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Partita la traduzione in italiano dell'applicativo gogocarto.fr chiunque può contribuire da hosted.weblate.org/projects/go… @nilocram #scuola @scuola@poliverso.org @scuola@a.gup.pe
Buon lavoro!

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In pochi giorno i followers dell'account del ministero dell'istruzione francese qui su #mastodon @lelibreedu hanno superato quelli dell'account su X/twitter: più di 5900 complimenti! @framaka @nilocram @scuola@poliverso.org @scuola@a.gup.pe #softwarelibero

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Esplorando il mondo delle carte geografiche in cui inserire punti di interesse mi sono imbattuto in gogocarto.fr
Non c'è l'interfaccia italiana ma il progetto è su hosted.weblate.org/projects/go…
Nuova proposta di traduzione? Può interessare a qualcuno? @nilocram @aborruso @ItaLinuxSociety @scuola@poliverso.org @scuola@a.gup.pe #softwarelibero #traduzioni
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Le biblioteche rimproverano il tentativo degli aventi diritto di modificare la legge sul copyright del Sudafrica

@libri

@scuola Due delle più grandi associazioni di biblioteche statunitensi, che rappresentano oltre 100.000 biblioteche, stanno protestando. Nello specifico, le associazioni si oppongono alla critica in corso alla proposta di legislazione sul copyright del Sud Africa, etichettandola come bizzarra, condiscendente e orwelliana.

@scuola

torrentfreak.com/libraries-sco…

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LED Laboratori di educazione digitale, 15-17 settembre a Roppolo (Biella): semidiserra.it/candidatature-p…
per giovani tra i 18 e 29 anni #EducazioneDigitale #sostenibilità #SoftwareLibero @scuola@poliverso.org @scuola@a.gup.pe @informapirata @maupao @wikimediaitalia #scuola #formazione
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Da oggi è disponibile online, open access, il numero speciale della Rivista di Storia dell'Educazione per i sessant'anni della riforma della scuola media, curato da me e Vanessa Roghi
@scuola@poliverso.org @scuola@a.gup.pe @scuola@mastodon.uno @notizie @poliverso @poliversity @intellectualhistory @histodons @histodon 👇👇 Un breve THREAD di presentazione 👇👇
t.co/91yCymAUQP
in reply to Andrea Mariuzzo

Storia della scuola, infine, è anche storia del suo ruolo e dei suoi contorni nell'immaginario collettivo e nelle grandi narrazioni popolari contemporanee
t.co/do8amFJ3n6

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in reply to Andrea Mariuzzo

in conclusione, un numero senz'altro non esaustivo degli spunti di ricerca più aggiornati, ma sicuramente capace di fornire una mappatura di come una disciplina vitale e in crescita quale la storia dell'educazione in Italia sappia riflettere, a più voci, su un suo tema strategico

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Quali elementi rendono scientifica una sede di pubblicazione? Il formato della pubblicazione o la modalità di peer review applicata rendono un contenuto meno scientifico e diminuirne il valore? ANVUR pensa di sì

@universitaly

Questa conclusione tuttavia è in aperto contrasto con il secondo commitment dell’agreeement della Coalition for Advancing Research Assessment (COARA) sottoscritto da ANVUR.

@scuola

roars.it/open-peer-review-per-…

in reply to macfranc

Grazie per questa condivisione! La questione è molto interessante ed è un dilemma serio: il referaggio è più oggettivo e onesto quando l'autore non conosce il nome del revisore o quando lo conosce?
Personalmente sarei per la seconda durante il processo e poi la pubblicazione anonima dei commenti del revisore. Però non credo ci sia un impatto diretto sulla qualità del contenuto scientifico, quanto sulla sua presentazione eventualmente. Se ci sono falle o imprecisioni raramente si fa finta di nulla, o almeno così vedo intorno a me.

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Le competenze non cognitive entrano nella didattica, la Camera approva il problem solving per gestire emozioni e stress: docenti da formare

@news

Il 3 agosto l’Aula della Camera dei deputati ha detto sì alle disposizioni per la prevenzione della dispersione scolastica mediante l’introduzione sperimentale delle competenze di tipo non cognitivo

@scuola

tecnicadellascuola.it/le-compe…

NSA_Server_04 doesn't like this.

in reply to macfranc

@macfranc @scuola @Notizie dall'Italia e dal mondo
In qualità di educatore, non posso che accogliere con gioia ogni iniziativa che possa fare del bene ai nostri ragazzi, favorire l'efficacia didattica, migliorare il benessere di tutti nel contesto scolastico... ma c'è una grave ipocrisia di fondo: ormai da anni sparlano di abbandono scolastico, di insuccesso, ecc... ma non è stata davvero presa una sola delle iniziative prioritarie e imprescindibili per minare alla base questi problemi, in primis, ma non solo, le "classi pollaio" (specialmente nel biennio della secondaria superiore, il più delicato, quello che segna il passaggio per i ragazzi in un ambiente molto diverso da quello sempre vissuto, in una età, quella dell'adolescenza, incredibilmente delicata per le rivoluzioni chimiche del fisico, della mente, per gli sconvolgimenti emotivi che li travolgono) che non sono state minimamente risolte, nonostante le 10000000 promesse di governi di ogni colore (costantemente 26-28 ragazzi in ogni prima, poco meno nelle seconde...) ...ma si inventano e buttano soldi x corsi su corsi di psicologia e tecniche vudù, quando non ci consentono proprio fisicamente di far fronte alla prima semplice necessità, quella di poter seguire ogni studente, ogni essere umano, come individuo unico, importante e singolo, da inserire certo nella collettività di un gruppo classe e della società, ma prima di tutto di poterlo trattare da uomo/donna e non "numero"...
E si potrebbe continuare con tanti altri aspetti, tutti figli della scuola diventata azienza invece che laboratorio educativo e formativo...

