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⚡ Canonical ha spinto troppo su Snap e AI, e Tuxedo OS ha deciso di cambiare base: da Ubuntu a Debian Testing, con Btrfs di serie. 👇
gomoot.com/tuxedo-os-lascia-ub…

#DebianTesting #TuxedoOS #ubuntu

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TUXEDO OS abbandonerà Ubuntu per adottare Debian come nuova base del sistema operativo
#tuxedoOS #linux

Negli ultimi mesi lo sviluppo di TUXEDO OS era rallentato. Ora sappiamo perché.

marcosbox.com/2026/07/07/tuxed…

@linux

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L'IA ha cambiato il modo di usare Linux! 🐧🤖 Addio terminale stressante?

Stanco di passare ore a cercare risposte sui forum per un errore del kernel? 😩 Che tu stia usando Fedora, Ubuntu, Arch o Linux Mint, l'Intelligenza Artificiale è diventata il "copilota" definitivo che ogni utente Linux dovrebbe avere? 💻✨

youtu.be/D-MszFFFoFg

@linux

#opensourceitalia #unolinux #gnulinux #distro #ita #opensource
#Linux #OpenSource #IntelligenzaArtificiale

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Venezia ospita Forze di polizia estere per supportare i Carabinieri


[h2]Venezia ospita Forze di polizia estere per supportare i Carabinieri [...][/h2]
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Venezia ospita Forze di polizia estere per supportare i Carabinieri


Anche per l'estate 2026 Venezia ospiterà operatori di polizia provenienti da diversi Paesi europei che affiancheranno i Carabinieri nei servizi di controllo del territorio. Una iniziativa promossa nell'ambito degli accordi di cooperazione internazionale, che punta a garantire un'assistenza più efficace ai numerosi turisti stranieri presenti in città durante la stagione estiva.

Gli operatori delle forze di polizia estere svolgeranno il proprio servizio insieme ai militari dell'Arma, fornendo supporto linguistico e agevolando i rapporti con i cittadini dei rispettivi Paesi, oltre a facilitare eventuali contatti con le autorità diplomatiche e consolari. Un progetto consolidato da diversi anni, nato sulla base di intese bilaterali sottoscritte dal Ministero dell'Interno con gli omologhi dicasteri dei Paesi partner, che ha già dimostrato la propria efficacia nelle principali località turistiche caratterizzate da una significativa presenza di visitatori stranieri.

Dal 1° luglio e per i primi quindici giorni del mese, nel centro storico veneziano, sono in servizio pattuglie congiunte composte da Carabinieri e un appartenente alla Guardia Civil spagnola. Il calendario proseguirà dal 16 al 31 luglio con la presenza di un appartenente alla Gendarmeria Nazionale francese. Dal 1° al 15 agosto sarà invece la volta di un operatore della Guardia Nazionale Repubblicana del Portogallo, mentre dal 16 al 31 agosto saranno impiegati due agenti della Polizia Nazionale polacca, che svolgeranno analoghi servizi di pattugliamento insieme ai Carabinieri nel centro storico di Venezia.


Segui il blog con il tuo favorito RSS reader (noblogo.org/cooperazione-inter…) e interagisci con i suoi post nel fediverso (@cooperazione-internazionale-di-polizia@noblogo.org). Scopri dove trovarci:l.devol.it/@CoopIntdiPoliziaTutti i contenuti sono CC BY-NC-SA (creativecommons.org/licenses/b…)Le immagini se non diversamente indicato sono di pubblico dominio.



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Cinque Terre (La Spezia), Gendarmi francesi in supporto ai Carabinieri


[h2]Cinque Terre (La Spezia), Gendarmi francesi in supporto ai Carabinieri [...][/h2]
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Cinque Terre (La Spezia), Gendarmi francesi in supporto ai Carabinieri


Sono iniziati il 1° luglio e proseguiranno per tutto il mese di luglio e agosto i servizi congiunti di vigilanza e controllo del territorio tra i Carabinieri italiani e i Gendarmi francesi a Monterosso al Mare, Vernazza e Corniglia nel cuore del Parco Nazionale delle Cinque Terre, in provincia della Spezia .

Si tratta di una zona molto frequentata nella stagione estiva da turisti francesi.

Le pattuglie miste operano nelle aree di maggiore afflusso, tra la stazione ferroviaria, il lungomare, il centro storico e i principali percorsi di accesso alle spiagge e ai sentieri escursionistici. Nel corso delle attività vengono effettuati controlli su persone e veicoli, verifiche finalizzate alla prevenzione dei reati predatori, del commercio abusivo e di comportamenti contrari alle norme di sicurezza. L’obiettivo è incrementare la percezione di sicurezza e favorire un rapporto diretto con cittadini e turisti, grazie anche alla presenza di operatori in grado di comunicare in più lingue. I servizi congiunti rappresentano uno strumento ormai consolidato della cooperazione tra le forze di polizia europee e consentono di fornire assistenza ai visitatori provenienti dall’estero, agevolando lo scambio di informazioni e rafforzando l’attività di prevenzione.


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Venezia ospita Forze di polizia estere per supportare i Carabinieri


Anche per l'estate 2026 Venezia ospita operatori di polizia provenienti da diversi Paesi europei che affiancheranno i Carabinieri nei servizi di controllo del territorio. Una iniziativa promossa nell'ambito degli accordi di cooperazione internazionale, che punta a garantire un'assistenza più efficace ai numerosi turisti stranieri presenti in città durante la stagione estiva.

Gli operatori delle forze di polizia estere svolgeranno il proprio servizio insieme ai militari dell'Arma, fornendo supporto linguistico e agevolando i rapporti con i cittadini dei rispettivi Paesi, oltre a facilitare eventuali contatti con le autorità diplomatiche e consolari. Un progetto consolidato da diversi anni, nato sulla base di intese bilaterali sottoscritte dal Ministero dell'Interno con gli omologhi dicasteri dei Paesi partner, che ha già dimostrato la propria efficacia nelle principali località turistiche caratterizzate da una significativa presenza di visitatori stranieri.

Dal 1° luglio e per i primi quindici giorni del mese, nel centro storico veneziano, sono in servizio pattuglie congiunte composte da Carabinieri e un appartenente alla Guardia Civil spagnola. Il calendario proseguirà dal 16 al 31 luglio con la presenza di un appartenente alla Gendarmeria Nazionale francese. Dal 1° al 15 agosto sarà invece la volta di un operatore della Guardia Nazionale Repubblicana del Portogallo, mentre dal 16 al 31 agosto saranno impiegati due agenti della Polizia Nazionale polacca, che svolgeranno analoghi servizi di pattugliamento insieme ai Carabinieri nel centro storico di Venezia.

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I poteri forti non voglio che lo scopriamo 🦄

peertube.uno/w/3sbQGnoYr5HxVch…

@linux #unoLinux

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🎉 Il gruppo @computer@diggita.com ha raggiunto i 500 iscritti! Grazie! 💚

Abbiamo creato questo spazio per riunire chi ama condividere informazioni sull' #hardware, il #retrocomputing, il software.

📡 Puoi seguire il gruppo direttamente da Mastodon all'indirizzo @computer@diggita.com, oppure aggiungere questo tag ai tuoi post per partecipare alla discussione e rilanciarli nel gruppo.

Per festeggiare abbiamo ora una collezione di account Mastodon dedicati a questi temi seguibili qui: mastodon.uno/collections/11689…

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New York.


[h2]New York. Su Nave Vespucci un incontro di carattere internazionale sulla protezione dei beni culturali nelle operazioni di pace [...][/h2]
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New York. Su Nave Vespucci un incontro di carattere internazionale sulla protezione dei beni culturali nelle operazioni di pace


Proteggere il patrimonio culturale non significa soltanto salvare monumenti e opere d’arte, ma contribuire alla sicurezza, alla stabilità e alla ricostruzione delle comunità colpite dai conflitti. È questo il messaggio emerso dall’incontro “Cultural Heritage Protection in Peace Operations: Security Challenges and Criminal Threats”, organizzato dall’Arma dei Carabinieri a bordo della nave scuola della Marina Militare Amerigo Vespucci ormeggiata a New York. L’incontro si e’ svolto a margine dell’United Nations Chiefs of Police Summit (UNCOPS), momento di confronto multilaterale tra le 142 Delegazioni nazionali, con l’obiettivo di approfondire le principali sfide globali che incidono sulla sicurezza collettiva e sull’efficacia delle operazioni di pace cui ha preso parte lo stesso Comandante Generale dell'Arma, Generale Salvatore Luongo.

