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la prima ristampa delle “carte della casa” (edizioni volatili)


prima ristampa de "Le carte della casa" (Edizioni volatili)una delle sequenze in prosa a cui più tengo è Le carte della casa, nata nel 2005 tra il centro e il margine delle pagine di quello che sarebbe poi stato il libro La casa esposta (Le Lettere, 2007), e rimasta inedita.

nel 2019-20 Giuditta Chiaraluce e Giorgiomaria Cornelio mi chiedono un testo per il loro progetto esoeditoriale Edizioni volatili. la plaquette esce nel 2020, e ha – nonostante il periodo non facile – qualche riscontro che ho raccolto qui: slowforward.net/2021/01/17/le-…

il libretto era esaurito da un po’, e sono ora assai felice che ne esca una prima ristampa. la foto si riferisce a questa.

invito chi lo desiderasse a scrivermi (non prima di una decina di giorni da oggi) per sapere come averne copia.

#carteCasa #carteDellaCasa #disegni #EdizioniVolatili #GiorgioCegna #GiorgiomariaCornelio #GiudittaChiaraluce #ICerviVolanti #LeCarteDellaCasa #linkEMateriali #MarcoGiovenale #MG #prosa #prose #scrittureDiRicerca

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Abitazione spaziale

edu.inaf.it/rubriche/risate-sp…

Una casa troppo in alto

#esplorazioneDelloSpazio #StazioneSpazialeInternazionale

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oggi, 9 ottobre, a milano: presentazione del n. 21 de ‘la scuola delle cose’, “il teatro di nanni balestrini con franco brambilla”


a Milano, oggi, 9 ottobre 2025, alle ore 18:00,
presso la Fondazione Mudima, Via Tadino 26

presentazione del n. 21 della rivista
‘La scuola delle cose’
– fascicolo dedicato al Teatro di Nanni Balestrini con Franco Brambilla

Intervengono Franco Brambilla e il prof. Carlo Fanelli

In esposizione l’opera di Nada Pivetta
Le terre immerse: sorgente, 2025,
ceramica, 200 x 165 x 4 cm

il teatro di nanni balestrini con franco brambilla
cliccare per ingrandire

FONDAZIONE MUDIMA
Via Tadino 26 – 20124 Milano
t. 02.29409633
info@mudima.net
mudima.net


#Balestrini #CarloFanelli #FrancoBrambilla #NadaPivetta #NanniBalestrini #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #teatro

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oggi, 9 ottobre, a roma, sic12 artstudio: “costellazioni infinite”, di christine jean – capitolo ii

SIC 12 artstudio


via Francesco Negri, 65 – Roma

è lieta di invitare la S.V. all’inaugurazione di:

Christine Jean
COSTELLAZIONI INFINITE

capitolo II
Oggi, giovedì 9 ottobre – dalle ore 17:30
sic12.org/about-5

Christine Jean_ Orizzonte di cristallo, 2025
Jean, “Orizzonte di cristallo” (dettaglio, 2025; inchiostro di china su carta, 90 x 380 cm)

In continuità con la prima mostra tenutasi nel giugno 2025, Christine Jean (Sainte Adresse, Francia, 1957), presenta il secondo episodio di Costellazioni infinite. Questo nuovo capitolo nasce dalle sue esplorazioni durante la residenza Pietre, muri, texture del tempo, sviluppata tra Roma e Parigi. Quest’estate, Christine Jean ha creato una serie di grandi disegni a inchiostro dal titolo La vita sognata degli astri. Per queste opere ha utilizzato frammenti di vetro infranto come matrici. L’aspetto cristallino e minerale di quelle schegge le ha ricordato gli assemblaggi di marmo e alabastro scoperti nella basilica di San Paolo fuori le Mura.

L’artista ha arricchito questa serie con le impronte raccolte a Roma: sui muri di Porta San Paolo, lungo le mura esterne del cimitero acattolico e sulle antiche Mura Aureliane.

In questa nuova mostra le opere di Christine Jean dialogano con alcune opere della collezione di art brut e di arte contemporanea di Gustavo Giacosa e Fausto Ferraiuolo.


Evento speciale:
11 ottobre alle 18:00
Strage fruit, performance collettiva ispirata ai quaderni di lavoro di Christine Jean. Con Fausto Ferraiuolo al pianoforte

La mostra, patrocinata dal VIII Municipio di Roma, sarà visitabile su prenotazione fino al 9 novembre 2025

Christine Jean

#alabastro #art #arte #ChristineJean #CostellazioniInfinite #FaustoFerraiuolo #GustavoGiacosa #marmo #PietreMuriTextureDelTempo

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trovate di pazzia tra i rifiuti della mia esistenza (dalla mia tastiera esce di tutto)


Nell’arco di pochi giorni, qualche settimana scarsa, le mie giornate sono diventate così tanto credo noiose che iniziano a spuntarmi fuori riflessioni assurde… vorrei stare infinitamente nel lettino a dormire, perché fa freddo e fa buio prima, e tutto ciò fa un pochino male all’anima (soprattutto il freddo, sto ferma e ho freddo, mi muovo in casa e il vento che creo muovendo l’aria mi fa freddo, non ce la posso fare), e le altre cose rimangono difficilmente in primo piano… ma, se questo mi porterà ad andare a dormire prima per stare in coma più a lungo, forse è meglio, tanto non è che ho molto da fare la sera… ben 2 post di recupero per i miei manga li ho scritti, e tanto domani mattina mi piazzo col PC a lezione e programmo come se fossi a casa, e tutto si ripeterà così all’infinito… 😤

Ah ma, attenzione, ho divagato; le riflessioni assurde di questa sera non sono quelle di cui sopra, che tutto sommato non penso si possano nemmeno tanto etichettare come anormali, bensì… che minchia di roba esce dalla tastiera (a membrana, maledetta, mannaggia alla miseria) del PC? No, non è un pensiero che non c’entra assolutamente nulla con tutto il suddetto, perché in effetti usando meno il PC fisso ultimamente — ma in realtà, stando meno alla scrivania in generale, visto che troppi giorni sto fuori — dovrebbe accumularsi meno roba strana, e invece… scuotendola tra ieri sera e poco fa è uscito tutto questo bel tesoretto di roba (almeno, bello per chi apprezza il discarica-core, credo)… 🤢
La scena della schifezza come sotto descritta.
…Peli minuscoli che mi tiro dalla faccia mentre faccio altro ed evidentemente ogni tanto finiscono anche lì in mezzo, quelli che sembrano pezzetti di unghia forse finiti lì dentro quando le ho sistemate l’ultima volta… e il resto, di colore marrone, a parte qualche microplastica sparsa e appena visibile, credo sia tutta pelle morta che rilascio gradualmente nell’ambiente anziché fare la muta ordinatamente come i serpenti… Va a finire tutto in questa specie di griglia nera di buchi (che non è come un buco nero, purtroppo, perché in quello la roba sparirebbe, invece qui girando o soffiando riesce tutta fuori, e che schifo) e boh, mi fa sembrare un mostro in decomposizione. 🧟‍♀️

A parte tutto, non ricordo precisamente da quanto non la scuotevo così per pulirla, ma è stato non troppo tempo fa, credo… eppure, si riempie sempre di roba, e io non me ne capacito. Ma ci sarà un fottuto modo per evitare in primo luogo che diventi abitualmente una discarica? A parte i vari frammenti solidi di cheratina che vabbé, a me sembra di fare attenzione a non farli finire lì, ma evidentemente ho problemi di skill… come stramaledizione faccio a non farci finire almeno la pelle morta??? Io non sono Asmongold, le mani e la faccia me le lavo, quindi, veramente, sono esterrefatta! (NON toccate mai la mia tastiera, che sennò vi prendete 10 malattie, di questo ne sono alquanto sicura.) 😾

#sporco #tastiera


impressioni con le unghie smolecolate in parti incontabili (non mi so tagliare le unghie e faccio i casinetti)


Anche oggi è sabato, e quindi nuovamente non c’è nulla di interessante da dire qui. (Ma seriamente eh, non so perché i miei sabati sono così maledetti, solo in questo giorno sono così inispirata…) Per fortuna, di argomenti noiosi ne ho sempre qualcuno da parte, quindi per stavolta non soccomberò… magra consolazione. Beh, tra tante cose inutili mi stavo in realtà chiedendo come mai quando mi taglio le unghie devo fare sempre un grosso casino; e ok, forse questa sotto sotto è un po’ divertente. 💥

In genere non ci penso, perché faccio direttamente tutto per terra; non nel senso che bacio il pavimento mentre mi taglio le unghie, ma semplicemente faccio cadere tutto per terra, perché è più comodo, perché non ho pezzi da raccogliere per buttare poi, semplicemente passo l’aspirapolvere e tanti saluti… che in effetti è un tipo di casino, ma non quello intrinseco che voglio dire in questo momento. Il vero casino, piuttosto, l’ho visto l’altra sera, perché essendo tardi non potevo aspirare ancora più tardi, e allora ho dovuto fare sulla scrivania, e… 🤪
Unghie e briciole di esse miste sulla mia scrivania e il tappetino del mouse, come descritto; forbicine usate nell'angolo
Caspita, e questo è un casino. Perché fare il tagliamento in modo più o meno preciso con non più di un paio di colpi mi risulta sempre praticamente impossibile, e quindi a furia di fare si ottengono anche queste piccole briciole di unghia, a parte i pezzi grossi. E non sono per niente poche. Però mi chiedo se sia un problema mio, e in quel caso quindi non sarebbe altro che un problema di skill (ormai li colleziono quelli, non c’è un cazzo da fare!), o se la cosa è comune o quantomeno aspettata… anche perché non sono l’unica persona ad avere solo 2 mani in totale di cui solo 1 dominante, quindi potrei aspettarmi di non essere la sola ad avere difficoltà con il tagliare le unghie soprattutto (…ma non unicamente) sull’opposta. 😑

