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dal 2 aprile, a roma: immagini della prima e seconda biennale dell’antropocene


ECAD – Stati Generali della Memoria e Teatroinscatola in collaborazione con il IX Municipio
presentano

ANTROPOCENE
Immagini dalle biennali


Un progetto che unisce la I e la II Biennale dell’Antropocene in una narrazione unica

Locandina, le due biennali dell'antropocene
cliccare per ingrandire

Dal 2 aprile al 2 maggio 2026

ingresso libero

Inaugurazione: 2 aprile, ore 18
La Vaccheria – Via Giovanni l’Eltore 35 Roma

antropocene_ rassegna mostra alla vaccheria
#Antropocene #BiennaleDellAntropocene #BiennaliDellAntropocene #ECAD #ECADStatiGeneraliDellaMemoria #LaVaccheria #StatiGeneraliDellaMemoria #Teatroinscatola

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Cryptee aggiunge la condivisione di foto: cifrata e pensata con cura


Cryptee lancia la condivisione di album fotografici cifrata end-to-end. Il codice era pronto da anni, ma il team ha voluto prima affrontare le implicazioni etiche della funzionalità.
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Cryptee, il servizio estone di archiviazione cifrata end-to-end per foto, documenti e note, sembrava fermo da un po’. In realtà il team stava affrontando qualcosa di più spinoso del semplice codice: le implicazioni etiche e legali della condivisione di album fotografici, ora finalmente disponibile. Tutto end-to-end, senza scansioni, senza intelligenza artificiale che guarda dentro.

Il codice per la condivisione era pronto da tempo. Il problema era capire come rilasciarlo senza che diventasse uno strumento per diffondere contenuti illegali. Invece di ignorare il tema, come è di moda in certa industria tecnologica, il team ha passato anni a confrontarsi con gruppi di advocacy, ricercatori, sociologi ed esperti europei. Il risultato è una serie di limiti tecnici deliberati, pensati per rendere la funzionalità utile nei casi legittimi e impraticabile per chi volesse abusarne.

Come funziona


La condivisione è disponibile solo agli utenti con un piano a pagamento. Un album può essere condiviso con al massimo cinque persone, tramite un collegamento che scade dopo 48 ore. I destinatari devono confermare il proprio indirizzo email con una password usa e getta prima di accedere ai contenuti. Chi condivide può sempre vedere chi ha accettato l’invito e revocare l’accesso in qualunque momento.

Nessuna backdoor, nessuna scansione. I contenuti restano cifrati end-to-end e Cryptee stessa non può vederli.

L’aggiornamento include anche altre novità: la possibilità di incollare testo in Markdown nell’editor di Cryptee Docs (con pulizia automatica dei contenuti potenzialmente pericolosi), blocchi di codice con funzione piega/spiega e copia con un clic, e centinaia di correzioni sparse.

Cryptee è un progetto europeo indipendente, senza grandi investitori alle spalle, con sede in Estonia e un modello di business basato esclusivamente sugli abbonamenti. Per chi cerca un’alternativa seria e riservata ai soliti servizi cloud per foto e documenti, vale la pena valutarlo.


FONTE blog.crypt.ee

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Via degli Acquedotti - Lucca, arch. Nottolini | Escursionismo

Ricominciamo il cammino e a fare qualche foto 😉

📍 Qui il percorso, nulla di difficoltoso ma molto bello:
wikiloc.com/hiking-trails/via-…

📷 jpg diretto in macchina con simulazione pellicola FRGMT B&W

#fujifilm #lucca

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Articolo che spiega bene come utilizzare al meglio le ricette per le nostre fotocamere Fujifilm.

jmplisson.substack.com/p/your-…

Utilizzi le ricette per ottenere jpg già elaborati in macchina?

#fujifilm #darkroom #lightroom

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esce “scritture complesse”, raccolta di testi relativi all’omonimo incontro di parma (dicembre, 2023)


scritture complesse_ a cura di elvio manganaro e daniele poletti_ diaforia_

[dia•foria // scritture complesse
diaforia.org/floema/2026/03/16…

Nel volume:

Andrea Borghi
DISCOMATERIA
Alessandro De Francesco
FLUSSO DI COSCIENZA INVERSO E CONOSCENZA SENZA COMPRENSIONE
Giovanni Fontana
SCRITTURE COMPLESSE
Marco Giovenale
UNA MACCHINA DI EFFETTI
Elvio Manganaro
LES ANNÉES COMBINATOIRES
Salvatore Margiotta/ Phoebe Zeitgeist
PHOEBE ZEITGEIST/SCRITTURE COMPLESSE
Nicolas Martino
L’ALFABETO HA FATTO BANG
Marco Mazzi
NIHIL
Susanna Pisciella
LETTURA CARTOGRAFICA, SCRITTURA DI PROGETTO
Daniele Poletti
IL SUPERAMENTO DELL’APPARTENENZA
Franco Purini
TRE RIFERIMENTI
Luigi Severi
MILLEPIANI DI SCRITTURA ESLEGE

Il lavoro grafico e di impaginazione è stato eseguito da FELIPE EMILIO PSZEMIAROWER e RUZANNA MELIKSETYAN, con la supervisione di [dia•foria.

Formato: 16×30 cm
Pagine: 152
a cura di Daniele Poletti e Elvio Maganaro
[dia•foria, febbraio 2026
collana: floema – esplorazioni della parola

per info e acquisti: info@diaforia.org
#AlessandroDeFrancesco #AndreaBorghi #DanielePoletti #diaforia #ElvioManganaro #FelipeEmilioPszemiarower #Floema #floemaEsplorazioniDellaParola #FrancoPurini #GiovanniFontana #LuigiSeveri #MarcoGiovenale #MarcoMazzi #NicolasMartino #PhoebeZeitgeist #RuzannaMelikesetyan #SalvatoreMargiotta #SusannaPisciella #DiaForia

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Un macigno su Catania, la povertà educativa


“Che ne faremo dei nostri ragazzi?” E’ questo il titolo del dossier sulla povertà educativa a Catania, redatto da Antonio Fischella e presentato giovedì 26 marzo all’Istituto Fermi-Eredia. Racconta, numeri alla mano, la drammatica situazione dell’offerta formativa nella nostra città, ma cerca anche di suggerire “proposte, idee e percorsi per costruire futuro”, come leggiamo nel […]

Leggi il resto: argocatania.it/2026/03/30/un-m…

#AntonioFisichella #asiliNido #IsaiaSales #Mezzogiorno #povertàEducativa #tempoPieno

Questa voce è stata modificata (2 mesi fa)

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UFC fight night 271: L’americano Joe Pyfer vince contro l’ex campione del mondo Adesanya e si “proietta” ai piani alti dei pesi medi.


Nella notte tra il 28 e il 29 marzo è andato in scena presso la Climate Pledge Arena di Seattle (WA) UFC Fight Night 271: Adesanya vs Pyfer. Evento con numerose finalizzazioni e incontri spettacolari. Il main event,valido per i pesi medi, ha visto scontrarsi Adesanya contro Pyfer. Il 29enne americano Joe Pyfer (16-3) vince al 4 minuto per tko contro Israel "The Last Stylebender" Adesanya in un incontro molto equilibrato. Nel primo round dove il Nigeriano assestava tanti calf-kick e […]
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Nella notte tra il 28 e il 29 marzo è andato in scena presso la Climate Pledge Arena di Seattle (WA) UFC Fight Night 271: Adesanya vs Pyfer.

Evento con numerose finalizzazioni e incontri spettacolari.

Il main event,valido per i pesi medi, ha visto scontrarsi Adesanya contro Pyfer. Il 29enne americano Joe Pyfer (16-3) vince al 4 minuto per tko contro Israel “The Last Stylebender” Adesanya in un incontro molto equilibrato. Nel primo round dove il Nigeriano assestava tanti calf-kick e numerose combinazioni di pugilato che Pyfer aveva difficoltà a reagire.

Nel secondo round l’americano prevale su Adesanya e riesce a colpire duramente il naso, portandolo poi a terra dove esce la sua dominanza nel wrestling. Si intensifica il ground on pound (da back mount), al minuto 4:18 l’arbitro interrompe il fight decretando Pyfer vincitore per tko.

youtube.com/watch?v=YWhbCLh1vY…

Nel co-main event ha visto trionfare la ex campionessa dei pesi mosca femminili la messicana Alexa Grasso in un rematch contro Maycee “ The Future” Barber (15-3) per un KO al primo round. Partita piano e alla ricerca di combinazioni pugilistiche in risposta all’americana Mayce Barber, La Grasso ritrova la vittoria dopo poco più di tre anni, interrompendo così la striscia di 8 vittorie consecutive di Barber che non perdeva da 5 anni (UFC 258).

Nel 4 fight della main card della serata si sono affrontati nei pesi welter, l’italo-statunitense Michael “Maverick” Chiesa contro Niko “The Hybrid” Price. Chiesa chiude in bellezza la sua carriera con una sottomissione (Rear-Naked Choke) su “The Hybrid” in poco più di un minuto.

Lerryan Douglas infligge una sconfitta per TKO al primo round ad Julian Erosa valevole per la divisione “Piuma”. il fighter di casa viene dominato dal brasiliano Douglas dove subisce più knockdown e combinazioni nell’arco di un minuto dove viene fermato anche fight dall’arbitro.

L’olandese Yousri Belgaroui (18-3) travolge per tre i round il suo avversario Mansur Abdul-Malik (8-1), Chiudendo poco prima della fine. Prima sconfitta dunque per l’americano che viene sopraffatto dalla kick-boxing dell’avversario e messo KO da una potente ginocchiata da parte dell’olandese.

l’olandese è accompagnato dall’ex campione dei pesi medi e mediomassimi Alex “Poatan” Pereira. Il brasiliano sarà protagonista nel co-main event di UFC Freedom 250 il prossimo 4 luglio alla casa bianca per la cintura dei pesi massimi ad interim contro Cyril Gane.

L’incontro che dà inizio alla main card viene vinto da Terrance McKinney (18-8) al 24esimo secondo del primo round per TKO ai danni di Kyle Nelson.

Menzione per il neozelandese Sterling (compagno di team di adesanya) che vince per decisione unanime contro Bruno Lopes, Sterling lancia la sfida ad Ion Cutelaba reduce dalla vittoria per sottomissione ai danni di Omar SY lo scorso 14 marzo.

Menzione per la vittoria del azerbaigiano Musayev che vince contro il cileno Ignacio Bahamondes dove viene dominato dal wrestling di Musayev gravemente ferito alla testa durante il 2 e il terzo round.

vincono i bonus per performance of the night:

Joe Pyfer ed Alexa grasso per le loro grandi vittorie.

ed si aggiudicano il fight of the night:

Tofiq Musayev vs. Ignacio Bahamondes, vinto dal azerbaigiano.

durante l’evento è stato comunicato che l’ex campione dei pesi mosca Demetrious “Mighty Mouse” Johnson è stato inserito nella hall of fame della ufc

Tutti i risultati

Pesi medi
Joe Pyfer sconfigge Israel Adesanya via TKO (pugni) – Round 2, 4:18

Pesi mosca femminili
Alexa Grasso sconfigge Maycee Barber via KO (pugno) – Round 1, 2:42

Pesi welter
Michael Chiesa sconfigge Niko Price via sottomissione (rear-naked choke) – Round 1, 1:03

Pesi piuma
Lerryan Douglas sconfigge Julian Erosa via KO (pugni) – Round 1, 3:33

Pesi medi
Yousri Belgaroui sconfigge Mansur Abdul-Malik via TKO (ginocchiata) – Round 3, 3:39

Pesi leggeri
Terrance McKinney sconfigge Kyle Nelson via TKO (head kick e pugni) – Round 1, 0:24


Preliminary Card (Paramount+)


Pesi leggeri
Tofiq Musayev sconfigge Ignacio Bahamondes via decisione unanime (29-28, 29-27, 30-27)

Pesi leggeri
Lance Gibson Jr. sconfigge Chase Hooper via TKO (ginocchiate) – Round 1, 2:56

Pesi massimi
Tyrell Fortune sconfigge Marcin Tybura via decisione unanime (29-28, 29-28, 30-27)

Pesi mosca femminili
Casey O’Neill sconfigge Gabriella Fernandes via KO (pugni) – Round 1, 3:11

Pesi massimi leggeri
Navajo Stirling sconfigge Bruno Lopes via TKO (pugni) – Round 2, 4:05

Pesi gallo
Ricky Simón vs Adrian Yañez termina in pareggio maggioritario (29-28, 28-28, 28-28)

Pesi paglia femminili
Alexia Thainara sconfigge Bruna Brasil via decisione unanime (30-27, 30-27, 30-27)

Alla cura di Gabriel Apostol

Questa voce è stata modificata (2 mesi fa)
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Tails 7.6: bridge Tor automatici e addio a KeePassXC


Tails 7.6 introduce la richiesta automatica di bridge Tor in base alla regione geografica e sostituisce KeePassXC con GNOME Secrets come gestore delle password predefinito.
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Tails 7.6 è disponibile da oggi con due novità sostanziali, oltre al consueto giro di aggiornamenti.

La prima riguarda i bridge Tor. Fino ad ora, chi si trovava in un paese con la rete Tor bloccata doveva procurarsi i bridge manualmente, il che non è proprio immediato per chi è alle prime armi. Da questa versione, l’assistente di connessione offre direttamente un’opzione “chiedi un bridge in base alla tua regione”: Tails contatta la Moat API del Progetto Tor e scarica i relay più adatti alla propria posizione geografica. La richiesta stessa viene mascherata tramite domain fronting, cioè presentata ai filtri di rete come traffico verso un sito ordinario. La stessa tecnologia era già presente in Tor Browser dal 2022, ma arriva adesso anche nell’assistente di connessione di Tails.

La seconda novità è il cambio del gestore delle password predefinito: KeePassXC lascia il posto a GNOME Secrets, un’applicazione nativa GTK, decisamente più integrata nell’ambiente GNOME. Il vantaggio pratico più immediato è il ripristino del corretto funzionamento della tastiera su schermo e della scalatura del cursore, funzionalità di accessibilità che con KeePassXC, applicazione Qt, non funzionavano bene in un ambiente GNOME. I database esistenti vengono riconosciuti e aperti automaticamente, visto che entrambi i programmi usano lo stesso formato di file. Chi ha bisogno delle funzioni avanzate di KeePassXC, come la generazione di password autonoma o la ricerca avanzata, può reinstallarlo come software aggiuntivo.

Aggiornamenti pacchetti


Tor Browser sale alla versione 15.0.8, Thunderbird alla 140.8 e Electrum dalla 4.5.8 alla 4.7.0. Aggiornati anche la maggior parte dei pacchetti firmware, con miglioramenti al supporto per schede grafiche e adattatori Wi-Fi più recenti.

L’aggiornamento automatico è disponibile a partire da Tails 7.0. In caso di problemi, è disponibile la procedura di aggiornamento manuale sul sito ufficiale.


FONTE blog.torproject.org


FONTE linuxiac.com

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Swift 6.3, finalmente anche Android


Con Swift 6.3 arriva il primo SDK ufficiale per Android: gli sviluppatori possono ora scrivere applicazioni Android native in Swift e condividere codice con progetti Kotlin e Java.
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Con Swift 6.3, rilasciato il 24 marzo, arriva un traguardo che la comunità inseguiva da anni: il primo SDK ufficiale per Android. Non si tratta di un port sperimentale o di uno strumento di terze parti, ma di un progetto cresciuto dentro la community Swift e ora adottato ufficialmente dall’Android Workgroup del linguaggio.

L’SDK consente di scrivere applicazioni Android native direttamente in Swift, aggiornare i propri pacchetti per compilare su Android e integrare codice Swift in progetti esistenti scritti in Kotlin o Java, attraverso i meccanismi di interoperabilità con JNI. Il codice Swift compila in codice macchina nativo, con prestazioni paragonabili a quelle di C e C++ sviluppati con l’Android NDK. In pratica, chi ha già una codebase Swift può condividere la logica applicativa su tutte le piattaforme senza riscrivere tutto da capo in Kotlin. L’SDK è disponibile per macOS, Linux e Windows.

Altre novità della release


Tra le aggiunte al linguaggio, spicca il nuovo attributo @c, che permette di esporre funzioni ed enumerazioni Swift al codice C nello stesso progetto, con la possibilità di assegnare nomi simbolici personalizzati. Comodo per chi lavora su codebase miste che combinano Swift con C o C++.

Per gli strumenti di sviluppo, arriva in anteprima l’integrazione di Swift Build in Swift Package Manager, con l’obiettivo di uniformare l’esperienza di compilazione su tutte le piattaforme supportate. Debuttano anche nuovi controlli per le ottimizzazioni del compilatore, come @specialize e @inline(always), mentre DocC aggiunge il supporto all’output in Markdown.


FONTE swift.org


FONTE infoworld.com

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FreeCAD aggiorna tutto: dalla selezione al FEM, passando per Wayland


FreeCAD 1.1 porta anteprime trasparenti nel Part Design, cursori interattivi, un nuovo strumento di selezione e miglioramenti a FEM, CAM e Wayland. Ecco le novità principali.
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Sedici mesi dopo la 1.0, FreeCAD torna con una release che tocca praticamente ogni angolo del programma. La versione 1.1 è disponibile per Windows, macOS e Linux, e porta con sé un numero considerevole di miglioramenti frutto del lavoro di quasi trecento sviluppatori.

La novità più visibile nel flusso di modellazione è probabilmente il sistema di anteprime trasparenti nel Part Design Workbench: aggiungendo o sottraendo materiale, ora si vede in tempo reale l’effetto dell’operazione prima di confermarla. Collegata a questo, l’aggiunta di cursori interattivi per strumenti come Fillet e Chamfer permette di modificare i valori direttamente nella vista 3D, senza dover aprire pannelli laterali.

