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Substack aggiorna l’editor: bozze per le note, syntax highlighting e statistiche esportabili


Substack aggiorna editor e dashboard: bozze per le note, syntax highlighting nei blocchi di codice, esportazione CSV delle statistiche e nuova gestione dei video live.
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Substack ha rilasciato un gruppo di aggiornamenti abbastanza eterogenei, tutti orientati a rendere più comoda la vita a chi pubblica sulla piattaforma.

La novità più pratica riguarda le note: è finalmente possibile salvarle come bozze, sia da web che da iOS. Se si inizia a scrivere una nota e poi si annulla, la piattaforma chiede se si vuole conservarla per dopo. Le bozze salvate sono accessibili da una nuova scheda dedicata. Il supporto Android arriverà in un secondo momento.
Foto Substack
Chi gestisce una pubblicazione può ora fissare più post in cima alla propria homepage, scegliendo quali contenuti mostrare per primi ai nuovi visitatori. L’editor web guadagna anche il supporto all’allineamento centrato, a destra e giustificato, funzionalità che in molti strumenti di scrittura online esistono da anni.

Per chi pubblica codice, i blocchi di codice ora supportano la colorazione sintattica automatica (syntax highlighting), con formattazione e numerazione delle righe coerenti tra web, app mobile ed email. I lettori possono copiare l’intero blocco con un clic.

Sul versante dati, le statistiche del pannello di controllo sono ora esportabili in formato CSV, con i filtri attivi che si riflettono direttamente nel file scaricato. È anche possibile nascondere dalla dashboard metriche come ricavi e numero di iscritti, utile per chi lavora in spazi condivisi o fa screenshot. Infine, i video in diretta hanno ora una sezione dedicata che raccoglie stream programmati, registrazioni e bozze in un unico posto.

Aggiornamenti che chi usa Substack quotidianamente probabilmente apprezzerà. Chi invece cerca una piattaforma di newsletter con più controllo sui propri dati e senza intermediari, strumenti come Ghost o Steady offrono da tempo funzionalità simili con un approccio più orientato all’indipendenza editoriale.


FONTE on.substack.com

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Flow 1.9.0: mini player flottante, musica a schermo intero e una valanga di novità


Flow, il client YouTube alternativo per Android, aggiorna alla 1.9.0 con mini player libero, lettore musicale ridisegnato e tante altre novità.
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Si fa fatica a stare dietro le novità di Flow! La 1.9.0 è già qui, e come al solito porta con sé modifiche abbastanza sostanziali da non poterla liquidare come un aggiornamento di manutenzione.

La novità più visibile è il mini player video, che adesso fluttua liberamente sullo schermo: lo trascini dove vuoi, si aggancia a uno dei quattro angoli e con uno swipe lo chiudi. Puoi scegliere la dimensione tra tre opzioni e personalizzare i controlli visibili, inclusi i pulsanti di salto avanti e indietro.

Anche il lettore musicale è stato ripensato: diventa un pannello persistente nella parte bassa dello schermo, che si espande a tutto schermo trascinandolo verso l’alto e si ripiega verso il basso con animazioni a molla. L’interfaccia a schermo intero è stata rifinita e rispetta correttamente la status bar.

Tra le altre aggiunte: la rotazione del dispositivo fa entrare e uscire automaticamente dalla modalità a schermo intero, c’è un pulsante dedicato per passare alla riproduzione audio in background, e cliccando sulla pillola con la durata del video si passa a un conto alla rovescia. È stata aggiunta anche una barra di ricerca nelle impostazioni, che su un’app con questo numero di opzioni è più che giustificata.

Il sistema di filtraggio dei contenuti ora blocca intere categorie invece di singole parole chiave, e i Trending vengono esclusi dalla schermata principale per evitare di riempire il feed di contenuti virali di bassa qualità.

I fix coprono un bel po’ di cose: crash durante lo scroll infinito, problemi con la luminosità dopo il fullscreen, titoli video che ora appaiono nella lingua originale, il pulsante X del PiP che finalmente interrompe davvero l’audio, e vari problemi con download e cronologia di riproduzione.

Flow richiede Android 5.0 o superiore e almeno 2 GB di RAM. È disponibile su GitHub.


FONTE github.com

#hot

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Il runner di Forgejo ora parla con più server contemporaneamente


Forgejo runner v12.7.0 introduce le connessioni multiple: un solo runner può ricevere job da istanze diverse, anche Codeberg e un server privato insieme.
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Forgejo runner è il componente che esegue le pipeline di integrazione continua (CI/CD, cioè i processi automatici che compilano, testano e distribuiscono il codice) collegate a un’istanza Forgejo. Con la versione 12.7.0, rilasciata il 18 febbraio, arriva una novità concreta: un singolo runner può connettersi a più server Forgejo contemporaneamente.

In pratica, chi gestisce la propria infrastruttura può configurare lo stesso runner per ricevere job da Codeberg e da un’istanza privata, oppure registrarlo più volte sullo stesso server per servirlo su organizzazioni o repository diversi. Prima bisognava installare runner separati per ogni connessione; adesso basta spostare le informazioni di registrazione dal file di stato .runner direttamente nel file di configurazione principale, sotto una nuova sezione server.connections.

La cosa interessante è che la feature è completamente retrocompatibile: chi non ha bisogno delle connessioni multiple non deve cambiare nulla nella propria installazione. Il vecchio meccanismo continua a funzionare esattamente come prima.

Questa è anche la prima di una serie di migliorie pianificate in quest’area. L’obiettivo a medio termine è eliminare del tutto il file .runner per semplificare la registrazione e la gestione dei runner. La documentazione aggiornata non è ancora completa, ma il report mensile include una guida rapida per iniziare.

Oltre alla feature principale, la release corregge alcuni bug: problemi nello spegnimento dei container Podman, errori nei workflow riutilizzabili a catena, parsing delle variabili di output e svuotamento del buffer di log sugli esecutori host e LXC.

Forgejo, per chi non lo conosce, è un fork di Gitea nato nel 2022 con l’obiettivo di mantenere una governance comunitaria e trasparente sulla piattaforma. È la base su cui gira Codeberg, uno dei principali servizi di hosting Git alternativi a GitHub. In Italia esiste anche forgejo.it, un’istanza pubblica italiana del progetto.


FONTE forgejo.org


FONTE forgejo.org


FONTE codeberg.org

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oggi, su ‘alias’, intervista di thomas höhne a giuseppe garrera su “vita minore. san francesco e la santità dell’arte contemporanea”, la mostra in corso a spoleto


In edicola e a questo link: ilmanifesto.it/gianni-e-giusep…
#Alias #art #arte #arteContemporanea #asemic #asemics #asrmicWriting #contemporaryArt #GianniEGiuseppeGarrera #GianniGarrera #GiuseppeGarrera #ilManifesto #intervista #interviste #manif #mostra #PalazzoCollicola #SanFrancesco #santitàDellArteContemporanea #SaverioVerini #scritturaAsemica #Spoleto #ThomasHöhne #VitaMinore #VitaMinoreSanFrancescoELaSantitàDellArteContemporanea

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Un mare all'incontrario


Viaggio di lavoro, dalla costa toscana alla costa della Romagna
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Con in mente il ricordo di alcuni fabbricati dalla particolare architettura, rivolti verso il porto di San Giuliano Mare, sono partito verso Rimini con il preciso intento di riuscire a ritagliarmi uno spazio per scattare alcune foto.

Ero ben cosciente che non sarebbe stato facile sganciarmi dall'incontro di lavoro, anche se per un breve periodo. Complice l'abbondante pranzo offertoci ho trovato la scusa di dover fare alcuni passi, prima di riprendere, e così sono partito in direzione mare.

Nascere vicino al mare non è solo una questione geografica, ma è qualcosa di più profondo che ti porta ad avere come unico punto di riferimento si proprio lui: il mare!

Il mare è ben presente in ogni momento del giorno. Senza guardarti intorno sai sempre dove si trova.
E, anche se il mare di Rimini è all'incontrario rispetto al mare versiliese, inconsciamente ho imboccato subito la direzione giusta!

Velocemente mi dirigo verso il mare, con in mente il ricordo di alcuni anni prima, e ben presto, davanti a me, si ergono alcuni fabbricati in cemento armato, acciaio e vetro dalle forme che ricordano grandi navi pronte a prendere il largo di questo mare riminese.

La zona è pressoché deserta, le uniche persone che incontro attraversano velocemente l'Arena Lido, teatro estivo di concerti e altre attività mondane che caratterizzano la vita estiva di questi luoghi di villeggiatura.

Adoro il mare fuori stagione, qui come in Versilia, lontano dagli schiamazzi estivi e il divertimento a tutti i costi.
Adoro la tranquillità del dopo festa estiva, dove si può tornare ad ascoltare la voce delle onde e il profumo del mare.
Il mare è bello anche in estate, ma in barca a vela con il vento tra i capelli, lontano dalla spiaggia affollata di persone e ombrelloni.

Il ricordo di queste architetture risale ad alcuni, anzi diversi, anni fa quando, con un Flying Dutchman a rimorchio dell'auto, scorrazzavamo tra mari e laghi per partecipare alle regate di classe.

Mi guardo intorno e scatto alcune foto, si mi ricordo bene il luogo.
E, mentre scatto, un pensiero mi riaffiora alla mente: questo mare è all'incontrario… ma non devo perdere tempo, presto dovrò tornare indietro.

M'incammino per tornare al luogo dell'appuntamento mattutino, è quasi ora di riprendere l'incontro di lavoro.
Mentre cammino, lungo il tragitto di ritorno, ripenso alla strana sensazione che provai alla mia prima regata sulla costa adriatica. Qua il sole nasce dal mare e tramonta dietro le colline dell'entroterra.

Si, un mare all'incontrario per chi, come me, è abituato a vedere il sole nascere da dietro i monti delle Alpi Apuane e tramontare in mare.

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Potrà sembrare banale ma questo diverso orientamento, e di conseguenza la diversa parabola del sole rispetto al mare, ti lascia una strana sensazione.

Sensazione che, con il ritorno al tuo luogo di origine, immediatamente svanisce.
Il ritorno é un riallineamento con te stesso, guardi l'orizzonte, verso mare, e improvvisamente ritrovi il tuo posto nel mondo.

👋 A presto,
Giovanni

Tags: Mare | Autunno | Rimini | Versilia | Alpi Apuane

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HUAWEI WATCH Ultimate 2 Green Edition: design esclusivo e golf professionale al polso


HUAWEI WATCH Ultimate 2 debutta in una nuova colorazione Verde e porta con sé funzionalità dedicate al golf mai viste prima su un wearable Huawei. Ecco tutte le novità del nuovo smartwatch premium
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Huawei ha annunciato una nuova evoluzione del suo smartwatch di fascia alta, Watch Ultimate 2. Questa novità introduce la versione Verde per il Golf, con un aggiornamento completo di Modalità Campo Pratica e Modalità Mappa dei campi da gioco. ,

L'alta artigianalità incontra l'estetica naturale


Watch Ultimate 2 Verde si ispira al verde brillante dei campi da golf e dalla limpidezza del cielo aperto. La sua caratteristica lunetta in ceramica nanocristallina bicolore, verde e bianca, è il risultato di decine di meticolosi processi che rappresentano l'apice della competenza di Huawei nella scienza dei materiali e nella produzione. Il nuovo cinturino in pelle vegana composita abbina un elegante strato esterno in pelle vegana a un morbido strato interno in fluoroelastomero, bilanciando raffinatezza estetica e comfort sulla pelle. Per una maggiore versatilità, sono inclusi anche cinturini in titanio e in fluoroelastomero verde, permettendo allo smartwatch di adattarsi con facilità a contesti professionali, di svago e di altro tipo.

Perfetto per il golf


La Green Edition del Watch Ultimate 2 introduce aggiornamenti completi alle funzionalità principali di Modalità Campo Pratica e Modalità Mappa dei campi da gioco. In particolare, nella modalità Campo Pratica il dispositivo aggiunge la funzione cambio mazza, che consente ai golfisti di monitorare con precisione i dati di allenamento con diverse mazze. Accanto alle metriche già disponibili, come la tempistica del backswing e del downswing, il ritmo e la velocità dello swing, il nuovo aggiornamento introduce l'ampiezza del backswing e il piano dello swing. Queste metriche aiutano a valutare la stabilità dello swing e a determinare se è pienamente carico, rendendo ogni sessione di allenamento più strutturata, misurabile ed efficace.

Italiani sempre più nottambuli online: +32% di acquisti tra le 23 e le 7
Le notti degli italiani diventano sempre più digitali: le intenzioni di acquisto online aumentano del 32% tra le 23:00 e le 7:00, secondo i dati di Idealo
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Nella modalità Modalità Mappa dei campi da gioco, Huawei Watch Ultimate 2 Verde diventa un affidabile assistente in campo. La nuova funzione personalizzata della bandierina sul green permette di regolare manualmente la posizione della bandierina, per strategie di tiro più precise. La funzione di visualizzazione del green con rotazione automatica offre un movimento dinamico da una prospettiva in prima persona, riducendo lo sforzo cognitivo per visualizzare il green e aiutando i golfisti a interpretare accuratamente le pendenze, le linee di putting e la posizione relativa tra la palla e la bandiera. Ciò riduce significativamente gli errori di valutazione e permette di afforntare ogni tiro con maggiore sicurezza e sicurezza.

Xiaomi Vision Gran Turismo debutta al MWC Barcelona 2026
La Xiaomi Vision Gran Turismo debutta ufficialmente al MWC Barcelona 2026. La concept car virtuale sviluppata dal colosso tecnologico cinese mostra la visione del brand tra mobilità elettrica, prestazioni e design futuristico
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Questo aggiornamento è più di un semplice perfezionamento artigianale. È l'integrazione di innovazioni all'avanguardia nello sport e nella vita smart. Continua a consolidare lo status della serie come punto di riferimento per i dispositivi indossabili di fascia alta, offrendo agli utenti nuove opportunità per esplorare il loro potenziale fisico.

Disponibilità e prezzi


Huawei Watch Ultimate 2 Verde è disponibile a partire da 999,00 euro. Fino al 31 marzo sarà possibile usufruire di uno sconto di 150 euro utilizzando il coupon ACSULTIMATE2 su HUAWEI Store Italia.


Italiani sempre più nottambuli online: +32% di intenzioni di acquisto tra le 23 e le 7


Le giornate si allungano, le notifiche non si fermano mai e il confine tra lavoro e tempo libero è sempre più sottile. Il risultato? Gli italiani dormono meno e sempre più spesso restano connessi anche nel cuore della notte. In Italia la durata media del sonno è di circa 7 ore, ma chi si corica dopo mezzanotte scende poco sopra le 6 ore effettive, con una quota ridotta di sonno profondo. In questo scenario, la notte non è solo tempo di riposo mancato: è anche un momento in cui si naviga, si confrontano prezzi e si pianificano acquisti.

Secondo l’analisi di idealo, portale internazionale leader nella comparazione prezzi, le intenzioni di acquisto tra le 23:00 e le 7:00 sono cresciute del +32% anno su anno. La notte si conferma così uno spazio attivo di consumo e progettualità. Un fenomeno che emerge con ancora più forza in occasione della Giornata Mondiale del Sonno che ricorre domani eche ogni anno accende i riflettori sull’importanza del riposo e sulle nuove abitudini che stanno trasformando il nostro rapporto con la notte.