Il colmo, però, a questo punto, è che, nonostante tutta questa fatica, comunque le unghie vengono indecenti alla fine, se non uso anche la limetta… E anche a questo ci ho pensato solo stavolta, perché stavolta avevo dimenticato di farlo, essendo che la limetta la tengo nel cassetto, e quindi avrei dovuto alzarmi dalla scrivania per prenderla subito dopo aver finito con le forbici, ma sul momento mi seccavo, e più tardi mi sono dimenticata; quindi, quando il giorno dopo mi sono risvegliata, ho realizzato per bene. 😵
Alcune mie unghie sulla mano destra (quindi tagliate con la sinistra), con frecce ad indicare i dettagli schifosi come descrittoCon la foto, anche se pochino, si vede… e un’unghia l’ho fatta lievemente concava al centro (non so neanche io come!), e un’altra unghia l’ho fatta poco più corta sulla destra rispetto alla sinistra, e così via, e che fastidio!!! Menomale che la limetta aggiusta… però… mentre anche questo non è chiaro se sia un problema mio o no, il dimenticare passaggi e finire a fare le cose a pezzi metà un giorno e metà un altro è certamente indicazione di skill mancanti. (Morirò con cotanto fregio, si vede.) 💖
#skillissues #unghie


Questa voce è stata modificata (10 mesi fa)
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[libro] La scienza di Guerre Stellari


Autore: Luca Perri
Titolo: La scienza di Guerre Stellari – Dal Millennium Falcon alla spada laser cosa è «fanta» e cosa è «scienza»
Editore: Rizzoli
Altro: ISBN 9788817162050; II ed. 2022; collana BUR varia; p. 304; genere: saggistica, divulgazione scientifica; 17,00€

Voto: 6/10

Non fatevi fuorviare dal mio voto basso, che riflette imperscrutabili valutazioni personali. Il libro, per alcuni lettori, potrebbe essere molto valido. Perri è un bravo divulgatore, simpatico (o almeno ci prova) e in questo volume ha voluto ampliare un quiz della NASA di qualche anno fa: quanto è sensata la saga Star Wars?

Qui ci sono nove domande a tema e il lettore può provare a indovinare le risposte. Per esempio: il parsec è una misura di a) tempo b) forza c) distanza d) potenza. Poi Perri si lancia nel spiegare cose. Cose di astronomia, di astrofisica, di fisica, di economia, di biologia, ma soprattutto prende in giro ingegneri e avvocati e chiunque non abbia una laurea in Fisica. (Immagino che abbia molti amici ingegneri e molti amici avvocati, soprattutto, spero per lui, i secondi.)

A parte le battute, l’occasione non è solo per ripassare qualche cosa di scienza, ma anche per ripassare le numerose libertà artistiche che si sono presi gli sceneggiatori, a volte arrivando a vere e proprie arrampicate sugli specchi per giustificare banali errori di sceneggiatura. Altre volte è invece Perri ad arrampicarsi sugli specchi, come quando cerca di valutare il costo del Millenium Falcon se fosse possibile realizzarlo. A sua discolpa possiamo dire che non è un’idea sua. È una domanda a cui alcune persone, poco avvezze alla vita sociale e con molto tempo libero, hanno cercato di rispondere. Perri non fa altro che riportare le loro valutazioni.

In ogni caso, qualcosa da imparare sicuramente lo trovate, le curiosità tecnico/scientifiche non mancano, e la lettura scorre veloce verso la fine.

Buona lettura!

#laScienzaDiGuerreStellari #libro #lucaPerri #recensione

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10 ottobre, casa della memoria e della storia: “vite, carte, memorie. archivi di donne in toscana”, vol. 1


FIAP – Federazione Italiana Associazioni Partigiane
Venerdì 10 ottobre 2025, ore 16:00
Casa della Memoria e della Storia
Via San Francesco di Sales, 5 – Roma

Presentazione del volume
VITE, CARTE, MEMORIE. ARCHIVI DI DONNE IN TOSCANA, vol. I
curato da
Rosalia Manno, Aurora Savelli, Anna Scattigno, Monica Valentini

Saluti di:
Bianca Cimiotta Lami – Vicepresidente FIAP

Intervengono:
Caterina Del Vivo – già Responsabile del Gabinetto di G.P. Vieusseux, Firenze
Monica Valentini – Responsabile degli Archivi del Consiglio Regionale della Toscana
Patrizia Severi – Direttrice degli Archivi – Associazione Archivia Archivi Biblioteche, Centri di Documentazione delle Donne, Roma

Iniziativa a cura di FIAP in collaborazione con
Archivia – Casa Internazionale delle Donne

Il volume

Il libro, raccoglie i contributi presentati in alcuni incontri promossi dall’Associazione Archivio per la memoria e la scrittura delle donne “Alessandra Contini Bonacossi”, che ha sede in Firenze presso l’Archivio di Stato, incontri on line che si sono svolti tra il marzo e il dicembre del 2022.

Il ciclo, che ha coinvolto diverse istituzioni culturali toscane, ha inaugurato un itinerario a più voci attraverso gli archivi di Gina Gennai (presso la Biblioteca comunale di San Gimignano), di Lara-Vinca Masini (al Centro Pecci di Prato), di Mirella Scriboni (presso la Biblioteca Franco Serantini di Pisa), di Oriana Fallaci (nell’Archivio storico del Consiglio regionale e Biblioteca della Toscana), di Bruna Talluri (nell’Archivio storico del Movimento operaio senese – ASMOS), di Verita Monselles (nell’Archivio Fotografico Toscano a Prato), di Rossana Rossanda (nell’Archivio di Stato di Firenze).

Sono stati affrontati i percorsi di vita e di lavoro di intellettuali che hanno conservato e organizzato le proprie carte, ritenendole meritevoli di memoria e di trasmissione, e che hanno nutrito il proprio archivio delle loro curiosità e della loro intensa attività di studio e lavoro, consapevoli del rilievo culturale del loro operato. L’intreccio di biografie, scritture, carte restituisce anche attraverso un ricco apparato iconografico profili e sguardi inediti, frammenti di vite e di opere.

Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili in sala

L’iniziativa verrà trasmessa in diretta streaming sulla Pagina Facebook della FIAP: facebook.com/FIAPItalia

#AlessandraContiniBonacossi #AnnaScattigno #antifascismo #Archivia #ArchiviaCasaInternazionaleDelleDonne #AuroraSavelli #BiancaCimiottaLami #BrunaTalluri #CasaDellaMemoriaEDellaStoria #CasaInternazionaleDelleDonne #CaterinaDelVivo #FederazioneItalianaAssociazioniPartigiane #FIAM #GinaGennai #LaraVincaMasini #MirellaScriboni #MonicaValentini #OrianaFallaci #PatriziaSeveri #RosaliaManno #RossanaRossanda #VerìtaMonselles

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la scomparsa di philippe pogam (con un’intervista a effeffe, per ricordare)


un altro amico che se ne va: Philippe Pogam, intellettuale, libraio, agitatore culturale, sostenitore attento di “SUD” e delle primissime attività di traduzione di gammm.
aveva fondato a Roma la libreria Cythère-Critique (con il sito omonimo), in via dei Banchi Nuovi, che per diverso tempo è stata un nodo importante per le dérives e le proposte della francofonia, in città.

slowforward, ancora nella sua versione Splinder, ne aveva dato conto e ne seguiva le attività (qualcosa si può leggere qui; oppure qui: sulle immagini di Emmanuel Bonetti, al 16 maggio 2004). (e… aggiungo che sulla Roma di quel periodo, molto ingenuamente, sinteticamente, e malinconicamente – per come poi sono andate le cose – si può leggere pure questo pdf relativo al 2004, o questo relativo al 2005).

slowforward vuole venire incontro alla memoria anche con questa breve intervista a Francesco Forlani (e quindi a “SUD“, di cui il sito di Philippe aveva ospitato generosamente i pdf):
_

Cythère-Critique & Sud: Philippe Pogam intervista Francesco Forlani; pagina uscita inizialmente su www cythere- critique.com/interviewfrancesco htm


Francesco Forlani bonjour,
À vous de même

De ces deux définitions : vous êtes le correspondant à Paris de la revue Sud, ou plutôt un Italien vivant à Paris qui a en charge la rédaction parisienne de la revue Sud, quelle est la plus appropriée ?
Dans un dîner peu mondain il y a trois jours de cela, Peter Handke dans un échange “amical” mettait en touche mon désir de “définir” les choses citant Goethe : “laissons les phénomènes tranquilles”. Mais, par souci de clarté, je vous répondrais que j’ai réalisé en 2002 qu’une revue historique, Sud, pouvait traverser mon destin et celui de mes amis. Je suis Hermès, donc surtout pas de pieds par terre et un profond sens de l’amitié.

Question large qui en appellera des plus précises : D’où vient Sud ?
Le sud peut venir de partout. Du nord-est de l’Italie (Trente, Venise) ou des grandes capitales. De toute banlieue confondue. Ce n’est pas l’espace qui compte mais le temps. Peut-on aujourd’hui se définir moderne ? À quel prix ?

Le format, le titre et ses compléments -nous allons-y revenir-, la liste des collaborateurs en Une semble témoigner d’un souci de visibilité et d’une ambition non déguisée
La spontanéité ce n’est pas le spontanéisme. Je garde précieusement la définition (encore elle) que Luis de Miranda m’avait proposé : « bravo à l’un des rares situationnistes non fielleux de la place parisienne.. ».

