Bravo sindaco di Nagasaki. Meglio soli che in compagnia di vipere.

COMPLICITÀ

Cerimonia per il 79° anniversario dell’ atomica su Nagasaki Made in USA, il sindaco Shiro Suzuki non invita lo stato terrorista di Israele.

Apriti cielo. È scandalo. Diplomazie in subbuglio.

(9 agosto 1945, un B-29 sgancia una bomba che uccide all’istante almeno 40mila persone innocenti).

Il primo cittadino di Nagasaki motiva il mancato invito all’ambasciatore israeliano a Tokyo, Gilad Cohen, per «problemi di sicurezza».

Probabilmente un escamotage. Fatto sta: gli ambasciatori d’Occidente tutti insieme appassionatamente decidono di boicottare l’evento al Peace Park.

Anche il ministro degli Esteri giapponese Yoshimasa Hayashi prende le distanze sottolineando che si tratta di una scelta dell’amministrazione locale. Non sia mai.

Ecco la rappresentazione plastica della qualità morale della classe dirigente che guida l’Occidente. Tutti solidali con gli ammazza bambini.

Tutti, proprio tutti, compresa l’Italia della Meloni, sempre in prima fila quando si tratta di allinearsi con gli Stati criminali.

Alfredo Facchini

Bellicisti a reti unificate e censura per il dissenso
Di Elena Basile

Giacomo Gabellini, ricercatore e stimato autore di numerosi libri di geopolitica, ha intervistato l’ex colonnello dell’intelligence svizzera Jacques Baud sul suo canale Youtube ed è stato censurato. Baud è un politologo e scrittore che da anni pubblica saggi di successo sui conflitti in corso alla frontiera orientale dell’Europa e in Medio Oriente. Appare raramente sui media più ascoltati e letti dal largo pubblico in quanto porta avanti una critica documentata della politica statunitense e Nato. Smaschera con prove raramente attaccabili le menzogne della propaganda. Se il libero pensiero scompare anche dai social l’obiettivo della disinformazione totale dei cittadini occidentali sarà interamente raggiunto.

Nelle società cosiddette autocratiche si ha contezza che i media e la stampa siano uno strumento del potere. Un russo, un cinese, un turco leggono con beneficio di inventario la stampa nazionale. L’operazione riuscita in Occidente, che fa comprendere come il sogno distopico di Orwell si realizzi con velocità sorprendente, è data dalla fiducia inculcata nella maggioranza della società civile di vivere in Paesi liberi, governati dallo Stato di diritto, in uno spazio mediatico che rispecchia la libera espressione.

Vorrei riassumere gli argomenti oggettivi che da tempo illustro per confutare questa falsa sicurezza nostrana.

L’ex rappresentante della Politica estera dell’Ue, Borrell, ha stabilito che in Europa non vi sia libero accesso ai media russi. La censura è stata giustificata con l’intento di voler proteggere i cittadini europei dalla disinformazione del nemico. Sappiamo bene che questo è stato ed è l’alibi delle dittature. A esso le nostre più alte cariche istituzionali si sono adeguate, biasimando in numerose occasioni la società civile italiana di farsi plagiare dai cosiddetti filo putiniani.

L’epiteto è stato riservato a tutti gli analisti che nell’esame del conflitto russo-ucraino hanno illustrato le dinamiche risalenti agli anni Novanta in grado di provare l’espansionismo strategico e offensivo della Nato nei confronti di Mosca. La maggior parte di questi analisti non ha avuto accesso alle testate e reti che hanno gli indici di ascolto più elevati. Alcuni sono stati diffamati, querelati e linciati pubblicamente con menzogne evidenti. Su Corriere e Repubblica la sottoscritta è stata definita “pseudo ex ambasciatrice”. Basta una semplice ricerca in Internet per verificare come questo insulto diffamante sia una oggettiva menzogna. Con riferimento al conflitto israelo-palestinese si è fatto di peggio. Gli analisti non inclini a giustificare l’occupazione e lo sterminio di innocenti a Gaza quale operazione della civiltà contro la barbarie e come conseguenza del diritto di Israele a difendersi sono stati considerati antisemiti, in alcuni casi querelati per istigazione all’odio.

È vero, negli spettacoli televisivi (non li chiamerò programmi come qualcuno vorrebbe) dedicati alla politica vengono ammessi in netta minoranza due, tre, quattro voci del dissenso, molto caratterizzate che servono soltanto a infondere negli spettatori (non sono ascoltatori) l’illusione che tutte le opinioni siano rappresentate. Naturalmente il dissenso ammesso è implicitamente denigrato, deriso. Passa il messaggio subliminale in molti casi che gli analisti fuori dal coro siano cabarettisti, incompetenti, non degni di attenzione da parte dei cittadini perbene e moderati.