Giornata Mondiale del Sonno: 5 fattori che disturbano il riposo
Dormire bene è fondamentale per salute e benessere. In occasione della Giornata Mondiale del Sonno analizziamo cinque fattori che possono compromettere il riposo notturno e i rimedi consigliati dagli esperti per migliorare la qualità del sonno
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Notte mobile-first, ma cambiano le priorità


L’elettronica concentra il 43% dell’interesse notturno e lo smartphone resta il prodotto più cercato. Tuttavia, esso registra un leggero calo anno su anno (-6%), segno che la navigazione notturna resta mobile-first, ma si sta spostando verso bisogni più specifici. Di notte, infatti, non si acquista solo il device finito: si potenzia. Le ricerche notturne per RAM crescono del +336% anno su anno, le schede video del +165%, i dissipatori a liquido del +90%, gli alimentatori PC del +84%. È il boom dell’upgrade, della personalizzazione, della performance costruita pezzo dopo pezzo. La notte diventa il momento in cui si migliora la propria postazione di lavoro o gaming, quando il silenzio aiuta a concentrarsi e a scegliere. Quando il silenzio della notte aiuta a concentrarsi, molti persone approfittano di queste ore per informarsi, confrontare componenti e progettare il proprio setup ideale, che sia per lavoro o per gaming.

Quando non si dorme, si immagina una casa migliore


Se l’elettronica domina per volumi, è la casa a raccontare la trasformazione più interessante. La categoria Arredamento & Giardino cresce del +59% anno su anno, arrivando a rappresentare il 14% dell’interesse notturno. Le ricerche relative alla scelta del letto aumentano del +270%, quelle per cucina componibile del +229%, per armadio del +199%, per mobile bagno del +193%, mentre il divano cresce del +152%. La notte diventa il momento in cui si pianificano le grandi spese domestiche, si ripensano gli spazi, si progetta un ambiente più accogliente. Il tema del riposo emerge in modo ancora più evidente osservando nel dettaglio le ricerche specifiche legate proprio ai letti: tra le tipologie più ricercate spiccano i letti a scomparsa (+326%), seguiti dai letti singoli (+300%) e dai letti queen size (+279%). Crescono anche i letti con contenitore (+243%) e i letti king size (+200%), segno di una crescente attenzione verso soluzioni che uniscono comfort e ottimizzazione degli spazi. Un’attenzione che riguarda anche i più piccoli: le ricerche per letti a soppalco (+230%) e letti a castello (+127%) confermano come sempre più famiglie investano nella qualità del riposo dei bambini5.

Dormire meglio diventa una priorità


Se si dorme poco, si cerca almeno di dormire meglio. Lo dimostrano anche le ricerche legate agli accessori per il riposo: materassi +56%, coprimaterassi +75%, piumini +115%, coperte e plaid +108%6. A sorprendere è soprattutto il dato delle luci notturne, che registrano un incremento del +341%, segno di quanto l’atmosfera e la qualità dell’ambiente domestico stiano diventando parte integrante della routine serale. La camera da letto non è più soltanto uno spazio funzionale della casa, ma un vero e proprio rifugio in cui rallentare e recuperare energie dopo giornate sempre più connesse.

AI sul lavoro: 4 italiani su 10 risparmiano un giorno a settimana
Una nuova ricerca Workday rivela che 4 dipendenti italiani su 10 risparmiano fino a un giorno di lavoro a settimana grazie all’AI. Tuttavia per il 50% degli utenti le lunghe rielaborazioni dei contenuti generati dall’intelligenza artificiale restano un problema
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Self-care e passioni: la notte come spazio personale


Le ore notturne sono anche un momento intimo, dedicato a sé stessi. Le categorie Salute, Bellezza & Drogheria crescono del +50%, mentre Mangiare & Bere segna +69%. Il caffè aumenta del +171%, le capsule del +85%, i set di bellezza del +110%, i profumi uomo e donna intorno all’80%, con il profumo unisex che arriva a +165%. Anche la skin care cresce del +52%8. Accanto alla cura personale, trovano spazio le passioni. Il mondo gaming cresce del +48%, con i videogiochi a +157% e le console a +67%. L’universo moto è altrettanto dinamico: casco +59%, giacca +61%, mentre lubrificanti e additivi per motore segnano addirittura +264%9. La notte, dunque, si rivela il momento in cui si coltivano interessi, si assecondano desideri, si fanno scelte più personali.

Il paradosso contemporaneo e l'evoluzione delle abitudini


C’è un filo rosso che lega questi numeri: la notte è diventata uno spazio ibrido. È tempo sottratto al riposo, ma anche momento di progettazione e consapevolezza. Si naviga perché non si dorme, ma si cerca anche di migliorare la qualità della propria vita, a partire dalla casa, dal comfort, dal benessere personale. Gli italiani dormono poco, è vero. Ma nelle ore silenziose tra le 23 e le 7 non restano immobili: immaginano cambiamenti, pianificano acquisti, investono su ciò che può farli stare meglio. Abitudini digitali che si evolvono rapidamente, con lo shopping online che si sposta sempre più nelle ore notturne e una tendenza che potrebbe diventare sempre più rilevante per retailer e marketplace digitali nei prossimi anni. In conclusione per molti, oggi, il vero lusso non è restare svegli fino a tardi; è riuscire finalmente a dormire meglio.


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differx a palazzo collicola


la mostra a cura di Gianni e Giuseppe Garrera:
slowforward.net/2026/02/18/21f…

alcune cose asemiche di differx esposte:

differx_ libretto asemico_ foto di andrea balietti
foto di Andrea Balietti

«Gli aspetti più autentici e inediti sollecitati dalla mostra riguardano: il trasferimento della verità e della salvezza del mondo dagli uomini agli animali; la negazione della possibilità di ogni virtù dell’economia, compreso il sistema della beneficenza (ogni gesto economico non apparterrà mai alla carità, deve solo appartenere alla giustizia); la disistima della cultura e del linguaggio umano; la rinnegazione totale del padre, della famiglia e di ogni eredità; la condanna totale di tutta la Storia»

𝙑𝙞𝙩𝙖 𝙢𝙞𝙣𝙤𝙧𝙚
San Francesco e la santità
dell’arte contemporanea
instagram.com/p/DVbfE53iOaX/?i…

*

differx a palazzo collicola_ foto di eric toccaceli_ 1
foto di Eric Toccaceli

materiali asemici di differx in esposizione a Palazzo Collicola (Spoleto)
foto di Eric Toccaceli

#AndreaBalietti #art #arte #arteContemporanea #asemic #asemicWriting #asemics #collettiva #CollezioneGarrera #CollezioneGiuseppeGarrera #condannaTotaleDiTuttaLaStoria #contemporaryArt #differx #EricToccaceli #materialiAsemici #materialiAsemiciDiDifferx #materialiVerbovisivi #mostra #mostraCollettiva #PalazzoCollicola #scritturaAsemica #scrittureAnomale #scrittureAsemiche #scrittureEretiche #scrittureEslege #Spoleto


21 febbraio, palazzo collicola, spoleto: “vita minore”, a cura di gianni e giuseppe garrera

a PALAZZO COLLICOLA
Spoleto, piazza Collicola 1


Vita minore_ mostra a Palazzo Collicola (Spoleto)_ dal 21 feb 2026_

Vita minore. San Francesco
e la santità dell’arte contemporanea


mostra collettiva a cura di Gianni e Giuseppe Garrera
dal 21 febbraio al 2 giugno 2026

Inaugurazione sabato 21 febbraio 2026, ore 11:00
Piazza Collicola 1, Spoleto
palazzocollicola.it/schdMostra…

Vita minore. San Francesco e la santità dell’arte contemporanea è il titolo della mostra collettiva realizzata in occasione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi.
A cura di Gianni e Giuseppe Garrera, il progetto propone una rilettura in chiave contemporanea della figura del Santo, profondamente legato al territorio umbro e spoletino: Francesco scelse infatti Monteluco, la montagna che s’innalza di fronte a Spoleto, come luogo di preghiera e contemplazione e, secondo la tradizione, pronunciò la celebre frase «Nihil jucundius vidi valle mea spoletana» – «Non vidi mai nulla di più gioioso della mia valle spoletana» – che ancora oggi testimonia il suo rapporto privilegiato con il contesto.

La mostra, allestita al piano terra di Palazzo Collicola, ripercorre l’esempio radicale e impraticabile di San Francesco – dell’avventura e della parabola del Santo – attraverso frammenti luminosi rintracciabili in opere d’arte contemporanea. Immaginando l’impossibilità di fatto di poter avere un contatto diretto con San Francesco, se ne rinvengono solo le schegge, come di un vaso infranto e da ricomporre, incastonate in momenti speciali e autentici della ricerca contemporanea. Il percorso espositivo, concepito come uno scambio di segni tra memoria storica e sensibilità contemporanea, si fonda su prestiti dalle collezioni private dei curatori, frutto di attenta raccolta e selezione nel corso degli ultimi vent’anni, arricchita da prestiti nazionali e internazionali e da opere site-specific realizzate per gli spazi storici del palazzo.

La mostra, a partire dal concetto di “minorità”, intesa come sfida alla società e rifiuto di tutti i suoi principi per “farsi minori” e mettersi al servizio del prossimo, tenta di evocare e reinterpretare i valori fondamentali di San Francesco – povertà assoluta, farsi minori, corporeità e nudità, abdicazione dell’umano di fronte agli animali, amore per le creature – non attraverso immagini della tradizione, ma mediante l’“esempio” di pratiche artistiche contemporanee articolate in sezioni dedicate ai diversi temi: la presenza esclusiva del Vangelo; la condanna radicale di ogni aspetto della ricchezza; il linguaggio come strumento di controllo e potere da demolire; la sottomissione alla natura e al creato fino alla gloria della fraternità con la morte. Il percorso si sofferma, inoltre, con particolare dedizione, sulla santità attiva, fondata dai miracoli, e sul privilegio femminile, con riferimenti a Santa Chiara e alla clausura come scelta di introspezione e resistenza.

Artisti storicizzati come Alberto Burri, Gino De Dominicis, Jimmie Durham, Leoncillo, Yoko Ono, Giulio Paolini, Salvo, Anna Torelli, insieme ad altri di generazioni successive come Luca Bertolo, Antonio Del Donno, Matteo Fato, Flavio Favelli, Cesare Pietroiusti, Tomas Saraceno, Luca Vitone, per citarne solo alcuni, offrono al visitatore interpretazioni inedite e suggestive del pensiero francescano, trasformando Palazzo Collicola in uno spazio in cui la storia dialoga con il contemporaneo.

Ogni sala diventa così luogo di esercizio spirituale, di meditazione, contemplazione e stupore, dove l’eredità estetica di San Francesco si intreccia con la sensibilità artistica contemporanea, offrendo un’esperienza che rinnova la percezione del sacro e del vivere nel mondo contro il mondo stesso.

Vita minore. San Francesco e la santità dell’arte contemporanea include opere, documenti e testi di: Vincenzo Accame, Mirella Bentivoglio, Luca Bertolo, Alain Bornain, Paolo Bufalini, Alberto Burri, John Cage, Cristina Campo, Ugo Carrega, Gea Casolaro, Ugo Celada da Virgilio, Laura Cingolani, Claudio Costa, Gino De Dominicis, Antonio Del Donno, Jimmie Durham, Matteo Fato, Flavio Favelli, Albino Galvano, Alessandro Gamba, Augusto Garau, Fabio Giorgi Alberti, Marco Giovenale, Francesco Gioacchini, Elisabetta Gut, Jannis Kounellis, Giovanni Korompay, Fabio Lapiana, Leoncillo, Jochen Lemberg, Carla Lonzi, Claude Maillard, Miltos Manetas, Cristina Maulini, Olivier Messiaen, Elisa Montessori, Elsa Morante, Magdalo Mussio, Maurizio Nannucci, Gualtiero Nativi, Richard Nonas, Giancarlo Norese, Martino Oberto, Yoko Ono, Anna Maria Ortese, Giulio Paolini, Pier Paolo Pasolini, Luca Maria Patella, Cesare Pietroiusti, Lamberto Pignotti, Juha-Matti Pitkanen, Fabrizio Prevedello, Giustina Prestento, Giuseppe Pulvirenti, Domenico Purificato, Antonietta Raphäel Mafai, Mauro Reggiani, Max Renkel, Salvo, Tomas Saraceno, Alba Savoi, Greta Schödl, Augusto Strindberg, Alfonso Talotta, Michele Tocca, Mario Tozzi, Luca Trevisani, Luca Vitone, Alberto Ziveri.


[…]

III. Elogio dell’analfabetismo

La Regula prima di San Francesco vieta di imparare a leggere e scrivere. La povertà assoluta è riconoscere che non è necessario saper leggere e scrivere. Demilitarizzare il linguaggio. La deculturalizzazione. Contro l’ortografia, contro la sintassi, contro la scrittura. Desacralizzare la grammatica. Ogni forma di linguaggio costituito è esercizio di potere. Tutte le informazioni del mondo sono ordini del mondo. Unico libro ammesso da San Francesco è il Vangelo (che però va dato via, se serve per soccorrere i poveri). I libri costano cari e sono contrari alla povertà. Contro i libri e contro la presunzione del sapere.
La sala è concepita come una sala di amanuensi speciali, dediti alla distruzione della scrittura e dell’ortografia del mondo (Vincenzo Accame, Matteo Fato, Elisabetta Gut, Marco Giovenale, Magdalo Mussio, Francesco Gioacchini, Fabio Giorgi Alberti, Alba Savoi, ecc.) accompagnati dal canto liturgico di John Cage (Empty Words).
Amanuensi contemporanei per una pratica quotidiana di distruzione e disintegrazione della dittatura della scrittura come significato e ordine del significato. In un lato della sala anche matite, contro la scrittura, di Gea Casolaro e Maurizio Nannucci. Unico testo ufficiale ammesso e come modello: il quaderno della prima elementare di Luca Maria Patella con il disegno della predica agli uccelli di San Francesco compiuto dall’artista quando aveva 6 anni.

Giuseppe Garrera, descrizione della terza sala della mostra

[…]

§

[youtube youtube.com/watch?v=w5U4Z3Z5ff…]

John Cage performs a 90 minute excerpt from Empty Words at the 1991 Subtropics Music Festival in Miami, Florida. The Subtropics website: subtropics.org

Subtropics also has a youtube channel:
youtube.com/user/isawsubtropic…

Special thanks to:
The John Cage Trust – Laura Kuhn, Director – johncage.org
Subtropics Music Festival, Gustavo Matamoros, Director
John Kramel & Mary Luft – Tigertail Productions, Miami
South Florida Composers Alliance
Miami-Dade Community College, Wolfson Campus
WLRN-TV

Empty Words – Writings ’73-’78, by John Cage is
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Video: 1991 © DavidOlive
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I discorsi di Sant’Ambrogio tenuti dal sindaco Tognoli



