’università e della ricerca, dell’Anvur che gli è sottomesso e delle gerarchie accademiche locali, consistono:

  1. in una riforma del reclutamento, già approvata in senato, che rende i concorsi interamente locali, ma sotto il controllo dell’Anvur sia in ingresso sia in uscita;
  2. in una riforma dell’Anvur, per via regolamentare e non legislativa, volta ad accentuarne ulteriormente la subordinazione al ministero;
  3. in una riforma dell’amministrazione delle università, per via legislativa, che accentuerebbe il dispotismo locale dei rettori e la loro sudditanza al governo nazionale.

La scienza italiana, che nell’età moderna si fondò e perseguì la libertà dell’uso pubblico della ragione e l’emancipazione dal segreto, si trova ora a misurarsi con tre poteri che hanno solo accidentalmente a che vedere con la ricerca della verità: quello, locale, di colleghi e rettori, quello, centralizzato, dell’agenzia sedicente indipendente per la valutazione di stato, la quale attribuisce la quota cosiddetta “premiale” del finanziamento ordinario, e quello del governo a cui essa stessa è sottoposta fin dalla sua istituzione.

Promuovendo la scienza aperta come scienza libera e non come costoso adempimento burocratico, abbiamo sostenuto che la valutazione amministrativa della ricerca, in Italia centralizzata in forma di valutazione di stato, è intrinsecamente dispotica e retrograda: dispotica perché sostituisce alla libera discussione entro le comunità scientifiche una statuizione di un’autorità esterna e non scientifica, in quanto derivante da una gerarchia amministrativa; retrograda perché impone indicatori costruiti sul passato che disconoscono non solo la riflessività dell’azione sociale,1 ma anche la natura aperta della ricerca.

A questo dispositivo, che Mario Ricciardi descrisse precocemente come un “apparato burocratico di tipo sovietico”, i professori italiani si sono – sostanzialmente – piegati. Fra gli effetti della sottomissione c’è stato il blocco di un’evoluzione verso una scienza aperta nel senso di libera da oligopoli editoriali privati e liste di riviste “scientifiche” ed “eccellenti” di composizione amministrativa. Accettarla, ai più, è parsa una scelta prudente: si tratta però di capire se è stata anche una scelta sapiente.

1. La metamorfosi del “cretino locale”


Pietro Rossi, in un fortunato articolo, criticò i concorsi introdotti nel 1998, in cogestione fra “facoltà e corporazione disciplinare”. Secondo Rossi, in un sistema in cui la sede che fa il favore di bandire una valutazione comparativa può barattare la vittoria del proprio candidato interno con le idoneità di candidati esterni supplementari che trovano cattedra a casa loro, l’ascesa del “cretino locale”, entro comunità di disciplina sempre più frammentate e chiuse, non può che essere irresistibile.

Il disegno di legge approvato in senato abolisce l’Abilitazione Scientifica Nazionale a favore di concorsi esclusivamente locali con vincitori unici, accessibili tramite un’autocertificazione della soddisfazione di criteri stabiliti con decreto ministeriale su proposta dell’Anvur, sentito il CUN, i quali comprenderanno “indicatori minimi di quantità, continuità e distribuzione temporale dei prodotti della ricerca”. I commissari dovranno godere dei medesimi requisiti. Dopo tre anni i vincitori verranno valutati dall’Anvur, con eventuali conseguenze sanzionatorie in termini di finanziamento istituzionale.

Si tornerà dunque al “cretino locale”, o, come scrive più gentilmente Roberta Calvano, a un sistema in cui “il nepotismo e gli abusi sono stati per anni alla radice di un diffuso malcostume accademico”? No: in virtù dell’Anvur e del ministero, questa volta il “cretino”, selezionato tramite valutazione amministrativa in ingresso e in uscita e giudicato da commissari simili a lui, sarà probabilmente bibliometrico, sicuramente governativo, e giocoforza sottomesso ai colleghi disposti a usare il loro potere di ricatto – qualità, queste, che con la scienza libera hanno ben poco a che vedere.

2. L’autoaffermazione dell’università italiana


“Noi vogliamo noi stessi” proclamava un rettore a Friburgo, perorando l’autoaffermazione dell’università. Correva l’anno 1933: Martin Heidegger diceva “noi”, ma era entrato in carica su pressione del governo nazista, dopo che il suo predecessore, riluttante a licenziare gli ebrei, era stato indotto alle dimissioni. Tra poco, forse, anche i rettori italiani, pur più sottilmente e con qualche sbavatura normativa, potranno dire “noi” al modo di Heidegger:

  1. la composizione, legalmente determinata, del consiglio di amministrazione consentirà loro di contare su una maggioranza certa purché ubbidiscano al governo. Eliminato il rappresentante del personale tecnico-amministrativo, degli 11 membri del consiglio uno sarà il rettore stesso, quattro saranno nominati direttamente da lui (due docenti e due componenti esterni); a questi si aggiungerà uno studente eletto, come residuo vestigiale di democrazia, due docenti indicati dal senato, il candidato rettore soccombente e un membro nominato dal governo. Al rettore basterà restare agli ordini di quest’ultimo – esercizio che, probabilmente, non gli sarà difficile – per avere una maggioranza garantita;2
  2. il mandato del rettore sarà prolungato da sei a otto anni, con un eventuale plebiscito di conferma dopo quattro anni, qualora proposto dai 3/5 del senato accademico. A proposito del mandato, dall’ipotetico testo di riforma cadono le parole “non rinnovabile”;
  3. nella programmazione triennale il rettore dovrà tener conto anche di “linee generali di indirizzo stabilite dal Ministro”.

I rettori preferiranno continuare a regnare all’inferno o proveranno a servire in paradiso? Non si sa: ma certamente con “rettori che agiscono sotto l’occhiuta vigilanza del ministro e da cui dipenderanno a catena tutte le cariche interne agli atenei (i cui mandati vengono allineati alla durata di quello dei rettori)” l’esercizio della libertà della ricerca, sia in senso negativo sia in senso positivo, sarà ancor più difficile, e rischioso.

3. L’epifania dell’Anvur


Come ha osservato Roberto Caso, l’Anvur, istituita nel 2006 sotto il governo Prodi II, è nata così dipendente da aver ricevuto critiche perfino da una sostenitrice della valutazione amministrativa come Fiorella Kostoris. Il regolamento di riforma – che viola, secondo il Consiglio di Stato, la gerarchia delle fonti3 – renderebbe più intenso un controllo del governo sulla ricerca già in atto, al quale i più, a dispetto del primo comma dell’articolo 33 della costituzione italiana, hanno ritenuto opportuno sottomettersi.

  1. L’Anvur sarà ancor più ministeriale e dipendente: rispetto al regime attuale, il presidente dell’Anvur diverrebbe di nomina ministeriale diretta, così come i comitati di selezione delle rose dei candidati fra i quali il ministro sceglierà i quattro membri del consiglio direttivo, non più costituiti su indicazione di enti esterni.
  2. L’Anvur diverrà la valutatrice generale di stato: l’agenzia, che attualmente valuta solo università ed enti di ricerca vigilati dal MUR (quali CNR, INAF, INDIRE, INFN, INGV, INVALSI), allungherà il suo occhio agli altri enti di ricerca pubblici (ASI, CREA, ENEA, ISPRA, ISS, ISTAT) in base ad accordi con i ministeri vigilanti, alle Accademie e all’Alta Formazione Artistica e Musicale (AFAM) a enti privati ma finanziati pubblicamente (IIT di Genova, HT di Milano e Fondazione Biotecnopolo di Siena) e simili, nonché, per chi mai volesse richiederlo, in ambito internazionale. E non si occuperà solo di arte, musica e ricerca bensì anche delle cosiddette “competenze trasversali e disciplinari” acquisite dagli studenti e degli “sbocchi occupazionali dei laureati”. Tutto ciò, chiarisce la relazione di accompagnamento, nel “rispetto dell’indirizzo politico dato dal Ministero dell’università e della ricerca, quale Ministero vigilante”.

Il modello dell’università-azienda – si è detto – è neoliberale; quello nei disegni del governo è autoritario. Qui però il “liberale” che segue al “neo-” non ha nulla a che vedere con Benedetto Croce: l’azienda è una struttura non democratica, bensì autoritaria e chi la impone come modello sostiene un’ideologia altrettanto autoritaria, se non totalitaria. In questo senso, il disegno di “riforma” dell’Anvur non è una metamorfosi, bensì un’epifania.

Non esiste una valutazione amministrativa buona o cattiva, così come non esiste un dispotismo cattivo o buono a seconda che sul trono sieda Commodo oppure Marco Aurelio. Se si accetta che la valutazione della ricerca non sia scientifica – e parte della ricerca stessa – bensì amministrativa e a essa esterna, si accetta anche che chi amministra ne fissi e ne muti i criteri e abbia titolo a controllare i suoi eventuali agenti in modo più o meno stretto. Il vizio della valutazione di stato non sta nel modo in cui valuta, come suggerito elusivamente dell’Unione Europea, ma nel fatto che Caesar sia supra grammaticos, non importa se come Marco Aurelio o come Commodo. Non è, questa, un’idea radicale, né sul piano della storia, né su quello della cronaca: lo scorso aprile, in Francia, l’assemblea nazionale ha votato a favore dell’abolizione dell’agenzia di valutazione di stato HCERES.

In questa prospettiva non ha senso limitarsi a chiedere un guinzaglio appena un po’ più lungo, o a sollevare il problema dei finanziamenti alla ricerca senza toccare quello della sua libertà, vale a dire della possibilità stessa di fare scienza – libertà, questa, che non si promuove difendendo l’Anvur attuale4 come se fosse indipendente, bensì considerandone l’abolizione.

Contro il disegno di intensificare il controllo politico di “un’università più piccola, gerarchica e precaria”, FLC-CGIL5 si è appellata alle “forze libere e pensanti dell’accademia e della comunità universitaria”. In effetti, se, dopo lustri di valutazione di stato, esistessero ancora “forze libere e pensanti”, non sarebbe loro difficile promuovere una campagna di ubbidienza civile alla costituzione, a partire dagli articoli 21 e 33. In un momento in cui dovremmo invece parlare, davanti agli stati armati per la guerra, delle condizioni della pace pubblica, continuare a compilare moduli e a supplicare favori ministeriali ci salverà, forse, come impiegati, ma certamente non come studiosi.


