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6 luglio, roma, casetta rossa: presentazione di “aggrappàti al cielo”, di sergio bianchi (ed. milieu, 2026)


locandina della presentazione del libro di sergio bianchi, 'aggrappàti al cielo', ed. milieu

Lunedì 6 luglio, alle 18:30, alla Casetta rossa
(via G.B.Magnaghi 14 – Roma)

Ilenia Rossini e Marco Giovenale
con l’autore
presentano

AGGRAPPÀTI AL CIELO
di
Sergio Bianchi


(Milieu edizioni)

Un romanzo sull’«assalto al cielo» tentato negli anni Settanta nel nostro paese. Un linguaggio essenziale, materico, dinamico, visivo, concentrato in quadri narrativi che di quell’assalto tratteggiano la genesi, lo sviluppo e la tragica sconfitta finale. Una narrazione «a quadri» del «lungo ’68 italiano». Una singola voce che nella fulminea descrizione dei diversi scenari attraversati riesce a divenire voce collettiva. Una sintesi dei sommovimenti sociali, politici, culturali ed esistenziali del decennio Settanta che nulla tralascia dei suoi contenuti fondamentali: l’antiautoritarismo delle prime lotte studentesche, il sentimento della «Resistenza tradita», la grande rivolta operaia nelle fabbriche, il femminismo, la radicalizzazione dei conflitti, la nascita e lo sviluppo della lotta armata, il movimento del ’77, la diffusione nei movimenti delle droghe, la repressione, il carcere, il riflusso e la drammatica presa d’atto della sconfitta del sogno di una trasformazione rivoluzionaria.

*

l’editore: milieuedizioni.it

recensione di Ginevra Amadio su Treccani (29 giu. 2026):
treccani.it/magazine/lingua_it…

recensione di Andrea Colombo sul ‘manifesto’ (29 giu. 2026):
ilmanifesto.it/quella-rivoluzi…

l’incontro su mobilizon:
mobilizon.it/events/949bc2fa-2…

evento facebook:
facebook.com/events/1390708409…
#Anni70 #anniSettanta #Annisessanta #annisettanta #AutonomiaOperaia #CasettaRossa #collanaSettanta #IleniaRossini #LaboratorioDiLettura #lettura #lottaArmata #lotteStudentesche #MarcoGiovenale #Milieu #MilieuEdizioni #movimentoDel77 #politicaItaliana #PotereOperaio #presentazione #repressione #riflusso #romanzo #SergioBianchi #Settanta #SettantaMilieu #settantasette

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Don Chisciotte della Mancia: oltre i mulini a vento, la sublime follia che inventò il romanzo moderno

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Don Chisciotte della Mancia

Miguel de Cervantes

Einaudi (la versione Einaudi offre una traduzione equilibrata e scorrevole, adatta sia a studenti sia a lettori comuni, con una resa moderna e una lettura piacevole).

1440

einaudi.it/catalogo-libri/narr…

Il capolavoro di Miguel de Cervantes si staglia nel panorama della letteratura mondiale come una cattedrale di parole, un testo capace di rifondare l’arte della narrazione e di superare le barriere del proprio tempo. Questo romanzo non rappresenta soltanto una parodia dei libri di cavalleria, ma costituisce un’indagine profonda e commovente sulla natura umana, un labirinto di specchi in cui la realtà e la finzione si rincorrono senza sosta. Attraverso le vicende del cavaliere dalla triste figura, lo scrittore spagnolo compose un inno alla libertà dell’immaginazione e, contemporaneamente, una lucida constatazione del disincanto che accompagna la fine del Secolo d’Oro. Analizzare quest’opera significa immergersi in un oceano di significati filosofici, dinamiche psicologiche e innovazioni strutturali che continuano a influenzare la narrativa contemporanea.

Il viaggio tormentato del creatore


Per comprendere la genesi dell’opera occorre ripercorrere la biografia avventurosa e dolorosa del suo autore. Nato ad Alcalá de Henares nel 1547, Miguel de Cervantes visse un’esistenza segnata dalla sfortuna, dalla povertà e da continui rovesci di sorte. La sua giovinezza si tinse dei colori della guerra, partecipò infatti alla storica battaglia di Lepanto nel 1571, dove combatté con immenso coraggio e perse l’uso della mano sinistra, un sacrificio che ricordò sempre con orgoglio. La sorte gli riservò prove ancora più dure, quando, durante il viaggio di ritorno in patria, i pirati barbareschi lo catturarono e lo condussero ad Algeri, dove rimase prigioniero per compensare cinque lunghi anni, tentando ripetutamente la fuga prima che la famiglia e i frati trinitari pagassero il riscatto.
Tornato in Spagna, l’ex soldato non ottenne i riconoscimenti sperati dalla corona. Svolse incarichi ingrati come commissario per le provvigioni della Invincibile Armata e in seguito come esattore delle imposte, finendo persino in carcere a Siviglia a causa di irregolarità contabili. Proprio nella penombra di una cella, circondato dallo squallore e dalla solitudine, nacque l’idea di un uomo che impazzisce leggendo romanzi cavallereschi. La prima parte del libro vide la luce nel 1605, riscuotendo un successo immediato ma garantendo scarsi guadagni all’autore, mentre la seconda parte apparve nel 1615, un anno prima della sua morte. La produzione letteraria di Cervantes include anche il romanzo pastorale La Galatea, le splendide Novelle esemplari e il poema Viaggio al Parnaso, ma la figura dell’ingegnoso hidalgo oscurò inevitabilmente ogni altra sua creazione, consegnandolo all’immortalità.

La dialettica della vicinanza, il legame unico tra cavaliere e scudiero


Il fulcro emotivo e narrativo dell’opera risiede nel rapporto straordinario che unisce Don Chisciotte al suo scudiero Sancho Panza. Questa coppia letteraria incarna una delle più grandi invenzioni della letteratura di ogni tempo, evolvendo da una contrapposizione iniziale verso una profonda simbiosi. Nelle prime pagine i due personaggi appaiono come poli opposti: l’hidalgo rappresenta l’idealismo esasperato, la nobiltà d’animo disancorata dalla realtà e la ricerca di una gloria spirituale; il contadino, invece, incarna il pragmatismo più schietto, legato ai bisogni materiali, al cibo, al denaro e alla speranza di ottenere il governo di un’isola, come gli è stato promesso da Don Chisciotte.
Con il progredire del viaggio, l’iniziale contrapposizione tra Don Chisciotte e Sancho Panza si attenua, lasciando spazio a un processo che la critica definisce chisciottizzazione di Sancho e sanchizzazione di Don Chisciotte. Lo scudiero, affascinato dagli ideali del suo padrone, comincia progressivamente a condividere la sua visione del mondo e ad adottarne, almeno in parte, il linguaggio e gli ideali cavallereschi, pur conservando il proprio buon senso. La sua maturazione emerge in modo particolare nell’episodio del governo dell’isola di Baratteria, dove dimostra equilibrio, saggezza e capacità di giudizio. Parallelamente, Don Chisciotte risente dell’’influenza della concretezza di Sancho, anche se continua a interpretare la realtà secondo i propri ideali fino agli ultimi capitoli del romanzo, quando ritrova finalmente la lucidità e riconosce l’inconsistenza delle sue illusioni. Il loro rapporto supera gradualmente il semplice legame tra padrone e servitore e si trasforma in una profonda amicizia fondata sull’affetto, sul dialogo e sul rispetto reciproco. Insieme incarnano l’equilibrio tra ideale e realtà, mostrando come l’essere umano abbia bisogno tanto dei sogni quanto del senso pratico.

La duplice identità del cavaliere dalla triste figura


Il fulcro psicologico del romanzo risiede nella metamorfosi radicale di Alonso Quijano, un tranquillo e modesto nobile di campagna che trascorre le sue giornate nell’anonimato della pianura della Mancia. La lettura ossessiva e totalizzante dei poemi cavallereschi consuma progressivamente la mente di questo uomo comune, spingendolo a ripudiare la propria grigia realtà quotidiana per abbracciare un destino straordinario e glorioso. Nasce in questo modo Don Chisciotte della Mancia, un alter ego epico e idealizzato che il protagonista modella accuratamente sui suoi eroi letterari preferiti. Indossando una vecchia armatura arrugginita appartenuta ai suoi antenati e ribattezzando il suo magro cavallo con il nome altisonante di Ronzinante, l’anziano hidalgo si trasforma in un cavaliere errante pronto a proteggere i deboli e a combattere le ingiustizie del mondo. Questa scissione profonda genera un contrasto perenne tra la persona reale, Alonso, e il personaggio immaginario, Don Chisciotte, il quale si muove nel mondo concreto seguendo esclusivamente le leggi anacronistiche della cavalleria antica.

L’eclatante scontro con i mulini a vento


L’assalto ai mulini a vento incarna in modo sublime la frattura insanabile tra l’idealismo esasperato del cavaliere e la cruda realtà circostante. Don Chisciotte scorge nelle strutture agricole che svettano all’orizzonte un’armata minacciosa di giganti smisurati, creature malefiche presumibilmente guidate dal temibile Briareo che occorre estirpare immediatamente per compiere una gloriosa azione di giustizia sociale. Accanto al protagonista si muove Sancho Panza, lo scudiero concreto che esprime il buon senso popolare, il quale tenta invano di mostrare le semplici pale rotanti destinate a macinare il grano. La ferrea volontà del cavaliere non cede minimamente davanti alle smentite sensoriali del compagno, spingendolo anzi a spronare il destriero verso un assalto disperato che distrugge la sua lancia e lo scaraventa al suolo dolorante. Anche dopo la brutale caduta, l’ingegnoso hidalgo rifiuta l’evidenza empirica, attribuendo il doloroso fallimento ai sortilegi del mago Frestone, colpevole di aver mutato i mostri in pacifici edifici per sottrargli la gloria del trionfo. Questa celebre disfatta si eleva a simbolo universale dell’animo umano che combatte con fierezza contro illusioni invincibili.

Un coro di voci, l’universo dei personaggi secondari


Accanto ai due protagonisti si muove una ricca galleria di personaggi che trasforma il Don Chisciotte in un grande affresco della società spagnola del primo Seicento. Cervantes rappresenta con straordinaria vivacità uomini e donne appartenenti ai più diversi ceti sociali: osti, contadini, galeotti, nobili, ecclesiastici, mercanti, studenti, soldati e viandanti. Il risultato è un mondo vario e dinamico, in cui comicità, realismo e riflessione morale convivono continuamente.
Tra le figure più importanti spiccano il curato e il barbiere, amici di Don Chisciotte e rappresentanti del buon senso della comunità paesana, che cercano in ogni modo di ricondurlo alla realtà, arrivando persino a bruciare i suoi libri di cavalleria e a mettere in atto diversi stratagemmi per riportarlo a casa. Un ruolo fondamentale è svolto anche dal baccelliere Sansone Carrasco, che nel tentativo di guarire Don Chisciotte dalla sua follia assume prima l’identità del Cavaliere degli Specchi e poi quella del Cavaliere della Bianca Luna. Dopo averlo sconfitto in duello a Barcellona, lo costringe a rinunciare per un anno alle imprese cavalleresche, segnando un passaggio decisivo verso il ritorno alla realtà.
Le figure femminili hanno un ruolo di grande rilievo e mostrano la modernità dell’opera. Dulcinea del Toboso, pur non comparendo mai direttamente come personaggio, rappresenta l’ideale cavalleresco che guida tutte le azioni del protagonista, nasce dalla trasformazione, operata da Alonso Quijano, della contadina Aldonza Lorenzo nella dama perfetta dei romanzi cavallereschi. Accanto a questa figura ideale emergono donne reali e complesse come Marcela, che difende con forza la propria libertà e il diritto di non ricambiare l’amore dei suoi corteggiatori, e Maritornes, umile fantesca di locanda, al tempo stesso comica e profondamente umana.
Nel Don Chisciotte nessun personaggio secondario è una semplice comparsa: ognuno ha una propria voce e una propria visione del mondo, e contribuisce a costruire una narrazione ricca e stratificata, che rende il romanzo uno dei capolavori assoluti della letteratura mondiale.

Il mito di Dulcinea del Toboso tra contadina e principessa


Dulcinea del Toboso rappresenta la colonna portante dell’intero universo immaginario di Don Chisciotte. Secondo le severe e incrollabili regole della cavalleria errante, un cavaliere necessita inevitabilmente di una dama da amare. Questa donna incarna il punto di riferimento spirituale a cui dedicare le proprie vittorie e a cui raccomandare l’anima prima di ogni battaglia pericolosa.
La vera identità della fanciulla
Dietro la celestiale figura della dama si nasconde una donna in carne e ossa che Alonso Quijano idolatrava da lontano senza mai trovare il coraggio di dichiararsi, ovvero Aldonza Lorenzo. Questa robusta e vigorosa contadina del vicino paese di El Toboso svolgeva quotidianamente mansioni faticose. La ragazza lavorava i campi, salava i maiali e viveva del tutto ignara dei nobili pensieri del vicino hidalgo.
La trasfigurazione letteraria e il contrasto ironico
La narrazione gioca costantemente sul contrasto ironico tra l’allucinazione del cavaliere e la realtà oggettiva. Nella mente del protagonista, la rozza popolana subisce una trasfigurazione aristocratica totale, diventando la nobilissima principessa Dulcinea. Il cavaliere la immagina come una creatura angelica di ineguagliabile bellezza, dotata di capelli d’oro zecchino, occhi lucenti come soli e una grazia divina simbolo di purezza assoluta. Curiosamente, la donna non appare mai in prima persona sulla scena del romanzo, ma esiste unicamente attraverso i racconti e le ardenti fantasie dei protagonisti.
L’inganno di Sancho e il trionfo dell’ideale
Il fedele scudiero Sancho Panza conosce molto bene la vera identità della ragazza e sfrutta abilmente questo equivoco. Durante una fase cruciale del viaggio, per giustificare il mancato ritrovamento della presunta principessa, lo scudiero mostra al padrone una contadina locale a cavallo di un asino e la spaccia per l’amata. Il povero cavaliere, davanti alla sgradevole visione, si convince subito di un terribile sortilegio scagliato da malvagi incantatori per privare la fanciulla della sua celestiale bellezza. Questo passaggio trasforma Dulcinea nel concetto più puro dell’amore ideale. Non serve la perfezione reale dell’oggetto del desiderio. L’unica cosa fondamentale rimane la fede incrollabile del cavaliere nel proprio ideale, una forza spirituale capace di resistere alla più cruda e sgradevole realtà terrena.

Dulcinea e Beatrice: l’ideale della donna-angelo tra teologia e parodia


La figura di Dulcinea trova una profonda e corretta similitudine concettuale nella Beatrice di Dante Alighieri, poiché entrambe le donne condividono la medesima funzione di faro spirituale e motore immobile di ogni azione dell’amante. Come Beatrice rappresenta per il sommo poeta la musa salvifica capace di elevare l’animo verso la verità del Paradiso, così Dulcinea costituisce per Don Chisciotte la giustificazione morale di ogni singola impresa cavalleresca, trasformando l’amore in un sentimento puro, disinteressato e totalmente interiore che prescinde completamente dalla presenza fisica o dalla reciprocità. Se Dante compie un percorso verso l’alto, innalzando una nobildonna fiorentina reale fino alle vette della teologia, lo scrittore spagnolo compie il percorso opposto, prendendo il modello sublime della donna-angelo per farlo scontrare violentemente con la terra. Sotto le vesti della principessa ideale non si trova infatti una figura aristocratica, bensì la verace e ignara Aldonza Lorenzo, una contadina del tutto comune dedita ai lavori agricoli più umili. Nonostante questa demistificazione dichiaratamente parodistica e dissacrante, il risultato finale acquisisce una meravigliosa dignità poetica, poiché la fede incrollabile del protagonista nella sua personale guida dimostra chiaramente come l’ideale umano possa sopravvivere e trionfare anche quando si scontra con la più fredda e sgradevole realtà quotidiana.

Marcela e Don Chisciotte: la difesa della libertà femminile


Nel romanzo, Marcela è una giovane orfana di famiglia benestante che decide di abbandonare le comodità della sua condizione sociale per farsi pastorella, ritirandosi a vivere in assoluta libertà tra i boschi. Questa scelta radicale scatena il dramma quando il pastore Grisostomo, follemente innamorato di lei, si toglie la vita a causa del suo fermo rifiuto, spingendo tutti i pastori a etichettare la fanciulla come una assassina crudele. Nel momento in cui Marcela appare al funerale del giovane per difendere il proprio diritto a non ricambiare un amore non voluto, l’intera folla di pastori inferociti vorrebbe aggredirla e perseguitarla. Il collegamento cruciale con Don Chisciotte si compie proprio in questo istante di pericolo. Il cavaliere, che assiste alla scena, imbraccia le armi e si mette fisicamente in mezzo, minacciando di morte chiunque osi seguire o molestare la ragazza. Don Chisciotte diventa così lo strumento concreto che permette a Marcela di rimanere libera, poiché riconosce la giustizia delle sue parole e legittima con la forza della sua lancia il diritto sacrosanto di una donna di appartenere soltanto a se stessa.

Sancho Panza e l’incontro con Don Chisciotte: il realismo del contadino spagnolo al servizio dell’ideale

Nel vasto impianto narrativo del romanzo, Sancho Panza rappresenta la quintessenza del realismo letterario e il perfetto contraltare alla nobiltà decadente del protagonista. Questo contadino spagnolo, che vive nella zona rurale della Mancia ed è descritto da Miguel de Cervantes come un uomo semplice, povero e di spirito arguto, accetta di svolgere il ruolo di scudiero non per una nobile vocazione cavalleresca, bensì per il miraggio concreto di un riscatto economico e per la promessa materiale di ottenere il governo di un’isola. La sua psicologia si sviluppa costantemente attraverso l’uso sapiente di proverbi popolari, una saggezza legata alla terra e un attaccamento profondo ai bisogni primari del corpo, elementi che creano un continuo attrito con le visioni spirituali del padrone. Questo legame profondo ha inizio proprio nel momento del loro primo incontro, quando la lucida concretezza di Sancho Panza si imbatte nella splendida follia di Don Chisciotte, unendo per sempre il destino del contadino a quello del cavaliere in un viaggio dove la realtà e l’illusione si fondono in modo irreversibile.

Il curato, il barbiere e Sansone Carrasco: i personaggi che cercano di riportare Don Chisciotte alla realtà


Oltre ai protagonisti, il romanzo introduce un ristretto gruppo di figure ricorrenti che hanno il compito cruciale di fare da ponte con la realtà, tentando costantemente di strappare il cavaliere dalle sue visioni. Tra questi spiccano il curato Pero Pérez e il barbiere Maestro Nicolao, gli storici amici del villaggio che bruciano la biblioteca dell’hidalgo per eliminare la fonte del suo delirio e che si travestono pur di riportarlo a casa, affiancati nella seconda parte dal giovane studente Sansone Carrasco, il baccelliere che decide di sconfiggere la follia di Don Chisciotte sul suo stesso terreno, travestendosi a sua volta da cavaliere errante per batterlo in duello e imporgli il ritorno definitivo alla normalità rurale.

Storia del testo


La trasmissione testuale di Don Chisciotte presenta una storia complessa, segnata da problemi di stampa, interventi editoriali e vicende letterarie particolari. La prima parte dell’opera, pubblicata nel 1605 a Madrid da Juan de la Cuesta, contiene alcune incoerenze narrative che la critica attribuisce principalmente alla fase di composizione e revisione del testo, oltre che ai limiti della stampa dell’epoca. Tra queste, rientrano piccole discontinuità nella narrazione di alcuni episodi, che Cervantes non sempre rielaborò in modo sistematico nelle edizioni successive.
Il quadro si complica con la pubblicazione, nel 1614, di un seguito apocrifo di Don Chisciotte, firmato con lo pseudonimo di Alonso Fernández de Avellaneda e stampato a Tarragona. Quest’opera, di carattere non autorizzato e polemico nei confronti di Cervantes, ebbe un impatto significativo sulla stesura della seconda parte autentica del romanzo, pubblicata nel 1615. Cervantes vi fa infatti esplicito riferimento, facendo conoscere ai suoi personaggi l’esistenza del falso seguito e utilizzandolo come spunto narrativo per indirizzare diversamente il viaggio di Don Chisciotte e Sancho.
La seconda parte, quindi, nasce anche in dialogo con questa “imitazione” non autorizzata, che lo stesso Cervantes smaschera e rielabora all’interno della finzione narrativa. Solo gli studi filologici moderni hanno permesso di ricostruire con precisione la complessa stratificazione del testo, distinguendo tra problemi redazionali, interventi editoriali e scelte consapevoli dell’autore, contribuendo a una lettura più consapevole del capolavoro cervantino.

La metamorfosi dell’identità, una lettura psicologica


Dal punto di vista psicologico, Don Chisciotte può essere letto come un’opera che esplora in modo precoce i temi della costruzione dell’identità, dell’immaginazione e del rapporto tra percezione e realtà. Alonso Quijano non presenta una follia distruttiva, ma una deviazione della sua visione del mondo che si attiva soprattutto attraverso la lettura dei romanzi cavallereschi, i quali diventano il filtro attraverso cui interpreta la realtà.
La trasformazione in Don Chisciotte rappresenta una forma di auto-definizione immaginativa: il protagonista sceglie un’identità ideale e rilegge il mondo secondo schemi coerenti con il proprio universo interiore. In questa prospettiva, elementi quotidiani e ordinari vengono reinterpretati secondo il modello cavalleresco, per cui mulini a vento e locande possono essere scambiati rispettivamente per giganti e castelli.
Cervantes mette così in scena il conflitto tra realtà e immaginazione, mostrando come la percezione del mondo sia influenzata dalle strutture mentali e dalle aspettative individuali. Quando l’esperienza contraddice in modo evidente la sua visione, Don Chisciotte ricorre spesso all’idea di incantatori che avrebbero alterato la realtà per ostacolarlo, mantenendo così la coerenza del proprio sistema di credenze.
L’opera non è una semplice denuncia sociale né un testo costruito come critica diretta delle ingiustizie, ma piuttosto una rappresentazione complessa della condizione umana, in cui convivono ironia, realtà storica e riflessione esistenziale. Anche la biografia di Cervantes, segnata da difficoltà personali e vicende sfortunate, contribuisce al tono disincantato dell’opera, senza però trasformarla in un romanzo autobiografico o polemico.
Questo meccanismo evidenzia la forza e al tempo stesso la fragilità dell’immaginazione umana, così come la tendenza a difendere le proprie convinzioni anche di fronte all’evidenza dei fatti. Nel finale del romanzo, la riconquista della lucidità da parte di Alonso Quijano coincide con la perdita del suo mondo immaginario, che per lungo tempo aveva sostenuto la sua identità e la sua energia vitale.

L’ambiguità del vero e il crollo delle certezze filosofiche


Sul piano filosofico, Don Chisciotte solleva interrogativi ancora attuali sulla natura della verità e sulla relatività della conoscenza, in un contesto culturale segnato dalla crisi delle certezze del Rinascimento e dall’avvento della sensibilità barocca. Cervantes non nega l’esistenza della verità, ma mostra piuttosto come essa venga filtrata e interpretata in modo diverso a seconda dei soggetti e delle loro strutture mentali.
Un esempio emblematico è l’episodio della bacinella del barbiere, che Don Chisciotte interpreta come l’elmo di Mambrino e che Sancho descrive con ironica concretezza come un semplice bacile. La scena evidenzia la distanza tra percezione e realtà e la pluralità dei punti di vista, uno dei nuclei più importanti del romanzo.
L’opera introduce inoltre una riflessione sulla natura della finzione letteraria e sul rapporto tra realtà e rappresentazione. Cervantes finge di tradurre un manoscritto arabo attribuito a Cide Hamete Benengeli e, nella seconda parte, i personaggi vengono a conoscenza della pubblicazione della prima parte della loro stessa storia, in un raffinato gioco metanarrativo che rompe l’illusione narrativa e coinvolge direttamente il lettore.
Questo intreccio di livelli narrativi apre a una domanda ancora moderna: quanto della realtà è costruzione del linguaggio e dell’immaginazione? In questo quadro, Don Chisciotte appare come un personaggio che agisce secondo un rigoroso codice etico e ideale, in conflitto con un mondo pragmatico e disincantato. La sua sconfitta non annulla la sua figura, ma ne rafforza la dimensione morale, suggerendo che il valore di un’esistenza possa risiedere nella coerenza dei propri ideali più che nel successo delle azioni.

Adattamenti cinematografici e reinterpretazioni del Don Chisciotte


Nel panorama delle opere cinematografiche e televisive ispirate o affini al Don Chisciotte, emergono alcune produzioni che ne reinterpretano i temi principali o ne condividono lo spirito, offrendo al pubblico chiavi di lettura diverse ma complementari del mito cervantino.

– Un adattamento italiano di Don Chisciotte è la miniserie televisiva della RAI Don Chisciotte della Mancia (1983), una versione in lingua italiana pensata per la televisione che racconta la storia in modo lineare e accessibile, risultando scorrevole e adatta anche a una visione non specialistica.

– L’Armata Brancaleone di Mario Monicelli è invece un film italiano che non adatta direttamente Don Chisciotte, ma ne riprende lo spirito attraverso la parodia del mondo cavalleresco e il contrasto tra ideali eroici e realtà comica e disordinata.