Prendendo in esame la politica culturale di Milano tra anni Settanta e Ottanta, non possiamo non verificare come essa venne egemonizzata da due personalità di spicco del PSI: Aldo Aniasi, eletto sindaco di Milano il 16 novembre 1967, e restato in carica per tre mandati fino al 12 maggio 1976, al quale succedette Carlo Tognoli, rimasto in carica sino al 19 dicembre 1986. Vero spartiacque nella storia amministrativa di palazzo Marino, tuttavia, furono le elezioni del 1975 che segnarono una netta vittoria del PCI il cui gruppo consiliare risultò ampliato di sei unità, passando dalle 19 del mandato precedente, alle 25, effetto di un aumento percentuale di sette punti rispetto alle elezioni comunali del 1970. Elezioni che, del resto, videro per la prima volta la presenza del cartello politico di Democrazia Proletaria, formato da Partito di Unità Proletaria per il Comunismo, il Movimento Studentesco, nonché Avanguardia Operaia. In questo clima, che vide in ogni caso la rielezione di Aniasi a sindaco, si profilava uno scenario nebuloso e instabile, con il programma di Giunta sempre soggetto a ritrattazioni e rimodulazioni.
In quegli anni Milano era forse la vera capitale italiana della strategia della tensione: ogni settimana il capoluogo lombardo si trovava suo malgrado a ospitare episodi di violenza politica e a rappresentare la sede privilegiata del processo di costruzione e consolidamento della già citata maggioranza silenziosa, desiderosa di far confluire all’interno di un fronte unico tutte le forze conservatrici e reazionarie della società italiana. A tal proposito, l’obiettivo precipuo del PCI era quello di creare uno schieramento unitario ed il più compatto possibile, aperto anche ai moderati-conservatori, purché manifestamente antifascisti, al fine di scongiurare la formazione di questo fronte compatto delle forze reazionarie. Per pervenire a questo obiettivo, il PCI si schierò a fianco di altre forze antifasciste, all’interno del Comitato Permanente Antifascista per la Difesa dell’Ordine Repubblicano, che si era prodigato in difesa dell’agibilità degli atenei milanesi, quello della Statale in particolare. Si registrava dunque, soprattutto da parte comunista, una tendenza a far coincidere la maggioranza costituzionale e elettorale presente in città con quella consiliare. Secondo Luigi Vertemati e Gianni Cervetti, con l’inizio degli anni Settanta era venuta a formarsi una Giunta tanto “informale” quanto “armonica” – ovvero in grado di lavorare in serenità, seppur le possibili cause di attrito erano ben presenti – composta da Cervetti stesso in qualità di segretario provinciale del PCI, Vertemati come segretario socialista, Colombo come segretario cittadino della DC, Massari come segretario provinciale del PSDI e Aniasi, in qualità di Sindaco.
Non solo “piombo” tuttavia – secondo un recente volume curato da Irene Piazzoni: Milano, durante gli anni Settanta, e nel periodo di avvicendamento tra Aniasi e Tognoli, fu il centro propulsore italiano di nuove sperimentazioni sociali dove, come sottolineava Walter Tobagi in una inchiesta sul “Corriere della sera”, si stava affermando una struttura economica e sociale diversificata che non vedeva più nei grandi capitani d’industria e nelle fabbriche delle periferie della città la grandezza del territorio, ma un “vulcano in ebollizione” costituito da un intricato reticolo di piccole e medie imprese costrette a entrare in relazione con un mondo che ormai poteva definirsi “planetario”: dalle radio di “movimento” (o libere), come Radio Milano International, alle radio commerciali, dai vecchi capitani d’industria, sorti durante il Ventennio, a novelli imprenditori – Berlusconi e Armani su tutti – fino a una precisa riorganizzazione urbanistica, che vide nella Variante generale del 1976-1980 una profonda riorganizzazione territoriale. Questo nuovo piano regolatore, difatti, venne proposto dall’amministrazione comunale per tentare di risanare il tessuto edilizio preesistente, atto anche al recupero delle aree urbane allora in disuso e soggette, come vedremo, a occupazioni abusive; non ultimo, in questa logica, la pianificazione di un decentramento amministrativo degli uffici della pubblica
amministrazione. Allo stesso tempo, il Comune tentò di attuare un progetto di miglioramento della vita quotidiana dei cittadini: progetto un processo di calmierazione degli affitti attraverso l’istituzione dell’Istituto case popolari, e cercò di migliorare la viabilità urbana dando avvio nel 1979 al prolungamento delle metropolitane 1 e 2, nonché impostando i lavori per la terza linea, che venne aperta solo un decennio più tardi, nel 1990; nel 1980-1981, infine, l’amministrazione di Tognoli concentrò le proprie finanze per la municipalizzazione del gas e nella metanizzazione utile a ridurre l’inquinamento atmosferico.
Anche la cultura stava rapidamente cambiando; se interventi come la “Mostra incessante per il Cile” organizzata nel corso di 5 anni presso la Galleria di Porta Ticinese di Gigliola Rovasino – vero e proprio centro di ricerca autogestito e autofinanziato per l’arte “impegnata”, i vari murales che organizzazioni della sinistra giovanile dipingevano sui muri del centro cittadino, come quelli fatti dal Collettivo Pittori di Porta Ticinese o dal Gruppo Femminista per il salario domestico, o i momenti di appropriazione urbana attraverso la pratica artistica – Franco Mazzucchelli, solo per citare una delle esperienze più interessanti <112, afferivano ancora a un mondo politicamente connotato, tali momenti convivevano con esperienze del tutto svincolate da una pratica “militante”. Le gallerie private, che sempre maggiormente venivano a caratterizzare la cultura cittadina, fornivano una lettura differente dell’arte degli anni Settanta, passando dall’ospitare artisti tipicamente nazionali, con altri di interesse internazionale: se all’Annunciata di Bruno Grossetti aperta a fine anni Trenta, nel corso dei Settanta, durante l’affiancamento degli figlio Sergio, si proposero mostre di De Pisis, Lilloni, Del Bon, Cassinari, ma anche i “vecchi” surrealisti, nel 1975 alla galleria Salvatore Ala Gordon Matta-Clark proponeva – dopo aver tentato la rimozione di una parte del pavimento dello spazio della galleria via Mameli – “Untitled Wal and Floor Cutting”: un filo d’acciaio installato lungo le pareti dello spazio, che dalla corte d’ingresso passava attraverso finestre e luoghi di servizio. Anche presso Toselli, Michael Asher, nel settembre del 1973 esportava l’intonaco delle pareti interne tramite una sabbiatrice per mostrare le alterazioni subite dalla struttura nel corso del tempo. Come abbiamo visto, dunque, non si può dare una visione unilaterale di quello che avveniva nel campo artistico negli anni Settanta: la figura portata in scena da Crispolti alla Biennale del 1976 – ovvero quella dell’operatore culturale quale “provocatore di autocoscienza culturale altrui” <113 – conviveva con altre esperienze d’arte per l’arte, che si richiamavano alla più classica storia dell’arte dei secoli passati.
Anche il comune, del resto, fece la sua parte in questo campo: l’organizzazione e l’avviamento di nuovi spazi espositivi, come il PAC – Padiglione d’Arte Contemporanea, la quale programmazione, dopo la nuova apertura del 1979, fu affidata a Zeno Birolli, Vittorio Gregotti e Germano Celant: uno spazio, e un progetto, “multidisciplinare attento alle interrelazioni della ricerca artistica d’avanguardia con la progettazione architettonica e con gli altri settori della cultura contemporanea, in primo luogo quello letterario” <114, ma aperto anche ai musei stranieri <115. Da ricordare, inoltre, anche la riapertura, il 24 aprile del 1980 – alla presenza del Presidente Pertini – della Pinacoteca Civica (riallestita per l’occasione di Franco Albini, Franca Helg e Antonio Piva). E ancora: gli spazi dell’antico convento delle Stelline di corso Magenta, riutilizzati dal 1980 quale luogo adibito a esposizioni temporanee; il riallestimento e riammodernamento dei sotterranei e del piano terra di Palazzo Reale, che avrebbero dovuto ospitare, ancora, mostre di giovani artisti, ma non solo – come l’ormai celebre “Anni trenta: arte e cultura in Italia” – nell’attesa che i piani superiori del palazzo piermariniano avrebbero potuto ospitare la collezione del CIMAC, il Civico Museo d’Arte contemporanea, che effettivamente venne aperto nel 1984.
Tutto questo ambiente, politico, culturale e sociale, fu il “basso continuo” della politica milanese tra anni Settanta e Ottanta, e occupò le discussioni dell’amministrazione comunale. Interessante a tale proposito vedere come nel 1985 per la casa editrice SugarCo veniva pubblicato il volume “Amare Milano” il quale conteneva le trascrizioni dei discorsi di Sant’Ambrogio tenuti dal sindaco Tognoli dal 1976 al 1984, tramite i quali il Primo cittadino faceva un sunto “morale” <116 dell’anno trascorso. Già nella prefazione al volume, scritta da Alberto Dell’Ora, si faceva un punto sulla situazione di circa dieci anni di governo cittadino, sottolineando come, seppur sotto il profilo terroristico gli anni precedenti furono drammatici, i discorsi di Tognoli “registrano una costante positiva evoluzione economica e sociale della nostra città, un continuo miglioramento del clima generale, nel quale si avvertono ora i riferimenti di una ritrovata solidarietà civile e i segni ceti di una nuova vitalità e di una sicura fiducia nell’economia e nel lavoro” <117. Questa, tuttavia, non è la mia opinione, in quanto, seppur a fasi alterne negli anni – che si manifestano una sorta di ripresa “emotiva” positiva tra il 1977 e il 1980, dopo gli anni forse più drammatici per l’economia cittadina – si evince nelle parole del sindaco un forte senso di scoramento sia in campo economico, che in quello legato alla cultura giovanile e del terrorismo, vere “spine nel fianco” dell’amministrazione comunale anche negli anni Ottanta. Vale la pena, in questo contesto, sottolineare la lunga citazione inerente alla relazione tenuta dal sindaco nel 1976, la quale dava conto di questo clima rovente; discorso tenuto, per altro, lo stesso giorno degli incidenti della prima scaligera: “non trascorre quasi giorno senza che noi dobbiamo lamentare atti di violenza, crimini, intolleranze e arbitri, dove spesso movimenti politici si confondono con espressioni di delinquenza comunque, in un coacervo di propositi il più delle volte insensati. La violenza, la criminalità, il teppismo trovano un terreno favorevole nella crisi in cui ci troviamo. La difesa dell’ordine pubblico diventa difficile malgrado i sacrifici delle forze dell’ordine, cui va la gratitudine della cittadinanza. E tuttavia è giusto ricordare che Milano ha attraversato momenti terribili superandoli con grande forza d’animo, proprio quando sembrava che la nostra città fosse l’epicentro di una rivolta o di un colpo di stato. Oggi è possibile, oltre che opportuno, ripetere l’appello ai cittadini perché non si facciano intimorire, perché accolgano la sfida di chi mira a gettare la città nella paralisi e nel caos, con disprezzo della libertà e della convivenza civile. Siamo convinti che in una società evoluta la violenza alla fine non paga, si ritorce anzi contro chi la promuove. Tuttavia non bisogna mostrarsi deboli, bisogna reagire con fermezza, anche se con giustizia. Ciò non significa invocare la cieca repressione ignorando le cause economiche e sociali dei fenomeni, ma respingere ogni azione eversiva e sovversiva che, lungi dall’affrontare alla radice i problemi, tende a strumentalizzare per fini antidemocratici.” <118.
Se questo il sindaco esprimeva nel 1976, il proclama dell’anno successivo appariva più disteso e di prospettiva ottimista, nonostante il Settantasette milanese aveva visto numerosi episodi di “giustizia proletaria”. Come non ricordare il ferimento di Montanelli e del consigliere comunale democristiano Carlo Arienti, il “12 marzo” milanese, con l’assalto alla sede dell’Assolombarda, che precede di qualche mese la sparatoria di via De Amicis con l’uccisione dell’agente Custra, nonché la morte del vigile urbano Vincenzo Ugga e della giovane Ada Fornaro durante un tentativo di rapina a uno sportello bancario. Così parlava il Primo cittadino nel 1977, ricordando l’anno passato, facendo cenno anche ai “fatti” della Scala: “l’anno scorso, in occasione della festività di Sant’Ambrogio, nel breve indirizzo che rivolsi ai benemeriti, risultava nel complesso prevalente una intonazione pessimistica e di critico realismo” <119, tuttavia, proseguiva ricordando che “a un anno di distanza, il consuntivo che possiamo offrire non può avere i toni dell’ottimismo, ma può portare qualche segno di fiducia. […] questa crisi non ha prodotto quella temuta disgregazione dell’equilibrio sociale e politico che molti avevano pronosticato.” <120. Parole, queste ultime, confermate anche negli anni successivi: nel 1978, Tognoli difatti dichiarava – nonostante avesse dovuto registrare “fenomeni di disgregazione e di violenza” <121 – che “se oggi l’orizzonte è meno fosco, se le ragione della speranza e della fiducia fanno primo sui richiami al pessimismo e alla rassegnazione, ciò non è dovuto al verificarsi di circostanze occasionali ma alla tenace volontà costruttiva dei nostri concittadini, i quali hanno testimoniato nei fatti in questo scorcio di mesi un rigore morale, un impegno civile e sociale, una operosità fervida in tutto all’altezza della storia della nostra città.” <122. Stesso sentimento espresso nel 1979, seppur si ricordava come “il quadro complessivo in cui si svolge la vita nazionale non appare positivo”: “accanto a fenomeni di decadenza” – ricordava Tognoli – “si registrano segni di consolidata ripresa nel campo dell’economia e della vita culturale.” <123, nel tentativo di dare al giovane nuove occasioni di partecipazione alla vita pubblica cittadina, nonché momenti di incontro e di svago <124. Una funzione educativa, quella promossa dall’autorità comunale, che il Primo cittadino espresse anche nel “saluto” del 1980, quando dichiarava come fondamentale eradicare nel giovane la cultura della violenza, e i fattori di
emarginazione ed esclusione sociale che avrebbero potuto creare ingiustizie e tensioni <125. Seppur i proclami degli anni precedenti, dove pareva di cogliere un certo ottimismo del sindaco nei confronti della ripresa economica, anche nei primi Ottanta problemi in questo campo in ogni caso permanevano: Tognoli, infatti, pur palesandosi come fiducioso nei confronti di un rilancio dell’economia cittadina, e nazionale, ricordava nel 1981 che “bisogna praticare seriamente una politica di austerità” <126; il problema che, tuttavia, si palesava come di più difficile eradicazione era la violenza politica giovanile: “Stiamo per lasciarci alle spalle un altro anno di crisi e di difficoltà per il paese e per Milano. Anche nel 1981 violenza e terrorismo hanno accompagnato la nostra vita quotidiana. Delinquenza comune è criminalità politica hanno mietuto vittime innocenti in tutta Italia e nella nostra città, provocando non solo costernazione ma profondo turbamento” <127. Sulla medesima scia degli anni precedenti, il discorso del Primo cittadino del 1982, simbolicamente intitolato “Fare quadrato attorno alle istituzioni”: l’uccisione in quell’anno da parte mafiosa di Carlo Alberto Dalla Chiesa e di sua moglie, colpì profondamente la pubblica opinione italiana; il titolo della prolusione di Tognoli si definiva proprio in questo contesto. Tuttavia, pare di leggere, nelle parole di cordoglio di Tognoli, più che un ricordo alla matrice mafiosa dell’assassinio, un velato richiamo al terrorismo di matrice politica comunista: Dalla Chiesa, del resto, durante gli anni Settanta si prodigò incessantemente per reprimere i disordini movimentati da questo settore sociale, creando anche il Nucleo Speciale Antiterrorismo. Così, difatti, veniva da Tognoli descritto il generale: “un eroe positivo dei nostri tempi, il simbolo della capacità di difesa dello stato dalla offensiva del terrorismo, della criminalità e della mafia” <128. Nella restante parte del discorso, inoltre, nessuna menzione veniva fatta all’ostacolo posto dal generale alle organizzazioni mafiose, ma veniva unicamente ricordata la sua dedizione a combattere il terrorismo politico. Tale richiamo, tuttavia, veniva preso a pretesto da Tognoli per riallacciarsi, ancora una volta, alla crisi economica, nonché sociale e morale, che colpiva in quell’anno la cittadinanza milanese, quasi come se la “devianza” politica definisce le cause della crisi economica. Sebbene il sindaco sottolineava che il settore terziario era in espansione, il comparto industriale si mostrava in profonda crisi: “l’orizzonte dunque non si presenta sereno e tutti i nostri sforzi, nei limiti delle nostre possibilità, devono puntare al risanamento della spesa pubblica e al rilancio degli investimenti.” <129.

