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Marknote 1.5 aggiunge modalità sorgente e collegamenti wiki


Marknote 1.5 per KDE aggiunge modalità Markdown, collegamenti wiki e KRunner. App open source locale per appunti senza compromessi sulla privacy.
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Marknote 1.5 è disponibile per gli utenti KDE Plasma. L’applicazione per prendere appunti introduce la modalità sorgente dedicata, permettendo di passare dall’interfaccia WYSIWYG alla modifica diretta del codice Markdown. Una funzione richiesta dalla comunità da tempo, utile per chi preferisce lavorare con la sintassi grezza senza perdere la comodità dell’editor visuale.

Ora è possibile creare collegamenti interni tra le note con lookup cross-notebook, usando la sintassi wiki tipica dei sistemi di documentazione. Questo permette di costruire reti di idee collegate mantenendo un’interfaccia pulita e senza distrazioni.

Modalità sorgente e collegamenti wiki


La combinazione di queste due funzionalità trasforma l’app da semplice editor a strumento per organizzare conoscenza. Chi scrive in Markdown può ora alternare tra vista renderizzata e codice, mentre i collegamenti interni permettono di navigare tra note correlate senza uscire dall’applicazione.

Gestione note e integrazione desktop


Per l’organizzazione quotidiana, l’aggiornamento semplifica alcuni flussi di lavoro. Si possono spostare note tra i quaderni con drag-and-drop, visualizzare il conteggio delle note per ciascun quaderno e duplicare le note esistenti per creare template rapidi. La ricerca e sostituzione full-text completa il pacchetto, facilitando il ritrovamento e l’aggiornamento di informazioni sparse.

L’integrazione con l’ambiente desktop è migliorata grazie a un nuovo plugin KRunner. Da Plasma si accede alle note senza aprire l’applicazione separatamente, cercando direttamente dal launcher di sistema. Sono presenti anche nuove animazioni, miglioramenti alla formattazione delle tabelle e affinamenti dell’interfaccia per un’esperienza più fluida.

Essendo un’applicazione open source locale, Marknote non invia i dati a server esterni. Per chi gestisce documenti sensibili, l’approccio privacy-first si abbina bene a strumenti di comunicazione crittografata come Proton Mail o Tuta. Chi volesse ospitare versioni self-hostate di applicazioni simili può valutare soluzioni VPS come Hetzner o Webdock.

La release 1.5 non rivoluziona il concetto di note-taking, ma risponde a richieste concrete degli utenti. La modalità sorgente e i collegamenti wiki trasformano un editor semplice in uno strumento più versatile per chi organizza conoscenza in formato testuale.


FONTE blogs.kde.org


FONTE 9to5linux.com

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25 marzo, roma, giuseppe casetti su mario dondero


Roma, mercoledì 25 marzo, ore 18, libreria Il museo del louvre – via della Reginella 8a

Donderoad: il secondo dei cinque incontri sulla fotografia ideati da Giuseppe Casetti è dedicato a Mario Dondero.

Donderoad è un viaggio e un incrocio di strade.
La prima è certamente la via morale con cui Mario Dondero ha sempre inteso la fotografia: una pratica umana prima ancora che estetica. Una via civile, spirituale, politica, avventurosa.
“Volevo fare il marinaio, poi sono diventato fotografo”.

Ma la via di Mario è anche una certa Roma: un certo insieme di vie concentrate in un fazzoletto di indirizzi che Giuseppe Casetti ha scoperto frequentando Dondero. Una geografia affettiva fatta di pensioni, trattorie, bar e tavolini dove, negli anni Sessanta, si incrociano fotografi, scrittori, artisti e cineasti di tutto il mondo,
“La fotografia non è il fine, ma il mezzo per avvicinarsi alla vita”

E poi c’è la via dell’amicizia tra Giuseppe e Mario.
Una strada più privata, fatta di ricordi diretti, viaggi tra Roma e Fermo, di racconti infiniti al ristorante, aneddoti; non soltanto il fotografo, ma l’uomo. “Fotografare la vita è come raccogliere l’oro per la strada”

buon cammino!

_____

i prossimi incontri in programma:
29 aprile 2026 _ Paolo Di Paolo raccontato da Giuseppe Casetti
27 maggio 2026 _ Giosetta Fioroni raccontata da Giuseppe Casetti
24 giugno 2026 _ "Il fotografo che non usa la macchina fotografica", un racconto di Giuseppe Casetti

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oggi, 20 marzo, a roma: “kienböck. corpo migrante”, mostra personale di shohreh bayatipour


Kienböck. Corpo migrante, di Shohreh Bayatipour, da oggi, 20 marzo, alla Galleria Arte Sempione (corso Sempione 8, Roma).

Lunedì 23 marzo, h. 18, incontro con l’artista.
#art #arte #GalleriaArteSempione #imaugurazione #ShohrehBayatipour #vernissage

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“Votate sì e ci togliamo di mezzo la magistratura”


“Vi hanno raccontato che questo referendum riguarda la terzietà del giudice. Che si tratta di una riforma tecnica, di buon senso, né di destra né di sinistra. Meloni ci ha speso tredici minuti di video per spiegarvelo con quella voce da maestra paziente che usa quando vi sta mentendo in faccia.

Poi è arrivata Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto del Ministero della Giustizia, la persona […]

Leggi il resto: argocatania.it/2026/03/20/vota…

#consiglioSuperioreDellaMagistratura #governoMeloni #magistratura #Procura #referendumCostituzionale #separazioneDelleCarriere

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Due mesi e poi il buio: i bot affossano il rilancio di Digg


Digg ha chiuso la beta pubblica dopo appena due mesi: un'invasione di bot automatizzati ha reso inutilizzabile la piattaforma. Licenziamenti e app rimossa dagli store.
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Neanche il tempo di scaldarsi. Digg, il sito di condivisione link che Kevin Rose e il cofondatore di Reddit Alexis Ohanian avevano rilanciato con grandi aspettative, ha annunciato un brusco ridimensionamento: licenziamenti consistenti, app rimossa dagli store e beta pubblica offline. Tutto questo a soli due mesi dall’apertura al pubblico, avvenuta a gennaio 2026.

Il motivo? I bot. Come riporta TechCrunch, appena aperto il beta, la piattaforma è stata travolta da account automatizzati e agenti di spam legati a operazioni di posizionamento sui motori di ricerca, attirati dall’autorità di dominio che Digg conservava su Google. Il CEO Justin Mezzell descrive la scena senza giri di parole: decine di migliaia di account bannati, strumenti interni e soluzioni esterne attivate, niente di sufficiente. Quando i voti e i commenti non sono più affidabili, una piattaforma come Digg smette di avere senso.

C’è una certa ironia in tutto questo: Rose aveva dichiarato alla vigilia del rilancio che l’intelligenza artificiale avrebbe eliminato “il lavoro di pulizia dei moderatori”. Invece, sono stati proprio i sistemi automatizzati ostili ad avere la meglio.

Il problema, come osserva Mezzell, non è solo di Digg: è del web intero. La cosiddetta teoria dell’internet morto, l’idea che una parte crescente del traffico online sia generata da macchine anziché da persone, trova in questa vicenda una conferma pratica. Digg ne ha pagato le conseguenze in modo più diretto, perché la fiducia negli utenti è il prodotto stesso. A complicare il quadro, la difficoltà di sottrarre utenti alle piattaforme già consolidate: Reddit, nel frattempo diventata una società quotata in borsa, conta su anni di comunità costruite che non si spostano facilmente.


Post by @prealpinux@mastodon.uno
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Non è una chiusura definitiva, almeno nelle dichiarazioni. Un piccolo gruppo rimasto terrà in vita il progetto, con un approccio che promette di essere “genuinamente diverso” rispetto al semplice posizionarsi come alternativa a Reddit. A partire da aprile, torna anche Rose, che lavorerà a tempo pieno sul rilancio.

Nel frattempo, se cerchi una comunità di link e discussioni senza algoritmi proprietari né fini di lucro, feddit.it è l’istanza italiana di Lemmy nel fediverso: aperta a tutti, moderata da persone in carne e ossa.


FONTE digg.com


FONTE techcrunch.com


Digg rinasce come alternativa a Reddit (ma resta una piattaforma chiusa)


Digg torna in vita. Il sito che alla fine degli anni 2000 era il punto di riferimento per la condivisione di link, prima che Reddit lo soppiantasse, riparte da zero con una beta pubblica che punta a riconquistare quel pubblico.

Dietro al rilancio ci sono Kevin Rose, fondatore originale di Digg, e Alexis Ohanian, co-fondatore di Reddit. La formula è quella classica e testata (e poco innovativa): comunità tematiche, post con link, commenti e voti (che qui si chiamano “digg”). Al lancio ci sono 21 comunità su argomenti generici, tecnologia, scienza, gaming, intrattenimento ma chiunque può crearne di nuove, con un limite di due per account.

Il team promette aggiornamenti settimanali e misure anti-bot per evitare manipolazioni. C’è anche un podcast giornaliero generato con l’IA che riassume i contenuti più popolari.

Tutto molto bello, ma…


Una precisazione per chi cerca alternative davvero diverse da Reddit: Digg resta una piattaforma centralizzata e proprietaria. Non fa parte del fediverso e non usa protocolli aperti.

Chi preferisce qualcosa di federato e open source può guardare a Lemmy, che funziona in modo simile ma permette a diverse istanze di comunicare tra loro. In Italia per esempio potete dare un occhio a Feddit.it.


FONTE digg.com


#hot
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Se qualcun si fosse mai chiesto da dove le persone che hanno il potere tirino fuori le loro idee io ne ho una. Tratta dal mio archivio di giochi & passatempo.

Nel caso qualcun avesse dei dubbi. ecco un ingrandimento del testo della presentazione del gioco.

Per completare una pagina tratta dal manuale di gioco con l’elenco del contenuto della scatola.

E, la “chicca finale”, oltre che la […]
pepsy.noblogs.org/2026/03/19/m…

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Picocrypt va in pensione, la comunità risponde con Picocrypt NG


Lo sviluppatore di Picocrypt ha archiviato il progetto dopo anni di sviluppo solitario. Un fork comunitario, Picocrypt NG, raccoglie il testimone con il supporto (cauto) dell'autore originale.
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Picocrypt, lo strumento di crittografia file leggero e open source basato su XChaCha20 e Argon2id, è stato archiviato in via definitiva dal suo creatore a settembre 2025. Il repository su GitHub è ora in sola lettura e non riceverà più aggiornamenti.

Lo sviluppatore, noto con il nickname HACKERALERT, ha spiegato la decisione in una issue dedicata: nessun problema di sicurezza, nessuna vulnerabilità scoperta. Semplicemente, dopo anni di lavoro in solitaria, ha deciso di fermarsi. Picocrypt nella sua ultima versione (1.49) resta perfettamente funzionante e sicuro, e chi lo usa già può continuare a farlo senza preoccupazioni.

