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GLI ELEFANTI E LA DISSENTERIA
Provate ad immaginare una mandria di elefanti tutti affetti da gravi forme dissenteriche che la fanno tutti nello stesso posto.
Ecco, ci troviamo tutti al centro di quel posto: da un canto, la nazista Ursula Albrecht coniugata Pfizer dice che la UE annullerà le elezioni in quegli Stati che non obbediscono alla Commissione europea.
D'altro canto, c'è un pagliaccio ricattato da un criminale di guerra che scatena guerre a "minchia di cane da caccia" come diceva Francesco Boccaccio nel secondo capitolo del Decamerone. Guerre all'esito delle quali risulta palesemente sconfitto ma dichiara di averle vinte.
Mi riferisco alla guerra scatenata contro l'Iran da parte sua e da parte del noto criminale di guerra dal quale è ricattato. Praticamente un secondo Vietnam per i banditi a stelle e strisce.
La guerra è una cosa tragica ma il Trump Donald riesce a inserire un consistente profilo di comicità giustificando la sua aggressività affermando che deve riaprire lo stretto di Hormuz che però era pacificamente aperto prima che lui scatenasse la sua guerra demenziale.
Le caratteristiche comiche di Trump riconducono ad un terzo aspetto del luogo dove gli elefanti dissenterici fanno la cacca nella quale noi ci troviamo.
Questo ulteriore aspetto consiste in un evidente rapporto di colleganza con un suo collega altrettanto comico. Mi riferisco al verme tossico di Kiev il quale ha minacciato esplicitamente atti terroristici nel corso della sfilata militare sulla Piazza Rossa di Mosca celebrativa della fine e della vittoria della seconda guerra mondiale per la quale la Russia pagò il prezzo di 28 milioni di Caduti.
A seguito della minaccia del verme tossico il governo russo ha giustamente avvertito che atti terroristici nella detta occasione avrebbero comportato la totale distruzione di Kiev.
Pare che per fortuna non sia successo niente ma quello che è grave e che ancora ci fa capire quanto siamo nella cacca degli elefanti, è che, a parte la Spagna, la Repubblica Ceca e ungherese, nessuna voce di pur flebile critica si è levata dai governi dei rimanenti 24 Stati membri della UE, nei confronti dell'infame comico ucraino il quale non solo esige pagamenti per costruire cessi d'oro (non per gli elefanti) o per acquisto di residenze miliardarie all'estero, non solo esige armi per continuare la guerra a profitto suo e della sua cricca, osa pure fare minacce deliranti come quelle ora ricordate.
E Mattarella, la Meloni, Tajani, Crosetto e gli altri, che fanno? Tutti zitti, muti e allineati.

Augusto Sinagra

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Russia 🇷🇺🇩🇪
Zakharova ha risposto a Merz, che ha promesso a Fico un "discorso" per aver visitato Mosca per il Giorno della Vittoria invece del Giorno dell'Europa: Non ci sarebbe stata la Giornata dell'Europa senza la vittoria del popolo sovietico. Sarebbe stato un grande campo di concentramento con camere a gas.

Samu-News

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LA LINEA SÁNCHEZ NEL NUOVO DISORDINE GLOBALE

In una fase internazionale segnata da tensioni crescenti tra Stati Uniti, Medio Oriente e grandi potenze globali, la postura della Spagna guidata da Pedro Sánchez sta emergendo come uno degli approcci più osservati nel contesto europeo.

Tradizionalmente non considerata tra gli attori principali della geopolitica globale, Madrid ha mantenuto negli ultimi mesi una linea coerente: piena appartenenza all’alleanza occidentale, ma con una chiara attenzione a non superare determinati perimetri politici e militari.

Durante le recenti tensioni legate all’Iran, il governo spagnolo ha adottato una posizione prudente, evitando un coinvolgimento diretto e ribadendo il rispetto del diritto internazionale come criterio guida. In questo contesto, sono emerse aperture da parte iraniana nei confronti della Spagna, senza che ciò si sia tradotto in accordi operativi ufficiali.

Parallelamente, Sánchez ha mantenuto attivi i canali con la Cina, rafforzando i rapporti economici e diplomatici in una fase in cui molti Paesi occidentali stanno ridefinendo le proprie relazioni con Pechino.