A propos des compléments de titre justement, “Revue européenne” déclinée en cinq langues mais les textes ne sont qu’en Italien, vous-même êtes traduit (“Cul-de-sac” pp32)
Cinq, voir plus, ce sont les langues d’origine. Peut-être que dans le futur nous allons avoir une revue Sud on-line qui proposerait les textes d’origine (con testo a fronte). Notre organisation graphique, le grand format (il ne permet pas un nombre important de pages) et les frais de fabrication ne nous permettent pas de répéter les interventions…

Ou encore « Périodique de culture, d’art et de littérature »…. mais à lire le numéro 3, Forza/lavoro, avec une réflexion qui court sur la notion de “métier” n’avez-vous pas oublié le mot politique ?
Ce n’est pas nous qui avons oublié le politique, c’est plutôt le contraire. C’est le politique qui nous a oublié. Cela dit, parler de mortes blanches sur un numéro consacré au travail à travers les images d’Ernest Pignon-Ernest ou le voyage de Calvino dans les usines ou celui d’un écrivain, Roberto Saviano, dans la camorra napolitaine, ça c’est à mon sens de la politique. Un dessin d’Altan parle politique plus que n’importe quel pamphlet confectionné par la nouvelle gauche ou pire la vieille. Nos auteurs politiques, Jean Claude Michéa ou Wu-ming, Antonio Ghirelli ou Lakis Proguidis, Pajak ou Muñoz, ce sont des descripteurs de la polis, d’abord et puis de ses tics. Parfois le contraire et c’est bien quand même

Comment se font les choix des textes, leur liaison à l’iconographie : par des comités éditoriaux, techniques, ou le par le libre jeu des associations entre contributeurs ?
La revue pre-existe. L’idée deleuzienne du rhizomatique s’actualise chaque fois par le biais des passions bonnes. Akusma (projet décennal avec les poètes Giuliano Mesa, Biagio Cepollaro, Andrea Inglese, Marco Giovenale, Mariano Baino, Piero Cademartori, Massimo Rizzante) l’atelier du roman à Paris (Stanko Cerovic, François Taillandier, Beatrice Commengé, Milan Kundera, Lakis Proguidis, Jean Philippe Domecq), Paso doble (Philippe Schlienger, Chantal Nau, Franck Lassalle, Esteban Buch, José Munoz) – et puis les rencontres, qui sont aussi de coups de vent dans des fils d’herbe. Aucun souci de visibilité. C’est de l’amitié et de l’admiration pour certaines visions qui emmènent au bouclage du numéro. Pas de réunion de rédaction mais de textes qui circulent dans une communication préétablie, et très rarement on “refuse” de publier un texte. Celui qui nous parviendra de cythere sera publié, certes, avant qu’on le voit. Et c’est justement parce qu’on l’a déjà vu, entendu, senti, à travers la rencontre avec Philippe (Pogam). Jusqu’ici personne ne nous a contacté pour faire la une…

Pour en revenir à l’internationalisme – avec une forte prépondérance littéraire italo-française – des contributeurs, quel en est le pacte ?
On va s’ouvrir de plus en plus à d’autres réalités, mais la question à poser c’est aussi une autre. Yasmina Khadra, c’est un écrivain français, ou arabe? Et Kundera? Arrabal? Je crois que c’est une fausse question. La littérature ne doit pas avoir de frontières. Thème du prochain numéro.

Comment voyez-vous le développement de Sud
Le mot développement ne suffit pas aujourd’hui à expliquer l’état et surtout le devenir des choses. Pour le sud comme pour le nord, à nos jours on devrait parler de “enveloppement”, s’envelopper (voilà une idée sensuelle et donc politique) à son authenticité. Tout cela pendant que l’ouest et l’est se font la guerre…

[ Cythère-Critique ]


Le faire-part de décès en ligne qui a été créé pour Philippe POGAM est disponible à cette adresse : afairepart.com/fa8gv

#AndreaInglese #BiagioCepollaro #cythèreCritique #FrancescoForlani #francofonia #gammm #GiulianoMesa #MarcoGiovenale #MarianoBaino #MassimoRizzante #PhilippePogam #PieroCademartori #revue #revues #Sud

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oggi, nella serie podcast ‘ndn – niente di nuovo’, a cura di antonio syxty, claudia crocco e gian luca picconi dialogano su “scrittura e a-capo”


open.spotify.com/episode/0SUru…

#AntonioSyxty #ClaudiaCrocco #GianLucaPicconi #ndn #NDNNienteDiNuovo #NienteDiNuovo #poesia #prosa #ProsaInProsa #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca

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“La scienza? Aiuta a risolvere problemi”

edu.inaf.it/approfondimenti/st…

Come prima uscita della rubrica “Space Jobs”, proponiamo una intervista a Lucas Calzà dell’Università di Trento, studente del dottorato nazionale SST, Space Science and Tehcnology.

#dottorato #dottoratoSst #scienza #tecnologia

Questa voce è stata modificata (10 mesi fa)
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oggi, 8 ottobre, a roma: presentazione di “queer cuisine” (tic, 2025), di marco santarelli


oggi, mercoledì 8 ottobre 2025, alle ore 18:30
@ TRAleVOLTE, Piazza di Porta San Giovanni, 10 Roma

presentazione del libro

presentazione di 'Queer cuisine', di Marco Santarelli (Tic 2025)
cliccare per ingrandire

Queer Cuisine è un ricettario gastronomico che inquadra un periodo significativo della storia della cucina popolare italiana, che ha visto l’adozione di ingredienti e preparazioni che segnano una rottura con la tradizione della cucina regionale di stampo familiare. E lo fa coniugando l’evoluzione della tavola con la più vasta emancipazione culturale e sessuale che vede protagonisti i movimenti omosessuali e il femminismo.

Come siamo passati dalle polpette al sugo al cocktail di scampi? E quando abbiamo imparato che il risotto alla fragola poteva emanciparci da vecchie omofobie e miti patriarcali? Nella straordinaria storia della cucina italiana, è tempo di rinunciare al soffocante provincialismo passatista per approdare con slancio a una libera cucina nouvelle, aperta alla panna dappertutto, alla vodka col pomodoro e all’erotismo della frutta coi carboidrati.

Attraverso una rassegna di ricette che tra gli anni Settanta e Novanta illustrano il compimento felice di una notevole eresia gastronomica, Marco Santarelli ci guida alla comprensione di cosa ha significato in Italia l’ideale di una nouvelle cuisine di massa.

Intervengono:

Giuseppe Garrera storico dell’arte, collezionista e curatore

Antonio Syxty artista, regista di teatro

Michele Zaffarano scrittore e traduttore

Marco Santarelli è studioso di gastronomia. Si occupa principalmente di cucina popolare tra modernità e contemporaneità. Ha svolto una intensa attività giornalistica come critico gastronomico per diverse testate, e in particolare – come titolare della rubrica gastronomica del “Trovaroma” di Repubblica dal 1986 al 2000 – è stato testimone e interlocutore partecipe dei cambiamenti che hanno rivoluzionato la ristorazione a Roma. Collaboratore alla Guida dell’Espresso negli anni iniziali, curatore di eventi e primo autore di una guida della ristorazione a Roma e nel Lazio, ha abbandonato la critica gastronomica per dedicarsi alla ricerca storica (L’apparecchio del gusto, Quodlibet 2008).

Queer Cuisine è uscito per Tic Edizioni, Roma, nella collana Alimentare diretta da Roberto Muzi: ticedizioni.com/collections/al…

Associazione Promozione Sociale TRAleVOLTE
Piazza di Porta San Giovanni, 10 Roma
Web: http://www.tralevolte.com

#78Ricette #Alimentare #AntonioSyxty #cucina #eresiaGastronomica #gastronomia #GiuseppeGarrera #MarcoSantarelli #MicheleZaffarano #nouvelleCuisine #QueerCuisine #recipe #recipes #RobertoMuzi #Tic #TicEdizioni #TraLeVolte #TRAleVOLTE #TRAleVOLTEAPS

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Orti della Susanna a Cibali, un comitato per salvarli


A Catania è nato un nuovo comitato civico. Non un comitato contro, ma un comitato pro.

A mettere insieme cittadini, associazioni, gruppi spontanei, è un obiettivo comune, costruttivo: salvaguardare l’unica grande area verde ancora libera presente in città, tra via Sabato Martelli Castaldi, via dei Piccioni, via Nazario Sauro, via Damiano Chiesa.

Siamo a Cibali, in uno spazio circondato […]

Leggi il resto: argocatania.it/2025/10/08/orti…

#CentroDirezionaleCibali #ComuneDiCatania #OrtiDellaSusanna #Sciara #SoprintendenzaCatania #verdePubblico #verdeUrbano

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scassamento mi bandico, ecco senza cinturino e senza risate


Questa voce fa parte 7 di 7 nella serie Mi Band 9

La notte passata, mentre dormivo, si è avverato quello che negli ultimi giorni presenziava nella mia testa come uno degli incubi più peggiori che sarebbero stati a portata di colpirmi… e quindi palle: si è rotto il cinturino (merdoso, di fabbrica, porca miseria quante schifezze fanno pur di risparmiare) della Mi Band, si è spezzat, e ora insomma sono senza… esattamente come mi successe con la 3 a suo tempo, forse anche con una simile tempistica, quindi questi pezzi di gommacacca non sono minimamente migliorati negli anni. Ovviamente, me ne sono accorta solo quando mi sono svegliata dalla mie infinite eppur finite ore di sonno che non mi bastano, non nel momento preciso, ahah… che da un lato è meglio, perché le bestemmie in piena notte non è il caso, ma dall’altro così mi sono persa l’attimo dello spacc, uffa. 😐
Le due adesso parti dell'orologio, piazzate un po' così sulla mia scrivania; la frattura si nota essere avvenuta proprio alla fine della striscia di buchi, dove aggancio ioAttenzione particolare delle microfratture sulla parte più lunga fratturata della band
Avevo già sringraziato Xiaomi del fatto che con la Band 8 hanno cambiato la forma dei cinturini, quindi con la 9 la mia collezioncina di quelli per la 3 non va bene, e già al tempo sapevo che avrei dovuto fare compere aggiuntive per avere della varietà sfavillante (o quantomeno di base, insomma), ma subito mi seccai e mai comprai, perché non si trovava roba super bella se non a prezzi altini, pure con cinturini non ufficiali (che è il minimo, figuriamoci se do altri soldi a Xiaomi dopo questo tipo di smacco, anche se i cinturuni che loro stessi vendono a parte sono “premium” e non ciofeche). Ormai non ho scelta, però, e se non mi sbrigo a comprare un cinturino rimarrò senza ‘o rilogg, che è grave… 🙀

