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Il video con la voce TTS di Tomodachi Life: Una vita da sogno in italiano, ufficiale! #TomodachiLife #NintendoSwitch2 #…


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Il video con la voce TTS di Tomodachi Life: Una vita da sogno in italiano, ufficiale!

#TomodachiLife #NintendoSwitch2 #NintendoSwitch

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Firefox 147.0.2: arrivano le scorciatoie da tastiera personalizzabili


Firefox 147.0.2 introduce la personalizzazione delle scorciatoie da tastiera e corregge bug su Linux, passkey e SafeBrowsing. Aggiornamento già disponibile.
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Mozilla ha rilasciato Firefox 147.0.2, un aggiornamento che porta con sé una novità interessante per chi ama avere tutto sotto controllo: la possibilità di personalizzare le scorciatoie da tastiera!

Si tratta di una funzione ancora sperimentale, accessibile digitando about:keyboard nella barra degli indirizzi. L’idea è quella di sostituire combinazioni di tasti difficili da ricordare, evitare conflitti con altri programmi oppure creare un set di scorciatoie su misura. Mozilla sta raccogliendo feedback sulla funzione tramite la community, quindi se volete dire la vostra è il momento giusto.

Questo aggiornamento sistema anche alcuni problemi specifici per gli utenti Linux che usano le XDG Base Directories, risolve un fastidioso bug che faceva comparire troppi avvisi per le passkey durante l’accesso ad alcuni siti, e corregge un errore che poteva far segnalare come malevoli siti del tutto legittimi. Incluse anche le consuete patch di sicurezza.

L’aggiornamento è già disponibile per tutti e, come al solito, dovrebbe installarsi automaticamente.


FONTE firefox.com

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❗️E niente, l’audio della nostra voce è rimasto silenziato per motivi ignoti, appena iniziato il Direct! 🤯 Comunque, a…


❗️E niente, l'audio della nostra voce è rimasto silenziato per motivi ignoti, appena iniziato il Direct! 🤯Comunque, al di fuori di questo imprevisto ecco cosa si aveva detto bene o male, sulla base del minutaggio del video del direct:• 30:33, @samuec2 ave
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❗️E niente, l’audio della nostra voce è rimasto silenziato per motivi ignoti, appena iniziato il Direct! 🤯

Comunque, al di fuori di questo imprevisto ecco cosa si aveva detto bene o male, sulla base del minutaggio del video del direct:

• 30:33, @samuec2 aveva riso leggendo “Using prompts”

• A 30:45, si può vedere la creazione del Mii e io, sentendo il suono del cursore, ho detto molte volte il fatto che il suono fosse stato riciclato da Animal Crossing: Wild World e Animal Crossing: Let’s Go to the City.

• Il fatto che a 32:11, 32:23, il Mii volesse aggrappare il cibo o l’oggetto presentato davanti, appunto, lo volesse a tutti i costi.

• Che @ERSM_Nurow a 32:46 avesse notato l’isola piccola, io invece avevo detto che era il motore grafico di Animal Crossing: New Horizons

• Il mii a 33:04 somigliasse a @Vic0997 e idem gli altri hanno confermato la somiglianza.

• 33:30 @ERSM_Nurow si è chiesto come abbiano creato il mii in quel modo e subito dopo ecco la spiegazione nel direct

• 34:32 Il mii che si dava una rinfrescata con l’irrigatore e io che ho detto: “C’è il mare lì dietro, no, deve farsi il bagno col coso

• 35:44, la voce del TTS in quel modo mi ha ricordato BonziBuddy

• 36:42 La tizia che si innamora del tizio, che poi in seguito viene respinta e si innamora di un altro tizio che voleva consolarla e si ripete la prassi. Inizialmente avevo detto “Vabbè, la seconda volta faranno andar bene la fine”, invece no!
A 43:21 si vede lei che si innamora del secondo tizio, poi a 46:00 si potrà vedere la scena

• 37:21 @ERSM_Nurow che ha detto che questa grafica dello shop non era meravigliosa. Io che ho detto che sembravano dei giochini per telefono 🤣
• 38:21 Sempre @ERSM_Nurow che ha detto delle foto ad alta definizione.
• 38:55 La bancarella con le mistery bag, come al Luna Park su Tomodachi Life per 3DS.
• 39:16 Hanno recuperato la funzionalità di Miitomo, il set fotografico!
• Ritornando al discorso dell’isola piccola, da 41:00 vengono mostrate isole gigantesche 🤣
• 44:18 mostrano una Mii con un cane disegnato. In seguito viene mostrato che si possono personalizzare i vari assets del gioco.
• 49:00 poi la tizia ha trovato compagnia e condividono la stessa casa (fino a 8 abitanti e per scherzo ho detto “Sono poveracci che non hanno la propria casa”)

ℹ️ Il gioco uscirà il 16 aprile 2026. Il prezzo non l’hanno annunciato e così per gioco abbiamo detto 80-90€. Probabilmente 70€

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🔴 In diretta ora! Guardiamo insieme il Direct di Tomodachi Life: Una vita da sogno! 📺 Guarda ora su https://www.creep…


🔴 In diretta ora!Guardiamo insieme il Direct di Tomodachi Life: Una vita da sogno!📺 Guarda ora su https://www.creeperiano99.it/u/youtubeLive oppure https://www.youtube.com/watch?v=bumJRJk5uH8#live #livestream Continua su Telegram ➡️ Vai al post https://ne
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🔴 In diretta ora![/b]
Guardiamo insieme il Direct di Tomodachi Life: Una vita da sogno!

📺 Guarda ora su https://www.creeperiano99.it/u/youtubeLive oppure https://www.youtube.com/watch?v=bumJRJk5uH8

#live #livestream

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Ufficio Zero Linux Lorena 5.1: la distro italiana per ufficio si aggiorna


Ufficio Zero rilascia Lorena 5.1, la distro Linux italiana per l'ufficio. Kernel 6.12, Xfce 4.20 e supporto ai vecchi Mac fino al 2017.
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Nuova versione per Lorena, la distribuzione di Ufficio Zero pensata per professionisti e uffici. Questa release italiana basata su PCLinuxOS porta Xfce 4.20, kernel Linux 6.12 e il passaggio a DNF come gestore pacchetti, seguendo la migrazione in corso sulla distro madre.

Lorena è pensata anche per ridare vita ai Mac prodotti fino al 2017, quelli che Apple non supporta più da tempo. L’interfaccia richiama volutamente macOS e il sistema arriva già pronto all’uso con software per produttività e privacy, inclusi i servizi di Infomaniak preinstallati.

Chi usa già Lorena 5.0 deve passare ai nuovi mirror entro il 9 febbraio seguendo la guida sulla wiki, altrimenti servirà una reinstallazione completa.


FONTE ufficiozero.org

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PowerToys 0.97 semplifica la vita a chi usa più schermi


Microsoft aggiorna PowerToys, il suo pacchetto gratuito di utility per Windows. La versione 0.97 porta due novità interessanti per chi vuole velocizzare il proprio flusso di lavoro. CursorWrap: basta trascinare il mouse per chilometri CursorWrap riduce i
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Microsoft aggiorna PowerToys, il suo pacchetto gratuito di utility per Windows. La versione 0.97 porta due novità interessanti per chi vuole velocizzare il proprio flusso di lavoro.

CursorWrap: basta trascinare il mouse per chilometri


CursorWrap riduce i movimenti del mouse su schermi grandi, “teletrasporando” il cursore da un bordo all’altro: fa ricomparire il cursore sul lato opposto quando raggiunge il bordo dello schermo.

Il launcher rapido di PowerToys (si richiama con Win+Alt+Spazio) diventa più utile: ora permette di attivare e disattivare le varie utility della suite senza passare dalle impostazioni, e integra l’anteprima rapida dei file. Arrivano anche la personalizzazione grafica e un’estensione per le connessioni a desktop remoto.

L’aggiornamento è disponibile direttamente dall’app o dalla pagina GitHub del progetto. Come riporta il blog ufficiale Microsoft, la prossima versione si concentrerà su stabilità e correzioni.


FONTE devblogs.microsoft.com

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2 febbraio, per ‘la finestra di antonio syxty’, incontro online su “dnr. do not resuscitate”, di luigi severi


podcast sul canale open.spotify.com/show/7onZatZD…

il libro: biblionedizioni.it/prodotto/dn…

#Biblion #ChiaraSerani #DNR #DoNotResuscitate #LuigiSeveri #ManufattiPoetici #MarcoGiovenale #poesia #Zacinto

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LG al CES 2026 presenta “Zero Labor Home”: il nuovo robot domestico LG CLOiD rivoluziona la smart home


Al CES 2026 LG ha presentato la visione “Zero Labor Home” e il nuovo robot domestico CLOiD, pensato per ridurre le attività quotidiane grazie a intelligenza artificiale e automazione avanzata
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LG Electronics (LG) ha svelato, per la prima volta al pubblico del CES 2026 di Las Vegas, il nuovo robot domestico CLOiD con Intelligenza Artificiale (IA). LG CLOiD è progettato per svolgere e coordinare le faccende domestiche quotidiane attraverso l’interazione con gli elettrodomestici connessi. Questo dispositivo, che sfrutta l’ecosistema ThinQ e la tecnologia già integrata sul “Self-Driving AI Home Hub” (LG Q9) presentato lo scorso anno, rappresenta l’ultimo passo di LG nel campo della robotica domestica basata su IA e delle piattaforme per la casa intelligente.

LG CLOiD: come funziona il nuovo robot domestico


Durante l'evento fieristico svoltosi agli inizi di questo mese, LG CLOiD ha mostrato alcune applicazioni concrete delle proprie capacità in diversi scenari d’uso domestici. In uno di questi, il robot ha preso il latte dal frigorifero e ha messo un croissant nel forno per preparare la colazione. Quando gli occupanti della casa escono, LG CLOiD è in grado di avviare i cicli di lavanderia e piegare i vestiti una volta asciutti.
Le braccia di CLOiD possono eseguire numerosi movimenti e le mani sono provviste di 5 dita che lo rendono in grado di gestire una vasta gamma di oggettiLe braccia di CLOiD possono eseguire numerosi movimenti e le mani sono provviste di 5 dita che lo rendono in grado di gestire una vasta gamma di oggetti

Intelligenza artificiale e automazione nella smart home LG


LG CLOiD è composto da testa, torso con due braccia articolate e una base con ruote dotata di navigazione autonoma. Il torso può inclinarsi per consentire al robot di raccogliere oggetti da diversi livelli di altezza. Proprio come le braccia umane, i bracci di CLOiD possono eseguire numerosi movimenti e le mani sono provviste di 5 dita che lo rendono in grado di gestire una vasta gamma di oggetti e di eseguire diverse operazioni in cucina, lavanderia e aree living.

IBM NERD? 2026: AI e formazione per le studentesse
IBM inaugura NERD? 2026, il programma che avvicina le studentesse italiane all’intelligenza artificiale e alle competenze digitali del futuro
TechpertuttiMarisa Guida


CLOiD, inoltre, è provvisto di un processore che, combinato con il display, l’altoparlante, telecamere, sensori e IA generativa permette al robot di comunicare con gli utenti tramite linguaggio naturale, di imparare la struttura dell’ambiente domestico e di controllare gli elettrodomestici. Il design e la tecnologia che permettono alla base su ruote di muoversi agilmente all’interno dello spazio abitativo derivano dall’esperienza di successo maturata con i robot aspirapolvere ed LG Q9. Il design della base è stato infatti scelto per la sua stabilità, sicurezza che riduce il rischio di ribaltamento se il robot viene a contatto con un bambino o un animale domestico.

La strategia LG tra AI, robotica e casa connessa


LG CLOiD utilizza la tecnologia “Physical AI” che combina il Vision Language Model (VLM), che comprende immagini e video, e il Vision Language Action (VLA), che traduce input visivi e verbali in azioni. Questi modelli sono stati addestrati su decine di migliaia di dati su faccende domestiche così da permettere a CLOiD di riconoscere gli elettrodomestici, interpretare l’intento dell’utente ed eseguire azioni contestuali come aprire porte o spostare oggetti.
Lg vuole porre le basi per una casa dove le faccende domestiche siano affidate a robot e dispositivi intelligentiLg vuole porre le basi per una casa dove le faccende domestiche siano affidate a robot e dispositivi intelligenti
Le funzionalità di LG CLOiD si espandono grazie all’integrazione con l’ecosistema di casa intelligente ThinQ e l’hub ThinQ ON. Il CES 2026 è stata l'occasione per LG di introdurre nuovo brand di componenti per robot, Actuator AXIU; l'azienda, infatti, punta a proseguire nello sviluppo di robot domestici con l’obiettivo di porre le basi per una casa dove le faccende domestiche siano affidate a robot e dispositivi intelligenti, permettendo alle persone di riposare e godersi il tempo libero.

LEGO lifestyle: perché i mattoncini conquistano adulti e giovani
LEGO supera il concetto di gioco tradizionale e diventa lifestyle: numeri, abitudini e trend spiegano il successo dei mattoncini oggi
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Cos’è la visione “Zero Labor Home”


Con la visione “Zero Labor Home”, LG ha ribadito, dunque, il proprio impegno nello sviluppo di soluzioni che integrano intelligenza artificiale, robotica e smart home in modo sempre più naturale nella vita quotidiana. Il robot domestico CLOiD rappresenta un tassello strategico di questa evoluzione, delineando un futuro in cui l’automazione non sostituisce l’utente, ma lo supporta nella gestione della casa e del tempo.


IBM inaugura NERD? 2026: l’intelligenza artificiale incontra le studentesse italiane


Lo scorso 22 gennaio ha presto il via la quattordicesima edizione del Progetto NERD?, l'iniziativa pro bono di IBM che porta l'intelligenza artificiale nelle scuole superiori di tutta Italia. Il programma, che parte della campagna globale STEMforGirls, coinvolge studentesse del triennio finale per sviluppare competenze digitali sempre più richieste dal mercato del lavoro.

NERD? 2026: un ponte tra scuola e tecnologia


Sviluppato in collaborazione con l'Università La Sapienza, il progetto offre alle giovani partecipanti un'esperienza pratica di quattro mesi nel mondo dell'informatica. In linea con i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell'Agenda ONU 2030, alle ragazze sarà richiesto di creare chatbot abilitate dall’AI utilizzando IBM watsonx sulla piattaforma IBM Cloud. Il percorso inizia con la certificazione del corso "Build your own chatbot" su IBM SkillsBuild, la piattaforma gratuita che insegna a programmare un'intelligenza artificiale. Successivamente, guidate dai Volontari IBM, le studentesse lavorano in team di 3-6 persone, anche provenienti da scuole e regioni diverse, per realizzare assistenti virtuali innovativi.

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Perché coinvolgere le studentesse è strategico


I dati parlano chiaro: secondo l'ultimo Rapporto Anvur, nelle università italiane persiste uno squilibrio nelle iscrizioni STEM con il 60,7% di uomini contro il 39,3% di donne. Lo conferma l’ultimo Rapporto CNEL-ISTAT, che evidenzia una scarsa presenza femminile nei corsi STEM: solo il 20,3% delle studentesse sceglie quest'area, contro il 39,9% degli studenti. Le percentuali sono particolarmente basse in Informatica e ICT (15,1% donne) e Ingegneria (24%). A livello mondiale, il World Economic Forum registra che meno del 30% delle studentesse sceglie percorsi universitari scientifici.

"L'era dell'Intelligenza Artificiale apre nuove opportunità professionali e di collaborazione tra uomo e macchina - ha affermato Alessandro La Volpe di IBM Italia - con il Progetto NERD?, IBM mette a disposizione della comunità scolastica le proprie tecnologie e competenze di ultima generazione affinché le studentesse si aprano alle materie tecnologiche e scientifiche con passione, superando stereotipi e incertezze. L’obiettivo finale è duplice e ugualmente molto importante: contribuire ad accrescere le competenze nello sviluppo di soluzioni basate sull'AI e sostenere la riduzione dello skill gap digitale al femminile nel nostro Paese."


La sottorappresentazione femminile non è solo una questione occupazionale: chi progetta la tecnologia ne definisce usabilità e sviluppo. La mancanza di diversità ai tavoli di lavoro rischia di perpetuare bias e visioni non inclusive.

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Il ruolo di IBM nella formazione digitale


Il progetto conta su una rete di 27 partner tra cui i principali atenei italiani, aziende leader e associazioni, come Intesa Sanpaolo, Generali, Enel, Inclusione Donna, Women at Business e il Centro ELIS. L'edizione 2026, partita il 22 gennaio, culminerà a fine maggio con la premiazione dei progetti più innovativi. Una commissione di esperti IBM, universitari e specialisti dei partner valuterà i lavori più meritevoli e le vincitrici parteciperanno a un workshop intensivo di tre giorni organizzato da IBM e i partner industriali.

Inclusione, competenze e futuro del lavoro


In tredici anni, NERD? ha coinvolto circa 60.000 ragazze provenienti da oltre 2.000 scuole superiori italiane, registrando aumenti significativi nelle iscrizioni femminili alle facoltà STEM: dal 16% fino a punte del 40% in alcune delle università partner. Le partecipanti acquisiscono crediti formativi validi come FSL (Formazione Scuola Lavoro) e CLIL (Content and Language Integrated Learning), oltre a certificazioni da inserire nel Curriculum dello Studente e nella piattaforma Unica.