Frasi celebri


“La libertà, Sancho, è uno dei più preziosi doni che agli uomini abbiano dato i cieli.” (Don Chisciotte)
“Quando si governa, bisogna avere gli occhi aperti e non lasciarsi guidare dall’ira.” (Sancho Panza)

Conclusione


Di Don Chisciotte, ciò che rimane non è soltanto la storia di un uomo che ha confuso i sogni con la realtà, ma il ritratto profondo di una condizione universale. Cervantes ci mostra quanto fragile sia il confine tra ciò che siamo e ciò che immaginiamo di essere, tra la concretezza del mondo e la forza delle nostre convinzioni interiori.
In Don Chisciotte convivono ingenuità e grandezza, illusione e dignità morale. La sua vicenda invita a riflettere sul valore dell’immaginazione, ma anche sui suoi limiti, ricordandoci che ogni ideale ha bisogno di misurarsi con la realtà per non perdersi in essa.
Forse è proprio in questa tensione irrisolta che risiede l’attualità dell’opera: nel continuo dialogo tra sogno e verità, tra ciò che vorremmo essere e ciò che siamo davvero. Ed è per questo che, ancora oggi, Don Chisciotte continua a parlarci, con una voce insieme fragile e profondamente umana.

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Prodotti solari, boom di ricerche in Italia: +47% nel 2026, cresce la domanda di SPF viso e protezione per tutta la famiglia


I prodotti solari sono tra i protagonisti dell'estate 2026: le ricerche online superano 1,2 milioni (+47%), con un forte interesse per creme SPF viso, stick solari e protezioni dedicate a tutta la famiglia. Analizziamo i trend che stanno guidando le scelte dei consumatori italiani
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Con l’arrivo dell’estate, la protezione solare torna protagonista nelle scelte online degli italiani. Creme, SPF viso, stick, doposole e prodotti per bambini registrano un interesse crescente, confermando un’abitudine ormai consolidata: prepararsi alla stagione calda con anticipo, confrontando prodotti, formati e soluzioni diverse prima dell’acquisto. A raccontarlo è la nuova analisi di Trovaprezzi.it, che ha analizzato l’andamento dell’interesse per i prodotti solari, evidenziando una crescita significativa sia rispetto al 2025 sia rispetto al 2024. Nei primi sei mesi del 2026 (i dati sono stati estratti fino al 22 giugno), le ricerche hanno superato quota 1,2 milioni, con un +47% rispetto allo stesso periodo del 2025 e un +94% rispetto al 2024.

Dyson V10 Konical ufficiale: il primo aspirapolvere Dyson che si svuota da solo
Dyson entra in una nuova era della pulizia domestica con V10 Konical e Auto-empty Dok, la prima soluzione del marchio che consente lo svuotamento automatico del contenitore della polvere
Techpertutti.comGuglielmo Sbano


Il fenomeno ha un suo picco stagionale: ogni anno, da gennaio in avanti, l’interesse cresce progressivamente con l’avvicinarsi dell’estate. Nel 2026 si è passati dalle circa 76mila ricerche di gennaio alle oltre 376mila di maggio, mese che segna il picco dell’anno finora rilevato. Anche giugno, pur considerando il dato ancora parziale, conferma livelli molto elevati, con 290mila ricerche, quasi quattro volte quelle registrate a inizio anno. La crescita, però, è evidente nel corso dell’intero anno; guardando al 2025, l’interesse per i prodotti solari era già aumentato del +26% rispetto al 2024, superando quota 1,46 milioni di ricerche nell’anno.

Non più solo acquisti per l'estate


La stagionalità, quindi, rimane centrale, ma non racconta più tutta la storia. I dati sembrano indicare infatti come il solare non sia più soltanto un acquisto “da valigia”, concentrato esclusivamente prima delle vacanze. Nel 2025, anche nella seconda parte dell’anno, da luglio a dicembre, le ricerche hanno superato quota 629mila, pari a circa il 43% del totale annuale. Un segnale che la protezione solare e la cura della pelle sono sempre più legate a una routine continuativa, fatta di prevenzione, benessere e maggiore attenzione alla scelta del prodotto.

Le creme solari le più richieste


Tra le tipologie di prodotto considerate all’interno della categoria dedicata ai prodotti solari, la quota principale dell’interesse (47%) si concentra sulle creme solari, che nel 2026 (periodo gennaio-giugno) hanno registrato una crescita del +48% rispetto al 2025. Seguono gli SPF viso (34,8%), con un incremento del +59%, confermando il ruolo sempre più centrale della protezione quotidiana del volto. Il dato più dinamico riguarda però gli stick solari (5,3%), che segnano la crescita più alta tra le tipologie di prodotti considerato, pari al +83%. In aumento anche il doposole (4,5%), con +49%, mentre i solari per bambini (4,8%) arrivano a crescere del +21%. Completano il quadro gli oli abbronzanti (2%) e gli autoabbronzanti (1,6%).

L’intelligenza artificiale può organizzare le tue vacanze? Guida pratica all’AI per viaggiare
Dalla scelta della destinazione alla creazione di itinerari personalizzati, gli strumenti AI possono offrire suggerimenti utili e far risparmiare tempo. Tuttavia, la qualità dei risultati dipende spesso dalle domande che vengono poste
Techpertutti.comGuglielmo Sbano


Tra i prodotti più cercati del 2026 emergono soprattutto brand dermatologici e specializzati come La Roche-Posay, Isdin, Avène, Uriage e Miamo, confermando una forte attenzione alle formulazioni ad alta protezione. Nelle diverse categorie analizzate si nota l’interesse per soluzioni mirate e pratiche: texture leggere per l’uso quotidiano, formati facili da applicare anche fuori casa, prodotti dedicati alle pelli sensibili e protezioni pensate per tutta la famiglia.

L'identikit del consumatore


Anche l’identikit di chi cerca prodotti solari online offre indicazioni interessanti. Le donne rappresentano il 75%, mentre gli uomini si fermano al 25%. Per fasce d’età, il pubblico più attivo è quello tra i 35 e i 44 anni, con il 25% dell’interesse, seguito dalla fascia 45-54 anni con il 21% e dalla fascia 25-34 anni con il 20%.A livello territoriale, la Lombardia guida la classifica sia per quota di interesse sia per intensità rispetto alla popolazione. La regione raccoglie il 30% delle ricerche e registra 37,8 ricerche ogni 1.000 abitanti. Seguono Lazio, con il 14% e 31,3 ricerche ogni 1.000 abitanti, Campania, Emilia-Romagna e Veneto. Considerando le ricerche per abitante, dopo Lombardia e Lazio emergono anche Emilia-Romagna, Campania e Puglia.

“Il mercato dei solari sta vivendo un’evoluzione interessante: non si tratta più soltanto di prodotti acquistati in vista delle vacanze o dell’esposizione prolungata al sole, ma di strumenti sempre più integrati nella routine quotidiana di cura della pelle”, ha commentato Dario Rigamonti di Trovaprezzi.it.



Dyson V10 Konical ufficiale: arriva l'aspirapolvere con Auto-empty Dok che si svuota da solo


Dyson ha presentato il suo primo aspirapolvere con svuotamento automatico V10 Konical con Auto-empty Dok, progettato per rendere la pulizia più semplice e igienica senza compromettere le prestazioni. Il device è dotato di una spazzola conica districante che illumina la polvere invisibile e districa i capelli lunghi e i peli di animali, mentre la base svuota automaticamente il contenitore dopo ogni utilizzo, ricarica il dispositivo e consente di riporre gli accessori ordinatamente in un unico punto: una soluzione integrata che rende la pulizia più igienica e senza sforzo.

Vacanze e AI: 1 italiano su 3 usa l’intelligenza artificiale per pianificare i viaggi
Nonostante la crescita dell’AI, recensioni degli utenti e convenienza economica continuano a essere gli elementi che incidono maggiormente sulle decisioni di viaggio
Techpertutti.comGuglielmo Sbano


"Svuotare il contenitore di un aspirapolvere è spesso un’operazione scomoda e poco igienica: la polvere si disperde, gli allergeni restano nell’aria e il processo di pulizia viene interrotto. Abbiamo progettato una base che lo fa al posto dell’utente, in modo automatico e igienico", ha commentato Asaph Ooi di Dyson


Dyson V10 Konical: un sistema di illuminazione verde simile a un laser rivela la polvere invisibileDyson V10 Konical: un sistema di illuminazione verde simile a un laser rivela la polvere invisibile

Dyson V10 Konical


Il nuovo Dyson V10 Konical offre un'aspirazione potente e miglioramenti concreti per la pulizia quotidiana. La sua spazzola conica districante impedisce ai capelli lunghi e ai peli di animali di avvolgersi e aggrovigliarsi attorno al rullo – senza più necessità di tagliarli o rimuoverli manualmente – mentre un sistema di illuminazione verde simile a un laser rivela la polvere invisibile, per non tralasciare nessun punto durante la pulizia.

Il dispositivo integra inoltre un sistema di filtrazione HEPA completamente sigillato, a cinque stadi, che cattura il 99,99% delle particelle fino a 0,1 micron (tra cui allergeni, batteri e virus), rilasciando nell’ambiente solo aria pulita e mantenendo costante la potenza di aspirazione, per prestazioni ottimali a ogni utilizzo (dati Dyson).

Auto-empty Dok


L’Auto-empty Dok trasferisce polvere e detriti in un sacchetto sigillato che contiene fino a 60 giorni di sporco, riducendo la frequenza degli svuotamenti manuali. Il sistema di filtrazione HEPA completamente sigillato cattura le particelle fini durante il processo di svuotamento, contribuendo a garantire un'aria più pulita in casa. La ricarica integrata mantiene il dispositivo sempre pronto all'uso, mentre lo scomparto dedicato consente di organizzare fino a tre accessori.
Dyson V10 Konical con auto-empty DokDyson V10 Konical con auto-empty Dok

Nuova tecnologia, stessi accessori


I prodotti Dyson sono progettati per durare nel tempo, ingegnerizzati e rigorosamente testati per garantirne la resistenza. L'Auto-empty Dok è compatibile con le generazioni di aspirapolvere precedenti, consentendo a chi possiede il Dyson V8 Cyclone di effettuare l’upgrade del proprio sistema senza dover sostituire il dispositivo. Gli accessori dei modelli Dyson V8, V8 Cyclone e il nuovo V10 Konical sono tra loro intercambiabili, e permettono di continuare a utilizzare i medesimi strumenti con le versioni precedenti e di scegliere tra un’ampia gamma di accessori per soddisfare ogni esigenza di pulizia.

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Techpertutti.comGuglielmo Sbano

Un sistema completo


Dyson V10 Konical con Auto-empty Dok unisce aspirazione potente, filtrazione HEPA avanzata e design intelligente a una soluzione igienica e hands-free per lo svuotamento del contenitore, rendendo la pulizia più semplice, più efficace e meno invasiva nella vita quotidiana.

Disponibilità e prezzo


Dyson V10 Konical è disponibile al prezzo di 499,00 euro (su Dyson.it) mentre Auto-empty Dok sarà disponibile nelle prossime settimane.


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il sistema elettorale proporzionale “puro” / francesco pallante


Francesco Pallante
(dalla newsletter del ‘manifesto’, 29 giu. 2026)

Tra gli anni Sessanta e gli anni Settanta del Novecento, Parlamenti eletti con legge elettorale proporzionale approvarono le più incisive riforme che hanno trasformato l’Italia dal punto di vista sociale, economico e politico, dal dopoguerra a oggi. Merita richiamare alla memoria le principali, affinché se ne possa cogliere a pieno la portata: la nazionalizzazione delle imprese energetiche e l’istituzione dell’Enel (1962); la scuola media unica, gratuita e obbligatoria (1962); la riforma della previdenza sociale secondo il modello retributivo (1969); l’abolizione delle gabbie salariali (1969); lo Statuto dei diritti dei lavoratori (1970); la legge sul divorzio (1970); l’attuazione delle previsioni costituzionali in tema di referendum (1970); l’istituzione delle regioni ordinarie (1970); la riforma fiscale nel senso della progressività (1974); la trasformazione del diritto di famiglia in nome della parità tra i coniugi (1975); la legge in tema di concessioni edilizie e oneri di urbanizzazione (1977); la legalizzazione dell’aborto (1978); la chiusura dei manicomi (1978); la legge sul Ssn (1978). I cultori delle alchimie elettorali – i sacerdoti della governabilità – non sono, oggi, in grado di spiegare come sia stato possibile che assemblee legislative elette con legge elettorale proporzionale “pura” abbiano potuto approvare riforme così ampie e incisive. La spiegazione è che proprio perché si trattava di assemblee in cui nessun partito aveva da sé la maggioranza, tutti i partiti erano costretti a dialogare tra loro. In apparente paradosso, quelli di allora erano Parlamenti assai più “decidenti” di quelli odierni: e lo erano grazie al fatto che quando si giungeva, infine, alla decisione, ciò accadeva perché si era prima svolto un attento procedimento deliberativo, capace di realizzare il massimo del consenso e il minimo dell’imposizione possibili. Non a caso molte delle decisioni di allora sono durate a lungo; alcune durano a tutt’oggi. Quale Parlamento odierno sarebbe capace di decisioni altrettanto suscettibili di proiettarsi nel futuro? Altro che tagliole, ghigliottine, canguri e analoghe figure del libro degli orrori parlamentari! Allora ci si scontrava e ci si confrontava, si assicurava al dibattito il tempo necessario e si giungeva, infine, a deliberazioni dotate di straordinaria solidità politica. Il culto odierno della governabilità impedisce il confronto e la discussione. Le audizioni degli esperti, gli emendamenti delle opposizioni, l’illustrazione di posizioni alternative servono a poco: alla fine, quel che conta non è la ragionevolezza delle argomentazioni, è la forza dei numeri. La democrazia – come ha scritto Alfonso Di Giovine – è diventata la sorella stupida della matematica. È per questo che l’approvazione di una legge elettorale che favorisca la formazione di una maggioranza assoluta non è desiderabile. Perché una tale legge, gonfiando artificialmente le posizioni di alcuni, irrigidisce il confronto politico, rendendolo, di fatto, impossibile. Il Parlamento è svuotato d’ogni ruolo, il Governo è elevato al centro del sistema. Eppure, nonostante la favola della fine delle ideologie, quella italiana è, oggi, una società divisa, per ideali e interessi, almeno tanto quanto lo era la società italiana d’un tempo. Allora, però, con le divisioni si sapeva fare, realisticamente, i conti. Oggi non più. Sotto questo aspetto, una legge elettorale proporzionale sarebbe virtuosa proprio per via di quello che è, usualmente, considerato il suo vizio: il fatto di non assegnare ad alcuna forza politica la maggioranza assoluta, così costringendo le diverse componenti della società, di cui le forze politiche sono espressione, a tornare a parlarsi tra loro. Alla scontata obiezione secondo la quale un Parlamento plurale non potrà realmente funzionare è agevole replicare che il compito del Parlamento nei sistemi democratici pluralisti è esattamente questo: rendere possibile, grazie alla mediazione della rappresentanza, quel dialogo che nella immediatezza della società è assai più complicato. Forze politiche che godono di maggioranze artificiali create dalle leggi elettorali non saranno disponibili a dialogare con le controparti: saranno sempre tentate dalle imposizioni di forza. Le file dei loro eletti saranno colme di yes-men e yes-women, perché il Capo (parola democraticamente inaccettabile, rientrata nel lessico politico per responsabilità delle leggi elettorali) ha bisogno non di pensatori critici, ma di esecutori fedeli. Al contrario, partiti politici che possono contare in Parlamento solo sulla forza che realmente hanno nella società saranno per forza di cose aperti al dialogo e al confronto e necessiteranno di personale politico a ciò adeguato: si batteranno perché la discussione abbia per esito una soluzione la più vicina possibile alle proprie posizioni, ma non avranno timore del compromesso, una volta spesi tutti i loro argomenti. Oltre alla vita democratica, persino la qualità della classe politica finirebbe col trarne beneficio.
#anni60 #Anni70 #anniSessanta #anniSettanta #democrazia #elezioni #FrancescoPallante #ilManifesto #newsletterDelManifesto #Parlamento #riformaElettorale #riforme #riformeElettorali #sistemaElettorale #sistemaElettoralePuro

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Cassandra Crossing 674/ I Numeri e l’IPO di SpaceX


Domani si quoterà in borsa uno strano conglomerato tra SpaceX, Starlink ed xAI. C’è qualcosa che sarebbe meglio sapere?
blog.lealternative.net/2026/07…

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Astrocampania organizza una visita guidata su prenotazione presso l’Osservatorio Astronomico S. Di Giacomo in Agerola, un viaggio tra le nebulose della nostra Galassia nel cielo dell’alta costiera amalfitana.

Un coinvolgente spettacolo al Planetario per scoprire i segreti delle stelle, emozionanti osservazioni delle zone di formazione stellare della Via Lattea con l’ausilio di potenti telescopi da campo, il tutto sotto la guida esperta dei divulgatori di Astrocampania. […]

astrocampania.it/2026/07/02/vi…

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Watt for FLOPS


Perché misuriamo l'intelligenza artificiale in Gigawatt, e se ha davvero senso farlo

Un numero che non mi convinceva


Negli ultimi mesi mi è capitato sempre più spesso di leggere notizie di questo tipo: “L’azienda X annuncia un data center da 5 Gigawatt per l’intelligenza artificiale“, “Il progetto Y supererà i 10 GW entro il 2030“. Mai un FLOPS, mai un riferimento diretto alla potenza di calcolo. Da professionista IT, la cosa mi ha sempre lasciato un po’ perplesso: stiamo misurando l’intelligenza artificiale con un’unità che, in fondo, ci dice quanta corrente consuma un impianto industriale, non quanto velocemente “pensa” un computer. Mi sembrava, nella migliore delle ipotesi, una scorciatoia giornalistica; nella peggiore, un trucco di marketing per impressionare chi non ha gli strumenti per giudicare un FLOPS.

Poi mi sono fermato a ragionarci con più calma, e la risposta — come capita spesso con le domande apparentemente semplici — si è rivelata molto più interessante della domanda stessa. Non è (solo) una questione di marketing. È il sintomo di un cambiamento profondo in cosa significhi davvero “costruire potenza di calcolo” nel 2026.

Le basi: cosa misurano davvero Watt e FLOPS


Partiamo dalle fondamenta, perché vale la pena essere chiari fin dall’inizio.

I FLOPS (FLoating point Operations Per Second) misurano quante operazioni matematiche in virgola mobile un sistema può eseguire ogni secondo: somme, moltiplicazioni, le operazioni di base su cui si costruisce qualunque calcolo scientifico o modello di intelligenza artificiale. È, concettualmente, l’unità che dovrebbe rispondere alla domanda “quanto calcolo grezzo può fare questa macchina”.

I Watt (e i loro multipli, kW, MW, GW) misurano invece la potenza elettrica: quanta energia un sistema consuma — o, nel caso di una centrale, quanta ne può generare — in un determinato istante. Un Gigawatt equivale a un miliardo di Watt: per dare un’idea, una centrale nucleare di medie dimensioni produce intorno a 1 GW, e un datacentre “da 1 GW” consuma, a pieno regime, quanto una città di alcune centinaia di migliaia di abitanti.

Sono due unità che misurano cose fisicamente diverse: una è una misura di lavoro computazionale, l’altra è una misura di energia. Non sono automaticamente intercambiabili, e non è scontato che l’una sia un buon proxy dell’altra.


Detto così, sembrerebbe naturale concludere che i GW siano semplicemente “la misura sbagliata”. Ma le cose, come vedremo, sono più sfumate.

Il vero collo di bottiglia non sono (più) i chip


Per anni, il limite principale alla crescita dei datacentre per l’AI è stato semplicemente “quanti chip riesci a comprare”. Poi qualcosa è cambiato. Il problema non è più (solo) procurarsi le GPU: è procurarsi abbastanza energia elettrica nel posto giusto.

La ragione è quasi banale, una volta spiegata: i chip si rinnovano in fretta, ogni 12-18 mesi circa esce una generazione più efficiente e, soldi permettendo, si possono comprare o affittare in tempi relativamente brevi. L’infrastruttura elettrica no: costruire nuove sottostazioni, linee di trasmissione, accordi con i gestori di rete, a volte persino far ripartire centrali dismesse, richiede anni, non mesi.

L’esempio più clamoroso, e probabilmente il più citato nel settore, è quello di Microsoft: nel settembre 2024 l’azienda ha firmato con Constellation Energy un accordo di acquisto di energia (PPA) della durata di 20 anni per far riaccendere l’Unità 1 della centrale nucleare di Three Mile Island, in Pennsylvania — quella, per chiarezza, non coinvolta nel celebre incidente del 1979, ma comunque chiusa nel 2019 per ragioni puramente economiche. Il riavvio, ribattezzato Crane Clean Energy Center, è previsto per il 2028 e fornirà a Microsoft circa 835 MW, l’equivalente del consumo di 800.000 abitazioni americane, dedicati interamente ai suoi datacentre AI. Amazon ha fatto qualcosa di simile con la centrale di Susquehanna, Google sta investendo in piccoli reattori modulari.

Quando un’azienda tech arriva a far riaccendere un reattore nucleare spento da cinque anni con un contratto di vent’anni, non sta facendo marketing: sta risolvendo, nel modo più diretto possibile, il vincolo che la sta davvero limitando.


Ecco perché, quando un’azienda annuncia “X GW di capacità”, quel numero non descrive quanto calcolo farà oggi: descrive quanta capacità infrastrutturale si è assicurata per i prossimi anni, capacità che riempirà progressivamente con chip sempre più efficienti, generazione dopo generazione. È una misura dell’ambizione a lungo termine — o, per essere più precisi, una misura di dove si trova davvero il collo di bottiglia in questo momento storico.

Il paradosso di Jevons: più efficienza, più fame di energia


A questo punto, una domanda viene naturale: se i chip diventano sempre più efficienti — più calcolo per ogni Watt consumato — perché continuare a inseguire sempre più GW? Non dovrebbe, prima o poi, bastare l’hardware che già abbiamo?

La risposta sta in un fenomeno economico descritto già nel 1865 dall’economista inglese William Stanley Jevons, osservando il consumo di carbone in piena rivoluzione industriale: quando una tecnologia diventa più efficiente, il consumo complessivo della risorsa associata non scende — sale. Perché l’efficienza abbassa il costo d’uso, e un costo più basso sblocca nuova domanda che prima non era sostenibile.

Nel gennaio 2025 abbiamo avuto una dimostrazione quasi da manuale di questo fenomeno. Il rilascio del modello cinese DeepSeek R1, addestrato con un’efficienza dichiarata molto superiore ai modelli concorrenti, ha scatenato il timore opposto: se i modelli diventano così efficienti, si è chiesto il mercato, serviranno meno chip costosi. Le azioni Nvidia hanno perso circa il 17% in un solo giorno, quasi 600 miliardi di dollari di capitalizzazione bruciati in poche ore. Il CEO di Microsoft Satya Nadella ha commentato pubblicamente la vicenda evocando proprio il paradosso di Jevons, prevedendo che l’efficienza avrebbe fatto esplodere l’uso dell’AI invece di ridurre il fabbisogno infrastrutturale. Nelle settimane successive, i fatti gli hanno dato ragione: la domanda di GPU, lungi dal calare, è aumentata ulteriormente.

L’efficienza, finora, non si è mai tradotta in “meno energia per lo stesso risultato”: si è tradotta in “più risultato con la stessa energia, e ancora più energia per fare di più”.


È una dinamica diversa da quella, per dire, degli smartphone: lì il “lavoro da fare” (scorrere i social, guardare video) ha raggiunto un plateau, e l’efficienza guadagnata è stata reinvestita in batteria e dimensioni più compatte. Per l’AI, almeno finora, non esiste un plateau evidente: ogni aumento di capacità sembra sbloccare nuovi usi — modelli più grandi, agenti autonomi, generazione di video — che assorbono tutta la capacità liberata. Questo, ovviamente, non è una legge di natura: è un pattern osservato finora, e potrebbe non valere per sempre. Ma finché vale, i GW annunciati dalle big tech non sono numeri gonfiati per fare colpo: sono, semmai, una scommessa razionale, forse anche prudente, su una domanda che continua a correre più veloce di quanto l’efficienza riesca a contenerla.

Ma allora, i mega data center serviranno sempre?


C’è però un’obiezione legittima a tutto questo ragionamento: non potrebbe l’AI seguire lo stesso percorso del calcolo in generale, passato dai mainframe con i loro “terminali stupidi” ai personal computer, fino agli smartphone che oggi hanno potenza da PC in tasca? Se i nostri dispositivi diventeranno abbastanza potenti ed efficienti, perché continuare a dipendere da data center grandi come città?

Il parallelo è valido, ma solo a metà — e la differenza spiega molto. Per i modelli più grandi, il vincolo principale dell’inferenza (cioè dell’uso quotidiano, non dell’addestramento) non è tanto la potenza di calcolo grezza, quanto la banda di memoria: generare ogni singola parola richiede di “scorrere” tutti i pesi del modello, che per i sistemi più capaci pesano centinaia di miliardi di parametri. Un dispositivo personale, per quanto potente, ha limiti di memoria che un server con centinaia di gigabyte di memoria ad alta banda non ha.

Detto questo, l’AI locale nel 2026 è già una realtà concreta, non fantascienza: con un MacBook Pro M5 Max e 128 GB di RAM si possono far girare in locale modelli con qualità da frontiera, gratis, offline, senza inviare un solo dato a server esterni. Anche sugli smartphone, le moderne unità NPU dedicate permettono di eseguire piccoli modelli per compiti come riassumere un messaggio, trascrivere audio, classificare una foto — lavori per cui un modello compatto è spesso più che sufficiente, e risponde all’istante.