L’iniziativa, promossa insieme a Interpol e Unesco, ha riunito rappresentanti delle istituzioni internazionali e delle forze di polizia per discutere di un tema che negli ultimi anni ha assunto un peso crescente nell’agenda delle Nazioni Unite: la tutela del patrimonio culturale come componente delle operazioni di pace.

Al centro del confronto e’ stato il legame tra la distruzione dei beni culturali, il traffico illecito di reperti archeologici e opere d’arte, il finanziamento della criminalità organizzata e dei gruppi armati e la perdita dell’identità delle popolazioni colpite dalle guerre. Un fenomeno che interessa numerosi teatri di crisi, dove saccheggi e scavi clandestini continuano ad alimentare un mercato illegale di dimensioni globali.

Durante l’evento è stato richiamato il valore della Risoluzione 2347 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, promossa da Francia e Italia e adottata nel 2017: il primo testo con cui le Nazioni Unite hanno riconosciuto formalmente che la protezione del patrimonio culturale contribuisce al mantenimento della pace e della sicurezza internazionale.

Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo delle missioni di pace dell’ONU, chiamate sempre più spesso a confrontarsi anche con la salvaguardia dei siti culturali e con il contrasto ai traffici illeciti che prosperano nelle aree di conflitto.

L’incontro si inserisce nel programma dell’UNCOPS, il vertice biennale che riunisce a New York i vertici delle forze di polizia impegnate nelle operazioni di peacekeeping delle Nazioni Unite.

Per l’Italia rappresenta anche l’occasione per valorizzare l’esperienza maturata dall’Arma dei Carabinieri nella tutela del patrimonio culturale, considerata un modello di riferimento a livello internazionale e già messa a disposizione dell’ONU e dell’Unesco in numerose iniziative di cooperazione. Gia’ dieci anni fa l’Italia è stata tra i promotori dei “Caschi Blu della Cultura”, la task force nata dall’accordo tra il Ministero della Cultura e l’Arma dei Carabinieri, considerata un modello internazionale per gli interventi di emergenza sul patrimonio nei contesti di crisi.

#ArmadeiCarabinieri #CaschiBludellaCultura #UNCOPS


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New York. Su Nave Vespucci un incontro di carattere internazionale sulla protezione dei beni culturali nelle operazioni di pace


Proteggere il patrimonio culturale non significa soltanto salvare monumenti e opere d’arte, ma contribuire alla sicurezza, alla stabilità e alla ricostruzione delle comunità colpite dai conflitti. È questo il messaggio emerso dall’incontro “Cultural Heritage Protection in Peace Operations: Security Challenges and Criminal Threats”, organizzato dall’Arma dei Carabinieri a bordo della nave scuola della Marina Militare Amerigo Vespucci ormeggiata a New York. L’incontro si e’ svolto a margine dell’United Nations Chiefs of Police Summit (UNCOPS), momento di confronto multilaterale tra le 142 Delegazioni nazionali, con l’obiettivo di approfondire le principali sfide globali che incidono sulla sicurezza collettiva e sull’efficacia delle operazioni di pace cui ha preso parte lo stesso Comandante Generale dell'Arma, Generale Salvatore Luongo.

L’iniziativa, promossa insieme a Interpol e Unesco, ha riunito rappresentanti delle istituzioni internazionali e delle forze di polizia per discutere di un tema che negli ultimi anni ha assunto un peso crescente nell’agenda delle Nazioni Unite: la tutela del patrimonio culturale come componente delle operazioni di pace.

Al centro del confronto e’ stato il legame tra la distruzione dei beni culturali, il traffico illecito di reperti archeologici e opere d’arte, il finanziamento della criminalità organizzata e dei gruppi armati e la perdita dell’identità delle popolazioni colpite dalle guerre. Un fenomeno che interessa numerosi teatri di crisi, dove saccheggi e scavi clandestini continuano ad alimentare un mercato illegale di dimensioni globali.

Durante l’evento è stato richiamato il valore della Risoluzione 2347 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, promossa da Francia e Italia e adottata nel 2017: il primo testo con cui le Nazioni Unite hanno riconosciuto formalmente che la protezione del patrimonio culturale contribuisce al mantenimento della pace e della sicurezza internazionale.

Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo delle missioni di pace dell’ONU, chiamate sempre più spesso a confrontarsi anche con la salvaguardia dei siti culturali e con il contrasto ai traffici illeciti che prosperano nelle aree di conflitto.

L’incontro si inserisce nel programma dell’UNCOPS, il vertice biennale che riunisce a New York i vertici delle forze di polizia impegnate nelle operazioni di peacekeeping delle Nazioni Unite.

Per l’Italia rappresenta anche l’occasione per valorizzare l’esperienza maturata dall’Arma dei Carabinieri nella tutela del patrimonio culturale, considerata un modello di riferimento a livello internazionale e già messa a disposizione dell’ONU e dell’Unesco in numerose iniziative di cooperazione. Gia’ dieci anni fa l’Italia è stata tra i promotori dei “Caschi Blu della Cultura”, la task force nata dall’accordo tra il Ministero della Cultura e l’Arma dei Carabinieri, considerata un modello internazionale per gli interventi di emergenza sul patrimonio nei contesti di crisi.

#ArmadeiCarabinieri #CaschiBludellaCultura #UNCOPS

@Attualità, Geopolitica e Satira

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Linux Mint: Wayland è ormai pronto, grandi miglioramenti in arrivo entro fine anno
#linuxmint
Il team di Linux Mint ha pubblicato il consueto aggiornamento mensile dedicato allo stato dello sviluppo della distribuzione, anticipando le principali novità che debutteranno con la prossima versione prevista per il periodo natalizio del 2026.

marcosbox.com/2026/07/08/linux…

@linux

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♻️ Il FediLUG è anche una guida indipendente. Il nostro obiettivo è diffondere la cultura del software libero, dell'autonomia digitale e della sostenibilità.

💻 Ecco la nuova guida per chi si avvicina a Linux su come dare una seconda vita a un vecchio PC, abbiamo raccolto e confrontato 5 distribuzioni Linux leggere, selezionando quelle più semplici da usare e più adatte a far tornare veloce anche hardware che molti considerano ormai da buttare:

👉 fedilug.it/nuova-vita-per-un-v…

Siamo nel gruppo @linux@diggita.com

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Ubuntu 26.04 LTS **server** does not support anymore Network Manager with configuration files in /etc/NetworkManager/system-connections/

It only supports Netplan Yaml configuration files. WHY 🤔

Correct me if I'm wrong.

askubuntu.com/a/1568230/263638

#Ubuntu #UbuntuServer #NetworkManager #Netplan

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La nascita dei dotfiles👇
Nei primi giorni di Unix, Ken Thompson e Dennis Ritchie volevano solo nascondere le directory speciali . e .. dal comando ls per non ingolfare la schermata.
Scelsero la via più rapida per risparmiare tempo, dicendo al sistema di nascondere qualsiasi file iniziasse con un punto.
Gli altri sviluppatori notarono questo comportamento e iniziarono a usarlo per stipare i file di configurazione nella home

#linuxitalia @linux

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L'ecosistema dell'hardware PC è il risultato della collaborazione e della competizione tra aziende specializzate: processori, schede grafiche, schede madri, memoria e sistemi di archiviazione lavorano insieme grazie a standard aperti e interfacce compatibili.

Ecco una panoramica visiva dei principali marchi per ogni categoria di componenti. 😎👇

Per chi vuole approfondire c’è il gruppo computer seguibile qui: @computer@diggita.com

#computer #hardware

in reply to Computer, HW & Retrocomputer

Fornito da @altbot, generato localmente e privatamente utilizzando Gemma4:26b

@computer Un'infografica circolare intitolata "PC Hardware Brands" mostra diversi marchi di componenti per computer suddivisi in categorie colorate. Al centro dell'immagine si trova il titolo e la dicitura "Created by Dan Nanni study-notes.org". Le categorie e i relativi marchi elencati sono: P **PSU (CORSAIR, SUPER FLOWER, SeaSonic, be quiet!, COOLER MASTER); Stor **Storage (Lexar, SOLIDIGM, SABRENT, WD, SK hynix, ADATA, SanDisk, KIOXIA, Kingston, SAMSUNG, SEAGATE); CPU (intel, AMD, Qualcomm); GPU Chip (AMD, NVIDIA, intel); GPU Card (ASUS, msi, ZOTAC, Gigabyte, XFX, XFX, PNY, PowerColor, PALIT); Motherboard (BIOSTAR, ASUS, Supermicro, GIGABYTE, msi, ASRock); e RAM (mushkin, PATRIOT, TEAMGROUP, ADATA, KLEVV, CORSAIR, Kingston, G.SKILL, NZXT, GIGABYTE).

