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Roborock F25 ACE Pro arriva in Italia: il nuovo wet&dry con tecnologia schiumogena di nuova generazione


Roborock porta in Italia F25 ACE Pro, il nuovo wet&dry dotato di tecnologia schiumogena di nuova generazione, pensato per una pulizia profonda e intelligente
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Roborock ha annunciato l’arrivo in Italia di F25 Ace Pro, il suo più recente e avanzato aspirapolvere wet&dry senza fili, recentemente presentato al CES 2026. La principale innovazione introdotta da questo modello è la tecnologia JetFoaming, progettata per affrontare lo sporco ostinato domestico in un'unica passata. Il dispositivo vanta, inoltre, una potenza di aspirazione di 25.000 Pa, un serbatoio dell'acqua più grande del 35% rispetto alle generazioni precedenti, un rullo avanzato anti-groviglio con JawScrapers e una base di autopulizia e asciugatura ad alte temperature completamente automatizzata.

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TechpertuttiGuglielmo Sbano

Tecnologia schiumogena di nuova generazione: come funziona


Il Roborock F25 ACE Pro si distingue dagli altri sistemi di aspirazione wet&dry perché è dotato della tecnologia JetFoaming di Roborock – un sistema di schiuma ultra-densa che trasforma un solo ml di soluzione detergente schiumogena in 167 milioni di microbolle – progettato per aderire, sciogliere e sollevare macchie ostinate come gocce di unto di bistecca, residui di dentifricio o altri residui difficili da rimuovere. È sufficiente premere e tenere premuto il pulsante del grilletto per attivare il sistema. L'aria si miscelerà con precisione alla soluzione schiumogena e la spruzzerà attraverso l'ugello anteriore, distribuendola in pochi secondi in uno strato uniforme per sciogliere lo sporco. Roborock F25 ACE Pro è equipaggiato anche con una lama di pulizia JawScrapers. Questo strumento a "dente di squalo" consiste in raschiatori a pressione costante che catturano i capelli tempestivamente, mantenendo i rulli liberi da grovigli e residui d'acqua.
Il Roborock F25 ACE Pro è dotato della tecnologia JetFoaming proproetaria: un sistema di schiuma ultra-densa trasforma un solo ml di soluzione detergente schiumogena in 167 milioni di microbolle

Un nuovo wet&dry per la pulizia intelligente della casa


Dal punto di vista hardware, Roborock F25 ACE Pro presenta una robusta potenza di aspirazione. Con 25.000 Pa di aspirazione, 30 N di pressione verso il basso e una rotazione della spazzola di 430 RPM, esso può sollevare la polvere incrostata e affrontare sporco umido e secco con facilità. Inoltre, la modalità automatica intelligente integra il sensore smart DirTect per rilevare i livelli di sporco, regolare l'aspirazione secondo necessità e utilizzare solo la quantità d'acqua necessaria, contribuendo a ottimizzare le risorse e a ottenere la migliore pulizia possibile.
Roborock F25 ACE Pro è equipaggiato anche con una lama di pulizia JawScrapers che cattura i capelli mantenendo i rulli liberi da grovigli e residui d'acquaRoborock F25 ACE Pro è equipaggiato anche con una lama di pulizia JawScrapers che cattura i capelli mantenendo i rulli liberi da grovigli e residui d'acqua
Roborock F25 ACE Pro garantisce, inoltre, una copertura da bordo a bordo mantenendo ogni angolo immacolato, anche grazie alla sua manovrabilità agevolata, assicurata dalle sue ruote motorizzate SlideTech 2.0 a doppio motore che forniscono un movimento intelligente di spinta e trazione. Rafforzando ulteriormente la manovrabilità, il corpo di Roborock F25 ACE Pro presenta FlatReach 2.0, la funzione che permette di inclinare il dispositivo dolcemente fino a 180° totali in orizzontale, mantenendo l'aspirazione anche quando il corpo è completamente disteso. Con soli 12,5 cm di altezza, F25 ACE Pro scivola facilmente sotto i mobili come letti e divani.
Roborock F25 ACE Pro garantisce una copertura da bordo a bordo e le ruote motorizzate SlideTech 2.0 a doppio motore forniscono un movimento intelligente di spinta e trazioneRoborock F25 ACE Pro garantisce una copertura da bordo a bordo e le ruote motorizzate SlideTech 2.0 a doppio motore forniscono un movimento intelligente di spinta e trazione

Base per l’autopulizia e app Roborock


Roborock F25 ACE Pro è dotato di una base di auto-manutenzione che assicura un'autopulizia ad alta temperatura che riesce a dividere grasso e residui, inibendo i batteri e lasciando il rullo profondamente pulito e libero da odori indesiderati. Questo sistema è stato testato da TÜV SÜD per avere un tasso di rimozione batterica del 99,99%, contribuendo a un'esperienza di pulizia igienica ad ogni utilizzo. Dopo l'autopulizia, il flusso d'aria calda a 95°C raggiunge anche il nucleo della spazzola per un'asciugatura rapida e completa. La base sigillata trattiene il calore per prevenire umidità, muffa e odori – mantenendo il rullo pronto per il successivo utilizzo. Sono disponibili opzioni d’intensità inferiore di flusso d'aria e velocità della spazzola per consentire un'asciugatura delicata e silenziosa – completando un ciclo di 30 minuti a soli 48 dB.

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L'app Roborock consente di mantenere il tutto sotto controllo, anche a distanza. Con la modalità di controllo remoto è, infatti, possibile guidare l'aspirapolvere direttamente dall'app Roborock senza intervento manuale – perfetta per fuoriuscite rapide e punti difficili da raggiungere. L'app Roborock consente, inoltre, di regolare i livelli di detergente per una pulizia personalizzata e senza sprechi.


Trend wearable e stile personale: come HUAWEI FreeClip 2 segna il futuro dell’audio


Forte del successo della prima generazione, che ha raggiunto oltre 4 milioni di spedizioni globali e ha vinto il prestigioso Good Design Award 2024 , l'azienda alza ulteriormente l'asticella con le FreeClip2. Il debutto globale a Dubai e il record di pre-ordini in Cina, con oltre 80.000 unità nella prima ora, hanno creato un'enorme hype intorno a questi auricolari innovativi, destinati a rafforzare il legame tra tecnologia all'avanguardia e stile personale.
Foto dell'evento organizzato da HuaweiFoto dell'evento organizzato da Huawei

I 5 trend dei wearable da conoscere nel 2026


Per il lancio europeo, Huawei ha riunito protagonisti del mondo della moda, del design e della gioielleria. Tra gli altri, lo stilista Juan Avellaneda, Andrea Banfi, IED Ambassador e docente oltre che cofounder di Borderless Factory e il brand di gioielli itslava, che insieme alla casa francese Les Néréides ha prodotto degli speciali charm che arricchiscono l'offerta delle nuove HUAWEI FreeClip 2. L'evento è stato l'occasione per presentare i risultati di un approfondimento supportato da un social pool realizzato in collaborazione con IED - Istituto Europeo di Design, che ha definito i 5 trend che stanno plasmando il futuro dei wearable e a cui HUAWEI FreeClip 2 rispondono puntualmente.

1. Il wearable come espressione dell'identità personale


L'era dei gadget puramente funzionali è tramontata, ora si presenta un territorio nuovo, ancora inesplorato dove moda e tecnologia si fondono per rispondere ai bisogni di intimità e identità. Dell'approfondimento condotto da Andrea Banfi emerge un dato chiaro: per il 67% della Gen Z, generazione che notoriamente crea e non subisce i trend, i dispositivi wearable sono considerati veri e propri accessori di design, mentre per il 33% lo stile rappresenta il principale motore d'acquisto. Le FreeClip 2 rispondono a questa esigenza e il design C-bridge, ispirato all'alta gioielleria, ne è il cuore estetico. La gamma di colorazioni — che include nero, bianco, blu e la futura variante oro rosa — e l'introduzione di texture materiche come l'effetto denim del modello blu, sono pensate per valorizzare qualsiasi look. Infine, la tendenza all'iper-personalizzazione è soddisfatta dalla collaborazione con itslava e Les Néréides, i cui charm rendono il dispositivo un'affermazione di stile unica.

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2. Il comfort che fonda l'esperienza d'uso


La tecnologia migliore è quella che si integra così perfettamente nell'uso quotidiano da risultare quasi impercettibile. Le FreeClip 2 sono state progettate attorno a questo principio di "invisibilità tecnologica". Con un peso di appena 5,1 grammi per auricolare , esse offrono un comfort prolungato che permette di indossarle per l'intera giornata. Il design open-ear è cruciale: elimina la sensazione di pressione nel canale uditivo e si adatta a una vestibilità sicura, testata su oltre 10.000 morfologie di orecchie a livello globale , garantendo stabilità anche durante l'attività fisica. La certificazione IP57 contro polvere e acqua ne rafforza ulteriormente l'affidabilità in diversi contesti di utilizzo quotidiano .

3. La consapevolezza del contesto, non l'isolamento


L'analisi dei comportamenti rivela che il 50% dei partecipanti al social pool desidera un'esperienza audio che non li isoli dall'ambiente circostante, un bisogno particolarmente sentito nella vita urbana. Gli auricolari Huawei eccellono in questo grazie al loro design open-ear. L'innovazione chiave risiede nel bilanciare apertura e privacy: il sistema a onde sonore inverse (Direct Sound) dirige l'audio con precisione verso l'orecchio, riducendo drasticamente la dispersione sonora. Questo contribuisce a migliorare la riservatezza delle conversazioni, pur mantenendo la consapevolezza di ciò che accade intorno.

4. La performance che diventa intelligente e adattiva


Un design sofisticato richiede prestazioni tecnologiche di pari livello. Le FreeClip 2 integrano innovazioni potenti: la qualità del suono è garantita da un driver a doppia membrana che migliora in modo significativo volume e resa dei bassi. La chiarezza delle chiamate è elevata anche in ambienti molto rumorosi, grazie a un sistema a tre microfoni che, combinato ad algoritmi DNN e a un processore NPU con AI, isola la voce dal rumore di fondo. L'intelligenza del dispositivo si manifesta inoltre nella sua capacità di adattarsi al contesto, regolando automaticamente il volume in base alla rumorosità ambientale (Adaptive Volume).

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5. La tecnologia che abbatte le barriere (fluidità universale)


La vera utilità di un dispositivo si misura nella sua capacità di integrarsi senza frizioni nell'ecosistema tecnologico dell'utente. Le FreeClip 2 sono state create per essere universali; offrono piena compatibilità e doppia connessione per passare agilmente tra sistemi operativi diversi, inclusi iOS, Android e Windows. L'autonomia è un punto di forza: 9 ore di ascolto con una singola carica, dichiara Huawei, che arrivano a 38 ore totali con la custodia. La funzione di ricarica ultra-rapida fornisce 3 ore di utilizzo con soli 10 minuti di carica. Infine, la praticità è massimizzata dal riconoscimento automatico destra/sinistra, che rende gli auricolari completamente intercambiabili.
Les Néréides, la casa di alta bigiotteria parigina con la quale Huawei a siglato un accordoLes Néréides, la casa di alta bigiotteria parigina con la quale Huawei a siglato un accordo
Le FreeClip 2 rappresentano, quindi, la sintesi di un percorso che pone al centro l'ascolto delle tendenze e l'anticipazione dei desideri dei consumatori, materializzando una visione del futuro in cui tecnologia e stile sono inseparabili.

L'Audio diventa espressione: la scelta tra romanticismo e design minimale con Itslava e Les Nereides


Per trasformare HUAWEI FreeClip 2 da semplice auricolare a vero e proprio accessorio di moda, espressione dello stile di chi lo indossa, Huawei ha siglato due partnership strategiche con brand di accessori che rappresentano due universi stilistici differenti e di tendenza. Da una parte, Les Néréides, la casa di alta bigiotteria parigina che dal 1980 è sinonimo di romanticismo e femminilità.
It's lava propone un set di tre piccoli charm che arricchiscono l'estetica delle FreeClip2It's lava propone un set di tre piccoli charm che arricchiscono l'estetica delle FreeClip2
Dall'altra, it's lava, il brand spagnolo dall'anima urbana e contemporanea, che propone un'estetica totalmente unisex. La sua proposta si articola in due diversi design che trasformano l'auricolare in un accessorio moderno e gender-neutral: un set di tre piccoli charm da combinare liberamente per un look versatile, e un earcuff singolo dal design ondulato e scultoreo, ispirato alla tracolla dell'iconica borsa "Loa" del brand.


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Mijia Smart Audio Glasses: come funzionano gli occhiali smart di Xiaomi tra design e tecnologia


I Mijia Smart Audio Glasses rappresentano l’approccio di Xiaomi agli occhiali smart, combinando audio integrato, design tradizionale e funzioni pensate per l’uso quotidiano
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Xiaomi amplia il proprio ecosistema con i nuovi Mijia Smart Audio Glasses. Unendo stile e design alla tecnologia audio open‑ear, questi smart glasses integrano un sistema di altoparlanti e 4 microfoni per consentire di rimanere connessi con l’ambiente circostante, senza rinunciare a un audio nitido. La riduzione del rumore del vento fino a 4,5 m/s, li rende ideali per passeggiate in città e all’aperto, e perfetti compagni di viaggio. Inoltre, per riunioni o chiamate più discrete, i Mijia Smart Audio Glasses introducono una nuova modalità privacy, che sfrutta un algoritmo personalizzato per garantire un audio chiaro, riducendo significativamente la dispersione del suono.
I Mijia Smart Audio Glasses sono disponibili in tre modelli: Titanium, Pilot‑Style e Browline I Mijia Smart Audio Glasses sono disponibili in tre modelli: Titanium, Pilot‑Style e Browline

Cosa sono i Mijia Smart Audio Glasses


Gli Smart Audio Glasses di Xiaomi combinano praticità e resistenza con montature dal design elegante e senza tempo. È possibile sostituire le lenti di tutti i modelli con lenti graduate; i modelli Browline Titanium, in particolare, dispongono di lenti con protezione dalla luce blu fino al 25%. Il modello Pilot‑Style, invece, è dotato di lenti da sole con protezione UV400, in grado di bloccare fino al 99,99% dei raggi ultravioletti.

Sony presenta nuovi giradischi wireless per il vinile | TechperTutti
Sony amplia la gamma di giradischi wireless con nuovi modelli pensati per chi si avvicina al vinile e per gli audiofili più esigenti
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Design e comfort: un approccio minimal


Tutti i modelli presentano montature sottili e leggere, pensate per essere indossate comodamente per tutta la giornata; il modello Titanium si distingue per la sua montatura ultraleggera da soli 27,6 g.
Per chi desidera personalizzare il proprio look, i modelli Browline e Pilot‑Style sono dotati di un meccanismo di sgancio rapido che consente di modificare facilmente lo stile degli smart glasses, adattandoli a ogni occasionePer chi desidera personalizzare il proprio look, i modelli Browline e Pilot‑Style sono dotati di un meccanismo di sgancio rapido che consente di modificare facilmente lo stile degli smart glasses, adattandoli a ogni occasione
Oltre alla praticità, i Mijia Smart Audio Glasses sono progettati per offrire una resistenza duratura. La struttura è rinforzata da una cerniera in filo d’acciaio progettata per resistere fino a 15.000 movimenti e dalla certificazione IP54 per la resistenza a polvere e schizzi, assicurando una protezione affidabile in un’ampia gamma di condizioni, dall’umidità alla pioggia leggera.
La silhouette elegante e ultraleggera dei Mijia nasconde due batterie compatte da 114 mAh, realizzate su misura con cassa in acciaio non coassialeLa silhouette elegante e ultraleggera dei Mijia nasconde due batterie compatte da 114 mAh, realizzate su misura con cassa in acciaio non coassiale
Il posizionamento strategico delle batterie verso le estremità delle aste consente di mantenere un profilo sottile di soli 5 mm vicino alle montature, riducendo la pressione sulle orecchie e garantendo comfort per l’intera giornata. La ricarica rapida assicura circa 4 ore di autonomia con soli 10 minuti di ricarica (dato Xiaomi) mentre una ricarica completa dallo 0 al 100% richiede circa un’ora, offrendo fino a 13 ore di riproduzione musicale continua.



Questa nuova generazione di smart audio glasses introduce l’app Xiaomi Glasses, che abilita maggiore personalizzazione, più funzionalità e un controllo ancora più completo del dispositivo. L’audio e le principali funzioni si gestiscono tramite un pannello touch sulle aste; tramite l’app, gli utenti possono inoltre configurare i controlli gestuali in base alle proprie preferenze. Ad esempio, una pressione prolungata sull’asta può essere impostata per attivare l’assistente vocale dello smartphone, consentendo risposte rapide e a mani libere a messaggi, chiamate e molto altro.

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ASUS amplia l’offerta networking con il TUF GAMING BE9400, un router Tri-Band WiFi 7 pensato per gaming, streaming e ambienti ad alta densità di dispositivi
TechpertuttiGuglielmo Sbano


L’app include anche funzioni pensate per l’uso quotidiano, tra cui la possibilità di localizzare gli occhiali in caso di smarrimento e strumenti che permettono di registrare audio, file multimediali e dialoghi dal vivo. Durante le registrazioni, un indicatore LED si illumina automaticamente sull’asta per segnalare l’avvio della registrazione e contribuire a tutelare la privacy. Inoltre, grazie al supporto alla connettività a doppio dispositivo nell’app, è possibile passare in modo fluido dalla riproduzione audio su smartphone a quella su laptop.

A chi sono pensati gli occhiali smart di Xiaomi


Combinando design, comfort e un’esperienza audio chiara e naturale, i Mijia Smart Audio Glasses ridefiniscono il modo di ascoltare in movimento, integrandosi con stile nella quotidianità. I Mijia Smart Audio Glasses mostrano come la tecnologia indossabile possa integrarsi in modo sempre più naturale nella vita di tutti i giorni. Puntando su semplicità, audio e design tradizionale, Xiaomi propone un’interpretazione degli occhiali smart che guarda alla praticità più che all’effetto sorpresa, inserendosi in un mercato in continua evoluzione.