Comunicazione e intelligenza artificiale: come si parla agli algoritmi | TechPerTutti
Dalla scrittura per i motori di ricerca ai modelli generativi: comunicare con l’intelligenza artificiale significa adattare linguaggio, struttura e contesto a nuovi interlocutori digitali
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Le università coinvolte


Aderiscono al progetto 21 atenei: Piemonte Orientale, Aldo Moro (Bari), Politecnico di Bari, Camerino, Calabria, Genova, Milano Bicocca, Federico II (Napoli), Padova, Sapienza, Politecnico di Torino, Ca' Foscari (Venezia), Verona, Udine, Cagliari, Firenze, G. D'Annunzio (Chieti-Pescara), Tor Vergata (Roma), Urbino Carlo Bo, Basilicata e Niccolò Cusano. Il Progetto NERD? aderisce al manifesto di Repubblica Digitale ed è patrocinato da Inclusione Donna. L'iniziativa è segnalata sul portale GICT, che promuove progetti italiani, europei e mondiali per ridurre il divario di genere nell'ICT.


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Microsoft consegna all’FBI le chiavi di crittografia degli utenti Windows


Microsoft ha consegnato all'FBI le chiavi BitLocker degli utenti. Il sistema di crittografia di Windows le salva di default sui server dell'azienda: ecco come evitarlo.
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Microsoft ha fornito all’FBI le chiavi di recupero di BitLocker per sbloccare i portatili di alcuni indagati in un caso di frode a Guam. Come riporta The Register, è la prima volta che un caso del genere diventa pubblico, ma l’azienda ammette di ricevere circa 20 richieste simili ogni anno.

La cosa grave non è tanto la collaborazione con le autorità, quanto la scelta di design alla base. BitLocker, il sistema di crittografia integrato in Windows, salva di default la chiave di recupero sui server Microsoft quando è collegato a un account dell’azienda. Una decisione che puzza di lock-in mascherato da comodità: vi teniamo noi la chiave così non la perdete, ma intanto siete legati al nostro ecosistema e noi abbiamo accesso ai vostri dati.

Il crittografo Matthew Green ha fatto notare che conservare chiavi di crittografia in cloud senza protezione end-to-end è un rischio di per sé: basta una violazione dell’infrastruttura del provider o una richiesta governativa per rendere quei dati accessibili. E non è teoria: anche colossi come Microsoft hanno subito intrusioni (esempio ed esempio) negli ultimi anni. Se le chiavi le tiene qualcun altro, non sono più solo vostre.

Le alternative esistono


Si può evitare tutto questo scegliendo di salvare la chiave su una USB o in un file locale invece che sull’account Microsoft. Oppure, per chi vuole togliersi del tutto dal recinto di Redmond, c’è VeraCrypt: open source, nessun backup centralizzato e la crittografia resta vostra e basta.

Lo stesso ragionamento vale per i dati che tenete in cloud: se il provider ha le chiavi, i vostri file non sono davvero privati. Servizi come Proton Drive usano crittografia end-to-end, il che significa che nemmeno loro possono vedere cosa caricate.


FONTE theregister.com

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Salvo imprevisti, ci sarà la diretta in cui guarderemo insieme il Direct di Tomodachi Life: Una vita da sogno! #Tomodac…


Salvo imprevisti, ci sarà la diretta in cui guarderemo insieme il Direct di Tomodachi Life: Una vita da sogno!#TomodachiLife #NintendoSwitch2 #NintendoSwitch #NintendoDirect Continua su Telegram ➡️ Vai al post https://news.creeperiano99.it/2026/01/salvo-i
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Salvo imprevisti, ci sarà la diretta in cui guarderemo insieme il Direct di Tomodachi Life: Una vita da sogno!

#TomodachiLife #NintendoSwitch2 #NintendoSwitch #NintendoDirect

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a partire dal 31 gennaio: ‘sopravvivenze’, laboratorio di ricerca sulla contemporaneità

Sopravvivenze
Forme e Saperi


Laboratorio di Ricerca 2026

Seminario I, 2026
Sopravvivenze è un laboratorio di ricerca ideato e diretto da Daniele Balicco, Maurizio Balsamo, Silvano Facioni, Gaetano Lettieri, Arturo Mazzarella. Il suo scopo è quello di provare a dipanare il groviglio di impulsi psichici, di poteri e di forze creative che, nei diversi ambiti della contemporaneità, costituisce il punctum di ogni forma di vita individuale e collettiva.

I. Maurizio Balsamo
La costruzione del passato: resti, tracce, sopravvivenze
Sabato 31 gennaio 2026, ore 11

II. Daniele Balicco, Gaetano Lettieri, Arturo Mazzarella
Potere e sopravvivenza. Due voci a confronto: Ernesto De Martino ed Elias Canetti
Sabato 21 febbraio 2026, ore 11

III. Silvano Facioni
Sopra-vivere: Blanchot e Derrida
Sabato 28 marzo 2026, ore 11

IV. Ilaria Bussoni
Vivere tra le rovine. Figure del paesaggio contemporaneo
Sabato 9 maggio 2026, ore 11

§

Come, a chi e a cosa si sopravvive? La sopravvivenza è una forma di vita o una strategia di adattamento sociale? Un modo di essere – siamo tutti in qualche modo sopravviventi – o una postura etica, un imperativo morale?
Consapevoli di vivere in un’età estrema, compito di questo laboratorio di ricerca transidisciplinare sarà quello di discutere i saperi e le forme della sopravvivenza, organizzando ogni anno un ciclo di incontri di discussione pubblica su temi e autori che possano, sebbene in modo eterogeneo, aiutarci a ricostruire una genealogia. Con un auspicio pratico: che, nel suo piccolo, questo lavoro comune ci permetta quanto meno di addestraci a non perdere quella fragilissima presenza a noi stessi senza la quale non possiamo nemmeno essere testimoni del mondo che stiamo perdendo.

Tutti gli incontri sono liberi e aperti al pubblico. Iniziano alle ore 11 e si tengono nella sede di IUNO, Centro di ricerca sull’arte contemporanea, in via Ennio Quirino Visconti 55 a Roma. Per informazioni: info@iuno.it

#ArturoMazzarella #Blanchot #CentroDiRicercaSullArteContemporanea #DanieleBalicco #Derrida #EliasCanetti #ErnestoDeMartino #GaetanoLettieri #IlariaBussoni #IUNO #JacquesDerrida #MauriceBlanchot #MaurizioBalsamo #paesaggioContemporaneo #rovine #SilvanoFacioni

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Elementor lancia Elementor One: tutti gli strumenti in un abbonamento da 5€/mese


Elementor One riunisce AI, ottimizzazione e gestione WordPress in un unico abbonamento con crediti condivisi. Prezzi da 5€/mese per utenti singoli.
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Elementor compie dieci anni e festeggia riunendo tutti i suoi strumenti in Elementor One, un abbonamento unico che include AI, ottimizzazione immagini, gestione email e accessibilità per WordPress. Come riporta il blog ufficiale, l’idea è semplificare il flusso di lavoro eliminando abbonamenti separati per ogni funzionalità.

Crediti condivisi e nuove funzionalità


Elementor One introduce un sistema di crediti che gli utenti possono distribuire liberamente tra le varie funzionalità. L’assistente AI genera codice e layout, l’ottimizzatore comprime le immagini senza perdere qualità, mentre il sistema di gestione email garantisce che i messaggi transazionali arrivino effettivamente a destinazione.

Per chi gestisce siti WordPress e cerca alternative hosting performanti, vale la pena considerare soluzioni come Cloud86 (l’hosting su cui attualmente gira Yoota) o Infomaniak Mail e i VPS Infomaniak per chi preferisce infrastrutture europee con maggiore controllo sui dati.

L’interfaccia è stata riorganizzata in un menu unificato dentro WordPress, così da evitare salti continui tra sezioni diverse. Nei prossimi mesi arriveranno anche strumenti per la gestione dei cookie e un hub centralizzato per monitorare le prestazioni di più siti contemporaneamente.

Prezzi e disponibilità


L’abbonamento parte da 5€ al mese e arriva fino a 56€ mensili per il piano Agency, pensato per freelancer e agenzie che gestiscono più clienti. Chi ha già un abbonamento Elementor può continuare a usarlo normalmente oppure passare volontariamente alla nuova formula.


FONTE elementor.com

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Una rete di verde che può trasformare la città, la proposta ignorata della Lipu


Non solo arredo urbano ma una “rete ecologica” in grado di rendere la città più vivibile, abbassando la temperatura delle aree fortemente cementificate e permettendo alla terra di assorbire l’acqua piovana. Da questa concezione dal verde nasce la proposta avanzata dalla sezione catanese della LIPU in vista della redazione del nuovo Piano Regolatore Urbano, il PUG.

L’analisi da cui […]

Leggi il resto: argocatania.it/2026/01/29/una-…

#ComuneDiCatania #DirezioneUrbanistica #LipuCatania #verdePubblico #verdeUrbano

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Dentro il Social WARM – Parte 2: Lemmy, lo strumento per la discussione strutturata

Il software più fecile del Fediverso (ops… del Social WARM) non è solo facile, ma è una palestra importante per comprendere le dinamiche che vedremo in futuro tra software diversi

La seconda sessione della vostra scuola guida è dedicata a una prova pratica e no, non giocheremo con Mastodon. Non oggi! A mio parere infatti, iniziare da Mastodon non aiuta a comprendere bene come funziona il Social WARM (cioè quella cosa che quelli istruiti chiamano Fediverso), mentre Lemmy ci aiuterà a capire alcuni meccanismi che ci renderanno molto più consapevoli quando proveremo Mastodon. Ma soprattutto ci farà capire meglio potenzialità, limiti e criticità del Social WARM.

A proposito, il fatto di menzioniare subito la comunità @fediverso oggi sarà più chiaro…

Bene, è ora di salire a bordo!



Il buono, il brutto e il cattivo dl Social WARM (da un'idea di Dominik Chrástecký: https://chrastecky.dev/technology/activity-pub-the-good-the-bad-and-the-ugly) Tre blocchi con la rappresentazione delle criticità di ActivitypubIl buono, il brutto e il cattivo dl Social WARM (da un’idea di Dominik Chrástecký: chrastecky.dev/technology/acti…)
Questa non è una vera guida a Lemmy, ma è un modo per aiutarvi a familiarizzare con una delle piattaforme più utilizzate del Social WARM e un modo per farvi capire:

  • la differenza tra ciò che è dentro il vostro server e ciò che è in un altro server Lemmy, quindi fuori dal vostro server ma dentro lo stesso ambiente software
  • la differenza tra ciò che è dentro il vostro server e ciò che è fuori da Lemmy e dentro ambienti software diversi.

Lemmy è probabilmente il software più facile da usare di tutto il Social WARM! Si tratta di una sorta di clone di Reddit ed è pensato per creare discussioni (di solito partendo da un link, ma questo non è necessario) cui altri utenti rispondono.

Le discussioni nascono all’interno di quelle che vengono dette “Comunità” che sono praticamente i “subreddit” o le “categorie” dei vecchi forum.

Iscriversi a Lemmy è facilissimo: il software consente di farlo anche senza utilizzare un’email e, anche se molte istanze richiedono comunque l’email, sul nostro server feddit.it abbiamo deciso di non richiederla, con l’unica condizione di chiedervi di scrivere una breve frase in italiano giusto per capire se non siete bot (ma attenzione: se dimenticherete la vostra password e non vi siete registrati con un’email, allora sarà impossibile rientrare nel vostro account!); se iscriversi è facilissimo, usarlo è ancora più facile!

🧡 Feddit.it è un progetto indipendente e senza pubblicità. Se volete potete aiutare la gestione di questo server con una piccola donazione ricorrente su LiberaPay oppure con una donazione una tantum su Ko-Fi.
Il server utilizzato è quello di Hetzner, in Finlandia. Se volete provarlo potete ottenere 20€ gratuiti con questo link e noi riceveremo un aiuto sotto forma di credito da usare proprio per mantenere Feddit.
Piccolo spazio di autofinanziamento


Appena sarete entrati vedrete una schermata con alcuni “interruttori” in alto (le opzioni che scriveremo in grassetto sono quelle predefinite):
Gli "interruttori" di LemmyGli “interruttori” di Lemmy

  1. interruttore “Pubblicazioni | Commenti”: vi mostra il primo post di un thread oppure i commenti successivi
  2. interruttore “Contenuti nascosti | non nascosti”: vi consente di filtrare alcune conversazioni contrassegnate come mno visibili
  3. interruttore “Iscritto | Locale | Tutti”: vi mostra le conversazioni delle comunità cui siete iscritti, quelle del vostro server locale oppure tutte le conversazioni, incluse quelle di altri server soprattutto quando sono state votate positivamente dai membri della comunità globale

Naturalmente se non vi siete ancora iscritti a nessuna comunità, l’interruttore “Iscritto” non vi mostrerà nulla.

Troverete anche un menu a tendina con i criteri di ordinamento preferiti.

Per cercare l’elenco delle comunità conosciute dal vostro server locale, dovete cliccare in alto al menu “Comunità” che vi porterà a una pagina con indirizzo https://VOSTRO_SERVER/communities che vi mostrerà le comunità in base (anche in questo caso) a diversi criteri a seconda della voce di menu che selezionerete dalla tendina.

Qui potete iscrivervi “alla cieca” oppure potete “entrare” nella comunità e decidere se iscrivervi in base all’interesse che le relative conversazioni potranno avere per voi.

NB: la possibilità di ordinare le voci secondo criteri prestabiliti è l’occasione di ricordarvi che questi “feed” sono progettati per poter “emettere” un vero e proprio feed RSS: se non sapete cosa sono vi siete persi una pietra miliare del WEB, ma in breve un feed RSS non è altro che un flusso di aggiornamenti tempestivi che ricevete su un vostro “Feed Reader”. In Lemmy, ogni server, ogni comunità, ogni lista di messaggi e addirittura ogni utente presenta un proprio feed RSS e potete copiarlo sull’icona a forma di piccola emissione di onde. Questa caratteristica è presente in quasi in tutti i software del Social WARM, anche se su Lemmy è stata progettata con una particolare cura.


Tornando alle Comunità, ricordiamo che anche se il controllo totale del server è appannaggio degli amministratori (coloro che possiedono il server), ogni utente può creare una nuova comunità, diventandone “moderatore”: i moderatori possono:

  1. stabilire le regole della comunità (che devono essere in linea con quelle del server)
  2. fissare una conversazione in cima ai post della comunità
  3. eliminare contenuti contrari alle regole
  4. impedire ad alcuni utenti di pubblicare contenuti nella loro comunità

I moderatori non ricevono una notifica quando un utente si iscrive nella loro comunità e, anche se la prassi è quella di iscriversi senza dire nulla, sarebbe buona educazione presentarsi quando ci si iscrive.

Alcune comunità consentono solo ai moderatori di aprire una nuova conversazione, mentre lasciano a tutti gli utenti la possibilità di commentare.

Chi siamo noi? Cosa sono gli utenti? Cosa sono le comunità?


Quando ci iscriviamo a Lemmy, creiamo un “utente” e un “utente” può anche creare (se vuole) una o più “comunità“; ma che cos’è un utente? E cos’è una “comunità”?

Nel Social WARM, esistono fondamentalmente due tipi di “attori”:

  1. gli utenti, cioè quelli come noi (per esempio: poliverso, skariko, nuovoiscrittodiprova)
  2. i gruppi, che sono a loro volta un tipo particolare di utente; nel caso di Lemmy, i gruppi vengono chiamati “comunità” (per esempio: informatica, lealternative, fediverso).

La caratteristica dei “gruppi” è che quando un utente scrive un nuovo post attivando in qualche modo un particolare gruppo, questo sarà forzato a ricondividere quel post, permettendo quindi di mostrarlo a tutti coloro che “sono iscritti” a quel gruppo.

In Lemmy, quando siamo “dentro” la pagina di una comunità e scriviamo un nuovo post, quella comunità viene “attivata” e ricondivide il nostro post: nell’interfaccia di Lemmy questo significa che il post che avremo pubblicato comparirà nella pagina della comunità.

Ogni “utente” e ogni “gruppo” sono identificati da un link pubblico e univoco, una pagina web, insomma, che li identifica univocamente nel WEB. Per esempio nel caso di Lemmy:

  1. il profilo utente “poliverso”, nel server feddit.it avrà questo link: https://feddit.it/u/poliverso con la U di utente
  2. la comunità “informatica”, nel server feddit.it avrà questo link: https://feddit.it/c/informatica con la C di comunità

Ogni utente e ogni gruppo appartiene al proprio server, ma tutti gli altri server (se ben collegati) duplicano la “pagina utente” originale all’interno del proprio server. Pertanto:

  1. il profilo utente esterno “skariko”, che si trova nel server lemmy.ml avrà questo link: https://lemmy.ml/u/skariko ma se mai lo vedrete quando vi muovete dentro al server feddit.it lo troverete a questo link https://feddit.it/u/skariko@lemmy.ml
  2. la comunità esterna “lemmy_support”, che si trova nel server lemmy.ml avrà questo link: https://lemmy.ml/c/lemmy_support ma se mai la vedrete quando vi muovete dentro al server feddit.it la troverete a questo link https://feddit.it/c/lemmy_support@lemmy.ml

Questo vale anche per gli altri server. Per esempio:

  1. il profilo utente “poliverso”, nel server feddit.it, che come abbiamo visto ha questo link: https://feddit.it/u/poliverso visto dal server lemmy.ml avrà quest’altro link: https://lemmy.ml/u/poliverso@feddit.it
  2. la comunità “informatica”, nel server feddit.it, che come abbiamo visto ha questo link: https://feddit.it/c/informatica vista dal server lemmy.ml avrà quest’altro link: https://lemmy.ml/c/informatica@feddit.it

Come avrete notato, quando un server “richiama” un utente o una comunità esterni, lo fa utilizzando lo stesso tipo di link, ma il “nome utente” sarà seguito da una chiocciola @ e dal dominio del server originale.