Anche la selezione degli elementi migliora con il nuovo strumento Clarify Selection, pensato per situazioni in cui la geometria si sovrappone o è nascosta: gli oggetti vicini diventano temporaneamente trasparenti e viene presentato un elenco di elementi selezionabili. Quick Measure diventa più consapevole del contesto, mostrando dati come diametro e distanza tra assi. Lo strumento Transform, infine, è stato esteso con opzioni di allineamento più precise e il controllo del centro di massa.

Per quanto riguarda il FEM, la 1.1 aggiunge la visualizzazione dei risultati su più fotogrammi, la creazione di campi personalizzati tramite filtri e il supporto a nuovi solver per l’elettrostatica e la conduzione di corrente. Il modulo CAM adotta il nuovo sistema Better Tool Library, mentre lo strumento Hole è stato ridisegnato con supporto più ampio ai profili filettati, inclusi gli standard Whitworth.

Per chi usa Linux, merita una menzione il lavoro sul supporto a Wayland: la 1.1 corregge problemi storici con le schede Nvidia e automatizza il rilevamento del protocollo grafico, eliminando crash e schermi neri che affliggevano alcune configurazioni.

FreeCAD 1.1 è scaricabile da freecad.org. Le note di rilascio complete sono sul wiki ufficiale.


FONTE blog.freecad.org


FONTE wiki.freecad.org


FONTE 9to5linux.com


FONTE ostechnix.com

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OpenShot 3.5: timeline più veloce, prestazioni migliori e un pizzico di IA


OpenShot 3.5 ridisegna la timeline predefinita, migliora sensibilmente le prestazioni e aggiunge un'integrazione sperimentale con ComfyUI per flussi di lavoro basati sull'intelligenza artificiale.
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C’è una tradizione consolidata nel mondo di OpenShot: ogni nuova versione è “la più grande di sempre”. La 3.2 era “la più emozionante”, la 3.3 “la migliore mai rilasciata”, la 3.4 “il più grande aggiornamento nella storia del progetto”. Ora tocca alla 3.5, con diciotto anni di vita sulle spalle, rivendicare lo stesso primato.

Detto questo, questa volta ci sono davvero novità concrete! La timeline predefinita è stata sostituita con una versione più reattiva, che rende zoom, scorrimento, ritaglio e spostamento dei clip notevolmente più fluidi, soprattutto su progetti complessi. Il pannello dei fotogrammi chiave è ora attivo per impostazione predefinita, rendendo le animazioni avanzate più accessibili senza dover scavare nei menu.

Le prestazioni migliorano in modo apprezzabile: il team dichiara un incremento complessivo di circa un terzo rispetto alla versione precedente, con i miglioramenti più marcati nell’elaborazione degli effetti e dei fotogrammi. L’accelerazione GPU viene ottimizzata sia in decodifica che in codifica, con una gestione dei fallback più robusta per evitare i classici fotogrammi neri. Anche l’esportazione migliora: file più leggeri a parità di qualità visiva, grazie a preset rivisti e una codifica più efficiente.

Audio, maschere e chroma key ricevono la loro parte di attenzione: le transizioni audio gestiscono ora le dissolvenze incrociate in modo automatico, il chroma key predefinito produce bordi più morbidi con meno aloni, e il supporto alle maschere si estende a tutti gli effetti.

Sperimentale ma degna di nota, l’integrazione con ComfyUI per flussi di lavoro basati sull’intelligenza artificiale, che includono tracciamento, segmentazione e pipeline SAM2. I requisiti minimi dichiarati per usarla senza stalli o crash sono però proibitivi per la maggior parte degli utenti: GPU NVIDIA da almeno 12 GB, CPU equivalente a un Ryzen 9 5900, 64 GB di RAM e 200 GB di spazio libero. Funzionalità per pochi, almeno per ora.

OpenShot 3.5 è disponibile per Linux, macOS e Windows sul sito ufficiale, anche come AppImage pronto all’uso.


FONTE openshot.org


FONTE omgubuntu.co.uk


FONTE phoronix.com

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Fizzy gratis per tutti: 37signals azzera il prezzo del suo kanban


Il kanban board Fizzy di 37signals diventa completamente gratuito, sia nella versione ospitata che in quella autogestita. Cosa cambia e cosa sapere sulla licenza.
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Lanciato a dicembre scorso, Fizzy, il software kanban di 37signals (la società dietro Basecamp e HEY), cambia radicalmente il proprio modello: da oggi è gratuito per tutti, senza limiti di schede né abbonamenti mensili. Sia la versione ospitata da 37signals sia quella da installare su server proprio non costano più nulla. Gli utenti che avevano un abbonamento attivo non verranno più addebitati.

A spiegare la scelta è il CEO Jason Fried: i costi del servizio saranno coperti dai ricavi di Basecamp e HEY. Fizzy diventa, in sostanza, uno strumento di visibilità per il brand più che una fonte di entrate autonoma.

Dal punto di vista pratico, Fizzy resta quello che era: un kanban minimalista e veloce, pensato per tenere traccia di bug, idee e piccoli progetti senza l’ingombro tipico di strumenti come Jira o Asana. Niente intelligenza artificiale forzata, niente pannelli di controllo sovraccarichi. Prossimamente arriverà anche un’interfaccia a riga di comando, mentre l’app iOS è in attesa di approvazione da parte di Apple. Quella Android è già disponibile sul Play Store.

Una parola sulla licenza


Il codice di Fizzy è su GitHub, ma vale la pena chiarire una cosa: non si tratta di software open source nel senso riconosciuto dall’Open Source Initiative. La licenza usata è la O’Saasy, ispirata alla MIT ma con una restrizione precisa: il diritto di offrire Fizzy come servizio a pagamento è riservato esclusivamente a 37signals. Chiunque può installarlo, modificarlo e usarlo liberamente, ma non rivendere il servizio come hosted a terzi.

Chi fosse interessato all’installazione autonoma può appoggiarsi a un VPS: Hetzner è una delle opzioni più solide per questo tipo di configurazione, con un buon rapporto qualità-prezzo.

La registrazione gratuita è disponibile su fizzy.do.


FONTE x.com


FONTE world.hey.com


FONTE world.hey.com

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Tuta compie 12 anni e regala il piano Legend al prezzo del Revolutionary


Tuta compie 12 anni e lancia un'offerta a tempo limitato: il piano Legend al prezzo del Revolutionary, con il 62% di sconto sul primo anno. 500 GB, 10 domini e crittografia post-quantum.
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Tuta festeggia il suo dodicesimo compleanno con un’offerta concreta per chi vuole passare al piano superiore: per un periodo limitato, il piano Legend è disponibile al prezzo del Revolutionary, con un risparmio del 62% sul primo anno.

In pratica significa avere 500 GB di spazio cifrato, 30 indirizzi email, 10 domini personalizzati con alias illimitati e l’importazione della posta, pagando 3€ al mese invece di 8€. Attenzione però: dal secondo anno si torna al prezzo pieno!

Tuta è una delle poche alternative europee alle grandi piattaforme di posta che non monetizza i dati degli utenti. Il servizio, nato nel 2014 come Tutanota, ha superato i 10 milioni di utenti ed è già tra i primi provider ad aver implementato la crittografia resistente ai computer quantistici, con il protocollo ibrido TutaCrypt.

Vale anche la pena ricordare che Tuta Drive, il servizio di archiviazione cloud cifrato sviluppato con un finanziamento da 1,5 milioni di euro del governo tedesco, è entrato in alfa interna e dovrebbe arrivare nel corso di quest’anno. Per chi valuta un ecosistema privacy completo, posta, calendario e spazio di archiviazione sotto lo stesso tetto sono un argomento in più a favore del piano Legend.

L’offerta è attivabile direttamente dalle impostazioni dell’account, nella sezione Piano.


FONTE tuta.com


FONTE tuta.com


FONTE tuta.com

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OPPO Find N6: il pieghevole senza piega visibile arriva con AI integrata e display flat


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Oppo ha annunciato lo scorso 17 marzo il lancio internazionale di Find N6, disponibile in diversi mercati globali (Europa per ora esclusa). Con il debutto della prima Zero-Feel Crease al mondo, Find N6 offre uno schermo interno piatto, ulteriormente valorizzato dal potente multitasking Free-Flow Window e dall’esclusiva AI Pen. Con il suo design ultra-sottile, una batteria di lunga durata e il nuovo Hasselblad Master Camera System di nuova generazione, Find N6 rappresenta il massimo dell’evoluzione dei dispositivi pieghevoli.
La cerniera Titanium Flexion di seconda generazione è realizzata con una tecnologia di stampa liquida 3D unica nel settoreLa cerniera Titanium Flexion di seconda generazione è realizzata con una tecnologia di stampa liquida 3D unica nel settore

Zero-Feel Crease: un salto nell’innovazione dei pieghevoli


Il debutto della Zero-Feel Crease su Find N6 segna un nuovo traguardo nella tecnologia dei dispositivi pieghevoli, offrendo un’esperienza visiva continua e senza compromessi. Per raggiungere questo risultato, Oppo ha introdotto la cerniera Titanium Flexion di seconda generazione, realizzata con una tecnologia di stampa liquida 3D unica nel settore. Questo processo all’avanguardia utilizza una scansione laser ultra-precisa per individuare irregolarità superficiali microscopiche. La stampa 3D ad alta risoluzione applica quindi gocce personalizzate di fotopolimero per riempire queste aree con precisione chirurgica, mentre ogni strato viene immediatamente solidificato tramite luce UV. Dopo oltre 20 cicli di stampa e solidificazione, ogni microscopico spazio viene livellato con estrema precisione. Questo traguardo ingegneristico riduce la variazione di altezza della cerniera dallo standard industriale di 0,2 mm a soli 0,05 mm, con una riduzione del 75%, creando la base per un display realmente senza interruzioni.

MacBook Air M5 di Apple: leggero, potente e innovativo
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TechpertuttiGuglielmo Sbano


Inoltre, per garantire che lo schermo rimanga impeccabile nel tempo, Find N6 integra Auto-Smoothing Flex Glass, che offre un miglioramento di quasi il 100% nella capacità di recupero della forma e un aumento del 338% nella resistenza alla deformazione. Secondo rigorosi test TÜV Rheinland, Find N6 riduce la formazione della piega nel lungo periodo fino all’82% rispetto al suo predecessore. Lo smartphone è certificato per mantenere la planarità anche dopo 600.000 piegature, ottenendo la prestigiosa TÜV Rheinland Minimized Crease Certification.

Ingegneria ultra-sottile, durabilità ripensata


Find N6 presenta un design ultra-sottile, distinguendosi come uno dei pieghevoli a libro più sottili sul mercato. Questo profilo leggero garantisce un’esperienza priva di affaticamento anche durante un utilizzo prolungato, combinando perfettamente i vantaggi dell’ampio display tipico dei pieghevoli con la praticità quotidiana di uno smartphone tradizionale. Il dispositivo è dotato di due display progettati per offrire un’esperienza altamente immersiva. Lo schermo esterno da 6,62 pollici è incorniciato da cornici simmetriche ultra-sottili da 1,4 mm, mentre il dispositivo si apre rivelando un ampio display interno da 8,12 pollici. Entrambi gli schermi offrono una luminosità massima di 1.800 nit all’aperto per una perfetta leggibilità anche sotto la luce diretta del sole. Per il comfort notturno, entrambi i display supportano una luminosità minima di 1 nit e fino a 2.160 Hz di dimming PWM ad alta frequenza, garantendo una protezione completa per gli occhi.
Find N6 è disponibile in due colorazioni: l’elegante e classico Stellar Titanium e il vivace Blossom OrangeFind N6 è disponibile in due colorazioni: l’elegante e classico Stellar Titanium e il vivace Blossom Orange

Produttività potenziata con AI Pen


Find N6 completa il suo hardware con ampio display con un’esperienza software altrettanto evoluta. Esso introduce l’innovativa Free-Flow Window, che sblocca tutto il potenziale del grande display interno. Questa funzione consente agli utenti di utilizzare simultaneamente fino a quattro applicazioni, con la possibilità di regolare liberamente dimensioni e proporzioni delle finestre. Inoltre, Free-Flow Window si integra perfettamente con l’iconico Boundless View di OPPO, permettendo una transizione fluida tra multitasking intensivo e attività principali.
A supporto di Find N6 c’è ColorOS 16, specificamente ottimizzata per il formato pieghevole, arricchita da una suite di funzionalità AI intuitiveA supporto di Find N6 c’è ColorOS 16, specificamente ottimizzata per il formato pieghevole, arricchita da una suite di funzionalità AI intuitive
A completare l’innovazione software c’è OPPO AI Pen, uno stilo avanzato potenziato dall’intelligenza artificiale progettato per migliorare la produttività. Con 4.096 livelli di sensibilità alla pressione, AI Pen offre un’esperienza di scrittura precisa e ultra-reattiva sia sul display interno sia su quello esterno di Find N6.

Truffe telefoniche: 559 milioni rubati agli italiani. Ecco Devia | Techpertutti
Le frodi telefoniche costano agli italiani oltre 559 milioni di euro in tre anni. Per arginare il fenomeno nasce Devia, l’app che combina intelligenza artificiale e operatori umani reali per filtrare chiamate sospette, spam e tentativi di truffa prima che raggiungano il telefono
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Prestazioni potenti, imaging master da 200MP


Find N6 è alimentato dalla Snapdragon 8 Elite Gen 5 Mobile Platform, abbinata a una OPPO Silicon-Carbon Battery da 6.000 mAh. Supportato dalla ricarica 80W SUPERVOOC cablata e 50W AIRVOOC wireless, Find N6 offre un’esperienza fluida e sempre pronta ad accompagnare l’utente durante tutta la giornata. Con il debutto del nuovo Hasselblad Master Camera System, Find N6 integra una fotocamera principale Hasselblad Ultra-Clear da 200MP, affiancata da una fotocamera ultra-grandangolare da 50MP e da una fotocamera periscopica teleobiettivo 3x da 50MP con capacità tele-macro. Find N6 include inoltre una True Color Camera dedicata, introdotta per la prima volta sulla serie Find X9. Questo sensore consente un bilanciamento del bianco altamente accurato, garantendo scatti ricchi di dettagli nitidi e con una resa cromatica naturale. Find N6 estende la sua eccellenza flagship anche alla videografia professionale: tutte e tre le fotocamere posteriori supportano la registrazione 4K 60fps Dolby Vision, mentre il sensore principale da 200MP porta l’esperienza a un livello superiore con 4K 120fps Dolby Vision.

Disponibilità


OPPO Find N6 è già disponibile a livello globale a partire dal 20 marzo 2026 tramite OPPO Store ufficiali, rivenditori autorizzati e operatori partner in tutto il mondo. La disponibilità nel nostro Paese sarà comunicata in seguito dal brand.

OPPO Find N6 – Scheda Tecnica | Techpertutti.com

OPPO Find N6

Scheda tecnica completa

Display Interno
8,12" AMOLED E7+ · 2480×2248 · 120Hz
Zero-Feel Crease

Display Esterno
6,62" AMOLED LTPO · Full HD+ · 120Hz

Processore
Snapdragon 8 Elite Gen 5 · 3nm

RAM / Storage
12–16 GB · 256 GB – 1 TB

Batteria
6.000 mAh
80W cablata · 50W wireless

Fotocamera
50MP + 50MP + 200MP Periscope
Hasselblad

Selfie
20MP interno · 20MP esterno

Sistema Operativo
Android 16 · ColorOS 16

Connettività
5G · Wi-Fi 7 · BT 5.4 · NFC · USB-C 3.1 · eSIM · Satellite

Resistenza
IP56 · IP58 · IP59

Cerniera
Titanium Flexion II gen.

Cornici
1,4 mm

Colorazioni
Titanium · Deep Black · Golden Orange

Altezza
159,87 mm (chiuso e aperto)

Larghezza
Chiuso: 74,12 mm
Aperto: 145,58 mm

Spessore
Chiuso: 8,93 mm
Aperto: 4,21 mm

Peso
225 g

Fonte: techpertutti.com<


Apple presenta MacBook Air M5: il notebook leggero e potente


Apple ha annunciato il nuovo MacBook Air con chip M5, con prestazioni migliorate e ancora più funzioni AI. Dotato di CPU e GPU di nuova generazione, Neural Accelerator in ogni core e SSD fino a 4TB, garantisce velocità e spazio per ogni progetto creativo o task complesso. Il chip wireless N1 supporta Wi-Fi 7 e Bluetooth 6, mentre il design in alluminio, il display Liquid Retina, la videocamera 12MP Center Stage e l’audio spaziale offrono esperienza premium. Con macOS Tahoe e Apple Intelligence, è ideale per studenti e professionisti. Disponibile nei modelli 13" e 15", nei colori celeste, mezzanotte, galassia e argento, sarà preordinabile dal 4 marzo e in vendita dall’11 marzo.
Una videocamera Center Stage da 12MP fa apparire l’utente sempre al meglio

Chip M5 per prestazioni top, AI e molto altro


Il chip M5 offre prestazioni eccellenti per qualsiasi cosa si voglia fare, dalla produttività quotidiana ai flussi di lavoro creativi. Il chip vanta una CPU 10-core e una GPU fino a 10-core con un potente Neural Accelerator che fanno volare le prestazioni del nuovo MacBook Air fino a 4 volte più velocemente per le attività AI rispetto a MacBook Air con M4, e fino a 9,5 volte rispetto al modello con M1. Questo lo rende una piattaforma incredibilmente potente per l’AI, che si tratti di usare Apple Intelligence per esperienze in app e a livello di sistema in ambito domestico, o di eseguire grandi modelli linguistici on-device in azienda. Con core shader migliorati e un motore di ray tracing di terza generazione, M5 mette il turbo ad attività che spaziano dal gaming al rendering 3D. Il chip M5 ha anche una memoria unificata più veloce con 153 GBps di larghezza di banda, il 28% in più rispetto a M4, che rende il multitasking più fluido e permette alle app di aprirsi più velocemente.