[NOTE]112 Una ricognizione di queste esperienze nella Milano degli anni Settanta la si può trovare nel volume: La parola agli artisti. Arte e impegno a Milano negli anni Settanta, (Lissone, MAC – Museo d’Arte Contemporanea di Lissone, 24 settembre – 25 novembre 2016), a c. di Cristina Casero e Elena Di Raddo, Milano, Postmedia books, 2016. Il volume nient’altro è che la pubblicazione a corredo di una esposizione tenuta a Lissone su tali momenti artistici.
113 Enrico Crispolti, Padiglione Italia, in La Biennale di Venezia 1976. Ambiente, partecipazione, strutture culturali, vol. 1, Venezia, Alfieri, 1976, p. 106.
114 Maria Fratelli, Paolo Rusconi, Mostre e spazi espostivi pubblici a Milano dal 1945, in Storia di Milano. Il Novecento, vol. III, Istituto della Ecnciclopedia italiana, Roma, 1996, p. 445.
115 Irene Piazzoni, Introduzione, in Non solo piombo. Politica e cultura nella Milano degli anni Settanta, a c. di Irene Piazzoni, Milano-Udine, Mimesis, 2017, p. 25
116 Alberto dell’Ora, Il Sant’Ambrogio di un laico, in Amare Milano. Discorsi di Sant’Ambrogio dal 1976 al 1984, Milano, SugarCo Edizioni, 1985, p. 9.
117 Ivi, p, 10.
118 Carlo Tognoli, Una città che guarda al futuro, in Amare Milano, cit., p. 18.
119 Carlo Tognoli, Realismo e fiducia dello spirito ambrosiano, in Amare Milano, cit., p. 27.
120 Ivi, p. 28.
121 Carlo Tognoli, Rigore morale e razionalità costruttiva, in Amare Milano, cit., p. 36.
122 Ivi, p. 35.
123 Carlo Tognoli, Scoprire nuovi valori, in Amare Milano, cit., p. 45.
124 Cfr., ivi, p. 49.
125 Cfr., Carlo Tognoli, Un profondo corso riformatore, in Amare Milano, cit., p. 59.
126 Carlo Tognoli, Rilanciare il ruolo della città, in Amare Milano, cit., p. 68.
127 Ivi, p. 63.
128 Carlo Tognoli, Fare quadrato attorno alle istituzioni, in Amare Milano, cit., p. 73.
129 Ivi, p. 75.
Andrea Capriolo, Manifestazioni artistiche nei centri sociali autogestiti della Milano tra anni Settanta e Ottanta. Dai Circoli del proletariato giovanile al movimento punk, Tesi di dottorato, Università degli Studi di Udine, 2013
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oggi, 14 marzo, a roma: concerto a favore dell’infanzia palestinese


Concerto a favore dell'infanzia palestinese
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OGGI, 14 marzo alle ore 17:30 presso l’Aula Magna dell’Università Valdese di Roma, si svolgerà il Concerto annuale per la Palestina.
Alla fine del concerto ci sarà un buffet palestinese.
Ingresso a sottoscrizione libera (il ricavato andrà a finanziare progetti dedicati ai bambini palestinesi).
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Mastodon entra nel W3C e lavora alla versione 4.6


Mastodon GmbH entra nel W3C, lavora sulle Collections per la 4.6 e rilascia patch di sicurezza. Ecco cosa è successo a febbraio.
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Mastodon GmbH è diventata membro del W3C, il consorzio che sviluppa e mantiene gli standard del web aperto, ActivityPub incluso. Il team ha già partecipato al primo incontro del Social Web Working Group, il tavolo dove si discute l’evoluzione dei protocolli su cui si regge il fediverso.

La notizia è positiva, ma sorge spontanea una riflessione: Mastodon è già di gran lunga il software più diffuso del fediverso, con una base utenti che non ha paragoni rispetto a Pixelfed, Misskey, Pleroma o PeerTube. Avere ora anche una presenza diretta nel gruppo che definisce gli standard potrebbe tradursi in un’influenza sproporzionata sulle scelte tecniche future, a scapito degli altri progetti che implementano ActivityPub in modo diverso, spesso più sperimentale o più fedele a certi principi di decentralizzazione. Non è detto che vada così, ma è una dinamica che vale la pena tenere d’occhio.
Foto Mastodon
Per il resto, lo sviluppo della versione 4.6 procede su due fronti principali. Il primo sono le Collections, uno strumento per curare raccomandazioni di account da seguire, pensato per aiutare chi arriva su una piattaforma senza algoritmi di suggerimento. Il secondo è un redesign completo della pagina profilo. Su entrambe le funzionalità il team ha annunciato post dedicati nelle prossime settimane.

A fine febbraio sono uscite le patch 4.5.7, 4.4.14 e 4.3.20 per le versioni stabili. Le prime due includono correzioni di sicurezza: chi gestisce un’istanza propria dovrebbe aggiornare senza aspettare.

Infine, il progetto ha adottato una policy ufficiale sui contributi generati con strumenti di intelligenza artificiale, prendendo spunto da altri progetti open source come CloudNativePG e Ghostty. I dettagli tuttavia non sono stati pubblicati integralmente.


FONTE blog.joinmastodon.org

#hot
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oggi, 14 marzo: presentazione online del laboratorio di scrittura poetica del centroscritture


OGGI, sabato 14 marzo, alle ore 18, presentazione online del laboratorio di scrittura poetica del CentroScritture, e del volume collettaneo nato dalla scorsa edizione.

L’incontro di presentazione si terrà via StreamYard e sarà trasmesso in una live aperta sul canale YouTube del Centro. In una prima parte, più breve, Valerio Massaroni e Marco Giovenale presenteranno la serie di incontri, in vista della nuova edizione, che partirà lunedì 16 marzo. La seconda parte sarà dedicata alle letture dei testi degli iscritti dello scorso anno, anche condividendo il volume a schermo.

Per ogni informazione sull’iscrizione: info@centroscritture.it
#CentroScritture #centroscrittureIt #laboratorioDiScritturaPoetica #MarcoGiovenale #StreamYard #ValerioMassaroni

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Solo tre parole: NO alla guerra


Quando finirà la guerra in Iran? “Quando me lo sentirò dentro”, afferma Donald Trump, che aggiunge “Le navi tirino fuori le palle e attraversino Hormuz”.

Esaltazione della propria forza e, al contempo, paura per il blocco navale nello stretto, dove, prima dell’aggressione di USA e Israele, transitava il 23% del petrolio e oltre il 20% del gas naturale liquefatto (GNL) mondiale. Come […]

Leggi il resto: argocatania.it/2026/03/14/solo…

#Iran #Israele #Trump #Usa

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AlternativeTo compie 18 anni: un archivio di libertà di scelta


AlternativeTo compie 18 anni. Il sito svedese che aiuta a trovare alternative software è ancora uno dei più utili per chi cerca opzioni open source e indipendenti.
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Diciotto anni fa, due sviluppatori svedesi, Markus e Ola, hanno messo online un sito con un’idea semplice: aiutare le persone a trovare alternative al software che già usavano, invece di accontentarsi. Oggi AlternativeTo è usato da milioni di persone in tutto il mondo, ed è diventato uno dei punti di riferimento più utili per chiunque voglia uscire dall’orbita di un’applicazione proprietaria senza sapere da dove cominciare.

Per chi segue Yoota, il nome non è certo nuovo. AlternativeTo è spesso il primo posto dove si va quando si cerca un sostituto open source a qualcosa di chiuso, o quando si vuole capire cosa usa il resto del mondo al posto di un certo servizio. Il catalogo è enorme, la community attiva, e negli anni il sito ha saputo restare utile anche mentre il panorama software cambiava radicalmente.

Tra le novità più recenti c’è un aggiornamento ai filtri per le licenze open source, ora più granulari, che permette di cercare software distinguendo tra licenze permissive, copyleft e così via. Una piccola cosa, ma utile per chi sa cosa sta cercando.

L’intelligenza artificiale ha cambiato anche il modo in cui si trovano alternative ai software, e AlternativeTo lo riconosce apertamente. Il sito è ancora lì, però, e continua a costruire. Il team è presente anche su Mastodon, per chi preferisce seguirli fuori dai circuiti delle grandi piattaforme.

Diciotto anni su internet sono un’eternità. Buon compleanno!


FONTE alternativeto.net

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Notesnook 3.3.9: audio nelle note, allegati immagine e oltre 40 correzioni


L'app di appunti crittografata Notesnook si aggiorna alla versione 3.3.9 con riproduzione audio integrata, nuova gestione delle immagini e decine di bug risolti.
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Notesnook, l’app di appunti open source con crittografia end-to-end, raggiunge la versione 3.3.9 con un pacchetto di novità che migliora l’esperienza su tutte le piattaforme.

La funzione più attesa è la riproduzione degli allegati audio direttamente nell’editor: memo vocali, registrazioni e file audio si ascoltano ora senza bisogno di scaricarli, grazie a un lettore integrato nella nota. Cambia anche la gestione delle immagini, che possono essere inserite come allegati file anziché incorporate nel testo, utile per chi vuole mantenere le note leggere senza rinunciare al materiale visivo.

Per chi scrive codice, l’editor ricorda l’ultimo linguaggio usato nei blocchi di codice e lo preseleziona automaticamente al blocco successivo. Su mobile, i tag già assegnati a una nota vengono ora ordinati in cima alla lista, evitando di scorrere ogni volta l’intero elenco. Gli utenti non registrati possono inoltre cancellare tutti i dati locali dalle impostazioni, comodo per chi usa l’app su dispositivi condivisi.

Correzioni e sicurezza


L’aggiornamento risolve oltre 40 bug su desktop, web e mobile. Tra i più rilevanti: i link esterni che si aprivano dentro l’app invece che nel browser, problemi con il vault e la crittografia delle note, crash su desktop e nell’app Flatpak, e diversi malfunzionamenti specifici di Android. È stato corretto anche un problema di sicurezza legato a un mancato escape HTML nell’embed di Twitter/X, segnalato responsabilmente da un ricercatore esterno. Basta aggiornare alla 3.3.9 per essere protetti.

Notesnook è disponibile gratuitamente su tutte le piattaforme, con un piano Pro per chi vuole sincronizzazione e funzioni avanzate. Chi cerca un’alternativa rispettosa della privacy ad app come Evernote o OneNote può scaricarla dal sito ufficiale. Per proteggere anche la propria navigazione oltre che gli appunti, vale la pena considerare un servizio come AdGuard DNS, che filtra pubblicità e tracker a livello di rete.


FONTE blog.notesnook.com

#hot
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Apple presenta MacBook Air M5: il notebook leggero e potente


Scopri il nuovo MacBook Air M5 di Apple: design sottile, prestazioni elevate e autonomia migliorata
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Apple ha annunciato il nuovo MacBook Air con chip M5, con prestazioni migliorate e ancora più funzioni AI. Dotato di CPU e GPU di nuova generazione, Neural Accelerator in ogni core e SSD fino a 4TB, garantisce velocità e spazio per ogni progetto creativo o task complesso. Il chip wireless N1 supporta Wi-Fi 7 e Bluetooth 6, mentre il design in alluminio, il display Liquid Retina, la videocamera 12MP Center Stage e l’audio spaziale offrono esperienza premium. Con macOS Tahoe e Apple Intelligence, è ideale per studenti e professionisti. Disponibile nei modelli 13" e 15", nei colori celeste, mezzanotte, galassia e argento, sarà preordinabile dal 4 marzo e in vendita dall’11 marzo.
Una videocamera Center Stage da 12MP fa apparire l’utente sempre al meglio

Chip M5 per prestazioni top, AI e molto altro


Il chip M5 offre prestazioni eccellenti per qualsiasi cosa si voglia fare, dalla produttività quotidiana ai flussi di lavoro creativi. Il chip vanta una CPU 10-core e una GPU fino a 10-core con un potente Neural Accelerator che fanno volare le prestazioni del nuovo MacBook Air fino a 4 volte più velocemente per le attività AI rispetto a MacBook Air con M4, e fino a 9,5 volte rispetto al modello con M1. Questo lo rende una piattaforma incredibilmente potente per l’AI, che si tratti di usare Apple Intelligence per esperienze in app e a livello di sistema in ambito domestico, o di eseguire grandi modelli linguistici on-device in azienda. Con core shader migliorati e un motore di ray tracing di terza generazione, M5 mette il turbo ad attività che spaziano dal gaming al rendering 3D. Il chip M5 ha anche una memoria unificata più veloce con 153 GBps di larghezza di banda, il 28% in più rispetto a M4, che rende il multitasking più fluido e permette alle app di aprirsi più velocemente.

Italiani sempre più nottambuli online: +32% di acquisti tra le 23 e le 7
Le notti degli italiani diventano sempre più digitali: le intenzioni di acquisto online aumentano del 32% tra le 23:00 e le 7:00, secondo i dati di Idealo
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Spazio di archiviazione raddoppiato e SSD più veloce


MacBook Air con M5 ha di serie 512GB di spazio di archiviazione, il doppio rispetto alla generazione precedente, e per la prima volta può essere configurato scegliendo fino a 4TB. La nuova unità SSD offre inoltre prestazioni in scrittura e lettura 2 volte più veloci rispetto alla generazione precedente, accelerando notevolmente l’accesso ai file e velocizzando i flussi di lavoro.
Il brillante display Liquid Retina da 13,6" o 15,3" offre 500 nit di luminosità e supporto per 1 miliardo di coloriIl brillante display Liquid Retina da 13,6" o 15,3" offre 500 nit di luminosità e supporto per 1 miliardo di colori

Un grande valore aggiunto per chi fa l’upgrade


Per chi sta pensando ad un'upgrade passando da un MacBook Air con processore Intel o con un chip Apple di generazione precedente, oltre al chip M5, il nuovo MacBook Air offre un bellissimo display Liquid Retina da 13,6" o 15,3" e un'autonomia fino a 18 ore (sei ore in più rispetto a MacBook Air con processore Intel) con funzione di ricarica rapida; inoltre, troviamo una videocamera, microfoni e altoparlanti evoluti, la connettività Wi-Fi 7 e Bluetooth 6 e due porte Thunderbolt 4.
MacBook Air 13" offre il massimo della portabilità per chi è sempre in movimento, mentre il modello da 15" è l’ideale per chi necessita di più spazio sullo schermo per il multitaskingMacBook Air 13" offre il massimo della portabilità per chi è sempre in movimento, mentre il modello da 15" è l’ideale per chi necessita di più spazio sullo schermo per il multitasking

La potenza di macOS Tahoe


Con macOS Tahoe e il suo design con Liquid Glass, è possibile personalizzare il proprio Mac in nuovi modi, con opzioni di colore per cartelle, icone delle app e widget. Apple Intelligence aggiunge potenti funzioni, che assicurano una tutela costante della privacy, tra cui “Traduzione in tempo reale” in Messaggi, per comunicare fra lingue diverse, aggiornamenti in Promemoria, che classificano in automatico le azioni più importanti, e ulteriori azioni dei Comandi Rapidi, che attingono direttamente ai modelli di Apple Intelligence per creare automazioni, come l’estrazione di informazioni da un PDF e l’aggiunta di dettagli chiave a un foglio di calcolo. Con Continuity, è possibile usare l’app Telefono sul Mac per inoltrare le chiamate da un iPhone nelle vicinanze.

Giornata Mondiale del Sonno: 5 fattori che disturbano il riposo
Dormire bene è fondamentale per salute e benessere. In occasione della Giornata Mondiale del Sonno analizziamo cinque fattori che possono compromettere il riposo notturno e i rimedi consigliati dagli esperti per migliorare la qualità del sonno
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Prezzi e disponibilità


Il nuovo MacBook Air con chip M5 può essere gi à preordinato e le consegne inizieranno mercoledì 11 marzo, quando sarà disponibile anche negli Apple Store e presso i Rivenditori Autorizzati Apple. MacBook Air 13" con M5 è disponibile a partire da 1.249 euro e da 1.139 per il settore Education; MacBook Air 15" con M5 è disponibile a partire da 1.549 euro e da 1.429 per il settore Education. Entrambi i modelli sono disponibili nei colori celeste, mezzanotte, galassia e argento.


Italiani sempre più nottambuli online: +32% di intenzioni di acquisto tra le 23 e le 7


Le giornate si allungano, le notifiche non si fermano mai e il confine tra lavoro e tempo libero è sempre più sottile. Il risultato? Gli italiani dormono meno e sempre più spesso restano connessi anche nel cuore della notte. In Italia la durata media del sonno è di circa 7 ore, ma chi si corica dopo mezzanotte scende poco sopra le 6 ore effettive, con una quota ridotta di sonno profondo. In questo scenario, la notte non è solo tempo di riposo mancato: è anche un momento in cui si naviga, si confrontano prezzi e si pianificano acquisti.