Questo ci introduce a un secondo modo, oltre al link, in cui gli utenti possono essere identificati all’interno di un sistema di Social WARM: il cosiddetto “handle” ossia l’identificatore, il “manico”, con cui ogni utente può essere richiamato da un altro utente. Per esempio:

  1. l’handle completo del profilo utente “poliverso”, nel server feddit.it sarà
    @poliverso@feddit.it
  2. l’handle completo della comunità “informatica”, nel server feddit.it sarà sarebbe
    !informatica@feddit.it (con il punto esclamativo, invece che con la chiocciola)

Si tratta di una sorta di standard che ci consente di capire:

  1. con la chiocciola o il punto esclamativo, se si tratta di un utente o di un gruppo
  2. qual è il nome utente
  3. qual è il server cui appartiene

Aggiungiamo però una piccola complicazione tecnica che al momento possiamo tranquillamente ignorare, ossia che:

  1. quando siamo dentro Lemmy, non “vedremo” mai quel punto esclamativo e, grazie a come è stata realizzata l’interfaccia del software, le comunità ci “sembreranno” vere e proprie pagine e non un utenza di tipo “gruppo
  2. il punto esclamativo non è uno standard accolto universalmente


Pubblichiamo qualcosa e vediamo come si vede


Per iniziare possiamo andare sulla comunità di test di feddit.it.

Per cercarla possiamo scorrere la pagina o utilizzare la funzione di ricerca del browser (CTRL + F) e cercare “test”. Nel caso in cui non la trovassimo nella prima pagina (tranquilli, è in prima pagina), potremmo andare alla pagina successiva (feddit.it non ha così tant comunità) altrimenti possiamo usare la casella di ricerca di Lemmy, in alto a destra, e cercare semplicemente la parola “test”.

NB: ogni software del Social WARM dispone di una casella di ricerca: questa può essere usata inserendo parole per la ricerca libera, ma anche con i link; infatti inserendo il link originale di un contenuto federato e avviando la ricerca, il sistema vi mostrerà quello che, nel proprio server, è il duplicato della pagina che fa riferimento a quel link
La casella di ricerca


Ci appariranno così diverse comunità, ma anche alcuni utenti, con la parola test, che sono le comunità e gli utenti che troviamo tra tutti i server connessi con feddit.it e la nostra comunità “Test: palestra e allenamenti 🙂” si troverà probabilmente tra le prime dieci.

In ogni caso la comunità la troverete a questo link: feddit.it/c/test

Una volta sulla pagina della comunità, ecco che possiamo “iscriverci”. L’iscrizione è una sorta di “follow” alla comunità, ma (sorpresa!) Lemmy ci consente di scrivere in una comunità anche se non siamo iscritti. La differenza tra iscriversi e non iscriversi è solo per la fruizione: quando andremo nella pagina iniziale di Lemmy, attivando l’interruttore “Locale“, vedremo i contenuti pubblicati nelle comunità in cui ci siamo iscritti.

Quando scrivete un nuovo post, avete a disposizione diversi campi

  1. Titolo: Dove naturalmente vi viene richiesto di scrivere un titolo
  2. URL: dove potete aggiungere il link di un post, un articolo o un qualsiasi contenuto web cui è ispirato il vostro post
  3. Image: dove potete aggiungere un’immagine
  4. Thumbnail URL: dove potete aggiungere un’immagine di miniatura
  5. Contenuto: dove potete scrivere il testo del vostro post, utilizzando anche una formattazione di base avvalendovi della barra di formattazione integrata
  6. Lingua: un menu a tendina dove potete selezionare la lingua che utilizzate

Una volta pubblicato il post, fate attenzione al link della nuova pagina creata, che sarà una sorta di feddit.it/post/XXXXXXXX (dove la x è un carattere numerico), perché questo è il link univoco che individuerà il vostro post nel WEB: copiatevelo perché lo richiameremo in futuro.

Complimenti! Avete pubblicato il vostro primo post nel Fediverso! Vi è piaciuto quello che avete pubblicato o c’è qualcosa che vorreste cambiare? Beh, nel secondo caso, avete la possibilità di modificare il messaggio appena pubblicato: sotto al titolo infatti troverete una piccola barra degli strumenti e l’ultima icona della barra è la solita icona con i tre pallini; cliccando su di essa troverete la voce “Modifica” per modificare il vostro post
Come modificare un post già pubblicatoCome modificare un post già pubblicato
Tutto questo implica che Lemmy, con la sua interfaccia pulita e chiara, potrebbe essere utilizzato come piattaforma di blogging: è sufficiente creare una “comunità” e limitare la creazione di nuovi thread ai soli moderatori!

Ora che avete acquisito maggiore consapevolezza, potete navigare per le comunità del server feddit.it e cercare se ci sono altre comunità di vostro interesse dove pubblicare post oppure se ci sono post scritti da altri utenti sotto i quali lasciare il vostro commento; quando trovate un utente interessante, potete vedere quali altri post e quali commenti ha scritto, ma ATTENZIONE: da Lemmy non potete seguire gli utenti, ma potete solo iscrivervi ai gruppi. Si tratta di una funzionalità pensata per mettere in primo piano le comunità e i contenuti e non, a differenza dei social, gli utenti!

Con il mio account posso davvero vedere tutti i contenuti pubblicati da tutti gli utenti del mondo? No!


Sul vostro server potete trovare contenuti provenienti da tutti i server collegati, ma solo se il vostro server li ha “intercettati” dalla rete globale.

In pratica (con alcune eccezioni che non ci interessano), i post pubblicati sulle comunità di un altro server vengono “intercettati” dal vostro server solo quando almeno un utente del vostro server inizierà a iscriversi a quella comunità e pertanto il vostro server intercetterà solo i post pubblicati dopo il momento dell’iscrizione di quell’utente.

Il corollario a tutto questo è che, se nessun utente del vostro server si è mai iscritto a una certa comunità di un server remoto e quindi voi sarete i primi a esservici iscritti, inizierete a vedere solo i post pubblicati dal momento in cui vi siete iscritti.

Ma se noi visitiamo un altro server e vediamo un post interessante che vorremo commentare, come possiamo commentarlo, se quel post non è mai stato intercettato dal nostro server? Ecco come fare…

“Catturare” un post da un altro server Lemmy


Sì, come per quasi tutti i server Lemmy, anche nel server lemmy.ml esiste una comunità “test”.

Per trovarla, possiamo utilizzare la sintassi standard, per esempio scrivere lemmy.ml/c/test, oppure possiamo andare alla pagina principale del server lemmy.ml/ cliccare sulla ricerca di Lemmy in alto a destra e cercare la parola “test”.

Qui troverete diversi post creati da utenti che volevano fare prove, ma ora andiamo direttamente alla pagina lemmy.ml/post/41887125 dove c’è un vecchio post che ho preparato per voi.

Ricordate quello che vi avevo scritto qui a proposito della casella di ricerca? Ebbene, è arrivato il momento di metterlo in pratica.

Per commentare quel post restando dentro al nostro server feddit.it (senza quindi iscriverci al server lemmy.ml), possiamo:

  • copiare il link di quel post (appunto lemmy.ml/post/41887125)
  • e incollarlo nella casella di ricerca del nostro server feddit.it.

Ecco che la ricerca ci restituirà un solo risultato e, quando ci avremmo cliccato, lo troveremo in una pagina del nostro server (nello specifico quel post si troverà alla pagina feddit.it/post/25874889).

Il link sembra avere esattamente lo stesso aspetto di quello del nostro post precedente perché il nostro server l’ha “intercettato” e l’ha inglobato nella memoria fisica del nostro server. Ma osservando quello stesso post dalle due pagine diverse, noterete che sono presenti alcune particolari differenze, cerchiate in rosso:
Gioco di specchi: stesso post ma su due server Lemmy diversiGioco di specchi: stesso post ma su due server Lemmy diversi
Nel messaggio “originario” scritto nel server in cui è ospitato sia l’utente “@Informapirata”, sia la comunità !test@lemmy.ml, si può notare come sia l’utente, sia la comunità non abbiano la necessità di presentare la seconda parte dell’handle (@lemmy.ml). Ma soprattutto possiamo vedere che le due iconcine (una con il simbolo della catenella, l’altra con il simbolo pentagonale colorato del Fediverso) rimandano allo stesso link, che è il link univoco del post pubblicato dall’utente: lemmy.ml/post/41887125

Al contrario, nel messaggio duplicato come lo vediamo nel server feddit.it, sia l’utente sia la comunità presentano la seconda parte dell’handle, ma soprattutto:


“Catturare” un post da un altro server “non Lemmy”


La forza del Social WARM sta nel fatto che, grazie alla interconnessione tra server e piattaforme diverse, è possibile catturare anche post creati da altre piattaforme.

Vedremo quindi:

  1. come “catturare” un post pubblicato in una “categoria” NodeBB ((i gruppi di NodeBB si chiamano così; ricordate NodeBB? l’abbiamo accennato qui e qui) da un utente NodeBB
  2. come “catturare” un post pubblicato in una “comunità” Lemmy di un altro server, ma da parte di un utente NodeBB
  3. come “catturare” un post pubblicato in una categoria NodeBB da un utente Mastodon
  4. come “catturare” un post pubblicato da un utente Pixelfed in un “gruppo” Friendica
  5. come sia impossibile “catturare” alcun post, se non è pubblicato su un gruppo (comunità, categoria, rivista o comunque la chiamiate)


NodeBB su NodeBB


Questo post citiverse.it/topic/167/chi-vuo… è stato pubblicato dall’utente @macfranc (link univoco: citiverse.it/user/macfranc) sulla “categoria” Test (citiverse.it/category/5/test) del forum federato citiverse.it.

Purtroppo, in NodeBB, il link visualizzato non corrisponde al “vero” link federato e quindi dobbiamo cercare il link federato cliccando sulla rotellina delle impostazioni in basso a destra e selezionare la voce “Copia link permanente”.
Il link visualizzato è quello locale e può non corrispondere al "vero" link federatoIl link visualizzato è quello locale e può non corrispondere al “vero” link federato
Ottenuto questo link (che sarà citiverse.it/post/535) potrete incollarlo nella casella di ricerca di Lemmy e otterrete così il risultato che ci porterà alla pagina feddit.it/post/25876602 dalla quale potrete commentare il post in questione (fatelo, mi raccomando!)

Mastodon su NodeBB


Questo è un post pubblicato da un utente Mastodon: mastodon.uno/@informapirata/11…

L’utente in questione è riuscito a pubblicare il suo post sulla comunità test di citiverse.it semplicemente menzionando l’utente @test (NB sì: mastodon usa la chiocciola anche per i gruppi…) e il risultato è questo: citiverse.it/topic/61aecc3e-5f…

In questo caso, vi basterà copiare il link del post Mastodon, per incollarlo nella casella di ricerca di Lemmy e vedrete questo post: feddit.it/post/25846057

Se invece quel post l’aveste visto da NodeBB, ecco che vi basterà cliccare di nuovo sulla rotellina in basso a destra e selezionare NON “copia link permanente”, ma “apri il post originale”.
Ancora link locali e link federatiAncora link locali e link federati
In questo modo il browser vi farà vedere direttamente il post Mastodon

NodeBB su altro server Lemmy

Dove trovare il link federato su LemmyDove trovare il link federato su Lemmy
Se andiamo a questa pagina lemmy.ml/post/41890897 vedremo un post Lemmy, ma in realtà è stato pubblicato da un utente NodeBB.

Ce ne accorgiamo posizionandoci con il mouse sul simbolino pentaonale del Fediverso. Da lì possiamo copiare il link citiverse.it/post/536 nella casella di ricerca.

Certo, potremmo anche aprire la pagina, ma poi dovremmo fare la stessa operazione di ripulitura del link che abbiamo visto due capitoli fa…

In ogni caso, la pagina che vedremo sarà questa: feddit.it/post/25877501

Pixelfed su Friendica


Giusto per farvi conoscere due nuovi software, presenteremo un caso in cui un utente Pixelfed pubblica un post su un gruppo Friendica.

A questa pagina, possiamo vedere un account Pixelfed che pubblica un post sul gruppo “testgroup” dell’istanza poliverso.org: poliverso.org/display/6d463554…

Come abbiamo capito, il link che vediamo nella barra degli indirizzi non è quello originale, quindi dobbiamo cercare il link originale. Su Friendica, possiamo cliccare sul simbolo in alto a destra del post che, oltre a farci vedere il simbolo della piattaforma di origine, ci indica anche il link del post originale: pixelfed.social/p/informapirat…
Trovare il link federato su FriendicaTrovare il link federato su Friendica
Anche qui il procedimento sarà lo stesso, cioè copiare il link, incollarlo nella casella di ricerca di feddit.it e voila: feddit.it/post/25877971

…e quei post che Lemmy non vedrà mai


Per concludere, un’ultima nota molto importante: Lemmy è pensato per visualizzare esclusivamente post e risposte che facciano parte di una conversazione “incardinata” in un “gruppo“.

Non importa se il gruppo è una comunità Lemmy o Piefed, una rivista (o magazine) Mbin, una categoria NodeBB, un gruppo Friendica. In teoria potrebbe anche essere un canale Peertube (eh già…), ma deve sempre essere “dentro” un gruppo.

Se il post non fa parte di un gruppo, allora Lemmy non lo vedrà: quella che può sembrare una limitazione è in realtà una delle più importanti caratteristiche per non snaturare quello che è a tutti gli effetti un “forum” di discussione e non un social network basato sui follower.

Rispondere, menzionare o interagire con un altro utente


Quando state su Lemmy e rispondete a un post, state rispondendo all’utente che ha scritto quel post e a tutti gli eventuali utenti cui quel post, a sua volta, rispondeva.

Se volete aggiungere una menzione a un altro utente interessato, potrete digitare la chiocciola @ e iniziare a scrivere il suo handle utente; il sistema inizierà a suggerirvi alcuni utenti conosciuti dal nostro server in base alle sequenze di lettere che state scrivendo
Menzionare qualcuno su LemmyMenzionare qualcuno su Lemmy
Per uno strano difetto di progettazione, le menzioni funzionano solo nelle risposte, mentre le menzioni scritte nel primo post di una conversazione non funzionano

L’utente Lemmy è infine in grado di reagire a un post votandolo positivamente o negativamente; alcune piattaforme non riconoscono il “downvote”, ma l'”upvote” lo interpreteranno quasi sempre come un “like”.

Non esiste invece per l’utente Lemmy il concetto di “ricondivisione” (il retweet), mentre un utente che in una comunità trova una conversazione meritevole di essere ricondivisa in un’altra comunità, può ricorrere a ciò che Lemmy chiama “crossposting“: consiste in una sorta di “inoltro” di un post da una comunità a un’altra.
L'unica ricondivisione è il crossposting, ossia un inoltro non sincrono)L’unica ricondivisione è il crossposting, ossia un inoltro non sincrono)
Sì, l’inoltro è una soluzione non ottimale, dal momento che le due (o più) conversazioni (quella originaria e quella/e “crosspostata/e”) viaggeranno in maniera indipendente. Ma Lemmy si assicura almeno di esplicitare dove si trovano post su diversi server ma con lo stesso link.

Trattamento Lemmy: cosa abbiamo imparato?


L’incontro con Lemmy ci ha fatto capire alcuni concetti molto importanti del Social WARM.

Gruppi/Utenti: In primo luogo abbiamo capito che esiste una dicotomia tra utenti veri e propri e utenti di tipo “gruppo” e che questa dicotomia è importante non solo per quei software per i quali i “gruppi” costituiscono un elemento costitutivo, ma anche per quei software che (a differenza di quelli del “forumverso”) non sono basati sulle conversazioni strutturate, ma che si basano invece sul flusso continuo e cronologicamente ordinato di contenuti. Quando gli utenti del “socialverso” come quelli Mastodon o Friendica o Pixelfed o Pleroma menzionano un “gruppo” o rispondono a una conversazione basata su un gruppo, allora i loro contenuti sono visibili anche nel “forumverso“! In caso contrario, Lemmy non li vedrà.

Ogni contenuto è una pagina WEB: Abbiamo anche capito che a tutti i profili utente, a tutti i profili gruppo e a tutti i contenuti del Social WARM prodotti all’interno di un server, corrisponde una pagina originale e questa può essere replicata come pagina alias all’interno di tutti i server collegati. Ognuno di questi alias è una specie di bambola Vodoo che, quando viene stimolata, trasmette la reazione all’originale…

Nome@Cognome: Abbiamo capito inoltre che ogni account è caratterizzato da un “nome personale” liberamente scelto e da un “cognome” di famiglia che dipende dal dominio del server e che questi nomi somigliano a un indirizzo email salvo che per il fatto che hanno un’altra chiocciola all’inizio.

Questi concetti ci saranno molto utili quando cercheremo di orientarci meglio nell’utilizzo di altri software del Social WARM e il primo che vedremo dopo Lemmi sarà proprio quello che possiamo chiamare il “principe” del Fediverso:

Mastodon: il social a flusso continuo

informapirata.it/2026/01/28/de…


ActivityPub: The Good, the Bad and the Ugly


I know, I know—that intro might seem controversial. Right now, here’s the landscape of federated protocols:

  • ActivityPub - The shining star of this article.
  • OStatus - Mostly deprecated in favour of ActivityPub.
  • Diaspora - Exclusive to Diaspora, limiting interoperability.
  • Nostr - Infamous due to problematic user behaviour, unlikely to achieve significant interoperability.
  • Matrix - Could theoretically support social media use-cases but currently doesn't.
  • ATProto - Technically promising, yet hampered by corporate handling and mistrust from the open-source community.

