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AdGuard DNS 2.21 blocca i domini imitatori e rinnova il registro delle query


AdGuard DNS si aggiorna alla versione 2.21 con la protezione automatica contro il typosquatting e un registro delle query completamente riprogettato, con scroll infinito e filtri temporali precisi.
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AdGuard DNS è arrivato alla versione 2.21 con due novità distinte: una funzione di sicurezza nuova di zecca e un rifacimento dell’interfaccia per chi analizza il traffico DNS in dettaglio.

Addio ai domini truffa mascherati da errori di battitura


Il typosquatting è una tecnica diffusa quanto sottovalutata: i criminali registrano domini quasi identici a quelli più visitati, contando sul fatto che chiunque possa digitare gooogle.com invece di google.com, o dimenticare una lettera. Dietro quegli indirizzi ci sono spesso pagine di phishing, malware o pubblicità ingannevole.

Con questa versione, AdGuard DNS individua e blocca questi domini a livello di risoluzione DNS, prima ancora che il dispositivo stabilisca una connessione. Il sistema analizza pattern ricorrenti come lettere scambiate, aggiunte o mancanti, e blocca la richiesta in anticipo.

La protezione si attiva dalla dashboard: Servers, poi Security, poi la casella Typosquatting protection. Dato che il meccanismo si basa sulla somiglianza con domini noti, in rari casi potrebbe segnalare anche indirizzi legittimi che assomigliano a siti popolari. In quel caso è sufficiente disattivare la funzione o aggiungere un’eccezione nelle regole utente del server.

Il registro delle query diventa più navigabile


Il registro delle query, lo strumento che mostra tutti i domini a cui i dispositivi hanno tentato di accedere, riceve in questa versione una sostanziale revisione.

La paginazione tradizionale è stata eliminata: le voci si caricano automaticamente scorrendo verso il basso. Quando si esplorano richieste più vecchie, i nuovi eventi in arrivo non spostano più la posizione nella lista, un problema che rendeva fastidiosa l’analisi in tempo reale. L’intervallo di aggiornamento automatico è ora personalizzabile.

La novità più utile per chi usa il registro a scopo diagnostico è il filtro temporale preciso: invece dei soli preset disponibili finora (ultima ora, ultime 24 ore, ultimo mese), è ora possibile impostare un intervallo con data e ora esatte di inizio e fine.

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Casse malati – Quando la realtà presenta il conto alla politica


Il Consiglio di Stato ha presentato la proposta per attuare le due iniziative sui premi di cassa malati che chiedevano da un lato l’aumento delle deduzioni fiscali, dall’altro il tetto massimo del 10% del reddito destinato ai premi.

Il piano del Governo prevede un’entrata in vigore graduale in due tappe. La prima, dal 2027, introduce un pacchetto da 61.4 milioni: 51 a carico del Cantone e 10.4 dei Comuni. Per avvicinarsi all’obiettivo del tetto del 10%, si interviene sul sistema RIPAM (attualmente in vigore) ampliando i beneficiari di circa 8’000 persone, per una spesa stimata di 38 milioni. Parallelamente, le deduzioni fiscali aumentano del 20%, con un impatto di 23.4 milioni.

La copertura è costruita in modo equilibrato: metà tramite tagli di spesa e metà tramite nuove entrate. I risparmi toccano trasporti pubblici, asilo, assegni prima infanzia e scuola. Le nuove entrate arrivano da un aumento dell’imposta sulla sostanza e da rincari sul registro fondiario.

A regime, dal 2029, le deduzioni saliranno ulteriormente e il sistema verrà corretto in modo decisivo: si passerà dal Premio Medio di Riferimento al Premio Medio Effettivo. È un passaggio tecnico, ma fondamentale, perché riporta il calcolo sull’effettivo costo sostenuto dalle famiglie e non su un dato teorico. Il costo complessivo si attesta attorno ai 130 milioni, con circa 215’000 beneficiari.

Il merito principale del documento governativo è quello di riportare il dibattito alla realtà. Durante la campagna, infatti, si è giocato su un equivoco rilevante: i benefici erano stati sovrastimati utilizzando il premio medio di riferimento, non quello realmente pagato. Questo ha gonfiato le aspettative, facendo immaginare risparmi molto più ampi, nell’ordine di diverse centinaia di milioni (circa 400).

Oggi i numeri sono più sobri. La misura resta importante, ma è lontana da quanto prospettato. E soprattutto, emerge con chiarezza il tema delle coperture. I benefici hanno un costo e questo costo si traduce in tagli e in nuove entrate. Non è una sorpresa per chi ha familiarità con le politiche pubbliche, ma lo è per chi è stato portato a credere che il risultato sarebbe stato privo di conseguenze.

Il punto più delicato, a questo stadio, non è tecnico, è istituzionale. Quando una votazione si basa su aspettative sovrastimate e il tema del finanziamento viene rinviato, si crea una rottura. Il cittadino scopre che il beneficio è inferiore a quanto immaginato e che il prezzo da pagare è concreto. E qui la fiducia si incrina.

Negli ultimi anni questa dinamica, purtroppo, si ripete con una certa frequenza. Per questo è forse arrivato il momento di interrogarsi su come evitare che strumenti democratici complessi vengano ridotti a promesse elettorali. Perché quando la politica si allontana troppo dai vincoli della realtà, prima o poi è la realtà che presenta il conto.

Da L’Osservatore, 18.04.2026
Ascolta#casseMalati #politichePubbliche #tagli

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Si gioca a Tomodachi Life: Una vita da sogno!


Salve a tutti ragazzi! Eccoci qua con Tomodachi Life: Una vita da sogno! Cosa succederà durante la diretta? Lo scopriremo insieme!✅ Buona Visione 🎵 Tutte le musiche riprodotte nella schermata del countdown e fine della diretta sono disponibili su https://music.creeperiano99.it/🎁 È possibile supportarmi in modo gratuito con metodi alternativi! E guadagnare anche qualche soldo comodamente da casa! Scoprili qui ➡️ https://www.creeperiano99.it/u/supportogratis Grazie mille! […]
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Salve a tutti ragazzi! Eccoci qua con Tomodachi Life: Una vita da sogno! Cosa succederà durante la diretta? Lo scopriremo insieme!

✅ Buona Visione

🎵 Tutte le musiche riprodotte nella schermata del countdown e fine della diretta sono disponibili su music.creeperiano99.it/

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WordPress.com introduce un bot Telegram per gestire i siti da mobile


WordPress.com lancia un bot Telegram in alpha per gestire siti, statistiche e domini. Ecco le limitazioni della versione beta e le nuove funzionalità per newsletter e sviluppatori.
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Automattic ha lanciato un nuovo assistente per Telegram dedicato agli utenti di WordPress.com, permettendo di gestire i propri siti direttamente dall’app di messaggistica. La novità arriva in versione alpha e consente di pubblicare post, consultare statistiche, verificare i domini e correggere refusi senza aprire il browser. È una mossa interessante per chi cerca velocità, anche se è importante precisare che queste funzionalità riguardano esclusivamente la piattaforma ospitata WordPress.com e non il software open source WordPress.org.

Funzionalità del bot in fase di test


Il bot, attualmente in fase di test, offre comandi rapidi per le operazioni quotidiane. Gli utenti possono attivare la connessione tramite il pannello delle connessioni sociali e limitare le notifiche a un singolo canale Telegram per sito. Tuttavia, la versione alpha presenta limiti pratici: il numero di messaggi in uscita è bloccato a circa duemila al mese e non sono previste risposte automatizzate avanzate o tastiere personalizzate. Inoltre, l’accesso è riservato ai piani che includono la funzionalità newsletter, escludendo di fatto gli account gratuiti base.

Studio Sync ora accessibile a tutti i piani a pagamento


Parallelamente, WordPress.com ha democratizzato l’accesso a Studio Sync, uno strumento di sincronizzazione per sviluppatori. Fino a poco tempo fa limitato ai piani superiori, ora è disponibile su tutti i piani a pagamento, inclusi quelli personali e premium. Questo aggiornamento permette di sincronizzare siti sviluppati localmente con l’app desktop verso gli ambienti live di WordPress.com, facilitando flussi di lavoro più complessi per un pubblico più ampio.

Nuove opzioni per le newsletter e gestione MCP


Un’altra modifica riguarda la gestione delle newsletter. I publisher possono ora offrire accesso gratuito a tier a pagamento per singoli iscritti, senza richiedere dati di pagamento. Questa flessibilità permette di testare nuovi lettori o premiare i fan più fedeli mantenendo il controllo totale sulle assegnazioni dalle schermate di gestione.

Infine, è stata migliorata la gestione degli strumenti MCP (Model Context Protocol). Le funzioni di lettura e scrittura sono ora separate su pagine distinte e i controlli sono raggruppati per aree specifiche come post, pagine o account.

Attenzione alla distinzione tra le due piattaforme


È importante ricordare che queste innovazioni non si applicano a chi utilizza WordPress.org su hosting autonomo. Per gli utenti della versione self-hosted, la gestione rimane legata ai plugin tradizionali e non beneficia di integrazioni native con Telegram o strumenti di sincronizzazione cloud gestiti da Automattic. La distinzione tra le due piattaforme resta cruciale per evitare fraintendimenti sulle funzionalità effettivamente disponibili.

SOURCE:// wordpress.com
SOURCE:// alternativeto.net

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Neurodivergenza in età evolutiva: autismo, ADHD e DSA tra sfide, strategie e inclusione

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Cos’è la neurodivergenza: definizione, significato e caratteristiche


Nel contesto educativo e clinico contemporaneo, comprendere la neurodivergenza, richiede uno sguardo capace di andare oltre ciò che è immediatamente osservabile. È necessario adottare una prospettiva più profonda, che consideri non solo il comportamento oggettivamente osservabile, ma anche i processi cognitivi ed emotivi sottostanti.

BES e DES: cosa sono e perché sono importanti


In questo scenario si inseriscono concetti chiave come i Bisogni Educativi Speciali (BES), che identificano le situazioni in cui i bambini necessitano di interventi didattici personalizzati, e i Disturbi Evolutivi Specifici (DES), una categoria che comprende condizioni come l’ADHD, i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) e i disturbi del linguaggio. In quest’ottica, condizioni come l’ADHD, DSA e il disturbo dello Spettro Autistico, non devono essere interpretate come semplici difficoltà, ma come espressioni della naturale variabilità del funzionamento umano. Per questo motivo, è fondamentale, adottare un approccio al tempo stesso analitico ed empatico, capace di trasformare gli interventi educativi e clinici in autentiche opportunità di sviluppo e valorizzazione delle potenzialità individuali.

Neurodivergenza e neurotipicità: cosa significa essere neurodivergenti​


Il concetto, legato alle neuroscienze, indica che alcune persone percepiscono, elaborano e rispondono agli stimoli (visivi, uditivi, cognitivi ed emotivi) in modo diverso rispetto a ciò che è considerato “tipico”. Come osserva Philip Zimbardo, “normale” è un aggettivo denso di pregiudizi: definisce cosa è accettabile e cosa non lo è. Essere neurodivergenti significa semplicemente avere un “sistema operativo” differente.

Il ruolo dell’ambiente nello sviluppo (Vygotskij e zona di sviluppo prossimale)


Oggi, si tende a vedere le neurodivergenze come una parte naturale della varietà di come funzionano i nostri cervelli, concentrandosi sulle abilità individuali e cercando di includere tutti, invece di focalizzarsi solo sulle difficoltà, è necessario ripensare l’ambiente circostante. Vygotskij ha attribuito un ruolo centrale all’ambiente nello sviluppo cognitivo dell’individuo. Secondo lo studioso, le funzioni mentali superiori si formano attraverso l’interazione sociale e culturale: l’apprendimento nasce prima a livello interpersonale, nel rapporto con gli altri, e solo successivamente viene interiorizzato. L’ambiente, quindi, non è un semplice sfondo, ma un elemento attivo che fornisce strumenti culturali, linguistici e simbolici indispensabili per lo sviluppo. In questo contesto, particolare importanza assume la cosiddetta zona di sviluppo prossimale, cioè lo spazio tra ciò che l’individuo può fare da solo e ciò che può fare con l’aiuto di una guida più esperta.

Spettro dell’autismo nei bambini: caratteristiche e segnali


Lo spettro autistico comprende molte diverse condizioni neurologiche, che influenzano il modo in cui i soggetti interagiscono con gli altri e vedono il mondo.

Profilo PDA (evitamento estremo delle richieste): cosa significa


Una di queste condizioni è il profilo PDA, acronimo di Pathological Demand Avoidance, spesso tradotto in italiano come Evitamento Estremo delle Richieste. Questa condizione viene spesso fraintesa. I soggetti con profilo PDA non cercano di essere ribelli, ma hanno bisogno di controllare il loro ambiente, perché si sentono ansiosi e sopraffatti. Per loro, le richieste quotidiane, possono essere molto stressanti e minacciose. Quando si ha a che fare con un bambino con questo profilo, è importante cambiare il modo di comunicare. Invece di dare ordini, è necessario lavorare insieme a lui e offrirgli scelte. In questo modo, si crea un clima di fiducia in cui il bambino si sente al sicuro e non sopraffatto. 
Le strategie più efficaci includono la riduzione dei comandi diretti e l’offerta di opzioni condivise. In questo modo, il soggetto si sente meno ansioso. È fondamentale creare un ambiente in cui il soggetto si senta protetto e sostenuto. Un aiuto concreto e di basilare importanza è comprendere che il loro comportamento non è una scelta, ma una necessità. L’obiettivo è quello di creare un ambiente sicuro e supportivo in cui possano sentirsi a loro agio. È di fondamentale importanza la preparazione anticipata ai cambiamenti, difatti i soggetti affetti da Spettro dell’Autismo sono abitudinari, hanno bisogno di ambienti a loro noti e confortevoli, di routine giornaliere, qualsiasi variazione o mutamento tende a innervosirli e destabilizzarli.

Autismo nei bambini: segnali e sintomi precoci


Spettro dell’autismo, identificazione dei sintomi: nei bambini con lo Spettro dell’Autismo si evidenziano ridotto linguaggio verbale o comunicazione non verbale, scarso contatto visivo, difficoltà nelle interazioni sociali e scarsa partecipazione ai giochi simbolici o condivisi. Compaiono comportamenti ripetitivi o stereotipati, rigidità nelle routine e iper- o ipo-sensibilità a stimoli sensoriali.

ADHD nei bambini: sintomi, comportamento e strategie

Cos’è l’ADHD e come influisce sul comportamento



L’ADHD è una condizione che deriva da una diversa organizzazione dei circuiti cerebrali che regolano l’attenzione, l’impulsività e l’attività motoria. Non è dovuta a una mancanza di impegno, ma a una vera e propria difficoltà del sistema nervoso nel gestire le funzioni esecutive, cioè quei processi necessari per pianificare e completare un compito. Un bambino con ADHD che si trova in un ambiente che richiede costantemente livelli di calma e concentrazione, che il suo organismo non riesce a fornire con facilità, sviluppa una profonda frustrazione.


ADHD e DOP: perché nasce il conflitto


Questa continua frizione tra le capacità individuali e le richieste esterne, può portare spesso al Disturbo Oppositivo Provocatorio, o DOP. Questo profilo si caratterizza per una resistenza attiva e una tendenza sistematica a sfidare l’autorità. È fondamentale capire che il DOP è spesso una risposta reattiva alla fatica accumulata. Il bambino, non riuscendo a soddisfare le aspettative di genitori e insegnanti, sviluppa una sorta di scudo difensivo, fatto di rabbia e opposizione, trasformando il senso di inadeguatezza, in una sfida aperta per riconquistare un controllo che sente di non avere. 


DOP: differenza tra forma neurobiologica e reattiva


È importante distinguere bene le origini di questo comportamento, perché la natura del disturbo ne cambia la gestione.

Esiste un DOP con radici neurobiologiche, strettamente legato all’assetto del sistema nervoso e associato all’ADHD in modo cronico. In questo caso, la sfida nasce da una soglia di tolleranza alla frustrazione estremamente bassa e da una difficoltà organica nel regolare le emozioni. Si tratta di un tratto persistente che richiede un intervento strutturato sulle capacità di autocontrollo del bambino. 
D’altra parte, il DOP di natura transitoria emerge come reazione a eventi traumatici specifici, come ad esempio un lutto, una separazione conflittuale o cambiamenti destabilizzanti. In queste circostanze, la provocazione non riflette un deficit dello sviluppo, ma maschera, un dolore o un’insicurezza che il minore non sa ancora come elaborare. Qui la rabbia funge da meccanismo di difesa per proteggere una vulnerabilità improvvisa e profonda.


Strategie educative: come ridurre opposizione e conflitto


La chiave per superare queste dinamiche, risiede nell’abolizione di cicli punitivi, che alimentano solo il risentimento e confermano nel bambino l’idea di essere inadeguato. Un approccio basato sul rinforzo positivo, punta a valorizzare i piccoli successi e i momenti di cooperazione, ricostruendo l’autostima frammentata. Riconoscere la fatica che il bambino compie ogni giorno per gestire il proprio sistema nervoso, permette di abbassare i livelli di conflitto, sostituendo lo scontro con una collaborazione che rispetti le sue reali possibilità.

I soggetti con ADHD affrontano difficoltà nella regolazione dell’attenzione, nel controllo degli impulsi e nella gestione delle attività quotidiane, che possono influire sulla vita familiare, sociale e lavorativa. Queste sfide richiedono adattamenti non solo in contesti scolastici, ma anche a casa, nelle attività ricreative e nelle interazioni sociali. Le strategie inclusive comprendono la strutturazione di routine chiare, l’uso di strumenti organizzativi, il supporto all’autoregolazione emotiva e comportamentale, e la valorizzazione dei punti di forza come creatività e problem solving.

ADHD: segnali di riconoscimento nei bambini


Adhd, segnali di riconoscimento: nei bambini con ADHD si nota difficoltà a mantenere l’attenzione anche in attività brevi, frequente distrazione dovuta a stimoli esterni, impulsività nelle interazioni, agitazione motoria e difficoltà a seguire istruzioni o completare compiti, mostrano interesse per molte attività, ma non riescono a portarle a termine. Spesso mostrano problemi nell’organizzazione di attività e oggetti personali.

DSA: potenziale e inclusione

DSA: una diversa modalità di apprendimento


I Disturbi Specifici dell’Apprendimento, comunemente noti con l’acronimo DSA, delineano un’architettura cognitiva complessa che merita un’analisi profonda per superare la visione riduttivistica del semplice limite scolastico. Dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia non identificano una carenza intellettiva, bensì una differente modalità di elaborazione delle informazioni che trasforma operazioni apparentemente banali, in imprese estremamente onerose.


Perché la difficoltà non è nell’intelligenza


Il cuore della questione risiede nella mancata automatizzazione di processi neuropsicologici fondamentali. Mentre per la maggior parte degli individui la lettura o il calcolo diventano attività riflesse, lo studente con DSA affronta ogni singolo fonema o segno grafico, come un ostacolo isolato. Questo meccanismo genera un dispendio di energia cognitiva imponente che finisce per saturare le risorse della memoria di lavoro. Di conseguenza, la fatica accumulata nella decodifica, sottrae spazio prezioso alla comprensione del significato e alla rielaborazione critica dei contenuti.