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Esplorando il programma per leggere ebook Thoriun, su suggerimento di @bluoltremauri scopro il feed opds e da li il sito libreture.com
Avete feed opds da suggerirmi? Conoscete libreture, che ne pensate? Ho cercato qualcosa in italiano ma non ho trovato nulla per ora. Internet Archive potrebbe essere collegato in qualche modo #insplorazione @nilocram @scuola@poliverso.org @scuola@a.gup.pe

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in reply to maupao

@alephoto85 @scuola@a.gup.pe @libri Ciao Paolo, di Libreture purtroppo non so niente. Come punto di partenza su #ereader (#liseuse per i francesi) e #OPDS puoi vedere questo articolo: liseuses.net/liseuses-opds/ Qui invece una lista di cataloghi OPDS: opdshome.uo1.net/
Per tutto ciò che riguarda gli #ebook, molto utile mobileread.com/ (occorre registrarsi)

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in reply to Alessandro

@alephoto85 @scuola@a.gup.pe @libri
Hello!

You can store your DRM-free ebooks in your Libreture library, and then access them through any OPDS-compatible e-reading device or app, such as Thorium.

I would love to add Italian DRM-free ebook shops to my list, if you know of any.

libreture.com/bookshops/

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in reply to Libreture

@libreture @scuola@a.gup.pe @libri @RaffaeleFantazzini

Hi and thanks for your project 🙏

I can only think of the liberliber association website. It has a huge catalog of DRM-free ebooks in Italian that can be downloaded for free from their website. Users can support them with a voluntary donation. The books are available in different formats: EPUB, PDF, ODT mainly.

I think its perfect for your list of online bookshop.

liberliber.it/online/

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È disponibile il programma preliminare del primo convegno ITAliano sulla Didattica dell’INFOrmatica (ITADINFO 2023) che si svolgerà dal 13 al 15 ottobre 2023 a Bari

@informatica

Il convegno si svolgerà dal pomeriggio di venerdì 13 ottobre alla mattina di domenica 15 ottobre
@scuola
itadinfo.it/programma/#inizio

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Ma che cos’è uno strumento educativo digitale responsabile?


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In occasione della traduzione in italiano della home page di La Digitale, riprendo questo articolo di Emmanuel Zimmert in cui l’autore espone i principi su cui si basa La Digitale, un progetto che sviluppa e distribuisce gratuitamente una raccolta di strumenti digitali e applicazioni libere e responsabili (24 solo quelli online!) da utilizzare soprattutto nell’insegnamento/apprendimento in presenza e a distanza.

Ecco come vengono presentati gli obiettivi di La Digitale nella home page del sito:

1. progetta e sviluppa strumenti e applicazioni digitali liberi e responsabili per insegnanti;
2. accresce la consapevolezza delle buone pratiche e della sobrietà digitale in ambito educativo ;
3. difende una tecnologia digitale educativa virtuosa e inclusiva lontana dalle grandi aziende guidate dalla corsa al profitto e dalla raccolta e vendita di dati.

Viste le premesse, penso che valga la pena provare gli strumenti liberi che Emmanuel Zimmert ha sviluppato e messo a disposizione gratuitamente.


Qui sotto trovate la traduzione italiana del suo articolo che è distribuito con licenza Creative Commons BY-NC-SA.

A questo link potete ascoltare la lettura dell’articolo: funkwhale.it/library/tracks/17…

Buona lettura e buon ascolto 🙂

Ma che cos’è uno strumento educativo digitale responsabile?


Prima di proporre alcune caratteristiche di uno strumento educativo digitale responsabile, è innanzitutto necessario ricordare quali sono i mezzi utilizzati dalle aziende di tecnologia educativa e digitale in generale per monetizzare i propri prodotti
Il modello a pagamento: l’applicazione o il servizio è disponibile dopo il pagamento (una tantum o ricorrente). 
Il modello freemium: l’applicazione o il servizio possono essere utilizzati gratuitamente con funzionalità o possibilità di creazione limitate. Tutte le funzionalità vengono sbloccate dopo il pagamento. Questo è un modello comunemente utilizzato dalle società edtech, in quanto consente agli utenti di avere un’idea del prodotto (e potenzialmente di creare una dipendenza) prima di passare alla cassa.
Il modello gratuito: è anche un modello comune, soprattutto tra i GAFAM. Tutte le funzionalità sono immediatamente disponibili gratuitamente. Il potenziale di monetizzazione, spesso sconosciuto agli utenti, sta altrove: nei dati che queste aziende potranno raccogliere, utilizzare, mixare, rivendere per generare pubblicità mirata, per stabilire abitudini di consumo, ecc.
Bisogna sempre tenere presente che l’obiettivo rimane principalmente commerciale: si tratta ovviamente di offrire contenuti e servizi di qualità, ma si tratta soprattutto e prima di tutto di vendere, con strategie di marketing più o meno eleganti.