Rotto per rotto sto coso, a dirla tutta, stasera ho provato a riciclarlo in modo simpatico, cucendo un filo di cotone nella parte di gomma spezzata piccola per farne una collanina; che è in realtà una modalità di indosso suggerita dalla casa cinese maledetta, che vende pure l’accessorio collanina a parte i braccialetti… Peccato che no, missione fallita, è un vero troiaio e probabilmente non va bene nemmeno come ripiego per pochi giorni; è quasi meglio niente. A dire il vero, non neanche è scomodo così, ma ho seri dubbi che riesca a contare i passi e tutto quanto (per non parlare di sonno e frequenza cardiaca che lì, ovviamente, non ci stan versi così)… e poi, le notifiche dei messaggi e le chiamate temo non arrivino, visto che già mi sembra non arrivino sempre quando la band non è indossata, ma attivando la modalità collanina dalle impostazioni (esatto, esiste, mamma mia), che sarebbe idealmente da fare, un avviso dice proprio che le notifiche vengono spente. 🥴
Il risultato collanina sulla mia scrivania, con filo di cotone bianco e abbastanza giogo per togliere e rimettere, filtro fotocamera giallo vecchio caldo boh
Vabbé, coperò a riguardo di questa schifezza finché non mi arriverà (ma, prima di ciò, ordinerò, che è la parte difficile) un cinturino metallico rosa o qualcosa del genere, che si spera possa essere più resistente persino della mia anima — oltre che della Mi Band stessa che, almeno quella, non si sta rompendo a caso, almeno per ora. Al di là di tutto, però, a me piacerebbe sapere come mai questo cinturino si è spaccato, fisicamente… la mia teoria è che, essendo io magrissima, e dovendo quindi tenerlo sempre molto stretto (al massimo o quasi), questo stesse particolarmente in tensione rispetto a come starebbe per altre persone, e quindi ops, tutti i microstress subiti nel tempo avranno fatto accumulare microfratture (e alcune si vedono bene in foto)… e però non capisco come mai una di queste sia poi diventata una macrofrattura mentre dormivo. (Non si può veramente riposare in pace…!) 🤥

#MiBand #MiBand9 #spacc


FINALLYXIMI


Caspita, la serata è stata praticamente girata da ìloc a così, perché oggi è arrivata la Mi Band 9, stasera l’ho ritirata!!! Boia vacca che aggiornamento finalmente avveratosi, quello che dovevo fare da anni (nonostante la Band 9 sia di quest’anno) e per cui c’è voluto per forza lo spacc per la mia tirchiaggine. 🤩️

L’avevo finalmente ordinata con (xiao)mi babbo nel fine settimana, dal sito Sciaomì, che ha un sistema di punti giornalieri particolare che alla fine dei conti ci ha fatto risparmiare circa 6 euro; la Band è venuta attorno ai 31, non male. Purtroppo, non viene coi cinturini fighi che si vedono lì in copertina, quelli li vendono a caro prezzo. 😒️ (Forse uno originale ne prenderò, forse ne prenderò una manciata da AliExpress.)

Nel momento in cui stavo per unboxare però, per qualche motivo ho avuto la sensazione che sarebbe successo qualcosa di buffo, dunque ho pensato che registrare un #video sarebbe stato profittevole. E infatti, ringrazio anche stavolta gli spiriti per avermi guidata nella giusta direzione. Potete osservare la scatola che si taglia e io che strugglo a fare tutto. 😚️

youtu.be/rEUzexuLC6U

Solo una parola per descriverla al meglio: GAMING. Ora la sto provando ancora così, che è chiaro che il meglio sarà nei giorni a venire. Stanotte nel lettino vedremo come misurerà il sonno, domani vedremo come misurerà i miei tremila passi in casa, ma intanto ho già adocchiato le centinaia di watchface disponibili, tra cui quelle coi giochi, che sono… meno di 10. 😭️

Ehh si, forse anche per questo quest’anno non hanno pubblicizzato tanto la cosa come l’anno scorso, perché di watchface interattive carine poi non ne hanno fatte altre. E vorrei tanto sapere se c’è modo di far le mie, visto che questo braccialetto ha l’elusivo “HyperOS”, e non ZeppOS (Ximi friendship with Amazfit ended), ma mi sa che me la devo tener così. 👌️

Se non fossi salty dell’attacco per cinturini nuovo, che mi costringe a dire ciaone alla mia amata collezione vecchia, questo #upgrade ha davvero solo vantaggi… la app companion ufficiale non fa schifo, le sveglie qui hanno un senso, ci sono funzioni non-gaming in più, e lo schermo è bello visibile… GRAZIE #XIAOMI QUESTO MAGNIFICO PEZZO DI HARDWARE!!!!! 🙏️🙏️🙏️

#acquisti #HyperOS #MiBand #MiBand9 #smartband #tech #unboxing #upgrade #video #Xiaomi


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Unknown parent

wordpress - Collegamento all'originale

minioctt

@ribby @ribby

Si, fai bene… Io per la band 3 avevo preso i cinturini di stoffa invece, e in realtà alla fine anche stavolta per la 9, li ho ordinati ieri sera, idem di stoffa. Dovrò prendermene uno di metallo per sfizio ma per ora che mi servivano rimpiazzi subito ho evitato perché penso possa non essere il top anche per dormirci

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9 ottobre, milano: il n. 21 de ‘la scuola delle cose’, “il teatro di nanni balestrini con franco brambilla”


Milano, 9 ottobre 2025, ore 18:00,
Fondazione Mudima, Via Tadino 26

presentazione del n. 21 della rivista
‘La scuola delle cose’
– fascicolo dedicato al Teatro di Nanni Balestrini con Franco Brambilla

Intervengono Franco Brambilla e il prof. Carlo Fanelli

In esposizione l’opera di Nada Pivetta
Le terre immerse: sorgente, 2025,
ceramica, 200 x 165 x 4 cm

il teatro di nanni balestrini con franco brambilla
cliccare per ingrandire

FONDAZIONE MUDIMA
Via Tadino 26 – 20124 Milano
t. 02.29409633
info@mudima.net
mudima.net


#Balestrini #CarloFanelli #FrancoBrambilla #NadaPivetta #NanniBalestrini #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #teatro

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Treno Regionale Veloce 4127 con ETR621.015 Rock in transito a Bolgheri (25/04/2024)


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oggi, 7 ottobre, a roma: “libro e intelligenza artificiale”, seminario in presenza alla biblioteca pagliarani


Libro e intelligenza artificiale_ incontro alla Biblioteca Pagliarani_ 7 ottobre 2025
cliccare per ingrandire

incontro in presenza, presso lo Spazio Pagliarani in via Bragadin 122b, Roma
partecipano Elisa Davoglio, Antonio Pavolini, Marco Ricciardi, Gino Roncaglia

presso la Biblioteca Pagliarani, oggi, martedì 7 ottobre 2025, ore 18:00

#AI #AntonioPavolini #BibliotecaPagliarani #ElisaDavoglio #GinoRoncaglia #IA #incontro #intelligenzaArtificiale #MarcoRicciardi #seminario #SpazioPagliarani

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ancora oggi (a roma) e domani (a napoli): michael hardt in italia per “i settanta sovversivi” (deriveapprodi)


Roma, 7 ottobre, ore 18, Esc atelier autogestito, via dei Volsci 159 –
Hardt discute il libro con Chiara Giorgi e Roberto Ciccarelli

#ChiaraGiorgi #DeriveApprodi #Esc #EscAtelierAutogestito #MichaelHardt #RobertoCiccarelli

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[Photo] Le nostre due E464 si sono separate!


Le nostre due E464 si sono separate!
E464.125 & E464.146

Poi riattaccate e lasciate sul tronchino.

Foto del 6 ottobre 2025 a Livorno Centrale

Post originale: treni.creeperiano99.it/tg/1474

treni.creeperiano99.it/2025/10…

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“nascenze: riconfigurazioni”, dal 10 ottobre opere visive di marco ariano al teatro del lido di ostia


NASCENZE: RICONFIGURAZIONI
da venerdì 10 ottobre a domenica 23 novembre • mostra di opere di Marco Ariano
al Teatro del Lido di Ostia
via delle Sirene, 22 _ Ostia (Roma)

nascenze:riconfigurazioni _ mostra di opere di marco ariano al teatro del lido di ostia

ingresso gratuito

Una mostra di appunti e tracce grafiche di Marco Ariano, artista transmediale e percussionista, che intreccia gesto visivo e ricerca sonora in un processo di continua metamorfosi. Segnature deposte ai margini di pratiche performative corpo-suono.

Appunti, prescritture, tracce ai margini, connesse nel transito della risonanza a pratiche sonore e performative. Marco Ariano è percussionista, sperimentatore, artista transmediale, la sua ricerca ha un carattere radicale e compositivo caratterizzato dalla tensione a “divenire altre forme d’esistenza”.