Ma quasi tutte le fonti tecniche più autorevoli convergono sulla stessa previsione: non “il locale sostituirà il cloud”, ma un’architettura ibrida. I compiti di routine si spostano sul dispositivo; quando serve ragionamento di frontiera, conoscenza ampia del mondo o conversazioni lunghe e complesse, resta più sensato passare al cloud.

È lo stesso meccanismo del paradosso di Jevons, applicato all’hardware: appena un compito diventa “abbastanza buono” da girare gratis sul telefono, il valore differenziante si sposta verso compiti ancora più ambiziosi, che richiedono ordini di grandezza più memoria e calcolo. Il locale assorbe la base, il cloud rincorre sempre la nuova frontiera.


C’è anche una ragione più di fondo: addestrare un modello di frontiera e usarlo quotidianamente sono due attività profondamente diverse. Il training richiede sincronizzare migliaia di chip su settimane di calcolo continuo — è più simile a un acceleratore di particelle che a un’applicazione personale. Il mainframe→PC ha funzionato perché il calcolo personale era un’attività intrinsecamente individuale, replicabile su una scrivania. L’addestramento di un modello di frontiera non lo è, e probabilmente non lo sarà mai, qualunque sia l’efficienza dei chip del futuro.

Vale anche la pena notare che la storia dell’informatica non è mai stata una linea retta verso la decentralizzazione: dopo i PC, gran parte del calcolo aziendale è tornato centralizzato nel cloud computing, non perché i PC fossero insufficienti, ma per economie di scala, manutenzione, elasticità. L’AI sembra seguire lo stesso pendolo, non un’unica direzione.

Anche i FLOPS, da soli, sono meno onesti di quanto sembrino


Fin qui sembra che il problema riguardi solo i GW. Ma anche i FLOPS, l’unità che sembrava “quella giusta” di partenza, nascondono almeno tre trabocchetti.

Il primo: il numero di FLOPS che un chip “promette” sulla scheda tecnica è un massimo teorico, raggiungibile solo in condizioni di laboratorio. Quello che conta davvero è quanta parte di quel massimo viene effettivamente usata, una misura che nel settore si chiama Model FLOPs Utilization (MFU). I numeri reali sono sorprendentemente bassi: nel 2026, un MFU del 40-60% durante l’addestramento è considerato un buon risultato, sopra il 50% è già eccellente. In fase di inferenza va molto peggio: con batch piccoli si scende all’8-12%, non per inefficienza ma perché si è limitati dalla banda di memoria, non dal calcolo puro. Persino un modello noto come Llama 3.1 ha raggiunto “solo” un MFU del 38-43% in addestramento — più della metà della potenza “venduta” resta sulla carta anche nei casi migliori.

Il secondo: lo stesso identico chip ha FLOPS diversi a seconda del formato numerico con cui calcola. Passare da BF16 a FP8 può quasi raddoppiare il picco teorico. Quindi quando un’azienda annuncia “X FLOPS” senza specificare la precisione, il numero è quasi privo di significato per un confronto — un po’ come dire “questa macchina fa 200 all’ora” senza dire se è in discesa.

Il terzo, e forse il più importante: anche misurati bene, i FLOPS non equivalgono a “intelligenza”. Due modelli addestrati con lo stesso identico budget di calcolo possono avere capacità molto diverse, a seconda della qualità dei dati, dell’architettura, dell’algoritmo di addestramento — è lo stesso principio che rende possibile l’efficienza di DeepSeek di cui parlavamo prima. I FLOPS misurano quanto lavoro computazionale è stato fatto, non quanta intelligenza ne è uscita.

Un problema già risolto altrove: la lezione di TOP500


A questo punto si potrebbe pensare che il calcolo, in generale, sia impossibile da misurare onestamente con un singolo numero. Ma c’è un settore che questo problema lo affronta seriamente da più di trent’anni: il supercalcolo scientifico classico, e la sua classifica più famosa, il TOP500.

TOP500 classifica i supercomputer del mondo non in base al picco teorico dichiarato dal produttore, ma in base a Rmax: la performance effettivamente misurata facendo girare un benchmark standardizzato (LINPACK/HPL) che risolve un sistema di equazioni lineari, sempre in doppia precisione (FP64), sempre nello stesso modo per tutti i sistemi in gara. È esattamente l’MFU di cui parlavamo, applicato con rigore quasi accademico. Gli stessi curatori della classifica, sul loro sito, spiegano la scelta con parole che meriterebbero di essere incollate su ogni comunicato stampa del settore AI: usare la performance di picco al posto di un benchmark misurato non avrebbe alcun senso — e aggiungono che il loro ranking viene spesso fraintenso, perché chi non è esperto tende a vederlo come un giudizio valido per qualunque applicazione, cosa che non è vera.

La cosa più interessante, però, è un’altra: TOP500 non ha mai scelto i FLOPS al posto dell’efficienza energetica. Dal 2009 esiste il Green500, che classifica gli stessi 500 sistemi non per potenza assoluta ma per quanta performance erogano per ogni Watt consumato (in Gigaflops/Watt). Due classifiche complementari, ciascuna per la domanda a cui risponde meglio: una dice quanto calcolo puro fa un sistema, l’altra quanto è efficiente nel farlo. Nessuna delle due sostituisce l’altra.

Il mondo del supercalcolo ha risolto decenni fa, con onestà tecnica, esattamente il problema che oggi attanaglia il dibattito sull’AI: non si scelgono i Watt o i FLOPS, si usano entrambi, ciascuno per quello che sa dire davvero.


La sintesi: servono tre numeri, non uno


Mettendo insieme tutto quello che abbiamo visto, possiamo finalmente rispondere alla domanda di partenza. I GW non sono una misura “sbagliata”: rispondono in modo legittimo, e tutt’altro che arbitrario, alla domanda “quanto è grande l’impegno infrastrutturale ed energetico di questo progetto”. Il problema è che vengono usati come se rispondessero a una domanda completamente diversa — “quanto è potente, o quanto è intelligente, questa AI” — a cui semplicemente non possono rispondere da soli.

Per avere un quadro onesto servirebbero tre livelli, non uno:

  • I GW dicono quanto è grande l’investimento e dove si trova il collo di bottiglia infrastrutturale del momento.
  • Il calcolo effettivamente realizzato (non il picco dichiarato, ma performance misurata con benchmark standardizzati come MLPerf, l’equivalente AI del LINPACK) dice quanto lavoro computazionale concreto può svolgere un sistema.
  • I benchmark di capacità — test diretti su cosa il modello sa effettivamente fare — dicono quanto è davvero capace l’AI che ne risulta.

La parte più curiosa di tutta questa storia è che il secondo livello, quello tecnicamente più corretto, esiste già: MLPerf non misura i FLOPS di picco, ma il tempo necessario per raggiungere una soglia di qualità prestabilita su un compito standardizzato — un approccio molto più onesto dei semplici numeri di marketing. Eppure quasi nessun titolo di giornale lo cita, mentre i GW finiscono ovunque.

Il motivo, credo, non è tecnico ma comunicativo: i GW sono un numero semplice, visivo, comprensibile anche senza alcuna competenza tecnica — “alimenta 800.000 case” si capisce all’istante, “abbiamo raggiunto il 47% di MFU su un benchmark MLPerf Training” no. Tra ciò che è facile da comunicare e ciò che è davvero informativo, nei titoli vince quasi sempre il primo.

Come leggere il prossimo annuncio da record


La prossima volta che leggerete “Azienda X costruisce un data center da N Gigawatt”, provate a tradurlo mentalmente così: è la scala dell’ambizione industriale e il segnale di dove sta il vero collo di bottiglia di oggi — non una misura della potenza di calcolo, e ancora meno dell’intelligenza che ne uscirà. E se vi capita di leggere “Y FLOPS” o “Y exaFLOPS”, prima di trattarlo come un numero comparabile chiedetevi: di picco o realizzati? A quale precisione? In addestramento o in inferenza?

Nessuno dei due numeri, da solo, vi dirà quanto sia davvero brava l’AI che ne risulta. Per quello, come per i supercomputer scientifici da trent’anni a questa parte, serve un terzo numero — e quello, purtroppo, non sta ancora nei titoli dei giornali.

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Streaming, è boom di abbonamenti in Italia: Netflix e Pay TV entrano nelle spese fisse delle famiglie


Il mercato dello streaming continua a crescere in Italia: ogni famiglia ha in media 3 abbonamenti tra piattaforme digitali e Pay TV
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Quest'estate i mondiali si giocano senza l'Italia e molti tifosi pensano già ad organizzarsi per vedere, almeno in TV, i prossimi campionati. Ma fra sport, serie TV e contenuti in streaming a pagamento, quanti abbonamenti attivi hanno in media gli italiani? Secondo l’indagine commissionata da Facile.itall’istituto di ricerca mUpResearch, ogni famiglia italiana ha in media 3 abbonamenti, peccato che molti non li usino!

HONOR 600 Series ufficiale: AI avanzata e funzioni premium nella fascia media
La nuova HONOR 600 Series punta a ridefinire la fascia media premium con intelligenza artificiale avanzata, comparto fotografico evoluto e design elegante
Techpertutti.comGuglielmo Sbano


L’indagine, condotta su un campione rappresentativo della popolazione italiana di età compresa fra i 18 ed i 74 anni, ha prima di tutto fatto una mappatura degli abbonamenti evidenziando come a possederne almeno uno sia addirittura l’82,4% dei rispondenti; percentuale già altissima, ma che arriva a superare il 90% (91,5% il dato puntuale) nella fascia d’età 25-34 anni e nelle famiglie dove sono presenti figli con meno di 18 anni (91%).

Sono in molti a condividere l'abbonamento


Se quasi l’86% dei titolari di abbonamenti streaming o Pay TV dichiara di farne uso solo all’interno del proprio nucleo familiare, ben 800mila dichiarano di condividerlo con altri. Nello specifico 600mila con altri familiari non conviventi, 80mila con amici o vicini di casa e, addirittura 120mila con persone che non conoscono. Certamente la condivisione dell’abbonamento è dettata dalla volontà di dividerne i costi, ma quanto spendiamo ogni mese per vedere la nostra squadra del cuore, la serie TV che tanto amiamo o il programma cui non sappiamo rinunciare? In media 27,50 euro, ma in alcuni sotto campioni la spesa è decisamente maggiore. Gli uomini, ad esempio, spendono in media più di 30 euro (le donne meno di 24,50 euro), i genitori di figli minorenni 31,72 euro, ma più di tutti spendono i rispondenti con età compresa fra i 35 ed i 44 anni. Per loro il conto mensile arriva a 31,86 euro che, in termini annuali equivalgono a 382,32 euro.

Vacanze e AI: 1 italiano su 3 usa l’intelligenza artificiale per pianificare i viaggi
Nonostante la crescita dell’AI, recensioni degli utenti e convenienza economica continuano a essere gli elementi che incidono maggiormente sulle decisioni di viaggio
Techpertutti.comGuglielmo Sbano

Cosa serve davvero?


I nodi arrivano al pettine quando si indaga più a fondo sulla spesa e l’utilizzo che si fa di questi servizi. La prima evidenza che salta agli occhi è che poco meno dell’11% di chi ha un abbonamento (pari a quasi 3 milioni di persone) dichiara di non sapere quanto paghi ogni mese per il o i servizi attivi. Peggio ancora il fatto che circa il 7,5% degli intervistati abbonati a servizi di streaming (pari a 1,9 milioni di persone) dichiari di non usare l’abbonamento regolarmente pagato ogni mese o, al limite, di averne diversi attivi, ma alcuni di essi inutilizzati. Il fenomeno degli abbonamenti inutilizzati mostra come lo streaming sia ormai entrato stabilmente nelle abitudini degli italiani, ma anche nelle loro spese mensili. Tra piattaforme per film e serie TV, servizi sportivi e offerte Pay TV, il rischio è quello di accumulare troppi abbonamenti senza sfruttarli davvero. In vista dei prossimi grandi eventi sportivi e di una stagione ricca di nuovi contenuti, il consiglio per le famiglie è quindi quello di controllare periodicamente i servizi attivi, confrontare i costi e valutare quali piattaforme meritano davvero di restare. Perché avere più scelta non significa necessariamente spendere di più: spesso il vero risparmio parte da un semplice controllo degli abbonamenti già sottoscritti.


HONOR 600 Series debutta ufficialmente: smartphone premium di fascia media con AI avanzata


Honor ha presentato la nuovissima serie Honor 600. Progettati per una nuova generazione di creators, i nuovi smartphone combinano l'esclusiva AI Image to Video 2.0, con una fotocamera notturna da 200MP ultra-chiara di punta. La serie, inoltre, integra una batteria da 6.400mAh , processori Snapdragon e un display ultra-luminoso da 6,57 pollici, tutti alloggiati nel design più raffinato della storia di Number Series.

Ridefinire la creatività mobile


Al centro della capacità creativa c'è l'AI Image to Video 2.0, alimentata dal primo modello di generazione video multimodale unificato del settore - un sistema che integra la generazione, il montaggio e la comprensione dei video in un unico flusso di lavoro senza soluzione di continuità. In particolare, è possibile combinare fino a tre immagini con istruzioni in linguaggio naturale per produrre sequenze video di 3-8 secondi, definire frame sia di apertura sia di chiusura e accedere alla più ampia libreria di modelli cinematografici del settore per film stilizzati.

Alert di prezzo, cashback e offerte: come gli italiani combattono il caro vita
Il caro vita spinge sempre più italiani a cercare sconti e promozioni online. Tra alert di prezzo, cashback e comparatori, cambia il modo di risparmiare nel 2026
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Un potente sistema di telecamere notturne


Basandosi sull'eredità di immagini ultra-nitide da 200 megapixel di Honor 400 Series, la serie 600 affronta la sfida più difficile della fotografia mobile: l'imaging notturno. Al riguardo, la telecamera notturna ultra-chiara da 200 megapixel offre una sensibilità luminosa superiore del 24% rispetto alla precedente generazione, mentre una fotocamera ultra-larga da 12Mp, un sensore di temperatura colore dedicato e una telecamera frontale da 50Mp completano la base hardware. Nella versione Pro, una fotocamera Telephoto Camera periscopio da 50MP 3.5X spinge fino a uno zoom 120x. La fedeltà del colore è garantita dall'esclusivo AI Color Engine, una soluzione collaborativa multicamera che debutta nella fascia media premium, che corregge in modo intelligente il bilanciamento del bianco, per toni realistici direttamente dall'otturatore. Una suite completa di algoritmi AI notturni potenziati dall'AI Cloud Enhancement unisce il sistema: fotografia notturna migliorata con AI su uno zoom da 0,6 a 10 volte, ritratti notturni migliorati con AI e effetti bokeh multiforma (Pro), AI Super Zoom 2.0 con intervallo di attivazione esteso, e SuperMoon 2.0 sul modello Pro per composizioni lunari drammatiche con chiarezza in primo piano.



Honor 600 arancione

Design premium e durata della batteria


Una batteria più grande tipicamente significa un dispositivo più robusto. La Serie 600 rifiuta questo compromesso e grazie alla maestria dell'intaglio a freddo integrato di alta qualità, il dispositivo è scolpito in un corpo unico senza cuciture. Una struttura in metallo satinato e opaco per un design che è indiscutibilmente premium. Disponibile in tre colori sgargianti: arancione, bianco dorato e nero, c'è una tonalità per soddisfare ogni stile. All'interno di questo profilo sottile, la tecnologia di impilamento, leader nel settore consente una batteria da 6.400mAh, senza aggiungere spessore o peso rispetto alla generazione precedente. Un motore di programmazione delle batterie AI ottimizza dinamicamente la distribuzione della potenza tra comunicazione, elaborazione e risposta tattile, consentendo una durata di due giorni anche in condizioni d'uso impegnative, dichiara l'azienda. La ricarica si adatta a ogni scenario: 80W Wired Honor SuperCharge in tutta la serie, 50W Wireless SuperChargeon e 27W Wired Reverse Charging su entrambi i modelli. Una durata di cinque anni, con fino a 1.600 cicli di carica, garantisce la salute a lungo termine della batteria durante tutto il ciclo di vita del prodotto.



Honor 600 Pro

8.000nit Display ultra-luminoso


La Serie Honor 600 alza il livello visivo con un display da 6,57 pollici che raggiunge una luminosità massima di 8.000 nit, 458ppi e frequenza di aggiornamento a 120Hz. La modalità Sunlight, secondo i dati forniti da Honor, mantiene la chiarezza all'aperto grazie a una curva di luminosità migliorata, una gestione termica ottimizzata e una regolazione dinamica della luminosità. In aggiunta, la tecnologia Eye Comfort Display bilancia questa brillantezza con il comfort visivo a lungo termine attraverso l'intelligente ottimizzazione della luminosità e del colore. Un'esposizione di queste capacità richiede una protezione altrettanto robusta: resistenza all'acqua e alla polvere IP68, IP69 e IP69K, insieme alla certificazione 5 stelle Premium Performance di SGS per Drop & Crush, garantiscono che il dispositivo resista a spruzzi, polvere, cadute e all'imprevedibilità della vita quotidiana.

HONOR Robot Phone a Cannes: il futuro dell’imaging mobile AI
HONOR ha portato il Robot Phone alla China Night del Festival di Cannes mostrando nuove evoluzioni per l’imaging mobile AI, tra fotografia smart, innovazione tecnologica e visione del futuro mobile
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Prestazioni di punta e integrazione con Apple


Alla base dell'intera esperienza, HONOR 600 funziona su Snapdragon 7 Gen 4 con il 27% di potenza della CPU e il 30% di aumento della GPU per un gaming potente e prestazioni fluide ogni giorno. Il modello 600 Pro si avvicina allo Snapdragon 8 Elite sulla tecnologia di processo 3nm, ottenendo miglioramenti del 45% della CPU e del 44% della GPU - una vera risposta di punta per applicazioni impegnative e multitasking. La Serie 600 si estende oltre sé stessa come perfetta compagna dell'ecosistema Apple: OneHop aggiornato consente la sincronizzazione delle notifiche Honor-iPhone, la condivisione di file con un solo tocco con iPhone e Mac, la condivisione di hotspot e la visualizzazione dei messaggi su Apple Watch. Le note Honor e i file del telefono sono accessibili su Mac come file locali, collegando Android e Apple per una produttività senza soluzione di continuità tra le piattaforme.

Dettagli prezzi e offerte


Honor 600 Series è disponibile per l'acquisto su Honor.com e nei principali rivenditori autorizzati. I prezzi variano dai 430 euro della variante Lite a 1000 euro della variante top di gamma Pro.


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Astrocampania organizza una visita guidata su prenotazione presso l’Osservatorio Astronomico S. Di Giacomo in Agerola, un viaggio tra le nebulose della nostra Galassia nel cielo dell’alta costiera amalfitana.

Un coinvolgente spettacolo al Planetario per scoprire i segreti delle stelle, emozionanti osservazioni delle zone di formazione stellare della Via Lattea con l’ausilio di potenti telescopi da campo, il tutto sotto la guida esperta dei divulgatori di Astrocampania.

[…]

oasdg.astrocampania.it/2026/07…

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a urbino, ancora fino al 10 luglio: “il sogno di una cosa migliore. presenze e idee. 1967 – 2027”, accademia di belle arti



ll sogno di una cosa migliore. Presenze e idee. 1967 – 2027
Pierpaolo Calzolari, “Marco Cavallo”, Vittorio Basaglia, Concetto PozzatiA cura di Luca Cesari
Accademia di Belle Arti di Urbino – Sala A. Cappelli
10 maggio – 10 luglio 2026

"Marco Cavallo", riproduzione in 3D del modello originale della scultura metallica e in cartapesta realizzata nel 1973 da Vittorio Basaglia insieme ai pazienti del manicomio di Trieste, replicato dalla Scuola di Scultura dell'Accademia di Urbino. Foto Gian Luca Proietti.
“Marco Cavallo”, riproduzione in 3D del modello originale della scultura metallica e in cartapesta realizzata nel 1973 da Vittorio Basaglia insieme ai pazienti del manicomio di Trieste, replicato dalla Scuola di Scultura dell’Accademia di Urbino. Foto Gian Luca Proietti.

“Il sogno di una cosa migliore. Presenze e idee. 1967 – 2027” è una mostra-evento pensata per festeggiare in anteprima il sessantennale dell’Accademia di Belle Arti di Urbino, rievocando la straordinaria stagione del ’68 che l’istituzione affrontò sotto la lungimirante direzione di Concetto Pozzati, ponendo al centro la riproduzione 3D del monumentale “Marco Cavallo” realizzato da Vittorio Basaglia (cugino di Franco Basaglia), come occasione per rievocare l’importanza di una stagione di grande cambiamento, apertura e sovvertimento delle regole.

Curato da Luca Cesari, il progetto muove dal desiderio di presentare al pubblico un’accurata selezione di opere e documenti d’archivio in grado di restituire l’atmosfera fervida e rivoluzionaria dei primi anni dell’istituzione (appunto fondata nel 1967) e del suo innovativo progetto didattico originario.

La mostra si focalizza sulla straordinaria stagione legata al clima del 1968, un momento che impresse una svolta indelebile sulla cultura e le arti. Sotto la guida illuminata del Direttore e artista Concetto Pozzati, l’Accademia di Urbino seppe proporre un concreto ammodernamento dell’impostazione della didattica, inserendosi con audacia nell’ambiente – allora non particolarmente ricettivo – dell’istruzione artistica nazionale. Pozzati seppe delineare il progetto di un’Istituzione di Alta Formazione d’avanguardia per l’epoca, chiamando all’insegnamento personalità di altissimo profilo, artisti e intellettuali come Pier Paolo Calzolari, Vittorio Basaglia, Mario Ceroli, Rodolfo Aricò, Gianni Celati, Alberto Boatto e Toni Toniato. Quella indimenticabile stagione viene oggi rievocata non come mera ricostruzione storica, ma come vivo “campo di relazioni”.

Il percorso espositivo presenta quindi preziosi documenti storici risalenti al periodo fondativo 1967-1974, custoditi negli archivi dell’Accademia, affiancati da foto storiche di Pier Paolo Calzolari e da due importanti opere pittoriche di Concetto Pozzati datate 1968 e 1969.

Fulcro concettuale e visivo della mostra è la figura di “Marco Cavallo”, il grande cavallo azzurro indissolubilmente legato all’impegno intellettuale e militante di Franco Basaglia e alla stagione della riforma psichiatrica italiana. In mostra compare una straordinaria riproduzione in 3D del modello originale della scultura metallica e in cartapesta realizzata nel 1973 da Vittorio Basaglia (cugino di Franco) insieme ai pazienti del manicomio di Trieste, durante un laboratorio artistico collettivo svolto nei primi anni ‘70. Curata e replicata in 3D dalla Scuola di Scultura dell’Accademia di Urbino, l’opera diventa l’emblema di una stagione in cui i confini tra pratiche artistiche, istituzione psichiatrica e partecipazione collettiva risultarono profondamente permeabili. Come descritto nel testo critico del curatore, la mostra si configura come un «avant-propos», un dispositivo culturale in cui “Marco Cavallo” assume un ruolo simbolico più ampio, unendo l’arte all’azione nello spazio sociale.

Come osserva il direttore e curatore Luca Cesari, “le Accademie di Belle Arti sono oggi a tutti gli effetti «università delle arti», nonostante il loro pieno riconoscimento come istituzioni universitarie sia arrivato con storico ritardo rispetto ad altri paesi europei. Un ritardo strutturale che incide ancora su risorse e posizionamento culturale. In questa prospettiva, l’Accademia di Urbino si colloca dentro una trasformazione più ampia del sistema formativo, tra autonomia disciplinare e integrazione universitaria, muovendo una profonda riflessione sul presente: cosa significa oggi formare un artista?”

