In tempi di Chat Control, ho provato a dare un'occhiata alla nostra Costituzione, per vedere in che modo la fonte più importante del diritto italiano tutela la privacy dei cittadini. Ed ecco che salta fuori l'articolo 15:
"La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili.
La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria [cfr. art. 111 c. 1] con le garanzie stabilite dalla legge."
(Fonte: senato.it/istituzione/la-costi…).
Sebbene la Costituzione abbia solo la funzione di spina dorsale dell'ordinamento giuridico, non posso fare a meno di pensare che un articolo come questo sia troppo vago e sintetico vista l'importanza della tematica affrontata (la segretezza delle comunicazioni, che rientrando nella privacy dovrebbe essere un diritto fondamentale dell'uomo).
La Costituzione risale al 1947, un tempo dove nessuno avrebbe mai immaginato una rete di telecomunicazioni sofisticata come quella di oggi; ormai non si tratta più di non leggere la posta altrui, ma di tutelare i cittadini da sorveglianza di massa e invasioni della privacy ingiustificate da parte delle forze dell'ordine.
Ho quindi provato a scrivere questa ipotetica "versione emendata" dell'articolo, per adeguarlo alle esigenze del 2026:
"La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili.
La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria, esclusivamente a fini di indagine penale, con le garanzie stabilite dalla legge.
Strumenti e metodi di controllo generalizzato e indiscriminato delle comunicazioni sono inammissibili come metodo d'indagine e di prevenzione dei reati."
Che ne pensate? Mi piacerebbe sentire qualcuno del mestiere.
eldiep
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in reply to netzpolitik.org • • •Gibt es einen Unterschied zwischen: ich beauftrage eine menschliche reden-SchreiberIn und ich beauftrage eine ki?
Beide Fragen mich nach Details (Kontext) Es steht mir frei das Ergebnis nicht zu verwenden oder zu ändern.
et al
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