*
Marco Ariano
ha collaborato con molti musicisti e artisti della scena contemporanea, tra cui Elio Martusciello, Alvin Curran, Giancarlo Schiaffini, Blixa Bargeld, Okapi, Simone Pappalardo, Marcello Sambati, Alessandra Cristiani, Pietro D’Agostino, Marco Giovenale. Ha dato vita a eterogenei gruppi di scrittura/improvvisazione come Opera Mutica, Xubuxue, K-Mundi, Index 03. È docente dell’Accademia Nazionale di Danza di Roma. Nel 2022 ha fondato DE-STARE – piattaforma ricerca corpo-suono. Collabora con DA.RE.- dance research di Adriana Borriello.

marcoariano.idra.it

teatriincomune.roma.it/events/…

#art #arte #inaugurazione #MarcoAriano #mostra #nascenzeRiconfigurazioni #opereGrafiche #TeatroDelLidoDiOstia #vernissage

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Ed ecco con le clip dell’ultima diretta di Super Mario Party Jamboree in cui la connessione faceva capricci, tanto da mandare in tilt il gioco del par…


Ed ecco con le clip dell’ultima diretta di Super Mario Party Jamboree in cui la connessione faceva capricci, tanto da mandare in tilt il gioco del partner DK!

Video is too big

Video is too big

Video is too big


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news.creeperiano99.it/2025/10/…

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nuova aggreganza con la goduria integrata: rilascio aggregatore di feed Aggregodo (Aggregoctt v3 ma per bene)


Oggi, considerato lo stato inevitabile dell’assoluto, sono abbastanza sicura che godo… ma, in realtà, un po’ sarà anche da stamattina che godo… per non dire in verità ieri sera tardissimo… Situazione assurda, lo so, ma tutto ciò è per via del fatto che, il nuovissimo software benedettissimo che ho finito or ora (…o ieri sera, appunto, ma sono uscite rognine che ho dovuto sistemare al volo oggi), non si chiama Aggregoctt ennesimo, bensì AGGREGODO!!! E con una premessa così, cazzarola se c’è da goderne pesantemente… 🔥🎆🎇🧨

Alla fine, si: il mio incubo peggiore, ma allo stesso tempo il mio nuovo momento più ricco, si è avverato; ed assurdamente è da una settimana intera che ci sto lavorando… no, non c’è motivo di temere che io abbia acquisito la pericolosa skill della pazienza dal nulla, è solo che ho potuto lavorarci giusto ogni tot a pezzetti, per via delle varie palle personali, ma via avanti così ed alla fine è già uscito fuori circa quello che volevo, che già andrà a sostituire quel ripiego bizzarro che a questo punto è durato due settimane nemmenoma la goduria è appena cominciata. 😈

Chi sempre vuole giusto spiare i miei feed, quindi, adesso può farlo con https://aggregodo.octt.eu.org/, sperando possano essere gradevoli ed evidenti i dettagli bboni… I feed hanno le icone (automatiche, ovviamente), c’è una modalità di lettura integrata (spenta di default per evitare rogne che non sto a spiegare, anche perché è ancora sperimentale e da finire di acconciare; si attiva dal menu), e l’interfaccia è fatta col gradevole bellissimissimo Material Design v1, che fa bella figura su desktop e mobile (…anche se manca la modalità scura, che devo quindi implementare io a breve, mannaggia). Ma queste sono solo le scemenze, tipo… 🙏
Schermata dell'Aggregodo con i miei ultimi post apparsi, vista griglia a sinistra e lista a destra con visible la sidebar dei feed.
Con non poca magia, sono riuscita pure ad implementare un sistema di scraping HTML per generare feed da siti stronzi che non li offrono, maa… non con l’XPath meloso che usano altri aggregatori (non tutti eh, la maggior parte a dire il vero non offrono proprio una mazza), bensì con una sintassi decente e per certi versi più potente… al punto da avermi permesso di creare feed da Facebook e Threads con poche righe di configurazione, e sulla mia istanza infatti già ne seguo qualcuno (e aumenteranno solamente!!!). E, ovviamente, l’aggregatore genera dei suoi feed (Atom) per l’uso con altri lettori, dell’intera libreria o di specifici feed, inclusi questi umma umma… (…Peccato che, al momento, proprio i feed per cui questa cosa più serve appaiono mezzi rotti, perché ho dimenticato delle robe, ma abbiate pazienza e aggiusterò.) 🤯

Non vado troppo nei dettagli tecnici, perché altrimenti lo so che ogni essere umano fa zzzzzzz, ma tanto per tutti i computeristi (e i selfhostisti, semmai ce ne siano) il codice è libero su GitLab e su GitHub… e non è nemmeno spaghettoso! (Inaspettato, visto che ne ho scritto grandi porzioni a stomaco non troppo pieno, quindi mi sarei aspettata che la brama dello gnam potesse prendere più il sopravvento… ma forse in parte è anche grazie al fatto che stavolta ho scelto di usare TypeScript e NodeJS, che giuro, Python di questo passo mi farà venire dei tumori, con tutte le paturnie che mi sta facendo invece subire per Pignio…) 🏗️

Come cose da fare per forza, ce ne sono ancora varie… come ottimizzare la lettura dal database, che al momento su alcune pagine è un troiaio come lentezza… oppure aggiustare la ricerca globale, che ho accidentalmente rotto nel provare a migliorare le prestazioni della pagina principale (e che colmo sarebbe sennò) — ovviamente accorgendomene solo in produzione, e non poco prima durante lo sviluppo (e te pareva che non va sempre così con me!!!) — ma anche implementare tag e/o categorie per i feed (altrimenti, quando ne metterò centinaia saranno dolori), che però attualmente non riesco a decidere come fare… Una cosa è certa, però, almeno: tutte le rogne sono risolvibili, e per ora si deve dunque pensare solo a godere del potere dell’aggregazione acquisito per mezzo dell’Aggregodo… (Ah, e serve pure un logo, mannaggia.) 👻

(Tra l’altro… come si vede, ho implementato 3 viste per gli indici: una griglia di carte, simile al primo Aggregoctt ma più densa, una lista con miniature, che ho copiato spudoratamente dall’RSS-ripiego di cui sopra, ma che ho fatto in modo per me più gradevole, e una che chiamo “a flusso”, che è utile principalmente per i post dei social, che sono corti e da vedere anche senza cliccare… E stavo a proposito di quest’ultima quasi per dire che l’ho copiata accidentalmente dall’RSS-bizzarro, ma a guardare meglio la mia mostra le immagini bene, e invece l’altro le taglia a 16:9, oltre al fatto che la grafica ombreggiata del mio secondo me fa risaltare meglio all’occhio i post… quindi, se non dispiace, con oggi godo veramente infinito.)

#aggregator #aggregatore #Aggregoctt #Aggregodo #Atom #feed #feeds #libre #OpenSource #RSS #webapp #webdev


aggregocttica moria senza soluzioni più spumose (l’Aggregoctt è morto e a fatica trovo alternative)


Settimane fa, o qualcosa del genere, mi era passato di mente il dover segnalare che l’Aggregoctt è fallito. Nel senso, funziona ancoraabbastanza a magia tra l’altro, devo dire, perché è assurdo che non si sia ancora rotto… cioè, in realtà è successo già tipo 2 volte, ma ogni volta ho potuto aggiustarlo senza fare cambiamenti radicali, il che è sorprendente — ma il problema è che, per come l’ho fatto, con questa roba del sito statico che deve compilarsi a partire da infiniti file HTML (ormai credo diverse centinaia di migliaia, al punto che GitHub si rifiuta di indicizzare la repo), prima o poi raggiungerà per forza un tetto pratico… e a quel punto fallirà davvero. 🥴

Certo, potrei implementare la purga periodica di post vecchi, ma io che sono un’accumulatrice seriale mi sentirei proprio male… e poi, questa non è l’unica rogna. Infatti, per giunta, per quanto sia figo che funzioni interamente senza un server di hosting dinamico, aggiornandosi in automatico solo grazie alla CI gratuita di GitHub, un bel problemino che ho visto è che certi feed non si aggiornano lì sopra, perché il sito sfigato di turno sarà stato settato a minchia, con una protezione bot che blocca gli IP non-domestici pure per le richieste del feed… quindi, quella manciata di siti particolari non si aggiorna mai. 💔

Temo allora che la mia paura iniziale, cioè che l’Aggregoctt fatto con Jekyll e uno script Python vibe-codato rischiasse di essere solo un ripiego, si è confermata. In realtà, per chi è a posto con queste limitazioni, il template costruito fino ad ora rimane alquanto valido, e ancora consiglierei di forkarlo a chiunque vorrebbe farsi il proprio sito aggregatore (inserendo i propri URL nel file della lista) senza un server e senza grossi smanettamenti (anche se forse, per evitare che qualcuno si trovi in sorprendenti difficoltà, farei bene ad implementare quella maledetta purga, oltre a maggiori ottimizzazioni per il caricamento dei dati)… però io, avendo il serverino, potrei permettermi di più. 🙄

Problema: non c’è niente di ideale già fatto (altrimenti non avrei certamente speso tempo a creare l’Aggregoctt, avrei direttamente preso quel qualcosa e tanti saluti)… quindi dovrò vedere di fare io qualcosa e bla bla bla, mannaggia al mio tempo che scompare. Però, giusto per non cadere nella più totale disperazione (e in parte anche per assimilare passivamente idee di design simili alle mie ma lievemente diverse, per questo specifico tipo di applicazione), da qualche giorno sto provando un aggregatore trovato cercando nelle liste più improbabili di top aggregatori di feed selfhostabili: RSS. Si, il creatore — che stranamente non è uno scappato di casa, bensì è lo stesso che ha creato BookStack — lo ha veramente chiamato solo “RSS”, con la scusa che è un progetto a bassa manutenzione e creato principalmente per uso personale… vergognoso, ma lasciamo stare. 😕
Schermata del sito, Aggregoctt-v2
Oh, sembrava bellino, e dopo averlo provato devo confermare che effettivamente lo è… ma allo stesso tempo ho percepito una puzza, quindi per ora l’ho messo sul mio classico dominio usa-e-ricicla di ; non si merita (per ora?) un dominio permanente. È simpatico, perché non ha login o permessi, e quindi replica bene la filosofia del primo Aggregoctt per cui il lettore personale funge anche da blogroll (cioè, una cosa del decennio scorso attraverso cui chi segue me può scoprire altre persone da seguire, potendo banalmente vedere una lista di chi seguo io… o, in certi casi non “seguo“, bensì “tengo d’occhio“, lieve differenza), e l’interfaccia è pulita e funzionale. Purtroppo è anche antipatico, visto che per funzionare richiede JavaScript moderno (zio pera, è una maledizione con tutti ‘sti cosi web), e quindi non si può usare sul Kindle (o anche, in generale dispositivi utili da riciclare per leggere, che però hanno browser web antichi); ma non ha neanche la modalità di lettura integrata, quindi comunque su Kindle e compagnia sarebbe un incubo da usare. (Ah e, edit: ho dimenticato di dirlo, la gestione di errori in questo coso è inesistente, e alcuni feed misteriosamente non caricano.) 😴