Strumenti compensativi e inclusione scolastica


L’approccio educativo dovrebbe puntare all’equità, piuttosto che a una mera uguaglianza di strumenti. Gli strumenti compensativi costituiscono il fulcro di questa trasformazione, purché siano supportati da persone esperte e integrati all’interno del gruppo, in modo che il bambino si senta realmente incluso e non percepisca la propria diversità come un ostacolo. Strumenti come la sintesi vocale, le mappe concettuali e la calcolatrice non si utilizzano tanto per comodità o facilità, ma rappresentano veri e propri supporti operativi. Analogamente a una lente che restituisce chiarezza a chi soffre di miopia, questi ausili permettono di superare le difficoltà procedurali, consentendo al bambino di concentrarsi pienamente sul contenuto e sull’elaborazione intellettuale.

DSA e pensiero divergente: potenzialità cognitive


Sostenere un alunno con DSA significa valorizzare un pensiero che spesso si rivela straordinariamente divergente e visivo. Molti di questi studenti sviluppano una spiccata capacità di cogliere connessioni globali e soluzioni creative, che sfuggono ai percorsi logici lineari. Riconoscere il loro potenziale, richiede un cambiamento culturale che smetta di guardare alla prestazione esecutiva e inizi a osservare la qualità dell’intuizione. Solo attraverso un’inclusione autentica e l’uso strategico della tecnologia è possibile garantire che ogni mente, possa esprimere il proprio talento senza restare prigioniera dello sforzo tecnico della scrittura o del numero.

DSA: come riconoscere i segnali nei bambini


DSA: come riconoscere i sintomi? Nei bambini con DSA si osservano ritardi nell’acquisizione della lettura, scrittura o calcolo, errori frequenti come omissioni, inversioni o sostituzioni delle lettere e dei numeri, lentezza nell’esecuzione dei compiti e difficoltà nel ricordare sequenze come l’alfabeto o le tabelline. Possono emergere frustrazione o ansia durante le attività scolastiche, in genere sono le insegnanti che notano i sintomi DSA. 



Prevenzione e intervento precoce nelle neurodivergenze


La prevenzione dei sintomi nelle neurodivergenze in età evolutiva passa principalmente dal riconoscimento precoce e dalla classificazione accurata dei segnali, che permette di intervenire tempestivamente. È fondamentale osservare i comportamenti del bambino in contesti diversi, senza fermarsi ad atteggiamenti di facciata, annotare le difficoltà e confrontarle con criteri diagnostici validati, al fine di distinguere i segnali precoci e capire quali necessitano di supporto specialistico.
Un approccio efficace richiede la cooperazione tra scuola, famiglia e specialisti, tra cui psicologi, neuropsichiatri e logopedisti. La scuola può adattare le metodologie didattiche e offrire strumenti compensativi, la famiglia può fornire osservazioni quotidiane e sostegno emotivo, mentre gli specialisti guidano la valutazione, l’intervento e il monitoraggio dei progressi. Questo lavoro di rete consente non solo di ridurre l’impatto dei sintomi sulle attività quotidiane, ma anche di valorizzare le capacità individuali, promuovendo un percorso di crescita inclusivo e partecipativo.

Il ruolo del gioco e della lettura nello sviluppo


Per i bambini neurodivergenti, i canali di comunicazione tradizionali possono risultare angusti. Il gioco e la lettura diventano ponti preziosi verso il loro mondo interiore.


Il gioco come strumento per bambini con ADHD e autismo


Il Gioco come Linguaggio: Attraverso il gioco, il bambino sperimenta regole, ruoli e gestione della frustrazione in un ambiente protetto. Per un profilo ADHD o autistico, il gioco funge da laboratorio per le funzioni esecutive e le abilità sociali.


Albi illustrati e sviluppo emotivo nei bambini neurodivergenti


L’Albo Illustrato come Specchio: La narrazione visiva, scavalca le fatiche della decodifica testuale. Le immagini permettono al bambino di identificarsi con i personaggi e dare un nome alle proprie emozioni.



Libri consigliati per bambini neurodivergenti


  • 

Gianni Rodari, “Il giovane gambero” Un gamberetto decide di imparare a camminare in avanti, sfidando il conformismo della propria famiglia e superando fatiche fisiche e pregiudizi. (Emme Edizioni, Collana “L’album di Gianni Rodari”, illustrazioni di Viola Sgarbi).


  • Dr. Seuss, “Ortone e i piccoli Chi!” Insegna l’empatia e il rispetto per ogni voce, anche quella che sembra invisibile.
  • Julia Donaldson, “Il Gruffalò” Mostra come l’astuzia e il pensiero creativo permettano di superare ostacoli enormi.


  • Heena Baek, “Le caramelle magiche” Spiega l’importanza di ascoltare i bisogni silenziosi, di chi vive il mondo in modo diverso.
  • Susanna Isern e Anna Llenas “Il sole è in ritardo” È un testo che aiuta a comprendere e gestire le emozioni, mostrando quanto sia importante fermarsi e ascoltare i propri sentimenti. Trama: Il sole non riesce a sorgere perché è triste e confuso, ma grazie all’aiuto degli altri impara a riconoscere le sue emozioni e a tornare a splendere.
  • Andrew J. Ross “Oltre il muro. Cosa c’è?” Il libro insegna ai bambini il valore della curiosità e del superare paure e pregiudizi verso ciò che non si conosce. Trama: Un bambino immagina cosa ci sia oltre un muro misterioso e scopre che la realtà è diversa dalle sue paure e fantasie.


Inclusione dei bambini neurodivergenti: scuola, famiglia e società

Cos’è davvero l’inclusione



L’inclusione è un principio fondamentale delle società moderna, significa creare contesti in cui ogni persona, indipendentemente dalle proprie caratteristiche, possa partecipare pienamente alla vita sociale, sentirsi accolta e valorizzata. Non si tratta semplicemente di “integrare” un individuo in un sistema già esistente, ma di trasformare ambienti, relazioni e mentalità, affinché le differenze diventino una risorsa condivisa. 


Neurodivergenza e inclusione: cosa significa nella pratica


In questo quadro, l’inclusione dei bambini neurodivergenti, assume un ruolo centrale. Con il termine neurodivergenza, come è già stato spiegato precedentemente, si fa riferimento a condizioni come lo Spettro dell’Autismo, l’ADHD, i disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) e altre modalità di funzionamento cognitivo che si discostano da ciò che viene considerato “tipico”. Questi bambini non hanno bisogno di essere “corretti”, ma compresi e sostenuti nei loro bisogni specifici. 


Inclusione a scuola: strumenti e limiti


Spesso si parla di inclusione soprattutto in ambito scolastico, dove certamente è fondamentale garantire strumenti adeguati, insegnanti formati e un clima accogliente. Tuttavia, limitare l’inclusione alla scuola è riduttivo.

Inclusione nella vita quotidiana: famiglia, sport e spazi pubblici


La vera inclusione si costruisce nella quotidianità, in tutti gli spazi di vita del bambino.
 In famiglia, ad esempio, è importante promuovere un ambiente in cui il bambino si senta ascoltato e accettato, senza pressioni a conformarsi a modelli rigidi. Nei contesti ricreativi, come sport, centri estivi o attività artistiche, l’inclusione significa adattare le attività, ma anche educare gli altri bambini al rispetto e alla comprensione delle differenze. Allo stesso modo, negli spazi pubblici – parchi, musei, biblioteche – è fondamentale pensare a soluzioni accessibili, come ambienti meno caotici e rigidi, segnaletica chiara o momenti dedicati a chi ha bisogni sensoriali particolari.


Cultura e società: superare stereotipi e etichette


Un elemento chiave è la cultura sociale, l’inclusione non dipende solo da strutture e servizi, ma soprattutto dagli atteggiamenti. Superare stereotipi, evitare etichette riduttive e riconoscere il valore della diversità, sono passi essenziali. Questo richiede informazione, sensibilizzazione e formazione continua, non solo per educatori e professionisti, ma per tutta la comunità. In conclusione, includere i bambini neurodivergenti, significa ripensare il modo in cui viviamo insieme. Non è un favore che si concede, ma un diritto e, allo stesso tempo, un’opportunità per costruire una società più equa, empatica e ricca di prospettive diverse.


Intelligenza emotiva e inclusione: perché è fondamentale


L’inclusione passa anche attraverso lo sviluppo dell’intelligenza emotiva, intesa come la capacità di riconoscere, comprendere e gestire le proprie emozioni e quelle degli altri. Come evidenziato da Daniel Goleman, queste competenze sono fondamentali per costruire relazioni empatiche e ambienti accoglienti. In contesti educativi inclusivi, promuovere l’intelligenza emotiva, significa favorire il rispetto delle differenze, sostenere il benessere di ciascuno e creare condizioni in cui ogni individuo possa sentirsi valorizzato e parte integrante del gruppo.

Domande frequenti sulla neurodivergenza (FAQ)


[strong]Cos’è la neurodivergenza nei bambini?[/strong]
È una variazione naturale del funzionamento cerebrale che include condizioni come Autismo, ADHD e DSA. Non è una malattia, ma un modo diverso di elaborare le informazioni.

[strong]Quali sono i sintomi dell’autismo nei primi anni?[/strong]
I segnali includono scarso contatto oculare, ritardo nel linguaggio e mancanza di risposta quando chiamati per nome verso i 12-18 mesi.

[strong]ADHD si nasce o si diventa?[/strong]
Si nasce. È una condizione neurobiologica ereditaria, sebbene l’ambiente possa influenzare molto il modo in cui i sintomi vengono gestiti.

[strong]I DSA si possono “curare”?[/strong]
No, perché non sono malattie. Si possono però compensare efficacemente con strumenti adeguati, permettendo al bambino un successo scolastico e professionale pieno.

Nota: Questo articolo ha scopo informativo. Risulta sempre essenziale il supporto di un’equipe multidisciplinare per definire interventi mirati.
#1000neurodivergenze #adhd #autismo #neurodivergenze

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Joomla 6.1 reintroduce la protezione antispam, stavolta senza Google


Joomla 6.1 aggiunge un CAPTCHA nativo basato su proof-of-work: nessun account, nessuna dipendenza esterna, invisibile agli utenti. Con questa versione arrivano anche un editor visivo per i flussi editoriali e nuovi tipi di campi multimediali.
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Con Joomla 5, il progetto aveva rimosso i plugin reCAPTCHA dal core del CMS, motivando la scelta con preoccupazioni legate alla privacy e alla dipendenza da servizi Google. Una scelta comprensibile, ma che aveva lasciato i siti senza protezione antispam nativa: chi voleva proteggere i propri moduli doveva affidarsi a estensioni di terze parti, spesso a pagamento o comunque legate a servizi esterni.

Joomla 6.1, rilasciato il 14 aprile, risolve il problema con un approccio diverso.

Un CAPTCHA che non si vede e non traccia nessuno


La novità più rilevante di questa versione è l’introduzione di un CAPTCHA basato sul metodo proof-of-work, costruito attorno alla libreria open source Altcha. Il meccanismo è semplice: quando un utente invia un modulo, il browser risolve automaticamente un piccolo problema matematico prima di procedere. L’operazione avviene in background, senza che l’utente debba fare nulla, senza caselle da spuntare e senza immagini da interpretare.

Il punto non è dimostrare di essere umani, ma rendere costoso per i bot inviare spam in volume. Il modello economico dello spam di massa si regge sulla velocità e sul numero di invii: se ogni richiesta richiede una frazione di secondo di calcolo, il costo scalato su milioni di tentativi diventa proibitivo. Per un essere umano, la differenza è impercettibile.

Dal punto di vista della privacy, non c’è nulla da configurare e nessun dato che lascia il server: niente chiavi API, niente account su piattaforme esterne, nessun cookie di terze parti.

Altre novità della versione


Oltre al CAPTCHA, Joomla 6.1 introduce un editor visivo per i flussi di pubblicazione: invece di dover ricostruire mentalmente il percorso di un contenuto attraverso i vari stati (bozza, revisione, pubblicato), ora esiste una vista grafica che mostra fasi e transizioni in modo immediato.

I campi personalizzati si arricchiscono di tre nuovi tipi: audio, video e documenti. Prima era possibile allegare solo immagini; ora i redattori possono associare qualsiasi tipo di file multimediale ai contenuti, con una gestione più strutturata nei template.

Infine, il versioning, già disponibile per gli articoli, viene esteso ai moduli. Su siti multilingua, è ora possibile associare istanze dello stesso modulo tra lingue diverse, con la stessa logica già in uso per i contenuti.

SOURCE:// joomla.org
SOURCE:// magazine.joomla.org

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Giuristi Democratici in solidarietà alle attiviste e agli attivisti del Centro Sociale Pedro di Padova


Episodio grave di violenza da parte delle forze dell’ordine.
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COMUNICATO STAMPA

I Giuristi Democratici esprimono piena e convinta solidarietà alle attiviste e agli attivisti del Centro Sociale Pedro di Padova, vittime di un episodio grave di violenza da parte delle forze dell’ordine.

Nella serata del 15 aprile, a seguito dell’assemblea svoltasi al CSO Pedro a Padova sulla costruzione del 25 aprile, quattro militanti del centro sociale sono stati fermati durante un controllo mentre si spostavano in auto. Il fermo si è rapidamente trasformato in un intervento violento, con persone trascinate fuori dal veicolo, immobilizzate a terra e colpite anche mentre erano già bloccate. Alla scena hanno assistito gli attivisti del vicino centro sociale che erano di ritorno dall’assemblea e persone del quartiere che transitavano in zona, che si sono avvicinati per tentare di evitare conseguenze più gravi. La situazione ha portato all’arrivo di numerose volanti, fino a un dispiegamento complessivo particolarmente rilevante.

I quattro attivisti sono stati arrestati e trattenuti in questura per tutta la notte. Il difensore non ha ricevuto notizie fino al mattino successivo, quando è stato convalidato l’arresto e disposto il processo per direttissima. Al termine, i militanti sono stati rimessi in libertà con obbligo di dimora domiciliare dalle 22 alle 7. Alcuni dei fermati hanno riportato lesioni e hanno fatto ricorso a cure mediche.

Quella che emerge è una scena che non può essere normalizzata: un controllo che si trasforma in un pestaggio, persone trascinate fuori da un’auto, immobilizzate e colpite. Non siamo di fronte a un eccesso isolato, ma a una modalità che parla chiaramente di intimidazione e repressione.

Non accettiamo che la violenza istituzionale venga ridotta a incidente o, peggio, a “controllo di routine”. Qui si colpiscono soggettività politiche, si punisce chi prende parola e attraversa lo spazio pubblico. È una dinamica che riconosciamo e denunciamo da tempo: l’uso della forza come strumento ordinario di gestione del conflitto sociale.

Questi fatti si inseriscono in un contesto politico coerente. Al Senato sta procedendo la conversione del decreto sicurezza bis, che tra le altre cose punta a rafforzare strumenti come le cosiddette “zone rosse”. Non è un dettaglio: il controllo di pochi giorni fa avviene proprio in uno spazio di questo tipo. Si consolida così un impianto che, insieme all’azione delle forze dell’ordine, restringe ulteriormente gli spazi di agibilità politica e tratta il dissenso come un problema di ordine pubblico.

Tutto questo accade a ridosso di un’assemblea per l’organizzazione del 25 aprile. Non è una data neutra: è il giorno della liberazione dal fascismo e oggi continua a essere un momento di mobilitazione contro ogni forma di autoritarismo.

La democrazia non si misura nei verbali o nelle sentenze, ma nella possibilità concreta di vivere la propria città senza essere fermati, picchiati o perseguiti. Quando questo viene meno, non si tratta di una distorsione: è una deriva.

Per questo saremo al fianco delle attiviste e degli attivisti colpiti, dentro e fuori le aule di giustizia. Difendere loro significa difendere uno spazio di libertà che riguarda tutte e tutti.

Giuristi Democratici

  • Di seguito le immagini video a cura Globalproject.info in cui si vedono gli abusi perpetrati:

Youtube

Instagramm

Facebook

  • Da Globalproject.info:

Padova: il racconto di una notte di violenza e abusi

Questa voce è stata modificata (2 mesi fa)
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Live Photo e Motion Photo arrivano su Zeitkapsl, alternativa europea a Google Foto


Zeitkapsl, il servizio austriaco di backup fotografico cifrato end-to-end con server in Europa, introduce il supporto completo a Live Photo di iPhone e Motion Photo di Android. Prima venivano salvate come immagini statiche.
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Tra le alternative europee a Google Foto, Zeitkapsl è uno dei progetti più seri: cifratura end-to-end, server in Austria, codice sorgente aperto sotto licenza GPLv3 su Codeberg, app native per Android, iOS, desktop e web. Il team è basato in Carinzia e il servizio è soggetto al GDPR europeo, non alle leggi americane.

Con l’aggiornamento appena rilasciato, arriva il supporto completo a Live Photo, il formato di Apple che abbina a ogni scatto un breve video di circa tre secondi, e a Motion Photo, il formato equivalente di Google disponibile su Pixel e su molti altri dispositivi Android. Fino ad ora, Zeitkapsl salvava correttamente questi file ma li mostrava come semplici fotografie statiche, scartando la componente video in visualizzazione.

Come funziona


Il rilevamento avviene in automatico durante la sincronizzazione: nessun passaggio manuale richiesto. Su Android, il video è incorporato direttamente nel file JPEG o HEIF e viene estratto leggendo i metadati XMP; per i file più vecchi privi di questi dati è previsto un sistema di ricerca alternativa nell’intestazione del file. Su iOS, l’estrazione avviene tramite le API di sistema. Sul desktop, Zeitkapsl cerca invece i file video abbinati per nome (ad esempio IMG_1234.HEIC e IMG_1234.MOV nella stessa cartella).

Il video estratto, se supera i 3 MB o non è già in formato H.264, viene ricodificato automaticamente prima dell’archiviazione. Il file originale rimane sempre intatto.

Nell’applicazione web, il video parte all’apertura della foto e lascia poi spazio all’immagine statica; un tocco o un clic lo riproduce di nuovo. Sulle app Android e iOS la visualizzazione segue il comportamento dell’app fotografica nativa.

Qualche limite


Le Motion Photo di Samsung usano un formato proprietario leggermente diverso da quello di Google e non sono ancora supportate: il team lo ha messo in programma per un aggiornamento futuro. Per il resto, la compatibilità incrociata funziona: le Live Photo di iPhone si visualizzano correttamente sull’app Android, e viceversa.

L’aggiornamento richiede la versione 1.16 o superiore delle app Android e iOS, la 1.5 del client desktop e la 1.4 per chi usa lo strumento a riga di comando.

SOURCE:// zeitkapsl.eu
SOURCE:// codeberg.org

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Notion 3.4 arriva con l’autofill AI nei database e Agenti AI più economici


Notion 3.4 introduce AI Autofill per i database, riduce i costi degli Agenti AI del 50% e aggiunge integrazioni con Slack privato e n8n. Scopri le novità dell'aggiornamento.
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Notion ha rilasciato la versione 3.4, un aggiornamento che sposta l’asse sull’automazione intelligente dei dati. La novità principale è l’introduzione di AI Autofill, una funzione che permette agli Agenti AI Personalizzati di popolare e mantenere aggiornati i campi dei database in modo automatico. Non si tratta più di semplici suggerimenti: il sistema arricchisce le voci esistenti o ne crea di nuove sfruttando il contesto disponibile, riducendo il lavoro manuale di inserimento e pulizia dei dati.