La parte interessante viene subito dopo. Nello stesso README del progetto archiviato, l’autore segnala l’esistenza di Picocrypt NG, un fork sviluppato dalla comunità che prosegue dove l’originale si è fermato. Il segnale è chiaro, ma accompagnato da una presa di distanza altrettanto netta: lo sviluppatore originale non approva, non sviluppa e non supporta Picocrypt NG, e avverte che il fork non è sottoposto agli stessi test rigorosi applicati a Picocrypt.

Cosa cambia con Picocrypt NG


Il fork, mantenuto dallo sviluppatore Retengart, è già arrivato alla versione 2.08 e resta compatibile con i volumi creati dall’originale. Tra le novità rispetto all’ultimo Picocrypt: un’app nativa per Android (ancora in fase di stabilizzazione), il supporto per Flatpak su Linux e la compatibilità con macOS Sequoia. La struttura del progetto è rimasta fedele alla filosofia dell’originale: un eseguibile portatile, multipiattaforma, senza installazioni complesse.

Su Privacy Guides, la comunità sta già discutendo la sostituzione di Picocrypt con Picocrypt NG nelle raccomandazioni ufficiali, segno che il fork ha guadagnato una certa credibilità in tempi rapidi.

La vicenda è un esempio classico delle fragilità del software open source quando dipende da una sola persona. Picocrypt ha funzionato bene per anni, ha persino ottenuto un audit di sicurezza finanziato dalla comunità, ma alla fine la sostenibilità umana ha prevalso. Per chi cerca un’alternativa leggera e open source a strumenti più pesanti come VeraCrypt per la crittografia dei singoli file, Picocrypt NG sembra il candidato naturale, tenendo presente che il progetto è ancora giovane e andrà seguito con attenzione.


FONTE github.com


FONTE github.com


FONTE discuss.privacyguides.net

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Proton ora permette di riservare indirizzi email per i propri figli


Proton permette di riservare indirizzi email per i figli per 15 anni. Nessun dato, nessun log, inbox sigillata fino al momento giusto.
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Le grandi piattaforme digitali profilano gli utenti fin dall’infanzia, raccogliendo dati comportamentali prima ancora che i minori siano consapevoli delle implicazioni. Proton ha annunciato una funzionalità che ribalta questo approccio: la possibilità di riservare indirizzi email per i propri figli senza attivare alcuna forma di sorveglianza.

Il sistema funziona in modo semplice. I genitori possono bloccare un indirizzo email desiderato per il figlio, che rimane preservato fino a 15 anni senza disattivazione automatica per inattività. L’inbox resta completamente sigillata: nessun dato raccolto, nessun log di attività, nessun profilo costruito. Quando e se questo vorrà essere davvero attivato, i genitori utilizzeranno un voucher sicuro per attivare l’account. Se il voucher viene smarrito, è possibile richiederne uno sostitutivo senza complicazioni.

Per prevenire abusi o frodi, Proton chiede una piccola donazione a partire da un dollaro. L’importo sostiene il lavoro della Proton Foundation nella difesa della privacy digitale a livello globale e contribuisce a proteggere la prossima generazione. Non si tratta di un costo per il servizio, ma di un contributo per mantenere l’infrastruttura sostenibile.

Un’alternativa che molti utenti esperti preferiscono rimane comunque il dominio personale. Registrare un proprio dominio permette di cambiare fornitore in futuro senza perdere l’identità digitale. È una strategia un po’ più complessa ma offre indipendenza totale dai singoli provider, inclusi quelli più rispettosi della privacy.

La scelta dipende dalle priorità: comodità immediata con Proton o controllo completo con dominio personale. Entrambe le strade portano verso la stessa direzione, allontanandosi dal modello di business basato sulla sorveglianza.


FONTE proton.me


FONTE account.proton.me

#hot
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oggi, 19 marzo, a roma, finissage della mostra “fragile ergo sum”, in biblioteca vallicelliana


Oggi, 19 marzo, presso il Salone Borromini della Biblioteca Vallicelliana di Roma è previsto il finissage di Fragile ergo sum, mostra a cura di Roberto Gramiccia e Alberto Dambruoso.

Biblioteca Vallicelliana, Piazza della Chiesa Nuova 18. Informazioni:
vallicelliana.cultura.gov.it/f…
Artiste e artisti:

Ennio Alfani, Francesco Paolo Ambrosecchio, Flavio Arcangeli, Gianfranco Basso, Jacopo Benci, Paolo Bielli, Eleonora Bona, Valeria Cademartori, Emanuela Camacci, Enzo Casale, Antonella Catini, Bruno Ceccobelli, Franco Cenci, Primarosa Cesarini Sforza, Claudia Chianese, Stefano Ciotti, Mattia Cleri Polidori, Alice Colacione, Angelo Colagrossi, Cinzia Colombo, Tiziano Conte, Lea Contestabile, Karmen Corak, Giovambattista Cuocolo, Ysabel Dehais, Alberto D’Amico, Leonardo D’Amico, Michele De Luca, Francesca di Ciaula, Stefania Di Filippo, Paolo Di Nozzi, Patrizia Dottori, Nina Eaton, Stefania Fabrizi, Cristiana Fasano, Ugo Ferrero, Mariano Filippetta, Peter Flaccus, Ines Fontenla, Stella Marina Gallas, Alberto Gallingani, Alessandra Giovannoni, Francesco Impellizzeri, Pierluigi Isola, Susanne Kessler, Marilena La Mantia, Giulia Lanza, Ana Maria Laurent, Emanuela Lena, Melissa Lohman, Adele Lotito, Renata Maccaro, Mauro Magni, Vilma Maiocco, Marco Manzo, Roberta Maola, Claudio Marani, Michele Marinaccio, Carola Masini, Camelia Mirescu, Patrizia Molinari, Daniela Monaci, Denise Montresor, Consuelo Mura, Mahshid Mussavi, Elly Nagaoka, Giulia Napoleone, Alessia Nardi, Elena Nonnis, Alessandra Pedonesi, Angela Pedonesi, Stefano Piali, Maurizio Pierfranceschi, Luca Piffero, Jasmine Pignatelli, Diana Pintaldi, Monica Pirone, Nino Pollini, Giulia Ripandelli, Elio Rizzo, Paola Romoli Venturi, Nicola Rotiroti, Jack Sal, Stefano Salvi, Sandro Sanna, Nicola Santarelli, Lucia Sapienza, Monica Sarandrea, Vincenzo Scolamiero, Shaghayegh Sharafi, Nunzio Solendo, Georgina Spengler, Silvia Stucky, Alberto Timossi, Anna Tozzi, Stefano Trappolini, Patrizia Trevisi, Laura VdB Facchini, Paolo Vitale, Juanni Wang, A-Wibaa
#AWibaa #AdeleLotito #AlbertoDAmico #AlbertoDambruoso #AlbertoGallingani #AlbertoTimossi #AlessandraGiovannoni #AlessandraPedonesi #AlessiaNardi #AliceColacione #AnaMariaLaurent #AngelaPedonesi #AngeloColagrossi #AnnaTozzi #AntonellaCatini #art #arte #BrunoCeccobelli #CameliaMirescu #CarolaMasini #CinziaColombo #ClaudiaChianese #ClaudioMarani #ConsueloMura #CristianaFasano #DanielaMonaci #DeniseMontresor #DianaPintaldi #elenaNonnis #EleonoraBona #ElioRizzo #EllyNagaoka #EmanuelaCamacci #EmanuelaLena #EnnioAlfani #EnzoCasale #FlavioArcangeli #fragilità #FrancescaDiCiaula #FrancescoImpellizzeri #FrancescoPaoloAmbrosecchio #FrancoCenci #GeorginaSpengler #GianfrancoBasso #GiovambattistaCuocolo #GiuliaLanza #GiuliaRipandelli #GiuliaNapoleone #InesFontenla #JackSal #JacopoBenci #JasminePignatelli #JuanniWang #KarmenCorak #LauraVdBFacchini #LeaContestabile #LeonardoDAmico #LucaPiffero #LuciaSapienza #MahshidMussavi #MarcoManzo #MarianoFilippetta #MarilenaLaMantia #MattiaCleriPolidori #MaurizioPierfranceschi #MauroMagni #MelissaLohman #micheleDeLuca #MicheleMarinaccio #MonicaPirone #MonicaSarandrea #NicolaRotiroti #NicolaSantarelli #NinaEaton #NinoPollini #NunzioSolendo #PaolaRomoliVenturi #PaoloBielli #PaoloDiNozzi #PaoloVitale #PatriziaDottori #PatriziaMolinari #PatriziaTrevisi #PeterFlaccus #PierluigiIsola #PrimarosaCesariniSforza #RenataMaccaro #RobertaMaola #RobertoGramiccia #SandroSanna #ShaghayeghSharafi #SilviaStucky #StefaniaDiFilippo #StefaniaFabrizi #StefanoCiotti #StefanoPiali #StefanoSalvi #StefanoTrappolini #StellaMarinaGallas #SusanneKessler #TizianoConte #UgoFerrero #ValeriaCademartori #VilmaMaiocco #VincenzoScolamiero #YsabelDehais

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a torino, fino al 29 marzo, mostra di opere asemiche di eugenia di meo


L’arte calligrafica e asemica di Eugenia Di Meo in mostra all’Associaziopera asemica di Eugenia Di Meoone Culturale “Fuocoinfinito” di via Carlo Alberto 11p, a Torino.
Fino a domenica 29 marzo, con questi orari:
lun. – ven. 15:30 / 18:30
sab. – dom. 10:30 / 12:30 e 15:30 / 18:30

Un articolo di Gianni Milani e tutte le informazioni qui: https://iltorinese.it/2026/03/17/se-la-traccia-alfabetica-si-fa-libera-narrazione-darte/
#art #arte #asemic #asemicWriting #AssociazioneCulturaleFuocoinfinito #esposizione #EugeniaDiMeo #Fuocoinfinito #GianniMilani #mostra #scritturaAsemica

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Arriva l’intelligenza artificiale nello scheduling su Cal.com, senza uscire da Slack o Telegram


Cal.com v6.3 introduce gli agenti AI per gestire appuntamenti da Slack, Telegram e CLI. Open source, self-hostable, alternativa a Calendly.
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Cal.com ha rilasciato la versione 6.3, introducendo una funzionalità che cambia il modo in cui gli utenti interagiscono con il proprio calendario. Gli agenti AI permettono di gestire appuntamenti, verificare disponibilità e modificare meeting direttamente da piattaforme come Slack, Telegram, email e persino dalla riga di comando.

Si tratta di un approccio pratico che evita di costringere gli utenti a cambiare contesto ogni volta che devono organizzare una riunione. Invece di aprire un’app dedicata, si può semplicemente chiedere al proprio assistente di verificare quando è libero un collega o spostare un appuntamento già fissato. La funzionalità è disponibile nativamente su diversi canali, riducendo la necessità di strumenti separati per ogni piattaforma.

