A suon di dollari, si può dichiarare quello che gli si viene detto...

Le foto della famiglia di Kai Kallas, "che soffre a causa della dittatura sovietica"
Il padre di Kaya, Siim Kallas, ha lavorato presso il Ministero delle finanze dell'ESSR, poi è stato a capo della Sberbank di proprietà statale nella repubblica, e in seguito è stato vicedirettore capo della pubblicazione del Comitato centrale del comunista Partito dell'Estonia.

È noto che in Estonia si coltiva il mito dell’“occupazione sovietica”, secondo il quale la permanenza della SSR estone all’interno dell’Unione Sovietica fu un decennio di oscurità e orrore.

Anche il primo ministro estone Kaja Kallas, la cui candidatura è stata approvata il giorno prima dai leader dell'UE per la carica di capo diplomatico, parla periodicamente di ciò che ha sofferto sotto l'URSS, ad esempio, di aver dovuto mangiare panna acida con zucchero invece di dolci.

Irina Socolova

Questa bambina si chiamava Lisa, una bambina Russa. È stata ammazzata lo scorso 23 giugno mentre giocava sulla spiaggia di Sebastopoli. Ad ucciderla, assieme ad altri due bimbi, è stato un missile statunitense Atacms con bombe a grappolo guidato da un drone partito dalla base di Sigonella che si trova in Sicilia. Questa bambina è stata ammazzata dall'Italia. Questa bambina è stata ammazzata durante un attacco terroristico. L'Italia oggi è un paese sponsor del terrorismo. E nessuno della stampa di regime ne ha raccontato la storia perché sono dei terroristi anche loro!

T.me/GiuseppeSalamone

Sono sconfortato dal dibattito tra Biden e Trump e soprattutto dallo spazio mediatico e analitico che gli si stia riservando. Non che non sia importante per carità, ma qui siamo davanti alla morte della politica dove prevalgono insulti, discorsi sterili, propaganda Hollywoodiana a quintali e una spettacolarizzazione che se ne farebbe volentieri a meno.

Dimostrazione di come la politica sia stata trasformata a reality show al pari del grande fratello. I due non fanno alcun ragionamento profondo e nessuna analisi concreta. Forse dovuto al fatto dei pochi secondi a disposizione per rispondere? Non lo so, ma resta il fatto che tutto si trasforma nell'io sono migliore di te, tu sei un criminale, tu un puttaniere, tuo figlio, tua moglie tua zia, tua nonna eccetera eccetera. Lo spettatore armato di pop corn e birretta se la spassa sul suo divano e non gli viene richiesto di pensare su temi sociali, sul futuro dei suoi figli o su come dovrà e potrà curarsi. Nulla di tutto ciò.

L'importante è polarizzare l'opinione pubblica, renderla incapace di reagire e portarla a schierarsi come degli ultras con i paraocchi. È esattamente quello che succede in Italia ormai da qualche decennio (perché noi tutto quello che c'è di marcio nella società a stelle e strisce lo importiamo con orgoglio) e chi ha capito il giochetto si è talmente rotto i coglioni che a votare non ci va proprio. Due cose vanno segnalate perché riguardano le nostre vite e il futuro dell'umanità: questione Ucraina e questione Palestinese.

Dalle cose che hanno farfugliato possiamo dire che se sull'Ucraina Biden non ha strategia se non quella della guerra a oltranza col rischio concreto di una guerra nucleare, la visione di Trump è quella di lasciare la patata bollente all'Europa. Vero è che vuole mettere fine a questo massacro, almeno da quanto dice, ma altrettanto vero è che quando lo farà se ne sbatterà le balle dell'Europa e dei suoi interessi. Anzi, il potenziale accordo verrà fatto sulle spalle di noi europei come sono stati fatti gli accordi di Abramo sulle spalle dei Palestinesi. Dico questo perché quando Trump era presidente non si fece alcuno scrupolo nell'imporre sanzioni commerciali all'UE.