Secondo l’analisi di idealo, portale internazionale leader nella comparazione prezzi, le intenzioni di acquisto tra le 23:00 e le 7:00 sono cresciute del +32% anno su anno. La notte si conferma così uno spazio attivo di consumo e progettualità. Un fenomeno che emerge con ancora più forza in occasione della Giornata Mondiale del Sonno che ricorre domani eche ogni anno accende i riflettori sull’importanza del riposo e sulle nuove abitudini che stanno trasformando il nostro rapporto con la notte.

Giornata Mondiale del Sonno: 5 fattori che disturbano il riposo
Dormire bene è fondamentale per salute e benessere. In occasione della Giornata Mondiale del Sonno analizziamo cinque fattori che possono compromettere il riposo notturno e i rimedi consigliati dagli esperti per migliorare la qualità del sonno
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Notte mobile-first, ma cambiano le priorità


L’elettronica concentra il 43% dell’interesse notturno e lo smartphone resta il prodotto più cercato. Tuttavia, esso registra un leggero calo anno su anno (-6%), segno che la navigazione notturna resta mobile-first, ma si sta spostando verso bisogni più specifici. Di notte, infatti, non si acquista solo il device finito: si potenzia. Le ricerche notturne per RAM crescono del +336% anno su anno, le schede video del +165%, i dissipatori a liquido del +90%, gli alimentatori PC del +84%. È il boom dell’upgrade, della personalizzazione, della performance costruita pezzo dopo pezzo. La notte diventa il momento in cui si migliora la propria postazione di lavoro o gaming, quando il silenzio aiuta a concentrarsi e a scegliere. Quando il silenzio della notte aiuta a concentrarsi, molti persone approfittano di queste ore per informarsi, confrontare componenti e progettare il proprio setup ideale, che sia per lavoro o per gaming.

Quando non si dorme, si immagina una casa migliore


Se l’elettronica domina per volumi, è la casa a raccontare la trasformazione più interessante. La categoria Arredamento & Giardino cresce del +59% anno su anno, arrivando a rappresentare il 14% dell’interesse notturno. Le ricerche relative alla scelta del letto aumentano del +270%, quelle per cucina componibile del +229%, per armadio del +199%, per mobile bagno del +193%, mentre il divano cresce del +152%. La notte diventa il momento in cui si pianificano le grandi spese domestiche, si ripensano gli spazi, si progetta un ambiente più accogliente. Il tema del riposo emerge in modo ancora più evidente osservando nel dettaglio le ricerche specifiche legate proprio ai letti: tra le tipologie più ricercate spiccano i letti a scomparsa (+326%), seguiti dai letti singoli (+300%) e dai letti queen size (+279%). Crescono anche i letti con contenitore (+243%) e i letti king size (+200%), segno di una crescente attenzione verso soluzioni che uniscono comfort e ottimizzazione degli spazi. Un’attenzione che riguarda anche i più piccoli: le ricerche per letti a soppalco (+230%) e letti a castello (+127%) confermano come sempre più famiglie investano nella qualità del riposo dei bambini5.

Dormire meglio diventa una priorità


Se si dorme poco, si cerca almeno di dormire meglio. Lo dimostrano anche le ricerche legate agli accessori per il riposo: materassi +56%, coprimaterassi +75%, piumini +115%, coperte e plaid +108%6. A sorprendere è soprattutto il dato delle luci notturne, che registrano un incremento del +341%, segno di quanto l’atmosfera e la qualità dell’ambiente domestico stiano diventando parte integrante della routine serale. La camera da letto non è più soltanto uno spazio funzionale della casa, ma un vero e proprio rifugio in cui rallentare e recuperare energie dopo giornate sempre più connesse.

AI sul lavoro: 4 italiani su 10 risparmiano un giorno a settimana
Una nuova ricerca Workday rivela che 4 dipendenti italiani su 10 risparmiano fino a un giorno di lavoro a settimana grazie all’AI. Tuttavia per il 50% degli utenti le lunghe rielaborazioni dei contenuti generati dall’intelligenza artificiale restano un problema
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Self-care e passioni: la notte come spazio personale


Le ore notturne sono anche un momento intimo, dedicato a sé stessi. Le categorie Salute, Bellezza & Drogheria crescono del +50%, mentre Mangiare & Bere segna +69%. Il caffè aumenta del +171%, le capsule del +85%, i set di bellezza del +110%, i profumi uomo e donna intorno all’80%, con il profumo unisex che arriva a +165%. Anche la skin care cresce del +52%8. Accanto alla cura personale, trovano spazio le passioni. Il mondo gaming cresce del +48%, con i videogiochi a +157% e le console a +67%. L’universo moto è altrettanto dinamico: casco +59%, giacca +61%, mentre lubrificanti e additivi per motore segnano addirittura +264%9. La notte, dunque, si rivela il momento in cui si coltivano interessi, si assecondano desideri, si fanno scelte più personali.

Il paradosso contemporaneo e l'evoluzione delle abitudini


C’è un filo rosso che lega questi numeri: la notte è diventata uno spazio ibrido. È tempo sottratto al riposo, ma anche momento di progettazione e consapevolezza. Si naviga perché non si dorme, ma si cerca anche di migliorare la qualità della propria vita, a partire dalla casa, dal comfort, dal benessere personale. Gli italiani dormono poco, è vero. Ma nelle ore silenziose tra le 23 e le 7 non restano immobili: immaginano cambiamenti, pianificano acquisti, investono su ciò che può farli stare meglio. Abitudini digitali che si evolvono rapidamente, con lo shopping online che si sposta sempre più nelle ore notturne e una tendenza che potrebbe diventare sempre più rilevante per retailer e marketplace digitali nei prossimi anni. In conclusione per molti, oggi, il vero lusso non è restare svegli fino a tardi; è riuscire finalmente a dormire meglio.


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Astrocampania organizza una visita guidata il 20 marzo 2026 presso l’Osservatorio Astronomico S. Di Giacomo, serata dedicata al cielo di inizio primavera per un viaggio tra le costellazioni e i pianeti di questa stagione sotto le stelle dell’alta costiera amalfitana

Un coinvolgente spettacolo al Planetario per scoprire i segreti dei movimenti stagionali della Terra, del pianeta Giove e degli ammassi stellari; a seguire emozionanti osservazioni di questi oggetti celesti attraverso un potente telescopi da campo, il tutto sotto la guida esperta dei divulgatori di Astrocampania.

[…]

astrocampania.it/2026/03/13/st…

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Uptime Kuma 2.2.1: meglio aggiornare, c’è una patch di sicurezza


Uptime Kuma 2.2.1 è disponibile con una patch di sicurezza moderata, il supporto a Fluxer come provider di notifiche e vari bugfix. Aggiornare è consigliato.
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Uptime Kuma, il popolare strumento open source per monitorare l’uptime dei propri servizi, è arrivato alla versione 2.2.1 con una manciata di novità e, soprattutto, una correzione di sicurezza classificata come “moderata” (identificativo GHSA-v832-4r73-wx5j). I dettagli tecnici della vulnerabilità non sono ancora pubblici, ma per chi usa Uptime Kuma in produzione è già un motivo sufficiente per aggiornare senza aspettare.
Foto Uptime Kuma
Sul resto, la release è ordinaria amministrazione. Viene aggiunto il supporto a Fluxer come provider di notifiche, il processo ora si identifica come uptime-kuma nel sistema operativo (utile per chi gestisce più processi su un server), e vengono corretti alcuni bug minori tra cui la rimozione accidentale di metriche Prometheus relative all’uptime ratio e al tempo medio di risposta, introdotta in una versione precedente.

Vale la pena ricordare che Uptime Kuma è una delle alternative self-hosted più solide ai servizi commerciali di monitoraggio: si installa su un proprio server, non manda dati a nessuno, e offre notifiche via decine di canali diversi. Per chi vuole tenere d’occhio i propri servizi senza affidarsi a piattaforme esterne, rimane un punto di riferimento. Se lo si abbina a un VPS affidabile come quelli di Hetzner, il setup è completo e interamente sotto il proprio controllo.


FONTE github.com


FONTE newreleases.io

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Fastfetch 2.60: addio a Windows 7, benvenuti moss e Zed


Fastfetch 2.60 aggiunge supporto per pacchetti moss, rileva l'editor Zed e nuovi window manager. Dalla versione 2.61 addio definitivo a Windows 7.
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Fastfetch, l’utility da terminale che mostra le informazioni di sistema in modo visivamente ordinato è arrivato alla versione 2.60 con qualche novità interessante e un addio annunciato.

La notizia più netta riguarda Windows 7: il supporto è tecnicamente ancora presente, ma l’opzione CMake (lo strumento usato per compilare il programma) che lo abilitava è ora disattivata per impostazione predefinita e verrà rimossa del tutto nella versione 2.61. La motivazione è pratica: Windows 7 non supporta nativamente i codici ANSI (quelli che gestiscono colori e formattazione nel terminale), e mantenerlo richiedeva workaround che appesantivano il codice senza un reale beneficio.

Sul versante delle novità, questa release aggiunge il rilevamento dei pacchetti moss, il gestore di pacchetti di AerynOS (distribuzione Linux precedentemente nota come Serpent OS), e la capacità di identificare la versione dell’editor Zed. Tra i window manager ora riconosciuti compaiono komorebi, FancyWM e GlazeWM, tutti e tre orientati alla gestione a piastrelle (tiling) su Windows. La funzione wm.detectPlugin, che rileva automaticamente i plugin del window manager, è ora attiva per impostazione predefinita.

Arriva anche {cwd}, una nuova variabile per la formattazione personalizzata del titolo che mostra la directory di lavoro corrente. Su macOS viene esteso il rilevamento della versione dei plugin per i window manager, mentre su OpenBSD è ora possibile recuperare il percorso dell’eseguibile. Completano il rilascio nuovi loghi per alcune distribuzioni Linux, correzioni di bug minori e ottimizzazioni interne.


FONTE github.com


FONTE linuxiac.com


FONTE

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CoMaps si aggiorna: prezzi delle strutture, dati OSM aggiornati e fix vari


CoMaps v2026.03.09-18 è disponibile: dati OSM aggiornati, prezzi delle strutture visibili sulla mappa, fix per metropolitane e Wikipedia, novità su Android e iOS.
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CoMaps, l’app di navigazione offline open source basata su OpenStreetMap, ha rilasciato la versione stabile v2026.03.09-18 con dati cartografici aggiornati al 7 marzo e una manciata di novità concrete.

La più curiosa riguarda la visualizzazione dei costi per l’utilizzo di alcune strutture: selezionando un punto di interesse, l’app può ora mostrare informazioni come “2 EUR/100l acqua”, utile soprattutto per chi viaggia in camper o fa escursioni lunghe. Sempre nella scheda informativa dei luoghi, compare ora anche la popolazione per città e paesi, un dettaglio piccolo ma che dà subito un’idea di dove ci si trova.
Foto F-Droid
Sul fronte della mobilità elettrica, sono stati aggiunti i connettori “Type 1 combo” per le colonnine di ricarica. Risolto anche un problema che causava la visualizzazione degli articoli Wikipedia nella lingua sbagliata, e corretti i percorsi della metropolitana in diverse città.

Su Android arriva una piccola comodità: toccando il tempo stimato di arrivo nel pannello di navigazione, si vedono ora anche la distanza e l’orario di arrivo alla prossima tappa intermedia. Migliorato anche il menu “Gestisci percorso” e risolto un bug che impediva occasionalmente la registrazione delle tracce.

Su iOS la versione si concentra soprattutto sull’organizzazione: le impostazioni sono state ristrutturate con l’aggiunta di icone, e CarPlay riceve due fix, uno sul pulsante di zoom mancante e uno sulla posizione della freccia di navigazione. Chi usa dispositivi di input esterni (tastiere, trackpad) può ora fare zoom sulla mappa anche su iOS.

CoMaps è disponibile su Google Play, App Store, F-Droid e Flathub. Per chi cerca un’alternativa a Google Maps che non raccoglie dati e funziona senza connessione, vale la pena tenerla d’occhio.


FONTE codeberg.org


FONTE comaps.app


FONTE en.wikipedia.org


FONTE f-droid.org

#hot

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Treno Regionale Veloce 4124 con ETR621.016 Rock in transito a Bolgheri – 18/03/2024


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26×17 Missili e Macarena: La Gamification della Morte nelle Istituzioni


L’articolo analizza la trasformazione della guerra in contenuto virale attraverso l’uso strategico di meme e linguaggi videoludici da parte delle istituzioni ufficiali. Gli autori denunciano la gamification della morte, evidenziando come la Casa Bianca utilizzi musiche pop e interfacce simili a Call of Duty per narrare i conflitti reali. Questa strategia di governance narrativa mira a spostare la percezione pubblica dalla gravità della violenza alla leggerezza di una partita da vincere. Il risultato è una pericolosa sostituzione cognitiva che desensibilizza lo spettatore, rendendo il sangue vero indistinguibile dall’intrattenimento digitale. Infine, il testo mette in guardia contro la normalizzazione del conflitto, dove le autorità smettono di informare per diventare creatori di contenuti volti all’ostentazione della potenza.

ref: repubblica.it/tecnologia/2026/…

Salt-N-Pepa

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26x17 Missili e Macarena: La Gamification della Morte nelle Istituzioni

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HandBrake 1.11: novità per chi converte video in modo professionale


HandBrake 1.11 aggiunge supporto al formato MOV, nuovi profili per uso professionale e accelerazione hardware AV1 per GPU AMD. Gratis su Windows, macOS e Linux.
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HandBrake, il programma gratuito e open source per convertire file video, è arrivato alla versione 1.11. È uno degli strumenti più usati in questo campo, disponibile su Windows, macOS e Linux senza costare nulla.

L’aggiornamento è rivolto soprattutto a chi lavora con il video in modo più serio del solito: montatori, videomaker, o chiunque abbia bisogno di convertire materiale in formati usati in produzione professionale. Arriva il supporto al formato MOV, molto diffuso in ambito Apple e nei software di montaggio, insieme a nuovi profili di conversione pronti all’uso per chi non vuole configurare tutto a mano.

Si espandono anche le opzioni per chi archivia video senza perdere qualità, con più combinazioni audio disponibili e la possibilità di preservare le tracce originali senza rielaborarle.

Per chi ha una scheda grafica AMD recente, la versione 1.11 aggiunge il supporto all’accelerazione hardware per la codifica in AV1 fino al 4K. Chi usa GPU AMD della serie 7000 farebbe bene a leggere le note di rilascio prima di aggiornare: c’è un problema noto con le dimensioni del video in uscita.

HandBrake si scarica gratuitamente dal sito ufficiale o come Flatpak su Linux.


FONTE github.com


FONTE handbrake.fr


FONTE 9to5linux.com


FONTE

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16 marzo, roma, aamod: proiezione di “bianco e nero”, di paolo pietrangeli, e presentazione del libro “le ragioni del no”, di nello rossi e armando spataro


InSalaZa 2026 / INCONTRI IN BIBLIOTECA
AAMOD – Sala Zavattini – Via Ostiense 106 – Roma

Lunedì 16 marzo 2026

alle ore 16:30 proiezione del film
Bianco e nero, di Paolo Pietrangeli,

e – a seguire –

alle ore 18:00, presentazione del libro

LE RAGIONI DEL NO
di Nello Rossi e Armando Spataro
(Edizioni Laterza)

L’autore Nello Rossi dialoga con Vincenzo Vita

*

Ingresso libero

insalaZa 2026_ AAMOD in Sala Zavattini_ locandina della presentazione del film "Bianco e nero", di Paolo Pietrangeli, e del libro LE RAGIONI DEL NO
cliccare per ingrandire

Prosegue il ciclo di incontri InSalaZa, promosso dalla Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico ETS in collaborazione con la Biblioteca Esfir Shub, un format pensato per aprire l’Archivio alla città e trasformarlo in uno spazio di confronto pubblico sui temi della democrazia, della memoria e dell’attualità politica e culturale.