Alcune caratteristiche di uno strumento educativo digitale responsabile

Per La Digitale , uno strumento educativo digitale responsabile è …
• uno strumento con un modello economico chiaro e trasparente;
• uno strumento senza pubblicità;
• uno strumento con codice sorgente aperto e conforme ai valori del software libero;
• uno strumento che pone la rilevanza educativa al centro della sua progettazione;
• uno strumento di facile accesso (può essere utilizzato senza dover creare un account o con la creazione di un account senza un indirizzo email);
• uno strumento che non raccoglie dati personali (o che indica molto chiaramente quali dati vengono utilizzati e per quale scopo);
• uno strumento che non raccoglie dati statistici (o che utilizza strumenti gratuiti e self-hosted per farlo);
• uno strumento che ottimizza (compressione delle immagini, ecc.) o limita l’uso dei media (il video è ancora il modo più efficace per presentare un concetto, una nozione?);
• uno strumento con funzionalità mirate che non cerca di fare tutto, ma al contrario di fare una cosa e di farla bene;
• uno strumento che non mostra un numero eccessivo di notifiche e che non è invadente;
• uno strumento che è oggetto di una progettazione, concezione e sviluppo etico: caricamento rapido, codice ottimizzato, scelta delle tecnologie pertinenti, ecc. Su questo argomento, GreenIT.fr, con il supporto di oltre 50 collaboratori che sono membri del collettivo Conception Numérique Responsable, ha realizzato un manuale di 115 buone pratiche di web design ecocompatibile.

Uno strumento digitale responsabile considera anche l’utente responsabile e lo aiuta a implementare buone pratiche.

È sempre necessario essere inondati di notifiche per farci sapere in un flusso continuo cosa sta succedendo online, quello che qualcuno ha fatto o commentato, ecc.? Ovviamente si tratta di catturare il famoso tempo cerebrale disponibile.

È sempre necessario che il nostro telefono, questo caro amico, ci dica (ci detti?) cosa fare, dove andare in ogni momento? Non lo trovi “infantilizzante”? Stiamo ancora usando la nostra buona vecchia memoria umana?

Esempio di responsabilità e buona pratica: quando crei un nuovo contenuto con uno strumento La Digitale, è necessario recuperare e archiviare il collegamento a questo contenuto, perché non c’è altro modo per riottenere l’accesso a questo contenuto. Ciò richiede quindi organizzazione: il collegamento può essere aggiunto in una presentazione, nella cartella del corso o in un file di testo, ecc.

La discussione continua.
Digitalmente vostro
Emmanuel Zimmert

L'articolo si può scaricare anche in formato .pdf da qui: dgxy.link/ladigitale3

#scuola #softwarelibero #sostenibilità
@Scuola - Gruppo Forum
@scuola@a.gup.pe
@Informa Pirata


Che cos'è uno strumento digitale responsabile?


Lettura dell'articolo di Emmanuel Zimmert "Che cos'è uno strumento digitale responsabile?"(in traduzione italiana) pubblicato:
qui


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Leggi con calma questo articolo ladigitale.dev/blog/l-enseigna… ed ecco che si scoprono un po' di risorse utili per la #scuola @scuola@poliverso.org @scuola@a.gup.pe @nilocram @ladigitale

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la home page di @ladigitale è in italiano ladigitale.dev/it
Un enorme grazie a Emmanuel Zimmert @ez, ideatore e
realizzatore dei servizi di La Digitale, al team di traduzione in
italiano (Omar Lazzari e @nilocram ) al sostegno e al supporto di @mattruffoni e di @madbob presidente di @ItaLinuxSociety È attiva anche una mail di supporto dedicata agli utenti italiani.
@scuola@poliverso.org @scuola@a.gup.pe #scuola #softwarelibero

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in reply to maupao

@sirol
Altra cosa ancora è il lavoro di @framaka che è stato fondatore di @Framasoft e che da un paio di anni lavora al ministero francese per favorire, promuovere e far conoscere soluzioni basate su #softwarelibero
@ladigitale @nilocram @mattruffoni @ItaLinuxSociety @scuola@poliverso.org @scuola@a.gup.pe

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Tesori d'archivio: le tavole illustrate di un trattato di fine '800 sull'allevamento di pappagalli - Frizzifrizzi

@culture

"Tesori d'archivio" è probabilmente la mia rubrica preferita di Frizzifrizzi.
Vale la pena seguirla. Nei vari articoli, oltre alle interessanti ricostruzioni storiche trovate anche i link per scaricare le illustrazioni, spesso anche in alta risoluzione.

#arte #arteSegreta #cromoxilografia #scienzenaturali #illustrazione #incisione

@scuola

frizzifrizzi.it/2023/07/25/tes…

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Università: il 20 settembre la prova di ammissione ai corsi di laurea a Scienze della formazione primaria

@universitaly

Ciascun ateneo elaborerà la propria prova che dovrà consistere nella soluzione di 80 quesiti con quattro opzioni di risposta di cui una sola quella corretta. Degli 80 quesiti, 40 valuteranno le competenze linguistiche e di ragionamento logico; 20 saranno dedicati alla cultura letteraria, storico-sociale e geografica; i restanti 20 verteranno sulla cultura matematico-scientifica.

@scuola

mur.gov.it/it/news/mercoledi-1…

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Ragusa Foto Festival Ritorna dal 20 Luglio al 27 Agosto Presso uno dei Borghi più Belli d’Italia

@culture

Se siete in zona...
Il direttore artistico è Claudio Composti, a mio modesto parere, una persona davvero preparata.

"Mostre monografiche, letture portfolio, talk, e workshop: scopri il programma dell'undicesima edizione Ragusa Foto Festival."