All’interno della NATO, Madrid ha confermato il proprio ruolo di alleato, pur mantenendo una posizione autonoma su temi sensibili, inclusi i livelli di spesa militare e le modalità di partecipazione alle operazioni internazionali.

JQ News non è generalmente tenera con la classe politica, ma proprio per questo, quando emerge una linea riconoscibile, vale la pena fermarsi a osservarla.

Nel caso di Sánchez non si osserva una rottura con l’Occidente, ma una gestione calibrata delle relazioni internazionali. La Spagna resta pienamente dentro le alleanze, ma evita automatismi politici. Mantiene aperture diplomatiche senza sbilanciamenti eccessivi e rimane presente nello scenario internazionale senza cercare protagonismi forzati.

In un contesto globale sempre più polarizzato, questa postura appare fondata su un principio semplice ma solido: ridurre il rischio mantenendo margini di manovra.

È importante distinguere tra fatti e interpretazioni. La Spagna non è oggi una potenza dominante nello scenario globale, né guida le principali dinamiche strategiche europee. Tuttavia, la coerenza della sua linea nel tempo sta contribuendo a rafforzarne la credibilità diplomatica.

Alcuni segnali indicano una percezione crescente di affidabilità e prevedibilità anche al di fuori del perimetro occidentale, in un momento in cui molti equilibri internazionali stanno cambiando.

In una fase definita da instabilità e da scelte spesso impulsive da parte di diversi leader internazionali, l’approccio di Sánchez si distingue per continuità e pragmatismo.

Non è una leadership spettacolare, né dominante, ma nel contesto attuale potrebbe essere una delle più sostenibili.

JQ

L’invenzione del “popolo ebraico”

Il libro di Shlomo Sand è un lucido saggio storico e un atto di coraggio.

Shlomo Sand fu oggetto di una valanga di insulti in Israele quando pubblicò “L’invenzione del popolo ebraico”. Professore di Storia Contemporanea all’Università di Tel Aviv, nega che gli ebrei siano un popolo con un’origine comune e sostiene che lo strumento principale del fermento proto-nazionale fu una specifica cultura e non la discendenza da una comunità arcaica unita da legami di sangue.

A suo avviso, lo “Stato ebraico di Israele” lungi dall’essere la concretizzazione del sogno nazionale di una comunità etnica con più di 4.000 anni, fu invece reso possibile da una falsificazione della storia stimolata, nel XIX secolo, da intellettuali come Theodor Herzl. Mentre accademici israeliti insistono nel sostenere che gli ebrei sono un popolo con uno specifico DNA, Sand, fondandosi su una documentazione esaustiva, ridicolizza questa tesi senza fondamento scientifico. Non vi sono ponti biologici tra gli antichi abitanti dei regni di Giudea e di Israele e gli ebrei attuali.

L’immaginario delle persone si è nutrito del mito etnico, le cui radici affondano nella Bibbia e comincia con l’invenzione del “popolo eletto” al quale fu annunciata la terra promessa di Canaan.

Non ha fondamento storico l’interminabile viaggio di Mosè e del suo popolo verso la Terra Santa e la sua successiva conquista. E’ importante ricordare che l’attuale territorio di Palestina era allora parte integrante dell’Egitto dei faraoni. La mitologia degli esili successivi, diffusasi nei secoli, finì per diventare una verità storica. In realtà fu modellata a partire dalla Bibbia e ampliata dai pionieri del sionismo. Le espulsioni di massa di ebrei da parte degli Assiri sono un’invenzione. Non se ne trova traccia nelle fonti storiche credibili.

Il grande esilio di Babilonia è falso come quello delle grandi diaspore. Quando Nabucodonosor conquistò Gerusalemme distrusse il Tempio ed espulse dalla città una parte delle élite. Ma allora Babilonia era la città di residenza di una numerosa comunità ebraica costituita dal nucleo culturale dei rabbini che parlavano l’aramaico e introdussero importanti riforme nella religione di Mosè; soltanto una piccola minoranza di questa comunità andò in Giudea quando l’imperatore persiano Ciro conquistò Gerusalemme nel VI secolo a. C. Quando poi i centri della cultura ebraica di Babilonia si disgregarono gli ebrei emigrarono a Bagdad e non verso la “Terra Santa”.

