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Zettlr compie otto anni e festeggia con la versione 4.0: l’aggiornamento più grande di sempre


Zettlr 4.0 è disponibile: l'editor Markdown open source festeggia otto anni con un nuovo editor di tabelle, visualizzatore PDF integrato e numerosi miglioramenti al flusso di lavoro.
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L’applicazione open source per la scrittura in Markdown taglia un traguardo importante e lo celebra con una versione che porta con sé novità sostanziali, a partire da un editor di tabelle completamente riscritto.

Zettlr è un software gratuito pensato per chi scrive molto: ricercatori, studenti, autori, o semplicemente chi preferisce lavorare con file di testo strutturati senza dipendere da suite pesanti. Con la versione 4.0, rilasciata proprio nel giorno dell’ottavo compleanno del progetto, il team ha messo mano a diverse aree dell’applicazione.

L’editor di tabelle, finalmente affidabile


La novità più attesa riguarda le tabelle. Chi usa Zettlr da tempo sa che modificare tabelle in Markdown poteva trasformarsi in un’esperienza frustrante, con perdite di dati e comportamenti imprevedibili. Il team ci ha lavorato per circa diciotto mesi, ricostruendo l’intera funzionalità da zero.

Il nuovo editor si integra meglio con il flusso di scrittura e, come riporta l’annuncio ufficiale, permette di navigare tra le celle, aggiungere o spostare righe e colonne anche senza attivare la modalità visuale. All’interno delle tabelle funzionano ora le scorciatoie classiche: grassetto, corsivo, link, formule matematiche.

Una nota: le tabelle a griglia (grid tables) non sono più supportate nell’editor visuale, anche se alcune scorciatoie continuano a funzionare. Il supporto potrebbe tornare in futuro.

Visualizzatore integrato per immagini e PDF


Altra aggiunta interessante: Zettlr può ora aprire immagini e file PDF direttamente nell’applicazione, affiancandoli ai documenti su cui si sta lavorando. Per le immagini c’è lo zoom e la possibilità di scorrere file di grandi dimensioni; per i PDF viene sfruttato il visualizzatore già presente in Chromium, dato che Zettlr è costruito su Electron.

Non aspettatevi funzioni di modifica: si tratta di strumenti di consultazione, utili per avere sott’occhio un grafico o un documento mentre si scrive.

Citazioni più chiare e flusso di lavoro più fluido


Il sistema di gestione delle citazioni è stato riscritto per offrire un riscontro visivo più immediato: ora si capisce subito se la sintassi è corretta. È stata aggiunta anche la compatibilità con pandoc-crossref per i riferimenti incrociati a immagini, tabelle e formule.

Sul fronte del flusso di lavoro generale, l’esportazione è più rapida, l’inserimento di note a piè di pagina e link è stato semplificato, e c’è una nuova schermata di benvenuto che guida i nuovi utenti nella configurazione iniziale. Le statistiche di scrittura sono state rinnovate con una visualizzazione a calendario e grafici più leggibili.

Infine, il sistema che gestisce i file aperti nell’applicazione (chiamato FSAL) è stato riscritto per rilevare più velocemente le modifiche fatte da altri programmi.


FONTE zettlr.com

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Capodanno sempre più domestico per gli italiani: dal brindisi in casa al Sottosopra


Sempre più italiani scelgono di festeggiare il Capodanno in casa, tra brindisi domestici, nuove tendenze di consumo e cambiamenti nelle abitudini sociali
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“Cosa fai a Capodanno?” è la domanda più temuta da ottobre in poi e parte la gara tra amici ad organizzare la serata più epica di sempre. Tuttavia, secondo i dati raccolti da idealo, il Capodanno degli italiani si conferma sempre più come un’esperienza intima e riservata: meno eventi di massa, più casa, intrattenimento e benessere, per un momento condiviso e tempo di qualità insieme. Le intenzioni di acquisto mostrano un netto spostamento verso le ricerche per intrattenimento indoor, cibo e preparazione personale, a discapito delle feste fuori casa.

Serata in casa all’insegna dei giochi, ma senza trascurare il look


A trainare le ricerche per l’ultima serata dell’anno sono soprattutto le forme di intrattenimento casalingo, con un vero e proprio boom del settore gaming: rispetto a un anno fa, i videogame registrano una crescita del +221%, le console del +53% e i televisori del +43%, affiancati da proiettori (+35%) e sistemi audio domestici. Segnali chiari di un Capodanno vissuto tra giochi, film e musica condivisa.

Regali digitali a Natale: un italiano su tre li sceglie
Un italiano su tre sceglierà regali digitali per Natale: abbonamenti, gift card e servizi online guidano il nuovo shopping natalizio tech
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Il cenone di Capodanno resta un momento chiave, soprattutto a livello di coccole da concedersi. Aumentano infatti dolci e cioccolato (+118%), il vino (+77%) e il caffè (+39%), mentre calano gli elettrodomestici e le attrezzature da cucina più strutturali, segno di una convivialità più semplice, ma ricercata.

Anche se in casa, non passa in secondo piano l’attenzione alla cura personale e alla preparazione per la serata. Il make-up e i profumi registrano incrementi rilevanti, con il rossetto a +154%, i beauty gift set a +111% e le fragranze unisex a +101%, indicando che l’aspetto e il rituale della preparazione restano centrali.
man in black jacket standing on rockPhoto by Karsten Winegeart / Unsplash

Dal Demogorgone al divano: Stranger Things protagonista delle feste


Le festività di fine anno, tra Natale e Capodanno, sono il momento ideale per recuperare episodi e concedersi lunghe maratone di serie TV, complice il maggiore tempo libero trascorso in casa. In questo contesto, l’uscita della nuova stagione di Stranger Things ha acceso un interesse senza precedenti: secondo i dati, i prodotti legati alla serie hanno fatto registrare un vero e proprio super-boom, con un volume di ricerche oltre 32 volte superiore rispetto all’anno precedente e un aumento costante sia dell’interesse sia dei prezzi man mano che ci si avvicinava al periodo festivo.
Immagine tratta dalla serie Stranger ThingsImmagine tratta dalla serie Stranger Things
L’universo di Hawkins entra così nelle case degli italiani attraverso oggetti ispirati ai suoi personaggi e luoghi iconici, da Undici al Demogorgone, fino al Sottosopra. A guidare le ricerche sono i Funko, che raggiungono il 49% dell’interesse, seguiti dai Calendari dell’Avvento Stranger Things (21%) e dai set LEGO (8%), tra cui quello dedicato proprio al Sottosopra. Spazio anche a prodotti pensati per accompagnare le serate sul divano, come puzzle, action figure, lampade per bambini, set di bellezza, ciondoli e bracciali ispirati all’Hellfire Club, fino alla Moka Express Stranger Things, perfetta per scandire una puntata dopo l’altra. Dettagli che raccontano un Capodanno sempre più domestico, fatto di serie TV, piccoli rituali e momenti di condivisione davanti allo schermo.
Passeggiata tra le piste di neve di due appassionati di sciPasseggiata tra le piste di neve di due appassionati di sci

Tanti a casa, ma non mancano i viaggi


Anche se i dati raccontano di una maggioranza che trascorrerà il Capodanno a casa, non manca chi sceglie di viaggiare: in questo caso la montagna si conferma la destinazione preferita. L’attrezzatura per snowboard segna un +120% anno su anno, mentre le ricerche di tavole da snowboard registrano un incremento del +62% e quelle degli sci del +49%. I guanti e i pantaloni da sci di ricerca rientrano tra i nuovi trend emersi proprio quest’anno.

Da sottolineare come invece le ricerche legate ad accessori per il mare e per una vacanza in una località dal clima mite siano invece in calo rispetto allo scorso anno, segno che ci si muove preferendo la neve al caldo.

DJI Osmo Action 6: apertura variabile e novità tecniche
Osmo Action 6 segna un’evoluzione nel mondo delle action cam grazie all’introduzione dell’apertura variabile: maggiore controllo dell’esposizione, migliori riprese con luce difficile e qualità video superiore rispetto ai modelli precedenti
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Non manca qualche ricerca legata alla tecnologia, fondamentale per chi viaggia in città, esplorando capitali europee o capoluoghi italiani, dove la ricerca dello spot per la fotografia perfetta da condividere sui social è un must. Crescono così le ricerche per action camera (+65%) e droni (+109%), ma anche per le fotocamere & videocamere per bambini (+54%) in modo che anche i più piccoli possano divertirsi a scattare quante più foto possibile.


Natale sempre più digitale: un italiano su tre sceglie regali tech


Secondo gli ultimi dati di Kaspersky, i regali digitali e gli auguri personalizzati saranno molto popolari durante queste festività natalizie 2025/2026, con gli abbonamenti ai servizi di streaming e i crediti di gioco che occupano le prime posizioni nelle wishlist. Con la vita quotidiana sempre più digitale, anche il modo di fare i regali sta cambiando: i doni virtuali non sono più una novità, ma una scelta sempre più diffusa. Alla vigilia della stagionale corsa agli acquisti natalizi, Kaspersky ha condotto un sondaggio per scoprire la reale popolarità dei regali digitali e quali conquistano davvero il cuore dei consumatori.
La fascia più giovane della popolazione si conferma la vera pioniera dei regali virtualiLa fascia più giovane della popolazione si conferma la vera pioniera dei regali virtuali
In Italia il 41% degli intervistati preferisce i regali fisici, dichiarando di non avere alcuna intenzione di cambiare idea nel prossimo futuro, ma circa un quinto ha già acquistato in passato regali digitali e il 32% pianifica di farlo quest’anno. A livello globale, la fascia più giovane della popolazione (18-34 anni) si conferma la vera pioniera dei regali virtuali: il 63% dichiara infatti di voler acquistare regali digitali durante le festività natalizie. Tra questi nativi digitali, quasi la metà (46%) ha già scelto in passato doni virtuali. La generazione più anziana (over 55) mostra invece una tendenza opposta, rimanendo saldamente legata alla tradizione, con quasi la metà degli intervistati (46%) che afferma di preferire i regali fisici.

Nonostante la crescente diffusione dei regali digitali, gli esperti di Kaspersky avvertono che, accanto ai numerosi vantaggi dei doni virtuali, esistono anche diversi rischi per la sicurezza, come la presenza di negozi online falsi o link di phishing. Per questo motivo, raccomandano di prestare particolare attenzione e di adottare adeguate misure di protezione.
Il 55% degli intervistati hanno indicato i servizi e le piattaforme di streaming, come Netflix e SpotifyIl 55% degli intervistati hanno indicato i servizi e le piattaforme di streaming, come Netflix e Spotify

I giovani adulti sono tre volte più propensi a regalare un abbonamento Netflix piuttosto che un maglione


Secondo il sondaggio, in Italia il 55% degli intervistati che hanno preso in considerazione l’acquisto di regali digitali hanno indicato i servizi e le piattaforme di streaming, come Netflix e Spotify, confermando l’intrattenimento come il regalo digitale per eccellenza. Al secondo posto si collocano i crediti e gli abbonamenti per i giochi, che raccolgono il 38% delle preferenze degli italiani, seguiti da abbonamenti a e-book (32%) e iscrizioni a corsi online (22%). Accanto agli abbonamenti per l’intrattenimento, sta registrando una crescente popolarità anche il benessere fisico, con regali sempre più richiesti come gli abbonamenti alle palestre (29%), mentre i servizi dedicati al benessere mentale risultano meno diffusi, con solo l’11% degli intervistati che dichiara interesse per questa tipologia di offerta.
Grazie all'AI truffatori possono creare siti web falsi convincenti, e-mail fraudolente e pop-up ingannevoliGrazie all'AI truffatori possono creare siti web falsi convincenti, e-mail fraudolente e pop-up ingannevoli

Prima di cliccare: i rischi per la privacy nascosti nei regali digitali


Sebbene gli abbonamenti siano diventati l’opzione regalo digitale più popolare e comoda, il periodo degli acquisti natalizi comporta rischi significativi che i consumatori devono affrontare con cautela. Con l’aumento delle persone che acquistano all’ultimo minuto servizi di streaming, crediti di gioco e corsi online, i criminali informatici approfittano della situazione con sofisticati schemi di phishing. Grazie all’intelligenza artificiale, i truffatori possono creare siti web falsi convincenti, e-mail fraudolente e pop-up ingannevoli che imitano servizi di abbonamento legittimi, sfruttando l’urgenza e l’entusiasmo tipici degli acquisti natalizi. Per rendere più sicuri gli acquisti, è fondamentale utilizzare soluzioni di sicurezza dotate di un componente anti-phishing basato sull’intelligenza artificiale, in grado di bloccare link dannosi e proteggere i pagamenti.