Questo sguardo rivolto al contemporaneo si riflette nel rinnovamento dell’offerta formativa dell’Accademia di Urbino oggi. Accanto agli indirizzi storici di Decorazione, Pittura, Scultura, Scenografia e Grafica d’Arte, Illustrazione e NTA (Nuovo Tecnologie dell’Arte), l’Istituzione ha introdotto altri percorsi di studio innovativi. Per il primo livello, i corsi in Educazione al Patrimonio Artistico e Welfare Culturale (attivo dal 2025/26) e Human Centered Multimedia Art (dal 2026/27); per il secondo livello, corsi specifici e professionali come Critical Game Art, Design per la Fiction, Grafica d’Arte per le Arti Visive, Scenografia per lo Spettacolo e Scultura nei linguaggi dell’arte visiva e tecnologie, confermandosi in continuità con l’eredità sperimentale innescata dai maestri fondatori.
#AccademiaDiBelleArtiDiUrbino #ConcettoPozzati #llSognoDiUnaCosaMigliore #LucaCesari #MarcoCavallo #PierpaoloCalzolari #VittorioBasaglia

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oggi, 30 giugno, “exit poetry” @ studio campo boario, nel festival “nuova mistycanza”


Oggi, martedì 30 giugno, EXIT POETRY @ Studio Campo Boario – Roma –
presentazione h. 19:30, in occasione del festival Nuova mistycanza:
differx.noblogs.org/2026/06/28…

L’incontro su facebook:
facebook.com/events/2000813437…

L’incontro su mobilizon:
mobilizon.it/events/1ea19831-9…

I tre giorni del festival:
slowforward.net/2026/06/27/28-…
#ExitPoetry #LaNaveDiTeseo #NuovaMistycanza #poesia #presentazione #reading #StudioCampoBoario


28-29-30 giugno: “nuova mistycanza”, frequenze anomale, letture, immagini & installazioni @ studio campo boario


Dal 28 al 30 giugno 2026 lo Studio Campo Boario ospita Nuova Mistycanza, un progetto che riunisce artiste e artisti del suono, della parola e dell’immagine che provengono da percorsi differenti, perché condividano lo stesso spazio e lo stesso tempo di ascolto.
Il titolo dell’iniziativa richiama l’idea della misticanza come mescolanza fertile: non una semplice successione di eventi, ma… […] la descrizione continua QUI

*

PROGRAMMA DEI TRE GIORNI

28 giugno programma nuova mistycanza
cliccare per ingrandire

29 giugno programma nuova mistycanza
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30 giugno, programma nuova mistycanza
cliccare per ingrandire

è gradita un’offerta libera


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Cliccare qui per il comunicato stampa

lo Studio Campo Boario

evento mobilizon:
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Treno Intercity 657 con E402.171 in arrivo a Campiglia Marittima – 2017/2018


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👍 Se il video ti è piaciuto lascia un bel mi piace!
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Grazie mille! 😄
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NUOVI ORGANISMI DELL’ASSOCIAZIONE CHE GUEVARA


Ieri lunedì 29 giugno sono stati rinnovati gli organismi dell'Associazione Che Guevara. Il nuovo comitato esecutivo è formato da: Luca Fontana (presidente dell'associazione), F. G. (vicepresidente), Shumi Taher, Nabiha Hasan, Sandra Giuliani, Beatrice Nicolò, Leonardo Morosini, Livio Lai, Massimiliano Morosini. Il collegio dei probiviri è formato da: Francesco Soccorso (presidente del collegio), Eleonora De Marinis, Sabrina Fantigrossi. I nuovi organismi resteranno in carica per il […]
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Ieri lunedì 29 giugno sono stati rinnovati gli organismi dell’Associazione Che Guevara.

Il nuovo comitato esecutivo è formato da: Luca Fontana (presidente dell’associazione), F. G. (vicepresidente), Shumi Taher, Nabiha Hasan, Sandra Giuliani, Beatrice Nicolò, Leonardo Morosini, Livio Lai, Massimiliano Morosini.

Il collegio dei probiviri è formato da: Francesco Soccorso (presidente del collegio), Eleonora De Marinis, Sabrina Fantigrossi.

I nuovi organismi resteranno in carica per il triennio 2026-2028

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26×17 LibreOffice contro Euro-Office: scontro sulla sovranità digitale europea


Accesa polemica sollevata da The Document Foundation (TDF) contro il lancio di Euro-Office, un nuovo software di produttività presentato come soluzione europea per la sovranità digitale
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Le fonti descrivono l’accesa polemica sollevata da The Document Foundation (TDF) contro il lancio di Euro-Office, un nuovo software di produttività presentato come soluzione europea per la sovranità digitale. LibreOffice accusa i promotori di Euro-Office di diffondere informazioni storicamente errate, ricordando che le prime suite open-source europee risalgono a oltre vent’anni fa. La critica principale riguarda l’uso del formato OOXML di Microsoft come standard predefinito, scelta che renderebbe Euro-Office un alleato indiretto del colosso di Redmond nel mantenere il controllo sui dati degli utenti. Secondo TDF, solo il formato ODF garantisce la vera indipendenza tecnologica, mentre Euro-Office agirebbe per puro opportunismo commerciale. Questa disputa evidenzia una profonda spaccatura nella comunità tecnologica europea riguardo alla definizione di software libero e protezione dei contenuti digitali.

ref:


Acor3.it

Acor3.it
26x17 LibreOffice contro Euro-Office: scontro sulla sovranità digitale europea

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eBay: dal calcio alla pop culture, esplode la "beyond-the-game economy" del collezionismo


Il collezionismo sta vivendo una nuova evoluzione. Su eBay prende sempre più piede la "beyond-the-game economy", un fenomeno che unisce calcio, pop culture, trading card, memorabilia e oggetti da collezione, trasformando la passione dei fan in un mercato sempre più dinamico e globale
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Quella del 2026 è decisamente un’estate ad alta intensità calcistica. Dopo la chiusura dei principali campionati nazionali, la passione per il calcio non si è fermata e continua, grazie anche alla Coppa del Mondo, a vivere nelle conversazioni, negli outfit, nei ricordi dei grandi campioni e negli oggetti che permettono ai tifosi di sentirsi parte di una storia più ampia. Dalle maglie vintage alle carte sportive, dai palloni ai memorabilia, il calcio esce dal campo e diventa sempre più cultura pop, stile personale e collezionismo.

È l’essenza della “Beyond-the-game economy”, una tendenza globale intercettata da eBay che vede gli appassionati guardare (e acquistare) oltre l’evento fisico, alla ricerca di un legame tangibile e nostalgico con la storia del calcio, tra memorabilia, oggetti da collezione e maglie vintage. Prendendo in analisi esclusivamente il mese di maggio 2026, gli utenti globali sulla piattaforma di eBay hanno cercato la parola “calcio” più di 3.200 volte all’ora.

Truffe Mondiali 2026: biglietti falsi e email scam
In vista dei Mondiali 2026 aumentano le truffe online: secondo Kaspersky circolano falsi biglietti ed email scam con promesse di premi fino a 500.000 dollari. Ecco cosa sapere per difendersi
Techpertutti.comGuglielmo Sbano


Sulla popolare piattaforma di e-commerce e aste online questa passione prende forma sia attraverso l’esperienza tradizionale del marketplace, sia attraverso eBay Live, la piattaforma di shopping interattivo in diretta che connette acquirenti e venditori in tempo reale all’interno dell’ecosistema sicuro e affidabile di eBay, contribuendo a rendere il collezionismo sportivo un’esperienza più dinamica, partecipativa e community-driven. Sul marketplace, l’entusiasmo dei tifosi e dei collezionisti si traduce in intenzioni d’acquisto concrete e dinamiche: in particolare, è stata rilevata una crescita di +840% nel numero di oggetti venduti legati ai campionati mondiali di calcio nel mese di maggio 2026 rispetto a gennaio dello stesso anno: si cercano soprattutto carte sportive (+780%), palloni (+640%) e maglie da calcio (+510%).

Il calcio è da sempre uno dei territori in cui passione, memoria e identità si incontrano. Su eBay vediamo questa energia trasformarsi in domanda per oggetti capaci di raccontare storie: dalle card sportive ai memorabilia, fino alle maglie vintage - ha commentato Lorenzo Leonardi di eBay Live - eBay risponde a questo interesse con una doppia esperienza: da un lato il marketplace tradizionale, che offre ampiezza, varietà e possibilità di scoperta; dall’altro eBay Live, che rende l’acquisto più interattivo, permettendo agli appassionati di vedere gli articoli presentati dal vivo, interagire con i venditori e condividere la propria passione con una community di persone con gli stessi interessi.”


Quando il calcio diventa stile


L’ascesa del “Bloke Core”, trend che ha sdoganato le divise calcistiche nel guardaroba di tutti i giorni, si arricchisce oggi di una declinazione nostalgica: a maggio 2026, eBay ha registrato un vero e proprio boom nell’“Archival Sportswear” trainato dalla ricerca di autenticità e reference storiche, con un interesse particolarmente forte per il merchandising dei campionati mondiali (+770%) e per le maglie vintage delle edizioni passate (+205%). Non manca l’attenzione per i dettagli rétro: crescono le ricerche per i loghi storici (“club crest” +45%) e trionfa la cultura “Terrace” (degli spalti) d’ispirazione britannica anni ‘70 e ‘80: le ricerche di “terrace sneaker” sono infatti cresciute del 100%, accompagnate dal ritorno delle scarpe con suola in gomma (+15%).
Fonte: eBayFonte: eBay
Al centro di questa nuova wave ci sono le vintage jersey di cinque icone assolute, le cui maglie risultano le più desiderate dai collezionisti di tutto il mondo: Ronaldinho, Pelé, Xavi, Diego Maradona e Ronaldo Nazário. Campioni leggendari che continuano a influenzare profondamente il gusto dei “fashion enthusiast” contemporanei. Per i propri outfit quotidiani, gli utenti reinterpretano la tendenza “Bloke Core” in chiave urban, mixando l'ispirazione sportiva a elementi tipici dello streetwear:

  • must-have versatili: crescono le ricerche per i pantaloncini atletici (+110%) e per le intramontabili polo shirt (+45%);
  • volumi: si impongono le maglie da calcio oversize (+35%) abbinate a jeans “baggy” (+30%);
  • modelli cult: crescono anche le calzature simbolo di questa estetica, come le Adidas Gazelle (+20%) e Spezial (+15%) ed il mondo Puma soccer (+15%).


I calciatori più cercati


Se la moda vintage consente di esprimere la propria unicità attraverso pezzi unici del passato, la ricerca di cimeli calcistici risponde a un analogo bisogno di connessione emotiva. Su piattaforme come eBay, questo legame è oggi particolarmente evidente: il pubblico cerca sempre di più i nomi che hanno reso la storia del calcio leggendaria. L’analisi dei dati evidenzia infatti l'attuale competizione mondiale orienti l’interesse delle persone principalmente verso i profili degli attaccanti più iconici che hanno segnato la storia recente e passata del calcio; confrontando i dati di maggio 2026 con il medesimo periodo del 2025, le ricerche su eBay legate ad atleti come Luis Diaz, Lionel Messi, Diego Maradona, Cristiano Ronaldo e alcuni altri, hanno registrato incrementi significativi. Inoltre, un altro ex-calciatore che ha assistito ad un’impennata nelle ricerche è Ronaldinho: l’uscita del documentario Netflix a lui dedicato, a marzo 2026, ha innescato un balzo delle ricerche globali di maglie del fuoriclasse brasiliano di oltre il 140% in un solo mese. Questo fenomeno conferma quanto lo streaming agisca da volano per il mercato dei memorabilia.
Fonte: eBayFonte: eBay

La passione per le carte e memorabilia sportivi prende vita su eBay Live


Su eBay, il calcio si condivide in nuovi formati: con eBay Live, l'intrattenimento dello streaming si unisce alle dinamiche dell'e-commerce, dando vita a un'esperienza interattiva e coinvolgente. Gli appassionati possono partecipare ad aste in diretta, scoprire trading card, maglie e memorabilia unici e confrontarsi con una community di collezionisti e tifosi attraverso una live chat sincronizzata con i rilanci in tempo reale. Tra i seller italiani specializzati più attivi sulla piattaforma spiccano Sporty Cards IT, specializzato in carte sportive e oggetti da collezione, Cards Hub, punto di riferimento per gli appassionati di trading card e memorabilia, e Break Machine IT, che anima le dirette con aste e contenuti dedicati al mondo delle card sportive: realtà che contribuiscono a trasferire il valore simbolico dello sport nella vita quotidiana degli appassionati, trasformando la passione calcistica in un'esperienza di condivisione e collezionismo.


Mondiali 2026, boom di truffe online: allarme Kaspersky su biglietti falsi e email con finti premi


Milioni di appassionati di calcio in tutto il mondo si stanno preparando per i Mondiali che si terranno quest’estate. Analogamente, anche i criminali informatici stanno approfittando dell’occasione per sfruttare questo crescente interesse. Gli esperti di Kaspersky hanno individuato diverse tipologie di truffe che imitano le fonti ufficiali dell’evento o ne sfruttano la popolarità per scopi dannosi, mettendo a serio rischio i dati e le finanze degli utenti.

ASUS Zenbook DUO: dual screen più potente e portatile
ASUS rinnova lo Zenbook DUO con un design aggiornato, prestazioni superiori e un’esperienza dual-screen ancora più avanzata. Il nuovo modello punta su mobilità, produttività e versatilità, confermandosi tra i notebook più innovativi della categoria
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Su uno dei siti web fraudolenti individuati, agli utenti viene offerta la possibilità di acquistare biglietti per le partite della Coppa del Mondo FIFA, con pagamenti accettati in quasi tutte le valute. Tuttavia, dopo aver completato le false procedure di registrazione e pagamento, gli utenti rischiano non solo di perdere denaro dalle proprie carte di credito, ma anche di esporre dati personali sensibili agli hacker. Inoltre, i truffatori mettono a disposizione diversi canali di contatto, sia direttamente sul sito sia tramite app di messaggistica.
Il sito utilizza la combinazione di colori ufficiali del torneo del 2026 per ingannare gli utentiIl sito utilizza la combinazione di colori ufficiali del torneo del 2026 per ingannare gli utenti
Un altro sito web offre agli utenti la possibilità di acquistare “prodotti ufficiali” dell’evento del 2026, mostrando immagini di peluche della mascotte e magliette, con un’ampia selezione disponibile per l’“acquisto”. Per rendere l’offerta ancora più allettante, il sito mette in evidenza forti sconti. Inoltre, per apparire più credibili, i truffatori hanno aggiunto un badge “Negozio affidabile” in fondo alla pagina, insieme a un modulo di registrazione che richiede dati personali e bancari.
Esempio di sito web falso che invita gli utenti ad acquistare prodotti ufficiali di FIFA 2026Esempio di sito web falso che invita gli utenti ad acquistare prodotti ufficiali di FIFA 2026
Un ulteriore scenario di attacco prevede campagne di e-mail fraudolente, attraverso le quali gli autori degli attacchi cercano di indurre gli utenti a inviare denaro o a cliccare su un link di phishing. Per aumentare le probabilità di coinvolgimento, le e-mail presentano oggetti accattivanti e messaggi persuasivi. In uno degli esempi individuati, i fan hanno ricevuto e-mail apparentemente inviate da rappresentanti ufficiali dell’evento riguardo a una falsa decisione emessa da una commissione di risoluzione delle controversie. Il link fornito nell’e-mail rimanda a una pagina di phishing.
Esempio di e-mail di phishing bloccataEsempio di e-mail di phishing bloccata
In alcuni casi, gli utenti ricevono e-mail truffa in cui si sostiene che abbiano “vinto” una sovvenzione di 500.000 dollari a copertura di biglietti, voli e alloggio, seguite da istruzioni che invitano a contattare il mittente per richiedere il “premio”.
Esempio di e-mail truffa bloccata inviata da truffatoriEsempio di e-mail truffa bloccata inviata da truffatori
In aggiunta a tutto questo, Kaspersky ha segnalato la presenza di spam e pubblicità indesiderate relative alla vendita di articoli e souvenir a tema sportivo, alcuni dei quali potrebbero rivelarsi una truffa.

“Purtroppo, i grandi eventi sportivi che attirano un vasto pubblico non sfuggono mai all’attenzione dei truffatori. E-mail apparentemente innocue o addirittura allettanti possono spesso nascondere non solo link pericolosi, ma anche allegati dannosi” , ha dichiarato Anna Lazaricheva di Kaspersky


I consigli di Kaspersky


Per proteggersi da queste truffe o attacchi di phishing, gli esperti di Kaspersky consigliano di:

  • verificare l’autenticità dei siti web prima di inserire dati personali e utilizzare solo pagine web ufficiali per guardare o scaricare film;
  • controllare attentamente il formato degli URL e l’ortografia dei nomi delle aziende;
  • scegliere sempre piattaforme di streaming ufficiali e affidabili per proteggere i propri dati personali da furti e abusi;
  • utilizzare una soluzione di sicurezza affidabile in grado di identificare gli allegati dannosi e bloccare i link di phishing;
  • attivare l’autenticazione a due fattori (2FA) sugli account e sulle app finanziarie, controllando regolarmente gli estratti conto per individuare eventuali attività non autorizzate;
  • non fidarsi dei link o degli allegati ricevuti via e-mail; verificare attentamente chi è il mittente prima di aprire qualsiasi cosa;
  • controllare attentamente i siti degli e-shop prima di inserire qualsiasi informazione: l’URL è corretto? Ci sono errori ortografici o difetti di progettazione?

In un contesto come quello dei Mondiali 2026, che catalizzeranno l’attenzione di milioni di utenti in tutto il mondo, le campagne fraudolente tendono a moltiplicarsi sfruttando entusiasmo e urgenza. Il consiglio è mantenere un approccio prudente: verificare sempre le fonti ufficiali per l’acquisto dei biglietti, diffidare da offerte troppo vantaggiose o comunicazioni inattese e non condividere mai dati personali o finanziari tramite link sospetti. Come evidenziato da Kaspersky, la consapevolezza resta il primo strumento di difesa contro un panorama di minacce sempre più sofisticato.


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Roborock Qrevo S Pro recensione: il robot aspirapolvere che porta le funzioni premium a un prezzo più accessibile


In questa recensione vengono analizzate prestazioni, navigazione, lavaggio, autonomia e rapporto qualità-prezzo per capire se è davvero un acquisto consigliato
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Il Roborock Qrevo S Pro è un robot aspirapolvere e lavapavimenti progettato per automatizzare completamente la pulizia domestica. Grazie al sistema di navigazione laser LiDAR, esso è in grado di mappare con precisione gli ambienti della casa e pianificare percorsi di pulizia efficienti ottimizzando i tempi di lavoro. La potenza di aspirazione raggiunge i 18.500 Pa, e colloca il dispositivo tra i modelli più performanti della sua categoria. Il sistema di lavaggio si affida a due mop rotanti che vengono sollevati per lavare i tappeti. Dal punto di vista costruttivo il Qrevo S Pro presenta un profilo di appena 9,65 cm, una batteria con un'ottima autonomia, ed è supportato da stazione multifunzione completamente automatizzata, una soluzione che riduce al minimo gli interventi di manutenzione manuali e rende l'esperienza d'uso particolarmente comoda nella quotidianità. Roborock propone il Qrevo S Pro a 590 euro sul sito ufficiale e su altri siti di e-commerce.

Design e funzionalità: una dotazione da fascia premium


Fin dal primo unboxing, il Roborock Qrevo S Pro trasmette l'impressione di un prodotto più ambizioso rispetto a molti robot aspirapolvere della fascia media. Il merito va agli ottimi materiali, che restituiscono un touch and feel molto rassicurante, e alla ricca dotazione tecnologica del dispositivo nel suo complesso.
La stazione multifunzione automatizza gran parte delle operazioni di manutenzione quotidianaLa stazione multifunzione automatizza gran parte delle operazioni di manutenzione quotidiana
Con dimensioni generose pari a 519 x 487 x 340 mm, la stazione integra due serbatoi da 4 litri dedicati rispettivamente all'acqua pulita e all'acqua sporca. Il primo viene utilizzato per rifornire automaticamente il robot durante il lavaggio dei pavimenti e per la pulizia dei mop, mentre il secondo raccoglie l'acqua di risulta dopo ogni ciclo di lavaggio.
A sinistra: i due contenitori per l'acqua pulita e sporca contrassegnati da una goccia. A destra: frontalmente il vano che alloggia il sacchetto della polvere e in basso l'alloggiamento del robotA sinistra: i due contenitori per l'acqua pulita e sporca contrassegnati da una goccia. A destra: frontalmente il vano che alloggia il sacchetto della polvere e in basso l'alloggiamento del robot
La stazione ospita inoltre un sacchetto per la raccolta della polvere da 2,7 litri, sufficientemente capiente da garantire fino a sette settimane di utilizzo senza interventi manuali. Il robot dispone comunque di un contenitore interno che, pur venendo svuotato automaticamente, richiede una pulizia periodica del filtro per mantenere prestazioni ottimali.
Il robot ha un suo contenitore della polvere, che svuota ogni volta che rientra alla base di ricaricaIl robot ha un suo contenitore della polvere, che svuota ogni volta che rientra alla base di ricarica
Dal punto di vista estetico, il Roborock Qrevo S Pro mantiene il classico design circolare che caratterizza gran parte della gamma Roborock. Le dimensioni di 350 x 353 x 96,5 mm gli consentono di muoversi agilmente nella maggior parte degli ambienti domestici, mentre l'altezza contenuta (9,65cm) rappresenta un vantaggio concreto per raggiungere le aree sotto divani, letti e mobili bassi.
Nella foto sopra il cerchio rosso evidenzia i due pulsanti fisici situati sul lato superiore del robotNella foto sopra il cerchio rosso evidenzia i due pulsanti fisici situati sul lato superiore del robot
La parte superiore ospita due pulsanti fisici: uno per avviare rapidamente la pulizia e uno per il ritorno automatico alla base. Una scelta minimalista che lascia all'applicazione Roborock il compito di gestire tutte le funzioni avanzate. Sotto la scocca troviamo una configurazione ormai consolidata ma efficace: una spazzola laterale per la raccolta dello sporco lungo i bordi, una spazzola centrale in gomma progettata per ridurre l'accumulo di capelli e peli e due mop rotanti in microfibra dedicati al lavaggio dei pavimenti.
Nella foto sopra: in evidenza i due panni rotanti e la spazzola in gomma centraleNella foto sopra: in evidenza i due panni rotanti e la spazzola in gomma centrale

La potenza da sola non basta


Uno degli aspetti più interessanti del Roborock Qrevo S Pro è la potenza di aspirazione. Il produttore dichiara una forza pari a 18.500 Pa, un valore che colloca il Qrevo S Pro tra i robot aspirapolvere più potenti nella sua fascia di mercato. Tuttavia, il dato da solo non basta a descrivere qualitativamente il device: le prestazioni reali, infatti, dipendono anche da numerosi altri fattori, tra cui il design delle spazzole, il flusso d'aria, la capacità del robot di mantenere un corretto assetto con il pavimento e l'efficacia del sistema di navigazione. In questo contesto, il Qrevo S Pro riesce a fornire risultati concreti: durante l'utilizzo quotidiano, su superfici dure come gres, il robot si dimostra particolarmente efficace nella raccolta di polvere fine, briciole, sporco leggero e peli di animali domestici. La pulizia risulta uniforme e il sistema di navigazione permette di coprire le stanze in modo metodico, riducendo al minimo le zone trascurate.
A sinistra: un particolare di una delle due ruote che consentono il sollevamento del robot. A destra la rimozione della spazzola in gomma antigroviglioA sinistra: un particolare di una delle due ruote che consentono il sollevamento del robot. A destra la rimozione della spazzola in gomma antigroviglio
Un contributo importante arriva dalla spazzola principale interamente in gomma, una soluzione che è dimostrata particolarmente efficace contro i peli e i capelli lunghi ed in aggiunta, il suo particolare design riduce al minimo gli interventi di manutenzione necessari per rimuovere i grovigli accumulati. Anche la spazzola laterale beneficia di un design studiato per limitare l'aggrovigliamento dei capelli, i quali vengono convogliati verso il canale di aspirazione contribuendo a mantenere alto il livello di pulizia.
Il robot naviga con molta "disinvoltura" tra le superfici dure e i tappetiIl robot naviga con molta "disinvoltura" tra le superfici dure e i tappeti
Sui tappeti a pelo corto il comportamento è convincente. Il robot è in grado di aumentare automaticamente la potenza di aspirazione quando rileva una superficie tessile, i mop vengono sollevati fino a 10 mm per evitare di bagnare la superficie sottostante e la raccolta dello sporco annidato tra le fibre comincia. Da sottolineare, durante i test su superfici miste gres/tappeto, l'efficacia del sistema di navigazione del robot che gli permette di salire e scendere dai tappeti con molta disinvoltura e, una volta salito sul tappeto, il meccanismo di sollevamento dei mop evita che questi vengano a contatto con i peli. Dove emergono i limiti, come accade per la maggior parte dei robot aspirapolvere, è sulle superfici particolarmente impegnative come tappetini d'ingresso e zerbini con fibre spesse, che tendono a trattenere peli e sporco più ostinati. In questi casi, un aspirapolvere tradizionale o una scopa elettrica dotata di spazzola motorizzata sono più a loro agio.
Screenshot dell'app Roborock: in questa scheda una serie di impostazioni specifiche per la pulizia dei tappetiScreenshot dell'app Roborock: in questa scheda una serie di impostazioni specifiche per la pulizia dei tappeti
L'esperienza d'uso è ulteriormente valorizzata dall'app Roborock, una delle più complete del settore: dopo una rapida mappatura iniziale, effettuata tramite il sistema di navigazione LiDAR e il sistema Reactive Obstacle Avoidance, che sfrutta i sensori frontali per riconoscere ed evitare ostacoli comuni come scarpe, cavi o piccoli oggetti lasciati sul pavimento, il robot crea una prima planimetria dell'abitazione che, ai successivi passaggi, perfezionerà gradualmente. Dall'app, tuttavia, è possibile apportare manualmente le personalizzazioni necessarie, modificando le stanze, le zone vietate, introducendo aree senza lavaggio e perfino elementi d'arredo come tavoli, divani e letti. Questa funzione si rivela particolarmente pratica nella vita quotidiana. Ad esempio, è possibile selezionare direttamente il tavolo da pranzo come area di pulizia dopo i pasti oppure programmare interventi mirati in specifiche zone della casa senza dover avviare una pulizia completa. Attraverso l'app è inoltre possibile regolare diversi livelli di aspirazione, adattando il comportamento del robot alle esigenze della singola stanza o alla presenza di animali domestici.
Altro screeshot dell'App: a sinistra l'impostazione del lavaggio di una zona specifica. Al centro l'ordine di pulizia delle stanze. A destra: i flussi di lavaggio a disposizioneAltro screeshot dell'App: a sinistra l'impostazione del lavaggio di una zona specifica. Al centro l'ordine di pulizia delle stanze. A destra: i flussi di lavaggio a disposizione
Le opzioni di personalizzazione sono numerose: è possibile scegliere tra aspirazione, lavaggio o modalità combinata, regolare la potenza di aspirazione, l'intensità del lavaggio e persino impostare uno o due passaggi per ottenere una pulizia più approfondita. Non mancano inoltre le routine automatiche, che consentono di creare scenari personalizzati da richiamare con un solo tocco. Al termine delle operazioni, il Roborock Qrevo S Pro torna autonomamente alla stazione dove svuota il contenitore della polvere, lava i mop con acqua pulita e li asciuga con aria calda, riducendo sensibilmente il rischio di cattivi odori e garantendo che il robot sia sempre pronto per il ciclo di pulizia successivo. Nel complesso, il Roborock Qrevo S Pro offre prestazioni di aspirazione solide e affidabili. La potenza dichiarata di 18.500 Pa non rappresenta soltanto un dato di marketing, ma si traduce in una pulizia efficace nella maggior parte degli scenari domestici.

