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Bobo-Dioulasso, conclusi i lavori di contorno all’ospedale Souro Sanou


[:it]Asfaltatura, nuove piante e panchine per un ambiente più consono.[:]
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Image illustrative de l’article Centre hospitalier universitaire Sourou SanouImage illustrative de l’article Centre hospitalier universitaire Sourou Sanou ouestinfo.bf/bobo-dioulasso-le…, CC0, Lien

Il 29 novembre 2025, è stata ufficialmente dichiarata la conclusione dei lavori di abbellimento e di sanificazione realizzati presso il Centro Ospedaliero Universitario Souro Sanou (CHUSS) di Bobo-Dioulasso. La cerimonia segna la fine del cantiere avviato l’11 ottobre scorso nell’ambito dell’iniziativa presidenziale Faso Mêbo, con il supporto finanziario del Comitato Interprofessionale dell’Anacardio del Burkina (CIA-B).

Grazie alla sinergia tra l’iniziativa presidenziale Faso Mêbo e i membri del CIA-B, l’ospedale Souro Sanou ora dispone di un ambiente più salubre, moderno e accogliente. Durante la cerimonia, le autorità ospedaliere, i rappresentanti del governo e del CIA-B, hanno apprezzato i risultati dei lavori di ristrutturazione effettuati.

Il progetto ha compreso la realizzazione di 9.000 m² di pavimentazione, la costruzione di 150 panchine, la copertura in bitume delle strade interne e la piantumazione di piante ornamentali destinate a migliorare l’estetica del sito. Il tenente Elvis Kapioko, Coordinatore di Faso Mêbo a Bobo-Dioulasso, ha sottolineato che questi lavori rappresentano un indubbio beneficio per il comune benessere di pazienti, visitatori e personale dell’ospedale. Anche il presidente del CIA-B, Ibrahim Sanfo, ha espresso la propria soddisfazione per la riuscita del progetto, evidenziando che l’impegno preso il 11 ottobre 2025 si è trasformato in realtà. Egli ha elencato gli interventi realizzati, tra cui la pavimentazione, le panchine, la ristrutturazione dell’ingresso per le ambulanze e la cura delle piante, ringraziando tutti gli attori coinvolti.

Dramane Zina, Direttore Generale del CHUSS, nell’esprimere la propria gratitudine, ha ribadito l’importanza di un ambiente ospedaliero gradevole, essenziale per la qualità delle cure e per le condizioni lavorative del personale.

Durante la cerimonia, sono state consegnate attestazioni di riconoscimento ai partner che hanno contribuito al successo dell’iniziativa. Oltre ai lavori di abbellimento, il CIA-B ha donato 5 tonnellate di riso al reparto di pediatria, 30 contenitori per rifiuti, 15 forni migliorati e 3 grandi pentole. Sono state anche organizzate azioni di piantumazione e una raccolta di sangue con l’obiettivo di ottenere almeno 50 sacche per le Forze di Difesa e Sicurezza e per i pazienti del CHUSS.

Fonte: lefaso.net

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pod al popolo #083, audio completo della presentazione di “spore 1”, di antonio francesco perozzi (déclic, 2025), allo studio campo boario, 30 nov 2025


Antonio Francesco Perozzi legge – e Massimiliano Manganelli introduce e annota – il libro Spore 1 (déclic, 2025) allo Studio Campo Boario (Roma), 30 novembre 2025. L’incontro si può trovare qui in Pod al popolo. Podcast irregolare ed ennesimo fail again fail better dell’occidente postremo. Buon ascolto

spore_1__ di antonio francesco perozzi_ ediz déclic 2025

il libro sul sito dell’editore: declicedizioni.it/prodotto/spo…

#albertoDamico #antonioFrancescoPerozzi #antonioPerozzi #carloSperduti #declic #edizioniDeclic #ilPodcastIrregolare #massimilianoManganelli #pap #pap083 #pap083 #podAlPopolo #podcast #presentazione #prosa #prosaInProsa #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #studioCampoBoario

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Nuova stazione di trattamento dei fanghi reflui a Komsilga.


[:it]L'evento si inserisce nelle celebrazioni nazionali della Giornata Mondiale delle Toilette 2025.[:]
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Il 28 novembre 2025, a Komsilga, il Ministro del Lavoro, Mathias Traoré, in rappresentanza del Primo Ministro Rimtalba Jean Emmanuel Ouédraogo, ha dato ufficialmente il via ai lavori per la costruzione di un nuovo moderno impianto di trattamento dei fanghi di fognatura (STBV). L’evento ha visto la partecipazione del Ministro dell’Ambiente, dell’Acqua e dei Servizi Igienico-Sanitari, Roger Baro, insieme a numerosi attori chiave del settore del risanamento e trattamento.

Interamente finanziato dallo Stato con un investimento di 4,5 miliardi di franchi CFA, questo progetto, realizzato sotto l’egida del ministero dell’Ambiente, dell’Acqua e dei Servizi Igienico-Sanitari, avrà una capacità nominale di trattamento di 400 metri cubi di fanghi al giorno, estensibile oltre 800 metri cubi grazie ad un sistema ibrido. L’infrastruttura garantirà un trattamento conforme alle normative nazionali, essenziale per la salvaguardia della salute pubblica e della tutela ambientale. Questo intervento risponde alle crescenti sfide legate alla gestione delle fanghi derivanti dai sistemi di trattamento autonomi nella regione del Grande Ouaga.

Nel suo intervento, Mathias Traoré ha enfatizzato l’importanza del risanamento e trattamento, per lo sviluppo sostenibile del Burkina Faso. Ha ricordato che l’accesso a un sistema igienico – sanitario dignitoso è un diritto riconosciuto dalla Costituzione burkinabè dal 2015 e ribadito dai vari impegni internazionali assunti dal paese. Ha inoltre evidenziato l’urgenza di potenziare la gestione e la valorizzazione dei fanghi reflui, un settore che è diventato prioritario per il Governo.

Da parte sua, il Ministro Roger Baro ha annunciato che l’implementazione di stazioni di trattamento dei fanghi sarà progressivamente estesa a tutte le province, in base alle necessità demografiche. Ha inoltre esortato famiglie e imprese a adottare buone pratiche nell’uso delle latrine, invitandoli a depositarvi esclusivamente materiali biologici, affinché il trattamento possa essere reso più efficiente.

L’inaugurazione della STBV di Komsilga si inserisce nelle celebrazioni nazionali della Giornata Mondiale delle Toilette 2025, il cui tema è: “Accesso a un sistema igienico sanitario sicuro per un Burkina Faso solidale e resiliente”.

Fonte: nouvellesafrique.com

Questa voce è stata modificata (5 mesi fa)
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Gemellaggio fra la capitale del Burkina Faso Ouagadougou e la città russa di Novosibirsk.


[:it]Lo scopo dichiarato è di rafforzare i legami nei settori dell'istruzione, arte, cultura, sport e turismo.[:]
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Nel corso di una cerimonia tenutasi l’11 novembre, la capitale del Burkina Faso, Ouagadougou, e Novosibirsk, terza città più grande della Federazione Russa, hanno ufficialmente siglato un accordo di gemellaggio. L’atto formale è stato firmato da Maurice Konaté, presidente della delegazione speciale burkinabé, e Maksim Kudryavtsev, sindaco di Novosibirsk, segnando così l’inizio di una collaborazione tra le due città.

Questo accordo, frutto di un processo di avvicinamento iniziato mesi fa, si propone di rafforzare i legami nei settori chiave dell’istruzione, dell’arte, della cultura, dello sport e del turismo. L’intento principale è quello di promuovere uno scambio reciproco di esperienze e conoscenze, avvicinando i popoli del Burkina Faso e della Russia in un contesto di diversità e rispetto culturale.

In occasione della cerimonia di firma, una delegazione del Ministero del Commercio del Burkina Faso ha avuto l’onore di inaugurare una mostra culturale intitolata “La grandezza del bronzo: la cultura tradizionale del Burkina Faso”. Questa esposizione, allestita presso il Museo Regionale di Novosibirsk per un periodo di tre mesi, offre ai cittadini russi l’opportunità di immergersi nelle creazioni artistiche degli artisti burkinabé e di apprezzare la ricca eredità culturale di questa nazione africana. Inoltre, è stato aperto uno stand di artigianato e souvenir burkinabé presso la biblioteca regionale, ulteriore testimonianza del desiderio di diffondere la cultura burkinabé in Siberia.

Questo gemellaggio evidenzia ancora una volta la crescente influenza russa in Burkina Faso, realizzata anche mediante iniziative di soft power come questa.

La città siberiana di Novosibirsk conta una popolazione di oltre 1,6 milioni di abitanti.

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Fonte: nouvellesafrique.com

Questa voce è stata modificata (5 mesi fa)
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Prima dialisi peritoneale su una bambina di 3 anni all’ospedale di Bobo Dioulasso


[:it]L'intervento ha salvato la vita della paziente.[:]
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Image illustrative de l’article Centre hospitalier universitaire Sourou SanouImage illustrative de l’article Centre hospitalier universitaire Sourou Sanou ouestinfo.bf/bobo-dioulasso-le…, CC0, Lien

Mercoledì 18 novembre 2025 rappresenta una data speciale nella storia clinica del Centro Ospedaliero Universitario SOURÔ SANOU con la prima esecuzione di dialisi peritoneale da parte dell’équipe di nefrologia. Questo intervento ha permesso di salvare la vita di una bambina di soli tre anni, che si trovava in grave pericolo a causa di insufficienza renale acuta, provocata dalla malaria.

La giovane paziente è stata trasferita dal Centro Medico Comunitario (CMA) del distretto sanitario di Dandé il 16 novembre 2025. Le sue condizioni erano estremamente critiche e necessitavano di un intervento immediato. Grazie alla prontezza ed alla grande competenza del team medico, guidato dal Dott. DAH Judicaël, la piccola ha potuto ricevere un trattamento di dialisi salvavita, permettendo così un recupero che altrimenti sarebbe stato complesso e rischioso.

Il Dott. DAH ha sottolineato che questo successo clinico rappresenta il frutto della formazione ricevuta durante l’ultimo congresso della Società Burkina Faso di Nefrologia, nel quale i nefrologi dell’Ospedale Universitario SOURÔ SANOU hanno ottenuto l’autorizzazione per praticare la dialisi peritoneale. Questo metodo innovativo costituisce la prima applicazione all’interno dell’istituto e si presenta come una soluzione efficace per l’emergenza sanitaria.

La dialisi peritoneale utilizza la cavità peritoneale come filtro naturale e si configura come un’alternativa rapida, particolarmente adeguata per i pazienti giovani con insufficienza renale acuta. A differenza dell’emodialisi, che richiede un circuito extracorporeo, questa tecnica consente l’eliminazione delle tossine tramite l’introduzione di un fluido specifico nell’addome, facilitando così il processo di depurazione senza necessità di apparecchiature complesse.

Questo significativo traguardo non solo evidenzia i progressi nella gestione delle emergenze nefrologiche presso l’Ospedale Universitario SOURÔ SANOU, ma rappresenta anche un importante passo avanti per la salute pubblica nella regione, offrendo nuove speranze e opportunità di trattamento per i pazienti in condizioni critiche.

Fonte: nouvellesafrique.com

Questa voce è stata modificata (5 mesi fa)
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10 dicembre, trieste, opere di ugo pierri da knulp


ugo pierri_ olii su carta_ knulp 10 dic 2025

KNULP
via Madonna del Mare 7 a
Trieste


arcani, di ugo pierri, da knulp, 10 dic 2025

#art #arte #dinoFaraguna #dipinti #disegni #gliArcaniDelCaffe #inaugurazione #knulp #kunoKohn #mostra #oliiSuCarta #omaggioAlSignorVincenzo #pittura #spazioPierri #ugoPierri #up #vernissage

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10 dicembre, milano: luca vitone @ fondazione luigi rovati, per ‘segnature’


fondazioneluigirovati.org/it/a…

La Fondazione Luigi Rovati ospita un incontro dedicato a ‘Segnature‘, la rivista monografica che esplora i linguaggi del contemporaneo, in occasione della pubblicazione del nuovo numero.
Protagonista dell’appuntamento sarà Luca Vitone, artista che da anni indaga il rapporto tra luogo, memoria e identità attraverso pratiche che attraversano media diversi.

L’incontro offrirà al pubblico l’opportunità di approfondire i temi al centro del nuovo numero della rivista e di dialogare con l’artista attorno ai suoi percorsi di ricerca.

Giuseppe Garrera
Storico dell’arte

Elio Grazioli
Critico d’arte

Paola Lenarduzzi
Graphic designer

Luca Vitone
Artista

Corso Venezia 52, Milano

#art #arte #colloquio #dialogo #elioGrazioli #fondazioneLuigiRovati #giuseppeGarrera #lucaVitone #paolaLenarduzzi #rivista #segnature

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6 dicembre, venezia: “caleidoscopie”, mostra di francesca vitale


mostra di Francesca Vitale, CALEIDOSCOPIE - Venezia, 6 dic 2025
cliccare per ingrandire

Per me i colori sono degli esseri viventi,
degli individui molto evoluti che si integrano con noi e con tutto il mondo.
I colori sono i veri abitanti dello spazio.
(Yves Klein)

L’idea delle caleidoscopie trae origine dai ricordi d’infanzia dell’artista, che da bambina amava osservare il caleidoscopio: questo semplice strumento ottico, attraverso giochi di specchi e frammenti di vetro, restituiva visioni cromatiche e geometriche magiche, casuali e sorprendenti. Da questa esperienza nasce oggi una produzione artistica fatta di “caleidoscopie” istintive e talvolta meditate, in cui trasparenze e cromie essenziali si fondono in composizioni dal minimalismo raffinato.

L’idea delle caleidoscopie si configura come una ricerca profonda e articolata, che origina non solo dalla memoria infantile dell’artista, ma dalla volontà di trasfigurare il gioco visivo in uno strumento di indagine sul sé e sulla realtà. Il caleidoscopio, nella sua capacità di generare visioni geometriche e cromatiche inattese, diventa metafora di un processo creativo nel quale l’emergere del caso, dell’imprevisto e della magia si intreccia con un controllo selettivo delle trasparenze e delle superfici, sostenuto da un minimalismo meditato.

Il lavoro dell’artista, oggi, dialoga sia con le proprie radici, dove il visibile e l’invisibile si scambiano ruoli, sia con le possibilità offerte dalla composizione digitale, creando immagini che non appartengono più al solo mondo fotografico, ma nascono dall’assemblaggio di frammenti trovati nel vasto archivio del web. Questa pratica pone il colore al centro di una ricerca sull’equilibrio interiore, suggerendo un uso terapeutico dell’arte, dove ogni opera diventa uno spazio di possibilità emotiva e percettiva, un invito alla contemplazione e alla sospensione dal quotidiano.

L’esposizione favorisce la pluralità dei punti di vista, invitando lo spettatore a interrogare l’immagine da diverse angolazioni, tutte ugualmente valide e in grado di restituire emozioni differenti senza perdere integrità formale. In questa moltiplicazione di prospettive emerge la forza della caleidoscopia come linguaggio visivo: una realtà densa, trasparente, mai univoca, sempre aperta all’interpretazione personale, come ben sintetizzato dal titolo della mostra “Caleidoscopie – Un viaggio cromatico”, che richiama la natura del viaggio non solo nell’estetica, ma anche nell’intento terapeutico del processo creativo.

Le prime ricerche artistiche si distinguevano per una maggiore figuratività, inserendo riferimenti animali e vegetali. Progressivamente, l’opera si è astratta e concentrata su monocromatismi ed essenzialità geometriche, sfiorando un rigore quasi ossessivo affinato dalla libertà espressiva del digitale. Ogni opera, in questo sviluppo, si fa luogo sospeso tra ragione e inconscio, in cui trasgressione formale e meditazione convivono restituendo una sensazione di staticità sospesa, un tempo visivo distillato, privo di narrazione obbligata.

Il vero intento dell’artista risiede nell’offrire allo spettatore uno spazio mentale di riflessione, dove l’immagine diventa specchio mutevole delle proprie emozioni e pensieri. Queste caleidoscopie digitali sono meditazioni sul senso stesso della visione, sulla costruzione dell’identità visiva e sull’instabilità dei significati. La pratica artistica si fa dunque strumento di conoscenza e guarigione, capace di dare forma a stati d’animo, tensioni interiori e processi di crescita, invitando chi osserva ad abbandonarsi al flusso delle geometrie, dei colori e dei silenzi che popolano ogni opera.

CALEIDOSCOPIE – Un viaggio cromatico
esposizione dal 6 al 21 dicembre 2025
Galleria VISIONI ALTRE – Campo del Ghetto Novo 2918 – VENEZIA
Inaugurazione: sabato 6 dicembre ore 17.00
Orari: mercoledì e giovedì 11:00 -14:00 | venerdì sabato e domenica 11:00-14:00 | 16:00-19:00

#art #arte #caleidoscopie #caleidoscopieUnViaggioCromatico #foto #fotografia #fotografie #francescaVitale #galleriaVisioniAltre #gianpaoloMastropasqua #inaugurazione #mostra #vernissage

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Il testo definisce il Venerdì Marrone (Brown Friday) come il giorno successivo al Giorno del Ringraziamento in Nord America, un termine coniato dagli idraulici per indicare il picco annuale delle richieste di assistenza. Questa designazione è dovuta all'aumento repentino e drastico delle chiamate di servizio per scarichi intasati e tritarifiuti danneggiati. Gli esperti del settore attribuiscono il problema principalmente allo smaltimento inappropriato dei rifiuti alimentari delle feste, […]
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Intelligenza Artificiale: se usata con consapevolezza può essere un alleato della collettività


Oltre la metà della popolazione mondiale ne teme l’impatto sul lavoro ma può diventare uno strumento di inclusione e progresso se utilizzata consapevolmente
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Negli ultimi mesi l’intelligenza artificiale è al centro del dibattito pubblico, tra entusiasmi e paure. E non è così difficile capire il motivo dato che, secondo un sondaggio YouGov, oltre la metà della popolazione mondiale (57%) teme che l’AI possa sostituire numerosi posti di lavoro. Un timore reale alimentato però da una visione del lavoro che misura il suo valore in base alla fatica fisica o cognitiva ed un modello che presuppone corpi e menti efficienti e sane.
Come l'intelligenza artificiale supporta il campo della medicinaCome l'intelligenza artificiale supporta il campo della medicina

Proviamo ad ampliare lo sguardo


Per molte persone con neuro divergenze come ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività), autismo o dislessia, la cosiddetta “pagina bianca” non è una metafora ma una barriera concreta. In questi casi, l’intelligenza artificiale può diventare un supporto prezioso per aiutare ad organizzare i pensieri, superare blocchi esecutivi o correggere testi, permettendo all’idea di emergere senza l’ostacolo del processo. Lo stesso vale anche per chi convive con disabilità fisiche, ovvero il 15% della popolazione mondiale (World Health Organization), o con malattie croniche, sapere di poter utilizzare strumenti come la dettatura vocale basata su AI o i generatori di testo intelligenti permette di partecipare pienamente al mondo del lavoro. Per molte persone, duque, l'intelligenza artificiale non sostituisce ma abilita, sia nella sfera quotidiana sia in quella lavorativa.

Un’AI responsabile nasce dall’equilibrio tra innovazione e umanità, dove etica e consapevolezza guidano il progresso


Nonostante timori e scetticismi, un punto di partenza è riconoscerne il valore. Ogni innovazione, nella storia, ha generato effetti diversi a seconda delle posizioni sociali, economiche e culturali di chi la usa, o la subisce. La sensazione di saturazione che oggi talvolta percepiamo è reale e comprensibile soprattutto quando ci troviamo di fronte a testi e newsletter privi di argomento o a immagini modificate; tuttavia, attribuire questa valanga di contenuti all’AI significa ignorare che le macchine stanno solo amplificando una tendenza già umana.
L'importanza dell'AI nel campo della diagnosticaL'importanza dell'AI nel campo della diagnostica
L'avanzamento tecnologico non andrebbe fermato, ritengono gli esperti, piuttosto bisognerebbe imparare ad utilizzarlo in modo consapevole. L’OECD, l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, infatti, sostiene che oggi manchi ancora un piano strutturato di riqualificazione in grado di accompagnare le persone nella transizione tecnologica. È qui che diventano fondamentali le realtà che scelgono un approccio sociale e costruttivo come Flowerista, con il suo modo di avvicinarsi all’intelligenza artificiale mirata a costruire una cultura dell’AI inclusiva, responsabile e realmente umana; perché, sebbene l’AI possa semplificare processi e amplificare capacità, non potrà mai replicare intuizione, empatia ed esperienza, tipici dell’essere umano.
Le Nazioni Unite hanno confermato di puntare sulla tecnologia come leva chiave per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile

L’intelligenza artificiale non sostituisce ma integra


La “S” di ESG (Environmental, Social, Governance) riguarda proprio questo: capire cosa la tecnologia produce a livello umano e collettivo ovvero opportunità, diritti, accesso. Un’AI ben progettata può portare la diagnostica medica in aree remote o rendere più equi i processi di selezione del personale se invece viene progettata male, può escludere intere categorie sociali, e la differenza non sta nella tecnologia quanto nelle scelte di chi la “costruisce”. L’Agenda 2030 delle Nazioni Unite ha confermato di puntare sulla tecnologia come leva chiave per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, a condizione che sia fondata su equità, trasparenza e responsabilità. La piattaforma AI for Good, lanciata nel 2018, ne è la prova, ad oggi coinvolge oltre 50 agenzie ONU e centinaia di partner globali impegnati a usare l’AI come motore di progresso, dall’educazione alla salute, dal clima alla parità di genere.

“Non basta preoccuparsi dell’impatto ambientale o economico dell’intelligenza artificiale, dobbiamo guardare anche alle sue conseguenze sociali e dal momento che l’AI cambia il modo in cui viviamo, lavoriamo e partecipiamo alla società, l’etica non deve essere un optional ma la base su cui costruire un’AI davvero responsabile e al servizio delle persone” ha dichiarato Anna Iorio di Flowerista.
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Pubblicato il libro bianco della Cina sul controllo degli armamenti nella nuova era

Giovedì, l’Ufficio informazioni del Consiglio di Stato cinese ha pubblicato un libro bianco intitolato “Controllo degli armamenti, disarmo e non proliferazione della Cina nella nuova era”

Giovedì, l’Ufficio informazioni del Consiglio di Stato cinese ha pubblicato un libro bianco intitolato “Controllo degli armamenti, disarmo e non proliferazione della Cina nella nuova era”. Il testo completo è il seguente:

Controllo degli armamenti della Cina, Disarmo e non proliferazione nella Nuova Era

Ufficio informazioni del Consiglio di Stato della Repubblica Popolare Cinese

Novembre 2025

Contenuto

Prefazione

I. Tristi realtà: sicurezza internazionale e controllo degli armamenti

II. Posizione e politiche: il controllo degli armamenti della Cina nella nuova era

III. Svolgere un ruolo costruttivo nel controllo internazionale degli armamenti

IV. Guidare la governance della sicurezza internazionale nei settori emergenti

V. Rafforzare la cooperazione internazionale in materia di non proliferazione e usi pacifici della scienza e della tecnologia

Conclusione

Allegato I: Elenco delle misure di controllo degli armamenti, disarmo e non proliferazione (Trattati a cui ha aderito la Cina)

Allegato II: Leggi e regolamenti cinesi relativi alla non proliferazione e controlli sulle esportazioni

Prefazione


Pace e sviluppo sono temi eterni della società umana. La pace va combattuta e mantenuta.

Il controllo degli armamenti, il disarmo e la non proliferazione incarnano l’aspirazione dell’umanità a trasformare le spade in aratri e deporre le armi. Rappresentano importanti missioni per mitigare il rischio di guerra, affrontare il deficit di sicurezza e promuovere la pace globale. Insieme, questi sforzi sono vitali per la sicurezza strategica globale e il benessere condiviso dell’umanità, e sono gradualmente diventati un’aspettativa comune della comunità internazionale.

La nazione cinese ha sempre amato la pace e l’armonia tra le nazioni, sostenuto la giustizia e contrastato l’abuso dei deboli attraverso l’uso eccessivo e violento della forza. Fin dalla fondazione della Repubblica Popolare Cinese (RPC) nel 1949, ha perseguito un percorso di sviluppo pacifico e una politica di difesa nazionale di natura difensiva, opponendosi fermamente a ogni forma di egemonia, aggressione, espansione e corsa agli armamenti. Dopo il ripristino del suo seggio legittimo alle Nazioni Unite (ONU) nel 1971, la Cina ha partecipato attivamente al controllo multilaterale degli armamenti e ha compiuto sforzi incessanti per salvaguardare la pace e la sicurezza internazionale.

Nella nuova era, guidata dal Pensiero di Xi Jinping sul Socialismo con Caratteristiche Cinesi per una Nuova Era, la Cina si impegna a promuovere la modernizzazione cinese, attua l’Iniziativa per lo Sviluppo Globale, l’Iniziativa per la Sicurezza Globale, l’Iniziativa per la Civiltà Globale e l’Iniziativa per la Governance Globale, e lavora per costruire una comunità con un futuro condiviso per l’umanità, in risposta alle aspirazioni condivise della comunità internazionale. Svolge un ruolo costruttivo nel controllo degli armamenti, nel disarmo e nella non proliferazione a livello internazionale, offre attivamente le sue iniziative e soluzioni e si impegna a migliorare il contesto di sicurezza internazionale, ad aumentare la cooperazione in materia di sicurezza internazionale, ad affrontare le sfide della sicurezza globale e a rafforzare la governance della sicurezza globale. La Cina è stata e sarà sempre un costruttore di pace mondiale, un contributore allo sviluppo globale e un difensore dell’ordine internazionale.