Italiani sempre più nottambuli online: +32% di acquisti tra le 23 e le 7
Le notti degli italiani diventano sempre più digitali: le intenzioni di acquisto online aumentano del 32% tra le 23:00 e le 7:00, secondo i dati di Idealo
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Spazio di archiviazione raddoppiato e SSD più veloce


MacBook Air con M5 ha di serie 512GB di spazio di archiviazione, il doppio rispetto alla generazione precedente, e per la prima volta può essere configurato scegliendo fino a 4TB. La nuova unità SSD offre inoltre prestazioni in scrittura e lettura 2 volte più veloci rispetto alla generazione precedente, accelerando notevolmente l’accesso ai file e velocizzando i flussi di lavoro.
Il brillante display Liquid Retina da 13,6" o 15,3" offre 500 nit di luminosità e supporto per 1 miliardo di coloriIl brillante display Liquid Retina da 13,6" o 15,3" offre 500 nit di luminosità e supporto per 1 miliardo di colori

Un grande valore aggiunto per chi fa l’upgrade


Per chi sta pensando ad un'upgrade passando da un MacBook Air con processore Intel o con un chip Apple di generazione precedente, oltre al chip M5, il nuovo MacBook Air offre un bellissimo display Liquid Retina da 13,6" o 15,3" e un'autonomia fino a 18 ore (sei ore in più rispetto a MacBook Air con processore Intel) con funzione di ricarica rapida; inoltre, troviamo una videocamera, microfoni e altoparlanti evoluti, la connettività Wi-Fi 7 e Bluetooth 6 e due porte Thunderbolt 4.
MacBook Air 13" offre il massimo della portabilità per chi è sempre in movimento, mentre il modello da 15" è l’ideale per chi necessita di più spazio sullo schermo per il multitaskingMacBook Air 13" offre il massimo della portabilità per chi è sempre in movimento, mentre il modello da 15" è l’ideale per chi necessita di più spazio sullo schermo per il multitasking

La potenza di macOS Tahoe


Con macOS Tahoe e il suo design con Liquid Glass, è possibile personalizzare il proprio Mac in nuovi modi, con opzioni di colore per cartelle, icone delle app e widget. Apple Intelligence aggiunge potenti funzioni, che assicurano una tutela costante della privacy, tra cui “Traduzione in tempo reale” in Messaggi, per comunicare fra lingue diverse, aggiornamenti in Promemoria, che classificano in automatico le azioni più importanti, e ulteriori azioni dei Comandi Rapidi, che attingono direttamente ai modelli di Apple Intelligence per creare automazioni, come l’estrazione di informazioni da un PDF e l’aggiunta di dettagli chiave a un foglio di calcolo. Con Continuity, è possibile usare l’app Telefono sul Mac per inoltrare le chiamate da un iPhone nelle vicinanze.

Giornata Mondiale del Sonno: 5 fattori che disturbano il riposo
Dormire bene è fondamentale per salute e benessere. In occasione della Giornata Mondiale del Sonno analizziamo cinque fattori che possono compromettere il riposo notturno e i rimedi consigliati dagli esperti per migliorare la qualità del sonno
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Prezzi e disponibilità


Il nuovo MacBook Air con chip M5 può essere gi à preordinato e le consegne inizieranno mercoledì 11 marzo, quando sarà disponibile anche negli Apple Store e presso i Rivenditori Autorizzati Apple. MacBook Air 13" con M5 è disponibile a partire da 1.249 euro e da 1.139 per il settore Education; MacBook Air 15" con M5 è disponibile a partire da 1.549 euro e da 1.429 per il settore Education. Entrambi i modelli sono disponibili nei colori celeste, mezzanotte, galassia e argento.


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DietPi 10.2: Immich sbarca sul Raspberry Pi senza configurazioni acrobatiche


DietPi 10.2 è disponibile con Immich, uv e il client RustDesk tra le novità principali. Gestione delle foto in locale ora installabile in pochi clic su Raspberry Pi e schede ARMv8.
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Con DietPi 10.2, uscita il 22 marzo, il catalogo software della distribuzione leggera per schede a singola scheda si arricchisce di qualcosa che molti aspettavano: Immich, la soluzione self-hosted per la gestione di foto e video, è ora installabile direttamente da dietpi-software su sistemi x86_64 e ARMv8. Nessun docker-compose da modificare a mano, nessuna guida lunga dieci pagine: basta selezionarlo dal menù e lasciare che DietPi faccia il resto.

Immich Machine Learning è disponibile come componente separato e si occupa di riconoscimento dei volti e ricerca intelligente tramite CLIP. Può girare sulla stessa macchina o su un’altra, a seconda delle risorse disponibili.

Le altre aggiunte al catalogo sono altrettanto sostanziose. Arriva uv, il gestore di pacchetti Python scritto in Rust che sta prendendo piede rapidamente: più veloce di pip in modo netto, ora disponibile come opzione standalone. C’è anche il client RustDesk, che completa l’integrazione con il server RustDesk già presente nelle versioni precedenti e permette di accedere al desktop da remoto senza affidarsi a servizi di terze parti.

Altre novità


Tra gli strumenti interni, lo script di benchmark si sposta in /boot/dietpi/dietpi-benchmark e diventa richiamabile direttamente dal terminale con l’alias dietpi-benchmark. Il menù di configurazione delle prestazioni permette ora di scegliere manualmente il sensore di temperatura della CPU, utile su device dove il rilevamento automatico non azzeccava il sensore corretto.

Lo script dietpi-arr_to_RAM è stato rinominato in dietpi-servarr_to_ram, guadagna il supporto a Prowlarr e aggiunge protezioni contro i symlink malevoli. L’ambiente Python di Home Assistant passa alla versione 3.14, requisito di Home Assistant 2026.3. Inclusi anche diversi bug fix su phpBB, K3s, MPD e altri componenti.


FONTE dietpi.com


FONTE linuxiac.com

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dal 27 marzo in libreria: “voci della poesia italiana contemporanea” (carocci)


info e indice: carocci.it/prodotto/voci-della…
#antologia #BernardoDeLuca #Carocci #ClaudiaCrocco #GiacomoMorbiato #MarcoVilla #poesia #prosa #VociDellaPoesiaItalianaContemporanea

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words and music- for two speakers, two flutes, vibraphone, piano, violin, viola, cello / samuel beckett, morton feldman


youtu.be/hJShzAgmyxA?is=Mu2hUx…

Words and Music
for two speakers, two flutes, vibraphone, piano, violin, viola, cello.

Ensemble Recherche, Music (Bob)
Stephen Lind, Words (Joe)
Omar Ebrahim, Croak
#audio #EnsembleRecherche #MortonFeldman #music #musicA #OmarEbrahim #SamuelBeckett #StephenLind #video

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27 e 28 marzo 2026 due positive giornate No Kings – Intervista all’Avv. Cesare Antetomaso dei Giuristi Democratici


Una mobilitazione oltre le aspettative
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Fortissima, intensa e oltre le aspettative la partecipazione alle due giornate Together – Contro i re e le loro guerre organizzate da No Kings Italy, in collegamento con le iniziative internazionali tra cui quella negli Usa e a Londra, a cui hanno partecipato anche i Giuristi Democratici.

Venerdì 27 marzo 2026 gremitissimo l’evento culturale e musicale a cui hanno partecipato decine di artiste ed artisti, svoltosi alla Città dell’altra economia a Roma, nonostante il freddo intenso, inatteso per il periodo.

Sabato 28 marzo 2026 centinaia di migliaia di partecipanti, oltre 300.000 per gli organizzatori, al corteo che ha attraversato le strade della capitale arrivando poi a bloccare la tangenziale e a concludersi nei pressi della Stazione Tiburtina.

Nei giorni precedenti alla manifestazione si era fatto di tutto per cercare di criminalizzare preventivamente chi aveva deciso di scendere in piazza, ma il clima di allarme creato non ha fermato migliaia di persone dal raggiungere più determinati che mai Roma per manifestare contro tutti i Re dietro lo striscione “Per un mondo libero dalle guerre”.

La mattina del 28 marzo era iniziata con due episodi allarmanti: la polizia che va nella camera d’albergo dell’europarlamentare Ilaria Salis e un articolo su un importante quotidiano nazionale che racconta di operazioni poco chiare attorno agli avvocati disposti a difendere i diritti dei manifestanti e di chi in generale dissente.

Alla conclusione di queste entusiasmanti due giornate, sabato sera, abbiamo sentito l’avv. Cesare Antetomaso dei Giuristi Democratici di Roma, ecco cosa ci ha raccontato.

INTERVISTA ALL’AVV. CESARE ANTETOMASO

  • Puoi dirci come è andata la manifestazione del 28 marzo?

La giornata è cominciata con l’iniziativa partita dal Colosseo della marcia degli invisibili, migranti che sono partiti dal Colosseo con le coperte termiche che in genere avvolgono i corpi di chi affronta tra mille peripezie lo spostamento in mare dalle coste africane verso l’Italia. Questa manifestazione, anch’essa molto partecipata, si è unita a quella più grande a Piazza della Repubblica.

Da Piazza della Repubblica è partito puntualmente il corteo vero e proprio, perché la gente aveva già riempito lo spazio del concentramento e la fiumana umana doveva dipanarsi attraverso le strade della capitale, che è quello che è poi successo.

Una larghissima partecipazione giovanile, sia studentesca che giovanile in generale, in testa al corteo. C’erano poi i sindacati, i Cobas, la CGIL, che dall’inizio ha fatto parte dell’organizzazione del movimento No Kings, che di fatto è la prosecuzione dell’esperienza della Rete a pieno regime con i Giuristi Democratici tra i promotori, arricchita da altre realtà. C’era l’Arci, il movimento Stop Rearm, le associazioni, i centri sociali. Un corteo dalla chiara vocazione antirazzista e pacifista, molto solare, con slogan decisamente determinati, al tempo stesso con nulla, per quello che ho potuto percepire, di truce, di particolarmente esacerbato. Un corteo molto consapevole che si è mosso lungo le strade della città. Tanti camion sonori diversi; quello della testa del corteo dove si sono alternati oratori e oratrici delle diverse associazioni e realtà partecipanti. Lo spezzone LGBTQI+ al centro e dietro lo spezzone, molto partecipato anche quello, dei Partiti del centro-sinistra e della sinistra.

  • Sicuramente la piazza romana ha dato il meglio di sé come partecipazione, ma ti è sembrato che il corteo sia stato nazionale nel senso pieno del termine?

Direi di sì. Tra i giovani sicuramente si percepiva questa dimensione di provenienza da tutta l’Italia, c’era lo striscione dei centri sociali bolognesi come Labàs, di alcuni centri sociali napoletani e molti altri. Nella partecipazione giovanile si vedeva una composizione proveniente sia dal nord che dal sud così come la si vedeva nello spezzone sindacale, delle associazioni così come in tutto il corteo.

  • Il corteo è poi esondato oltre il percorso che era stato concordato in precedenza e si è arrivati, scegliendo il Verano come conclusione, a bloccare la tangenziale richiamando perciò quell’idea di “blocchiamo tutto” che è stata un leit motiv delle piazze autunnali intorno alla Palestina?

Esattamente. E’ andata così. Il corteo non poteva terminare in Piazza San Giovanni, tale era l’afflusso di persone e perciò, anche se un po’ sgranandosi -perché parliamo di oltre una dozzina di chilometri percorsi e quindi la stanchezza si faceva sentire- si è raggiunta la tangenziale e poi da lì si è terminato nei pressi della stazione Tiburtina.

  • Prima della manifestazione c’è stato questo episodio a dir poco inquietante che ha riguardato l’eurodeputata Ilaria Salis con dei poliziotti che si sono presentati nella sua camera d’albergo. Che dire di questo episodio?

Direi che si è trattato di un fatto molto grave, inaudito perché la polizia, priva di qualunque mandato, ha compiuto degli accertamenti chiedendo all’europarlamentare da dove proveniva, se avesse intenzione, l’abbiamo saputo adesso, di andare alla manifestazione e se aveva con sé degli oggetti che avrebbero potuto essere pericolosi da portare nella manifestazione. Senza un mandato e senza aver poi di fatto redatto un verbale, questa operazione è, a mio modo di vedere, al di fuori di qualunque regola democratica. Sento dire che si sarebbe trattato di un atto dovuto richiesto da uno Stato straniero ma, a parte il fatto che occorre approfondire ciò che questo significa, sarebbe ora dovere dello stato italiano sincerarsi con quello tedesco di quale fosse l’esigenza di farlo. Resta comunque un atto gravemente illegittimo: una perquisizione durata circa un’ora e, soprattutto, proseguita dopo che Ilaria Salis si è qualificata come eurodeputata, quindi in flagrante violazione delle prerogative della parlamentare.

  • Ricordiamo che la giustificazione che finora è stata data è che era una “richiesta”, una segnalazione di uno stato straniero

Esatto. Sembrerebbe essere la Germania ma neanche questo è ancora certo. Non abbiamo una carta ed è questo il dato veramente inquietante. Addirittura sembrerebbe che il governo si dichiari all’oscuro di tutto, il che è proprio gravissimo perché significherebbe che c’è una polizia che si muove senza fare riferimento al Ministro dell’Interno. Allora a chi fa riferimento? C’è una polizia che non risponde a nessuno, non mostra un mandato, non redige un verbale delle operazioni che fa. Siamo nel totale arbitrio. Il diritto non sembra valere niente. È una vicenda che si muove fuori dalle garanzie minime del diritto. Questo è il dato di fatto che rende l’accaduto ben più che inquietante. Penso che da domani, anzi già da questa sera stessa, al Ministero dell’Interno stia succedendo qualcosa di grave. Sarebbe interessante sapere cosa sta succedendo in quelle stanze e non oso immaginare quale sarà la scusa che si sta architettando dopo tutto il pietoso balletto delle responsabilità pietose che già abbiamo visto su al-Maṣrī.

  • Alla conclusione della giornata possiamo dire: stanchi ma felici?

Sicuramente sì, stanchi ma felici e però anche allarmati, sia per l’episodio successo all’europarlamentare Ilaria Salis, sia per il fatto che negli articoli di un importante giornale nazionale stamattina abbiamo potuto leggere che nel mirino dell’antiterrorismo stanno finendo anche le reti di avvocati che si dichiarano disponibili a prestare assistenza immediata ai manifestanti ai quali dovesse in qualche modo essere conculcato il diritto a manifestare e il diritto al dissenso. In questo articolo tra l’altro si dice anche che erano state intercettate comunicazioni su WhatsApp in cui si davano dei numeri di telefono di avvocati disponibili ad assistere i manifestanti eventualmente fermati o arrestati. Varie domande nascono spontanee: chi intercetta anche WhatsApp e come? C’è un mandato? Chi è stato intercettato e perché? Anche su questa questione clamorosa ci sarà da porre attenzione.


CONTRO I RE E LE LORO GUERRE, ANCHE I GIURISTI DEMOCRATICI IN PIAZZA SABATO 28 MARZO


Domani, sabato 28 marzo, in molte città europee e statunitensi si terrà la giornata di mobilitazione denominata ‘Together’, indetta dal movimento “No Kings”, contro i re e le loro guerre.
La manifestazione italiana si terrà a Roma, con partenza alle ore 14 da Piazza della Repubblica e arrivo in Piazza San Giovanni.
Come Giuristi Democratici saremo presenti, ribadendo l’impegno che ci ha visti protagonisti della Rete “A pieno regime” contro i decreti “sicurezza”.
Riteniamo infatti necessaria la difesa della democrazia dagli assalti di vecchie e nuove oligarchie, capaci unicamente di politiche predatorie che, passando per l’ipocrisia della falsa necessità di piani di riarmo, producono all’esterno guerre e devastazioni e all’interno la creazione di sempre nuovi nemici, includendo tra questi anche chi semplicemente si oppone alla deriva autoritaria in atto.
Dopo la vittoria referendaria che ha difeso la centralità della separazione dei poteri e dell’indipendenza della magistratura nell’impianto democratico costituzionale, occorre produrre il massimo sforzo affinché, da un lato, ogni altro disegno reazionario venga abbandonato e, dall’altro, militarizzazione della società e razzismo siano messi all’angolo e possa così riaprirsi una fase in cui il dialogo e il rispetto del diritto internazionale ritornino al centro dell’azione degli stati.
Confidiamo che il corteo si svolgerà in modo pacifico, come più volte ribadito assieme agli altri soggetti organizzatori, nonostante il ministro dell’Interno Piantedosi soffi irresponsabilmente sul fuoco con inaudite richieste di prese di distanza preventive da “eventuali azioni violente”. Auspichiamo, anzi, che venga garantito a tutte e tutti il fondamentale diritto democratico a partecipare. Chi si sta muovendo alla volta di Roma non potrà e non dovrà essere sottoposto, come purtroppo talvolta avvenuto in passato, a controlli inutilmente lunghi ed estenuanti, addirittura obbligando le persone già identificate a videoriprese dirette al volto e al corpo (pratica che ricordiamo essere una forma del tutto irrituale di riconoscimento, non prevista da alcuna norma come ulteriore mezzo di identificazione) con conseguente ritardo nell’arrivo in piazza.

27 marzo 2026
ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIURISTI DEMOCRATICI


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Krita fa il salto a Qt6: 5.3 e 6.0 escono insieme, ma non sono la stessa cosa


Krita rilascia simultaneamente le versioni 5.3 e 6.0. Stesso codice sorgente, due basi tecnologiche diverse: Qt5 per chi vuole stabilità, Qt6 per il futuro (e per Wayland). Il nuovo strumento testo è la novità più attesa.
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Il 24 marzo il progetto Krita ha rilasciato due versioni in contemporanea: la 5.3.0 e la 6.0.0. Non si tratta di fork separati, ma dello stesso codice compilato contro due versioni diverse del framework Qt. Il risultato pratico è quasi identico, con una differenza sostanziale: Krita 6 porta il supporto nativo a Wayland su Linux, ma resta ancora una versione sperimentale. Per il lavoro di tutti i giorni, gli sviluppatori raccomandano esplicitamente la 5.3.