Ultimately, that leaves us with ActivityPub. Everything else either lacks widespread adoption, doesn’t support common social media scenarios, or is effectively proprietary despite being open-source. For those who prioritize open-source solutions, ActivityPub is essentially the only viable option.

The Good


While I’m about to critique ActivityPub extensively, it undeniably has strong points:

  • Interoperability: The core idea is genuinely powerful. Using your Mastodon account to comment on a Lemmy post—or even reading this blog post on your preferred instance—is genuinely amazing. Different instances can display content uniquely, allowing users to interact in a way tailored to their platform.
  • Human-readable JSON: While some might underestimate this, JSON's human readability makes debugging and understanding ActivityPub interactions straightforward.
  • Extensible: Custom properties and types can extend functionality beyond initial design limitations, ensuring future flexibility.


The Bad


Most issues with ActivityPub stem from one critical flaw: much of its behaviour is undefined. The core types and activities allow interactions that make little practical sense. For instance, the Like activity should be simple—you like something. But, in ActivityPub, you can "like" another Like activity, creating infinite loops of nonsensical interactions.

This flexibility leads to a significant problem: no two implementations behave identically. Developers resort to hacks and guesswork to interpret undefined behaviour. Ideally, ActivityPub would strictly define interactions for core types, enabling implementations (Mastodon, Lemmy, Pleroma, etc.) to focus solely on presentation or extending functionality, knowing basic interactions remain consistent across platforms.

A practical example is the confusion around private messages. Two competing methods have emerged: a custom ChatMessage type not officially supported by ActivityPub (used by Lemmy, Pleroma and others), and an alternate "standard" using a Note object that excludes the public audience but explicitly mentions recipients (used by Mastodon and others). This ambiguity creates compatibility nightmares.

Another example I personally encountered was a frustrating issue while implementing ActivityPub for this blog: updating a post propagated to Lemmy but not Mastodon. Despite the Update activity being accepted, Mastodon silently rejected it unless the updated timestamp changed—a logical but unofficial requirement. Developers must track down subtle implementation details that aren't formally documented, significantly complicating adoption and usage.

The Ugly


Privacy is virtually non-existent. When another server federates with yours, it receives all public activities, which might seem harmless initially. However, what happens if you mistakenly share sensitive information publicly? In theory, deleting a post propagates across the network, but real-world scenarios vary greatly—from technical glitches to outright malicious actors ignoring delete requests. Ensuring robust privacy requires substantial protocol-level changes, such as introducing end-to-end encryption—something notoriously complex to implement, as evidenced by Matrix’s struggles.

Another significant flaw is impersonation vulnerability. ActivityPub itself has no built-in authentication mechanism, meaning anyone could theoretically impersonate any user. Although most implementations use the HTTP Signatures standard to address this, ActivityPub itself remains incomplete in terms of essential security features. The standard openly acknowledges:

Unfortunately at the time of standardization, there are no strongly agreed upon mechanisms for authentication.


Conclusion


ActivityPub, particularly its vocabulary rules (ActivityStreams), remains a half-finished protocol. Its effectiveness depends heavily on individual implementation choices, creating problematic discrepancies—such as the inability to reliably send private messages between Mastodon and Lemmy users. Moreover, simple human errors or software oversights can unintentionally expose private information, as recently demonstrated when new Fediverse software mishandled Mastodon-style private messages and displayed them publicly.

The solution? ActivityPub needs a clearly defined second iteration—an ActivityPub v2—that eliminates ambiguity, standardizes behaviour strictly, and provides essential security measures. Certain issues, especially privacy, may never be fully resolved within the protocol, but increased clarity and stricter rules would significantly mitigate existing risks.

This doesn’t mean we should abandon ActivityPub, but rather, we must work collectively to standardize it further, making it more secure and less error-prone.

What are your thoughts on ActivityPub? Have you developed something using it? Are you planning to? Let me know in the comments!


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il controllo suprematista sulle idee comincia dalla scuola


“Azione Studentesca” pensa ai professori di sinistra:

youtube.com/embed/yHkdShmFmfs?…

C’è una scuola a Pordenone dove si chiede agli studenti di attivarsi per individuare e schedare gli insegnanti di sinistra. L’iniziativa è partita da un gruppo di ragazzi di Azione studentesca, legati ad ambienti di estrema destra […] —continua su fanpage: fanpage.it/politica/hai-prof-c…

“Mi chiamo Giorgio Peloso Zantaforni, sono un insegnante di lettere in un liceo e sono di Sinistra. Schedatemi pure”. A lanciare questa provocazione alla campagna di Azione Studentesca – che nei giorni scorsi ha realizzato un questionario dove tra alcune domande, ha chiesto di segnalare l’orientamento politico dei professori – è proprio un docente attraverso un video che si è presto diffuso sulla Rete. Parole, quelle di Zanfatorni, che vanno di pari passo con quelle di un altro insegnante, Paolo Venti che sul suo profilo Facebook in queste ore ha scritto: “Minimizzare la cosa parlando di ‘ragazzata fatta con poco ordine’ non è accettabile: Azione studentesca ha un sito, ha una precisa collocazione politica e i suoi interventi non sono ‘ragazzate’, sono precisi tentativi di spostare indietro i paletti di tutela e garanzia che la democrazia ha fissato” […] —continua sul Fatto Quotidiano: ilfattoquotidiano.it/2026/01/2…

Mentre il ministero dell’istruzione annuncia accertamenti, sta diventando un caso politico il questionario di Azione Studentesca, l’associazione legata a Gioventù Nazionale, costola di Fratelli d’Italia, che ha diffuso un volantino, completo di QR code, con il quale invita gli studenti a segnalare, tramite un questionario, i professori di sinistra. Dopo la denuncia del Movimento di cooperazione educativa, le opposizioni insorgono e annunciano interrogazioni parlamentari. “Questi volantini sono stati diffusi in molte città italiane, tra cui Cuneo, Alba, Palermo e Pordenone, e hanno lo scopo di realizzare un report nazionale. Ci troviamo di fronte a vere e proprie liste di proscrizione”, dice il parlamentaare Avs Angelo Bonelli […] —continua sul Corriere della sera, roma.corriere.it/notizie/polit…

#Alba #AngeloBonelli #AVS #AzioneStudentesca #cacciaAlleStreghe #CorriereDellaSera #docentiDiSinistra #fascisti #FdI #FratelliDItalia #GiorgioPelosoZantaforni #GioventùNazionale #insegnantiDiSinistra #interrogazioneParlamentare #listaDiProscrizione #listeDiProscrizione #neofascismo #neofascisti #palermo #Pordenone #schedatura #scuola #scuole #sinistra #ValentinaSantarpia

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Se la storia del mondo fosse uno spettacolo, per esempio un film, negli ultimi ottanta anni avremmo visto proiettare al cinema pellicole con trame molto simili.

I soggetti di quelle storie sono stati scritti alla fine della Seconda Guerra Mondiale dai governanti dei due Paesi che erano stati i principali artefici della sconfitta del Nazismo e del Fascismo. I racconti erano tutti molto semplici […]
pepsy.noblogs.org/2026/01/28/i…

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Frodolo si becca una bellissima camera VIP in cui soggiornare, su Animal Crossing: New Horizons!


Frodolo si becca una bellissima camera VIP in cui soggiornare, su Animal Crossing: New Horizons!#ACNH #animalcrossing Continua su Telegram ➡️ Vai al post Mostra/Nascondi il widget Telegram https://news.creeperiano99.it/2026/01/frodolo-si-becca-una-belliss
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Frodolo si becca una bellissima camera VIP in cui soggiornare, su Animal Crossing: New Horizons!
#ACNH #animalcrossing

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news.creeperiano99.it/2026/01/…

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Mozilla chiede alla community: cosa dobbiamo fare con l’intelligenza artificiale?


Mozilla apre un sondaggio pubblico per decidere come muoversi sull'intelligenza artificiale. Se volete dire la vostra, questo è il momento giusto.
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Se avete un’opinione su come Mozilla dovrebbe muoversi sul fronte dell’intelligenza artificiale, questo è il momento giusto per farla sentire. La Fondazione ha lanciato un sondaggio pubblico aperto a tutti, e l’AI è uno dei temi principali su cui chiede un parere.

Nabiha Syed, direttrice esecutiva della Mozilla Foundation dal 2024, ha scritto direttamente alla comunità spiegando di voler capire quali siano le priorità di chi segue il progetto. Il sondaggio tocca diversi argomenti, dalla privacy alla disinformazione, ma dedica una sezione intera all’intelligenza artificiale: trasparenza dei modelli, pregiudizi algoritmici, tutela dei creativi, responsabilità delle aziende.

Mozilla chiede anche quanto vi sentiate ferrati sull’argomento, probabilmente per calibrare meglio le future iniziative. E alla fine c’è spazio per scrivere liberamente cosa vorreste vedere dalla Fondazione nei prossimi anni.

Per chi tiene a un approccio più etico e trasparente all’AI, è una buona occasione per provare a influenzare le scelte di una delle poche realtà ancora schierate dalla parte dell’open source. Il sondaggio è disponibile qui e si compila in pochi minuti.


FONTE mozillafoundation.tfaforms.net

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ASUS annuncia il router Tri-Band WiFi 7 TUF GAMING BE9400


ASUS amplia l’offerta networking con il TUF GAMING BE9400, un router Tri-Band WiFi 7 pensato per gaming, streaming e ambienti ad alta densità di dispositivi
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ASUS ha annunciato il TUF Gaming BE9400, un router WiFi 7 ad alte prestazioni progettato per fornire una velocità di trasmissione tri-band fino a 9400 Mbps con la massima stabilità. Questo router è dotato di tre porte LAN 2,5G e una porta WAN 2,5G, canali ultra-ampi a 320 MHz, 4096-QAM e Multi-Link Operation (MLO) per migliorare la velocità e l'efficienza su una copertura di 230 metri quadrati. Inoltre, esso è dotato di accelerazione di gioco con una porta dedicata, modalità Mobile Game e OpenNAT per un gameplay ottimizzato. Altre caratteristiche includono sottoreti Smart Home Master, sicurezza basata su AiProtection, opzioni VPN preinstallate e AiMesh potenziato con WiFi 7. Il BE9400 è progettato per fornire una connettività stabile, sicura ed estendibile ed è costruito secondo gli standard TUF per garantire affidabilità e durata a lungo termine.
Le caratteristiche principali del router Asus Tuf Gaming BE9400Le caratteristiche principali del router Asus Tuf Gaming BE9400

Prestazioni WiFi 7 di nuova generazione con MLO tri-band


Il supporto allo standard MLO consente l'uso simultaneo oppure alternato delle bande 2,4GHz, 5GHz e 6GHz, migliorando la stabilità della connessione e riducendo al minimo la latenza tra i dispositivi. Inoltre, la copertura fino a 230 metri quadrati, rende questo dispositivo ideale per giochi ad alta velocità, streaming 4K ed abitazioni intelligenti che necessitano di gestire un elevato traffico dati.

ASUS: annunciato il router WiFi 7 da viaggio RT-BE58 Go
Un mini router WiFi 7 ad alte prestazioni pensato per il lavoro e lo svago ovunque ci si trovi
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Quattro porte LAN 2.5G e ottimizzazione pronta per il gaming


La modalità Mobile Game Mode attivabile con un solo tocco, la gestione semplificata del traffico OpenNAT ed il supporto per il tethering mobile USB 4G/5G garantiscono una connettività sempre attiva. Che si stia giocando, guardando contenuti in streaming oppure effettuando il “backhauling”, il BE9400 offre prestazioni cablate multi-gig reattive, con una delle porte LAN 2.5G ottimizzata per offrire connettività via cavo per il gaming online.
La parte retrostante del router Asus Tuf Gaming BE9400La parte retrostante del router Asus Tuf Gaming BE9400

Gestione della rete e della sicurezza


L'app ASUS Router consente di configurare facilmente SSID dedicati per IoT, VPN, bambini e reti MLO in Smart Home Master. È possibile connettere fino a 30 client VPN con supporto per protocolli avanzati come WireGuard, OpenVPN e IPSec. Nel frattempo, ASUS Network Security offre AiProtection, Safe browsing fornisce sicurezza di livello commerciale, mentre il supporto WiFi 7 AiMesh e la durata certificata TUF garantiscono una connettività affidabile e pronta per il futuro in tutta la casa.

Kippy: i gatti europei hanno percorso 3,7 miliardi di km
Dal 2016 a oggi i gatti europei monitorati con Kippy hanno percorso 3,7 miliardi di chilometri, pari a 93 volte il giro della Terra
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Disponibilità e prezzi


Il router è disponibile sull’eshop ASUS italia, presso gli ASUS gold store, i rivenditori aderenti al programma Powered by ASUS ed i principali Partner commerciali ASUS al un prezzo di 195 euro.


ASUS: annunciato il router WiFi 7 da viaggio RT-BE58 Go


Asus ha annuncia il nuovo RT-BE58 Go, un router da viaggio compatto in grado di portare la connettività WiFi 7 in sicurezza ovunque ci si trovi. Vincitore del CES Innovation Award 2025 e del Red Dot Product Design Award 2025, questo mini router è perfetto per chi lavora spesso in mobilità e necessita di connessioni ad alta velocità e bassa latenza, nonché di accedere con la massima tranquillità anche a reti pubbliche.

WiFi 7 ad alte prestazioni ovunque ci si trovi


RT-BE58 Go offre velocità fino a 3600 Mbps e supporta le tecnologie Multi-Link che garantiscono la massima fluidità con lo streaming, le videochiamate e le sessioni di gioco. La tecnologia dual-band Multi-Link combina e gestisce in modo intelligente più bande, per offrire connessioni più uniformi e senza interruzioni. Sia che si tratti di condividere la rete con più utenti, sia di trasferire file tra dispositivi o collaborare tra colleghi in una riunione virtuale, il nuovo router Asus assicura massime prestazioni ed elevata affidabilità in ogni luogo e situazione.



Asus RT-BE58 Go da diverse angolazioni

Ideale per una molteplicità di scenari


Le tre modalità di connettività consentono al dispositivo di adattarsi con facilità a diverse situazioni di viaggio, ambienti di lavoro oppure spazi abitativi di dimensioni ridotte. Oltre alla connettività wireless standard, la modalità tethering USB 5G/4G permette una connessione mobile plug-and-play, mentre la modalità WiFi pubblico (WISP) consente di creare un hotspot privato sicuro, proteggendo i dispositivi connessi anche quando si sfrutta la connettività di reti pubbliche aperte. Inoltre, grazie alle sue dimensioni contenute, il router è perfetto anche per gli spazi abitativi più piccoli come, ad esempio, studentati o piccoli appartamenti condivisi.
Le caratteristiche del nuovo router AsusLe caratteristiche del nuovo router Asus

Ampie doti di sicurezza e flessibilità


Asus RT-BE58 Go offre una sicurezza di rete a triplo livello, che comprende le funzionalità avanzate di livello professionale di AiProtection, il supporto Vpn preinstallato e Guest Network Pro, che permette di creare facilmente reti separate per Vpn, dispositivi per la smart home o reti dedicate ai bambini, garantendo sempre i massimi livelli di sicurezza e flessibilità. Questo compatto router supporta anche portali ospiti personalizzabili, consentendo anche alle piccole aziende di offrire a ospiti e utenti temporanei un accesso a Internet sicuro e separato dalla rete aziendale. In abbinamento a qualsiasi router Asus compatibile AiMesh, il nuovo device può essere rapidamente integrato all’interno di una rete WiFi preesistente, estendendone la copertura e mantenendo un unico identificativo di rete.

Disponibilità e prezzi


Asus RT-BE58 GO è immediatamente disponibile presso gli Asus Gold Store, i rivenditori aderenti al Programma Powered by Asus ed i principali Partner commerciali al prezzo di 139,90 euro.


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F-Droid Basic 2.0: arriva la prima alpha della nuova versione


F-Droid Basic 2.0 alpha è disponibile: interfaccia completamente nuova, ricerca migliorata e download multipli. Ecco cosa cambia nello store open source per Android.
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F-Droid, lo store alternativo per Android, è un punto di riferimento per chi cerca applicazioni open source e libere da tracciamenti. Ora il progetto fa un passo avanti importante con il rilascio della prima alpha di F-Droid Basic 2.0, una versione completamente ripensata dell’app.

Come riporta l’annuncio ufficiale sul blog di F-Droid, il lavoro di modernizzazione è andato avanti per tutto l’anno scorso grazie al supporto del progetto NGI Mobifree. Il risultato è un’applicazione talmente diversa dalla precedente da meritare un salto di versione: si passa direttamente alla 2.0.

Cosa cambia in pratica


L’interfaccia è stata riscritta da zero utilizzando Kotlin Compose, il che si traduce in un’esperienza più fluida e moderna. La ricerca ora funziona meglio perché include anche le descrizioni e le traduzioni delle app, mentre la scoperta di nuove applicazioni diventa più semplice grazie alla possibilità di vedere quelle più scaricate.

Tra le novità più interessanti c’è la richiesta di approvazione prima del download (e non solo dopo), la possibilità di scaricare più aggiornamenti contemporaneamente e un sistema di notifiche che avvisa quando ci sono problemi con un’app, per esempio se la chiave di firma è cambiata. Per chi ama le personalizzazioni, c’è anche il supporto opzionale ai colori dinamici di Material You.