Il 2025 segna l’80° anniversario della vittoria della Guerra di Resistenza Popolare Cinese contro l’aggressione giapponese e della Guerra Mondiale Antifascista. È anche l’80° anniversario della fondazione delle Nazioni Unite. La pace rimane fragile, mentre le guerre persistono, i conflitti e i disordini regionali diventano più frequenti e la corsa agli armamenti internazionale continua a intensificarsi. Oggi, l’umanità deve nuovamente scegliere tra pace e guerra, dialogo e confronto, cooperazione vantaggiosa per tutti e gioco a somma zero. Si trova ancora una volta a un bivio storico. Pertanto, è urgente rinvigorire il controllo multilaterale degli armamenti e consolidare le basi per uno sviluppo pacifico.

Il governo cinese pubblica questo libro bianco per presentare in modo esaustivo le politiche e le pratiche della Cina in materia di controllo degli armamenti, disarmo e non proliferazione, nonché la sua posizione sulla governance della sicurezza in settori emergenti quali lo spazio, il cyberspazio e l’intelligenza artificiale (IA), per ribadire il suo impegno a salvaguardare la pace e la sicurezza nel mondo e per invitare i paesi di tutto il mondo a collaborare per il controllo internazionale degli armamenti.

I. Tristi realtà: la sicurezza internazionale e controllo degli armamenti


Nel mondo odierno, il panorama strategico internazionale si sta evolvendo a un ritmo accelerato, l’equilibrio di potere globale si sta spostando verso un maggiore equilibrio, il multilateralismo è apprezzato e i fattori che salvaguardano la pace e la sicurezza mondiale sono in aumento. Allo stesso tempo, la situazione della sicurezza globale è complicata e minacciosa: egemonismo, politiche di potenza e unilateralismo rappresentano una grave minaccia per l’ordine internazionale del dopoguerra; la rivalità geopolitica si sta intensificando; conflitti e disordini regionali stanno diventando più frequenti; e la corsa agli armamenti si sta intensificando. Contemporaneamente, le questioni relative al controllo internazionale degli armamenti, al disarmo e alla non proliferazione stanno diventando più complesse e multidimensionali. Nel complesso, la situazione presenta sia opportunità che sfide.

La competizione tra i principali Paesi sta influenzando la pace e la sicurezza regionali. Un Paese mira alla superiorità strategica assoluta espandendo costantemente i propri armamenti, rafforzando la prontezza al combattimento e provocando scontri di blocco. Ciò ha portato a un’escalation della corsa agli armamenti a livello internazionale e regionale, allo scoppio di conflitti regionali in più punti e a ripetuti nuovi massimi nelle spese militari globali. In particolare, questo Paese ha rafforzato le alleanze militari nella regione Asia-Pacifico, esercitato una deterrenza estesa e schierato missili a medio raggio con base a terra, provocando tensione e opposizione e minando gravemente la sicurezza e gli interessi dei Paesi della regione.

La stabilità strategica globale si trova ad affrontare gravi minacce. Questo Paese continua ad adeguare le sue politiche nucleari, mantenendo ostinatamente un ingente arsenale nucleare e rafforzando ulteriormente la sua deterrenza nucleare e le sue capacità belliche. Ciò ha comportato un aumento dei rischi di conflitti nucleari globali. Nel frattempo, le tecnologie di difesa missilistica stanno avanzando rapidamente e le applicazioni militari in campi emergenti come lo spazio, il cyberspazio e l’intelligenza artificiale si stanno sviluppando a un ritmo sostenuto. Tutti questi fattori stanno rimodellando la tradizionale dinamica strategica offensiva-difesa, ponendo nuove sfide alla stabilità strategica globale.

I regimi internazionali di controllo degli armamenti, disarmo e non proliferazione si stanno erodendo. Questo specifico Paese ha minato il regime internazionale di controllo degli armamenti ritirandosi dagli accordi internazionali pertinenti. Il regime internazionale di non proliferazione ha sofferto di pragmatismo e doppi standard. Una manciata di Paesi, spinti da una mentalità da “piccolo cortile con alte recinzioni”, perseguono il disaccoppiamento, interrompono le catene industriali e di approvvigionamento e limitano l’uso pacifico della scienza e della tecnologia da parte dei Paesi in via di sviluppo in nome della non proliferazione.

I rischi e le sfide per la sicurezza nei settori emergenti stanno diventando sempre più evidenti. Con il rapido sviluppo delle tecnologie emergenti, l’uso incontrollato delle tecnologie, il furto di dati, i crimini tecnologici e le violazioni dell’etica sono in aumento. Queste problematiche evidenziano l’assenza di norme internazionali e il ritardo nei sistemi di governance. La tendenza alla militarizzazione nei settori emergenti sta accelerando. Ciò sta destabilizzando i principi tradizionali della guerra e dell’etica bellica, ponendo nuove sfide alla sicurezza globale.

Le crescenti richieste di un più forte controllo degli armamenti sono in sostanza richieste di pace e giustizia. Il Sud del mondo sta ottenendo maggiore autonomia nell’affrontare le questioni di sicurezza e sviluppo globali. La spinta a promuovere un regime internazionale di controllo degli armamenti equo, giusto e ragionevole e a salvaguardare la pace e la stabilità mondiale si sta rafforzando. La Cina si impegna a sostenere il regime internazionale di controllo degli armamenti, con l’ONU al suo centro. Promuove attivamente una solida governance della sicurezza globale e svolge un ruolo chiave nel promuovere il controllo internazionale degli armamenti.

II. Posizione e politiche: il controllo degli armamenti della Cina nella Nuova Era


Le politiche della Cina in materia di controllo degli armamenti, disarmo e non proliferazione nella nuova era si basano sulla sua tradizione culturale di armonia, sulla sua natura socialista e sul suo impegno strategico per uno sviluppo pacifico. La Cina si impegna a promuovere la governance globale nel controllo degli armamenti e sostiene tutti gli sforzi per costruire un mondo di pace duratura e sicurezza comune.

Costruire una comunità con un futuro condiviso per l’umanità. L’umanità è sia una comunità con un futuro condiviso che una comunità indivisibile per la sicurezza. Salvaguardare la pace e la sicurezza mondiale e promuovere l’equilibrio strategico e la stabilità globale sono missioni chiave del controllo degli armamenti, del disarmo e della non proliferazione, nonché parte integrante della costruzione di una comunità con un futuro condiviso per l’umanità. La Cina ha sempre sostenuto i valori comuni di tutta l’umanità nei suoi sforzi per il controllo degli armamenti nella nuova era e ha risposto attivamente alle legittime e ragionevoli preoccupazioni di sicurezza di tutti i Paesi. Si impegna a costruire un nuovo tipo di relazioni internazionali caratterizzate da rispetto reciproco, equità, giustizia e cooperazione reciprocamente vantaggiosa, e a collaborare con altri Paesi per costruire un mondo aperto, inclusivo, pulito e bello, caratterizzato da pace duratura, sicurezza universale e prosperità condivisa.

Promuovere attivamente l’Iniziativa per la Sicurezza Globale. Questa iniziativa mira ad affrontare le cause profonde dei conflitti internazionali e a rafforzare la governance della sicurezza globale. Offre la visione e le soluzioni della Cina alle sfide di sicurezza che l’umanità si trova ad affrontare. Fondato su uno spirito di solidarietà e una mentalità win-win, il controllo degli armamenti della Cina nella nuova era manifesta una visione di sicurezza comune, globale, cooperativa e sostenibile. L’obiettivo delle sue politiche è la capacità di rafforzare la stabilità strategica globale e contribuire a un’architettura di sicurezza equa e giusta, costruita da tutti e a beneficio di tutti. La Cina adotterà una visione olistica del ruolo del controllo degli armamenti nel promuovere l’equilibrio strategico e la stabilità, svolgerà le sue funzioni di salvaguardia della sicurezza e di contenimento delle guerre e promuoverà in modo costruttivo il controllo degli armamenti a livello internazionale.

Perseguire con fermezza una politica di difesa nazionale di natura difensiva. Questa politica è la linea guida fondamentale per la difesa nazionale e lo sviluppo militare della Cina. Definisce la posizione di base della politica di controllo degli armamenti del Paese nella nuova era. La Cina rimane impegnata nello sviluppo pacifico e non cercherà mai l’egemonia o l’espansione, né cercherà di costruire sfere di influenza. Fondata sull’impegno alla difesa, all’autodifesa e all’attacco solo dopo essere stata attaccata, la Cina è determinata a salvaguardare la propria sovranità, sicurezza e interessi di sviluppo. Rimane fedele al percorso cinese per la costruzione di un esercito forte e non si impegna mai in alcuna forma di corsa agli armamenti. Un esercito cinese più forte aggiunge sempre forza alle forze pacifiche del mondo.

Mantenere una spesa per la difesa nazionale aperta, trasparente, ragionevole e appropriata. La Cina determina la propria spesa per la difesa a un livello ragionevole, in conformità con la politica di coordinamento dello sviluppo della difesa nazionale e della crescita economica. Rispetto agli Stati Uniti e ad altri paesi con un esercito forte, la spesa per la difesa della Cina rimane relativamente bassa in termini di quota del PIL, in proporzione alla spesa fiscale totale e sia su base pro capite che per militare. La Cina partecipa attivamente ai meccanismi di trasparenza delle Nazioni Unite sulle spese militari e garantisce la trasparenza in merito all’entità, alla struttura e agli scopi fondamentali del proprio bilancio militare. Dal 2007, presenta relazioni annuali sulle proprie spese militari per l’anno fiscale precedente al Rapporto delle Nazioni Unite sulle Spese Militari.

Sostenendo i principi di giustizia, cooperazione, equilibrio ed efficacia nel controllo degli armamenti, la Cina si impegna a garantire equità e giustizia. Considera le questioni in base ai loro meriti e decide di conseguenza la propria posizione e le proprie politiche. La Cina salvaguarda fermamente le norme fondamentali che regolano le relazioni internazionali, basate sugli scopi e sui principi della Carta delle Nazioni Unite, affronta le questioni internazionali relative al controllo degli armamenti e alla non proliferazione in modo giusto, ragionevole e non discriminatorio e si oppone alla coercizione politica, all’eccezionalismo e ai doppi standard. 

La Cina sostiene una cooperazione win-win, un vero multilateralismo e una cooperazione internazionale equa e reciprocamente vantaggiosa. Cerca di raggiungere gli obiettivi di controllo degli armamenti e non proliferazione attraverso mezzi politici e diplomatici. 

La Cina mantiene un approccio complessivamente equilibrato, privilegiando sia i settori convenzionali che quelli emergenti. Affronta in modo globale sia i sintomi che le cause profonde delle minacce alla sicurezza globale, coordinando al contempo la gestione delle complesse questioni relative al controllo degli armamenti. Rispetta i diritti fondamentali e le esigenze di sviluppo di tutti i Paesi e si impegna a bilanciare la non proliferazione e l’utilizzo pacifico. Si oppone all’abuso del concetto di sicurezza nazionale e alle misure di controllo delle esportazioni, nonché all’imposizione di restrizioni ai diritti dei Paesi in via di sviluppo all’uso pacifico e allo sviluppo legittimo. 

La Cina persegue risultati pratici ed efficaci e sostiene con fermezza l’autorità, l’universalità e l’efficacia dei regimi internazionali di controllo degli armamenti e di non proliferazione. Promuove i processi internazionali di controllo degli armamenti e di non proliferazione in modo razionale, pratico e graduale, accettabile per tutte le parti, e respinge i tentativi di sostituire la piattaforma delle Nazioni Unite.

Ampiamente impegnato nella governance globale del controllo degli armamenti. Nella nuova era, l’approccio della Cina al controllo degli armamenti è guidato da una visione di governance globale caratterizzata da ampie consultazioni e contributi congiunti per un beneficio condiviso. La Cina chiede maggiore solidarietà e cooperazione, si oppone all’unilateralismo, sostiene fermamente lo status e l’autorità delle Nazioni Unite e le sostiene nel loro ruolo indispensabile nella governance globale. Promuove un quadro di governance più inclusivo, meccanismi multilaterali più efficaci e una cooperazione internazionale più proattiva. Ha ratificato o firmato oltre 20 trattati multilaterali sul controllo degli armamenti e ne rispetta rigorosamente gli obblighi.

La Cina è stata pienamente e profondamente coinvolta nelle riunioni e nelle attività nell’ambito del meccanismo di controllo degli armamenti, comprese quelle ospitate dal Disarmo e dalla Sicurezza Internazionale (Prima Commissione) dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, dalla Commissione per il Disarmo delle Nazioni Unite (UNDC) e dalla Conferenza sul Disarmo di Ginevra (CD); sostiene inoltre la convocazione anticipata della Quarta Sessione Speciale dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite dedicata al Disarmo. Tutte queste iniziative hanno contribuito a salvaguardare e rafforzare i meccanismi multilaterali incentrati sulle Nazioni Unite. 

La Cina promuove inoltre la cooperazione internazionale in materia di controllo degli armamenti, disarmo e non proliferazione, e facilita gli scambi bilaterali e multilaterali. Ha istituito meccanismi di consultazione sul controllo degli armamenti e sulla non proliferazione con oltre 20 paesi e organizzazioni internazionali per promuovere la comprensione e la fiducia reciproche.

III. Svolgere un ruolo costruttivo nel Controllo internazionale degli armamenti


In qualità di membro permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, la Cina ha attivamente salvaguardato l’autorità e l’efficacia del regime internazionale di controllo degli armamenti, ha svolto un ruolo costruttivo nel controllo multilaterale degli armamenti nei settori nucleare, biologico, chimico e in altri settori e ha svolto coscienziosamente i propri doveri prescritti dai trattati internazionali sul controllo degli armamenti, dando il dovuto contributo al controllo internazionale degli armamenti.

1. Controllo degli armamenti nucleari

Le armi nucleari sono la spada di Damocle che pende sulla testa dell’umanità. Il controllo degli armamenti nucleari è un’importante garanzia di stabilità strategica globale ed è parte integrante degli interessi di sicurezza e sviluppo di tutti. Attualmente, il controllo degli armamenti nucleari si trova ad affrontare sfide complesse, poiché le rivalità strategiche nucleari globali stanno diventando più intense e complesse e il rischio di una corsa agli armamenti nucleari è in aumento. 

La Cina ha ribadito in numerose occasioni che le armi nucleari non devono mai essere utilizzate e che non deve mai essere combattuta una guerra nucleare. Fin dal giorno in cui è entrata in possesso di queste armi, la Cina ne ha sostenuto la completa proibizione e la completa distruzione. La Cina è sempre rimasta fedele al principio del non primo utilizzo delle armi nucleari, in nessun momento e in nessuna circostanza, e si impegna incondizionatamente a non utilizzare o minacciare di utilizzare armi nucleari contro Stati non nucleari o zone denuclearizzate. 

La Cina ha salvaguardato con risolutezza i regimi internazionali di disarmo e non proliferazione nucleare, ha adempiuto ai propri obblighi nei confronti del Trattato di non proliferazione delle armi nucleari (TNP) e ha promosso progressi equilibrati nei tre pilastri del Trattato: disarmo nucleare, non proliferazione e uso pacifico dell’energia nucleare.

(1) Politica nucleare

Mantenendo un fermo impegno a favore di una politica di non primo utilizzo delle armi nucleari e di una strategia nucleare di autodifesa. La Cina è stata costretta a compiere la scelta strategica di sviluppare armi nucleari in un momento storico specifico per affrontare le minacce e il ricatto nucleare, rompere l’attuale monopolio nucleare e prevenire guerre nucleari. Le armi nucleari della Cina non sono destinate a minacciare altri Paesi, ma a fini di difesa e autoprotezione. La Cina non ha mai utilizzato armi nucleari per minacciare altri Paesi, né ha dispiegato armi nucleari al di fuori dei propri territori, e non ha mai fornito un ombrello nucleare ad altri Paesi. 

Che si trovasse di fronte a minacce o ricatti nucleari durante la Guerra Fredda, o in un complesso contesto di sicurezza internazionale con crescenti minacce alla sicurezza strategica attuale, la Cina si è sempre impegnata a rispettare la sua politica di non primo utilizzo delle armi nucleari, ha sostenuto fermamente una strategia nucleare di autodifesa e ha promosso la modernizzazione delle sue forze nucleari per salvaguardare la propria sicurezza strategica e la stabilità strategica globale complessiva. Il più grande contributo della Cina al controllo internazionale degli armamenti nucleari risiede nel fatto che ha la politica nucleare più stabile, coerente e prevedibile tra tutti gli Stati dotati di armi nucleari.

Mantenere le capacità nucleari della Cina al livello minimo richiesto per la sicurezza nazionale. La Cina ha sempre esercitato la massima moderazione riguardo alla portata e allo sviluppo delle sue armi nucleari. Non ha mai intrapreso e non intraprenderà mai alcuna corsa agli armamenti nucleari con nessun altro Paese in termini di livello di spesa, quantità o portata di armi nucleari. Per dimostrare la sua determinazione a evitare di provocare una corsa agli armamenti nucleari, la Cina ha condotto il minor numero di test nucleari tra tutti gli Stati dotati di armi nucleari e ha chiuso i suoi impianti di ricerca e produzione di armi nucleari in aree come Chongqing e Qinghai. 

Costruendo un sistema di forze nucleari snello ed efficace, la Cina sta migliorando le sue capacità di allerta precoce strategica, comando e controllo, penetrazione missilistica e risposta rapida, nonché la sua capacità di sopravvivenza, al fine di garantire la sicurezza, la protezione, l’affidabilità e l’efficacia delle sue armi nucleari e dissuadere altri paesi dall’utilizzare o minacciare di utilizzare armi nucleari contro la Cina.

Attribuendo grande importanza alla gestione e all’uso sicuri e al controllo efficace delle armi nucleari, la Cina dispone di leggi e regolamenti rigorosi e di mezzi tecnici affidabili per implementare la gestione della sicurezza durante l’intero processo di stoccaggio, trasporto e addestramento delle armi nucleari. Questi prevengono efficacemente qualsiasi rischio di lancio non autorizzato o accidentale di missili nucleari e garantiscono che la forza nucleare sia mantenuta in assoluta sicurezza e affidabilità. Il comando delle forze nucleari in Cina è altamente centralizzato e basato su un processo snello ed efficiente, che garantisce che le operazioni delle unità siano svolte nel più rigoroso e accurato rispetto degli ordini della Commissione Militare Centrale.

Adottare misure di trasparenza nucleare, rafforzamento della fiducia e riduzione del rischio. La Cina sostiene che la trasparenza nucleare dovrebbe favorire la fiducia reciproca strategica, tenere pienamente conto del contesto di sicurezza e degli interessi di ciascun Paese ed essere attuata volontariamente dai singoli Paesi, in conformità con le rispettive condizioni nazionali. Data l’attuale situazione di sicurezza internazionale, la trasparenza nelle intenzioni e nelle politiche è della massima importanza pratica. La Cina segue fermamente un percorso di sviluppo pacifico, persegue una strategia nucleare di autodifesa e si impegna a una politica di non primo utilizzo delle armi nucleari. Questa è la misura più pratica di trasparenza. Dal 1995, la Cina ha pubblicato due libri bianchi sul controllo degli armamenti e dieci sulla difesa nazionale, e ha presentato sei rapporti nazionali sull’attuazione del TNP, spiegando la politica e la strategia nucleare della Cina, nonché lo sviluppo delle sue capacità nucleari. 

La Cina ha adottato una serie di misure volte a rafforzare la fiducia. Ha notificato volontariamente ai Paesi interessati i lanci di missili balistici e ha firmato l’Accordo sulla notifica dei lanci di missili balistici e razzi vettori con la Russia. Nel settembre 2024, la Cina ha notificato ai Paesi interessati il ​​lancio di un missile balistico intercontinentale nell’Oceano Pacifico.

A causa delle enormi differenze tra gli Stati dotati di armi nucleari nelle loro forze e politiche nucleari, nonché nel loro ambiente di sicurezza, non esistono misure per ridurre i rischi nucleari che possano essere applicate universalmente. La Cina sostiene la priorità della prevenzione delle crisi e si oppone all’approccio ipocrita di incitare allo scontro e creare crisi, invocando al contempo la riduzione dei rischi nucleari. Gli Stati dotati di armi nucleari dovrebbero ridurre efficacemente i rischi nucleari abbandonando la politica di deterrenza nucleare aggressiva basata sul primo utilizzo di armi nucleari e riducendo il ruolo delle armi nucleari nelle loro politiche di sicurezza nazionale e collettiva.

Promuovere l’efficace funzionamento del meccanismo P5. Il meccanismo P5 (i cinque Stati dotati di armi nucleari riconosciuti dal TNP, che sono anche i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite) è un’importante piattaforma che consente ai cinque Stati di salvaguardare l’architettura del TNP e un meccanismo significativo per rafforzare la comunicazione strategica e la fiducia reciproca. Nel gennaio 2019, la Cina ha ospitato la Conferenza P5 di Pechino, che ha riavviato il processo di cooperazione che si era bloccato. Nel gennaio 2022, la Cina ha promosso l’emissione della Dichiarazione congiunta dei leader dei cinque Stati dotati di armi nucleari sulla prevenzione della guerra nucleare e sulla prevenzione della corsa agli armamenti, ribadendo l’opinione che una guerra nucleare non può essere vinta e non deve mai essere combattuta. La Cina ha assunto un ruolo guida nella compilazione di due edizioni del Glossario P5 dei termini nucleari chiave insieme ad altri membri P5, che forniscono un prezioso riferimento per la comunità internazionale promuovendo un maggiore consenso e fiducia reciproca, dissipando incomprensioni ed evitando errori di valutazione tra i cinque Paesi. Da agosto 2024 ad agosto 2025, la Cina ha nuovamente ricoperto il ruolo di coordinatrice del P5, impegnandosi a promuovere una maggiore comunicazione sulle politiche nucleari e sulla fiducia reciproca strategica tra i cinque Stati.

(2) Disarmo nucleare

Sostenere un approccio equo e ragionevole, razionale e pragmatico al disarmo nucleare. La Cina sostiene che tutti gli Stati dotati di armi nucleari dovrebbero impegnarsi inequivocabilmente a non ricercare il possesso permanente di armi nucleari e a cercare di concludere uno strumento giuridico per la completa proibizione e la completa distruzione di tali armi. Il disarmo nucleare dovrebbe essere un processo giusto e ragionevole di graduale riduzione verso un equilibrio discendente che mantenga la stabilità strategica globale e la sicurezza inalterata per tutti, e dovrebbe procedere gradualmente. I Paesi che possiedono i più grandi arsenali nucleari dovrebbero adempiere alle loro responsabilità specifiche e primarie in materia di disarmo nucleare e continuare a ridurre drasticamente e in modo sostanziale i propri arsenali nucleari in modo verificabile, irreversibile e giuridicamente vincolante, in modo da creare le condizioni per un disarmo nucleare completo e completo. Quando le condizioni saranno mature, tutti gli Stati dotati di armi nucleari dovrebbero aderire al processo negoziale multilaterale per il disarmo nucleare.

Sostenere fermamente gli scopi e gli obiettivi del Trattato sulla messa al bando totale degli esperimenti nucleari (CTBT). Essendo stata una delle prime a firmare il Trattato nel settembre 1996, la Cina ha sempre onorato il suo impegno per la moratoria sui test nucleari, ha sostenuto la rapida entrata in vigore del Trattato e ha promosso i lavori preparatori nazionali per la sua attuazione. Dal dicembre 2016, sono state certificate cinque stazioni radionuclidiche e sismiche in città come Lanzhou, Guangzhou e Pechino. Nell’agosto 2025, è stata certificata la stazione infrasonica di Kunming. La Cina ha ospitato workshop sui centri dati nazionali, ha partecipato a ispezioni in loco e ad altre attività correlate, ha supportato lo sviluppo del meccanismo di verifica del Trattato e ha mantenuto una buona cooperazione con la Commissione preparatoria per l’Organizzazione del Trattato sulla messa al bando totale degli esperimenti nucleari (CTBTO).

Partecipare alle discussioni su un Trattato di Interdizione della Produzione di Materiali Fissili (FMCT). Il CD è l’unica sede appropriata per negoziare un trattato che vieti la produzione di materiali fissili per armi nucleari. La Cina sostiene la negoziazione e la conclusione di un FMCT multilaterale, non discriminatorio e verificabile a livello internazionale, sulla base dell’accordo su un programma di lavoro completo ed equilibrato e della partecipazione universale di tutte le principali parti interessate, in conformità con il Rapporto Shannon e il mandato ivi contenuto. La Cina ha svolto un ruolo costruttivo nelle discussioni correlate sia del Gruppo Preparatorio di Esperti di Alto Livello delle Nazioni Unite per l’FMCT che del CD.