Domini personalizzati e configurazione SMTP


Per le organizzazioni che gestiscono booking su larga scala, la release 6.3 offre anche opzioni di configurazione più granulari. È possibile impostare domini personalizzati e configurare SMTP per avere link di prenotazione e notifiche con il proprio brand. Questi dettagli contano quando si passa da un uso personale a uno aziendale, dove la coerenza visiva e la professionalità delle comunicazioni fanno differenza.

Un aspetto da notare riguarda la possibilità di disabilitare la riassegnazione automatica per eventi di team e round-robin. Fino a poco tempo fa, questa opzione non era disponibile in modo uniforme, creando situazioni in cui le prenotazioni venivano ridistribuite senza controllo. Ora gli amministratori possono decidere quando mantenere la flessibilità e quando bloccare i cambiamenti.

Cal.com rimane un progetto open source che si posiziona come alternativa a soluzioni proprietarie come Calendly. La possibilità di self-hosting e il controllo sui dati personali sono argomenti che interessano chi valuta attentamente dove finisce la propria informazione. Per chi volesse ospitare l’istanza su server propri, soluzioni come Hetzner o Webdock offrono infrastrutture adatte a questo scopo.

Gli sviluppatori possono estendere le funzionalità degli agenti attraverso la API, con un framework che include esempi come OpenClaw. Questo apre possibilità di integrazione personalizzata senza dipendere esclusivamente dalle funzionalità predefinite.

La versione 6.3 include anche correzioni di bug, tra cui un problema che impediva l’aggiornamento corretto dell’organizzatore in HubSpot quando una prenotazione veniva riassegnata. Dettagli apparentemente minori che però incidono sull’affidabilità quotidiana dello strumento.


FONTE cal.com


FONTE cal.com

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Nothing Phone (4a) e (4a) Pro ufficiali: scheda tecnica, prezzi Italia e tutto quello che c'è da sapere


Nothing ufficializza Phone (4a) e (4a) Pro: due smartphone di fascia media con display AMOLED, Snapdragon 7 Gen 4 e sistema Glyph evoluto. Prezzi a partire da 409€ in Italia
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Nothing ha presentato la nuova serie Phone (4a), un importante passo avanti per la propria gamma di smartphone. La nuova serie Phone punta a ridefinire il segmento di fascia media, combinando un design premium raffinato, nuove e audaci opzioni di colore, fotocamere di livello flagship con avanzato obiettivo periscopico e prestazioni potenti grazie alla piattaforma Snapdragon.

Il design iconico di Nothing


La serie Phone (4a) evolve il linguaggio estetico distintivo di Nothing, fondendo calore umano e ingegneria d’eccellenza. Phone (4a) Pro sfoggia una scocca unibody in metallo realizzata con precisione, superfici piatte e uno spessore di soli 7,95 mm, il più sottile mai realizzato da Nothing. La finitura metallica offre un’esperienza tattile premium, un raffreddamento migliorato grazie a un sistema VC da 5300 mm² e una grande resistenza grazie alla certificazione IP65 contro polvere e acqua, con protezione fino a 25 cm di immersione per 20 minuti.

Il caratteristico design trasparente integra la fotocamera e la Glyph Matrix, fondendosi perfettamente con la scocca in metallo per creare una finitura continua e senza interruzioni che rifrange elegantemente la luce. Le varianti silver e black richiamano l’eredità della serie, mentre il metallic pink introduce un’espressione più calda e contemporanea della filosofia di design del brand.

La parte superiore del design trasparente di Phone (4a) mette in evidenza una fotocamera centrale, una spia di registrazione rossa e la nuovissima Glyph Bar, sottolineando la funzionalità, mentre la sezione inferiore rivela le strutture interne sotto il vetro trasparente. Pulsanti in metallo migliorati, un bump fotocamera rinforzato e una cornice più robusta garantiscono maggiore durata, con protezione IP64 e supporto di immersione personalizzato fino a 25 cm per 20 minuti. Anche i colori raggiungono nuovi livelli: il blu trasparente e un rosa soft introducono calore, delicatezza e individualità senza compromettere la raffinatezza.

Fotografia


Phone (4a) Pro è dotato di un Sony LYT700c large-size OIS e un obiettivo teleperiscope 50MP 3.5x OIS cheoffre fino a 140x di zoom - il più potente mai visto su uno smartphone Nothing. Insieme a un versatile ultra-wide Sony e una fotocamera selfie grandangolare da 32MP, esso consente di catturare paesaggi ampi, ritratti realistici, palcoscenici lontani e fiere affollate con un'altissima nitidezza.

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Nothing Phone (4a) , invece, offre un sistema fotografico dotato di un obiettivo 50MP 3.5x OIS periscope, un sensore principale 50MP OIS main, un versatile ultra-wide Sony e una fotocamera selfie grandangolare da 32MP per catturare ogni dettaglio dallo zoom 0.6x to 70x. Alimentato dal flagship TrueLens Engine 4, Phone (4a) porta la fotografia computazionale avanzata con AI, incluse le foto Ultra XDR co-sviluppate con Google, che migliorano luci e ombre per un contrasto naturale, ora supportate anche nelle foto in movimento e condivisibili direttamente su Instagram. Un’esperienza fotografica completamente rinnovata include preset progettati da esperti, impostazioni professionali finemente regolabili, AI Photo Eraser per rimuovere oggetti indesiderati e sette nuovi watermark Nothing per l’espressione creativa.

L’evoluzione della Glyph Interface


L’interfaccia Glyph di Nothing è molto di più di un sistema di luci; è un linguaggio visivo funzionale e giocoso progettato per ridurre le distrazioni ed evitare di dover girare il telefono.

Phone (4a) introduce una Glyph Bar with 63 mini-LEDs in 7 zone di luce quadrate, ogni quadrato controllato con precisione per un'illuminazione pura e uniforme fino a 3500 nits, 40% più luminoso dellaGlyph Interface del Phone (3a). La Glyph Bar può anche fungere da luce di riempimento delicata per foto o video. Notifiche più intelligenti prendono vita con segnali basati sul progresso per chiamate, messaggi, ricarica, timer e altro ancora. Sequenze luminose personalizzate per contatti e notifiche, abbinate ai suoni caratteristici di Nothing, trasformano gli avvisi essenziali in pattern espressivi e giocosi, riducendo al contempo le distrazioni sullo schermo. Phone (4a) Pro alza l’asticella con una Glyph Matrix di livello flagship composta da 137 mini-LED. Pur utilizzando meno luci di prima, essa copre un’area 57% più grande ed è 100% più luminosa a circa 3000 nits, offrendo notifiche più nitide e dettagliate. Anche senza un pulsante Glyph dedicato, i Glyph Toys più popolari (come Batteria, Timer, Orologio Digitale, Solar Path e Glyph Mirror) sono completamente supportati, inclusa l’integrazione nell’esperienza AOD della Glyph Matrix. La Glyph Matrix aggiornata riduce le distrazioni sullo schermo, mantiene l’attenzione dove conta e trasforma le notifiche in pattern luminosi funzionali o giocosi, garantendo che nulla di importante venga perso.

Nothing OS


Nothing OS è progettato per essere essenziale, intuitivo e realmente utile: Nothing OS 4.1, basato su Android 16, offre un’interfaccia più pulita e intuitiva con icone ridisegnate, una schermata di blocco rinnovata e una modalità scura più profonda. L’AI Dashboard permette un controllo preciso delle funzionalità AI, le ottimizzazioni interne rendono il sistema più fluido e veloce e le app fotocamera e galleria sono migliorate. NOS 4.1 introduce una schermata di blocco più vivace e personalizzabile, due widget orientati al relax, Live Notifications aggiornate su schermi e interfaccia Glyph. Il sistema garantirà 3 anni di aggiornamenti Android e 6 anni di patch di sicurezza.

Display di livello flagship


Phone (4a) Pro dispone di un display 6.83" AMOLED, risoluzione 1.5K, 450 PPI e frequenza di aggiornamento a 144 Hz. La luminosità di picco raggiunge 5000 nit (HDR), rendendolo lo schermo più luminoso di Nothing. I gamer beneficiano di un campionamento touch da 2500 Hz per una reattività istantanea, e il dimming PWM da 2160 Hz garantisce una visione confortevole in condizioni di scarsa illuminazione. La protezione del Corning Gorilla Glass 7i garantisce durabilità, combinando prestazioni flagship con la praticità quotidiana. Nothing Phone (4a) presenta un display 6.78" AMOLED con risoluzione 1.5K (1224×2720) e 440 PPI. Con una luminosità di picco di 4500 nit (HDR) e 1600 nit (HMB), i contenuti rimangono nitidi anche sotto la luce solare diretta, mentre una frequenza di aggiornamento adattiva da 120 Hz e un campionamento touch da 2500 Hz garantiscono interazioni fluide e reattività istantanea. Lo schermo è protetto dal Corning Gorilla Glass 7i, resistente ai graffi il doppio rispetto al vetro di copertura della generazione precedente e resiste a una caduta da 1 metro.

MacBook Air M5 di Apple: leggero, potente e innovativo
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TechpertuttiGuglielmo Sbano

Prestazioni e batteria


Phone (4a) Pro è alimentato dal Snapdragon 7 Gen 4, che offre CPU più veloce del 27%, una grafica migliorata del 30% e capacità AI potenziate del 65%. Abbinato a memoria LPDDR5X di livello flagship e storage UFS 3.1, esso garantisce un passaggio tra app ultra-fluido e avvii rapidi, con operazioni di memoria fino al 100% più veloci e letture dello storage il 147% più rapide. Alimentato dal più recente Snapdragon 7s Gen 4, Phone (4a) offre CPU e grafica il 7% più veloci e un'efficienza energetica migliorata del 10% rispetto al predecessore. Abbinato a LPDDR4x e UFS 3.1, garantisce velocità di trasferimento dati significativamente superiori. La serie Nothing Phone (4a) è alimentata da una batteria da 5080 mAh, con un utilizzo fino a 17 ore di utilizzo misto per musica, video, gaming e messaggi (dati Nothing). La ricarica rapida da 50W porta la batteria al 60% in soli 30 minuti, quasi il 10% più veloce rispetto alla precedente serie Phone (2a). Il sistema avanzato di gestione della salute della batteria garantisce oltre 90% della capacità dopo 1200 cicli di ricarica, equivalenti a più di tre anni di ricarica quotidiana.

Prezzi e disponibilità


Phone (4a) sarà disponibile in black, white, blue e pink con prezzi che oscillando da 349 a 429 euro. La versione (4a) Pro sarà disponibile in black, silver e pink con prezzi che vanno da 479 a 549 euro.