Sand dedica un’attenzione speciale agli “Esili” come miti fondatori dell’identità etnica. Le due “espulsioni” degli ebrei nel periodo romano, la prima con Tito e la seconda con Adriano nel 132, che avrebbero costituito il motore della grande diaspora, sono oggetto di una profonda riflessione dello storico israeliano. I giovani imparano nelle scuole che “la nazione ebraica” fu esiliata dai Romani, ma basterebbe il testo di Flavio Giuseppe, che testimonia la rivolta degli Zeloti, per togliere credibilità alla versione ufficiale. A suo parere, i romani massacrarono circa 110.000 ebrei e ne arrestarono 97.000. Questo avvenne in un’epoca in cui la popolazione totale della Galilea era molto inferiore al mezzo milione.

Gli scavi archeologici degli ultimi decenni a Gerusalemme e in Cisgiordania hanno sollevato problemi insuperabili agli accademici sionisti che “spiegano” la storia del popolo ebraico prendendo come riferimenti infallibili la Torah e la parola dei Patriarchi. E’ provato che Gerico era poco più di un villaggio, senza le poderose mura che la Bibbia cita. A Gerusalemme non sono state trovate tracce delle grandiose costruzioni che la trasformarono nel decimo secolo a.C. – epoca di Davide e Salomone – nella città monumentale del “popolo di Dio” che viene raccontata. Né palazzi, né mura, né ceramiche di qualità. L’utilizzo della tecnologia del carbonio 14 ha consentito di arrivare a una conclusione. I grandi edifici NON furono costruiti a quell’epoca.

“Non esiste in realtà nessuna traccia – scrive Shlomo Sand – relativa all’esistenza di questo re leggendario la cui ricchezza è descritta nella Bibbia in termini paragonabili solo ai poderosi regni di Babilonia e di Persia”. Se un’entità politica è esistita nella Giudea del X secolo a.C., sostiene lo storico, può solo essere stata un micro-regno tribale e Gerusalemme soltanto una piccola città fortificata. E’ altrettanto significativo che nessun documento egiziano faccia riferimento alla “conquista” da parte degli ebrei di Canaan, territorio che allora apparteneva al faraone.

La storiografia ufficiale israelita, nell’erigere a dogma la purezza della razza, attribuisce alle successive diaspore la formazione di comunità ebraiche in decine di paesi. La Dichiarazione di Indipendenza di Israele afferma che gli ebrei furono obbligati nel corso dei secoli a tentare di ritornare al paese dei loro antenati. Si tratta di una grossolana menzogna che falsifica la Storia. La grande diaspora è un’invenzione, come le altre.

Qual è dunque l’origine degli antenati dei 12 milioni di ebrei, oggi esistenti al di fuori di Israele? Rispondendo a questa domanda, il libro di Shlomo Sand ha distrutto anche il mito della purezza della razza, di etnia ebraica. Un’abbondante documentazione raccolta da storici di prestigio mondiale rivela che nei primi secoli della nostra era ci furono massicce conversioni al giudaismo in Europa, in Asia e in Africa.

Il Corano dice che Maometto incontrò a Medina grandi tribù giudaiche con le quali entrò in conflitto e finì per espellerle. Ma non chiarisce che nell’attuale Yemen, il regno di Hymar adottò il giudaismo come religione ufficiale. Nel settimo secolo, l’Islam si insediò nella regione ma, dopo tredici secoli, quando si formò lo Stato d’Israele, decine di migliaia di yemeniti parlavano arabo, continuando a professare la religione giudaica. La maggioranza emigrò in Israele dove, attualmente, è discriminata.

Fu soprattutto nell’estremità occidentale dell’Africa che si verificarono conversioni in massa alla religione rabbinica. Una parte considerevole delle popolazioni berbere aderì al giudaismo e lo introdusse in Andalusia. Furono questi magrebini coloro che difesero nella penisola iberica il giudaismo, i pionieri dei sefarditi che, dopo l’espulsione dalla Spagna e dal Portogallo, si esiliarono in diversi paesi europei, nell’Africa musulmana e in Turchia.

Molto importante per le sue conseguenze fu la conversione al giudaismo dei Khazari, un popolo nomade turcofono che proveniva dall’Altai e si stabilì, nel IV secolo, nelle steppe del basso Volga. I Khazari costruirono un potente stato giudaico, alleato di Bisanzio contro i Persiani Sassanidi. Questo impero medievale occupava un’area enorme, dal Volga alla Crimea e dal Don all’attuale Uzbekistan.

