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"Una volta la RAI trasmetteva programmi di qualità, oggi solo schifezze, tipo (boh, non so, non sono molto pratico di mainstream)."

Ecco, su Rai Scuola, in questo preciso momento, Marcus Du Sautoy sta parlando di Hilbert e Gödel.

Lascio da parte un attimo la questione giornalisti, va, che sarebbe come sparare sulla croce rossa. Ma se ci limitiamo all'extrapolitico, non è che tra RaiPlay(sound) e Rai(n) con n intero > 3 o Stringa in quanto a cultura non siamo messi poi così male nemmeno oggi?

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Billie Eilish: "Nessuno è clandestino su una terra rubata". Frase d'impatto che invita a guardare alle proprie radici prima di avventurarsi in certi proclami e, purtroppo, in certe azioni.
Mi ha lasciato basito la popolarità di una critica in controbattuta: "proprio tu parli che la tua villa è su territorio indiano".
Ma l'ha già implicato lei!
Generale->particolare. Tutti gli uomini sono mortali, Socrate è un uomo-->Socrate è mortale. Aristotele, 2300 e rotti anni fa. Si può far di meglio, su.
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Denis Bizzotto

mah, in USA quell'uscita ha toccato un nervo scoperto grosso così. E questo commento spopola tra i MAGA.

Ricordo quella volta che stavo tornando in Italia da Denver, avevo addosso una maglietta che avevo comprato in riserva Navajo con scritto "Navajo Nation". Non dimenticherò mai lo sguardo d'odio viscerale che mi ha lanciato in aeroporto un vecchio vestito da texano, mi ha lasciato basito, manco mi fossi messo la maglietta di Che Guevara negli studi di Cologno Monzese insomma.

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RE: mastodon.uno/@globalistIT/1159…

No! Questa storia spacca il cuore.
Continuo a chiedermi a che livello siamo arrivati e perché, è assurdo.


globalist.it/world/2026/01/29/…

Leggete questa storia (ce ne sono purtroppo tante) per capire quali sono le conseguenze sulla povera gente dell'odio di Trump che tanti ululati di consenso raccoglie nei social che hanno messo sotto ai tacchi l'umanità


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Un annetto fa ho testato la "nostra IA preferita" e questo è quanto ne è uscito:

pixelfed.uno/p/denis_bizzotto/…

UPDATE: no, chatGPT non sa ancora che nel Teeteto si parla del carro di Esiodo. Per carità, fa parte di un paragrafetto minuscolo verso la fine del dialogo, è la classica domandina bastarda. Ma insomma, mi sembra un passabile spunto di riflessione.


«Far bene la conoscenza fa bene alla conoscenza» — Giobbe Covatta

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internazionale.it/magazine/flu…

Bell'articolo. Il successo di Wikipedia, (così come quello di GNU/Linux fin dai tempi di Raymond, Torvalds e Stallman) dimostra come la gente comune quando si mette insieme, anche in modo apparentemente disorganizzato, può creare GRANDI COSE. Dimostra inoltre che tossicità e ignoranza dominanti in certi contesti non dipendono dall'intrinseca incapacità dell'uomo di dominare i propri più bassi istinti, ma da come certe altre piattaforme vengono COSCIENTEMENTE progettate.

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ottima analisi, concordo in pieno, aggiungo anche che wikipedia ha una sua struttura di moderatori con regole ben rodate per evitare abusi, un po' come su mastodon, regole certe e moderazione affidabile, ma credo che sia proprio il concetto di lavvorare per un ideale che eleva le persone. Invece stare su un social competitivo dove tutti si scannano per qualche like in più riduce l'ambiente a una giungla dove vince il più scaltro o chi la spara più grossa
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Non male come pausa invernale. Legna scoppiettante e teiera sempre pronta.
Ottimi film e ottime letture, tra cui Andrej Tarkovskij, David Lynch e David Foster Wallace, che volevo approfondire da mesi, ma non è così semplce quando ogni sera crolli sul diivano.

Domani si torna al tran tran o, per dirla come quelli studiati, "tristezza e noia recheran l'ore, e al travaglio usato ciascun in suo pensier farà ritorno".