#arte #ArteSegreta #fotografia #mostre #festival #portfolio

@scuola

lomography.it/magazine/351247-…

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Una mappa mentale di @eyssette (Cédric Eyssette) sugli usi del #Markdown, in versione italiana: dgxy.link/MD_EYSSETTE. Cliccare sui cerchietti colorati per espandere la mappa. La versione originale si trova qui: mymarkmap.netlify.app/#github.… #scuola Un grosso grazie all'autore per il suo lavoro con Markdown 😀 @maupao @scuola@a.gup.pe @scuola@poliverso.org @informapirata
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Domani inizia a Budapest il 44° meeting annuale dell'International Standing Conference for the History of Education, che avrà come tema centrale "Education and reform".
Presenterò anch'io un paper sulle riforme universitarie italiane dal 1980 al 2010 e sui loro esiti
reformpedagogiaiegyesulet.hu/i…
@histodons @histodon @intellectualhistory @poliversity @scuola@poliverso.org @scuola@a.gup.pe @scuola@mastodon.uno @notizie @poliverso
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5 libri illustrati per bambini da leggere questa estate

@libri@feddit.it

"Dal volume dedicato alla storia della Torre Eiffel all'albo illustrato sulle vite di Mozart e Bach. Ecco cinque libri per accompagnare i più piccoli in questi giorni d'estate"

Continua su Artribune

#libri #mastolibri #libripendolari #Bibliofilincurabili #libriIllustrati #libriperbambini #libriperragazzi

@libri@poliverso.org @scuola

artribune.com/editoria/2023/07…

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Mentre esploro qui e là le disponibilità di audiolibri mi imbatto nel progetto librivox.org/ una grande raccolta di audiolibri di opere in pubblico dominio. ci sono titoli anche in italiano. #scuola @nilocram @scuola@poliverso.org @scuola@a.gup.pe @alephoto85 @bluoltremauri

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Scribe - CEMEA

scribe.cemea.org/ una soluzione libera per la trascrizione in testo di file audio o di video da youtube o peertube @nilocram @scuola@poliverso.org @scuola@a.gup.pe @alephoto85 @ItaLinuxSociety

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Il Museo della Natura e dell’Uomo apre le porte a Padova: è il più grande in Italia

@culture

"A Palazzo Cavalli di Padova, apre le porte il MNU - Museo della Natura e dell’Uomo: 200mila reperti e 4 miliardi di anni di storia, per il museo naturalistico e antropologico più grande d’Italia"

Continua su Exibart

#musei #cultura #arte

@scuola

exibart.com/musei/il-museo-del…

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"Uno dei libri più belli di sempre!" Davvero?

@libri@feddit.it

Amicɜ,
mi è venuto in mente di scrivere questo post dopo aver iniziato "Gilead", libro e autrice osannati da tantissime persone ma che, sinceramente, mi sta annoiando e non credo riuscirò a finire.
Quindi, qual è il libro stra consigliato e amato da tutti che non siete riusciti a finire? Capita spesso, quindi giù la maschera!
Dai che ci divertiamo!!!

@libri@poliverso.org @scuola

#libri #unlibroalgiorno #mastolibri #libripendolari #LibriSegreti

OpusSpike doesn't like this.

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“Il metodo geniale” di Giulio Deangeli

@libri

Amicɜ lettorɜ,
ammetto di essere sempre molto diffidente verso questo genere di testi ma, in questo caso, il CV dell'autore mi ha incuriosito.
Al netto delle critiche, alcune anche sensate, che ho trovato in rete (su reddit principalmente) mi piacerebbe leggerlo perché l'argomento mi interessa.

Domanda: Qualcuno l'ha letto? Opinioni?

#scuola #libri #LibriSegreti #studio #metodo

@libri @scuola

letture.org/il-metodo-geniale-…

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La tavola rotonda sull'interdisciplinarità nella ricerca educativa a cui ho partecipato lo scorso anno al congresso brasiliano dell'AFIRSE è diventata articolo a più mani per la rivista "La recherche en éducation", ed è ora disponibile open access
@scuola@poliverso.org @scuola@a.gup.pe @scuola@mastodon.uno @histodons @histodon @intellectualhistory
@poliversity periodicos.ufam.edu.br/index.p…
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Molto interessante il portale medialibrary.it/ che permette di accedere a molte risorse. In particolare oggi ho appena scoperto le Storie medialibrary.it/storie/ricerca… e le Liste medialibrary.it/liste/liste.as… che permettono di organizzare i contenuti attingendo alla banca dati di risorse liberamente disponibili @nilocram @scuola@poliverso.org @scuola@a.gup.pe #biblioteca #libri #ebook #audiolibri #scuola
in reply to maupao

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@scuola@a.gup.pe Le stories di MLOL si basano sul protocollo aperto #IIIF (International Image Interoperability Framework) che permette l'annotazione di immagini ad alta risoluzione: iiif.io/ Non è necessario registrarsi a #MLOL, qui un editor gratuito: storiiies-editor.cogapp.com/ e un esempio di quello che si può fare con IIIF, da un'immagine della National Gallery: storiiies.cogapp.com/viewer?ma… @informapirata @alephoto85 @mauriziocarnago