Scomparve dalla storia nel secolo XIII, quando i Mongoli invasero l’Europa. Migliaia di Khazari, fuggendo dalle Orde di Batu Khan, si dispersero per l’Europa Orientale. Grandi storici come Renan e Marc Bloch identificano nei khazari gli antenati degli askenaziti le cui comunità in Polonia, Ucraina, Russia e Romania hanno svolto un ruolo cruciale nella colonizzazione della Palestina.

Secondo Nathan Birbaum, l’intellettuale ebreo che inventò nel 1891 il concetto di sionismo, è la biologia che spiega la formazione delle nazioni. Per lui, la razza è tutto. E il popolo ebraico sarebbe stato quasi l’unico a preservare la purezza del sangue. Birbaum morì senza capire che questa tesi razzista, prevalendo, avrebbe cancellato il mito del popolo eletto da Dio.

Gli ebrei sono il frutto di una catena di incroci. Chi attribuisce loro identità e cultura proprie, nonché fedeltà a una tradizione religiosa radicata, falsifica la Storia. Nei passaporti dello stato ebraico di Israele non è accettata la nazionalità di israeliano. I cittadini a pieno diritto scrivono “giudeo”. I palestinesi devono scrivere “arabo”, nazionalità inesistente.

Essere cristiano, buddista, mazdeista, musulmano deriva da una scelta religiosa, non è una nazionalità. Nemmeno il giudaismo è una nazionalità. In Israele non c’è matrimonio civile. Per gli ebrei è obbligatorio il matrimonio religioso, anche se si è atei. Questa aberrazione è inseparabile da molte altre in uno Stato confessionale, di etnocrazia liberale costruita su dei miti; uno Stato che ha sostituito l’yiddish, parlato dai pionieri del “ritorno in Terra Santa”, con l’ebraico sacro dei rabbini, sconosciuto al popolo di Giudea che si esprimeva in aramaico, la lingua nella quale fu redatta la Bibbia, a Babilonia e non a Gerusalemme.

Lo “Stato del popolo ebraico” si definisce democratico. Però in realtà nega la legge fondamentale approvata dalla Knesset. Non può essere democratico uno Stato che tratta come paria il 20% della popolazione del paese, uno Stato nato dal mostruoso genocidio in terra straniera…

Tramite: contropiano.org/news/cultura-n…

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Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov : "Se la UE vuole la guerra con Mosca a tutti i costi l'avrà. Non dite poi però che non vi avevamo avvertiti sulle conseguenze!".

La Russia, stando a un recente briefing del , sta prendendo sul serio le dichiarazioni dell'Europa e si sta preparando alla possibilità di una guerra su vasta scala. In un incontro annuale con i leader delle ONG russe a Mosca ieri 24 aprile 2026, il ministro degli Esteri Sergey Lavrov ha fornito la sua valutazione più allarmante di sempre. ... L'era dell'"ibridazione per procura" è finita: le maschere sono cadute.

In risposta alle dichiarazioni europee secondo cui l'Europa deve essere pronta a combattere la Russia nei prossimi 3-5 anni, Lavrov ha affermato senza mezzi termini che l'UE si sta mobilitando per un confronto militare diretto con la Russia. In questa strategia, l'Ucraina viene utilizzata come "ariete" per dissanguare la Russia e dare all'Europa il tempo necessario per riarmare completamente la propria base industriale nei prossimi anni.

Il Ministro ha sottolineato che senza l'intelligence satellitare della NATO e la presenza di ufficiali occidentali sul territorio, Kiev sarebbe paralizzata. Non si tratta più di un conflitto "per procura", ma di una guerra aperta contro la Russia.

Lavrov ha detto:
«Ci è stata dichiarata guerra aperta. Il regime di Kiev è solo la "punta di diamante" usata per guadagnare tempo. Non potrebbero essere più sfacciati.»

In sintesi: il corpo diplomatico russo è passato da una posizione di "negoziazione" a una di "mobilitazione". Mosca sta segnalando che si sta preparando per una lunga e aspra battaglia contro un'Europa militarizzata. Non si tratta di un'estensione dell'operazione militare speciale... Si tratta di una preparazione alla guerra.