HUAWEI WATCH Ultimate 2 Green Edition: design esclusivo e golf professionale al polso


Huawei ha annunciato una nuova evoluzione del suo smartwatch di fascia alta, Watch Ultimate 2. Questa novità introduce la versione Verde per il Golf, con un aggiornamento completo di Modalità Campo Pratica e Modalità Mappa dei campi da gioco. ,

L'alta artigianalità incontra l'estetica naturale


Watch Ultimate 2 Verde si ispira al verde brillante dei campi da golf e dalla limpidezza del cielo aperto. La sua caratteristica lunetta in ceramica nanocristallina bicolore, verde e bianca, è il risultato di decine di meticolosi processi che rappresentano l'apice della competenza di Huawei nella scienza dei materiali e nella produzione. Il nuovo cinturino in pelle vegana composita abbina un elegante strato esterno in pelle vegana a un morbido strato interno in fluoroelastomero, bilanciando raffinatezza estetica e comfort sulla pelle. Per una maggiore versatilità, sono inclusi anche cinturini in titanio e in fluoroelastomero verde, permettendo allo smartwatch di adattarsi con facilità a contesti professionali, di svago e di altro tipo.

Perfetto per il golf


La Green Edition del Watch Ultimate 2 introduce aggiornamenti completi alle funzionalità principali di Modalità Campo Pratica e Modalità Mappa dei campi da gioco. In particolare, nella modalità Campo Pratica il dispositivo aggiunge la funzione cambio mazza, che consente ai golfisti di monitorare con precisione i dati di allenamento con diverse mazze. Accanto alle metriche già disponibili, come la tempistica del backswing e del downswing, il ritmo e la velocità dello swing, il nuovo aggiornamento introduce l'ampiezza del backswing e il piano dello swing. Queste metriche aiutano a valutare la stabilità dello swing e a determinare se è pienamente carico, rendendo ogni sessione di allenamento più strutturata, misurabile ed efficace.

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TechpertuttiGuglielmo Sbano


Nella modalità Modalità Mappa dei campi da gioco, Huawei Watch Ultimate 2 Verde diventa un affidabile assistente in campo. La nuova funzione personalizzata della bandierina sul green permette di regolare manualmente la posizione della bandierina, per strategie di tiro più precise. La funzione di visualizzazione del green con rotazione automatica offre un movimento dinamico da una prospettiva in prima persona, riducendo lo sforzo cognitivo per visualizzare il green e aiutando i golfisti a interpretare accuratamente le pendenze, le linee di putting e la posizione relativa tra la palla e la bandiera. Ciò riduce significativamente gli errori di valutazione e permette di afforntare ogni tiro con maggiore sicurezza e sicurezza.

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Questo aggiornamento è più di un semplice perfezionamento artigianale. È l'integrazione di innovazioni all'avanguardia nello sport e nella vita smart. Continua a consolidare lo status della serie come punto di riferimento per i dispositivi indossabili di fascia alta, offrendo agli utenti nuove opportunità per esplorare il loro potenziale fisico.

Disponibilità e prezzi


Huawei Watch Ultimate 2 Verde è disponibile a partire da 999,00 euro. Fino al 31 marzo sarà possibile usufruire di uno sconto di 150 euro utilizzando il coupon ACSULTIMATE2 su HUAWEI Store Italia.


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BookStack 26.03: il sistema di temi diventa modulare


BookStack 26.03 introduce un sistema di moduli per i temi, nuove API per gli sviluppatori e miglioramenti alla sicurezza. Scopri le novità dell'aggiornamento open source.
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BookStack ha rilasciato la versione 26.03, un aggiornamento che introduce un sistema di moduli per i temi. La novità principale è la possibilità di far coesistere più moduli all’interno dello stesso tema, semplificando la gestione delle personalizzazioni visive senza toccare il codice sorgente dell’applicazione.

Per chi amministra istanze self-hosted, questo significa poter attivare o disattivare estensioni grafiche in modo più ordinato. Il comando di installazione dedicato rende più semplice aggiungere o rimuovere moduli senza dover intervenire manualmente sui file.

API e sviluppo


Le risposte API per la lettura dei libri includono ora i dati degli scaffali genitori. Questa modifica riduce il numero di chiamate necessarie per recuperare informazioni strutturate, un vantaggio per chi integra BookStack con altri strumenti o costruisce dashboard personalizzate.

Il sistema di eventi logici dei temi è stato ampliato, offrendo nuovi punti di estensione per modificare il contenuto renderizzato e la logica delle pagine. Rimane la nota di cautela: il sistema è considerato semi-stabile, quindi dopo ogni aggiornamento è consigliabile verificare che le personalizzazioni non abbiano subito rotture.

Sicurezza e interfaccia


L’aggiornamento include anche miglioramenti alla sicurezza e alle opzioni di filtraggio dei contenuti, oltre a rifiniture sull’interfaccia utente e traduzioni aggiornate. BookStack continua a puntare su un’esperienza pulita e funzionale, mantenendo il focus sulla documentazione organizzativa accessibile.

Per chi volesse ospitare la propria istanza, soluzioni VPS come Hetzner o Webdock offrono l’infrastruttura necessaria per gestire il server in autonomia. La natura open source del progetto permette di controllare esattamente cosa gira sulla propria macchina, senza dipendere da servizi esterni che potrebbero cambiare le condizioni di utilizzo.


FONTE bookstackapp.com

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il pubblico della poesia / poesia per il pubblico : insistenze & resistenze

“poesia per il pubblico”: generazioni e differenze (in poesia, scrittura, politica), a-k
slowforward.net/2022/02/21/poe…
e
l’italia sommersa e la francia emersa: tre interrogativi e una constatazione
slowforward.net/2022/10/12/ita…#Berardinelli #Cordelli #deviazioni #differenze #frisbees #generazioni #generazioniEDifferenze #Gleize #ilPubblicoDellaPoesia #iridescenza #JeanMarieGleize #LItaliaSommersaELaFranciaEmersa #link #loScaffaleDiPoesia #mainstream #materialiTransgenerici #Nioques #Novecento #poesia #poesiaPerIlPubblico #politica #postpoesia #prosa #ProsaInProsa #pubblicarePoesia #pubblicoDellaPoesia #scaffaleDiPoesia #scrittura #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca

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the way to shadow garden / stan brakhage. 1954


[youtube=youtube.com/watch?v=maOQUn5El6…]

#art #arte #cinema #experimentalCinema #experimentalFilm #experimentalMovie #experimentalVideo #film #movie #StanBrakhage #video

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Android 17 blocca i permessi di accessibilità: sicurezza o controllo?


Android 17 blocca le app non accessibili dai permessi di accessibilità. Google introduce nuove restrizioni nella modalità di protezione avanzata: ecco cosa cambia per sicurezza e libertà degli utenti.
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Google sta introducendo in Android 17 una restrizione significativa legata alla modalità di protezione avanzata. Quando attivata, il sistema impedisce a qualsiasi applicazione non classificata ufficialmente come strumento di accessibilità di utilizzare l’API AccessibilityService. Una mossa presentata come misura di sicurezza contro i malware, ma che solleva interrogativi sulla libertà degli utenti.

Il meccanismo è semplice. Con la modalità di protezione avanzata abilitata, le app che tentano di richiedere permessi di accessibilità senza essere riconosciute come strumenti legittimi per disabili vengono bloccate. Questo previene l’abuso dell’API, spesso sfruttato da software dannosi per intercettare dati sensibili o simulare tocchi sullo schermo. Tuttavia, la stessa restrizione colpisce anche applicazioni utili per utenti esperti, come launcher personalizzati, tool di automazione e utility open source che dipendono da questi permessi per funzionare correttamente.

Un compromesso da valutare

La scelta spetta all’utente: attivare la protezione massima e rinunciare a certe funzionalità, o mantenere la compatibilità con un livello di sicurezza inferiore. Google offre la possibilità di disattivare la modalità quando necessario, ma il messaggio è chiaro: il sistema operativo decide quali app sono affidabili e quali no.

Il dibattito sulla trasparenza

La questione non è nuova. Da anni sviluppatori indipendenti segnalano come i permessi di accessibilità siano essenziali per molte utility legittime, non solo per software malevoli. La soluzione di Google risolve un problema reale, ma lo fa con un approccio che limita la possibilità di scelta dell’utente finale.

Chi installa app da fonti alternative o utilizza strumenti open source dovrà probabilmente disabilitare la modalità di protezione avanzata, accettando un rischio maggiore in cambio di funzionalità.


FONTE thehackernews.com


FONTE androidauthority.com


FONTE androidpolice.com

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Stereotipa 2026, una buona pratica che si rinnova


Parlare di donne, del rispetto a loro dovuto, dell’autonomia a cui hanno diritto, non sempre è facile. Ancor meno lo è parlarne con studenti adolescenti di ogni genere di scuola e in tutti i contesti sociali e culturali, anche quelli dove gli stereotipi di genere sono più radicati. L’UDI lo fa da anni e ha istituto un premio, Stereotipa, per gli alunni/alunne che elaborano in modo […]

Leggi il resto: argocatania.it/2026/03/19/ster…

#comunitàEducative #educazioneDiGenere #povertàEducativa #UdiDiCatania

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L’Era della Comunicazione, unitamente al concetto di Villaggio Globale, viene frequentemente propagandata come il punto più alto della diffusione delle informazioni, offrendo un accesso senza precedenti a una vasta gamma di conoscenze. A differenza dei nostri predecessori, che vivevano in un contesto caratterizzato da una limitata disponibilità di informazioni, noi abbiamo una abbondanza di […]
pepsy.noblogs.org/2026/03/19/l…
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Aspettiamo insieme i risultati del referendum il 23 marzo 2026


A Roma dalle 14,30 alle 20 all'Aula Magna della Facoltà Teologica Valdese di via Pietro Cossa 40
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LUNEDÌ 23 MARZO 2026 IL COMITATO “15 PER IL NO”, GIURISTI DEMOCRATICI E “AVVOCATI PER IL NO” ALL’AULA MAGNA DELLA FACOLTÀ TEOLOGICA VALDESE PER ATTENDERE I RISULTATI DEL REFERENDUM.

Dopo la battaglia, l’attesa per i risultati.

Se il referendum costituzionale ha un nuovo testo – su cui sono state raccolte molte più delle 500 mila firme necessarie – che ricorda i sette articoli della Costituzione che la riforma Meloni/Nordio vogliono cambiare, il merito è del comitato “15 per il No”, proposto da molti iscritti ai Giuristi Democratici.

Per questo motivo, assieme al “Comitato avvocati per il No”, si è deciso di trovarsi assieme per attendere i risultati della consultazione popolare.

Così è nato l’appuntamento “Aspettiamo insieme l’esito del referendum” che si terrà a Roma dalle 14,30 alle 20.00 all’Aula Magna della Facoltà Teologica Valdese di via Pietro Cossa 40.

L’invito, esteso anche al “Comitato società civile per il No”, è rivolto ai tanti amici, sostenitori e cittadini che hanno accompagnato attivamente questa battaglia di civiltà.

E naturalmente ai giornalisti per i quali saranno approntate scrivanie e spazi per poter lavorare.

I responsabili dei Comitati saranno a loro disposizione per analizzare e commentare i risultati.

E, comunque vada, per un brindisi finale e un arrivederci alle prossime battaglie democratiche.

ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIURISTI DEMOCRATICI

Articoli precedenti

Le ultime battute della campagna per il NO al referendum del 22 e 23 marzo 2026. Intervista all’Avv. Roberto Lamacchia

Una riforma senza diritto (e diritti). Un contributo dell’Avv. Aurora d’Agostino

Risposta dei Co-Presidenti Giuristi Democratici al Direttore de Il Dubbio

Sui diktat delle Camere Penali in supporto alla Riforma Nordio

Nota della presidenza Giuristi Democratici a “Il Dubbio”

500mila firme: traguardo raggiunto e superato, non fermiamoci!

Contro la riforma Nordio, la partecipata iniziativa unitaria a Roma del 10 gennaio 2026 lancia la campagna referendaria

Inizia l’anno facendo tre cose utili: firma, fai firmare e partecipa contro la Riforma Nordio

Costituito il Comitato “Società Civile per il NO al Referendum costituzionale” e presentato un altro quesito referendario


Le ultime battute della campagna per il NO al referendum del 22 e 23 marzo 2026. Intervista all’Avv. Roberto Lamacchia


Siamo agli ultimi giorni della campagna referendaria. Il 22 e 23 marzo si andrà alle urne per il “referendum popolare confermativo della legge costituzionalerecante: «Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare», approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 253 del 30 ottobre 2025.”

Abbiamo chiesto all’Avvocato Roberto Lamacchia, Co-Presidente dell’Associazione Giuristi Democratici le sue impressioni sull’andamento della campagna referendaria.

INTERVISTA ALL’AVV. ROBERTO LAMACCHIA

  • Puoi dirci la tua impressione su questa campagna referendaria, non tanto nel merito delle questioni giuridiche e di approfondimento ma proprio sull’andamento dei tanti momenti di confronto, incontri che ci sono stati? Che sensazioni hai avuto parlando con persone meno addentro alle questioni giuridiche?

Sono molto contento dello svolgimento di questa campagna referendaria perché ha dimostrato come il coraggio a volte venga premiato. Mi riferisco in particolare al fatto che un gruppo di 15 persone, tra i quali vorrei ricordare ci sono due appartenenti ai Giuristi Democratici di lunga data come Piero Panici e Carlo Guglielmi, hanno avuto il coraggio di portare all’attenzione dei cittadini un tema rispetto al quale c’era un disinteresse totale ed assoluto. Tramite la richiesta di raccolta di firme per la presentazione di un secondo quesito referendario abbiamo avuto il risultato di svegliare le coscienza della gente. Ottenere 500.000 firme nel giro di 20 giorni è stato un risultato incredibile. Da questo è nato un interesse complessivo della cittadinanza che è andato crescendo con il passare del tempo.

Ho fatto tutta una serie di incontri e dovunque sono andato ho trovato una grossa disinformazione ma anche un grosso interesse a capire. Mi sono trovato di fronte a domande incredibili del tipo “… ma è vero che con la nuova riforma verrà abolito il giudizio di appello?”, tanto per dirne una. Non si riesce a capire da dove saltino fuori questi dubbi, queste interpretazioni, ma purtroppo è così e quindi a maggior ragione c’è una necessità assoluta di informare, di chiarire, di precisare.

Detto questo il problema è che tutta la campagna referendaria si è poi spostata, nel senso che da un inizio di discussione che riguardava il merito della normativa siamo arrivati adesso ad una politicizzazione della questione. Penso che era prevedibile che questo sarebbe successo. Ritengo che questa dinamica sia stata imposto al centro-destra dall’andamento non particolarmente positivo per loro dei sondaggi. Quindi oggi ci troviamo a discutere anche delle conseguenze, delle ricadute politiche di questo referendum.

  • Cosa si tratta di fare in questi ultimi giorni?

Dobbiamo continuare ancora in questi ultimissimi giorni a insistere sul merito della vicenda. Lì non abbiamo dubbi, nel senso che ci hanno venduto una cosa per un’altra. Ci hanno venduto una modifica rispetto all’inefficienza della magistratura che non c’entra nulla con quello che succederà. Però se vogliono poi affrontare il problema sul piano politico, nessun problema. Noi siamo in grado, credo, di dimostrare e lo abbiamo fatto in tutti gli incontri che abbiamo avuto, come il vero intento del centro-destra non fosse quello di una riforma dell’efficienza della magistratura, ma quello di un indebolimento della stessa, con una modifica, un’alterazione degli equilibri tra i vari sistemi dello Stato.

A grandi linee questo è quello che mi pare sia emerso in questi due mesi di dibattito.

  • Giuristi Democratici hanno partecipato fin dall’inizio al percorso del Comitato “Società Civile per il NO al Referendum costituzionale” , che mercoledì 18 marzo ha svolto a Roma l’iniziativa di chiusura della campagna con una iniziativa in Piazza del Popolo a Roma. Uno spazio largo d’azione comune tra associazioni, sindacati, realtà politiche e sociali. Secondo te l’ampiezza di questa esperienza è riuscita a raggiungere nel dibattito anche i non adetti ai lavori?

Sicuramente siamo andati oltre gli addetti ai lavori ed è positivo il fatto di avere raccolto in uno spazio comune un così elevato numero di associazioni e di organizzazioni sindacali. Certo non tutto è stato facile e ci sono stati momenti in cui si è percepita una certa carenza nell’avere capacità organizzativa. Va detto che grazie alla grossa attività e contributo dato della CGIL siamo riusciti a reggere, però si tratta di costruire la capacità di superare le difficoltà perchè in ogni caso dobbiamo gestire in maniera il più possibile unitaria tutto il dopo-referendum, qualunque sia il l’esito referendario.

  • Non facciamo né scommesse, né previsioni sul risultato. Le lasciamo ai “maghi” ed in più porta male. Chiudiamo con un paio di annotazioni. Si può affermare che se il risultato fosse la vittoria dei NO di certo le modifiche proposte sarebbero difficilmente ripresentabili?

Direi che con il No vincente tutto resterà inalterato, non vedo come possano presentare in altra maniera quello che hanno proposto se non proprio ripartendo da capo.

  • Possiamo dire che il NO vincente sarebbe ben più di un sassolino dentro il meccanismo di quell’insieme di modifiche legate a ciò che abbiamo chiamato autoritarismo, deriva securitaria che abbiamo visto nel corso dell’ultimo periodo?

Direi di sì. La sconfitta di questa iniziativa governativa porta come conseguenza, credo, anche un grosso indebolimento dell’attacco complessivo costituito da premierato, autonomia differenziata e riforma della giustizia, per cui se viene meno uno dei tre filoni su cui la maggioranza si tiene insieme, anche gli altri due filoni corrono dei grossi indischi per il futuro.


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SuperTux 0.7.0 arriva con grafica rinnovata e modalità multiplayer locale


SuperTux 0.7.0 è disponibile con grafica rinnovata, multiplayer locale e nuove meccaniche. Scopri le novità dell'ultimo aggiornamento del platform open source.
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Dopo anni di sviluppo, SuperTux 0.7.0 è finalmente disponibile. Il classico platform open source ispirato a Super Mario riceve il suo aggiornamento più corposo, con una grafica completamente ridisegnata, nuove meccaniche di gioco e il tanto atteso supporto al multiplayer locale.

Il pinguino protagonista ha ricevuto un restyling completo, così come la mappa che ora appare più moderna e coerente. Tra le nuove abilità introdotte spiccano lo scivolamento sui pendii, il salto con la testa verso il basso potenziato, il rotolamento su massi e la possibilità di strisciare in spazi stretti.

La modalità multiplayer locale è una delle novità più interessanti! Due giocatori possono ora affrontare insieme i livelli, un’opzione che mancava nelle versioni precedenti.

Il livello editor è stato rivisto con miglioramenti mirati alla qualità della vita. Nuovi oggetti, strumenti più intuitivi e una struttura semplificata rendono più accessibile la creazione di livelli personalizzati. Questo aspetto è fondamentale per un progetto open source: più facile è contribuire, più lunga sarà la vita del software!

Tre livelli classici sono stati rimasterizzati: Icy Island, Rooted Forest e le prime due isole bonus. La grafica è stata aggiornata in blocco, con sfondi, tileset, oggetti e nemici ridisegnati. Il supporto a WebAssembly permette inoltre di giocare direttamente dal browser, ampliando la portabilità senza bisogno di installare nulla.

SuperTux rimane un esempio di come un progetto comunitario possa mantenere alta la qualità nel tempo. Non è un prodotto commerciale, ma offre un’alternativa valida e libera per chi cerca un platform divertente senza dipendenze da piattaforme proprietarie.


FONTE github.com


FONTE supertux.org


FONTE ubuntuhandbook.org

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Termix 2.0.0: il gestore server self-hosted ora fa anche desktop remoto


Termix aggiunge il supporto a RDP, VNC e Telnet nella versione 2.0.0. Alternativa gratuita e self-hosted a Termius, disponibile per tutte le piattaforme.
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Termix permette di gestire server via SSH dal browser senza dipendere da servizi a pagamento, e con la versione 2.0.0 alza il tiro: oltre al terminale SSH arriva il supporto completo a RDP, VNC e Telnet per il controllo remoto grafico delle macchine.

Il progetto, rilasciato con licenza Apache 2.0, si presenta come alternativa gratuita a Termius, il noto client SSH multipiattaforma che nella versione Pro parte da 10 dollari al mese. Termix offre funzionalità comparabili senza abbonamenti: terminale SSH con schermo diviso fino a quattro pannelli, gestione tunnel con riconnessione automatica, un file manager remoto con supporto sudo, gestione container Docker e una dashboard per monitorare CPU, memoria e disco.

Cosa cambia nella 2.0.0


La novità principale è l’accesso desktop remoto direttamente dal browser, con supporto allo schermo diviso e diverse opzioni di personalizzazione. Per il momento la funzionalità è disponibile solo nella versione web e desktop, non ancora su mobile.

Tra le altre novità, l’autenticazione OIDC ottiene l’opzione “ricordami” per ridurre la frequenza dei login, e il rilevamento del sistema operativo durante le sessioni è stato migliorato. Risolti anche alcuni problemi, tra cui un bug che impediva l’avvio dell’applicazione desktop su Linux.

Disponibilità e piattaforme


Termix gira praticamente ovunque: applicazione web, desktop per Windows, Linux e macOS (con pacchetti EXE, MSI, AppImage, DEB, DMG e Flatpak), PWA, e app dedicate per iOS e Android. Si installa anche come container, ed è già disponibile nello store delle app della comunità Unraid. Il database SQLite è cifrato, e il sistema supporta controllo degli accessi basato sui ruoli, autenticazione a due fattori e OIDC.

Con quasi 12.000 stelle su GitHub, il progetto ha una comunità attiva e in crescita. Per chi gestisce uno o più server, magari su un Hetzner o un altro provider, vale la pena dargli un’occhiata.