Richiedere e promuovere il principio del “no first use” reciproco delle armi nucleari. L’adozione di una politica del “no first use” è una mossa concreta per ridurre il ruolo delle armi nucleari nelle politiche di sicurezza nazionale e raggiungere l’obiettivo del disarmo nucleare. Se i cinque Stati dotati di armi nucleari – Cina, Francia, Russia, Regno Unito e Stati Uniti – riuscissero a raggiungere un consenso sul principio del “no first use” reciproco delle armi nucleari, ciò contribuirebbe a ridurre i rischi strategici, evitare la corsa agli armamenti nucleari e promuovere l’equilibrio e la stabilità strategici globali. 

Nel gennaio 1994, la Cina presentò agli altri quattro Stati una bozza di trattato sul reciproco non primo utilizzo delle armi nucleari. Nello stesso anno, Cina e Russia dichiararono che non avrebbero fatto il primo utilizzo delle loro armi nucleari né avrebbero puntato le loro armi nucleari strategiche l’una contro l’altra. Nel giugno 1998, Cina e Stati Uniti dichiararono che non avrebbero puntato le loro armi nucleari l’una contro l’altra. Nel maggio 2000, la Cina promosse la dichiarazione congiunta dei cinque Stati dotati di armi nucleari, in cui si impegnavano a non puntare le loro armi nucleari contro nessuno Stato. Nel luglio 2024, la Cina presentò un documento di lavoro alla seconda sessione del Comitato preparatorio per l’undicesima Conferenza di revisione delle Parti del TNP, e invitò ancora una volta gli Stati dotati di armi nucleari a concludere un trattato sul reciproco non primo utilizzo delle armi nucleari o a rilasciare una dichiarazione politica in tal senso.

Rispondere attivamente alle legittime preoccupazioni degli Stati non nucleari in merito alle garanzie di sicurezza. La Cina sostiene che tutti gli Stati nucleari dovrebbero impegnarsi a non usare o minacciare di usare armi nucleari contro Stati non nucleari e zone denuclearizzate in nessuna circostanza. Nell’aprile 1995, la Cina ha rilasciato una dichiarazione in cui ribadiva la sua fornitura incondizionata di garanzie negative di sicurezza a tutti gli Stati non nucleari e il suo impegno a offrire loro garanzie positive di sicurezza. Nel maggio 2000, la Cina e gli altri Stati nucleari hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in cui riaffermavano i loro impegni in materia di garanzia di sicurezza ai sensi della risoluzione 984 (1995) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Nel luglio 2024, la Cina ha presentato un documento di lavoro alla seconda sessione del Comitato preparatorio per l’undicesima conferenza di revisione delle parti del TNP e ha sostenuto negoziati tempestivi e la conclusione di uno strumento giuridico internazionale sulle garanzie negative di sicurezza incondizionate per gli Stati non nucleari.

(3) Non proliferazione nucleare

Promuovere la risoluzione della questione della non proliferazione nucleare attraverso sforzi politici e diplomatici. La Cina sostiene che tutti i Paesi dovrebbero abbandonare la mentalità della Guerra Fredda, rispettare pienamente le legittime preoccupazioni di sicurezza di ciascuno, promuovere una risoluzione pacifica delle questioni relative alla non proliferazione nucleare attraverso mezzi politici e diplomatici ed eliminare le cause profonde della proliferazione delle armi nucleari. 

La Cina sostiene sempre che il dialogo e la consultazione siano la soluzione giusta alla questione nucleare iraniana. Ha partecipato in modo costruttivo ai negoziati in materia e, nel luglio 2015, ha facilitato la conclusione del Piano d’azione congiunto globale sulla questione nucleare iraniana. La Cina manterrà una posizione obiettiva e imparziale, promuoverà attivamente i colloqui di pace, faciliterà la risoluzione della questione nucleare iraniana attraverso mezzi politici e diplomatici e si opporrà all’uso della forza o a sanzioni illegali. 

Per quanto riguarda la questione della penisola coreana, la Cina adotta una posizione imparziale e aderisce al giusto approccio, impegnandosi costantemente per la pace, la stabilità e la prosperità della penisola e per la risoluzione della questione attraverso mezzi politici. La Cina invita le parti interessate ad abbandonare un approccio basato sulla deterrenza aggressiva e sulla coercizione, a riprendere il dialogo e i negoziati e a svolgere un ruolo costruttivo nella risoluzione della questione della penisola coreana attraverso mezzi politici e nel conseguimento di una pace e una stabilità durature nella penisola.

Si oppone fermamente ai doppi standard sulla non proliferazione nucleare e alla pratica di favorire gli interessi geopolitici a discapito del regime internazionale di non proliferazione nucleare. La cooperazione tra Stati Uniti, Regno Unito e Australia in materia di sottomarini nucleari prevede il primo trasferimento di reattori a propulsione nucleare navale e di uranio altamente arricchito per uso militare da Stati dotati di armi nucleari a Stati non dotati di armi nucleari. Ciò apparentemente contrasta con l’oggetto e lo scopo del TNP e mina gravemente il regime internazionale di non proliferazione nucleare. La Cina sostiene che le pertinenti misure di salvaguardia debbano essere discusse approfonditamente dagli Stati membri dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) attraverso un processo intergovernativo e che le decisioni debbano essere prese per consenso. La Cina si oppone fermamente alla condivisione nucleare, alla deterrenza estesa e ad altri accordi che compromettono il regime internazionale di non proliferazione nucleare, ed esorta i paesi interessati a cessare il dispiegamento di armi nucleari all’estero.

Rispettare e sostenere gli sforzi per istituire zone libere da armi nucleari. La Cina rispetta e sostiene gli sforzi dei paesi e delle regioni interessati per istituire zone libere da armi nucleari o zone libere da armi di distruzione di massa (WMD) sulla base delle proprie consultazioni e accordi volontari. Gli Stati dotati di armi nucleari dovrebbero rispettare lo status di zone libere da armi nucleari e assumersi i relativi obblighi. La Cina ha firmato e ratificato il Protocollo aggiuntivo II al Trattato per la proibizione delle armi nucleari in America Latina e nei Caraibi, i Protocolli II e III al Trattato per una zona libera da armi nucleari nel Pacifico meridionale, i Protocolli I e II al Trattato per una zona libera da armi nucleari in Africa e il Protocollo al Trattato su una zona libera da armi nucleari in Asia centrale. La Cina sostiene fermamente gli sforzi dei paesi dell’ASEAN per istituire una zona libera da armi nucleari ed è pronta a prendere l’iniziativa firmando il Protocollo al Trattato sulla zona libera da armi nucleari nel Sud-est asiatico. La Cina rispetta e accoglie con favore lo status di zona libera da armi nucleari della Mongolia. La Cina sostiene iniziative simili in Medio Oriente e ha partecipato in modo costruttivo come osservatore alle cinque sessioni della Conferenza sulla creazione di una zona mediorientale libera da armi nucleari e altre armi di distruzione di massa, dal 2019 al 2024.

(4) Usi pacifici dell’energia nucleare

Condurre attivamente la cooperazione internazionale sugli usi pacifici dell’energia nucleare. La Cina sostiene sempre che gli sforzi per prevenire la proliferazione delle armi nucleari non debbano ostacolare i legittimi diritti di tutti i Paesi, e in particolare dei Paesi in via di sviluppo, di utilizzare l’energia nucleare per scopi pacifici. La Cina si oppone alla politicizzazione degli usi pacifici dell’energia nucleare, che potrebbe interrompere e limitare la normale cooperazione internazionale. La Cina ha esplorato attivamente una cooperazione nucleare bilaterale e multilaterale più ampia e approfondita e ha promosso la condivisione inclusiva dei benefici dell’energia nucleare. Ha condiviso le sue tecnologie ed esperienze con altri Paesi, fornito risorse e piattaforme e supportato altri Paesi in via di sviluppo negli usi pacifici dell’energia nucleare, il tutto sostenendo la realizzazione dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sostenibile e promuovendo gli usi pacifici dell’energia nucleare a beneficio dell’umanità. La Cina ha firmato accordi di cooperazione intergovernativa sugli usi pacifici dell’energia nucleare con oltre 30 Paesi e regioni, ha inviato esperti in oltre 4.000 viaggi per servire i Paesi del Sud del mondo e ha fornito sessioni di formazione con oltre 6.000 presenze registrate dall’estero. 

Adottando un approccio razionale, coordinato ed equilibrato alla sicurezza nucleare e costruendo un sistema di sicurezza nucleare internazionale equo, collaborativo e reciprocamente vantaggioso, la Cina ha sinergizzato molteplici elementi, quali norme giuridiche, regolamentazione amministrativa, autodisciplina industriale, supporto tecnico, supporto al personale, orientamento culturale e partecipazione pubblica, per costruire un solido sistema di responsabilità per la sicurezza nucleare. Questo sistema ha garantito la sicurezza nucleare e radiologica e ha mantenuto un solido record di sicurezza nucleare a lungo termine. 

La Cina ha rispettato la Convenzione sulla sicurezza nucleare, la Convenzione sulla protezione fisica del materiale nucleare e il suo emendamento, la Convenzione internazionale per la repressione degli atti di terrorismo nucleare e altre leggi internazionali, ha adempiuto ai propri obblighi internazionali e ha sostenuto l’AIEA nel suo ruolo attivo. Ha aiutato altri paesi in via di sviluppo a migliorare le proprie capacità di sicurezza nucleare, ha promosso la cooperazione internazionale nella lotta al terrorismo nucleare e ha impedito l’acquisizione di materiali nucleari sensibili da parte di entità non statali. La Cina si oppone a qualsiasi tipo di attacco a impianti nucleari pacifici, comprese le centrali nucleari. Il terrorismo nucleare è un nemico di tutta l’umanità e l’impatto degli incidenti di sicurezza nucleare trascende i confini nazionali. Tutti i paesi dovrebbero impegnarsi nelle questioni di sicurezza nucleare e adottare uno spirito aperto e inclusivo per forgiare una comunità con un futuro condiviso in materia di sicurezza nucleare.

2. Missili e difesa missilistica

La questione dei missili e della difesa missilistica ha un impatto significativo sull’equilibrio strategico e sulla stabilità globale. Dopo la Guerra Fredda, un certo paese si è ritirato dal Trattato sui missili antibalistici (Trattato ABM) e dal Trattato sulle forze nucleari a raggio intermedio (Trattato INF). I nomi completi sono: Trattato tra gli Stati Uniti d’America e l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche sulla limitazione dei sistemi missilistici antibalistici e Trattato tra gli Stati Uniti d’America e l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche sull’eliminazione dei loro missili a raggio intermedio e a corto raggio.

] e ha sviluppato capacità globali di difesa missilistica strategica, offuscando intenzionalmente il confine tra difesa missilistica e offensiva strategica e fomentando il confronto tra i principali Paesi. Ciò ha gravemente minato la fiducia reciproca strategica, aumentato i rischi strategici e danneggiato la sicurezza e la stabilità globale e regionale. La Cina ha sempre affrontato le questioni relative ai missili e alla difesa missilistica nell’ottica del mantenimento della stabilità strategica globale e del miglioramento della fiducia reciproca.

Si oppone fermamente al dispiegamento di missili e sistemi di difesa missilistica che minano i legittimi interessi di sicurezza di altri Paesi. Nel perseguimento della sicurezza assoluta, questo Paese ha sviluppato senza freni il sistema di difesa missilistica globale Golden Dome e ha cercato di schierare armi nello spazio, minacciando gravemente la sicurezza dello spazio. Ha promosso il dispiegamento avanzato di sistemi missilistici a medio raggio nella regione Asia-Pacifico e in Europa e ha sfruttato il sistema di alleanze militari per facilitare la proliferazione di sistemi d’arma e tecnologie correlate, minando l’equilibrio strategico e la stabilità globali. La Cina si oppone fermamente a tali accordi e sollecita il Paese a interrompere lo sviluppo e il dispiegamento di sistemi di difesa missilistica globali e a cessare il dispiegamento avanzato di armi offensive, compresi i missili. La Cina contrasterà risolutamente qualsiasi atto che minacci o comprometta i suoi interessi fondamentali.

Sviluppare adeguatamente tecnologie missilistiche per l’autodifesa. La Cina ha un territorio vasto e deve affrontare un contesto di sicurezza complesso e instabile. Per salvaguardare la propria sicurezza e sovranità e scoraggiare le guerre, la Cina necessita di equipaggiamenti e capacità militari moderni, adattati alle sue condizioni e necessità. Lo sviluppo cinese di tecnologie missilistiche e capacità di difesa missilistica è motivato esclusivamente dall’autodifesa e non ha come obiettivo alcun paese o regione.

3. Biosicurezza

La biosicurezza non conosce confini. Il suo impatto sulla vita e sulla salute dell’umanità e sugli interessi comuni del mondo è di fondamentale importanza. Attualmente, i rischi tradizionali ed emergenti per la biosicurezza sono aggravati e le nuove biotecnologie sono esposte a maggiori rischi di uso improprio e abuso, creando una situazione di biosicurezza internazionale più complessa. 

La Cina ha attuato con impegno i trattati internazionali pertinenti e si è impegnata a fondo nella governance globale della biosicurezza. Si oppone fermamente alla proliferazione di armi biologiche, ai loro vettori e a tutte le tecnologie correlate. Combatte con fermezza il bioterrorismo e promuove attivamente l’uso pacifico delle biotecnologie.

Prendendo l’iniziativa di adempiere ai propri obblighi contrattuali e prevenire la proliferazione in campo biologico, la Cina ha incluso la biosicurezza nella sua strategia di sicurezza nazionale e ha promulgato e applicato la Legge sulla biosicurezza della Repubblica Popolare Cinese. Continua a modernizzare il suo sistema e le sue capacità di governance, rafforzando le sue istituzioni e il rafforzamento delle capacità in materia di biosicurezza. La Cina adempie sempre pienamente e rigorosamente ai propri obblighi internazionali, compresi quelli previsti dalla Convenzione sulle armi biologiche (BWC) [Il nome completo è: Convenzione sulla proibizione dello sviluppo, della produzione e dello stoccaggio di armi batteriologiche (biologiche) e tossiche e sulla loro distruzione].

]. Nel processo di miglioramento costante dell’attuazione nazionale della Convenzione, è stato istituito un meccanismo che coinvolge il Ministero degli Affari Esteri, il Ministero della Difesa Nazionale, il Ministero della Scienza e della Tecnologia, il Ministero della Pubblica Sicurezza, il Ministero dell’Agricoltura e degli Affari Rurali, la Commissione Nazionale per la Salute, l’Accademia Cinese delle Scienze e altre istituzioni, con il Ministero degli Affari Esteri designato come Punto di Contatto Nazionale. La Cina si oppone fermamente alla proliferazione di armi biologiche, ai loro vettori e a tutte le tecnologie correlate, e continua a rafforzare i controlli sulle esportazioni di prodotti biologici a duplice uso.

Guidare attivamente la governance globale della biosicurezza. La Cina è fermamente impegnata a rispettare gli scopi e gli obiettivi della Convenzione sulle armi biologiche (BWC); sostiene il rafforzamento e l’istituzionalizzazione della Convenzione in tutti i suoi aspetti e auspica la conclusione, attraverso la negoziazione, di un protocollo giuridicamente vincolante con un efficace meccanismo di verifica per rafforzare l’autorità, l’efficacia e l’universalità della Convenzione. Ciò garantirebbe che la BWC svolga un ruolo importante nell’eliminazione delle minacce delle armi biologiche, nella prevenzione della loro proliferazione e nella promozione dell’uso pacifico delle biotecnologie. 

Per affrontare le sfide globali della biosicurezza, la Cina sostiene l’istituzione di un’agenzia globale dedicata al controllo delle armi biologiche e alla biosicurezza e promuove un migliore coordinamento tra le organizzazioni internazionali competenti. Partecipa pienamente alle attività del Meccanismo del Segretario Generale delle Nazioni Unite per le indagini sul presunto uso di armi chimiche e biologiche (UNSGM), nomina esperti e laboratori per l’elenco dell’UNSGM e ha ospitato diverse esercitazioni di laboratorio. La Cina continua a rafforzare il dialogo e la cooperazione con o all’interno di organizzazioni e meccanismi come l’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO), i BRICS, l’ASEAN e il meccanismo Cina-Asia Centrale per costruire un ampio consenso sulla salvaguardia della biosicurezza globale. 

Fornire beni pubblici per la biosicurezza a livello internazionale. Nel luglio 2021, gli scienziati cinesi, insieme ai loro colleghi internazionali, hanno elaborato le Linee Guida di Tianjin per la Biosicurezza, che hanno ricevuto l’approvazione dell’InterAcademy Partnership e hanno svolto un ruolo guida nel garantire una ricerca biologica responsabile e nel prevenire l’uso improprio e l’abuso delle biotecnologie. 

La Cina aiuta attivamente altri paesi in via di sviluppo a migliorare i propri sistemi sanitari pubblici e le proprie competenze professionali. È impegnata in una cooperazione pratica bilaterale e multilaterale in Asia-Pacifico, Africa e America Latina e Caraibi in settori quali la prevenzione e il controllo delle malattie trasmissibili, la risposta alle emergenze sanitarie, l’ispezione e la quarantena, la tecnologia medica, la gestione dei laboratori di biosicurezza e la salute e la quarantena degli animali. Portando avanti la grande tradizione di cooperazione Sud-Sud, ha aiutato altri paesi in via di sviluppo a rafforzare il proprio bacino di talenti in materia di biosicurezza ospitando seminari e workshop internazionali sulla gestione e le tecniche dei laboratori di biosicurezza e sulla prevenzione e il controllo delle malattie trasmissibili e delle epidemie animali. 

La Cina promuove la cooperazione internazionale a 360 gradi nella lotta al Covid-19 e ad altre malattie trasmissibili ed epidemie animali. A tal fine, la Cina ha concentrato le sue forze negli sforzi globali di prevenzione e controllo delle epidemie fornendo vaccini e forniture antiepidemiche, condividendo soluzioni per la prevenzione e il controllo delle epidemie, nonché per la diagnosi e il trattamento, e condividendo informazioni sulle malattie trasmissibili e sulle epidemie animali, inclusa la sequenza completa del genoma del nuovo coronavirus.

4. Armi chimiche

Convenzione sulle armi chimiche (CWC) [Il nome completo è: Convenzione sulla proibizione dello sviluppo, della produzione, dello stoccaggio e dell’uso di armi chimiche e sulla loro distruzione.

] ha svolto un ruolo importante nella salvaguardia della pace e della sicurezza internazionale e regionale e nella promozione dell’uso pacifico della chimica. Attualmente, permangono armi chimiche abbandonate e obsolete e altri problemi irrisolti del passato; persistono questioni cruciali legate alle armi chimiche, difficili da risolvere; e la convergenza di tecnologie emergenti come l’intelligenza artificiale e le preoccupazioni per la sicurezza relative alle sostanze chimiche a duplice uso stanno diventando sempre più evidenti. L’uso pacifico della chimica deve ancora essere pienamente garantito. La Cina ha sempre sostenuto l’autorità e l’efficacia della CWC, adempie rigorosamente ai propri obblighi internazionali e si impegna a fondo nel lavoro dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPCW). Unisce le forze con altri per costruire un mondo libero dalle armi chimiche e contribuisce a garantire che i progressi nel campo della chimica siano utilizzati esclusivamente a beneficio dell’umanità.

Adempiere agli obblighi previsti dalla CWC. In qualità di Stato contraente originario della CWC, la Cina ha istituito un sistema di attuazione a livello nazionale ed efficacemente gestito, migliorando attivamente la legislazione sull’attuazione nazionale e istituendo un meccanismo di riunione congiunta interministeriale per l’attuazione. Ha presentato dichiarazioni in modo tempestivo, ha mantenuto un maggior numero di impianti industriali dichiarati e ha ricevuto più ispezioni OPCW di qualsiasi altro Stato parte. Entro la fine del 2024, aveva ricevuto un totale di 701 ispezioni in loco, 508 delle quali riguardavano impianti industriali civili, diventando il primo Stato parte a ricevere più di 500 ispezioni di impianti industriali civili. Nell’aprile 2023, la Cina ha presentato il Documento di Posizione della Repubblica Popolare Cinese sulla Verifica Industriale alla Quinta Conferenza di Revisione della CWC, per promuovere l’istituzione di un sistema di governance dell’attuazione globale meglio strutturato, più ragionevole e più efficiente.

Affrontare le problematiche relative alle armi chimiche in conformità con la Convenzione sulle armi chimiche (CWC). La Cina si oppone fermamente all’uso di armi chimiche da parte di qualsiasi Paese, organizzazione o individuo, in qualsiasi circostanza. Sostiene indagini complete, obiettive e imparziali – in conformità con la Convenzione sulle armi chimiche – su incidenti che potrebbero comportare l’uso di armi chimiche, per giungere a conclusioni che rispettino i fatti e resistano alla prova del tempo. Si oppone alle manipolazioni politiche che utilizzano come pretesto le problematiche relative alle armi chimiche e a qualsiasi tentativo di ricominciare da capo aggirando il meccanismo investigativo della Convenzione sulle armi chimiche.

Promuovere la cooperazione internazionale sugli usi pacifici della chimica. Negli ultimi anni, insieme al Movimento dei Paesi Non Allineati, la Cina ha spinto per l’adozione di molteplici decisioni da parte dell’OPCW sulla promozione della cooperazione internazionale sugli usi pacifici. Nel maggio 2023, la Cina e altri 14 Stati parte hanno presentato congiuntamente alla Quinta Conferenza di Revisione della CWC un documento di lavoro sulla promozione della cooperazione internazionale sugli usi pacifici nell’ambito della CWC. Il documento presenta proposte per rafforzare gli usi pacifici della chimica e rimuovere le eccessive restrizioni all’uso di materiali, tecnologie e attrezzature chimiche per scopi pacifici da parte dei Paesi in via di sviluppo. 

Insieme all’OPCW, la Cina ha ospitato diversi eventi, tra cui riunioni regionali delle autorità nazionali in Asia, simposi sull’attuazione regionale, sessioni di formazione per ispettori, un workshop internazionale sull’intelligenza artificiale e sulla gestione della sicurezza e della protezione chimica e una sessione di formazione avanzata sulla gestione internazionale completa delle sostanze chimiche, al fine di rafforzare le capacità di attuazione degli Stati parti.

Esortare il Giappone a distruggere completamente le armi chimiche abbandonate in Cina. Durante la Seconda Guerra Mondiale, in flagrante violazione del diritto internazionale, le truppe d’invasione giapponesi utilizzarono armi chimiche su larga scala in Cina. Sono stati documentati complessivamente 1.791 casi di utilizzo di armi chimiche, con date, luoghi e registri delle vittime confermati. Le vittime risultanti superarono le 200.000. Dopo la sconfitta, il Giappone abbandonò una grande quantità di armi chimiche in Cina per coprire i suoi crimini. Dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, queste armi chimiche abbandonate hanno causato oltre 2.000 vittime per avvelenamento, mettendo gravemente in pericolo la vita e le proprietà del popolo cinese, nonché l’ambiente.

La CWC stabilisce chiaramente che uno Stato parte che abbia abbandonato armi chimiche sul territorio di un altro Stato parte deve fornire tutte le risorse finanziarie, tecniche, specialistiche, infrastrutturali e di altro tipo necessarie allo scopo di distruggere tali armi. Dopo l’entrata in vigore della CWC, i governi di Cina e Giappone hanno firmato due memorandum, nel 1999 e nel 2012, sulla distruzione delle armi chimiche abbandonate dal Giappone, per accelerare il processo di distruzione. Tuttavia, a causa della scarsa attenzione e del contributo da parte giapponese, il piano di distruzione non ha rispettato quattro scadenze. Ad oggi, il Giappone non ha ancora fornito informazioni complete, dettagliate e accurate sulla posizione delle sue armi chimiche abbandonate. I progressi negli scavi e nel recupero in alcune regioni sono stati lenti; permangono colli di bottiglia tecnologici nel rilevamento subacqueo e sotterraneo; e il trattamento delle acque e del suolo contaminati rimane irrisolto.

La distruzione delle armi chimiche abbandonate in Cina è un’inderogabile responsabilità storica, politica e giuridica del Giappone, nonché un obbligo internazionale sancito dalla Convenzione sulle armi chimiche (CWC). La Cina esorta il Giappone ad assumersi seriamente le proprie responsabilità e ad attuare il piano di distruzione in modo completo, esaustivo e accurato, incrementando tutti gli input necessari, accelerando il processo di distruzione, facendo tutto il possibile per raccogliere e condividere tempestivamente con la Cina informazioni sulla posizione di tali armi, coordinandosi attivamente con la Cina nella ricerca e nella conferma degli indizi e adempiendo efficacemente alla propria responsabilità nel trattamento delle acque e del suolo contaminati. La comunità internazionale dovrebbe continuare a monitorare e sostenere la distruzione delle armi chimiche abbandonate dal Giappone, e l’OPCW dovrebbe rafforzare la revisione politica, la supervisione e la verifica per eliminare queste armi perniciose il più rapidamente possibile, realizzando infine la visione di un mondo libero dalle armi chimiche. 

5. Armi convenzionali

Attualmente, i conflitti armati e l’instabilità regionali sono frequenti, i trasferimenti illeciti di armi convenzionali sono in aumento e l’incidenza di terrorismo, estremismo e criminalità organizzata transfrontaliera rimane elevata. Tutti questi fattori rappresentano una grave minaccia per la sicurezza e la stabilità internazionale e regionale. 