  1. Questa riflessività è nota a chi si occupa di valutazione come legge di Goodhart: i soggetti valutati non si limitano a farsi valutare, ma adeguano riflessivamente le loro prestazioni al criterio di valutazione. Così chi viene premiato per il numero di pubblicazioni inflazionerà i testi, mentre chi viene premiato per le citazioni scriverà solo per farsi citare. Le conseguenze sono tristemente note. ↩︎
  2. Per un aggiornamento sugli orientamenti ministeriali si veda però quanto riferito dall’ANDU qui. [nota aggiunta il 7/01/2026]↩︎
  3. Il Consiglio di Stato, nel parere formulato nell’adunanza del 23 settembre 2025, ha ricordato che, proprio in virtù della gerarchia delle fonti del diritto, un regolamento, perfino se riguarda la valutazione di stato, non può cambiare la legge che l’ha istituita. ↩︎
  4. L’agenzia, peraltro, si è mostrata incapace di onorare gli impegni di riforma della valutazione che aveva sottoscritto aderendo alla coalizione europea COARA. ↩︎
  5. ANVUR: un’Agenzia che diventa governativa, con l’intenzione di valutare e quindi disciplinare anche saperi e conoscenze (2025) merita di essere letto per la sua analisi dettagliata della bozza di DPR qui solo sommariamente esposta. ↩︎

This text is licensed under CC BY-SA 4.0 license
- The post’s content. aisa.sp.unipi.it/anvur-recluta…


1. L’origine dei contratti “trasformativi”
L’idea dei contratti chiamati “trasformativi” fu proposta da Ralf Schimmer, nel 2015 ancora alla Max Planck Digital Library, con l’intento esplicito di trasformare il minimo indispensabile.

Many who advocate open access envisage the development of a new publishing environment—new […]

aisa.sp.unipi.it/lucus-a-non-l…


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Vuoi entrare nel Fediverso? Ti posso aiutare.


Articolo dedicato a chi ha deciso di fare questo passo, ma non sa come fare. Hai sentito parlare di Mastodon e hai deciso di entrare nel Fediverso, ma non sai come fare? Questo articolo è fatto apposta per te.Se hai preso questa decisione sei già a buon p
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Articolo dedicato a chi ha deciso di fare questo passo, ma non sa come fare.

Hai sentito parlare di Mastodon e hai deciso di entrare nel Fediverso, ma non sai come fare? Questo articolo è fatto apposta per te.

Se hai preso questa decisione sei già a buon punto, ma se ti va puoi leggere anche questo articolo, in cui spiegavo perché dovresti entrare nel Fediverso. Ti aiuterà per capire meglio il Fediverso e anche questo articolo.
Ma permettimi di ricordare velocemente i vari punti che toccavo:

  • Che i social media tradizionali come Facebook, Instagram, Youtube, Tiktok stanno avvelenando il web con una logica di marketing che pur di fare soldi non si ferma davanti a nulla.
  • Il Fediverso è un’alternativa reale a tutto questo perché non è accentrato nelle mani di un unico padrone, ma è l’insieme di tanti social network piccoli nelle mani di persone come me e te.
  • Facebook e gli altri accentrano: vuoi usare la mia piattaforma? Devi iscriverti regalandomi i tuoi dati, la tua vita. Facebook è unico, come Youtube, Tiktok, e gli altri. Vuoi accedere a quei social per socializzare? Devi fare un account per ogni social, e all’interno vedrai solo i contenuti di quel social network.
  • Il Fediverso è l’esatto opposto: decentrato, libero da padroni anche nel suo codice di programmazione. Non c’è un padrone che impone la sua convenienza, perciò le persone – questa volta davvero – hanno un peso che è identico per ognuna, non lo decide l’algoritmo.
  • Per tutti i motivi qui sopra e altri, il Fediverso è un’alternativa concreta e etica alla “merdificazione di internet“.

Bene, ora che sei consapevole di tutto questo, e spero sarai d’accordo con me, è arrivato il momento: entriamo nel Fediverso.

Come si fa? Beh, anzitutto dovrai scegliere uno dei tanti social network che lo costituiscono; e come fare a decidere? Come nel mondo dei social commerciali, esistono tanti social quante sono le “funzioni”, gli usi tipici o gli argomenti che l’utente vuole fare o trattare.

Ecco alcuni dei social del Fediverso, quelli che sentirai nominare più spesso, riassunti in questa tabella.

LogoNome del SocialPer cosa è pensatoCosa Sotituisce?
Mastodon Microblogging, cioè condivisione di brevi testi, file multimediali, link ad altri contenuti.X (Twitter), Threads.
FriendicaPersonal Blogging, cioè testi più lunghi, immagini, link ad altri contenuti.Facebook
PixelfedCondivisione di fotografie, album fotografici, portfolio.Instagram
PeerTubeCondivisione di video lunghi orizzontali. Youtube
LemmyForum e gruppi di discussione, con condivisione immagini e altri link.Reddit, Gruppi Facebook.

Ce ne sono altri, ma questi sono (secondo me) i più diffusi e quelli con cui potresti avere a che fare presto.

A quale iscriversi, dunque? Prima di questa domanda occorre chiarire una cosa: visto che il Fediverso è un insieme di tanti social network gestiti da istituzioni, volontari, (poche) aziende e persone normalissime come me e te, devi tenere presente che se vuoi iscriverti a Mastodon non ti iscriverai “a Mastodon”, perché Mastodon è solo un software!
Ti iscriverai invece ad una istanza di Mastodon, cioè una delle tantissime installazioni di Mastodon che qualcuno nel mondo ha deciso di metterti a disposizione (grazie!).

Chiarito questo, ora sì che possiamo porci “la domanda”: ma a cosa mi devo iscrivere, quindi?

Il bello del Fediverso è proprio che da un punto di vista tecnico non importa, perché da qualunque istanza potrai vedere i post degli amici che postano su qualsiasi altra istanza.

Da un punto di vista pratico, però, non ti consiglio di andare “a caso”.

Il mio consiglio è di valutare 2 cose: qual è il tuo scopo principale per stare nel Fediverso (condividere foto, pensieri corti, pensieri lunghi?).

In base a questo, io ti consiglio di valutare Pixelfed per le foto, Mastodon per i pensieri corti, Friendica per i pensieri lunghi.

Se ti fidi di me ti consiglio, per iniziare, di provare con Mastodon: è la tecnologia più facile da comprendere. In alternativa, Friendica.

Lascerei gli altri tipi di social per un secondo momento (a parte che potrai comunque usarli in buona parte con il tuo account di Mastodon/Friendica, ma magari lo vediamo in un altro articolo!).

Bene, la scelta non finisce qui: perché in ognuno dei social che ho citato vedrai sempre:
– post di account “locali” (non in senso geografico, ma account di persone che appartengono al tuo stesso server).
– post del “resto del mondo”:

Appena avrai accesso vedrai i post dei tuoi “compagni di istanza”, e quindi è molto importante scegliere un’istanza di persone che parlano la tua lingua, faciliterai la socializzazione.

Ultima cosa, ogni istanza ha il suo “credo”, la sua vocazione e le sue linee di comportamento, potremmo dire il suo manifesto, ed è molto più facile stare in un’istanza di persone che condividono i tuoi principi piuttosto che non entrare a caso e poi, eventualmente, spostare il proprio account più tardi in un’altra istanza (si, si può fare, ma perché non risolvere subito?).

In sostanza, controlla bene il “manifesto” dell’istanza a cui ti stai iscrivendo.

Ma bando alle ciance, ora basta con la filosofia!

Come ci si iscrive, come si fa?

Ora che sei un esperto/a del Fediverso, se mi hai seguito fino a qui, tutto diventa più facile.

Esistono siti che riportano elenchi di istanze dei vari social (Mastodon, Pixelfed, Friendica, Lemmy, Peertube). Eccone qualcuno:

Elenco istanze Mastodon:
Esistono vari siti, che possono aiutarti a trovare la tua…diciamo.. istanza del cuore❤️.

Fai attenzione a questa pagina, però, perché i motori di ricerca possono facilmente portarti qui:

joinmastodon.org/servers

Qui si può venire aiutati a scegliere la propria istanza per argomento o regione, e si legge che esiste un “original server”:

Ma anche se è il server originale, perché gestito da chi sviluppa il software di Mastodon, io ti sconsiglio di entrare lì.

È un’istanza di persone che si relazionano prevalentemente in inglese. Ti sentiresti un po’ “solo” all’inizio.

Piuttosto, prova a dare un’occhiata qui: mastodon.it/istanze-mastodon-i….

C’è un elenco (non esaustivo probabilmente) di istanze italiane, alcune addirittura locali. Personalmente ho scelto mastodon.uno perché ne condivido il manifesto.

Elenco istanze Friendica

Qui si fa presto!
Si trova un elenco qui: dir.friendica.social/servers

Ce ne sono molte, ma come vedrai l’istanza italofona al momento è solo una: poliverso.org

Se decidi per Friendica, leggi bene le istruzioni a questa pagina e i termini d’uso, poi una volta iscritto, leggi per bene le istruzioni che ti verranno inviate. Sono utilissime, e seguirle ti aiuterà ad entrare prima nel “mood” della piattaforma”.

Nota: l’app ufficiale per android di Friendica sarebbe Raccoon, ma personalmente trovo che “Fedilab” sia fatta molto meglio.

Lemmy: un’interessante alternativa

Le istanze Lemmy italiane sono molto interessanti secondo me. Raccolgono tante Comunità (pensale come dei gruppi di Facebook) e in ogni comunità ogni giorno vengono inseriti e condivisi post inerenti notizie e novità di tutti i tipi, dalla politica, ai viaggi, ai fumetti, a tutto quello che ti passa per la testa. E, se manca, puoi creare tu un gruppo (Comunità)
.
Troverai la mia Comunità Lemmy che parla di viaggio a tutto tondo, a questo indirizzo: feddit.it/c/viaggi (–> Ti invito a partecipare!)

Detto ciò, prova a guardare appunto Feddit.it e Diggita: tante notizie e tanti post tematici ti aspettano.

Qui trovi un elenco dei server Lemmy in tutto il mondo: join-lemmy.org/instances

Per una soluzione veloce, dai un’occhiata a Diggita.com e Feddit.it

Bene…e ora?