Babbo Natale diventa virtuale


I saluti personalizzati in formato video o audio, provenienti da Babbo Natale o da personaggi famosi, e le cartoline digitali stanno diventando sempre più popolari. Questi regali innovativi offrono l’opportunità di creare messaggi unici e profondamente personali, distinguendosi dai doni più generici. Tuttavia, gli esperti di Kaspersky ricordano che alcuni di questi servizi richiedono un’eccessiva quantità di dati personali, mettendo in discussione la loro affidabilità.
Soluzioni di sicurezza, password manager e persino abbonamenti VPN si sono trasformati da semplici strumenti a doni ambitiSoluzioni di sicurezza, password manager e persino abbonamenti VPN si sono trasformati da semplici strumenti a doni ambiti

Il 24% dei consumatori in Italia vorrebbero regalare o ricevere un software di sicurezza


È interessante notare che quasi un terzo degli intervistati considera i software per la protezione della vita digitale non solo strumenti di sicurezza essenziali, ma anche regali premurosi. Soluzioni di sicurezza, password manager e persino abbonamenti VPN si sono trasformati da semplici strumenti a doni ambiti, capaci di offrire sia protezione concreta sia tranquillità. Queste misure di sicurezza digitale possono integrarsi facilmente con qualsiasi dispositivo o regalo digitale, creando un pacchetto completo in grado di rispondere alla crescente esigenza di protezione online.

“È incoraggiante constatare che l’interesse per le soluzioni di sicurezza informatica sia in crescita, poiché ciò riflette una comprensione più profonda del fatto che proteggere la vita digitale dei nostri cari è diventata una forma essenziale di cura e responsabilità. Questo cambiamento dimostra che oggi la sicurezza informatica non riguarda solo la tutela dei propri dati, ma anche la creazione di uno spazio digitale più sicuro per le persone a cui teniamo”, ha commentato Cesare D’Angelo di Kaspersky.



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Gmail permetterà di cambiare il proprio indirizzo email


Google introduce la possibilità di cambiare indirizzo Gmail senza perdere dati. Ecco come funziona, i limiti e come verificare se è già disponibile per te.
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Chi non ha un vecchio indirizzo Gmail creato in tempi non sospetti, magari da adolescente, con un nome che oggi fa un po’ vergognare? Google sta finalmente introducendo una funzione attesa da anni: la possibilità di modificare il proprio indirizzo @gmail.com senza dover creare un account nuovo di zecca.

La novità è emersa dalla pagina ufficiale di supporto Google, che ora include istruzioni dettagliate per il cambio. La funzione è “in fase di implementazione graduale”, quindi potrebbe non essere ancora disponibile per tutti.

Come funziona il cambio


L’opzione, quando disponibile, si trova nelle impostazioni dell’Account Google. Il percorso è: Informazioni personali → Email → Email Account Google → Cambia l’email del tuo Account Google. Se non vedi quest’ultima voce, significa che la funzione non è ancora attiva per il tuo account.

Il meccanismo è semplice: scegli un nuovo nome utente @gmail.com e il gioco è fatto. Tutto il resto come email, foto, file su Drive e cronologia resta esattamente dov’è. Il vecchio indirizzo non viene eliminato ma diventa un alias: continuerai a ricevere messaggi anche lì, potrai usarlo per accedere ai servizi Google e persino per inviare email. Volendo, puoi tornare indietro in qualsiasi momento.

I limiti da conoscere


Google ha posto paletti precisi: massimo tre nuovi indirizzi per account (quindi quattro in totale) e un anno di attesa obbligatorio prima di poterne generare un altro. Il cambio funziona esclusivamente tra indirizzi Gmail, niente passaggi verso altri provider o domini personalizzati.

Qualche effetto collaterale c’è: il vecchio indirizzo continuerà a comparire su contenuti creati in precedenza, come eventi del calendario o documenti condivisi. Alcune app potrebbero tornare alle impostazioni predefinite.

Chi usa un Chromebook deve fare particolare attenzione: senza un backup preventivo si rischia di perdere i file locali, e sarà necessario rimuovere e riaggiungere l’account sul dispositivo.

E se fosse l’occasione giusta per cambiare?


Se stai già pensando di mettere mano al tuo indirizzo email, potrebbe valere la pena considerare anche alternative più orientate alla privacy. Proton Mail offre crittografia end-to-end di default, nessuna profilazione pubblicitaria e la possibilità di creare alias praticamente illimitati, tutte cose che Gmail, per sua natura, non può garantire. Se il cambio indirizzo ti sta facendo rivalutare le tue scelte digitali, un salto su Proton potrebbe essere il passo successivo.


FONTE support.google.com

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Mostra al Museo Letterario Ruiyou: in scena l’eredità culturale di Li Taishan


Li Taishan - 李台山 ha dato un contributo fondamentale alla rinascita della letteratura di Kinmen.
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Il Museo Letterario Ruiyou di Kinmen – 金門睿友文學館 inaugurerà nella primavera del 115º anno (da gennaio a marzo 2026) la mostra “Profondo amore per l’isola di Wu, flusso incessante di parola – L’identità e il percorso letterario di Li Taishan – 李台山” (l’isola di Wu è una vecchia denominazione di Kinmen, NdA). L’evento, organizzato dal museo con il sostegno dell’Ufficio Culturale della Contea di Kinmen e la collaborazione della Fondazione Culturale e Artistica Hu Lian, dell’Associazione per lo Sviluppo Culturale Caifeng e dell’Associazione di Sviluppo Comunitario di Bishan Dongdian, aprirà ufficialmente il 2 gennaio alle ore 14. Per l’occasione si esibirà dal vivo la compagnia di burattini “Cai Yuanjin Puppet Troupe”. Come da tradizione, non saranno inviate partecipazioni formali: cittadini e visitatori sono invitati a partecipare numerosi. La mostra resterà aperta fino al 28 marzo.

Secondo il Museo Ruiyou, Li Taishan – 李台山 non è soltanto un imprenditore affermato, ma anche una figura chiave tra gli emigrati di Kinmen impegnati nel rafforzare i legami identitari e nel rilancio della produzione letteraria locale. Attraverso la sua esperienza, le sue opere e il suo impegno culturale, la mostra intende raccontare il significato profondo del tema espositivo.

Li Taishan - 李台山[Source: 886.news cropped img. License unknown]
Li Taishan – 李台山[Source: 886.news cropped img. License unknown]

Nato nel 1954 nel villaggio di Xiaojing, Li Taishan – 李台山 ha studiato a Kinmen e poi a Taipei, presso la Scuola di Giornalismo Shih Hsin. Dopo quarant’anni di carriera imprenditoriale, è tornato alla stessa università per conseguire un master in studi cinesi. Da sempre appassionato di letteratura e profondamente legato alla sua terra natale, ha dedicato energie alla promozione dell’educazione locale, della cultura e delle arti religiose.
Dal 2012 ha assunto la presidenza dell’Associazione dei Compatrioti di Kinmen a Taipei, avviando la creazione della Federazione delle Associazioni Kinmenesi di Taiwan, di cui è stato il primo presidente. Ha inoltre promosso la rete delle associazioni kinmenesi nel Sud-est asiatico e in Cina continentale, rafforzando la solidarietà tra i concittadini all’estero. Ha istituito una borsa di studio per gli studenti kinmenesi della National Quemoy University, incoraggiando i giovani d’oltremare a tornare sull’isola per studiare e riscoprirne le radici. Nel 2014 ha sostenuto la rifondazione della rivista “Kinmen Literature”, che da dieci anni continua a essere pubblicata con apprezzamento diffuso tra i kinmenesi nel mondo.

Li Taishan – 李台山 è anche presidente dell’Associazione Culturale di Guan Gong di Taiwan e fondatore del periodico “Guan Gong Cultural Bulletin”, volto a promuovere i valori di lealtà e rettitudine legati alla figura del dio guerriero. Nel 2014 ha riunito gli scrittori kinmenesi residenti all’estero per fondare l’Associazione degli Artisti e Letterati Kinmenesi di Taipei, rafforzando ulteriormente la presenza culturale dell’isola. Ha inoltre fondato la casa editrice Guyue, specializzata in letteratura, arte e religione. Nel 2017 ha contribuito all’apertura della sede distaccata della National Quemoy University a Taipei, facilitando l’accesso agli studi per i residenti.

Il direttore del Museo Ruiyou, Chen Changqing, sottolinea che il contributo più significativo di Li Taishan – 李台山 è stato il ruolo decisivo nella rinascita della letteratura di Kinmen. Come editore responsabile della rivista Kinmen Literature, ha riacceso una tradizione culturale che rischiava di spegnersi. In un’epoca dominata dal sovraccarico informativo, la scelta di rilanciare una rivista di pura letteratura rappresenta non solo passione, ma anche un profondo senso di responsabilità verso l’identità culturale dell’isola. La rivista è oggi una piattaforma vitale per scrittori locali e della diaspora.

La leadership di Li Taishan – 李台山 nelle organizzazioni comunitarie ha avuto un ruolo determinante nel mantenere unito il popolo di Kinmen nel mondo. Le sue iniziative non si limitano al sostegno materiale, ma mirano a preservare un patrimonio spirituale condiviso, affinché il nome “Kinmen” continui a evocare un senso di appartenenza ovunque ci si trovi.

Di particolare rilievo è anche il suo lavoro di documentazione storica: come caporedattore dell‘Almanacco delle Personalità di Kinmen e autore della rubrica Wujing Night Talks sul Kinmen Daily, ha saputo raccontare con uno stile semplice e sincero temi che spaziano dalla politica internazionale alle tradizioni locali, offrendo riflessioni intrise di umanità e ironia. Il suo contributo lo colloca non solo tra i principali autori dell’isola, ma anche tra i suoi più attenti cronisti contemporanei.

Instancabile scrittore, Li Taishan – 李台山 ha prodotto opere fondamentali per comprendere la storia e l’evoluzione emotiva di Kinmen. Libri come Il sorgo di mio padre e Appunti sul Lago Lan trasformano ricordi familiari e paesaggi dell’isola in narrazioni dal forte valore letterario. Le opere collettive cui ha partecipato – tra cui Cibo dell’isola, Spighe del tempo e Tempo dell’isola – testimoniano la sua sensibilità verso la vita quotidiana, la cultura gastronomica e le trasformazioni del territorio.

Ancora una volta un grande evento culturale a Kinmen. Nonostante sia necessario conoscere il cinese per poter interagire, l’auspicio è che esso possa accogliere numerosi visitatori. Il background del signor Li Taishan – 李台山 basterebbe da solo a convincere; sarebbe davvero interessante poter scambiare con lui qualche parola, idee, impressioni. Grazie a persone come lui, Kinmen continua a risplendere nel mondo della cultura cinese in senso lato, rinverdendo i fasti degli illustri studiosi che a Kinmen trovarono i natali.