🌱 Energia utilizzata: 0.637 Wh

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🇪🇺 L'indipendenza digitale parte dalle nostre scelte.

Software libero, codice verificabile e pubblico e tecnologie europee significano più controllo, più trasparenza e meno dipendenza dalle Big Tech.

Ecco perché NextRed ha creato:
🐀 NextRedOS - Simple. Secure. European.

😬C'è anche NextRed al Digital Independence Day di Bolzano, il 13 e 14 novembre! Ci vediamo lì!

@opensource

#NextRed #NextRedOS #OpenSource #FreeSoftware #DigitalIndependence

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in reply to Elena Brescacin

@elettrona @diggita 😬 è concesso un diplomatico WIP?

Se fai riferimento a NextRedOS, si mantengono le impostazioni di accessibilità di Debian.

Per quanto riguarda il blog siamo ancora in fase di creazione. Ieri ho lavorato nuovamente su policy e sul rendere le sessioni più anonime possibile.
Inoltre nasceranno delle sezioni dove raggrupperò tutte le rubriche di Mastodon tra le quali Cybersec Advance Class e Pillole...

Per ora la nostra pagina Mastodon è più aggiornata del sito!

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in reply to nextredblog

@diggita Sì, se fosse possibile aggiungere un comando da tastiera che fa partire lo screen reader direttamente in fase di prima installazione - con win, per esempio, appena tiri fuori il pc dalla scatola, lo accendi e premi ctrl più windows più invio. E parte Narrator.
Su mac lo stesso. Command-f5, su iOS 3 volte premere il tasto laterale per voiceover, su android o premi lo schermo o i due volumi assieme, per talkback. Ma già android dipende dal modello.

Open Source italia reshared this.

in reply to Elena Brescacin

@Elena Brescacin @diggita - istanza lemmy @nextredblog qui c'è la documentazione di come attivare e usare lo screen reader nell'installer di debian d-i.debian.org/manual/en.amd64…

il resto della pagina parla di display braille e altre funzonalità, mentre se si vogliono tante informazioni sulle varie funzioni di accessibilità di debian (e sul team relativo) c'è wiki.debian.org/accessibility , che però è lungo

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In un precedente messaggio avevamo pubblicato un indirizzo sbagliato del nostro gruppo di discussione, chiediamo scusa per il disguido, ecco i grupppi ufficiali del FediLUG:

<img class=" title=":telegram:"/> gruppo telegram: t.me/fedilugita

<img class=" title=":matrix:"/> Gruppo matrix: matrix.to/#/#fedilug:fedimedia…

:diggita: :lemmy: Gruppo fediverso: @linux@diggita.com

🐧 Il FediLUG è uno dei LUG nazionali riconoscouti da @ItaLinuxSociety ❤️

Qua l'elenco completo: lugmap.linux.it/italia/

#unolinux #linux #gnulinux #fedilug #lug

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🇪🇺 Sempre più amministrazioni pubbliche europee stanno abbandonando la dipendenza dalle àBigTech per adottare software libero, standard aperti e servizi più trasparenti e controllabili.

✊ Il cambiamento ha bisogno anche di noi. Ogni persona, associazione e organizzazione può contribuire scegliendo alternative @linux

📅 Vuoi scoprire come riconquistare la tua indipendenza digitale? Partecipa al Digital Independence Day di Bolzano al SFSCON e unisciti al movimento!

👉 fedimedia.it/a-novembre-arriva…


A novembre arriva in Italia il primo Digital Independence Day!


Per la prima volta il Digital Independence Day arriva in Italia. L’appuntamento è fissato per il 13 e 14 novembre a Bolzano all’interno di SFSCON, probabilmente la più importante conferenza italiana dedicata al Software Libero che ogni anno riunisce un migliaio fra sviluppatori, aziende, attivisti, pubbliche amministrazioni, associazioni e comunità open source provenienti da tutta Europa.

L’iniziativa è organizzata da Fedimedia, l’associazione italiana che riunisce amministratori del Fediverso, attivisti del software libero, sviluppatori e operatori che ogni giorno realizzano servizi concreti per ridurre la dipendenza dalle Big Tech.

Un movimento europeo per l’indipendenza digitale


Il Digital Independence Day non è un semplice evento, ma fa parte di un movimento europeo nato per promuovere una cultura della libertà digitale.

L’obiettivo è semplice quanto ambizioso: dimostrare che esistono già oggi alternative concrete ai grandi servizi centralizzati. Social network federati, cloud personali, sistemi operativi liberi, strumenti di collaborazione, servizi di traduzione, videoconferenze, posta elettronica, mappe, repository di codice e decine di altre tecnologie permettono di utilizzare Internet senza affidare ogni aspetto della propria vita digitale a poche multinazionali.

Ogni mese la rete europea del Digital Independence Day promuove oltre 300 eventi tra incontri pubblici, workshop, install party, conferenze, laboratori e momenti di formazione, coinvolgendo cittadini, scuole, associazioni e amministrazioni pubbliche.

L’edizione italiana rappresenta quindi l’ingresso del nostro Paese in una rete internazionale che considera la sovranità digitale non come uno slogan, ma come un percorso concreto fatto di tecnologia, formazione e comunità.

Perché parlare di indipendenza digitale


Negli ultimi anni milioni di persone hanno affidato comunicazioni, documenti, fotografie, relazioni sociali e perfino il proprio lavoro a un numero sempre più ristretto di piattaforme.

Questa concentrazione porta con sé diversi problemi:

  • raccolta massiva dei dati personali;
  • profilazione commerciale;
  • dipendenza da servizi proprietari;
  • difficoltà nel cambiare piattaforma;
  • perdita di controllo sui propri contenuti;
  • crescente utilizzo di algoritmi opachi e sistemi di intelligenza artificiale centralizzati.

L’indipendenza digitale non significa rifiutare la tecnologia, ma riappropriarsi della possibilità di scegliere strumenti aperti, interoperabili e rispettosi della libertà degli utenti.

SFSCON: il punto di riferimento del Software Libero in Italia


A ospitare il primo Digital Independence Day italiano sarà SFSCON, la storica conferenza internazionale di Bolzano dedicata al Software Libero che da anni rappresenta uno degli appuntamenti più importanti in Europa con più di 1000 partecipanti ad edizione.

L’evento riunisce sviluppatori, ricercatori, aziende, pubbliche amministrazioni, studenti e comunità open source provenienti da tutta Europa, affrontando temi come:

  • software libero;
  • open data;
  • sicurezza informatica;
  • pubblica amministrazione digitale;
  • infrastrutture aperte;
  • sovranità tecnologica.

Portare il Digital Independence Day all’interno di SFSCON significa creare un ponte tra il mondo dello sviluppo del software libero e quello degli utenti, delle associazioni e delle comunità che ogni giorno utilizzano queste tecnologie.

Fedimedia: costruire alternative, non solo raccontarle


A promuovere l’iniziativa è Fedimedia, associazione nata per mettere in rete le realtà italiane che lavorano ogni giorno per costruire un ecosistema digitale indipendente.

Fedimedia riunisce amministratori di server del Fediverso, associazioni, sviluppatori, divulgatori e attivisti che gestiscono servizi basati esclusivamente su software libero.

Tra questi figurano piattaforme Mastodon, PeerTube, Matrix, Pixelfed, lemmy, Forgejo, Nextcloud, LibreTranslate e numerosi altri servizi che permettono a cittadini, associazioni e organizzazioni di utilizzare strumenti aperti senza dipendere dalle Big Tech.

L’obiettivo dell’associazione è favorire la collaborazione tra gli operatori del settore, condividere competenze tecniche e diffondere una cultura dell’autonomia digitale attraverso eventi, formazione e supporto reciproco.

Un invito a tutta la comunità


Il Digital Independence Day italiano non vuole essere solo un punto di incontro per chi sviluppa software libero, per chi amministra infrastrutture, ma è dedicato alla grande comunità di persone e che semplicemente desidera capire come ridurre la propria dipendenza dalle grandi piattaforme digitali.