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Ieri si è svolto il primo incontro organizzato dalla SIPED (Società italiana di Pedagogia) su opportunità, criticità, progetti e risultati del PNRR in ambito educativo e scolastico: un primo bilancio sulla messa in opera delle grandi energie pedagogiche del paese in questa occasione
@scuola@poliverso.org @scuola@a.gup.pe @scuola@mastodon.uno @notizie @poliverso youtube.com/live/UZ8p-ek369I?f…
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Il 14 luglio sarà disponibile il mio video di presentazione della nuova edizione aggiornata della Storia della scuola italiana, appena pubblicata da Morcelliana Scholé. Video in cui, temo, non c'era nessun fotogramma in cui uscissi meglio che in quello messo in anteprima...
@scuola@poliverso.org @scuola@a.gup.pe @scuola@mastodon.uno @intellectualhistory @notizie @poliverso youtu.be/XA6j_sHDHLE
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#Accessibility for designer: where do I start? stephaniewalter.design/blog/ac… Una ricchissima raccolta di risorse sull'#accessibilità
Aggiungo, in italiano: Smontare i miti sull'accessibilità: a11ymyths.com/it/ #webdesign #UX #design @maupao @informapirata @scuola@a.gup.pe @scuola@poliverso.org
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Welfare culturale: corsi di lingua italiana per rifugiati, nei musei di Torino

@culture

Palazzo Madama e Polo del ‘900 ospitano corsi di lingua italiana per persone richiedenti asilo e rifugiate: in autunno il programma si estenderà anche agli altri musei, dal MAO alla Fondazione Sandretto.

#scuola #cultura #rifugiati #linguaitaliana

@scuola

exibart.com/progetti-e-iniziat…

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Come uccidere una rete decentralizzata (come il Fediverso)

di Ploum il 2023-06-23

In questo articolo molto interessante, Lionel Dricot ricostruisce la strategia dei #Gafam che sta dietro all'operazione Threads di Meta.

Un grosso grazie all'autore.

Buona lettura

L'anno è il 2023. L'intera Internet è sotto il controllo dell'impero GAFAM. Tutto? Beh, non del tutto. Perché alcuni piccoli villaggi stanno resistendo all'oppressione. E alcuni di questi villaggi hanno iniziato ad aggregarsi, formando il "Fediverso".
Con i dibattiti su Twitter e Reddit, il Fediverso ha iniziato a guadagnare fama e attenzione. La gente ha iniziato a usarlo davvero. L'impero ha cominciato ad accorgersene.

Capitalisti contro la concorrenza

Come ha detto Peter Thiel, uno dei principali investitori di Facebook: "La concorrenza è per i perdenti". Già, questi pseudo "il mercato ha sempre ragione" non vogliono un mercato quando ci sono dentro. Vogliono un monopolio. Fin dalla sua nascita, Facebook è stato molto attento a uccidere ogni concorrenza. Il modo più semplice per farlo è stato quello di acquistare le aziende che un giorno avrebbero potuto diventare dei concorrenti. Instagram e WhatsApp, per citarne alcune, sono state acquistate solo perché il loro prodotto attirava utenti e poteva gettare un'ombra su Facebook.
Ma il Fediverso non può essere comprato. Il Fediverso è un gruppo informale di server che discutono attraverso un protocollo (ActivityPub). Questi server possono anche eseguire software diversi (Mastodon è il più famoso, ma ci possono essere anche Pleroma, Pixelfed, Peertube, WriteFreely, Lemmy e molti altri).
Non si può comprare una rete decentralizzata!
Ma c'è un altro modo: renderla irrilevante. Questo è esattamente ciò che Google ha fatto con XMPP.


Come Google è entrato a far parte della federazione XMPP


Alla fine del XX secolo, i programmi di messaggeria istantanea (IM) erano di gran moda. Uno dei primi di grande successo fu ICQ, seguito rapidamente da MSN messenger. MSN Messenger era il Tiktok dell'epoca: un mondo in cui gli adolescenti potevano trascorrere ore e giorni senza adulti.
Poiché MSN faceva parte di Microsoft, Google ha voluto fargli concorrenza e nel 2005 ha presentato Google Talk, includendolo nell'interfaccia di Gmail. Ricordiamo che all'epoca non esistevano smartphone e pochissime applicazioni web. Le applicazioni dovevano essere installate sul computer e l'interfaccia web di Gmail era innovativa. MSN a un certo punto è stato persino fornito in bundle con Microsoft Windows ed era davvero difficile rimuoverlo. La creazione della chat di Google con l'interfaccia web di Gmail era un modo per essere ancora più vicini ai clienti rispetto a un software integrato nel sistema operativo.
Mentre Google e Microsoft lottavano per conquistare l'egemonia, gli appassionati di software libero cercavano di costruire una messaggistica istantanea decentralizzata. Come la posta elettronica, XMPP era un protocollo federato: più server potevano dialogare tra loro attraverso un protocollo e ogni utente si connetteva a un particolare server attraverso un client. Quell'utente poteva poi comunicare con qualsiasi utente su qualsiasi server utilizzando qualsiasi client. Questo è ancora il modo in cui ActivityPub e quindi il Fediverso funzionano.
Nel 2006, Google talk è diventato compatibile con XMPP. Google stava prendendo seriamente in considerazione XMPP. Nel 2008, mentre ero al lavoro, squillò il telefono. In linea, qualcuno mi disse: "Salve, siamo di Google e vogliamo assumerla". Ho fatto diverse telefonate e si è scoperto che mi avevano trovato attraverso la dev-list di XMPP.Stavano cercando degli amministratori di sistema per XMPP.
Quindi Google stava davvero adottando la federazione. Non era geniale? Significava che, improvvisamente, ogni singolo utente di Gmail diventava un utente XMPP. Questo non poteva che essere un bene per XMPP, giusto? Ero estasiato.