Vabbè, alla fine il bilancio netto è comunque positivo, perché ora nel mondo esistono tecnicamente ben 2 Aggregoctti, e se non riesco a fare pace con tutto ciò prima o poi ne dovrà uscirà pure un terzo (e speriamo non di più, perché sennò veramente sarebbe la fine… cioè, la tragedia della mancanza di una fine, l’eterno ritorno dell’Aggregoctt)… Il fatto è che, a parte funzionalità improbabili che ora nemmeno vorrei ri-descrivere ma che sarebbe figo implementare, di piccole cose da poter fare per avere un’esperienza davvero epica ce ne sono a bizzeffe… come un’ottimizzazione per i feed dei social in modo che i post si vedano meglio rispetto agli articoli di blog classici, o un’ottimizzazione per i feed di YouTube per cui viene mostrato automaticamente l’embed per i video… ed è tutta roba semplice, ma, avendo il primo Aggregoctt le difficoltà che ho detto, più che spendere tempo a metterle lì farei bene a creare questa v3. (Aiutatemi!!!) 😽

#aggregator #Aggregoctt #feed #RSS


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[Photo] Oggi 6 ottobre 2025 invece è capitato un invio a Livorno Centrale di una D445, ovvero la D445.1121 in livrea storica!


Oggi 6 ottobre 2025 invece è capitato un invio a Livorno Centrale di una D445, ovvero la D445.1121 in livrea storica!
Con in testa la E652.114

Post originale: treni.creeperiano99.it/tg/1472

treni.creeperiano99.it/2025/10…

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Sulla parola “genocidio” e sui genocidi linguistici


Di Antonio Zoppetti

Dietro certe parole non c’è la semplice descrizione della realtà, bensì la sua costruzione e la sua interpretazione, che non è mai neutra, è sempre un atto politico. Anche se non è vero che ne uccide più la lingua (o la penna) che la spada, fuor di metafora ci sono parole che possiedono una connotazione e una capacità evocativa dirompenti. “Genocidio”, per esempio, si carica di una valenza così insopportabile da apparire più importante dei crimini e delle atrocità che descrive, dunque, di fronte a quanto sta succedendo a Gaza è in corso un acceso dibattito per stabilire se tanta inumanità possa essere definita “genocidio” o un “semplice” crimine di guerra, un “normale” sterminio ponderato dei civili come tanti altri.

Alcuni personaggi, per esempio Paolo Mieli (“Mi rifiuto di parlare di genocidio”), Italo Bocchino (“bisogna stare attenti a usare la parola genocidio”, “è una parola sbagliata”) e tanti altri dimostrano una certa ossessione nel negare, e reagiscono ogni volta con veemenza, mentre sul fronte opposto genocidio viene di solito sbandierato e messo in risalto in una polemica senza soluzioni davanti alla quale ogni presentatore televisivo tende ormai a evitare di ricorrere a una parola impronunciabile e divisiva, per non aprire “quella porta” e passare ai fatti.

Davanti ai massacri, davanti alla sistematica distruzione di case, ospedali e infrastrutture, davanti alla strategia di ridurre la popolazione alla fame e di provocare una pianificata carestia con tanto di tiro al piccione per uccidere chi è in fila per un tozzo di pane distribuito a singhiozzo e controllato dagli israeliani… la questione ha assunto dunque un’enorme rilevanza.

Genocidio: sì o no? Il tormentone non è né nuovo né meramente linguistico

Colpisce che in questo animato dibattito i linguisti rimangano in disparte, mediamente, e che per esempio tra le consulenze della Crusca che rispondono ai quesiti dei lettori e ragionano sull’appropriatezza delle parole e sul loro uso, non ci sia una presa di posizione in merito, al contrario di ciò che avviene per altre questioni spinose e tutte politiche, prima che linguistiche, dalla legittimazione di certi anglicismi alle prese di posizione ufficiali sulla femminilizzazione delle cariche.

C’è poi un altro fatto che stupisce. Sembra che nessuno si accorga che le polemiche sulla legittimità di un’etichetta infamante come “genocidio” non sia affatto una novità che emerge oggi a proposito di Israele, ma è un tormentone che riaffiora ogni volta che simili crimini si manifestano.

Anche se certi personaggi dalla memoria di un pesce rosso fanno finta di non ricordarselo, basta scorrere gli archivi storici dei giornali per constatarlo: e già ai tempi del massacro dei Tutsi sulle pagine dei giornali si dibatteva sulla questione e uscivano articoli intitolati “Non chiamatelo genocidio” come predicava il democratico Bill Clinton arrampicandosi sui vetri come fanno oggi Mieli, Bocchino e gli altri.

L’unica cosa certa è come andata a finire: oggi questi massacri sono stati riconosciuti ufficialmente dalla Corte internazionale di giustizia come genocidi – con buona pace dei negazionisti – esattamente come sta accadendo con Gaza: la Commissione internazionale indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite ha concluso che Israele ha commesso ben quattro violazioni della Convenzione sul genocidio.

In queste diatribe è però indispensabile fare un distinguo tra l’accezione tecnica, giuridica e in fondo terminologica di “genocidio” e la sua portata in senso lato che circola nella lingua comune, visto che la lingua è metafora. E ripercorrere la storia della parola aiuta a comprendere come stanno veramente le cose.

Genocidio: etimo e significato

“Genocidio” è un concetto proposto dal giurista ebreo polacco Raphael Lemkin, nel 1944, davanti ai crimini del nazismo, ma in seguito dichiarò che l’idea di coniare quella parola nasceva dallo sterminio degli armeni da parte dell’Impero Ottomano avvenuto all’inizio del secolo. In un articolo del 1945 spiegava che gli orrori dell’olocausto erano in fine dei conti l’incarnazione organizzata più eclatante – nelle modalità di attuazione – di qualcosa di più ampio del contesto storico di allora. E precisava:

“Il crimine del Reich nello sterminare volutamente e deliberatamente interi popoli non è del tutto nuovo nel mondo. È nuovo solo nel mondo civilizzato che siamo giunti a concepire (…). È per questo motivo che mi sono preso la libertà d’inventare la parola ‘genocidio’. Questo termine deriva dalla parola greca ghénos, che significa tribù o razza, e dal latino caedo, che significa uccidere. Il genocidio deve tragicamente trovare posto nel dizionario del futuro accanto ad altre parole tragiche come omicidio e infanticidio. Come suggerito da Von Rundstedt, il termine non significa necessariamente uccisione di massa, ma questa può essere una delle sue accezioni. Più spesso, si riferisce a un piano coordinato volto alla distruzione delle fondamenta essenziali della vita dei gruppi nazionali, affinché tali gruppi avvizziscano e muoiano come piante colpite dalla ruggine.”

Il genocidio nel diritto internazionale

La parola è stata così accolta e ripresa nel 1946 durante il processo di Norimberga contro i crimini del nazismo e due anni dopo l’Onu ha dichiarato il genocidio un reato. Anche se per condannare qualcuno per un crimine è necessario avere parametri oggettivi con cui valutarlo, la definizione giuridica di genocidio dell’Onu del 1948 si presta comunque a diverse interpretazioni, dunque il riconoscimento ufficiale del genocidio è avvenuto per esempio nel caso dello sterminio degli Armeni o, in tempi più recenti, nei massacri etnici avvenuti in Ruanda negli anni Novanta. Ma non tutti sono concordi nel riconoscere certe sentenze, e ancora oggi la Turchia nega il genocidio armeno, non solo per motivi etici e di immagine, ma soprattutto perché sotto la questione legale si celano enormi interessi economici, a partire dalla restituzione dei beni espropriati agli armeni che rappresenta una voce enorme per l’economia turca.

I risvolti economici, per Israele, sono anche maggiori. C’è il disegno di radere al suolo Gaza per ricostruirla come un lussuoso villaggio turistico che prevede una sorta di sostituzione etnica con incentivi (ti pago e te ne vai via dalla tua terra). C’è l’appropriazione di terre ricchissime di risorse da sfruttare e c’è anche la questione dei territori occupati illegalmente nella Cisgiordania. Trasformare il genocidio in una semplice guerra che basta vincere in qualche modo (anche se gli israeliani non hanno alcun esercito contro cui combattere, e a parte qualche sporadica incursione di Hamas stanno operando contro i civili e le loro abitazioni) è fondamentale per questo progetto. Ed è poi essenziale anche dal punto di vista del diritto internazionale, sia per evitare l’arresto di Netanyau per il suo crimine (ma il problema non è solo Netanyau, c’è un intero sistema che lo sostiene) sia per non coinvolgere l’Occidente suo alleato – Europa e Italia inclusi – che invece di applicare sanzioni come nel caso di Putin, si limita a condannarlo a parole – come un “camerata che sbaglia” si potrebbe parafrasare provocatoriamente – e con cui non si smette di fare affari soprattutto nella compravendita di armamenti.

Mentre su piano giuridico e in un certo senso terminologico saranno la storia e le sentenze a decretare se tutto ciò sia o meno genocidio, se si passa alla lingua comune le cose sono più semplici, ed è più difficile negare.