Non sarà una conferenza tecnica, ma un luogo dove ritrovarsi dal vivo, confrontarsi su come costruire un ecosistema digitale più aperto, decentralizzato e sostenibile. E sopratutto riuscire a ritrovarsi anche dal vivo almeno una volta e conoscere chi amministra le grandi piattaforme delfediverso italiano, discutere e migliorarsi insieme.

Perché la vera innovazione non consiste nel creare nuovi strumenti proprietari online, ma nel restituire alle persone il controllo della propria tecnologia con software realmente libero ed europeo.

Il 13 e 14 novembre, a SFSCON, l’Italia entrerà ufficialmente nella rete europea del Digital Independence Day. Un primo passo per dimostrare che un’informatica più libera non appartiene al futuro: esiste già oggi, grazie al lavoro di comunità, sviluppatori e volontari che ogni giorno costruiscono alternative concrete alle Big Tech.

Un’iniziativa libera, indipendente e costruita dalla comunità


C’è un aspetto che rende il Digital Independence Day diverso da molte altre manifestazioni dedicate alla tecnologia.

L’iniziativa è totalmente indipendente: non è sponsorizzata da aziende, non ha investitori alle spalle, non è uno strumento di marketing e non nasce per promuovere un prodotto o generare profitti.

È un movimento dal basso, nato in Germania e diffusosi rapidamente in tutta Europa grazie al lavoro di associazioni, volontari, comunità locali, sviluppatori e attivisti che condividono un obiettivo comune: restituire alle persone il controllo della propria vita digitale.

Fedimedia aderisce a questo movimento europeo portandone per la prima volta l’esperienza in Italia, mantenendone lo stesso spirito: collaborazione, condivisione della conoscenza, software libero e indipendenza dalle grandi piattaforme.

Crediamo che la sovranità digitale non possa essere venduta come un prodotto. Deve essere costruita insieme, attraverso comunità aperte, tecnologie libere e persone disposte a condividere competenze ed esperienze.

Unisciti al movimento


Se credi anche tu che sia arrivato il momento di costruire un’alternativa concreta alle Big Tech, e creare una reale sovranità digitale europea puoi partecipare fin da oggi:

💬 Entra nei nostri gruppi:

Telegram
t.me/+y61epDtOmy80NWE0

Matrix
matrix.to/#/%23fedimedia:mozil…

🤝 Oppure entra a far parte di Fedimedia inviando la tua richiesta di iscrizione:
cloud.mastodon.uno/apps/forms/…

Vuoi proporre un intervento?


Il programma del Digital Independence Day è ormai quasi completo e nelle prossime settimane pubblicheremo l’elenco dei relatori.

Se però hai un progetto, un’esperienza o una storia da raccontare e pensi di essere a Bolzano il 13 e 14 novembre, c’è ancora spazio per alcune proposte dell’ultimo minuto.

📧 Contattaci all’indirizzo info@fedimedia.it entro il 30 giugno.

L’indipendenza digitale non si costruisce da soli.

Si costruisce insieme, condividendo conoscenze, creando servizi liberi, aiutando nuove persone ad abbandonare le piattaforme proprietarie e dimostrando, con esempi concreti, che un’altra Internet non solo è possibile, ma esiste già.


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in reply to Fedimedia Italia APS - DI.DAY

Fornito da @altbot, generato localmente e privatamente utilizzando Gemma4:26b

@fedimedia Un'infografica su sfondo bordeaux presenta diversi elementi grafici disposti verticalmente. In alto, un cerchio mostra la bandiera tedesca con strisce orizzontali nera, rossa e gialla. Al centro, l'icona di Windows con una "X" in un piccolo cerchio rosso è collegata tramite una freccia tratteggiata all'icona del pinguino Linux, sotto le quali compaiono i testi "Windows" e "Linux". Sotto questi elementi, sono presenti tre icone circolari contenenti un motivo a rombi blu e bianchi, strisce orizzontali blu, bianche e rosse, e uno scudo araldico con un'aquila gialla. In basso a destra, si trova il testo "PRIVACY NEWS" accanto a un logo stilizzato bianco.

🌱 Energia utilizzata: 0.252 Wh

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Root Camp 2026: la forza di una comunità che costruisce e aggrega

fedilug.it/root-camp-romagna-2…

IL root Camp ha già superato i 100 iscritti alla sua prima edizione, dal 10 al 12 luglio arriva uno degli appuntamenti più importanti del panorama italiano con tre giorni di talk, workshop, birre e tende piantate in un prato a Fratta Terme il tutto dedicato al software libero, alla cultura hacker e ai maker: ecco il Root Camp (rootcamp.rootclub.it/index.htm…), organizzato dall'Associazione ROOT APS.

@linux@diggita.com

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Chissà, ci sarà anche il vostro Jolla tra questi?

Foto fatta da Jolla con il nuovissimo Jolla Phone 2 con Sailfish OS

#jolla #sailfish #jollaphone #phone #jollaphone2 #camera

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Sembra che xdg-desktop-portal stia diventando problematico e dipendente da systemd e/o un desktop environment completo.

Dopo i grattacapi su Arch Linux, risolti con un aggiornamento, ora su Void non riesco ad uscirne.

La wiki non specifica di compiere altri passi oltre all'installazione di almeno un backend, non trovo servizi da abilitare, eppure i programmi non riescono ad interfacciarsi col portale. Consigli o alternative?

@linux @linux@diggita.com
#mastoaiuto #linux #voidlinux #flatpak #appimage

in reply to cipper 📌

@cipper @matt70x Grazie.

Io installo prima almeno un backend, che poi si prende come dipendenza il portale principale.

Nel weekend ho approfondito un po'. Effettivamente il pacchetto nei repo di Void è esattamente quello di qualsiasi altra distro con systemd, tanto che vengono installati anche dei servizi non compatibili con runit.

In qualche modo però sembra che dbus riesca ad attivare il binario corretto on demand, tranne per alcuni programmi che richiedono l'aiutino di dbus-run-session.

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Abbiamo Sognato la Steam Machine... ma a che prezzo?! 🤔💸

Le Steam Machine dovevano rivoluzionare il mondo del gaming su PC, portando la libreria di Steam direttamente nel nostro salotto. Ma cosa è andato storto? 🎮

Cosa ne pensi? Hai mai provato o desiderato una Steam Machine? Scrivimelo nei commenti! 👇

youtu.be/vJoaEVccrL4

@linux

#opensourceitalia #unolinux #gnulinux #distro #ita #opensource #SteamMachine #GamingPC #Valve #RetroGaming #TechReview #LinuxGaming #PCMasterRace

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Per chi gioca su Linux e ha la passione per il retrogame ecco il modo perfetto per scovare la distro di linux più adatta in stile coin-op anni 80.

🕹️ distrofighter.com/

Comprende un confronto fra le principali epiù importanti distro linux, da provare al volo!

🐧 Messaggio rilanciato nel gruppo giochi e retrogame seguibile qui: @giochi

SPOILER:
Fedora domina e nei primi 10 ci sono anche le derivate nobara e bazzite: distrofighter.com/stats

#linux #unolinux #gnulinux #distro

Questa voce è stata modificata (1 settimana fa)
in reply to Kick Off World

trovo curioso che XFCE anche oggi è visto come la scelta di chi non vuole macigni come Gnome/KDE e rimanere su un desktop essenziale, eppure qualsiasi distribuzione per desktop lo ha come seconda o prima scelta che oramai è tutt'altro un partecipante secondario nella contesa dei desktop.
Mi chiedo se Gnome/KDE siano meno dominanti come si parla tanto.

Giochi e retrogames reshared this.

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🐀🛡️ Cybersicurezza in pillole — Password deboli, porta aperta

Una password semplice è un invito per gli attaccanti.

• Usa password lunghe e uniche
• Non riutilizzarle su più servizi
• Attiva l'autenticazione a due fattori (2FA)
• Affidati a un gestore di password

🔒 Una password robusta protegge i tuoi dati. Una debole può compromettere tutta la tua vita digitale.

@sicurezza

#Cybersecurity #Password #2FA #Privacy #NextRed

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🏕️ RooT-Camp, l'hacker camp in Romagna: i posti tenda sono già esauriti ma niente paura: se volete partecipare con la vostra tenda, si cercherà di sistemare tutti nel rispetto delle normative

👉 Info e iscrizioni qui: rootcamp.rootclub.it

Al momento sono 124 iscritti: un successo che ha superato ogni aspettativa! 🎉

📌 L'iscrizione è obbligatoria, il numero massimo di partecipanti è 200 e serve sapere in anticipo quante persone saranno presenti per organizzare al meglio i pasti.