Ora mi auguro che entrerai nel Fediverso e apprezzerai l’assenza di algoritmi, di padroni, di interessi commerciali opachi dietro ad ogni post pubblicato. E vogliamo parlare dell’assenza di pubblicità? (Nota: se ti piace l’istanza in cui ti trovi, valuta di sostenerla con piccoli contributi, perché non ci sono multinazionali miliardarie, dietro).

Qui ti lascio i miei riferimenti nel Fediverso italiano…spero che verrai a trovare i miei profili e che i contenuti saranno di tuo gradimento.

– Mastodon: mastodon.uno/@simonperry – (@simonperry )

– PeerTube: video.simoneviaggiatore.com – (@viaggiatore_tv)

– PixelFed: pixelfed.uno/Perry77@Perry77

– Lemmy: feddit.it/c/Viaggi@Viaggi

Condividi questo post con quante più persone puoi.

Grazie!


Un viaggio nel FEDIVERSO: la soluzione al problema dei social


In questo articolo parlo di social network, un argomento non direttamente collegato al viaggio, ma comunque molto importante se pensiamo a tutti i contenuti di viaggio che transitano sulle pagine social e le nostre interazioni con altre persone attraverso i social, ma anche a quante ore trascorriamo davanti agli schermi “grazie” ad essi.

Sui social ormai ci siamo tutti, ci si parla di tutto, e sappiamo bene che tutti passiamo molte ore al giorno davanti alle pagine social, ma possiamo dire anche, più in generale, utilizzando servizi on line “gratuiti”. Spesso è su quelle pagine che scopriamo cosa succede nel mondo, gli ultimi eventi su un certo argomento, i risultati elettorali.

È un dato di fatto che al giorno d’oggi tutti i grandi social siano nelle mani di aziende, ma non aziende qualunque: veri e propri colossi dell’informatica, che investono cifre da capogiro per capire come tenerci incollati alle alle loro piattaforme per un tempo sempre maggiore. Quel tempo lo togliamo ai nostri cari, alle nostre attività, ad altre cose che amiamo, e più in generale alla nostra presenza nel mondo.

Un altro grande problema di tutto questo è che quelle piattaforme vendono ad altri ciò che scriviamo, le nostre abitudini e preferenze di ogni tipo, affinché questi “altri” possano farne ciò che vogliono, compreso analizzarci per capire sempre meglio come indurci ad acquistare di tutto.

Di più: chi possiede il social network e quindi i dati che hanno origine da noi, può sapere chi siamo meglio di noi stessi a volte, e può usare queste informazioni per plasmare le nostre idee.

Cosa c’entra il Fediverso in tutto questo? Ci sto arrivando. 🙂

Se quello che ti ho descritto ti sembra una teoria del complotto, purtroppo ti stai sbagliando. Tutto questo è reale, e basta fare una ricerca on line per trovare le conferme di ciò che dico.

D’altra parte, nel mondo dell’informatica e del web, c’è un detto: se un servizio è gratuito, allora il prodotto in vendita sei tu.

Nelle piattaforme social come Facebook, Instagram, TikTok o similari, i proprietari hanno investito miliardi di dollari. Si potrebbe pensare che i costi sostenuti siano in gran parte per l’infrastruttura, ma la parte più impegnativa di un social network è la messa a punto e il mantenimento dell‘algoritmo, ossia quell’insieme di meccanismi che sulla base di una serie di eventi (i nostri comportamenti on line), decidono cosa farci vedere, e di conseguenza cosa nasconderci.

Per fare un esempio pratico, supponiamo che un utente abbia un vago interesse per un argomento spinoso come l’immigrazione. Gli algoritmi intercetteranno alla perfezione questo interesse (sono lì apposta del resto, anche se l’utente non li vede; possiamo dire che il social stesso è un algoritmo molto complesso).

Una volta compreso il nostro interesse, verrà deciso quale sarà il prossimo articolo o il prossimo video che vedremo scorrendo verso il basso, o a quale notifica dare la priorità, quale annuncio pubblicitario farci vedere prima, eccetera. Negli ultimi anni gli algoritmi social sono diventanti anche esperti nel creare curiosità che non abbiamo.

Badate bene che l’interesse della piattaforma non è quello di darci un’idea chiara, equilibrata ed imparziale su un argomento, ma di trattenerci sulla piattaforma il più possibile affinché continuiamo a vedere gli annunci pubblicitari (ciò che li fa guadagnare tanti bei miliardi).

E qual è il metodo migliore per raggiungere questo obiettivo? La paura, o la rabbia, o entrambe.

L’algoritmo comincerà a proporci video in cui si dice che i nostri problemi derivano dagli immigrati, e che se non facciamo qualcosa “ci rimpiazzeranno” (ti suona familiare?).

Ci è appena stata instillata la paura, più o meno conscia, che qualcuno voglia portarci via qualcosa, che il nostro stile di vita è in pericolo, che non è colpa nostra se la vita non ci riesce proprio come vorremmo, ma anzi è colpa di una persona disperata che è morta attraversando il Mediterraneo su un pezzo di legno scadente. Donne, uomini, bambini, neonati, non importa: tutti ugualmente destabilizzanti per le nostre vite.

La frittata è fatta. Vorremo saperne di più, staremo lì ancora e ancora per cercare qualcosa che ci tranquillizzi, che ci tolga quella paura; ma quel qualcosa non arriverà. Anzi, l’idea di base, la paura, verrà sempre più rinforzata, video dopo video, articolo dopo articolo.

Pur essendo un grande utilizzatore di questi social (lo ammetto), io trovo sconcertante che esistano aziende dal potere – enorme – di decidere cosa dobbiamo guardare, e di conseguenza cosa dobbiamo pensare, che idee dobbiamo farci. Se a fare tutto questo fosse un Governo, diremmo che si tratta di una dittatura. Perché non ci scuote l’idea che possa farlo un privato?

È proprio per tutte queste ragioni che sempre più persone riconoscono che questo sistema di cose è una grande anomalia per le democrazie.

Rifiutare questo sistema è un atto rivoluzionario.

Ma come fare? Rinunciare per sempre alla propria vita on line?
È qui che entra in gioco il Fediverso.

Cos’è? Può sembrare qualcosa di complesso ma in realtà è qualcosa di molto semplice.

Immagina di vivere nell’appartamento di un condominio. Quando vuoi parlare con qualcuno, o sapere di cosa si parla nel condominio, puoi uscire dal tuo appartamento e incontrare i tuoi vicini di casa. Puoi parlare con loro privatamente, ma anche in uno spazio comune, come il pianerottolo, dove puoi parlare a tutti gli altri inquilini che stanno sul pianerottolo insieme a te.

In questo esempio, è come se il condominio fosse un social network.

Esistono persone nel mondo che hanno creato diversi social network (condominii) che sono liberi dalle logiche di cui parlavamo sopra.

Queste persone hanno creato il codice d social network del tutto nuovi, e lo hanno messo a disposizione di chiunque lo voglia usare, a patto che lo distribuisca di nuovo in quella forma.
Può sembrare una cosa da poco, ma non la è: chiunque abbia sufficienti competenze può prendere questo codice e costruire un nuovo condominio (una istanza del social network), dove le persone possono “abitare”, digitalmente parlando.
Inoltre, è anche possibile verificare che i “mattoni” che costituiscono questi nuovi condominii non contengano algoritmi poco desiderabili, come quelli dei social di cui parlavamo prima: Facebook, Instagram, Tiktok e tutti gli altri. Se anche dovessero all’improvviso contenerli, la licenza adottata consentirebbe di rimuoverli e redistribuire di nuovo il codice (ma chi vorrebbe mai usarlo senza modifiche, a quel punto?).

I programmatori dei nuovi social liberi non si sono fermati qui, ma hanno fatto qualcosa di ancora più utile e straordinario: hanno messo in comunicazione tra loro i condominii.

Restando nella metafora dei condominii, hanno fatto in modo che gli inquilini di un condominio possano parlare con le persone che si trovano negli spazi comuni di un altro condominio, e viceversa. Hanno fatto in modo che gli abitanti di un condominio possano parlare con gli abitanti di una villette a schiera, o di uno chalet di montagna.

In sostanza, non è più necessario abitare lo stesso tipo di casa per potersi parlarsi.

Questa è una delle enormi differenze tra i social vecchi e i nuovi social network liberi. Se hai un account Facebook, da Facebook non potrai vedere i video che vengono pubblicati su YouTube: al limite potrai seguire un collegamento che ti porta là, abbandonando quindi Facebook. Poi dovrai aprire un altro account, regalare i tuoi dati personali anche a TikTok, e allora potrai vedere i video ma i due mondi resteranno separati.

Nei social liberi non è così. Ne esistono di diversi tipi, e sono TUTTI interconnessi l’uno all’altro.

Questo è il Fediverso, un social network fatto da tantissimi social network più piccoli, collegati tra loro. Una città formata da tante abitazioni diverse, siano esse condominii, villette indipendenti o casette a schiera.

Le “case” che compongono la grande città del Fediverso (le ho chiamate istanze) sono fabbricate usando il codice di cui parlavamo prima da chiunque lo voglia, e di conseguenza si assomigliano tra loro per gruppi omogenei.

In sostanza è una federazione di social network, ed ecco perché viene chiamata “Fediverso”.

Quali sono i social network che compongono il Fediverso?

Ne esistono tanti, ma vediamo brevemente i più popolari:
Mastodon: adatto per il microblogging, cioè testi molto brevi. E’ il social più popolare nel Fediverso, anche in Italia. A prima vista può somigliare a X (ex Twitter), BlueSky o Threads.
Friendica: più adatto ai testi lunghi, e quindi più simile a Facebook (anche nell’interfaccia). Il primo approccio però può essere meno semplice rispetto a Mastodon.
Pixelfed: nasce per la condivisione di Foto, ed è quindi paragonabile ad Instagram.
PeerTube: nasce come piattaforma di condivisione di video, similmente a quanto fa Youtube o TikTok.
Lemmy: in grado di dare vita ad una piattaforma di aggregazione dei contenuti, similmente a Reddit.

In nessuno di questi nuovi social ci sono algoritmi che decidono cosa tu debba vedere. Le pubblicazioni sono – e rimangono – sempre in ordine cronologico: i contenuti si scoprono seguendo i tag degli argomenti che ci interessando, o ricercandoli tramite la funzione di ricerca.
All’interno delle istanze, ad ora, non c’è pubblicità.
Cosa non da poco, i nostri dati personali non vengono venduti o ceduti a nessuno.