La novità più rilevante, condivisa da entrambe le versioni, è la riscrittura completa dello strumento testo. Adesso si può modificare il testo direttamente sulla tela, con supporto completo agli OpenType e la possibilità di far scorrere il testo all’interno di forme vettoriali. Per chi usa Krita per illustrazione e fumetti, cambia molto: creare tavole con testo integrato nelle vignette diventa finalmente un flusso di lavoro sensato.

Tra le altre novità, lo strumento di riempimento impara a chiudere i vuoti automaticamente durante le operazioni di inchiostrazione, una funzione molto richiesta. La modalità liquify dello strumento trasformazione è diventata notevolmente più rapida. Il registratore può ora lavorare in tempo reale, utile per chi crea video dimostrativi o trasmette in diretta. Arrivano anche due nuovi filtri, “propagate colors” e “reset transparent”, e migliora la compatibilità con i file PSD, in particolare per quanto riguarda gli oggetti testo incorporati.

Krita 6, oltre alla base Qt6, aggiunge per Linux il supporto al protocollo Wayland per la gestione del colore, con conseguente supporto all’HDR, allo scaling frazionale e ai display a 10 bit. Su Android per ora non è disponibile, perché Qt6 su quella piattaforma è ancora instabile.

Gli sviluppatori puntano a far diventare Krita 6 la versione principale entro la fine del 2026.


FONTE krita.org


FONTE krita.org

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fabienk / angine de poitrine. 2025 [live]


youtu.be/pRgHYWOtqqc?is=5Mqp6K…

KEXP.ORG presents Angine de Poitrine performing “Fabienk” live at ESMA in Rennes, France, during Trans Musicales 2025. Recorded December 04, 2025.

Khn de Poitrine – Microtonal Guitars
Klek de Poitrine – Drums

Host: Morgan
Audio Engineer: Matt Ogaz
Guest Audio Engineer, Mixer & Mastering: Dany Lemay

Cameras: Jim Beckmann, Carlos Cruz, Scott Holpainen & Luke Knecht
Editor: Carlos Cruz
#AngineDePoitrine #CarlosCruz #DanyLemay #ESMA #experimentalMusic #JimBeckmann #KEXP #KEXPORG #KhnDePoitrine #KlekDePoitrine #LukeKnecht #MattOgaz #Morgan #music #musicA #ScottHolpainen #TransMusicale

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Linkwarden 2.14: interfaccia più reattiva, permessi nelle sottocollezioni e un fix di sicurezza


Linkwarden 2.14 è disponibile con rendering ottimistico, propagazione automatica dei permessi nelle sottocollezioni e un fix di sicurezza. Aggiornare subito è consigliato.
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Tre mesi dopo l’ultima versione, Linkwarden arriva alla 2.14. Il gestore di segnalibri open source e auto-ospitabile, alternativa a Pocket e Raindrop, esce con miglioramenti su prestazioni, sicurezza e collaborazione.

Tra le novità più percepibili nell’uso quotidiano: aggiornare o eliminare un elemento ora si riflette immediatamente nell’interfaccia, senza aspettare la conferma del server.

i permessi dei membri si propagano automaticamente alle sottocollezioni, e gli amministratori di una collezione possono creare sottocollezioni in autonomia, senza dover passare per l’account principale.

Anche la gestione dei tag riceve attenzione: le liste ora supportano la paginazione, utile per chi nel tempo ha accumulato decine (o centinaia) di etichette.

C’è poi un fix di sicurezza sulla validazione dei link inviati al server: gli sviluppatori raccomandano esplicitamente di aggiornare il prima possibile. Chi gestisce un’istanza auto-ospitata non dovrebbe rimandare. Chiudono il giro l’aggiornamento a Next.js 15 per la versione web e a Expo 54 per quella mobile, con qualche ritocco alla ricerca e alle impostazioni.

Linkwarden è disponibile in versione cloud o auto-ospitabile. Per chi gestisce la propria istanza, un server affidabile fa la differenza: Hetzner è una delle opzioni più apprezzate dalla comunità open source.


FONTE linkwarden.app


FONTE github.com

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Inoreader automatizza i report AI: i tuoi briefing si scrivono da soli


Inoreader ha reso automatici i report Intelligence: si configura la fonte, il prompt e la frequenza, e ogni report viene salvato come articolo nel proprio account.
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I report Intelligence di Inoreader esistevano già dalla scorsa primavera: selezionavi un gruppo di articoli, ci passavi sopra un prompt, e ottenevi un’analisi sintetizzata salvata come articolo nel tuo account. Utile, ma ancora un’operazione manuale. Adesso la piattaforma ha tolto anche questo passaggio.

Con i nuovi report automatizzati, basta configurare una volta sola la fonte da analizzare, che sia un singolo feed, una cartella, un tag o un canale del proprio team, scegliere un prompt tra quelli predefiniti o scrivendone uno personalizzato, e impostare frequenza e orario di generazione. Da quel momento in poi Inoreader ci pensa lui: ogni report viene creato automaticamente e depositato nel proprio account come articolo, pronto per essere annotato, esportato o condiviso.

Nella pratica si presta bene a vari scenari: un briefing mattutino sui feed che si seguono, il monitoraggio periodico di un tema specifico, o l’analisi comparativa di più fonti su una stessa notizia. Inoreader suggerisce in particolare di abbinare la funzione ai feed di monitoraggio, quelli pensati per tracciare parole chiave o argomenti precisi.

Sotto al cofano gira GPT-4o-mini di OpenAI, anche se gli utenti dei piani Custom e Team Intelligence possono collegare una propria chiave API per usare modelli diversi. I report automatizzati condividono la quota token con le altre funzioni Intelligence, quindi conviene tenere d’occhio i consumi.


Post by @Inoreader@mastodon.social
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La funzione è disponibile come componente aggiuntivo per i piani Pro e Custom, mentre è inclusa nel piano Team Intelligence.


FONTE inoreader.com


FONTE inoreader.com

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Thunderbird 149: rubrica più flessibile e tanti bug risolti


Thunderbird 149.0 è disponibile con la possibilità di esportare singole schede della rubrica, messaggi EWS con stella sincronizzati tra dispositivi e un lungo elenco di correzioni.
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Thunderbird 149.0 è uscito il 24 marzo con qualche novità utile e una lista di correzioni più lunga del solito.

La più pratica delle aggiunte riguarda la rubrica: finalmente è possibile selezionare singole schede e esportarle, senza dover tirar fuori l’intera rubrica ogni volta. Piccola cosa, ma chi gestisce contatti su più sistemi se n’era accorto da un pezzo. Sempre in tema di rubrica, la creazione di nuovi rubriche avviene ora dall’Account Hub, centralizzando un po’ la gestione degli account.

Per chi usa account Exchange tramite EWS (il protocollo di Microsoft per la posta aziendale), c’è un’altra novità concreta: i messaggi contrassegnati con la stella ora rimangono tali anche cambiando dispositivo. Prima la stella restava locale, il che la rendeva abbastanza inutile in ambienti multi-macchina.

Sul fronte delle correzioni il changelog è piuttosto nutrito. Tra i problemi risolti: la funzione “Sostituisci tutto” nel compositore non aggiornava il testo in chiaro finché non si chiudeva la finestra, il comando “Ripara codifica testo” poteva duplicare destinatari e allegati, e premere Canc sulla cartella Cestino rimuoveva la cartella senza chiedere conferma. Risolto anche un crash che si verificava durante l’importazione di un thread di posta, e un bug per cui i filtri “Dopo l’invio” non funzionavano correttamente. Corretti poi problemi di accessibilità, colori dei link poco leggibili nei temi scuri e alcune vulnerabilità di sicurezza.

Thunderbird resta uno dei pochi client di posta per desktop davvero liberi e rispettosi della privacy. Se stai ancora cercando anche un provider email all’altezza, Fastmail offre una prova gratuita di 30 giorni.


FONTE thunderbird.net


FONTE news.updatestar.com

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scritture contro il linguaggio (a palazzo collicola)


alcune immagini a questo indirizzo: instagram.com/p/DWZbScMjHJb/
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informazioni sulla mostra curata da Gianni e Giuseppe Garrera: slowforward.net/2026/02/21/ogg…
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oggi, 21 febbraio, a palazzo collicola (spoleto): “vita minore”, a cura di gianni e giuseppe garrera

a PALAZZO COLLICOLA
Spoleto, piazza Collicola 1


Vita minore_ mostra a Palazzo Collicola (Spoleto)_ dal 21 feb 2026_

Vita minore. San Francesco
e la santità dell’arte contemporanea


mostra collettiva a cura di Gianni e Giuseppe Garrera
dal 21 febbraio al 2 giugno 2026

Inaugurazione oggi, sabato 21 febbraio 2026, ore 11:00
Piazza Collicola 1, Spoleto
palazzocollicola.it/schdMostra…

Vita minore. San Francesco e la santità dell’arte contemporanea è il titolo della mostra collettiva realizzata in occasione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi.
A cura di Gianni e Giuseppe Garrera, il progetto propone una rilettura in chiave contemporanea della figura del Santo, profondamente legato al territorio umbro e spoletino: Francesco scelse infatti Monteluco, la montagna che s’innalza di fronte a Spoleto, come luogo di preghiera e contemplazione e, secondo la tradizione, pronunciò la celebre frase «Nihil jucundius vidi valle mea spoletana» – «Non vidi mai nulla di più gioioso della mia valle spoletana» – che ancora oggi testimonia il suo rapporto privilegiato con il contesto.

La mostra, allestita al piano terra di Palazzo Collicola, ripercorre l’esempio radicale e impraticabile di San Francesco – dell’avventura e della parabola del Santo – attraverso frammenti luminosi rintracciabili in opere d’arte contemporanea. Immaginando l’impossibilità di fatto di poter avere un contatto diretto con San Francesco, se ne rinvengono solo le schegge, come di un vaso infranto e da ricomporre, incastonate in momenti speciali e autentici della ricerca contemporanea. Il percorso espositivo, concepito come uno scambio di segni tra memoria storica e sensibilità contemporanea, si fonda su prestiti dalle collezioni private dei curatori, frutto di attenta raccolta e selezione nel corso degli ultimi vent’anni, arricchita da prestiti nazionali e internazionali e da opere site-specific realizzate per gli spazi storici del palazzo.

La mostra, a partire dal concetto di “minorità”, intesa come sfida alla società e rifiuto di tutti i suoi principi per “farsi minori” e mettersi al servizio del prossimo, tenta di evocare e reinterpretare i valori fondamentali di San Francesco – povertà assoluta, farsi minori, corporeità e nudità, abdicazione dell’umano di fronte agli animali, amore per le creature – non attraverso immagini della tradizione, ma mediante l’“esempio” di pratiche artistiche contemporanee articolate in sezioni dedicate ai diversi temi: la presenza esclusiva del Vangelo; la condanna radicale di ogni aspetto della ricchezza; il linguaggio come strumento di controllo e potere da demolire; la sottomissione alla natura e al creato fino alla gloria della fraternità con la morte. Il percorso si sofferma, inoltre, con particolare dedizione, sulla santità attiva, fondata dai miracoli, e sul privilegio femminile, con riferimenti a Santa Chiara e alla clausura come scelta di introspezione e resistenza.

Artisti storicizzati come Alberto Burri, Gino De Dominicis, Jimmie Durham, Leoncillo, Yoko Ono, Giulio Paolini, Salvo, Anna Torelli, insieme ad altri di generazioni successive come Luca Bertolo, Antonio Del Donno, Matteo Fato, Flavio Favelli, Cesare Pietroiusti, Tomas Saraceno, Luca Vitone, per citarne solo alcuni, offrono al visitatore interpretazioni inedite e suggestive del pensiero francescano, trasformando Palazzo Collicola in uno spazio in cui la storia dialoga con il contemporaneo.

Ogni sala diventa così luogo di esercizio spirituale, di meditazione, contemplazione e stupore, dove l’eredità estetica di San Francesco si intreccia con la sensibilità artistica contemporanea, offrendo un’esperienza che rinnova la percezione del sacro e del vivere nel mondo contro il mondo stesso.

Vita minore. San Francesco e la santità dell’arte contemporanea include opere, documenti e testi di: Vincenzo Accame, Mirella Bentivoglio, Luca Bertolo, Alain Bornain, Paolo Bufalini, Alberto Burri, John Cage, Cristina Campo, Ugo Carrega, Gea Casolaro, Ugo Celada da Virgilio, Laura Cingolani, Claudio Costa, Gino De Dominicis, Antonio Del Donno, Jimmie Durham, Matteo Fato, Flavio Favelli, Albino Galvano, Alessandro Gamba, Augusto Garau, Fabio Giorgi Alberti, Marco Giovenale, Francesco Gioacchini, Elisabetta Gut, Jannis Kounellis, Giovanni Korompay, Fabio Lapiana, Leoncillo, Jochen Lemberg, Carla Lonzi, Claude Maillard, Miltos Manetas, Cristina Maulini, Olivier Messiaen, Elisa Montessori, Elsa Morante, Magdalo Mussio, Maurizio Nannucci, Gualtiero Nativi, Richard Nonas, Giancarlo Norese, Martino Oberto, Yoko Ono, Anna Maria Ortese, Giulio Paolini, Pier Paolo Pasolini, Luca Maria Patella, Cesare Pietroiusti, Lamberto Pignotti, Juha-Matti Pitkanen, Fabrizio Prevedello, Giustina Prestento, Giuseppe Pulvirenti, Domenico Purificato, Antonietta Raphäel Mafai, Mauro Reggiani, Max Renkel, Salvo, Tomas Saraceno, Alba Savoi, Greta Schödl, Augusto Strindberg, Alfonso Talotta, Michele Tocca, Mario Tozzi, Luca Trevisani, Luca Vitone, Alberto Ziveri.


[…]

III. Elogio dell’analfabetismo

La Regula prima di San Francesco vieta di imparare a leggere e scrivere. La povertà assoluta è riconoscere che non è necessario saper leggere e scrivere. Demilitarizzare il linguaggio. La deculturalizzazione. Contro l’ortografia, contro la sintassi, contro la scrittura. Desacralizzare la grammatica. Ogni forma di linguaggio costituito è esercizio di potere. Tutte le informazioni del mondo sono ordini del mondo. Unico libro ammesso da San Francesco è il Vangelo (che però va dato via, se serve per soccorrere i poveri). I libri costano cari e sono contrari alla povertà. Contro i libri e contro la presunzione del sapere.
La sala è concepita come una sala di amanuensi speciali, dediti alla distruzione della scrittura e dell’ortografia del mondo (Vincenzo Accame, Matteo Fato, Elisabetta Gut, Marco Giovenale, Magdalo Mussio, Francesco Gioacchini, Fabio Giorgi Alberti, Alba Savoi, ecc.) accompagnati dal canto liturgico di John Cage (Empty Words).
Amanuensi contemporanei per una pratica quotidiana di distruzione e disintegrazione della dittatura della scrittura come significato e ordine del significato. In un lato della sala anche matite, contro la scrittura, di Gea Casolaro e Maurizio Nannucci. Unico testo ufficiale ammesso e come modello: il quaderno della prima elementare di Luca Maria Patella con il disegno della predica agli uccelli di San Francesco compiuto dall’artista quando aveva 6 anni.