Prezzo e disponibilità


I Mijia Smart Audio Glasses saranno disponibili solo su mi.com al prezzo di 179,00 euro.


Sony presenta nuovi giradischi wireless: modelli per neofiti del vinile e audiofili


Sony ha annunciato due nuovi modelli di giradischi, PS-LX3BT e PS-LX5BT, progettati per rendere semplice e immediato l’ascolto del suono ricco e autentico dei dischi in vinile. Pensati sia per chi si avvicina per la prima volta al vinile sia per gli audiofili, i nuovi giradischi combinano un funzionamento semplice e intuitivo con tecnologie audio wireless avanzate e una realizzazione di alto livello.

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Sony amplia la gamma di giradischi: focus su wireless e semplicità


Entrambi i modelli offrono la riproduzione completamente automatica con un solo pulsante e la connettività Bluetooth che supporta aptX, aptX Adaptive e Hi-Res Wireless Audio, consentendo di godere un suono dettagliato anche in modalità wireless, oltre che tramite connessione cablata. Una testina di alta qualità, il controllo del guadagno su tre livelli, il piatto in alluminio e la copertura antipolvere trasparente garantiscono una riproduzione stabile e una protezione efficace. Entrambi supportano dischi a 33⅓ e 45 giri (7" e 12") e vengono forniti in confezioni realizzate con materiali riciclati, a testimonianza dell’impegno continuo di Sony verso la sostenibilità.

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Modelli pensati per neofiti e audiofili


Perfetto per i neofiti del vinile o per chi cerca una configurazione semplice e adatta allo stile di vita quotidiano, il PS-LX3BT presenta un design raffinato ed elegante, ideale per gli ambienti di tutti i giorni e in grado di integrarsi perfettamente in qualsiasi contesto.
Il modello Sony PS-LX3BT presenta un design raffinato ed elegante, ideale per gli ambienti di tutti i giorniIl modello Sony PS-LX3BT presenta un design raffinato ed elegante, ideale per gli ambienti di tutti i giorni
È possibile iniziare ad ascoltare subito grazie al cavo audio integrato e all'equalizzatore phono integrato. Offre un suono analogico caldo con una tracciatura fluida, perfetto per l’ascolto quotidiano.


Dettagli del Sony PS-LX3BT

Per chi desidera invece migliorare ulteriormente la qualità sonora, il PS-LX5BT introduce perfezionamenti di livello premium che aumentano la precisione della riproduzione audio. Ogni elemento, dal corpo rigido in un unico pezzo e dal braccio in alluminio al tappetino in gomma e alla progettazione dei circuiti, è stato attentamente studiato per ridurre le vibrazioni indesiderate e preservare la purezza del suono. Su questa base di precisione, il modello in questione è dotato di una testina di fascia alta che offre un suono ricco con un’ampia scena sonora, ideale per un ascolto attento e dedicato oltre l’uso quotidiano.
Sony PS-LX5BT introduce perfezionamenti di livello premium che aumentano la precisione della riproduzione audioSony PS-LX5BT introduce perfezionamenti di livello premium che aumentano la precisione della riproduzione audio
Il jack audio placcato in oro supporta una connessione cablata di qualità superiore, mentre il design sofisticato e minimalista si integra armoniosamente in qualsiasi ambiente, valorizzando sia il suono sia lo spazio circostante.


Dettagli del modello Sony PS-LX5BT

Disponibilità


I modelli PS-LX3BT e PS-LX5BT saranno disponibili a partire da febbraio 2026.


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Alibaba lancia Qwen3-Max-Thinking, il modello AI che sfida OpenAI e Google


Alibaba presenta Qwen3-Max-Thinking, modello AI che secondo i benchmark compete con GPT-5.2, Claude Opus 4.5 e Gemini 3 Pro.
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Alibaba ha presentato Qwen3-Max-Thinking, il suo modello di intelligenza artificiale più avanzato per il ragionamento complesso. Secondo i benchmark pubblicati dall’azienda cinese, le prestazioni sono paragonabili a quelle di GPT-5.2-Thinking di OpenAI, Claude Opus 4.5 di Anthropic e Gemini 3 Pro di Google.

La novità più interessante per l’utilizzo comune è l’uso automatico degli strumenti integrati: il modello decide da solo quando cercare informazioni sul web, accedere alla memoria delle conversazioni precedenti o eseguire codice, senza che l’utente debba attivare nulla manualmente. Questo dovrebbe ridurre le allucinazioni e fornire risposte più aggiornate e precise.

Per gli sviluppatori, le API sono compatibili sia con il formato OpenAI che con quello Anthropic, il che significa poter sostituire altri modelli senza riscrivere il codice.

Qwen3-Max-Thinking è già disponibile gratuitamente su chat.qwen.ai e tramite API. Come riporta il blog ufficiale di Qwen, i miglioramenti derivano da un’espansione dei parametri del modello e dall’uso massiccio di reinforcement learning.

Per chi preferisce alternative più attente alla privacy e basate su modelli open source europei, esiste anche Proton Lumo, l’assistente AI integrato nella suite Proton.


FONTE qwen.ai

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oggi, 31 gennaio, a roma: primo incontro di ‘sopravvivenze’, laboratorio di ricerca sulla contemporaneità

Sopravvivenze
Forme e Saperi


Laboratorio di Ricerca 2026

Seminario I, 2026
Sopravvivenze è un laboratorio di ricerca ideato e diretto da Daniele Balicco, Maurizio Balsamo, Silvano Facioni, Gaetano Lettieri, Arturo Mazzarella. Il suo scopo è quello di provare a dipanare il groviglio di impulsi psichici, di poteri e di forze creative che, nei diversi ambiti della contemporaneità, costituisce il punctum di ogni forma di vita individuale e collettiva.

I. Maurizio Balsamo
La costruzione del passato: resti, tracce, sopravvivenze
Sabato 31 gennaio 2026, ore 11

§

Come, a chi e a cosa si sopravvive? La sopravvivenza è una forma di vita o una strategia di adattamento sociale? Un modo di essere – siamo tutti in qualche modo sopravviventi – o una postura etica, un imperativo morale?
Consapevoli di vivere in un’età estrema, compito di questo laboratorio di ricerca transidisciplinare sarà quello di discutere i saperi e le forme della sopravvivenza, organizzando ogni anno un ciclo di incontri di discussione pubblica su temi e autori che possano, sebbene in modo eterogeneo, aiutarci a ricostruire una genealogia. Con un auspicio pratico: che, nel suo piccolo, questo lavoro comune ci permetta quanto meno di addestraci a non perdere quella fragilissima presenza a noi stessi senza la quale non possiamo nemmeno essere testimoni del mondo che stiamo perdendo.

Tutti gli incontri sono liberi e aperti al pubblico. Iniziano alle ore 11 e si tengono nella sede di IUNO, Centro di ricerca sull’arte contemporanea, in via Ennio Quirino Visconti 55 a Roma. Per informazioni: info@iuno.it

#ArturoMazzarella #Blanchot #CentroDiRicercaSullArteContemporanea #DanieleBalicco #Derrida #EliasCanetti #ErnestoDeMartino #GaetanoLettieri #IlariaBussoni #IUNO #JacquesDerrida #MauriceBlanchot #MaurizioBalsamo #paesaggioContemporaneo #rovine #SilvanoFacioni

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1440, un’epidemia di lebbra a Catania


Da un cultore di storia locale, Santi Maria Randazzo, riceviamo e pubblichiamo la ricostruzione di un episodio di epidemia di lebbra che colpì Catania a metà del Quattrocento. Per fronteggiare l’epidemia, oltre a misure di contenimento, il senato cittadino decise di costruire un lebbrosario che il nostro autore e altri studiosi ritengono si possa individuare in una struttura di contrada […]

Leggi il resto: argocatania.it/2026/01/31/1440…

#lebbrosario #MedioEvo #Misterbianco #SantiMariaRandazzo #storiaLocale

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Dentro il Social WARM – Parte 3: Mastodon, il social a flusso continuo

Guide a Mastodon in italiano o in altre lingue, ne hanno scritte porci e cani, ma quella che state leggendo adesso non è una guida, bensì una scuola guida
informapirata.it/2026/01/30/de…

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in reply to ulisse62

@ulisse62

state facendo un grandissimo lavoro


Grazie per l’apprezzamento

però il termine social warm non mi piace, mi fa venire in mente qualcosa da mangiare


Eh eh… Ma almeno ha un buon sapore? 🤣
Scherzi a parte, penso che dobbiamo liberarci prima possibile della parola Fediverse/Fediverso e non so quale sarà la nuova parola, ma credo che ci riusciremo

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Godot 4.6: nuovo look per l’editor e motore fisico Jolt di default


Godot 4.6 rilasciato con nuovo tema Modern per l'editor, Jolt Physics di default per il 3D e pannelli flottanti per configurazioni multi-monitor.
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Il motore di gioco open source Godot, che ha visto raddoppiare la sua base utenti dopo la controversia sui prezzi di Unity nel 2023, ha rilasciato la versione 4.6 con un focus su pulizia e qualità della vita per gli sviluppatori.

La novità più evidente è il nuovo tema grafico “Modern” per l’editor, ora attivo di default. L’interfaccia è stata ripulita, con meno elementi che si contendono l’attenzione e colori più neutri per non influenzare la percezione quando si lavora sulla grafica del gioco. Chi preferisce il vecchio look può comunque tornare al tema “Classic” dalle impostazioni.

Per i progetti 3D, Jolt Physics diventa il motore fisico predefinito. Si tratta dello stesso motore usato da giochi come Death Stranding 2 di Hideo Kojima, ora integrato direttamente in Godot dopo una fase sperimentale iniziata con la versione 4.4.

Tra le altre novità, i pannelli dell’editor possono ora essere spostati liberamente e staccati in finestre separate per chi lavora con più monitor, i riflessi su superfici lucide sono stati completamente rifatti per essere più realistici e veloci, e arriva LibGodot, che permette di integrare il motore come libreria all’interno di altre applicazioni.

Come riporta la pagina ufficiale del rilascio, l’aggiornamento include anche un nuovo sistema per la cinematica inversa nelle animazioni 3D e numerose correzioni di bug, specialmente per dispositivi Android con GPU Mali e Adreno.


FONTE godotengine.org

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AI nel banking: le 5 priorità strategiche che decideranno il futuro delle banche nel 2026


Nel 2026 l’AI sarà decisiva per il settore bancario. Ecco le cinque priorità strategiche che stanno ridefinendo modelli operativi, sicurezza e relazione con i clienti
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Il 2026 sarà un anno cruciale per il settore bancario, che vivrà una nuova fase con l'espansione dell'Ai nel proprio ambito. Agenti autonomi gestiranno vere richieste dei clienti, i dati sintetici metterannio a rischio i repository core e la fiducia diventerà una metrica di performance misurabile. La domanda non è più se l’AI trasformerà il banking, ma se le organizzazioni sono pronte ad affrontare le conseguenze di una trasformazione già in corso.

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TechpertuttiGuglielmo Sbano

AI nel banking: perché il 2026 è un anno chiave


Dall’automazione avanzata alla gestione della fiducia, dall’evoluzione del rischio alla qualità dei dati, emergono cinque priorità strategiche che separeranno gli istituti capaci di creare valore sostenibile da quelli che resteranno indietro. Di seguito 5 previsioni per il mondo del banking in ambito AI secondo SAS

1. La fiducia diventa una metrica misurabile: nel 2026 la fiducia non sarà più un principio astratto, ma un indicatore concreto di performance. Con l’aumento delle decisioni automatizzate – dal credito alla prevenzione delle frodi, fino al customer service – le banche dovranno dimostrare trasparenza, tracciabilità e verificabilità di ogni decisione presa dall’AI. L’intelligenza artificiale evolve così da “model-driven” a “proof-driven”, dove contano meno le promesse e più le evidenze.

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TechpertuttiMarisa Guida


2. L’AI agentica entra in produzione: i sistemi di AI semi-autonomi iniziano a gestire richieste reali dei clienti, orchestrare processi complessi e supportare decisioni operative su larga scala. Questo passaggio dall’innovazione pilota all’industrializzazione dell’AI aumenta l’efficienza, ma apre anche nuovi fronti di rischio: dalle dispute generate da agenti autonomi come acquisti non autorizzati o frodi che imitano i comportamenti degli agenti, fino alla necessità di autenticare non solo le persone, ma anche gli agenti digitali che agiscono per loro conto.

3. Governance dei dati e difesa dell’integrità informativa: l'uso crescente di dati sintetici e modelli generativi mette sotto pressione i tradizionali meccanismi di data governance. Nel 2026 le banche dovranno proteggere i propri dati, creando ambienti controllati per i dati critici, evitando contaminazioni che possono introdurre bias invisibili ma sistemici nei processi di rischio, credito e compliance. La qualità del dato diventa un asset strategico tanto quanto la tecnologia che lo utilizza.

4. Nuova frontiera del rischio: frodi, mercati e clima: il rischio si evolve su più dimensioni. Le frodi diventano più sofisticate e scalabili grazie all’AI, incluse truffe emotive e schemi automatizzati. Allo stesso tempo, i mercati finanziari richiedono modelli di rischio più dinamici, capaci di individuare bolle e anomalie in tempo reale. In parallelo, l’ottimizzazione del credito si evolve: l’AI permette valutazioni più granulari, personalizzate e sensibili al contesto, ma introduce anche nuovi rischi di bias e instabilità. Le banche dovranno integrare queste dimensioni in un framework di rischio unificato, più rapido e più intelligente.

Comunicazione e intelligenza artificiale: come si parla agli algoritmi | TechPerTutti
Dalla scrittura per i motori di ricerca ai modelli generativi: comunicare con l’intelligenza artificiale significa adattare linguaggio, struttura e contesto a nuovi interlocutori digitali
TechpertuttiGuglielmo Sbano


5. Dall’efficienza operativa a nuovi modelli di valore: nel 2026 l’AI non è solo uno strumento di riduzione dei costi, ma un motore di nuovi ricavi e servizi. Le banche iniziano a valorizzare dati e insight per sviluppare modelli di commerce media, migliorare l’efficienza dei mercati obbligazionari, sperimentare pagamenti più rapidi tramite stablecoin regolamentate e prepararsi all’impatto futuro del quantum computing. Chi riuscirà a coniugare innovazione, governance e scalabilità potrà costruire un vantaggio competitivo duraturo.

Conclusioni: il nuovo equilibrio tra tecnologia e fiducia


Nel 2026 l’intelligenza artificiale non sarà più un vantaggio competitivo accessorio, ma un elemento strutturale del banking. Le banche che sapranno integrare l’AI in modo responsabile, sicuro e trasparente saranno quelle capaci di rafforzare la fiducia dei clienti e affrontare un mercato sempre più complesso e regolamentato. Il futuro del settore si giocherà sulla capacità di coniugare innovazione tecnologica e governance.


HUAWEI FreeClip 2: comfort quotidiano, design C-Bridge e ascolto open-ear adattivo


Huawei ha annunciato il lancio del suo nuovo prodotto audio TWS, completamente senza fili. Si tratta dei FreeClip 2 che ereditano l'innovativa architettura C-bridge della generazione precedente, caratterizzata dalla fusione tra estetica e tecnologia in un design iconico. Il nuovo modello è una versione più leggera degli auricolari open-ear, con una vestibilità migliorata per poterli indossare in sicurezza anche tutto il giorno, quasi senza accorgersene. Gli auricolari, inoltre, integrano anche un potente driver a doppia membrana, per rendere l'ascolto più smart, immersivo e confortevole che mai.

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Auricolari pensati per essere indossati tutto il giorno


HUAWEI FreeClip 2 sono tanto comode da indossare quanto belle da vedere, grazie al design leggero C-bridge migliorato, al Comfort Bean e all'Acoustic Ball. Leggeri come una piuma: con appena 5,1 g, ogni auricolare offre un comfort tale da dimenticarsi di averli indosso. Il design leggero C-bridge è realizzato in silicone liquido, delicato sulla pelle, e una lega in grado di memorizzare la forma ed assicurare una vestibilità confortevole e leggera.
Huawei FreeClip 2 WhiteHuawei FreeClip 2 White
Con una regolazione micrometrica basata su oltre 10.000 campioni di orecchio umano a livello globale, il Comfort Bean è più leggero e piccolo rispetto ai modelli precedenti, e si adatta perfettamente all'orecchio senza cadere. Anche l'Acoustic Ball è stato potenziato per offrire un suono potente da una forma compatta. Le FreeClip 2, dunque, aprono nuove strade nel design e nello stile, fungendo sia da dispositivo di ascolto sia da accessorio di moda. I nuovi auricolari sono disponibili in una gamma di colorazioni eleganti - blu, bianco, oro rosa e nero - ognuna pensata per offrire uno stile unico. Le edizioni blu e bianca presentano una superficie con una trama fine effetto denim per evocare un senso di libertà e comfort.
Huawei FreeClip2 nella colorazione Rose GoldHuawei FreeClip2 nella colorazione Rose Gold

Ascolto open-ear adattivo: più consapevolezza, meno isolamento


Le FreeClip 2 sono potenziate da un processore NPU con AI che offre una grande potenza di calcolo. Questo supporta funzionalità di livello superiore come la consapevolezza in tempo reale, il volume adattivo e il miglioramento vocale adattivo, che garantiscono un ascolto chiaro sia in una stanza silenziosa sia in un ambiente affollato. Nonostante le dimensioni ridotte, questi auricolari offrono prestazioni audio elevate con bassi profondi e acuti cristallini. Essi utilizzano un sistema di cancellazione del rumore in chiamata a tre microfoni e algoritmi DNN multi-canale per garantire che le chiamate rimangano nitide per entrambi gli interlocutori. Il processore NPU con AI migliora la cancellazione del rumore filtrando i suoni di sottofondo e potenziando la voce di chi parla, per mantenere le chiamate chiare anche in ambienti rumorosi come i vagoni della metropolitana. Il sistema a onde sonore inverse riduce al minimo la dispersione del suono, per garantire che le conversazioni rimangano private. Gli auricolari sono intercambiabili, con canali audio autoadattativi sinistra-destra: è possibile indossare indifferentemente ciascun auricolare su entrambe le orecchie. Sono inoltre resistenti alla polvere e all'acqua con certificazione IP57, dimostrandosi più che adatti a gestire il sudore, la pioggia e altre condizioni della vita quotidiana schizzi che si possono incontrare nella vita di tutti i giorni. E con 38 ore di autonomia, dichiarati da Huawei, con la custodia di ricarica e 9 ore con una singola carica completa, le FreeClip 2 hanno la resistenza necessaria per affrontare lunghi viaggi, riunioni ed eventi.
Le FreeClip2 nella custodia che assolve anche a base di ricaricaLe FreeClip2 nella custodia che assolve anche a base di ricarica

Disponibilità e Prezzi


Le FreeClip 2 sono già disponibili su Huawei Store e presso i principali negozi di elettronica di consumo, nelle colorazioni bianca, blu, rosa gold e nera, al prezzo di 199,00 euro. In occasione del lancio, utilizzando il coupon AMKTPRCLIP2, è previsto uno sconto di 20,00 euro. Inoltre, per le offerte esclusive su Huawei Store, sarà incluso in omaggio un set di accessori firmati dal brand di design It’s Lava. I regali sono disponibili in quantità limitata, fino a esaurimento scorte.