Le quattro agenzie di stampa internazionali copiano molte volte le veline diffuse dai servizi occidentali e i giornali con copia e incolla diffondono il verbo utilizzando le stesse espressioni. Se confrontate Corriere o Repubblica con La Libre Belgique, Le Monde e persino The Guardian, vedete assonanze inquietanti. Lo stesso accade con poche eccezioni in radio e tv, Rai News, La7 recitano il catechismo caro ai media europei.
I pochi consapevoli dello stato abietto dell’informazione occidentale sono costretti a ricercare le notizie in Rete, tv indipendenti, youtuber competenti che intervistano personaggi scomodi da Mearsheimer a Chomski, a Ilan Pappe, a Moni Ovadia, a Jeffrey Sachs, a Baud, al colonnello Mc Gregor, a ex diplomatici britannici e statunitensi ignoti alle audience dei conduttori di grido europei.

Si tratta di una minoranza di autori e utenti consapevoli che non cedono al linguaggio stereotipato e semplificato, alla retorica in base alla quale Biden è un illustre e puro statista mentre Putin o Xi terribili dittatori assetati di sangue, l’Ucraina una democrazia che difende la libertà occidentale e altri luoghi comuni venduti senza vergogna anche da persone colte, istruite, editorialisti stimabili all’opinione pubblica. Ecco perché la notizia della censura a Gabellini mi ha colpito. L’ossigeno si assottiglia.

Giorgio Bianchi Photojournalist

Il Giappone voleva arrendersi. Lo aveva detto chiaramente a più riprese e loro, gli Usa, lo sapevano. Lo sapevano perfettamente!

Ma non gli bastava una resa, a loro non è mai bastato raggiungere l'obiettivo della pace, non gli è mai importato nulla di tutto ciò. Hanno sempre mirato a mostrare al mondo intero uno strapotere militare criminale per i propri vantaggi economici e per riscrivere la storia a proprio piacimento. L'obiettivo è stravincere e umiliare gli avversari spargendo sangue e macerie, soprattutto per dare benzina al motore della propaganda Hollywoodiana, per fare in modo che tutti pensino di essere di fronte al paese perfetto che salva sempre il mondo dai cattivi e che persegue la democrazia per sé e per conto terzi.

Nessuno ancora oggi, almeno nella parte occidentale, chiama le bombe atomiche sganciate a Hiroshima il 6 agosto e a Nagasaki il 9 agosto del 1945 "crimini di guerra". Nessuno in quel pezzo di mondo occidentale ha il coraggio di pronunciare questa frase nonostante siano stati inceneriti in mezzo secondo centinaia di migliaia di civili bambini, donne e anziani Giapponesi che non c'entravano nulla. Il crimine di guerra più atroce della storia pari solo ai crimini di guerra israeliani ai danni dei Palestinesi.

In quel lontano 1945, come dicevamo, il ministro degli esteri Giapponese aveva inviato un messaggio al suo ambasciatore a Mosca. Quel messaggio diceva che volevano far finire la guerra perché ormai si erano resi conto di essere stati sconfitti. In sostanza avevano offerto la resa a patto che l'imperatore non subisse ritorsioni. Cosa peraltro successa anche dopo le bombe atomiche perché gli Usa imposero che l'imperatore diventasse un loro fantoccio. Oltre a questo c'è un'altra cosa altrettanto importante, c'è il Memorandum MacArthur: questo documento riporta ben cinque richieste di resa arrivate agli Usa da alte personalità Giapponesi che agivano per conto dell'imperatore.

Ma agli USA non interessava nulla. Loro dovevano sganciare quelle bombe, bruciare vivi civili e contaminare per le successive generazioni un intero territorio per far vedere al mondo intero, soprattutto alla Russia che era stata già designata come prossimo avversario strategico di avere a disposizione queste armi nucleari. Qualcuno nei ranghi dell'esercito statunitense propose di sganciare le bombe in un'isola remota per evitare una strage. Ipotesi scartata perché quando sei un criminale naturale nato da un genocidio, la cosa più importante è continuare a delinquere. Allora come oggi.