Nel frattempo, sul fronte iraniano, l'amministrazione Trump sta preparando il terreno per rinnovare l'attacco all'Iran. La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha dichiarato venerdì che "gli iraniani si sono fatti avanti " e hanno richiesto un " incontro di persona ", quindi il presidente Trump "ha inviato Steve Witkoff e Jared Kushner ad ascoltare cosa avevano da dire". Questa è una completa invenzione.

L'Iran non ha perso tempo a smentire tale affermazione. Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Ismael Baqaei, ha confermato in un post su X nella tarda serata del 24 che NON è previsto alcun incontro – ripeto, NESSUN incontro – con funzionari statunitensi. Il Ministro degli Esteri Abbas Araqchi si trova a Islamabad per incontrare alti funzionari pakistani al fine di consegnare loro un documento scritto contenente il punto di vista dell'Iran sugli ultimi sviluppi, che verrà poi recapitato a Witkoff e Kushner.

Credo che Trump stia cercando di creare una narrazione per giustificare la ripresa dell'attacco congiunto tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran. Sta inviando i suoi emissari ebrei a Islamabad, apparentemente per incontrare i negoziatori iraniani, solo per scoprire che l'Iran si è tirato indietro. Trump sosterrà che si tratta di un atto di malafede e che punirà l'Iran di conseguenza.

Se i seguenti messaggi su Telegram sono veritieri, la guerra tornerà con tutta la sua furia entro domenica sera .

La Cina esorta i suoi cittadini a lasciare l'Iran il prima possibile – Ambasciata cinese a Teheran L'India esorta i suoi cittadini a lasciare l'Iran. Sembra inoltre che Trump abbia dato a Bibi il permesso di violare il cessate il fuoco con Hezbollah, stando a un altro recente post su Telegram. L'aviazione israeliana ha ripreso gli attacchi sul Libano meridionale, la cui moratoria faceva parte del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran.

Potrebbe rivelarsi un fine settimana lungo e travagliato.

Larry C. Johnson

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ARRIVANO LE SCUSE AL PAPA

Qualche politico ha alzato la voce solidarietà al Papa e rispetto verso la cristianità. Già, ma chi?

No, non la madre italiana cristiana Meloni.
No, non Macron, figurarsi.
Neppure la Von Der Laida.

No. I leader occidentali sono affetti da mutismo selettivo.

L’unico a esprimersi è un musulmano, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian.

Questo il suo tweet: “Eccellentissimo Papa Leone XIV (@Pontifex), a nome della grande nazione iraniana condanno l'insulto alla Vostra persona e dichiaro che l'offesa a Gesù (pace su di lui), profeta di pace e fratellanza, non è accettabile per nessun uomo libero. Da Allah Le auguro gloria e onore.”

Da Roccocantautore

Guardate qua cosa hanno fatto anche oggi i terroristi israeliani. Questo video me lo ha appena mandato un mio amico libanese.

Hanno ucciso una famiglia di cinque persone, tra cui tre bambini. Ripeto: tre bambini. Hanno bombardato in una zona densamente popolata di Beirut.

Questi terroristi sionisti non si fermano mai. I bacia-rosari e quelli che gridano di essere cristiani, dei vigliacchi senza alcuna vergogna che oggi si battono il petto e festeggiano la Pasqua, con quale coraggio stanno zitti davanti a questi criminali?

E poi c'è lei, Pina Picierno, che ci racconta che bisogna fermare la Russia, ma USA e Israele sono delle democrazie e quindi guai a provare a sanzionarli. E mentre ci racconta questa favoletta, USA e Israele continuano a sterminare bambini.

Si dovrebbero solamente vergognare. Tutti!

youtube.com/shorts/sH-1F3AEsls…

GiuseppeSalamone

LO SCARRAFONE TRASFORMISTA
Cognome e nome: Di Maio Luigi. Attuale rappresentante speciale dell’Unione europea per il Golfo Persico. Incarico ottenuto, dicono, grazie ai buoni uffici di Mario Draghi, che – sorvolando sulla comicità dell’inarrivabile elogio di cui lo gratificò Di Maio: «L’ho incontrato e mi ha fatto un’ottima impressione» – l’ha preso sotto la sua ala protettiva. Apprezzandone la duttilità, volgarmente detta anche «trasformismo», nello schierarsi a sostegno del suo governo quando Giuseppe Conte appariva impegnato a cercare di detronizzare l’«usurpatore» Draghi, che gli aveva impedito di insediarsi per la terza volta a Palazzo Chigi.