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«I dispositivi tecnologici, in quanto psicotecnologie, devono essere praticati in vista di un fine ulteriore e partecipativo rispetto al loro mero utilizzo individuale o di massa: devono cioè diventare strumenti per superare la condizione di minorità nella quale loro stessi, veicolati dall'economia politica sviluppatasi lungo l'intero arco del Novecento, hanno contribuito a relegarci» — Bernard Stiegler

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Leggo che (sintetizzo) Windows 10 era concepito come retrocompatibile mentre l'11 no, e che il fine vita del 10 (ancora molto usato) ti obbligherebbe a buttare un PC eventualmente non compatibile e comprarne uno con l'11.
La questione m'interessa fin là, in quanto la conseguenza di ciò per me sarebbe palese: cosa butti a fare? Passi a Linux! Uso Debian+Gnome dal 2007 e, se all'inizio bestemmiavi, ormai da almeno 10 anni e passa è stabilissimo, ultracompatibile e intuitivo! Che caspita!

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Quando un medico mi chiede "quanto male fa da 1 a 10?", io vado in crisi. Come faccio a posizionarmi su una scala di cui non ho mai sperimentato il limite massimo? E poi, anche se fosse, conosciuto il do e la sua ottava, riuscirei a riconoscere a orecchio una nota a caso li in mezzo? Difficile.
Mi sembra un po' volere oggettivare l'inquantificabile. A meno che non esista una sorta di scala di riferimento, tipo la Mercalli per i terremoti.

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E anche stasera mi sono gustato un piano concerto meraviglioso che non avevo mai ascoltato prima e che entrerà di certo nella lista dei miei ascolti periodici. Ho letto parti di "Vita activa" di Hannah Arendt che mi ha incuriosito molto. L'ho aggiunto alla lista dei libri che (forse) riuscirò a leggere prima o poi.
Quando mi dicono "finalmente un po' di relax" io rispondo tra me e me che, con tutta la bellezza e la cultura che mi sto lasciando indietro, altro che relax, due vite ci vorrebbero!

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Rivoglio le vecchie videoteche! E' mai possibile che ogni volta che mi viene in mente un film da guardare me lo trovo su una piattaforma diversa?
Quando vivevo negli USA mi sono trovato a farmi HBO per Game of Thrones, Showtime per Shameless, Hulu per non ricordo più nemmeno cosa, Netflix e Prime.
Sono anni che non guardo più nulla a parte quello che trovo su Raiplay (c'è quasi tutta la filmografia di Ken Loach) e vecchi film dalla mia comunque ben nutrita videoteca di casa.

Voi come fate?

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Denis Bizzotto

purtroppo so che Prime ha i noleggi, ma lì ricadiamo sulle filmografie "monche". Inspiegabilmente (dal punto di vista cinefilo, capisco la logica di filiera distributiva, ecc.) mancano sempre dei film da una serie. Rai play ha molti film di Loach, ma mancano, ad esempio, Daniel Blake, Kes e Ladybird, che a uno gli girano...
La stessa Mubi, teoricamente orientata sul filone d'essai, ha filmografie parziali.
Una volta avevo il videotecaro di fiducia, ma ha chiuso i battenti da anni...
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@lcruggeri andavo dal videotecaro al sabato. Magari avevo il periodo poliziottesco, o spaghetti western, o noir francese...ci si confrontava, ti consigliava, a volte ti rifilava cofanetti da mezza busta paga, ahah. Sarà che sto invecchiando, ma a me questo sistema delle piattaforme fa venire il nervoso e basta.
Al negozio dell'usato sinceramente non avevo pensato, cerco cosa c'è in zona, grazie della dritta.
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Denis Bizzotto

sì. Peccato che pixelfed non abbia caricato tutte le diapositive. La scenetta continuava. In un epoca di imprenditori di se stessi egoriferiti come questa una yes-chat come GPT ti fa volare proprio...e intanto impara a gratis, e a volte persino a pagamento, e imparando contribuisce a creare un plusvalore tale che farebbe venire un embolo a Carletto Marx.
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Devo fare una confessione: ho un’idiosincrasia per l’uso del termine "corretto" all’inglese. Non ho alcun problema quando viene impiegato come participio passato, per indicare che qualcosa è stato sistemato. Ma mi irrita profondamente (non so bene perché, ma è così) quando viene usato al posto di "giusto", "esatto", "logicamente vero", tipo in frasi come: "usalo nel modo corretto", "l’analisi è corretta", e simili. Già a scrivere queste due frasi mi è venuta l’orticaria. Boh.