50% di sconto su auricolare perso o danneggiato


Inoltre, incluso nel prezzo d’acquisto, i Clienti potranno usufruire del servizio HUAWEI Loss Care che consente di acquistare entro 12 mesi un singolo auricolare a metà del costo di vendita ufficiale, in caso di smarrimento o danneggiamento.


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La X brigata partigiana rimane a Cespedosio fino alla metà di luglio circa


Una vista dal rifugio Cespedosio. Fonte: Visit Bergamo

Dal canto suo anche il comando della 40^ brigata Garibaldi “Matteotti” operante in Valsassina e Valtellina tenta di ristabilire i contatti. Ma l’impresa fallisce. In data 25 luglio 1944, Al, comandante del fronte sud della 40^, deve dichiarare che, malgrado gli sforzi: “con il distaccamento di Val Taleggio non è stato possibile il contatto. Pare che questo sia inquadrato nella brigata bergamasca. Ad ogni modo cercheremo i comandanti, ora irreperibili, definendo la loro posizione.” (8) Sembra strano che il comando partigiano della Valsassina non riesca a rintracciare Gastone [Gastone Nulli] e i suoi; tanto più che i partigiani della Valsassina, avendo avuto modo di aiutare gli uomini della X quando questi si trovavano alla capanna Castelli, potevano conoscerne il nuovo rifugio. Ma le difficoltà del momento spiegano molte cose e tra le altre anche questo inconveniente. Non si può comunque evitare di riflettere sulle voci raccolte da Al a proposito dell’inquadramento della formazione taleggina nella brigata bergamasca. Il PCI bergamasco e la 40^ Matteotti sono dunque le organizzazioni che cercano di allacciare rapporti col gruppo di Gastone. E si può notare un certo qual legame tra le due iniziative nell’unica matrice politica da cui entrambi dipendono, ma il legame appare abbastanza tenue: sono solo voci quelle che Al raccoglie a proposito dell’inquadramento della X tra le formazioni di un partito che allora spendeva molte delle proprie energie per costituire un’efficiente brigata garibaldina in terra orobica. I collegamenti clandestini sono lacunosi anche all’interno delle forze garibaldine e non c’è quindi da stupirsi che le informazioni pervenute ad Al diano per certo ciò che invece è per ora solo una speranza. La documentazione tace completamente sugli esiti della menzionata missione di Alberto a S. Pellegrino, invece, per quel che concerne la presa di contatto del PCI di Bergamo con Gastone, ci fornisce qualche utile, anche se debole, spunto. Si può così affermare che, di fronte alla richiesta di instaurare rapporti organici con i comunisti bergamaschi, Gastone oppone un sostanziale rifiuto, motivandolo con l’esistenza di precedenti collegamenti con organizzazioni milanesi del PCI: “Fidandomi delle assicurazioni di Dario (9), rifiutai di aderire a formazioni dipendenti dagli organi di Bergamo” (10) osserva Gastone e precisa di aver mantenuto tale orientamento fino alla cattura di Dario(ottobre 1944?). Come è noto, Dario riscuote la fiducia di talune organizzazioni comuniste milanesi e torna quindi comodo a Gastone scaricare su di lui le responsabilità della mancata collaborazione con il PCI di Bergamo; ma proprio qui sta la debolezza della sua asserzione, infatti, come si potrà constatare, non esisteva alcun antagonismo tra comunisti milanesi e bergamaschi in relazione ai gruppi della Val Taleggio. Semmai esisteva in quel momento una sfasatura di ordine informativo che presto verrà colmata. D’altra parte non è possibile sostenere che Gastone rifiuti categoricamente ogni rapporto con Bergamo. Al contrario, per quanto concerne le Fiamme Verdi, ne promuove la ricerca e dal PCI provinciale accetta senza esitazioni gli aiuti almeno fino a quando non furono ristabiliti i precedenti contatti con Milano.
Così delineata, la questione presenta una sua logica (11) che diventa particolarmente evidente se si ricorda l’insistenza di Gastone nel proclamare la volontà di mantenere alla formazione un “pieno carattere apolitico” ed a se stesso l’indipendenza dal “PCI come partito”. Egli infatti dispone di una formazione i cui uomini tendenzialmente fanno capo a due organismi molto diversi tra loro (le Fiamme Verdi ed il PCI milanese), senza contare quelli che si considerano completamente autonomi. Il problema di tenerli uniti può dunque dipendere dalla capacità del comandante di evitare influenze troppo dirette e condizionamenti che spostino l’asse d’equilibrio a favore degli uni o degli altri. Così egli lascia cadere i contatti con il PCI di Bergamo e molto probabilmente anche quelli con le Fiamme Verdi (12); insiste sulla propria autonomia e non rinuncia a soddisfare le richieste di uomini (come Dario) che gli erano stati vicini fin dalla fine di maggio, perché in ogni caso i legami che essi ristabiliscono pongono in essere un collegamento con comandi superiori che sono lontani e solo difficilmente potranno, influire in modo decisivo sull’andamento del gruppo. La linea di condotta di Gastone dunque si può efficacemente sintetizzare fin da ora in questi termini: unità nell’autonomia, due fattori destinati a pesare costantemente ma in modo diverso in tutta l’attività dei gruppi partigiani taleggini.
La X rimane a Cespedosio [n.d.r.: frazione del comune di Camerata Cornello (BG] fino alla metà di luglio circa. Sono giorni duri, mitigati solo dal clima estivo. Gli uomini dormono all’addiaccio, si accontentano di mangiare polenta e formaggio; criticano il loro comandante perché non condivide la loro vita (13), ma tutti quasi indistintamente ne subiscono l’ascendente. Verificano lo sforzo del comando di riorganizzare le formazioni, (14) ma soprattutto registrano la solidarietà della popolazione che spontaneamente contribuisce come può al loro vettovagliamento. Superate le più gravi difficoltà, ristrutturata la formazione, Gastone trasferisce gli uomini alla Castelli anche se i problemi alimentari non sono risolti, anche se il mancato chiarimento con gli organi di Bergamo provocherà un rinvio nel tempo dell’inquadramento della X nelle formazioni garibaldine o comunque nel movimento partigiano organizzato. Nella seconda metà di luglio il gruppo ritorna alla capanna Castelli. Gli uomini sono poco più di una cinquantina (15). Le armi sono sufficienti ma scarseggiano le munizioni. Un rapporto fascista, sempre riferito a fine luglio, inizio agosto, li segnala a “Cima di Piazzo-Pizzo Racimonti (leggi passo Baciamorti)- Venturosa-Taleggio-Pizzino e Vedeseta”. (16) Dalla base alla Castelli infatti venivano effettuati spostamenti nella zona per provvedere alle necessità della formazione e, a quanto
pare, alcuni partigiani con il comandante si erano stabiliti nelle frazioni del comune di Taleggio allora prive del benché minimo presidio fascista. Fino agli ultimi giorni di luglio a all’inizio di agosto comunque non è pensabile che la formazione si sia abbassata verso i paesi della Val Taleggio.

[NOTE](8) MCL – 40^ brigata Matteotti, com; fronte sud, 25/7/44
(9) Purtroppo di Dario si sa ben poco e non è quindi possibile determinare la qualità della sua influenza su Gastone. Gastone sostiene che gli fu presentato a Milano come “membro di un comitato” dalla signorina Lella Pizzo d’Ambrosio il 23/5/44, cioè poco prima che entrambi prendessero la via della montagna. Romolo (non meglio identificato) funge da collegamento tra il gruppo milanese e Dario. Anch’egli era in contatto con la d’Ambrosio, anzi entrambi abitavano a Milano in via Lambrate 13 e insieme furono arrestati nel febbraio ’45 dai tedeschi; dopo di allora non si sa più nulla di Romolo, mentre della d’Ambrosio Gastone parla come d una delatrice che per salvare la pelle si era rassegnata a far da amante agli ufficiali tedeschi. Quanto a Dario, le sue tracce si perdono dopo il settembre del 1944, mese in cui svolse funzioni di commissario nella 86^. In quel periodo si registrò una notevole tensione tra lui e Gastone
(10) CPV – C 51
11) Ci sono stati vari tentativi di spiegare la logica che guida l’operato di Gastone fin da questa fase e nella maggior parte dei casi essi adombrano il sospetto del tradimento. Più esplicita delle altre è l’ipotesi di P. Pallini (Penna Nera) che considera l’azione di Gastone in Val Taleggio alla stregua di quella di un agente provocatore assoldato ai fascisti e perciò rifiuta di credere all’autenticità dei suoi contatti con organizzazioni milanesi. Secondo il Pallini, Gastone avrebbe vantato rapporti con un misterioso”comitato Tito” risultato poi sconosciuto alle indagini del comando delle Fiamme Verdi; ma non si può dimenticare che, malgrado le riserve, fu proprio il comando delle FFVV ad autorizzare Pallini ad intavolare buone relazioni con Gastone. Questa ipotesi a nostro avviso non è attendibile: l) perché chi teneva i contatti con Milano non era Gastone, ma Dario 2) perché a partire da agosto la formazione sarà visitata ripetutamente da scrupolosi ispettori del PCI che non misero mai in discussione né l’esistenza né l’autenticità dei collegamenti con Milano 3) Perché si può affermare che la stessa denominazione del gruppo rimanda a una formazione milanese: La X brigata, (una di cui si sa pochissimo e su cui non esiste alcuno studio).
(12) Questa affermazione si fonda sulla assoluta carenza di documenti per il periodo in questione; l’unico elemento concreto è la citata missione di Alberto a S. Pellegrino per ricollegarsi al col. Richetti; sondaggi precisi al riguardo hanno consentito di chiarire che la cosa non ebbe seguito, ma si tratta di testimonianze orali e comunque non è escluso che si potessero riallacciare rapporti per altra via
(13) Egli vive in camere d’affitto o in albergo con la madre ed effettua spese considerate futili incidendo così pesantemente sul già, tanto magro bilancio del gruppo.
(14) Nel periodo di Cespedosio e comunque in luglio sono vari i tentativi di riorganizzare la formazione anche sotto il profilo finanziario e alimentare. La gente della zona collabora come può facendo in modo che i partigiani trovino al loro giungere a Cespedosio sacchi di farina (la famiglia Redondi e Benetto di S. Giovanni Bianco si segnalano in questi aiuti spontanei), ma lo stato di abbandono in cui si trovano gli uomini e l’incertezza dei contatti col centro inducono il comando a cercare di risolvere questo problema di propria iniziativa. Si tenta così di riattivare il canale finanziario di G. Cima, che però risponderà positivamente solo dopo l’adesione di Gastone alla II divisione; anche qualche altro borghese benestante viene interpellato allo scopo e la X ne ottiene una certa collaborazione (si leggano i nomi dei contattati: A. Pesenti, G. Milesi, M. Gianati di Piazza B., A. Mismetti e si ricordino le succulente riscossioni effettuate alla banca di Olmo al Brembo). Questa linea diverge da quella comuniste che temeva un eventuale condizionamento delle formazioni da parte dei benestanti. La X però si muove con noncuranza su questa strada, forse anche per rafforzare in questo modo la propria autonomia dai centri politici clandestini.
(15) Secondo alcune fonti tra la fine di giugno e la metà di luglio il numero è cresciuto a 90 unità, ma la cifra è esagerata. Gli informatori fascisti danno una cifra più attendibile (e si tenga conto che il loro rapporto si riferisce alla metà di luglio-inizio agosto): 50/60 uomini. In effetti ai 30/35 sfuggiti al rastrellamento di fine giugno, vanno aggiunti i circa 15 del gruppo Paganoni, alcuni sbandati nascosti nelle baite della zona (sia presso Camerata Cornello che in Val Taleggio). Al totale va però tolto il gruppetto del Canadese che si allontana all’inizio di luglio.
(16) ISML – Bg. 5 L 1/2269
Maria Grazia Calderoli, Aspetti politici e militari della Resistenza taleggina. Luglio 1944-aprile 1945, Tesi di laurea, Università degli Studi di Milano, Anno accademico 1975-1976, qui ripresa da Associazione Culturale Banlieu

#1944 #agosto #Bergamo #brigata #CamerataCornelloBG #Cespedosio #comunista #fascisti #FiammeVerdi #GastoneNulli #guerra #Lombardia #luglio #MariaGraziaCalderoli #Matteotti #partigiani #partito #provincia #Resistenza #SanPellegrinoTermeBG #Taleggio #tedeschi #Val #Valsassina #Valtellina #X

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suggerimento per la lettura di un articolo


suggerisco di leggere questo bronzetto reazionario attivando alla fine di ogni frase una manciata di secondi di risate preregistrate.

ci ho provato e vi assicuro che funziona. metodo infallibile.

#bronzetto #bronzettoReazionario #kritik #link #risate

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Cos’è DietPi e cosa c’è di nuovo nella versione 10


DietPi 10 rilasciato per Raspberry Pi e mini computer simili: cos'è questa distribuzione Linux leggera e le novità dell'ultimo aggiornamento.
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Chi possiede un Raspberry Pi o un mini-computer simile e vuole trasformarlo in qualcosa di utile, tipo un piccolo server casalingo, un media center o un sistema per la domotica, prima o poi si imbatte in DietPi. Si tratta di una distribuzione Linux basata su Debian, pensata per essere il più leggera possibile e ottimizzata per girare su hardware a basso consumo. A differenza di Raspberry Pi OS, che è più generalista, DietPi punta tutto sull’efficienza e su un sistema di installazione software semplificato: scegli cosa ti serve da un menu, lui installa e configura tutto.

La particolarità è proprio questa: un catalogo di software già pronti da installare con pochi clic, dai server multimediali come Plex e Jellyfin fino a strumenti per il backup, la sincronizzazione file o il monitoraggio di rete. Il tutto su un sistema che occupa pochissime risorse.

Le novità della versione 10


Con il rilascio del 25 gennaio arriva DietPi 10, che si basa ora su Debian 12 Bookworm. Questo significa che alcune schede più datate, come le Sparky SBC e alcune NanoPi, non sono più supportate perché i loro kernel sono troppo vecchi.

Lato software arrivano due novità interessanti. La prima è Uptime Kuma, uno strumento di monitoraggio che permette di controllare se i propri servizi sono online e ricevere notifiche in caso di problemi. La seconda è ownCloud Infinite Scale, la versione moderna della piattaforma di sincronizzazione file ownCloud, che va a sostituire la vecchia versione “classic” ormai non più aggiornata.

Piccola comodità per chi usa Raspberry Pi: DietPi ora compare direttamente nelle opzioni di Raspberry Pi Imager, senza dover scaricare l’immagine manualmente. Come riporta la documentazione ufficiale, sono stati corretti anche diversi bug relativi al WiFi su alcune schede Orange Pi e Radxa.


FONTE dietpi.com

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Basta suicidi in carcere, basta morti di stato. Subito amnistia ed indulto


Comunicato GD. Fermare la strage nelle carceri è priorità per un paese che vuole chiamarsi civile.
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Le politiche detentive di questo governo producono morte. Al Due Palazzi, a Padova, due detenuti suicidi in 36 ore. Il quinto suicidio in carcere dell’anno appena iniziato
Lascia davvero senza fiato la notizia che ieri sera, in una cella nell’istituto detentivo padovano si è suicidato un altro detenuto, dopo che solo due giorni fa si era tolto la vita Pietro Marinaro, 74 anni, uno dei venticinque reclusi destinati a improvviso trasferimento su disposizione del DAP, per “fare spazio” in un carcere sovraffollato ormai al 155%, con altrettanto improvvisa interruzione dei percorsi di socialità in atto.
È ora di mettere fine alla strage dei detenuti. È ora di smetterla di produrre galera e repressione, unica risposta che il governo in carica pare saper dare a ogni problematica sociale.
Chiediamo perciò:

  • che vengano bloccati tutti i trasferimenti disposti nei confronti di detenuti aderenti a percorsi culturali, sociali, di riabilitazione negli istituti penitenziari e che vengano valutate tutte le possibili alternative che consentano la prosecuzione dei percorsi in essere;
  • che vengano invece potenziati i percorsi in atto con la collaborazione dei volontari e delle associazioni che si occupano della materia;
  • che vengano utilizzate immediatamente tutte le possibilità di scarcerazione e di misure alternative, potenziando le risorse a disposizione per la velocizzazione delle procedure in materia di esecuzione pena,
    e soprattutto che si volti definitivamente pagina, ricorrendo alla detenzione davvero come extrema ratio per tutte e tutti, depenalizzando e riducendo le pene draconiane che imperversano ormai nel nostro sistema penale, e che si adottino al più presto misure deflattive del sovraffollamento carcerario, con provvedimenti di amnistia e indulto da emanarsi quanto prima.
    Ogni morte in carcere è responsabilità e colpa dello Stato, un fatto intollerabile per un ordinamento democratico e civile

30 gennaio 2026

Associazione Nazionale Giuristi Democratici

Questa voce è stata modificata (1 mese fa)
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Ollama launch: assistenti di codice senza configurazioni


Ollama introduce "launch", un comando per avviare Claude Code, OpenCode e Codex con modelli locali o cloud senza configurazioni manuali.
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Ollama ha introdotto un nuovo comando che semplifica parecchio la vita a chi vuole usare assistenti di codice come Claude Code, OpenCode o Codex con modelli locali o in cloud. Si chiama ollama launch e fa tutto da solo: niente variabili d’ambiente da configurare, niente file di configurazione da editare.