Di Maio. Professore onorario presso il Dipartimento di studi sulla Difesa nel prestigioso King’s College di Londra, in cui è transitata una dozzina di premi Nobel (giuro, non è Lercio.it). Già capo politico del M5s. Già vicepresidente del Consiglio. Già ministro dello Sviluppo economico e, al contempo, ministro del Lavoro. Già ministro degli Esteri. E non ha ancora compiuto 40 anni.
Aldo Moro, per dire, arrivò al suo primo incarico di ministro della Giustizia a 39 anni. Niente male davvero, per uno che alle Comunali nel suo paese, Pomigliano d’Arco, prese 59 voti. E nel 2013 ne incassò 139 alle Parlamentarie, le primarie online del M5s, ritrovandosi candidato, eletto e vice presidente della Camera in un amen.

L’uomo dei proclami irrevocabili. 19 maggio 2018: «Con noi, cancellati i voli di Stato, anche così si è rivoluzionari», poi se n’è dimenticato. 21 marzo 2013: «Le auto blu sono il male assoluto, se mi vedete a bordo di una di esse, linciatemi», e qui gli smemorati sono stati i suoi elettori.

Un miracolato della politica di inizio millennio. Nel 2006 vendeva bibite allo stadio San Paolo, «no: ero uno steward in tribuna Autorità» ha sempre corretto lui. Non l’unico, certo: a sinistra come a destra. Nel suo caso sussiste tuttavia un’aggravante: aver teorizzato, da leader dei grillipitecchi, il catastrofico principio dell’«uno vale uno», e poi averlo smentito con la sua fulminante carriera. La conferma vivente di quanto avessero ragione Elio e le Storie Tese cantando l’Italia come La terra dei cachi.

Nel 2017 Di Maio era riuscito a scrivere tre versioni dello stesso post, sbagliando sempre il verbo: «Se c’è un rischio che soggetti spino», «se c’è un rischio che venissero spiati», «se c’è il rischio che due soggetti spiassero»). E che dire di quel PD contro cui Giggino aveva tuonato: «Io non voglio avere nulla a che fare con il partito di Bibbiano, che in Emilia toglieva alle famiglie i bambini con l’elettroshock per venderli», una cosuccia così. E quanti anni prima aveva preso questo roccioso, granitico impegno? Il 18 luglio 2019, meno di due mesi prima di dar vita insieme al nuovo esecutivo targato Giuseppe.

Il suo capolavoro è stato sedersi, nell’estate 2022 in vista delle Politiche, accanto a due ex Dc, Enrico Letta, segretario Pd, e Bruno Tabacci, con alle spalle il logo dei dem a caratteri cubitali: «Oggi sigliamo un’importante intesa, posso dirvi che siamo convinti di questa alleanza nel segno dell’agenda Draghi». Tutto normale, per Giggino, l’accompagnarsi a due ex Dc, da sempre sostenitori del capo dello Stato Sergio Mattarella, che Di Maio arriverà a definire «il nostro Jedi», «l’angelo custode del governo».

Lui, che dopo l’esplosione nel porto di Beirut abbracciò «il popolo libico». Lui, che inserì la Russia tra «i Paesi mediterranei». Lui, che ha ribattezzato «Ping» il presidente cinese Xi Jinping in un discorso ufficiale a Shanghai. Lui, che ha collocato Pinochet e la sua dittatura fascista in Venezuela. Lui, che ha omaggiato la Francia come una nazione «con tradizione democratica millenaria». «Noi siamo costituiti per oltre il 90% d’acqua», ha sdottoreggiato nel settembre 2018. Il dubbio di molti è che fosse un coming out, a proposito della concentrazione idrica nella sua testa.

Antonello Piroso

POPOLI IN OSTAGGIO
I popoli europei sono presi in ostaggio da lobby finanziarie che, attraverso la propria potenza mediatica, riescono a far governare 450 milioni di europei a gente presso cui nessuno accetterebbe di prendere un caffè (von der Leyen, Kallas, Kubilius, Merz, Tajani...).