Per i motivi di cui sopra, quando ci si iscrive ad una delle istanze dei social network che ho citato, si può rimanere un po’ spaesati e spiazzati, e ci si può sentire un po’ soli.
Questo non deve bloccarci, ma anzi è la prova che la piattaforma non ci “spinge” a vedere ciò che lei desidera (a chi gioverebbe?).

Ci sono molte organizzazioni, aziende e persino privati nel mondo che gestiscono attivamente istanze di questi social.
Tra tutti, credo che i privati siano quelli che più di tutti hanno bisogno del nostro supporto come utenti finali, perché…sì, mantenere questi social costa. Ci vogliono server che li ospitano, tempo da dedicarvi per l’installazione, gli aggiornamenti e la moderazione dei contenuti, quando qualche utente viola le regole richieste per la permanenza sulla piattaforma (le regole sono semplici, ben chiare ed evidenti al momento dell’iscrizione).
L’accesso alle istanze generalmente è gratuito, ma non sorprendetevi se i gestori – giustamente – pubblicheranno di tanto in tanto qualche invito alla donazione.
Il mio suggerimento è di trovare un’istanza che ci piace, “sposarla” e sostenerla economicamente con un piccolo obolo mensile, anche pochi euro, che possono fare la differenza. Per quanto mi riguarda li investo molto volentieri in questo tipo di supporto.

Io ho diversi account nel Fediverso perché pubblico molti contenuti, ma ribadisco che da “spettatori” può bastarne anche soltanto uno.

Sono iscritto e sostengo economicamente sia l’istanza Mastodon.uno (mastodon.uno) che gli svilupatori del codice del social. Mi trovate su Mastodon come @simonperry.

Sono iscritto a Pixelfed.uno, (pixelfed.uno) dove condivido gli scatti dei miei viaggi che ritengo più interessanti. Lì potete trovarmi come “@Perry77

I miei 3 podcast sono tutti ospitati su castopod.it, una piattaforma di podcasting federata con il Fediverso.
Il mio ultimo podcast Verso Casa, ad esempio, può essere seguito dando il follow al profilo “@versocasa” da qualunque account del Fediverso (cioè, serve essere iscritti a castopod per sentirlo).

Il sito che stai leggendo, ospitato su wordpress, è associato ad un account nel Fediverso. Ogni articolo che pubblico qui viene automaticamente condiviso nel Fediverso.
Il profilo che si può seguire da qualsiasi social del Fediverso, per vedere gli articoli che pubblico, è quello citato prima, di Mastodon.uno @simonperry.

Tutti i nomi account che ho riportato, sono scritti in questa forma: @nomeaccount

Chiarito che Mastodon.uno, Pixelfed.uno, ecc sono solo alcune delle tante istanze (server) che compongono il Fediverso, questo è il modo in cui puoi cercare un utente all’interno dell’istanza dove tu e lui siete iscritti. Se dovrai cercare un utente di un’altra istanza, ti basterà mettere @nomeistanza dopo il nome utente, ovviamente scrivendolo tutto attaccato, ossia: @nomeutente@nomeistanza.xxx

Il Fediverso, per ora, è un posto magico per me: senza pubblicità, ben moderato da esseri umani (non certo da algoritmi) e ogni volta che ci entro per me è come ritrovare quella pace che si ritrova in un bosco. Parliamo sempre di social newtork, ma non c’è confusione: solo contenuti.

Per restare in questo modo, il Fediverso ha bisogno di più iscritti che capiscano il valore di quanto hanno tra le mani, e di qualche donazione in più.

Date una chance al Fediverso, iscrivetevi ad una delle istanze.

Non sentitevi spaesati, ma apprezzate il silenzio. Potrete dare maggior valore alle interazioni, che saranno reali e non forzate dagli algoritmi che fomentano il litigio.

[Nota: ogni litigio nel Fediverso, che comunque capita, saprai che è autentico].

Per qualsiasi dubbio io possa chiarire, fammi sapere qui sotto con un commento!


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Nuovo Amazfit Active Max: smartwatch fitness completo per ogni allenamento


Amazfit presenta Active Max, il nuovo smartwatch pensato per chi vuole iniziare (o migliorare) il proprio percorso fitness con semplicità e funzioni avanzate
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Amazfit ha presentato il nuovo Amazfit Active Max, progettato per le persone che vogliono allenarsi allenarsi regolarmente. Che si tratti di correre, andare in palestra, partecipare alla prima gara HYROX o semplicemente mantenersi attivi nei fine settimana, il nuovo smartwtach targato Amazfit aiuta a migliorare la propria salute e il proprio benessere.

Per chi quest'anno ha deciso di diventare più attivo, Active Max monitora oltre 160 sport e attività. Lo smartwatch, inoltre, offre piani di allenamento personalizzati basati sull'intelligenza artificiale e analisi avanzate che mostrano chiaramente i progressi raggiunti.

Sleep Report 2025 Amazfit
I dati emersi offrono uno spaccato chiaro: il sonno è una delle prime vittime dello stile di vita contemporaneo
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Comfort e funzioni intelligenti


Dotato di una struttura leggera (39.5 g) e molte funzioni automatizzate, il dispositivo consente di concentrarsi più facilmente sugli allenamenti. Le zone di frequenza cardiaca vengono impostate automaticamente e quando Active Max rileva una frequenza troppo alta, invia un avviso all'utente, mettendo nello stesso tempo tutti gli esercizi in pausa. Il suo ampio display da 1,5 pollici regola automaticamente anche la luminosità (fino a 3000 nit) in base allo scenario in cui ci si allena. Il comfort è ulteriormente migliorato dalla tecnologia AMOLED, che offre un contrasto elevato e colori vivaci, rendendo i dati di allenamento più facili da leggere e più comodi da usare.
L'ampio display dell'Amazfit Active Max da 1,5 pollici regola automaticamente la luminosità in base allo scenarioL'ampio display dell'Amazfit Active Max da 1,5 pollici regola automaticamente la luminosità in base allo scenario

Approfondimenti su allenamento e recupero


Riepiloghi dettagliati degli allenamenti, compresi i dati post-allenamento e di recupero, sono disponibili su Active Max e nell'app Zepp.
L'App Zepp è disponibile gratuitamente per iOs e AndroidL'App Zepp è disponibile gratuitamente per iOs e Android
L'app mostra i risultati degli allenamenti, il carico di allenamento accumulato, i progressi di recupero, compresa la qualità del sonno e la variabilità della frequenza cardiaca (che indica indirettamente l'affaticamento del sistema nervoso dopo l'esercizio fisico) e l'indicatore BioCharge, che riflette l'attuale livello di energia. Active Max monitora decine di parametri, aiutando gli utenti a comprendere meglio il funzionamento del corpo.

DJI Osmo Action 6: apertura variabile e novità tecniche
Osmo Action 6 segna un’evoluzione nel mondo delle action cam grazie all’introduzione dell’apertura variabile: maggiore controllo dell’esposizione, migliori riprese con luce difficile e qualità video superiore rispetto ai modelli precedenti
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Mappe e navigazione


Active Max offre ancora più vantaggi: lo smartwatch supporta i pagamenti, migliaia di mappe offline, tra cui mappe topografiche, mappe di stazioni sciistiche e mappe contorno, oltre a funzioni di navigazione. Grazie al rapido sviluppo dell'ecosistema Amazfit, chi inizia ad allenarsi regolarmente può anche condividere i propri progressi su piattaforme esterne come Strava, adidas Running, Google Fit, Health Connect, Komoot e Relive.

Ecosistema e podcast


Active Max è dotato di microfono e altoparlante integrati. Può anche essere abbinato a cuffie (ad esempio Amazfit UP) e molti altri accessori sportivi Amazfit (ad esempio Helio Strap, Helio Ring), nonché a dispositivi di terze parti. È possibile, inoltre, scaricare e installare centinaia di mini-app dall'app Zepp, tra cui Podcast, che fornisce l'accesso a milioni di contenuti audio gratuiti. Lo smartwatch ha 4 GB di memoria (quattro volte più dell'Amazfit Active 2), consentendo di ascoltare podcast e musica senza una connessione Internet.

Disponibilità e prezzo


Amazfit Active Max è disponibile dallo scorso 30 dicembre 2025 su it.amazfit.com e tramite partner Amazfit selezionati al prezzo di 169 euro.


Dormiamo davvero così poco? Lo conferma lo Sleep Report 2025 firmato Amazfit


Dormire bene è diventato uno dei grandi obiettivi della vita moderna, eppure sembra sempre più difficile da raggiungere. Tra ritmi frenetici, stress quotidiano e un uso costante della tecnologia, il tempo dedicato al riposo si riduce progressivamente. Ma dormiamo davvero così poco? A confermarlo è lo Sleep Report 2025 di Amazfit, che analizza le abitudini di sonno di milioni di utenti a livello globale. In particolare, i dati raccolti tramite la Zepp App in Regno Unito, Francia, Spagna, Germania, Polonia e Italia evidenziano una forte correlazione tra orario di addormentamento e qualità del riposo e pur mostrando differenze significative da Paese a Paese: italiani e spagnoli dormono meno di tutti, mentre polacchi e tedeschi sono quelli che più frequentemente vanno a letto prima delle 22:00. Lo studio, inoltre, rivela che la regolarità del sonno – andare a letto ogni sera alla stessa ora – aumenta significativamente le probabilità di raggiungere almeno un’ora di sonno profondo, elemento chiave per il recupero.
Monitoraggio delle fasi del sonnoMonitoraggio delle fasi del sonno

“Il sonno è un pilastro del benessere, importante quanto alimentazione, esercizio fisico e gestione dello stress. Essenziale per atleti e sportivi ambiziosi, ma anche per chi si allena per piacere. Tuttavia, ciò che conta non è solo la durata del sonno, ma anche la sua regolarità e qualità, che include il sonno profondo, la velocità con cui ci addormentiamo e quante volte ci svegliamo durante la notte”, ha affermato Jesús Carrero di Zepp Health.