Basta scrivere ollama launch claude nel terminale e il sistema guida l’utente nella scelta del modello, poi avvia tutto. Funziona sia con modelli da eseguire in locale (serve una scheda grafica potente) sia con quelli cloud di Ollama, utili per chi non ha hardware adeguato.

Tra i modelli consigliati per la programmazione ci sono glm-4.7-flash e qwen3-coder in locale, oppure le versioni cloud come qwen3-coder:480b. Per prestazioni ottimali Ollama suggerisce un contesto di almeno 64.000 token.

Altra novità: le sessioni di coding ora possono durare fino a cinque ore, anche nel piano gratuito del servizio cloud. Per provarlo serve Ollama 0.15 o superiore, scaricabile dal sito ufficiale.


FONTE ollama.com

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Pangolin 1.15: arrivano le app per iOS e Android


Pangolin 1.15 introduce app native per iOS e Android, controllo dei dispositivi con fingerprinting e approvazione obbligatoria per i nuovi hardware.
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Pangolin festeggia un anno dal primo rilascio pubblico con la versione 1.15, che porta finalmente il supporto mobile completo. Per chi non lo conoscesse, si tratta di una piattaforma open source e self-hosted che permette di accedere in modo sicuro a risorse private, un po’ come fanno Cloudflare Tunnels o Ngrok, ma con il vantaggio di tenere tutto sotto il proprio controllo.

Il progetto ha avuto una crescita notevole: in appena dodici mesi ha superato le 18.000 stelle su GitHub.

Le novità principali


La grande novità di questa versione sono le app native per iOS, iPadOS e Android, disponibili su App Store e Google Play. Chi già usava Pangolin da desktop può ora accedere alle stesse risorse private anche da smartphone e tablet, mantenendo lo stesso modello di sicurezza.

Come riporta Linuxiac, la 1.15 introduce anche controlli più stringenti sui dispositivi. Il sistema ora può identificare ogni device tramite attributi come numero di serie, versione del sistema operativo e nome host, assegnandogli un’identità persistente.

Approvazione obbligatoria per i nuovi dispositivi


Gli amministratori possono attivare un sistema di approvazione che blocca di default qualsiasi nuovo dispositivo, anche se l’utente è già autenticato. Solo dopo l’ok esplicito di un admin il device può accedere alle risorse protette. Se un dispositivo viene smarrito o compromesso, è possibile bloccarlo immediatamente dalla dashboard, tagliando fuori l’accesso all’istante.

Ultimo dettaglio interessante: i dispositivi non si possono cancellare del tutto, ma solo archiviare. Questo garantisce una traccia permanente di tutti i device che hanno avuto accesso al sistema, utile per eventuali verifiche future.

Chi gestisce la propria infrastruttura e cerca un modo per esporla in sicurezza senza aprire porte sul router, Pangolin merita un’occhiata. Trovate tutto sulla documentazione ufficiale e il codice su GitHub.


FONTE pangolin.net

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Bitwarden raddoppia i prezzi: ecco cosa cambia


Bitwarden aumenta i prezzi: il piano Premium passa da 10 a 19,80 dollari all'anno. Ecco le nuove funzionalità e cosa cambia per gli abbonati.
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Bitwarden ha annunciato un aggiornamento importante per i piani Premium e Families, con nuove funzionalità di sicurezza e un aumento di prezzo piuttosto significativo. Il piano Premium passa da 10 a 19,80 dollari all’anno, mentre il Families sale da 40 a 47,88 dollari.

Per chi non lo conoscesse, Bitwarden è uno dei gestori di password open source più popolari, apprezzato proprio per il rapporto qualità-prezzo imbattibile. Con questo aggiornamento, il divario con la concorrenza si riduce parecchio.

Le nuove funzionalità


Come riporta l’annuncio ufficiale, i piani a pagamento ora includono gli avvisi sullo stato di salute della cassaforte, che segnalano password deboli, riutilizzate o finite in qualche violazione di dati. A questo si aggiunge un sistema di coaching che guida l’utente nella sostituzione delle credenziali a rischio.

Lo spazio per gli allegati passa a 5 GB (cinque volte più di prima) e raddoppiano le chiavi di sicurezza utilizzabili per l’autenticazione a due fattori, che ora arrivano a dieci tra chiavi hardware, biometria e passkey.

In arrivo anche un blocco anti-phishing che dovrebbe identificare i siti malevoli prima che possano rubare le credenziali, anche se per questa funzione bisognerà aspettare ancora un po’.

Il piano gratuito resta invariato


Una buona notizia: il piano gratuito non cambia. Continuerà a offrire la gestione illimitata di password e passkey su tutti i dispositivi, più la possibilità di condividere credenziali con un’altra persona tramite le organizzazioni gratuite.

Per chi è già abbonato, Bitwarden invierà una notifica 15 giorni prima del rinnovo. I vecchi abbonati Premium e alcuni utenti del piano Families 2019 riceveranno uno sconto fedeltà del 25% sul primo rinnovo.

Se l’aumento di prezzo vi fa storcere il naso, potrebbe essere il momento giusto per valutare alternative come Proton Pass, che offre funzionalità simili, oppure gestori self-hosted come Vaultwarden per chi preferisce tenere tutto sui propri server.


FONTE bitwarden.com

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Milano Cortina 2026: i migliori sentieri AllTrails per scoprire i paesaggi delle Olimpiadi Invernali


In vista di Milano Cortina 2026, AllTrails suggerisce una selezione di sentieri per esplorare i paesaggi che ospiteranno le Olimpiadi Invernali, tra natura, sport e turismo outdoor
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Si avvicina uno degli eventi sportivi più attesi a livello globale e cresce l’attenzione verso i territori che ne saranno protagonisti, pronti ad accogliere atleti, visitatori e appassionati da tutto il mondo. I giochi olimpici diventano così un’occasione per scoprire luoghi che raccontano una storia che va oltre le competizioni, fatta di paesaggi iconici, identità locali e cultura da vivere tutto l’anno.

I territori di Milano Cortina 2026: natura e sport


AllTrails, piattaforma di riferimento per l’escursionismo outdoor, accompagna viaggiatori e amanti della natura alla scoperta delle destinazioni olimpiche, grazie a una selezione di percorsi mappati, recensiti e condivisi dalla sua community. Un invito a vivere lo spirito olimpico passo dopo passo, esplorando sentieri ricchi di fascino, che attraversano le tre regioni protagoniste delle gare.

LEGO lifestyle: perché i mattoncini conquistano adulti e giovani
LEGO supera il concetto di gioco tradizionale e diventa lifestyle: numeri, abitudini e trend spiegano il successo dei mattoncini oggi
TechpertuttiGuglielmo Sbano

I sentieri AllTrails per esplorare le sedi olimpiche

Lombardia


In Lombardia, le gare olimpiche si articolano tra Milano e le località di montagna di Bormio e Livigno, delineando un territorio che mette in dialogo l’energia della città con la solida tradizione sportiva dell’Alta Valtellina.
Bormio - San GalloBormio - San Gallo

Un percorso andata e ritorno di circa 8 km nei dintorni di Bormio, immerso nel paesaggio alpino dell’Alta Valtellina. Di difficoltà moderata, è adatto a trekking, corsa e mountain bike e permette di alternare tratti più frequentati a momenti di maggiore tranquillità, soprattutto nelle ore meno affollate; il periodo ideale per percorrerlo va da luglio a settembre.
Passo Eira - Crap de la ParePasso Eira - Crap de la Pare

Una piacevole passeggiata di andata e ritorno con partenza dal Passo Eira, che segue il sentiero fino a raggiungere Crap de la Pare, a quota 2.990 metri. L’arrivo regala una vista aperta sul Lago di Livigno e sull’abitato sottostante, con ampi scorci sul paesaggio di alta montagna circostante.

Trentino-Alto Adige


Incorniciato dalle Dolomiti, il Trentino-Alto Adige è un territorio in cui sport invernali, natura incontaminata e tradizioni locali convivono da sempre.
Giro del Lago di AnterselvaGiro del Lago di Anterselva

Un facile percorso circolare di circa 4 km che si sviluppa lungo le sponde del Lago di Anterselva, immerso in un contesto naturale di grande fascino. Pianeggiante e ben segnalato, il sentiero è adatto a tutti e ideale per una passeggiata rilassante alla scoperta del paesaggio alpino in tutte le stagioni.

Una piacevole escursione circolare adatta a tutti, che si snoda tra boschi e prati seguendo il corso del Torrente Travignolo nella pittoresca Val di Fiemme. Il percorso parte da Predazzo, attraversa il Parco del Baldiss e offre aree picnic immerse nella natura, perfetto per una passeggiata, una breve biciclettata o un momento di relax all’aria aperta.

Veneto


In Veneto, le gare olimpiche si svolgono tra le vette delle Dolomiti Patrimonio UNESCO di Cortina d’Ampezzo e il patrimonio storico di Verona, delineando un territorio in cui sport, cultura e paesaggio convivono tutto l’anno.
Cascate di Fanes - Pian di LoaCascate di Fanes - Pian di Loa

Un suggestivo itinerario immerso nel cuore delle Dolomiti che conduce alle Cascate di Fanes, tra boschi e scorci di grande fascino. Il percorso attraversa l’area di Pian di Loa e offre un’esperienza a contatto diretto con la natura, ideale per chi desidera esplorare uno dei paesaggi più iconici della zona di Cortina d’Ampezzo.
Cinque Torri via Baita Bai de DonesCinque Torri via Baita Bai de Dones

Un suggestivo itinerario nel cuore delle Dolomiti che conduce dalle Baita Bai de Dones alle spettacolari Cinque Torri, tra boschi di conifere e ampi panorami montani. Il percorso si sviluppa ai piedi di alcune delle formazioni rocciose più iconiche delle Dolomiti ampezzane e offre un’esperienza immersiva nella natura e nella storia, ideale per chi desidera scoprire uno dei luoghi simbolo dell’area di Cortina d’Ampezzo.

Nuovo Apple AirTag: connettività migliorata e tracciamento più preciso
Il nuovo AirTag di Apple offre una connettività più estesa e un tracciamento più preciso, rendendo ancora più semplice ritrovare oggetti smarriti.
TechpertuttiGuglielmo Sbano


In avvicinamento a Milano Cortina 2026, l’interesse per i territori che ospiteranno le Olimpiadi Invernali cresce anche oltre l’ambito sportivo. I sentieri suggeriti da AllTrails offrono un punto di vista privilegiato per conoscere questi luoghi in modo consapevole, valorizzando il legame tra grandi eventi, natura e turismo outdoor. Un’opportunità per scoprire paesaggi destinati a diventare protagonisti della scena internazionale nei prossimi anni.


LEGO diventa lifestyle: i numeri che spiegano il boom dei mattoncini


Gli “scaffali” dei giochi, anche quelli virtuali, non sono più un affare solo per bambini in previsione del Natale. I giochi, oggi, appartengono ad un universo che unisce intrattenimento, design, collezionismo e nostalgia, capace di parlare a pubblici diversi e di accompagnare i consumatori durante tutto l’anno. Un mercato dinamico, in continua trasformazione, in cui alcune categorie riescono più di altre a intercettare nuove passioni e a emergere come trend rilevanti. Tra queste, LEGO si conferma uno dei brand più seguiti, in termini di interesse online. In occasione del LEGO Day, che si celebra domani, idealo ha analizzato l’interesse dedicato ai giocattoli e ai prodotti LEGO nei principali mercati europei. I dati raccontano una realtà chiara: quando cresce l’interesse per LEGO, cresce anche l’attenzione complessiva verso il comparto dei giochi.

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TechpertuttiGuglielmo Sbano

In Italia: LEGO è il gioco più cercato su idealo


Nel 2025 la centralità di LEGO è stata evidente soprattutto in Italia. Il brand ha registrato il 21% dell’interesse online complessivo nel settore giocattoli su idealo.it, posizionandosi al primo posto assoluto tra tutte le categorie analizzate. Un valore che supera di circa tre volte quello della seconda categoria più cercata, le carte da gioco (7%), e che distanzia nettamente action figure (5%), bambole, Funko, Barbie e macchinine, tutti rispettivamente al 3%. LEGO non è solo una scelta tra le tante, ma un punto di riferimento del mercato.



Un fenomeno che cresce in tutta Europa: i numeri del boom LEGO


Il successo di LEGO in termini di interesse online non si ferma ai confini nazionali. Il confronto anno su anno mostra una crescita dell’interesse in tutti i principali mercati europei. La Spagna registra l’aumento più marcato, con un incremento di poco superiore al 100%, seguita da Francia (+53%), Austria (+51%) e Italia (+49%). Anche nei mercati più maturi, come Germania (+22%) e Regno Unito (+11%), LEGO continua a rafforzare la propria presenza, dimostrando una notevole capacità di rinnovarsi senza perdere appeal.

Natale resta il picco, ma la passione dura tutto l’anno


Analizzando l’andamento delle ricerche in Italia tra il 2024 e il 2025, emerge un legame ancora forte con il periodo natalizio. Dicembre si conferma il mese di massimo interesse, passando da un indice pari a 81 nel dicembre 2024 a 100 nel dicembre 2025. Accanto a questo picco stagionale, emerge però un’evoluzione significativa: nel 2025 l’interesse per LEGO è stato più alto anche nei mesi lontani dalle festività, a dimostrazione che il brand è sempre meno legato al solo regalo e sempre più a una passione continuativa.

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Dai mattoncini all’arredo: LEGO conquista anche gli adulti


A cambiare non è solo quando si compra LEGO, ma anche come lo si vive. I dati idealo mostrano come in Europa stiano crescendo soprattutto le categorie più trasversali e orientate a un pubblico adulto. Su base annua, LEGO Deko registra un aumento del 209%, mentre i LEGO Set crescono del 178%, seguiti da LEGO Ship (+69%) e dai veicoli (+41%). LEGO diventa così sempre più un oggetto di design, da collezione e da esposizione, capace di entrare stabilmente nelle case anche al di fuori della cameretta. In particolare, nel 2025, in tutti i mercati europei, i LEGO Set restano la tipologia di prodotto più cercata su idealo. In Italia, invece, emerge una peculiarità che racconta molto dei gusti locali: auto e veicoli LEGO hanno un peso superiore rispetto ad altri Paesi, con LEGO Car che raggiunge il 17% dell’interesse e LEGO Vehicle il 15%. Un dato che riflette la passione italiana per motori, design e grandi icone dell’ingegneria.
LEGO diventa sempre più un oggetto di design, da collezione e da esposizione, capace di entrare stabilmente nelle case anche al di fuori della camerettaLEGO diventa sempre più un oggetto di design, da collezione e da esposizione, capace di entrare stabilmente nelle case anche al di fuori della cameretta

Tra cultura pop, collezionismo e nuove esperienze di gioco


La Top 20 dei prodotti LEGO più rilevanti nel 2025 conferma il carattere sempre più lifestyle del brand. In Italia spiccano collezioni iconiche come la Botanical Collection, i grandi modelli Technic dedicati alle supercar, i set di architettura e i franchise della cultura pop, da Star Wars a Batman fino a One Piece. Negli altri mercati europei emergono sfumature diverse, con maggiore spazio a treni e costruzioni LEGO City in Germania e Regno Unito e una forte attenzione ad arte, design e personaggi Disney in Francia e Spagna.
A confermare questa evoluzione non sono solo i dati: all’inizio del 2026 LEGO ha portato la propria visione del gioco anche sul palco del CES di Las Vegas, presentando nuove soluzioni che uniscono creatività e interazione, senza rinunciare all’esperienza fisica dei mattoncini. Un segnale coerente con quanto emerge dall’analisi idealo: il gioco sta cambiando, ma resta centrale il valore dell’esperienza.

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Dalla scrittura per i motori di ricerca ai modelli generativi: comunicare con l’intelligenza artificiale significa adattare linguaggio, struttura e contesto a nuovi interlocutori digitali
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Un fenomeno destinato a durare


LEGO conferma come un brand possa evolversi oltre il prodotto, diventando parte dello stile di vita e delle abitudini quotidiane. Un esempio di come creatività, community e cultura digitale possano trasformare un’icona del passato in un fenomeno contemporaneo, capace di parlare anche alle nuove generazioni interessate a design, innovazione e tecnologia creativa. E se il LEGO Day celebra questo universo, i numeri confermano che il futuro del gioco, in Italia e in Europa, continua a essere costruito…un mattoncino alla volta.


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“silences, autour de john cage”: france culture, 16 février 2025


le silence de john cage, france culture, 16 février 2025

Par Georges Charbonnier

radiofrance.fr/franceculture/p…

John Cage a fait du silence un véritable terrain d’exploration artistique. Du morceau 4’33” à son recueil “Silence”, il interroge le son et le vide et redéfinit la musique. Cette émission revient sur son influence et la place du silence dans l’art, de la littérature aux monochromes d’Yves Klein […]

infos: ici

#433 #autourDeJohnCage #ChristianeTissot #FranceCulture #GeorgesCharbonnier #JohnCage #PhilippeMoreau #RadioFrance #silence #silences #silenzio #YvesKlein

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VIVI Music 5.0.3: il client YouTube Music open source ora supporta i tablet


VIVI Music 5.0.3 aggiunge il supporto per tablet Android. Il client open source per YouTube Music permette ascolto senza pubblicità e download offline.
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Nuova versione per VIVI Music, l’app Android che permette di ascoltare musica da YouTube Music senza pubblicità, con riproduzione in background e download offline.