Lavaggio dei pavimenti


Se l'aspirazione rappresenta uno dei punti di forza del Roborock Qrevo S Pro, anche il sistema di lavaggio si dimostra all'altezza delle aspettative. Per assolvere questo compito il robot utilizza due panni rotanti in microfibra, capaci di raggiungere una velocità fino a 200 giri al minuto, una caratteristicache permette di ottimizzare l'azione di lavaggio. A rendere il sistema ancora più versatile contribuisce la possibilità di selezionare 30 livelli di erogazione dell'acqua, che consentono di adattare il lavaggio alle diverse superfici e al grado di sporco presente. Inoltre, quando il robot rileva un tappeto, i mop vengono automaticamente sollevati fino a 10 mm, evitando nella maggior parte dei casi di bagnare moquette e tessuti durante la pulizia combinata di aspirazione e lavaggio.
A sinistra: il robot segue perfettamente le fughe del pavimento per una pulizia piu' accurata. Al centro e a destra: il sistema di navigazione consente di coprire molto bene anche gli angoliA sinistra: il robot segue perfettamente le fughe del pavimento per una pulizia piu' accurata. Al centro e a destra: il sistema di navigazione consente di coprire molto bene anche gli angoli
Nell'utilizzo quotidiano, il Qrevo S Pro offre prestazioni convincenti soprattutto sui pavimenti duri come gres; polvere sottile, impronte, leggere macchie e lo sporco che si accumula normalmente durante la giornata vengono rimossi con efficacia, lasciando la superficie visibilmente più pulita e uniforme. I risultati migliori si ottengono naturalmente sulle macchie fresche: tracce di bevande rovesciate, schizzi di cibo o sporco recente vengono gestiti con efficacia, soprattutto se il robot interviene poco dopo l'incidente. In questo specifico scenario la pulizia a zona, attivabile immediatamente tramite app, è la scelta migliore per sfruttare le potenzialità del dispositivo Roborock e si coniuga perfettamente con la filosofia di utilizzo di questa categoria di elettrodomestici smart.

Quando invece ci si trova di fronte a residui particolarmente ostinati o ormai asciutti da tempo, emergono alcuni limiti fisiologici della categoria. Macchie incrostate, residui appiccicosi o sporco stratificato possono richiedere più passaggi e, in alcuni casi, un intervento manuale. Va però sottolineato, come accennato in precedenza, che il vero obiettivo di un robot come il Qrevo S Pro non è sostituire completamente il tradizionale lavaggio manuale, bensì ridurre drasticamente la necessità di effettuarlo. In quest'ottica il robot svolge il proprio compito in modo eccellente, mantenendo i pavimenti costantemente puliti e prevenendo l'accumulo dello sporco nel corso dei giorni. Al riguardo, un contributo importante arriva dalla possibilità di programmare tramite app gli interventi di aspirazione e lavaggio, in modo che il robot, in completa autonomia, proceda anche con frequenza quotidiana alla pulizia della casa.
Il lavaggio dei panni avviene con acqua calda fino a 75 °C e l'asciugatuta con aria calda a 45 °CIl lavaggio dei panni avviene con acqua calda fino a 75 °C e l'asciugatura con aria calda a 45 °C
Al termine di ogni ciclo di pulizia, il Qrevo S Pro rientra e viene accolto dalla stazione multifunzione: qui inizia una nuova fase, completamente automatica, che lava automaticamente i panni con acqua calda fino a 75 °C e li asciuga con aria calda a 45 °C. Questo permette di utilizzare sempre panni puliti, migliorando l'igiene generale e mantenendo costanti le prestazioni di lavaggio nel tempo. Nel complesso il Roborock Qrevo S Pro si conferma un ottimo robot lavapavimenti per la manutenzione quotidiana della casa che non elimina del tutto la necessità di una pulizia manuale occasionale, ma offre un livello di automazione e risultati che hanno soddisfatto molto i test effettuati per questa recensione.

App, navigazione e riconoscimento degli ostacoli


Roborock è considerata un punto di riferimento per quanto riguarda il software di gestione dei robot aspirapolvere e il Qrevo S Pro conferma questa reputazione. L'app Roborock si presenta con un'interfaccia intuitiva, ben organizzata e adatta anche ai meno esperti. La schermata principale offre una visualizzazione chiara della mappa della casa e consente di accedere rapidamente alle funzioni più importanti: con pochi tocchi è possibile modificare la modalità di pulizia, regolare la quantità d'acqua utilizzata durante il lavaggio e definire impostazioni specifiche per ogni ciclo di pulizie. Una funzione particolarmente utile, soprattutto nelle abitazioni con superfici differenti, è la possibilità di salvare configurazioni personalizzate per ciascun ambiente. In questo modo il robot può, ad esempio, utilizzare una potenza di aspirazione elevata in soggiorno e una modalità più silenziosa nelle camere da letto senza richiedere interventi manuali.
Screenshot dell'app: in questa sezione la funzione Smart Plan 2.0 si occupa di lavare in totale autonomia secondo le nostre preferenzeScreenshot dell'app: in questa sezione la funzione Smart Plan 2.0 si occupa di lavare in totale autonomia secondo le nostre preferenze
In questo contesto, con il Qrevo S Pro troviamo anche il sistema SmartPlan 2.0, una funzione basata sull'intelligenza artificiale che analizza la disposizione degli ambienti, le tipologie di pavimento e le abitudini di utilizzo per ottimizzare automaticamente i parametri di pulizia. Il sistema è inoltre in grado di selezionare differenti strategie di lavaggio e permette di creare zone vietate, pareti virtuali e aree in cui evitare il lavaggio, tutte configurabili direttamente sulla mappa con semplicità. Non mancano poi le pianificazioni automatiche già accennate in precedenza. Nonostante l'elevato numero di impostazioni disponibili, comunque, l'interfaccia non risulta complessa; essa necessita solo di qualche ora per acquisire familiarità con le schermate.
A sinistra: l'app consente di avviare una sessione di pulizia dopo i pasti. Al centro: impostazione specifica per i tappeti. A destra: una funzione specifica di svuotamento dell'acqua prima del trasporto del robotA sinistra: l'app consente di avviare una sessione di pulizia dopo i pasti. Al centro: impostazione specifica per i tappeti. A destra: una funzione specifica di svuotamento dell'acqua prima del trasporto del robot
Sul fronte della smart home, il robot offre una compatibilità particolarmente ampia. Sono supportati Amazon Alexa, Google Home, Siri e Matter, i quali permettono non solo di avviare e gestire le pulizie tramite i comandi vocali ma di rendere il dispositivo perfettamente integrato negli ecosistemi domestici moderni.

Navigazione precisa


Per quanto riguarda la navigazione, il Roborock Qrevo S Pro si affida a un sistema LiDAR tradizionale montato sulla caratteristica torretta superiore. Sebbene questa soluzione comporti un'altezza complessiva di 9,65 cm e non consenta di raggiungere i livelli dei modelli ultra-sottili dotati di LiDAR retrattile, rappresenta ancora oggi una delle tecnologie più affidabili per la mappatura domestica.
Particolare del sistema di navigazione LidarParticolare del sistema di navigazione Lidar
Durante l'utilizzo, il robot si muove con sicurezza; la mappatura iniziale viene completata rapidamente e con una buona precisione, se si considera che al primo passaggio la superficie scansionata non è sempre quella più aderente alla situazione reale. La mappatura, infatti, migliora ad ogni successivo passaggio del robot in casa, il quale "impara" gradualmente a muoversi con padronanza tra gli spazi e le pareti. Il Qrevo S Pro, comunque, affronta con decisione tavoli, divani e mobili rialzati, riesce ad infilarsi in passaggi stretti, a pulire accuratamente lungo i bordi delle stanze e a raggiungere angoli complessi senza mostrare esitazioni, un risultato non così scontato in questa fascia di prezzo. In questo modo, il dispositivo sfrutta al massimo lo spazio disponibile massimizzando la copertura della pulizia.

Ostacoli e soglie: bene, ma non è un top di gamma assoluto


Il sistema di riconoscimento degli ostacoli sfrutta la tecnologia Reactive Tech basata su luce strutturata. Nella maggior parte degli scenari quotidiani il comportamento è più che soddisfacente: scarpe, ciotole, giocattoli e oggetti di dimensioni medio-grandi vengono identificati e aggirati con precisione, spesso mantenendo una distanza minima che permette di pulire efficacemente anche nelle aree circostanti.
La navigazione in corrispondenza di ostacoli è molto precisaLa navigazione in corrispondenza di ostacoli è molto precisa
I limiti emergono invece con gli ostacoli più piccoli e difficili da rilevare. Cavi sottili, lacci e oggetti molto bassi possono ancora rappresentare una criticità, ma questo tengo a precisare che vale anche per modelli ben più costosi. In queste situazioni è consigliabile utilizzare le zone vietate dell'app oppure mantenere il pavimento il più possibile libero prima di avviare una sessione di pulizia.
Il robot supera ostacoli fino a 2cm di altezzaIl robot supera ostacoli fino a 2cm di altezza
Pr quanto riguarda le soglie, il Qrevo S Pro è in grado di superare senza particolari difficoltà dislivelli fino a circa 2 cm, una caratteristica che gli consente di spostarsi agevolmente tra stanze separate da soglie tradizionali. Nel complesso, navigazione e software rappresentano senza dubbio un punto di forza del Roborock Qrevo S Pro. L'app è tra le più complete e mature del settore; esplorandone le schede, ho trovato funzioni, come quella dello svuotamento dell'acqua in caso di trasporto, molto utile che non ricordo di aver visto nemmeno nei dispositivi di segmento superiroe. Inoltre, il sistema LiDAR garantisce una precisione e un'affidabilità che, ancora oggi, costituiscono un riferimento nella fascia medio-alta del mercato.

Conclusioni: il Qrevo S Pro è uno dei migliori robot qualità-prezzo del momento?


Dopo diversi giorni di utilizzo, il Roborock Qrevo S Pro si è confermato come una delle proposte più interessanti nel panorama dei robot aspirapolvere e lavapavimenti di fascia medio-alta. Pur con una scheda tecnica di livello inferiore ai modelli premium, che però superano abbondantemente i mille euro, esso riesce a portare molte delle funzionalità più apprezzate a un prezzo decisamente più accessibile. Vorrei definirlo come un "downgrade" intelligente di Roborock, che grazie alla sua consolidata esperienza in questo settore ha saputo economizzare, assicurando un solido portfolio di caratteristiche a supporto di un'elevata esperienza d'uso. In particolare, troviamo una potenza di aspirazione elevata, un'efficace sistema di lavaggio con mop rotanti, una navigazione precisa tramite LiDAR e una stazione multifunzione completamente automatizzata, fattori che insieme costituiscono il valore aggiunto del Qrevo S Pro. Naturalmente, come accennato in precedenza, il lavaggio, pur essendo molto efficace nella manutenzione ordinaria, non può sostituire completamente una pulizia manuale approfondita in presenza di macchie particolarmente ostinate. In definitiva, questa recensione del Roborock Qrevo S Pro evidenzia un prodotto maturo e sicuramente uno dei più equilibrati per rapporto tra prestazioni, funzionalità e prezzo.

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Il caldo, la temperatura percepita e un vaffancooling all’italiano


di Antonio Zoppetti

Ogni giorno, in Italia, un giornalista si sveglia e introduce un nuovo anglicismo.
Ogni giorno, in Italia, un lettore si sveglia e, se non impara il significato dell’anglicismo, sarà tagliato fuori dalla comprensione.
Ogni giorno, in Italia, non importa che tu sia un giornalista o un lettore: l’importante è che passi all’inglese.

Mentre boccheggiamo sotto la morsa dell’attuale ondata di caldo, c’è chi si può permettere una vacanza al fresco e chi non lo può fare, c’è chi se la passa meglio perché vive in ambienti condizionati e chi si deve accontentare di un ventilatore. Non ci vuole poi molto a intuire che chi è ricco – le classi sociali agiate – in linea di massima se la passi meglio di chi è povero, anche perché questa ovvietà travalica la contingenza della calura e vale per ogni altro aspetto della qualità della vita, dall’alimentazione alle cure mediche. Se passiamo invece alla qualità della lingua italiana e del giornalismo, stupisce che per raccontare simili banalità si ricorra a un lessico del nuovismo in inglese di sapore decisamente coloniale, e a un’anglicizzazione selvaggia che punta ad abbandonare l’italiano per riscrivere la nostra società attraverso espressioni trapiantate dall’angloamericano che cancellano le parole con cui la gente si esprime per sostituirle con analoghi concetti in inglese incomprensibili alle masse.

Coolcation

E così, la settima scorsa, un articolo del Corriere spacciava la “vacanza al fresco” come un “nuovo” (ma quando mai?) lusso dell’estate, rivenduto – come di consueto – in inglese: la coolcation, riportata senza virgolette (come fosse un’espressione nostra) e spiegata con queste parole: “Neologismo nato dalla fusione di cool (fresco) e vacation (vacanza)”. Con il solito taglio cialtrone tipico dei suprematisti dell’inglese, si omette volutamente di specificare che si tratta di un neologismo inglese, non certo italiano, e che non c’è alcuna ragione di riproporlo così a tutti gli italiani. E infatti è piuttosto imbarazzante leggere la spiegazione: “In italiano può essere tradotto come ‘vacanza al fresco’ o ‘turismo del fresco’”.

Questa prospettiva anglocentrica andrebbe ribaltata: perché mai tu, giornalista anglomane, stai traducendo la vacanza al fresco, la fuga dall’afa delle città e un concetto piuttosto datato con un neologismo in inglese? Questa sottile arte manipolatoria del ribaltamento delle cose serve per introdurre una parola inglese al posto dell’italiano che abbiamo sempre usato (“tutti al mare a mostrar le chiappe chiare”).

Gli anglomani operano con queste modalità per abbandonare l’italiano in favore della lingua superiore da cui si abbeverano come scimmiette, e il loro giochino preferito è quello di far credere che non sarebbero loro a scegliere volutamente espressioni del genere, ma si limiterebbero a riportarle perché sarebbero “in uso”. Ma l’uso di chi? Su questo particolare tacciono volutamente.

Per smontare questo genere di balle basta cercare “coolcation” su Google che la interpreta come un refuso, restituendo invece la definizione della parola “collocation” che ci assomiglia. Coolcation compare infatti solo tra le notizie recenti dei giornali italiani anglomani. Dunque la risposta alla domanda “l’uso di chi?” è semplice: l’uso di qualche americano che ha tutti i motivi per creare dei neologismi nella propria lingua, e l’uso dei giornalisti accecati dall’anglomania che invece di scrivere in italiano preferiscono ripetere l’inglese senza alcuna motivazione plausibile, senza alcun rispetto per i loro lettori e per la trasparenza che dovrebbe essere alla base dell’informazione. Dell’uso degli italiani che vanno in vacanza alla ricerca del fresco pare non interessi niente a nessuno.

Cooling poverty

Anche la banalità per cui, davanti al caldo insopportabile, i ricchi se la passano meglio dei poveri viene rivenduta in inglese da certi giornalisti attraverso il concetto di cooling poverty – letteralmente povertà di rinfrescamento – rivestito di altisonanti riflessioni sociologiche sulle diseguaglianze, che spaziano dall’accesso equo al condizionatore ai divari causati dalla povertà energetica… Dietro queste supercazzole c’è solo l’intento di voler anglicizzare ogni cosa, persino il fresco e il caldo, per cui in un pezzo su Grazia i giorni più caldi dell’anno diventano “hot days”, mentre accanto ai consueti titoli che normalizzano l’inglese (“cos’è la cooling poverty”) spuntano le vacanze nelle mete slow.

Andando in questa direzione prima o poi qualche imbecille ci spiegherà forse che le disuguaglianze sociali di chi non ha da mangiare sono solo un caso di “food poverty” che si potrebbe tradurre con fame, mentre chi non può accedere alla sanità privata – nell’attuale smantellamento di quella pubblica che segue i modelli d’oltreoceano – è vittima dell’“healthcare poverty”… chissà!

Mentre la casta di giornalisti, comunicatori, tecnici, terminologi da barzelletta… introduce quotidianamente nuove espressioni in inglese con queste modalità (sarà l’italian poverty?), per ritornare al caldo e alle temperature non si può fare a meno di citare una lettura del fenomeno in voga tra vari linguisti che, invece di preoccuparsi per l’anglicizzazione, la negano e ci sguazzano compiaciuti (sono quelli dei “prestiti di necessità” degli anglicismi “insostituibili” e altre simili stupidaggini).

La scemenza della “temperatura percepita” applicata agli anglicismi

La questione degli anglicismi è di solito liquidata da questi personaggi con l’infelice metafora della “temperatura percepita”: la presenza delle parole inglesi sarebbe tutta “un’illusione ottica” causata dal nostro cervello che tende a percepire il fenomeno come macroscopico anche se nella realtà non è così, perché sarebbero in larga parte parole usa e getta passeggere… come se il flusso anglicizzante – continuo e in costante aumento da ben più di mezzo secolo – non esistesse. Bisognerebbe invece ricordare che è proprio la temperatura percepita che fa sì che migliaia di persone finiscano in ospedale per il caldo, perché la temperatura del termometro non è affatto un parametro indicativo, visto che sono i tassi di umidità e di ventilazione percepiti dal nostro corpo, ma non dal mercurio, a essere determinanti (il che non vale solo per i colpi di calore, ma anche per le temperature rigide invernali che possono provocare assideramento).

Questo modo di ragionare, se non è supportato dai dati, si trasforma in uno pseudoragionamento che serve per costruire la realtà (e il sistema) che si preferisce, ed è un approccio che serve per giustificare o per negare qualsiasi cosa a prescindere dai fatti. Mi tornano alla mente le parole di Edward Luttwak, quando gli americani fuggivano in modo scomposto dall’Afganistan: sosteneva che si trattasse di una ritirata percepita e suscitò le risa (e l’imbarazzo) dei conduttori televisivi (cfr. la trasmissione In onda, La7, 17 agosto 2021 condotta da Concita De Gregorio e David Parenzo).

Purtroppo, davanti ad analoghi ragionamenti (un altro caso è rappresentato dai negazionisti del cambiamento climatico), invece di ridere e di provare imbarazzo, c’è chi preferisce assumere un atteggiamento fondamentalista/negazionista alla Luttwak, a quanto pare.

Ma se si conteggiano gli anglicismi sui giornali e si confrontano gli articoli del Duemila con quelli del Novecento, se si analizzano le crescite di quelli registrati dai dizionari (circa 1.700 nel 1990 e oggi più di 4.000), se si analizzano le loro frequenze, se si vanno a contare quelli che sono usciti dai dizionari (pochissimi e irrilevanti), se si conteggia la penetrazione dell’inglese nel lessico di base (negli anni Ottanta c’erano una decina di parole inglesi e oggi sono ben più di cento), se si studia il lessico specialistico dove in sempre più ambiti – dal lavoro all’informatica – assistiamo a un collasso dell’italiano… c’è ben poco da negare. E così, mentre il fresco è sempre più cool, anche l’italiano se ne va affancooling.

#anglicismiNellItaliano #inglese #interferenzaLinguistica #itanglese #linguaItaliana #paroleInglesiNellItaliano #rassegnaStampa


La normalizzazione dell’inglese: italiano bye bye!


di Antonio Zoppetti

I giornali non sono solo organi di informazione, ma anche di formazione. Sono strumenti di costruzione della “realtà” in grado di plasmare l’opinione pubblica non solo da un punto di vista politico-culturale, ma anche linguistico. E se in passato i mezzi di informazione hanno avuto un ruolo di primo piano nell’unificazione dell’italiano in un Paese prevalentemente dialettofono, oggi sono tra i principali centri di irradiazione dell’inglese e dell’itanglese.

E così, ormai da molto tempo, è nato un nuovo genere di articolo che punta a educare tutti all’inglese, invece che all’italiano, e si basa su un semplice schema che viene replicato sempre più di frequente a partire dai titoloni:

Cos’è + oggetto/concetto espresso in inglese”.

Si introduce un’espressione in inglese volutamente incomprensibile ai più, la si spiega in linea di massima e ci si affanna a dimostrare che “non è proprio come l’equivalente italiano” – ammesso che ci sia –, perché avrebbe quel qualcosa in più che la nostra lingua non riuscirebbe a rendere.

Ho provato a raccogliere alcuni di questi pezzi acchiapponi apparsi nell’ultima settimana, che sono ormai prodotti con lo stampino, e spaziano dal “color drenching” alla “stacked water”, dall'”e-hiking” agli “heirloom tomatoes”…

Color drenching, stacked water, heirloom tomatoes, e-hikinge chi più ne ha più ne metta

In questo “lessico del nuovismo” si propagandano nuovi concetti anche quando di nuovo c’è veramente ben poco, ma quello che più colpisce del fenomeno è che è ormai venuta meno la distinzione tra italiano e inglese, come se tutto fosse sullo stesso piano e usare un sistema di scrittura e pronuncia basato sull’inglese o sull’italiano non avesse alcuna importanza. Eppure, un conto è ricorrere a parole italianizzate come resilienza o proattivo (e alle loro presunte differenze per esempio con resistenza o preventivo), e un conto è ricorrere alle espressioni direttamente in inglese.

Il color drenching, per esempio, che letteralmente indica l’inzuppare tutto con lo stesso colore, viene venduto come una strategia per far sembrare più ampio uno spazio piccolo e mimetizzare elementi come tubi e termosifoni, ma non è altro che il nostro vecchio “tinta unita”, cioè una colorazione monocromatica. Naturalmente, il primo obiettivo di chi punta a riscoprire e vendere l’acqua calda con un nuovo nome è proprio quello di differenziarsi dalla tradizione (anche a costo di farlo a vanvera). E così, per riprendere le parole del sistema di stupidità artificiale di Google, il color drenching non sarebbe “una semplice pittura monocromatica”, ma una tecnica di “interior design” che racchiude una “scelta progettuale precisa che porta diversi vantaggi visivi ed emozionali”. La supercazzola dell’intraducibilità è tutta qui, non si capisce perché “tinta unita” non possa racchiudere la stessa strategia: i barattoli di pittura sono gli stessi, quello che cambia è il linguaggio degli arredatori, anzi degli interior designer: nessuno ricorrerebbe all’italiano, nel gergo, perché l’itanglese è la lingua fighetta che usano per distinguersi dalle masse. E i giornali, invece di mediare la lingua degli addetti ai lavori che si elevano attraverso l’inglese e di ricondurla all’italiano, preferiscono educare tutti alla terminologia d’oltreoceano (“tinta unita” è roba da muratori, invece l’inglesorum incomprensibile spinge alla lettura per colmare quella che viene presentata come una lacuna culturale).

Dunque un beverone – per chiamare le cose con il loro nome – fatto di acqua, integratori, aromi o pezzi di frutta che spopola su TikTok è riproposto a tutti come stacked water, non come acqua potenziata, arricchita o stratificata. E leggendo l’articolo “Americani pazzi per gli «heirloom tomatoes». Cosa sono i pomodori antichi e saporiti (di cui l’Italia è piena)” c’è da mettersi le mani nei capelli. Stiamo parlando di pomodori che nascono da orti domestici e da varietà antiche ben diverse da quelle uniformate dalla grande distribuzione, e il fatto che negli Stati Uniti siano di moda non significa affatto che ci sia sotto qualcosa di nuovo che richiede di passare all’inglese. È imbarazzante leggere le parole della giornalista che spiega candidamente: “Non serve andare in America per trovarli. Anche l’Italia, in realtà, ne è piena. Solo che non li chiamiamo heirloom. Da noi si parla di varietà antiche, semi tradizionali, ecotipi locali. Cambiano le parole, non la sostanza.”
Ma allora perché mai devi ricorrere all’inglese e radicarlo, visto che scrivi che anche il San Marzano sarebbe un “heirloom”? Perché non parli in italiano?

Per lo stesso motivo per cui gli esoscheletri che forniscono un’assistenza alle camminate in montagna sono venduti come e-hiking (ma anche l’escursionismo è soppiantato dal trekking), da non confondere con l’e-ink (cioè l’inchiostro elettronico) degli smartphone (che sono tutt’altra cosa dai semplici telefonini, naturalmente) e, parola dopo parola, la sostituzione dell’italiano con l’inglese si allarga facendo tabula rasa della nostra lingua e cultura: la sosta per bere diventa hydration break, e va a finire che la tangenziale di Napoli si trasforma nella prima “smart road” d’Italia.

Questa è la lingua veicolata dalla nostra nuova classe dirigente ed egemonia culturale, dal panorama linguistico cittadino, dai mezzi di informazione e in fin dei conti dai nuovi centri di irradiazione della lingua che ogni giorno riscrivono la realtà dal punto di vista dell’anglosfera con le parole mutuate dall’anglosfera.