FONTE github.com


FONTE github.com


FONTE heise.de


FONTE reddit.com

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newslow: slowforward dal 20 gennaio al 22 febbraio 2026


oggi ho spedito per mail newslow ovvero la (piuttosto lenta) newsletter (a)periodica di slowforward, con link a post pubblicati dal 20 gennaio al 22 febbraio 2026. la mail, come sempre, viene compilata manualmente da me. chi volesse riceverla, per leggere o rileggere informazioni e articoli che giocoforza sono recuperabili ma apparentemente scomparsi oltre l’orizzonte degli eventi, può farmene richiesta scrivendo a slowforward.net/contact/

e… tra un paio di giorni uscirà un’altra newsletter, che arriva fino a marzo. stay tuned. statevi tonni.

*

chi poi volesse sostenere il lavoro di slowforward & mg / differx (che dal 2003 con operosa lena figge il guardo nel contemporaneo & intende continuare a farlo finché morte non lo separi dalla rete) può elargire via ko-fi oppure paypal


sostieni slowforward, offrigli un caffè! https://ko-fi.com/differx57119
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serbatoi / luca zanini. 2026

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del fumigante o un radicale The Man Who Shot o]-[l’occhio botanico per le elettriche del poligrafo [dentro] mezzanotte ventigradi non fabbricano] un consorzio di fibre e] di compagnie del rotacismo spiccio mantiene [la limpidezza lo]-[bevono lo carburano [già munito il] percussivo [trucchi della velocità perforati in modo di]-[parti vocali assegnate altra punta cercato il riassetto uno [colpito ripara nel parterre la scheggia pilota nel tamburo da] sei [limata la serie illimitata cinquantacinque]-[minuti spiccioli se si tratta] mantiene il foglio il fermo fa una punta [passante il perimetro] della mano perché si presta quando]-[dormono lo riconosce -uscito il pelìde chiude- la] puntata il corso intorno eliminati trenta giorni il
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dimostra con l’allineatore portano] le casistiche un puntello rappresentato da -a -a [alcune] non chiare in -a prendono l’anticipo fanno in abiti civili gaffe di repertorio un minuto o] alcune funzioni rimane lo scricchiolante è perfettamente un primo rimasto se] la testa gira e la vista [si] confonde le venti] e venti gradi dirige] proprietà linguaggi da remotissimo
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come lo accoppano facendo dei cilindri [il fumo] dall’invidia del tabacco -ha mangiato l’aria al contrario i] generici solitamente in treno -oppure [in busta sigillata il] rosso lo distinguono nello spettro poi li] accoppano li spillano i [lepidotteri Die schöne Müllerin shuffle 0> la funzione si esaurisce] sei zero di fila [000000] uno speciale antiparassitario o [il] numero che non esiste

#LucaZanini #post2026

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il fondo rosanna chiessi presso la biblioteca panizzi di reggio emilia


Questo mese cadono i dieci anni dalla scomparsa della gallerista, studiosa, coordinatrice di eventi, collezionista e – in sostanza – insostituibile promotrice di cultura Rosanna Chiessi. Un articolo, dedicato anche al Fondo bibliotecario che porta il suo nome, depositato presso la Biblioteca Panizzi, ne parla diffusamente, a questo indirizzo: comune.reggioemilia.it/novita/…

10 anni dalla scomparsa di rosanna chiessi_ la biblioteca panizzi
cliccare per leggere

#AlisonKnowles #Anni70 #anni70 #anniSettanta #annisettanta #archivi #archivio #archivioFotografico #ArchivioFotograficoStoricoArtisticoPariDispari #art #arte #arteContemporanea #biblioteca #BibliotecaDigitaleReggiana #BibliotecaPanizzi #CocoGordon #contemporaryArt #CorradoCosta #DickHiggins #EmilioVilla #fluxus #fondoArchivistico #fondoBibliotecario #FondoRosannaChiessi #FrancoGuerzoni #FrancoVaccari #GeoffreyHendricks #GiulioBizzarri #GiuseppeDesiato #Gutai #HermannNitsch #JacksonMacLow #LucianoDAlessandro #MarcoMietto #materialiVerbovisivi #NamJunePaik #NamJunePaikECharlotteMoorman #PariDispari #PariDispari #performance #PhilipCorner #poesiaConcreta #poesiaVisiva #RafaelAlberti #Reggio #ReggioEmilia #RosannaChiessi #TakakoSaito #UrsLüthi #vispo

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AdGuard per Windows 8 e 8.1: finisce il supporto (con un piccolo equivoco nel numero di versione)


AdGuard per Windows 8 e 8.1 non riceverà più aggiornamenti. Con la versione 8.0 del software, il team ha deciso di tagliare il supporto ai vecchi sistemi Microsoft. L'ultima release compatibile è la v7.22.
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Windows 8 e 8.1 escono di scena anche da AdGuard. A partire dalla versione 8.0 del blocca-pubblicità per Windows, i due sistemi operativi Microsoft non sono più supportati. Una scelta attesa: già a gennaio 2023 Microsoft aveva chiuso ogni aggiornamento per queste versioni, ma AdGuard aveva continuato a mantenere la compatibilità per oltre due anni.

Il team ci tiene a precisare una sorta di piccolo divertente possibile equivoco: AdGuard per Windows v8.0 non supporta Windows 8, nonostante l’assonanza tra i numeri.

Da questo momento in poi, il requisito minimo è Windows 10. Gli utenti che non possono o non vogliono aggiornare il sistema operativo possono ancora scaricare l’ultima versione compatibile, la v7.22, che continuerà a funzionare ma non riceverà nuovi aggiornamenti né patch di sicurezza.

La motivazione è quella classica del fine supporto: le librerie moderne, gli strumenti di sviluppo e le tecnologie di sicurezza più recenti sono costruiti pensando ai sistemi operativi attuali. Mantenere la compatibilità con versioni così datate rallenta lo sviluppo e limita la qualità della protezione che AdGuard riesce a garantire.

Per chi usa AdGuard e vuole protezione anche a livello di rete, senza installare nulla, AdGuard DNS è un’alternativa comoda: filtra pubblicità e tracker per tutti i dispositivi della rete domestica, indipendentemente dal sistema operativo.


FONTE adguard.com

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Murena Maps: il team risponde alle domande degli utenti


Murena Maps pubblica una FAQ: ecco cosa offre l'app di navigazione privacy-first, dai vantaggi sui dati ai limiti pratici da conoscere.
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Dopo il lancio iniziale, il team di Murena Maps ha pubblicato una FAQ che chiarisce cosa offre l’app di navigazione privacy-first e quali compromessi comporta questa scelta.

Il cuore del progetto rimane la protezione dei dati. L’app non raccoglie telemetria, non utilizza identificatori pubblicitari e non invia dati di localizzazione a piattaforme di profilazione come Google. Le ricerche vengono gestite in modo da non esporre l’identità dell’utente.

Una differenza significativa rispetto ad altre app di navigazione è che Murena Maps non richiede il download preventivo delle mappe. Queste vengono caricate direttamente online da OpenStreetMap, quindi l’app funziona immediatamente senza occupare spazio di archiviazione. Il download delle regioni per l’uso offline rimane comunque disponibile come opzione per chi si sposta in zone senza connessione.

Ci sono però limiti pratici da considerare. Al momento non ci sono aggiornamenti sul traffico in tempo reale, né orari dei trasporti pubblici. La guida vocale non è disponibile e l’app non ricalcola automaticamente il percorso se ci si discosta dalla strada pianificata. La copertura delle mappe può risultare meno dettagliata in zone scarsamente mappate, richiedendo download manuali aggiuntivi. Basandosi su dati comunitari, possono verificarsi imprecisioni occasionali nei punti di interesse o nella classificazione delle strade.

L’integrazione con servizi terzi come app di noleggio o prenotazioni parcheggio non è supportata. Per molti utenti che cercano un’alternativa a Google Maps senza tracciamento, queste limitazioni sono un prezzo accettabile ma per chi necessita di navigazione urbana complessa con traffico in tempo reale la situazione è chiaramente diversa.

Murena Maps rappresenta un tentativo serio di offrire un’opzione rispettosa della privacy, ma non è ancora un sostituto completo per tutti gli scenari d’uso. La trasparenza sui limiti attuali è un punto a favore, perché permette agli utenti di valutare con consapevolezza se il servizio fa al caso loro.


FONTE murena.com


FONTE murena.com

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26×12 Zuckerberg a processo: la difesa evasiva sulla dipendenza dai social


Questi testi descrivono uno storico processo in California contro giganti tecnologici come Meta e Google, accusati di aver progettato i propri algoritmi per causare dipendenza nei minori. La causa, considerata un precedente legale decisivo, sostiene che piattaforme come Instagram e YouTube abbiano ignorato i rischi per la salute mentale dei giovani pur di massimizzare il profitto. Durante le udienze, l’amministratore delegato Mark Zuckerberg è stato interrogato duramente in merito a documenti interni che sembrano contraddire le sue passate dichiarazioni sulla sicurezza infantile. Mentre aziende come TikTok e Snapchat hanno scelto di patteggiare, Meta e Google affrontano ora le accuse di aver creato deliberatamente “trappole digitali” per i bambini. Il dibattimento cerca di superare le tradizionali protezioni legali del settore, puntando a dimostrare la responsabilità diretta delle aziende nel declino psicologico di un’intera generazione.

Acor3.it

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26x12 Zuckerberg a processo: la difesa evasiva sulla dipendenza dai social

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GIMP 3.2 è disponibile: arrivano i layer vettoriali e il collegamento a file esterni


GIMP 3.2 introduce i layer vettoriali e i link layer per l'editing non distruttivo. Ecco cosa cambia nella nuova versione dell'editor grafico open source.
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Dopo un anno di sviluppo, il team di GIMP ha rilasciato la versione 3.2 dell’editor grafico open source. Le novità principali ruotano attorno a due funzioni che gli utenti aspettavano da tempo: i layer di collegamento e i layer vettoriali, entrambi parte di un approccio all’editing non distruttivo (cioè la possibilità di modificare un’immagine senza alterare i dati originali in modo permanente).

I Link Layer permettono di incorporare un file esterno direttamente nella composizione. L’immagine collegata si aggiorna automaticamente se il file sorgente viene modificato, e si può scalare, ruotare o trasformare senza perdita di qualità. Chi lavora con Inkscape, per esempio, può editare un SVG esterno e vedere le modifiche riflesse in tempo reale dentro GIMP. È possibile anche “rasterizzare” il layer, cioè convertirlo in pixel per modifiche distruttive, e tornare indietro con Revert Rasterize.

I Vector Layer arrivano tramite lo strumento Tracciato, che ora consente di creare forme con impostazioni di riempimento e contorno regolabili. Si possono cambiare colore, pattern e visibilità senza perdere la precisione del vettore, e applicare trasformazioni liberamente. Anche questi layer si affiancano ai già esistenti layer di testo nella famiglia dei layer non raster.

Tra le altre novità segnalate nelle note di rilascio: miglioramenti all’editor di testo, aggiornamenti ai filtri non distruttivi, una nuova modalità di pittura Overwrite e un comportamento più contestuale del pulsante Elimina nel pannello Layer, che ora cancella la maschera o il layer a seconda di quale sia selezionato.