Per salvaguardare una pace globale duratura e la sicurezza universale, la Cina sostiene fermamente il controllo globale degli armamenti convenzionali, partecipa pienamente ai meccanismi pertinenti nell’ambito delle Nazioni Unite e sostiene il rafforzamento e il miglioramento costante dei meccanismi giuridici internazionali per il controllo degli armamenti convenzionali, sulla base del bilanciamento tra le legittime esigenze di sicurezza di tutti i paesi e le preoccupazioni umanitarie.

Sosteniamo pienamente il controllo globale delle armi convenzionali. In qualità di Stato parte della Convenzione su alcune armi convenzionali (CCW) [Il nome completo è: Convenzione sulla proibizione o limitazione dell’uso di alcune armi convenzionali che possono essere considerate eccessivamente dannose o aventi effetti indiscriminati].

] e i suoi cinque protocolli aggiuntivi, la Cina ha sempre adempiuto fedelmente ai propri obblighi ai sensi della Convenzione e dei protocolli. Ha diligentemente attuato il Programma d’azione delle Nazioni Unite sulle armi leggere e di piccolo calibro [Il nome completo è: Programma d’azione per prevenire, combattere e sradicare il commercio illegale di armi leggere e di piccolo calibro in tutti i suoi aspetti].

] e lo Strumento internazionale di tracciamento[ Il nome completo è: Strumento internazionale per consentire agli Stati di identificare e tracciare, in modo tempestivo e affidabile, armi leggere e di piccolo calibro illegali.

], e attivamente impegnata nella cooperazione internazionale sulla gestione delle armi leggere e di piccolo calibro. Ha inoltre lavorato per promuovere l’adozione del Quadro globale per la gestione delle munizioni convenzionali durante il loro ciclo di vita. 

La Cina sostiene maggiori sforzi globali per il controllo delle armi da fuoco. Ha ratificato il Protocollo sulle armi da fuoco [nome completo: Protocollo contro la fabbricazione e il traffico illeciti di armi da fuoco, loro parti, componenti e munizioni, allegato alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale].

] nell’ottobre 2023 e partecipa attivamente alle operazioni contro il traffico di armi da fuoco delle Nazioni Unite, dell’Organizzazione Mondiale delle Dogane e dell’Interpol. Ha supportato i paesi africani nell’attuazione dell’iniziativa “Silencing the Guns in Africa” ​​attraverso azioni concrete. 

Presentando regolarmente rapporti al Registro delle armi convenzionali delle Nazioni Unite, la Cina contribuisce a rafforzare il controllo sulle armi convenzionali e a garantire una maggiore trasparenza nei loro trasferimenti.

Partecipare attivamente alla governance del commercio globale di armi. La Cina adotta un approccio prudente e responsabile al commercio di armi. Gestisce rigorosamente l’esportazione di prodotti militari e osserva rigorosamente i propri obblighi internazionali e le pertinenti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Nel luglio 2020, la Cina ha formalmente aderito al Trattato sul Commercio delle Armi. Rispetta diligentemente gli obblighi previsti e si impegna a promuovere un commercio internazionale di armi ordinato e razionale. 

La Cina ha formulato e rigorosamente rispettato tre principi per le esportazioni militari: che contribuiscano alla legittima capacità di autodifesa del paese destinatario; che non compromettano la pace, la sicurezza e la stabilità della regione interessata e del mondo in generale; e che non comportino alcuna ingerenza negli affari interni del paese destinatario. 

Nella cooperazione sul commercio di armi, la Cina si impegna esclusivamente con Stati sovrani e a non vendere armi a entità prive di autorizzazione governativa. Richiede chiaramente ai Paesi destinatari di fornire certificati di destinazione e di utilizzo finale e l’impegno a non trasferire a terzi i materiali militari importati dalla Cina senza il previo consenso della Cina.

Rafforzare l’assistenza e la cooperazione internazionale in materia di sminamento. La Cina dedica grande attenzione alle sfide umanitarie poste dalle mine terrestri. Dal 1998, ha fornito sessioni di addestramento, dispositivi di rilevamento e bonifica delle mine, assistenza in loco per lo sminamento, supporto alle vittime e forniture umanitarie a oltre 40 paesi asiatici, africani e latinoamericani, e ha tenuto quasi 30 sessioni di addestramento umanitario internazionali per lo sminamento. Le truppe cinesi di peacekeeping hanno rimosso oltre 21.600 mine terrestri e ordigni inesplosi di vario tipo in Libano, Repubblica Democratica del Congo, Cambogia e Liberia, guadagnandosi la gratitudine delle Nazioni Unite e dei paesi interessati. Nel 2024, la Cina ha annunciato il lancio della sua “Azione per un’Africa libera dalle mine”. Nello stesso anno, Cina e ASEAN hanno rilasciato la Dichiarazione congiunta dei Ministri degli Esteri Cina-ASEAN sul rafforzamento della cooperazione in materia di sminamento umanitario, tracciando la rotta per la futura collaborazione.

IV. Guidare la governance della sicurezza internazionale nei campi emergenti


Settori emergenti come lo spazio, il cyberspazio e l’intelligenza artificiale rappresentano nuove frontiere per lo sviluppo umano. Creano un nuovo focus di sicurezza strategica e nuovi territori di governance globale. La Cina propone che, con la partecipazione universale di tutti i Paesi, le Nazioni Unite svolgano un ruolo fondamentale nel promuovere un quadro di governance globale e standard per i settori emergenti basati su un ampio consenso, aumentando al contempo la rappresentanza e la voce dei Paesi in via di sviluppo. Gli Stati dovrebbero adottare misure concrete per prevenire i rischi per la sicurezza, affrontare le sfide alla sicurezza e promuovere l’uso pacifico delle tecnologie nei settori emergenti. Le regole, gli standard e i codici di condotta discriminatori ed esclusivi formulati da alcuni blocchi di Paesi non possono sostituire le norme internazionali universalmente accettate, né tantomeno servire da pretesto per sanzionare e reprimere altre nazioni.

1. Sicurezza nello spazio

La pace e la sicurezza durature nello spazio sono di vitale importanza per la sicurezza, lo sviluppo e la prosperità di tutte le nazioni, nonché per il benessere e gli interessi a lungo termine dell’umanità. La Cina è da sempre impegnata nell’uso pacifico e nella sicurezza dello spazio. Salvaguarda fermamente l’ordine internazionale nello spazio basato sul diritto internazionale, partecipa attivamente alla governance globale della sicurezza dello spazio e sostiene la costruzione di una comunità con un futuro condiviso per l’umanità nell’esplorazione e nell’uso pacifico dello spazio. Si oppone fermamente alle politiche militari spaziali offensive, alla creazione di alleanze militari spaziali, alla militarizzazione dello spazio, a qualsiasi tentativo di trasformare lo spazio in un nuovo teatro di conflitto e a qualsiasi corsa agli armamenti. Si oppone all’uso di attività spaziali commerciali per intervenire nei conflitti armati o negli affari interni di altri paesi.

Promuovere una governance globale della sicurezza dello spazio extra-atmosferico. Norme di sicurezza dello spazio extra-atmosferico aperte, inclusive e universalmente accettate sono la chiave per rafforzare la governance della sicurezza dello spazio extra-atmosferico. La Cina sostiene l’ONU nel suo ruolo di piattaforma principale in questo impegno, sostenendo il multilateralismo, fornendo risposte complete e armonizzate alle questioni rilevanti, coordinando gli sforzi nel controllo degli armamenti, negli usi pacifici e nello sviluppo sostenibile a lungo termine dello spazio extra-atmosferico, facilitando la formulazione di un quadro di governance globale per la sicurezza dello spazio extra-atmosferico e garantendo i diritti e gli interessi comuni di tutti i paesi nell’esplorazione pacifica dello spazio extra-atmosferico.

Impegnarsi per prevenire una corsa agli armamenti nello spazio. Una corsa agli armamenti nello spazio costituisce la minaccia più grave e fondamentale alla sicurezza dello spazio. Contrastare questa minaccia è essenziale per garantire la pace, la stabilità e la sostenibilità nello spazio, e raggiungere uno strumento giuridicamente vincolante sul controllo degli armamenti nello spazio attraverso il negoziato è la soluzione fondamentale. La bozza sino-russa del Trattato sulla prevenzione del posizionamento di armi nello spazio, della minaccia o dell’uso della forza contro oggetti spaziali (PPWT), inizialmente presentata alla CD nel 2008 e aggiornata nel 2014, ha costituito la base per la negoziazione e la conclusione di uno strumento giuridicamente vincolante sul controllo degli armamenti nello spazio. La Cina ha facilitato l’istituzione del Gruppo di esperti governativi delle Nazioni Unite su ulteriori misure pratiche per la prevenzione di una corsa agli armamenti nello spazio nel 2017 e di nuovo nel 2022, fornendo contributi sostanziali alla formulazione di uno strumento giuridicamente vincolante in questo ambito. La visione della Cina di una comunità con un futuro condiviso per l’umanità nell’esplorazione e nell’uso pacifico dello spazio ha ottenuto un ampio sostegno internazionale, con la sua inclusione nelle risoluzioni pertinenti dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite per diversi anni consecutivi.

Condurre attività aerospaziali con trasparenza e apertura. La Cina aderisce ai principi di uguaglianza, fiducia reciproca, trasparenza e apertura nelle attività aerospaziali e nella governance dello spazio extra-atmosferico. Attraverso libri bianchi governativi sulle attività spaziali e la difesa nazionale, comunicati informativi del Ministero della Difesa Nazionale e altri mezzi, ha comunicato in numerose occasioni il suo impegno per lo sviluppo pacifico dello spazio e le politiche per la sicurezza dello spazio extra-atmosferico, nonché le sue principali attività, lo sviluppo delle capacità e gli sforzi di cooperazione internazionale. Apre al pubblico le infrastrutture aerospaziali nazionali, come i siti di lancio e il Centro di Assemblaggio, Integrazione e Test Satellitari, adempie diligentemente ai suoi obblighi internazionali, inclusa la registrazione degli oggetti spaziali, e informa gli Stati e le organizzazioni internazionali competenti in merito alle attività spaziali, inclusi gli avvisi di rientro dei veicoli spaziali e gli avvisi di collisione. Svolge un ruolo costruttivo nell’UNGGE sulle misure di trasparenza e rafforzamento della fiducia nelle attività nello spazio extra-atmosferico e co-sponsorizza costantemente le risoluzioni pertinenti all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Mantenere congiuntamente la pace e la sicurezza nello spazio. La Cina sviluppa la scienza e la tecnologia spaziale e porta avanti i suoi programmi spaziali a beneficio dell’umanità. Sviluppa la sua Forza Aerospaziale, salvaguarda le attività spaziali nazionali, il personale, le risorse e altri interessi, garantisce un accesso sicuro e un libero utilizzo dello spazio e aumenta la sua efficacia nella gestione delle crisi spaziali e nella governance globale. La Cina è pronta a collaborare con tutti i paesi amanti della pace per promuovere lo scambio e la cooperazione internazionale in materia di sicurezza dello spazio e contribuire a una pace duratura e a una sicurezza comune nello spazio.

2. Sicurezza informatica

Il rapido sviluppo di Internet e della tecnologia digitale ha profondamente modificato l’economia globale e la governance della sicurezza. Le minacce globali create dal confronto tra blocchi, dalla militarizzazione e dalla divisione nel cyberspazio sono sempre più evidenti e aggravanti. Il cyberspazio è uno spazio comune per le attività umane e il suo futuro dovrebbe essere nelle mani di tutti i Paesi. La Cina promuove attivamente la governance globale del cyberspazio e si impegna nel dialogo e nella cooperazione internazionale. Sostiene fermamente le regole internazionali, salvaguarda la sovranità e la sicurezza e promuove la pace e la stabilità nel cyberspazio. 

Sostenere la visione di una comunità con un futuro condiviso nel cyberspazio. Nel dicembre 2015, la Cina ha proposto di costruire una comunità con un futuro condiviso nel cyberspazio, offrendo una soluzione allo sviluppo e alla governance di Internet a livello globale. Questa visione stabilisce quattro principi per riformare la governance globale di Internet e un’iniziativa in cinque punti per costruire una comunità con un futuro condiviso nel cyberspazio. I quattro principi sono: rispetto della sovranità informatica, mantenimento della pace e della sicurezza, promozione dell’apertura e della cooperazione e formulazione di un buon ordine. L’iniziativa in cinque punti promuove l’accelerazione della costruzione di un’infrastruttura Internet globale per una maggiore connettività, la creazione di una piattaforma online condivisa per lo scambio culturale e l’apprendimento reciproco, la promozione di uno sviluppo innovativo dell’economia informatica per una prosperità comune, la garanzia della sicurezza informatica per uno sviluppo ordinato e l’istituzione di un sistema di governance di Internet per l’equità e la giustizia. La Cina sottolinea l’imperativo di un’azione collettiva per promuovere lo sviluppo, salvaguardare la sicurezza, partecipare alla governance e condividerne i benefici.

Nel 2023, la Cina ha presentato un’importante iniziativa per portare la visione a una nuova fase, promuovendo lo sviluppo come priorità, la responsabilità congiunta per la sicurezza comune e l’apprendimento reciproco tra culture, e sottolineando la necessità di accelerare uno sviluppo innovativo, sicuro e inclusivo nel cyberspazio. Dopo essere stata inclusa nelle risoluzioni dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, la visione è stata ampiamente accolta e accolta dalla comunità internazionale.

Sostenere il principio della sovranità informatica. La sovranità informatica costituisce la naturale estensione e applicazione al cyberspazio del principio di uguaglianza di sovranità sancito dalla Carta delle Nazioni Unite. La Cina sostiene che i paesi hanno il diritto di esercitare la giurisdizione sulle infrastrutture, le risorse, i dati e le attività rilevanti dell’informazione e della comunicazione all’interno dei loro territori, e di proteggere i propri sistemi informativi e i dati importanti da minacce, interferenze, attacchi, furti e distruzioni. Hanno il diritto di formulare le proprie politiche pubbliche, leggi e regolamenti sul cyberspazio per proteggere i legittimi diritti e interessi di Internet dei propri cittadini, persone giuridiche e organizzazioni. Hanno il diritto di gestire congiuntamente e allocare equamente le risorse fondamentali di Internet e di costruire un sistema di governance internazionale di Internet multilaterale, democratico e trasparente. Nessuna nazione deve abusare delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione per diffondere disinformazione, interferire negli affari interni di altri paesi, promuovere progetti di “evoluzione pacifica” e istigare rivoluzioni colorate, mettendo così a repentaglio la sicurezza nazionale e la stabilità sociale di altri paesi. 

Salvaguardare la pace e la sicurezza del cyberspazio. L’uso pacifico del cyberspazio è nell’interesse comune dell’umanità e il mantenimento della sicurezza informatica è una responsabilità condivisa da tutti i Paesi. Il cyberspazio non dovrebbe essere trasformato in un nuovo teatro di conflitti geopolitici. La Cina si oppone ai tentativi di “appropriarsi del dominio” da una posizione di forza e di effettuare furti e attacchi informatici su larga scala, sistemici e indiscriminati in tutto il mondo. Condanna l’attacco indiscriminato di un determinato Paese alle infrastrutture critiche di altre nazioni tramite attacchi informatici, che mettono a grave rischio le infrastrutture critiche globali. Rifiuta l’introduzione di un confronto ideologico e di un’alleanza militare nel cyberspazio sotto le mentite spoglie di “cooperazione in materia di sicurezza informatica”, incluso il dispiegamento di forze informatiche nella regione Asia-Pacifico e la proliferazione di armi e sistemi informatici, che potrebbero aumentare i rischi di errori di calcolo e di escalation.

Promuovere la cooperazione internazionale in materia di sicurezza informatica. Nel marzo 2017, la Cina ha pubblicato la Strategia Internazionale di Cooperazione sul Cyberspazio per uno sviluppo pacifico e una cooperazione reciprocamente vantaggiosa nel cyberspazio. Ha condotto dialoghi e cooperazioni bilaterali in materia di cyberspazio: istituendo meccanismi di dialogo con Russia, Francia, Germania, UE e ASEAN, ed espandendo la cooperazione pratica nel cyberspazio e nel settore digitale con paesi dell’Asia centrale, dell’Africa, dell’America Latina e dei Caraibi. Ha collaborato con altri Stati membri della SCO per rilasciare una dichiarazione congiunta dei capi di Stato sulla sicurezza informatica, istituire un gruppo di esperti sulla sicurezza informatica e facilitare la conclusione dell’Accordo sulla Cooperazione per garantire la sicurezza informatica internazionale tra gli Stati membri della SCO, con i relativi piani di cooperazione. Ha contribuito all’accordo sulla Roadmap BRICS per la Cooperazione Pratica per garantire la sicurezza nell’uso delle TIC e al relativo rapporto sui progressi, individuando aree di cooperazione quali lo scambio di politiche, la risposta alle emergenze e la collaborazione nell’applicazione della legge.

Guidare gli sforzi per costruire un sistema di governance internazionale per la sicurezza informatica. La Cina sostiene l’istituzione di un processo di sicurezza informatica nell’ambito delle Nazioni Unite con la partecipazione di tutte le parti e promuove la formulazione e l’attuazione di norme internazionali universalmente accettate in materia. Nel settembre 2011, la Cina, insieme alla Russia e ad altri, ha presentato congiuntamente il Codice di condotta internazionale per la sicurezza informatica all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, che è stato aggiornato e ripresentato nel 2015 da tutti i membri della SCO. Si è trattato del primo documento internazionale completo e sistematico dedicato alle norme di comportamento nel cyberspazio. Nel dicembre 2021, nel suo documento di posizione presentato alle Nazioni Unite, la Cina ha elaborato i suoi principi e le sue politiche in materia di norme internazionali per il cyberspazio.

La Cina partecipa attivamente al Gruppo di esperti governativi delle Nazioni Unite sugli sviluppi nel campo delle TIC nel contesto della sicurezza internazionale e al Gruppo di lavoro aperto delle Nazioni Unite sulla sicurezza e nell’uso delle TIC. Ha promosso l’adozione del Quadro per un comportamento responsabile degli Stati nell’uso delle TIC, basato sul Codice di condotta internazionale per la sicurezza informatica. Questo quadro afferma esplicitamente l’applicabilità della Carta delle Nazioni Unite al cyberspazio, rispetta la sovranità degli Stati e rappresenta l’unico codice di condotta per gli Stati nella governance globale delle tecnologie emergenti. La Cina si impegna a rispettare e attuare pienamente il quadro e chiede lo sviluppo di nuove regole globali sulla sicurezza informatica e digitale alla luce dell’evoluzione delle circostanze e del progresso tecnologico. Mantiene un approccio prudente all’applicazione del diritto dei conflitti armati alle questioni relative al cyberspazio e incoraggia la formulazione di nuovi strumenti giuridici internazionali attraverso discussioni inclusive tra tutte le parti, quando le condizioni lo consentono.

Fornire soluzioni per la governance globale della sicurezza dei dati. Nel settembre 2020, la Cina ha lanciato l’Iniziativa globale sulla sicurezza dei dati, che propone soluzioni costruttive a questioni importanti come le infrastrutture critiche e la protezione delle informazioni personali, l’archiviazione e l’accesso ai dati aziendali all’estero e la sicurezza della catena di fornitura, fornendo un modello per lo sviluppo di norme globali pertinenti. Per unire le forze per la governance della sicurezza dei dati e dare forma a un sistema globale di governance della sicurezza dei dati, nel marzo 2021 e nel giugno 2022 la Cina ha rispettivamente pubblicato l’Iniziativa di cooperazione Cina-Lega degli Stati Arabi sulla sicurezza dei dati con la Lega degli Stati Arabi e l’Iniziativa di cooperazione Cina-Asia centrale per la sicurezza dei dati con i cinque paesi dell’Asia centrale. Nel novembre 2024, ha proposto l’Iniziativa di cooperazione globale sui flussi di dati transfrontalieri per facilitare la cooperazione globale sui flussi di dati transfrontalieri e stabilire un meccanismo efficiente, conveniente e sicuro per il trasferimento internazionale di dati.

Rafforzare la capacità di salvaguardare la propria sovranità e sicurezza informatica. La Cina è da tempo soggetta a infiltrazioni informatiche, spionaggio e attacchi stranieri, che rappresentano minacce complesse e gravi alla sua sovranità informatica e alle sue infrastrutture critiche. La Cina potenzia le proprie capacità nel cyberspazio rafforzando la difesa informatica, la consapevolezza della situazione, la risposta alle emergenze, il backup in caso di catastrofi, l’attribuzione e la raccolta di prove. Queste misure consentono il rilevamento tempestivo e la difesa contro le intrusioni informatiche, il contenimento delle crisi informatiche, la deterrenza contro i conflitti informatici e una maggiore capacità di controbilanciamento informatico, consolidando così i confini informatici nazionali. La Cina adotterà tutte le misure necessarie per affrontare gli attacchi informatici contro le sue infrastrutture critiche e difendere con fermezza la propria sovranità e sicurezza informatica.

3. Applicazioni militari dell’IA

Il rapido sviluppo e la diffusa applicazione della tecnologia dell’intelligenza artificiale hanno profondamente modificato il modo in cui le persone lavorano e vivono, hanno portato nuove incertezze geopolitiche e hanno catalizzato una nuova ondata di trasformazione militare. I recenti conflitti regionali hanno evidenziato cambiamenti significativi nei formati e negli approcci di guerra con l’emergere di sciami di UAV, piattaforme d’arma intelligenti e sistemi assistiti dall’intelligenza artificiale, sollevando preoccupazioni nella comunità internazionale. La Cina promuove la visione di una comunità con un futuro condiviso per l’umanità nello sviluppo dell’intelligenza artificiale e pone pari enfasi sullo sviluppo e sulla sicurezza per garantire applicazioni militari dell’intelligenza artificiale sicure, affidabili e controllabili.

Sostenere un approccio incentrato sulle persone e il principio dell’IA per il bene comune. La Cina ritiene che le applicazioni militari dell’IA non debbano mai compromettere il benessere dell’umanità; al contrario, dovrebbero favorire la fiducia tra i Paesi, contribuire a mantenere la stabilità strategica globale e prevenire la corsa agli armamenti. Il primato umano deve essere sostenuto e gli esseri umani, piuttosto che le armi, dovrebbero essere l’elemento decisivo per l’esito di una guerra. È essenziale garantire che gli esseri umani si assumano la responsabilità ultima e che tutti i sistemi d’arma pertinenti siano sotto il controllo umano per prevenire azioni non autorizzate. L’applicazione dell’IA in ambito militare deve essere condotta in conformità con il diritto internazionale umanitario e le altre leggi internazionali applicabili.

Richiesta di un quadro di governance internazionale per le applicazioni militari dell’IA. La Cina ha lanciato la Global AI Governance Initiative e pubblicato il Position Paper della Repubblica Popolare Cinese sulla regolamentazione delle applicazioni militari dell’IA, proponendo che tutti i Paesi, in particolare i Paesi più grandi, adottino un approccio prudente e responsabile nello sviluppo e nell’utilizzo della tecnologia dell’IA in ambito militare. La Cina svolge un ruolo costruttivo nelle discussioni pertinenti nell’ambito delle Nazioni Unite e promuove il multilateralismo, l’apertura e l’inclusività. Sostiene l’istituzione di un meccanismo internazionale universalmente inclusivo e di un quadro di governance basato su un ampio consenso. Si oppone al tracciamento di linee ideologiche e all’eccessiva estensione del concetto di sicurezza nazionale. Si impegna a eliminare le barriere scientifico-tecnologiche create deliberatamente per garantire che tutti i Paesi abbiano il diritto di sviluppare e utilizzare tecnologie per scopi pacifici. Partecipa inoltre attivamente al lavoro del Gruppo di esperti governativi sui sistemi d’arma letali autonomi nell’ambito della CCW e contribuisce alla formulazione dei relativi principi guida.

Rafforzare la prevenzione e il controllo dei rischi nelle applicazioni militari dell’IA. La Cina non si impegna e non si impegnerà in alcuna corsa agli armamenti dell’IA con altri Paesi; piuttosto, promuove la sua intelligence militare e costruisce le sue moderne forze armate con caratteristiche cinesi, in conformità con le tendenze della rivoluzione militare globale, i requisiti di sicurezza nazionale, le esigenze pratiche della difesa nazionale e le realtà del suo sviluppo militare. Rimanendo preparata agli scenari peggiori e alle potenziali minacce, la Cina sottolinea la necessità di istituire un sistema di controllo della qualità e un meccanismo di risposta al rischio, adotta le misure necessarie per mitigare i rischi di proliferazione e rafforza l’etica militare e l’educazione alla sicurezza legate all’IA.

V. Rafforzare la cooperazione internazionale sulla non proliferazione delle armi nucleari [strong]e usi pacifici [/strong]di scienza e tecnologia

Il regime internazionale di non proliferazione svolge un ruolo importante nel prevenire e differire la proliferazione delle armi di distruzione di massa e dei relativi vettori, nonché nel salvaguardare la pace e la sicurezza internazionali e regionali. Attualmente, i rischi e le sfide legati alla proliferazione delle armi nucleari, biologiche e chimiche e dei relativi vettori persistono. Il progresso scientifico e tecnologico ha portato a un rischio più complesso di acquisizione di armi di distruzione di massa da parte di attori non statali. Unilateralismo e doppi standard sono in aumento. I paesi in via di sviluppo devono ancora far fronte a restrizioni sull’uso pacifico della scienza e della tecnologia. La comunità internazionale chiede un regime internazionale di non proliferazione più equo e razionale. La Cina continua a rafforzare la propria capacità di non proliferazione interna, partecipando attivamente al processo internazionale di non proliferazione, promuovendo la cooperazione internazionale sull’uso pacifico della scienza e della tecnologia e facilitando il miglioramento della governance globale della non proliferazione.