Fonte: Kinmen Daily

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due nuovi corsi @ centroscritture.it: su emilio villa e su corrado costa


Villa e Costa al CentroScritture, da gennaio 2026
cliccare per ingrandire

dal 13 gennaio _ Emilio Villa:
centroscritture.it/service-pag…

dal 15 gennaio _ Corrado Costa:
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[r] _ mg @ radiopopolare

copertina web della lettura di MG @ Radio Popolare, rubrica Percorsi PerVersi, a cura di Paolo Massariradiopopolare.it/puntata/?ep=p…


(ascoltabile anche qui)

grazie a Paolo Massari e all’ospitalità di Radio Popolare

(replica della trasmissione Percorsi PerVersi del 22 dic. 2024: slowforward.net/2024/12/21/22-…)

#audio #PaoloMassari #PercorsiPerVersi #podcast #prosa #ProsaInProsa #radio #RadioPopolare #replica #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca


22 dicembre, h 21, paolo massari intervista mg su radio popolare (@ percorsi perversi)


Domani, domenica 22 dicembre, alle ore 21, ritorna l’appuntamento con Percorsi PerVersi sulle frequenze di Radio Popolare.
Paolo Massari spara a Marco Giovenale domande a petardo.
Celestiali angeliche musiche scelte da Monica Paes


radiopopolare.it/trasmissione/…


facebook.com/100006939399231/p…

facebook.com/groups/PercorsiPe…
_


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LG Sound Suite: la prima soundbar al mondo con tecnologia Dolby Atmos FlexConnect


LG Sound Suite è il primo sistema soundbar al mondo con tecnologia Dolby Atmos FlexConnect, pensato per rivoluzionare l’esperienza audio domestica
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LG si appresta a trasformare l’intrattenimento domestico con Sound Suite, un sistema audio per la casa che offre ai consumatori una flessibilità senza precedenti. Al centro del sistema c’è la soundbar H7 – la prima al mondo con Dolby Atmos FlexConnect – che offre un suono Dolby Atmos immersivo, in grado di adattarsi a qualsiasi configurazione dell’ambiente senza necessità di installazioni complesse.

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Sound Suite funziona perfettamente con i TV premium di LG e permette di creare il proprio sistema home cinema configurando a piacimento vari componenti wireless – inclusi i diffusori surround M7 e M5 e il subwoofer W7, con o senza la soundbar H7 – per un totale di 27 configurazioni possibili. Questa flessibilità consente la realizzazione di un impianto ideale a qualsiasi spazio, iniziando con una configurazione compatta fino ad allestire un vero e proprio ambiente home theater a 13.1.7 canali. Inoltre, quando la soundbar H7 funge da dispositivo principale, qualunque TV collegato via HDMI diventerà automaticamente compatibile con la nuova tecnologia Dolby Atmos FlexConnect, dando ulteriore libertà di soddisfare le diverse esigenze di intrattenimento. LG fa inoltre sapere che la tecnologia Dolby Atmos FlexConnect, oltread essere disponibile anche sulla gamma di TV premium del 2026, verrà introdotta in alcuni modelli selezionati del 2025 tramite un futuro aggiornamento software.
LG Sound Suite risponde alla richiesta di un audio immersivo con una soluzione wirelessLG Sound Suite risponde alla richiesta di un audio immersivo con una soluzione wireless
L’audio sta riconquistando un ruolo centrale all’interno dello spazio domestico, ora che lo streaming ha sostituito i supporti fisici. Le principali piattaforme offrono film, serie TV ed eventi sportivi in Dolby Atmos e altri formati avanzati, rendendo il suono cinematografico ampiamente accessibile. Questo cambiamento ha rilanciato il concetto di home theater e ora i consumatori sono alla ricerca di un audio immersivo che sia all’altezza delle straordinarie immagini dei TV. LG Sound Suite risponde a questa richiesta con una soluzione wireless, semplice e ad alte prestazioni, riportando il vero suono surround al centro dell'esperienza. In questo contesto, Dolby Atmos FlexConnect offre il modo più semplice e flessibile per portare il suono immersivo Dolby Atmos a casa propria, per rendere ogni suono più intenso, ogni brano musicale più realistico, ogni partita più elettrizzante e ogni momento più memorabile.
LG Sound Suite: simulazione della diffusione del suonoLG Sound Suite: simulazione della diffusione del suono
L’installazione è molto semplice: il sistema è infatti flessibile e ottimizzato in modo intelligente per l’ambiente di casa e l’ascolto personale. Grazie alla connettività Bluetooth e Wi-Fi, la Sound Suite offre diverse possibilità di abbinamento e integrazione fra i dispositivi, rendendo l’installazione un gioco da ragazzi.In questo ambito, il brand aggiunge un ulteriore livello di innovazione grazie alla nuova funzione Sound Follow: basato sulla tecnologia ultra-wideband (UWB), Sound Follow regola automaticamente il punto di ascolto ottimale in base alla posizione dell’utente, indipendentemente dalla posizione degli altoparlanti. Insieme al Dolby Atmos FlexConnect, Sound Follow garantisce un’immersione personalizzata, facendo sì che ogni posto a sedere diventi il migliore della stanza. In aggiunta, Room Calibration Pro analizza le caratteristiche acustiche dell’ambiente e applica un’elaborazione basata sull’intelligenza artificiale per perfezionare il suono, offrendo un’esperienza audio bilanciata e coinvolgente in tutta la stanza.
Ogni componente della LG Sound Suite è dotato di diffusori PeerlessOgni componente della LG Sound Suite è dotato di diffusori Peerless
A garantire le prestazioni della soundbar H7 è il processore più avanzato di LG, α11 Gen 3 con AI – lo stesso dei TV OLED di punta del marchio tech. Portare questa tecnologia collaudata nel campo audio consente di elevare le prestazioni e l’elaborazione IA: il processore utilizza il deep learning e la Neural Processing Unit per creare un suono di elevata precisione. Con AI Sound Pro+, l’audio stereo può essere trasformato in suono surround multicanale, mentre la separazione degli oggetti basata su IA garantisce che voci, musica ed effetti sonori siano chiari e bilanciati. Il sistema adatta inoltre l’audio in base al tipo di contenuto, ottimizzando il suono per i diversi generi.

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TechpertuttiGuglielmo Sbano


Ogni componente della LG Sound Suite è dotato di diffusori Peerless, sinonimo di eccellenza audio da oltre un secolo e celebre per i sistemi audio premium ad alte prestazioni. Abbinando la semplicità e la flessibilità di Dolby Atmos FlexConnect alle prestazioni acustiche di alto livello dei diffusori Peerless, LG Sound Suite promette di inaugurare una nuova era di suono immersivo Dolby Atmos.


OnePlus 15R è il nuovo flagship killer? Specifiche top e prezzo competitivo


Durante il recente Lunch Event, OnePlus ha lanciato oltre al nuovo modello 15 anche la variante dal miglior rapporto qualità-prezzo, il 15R. Il dispositivo è il primo smartphone a livello globale a includere la nuova piattaforma mobile Qualcomm Snapdragon 8 Gen 5, co-definita da OnePlus a partire da 729 euro.

Velocità, una grande batteria e raffreddamento innovativo


Le prestazioni del OnePlus 15R iniziano con il suo chipset, la piattaforma mobile Qualcomm Snapdragon 8 Gen 5, co-definita e co-ottimizzata per 24 mesi da Qualcomm e OnePlus. La velocità della CPU aumenta del 36% rispetto al chipset della generazione precedente; non sono da meno GPU e Ai, rispettivamente migliori dell’11% e 46%. Insieme al nuovo chipset, il OnePlus 15R include anche RAM LPDDR5X Ultra e memoria UFS 4.1, per velocità fulminee durante la creazione, copia o spostamento dei dati.
La batteria del OnePlus 15R è progettata per mantenere almeno l’80% della capacità dopo quattro anniLa batteria del OnePlus 15R è progettata per mantenere almeno l’80% della capacità dopo quattro anni
La batteria da 7.400 mAh è la più grande mai installata in un dispositivo flagship OnePlus. Essa è dotata della tecnologia di ricarica rapida da 80W SUPERVOOC, è progettata per funzionare negli ambienti più difficili e mantenere almeno l’80% della capacità dopo quattro anni. È inoltre realizzata con la tecnologia Silicon Nanostack, con un contenuto di silicio del 15% nell’anodo, che garantisce un’eccellente densità energetica.

Per gestire tutta questa potenza, il 15R è dotato del sistema di raffreddamento Cryo Velocity a 360 gradi, che copre ogni area del telefono dalla parte anteriore a quella posteriore. Si inizia con il Cryo Velocity Screen Cooler, posizionato appena sotto il display, che utilizza l’aerogel - il solido più leggero al mondo - per proteggere il display dal calore generato all’interno del telefono. Segue la Cryo Velocity 3D Vapor Chamber, per raffreddare i processori di fascia alta, con una superficie di 5.704 mm. Questa utilizza una gamma di materiali, incluso l’acciaio facilmente strappabile a mano, una novità nel settore, per dissipare grandi quantità di calore. Infine, il Cryo Velocity Back Cover presenta uno strato di grafite sulla metà inferiore del telefono per fornire un ulteriore raffreddamento lungo il chassis.
Il design che circonda il display è stato sviluppato tenendo conto della riduzione dell'affaticamento quando si tiene il dispositivo in mano a lungoIl design che circonda il display è stato sviluppato tenendo conto della riduzione dell'affaticamento quando si tiene il dispositivo in mano a lungo

Schermo, design e resistenza super


Sulla parte frontale, il 15R presenta il più alto refresh rate disponibile su un display LTPS 1,5K AMOLED da 165Hz. Misurando 6,83 pollici e con 450 pixel per pollice, esso può raggiungere fino a 1800 nit di luminosità (dati OnePlus) e scendere fino a 1 nit con l’attivazione della funzionalità Reduce White Point. Sul 15R troviamo inoltre un sensore ultrasonico per le impronte digitali, abbinato ad un chip dedicato Touch Response per garantire che il display a refresh rate elevato sia anche il più sensibile, con un touch istantaneo di 3200Hz per uno scorrimento super fluido. Il design che circonda il display include angoli più arrotondati, una transizione fluida verso il telaio centrale e un bump della fotocamera ridisegnato per ridurre l’affaticamento quando si tiene il dispositivo a lungo. Il OnePlus 15R è disponibile in diverse colorazioni: Charcoal Black e Mint Breeze. Entrambe le versioni presentano la tecnologia Velvet Glass per garantire una sensazione piacevole in mano. Qualunque sia la colorazione scelta, lo smartphone è coperto da quattro certificazioni IP separate: IP66, IP68, IP69 e IP69K, per una protezione completa dagli agenti esterni.
La fotografia del OnePlus 15R garantisce risultati eccellenti in ogni situazione, dal giorno alla notte, fino alle scene in movimentoLa fotografia del OnePlus 15R garantisce risultati eccellenti in ogni situazione, dal giorno alla notte, fino alle scene in movimento

Fotografia


Si parte dalla fotocamera frontale da 32 megapixel con autofocus, fino alla fotocamera principale da 50 megapixel con sensore IMX906 (lo stesso di OnePlus 15) e un sensore ultra-wide da 8 megapixel con campo visivo di 112 gradi. Questa componentistica hardware è affiancata da un software potente per risultati eccellenti. Il OnePlus 15R può inoltre registrare video in 4K fino a 120 fotogrammi al secondo e modificarli direttamente sul dispositivo, rendendo la cattura di video d’azione più semplice che mai.

Prezzi e disponibilità


I preordini del OnePlus 15R sono iniziati e le vendite partiranno dal 15 gennaio 2026; il dispositivo sarà disponibile su oneplus.com e tramite i partner locali.