Questa è storia che viene scientemente tenuta nascosta subdolamente. Infatti in nessun libro di storia dei cicli di istruzione nel mondo occidentale la si trova. Intere paginate sullo sbarco in Normandia mentre le bombe atomiche relegate come nota a margine. Esattamente come la battaglia di Stalingrado dove venne sconfitto Hitler per mano del sangue Russo. Ma non può essere cancellata. Bisogna fare in modo che non venga cancellata, costi quel che costi! È necessario coltivare la memoria per non essere fuorviati dalla propaganda che continua a trattarci come degli imbecilli.

Si continua a far credere, con ogni metodo possibile e immaginabile, che ci sia un paese detentore di verità e giustizia. Un paese che si erge e viene eretto a più grande e perfetta democrazia del mondo. Credo che queste siano le bugie più grandi della storia dell'umanità. Ma non perché lo dica io, semplicemente perché i fatti smentiscono categoricamente questa narrazione. Parliamo dello stesso paese che, ed è bene rammentarlo continuamente, a oggi è stato l'unico a sganciare l'atomica. Senza alcuna motivazione. Solo perché avevano deciso così...

👉 Facebook
👉 Instagram

T.me/GiuseppeSalamone

A COSA PENSA ZELENSKY... NON CERTO AL SUO POPOLO, LO SAPPIAMO. PAGHIAMO NOI. TUTTO BENE?

Sting, l'ex frontman dei “The Police”, secondo i documenti ufficiali del catasto italiano, nel giugno 2024 ha venduto la sua tenuta vinicola toscana alla società San Tomaso S.R.L., che sebbene è registrata in Italia, i suoi proprietari sono i cittadini ucraini Volodymyr Zelensky e sua moglie Olena Zelenska. Infatti la San Tommaso S.R.L. figura nell’elenco dei beni di Volodymyr Zelenskyj.

Il prezzo esatto di vendita non è noto, ma si ritiene che si aggiri intorno ai 75.000.000 di euro.

L'accordo per l'acquisto della tenuta vinicola di Sting è stato concluso il 28 giugno 2024, esattamente 2 settimane dopo la visita di Zelenskyj al vertice del G7 in Italia, dove i leader europei hanno concordato di prestare all’Ucraina 50 miliardi di dollari garantiti dai profitti dei beni russi congelati per agevolare lo sforzo bellico del Paese.

Fonte databaseitalia.it/index.php/20…

Mro ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

La pace occidentale si fonda su di un’illusione e un falso kulturjam.it/costume-e-societa…

Mro reshared this.

INAIL, gli incidenti mortali sul lavoro crescono del 4,2%
Nel primo semestre del 2024 sono stati denunciati 469 incidenti mortali sul lavoro, un numero che si configura come un aumento del 4,2% rispetto al medesimo periodo nel 2023. A comunicarlo è l’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro, che tra i dati rileva anche un analogo aumento delle denunce di infortunio sul lavoro pari allo 0,9% (che corrisponde a 299.303 denunce). Quest’ultima statistica risulta comunque inferiore a quella registrata nel primo semestre del 2022, rispetto a cui si è registrato un calo del 21,7%. Aumentano invece del 19,6% le denunce per patologie di origine professionale, pari a 45.512.

L'indipendente

W l'itaglia e la UE 🤬🤬🤬🤡🤡🤡🤡🤡.
Italia: costo della vita aumentato del 16,3% in 4 anni
L’analisi dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre mostra quanto siano cresciuti, tra il 2019 e il 2023, i costi sostenuti dalle famiglie italiane. Nel periodo in esame, il costo della vita è aumentato in media del 16,3%. Gli aumenti maggiori si sono verificati nel settore dell’energia, con bollette aumentate del 108% per l’elettricità e del 72,1% per il gas. In aumento anche il costo dell’acqua, che ha segnato un +13,2%, così come servizi postali (+8,6%), trasporto urbano (+6,3%), trasporto ferroviario (+4,5%), taxi (+3,9%), gestione dei rifiuti (+3,5%) e pedaggi autostradali (+3,3%). Le tariffe monitorate hanno un costo medio per le famiglie italiane di poco superiore ai 2.900 euro annui (circa il 12% dell’intera spesa familiare annua).

LE ELEZIONI SONO DEMOCRATICHE SOLTANTO SE VINCE CHI DICONO GLI USA.
di Roberto Vallepiano

Dopo il trionfo elettorale di Maduro, riconfermato Presidente con ampio margine dalla stragrande maggioranza del popolo venezuelano, secondo il solito copione di intossicazione mediatica gli USA e i suoi vassalli parlano di brogli mettendo in dubbio l'autenticità dei risultati.