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Sembra un film dell'orrore, con colpi di scena a non finire

msnbc.com/top-stories/latest/f…

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Denis Bizzotto

@versodiverso stiamo tornando all'ottocento, quando gli industriali ammonivano: "i bambini con le loro veloci manine sono indispensabili alla produzione tessile; se proibite loro di lavorare, ci costringerete a chiudere le fabbriche". Sì, come no.
I diritti acquisiti non sono scritti nella pietra, se non te li tieni stretti te li porteranno via.
Non si fa più politica, quello è. Molti seguono la politica, me compreso, ma in un modo più simile all'intrattenimento che alla partecipazione attiva.
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Se penso ai "guai" citati in Luca 6,24-26 e alla parabola della cruna di un ago Mt 19,23-24 da una parte, e all'idea della ricchezza come segno della grazia divina di Calvino dall'altra, non posso non pensare a una gigantesca distorsione del messaggio cristiano creata da questa dissonanza cognitiva, e a come questa distorsione si sia evoluta di pari passo con l'evoluzione del capitalismo stesso.

youtu.be/VtyRTFGfw6o

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in reply to Denis Bizzotto

Il grande "click" che ha dato il via a molti dei miei studi successivi è avvenuto negli anni vissuti in USA. Non riuscivo a capire come il senso dell'esistenza di molti americani fosse un mix assurdo tra la spasmodica bramosia di denaro e sto loro "Jesus" scevro dagli insegnamenti più rivoluzionari che caratterizzano il messaggio cristiano. E no, dire "sono stupidi" non è una risposta che accetto, è piuttosto una radicata linea di pensiero che mi affascina e mi spaventa allo stesso tempo
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Le piante dicono che la primavera è qui.
Speriamo che Madre Natura non invii anche quest'anno una gelata tardiva...🤞
Prima foto: il prugno in fiore.
Seconda foto: il melo piantato in autunno che prova timidamente ad attirare l'attenzione dicendo: «ehi, ci sono anch'io, ci vuol solo un po' di pazienza»
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Per sanità alla canna del gas no, per scuola allo scatafascio no, per infrastrutture in rovina no, per dare una speranza di futuro a chi la speranza l'ha persa da tempo no, lì dobbiamo stringere i denti e "fare sacrifici (lacrimuccia)". Austerità senza se e senza ma.

Ma per fare il confronto col righello lì sì, ottocento(800) miliardi si trovano senza battere ciglio, e senza nemmeno mettere sul tavolo uno straccio di strategia. Armiamoci e partite. Ma intanto armiamoci.

Non so più cosa dire.

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Proton sì o Proton no? Le app mi sembrano ben fatte, l'unico (gigantesco) neo è la mancanza della Drive app per Linux, per il resto mi sembra una buona alternativa (per quanto ne so) dell'ecosistema Google. Con l'età mi sono impigrito e non compio più imprese titaniche come quella di installare Gentoo su una workstation vecchia di 10 anni con tanto di minuzioso config del kernel. Adesso sono un debian-pantofolaro da dpkg -i seguito al massimo da apt-get -f install. Detto questo, Proton sì o no?

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Denis Bizzotto

@nardo86 vero. Rclone è un coltellino svizzero per queste cose. Ma Proton si è incazzato e mi ha bloccato la connessione

"We are detecting potentially abusive traffic coming from your network and have temporarily blocked logins".

È successo ad un altro utente che ha fatto appello e alla fine gli è stato detto che "Please be advised that Rclone is incompatible with our service, so using it will generate multiple unsuccessful logs, which triggers our security system".

Piuttosto sconfortante 🫤

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Denis Bizzotto

mi hanno bloccato solo l'accesso alla singola app rclone, non l'intera utenza per fortuna, quindi al massimo ti ritroverai col disco da sincronizzare a mano.