Risparmio sui costi e trasparenza


Il costo di gestione di questi agenti scende drasticamente. Notion annuncia una riduzione del 35-50% nelle spese operative grazie a nuovi modelli linguistici ottimizzati che consumano fino a dieci volte meno crediti rispetto alle versioni precedenti. Per dare trasparenza, è stato lanciato anche un nuovo cruscotto dedicato che mostra in tempo reale quanto ogni agente incide sul budget di credito. A partire dal 4 maggio, l’utilizzo degli Agenti AI Personalizzati sarà regolato dall’acquisto di crediti Notion, separando i costi dall’abbonamento base.

Nuove connessioni e automazioni


Le capacità di connessione si estendono oltre i confini di Notion. Gli agenti possono ora operare all’interno di canali Slack privati, accedendo a conversazioni riservate per estrarre informazioni pertinenti. Sono previsti in futuro connettori per Microsoft Teams, Google Drive e Salesforce, ampliando l’ecosistema di integrazione. Un’integrazione specifica con n8n permette inoltre di attivare automazioni esistenti e coordinare flussi di lavoro tra diverse applicazioni tramite API.

Miglioramenti generali e controlliù


Tra gli altri miglioramenti, le Note di Riunione generate dall’AI sono ora personalizzabili, consentendo di adattare il formato e il tono alle esigenze specifiche del team. Il rendering delle pagine è diventato più veloce, migliorando la reattività dell’interfaccia durante la navigazione. È stata introdotta anche una nuova impostazione dei permessi sui database che consente la creazione di pagine senza concedere l’accesso all’intero contenuto, offrendo maggiore controllo sulla condivisione interna.

SOURCE:// notion.com
SOURCE:// fazm.ai

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Butterfly 2.5 riscrive il sistema di modelli e introduce scorciatoie personalizzabili


Linwood Butterfly 2.5 "Crimson Red" aggiorna l'app open source per appunti e disegno: modelli riorganizzati per categorie, tasti rapidi configurabili, tocco personalizzabile e sincronizzazione WebDAV riscritta.
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Sviluppata da una sola persona, Linwood Butterfly è un’app open source per prendere appunti e disegnare, disponibile su Android, Windows, Linux e web. La versione 2.5, soprannominata “Crimson Red” e rilasciata il 5 aprile, è un aggiornamento sostanzioso che riorganizza l’esperienza dall’interno, con un’attenzione particolare alla personalizzazione del flusso di lavoro.

Un sistema di modelli ripensato


Il cambiamento più visibile riguarda i modelli di pagina, completamente riorganizzati per categorie, con una sezione “Core” dedicata a quelli predefiniti. Arrivano nuovi modelli, tra cui punteggiato, rigato semplice, quadrettato e rigato rosso, tutti con relative varianti scure. I modelli esistenti sono stati aggiornati per usare sfondi in bianco e nero puro, e molti sono stati aggiunti anche ai preset per lo sfondo dei documenti.

Tastiera e tocco configurabili


Linwood Development

@linwood@floss.social

Happy Easter to everyone!

As a special treat for the holidays, I am incredibly excited to announce the release of Butterfly 2.5!

Butterfly 2.5 brings many long-awaited features and improvements to the app. From a rebuilt template system to custom keybindings and new touch shortcuts, this release focuses on customization and stability.

Help to spread the word and share Butterfly with your friends and colleagues!

Read more here: linwood.dev/butterfly/2.5/

#flutter #opensource #productivity

April 5, 2026, 11:46 1 aumenti 2 preferiti

È ora possibile assegnare scorciatoie da tastiera personalizzate a qualsiasi azione dell’app tramite le impostazioni. Interessante la modalità “tieni premuto”: si può configurare un tasto per cambiare strumento temporaneamente, ad esempio tenendo premuto E per passare alla gomma e tornare allo strumento precedente al rilascio.

Per il touchscreen la 2.5 introduce tocco doppio e triplo configurabili, mappabili direttamente agli strumenti nella barra. Per evitare conflitti, l’apertura del menu contestuale è stata spostata dal doppio tocco alla pressione prolungata.

WebDAV riscritto e altro


Il modulo di sincronizzazione e backup via WebDAV è stato riscritto per migliorarne stabilità e affidabilità.

La 2.5 aggiunge anche stili di tratto sulle forme geometriche, con supporto a linee tratteggiate e punteggiate. Il flusso di lavoro per i poligoni è stato semplificato: non esiste più una modalità di modifica separata, e basta una pressione prolungata per modificare un poligono esistente. Miglioramenti minori riguardano la gestione dei file, la resa dei PDF e la modalità presentazione. Per gli utenti più tecnici, è ora disponibile un registro interno dei log con cronologia delle ultime tre sessioni.

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Treno Intercity 657 con tartaruga E444.033 – Arrivo & Partenza – Campiglia Marittina – 2017


👍 Se il video ti è piaciuto lascia un bel mi piace!➕ Iscriviti per seguirmi e ricevere notizie sugli ultimi video!Grazie mille! 😄✅ Unisciti al canale telegram, in cui si potranno trovare foto e piccoli extra che non sono sul canale youtube! ➡️ https://treni.creeperiano99.it/u/telegram----------------------------------------------------------------------------👥 Il gruppo telegram discussione del canale telegram con possibilità di parlare di ferrovia in generale, nel rispetto […]
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👥 Gruppi telegram dedicati alle stazioni con anche le notizie della mobilità ferroviaria Toscana
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✅ Cecina Stazione FS: treni.creeperiano99.it/u/cecin…
✅ Empoli Stazione FS: treni.creeperiano99.it/u/empol…
✅ Campiglia Marittima Stazione FS: treni.creeperiano99.it/u/campi…
✅ Livorno Centrale Stazione FS: treni.creeperiano99.it/u/livor…
✅ Firenze Santa Maria Novella Stazione FS: treni.creeperiano99.it/u/firen…
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treni.creeperiano99.it/u/donaz…
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#E444R #Intercity #campigliamarittima #tartaruga
#trains #treni #treno #ferrovia #ferrovie #italy #italia #railway #railways

treni.creeperiano99.it/2026/04…

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Mobilità digitale in Italia: pagamenti smart e servizi innovativi trasformano gli spostamenti nel 2026


L’Italia accelera verso una mobilità sempre più digitale. Dai pagamenti contactless alle app integrate per trasporti e sharing, nuove tecnologie e servizi stanno ridisegnando il modo in cui cittadini e viaggiatori si muovono ogni giorno
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Il mercato della mobilità in Italia continua a crescere, ma procede a velocità diverse a seconda dei comparti. Nel 2025 avanzano Trasporto Pubblico Locale, taxi, pedaggi, sosta e trasporti a medio-lungo raggio, consolidando nuovi equilibri tra turismo, smart working, regolazione locale e diffusione dei servizi digitali. A tenere insieme questa trasformazione è soprattutto il digitale, che rafforza il proprio ruolo sia nei canali di acquisto sia negli strumenti di pagamento.

Polaroid Hi-Print: stampante fotografica per smartphone
Con Hi-Print, Polaroid punta a riportare le foto fuori dallo schermo. Una stampante fotografica compatta per trasformare gli scatti digitali in ricordi fisici
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Una crescita ancora positiva del mercato della mobilità


È quanto emerge dalla ricerca “Il mercato della mobilità in Italia nel 2025: strumenti e canali di pagamento digitali”, realizzata dagli Osservatori Innovative Payments e Travel Innovation del Politecnico di Milano, con UnipolMove come main partner. Il quadro delineato dalla ricerca è quello di un mercato in cui il digitale consolida il proprio ruolo lungo tutta la customer journey, dall’acquisto al pagamento, ma con velocità di adozione differenti. Nella mobilità con mezzi privati, i sistemi digitali risultano prevalenti per il pedaggio e per la sosta in struttura, anche se la sosta su strada è quelle che presenta una crescita maggiore rispetto al pre-pandemia. Nei trasporti urbani cresce l’uso di soluzioni digitali, pur senza un completo superamento dei canali tradizionali. Per i trasporti a medio-lungo raggio, infine, il digitale è diventato la modalità dominante sia per l’acquisto sia per il pagamento.

“Il mercato della mobilità in Italia sta entrando in una fase di maturità digitale sempre più evidente. L’innovazione non riguarda più solo la disponibilità di nuovi strumenti di pagamento, ma la loro integrazione nell’esperienza complessiva di spostamento, con una logica sempre più di ecosistema. Carte, app, contactless e canali online stanno diventando un’infrastruttura abilitante della mobilità, anche se con livelli di adozione ancora diversi tra i comparti, influenzati dalle caratteristiche dei servizi e dai contesti d’uso,” ha affermato Ivano Asaro, Direttore dell’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano.


Il grafico mostra l'incidenza dei pagamenti cashlessIl grafico mostra l'incidenza dei pagamenti cashless
Sul fronte della mobilità privata, il pedaggio autostradale ha raggiunto nel 2025 i 9,9 miliardi di euro, confermando una crescita più moderata rispetto al rimbalzo post-pandemico. Questo andamento potrebbe protrarsi anche nei prossimi anni, anche alla luce dell’evoluzione del quadro regolatorio che prevede un meccanismo di aggiornamento tariffario sempre più legato agli investimenti effettivamente realizzati. La sosta su strisce blu, trainata dalla diffusione delle app e dal potenziamento degli strumenti di monitoraggio, ha raggiunto i 795 milioni di euro (in crescita del 2%): in futuro il mercato potrebbe essere sostenuto dalle politiche delle amministrazioni volte a ridurre o rimuovere le agevolazioni per veicoli elettrici e ibridi.

“I dati della ricerca confermano che il digitale è ormai una componente strutturale della mobilità, non solo nel pagamento ma lungo tutto il journey dell’utente. Per questo stiamo evolvendo verso modelli che integrano servizi, tecnologia e protezione, con l’obiettivo di accompagnare le persone in modo sempre più accessibile, semplice e sicuro nei diversi momenti della loro mobilità” ha dichiarato Carlo Garuccio di UnipolMove.


Nel Trasporto Pubblico Locale, in base ai dati della ricerca, il mercato ha raggiunto nel 2025 i 4,1 miliardi di euro. La dinamica è sostenuta dagli aumenti tariffari introdotti in alcune città, dal contributo del turismo e dalla domanda legata a grandi eventi, mentre continua a pesare la riduzione strutturale della mobilità pendolare dovuta allo smart working, che penalizza gli abbonamenti e favorisce un utilizzo più occasionale del servizio. Anche il mercato dei taxi è cresciuto arrivando a 1,53 miliardi di euro, in un contesto in cui la domanda resta ancora in parte insoddisfatta ma potrebbe beneficiare dell’ampliamento dell’offerta e di una maggiore efficienza del settore.

MOVA rivoluziona la pulizia smart con il primo sistema modulabile
MOVA introduce il primo sistema di pulizia smart modulabile del settore, una soluzione innovativa basata sull’intelligenza artificiale pensata per semplificare la gestione della casa
TechpertuttiGuglielmo Sbano


La sharing mobility attraversa invece una fase di crescita selettiva. La micromobilità continua a mostrare segnali positivi, in particolare nel bike sharing e nello scooter sharing, mentre il monopattino sharing rallenta anche per effetto delle nuove normative e il car sharing vive una fase più critica, tra riduzione delle flotte e ripensamento dei modelli di servizio.

È soprattutto nei pagamenti che si coglie la trasformazione più evidente. Nel mercato del pedaggio autostradale, i pagamenti digitali sono ormai la modalità largamente prevalente, trainati soprattutto dai sistemi di telepedaggio, che costituiscono l’88% del totale. Questo è uno degli ambiti più maturi nel mercato della mobilità, fungendo da esempio di integrazione tra servizio, tecnologia e user experience. I sistemi di telepedaggio sono fondamentali anche nel mercato della sosta in struttura, dove quasi il 70% del transato avviene con strumenti digitali. Nella sosta su strisce blu si passa dall’8% del 2019 ad un 41% del 2025, sostenuti dall’utilizzo sempre più diffuso delle app e dal rinnovamento dei parcometri sul territorio.
Il mercato della mobilita in italia una visione d'insieme del valore di mercato 2025Il mercato della mobilita in italia una visione d'insieme del valore di mercato 2025
Nel TPL, la quota di strumenti digitali è passata dall’11% nel 2019 al 44% nel 2025, grazie alla diffusione di carte, contactless e soluzioni Tap&Go. Nel mercato taxi, infine, i pagamenti digitali sono cresciuti dal 15% al 39%. Anche il canale online continua a guadagnare terreno: nei trasporti urbani cresce nel TPL e nei taxi, pur restando ancora lontano da una piena affermazione rispetto ai canali fisici; nella sosta su strisce blu registra una delle accelerazioni più evidenti, arrivando al 32% nel 2025. Nei servizi di mobilità a medio-lungo raggio, invece, la prenotazione e l’acquisto online risultano ormai pienamente consolidati, con una penetrazione compresa tra il 72% e il 73% nei principali comparti. In tutto questo giocano un ruolo fondamentale le piattaforme integrate di mobilità e la possibilità di offrire servizi a valore aggiunto.

Tra questi, il trasporto aereo è cresciuto del 5% nel 2025, con 230 milioni di viaggiatori, trainato soprattutto dai voli internazionali. Il trasporto ferroviario segna un +3%, con prezzi stabili e una domanda sostenuta soprattutto dal segmento leisure. Prosegue il trend positivo dell’autonoleggio, legato alla mobilità turistica e ai noleggi in prossimità degli aeroporti, mentre il comparto degli autobus a medio-lungo raggio conferma una delle dinamiche più vivaci con un +6%. Anche i traghetti continuano a crescere, seppur a ritmi più contenuti rispetto agli anni precedenti.


Polaroid Hi-Print: la stampante fotografica che porta le foto digitali oltre lo schermo


Il 2026 viene già definito “l’anno dell’analogico”, con i giovani che cercano sempre più attivamente modi per disconnettersi e recuperare tempo lontano dagli schermi. Con due terzi degli utenti tra i 18 e i 34 anni che dichiarano di essersi orientati verso prodotti analogici per ridurre l’uso dei dispositivi, il ritorno al “reale” è ormai in pieno corso.
La stampante fotografica Hi-Print 3x3 di PolaroidLa stampante fotografica Hi-Print 3x3 di Polaroid trasforma gli scatti preferiti da smartphone in iconiche stampe quadrate personalizzabili
In linea con questo ritorno al tangibile, la nuova stampante fotografica Hi-Print 3x3 di Polaroid permette di portare le foto digitali nel mondo reale. La stampante trasforma gli scatti preferiti da smartphone in iconiche stampe quadrate personalizzabili. Può essere utilizzata anche come cornice, così da inserire la propria stampa preferita e averla sempre in bella vista. Grazie a cornici, sticker e template, ogni stampa è completamente personalizzabile: perfetta per journaling, decorare, fare un regalo o condividere momenti con gli amici.

Italiani spiano smartphone in pubblico: oltre il 50% ammette di farlo
Più del 50% degli italiani ammette di aver sbirciato lo smartphone di uno sconosciuto in pubblico. Un fenomeno diffuso, spesso guidato dalla curiosità, che solleva dubbi sulla sicurezza e sulla privacy digitale
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Le persone conservano sui loro telefoni tantissimi ricordi e momenti significativi: foto, screenshot, conversazioni, note… ma restano lì, chiusi dentro un dispositivo. Volevamo dare loro una nuova vita, renderli qualcosa che si può tenere in mano, esporre, vivere davvero. La Hi-Print 3x3 nasce proprio con questo obiettivo. È un design completamente nuovo per noi: una stampante che è anche una cornice, così i momenti più importanti possono stare sulla scrivania, essere condivisi con qualcuno che si ama o cambiare insieme al proprio umore. Non esiste nulla di simile sul mercato” ha commentato Stine Bauer Dahlberg di Polaroid.



La Hi-Print 3x3 è già disponibile sia su polaroid.nital.it sia presso i rivenditori selezionati al prezzo di 109,99 euro. Essa si aggiunge alla gamma Hi-Print, utilizza carta Polaroid Hi-Print 3x3 ed è compatibile con l’app Hi-Print per iOS e Android.

Polaroid Hi-Print 3x3 Photo Printer – 109,99 euro


La stampante e cornice per stampe quadrate che catturano l’attenzione.

I momenti più belli meritano più di restare sullo schermo. Con Polaroid Hi-Print 3×3 Photo Printer, gli scatti preferiti diventano stampe quadrate di alta qualità, perfette per journaling, decorare i propri spazi o essere condivise con gli amici. La stampante funge anche da cornice, così da poter esporre facilmente l’ultima foto del cuore direttamente sul dispositivo. La creatività continua con l’app Polaroid Hi-Print, che permette di personalizzare ogni stampa con template, sticker, meme e molto altro. Tutto il necessario per realizzare 10 stampe è incluso nella confezione, per iniziare subito. Compatibile esclusivamente con cartucce Polaroid Hi-Print 3×3 Paper.
La creatività continua con l’app Polaroid Hi-Print, che permette di personalizzare ogni stampaLa creatività continua con l’app Polaroid Hi-Print, che permette di personalizzare ogni stampa

Polaroid Hi-Print 2x3 Generation 2 Pocket Photo Printer – 99,99 euro


La stampante tascabile che rende i ricordi ancora più speciali.

I ricordi hanno tutto un altro valore quando si possono toccare con mano. Con Polaroid Hi-Print 2×3, trasformare le foto preferite dello smartphone in stampe vivide e di alta qualità è semplice e immediato. Questa stampante Bluetooth tascabile crea foto adesive pronte da condividere, esporre e portare sempre con sé. La creatività continua con l’app Polaroid Hi-Print, che permette di personalizzare ogni stampa con cornici, template, meme e molto altro, per rendere ogni scatto davvero unico. Compatibile esclusivamente con cartucce Polaroid Hi-Print 2×3 Paper.

Lavorare nello sport: le 10 professioni del futuro più richieste
Un giovane su tre sogna una carriera nello sport. Dalla tecnologia ai nuovi ruoli digitali, ecco le 10 professioni del futuro che stanno trasformando il settore
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Polaroid Hi-Print 4x6 Photo Printer – 149,99 euro


La stampante da scrivania per foto in formato cartolina

I ricordi meritano più di restare sullo schermo. Con Polaroid Hi-Print 4×6 Photo Printer, i momenti più belli prendono vita in stampe nel classico formato cartolina — perfette per album, cornici o per trasformare una parete in uno spazio personale. Progettata per essere semplice da configurare e intuitiva da usare, rende la stampa immediata e senza sforzo. La creatività continua con l’app Polaroid Hi-Print, che permette di arricchire le stampe con template, testi e sticker per un tocco ancora più personale. Compatibile esclusivamente con cartucce Polaroid Hi-Print 4×6 Paper.


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oggi, 17 aprile, a roma, porte rosse: “color mentira – il colore delle menzogne”, mostra personale di hogre


il colore delle menzogne_ mostra di hogre @ porterosse, roma
cliccare per ingrandire

OGGI, venerdì 17 Aprile, Porte Rosse presenta “COLOR MENTIRA – Il colore delle menzogne”, mostra personale di Hogre che indaga il linguaggio contro-pubblicitario attraverso una serie di collaborazioni con stampatori d’arte colombiani.
La mostra raccoglie tutte le collaborazioni che dal 2023 a oggi ha stretto in Colombia, producendo serigrafie, incisioni, stampe a caratteri mobili e risografie. Completa il percorso espositivo una serigrafia prodotta con 75 grados, principale laboratorio di Città del Messico, e un recente lavoro stampato nello studio a Barcellona dell’amica e artista colombiana Tropidelia, che Hogre ha disegnato a quattro mani con il collega pugliese Awer.