La 5.0.3 introduce il supporto per tablet Android con un’interfaccia ottimizzata, insieme a miglioramenti per il risparmio batteria e una nuova schermata per i testi sincronizzati. Corretti anche alcuni problemi con le integrazioni Last.fm e Discord.

L’app è gratuita, open source e non richiede account Google. Si scarica direttamente da GitHub.


FONTE github.com

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4 febbraio, roma, gnamc: presentazione di “cy twombly” (electa)


mercoledì 4 febbraio, ore 17:30, Roma, GNAMC
presentazione del volume edito da Electa

CY TWOMBLY


presentazione volume cy twombly alla galleria naz d'arte moderna roma
cliccare per ingrandire

#art #arte #asemic #asemicWriting #Barthes #CarloNicolais #CyTwombly #Electa #EleonoraDiErasmo #FabioMauri #FabrizioDiAmato #GalleriaNazionaleDArteModernaEContemporanea #GNAMC #presentazione #RenataCristinaMazzantini #RolandBarthes #RosannaCappelli #SalaDelleColonne #scritturaAsemica #StefanoSalis

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🔴 In diretta ora! La si va di Bowserathlon con sconosciuti! – Super Mario Party Jamboree ITA 📺 Guarda ora su https://…


🔴 In diretta ora!La si va di Bowserathlon con sconosciuti! - Super Mario Party Jamboree ITA📺 Guarda ora su https://www.creeperiano99.it/u/youtubeLive oppure https://www.youtube.com/watch?v=NIbE_fBoAKI#live #livestream Continua su Telegram ➡️ Vai al post h
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🔴 In diretta ora![/b]
La si va di Bowserathlon con sconosciuti! – Super Mario Party Jamboree ITA

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La si va di Bowserathlon con sconosciuti! – Super Mario Party Jamboree ITA


Salve a tutti ragazzi! Eccoci qua a fare maratone a go go con sconosciuti!Riusciremo ad arrivare primi?✅ Buona Visione 🎵 Tutte le musiche riprodotte nella schermata del countdown e fine della diretta sono disponibili su https://music.creeperiano99.it/🎁 È
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youtube.com/embed/NIbE_fBoAKI?…

Salve a tutti ragazzi! Eccoci qua a fare maratone a go go con sconosciuti!
Riusciremo ad arrivare primi?

✅ Buona Visione

🎵 Tutte le musiche riprodotte nella schermata del countdown e fine della diretta sono disponibili su music.creeperiano99.it/

🎁 È possibile supportarmi in modo gratuito con metodi alternativi! E guadagnare anche qualche soldo comodamente da casa! Scoprili qui ➡️ creeperiano99.it/u/supportogra… Grazie mille! ❤️
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Firefox per Android: arriva Fission, l’isolamento dei siti atteso da anni


Firefox 147 per Android attiva di default Fission, l'isolamento dei siti atteso da anni che difende da attacchi come Spectre.
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Con la versione 147 rilasciata a metà gennaio, Firefox per Android attiva finalmente di default una protezione di sicurezza che mancava da anni: l’isolamento dei siti, noto internamente come “Project Fission”.

Cosa cambia in pratica


Quando navigate su internet, una singola pagina web spesso carica contenuti da decine di fonti diverse: pubblicità, video, bottoni social, script di tracciamento. Fino ad oggi su Firefox Android tutti questi elementi giravano nello stesso “contenitore” di memoria del browser.

Se uno di questi elementi conteneva codice malevolo, poteva teoricamente sbirciare i dati degli altri, incluse le schede aperte con la vostra banca o la posta elettronica. È il principio alla base di attacchi come Spectre, scoperti nel 2018 e mai del tutto risolti su Android.

Con l’isolamento dei siti ogni origine viene eseguita in un processo separato del sistema operativo. Anche se un sito malevolo riesce a sfruttare una vulnerabilità, resta confinato nel suo recinto senza poter accedere agli altri.

Perché ci è voluto così tanto


Firefox desktop ha questa protezione dal 2021. Portarla su Android ha richiesto anni di lavoro perché l’architettura mobile è diversa e le risorse (batteria, memoria) sono più limitate. Mozilla ha dovuto ottimizzare pesantemente il sistema prima di attivarlo di default senza penalizzare le prestazioni.

La mancanza di questa funzione era una delle ragioni per cui spesso diversi esperti di sicurezza sconsigliavano Firefox su Android rispetto ai browser basati su Chromium, che hanno l’isolamento dei siti da tempo.

Non serve fare nulla


A differenza del passato, quando bisognava attivare manualmente la funzione tramite about:config, ora l’isolamento è attivo di default per tutti gli utenti di Firefox 147. Basta aggiornare il browser a questa versione.


FONTE firefox.com

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Ed ecco così per divertimento un bel Tomodachi Life: Una vita da Toscano! Vedremo come saranno strutturati i file quand…


Ed ecco così per divertimento un bel Tomodachi Life: Una vita da Toscano!Vedremo come saranno strutturati i file quando avrò tra le mani il gioco, per una futura mod.#TomodachiLife #NintendoSwitch2 #NintendoSwitch #Mods Continua su Telegram ➡️ Vai al post
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Ed ecco così per divertimento un bel Tomodachi Life: Una vita da Toscano!

Vedremo come saranno strutturati i file quando avrò tra le mani il gioco, per una futura mod.

#TomodachiLife #NintendoSwitch2 #NintendoSwitch #Mods

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Sony presenta nuovi giradischi wireless: modelli per neofiti del vinile e audiofili


Sony amplia la gamma di giradischi wireless con nuovi modelli pensati per chi si avvicina al vinile e per gli audiofili più esigenti
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Sony ha annunciato due nuovi modelli di giradischi, PS-LX3BT e PS-LX5BT, progettati per rendere semplice e immediato l’ascolto del suono ricco e autentico dei dischi in vinile. Pensati sia per chi si avvicina per la prima volta al vinile sia per gli audiofili, i nuovi giradischi combinano un funzionamento semplice e intuitivo con tecnologie audio wireless avanzate e una realizzazione di alto livello.

IBM NERD? 2026: AI e formazione per le studentesse
IBM inaugura NERD? 2026, il programma che avvicina le studentesse italiane all’intelligenza artificiale e alle competenze digitali del futuro
TechpertuttiMarisa Guida

Sony amplia la gamma di giradischi: focus su wireless e semplicità


Entrambi i modelli offrono la riproduzione completamente automatica con un solo pulsante e la connettività Bluetooth che supporta aptX, aptX Adaptive e Hi-Res Wireless Audio, consentendo di godere un suono dettagliato anche in modalità wireless, oltre che tramite connessione cablata. Una testina di alta qualità, il controllo del guadagno su tre livelli, il piatto in alluminio e la copertura antipolvere trasparente garantiscono una riproduzione stabile e una protezione efficace. Entrambi supportano dischi a 33⅓ e 45 giri (7" e 12") e vengono forniti in confezioni realizzate con materiali riciclati, a testimonianza dell’impegno continuo di Sony verso la sostenibilità.

HUAWEI FreeClip 2: comfort open-ear e design C-Bridge
HUAWEI FreeClip 2 puntano su comfort quotidiano e ascolto open-ear adattivo grazie all’innovativo design C-Bridge, pensato per un uso prolungato
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Modelli pensati per neofiti e audiofili


Perfetto per i neofiti del vinile o per chi cerca una configurazione semplice e adatta allo stile di vita quotidiano, il PS-LX3BT presenta un design raffinato ed elegante, ideale per gli ambienti di tutti i giorni e in grado di integrarsi perfettamente in qualsiasi contesto.
Il modello Sony PS-LX3BT presenta un design raffinato ed elegante, ideale per gli ambienti di tutti i giorniIl modello Sony PS-LX3BT presenta un design raffinato ed elegante, ideale per gli ambienti di tutti i giorni
È possibile iniziare ad ascoltare subito grazie al cavo audio integrato e all'equalizzatore phono integrato. Offre un suono analogico caldo con una tracciatura fluida, perfetto per l’ascolto quotidiano.


Dettagli del Sony PS-LX3BT

Per chi desidera invece migliorare ulteriormente la qualità sonora, il PS-LX5BT introduce perfezionamenti di livello premium che aumentano la precisione della riproduzione audio. Ogni elemento, dal corpo rigido in un unico pezzo e dal braccio in alluminio al tappetino in gomma e alla progettazione dei circuiti, è stato attentamente studiato per ridurre le vibrazioni indesiderate e preservare la purezza del suono. Su questa base di precisione, il modello in questione è dotato di una testina di fascia alta che offre un suono ricco con un’ampia scena sonora, ideale per un ascolto attento e dedicato oltre l’uso quotidiano.
Sony PS-LX5BT introduce perfezionamenti di livello premium che aumentano la precisione della riproduzione audioSony PS-LX5BT introduce perfezionamenti di livello premium che aumentano la precisione della riproduzione audio
Il jack audio placcato in oro supporta una connessione cablata di qualità superiore, mentre il design sofisticato e minimalista si integra armoniosamente in qualsiasi ambiente, valorizzando sia il suono sia lo spazio circostante.


Dettagli del modello Sony PS-LX5BT

Disponibilità


I modelli PS-LX3BT e PS-LX5BT saranno disponibili a partire da febbraio 2026.


IBM inaugura NERD? 2026: l’intelligenza artificiale incontra le studentesse italiane


Lo scorso 22 gennaio ha presto il via la quattordicesima edizione del Progetto NERD?, l'iniziativa pro bono di IBM che porta l'intelligenza artificiale nelle scuole superiori di tutta Italia. Il programma, che parte della campagna globale STEMforGirls, coinvolge studentesse del triennio finale per sviluppare competenze digitali sempre più richieste dal mercato del lavoro.

NERD? 2026: un ponte tra scuola e tecnologia


Sviluppato in collaborazione con l'Università La Sapienza, il progetto offre alle giovani partecipanti un'esperienza pratica di quattro mesi nel mondo dell'informatica. In linea con i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell'Agenda ONU 2030, alle ragazze sarà richiesto di creare chatbot abilitate dall’AI utilizzando IBM watsonx sulla piattaforma IBM Cloud. Il percorso inizia con la certificazione del corso "Build your own chatbot" su IBM SkillsBuild, la piattaforma gratuita che insegna a programmare un'intelligenza artificiale. Successivamente, guidate dai Volontari IBM, le studentesse lavorano in team di 3-6 persone, anche provenienti da scuole e regioni diverse, per realizzare assistenti virtuali innovativi.

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Amazon rivela che nel 2025 gli italiani su Kindle hanno letto oltre 814 milioni di pagine al mese, con generi, rituali e citazioni che raccontano l’amore per la lettura digitale
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Perché coinvolgere le studentesse è strategico


I dati parlano chiaro: secondo l'ultimo Rapporto Anvur, nelle università italiane persiste uno squilibrio nelle iscrizioni STEM con il 60,7% di uomini contro il 39,3% di donne. Lo conferma l’ultimo Rapporto CNEL-ISTAT, che evidenzia una scarsa presenza femminile nei corsi STEM: solo il 20,3% delle studentesse sceglie quest'area, contro il 39,9% degli studenti. Le percentuali sono particolarmente basse in Informatica e ICT (15,1% donne) e Ingegneria (24%). A livello mondiale, il World Economic Forum registra che meno del 30% delle studentesse sceglie percorsi universitari scientifici.

"L'era dell'Intelligenza Artificiale apre nuove opportunità professionali e di collaborazione tra uomo e macchina - ha affermato Alessandro La Volpe di IBM Italia - con il Progetto NERD?, IBM mette a disposizione della comunità scolastica le proprie tecnologie e competenze di ultima generazione affinché le studentesse si aprano alle materie tecnologiche e scientifiche con passione, superando stereotipi e incertezze. L’obiettivo finale è duplice e ugualmente molto importante: contribuire ad accrescere le competenze nello sviluppo di soluzioni basate sull'AI e sostenere la riduzione dello skill gap digitale al femminile nel nostro Paese."


La sottorappresentazione femminile non è solo una questione occupazionale: chi progetta la tecnologia ne definisce usabilità e sviluppo. La mancanza di diversità ai tavoli di lavoro rischia di perpetuare bias e visioni non inclusive.

HUAWEI FreeClip 2: comfort open-ear e design C-Bridge
HUAWEI FreeClip 2 puntano su comfort quotidiano e ascolto open-ear adattivo grazie all’innovativo design C-Bridge, pensato per un uso prolungato
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Il ruolo di IBM nella formazione digitale


Il progetto conta su una rete di 27 partner tra cui i principali atenei italiani, aziende leader e associazioni, come Intesa Sanpaolo, Generali, Enel, Inclusione Donna, Women at Business e il Centro ELIS. L'edizione 2026, partita il 22 gennaio, culminerà a fine maggio con la premiazione dei progetti più innovativi. Una commissione di esperti IBM, universitari e specialisti dei partner valuterà i lavori più meritevoli e le vincitrici parteciperanno a un workshop intensivo di tre giorni organizzato da IBM e i partner industriali.

Inclusione, competenze e futuro del lavoro


In tredici anni, NERD? ha coinvolto circa 60.000 ragazze provenienti da oltre 2.000 scuole superiori italiane, registrando aumenti significativi nelle iscrizioni femminili alle facoltà STEM: dal 16% fino a punte del 40% in alcune delle università partner. Le partecipanti acquisiscono crediti formativi validi come FSL (Formazione Scuola Lavoro) e CLIL (Content and Language Integrated Learning), oltre a certificazioni da inserire nel Curriculum dello Studente e nella piattaforma Unica.

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TechpertuttiGuglielmo Sbano

Le università coinvolte


Aderiscono al progetto 21 atenei: Piemonte Orientale, Aldo Moro (Bari), Politecnico di Bari, Camerino, Calabria, Genova, Milano Bicocca, Federico II (Napoli), Padova, Sapienza, Politecnico di Torino, Ca' Foscari (Venezia), Verona, Udine, Cagliari, Firenze, G. D'Annunzio (Chieti-Pescara), Tor Vergata (Roma), Urbino Carlo Bo, Basilicata e Niccolò Cusano. Il Progetto NERD? aderisce al manifesto di Repubblica Digitale ed è patrocinato da Inclusione Donna. L'iniziativa è segnalata sul portale GICT, che promuove progetti italiani, europei e mondiali per ridurre il divario di genere nell'ICT.


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Il video con la voce TTS di Tomodachi Life: Una vita da sogno in italiano, ufficiale! #TomodachiLife #NintendoSwitch2 #…


Il video con la voce TTS di Tomodachi Life: Una vita da sogno in italiano, ufficiale!#TomodachiLife #NintendoSwitch2 #NintendoSwitch Continua su Telegram ➡️ Vai al post https://news.creeperiano99.it/2026/01/il-video-con-la-voce-tts-di-tomodachi.html
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Il video con la voce TTS di Tomodachi Life: Una vita da sogno in italiano, ufficiale!

#TomodachiLife #NintendoSwitch2 #NintendoSwitch

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Firefox 147.0.2: arrivano le scorciatoie da tastiera personalizzabili


Firefox 147.0.2 introduce la personalizzazione delle scorciatoie da tastiera e corregge bug su Linux, passkey e SafeBrowsing. Aggiornamento già disponibile.
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Mozilla ha rilasciato Firefox 147.0.2, un aggiornamento che porta con sé una novità interessante per chi ama avere tutto sotto controllo: la possibilità di personalizzare le scorciatoie da tastiera!

Si tratta di una funzione ancora sperimentale, accessibile digitando about:keyboard nella barra degli indirizzi. L’idea è quella di sostituire combinazioni di tasti difficili da ricordare, evitare conflitti con altri programmi oppure creare un set di scorciatoie su misura. Mozilla sta raccogliendo feedback sulla funzione tramite la community, quindi se volete dire la vostra è il momento giusto.

Questo aggiornamento sistema anche alcuni problemi specifici per gli utenti Linux che usano le XDG Base Directories, risolve un fastidioso bug che faceva comparire troppi avvisi per le passkey durante l’accesso ad alcuni siti, e corregge un errore che poteva far segnalare come malevoli siti del tutto legittimi. Incluse anche le consuete patch di sicurezza.

L’aggiornamento è già disponibile per tutti e, come al solito, dovrebbe installarsi automaticamente.


FONTE firefox.com

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❗️E niente, l’audio della nostra voce è rimasto silenziato per motivi ignoti, appena iniziato il Direct! 🤯 Comunque, a…


❗️E niente, l'audio della nostra voce è rimasto silenziato per motivi ignoti, appena iniziato il Direct! 🤯Comunque, al di fuori di questo imprevisto ecco cosa si aveva detto bene o male, sulla base del minutaggio del video del direct:• 30:33, @samuec2 ave
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❗️E niente, l’audio della nostra voce è rimasto silenziato per motivi ignoti, appena iniziato il Direct! 🤯

Comunque, al di fuori di questo imprevisto ecco cosa si aveva detto bene o male, sulla base del minutaggio del video del direct:

• 30:33, @samuec2 aveva riso leggendo “Using prompts”

• A 30:45, si può vedere la creazione del Mii e io, sentendo il suono del cursore, ho detto molte volte il fatto che il suono fosse stato riciclato da Animal Crossing: Wild World e Animal Crossing: Let’s Go to the City.

• Il fatto che a 32:11, 32:23, il Mii volesse aggrappare il cibo o l’oggetto presentato davanti, appunto, lo volesse a tutti i costi.

• Che @ERSM_Nurow a 32:46 avesse notato l’isola piccola, io invece avevo detto che era il motore grafico di Animal Crossing: New Horizons

• Il mii a 33:04 somigliasse a @Vic0997 e idem gli altri hanno confermato la somiglianza.