Italia: il Paese che dorme meno


Dalla rilevazione emerge che gli italiani dormono in media solo 7 ore a notte, il valore più basso registrato tra i Paesi analizzati. Anche la qualità del riposo risulta ridotta: appena il 67,23% degli adulti raggiunge almeno un’ora di sonno profondo, la fase cruciale per il recupero fisico e mentale. L’orario in cui ci si addormenta si conferma decisivo perchè chi va a dormire presto beneficia di un riposo sensibilmente migliore: il 76,83% degli italiani che si corica tra le 20:00 e le 21:59 ottiene almeno un’ora di sonno profondo, con una durata media complessiva di 7 ore e 50 minuti. Al contrario, tra chi si addormenta dopo mezzanotte la situazione peggiora drasticamente: la durata del sonno cala a 6 ore e 2 minuti, e solo il 54,25% raggiunge almeno un’ora di sonno profondo.
Monitoraggio delle sessioni di sportMonitoraggio delle sessioni di sport

Gli atleti italiani: la regolarità fa la differenza


Gli atleti rappresentano un modello virtuoso nella gestione del riposo.Il maratoneta Yeman Crippa mantiene una routine stabile, dormendo dalle 23:00 alle 7:00 e concedendosi un breve riposo dopo pranzo per sostenere la doppia sessione di allenamento. Anche la tennista Bea González mostra un profilo di sonno ottimale, con 7 ore e 49 minuti di riposo totale e 1 ora e 24 minuti di sonno profondo, pari al 18% del totale. L’importanza del sonno è sottolineata anche da una delle protagoniste del tennis mondiale, Jasmine Paolini:

“Il sonno è davvero importante per il mio recupero. Quando dormo bene, mi sento più concentrata, più paziente e più esplosiva in campo. La differenza la noto subito: un buon sonno migliora i miei movimenti e mi aiuta a rimanere calma durante gli scambi lunghi o nei momenti difficili. Per me, il sonno è essenziale quanto l’allenamento o la nutrizione”.


Jasmine PaoliniJasmine Paolini

Gli atleti professionisti: il sonno come alleato della performance


Il report evidenzia, inoltre, come gli atleti d’élite dedichino al sonno molte più ore rispetto alla popolazione generale. L’ultrarunner spagnola Rosa Lara Feliu dorme in media 9 ore e 37 minuti, con 2 ore e 21 minuti di sonno profondo, mentre l’ultramaratoneta neozelandese Ruth Croft ha registrato 10 ore e 14 minuti di sonno la notte precedente alla sua vittoria all’Ultra Mont-Blanc. In conclusione, il report Amazfit 2025 evidenzia come l’orario in cui si va a dormire sia uno dei fattori più influenti sulla qualità del sonno. È quindi fondamentale, per migliorare il benessere e il recupero quotidiano, anticipare l’addormentamento e mantenere una routineregolare, proprio come fanno gli atleti che utilizzano Amazfit per monitorare sonno, allenamento e recupero.
Ruth CroftRuth Croft


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Viaggi 2026: crescono le città secondarie, ecco le destinazioni europee più gettonate


Le città secondarie europee guadagnano popolarità nel 2026, mentre le capitali fanno un passo indietro nelle scelte di viaggio
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Le capitali restano in cima alle liste dei viaggiatori, ma il desiderio di scoperta in Europa si sta ampliando. Accanto ai classici city break, sempre più persone rivolgono l’attenzione a destinazioni più piccole e meno conosciute: Omio, piattaforma per la prenotazione di viaggi multimodali, ha identificato un cambiamento crescente nei dati di prenotazione del 2025, che riflette uno dei temi centrali del suo annuale Report NowNext realizzato con YouGov: Oltre le capitali/ Capital Losses.

Il report rivela che, sebbene le grandi capitali continuino ad attrarre una forte domanda, il 21% dei viaggiatori prevede di visitare città secondarie nel 2026, spinto da prezzi più accessibili, minore affollamento, cultura, attrazioni uniche ed esperienze più autentiche e locali. Questo trend è confermato anche dai dati Omio, che mostrano un aumento del 30% delle prenotazioni verso le città secondarie su base annua, rispetto a una crescita del 15% per le destinazioni più popolari.
Centro storico di MonopoliCentro storico di Monopoli
Per capire a quali mete punteranno prossimamente i viaggiatori, Omio ha analizzato la crescita delle prenotazioni anno su anno tra le sue 200 principali destinazioni urbane (1 gennaio – 1 dicembre 2025 vs 1 gennaio – 1 dicembre 2024). Il risultato è una lista delle 20 destinazioni in più rapida ascesa da tenere d’occhio nel 2026.

“I viaggiatori stanno ripensando a cosa renda memorabile un city break. Invece di scegliere automaticamente le grandi capitali, cercano luoghi con carattere, maggiore accessibilità economica e un forte senso di identità locale. Le città secondarie spesso offrono esattamente questo. In Omio vediamo questo cambiamento riflettersi nei modelli di prenotazione in tutta Europa, favorito anche dalla facilità con cui oggi è possibile raggiungere queste destinazioni grazie a una combinazione di diversi mezzi di trasporto. Questo trend non mostra segni di rallentamento con l’ingresso nel 2026”, così Veronica Diquattro di Omio Europa


Le destinazioni di tendenza per il 2026

  1. Salamanca, Spagna (+168%): Città di arenaria dorata ricca di storia, Salamanca unisce l’energia studentesca alla grandiosità architettonica. Plaza Mayor resta il suo cuore vivace e il calendario di eventi culturali continua ad attirare visitatori in cerca di un’autentica esperienza castigliana. Raggiungibile in due ore di treno da Madrid;
  2. Marbella, Spagna (+159%): più di una destinazione balneare, Marbella si è evoluta in una meta da vivere tutto l’anno, con percorsi escursionistici nella vicina Sierra Blanca, un panorama culinario contemporaneo in crescita e un appeal sempre più forte per chi cerca un’esperienza di lusso più raffinata e legata allo stile di vita. Un calendario costante di festival culturali ed eventi sportivi mantiene la città vivace ben oltre l’alta stagione estiva. Raggiungibile in autobus da Málaga oppure in treno da Madrid fino a Málaga e successivamente in autobus;
  3. Monopoli, Italia (+141%): con il suo centro storico dipinto di bianco, le vedute sul porto e il pesce fresco, Monopoli offre un’alternativa più lenta ai principali poli costieri italiani. I suoi inverni miti la rendono una destinazione interessante anche fuori stagione. Raggiungibile in circa mezz’ora di treno da Bari.
  4. Polignano a Mare, Italia (+127%): con un tragitto in treno ancora più breve da Bari, Polignano a Mare sorge in modo scenografico su scogliere calcaree ed è nota per le sue calette turchesi e le viste panoramiche sull’Adriatico. Pur attirando grande attenzione durante l’alta stagione estiva, visitarla al di fuori dei mesi più affollati consente di vivere i percorsi costieri, il centro storico e il programma culturale con ritmi più rilassati;
  5. Alberobello, Italia (+122%): la Puglia ottiene un punteggio elevato in questa classifica. Una delle destinazioni più riconoscibili della regione, Alberobello è rinomata per i suoi trulli, patrimonio UNESCO, e per il suo paesaggio urbano suggestivo. Esplorare la città insieme alla vicina Valle d’Itria, con vigneti, percorsi ciclabili e piccoli borghi collinari, offre una prospettiva più ampia sulla regione al di là delle mete più visitate. Raggiungibile in treno da Bari;
  6. Matera, Italia (+89%): spostandosi ulteriormente a sud, in Basilicata, Matera è famosa per le sue abitazioni rupestri, i Sassi. Il suo programma di mostre e iniziative culturali continua a crescere dopo il titolo di Capitale Europea della Cultura ottenuto nel 2019. Raggiungibile in autobus da Bari in poco più di un’ora;
  7. Bari, Italia (+88%): vivace città portuale e universitaria con un centro storico rinnovato, Bari, capoluogo regionale e seconda città più grande del Sud Italia, offre l’accesso al meglio della Puglia, come dimostrano le destinazioni dalla terza alla sesta posizione di questa lista, oltre a una propria florida cultura gastronomica. Perdersi tra i vicoli e assaggiare le tradizionali orecchiette fatte a mano è d’obbligo. Bari è dotata di un aeroporto ben collegato ed è raggiungibile anche in treno ad alta velocità dalle principali città italiane;
  8. Murcia, Spagna (+77%): il clima caldo, l’architettura barocca e la fama per i prodotti freschi rendono Murcia una meta apprezzata da chi cerca una città spagnola più tranquilla ma con forti radici culinarie. La settima città più grande della Spagna è facilmente raggiungibile in aereo, treno o autobus;
  9. Santiago de Compostela, Spagna (+77%): noto per il pellegrinaggio del Cammino, il centro storico rappresenta di per sé una grande attrazione, soprattutto per i viaggiatori che percorrono gli antichi itinerari. Raggiungibile in aereo (aeroporto SCQ) o in treno;
  10. Valladolid, Spagna (+68%): Valladolid offre imponenti edifici rinascimentali, vini regionali rinomati e una scena gastronomica sempre più riconosciuta. Rimane una scelta ancora poco battuta per gli amanti della cultura. Raggiungibile in circa un’ora di treno da Madrid;
  11. Segovia, Spagna (+66%): con il suo acquedotto romano, il castello fiabesco e i mercati tradizionali, Segovia è ricca di patrimonio storico. Le sue dimensioni contenute la rendono ideale per una gita in giornata da Madrid. Il treno ad alta velocità la collega in meno di 30 minuti;
  12. Lecce, Italia (+62%): spesso definita la Firenze del Sud, Lecce unisce architettura barocca e una vivace scena artistica. La sua posizione nella penisola salentina consente un facile accesso ad alcune delle spiagge più belle d’Italia. Raggiungibile in treno o autobus da Bari o Brindisi, oppure in treno ad alta velocità dalle principali città italiane.
  13. Oviedo, Spagna (+62%): situata tra montagne e costa, Oviedo è conosciuta per le sidrerie, i monumenti preromanici e un centro cittadino elegante e tranquillo. È una porta d’accesso ai paesaggi naturali delle Asturie. Il capoluogo regionale è raggiungibile in treno via Madrid o tramite l’aeroporto delle Asturie;
  14. Santander, Spagna (+62%): elegante città di mare con ampi lungomari e spazi culturali come il Centro Botín, Santander attrae viaggiatori in cerca di aria atlantica e di uno stile di vita costiero più lento. Raggiungibile in aereo, treno o autobus;
  15. Jerez de la Frontera, Spagna (+59%): Jerez offre bodegas di sherry, tradizioni equestri e un forte patrimonio flamenco. I visitatori arrivano per il fascino storico e restano per una scena gastronomica in evoluzione. Raggiungibile in aereo o in treno, ad esempio da Siviglia in circa un’ora.
  16. Anversa, Belgio (+58%): capitale della moda e del design, con una cattedrale imponente e un quartiere fluviale suggestivo, Anversa attrae viaggiatori interessati ad arte, shopping e creatività contemporanea. Raggiungibile da Bruxelles in meno di un’ora in treno o autobus.
  17. Lubiana, Slovenia (+58%): la piccola capitale slovena offre un’alternativa rilassata ai grandi hub europei, con caffè lungo il fiume, spazi verdi e un piccolo centro storico, facile da esplorare a piedi. La scena culturale in crescita e la vicinanza a laghi, vigneti e paesaggi alpini la rendono una base ideale per un city break più lento nel 2026. Raggiungibile in aereo, treno o autobus a lunga percorrenza.
  18. Gand, Belgio (+55%): Gand unisce architettura medievale ed energia giovane, con un ricco calendario culturale. L’atmosfera lungo i canali e i mercati gastronomici locali sono tra le principali attrazioni. Facilmente raggiungibile in treno o autobus dai principali aeroporti del Belgio, Bruxelles e Bruxelles Sud Charleroi.
  19. Dubrovnik, Croazia (+54%): al di là dei picchi estivi, Dubrovnik offre una stagione più tranquilla con passeggiate costiere panoramiche, mura storiche e temperature invernali miti. Raggiungibile in aereo o tramite collegamenti autobus a lunga percorrenza più economici.
  20. Annecy, France (+53%): adagiata tra lago e montagne, Annecy è ideale per gli amanti delle attività all’aria aperta. I canali, l’aria alpina e la vicinanza alle località sciistiche la rendono popolare tutto l’anno. Nel 2026 accoglierà inoltre la comunità internazionale dell’animazione con il ritorno, a giugno, dell’Annecy International Animation Film Festival. Raggiungibile in autobus da Ginevra oppure in treno o autobus da Lione.
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unstable complexity / rosaire appel. 2026