*

PORTE ROSSE è a Roma, in via dei Sabelli 8

«COLOR MENTIRA – El color de las mentiras», la nueva exposición de grabados de Hogre (@buyanewsoul). El proyecto junta las colaboraciones que el artista ha desarrollado con talleres de serigrafía y grabado en Colombia desde 2023 hasta la actualidad.

La exposición tendrá lugar los días 17 y 18 de abril de 2026 en Porte Rosse. Inauguración el viernes 17 de abril a las 18:00.

Mediante un uso crítico del lenguaje publicitario, Hogre subvierte sus códigos y su lógica. En esta serie, sus mensajes anticapitalistas se reinterpretan y transforman gracias a las técnicas de la impresión artística colombiana, dando lugar a serigrafías, grabados, impresiones con tipos móviles y risografías.
#75Grados #art #arte #Awer #CittàDelMessico #collaborazioni #Colombia #COLORMENTIRA #DilettaDeLeonardis #EleonoraGhezzi #ErikaBraun #exposición #grabados #Hogre #impresiónArtística #impresiones #impresionesConTiposMóviles #inaugurazione #incisioni #lenguajePublicitario #linguaggioControPubblicitario #mensajesAnticapitalistas #mostraPersonale #PorteRosse #risografías #risografie #SanLorenzo #serigrafías #serigrafie #stampaDArte #stampatoriDArteColombiani #stampe #stampeACaratteriMobili #streetArt #subvertising #Tropidelia #viaDeiSabelli

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Signal 8.7 permette di esportare le chat in formato leggibile, ma attenzione alla sicurezza


Signal 8.7 introduce l'esportazione chat in JSON per Android. Ecco come funziona la nuova feature e quali rischi comporta.
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Signal sta portando la funzione di export delle chat in formato JSON anche su Android. La versione 8.7 beta per smartphone introduce la possibilità di scaricare la propria cronologia in un file machine-readable, una funzionalità da tempo presente su Desktop.

Per accedere alla funzione su Android serve iscriversi al programma beta tramite il Google Play Store oppure seguendo gli aggiornamenti su GitHub aggiornabili tramite Obtainium. Una volta installata la versione di test, l’opzione appare nelle impostazioni dell’app. Il processo genera un file JSON contenente tutti i messaggi, le date e i metadati delle conversazioni selezionate.

C’è una limitazione importante da considerare: i messaggi temporanei non vengono inclusi nell’esportazione. Questa scelta protegge l’intenzione stessa dei messaggi effimeri, che devono scomparire senza lasciare traccia persistente. Per chi cerca un archivio completo, questo rappresenta un limite da tenere a mente.

Su Signal Desktop la funzione è disponibile da tempo e funziona in modo simile. Gli utenti possono esportare tutte le chat o selezionare conversazioni specifiche. Il formato JSON facilita l’analisi dei dati con strumenti esterni o la conservazione a fini personali e legali.

Il rischio principale rimane la gestione del file esportato. Signal non cifra automaticamente il documento: spetta all’utente proteggere il file con password o salvarlo in un luogo sicuro. Un JSON in chiaro contiene tutto il testo delle conversazioni, accessibile a chiunque abbia il file.

La versione stabile di 8.7 per Android arriverà nelle prossime settimane. Nel frattempo, chi vuole testare la funzione deve unirsi al programma beta e accettare i rischi legati all’uso di software in fase di sviluppo.

L’impostazione la trovate sotto ImpostazioniConversazioniEsporta la cronologia chat.

SOURCE:// community.signalusers.org
SOURCE:// aboutsignal.com
SOURCE:// support.signal.org

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da oggi al 19 aprile: personale di gillo dorfles a milano per miart 2026


via San Maurilio, 14 – Milano


PAULA SEEGY GALLERY DEBUTTA A MIART 2026
con la personale

Gillo Dorfles
Il divenire dell’arte tra estetica e mercato

Milano, 17–19 aprile 2026

Incontro con Renato Diez: collezionismo e mercato
sabato 18 aprile ore 17:00
Level O – Stand A07

Gillo Dorfles, Crisalide gialla, 1994, acrilico su tela, 132×112 cm © Fabio Viganò

In occasione della 30ª edizione di miart, la fiera internazionale di arte moderna e contemporanea di Milano, Paula Seegy Gallery partecipa per la prima volta alla manifestazione presentando la mostra personale Gillo Dorfles. Il divenire dell’arte tra estetica e mercato, questo avvenimento segna l’ingresso della galleria nel circuito internazionale delle grandi fiere. Sabato 18 aprile alle ore 17:00 Renato Diez incontra il pubblico per un approfondimento riguardo i lavori di Dorfles, le quotazioni e il collezionismo.

Il progetto espositivo, in dialogo con il tema dell’edizione 2026 New Directions, propone una selezione di opere che attraversano oltre sessant’anni della ricerca artistica di Gillo Dorfles, una delle figure più autorevoli e poliedriche della cultura italiana del Novecento. Medico psichiatra, filosofo dell’estetica, critico d’arte e pittore, Dorfles ha saputo coniugare riflessione teorica e sperimentazione visiva con un linguaggio autonomo e anticonvenzionale.

La mostra riunisce tele, opere su carta, cartone, litografie e monotipi che ripercorrono l’evoluzione del suo lavoro dagli anni del MAC Movimento Arte Concreta, fondato nel 1948 insieme a Bruno Munari, Atanasio Soldati e Gianni Monnet, fino alle opere degli anni Duemila. Il percorso espositivo comprende lavori storici come Senza titolo (1946, penna su carta) e Composizione (1949, tecnica mista), legata alle prime sperimentazioni del dopoguerra. Accanto a queste opere figurano monotipi e lavori su carta degli anni Cinquanta, tra cui Composizione (1957) e Senza titolo (1957).

Il percorso prosegue con dipinti della maturità come Mano morta (1987), acrilico su cartone in cui emergono figure e allusioni ironiche, e con le tele della fine degli anni Ottanta, tra cui Il regno vegetale (1989) e Un occhio, una mano (1989), caratterizzate da forme ibride e cromie intense. Di particolare rilievo è Trafitto (1992), in cui segni e tensioni cromatiche costruiscono una composizione fortemente espressiva. Tra i nuclei centrali della mostra spicca la tela Crisalide gialla (1994), uno dei lavori più emblematici della poetica di Dorfles, dove la metamorfosi delle forme e l’energia del colore restituiscono l’idea di un continuo divenire. Il percorso si conclude con opere degli anni Duemila come Due schieramenti (2001), caratterizzata da una costruzione compositiva quasi teatrale, e Il fustigatore (2007), in cui la figura assume un tono ironico e visionario.

Attraverso composizioni dalle forme fluide, segni ironici e cromie vivaci, il percorso evidenzia la costante tensione tra rigore formale e libertà espressiva che attraversa tutta la sua produzione.

Nel lavoro di Dorfles convivono l’acume del teorico e l’intuizione dell’artista: le sue opere riflettono su temi come la percezione, il gusto e le trasformazioni del sistema dell’arte, in anticipo rispetto alle dinamiche che oggi caratterizzano il rapporto tra estetica, comunicazione e mercato. In questo senso, la sua ricerca si rivela sorprendentemente attuale rispetto alle trasformazioni del panorama culturale contemporaneo.
La partecipazione a miart rappresenta per la galleria un momento particolarmente significativo e l’opportunità di presentare al pubblico internazionale un progetto dedicato a una figura centrale della cultura visiva del Novecento italiano, come Gillo Dorfles. Nel 2025 la Paula Seegy Gallery ha scelto di restituire la giusta centralità a questo protagonista, dopo una lunga assenza dal circuito espositivo, attraverso una mostra personale.
Dichiara Paula Seegy: «Ritengo fondamentale continuare a dare spazio e visibilità a personalità così rilevanti per la storia della cultura contemporanea».
Fondata a Milano nel 2023, Paula Seegy Gallery sviluppa un programma espositivo orientato alla valorizzazione di artisti storici e contemporanei, promuovendo un dialogo tra ricerca artistica, storia dell’arte e riflessione critica.

Cenni biografici. Gillo Dorfles nasce a Trieste nel 1910. In seguito allo scoppio della Prima guerra mondiale si trasferisce con la famiglia a Genova, dove trascorre l’infanzia. Al termine del conflitto rientra a Trieste e si iscrive al Liceo Classico. Si trasferisce a Milano nel 1928 dove studia medicina ma dopo tre anni decide di completare il percorso universitario a Roma come allievo interno nella clinica Cesare Frugoni; si laurea nel 1934, specializzandosi in neuropsichiatria. A partire dagli anni Trenta ha svolto un’intensa attività di critica d’arte e saggistica collaborando a “La Rassegna d’Italia”, “Le Arti Plastiche”, “La Fiera Letteraria”, “Il Mondo”, “Domus”, “Aut Aut”, “The Studio”, “The Journal of Aesthetics”.
Esordisce in pittura negli anni Trenta. Nel 1948 con Bruno Munari, Atanasio Soldati e Gianni Monnet, fonda il Movimento Arte Concreta (MAC) con l’obiettivo di dar vita a un linguaggio artistico nuovo, in grado di assimilare e di superare le ricerche astratte europee dei decenni precedenti. Negli anni Cinquanta ha inizio l’attività teorica e critica di Dorfles, che si presenta decisamente innovativa e dirompente rispetto agli assunti crociani ancora dominanti. L’attenzione di Dorfles è rivolta soprattutto ai fenomeni comunicativi di massa, alla moda e al design, soffermandosi pur sempre sulla pittura, sulla scultura e sull’architettura moderna e contemporanea. Dagli anni Sessanta insegna estetica in diverse università italiane (Milano, Trieste, Cagliari) e dagli anni Ottanta riprende l’attività pittorica e grafica che per i suoi numerosi impegni aveva interrotto.
Tra le sue numerose pubblicazioni ricordiamo: Discorso tecnico delle arti (1952), Le oscillazioni del gusto (1958), Il divenire delle arti (1959), Ultime tendenze nell’arte d’oggi (1961), Nuovi riti, nuovi miti (1965), L’estetica del mito (1967), Artificio e natura (1968), Kitsch. Antologia del cattivo gusto (1968), Elogio della disarmonia (1986), L’intervallo perduto (1988), Itinerario estetico (2011).
Nel 2010 è pubblicato “Gillo Dorfles. Catalogue raisonné”, a cura di Luigi Sansone, Edizioni Mazzotta, Milano; il volume documenta tutta l’opera pittorica, grafica e di ceramista di Dorfles. Nel 2015 esce per le edizioni Skira il volume “Gli artisti che ho incontrato”, a cura di Luigi Sansone, una raccolta di saggi sull’arte contemporanea pubblicati da Dorfles dall’inizio degli anni Trenta al 2015.
Moltissimi i riconoscimenti internazionali che ha ricevuto sia come artista che come critico. Negli ultimi anni gli sono state dedicate mostre a Milano, (PAC, 2001, “Il pittore clandestino”, sua prima antologica, Palazzo Reale, 2010, Fondazione Marconi, 2014), Bologna (Circolo Artistico, 2002), Trieste (Museo Revoltella, 2007), Chiasso (Max Museo, 2010), Rovereto (Mart, 2011), Urbino (Casa Raffaello, 2014), Roma (Macro, 2015).

DIRITTI IMMAGINI. Tutte le immagini presenti sul sito IBC o da IBC direttamente distribuite sono libere da diritti d’autore

Coordinate mostra miart
Titolo
Gillo Dorfles. Il divenire dell’arte tra estetica e mercato
Sede miart – Allianz MiCo, South Wing – Milano
Date 17 – 19 aprile 2026
Incontro con Renato Diez sabato 18 aprile, ore 17:00 | Level O – Stand A07
Orari venerdì e sabato 11.30 – 20.00 | domenica 11.00 – 19.00
Ingresso Biglietto €15,00 | ridotto €12,00 | serale €10,00
paula@paulaseegygallery.com | www.paulaseegygallery.com

Ufficio stampa
IBC Irma Bianchi Communication

Via Arena 16/1 – Milano
Irma Bianchi mob. +39 335 8315232
tel. +39 02 8940 4694 – info@irmabianchi.it
Testi e foto scaricabili da www.irmabianchi.it

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Un nuovo appuntamento per Fortuitus


Abbiamo oltrepassato la china, ora si va in discesa con gli ultimi tre incontri, ho ancora in serbo brani da insegnare (in realtà più procedo nella ricerca più materiale incontro). Questa sera, venerdì 17 aprile, sfidando la sorte, come sempre, alle 20,30 nella sala polivalente di Villa Monga, con chi vuole venire, si passeranno due ore a riscoprire canzoni popolari che venivano cantate tra Rinascimento e Barocco in Italia. Accesso sempre libero con un minimo contributo - senza […]
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Abbiamo oltrepassato la china, ora si va in discesa con gli ultimi tre incontri, ho ancora in serbo brani da insegnare (in realtà più procedo nella ricerca più materiale incontro).

Questa sera, venerdì 17 aprile, sfidando la sorte, come sempre, alle 20,30 nella sala polivalente di Villa Monga, con chi vuole venire, si passeranno due ore a riscoprire canzoni popolari che venivano cantate tra Rinascimento e Barocco in Italia.

Accesso sempre libero con un minimo contributo – senza l’obbligo di frequenza, si impara sempre qualcosa di nuovo.

E tutte le info e approfondimenti cliccando qui.

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oggi, 17 aprile, a bologna: contemporary african art: memory, identity and the future. conferenza di odile tevie introdotta da silvia zanella

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Contemporary African Art: Memory, Identity and the Future
Conferenza di Odile Tevie introdotta da Silvia Zanella

Venerdì 17 aprile 2026, ore 15
Accademia di Belle Arti di Bologna, Aula Magna
Via delle Belle Arti 54, Bologna

Nubuke Foundation, Accra, Ghana
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Venerdì 17 aprile 2026 alle ore 15, l’Accademia di Belle Arti di Bologna ospita la conferenza Contemporary African Art: Memory, Identity and the Future, un incontro a cura di Alberto Gianfreda e Maria Rita Bentini, dedicato all’esplorazione del ruolo dell’arte contemporanea africana nel panorama artistico globale. Ospite dell’evento sarà Odile Tevie, cofondatrice e direttrice della Nubuke Foundation di Accra, in Ghana, una delle istituzioni culturali più dinamiche dell’Africa occidentale, mentre l’introduzione è affidata a Silvia Zanella.
In un momento di crescente attenzione internazionale verso le pratiche artistiche contemporanee africane, la conferenza offrirà un’occasione di riflessione sulle trasformazioni culturali e sulle nuove prospettive che stanno ridefinendo il ruolo dell’Africa nel sistema globale dell’arte. L’evento si inserisce all’interno del progetto di ricerca Nuove antropologie per le tecniche scultoree, promosso dal Dipartimento di Arti Visive dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, che esplora la relazione tra materiali, processi artistici e prospettive antropologiche nelle pratiche artistiche contemporanee.

Fondata nel 2006 sotto la guida di Odile Tevie, la Nubuke Foundation è oggi una piattaforma culturale riconosciuta a livello internazionale per le sue mostre, i programmi educativi e il sostegno a numerosi artisti contemporanei ghanesi, tra cui Na Chainkua Reindorf, Isaac Opoku e Gideon Appah. La sede della fondazione ad Accra è diventata un vivace centro creativo e comunitario, mentre il centro di Wa, nel nord del Ghana, sviluppa programmi dedicati alle tradizioni tessili e alla pratica della strip weaving, promuovendo un dialogo tra artigianato, arte contemporanea e patrimonio culturale. Prima di fondare la Nubuke Foundation, nei primi anni Duemila Odile Tevie ha creato a Londra la Black Swan Gallery, contribuendo alla visibilità internazionale di artisti provenienti dall’Africa occidentale e dalla diaspora africana.

L’introduzione di Silvia Zanella, fondatrice dell’iniziativa Zenobia, offrirà una prospettiva sul dialogo culturale tra Europa e Africa occidentale, a partire dalle esperienze e dalle collaborazioni sviluppate negli ultimi anni tra Italia e Ghana.

La conferenza rappresenta un’importante occasione di confronto tra istituzioni accademiche europee e realtà artistiche contemporanee africane, offrendo uno spazio di riflessione sulle future traiettorie dell’arte globale.

Ingresso libero fino a esaurimento posti.

Accademia di Belle Arti di Bologna

Via delle Belle Arti, 54, Bologna
www.ababo.it

Ufficio stampa

Irene Guzman
ufficiostampa
Tel. +39 349 1250956

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Nubuke Foundation, Accra, Ghana
Laboratorio coordinato da Alberto Gianfreda con artisti ghanesi durante il workshop “Roar and Crash” presso Nubuke Foundation

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WP Umbrella aggiunge lo scanner per link rotti, un’alternativa europea che si fa notare


WP Umbrella rilascia la versione 2.22.3 con nuovo scanner per link e immagini rotte. Alternativa europea a ManageWP e MainWP, da 1,99€ per sito al mese.
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WP Umbrella continua a rafforzare la propria proposta per chi gestisce siti WordPress. La piattaforma europea ha appena rilasciato la versione 2.22.3, centrata sulla nuova funzionalità di scansione automatica dei link e delle immagini interrotte. Si tratta della richiesta numero uno dalla loro roadmap pubblica. Il problema è familiare a molti sviluppatori e agenzie: un cliente segnala un’immagine mancante sulla homepage o un visitatore finisce su una pagina 404 rimasta attiva per settimane. Spesso il danno è già fatto quando ci si accorge del problema.

Scansione automatica quotidiana


La nuova funzione esegue scansioni giornaliere automatiche su tutti i siti gestiti, rilevando link rotti, immagini non caricate e problemi di reindirizzamento. I risultati appaiono in una dashboard chiara che mostra ogni problema con la sua posizione, il codice di stato e la pagina di origine. Ciò che cambia rispetto alle soluzioni tradizionali è l’integrazione nativa. Non serve installare plugin aggiuntivi o programmare crawl manuali. WP Umbrella include anche un sistema di gestione dei redirect direttamente dal pannello, permettendo di correggere gli URL problematici senza uscire dalla piattaforma.

Monitoraggio più preciso e costi contenuti


Le monitoraggi di uptime e performance hanno ricevuto miglioramenti marginali, con una riduzione significativa dei falsi positivi. I dati risultano più precisi, un dettaglio che conta quando si gestiscono decine di siti per clienti diversi. Il prezzo rimane competitivo: 1,99 euro per sito al mese, senza costi nascosti.

Cosa arriva dopo


Tra le funzionalità in arrivo ci sono il ripristino selettivo dei backup, la gestione in blocco di più siti e una nuova interfaccia dedicata alla gestione dei salvataggi. Sono migliorie che puntano a ridurre i tempi di recupero in caso di problemi.