1. La politica e la pratica di non proliferazione della Cina

La Cina si è sempre opposta fermamente alla proliferazione delle armi di distruzione di massa e dei relativi vettori, e ha applicato rigorosamente le pertinenti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. La Cina adempie pienamente ai propri obblighi nell’ambito del TNP, della Convenzione sulle armi nucleari (BWC), della Convenzione sulle armi nucleari (CWC) e di organizzazioni internazionali come l’AIEA e l’OPCW, presenta tempestivamente relazioni nazionali o dichiarazioni di misure di rafforzamento della fiducia e svolge un ruolo di primo piano nel facilitare la cooperazione internazionale in materia di non proliferazione.

Rafforzamento del sistema di controllo delle esportazioni. La Cina ha intensificato gli sforzi per migliorare il proprio sistema di controllo delle esportazioni e ha istituito un sistema di leggi e regolamenti basato sulla Legge sul controllo delle esportazioni della Repubblica Popolare Cinese, che copre prodotti nucleari, biologici, chimici, missilistici e altri prodotti a duplice uso, prodotti militari e materiali nucleari, ecc. Ciò ha posto il controllo delle esportazioni sotto una governance basata sulla legge e standardizzata. Nel dicembre 2024 sono entrati in vigore i Regolamenti della Repubblica Popolare Cinese sul controllo delle esportazioni di prodotti a duplice uso e l’Elenco di controllo delle esportazioni di prodotti a duplice uso della Repubblica Popolare Cinese, rafforzando ulteriormente l’efficacia della governance nel controllo delle esportazioni di prodotti a duplice uso.

Migliorare la capacità di regolamentazione della non proliferazione e del controllo delle esportazioni. La Cina migliora costantemente i propri meccanismi di applicazione del controllo delle esportazioni. Ha istituito un sistema di applicazione coordinato e solido, rafforzando la regolamentazione del controllo delle esportazioni in tutti i settori, tra cui produzione, ricerca e sviluppo, esportazioni e finanziamenti. In conformità con le prassi internazionali comuni e le esigenze di sviluppo nazionale, la Cina ha adottato misure come lo scambio di informazioni interdipartimentale, la formazione di team di supporto esperti e il rafforzamento delle forze dell’ordine, per indagare e affrontare tempestivamente le violazioni. Tali misure servono a garantire controlli mirati ed efficaci sulla non proliferazione e sulle esportazioni e a scoraggiare potenziali violazioni. Il governo cinese ha condotto attivamente programmi di formazione sulla conformità per imprese, istituti di ricerca, istituti di istruzione superiore e altri enti, per sensibilizzare l’opinione pubblica.

2. Promozione di un ordine internazionale di non proliferazione equo, ragionevole e non discriminatorio

Il mantenimento e la promozione della pace e della sicurezza a livello internazionale e regionale rappresentano l’obiettivo fondamentale della non proliferazione. La Cina ha sempre sostenuto che il diritto alla rappresentanza e alla partecipazione di tutti gli Stati, in particolare di quelli in via di sviluppo, debba essere pienamente garantito e promosso nella formulazione di norme e meccanismi relativi alla non proliferazione. La Cina sostiene un approccio olistico allo sviluppo e alla sicurezza, nonché un approccio equilibrato alla non proliferazione e alla cooperazione internazionale sugli usi pacifici, per salvaguardare efficacemente il diritto dei Paesi in via di sviluppo allo sviluppo e rendere il sistema internazionale di non proliferazione più equo, ragionevole e non discriminatorio.

Sostenere il ruolo centrale delle Nazioni Unite nel campo della non proliferazione. La Cina partecipa attivamente ai lavori del Comitato istituito ai sensi della Risoluzione 1540 (2004) del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, sostiene l’efficace attuazione della Risoluzione 1540 a livello nazionale, regionale e internazionale, rafforza la gestione interna e il controllo delle esportazioni di armi di distruzione di massa e di materiali e tecnologie correlate, e previene e contrasta l’acquisizione di beni sensibili da parte di attori non statali. La Cina ha co-ospitato quattro corsi di formazione per i Punti di Contatto della Risoluzione 1540 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite nella regione Asia-Pacifico, insieme all’Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari del Disarmo e al Comitato 1540.

Partecipare attivamente alla costruzione di un sistema internazionale di non proliferazione e di controllo delle esportazioni. In qualità di membro del Gruppo dei Fornitori Nucleari, la Cina sostiene costantemente che il rafforzamento dell’universalità, dell’autorità e dell’efficacia del TNP dovrebbe essere l’obiettivo e il criterio del lavoro del Gruppo. La Cina partecipa attivamente alle discussioni relative alla revisione e al miglioramento delle linee guida e delle liste di controllo del Gruppo. La Cina sostiene la ragionevole proposta dei Paesi in via di sviluppo, rappresentati dal Movimento dei Paesi Non Allineati, secondo cui le questioni relative alla non proliferazione sono affrontate al meglio attraverso accordi negoziati multilateralmente, universali, globali e non discriminatori. Sulla base di questa posizione, la Cina mantiene contatti con meccanismi come il Regime di Controllo della Tecnologia Missilistica, il Gruppo Australia e l’Intesa di Wassenaar, e incoraggia i meccanismi pertinenti a mantenere la loro natura tecnica, a rispettare i propri impegni a non interferire con gli usi pacifici e il normale commercio internazionale nei settori pertinenti e a svolgere un ruolo costruttivo nella promozione della sicurezza comune e dello sviluppo universale.

3. Fermo impegno a sostenere il legittimo diritto all’uso pacifico della scienza e della tecnologia

La Cina attribuisce importanza alle sfide per la sicurezza e ai rischi di proliferazione posti dalla scienza e dalla tecnologia emergenti. Allo stesso tempo, sostiene il mantenimento del legittimo diritto dei paesi in via di sviluppo all’uso pacifico della scienza e della tecnologia, si oppone all’uso dei controlli sulle esportazioni come strumento di disaccoppiamento e si schiera contro l’abuso dei controlli sulle esportazioni e delle sanzioni unilaterali con il pretesto della sicurezza internazionale e della non proliferazione.

Per sostenere questa posizione, insieme a Paesi in posizioni analoghe, la Cina ha presentato per la prima volta alla Prima Commissione della 76a sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nell’ottobre 2021 la bozza di risoluzione intitolata “Promuovere la cooperazione internazionale sugli usi pacifici nel contesto della sicurezza internazionale”, che sottolinea il diritto inalienabile di tutti gli Stati a partecipare al più ampio scambio possibile di tecnologie, attrezzature e materiali per scopi pacifici secondo il diritto internazionale e chiede la rimozione di indebite restrizioni ai Paesi in via di sviluppo. La risoluzione ha ricevuto ampio sostegno. Successivamente, durante la 77a e la 79a sessione, l’Assemblea Generale ha nuovamente adottato la risoluzione a stragrande maggioranza. La Cina accoglie con favore ulteriori dialoghi inclusivi tra tutte le parti per promuovere l’effettiva attuazione della risoluzione. 

Conclusione


Per migliaia di anni, l’umanità ha anelato a una pace duratura, eppure la guerra rimane irrisolta come un’ombra onnipresente. Il controllo degli armamenti, il disarmo e la non proliferazione rappresentano un’importante barriera, impedendo all’umanità di scivolare nell’abisso della guerra. Negli ultimi ottant’anni, un regime multilaterale di controllo degli armamenti, con le Nazioni Unite al suo centro, ha progressivamente preso forma e maturato, svolgendo un ruolo fondamentale nella mitigazione dei conflitti e nel mantenimento della pace.

Attualmente, un cambiamento di portata mai vista in un secolo sta accelerando: le tendenze verso la pace, lo sviluppo, la cooperazione e il reciproco vantaggio rimangono inarrestabili, mentre i crescenti rischi di scontro, conflitto e guerra stanno esacerbando l’instabilità e il disordine globali, e il processo di controllo multilaterale degli armamenti ha raggiunto il punto più basso. Si sta delineando una pericolosa prospettiva, in cui le relazioni internazionali stanno ricadendo nella legge della giungla e i deboli sono alla mercé dei forti.

Indipendentemente da come cambi il mondo, la Cina si schiera fermamente dalla parte giusta della storia e del progresso umano, e rappresenta una forza incrollabile per il mantenimento della pace e della sicurezza mondiale. Praticherà un autentico multilateralismo, assumerà le proprie responsabilità in quanto grande Paese e lavorerà instancabilmente per promuovere il controllo internazionale degli armamenti, garantendo una stabilità affidabile in un mondo turbolento.

Una causa nobile non è mai un’attività solitaria e gli sforzi collettivi assicurano un progresso duraturo. La modernizzazione cinese segue il percorso dello sviluppo pacifico e la crescita della Cina contribuisce alla crescita delle forze pacifiche mondiali. La Cina è pronta a collaborare con tutti i Paesi amanti della pace per costruire un mondo multipolare equo e ordinato e promuovere una globalizzazione economica universalmente vantaggiosa e inclusiva. Consoliderà e svilupperà il regime internazionale di controllo degli armamenti incentrato sulle Nazioni Unite, collaborerà con tutte le parti per costruire una comunità con un futuro condiviso per l’umanità e creare un futuro migliore per tutti.

Allegato I: Elenco delle misure di controllo degli armamenti, Trattati di disarmo e non proliferazione cui la Cina si è unita 


(A partire da novembre 2025)

I. Nel campo nucleare

Trattato di non proliferazione delle armi nucleari

Trattato sulla messa al bando totale degli esperimenti nucleari

Convenzione sulla protezione fisica del materiale nucleare

Emendamento alla Convenzione sulla protezione fisica dei materiali nucleari

Convenzione sulla sicurezza nucleare

Convenzione internazionale per la repressione degli atti di terrorismo nucleare

Protocollo aggiuntivo II al Trattato per la proibizione delle armi nucleari in America Latina e nei Caraibi

Protocolli II e III del Trattato sulla zona denuclearizzata del Pacifico meridionale

Protocolli I e II al Trattato per una zona africana libera da armi nucleari

Protocollo al trattato per una zona libera da armi nucleari in Asia centrale

Trattato sulla proibizione del posizionamento di armi nucleari e di altre armi di distruzione di massa sul fondo del mare, sul fondo dell’oceano e nel loro sottosuolo 

Accordo tra la Repubblica Popolare Cinese e l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica per l’applicazione delle misure di salvaguardia in Cina

Protocollo aggiuntivo all’accordo tra la Cina e l’Agenzia internazionale per l’energia atomica per l’applicazione delle misure di salvaguardia in Cina

II. Nel campo biologico

Protocollo per la proibizione dell’uso in guerra di gas asfissianti, velenosi o di altro tipo, e di metodi batteriologici di guerra

Convenzione sulla proibizione dello sviluppo, della produzione e dello stoccaggio di armi batteriologiche (biologiche) e tossiniche e sulla loro distruzione

III. Nel campo chimico

Convenzione sulla proibizione dello sviluppo, della produzione, dello stoccaggio e dell’uso di armi chimiche e sulla loro distruzione

IV. Nel campo convenzionale

Convenzione sulla proibizione o la restrizione dell’uso di alcune armi convenzionali che possono essere considerate eccessivamente dannose o aventi effetti indiscriminati e protocolli I-III

Protocollo modificato sui divieti o le restrizioni all’uso di mine, trappole esplosive e altri dispositivi allegato alla Convenzione sui divieti o le restrizioni all’uso di alcune armi convenzionali che possono essere considerate eccessivamente dannose o aventi effetti indiscriminati (Protocollo modificato II)

Protocollo sulle armi laser accecanti allegato alla Convenzione sulla proibizione o la limitazione dell’uso di alcune armi convenzionali che possono essere considerate eccessivamente dannose o aventi effetti indiscriminati (Protocollo IV)

Protocollo sui residuati bellici esplosivi allegato alla Convenzione sulla proibizione o la limitazione dell’uso di alcune armi convenzionali che possono essere considerate eccessivamente dannose o aventi effetti indiscriminati (Protocollo V)

Protocollo contro la fabbricazione e il traffico illeciti di armi da fuoco, loro parti e componenti e munizioni, addizionale alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale

Trattato sul commercio delle armi

V. In altri campi

Il Trattato Antartico

Convenzione sulla registrazione degli oggetti lanciati nello spazio extra-atmosferico

Trattato sui principi concernenti le attività degli Stati nell’esplorazione e nell’utilizzazione dello spazio extra-atmosferico, compresi la Luna e gli altri corpi celesti

Convenzione sulla proibizione dell’uso militare o di qualsiasi altro uso ostile delle tecniche di modificazione ambientale

Allegato II: Leggi e regolamenti della Cina Relativo alla non proliferazione e ai controlli sulle esportazioni 

(A partire da novembre 2025)

I. Nel campo nucleare

Regolamenti della Repubblica Popolare Cinese sul controllo dei materiali nucleari

Regolamenti della Repubblica Popolare Cinese sul controllo delle esportazioni nucleari

Elenco di controllo delle esportazioni nucleari

Regolamenti sulle garanzie e la supervisione delle importazioni ed esportazioni nucleari e sulla cooperazione nucleare internazionale

II. Nel campo chimico

Regolamenti della Repubblica Popolare Cinese sulla somministrazione di sostanze chimiche controllate

Elenco delle sostanze chimiche controllate

Norme dettagliate per l’attuazione dei regolamenti della Repubblica Popolare Cinese sulla somministrazione di sostanze chimiche controllate 

Elenco delle nuove sostanze chimiche controllate nella categoria III 

III. Nel campo dell’esportazione di armi

Regolamenti della Repubblica Popolare Cinese sulla gestione delle esportazioni di armi

Elenco di controllo delle esportazioni di prodotti militari della Repubblica Popolare Cinese

IV. Nel campo degli articoli a duplice uso

Regolamenti della Repubblica Popolare Cinese sul controllo delle esportazioni di articoli a duplice uso

V. Altre leggi rilevanti

Legge sul controllo delle esportazioni della Repubblica Popolare Cinese

Legge sul commercio estero della Repubblica Popolare Cinese

Legge della Repubblica Popolare Cinese sulle sanzioni amministrative

Legge doganale della Repubblica Popolare Cinese

Diritto penale della Repubblica Popolare Cinese e suoi emendamenti

Testo originale dell’articolo

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recensione di (e segmenti da) “oggettistica” e “prima dell’oggetto”, a cura di elisa barbisan, su ‘seizethetime’


"Attorno agli oggetti di Marco Giovenale", di Elisa Barbisan - su seizethetime.it
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Grazie a Elisa Barbisan, che dedica attente riflessioni critiche (e offre estratti d)a Oggettistica (Tic, 2024) e Prima dell’oggetto (déclic, 2025), sulle pagine di seizethetime.it, che anche ringrazio.

home page di seize the time il 1 dic 2025

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Il “baby blues” e il senso di inadeguatezza dell’italiano (sarà l’italian blues?)


Di Antonio Zoppetti

Fino a pochi anni fa in “italiano” il blues era solo un genere musicale, intradotto come il rock, il jazz, il country, il gospel e via cantando. In inglese la parola significa malinconia, tristezza (anche depressione) ed è stata associata a una musica che esprimeva ed evocava appunto questo stato d’animo. Durante gli anni del fascismo, quando la censura delle parole – ma anche della cultura d’oltreoceano – si faceva sempre più pesante e persino il jazz fu formalmente vietato, tra i melomani circolavano canzoni clandestine dai titoli tradotti letteralmente, come “Le tristezze di San Luigi” (St. Louis Blues), che erano espedienti per aggirare i divieti, e venivano dichiarate così anche nei bollettini dei diritti d’autore, dove anche gli autori erano camuffati allo stesso modo, e Benny Goodman o Louis Armstrong diventavano Beniamino Buonuomo o Luigi Braccioforte.

Ma oggi il baby blues non è una musica eseguita da baby band (da non confondere con lo pseudoanglicismo baby gang), bensì una sindrome transitoria post-parto che colpirebbe ben l’85% delle neomamme, dunque una condizione di tristezza “normale”: stando alle statistiche le anormali sarebbero caso mai le donne che non la subiscono (solo il 25%).

E così, il Corriere di oggi — attraverso l’etichetta “da sapere” — ci educa tutti a questa nuova espressione con il consueto titolo che ci spiega di che cosa si tratta, e come non confondere questo disturbo con la depressione post-parto vera e propria. L’occasione non ci arriva direttamente da qualche studio medico d’oltreoceano, ma di rimbalzo, da un libro della nuotatrice Federica Pellegrini che racconta la propria esperienza.

Il passaggio è importante, perché segna il riversamento dell’espressione in inglese dalla terminologia medica (coloniale) in voga tra gli addetti ai lavori (colonizzati nella mente) alla lingua comune. E con la sua popolarità, la sportiva azzurra diventa una testimonial (per usare un altro pseudoanglicismo tipicamente italiota) della nuova parola.

Perché una mamma italiana, invece di esprimere il suo vissuto in italiano, deve ricorrere all’inglese per raccontare il suo comprensibile sgomento davanti alla maternità e al repentino cambio di vita che comporta?

Perché in un paese satellite come il nostro tutto gravita intorno all’anglosfera. Questa reazione psicologica davanti alla prole è stata studiata negli Stati Uniti ed è stata definita nella propria lingua, il che è perfettamente normale. Non è invece normale che la medicina italiana, al posto di esprimere le cose e i concetti in italiano, adotti la terminologia inglese e solo quella. Ma del resto quando la medicina (e la scienza) si studia direttamente in inglese, e quando anche le università puntano all’insegnamento in inglese, queste cose sono all’ordine del giorno. Basta cercare “baby blues” su Google per accedere a una sterminata documentazione specialistica (ospedali, associazioni, riviste mediche…) che spiegano il baby blues – ma si può dire anche maternity blues per chi ama i sinonimi –.

E in italiano come si dice?

Questo invece non si trova. Nessuno si pone nemmeno il problema di dirlo in italiano. Tra le variegate “definizioni” di questo disagio si trova un po’ di tutto. C’è chi fissa l’insorgenza della reazione emotiva tra il terzo e il quinto giorno dopo il parto – come fa l’IA di Google che però si chiama in inglese: AI mode – , c’è chi allarga la finestra ai primi 15 giorni e chi rimane sul vago, ma tutti si prodigano a differenziare il nuovo concetto anglicizzato rispetto alla vecchia idea della “depressione post-parto” che è invece uno disagio psichico più profondo e lungo. Siamo al non-è-proprismo, insomma: il nuovo concetto in inglese ha l’esigenza di differenziarsi da ciò che già c’è, per avere il suo perché, dunque è importante sottolineare che il baby blues non è proprio come la depressione post-parto, è qualcosa di diverso che ha la sua inesprimibile sfumatura. In questo caso è la sua transitorietà, il suo essere un sentimento passeggero e il suo essere un fenomeno così comune da essere normale. Ma guai a definire tutto ciò con parole italiane e comprensibili come transitorio o passeggero… il nuovo concetto si chiama baby blues. Punto. Solo se persiste allora si può tornare all’italiano e parlare di “depressione”.

Se le mamme che soffrono di baby blues si ritrovano a gestire una transitoria “tristezza ingiustificata”, degli sbalzi d’umore che portano a “pianti immotivati” e a una generale “sensazione di inadeguatezza”, anche davanti alle espressioni in inglese alcuni italiani provano un analogo sentimento di tristezza. Sarà forse l’italian blues?

Purtroppo, però, questo sentimento non è transitorio; è ormai strutturale. Inutile piangere sull’anglicismo versato, c’è ben poco da fare. Non resta che prendere atto del senso dell’inadeguatezza dell’italiano, che è ormai dismesso in favore dell’angloamericano.

E così, se i bambini della cosiddetta “casa del bosco” – invece di andare a scuola come tutti – godevano dell’educazione impartita dai genitori, nell’ultima settimana sui giornali si è parlato quasi solo della legittima possibilità dell’home schooling, non dell’educazione parentale, dell’istruzione domiciliare o genitoriale. E in questo senso di inadeguatezza dell’italiano, parola dopo parola si procede spediti verso la newlingua chiamata itanglese.

Se da decenni abbiamo abbandonato la parola calcolatore per parlare solo di computer, i calcolatori da scrivania (il primo “calcolatore da tavolo programmabile fu l’italianissimo programma 101 dell’Olivetti) oggi sono pc e desk computer, mentre i portatili diventano notebook o laptop e il nuovo tecno-italiano anglicizzato è ben rappresentato da articoli che parlano del gaming (non dei videogiochi) e dell’AI (non dell’IA) da pubblicizzare durante il Black Friday, in cui tra virgolette non ci sono le parole inglesi, ma quelle italiane come “convertibili”, in attesa che qualcuno cominci forse a parlare direttamente di converted.

Intanto, dopo Halloween e il Black Friday, sembrerebbe prossimo anche il passaggio dal “giorno del Ringraziamento” (per il Corriere il “party del grazie”) al Thanksgiving – basta con queste ridicole italianizzazioni forzate – che aumenta di frequenza negli ultimi tempi proprio mente qualcuno sta cominciando a festeggiarlo anche da noi (con tanto di tacchino ripieno come nei film). In una società-succursale che insegue le feste che ci arrivano dalla società-casa madre, del resto, anche il Natale comincia a starci stretto davanti al Christmas World di Villa Borghese.

Sì, è l’italian blues. La tristezza dell’italiano… Oh Yeah!

#anglicismiNeiGiornali #anglicismiNellitaliano #inglese #interferenzaLinguistica #itanglese #linguaItaliana #paroleInglesiNellitaliano #rassegnaStampa


L’Italia: un Paese satellite degli Usa, culturalmente e linguisticamente


Di Antonio Zoppetti

Nel libro Casa Bianca-Italia. La corruzione dell’informazione di uno stato satellite (PaperFIRST, Roma, 2025), il criticatissimo Alessandro Orsini denuncia la “corruzione del sistema dell’informazione in Italia” sui temi della politica internazionale, per esempio la “santificazione di Zelensky e la mostrificazione di Putin” che secondo l’autore fanno parte di una propaganda rivolta ai cittadini basata sulla disinformazione.

La disinformazione non si fonda solo sulla manipolazione o la ricostruzione forzata dei fatti, ma anche sull’omissione di ciò che non fa comodo, e in particolare l’autore punta il dito contro la mancanza di un dibattito pubblico sul fallimento della strategia della Nato in Ucraina che ci tocca tutti da molto vicino sia perché agli italiani costa miliardi di euro, sia perché ci sta esponendo a seri rischi che potrebbero sfociare in una terza guerra mondiale. “In una società libera, con un sistema dell’informazione sulla politica internazionale libero e sano” questo dibattito dovrebbe invece essere aperto e centrale, ma ciò non avviene perché siamo uno “stato Satellite degli Usa”, un po’ come la Bielorussia gravita solo attorno alla politica del Cremlino. Dunque Orsini riflette sulla libertà di uno Stato satellite, e anche se la comunità giornalistica italiana dichiara di essere libera di dire tutto ciò che vuole, avanza il “sospetto” che ciò non sia affatto vero e lo documenta con una serie di fatti e di episodi che lo portano a concludere che i mezzi di informazione disinformano i cittadini “per compiacere il potere politico”.

Personalmente non sono così convinto che i giornalisti facciano tutto ciò per compiacere il potere in modo consapevole e calcolato. A parte qualche caso eclatante, mi pare che siano semplicemente partigiani e schierati in modo tendenzioso ma sentito. Quando per esempio fanno cominciare la guerra in Ucraina con l’invasione russa, o la questione del “genocidio” palestinese con il massacro del 7 ottobre 2023, indubbiamente semplificano e distorcono la realtà, visto che questi episodi sono il culmine di interminabili conflitti che si trascinano da decenni, se non da secoli. Ma questa disinformazione è la conseguenza di una precisa visione politica ideologizzata, più che una ricostruzione funzionale a legittimare il sistema di potere. Certo, allinearsi alla visione dominante aiuta a far carriera, ma non c’è solo questo aspetto a determinare certe prese di posizione.

Il “metodo del sospetto” ripreso da Orsini è infatti un presupposto che – secondo il filosofo francese Paul Ricoeur – era alla base delle speculazioni di autori come Marx o Freud, i quali avevano messo in luce come sotto ogni presa di posizione – dietro le giustificazioni e le apparenze – ci sono sempre forze più profonde che regolano i comportamenti umani e sociali: per Marx erano le motivazioni economiche a determinare certi giudizi, per Freud c’erano delle pulsioni psicologiche non sempre consce. In questa prospettiva potremmo concludere che davanti alla propaganda giornalistica in tempi di guerra siano soprattutto le visioni politiche dominanti e filoamericane a governare l’interpretazione e la ricostruzione dei fatti.