  • 12+256GB disponibili in Charcoal Black e Mint Breeze a 729 euro;
  • 12+512GB disponibili solo in Charcoal Black a 829 euro.

Fino al 21 gennaio è disponibile uno sconto immediato di 100 euro sul 15R 12+512GB acquistato su OnePlus.com. In omaggio, fino a esaurimento scorte, 2 regali: un kit adattatore 120W (69,99 euro) e un secondo regalo a scelta, tra OnePlus Buds 4 Black (edizione limitata) o una cover magnetica OnePlus 15R Sandstone (24,99 euro).


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Kitshn 2.0: l’app per Tandoor si rifà il look e impara a leggere i social


Kitshn 2.0 porta la compatibilità con Tandoor v2, l'importazione ricette da Instagram e TikTok, nuovo design Material 3 e supporto timer su iOS. Disponibile su Android, iOS e desktop.
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Chi gestisce le proprie ricette con Tandoor probabilmente conosce già kitshn, l’app non ufficiale che permette di accedere al proprio ricettario da smartphone (e non solo). La versione 2.0 è finalmente arrivata e porta con sé parecchie novità, dopo mesi in cui la versione stabile era rimasta un po’ indietro rispetto allo sviluppo del server.

La prima cosa da sapere è che ora l’app funziona correttamente con Tandoor v2, quindi se avete aggiornato il vostro server di recente e l’app aveva smesso di collaborare, questo è il momento giusto per aggiornarla.

Novità che contano davvero


Il pezzo forte di questo aggiornamento è probabilmente l’importazione dai social. Kitshn ora può prendere ricette direttamente da post di Instagram e TikTok, sfruttando le funzionalità di importazione tramite intelligenza artificiale già presenti in Tandoor v2.

L’interfaccia è stata rivista con il nuovo linguaggio grafico Material 3 Expressive di Google.

Altre aggiunte utili: il riconoscimento automatico degli intervalli di tempo nelle ricette (tipo “cuoci per 20-25 minuti”), la possibilità di creare timer direttamente su iOS (prima era un’esclusiva Android), e una valanga di correzioni che rendono tutto un po’ più fluido.

Per chi usa Linux, da questa versione sono disponibili anche pacchetti Flatpak in via sperimentale.

Kitshn è disponibile su Play Store, App Store, F-Droid e come app desktop. Il progetto è open source e lo trovate su GitHub.


FONTE github.com

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Ruby 4.0: il linguaggio di Rails fa il salto generazionale


Ruby 4.0 è disponibile: il linguaggio introduce Ruby Box per l'isolamento del codice, il nuovo compilatore ZJIT e migliora l'esecuzione parallela con Ractor.
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Il team di Ruby ha rilasciato la versione 4.0 del linguaggio, la prima major release dopo quasi cinque anni. L’aggiornamento porta due novità principali: Ruby Box e ZJIT, insieme a miglioramenti significativi al sistema di esecuzione parallela.

Le novità principali


Ruby Box è una funzionalità sperimentale che permette di isolare porzioni di codice in “scatole” separate. Definizioni di classi, moduli, variabili globali e librerie caricate in una box restano confinate al suo interno. L’idea è poter eseguire test che modificano temporaneamente il comportamento del codice senza che queste modifiche interferiscano con altri test

ZJIT è il nuovo compilatore just-in-time, pensato come successore di YJIT. Richiede Rust 1.85 o successivo per la compilazione e si attiva con il flag --zjit. Al momento è più veloce dell’interprete standard ma non ancora quanto YJIT: il team punta a migliorare la situazione con Ruby 4.1.

Ractor, il meccanismo per l’esecuzione parallela introdotto in Ruby 3.0, esce dallo stato sperimentale con una nuova API basata su Ractor::Port e miglioramenti prestazionali che riducono la contesa sulla memoria.

Altre modifiche


Set e Pathname diventano classi core invece che librerie da importare. Gli operatori logici (&&, ||) a inizio riga ora continuano la riga precedente, allineandosi al comportamento del punto per le chiamate a catena. Unicode è aggiornato alla versione 17.0.

Sul fronte prestazioni, Class#new è più veloce in tutti i casi, il garbage collector gestisce meglio gli heap di dimensioni diverse, e l’accesso alle variabili di istanza è stato ottimizzato.

Disponibilità


Ruby 4.0.0 è scaricabile dal sito ufficiale.


FONTE ruby-lang.org

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half / differx. 2024


youtube.com/shorts/hnU-TjEsXW0

#bag #differx #half #video

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Mastodon nel 2024: più soldi, meno utenti. I numeri del report annuale


Il report annuale 2024 di Mastodon mostra entrate quadruplicate ma utenti attivi in calo del 38%. Team raddoppiato e nuova struttura organizzativa in arrivo.
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Il 2024 è stato un anno strano per Mastodon. Da un lato le entrate sono quadruplicate, dall’altro gli utenti attivi sono calati di oltre un terzo. Il report annuale appena pubblicato, con quasi un anno di ritardo, come ammette lo stesso team, racconta una piattaforma in trasformazione, con luci e ombre.

Partiamo dai numeri positivi: le entrate totali hanno raggiunto 2,2 milioni di euro, contro i 545mila del 2023. Merito soprattutto di alcune donazioni importanti: Jeff Atwood (co-fondatore di Stack Overflow) ha contribuito con 1,6 milioni di dollari, Mozilla con 100mila, Craig Newmark (fondatore di Craigslist) con 50mila. Questo ha permesso di raddoppiare il team, passato da tre a sei dipendenti a tempo pieno.

Il nodo degli utenti attivi


Il dato meno entusiasmante riguarda chi usa effettivamente la piattaforma. Gli utenti attivi mensili sono scesi da 1,51 milioni a 938mila, un calo del 38%. Gli account registrati continuano a crescere (9,1 milioni, +5%), ma evidentemente molti si iscrivono e poi abbandonano.

Sul fronte tecnico è arrivata la versione 4.3 con notifiche raggruppate, migliore accessibilità e strumenti per giornalisti e creatori di contenuti. È partito anche Fediscovery, un progetto finanziato dalla Commissione Europea per migliorare la scoperta di contenuti nel fediverso.

Guai burocratici in Germania


Un capitolo curioso: nel corso del 2024 il fisco tedesco ha revocato lo status di no-profit a Mastodon senza preavviso né spiegazioni, nonostante un audit fiscale passato senza problemi pochi mesi prima. Nel frattempo però è stata costituita una no-profit negli Stati Uniti, quindi le operazioni quotidiane non ne hanno risentito.

Se volete iscrivervi su un server Mastodon italiano con alcune funzionalità extra come poter scrivere post fino a 9999 caratteri potete provare il server poliversity.it.


FONTE joinmastodon.org


FONTE blog.joinmastodon.org

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Storie di VITE!edu.inaf.it/approfondimenti/sc…
Tecnologie estese e visioni condivise: su EduINAF, voci e racconti dal Congresso VITE, Various Innovative Technological Experiences.
#congresso #didatticaInnovativa #nuoveTecnologie #VITE@astronomia @astronomia
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Framagames compie 10 anni e festeggia con 9 nuovi giochi gratuiti


Framagames festeggia 10 anni con 9 nuovi giochi gratuiti e open source: da Pac-Man a Hextris, tutti giocabili nel browser e anche offline.
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Framasoft, l’associazione francese che da anni promuove alternative libere ai servizi delle big tech, ha deciso di chiudere il 2025 con un regalino: 9 giochi nuovi di zecca per Framagames, la loro piattaforma di minigiochi.

La cosa interessante? Si tratta di giochi leggerissimi, fatti in HTML e JavaScript, che funzionano direttamente nel browser senza bisogno di server. Questo significa che puoi scaricarli e giocarci anche offline, magari durante un viaggio in treno in una di quelle zone dove il segnale è un miraggio.

Tra le novità c’è un po’ di tutto: 0h h1 per chi ama i rompicapo logici, Hextris per chi trova Tetris troppo banale (spoiler: si gioca su un esagono), e persino una versione di Pac-Man. Chi preferisce qualcosa di più rilassato può cimentarsi con Tower Building, dove l’obiettivo è costruire la torre più alta possibile, oppure con Merlin vs Alfonso, un piccolo gioco d’avventura dove si usano poteri di telecinesi per muoversi nel castello.

Due dei giochi aggiunti, Catculus e Wash the cat, arrivano da js13kGames, una competizione annuale dove gli sviluppatori devono creare giochi che pesino al massimo 13 KB. Sì, hai letto bene: tredici kilobyte. Per capirci, meno di una singola icona del tuo smartphone!

Framagames esiste dal 2015 e non sarà il progetto più conosciuto di Framasoft, ma resiste. E se stai cercando un modo per ammazzare il tempo durante le feste senza installare nulla e senza pubblicità fai un salto su framagames.org.


FONTE framablog.org

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la scrittura per sé stessi come riflesso del discorso interiore. qualche esempio / lorenzo tomasin


youtu.be/oZ7n9K3AaMg

#appunti #comunicare #comunicazione #discorsoInteriore #EliasCanetti #ephemera #facoltàDiLingiaggio #facoltàLinguistica #flussoDiCoscienza #IstitutoVeneto #Leonardo #LeonardoDaVinci #LorenzoTomasin #marginalia #note #scrittura #scritturaPerSéStessi

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[Video] HomePass 2.0 è stato aggiornato alla versione 1.3.0! • Aggiunta la barra di avanzamento sullo schermo inferiore, in mod…


HomePass 2.0 è stato aggiornato alla versione 1.3.0!• Aggiunta la barra di avanzamento sullo schermo inferiore, in modo da non dover abilitare per forza i log per capire se stia caricando e scaricando i vari incontri streetpass.• Aggiunte altre foto nelle
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HomePass 2.0 è stato aggiornato alla versione 1.3.0!

• Aggiunta la barra di avanzamento sullo schermo inferiore, in modo da non dover abilitare per forza i log per capire se stia caricando e scaricando i vari incontri streetpass.

• Aggiunte altre foto nelle aree in cui c’erano ancora i disegni

• Cambiato il colore ai testi per rispecchiare il tema di HomePass 2.0

L’aggiornamento è scaricabile direttamente dal software oppure dalla pagina principale di HomePass 2.0 inquadrando il QR code

#StreetPass #HomePass

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news.creeperiano99.it/2025/12/…

Questa voce è stata modificata (4 mesi fa)
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E-commerce fragranze per la casa: il mercato italiano cresce tra design e benessere


Il mercato italiano delle fragranze per la casa accelera online grazie a e-commerce, design di prodotto, branding emozionale e nuove abitudini digitali
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In Italia la crescita del comparto home fragrance si inserisce in una trasformazione strutturale dei consumi legati alla casa. I nostri connazionali, infatti, sono sempre più legati all’esperienza, al comfort e alla qualità percepita degli spazi, piuttosto che orientati esclusivamente alla funzionalità. Secondo i dati dell’Accademia del Profumo, il mercato delle fragranze per la casa cresce a un ritmo del +7,8% annuo, trend che trova ulteriore conferma nell’analisi dei comportamenti digitali degli utenti.

Maggior propensione e ampliamento della base


L’elaborazione dei dati di Trovaprezzi.it, mostra che nel 2025 le ricerche nella categoria Profumatori e Candele sono cresciute del 18% rispetto all’anno precedente. Un incremento che suggerisce non solo una maggiore propensione all’acquisto, ma anche un ampliamento del pubblico interessato e una maggiore frequenza di esplorazione e comparazione dei prodotti, segnale tipico dei mercati in fase espansiva.
lighted candlesPhoto by Rebecca Peterson-Hall / Unsplash

Un design integrato con l'arredamento


Dal punto di vista della distribuzione dell’interesse delle varie tipologie di prodotti, i diffusori per ambienti sono ancora oggi la categoria più esplorata, con il 32,5% delle ricerche. Questo dato riflette la preferenza delle persone verso soluzioni continue, durature e a bassa manutenzione, spesso caratterizzate da un design integrato con l’arredamento. Seguono i profumatori per ambienti, con il 17,8%, e le candele profumate, con il 15,5%, che continuano a occupare un ruolo centrale nel mercato grazie al loro valore simbolico e all’impatto esperienziale. Gli oli essenziali, con il 10,1% delle ricerche, indicano invece un interesse crescente per prodotti associati a pratiche di aromaterapia e benessere, finalizzate al rilassamento.