Il prossimo appuntamento, lunedì 16 marzo 2026, prenderà avvio alle ore 16:30 con la proiezione del film di Paolo Pietrangeli Bianco e nero, tratto dall’Archivio AAMOD. Realizzato nel 1975, Bianco e nero è un documentario che analizza il neofascismo nel suo duplice volto: quello violento e quello istituzionale, “in doppiopetto”. Il film ricostruisce un arco storico di circa trent’anni, dalla rottura dell’unità antifascista nel clima della guerra fredda fino alla strategia della tensione degli anni Settanta. Attraverso materiali d’archivio, testimonianze e interviste — tra cui quella all’allora ministro dell’Interno Mario Scelba — il documentario attraversa alcuni momenti cruciali della storia repubblicana: i conflitti politici tra il 1948 e il 1953, la crisi del governo Tambroni nel 1960, il tentativo golpista del SIFAR nel 1964, fino alle grandi lotte studentesche e operaie del 1968-69 e alla successiva controffensiva reazionaria legata alla strategia della tensione. Il film si propone come uno strumento di analisi critica del neofascismo, delle sue radici, dei suoi collegamenti e dei suoi obiettivi nel contesto della storia dell’Italia repubblicana.
Presentato in numerosi festival internazionali — tra cui Laceno d’Oro (Avellino), il Festival di Cracovia, Grenoble, Lipsia, Mosca, Volgograd e Thonon-les-Bains — il film rappresenta uno dei lavori più significativi di Pietrangeli nel campo del cinema documentario politico.

Alle ore 18 si terrà quindi la presentazione del volume Le ragioni del NO di Nello Rossi e Armando Spataro (Laterza, Bari-Roma, 2026, pp. 153). All’incontro sarà presente Nello Rossi, che dialogherà con il Presidente dell’AAMOD Vincenzo Vita.
Il libro nasce dall’esperienza e dalla riflessione di due magistrati che hanno attraversato per decenni la vita della giustizia italiana. Con linguaggio chiaro e rigore argomentativo, gli autori illustrano la posta in gioco nel referendum del 22 e 23 marzo, offrendo strumenti utili per comprendere un passaggio che riguarda non solo l’organizzazione della magistratura, ma l’equilibrio complessivo del sistema democratico.
Nel dibattito pubblico — sottolineano gli autori — i sostenitori del sì fanno leva su temi molto sentiti dall’opinione pubblica: la durata dei processi, i presunti errori giudiziari, le responsabilità dei magistrati, il conflitto tra politica e magistratura. Tuttavia la riforma costituzionale proposta interviene in misura limitata sui problemi concreti della giustizia italiana e mira piuttosto a ridefinire l’equilibrio tra i poteri dello Stato, rafforzando il ruolo del governo e indebolendo l’autonomia della magistratura. In questa prospettiva, la consultazione referendaria assume un significato più ampio: riguarda la conferma o meno delle indicazioni contenute nella Carta costituzionale, che affida alla separazione e all’equilibrio tra i poteri una funzione fondamentale di garanzia democratica. Secondo gli autori, un eventuale successo della riforma potrebbe inoltre incoraggiare l’attuale maggioranza di governo a proseguire sulla strada di ulteriori modifiche istituzionali, come il premierato, aprendo scenari di trasformazione profonda dell’assetto dello Stato.

Nel corso dell’incontro saranno inoltre proiettate immagini dall’archivio dell’AAMOD, a testimonianza di come il patrimonio audiovisivo conservato dalla Fondazione documenti nel tempo il rapporto tra giustizia, istituzioni e partecipazione democratica. Anche in questa occasione l’Archivio intende essere un luogo libero e aperto di discussione, capace di ospitare punti di vista diversi ma accomunati dall’esigenza di rafforzare la consapevolezza civica e la qualità del dibattito pubblico. Come ricordava Luigi Einaudi, “conoscere per deliberare”.
#AAMOD #ArmandoSpataro #BibliotecaEsfirShub #cinema #democrazia #film #FondazioneArchivioAudiovisivoDelMovimentoOperaioEDemocraticoETS #Laterza #memoria #NelloRossi #PaoloPietrangeli #politica #referendumCostituzionale #VincenzoVita

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la scomparsa di jean-marie gleize


nato nel 1946, avrebbe compiuto ottant’anni all’inizio di aprile.

veramente impossibile dire quanto la ricerca letteraria gli debba, certo non solo in Francia.



da fb:

from ARCHIVES PIERRE PARLANT & André Chabin:

décès de JEAN – MARIE GLEIZE aujourd’hui jeudi 12 mars à VOLX. Ecrivain, ses livres éditions du Seuil et AL DANTE, entre autres, LE LIVRE DES CABANES, responsable pendant 36 ans de la revue NIOQUES, auteur de livres à propos de FRANCIS PONGE et DENIS ROCHE “ELOGE DE LA VEHEMENCE,” enseignant faculté des Lettres Aix et ENS Lyon. prochainement hommage Journal La Marseillaise
#death #JeanMarieGleize #scomparsa

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l’ultimo aprile bianco era in effetti molto colorato


Mi imbatto in questa inquietante coppia di articoli: pangea.news/giuseppe-conte-cat… e mi sorprendo a considerare come ancora qualcuno possa leggere senza ridere L’ultimo aprile bianco, di Giuseppe Conte.

(D’altro canto Di Consoli arriva a scrivere, senza batter ciglio, “La poesia di Giuseppe Conte ha un respiro largo, e abbraccia ampiamente. I suoi versi fluiscono impetuosi, ed esprimono un’energia sorgiva e potente”, quindi c’è poco da stupirsi)

Non so quale commento fare se non cedere a un flashback ricordando che il poemetto del mitomodernista sorgivo venne pubblicato da Rizzoli a un anno di distanza dalla versione del Waste Land, capolavoro eliotiano, curata da Alessandro Serpieri, uno dei maggiori e migliori anglisti italiani. Stessa collana, la Biblioteca Universale Rizzoli.

Mi riesce difficile pensare che il conte w-hitman 2.0 non sia stato influenzato o proprio scombiccherato (spia ne è l’esplicita citazione nel testo) in qualche perverso modo da TSE, ovviamente rigettando il collage eliotiano (troppa avanguardia, non sia mai) e invece ritenendo — del “metodo mitico” — solo quel che Conte medesimo considerava mito anzi Mito, e che chiunque individua oggi e individuava ieri, chiaramente, come kitsch.
#AndreaDiConsoli #Conte #DiConsoli #flarfInconsapevole #flarfIrriflesso #GiuseppeConte #kitsch #mitomodernismo #Pangea #spazzatura

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Apple Music etichetta i contenuti AI, ma solo se chi li carica lo dichiara


Apple Music ha annunciato i Transparency Tags, un sistema di metadati con cui etichette e distributori potranno segnalare l'uso dell'intelligenza artificiale nelle proprie uscite. Le categorie coperte sono quattro: artwork, traccia audio, composizione (testi compresi) e video musicali. Per ora è tutto facoltativo, ma Apple ha già comunicato che diventerà obbligatorio per le nuove uscite in futuro. Il problema però è strutturale: il sistema si basa interamente sull'autocertificazione. […]
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Apple Music ha annunciato i Transparency Tags, un sistema di metadati con cui etichette e distributori potranno segnalare l’uso dell’intelligenza artificiale nelle proprie uscite. Le categorie coperte sono quattro: artwork, traccia audio, composizione (testi compresi) e video musicali. Per ora è tutto facoltativo, ma Apple ha già comunicato che diventerà obbligatorio per le nuove uscite in futuro.

Il problema però è strutturale: il sistema si basa interamente sull’autocertificazione. Apple non verifica in modo indipendente se un contenuto sia stato prodotto con l’AI, e in assenza di tag dà per scontato che non lo sia. Chi non vuole dichiarare nulla, semplicemente non lo fa.

Messo a confronto con quello che sta succedendo davvero sulle piattaforme di streaming, il meccanismo appare piuttosto fragile. Deezer riceve oggi oltre 60.000 tracce completamente generate dall’AI ogni giorno, pari a quasi il 39% degli upload giornalieri totali, con tassi di frode sugli stream legati a questi contenuti che arrivano all’85%. Per affrontare il fenomeno, Deezer ha sviluppato un sistema di rilevamento automatico che identifica i contenuti sintetici dopo il caricamento, senza affidarsi ad alcuna dichiarazione volontaria, e ha cominciato a commercializzare lo strumento ad altri operatori del settore.

Apple, invece, si affida alla buona volontà di chi carica. È uno scenario prevedibile: chi produce musica generata interamente da software per monetizzarla attraverso stream fraudolenti non ha nessun incentivo a taggare i propri contenuti.

I Transparency Tags potranno avere senso per gli artisti che usano l’AI in modo dichiarato, o per le major che devono rispettare policy interne. Come strumento per arginare il problema, però, rischiano di essere poco più di una casella da spuntare.


FONTE


FONTE techcrunch.com


FONTE macrumors.com


FONTE newsroom-deezer.com

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au gré des ondes / henri dutilleux. 1946


youtu.be/blRX58LOEMI?si=ZfWiX3…

Henri Dutilleux – Au Gré des Ondes (Six Petite Pieces) for Piano (1946)

Vincent Mussat, Piano

#AuGréDesOndes #HenriDutilleux #music #musicA #piano #VincentMussat

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Prenotare al CUP, quando la realtà supera la fantasia


Abbiamo ricevuto da una nostra amica questo breve racconto che sembrerebbe umoristico se non toccasse un tasto problematico che riguarda tutti noi, l’accesso alle visite mediche specialistiche presso l’Azienda Sanitaria Provinciale o presso le Aziende Ospedaliere.

La modernità è una gran cosa. I computer sono macchine potenti che semplificano la nostra vita di tutti i giorni gestendo in […]

Leggi il resto: argocatania.it/2026/03/13/pren…

#ASP #Catania #CentroUnicoDiPrenotazione #RegioneSiciliana #ServizioSanitarioNazionale #servizioSanitarioRegionale #SSN

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oggi ,13 marzo, e poi il 19 e 21, a caserta, archivio di stato: poesia visiva, incontri, letture e un omaggio a stelio maria martini


programmi poesia visiva a Caserta _ Palazzo reale_ 13, 19 e 21 marzo 2026
cliccare per ingrandire

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#ArchivioDiStatoDiCaserta #art #arte #incontro #LaParolaManifesta #letture #materialiVerbovisivi #omaggioAStelioMariaMartini #PalazzoRealeDiCaserta #poesiaVisiva #StelioMariaMartini

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Cryptomator compie 10 anni: novità per Hub e sconti


Cryptomator festeggia il decimo anniversario con nuove funzionalità per Hub, un aggiornamento desktop e una promozione sulle app mobili fino al 18 marzo.
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Cryptomator, il software open source per la crittografia dei file nel cloud, ha raggiunto oggi il traguardo dei dieci anni. Il progetto, nato nel 2014 dalla necessità del co-fondatore Sebastian Stenzel di proteggere i propri dati senza doversi fidare ciecamente dei fornitori cloud, è oggi utilizzato da milioni di persone in tutto il mondo.

Per l’occasione, il team di Skymatic ha annunciato diverse novità concrete, a partire da Cryptomator Hub, la versione pensata per team e organizzazioni.

Cosa cambia in Hub


Arrivano in accesso anticipato la gestione di utenti e gruppi, che permette agli amministratori di assegnare ruoli e permessi in modo più granulare, e l’accesso di emergenza, una funzione che consente di designare account di sicurezza per recuperare l’accesso ai dati in caso di necessità. Per chi vuole provare Hub in versione gestita, il periodo di prova gratuito passa da 30 a 100 giorni.

Sul desktop, l’aggiornamento 1.19.0 introduce la funzione “File in uso” per i vault di Hub: quando un file è aperto su un dispositivo, gli altri utenti ricevono una notifica, riducendo il rischio di conflitti durante la modifica simultanea.

Promozione


Dal 9 al 18 marzo le app mobili per iOS e Android e il certificato sostenitore sono disponibili in sconto a 10€. Chi voleva supportare il progetto o sbloccare la scrittura su mobile ha una buona finestra per farlo.

Cryptomator resta gratuito e open source su desktop e in sola lettura su iOS. Chi usa servizi cloud come Google Drive, Dropbox o OneDrive e vuole aggiungere un livello di crittografia lato client senza complicarsi la vita, difficilmente trova un’alternativa altrettanto matura. Per chi è alla ricerca di una protezione più ampia della propria navigazione, vale la pena considerare anche un servizio DNS filtrante come AdGuard DNS, utile per bloccare tracciamento e pubblicità a livello di rete.


FONTE cryptomator.org

#hot
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Wine 11.4 migliora l’audio e riscrive il supporto XML per le app Windows


Wine 11.4 è disponibile con un SAX reader riscritto per MSXML, ottimizzazioni audio in DirectSound, miglioramenti ai fusi orari e 17 bug fix.
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Wine, il layer di compatibilità (un software che permette di eseguire programmi Windows su sistemi non-Windows) che sta alla base anche di Steam Play/Proton di Valve, ha rilasciato la versione 11.4. Come da abitudine del progetto, si tratta di una release di sviluppo bi-settimanale: nessuna rivoluzione, ma un accumulo costante di miglioramenti concreti.

La novità più tecnica riguarda la riscrittura del SAX reader all’interno della libreria MSXML. Il SAX reader è il componente che gestisce l’analisi dei file XML, un formato usato da moltissime applicazioni Windows per configurazioni e scambio dati: riscriverlo da zero significa migliorare la compatibilità con tutti i programmi che ne fanno uso intensivo. Sempre sul fronte audio, DirectSound riceve ottimizzazioni al resampling, cioè alla conversione della frequenza audio in tempo reale, con benefici soprattutto per i giochi.

Ci sono poi due aggiunte più silenziose ma utili: i primi passi verso un’implementazione corretta di CFGMGR32, una libreria di sistema Windows legata alla gestione dei dispositivi hardware, e un miglioramento nel riconoscimento dei fusi orari Unix, che aiuta le applicazioni sensibili a data e ora a comportarsi correttamente.

I 17 bug fix coprono un po’ di tutto: dai crash di Roblox Studio ai problemi con FL Studio e iZotope, passando per software più datati come CodeGear RAD Studio 2009 e Xara Xtreme 4


FONTE winehq.org


FONTE gitlab.winehq.org

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Quattro vulnerabilità critiche in n8n: se hai un’istanza propria, aggiorna subito!


Quattro falle critiche in n8n permettono esecuzione di codice remoto e furto di credenziali cifrate. Le versioni corrette sono già disponibili.
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n8n, la piattaforma open source per automatizzare flussi di lavoro, ha rilasciato aggiornamenti urgenti per correggere quattro vulnerabilità critiche, tutte con punteggio CVSS superiore a 9. Chi gestisce un’istanza propria, su un VPS o su un server dedicato, dovrebbe aggiornare senza aspettare.

Le due falle più gravi riguardano l’esecuzione di codice remoto. La prima, CVE-2026-27577, è un problema nel compilatore di espressioni: un caso non gestito nel rielaboratore AST (il componente che analizza e trasforma il codice prima di eseguirlo) permette a un utente autenticato con permessi di modifica dei workflow di far girare comandi arbitrari sul server. La seconda, CVE-2026-27493, è più insidiosa perché non richiede autenticazione: sfrutta i nodi Form di n8n, che per design sono pubblici, per iniettare espressioni malevole. Basta inserire un payload nel campo “Nome” di un modulo di contatto per eseguire comandi shell sul server. Usate insieme, le due vulnerabilità si amplificano a vicenda.

Il ricercatore Eilon Cohen di Pillar Security, che ha scoperto e segnalato i problemi, ha dimostrato che un attaccante potrebbe sfruttarle per leggere la variabile d’ambiente N8N_ENCRYPTION_KEY e usarla per decifrare tutte le credenziali salvate nel database di n8n: chiavi AWS, password di database, token OAuth, chiavi API.