Non tutto è pronto


Trattandosi di una alpha, alcune funzionalità mancano ancora all’appello: gateway IPFS, blocco degli screenshot, preferenza per mirror esterni, cache DNS e cronologia delle installazioni. Ci sono anche alcuni bug noti, come la doppia richiesta di conferma per l’installazione di certe app o notifiche che ogni tanto non spariscono come dovrebbero.

Il team considera comunque la versione abbastanza stabile per l’uso quotidiano, almeno per chi non ha paura di qualche imperfezione. Se usate già F-Droid Basic, l’aggiornamento non arriverà in automatico: dovrete cercare l’app nello store, aprire il menu in alto a destra e attivare gli aggiornamenti beta.


FONTE f-droid.org

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se non lo vedi oggi, non lo avresti visto nemmeno ieri


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#bambini #children #colonialism #Gaza #genocide #genocidio #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #massacri #Palestina #Palestine #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #warcrimes #zionism

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NewPipe torna online: cosa è cambiato e come rimettere a posto l’app


NewPipe torna a funzionare: basta aggiornare l'applicazione alla versione 0.28.2. Anche il sito ufficiale è stato ripristinato.
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Dopo qualche settimana di assenza, la homepage di NewPipe è tornata operativa. Il team ha risolto il problema di hosting che ne impediva l’accesso. Inoltre l’applicazione negli ultimi giorni non funzionava più ma il problema è già stato risolto e basta semplicemente aggiornare l’app all’ultima versione.

Perché l’app si bloccava negli ultimi giorni?


La nuova release 0.28.2 (disponibile su GitHub: github.com/TeamNewPipe/NewPipe…) risolve il problema principale e sistema altre quattro regressioni minori (#13072, #13031, #13040, #13046). In pratica, l’app torna a riprodurre i video senza mostrare più il messaggio di contenuto non disponibile.

Come aggiornare in modo sicuro


  1. Scarica la release 0.28.2 dal canale GitHub di NewPipe: github.com/TeamNewPipe/NewPipe….
  2. Abilita l’installazione di app da sorgenti esterne (Impostazioni → Sicurezza).
  3. Installa il file APK e, se richiesto, concedi le autorizzazioni necessarie.

Una volta aggiornata, l’app dovrebbe riprendere a riprodurre i video senza dare più errori!

Con il sito di nuovo attivo e la correzione inclusa nella versione 0.28.2, NewPipe è pronto a tornare utile a chi vuole un’alternativa leggera e priva di pubblicità a YouTube.


FONTE github.com

Questa voce è stata modificata (4 mesi fa)
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Provando la simulazione pellicola “FRGMT B&W” che Fujifilm ha introdotto per l’edizione limitata della GFX100RF FRAGMENT EDITION.
#Fujifilm

Lascio il link a Fuji X Weekly per le impostazioni
fujixweekly.com/2025/12/04/frg…

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Provando la simulazione pellicola “FRGMT B&W” che Fujifilm ha introdotto per l’edizione limitata della GFX100RF FRAGMENT EDITION.

Lascio il link a Fuji X Weekly per le impostazioni
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CoMaps si aggiorna: mappe al 22 gennaio e novità per Android e iOS


CoMaps si aggiorna con dati OpenStreetMap al 22 gennaio, interfaccia rinnovata su Android e miglioramenti grafici alla mappa.
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Nuovo aggiornamento per CoMaps, il fork di Organic Maps che permette di navigare offline senza tracciamento. La versione 2026.01.24 aggiorna i dati di OpenStreetMap al 22 gennaio.

Tra le modifiche più visibili, la sezione “Segnalibri e tracce” è stata rinominata in “Preferiti” e “Luoghi”. L’app ora ricorda la modalità di centratura sulla posizione tra una sessione e l’altra.

Su Android è stato rivisto l’aspetto dell’editor per i contributi a OpenStreetMap, con supporto alla modalità scura. Su iOS arriva il toggle per la modalità posizione su CarPlay.

Le strade sulla mappa hanno ora bordi più scuri e sono state migliorate diverse icone, tra cui quella dei defibrillatori.


FONTE codeberg.org

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mo pure ‘a community


E bon: non sapevo che fosse possibile attivare una ‘community’ ossia una specie di gruppo legato al (mio) canale youtube. Ne sono tutto sommato lieto, anche se (come i da me tormentati social-lettori sanno) da tempo ho avviato o tento di avviare un processo di …’degooglizzazione’, per cui spero – non troppo in là – di affrancarmi del tutto o quasi del tutto dai social generalisti.

In ogni caso, ora sono / siamo (pure) qui: tinyurl.com/marcommunity-yt 🎉bum.

Il canale che ospita la comunità è quello linkato all’inizio, cioè youtube.com/@marco.giovenale e si occupa principalmente di materiali testuali di ricerca, interviste, aggiornamenti, comunicazioni polemiche o scherzose, operazioni artistiche, e insomma quel che combino: libri, disegni, dirette, conferenze, disegni astratti, fogli verbovisivi, glitch, asemic writing eccetera. È connotato, diciamo, ma non vuole essere esclusivamente autotelico narciso centripeto fissato. (Nel tempo ho parlato di Brunt, di Emilio Villa; ho citato CB; ospitato Patti, Kjellin, Sherlock, Cingolani-Lapiana, Garrera, la rivista OEI; ho scherzato & ironizzato sull’inesistenza della scrittura di ricerca; ho letto Thibaudeau, Di Marco, Costa, Giuliani).

E poi:
uno spirto vehemens ac demens di condivisione collaborazione e soprattutto informazione sugli stessi temi e percorsi, ma NON legati (necessariamente) alla mia persona, è quello che invece verdeggiando (virens) informa il canale del presente sito, slowforward.wordpress.com, ossia il canale yt che nel suo piccolo furoreggia (oltre mille iscritti, bum) all’indirizzo https://www.youtube.com/@slowforward – e al quale vi invito caldamente a iscrivervi. (E pure quello ci ha la sua brava community, veh [e pure di questo ebbi contezza or ora:] youtube.com/channel/UCF4pbAEEA… ovvero tinyurl.com/slowcommunity-yt).

Altre notille (o le medesime, diversamente articolate e arricchite) le ascoltate nel videetto di circa 3 minuti delibabile qui: youtu.be/L9bka0Owc5c e in calce.

Ciau

😀 M

*
(il presente post è l’Hyde di questo Jekyll)


youtube.com/embed/L9bka0Owc5c?…

#canaleVideoDiMarcoGiovenale #canaleYoutube #CingolaniLapiana #communitas #community #communityVideoMarcoGiovenale #communityYoutube #communityYt #comunità #Costa #DiMarco #Garrera #Giuliani #gruppo #Kjellin #MarcoGiovenale #MG #Patti #Sherlock #slowforward #Thibaudeau #vehemens #youtube #yt

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WinDirStat 2.5: arriva la modalità scura e la scansione MFT


WinDirStat 2.5 introduce la modalità scura, la scansione diretta della MFT NTFS e nuove funzioni per gestire file duplicati. Download gratuito su GitHub.
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WinDirStat è un programma gratuito e open source per Windows che mostra cosa occupa spazio sul disco attraverso una mappa grafica. La versione 2.5 porta diverse novità.

La più richiesta era la modalità scura, finalmente disponibile. Per chi vuole scansioni più approfondite c’è ora la possibilità di leggere direttamente la Master File Table di NTFS, con tracciamento degli hardlink (file che esistono in più posizioni ma occupano spazio una sola volta).

Tra le altre aggiunte: ricerca nei risultati delle scansioni, spostamento file dall’interno dell’app, calcolo degli hash e esportazione dei file duplicati in CSV. Migliorata anche la gestione dei permessi elevati, con rilevamento automatico quando servono privilegi di amministratore.

Nuove traduzioni in svedese, giapponese e turco. Abbandonato il supporto per Windows 7, Windows Server 2008 R2 e le build ARM a 32 bit.


FONTE github.com

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Apple presenta il nuovo AirTag: raggio di connettività ampliato e tracciamento ancora più preciso


Il nuovo AirTag di Apple offre una connettività più estesa e un tracciamento più preciso, rendendo ancora più semplice ritrovare oggetti smarriti.
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Apple ha annunciato il nuovo AirTag, ora con un raggio d’azione più ampio e un altoparlante più potente. Dal suo lancio nel 2021, AirTag ha aiutato persone in tutto il mondo a ritrovare oggetti smarriti come bagagli, chiavi, biciclette, borse e molto altro; è pensato solo per tracciare gli oggetti e offre le protezioni più avanzate del settore contro i tracciamenti indesiderati. Il device è disponibile da subito al prezzo di 35 euro per la confezione da un AirTag e 119 euro per la confezione da quattro, con incisione gratuita personalizzata su apple.com e tramite l’app Apple Store.

Nuovo AirTag: cosa cambia rispetto al modello precedente


Il chip Apple Ultra Wideband di seconda generazione, lo stesso della linea di iPhone 17, iPhone Air, Apple Watch Ultra 3 e Apple Watch Series 11, rende il nuovo AirTag ancora più semplice da trovare. Un chip Bluetooth aggiornato estende il raggio di localizzazione degli oggetti e, grazie al feedback aptico, visivo e sonoro, la funzione “Posizione precisa” permette di individuare oggetti smarriti fino al 50% più lontano rispetto alla generazione precedente. Inoltre, per la prima volta, la funzione “Posizione precisa” è disponibile su Apple Watch Series 9 e successivi o Apple Watch Ultra 2 e successivi, offrendo un’esperienza di tracciamento AirTag eccezionale direttamente al polso.



Dov’è aiuta a individuare facilmente la posizione di AirTag, dispositivi Apple e dispositivi di terze parti compatibili

Il nuovo AirTag, con un design interno rinnovato, ha un altoparlante il 50% più potente rispetto alla generazione precedente, che ora permette di sentire l’AirTag dal doppio della distanza. Insieme alle nuove capacità della funzione “Posizione precisa” e a un nuovo suono ben riconoscibile, il nuovo AirTag permette di ritrovare più facilmente gli oggetti smarriti, come le chiavi infilate tra i cuscini del divano o il portafoglio dimenticato mentre si esce di casa.

Come funziona il nuovo sistema di tracciamento


Dov’è aiuta a individuare facilmente la posizione di AirTag, dispositivi Apple e dispositivi di terze parti compatibili, e a restare in contatto con familiari e amici, sempre nel rispetto assoluto della privacy dell’utente. Quando un AirTag è fuori dal raggio dell’iPhone a cui è abbinato, la rete Dov’è può aiutare a rintracciarlo. Dov’è è una rete crowdsourced di dispositivi Apple che usa la tecnologia Bluetooth per rilevare la posizione di accessori o dispositivi e segnalare la posizione approssimativa di questi ultimi ai rispettivi proprietari. In aggiunta, il nuovo AirTag si integra perfettamente con “Condividi la posizione dell’oggetto”, una funzione di iOS progettata per aiutare a recuperare gli oggetti smarriti condividendo temporaneamente e in modo sicuro la loro posizione con terze parti di fiducia. Grazie a questa funzione è possibile, per esempio, condividere la posizione di un oggetto smarrito con il servizio clienti di una compagnia aerea partner. Secondo i dati di SITA, uno dei principali fornitori IT nel settore del trasporto aereo, le compagnie che hanno adottato la funzione “Condividi la posizione dell’oggetto” hanno visto diminuire del 26% i ritardi nella gestione dei bagagli, mentre i casi di bagagli “effettivamente smarriti” o non recuperabili sono scesi del 90%. La persona proprietaria dell’oggetto può sempre interrompere la condivisione, che scadrà automaticamente dopo sette giorni.



La funzione “Posizione precisa” permette di individuare oggetti smarriti fino al 50% più lontano rispetto alla generazione precedente

La sicurezza sempre al primo posto


Il nuovo AirTag è progettato per tenere sempre al sicuro le informazioni sulla posizione. I dati e la cronologia delle posizioni non vengono archiviati fisicamente nel dispositivo e le comunicazioni con la rete Dov’è sono protette tramite crittografia end-to-end. In questo modo, solo la persona proprietaria del device può accedere ai dati sulla posizione e nessuno, nemmeno Apple, conosce l’identità o la posizione del dispositivo che ha contribuito a trovarlo. Pensato solo per tracciare gli oggetti, e non persone o animali, il nuovo AirTag integra una suite di protezioni all’avanguardia contro i tracciamenti indesiderati, tra cui avvisi multipiattaforma e identificatori Bluetooth univoci che cambiano frequentemente.

Motorola Signature: raffinatezza e innovazione globale | Techpertutti
Con Motorola Signature il brand ridefinisce il concetto di raffinatezza tecnologica, puntando su design, materiali premium e innovazione mirata
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Responsabilità ambientale e compatibilità


Il nuovo AirTag è progettato pensando all’ambiente, con l’85% di plastica riciclata nel guscio, il 100% di terre rare riciclate in tutti i magneti e il 100% di oro riciclato nelle placcature di tutti i circuiti stampati progettati da Apple. L’imballaggio in carta è interamente composto da fibre e può essere riciclato facilmente. Il device ha le stesse dimensioni dell’originale ed è quindi compatibile con tutti gli accessori per AirTag già in commercio, come il portachiavi in tessuto FineWoven realizzato con il 68% di materiale riciclato e disponibile in cinque fantastici colori.

Prezzi e disponibilità

  • Il nuovo AirTag può già essere ordinato su apple.com e tramite l’app Apple Store, e sarà disponibile negli Apple Store nei prossimi giorni. Sarà anche in vendita presso i Rivenditori Autorizzati Apple.
  • È possibile aggiungere un’incisione gratuita personalizzata al nuovo AirTag al momento del pagamento su apple.com e nell’app Apple Store.
  • AirTag è disponibile in confezione da uno e da quattro, rispettivamente al prezzo di € 35 e € 119.
  • Il portachiavi AirTag in tessuto FineWoven disegnato da Apple è disponibile a € 45 nei colori arancione volpe, viola mezzanotte, blu navy, muschio e nero.2
  • Il nuovo AirTag richiede un modello compatibile di iPhone con iOS 26 o successivo, o un iPad con iPadOS 26 o successivo. L’utente deve avere un Apple Account e aver effettuato l’accesso al proprio account iCloud. Per alcune funzioni occorre abilitare Dov’è nelle impostazioni di iCloud.
  • La funzione “Posizione precisa” su Apple Watch richiede un Apple Watch Series 9 o successivo o un Apple Watch Ultra 2 o successivo, con watchOS 26.2.1.



Rimani attivo nel nuovo anno con Apple Watch | TechPerTutti
Apple Watch può aiutarti a restare attivo nel nuovo anno grazie a monitoraggio dell’attività, motivazione quotidiana e maggiore consapevolezza del benessere
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Conclusioni: a chi è pensato il nuovo AirTag


Con questo aggiornamento Apple rafforza ulteriormente l’evoluzione di AirTag, puntando su una connettività più estesa e su un tracciamento sempre più affidabile. Il nuovo modello si inserisce in modo naturale nell’ecosistema dell’azienda, rispondendo alle esigenze di chi cerca soluzioni semplici ed efficaci per ritrovare i propri oggetti. Un’evoluzione che conferma l’attenzione di Apple verso sicurezza, usabilità e integrazione tecnologica.


Motorola presenta Motorola Signature: nuovi standard di raffinatezza e innovazione tecnologica


Al CES 2026 Motorola ha presentato Motorola signature, un dispositivo che si distingue per il design audace e le specifiche di alto livello. Creata per coloro che esigono il meglio in termini di tecnologia, la famiglia motorola signature vanta finiture realizzate con maestria, colorazioni curate, fino a sette anni di aggiornamenti del sistema operativo Android e di sicurezza, accesso e servizi esclusivi, oltre alle funzionalità più innovative di Motorola. Riconosciuto da DXOMARK per i più alti standard di eccellenza fotografica e progettato con sensori Sony LYTIA, capacità di acquisizione Dolby Vision e la potente piattaforma mobile Snapdragon 8 Gen 5, il Motorola signature ha un fascino duraturo e distintivo.
Motorola Signature: design sofisticato e sagomato con una cornice in alluminio spazzolato aeronautico, texture di lusso ispirate al twill e al lino, e colori curati da PantoneMotorola Signature: design sofisticato e sagomato con una cornice in alluminio spazzolato aeronautico, texture di lusso ispirate al twill e al lino, e colori curati da Pantone

Il telefono con curvatura quadrupla più sottile della sua categoria


motorola signature è ultrasottile (6,99 mm), costruito con precisione e sapientemente sagomato. Il dispositivo combina una moderna cornice in alluminio di grado aeronautico con una finitura lussuosa ispirata al twill o al lino, per offrire un'esperienza sensoriale al tatto. Disponibile in due opzioni cromatiche appositamente curate: PANTONE Martini Olive con finitura ispirata al twill, una tonalità verde dorato che incarna una forza discreta, e PANTONE Carbon con finitura premium ispirata al lino, un distinto blu navy dal minimalismo classico.