💬 @linux

Questa voce è stata modificata (4 giorni fa)
in reply to Open Source Italia

Fornito da @altbot, generato localmente e privatamente utilizzando Gemma4:26b

@opensource Un banner in stile pixel art mostra la scritta colorata "ROOT CAMP 2026" su uno sfondo di alberi e un cielo con nuvole. La lettera 'R' presenta una bolla di testo con scritto "TALK", mentre una delle lettere 'O' contiene un ingranaggio con la scritta "WORKSHOP". Le lettere della parola "Camp" integrano illustrazioni di paesaggi naturali. Sotto il titolo, diverse persone sono sedute a tavoli con laptop davanti ad alcune tende arancioni e sotto una struttura bianca. Sono presenti anche il testo "con il patrocinio del COMUNE DI BERTINORO" e un cartello con la scritta "CAMPEGGIO".

🌱 Energia utilizzata: 0.268 Wh

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🐀Non sei su Mastodon? Nessun problema!

Puoi seguire NextRed anche senza un account visitando il nostro profilo pubblico: 👉 mastodon.uno/@nextredblog

📬 Ed iscrivendoti alla newsletter dalla sezione dedicata.

Privacy, cybersicurezza, Open Source e tanto altro ti aspettano! 🚀

#NextRed #Mastodon #Fediverso #OpenSource #CyberSecurity

in reply to filippodb ⁂

@filippodb @strk senza dover usare un feed Reader, chiunque si colleghi su NextRed.it potrà vedere che la home Mastodon di NextRed è integrata nel sito in prima pagina.
Qui è un discorso diverso.
Significa avvicinare gli utenti non iscritti a Mastodon alla nostra attività Mastodon. Significa ricevere una email sul proprio indirizzo per ogni post che, almeno per ora, è esclusivo del nostro profilo Mastodon!
😉🐀
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A novembre per la prima volta in Italia il Digital Independence Day, il più importante movimento europeo che promuove l'indipendenza digitale dal basso:

fedimedia.it/a-novembre-arriva…


A novembre arriva in Italia il primo Digital Independence Day!


Per la prima volta il Digital Independence Day arriva in Italia. L’appuntamento è fissato per il 13 e 14 novembre a Bolzano all’interno di SFSCON, probabilmente la più importante conferenza italiana dedicata al Software Libero che ogni anno riunisce un migliaio fra sviluppatori, aziende, attivisti, pubbliche amministrazioni, associazioni e comunità open source provenienti da tutta Europa.

L’iniziativa è organizzata da Fedimedia, l’associazione italiana che riunisce amministratori del Fediverso, attivisti del software libero, sviluppatori e operatori che ogni giorno realizzano servizi concreti per ridurre la dipendenza dalle Big Tech.

Un movimento europeo per l’indipendenza digitale


Il Digital Independence Day non è un semplice evento, ma fa parte di un movimento europeo nato per promuovere una cultura della libertà digitale.

L’obiettivo è semplice quanto ambizioso: dimostrare che esistono già oggi alternative concrete ai grandi servizi centralizzati. Social network federati, cloud personali, sistemi operativi liberi, strumenti di collaborazione, servizi di traduzione, videoconferenze, posta elettronica, mappe, repository di codice e decine di altre tecnologie permettono di utilizzare Internet senza affidare ogni aspetto della propria vita digitale a poche multinazionali.

Ogni mese la rete europea del Digital Independence Day promuove oltre 300 eventi tra incontri pubblici, workshop, install party, conferenze, laboratori e momenti di formazione, coinvolgendo cittadini, scuole, associazioni e amministrazioni pubbliche.

L’edizione italiana rappresenta quindi l’ingresso del nostro Paese in una rete internazionale che considera la sovranità digitale non come uno slogan, ma come un percorso concreto fatto di tecnologia, formazione e comunità.

Perché parlare di indipendenza digitale


Negli ultimi anni milioni di persone hanno affidato comunicazioni, documenti, fotografie, relazioni sociali e perfino il proprio lavoro a un numero sempre più ristretto di piattaforme.

Questa concentrazione porta con sé diversi problemi:

  • raccolta massiva dei dati personali;
  • profilazione commerciale;
  • dipendenza da servizi proprietari;
  • difficoltà nel cambiare piattaforma;
  • perdita di controllo sui propri contenuti;
  • crescente utilizzo di algoritmi opachi e sistemi di intelligenza artificiale centralizzati.

L’indipendenza digitale non significa rifiutare la tecnologia, ma riappropriarsi della possibilità di scegliere strumenti aperti, interoperabili e rispettosi della libertà degli utenti.

SFSCON: il punto di riferimento del Software Libero in Italia


A ospitare il primo Digital Independence Day italiano sarà SFSCON, la storica conferenza internazionale di Bolzano dedicata al Software Libero che da anni rappresenta uno degli appuntamenti più importanti in Europa con più di 1000 partecipanti ad edizione.

L’evento riunisce sviluppatori, ricercatori, aziende, pubbliche amministrazioni, studenti e comunità open source provenienti da tutta Europa, affrontando temi come:

  • software libero;
  • open data;
  • sicurezza informatica;
  • pubblica amministrazione digitale;
  • infrastrutture aperte;
  • sovranità tecnologica.

Portare il Digital Independence Day all’interno di SFSCON significa creare un ponte tra il mondo dello sviluppo del software libero e quello degli utenti, delle associazioni e delle comunità che ogni giorno utilizzano queste tecnologie.

Fedimedia: costruire alternative, non solo raccontarle


A promuovere l’iniziativa è Fedimedia, associazione nata per mettere in rete le realtà italiane che lavorano ogni giorno per costruire un ecosistema digitale indipendente.

Fedimedia riunisce amministratori di server del Fediverso, associazioni, sviluppatori, divulgatori e attivisti che gestiscono servizi basati esclusivamente su software libero.

Tra questi figurano piattaforme Mastodon, PeerTube, Matrix, Pixelfed, lemmy, Forgejo, Nextcloud, LibreTranslate e numerosi altri servizi che permettono a cittadini, associazioni e organizzazioni di utilizzare strumenti aperti senza dipendere dalle Big Tech.

L’obiettivo dell’associazione è favorire la collaborazione tra gli operatori del settore, condividere competenze tecniche e diffondere una cultura dell’autonomia digitale attraverso eventi, formazione e supporto reciproco.

Un invito a tutta la comunità


Il Digital Independence Day italiano non vuole essere solo un punto di incontro per chi sviluppa software libero, per chi amministra infrastrutture, ma è dedicato alla grande comunità di persone e che semplicemente desidera capire come ridurre la propria dipendenza dalle grandi piattaforme digitali.

Non sarà una conferenza tecnica, ma un luogo dove ritrovarsi dal vivo, confrontarsi su come costruire un ecosistema digitale più aperto, decentralizzato e sostenibile. E sopratutto riuscire a ritrovarsi anche dal vivo almeno una volta e conoscere chi amministra le grandi piattaforme delfediverso italiano, discutere e migliorarsi insieme.

Perché la vera innovazione non consiste nel creare nuovi strumenti proprietari online, ma nel restituire alle persone il controllo della propria tecnologia con software realmente libero ed europeo.

Il 13 e 14 novembre, a SFSCON, l’Italia entrerà ufficialmente nella rete europea del Digital Independence Day. Un primo passo per dimostrare che un’informatica più libera non appartiene al futuro: esiste già oggi, grazie al lavoro di comunità, sviluppatori e volontari che ogni giorno costruiscono alternative concrete alle Big Tech.

Un’iniziativa libera, indipendente e costruita dalla comunità


C’è un aspetto che rende il Digital Independence Day diverso da molte altre manifestazioni dedicate alla tecnologia.

L’iniziativa è totalmente indipendente: non è sponsorizzata da aziende, non ha investitori alle spalle, non è uno strumento di marketing e non nasce per promuovere un prodotto o generare profitti.

È un movimento dal basso, nato in Germania e diffusosi rapidamente in tutta Europa grazie al lavoro di associazioni, volontari, comunità locali, sviluppatori e attivisti che condividono un obiettivo comune: restituire alle persone il controllo della propria vita digitale.

Fedimedia aderisce a questo movimento europeo portandone per la prima volta l’esperienza in Italia, mantenendone lo stesso spirito: collaborazione, condivisione della conoscenza, software libero e indipendenza dalle grandi piattaforme.