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#abstract #abstrasemic #art #arte #asemic #asemicWriting #asemics #RosaireAppel #scritturaAsemica

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/e/OS 3.3: arriva il supporto ad Android Auto


/e/OS 3.3 porta il supporto ad Android Auto, migliora l'App Lounge e include le patch di sicurezza di dicembre. Novità anche per Fairphone 5 e 6.
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/e/OS, il sistema operativo Android senza servizi Google, si aggiorna alla versione 3.3 con diverse novità interessanti.

La più attesa è il supporto ad Android Auto sui dispositivi basati su Android 15, una mancanza che limitava l’uso quotidiano per molti utenti.

L’App Lounge, lo store alternativo al Play Store, migliora la ricerca mostrando fino a tre app open source in cima ai risultati. Le app senza valutazioni ora mostrano “N/A” invece di uno zero fuorviante, e sono stati risolti problemi con le connessioni Ethernet.

Novità anche per i possessori di Fairphone 5 e 6, con fix specifici e miglioramenti alla stabilità.

L’aggiornamento include le patch di sicurezza Android fino al 1° dicembre e gli ultimi fix da LineageOS 22.2.


FONTE gitlab.e.foundation

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La musica da mettere in museo vs la musica viva (o che ancora deve nascere)


L’ultimo numero della Lettura del «Corriere della Sera» di dicembre certificava la persistente e crescente musealizzazione della musica riproponendola nella forma che tanto piace sui social media commerciali: gli anniversari. La nascita di quello e di quell’altro, la morte di quello e di quell’altro (sempre uomini), l’uscita di un disco che è «entrato nella storia» e che per qualche ragione a me sconosciuta va ricordata ogni anno (alla Universal che non sa più che musica pigliare piace molto questo elemento). Questa roba, ma con una patina seria spalmata sopra: «Gli anniversari marcano l’eco del tempo che passa. Ricordano e rievocano. Sono, diciamocelo, necessari».

Ma vaffanculo.

Non ho nulla contro David Bowie, Miles Davis o John Coltrane, figuriamoci, stanno anche nel mio Pantheon, ma tutto questo continuo rievocare (che poi alla fine si traduce in cofanetti giganteschi da 190 € da regalare a Natale) mi deprime la voglia di ascoltare; preferirei sentir parlare di artisti che provano a dire, a fare, a divertirsi e divertire, a spaccare chitarre tastiere o gonadi (capita) qui e ora, oggi e domani.

E allora parliamone. Il 2026 è appena iniziato ma c’è già qualche uscita da appuntare e da aspettare al varco con attenzione e sentimento. Tre di queste sono opere di artisti italiani o italofoni che dir si voglia. Il 9 gennaio esce Secret Love, il terzo dei Dry Cleaning, e Ferrum Sidereum degli Zu. Il 16 è il turno di The Demise of Planet X degli Sleaford Mods e il 30 abbiamo Dream Life, il terzo lavoro di Marta Del Grandi. Il 6 febbraio escono invece URGH, il secondo dei Mandy, Indiana e Karakoz dei Mai Mai Mai.

Ce n’è di che ascoltare. Ridatece Musica di «Repubblica»? O esce ancora?

//bandcamp.com/EmbeddedPlayer/v=2/album=3480111706/size=large/bgcol=ffffff/linkcol=0687f5/tracklist=false/artwork=small/

#anniversari #DryCleaning #LaLettura #MaiMaiMai #MandyIndiana #MartaDelGrandi #musealizzazione #SleafordMods #Zu

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endogene depression / wolf vostell. 1984


Wolf Vostell, Endogene Depression (Madrid version)

[concrete, iron, tv set, 1984]

#art #arte #EndogeneDepression #installation #installazione #WolfVostell

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Stremio arriva sui visori Pico


Stremio VR è disponibile sui visori Pico 4, Pico 4 Pro, Pico 4 Ultra e Neo3. Rilasciata anche la versione 2D per i modelli Pro e Ultra.
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L’app per lo streaming Stremio sbarca nel mondo della realtà virtuale con il rilascio ufficiale sul Pico Store.

L’applicazione è disponibile da subito su Pico 4, Pico 4 Pro, Pico 4 Ultra e Pico Neo3, oltre a tutti i futuri dispositivi della linea. Il rilascio è mondiale, con l’eccezione della Cina.

Per chi preferisce non usare la modalità VR immersiva, sui modelli Pico 4 Ultra e Pico 4 Pro è disponibile anche “Stremio 2D”, la versione classica dell’app Android in finestra.


FONTE blog.stremio.com

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ancora oggi e domani uno sconto particolare sulle produzioni del centroscritture, inclusi i due nuovi corsi in partenza: su emilio villa e su corrado costa


Villa e Costa al CentroScritture, da gennaio 2026
cliccare per ingrandire

dal 13 gennaio _ Emilio Villa:
centroscritture.it/service-pag…

dal 15 gennaio _ Corrado Costa:
centroscritture.it/service-pag…

#BiancaQuassolo #CeciliaBello #CeciliaBelloMinciacchi #CentroScritture #centroscrittureIt #ChiaraPortesine #CorradoCosta #corsiMonografici #Costa #EmilioVilla #EugenioGazzola #FrancescoMuzzioli #GianLucaPicconi #GianPaoloRenello #MarcoGiovenale #MassimilianoManganelli #materialiVerbovisivi #monografie #poesia #ricercaLetteraria #SamueleMaffei #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #ValerioMassaroni #Villa

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Studio Visa: chi non riconosce i contenuti AI falsi è cinque volte più vulnerabile alle truffe online


Uno studio Visa rivela che l’incapacità di riconoscere i contenuti falsi generati dall’AI rende gli utenti cinque volte più vulnerabili alle truffe online
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Visa ha analizzato il fenomeno delle frodi online. Dallo studio è emerso che gli italiani, non in grado di riconoscere i contenuti fake generati dall’Intelligenza Artificiale, sono cinque volte più vulnerabili alle truffe online rispetto a chi li sa riconoscere. L’indagine evidenzia come il 47% delle vittime di frodi online abbia subito un danno economico medio di 147 euro, con un costo per l'economia del Paese pari a 359.4 milioni di euro.

La crescita delle frodi digitali, alimentata dall’uso dell’intelligenza artificiale sui social media, sta minando la fiducia dei consumatori in Italia: si stima che 7.4 milioni di loro abbiano ridotto e in alcuni casi smesso completamente di acquistare online, e quasi la metà (47%) abbia impiegato più di 24 ore per risolvere la situazione.

Il futuro del commercio digitale in Italia si fonda sulla fiducia. Mentre gli acquisti online continuano a crescere, le truffe e i contenuti ingannevoli generati dall’intelligenza artificiale possono mettere a rischio la sicurezza e la fiducia dei consumatori – ha commentato Stefano M. Stoppani, di Visa Italiamentre milioni di acquirenti si rivolgono al web per effettuare gli acquisti di Natale, Visa sta reagendo alle minacce online con strumenti di intelligenza artificiale che aiutano a identificare le truffe prima che raggiungano le persone, grazie alla collaborazione con banche, rivenditori e piattaforme”.


Quasi un italiano su tre (28%) ritiene che l’Ai renderà le truffe sempre più difficili da individuareQuasi un italiano su tre (28%) ritiene che l’Ai renderà le truffe sempre più difficili da individuare

Consumatori sempre più vulnerabili alle frodi generate dall’AI


Le frodi sui social media si confermano un rischio concreto per i consumatori. Lo studio Visa rivela come le persone che confondono contenuti generati dall’AI con quelli reali, abbiano una probabilità di quasi cinque volte maggiore di essere prese di mira e cadere vittime di una frode (59% contro 12%). In questo scenario, la metà (50%) degli utenti italiani ha notato un aumento di inserzioni sospette o potenzialmente fraudolente nell’ultimo anno, e quasi un italiano su tre (28%) ritiene che l’Ai renderà le truffe sempre più difficili da individuare sui social media; inoltre uno su dieci (12%) ammette di non adottare alcuna misura di protezione online.
Visa è Official Payment Partner dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026Visa è Official Payment Partner dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026

L’attenzione ai dettagli è tutto


In risposta a questi dati, Visa è impegnata a fornire ai consumatori gli strumenti e le conoscenze necessarie per stare al passo con le minacce in continua evoluzione e proteggere le loro esperienze digitali. In qualità di Official Payment Partner dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, l’azienda ha infatti lanciato una campagna educazionale in collaborazione con Leonardo Donaggio, sciatore freestyle e atleta del Team Visa. La campagna si è svolta sui principali canali social attraverso una serie di post contenenti immagini generate dall'intelligenza artificiale e progettati per imitare le tattiche utilizzate dai truffatori. A conferma del fenomeno, è emerso che molti utenti esposti alla campagna hanno interagito con i post nonostante fossero falsi e in molti casi inverosimili.