Certo, non tutti questi anglicismi incomprensibili – alla faccia di inclusività e non discriminazione di cui ci si riempie la bocca – sono destinati ad attecchire. Ma il flusso anglicizzante si allarga giorno dopo giorno, ed è ormai uno tsunami che ci travolge: gli effetti sono incontenibili e se non si chiudono i rubinetti l’italiano è destinato a trasformarsi in una newlingua ibrida a base inglese di sapore un po’ coloniale.

#anglicismiNellItaliano #inglese #interferenzaLinguistica #itanglese #linguaItaliana #neologismi #paroleInglesiNellItaliano #rassegnaStampa


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il programma generale di nuova mistycanza: 28/29/30 giugno 2026

https://slowforward.net/2026/06/27/28-29-30-giu2026-nuova-mistycanza/

#NuovaMistycanza #programma #programmaDiNuovaMistycanza #programmaGenerale


28-29-30 giugno: “nuova mistycanza”, frequenze anomale, letture, immagini & installazioni @ studio campo boario


Dal 28 al 30 giugno 2026 lo Studio Campo Boario ospita Nuova Mistycanza, un progetto che riunisce artiste e artisti del suono, della parola e dell’immagine che provengono da percorsi differenti, perché condividano lo stesso spazio e lo stesso tempo di ascolto.
Il titolo dell’iniziativa richiama l’idea della misticanza come mescolanza fertile: non una semplice successione di eventi, ma… […] la descrizione continua QUI

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PROGRAMMA DEI TRE GIORNI

28 giugno programma nuova mistycanza
cliccare per ingrandire

29 giugno programma nuova mistycanza
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30 giugno, programma nuova mistycanza
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è gradita un’offerta libera


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Cliccare qui per il comunicato stampa

lo Studio Campo Boario

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Case vuote durante le vacanze: quasi 1 italiano su 2 è tornato indietro per un problema domestico


Una recente indagine evidenzia che quasi 1 persona su 2 è stata costretta a tornare a casa per un problema domestico reale o sospetto, confermando quanto sicurezza e monitoraggio dell'abitazione siano diventati aspetti centrali durante le assenze prolungate
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Inizia ufficialmente quel periodo dell’anno in cui, complici la fine delle scuole, le giornate di sole e le serate afose, le vacanze non sembrano più un sogno lontano. Lasciare la propria casa vuota durante i periodi di assenza o vacanza è un’abitudine molto diffusa in Italia (la scorsa estate le case vuote erano 18 milioni), ma non sempre senza pensieri. È quanto emerge dall’ultima indagine dell’Osservatorio sulla Serenità DomesticadiSector Alarm, condotto in collaborazione con AstraRicerche, che ha analizzato i comportamenti dei cittadini quando si allontanano dall'abitazione, tracciando un quadro chiaro sul legame tra bisogno di sicurezza domestica e reti di supporto informali.

Vacanze e AI: 1 italiano su 3 usa l’intelligenza artificiale per pianificare i viaggi
Nonostante la crescita dell’AI, recensioni degli utenti e convenienza economica continuano a essere gli elementi che incidono maggiormente sulle decisioni di viaggio
Techpertutti.comGuglielmo Sbano

Vacanze interrotte: un fenomeno più comune di quanto si pensi


Quasi due italiani su tre (il 62,7%) lasciano disabitata la propria casa per più giorni almeno una volta all'anno, tra escursioni fuori porta e soggiorni nelle seconde case, possedute dal 26% dei connazionali. Il 18,9% lo fa addirittura quattro o più volte l'anno. Tuttavia, l’allontanamento dalle mura domestiche porta con sé stress e timori, che talvolta si rivelano giustificati. Tra coloro che lasciano la casa incustodita, il 43,1% è dovuto rientrare in anticipo almeno una volta avendo la certezza che si fosse verificato un evento negativo in casa. Una percentuale quasi identica (42,3%) ha interrotto la vacanza per il forte timore che fosse successo qualcosa. Il rientro in anticipo avendo la certezza di una negatività avvenuta risulta più comune tra i residenti in Campania (54,5%), prima regione in Italia per i rientri anticipati, seguita dalla Puglia (53,3%) e il Piemonte (46,1%). Spicca, invece, la Toscana come la regione d’Italia in cui si verificano meno rientri anticipati con solo il 25% (-18,2% rispetto alla media nazionale).
Fonte: Sector Alarm in collaborazione con AstraRicercheFonte: Sector Alarm in collaborazione con AstraRicerche

A chi ci rivolgiamo per chiedere aiuto


Le vacanze non mettono in pausa la gestione della casa. Per questo, gli italiani che almeno una volta all’anno si allontanano per alcuni giorni attivano una vera e propria rete di supporto fatta di familiari, amici, vicini e persone di fiducia: più di tre intervistati su quattro (75,5%) chiedono, infatti, a qualcuno di controllare che tutto sia in ordine durante la loro assenza, a conferma di quanto il bisogno di sentirsi tranquilli continui ad accompagnare molte persone anche lontano da casa. In primo luogo, si chiede aiuto per verificare che non ci siano stati furti, perdite d'acqua o altri problemi domestici (35,7%). Seguono le richieste di supporto per innaffiare e curare le piante o curare gli spazi esterni (29,6%), per accudire gli animali domestici (24,1%), per verificare il corretto funzionamento di utenze ed elettrodomestici (23,8%) e per controllare la cassetta della posta ritirando la corrispondenza (sempre il 23,8%). Infine, il 17,8% degli intervistati chiede aiuto nella gestione dell'accesso alla casa da parte di tecnici, manutentori o imprese di servizio.

La cerchia di supporto è composta principalmente da familiari (61,2%) e amici o colleghi (22,3%): complessivamente si rivolge a questa cerchia più ‘vicina’ il 73% degli intervistati. Tuttavia, quasi un intervistato su due (47,5%) si affida a persone appartenenti a una cerchia meno intima: vicini di casa (30,2%), personale retribuito incaricato di controllare la casa, accudire gli animali o di svolgere le pulizie (11,8%) e i portinai del condominio (10,6%). Ci si affida alle proprie cerchie familiari e di amicizie per chiedere un supporto durante la propria assenza più frequentemente in Veneto (82,7%), che emerge come prima regione in Italia, seguita dalla Toscana (79,6%) e dall’Emilia Romagna (78,8%). Chiudono la classifica, invece, la Sicilia (69,3%), il Lazio (67,3%) e la Campania (65,5%). La Lombardia detiene il podio per distacco tra le regioni che scelgono di rivolgersi a vicini, portinai o personale retribuito (59,4%).

Il dilemma delle chiavi di casa


Per i nostri connazionali che almeno una volta all’anno lasciano la propria casa incustodita, affidarsi agli altri, però, non è sempre semplice. La ricerca mostra come consentire l'accesso alla propria abitazione continui a rappresentare un tema delicato: quasi 8 su 10 dichiarano infatti di avere qualche resistenza a lasciare le chiavi di casa, segno che il desiderio di ricevere supporto convive spesso con la difficoltà di delegare completamente il controllo del proprio spazio domestico. Tra questi, per il 54,6% la decisione dipende strettamente dalla persona scelta per aiutare. Inoltre, il 24,3% preferirebbe non darle a nessuno: i più restii a consegnare le chiavi risultano essere generalmente i proprietari dell'immobile (26% rispetto al 20% di chi vive in affitto).

Nuove truffe WhatsApp: bastano pochi messaggi per perdere 770 euro
Secondo una recente indagine, bastano pochi messaggi per indurre le vittime a condividere informazioni sensibili o effettuare pagamenti che possono causare perdite fino a 770 euro. Ecco come funziona il raggiro e quali segnali non devi ignorare.
Techpertutti.comGuglielmo Sbano

La tecnologia che fa stare più sereni


Di fronte a queste tensioni, la tecnologia può offrire un supporto concreto, eliminando la necessità di appoggiarsi alla rete informale per la funzione più critica: sapere che la casa è sotto controllo. I dati evidenziano una netta differenza nel livello di serenità tra chi dispone o meno di un sistema di sicurezza quando l'abitazione resta vuota: tra chi non possiede alcun sistema la percentuale di chi si dichiara sereno è di appena il 48%, mentre la quota sale notevolmente al 75% tra chi dispone di un sistema collegato a una centrale operativa. Non sorprende, pertanto, che quasi due intervistati su tre (64,9%) considerino davvero utile disporre di un sistema di protezione completa, con un interesse che sale al 68% tra i proprietari di immobili. In particolare, tra le funzionalità giudicate più utili spiccano il monitoraggio 24 ore su 24 della centrale operativa (79,5%) e la possibilità di ricevere notifiche immediate sullo stato del sistema (80,4%).

“I dati del nostro Osservatorio confermano qualcosa che sentiamo ogni giorno dai nostri clienti: il disagio di dover interrompere una vacanza a causa di un problema domestico, reale o anche solo temuto. Non è una preoccupazione astratta, ma un’esperienza concreta che ha già toccato milioni di italiani. Sector Alarm nasce esattamente per questo: non solo per proteggere la casa, ma per restituire alle persone tempo e spazio mentale per dedicarsi a ciò che conta davvero, senza pensieri legati alla sicurezza domestica. Una libertà che, con il monitoraggio 24/7 di una Centrale Operativa che risponde in soli 24 secondi a ogni emergenza, diventa reale e concreta." ha dichiarato Fabio Ansaloni di Sector Alarm Italy.



[1] Osservatorio Turismo Confcommercio in collaborazione con Swg (2025)

[2] Re/Max European Housing Trend Report 2024


Bastano pochi messaggi su WhatsApp per perdere 770 euro: l’allarme degli esperti sulle nuove truffe


Per la prima volta, un nuovo studio globale condotto da Kaspersky ha quantificato quanto le truffe via messaggio siano diventate rapide, costose ed emotivamente devastanti. Basandosi sulle testimonianze delle vittime di frodi in Italia, la ricerca dimostra come i truffatori sfruttino i messaggi quotidiani per sottrarre denaro e dati personali nel giro di pochi minuti, causando conseguenze finanziarie ed emotive di lunga durata.

Un singolo messaggio, dall’aspetto attendibile, può provocare una perdita media fino a 770 euro per vittima, con oltre la metà (56%) delle truffe in Italia che va a buon fine entro 30 minuti. In molti casi, le vittime cadono nella trappola ancora più rapidamente, consegnando denaro o dati personali prima ancora che sorga il minimo dubbio. Dietro questi messaggi apparentemente innocui si nasconde un’organizzazione criminale globale in rapida espansione, che opera su scala industriale e utilizza l’intelligenza artificiale per fingersi familiari, amici e brand affidabili. Questo fenomeno ha dato vita a un vero e proprio “mercato” del furto d’identità, alimentato da denaro e dati personali rubati, lasciando le vittime senza risparmi, sconvolte e con profonde ferite emotive.

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Truffati in pochi minuti


Dalle e-mail di lavoro alle chat con la famiglia, fino agli aggiornamenti sulle consegne, le app di messaggistica rappresentano oggi il cuore pulsante della vita quotidiana. Ma sono diventate anche il canale preferito dai truffatori. Queste truffe nascono spesso proprio sulle piattaforme che le persone utilizzano ogni giorno, con 3 canali in testa alla classifica italiana: WhatsApp (54%), SMS/iMessage (35%) e Instagram (20%). Sebbene questo dato non sorprenda, considerando l’enorme quantità di messaggi che le persone ricevono quotidianamente, ciò che colpisce davvero è la velocità con cui queste truffe riescono ad andare a segno. In Italia, più della metà delle vittime (56%) ha consegnato denaro o fornito informazioni personali entro 30 minuti, mentre il 23% lo ha fatto in meno di cinque minuti. Inoltre, per mantenere alta la pressione sulle vittime i truffatori raramente restano confinati su un’unica piattaforma. Il 43% delle truffe coinvolge infatti più canali, passando dagli SMS a WhatsApp o da WhatsApp a Telegram, imitando conversazioni e notifiche quotidiane per evitare di destare sospetti.

I truffatori utilizzano contesti riconoscibili, ambienti sociali familiari e norme linguistiche consolidate per far credere alle vittime che le loro decisioni siano razionali e ragionevoli in quel momento. In realtà, costruiscono false realtà che portano le persone a compiere azioni dannose senza rendersene conto”, ha spiegato Elisabeth Carter, linguista forense e criminologa presso la Kingston University di Londra.

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L’impatto economico è immediato e pesa sulle famiglie


Anche le conseguenze economiche sono estremamente pesanti. Il 36% delle vittime ha subito una perdita finanziaria, rileva lo studio Kaspersky, mentre il 38% il furto di dati personali come numeri di telefono, indirizzi e-mail, informazioni sull’abitazione o credenziali di accesso. In media, ogni persona ha perso 770 euro per una singola truffa, una cifra che può incidere profondamente sulla vita quotidiana. In un periodo segnato dalla crisi del costo della vita, una perdita di questo tipo può equivalere a un mese di spesa alimentare, ai costi dei mezzi di trasporto, alle spese per l’assistenza all’infanzia o al pagamento delle bollette. Sebbene il 34% delle persone abbia subito perdite inferiori a 115 euro, il danno complessivo resta significativo. E per molti la situazione è ancora più grave: il 19% ha perso oltre 1.158 euro, un duro colpo finanziario per la maggior parte delle famiglie. Inoltre, le truffe raramente rappresentano un episodio isolato: oltre un quarto (29%) delle vittime dichiara di essere stato truffato tre o più volte negli ultimi sei mesi. Questo dimostra come i truffatori tendano a colpire ripetutamente le stesse persone una volta individuata una possibile vulnerabilità.

L’effetto IA: le truffe colpiscono tutte le generazioni


Gli autori delle truffe non prendono più di mira soltanto i meno esperti o gli anziani. I dati mostrano che le vittime appartengono a tutte le generazioni, dalla Generazione Z alla Generazione X, a conferma del fatto che esperienza e dimestichezza digitale offrono una protezione limitata. Questo cambiamento è guidato dall’intelligenza artificiale: imitando stile di scrittura, tono di voce e perfino relazioni personali, i truffatori riescono a rendere i messaggi falsi incredibilmente realistici, al punto da superare i dubbi istintivi delle persone, indipendentemente dal loro livello di competenza tecnologica. E il prezzo da pagare non si limita alla perdita economica e l’impatto emotivo può protrarsi a lungo nel tempo.

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L’importanza della protezione online


Poiché persone di tutte le età fanno sempre più fatica a distinguere i messaggi falsi da quelli autentici, la crescita delle truffe via messaggistica basate sull’intelligenza artificiale ha generato una vera e propria crisi di fiducia. Kaspersky consiglia quindi di adottare un approccio più prudente e di affiancare buone abitudini digitali a strumenti di protezione progettati per contrastare truffe che fanno leva su velocità e urgenza. Ecco alcuni consigli utili:

  • fermati un attimo prima di reagire: i messaggi che richiedono un’azione urgente, un pagamento o l’invio di dati personali rappresentano un chiaro segnale di allarme. Bastano pochi secondi di pausa per interrompere il meccanismo del truffatore;
  • verifica le identità in modo indipendente: utilizza metodi di verifica sicuri, controlla i profili attraverso canali differenti e richiedi ulteriori conferme in caso di dubbio;
  • proteggi i tuoi account con password complesse: utilizzare password uniche e gestirle tramite password manager aiuta ad adottare buone pratiche di sicurezza, evitando il riutilizzo della stessa password su più account. In questo modo, anche se un account viene compromesso, gli altri restano protetti;
  • presta attenzione ai link e alle notifiche sospette: molte truffe arrivano attraverso link presenti nelle app di messaggistica o nelle e-mail che sembrano autentici. Adeguati trumenti di sicurezza possono aiutare a monitorare l’attività del dispositivo, individuare comportamenti sospetti e segnalare link dannosi prima che causino danni.

“Questa nuova ondata di truffe via messaggio è progettata per risultare indistinguibile dalla comunicazione quotidiana - ha affermato Marc Riverodi Kaspersky - inoltre, l’intelligenza artificiale sta accelerando questa tendenza, aiutando i truffatori a imitare in modo convincente marchi, voci familiari e relazioni personali su larga scala”.


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the lehmann discontinuity / daniel d’adamo

The Lehmann Discontinuity by Daniel D’Adamo, Quatuor Tana -‘IRCAM – Centre Pompidou, 2020

Cette œuvre explore les interactions subtiles entre les instruments acoustiques et l’électronique en temps réel, créant un espace sonore en perpétuelle transformation où les frontières entre les timbres deviennent poreuses.
Enregistré lors du Festival ManiFeste 2020 à l’IRCAM – Centre Pompidou, Paris, le 2 septembre 2020.
Compositeur : Daniel D’Adamo
Interprètes : Quatuor Tana
Électronique : IRCAM – Centre Pompidou
Lieu : Festival ManiFeste, Paris
Date : 2 septembre 2020

This work explores the subtle interactions between acoustic instruments and live electronics, creating a constantly evolving sonic landscape where the boundaries between timbres become fluid and unpredictable.
Recorded during the ManiFeste Festival 2020 at IRCAM – Centre Pompidou, Paris, on September 2, 2020.
Composer: Daniel D’Adamo
Performers: Tana String Quartet
Electronics: IRCAM – Centre Pompidou
Venue: ManiFeste Festival, Paris
Date: September 2, 2020
#CentrePompidou #contemporaryMusic #DanielDAdamo #FestivalManiFeste2020 #IRCAM #IRCAMCentrePompidou #ManiFesteFestival #musicaContemporanea #QuatuorTana #TanaStringQuartet #TheLehmannDiscontinuity

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Cassandra Crossing 673/ Il debito tecnico come arma cibernetica?


Il debito tecnico è fatto non solo di bug nascosti e di una qualità del codice sempre peggiore, ma anche dalle modalità di saldo; prima o poi qualcuno lo pagherà, ma le modalità di riscossione saranno imprevedibili …
blog.lealternative.net/2026/06…

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Pensieri inestricabili


Un’immagine che rende visibile la tensione tra pensiero e corpo, trasformando un intreccio interiore in forma e movimento.

Un corpo tenta di sciogliere il groviglio che lo avvolge.

Il filo rende visibile la lotta interiore,
dove pensieri e sentimenti si intrecciano
fino a diventare materia.


In questa immagine il gesto diventa tensione visibile, il corpo si confronta con ciò che non riesce a sciogliere.

La foto in copertina è stata esposta alla 9a edizione ESF Esperienze Fotografiche - Protagonisti della Fotografia, ideata e organizzata dal Collettivo Talpa presso la magnifica Villa Annoni di Cuggiono (MI).

Alla mostra hanno partecipato sette gruppi fotografici provenienti da tutta Italia.
A ciascun gruppo è stato assegnato un colore come filo conduttore delle immagini esposte.

Al nostro gruppo EOS Immagine di Camaiore (LU) è stato assegnato il colore blu.

Un'esperienza significativa, perché il bello di partecipare a una mostra fotografica collettiva significa condividere la propria visione e la propria ricerca con altri fotografi, al di fuori dalla propria cerchia abituale.

Se vuoi approfondire questo lavoro, puoi trovare l'intera serie di immagini nel mio portfolio. Oppure lasciami un commento.

Portfolio | Pensieri inestricabili


Tags: Pensieri | Sentimenti | Mostra Fotografica

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Amazfit Helio Strap Pro ufficiale: il nuovo fitness tracker per HYROX e allenamento ibrido


Amazfit amplia il proprio ecosistema fitness con Helio Strap Pro, un nuovo fitness tracker sviluppato per HYROX e allenamento ibrido. Il dispositivo offre monitoraggio avanzato delle prestazioni, recupero intelligente e analisi dettagliate per atleti e appassionati di fitness.
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Durante la recente edizione dei Campionati Mondiali HYROX a Stoccolma, Amazfit ha presentato Helio Strap Pro. Si tratta di un sistema di allenamento indossabile progettato per aiutare gli atleti HYROX e gli sportivi “ibridi” a comprendere meglio come il corpo performa sotto carico. Partendo dal modello Helio Strap senza schermo, Helio Strap Pro aggiunge un sensore di movimento da indossare in vita che rileva il movimento del core e la stabilità durante l’allenamento. In combinazione con il rilevamento della frequenza cardiaca sul braccio e gli smartwatch Amazfit compatibili, il sistema offre una visione più completa dello sforzo cardiaco, della qualità del movimento e del carico muscolare rispetto al solo tracciamento da polso.

Motorola moto g87 ufficiale: fotocamera da 200 MP e specifiche
Il dispositivo debutta con una fotocamera principale da 200 MP, un display OLED luminoso, una batteria capiente e nuove funzionalità basate sull’intelligenza artificiale
Techpertutti.comGuglielmo Sbano


“La frequenza cardiaca dice agli atleti quanto stanno lavorando duramente, ma non spiega completamente come cambia il movimento quando subentra la fatica - ha dichiarato Scott Shepley di Amazfit - Helio Strap Pro introduce un nuovo approccio innovativo all’allenamento ibrido, collegando i dati cardiaci del braccio con il rilevamento del movimento in vita e i dati dello smartwatch. Rappresenta il prossimo passo del nostro sistema di allenamento ibrido, offrendo una comprensione più completa di come sforzo, movimento e performance cambiano durante un allenamento impegnativo”.


Progettato per HYROX e performance ibride


Helio Strap Pro funziona con le modalità HYROX Race e HYROX Simulation disponibili su Amazfit Balance 3 e Balance Ultra. Al lancio, è necessario uno di questi smartwatch per utilizzare il sistema completo. Durante gli allenamenti supportati, lo smartwatch e i due sensori Helio Strap Pro lavorano insieme:

  • Helio Core Motion HR si indossa sul braccio, vicino al cuore, riducendo le interferenze causate dal movimento del polso, dalla presa e dal contatto con attrezzi, fornendo una frequenza cardiaca più stabile durante allenamento funzionale e di forza;
  • Helio Core Motion Waist si indossa in vita per rilevare movimento del core, posizione e stabilità.


Balance 3 o Balance Ultra monitorano le performance e lo sforzo cardiaco dal polsoBalance 3 o Balance Ultra monitorano le performance e lo sforzo cardiaco dal polso
Dopo l’allenamento, l’app Zepp integra movimento, carico muscolare e sforzo cardiaco in una vista strutturata della performance, aiutando gli atleti a comprendere fatica, efficienza ed esecuzione. L’esperienza è focalizzata sugli otto movimenti della gara HYROX: skierg, sled push, sled pull, burpee broad jump, rowing, farmer’s carry, sandbag lunges e wall balls.
L'ecosistema Amazfit: i dati vengono condivisi via bluetooth

Un unico sistema per allenamento, recupero e vita quotidiana


Helio Strap Pro fa parte del più ampio sistema di allenamento ibrido Amazfit, che collega performance e recupero.

L’app Zepp unisce allenamento, recupero, abitudini quotidiane, nutrizione e trend di performance in un’unica visione continua dei progressi.

La tecnologia HybridCharge include BioCharge, Training Load e LifeLoad per aiutare a capire come allenamento, recupero e fattori esterni (stress, viaggi, fatica) influenzano la capacità nel tempo.

Poiché Helio Strap Pro può essere usato senza schermo, il tracciamento può continuare anche quando si toglie lo smartwatch.

Precisione, apertura e integrazione con l’ecosistema


Indossare il sensore cardiaco sul braccio riduce le interferenze tipiche del polso durante allenamenti di forza e funzionali. I dati in tempo reale possono essere condivisi via Bluetooth con smartwatch Amazfit, dispositivi di terze parti, computer da ciclismo e app fitness. I dati sanitari, inclusa la variabilità della frequenza cardiaca (HRV), possono essere sincronizzati con Apple Health tramite l’app Zepp.
Amazfit Helio Strap Pro: la confezione

Altre caratteristiche:


  • oltre 60 modalità sportive;
  • monitoraggio continuo di HR, HRV, sonno e recupero;
  • resistenza all’acqua 5 ATM;
  • Bluetooth 5.2;
  • fino a 11 giorni di autonomia per il sensore HR;


Disponibilità


La confezione include Helio Core Motion HR, Helio Core Motion Waist, clip Helio Pro, cinturino, fascia braccio e base di ricarica magnetica. Il dispositivo sarà disponibile tra alcune settimane, ha fatto sapere Amazfit.


Motorola moto g87 ufficiale: sensore da 200 MP e la migliore fotocamera mai realizzata su uno smartphone Moto G


Motorola ha recentemente presentato il nuovo moto g87, definendo un nuovo standard all’interno della famiglia moto g. Secondo quanto dichiarato dal brand, il device introduce la migliore fotocamera moto g di sempre con un sensore da 200MP, insieme al display Extreme AMOLED 1.5K da 6,78 pollici più luminoso mai visto su un dispositivo moto g, un audio più potente rispetto alla generazione precedente e protezione subacquea IP66, IP68 e IP69. Portando queste funzionalità avanzate a un prezzo più accessibile, Motorola prosegue la sua missione di democratizzare la tecnologia e offrire più potenza, creatività e prestazioni nei momenti che contano di più.