Estetica ed efficacia


Anche l’analisi dei prodotti più desiderati evidenzia una progressiva convergenza tra funzione e valore estetico. I diffusori in porcellana decorata di THUN, così come le soluzioni firmate Ambi Pur e Glade, intercettano esigenze diverse ma complementari: da un lato, la volontà di integrare il profumatore nell’estetica degli ambienti domestici; dall’altro, la ricerca di efficacia e continuità nella profumazione. A questi si affiancano proposte più tradizionali ma ancora rilevanti, come i foglietti profumati Orphea per cassetti e armadi, che dimostrano come l’attenzione per il profumo non si limiti agli spazi visibili ma si estenda all’intero ecosistema domestico. Nel segmento delle candele profumate, il brand più scelto continua a essere Yankee Candle, che mantiene una posizione di leadership nella percezione degli utenti. Le fragranze maggiormente cercate – tra cui Vanilla Frosting, Warm Cashmere, Clean Cotton, Wedding Day e Pink Sands – delineano una preferenza verso note rassicuranti, pulite e avvolgenti.
Candle smoke escapes from under a glass dome.Photo by Pelicular Studio / Unsplash

Il comparto preferito da un'ampia fascia di popolazione attiva


L’analisi sociodemografica conferma un interesse trasversale, con una prevalenza femminile che rappresenta il 79% delle ricerche in categoria. Le fasce d’età maggiormente coinvolte sono quelle comprese tra i 25 e i 54 anni, con un picco nei 45-54enni (23%), seguita da utenti 25-34enni (22%) e dalla fascia 35-44 anni (19%). Questo dato evidenzia come il comparto non sia circoscritto a target estremamente giovani o di nicchia, ma intercetti una fascia ampia di popolazione attiva, spesso impegnata nella gestione dello spazio domestico e sensibile alla qualità della vita quotidiana.

Dove si acquista di più


Dal punto di vista geografico, la Lombardia si posiziona al primo posto con il 34% dell’interesse, seguita ben distanziata dal Lazio (11%) e da Campania, Emilia-Romagna e Veneto (8%). Tuttavia, l’interesse distribuito su quasi tutto il territorio nazionale indica una tendenza ormai diffusa e non limitata a singole aree geografiche.

“La crescita delle fragranze per ambienti racconta molto dell’evoluzione del rapporto tra persone e casa. Oggi non ci si accontenta più di una dimensione funzionale: l’abitazione è vissuta come spazio identitario, di benessere e di espressione personale. In questo scenario, le fragranze diventano uno strumento per personalizzare e qualificare l’esperienza quotidiana, unendo gusto estetico, cura di sé e attenzione alle tendenze sociali. Lo vediamo chiaramente nelle scelte dei consumatori, che confrontano non solo in base al costo, ma anche per profumo, intensità, durata e design, segno di una sensibilità sempre più raffinata verso la qualità della vita domestica.” ha sottolineato Dario Rigamonti di Trovaprezzi.it.
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GrapheneOS: widget sulla lockscreen e geolocalizzazione migliorata per Play services


GrapheneOS si aggiorna con widget sulla lockscreen, geolocalizzazione migliorata per Google Play in sandbox e patch di sicurezza anticipate fino a giugno 2026.
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Il sistema operativo focalizzato su privacy e sicurezza ha rilasciato un nuovo aggiornamento per tutti i Pixel supportati, dalla serie 6 fino ai nuovissimi Pixel 10.

Tra le novità più rilevanti c’è l’attivazione dei widget sulla schermata di blocco e un miglioramento significativo per chi usa i servizi Google in modalità sandbox: il sistema di geolocalizzazione di GrapheneOS ora funziona anche per le funzioni interne di Play services, come la condivisione della posizione in Google Maps. Prima questa integrazione era limitata alle app di terze parti.

GrapheneOS riceve da Google le patch di sicurezza Android in anticipo rispetto alla pubblicazione ufficiale. Chi attiva le “security preview release” nelle impostazioni ottiene subito queste correzioni: in questo caso, quelle previste per i bollettini mensili da gennaio a giugno 2026. Il sistema mostra comunque “dicembre 2025” come livello di patch perché Google non consente di dichiarare livelli futuri.

Aggiornati anche i kernel per tutte le generazioni di dispositivi supportati, con la disattivazione del modulo TLS per ridurre la superficie di attacco.

Per i Pixel 10 è stata aggiunta la configurazione per il sensore di temperatura corporea integrato nel dispositivo.


FONTE grapheneos.org

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Trust Wallet: rubati 7 milioni di dollari tramite codice malevolo nell’estensione Chrome


L'estensione Chrome di Trust Wallet conteneva codice malevolo: rubati 7 milioni di dollari in criptovalute. Aggiornare subito alla versione 2.69.
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Trust Wallet ha confermato che la versione 2.68 della sua estensione per Chrome conteneva codice malevolo capace di sottrarre le frasi di recupero dei portafogli. Il danno stimato è di circa 7 milioni di dollari in criptovalute, con centinaia di utenti coinvolti.

Cosa è successo


Secondo l’analisi di SlowMist, il codice inserito nella versione compromessa scansionava tutti i portafogli salvati nell’estensione e ne estraeva le frasi mnemoniche durante lo sblocco. Queste venivano poi inviate a un server controllato dagli attaccanti, registrato l’8 dicembre scorso.

I fondi rubati includono circa 3 milioni in Bitcoin, oltre 3 milioni in Ethereum e una quota minore in Solana. Parte del bottino è già stata riciclata attraverso exchange centralizzati come ChangeNOW, FixedFloat e KuCoin.

L’aspetto più preoccupante è che non si tratta di una dipendenza esterna compromessa (come spesso accade in questi casi), ma di una modifica diretta al codice sorgente di Trust Wallet. SlowMist ipotizza il coinvolgimento di un attore interno o comunque di qualcuno con accesso ai sistemi di sviluppo. Anche Changpeng Zhao, co-fondatore di Binance (proprietaria di Trust Wallet), ha parlato di un probabile “insider”.

Cosa fare


Chi usa l’estensione Chrome di Trust Wallet deve aggiornarla immediatamente alla versione 2.69. Le versioni mobile e le altre estensioni browser non sono interessate dal problema. Trust Wallet ha annunciato che rimborserà gli utenti colpiti.


FONTE thehackernews.com

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Dalla competizione alla cooperazione. Si parte da Librino


Controfuturi, Commonspoly, parole enigmatiche e incomprensibili, ma cariche di significato per chi ce le propone oggi intrecciate tra loro.

Commonspoly è un gioco cooperativo, in cui si vince non contro gli altri ma insieme a loro, come ormai avviene per altri giochi tavolo. E’ nato in Spagna nel 2015 per ribaltare la logica del Monopoli e dimostrare che si può vincere cooperando per il […]

Leggi il resto: argocatania.it/2025/12/29/dall…

#ASP #ComitatoLibrinoAttivo #Controfuturi #IACP #Librino #Retablo #TuriZinna

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Treno Merci “Il Biancone” con E652.157 MIR + G2000.02 in transito a Bolgheri – 15/07/2024


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Jiāngxià Huángshì – 江夏黃氏


In un precedente articolo abbiamo constatato come il clan familiare Zǐyún Huáng – 紫雲黃氏 sia stato uno dei primi ad insediarsi a Kinmen. Abbiamo anche letto il motivo per il quale esso viene nominato in quel modo, e chi era il capostipite del clan, Huáng Sh
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In un precedente articolo abbiamo constatato come il clan familiare Zǐyún Huáng – 紫雲黃氏 sia stato uno dei primi ad insediarsi a Kinmen. Abbiamo anche letto il motivo per il quale esso viene nominato in quel modo, e chi era il capostipite del clan, Huáng Shǒugōng – 黃守恭, vissuto durante la dinastia Tang a Quánzhōu – 泉州, in Cina. Ma da dove arrivava la famiglia Huáng? Quali le origini? Come è arrivata a Kinmen?

Hòupǔtóu Huang family settlement - 后浦頭黃宅
Hòupǔtóu Huang family settlement – 后浦頭黃宅

Il cognome (o xìng – 姓), Huáng ha origini molto antiche. Secondo la teoria maggiormente accreditata la sua origine risale circa al VII sec. a.C., ed è dovuta al nome di un antico regno Huáng (黃國), governato da discendenti del clan Ying (嬴姓) del leggendario Bo (ovvero conte) Yi, scritto come 伯益, 伯夷, 伯翳, e 柏翳. Tale clan diede poi origine al popolo dei Qin. Il succitato regno si trovava nell’area dell’odierna Henan, zona di 潢川 / 光州 / 定城. Nel 648 a.C., durante il periodo delle Primavere e Autunni, il regno di Huáng fu distrutto dallo stato di Chu; i suoi abitanti, per ricordare la loro origine, presero il nome dello stato come cognome, divenendo così il popolo Huáng 黃. Va da sé che essi non erano tutti imparentati fra loro. Almeno non strettamente, visto che comunque anticamente i legami fra consanguinei erano abbastanza frequenti e non cisi mescolava spesso coi vicini, a meno che non si venisse forzati. Da qui in poi, i discendenti di Huáng iniziano a diffondersi in varie regioni della Cina, ma un punto chiave sarà la zona chiamata più tardi Jiāngxià jùn (contea) – 江夏郡. Va comunque puntualizzato che il cognome Huang non ha una sola ed unica origine, ve ne sono altre oltre a questa.

Da Huáng國 a 江夏: nascita del ceppo 江夏黃氏


Dopo la distruzione del regno di Huáng, l’area originariamente occupata dal suo popolo viene inglobata nella contea / guarnigione di 江夏郡, sotto gli Han e le dinastie successive. Quel territorio comprendeva parti dell’attuale Henan sud-orientale e Hubei settentrionale. Col trascorrere del tempo, il popolo Huáng divenne sempre più numeroso nell’area, sino a divenire una grande casata – 望族 (wàngzú). Per questo, “江夏” diventa la principale jùnwàng – 郡望 (casa ancestrale) degli Huáng. Il luogo d’origine principale di tutti i rami successivi della casata Huáng.

Hòupǔtóu Huang family settlement - 后浦頭黃宅
Hòupǔtóu Huang family settlement – 后浦頭黃宅

Il momento chiave nella storia del clan: come si giunse all’affermazione della casata di Jiāngxià – 江夏, grazie alla figura di Huáng Xiāng – 香.


Nel corso della dinastia degli Han orientale, emerge fra il popolo Huáng una figura cardine; si tratta di Huáng Xiāng – 黃香, divenuto celebre per la sua pietà filiale, annoverato fra uno dei ventiquattro esempi di pietà (二十四孝). Egli, col suo lignaggio, la sua origine, ovvero JiāngxiàĀnlù 江夏安陸 (oggi zona di Yunmeng/Hubei), diventano un modello morale e genealogico; in molte tradizioni genealogiche, Huáng Xiāng è considerato “antenato comune morale” dei 江夏黃氏. Infatti la fama di Huáng Xiāng e dei suoi discendenti fa sì che molti clan Huáng, anche lontani geograficamente, rivendichino la discendenza dal ramo 江夏, adottando per il loro tempio ancestrale il nome “江夏堂” come segno identitario. Ricordiamoci che nella cultura cinese una genealogia prestigiosa apre molte, se non tutte, le porte della società, allora come in parte ancora oggi nei settori più esclusivi.