SOURCE:// wp-umbrella.com

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Palestina, la Flotilla non si arrende


A Catania due giorni di incontri, dibattiti, testimonianze e musica in vista della partenza ufficiale della Flotilla prevista tra il 22 e il 24 aprile da Siracusa. Ancora una volta la Sicilia è al centro della mobilitazione a favore della Palestina che continua ad essere sotto attacco nonostante la finta pace di Trump

Leggi il resto: argocatania.it/2026/04/17/pale…

#FreedomFlotilla #Israele #Palestina #Trump

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UNBOXING Tomodachi Life: Una vita da sogno + cornice per foto


Salve a tutti ragazzi! Eccoci qua in questo nuovo video con l'unboxing di Tomodachi Life: Una vita da sogno e la cornice per fotografie a tema! Apriremo il pacco dal My Nintendo Store e trasferiamo i dati di salvataggio della demo nel gioco completo. Con piccolo extra: Cosa succede se viene trasferito un salvataggio con tutti gli oggetti sbloccati modificato con il mio save editor? Visibile al termine dell'unboxing (a […]
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youtube.com/embed/NgyRfOLht9o?…

Salve a tutti ragazzi! Eccoci qua in questo nuovo video con l’unboxing di Tomodachi Life: Una vita da sogno e la cornice per fotografie a tema!
Apriremo il pacco dal My Nintendo Store e trasferiamo i dati di salvataggio della demo nel gioco completo.
Con piccolo extra: Cosa succede se viene trasferito un salvataggio con tutti gli oggetti sbloccati modificato con il mio save editor? Visibile al termine dell’unboxing (a 08:42)
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Sync-in 2.2 introduce la ricerca OCR e corregge una vulnerabilità di autenticazione


La versione 2.2 di Sync-in aggiunge il riconoscimento ottico dei caratteri all'indicizzazione dei PDF, migliora la gestione degli spazi dall'interfaccia di amministrazione e include una correzione di sicurezza sull'endpoint di login.
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Sync-in è una piattaforma open source e auto-ospitabile per la sincronizzazione e la collaborazione sui file. Con la versione 2.2, la funzione di ricerca testuale si espande in modo concreto: le immagini contenute nei PDF vengono ora analizzate tramite riconoscimento ottico dei caratteri (OCR) e incluse nell’indice, mentre i file Markdown entrano anch’essi nella ricerca. Per chi gestisce archivi misti di documenti scansionati, presentazioni e note, cambia la reperibilità dei contenuti.

Gestione degli spazi e sistema di eventi


Dal pannello di amministrazione è ora possibile creare e gestire gli spazi, assegnare quote e consultare l’utilizzo dello storage sia per utente sia per spazio. In parallelo, Sync-in introduce un sistema interno di eventi: le operazioni sui file generano notifiche gestite da un processore dedicato, che aggiorna automaticamente i calcoli di utilizzo e avvia l’indicizzazione testuale se attiva. Il meccanismo punta a garantire coerenza dei dati senza interventi manuali.

Una correzione di sicurezza concreta


Tra le patch, merita attenzione la chiusura della vulnerabilità GHSA-43fj-qp3h-hrh5: l’endpoint di login restituiva tempi di risposta differenti a seconda che l’account esistesse o meno, un comportamento sfruttabile in scenari di brute force per ricavare l’elenco degli utenti registrati. La chiave di cache è ora basata su un hash, eliminando le collisioni e impedendo la conservazione di identificatori decodificabili.

Tra le altre novità: i gestori possono amministrare i gruppi personali degli ospiti direttamente dal profilo, la configurazione LDAP supporta opzioni TLS aggiuntive di Node.js per ambienti aziendali con requisiti specifici, la ricerca per gruppi considera ora anche le descrizioni, e i PDF si aprono di default con il visualizzatore PDF.js, con possibilità di passare alla modalità di modifica se OnlyOffice è abilitato.

Sync-in 2.2 è disponibile su GitHub, Docker Hub e npm.

SOURCE:// sync-in.com
SOURCE:// github.com

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Mastodon vende magliette e poster per sostenere la piattaforma senza pubblicità


Mastodon presenta nuove magliette e poster stampabili per rafforzare il legame con la community. Ecco come la piattaforma nonprofit sostiene la propria indipendenza senza pubblicità.
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Mastodon continua a puntare sulla comunità per mantenere viva la propria indipendenza. Dopo aver ristrutturato la propria organizzazione in una nonprofit 501(c)(3) alla fine del 2025, la piattaforma ha appena lanciato due nuove magliette nel proprio shop online. I disegni sono opera dell’artista Dopatwo e i messaggi sono stati suggeriti direttamente dagli utenti.

Magliette con messaggi dalla community


Le due proposte portano scritte come “I miei amici non sono in vendita” e “Inserisco alt text nelle immagini”. Entrambe riflettono valori chiave del network: la protezione della privacy e l’accessibilità. Le magliette sono stampate su cotone organico di qualità, con una produzione limitata che punta sulla durata piuttosto che sulla quantità.

Il merchandising non rappresenta la principale fonte di ricavo per Mastodon. Le donazioni dirette restano il pilastro economico, come confermato dal team nello stesso annuncio. La piattaforma si finanzia grazie al crowdfunding della community, senza investitori esterni, pubblicità o modelli di monetizzazione aggressivi. Vendere questi prodotti permette però di finanziare nuovi progetti futuri, da altri capi di abbigliamento a accessori come felpe e berretti.
Mastodon vende magliette e poster per sostenere la piattaforma senza pubblicitàMastodon vende magliette e poster per sostenere la piattaforma senza pubblicità

Poster stampabili per la promozione offline


Oltre alle magliette, sono stati riforniti i pin in smalto con la scritta “Vivi, ridi, federati”, disponibili in edizioni glitterate. Sono rimasti in stock anche altri articoli precedenti. Per chi vuole promuovere Mastodon offline, sono stati resi disponibili poster stampabili in diverse lingue, pronti per essere distribuiti fisicamente.

Anche in italiano, con più spazio per scrivere


Per chi cerca una casa nel Fediverso in lingua italiana, Poliversity è un’istanza Mastodon nata come spin-off del progetto Poliverso e dedicata al mondo dell’università, della ricerca, della scuola e del giornalismo. La particolarità? Il limite di caratteri per ogni messaggio è fissato a 4999, ben oltre i canonici 500 della maggior parte dei server. Uno spazio che permette discussioni più articolate e ragionate, coerentemente con la vocazione dell’istanza verso contenuti di qualità.

Un modello alternativo che resiste


Il modello alternativo di Mastodon continua a attrarre chi cerca spazi digitali più trasparenti. Senza algoritmi che spingono contenuti o dati venduti a terzi, la piattaforma mantiene una governance decentralizzata dove ogni server è autonomo ma interconnesso. Il merchandising diventa così uno strumento di visibilità oltre che di supporto economico.

SOURCE:// blog.joinmastodon.org
SOURCE:// shop.joinmastodon.org

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« Standard di privacy più alti al mondo»: ma a poche ore dall’annuncio, due segnalazioni di sicurezza sull’app UE per l’età


Il consulente di sicurezza Paul Moore segnala due problemi nell'app europea per la verifica dell'età, appena annunciata come «tecnicamente pronta» dalla Commissione.
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Il 15 aprile Ursula von der Leyen ha annunciato che l’app europea per la verifica dell’età è «tecnicamente pronta» e che rispetta «gli standard di privacy più alti al mondo». Nelle ore successive, Paul Moore, consulente di sicurezza informatica britannico e fondatore della società Privacy Protocol, ha pubblicato su X due analisi del codice sorgente dell’applicazione, segnalando quelli che a suo avviso sono problemi significativi nella gestione del PIN e delle immagini raccolte durante la verifica.

Una premessa necessaria: quanto segue sono osservazioni di Moore diffuse tramite il suo profilo X, non un advisory formale, e la Commissione al momento non ha risposto pubblicamente. Moore non è però un nome qualunque in questo ambito. Nel 2022 aveva documentato come alcune telecamere Eufy caricassero dati biometrici e immagini facciali sui server AWS del produttore senza cifratura e senza consenso, vicenda per cui aveva avviato anche un’azione legale per violazione del GDPR. In precedenza era arrivato a dimostrare un bypass del PIN sull’app Android del gestore di password RoboForm, con un meccanismo molto simile a quello che descrive ora per l’app europea.

Il bypass del PIN descritto da Moore


Secondo il ricercatore, durante il setup l’app chiede di creare un PIN, lo cifra e lo salva nella directory shared_prefs. Moore sostiene che il PIN non dovrebbe essere cifrato affatto e che soprattutto non risulta crittograficamente legato al vault che contiene i dati di identità. Di conseguenza, spiega, un attaccante potrebbe rimuovere i valori PinEnc e PinIV dal file, riavviare l’app, impostare un nuovo PIN e ritrovarsi l’accesso ai dati di verifica del profilo precedente, pronti per essere presentati come validi.

Il ricercatore aggiunge che il rate limiting sarebbe implementato come un semplice contatore numerico nello stesso file di configurazione, azzerabile manualmente, e che l’opzione per l’autenticazione biometrica sarebbe un booleano modificabile allo stesso modo. Moore ha chiuso il messaggio con un riferimento diretto a von der Leyen, affermando che il prodotto sarà, secondo lui, il catalizzatore di una grossa violazione di dati, prima o poi.

Immagini biometriche e selfie scritti su disco


La seconda segnalazione, pubblicata il giorno precedente, riguarda la gestione delle immagini raccolte dall’app. Moore scrive che i dati ricavati dalla verifica, come il valore is_over_18: true, sarebbero protetti correttamente con AES-GCM. Il problema, sempre a suo dire, starebbe nelle immagini originali da cui quei dati vengono estratti, cioè la foto del documento e il selfie dell’utente.

Nel caso della lettura NFC del documento, l’app estrarrebbe il file DG2 (che contiene la foto biometrica del passaporto) e scriverebbe un PNG lossless sul filesystem, cancellandolo solo in caso di lettura riuscita. Se qualcosa va storto, un crash, un tap sul pulsante indietro, un errore di scansione, l’immagine resterebbe nella cache. Per i selfie lo scenario che descrive è peggiore: i PNG verrebbero scritti in storage esterno e mai cancellati, quindi non come cache ma come conservazione a lungo termine. Vale la pena chiarire che su Android, dicendo «storage esterno», non si intende necessariamente una scheda SD, ma più in generale un’area di memoria condivisa e soggetta a protezioni diverse rispetto allo storage privato dell’app. In entrambi i casi, sostiene Moore, i file sono protetti dalle chiavi di Android, ma l’app non aggiunge alcuna cifratura propria.

Il ricercatore ha paragonato la cosa al fotografare un documento con l’app della fotocamera tenendolo in galleria «giusto per sicurezza», aggiungendo che, trattandosi di dati biometrici (categoria particolare ai sensi del GDPR), una conservazione non giustificata potrebbe configurare una violazione sostanziale del regolamento.

Il contesto dell’annuncio UE


L’app, sviluppata da Scytáles e T-Systems, è attualmente in fase pilota in Italia, Francia, Spagna, Danimarca e Grecia, ed è costruita sulle stesse specifiche tecniche del futuro portafoglio di identità digitale europeo. Il fatto che il codice sia aperto è stato presentato dalla Commissione come garanzia di trasparenza, nella convinzione che chiunque possa verificarlo, ed è esattamente quello che Moore sostiene di aver fatto.

Quella segnalata da Moore non è la prima criticità emersa sull’applicazione. A marzo un’analisi indipendente aveva individuato una debolezza architetturale nel componente issuer, incapace di verificare che la validazione del passaporto fosse effettivamente avvenuta sul dispositivo dell’utente. Per ora restano in piedi le dichiarazioni della Commissione e le osservazioni del ricercatore, in attesa che qualcuno, da Bruxelles, risponda nel merito.

Per vostra informazione: i link di X possono essere visti anche usando xcancel.com oppure nitter.net al posto di x.com nell’URL.

SOURCE:// x.com
SOURCE:// x.com
SOURCE:// commission.europa.eu
SOURCE:// reclaimthenet.org

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Tor studia relay “senza stato” che ripartono da zero a ogni riavvio


Tor esplora relay stateless e diskless per ridurre i rischi in caso di sequestro dei server. Il TPM aiuta a proteggere l’identità del nodo, ma restano limiti tecnici aperti
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La rete Tor sta esplorando una soluzione radicale per proteggere chi gestisce i nodi di instradamento. Si chiamano relay senza stato (stateless) e sono pensati per funzionare con un sistema diskless, che a ogni riavvio riparte da un’immagine fissa caricata in memoria, senza conservare lo stato operativo precedente sul disco. L’idea è ridurre i rischi in caso di sequestro, clonazione o accesso fisico all’hardware.

L’obiettivo nasce da una minaccia concreta. Nel post pubblicato sul blog del Tor Project vengono citati precedenti di sequestri, raid o accesso fisico a server Tor in Austria, Germania, Stati Uniti e Russia. In questi casi, spiegano gli autori, il server può diventare una responsabilità per l’operatore e per l’infrastruttura di anonimato che Tor cerca di proteggere.

Il problema: dimenticare tutto senza perdere l’identità


La difficoltà tecnica è evidente: un relay Tor deve poter conservare nel tempo la propria identità crittografica, perché da quella dipendono reputazione e utilità nella rete. Se il nodo perdesse le chiavi a ogni reboot, ripartirebbe da zero. Per questo la proposta è quella di usare il TPM (Trusted Platform Module), un chip hardware capace di proteggere segreti e legarli allo stato misurato dell’avvio del sistema.

In questo modello, l’identità del relay può sopravvivere ai riavvii senza essere lasciata su disco. Tuttavia il Tor Project sottolinea che il TPM non risolve tutto: le chiavi ed25519 usate da Tor non sono supportate nativamente da questi chip, quindi la chiave viene protetta dal TPM ma resta comunque memorizzata come dato cifrato in memoria non volatile. Questo rende l’estrazione più difficile, ma non impossibile in senso assoluto.

I vantaggi di un relay stateless


Secondo l’articolo, un sistema stateless offre diversi benefici: maggiore resistenza agli attacchi fisici, configurazione dichiarativa e versionata, filesystem immutabile e maggiore verificabilità del software in esecuzione. In pratica, anche se un attaccante ottenesse accesso alla macchina, avrebbe più difficoltà a renderne persistente la compromissione dopo un riavvio.

I limiti


Il progetto è ancora in fase sperimentale e presenta diversi ostacoli pratici. Per esempio, ogni aggiornamento del sistema può complicare il meccanismo di sicurezza che protegge l’identità del server. Inoltre questi relay, proprio perché progettati per non salvare dati in modo permanente sul disco, sono più difficili da aggiornare automaticamente rispetto a un server tradizionale. C’è poi un limite importante: se la memoria RAM si riempie, il sistema può essere costretto a chiudere alcuni processi per continuare a funzionare. Infine, se il relay viene riavviato troppo spesso, può risultare meno affidabile agli occhi della rete Tor e perdere stabilità operativa.

Gli sviluppatori stanno valutando anche altre tecnologie per aumentare la sicurezza e la trasparenza della rete. L’idea è usare strumenti che permettano di verificare più facilmente che un relay funzioni nel modo previsto e che non sia stato alterato. Per ora, però, non si tratta di una soluzione definitiva: l’obiettivo del progetto è soprattutto avviare un confronto nella comunità Tor e capire quali strumenti possano essere davvero utili in futuro.

SOURCE:// blog.torproject.org
SOURCE:// cyberinsider.com
SOURCE:// cybernews.com

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La forte personalità di Nisticò garantì a «L’Ora» un’apprezzabile libertà rispetto alle scelte editoriali e alla selezione del personale