Nuove truffe WhatsApp: bastano pochi messaggi per perdere 770 euro
Secondo una recente indagine, bastano pochi messaggi per indurre le vittime a condividere informazioni sensibili o effettuare pagamenti che possono causare perdite fino a 770 euro. Ecco come funziona il raggiro e quali segnali non devi ignorare.
Techpertutti.comGuglielmo Sbano

Un comparto fotografico più avanzato


Nel cuore del dispositivo si trova il miglior sistema fotografico moto g di motorola, dotato di un sensore principale ultra-risoluzione da 200MP con Stabilizzazione Ottica dell'Immagine (OIS). La tecnologia Ultra Pixel migliora la sensibilità alla luce per immagini più luminose e vivide, mentre lo zoom 2x senza perdite permette agli utenti di fissare l'azione senza sacrificare i dettagli. Il sistema fotografico del moto g87 si estende oltre il sensore principale con un obiettivo ultra-grandangolare da 8MP che aiuta a catturare più di ogni scena e una fotocamera selfie da 32MP che rende i ritratti nitidi e gradevoli. Funzionalità basate sull'IA rendono più facile che mai catturare immagini espressive e dall'aspetto professionale. Con diverse lunghezze focali, da una visuale completa (24mm) a una visuale ampia (35mm) o standard (50mm), è possibile esplorare diverse prospettive per raccontare storie visive più ricche.
Motorola moto G87 nella versione Overture

Il display moto g più luminoso di sempre


Una volta acquisiti, i contenuti prendono vita sull'ultra-luminoso display Extreme AMOLED 1.5K da 6,78 pollici. Moto g87 offre dettagli più nitidi, colori vividi e una chiarezza elevata, grazie alla modalità High Brightness e a una risoluzione del 17% superiore rispetto al Full HD standard, aumentando automaticamente la luminosità dello schermo fino a 5000 nits per un'eccellente visibilità anche alla luce diretta del sole, assicura Motorola. Una frequenza di aggiornamento di 120Hz consente uno scorrimento fluido sia durante il gioco sia durante il passaggio tra le app.

Una nuova dimensione di audio


A completare l'esperienza visiva, moto g87 introduce un significativo salto in avanti nella tecnologia audio, offrendo un suono fino al 280% più potente rispetto al suo predecessore, rendendo le voci più chiare e il suono più ricco in tutti i contenuti di intrattenimento. Inoltre, i doppi altoparlanti stereo con Dolby Atmos e certificazione Hi-Res Audio creano un'esperienza d'ascolto immersiva e cinematografica.
Motorola moto G87 nella versione Blue AtollMotorola moto G87 nella versione Blue Atoll

Standard di protezione avanzati


Moto g87 combina un design premium con una robusta durabilità. Disponibile in tre colori selezionati da Pantone, il dispositivo è protetto da Corning Gorilla Glass 7i per una resistenza a cadute e graffi 2 volte superiore, protezione subacquea IP66, IP68 e IP69, e durabilità MIL‑STD‑810H per resistere a cadute fino a 1,2 metri. Con un'ulteriore resistenza agli urti di livello militare, moto g87 è progettato per gestire urti, cadute e impatti quotidiani.

ASUS ROG: arriva il primo notebook gaming con doppio schermo OLED da 16 pollici
Una soluzione pensata per gamer, creator e professionisti che cercano prestazioni elevate, multitasking avanzato e un’esperienza visiva senza compromessi.
Techpertutti.comGuglielmo Sbano

Prestazioni fluide


Dotato della piattaforma MediaTek Dimensity 6400, moto g87 offre prestazioni 5G fluide. Con un massimo di 12 GB di RAM (espandibile a 24 GB con RAM Boost), è possibile fare multitasking senza sforzo tra app, giochi e intrattenimento. Con la sua batteria da 5200 mAh, moto g87 fornisce energia per tutto il giorno, mentre la ricarica TurboPower 30 offre ore di utilizzo in pochi minuti. Lo smartphone integra anche novità in termini di innovazioni software di motorola, tra cui Hello UX per la personalizzazione, Moto Secure per le funzionalità di protezione del dispositivo e Smart Connect per un utilizzo multi-dispositivo senza interruzioni. Inoltre, Android 16 aggiunge una personalizzazione più intelligente e una maggiore privacy, mentre funzionalità Google come Chat con Gemini e Cerchia per cercare forniscono assistenza rapida e accesso senza sforzo alle informazioni.

Prezzi e disponibilità


moto g87 è disponibile al prezzo di 449 euro.


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installance #0196: asemic leaflet / differx. 2026

installance n. : # 0196
type : asemic leaflet
size : ---
record : lowres shot
additional notes : abandoned
date : Jun 28th, 2026
time : 9:53am
place : Rome, Studio Campo Boario : ---
copyright : (CC) 2026 differx
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asemic leaflet, i 0196
#art #arte #asemic #asemicWriting #i0196 #i0196 #installance #scritturaAsemica

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I cani e i gatti italiani sono tra i più fuggitivi d’Europa: chi scappa di più e perché


I cani e i gatti italiani risultano tra i più inclini alla fuga in Europa. Un nuovo studio analizza il fenomeno, svelando quali pet scappano più frequentemente e quali fattori influenzano questo comportamento
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Sono le otto di un comune martedì mattina. Le chiavi dell'auto in mano, il cancello si apre e la mente pensa già agli impegni di lavoro in ufficio. È proprio in quel millesimo di secondo che un Border Collie, un Jack Russell o un gatto Siamese vedono uno spiraglio e decidono di seguire il loro istinto. Non si tratta di abbandono, la piaga drammatica contro cui associazioni come l'ENPA si battono ogni estate, ma di smarrimenti accidentali, piccoli grandi drammi domestici che colpiscono milioni di famiglie. Cani che escono dal cancello rimasto aperto, scappano per i fuochi d'artificio di Ferragosto e gatti che si allontanano spaventati da un temporale improvviso o magari perché stressati dall’arrivo di nuovi animali domestici.

Motorola moto g87 ufficiale: fotocamera da 200 MP e specifiche
Il dispositivo debutta con una fotocamera principale da 200 MP, un display OLED luminoso, una batteria capiente e nuove funzionalità basate sull’intelligenza artificiale
Techpertutti.comGuglielmo Sbano


Per capire chi siano davvero questi “fuggitivi”, come si muovono e soprattutto quando scatta l'allarme, Kippy ha analizzato i dati reali di migliaia di pet tracciati in tutta Europa tra marzo e maggio 2026, registrando oltre quattromila eventi di uscita dalla "zona sicura":più del 50% di questi avvengono in Italia, seguono la Francia (30%) e la Germania (8%). Quello che emerge è un ritratto inaspettato che smonta alcuni luoghi comuni: ad esempio, ciò che decreta la propensione alla fuga non sono l'età o il sesso dell'animale, ma il suo stile di vita e, nel caso dei cani, la taglia.
I cani scappano il 43% in più rispetto ai gatti, dimostrandosi decisamente più irrequieti nel gestire il perimetro dello spazio domesticoI cani scappano il 43% in più rispetto ai gatti, dimostrandosi decisamente più irrequieti nel gestire il perimetro dello spazio domestico

Stile di vita e razze dei pet in fuga


Gli animali abituati a vivere principalmente all'aperto tendono a superare i confini tre volte più spesso rispetto a quelli d'appartamento, registrando una media di oltre otto allarmi contro i meno di tre di chi vive tra le mura di casa. Tra i cani, poi, la taglia conta molto: gli esemplari che superano i venti chili fanno registrare una media di allarmi quattro volte superiore rispetto ai cani "mini" sotto i cinque chili. Anche l'eterna sfida tra cane e gatto riserva una contro tendenza: i cani scappano il 43% in più rispetto ai gatti, dimostrandosi decisamente più irrequieti nel gestire il perimetro dello spazio domestico.

“Più che la specie o l’età, abbiamo visto che ciò che influisce di più sulle fughe è come vive l'animale ogni giorno - spiega Iacopo Buccarelli di Kippy - un cane di taglia grande che vive in giardino ha istinto, abitudini e accesso fisico completamente diversi da un cane piccolo di appartamento. Il senso della tecnologia applicata ai pet non è la sorveglianza passiva, ma quella che definiamo 'libertà controllata': lasciare all'animale lo spazio per esprimere la propria natura, dando al proprietario la serenità di un segnale immediato se qualcosa esce dalla norma”.


Guardando alle razze la graduatoria sembra dipendere direttamente dal DNA e dalle attitudini degli animali. In cima alla lista dei più dinamici troviamo i cani da pastore o da lavoro come il Border Collie, il Jack Russell e Siberian Husky, guidati da un innato bisogno di esplorazione, movimento e indipendenza. Sul fronte felino, invece, le medaglie d'oro della fuga vanno al Siamese e al Maine Coon, aristocratici del mondo animale con un’identità territoriale marcata, costantemente impegnati a difendere e ampliare i confini del proprio perimetro.

Quando scappano e in che zone scappano di più


Il dato sull'orario è tra i più sorprendenti. Si potrebbe pensare che le fughe avvengono maggiormente di notte o durante la confusione del fine settimana, ma i dati raccontano il contrario. I pet amano la stabilità notturna – appena il 7% degli allarmi scatta tra le 22 e le 6 –, si muovono soprattutto di giorno, con un picco alle otto del mattino e una seconda ondata all'ora di pranzo e il giorno più "caldo" della settimana è il martedì. La fuga è dunque una questione di routine domestica, legata a quei momenti in cui la vita di famiglia si mette in moto e la guardia degli umani inevitabilmente si abbassa. A livello geografico, in Italia la mappa delle fughe si concentra al Nord, che da solo copre metà delle segnalazioni nazionali, con il Veneto in testa seguito da Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Liguria. Insieme alla Francia, il nostro Paese rappresenta l'80% degli allarmi europei, un dato che da un lato è legato al clima mediterraneo e dall’altro alla grande diffusione di case con giardino, dove vivere “fuori” è una scelta comune e quotidiana.

Vacanze e AI: 1 italiano su 3 usa l’intelligenza artificiale per pianificare i viaggi
Nonostante la crescita dell’AI, recensioni degli utenti e convenienza economica continuano a essere gli elementi che incidono maggiormente sulle decisioni di viaggio
Techpertutti.comGuglielmo Sbano

Cosa fare nelle prime ore se il proprio amico a quattro zampe si allontana


Se l'emergenza si presenta, le prime ore diventano una corsa contro il tempo in cui la lucidità del proprietario e la sua gestione del panico sono molto importanti. La prima regola, per quanto difficile, è mantenere la calma assoluta ed evitare di rincorrere l'animale correndo o urlando, un errore comune che evoca nel pet l'idea di un gioco o un senso di forte panico, spingendolo ad allontanarsi ancora di più. Decisamente più utile, invece, cercare di ricordare il punto esatto dell'ultimo avvistamento per farne il quartier generale delle ricerche, lasciando sul posto un capo d'abbigliamento o un gioco familiare che possa fare da faro olfattivo se l'animale decidesse di tornare sui propri passi. Infine, mentre si pattuglia la zona a ritroso è fondamentale allertare immediatamente i canili, i gattili e i veterinari della zona.

“La sicurezza di un animale poggia sempre su strumenti che si rinforzano a vicenda: il microchip, obbligatorio per legge e riferimento anagrafico, magari una medaglietta con QR code, che permette a chiunque ritrovi l'animale di risalire subito al proprietario senza dover passare da un veterinario, e il GPS, che aiuta a intervenire prima che la fuga diventi smarrimento. Sono strumenti complementari, e la direzione del nostro lavoro è integrarli in un unico sistema”, conclude Iacopo Buccarelli.



Motorola moto g87 ufficiale: sensore da 200 MP e la migliore fotocamera mai realizzata su uno smartphone Moto G


Motorola ha recentemente presentato il nuovo moto g87, definendo un nuovo standard all’interno della famiglia moto g. Secondo quanto dichiarato dal brand, il device introduce la migliore fotocamera moto g di sempre con un sensore da 200MP, insieme al display Extreme AMOLED 1.5K da 6,78 pollici più luminoso mai visto su un dispositivo moto g, un audio più potente rispetto alla generazione precedente e protezione subacquea IP66, IP68 e IP69. Portando queste funzionalità avanzate a un prezzo più accessibile, Motorola prosegue la sua missione di democratizzare la tecnologia e offrire più potenza, creatività e prestazioni nei momenti che contano di più.

Nuove truffe WhatsApp: bastano pochi messaggi per perdere 770 euro
Secondo una recente indagine, bastano pochi messaggi per indurre le vittime a condividere informazioni sensibili o effettuare pagamenti che possono causare perdite fino a 770 euro. Ecco come funziona il raggiro e quali segnali non devi ignorare.
Techpertutti.comGuglielmo Sbano

Un comparto fotografico più avanzato


Nel cuore del dispositivo si trova il miglior sistema fotografico moto g di motorola, dotato di un sensore principale ultra-risoluzione da 200MP con Stabilizzazione Ottica dell'Immagine (OIS). La tecnologia Ultra Pixel migliora la sensibilità alla luce per immagini più luminose e vivide, mentre lo zoom 2x senza perdite permette agli utenti di fissare l'azione senza sacrificare i dettagli. Il sistema fotografico del moto g87 si estende oltre il sensore principale con un obiettivo ultra-grandangolare da 8MP che aiuta a catturare più di ogni scena e una fotocamera selfie da 32MP che rende i ritratti nitidi e gradevoli. Funzionalità basate sull'IA rendono più facile che mai catturare immagini espressive e dall'aspetto professionale. Con diverse lunghezze focali, da una visuale completa (24mm) a una visuale ampia (35mm) o standard (50mm), è possibile esplorare diverse prospettive per raccontare storie visive più ricche.
Motorola moto G87 nella versione Overture

Il display moto g più luminoso di sempre


Una volta acquisiti, i contenuti prendono vita sull'ultra-luminoso display Extreme AMOLED 1.5K da 6,78 pollici. Moto g87 offre dettagli più nitidi, colori vividi e una chiarezza elevata, grazie alla modalità High Brightness e a una risoluzione del 17% superiore rispetto al Full HD standard, aumentando automaticamente la luminosità dello schermo fino a 5000 nits per un'eccellente visibilità anche alla luce diretta del sole, assicura Motorola. Una frequenza di aggiornamento di 120Hz consente uno scorrimento fluido sia durante il gioco sia durante il passaggio tra le app.

Una nuova dimensione di audio


A completare l'esperienza visiva, moto g87 introduce un significativo salto in avanti nella tecnologia audio, offrendo un suono fino al 280% più potente rispetto al suo predecessore, rendendo le voci più chiare e il suono più ricco in tutti i contenuti di intrattenimento. Inoltre, i doppi altoparlanti stereo con Dolby Atmos e certificazione Hi-Res Audio creano un'esperienza d'ascolto immersiva e cinematografica.
Motorola moto G87 nella versione Blue AtollMotorola moto G87 nella versione Blue Atoll

Standard di protezione avanzati


Moto g87 combina un design premium con una robusta durabilità. Disponibile in tre colori selezionati da Pantone, il dispositivo è protetto da Corning Gorilla Glass 7i per una resistenza a cadute e graffi 2 volte superiore, protezione subacquea IP66, IP68 e IP69, e durabilità MIL‑STD‑810H per resistere a cadute fino a 1,2 metri. Con un'ulteriore resistenza agli urti di livello militare, moto g87 è progettato per gestire urti, cadute e impatti quotidiani.

ASUS ROG: arriva il primo notebook gaming con doppio schermo OLED da 16 pollici
Una soluzione pensata per gamer, creator e professionisti che cercano prestazioni elevate, multitasking avanzato e un’esperienza visiva senza compromessi.
Techpertutti.comGuglielmo Sbano

Prestazioni fluide


Dotato della piattaforma MediaTek Dimensity 6400, moto g87 offre prestazioni 5G fluide. Con un massimo di 12 GB di RAM (espandibile a 24 GB con RAM Boost), è possibile fare multitasking senza sforzo tra app, giochi e intrattenimento. Con la sua batteria da 5200 mAh, moto g87 fornisce energia per tutto il giorno, mentre la ricarica TurboPower 30 offre ore di utilizzo in pochi minuti. Lo smartphone integra anche novità in termini di innovazioni software di motorola, tra cui Hello UX per la personalizzazione, Moto Secure per le funzionalità di protezione del dispositivo e Smart Connect per un utilizzo multi-dispositivo senza interruzioni. Inoltre, Android 16 aggiunge una personalizzazione più intelligente e una maggiore privacy, mentre funzionalità Google come Chat con Gemini e Cerchia per cercare forniscono assistenza rapida e accesso senza sforzo alle informazioni.

Prezzi e disponibilità


moto g87 è disponibile al prezzo di 449 euro.


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Caldo record, gli italiani scelgono condizionatori smart: meno consumi e più comfort in casa


Le ondate di caldo sempre più intense stanno cambiando le abitudini degli italiani. Cresce l’interesse per i condizionatori smart, apprezzati per la capacità di migliorare il comfort domestico, ottimizzare i consumi energetici e offrire funzioni intelligenti per la gestione della climatizzazione
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Con l’arrivo del caldo, gli italiani tornano a cercare soluzioni per raffrescare la casa, ma la domanda sembra cambiare forma rispetto al passato. Se il ventilatore resta una risposta semplice e immediata, i dati mostrano come l’interesse si concentrisempre più su prodotti capaci di garantire un raffrescamento più efficace e stabile, in particolare sui condizionatori, ormai al centro delle ricerche legate al comfort domestico nei mesi estivi.

I dati della ricerca


È quanto emerge dall’ultima analisi dell’Osservatorio Trovaprezzi.it, che ha analizzato l’andamento delle ricerche dedicate alla climatizzazione, confrontando i dati del 2026 con quelli registrati negli anni precedenti. Nel mese di maggio 2026, le ricerche nella categoria Condizionatori e Deumidificatori hanno raggiunto quota 349.000 ricerche, in crescita del +12,4% rispetto a maggio 2025 e del +19,4% rispetto allo stesso mese del 2024.

vivo WATCH GT 2 arriva in Italia: display AMOLED e lunga autonomia
vivo WATCH GT 2 arriva ufficialmente in Italia portando con sé un design elegante, un ampio display e una delle autonomie più interessanti della categoria. Scopri caratteristiche, funzionalità e dettagli.
Techpertutti.comGuglielmo Sbano


Il dato suggerisce come la domanda sia fortemente legata alla stagionalità e all’arrivo delle prime ondate di caldo. La crescita sembra indicare una maggiore attenzione stabile al comfort domestico, con il ventilatore che mantiene un ruolo accessibile e complementare, ma meno centrale rispetto a soluzioni più performanti. I condizionatori rappresentano infatti il 73,4% delle ricerche legate alle principali tipologie di prodotti per la climatizzazione, confermandosi nettamente la soluzione più ricercata. Seguono i condizionatori portatili, con il 10,9%, i purificatori/raffrescatori con il 10,4%, i ventilatori con il 3,4% e i deumidificatori con l’1,9%.

La scelta diventa più consapevole


Più che una sostituzione tra categorie, emerge quindi una domanda più articolata, in cui il condizionatore resta il prodotto di riferimento, mentre le altre soluzioni si inseriscono come alternative pratiche, temporanee o integrative, a seconda delle caratteristiche dell’abitazione e delle esigenze di utilizzo. A cambiare non è solo il tipo di prodotto cercato, ma anche il modo in cui le persone valutano l’acquisto: le ricerche mostrano infatti una crescente attenzione verso caratteristiche legate alla gestione intelligente, all’efficienza e al contenimento dei consumi. Tra le keyword e i filtri associati alle ricerche di condizionatori, il riferimento a prodotti wifi/smart passa dal 7,0% del 2025 al 18,4% del 2026. In leggero aumento anche le ricerche legate a termini come eco/green, che passano dal 5,8% al 6,3%.
Fonte Trovaprezzi.it: la foto mostra come si diversifica l'attenzione dei consumatori sull'acquisto di un dispositivo per la climatizzazioneFonte Trovaprezzi.it: la foto mostra come si diversifica l'attenzione dei consumatori sull'acquisto di un dispositivo per la climatizzazione

La scelta si arricchisce di nuove informazioni


Restano rilevanti anche le caratteristiche più direttamente collegate all’efficienza energetica: la keyword classe A+++ rappresenta il 15,6% delle ricerche considerate. Il quadro suggerisce che il risparmio energetico resti un criterio importante nella scelta, ma che l’attenzione degli utenti si stia ampliando: non solo classe energetica, quindi, ma anche possibilità di controllo da remoto, programmazione, ottimizzazione dell’utilizzo e maggiore versatilità del prodotto nel corso dell’anno. Dal punto di vista geografico, la domanda si concentra soprattutto nelle regioni più popolose: la Lombardia raccoglie il 31,7% di interesse per i condizionatori e i deumidificatori e il 35,7% per gli elettrodomestici dedicati al trattamento aria. Segue il Lazio, con il 15,6% per condizionatori e deumidificatori e il 13,2% per il trattamento aria. Tra le altre regioni più attive emergono Campania, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte.

nubia Neo 5 GT ufficiale in Italia: gaming, AI e design futuristico
nubia Neo 5 GT debutta in Italia puntando su gaming ad alte prestazioni, intelligenza artificiale integrata e un design futuristico pensato per distinguersi nel panorama degli smartphone mobile gaming
Techpertutti.comGuglielmo Sbano

Gli ulteriori dati dell'analisi


L’analisi condotta da Trovaprezzi mostra, inoltre, come l’interesse per condizionatori e deumidificatori sia particolarmente forte nelle fasce d’età centrali: gli utenti tra i 45 e i 54 anni rappresentano il 25,2% del totale, seguiti dalla fascia 35-44 anni con il 23,8% e dai 25-34enni con il 18,9%. Sul fronte del genere, le ricerche relative a condizionatori e deumidificatori vedono una netta prevalenza maschile, con il 69,5% sul totale contro il 30,5%. Più equilibrato, invece, il pubblico interessato al trattamento dell’aria, dove gli uomini rappresentano il 52,7% degli attivi e le donne il 47,3%. Tra i brand più presenti tra le ricerche degli utenti troviamo marchi specializzati nel mondo della climatizzazione come Innova, De’ Longhi, Hisense, Olimpia Splendid, Daikin, Mitsubishi, Dyson, Samsung e Beko, a conferma di uno scenario in cui convivono soluzioni diverse: dai condizionatori fissi ai portatili, dai modelli senza unità esterna alle pompe di calore, fino ai prodotti smart e ai dispositivi per migliorare la qualità dell’aria domestica.

“Quello che emerge dalle ricerche è un cambiamento nel modo in cui gli italiani affrontano il tema del caldo in casa. Non si cerca più soltanto una soluzione immediata per superare le giornate più torride, ma si valutano prodotti capaci di garantire comfort nel tempo, maggiore efficienza e una gestione più intelligente dei consumi”, ha commenta Dario Rigamonti di Trovaprezzi.it.



vivo WATCH GT 2 debutta in Italia: design premium, display immersivo e batteria da record


Vivo ha annunciato il lancio in Italia del vivo WATCH GT 2, il nuovo smartwatch progettato per offrire un’esperienza d’uso immersiva, luminosa e personalizzabile. Dotato di un ampio display Amoled da 2,07 pollici, una lunga autonomia, modalità sportive avanzate, quadranti personalizzabili e funzioni smart integrate, vivo WATCH GT 2 è pensato per ogni momento della giornata, unendo stile, praticità e connettività.

Acquisti online: i 6 falsi miti sull’e-commerce da sfatare nel 2026
Gli acquisti online sono sempre più diffusi, ma molti consumatori continuano a credere a convinzioni errate su prezzi, sicurezza e affidabilità. Ecco i 6 falsi miti sull’e-commerce che influenzano ancora le decisioni di acquisto e le strategie delle aziende nel 2026
Techpertutti.comGuglielmo Sbano

Un display più grande per un’esperienza d’uso più immersiva


vivo WATCH GT 2 è dotato di un display Amoled da 2,07 pollici con frequenza di aggiornamento a 60 Hz, luminosità di picco fino a 2400 nit e cornici ultra-sottili di 1,8 mm. Lo schermo curvo 2.5D senza bordi contribuisce a creare un’esperienza visiva elegante, garantendo una leggibilità ottimale in qualsiasi condizione di luce, sia durante gli spostamenti quotidiani sia all’aperto sotto la luce diretta del sole.
vivo Watch GT 2 nella versione Stellar Whitevivo Watch GT 2 nella versione Stellar White
Con il suo design squadrato dalle linee pulite, il WATCH GT 2 dona al polso un’estetica raffinata, moderna. La variante Obsidian Black si distingue per la nuova cornice in alluminio nero lucido, ottenuta attraverso molteplici processi di lucidatura di precisione che ne esaltano il carattere premium. La versione Stellar White propone invece un look più delicato e contemporaneo. Grazie ai quadranti personalizzabili, ai temi dinamici, ai cinturini intercambiabili e alla funzione Always-On Display, è possibile adattare lo smartwatch al proprio stile e alle diverse occasioni della giornata.

Fino a 25 giorni di autonomia


vivo WATCH GT 2 è progettato per offrire un'esperienza leggera, senza pensieri e sempre connessa. Secondo quanto dichiarato dal brand, in modalità Bluetooth lo smartwatch garantisce fino a 25 giorni di autonomia, che diventano 17 giorni con un utilizzo tipico e 14 giorni con la funzione Always On Display attivata. Che si sia in ufficio, in palestra o in viaggio, WATCH GT 2 è progettato per rimanere sempre al passo con il ritmo della giornata.