Sony Alpha 7 V: mirrorless con IA avanzata e prestazioni top
Sony Alpha 7 V segna un’evoluzione importante nella fotografia e nel video: IA più evoluta per il riconoscimento dei soggetti e prestazioni elevate per creativi e professionisti
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Il primo smartphone ultrasottile con quattro fotocamere da 50MP, premiato da DXOMARK


Reinventando ciò che è possibile con la fotografia mobile, il Motorola signature è il primo smartphone ultrasottile della sua categoria con quattro fotocamere da 50MP ed è stato insignito del DXOMARK Gold Label per i più alti standard di eccellenza fotografica. Il Motorola signature contiene un'impressionante suite di funzionalità hardware e software per la fotocamera, tra cui:

  • sensore principale da 50 MP con sensore Sony LYTIA 828, il sensore da 50 MP più grande di Motorola fino ad oggi, che produce video 4K Dolby Vision per riprese di livello cinematografico. È possibile, inoltre, la registrazione video in 8K, che offre maggiore flessibilità in post-produzione, e lo slow motion in 4K;
  • teleobiettivo periscopico da 50 MP con zoom ottico 3x, che mette in risalto ciò che l'occhio non può percepire. Dotato del sensore Sony LYTIA 600 da 50 MP, esso offre un'alta risoluzione anche a distanza. Questo vale anche per la capacità Super Zoom Pro 100x, potenziata da moto ai, che cattura monumenti lontani o edifici intricati con precisione. La lunghezza focale equivalente di 71 mm dell'obiettivo è ideale per scattare ritratti belli ed espressivi con un'angolazione che mette in risalto il soggetto;
  • obiettivo ultragrandangolare da 50 MP con un campo visivo di 122° per catturare paesaggi pittoreschi. L'obiettivo funge anche da fotocamera macro per catturare i dettagli più minuti e i primi piani artistici;
  • fotocamera selfie da 50 MP dotata del sensore Sony LYTIA 500 da 50 MP, che crea immagini ricche di contrasto grazie alla tecnologia Quad Pixel.


Rafforzato da Corning Gorill Glass Victus 2, il Motorola Signature offre una classificazione IP68 e IP69 per la protezione contro polvere, sporco e acqua ad alta pressioneRafforzato da Corning Gorill Glass Victus 2, il Motorola Signature offre una classificazione IP68 e IP69 per la protezione contro polvere, sporco e acqua ad alta pressione

Prestazioni Snapdragon e capacità AI superiori


La potente piattaforma mobile Snapdragon 8 Gen 5 da 3nm, basata su un motore di elaborazione AI dedicato, consente velocità fino a 3.8GHz con la CPU personalizzata e GPU, oltre a prestazioni NPU superiori. Sarà possibile sperimentare prestazioni rapide, un gaming fluido e un'intelligenza artificiale sul dispositivo più smart, che migliora ogni aspetto, dalla velocità all'efficienza energetica. Il processore, inoltre, potenzia le prestazioni della fotocamera offrendo un'elaborazione delle immagini superiore e un'acquisizione video ad alta definizione. L'elaborazione AI on-device aggiuntiva include miglioramenti nel riconoscimento delle immagini, nell'assistenza vocale e nell'efficienza energetica complessiva. Il Motorola signature è anche il primo smartphone con un sistema di raffreddamento a metallo liquido con maglia in rame, che mantiene basse le temperature e alte le prestazioni.
Motorola Signature: il primo smartphone ultrasottile nella sua categoria con quattro fotocamere da 50MP insignito del prestigioso riconoscimento DXOMARK Gold Label per l'eccellenza fotograficaMotorola Signature: il primo smartphone ultrasottile nella sua categoria con quattro fotocamere da 50MP insignito del prestigioso riconoscimento DXOMARK Gold Label per l'eccellenza fotografica

Smartphone con durabilità di grado militare


Grazie alla sua struttura leggera, il motorola signature combina eleganza e robustezza. Rafforzato da Corning Gorill Glass Victus 2, il dispositivo offre una classificazione IP68 e IP69 per la protezione contro polvere, sporco e acqua ad alta pressione, resistendo all'immersione fino a 1,5 metri in acqua dolce per un massimo di 30 minuti. Spingendo al limite i confini del design degli smartphone ultrasottili, motorola signature è l'unico dispositivo della sua categoria a soddisfare gli standard di durabilità di grado militare; queste caratteristiche consentono al dispositivo di operare efficacemente in temperature estreme e ad alte altitudini.

Samsung Galaxy Book6 al CES 2026: AI e prestazioni
Samsung svela al CES 2026 Galaxy Book6, una nuova generazione di notebook che punta su prestazioni elevate, funzionalità AI per la produttività e un design completamente rinnovato
TechpertuttiGuglielmo Sbano

La batteria più grande della categoria tra i telefoni ultrasottili


Anche all'interno della cornice sottile del motorola signature, è possibile godere di un'ampia autonomia, promette Motorola. La batteria al silicio-carbonio da 5200 mAh, garantisce fino a 52 ore di autonomia e quando la batteria si sta scaricando, la ricarica TurboPower da 90W offre ricarica per un intero giorno in soli 7 minuti. È possibile anche optare per la ricarica wireless da 50W per un'esperienza senza cavi.

Un display luminoso con Pantone SkinTone


La brillantezza assume una nuova forma con il display Extreme AMOLED da 6,8 pollici e una frequenza di aggiornamento ultraveloce di 165 Hz. La sua risoluzione Super HD contiene il 14% di pixel in più rispetto al Full HD standard e la luminosità di picco (fino a 6200 nits) assicura una migliore visibilità pur rimanendo confortevole per gli occhi. Motorola precisa che si tratta del display per smartphone più luminoso della sua categoria con Pantone SkinTone.
Motorola signature è inoltre dotato di Dolby Vision, che attira con una luminosità sorprendente e colori accattivanti per trasformare i contenuti con dettagli ricchi e cinematograficiMotorola signature è inoltre dotato di Dolby Vision, che attira con una luminosità sorprendente e colori accattivanti per trasformare i contenuti con dettagli ricchi e cinematografici
Motorola signature è dotato di tecnologia Sound by Bose oltre a Dolby Atmos, che rivelano maggiore profondità, chiarezza e dettagli per un'esperienza audio immersiva. I doppi altoparlanti stereo contribuiscono a trasmettere un audio di alta qualità in movimento, mentre l'esperienza unica di Bose nella sintonizzazione dell'equalizzazione crea un'avventura sonora. È possibile anche accedere a un audio di livello professionale grazie al sistema audio certificato Hi-Res e scoprire la Snapdragon Sound Technology Suite per chiamate di lavoro nitide.

Disponibilità e offerte pre-ordine


Motorola signature sarà presto disponibile in Italia a un prezzo di partenza di 1099 euro.


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L’app Xbox arriva sui PC Windows 11 con processori ARM


L'app Xbox è ora disponibile su tutti i PC Windows 11 con processori ARM: oltre l'85% del catalogo Game Pass è compatibile con questi dispositivi.
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L’app Xbox è ora disponibile per tutti i PC Windows 11 con architettura ARM. Chi possiede un Surface o uno dei portatili con chip Qualcomm Snapdragon può quindi accedere al catalogo Game Pass direttamente dal proprio dispositivo.

Stando a quanto dichiarato da Microsoft, oltre l’85% dei giochi presenti nel catalogo Game Pass è compatibile con questi sistemi. Per i titoli che ancora non girano in locale, resta disponibile Xbox Cloud Gaming come alternativa in streaming.

Migliora la compatibilità


Negli ultimi mesi ci sono stati alcuni progressi sul fronte della compatibilità. Prism, l’emulatore che permette di eseguire software x86 e x64 su architettura ARM, ora supporta le istruzioni AVX e AVX2, ampliando il numero di giochi che possono funzionare su questi dispositivi.

Anche il sistema anti-cheat di Epic è ora compatibile, quindi giochi come Fortnite e Gears of War: Reloaded dovrebbero essere giocabili. Microsoft ha inoltre introdotto Windows Performance Fit, uno strumento che fornisce indicazioni su quali titoli gireranno bene in base all’hardware del dispositivo.


FONTE blogs.windows.com

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Altre impressioni soggettive su Potere Operaio, Lotta continua e Brigate Rosse


Si è detto che il ‘68 ha rappresentato per molti giovani un’occasione per far sentire la propria voce e per far conoscere le proprie esigenze ed aspirazioni; è stato, quindi, come abbiamo visto, una stagione che ha portato la gioventù del tempo a cercare di soddisfare quel desiderio di partecipazione, di comunione, di giustizia, di libertà, insieme alla convinzione di poter trasformare il mondo per un futuro per essi migliore <97. Pertanto, il loro obiettivo principale era quello di costituire un movimento rivoluzionario di massa per realizzare il loro intento focale: riuscire a rovesciare il potere statale. Ma per fare ciò era necessaria la compattezza e l’appoggio del popolo; è per questo che la fine degli anni sessanta ha visto il proliferare di gruppi, di circoli, di movimenti che si affiancavano a gruppi già esistenti di estrema sinistra, per affermare sempre più la propria presenza nella società. Tanti furono, infatti, i gruppi che si sono formati sulla spinta della rivoluzione sessantottina, quali: “Sinistra Proletaria”, “Servire il Popolo”, “Avanguardia Operaia” (sorta dall’unificazione di “Avanguardia Operaia” di Milano con “Sinistra Leninista” di Roma, “Circolo Rosa Luxemburg” di Venezia e “Lenin” di Mestre), “Lotta Continua”, “Potere Operaio”, “Collettivo Politico Metropolitano” (CPM). La maggior parte di questi gruppi sono nati come oppositori del sistema dei contratti collettivi usato dalle aziende; hanno optato per un’opposizione permanente da parte delle aziende, appunto, per una “lotta continua”. Il loro obiettivo principale era l’unità di azione dei gruppi; in secondo luogo l’unità organizzativa e in ultimo, quella ideologica. La propaganda avveniva principalmente attraverso la distribuzione di volantini all’uscita delle fabbriche, il reclutamento e le decisioni venivano effettuate nei bar, dove si recavano molti lavoratori, ma anche facendo campagna politica nei quartieri. Rapidamente, i partecipanti dei gruppi aumentavano sempre di più, guadagnando più supporto e influenza. Tra tutti questi Lotta Continua (LC) è stata, tra la fine degli anni sessanta e la prima metà degli anni settanta, nata precisamente nell’autunno del 1969, una delle maggiori formazioni della sinistra extraparlamentare italiana, di orientamento comunista, rivoluzionario e operaista. Costituita successivamente ad una scissione in seno al Movimento Studentesco di Torino, che aveva infiammato l’estate delle lotte all’Università e alla FIAT, l’altra parte aveva formato il gruppo: Potere Operaio, che disponeva, dal 1971 di una struttura denominata “Lavoro Illegale, Segreta e Armata”, di cui era leader Valerio Morucci <98. Nell’aprile 1973 alcuni aderenti al movimento, scartati dal reclutamento in ‘Lavoro Illegale’, avevano organizzato un attentato incendiario dimostrativo, più per i vertici della struttura illegale del gruppo che per i destinatari dell’attentato, contro l’abitazione di Mario Mattei, segretario della sezione del Movimento Sociale Italiano, nel quartiere di Primavalle a Roma ma, a causa del divampare delle fiamme in seguito all’incendio del portone, Mattei rimase ferito, mentre i due figli, Stefano e Virgilio, morirono nell’incendio: l’episodio è noto come Rogo di Primavalle.
Anche Lotta Continua era molto attiva e si distingueva dagli altri gruppi per il movimentismo più spiccato, l’eterodossia e la critica ai regimi comunisti. A questo gruppo è stato attribuito l’omicidio del Commissario Calabresi, avvenuto il 17 maggio 1972, eseguito per ritorsione per la morte dell’anarchico Pinelli, di cui si è detto poco sopra. L’assassinio di Calabresi è considerato il primo e uno dei più importanti omicidii degli Anni di piombo, proprio per questo motivo e per il processo complesso che ha fatto seguito, ha avuto molta risonanza per svariati anni. In particolare, il Commissario Calabresi, tra il 1969 e il 1972, era stato accusato, proprio da una parte dell’opinione pubblica, soprattutto in seguito ad un’estesa campagna stampa di giornali quali L’Espresso e il giornale del movimento stesso di Lotta Continua, di aver assassinato l’anarchico Giuseppe Pinelli, morto dopo essere caduto da una finestra del quarto piano della Questura di Milano, dove si trovava in custodia per le indagini sulla Strage di Piazza Fontana. Tuttavia, dopo parecchie ricerche ed inchieste, era stato dimostrato che Pinelli fosse caduto in maniera accidentale, forse per un malore e non spinto dagli uomini di Luigi Calabresi, ma, soprattutto, non dallo stesso commissario, che, tra l’altro, in quel momento non si trovava nella stanza. Questa versione dei fatti non era però riuscita a convincere quasi nessuno e quindi, si sono sviluppate accese polemiche, tanto più quando si scoprì che gli anarchici milanesi non avevano nulla a che fare con l’attentato. I colpevoli dell’assassinio Calabresi sono stati individuati solo nel 1988, si trattava di Ovidio Bompressi e Leonardo Marino come esecutori materiali, Giorgio Pietrostefani e Adriano Sofri come mandanti: tutti erano leader o esponenti di Lotta Continua. Gli imputati sono stati condannati in via definitiva nel 1997, dopodiché hanno ottenuto una revisione del processo, ma nel 2000 la Corte d’Appello di Venezia e poi la Corte Suprema di Cassazione hanno confermato le condanne. Infine, nel 2003, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha sentenziato che avevano ricevuto un processo equo e, pertanto, è stata rifiutata una ulteriore revisione. Lo scioglimento del gruppo suddetto si è avuto nel 1976, mentre il giornale “Lotta continua”, quotidiano dal 1972, ha proseguito le pubblicazioni fino al 1981.
Dal movimento denominato “Collettivo Politico Metropolitano” (CPM) sarebbe nato il primo nucleo del gruppo terroristico più longevo di tutta l’Europa occidentale del dopoguerra: le Brigate Rosse <99. Renato Curcio, nel settembre del 1969, insieme con Corrado Simioni <100 fondava, infatti, dapprima il CPM, iniziando così il suo percorso politico e diventando, successivamente, il fondatore dell’organizzazione della stella a cinque punte, appunto le Brigate Rosse <101.
Egli aveva compreso subito che da quel processo di mobilitazione che aveva investito l’Italia dopo il miracolo economico era nato un esercito cospicuo di individui totalmente insoddisfatti, alienati e disponibili ad unirsi per abbracciare nuove idee radicali di emancipazione e riscatto sociale e per combattere insieme una guerra di classe. Successivamente, nel novembre 1969, al raduno organizzato da Curcio a Chiavari <102, sembra si sia avuto il passaggio alla lotta armata e quindi alla clandestinità <103; questo incontro non è stato altro infatti, che l’anticamera ideologica e organizzativa delle Brigate Rosse, che miravano soprattutto al coinvolgimento e all’appoggio della lotta operaia.
Sull’importanza del congresso di Chiavari si hanno testimonianze contrastanti, infatti, per esempio, Franceschini ha affermato che durante quell’incontro non si era arrivati a parlare ancora di lotta armata, ma solo di un passaggio alla clandestinità, secondo la sua testimonianza, il passaggio alla lotta armata è stato deciso soltanto più tardi, precisamente a Pecorile nell’agosto del 1970. La testimonianza di Franceschini ha creato delle perplessità in quanto le due cose, il passaggio alla lotta armata e quello alla clandestinità, per lui una successiva all’altra, sembravano invece andare di pari passo; inoltre, nelle varie interviste fatte ai fondatori delle BR, sembrava vi fosse un’unanimità nell’affermare che la decisione di passare alla lotta armata era stata presa a seguito della strage di piazza Fontana, del dicembre del 1969, che, ai loro occhi, non era stata altro che la conferma dell’esattezza delle loro idee e dei loro progetti: infatti, questo tragico evento, non aveva suscitato tanto la paura di un golpe da parte dell’estrema destra, ma aveva fatto nascere la convinzione più forte che in Italia vi fossero le condizioni giuste per fare una rivoluzione <104.
La nascita effettiva delle Brigate Rosse è stata ufficializzata in data 16 aprile 1970 alle ore 20:33, quando una voce si inseriva nel canale audio della televisione che stava trasmettendo il telegiornale e da allora è cominciata, appunto, una lunga serie di atti sanguinosi e cruenti sviluppatisi nell’arco di più di un decennio. Comunque, formalmente, il 17 agosto del 1970, presso l’albergo “Da Gianni” a Costaferrata (al tempo Casina) di Pecorile (frazione di Vezzano sul Crostolo), in provincia di Reggio Emilia, ottanta delegati di Sinistra Proletaria e del Comitato Politico Metropolitano si riunivano per prendere decisioni su forme di lotta più incisive. Il primo gruppo era formato da esponenti del movimento studentesco dell’Università di Trento come Curcio e Cagol; militanti della FGCI emiliana quali Franceschini, Gallinari, Ognibene; operai provenienti soprattutto dalla Sit-Siemens, come Moretti, Alunni, Bonavita.
Questa occasione ha segnato la dissoluzione del CPM e la costituzione delle Brigate Rosse.