Fatte queste premesse, vorrei provare a estendere queste considerazioni al di fuori dell’ambito politico per riflettere sugli aspetti culturali e linguistici che emergono dagli stessi presupposti. Perché anche su questo aspetto in Italia manca ogni dibattito, in modo ancora più eclatante di quanto non avvenga a proposito del fallimento delle strategie della Nato.

L’Italia non è solo uno Stato satellite, ma anche una cultura satellite

In una rissa televisiva sulla questione di Gaza, recentemente, uno degli ospiti si chiedeva: “Quando la Meloni riconoscerà la Palestina, come hanno già fatto oltre 150 Stati su circa 200?”. E concludeva: “Quando lo farà anche Trump, o quando gli americani le diranno di farlo.” La risposta, anche se può sembrare una battuta, è invece in linea con la realtà. Mentre Orsini si affanna a dimostrare, dati alla mano, che l’Italia è un Paese satellite degli Usa, per altri tutto ciò è semplicemente evidente e scontato, a livello politico, anche se manca un dibattito serio sulla questione.

È proprio la mancanza di dibattito a caratterizzare il nuovo contesto storico del Duemila, perché questo dibattito c’è sempre stato, sino al Novecento, benché oggi sia stato nascosto sotto al tappeto. Come ho provato a riassumere nel libro Lo tsunami degli anglicismi. Gli effetti collaterali della globalizzazione linguistica – le controversie sulla nostra dipendenza dagli Usa hanno caratterizzato la nostra storia almeno dalla Liberazione sino al crollo del muro di Berlino, dell’Unione Sovietica, e alla fine della guerra fredda. Ma le polemiche tra “americanisti” e “anti-americanisti” si ritrovano ben prima dello scoppio della Seconda guerra mondiale, e già Gramsci (“Americanismo e Fordismo”, 1934) prendeva posizione in questo dibattito ritenendo che l’antiamericanismo a priori era “comico, prima di essere stupido”, anche se – come molti altri pensatori – fu al tempo stesso attratto e inorridito dalla società statunitense che tra le due guerre mondiali si stava imponendo all’attenzione di tutta l’Europa. L’atteggiamento sanamente e lucidamente critico nei confronti degli Usa non caratterizzava solo gli autori legati al comunismo, che vedevano in quel Paese l’incarnazione più aggressiva del capitalismo concepito come “il male”, era invece un sentimento trasversale. La chiesa cattolica già alla fine dell’Ottocento aveva duramente condannato l’individualismo, il materialismo e l’immoralità della società statunitense, e dopo la Liberazione De Gasperi era molto preoccupato e critico davanti all’invadenza della Casa Bianca con cui però la Democrazia cristiana si era dovuta alleare in funzione anticomunista. Ma anche a destra i fascisti e i post-fascisti denunciavano la trasformazione del nostro Paese in un satellite politico degli Usa manifestando la preoccupazione per l’invasione dei prodotti culturali americani che insidiavano la nostra cultura.
Accanto a simili prese di posizione critiche, in ogni schieramento c’era però allo stesso tempo il riconoscimento degli elementi positivi che arrivavano d’oltreoceano, e se la Dc si schierava con la Casa Bianca, anche la destra appoggiava il nostro inserimento nel patto atlantico in contrapposizione al blocco comunista, mentre a sinistra c’era chi vedeva negli Usa la patria della democrazia e della libertà che ci aveva liberati dal fascismo, nonostante la stigmatizzazione della caccia alle streghe del maccartismo, dell’appoggio alle dittature sudamericane e di moltissime altre nefandezze che andavano nella direzione contraria. Davanti al ruolo dominante degli Usa, in altre parole, in ogni schieramento prevaleva un atteggiamento critico, che ne accettava ed esaltava alcuni aspetti per respingerne altri. Il piano Marshall, per esempio, che oggi è invocato e salutato come una specie di “gesto filantropico” che ha determinato il “boom economico” e il “miracolo italiano”, ha dato vita a un dibattito enorme sulla sua funzione, e se Togliatti lo definì un “ricatto politico”, anche per molti intellettuali europei non comunisti costituiva “un vendere l’anima al diavolo” in cambio di una ricchezza immediata che ci avrebbe condotto a un’americanizzazione non solo politica, ma anche sociale e culturale (si pensi a De Gaulle che lo ha accettato per necessità ma con estrema diffidenza).

Oggi, questi questi dibattiti sono però stati sepolti e dimenticati. Negli anni Duemila la nostra americanizzazione è ormai data per scontata e nessuno sembra più riflettere sulle sue conseguenze negative. Con la fine della logica dei due blocchi e l’avvento di una globalizzazione che tende a coincidere con l’americanizzazione del mondo, dopo il “siamo tutti americani” che ha caratterizzato la svolta dell’11 settembre 2001, è venuto a mancare il fronte critico trasversale che in qualche modo si contrapponeva all’espansione dei modelli economici e culturali d’oltreoceano.

Come ha evidenziato Andrea Zhok in articolo su “La sovranità italiana in una prospettiva storica” (L’antidiplomatico.it, 7 giugno 2021), da tempo ci siamo lasciati alle spalle le denunce sulle ingerenze americane esplicite o su quelle occulte perpetrate dai servizi segreti o dalla Cia, “ma ne siamo lontani semplicemente perché ciò che spontaneamente si agita nella politica italiana è già totalmente asservito, e non richiede una manipolazione troppo robusta. Facciamo una politica estera che ci viene dettata nei dettagli dagli Usa, abbaiando obbedienti ai loro avversari. Facciamo una politica interna innocua e perfettamente inconcludente, e una politica economica apprezzata dagli Usa.” Oltre a questa sudditanza politica, una parte significativa della classe dirigente del nostro Paese sta riducendo l’Italia “a una colonia culturale. Ciò avviene in mille modi, dall’adozione di modelli formativi di ispirazione americana, all’assorbimento passivo illimitato della filmografia americana (e dei suoi temi, che siamo indotti a immaginare siano i nostri), alla resa incondizionata a tonnellate di imprestiti linguistici da parvenu (ci muoveremo grazie al Green pass, canteremo le lodi del Recovery fund, che ci permetterà di ribadire il Jobs act, dopo essere finalmente usciti dal Lockdown, in attesa che vadano al governo quelli della Flat tax al posto di quelli del Gender fluid, e ci dedicheremo allo Smart working, rivitalizzando i settori del Food e del Wedding, mentre lotteremo impavidi contro le Fake news).”

E per tornare al “metodo del sospetto”, ciò che per Orsini produce la disinformazione politica fa parte di una più ampia analoga “disinformazione” culturale e linguistica. Ormai privi di una nostra identità che ci distingue, inglobati in un Occidente guidato dagli Usa, abbiamo accettato tutto ciò e siamo passati all’orgoglioso “collaborazionismo”, tutto interno, nei confronti di una pressione esterna che è fortissima, e che invece di arginare agevoliamo compiaciuti fin nelle ricadute lessicali che celano, sotto la superficialità dell’itanglese, una nostra trasformazione ben più profonda.

L’itanglese: la nuova lingua satellite dell’angloamericano

Prendiamo un articolo di giornale, tra i mille, che abbandonano l’italiano per rivolgersi ai cittadini in una lingua ibrida in cui l’inglese e l’italiano sono mescolati.

Perché il titolo del Corriere che parla di AirBnB è etichettato con la frase in inglese “whatever it takes” (“a tutti i costi”)? Perché l’espressione è diventata uno “slogan” dopo essere stata pronunciata da Mario Draghi nel 2012, quando era direttore della Banca Centrale Europea, per ribadire che avrebbe fatto “tutto il necessario” per evitare speculazioni sulla nostra moneta. Ma è anche il titolo di un film e di una canzonetta che ne rafforzano la circolazione. Il ricorso all’inglese, e la scelta di usare una locuzione che non è affatto trasparente per la maggior parte dei cittadini, è la conseguenza del fatto che l’inglese è spacciato come più solenne e prestigioso dai giornalisti e dalla nostra classe dirigente, dunque l’italiano retrocede a una lingua satellite che si impiega per spiegare ciò che si esprime nella lingua superiore e che possiede una precisa gerarchia: al vertice c’è la concettualizzazione in inglese, poco importa che sia “whatever it takes”, o di volta in volta il body shaming al posto della derisione fisica, l’underdog e l’outsider invece dello sfavorito o il fact checking invece della verifica dei fatti. Allo stesso modo, fa accapponare la pelle leggere che la figura dell’host costituirebbe un nuovo “ceto sociale”, ma in un Paese satellite come l’Italia questo lessico dipende dal fatto che le multinazionali esportano la propria terminologia nella propria lingua, e i giornalisti, invece di tradurla, la ripetono e la rafforzano educando tutti alla newlingua che prende corpo nella loro testa. Tutto nasce dal fatto che AirBnB, in un Paese-colonia come il nostro, ha introdotto la figura dell’“host” al posto di ricorrere alla parola italiana “locatore”, mentre ai francesi o agli spagnoli il programma si rivolge con le parole autoctone (hôte e anfitrión), esattamente come Google in Italia propone il servizio denominato in inglese AI mode, che in Francia e Spagna è invece tradotto con Mode IA e Modo IA.

La disinformazione giornalistica che, seguendo Orsini, fa del nostro Paese uno Stato satellite dal punto di vista politico, agisce nello stesso modo anche dal punto di vista linguistico, e più in generale culturale. Per fare un altro esempio, mi ha colpito un articolo di un linguista intitolato “Estensione dello «switch» nella lingua incassata. Alcune osservazioni sul Matrix Language Frame” che ricorre a una terminologia “coloniale” dove i concetti – per l’ennesima volta – sono espressi in inglese, dunque si parla come fosse la cosa più normale di code mixing, system morphemes, codici embedded, insertions, bare forms, discourse marker… in una trasposizione che non fa altro che ripetere pappagallescamente le concettualizzazioni di autori anglofoni con la loto terminologia in inglese che diventa intoccabile e tecnica (talvolta solo affiancata tra parentesi da una sommaria indicazione di cosa significa in italiano). Negli articoli dei linguisti, sino al Novecento, la terminologia era praticamente quasi solo in italiano, ma in un Paese satellite degli Usa tutto quanto si srotola con una rapidità preoccupante. E se questa sottomissione ai modelli anglofoni sta prendendo piede persino tra i linguisti, negli altri settori è anche peggio.

La lingua, per tornare a Freud, è la spia dell’inconscio, e per comprendere il perché dell’esplosione incontrollata degli anglicismi e più in generale di un riversamento dell’inglese sempre più incontenibile, dovremmo cominciare a riflettere sul fatto che siamo un Paese satellite degli Usa non solo dal punto di vista politico o economico, ma anche sociale e culturale.

Eppure il dibattito manca e sulla questione tutto tace. Persino tra chi denuncia il nostro gravitare attorno alla politica della Casa Bianca con delle sacrosante riflessioni che andrebbero però estese a un contesto più ampio: se la libertà di stampa è minata da un sistema di informazione omologato sul pensiero politico dominante che ci proviene d’oltreoceano – e spesso chiamato non a caso mainstream – ciò non vale solo per la narrazione della guerra o della politica internazionale, ma coinvolge la nostra intera visione e del mondo e della cultura, che invece di produrre un pensiero autonomo si riduce a ripetere ciò che proviene dall’anglosfera. In questo processo anche le nostre parole vengono dismesse e sostituite dalle categorie espresse in inglese, perché il fenomeno fa parte dello stesso pacchetto.

#anglicismiNellItaliano #anglomania #globalese #globalizzazioneLinguistica #globish #inglese #interferenzaLinguistica #itanglese #linguaItaliana #paroleInglesiNellItaliano #rassegnaStampa


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Ed eccolo dicembre!


E per dicembre quattro cose si stagliano all'orizzonte: due concerti e due laboratori! Normalmente evito (o vengo evitato da) i concerti natalizi, e invece quest'anno ho ben due occasioni per far musica: ❅ il 7 dicembre a Follina, dove sarà un concerto tu
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E per dicembre quattro cose si stagliano all’orizzonte: due concerti e due laboratori!


Normalmente evito (o vengo evitato da) i concerti natalizi, e invece quest’anno ho ben due occasioni per far musica:

❅ il 7 dicembre a Follina, dove sarà un concerto tutto tranne che natalizio, ci sarà un bell’ensemble che suonerà Fauré, Luis Piau che leggerà dei contatti fra quel musicista e Proust, e io che canterò due meravigliose chanson, quando mai mi capita.

❅ il 20 dicembre alla Pieve di San Floriano dove ritornerà, per mezzo concerto (l’altra metà sarà a cura del coro La Pieve), Ottetto Instabile a riproporre parte di un vecchio bellissimo programma, Carols, con musiche per il Natale provenienti dal medioevo britannico (e poi canterà due arie leggere una mia giovane allieva).


Invece torna, come sarà per ogni mese fino a maggio, il weekend dedicato a La Voce a Pezzi, per dicembre il 13 e il 14. Per cui se si vuole fare un po’ di ripasso sull’uso della propria voce, o scoprirne aspetti poco praticati, ecco giunto il momento. I miniworkshop sono così articolati:

sabato 13 dicembre 2025

✦ ore 10 – 12 ✦ Maschera!
✦ ore 14:30 – 16:30 ✦ Le terze ingannatrici
✦ ore 17 – 19 ✦ Oltre il diaframma
✦ ore 21 – x ✦ Jam session!

domenica 14 dicembre 2025

✦ ore 10 – 12 ✦ Vocali anteriori
✦ ore 14:30 – 16:30 ✦ Unisono
✦ ore 17 – 19 ✦ Cantare nello spazio

È tutto spiegato, e da lì è possibile iscriversi, nella pagina dedicata.
Locandina laboratorio La Voce a Pezzi per dicembre


E, sempre per dicembre, partirà il Laboratorio Quattrocento alla Scuola Civica Musicale ‘Bruno Maderna’, che si articolerà in otto incontri alla scuola, aperto a tuttituttitutti, cantanti e strumentisti di qualunque moderno strumento – che se stiamo ad aspettare vielle, liuti e arpe storiche si sta zitti e mai si farà 🙂

Posto qui la locandina: per informazioni e iscrizioni ci si rivolge alla Scuola Civica Musicale, chiamando il 0458030325 (di pomeriggio) o mandando un messaggio Whatsapp al 3533571806
Locandina del Laboratorio Quattrocento, alla Scuola Civica Musicale Bruno Maderna


Ho finito. Ci incroceremo da qualche parte. Buon dicembre, resisti che poi arriva Natale 🙂


Tempo Perduto


Collegium Musicum, con questo concerto propone un viaggio nell’anima di due artisti straordinari, un incontro tra parole e note che ci permette di riscoprire il potere evocativo dell’arte.

Attraverso la musica di Fauré, possiamo entrare nel mondo di Proust e vivere un’esperienza sensoriale unica, in cui il tempo si dissolve e le emozioni si fanno eterne.

Voce: Matteo Zenatti – Voce narrante: Luis Piai


(clicca qui per saperne di più)


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“una serata per pasolini” con i racconti di giuseppe garrera, a sostegno di ‘spazio etico’


3 dicembre_ PPP per Spazio Etico
cliccare per ingrandire

A Roma, mercoledì 3 dicembre – dalle 20 alle 23 – al casaletto del Parco della Cellulosa (vicolo della Cellulosa 1), una serata dedicata a Pier Paolo Pasolini con i racconti di Giuseppe Garrera.
Incluso rinfresco biologico (con il contributo di Hettaro). Contributo per la serata: 10 € a sostegno delle attività socioculturali di Spazio etico e del Comitato Promotore del Parco della Cellulosa. È necessario prenotare (max 55 posti): info@spazioetico.it – 347 063 2009

#comitatoPromotoreDelParcoDellaCellulosa #giuseppeGarrera #hettaro #parcoDellaCellulosa #pasolini #pierPaoloPasolini #ppp #sostegno #spazioEtico

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‘la finestra di antonio syxty’ su “la nott’e’l giorno”, di patrizia vicinelli


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open.spotify.com/episode/0n4Z5…

Antonio Syxty in conversazione con Roberta Bisogno, Marzia D’Amico, Andrea Balietti.
La nott’e’l giorno è un titolo improprio intorno al quale si radunano le opere più rappresentative della poesia di Patrizia Vicinelli. Anche quando esse non rientrano nel più stringente campo della versificazione, ne fanno parte per aderenza tematica, per contatto, per alternanza. Si accostano luoghi e tempi della creazione poetica, declinata nelle diverse forme della poesia verbovisiva e fonetica, lineare, del poema epico, della scrittura per il teatro e del romanzo flusso.

Per ciascuno di questi generi – in continuo trapasso – la corporalità della poeta, aperta nel gesto impervio dell’esposizione, ha conosciuto la gestualità della parola, in relazione alla spazialità esterna pensata come campo, d’azione, di battaglia, di relazione, di vita; della sua opera, Vicinelli espose sempre la carica interpretativa, durante registrazioni sonore, filmiche, letture pubbliche, festival nazionali e internazionali, in un movimento personalissimo di incorporazione. Di una poesia che si rende immediatamente visibile.

*

il libro: argonline.it/prodotto/la-notte…

#andreaBalietti #antonioSyxty #argo #argolibri #art #arte #laFinestraDiAntonioSyxty #laNottelGiorno #marziaDamico #materialiVerbovisivi #mtm #mtmLaFinestraDiAntonioSyxty #patriziaVicinelli #poemaEpico #poesia #poesiaFonetica #poesiaLineare #poesiaSonora #poesiaVerbovisiva #robertaBisogno #romanzoFlusso #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #teatro #vocalita

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Il cielo del mese: dicembre, l’astronomia e il senso comune

edu.inaf.it/rubriche/il-cielo-…

Può il senso comune avere qualcosa a che fare con l’astronomia? E come può aiutarci a “sperimentare” il cielo notturno? Scopriamolo con il cielo di dicembre!

#astronomia #costellazioni #dicembre #filosofia #FrancoPiperno #GiovanniPascoli #ilCieloDelMese #JacobBronowski #WilliamKingdonClifford

@astronomia @astronomia

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4 dicembre, “oggettistica”: incontro in collegamento con l’università di perugia


grazie a Fabrizio Scrivano per questo invito

4 dicembre, OGGETTISTICA. incontro in collegamento con l'Università di Perugia
cliccare per ingrandire

link per assistere: t.ly/0jBvh

#dipartimentoDiLettere #fabrizioScrivano #letteratura #mg #oggetti #oggettiLetterari #oggettistica #oggettivita #teoriaDellaLetteratura #tic #ticEdizioni #universitaDegliStudiDiPerugia #universitaDiPerugia

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Ricordando Salvatore Resca


Sabato 29 novembre, per i funerali di Salvatore Resca, com’è naturale che fosse, la chiesa dei Santi Pietro e Paolo non è stata in grado di contenere tutti i partecipanti. Fedeli e laici, credenti e non credenti, hanno, infatti, trovato in padre Resca, per tanti anni, un punto di riferimento, a prescindere delle scelte ideologiche e dalle convinzioni di ciascuno. Non a caso la Libertà di […]

Leggi il resto: argocatania.it/2025/12/01/rico…

#cittainsieme #mirkoViola #salvatoreResca

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6 dicembre, roma, camera verde: “the cameraman”, con buster keaton


Buster Keaton_ The Cameraman_ proiez in Camera Verde_ pianoforte Livia Mazzanti
cliccare per ingrandire

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ingresso: massimo 12 spettatori: prenotazione obbligatoria

#busterKeaton #cameraVerde #edSedgwick #edwardSedgwick #laCameraVerde #liviaMazzanti #musicometa #theCameraman

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per ‘la finestra di antonio syxty’, lunedì 1 dicembre


su 'La nott'e'l giorno_ di Patrizia Vicinelli_ sulla Finestra di Antonio SyxtyNon perdetevi La Finestra di Antonio Syxty di lunedì 1 dicembre incentrata su Patrizia Vicinelli: figura radicale della cultura disobbediente e underground italiana, Patrizia Vicinelli ha attraversato poesia, arti visive e ricerca fonetico-sonora con una libertà assoluta. La sua opera, esposta da Milano a New York, Tokyo, San Francisco e Venezia, continua a risuonare con una forza sorprendentemente attuale. I suoi artefatti fonetico-sonori sopravvivono oggi in preziose registrazioni.
L’occasione è l’uscita del libro La nott’e ’l giorno. L’opera poetica, a cura di Roberta Bisogno e Fabio Orecchini, pubblicato da ArgoArgolibri nella collana Talee diretta da Andrea Franzoni e Fabio Orecchini (gennaio 2024).
Il podcast ospita Roberta Bisogno, Marzia D’Amico e Andrea Balietti, per attraversare insieme la poetica, le influenze e la potenza sperimentale di una voce che non ha mai smesso di disobbedire.

*

il libro: argonline.it/prodotto/la-notte…

#andreaBalietti #antonioSyxty #argolibri #art #arte #artiVisive #fabioOrecchini #laFinestraDiAntonioSyxty #laNotteLGiorno #marziaDamico #mtm #mtmLaFinestraDiAntonioSyxty #patriziaVicinelli #poesia #poesiaSonora #ricercaFonetica #robertaBisogno

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3 dicembre, ostia: un murale per calligari

un murale per Claudio Calligari


🗓️ Mercoledì 3 dicembre
🕰️ 09.30
📍Via Baffigo, 145
(Centro per l’Impiego Ostia)

“È stato forse l’ultimo intellettuale vecchie maniere. Con la capacità di sporcare la propria anima e la propria intelligenza del nucleo essenziale di quello che si apprestava a raccontare”.

Inaugurazione dell’opera pittorica murale a firma di Leonardo Crudi 900

#art #arte #centroPerLimpiegoOstia #claudioCalligari #leonardoCrudi900 #murale #murales #ostia

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pod al popolo #082, audio completo della presentazione di “oggettistica”, di mg (tic, 2024), alla biblioteca pagliarani, 29 nov. 2025


Audio completo della presentazione di Oggettistica, di Marco Giovenale (Tic, 2024; collana UltraChapBooks): letture e interventi dell’autore, in dialogo con Massimiliano Manganelli, Cetta Petrollo e contributi dal pubblico. Biblioteca Pagliarani, Roma, 29 novembre 2025. Ora in Pod al popolo. Podcast irregolare ed ennesimo fail again fail better dell’occidente postremo. Buon ascolto

il libro: ticedizioni.com/products/ogget…

#bibliotecaElioPagliarani #bibliotecaPagliarani #edizioniTic #ilPodcastIrregolare #marcoGiovenale #massimilianoManganelli #mg #oggettistica #pap #pap082 #pap082 #podAlPopolo #podcast #presentazione #prosa #prosaInProsa #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #spazioPagliarani #testiDiMgInRete #testiDiMgOnline #tic #ticEdizioni #ultrachapbooks

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[film] Bugonia


Titolo: Bugonia
Regia: Yorgos Lanthimos
Soggetto: remake del film Jigureul jikyeora! di Jang Joon-hwan
Sceneggiatura: Will Tracy
Fotografia: Robbie Ryan
Montaggio: Giōrgos Mauropsaridīs
Musiche: Jerskin Fendrix
Scenografia: James Price, Prue Howard, Amber Rose Thompson (non accreditata)
Costumi: Jennifer Johnson
Altro: Stati Uniti d’America, Corea del Sud, Irlanda; anno 2025; 120 minuti; Lingua originale: inglese; direzione del doppiaggio: Alessandro Rossi; genere: fantascienza

Interpreti e personaggi:

Emma Stone: Michelle Fuller
Jesse Plemons: Teddy Gatz
Aidan Delbis: Don

Voto: 8/10

(dati da Wikipedia e AntionioGenna per il doppiaggio.)

Comincio con le cose facili: Emma Stone, ormai lo so, è spettacolare e con Lanthimos di più. È sempre convincente anche nei ruoli più difficili.

La seconda cosa da sapere è che il film è un remake di uno coreano (v. soggetto) che non conoscevo.

La terza cosa è che ho visto il film in lingua originale. La mia conoscenza dell’inglese è modesta, ma grazie ai sottotitoli sono riuscito a seguire abbastanza facilmente.

Teddy e suo cugino Don vivono insieme in un posto imprecisato in Georgia, in periferia e nella tipica villetta da telefilm americano. Teddy è anche un apicultore ed è convinto che la sindrome dello spopolamento degli alveari sia provocata da degli alieni provenienti da Andromeda. Pensa che gli andromediani vogliano soggiogare l’umanità. Convince quindi suo cugino Don a compiere una missione impossibile: rapire uno di questi alieni e costringerlo a farli incontrare direttamente con l’imperatore degli andromediani per convincerlo a lasciare in pace gli umani. L’alieno individuato è la CEO – Michelle Fuller – della Auxolith, l’azienda per cui lavora Teddy. E qui mi fermo, che dire oltre vi rovinerebbe la visione.

Film completamente pazzo, come ormai ci ha abituato Lanthimos, ma che butta lì, fra il serio e il faceto, una domanda interessante: autodistruttivi come siamo, ci meritiamo di stare su questo pianeta?

Per il termine bugonia che dà il titolo al film, vi rimando direttamente a wikipedia.

Avvertenza per chi non ama il genere: ci sono scene abbastanza splatter, con pezzi di carne che girano qua e là nello schermo.

Buona visione!