Crediamo che la sovranità digitale non possa essere venduta come un prodotto. Deve essere costruita insieme, attraverso comunità aperte, tecnologie libere e persone disposte a condividere competenze ed esperienze.

Unisciti al movimento


Se credi anche tu che sia arrivato il momento di costruire un’alternativa concreta alle Big Tech, e creare una reale sovranità digitale europea puoi partecipare fin da oggi:

💬 Entra nei nostri gruppi:

Telegram
t.me/+y61epDtOmy80NWE0

Matrix
matrix.to/#/%23fedimedia:mozil…

🤝 Oppure entra a far parte di Fedimedia inviando la tua richiesta di iscrizione:
cloud.mastodon.uno/apps/forms/…

Vuoi proporre un intervento?


Il programma del Digital Independence Day è ormai quasi completo e nelle prossime settimane pubblicheremo l’elenco dei relatori.

Se però hai un progetto, un’esperienza o una storia da raccontare e pensi di essere a Bolzano il 13 e 14 novembre, c’è ancora spazio per alcune proposte dell’ultimo minuto.

📧 Contattaci all’indirizzo info@fedimedia.it entro il 30 giugno.

L’indipendenza digitale non si costruisce da soli.

Si costruisce insieme, condividendo conoscenze, creando servizi liberi, aiutando nuove persone ad abbandonare le piattaforme proprietarie e dimostrando, con esempi concreti, che un’altra Internet non solo è possibile, ma esiste già.


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Scopri ConvertX e converti file in vari formati con questo convertitore di file open source da usare sul tuo server o in locale con Docker!

La guida su come installarlo è qui:

🔗 risposteinformatiche.it/conver…

@linux @opensource

#ConvertX #OpenSource #Docker #SelfHosted #Privacy #UnoLinux #UnoOpenSource #Convertire #File

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📣 APERTA LA CALL FOR PAPERS PER IL LINUX DAY MILANO 2026! Si svolgerà Sabato 24 Ottobre.

Se hai un'idea, una tecnologia, o progetti open di cui volete parlare, inviaci la vostra proposta! La deadline è il **20 settembre**. Ogni idea è ben accetta e ci farebbe piacere avere partecipanti da ogni ambiente, uniti dalla passione per l'Open Source.

Se sei interessatə e dispostə a venire a Milano di persona, ti invitiamo caldamente a compilare questo form: survey.linux.it/index.php/8311…

@milano

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I sistemi Linux embedded sono distribuzioni leggere, progettate per dispositivi con risorse limitate. Eliminano tutto ciò che non serve, mantenendo solo i componenti essenziali per funzionare in modo efficiente su uno specifico hardware o per una determinata applicazione.

Ecco alcune delle distribuzioni Linux embedded più diffuse 😎👇️

💡 Per altre curiosità, guide e infografiche sul mondo Linux, segui il gruppo del Fedilug: @linux@diggita.com 🐧

#Linux #EmbeddedLinux #OpenSource #Fedilug #Fediverso

in reply to FediLUG Italia

Fornito da @altbot, generato localmente e privatamente utilizzando Gemma4:26b

@linux Questa infografica presenta un elenco di vari sistemi operativi sotto il titolo "Embedded Linux Systems", accompagnato dall'icona del pinguino di Linux e di un microchip. Il contenuto è organizzato in una griglia di schede rettangolari, ognuna composta da un logo e dal nome del relativo sistema operativo: Alpine Linux, Android OS, Arch Linux ARM, Armbian, Automotive Grade Linux, DietPi, Embedded Gentoo, Fedora IoT, GoboLinux Embedded, LinRT, OpenIPC, OpenST Linux, OpenWrt, openSUSE MicroOS, Postmarket OS, Raspberry Pi OS, Sailfish OS, SnapGear, Tiny Core Linux e Ubuntu Core. L'ultima scheda in basso a destra contiene il ritratto di una persona con il testo "Created by Dan Nanni study-notes.org".

🌱 Energia utilizzata: 0.272 Wh

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Cannabis in Europa 2026: un mercato in evoluzione tra consumo, rischi e nuove...


[h2]Cannabis in Europa 2026: un mercato in evoluzione tra consumo, rischi e nuove normative [...][/h2]
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Cannabis in Europa 2026: un mercato in evoluzione tra consumo, rischi e nuove normative

Un’analisi basata sull’European Drug Report 2026 dell’EUDA


La cannabis rimane la droga illecita più consumata in Europa, con dati che evidenziano una realtà in rapida trasformazione. Secondo l’European Drug Report 2026 pubblicato dall’Agenzia europea per le droghe (EUDA), circa 25 milioni di adulti (8,7% della popolazione tra i 15 e i 64 anni) hanno fatto uso di cannabis nell’ultimo anno. Ma non è solo una questione di numeri: il mercato si sta diversificando, le normative stanno cambiando e i rischi per la salute pubblica sono in aumento.

Il consumo di cannabis in Europa non è omogeneo, ma alcuni dati emergono con chiarezza:

  • 15,3% dei giovani tra i 15 e i 34 anni (15,4 milioni di persone) ha consumato cannabis nell’ultimo anno.
  • Tra i 15-24 anni, la percentuale sale al 18% (8,6 milioni), con il 9,6% (4,6 milioni) che ne ha fatto uso nell’ultimo mese.
  • Gli utenti quotidiani o quasi quotidiani (20+ giorni al mese) sono stimati in 4,5 milioni di adulti (1,6% della popolazione) e 2,3 milioni di giovani adulti (2,3%).
  • I maschi consumano circa il doppio delle femmine, un trend che si conferma in tutta Europa. Tuttavia, i dati nazionali mostrano tendenze miste: mentre alcuni paesi registrano un aumento, altri segnalano stabilità o addirittura una diminuzione.

Il mercato non è più limitato alla classica erba o resina: oggi si trovano estratti ad alto contenuto di THC, edibili, prodotti a base di CBD e cannabinoidi semi-sintetici come l’HHC (esanoidrocannabinolo). Questi ultimi, spesso derivati dalla canapa a basso contenuto di THC, destano particolare preoccupazione per la loro potenza e i potenziali effetti collaterali.

Inoltre, alcuni prodotti venduti illegalmente come cannabis possono essere adulterati con cannabinoidi sintetici, ancora più pericolosi. L’aumento della potenza media dei prodotti (il THC nella resina è passato dal 15% al 24,6% tra il 2014 e il 2024) è associato a:

  • Sintomi respiratori cronici (per chi fuma regolarmente).
  • Dipendenza e sintomi psicotici (soprattutto con un uso precoce o prolungato).
  • Peggiori risultati scolastici e maggior rischio di coinvolgimento con il sistema giudiziario.

La cannabis rappresenta un terzo delle ammissioni ai centri di trattamento per uso di droghe in Europa. Nel 2024, sono stati 104.000 i clienti in trattamento per problemi legati alla cannabis, di cui 62.000 primi accessi. Sorprendentemente, la cannabis è la droga principale per il 41% dei nuovi entranti in trattamento.

Un dato allarmante è il lungo intervallo tra il primo consumo e l’accesso al trattamento: in media 11 anni. Questo significa che molte persone vivono per anni con i rischi associati al consumo senza ricevere supporto.

In alcuni paesi, la cannabis è coinvolta in una percentuale significativa di accessi al pronto soccorso per intossicazione acuta:

  • In Spagna, nel 2023, la cannabis era presente nel 46% dei casi (3.700 su 8.000).
  • In Francia, nel 28% dei casi (6.300 su 24.300).

La Rete Euro-DEN Plus (che monitora gli ospedali sentinella) ha segnalato che, dopo la cocaina, la cannabis è la seconda sostanza più frequentemente rilevata nei casi di intossicazione, con un’età media di 28 anni e una predominanza maschile (74%).

Il mercato europeo della cannabis vale oltre 12 miliardi di euro all’anno, alimentando il crimine organizzato. Nonostante i sequestri rimangano elevati, nel 2024 si è registrato un calo del 42% nella resina sequestrata (321 tonnellate contro le 551 del 2023), soprattutto per la diminuzione dei sequestri in Spagna (da 371 a 206 tonnellate).

La produzione locale è in aumento: la Spagna da sola rappresenta il 75% delle piante di cannabis sequestrate nell’UE. Ma anche altri paesi, come Olanda e Polonia, hanno smantellato siti di coltivazione illegale, alcuni dei quali dedicati alla produzione di THC o cannabinoidi semi-sintetici.