Mi indispettisce però che ci sia un'app ufficiale per tutto il resto, email, VPN e pwd manager, che devo dire funzionano anche dignitosamente, ma non per il drive. Mi sono accodato alle migliaia di utenti che hanno aperto una segnalazione a Proton a riguardo. Attenderemo.

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Una volta ti ritrovavi certi personaggi al bar che magari avevano appena fatto baruffa con la moglie e dopo un paio di Tennent's saltavano fuori con improperi allucinanti a casaccio, innescati da alcool e frustrazione. Poi la mattina dopo davanti al caffè magari ci si vergognava anche un po', ma c'era mutua, tacita comprensione per le reciproche miserie e finiva lì.
Adesso frasi del genere te le ritrovi su Repubblica, dette da un presidente eletto, che qualcuno ha pure l'ardire di ammirare.

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Denis Bizzotto

questa uscita presidenziale mi prende in causa per ragioni famigliari. Wittgenstein diceva "non cercate il significato, cercate l'uso", è inutile che uno dica che "idiota" deriva dal greco:idiótes, ecc., l'uso nel contesto sociale in cui viviamo è ingiurioso. Punto.
E se qualcuno usa questi termini per appellarsi a mia sorella, io gli faccio il naso nuovo. Ri-punto.

Che mondo è quello in cui individui del genere non solo vengono presi in considerazione, ma addirittura come modello?

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Ma prima o poi la gente si stancherà, si.

Intendo che non ho più l'account sul social patriarca big-F, ma già da qualche anno l'aria si tagliava col coltello. L'atmosfera della community non esisteva più, a ogni post saltava sempre fuori quel tale di cui annusavi da un km il piglio da singolar tenzone favellare per-il-puro-gusto-di che inseriva il seme della discordia in un quasi-dialogo che si stava creando e mandava immancabilmente tutto all'aria.

Io penso che ci sia fame di comunità,

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Dopotutto ciò che mi ha avvicinato alla comunità open source nell'ormai lontano 2006 è stato anche il nome della prima distribuzione che ho provato ad installare, cioè Ubuntu «io sono quel che sono per quello che tutti siamo». Ed è inutile che ce la raccontiamo: l'«habitus» di cui parlava quel, a volte (almeno per me) inutilmente intricato, sociologo francese di nome Bourdieu è reale e preponderante nelle nostre scelte, nei nostri desideri, ecc, che sono influenzati dall'ambiente in
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cui cresciamo, in cui cuociamo i nostri pensieri mi verrebbe da dire. Se quell'ambiente è malsano, difficilmente ne uscirà qualcosa di buono.

Bah, sono solo quattro pensieri in croce messi nella bottiglia. Qui mi fermo o chissà dove arriverò...ed è tutto partito da

«oh, ma certi personaggi sembra proprio che ci siano nati rompicoglioni, eh»🤣

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Una frase che nei miei quaranta e rotti anni ho sentito spesso dire è: "tu mi odi perché sono ricco/a".
No. Io penso che la possibilità di criticare, e possibilmente di migliorare, un sistema democratico se ci si rende conto che il censo è ancora una (o forse la) discriminante quando si parla di potere e libertà di manovra all'interno del sistema stesso sia un buon metro di misura del suo livello di democrazia.
Se uno/a la prende sul personale quello è un problema suo.

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"Ogni volta che la domanda «Perchè?» ti sale alle labbra — magari ascoltando affermazioni date per ovvie, e su cui nessuno riflette — Socrate rivive in te. Nel mondo in cui Husserl ha vissuto, proprio come nel nostro, la filosofia ha troppo spesso rimosso o addirittura rifiutato la sua anima socratica: con esiti drammatici per la civiltà." — Roberta De Monticelli "Il dono dei vincoli"
Essermi messo a leggere a quest'ora di notte un libro così avvincente forse non è stata una mossa molto saggia