Giuseppe Garrera, descrizione della terza sala della mostra

[…]

§

[youtube=youtube.com/watch?v=w5U4Z3Z5ff…]

John Cage performs a 90 minute excerpt from Empty Words at the 1991 Subtropics Music Festival in Miami, Florida. The Subtropics website: subtropics.org

Subtropics also has a youtube channel:
youtube.com/user/isawsubtropic…

Special thanks to:
The John Cage Trust – Laura Kuhn, Director – johncage.org
Subtropics Music Festival, Gustavo Matamoros, Director
John Kramel & Mary Luft – Tigertail Productions, Miami
South Florida Composers Alliance
Miami-Dade Community College, Wolfson Campus
WLRN-TV

Empty Words – Writings ’73-’78, by John Cage is
published by the CF-Peters Corporation
Video: 1991 © DavidOlive
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Aderisci anche tu alla lettera al quotidiano Il Dubbio


Il quotidiano finanziato con i contributi dell'avvocatura non può trasformarsi in un foglio propagandistico su temi di rilevanza costituzionale. Invia la tua adesione a giur.dem.roma@gmail.com
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E’ possibile sottoscrivere la lettera, che trovate di seguito, inviata dai CoPresidenti dell’Associazione Giuristi Democratici al quotidiano Il dubbio per ribadire come il quotidiano finanziato con i contributi dell’avvocatura non può trasformarsi in un foglio propagandistico su temi di rilevanza costituzionale, come successo nell’appena conclusa campagna referendaria. E’ possibile comunicare la propria adesione, indicando il foro di appartenenza, all’indirizzo email giur.dem.roma@gmail.com

Care amiche e cari amici de Il Dubbio,
la campagna elettorale è finalmente terminata e la consultazione referendaria si è regolarmente svolta, concludendosi con l’esito che conosciamo.
Avevamo scritto durante la campagna elettorale, chiedendo toni più equilibrati, visto che l’avvocatura non era univocamente schierata per il Sì, come voi intendevate rappresentare.
Ci è stato risposto in modo irridente, invitandoci a ripassare la Costituzione che sancisce la libertà di stampa. Consiglio inutile, nei nostri confronti, visto che la nostra associazione considera la Carta costituzionale il fulcro del sistema democratico a cui la nostra azione è ispirata. Ci è anche stato risposto che Il Dubbio, in fin dei conti, aveva dato spazio alle voci del No.
Quanto sia stato equilibrata la linea del giornale, lo esemplifica ‘Il Dubbio della sera’ del 18 marzo scorso, che si intitola “L’audio con la voce di Vassalli zittisce i signori del No”. “Zittisce”? Ma che linguaggio è? Più oltre si parla di scorciatoie “paraculiste”. Questo il linguaggio utilizzato nella campagna referendaria dal nostro giornale.
Nostro, esatto. Il Dubbio è nostro. Ossia di tutte le avvocate e gli avvocati, quelli per il Sì e quelli per il No. Infatti il giornale, come noto, è finanziato dal CNF, cui tutti gli avvocati italiani pagano i contributi, ogni anno.
Il Dubbio non si finanzia da solo, è finanziato dai nostri contributi, perché non è in grado di finanziarsi da solo, con i proventi.
Dunque, noi avvocati orientati per il No, o indecisi, ci siamo trovati a finanziare un foglio propagandistico, che ha ben oltrepassato la virulenza comunicativa di certi non compianti giornali di partito della c.d. prima repubblica. Abbiamo assistito alla caricaturizzazione di chi si opponeva alla legge di revisione costituzionale votata dalla attuale maggioranza di governo, tra cui gli avvocati schierati nei Comitati per il No, omettendo —tra le tante— la posizione di un indiscusso padre del garantismo penale, il Prof. Luigi Ferrajoli.
Alla garbata richiesta di un atteggiamento, se non altro, meno offensivo (‘signori del No’), la risposta è stata quella ricordata, sprezzante, con un richiamo alla libertà di stampa del tutto ultroneo.
Vedete, la libertà di stampa è intoccabile. Quando voi della direzione fonderete un vostro giornale, e ve lo finanzierete, con le vendite o come vi pare, poi lo potrete usare anche come manganello. Non Il Dubbio, però: perché rappresenta gli avvocati nel loro complesso, e deve tenere conto anche delle posizioni diverse, quando vi sono, nell’avvocatura.
Per altro, non è chiaro con quale rabdomanzia voi abbiate ritenuto che la maggioranza degli avvocati fosse per il Sì. Non solo gli avvocati penalisti sono una esigua minoranza del totale; ma anche tra di loro vi sono state posizioni differenziate (un nome illustre su tutti: quello di Franco Coppi). Peraltro, la richiesta che avevamo formulato come Giuristi Democratici non era quella di abbandonare il generico orientamento per il Sì, ma solo di tenere conto delle migliaia di avvocati che avevano ritenuto di orientarsi per il No, dando spazio al dibattito e alle loro posizioni.
Ora preghiamo anche i Colleghi che hanno votato Sì di placare gli animi. La questione è stata discussa, si è votato, e la riforma costituzionale è stata respinta. I problemi della giustizia non sono stati risolti, e dobbiamo evitare che ora l’attenzione si spenga, continuando a pungolare il mondo della politica, per sottoporgli l’ampio spettro di problemi reali.
Riteniamo che il CNF non possa eludere i problemi che rappresentiamo.

All’attuale direzione de Il Dubbio, invece, ci permettiamo di suggerire di provare a mettere in pratica il metodo del sorteggio, tanto caldamente propugnato: dimissioni in blocco, con sostituzione dei membri mediante estrazione a sorte tra tanti validi professionisti. Con la certezza, data la ritenuta bontà del sistema, che l’orientamento attento ai diritti civili e sociali e alle garanzie non ne verrebbe minimamente scalfito.

Avv. Aurora D’Agostino, Avv. Roberto Lamacchia, presidenti Associazione Nazionale Giuristi Democratici

È possibile comunicare la propria adesione, indicando il foro di appartenenza, all’indirizzo email giur.dem.roma@gmail.com

  • Di seguito, le adesioni sin qui pervenute (elenco in aggiornamento – aggiornato al 16.4.’26)

Avv. Pietro Adami (foro di Roma), Avv. Cesare Antetomaso (foro di Roma), Avv. Francesco Alagia (foro di Matera, già consigliere locale camera penale), Avv. Paola Avitabile (foro di Bari), Avv. Alessandra Baldi (foro di Bari), Prof. Avv. Lorenzo Dentici (foro di Palermo), Avv. Barbara Ferretti (foro di Roma), Avv. Antonina Palazzotto (foro di Palermo), Avv. Gabriele Orlando (foro di Palermo), Avv. Giuseppina Simonelli (foro di Palermo), Avv. Gaspare Motta (foro di Palermo), Avv. Paola Puglisi (foro di Palermo), Avv. Lorenza Maione (foro di Firenze), Avv. Luca Biagi Mozzoni (Foro di Firenze), Avv. Carlo Cappellari (foro di Venezia), Avv. Luciano Termini (foro di Palermo), Avv. Armando Sorrentino (foro di Palermo), Avv. Claudia Amato (foro di Palermo), Avv. Lucia Ponzo (foro di Palermo), Avv. Fausto Maria Amato (foro di Palermo), Avv. Nadia Piscitello (foro di Palermo), Avv. Maria Bruna Perricone (foro di Palermo), Avv. Carmelo Picciotto (foro di Messina), Avv. Leonardo Giglio (foro di Palermo), Avv. Maria Pezzano (foro di Palermo), Avv. Claudia Cortese (foro di Padova), Avv. Donata Bacci (foro di Firenze), Avv. Dora Rizzardo (foro di Padova), Avv. Fabrizio Lomeo (foro di Palermo), Avv. Rosaria Petrolà (foro di Palermo), Avv. Gianni Sivo (foro di Bari), Avv. Andrea Danilo Conte (foro di Firenze), Avv. Giuseppe Spagnolo (foro di Bari), Avv. Giuseppe Spagnolo (foro di Bari), Avv. Angelo Petralia (foro di Termini Imerese), Avv. Maria De Vito (foro di Palermo), Avv. Umberto Di Giovanni (foro di Siracusa), Avv. Luigi Cecchini (foro di Firenze), Avv. Aldo Fici (foro di Palermo), Avv. Angela Blando (foro di Termini Imerese), Avv. Cinzia Carmen Marchese Ragona (foro di Palermo), Avv. Paola Miotti (foro di Padova), Avv. Maria Luisa Martorana (foro di Palermo), Avv. Emanuela Signorelli (foro di Catania), Avv. Marianna Viola (foro di Palermo), Avv. Emanuele Franco (foro di Taranto), Avv. Giulio Bruno (foro di Cosenza), Avv. Matilde Di Giovanni (foro di Siracusa), Avv. Francesco Todaro (foro di Palermo), Avv. Rosanna Paruta (foro di Palermo), Avv. Anna Maria Tonnicchi Bonfilio (foro di Palermo), Avv. Claudia Spotorno (foro di Palermo), Avv. Giuseppe Botta (foro di Palermo), Avv. Mattia Fucarino (foro di Palermo), Avv. Silvia Ferrari (foro di Alessandria), Avv. Stefano Bigliazzi (foro di Genova), Avv. Andrea Giovanni Prato (foro di Palermo), Avv. Bonaventura Zizzo (foro di Palermo), Avv. Liborio Maurizio Costanza (foro di Palermo), Avv. Paolo Bordonaro (foro di Genova), Avv. Paolo Solimeno (foro di Firenze), Avv. Marcello Nardi (foro di Cosenza), Avv. Sabrina Olcese (foro di Genova), Avv. Manuela Parrocchia (foro di Palermo), Avv. Silena Marrocco (foro di Genova), Avv. Stefano Greco (foro di Roma), Avv. Paola Maria Grazia Falco (foro di Agrigento), Avv. Giampaolo Galante (foro di Palermo), Avv. Maria Teresa Vallefuoco (foro di Benevento), Avv. Alberta Milone (foro di Roma), Avv. Luigi Galloni (foro di Roma), Avv. Agostino Luca Cesareo (foro di Genova), Avv. Giuseppe Carbonaro (foro di Genova), Avv. Andrea Giuliani (foro di Genova), Avv. Silvia Manderino (foro di Venezia), Avv. Doris Genchi (foro di Venezia), Avv. Giovanna Francessca Silva (foro di Roma), Avv. Enrico Tonolo (foro di Venezia), Avv. Luca Pigozzi (foro di Torino), Avv. Tatiana Boni (foro di Roma), Avv. Claudio Tamburini (foro di Firenze), Avv. Angelo Pozzan (foro di Venezia), Avv. Lorena Cuccu (foro di Pavia), Avv. Alessandra Stefano (foro di Pavia), Avv. Stefania Fontana (foro di Biella), Avv. Rosario Tripodi (foro di Pavia), Avv. Maria Cristina Montanaro (foro di Pavia), Avv. Ernesta Paola Campari (foro di Pavia), Avv. Francesca Brusoni (foro di Pavia), Avv. Enrico Bettaglio (foro di Pavia), Avv. Cristina Niutta (foro di Pavia), Avv. Piercarlo Cirilli (foro di Sulmona), Avv. Manuela Selvo (foro di Torino), Prof. Avv. Roberto Natoli (Ordinario di Diritto dell’economia, foro di Palermo), Avv. Andrea Valentinotti (foro di Ravenna), Avv. Enzo Martino (foro di Torino), Avv. Effiong L. Ntuk (foro di Torino), Avv. Vincenzo Manna (foro di Torino), Avv. Roberto Brizio (foro di Torino), Avv. Paolo Pautriè (foro di Torino), Avv. Lorenzo Tombelli (foro di Firenze), Avv. Mariagrazia Napoli (foro di Torino), Avv. Michela Quagliano (foro di Torino), Avv. Giovanni Sallicano (foro di Siracusa), Avv. Antonino Fava (foro di Torino), Avv. Stefania Fiore (foro di Cagliari), Avv. Isabella Maria Cesarina De Angelis (foro di Roma), Avv. Pietro Mastellone (foro di Firenze), Avv. Marco Dal Toso (foro di Milano), Avv. Monica Marelli (foro di Pavia), Avv. Carlotta Ungaretti (foro di Pavia), Avv. Salvatore Leone Giunta (foro di Palermo), Avv. Maria Chiatante (foro di Brindisi), Avv. Anna Lucchelli (foro di Milano), Avv. Giuseppe Marziale (foro di Napoli), Avv. Davide Civallero (foro di Torino), Avv. Luciana Grieco (foro di Bologna), Avv. Margherita D’Andrea (foro di Avellino), Avv. Carmine Malinconico (foro di Nola), Avv. Elena Coccia (foro di Napoli), Avv. Enza Tempone (foro di Napoli), Avv. Simona Fiordelisi (foro di Napoli), Avv. Danilo Risi (foro di Napoli), Avv. Enrico Pelino (foro di Bologna), Avv. Vito Zizzi (foro di Brindisi), Avv. Barbara Righini (foro di Modena), Avv. Anna Rosa Canibus (foro di Torino), Avv. Lorenza Cescatti (foro di Rovereto), Avv. Rolando Dubini (foro di Milano), Prof. Avv. Enrico Camilleri (foro di Palermo), Avv. Claudia Mattioli (foro di Roma), Avv. Giovanni Dore (foro di Cagliari), Avv. Damiano Cerini (foro di Firenze), Avv. Carlo Augusto Melis-Costa (foro di Cagliari), Avv. Monica Mattaliano (foro di Palermo), Avv. Francesco Carone (foro di Brindisi), Avv. Sante Nardelli (foro di Brindisi), Avv. Giordano Settembre (foro di Brindisi), Avv. Anna Saraceno (foro di Torino), Avv. Stefano Narducci (foro di Brindisi), Avv. Giuseppe Giordano (foro di Brindisi), Avv. Gherardo Soresina (foro di Firenze), Avv. Grazia Devito (foro di Brindisi), Avv. Giuditta Di Giovanni (foro di Siracusa), Avv. Pietro Scalia (foro di Siracusa), Avv. Claudio Zaza (foro di Roma), Avv. Luisa Corazza (foro di Roma), Avv. Marina Mariani (foro di Roma), Avv. Antonello Fabiano (foro di Roma), Avv. Roberto De Angelis (foro di Roma), Avv. Francesco Ricciardi (foro di Roma), Avv. Letizia Ciancio (foro di Roma), Avv. Mauro Badagliacca (foro di Palermo), Avv. Natalina Raffaelli (foro di Catanzaro), Avv. Francesco Rasera Berna (foro di Belluno), Avv. Alice Burigo (foro di Belluno), Avv. Gianni Scala (foro di Ragusa), Avv. Enrico Segala (foro di Ferrara), Avv. Bernardo Gentile (foro di Ferrara), Avv. Fabio Anselmo (foro di Ferrara), Avv. Roberto Lamma (foro della Spezia), Avv. Cristiana Riccitiello (foro di Belluno), Avv. Emmanuele Serlenga (foro di Torino), Avv. Alessandro Brunetti (foro di Roma), Avv. Giovanna Brugnola (foro di Brindisi), Avv. Fulvio Argonauta (foro di Torino), Avv. Giovanni Frasca (foro di Ragusa), Avv. Nicola Grippa (foro di Taranto), Avv. Maria Cristina Osmo Morris (foro di Genova), Avv. Simona Merisi (foro di Milano), Avv. Paola Bevere (foro di Roma), Avv. Stefania Lerro (foro di Milano), Avv. Igor Nobile (foro di Agrigento), Avv. Damiano Mereta (foro di Velletri), Avv. Pietro Antonuccio (foro di Roma), Avv. Matteo Panici (foro di Roma), Avv. Andrea Dini Modigliani (foro di Roma), Avv. Giuseppe Anfuso, Avv. Ivonne Panfilo (foro di Roma), Avv. Claudio Giangiacomo (foro di Roma), Avv. Stefano Rossi (foro di Roma), Avv. Marco Gustavo Petrocelli (foro di Roma), Avv. Simona Censi (foro di Roma), Avv. Federico Bianco Caracci (foro di Velletri), Avv. Dario Rossi (foro di Genova), Avv. Prof. Michele Russo (foro di Matera), Avv. Nicola de Zan (foro di Padova), Avv. Nora Bertolotti (foro di Bergamo), Avv. Alessandro Bresmes (foro di Bergamo)

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Precedenti articoli

6 marzo 2026 – Risposta dei Co-Presidenti Giuristi Democratici al Direttore de Il Dubbio

26 febbraio 2026 – Nota della presidenza Giuristi Democratici a “Il Dubbio”


Risposta dei Co-Presidenti Giuristi Democratici al Direttore de Il Dubbio


A seguito della nota inviata il 26 febbraio dai Co-Presidenti dei Giuristi Democratici alla redazione de Il Dubbio nel merito della posizione a favore del sì nel referendum sulla giustizia del quotidiano dell’avvocatura, il 28 febbraio il quotidiano ha pubblicato a lato della nota GD la risposta del Direttore Davide Varì. La risposta si intitola “La stampa è indipendente: leggete (tutta) la Costituzione”. Il testo dopo aver citato alcune interviste ad esponenti del NO ed alcuni commenti dubbiosi si chiude affermando:“Insomma, avrei potuto portare mille esempi della nostra vocazione al confronto tra il Sì e il No. Preferisco però citare la Costituzione. Già, proprio quella che spesso il fronte del No brandisce contro il Sì. Ecco, bisognerebbe leggerla tutta la nostra bellissima Costituzione e magari arrivare fino all’articolo 21, quello che sancisce la libertà di stampa vietando «censure e autorizzazioni». Prima di congedarmi vorrei però ringraziarvi per la premura e il suggerimento – non richiesto – sulla linea editoriale del Dubbio, ma continueremo a correre il rischio di fare il giornale secondo Costituzione.”

Di seguito la risposta dell’Avv. Roberto Lamacchia e Avv. Aurora d’Agostino, Co-Presidenti Associazione Nazionale Giuristi Democratici al Direttore de Il Dubbio

Spett. Redazione “Il Dubbio”

Via Del Governo Vecchio 3

ROMA

Egr. Direttore,

abbiamo letto con un po’ di imbarazzo la Sua risposta alla nostra lettera del 26/02/2026.

Vogliamo subito rassicurarLa sul fatto che abbiamo letto e conosciamo la ns. Costituzione (bellissima: è l’unico punto su cui concordiamo con Lei) ed in particolare l’art. 21: ed in effetti, non contestiamo la libertà di espressione del Suo giornale, ma la mancata equidistanza tra le posizioni in campo, con una evidente, e da Lei non contestata, prevalenza delle argomentazioni in favore del SI, con una rappresentazione quasi monolitica dell’Avvocatura come favorevole alla riforma.

Chiedevamo, e chiediamo, solo questo: che Il Dubbio, finanziato con i contributi di tutti gli avvocati, e non solo di quelli aderenti alle Camere Penali, rappresenti in maniera compiuta il quadro variegato delle posizioni all’interno dell’Avvocatura anche di quelle, e non sono poche, che si sono espresse per il NO al referendum: e ammesso che sia necessario un giornale dell’Avvocatura, almeno che esso sia il giornale di tutta l’Avvocatura!

Cordiali saluti.