La storia de «L’Ora» non si concluse con la partenza di Nisticò, il quale peraltro nel ’79 venne eletto presidente della cooperativa di giornalisti subentrata al Pci come proprietaria della testata. In sede conclusiva sembra opportuno dare conto per sommi capi di ciò che accadde negli anni successivi (che nondimeno meriterebbero un approfondimento specifico). Etrio Fidora successe a Nisticò come direttore alla fine del ‘75, accompagnando la fallimentare esperienza di una edizione del mattino (resa necessaria dalla crisi generale della stampa pomeridiana). Iniziò allora l’epoca del declino, con il Pci sempre meno disposto a fornire finanziamenti e l’allontanamento di molti professionisti storici dal giornale. Alla guida de «L’Ora» seguirono Alfonso Madeo (1978-79), Nino Cattedra (1978-84), Bruno Carbone (1984-89), ultimo direttore designato dalla cooperativa presieduta da Nisticò. Avvenne quindi che la gestione editoriale passasse alla Nuova editrice meridionale, che si procedesse alla ristrutturazione della sede, con l’acquisto di nuovi macchinari, e che il Pci rivendicasse il controllo della testata. La direzione toccò a un certo punto ad Alfonso Calasciura, ma intanto le tensioni interne al partito iniziarono a riflettersi pesantemente sulla redazione, provocando smottamenti e contrasti. Un ultimo tentativo di portare il giornale agli antichi fasti si ebbe nel 1991, con la direzione di Vincenzo Vasile, già “biondino” a «L’Ora» nei primi anni Settanta e in seguito giornalista de «L’Unità», e la vicedirezione di Franco Nicastro. Con al timone due esponenti della scuola di Nisticò il quotidiano sembrò riprendersi, raddoppiando la tiratura, rilanciando la sua storica vocazione al giornalismo d’inchiesta e alle campagne corrosive, quando venne chiuso definitivamente l’8 maggio 1992, a due settimane dall’eccidio di Capaci. Fu così che l’antico quotidiano dei Florio terminò per sempre la sua lunga e complessa esistenza <625.
Giornalismo politico, giornalismo civile
Nell’autunno del 2019 – come accennato all’inizio di questo lavoro – gli ex giornalisti de «L’Ora» hanno celebrato con alcune iniziative (tutte patrocinate dal sindaco di Palermo Leoluca Orlando) il decennale dalla morte di Vittorio Nisticò (come anche il centenario dalla nascita), mostrando così riconoscenza verso l’antico direttore e maestro, nonché un forte senso di appartenenza alla comunità intellettuale in cui professionalmente e politicamente si formarono: una comunità – si direbbe dalla pagina Facebook creata per l’occasione – ancora viva e combattiva <626. È interessante notare come nei loro racconti, apparsi sul web e in un volume di recente pubblicazione <627, definiscano la storica battaglia del giornale contro la mafia – il tratto più caratteristico de «L’Ora» di Nisticò e che in questo lavoro si è tentato di ricostruire – come una battaglia insieme civile e politica, con una qualche prevalenza del primo termine sul secondo: un po’ all’opposto di quanto avveniva in passato, quando l’enfasi “civile” si affacciava per lo più in occasione di eventi drammatici (come l’eccidio di Ciaculli o l’assassinio di Scaglione) mentre predominante era la dimensione politica dello scontro in corso. D’altro canto, “Romanzo civile” s’intitola il pregevole libro postumo di Giuliana Saladino, firma tra le più autorevoli e rappresentative del giornale palermitano. L’opera ripercorre con intelligenza e disincanto la vicenda storica della sinistra siciliana, partendo dall’epopea contadina per arrivare all’inizio degli anni Ottanta, restituendo passioni, aspettative e angosce di una generazione di militanti <628. L’impressione è che lo slittamento di prospettiva – e di lessico – risalga proprio al periodo in cui la giornalista scrisse il romanzo, il 1983, quando l’offensiva della mafia contro lo Stato e il sistema politico assunse proporzioni senza precedenti. Tra il 1979 e il 1983 furono infatti assassinati uno dopo l’altro il vicequestore Boris Giuliano (1979), il magistrato Cesare Terranova (1979), il presidente della Regione Piersanti Mattarella (1980), il capitano dei carabinieri Emanuele Basile (1980), il procuratore Gaetano Costa (1980), il segretario del Pci Pio La Torre (1982), il generale Carlo Alberto dalla Chiesa (1982), il giudice Rocco Chinnici (1983). Così la Saladino commentò la tragica sequenza di eventi di quegli anni: “Capisco. Nel 1983 capisco che non esiste città o cittadina o villaggio d’Europa che possa vantare – senza golpe, senza eserciti in armi, né assedio e irruzione entro le mura – l’intero establishment
politico burocratico militarpoliziesco massacrato: capo della procura, vicequestore, capo dell’opposizione, capo della regione, medico legale, generale prefetto. In quest’era nostra forse è accaduto – ma non è detto – in qualche villaggio georgiano sotto Stalin, forse accade – non sappiamo con precisione – in qualche Macondo dell’America centrale o meridionale, forse, supponiamo, in qualche insediamento del centro dell’Africa. In Europa, nazismo eccettuato, non accade, credo, da oltre due secoli”. <629 L’escalation diede luogo a una prima, grande mobilitazione civile, segnata da iniziative di piazza, dal decisivo contributo dell’associazionismo e del mondo della scuola, dunque non riconducibile come in passato (si pensi alle lotte contadine) a uno specifico fronte politico <630. Accadde insomma che l’istanza antimafia diventasse – da tema tipico delle sinistre e segnatamente del Pci – risorsa “diffusa”, con qualche cedimento all’antipolitica motivato dal progressivo discredito dei partiti, per tornare a giocare un ruolo “politico” soprattutto nella fase di transizione dalla Prima alla Seconda Repubblica <631; che la “società civile” venisse assunta a serbatoio sano di una politica inesorabilmente corrotta. Non sorprende allora che alcuni giornalisti formatisi con Nisticò tendano a rileggere quel loro passato (e la stessa esperienza degli “anni ruggenti”) alla luce degli eventi e della sensibilità successivi <632. La battaglia storica de «L’Ora», in realtà, si svolse in assenza dell’opposizione politico/civile, anche perché i protagonisti della stagione di Nisticò credevano che gli obiettivi di qualunque battaglia civile fossero raggiungibili soltanto attraverso la lotta politica. Come ha scritto Vincenzo Vasile: “Fatto sta che «L’Ora» di Nisticò è frutto e insieme simbolo di un periodo abbastanza lungo, ma circoscritto e ormai chiuso, che in Sicilia vede l’identificazione quasi piena del movimento antimafia con il movimento contadino e popolare che fa capo al Pci e alla sinistra […] Superata la metà degli anni Settanta, e soprattutto dopo la campagna di delitti politici e le stragi, il movimento antimafia risorgerà e crescerà invece – come si dice – dal basso, segnato da sempre minori caratterizzazioni politiche, partitiche, o addirittura ideologiche. L’Ora di Nisticò invece è antimafiosa, perché in quegli anni eroici è di sinistra apertamente e dichiaratamente, e l’antimafia è di sinistra <633.
Un’esperienza peculiare
Si può a questo punto delineare un sintetico prospetto delle peculiarità de «L’Ora» sotto la direzione di Vittorio Nisticò, con particolare riferimento al ruolo da esso giocato nell’approntamento di conoscenze sul fenomeno mafioso e nella formazione di una moderna coscienza antimafia: si intende così dare conto della funzione storica svolta dal giornale nel campo della questione mafiosa.
Continuità della linea politica. Il giornale si mosse lungo tutto il ventennio di Nisticò secondo le direttive del Pci siciliano, aventi come obiettivi fondamentali la rottura dell’isolamento e l’interlocuzione con le forze politiche, sociali e culturali tese al progresso democratico ed economico della Sicilia. In ciò consisté il sicilianismo della testata, il quale andò collocandosi in perfetta continuità con la formulazione datane da Togliatti nel secondo dopoguerra e che, mutatis mutandis, rimase pressoché identico sia al tempo del milazzismo – non a caso convintamente sostenuto dal quotidiano – sia negli anni Settanta, all’epoca del “patto autonomistico” con la Dc e delle larghe intese. Nelle
pagine precedenti si è tentato di registrare le contraddizioni cui tale politica espose i comunisti e (in via indiretta) anche il giornale: in entrambe le stagioni storiche citate, infatti, la retorica sicilianista fece sì che l’autonomismo diventasse sinonimo di progressismo e che il Pci abbassasse la propria capacità di contrasto delle degenerazioni politiche regionali.
Autonomia editoriale. La forte personalità di Nisticò garantì a «L’Ora» un’apprezzabile libertà rispetto alle scelte editoriali e alla selezione del personale. Ciò permise al giornalista calabrese di radunare un collettivo di giornalisti-intellettuali di estrazione composita: in esso prevalsero, com’era naturale che fosse, le figure politicamente riconducibili al Blocco del popolo (Pci e Psi) e alle lotte contadine del dopoguerra (il mito fondativo della sinistra siciliana e anche de «L’Ora»), esperienza che assicurò al quotidiano uno staff dirigente di eccezionale livello culturale. Aspetto costitutivo del giornalismo de «L’Ora», però, fu anche l’apertura verso aree politiche diverse, tanto che al suo interno poterono trovarsi comunisti, socialisti, democristiani e persino ex fascisti come De Mauro. Lo stesso criterio di selezione venne adottato sul fronte dei collaboratori esterni, dove spiccarono giornalisti e uomini di cultura non inquadrabili in alcun partito (si pensi a Sciascia, a Dolci, a Chilanti e in parte a Pantaleone). Dal punto di vista della conoscenza della mafia, la predilezione di Nisticò per i professionisti irregolari ebbe un effetto positivo, in quanto dal loro posizionamento politico dipesero (spesso fortemente) le rispettive interpretazioni della realtà mafiosa. L’eterogeneità delle prospettive d’osservazione, insomma, fece in modo che l’ottica del giornale non si appiattisse su quella del suo editore.
Giornalismo investigativo. Altro aspetto peculiare del giornale palermitano fu quello di essere particolarmente votato alle indagini sul campo, alle inchieste, condotte attraverso complessi (e talora rischiosi) sistemi di ricognizione delle notizie. In un contesto caratterizzato da gravi e organici rapporti della mafia con le istituzioni pubbliche e con alcuni partiti (a cominciare dalla Democrazia cristiana), nonché dalla tolleranza delle agenzie di contrasto, la denuncia della mafia e delle complicità politiche restò a lungo appannaggio delle sinistre e in particolare del Pci. Merito de «L’Ora» fu dunque quello di innescare un potente flusso di contro-opinione (o contro-informazione), teso a sgomberare il terreno dalla convinzione – fatta propria da numerosi esponenti dei partiti di governo, da avvocati e intellettuali – che la mafia non esistesse o che corrispondesse a un comportamento, a un modo di regolare le relazioni sociali tipico dei siciliani e non a un’organizzazione formalizzata, gerarchicamente articolata in Famiglie e regolata al suo interno da codici normativi e meccanismi sanzionatori. Per il reperimento delle informazioni il giornale si servì, a seconda delle circostanze, delle strutture territoriali dei partiti di sinistra, e nello specifico del Pci, nonché delle sue organizzazioni collaterali (a partire dalla Cgil), ma anche di singoli esponenti delle forze dell’ordine, talora di mafiosi stessi. Il risultato fu che «L’Ora» indagasse non a rimorchio dei reparti investigativi, ma, per lo più, in autonomia, “supplendo” alle carenze degli organi ufficiali e non di rado pagandone le spese. Questa sensibilità, dunque, portò spesso il giornale a introdursi nel “sottomondo” mafioso, a portare alla luce testimonianze dal di dentro, con l’effetto di svelare al pubblico (e per la prima volta in Italia) il carattere strutturato della mafia siciliana. Nonostante qualche cedimento al fascino mitografico del fenomeno (penso a certe ricostruzioni di Pantaleone o ad altre di Farinella o Chilanti) il suo sforzo investigativo rimase d’importanza cruciale per l’avanzamento delle cognizioni sul tema e, a distanza di tanti anni, resta probabilmente il migliore (almeno fino alle deposizioni di Buscetta).
Il ruolo di cerniera tra vecchia e nuova antimafia. «L’Ora» rappresentò il passaggio – e in ciò sta forse la sua funzione più importante – tra due concezioni diverse di lotta alla mafia. La prima, risalente al movimento contadino, si fondava sulla lotta al latifondo e inquadrava la battaglia antimafia in una più vasta contestazione dell’intreccio di poteri sociali (i proprietari terrieri e la mafia) e istituzionali (i partiti di destra, le forze dell’ordine e della magistratura). Questo tipo di antimafia aveva come motivi caratteristici, da un lato, la subordinazione della questione mafiosa alle lotte di massa, intese come mezzo di superamento degli equilibri sociali tradizionali e, dall’altro, l’ostilità nei confronti delle agenzie investigative (della polizia, dei carabinieri), percepite come antagonisti fondamentali, come il nemico. L’attività di denuncia e di sensibilizzazione portata avanti da «L’Ora» venne invece a
incrociarsi con la nascita della Commissione antimafia: si determinò così una circolarità di sollecitazioni tra opinione pubblica, forze politiche e istituzioni che, rispetto al passato, rappresentava indubbiamente un’innovazione. Si era, insomma, alle origini dell’antimafia per come generalmente la si intende oggi, ossia come sostegno alle forze della repressione. Tale circolarità, espressasi soprattutto a livello informativo (nello scambio di materiali, notizie, documenti tra gli apparati di sicurezza, l’Antimafia e il giornale) ebbe l’effetto, oltre che di far progredire le cognizioni sul tema, di saldare «L’Ora» al giornalismo nazionale: avvenne cioè che progressivamente i maggiori quotidiani del paese considerassero il quotidiano palermitano un’affidabile opinion maker, appoggiandosi su di esso per avere informazioni sulla mafia. Fu così che il piccolo giornale palermitano riuscì a ritagliarsi un ruolo ben superiore ai suoi mezzi, un ruolo di conoscenza, di lotta e di responsabilità politica e civile.
La scuola di giornalismo. Un ultimo elemento da sottolineare – e che consente di tracciare un filo tra passato e presente – riguarda la funzione di scuola di giornalismo svolta da «L’Ora» verso numerosi cronisti tuttora operativi. Indubbiamente il giornale palermitano rappresentò una palestra dura e formativa per diverse ragioni: il contesto “difficile” e di frontiera nel quale i cronisti operarono, segnato dall’ostilità di buona parte delle istituzioni e dei partiti; il giornalismo tecnicamente rigoroso richiesto da Nisticò (il quale chiedeva spasmodicamente riscontri, controllo delle fonti, correttezza linguistica); il piglio militante che i cronisti più anziani ed esperti trasmisero alle generazioni più giovani; il senso di missione che pervadeva la redazione. Tutti questi aspetti concorsero a formare giornalisti capaci di lavorare in ogni situazione, di portare all’esterno, in altri quotidiani, un giornalismo battagliero e coraggioso, preciso, colto, documentato, politicamente schierato, intellettualmente pregevole.

[NOTE]625 R. S. Rossi, Era L’Ora, cit., p. 254.
626 Cfr. la pagina Facebook L’Ora, edizione straordinaria, gestita dal cronista di «Repubblica» Roberto Leone (ex de «L’Ora»): facebook.com/leone4040/.
627 Aa. Vv., L’Ora, edizione straordinaria, cit.
628 G. Saladino, Romanzo civile, cit.
629 Ivi, p. 142.
630 U. Santino, Storia del movimento antimafia, cit.
631 A. Blando, L’antimafia come risorsa politica, cit.. Su questa linea si colloca in parte l’esperienza della Rete, ricostruita in D. Saresella, Tra politica e antipolitica: la nuova «società civile» e il movimento della Rete (1985-1994), Le Monnier, Firenze 2016.
632 Sulla dimensione fortemente politica del giornalismo di Nisticò insiste nei suoi vari interventi Franco Nicastro.
633 Vasile, Ma gli altri no, cit., p. 192.
Ciro Dovizio, Scrivere di mafia. «L’Ora» di Palermo tra politica, cultura e istituzioni (1954-75), Tesi di dottorato, Università degli Studi di Milano, Anno accademico 2018-2019
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Organic Maps mostra ora il dislivello dei percorsi e una mappa senza confini


Organic Maps aggiorna la sua app di navigazione con profili altimetrici per sentieri, due milioni di nuovi indirizzi USA e mappa globale senza interruzioni. Open source e privacy-focused.
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L’app di navigazione open source Organic Maps ha appena rilasciato un aggiornamento importante che migliora l’esperienza per escursionisti e ciclisti. La nuova versione permette di interagire direttamente con i sentieri sulla mappa, toccando qualsiasi percorso per visualizzarne immediatamente il profilo altimetrico.

Questa funzionalità elimina la necessità di consultare strumenti esterni durante la pianificazione delle escursioni. Gli utenti possono valutare la difficoltà di un tracciato senza cambiare contesto, un miglioramento che semplifica notevolmente la preparazione di attività all’aperto.

Dati di posizione più precisi negli Stati Uniti


Il database geografico dell’app si è ampliato con due milioni di nuovi indirizzi negli Stati Uniti, estratti dal dataset TIGER Census. Gli sviluppatori hanno implementato algoritmi più intelligenti per il riconoscimento dei numeri civici, migliorando significativamente l’accuratezza delle ricerche e la pertinenza dei risultati sul territorio americano.

Gli autori del progetto ricordano comunque che contribuire manualmente indirizzi mancanti a OpenStreetMap rimane la strategia più efficace per potenziare le capacità di ricerca globale nel lungo termine. La natura collaborativa della piattaforma garantisce miglioramenti continui.

Una mappa che avvolge davvero il globo


Una delle novità tecniche più interessanti riguarda la linea antimeridiana. Organic Maps ha eliminato il tradizionale bordo della mappa a ±180° di longitudine, creando un’esperienza globale senza interruzioni. Ora è possibile trascinare e ruotare la mappa tra regioni come Chukotka e Alaska o Nuova Zelanda e Fiji senza incontrare muri invisibili o reset improvvisi.

Questo miglioramento risolve un problema storico delle mappe digitali legato al bordo artificiale posto all’antimeridiano, che poteva causare interruzioni nella navigazione della mappa quando si attraversava la longitudine ±180°.

Altre migliorie e ottimizzazioni


L’aggiornamento include anche la possibilità di ridipingere tutti i segnalibri e le tracce di una categoria con un singolo tocco, dati OpenStreetMap e Wikipedia aggiornati, nuove icone per mense e porte cittadine, oltre a varie ottimizzazioni delle prestazioni per garantire stabilità e fluidità nell’uso quotidiano.

Organic Maps continua a mantenere i suoi principi fondanti: nessun tracciamento, consumo minimo di batteria e funzionamento completamente offline. L’app è disponibile gratuitamente per iOS e Android, sviluppata da ex creatori di Maps.me con sede in Estonia.

SOURCE:// organicmaps.app

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ASUS UGen300: la prima USB con motore IA che porta l’intelligenza artificiale su qualsiasi PC


ASUS UGen300 debutta come prima chiavetta USB con motore IA integrato, pensata per portare l’intelligenza artificiale anche sui PC non dotati di NPU dedicata
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ASUS ha presentato UGen300, il primo dispositivo USB al mondo progettato per dotare PC con Windows e Linux e dispositivi Android di un vero e proprio “motore” dedicato all’IA.

MOVA rivoluziona la pulizia smart con il primo sistema modulabile
MOVA introduce il primo sistema di pulizia smart modulabile del settore, una soluzione innovativa basata sull’intelligenza artificiale pensata per semplificare la gestione della casa
TechpertuttiGuglielmo Sbano

L'intelligenza artificiale diventa personale, privata e offline


Per superare il vincolo della connettività a Internet e la problematica del trasferimento dei propri dati sul cloud, ASUS UGen300 porta la potenza di calcolo necessaria direttamente nelle mani dell’utente. Una volta inserita nella porta USB-C, infatti, il dispositivo permette di gestire localmente sul proprio dispositivo attività IA avanzate, come l'elaborazione di testi complessi, il riassunto automatico di video o il riconoscimento vocale in tempo reale, garantendo la massima sicurezza ed evitando di dover sottoscrivere abbonamenti mensili.
Il dispositivo permette di gestire localmente sul proprio dispositivo attività IA avanzateIl dispositivo permette di gestire localmente sul proprio dispositivo attività IA avanzate

Un concentrato di potenza ed efficienza


Nonostante le dimensioni tascabili (105 x 50 x 18 mm), ASUS UGen300 racchiude il processore Hailo-10H, capace di offrire 40 TOPS di potenza di calcolo ed è ottimizzata per l'IA generativa, consentendo di gestire sia l'elaborazione di modelli linguistici (LLM) sia le attività di analisi visiva (VLM), come il riconoscimento di oggetti o la descrizione automatica di immagini. ASUS UGen300 vanta, inoltre, 8GB di memoria LPDDR4 dedicata, che assicura l’esecuzione anche di carichi di lavoro impegnativi senza pesare sulle risorse del computer. Un altro aspetto da non trascurare è quello dell’efficienza, visto che il dispositivo consuma appena 2,5 Watt durante le operazioni più comuni.
ASUS UGen300 è una soluzione plug-and-playASUS UGen300 è una soluzione plug-and-play

Semplicità plug-and-play


Nata per essere universale, ASUS UGen300 è una soluzione plug-and-play dotata di interfaccia USB 3.1 Gen 2 Type-C, compatibile con Windows, Linux e Android. Sebbene l'estrema facilità d'uso la rende perfetta per il mercato consumer e per il mondo della scuola e dell’università, questa soluzione rappresenta uno strumento che può essere utilizzato anche dai professionisti. Per accelerare ulteriormente i tempi di sviluppo, sarà presto disponibile l'utility UGen, che permetterà una validazione rapida dei progetti grazie a oltre 100 modelli pre-addestrati, mentre per scenari di integrazione industriale e professionale, è prevista anche una versione del dispositivo in formato M.2.

Insta360 presenta Snap: nuovi schermi per selfie perfetti
Insta360 presenta Snap, una nuova serie di schermi pensata per aiutare gli utenti a scattare selfie perfetti sfruttando la qualità superiore della fotocamera posteriore. Una soluzione pratica per creator e appassionati di mobile photography
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Disponibilità e prezzi


La disponibilità è prevista entro l’estate, mentre i prezzi al pubblico non sono ancora stati resi noti da ASUS.


MOVA rivoluziona la pulizia smart con il primo sistema modulabile disponibile da maggio


MOVA ha presentato la sua ultima linea di prodotti in occasione dell’evento di lancio europeo. Protagonista indiscusso è V70 Ultra Complete, il robot aspirapolvere di ultima generazione progettato per superare uno dei limiti più persistenti del settore: la pulizia dei bordi difficili da raggiungere e degli angoli nascosti.

Stiamo costruendo l’Universo Intelligente di MOVA - ha dichiarato Kurt Wang di MOVA - il nostro focus si sta spostando dai singoli prodotti alla formazione di un ecosistema interconnesso, passando dalla competizione sulle specifiche tecniche alla realizzazione di una concreta esperienza d’uso”.


V70 Ultra Complete: il primo robot aspirapolvere con un’estensione del mocio di 16 cm


Potenziato dal sistema MaxiReachX, V70 Ultra Complete è progettato per pulire anche le zone più difficili da raggiungere per i robot aspirapolvere tradizionali. Il sistema integra l’innovativa tecnologia MaxiReachX, progettata per portare la pulizia smart anche nei punti più difficili da raggiungere. L’estensione del mocio da 16 cm, combinata con il profilo ultrasottile del robot, consente di spingersi molto più in profondità negli spazi ristretti, garantendo una pulizia dei bordi fino a tre volte superiore rispetto agli standard tradizionali. Il sistema adattivo multi-angolare assicura inoltre movimenti precisi attorno a mobili e oggetti delicati. A completare la dotazione c’è l’estensione automatica della spazzola laterale da 12 cm, che si attiva quando i sensori rilevano angoli stretti o aree difficili da raggiungere, rimuovendo efficacemente polvere e sporco da bordi, angoli e zone solitamente trascurate. Grazie a questa combinazione avanzata, il robot riesce a infilarsi in spazi ristretti fino a soli 3,8 cm, superando i limiti finora considerati impossibili dal settore.