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Mi rendo ben conto che il mio tablet economico Lenovo (dal Veneto "lè nòvo"="è nuovo") non fa ste gran foto, ma per leggere fumetti e PDF va benissimo, e ciò mi è più che sufficiente.
Unica nota dolente riguardante l'editore: Garzanti non mi ha dato la possibilità di acquistare l'epub direttamente da loro, così ho dovuto acquistare la "licenza d'uso" da Rakuten. Ma perlomeno il libro "fisico" ti arriva ancora sul lettore, su Amazon non ti danno più nemmeno quello.
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Uno dei motivi per cui amo l'inverno è sicuramente il rito della colazione, che comprende l'accensione del fuoco, la preparazione della moka, del bricco e della teiera e, soprattutto, l'attesa: un'attesa che conferisce alla giornata il giusto ritmo e al tempo il giusto valore.

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Trump rivuole Putin nel G7(G8). Sembra strano soltanto guardando a queste due nazioni con le vecchie lenti della guerra fredda. Ma se si pensa che dopo il 1991 in Russia sono saliti al potere gli oligarchi, che questa si possa trovare bene con l'America di Bezos, Zuckerberg e Musk a me sembra quasi ovvio. O no?
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Topolini in cerca di calore, galline in cerca di coccole


L'altro giorno ho catturato un topolino che mi era entrato in cucina. Ho comprato una di quelle scatoline trasparenti coi buchi che intrappolano e trattengono l'animale senza ucciderlo, così che lo puoi portare fuori in un prato, liberarlo, e lasciare che madre natura faccia il proprio corso. Mi è sembrato un buon compromesso. Nel mentre lo stavo portando fuori, l'ho visto avvicinarsi più volte alla mia mano, annusarla attraverso i buchi e, dopo una prima sensazione di fastidio da parte mia visto che ho sempre avuto una particolare avversione per i topi, ho "scoperto" il suo musetto e ho iniziato ad apprezzarlo, a provare un moto di tenerezza. In quel momento secondo me i miei neuroni specchio si sono attivati nei confronti di quella creaturina, provando i tre passi dell'empatia di cui parlava Edith Stein (meravigliosa fenomenologa allieva di Husserl morta ad Auschwitz). Dopo averlo liberato l'ho guardato allontanarsi senza particolare fretta, come se non gli avessi incusso alcun timore.

Dopo essere tornato sui miei passi, ha colpito la mia attenzione un piccolo cartello sulla derattizzazione a cui fino a quel momento non avevo mai fatto caso, e lì mi sono partite parecchie riflessioni. Una mia dissonanza cognitiva per esempio risiede certamente nel considerare quell'animaletto meritevole di simpatia e di essere lasciato libero di vivere in pace, ma allo stesso tempo nel comprendere le ragioni della derattizzazione, e soprattutto della sperimentazione animale, senza la quale arrivare a capire importanti meccanismi salvavita sarebbe molto più complicato, se non addirittura impossibile.

Penso anche a mia mamma, e alle nostre tre galline con le quali ha instaurato un rapporto incredibile, per certi versi simile a quello che si potrebbe osservare tra un umano e un cane: la seguono per il cortile, la chiamano, si avvicinano per farsi accarezzare e coccolare. Non nascondo che, da quando ho conosciuto quelle tre creature, se vedo un pollo arrosto lo guardo in modo molto diverso da prima.

Ad oggi (premessa necessaria , visto che i miei giudizi mutano con l'aumento della conoscenza su un determinato argomento) penso che molti antispecisti ragionino identificandosi con un loro animale domestico più o meno ideale, non necessariamente reale, e in quel caso li capisco al mille per cento, e sono totalmente dalla loro parte. Quello che ti può dare un cane o un gatto ha un che di miracoloso, pensiamo soltanto alla pet therapy per esempio, ma non solo.
Un altro paio di maniche è allargare il campo di appartenenza di questa sorta di "cerchia protetta", il cui confine è per forza di cosa sfumato, mai esente da aporie a mio modo di vedere insanabili.
Prima o poi leggerò il famoso libro di Singer di cui al momento mi sfugge il titolo, è lì tra i testi che mi sono segnato di affrontare per comprenderne le argomentazioni e riflettere. Sicuramente contribuirà ad ampliare il mio punto di vista su questa questione.