Il genocidio nella lingua comune

Sono stati effettuati vari sondaggi in cui si chiedeva agli italiani – dunque al popolo e alle masse – se consideravano genocidio il massacro dei palestinesi, e per la maggioranza la risposta è stata sì, una convinzione che aumenta di giorno in giorno davanti ai fatti sotto gli occhi di tutti. Visto che certi linguisti e lessicografi che si pongono come “descrittivisti” si riempiono la bocca di sciocchezze per cui la lingua arriverebbe dal basso, seguendo il loro criterio si dovrebbe affermare che Israele si sta macchiando di genocidio, se è l’uso che fa la lingua. Ma si sa che questa presunta “democrazia linguistica” viene invocata solo quando fa comodo; in altri casi si cambia casacca e si può sempre dire, come fanno i negazionisti, che la gente non sa che cosa significhi questa parola, dunque parla a vanvera e non fa testo.

Se però si analizza la letteratura alla ricerca dell’uso della parola genocidio fuor da Gaza, le cose cambiano. Questo vocabolo è frequente per descrivere per esempio lo sterminio dei Catari e degli Albigesi agli inizi del Duecento attraverso una campagna militare durata vent’anni orchestrata dal Re di Francia e da papa Innocenzo III che li aveva bollati come eretici. Si ritrova nel caso del genocidio dei nativi americani, numericamente più consistente di quello dell’olocausto. In questo caso lo sterminio delle popolazioni non è avvenuto solo intenzionalmente attraverso i massacri e il confinamento dei nativi nelle “riserve” che di anno in anno si rimpicciolivano fino a soffocarli. Il numero maggiore di morti è stato causato involontariamente attraverso le malattie che gli europei hanno portato, e che risultavano mortali in quelle popolazioni senza anticorpi davanti alle nostre epidemie. Eppure nessuno si sogna, in casi del genere, di mettere in discussione la parola, nessuno è interessato a cavillare per concludere che quello dei nativi americani o dei catari non era proprio un genocidio ma qualcos’altro. Perché fuori dai tecnicismi giuridici che tagliano fuori i non addetti ai lavori “incompetenti” la parola genocidio coniata da Lemkin è entrata nella lingua comune e nei vocabolari – come da lui auspicato – per esprimere un concetto intuitivo e macroscopico che non ha alcun bisogno di basarsi sulle definizioni giuridiche (peraltro controverse).

Genocidi culturali e linguistici

Ogni genocidio non comporta solo il tentativo di cancellare gli individui di una popolazione, ma coinvolge inevitabilmente la loro stessa cultura e dunque spesso anche la loro lingua. Il genocidio di Albigesi e Catari protetti dai signori della Provenza, per esempio, ha determinato anche la fine della poesia provenzale nella lingua d’oc. Questi poeti sono fuggiti in una diaspora che li ha portati in Spagna, in Italia e altrove, mentre l’annessione del territorio alla Francia ha introdotto ufficialmente l’antico francese – la lingua d’oïl – anche lì.

Uno dei primi a utilizzate la parola in senso lato e a legarla alle questioni linguistiche parlando esplicitamente di “genocidio culturale” o “linguistico”, è stato Pasolini, che negli anni Sessanta, davanti alla compiuta unificazione dell’italiano, notava che il prezzo era un certo “genocidio culturale, dove tutti parlano e consumano allo stesso modo, un genocidio che coinvolge anche i dialetti che vengono rinnegati e ridotti a ‘codici residuali’ marginali”. E su questo uso metaforico di genocidio era tornato anche nel 1974 nell’ultimo suo intervento pubblico prima di venire assassinato. Ma il riferimento al genocidio linguistico si trova in tantissimi autori, soprattutto a proposito dell’estinzione delle lingue in Africa – denunciata con preoccupazione anche dall’Unesco – e il linguista tunisino Claude Hagège rilevava come la distruzione delle culture può avvenire attraverso un genocidio fisico ma anche in altre forme che non prevedono il massacro di una popolazione. Tra i fattori determinanti di questo enorme genocidio linguistico riconosceva all’espansione dell’inglese globale un “ruolo di primo piano” (Morte e rinascita delle lingue. Diversità linguistica come patrimonio dell’umanità, Feltrinelli, Milano 2002, p. 99). Ma anche la ricercatrice finlandese Tove Skutnabb-Kangas tacciava l’Occidente di “linguicismo”: come il razzismo e l’etnicismo discriminano sulla base delle differenze biologiche oppure etnico-culturali, il linguicismo discrimina in base alla lingua madre e determina giudizi sulla competenza o non competenza dei cittadini nelle lingue ufficiali o internazionali, mentre il monolinguismo a base inglese era per lei un “cancro” a cui andrebbe contrapposto il riconoscimento dei diritti linguistici e del pluralismo, se non vogliamo essere complici del genocidio linguistico e culturale nel mondo (“I diritti umani e le ingiustizie linguistiche. Un futuro per la diversità? Teorie, esperienze e strumenti”, in Come si e ristretto il mondo, a cura di Francesco Susi, Amando Editore, Roma 1999, p. 99).

Un effetto collaterale del genocidio palestinese è proprio quello di consolidare e di allargare l’espansione dell’inglese globale, che nessuno in questo momento denuncia, di certo perché ci sono da denunciare cose ben più gravi, ma anche perché in Italia (e non solo da noi) non c’è alcuna sensibilità sulla questione. Quale lingua si parlerà in una futura Gaza ricostruita e concepita come un resort da cui i palestinesi sembrano esclusi? Perché sulla stampa la città di Gaza è diventata Gaza city? Perché c’è chi preferisce parlare di West Bank invece che di Cisgiordania? Come mai sui giornali italiani ricorre solo la sigla Idf (cioè Israel Defense Forces pronunciato in tv all’inglese “AI-DI-EF”) mentre su quelli francesi e spagnoli si usa prevalentemente la propria lingua e si parla della difesa israeliana senza ricorrere all’inglese?

Mentre si consumano le baruffe sull’opportunità di parlare di genocidio palestinese, davanti al genocidio culturale e linguistico provocato dal globalese in tutto il mondo non c’è alcuna preoccupazione. Eppure, se dietro certe parole non c’è la semplice descrizione della realtà, bensì la sua costruzione e la sua interpretazione, anche le scelte lessicali che si appoggiano all’inglese non sono neutrali. Sono anche queste un atto politico e non dovremmo dimenticarcene: l’inglese è la lingua di classe dei popoli dominanti che la stanno imponendo a quelli sottomessi, anche se su questo caso nessuno sembra intenzionato a fare la resistenza. Nemmeno i cosiddetti “propal” che nelle piazze gridano “fri palestàin” come se l’inglese (di Trump e di Netanyau) fosse la lingua di tutti. Invece, per non essere complici dell’attuale genocidio linguistico farebbero meglio a gridare “Palestina libera” in tutte le lingue del mondo.

#colonialismoLinguistico #globalese #globalizzazioneLinguistica #globish #interferenzaLinguistica #linguaItaliana

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podcast: alla ‘finestra di antonio syxty’, antonio pavolini, con “stiamo sprecando internet” (cesati, 2023)


open.spotify.com/embed/episode…

link al podcast: open.spotify.com/episode/6xjzP…

il libro: francocesatieditore.com/catalo…

#dérive #slowforward (grazie della generosa menzione, Antonio e Antonio!)
_

#AntonioPavolini #AntonioSyxty #Cesati #dérive #deriva #derive #derives #FrancoCesatiEditore #internet #LaFinestraDiAntonioSyxty #rete #slowforward #StiamoSprecandoInternet #web

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11 ottobre, roma: magdalo mussio @ bianco contemporaneo: “il segno dell’essere sulla traccia del tempo”

Il segno dell’essere sulla traccia del tempo
di
Magdalo Mussio


presso la galleria BIANCO CONTEMPORANEO

introduzione al testo di Loredana Finicelli e testo critico di Paola Ballesi

Vernissage 11 ottobre 2025, ore 17:30

la mostra prosegue fino all’ 8 novembre – dal martedì al sabato 16:30 – 19:30

Via Reno 18/a Roma


mostra
cliccare per ingrandire

In mostra una serie di 15 opere dell’artista scomparso nel 2006, che mostrano l’ultima fase della sua ricerca: il periodo nel quale egli sembra trovare tenui indizi di alle sue indagini di una vita. Un’ esistenza finalizzata alla comprensione dell’Umano, utilizzando il segno grafico, sia sotto forma di scrittura che di immagine, come medium privilegiato di ricerca.

*

Evento facebook: facebook.com/events/4180873065…

#art #arte #asemic #asemicWriting #BiancoContemporaneo #LoredanaFinicelli #MagdaloMussio #materialiVerbovisivi #PaolaBallesi #scritturaAsemica

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Astronomy for equity and the power of inspiration

edu.inaf.it/in-english/univers…

italia_bandiera

Travel with us to southern California, where we chat with Mike Simmons about Astronomy for Equity projects and the current state of science in the US

#astronomy #equity #MikeSimmons #outreach


Astronomia per l’equità: il potere dell’ispirazione

edu.inaf.it/rubriche/universo-…

english_flag

Viaggia con noi nel sud della California per chiacchierare con Mike Simmons sui progetti di Astronomy for Equity e sullo stato attuale della scienza negli Stati Uniti.