Torino-Padova 05/03/2026

Avv. Roberto Lamacchia

Avv. Aurora d’Agostino

Lettera a Il Dubbio 05.03.2026Download


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Nel 1967 Emanuele Macaluso tornò alla guida del partito in Sicilia


Le elezioni riservarono un esito al di sotto delle aspettative per il Pci che dal precedente 24 per cento del 1963 scese [nel 1967] al 21 per cento lasciando sul terreno poco più di due punti percentuali che si riflessero nella perdita di due seggi nel parlamento siciliano (la rappresentanza scese da 22 a 20 deputati) <56. Questi risultati, sommati al perpetuarsi della formazione di centrosinistra al governo regionale, indussero il Comitato regionale a mettere in discussione la segreteria di Pio La Torre. <57 Quest’ultimo fu quindi “sfiduciato” <58 nonostante la spinta verso l’attivismo di tutte le strutture del partito che aveva saputo imprimere negli ultimi cinque anni. Tra le iniziative più interessanti avviate da La Torre a livello di propaganda ma anche di sostegno alla riflessione sul tema del regionalismo e dell’attuazione dello statuto in Sicilia, vi era stata la nascita del periodico “L’Autonomia” nel ’64 <59, iniziativa per nulla durevole ma che si configurava nel generale rilancio dei temi autonomistici operato in quegli anni. Anche l’attività parlamentare di La Torre era stata improntata su questa macro-tematica ormai diventata essenziale per le ragioni stesse del dibattito politico da condurre sul piano regionale. In un intervento all’Assemblea regionale siciliana durante la discussione sulla nascita del nuovo governo guidato dal democristiano Carollo <60, La Torre faceva una disamina della storia della Regione nell’ultimo ventennio esprimendo i termini del fallimento non solo della classe dirigente governativa ma anche di un disegno di potere deviato agli interessi esterni alla Sicilia: «La Regione siciliana nell’ampiezza di poteri che lo Statuto della Autonomia le affida rappresentava un punto potenziale di organizzazione delle contestazioni meridionalistiche alla strategia dei monopoli. Da qui l’attacco incessante, in questi venti anni, ai poteri della Regione in tutti i campi. Ecco la mancata attuazione dello Statuto, gli attacchi ai poteri legislativi di questa Assemblea, ecco lo svuotamento progressivo dell’Autonomia. Il rapporto Stato-Regione siciliana si è andato caratterizzando come un rapporto di tipo semi-coloniale. La logica è nota: i gruppi di potere subalterni non contestano la politica che dall’esterno viene imposta al loro popolo e che lo danneggia nel suo sviluppo; in cambio però ricevono mano libera nella gestione del potere e del sottogoverno […]» <61.
La crisi innescata nella segreteria del Comitato regionale portò al ritorno di Emanuele Macaluso alla guida del partito in Sicilia. Il dirigente nisseno, che per un quinquennio aveva ricoperto ruoli di rilievo all’interno della segreteria nazionale di Togliatti e poi di Longo (con responsabilità nelle sezioni di organizzazione, di stampa e propaganda e nella commissione meridionale), ritornando alla segreteria del Comitato siciliano avviò una nuova stagione di opposizione e contrasto ai governi di centrosinistra guidati dalla Dc <62. L’arretramento registrato nelle elezioni induceva il Pci a porsi con maggior forza come elemento di rottura e di contrasto rispetto alle posizioni ormai consolidate della Democrazia cristiana all’interno delle istituzioni autonomistiche. I comunisti siciliani assumevano una posizione di continuità rispetto al passato ma al tempo stesso cercavano di allinearsi maggiormente alle linee d’azione del partito sul campo nazionale attraverso la mediazione dell’impostazione politica meridionale e il sostegno alla lotta per l’istituzione delle regioni in tutto il resto d’Italia <63. Il Comitato regionale decise di ripartire dall’organizzazione territoriale del partito promuovendo una fase assembleare diffusa in tutte le sezioni. Argomento di queste assemblee doveva essere quello del rinnovo della politica regionale <64: lo scopo prefissato era quello di ottenere, attraverso questa riflessione post-elezioni, «un orientamento politico giusto di tutti i compagni e quindi una mobilitazione di massa e dell’opinione pubblica attorno alle iniziative del partito» <65. Per operare un rinnovamento occorreva prendere atto della situazione contingente in cui gli esiti delle urne (astensionismo, voti nulli o di protesta) lasciavano intendere il grado di distacco dell’opinione pubblica dall’istituto dell’autonomia regionale a oltre un ventennio dalla sua fondazione: «L’istituto della Regione doveva rappresentare una concreta estensione della democrazia in Italia, una rottura dell’accentramento statale, un avvicinamento sostanziale delle istituzioni politiche alle masse, per una più rapida soluzione dei loro problemi vitali. Essa doveva costituire una graduale conquista di potere da parte delle masse popolari, attraverso la realizzazione delle riforme e la soluzione dei concreti problemi economici e sociali. Ma al contrario la Regione ha trasferito a sé l’accentramento dello Stato, senza delegare alcuno dei suoi poteri alle istituzioni democratiche di base (come ad es. i comuni); ha creato una burocrazia disordinata ed enorme, ai fini clientelari, costituendo un sistema di potere corrotto, succube dei monopoli e delle grosse società finanziarie e spesso in connivenza con gruppi mafiosi. La Regione, sotto la direzione della Dc non ha saputo né voluto utilizzare i poteri di decisione autonoma che le erano stati delegati dallo Stato» <66.
Nel documento si contestava alla Dc la mancata elaborazione del piano di sviluppo regionale con la conseguente scarsa resa degli enti regionali (in cui si registrava il sovraffollamento di personale), l’incompletezza della riforma agraria (la cui definitiva applicazione era stata affidata all’Esa) e la mancata approvazione delle leggi sull’urbanistica e sulla riforma amministrativa (per i nuovi poteri delegati ai comuni). A ciò si aggiungeva l’annosa questione dei fondi di solidarietà stanziati dallo Stato secondo l’articolo 38 dello statuto siciliano. Una somma di quasi 254 miliardi di lire era da tempo a disposizione del governo regionale che però non aveva ancora preso delle decisioni definitive su come utilizzarla <67. Inoltre vi era l’anomalia del sistema dei tributi regionali affidato a una società privata che gestiva la riscossione con un aggio del 10 per cento, una cifra abnorme rispetto al contesto nazionale e che garantiva un profitto annuo di oltre 10 miliardi di lire <68. In tutto ciò, a parere dei comunisti, era evidente la responsabilità del partito di governo che si era fatto complice e tutore di un grande nugolo di interessi: «In questa soluzione, spesso ai limiti della legalità, la Dc ha potuto largamente avvantaggiarsi, estendendo il suo sistema di potere, utilizzando tutte le forme di pressione disponibili sugli enti pubblici, sugli enti statali, persino sulle banche (dal processo Bazan è risultato che la Dc ha ottenuto dal Banco di Sicilia oltre 300 milioni di lire per prestiti mai restituiti, oltre a farsi pagare, dal Banco stesso o dai suoi istituti affiliati, diverse decine di funzionari di partito). Risultato di tutto questo è il fatto che nessuno dei gravissimi difetti della struttura dello stato italiano sono stati eliminati in Sicilia. Anzi, gli stessi difetti si presentano più estesi, più abnormi, più intollerabili» <69.

[NOTE]56 Anche la Dc perse due punti percentuali (e due scranni all’Assemblea regionale) rispetto alle precedenti elezioni del 1963.
57 In un comunicato stampa successivo alle elezioni il Comitato regionale dava notizie dell’ultima sessione, cui aveva preso parte anche il segretario generale Longo, in cui erano stati discussi gli esiti della consultazione regionale. Nella retorica della nota stampa si evidenziava la sostanziale tenuta del Pci rispetto alla flessione delle ultime elezioni amministrative del ’64 registratasi in Sicilia, al contempo si poneva in evidenza la “crisi” della Dc. Inoltre il Comitato regionale proponeva la creazione di un nuovo fronte unitario autonomista aperto all’apporto del Psiup, dei socialisti autonomisti e dello stesso Psi. Cfr. IGS, CRS, Segreteria 1967, f. 3c. Documenti politici e risoluzioni, Comunicato del Cr dopo le elezioni regionali del 11 giugno, datt. Cfr. anche ivi, Comunicato del gruppo parlamentare Pci all’Ars su elezioni regionali, datt.
58 Macaluso pone in evidenza come la prassi di partito potesse consentire la sfiducia di un segretario regionale per un arretramento di soli due punti in una consultazione elettorale. Cfr. Intervista Macaluso, cit.
59 Sulla nascita del periodico “L’Autonomia” cfr. IGS, CRS, b. Segreteria 1967, f. Evidenza, CR siciliano del Pci- Note di stampa e propaganda, (circolare a carattere interno), s.d. ma 1964.
60 In quella fase post elezioni del ’67, Carollo guidò due governi, dal settembre di quell’anno al febbraio del ’69.
61 P. LA TORRE, Intervento all’Ars, 10 ottobre 1967, in ID. Discorsi e interventi parlamentari, a cura di F. Renda, Assemblea regionale siciliana, Palermo 1987, p. 536.
62 IGS, CRS, Segreteria 1967, f. 3c, Risoluzione della Direzione del Pci “La Sicilia ha bisogno di una nuova politica”; Cfr. anche E. MACALUSO, Parole chiare sulla Sicilia, in “Rinascita”, 6 ottobre 1967.
63 Cfr. IGS, CRS, Segreteria 1967, Nota Cr alle Federazioni su mobilitazione nazionale per le regioni, 25 ottobre 1967, datt. Nella nota a firma di Michelangelo Russo si invitavano le Federazioni provinciali a promuovere ordini del giorno di consigli comunali, comunicati a cura di categorie lavorative o concordati con gli altri partiti, per sostenere la battaglia che il Pci stava portando avanti nel parlamento nazionale per l’istituzione degli enti regionali.
64 Cfr. ivi, Schema per le assemblee delle sezioni: “Rinnovare la Regione per salvare la Sicilia e l’autonomia, datt., s.d. ma 1967.
65 Ivi, p. 1
66 Ibidem.
67 Ivi, p. 2
68 Il riferimento chiaro è al sistema di società di riscossione (Satris, Sigert, Sagap e altre) che faceva capo ai cugini Nino e Ignazio Salvo e alle famiglie Corleo e Cambria. A partire dagli anni ’50, i Salvo e i Corleo-Cambria, attraverso la nascita di nuove società o l’acquisizione di altre già esistenti, erano riusciti ad avere il controllo di gran parte del sistema esattoriale dell’isola. Le indagini giudiziarie degli anni ’70 e ’80 accertarono l’affiliazione mafiosa dei Salvo e i loro profondi legami con i vertici della cosiddetta cupola di “Cosa nostra”.
69 IGS, CRS, Segreteria 1967, Schema per le assemblee delle sezioni: “Rinnovare la Regione per salvare la Sicilia e l’autonomia, cit., p. 2.
Salvatore Pantano, Il Pci, l’Autonomia regionale e il ruolo degli enti locali: il caso siciliano (1944-1976), Tesi di dottorato, Università degli Studi di Messina, Anno Accademico 2020-2021
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CONTRO I RE E LE LORO GUERRE, ANCHE I GIURISTI DEMOCRATICI IN PIAZZA SABATO 28 MARZO


Contro gli autoritarismi e per la pace, scendiamo nuovamente in piazza
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Domani, sabato 28 marzo, in molte città europee e statunitensi si terrà la giornata di mobilitazione denominata ‘Together’, indetta dal movimento “No Kings”, contro i re e le loro guerre.
La manifestazione italiana si terrà a Roma, con partenza alle ore 14 da Piazza della Repubblica e arrivo in Piazza San Giovanni.
Come Giuristi Democratici saremo presenti, ribadendo l’impegno che ci ha visti protagonisti della Rete “A pieno regime” contro i decreti “sicurezza”.
Riteniamo infatti necessaria la difesa della democrazia dagli assalti di vecchie e nuove oligarchie, capaci unicamente di politiche predatorie che, passando per l’ipocrisia della falsa necessità di piani di riarmo, producono all’esterno guerre e devastazioni e all’interno la creazione di sempre nuovi nemici, includendo tra questi anche chi semplicemente si oppone alla deriva autoritaria in atto.
Dopo la vittoria referendaria che ha difeso la centralità della separazione dei poteri e dell’indipendenza della magistratura nell’impianto democratico costituzionale, occorre produrre il massimo sforzo affinché, da un lato, ogni altro disegno reazionario venga abbandonato e, dall’altro, militarizzazione della società e razzismo siano messi all’angolo e possa così riaprirsi una fase in cui il dialogo e il rispetto del diritto internazionale ritornino al centro dell’azione degli stati.
Confidiamo che il corteo si svolgerà in modo pacifico, come più volte ribadito assieme agli altri soggetti organizzatori, nonostante il ministro dell’Interno Piantedosi soffi irresponsabilmente sul fuoco con inaudite richieste di prese di distanza preventive da “eventuali azioni violente”. Auspichiamo, anzi, che venga garantito a tutte e tutti il fondamentale diritto democratico a partecipare. Chi si sta muovendo alla volta di Roma non potrà e non dovrà essere sottoposto, come purtroppo talvolta avvenuto in passato, a controlli inutilmente lunghi ed estenuanti, addirittura obbligando le persone già identificate a videoriprese dirette al volto e al corpo (pratica che ricordiamo essere una forma del tutto irrituale di riconoscimento, non prevista da alcuna norma come ulteriore mezzo di identificazione) con conseguente ritardo nell’arrivo in piazza.

27 marzo 2026
ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIURISTI DEMOCRATICI

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Sora chiude i battenti: l’esperimento social di OpenAI dura meno di un anno


OpenAI ha annunciato la chiusura di Sora, l'app di generazione video lanciata solo a settembre 2025. Con lei cade anche l'accordo da un miliardo con Disney.
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Pochi mesi dopo il lancio, OpenAI mette fine a Sora. L’annuncio è arrivato il 24 marzo con un post sintetico sull’account ufficiale dell’app: saluti agli utenti, promessa di comunicare le date precise e i dettagli su come esportare i propri contenuti prima dello spegnimento definitivo.

Sora era partita come strumento di generazione video e si era trasformata in qualcosa di più ambizioso: una piattaforma social costruita attorno ai video generati dall’intelligenza artificiale, con un’interfaccia a scorrimento verticale che non nascondeva affatto la sua ispirazione a TikTok. Il lancio a settembre 2025 aveva portato l’app in cima alle classifiche dell’App Store, con picchi di oltre tre milioni di scaricamenti al mese. Nel giro di pochi mesi, però, i numeri erano già crollati, e con loro le prospettive di tenere in piedi un prodotto che richiedeva risorse computazionali considerevoli.

La motivazione ufficiale di OpenAI è quella del focus: il team di Sora viene dirottato sulla ricerca in “world simulation” per far avanzare la robotica. Tradotto: l’azienda ha deciso che i chip valgono di più se spesi altrove, tra la competizione crescente con Anthropic e Google e la prospettiva di una quotazione in borsa all’orizzonte.

Con la chiusura di Sora cade anche ChatGPT come strumento di generazione video, funzionalità che era stata integrata nel prodotto principale.

Il miliardo con Disney che non è mai esistito


La notizia più rumorosa che si porta dietro è la fine dell’accordo con Disney. A dicembre era stato annunciato un accordo triennale da un miliardo di dollari: Disney avrebbe concesso in licenza oltre 200 personaggi tra Disney, Marvel, Pixar e Star Wars per la generazione di video su Sora, con una selezione di contenuti destinata anche a Disney+. Il denaro, come conferma una fonte vicina alla questione citata da più testate, non è mai cambiato di mano. L’accordo si chiude prima di cominciare.

Un prodotto che non ha mai trovato la sua ragione di esistere


Oltre ai numeri in calo, Sora si era portata dietro una scia di problemi difficili da ignorare. La funzione “Characters”, che permetteva di usare il proprio volto per comparire nei video generati, si era trasformata in un generatore di deepfake accessibile a chiunque, nonostante i filtri dichiarati. Erano emersi video di Martin Luther King Jr. e Robin Williams, tanto da spingere le rispettive figlie a chiedere pubblicamente agli utenti di smettere. Contenuti protetti da copyright venivano riprodotti sistematicamente aggirando le limitazioni.

In tutto questo, come riporta TechCrunch, l’app ha generato circa due milioni di euro di acquisti in-app in tutta la sua vita. Una cifra che, per un’azienda che opera già in perdita massiccia, racconta molto sul perché la spina sia stata staccata.


FONTE x.com


FONTE axios.com


FONTE variety.com


FONTE techcrunch.com


FONTE geopop.it


FONTE ilpost.it

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Ora legale 2026: italiani sempre più stanchi tra sleepscrolling e ritmi digitali. La guida pratica per sopravvivere al cambio dell'ora


Il 29 marzo 2026 le lancette avanzano di un'ora: un'ora di sonno in meno su un paese già stanco. Tra sleepscrolling, gufi digitali e ritmi circadiani sballati, ecco la guida pratica per affrontare il cambio dell'ora con la tecnologia dalla tua parte
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Il passaggio all’ora legale, previsto domani 29 marzo, segna ogni anno un piccolo cambiamento nelle abitudini quotidiane. Un’ora in meno di sonno può sembrare trascurabile, ma per molti si traduce in difficoltà ad addormentarsi, risvegli notturni e maggiore stanchezza durante il giorno. Il tema si inserisce in un contesto già complesso: gli italiani, infatti, dormono in media circa 6,4 ore per notte, meno delle 7-9 raccomandate, e sempre più persone riferiscono una qualità del sonno discontinua. Il cambio dell’ora, in questo scenario, rende semplicemente più evidente una fragilità già diffusa.

Truffe telefoniche: 559 milioni rubati agli italiani. Ecco Devia | Techpertutti
Le frodi telefoniche costano agli italiani oltre 559 milioni di euro in tre anni. Per arginare il fenomeno nasce Devia, l’app che combina intelligenza artificiale e operatori umani reali per filtrare chiamate sospette, spam e tentativi di truffa prima che raggiungano il telefono
TechpertuttiGuglielmo Sbano


A essere più esposti sono i cosiddetti “gufi”, ovvero chi tende naturalmente ad andare a dormire tardi. Una fascia che oggi si sta ampliando anche a causa delle abitudini digitali. Smartphone, social e contenuti sempre disponibili hanno infatti allungato le serate, rendendo più difficile staccare e anticipare il momento del sonno.