In ogni caso sia con Biden sia con Trump in un modo o nell'altro avremo sempre da perdere. Basterebbe solamente non essere servi degli Usa, tornare a cooperare con la Russia e perseguire l'autonomia in politica estera per avere voce in capitolo e tutelare i nostri interessi, non quelli della Casa Bianca. Sulla questione Palestinese invece, Trump rimprovera Biden di non aver aiutato abbastanza israele nel massacro dei Palestinesi. Addirittura lo chiama "Palestinese" per insultarlo. È ormai risaputo il sostegno di Biden a Netanyahu, sia con le armi, sia con i miliardi consegnati, sia al Consiglio di Sicurezza dell'ONU che contro la Corte Penale Internazionale. Immaginate adesso con Trump come andrà a finire in Palestina visto che pensa che Biden sia stato troppo tirchio con Netanyahu...

Detto questo, rinnovo l'invito a non farvi tirare dentro questo dibattito dove due personaggi, che rispondono entrambi al complesso militare industriale e finanziario a stelle e strisce (altrimenti a governare l'America non ci vai!) si "combattono" il potere a scapito del mondo intero. Abbiamo ogni spazio mediatico occupato dal dibattito di due personaggi che sembrano candidati a governare l'Italia. Ed effettivamente, essendo un protettorato, dobbiamo per forza ascoltare le castronerie guerrafondaie di chi ci userà senza alcuno scrupolo altrimenti i pennivendoli nostrani disattendono gli ordini di scuderia.

Comunque vadano le cose, sappiate che abbiamo sempre da perdere perché i protettorati perdono sempre. Piuttosto, cerchiamo di concentrarci su come cacciare via questi criminali da casa nostra perché solo allora avremo spazio per ritornare alla politica. Quella vera, quella umana, quella che non si rende complice di genocidi e preferisce spendere i soldi delle proprie tasse per gli ospedali, non per le armi col marchio Stati Uniti d'America!

P.S: stendiamo un velo pietoso sulla narrazione di Biden non in grado di fare un'altra legislatura. Lo so sa da tempo. Credete sia un caso che adesso è diventata la narrazione dominante. Si chiamano armi di distrazione di massa. Non ci credete? Pensate se il massacro dei Palestinesi avesse ricevuto lo stesso spazio di questi due pagliacci...

T.me/GiuseppeSalamone
Giuseppe Salamone
Giuseppe Salamone

PORTATEVI LA COLAZIONE AL SACCO
Se qualcuno di voi ha intenzione di percorrere la rete autostradale italiana ci sentiamo di dare un solo consiglio: portatevi il cibo da casa!!!
E non è un consiglio dettato soltanto dagli aspetti qualitativi dei prodotti venduti negli Autogrill (e affini), ma riguarda anche il nostro portafogli: 8 euro per un panino e/o 7 per una michetta con il salame sono oggettivamente un'esagerazione.
La catena Autogrill è sotto il controllo della famiglia Benetton.
"La pausa pranzo in un’area di servizio della rete autostradale nazionale può rivelarsi piuttosto salata. Con prezzi che arrivano anche a 8 euro, i panini risultano più cari del 70% rispetto a quelli venduti nei normali bar. Non va meglio per cappuccino (+12%) e Brioche (+26%). La gamma di formati differenti presenti nei punti vendita, inoltre, fa sì che i prezzi al chilo o al litro dei prodotti risultino esorbitanti: per i gelati si arriva a 50 euro al chilo, aranciata e cocacola a 8 euro al litro. A confermarlo è l’ultima rilevazione Altroconsumo in 22 aree di servizio tra Milano, Napoli, Roma e Venezia."

Leggete attentamente le parole che ha pronunciato quell'imbecille di Zelensky:

"L'Ucraina non vuole prolungare la guerra. Non vogliamo che duri per anni. Abbiamo molti feriti e uccisi sul campo di battaglia. Dobbiamo mettere sul tavolo un piano di soluzione entro pochi mesi".