Per spiegare come difendersi, Visa ha quindi diffuso un video che vede protagonista l’atleta olimpionico Leonardo Donaggio, che si sta preparando in questi giorni per le qualificazioni ai Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 e che è diventato un volto sempre più noto per gli italiani. “Come nell’allenamento, anche online l’attenzione ai dettagli fa la differenza. Se non stai attento, rischi di cadere… nelle truffe”, spiega Donaggio nella clip, invitando tutti a collegarsi al sito dedicato e a scoprire i consigli di Visa per proteggersi dalle frodi.

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F-Droid raddoppia la velocità: nuovo server grazie alle donazioni


F-Droid ha sostituito il server principale dopo 12 anni: aggiornamenti ora due volte al giorno grazie alle donazioni della community.
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F-Droid ha finalmente cambiato il cuore della sua infrastruttura. Il server principale, quello che compila e pubblica tutte le app del repository, è stato sostituito dopo ben 12 anni di onorato servizio. E i risultati si vedono già!

Il vecchio hardware stava diventando un collo di bottiglia: lento, difficile da mantenere e ormai fuori tempo massimo. Il nuovo sistema ha già stravolto i ritmi di pubblicazione: se fino a settembre gli aggiornamenti arrivavano ogni 3-4 giorni, a dicembre si è arrivati a due cicli al giorno. Tradotto: le app aggiornate dagli sviluppatori raggiungono gli utenti molto più in fretta.

Perché ci è voluto così tanto?


Trovare i componenti giusti non è stato semplice. Le tensioni commerciali globali hanno reso le catene di approvvigionamento imprevedibili, con preventivi che saltavano e tempi di attesa che si allungavano. Il team ha preferito aspettare piuttosto che accontentarsi di hardware non all’altezza.

C’è anche un altro dettaglio interessante: il server non si trova in un datacenter qualsiasi. F-Droid ha scelto di affidarlo a un collaboratore storico del progetto, una persona fidata con esperienza nella gestione sicura di servizi. Sanno esattamente dove si trova la macchina e chi può accedervi fisicamente. Una scelta meno comoda, ma coerente con i valori di trasparenza che caratterizzano il progetto.

Il peso delle donazioni


Tutto questo è stato possibile grazie ai contributi della community. F-Droid lo sottolinea chiaramente: ogni donazione, piccola o grande, si traduce in infrastruttura concreta che migliora l’esperienza per tutti. Un server più veloce significa build più rapide per gli sviluppatori, meno rischi di manutenzione e un repository complessivamente più sano.


FONTE f-droid.org

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pod al popolo, #087: dislocazione di materiali – pour tromper l’algorithme


Un’annotazione che amplia o precisa quanto scritto qui noblogo.org/differx/un-post-im… in tema di catena social, bot, dislocazione di post, opposizione all’hasbara, riduzione dei social generalisti a strumenti/ponti/rampe di evitamento se non proprio uscita dal radar dell’algoritmo. Come sempre, su Pod al popolo. Podcast irregolareed ennesimo fail again fail better dell’occidente postremo. Buon ascolto.
(CC) 2026 differxai
#algoritmo #altrove #audio #audionotilla #blog #bot #catenaSocial #causaPalestinese #differx #dislocazione #dislocazioneDeiContenuti #dislocazioneDeiContenutiCritici #dislocazioneDiPost #facebook #FB #FEDIVERSO #friendica #genocidio #hasbara #incipitLink #Instagram #LaviniaMarchetti #link #Mastodon #moltiplicatori #noblogo #notilla #notillaEspansione #opposizioneAllHasbara #PAP #pap087 #pap87 #pap087 #pap87 #podAlPopolo #podcast #podcastIrregolare #rampe #rampeDiEvitamento #Resistenza #social #socialGeneralisti #socialNetwork #twitter #X

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‘the archive is limited’


header of 'the archive is limited' site

thearchiveislimited.com/

#collection #link #site #TheArchiveIsLimited

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Fish shell 4.3.0: temi dinamici e addio alle variabili universali


Fish shell 4.3.0 introduce temi dinamici che si adattano alla modalità chiara/scura e abbandona le variabili universali per la configurazione.
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Fish shell arriva alla versione 4.3.0 con una novità interessante: i temi possono ora adattarsi automaticamente alla modalità chiara o scura del terminale.

Cosa cambia


Il cambiamento principale riguarda la gestione delle variabili di configurazione. Fish abbandona le variabili universali per colori e combinazioni di tasti, passando a variabili globali impostate all’avvio. Dopo l’aggiornamento la shell migra automaticamente le vecchie configurazioni in file dedicati nella cartella ~/.config/fish/conf.d/.

I temi ora supportano sezioni separate [light] e [dark], adattandosi al volo ai cambiamenti del terminale.

Tra le altre novità: il completamento automatico ora gestisce meglio i percorsi con caratteri come = o :, e funziona anche se sbagli maiuscole e minuscole. Arriva anche il comando status language per cambiare la lingua dei messaggi della shell.


FONTE github.com

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Framatoolbox: strumenti online per file senza pubblicità né tracciamento


Framasoft lancia Framatoolbox, raccolta gratuita di strumenti online per convertire, comprimere e manipolare file senza pubblicità né tracciamento dei dati.
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Framasoft ha lanciato Framatoolbox, una raccolta di circa cento strumenti gratuiti per operazioni comuni sui file. L’idea è offrire un’alternativa ai classici siti pieni di banner che chiedono di comprimere un’immagine e nel frattempo aprono decine finestre pubblicitarie.

Cosa si può fare


Il servizio si appoggia a due software open source: VERT per le conversioni tra formati e Omnitools per tutto il resto.

Con VERT si convertono file da un formato all’altro: immagini, audio, video. C’è anche un’opzione per rimuovere i metadati (utile per eliminare la geolocalizzazione dalle foto prima di condividerle per esempio).

Omnitools copre operazioni più varie: comprimere immagini, proteggere PDF con password, ruotare o ridimensionare foto, manipolare file audio e video. Per chi sviluppa ci sono strumenti per lavorare con CSV, JSON e XML.

Perché può interessare


Il punto non è tanto la novità degli strumenti, esistono decine di servizi simili, ma chi li offre. Framasoft è un’associazione francese che da anni propone alternative etiche ai servizi commerciali. Niente pubblicità, niente raccolta dati, niente account obbligatori. Se devi comprimere una scansione della carta d’identità per un modulo online, almeno sai che il file non finisce chissà dove.


FONTE framablog.org

Questa voce è stata modificata (4 mesi fa)

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2 (out of focus) pics from “the forty years later project” / antonio syxty ([dia•foria, 2025)

from: antonio syxty, the forty years later project, cover_
from: antonio syxty, the forty years later project, cover_

from: antonio syxty, the forty years later project, cover_

info:
slowforward.net/2025/06/30/dia…
diaforia.org/floema/2025/06/29…

#AntonioSyxty #DanielePoletti #materialiVerbovisivi #scritturaComplessa #scritturaDiRicerca #scrittureComplesse #scrittureDiRicerca #TheFortyYearsLaterProject #DiaForia


[dia•foria : antonio syxty, “the forty years later project”, vol. 1 (booktrailer)


diaforia.org/floema/2025/06/29…

youtube.com/embed/folK1OTqNrE?…

diaforia.org/floema/2025/06/29…

dati sul libro di Antonio Syxty
cliccare per ingrandire

*
Antonio Syxty nasce a Buenos Aires e vive a Milano dove si dedica all’arte visiva, alla performance e alla regia. Ancora studente di liceo, redige autonomamente una tesi sulle scritture visuali e d’avanguardia in Italia (1940-1974), preludio al suo percorso artistico. Dopo una formazione, tra il 1975 e il 1976, negli Stati Uniti in Art and Drama e Creative Writing, torna in Italia e realizza numerose art-performance. Nel 1978 fonda Oh-ART!, manifesto concettuale, e crea l’Antonio Syxty Fan Club, progetto autobiografico volutamente fittizio. Alla fine degli anni ’70 si afferma come performer in gallerie e spazi underground, collaborando con figure di rilievo dell’arte, del design e della musica come Alessandro Mendini, Nanda Vigo, Franco Battiato, Ivan Fedele, Andrea Branzi, Mauro Staccioli, Cinzia Ruggeri, Elio Fiorucci, Krizia e altri. Negli anni ’80 espone opere su carta e tela nei circuiti artistici milanesi, con un linguaggio influenzato dall’arte concettuale, comportamentale, con richiami alla body art. Parallelamente realizza scritture visive e intrattiene carteggi con Ugo Carrega, Arrigo Lora-Totino, Emilio Isgrò, Adriano Spatola, Nanni Balestrini, Edoardo Sanguineti, Antonio Porta. Il suo lavoro di scrittura rimane principalmente inedito con rare eccezioni. Negli anni ’90 si concentra sulla regia teatrale e multimediale. Collabora con RAI e Mediaset per progetti di regia facendo cinema, televisione, pubblicità, moda, concerti, eventi live e installazioni. Attualmente è coordinatore artistico di MTM – Manifatture Teatrali Milanesi della Fondazione Palazzo Litta per le Arti e svolge attività di content creator su canali digitali. Il suo sito è antoniosyxty.com

*
per informazioni e acquisti:
info@diaforia.org

#AntonioSyxty #art #arte #cambioDiParadigma #complessità #DanielePoletti #diaforia #esplorazioniDellaParola #Floema #floemaEsplorazioniDellaParola #fotografia #MarcelloSessa #performance #ricercaLetteraria #scritturaComplessa #scritturaDiRicerca #scrittureComplesse #scrittureDiRicerca #TheFortyYearsLaterProject #vispo #DiaForia


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Il Forte d’Acciaio E‑077B – 鋼堡 ed il gemello Forte di Ferro – 鐵堡: storia, memoria e silenzi della Baia di Liaoluo.