Polaroid Hi-Print: stampante fotografica per smartphone
Con Hi-Print, Polaroid punta a riportare le foto fuori dallo schermo. Una stampante fotografica compatta per trasformare gli scatti digitali in ricordi fisici
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Un’altra tecnologia di spicco è EcoCyclone, il sistema di raccolta della polvere senza sacchetto che riduce allo stesso tempo gli sforzi di manutenzione e l’impatto ambientale del robot, eliminando la necessità di ricambi monouso e supportando fino a cento giorni di utilizzo senza bisogno di interventi manuali. A livello di prestazioni complessive, V70 coniuga una potenza di aspirazione di 40.000 Pa, una capacità di superamento degli ostacoli fino a 9 cm, un sensore di navigazione retrattile e un riconoscimento di oltre 300 oggetti per la pianificazione intelligente del percorso. Rispetto ai precedenti modelli con ricarica rapida, la sua batteria da 6400 mAh con funzione Smart Resume consente una ricarica più veloce del 30% (in confronto al modello V50), garantendo una pulizia senza interruzioni anche in abitazioni di grandi dimensioni.
Z70 Ultra Roller Complete introduce tutta una serie di miglioramenti ideati appositamente per le abitazioni più grandiZ70 Ultra Roller Complete introduce tutta una serie di miglioramenti ideati appositamente per le abitazioni più grandi

Z70 Ultra Roller Complete: lavaggio a rullo con acqua fresca


Al fianco di V70, debutta Z70 Ultra Roller Complete, il robot pensato per rispondere a un altro problema comune dei robot lavapavimenti: l’utilizzo di acqua sempre più sporca durante le pulizie. Sulla scia del modello di generazione precedente Z60 Ultra Roller Complete, Z70 introduce tutta una serie di miglioramenti ideati appositamente per le abitazioni più grandi e le esigenze di pulizia più complesse. Passando dal semplice utilizzo di acqua alla circolazione continua ad alta pressione di acqua fresca, il robot offre una copertura ancora più estesa di bordi e angoli. Esso, infatti, si avvale di una configurazione di pulizia ottimizzata e della tecnologia MaxiReach con doppia estensione di spazzola e mocio, studiata per migliorare l’efficacia lungo pareti e zone difficili da raggiungere. I sensori laterali assicurano un rilevamento preciso dei bordi, mentre la compressione adattiva del rullo da 52 mm garantisce maggiore aderenza e un contatto sicuro con le superfici. Anche la mobilità è stata perfezionata, permettendo al dispositivo di superare ostacoli fino a 9 cm di altezza e di muoversi con maggiore fluidità tra soglie e ambienti complessi. Sul fronte delle prestazioni, il sistema beneficia di un incremento complessivo con autonomia aumentata del 30%, potenza di aspirazione fino a 36.000 Pa e pressione verso il basso di 18 N, assicurando una pulizia più uniforme ed efficace anche su superfici ampie.
Il robot pulitore per piscine Rover X10 unisce sette diverse attività di manutenzioneIl robot pulitore per piscine Rover X10 unisce sette diverse attività di manutenzione

Robot pulitore per piscine Rover X10


Il progetto di espansione di MOVA per il 2026 porta l’automazione intelligente oltre i confini degli ambienti interni. Il robot pulitore per piscine Rover X10 unisce sette diverse attività di manutenzione in un’unica soluzione autonoma, includendo raccolta delle impurità in superficie, risalita delle pareti, aspirazione del fondo, spazzolatura della linea di galleggiamento, pulizia dei gradini, navigazione negli angoli e gestione delle pendenze. Con una capacità di trattamento di 38.000 litri all’ora e una mappatura AquaScan a 360°, esso trasforma la gestione della piscina da un impegno laborioso a un piacere senza sforzo. Il sistema di spazzolatura EdgeDrive si adatta ai contorni della piscina, mentre l’intelligenza adattiva PoolNav calcola i percorsi ottimali attraverso terreni subacquei complessi. Dalla linea di galleggiamento al fondo, dalla superficie agli angoli, Rover X10 agisce come un ecosistema di manutenzione completo capace di rendere semplice e piacevole la cura degli esterni.
L’impianto fotovoltaico LumeGret è plug-and-playL’impianto fotovoltaico LumeGret è plug-and-play

Impianto fotovoltaico LumeGret


L’impianto fotovoltaico LumeGret completa la visione per il 2026 di MOVA abbattendo la barriera finale che si frappone allo stile di vita sostenibile: l’accessibilità. La serie è plug-and-play e non richiede installazioni complesse da parte di elettricisti, consentendo così il risparmio di tempo e denaro. La compatibilità di LumeGret con molteplici scenari, inoltre, rende il suo utilizzo ancora più semplice: bastano un balcone e una presa elettrica standard per installarlo in soli trenta minuti. Disponibile in due modelli scalabili - A2000 (1,92–9,6 kWh) e A4000 (4–20 kWh) - LumeGret è dotato di un sistema per l’ottimizzazione IA che massimizza l’autoconsumo di energia solare; inoltre, la tecnologia FluxCharge, per la ricarica adattiva di veicoli elettrici con potenza fino a 2,5 kW. A4000, è studiata per durare nel tempo con un’aspettativa di funzionamento di 20 anni, 10.000 cicli di ricarica e 10 anni di garanzia, dichiara il brand.
MOVA Palette 300 è una stampante 3D multimateriale 12-in-1MOVA Palette 300 è una stampante 3D multimateriale 12-in-1

Stampante 3D Palette 300


Una delle evoluzioni più significative di MOVA è Palette 300, una stampante 3D multimateriale 12-in-1 che segna una nuova fase per l’azienda. Grazie al sistema di sostituzione automatica degli ugelli OmniElement, una tecnologia di alimentazione a doppio canale e una precisione di livello industriale pari a circa 0,02 mm, Palette 300 raggiunge una velocità di stampa di 800 mm/s con una riduzione degli scarti del 90% rispetto ai sistemi multimateriale convenzionali. I 53 sensori intelligenti e le quattro telecamere basate sull’IA consentono il rilevamento degli errori in tempo reale e la calibrazione automatica, mentre l’apposito contenitore per filamenti RFD‑6 garantisce un’essiccazione ottimale durante l’intero processo di stampa. Il sistema dispone inoltre di una piattaforma software integrata che permette di configurare, sezionare, stampare e controllare i propri dispositivi, per una soluzione davvero all-in-one.

Disponibilità


V70 Ultra Complete sarà disponibile in Italia a partire da maggio 2026.
La disponibilità degli altri prodotti, quali Z70 Ultra Roller Complete, Rover X10, Palette 300 e LumeGret Solar Power System, è prevista per il secondo trimestre dell’anno.


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Arriva XChat: privacy dichiarata e raccolta dati reale


XChat arriva il 17 aprile su iPhone e iPad. Promette privacy e crittografia end-to-end, ma la label Apple indica raccolta dati.
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X sta per lanciare la sua nuova app di messaggistica. XChat sarà disponibile dal 17 aprile su iPhone e iPad, promettendo conversazioni private senza pubblicità né tracciamento. Ma c’è un dettaglio che fa storcere il naso.

Cosa offre XChat


L’applicazione si presenta come uno spazio dedicato alle chat, separato dal social network principale. End-to-end encryption su tutti i messaggi, chiamate vocali e video, condivisione di file, gruppi numerosi e messaggi che scompaiono automaticamente. Anche la possibilità di bloccare gli screenshot delle conversazioni è prevista, insieme alla funzione per editare o cancellare ciò che è stato inviato.

Quello che dice la privacy label di Apple


Tutto questo dovrebbe convincere gli utenti più attenti alla privacy a spostarsi su XChat. La parte più ironica è che la stessa scheda privacy sull’Apple App Store racconta in realtà una storia diversa. Secondo i dati obbligatori richiesti da Apple, l’app potrebbe raccogliere e collegare all’identità dell’utente informazioni sensibili: posizione geografica, dati di contatto, rubrica, contenuti generati e cronologia delle ricerche.

La contraddizione è evidente. Da un lato il marketing parla di zero tracking, dall’altro l’etichetta privacy ammette la raccolta di dati personali. X Corp non sembra aver ancora fornito spiegazioni pubbliche su questa discrepanza.

Il vincolo dell’ecosistema X


A differenza della maggior parte delle app di messaggistica, XChat non esiste come prodotto a sé stante: per usarla serve un account X. Questo significa che per chattare in privato devi prima essere utente di una piattaforma social, con tutto quello che comporta in termini di profilazione e tracciamento sull’account principale. Al momento non ci sono informazioni su un eventuale rilascio per Android.

Il lancio è previsto per domani. Resterà da vedere come l’app si comporterà nella pratica e quanti utenti saranno disposti a fidarsi di un ecosistema noto per posizioni controverse.

SOURCE:// apps.apple.com
SOURCE:// technode.com
SOURCE:// ynetnews.com

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Caposaldo E-092 據點 stronghold


Il caposaldo E-092 è una delle costruzioni militari più incredibili dell'arcipelago di Kinmen. Chiamato anche 高洞, "grotta alta" perché l'ingresso del tunnel principale, scavato interamente nella roccia, presenta feritoie che arrivano a ben 6 metri di altezza! Da qualche anno è visitabile, ma alcune parti rimangono interdette; dal 2026 esso è divenuto negli ultimi anni uno dei luoghi simbolo della storia bellica dell'isola, con gli immancabili cacciatori di selfie piazzati nel punto […]

entrata principale - main entrance - 坑道入口
entrata principale – main entrance – 坑道入口

Il caposaldo E-092 è una delle costruzioni militari più incredibili dell’arcipelago di Kinmen. Chiamato anche 高洞, “grotta alta” perché l’ingresso del tunnel principale, scavato interamente nella roccia, presenta feritoie che arrivano a ben 6 metri di altezza! Da qualche anno è visitabile, ma alcune parti rimangono interdette; dal 2026 esso è divenuto negli ultimi anni uno dei luoghi simbolo della storia bellica dell’isola, con gli immancabili cacciatori di selfie piazzati nel punto chiave in attesa della giusta luce. Ciò grazie alla ristrutturazione operata dal governo locale, la quale ha avuto termine nel 2024 (NB: le mie fotografie sono antecedenti).

Situato alle coordinate GPS N24.433381739934998, E118.40688397085124 il forte venne edificato a protezione di Liaoluo Bay e dell’aeroporto, insieme alle fortezze vicine. Fu costruito nei primi anni ’80 dalla 226ª Divisione – Tigre Ruggente, dal mare risulta praticamente invisibile. Gran parte della struttura è stata scavata nella dura roccia granitica ed i punti esposti, come le casematte od i posti di sentinella, rinforzati in cemento.All’esterno, la roccia è cosparsa di piccoli cumuli di cemento su cui venivano innestati cocci di vetro per rallentare l’eventuale avanzata nemica. Oltre ad essi, il terreno circostante era infarcito di mine anti carro. Nell’entroterra si trovano baraccamenti ed edifici di servizio, visibili in parte dalla strada. Il progetto di riqualificazione rientra in un sistema continuo lungo quel tratto di costa, che integra risorse costiere, punti militari e insediamenti locali, con l’obiettivo di sviluppare un modello narrativo basato sulla cultura militare e sul paesaggio marino; partendo dal tunnel per imbarcazioni E‑091 di Xinhu, verso ovest, verranno simbolicamente collegate E‑092 Gaodong, E‑093 Huanghaibao, E‑094 Sky Castle ed E‑095 Zhongxingbao.

visuale dalla fortezza

Il progetto di rivalutazione prende forma a partire da un principio chiaro: quello del “basso impatto”. L’intervento privilegia infatti soluzioni capaci di coniugare sicurezza e rispetto per l’identità originaria del luogo, con l’obiettivo di restituire alla galleria una migliore visibilità e accessibilità senza alterarne il carattere.

All’interno, il tracciato irregolare è stato oggetto di un accurato lavoro di sistemazione e restauro, trasformandosi in un percorso più agevole e continuo, oggi connesso alla passeggiata costiera. Nei punti caratterizzati da dislivelli sono stati inseriti corrimano, mentre la segnaletica e i dispositivi informativi sono stati potenziati per orientare i visitatori. Nelle aree più esposte, invece, sono state predisposte barriere di protezione, a garanzia della sicurezza.

Un ruolo importante è affidato anche al paesaggio vegetale, con l’introduzione di specie autoctone come Pongamia pinnata, Chrysanthemum morifolium di Kinmen, agave, Pittosporum tobira e Carissa spinarum. La scelta contribuisce a rafforzare il processo di rinverdimento e a ristabilire un dialogo coerente con l’ambiente naturale circostante.

Le soluzioni progettuali puntano inoltre sull’impiego di materiali naturali, così da ridurre l’impatto visivo e valorizzare il contesto. All’ingresso, la luce naturale viene guidata all’interno della galleria, preservandone l’atmosfera rustica e autentica, mentre la pianta dell’intervento evidenzia un’organizzazione spaziale attenta e misurata.

Anche il progetto illuminotecnico si muove nel solco della discrezione. L’illuminazione indiretta mette in risalto le texture delle pareti rocciose senza risultare invasiva, mentre in prossimità degli ingressi e dei lucernari naturali si è scelto di non installare lampade, lasciando che sia la luce del giorno a definire gli spazi.

Per quanto riguarda i materiali dei percorsi, si è optato per la conservazione del calcestruzzo esistente, trattato con finitura antiscivolo per regolarizzare le superfici. Lungo la costa, invece, è stata mantenuta la pavimentazione originaria in pietrisco e roccia, integrata con blocchi e ghiaia locali per accompagnare il cammino dei visitatori.

All’imbocco superiore della galleria prende forma una passerella in calcestruzzo con finitura effetto legno, che si estende nel bosco e si raccorda al percorso costiero, creando un anello continuo. L’intervento si inserisce con naturalezza nella morfologia del terreno, rispettandone le linee e l’atmosfera.

Le strutture, leggere e integrate nel paesaggio, sono realizzate prevalentemente in blocchi di granito, in un richiamo esplicito al carattere austero dei capisaldi di frontiera e alle texture geologiche locali. L’intero percorso utilizza materiali naturali e cromie a bassa saturazione per favorire una piena integrazione ambientale.

Davanti all’ingresso della galleria, uno spazio essenziale costruisce un effetto al tempo stesso accogliente e simbolico. La conservazione di tronchi e rami contribuisce ulteriormente a rafforzare il legame con la natura, mentre dettagli come le superfici bocciardate delle fioriere evocano l’immagine della costa granitica di Kinmen. Anche il cosiddetto “muro a pelle di tigre” si inserisce in questo racconto, come elemento distintivo della cultura locale.

Nel 2024, anno del completamento della ristrutturazione, il forte venne inserito all’interno della manifestazione artistica Kinmen International Marine Art Season 2024: allo scopo vennero inserite delle installazioni artistiche come il coloratissimo Vortice del tempo e dello spazio” presentato dall’artista Wang Zhenwei.

Comunque la parte più interessante è costituita sicuramente dai tunnel scavati nella roccia; prima della ristrutturazione, esplorarli al buoi era una vera avventura. Non tutti i tratti erano percorribili, inoltre alcuni spazi, come la casamatta principale che si affaccia sulla sottostante scogliera, era allagata, come si vede in fotografia; ora dovrebbe invece essere agibile. Caratteristica peculiare è la presenza di 2 天坑, che potremmo tradurre letteralmente come aperture nel soffitto del tunnel, oppure, un po’ più elegantemente, come dolina. Uno è piuttosto grande, immancabile sito per fotografie (dicono mezzogiorno sia l’ideale, quando la luce dall’alto filtra) fra i punti 1 e 2 della mappa, l’altro è più piccolo, fra i punti 1 e 3. I fori sono stati prodotti da crolli.

Contesto storico


Il caposaldo E-092 ospitava la 20ª Batteria Contraerea (seconda compagnia di cannoni automatici), e venne realizzato come ampliamento della galleria 凱旋 – Kaixuan, scavata negli anni ’60, quando vi erano ancora stanziate le temibili Flying Tigers, il gruppo aereo costituito da piloti americani e della Cina Nazionalista istituito durante la seconda guerra mondiale, divenuto dal 4 luglio 1942 il China Air Task Force.

Fu negli anni ’80 che la 226ª Divisione di Fanteria costruì i capisaldi costieri E092–E095 lungo la baia di Liaoluo, installando postazioni di artiglieria antiaerea da 90 mm per presidiare il lato ovest dell’aeroporto di Kinmen e il lato est dei rifornimenti nella baia di Liaoluo.

Il sito E-092 sfrutta una parete sporgente di roccia granitica all’interno della galleria per realizzare un fortino d’artiglieria, diventando un’importante base di difesa costiera militare della costa meridionale. Con il cambio delle truppe, l’evoluzione delle strategie militari e il programma di razionalizzazione delle forze armate, l’esercito si è progressivamente ritirato dai suddetti capisaldi, lasciando le gallerie sommerse dalla vegetazione spontanea costiera.

Ciò sino a quando l’interesse per la storia e lo sviluppo del turismo militare nella contea di Kinmen, il sito E-092 è riemerso dall’oblio. Grazie alla sua peculiare storia militare e alla morfologia delle gallerie in granito tipiche di Kinmen, il sito è stato inserito, come già scritto, in un progetto che mira a creare un corridoio paesaggistico culturale militare lungo la linea difensiva costiera sul fianco della baia di Liaoluo.

Data la sua peculiarità morfologica, i possibili giochi di luce e gli spazi a disposizione, a mio giudizio esso sarebbe un ottimo sito per mostre e performance artistiche dove i giochi di luci ed ombre o buio completo, potrebbero coadiuvare la rappresentazione artistica. Ma questa, è un’altra storia…

Fonti:
landscape.org.tw/publication/m…
tungbin.pixnet.net/blog/posts/…
visitkinmen.pixnet.net/blog/po…

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oggi, 16 aprile, a roma: nuova presentazione del progetto “quel che non puoi vedere / tentativi di visione”


Una nuova presentazione del progetto Quel che non puoi vedere / Tentativi di visione nel luogo in cui ha avuto origine la performance che ha poi ispirato il libro-cofanetto. A seguire una degustazione di tè verde sencha accompagnato da senbei (cracker di riso giapponesi). OGGI, giovedì 16 aprile, ore 18, Galleria AOC, via Flaminia 58, Roma
#art #arte

#Arte #Art
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i’m waiting for the man / the velvet underground. 1969 [live]


[youtube=youtube.com/watch?v=XwgkhIkSZF…]

Audio taken from October 19, 1969, End of Cole Ave. club, Dallas. Picture taken from October 15, 1969, Dallas Peace Moratorium.

all the infos: youtu.be/XwgkhIkSZFo?is=kaNaBG…
#footage #music #musicA #TheVelvetUnderground

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Mastodon ottiene 614.000 euro dal Sovereign Tech Fund: messaggi privati cifrati entro il 2027


Il Sovereign Tech Fund finanzia Mastodon con un accordo da 614.000 euro. Tra le novità previste, la crittografia end-to-end per i messaggi privati basata su protocolli aperti, nuovi strumenti di moderazione e una gestione più sostenibile dei file multimediali.
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Con un accordo di servizio da 614.000 euro, il Sovereign Tech Fund finanzia una serie di miglioramenti a Mastodon e all’ecosistema del fediverso. Di questa cifra, 90.000 euro sono riservati ad altri progetti federati che vorranno implementare i protocolli sviluppati durante il lavoro. Il team di Mastodon sta già cercando due nuovi sviluppatori backend per portare avanti i cinque ambiti coperti dall’accordo.