#bugonia #film #recensione #yorgosLanthimos

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presente dell’octo di fine ’25 tra tormenti e riflessioni integralmente cosmiche


Stanotte ho proprio stabilito un nuovissimo record negativo, andando a letto alle 2 e mezza e… addormentandomi alle 4 e passa o qualcosa del genere; perché stanotte, come quella dell’altro giorno, ero maledettamente tormentata, e ultimamente con me non c’è proprio versi a riguardo… Nella trappola del pensare involontariamente anziché riuscire a prendere sonno, però, mi è venuto da pensare un po’ di più proprio a questa mia recentissima disperazione, che ricalca spaventosamente tempi per me ampiamente passati… e sarebbe figo se avessi risposte a proposito, ma invece ho solo più domande. Beh, da un lato quindi ho ancora più punti per disperarmi, ma dall’altro ne ho anche per scrivere un post gustoso che, con benedizione degli spiriti, magari può fungere come al solito come punto di riferimento per non so neanche io cosa… e allora, ecco qui. 🙏

Come ho già accennato, in questo periodo mi sento per qualche motivo male, fin troppo spesso come svuotata e priva di magia; non solo nel senso che magari non ho stimoli creativi superepici, ma proprio nel senso che, di base, mi manca quello scintillio dell’anima, e sento di conseguenza difficile anche il solo esistere, in tutti quei momenti in cui non sono adeguatamente distratta con qualcosina delle mie. Non è troppo inusuale che questa cosa succeda, a me o in generale, e non sarebbe un vero problema se succedesse a giornate… la rogna arriva quando, come in queste ultime settimane, o come tanti anni fa per me, la cosa diventa una costante che dura giorno dopo giorno. 😔

È un problema veramente intricato questo, per me, perché già di base finisco quindi per non avere abbastanza gioia durante le giornate, e già di per sé questo è per l’appunto bruttino… ma, in questo stato in cui in media è come se non sentissi niente — perché beh, è così tecnicamente; non mi sento gioiosa, ma nemmeno triste, e ovviamente non sono arrabbiata né altre cose — mi stanno tornando anche fortissimi gli impulsi di farmi autolesionismo, nonostante non li avessi più da anni e avessi levato di mezzo questa abitudine appunto anni fa… che è un problema ancora più gigante, perché ogni giorno devo fare una fatica assurda per resistere, e ho comunque il presentimento che di questo passo ci ricadrò malamente dentro (relapse), visto che ci sto inciampando (lapse) varie volte, e temo mi stia riemergendo la dipendenza, e quindi sto ancora peggio anche per questo. 🥴

Comunque, nel riflettere meglio a cosa possa essere la causa di questo sminchiamento del mio umore, di risposte rimango ovviamente a corto… eppure, credo che il mio presentimento riguardo gli effetti della corrente stagione sia fondato. L’altro giorno ho detto che nel periodo di autunno-inverno scorso non stavo così male, ma, in effetti, sono stupida (…che novità) a considerare solo i tempi recenti anziché la mia intera vita; considerato poi che in questo periodo dell’anno scorso ci sono state per me tante cose sia belle che distraenti… mentre stavolta si, cose buone ci sono, ma ce ne sono state anche di negative. Se devo pensare anche agli anni della mia vita in cui ero un disastro mentalmente, allora, quello che esce fuori dai miei ricordi è che stavo decisamente molto peggio durante questo periodo dell’anno, che non nel periodo caldo e luminoso… questo vorrà dire qualcosa (…si, vuol dire che sono una fottuta pianta). 😵

In effetti, i punti a favore di questa teoria sono svariati… A parte il pattern che rivedo negli anni passati, sono inspiegabilmente più a corto di energie, e ho molta più fame che in estate, anche se complessivamente non faccio niente di (più) faticoso. Inoltre, come ho già detto, il solo vedere e ricevere la luce del sole mi fa non ironicamente stare meglio, per poi portarmi a crollare più o meno forte quando arriva il buio… e sì, certamente dormire fino alle 13 non aiuta, ma anche quando mi sveglio presto non riesco ad avere molto sole, perché o è nuvoloso, o sto per esempio all’università, e quindi dentro delle maledette stanze; pure perché all’aperto fa molto freddo (quest’anno più dello scorso, a me pare, mamma mia), e quindi non riesco a starci molto. Se davvero è così, mi dispiacerebbe anche, perché a livello di vibe l’inverno non è che mi stia antipatico, e ci vedo alcuni lati positivi e cose belle… e quindi, se davvero fosse lui a causarmi un simile crollo dell’umore, ci rimarrei male per principio; oltre che sentirmi fregatissima del fatto che buona parte della sofferenza provata nella mia vita è anche colpa sua. 🙄

La cosa buona, anche se a mio parere molto strana se vista in tutto questo contesto, è che, allo stato attuale delle cose, tecnicamente non sono infelice della mia vita… da un lato, quindi, è molto ironicamente merdoso che io stia così male; ma dall’altro, beh, posso trovare sollievo nel sapere che potenzialmente i miei tempi peggiori sono comunque nel passato… o nel futuro, se le mie paure per quello si concretizzano, ma comunque certamente non nel presente. Nel senso, a differenza del passato ormai non mi odio più, sto bene nella mia stessa esistenza, e — per quanto cringe possa sembrare, ma è la verità — voglio continuare ad esistere, e a vivere… e proprio per questo, a maggior ragione, rosico particolarmente del fatto che ci siano spiriti interni ed esterni che vogliono sabotare questo mio benessere, alterandomi la chimica per farmi soffrire… però, ecco: resisterò, spero. 😬


mancanza del fritto posto per motivi inumani, e vista sul mio futuro presente storpiato


Mi dispiace (o meglio: detesto, odio, mannaggia) non star postocto-postando qui sopra da… 2 giorni, o forse anche 3, aiuto!!! Sembra poco, considerato da quanto il fritto misto esiste, e per quanto a regola io ancora esisterò per aggiornarlo, ma il problema è che questa bucanza postifera si ripete, e temo si ripeterà infinitamente, perché… non ne sono per niente sicura; è proprio questo il bello, ed il motivo di mia preoccupazione aggiunto al di sopra di tutto il resto. 🤥

In queste settimane innanzitutto, ma in questi ultimi giorni soprattutto, ho la mente così ahh-offuscata che proprio caspita… È difficile fare qualsiasi cosa di abbastanza lungo per la testa, come scrivere un post di questi, e persino nei videogiochi non riesco a concentrarmi adeguatamente… cosa che a pensarci sotto sotto mi fa ridere, ma mi fa di più preoccupare. Ancora su questa strana riga, sto riuscendo a programmare diverse cosine, quando proprio non mi viene altro da fare o ho un’idea particolare, ma… se ci sto troppo tempo (parlo di ore, pure se con pause in mezzo), via via mi scende la forza, e mi trovo ad essere più scazzata e agitata man mano che continuo, cosa che mi rimane quando poi ho finito. 😵

La domanda da mille miliardi di digifiori allora si ripresenta forte: perché mai??? Il ciclo lunare certamente non è, visto che i tempi di disperazione sono di settimane. La stagione scura e fredda potrebbe star facendo il suo, anche se mi pare strambo sia solo essa, perché le vibe attuali sono abbastanza diverse dall’anno scorso, o da quello prima. O, magari, sarà in realtà la fottuta pubertà da ventunenne, che mi starà colpendo particolarmente forte solo per via particolare del mix tra la stagione attuale e il fatto che sono eternamente sola??? Non si capisce. Così come non si capisce esattamente perché arrivo proprio a questo punto di svuotamento-affuscamento particolare per cui, nei momenti in cui non sono adeguatamente distratta, ho l’impellente desiderio di farmi male per tirarmi su… 🥱

Vabbè, pazienza, credo tutto ciò sia la mia altra maledizione che si risveglia. Per fortuna però, tornando ai metodi di distrazione basati sulle parole, non ho smesso di scrivere discorsi solo parzialmente sconclusionati ogni giorno — a proposito delle cose grosse che mi colpiscono, e pure ulteriori bonus — grazie al più liscio formato a thread, favorito dal software di microblogging interplanetario Sharkey… Quindi, non so; forse non dovrei preoccuparmi più di tanto? Eppure devo, perché quando scrivo qui legge molta più gente di quanta mai lo fa per il mio nuovo posto di parole spezzate, e IO HO BISOGNO DI ATTENZIONI!!! (…Mi inventerò qualcosa mi sa, come post di riepilogo automatici sul canale Telegram principale che linkano ai post miscchiave.) 😤

Anche lì però, ahimè, non va tutto superganzo, perché, in generale, con questo offuscamento, mi pare molti giorni di avere poche idee originali, e senza quelle dopo un po’ non riesco a scrivere neanche le merdaposte. Qualcosa c’è sempre, eh… quando mi sento positivamente storta, magari carico autoscatti stellari prodotti con il 3DS accompagnati da testi incomprensibili; altrimenti, racconto di come mi sento negativamente storta senza paura di ripetermi troppo e annoiare qualcuno; oppure, ho iniziato a bloggare tutte le mie cose nei videogiochi (e questa sarà una roba da analizzare a parte…), anche se i thread diventano lunghi, e a volte per qualche motivo mi sale la pesantezza a scrivere e scrivere piccoli pezzi di continuo sullo stesso argomento… però cioè, anziché un pozzo da cui prendere le idee, ho una pozza, una ‘zanghera (per giunta non di acqua, ma di sangue prima o poi), quindi un grande limite. 🙄

Vabbuò, vedremo se finirò definitivamente brainrottata, incapace di scrivere messaggi non-monofrasici a causa di tutto questo gran casino, o se ne approfitterò col provare ancora più nuovi format. In qualche modo, il tempo deve passare, e deve passare proficuo, pieno di parole impilate, per i posteri e per i presenti… magari non sempre a colpi di frittura, anche perché troppa poi fa male, ma l’importante è resistere alla marciscenza (…e magari ad altri stimoli, ma quello è più impossibile). 👻

#feels #mood


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Astrocampania organizza una visita guidata su prenotazione presso l’Osservatorio Astronomico di Agerola dove il protagonista sarà il Sole, la nostra stella del giorno, e nello splendido scenario dell’alta costiera amalfitana il 6 dicembre ore 10,40 .

Un coinvolgente spettacolo al Planetario per scoprire i segreti delle stelle, emozionanti osservazioni delle protuberanze e delle macchie solari con l’ausilio di speciali telescopi solari, il tutto sotto la guida esperta dei divulgatori di Astrocampania.

[…]

astrocampania.it/2025/11/30/il…

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Roborock F25 Ultra: grande efficacia su tutte le superfici grazie al vapore a 180 gradi


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Gli aspirapolvere wet-dry sono attualmente tra gli accessori per la cura della casa più richiesti. Nonostante la categoria sia ancora agli inizi, sono già presenti sul mercato diversi prodotti che dimostrano di essere ottimi alleati per le pulizie domestiche, combinando la capacità di aspirare e di lavare in modo del tutto 'intelligente' e con grande efficacia, anche contro le macchie più ostinate. Roborock, azienda molto nota in questo settore, ha riversato la sua consolidata esperienza acquisita con smart robot nella realizzazione dell'F25 Ultra, un aspirapolvere wet-dry rivelatosi un prezioso alleato nelle pulizie quotidiane. Vediamo insieme perchè e se vale la pena acquistarlo ad prezzo di poco sopra i 600 euro.
Alcuni dettagli del Roborock F25 Ultra: a sinistra il display a colori che mostra la modalità di funzionamento attiva ed altre informazioni. Centralmente il corpo macchina e a destra la maniglia con il pulsante di accensione e selezione delle modalitàAlcuni dettagli del Roborock F25 Ultra: a sinistra il display a colori che mostra la modalità di funzionamento attiva ed altre informazioni. Centralmente il corpo macchina e a destra la maniglia con il pulsante di accensione (al centro), la selezione delle modalità (in alto) ed il pulsante per la selezione del tipo di auto-pulizia (in basso)

Design


La qualità dell'F25 Ultra appare immediatamente premium sin dall'apertura della confezione. Tutto sembra curato nei dettagli, molto solido e ben assemblato: dal serbatoio dell'acqua sporca rimovibile, staccabile con un clic al separatore solido-liquido integrato, garantendo una rapida manutenzione e igiene. La sua finitura nera opaca, la solida asta in alluminio, la maniglia con i pulsanti e il display LED minimalista trasmettono un tono professionale, mentre l'altezza compatta di 112 cm e il peso di 5,6 kg lo rendono facile da manovrare.

Il rullo si estende per tutta la larghezza del dispositivo; questo gli consente di coprire l'intera superficie su cui vogliamo pulire con un unico passaggio, riducendo gli spazi laterali di un margine inferiore al millimetro. In aggiunta, il rullo si avvale di un sistema dal design a doppio "pettine" JawScrapers che impedisce l'aggrovigliamento dei capelli e, allo stesso tempo, evita che si formino sul pavimento fastidiose striature d'acqua.

La cerniera FlatReach 2.0 invece, consente di manovrare l'aspirapolvere sotto i mobili piegando il braccio fino a 180°, fino ad uno spessore minimo di 13cm.
Nelle immagini sopra, il serbatoio che raccoglie l'acqua sporca, in grado di dividere i residui solidi da quelli liquidi, e il filtro polvere

Pronto all'uso


Il Roborock F25 Ultra è davvero semplice montare e configurare: 10 minuti, ecco il tempo che occorre per avere l'F25 Ultra pronto al primo utilizzo. Nei tanti test effettuati, le prestazioni nelle diverse modalità a disposizione mi hanno lasciato molto soddisfatto. In particolare, ho potuto apprezzare come l'aspirazione da 22.000pa sollevi con facilità i detriti senza la necessità di un ulteriore passaggio. In questa fase, uno specifico sensore di rilevazione dello sporco (DirTec Smart Sensor) rileva in tempo reale, tramite una luce ad infrarossi, il livello di sporco che l'aspirapolvere incontra sulla sua strada, adeguando automaticamente il livello di potenza. La vaschetta dell'acqua pulita, montata superiormente al rullo (foto sotto) contiene, in un serbatoio separato di 100ml, il liquido detergente che verrà mescolato all'acqua in maniera completamente automatica. L'autonomia del detergente è di un mese circa.
Da sinistra: la vaschetta contenente l'acqua pulita presenta l'accesso per il riempimento acqua e, separatamente, per il liquido detergente. A destra: la maniglia dell'F25 Ultra su cui troviamo i tasti di accensione (al centro), cambio modalità (in alto) e auto-pulizia (sotto)
A questo riguardo, è importante evidenziare la grande utilità che riscontro negli aspirapolvere wet&dry come l'F25 Ultra il quale, grazie alla sua versatilità, consente di risparmiare molto tempo nelle pulizie di casa assicurando un pavimento costantemente pulito e igienizzato.
Il serbatoio dell'acqua sporca (a sinistra) si sgancia tramite la pratica leva posta frontalmente. A destra, il serbatoio dell'acqua pulita e della soluzione detergente posizionato sul corpo macchina centraleIl serbatoio dell'acqua sporca (a sinistra) si sgancia tramite la pratica leva posta frontalmente. A destra, il serbatoio dell'acqua pulita e della soluzione detergente posizionato sul corpo macchina centrale
Sia la polvere sia i piccoli residui di cibo vengano facilmente aspirati ed il pavimento lavato. Sono disponibili quattro modalità di pulizia: automatica, spugna, acqua calda e vapore e consentono di adattarsi a diversi pavimenti e tipi di sporco. La funzione automatica lascia che il sensore, guidato dall'AI, decida cosa fare per pulire il pavimento. La funziona spugna aggiunge all'aspirazione, il rullo bagnato a freddo. Ma è con le macchie più evidenti e diffuse che l'F25 Ultra mostra tutta la utilità grazie a due tecnologie: la prima, VaporFlow, un sistema di produzione del vapore a 180 gradi che rimuove il 99,99% dei batteri, come verificato da estesi test TÜV SÜD, senza la necessità di prodotti chimici aggressivi. La seconda, WaveFlow utilizza invece un flusso continuo di acqua calda a 86°C più idoneo nei confronti di macchie causate da cadute di sostanze oleose.
Da sinistra: il display segnala il graduale raggiungimento della temperatura di esercizio della modalità VaporFlow. A destra, il vapore fuoriesce dal corpo macchina centrale indica l'attivazione della specifica modalitàDa sinistra: il display segnala il graduale raggiungimento della temperatura di esercizio della modalità VaporFlow. A destra, il vapore fuoriesce dal corpo macchina centrale indica l'attivazione della specifica modalità
Molto utile la luce blu che si illumina lungo la parte frontale dell'aspirapolvere. Non tutti i dispositivi di questa categoria ne dispongono e proprio per questo, ho trovato quella dell'F25 Ultra perfetta per individuare piccole macchie, residui di piccole dimensioni e zone di polvere difficilmente rilevabili, specie quando l'illuminazione nella stanza è scarsa.
Le ruote posteriori dell'F25 Ultra accompagnano l'aspirapolvere aumentandone la manovrabilitàLe ruote posteriori dell'F25 Ultra accompagnano l'aspirapolvere aumentandone la manovrabilità
La manovrabilità è un ulteriore elemento distintivo dell'F25 Ultra che ho apprezzato molto: in pratica, quando il dispositivo è in funzione, avremo la netta sensazione che una leggera spinta accompagni l'F25 Ultra nella medesima direzione di movimento che noi gli imprimiamo, "alleggerendo" . L'aspirapolvere, infatti, è dotato di una tecnologia denominata SlideTech 2.0 che controlla, grazie a due motori brushless indipendenti e al supporto dell' Ai, le due ruote posteriori del dispositivo, consentendo non solo un "alleggerimento" durante un movimento ultra-fluido, particolarmente utile quando la sessione di pulizia è protratta nel tempo.

Pulizia del dispositivo


Il Roborock F25 Ultra ha un serbatoio situato sulla parte frontale dell'aspirapolvere. Il suo colore opaco lascia intravedere il livello di acqua sporca raccolta al suo interno: un messaggio acustico emesso dall'aspirapolvere, ci informerà che è il momento di procedere allo svuotamento. A questo punto, non ci resta che sganciare il serbatoio tramite l'apposito pulsante (foto sopra), separare la parte superiore dove alloggia il filtro e gettare via l'acqua residua. Il sistema è molto pratico ed è studiato per facilitare questa operazione, rendendola semplice, veloce e senza rischi di sporcarsi a causa di schizzi.
A sinistra: l'F25 Ultra nella sua base di ricarica e auto-pulizia. A destra: la levetta laterale che consente di rimuovere il rullo per lavarlo separatamenteA sinistra: l'F25 Ultra nella sua base di ricarica e auto-pulizia. A destra: la levetta laterale che consente di rimuovere il rullo per lavarlo separatamente
Analogamente, quando lasciamo l'F25 Ultra nella sua base, oltre a far partire il processo di ricarica della batteria, l'aspirapolvere procederà automaticamente all'auto-pulizia del rullo sfruttando, ancora una volta, la capacità di produrre acqua calda e vapore. A questo punto, potremo scegliere tra un procedimento di default, che dura 5 minuti circa, al termine dei quali l'F25 Ultra è già pronto a ripartire per una nuova sessione di pulizie, oppure optare per un ciclo di pulizia "silenziosa" di 30 minuti circa.
A sinistra: impostazioni asciugatura. Al centro: impostazioni di auto-pulizia. A destra: schermata home dell'AppA sinistra: impostazioni asciugatura. Al centro: impostazioni di auto-pulizia. A destra: schermata home dell'App

L'App Roborock


Tramite la comoda App, scaricabile su dispositivi iOs e Android, è possibile personalizzare le impostazioni di pulizia, programmare il tipo di auto-pulizia, selezionare le modalità di funzionamento e perfino "guidare" l'F25 Ultra quando non vogliamo piegarci e lasciamo che l'aspirapolvere si muova autonomamente sotto i mobili bassi.
Da sinistra a destra: le modalità di pulizia selezionabili tramite App

Conclusioni


L'F25 Ultra svelato da Roborock durante l'ultima rassegna di IFA racchiude tutte le migliori caratteristiche della serie F25, a cui aggiunge le modalità vapore, ad acqua calda, un'aspirazione più potente aspirazione ed una migliore namegevolezza. Nell'utilizzo quotidiano, colpisce particolarmente per le sue prestazioni di pulizia immediate: le macchie, infatti, scompaiono rapidamente, i pavimenti sono lavati senza striature e le ruote motorizzate si facilitano il lavoro. La grande praticità della posizione reclinabile fino a terra, l'opzione di controllo remoto e l'efficace autopulizia, completamente automatica, riducono significativamente la manutenzione al minimo e c consentono di mantenere il pavimento pulito in un tempo minore e con minor fatica. Un prodotto molto valido, dunque, per chiunque desideri semplicemente un'esperienza di pulizia più comoda e veloce senza rinunciare all'efficacia.

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Astrocampania organizza una visita guidata su prenotazione presso l’Osservatorio Astronomico di Agerola dove il protagonista sarà il Sole, la nostra stella del giorno, nello splendido scenario dell’alta costiera amalfitana il 6 dicembre ore 10,40 .

Un coinvolgente spettacolo al Planetario per scoprire i segreti delle stelle, emozionanti osservazioni delle protuberanze e delle macchie solari con l’ausilio di speciali telescopi solari, il tutto sotto la guida esperta dei divulgatori di Astrocampania.

[…]

oasdg.astrocampania.it/2025/11…

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oggi, domenica 30 novembre, allo studio campo boario (roma): presentazione di “spore / 1”, di antonio francesco perozzi (déclic, 2025)


locandina presentazione di Spore_1, di Antonio Francesco Perozzi_ déclic, 2025_ incontro a Campo Boario 30 nov 25
cliccare per ingrandire

evento fb: facebook.com/events/s/spore-1-…

il libro: declicedizioni.it/prodotto/spo…
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#antonioFrancescoPerozzi #declic #massimilianoManganelli #presentazione #reading #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #spore #spore1 #studioCampoBoario

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Mi è semblato di vedele un gatto...
#titti #gattosilvestro #pietrasanta
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Dal timore alla possibilità, ecco perché l’AI può essere un alleato della collettività se usata con consapevolezza


Oltre la metà della popolazione mondiale teme l’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro ma educare al suo uso consapevole significa scoprirne il lato più umano
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Negli ultimi mesi l’intelligenza artificiale è al centro del dibattito pubblico, tra entusiasmi e paure. E non è così difficile capire il motivo dato che, secondo un sondaggio YouGov, oltre la metà della popolazione mondiale (57%) teme che l’AI possa sostituire numerosi posti di lavoro. Un timore reale, alimentato però da una visione del lavoro che misura il suo valore in base alla fatica fisica o cognitiva ed un modello che presuppone corpi e menti efficienti e sane.
Person typing on smartphone with ai chatbot on screen.Photo by Zulfugar Karimov / Unsplash

Se provassimo ad ampliare lo sguardo


Per molte persone con neuro divergenze come ADHD (disturbi da deficit di attenzione), autismo o dislessia, la cosiddetta “pagina bianca” non è una metafora ma una barriera concreta. In questi casi, l’intelligenza artificiale può diventare un supporto prezioso per aiutare ad organizzare i pensieri, superare blocchi esecutivi o correggere testi, permettendo all’idea di emergere senza l’ostacolo del processo. Lo stesso vale anche per chi convive con disabilità fisiche, ovvero il 15% della popolazione mondiale (World Health Organization), o con malattie croniche, sapere di poter utilizzare strumenti come la dettatura vocale basata su AI o i generatori di testo intelligenti permette di partecipare pienamente al mondo del lavoro. Per molte persone l'intelligenza artificiale non sostituisce ma abilita, sia nella sfera quotidiana sia in quella lavorativa.
a person holding a robotic hand in front of a mirrorPhoto by Katja Anokhina / Unsplash

Un’AI responsabile nasce dall’equilibrio tra innovazione e umanità


Nonostante timori e scetticismi, un punto di partenza è riconoscerne il valore. Ogni innovazione, nella storia, ha generato effetti diversi a seconda delle posizioni sociali, economiche e culturali di chi la usa, o la subisce. La sensazione di saturazione che oggi talvolta percepiamo è reale e comprensibile, soprattutto quando ci troviamo di fronte a testi e newsletter privi di argomento o a immagini modificate; tuttavia, attribuire questa valanga di contenuti all’AI significa ignorare che le macchine stanno solo amplificando una tendenza già umana. Il punto non è fermare l’avanzamento tecnologico ma imparare a usarlo in modo consapevole. L’OECD, l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, infatti, sostiene che oggi manchi ancora un piano strutturato di riqualificazione in grado di accompagnare le persone nella transizione tecnologica. È qui che diventano fondamentali le realtà che scelgono un approccio sociale e costruttivo. Flowerista ne è un esempio con il suo modo di avvicinarsi all’intelligenza artificiale lavorando insieme a clienti e stakeholder per costruire una cultura dell’AI inclusiva, responsabile e realmente umana; perché, sebbene l’AI possa semplificare processi e amplificare capacità, non potrà mai replicare intuizione, empatia ed esperienza, tipici dell’essere umano.
a robot on a tablePhoto by Andrea De Santis / Unsplash

L'AI non sostituisce ma integra


La vera sfida è comprendere che l’intelligenza artificiale non sostituisce ma integra. La “S” di ESG (Environmental, Social, Governance) riguarda proprio questo: capire cosa la tecnologia produce a livello umano e collettivo ovvero opportunità, diritti, accesso. Un’AI ben progettata può portare la diagnostica medica in aree remote o rendere più equi i processi di selezione del personale; se invece viene progettata male, essa può escludere intere categorie sociali e la differenza non sta nella tecnologia quanto nelle scelte di chi la “costruisce”. L’Agenda 2030 delle Nazioni Unite ritiene che la tecnologia sia una leva chiave per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile a condizione che sia fondata su equità, trasparenza e responsabilità. La piattaforma AI for Good, lanciata nel 2018, ne è la prova; ad oggi coinvolge oltre 50 agenzie ONU e centinaia di partner globali impegnati a usare l’AI come motore di progresso, dall’educazione alla salute, dal clima alla parità di genere.