Le reti criminali stanno diversificando metodi e rotte:

  • Utilizzo di droni e motoscafi (es. in Spagna, dove sono stati sequestrati droni con 210 kg di resina e motoscafi con 5,7 tonnellate).
  • Importazione da Canada, USA e Tailandia, con prodotti ad alta potenza e potenzialmente contaminati da pesticidi (tanto che l’EUDA ha emesso un’allerta a novembre 2025).

Alcuni paesi europei stanno sperimentando nuovi modelli normativi per la cannabis ricreativa, con approcci che variano dalla depenalizzazione alla regolamentazione controllata.

Questi modelli includono misure di prevenzione, vendita non profit e monitoraggio, ma la loro efficacia è ancora in fase di valutazione. Germania e Lussemburgo hanno già pubblicato rapporti interim, ma servono ulteriori dati per comprendere gli impatti a lungo termine.

L’analisi delle acque reflue è uno strumento sempre più utilizzato per monitorare il consumo di droghe. Nel 2025, su 63 città di 17 paesi UE (più Norvegia e Turchia):

  • 33% delle città ha registrato un aumento dei metaboliti del THC (THC-COOH).
  • 44% ha registrato una diminuzione.

Questo metodo fornisce una stima oggettiva del consumo, complementare ai dati dei sondaggi.

Il panorama della cannabis in Europa è in rapida evoluzione, con: – Un consumo diffuso, soprattutto tra i giovani. – Nuovi prodotti ad alta potenza che aumentano i rischi per la salute. – Un mercato redditizio per il crimine organizzato, con rotte e metodi di traffico in costante aggiornamento. – Normative in cambiamento, con alcuni paesi che sperimentano modelli di regolamentazione.

Fonti: European Drug Report 2026 (EUDA), dati aggiornati a giugno 2026 (euda.europa.eu/publications/eu…)


Segui il blog con il tuo favorito RSS reader (noblogo.org/cooperazione-inter…) e interagisci con i suoi post nel fediverso (@cooperazione-internazionale-di-polizia@noblogo.org). Scopri dove trovarci:l.devol.it/@CoopIntdiPoliziaTutti i contenuti sono CC BY-NC-SA (creativecommons.org/licenses/b…)Le immagini se non diversamente indicato sono di pubblico dominio.



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Cannabis in Europa 2026: un mercato in evoluzione tra consumo, rischi e nuove normative

Un’analisi basata sull’European Drug Report 2026 dell’EUDA


La cannabis rimane la droga illecita più consumata in Europa, con dati che evidenziano una realtà in rapida trasformazione. Secondo l’European Drug Report 2026 pubblicato dall’Agenzia europea per le droghe (EUDA), circa 25 milioni di adulti (8,7% della popolazione tra i 15 e i 64 anni) hanno fatto uso di cannabis nell’ultimo anno. Ma non è solo una questione di numeri: il mercato si sta diversificando, le normative stanno cambiando e i rischi per la salute pubblica sono in aumento.

Il consumo di cannabis in Europa non è omogeneo, ma alcuni dati emergono con chiarezza:

  • 15,3% dei giovani tra i 15 e i 34 anni (15,4 milioni di persone) ha consumato cannabis nell’ultimo anno.
  • Tra i 15-24 anni, la percentuale sale al 18% (8,6 milioni), con il 9,6% (4,6 milioni) che ne ha fatto uso nell’ultimo mese.
  • Gli utenti quotidiani o quasi quotidiani (20+ giorni al mese) sono stimati in 4,5 milioni di adulti (1,6% della popolazione) e 2,3 milioni di giovani adulti (2,3%).
  • I maschi consumano circa il doppio delle femmine, un trend che si conferma in tutta Europa. Tuttavia, i dati nazionali mostrano tendenze miste: mentre alcuni paesi registrano un aumento, altri segnalano stabilità o addirittura una diminuzione.

Il mercato non è più limitato alla classica erba o resina: oggi si trovano estratti ad alto contenuto di THC, edibili, prodotti a base di CBD e cannabinoidi semi-sintetici come l’HHC (esanoidrocannabinolo). Questi ultimi, spesso derivati dalla canapa a basso contenuto di THC, destano particolare preoccupazione per la loro potenza e i potenziali effetti collaterali.

Inoltre, alcuni prodotti venduti illegalmente come cannabis possono essere adulterati con cannabinoidi sintetici, ancora più pericolosi. L’aumento della potenza media dei prodotti (il THC nella resina è passato dal 15% al 24,6% tra il 2014 e il 2024) è associato a:

  • Sintomi respiratori cronici (per chi fuma regolarmente).
  • Dipendenza e sintomi psicotici (soprattutto con un uso precoce o prolungato).
  • Peggiori risultati scolastici e maggior rischio di coinvolgimento con il sistema giudiziario.

La cannabis rappresenta un terzo delle ammissioni ai centri di trattamento per uso di droghe in Europa. Nel 2024, sono stati 104.000 i clienti in trattamento per problemi legati alla cannabis, di cui 62.000 primi accessi. Sorprendentemente, la cannabis è la droga principale per il 41% dei nuovi entranti in trattamento.

Un dato allarmante è il lungo intervallo tra il primo consumo e l’accesso al trattamento: in media 11 anni. Questo significa che molte persone vivono per anni con i rischi associati al consumo senza ricevere supporto.

In alcuni paesi, la cannabis è coinvolta in una percentuale significativa di accessi al pronto soccorso per intossicazione acuta:

  • In Spagna, nel 2023, la cannabis era presente nel 46% dei casi (3.700 su 8.000).
  • In Francia, nel 28% dei casi (6.300 su 24.300).

La Rete Euro-DEN Plus (che monitora gli ospedali sentinella) ha segnalato che, dopo la cocaina, la cannabis è la seconda sostanza più frequentemente rilevata nei casi di intossicazione, con un’età media di 28 anni e una predominanza maschile (74%).

Il mercato europeo della cannabis vale oltre 12 miliardi di euro all’anno, alimentando il crimine organizzato. Nonostante i sequestri rimangano elevati, nel 2024 si è registrato un calo del 42% nella resina sequestrata (321 tonnellate contro le 551 del 2023), soprattutto per la diminuzione dei sequestri in Spagna (da 371 a 206 tonnellate).

La produzione locale è in aumento: la Spagna da sola rappresenta il 75% delle piante di cannabis sequestrate nell’UE. Ma anche altri paesi, come Olanda e Polonia, hanno smantellato siti di coltivazione illegale, alcuni dei quali dedicati alla produzione di THC o cannabinoidi semi-sintetici.

Le reti criminali stanno diversificando metodi e rotte:

  • Utilizzo di droni e motoscafi (es. in Spagna, dove sono stati sequestrati droni con 210 kg di resina e motoscafi con 5,7 tonnellate).
  • Importazione da Canada, USA e Tailandia, con prodotti ad alta potenza e potenzialmente contaminati da pesticidi (tanto che l’EUDA ha emesso un’allerta a novembre 2025).

Alcuni paesi europei stanno sperimentando nuovi modelli normativi per la cannabis ricreativa, con approcci che variano dalla depenalizzazione alla regolamentazione controllata.

Questi modelli includono misure di prevenzione, vendita non profit e monitoraggio, ma la loro efficacia è ancora in fase di valutazione. Germania e Lussemburgo hanno già pubblicato rapporti interim, ma servono ulteriori dati per comprendere gli impatti a lungo termine.

L’analisi delle acque reflue è uno strumento sempre più utilizzato per monitorare il consumo di droghe. Nel 2025, su 63 città di 17 paesi UE (più Norvegia e Turchia):

  • 33% delle città ha registrato un aumento dei metaboliti del THC (THC-COOH).
  • 44% ha registrato una diminuzione.

Questo metodo fornisce una stima oggettiva del consumo, complementare ai dati dei sondaggi.

Il panorama della cannabis in Europa è in rapida evoluzione, con:
- Un consumo diffuso, soprattutto tra i giovani.
- Nuovi prodotti ad alta potenza che aumentano i rischi per la salute.
- Un mercato redditizio per il crimine organizzato, con rotte e metodi di traffico in costante aggiornamento.
- Normative in cambiamento, con alcuni paesi che sperimentano modelli di regolamentazione.