Da quel momento, nasce la casata JiāngxiàHuángshì – 江夏黃氏 e Jiāngxià diventa a tutti gli effetti lo yǎnpài – 衍派 (yǎnpài significa “che viene da”) del ramo principale della famiglia Huáng.

Entrance - entrata - 入口, Hòupǔtóu Huang family settlement - 后浦頭黃宅
Entrance – entrata – 入口, Hòupǔtóu Huang family settlement – 后浦頭黃宅

Dal centro della Cina al Fujian: ingresso di 江夏黃氏 nel sud-est


Come abbiamo appena visto, il ramo JiāngxiàHuángshì – 江夏黃氏 si origina nel nord della Cina. Come giunge dunque nella provincia meridionale del Fujian, e da lì a Kinmen?

Prima ondata: epoca Jin e “八姓入閩”


Una tradizione molto citata in genealogie del Fujian ricorda gli “otto cognomi illustri che entrarono nel Fujian – 八姓衣冠入閩” in epoca Jin (III–IV secolo); tra questi compare anche il ramo Huáng, in particolare con figure come Huáng Yànfēng – 黃彥豐.

Le genealogie del Fujian raccontano che questi Huáng, legati al ceppo 江夏, si stabilirono presso Fuzhou 侯官 (250 Km a nord di Xiamen), aprendo la via alla presenza del cognome Huáng nella regione. Va tuttavia ricordato che alcuni rami della casata Jiāngxià – 江夏黃氏, o che da essa ritengono di essere derivati, secondo le genealogie dei clan di Fuzhou e di Putian, giunsero da quelle parti già prima! Per quanto riguarda Fuzhou, a partire dalla dinastia Han orientale (I–II sec. d.C.), si stabilirono i rami 福州黃氏, 閩侯黃氏, 長樂黃氏. A Putian invece se ne ha traccia a partire dalla dinastia Jin occidentale (III–IV sec.)e fra i rami più noti annoveriamo 莆田黃氏 e 仙遊黃氏. Tutto ciò per capire chi per primo arrivò e si stabilì permanentemente nel Fujian, al di là di leggende e tradizioni.

Seconda ondata: epoca Tang – consolidamento a Fuzhou e Putian


Huáng Àn - 黃岸
Huáng Àn – 黃岸

In epoca Tang, compare un altro antenato famoso: Huáng Àn – 黃岸 (674-756), funzionario di alto rango (Segretario presso il Segretariato Imperiale / 秘書監, Prefetto del Guizhou / 桂州刺史), da Fuzhou venne trasferito a Jiāngxià – 江夏 e poi nuovamente a 侯官 (Fuzhou); infine venne mandato a Putian 莆陽, dove i suoi discendenti si fecero strada sino a divenire delle casate più prestigiose ed influenti del Fujian. Infatti la lista dei suoi discendenti annovera numerosi funzionari, letterati e persino più di dieci zhuàngyuán – 状元, ovvero primi agli esami imperiali, durante le dinastie Tang, Song, Ming e Qing. Abbiamo dunque dei discendenti della casata di Jiāngxià – 江夏 che si stabiliscono permanentemente nel Fujian, dando origine poi ad altri rami.

Dunque è nel corso di queste due ondate che si afferma una nuova stirpe, quella degli Huáng del Fujian, discendenti della casata Jiāngxià – 江夏, da cui deriveranno i rami presenti a Kinmen ed anche Taiwan (almeno in parte).

Estensione verso il sud del Fujian


Il prossimo passo si manifesta con una nuova migrazione di parte del clan: dal nucleo Fuzhou/Putian, alcuni si diffondono verso il sud del Fujian, in particolar modo presso Quánzhōu – 泉州, Jinjiang, Tong’an, Zhangzhou, ecc. Queste aree diventeranno la matrice diretta dei futuri migranti verso Taiwan e Kinmen, e da lì successivamente in tutto il Sud Est del continente asiatico. In questa regione, 江夏黃氏 diventa il ceppo predominante: quando in Fujian meridionale si dice “Huáng di Jiāngxià”, si intende spesso semplicemente “Huáng del ceppo storico principale”.

Ricapitolando:


江夏黃氏 come grande casata della famiglia Huáng – ha origine nell area di Jiāngxià nel nord della Cina; da lì si dipanano vari rami verso il sud est della Cina, arrivando nel Fujian, Guangxi, Jiangxi Guangdong, Zhejiang (nella dinastia Ming, presso 浙江省青田縣 – Qingtian, ramo 文質公派 – Wénzhì gōngpài, originato da Huáng Chéngzǔ – 黃成祖), ecc. Sono queste le diramazioni regionali della casata. Da esse originarono dei rami locali: nel Fujian ad esempio si sono creati i rami di Putian 某房 e Quanzhou 某房, fra gli altri. Da questi ultimi sono nati dei sottorami come quello di Zǐyún – 紫雲. In lingua cinese i rami, sottorami, linee genealogiche derivate dalla principale, si chiamano pàixì – 派系. Dunque sarebbe 江夏黃氏泉州紫雲派 (o anche 江夏黃氏泉州紫雲支系後裔) o per un’iscrizione su di un tempio ancestrale 江夏黃氏紫雲派.

È così che si originano nella Cina antica i vari yǎnpài – 衍派 del clan Huáng – . Mano a mano che si consolida la presenza di un ramo in un’area, diviene solitamente più importante il culto di quel nucleo originario, di quel certo antenato, che in quel luogo si stabilì per primo per dare origine ad un nuovo sottoramo nel quale ci si riconosce come discendenti; ecco dunque il proliferare di templi ancestrali dove, pur riconoscendo la discendenza dall’antica casata proveniente dal nord della Cina, i discendenti si riconoscono principalmente in un ramo temporalmente più vicino, forse anche più “familiare” nel senso di riconoscibile. Poiché col passare degli anni e delle generazioni inevitabilmente l’albero genealogico diventa sempre più intricato, ecco che la memoria familiare tende a distaccarsi dai ceppi più vecchi sia anagraficamente che geograficamente: non dimentichiamoci che nei secoli passati la tradizione era molto spesso tramandata oralmente, e chi si allontanava spesso perdeva tali cognizioni, così come anche chi sapeva leggere e scrivere ma non aveva a disposizione gli annali familiari che rimanevano nelle case ancestrali originarie.

黃氏家廟 - Tempio del clan Huáng, Hòupǔtóu Huang family settlement - 后浦頭黃宅
黃氏家廟 – Tempio del clan Huáng, Hòupǔtóu Huang family settlement – 后浦頭黃宅

Dal Fujian meridionale a Kinmen: la migrazione di 江夏黃氏


Con tutte quelle ramificazioni presenti nel Fujian, era logico attendersi che qualcuno del clan Huáng – , come d’altro canto accadde per gli altri clan familiari della zona, migrasse a Kinmen e Taiwan. Ora, noi sappiamo che la maggior parte dei clan di Kinmen (Chen, Huáng, Cai, ecc.) proviene da migrazioni avvenute durante le dinastie Song, Yuan, Ming e in parte Qing, da villaggi del sud Fujian verso quest’isola di frontiera. Per la famiglia Huáng – , ciò significa che la casata 江夏黃氏 già radicata nel Fujian meridionale fu quella da cui derivarono i rami di Kinmen.

Linea temporale tipica della migrazione dei 江夏黃氏 verso Kinmen ed oltre.


Secondo le fonti storiche, il clan giunse a Kinmen durante il periodo Song (960–1279), per poi consolidarsi durante le successive dinastie Ming e Qing. Tra , alcuni Huáng di Kinmen, come molti altri, iniziano una nuova fase, migrando verso il Sud-est asiatico (soprattutto Indonesia, Singapore, Malesia): la diaspora. A Kinmen quasi tutti i rami Huáng sono Jiāngxiàpài – 江夏派, secondo quanto riportano le genealogie pubblicate degli Huáng dei comuni di Jinhu, Jinsha, Lieyu e Jincheng (金湖, 金沙, 烈嶼, 金城); è estremamente raro trovare rami Yǐngchuān o guǎnghàn (潁川 o 廣漢) a Kinmen. A rafforzare tale tesi vi sono i riconosciuti legami storici fra i villaggi di Kinmen e quelli di provenienza nel Fujian. Ad esempio molti Huáng di Shuǐtóu – 水頭 provenivano originariamente da Tong’an (Fujian appunto), impiegavano artigiani di Tong’an per le costruzioni (come nel caso della Jinshui School) e mantenevano rapporti genealogici e commerciali con Tong’an e Quanzhou; infine il ramo Huáng di Tong’an è quasi interamente Jiāngxiàpài – 江夏派. Sappiamo anche che il sottoramo Zǐyún – 紫雲, presente a Kinmen in villaggi come Shuǐtóu – 水頭, è attestato in genealogie Huáng di Tong’an e Quanzhou.

Huáng Shǒugōng – 黃守恭
Huáng Shǒugōng – 黃守恭

Tirando le fila…


Siamo giunti alla fine. Come scritto in un precedente articolo il sottoramo Zǐyún – 紫雲 ebbe origine a Quánzhōu – 泉州 da Huáng Shǒugōng – 黃守恭 (629-712) durante la dinastia Tang, che precede la Song. Alcuni discendenti migrarono a Kinmen e si stabilirono in una manciata di villaggi, fra cui quello di Shuǐtóu – 水頭, dando origine a nuovi rami, ma mantennero il comune denominatore dello stesso yǎnpài – 衍派. Alcuni migrarono nel sud est asiatico, e grazie alle loro rimesse possiamo oggi osservare gli splendidi edifici in stile occidentale che fecero costruire, come anche quelli in stile tradizionale del Minnan, che proprio in Kinmen rappresentano, per quantità e qualità, l’ultimo baluardo di una tradizione storico architettonica che in altre aree del Fujian è quasi del tutto scomparsa.


Fonti: kmdn.gov.tw/1117/1271/1274/311…, 搜狐 百度百科, 百科知識網, jiapu.tv/x/91/huangf24/, Wikipedia
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PieFed 1.4: l’alternativa a Reddit si aggiorna con filtri per contenuti IA e reazioni emoji


PieFed 1.4 introduce il filtro per contenuti generati dall'IA, reazioni emoji e nuove funzioni per le comunità. L'alternativa a Reddit nel fediverso continua a crescere.
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Chi cerca alternative nel fediverso sa che le opzioni non mancano, e PieFed sta cercando di ritagliarsi il suo spazio. La versione 1.4 porta con sé diverse novità interessanti, soprattutto per chi vuole avere più controllo su cosa vedere (e cosa no) nella propria bacheca.

Contenuti generati dall’IA? Ora si possono filtrare


La funzione più rilevante di questo aggiornamento è la possibilità di etichettare post e comunità come “generati dall’intelligenza artificiale”. Il meccanismo funziona esattamente come per i contenuti NSFW: chi non vuole vederli può semplicemente nasconderli. Una scelta che risponde a una richiesta sempre più diffusa tra gli utenti delle piattaforme federate.

Le altre novità


Tra le aggiunte più pratiche troviamo le reazioni emoji a post e commenti, la possibilità di nascondere singoli contenuti senza bloccare l’autore, e un sistema per marcare i commenti come “risposta”, utile per chi gestisce comunità di supporto tecnico.

PieFed ora è disponibile anche nello store di Yunohost, semplificando l’installazione per chi gestisce un proprio server. Migliorata inoltre l’integrazione con Mastodon grazie a un nuovo pulsante di condivisione, mentre l’integrazione con lemmy-federate.com promette maggiore visibilità alle comunità ospitate sulla piattaforma.