#astronomia #divulgazione #equità #MikeSimmons


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Astronomia per l’equità: il potere dell’ispirazione

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9 ottobre, roma, sic12 artstudio: “costellazioni infinite”, di christine jean – capitolo ii

SIC 12 artstudio


via Francesco Negri, 65 – Roma

è lieta di invitare la S.V. all’inaugurazione di:

Christine Jean
COSTELLAZIONI INFINITE

capitolo II
Giovedì 9 ottobre – dalle ore 17:30
sic12.org/about-5

Christine Jean_ Orizzonte di cristallo, 2025
Jean, “Orizzonte di cristallo” (dettaglio, 2025; inchiostro di china su carta, 90 x 380 cm)

In continuità con la prima mostra tenutasi nel giugno 2025, Christine Jean (Sainte Adresse, Francia, 1957), presenta il secondo episodio di Costellazioni infinite. Questo nuovo capitolo nasce dalle sue esplorazioni durante la residenza Pietre, muri, texture del tempo, sviluppata tra Roma e Parigi. Quest’estate, Christine Jean ha creato una serie di grandi disegni a inchiostro dal titolo La vita sognata degli astri. Per queste opere ha utilizzato frammenti di vetro infranto come matrici. L’aspetto cristallino e minerale di quelle schegge le ha ricordato gli assemblaggi di marmo e alabastro scoperti nella basilica di San Paolo fuori le Mura.

L’artista ha arricchito questa serie con le impronte raccolte a Roma: sui muri di Porta San Paolo, lungo le mura esterne del cimitero acattolico e sulle antiche Mura Aureliane.

In questa nuova mostra le opere di Christine Jean dialogano con alcune opere della collezione di art brut e di arte contemporanea di Gustavo Giacosa e Fausto Ferraiuolo.


Evento speciale:
11 ottobre alle 18:00
Strage fruit, performance collettiva ispirata ai quaderni di lavoro di Christine Jean. Con Fausto Ferraiuolo al pianoforte

La mostra, patrocinata dal VIII Municipio di Roma, sarà visitabile su prenotazione fino al 9 novembre 2025

Christine Jean

#alabastro #art #arte #ChristineJean #CostellazioniInfinite #FaustoFerraiuolo #GustavoGiacosa #marmo #PietreMuriTextureDelTempo

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recent additions to nula.cc


emitted

60950

Emitted omissions ~


The present collection forms an anthology of six works, a selection of filecasts taken from our ongoing web presence. Each work here reaches its ultimate form as a 24-bit 48k remaster or remix, and also finds its place within a new sequence of thematically connected works. Using everything from whispering radio static and gently lapping waves to undulating feedback and spiraling harmonic pulsations, these works fit into a sequence that for some might express the desolation of our digitally isolated lives, for others a sonic journey soaked in the characterizing ambiences of our times.

album, 6 tracks: /60950/emitted-omissions

*


phase

60943

Phase invert


Birds are flying overhead.
Here they have always flown overhead.
If time is a straight line then it is also a spiral. Events that abut one another, either along or across this coil, may up and knock upon the doors of our attention and beg to be compared. This resonance may explain why some memories, and present impressions, are more solid and real than others.

mp3, 8 minutes: /60943/phase-invert

*


memory

60901

Memory leak


I ask you, how many tellings, after a pause, begin again with: ‘…and then I remembered…’ ? Now tell me, how many tellings by people simply sharing with each other their everyday happenings, re-begin with: ‘…and now I remember having remembered…’ ? Darosvali Rorosuret

mp3, 4 minutes: /60901/memory-leak

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Ranger Magazine #12 is now live


Ranger Press, an ‘avant garde micro-press specializing in showcasing the best visual and concrete poetry, as well as all hybrid and uncategorizable genres (text + visual),’ has included the tracklist of the album Scattered places in broken time in their current issue.

Ranger Magazine #12

A print issue should be out before the end of the year.

#12 #DarosvaliRorosuret #emittedOmissions #experimentalMusic #memoryLeak #music #nulaCc #phaseInvert #RangerMagazine #RangerPress #sound #Soundscapes

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Archeologia nel territorio di Enna, un volume collettivo per raccontarla


Un volume monografico della rivista ArcheoLogica Data (n.5.1 -2025), curato dall’archeologa Francesca Valbruzzi, raccoglie i contributi sugli esiti scientifici delle principali attività di ricerca archeologica condotte nell’ultimo decennio nel territorio ennese.

Ve lo segnaliamo (lo potete trovare a questo link) perché testimonia l’importanza delle ricerche archeologiche nella […]

Leggi il resto: argocatania.it/2025/10/06/arch…

#archeologia #Enna #FrancescaValbruzzi

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il piccione di jaccottet


*

“aerei i piccioni batton l’ali” è una frase che tutti i poeti italiani degni di questo nome dovrebbero tatuarsi sul cuore
(Bernart de Ventadorn)

#dialogo #frasiMemorabili #PhilippeJaccottet #poesia #poesiaImmortale #tatuaggiMemorabili #unDialogoDiCommoventeIntensità #vediamoSeRiescoASpiegarmi

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dormimento e marciscenza alla fine della settimana che mi porta un niente ma nulla


Miao miao… tra ieri e oggi, il rotting si è impossessato di me, come non capitava da un pochino. E in modi svariati comunque, proprio da rendere la questione non semplice… Ieri mattina nel lettino ho perso talmente tanto la cognizione del tempo che a un certo punto mi sono accorta che erano le 12… ops, ma ho dormito con gusto; nonostante, a quanto pare, io mi fossi svegliata tipo 4 volte per soffrire e girarmi. Oggi invece purtroppo alle 11 il mio sonno si è ampiamente esaurito, e sono dovuta quindi uscire dalla mia tomba… che è un peccato, perché è proprio gnam quando dormi 10 ore… anche perché, a quanto pare, pure dormendo 8-9 ore ho le occhiaie e in generale un aspetto da zitella. 👌

Dovrei e vorrei scrivere dei robi, da stamattina, ma non mi va tipo, quindi è la fine. Ancora non ho capito come minchia fare quando la mente mi trolla in questo modo, che il marcire senza alcuna meta comunque mi da fastidio… ma quantomeno in questi casi ne approfitto per fare la mia programmazione magicissima, per cui il tempo disponibile a dire il vero non è mai abbastanza, quindi buono. Però uffa, così è volata via un’altra giornata e stanotte certamente non posso dormire fino a cadere in coma, perché domani mi devo svegliare presto, per andare in culandia a sentire cosa hanno da dire quegli sciroccati dei miei professori… 🥱

Sarà complice la temperatura freddissima in tutti questi problemi??? Vabbè, pregate per me se volete fare un tentativo completamente vano di aiutarmi a ridurre il rotting involontario, o, di contro, almeno ad aumentare quello volontario; la cosa importante è stare bene, alla fine dei conti, non importa il come… Certo è, però, che quando più tardi mi recherò un’altra volta nel lettino (…sperando di non fare troppo tardi, visto il motivo suddetto), chiudendo così un’altra volta il cerchio del nulla che mi tortura, desidererò ardentemente che, almeno stanotte, vengano gli alieni a rapirmi per riportarmi sul mio pianeta di origine, o qualcosa del genere… anche perché, come ho detto, qui sulla Terra attualmente non si sta bene, che questo autunno è semplicemente un inverno sotto mentite spoglie e fa troppo freddo per fare qualunque cosa che non sia dormire. ☠️
me because im eepyeepy all the time :3Però veramente… in questo fine settimana avrei voluto dormire 49 ore di fila, ma purtroppo non si può… Magari il prossimo??? 😳

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La si torna a giocare online! – Super Mario Party Jamboree ITA #11


Salve a tutti ragazzi! Eccoci di nuovo in live su Super Mario Party Jamboree!Vediamo se siamo ancora bravi a giocarci✅ Buona Visione 🎵 Tutte le musiche riprodotte nella schermata del countdown e fine della diretta sono disponibili su https://music.creeper
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youtube.com/embed/04ZkgO9h8gM?…

Salve a tutti ragazzi! Eccoci di nuovo in live su Super Mario Party Jamboree!
Vediamo se siamo ancora bravi a giocarci

✅ Buona Visione

🎵 Tutte le musiche riprodotte nella schermata del countdown e fine della diretta sono disponibili su music.creeperiano99.it/

🎁 È possibile supportarmi in modo gratuito con metodi alternativi! E guadagnare anche qualche soldo comodamente da casa! Scoprili qui ➡️ creeperiano99.it/u/supportogra… Grazie mille! ❤️
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news.creeperiano99.it/2025/10/…

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[Photo] Abbiamo poi il convoglio dell’Espresso Siena parcheggiato a Siena, in attesa di effettuare il viaggio di ritorno, svolto oggi 5 ottobre 2025 n…


Abbiamo poi il convoglio dell'Espresso Siena parcheggiato a Siena, in attesa di effettuare il viaggio di ritorno, svolto oggi 5 ottobre 2025 nel pomeriggio.Inoltre, con grande sorpresa (poi sicuramente ci saranno state da molto tempo lì), sono presenti an
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Abbiamo poi il convoglio dell’Espresso Siena parcheggiato a Siena, in attesa di effettuare il viaggio di ritorno, svolto oggi 5 ottobre 2025 nel pomeriggio.
Inoltre, con grande sorpresa (poi sicuramente ci saranno state da molto tempo lì), sono presenti anche delle carrozze centoporte!

Alcuni numeri delle carrozze che si vedono in foto:

Bz 36859
Clz 36224
Bz 36712
ClzCR 36376
ClzCR 36729

Foto del 4 ottobre 2025

Post originale: treni.creeperiano99.it/tg/1467

treni.creeperiano99.it/2025/10…

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7 ottobre, roma: “libro e intelligenza artificiale”, seminario in presenza alla biblioteca pagliarani


Libro e intelligenza artificiale_ incontro alla Biblioteca Pagliarani_ 7 ottobre 2025
cliccare per ingrandire

incontro in presenza, presso lo Spazio Pagliarani in via Bragadin 122b, Roma
partecipano Elisa Davoglio, Antonio Pavolini, Marco Ricciardi, Gino Roncaglia

presso la Biblioteca Pagliarani, martedì 7 ottobre 2025, ore 18:00

#AI #AntonioPavolini #BibliotecaPagliarani #ElisaDavoglio #GinoRoncaglia #IA #incontro #intelligenzaArtificiale #MarcoRicciardi #seminario #SpazioPagliarani

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