“Non basta preoccuparsi dell’impatto ambientale o economico dell’intelligenza artificiale, dobbiamo guardare anche alle sue conseguenze sociali e dal momento che l’AI cambia il modo in cui viviamo, lavoriamo e partecipiamo alla società, l’etica non deve essere un optional, ma la base su cui costruire un’AI davvero responsabile e al servizio delle persone” ha dichiarato Anna Iorio di Flowerista.

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oggi, 29 novembre, a roma: “oggettistica” @ biblioteca pagliarani


A Roma, OGGI, sabato 29 novembre, alle ore 17:30
presso la Biblioteca Pagliarani
(via M. Bragadin 122 b)

presentazione del libro di prose in prosa di Marco Giovenale

OGGETTISTICA

(Tic Edizioni)

letture dell’autore e interventi critici di Massimiliano Manganelli

Oggettistica (Tic, 2024)

per seguire l’incontro in diretta streaming:
meet.google.com/kao-gbqi-qct

§

il libro sul sito di TIC: ticedizioni.com/products/ogget…

ulteriori dati & materiali: slowforward.net/2024/04/15/lin…

mobilizon: mobilizon.it/events/48fe58dd-a…

evento ​f​b: ​facebook.com/events/1724747394…

§

in foto: Frida Kahlo esegue al piano un lied da Oggettistica per uno Shoggoth [courtesy differxai]
in foto: Frida Kahlo esegue al piano un lied da Oggettistica per uno Shoggoth [courtesy differxai]

#associazioneElioPagliarani #bibliotecaPagliarani #cettaPetrollo #edizioniTic #jimiHendrix #marcoGiovenale #mariaConcettaPetrollo #massimilianoManganelli #oggettistica #prosa #prosaBreve #prosaInProsa #proseBrevi #proseInProsa #prose #scritturaDiRicerca #scritturaSperimentale #scrittureDiRicerca #scrittureSperimentali #shoggoth #spazioPagliarani #tic #ticEdizioni #ultrachapbooks

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​”Donna, Io”: i racconti sulla violenza di genere e la lotta delle donne

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Donna io

Title:
Donna, io

Author:
AA.VV.

Genre:
antologia di racconti

Publisher:
Ciclope Lettore

Release Date:
aprile 2024

Pages:
184

Source:
ciclopelettore.com/donna-io/

“Donna, Io” è un’antologia di racconti sulla violenza di genere che analizza il dominio maschile e la crisi del possesso. Un manifesto per l’autodeterminazione delle donne e un appello per l’educazione all’affettività come via di rinascita e prevenzione.

“Donna, Io”: il mosaico dell’esperienza femminile sotto il patriarcato

Un coro di racconti per l’universalità della violenza di genere


“Donna, Io” non è un saggio, né un romanzo singolo, ma una potente antologia che convoca un coro di voci per affrontare il tema della violenza di genere. Questa struttura a mosaico è la sua prima forza: la varietà di autori e stili narrativi non disperde il messaggio, ma ne rafforza l’universalità e la pervasività. Attraverso racconti brevi e intensi, l’opera scompone il fenomeno in tante schegge di vita, rendendolo palpabile e intimo.
La prefazione stessa, delineando la donna come “Madre, amica, sorella, figlia a volte moglie o compagna e tanto altro,” anticipa che le storie che leggeremo non appartengono a un unico profilo di vittima, ma attraversano ogni ruolo e contesto sociale. I racconti ci mostrano la violenza domestica in contesti apparentemente “normali”, l’abuso vissuto dalla professionista come dalla casalinga, dalla giovane alla donna adulta. Questa polifonia è essenziale per superare gli stereotipi di genere che vorrebbero confinare la violenza in specifiche fasce sociali, dimostrando invece che essa è la trama comune di troppe esistenze femminili. L’antologia si pone così come uno specchio che riflette l’intera società italiana, rendendo il libro uno strumento fondamentale per il dibattito femminista e la prevenzione.

Quando il dominio maschile incontra la libertà femminile


Se l’antologia stabilisce che la violenza di genere è la trama comune, il sottotesto unificante è lo scontro tra il dominio maschile e l’affermazione della libertà femminile. I racconti di “Donna, Io” rivelano che la violenza non nasce dal nulla, ma è spesso l’ultima, disperata risposta a una donna che sta esercitando la sua autodeterminazione, minacciando così il sistema patriarcale su cui si fonda la crisi del possesso.

Ogni storia diventa, in questo senso, la cronaca di un atto di resistenza. I personaggi femminili sono puniti non per ciò che fanno di male, ma per ciò che fanno per sé: cercare indipendenza, prendere decisioni, o semplicemente voler “essere vita, essere libertà”. La prefazione, citando il movimento di lotta nato in Iran nel 2022 a seguito della morte di Mahsa Amini, sposta subito il focus dal trauma individuale alla dimensione politica della resistenza, suggerendo che il libro intero sia un manifesto di libertà. I racconti illustrano vividamente come l’atto violento sia l’espressione massima di chi, non potendo più controllare la donna, tenta di annullarla, confermando che la violenza è una reazione alla perdita percepita di potere e non una questione di amore malato.

Anatomia della violenza e forme invisibili fino al femminicidio

Violenza psicologica e controllo coercitivo


​La raccolta di racconti “Donna, Io” offre uno sguardo crudo sulla progressione dell’abuso, dimostrando che il danno fisico è spesso l’epilogo di una distruzione silenziosa. Molte storie si focalizzano sull’escalation lenta e i maltrattamenti non fisici, che fungono da prologo. L’obiettivo comune dei carnefici descritti è minare l’autostima e l’identità della donna attraverso la violenza psicologica. I lettori riconosceranno le dinamiche di controllo coercitivo: l’isolamento dagli amici e dalla famiglia, le accuse costanti e, in alcuni casi, il gaslighting – quell’arma sottile che porta la vittima a dubitare della propria sanità mentale. Evidenziare questi racconti è cruciale per il dibattito femminista, poiché insegna a riconoscere i segnali d’allarme prima che sfocino nella violenza fisica aperta.

La trappola della violenza economica


​Un altro tema trattato con lucidità nella raccolta è la violenza economica, uno strumento subdolo di controllo coercitivo che rende la fuga una prospettiva terrificante. I racconti che si addentrano in questo aspetto sono fondamentali perché demoliscono il mito dell’indipendenza come unica via di salvezza. Le storie illustrano vividamente donne che vengono allontanate dal lavoro, private dell’accesso ai conti bancari o costrette a chiedere denaro per ogni spesa. La dipendenza finanziaria creata artificialmente funge da trappola, rendendo l’autonomia un sogno irrealizzabile. Sottolineare questi episodi nella recensione aiuta a sensibilizzare il pubblico sulla natura onnicomprensiva del dominio maschile, che si esercita tanto con un pugno quanto con la negazione di una carta di credito.

Femminicidio e la crisi del possesso e la negazione della soggettività


​La parte più tragica dell’antologia è inevitabilmente quella che affronta il femminicidio, l’atto estremo che sancisce il fallimento di ogni relazione basata sul dominio maschile. In “Donna, Io”, i racconti che culminano in questa violenza fatale servono a smascherare la retorica dell'”amore criminale”. In realtà, mostrano l’omicidio come l’epilogo di una profonda crisi del possesso.

​I testi evidenziano quella che è stata definita la “spocchiosa risposta dell’uomo narcisista”: l’incapacità di tollerare che una donna possa reclamare la sua autodeterminazione o persino assumere posizioni di potere e indipendenza. Quando il controllo coercitivo fallisce e la donna esprime la sua libertà femminile, il femminicida agisce per punire la disubbidienza e ripristinare simbolicamente il suo ordine. Queste storie non sono solo cronaca di morte, ma un’analisi della mentalità che percepisce la donna come una sua proprietà. Leggere questi finali drammatici nell’ottica della crisi del possesso è cruciale per il dibattito femminista, poiché sposta la responsabilità dalla “passione” alla violenza strutturale e intenzionale.

La crisi del possesso e la negazione della soggettività


​La parte più tragica dell’antologia è inevitabilmente quella che affronta il femminicidio, l’atto estremo che sancisce il fallimento di ogni relazione basata sul dominio maschile. In “Donna, Io”, i racconti che culminano in questa violenza fatale servono a smascherare la retorica dell'”amore criminale”. In realtà, mostrano l’omicidio come l’epilogo di una profonda crisi del possesso.

​I testi evidenziano quella che è stata definita la “spocchiosa risposta dell’uomo narcisista”: l’incapacità di tollerare che una donna possa reclamare la sua autodeterminazione o persino assumere posizioni di potere e indipendenza. Quando il controllo coercitivo fallisce e la donna esprime la sua libertà femminile, il femminicida agisce per punire la disubbidienza e ripristinare simbolicamente il suo ordine. Queste storie non sono solo cronaca di morte, ma un’analisi della mentalità che percepisce la donna come una sua proprietà. Leggere questi epiloghi nell’ottica della crisi del possesso è cruciale per il dibattito femminista, poiché sposta la responsabilità dalla “passione” alla violenza strutturale e intenzionale.

Il contro-racconto tra rinascita sorellanza e rivoluzione culturale

Il volo verso Barcellona, la rinascita e il percorso interiore​


Nonostante la dolorosa analisi del dominio maschile, “Donna, Io” non è un libro che si arrende al trauma; al contrario, propone un potente contro-racconto di speranza e resilienza. La rinascita è il filo rosso che lega i racconti di uscita e liberazione, rappresentata in modo emblematico dall’episodio della donna in fuga che prende un volo per Barcellona. Questa scena, in cui Janette Elena, con i lividi ancora freschi, guarda le luci del continente svanire, cristallizza il momento di svolta: “Finalmente poteva rinascere, ricominciare”.

​Il libro ci ricorda che l’autodeterminazione non è solo un concetto teorico, ma un percorso concreto, spesso iniziato con un atto di rottura radicale. La fuga descritta non è solo un viaggio materiale, ma l’inizio di un viaggio interiore necessario per superare le paure e le insicurezze lasciate dai maltrattamenti. Questi epiloghi positivi sono fondamentali per il dibattito femminista, poiché mostrano che le storie non sono solo dolore e denuncia, ma soprattutto vie d’uscita e l’affermazione finale della soggettività femminile sulla violenza subita.

Educazione all’affettività e la proposta di cambiamento culturale


L’elemento di maggiore prospettiva offerto da “Donna, Io” non risiede solo nella denuncia, ma nella sua proposta proattiva e lungimirante: la necessità di una vera e propria rivoluzione culturale che trovi le sue fondamenta nell’educazione all’affettività. Attraverso il doloroso campionario di racconti – che mostrano l’origine della violenza nel dominio maschile e nella crisi del possesso – il libro lancia un appello chiaro: è inutile intervenire solo a valle, con misure punitive.​

I maltrattamenti e le tragedie narrate diventano strumenti didattici per illustrare perché e come si formano le dinamiche tossiche. La raccolta suggerisce che l’unico cambiamento definitivo può avvenire attraverso la formazione delle nuove generazioni. Insegnare l’affettività significa insegnare innanzitutto il consenso, il rispetto della libertà femminile e il riconoscimento dell’altro come soggettività e non come proprietà. Questo appello trasforma l’antologia da opera letteraria a manifesto programmatico per il dibattito femminista, focalizzato sulla prevenzione e sulla costruzione di un futuro in cui la violenza di genere non sia più la trama comune.

La sfida della vittimizzazione secondaria​


La forza dei racconti di “Donna, Io” non si esaurisce nella descrizione della violenza privata, ma si estende alla critica di un sistema che troppo spesso fallisce nel tutelare le vittime. Sebbene la rinascita e l’autodeterminazione siano possibili, il libro non ignora il difficile rapporto delle donne con le istituzioni. ​

Molti epiloghi e passaggi intermedi narrano, implicitamente o esplicitamente, la frustrazione, lo scetticismo o la sfiducia incontrata dalle donne quando tentano di denunciare o di ottenere tutela legale. La vittima, dopo aver subito il maltrattamento e la violenza psicologica da parte del partner, si trova a dover affrontare il trauma di essere messa in discussione o non creduta dalle forze dell’ordine o dalla magistratura. La raccolta, dunque, serve a sollevare una domanda fondamentale per il dibattito femminista: come possiamo garantire una giustizia per le donne che sia autenticamente empatica e che sostenga, invece di minare, il difficile percorso verso la libertà? L’antologia, in questo senso, è un appello non solo alla rivoluzione culturale (tramite l’educazione all’affettività), ma anche alla riforma del sistema giudiziario.

#femminismo #narrativa #raccoltaDiRacconti

Questa voce è stata modificata (5 mesi fa)
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oggi, 29 novembre, a palermo: “ostinata sostenuta”, installazioni di tommasina bianca squadrito


Tommasina Squadrito: installazioni a Palermo dal 29 novembre

tommasina bianca squadrito: calligrafia senza scrittura @ mercatino emmaus, palermo, dal 29 novembre 2025
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#asemic #asemicWriting #calligrafiaSenzaScrittura #mercatinoEmmaus #ostinataSostenuta #scritturaAsemica #tommasinaBiancaSquadrito

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allucinazioni?


e se Amelia Rosselli non fosse stata – o non completamente – catturata dai suoi fantasmi? se non avesse avuto solo allucinazioni di persecuzione? se avesse avuto semmai percezione acuta del passaggio solo apparente tra fascismo e postfascismo; e se quindi il terrore di essere spiata e braccata (come erano stati il padre e lo zio) avesse avuto delle fondamenta anche storicamente accertabili, non solo psicologicamente individuate?

c’è un libro che ne parla. si tratta de I lustrascarpe, scritto a due mani da Giuseppe Garrera e Sebastiano Triulzi. e secondo me è uno studio capitale, per inchiodare proprio in termini politici (anche oggi) l’italia dei governi e del grosso della borghesia alle proprie responsabilità (e radici) autoritarie, repressive, violente.

“i lustrascarpe”: anche in pdf il saggio di giuseppe garrera e sebastiano triulzi su amelia rosselli


slowforward.net/2025/11/15/i-l…

#ameliaRosselli #fascismo #giuseppeGarrera #iLustrascarpe #sebastianoTriulzi


“i lustrascarpe”: anche in pdf il saggio di giuseppe garrera e sebastiano triulzi su amelia rosselli


torrossa.com/it/resources/an/5…

Giuseppe Garrera, Sebastiano Triulzi

Amelia Rosselli : i lustrascarpe


2022 – Aras Edizioni

54 p.

Un pamphlet letterario su Amelia Rosselli e sulle “ragioni” profonde della sua pazzia come proiezione onirica e lucidissima dell’Italia del suo tempo. Giuseppe Garrera e Sebastiano Triulzi rileggono la sua accecante parabola di vita e poesia alla luce della contiguità tra regime fascista e Repubblica, dell’Italia come realtà postfascista, secondo la grande intuizione di Pier Paolo Pasolini. Dunque, non donna prigioniera di un’infanzia traumatizzata ma donna e poeta consapevole della persistenza del male e del potere della Storia. Il caso Amelia Rosselli è episodio emblematico di poesia belligerante e di resistenza, in cui la sua storia personale coincide con la storia politica dell’Italia.

torrossa.com/it/resources/an/5…

#AmeliaRosselli #Aras #ArasEdizioni #fascismo #GiuseppeGarrera #iLustrascarpe #lItaliaComeRealtàPostfascista #pdf #poesia #postfascismo #SebastianoTriulzi #Torrossa #trauma


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I TV del futuro: l'Intelligenza Artificiale va oltre lo schermo


Comandi vocali, funzionalità smart e ottimizzazione intelligente di immagine e suono stanno guidando gli utenti verso una nuova generazione di televisori
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Immaginiamo di sprofondare sul divano dopo una lunga giornata, accendere il televisore con un semplice comando vocale basato sull’intelligenza artificiale e goderci il nostro programma preferito con colori da cinema. Non è un sogno lontano: è la realtà dei TV nel 2025, dove immagini mozzafiato si combinano a un’intelligenza intuitiva e a un design curato nei minimi dettagli. Oggi, acquistare un TV significa molto più che comprare uno schermo: il 47% dei consumatori in Europa investe in un’esperienza che trasforma il modo di rilassarsi, connettersi e vivere l’intrattenimento.
Evento di presentazione dei Tv SamsungEvento di presentazione dei Tv Samsung

Ridefinire l’immersione visiva


Schermi di dimensioni maggiori offrono un’esperienza di visione immersiva, simile a quella cinematografica, capace di trasportare lo spettatore nel cuore dell’azione con una nitidezza sorprendente, senza rinunciare alla praticità. Gli utenti oggi scelgono spesso il cosiddetto “smart sizing”, un equilibrio tra proporzioni, luminosità uniforme ed estetica minimalista. Grazie alle cornici ultrasottili, le immagini sembrano fluttuare nell’ambiente domestico e i design modulari intercambiabili diventano veri e propri mattoni architettonici, adattando il televisore a ogni spazio: montato a parete per un effetto elegante o posizionato su supporto per un’angolazione di visione più flessibile.
La nuova gamma di Tv di SamsungLa nuova gamma di Tv di Samsung

IA, l’assistente per un intrattenimento personalizzato


L’intelligenza artificiale lavora silenziosamente in background, trasformando il TV in un hub di intrattenimento personalizzato; essa impara a conoscere l’ambiente e le abitudini di visione, semplificando l’esperienza attraverso funzionalità intuitive. In un sondaggio tra utenti premium, oltre il 38% ha indicato come funzionalità AI più importanti i comandi vocali e l’ottimizzazione intelligente di immagine e suono. Non si tratta solo di comodità: è una tecnologia capace di anticipare le esigenze delle persone. L’AI analizza le abitudini di visione e suggerisce nuovi contenuti in linea con i gusti di chi guarda, eliminando la necessità di scorrere tra le opzioni. Integrato in una casa intelligente, il TV può comunicare con termostati, telecamere o sistemi di illuminazione, diventando un vero hub domestico. Grazie all’evoluzione dell’AI, il TV conosce le abitudini in modo sempre più dettagliato e offre suggerimenti proattivi: “La tua squadra del cuore gioca tra 10 minuti, vuoi sintonizzarti?” Così, il televisore smette di essere solo un dispositivo e diventa un compagno fidato.
Grazie alle cornici ultrasottili e i design modulari intercambiabili, i moderni Tv diventano veri e propri mattoni architettonici che si adattano ad ogni spazioGrazie alle cornici ultrasottili e i design modulari intercambiabili, i moderni Tv diventano veri e propri mattoni architettonici che si adattano ad ogni spazio

Display innovativi


La qualità dei display del futuro continua a evolversi: la tecnologia Quantum Dot (QD) offre colori vivaci e realistici, contrasti più profondi e una gamma cromatica più ampia grazie ai nanocristalli che aumentano la purezza dei colori e la luminosità di picco. Paesaggi naturali o eventi sportivi frenetici risultano incredibilmente realistici, ed è possibile catturarne ogni dettaglio. La tecnologia Micro RGB proprietaria di Samsung perfeziona la precisione visiva, grazie al controllo individuale dei micro LED rossi, verdi e blu. Ogni LED, più piccolo di 100 micrometri e disposto in uno schema ultrafine, garantisce fedeltà cromatica eccezionale e una copertura completa dello spazio colore BT.2020, certificata dall’istituto tedesco VDE. Inoltre, poiché ogni pixel emette luce propria, lo schermo elimina il problema del backlight bleed e raggiunge contrasti infiniti, offrendo neri profondi e dettagli sorprendenti.

La semplicità incontra la genialità


I televisori del futuro uniscono armoniosamente tecnologia e design, creando esperienze che si adattano alla vita di ciascuno. Schermi sempre più ampi offrono immagini spettacolari senza compromettere la praticità, mentre l’intelligenza artificiale semplifica ogni interazione, rendendo la navigazione fluida e la personalizzazione naturale. Le funzioni dedicate al benessere integrano programmi di meditazione e attività fitness, rendendo il TV il cuore di un approccio più olistico alla vita quotidiana. I brand leader del settore, che combinano grandi display, intelligenza artificiale e visione immersiva, continueranno a guidare un mercato basato su innovazioni capaci di ispirare, adattarsi e durare nel tempo. Il nostro prossimo televisore, molto probabilmente, non sarà solo uno schermo: sarà una porta d’accesso a esperienze più ricche, intuitive e curate nei dettagli.

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[ebook] Sono parte dell’infinito


Autore: Kieran Fox
Titolo: Sono parte dell’infinito – La biografia spirituale di Einstein
Editore: Egea
Altro: ISBN ebook: 9788823889996 (ISBN carta 9791222930565); traduzione di Luigi Civalleri; I ed. 2025; titolo originale: I Am a Part of Infinity. The Spiritual Journey of Albert Einstein; 20,99€ (26,90€ di carta); 5.458 kB (p. 320); genere: saggistica, scienza, religione, filosofia, biografia

Voto: 9/10

Kieran Fox nella vita fa altro: ha un dottorato in neuroscienze cognitive e fa ricerca all’Università di California. Siccome studia come la meditazione influisce nel cervello, si è messo in testa di indagare la vita spirituale di Einstein e si è letto tutto il possibile sul tema. Ne è uscita una specie di biografia parallela del famoso scienziato.

Infatti, se Einstein come fisico è universalmente conosciuto, almeno di nome, la sua azione politica e la sua ricerca religiosa non ha lasciato tracce altrettanto evidenti nella memoria collettiva.

E il motivo di questa sua invisibilità è facile da capire: dal punto di vista religioso Einstein non stava in nessuna casella nota. È stato sempre un battitore libero alla ricerca di un suo equilibrio e una sua strada.

Secondo la biografia di Isaacson, Einstein da adolescente ebbe un breve periodo di fervore religioso classico, pur provenendo da una famiglia ebraica non osservante. Durò dai 9 ai 13 anni dove segui tutte i riti e le pratiche dell’ebraismo. Poi “il contatto con la scienza produsse in Einstein una reazione repentina contro la religione” (p.25.) Ma questo non chiuse la questione, perché fra i 2400 volumi che lasciò alla sua morte, molto pochi erano di matematica e fisica e molti erano di filosofia, religione e letteratura.

Se è vero che non seguì mai una pratica religiosa codificata, Einstein sentiva di appartenere a un mondo più vasto, decisamente misterioso ed enigmatico, ma anche affascinante e conoscibile. Tutto questo sentire è alla base del suo sentimento religioso ed è quello che in fondo anima tutti noi. Ma come risolvere filosoficamente la cosa? E qui nasce il tentativo di coniugare la sua ricerca scientifica con questo suo sentimento. Scartata l’ipotesi di un dio metafisico che opera dall’esterno, che ci ha creati e che ascolta le nostre preghiere, Einstein è convinto che l’Universo tutto sia in qualche modo Dio. Noi stessi siamo la sua incarnazione, come lo è una banana, un tavolino o una stella lontana. Einstein si sente parte di questo tutto e ne è affascinato. Ma se Dio è davanti e noi, e dentro di noi, la scienza, e la fisica in particolare, è uno strumento importante per conoscere questo mondo, per sapere come funziona, per farlo ancora più nostro. Ma Einstein è cosciente che la fisica da sola è insufficiente per questo scopo. Ha continui scambi scientifici, religiosi e filosofici con Freud, Jung, Tagore, Russell, solo per citarne alcuni. E non si accontenta della filosofia occidentale che spesso studia sugli originali, ma studia anche la filosofia orientale, viaggia in India e in Giappone.

Se a volte si è definito ateo, più per non dover dare eccessive spiegazioni che per reale convinzione, altre volte quell’etichetta gli è stata decisamente stretta e le sue risposte sono state più articolate. Di sicuro non aveva in simpatia persone che non avessero dubbi sul proprio senso religioso o che non dimostrassero una qualche forma di ricerca continua, non importa come si definissero, atee o religiose.

Einstein in questa sua ricerca si è sempre sentito un principiante, il suo credere nelle leggi deterministiche della fisica, per esempio, lo hanno messo in grande difficoltà nello spiegare il libero arbitrio, arrivando a una conclusione abbastanza confusa.

Nonostante questo la sua ricerca di una sua Verità religiosa si è protratta fino ai suoi ultimi giorni. Ha sempre sostenuto che la ricerca continua è meglio di qualsiasi punto fermo raggiunto.

La ricerca di Fox è impressionante. Le note e la bibliografia esplorano e documentano ogni minuto della complicata vita religiosa di Einstein. E non bastandogli quella, ha anche esplorato in sintesi quella di altri grandi scienziati che avevano a che fare con Einstein e in qualche modo l’hanno influenzato, come Pauli e Bohr. Si scopre così che la vita filosofica e religiosa di grandi menti scientifiche non è meno affascinante e travagliata di quella più conosciuta fatta di formule matematiche.

Una lettura consigliata.

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