Cos'è lo sleepscrolling (e perché ci riguarda tutti)


È in questo contesto che si inserisce il fenomeno dello “sleepscrolling”: lo scorrimento continuo di contenuti nelle ore serali, proprio quando il cervello dovrebbe iniziare a rallentare. Oltre il 70% delle persone utilizza lo smartphone nell’ora prima di dormire, contribuendo a ritardare l’addormentamento e a rendere il riposo più frammentato. Anche il contesto informativo gioca un ruolo: notifiche, aggiornamenti continui e contenuti ad alto impatto emotivo possono mantenere la mente attiva fino a tarda sera, rendendo più difficile “staccare” davvero. Il cambio dell’ora, in questo scenario, diventa un banco di prova per il nostro equilibrio quotidiano. Per aiutare a gestire meglio questa fase, Olimpoflex – startup italiana – ha raccolto una guida pratica con alcune strategie per migliorare la qualità del sonno e adattarsi al passaggio tra ora solare e ora legale.

Nothing Phone (4a) e (4a) Pro: prezzo e specifiche
Nothing ufficializza Phone (4a) e (4a) Pro: due smartphone di fascia media con display AMOLED, Snapdragon 7 Gen 4 e sistema Glyph evoluto. Prezzi a partire da 409€ in Italia
TechpertuttiGuglielmo Sbano

La guida per dormire meglio e prepararsi all’ora legale


  • difendere la “zona cuscino”
    Uno dei fattori che più interferiscono con il sonno è l’attivazione mentale nelle ore serali. Smartphone, social e notifiche mantengono il cervello in uno stato di allerta proprio quando dovrebbe iniziare a rallentare. “Il problema non è solo quanto dormiamo, ma come arriviamo al momento di dormire. Oggi il sonno è messo sotto pressione da una somma di micro-abitudini quotidiane: schermi accesi fino a tardi, routine irregolari, contenuti iperstimolanti. Ritrovare il sonno significa prima di tutto ricostruire uno spazio mentale di decompressione”, spiega Andrea Valente, di Olimpoflex. Anche solo venti o trenta minuti senza stimoli digitali può aiutare il cervello a entrare nella fase di riposo. Il letto, inoltre, dovrebbe restare uno spazio dedicato esclusivamente al sonno;
  • il “download mentale” serale
    Pensieri ricorrenti e preoccupazioni mantengono attiva la mente anche quando il corpo è stanco. Scrivere su un foglio impegni e pensieri aiuta a “chiudere i cicli aperti” e favorisce l’addormentamento;
  • prepararsi gradualmente al cambio dell’ora
    Nei giorni precedenti al passaggio all’ora legale è utile anticipare l’orario in cui si va a dormire di 10–15 minuti per alcuni giorni. Questo consente al corpo di adattarsi in modo più naturale, riducendo l’impatto del cambiamento improvviso;
  • sfruttare la luce naturale
    La luce è il principale regolatore del ritmo circadiano. Esporsi alla luce del mattino aiuta a sincronizzare l’orologio biologico, mentre la sera è utile ridurre l’esposizione a fonti luminose intense e schermi;
  • cortisolo e sonno: il ruolo dello stress serale
    Il cortisolo, l’ormone dello stress, dovrebbe diminuire nelle ore serali. Tuttavia, notifiche, lavoro e contenuti stimolanti possono mantenerlo elevato anche di notte, ostacolando l’addormentamento. Per favorire un corretto abbassamento del cortisolo è utile introdurre piccoli accorgimenti nella routine serale: ridurre l’esposizione a schermi e luci intense almeno 30 minuti prima di dormire, evitare attività lavorative o cognitive impegnative nelle ultime ore della giornata e creare un rituale di “decompressione” con attività a bassa stimolazione, come lettura, musica rilassante o respirazione lenta. Anche la regolarità degli orari gioca un ruolo importante: andare a dormire e svegliarsi più o meno alla stessa ora aiuta il corpo a ristabilire un ritmo più stabile e fisiologico;
  • Vitamina D e qualità del riposo
    L’esposizione alla luce naturale contribuisce alla produzione di vitamina D e alla regolazione dei ritmi biologici. Passare più tempo all’aperto durante il giorno può aiutare a migliorare sia i livelli di energia sia la qualità del sonno notturno;
  • Creare un ambiente di riposo adeguato
    Temperatura, luce e comfort influenzano direttamente la qualità del sonno. Una stanza fresca e buia e un supporto adeguato aiutano a ridurre tensioni e micro-risvegli;
  • Monitorare il sonno senza ossessionarsi
    Smartwatch e applicazioni per il monitoraggio del sonno sono sempre più diffusi e possono rappresentare uno strumento utile per aumentare la consapevolezza delle proprie abitudini. Essi permettono, ad esempio, di capire quanto si dorme realmente, se il sonno è regolare e quali comportamenti quotidiani possono influenzarlo.



Nuovo iPad Air M4: prezzo, scheda tecnica e novità | TechPerTutti
Apple ha presentato ufficialmente il nuovo iPad Air con chip M4: il tablet di fascia media si rinnova con prestazioni da top di gamma, supporto ad Apple Intelligence e connettività Wi-Fi 7, mantenendo invariato il prezzo di partenza
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Conclusione


Il rischio, però, è trasformare il riposo in una performance da misurare. Controllare continuamente i dati o focalizzarsi in modo eccessivo su parametri come le fasi del sonno può generare ansia e peggiorare ulteriormente la qualità del riposo, un fenomeno che alcuni esperti definiscono “orto-sonnia”. L’approccio più efficace è utilizzare questi strumenti come guida, non come giudizio. Osservare i trend nel tempo, più che il singolo dato giornaliero, può aiutare a individuare abitudini migliorabili (come orari irregolari o uso serale dello smartphone) senza creare pressione. Il sonno, infatti, non è una prestazione da ottimizzare ogni notte, ma un equilibrio che si costruisce nel tempo.


Truffe telefoniche: oltre 559 milioni rubati agli italiani. Ecco Devia, l'app che filtra le chiamate con operatori umani


Rispondere a una telefonata da un numero sconosciuto è diventato, per milioni di italiani, un gesto di rischio. Dalle chiamate che imitano la voce di un operatore bancario ai finti call center che si spacciano per il proprio gestore telefonico, passando per SMS che simulano un pacco in giacenza, le frodi via telefono crescono da anni e nel triennio 2022-2024 hanno sottratto ai consumatori oltre 559 milioni di euro, secondo la ricerca condotta da Consumerismo. Un fenomeno che non rallenta, con una crescita del +30% solo nell'ultimo anno e a pagare il prezzo più alto sono quelle persone che rispondono al telefono.

Realme 16 Pro+ recensione: fotocamera 200MP e batteria da 7.000 mAh
Il Realme 16 Pro+ punta forte su due elementi chiave: una fotocamera da 200MP e una batteria da 7.000 mAh. In questa recensione analizziamo design, display, prestazioni e qualità fotografica per capire se è davvero uno dei migliori smartphone della fascia medio-premium
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Cos'è Devia: l'app italiana contro truffe e spam telefonico


Per rispondere concretamente a questo rischio, arriva Devia, l’app sviluppata da Stantup Service che promette di ribaltare la logica dei tradizionali filtri digitali. Ogni chiamata sospetta viene intercettata senza che il telefono dell’utente squilli e gestita da un operatore umano, che verifica l’identità del chiamante prima di inoltrarla.

Il vero problema non è bloccare le chiamate, è capire quali bloccare. I filtri automatici sbagliano in entrambe le direzioni, lasciano passare truffe e fermano telefonate importanti. Per questo abbiamo costruito un servizio in cui a decidere è una persona, non un algoritmo”, spiega Giuseppe Brunone Dell’Acqua di Stantup Service.


Come funzionano le truffe telefoniche: vishing, spoofing e spam


I classici filtri automatici che bloccano le chiamate considerate sospette hanno dei limiti. AGCOM, nel mese di novembre, ha attivato un filtro anti-spoofing per bloccare le chiamate provenienti dall'estero con numeri italiani falsificati. Nei primi giorni i quattro principali operatori hanno bloccato una media di oltre 7 milioni di chiamate illecite al giorno, un dato che dà la misura della portata del fenomeno. I truffatori, però, si sono già adattati spostandosi su prefissi internazionali reali, che il filtro non può intercettare.

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A rendere il fenomeno più insidioso è l'evoluzione delle tecniche. Il vishing, ovvero la truffa vocale via telefono, sfrutta oggi l'AI per clonare le voci di operatori bancari, al punto che distinguere una chiamata reale da una fraudolenta è sempre più difficile. A farne le spese sono soprattutto gli anziani, spesso contattati da finti funzionari che fanno leva sulla fretta per ottenere dati sensibili o pagamenti immediati. Per queste continue modifiche per confondere i filtri, Stantup Service ha preferito optare per operatori umani formati per verificare le chiamate in entrata.

Come funziona Devia: AI e operatori umani insieme


Quando un numero sconosciuto chiama, la telefonata viene deviata automaticamente al servizio Devia, dove un operatore risponde, identifica chi sta chiamando e, solo se la comunicazione è verificata, la inoltra in tempo reale all’utente. Se la chiamata è spam o un tentativo di truffa, il telefono non squilla. L’intero processo si basa su un modello ibrido che combina la deviazione automatica delle chiamate con la verifica umana, colmando il gap che i sistemi puramente algoritmici non riescono a coprire. L’app è disponibile in versione gratuita e passerà successivamente a un abbonamento di 2,99 euro al mese e 29 euro anno. Le chiamate non vengono registrate e i dati personali sono trattati nel rispetto della normativa sulla privacy. Il servizio può essere integrato anche in white label dagli operatori telefonici.

Gli esperti: le 3 regole fondamentali per difendersi dalle truffe


Accanto a strumenti di filtro, esistono precauzioni pratiche che possono ridurre il rischio di cadere vittima di frodi telefoniche, suggeriscono gli esperti:

  • mai fornire dati sensibili al telefono: nessun ente o istituto richiede PIN e password attraverso chiamate o messaggi. È fondamentale prestare attenzione alle domande che vengono poste e non rispondere a richieste che sembrano sospette;
  • verificare il numero chiamante: in caso di dubbio, riagganciare e richiamare il numero ufficiale dell’ente o della banca per evitare casi di spoofing, la tecnica di mascherare email, sms e numeri di telefono con indirizzi di cui la gente si fida;
  • diffidare delle richieste urgenti: la pressione temporale è usata moltissimo come leva psicologica dai truffatori. Nessuna comunicazione legittima impone azioni immediate da fare al telefono, è quindi consigliabile non pronunciare "sì" per non rischiare di accettare contratti di fornitura o truffe.


“Ogni giorno milioni di persone smettono di rispondere al telefono per paura di una truffa. Non è solo un problema economico, è un problema di fiducia nelle comunicazioni quotidiane. Con Devia partiamo da un gesto semplice, far rispondere una persona vera, e vogliamo portare questo servizio anche dentro l’offerta degli operatori telefonici per rendere il servizio ancora più accessibile”, conclude Dell’Acqua.



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La Fondazione Hu Lian riunisce degli esperti per delineare un nuovo progetto per l’educazione culturale e artistica.


Professori universitari, dirigenti scolastici, scrittori ed artisti, si sono riuniti per delineare un nuovo progetto per l’educazione culturale e artistica.
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La Fondazione culturale e artistica Hú Liǎn della Kinmen Kaoliang Liquor Inc. ha riunito esperti e rappresentanti di diversi settori per delineare nuove prospettive nello sviluppo dell’educazione culturale e artistica. La mattina del 27 marzo 2026, presso il primo piano del Padiglione Boxue del Parco culturale della contea di Kinmen, si è svolta la Riunione del Comitato consultivo 115, presieduta dal presidente Chen Long-an. All’incontro hanno partecipato studiosi del mondo accademico, esponenti del settore culturale, professionisti e personalità locali, con l’obiettivo di tracciare, attraverso il dialogo e il confronto multidisciplinare, una visione strategica per il futuro culturale ed educativo del territorio.

In apertura, il team della fondazione ha presentato i membri del comitato, tra cui professori universitari, dirigenti scolastici, scrittori e artisti, evidenziando una forte integrazione tra ambiti diversi. Il clima di confronto è stato vivace e costruttivo, contribuendo a consolidare un ampio consenso sulla necessità di promuovere uno sviluppo sostenibile della cultura di Kinmen.

Hú Liǎn
gen. Hú Liǎn

Nel suo intervento, Chen Long-an ha richiamato la figura del generale Hú Liǎn, sottolineando come il suo spirito del “creare dal nulla” abbia posto le basi per lo sviluppo dell’istruzione e dell’industria locali. Un approccio che, secondo il presidente, conserva una forte attualità anche nella costruzione culturale contemporanea. Chen ha inoltre condiviso la propria esperienza nell’utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale come supporto al pensiero, ribadendo l’importanza di integrare tecnologia e cultura per favorire innovazione e trasmissione del patrimonio. In quest’ottica, la fondazione intende sviluppare le proprie attività lungo tre direttrici principali: il rafforzamento dell’educazione nella fascia 0-6 anni, la promozione dell’integrazione innovativa tra diversi ambiti e la realizzazione di uno sviluppo locale condiviso, con l’obiettivo di definire un nuovo modello culturale per Kinmen.

Nel corso dell’incontro è stato presentato anche il rapporto sulle attività dell’anno 114. Giunta al quindicesimo anno di attività, la fondazione continua a promuovere programmi articolati di educazione culturale, tra cui borse di studio e interventi di assistenza in situazioni di emergenza, visite guidate del “Viaggio culturale Hú Liǎn”, la serie di conferenze “Accademia Hú Liǎn di Tahou 22”, nonché iniziative di base come corsi di calligrafia e cori per bambini. Parallelamente, attraverso attività come il tour scolastico del cartone animato “Hua Pa A Ta” e iniziative di promozione culturale legate al solstizio d’inverno, la fondazione ha rafforzato il legame con scuole e comunità locali, coinvolgendo complessivamente migliaia di partecipanti e contribuendo ad accrescere la visibilità della cultura di Kinmen.

Durante la sessione di discussione, i membri del comitato hanno avanzato diverse proposte operative, con particolare attenzione allo sviluppo delle industrie culturali e del territorio. In merito alle prospettive della distilleria Kinmen Kaoliang, è stata sottolineata la necessità di integrare elementi culturali, artistici e di design innovativo per aumentare il valore aggiunto dei prodotti e la loro competitività sul mercato. Allo stesso tempo, è stata evidenziata l’importanza di garantire la sostenibilità finanziaria e istituzionale della fondazione, suggerendo l’ampliamento delle fonti di finanziamento e il rafforzamento della stabilità operativa nel lungo periodo.

Tra le proposte emerse figura anche il progetto di una “digitalizzazione della cultura di Kinmen basata sull’intelligenza artificiale”, che prevede la creazione sistematica di archivi relativi ai villaggi, alla storia e alle tradizioni locali, con l’obiettivo di sviluppare una piattaforma digitale di conoscenza. Sul piano artistico ed ecologico, i partecipanti hanno inoltre sottolineato l’importanza di preservare l’identità di Kinmen come isola dal ritmo lento, promuovendo al contempo un’integrazione tra tutela ambientale e sviluppo creativo.

Il direttore dell’Ufficio di gestione del Parco culturale, Lu Gen-zhen, ha infine illustrato le prospettive future della struttura, indicando l’intenzione di trasformarla in un “Museo della contea di Kinmen”. Il progetto prevede di porre al centro il concetto di “cultura delle relazioni di sangue”, collegando in un sistema integrato le risorse legate alla storia militare, all’ecologia, alla religione e alle attività produttive del territorio.

Chen Long-an ha poi assicurato che tutte le proposte raccolte saranno sistematizzate e utilizzate come base per la definizione delle future politiche e iniziative della fondazione. Ha ribadito l’impegno a coinvolgere le giovani generazioni nelle attività culturali, al fine di garantire continuità e vitalità al patrimonio locale. La riunione si è conclusa in un clima di ampio consenso, ponendo le basi per un rinnovato slancio nello sviluppo culturale di Kinmen.

Fonte: Kinmen Daily

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Notesnook chiude due falle di sicurezza e affina la ricerca


Doppio aggiornamento per Notesnook, l'app di note open source e cifrata: desktop 3.3.11 e mobile 3.3.17 arrivano con patch di sicurezza, ricerca migliorata e una serie di fix su entrambe le piattaforme.
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Doppio aggiornamento in contemporanea per Notesnook, l’app di note open source con cifratura end-to-end: il 25 marzo sono usciti la versione desktop 3.3.11 e quella mobile 3.3.17, con un fil rouge comune che riguarda sicurezza e ricerca.

Le patch di sicurezza


Su entrambe le versioni, i titoli delle note non venivano correttamente neutralizzati prima del rendering: un titolo con HTML malevolo poteva eseguire codice arbitrario. Il problema è stato segnalato in modo responsabile da un ricercatore esterno (Nolan42 su GitHub) e risolto in questo ciclo di aggiornamenti.

La versione desktop aggiunge una seconda correzione, specifica per il web clipper: i contenuti salvati da pagine web potevano includere script nascosti dentro iframe, anch’essi ora isolati in modo sicuro. Aggiornare è sufficiente, non servono altre azioni.

Ricerca più precisa


Entrambe le versioni migliorano il motore di ricerca su più fronti. La ricerca insensibile ai diacritici, già introdotta in precedenza, ora funziona correttamente anche nella nuova interfaccia. Alcuni caratteri speciali come [ o \ causavano risultati vuoti o crash dell’app: risolto. La ricerca fuzzy gestisce meglio i separatori di parole, per cui cercare “a b” restituisce anche risultati come “a_b” o “a-b”.

Novità specifiche per piattaforma


Sul desktop, chi preferisce gestire gli aggiornamenti a mano può finalmente farlo davvero: disabilitare gli aggiornamenti automatici ora blocca anche il controllo in background, che prima continuava a girare comunque. Risolto anche il persistente “Error 153” sui video YouTube incorporati nelle note.