GIMP resta uno dei pochi editor grafici professionali completamente liberi e gratuiti. Chi cerca un ambiente di lavoro privacy-friendly per la grafica, senza abbonamenti Adobe, ha qui una risposta concreta. Per chi gestisce i propri file su storage personale, abbinarlo a una soluzione come Proton Drive o Infomaniak kDrive ha senso sia per il backup che per la collaborazione su file condivisi.

GIMP 3.2 è disponibile per Linux, macOS e Windows sul sito ufficiale.


FONTE gimp.org


FONTE gimp.org


FONTE alternativeto.net

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Firefox 149 integrerà una VPN gratuita nel browser, ma l’Italia resta fuori (per ora)


Con Firefox 149 arriva una VPN gratuita integrata nel browser, Split View per affiancare due pagine e la Sanitizer API contro gli attacchi XSS. Ecco tutte le novità.
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Mozilla ha scelto il giorno di San Patrizio per annunciare un corposo pacchetto di novità in arrivo su Firefox con le versioni 148 e 149, la cui uscita è prevista per il 24 marzo.

VPN gratuita, ma non per tutti


La novità più rilevante è una VPN integrata direttamente nel browser, gratuita e senza bisogno di installare nulla. A differenza di molte VPN gratuite che monetizzano i dati degli utenti, Mozilla promette un servizio costruito sui propri principi di trasparenza e rispetto della privacy: il traffico del browser viene instradato attraverso un proxy che nasconde indirizzo IP e posizione, con un tetto di 50 GB mensili.

Il problema, almeno per noi, è la disponibilità geografica: al lancio la funzione sarà attiva solo in Stati Uniti, Francia, Germania e Regno Unito. L’Italia non è nella lista, e Mozilla non ha indicato una tempistica per l’espansione ad altri Paesi. Chi nel frattempo vuole proteggere la propria navigazione con una VPN affidabile può valutare soluzioni come Adguard VPN o Proton VPN, entrambe con politiche di non raccolta dati ben documentate.

Va precisato che si tratta di una VPN limitata al solo browser: protegge il traffico generato da Firefox, non quello delle altre applicazioni. Per una protezione completa a livello di dispositivo resta necessario un servizio VPN dedicato.

Due pagine, una finestra


Firefox 149 abilita finalmente lo Split View, una funzione che permette di affiancare due schede nella stessa finestra. Basta un clic destro su una scheda per attivarla. Niente di rivoluzionario, browser come Vivaldi e Zen lo fanno già da tempo, ma è un’aggiunta comoda per chi usa Firefox come strumento di lavoro quotidiano.

Sempre nella versione 149, tramite Firefox Labs, arrivano le Tab Notes: la possibilità di aggiungere appunti a qualsiasi scheda aperta, utile per ricordarsi perché quella pagina era lì.

Sicurezza: Firefox primo sulla Sanitizer API


Con la versione 148, già rilasciata, Firefox è diventato il primo browser a implementare la Sanitizer API, un nuovo standard di sicurezza web che protegge dagli attacchi XSS (Cross-Site Scripting). In pratica, offre agli sviluppatori un metodo nativo per ripulire il codice HTML non fidato prima che venga inserito nella pagina, sostituendo il vecchio e insicuro innerHTML con il nuovo setHTML(). Mozilla si aspetta che Chrome e Safari seguano a breve.

IA opzionale, come dovrebbe essere


Tra le novità c’è anche Smart Window, uno strumento basato su intelligenza artificiale per riassunti e confronti rapidi durante la navigazione. La cosa più interessante, però, è l’approccio: la funzione è completamente opzionale e disattivata di partenza.


FONTE blog.mozilla.org


FONTE hacks.mozilla.org


FONTE theregister.com

#hot
in reply to Ska

re: Con Firefox 149 arriva una VPN gratuita integrata nel browser, Split View per affiancare due pagine e la Sanitizer API contro gli attacchi XSS. Ecco tutte le novità.

Sensitive content

in reply to Trash Panda

re: Con Firefox 149 arriva una VPN gratuita integrata nel browser, Split View per affiancare due pagine e la Sanitizer API contro gli attacchi XSS. Ecco tutte le novità.

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Le ultime battute della campagna per il NO al referendum del 22 e 23 marzo 2026. Intervista all’Avv. Roberto Lamacchia


Due intensi mesi di iniziative
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Siamo agli ultimi giorni della campagna referendaria. Il 22 e 23 marzo si andrà alle urne per il “referendum popolare confermativo della legge costituzionalerecante: «Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare», approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 253 del 30 ottobre 2025.”

Abbiamo chiesto all’Avvocato Roberto Lamacchia, Co-Presidente dell’Associazione Giuristi Democratici le sue impressioni sull’andamento della campagna referendaria.

INTERVISTA ALL’AVV. ROBERTO LAMACCHIA

  • Puoi dirci la tua impressione su questa campagna referendaria, non tanto nel merito delle questioni giuridiche e di approfondimento ma proprio sull’andamento dei tanti momenti di confronto, incontri che ci sono stati? Che sensazioni hai avuto parlando con persone meno addentro alle questioni giuridiche?

Sono molto contento dello svolgimento di questa campagna referendaria perché ha dimostrato come il coraggio a volte venga premiato. Mi riferisco in particolare al fatto che un gruppo di 15 persone, tra i quali vorrei ricordare ci sono due appartenenti ai Giuristi Democratici di lunga data come Piero Panici e Carlo Guglielmi, hanno avuto il coraggio di portare all’attenzione dei cittadini un tema rispetto al quale c’era un disinteresse totale ed assoluto. Tramite la richiesta di raccolta di firme per la presentazione di un secondo quesito referendario abbiamo avuto il risultato di svegliare le coscienza della gente. Ottenere 500.000 firme nel giro di 20 giorni è stato un risultato incredibile. Da questo è nato un interesse complessivo della cittadinanza che è andato crescendo con il passare del tempo.

Ho fatto tutta una serie di incontri e dovunque sono andato ho trovato una grossa disinformazione ma anche un grosso interesse a capire. Mi sono trovato di fronte a domande incredibili del tipo “… ma è vero che con la nuova riforma verrà abolito il giudizio di appello?”, tanto per dirne una. Non si riesce a capire da dove saltino fuori questi dubbi, queste interpretazioni, ma purtroppo è così e quindi a maggior ragione c’è una necessità assoluta di informare, di chiarire, di precisare.

Detto questo il problema è che tutta la campagna referendaria si è poi spostata, nel senso che da un inizio di discussione che riguardava il merito della normativa siamo arrivati adesso ad una politicizzazione della questione. Penso che era prevedibile che questo sarebbe successo. Ritengo che questa dinamica sia stata imposto al centro-destra dall’andamento non particolarmente positivo per loro dei sondaggi. Quindi oggi ci troviamo a discutere anche delle conseguenze, delle ricadute politiche di questo referendum.

  • Cosa si tratta di fare in questi ultimi giorni?

Dobbiamo continuare ancora in questi ultimissimi giorni a insistere sul merito della vicenda. Lì non abbiamo dubbi, nel senso che ci hanno venduto una cosa per un’altra. Ci hanno venduto una modifica rispetto all’inefficienza della magistratura che non c’entra nulla con quello che succederà. Però se vogliono poi affrontare il problema sul piano politico, nessun problema. Noi siamo in grado, credo, di dimostrare e lo abbiamo fatto in tutti gli incontri che abbiamo avuto, come il vero intento del centro-destra non fosse quello di una riforma dell’efficienza della magistratura, ma quello di un indebolimento della stessa, con una modifica, un’alterazione degli equilibri tra i vari sistemi dello Stato.

A grandi linee questo è quello che mi pare sia emerso in questi due mesi di dibattito.

  • Giuristi Democratici hanno partecipato fin dall’inizio al percorso del Comitato “Società Civile per il NO al Referendum costituzionale” , che mercoledì 18 marzo ha svolto a Roma l’iniziativa di chiusura della campagna con una iniziativa in Piazza del Popolo a Roma. Uno spazio largo d’azione comune tra associazioni, sindacati, realtà politiche e sociali. Secondo te l’ampiezza di questa esperienza è riuscita a raggiungere nel dibattito anche i non adetti ai lavori?

Sicuramente siamo andati oltre gli addetti ai lavori ed è positivo il fatto di avere raccolto in uno spazio comune un così elevato numero di associazioni e di organizzazioni sindacali. Certo non tutto è stato facile e ci sono stati momenti in cui si è percepita una certa carenza nell’avere capacità organizzativa. Va detto che grazie alla grossa attività e contributo dato della CGIL siamo riusciti a reggere, però si tratta di costruire la capacità di superare le difficoltà perchè in ogni caso dobbiamo gestire in maniera il più possibile unitaria tutto il dopo-referendum, qualunque sia il l’esito referendario.

  • Non facciamo né scommesse, né previsioni sul risultato. Le lasciamo ai “maghi” ed in più porta male. Chiudiamo con un paio di annotazioni. Si può affermare che se il risultato fosse la vittoria dei NO di certo le modifiche proposte sarebbero difficilmente ripresentabili?

Direi che con il No vincente tutto resterà inalterato, non vedo come possano presentare in altra maniera quello che hanno proposto se non proprio ripartendo da capo.

  • Possiamo dire che il NO vincente sarebbe ben più di un sassolino dentro il meccanismo di quell’insieme di modifiche legate a ciò che abbiamo chiamato autoritarismo, deriva securitaria che abbiamo visto nel corso dell’ultimo periodo?

Direi di sì. La sconfitta di questa iniziativa governativa porta come conseguenza, credo, anche un grosso indebolimento dell’attacco complessivo costituito da premierato, autonomia differenziata e riforma della giustizia, per cui se viene meno uno dei tre filoni su cui la maggioranza si tiene insieme, anche gli altri due filoni corrono dei grossi indischi per il futuro.


Costituito il Comitato “Società Civile per il NO al Referendum costituzionale” e presentato un altro quesito referendario


Nei giorni in cui a Roma è stato presentato il Comitato “Società Civile per il NO al Referendum costituzionale” è stato anche avviato il percorso per un nuovo referendum attraverso la raccolta di 500.000 firme.

Sui nuovi scenari che si aprono l’Avvocato Roberto Lamacchia, Co-presidente dei G.D. e che fa parte del Direttivo del Comitato, sottolinea come:

Per la campagna referendaria si è costituito il Comitato sopra citato costituito da piccole e grandi associazioni che si occupano di questi temi; purtroppo i tempi per la campagna referendaria sono molto stretti ed allora, ben venga l’iniziativa di un gruppo di cittadini, tra cui alcuni esponenti dei G.D., volta a presentare un quesito referendario identico al primo, ma con qualche piccola aggiunta, intorno al quale si tratta di raccogliere le 500.000 firme, raccoglibili on line. Questo potrebbe consentire di allungare i tempi della campagna referendaria e quindi permettere una maggiore informazione ai cittadini”.