[NOTE]97 “Noi non vogliamo trovare un posto in questa società ma creare una società in cui valga la pena trovare un posto” così affermava Mauro Rostagno, sociologo, giornalista e attivista italiano; è stato uno dei fondatori del movimento politico Lotta Continua ed avendo frequentato anche lui l’Università di Trento, riuscì a trascinare molti dei suoi protagonisti all’estremismo di sinistra e all’esperienza della lotta armata, tra cui Renato Curcio e Margherita Cagol (Rostagno, in quel periodo era soprannominato anche “il Che di Trento” e divise anche l’appartamento con Curcio per un po’ di tempo).
98 Ex brigatista, di cui si parlerà in seguito.
99 Le Brigate Rosse sono state molto influenzate dalle esperienze rivoluzionarie degli altri Paesi: la stessa sigla BR deriva dal gruppo rivoluzionario marxista tedesco della RAF, mentre, il simbolo deriva dalla stella sghimbescia dei guerriglieri uruguayani Tupamaros, da cui sembra che le Brigate Rosse abbiano preso l’esempio, non solo dal punto di vista strettamente ideologico, perché spesso sono movimenti di ispirazione marxista che prendono a modello la rivoluzione cubana, ma anche dal punto di vista operativo.
100 Si afferma che Simioni è stato il capo del Superclan, organizzazione nata parallelamente alle BR. È stato sospettato di aver organizzato, senza prendervi parte, l’attentato contro l’ambasciata americana ad Atene del 2 settembre 1970 durante la dittatura dei colonnelli. Quel fatto, in cui morirono i due attentatori per un loro errore, avrebbe segnato una forte rottura fra Simioni e Curcio quando quest’ultimo venne a sapere che era stato precedentemente proposto a sua moglie Margherita Cagol di mettere in atto quello stesso attentato.
101 Renato Curcio ha apertamente spiegato che “non abbiamo voluto ispirarci alle azioni partigiane e neanche a quelle del movimento operaio tradizionale, sia pure rivoluzionario. Noi volevamo imparare dalle esperienze nuove che si agitavano nel mondo: guardavamo ai Black Panthers, ai Tupamaros, a Cuba e alla Bolivia di Che Guevara, al Brasile di Marighella”. Infatti, l’altro modello a cui si rifacevano i brigatisti rossi era quello proposto da Carlos Marighella: un rivoluzionario brasiliano che di fatto aveva adottato la lotta armata dopo il colpo di stato in Brasile; il suo libro “Piccolo manuale della guerriglia urbana” è stato uno dei libri più letti negli ambienti dei terroristi di sinistra per le indicazioni tecniche. In più i brigatisti presero a modello anche i Montoneros argentini: organizzazione di guerriglieri nata alla fine degli anni Sessanta, che lottò per eliminare i condizionamenti politici statunitensi sull’Argentina e favorire il rientro di Juan Domingo Perón dall’esilio, anche se Perón, dopo il suo ritorno al potere nel 1973, prese le distanze dai Montoneros, che furono poi sgominati dalla dittatura militare nel 1977.
102 Di cui si è già accennato al § 2.2.
103 Mario Moretti, uno dei componenti del nucleo storico delle Brigate Rosse, sosteneva che il passaggio alla clandestinità non era un atto di attacco verso l’Italia e le sue istituzioni, non era una decisione in difesa ma in attacco: “non stiamo scappando, al contrario. Nella clandestinità costruiremo il potere proletario armato”.Cfr.:MORETTI Mario, (2014), Brigate rosse. Una storia italiana. Intervista di Mosca Carla, Rossanda Rossana, Oscar Mondadori, Milano, p.35.
104 Morucci V., (2004), La peggio gioventù una vita nella lotta armata, Milano, p. 169. “Noi volevamo fare la rivoluzione contro i capitalisti che depredavano la ricchezza sociale prodotta dal proletariato”, dello stesso avviso anche Prospero Gallinari.
Gian Maria Moneta Caglio da Ré, Tensioni e terrore degli anni 70, Tesi di laurea, Università Luiss “Guido Carli”, Anno Accademico 2021-2022

#1969 #1970 #BrigateRosse #GianMariaMonetaCaglioDaRé #LottaContinua #PotereOperaio #terrorismo

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oggi, 28 gennaio, a roma, presso la sede aamod: primo incontro di ‘insalaza 2026’


La Biblioteca di cinema e storia Ėsfir’ Šub dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico ETS apre le sue porte al pubblico con un ciclo di appuntamenti che prende il nome di InSalaZa 2026 – Incontri in biblioteca, un’occasione per abitare fisicamente uno spazio di sapere e condividerne l’anima profonda, fatta di memoria, documentazione, scoperte e relazioni.

insalaZa_ 28 gen 2026_ AAMOD_ incontri in biblioteca

Il primo incontro si terrà oggi, mercoledì 28 gennaio 2026 alle ore 16, nella sede dell’Archivio, in via Ostiense. L’iniziativa è aperta a tutti, con un invito speciale rivolto agli studenti e le studentesse delle università romane, agli abitanti del quartiere e a chiunque abbia voglia di esplorare un luogo che custodisce storie preziose, spesso invisibili altrove. Non è necessaria la prenotazione, ma si richiede la massima puntualità.

Il format è semplice, ma potente: una visita guidata alla mediateca e ai suoi spazi, una presentazione delle collezioni librarie e audiovisive, e poi una proposta partecipativa: scegliere un libro tra gli scaffali e leggerne un passaggio ad alta voce, per condividere parole, pensieri, emozioni. Sarà un pomeriggio di letture e di conoscenza, di divertimento e di scambio, pensato per restituire al pubblico una biblioteca viva, capace di parlare, ascoltare, sorprendere.

Inizialmente luogo funzionale a registi e operatori del cinema, per studiare e documentarsi al fine della realizzazione dei propri progetti, la biblioteca dell’AAMOD si è arricchita gradualmente, libro dopo libro, attraverso donazioni da cineasti, studiosi, attivisti, storici, militanti, intellettuali, con una particolare attenzione alla storia del cinema documentario, alla fotografia, alla storia sociale e politica del Novecento, alle comunità dimenticate e ai soggetti marginali. All’interno del suo catalogo sono presenti molti volumi, in particolare quelli risalenti agli anni Sessanta e Settanta, che non si trovano altrove, e che rappresentano testimonianze fondamentali di un pensiero critico, di una memoria viva, di una militanza culturale.

Nel settembre 2024, la biblioteca è stata intitolata a Ėsfir’ Šub, regista e montatrice sovietica che ha rivoluzionato il linguaggio filmico con la forza del montaggio e con uno sguardo capace di raccontare gli ultimi, le donne, i lavoratori, gli invisibili della Storia. Tale intestazione, nata da un’idea di Paola Scarnati, fondatrice dell’AAMOD, ha voluto essere un omaggio a chi ha fatto della narrazione un gesto rivoluzionario, superando le logiche celebrative per restituire centralità ai documenti, alla ricerca, alla verità.

InSalaZa 2026 nasce dunque da qui: dalla convinzione che la memoria non si conserva soltanto, si vive e si rinnova nel presente, attraverso pratiche pubbliche, partecipate, accessibili. L’iniziativa rientra nelle molteplici attività dell’AAMOD, organismo culturale attivo che conserva uno dei principali archivi audiovisivi italiani e che vive di relazioni, di progetti, di idee in movimento. Lo dimostrano le numerose attività in corso: dalle digitalizzazioni e i restauri, alla raccolta di film di famiglia e video amatoriali dei migranti, dalle produzioni e coproduzioni cinematografiche ai laboratori formativi e alle collaborazioni con università, scuole, collettivi artistici. È un ponte tra passato e futuro, un archivio totale in cui la dimensione tecnica convive con quella politica, storica, poetica, un luogo in cui le immagini, i suoni, le parole diventano strumenti di conoscenza e trasformazione.

#AAMOD #AAMODArchivioAudiovisivoDelMovimentoOperaioEDemocratico #ArchivioAudiovisivoDelMovimentoOperaioEDemocraticoETS #archivioDelMovimentoOperaioEDemocratico #biblioteca #BibliotecaDiCinemaEStoriaĖsfirŠub #incontriInBiblioteca #ingressoLibero #InSalaZa #InSalaZa2026IncontriInBiblioteca #lettura #Mediateca #PaolaScarnati #storia #storiaPolitica #storiaSociale #visitaGuidata #ĖsfirŠub

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Giornata della protezione dei dati: qualche idea su come difendere la tua privacy online


Il 28 gennaio è la Giornata della protezione dei dati: ecco gli strumenti più interessanti per proteggere email, navigazione, file e password nel 2025.
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Ogni anno il 28 gennaio si celebra la Giornata europea della protezione dei dati, istituita dal Consiglio d’Europa per ricordare la firma della Convenzione 108 del 1981, il primo trattato internazionale dedicato alla tutela delle informazioni personali. Fuori dall’Europa la chiamano semplicemente “Privacy Day”, ma il concetto è lo stesso: fermarsi un attimo a riflettere su quanto valgono i nostri dati e su cosa possiamo fare per proteggerli.

Perché sì, nel 2025 parlare di privacy non è da paranoici. È buon senso.

Perché dovresti preoccupartene (anche se “non hai nulla da nascondere”)


La frase “non ho nulla da nascondere” è probabilmente la più pericolosa quando si parla di dati personali. Il punto non è nascondere qualcosa, ma decidere tu cosa condividere e con chi. Ogni giorno lasciamo tracce ovunque: ricerche, acquisti, messaggi, posizione. Informazioni che, messe insieme, raccontano tutto di noi.

E non si tratta esclusivamente di pubblicità mirata. Il furto d’identità, le truffe via phishing e le violazioni di database sono in costante aumento. Secondo il Rapporto Clusit 2024, gli attacchi informatici sono cresciuti del 110% dal 2019 a oggi. Non esattamente una statistica rassicurante.

La buona notizia è che proteggersi non richiede necessariamente competenze tecniche avanzate ma spesso anche solo usare gli strumenti giusti può aiutare.

Posta elettronica: il primo passo


La mail è ancora il centro di tutto: account, comunicazioni, recupero password. Usare un provider che rispetta la privacy è fondamentale.

Proton Mail è probabilmente il nome più conosciuto in questo ambito: crittografia end-to-end, server in Svizzera e un’interfaccia ormai matura. Un’altra alternativa europea può essere Tuta, che offre funzionalità simili con un approccio ancora più minimalista, oppure Infomaniak Mail, servizio svizzero che punta molto sull’integrazione con altri strumenti di produttività. Per chi viene dal mondo business e vuole qualcosa di più tradizionale ma comunque attento alla privacy, Fastmail e Startmail sono opzioni solide.

Navigazione e DNS: quello che non vedi conta


I DNS sono una di quelle cose che pochi conoscono ma tutti usano. Ogni volta che digiti un indirizzo nel browser, una richiesta parte verso un server DNS per tradurlo in un indirizzo IP. Di default, questo server è quasi sempre quello del tuo provider, che quindi può registrare ogni sito che visiti.

Cambiare DNS è semplice e porta vantaggi immediati: più privacy, possibilità di bloccare pubblicità e tracker a monte, e spesso anche maggiore velocità. NextDNS, AdGuard DNS e Control D permettono tutti di configurare filtri personalizzati e decidere cosa bloccare. Per chi preferisce qualcosa di più essenziale, Quad9 è un’alternativa no-profit che punta tutto su sicurezza e semplicità.

Se invece vuoi che nemmeno il tuo provider internet possa vedere dove navighi, serve una VPN. Proton VPN ha un piano gratuito senza limiti di banda, cosa rara nel settore. Adguard VPN funziona bene soprattutto in combo con i loro altri servizi. Per chi cerca il massimo della riservatezza, Mullvad VPN e IVPN sono i nomi più rispettati: niente account, niente email e pagamento anche in contanti.

File e password: la cassaforte digitale


Salvare documenti su cloud è comodo, ma non tutti i cloud sono uguali. Proton Drive offre crittografia end-to-end anche per i file, mentre Infomaniak kDrive è un’alternativa europea con prezzi competitivi e una buona dose di spazio. Per i backup veri e propri, Infomaniak Swiss Backup permette di dormire sonni tranquilli sapendo che i dati restano in Svizzera.

E le password? Usare la stessa ovunque è un invito a nozze per chiunque voglia accedere ai tuoi account. Un gestore password risolve il problema: genera password complesse, le memorizza in modo sicuro e le compila automaticamente quando servono. Proton Pass si integra bene con l’ecosistema Proton, Bitwarden è open source e molto apprezzato, mentre KeePassXC è perfetto soprattutto per chi preferisce tenere tutto in locale senza affidarsi a server esterni.

Non serve fare tutto subito


Cambiare le proprie abitudini digitali non deve essere un processo traumatico. Si può partire da una cosa sola, magari la mail o i DNS, e procedere con calma. L’importante è iniziare.

Il 28 gennaio è un buon promemoria, ma la privacy si costruisce ogni giorno.

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a roma, da oggi, 28 gennaio, mostra “un’unica mente”: 22 artisti/autori alla biblioteca nazionale di roma. a cura di rosa pierno


locandina mostra Un'unica mente

La Biblioteca nazionale centrale di Roma inaugura il 28 gennaio 2026 la mostra Un’unica mente. Quando l’artista visivo è anche poeta: 22 artisti/autori, che espone ventidue libri d’artista realizzati, per il progetto curato da Rosa Pierno Un’unica mente, dalle edizioni Orolontano di Alfonso Filieri.

Una descrizione dell’iniziativa:
slowforward.net/wp-content/upl…

#AldoBandinelli #AlfonsoFilieri #ArchivioOrolontano #art #arte #artisti #BibliotecaNazionale #BibliotecaNazionaleCentrale #BibliotecaNazionaleCentraleDiRoma #FaustaSquatriti #FrancescoCalia #FrancoDAntuono #GiancarlaFrare #LiaMalfermoni #libriDArtista #LuciaSforza #LucianoPuzzo #LuigiMoriggi #ManuelaBedeschi #MarcoFuria #MariaRosaBenso #MarilenaScavizzi #MarinaBindella #mostra #NelioSonego #Orolontano #PaoloDiCapua #PaoloTesi #RosaPierno #RosellaRestante #StefanoCampagnolo #StefanoIori #UnUnicaMente #VincenzoScolamiero #VitoCapone

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Zotero 8: il gestore bibliografico open source si rinnova ancora


Zotero 8 è disponibile: il software open source per la gestione bibliografica introduce un nuovo dialogo citazioni, temi per il lettore, note in schede e supporto Linux ARM64.
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Chi lavora con la ricerca o sta scrivendo una tesi probabilmente conosce già Zotero, un software gratuito che può salvare la vita quando si devono organizzare centinaia di fonti, articoli e citazioni. A meno di un anno dalla versione 7, che aveva portato un restyling completo, arriva ora la versione 8 con una serie di migliorie che rendono il lavoro quotidiano più fluido.

Un nuovo modo di gestire le citazioni


La novità più evidente riguarda il dialogo per inserire le citazioni nei documenti. Zotero ha eliminato le vecchie interfacce separate (la famosa “barra rossa” e il dialogo classico) in favore di un’unica finestra più versatile. Si può cercare rapidamente tra tutte le librerie oppure navigare in modo più mirato dentro collezioni specifiche, il tutto senza perdere quello che si stava facendo.

Annotazioni più accessibili e temi per la lettura


Le annotazioni fatte su PDF, EPUB e snapshot di pagine web ora compaiono direttamente nell’elenco principale, sotto i rispettivi allegati.

Il lettore integrato guadagna poi un pannello per personalizzare l’aspetto con diversi temi preimpostati (scuro, seppia, neve) o creandone di propri.

Note in schede e supporto Linux ARM


Le note si possono finalmente aprire in schede invece che in finestre separate, cosa che aiuta a mantenere l’interfaccia più ordinata. Altra novità interessante è il supporto nativo per Linux su architettura ARM64, quindi Chromebook con processori ARM, Mac con Apple Silicon che eseguono Linux e anche Raspberry Pi.

Tra le altre migliorie ci sono la rinominazione automatica degli allegati in base ai metadati, l’autocompletamento dei tag nel Connector per browser e vari ritocchi all’interfaccia che rendono più comodo il drag and drop di elementi e collezioni.

Zotero 8 è già disponibile per il download gratuito dal sito ufficiale oppure aggiornando direttamente dall’applicazione.


FONTE zotero.org

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LEGO diventa lifestyle: i numeri che spiegano il boom dei mattoncini


LEGO supera il concetto di gioco tradizionale e diventa lifestyle: numeri, abitudini e trend spiegano il successo dei mattoncini oggi
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Gli “scaffali” dei giochi, anche quelli virtuali, non sono più un affare solo per bambini in previsione del Natale. I giochi, oggi, appartengono ad un universo che unisce intrattenimento, design, collezionismo e nostalgia, capace di parlare a pubblici diversi e di accompagnare i consumatori durante tutto l’anno. Un mercato dinamico, in continua trasformazione, in cui alcune categorie riescono più di altre a intercettare nuove passioni e a emergere come trend rilevanti. Tra queste, LEGO si conferma uno dei brand più seguiti, in termini di interesse online. In occasione del LEGO Day, che si celebra domani, idealo ha analizzato l’interesse dedicato ai giocattoli e ai prodotti LEGO nei principali mercati europei. I dati raccontano una realtà chiara: quando cresce l’interesse per LEGO, cresce anche l’attenzione complessiva verso il comparto dei giochi.

Rimani attivo nel nuovo anno con Apple Watch | TechPerTutti
Apple Watch può aiutarti a restare attivo nel nuovo anno grazie a monitoraggio dell’attività, motivazione quotidiana e maggiore consapevolezza del benessere
TechpertuttiGuglielmo Sbano

In Italia: LEGO è il gioco più cercato su idealo


Nel 2025 la centralità di LEGO è stata evidente soprattutto in Italia. Il brand ha registrato il 21% dell’interesse online complessivo nel settore giocattoli su idealo.it, posizionandosi al primo posto assoluto tra tutte le categorie analizzate. Un valore che supera di circa tre volte quello della seconda categoria più cercata, le carte da gioco (7%), e che distanzia nettamente action figure (5%), bambole, Funko, Barbie e macchinine, tutti rispettivamente al 3%. LEGO non è solo una scelta tra le tante, ma un punto di riferimento del mercato.



Un fenomeno che cresce in tutta Europa: i numeri del boom LEGO


Il successo di LEGO in termini di interesse online non si ferma ai confini nazionali. Il confronto anno su anno mostra una crescita dell’interesse in tutti i principali mercati europei. La Spagna registra l’aumento più marcato, con un incremento di poco superiore al 100%, seguita da Francia (+53%), Austria (+51%) e Italia (+49%). Anche nei mercati più maturi, come Germania (+22%) e Regno Unito (+11%), LEGO continua a rafforzare la propria presenza, dimostrando una notevole capacità di rinnovarsi senza perdere appeal.