Sul mobile, il cambio tra una nota e l’altra è diventato fluido, senza più il salto visivo che si vedeva nella versione precedente. Fix anche per i backup bloccati su iOS, per l’HTTPS locale con certificati utente su Android e per la gestione dei conflitti nelle note protette da blocco.

Notesnook è disponibile gratuitamente su tutte le piattaforme, con un piano Pro per le funzioni avanzate.


FONTE blog.notesnook.com


FONTE blog.notesnook.com

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oggi e domani, 28-29 marzo, a roma, al teatro di villa lazzaroni: “essere e non essere. in memoriam di carmelo bene”, di pippo di marca e giancarlo dotto


OGGI, sabato 28 marzo ore 21:00,
e DOMANI, domenica 29 marzo ore 17:30

Pippo Di Marca in

ESSERE e NON ESSERE
in memoriam di Carmelo Bene


di Pippo Di Marca e Giancarlo Dotto

esseere e non essere_ pippo di marca su e con carmelo bene (pdm + giancarlo dotto)

Sabato 28 e domenica 29 marzo Essere e non essere in memoriam di Carmelo Bene al Teatro di Villa Lazzaroni è un testo di Pippo Di Marca e Giancarlo Dotto con in scena lo stesso Di Marca.

Lo spettacolo dedicato alla memoria di Carmelo Bene vuole evocare, raccontare, testimoniare momenti salienti dell’opera e della vita di Carmelo Bene, fino agli ultimi anni di malattia e di isolamento. Pippo Di Marca è una figura centrale dell’avanguardia teatrale italiana. Il suo teatro è sempre stato un luogo di sperimentazione linguistica, vocale e performativa.
Di Marca, con diverse iniziative e pubblicazioni, ha lavorato molto sul tema della memoria dei maestri e sulla necessità di custodire e trasmettere un patrimonio teatrale che rischia di perdersi.

Come lui stesso spiega: “Carmelo Bene lo conobbi nel ’66 nel camerino del Teatro delle Muse, al termine di un memorabile Il rosa e il nero. Un artista debordante, che imponeva la sua Presenza, il suo ipertrofico, straordinario, carnale. Un’amicizia poi cresciuta e alimentata in decenni di frequentazioni e di spettacoli a specchio, in una sorta di cammino parallelo, di empatia, che ha segnato gran parte della mia storia teatrale. Mi ha lasciato una predisposizione alla libertà creativa assoluta, ad armeggiare con la furia, l’euforia e la parodia, a coltivare l’arbitrio, a negare, a dire no ad ogni canone, a ogni convenzione acquisita. Un gigante del teatro italiano del Novecento, un Maestro inimitabile e irraggiungibile, un maestro ‘negato’: poiché il suo ‘magistero’, come quello dei veri grandi, è unico e ‘intrasmissibile’. […] Un amico con cui e di cui sentiamo il bisogno di continuare a parlare, raccontarlo: fare memoria, presenza viva, scenica della sua poetica e della sua vita; senza tralasciare la sua ‘umanità’, la sua fiera ‘fragilità’, accentuate nei lunghi ultimi anni di malattie e volontario autoesilio. Per me è stato, insieme a Leo De Berardinis, come un fratello maggiore. È stato il Gigante del Novecento in grado di sprigionare una potenza primigenia e coltissima, erudita, un’energia misteriosa, e insieme lucida, consapevole, articolata su una gamma inesauribile di ‘umori’, di variazioni della crudeltà suonate ad altezze inarrivabili… Sul piano dell’ironia suprema penso che surclassi persino Artaud!!!”

Quando nel 2002, Carmelo Bene morì, Pippo Di Marca pensò a un omaggio immediato in memoria, dal titolo Ora che Carmelo è morto, ma la ferita era troppo aperta per aver seguito con dolore gli ultimi mesi orribili di quel calvario finale. Giusto si impose il silenzio.

“Ma era destino, o simpatetico stato di necessità, che quel mancato debutto – spiega Di Marca – diventasse un testo, che condivido con Giancarlo Dotto, che ho messo poi in scena ininterrottamente per decenni. A cominciare dal decennale della morte nel 2012. Lo spettacolo, da allora, ha preso il titolo di Essere e Non Essere, a sottolineare da una parte il suo ipertrofico Io Scenico, la sua Presenza debordante, carnale/carnascialesca, il suo ESSERE e dall’altra parte il suo rovinare tutto proteso verso il NON ESSERE, il suo radicale senso della vanità del tutto, della sottrazione, della cancellazione, dell’assoluta tensione tra vitalismo e abbandono al cupio dissolvi. Da genio assoluto, nei mesi del calvario finale, ha scritto e ci ha lasciato come suo impareggiabile, grandioso testamento artistico, il poema capolavoro ‘l mal de’ Fiori”.

TEATRO DI VILLA LAZZARONI
Via Appia Nuova 522
00179 ROMA (RM)

Ingresso 22,00 €
#Artaud #CarmeloBene #cb #EssereENonEssere #GiancarloDotto #PippoDiMarca #teatro #TeatroDiVillaLazzaroni

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oggi, 28 marzo, a roma: terzo incontro di ‘sopravvivenze’, laboratorio di ricerca sulla contemporaneità

Sopravvivenze
Forme e Saperi


Laboratorio di Ricerca 2026

Seminario I, 2026
Sopravvivenze è un laboratorio di ricerca ideato e diretto da Daniele Balicco, Maurizio Balsamo, Silvano Facioni, Gaetano Lettieri, Arturo Mazzarella. Il suo scopo è quello di provare a dipanare il groviglio di impulsi psichici, di poteri e di forze creative che, nei diversi ambiti della contemporaneità, costituisce il punctum di ogni forma di vita individuale e collettiva.

III. Silvano Facioni
Sopra-vivere: Blanchot e Derrida
Sabato 28 marzo 2026, ore 11

§

Come, a chi e a cosa si sopravvive? La sopravvivenza è una forma di vita o una strategia di adattamento sociale? Un modo di essere – siamo tutti in qualche modo sopravviventi – o una postura etica, un imperativo morale?
Consapevoli di vivere in un’età estrema, compito di questo laboratorio di ricerca transidisciplinare sarà quello di discutere i saperi e le forme della sopravvivenza, organizzando ogni anno un ciclo di incontri di discussione pubblica su temi e autori che possano, sebbene in modo eterogeneo, aiutarci a ricostruire una genealogia. Con un auspicio pratico: che, nel suo piccolo, questo lavoro comune ci permetta quanto meno di addestraci a non perdere quella fragilissima presenza a noi stessi senza la quale non possiamo nemmeno essere testimoni del mondo che stiamo perdendo.

Tutti gli incontri sono liberi e aperti al pubblico. Iniziano alle ore 11 e si tengono nella sede di IUNO, Centro di ricerca sull’arte contemporanea, in via Ennio Quirino Visconti 55 a Roma. Per informazioni: info@iuno.it
#ArturoMazzarella #Blanchot #CentroDiRicercaSullArteContemporanea #DanieleBalicco #Derrida #EliasCanetti #ErnestoDeMartino #GaetanoLettieri #IlariaBussoni #IUNO #JacquesDerrida #MauriceBlanchot #MaurizioBalsamo #paesaggioContemporaneo #rovine #SilvanoFacioni

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10, 100,1000 Piazze di Donne per la PACE, anche a Catania


Il 28 marzo verranno portati nelle piazze tessuti, fili, parole e voci. In più di 100 comuni, grandi e piccoli, dal nord al sud d’Italia, le aderenti alla rete nazionale “10 100 1000 piazze di donne per la pace” porteranno i loro lavori per la pace: arazzi, bandiere, tappeti, lenzuoli e chiameranno altre donne a finirli insieme.

A Catania l’appuntamento è alle ore 17, in piazza […]

Leggi il resto: argocatania.it/2026/03/28/10-1…

#Catania #donnePerLaPace #Gaza #Iran #MedioOriente

Questa voce è stata modificata (2 mesi fa)
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[libro] Breve storia eretica della Musica Classica


Autore: Alessandro Baricco
Titolo: Breve storia eretica della Musica Classica
Editore: Feltrinelli
Altro: ISBN 9788807493911; 18,00 €; 144 p.; I ed. 2025; genere: saggistica, musica

Voto: 6/10

Baricco è sicuramente bravissimo a trasporre in immagini e parole la musica. Peccato che io, oltre ad essere estremamente ignorante in materia, sia assolutamente incapace di portare alla memoria la musica, anche quella che conosco. Baricco mi parla dei canti gregoriani, dei madrigali, della musica di Mozart eccetera, alcune opere le conosco, ma non riesco a sentirle in memoria. Avrei bisogno di ascoltare gli esempi che illustra nel saggio per poterlo seguire nelle sue metafore e nei suoi ragionamenti. Soprattutto dovrei sentire la differenza fra una scala pitagorica, quella naturale e quella usata attualmente (temperamento equabile). Non ho capito lo sforzo degli antichi di far stare le note su proporzioni fisse di frequenze, ma forse il problema era che cercavano un ordine matematico che però l’orecchio non segue. Mi sono accorto anche che, sorprendentemente, non ho mai ascoltato un’opera completa di Wagner.

La storia di Baricco si riferisce alla musica europea. Inizia facendoci notare il fatto che per secoli abbiamo scritto le parole, ma abbiamo avuto grande difficoltà a scrivere la musica. Solo nel medioevo si iniziano a dare i nomi alle note e quindi a scriverle. Poi, molto lentamente, la musica si fa sempre più complessa, fino alla Musica Classica del 1700, che sancisce la nascita della musica come la conosciamo oggi.

Per chi si accontenta di un riassunto, Baricco ha creato una serie di puntate stile podcast dove legge degli estratti dell’opera. Peccato che sembra mancare la terza puntata e che gli esempi necessari alla mia comprensione musicale manchino.

Se però siete meno ignoranti del sottoscritto e sapete riportarvi alla memoria la musica che cita, questo volume vi piacerà molto.
#alessandroBaricco #breveStoriaEreticaDellaMusicaClassica #libro #Musica #recensione

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Files 4.0.37 taglia 180 MB e affina qualche scomodo


La nuova versione del file manager open source per Windows alleggerisce sensibilmente il pacchetto di installazione e introduce qualche miglioria all'interfaccia quotidiana.
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Files, il file manager open source per Windows che da qualche anno rivaleggia seriamente con Esplora file, è arrivato alla versione 4.0.37 con un ritocco che si nota già prima di aprire l’applicazione: il pacchetto di installazione si è ridotto di oltre 180 MB, un taglio netto che fa la differenza su connessioni lente o macchine con poco spazio disponibile.

Dentro l’app, la novità più utile riguarda chi tiene molte cartelle aperte in parallelo. I tab che condividono lo stesso nome ora mostrano un suggerimento sul percorso, così non bisogna più indovinare quale delle tre cartelle “Download” aperte sia quella giusta. Piccola cosa, ma evita qualche errore stupido.

Con il tasto destro sulla schermata iniziale appare ora un menu dedicato per gestire i widget e aggiungere nuovi pannelli, senza dover navigare altrove. Utile per chi personalizza spesso il layout di partenza. Arriva anche il supporto allo scorrimento con il tasto centrale del mouse e una scorciatoia (Ctrl + B) per mostrare o nascondere la barra laterale.

Sul fronte della compressione, le opzioni per il formato 7z si arricchiscono con la possibilità di impostare dimensioni del dizionario e della parola, parametri che incidono sull’equilibrio tra velocità e dimensione finale dell’archivio. Si possono ora applicare attributi di compressione a più file contemporaneamente.

Files è gratuito e scaricabile dal sito ufficiale o da GitHub; la versione sul Microsoft Store costa qualcosa, a sostegno del progetto.


FONTE files.community


FONTE nsaneforums.com

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Gli agenti AI entrano nel canvas di Figma


Con il server MCP in beta, gli agenti AI possono creare e modificare elementi direttamente nei file Figma, usando componenti e variabili del sistema di design del team come riferimento.
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Il problema con l’AI applicata al design è noto: si ottengono schermate che sembrano corrette a colpo d’occhio, ma non appartengono a nessun sistema. Font sbagliati, componenti diversi da quelli in uso, spaziature arbitrarie. Con il rilascio in beta del suo server MCP, Figma prova ad affrontare il punto alla radice: gli agenti non disegnano più da zero, ma lavorano con i componenti, le variabili e i token già definiti dal team.

Tramite lo strumento use_figma, client come Claude Code, Codex, Cursor, Copilot e altri compatibili con MCP possono creare e modificare elementi direttamente sul canvas, attingendo al sistema di design come unica fonte. Il risultato è contenuto Figma nativo, modificabile come qualsiasi altro elemento del file.

Insieme all’accesso al canvas, Figma introduce le skills: file in formato markdown che specificano come un agente deve operare, definendo passaggi, convenzioni e logiche di lavoro senza bisogno di scrivere codice. Al lancio sono disponibili nove skills di esempio, pensate per attività come la costruzione di librerie di componenti, la generazione di specifiche di accessibilità e il collegamento tra token di design e codice. Le skills supportano anche cicli di autocorrezione, in cui l’agente confronta l’output con la struttura reale del file e interviene di conseguenza.

Qualche limite da tenere a mente: immagini e font personalizzati non sono ancora supportati, e per scrivere sul canvas serve un Full seat. I titolari di Dev seat possono usare il server solo in lettura. Il servizio è gratuito durante la fase beta; in seguito passerà a un modello a consumo.


FONTE figma.com


FONTE developers.figma.com

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Tuta aggiunge l’annullamento email e migliora gli inviti nel calendario


Tuta Mail ha una nuova funzione per annullare un'email entro dieci secondi dall'invio. Il calendario, intanto, ora mostra chiaramente gli inviti ancora senza risposta.
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Tuta Mail ha rilasciato due aggiornamenti: l’annullamento dell’invio, disponibile ora per tutti gli utenti, e una nuova visualizzazione degli inviti in sospeso nel calendario.

L’annullamento dell’invio è una funzione opzionale che aggiunge un ritardo di dieci secondi all’invio effettivo del messaggio: una finestra breve ma sufficiente per tornare indietro, correggere e rimandare. Per attivarla basta passare da Impostazioni > Email > Annullamento email.

Non è rivoluzionaria, ma era richiesta da tempo e fa il suo lavoro senza fronzoli. Più utile di quanto sembri, soprattutto per chi scrive molte email di fretta.

Per quanto riguarda il calendario, invece, Tuta ha introdotto una distinzione visiva per gli inviti in sospeso: quando un contatto ti invita a un evento, questo compare direttamente nel calendario ma con un colore attenuato e un bordo tratteggiato, così da distinguerlo a colpo d’occhio dagli appuntamenti già confermati. Una volta accettato l’invito, l’evento assume l’aspetto normale. Piccola cosa, ma riduce il rischio di dimenticarsi di rispondere a qualche invito sepolto tra gli altri.

In arrivo anche miglioramenti all’indicizzazione della ricerca e una beta chiusa di Tuta Drive, ma i dettagli su quest’ultima sono ancora scarsi.

Se stai cercando una casella di posta cifrata e rispettosa della privacy, Tuta rimane una delle scelte più solide in circolazione.


FONTE tuta.com

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da oggi, 27 marzo, a lecce: “paesaggi asemici”, mostra di enzo patti e giuseppe calandriello


Locandina - Paesaggi Asemici, Giuseppe Calandriello, Enzo Patti, Galleria ARTPOETRY, Lecce
cliccare per ingrandire

Paesaggi Asemici

Oggi, 27 marzo, alle ore 19:00, si inaugura la mostra “Paesaggi Asemici” presso la Galleria ARTPOETRY, via G. Candido 3, Lecce. L’esposizione mette a confronto le visioni artistiche di Giuseppe Calandriello ed Enzo Patti, esplorando una dimensione estetica in cui il segno abbandona la funzione di parola per farsi paesaggio.

Le opere, analizzando il concetto di “scrittura asemica”, non come assenza di significato ma come libertà assoluta dal vincolo del messaggio imposto, indagano come il segno possa farsi territorio e memoria. La mostra propone una riflessione sulla “semantica aperta”: l’asemico non è qui inteso come mera illeggibilità, ma come una forma di libertà interpretativa che risponde alla crisi del racconto contemporaneo. In un’epoca in cui la parola rischia di diventare imposizione, il segno si trasforma in un rifugio visivo e in una nuova possibilità di sguardo.

Con un intervento di Francesco Aprile.

Enzo Patti
Patti si muove nel solco della “figurazione asemica”, fondendo disegno e grafia in un unico corpo. Utilizzando prospettive a volo d’uccello, l’artista spalanca l’orizzonte su vedute urbane e strade popolate da segni primordiali e silhouette umane che richiamano gli ideogrammi dell’Antico Egitto. Le sue opere appaiono come “archivi di immagini” o mappe di civiltà sospese tra passato e futuro, offrendo uno spazio ospitale per la libera immaginazione del visitatore.

Giuseppe Calandriello
Le tele di Calandriello sono caratterizzate da un intreccio vibrante di segni neri e rossi che, aprendosi a infinite interpretazioni suggestive, evocano il ritmo di diari privati o scritture antiche. Attraverso linee di forza geometriche che tentano invano di arginare il caos dei segni, l’artista rappresenta visivamente il controllo e l’iper-semantizzazione della società moderna. Il suo è un paesaggio interiore fatto di silenzi, dove l’osservatore è invitato a cogliere la traccia minima della poesia piuttosto che a decodificare un messaggio.

Informazioni


  • Titolo: Paesaggi Asemici
  • Artisti: Giuseppe Calandriello, Enzo Patti
  • Sede: Galleria ARTPOETRY, via G. Candido 3, Lecce
  • Inaugurazione: 27 marzo, ore 19:00
  • Contatti: 329 6249713
  • La mostra è visitabile tutti i giorni dal 27 marzo al 30 aprile 2026


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