La Baia di Liaoluo - 料羅港, secondo molti la più bella di Kinmen, si trova nell’angolo sud‑est dell’isola. Le sue acque, agitate dall’Oceano Pacifico, separano da oltre mezzo secolo due “fratelli gemelli”: il Forte d’Acciaio - 鋼堡 e il Forte di Ferro - 鐵堡. U
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料羅港 - Liaoluo Harbor
料羅港 – Liaoluo Harbor

La Baia di Liaoluo – 料羅港, secondo molti la più bella di Kinmen, si trova nell’angolo sud‑est dell’isola. Le sue acque, agitate dall’Oceano Pacifico, separano da oltre mezzo secolo due “fratelli gemelli”: il Forte d’Acciaio – 鋼堡 e il Forte di Ferro – 鐵堡. Un tempo uniti nella difesa del porto, oggi solo il primo resiste, isolato e battuto dal vento del nord, mentre il secondo è stato cancellato dall’espansione del porto.

E-077B
E-077B

Le due strutture difensive si trovavano esattamente sopra i moli che delimitano il porto. Ci si può arrivare dal soprastante Kinmen Mazu Park – 金門媽祖公園

Il molo coi suoi frangiflutti della Baia di Liaoluo, ristrutturato nel 2012, è lungo 750 metri: i primi 550 metri sono percorribili in scooter, gli ultimi 200 metri costituiti da rocce e detriti, accessibili solo a piedi. A metà percorso si trova una piazzola di inversione, dove molti visitatori lasciano moto e scooter. Da lì in avanti il terreno diventa irregolare, con fessure tra le rocce e punti cavi che richiedono attenzione per evitare cadute o ferite causate dagli spigoli taglienti. È quello il posto preferito dei pescatori, che con le loro lunghe canne si appostano pazientemente sui blocchi di cemento in attesa che qualcosa abbocchi.

Il Forte d’Acciaio E-077B


E-077B
E-077B

Il Forte d’Acciaio – 鋼堡, codice E‑077B, costruito nel 1968 dal 54º gruppo del genio militare, è una struttura a due livelli. Il piano superiore apparteneva all’artiglieria antiaerea dell’Aeronautica ed era equipaggiato con cannoni da 40 mm, mentre il piano inferiore era della fanteria dell’Esercito ed era dotato di obici e altre armi. In pratica era poco più di una casamatta, come il suo dirimpettaio; erano due postazioni difensive pressoché identiche e dotate degli stessi armamenti, allo scopo di fronteggiare minacce sia via mare che in aria.

Nel 1987, dopo lo scioglimento del 6º reggimento antiaereo dell’aeronautica, il piano superiore passò all’esercito. Nel 1994 anche l’unità dell’esercito fu sciolta, e l’intero forte venne affidato alla fanteria costiera. Nel 1999 il piano superiore fu equipaggiato con cannoni antiaerei fissi T‑82F a doppia canna.

Il Forte d’Acciaio - 鋼堡
Il Forte d’Acciaio – 鋼堡

La struttura, un mix di forme quadrate e circolari, era dipinta con mimetizzazione. Le parole “Forte d’Acciaio”, scolpite in cemento, un tempo erano rosse su sfondo bianco, accompagnate da un emblema nazionale. Da qui si controllava l’intera baia, un punto strategico fondamentale durante la guerra: la sopravvivenza di Kinmen dipendeva dai rifornimenti, e la vittoria nella battaglia d’artiglieria del 23 agosto ne fu la prova.

Con la distensione tra Cina e Taiwan, il forte è venne abbandonato. Le vecchie scritte propagandistiche non si vedono più, e oggi la struttura è frequentata soprattutto dai succitati pescatori e visitatori in cerca di panorami suggestivi.

E-077B
E-077B

Oltre alla piattaforma superiore, sono ancora visibili i resti del deposito munizioni. All’interno è presente anche una cella con tanto di porta blindata; era per lo più destinata ai contrabbandieri “pescati” nelle acque della baia. Proseguendo oltre il forte continua la lingua di blocchi frangiflutti.

Il Forte di Ferro


Il Forte di Ferro – 鐵堡, situato sul molo sud del porto, era il “gemello” del Forte d’Acciaio. Nel 2012, durante l’espansione del porto di Liaoluo, fu demolito. Per quanto riguarda il suo codice, non ho certezze; a rigor di logica poteva essere E-077, tuttavia un video su Youtube segnala tale codice come appartenente ad una postazione di fanteria dotata di un carro M24 fisso. Secondo il blog ttt0920.pixnet.net, il caposaldo sul molo sud del porto doveva appartenere alla fortezza E-074, che si trova sulla collina di granito adiacente al molo sudo, in direzione est. Lo stesso sito indica come E-077 i baraccamenti residui sulla collina del nuovo Kinmen Mazu Park – 金門媽祖公園 ed i tunnel scavati nel granito, i quali scendono sino al porto; lì, scavate nel granito, si trovano alcune grotte, ormai sbarrate, utilizzate un tempo per posizionare cannoni da 90 mm. A poter vedere le dimensioni dei tunnel, sembra incredibile quanto lavoro sia stato fatto; d’altro canto il porto era fondamentale per Kinmen. Infatti lì arrivavano i rifornimenti da Taiwan, e la sua difesa permise all’esercito della Republic of China di resistere durante la Seconda Crisi dello Stretto, in particolare nel corso della battaglia del 23 Agosto 1958 – 八二三炮戰 (Bāèrsān Pàozhàn).

E-077B
E-077B

E-077B
E-077B

Il gemello perduto tuttavia è legato anche a un tragico episodio: in un commento apparso sempre sul succitato blog, un utente scrive (con mie integrazioni N.d.A.):

Nell’estate del 1993, durante un’azione di avvertimento con una mitragliatrice calibro 50, un proiettile rimbalzato vicino a Beiding ferì un pescatore della Cina continentale. Di conseguenza, una motovedetta nemica si lanciò direttamente verso questa zona. Le due mitragliatrici calibro 50 del Forte d’Acciaio e del Forte di Ferro finirono per spararsi l’una contro l’altra. Il sergente 石x遠 Shi X Yuan (la X riportata forse per motivi di privacy, N.d.A), laureato alla Feng Chia University, che si trovava nel Forte d’Acciaio, venne attraversato da parte a parte da un proiettile vagante; morì poco dopo all’ospedale Huagangshi. Si dice che proprio quel giorno avesse raggiunto il suo centesimo turno di servizio. Quel giorno ero di turno nella sala operativa della divisione.

L’incidente sconvolse profondamente i militari.

料羅港 - Liaoluo Harbor
料羅港 – Liaoluo Harbor

Fonti: ttt0920.pixnet.net/blog/posts/… (Forte di Ferro)

tungbin.pixnet.net/blog/posts/…

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5 gennaio 2026, ricordiamo Pippo Fava riproponendo l’ultima intervista


Pippo Fava venne ucciso dalla mafia 42 anni fa, in un agguato mafioso. Nonostante gli iniziali depistaggi delle indagini, nonostante vari tentativi di screditarne l’impegno e la correttezza, la città non ha dimenticato le sue indagini coraggiose e il suo concetto etico di giornalismo. A mantenere viva la sua memoria ha contribuito moltissimo la Fondazione a lui intitolata, presso la quale […]

Leggi il resto: argocatania.it/2026/01/05/5-ge…

#FondazioneFava #giornalismo #PippoFava

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presentazione di “oca tre toc to”, di francesca perinelli, alla libreria ‘la storia infinita’


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Presentazione di oca tre toc to, di Francesca Perinelli, déclic edizioni 2025, presso la libreria ‘La storia infinita’ a Capannori, Lucca. In dialogo con Stefania Zampiga

#déclic #FrancescaPerinelli #LaStoriaInfinita #ocaTreTocTo #presentazione #prosa #ProsaInProsa #reading #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #StefaniaZampiga #video

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Il 2025 di Mullvad: crittografia quantistica e addio a OpenVPN


Il 2025 di Mullvad VPN: crittografia quantum-resistant di default, addio a OpenVPN dal 15 gennaio 2026, nuovi strumenti anti-censura e la chiusura del motore di ricerca Leta.
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Mullvad ha pubblicato il tradizionale bilancio di fine anno, e per chi tiene alla propria privacy online ci sono diverse novità da segnare!

La più significativa riguarda la protezione contro i computer quantistici: da inizio 2025 tutti i client Mullvad (desktop, Android e iOS) utilizzano di default WireGuard con crittografia post-quantistica. In pratica, le connessioni sono già protette contro attacchi che oggi non esistono ma che potrebbero arrivare nei prossimi anni. Una mossa preventiva che pochi provider hanno fatto.

OpenVPN va in pensione


Chi usa ancora OpenVPN con Mullvad deve prepararsi: il protocollo verrà rimosso completamente il 15 gennaio 2026. L’ultima versione dell’app desktop ha già eliminato ogni riferimento a OpenVPN, spingendo gli utenti verso WireGuard. Se siete tra quelli che non hanno ancora fatto il passaggio, è il momento di aggiornare le vostre configurazioni.

Nuove armi contro la censura


Sul fronte anti-censura, Mullvad ha introdotto due nuovi metodi di offuscamento: QUIC (disponibile su iOS e Android) e LWO (su Android e desktop, in arrivo su iOS nel 2026). Servono a mascherare il traffico VPN in modo che i firewall più aggressivi facciano fatica a riconoscerlo e bloccarlo. Utile soprattutto per chi si trova in reti particolarmente restrittive.

Addio a Leta, il motore di ricerca sperimentale


Dopo due anni di test, Mullvad ha chiuso Leta, il suo motore di ricerca pensato per migliorare la privacy degli utenti. La conclusione? Lo stesso livello di protezione si può ottenere combinando una VPN con un browser orientato alla privacy.

La battaglia contro Chat Control


Mullvad ha continuato la sua campagna contro Chat Control, la controversa proposta europea sulla scansione dei messaggi. La buona notizia è che il Consiglio dei Ministri UE ha per ora raggiunto una posizione comune che esclude la scansione obbligatoria dei servizi con crittografia end-to-end. Una vittoria importante, anche se la battaglia non è ancora finita.


FONTE mullvad.net

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