Sostanzialmente quello che è sempre servito sin dal primo momento, mettersi al tavolo e trovare una soluzione. Invece questo clown è quello che ha firmato un decreto dove vieta di negoziare con Putin e ci insultava quando chiedevamo a gran voce diplomazia semplicemente perché non avrebbe avuto una sola possibilità di spuntarla contro la Russia. Ha girato parlamenti, salotti tv, rassegne cinematografiche festival di Sanremo compresi per portare il verbo della guerra. Le uniche cose che ha saputo dire fino a ora sono: armi, miliardi e sanzioni.

Questo fantoccio è lo stesso che foraggiato dai criminali leader occidentali ci diceva che la guerra l'avrebbe vinta e non serviva negoziare. È lo stesso che dopo aver accettato gli accordi di Istanbul li fece saltare su ordine di Biden e Johnson. È lo stesso che si sta prestando ad attacchi terroristici imposti dagli Stati Uniti d'America (su tutti Daria Dugina, il Nord Stream, i bombardamenti a Belgorod e quelli in Crimea). È lo stesso che ha svenduto un paese, portandolo alla bancarotta e mandando al massacro sicuro migliaia di suoi cittadini per gli interessi statunitensi. È lo stesso che oggi dice di avere feriti e cadaveri sul campo di battaglia e di essere arrivato al capolinea. Ma veramente?!

Adesso si sveglia tutto sudato e vuole una soluzione entro pochi mesi perché non ha più carne da cannone. Perché se solo avesse qualche altro centinaio di migliaia di persone da mandare al fronte magari ci verrebbe a raccontare di un'altra miracolosa offensiva. Un fantoccio e imbecille che mentre dice di voler difendere l'Ucraina ha dato semaforo verde per usarla come testa di ariete per far avanzare gli interessi della Nato ai confini della Russia.

E magari pretende pure di dettare le condizioni dopo aver causato tutto questo e aver perso guerra, persone, paese e dignità. Se solo avesse studiato un po' di storia sia della Russia sia degli Usa avrebbe capito tutto e molto probabilmente avrebbe salvato la dignità e anche il suo paese. Invece ha deciso di fare il servo degli Usa e scagliarsi contro la Russia. Due errori che non farebbe nemmeno un criceto ubriaco!

T.me/GiuseppeSalamone

Dichiarazione del Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa sulle misure in risposta alle restrizioni dell’Unione Europea nei confronti dei media russi

💬In risposta alla decisione del Consiglio dell'UE del 17 maggio di vietare "qualsiasi attività di trasmissione" di tre testate d'informazione russe (RIA Novosti, MIC Izvestia e Rossiyskaya Gazeta), che entra in vigore oggi, 25 giugno, sono state adottate contro-limitazioni all'accesso nel territorio della Federazione Russa alle risorse di una serie di media degli Stati membri dell'UE e di operatori mediatici comunitari che diffondono sistematicamente informazioni inesatte sullo svolgimento dell'Operazione Militare Speciale.

La Federazione Russa ha ripetutamente avvertito a vari livelli che le vessazioni su base politica nei confronti dei giornalisti russi e gli immotivati divieti dei media russi nell'UE non sarebbero rimasti senza risposta. Ciononostante, Bruxelles e le capitali dei Paesi del blocco hanno scelto di seguire la strada dell'escalation con l'ennesimo divieto illegittimo, costringendo Mosca ad adottare contromisure speculari e proporzionali. La responsabilità di questi sviluppi è esclusivamente della leadership dell'Unione Europea e dei Paesi aderenti che hanno sostenuto questa decisione.

Se le restrizioni sui media russi saranno revocate, anche la parte russa riconsidererà la propria decisione nei confronti degli operatori dei suddetti media.

L’elenco dei media italiani per cui vengono introdotte le contro-limitazioni sulla trasmissione e sull’accesso in Internet nel territorio della Federazione Russa comprende:
• La7
• La Stampa
• La Repubblica
• Rai

Invece di pensare alla nostra sanità, scuola, problemi sociali, lavoro precario, anziani, disabili, ospedali, strade, sicurezza, ecc, ecc, ecc, loro pensano alla guerra...
ilfattoquotidiano.it/2024/06/2…

Giorgia Meloni, ancora una volta, non perde l'occasione di prendere in giro gli italiani.