• 33:30 @ERSM_Nurow si è chiesto come abbiano creato il mii in quel modo e subito dopo ecco la spiegazione nel direct

• 34:32 Il mii che si dava una rinfrescata con l’irrigatore e io che ho detto: “C’è il mare lì dietro, no, deve farsi il bagno col coso

• 35:44, la voce del TTS in quel modo mi ha ricordato BonziBuddy

• 36:42 La tizia che si innamora del tizio, che poi in seguito viene respinta e si innamora di un altro tizio che voleva consolarla e si ripete la prassi. Inizialmente avevo detto “Vabbè, la seconda volta faranno andar bene la fine”, invece no!
A 43:21 si vede lei che si innamora del secondo tizio, poi a 46:00 si potrà vedere la scena

• 37:21 @ERSM_Nurow che ha detto che questa grafica dello shop non era meravigliosa. Io che ho detto che sembravano dei giochini per telefono 🤣
• 38:21 Sempre @ERSM_Nurow che ha detto delle foto ad alta definizione.
• 38:55 La bancarella con le mistery bag, come al Luna Park su Tomodachi Life per 3DS.
• 39:16 Hanno recuperato la funzionalità di Miitomo, il set fotografico!
• Ritornando al discorso dell’isola piccola, da 41:00 vengono mostrate isole gigantesche 🤣
• 44:18 mostrano una Mii con un cane disegnato. In seguito viene mostrato che si possono personalizzare i vari assets del gioco.
• 49:00 poi la tizia ha trovato compagnia e condividono la stessa casa (fino a 8 abitanti e per scherzo ho detto “Sono poveracci che non hanno la propria casa”)

ℹ️ Il gioco uscirà il 16 aprile 2026. Il prezzo non l’hanno annunciato e così per gioco abbiamo detto 80-90€. Probabilmente 70€

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🔴 In diretta ora! Guardiamo insieme il Direct di Tomodachi Life: Una vita da sogno! 📺 Guarda ora su https://www.creep…


🔴 In diretta ora!Guardiamo insieme il Direct di Tomodachi Life: Una vita da sogno!📺 Guarda ora su https://www.creeperiano99.it/u/youtubeLive oppure https://www.youtube.com/watch?v=bumJRJk5uH8#live #livestream Continua su Telegram ➡️ Vai al post https://ne
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🔴 In diretta ora![/b]
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Ufficio Zero Linux Lorena 5.1: la distro italiana per ufficio si aggiorna


Ufficio Zero rilascia Lorena 5.1, la distro Linux italiana per l'ufficio. Kernel 6.12, Xfce 4.20 e supporto ai vecchi Mac fino al 2017.
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Nuova versione per Lorena, la distribuzione di Ufficio Zero pensata per professionisti e uffici. Questa release italiana basata su PCLinuxOS porta Xfce 4.20, kernel Linux 6.12 e il passaggio a DNF come gestore pacchetti, seguendo la migrazione in corso sulla distro madre.

Lorena è pensata anche per ridare vita ai Mac prodotti fino al 2017, quelli che Apple non supporta più da tempo. L’interfaccia richiama volutamente macOS e il sistema arriva già pronto all’uso con software per produttività e privacy, inclusi i servizi di Infomaniak preinstallati.

Chi usa già Lorena 5.0 deve passare ai nuovi mirror entro il 9 febbraio seguendo la guida sulla wiki, altrimenti servirà una reinstallazione completa.


FONTE ufficiozero.org

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PowerToys 0.97 semplifica la vita a chi usa più schermi


Microsoft aggiorna PowerToys, il suo pacchetto gratuito di utility per Windows. La versione 0.97 porta due novità interessanti per chi vuole velocizzare il proprio flusso di lavoro. CursorWrap: basta trascinare il mouse per chilometri CursorWrap riduce i
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Microsoft aggiorna PowerToys, il suo pacchetto gratuito di utility per Windows. La versione 0.97 porta due novità interessanti per chi vuole velocizzare il proprio flusso di lavoro.

CursorWrap: basta trascinare il mouse per chilometri


CursorWrap riduce i movimenti del mouse su schermi grandi, “teletrasporando” il cursore da un bordo all’altro: fa ricomparire il cursore sul lato opposto quando raggiunge il bordo dello schermo.

Il launcher rapido di PowerToys (si richiama con Win+Alt+Spazio) diventa più utile: ora permette di attivare e disattivare le varie utility della suite senza passare dalle impostazioni, e integra l’anteprima rapida dei file. Arrivano anche la personalizzazione grafica e un’estensione per le connessioni a desktop remoto.

L’aggiornamento è disponibile direttamente dall’app o dalla pagina GitHub del progetto. Come riporta il blog ufficiale Microsoft, la prossima versione si concentrerà su stabilità e correzioni.


FONTE devblogs.microsoft.com

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2 febbraio, per ‘la finestra di antonio syxty’, incontro online su “dnr. do not resuscitate”, di luigi severi


podcast sul canale open.spotify.com/show/7onZatZD…

il libro: biblionedizioni.it/prodotto/dn…

#Biblion #ChiaraSerani #DNR #DoNotResuscitate #LuigiSeveri #ManufattiPoetici #MarcoGiovenale #poesia #Zacinto

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LG al CES 2026 presenta “Zero Labor Home”: il nuovo robot domestico LG CLOiD rivoluziona la smart home


Al CES 2026 LG ha presentato la visione “Zero Labor Home” e il nuovo robot domestico CLOiD, pensato per ridurre le attività quotidiane grazie a intelligenza artificiale e automazione avanzata
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LG Electronics (LG) ha svelato, per la prima volta al pubblico del CES 2026 di Las Vegas, il nuovo robot domestico CLOiD con Intelligenza Artificiale (IA). LG CLOiD è progettato per svolgere e coordinare le faccende domestiche quotidiane attraverso l’interazione con gli elettrodomestici connessi. Questo dispositivo, che sfrutta l’ecosistema ThinQ e la tecnologia già integrata sul “Self-Driving AI Home Hub” (LG Q9) presentato lo scorso anno, rappresenta l’ultimo passo di LG nel campo della robotica domestica basata su IA e delle piattaforme per la casa intelligente.

LG CLOiD: come funziona il nuovo robot domestico


Durante l'evento fieristico svoltosi agli inizi di questo mese, LG CLOiD ha mostrato alcune applicazioni concrete delle proprie capacità in diversi scenari d’uso domestici. In uno di questi, il robot ha preso il latte dal frigorifero e ha messo un croissant nel forno per preparare la colazione. Quando gli occupanti della casa escono, LG CLOiD è in grado di avviare i cicli di lavanderia e piegare i vestiti una volta asciutti.
Le braccia di CLOiD possono eseguire numerosi movimenti e le mani sono provviste di 5 dita che lo rendono in grado di gestire una vasta gamma di oggettiLe braccia di CLOiD possono eseguire numerosi movimenti e le mani sono provviste di 5 dita che lo rendono in grado di gestire una vasta gamma di oggetti

Intelligenza artificiale e automazione nella smart home LG


LG CLOiD è composto da testa, torso con due braccia articolate e una base con ruote dotata di navigazione autonoma. Il torso può inclinarsi per consentire al robot di raccogliere oggetti da diversi livelli di altezza. Proprio come le braccia umane, i bracci di CLOiD possono eseguire numerosi movimenti e le mani sono provviste di 5 dita che lo rendono in grado di gestire una vasta gamma di oggetti e di eseguire diverse operazioni in cucina, lavanderia e aree living.

IBM NERD? 2026: AI e formazione per le studentesse
IBM inaugura NERD? 2026, il programma che avvicina le studentesse italiane all’intelligenza artificiale e alle competenze digitali del futuro
TechpertuttiMarisa Guida


CLOiD, inoltre, è provvisto di un processore che, combinato con il display, l’altoparlante, telecamere, sensori e IA generativa permette al robot di comunicare con gli utenti tramite linguaggio naturale, di imparare la struttura dell’ambiente domestico e di controllare gli elettrodomestici. Il design e la tecnologia che permettono alla base su ruote di muoversi agilmente all’interno dello spazio abitativo derivano dall’esperienza di successo maturata con i robot aspirapolvere ed LG Q9. Il design della base è stato infatti scelto per la sua stabilità, sicurezza che riduce il rischio di ribaltamento se il robot viene a contatto con un bambino o un animale domestico.

La strategia LG tra AI, robotica e casa connessa


LG CLOiD utilizza la tecnologia “Physical AI” che combina il Vision Language Model (VLM), che comprende immagini e video, e il Vision Language Action (VLA), che traduce input visivi e verbali in azioni. Questi modelli sono stati addestrati su decine di migliaia di dati su faccende domestiche così da permettere a CLOiD di riconoscere gli elettrodomestici, interpretare l’intento dell’utente ed eseguire azioni contestuali come aprire porte o spostare oggetti.
Lg vuole porre le basi per una casa dove le faccende domestiche siano affidate a robot e dispositivi intelligentiLg vuole porre le basi per una casa dove le faccende domestiche siano affidate a robot e dispositivi intelligenti
Le funzionalità di LG CLOiD si espandono grazie all’integrazione con l’ecosistema di casa intelligente ThinQ e l’hub ThinQ ON. Il CES 2026 è stata l'occasione per LG di introdurre nuovo brand di componenti per robot, Actuator AXIU; l'azienda, infatti, punta a proseguire nello sviluppo di robot domestici con l’obiettivo di porre le basi per una casa dove le faccende domestiche siano affidate a robot e dispositivi intelligenti, permettendo alle persone di riposare e godersi il tempo libero.

LEGO lifestyle: perché i mattoncini conquistano adulti e giovani
LEGO supera il concetto di gioco tradizionale e diventa lifestyle: numeri, abitudini e trend spiegano il successo dei mattoncini oggi
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Cos’è la visione “Zero Labor Home”


Con la visione “Zero Labor Home”, LG ha ribadito, dunque, il proprio impegno nello sviluppo di soluzioni che integrano intelligenza artificiale, robotica e smart home in modo sempre più naturale nella vita quotidiana. Il robot domestico CLOiD rappresenta un tassello strategico di questa evoluzione, delineando un futuro in cui l’automazione non sostituisce l’utente, ma lo supporta nella gestione della casa e del tempo.


IBM inaugura NERD? 2026: l’intelligenza artificiale incontra le studentesse italiane


Lo scorso 22 gennaio ha presto il via la quattordicesima edizione del Progetto NERD?, l'iniziativa pro bono di IBM che porta l'intelligenza artificiale nelle scuole superiori di tutta Italia. Il programma, che parte della campagna globale STEMforGirls, coinvolge studentesse del triennio finale per sviluppare competenze digitali sempre più richieste dal mercato del lavoro.

NERD? 2026: un ponte tra scuola e tecnologia


Sviluppato in collaborazione con l'Università La Sapienza, il progetto offre alle giovani partecipanti un'esperienza pratica di quattro mesi nel mondo dell'informatica. In linea con i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell'Agenda ONU 2030, alle ragazze sarà richiesto di creare chatbot abilitate dall’AI utilizzando IBM watsonx sulla piattaforma IBM Cloud. Il percorso inizia con la certificazione del corso "Build your own chatbot" su IBM SkillsBuild, la piattaforma gratuita che insegna a programmare un'intelligenza artificiale. Successivamente, guidate dai Volontari IBM, le studentesse lavorano in team di 3-6 persone, anche provenienti da scuole e regioni diverse, per realizzare assistenti virtuali innovativi.

Amazon Kindle 2025: numeri, abitudini e libri più letti
Amazon rivela che nel 2025 gli italiani su Kindle hanno letto oltre 814 milioni di pagine al mese, con generi, rituali e citazioni che raccontano l’amore per la lettura digitale
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Perché coinvolgere le studentesse è strategico


I dati parlano chiaro: secondo l'ultimo Rapporto Anvur, nelle università italiane persiste uno squilibrio nelle iscrizioni STEM con il 60,7% di uomini contro il 39,3% di donne. Lo conferma l’ultimo Rapporto CNEL-ISTAT, che evidenzia una scarsa presenza femminile nei corsi STEM: solo il 20,3% delle studentesse sceglie quest'area, contro il 39,9% degli studenti. Le percentuali sono particolarmente basse in Informatica e ICT (15,1% donne) e Ingegneria (24%). A livello mondiale, il World Economic Forum registra che meno del 30% delle studentesse sceglie percorsi universitari scientifici.

"L'era dell'Intelligenza Artificiale apre nuove opportunità professionali e di collaborazione tra uomo e macchina - ha affermato Alessandro La Volpe di IBM Italia - con il Progetto NERD?, IBM mette a disposizione della comunità scolastica le proprie tecnologie e competenze di ultima generazione affinché le studentesse si aprano alle materie tecnologiche e scientifiche con passione, superando stereotipi e incertezze. L’obiettivo finale è duplice e ugualmente molto importante: contribuire ad accrescere le competenze nello sviluppo di soluzioni basate sull'AI e sostenere la riduzione dello skill gap digitale al femminile nel nostro Paese."


La sottorappresentazione femminile non è solo una questione occupazionale: chi progetta la tecnologia ne definisce usabilità e sviluppo. La mancanza di diversità ai tavoli di lavoro rischia di perpetuare bias e visioni non inclusive.

HUAWEI FreeClip 2: comfort open-ear e design C-Bridge
HUAWEI FreeClip 2 puntano su comfort quotidiano e ascolto open-ear adattivo grazie all’innovativo design C-Bridge, pensato per un uso prolungato
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Il ruolo di IBM nella formazione digitale


Il progetto conta su una rete di 27 partner tra cui i principali atenei italiani, aziende leader e associazioni, come Intesa Sanpaolo, Generali, Enel, Inclusione Donna, Women at Business e il Centro ELIS. L'edizione 2026, partita il 22 gennaio, culminerà a fine maggio con la premiazione dei progetti più innovativi. Una commissione di esperti IBM, universitari e specialisti dei partner valuterà i lavori più meritevoli e le vincitrici parteciperanno a un workshop intensivo di tre giorni organizzato da IBM e i partner industriali.

Inclusione, competenze e futuro del lavoro


In tredici anni, NERD? ha coinvolto circa 60.000 ragazze provenienti da oltre 2.000 scuole superiori italiane, registrando aumenti significativi nelle iscrizioni femminili alle facoltà STEM: dal 16% fino a punte del 40% in alcune delle università partner. Le partecipanti acquisiscono crediti formativi validi come FSL (Formazione Scuola Lavoro) e CLIL (Content and Language Integrated Learning), oltre a certificazioni da inserire nel Curriculum dello Studente e nella piattaforma Unica.

Comunicazione e intelligenza artificiale: come si parla agli algoritmi | TechPerTutti
Dalla scrittura per i motori di ricerca ai modelli generativi: comunicare con l’intelligenza artificiale significa adattare linguaggio, struttura e contesto a nuovi interlocutori digitali
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Le università coinvolte


Aderiscono al progetto 21 atenei: Piemonte Orientale, Aldo Moro (Bari), Politecnico di Bari, Camerino, Calabria, Genova, Milano Bicocca, Federico II (Napoli), Padova, Sapienza, Politecnico di Torino, Ca' Foscari (Venezia), Verona, Udine, Cagliari, Firenze, G. D'Annunzio (Chieti-Pescara), Tor Vergata (Roma), Urbino Carlo Bo, Basilicata e Niccolò Cusano. Il Progetto NERD? aderisce al manifesto di Repubblica Digitale ed è patrocinato da Inclusione Donna. L'iniziativa è segnalata sul portale GICT, che promuove progetti italiani, europei e mondiali per ridurre il divario di genere nell'ICT.


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Microsoft consegna all’FBI le chiavi di crittografia degli utenti Windows


Microsoft ha consegnato all'FBI le chiavi BitLocker degli utenti. Il sistema di crittografia di Windows le salva di default sui server dell'azienda: ecco come evitarlo.
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Microsoft ha fornito all’FBI le chiavi di recupero di BitLocker per sbloccare i portatili di alcuni indagati in un caso di frode a Guam. Come riporta The Register, è la prima volta che un caso del genere diventa pubblico, ma l’azienda ammette di ricevere circa 20 richieste simili ogni anno.

La cosa grave non è tanto la collaborazione con le autorità, quanto la scelta di design alla base. BitLocker, il sistema di crittografia integrato in Windows, salva di default la chiave di recupero sui server Microsoft quando è collegato a un account dell’azienda. Una decisione che puzza di lock-in mascherato da comodità: vi teniamo noi la chiave così non la perdete, ma intanto siete legati al nostro ecosistema e noi abbiamo accesso ai vostri dati.

Il crittografo Matthew Green ha fatto notare che conservare chiavi di crittografia in cloud senza protezione end-to-end è un rischio di per sé: basta una violazione dell’infrastruttura del provider o una richiesta governativa per rendere quei dati accessibili. E non è teoria: anche colossi come Microsoft hanno subito intrusioni (esempio ed esempio) negli ultimi anni. Se le chiavi le tiene qualcun altro, non sono più solo vostre.

Le alternative esistono


Si può evitare tutto questo scegliendo di salvare la chiave su una USB o in un file locale invece che sull’account Microsoft. Oppure, per chi vuole togliersi del tutto dal recinto di Redmond, c’è VeraCrypt: open source, nessun backup centralizzato e la crittografia resta vostra e basta.

Lo stesso ragionamento vale per i dati che tenete in cloud: se il provider ha le chiavi, i vostri file non sono davvero privati. Servizi come Proton Drive usano crittografia end-to-end, il che significa che nemmeno loro possono vedere cosa caricate.


FONTE theregister.com

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Salvo imprevisti, ci sarà la diretta in cui guarderemo insieme il Direct di Tomodachi Life: Una vita da sogno! #Tomodac…


Salvo imprevisti, ci sarà la diretta in cui guarderemo insieme il Direct di Tomodachi Life: Una vita da sogno!#TomodachiLife #NintendoSwitch2 #NintendoSwitch #NintendoDirect Continua su Telegram ➡️ Vai al post https://news.creeperiano99.it/2026/01/salvo-i
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Salvo imprevisti, ci sarà la diretta in cui guarderemo insieme il Direct di Tomodachi Life: Una vita da sogno!