Come Google ha ucciso XMPP


Naturalmente, la realtà era un po' meno brillante. Innanzitutto, nonostante la collaborazione per lo sviluppo dello standard XMPP, Google stava realizzando una propria implementazione chiusa che nessuno poteva controllare. Si è scoperto che non sempre rispettavano il protocollo che stavano sviluppando. Non stavano implementando tutto. Questo ha costretto lo sviluppo di XMPP a rallentare, ad adattarsi. Nuove funzionalità interessanti non sono state implementate o non sono state utilizzate nei client XMPP perché non erano compatibili con Google Talk (gli avatar hanno impiegato moltissimo tempo per arrivare su XMPP). La federazione a volte si interrompeva: per ore o giorni non era possibile comunicare tra i server Google e i server XMPP regolari. La comunità XMPP fungeva da osservatrice e debugger dei server di Google, segnalando le irregolarità e i tempi di inattività (io l'ho fatto più volte, e questo è probabilmente il motivo dell'offerta di lavoro).
E poiché gli utenti di Google Talk erano molto più numerosi dei "veri utenti XMPP", c'era poco spazio per "non preoccuparsi degli utenti di Google Talk". I nuovi arrivati che scoprivano XMPP e non erano utenti di Google Talk avevano un'esperienza molto frustrante perché la maggior parte dei loro contatti erano utenti di Google Talk. Pensavano di poter comunicare facilmente con loro, ma in realtà si trattava di una versione degradata di ciò che avevano quando usavano Google Talk. Un tipico gruppo di utenti XMPP era composto principalmente da utenti di Google Talk e da alcuni geek.
Nel 2013, Google ha capito che la maggior parte delle interazioni XMPP avveniva comunque tra utenti di Google Talk. Non gli interessava rispettare un protocollo che non controllava al 100%. Quindi ha staccato la spina e ha annunciato che non sarebbe più stato federato. E ha iniziato una lunga ricerca per creare un servizio di messaggistica, a partire da Hangout (a cui sono seguiti Allo, Duo e poi ho perso il conto).
Come previsto, nessun utente di Google ha battuto ciglio. In effetti, nessuno di loro se n'è accorto. Nel peggiore dei casi, alcuni dei loro contatti sono diventati offline. Tutto qui. Ma per la federazione XMPP è stato come se la maggior parte degli utenti fosse improvvisamente scomparsa. Persino gli irriducibili fanatici di XMPP, come il vostro servitore, hanno dovuto creare account Google per mantenere i contatti con gli amici. Ricordate: per loro eravamo semplicemente offline. Era colpa nostra.
Sebbene XMPP esista ancora e sia una comunità molto attiva, non si è mai ripreso da questo colpo. Le aspettative troppo alte sull'adozione da parte di Google hanno portato a un'enorme delusione e a una silenziosa caduta nell'oblio. XMPP è diventato di nicchia. Così di nicchia che quando le chat di gruppo sono diventate di moda (Slack, Discord), la comunità del software libero le ha reinventate (Matrix) per competere mentre le chat di gruppo erano già possibili con XMPP. (Disclaimer: non ho mai studiato il protocollo Matrix, quindi non ho idea di come si comporti tecnicamente rispetto a XMPP. Credo semplicemente che risolva lo stesso problema e competa nello stesso spazio di XMPP).
XMPP sarebbe diverso oggi se Google non vi avesse mai aderito o non fosse mai stato considerato come parte di esso? Nessuno può dirlo. Ma sono convinto che sarebbe cresciuto più lentamente e, forse, in modo più sano. Che sarebbe più grande e più importante di oggi. Che sarebbe stata la piattaforma di comunicazione decentralizzata di default. Una cosa è certa: se Google non avesse aderito, XMPP non sarebbe peggiore di quello che è oggi.


Non è stata la prima volta: la strategia di Microsoft


Quello che Google ha fatto a XMPP non è una novità. Infatti, nel 1998, l'ingegnere Microsoft Vinod Vallopllil scrisse esplicitamente un testo intitolato "Blunting OSS attacks" in cui suggeriva di "differenziare (de-commoditize) i protocolli e le applicazioni [...]. Estendendo questi protocolli e sviluppandone di nuovi, possiamo impedire ai progetti OSS di entrare nel mercato".
Microsoft ha messo in pratica questa teoria con il rilascio di Windows 2000, che supportava il protocollo di sicurezza Kerberos. Ma il protocollo è stato esteso. Le specifiche di tali estensioni potevano essere scaricate liberamente, ma era necessario accettare una licenza che vietava di implementare tali estensioni. Non appena si cliccava su "OK", non si poteva lavorare su nessuna versione open source di Kerberos. L'obiettivo era esplicitamente quello di uccidere qualsiasi progetto di rete concorrente, come Samba.
Questo aneddoto è stato raccontato da Glyn Moody nel suo libro "Rebel Code" e dimostra che l'uccisione di progetti open source e decentralizzati è un obiettivo davvero consapevole. Non accade mai a caso e non è mai causato dalla sfortuna.
Microsoft ha utilizzato una tattica simile per assicurarsi il dominio nel mercato dell'office con Microsoft Office, utilizzando formati proprietari (un formato di file può essere visto come un protocollo per lo scambio di dati). Quando le alternative (OpenOffice e poi LibreOffice) sono diventate abbastanza brave ad aprire i formati doc/xls/ppt, Microsoft ha rilasciato un nuovo formato che ha definito "aperto e standardizzato". Il formato era, di proposito, molto complicato (20.000 pagine di specifiche!) e, soprattutto, sbagliato. Sì, sono stati introdotti alcuni bug nelle specifiche, il che significa che un software che implementa il formato OOXML completo si comporta in modo diverso da Microsoft Office.
Questi bug, insieme alle pressioni politiche, sono stati uno dei motivi che hanno spinto la città di Monaco a tornare indietro dalla migrazione verso Linux. Quindi sì, la strategia funziona bene. Oggi, docx, xlsx e pptx sono ancora la norma. Fonte: Ero presente, indirettamente pagato dalla città di Monaco per rfar sì che il rendering di LibreOffice OOXML fosse più simile a quello di Microsoft invece di seguire le specifiche.