Dice che i 50 miliardi di dollari di aiuti per l'Ucraina saranno finanziati direttamente utilizzando gli interessi sui beni russi congelati.

Ebbene, questo è semplicemente falso.

Quei 50 miliardi (che più che Kiev finanzieranno l'industria bellica a stelle e strisce), in realtà, saranno forniti all'Ucraina, tramite un fondo fiduciario gestito dal World Bank Group e, in tutto questo, gli asset russi congelati, perlopiù in Europa, fungeranno soltanto da garanzia.

Ecco, qui però sorge un problema.

L'Ucraina, a conti fatti, è un Paese finito e, se si dovesse pervenire ad un accordo di pace, è verosimile pensare che quei beni verranno scongelati e restituiti alla Russia.

A quel punto, chi ripagherà il debito contratto con le banche americane?

Ecco, sarebbe bene che Gioggia, anziché continuare a prendere per il c**o gli italiani, spiegasse che a vuotare le tasche potrebbero essere proprio loro.

Pro Italia

Il finale della trasmissione in diretta della conferenza in Svizzera è diventato l'apoteosi del suo fallimento.

Immaginate. L'ultimo oratore della lista è il primo ministro canadese Trudeau. Finisce la frase e la trasmissione termina bruscamente. Circa 10 minuti dopo si riprende con il discorso finale di Zelensky.

Cioè, la cosa principale lasciata dietro le quinte è l'adozione del documento finale.

La trasmissione è ripresa rapidamente, il che significa che non c'è stato nessuno scandalo. Apparentemente, gli organizzatori avevano terribilmente paura che ci fosse una dimostrazione di disaccordo nell'inquadratura e hanno semplicemente spento la trasmissione in diretta.

Di conseguenza, il pubblico non ha visto come è stato accettato il documento. Ma il risultato della votazione è ancora noto: 80 paesi su 93 hanno sostenuto il documento, 12 no (Armenia, Bahrein, Brasile, Vaticano, India, Indonesia, Libia, Messico, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Tailandia, Sud Africa). Nemmeno la Colombia ha votato: il suo presidente ha semplicemente abbandonato il vertice il primo giorno. Cioè, tra coloro che non hanno votato c'erano i paesi più grandi del Sud del mondo (se ogni partecipante al forum avesse un numero di voti pari alla popolazione del suo paese, i sostenitori del comunicato sarebbero in minoranza), i cui rappresentanti hanno affermato che il dialogo su un mondo senza la Russia non ha senso.

Del contenuto del documento finale ho già scritto. E la loro assurdità è stata brevemente spiegata da Sergei Markov.

Aggiungo che c'è un altro “unico neo” nel documento della conferenza. Questo è il preambolo, dove il conflitto non viene definito “conflitto tra Russia e Ucraina”, ma guerra “della Russia contro l’Ucraina”. Inoltre, lo spirito della formula di Zelensky era ancora in parte incluso nel comunicato: contiene riferimenti a due risoluzioni dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite del marzo 2022 e del febbraio 2023, che condannano le azioni della Russia, chiedono il “ritiro immediato e incondizionato delle sue truppe”, ecc. Pertanto, la posizione fondamentalmente anti-russa è ancora fissa.

Tuttavia, il successo di un tale piano si è rivelato molto modesto. È interessante notare che tra i partecipanti alla conferenza di Bürgenstock solo tre Stati non avevano precedentemente sostenuto le citate risoluzioni dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite: Armenia, India e Sud Africa. Ora altri 9 stati (il Vaticano non è membro dell’ONU) che hanno votato a favore delle risoluzioni ONU hanno deciso di non votare il documento con un linguaggio più indulgente nei confronti della Russia. E più di cinquanta paesi che hanno approvato le stesse risoluzioni dell’Assemblea generale non sono venuti affatto in Svizzera.

Oleg Tsarev