#TomodachiLife #NintendoSwitch2 #NintendoSwitch #NintendoDirect

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a partire dal 31 gennaio: ‘sopravvivenze’, laboratorio di ricerca sulla contemporaneità

Sopravvivenze
Forme e Saperi


Laboratorio di Ricerca 2026

Seminario I, 2026
Sopravvivenze è un laboratorio di ricerca ideato e diretto da Daniele Balicco, Maurizio Balsamo, Silvano Facioni, Gaetano Lettieri, Arturo Mazzarella. Il suo scopo è quello di provare a dipanare il groviglio di impulsi psichici, di poteri e di forze creative che, nei diversi ambiti della contemporaneità, costituisce il punctum di ogni forma di vita individuale e collettiva.

I. Maurizio Balsamo
La costruzione del passato: resti, tracce, sopravvivenze
Sabato 31 gennaio 2026, ore 11

II. Daniele Balicco, Gaetano Lettieri, Arturo Mazzarella
Potere e sopravvivenza. Due voci a confronto: Ernesto De Martino ed Elias Canetti
Sabato 21 febbraio 2026, ore 11

III. Silvano Facioni
Sopra-vivere: Blanchot e Derrida
Sabato 28 marzo 2026, ore 11

IV. Ilaria Bussoni
Vivere tra le rovine. Figure del paesaggio contemporaneo
Sabato 9 maggio 2026, ore 11

§

Come, a chi e a cosa si sopravvive? La sopravvivenza è una forma di vita o una strategia di adattamento sociale? Un modo di essere – siamo tutti in qualche modo sopravviventi – o una postura etica, un imperativo morale?
Consapevoli di vivere in un’età estrema, compito di questo laboratorio di ricerca transidisciplinare sarà quello di discutere i saperi e le forme della sopravvivenza, organizzando ogni anno un ciclo di incontri di discussione pubblica su temi e autori che possano, sebbene in modo eterogeneo, aiutarci a ricostruire una genealogia. Con un auspicio pratico: che, nel suo piccolo, questo lavoro comune ci permetta quanto meno di addestraci a non perdere quella fragilissima presenza a noi stessi senza la quale non possiamo nemmeno essere testimoni del mondo che stiamo perdendo.

Tutti gli incontri sono liberi e aperti al pubblico. Iniziano alle ore 11 e si tengono nella sede di IUNO, Centro di ricerca sull’arte contemporanea, in via Ennio Quirino Visconti 55 a Roma. Per informazioni: info@iuno.it

#ArturoMazzarella #Blanchot #CentroDiRicercaSullArteContemporanea #DanieleBalicco #Derrida #EliasCanetti #ErnestoDeMartino #GaetanoLettieri #IlariaBussoni #IUNO #JacquesDerrida #MauriceBlanchot #MaurizioBalsamo #paesaggioContemporaneo #rovine #SilvanoFacioni

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Elementor lancia Elementor One: tutti gli strumenti in un abbonamento da 5€/mese


Elementor One riunisce AI, ottimizzazione e gestione WordPress in un unico abbonamento con crediti condivisi. Prezzi da 5€/mese per utenti singoli.
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Elementor compie dieci anni e festeggia riunendo tutti i suoi strumenti in Elementor One, un abbonamento unico che include AI, ottimizzazione immagini, gestione email e accessibilità per WordPress. Come riporta il blog ufficiale, l’idea è semplificare il flusso di lavoro eliminando abbonamenti separati per ogni funzionalità.

Crediti condivisi e nuove funzionalità


Elementor One introduce un sistema di crediti che gli utenti possono distribuire liberamente tra le varie funzionalità. L’assistente AI genera codice e layout, l’ottimizzatore comprime le immagini senza perdere qualità, mentre il sistema di gestione email garantisce che i messaggi transazionali arrivino effettivamente a destinazione.

Per chi gestisce siti WordPress e cerca alternative hosting performanti, vale la pena considerare soluzioni come Cloud86 (l’hosting su cui attualmente gira Yoota) o Infomaniak Mail e i VPS Infomaniak per chi preferisce infrastrutture europee con maggiore controllo sui dati.

L’interfaccia è stata riorganizzata in un menu unificato dentro WordPress, così da evitare salti continui tra sezioni diverse. Nei prossimi mesi arriveranno anche strumenti per la gestione dei cookie e un hub centralizzato per monitorare le prestazioni di più siti contemporaneamente.

Prezzi e disponibilità


L’abbonamento parte da 5€ al mese e arriva fino a 56€ mensili per il piano Agency, pensato per freelancer e agenzie che gestiscono più clienti. Chi ha già un abbonamento Elementor può continuare a usarlo normalmente oppure passare volontariamente alla nuova formula.


FONTE elementor.com

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Una rete di verde che può trasformare la città, la proposta ignorata della Lipu


Non solo arredo urbano ma una “rete ecologica” in grado di rendere la città più vivibile, abbassando la temperatura delle aree fortemente cementificate e permettendo alla terra di assorbire l’acqua piovana. Da questa concezione dal verde nasce la proposta avanzata dalla sezione catanese della LIPU in vista della redazione del nuovo Piano Regolatore Urbano, il PUG.

L’analisi da cui […]

Leggi il resto: argocatania.it/2026/01/29/una-…

#ComuneDiCatania #DirezioneUrbanistica #LipuCatania #verdePubblico #verdeUrbano

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Dentro il Social WARM – Parte 2: Lemmy, lo strumento per la discussione strutturata

Il software più fecile del Fediverso (ops… del Social WARM) non è solo facile, ma è una palestra importante per comprendere le dinamiche che vedremo in futuro tra software diversi

La seconda sessione della vostra scuola guida è dedicata a una prova pratica e no, non giocheremo con Mastodon. Non oggi! A mio parere infatti, iniziare da Mastodon non aiuta a comprendere bene come funziona il Social WARM (cioè quella cosa che quelli istruiti chiamano Fediverso), mentre Lemmy ci aiuterà a capire alcuni meccanismi che ci renderanno molto più consapevoli quando proveremo Mastodon. Ma soprattutto ci farà capire meglio potenzialità, limiti e criticità del Social WARM.

A proposito, il fatto di menzioniare subito la comunità @fediverso oggi sarà più chiaro…

Bene, è ora di salire a bordo!



Il buono, il brutto e il cattivo dl Social WARM (da un'idea di Dominik Chrástecký: https://chrastecky.dev/technology/activity-pub-the-good-the-bad-and-the-ugly) Tre blocchi con la rappresentazione delle criticità di ActivitypubIl buono, il brutto e il cattivo dl Social WARM (da un’idea di Dominik Chrástecký: chrastecky.dev/technology/acti…)
Questa non è una vera guida a Lemmy, ma è un modo per aiutarvi a familiarizzare con una delle piattaforme più utilizzate del Social WARM e un modo per farvi capire:

  • la differenza tra ciò che è dentro il vostro server e ciò che è in un altro server Lemmy, quindi fuori dal vostro server ma dentro lo stesso ambiente software
  • la differenza tra ciò che è dentro il vostro server e ciò che è fuori da Lemmy e dentro ambienti software diversi.

Lemmy è probabilmente il software più facile da usare di tutto il Social WARM! Si tratta di una sorta di clone di Reddit ed è pensato per creare discussioni (di solito partendo da un link, ma questo non è necessario) cui altri utenti rispondono.

Le discussioni nascono all’interno di quelle che vengono dette “Comunità” che sono praticamente i “subreddit” o le “categorie” dei vecchi forum.

Iscriversi a Lemmy è facilissimo: il software consente di farlo anche senza utilizzare un’email e, anche se molte istanze richiedono comunque l’email, sul nostro server feddit.it abbiamo deciso di non richiederla, con l’unica condizione di chiedervi di scrivere una breve frase in italiano giusto per capire se non siete bot (ma attenzione: se dimenticherete la vostra password e non vi siete registrati con un’email, allora sarà impossibile rientrare nel vostro account!); se iscriversi è facilissimo, usarlo è ancora più facile!

🧡 Feddit.it è un progetto indipendente e senza pubblicità. Se volete potete aiutare la gestione di questo server con una piccola donazione ricorrente su LiberaPay oppure con una donazione una tantum su Ko-Fi.
Il server utilizzato è quello di Hetzner, in Finlandia. Se volete provarlo potete ottenere 20€ gratuiti con questo link e noi riceveremo un aiuto sotto forma di credito da usare proprio per mantenere Feddit.
Piccolo spazio di autofinanziamento


Appena sarete entrati vedrete una schermata con alcuni “interruttori” in alto (le opzioni che scriveremo in grassetto sono quelle predefinite):
Gli "interruttori" di LemmyGli “interruttori” di Lemmy

  1. interruttore “Pubblicazioni | Commenti”: vi mostra il primo post di un thread oppure i commenti successivi
  2. interruttore “Contenuti nascosti | non nascosti”: vi consente di filtrare alcune conversazioni contrassegnate come mno visibili
  3. interruttore “Iscritto | Locale | Tutti”: vi mostra le conversazioni delle comunità cui siete iscritti, quelle del vostro server locale oppure tutte le conversazioni, incluse quelle di altri server soprattutto quando sono state votate positivamente dai membri della comunità globale

Naturalmente se non vi siete ancora iscritti a nessuna comunità, l’interruttore “Iscritto” non vi mostrerà nulla.

Troverete anche un menu a tendina con i criteri di ordinamento preferiti.

Per cercare l’elenco delle comunità conosciute dal vostro server locale, dovete cliccare in alto al menu “Comunità” che vi porterà a una pagina con indirizzo https://VOSTRO_SERVER/communities che vi mostrerà le comunità in base (anche in questo caso) a diversi criteri a seconda della voce di menu che selezionerete dalla tendina.

Qui potete iscrivervi “alla cieca” oppure potete “entrare” nella comunità e decidere se iscrivervi in base all’interesse che le relative conversazioni potranno avere per voi.

NB: la possibilità di ordinare le voci secondo criteri prestabiliti è l’occasione di ricordarvi che questi “feed” sono progettati per poter “emettere” un vero e proprio feed RSS: se non sapete cosa sono vi siete persi una pietra miliare del WEB, ma in breve un feed RSS non è altro che un flusso di aggiornamenti tempestivi che ricevete su un vostro “Feed Reader”. In Lemmy, ogni server, ogni comunità, ogni lista di messaggi e addirittura ogni utente presenta un proprio feed RSS e potete copiarlo sull’icona a forma di piccola emissione di onde. Questa caratteristica è presente in quasi in tutti i software del Social WARM, anche se su Lemmy è stata progettata con una particolare cura.


Tornando alle Comunità, ricordiamo che anche se il controllo totale del server è appannaggio degli amministratori (coloro che possiedono il server), ogni utente può creare una nuova comunità, diventandone “moderatore”: i moderatori possono:

  1. stabilire le regole della comunità (che devono essere in linea con quelle del server)
  2. fissare una conversazione in cima ai post della comunità
  3. eliminare contenuti contrari alle regole
  4. impedire ad alcuni utenti di pubblicare contenuti nella loro comunità

I moderatori non ricevono una notifica quando un utente si iscrive nella loro comunità e, anche se la prassi è quella di iscriversi senza dire nulla, sarebbe buona educazione presentarsi quando ci si iscrive.

Alcune comunità consentono solo ai moderatori di aprire una nuova conversazione, mentre lasciano a tutti gli utenti la possibilità di commentare.

Chi siamo noi? Cosa sono gli utenti? Cosa sono le comunità?


Quando ci iscriviamo a Lemmy, creiamo un “utente” e un “utente” può anche creare (se vuole) una o più “comunità“; ma che cos’è un utente? E cos’è una “comunità”?

Nel Social WARM, esistono fondamentalmente due tipi di “attori”:

  1. gli utenti, cioè quelli come noi (per esempio: poliverso, skariko, nuovoiscrittodiprova)
  2. i gruppi, che sono a loro volta un tipo particolare di utente; nel caso di Lemmy, i gruppi vengono chiamati “comunità” (per esempio: informatica, lealternative, fediverso).

La caratteristica dei “gruppi” è che quando un utente scrive un nuovo post attivando in qualche modo un particolare gruppo, questo sarà forzato a ricondividere quel post, permettendo quindi di mostrarlo a tutti coloro che “sono iscritti” a quel gruppo.

In Lemmy, quando siamo “dentro” la pagina di una comunità e scriviamo un nuovo post, quella comunità viene “attivata” e ricondivide il nostro post: nell’interfaccia di Lemmy questo significa che il post che avremo pubblicato comparirà nella pagina della comunità.

Ogni “utente” e ogni “gruppo” sono identificati da un link pubblico e univoco, una pagina web, insomma, che li identifica univocamente nel WEB. Per esempio nel caso di Lemmy:

  1. il profilo utente “poliverso”, nel server feddit.it avrà questo link: https://feddit.it/u/poliverso con la U di utente
  2. la comunità “informatica”, nel server feddit.it avrà questo link: https://feddit.it/c/informatica con la C di comunità

Ogni utente e ogni gruppo appartiene al proprio server, ma tutti gli altri server (se ben collegati) duplicano la “pagina utente” originale all’interno del proprio server. Pertanto:

  1. il profilo utente esterno “skariko”, che si trova nel server lemmy.ml avrà questo link: https://lemmy.ml/u/skariko ma se mai lo vedrete quando vi muovete dentro al server feddit.it lo troverete a questo link https://feddit.it/u/skariko@lemmy.ml
  2. la comunità esterna “lemmy_support”, che si trova nel server lemmy.ml avrà questo link: https://lemmy.ml/c/lemmy_support ma se mai la vedrete quando vi muovete dentro al server feddit.it la troverete a questo link https://feddit.it/c/lemmy_support@lemmy.ml

Questo vale anche per gli altri server. Per esempio:

  1. il profilo utente “poliverso”, nel server feddit.it, che come abbiamo visto ha questo link: https://feddit.it/u/poliverso visto dal server lemmy.ml avrà quest’altro link: https://lemmy.ml/u/poliverso@feddit.it
  2. la comunità “informatica”, nel server feddit.it, che come abbiamo visto ha questo link: https://feddit.it/c/informatica vista dal server lemmy.ml avrà quest’altro link: https://lemmy.ml/c/informatica@feddit.it

Come avrete notato, quando un server “richiama” un utente o una comunità esterni, lo fa utilizzando lo stesso tipo di link, ma il “nome utente” sarà seguito da una chiocciola @ e dal dominio del server originale.

Questo ci introduce a un secondo modo, oltre al link, in cui gli utenti possono essere identificati all’interno di un sistema di Social WARM: il cosiddetto “handle” ossia l’identificatore, il “manico”, con cui ogni utente può essere richiamato da un altro utente. Per esempio:

  1. l’handle completo del profilo utente “poliverso”, nel server feddit.it sarà
    @poliverso@feddit.it
  2. l’handle completo della comunità “informatica”, nel server feddit.it sarà sarebbe
    !informatica@feddit.it (con il punto esclamativo, invece che con la chiocciola)

Si tratta di una sorta di standard che ci consente di capire:

  1. con la chiocciola o il punto esclamativo, se si tratta di un utente o di un gruppo
  2. qual è il nome utente
  3. qual è il server cui appartiene

Aggiungiamo però una piccola complicazione tecnica che al momento possiamo tranquillamente ignorare, ossia che:

  1. quando siamo dentro Lemmy, non “vedremo” mai quel punto esclamativo e, grazie a come è stata realizzata l’interfaccia del software, le comunità ci “sembreranno” vere e proprie pagine e non un utenza di tipo “gruppo
  2. il punto esclamativo non è uno standard accolto universalmente


Pubblichiamo qualcosa e vediamo come si vede


Per iniziare possiamo andare sulla comunità di test di feddit.it.

Per cercarla possiamo scorrere la pagina o utilizzare la funzione di ricerca del browser (CTRL + F) e cercare “test”. Nel caso in cui non la trovassimo nella prima pagina (tranquilli, è in prima pagina), potremmo andare alla pagina successiva (feddit.it non ha così tant comunità) altrimenti possiamo usare la casella di ricerca di Lemmy, in alto a destra, e cercare semplicemente la parola “test”.

NB: ogni software del Social WARM dispone di una casella di ricerca: questa può essere usata inserendo parole per la ricerca libera, ma anche con i link; infatti inserendo il link originale di un contenuto federato e avviando la ricerca, il sistema vi mostrerà quello che, nel proprio server, è il duplicato della pagina che fa riferimento a quel link
La casella di ricerca


Ci appariranno così diverse comunità, ma anche alcuni utenti, con la parola test, che sono le comunità e gli utenti che troviamo tra tutti i server connessi con feddit.it e la nostra comunità “Test: palestra e allenamenti 🙂” si troverà probabilmente tra le prime dieci.

In ogni caso la comunità la troverete a questo link: feddit.it/c/test

Una volta sulla pagina della comunità, ecco che possiamo “iscriverci”. L’iscrizione è una sorta di “follow” alla comunità, ma (sorpresa!) Lemmy ci consente di scrivere in una comunità anche se non siamo iscritti. La differenza tra iscriversi e non iscriversi è solo per la fruizione: quando andremo nella pagina iniziale di Lemmy, attivando l’interruttore “Locale“, vedremo i contenuti pubblicati nelle comunità in cui ci siamo iscritti.

Quando scrivete un nuovo post, avete a disposizione diversi campi

  1. Titolo: Dove naturalmente vi viene richiesto di scrivere un titolo
  2. URL: dove potete aggiungere il link di un post, un articolo o un qualsiasi contenuto web cui è ispirato il vostro post
  3. Image: dove potete aggiungere un’immagine
  4. Thumbnail URL: dove potete aggiungere un’immagine di miniatura
  5. Contenuto: dove potete scrivere il testo del vostro post, utilizzando anche una formattazione di base avvalendovi della barra di formattazione integrata
  6. Lingua: un menu a tendina dove potete selezionare la lingua che utilizzate

Una volta pubblicato il post, fate attenzione al link della nuova pagina creata, che sarà una sorta di feddit.it/post/XXXXXXXX (dove la x è un carattere numerico), perché questo è il link univoco che individuerà il vostro post nel WEB: copiatevelo perché lo richiameremo in futuro.