Messaggi privati cifrati, con calma ma sul serio


La novità più attesa è la crittografia end-to-end per i messaggi privati. Oggi, i DM su Mastodon non sono cifrati: in teoria, chi amministra un’istanza potrebbe leggerli accedendo al database. Il problema è noto da anni, e diversi tentativi passati non hanno mai raggiunto la maturità necessaria.

Questa volta l’approccio è diverso. Mastodon non svilupperà un protocollo proprietario, ma adotterà MLS over ActivityPub, una specifica attualmente in fase di bozza al W3C. Il protocollo MLS, già usato nella messaggistica RCS, è pensato per funzionare bene anche con gruppi numerosi. A coordinare il lavoro tecnico è la Social Web Foundation, che ha coinvolto due progetti del fediverso, Emissary e Bonfire, per sviluppare implementazioni interoperabili tra loro. Come riporta We Distribute, le prime consegne sono attese per giugno 2026.

Mastodon implementerà il supporto solo dopo che la task force del W3C avrà finalizzato la specifica e l’interoperabilità sarà dimostrata. La timeline prevista è il 2027: non immediata, ma realistica.

Moderazione e infrastruttura


L’accordo copre anche altri punti rilevanti per chi gestisce o utilizza istanze del fediverso. Entro fine 2026 arriverà la sincronizzazione delle liste di blocco tramite il protocollo aperto FIRES, con la possibilità per gli amministratori di sottoscrivere blocklist condivise e decidere se applicarle automaticamente o usarle come suggerimenti da valutare caso per caso.

Sempre entro fine anno è previsto un nuovo sistema per lo storage dei media, uno dei problemi più annosi per chi mantiene un server Mastodon. Oggi ogni istanza conserva copie locali dei file multimediali che circolano nella rete federata, con costi di archiviazione e banda che crescono rapidamente. La soluzione proposta si chiama Fediverse Auxiliary Service Provider e permetterà di condividere storage e processing tra più server.

Il terzo ambito riguarda il rilevamento automatico dei contenuti, con strumenti che gli amministratori potranno attivare volontariamente per individuare spam e materiale illegale, mantenendo la trasparenza verso gli utenti su come vengono trattati i dati. L’implementazione è prevista entro metà 2027.

Il contesto conta


L’annuncio arriva in un momento significativo. Instagram sta per rimuovere la crittografia end-to-end dai messaggi e TikTok la rifiuta apertamente per i propri DM. Mentre le grandi piattaforme arretrano o temporaneggiano, il fediverso costruisce una soluzione basata su standard aperti, finanziata con fondi pubblici europei e progettata per essere interoperabile fin dall’inizio.

SOURCE:// blog.joinmastodon.org
SOURCE:// privacyguides.org
SOURCE:// wedistribute.org


Federated End-to-End Encrypted Messaging is Coming Soon


Support for end-to-end encrypted messaging in ActivityPub has been stated as a long-term goal by the Social Web Foundation, but the network might be gaining support for it sooner than anyone expected. Ben Pate, the lead dev of Emissary, posted to the network earlier this week:

Since January, Bonfire and Emissary have been working on true E2EE in ActivityPub, using the MLS protocol — which is a successor to Signal protocol with better support for very large groups.

Anyway, here’s today’s progress video of where I am. Here’s what works: exchanging public keys, creating groups, sending/receiving messages and replies, and realtime notifications.

There’s a lot more to do. We’re planning on general availability in June, so right now we’re about 1/3 of the way into the project.


Funding for this feature was secured through the Sovereign Tech Fund, with leadership provided by the Social Web Foundation. Emissary and Bonfire are both working on this project, and are due to provide deliverables by June 2026. The result of this work will eventually provide a clear standard in a future version of the ActivityPub protocol spec. A December 2025 draft of the existing spec can be read here.

A Quick Demo


Ben was nice enough to record a quick demo for people to get a visual representation of where things are currently, and what support for encrypted messaging looks like.

clip.place/w/ajgJ5Hi69bbbxHCK3…

What’s Next?


For now, implementers are working hard to iron out wrinkles and resolve outstanding points of ambiguity. The demo above already showcases a working product, although a number of client-side bells and whistles could be added for things like read receipts, native support for different content types, and autocomplete for looking up contacts.

The spec currently appears to propose an idea that client implementers could leverage end-to-end encryption through a future version of the ActivityPub API. While the proposal spec is relatively fleshed-out, it would benefit greatly from community feedback.

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simone beghi: incontro oggi, 16 aprile, alla biblioteca pagliarani


link per partecipare / ascoltare:
meet.google.com/mje-pzrq-xhf

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Tails 7.6.2 disponibile: patch urgente per Flatpak e Tor Browser


Tails 7.6.2 è disponibile come aggiornamento urgente: corregge una vulnerabilità critica in Flatpak che permetteva, in determinate condizioni, di accedere ai file dell'utente aggirando il confinamento del Tor Browser.
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Rilasciato oggi, Tails 7.6.2 è un aggiornamento fuori ciclo dedicato a correggere una vulnerabilità di sicurezza significativa nel sistema di confinamento del Tor Browser.

Il problema riguarda Flatpak, il sistema di pacchettizzazione e sandboxing usato da Tails per isolare le applicazioni. La versione precedente era affetta da CVE-2026-34078, una falla critica (CVSS 9.3) scoperta da Codean Labs e già corretta nella versione 1.16.4 di Flatpak circa una settimana fa. Tails 7.6.2 aggiorna Flatpak alla 1.16.6, che include anche ulteriori correzioni di regressioni introdotte dalla patch originale.

Come funziona la falla


Il portale Flatpak accettava percorsi nelle opzioni sandbox-expose che potevano essere symlink controllati dall’applicazione, puntanti a posizioni arbitrarie sul filesystem reale. Flatpak montava poi il percorso risolto all’interno del sandbox, dando di fatto all’applicazione accesso completo ai file dell’host.

Nel contesto di Tails, questo significa che un attaccante avrebbe potuto aggirare il confinamento di Tor Browser e leggere tutti i file accessibili senza password di amministrazione, inclusi quelli nell’archiviazione persistente. C’è però una condizione necessaria: per sfruttare questa falla, l’attaccante doveva aver già compromesso Tor Browser tramite un’altra vulnerabilità.

Come aggiornare


Gli aggiornamenti automatici sono disponibili per chi usa Tails 7.0 o versioni successive. Chi non riesce ad aggiornare automaticamente, o riscontra problemi all’avvio dopo l’aggiornamento, può seguire la procedura di aggiornamento manuale.

Per nuove installazioni è disponibile sia l’immagine USB che l’immagine ISO per DVD e macchine virtuali, scaricabili dal sito ufficiale di Tails.

SOURCE:// blog.torproject.org
SOURCE:// github.com
SOURCE:// helpnetsecurity.com

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Trisquel 12.0 “Ecne”: niente firmware proprietari, nessuna eccezione


Trisquel 12.0 "Ecne" è disponibile: distribuzione GNU/Linux approvata dalla Free Software Foundation, basata su Ubuntu 24.04 LTS, con kernel Linux-libre, APT 3.0 e tre browser liberi.
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Trisquel non è una distribuzione per tutti. È una delle poche, pochissime distribuzioni GNU/Linux approvate dalla Free Software Foundation perché esclude qualsiasi componente non libero: niente driver proprietari, niente firmware closed-source, niente eccezioni per comodità. Quella scelta ha un costo in termini di compatibilità hardware, ed è una scelta deliberata.

La versione 12.0, nome in codice “Ecne” dalla mitologia irlandese, porta a compimento il passaggio a Ubuntu 24.04 LTS come base, con supporto garantito fino al 2029. Il kernel è Linux-libre 6.8.x, la variante priva di tutti i blob binari presenti nel kernel vanilla.

Cosa cambia con Ecne


La novità tecnica più rilevante riguarda la gestione dei pacchetti: Trisquel 12.0 adotta APT 3.0 con pieno supporto al formato deb822 per i repository, aggiornato su tutti i percorsi di installazione, dall’installer grafico Ubiquity all’installazione testuale via rete. Per quanto riguarda il kernel, il team ha lavorato a rendere le modifiche più modulari, riducendo i problemi nei componenti udeb usati durante l’installazione, da sempre uno dei passaggi più delicati per una distribuzione che tocca in profondità il kernel upstream.

Per i browser, Ecne aggiunge GNU IceCat e ungoogled-chromium all’offerta già esistente di Abrowser: tre opzioni che rispettano i requisiti di software libero del progetto. I repository backports tengono aggiornate applicazioni come LibreOffice, Inkscape, Nextcloud Desktop, Kdenlive e yt-dlp.

Un dettaglio curioso: Ubuntu ha abbandonato LXDE da tutte le sue versioni, e Trisquel Mini, che usa proprio LXDE, è diventata di fatto uno dei pochi ambienti in cui quel desktop riceve manutenzione attiva. Accade per caso, ma non è irrilevante per chi usa hardware datato.

Le edizioni disponibili


Trisquel 12.0 arriva in cinque varianti: la principale con MATE 1.26, Triskel con KDE Plasma 5.27, Trisquel Mini con LXDE, una versione Sugar per contesti educativi e un’immagine netinstall per installazioni personalizzate. Le architetture supportate sono amd64, ppc64el, arm64 e armhf.

SOURCE:// trisquel.info
SOURCE:// linuxiac.com
SOURCE:// helpnetsecurity.com

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Linux 7.0 è ufficiale: più spazio a Rust, novità per XFS e regole per gli strumenti AI


Linux 7.0 è stato rilasciato ufficialmente con Rust stabile, filesystem XFS auto-riparante e nuovo supporto hardware. Tutte le novità del kernel di aprile 2026.
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Il kernel Linux ha raggiunto un nuovo traguardo con il rilascio della versione 7.0, annunciato ufficialmente da Linus Torvalds il 12 aprile 2026. Non si tratta di una release LTS, ruolo che resta alla 6.18 con supporto previsto fino a dicembre 2028, ma è comunque un passaggio importante per l’evoluzione del sistema operativo open source più diffuso al mondo. E come spesso accade nel mondo Linux, il cambio di numero non indica una rivoluzione improvvisa, quanto piuttosto l’ingresso in una nuova fase del ciclo di sviluppo.

La novità più osservata riguarda Rust, che continua a consolidare la propria presenza nel kernel. Più che parlare di “stabilità completa”, oggi è più corretto dire che il supporto al linguaggio è entrato in una fase molto più matura e concreta: il kernel lo supporta ufficialmente sotto CONFIG_RUST, ma la documentazione chiarisce anche che vengono ancora utilizzate alcune feature instabili. Il segnale, però, è chiaro: Rust non è più una curiosità sperimentale, ma una parte sempre più seria del futuro sviluppo del kernel, soprattutto per driver e componenti dove la sicurezza della memoria conta davvero.

Il filesystem che punta a curarsi da solo


Sul fronte storage, una delle aree più interessanti è XFS. Qui il lavoro sull’online fsck continua a prendere forma e l’idea del self-healing non è più solo teorica: esistono già strumenti come xfs_healer, pensati per reagire a errori e corruzioni mentre il filesystem resta montato e operativo. Detto questo, è importante non forzare troppo il concetto: la riparazione online e autonoma è reale, ma resta ancora indicata come sperimentale. Per gli ambienti enterprise, però, la direzione è molto chiara e va verso una gestione sempre più continua, meno invasiva e con meno downtime.

L’AI entra nella documentazione ufficiale


Un altro segnale interessante arriva dal modo in cui il kernel guarda agli strumenti di sviluppo assistito. Nel messaggio di rilascio di Linux 7.0, Torvalds osserva che gli strumenti AI potrebbero già contribuire a far emergere più bug e casi limite del previsto. Non solo: la documentazione ufficiale del kernel include ora una pagina dedicata agli AI Coding Assistants, con regole precise su responsabilità, attribution e uso corretto nei contributi. È un passaggio simbolico ma importante, perché mostra come questi strumenti stiano entrando nel processo di sviluppo non come eccezione, ma come realtà da disciplinare apertamente.

Cosa aspettarsi dalle distribuzioni


Linux 7.0 è destinato ad arrivare rapidamente dove il ciclo di aggiornamento è più aggressivo, mentre per gli ambienti più conservativi continuerà a pesare la scelta della stabilità a lungo termine. Ubuntu 26.04 LTS, nelle note ufficiali, indica già il passaggio al kernel 7.0. Per chi lavora in produzione, però, la scelta più prudente resta la serie LTS 6.18; chi invece vuole provare subito le novità del nuovo ramo principale potrà farlo prima nelle distribuzioni più rapide ad assorbire i kernel recenti.

SOURCE:// lkml.org
SOURCE:// theregister.com
SOURCE:// 9to5linux.com
SOURCE:// phoronix.com

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Servo 0.1.0 arriva su crates.io, il motore browser in Rust diventa una libreria utilizzabile


Servo pubblica la versione 0.1.0 su crates.io, permettendo per la prima volta di integrare il motore browser Rust come libreria nelle proprie applicazioni.
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Il motore browser Servo compie un passo importante. Dopo anni di sviluppo, la versione 0.1.0 è disponibile su crates.io, il registry ufficiale dei pacchetti Rust. Per la prima volta gli sviluppatori possono aggiungere Servo ai propri progetti con un semplice cargo add servo e utilizzarlo come libreria incorporabile.

Da Mozilla alla Linux Foundation Europe


Servo nasce nel 2012 presso Mozilla Research con un obiettivo ambizioso: riscrivere da zero un motore browser moderno sfruttando Rust. Il progetto è passato sotto la Linux Foundation Europe nel 2021, mantenendosi indipendente dal controllo delle grandi aziende. Oggi rappresenta una delle poche alternative al duopolio Chromium-WebKit che domina il rendering web da oltre un decennio.

La novità principale di questa release è che Servo può finalmente essere usato come componente all’interno di altre applicazioni. In pratica, chi sviluppa un programma può inserirci dentro un motore browser completo senza doversi appoggiare a software esterno. Il tutto funziona su macOS, Linux, Windows, OpenHarmony e Android a 64 bit.

Sicurezza della memoria, un vantaggio concreto


La sicurezza della memoria è uno dei punti di forza di Servo. Per capirne l’importanza basta un dato: secondo gli sviluppatori di Chromium, circa il 70 percento dei bug di sicurezza gravi nei browser deriva da problemi di gestione della memoria. Essendo scritto in Rust, un linguaggio che per natura previene gran parte di questo tipo di errori, Servo riduce drasticamente una delle principali superfici d’attacco tipiche dei browser tradizionali.

Una versione LTS per chi cerca stabilità


Il team ha anche annunciato una versione LTS, cioè con supporto a lungo termine. Le release mensili normali possono introdurre cambiamenti non compatibili con le versioni precedenti, mentre la versione LTS permette aggiornamenti importanti ogni sei mesi con patch di sicurezza continue nel frattempo. Una scelta pensata per chi ha bisogno di stabilità senza rinunciare alle correzioni critiche.

Nonostante il salto a 0.1.0, Servo non è ancora pronto per la versione 1.0. Gli sviluppatori stessi ammettono di non aver ancora definito cosa significhi 1.0 per il progetto. Il nuovo numero di versione riflette comunque una maggiore fiducia nella possibilità di usare Servo come libreria e nella sua capacità di soddisfare esigenze reali.

Il browser dimostrativo servoshell non sarà pubblicato su crates.io. Il focus resta sulla libreria incorporabile, non su un prodotto browser finito.

Un ruolo di nicchia nel panorama dei browser engine


Attualmente Servo non punta a competere con Chrome o Firefox. Il suo spazio è un altro: offrire a chi sviluppa in Rust un motore di rendering web sicuro e controllabile, per tutti quei casi in cui serve visualizzare contenuti web dentro un’applicazione senza dipendere dai colossi del settore.

SOURCE:// servo.org
SOURCE:// byteiota.com
SOURCE:// crates.io

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Session, novanta giorni per sopravvivere


L'app di messaggistica cifrata Session rischia la chiusura il prossimo 8 luglio. Dietro la crisi, un modello di finanziamento costruito su una criptovaluta che non ha retto.
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Session, l’applicazione di messaggistica cifrata che non richiede numero di telefono e non conserva metadati, ha annunciato di essere entrata negli ultimi novanta giorni di attività. Se la Session Technology Foundation (STF) non riuscirà a garantirsi i fondi necessari entro l’8 luglio 2026, il servizio chiuderà.

Il fabbisogno annuale della fondazione è di circa un milione di dollari, tra stipendi degli sviluppatori, infrastrutture e costi operativi. A oggi la STF ha ricevuto circa 65.000 dollari in donazioni, sufficienti a mantenere attive le infrastrutture critiche per i prossimi tre mesi, ma non a trattenere personale retribuito. Il 9 aprile 2026 tutti i dipendenti hanno già lasciato il proprio incarico; alcuni continueranno su base volontaria fino alla data limite.

Come si è arrivati qui


Session è nata nel 2018-2019 per iniziativa di un gruppo di sviluppatori australiani, sotto la Oxen Privacy Tech Foundation (OPTF). Il modello di rete era costruito attorno alla criptovaluta OXEN: gli operatori dei nodi distribuiti che formano l’infrastruttura dovevano mettere in staking token OXEN come garanzia, ricevendo ricompense in cambio. Un meccanismo che, in teoria, avrebbe dovuto rendere la rete autosufficiente senza fare affidamento su server centralizzati.

OXEN come criptovaluta ha però sostanzialmente smesso di esistere: secondo CoinGecko, il token ha perso oltre il 99% del proprio valore rispetto al picco storico ed è stato rimosso da quasi tutti gli exchange. Il fondamento economico della rete era evaporato.

Nel 2024, mentre OPTF trasferiva la gestione del progetto alla neonata STF svizzera, citando un ambiente normativo australiano sempre più ostile alla crittografia, il team ha annunciato la migrazione verso un nuovo token chiamato SENT, basato su Ethereum. Un secondo tentativo di costruire sostenibilità su basi crypto. Nel frattempo il piano “Session Pro”, ovvero un livello a pagamento che avrebbe dovuto garantire entrate stabili, non era ancora pronto.

Una nota sul modello crypto


Non tutte le applicazioni che integrano una criptovaluta nella propria infrastruttura sono uguali, e un incentivo economico per gli operatori dei nodi può essere, in linea di principio, una soluzione legittima al problema della decentralizzazione. Il caso Session dimostra però che affidarsi a un token crypto come meccanismo di finanziamento principale espone il progetto alla volatilità del mercato in modo strutturale. Quando si valuta uno strumento per la privacy, la dipendenza da una criptovaluta per la sopravvivenza del servizio va considerata un elemento di rischio concreto, da pesare accanto alle caratteristiche tecniche.

La situazione attuale


Con 1,7 milioni di utenti attivi mensili, Session rimane un progetto con una base reale. La STF ha comunicato che, in caso di chiusura definitiva, i fondi non utilizzabili secondo il proprio statuto saranno donati all’Electronic Frontier Foundation. Per chi volesse contribuire, la raccolta è aperta sul sito ufficiale.

SOURCE:// getsession.org
SOURCE:// optf.ngo
SOURCE:// cyberinsider.com
SOURCE:// coingecko.com