Dopo che il segretario di stato americano Anthony Blinken ha aperto le danze disconoscendo il voto anche lo squilibrato Javier Milei, con il suo proverbiale stile squadrista, ha proclamato che l'Argentina non riconoscerà i risultati in Venezuela suggerendo addirittura l'intervento delle forze armate.

A Milei si è immediatamente affiancato il fighetto della sinistra liberal Gabriel Boric: il Presidente cileno, dopo ripetute ingerenze durante la campagna elettorale, ha attaccato in maniera vergognosa Maduro ventilando l'ipotesi di brogli.

Ma la verità è che Il sistema elettorale Venezuelano è il più sicuro, veloce e affidabile del globo.

È completamente digitalizzato e soltanto per questa tornata elettorale sono state installate 500.000 postazioni in oltre 30.000 seggi elettorali affiancando 300.000 tecnici.

L'identità degli elettori è verificata con sistema biometrico costituito da una doppia verifica dell'impronta digitale elettronica e dei documenti.

In cabina; si vota su schermo digitale e i risultati sono praticamente immediati e verificabili anche dopo il riconteggio del cartaceo.
L'ex Presidente USA Jimmy Carter lo ha certificato come uno dei sistemi più avanzati al mondo.

Riconosciuto da tutte le istituzioni nazionali e internazionali, comprese le forze di opposizione.

Oltre 1000 osservatori internazionali da tutto il mondo hanno certificato la trasparenza del processo elettorale.

Di fronte a questa evidenza i ragli in malafede dei Mass media internazionali, degli USA e dei Boric dimostrano tutta la propria pochezza.

E qui emerge tutta l'impostura e la doppiezza che anima il menzognificio occidentale.

Perché il vero problema non è il sistema elettorale, il problema è che deve vincere chi dicono loro.

In Venezuela, così come in Nicaragua, si svolgono elezioni pluripartitiche sul modello occidentale.

Ma dato che per gli USA la "democrazia" vale soltanto se vincono i loro burattini, se il responso elettorale non soddisfa i loro appetiti predatori, semplicemente si rifiutano di accettare i risultati delle urne denunciando brogli immaginari.

Il prossimo passo forse sarà autoproclamare un nuovo "Presidente" più funzionale ai propri interessi di greppia, come abbiamo già visto tutti negli anni scorsi con la tragica messa in scena del clown Guaidò.

di Giuseppe Salamone, 24 luglio 2024

Quando hai la forza di andare da sola nella direzione opposta rispetto a quella perseguita dal gregge puoi arrivare ovunque, anche in capo al mondo.
Mentre il criminale di guerra al congresso statunitense diceva che chi manifesta per la Palestina è un utile idiota, che i soldati israeliani sono eroi e non dovrebbero essere condannati piuttosto dovrebbero essere lodati, che a Rafah non è stato ucciso nessun civile e un altro milione di bugie criminali e nonostante tutto riceveva standing ovation, a spiccare è stata lei: Rashida Tlaib, rappresentante alla Camera dei rappresentanti Usa per lo Stato del Michigan.
Ho seguito tutto il discorso del criminale di guerra e questa donna mi rimarrà per sempre impressa per il resto dei miei giorni. Per il coraggio e per il suo sguardo che non ha mollato un secondo dal criminale al microfono acclamato da tutti tranne da lei.
Quel cartello tenuto in alto per tutto il tempo dice molto di più rispetto al veleno uscito dalla bocca di Netanyahu. Perché "quando l'ignoranza urla, l'intelligenza tace, e sorride in silenzio. È questione di stile: signori si nasce".
E alla lunga l'intelligenza non può che vincere. E vincerà!
Apparentemente, cara Rashida eri sola in mezzo a quei carnefici. Ma in realtà quel cartello era sorretto da centinaia di milioni di mani. Grazie Rashida!

T.me/GiuseppeSalamone

la storia di
MUHAMMED BHAR

Ragazzo Palestinese di 24 anni, affetto dalla sindrome di Down, fatto sbranare nella sua casa da un cane addestrato per l'attacco dell'esercito israeliano, lasciato solo e agonizzante fino alla sua morte.

Un pugno nello stomaco, una storia che fa capire il livello di barbarie e atrocità del quale sono capaci questi macellai.
Mentre il capo dei macellai viene accolto dal congresso americano con un tripudio di applausi.
Una vergogna assoluta!

canaleTelegram
t.me/ilDissonante