Monitoraggio sportivo avanzato, incluse modalità dedicate a padel e tennis


Tra le principali novità introdotte da vivo spicca la modalità professionale dedicata a padel e tennis, due delle discipline sportive più amate in Italia. Grazie agli algoritmi proprietari, che integrano funzioni di analisi della camminata - Gait Analysis - e suggerimenti basati sull’intelligenza artificiale, il dispositivo è in grado di monitorare parametri come frequenza cardiaca, calorie consumate e distribuzione dei colpi, inclusi diritti e rovesci, aiutando anche gli sportivi amatoriali a comprendere meglio le proprie prestazioni.
vivo Watch GT 2 nella versione Obsidian Blackvivo Watch GT 2 nella versione Obsidian Black
In aggiunta agli sport di racchetta, vivo WATCH GT 2 supporta oltre 100 modalità sportive suddivise in 9 categorie, con programmi dedicati alla corsa, monitoraggio dei percorsi, tracciamento delle attività quotidiane, e feedback vocali ottimizzati per specifiche discipline. La resistenza all’acqua fino a 5 ATM consente inoltre di utilizzarlo con tranquillità anche durante attività acquatiche.

Benessere sotto controllo


Il WATCH GT 2 integra un sistema avanzato di monitoraggio della salute basato sull’intelligenza artificiale, in grado di rilevare in modo continuo frequenza cardiaca, saturazione dell’ossigeno nel sangue (SpO₂), qualità del sonno, livelli di stress e rumore ambientale, con la possibilità di effettuare controlli aggiuntivi in qualsiasi momento. Gli avvisi intelligenti consentono di monitorare eventuali variazioni della frequenza cardiaca in tempo reale, mentre la sincronizzazione con l’app vivo Health permette di consultare facilmente dati e trend nel tempo, offrendo una panoramica completa del proprio benessere.
Per gli utenti iPhone, lo smartwatch garantisce, inoltre, la piena compatibilità con iOS, supportando funzioni come il controllo remoto della fotocamera, la gestione della musica, la sincronizzazione delle notifiche e il monitoraggio del ciclo mestruale, offrendo così la massima flessibilità all'interno di ecosistemi di dispositivi differenti.

Estate 2026: il vademecum Roborock per una casa sempre pronta agli ospiti
L’estate è sinonimo di visite improvvise e momenti da condividere. Con il vademecum Roborock scopri come mantenere la casa sempre pulita e accogliente grazie alle più moderne tecnologie per la pulizia domestica
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Connettività smart per la vita di tutti i giorni


Basato su vivo BlueOS, il WATCH GT 2 offre un’esperienza d’uso fluida e intuitiva. Lo smartwatch è compatibile sia con dispositivi Android sia iOS, garantendo una connessione semplice e immediata all’interno di ecosistemi differenti. Inoltre, il dispositivo dispone di un chip NFC per la memorizzazione dei badge di accesso, consentendo di entrare in uffici o complessi residenziali compatibili con un semplice tocco. Integrato nel dispositivo, infine, Gemini AI Assistant che permette di gestire richieste in linguaggio naturale, supporta la traduzione delle chiamate e la generazione di riepiloghi, offrendo un supporto pratico nelle attività quotidiane.

Prezzi e disponibilità


vivo WATCH GT 2 è disponibile a partire da 149 euro sullo store ufficiale di vivo - vivostore.it/ e sul canale ufficiale di vivo su Amazon.


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28-29-30 giugno: “nuova mistycanza”, frequenze anomale, letture, immagini & installazioni @ studio campo boario


Dal 28 al 30 giugno 2026 lo Studio Campo Boario ospita Nuova Mistycanza, un progetto che riunisce artiste e artisti del suono, della parola e dell’immagine che provengono da percorsi differenti, perché condividano lo stesso spazio e lo stesso tempo di ascolto.
Il titolo dell’iniziativa richiama l’idea della misticanza come mescolanza fertile: non una semplice successione di eventi, ma… […] la descrizione continua QUI

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PROGRAMMA DEI TRE GIORNI

28 giugno programma nuova mistycanza
cliccare per ingrandire

29 giugno programma nuova mistycanza
cliccare per ingrandire

30 giugno, programma nuova mistycanza
cliccare per ingrandire

è gradita un’offerta libera


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Cliccare qui per il comunicato stampa

lo Studio Campo Boario
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evento mobilizon:
mobilizon.it/events/fc327b72-f…

evento fb:
facebook.com/events/8394809623…

evento facebook a cura di artisti§innocenti:
facebook.com/events/1806515013…

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oggi, 27 giugno, a spoleto: ciclo di mostre e nuovo allestimento della collezione permanente di palazzo collicola


Oggi, 27 giugno si inaugura a Spoleto, a Palazzo Collicola, un intero ciclo di mostre: Anafora, personale di Giuseppe Penone allestita negli ambienti del piano nobile; Grande assurdo, personale di Adelaide Cioni con opere inedite pensate per le sale espositive del piano terra (queste due prime mostre sono entrambe a cura di Saverio Verini); Un salto nel vuoto, sempre al piano terra, dedicata – nei cento anni dalla nascita – a Filippo Marignoli, a cura di Peter Benson Miller. Nella stessa data sarà presentato anche il nuovo allestimento della collezione permanente di Palazzo Collicola.

Sempre oggi a Spoleto apriranno altre mostre: Ephemĕris, selezione di video di Giuseppe Penone al battistero della Manna d’Oro; In Negotiation, installazione del collettivo jocjonjosch alla Casa Romana; Marmott. Storia di una specie non osservata, personale di Laurent Le Deunff al Museo delle Scienze e del Territorio; Cose Piccole, personale di Davide Mancini Zanchi a Casa Menotti e al Meeting Point.


#AdelaideCioni #Anafora #battisteroDellaMannaDOro #CasaMenotti #CasaRomana #cicloDiMostre #collettivoJocjonjosch #CollezionePermanente #CosePiccole #DavideManciniZanchi #Ephemĕris #FilippoMarignoli #GiuseppePenone #GrandeAssurdo #InNegotiation #inaugurazione #inaugurazioni #jocjonjosch #LaurentLeDeunff #Marmott #MeetingPoint #MuseoDelleScienzeEDelTerritorio #nuovoAllestimento #PalazzoCollicola #Penone #personale #PeterBensonMiller #SaverioVerini #selezioneDiVideo #Spoleto #StoriaDiUnaSpecieNonOsservata #UnSaltoNelVuoto #vernissage #video

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La rata infinita


“Nelle auto prese a rate, dio è morto
Nei miti dell’estate, dio è morto”
Francesco Guccini – Dio è morto (1965)


Dio sarà pure morto ma il capitalismo, benché agonizzante, non accenna a mollare la presa.

Anzi come una specie di vampiro sempre alla ricerca di sangue vergine o di Nulla che avanza divorando la speranza (come nella Storia infinita che poco ha a che fare con l’Atreyu di FDI) si inventa nuovi modi per Trilionare i pochi e coglionare tutti.

Oggi il sistema è riuscito a rendere normale e accettabile finanziare le nostre stesse vite. Firmiamo TAN e TAEG facendo finta di sapere cosa significano. Negli ultimi decenni il credito al consumo è cresciuto costantemente per finanziare cose che altrimenti non potremmo permetterci, pur di aderire a modelli di vita che sono di successo solo nella realtà pubblicitaria.

Chiediamo prestiti per vivere a debito e dare credito a delle falsità.

Oggi puoi rateizzare qualsiasi cosa. Il telefono per appiattire culo e mente sul divano (anch’esso a rate, ma solo fino a domenica), la palestra per rigonfiare il culo e le vacanze per mostrarlo; fotografandoti con il nuovo telefono appena rateizzato. E ovviamente il corso di formazione che dovrebbe aiutarti a trovare un lavoro per pagare le rate precedenti. A rate anche il frigorifero che conserverà il cibo comprato con una carta di credito.

Noi anarchici diciamo da sempre che la proprietà è un furto ma il capitalismo ci ha preso alla lettera, rubandoci anche l’essenziale per vivere e regalandoci il possesso di scadenze. In scomode rate.

D’altronde perché rinunciare al nuovo orologio contacacca quando la propaganda ti convince che puoi permettertelo con soli 39 euro al mese? A vita?

Il paradosso delle automobili


Ma quando è successo, per esempio, che le concessionarie hanno smesso di vendere automobili?
Ti è capitato, entrando in una qualsiasi concessionaria, di avere la percezione che l’auto fosse quasi un regalo? Beh! Sappi che non ti sei sbagliatə. Ormai l’auto sta alla finanziaria come il calendario sta alla farmacia. È un omaggio per essere clienti, un gadget progettato per diventare obsoleto con la stessa velocità di un calendario, appunto, ma che il sistema ti spinge a rinnovare ogni 3 anni circa.

L’auto, raccontata per decenni come simbolo di libertà, è stata trasformata in una prigione multiforme. Prigione nel traffico e nel tempo che si è costretti a perdere per andare al lavoro per… pagare l’auto stessa. Prigione nelle manutenzioni necessarie. Prigione nel carburante sempre più costoso. Prigione mentale di SUV giganti che sfrecciano tra l’asfalto e i pargoli, bruciando ossigeno e gridando al mondo la presunta capacità di spendere, spandere e soprattutto effendere. Tanto a duecento c’è sempre una donna che t’aspetta sdraiata sul cofano all’autosalone.

Le vacanze performanti


Per sentirsi in vacanza è diventato necessario raccontare agli altri di essere in vacanza?

Spendere stipendi stipati in posti stupendi? Luoghi di cui non vogliamo davvero conoscere e vedere nulla; tranne l’inquadratura incredibile purché sia instagrammabile.

La vacanza che nella sua etimologia latina indica l’essere vuoto, anche in senso trascendentale, si riempie di impegni e obiettivi performanti.

Un riposo proforma in cui si performa gratis, regalando contenuti ai padroni delle piattaforme che ci plasmano addosso una comoda forma per evitarci la fatica di cercare la nostra; di forma.

Conclusione


E quindi, e mi avvio alla conclusione ammesso che qualcuno abbia avuto la pazienza di leggere fin qui.

Perché abbiamo bisogno di comunità?

Perché la comunità è una cura, anche pedagogica, contro la deriva patologica che sostiene un sistema illogico. Ed è forse per questo che la repressione si abbatte ferocemente contro i centri sociali e gli spazi di autogestione.

Forse per questo i compagni diventano sorvegliati speciali e subiscono misure disumane – come il 41bis – per paura che possano divulgare le loro idee (il caso Cospito è emblematico). Ma l’Italia non era uno stato di diritto?

Forse per questo nelle relazioni dei servizi segreti e delle polizie politiche gli anarchici sono chiamati terroristi.
L’anarchia è il terrore degli oppressori e la verità degli oppressi. Ed è per questo che dobbiamo moltiplicare le officine di mutualismo e autonomia. Per riprenderci tempo, spazi e socialità
Meno social e più “socius”.

#anarchia #Cospito #debito #guccini #prestito #Social

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dans le pas de la main / augustin braud. 2018

Augustin Braud, Dans les pas de la main, for solo percussion and ensemble (2018)
Hommage à Cy Twombly

Caleb Herron (percussion)
Chamber Cartel

World Première, 10 April 2019, SoundNOW Festival

Official Composer Website
augustinbraud.com/

image:
Cy Twombly, School of Athens (1961 – © Robert Bayer, Bildpunkt AG, Munchenstein)
#AugustinBraud #CalebHerron #ChamberCartel #contemporaryMusic #CyTwombly #DansLesPasDeLaMain #HommageàCyTwombly #musicaContemporanea #percussioni #SoundNOWFestival

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In fabbrica entrano i robot umanoidi: le nuove sfide sindacali


Si racconta che all’inizio della rivoluzione industriale i lavoratori mettessero i sabot, gli zoccoli di legno, negli ingranaggi dei nuovi telai meccanici. La storia è probabilmente più leggenda che cronaca, ma l’immagine resta potente: quando una macchina minaccia di cancellare un mestiere, chi lavora tende prima di tutto a difendersi.

Oggi i telai sono diventati robot umanoidi, software e intelligenza artificiale, ma la domanda rimane la stessa: che cosa succede a chi lavora quando una macchina diventa capace di svolgere una parte crescente del suo lavoro?

La vertenza Hyundai in Corea del Sud nasce qui. Il sindacato ha autorizzato “lo sciopero contro i robot” dopo il blocco delle trattative sul contratto che prevedevano richieste salariali e premi legati agli utili, ma anche e soprattutto garanzie sull’occupazione davanti all’arrivo dell’automazione.

E questo perché Hyundai introdurrà dal 2028 il robot umanoide Atlas: non come componente da assemblare, ma come lavoratore. Il sindacato non chiede di vietarlo, ma di negoziarne l’ingresso: quali mansioni cambieranno, quali posti resteranno e che cosa accadrà a chi non potrà diventare tecnico. Hyundai sostiene che nasceranno nuovi lavori per formare e supervisionare i robot. Può essere vero, ma resta da capire se saranno nello stesso stabilimento, con lo stesso salario e per le stesse persone.

Vedete, in realtà non siamo proprio di fronte a uno sciopero contro i robot, ma piuttosto in presenza di una vertenza sulle condizioni con cui i robot entreranno in fabbrica.

Il precedente caso di Samsung rende tutto ancora più interessante. L’azienda ha deciso di destinare il 10,5% dell’utile operativo della divisione chip a premi per i dipendenti del settore semiconduttori e questo perché gli introiti dell’intelligenza artificiale, a detta loro, non possono trasformarsi solo in utili per gli azionisti e remunerazioni per i vertici.

Sembra una buona idea, ma attenzione: un bonus resta una distribuzione annuale. Se robot, software e intelligenza artificiale aumentano in modo stabile il valore dell’impresa, forse è arrivato il momento di discutere anche di partecipazione al capitale. Non come sostituto del salario, né come scommessa obbligata sulla propria azienda, ma come forma aggiuntiva di partecipazione. Il passaggio sarebbe rilevante: dal lavoratore che riceve un premio quando l’azienda decide di concederlo, al lavoratore che partecipa anche alla crescita futura dell’impresa.

Se una parte crescente della produttività viene affidata alle macchine, la ricchezza che ne deriva dovrà tradursi in salari migliori, più sicurezza, più tempo e maggiori opportunità per tutti. Altrimenti il progresso rischia di restare un vantaggio per pochi e di farci fare, nel complesso, un passo indietro invece che avanti.

L’Osservatore, 26.06.2026
Ascolta#fabbrica #hyundai #robot

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carla lonzi: “sputiamo su hegel”, “la donna clitoridea e la donna vaginale”, e altri scritti

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pdf:
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#CarlaLonzi #femminismo #Hegel #SputiamoSuHegel

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Treno Intercity 684 con E414.147 + E414.148 – Arrivo & Partenza – Livorno Centrale – 04/03/2026


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Le migliori app da avere in viaggio: quelle che ti salvano davvero la vacanza dopo l’atterraggio


Prima di partire i social aiutano a scegliere mete e itinerari, ma sono le app giuste a fare la differenza quando sei già arrivato. Ecco le migliori app viaggio per orientarsi, risolvere problemi e vivere una vacanza senza imprevisti.
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Tik Tok e Instagram dettano l'estetica, gli influencer consigliano tappe ed itinerari unici che svoltano il viaggio. Per le nuove generazioni la scelta di un viaggio passa inevitabilmente dallo schermo di uno smartphone, trasformando l'esplorazione in un'esperienza che prende forma molto prima di preparare i bagagli. A confermarlo sono i dati del Travel Trends Report 2026, secondo cui oltre il 50% dei viaggiatori usa i social come bussola primaria per decidere la meta, individuare i luoghi di interesse e assaporare l'atmosfera locale ancor prima del check-in.

HONOR 600 Series ufficiale: AI avanzata e funzioni premium nella fascia media
La nuova HONOR 600 Series punta a ridefinire la fascia media premium con intelligenza artificiale avanzata, comparto fotografico evoluto e design elegante
Techpertutti.comGuglielmo Sbano


Tuttavia atterrare a destinazione con un programma impeccabile rappresenta solo il primo passo. Se sulla carta sembra tutto calcolato, preparato e salvato, una volta sul posto diventa evidente la necessità di un supporto concreto per affrontare la realtà locale. Ritrovarsi improvvisamente senza connessione a fissare un cartello stradale incomprensibile, cercare di decifrare la mappa sconosciuta o attendere invano un mezzo pubblico sono i momenti in cui si realizza di aver trascurato la preparazione di tutti quegli strumenti indispensabili per sapersi muovere agevolmente sul campo. Per questo motivo, prima ancora di chiudere la valigia, è cruciale capire quali siano le app specifiche capaci di risolvere le esigenze pratiche sul momento.

Proprio per guidare i giovani viaggiatori all'interno di questo vasto panorama tecnologico, Utravel, che da anni supporta migliaia di ragazzi alla scoperta del mondo, ha deciso di consigliare le app da scaricare prima di mettersi in volo:

  • una VPN: questa applicazione permette di aggirare i blocchi di rete in modo rapido, garantendo la possibilità di usare i social network o di scambiare messaggi e videochiamate senza limitazioni. Allo stesso tempo, protegge i dati personali ogni volta che ci si collega alle reti Wi-Fi pubbliche di hotel e aeroporti, salvaguardando la sicurezza informatica del viaggiatore;
  • Google Translate (o un traduttore avanzato): essenziale per superare le barriere linguistiche quotidiane, è importante che abbia la funzione di tradurre i testi in tempo reale inquadrandoli tramite la foto.Il consiglio fondamentale è scaricare il pacchetto della lingua locale prima di partire, così da assicurarsi il funzionamento del traduttore anche in modalità offline, in assenza di campo;
  • Moovit e 12go: la combinazione ideale per rendere fluidi e comodi gli spostamenti con i mezzi pubblici. Con la prima applicazione si possono pianificare al dettaglio gli itinerari urbani scoprendo linee e orari, mentre con la seconda è possibile acquistare direttamente i biglietti per treni, autobus e traghetti locali, evitando code e imprevisti;
  • un'App di e-sim: permette di acquistare una sim virtuale online tramite app in modo più comodo, immediato e conveniente rispetto alla ricerca di una sim fisica in aeroporto. In questo modo si azzerano i rischi di truffe o incomprensioni all'arrivo e si ottiene il pieno controllo della propria linea, con la libertà di aggiornare o modificare i pacchetti in tempo reale a seconda delle necessità;



Vacanze e AI: 1 italiano su 3 usa l’intelligenza artificiale per pianificare i viaggi
Nonostante la crescita dell’AI, recensioni degli utenti e convenienza economica continuano a essere gli elementi che incidono maggiormente sulle decisioni di viaggio
Techpertutti.comGuglielmo Sbano


  • Timeshifter o Jet lag rooster: il benessere fisico è alla base di un buon viaggio e queste applicazioni aiutano il corpo ad abituarsi progressivamente al fuso orario del posto in cui si sta per andare, fornendo tabelle di marcia personalizzate per ridurre al minimo gli effetti del jet lag;
  • Utravel App: il punto di ritrovo ideale per chi cerca un'avventura fuori dalle rotte più turistiche. L'applicazione permette di interfacciarsi direttamente con chi ha già visitato il paese per ottenere indicazioni e suggerimenti. Al tempo stesso, la piattaforma offre la possibilità organizzare le proprie giornate inserendo esperienze locali come lezioni di cucina tipica o laboratori artigianali, consentendo di strutturare viaggio autentico e su misura in modo semplice e intuitivo.

HONOR 600 Series debutta ufficialmente: smartphone premium di fascia media con AI avanzata


Honor ha presentato la nuovissima serie Honor 600. Progettati per una nuova generazione di creators, i nuovi smartphone combinano l'esclusiva AI Image to Video 2.0, con una fotocamera notturna da 200MP ultra-chiara di punta. La serie, inoltre, integra una batteria da 6.400mAh , processori Snapdragon e un display ultra-luminoso da 6,57 pollici, tutti alloggiati nel design più raffinato della storia di Number Series.

Ridefinire la creatività mobile


Al centro della capacità creativa c'è l'AI Image to Video 2.0, alimentata dal primo modello di generazione video multimodale unificato del settore - un sistema che integra la generazione, il montaggio e la comprensione dei video in un unico flusso di lavoro senza soluzione di continuità. In particolare, è possibile combinare fino a tre immagini con istruzioni in linguaggio naturale per produrre sequenze video di 3-8 secondi, definire frame sia di apertura sia di chiusura e accedere alla più ampia libreria di modelli cinematografici del settore per film stilizzati.

Alert di prezzo, cashback e offerte: come gli italiani combattono il caro vita
Il caro vita spinge sempre più italiani a cercare sconti e promozioni online. Tra alert di prezzo, cashback e comparatori, cambia il modo di risparmiare nel 2026
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Un potente sistema di telecamere notturne


Basandosi sull'eredità di immagini ultra-nitide da 200 megapixel di Honor 400 Series, la serie 600 affronta la sfida più difficile della fotografia mobile: l'imaging notturno. Al riguardo, la telecamera notturna ultra-chiara da 200 megapixel offre una sensibilità luminosa superiore del 24% rispetto alla precedente generazione, mentre una fotocamera ultra-larga da 12Mp, un sensore di temperatura colore dedicato e una telecamera frontale da 50Mp completano la base hardware. Nella versione Pro, una fotocamera Telephoto Camera periscopio da 50MP 3.5X spinge fino a uno zoom 120x. La fedeltà del colore è garantita dall'esclusivo AI Color Engine, una soluzione collaborativa multicamera che debutta nella fascia media premium, che corregge in modo intelligente il bilanciamento del bianco, per toni realistici direttamente dall'otturatore. Una suite completa di algoritmi AI notturni potenziati dall'AI Cloud Enhancement unisce il sistema: fotografia notturna migliorata con AI su uno zoom da 0,6 a 10 volte, ritratti notturni migliorati con AI e effetti bokeh multiforma (Pro), AI Super Zoom 2.0 con intervallo di attivazione esteso, e SuperMoon 2.0 sul modello Pro per composizioni lunari drammatiche con chiarezza in primo piano.



Honor 600 arancione

Design premium e durata della batteria


Una batteria più grande tipicamente significa un dispositivo più robusto. La Serie 600 rifiuta questo compromesso e grazie alla maestria dell'intaglio a freddo integrato di alta qualità, il dispositivo è scolpito in un corpo unico senza cuciture. Una struttura in metallo satinato e opaco per un design che è indiscutibilmente premium. Disponibile in tre colori sgargianti: arancione, bianco dorato e nero, c'è una tonalità per soddisfare ogni stile. All'interno di questo profilo sottile, la tecnologia di impilamento, leader nel settore consente una batteria da 6.400mAh, senza aggiungere spessore o peso rispetto alla generazione precedente. Un motore di programmazione delle batterie AI ottimizza dinamicamente la distribuzione della potenza tra comunicazione, elaborazione e risposta tattile, consentendo una durata di due giorni anche in condizioni d'uso impegnative, dichiara l'azienda. La ricarica si adatta a ogni scenario: 80W Wired Honor SuperCharge in tutta la serie, 50W Wireless SuperChargeon e 27W Wired Reverse Charging su entrambi i modelli. Una durata di cinque anni, con fino a 1.600 cicli di carica, garantisce la salute a lungo termine della batteria durante tutto il ciclo di vita del prodotto.



Honor 600 Pro

8.000nit Display ultra-luminoso


La Serie Honor 600 alza il livello visivo con un display da 6,57 pollici che raggiunge una luminosità massima di 8.000 nit, 458ppi e frequenza di aggiornamento a 120Hz. La modalità Sunlight, secondo i dati forniti da Honor, mantiene la chiarezza all'aperto grazie a una curva di luminosità migliorata, una gestione termica ottimizzata e una regolazione dinamica della luminosità. In aggiunta, la tecnologia Eye Comfort Display bilancia questa brillantezza con il comfort visivo a lungo termine attraverso l'intelligente ottimizzazione della luminosità e del colore. Un'esposizione di queste capacità richiede una protezione altrettanto robusta: resistenza all'acqua e alla polvere IP68, IP69 e IP69K, insieme alla certificazione 5 stelle Premium Performance di SGS per Drop & Crush, garantiscono che il dispositivo resista a spruzzi, polvere, cadute e all'imprevedibilità della vita quotidiana.

HONOR Robot Phone a Cannes: il futuro dell’imaging mobile AI
HONOR ha portato il Robot Phone alla China Night del Festival di Cannes mostrando nuove evoluzioni per l’imaging mobile AI, tra fotografia smart, innovazione tecnologica e visione del futuro mobile
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Prestazioni di punta e integrazione con Apple


Alla base dell'intera esperienza, HONOR 600 funziona su Snapdragon 7 Gen 4 con il 27% di potenza della CPU e il 30% di aumento della GPU per un gaming potente e prestazioni fluide ogni giorno. Il modello 600 Pro si avvicina allo Snapdragon 8 Elite sulla tecnologia di processo 3nm, ottenendo miglioramenti del 45% della CPU e del 44% della GPU - una vera risposta di punta per applicazioni impegnative e multitasking. La Serie 600 si estende oltre sé stessa come perfetta compagna dell'ecosistema Apple: OneHop aggiornato consente la sincronizzazione delle notifiche Honor-iPhone, la condivisione di file con un solo tocco con iPhone e Mac, la condivisione di hotspot e la visualizzazione dei messaggi su Apple Watch. Le note Honor e i file del telefono sono accessibili su Mac come file locali, collegando Android e Apple per una produttività senza soluzione di continuità tra le piattaforme.

Dettagli prezzi e offerte


Honor 600 Series è disponibile per l'acquisto su Honor.com e nei principali rivenditori autorizzati. I prezzi variano dai 430 euro della variante Lite a 1000 euro della variante top di gamma Pro.


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