Si è costituito a Roma lo scorso 19 dicembre il Comitato “Società Civile per il NO al Referendum costituzionale” sulla riforma Meloni-Nordio, volgarmente detto il referendum sulla superazione delle carriere. Il Comitato è nato con lo scopo di “organizzare, coordinare e sostenere tutte le iniziative di sostegno al No nel referendum”.

L’Associazione Nazionale Giuristi Democratici è tra le prime associazioni firmatarie insieme a molte realtà associative, sindacali e della società civile, come Cgil, Anpi, Acli, Auser, Libera, Libertà e Giustizia, Legambiente, Salviamo la costituzione, Coordinamento per la democrazia costituzionale, Sbilanciamoci, Articolo 21, Pax Christi, il Centro per la riforma dello stato, Medicina Democratica, i Comitati per il no ad ogni autonomia differenziata, Movimenti per l’acqua bene comune, i Lavoratori precari della giustizia, Insieme per la giustizia, Comma 2 lavoro e dignità, la Rete della conoscenza, la Rete degli studenti medi, l’Unione degli universitari, i Costituziobalisti per il No.

L’Avvocato Roberto Lamacchia, co-presidente dei GD, è nel Consiglio Direttivo del Comitato insieme ad autorevoli esponenti della società italiana, come Rosy Bindi, Christian Ferrari, Giuseppe Gesmundo, Gianfranco Pagliarulo, Daniela Padoan, Carlo Testini, Italo Sandroni, Silvia Albano, Gaetano Azzariti, Gianpiero Cioffredi, Benedetta Tobagi, Giulio Marcon, Alfiero Grandi, Simone Rossi, Maria Agostina Cabiddu, Francesco Pallante.

Il Comitato ha svolto la sua prima conferenza stampa il 20 dicembre 2025 nella sala dell’Istituto Don Sturzo a Roma, in cui sono state ricordate le molte motivazioni che supportano la scelta di mobilitarsi per il NO al referendum racchiuse nello slogan: perché votare No? “Per difendere Giustizia, Costituzione, Democrazia”.

Sempre nella Conferenza stampa è stato sottolineato come le associazioni, realtà, sindacati che hanno scelto di promuovere il Comitato siano seriamente preoccupate per l’insieme di interventi fatti dal governo Meloni che stanno riducendo gli spazi di libertà, alterando gli equilibri democratici per lasciare spazio ad un’autoritarismo sempre più insopportabile.

Il Comitato ha lanciato un primo grosso appuntamento pubblico per il 10 gennaio 2026 a Roma mentre da subito per chiunque voglia aderire al Comitato la mail di riferimento è adesioni@referendumgiustizia2026.it.

Le prime mosse del Comitato saranno richiedere un incontro con il Comitato promosso dalla Associazione Nazionale Magistrati ed anche con le forze politiche che hanno promosso il referendum per sostenere le ragioni del No. Contemporaneamente anche i promotori del nuovo quesito referendario stanno prendendo contatto con il Comitato per discutere insieme come muoversi.

Va infine segnalato che, per iniziativa di un gruppo di cittadine e cittadini, è stato depositato un quesito referendario oppositivo alla riforma costituzionale proposta.

Qui di seguito, il collegamento alla piattaforma di raccolta firme: firmereferendum.giustizia.it/r…

✍️ Per firmare la richiesta di referendum occorre seguire questi passaggi:

  • 👉🏻 fare clic sul tasto “Accedi” e inserire le proprie credenziali (tramite SPID/CIE/CNS);
  • ⁠👉🏻 fare clic sul campo Raccolta di almeno 500.000 firme per il referendum confermativo del testo della legge costituzionale concernente “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”
  • ⁠👉🏻 fare clic sul tasto sostieni l’iniziativa e seguire le istruzioni finali

Alla richiesta di referendum oppositivo alla riforma costituzionale della magistratura è possibile dare la propria adesione fino al 30 gennaio 2026.

Nelle prossime settimane si delineranno gli scenari che faranno dell’inizio del 2026 un periodo importante per contribuire a fermare le derive autoritarie sottese alla cosidetta riforma della giustizia che vuole fare il governo Meloni.


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i am that i am / brion gysin. 1960


[youtube=youtube.com/watch?v=RnMKF5Zyc-…]
#audio #BrionGysin #cutUp #cutUp #cutup #IAmThatIAm

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Quanto è europea la tua infrastruttura web? Questo strumento te lo dice in un clic


Cloud Infra Atlas analizza hosting, DNS, email, SSL e dipendenze esterne di qualsiasi sito e restituisce un punteggio di sovranità europea. Gratis e immediato.
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Hai mai provato a chiederti quanta parte dell’infrastruttura del tuo sito o del tuo servizio online passa davvero per server europei? Hosting, DNS, certificati SSL, analytics, dipendenze esterne: ognuno di questi elementi può fare capo a un provider americano senza che tu te ne accorga, o senza che tu abbia mai avuto motivo di verificarlo.

Cloud Infra Atlas è uno strumento gratuito che fa esattamente questa analisi. Basta inserire un URL nella barra di ricerca e in pochi secondi il tool restituisce una panoramica dell’infrastruttura del dominio, voce per voce: dove gira l’hosting, chi gestisce i DNS (i server che traducono i nomi di dominio in indirizzi IP), da dove arriva il certificato SSL (il protocollo che cifra le connessioni), se ci sono servizi di analytics collegati e quali dipendenze esterne carica la pagina. Il tutto viene sintetizzato in un “punteggio di sovranità europea”.

Se gestisci un sito, un’associazione, una piccola impresa o anche solo un progetto personale e ti interessa capire quanto sei dipendente da infrastrutture non europee, questo sito può essere un punto di partenza rapido. Non serve essere tecnici: il risultato è leggibile anche senza sapere cosa sia un record MX o una CDN (Content Delivery Network, cioè la rete di server distribuiti che velocizza la consegna dei contenuti).

Lo strumento non si limita al punteggio: per ogni componente che risulta fuori dall’Europa propone alternative sovrane, cioè servizi equivalenti con sede e infrastruttura nel Vecchio Continente. Per chi volesse migrare, ad esempio, la posta elettronica verso un provider europeo, soluzioni come Proton Mail o Infomaniak Mail rientrano esattamente in questo tipo di ecosistema.

Cloud Infra Atlas non è uno strumento di audit professionale e i suoi risultati vanno presi come punto di partenza, non come verdetto definitivo. Ma per farsi un’idea veloce, o per iniziare a ragionare su dove finiscono i dati della propria infrastruttura, è uno di quei tool che vale la pena tenere a portata di mano.


FONTE cloudinfraatlas.eu

#hot
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Dormitori e allerta meteo, in attesa del Tavolo non si risponde all’emergenza


Da tempo molte Associazioni catanesi stanno interloquendo, con alterne fortune, con la Giunta comunale di Catania per trovare soluzioni non emergenziali rispetto al tema dei dormitori per i senza tetto, di cui si chiede un ampliamento e più semplici modalità di accesso e fruizione, la cosiddetta bassa soglia.

La Giunta, su proposta dell’Assessora ai Servizi Sociali Serena Spoto, ha approvato […]

Leggi il resto: argocatania.it/2026/03/18/dorm…

#AmministrazioneTrantino #associazioni #ComuneDiCatania #dormitorio #senzaDimora #serviziSociali

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Urik Keyboard v0.19.0-beta: nuove lingue e layout Hcesar per la tastiera open source


Urik Keyboard v0.19.0-beta: nuova release open source con greco, catalano e layout Hcesar. Privacy-first, su F-Droid e senza tracciamento.
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Urik Keyboard ha raggiunto la versione 0.19.0-beta, un aggiornamento che continua a consolidare questa tastiera Android come alternativa concreta! La release introduce supporto per greco e catalano, oltre al nuovo layout Hcesar, pensato per chi cerca configurazioni meno convenzionali.

Il progetto rimane fedele alla sua filosofia di base: tutto avviene sul dispositivo. Nessuna autorizzazione di rete, nessun invio di dati a server esterni. Ogni tasto premuto, ogni gesto di swipe, viene elaborato localmente. Per chi usa già servizi crittografati come Proton Pass per le password, l’integrazione con i gestori di credenziali funziona senza compromessi sulla privacy.

Tra le novità tecniche, la libreria di simboli si è ampliata con un secondo livello di caratteri speciali. I toggle per autocorrezione e comportamento pausa offrono più controllo sul modo in cui la tastiera reagisce durante la digitazione. Il sistema di suggerimenti dinamico adatta il punteggio in base al contesto, mentre il ridimensionamento dell’interfaccia si adegua allo schermo senza richiedere impostazioni manuali.

La stabilità dell’input è migliorata, con particolare attenzione alla fluidità della scrittura tramite swipe. I codici lingua ora compaiono sui pulsanti di cambio, utile per chi alterna frequentemente tra più alfabeti. Questi dettagli sembrano piccoli ma incidono sull’esperienza quotidiana, specialmente per utenti che lavorano con testi multilingue.

Disponibile su F-Droid e Google Play, Urik si mantiene finanziato dalle donazioni degli utenti. Per chi cerca un’alternativa a Gboard o SwiftKey senza rinunciare alla privacy, Urik sta iniziando a maturare e a essere concretamente interessante. La versione beta è stabile per uso quotidiano, anche se alcuni utenti segnalano occasionali bug minori tipici di uno sviluppo attivo.


FONTE github.com


FONTE urik.io


FONTE reddit.com

#hot
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Kitty 0.46: lo storico terminale GPU arricchisce il supporto al mouse


Kitty 0.46 introduce scrolling con inerzia, drag-and-drop delle schede e ridimensionamento dei pannelli col mouse. Ecco cosa cambia nel terminale open source
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Il terminale open source Kitty è arrivato alla versione 0.46, disponibile per Linux, macOS e alcune distribuzioni BSD. L’aggiornamento, rilasciato l’11 marzo, ruota quasi interamente attorno al mouse: tre novità distinte che rendono l’interfaccia più fluida e meno dipendente dalla tastiera.

La più evidente è lo scrolling con inerzia nel buffer di scorrimento (la cronologia dei comandi visualizzabile nel terminale): su Linux arriva anche il momentum scrolling, quella sensazione di “scivolamento” che rallenta gradualmente dopo aver sollevato il dito dal trackpad, già familiare a chi usa macOS.

Le altre due novità riguardano la gestione delle finestre. Le schede ora si possono riordinare con il trascinamento, spostare tra finestre diverse o staccare in finestre autonome. I pannelli affiancati, invece, si possono ridimensionare direttamente trascinando i bordi col mouse, senza dover ricorrere a scorciatoie da tastiera.

Kitty non è un terminale per tutti: la sua configurazione è interamente testuale e richiede un minimo di dimestichezza. Ma per chi lavora molto da riga di comando su Linux o macOS, è da anni uno dei riferimenti per prestazioni e personalizzazione. Queste aggiunte non cambiano la natura dello strumento, ma lo avvicinano un po’ di più a chi preferisce usare ogni tanto il mouse anche nel terminale.


FONTE sw.kovidgoyal.net


FONTE linuxiac.com


FONTE