Fonti: European Drug Report 2026 (EUDA), dati aggiornati a giugno 2026 (euda.europa.eu/publications/eu…)

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Come Linux User Group del Fediverso, siamo sempre curiosi di sapere quali progetti Linux open source stiano attirando più attenzione su GitHub.

Ecco alcuni dei più grandi 😎👇️
Ci è sfuggito qualcosa di importante?

Trova e scopri progetti liberi per Linux nel nostro gruppo qui: @linux@diggita.com

#Linux #UnoLinux #GnuLinux #github

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@linux Alt-text: Infografica intitolata "Top Linux related GitHub Projects". L'immagine presenta un elenco numerato di venti progetti software ospitati su GitHub, ordinati per numero di stelle. Ogni voce include il nome del repository, le statistiche relative alle stelle (indicate con l'icona $\star$) e ai fork (indicati con l'icona $\curlyvee$), accompagnate da una breve descrizione del progetto. In basso a destra è presente l'immagine del profilo di Dan Nanni con il testo "Created by Dan Nanni" e l'indirizzo "study-notes.org".

L'elenco completo è: 1. torvalds/linux (238k $\star$ 62.9$\curlyvee$) Linux kernel source tree 2. ohmyzsh/ohmyzsh (188k $\star$ 26.4k$\curlyvee$) Community-driven zsh plugin manager 3. jlevy/the-art-of-command-line (161k $\star$ 14.8k$\curlyvee$) One-page command-line guide 4. ytdl-org/youtube-dl (141k $\star$ 10.7k$\curlyvee$) YouTube video command-line downloader 5. neovim/neovim (101k $\star$ 6.9k$\curlyvee$) Extensible Vim fork with modern UI support 6. junegunn/fzf (81.2k $\star$ 2.8k$\curlyvee$) A command-line fuzzy finder 7. BurtsSushi/ripgrep (65.5k $\star$ 2.6k$\curlyvee$) Fast recursive grep alternative 8. tldr-pages/tldr (63.0k $\star$ 5.3k$\curlyvee$) Collaborative cheat sheets for console commands 9. sharkdp/bat (59.4k $\star$ 1.6k$\curlyvee$) A cat clone with wings 10. tmux/tmux (47.1k $\star$ 2.7k$\curlyvee$) A Linux terminal multiplexer 11. helix-editor/helix (45.0k $\star$ 3.6k$\curlyvee$) A post-modern modal text editor 12. sharkdp/fd (43.5k $\star$ 1.1k$\curlyvee$) A simple, fast and user-frie user-friendly alternative to find 13. curl/curl (42.2k $\star$ 7.2k$\curlyvee$) A command line tool and library for data transfer 14. vim/vim (40.6k $\star$ 6.1k$\curlyvee$) An improved version of the good old UNIX editor Vi 15. dylanarapats/pure-bash-bible (41.7k $\star$ 3.6k$\curlyvee$) Bash alternatives to commands 16. 0xAX/linux-insides (32.7k $\star$ 3.5k$\curlyvee$) A book-in-progress on Linux kernel and insides 17. fish-shell/fish-shell (33.7k $\star$ 2.3k$\curlyvee$) The user-friendly user-friendly shell 18. aristocratos/btop (33.1k $\star$ 1.1k$\curlyvee$) A monitor of resources 19. ValveSoftware/Proton (32.0k $\star$ 1.5k$\curlyvee$) Compatibility tool for Stream Play 20. openssl/openssl (30.4k $\star$ 11.3k$\curlyvee$) A full-featured toolkit for TLS

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Linus Torvalds: «Il mio lavoro è lavorare con le persone e non uso intelligenza artificiale per lavorare con le persone... e ti consiglio caldamente di non farlo nemmeno tu»

«l'intelligenza artificiale è un ottimo strumento, ma è UNO strumento. Quando vedo persone dicono che il '99% del nostro codice è scritto da IA' mi arrabbio»

«AI è ottima per progetti usa e getta e lo chiamiamo Vibe Coding» (😁)

Fonte:
youtube.com/watch?v=3NSSGt9bZa…

#Linux #AI #VibeCoding

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in reply to Valerio Bozz

Bellissima intervista a Torvalds su youtube.com/watch?v=3NSSGt9bZa…
@boz la citazione più completa tradotta:

L'intelligenza artificiale è uno strumento fantastico, ma resta pur sempre uno strumento, e quando sento persone che dicono: «Ehi, il 99% del nostro codice è scritto dall'intelligenza artificiale», mi arrabbio davvero, perché sono praticamente certo che il 100% del codice di quelle stesse persone sia scritto dai compilatori, ma loro non lo dicono mai.

Questa voce è stata modificata (1 settimana fa)
in reply to Valerio Bozz

Se ho sbagliato a tradurre qualcosa vi prego di segnalarlo in modo un minimo puntuale 😁 premettendo che ho ascoltato l'intervista 2 volte, prima in lingua originale, poi in lingua italiana tradotta auto (la quale ha errori... tipo "vibe coding" é tradotta tipo "codifica delle vibrazioni" o qualcosa del genere 🤣 non fate affidamento ciecamente, come sempre)

Ah, YouTube = 💩, ma quella è la fonte. Video visito da NewPipe. Forse farebbe comodo un bot che metta commenti Nvidious.

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COSMIC Desktop si arricchisce con il nuovo System Monitor nativo
#linux #COSMICDesktop
Il nuovo ambiente desktop COSMIC si arricchisce di un Monitor di Sistema nativo scritto in Rust. Scopriamo la nuova dashboard "tutto in uno" di System76, pensata per monitorare CPU, GPU, memoria e processi in un'unica schermata e con il supporto all'effetto visivo Frosted Glass.

marcosbox.com/2026/06/27/cosmi…

@linux

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🐧 Linux è l'infrastruttura invisibile che fa funzionare Internet.

La maggior parte dei server del mondo gira su Linux: ospita siti web, archivia dati, esegue container e macchine virtuali, monitora servizi e tiene in piedi le infrastrutture digitali su cui facciamo affidamento ogni giorno.

😎👇 Scopri gli strumenti e le applicazioni che rendono possibile tutto questo.

Per altre infografiche dedicate a Linux e al Software Libero, segui @linux@diggita.com.

#unolinux #linux #gnulinux #server

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in reply to FediLUG Italia

Fornito da @altbot, generato localmente e privatamente utilizzando Gemma4:26b

@linux Un'infografica intitolata "Popular Linux Server Software", creata da Dan Nanni su study-notes.org, che presenta diverse categorie di software organizzate in bolle colorate con icone e nomi. Le sezioni includono Web Server (Apache, Nginx, OpenLiteSpeed, Caddy), Security & Compliance (OSSEC, (OSSEC, OpenSCAP, Wazuh, OpenVAS), Database Server (MySQL, Mongo DB, Postgres, Redis) e Backup & Replication (Bacula, Amanda, Rsync, Borg). Altre categorie sono File Server (Samba, NFS, Ceph, MinIO), Automation (Ans (Ansible, Puppet, Chef, Terraform) e Mail Server (Postfix, Dovecot, OpenSMTPD, Exim). L'immagine contiene inoltre Hypervisor & Containerization (KVM, Qemu, Podman, Docker), Monitoring (Nagios, Grafana, Zabbix, Monit), VPN Server (OpenVPN, WireGuard, StrongSwan, SoftEther), Git Server (Gitea, GitLab, Gogs, GitBucket) e Load Balancing (HAProxy, Traefik, Envoy, Nginx).

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Bella iniziativa: un hacker camp nel verde della Romagna!

Tre giorni di talk, workshop, birre e tende piantate in un prato a Fratta Terme. Prima edizione!

Tipo: gente che parla di reti mesh mentre al tavolo accanto c'è una padella di salsiccia. I bambini giocano, gli adulti saldano. Nessuno ha ragione su systemd.

rootcamp.rootclub.it/

Quando: 10 - 11 - 12 luglio 2026. Allestimento il 9, domenica 12 per il debrief.Se arrivi l'8 monti i palchi

segnalato su telegram: t.me/fedilugita

Questa voce è stata modificata (2 settimane fa)
in reply to Raster

beh sì spazia da un sistema di gestione delle connessioni che integra praticamente tutte le vpn esistenti e ti permette anche di essere connesso a più vpn in contemporanea a un launcher con funzionalità estese… scorciatoie da tastiera, partizionamento dello spazio del desktop, ecc. Sono tante piccole ( a volte non piccole ) cose che ti mancano tanto quando non le puoi più sfuttare
Questa voce è stata modificata (2 settimane fa)