Gli USA sono presi in ostaggio da una lobby mediorientale non islamica, che muove come pupazzetti ricattabili senatori e presidenti, a prescindere dall’agenda con cui vengono eletti.

Il soglio di Pietro è occupato da un figurante americano il cui ardore etico e la cui vigilanza spirituale sono quelli di una cernia sul banco della pescheria. Oggi a Monaco ha benedetto due yacht insieme alla contessa Serbelloni Mazzanti Vien Dal Mare, comunicato la buona novella a un maggiordomo malese sordomuto e preso informazioni per valutare un cambio di residenza.
Il generatore automatico di frasette di circostanza, fornitogli in omaggio da Peter Thiel, è andato in tilt per la noia.

E tuttavia non passa giorno che non insistano a presentarci leader come Putin, Khamenei o Xi Jin Ping come Terribili Dittatori, da contrapporre alla nostra classe dirigente, “civile e democratica”.

Direi che il piano per sputtanare la democrazia e preparare il terreno ad una dittatura sta funzionando alla grande.

Andrea Zhok
(filosofo e accademico italiano, professore di Antropologia filosofica e Filosofia morale presso l’Università degli Studi di Milano)

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I terroristi israeliani hanno appena vietato al Cardinale Pizzaballa di entrare nel Santo Sepolcro per celebrare la messa delle Palme.

Ci raccontano del fanatismo religioso iraniano ma questo cos'è? Non è fanatismo religioso sionista? Questo non è pericoloso? Sì, è il fanatismo messianico più pericoloso al mondo!

I baciatori di Rosari e quelli che si reputano Cristiani come Giorgia Meloni dove diamine sono finiti? Se a quest'ora una roba del genere l'avesse fatta l'Iran starebbero indignati a reti unificate. Qui invece zitti, non hanno ancora detto mezza parola. Mica siamo davanti a Pucci o alla famiglia del bosco.

Si reputano sovranisti e fanno i servi di Usa, israele e Bruxelles. Si reputano Cristiani e davanti a israele che si scaglia anche contro i Cristiani di stanno zitti. Ogni giorno che passa si dimostrano sempre più servi e ridicoli. Questa è la realtà!