AGGIORNAMENTO:
Questa tattica ha persino una pagina di Wikipedia


Meta e il Fediverso


Chi non conosce la storia è destinato a ripeterla. Il che è esattamente ciò che sta accadendo con Meta e il Fediverso.
Si dice che Meta diventerà "compatibile con Fediverso". Potrete seguire le persone su Instagram dal vostro account Mastodon.
Non so se queste voci abbiano un fondo di verità, se sia possibile che Meta prenda in considerazione l'idea. Ma una cosa mi ha insegnato la mia esperienza con XMPP e OOXML: se Meta si unisce al Fediverso, Meta sarà l'unico a vincere. In effetti, le reazioni mostrano che stanno già vincendo: il Fediverso è diviso tra il bloccare Meta o meno. Se ciò accadesse, significherebbe un mediverso a due livelli, frammentato e frustrante, con poca attrattiva per i nuovi arrivati.

AGGIORNAMENTO: Queste voci sono state confermate: almeno un amministratore di Mastodon, kev, di fosstodon.org, è stato contattato per partecipare a un incontro ufficioso con Meta. Ha avuto la migliore reazione possibile: ha rifiutato gentilmente e, soprattutto, ha pubblicato l'e-mail per essere trasparente con i suoi utenti. Grazie kev!
Mail di Meta a Kev, da Fosstodon, e risposta

So che tutti sogniamo di avere tutti i nostri amici e familiari sul Fediverso, in modo da evitare completamente le reti proprietarie. Ma il Fediverso non cerca il dominio del mercato o il profitto. Il Fediverso non cerca la crescita. Offre un luogo di libertà. Le persone che si uniscono al Fediverso sono quelle che cercano la libertà. Se le persone non sono pronte o non cercano la libertà, va bene. Hanno il diritto di rimanere su piattaforme proprietarie. Non dovremmo costringerle a entrare nel Fediverso. Non dovremmo cercare di includere il maggior numero di persone a tutti i costi. Dovremmo essere onesti e fare in modo che le persone si uniscano al Fediverso perché condividono alcuni dei valori che lo animano.
Competendo contro Meta nella cervellotica ideologia della crescita a tutti i costi, siamo certi di perdere. Loro sono i maestri di questo gioco. Stanno cercando di portare tutti nel loro campo, per far sì che le persone competano contro di loro usando le armi che vendono.
Il Fediverso può vincere solo mantenendo la sua posizione, parlando di libertà, morale, etica, valori. Avviando discussioni aperte, non commerciali e non campate in aria. Riconoscendo che l'obiettivo non è vincere. Non è aderire. L'obiettivo è rimanere uno strumento. Uno strumento dedicato a offrire un luogo di libertà agli esseri umani connessi. Qualcosa che nessuna entità commerciale potrà mai offrire.

Testo originale: https://ploum.net/2023-06-23-how-to-kill-decentralised-networks.html
Distribuito con licenza Creative Commons BY-SA
Traduzione italiana: framapiaf.org/@nilocram
Illustrazione di David Revoy
Traduction en Français par Nicolas Vivant
Traducción Española de Matii
Deutsche Übersetzung von Janet und anderen

#Fediverso #Fediverse #Gafam #XMPP #Mastodon #SoftwareLibero
@Informa Pirata @Scuola - Gruppo Forum @Devol :fediverso: @maupao

La Newsletter di Programma il Futuro - giugno 2023

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Programma il Futuro festeggia il nono anno di attività


Al termine dell'anno scolastico 2022-23 Programma il Futuro ha festeggiato il nono anno di attività il 13 giugno 2023 a Roma, nella Sala Aldo Moro del Ministero dell'Istruzione e del Merito. Sono state premiate le classi vincitrici del concorso “Libertà e solidarietà nella società digitale”, che ha portato studenti di tutti i livelli di scuola a riflettere sull’importanza di condividere e collaborare nell’interesse comune e senza prevaricare la libertà degli altri.

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Primo convegno nazionale sulla didattica dell’Informatica


Si svolgerà a Bari dal 13 al 15 ottobre il primo convegno italiano dedicato alla didattica dell’informatica (ITADINFO), organizzato dal Laboratorio Informatica e Scuola del CINI in collaborazione con il Dipartimento di Informatica dell’Università di Bari “Aldo Moro” e con l’associazione di promozione sociale “APS Programma il Futuro”. Previste sessioni dedicate alla discussione di esperienze sul campo realizzate da insegnanti e formazione laboratoriale interattiva

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Diversità e inclusione, l’iniziativa Eni con Programma il Futuro


Eni, partner "Filantropo" del progetto, sponsorizza una sfida speciale riservata agli studenti delle scuole superiori per stimolare la riflessione sulle relazioni che legano l’informatica al tema della diversità e dell’inclusione. L’iniziativa prevede la partecipazione di tutti gli studenti frequentanti le scuole secondarie italiane di secondo grado, statali e paritarie, del territorio nazionale ed estero. La scadenza per l'invio degli elaborati è il 31 luglio 2023. Informazioni su come partecipare all’iniziativa:

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Appello per il software libero nelle scuole


Molti insegnanti e dirigenti scolastici vorrebbero sostituire alcuni software proprietari utilizzati nella scuola con prodotti di software libero alternativi. In questa pagina si stanno raccogliendo offerte di collaborazione di imprese, enti di ricerca o singoli studiosi anche molto giovani che potrebbero aiutare a colmare le carenze tecniche e organizzative che finora hanno impedito questa migrazione.