Sul fronte tecnico sono stati corretti diversi bug, migliorata la cache HTTP e aggiunta la traduzione in polacco. Le API sono state estese con supporto per sondaggi, eventi, hashtag e le nuove reazioni emoji.

L’aggiornamento richiede una migrazione del database che può durare diversi minuti, a seconda delle dimensioni dell’istanza. Il progetto resta open source e si finanzia esclusivamente tramite donazioni.


FONTE codeberg.org

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Il cielo del 2026: storie di luce, ombre e pianeti per un nuovo annoedu.inaf.it/rubriche/altro-cie…
Per questo mese, Cose dell’altro cielo guarda avanti. Il 2026 sarà un anno fatto di piccoli e grandi spettacoli celesti: eclissi parziali, allineamenti planetari e superlune.

Non un calendario tecnico, ma un invito a vivere il cielo come una serie di storie da osservare, aspettare e condividere.
#buonAnno #eclissi #Luna #osservareIlCielo #stelle@astronomia @astronomia

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Palermo fa schifo


Io sono Italiano (purtroppo), sono Siciliano e sopratutto sono Palermitano e di questa cosa me sono orgoglioso, perché credo di vivere in una delle città più belle del mondo. E da Palermitano vi posso assicurare che questa città ha molto da raccontare, ta
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Palermo fa schifo

namirblog.altervista.org/paler…

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photoshopping. microcapsula per allibratori / luca zanini. 2025


solidi superiori [calcolitico ma continuano] usate le gore superdrops una] rete di tubicoli in grado] è da rilevare [economia di sostegno scena di guerriglia rettificata le] specie a rischio le poste in riserva cherokee clima ricco] di pesci la] medicina cinese online preparano] per cena sostanze pesantissime il deserto¹ si getta nell’oceano lo] documentano ha l’impalcatura con decreto salva gneiss -in armeno գնեյս il] conflitto è cenere allumina oppure alimentazione] forzata deserto² mentre il pantone pour en faire des domaines techniques [lo cercano da quattro] generazioni l’orribile com’era verde il] pesce invenduto agli inseguitori a [ parte questo, fuori non c’era nulla

#cambioDiParadigma #LucaZanini #prosa #prosaBreve #ProsaInProsa #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca

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Inoltre è stato aggiunto il contatore degli utenti presenti nelle varie zone del software! Visibile sulla pagina princi…

Inoltre è stato aggiunto il contatore degli utenti presenti nelle varie zone del software!

Visibile sulla pagina principale di HomePass

Le statistiche si aggiorneranno ogni due ore

#StreetPass #HomePass

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news.creeperiano99.it/2025/12/…

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Con HomePass 2.0 è ora possibile ottenere via codici QR i Mii Speciali degli sviluppatori che venivano distribuiti trami…


Con HomePass 2.0 è ora possibile ottenere via codici QR i Mii Speciali degli sviluppatori che venivano distribuiti tramite le Nintendo Zone!✅ Utilizzando il software HomePass che permette di scambiare Streetpass tramite internet, si potranno scansionare s
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Con HomePass 2.0 è ora possibile ottenere via codici QR i Mii Speciali degli sviluppatori che venivano distribuiti tramite le Nintendo Zone!

Utilizzando il software HomePass che permette di scambiare Streetpass tramite internet, si potranno scansionare specifici codici QR con l’apposita funzionalità per ottenere Mii Speciali degli sviluppatori, ricreati sulla base delle informazioni salvate sulla mia console (Incontrati ben 8-9 anni fa…!).

ℹ️ Non potranno essere fedeli al 100% perché lo scambio avveniva tramite SpotPass, ma avranno comunque il Mii base speciale, il software utilizzato come l’originale, le preferenze/sogni ecc… Anche la provenienza è impostata “Nintendo”.
Il saluto è inventato perché purtroppo non li ho sottomano. Vedrò sul web

Al momento del post è presente il Mii Ohmori. In seguito verranno pubblicati gli altri.

🔗 Link ai codici QR[/b]

#StreetPass #HomePass

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kurzwellen / karlheinz stockhausen. 1968


youtube.com/embed/Zulj3qA9MSE?…

Kurzwellen (Short Waves), for six players with shortwave radio receivers and live electronics, is a composition by Karlheinz Stockhausen, written in 1968. It is Number 25 in the catalog of the composer’s works.

Aloys Kontarsky, piano; Harald Bojé, electronium; Alfred Alings and Rolf Gehlhaar, tamtam with microphone; Johannes Fritsch, viola; Karlheinz Stockhausen, sound direction.

Conception
Kurzwellen is one of a series of works dating from the 1960s which Stockhausen designated as “process” compositions. These works in effect separate the “form” from the “content” by presenting the performers with a series of transformation signs which are to be applied to material that may vary considerably from one performance to the next. In Kurzwellen and three subsequent works (Spiral for a soloist, Pole for two, and Expo for three), this material is to be drawn spontaneously during the performance from short-wave radio broadcasts (Kohl 1981, 192–93). While this separate treatment of the genetic rules for development had existed in Stockhausen’s earlier compositions, the emphasis on the process of transformation and less specificity of what is to be transformed is taken further than ever before in Kurzwellen (Stockhausen 1989, 114). The overall formal process is therefore fixed, whereas the sound materials are extremely variable (Frisius 2008, 224). The processes, indicated primarily by plus, minus, and equal signs, constitute the composition and, despite the unpredictability of the materials, these processes can be heard from one performance to another as being “the same” (Kohl 2010, 137). While the use of radios in concert works dates back at least to 1942 with John Cage’s Credo in Us, and Stockhausen may well have gotten the idea of using radios from Cage, their approaches could not have been more different. For Cage, the type of radio is a matter of indifference, since their purpose is merely to fill in prescribed time units with any sort of sound at all. Stockhausen, on the other hand, prescribed short-wave receivers because of their capability of bringing in broadcasts from far away, and for the rich variety of available sounds. These sounds are also not used indiscriminately: the performers are to search for and select only materials suitable for improvisational transformations (Kohl 2010, 135–37).

Performance practice
The composer explained that in pieces like this, “the first step is always that of imitating something and the next step is that of transforming what you’re able to imitate” (Cott 1973, 33). Each performer plays a series of events separated by pauses. An event may be played either with the radio or with an instrument, and it is also possible for a player to accompany an event on an instrument with the radio or vice versa, or to blend both together. Each event has a distinct duration defined by its subdivision into segments with a characteristic rhythm (Rigoni 1998, 235).

Each plus, minus, or equal sign indicates that, upon repetition of an event, the performer is to increase, decrease, or maintain the same level in one of four musical dimensions (or “parameters”): overall duration of the event, number of internal subdivisions, dynamic level, or pitch register/range. It is up to the performer to decide which of these dimensions is to be affected, except that vertically stacked signs must be applied to different parameters. Despite this, a large number of plus signs (for example) will result in successive events becoming longer, more finely subdivided, louder, and either higher or wider in range; a large number of minus signs will produce the reverse effect (Kohl 2010, 137).

Video created with Audacity, Sonic Visualizer, vokoscreen and OpenShot on a Debian 10 Buster KDE Linux System.

#AlfredAlings #AloysKontarsky #audio #audiovideo #HaraldBojé #JohannesFritsch #KarlheinzStockhausen #Kurzwellen #musica #musicaContemporanea #musicaSperimentale #processComposition #RolfGehlhaar #video

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Windscribe introduce gli account anonimi: niente email, solo un codice segreto


Windscribe lancia gli account anonimi con accesso tramite codice hash: niente email né password, solo un codice di 32 caratteri. Massima privacy, ma senza possibilità di recupero.
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Chi usa una VPN di solito lo fa per proteggere la propria privacy online. Ma c’è un paradosso: per attivare il servizio bisogna spesso registrarsi con email e password, lasciando quindi un qualche tipo di traccia. Ci sono alcune VPN, come ad esempio Mullvad, che non richiedono niente ma che generano un codice univoco. Da qualche giorno anche Windscribe permette di creare account completamente anonimi.

Niente email, niente nome utente, niente password tradizionale. Al posto di tutto questo, un unico codice di 32 caratteri che diventa la vostra chiave d’accesso su qualsiasi dispositivo.

Come funziona


Durante la registrazione potete scegliere l’opzione “Hashed” e ottenere il vostro codice in due modi: generato casualmente da Windscribe oppure derivato da un file a vostra scelta (un’immagine, per esempio). Nel secondo caso, attenzione: il file deve essere unico e privato. Niente foto profilo, meme famosi o sfondi scaricati da internet. Se qualcun altro possiede lo stesso file e sa cosa state facendo, potrebbe generare lo stesso codice.

Il sistema è pensato per chi vuole ridurre al minimo i dati personali associati al proprio account VPN, eliminando anche il rischio di riutilizzare password già compromesse altrove.

Il rovescio della medaglia


C’è però un aspetto fondamentale da considerare: se perdete quel codice, perdete l’account. Fine. L’assistenza non può recuperarlo, non può cercarlo nei propri sistemi, non esiste un link “ho dimenticato la password”. Dovete conservare quel codice come se fosse la chiave di casa, in un gestore di password o in un posto sicuro.

Come spiega Windscribe nel proprio blog, questa opzione non è automaticamente “migliore” del login tradizionale. Per la maggior parte degli utenti, un account normale con password robusta e autenticazione a due fattori offre già un’ottima protezione, con il vantaggio di poter recuperare l’accesso in caso di problemi.

L’account anonimo è pensato per chi preferisce avere il minimo indispensabile di informazioni archiviate e si sente sicuro di poter gestire un singolo segreto senza perderlo.


FONTE windscribe.com

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annotazione per alferi


l’incipit di questa pagina di Luca Sossella

mi porta al pensiero della scomparsa del figlio di Jacques Derrida, Pierre Alferi – di cui l’italia sommersa e diafana (t.ly/H4vrG) niente sapeva e niente continuerà a voler sapere.
lemonde.fr/disparitions/articl…

(le eccezioni sono ovviamente gammm, Nazione indiana, slowforward e pochissimi altri spazi)

#Derrida #disparition #gammm #ItaliaSommersa #JacquesDerrida #morte #NazioneIndiana #PierreAlferi #scomparsa

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istituzione e differenza, intervista a tullio de mauro: ferdinand de saussure


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Insegnare Saussure, studiare Saussure“. A cent’anni dalla scomparsa del grande linguista ginevrino, emerge in primo piano l’esigenza di riflettere sugli avanzamenti o le battute di arresto delle scuole e degli studi dedicati all’autore del Cours. Nel convegno di Cosenza si confrontano studiosi giovani e meno giovani che si sono dedicati, con impegno duraturo e appassionato, all’insegnamento di Saussure e alla ricerca sui temi a lui più cari. Non si tratta semplicemente di mappare le università o i dipartimenti dove Saussure viene insegnato e studiato, quanto di presentare linee di ricerca inedite e nuovi motivi di insegnamento. Anziché limitarsi a censire quanto è stato fatto fino ad oggi, queste giornate si concentrano su quanto rimane ancora da fare, nella convinzione che Saussure sia un riferimento indiscusso per le scienze umane che mettono al centro della loro ricerca il segno linguistico, la lingua come sistema e la facoltà di linguaggio.

#Cours #deSaussure #differenza #FerdinandDeSaussure #filosofiaDelLinguaggio #InsegnareSaussureStudiareSaussure #istituzione #Saussure #TullioDeMauro

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Lua 5.5: il linguaggio di scripting diventa più snello e moderno


Lua 5.5 è disponibile con array più compatti, garbage collection incrementale e nuove funzionalità per gli sviluppatori. Ecco cosa cambia nel linguaggio di scripting.
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Lua si aggiorna alla versione 5.5 con una serie di miglioramenti che puntano soprattutto sull’efficienza. Il linguaggio di scripting nato in Brasile, apprezzato per la sua leggerezza e usato in contesti che vanno dai videogiochi ai sistemi embedded, introduce novità interessanti per chi lavora con grandi quantità di dati.