Complimenti! Avete pubblicato il vostro primo post nel Fediverso! Vi è piaciuto quello che avete pubblicato o c’è qualcosa che vorreste cambiare? Beh, nel secondo caso, avete la possibilità di modificare il messaggio appena pubblicato: sotto al titolo infatti troverete una piccola barra degli strumenti e l’ultima icona della barra è la solita icona con i tre pallini; cliccando su di essa troverete la voce “Modifica” per modificare il vostro post
Come modificare un post già pubblicatoCome modificare un post già pubblicato
Tutto questo implica che Lemmy, con la sua interfaccia pulita e chiara, potrebbe essere utilizzato come piattaforma di blogging: è sufficiente creare una “comunità” e limitare la creazione di nuovi thread ai soli moderatori!

Ora che avete acquisito maggiore consapevolezza, potete navigare per le comunità del server feddit.it e cercare se ci sono altre comunità di vostro interesse dove pubblicare post oppure se ci sono post scritti da altri utenti sotto i quali lasciare il vostro commento; quando trovate un utente interessante, potete vedere quali altri post e quali commenti ha scritto, ma ATTENZIONE: da Lemmy non potete seguire gli utenti, ma potete solo iscrivervi ai gruppi. Si tratta di una funzionalità pensata per mettere in primo piano le comunità e i contenuti e non, a differenza dei social, gli utenti!

Con il mio account posso davvero vedere tutti i contenuti pubblicati da tutti gli utenti del mondo? No!


Sul vostro server potete trovare contenuti provenienti da tutti i server collegati, ma solo se il vostro server li ha “intercettati” dalla rete globale.

In pratica (con alcune eccezioni che non ci interessano), i post pubblicati sulle comunità di un altro server vengono “intercettati” dal vostro server solo quando almeno un utente del vostro server inizierà a iscriversi a quella comunità e pertanto il vostro server intercetterà solo i post pubblicati dopo il momento dell’iscrizione di quell’utente.

Il corollario a tutto questo è che, se nessun utente del vostro server si è mai iscritto a una certa comunità di un server remoto e quindi voi sarete i primi a esservici iscritti, inizierete a vedere solo i post pubblicati dal momento in cui vi siete iscritti.

Ma se noi visitiamo un altro server e vediamo un post interessante che vorremo commentare, come possiamo commentarlo, se quel post non è mai stato intercettato dal nostro server? Ecco come fare…

“Catturare” un post da un altro server Lemmy


Sì, come per quasi tutti i server Lemmy, anche nel server lemmy.ml esiste una comunità “test”.

Per trovarla, possiamo utilizzare la sintassi standard, per esempio scrivere lemmy.ml/c/test, oppure possiamo andare alla pagina principale del server lemmy.ml/ cliccare sulla ricerca di Lemmy in alto a destra e cercare la parola “test”.

Qui troverete diversi post creati da utenti che volevano fare prove, ma ora andiamo direttamente alla pagina lemmy.ml/post/41887125 dove c’è un vecchio post che ho preparato per voi.

Ricordate quello che vi avevo scritto qui a proposito della casella di ricerca? Ebbene, è arrivato il momento di metterlo in pratica.

Per commentare quel post restando dentro al nostro server feddit.it (senza quindi iscriverci al server lemmy.ml), possiamo:

  • copiare il link di quel post (appunto lemmy.ml/post/41887125)
  • e incollarlo nella casella di ricerca del nostro server feddit.it.

Ecco che la ricerca ci restituirà un solo risultato e, quando ci avremmo cliccato, lo troveremo in una pagina del nostro server (nello specifico quel post si troverà alla pagina feddit.it/post/25874889).

Il link sembra avere esattamente lo stesso aspetto di quello del nostro post precedente perché il nostro server l’ha “intercettato” e l’ha inglobato nella memoria fisica del nostro server. Ma osservando quello stesso post dalle due pagine diverse, noterete che sono presenti alcune particolari differenze, cerchiate in rosso:
Gioco di specchi: stesso post ma su due server Lemmy diversiGioco di specchi: stesso post ma su due server Lemmy diversi
Nel messaggio “originario” scritto nel server in cui è ospitato sia l’utente “@Informapirata”, sia la comunità !test@lemmy.ml, si può notare come sia l’utente, sia la comunità non abbiano la necessità di presentare la seconda parte dell’handle (@lemmy.ml). Ma soprattutto possiamo vedere che le due iconcine (una con il simbolo della catenella, l’altra con il simbolo pentagonale colorato del Fediverso) rimandano allo stesso link, che è il link univoco del post pubblicato dall’utente: lemmy.ml/post/41887125

Al contrario, nel messaggio duplicato come lo vediamo nel server feddit.it, sia l’utente sia la comunità presentano la seconda parte dell’handle, ma soprattutto:


“Catturare” un post da un altro server “non Lemmy”


La forza del Social WARM sta nel fatto che, grazie alla interconnessione tra server e piattaforme diverse, è possibile catturare anche post creati da altre piattaforme.

Vedremo quindi:

  1. come “catturare” un post pubblicato in una “categoria” NodeBB ((i gruppi di NodeBB si chiamano così; ricordate NodeBB? l’abbiamo accennato qui e qui) da un utente NodeBB
  2. come “catturare” un post pubblicato in una “comunità” Lemmy di un altro server, ma da parte di un utente NodeBB
  3. come “catturare” un post pubblicato in una categoria NodeBB da un utente Mastodon
  4. come “catturare” un post pubblicato da un utente Pixelfed in un “gruppo” Friendica
  5. come sia impossibile “catturare” alcun post, se non è pubblicato su un gruppo (comunità, categoria, rivista o comunque la chiamiate)


NodeBB su NodeBB


Questo post citiverse.it/topic/167/chi-vuo… è stato pubblicato dall’utente @macfranc (link univoco: citiverse.it/user/macfranc) sulla “categoria” Test (citiverse.it/category/5/test) del forum federato citiverse.it.

Purtroppo, in NodeBB, il link visualizzato non corrisponde al “vero” link federato e quindi dobbiamo cercare il link federato cliccando sulla rotellina delle impostazioni in basso a destra e selezionare la voce “Copia link permanente”.
Il link visualizzato è quello locale e può non corrispondere al "vero" link federatoIl link visualizzato è quello locale e può non corrispondere al “vero” link federato
Ottenuto questo link (che sarà citiverse.it/post/535) potrete incollarlo nella casella di ricerca di Lemmy e otterrete così il risultato che ci porterà alla pagina feddit.it/post/25876602 dalla quale potrete commentare il post in questione (fatelo, mi raccomando!)

Mastodon su NodeBB


Questo è un post pubblicato da un utente Mastodon: mastodon.uno/@informapirata/11…

L’utente in questione è riuscito a pubblicare il suo post sulla comunità test di citiverse.it semplicemente menzionando l’utente @test (NB sì: mastodon usa la chiocciola anche per i gruppi…) e il risultato è questo: citiverse.it/topic/61aecc3e-5f…

In questo caso, vi basterà copiare il link del post Mastodon, per incollarlo nella casella di ricerca di Lemmy e vedrete questo post: feddit.it/post/25846057

Se invece quel post l’aveste visto da NodeBB, ecco che vi basterà cliccare di nuovo sulla rotellina in basso a destra e selezionare NON “copia link permanente”, ma “apri il post originale”.
Ancora link locali e link federatiAncora link locali e link federati
In questo modo il browser vi farà vedere direttamente il post Mastodon

NodeBB su altro server Lemmy

Dove trovare il link federato su LemmyDove trovare il link federato su Lemmy
Se andiamo a questa pagina lemmy.ml/post/41890897 vedremo un post Lemmy, ma in realtà è stato pubblicato da un utente NodeBB.

Ce ne accorgiamo posizionandoci con il mouse sul simbolino pentaonale del Fediverso. Da lì possiamo copiare il link citiverse.it/post/536 nella casella di ricerca.

Certo, potremmo anche aprire la pagina, ma poi dovremmo fare la stessa operazione di ripulitura del link che abbiamo visto due capitoli fa…

In ogni caso, la pagina che vedremo sarà questa: feddit.it/post/25877501

Pixelfed su Friendica


Giusto per farvi conoscere due nuovi software, presenteremo un caso in cui un utente Pixelfed pubblica un post su un gruppo Friendica.

A questa pagina, possiamo vedere un account Pixelfed che pubblica un post sul gruppo “testgroup” dell’istanza poliverso.org: poliverso.org/display/6d463554…

Come abbiamo capito, il link che vediamo nella barra degli indirizzi non è quello originale, quindi dobbiamo cercare il link originale. Su Friendica, possiamo cliccare sul simbolo in alto a destra del post che, oltre a farci vedere il simbolo della piattaforma di origine, ci indica anche il link del post originale: pixelfed.social/p/informapirat…
Trovare il link federato su FriendicaTrovare il link federato su Friendica
Anche qui il procedimento sarà lo stesso, cioè copiare il link, incollarlo nella casella di ricerca di feddit.it e voila: feddit.it/post/25877971

…e quei post che Lemmy non vedrà mai


Per concludere, un’ultima nota molto importante: Lemmy è pensato per visualizzare esclusivamente post e risposte che facciano parte di una conversazione “incardinata” in un “gruppo“.

Non importa se il gruppo è una comunità Lemmy o Piefed, una rivista (o magazine) Mbin, una categoria NodeBB, un gruppo Friendica. In teoria potrebbe anche essere un canale Peertube (eh già…), ma deve sempre essere “dentro” un gruppo.

Se il post non fa parte di un gruppo, allora Lemmy non lo vedrà: quella che può sembrare una limitazione è in realtà una delle più importanti caratteristiche per non snaturare quello che è a tutti gli effetti un “forum” di discussione e non un social network basato sui follower.

Rispondere, menzionare o interagire con un altro utente


Quando state su Lemmy e rispondete a un post, state rispondendo all’utente che ha scritto quel post e a tutti gli eventuali utenti cui quel post, a sua volta, rispondeva.

Se volete aggiungere una menzione a un altro utente interessato, potrete digitare la chiocciola @ e iniziare a scrivere il suo handle utente; il sistema inizierà a suggerirvi alcuni utenti conosciuti dal nostro server in base alle sequenze di lettere che state scrivendo
Menzionare qualcuno su LemmyMenzionare qualcuno su Lemmy
Per uno strano difetto di progettazione, le menzioni funzionano solo nelle risposte, mentre le menzioni scritte nel primo post di una conversazione non funzionano

L’utente Lemmy è infine in grado di reagire a un post votandolo positivamente o negativamente; alcune piattaforme non riconoscono il “downvote”, ma l'”upvote” lo interpreteranno quasi sempre come un “like”.

Non esiste invece per l’utente Lemmy il concetto di “ricondivisione” (il retweet), mentre un utente che in una comunità trova una conversazione meritevole di essere ricondivisa in un’altra comunità, può ricorrere a ciò che Lemmy chiama “crossposting“: consiste in una sorta di “inoltro” di un post da una comunità a un’altra.
L'unica ricondivisione è il crossposting, ossia un inoltro non sincrono)L’unica ricondivisione è il crossposting, ossia un inoltro non sincrono)
Sì, l’inoltro è una soluzione non ottimale, dal momento che le due (o più) conversazioni (quella originaria e quella/e “crosspostata/e”) viaggeranno in maniera indipendente. Ma Lemmy si assicura almeno di esplicitare dove si trovano post su diversi server ma con lo stesso link.

Trattamento Lemmy: cosa abbiamo imparato?


L’incontro con Lemmy ci ha fatto capire alcuni concetti molto importanti del Social WARM.

Gruppi/Utenti: In primo luogo abbiamo capito che esiste una dicotomia tra utenti veri e propri e utenti di tipo “gruppo” e che questa dicotomia è importante non solo per quei software per i quali i “gruppi” costituiscono un elemento costitutivo, ma anche per quei software che (a differenza di quelli del “forumverso”) non sono basati sulle conversazioni strutturate, ma che si basano invece sul flusso continuo e cronologicamente ordinato di contenuti. Quando gli utenti del “socialverso” come quelli Mastodon o Friendica o Pixelfed o Pleroma menzionano un “gruppo” o rispondono a una conversazione basata su un gruppo, allora i loro contenuti sono visibili anche nel “forumverso“! In caso contrario, Lemmy non li vedrà.

Ogni contenuto è una pagina WEB: Abbiamo anche capito che a tutti i profili utente, a tutti i profili gruppo e a tutti i contenuti del Social WARM prodotti all’interno di un server, corrisponde una pagina originale e questa può essere replicata come pagina alias all’interno di tutti i server collegati. Ognuno di questi alias è una specie di bambola Vodoo che, quando viene stimolata, trasmette la reazione all’originale…

Nome@Cognome: Abbiamo capito inoltre che ogni account è caratterizzato da un “nome personale” liberamente scelto e da un “cognome” di famiglia che dipende dal dominio del server e che questi nomi somigliano a un indirizzo email salvo che per il fatto che hanno un’altra chiocciola all’inizio.

Questi concetti ci saranno molto utili quando cercheremo di orientarci meglio nell’utilizzo di altri software del Social WARM e il primo che vedremo dopo Lemmi sarà proprio quello che possiamo chiamare il “principe” del Fediverso:

Mastodon: il social a flusso continuo

informapirata.it/2026/01/28/de…


ActivityPub: The Good, the Bad and the Ugly


I know, I know—that intro might seem controversial. Right now, here’s the landscape of federated protocols:

  • ActivityPub - The shining star of this article.
  • OStatus - Mostly deprecated in favour of ActivityPub.
  • Diaspora - Exclusive to Diaspora, limiting interoperability.
  • Nostr - Infamous due to problematic user behaviour, unlikely to achieve significant interoperability.
  • Matrix - Could theoretically support social media use-cases but currently doesn't.
  • ATProto - Technically promising, yet hampered by corporate handling and mistrust from the open-source community.

Ultimately, that leaves us with ActivityPub. Everything else either lacks widespread adoption, doesn’t support common social media scenarios, or is effectively proprietary despite being open-source. For those who prioritize open-source solutions, ActivityPub is essentially the only viable option.

The Good


While I’m about to critique ActivityPub extensively, it undeniably has strong points:

  • Interoperability: The core idea is genuinely powerful. Using your Mastodon account to comment on a Lemmy post—or even reading this blog post on your preferred instance—is genuinely amazing. Different instances can display content uniquely, allowing users to interact in a way tailored to their platform.
  • Human-readable JSON: While some might underestimate this, JSON's human readability makes debugging and understanding ActivityPub interactions straightforward.
  • Extensible: Custom properties and types can extend functionality beyond initial design limitations, ensuring future flexibility.


The Bad


Most issues with ActivityPub stem from one critical flaw: much of its behaviour is undefined. The core types and activities allow interactions that make little practical sense. For instance, the Like activity should be simple—you like something. But, in ActivityPub, you can "like" another Like activity, creating infinite loops of nonsensical interactions.

This flexibility leads to a significant problem: no two implementations behave identically. Developers resort to hacks and guesswork to interpret undefined behaviour. Ideally, ActivityPub would strictly define interactions for core types, enabling implementations (Mastodon, Lemmy, Pleroma, etc.) to focus solely on presentation or extending functionality, knowing basic interactions remain consistent across platforms.

A practical example is the confusion around private messages. Two competing methods have emerged: a custom ChatMessage type not officially supported by ActivityPub (used by Lemmy, Pleroma and others), and an alternate "standard" using a Note object that excludes the public audience but explicitly mentions recipients (used by Mastodon and others). This ambiguity creates compatibility nightmares.

Another example I personally encountered was a frustrating issue while implementing ActivityPub for this blog: updating a post propagated to Lemmy but not Mastodon. Despite the Update activity being accepted, Mastodon silently rejected it unless the updated timestamp changed—a logical but unofficial requirement. Developers must track down subtle implementation details that aren't formally documented, significantly complicating adoption and usage.

The Ugly


Privacy is virtually non-existent. When another server federates with yours, it receives all public activities, which might seem harmless initially. However, what happens if you mistakenly share sensitive information publicly? In theory, deleting a post propagates across the network, but real-world scenarios vary greatly—from technical glitches to outright malicious actors ignoring delete requests. Ensuring robust privacy requires substantial protocol-level changes, such as introducing end-to-end encryption—something notoriously complex to implement, as evidenced by Matrix’s struggles.

Another significant flaw is impersonation vulnerability. ActivityPub itself has no built-in authentication mechanism, meaning anyone could theoretically impersonate any user. Although most implementations use the HTTP Signatures standard to address this, ActivityPub itself remains incomplete in terms of essential security features. The standard openly acknowledges:

Unfortunately at the time of standardization, there are no strongly agreed upon mechanisms for authentication.


Conclusion


ActivityPub, particularly its vocabulary rules (ActivityStreams), remains a half-finished protocol. Its effectiveness depends heavily on individual implementation choices, creating problematic discrepancies—such as the inability to reliably send private messages between Mastodon and Lemmy users. Moreover, simple human errors or software oversights can unintentionally expose private information, as recently demonstrated when new Fediverse software mishandled Mastodon-style private messages and displayed them publicly.

The solution? ActivityPub needs a clearly defined second iteration—an ActivityPub v2—that eliminates ambiguity, standardizes behaviour strictly, and provides essential security measures. Certain issues, especially privacy, may never be fully resolved within the protocol, but increased clarity and stricter rules would significantly mitigate existing risks.

This doesn’t mean we should abandon ActivityPub, but rather, we must work collectively to standardize it further, making it more secure and less error-prone.

What are your thoughts on ActivityPub? Have you developed something using it? Are you planning to? Let me know in the comments!