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Accorgimenti di Seeweb per la sicurezza delle email


Gli attacchi hacker tramite email sono una minaccia sempre presente, ma è possibile difendersi facendo attenzione ad alcuni elementi, come l’indirizzo del mittente o gli indirizzi email ed i link con caratteri speciali. Per scoprire i 5 accorgimenti consigliati da Seeweb per difendersi da attacchi hacker, ecco un utile e pratico documento scaricabile dal blog dell’azienda.

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Ragazze Digitali - L’informatica è un gioco da Ragazze!


Sono aperte le iscrizioni a 18 summer camp gratuiti di avvicinamento alla programmazione informatica, in modo laboratoriale, divertente e creativo, rivolti alle studentesse che hanno frequentato il terzo e quarto anno delle scuole superiori dell’Emilia-Romagna.

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Le competenze per un uso pedagogico del coding: pensiero logico e informatica


Il sillabo aggiornato della Certificazione EPICT "Coding" descrive le competenze necessarie a rendere le attività di coding percorsi dal valore pedagogico e per l'acquisizione esplicita di conoscenze della disciplina Informatica. Col Master online MOE dell'Università di Genova si approfondiscono le specifiche competenze per ordine di scuola.

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Siamo fatti di carta - Einaudi 2023

@libri@feddit.it

Preso stamattina, color tabacco.
È davvero ben fatto, molto capiente e sembra molto resistente.

Se avete in lista qualche libro Einaudi e vi manca uno zaino è il momento giusto 😉.

#libri #libripendolari #Bibliofilincurabili #mastolibri #unlibroalgiorno

@libri@poliverso.org @scuola

einaudi.it/campagne/campagna-g…

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in reply to ecate85

c'è solo il moschettone e una grande tasca dietro, con cerniera.
Però il moschettone è piccolo e l'apertura è rivolta verso la schiena, senza contare il risvolto... non so se riescono ad aprirlo senza allarmarti!
Magari sono troppo ottimista... comunque il portafoglio lo metterei nella tasca dietro 😅

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Gita alla casetta rosa - Parco Morselli - Gavirate

@libri@feddit.it

Finalmente sono riuscito ad andarci. Una grande emozione, un posto favoloso.

Se passate in zona Varese vi consiglio di fermarvi.
La camminata è breve e il parco è ben attrezzato con panchine e giochi per bambini.
La vista sul lago di Varese è meravigliosa.

Ti eri costruito davvero un bel posticino 😢

#guidomorselli #casarosa #Varese #camminare #luoghisegreti

@scuola @libri@poliverso.org

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La "filiera" di Valditara, proposta di ennesimo rimaneggiamento dell'istruzione professionale, rischia di riportare una precoce canalizzazione degli studenti verso un destino lavorativo "segnato" e una formazione al "mestiere" più orientata alla pronta resa che progettata pedagogicamente come veicolo di crescita culturale e umana. Si spera sia solo un altro ballon d'essai
@scuola@poliverso.org
@scuola@a.gup.pe
@scuola@mastodon.uno
@notizie
@poliverso roars.it/valditara-rispolvera-…
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L'ultimo numero della rivista Pedagogia oggi, disponibile da oggi in open access, raccoglie i contributi dei migliori specialisti italiani su un altro tema tanto "caldo" nel dibattito pubblico quanto trattato in modo inappropriato rispetto alla ricerca più aggiornata: quello della valutazione, nelle e delle istituzioni formative
@scuola@poliverso.org @scuola@a.gup.pe @scuola@mastodon.uno @notizie @poliverso ojs.pensamultimedia.it/index.p…
in reply to Andrea Mariuzzo

Una lettura di almeno parte dei saggi pubblicati permetterà di uscire dall'idea sostanzialmente disciplinante sia della valutazione individuale (per la quale non a caso non si riesce ad abbandonare l'espressione in voti), sia della verifica di qualità dei servizi educativi e scolastici, ancora così presente in tanta nostra politica (e nel consenso dell'opinione pubblica) in funzione anti-insegnante
in reply to Andrea Mariuzzo

Ciò in vista di un approdo, partecipato e per certi versi "militante", alla valutazione intesa come sostegno e promozione del processo di apprendimento, e alla qualità intesa come effetto della partecipazione dei professionisti alla determinazione delle politiche di gestione delle istituzioni educative
in reply to Andrea Mariuzzo

Sono assolutamente d'accordo sulla valutazione individuale (mio figlio frequenta una scuola Montessori, senza voti fino in quinta elementare), e credo anche che la qualità del servizio scolastico debba essere "valutata" (un feedback veloce è la base del miglioramento continuo) ma che questa valutazione sia proprio data, all'insegnante, dai "risultati" (non numerici) che vede nei lavori in classe, non da test estemporanei a caso.
@informapirata

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