La modifica più significativa riguarda la gestione della memoria: i grandi array ora occupano circa il 60% in meno rispetto a prima. Non è un numero da poco per chi integra Lua in applicazioni dove le risorse sono limitate o dove si manipolano strutture dati corposi. Il garbage collector, inoltre, ora esegue le operazioni di pulizia in modo incrementale, evitando quei fastidiosi momenti di “freeze” che potevano verificarsi durante le raccolte complete.

Le altre novità


Tra i cambiamenti più tecnici troviamo le dichiarazioni esplicite per le variabili globali e le variabili dei cicli for che diventano di sola lettura, una scelta che aiuta a prevenire errori comuni. Arriva anche table.create per creare tabelle in modo più diretto, e il supporto per stringhe esterne che utilizzano memoria gestita al di fuori di Lua.

Per chi compila da sorgente, l’interprete ora carica la libreria readline dinamicamente, semplificando la compilazione su sistemi dove questa non è disponibile.

Lua resta distribuito con licenza MIT, quindi liberamente utilizzabile anche in progetti commerciali.


FONTE lua.org

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Samsung presenta i nuovi Odyssey: debutta il primo monitor gaming 3D 6K al mondo


Samsung amplia la gamma Odyssey con monitor gaming di nuova generazione: debutta il primo display 3D 6K al mondo e pannelli ad altissima risoluzione
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Samsung ha presentato la gamma di monitor gaming Odyssey, la più avanzata di sempre, con cinque nuovi modelli. La line-up 2026, guidata dal primo Odyssey 3D 6K, introduce tecnologie di visualizzazione all’avanguardia per gamer e creator, con il debutto dell’innovativo Odyssey G6 e tre nuovi modelli Odyssey G8.

Il primo monitor gaming 3D 6K glasses-free al mondo


Odyssey 3D da 32 pollici (modello G90XH) introduce il primo display 6K al mondo con tecnologia 3D glasses-free, inaugurando una nuova dimensione dell’esperienza di gioco su monitor. Grazie al tracciamento oculare in tempo reale, il sistema regola profondità e prospettiva in base alla posizione dell’osservatore, creando una percezione tridimensionale naturale stratificata per un gameplay fluido e continuo, senza la necessità di visori o headset. Con risoluzione 6K, frequenza di aggiornamento di 165Hz potenziabile fino a 330Hz tramite Dual Mode e tempo di risposta di 1 ms GtG, anche le scene d’azioni più rapide risultano nitide e fluide. Giochi come The First Berserker: Khazan, Lies of P: Overture e Stellar Blade offrono una maggiore profondità visiva, migliorando la percezione di distanze, superfici e separazione degli oggetti rispetto al gameplay 2D tradizionale.
Odyssey 3D: il primo monitor gaming 3D 6K glasses-free al mondoOdyssey 3D: il primo monitor gaming 3D 6K glasses-free al mondo

Il primo monitor al mondo con refresh rate da 1.040Hz per il gaming ad alta velocità


Il monitor gaming Odyssey G6 da 27 pollici (modello G60H) porta il gaming competitivo a un nuovo livello grazie alla frequenza di aggiornamento da 1.040Hz tramite il supporto Dual Mode e QHD nativo fino a 600Hz. Il risultato è una nitidezza dei movimenti ai livelli degli eSport che consente ai gamer di seguire i bersagli e cogliere i minimi dettagli anche nelle azioni più frenetiche. Quando necessario, l’Odyssey G6 può incrementare istantaneamente le prestazioni, alimentando l’adrenalina del gaming competitivo. Grazie al supporto di AMD FreeSync Premium e di NVIDIA G-Sync Compatible, l’Odyssey G6 assicura un’esperienza visiva e reattiva, con colori vibranti.
Odyssey G6: il primo monitor al mondo con refresh rate da 1.040Hz per il gaming ad alta velocitàOdyssey G6: il primo monitor al mondo con refresh rate da 1.040Hz per il gaming ad alta velocità

Alta risoluzione in versioni 6K, 5K e OLED


Nel 2026, la serie Odyssey G8 si arricchisce con tre modelli distinti, ciascuno progettato per offrire un equilibrio ottimale tra risoluzione e velocità.
Odyssey G8 da 32 pollici (modello G80HS), il primo monitor gaming 6K del settoreOdyssey G8 da 32 pollici (modello G80HS), il primo monitor gaming 6K del settore
Al vertice della gamma si trova Odyssey G8 da 32 pollici (modello G80HS), il primo monitor gaming 6K del settore, con refresh rate di 165Hz e Dual Mode che supporta fino a 330Hz in modalità 3K.

Odyssey G8 da 27 pollici (G80HF) propone un’opzione 5K ancora più definita, con supporto nativo fino a 180Hz e Dual Mode che raggiunge i 360Hz in QHD per una maggiore fluidità. Per chi cerca contrasti più profondi, Odyssey OLED G8 da 32 pollici (modello G80SH) combina un pannello QD-OLED 4K con refresh rate di 240Hz, tecnologia Glare Free, luminosità di 300 nit e certificazione VESA DisplayHDR True Black 500. La connettività DisplayPort 2.1 (UHBR20) garantisce una larghezza di banda fino a 80Gbps per una riproduzione HDR e VRR fluida. Tutti e tre i modelli supportano AMD FreeSync Premium Pro e NVIDIA G-Sync Compatible, garantendo prestazioni stabili e prive di tearing. La serie G8 offre così a gamer e creator la massima flessibilità, sia per la creazione di contenuti, sia per esperienze di gioco immersive e una resa visiva di qualità cinematografica. L’intera lineup Odyssey 2026 sarà presentata al CES 2026, in programma dal 6 al 9 gennaio a Las Vegas.

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Peergos chiude un 2025 da record: app native, crittografia post-quantistica e zero investitori


Peergos chiude il 2025 con la versione 1.0, app native per desktop e Android, crittografia post-quantistica e prestazioni migliorate. Il cloud privato open source cresce senza venture capital.
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Per chi non lo conoscesse, Peergos è una piattaforma di archiviazione cloud open source costruita su tecnologia peer-to-peer con crittografia end-to-end. Un’alternativa a Google Drive e compagnia, ma con un approccio radicalmente diverso alla privacy: nemmeno chi gestisce il servizio può vedere i vostri file.

Il progetto ha appena pubblicato il bilancio del 2025, e i numeri sono sicuramente interessanti: 20 rilasci in un anno (contro gli 8 del 2024), clienti paganti triplicati e, soprattutto, il raggiungimento della versione 1.0.

Niente venture capital, solo utenti


Un dettaglio che vale la pena sottolineare: Peergos non ha investitori alle spalle. Il progetto si finanzia esclusivamente con abbonamenti e donazioni degli utenti. Una scelta che, come spiegano gli sviluppatori, permette di concentrarsi su ciò che serve davvero a chi usa il servizio, senza dover inseguire metriche di crescita o ritorni per gli azionisti.

Le novità principali


Il 2025 ha portato diverse funzionalità significative. Ora esistono app native per Windows, macOS e Linux che non richiedono Java e offrono un livello di sicurezza maggiore rispetto all’interfaccia web: un server compromesso non può distribuire un client malevolo, cosa invece possibile con le webapp tradizionali.

L’app Android, disponibile su Google Play o tramite installazione manuale, supporta la sincronizzazione bidirezionale completa. Nel 2026 promettono l’integrazione con il filesystem nativo di Android per spostare file direttamente tra Peergos e altre applicazioni.

Il motore di sincronizzazione è forse l’aggiunta più corposa: permette di tenere allineata una cartella locale con una remota su più dispositivi, con la possibilità di scegliere se propagare o meno le cancellazioni (trasformando così la sincronizzazione in un backup).

Sicurezza a prova di computer quantistici


La condivisione dei file ora utilizza un sistema ibrido basato su Curve25519 e MLKEM-1024. In parole povere, anche se qualcuno intercettasse oggi i vostri dati crittografati e li conservasse in attesa di un futuro computer quantistico abbastanza potente da decifrarli, non ci riuscirebbe comunque.

Prestazioni migliorate


Il caricamento delle cartelle è diventato drasticamente più veloce: una cartella con 25.000 elementi ora si apre in meno di 30 secondi.

È stata anche semplificata la migrazione: con pochi clic potete spostare tutti i vostri dati, la vostra identità e i vostri contatti su un altro server Peergos, mantenendo funzionanti tutti i link condivisi in precedenza.

Per il 2026 il team promette una versione iOS e un’integrazione ancora più profonda con i sistemi operativi, continuando a puntare su privacy, portabilità e controllo da parte dell’utente.


FONTE peergos.org

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“secondo duo di follia” for alto recorder and electric violin / gabriele manca


youtube.com/embed/UiL5mVoIgJA?…

Antonio Politano, recorder
Haesung Choe, electric violin

#AntonioPolitano #audio #audiovideo #electricViolin #HaesungChoe #musica #musicaContemporanea #recorder #video

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Conoscere la guerra per costruire un immaginario di pace. Indicazioni didattico-educative


Dopo una prima parte dedicata alla ricostruzione storica dei più rilevanti eventi bellici successivi alla seconda guerra mondiale, il convegno promosso dal Cesp, di cui abbiamo già parlato, ha lasciato spazio alla rielaborazione didattico-educativa del tema “conflitto”.

Su L’antropologia della guerra, noi e i nemici è intervenuta Gabriella Falcicchio (docente di Pedagogia, Università […]

Leggi il resto: argocatania.it/2025/12/28/cono…

#CESP #didatticaDellaStoria #educazioneAllaPace #industriaBellica #LiceoBoggioLera #militarizzazione #violenza

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impara/comprendi tutta la scrittura di ricerca in 1′ 29” (metodo infallibile) / differx. 2025


per capire tutta la scrittura di ricerca in poco meno di un minuto e mezzo basta vedere questo:

youtube.com/shorts/lsuGuf6SCjY

e tutto rifulgerà di immediata chiarezza

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Sempre meno fighter russi nel futuro dell’UFC?


La miccia è stata accesa da Andy Hicker dal suo profilo Twitter, ripresa poi dal sito yardbarker. L’articolo sostiene che la UFC, guidata da Dana White, stia progressivamente riducendo la presenza di combattenti russi per ragioni economiche più che sporti
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La miccia è stata accesa da Andy Hicker dal suo profilo Twitter, ripresa poi dal sito yardbarker.

L’articolo sostiene che la UFC, guidata da Dana White, stia progressivamente riducendo la presenza di combattenti russi per ragioni economiche più che sportive. Il caso simbolo è il taglio di Muhammad Mokaev e la mancata estensione del contratto a Rinat Rakhretdinov (che era 6-0-1), nonostante risultati recenti di alto livello.

Secondo diversi esperti MMA, i fighter russi, pur tecnicamente dominanti e spesso ai vertici delle classifiche, non generano sufficiente interesse commerciale nel pubblico occidentale.

Lo stile prevalentemente basato sul wrestling, la scarsa capacità di comunicare in inglese e la difficoltà di costruire personaggi mediatici limitano il loro appeal.

Andy Hickey e il giornalista Luke Thomas sottolineano che la UFC opera come un’azienda: il merito sportivo conta meno della redditività. Il calo dei ricavi nel 2025, con PPV e live gate inferiori rispetto al 2024, rafforza questa logica. Eventi headlined da campioni russi hanno registrato introiti inferiori, mentre il mercato russo soffre per l’assenza di un vero accordo televisivo e per la diffusione dello streaming illegale, riducendo ulteriormente il valore economico dei fighter russi.

Anche se non c’è nulla di certo, la pulce nell’orecchio è stata messa.

Questa voce è stata modificata (4 mesi fa)