Le altre due CVE, numerate 27495 e 27497, riguardano rispettivamente un’evasione dalla sandbox del JavaScript Task Runner e un’iniezione di codice tramite la modalità SQL query del nodo Merge. Anche queste permettono esecuzione di codice arbitrario e scrittura di file sul server.

Le versioni corrette sono la 2.10.1, la 2.9.3 e la 1.123.22. Se non puoi aggiornare subito, n8n consiglia di limitare i permessi di creazione e modifica dei workflow agli utenti di cui ti fidi completamente, e di disabilitare i nodi coinvolti tramite la variabile d’ambiente NODES_EXCLUDE. Gli stessi maintainer però avvertono che queste contromisure non eliminano il rischio e vanno considerate solo temporanee.

Se la tua istanza n8n gira su un VPS, vale la pena assicurarsi che l’ambiente sia configurato con privilegi minimi a livello di sistema operativo e accesso di rete limitato. Chi cerca un hosting affidabile per questo tipo di servizi può valutare Hetzner o Webdock, entrambi adatti a chi gestisce applicazioni self-hosted con un minimo di attenzione alla sicurezza.

Non risultano sfruttamenti attivi di queste vulnerabilità, ma la disponibilità pubblica dei dettagli tecnici rende l’aggiornamento urgente.


FONTE thehackernews.com


FONTE docs.n8n.io


FONTE github.com

#hot
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digiKam 9.0 rinnova il motore e aggiunge strumenti per i fotografi


digiKam 9.0 aggiorna il motore grafico a Qt 6, introduce il Survey Tool per la revisione rapida delle foto e amplia il supporto RAW per le fotocamere recenti.
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digiKam, il gestore fotografico open source sviluppato nell’ecosistema KDE, è arrivato alla versione 9.0 con un aggiornamento che tocca praticamente ogni angolo del programma. Il cambiamento più strutturale riguarda il framework sottostante: il codice è stato migrato a Qt 6, la versione attuale del toolkit (l’insieme di librerie su cui si costruisce l’interfaccia grafica) usato da digiKam.

Le build per AppImage e macOS usano Qt 6.10.1, mentre il pacchetto Windows adotta Qt 6.9.1 insieme a KDE Frameworks 6.20.0. Non è un dettaglio da poco: significa che il software si allinea alle versioni correnti delle librerie di sistema, con ricadute positive su prestazioni e compatibilità.
Foto digikam.org
La pagina di benvenuto è stata completamente ridisegnata, i formati data sono ora personalizzabili e si possono assegnare nomi propri alle etichette colore. Il pannello dei filtri è stato riorganizzato in tre schede distinte: Proprietà, Tag e Persone, una suddivisione che rende più rapida la navigazione su archivi grandi. Le regole di esclusione delle directory supportano ora le espressioni regolari (un sistema di ricerca testuale avanzato), e le opzioni di rinomina dei file guadagnano maggiore flessibilità.

La novità più visibile per chi usa digiKam sul campo è il Survey Tool, uno strumento dedicato alla revisione rapida delle immagini in una finestra separata, con supporto per monitor secondari e modalità a schermo intero. Utile per chi deve selezionare scatti da sessioni lunghe senza perdere il filo.

Tra le altre aggiunte: la modifica massiva della geolocalizzazione su più elementi contemporaneamente, il supporto RAW esteso grazie all’aggiornamento del motore Libraw (che copre ora un numero maggiore di fotocamere recenti), e un’anteprima multimediale arricchita con editor di etichette nella barra degli strumenti, indicatori di esposizione, gestione del colore, menu contestuale nel lettore video, supporto ai gesti del trackpad e una nuova lente di ingrandimento. Lo strumento di copia e trasferimento dei file è stato riscritto da zero.

digiKam è disponibile gratuitamente per Linux, macOS e Windows.


FONTE digikam.org


FONTE phoronix.com

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19 marzo, accent roma center: dialoghi per il clima

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#AccentRomaCenter #clima #DialoghiPerIlClima

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Flow 1.8.5: il motore di raccomandazione ora penalizza i video ripetuti e il clickbait


Flow 1.8.5 aggiorna il motore di raccomandazione con penalità anti-ripetizione e filtro clickbait, aggiunge timer di spegnimento e controllo granulare delle notifiche.
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Flow, il client YouTube open source per Android con motore di raccomandazione locale, si aggiorna alla versione 1.8.5 con una revisione profonda del suo algoritmo interno e alcune funzionalità pratiche attese da tempo.

L’algoritmo diventa più intelligente (e meno noioso)


La novità centrale è la versione 9.1 del motore di raccomandazione, battezzata “Anti-Repetition”. I feed dei client alternativi tendono a riproporre sempre gli stessi contenuti, Flow ora introduce tre segnali di ranking che cambiano parecchio l’esperienza.

Il primo è la cosiddetta impression fatigue: i video mostrati ma mai cliccati ricevono penalità crescenti a ogni comparsa, fino a diventare quasi invisibili dopo cinque volte. Basta cliccare un video o riavviare l’app per azzerare il conteggio, così il feed resta sempre fresco. Il secondo segnale penalizza i video già guardati, con un’eccezione intelligente per i brani musicali sotto gli otto minuti, che restano liberamente riascoltabili. Il terzo è un filtro anti-clickbait: i video con più di 50.000 visualizzazioni ma meno dell’1% di rapporto like/views ricevono una penalità pesante, una sorta di proxy per il conteggio dei dislike che YouTube nasconde dal 2021.

Migliorano anche le prestazioni: le espressioni regolari vengono ora precompilate per ridurre il carico sulla CPU, l’esportazione del profilo non blocca più i suggerimenti e le voci inutili vengono rimosse dalla memoria invece di accumularsi.

Timer, notifiche e canali bloccati


Tra le novità più pratiche c’è il timer di spegnimento, disponibile sia nel lettore video che in quello musicale. Si possono scegliere durate preimpostate o personalizzate, e in modalità “chiudi app” il timer ferma anche i servizi in background, risparmiando batteria durante la notte. Funziona anche con il picture-in-picture.

Le preferenze per le notifiche diventano granulari: si può scegliere singolarmente cosa ricevere tra avvisi per nuovi video, download, promemoria sul tempo di utilizzo e aggiornamenti dell’app. Altra aggiunta gradita è la possibilità di nascondere un canale dai suggerimenti direttamente dal menu contestuale di qualsiasi video, con la scelta sempre reversibile dalle impostazioni.

L’aggiornamento corregge anche diversi problemi, tra cui i nomi file illeggibili per i download di video con titoli in alfabeti non latini, il badge durata che mostrava “0:00” su alcuni contenuti e le notifiche per le iscrizioni che arrivavano a raffica invece che raggruppate.

Flow richiede Android 8.0 o successivo ed è distribuito con licenza GPLv3. Per chi cerca un’alternativa rispettosa della privacy ai client ufficiali di YouTube, con in più un sistema di scoperta dei contenuti che funziona interamente sul dispositivo senza tracciamento, vale la pena dargli un’occhiata. Chi è attento alla protezione dei propri dati potrebbe abbinarlo a una VPN affidabile come Proton VPN per un’esperienza ancora più blindata.


FONTE github.com

#hot
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un po’ per celia un po’ per (af)fatturare


la reazione di un lettore ex forte:

soluzioni energetiche:
#affatturare #alloSbaraglio #brondi #Einaudi #fatturare #GiulioEinaudi #stateParati

Questa voce è stata modificata (3 settimane fa)
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La GNR già schierava – almeno sulla carta – quasi 113.000 uomini


L’apparato repressivo sin qui delineato, sopravvissuto al brusco smottamento politico determinatosi con la defenestrazione di Mussolini <265, vedeva invece nel mutato scenario post-armistiziale il prorompere sulla scena di una variegata platea di nuovi attori, capaci ben presto di sovvertire i rapporti di forza consolidatisi negli anni precedenti. Sotto il vigile sguardo tedesco, la riorganizzazione delle Forze armate e di polizia della neonata Repubblica si sarebbe infatti imposta quale teatro di accesi scontri tra i diversi centri di potere fascisti, portatori di istanze e progetti del tutto confliggenti <266. Particolarmente spinoso, stante la precaria tenuta del fronte interno, si presentava innanzitutto il nodo dell’ordine pubblico, aggravato dallo «sbandamento morale e fisico» registratosi tra le forze di pubblica sicurezza <267. Sullo sfondo del concomitante confronto con il maresciallo Rodolfo Graziani, nominato ministro della Forze armate, il dibattito sulla riorganizzazione delle forze di sicurezza interna vedeva contrapporsi le opposte visioni del comandante generale della MVSN Renato Ricci e di Buffarini Guidi, ben interessato a mantenere nelle mani del ministero dell’Interno «la direzione della Polizia» <268. Più defilato, seppur vicino alle posizioni del gerarca carrarino, era l’atteggiamento del segretario del PFR, a sua volta impegnato a dotare il partito di un proprio braccio armato, strutturatosi sulla base delle numerose squadre d’azione spontaneamente risorte in diversi centri della penisola <269.
Quale oggetto del contendere, tornava da un lato a ripresentarsi l’annosa questione della MVSN e dei suoi rapporti con gli organi di polizia e l’esercito, trascinatasi per tutto il ventennio e riemersa con forza nel dibattito odierno <270; dall’altro la pretesa temperie «rivoluzionaria» dell’ultimo fascismo rendeva ora possibile pensare a una «riforma nella polizia, che rispond[esse] alle esigenze politiche-sociali dei nuovi ordinamenti repubblicani», così «da creare un organismo totalitariamente innovato» <271. Altrettanto «ineluttabil[e]» sarebbe apparsa la «trasformazione» dell’Arma dei carabinieri, forza tradizionalmente legata alla monarchia e da più parti accusata di scarsa affidabilità e mordente, quando non di connivenza con le nascenti bande partigiane, ora affidata al comando del generale della milizia Archimede Mischi <272. La soluzione prospettata, giunta il 19 novembre 1943 al termine di una lunga serie di faticosi e altalenanti compromessi, finiva per frantumare ulteriormente il panorama repressivo saloino <273. Come prontamente comunicato dall’Agenzia Stefani, «con decreto in corso di pubblicazione, vengono istituite la Guardia nazionale repubblicana e la Polizia repubblicana». Queste, “hanno il compito di difendere all’interno le istituzioni e di far rispettare le leggi della Repubblica […]. La Guardia nazionale repubblicana è formata dalla MVSN, dall’Arma dei carabinieri e dalla Polizia Africa Italiana. La Polizia repubblicana è formata dall’amministrazione della Pubblica Sicurezza, dal Corpo degli agenti e dei metropolitani. La Guardia nazionale repubblicana è alle dipendenze di un proprio comando generale e per l’impiego nei servizi di ordine pubblico dipende dal ministero dell’Interno. La Polizia repubblicana dipende dal ministero dell’Interno. […] Il luogotenente generale della MVSN Renato Ricci è nominato comandante generale della Guardia nazionale repubblicana” <274.
Uscito vittorioso dal confronto con il maresciallo Graziani, propugnatore di un esercito apolitico destinato ad assorbire le formazioni di camicie nere, Ricci riusciva a mantenere anche nei confronti del ministero dell’Interno l’indipendenza, non solo formale, della milizia, transitata tra le fila della nuova forza armata <275. Il pur travagliato connubio tra camicie nere e carabinieri permetteva infatti al gerarca toscano di presentare la propria creatura quale unica formazione armata minimamente efficiente, ben radicata su tutto il territorio nazionale e capace di coniugare, quanto meno nelle intenzioni, la salda fede politica e l’attivismo dei militi da un lato, il prezioso e irrinunciabile apporto tecnico dei militari dell’Arma dall’altro <276. Anche l’evidenza numerica dava inizialmente ragione a Ricci: sul finire di dicembre 1943, mentre l’organizzazione dell’ENR procedeva tra estreme difficoltà e la polizia poteva contare su circa 25.000 tra agenti e funzionari <277, la Guardia già schierava – almeno sulla carta – quasi 113.000 uomini, pur in minima parte impiegabili in vere e proprie azioni di controguerriglia contro le formazioni alla macchia <278. Forti di queste premesse e del dinamismo dimostrato soprattutto dai reparti della milizia, i vertici della GNR potevano a buon titolo rivendicare un ruolo di primazia nel campo della repressione politica e della lotta antipartigiana. Diretto era l’attacco portato ai tradizionali organi di polizia: come sottolineato in un lungo «promemoria» non casualmente redatto a poche ore dalla definitiva decisione di Mussolini di dar vita alla Guardia, questa avrebbe dovuto assumere «il controllo assoluto sulla vita interna della Repubblica», garantendone «la sicurezza interna […] e la sua continuità». Una speciale rilevanza era quindi riposta nel «Servizio politico» della GNR, «destinato ad assorbire – nelle intenzioni di Ricci – la polizia politica» <279. Pur non riuscendo ad arrivare a tanto, stante la pur claudicante sopravvivenza della Divisione polizia politica e della rete di uffici politici delle questure, la nascita della Guardia avrebbe comunque contribuito a marginalizzare l’azione del ministero dell’Interno, ora spogliato della propria funzione di coordinamento e centro motore nel contrasto del dissenso.
Benché riorganizzata e infoltita con elementi ausiliari, la Polizia repubblicana finiva dunque per essere schiacciata dal prorompente operato di quel «pullulare di formazioni», più o meno regolari, che avrebbe caratterizzato il caotico panorama repressivo fascista <280, incapace comunque di far fronte all’«inusitata» minaccia portata dalla guerriglia partigiana <281. Difatti, per dirla con Mussolini, nelle convulse settimane immediatamente seguenti l’armistizio, eclissatesi «le forze costituite dello Stato», numerosi furono «gli organi, i gruppi e talora i singoli che si occupavano di Polizia […] spesso operanti all’insaputa o in concorrenza gli uni con gli altri» <282. Uno slancio presto contraddistintosi per l’azione particolarmente violenta e scomposta, quando non dichiaratamente delinquenziale, di queste formazioni.
Nel tentativo di «irreggimentare» e al contempo stimolare tali forme di mobilitazione <283, il segretario del PFR disponeva quindi il 5 novembre 1943 la creazione di «squadre federali di polizia», formazioni agili – «non esistono stipendi […] né uffici» – organizzate in seno alle singole federazioni e formalmente dipendenti per l’impiego dal «Capo della provincia […] o dove già sia un fascista repubblicano, il Questore» <284.