Giuseppe Salamone

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Conte cambia nuovamente versione : No ad energia dalla Russia!!! Personaggio INAFFIDABILE!!!! Carlo Magno CURRICULUM DEL MO VI MENTO 5 SEDIE DI GIUSEPPE CONTE:
1) Referendum sull'euro. Mai fatto. L'argomento è stato cancellato dalla loro agenda politica.
2) Salario minimo: quando Conte era Presidente del Consiglio non è stato mai messo ai voti né in Parlamento, né in Consiglio dei Ministri
3) Quota 100: disdettata da Conte che poi ha ripristinato la Fornero votando la fiducia a Draghi
4) Reddito di Cittadinanza: Controlli insufficienti, mancata sospensione a chi non accettava le proposte di lavoro, non sono mai stati fatti fare i lavori socialmente utili obbligatori ed i navigator non hanno mai funzionato (sono costati 300.000 € per ogni posto di lavoro trovato)
5) dissesto idrogeologico: il governo Conte2 ha sottratto alla lotta contro il dissesto idrogeologico ben 30 miliardi ( -16 nel 2019 e - 13,5 nel 2020)
6) Smantellamento delle istituzioni non democratiche come l'Unione Europea 1: la guerrafondaia Ursula Von Der Leyen guida l'Europa dal 2019 grazie al voto decisivo del #M5Servi
7) caso Assange: il M5S su ordine del suo leader Giuseppe Conte si astiene su una mozione proposta da Alternativa volta a concedere al giornalista lo status di rifugiato politico
😎 Smantellamento delle istituzioni non democratiche come l'Unione Europea 2: Ha tutelato i banchieri assicurandogli che rimarremo indebitati in eterno con la Riforma peggiorativa del Mes ed il PNRR
9) Rimozione dei vaccini obbligatori della Lorenzin: al contrario ha reso obbligatoria una terapia genica sperimantale anticovid secretando i relativi contratti
10) Nessuno resterà indietro: al contrario ha sostenuto con la massima convinzione l'apartheid verso chi non ha inteso accettare sperimentazioni mediche sul suo corpo
11) Fuori dalla Nato: Ha votato l'invio di armi all'Ucraina votando tutto ciò che era utile agli USA per porre le fondamenta di un conflitto globale in Europa.
12) Niente più finanziamenti alla stampa: Ha garantito alla stampa la possibilità di manipolare le persone prima non solo insabbiando l'abolizione del taglio dei fondi all'editoria, ma addirittura aumentandoli per fare propaganda ai vaccini.
13) Nomina del magistrato simbolo dell'Antimafia Di Matteo a capo del Dipartimento Affari penali: nomina saltata per motivi mai spiegati dal ministro Bonafede.
14) Lotta alla corruzione: Giuseppe Conte ha fatto votare da tutto il M5S la Riforma Cartabia, il più sudicio regalo alle associazioni criminali mai fatto nella storia del nostro Paese, come dichiarato dal magistrato Gratteri.
15) revoca concessione autostrade: insabbiata da Conte che ha coperto di miliardi i suoi amici Benetton
16) Acqua pubblica: hanno votato il cosiddetto decreto concorrenza che non soltanto privatizza l'acqua ma anche tutti i servizi pubblici comunali
17) Democrazia diretta sulle scelte per il Paese: è morta con l'emanazione dei dpcm a mitraglia, espressione di un uomo solo al comando
18) Democrazia diretta interna: è morta con la cancellazione dei gruppi di attivisti del territorio e con il seppellimento dell'esito degli Stati Generali
19) Sul nucleare: Il M5S si allinea alla tassonomia green dell'Unione Europea che prevede l'utilizzo di energia nucleare.
20) Stabilizzazione precari in sanità: al contrario sono stati sospesi i sanitari che non si allineavano all'obbligo di terapia genica sperimentale.
21) Taglio delle pensioni d'oro e vitalizi: NON fatto.
22) Limite di due mandati a tutti i partiti: NON fatto.
23) Referendum propositivo: NON fatto.
24) Referendum senza quorum: NON fatto.
25) Meccanismo del Recall per chi non mantiene le promesse elettorali: NON fatto.
26) Superbonus 110%: Col divieto della cessione dei crediti a privati, votato dal M5S, sono sul lastrico 50.000 imprese, ed i cittadini hanno perso decine di milioni di euro.
27) Immigrazione sbarchi zero: è stata votata la legge del Partito Democratico che ha cancellato la norma del M5S sulle multe alle ONG ed ha riaperto i porti all'invasione straniera.
28) No auto blu: adesso sono pieni di auto blu e di guardie del corpo.
29) Mai col PD, mai col Partito di Bibbiano: oggi sono culo e camicia col partito degli elettrochoc (parole di Di Maio) e gli hanno chiesto scusa, senza mai sentire prima gli attivisti.
30) NO al TAV in Val di Susa: Il governo Conte1 ha votato all'unanimità SI al TAV.
31) NO al TAP in Puglia: Il governo Conte1 ha votato all'unanimità SI al TAP.
32) NO agli F35: è diventato SI agli F35 dichiarati "irrinunciabili".
33) Se andremo al governo riconosceremo lo Stato della Palestina: NON fatto.
34) NO alle sanzioni ingiuste contro la Russia: al contrario ci si dichiara in ogni momento e situazione favorevoli alle sanzioni e si paragona Putin ad una bestia peggio di un cane.
35) "Non siamo in guerra contro la Russia, ma contro la BCE" diceva Grillo: poi non solo facciamo guerra alla Russia, ma Conte ha votato l'ex presidente della BCE, il "vile liquidatore dell'Italia" Draghi come premier, espellendo chi non votò la fiducia.
36) NO ILVA: è diventato SI ILVA di Taranto.
37) NO INDAGATI E CONDANNATI: adesso vanno in giro con Chiara Appendino condannata per un reato gravissimo.
38) NO elettrosmog: hanno votato i nuovi limiti cento volte superiori. Clamoroso SI al 5G
39) NO grandi opere: adesso è diventato SI al ponte sullo stretto di Messina, anzi, addirittura Conte ha proposto un tunnel sottomarino. Nella zona più sismica dell'intero Mediterraneo!
40) Riduzione stipendi parlamentari: NON fatto Sempre più INAFFIDABILE!

Giulio Basile