Natale resta il picco, ma la passione dura tutto l’anno


Analizzando l’andamento delle ricerche in Italia tra il 2024 e il 2025, emerge un legame ancora forte con il periodo natalizio. Dicembre si conferma il mese di massimo interesse, passando da un indice pari a 81 nel dicembre 2024 a 100 nel dicembre 2025. Accanto a questo picco stagionale, emerge però un’evoluzione significativa: nel 2025 l’interesse per LEGO è stato più alto anche nei mesi lontani dalle festività, a dimostrazione che il brand è sempre meno legato al solo regalo e sempre più a una passione continuativa.

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Dai mattoncini all’arredo: LEGO conquista anche gli adulti


A cambiare non è solo quando si compra LEGO, ma anche come lo si vive. I dati idealo mostrano come in Europa stiano crescendo soprattutto le categorie più trasversali e orientate a un pubblico adulto. Su base annua, LEGO Deko registra un aumento del 209%, mentre i LEGO Set crescono del 178%, seguiti da LEGO Ship (+69%) e dai veicoli (+41%). LEGO diventa così sempre più un oggetto di design, da collezione e da esposizione, capace di entrare stabilmente nelle case anche al di fuori della cameretta. In particolare, nel 2025, in tutti i mercati europei, i LEGO Set restano la tipologia di prodotto più cercata su idealo. In Italia, invece, emerge una peculiarità che racconta molto dei gusti locali: auto e veicoli LEGO hanno un peso superiore rispetto ad altri Paesi, con LEGO Car che raggiunge il 17% dell’interesse e LEGO Vehicle il 15%. Un dato che riflette la passione italiana per motori, design e grandi icone dell’ingegneria.
LEGO diventa sempre più un oggetto di design, da collezione e da esposizione, capace di entrare stabilmente nelle case anche al di fuori della camerettaLEGO diventa sempre più un oggetto di design, da collezione e da esposizione, capace di entrare stabilmente nelle case anche al di fuori della cameretta

Tra cultura pop, collezionismo e nuove esperienze di gioco


La Top 20 dei prodotti LEGO più rilevanti nel 2025 conferma il carattere sempre più lifestyle del brand. In Italia spiccano collezioni iconiche come la Botanical Collection, i grandi modelli Technic dedicati alle supercar, i set di architettura e i franchise della cultura pop, da Star Wars a Batman fino a One Piece. Negli altri mercati europei emergono sfumature diverse, con maggiore spazio a treni e costruzioni LEGO City in Germania e Regno Unito e una forte attenzione ad arte, design e personaggi Disney in Francia e Spagna.
A confermare questa evoluzione non sono solo i dati: all’inizio del 2026 LEGO ha portato la propria visione del gioco anche sul palco del CES di Las Vegas, presentando nuove soluzioni che uniscono creatività e interazione, senza rinunciare all’esperienza fisica dei mattoncini. Un segnale coerente con quanto emerge dall’analisi idealo: il gioco sta cambiando, ma resta centrale il valore dell’esperienza.

Comunicazione e intelligenza artificiale: come si parla agli algoritmi | TechPerTutti
Dalla scrittura per i motori di ricerca ai modelli generativi: comunicare con l’intelligenza artificiale significa adattare linguaggio, struttura e contesto a nuovi interlocutori digitali
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Un fenomeno destinato a durare


LEGO conferma come un brand possa evolversi oltre il prodotto, diventando parte dello stile di vita e delle abitudini quotidiane. Un esempio di come creatività, community e cultura digitale possano trasformare un’icona del passato in un fenomeno contemporaneo, capace di parlare anche alle nuove generazioni interessate a design, innovazione e tecnologia creativa. E se il LEGO Day celebra questo universo, i numeri confermano che il futuro del gioco, in Italia e in Europa, continua a essere costruito…un mattoncino alla volta.


Rimani attivo nel nuovo anno con Apple Watch: come la tecnologia può aiutarti a mantenere buoni propositi


Apple Watch rimane il compagno ideale per una vita attiva. Da questo mese l'App Fitness+ si arricchisce di nuovi programmi, con sessioni strutturate, pensati per tenersi in forma con piani settimanali mirati a raggiungere i propri obiettivi. Una novità molto attesa dagli utilizzatori di Apple Watch i quali, secondo un'analisi dei dati dell’Apple Heart and Movement Study, aumentano in modo costante i livelli di attività fisica e li mantengono tali per tutto il nuovo anno. Inoltre, come ulteriore incentivo motivazionale, chi usa Apple Watch può guadagnare una medaglia in edizione limitata “Benvenuto nuovo anno” e partecipare alla sfida “Quit Quitting” in Strava nel mese di gennaio.

Apple MacBook Pro 14″: un chip tutto nuovo e un netto salto di qualità nell’AI
Con prestazioni nettamente migliorate nei flussi di lavoro AI, archiviazione più veloce e fino a 24 ore di autonomia, il nuovo MacBook Pro 14″ ridefinisce lo standard del segmento
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Apple Watch aiuta a mantenere alta la motivazione per tutto l’anno nuovo


Tuttavia, già entro il secondo venerdì di gennaio chiamato anche “Quitter’s Day”, il giorno di chi molla, molte persone abbandonano i buoni propositi di fitness. Al riguardo, una nuova analisi dei dati forniti da circa 100.000 partecipanti all’Apple Heart and Movement Study nell’arco di quattro anni ha rilevato che chi usa Apple Watch con costanza mantiene alti i livelli di attività fisica oltre il Quitter’s Day. L’analisi ha incluso partecipanti allo studio che hanno scelto di condividere i propri dati Attività e che hanno indossato Apple Watch in modo costante per più anni. L’Apple Heart and Movement Study, condotto in collaborazione con il Brigham and Women’s Hospital, l’American Heart Association e Apple, ha coinvolto oltre 250.000 persone in tutti gli Stati Uniti che hanno acconsentito a partecipare.
La linea Apple Watch include Apple Watch Series 11, Apple Watch Ultra 3 e Apple Watch SE 3La linea Apple Watch include Apple Watch Series 11, Apple Watch Ultra 3 e Apple Watch SE 3
In particolare, si è notato che dopo una riduzione della media dei minuti di attività fisica durante il periodo delle feste a novembre e dicembre, la media dei minuti di attività giornaliera dei partecipanti allo studio non è solo aumentata rapidamente a gennaio, ma ha anche continuato a crescere fino a primavera. Durante le prime due settimane di gennaio, oltre il 60% di chi usa Apple Watch ha aumentato i minuti di attività fisica giornaliera di oltre il 10% rispetto alla relativa media di dicembre e molte persone hanno mantenuto quei livelli anche oltre il Quitter’s Day e nei mesi successivi.

La linea Apple Watch consente di raggiungere qualsiasi tipo di obiettivo di fitness nel nuovo anno. in particolare, Watch Series 11 offre il set completo di funzioni per la salute, creato con le notifiche di ipertensione e l’app ECG, una batteria che dura più a lungo, un rivestimento in vetro ancora più resistente e la compatibilità con le reti 5G. Il modello Watch SE 3 offre funzioni per la salute, il fitness, la connettività e la sicurezza, oltre alle potenti capacità del chip S10, tra cui display always-on e ricarica rapida. Infine, Watch Ultra 3 è l’orologio ideale per lo sport e l’avventura, offre SOS emergenze via satellite, il display più ampio di qualsiasi altro Apple Watch, 42 ore di autonomia e nuove informazioni utili sulla salute.
La medaglia in edizione limitata “Benvenuto nuovo anno” si ottiene chiudendo tutti e tre gli anelli Attività per sette giorni consecutiviLa medaglia in edizione limitata “Benvenuto nuovo anno” si ottiene chiudendo tutti e tre gli anelli Attività per sette giorni consecutivi

Una medaglia in edizione limitata e una sfida in Strava


Per iniziare alla grande il nuovo anno, Apple Watch mette in palio una medaglia in edizione limitata “Benvenuto nuovo anno”: per conquistarla bisogna chiudere tutti e tre gli anelli Attività per sette giorni consecutivi durante tutto questo mese. Per la prima volta, chi usa Strava con Apple Watch può anche partecipare a una speciale sfida “Quit Quitting” durante tutto il mese di gennaio per mantenere alta la motivazione e continuare a fare attività fisica. Una volta effettuata l’iscrizione alla sfida, le persone che registrano 12 allenamenti entro fine mese guadagneranno un badge Apple Watch nell’app Strava.

Nuovi programmi Fitness+ per allenarsi e ritrovare la motivazione


Fitness+ introduce una nuova serie di programmi della durata di più settimane, pensati per aiutare a creare slancio e mantenere la costanza nel nuovo anno. Per chi vuole tornare ad allenarsi, il programma “Il tuo ritorno Fitness” propone tre tipologie di allenamento molto apprezzate: rafforzamento muscolare, HIIT e yoga. Il piano di quattro settimane prevede tre allenamenti a settimana, uno per ciascun tipo, della durata di soli 10 minuti ciascuno. Ogni settimana si basa sulla precedente per aiutare a progredire nel percorso di ripresa dell’attività fisica.
Una programmazione attenta, settimana dopo settimana, supporta un approccio costante e graduale per costruire una pratica di yoga duraturaUna programmazione attenta, settimana dopo settimana, supporta un approccio costante e graduale per costruire una pratica di yoga duratura
Il programma Crea la tua yoga routine in 4 settimane è studiato per aiutare a inserire la pratica dello yoga nella propria routine di fitness. Questi allenamenti sono pensati per aumentare la flessibilità, ridurre lo stress e sviluppare forza e stabilità. Ogni settimana, si avranno a disposizione due sessioni da 10 minuti, una lenta e una più energica, pensate per integrarsi con le routine di allenamento esistenti.
Il programma Rafforzamento base in 3 settimane aiuta i principianti a imparare le basiIl programma Rafforzamento base in 3 settimane aiuta i principianti a imparare le basi
Il programma Rafforzamento e Cardio HIIT in sequenza prevede tre allenamenti da 20 minuti ciascuno: 10 minuti di rafforzamento muscolare e 10 minuti di HIIT, tre volte a settimana, per tre settimane consecutive. Gli allenamenti sono pensati per essere eseguiti uno dopo l’altro, senza pause intermedie.

L’allenamento di rafforzamento muscolare è una delle tipologie di attività fisica in più rapida crescita nel mondo, e il programma Rafforzamento base in 3 settimane aiuta i principianti a imparare le basi, mentre chi riprende la precedente routine può perfezionare la tecnica dei movimenti più comuni.

Musica e nuovi ospiti per la serie Passeggiamo


La serie “Artista in primo piano” di Fitness+ torna con nuovi allenamenti comprensivi di musica di artisti di fama internazionale. I nuovi allenamenti, infatti, includono la musica della cantante KAROL G e, a partire dal 2 febbraio, Fitness+ aggiungerà nuovi allenamenti alla serie “Artista in primo piano” dedicata a Bad Bunny, celebrando l’Halftime Show del Super Bowl LX di Apple Music. In aggiunta, la serie Passeggiamo, in cui gli ospiti condividono storie, foto e canzoni che hanno plasmato le loro vite, si arricchisce di nuovi episodi, partendo con l’attore e produttore Penn Badgley, la Spice Girl, cantante, cantautrice e personalità televisiva Mel B, e l’attrice Michelle Monaghan, che seguirà più avanti quest’anno.

Apple: il nuovo iPad Pro con chip M5 è arrivato
Il nuovo iPad Pro ha il chip Apple di ultima generazione, prestazioni AI aumentate e archiviazione più veloce
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Più modi per rimanere attivi con Apple


Fitness+ è disponibile su iPhone, iPad e Apple TV. Con Apple Watch o un paio di AirPods Pro 3, l’esperienza è ancora più motivante grazie alla visualizzazione sullo schermo dei parametri personali durante l’allenamento. È possibile seguire un piano personalizzato pre-impostato o crearne uno proprio selezionando giorni di allenamento, attività preferite, durata, trainer e musica. Chi ha un abbonamento a Strava può ricevere fino a tre mese di Fitness+ senza costi.

Prezzi e disponibilità


  • Watch Series 11 ha un costo che parte da 459 euro Watch SE 3 parte da 279 euro e Watch Ultra 3 parte da 909 euro.
  • Apple Fitness+ è disponibile come servizio in abbonamento al costo di 9,99 euro al mese o 79,99 euro all’anno, e può essere condiviso con cinque familiari.
  • Apple Fitness+ è incluso nel piano Apple One Premium che, dove disponibile, offre accesso anche a Apple Music, Apple TV, Apple Arcade e iCloud+ con 2TB di spazio di archiviazione; il piano può essere condiviso con altri cinque familiari.


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Skip abbandona gli abbonamenti e rilascia tutto in open source


Skip, il framework che converte app Swift in app Android native, diventa gratuito e open source con la versione 1.7. Codice disponibile su GitHub.
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Skip è un framework che permette di scrivere app in Swift e SwiftUI e convertirle automaticamente in Kotlin e Jetpack Compose per Android. Il risultato sono app native su entrambe le piattaforme, senza runtime intermedi o compromessi sulle prestazioni.

Fino a oggi era un prodotto a pagamento. Gli sviluppatori indipendenti e i progetti sotto una certa soglia di fatturato erano esentati, ma per gli altri serviva un abbonamento.

Con la versione 1.7 cambia tutto: licenze eliminate, codice sorgente pubblico.

Cosa è stato rilasciato


Il team ha reso open source “skipstone”, il motore che gestisce la creazione dei progetti, la conversione del codice, il packaging delle app e l’integrazione con Xcode. Il codice è su GitHub con licenza AGPL-3.0.

Il progetto non ha mai ricevuto fondi da venture capital. Ora si sostiene attraverso GitHub Sponsors, con tier per sviluppatori individuali e aziende.

Chi aveva un abbonamento attivo verrà migrato automaticamente ai nuovi livelli di sponsorship.


FONTE skip.dev

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Dentro il Social WARM – La scuola guida per esplorare il Fediverso, goderselo e vivere meglio (e abbandonare i social USA) – Parte 1

Una scuola guida per viaggiare nel Fediverso: l’esperimento funzionerà?
informapirata.it/2026/01/27/de…


Guida galattica per x-stoppisti finiti su mastodon (nuova versione)

Guida galattica per X-stoppisti finiti su mastodon – La nuova versione della guida di informapirata

“Probabilmente quasi tutto quello sapete su Mastodon è sbagliato!

Ma siete in buona compagnia…”
informapirata.it/2024/07/10/gu…


Questa voce è stata modificata (3 mesi fa)
in reply to Giacomo Tesio

in realtà non l'ho dimenticato, solo che non era facile andare a prendere le schermate del software.
Alla fine le app sono pressoché infinite fediverse.party/en/miscellaneo…

@informapirata@www.informapirata.it @fediverso

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Microsoft lancia winapp, un nuovo strumento a riga di comando per sviluppatori Windows


Microsoft ha rilasciato winapp, un nuovo strumento a riga di comando open source per semplificare lo sviluppo di applicazioni Windows senza Visual Studio.
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Microsoft ha rilasciato in anteprima pubblica winapp, un’interfaccia a riga di comando pensata per semplificare la vita a chi sviluppa applicazioni per Windows senza passare da Visual Studio. Il progetto è open source e disponibile su GitHub.

Lo strumento si rivolge in particolare a chi lavora con framework multipiattaforma come Electron, oppure a sviluppatori C++, Rust o .NET che preferiscono gestire tutto da terminale. L’idea è quella di raccogliere in un unico posto operazioni che normalmente richiedono diversi passaggi manuali: dalla configurazione dell’ambiente di sviluppo alla creazione dei certificati, fino alla creazione del pacchetto finale dell’applicazione.

Cosa permette di fare


Con un singolo comando è possibile inizializzare un progetto scaricando gli SDK necessari e generando automaticamente file di configurazione e certificati di sviluppo. Per chi ha bisogno di testare funzionalità che richiedono la cosiddetta “identità del pacchetto”, winapp permette di aggiungerla al proprio eseguibile senza dover creare un pacchetto completo ogni volta.

Quando l’applicazione è pronta per essere distribuita, lo strumento gestisce anche la creazione di pacchetti MSIX firmati, pronti per il Microsoft Store o per l’installazione manuale. Per gli sviluppatori Electron è disponibile anche un pacchetto npm dedicato con comandi specifici per l’integrazione.

Il progetto è ancora nelle fasi iniziali e Microsoft ha dichiarato di voler raccogliere feedback dalla community per capire su quali funzionalità concentrarsi. Chi volesse provarlo può installarlo tramite WinGet con il comando winget install microsoft.winappcli.


FONTE blogs.windows.com

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2 febbraio, roma, tomo: “la lezione di manganelli”, a cura di andrea cortellessa e giovanni sampaolo


La lezione di Manganelli_Roma, libreria Tomo a San Lorenzo_lunedì 2 febbraio
cliccare per ingrandire

nell’ambito di “Fiori freschi. Incontri di critica e poesia
contemporanea”
alla Libreria Tomo a San Lorenzo, Via degli Etruschi 34, Roma,
lunedì 2 febbraio, ore 19:15

LA LEZIONE DI MANGANELLI
a cura di
Andrea Cortellessa
e Giovanni Sampaolo
(Prospero, 2025)

intervengono Emiliano Ceresi, Viola Papetti e Graziella Pulce
saranno presenti i curatori

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