[NOTE]265 Sulla sostanziale continuità durante i 45 giorni degli organi di prevenzione e investigazione si veda P. CARUCCI, Il Ministero dell’Interno, cit., pp. 52-59. Quanto alle zone OVRA, ad esempio, queste cambiavano «semplicemente» denominazione divenendo «Ispettorati speciali di polizia» .M. CANALI, Le spie del regime, cit., pp. 479-480.
266 Sulla ricostituzione delle Forze armate saloine, tra i temi maggiormente e da lungo tempo discussi dalla storiografia, ci limitiamo a segnalare G. PANSA, Il gladio e l’alloro, cit.; L. KLINKHAMMER, L’occupazione tedesca in Italia, cit., pp. 266-294 e R. DE FELICE, La guerra civile, cit., pp. 437-467. Cfr. inoltre la più recente e ben documentata ricostruzione offerta da P. P. BATTISTELLI, Storia militare della Repubblica sociale italiana. Le forze armate della RSI. Nascita, sviluppo, organizzazione e la loro sorte nel dopoguerra, Amazon Italia Logistica, Torrazza Piemonte (To) 2020.
267 Con il «quasi totale collasso delle organizzazioni destinate a tutelare l’ordine pubblico», lamentava Mussolini in una nota della Corrispondenza repubblicana, «tutti gli elementi antisociali ebbero […] piena libertà di azione», mentre «dalle carceri, oltre i cosiddetti politici, evasero ben cinquemila detenuti o condannati per delitti comuni», in B. MUSSOLINI, Polizia unitaria e legale, in E. SUSMEL – D. SUSMEL (a cura di), Opera Omnia di Benito Mussolini, Vol. XXXV, La Fenice, Firenze 1962, pp. 275-276. La nota risale al 12 dicembre 1943.
268 ACS, SPD, RSI-CR, b. 79, fasc. 650, s. fasc. 1, Appunto di Guido Buffarini Guidi a Benito Mussolini, Roma, 13 novembre 1943.
269 Sugli intendimenti di Pavolini vedi in particolare Premessa all’esame della situazione politica dopo la liberazione del Duce, cit.
270 Sulla MVSN manca a tutt’oggi un studio monografico di ampio respiro. Per limitarci ai contributi di maggior interesse si veda in particolare G. L. GATTI, La quarta Forza armata di Mussolini: la Milizia volontaria di sicurezza nazionale, in R. H. RAIMOND – P. ALBERINI (a cura di), Le Forze armate e la nazione italiana (1915-1943), Roma 2004, pp. 107-173 e A. ROSSI, Le guerre delle camicie nere. La milizia fascista dalla guerra mondiale alla guerra civile, BFS, Pisa 2004. Di taglio più divulgativo ma comunque utile P. CROCIANI – P. P. BATTISTELLI, Le camicie nere 1935-1945, LEG, Gorizia 2011.
271 ACS, SPD, RSI-CR, b. 79, fasc. 650, s. fasc. 1, Appunto di Guido Buffarini Guidi a Benito Mussolini, cit.
272 ACS, SPD, RSI-CR, b. 4, fasc. 28, s. fasc. 3, Promemoria per il duce a firma Archimede Mischi, s.l., 23 ottobre 1943. Sulla paventata «abolizione» dell’Arma, richiesta a gran voce dalla base fascista ed effettivamente prospettata alla metà di ottobre 1943 cfr. Ibid., s. fasc. 5, Appunto anonimo per il duce, s.l., 15 ottobre 1943. Più in generale L. GANAPINI, La repubblica delle camicie nere, cit., pp. 34-42. Su Mischi cfr. P. CROCIANI, Mischi Archimede, in Dizionario Biografico degli Italiani, Vol. LXXV, Istituto della Enciclopedia italiana, Roma 2011, disponibile all’indirizzo: treccani.it/enciclopedia/archi…(Dizionario-Biografico)/ [consultato 22 aprile 2021].
273 Per una puntuale ricostruzione delle estenuanti trattative in seno al governo fascista vedi in particolare P. P. BATTISTELLI, Storia militare della Repubblica sociale italiana, cit., pp. 24-25.
274 Testo del comunicato in E. SUSMEL – D. SUSMEL (a cura di), Opera Omnia di Benito Mussolini, cit., p. 412. Sui fallimentari progetti di Buffarini Guidi tesi a unificare tutte le forze di polizia sotto l’egida del ministero dell’Interno vedi in particolare G. BUFFARINI GUIDI, La vera verità. I documenti dell’archivio segreto del ministro degli Interni Guido Buffarini Guidi dal 1938 al 1945, Sugar, Milano 1970, pp. 117-122 e R. DE FELICE, La guerra civile, cit., pp. 465-466.
275 Come la MVSN, anche la GNR era elevata al rango di «forza armata dello Stato», in Decreto legislativo del Duce 18 dicembre 1943, n. 921, Ordinamento e funzionamento della Guardia Nazionale Repubblicana «Gazzetta Ufficiale d’Italia», LXXXV, n. 166, 18 luglio 1944.
276 Sull’importanza della componente dei carabinieri si veda, pur con le dovute cautele, la «Memoria sulla Guardia» redatta nel dopoguerra da Niccolò Nicchiarelli, capo di stato maggiore della GNR, recentemente pubblicata in S. FABEI, La guardia nazionale repubblicana nella memoria del generale Niccolò Nicchiarelli 1943-1945, Mursia, Milano 2020, p. 55. Sul difficile connubio tra le diverse componenti della GNR cfr. poi L. KLINKHAMMER, L’occupazione tedesca in Italia, cit., pp. 304-305 e L. GANAPINI, La Repubblica sociale nel 1943, cit., pp. 34-42.
277 La stima è desunta da P. CARUCCI, Il Ministero dell’Interno, cit., pp. 49, 61 (nota 9).
278 La cifra riportata, comunque segnalata come imprecisa, è riportata in ACS, NARA, JAIA, T-586, bob. 161, CoGeGuardia, Riepilogo della forza alla data del 20 dicembre 1943, s.l., s.d.. Su questi numeri cfr. infra, cap. V.
279 ACS, SPD, RSI-CR, b. 3, fasc. 28, s. fasc. 2 bis, Organizzazione, inquadramento e compiti della Guardia nazionale repubblicana, s.l., 20 novembre 1943. Il promemoria, acefalo, è presumibilmente riconducibile al generale Nicchiarelli, incaricato in quei giorni da Ricci «di presentare un progetto di costituzione della GNR», in S. FABEI, La guardia nazionale repubblicana, cit., pp. 25, 40-41.
280 L. GANAPINI, La repubblica delle camicie nere, cit., p. 278. Sulla ristrutturazione della polizia repubblicana si veda la relazione presentata da Buffarini Guidi dinanzi al Consiglio dei ministri in F. R. SCARDACCIONE (a cura di), Verbali del Consiglio dei ministri della Repubblica sociale italiana, cit., pp. 250-262 (seduta del 11 gennaio 1944). Agli inizi di aprile, le forze complessive a disposizione del capo della polizia ammontavano a circa 50.000 elementi, 20.000 dei quali ausiliari di recente assunzione.
281 ACS, SPD, RSI-CR, b. 79, fasc. 650, s. fasc. 8, Appunto di Enrico Cavallo a Benito Mussolini, cit.
282 B. MUSSOLINI, Polizia unitaria e legale, cit., pp. 275-276.
283 Lo stesso Pavolini avrebbe rimarcato la scarsa consistenza di questi primi «nuclei» di squadristi, in Prima assemblea nazionale del partito fascista repubblicano, citato in V. PAOLUCCI, La Repubblica sociale italiana e il partito fascista repubblicano, settembre 1943 marzo ’44, cit., p. 146.
284 PFR, Costituzione squadre Federali di polizia, s.l., 5 novembre 1943, citato in A. OSTI GUERRAZZI, «La repubblica necessaria». Il fascismo repubblicano a Roma 1943-44, cit., pp. 128-129. Sulla nascita di tali formazioni la più attenta riflessione resta a tutt’oggi. D. GAGLIANI, Il partito nel fascismo repubblicano delle origini, cit., pp. 163-169. Cfr. inoltre R. D’ANGELI, Storia del partito fascista repubblicano, cit., pp. 181-187.
Lorenzo Pera, La lunga RSI: violenza e repressione antipartigiana del fascismo repubblicano toscano, Tesi di dottorato, Università degli Studi di Firenze – Università di Siena, 2022
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La Regione del Veneto ha migrato su Nextcloud senza che nessuno se ne accorgesse


La Regione del Veneto ha migrato 625 GB di documenti pubblici da repository obsoleti a Nextcloud in self-hosting, senza un minuto di interruzione per i cittadini. Un caso concreto di sovranità digitale nella pubblica amministrazione italiana.
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Cambiare piattaforma di archiviazione quando migliaia di link pubblici puntano ai tuoi documenti è un po’ come sostituire le rotaie mentre il treno è in marcia. La Regione del Veneto ci è riuscita, e nessuno se n’è accorto.

Il problema di partenza era concreto: due repository in dismissione, box.com e una soluzione derivata da Pydio, erano integrati a fondo nei portali istituzionali. Migrarli nel modo tradizionale avrebbe spezzato migliaia di link, con un impatto diretto sull’accesso alla documentazione pubblica. Serviva qualcosa di più sottile.

La soluzione, sviluppata insieme a ITServicenet, partner veneto ufficiale di Nextcloud, è stata una migrazione “pigra”: i dati non venivano spostati tutti in blocco, ma recuperati dal vecchio repository solo al momento della prima richiesta, copiati su Nextcloud e serviti con il nuovo riferimento. Le richieste successive partivano già dalla nuova piattaforma. Risultato: 625,5 GB trasferiti in modo trasparente, senza che utenti o cittadini percepissero alcuna discontinuità.

La scelta di Nextcloud in self-hosting ha risposto anche a requisiti normativi precisi. Il Piano Triennale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione spinge verso il software aperto, e Nextcloud soddisfa le esigenze di residenza dei dati, tracciabilità degli accessi e conformità al GDPR senza dipendere da infrastrutture estere o fornitori in modalità SaaS.

Quello che era nato come progetto di sostituzione si è poi allargato. Oggi circa 600 dipendenti usano la piattaforma per la gestione documentale e la collaborazione con enti esterni tramite Nextcloud Files. Nel 2025 l’infrastruttura è stata migrata su container orchestrati con Kubernetes, con aggiornamenti guidati delle istanze e, per alcuni gruppi, la modifica dei documenti direttamente dal browser via ONLYOFFICE. È stata inoltre attivata un’istanza dedicata a Veneto Agricoltura.

Nel piano futuro ci sono Nextcloud Forms, Nextcloud Talk per le comunicazioni interne, applicazioni personalizzate per la gestione dei metadati e l’estensione della piattaforma ad altri enti pubblici regionali.

Non è una storia di digitalizzazione eroica. È una migrazione ben progettata, con strumenti aperti, condotta da una PA che per una volta ha scelto di tenere i propri dati in casa invece di affidarli a qualcun altro.


FONTE nextcloud.com

#hot
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Italiani sempre più nottambuli online: +32% di intenzioni di acquisto tra le 23 e le 7


Le notti degli italiani diventano sempre più digitali: le intenzioni di acquisto online aumentano del 32% tra le 23:00 e le 7:00, secondo i dati di Idealo
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Le giornate si allungano, le notifiche non si fermano mai e il confine tra lavoro e tempo libero è sempre più sottile. Il risultato? Gli italiani dormono meno e sempre più spesso restano connessi anche nel cuore della notte. In Italia la durata media del sonno è di circa 7 ore, ma chi si corica dopo mezzanotte scende poco sopra le 6 ore effettive, con una quota ridotta di sonno profondo. In questo scenario, la notte non è solo tempo di riposo mancato: è anche un momento in cui si naviga, si confrontano prezzi e si pianificano acquisti.

Secondo l’analisi di idealo, portale internazionale leader nella comparazione prezzi, le intenzioni di acquisto tra le 23:00 e le 7:00 sono cresciute del +32% anno su anno. La notte si conferma così uno spazio attivo di consumo e progettualità. Un fenomeno che emerge con ancora più forza in occasione della Giornata Mondiale del Sonno che ricorre domani eche ogni anno accende i riflettori sull’importanza del riposo e sulle nuove abitudini che stanno trasformando il nostro rapporto con la notte.

Giornata Mondiale del Sonno: 5 fattori che disturbano il riposo
Dormire bene è fondamentale per salute e benessere. In occasione della Giornata Mondiale del Sonno analizziamo cinque fattori che possono compromettere il riposo notturno e i rimedi consigliati dagli esperti per migliorare la qualità del sonno
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Notte mobile-first, ma cambiano le priorità


L’elettronica concentra il 43% dell’interesse notturno e lo smartphone resta il prodotto più cercato. Tuttavia, esso registra un leggero calo anno su anno (-6%), segno che la navigazione notturna resta mobile-first, ma si sta spostando verso bisogni più specifici. Di notte, infatti, non si acquista solo il device finito: si potenzia. Le ricerche notturne per RAM crescono del +336% anno su anno, le schede video del +165%, i dissipatori a liquido del +90%, gli alimentatori PC del +84%. È il boom dell’upgrade, della personalizzazione, della performance costruita pezzo dopo pezzo. La notte diventa il momento in cui si migliora la propria postazione di lavoro o gaming, quando il silenzio aiuta a concentrarsi e a scegliere. Quando il silenzio della notte aiuta a concentrarsi, molti persone approfittano di queste ore per informarsi, confrontare componenti e progettare il proprio setup ideale, che sia per lavoro o per gaming.

Quando non si dorme, si immagina una casa migliore


Se l’elettronica domina per volumi, è la casa a raccontare la trasformazione più interessante. La categoria Arredamento & Giardino cresce del +59% anno su anno, arrivando a rappresentare il 14% dell’interesse notturno. Le ricerche relative alla scelta del letto aumentano del +270%, quelle per cucina componibile del +229%, per armadio del +199%, per mobile bagno del +193%, mentre il divano cresce del +152%. La notte diventa il momento in cui si pianificano le grandi spese domestiche, si ripensano gli spazi, si progetta un ambiente più accogliente. Il tema del riposo emerge in modo ancora più evidente osservando nel dettaglio le ricerche specifiche legate proprio ai letti: tra le tipologie più ricercate spiccano i letti a scomparsa (+326%), seguiti dai letti singoli (+300%) e dai letti queen size (+279%). Crescono anche i letti con contenitore (+243%) e i letti king size (+200%), segno di una crescente attenzione verso soluzioni che uniscono comfort e ottimizzazione degli spazi. Un’attenzione che riguarda anche i più piccoli: le ricerche per letti a soppalco (+230%) e letti a castello (+127%) confermano come sempre più famiglie investano nella qualità del riposo dei bambini5.

Dormire meglio diventa una priorità


Se si dorme poco, si cerca almeno di dormire meglio. Lo dimostrano anche le ricerche legate agli accessori per il riposo: materassi +56%, coprimaterassi +75%, piumini +115%, coperte e plaid +108%6. A sorprendere è soprattutto il dato delle luci notturne, che registrano un incremento del +341%, segno di quanto l’atmosfera e la qualità dell’ambiente domestico stiano diventando parte integrante della routine serale. La camera da letto non è più soltanto uno spazio funzionale della casa, ma un vero e proprio rifugio in cui rallentare e recuperare energie dopo giornate sempre più connesse.

AI sul lavoro: 4 italiani su 10 risparmiano un giorno a settimana
Una nuova ricerca Workday rivela che 4 dipendenti italiani su 10 risparmiano fino a un giorno di lavoro a settimana grazie all’AI. Tuttavia per il 50% degli utenti le lunghe rielaborazioni dei contenuti generati dall’intelligenza artificiale restano un problema
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Self-care e passioni: la notte come spazio personale


Le ore notturne sono anche un momento intimo, dedicato a sé stessi. Le categorie Salute, Bellezza & Drogheria crescono del +50%, mentre Mangiare & Bere segna +69%. Il caffè aumenta del +171%, le capsule del +85%, i set di bellezza del +110%, i profumi uomo e donna intorno all’80%, con il profumo unisex che arriva a +165%. Anche la skin care cresce del +52%8. Accanto alla cura personale, trovano spazio le passioni. Il mondo gaming cresce del +48%, con i videogiochi a +157% e le console a +67%. L’universo moto è altrettanto dinamico: casco +59%, giacca +61%, mentre lubrificanti e additivi per motore segnano addirittura +264%9. La notte, dunque, si rivela il momento in cui si coltivano interessi, si assecondano desideri, si fanno scelte più personali.

Il paradosso contemporaneo e l'evoluzione delle abitudini


C’è un filo rosso che lega questi numeri: la notte è diventata uno spazio ibrido. È tempo sottratto al riposo, ma anche momento di progettazione e consapevolezza. Si naviga perché non si dorme, ma si cerca anche di migliorare la qualità della propria vita, a partire dalla casa, dal comfort, dal benessere personale. Gli italiani dormono poco, è vero. Ma nelle ore silenziose tra le 23 e le 7 non restano immobili: immaginano cambiamenti, pianificano acquisti, investono su ciò che può farli stare meglio. Abitudini digitali che si evolvono rapidamente, con lo shopping online che si sposta sempre più nelle ore notturne e una tendenza che potrebbe diventare sempre più rilevante per retailer e marketplace digitali nei prossimi anni. In conclusione per molti, oggi, il vero lusso non è restare svegli fino a tardi; è riuscire finalmente a dormire meglio.