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a novembre, #USBSindacato e #FrancescaAlbanese hanno organizzato una grande manifestazione a Roma contro il #genocidio di #Israele contro #Gaza, celebrando la resistenza dei portuali #CALP.

Il Premio Pulitzer #ChrisHedges ha fatto questo bel documentario:

youtu.be/a5ofVZjG21g?si=MCG_7T…

in reply to stefania maurizi

nel suo documentario, il Pulitzer #ChrisHedges dà voce a quella che è un faro di resistenza e coraggio: #FrancescaAlbanese e al popolo della Resistenza, da #GretaThunberg a #YanisVaroufakis al giornalista #AhmedEldinn

youtu.be/a5ofVZjG21g?si=HfQ0S6…

in reply to stefania maurizi

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#ChrisHedges mi ha chiesto un'analisi dalle rivelazioni di #WikiLeaks sui crimini di guerra dall'Afghanistan, Iraq,Guantanamo, e la guerra al terrorismo, fino alle complicità dell'Italia nel #genocidio di Israele

youtu.be/a5ofVZjG21g?si=Ix4Ne1…

Gazzetta del Cadavere reshared this.

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"E i cittadini, anche i più diffidenti verso i magistrati affiderebbero la giustizia a tutti, forse persino a Wanna Marchi: ma mai a un politico"

DA LEGGERE #MarcoTravaglio su #ReferendumGiustizia

ilfattoquotidiano.it/in-edicol…

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Si parla genericamente di "plastiche", si parla di riscaldamento del polistirene che non dovrebbe avvenire mai, si mescolano i discorsi inerenti contenitori usurati e confezioni nuove adatte al riscaldamento che mi risulta vengano ultra-testate e ultra-controllare.
Come se si volesse a tutti i costi dimostrare una tesi decisa a priori.
Ma forse mi sto sbagliando.

greenpeace.org/italy/comunicat…

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Le parole di Paola Caridi - intervistata da Antonella W. Gaeta per Repubblica Bari - non si limitano a parlare di Gaza, ma interrogano noi


dall'account fb della Freedom Flotilla Italia:

Ci sono interviste che non aggiungono semplicemente informazioni: spostano l’asse morale di una discussione.
Le parole di Paola Caridi - intervistata da Antonella W. Gaeta per Repubblica Bari - fanno esattamente questo: non si limitano a parlare di Gaza, ma interrogano noi.

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Gaza: vicina, eppure rimossa

Caridi smonta innanzitutto una comoda narrazione: quella della distanza.
«Gaza è vicina, eppure così lontana», si dice. Ma lei rovescia la prospettiva: la distanza non è geografica, è culturale e politica. Abbiamo “disimparato” a conoscere il mondo arabo, dice. Un tempo esisteva il Sabir, lingua franca del Mediterraneo, vocabolario di commercio e scambio. Oggi prevale uno sguardo anglosassone, filtrato – come ricordava Edward Said – da una lunga tradizione di orientalismo.

La questione palestinese è stata resa periferica, “irrisolvibile, noiosa”. Una rimozione attiva, non una semplice distrazione. Gaza è stata espulsa dall’orizzonte della nostra storia, pur appartenendo ai nostri stessi cinquemila anni di relazioni mediterranee.

Eppure qualcosa è cambiato.

«Lo abbiamo sperimentato in questo anno… la distanza non c’è, questo genocidio è dentro anima, cuore e testa delle persone, dei cosiddetti “senza potere”. Gaza è la cartina al tornasole di quello che siamo diventati».

Non è solo una crisi lontana.
È un test etico collettivo.

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Uno dei passaggi più significativi dell’intervista riguarda il linguaggio.
Caridi insiste su un punto che nel dibattito pubblico è stato centrale: la parola genocidio.

«È stato difficile anche per me pronunciarla», ammette. «Sono stata tra chi diceva “lasciamo lavorare i giudici”. Ma dopo che si è espressa la Corte internazionale di giustizia… dire genocidio è diventato un dovere».

Qui si apre un nodo politico enorme. Le parole non descrivono soltanto la realtà: la qualificano, la rendono visibile o invisibile, attivano obblighi. Chiamare qualcosa genocidio significa riconoscere che esiste una responsabilità giuridica e morale che non può essere delegata.

E infatti Caridi non si ferma alla dimensione descrittiva. Introduce una categoria più radicale:
la corresponsabilità.

«Siamo corresponsabili, stiamo compiendo un reato anche noi».

Non si tratta di una formula retorica. È un’accusa che chiama in causa governi, alleanze, silenzi, forniture, narrazioni. Se il genocidio è sostenuto o coperto da relazioni politiche e militari, allora non è solo un crimine di chi lo compie direttamente. È un crimine reso possibile da una rete.

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La distopia della “pace”

Un altro punto delicato è il concetto di pace.
Alla domanda sul Board of Peace, Caridi risponde con una parola secca: «È una distopia».

La pace come dispositivo retorico, come etichetta rassicurante che copre l’asimmetria di potere.
Una pace senza giustizia, senza diritti, senza responsabilità, rischia di diventare gestione permanente della violenza.

In questo senso, Gaza non è solo teatro di guerra.
È laboratorio politico.

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Genocidio ed ecocidio

Il passaggio più forte, forse, è quello in cui Caridi amplia la definizione stessa di genocidio.
«Non viene distrutto solamente l’umano… ma viene ucciso un intero territorio».

Propone una formula potente: gen(eco)cidi(o). Un genocidio che contiene anche l’ecocidio. Perché la distruzione di Gaza non riguarda soltanto le vite umane, ma la relazione tra umano e non umano:
terra, mare, alberi, infrastrutture, memoria materiale.

Qui il discorso si fa antropologico.
Se il “non umano” non è il disumano ma ciò di cui siamo parte, allora la devastazione ambientale è rottura di un sistema di relazioni.
Gaza diventa simbolo di una frattura più ampia:
quella tra dominio e appartenenza.

Caridi è esplicita nel denunciare una logica proprietaria: l’idea che un territorio possa essere “azzerato” per essere rifondato secondo interessi esterni. Parla di una «follia di sostituzione etnica».
Non è solo guerra: è progetto.

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Non solo Israele, non solo Iran

L’intervista tocca anche la questione iraniana. Difendere Gaza non significa ignorare la repressione in Iran. Anzi, dice Caridi, è lo sguardo opposto: bisogna evitare che l’Iran venga usato strumentalmente per espungere Gaza dal discorso pubblico.

La distinzione è chiara: riconoscere un regime repressivo non può diventare alibi per occultare un altro crimine. Il rischio è la selettività morale, la geopolitica delle indignazioni.

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Il titolo dell’intervista contiene forse la frase più disturbante:
«La distruzione di Gaza è anche un reato collettivo».

Non è un’iperbole. È un richiamo alla responsabilità diffusa in un sistema globale interconnesso.
Esiste una catena di complicità – diplomatica, economica, narrativa: il crimine non è confinato al luogo in cui le bombe cadono.

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Gaza, in questa lettura, è specchio.
Specchio delle nostre alleanze.
Specchio del nostro linguaggio.
Specchio della nostra capacità – o incapacità – di chiamare le cose con il loro nome.

Non è solo una questione mediorientale.
È una questione che riguarda la tenuta del diritto internazionale e la credibilità dell’Occidente che lo invoca altrove.

E soprattutto riguarda ciò che diventiamo quando accettiamo che una parola venga evitata per convenienza politica.

Perché, come suggerisce Caridi, una volta che la parola è pronunciata, non si può più fingere di non sapere.

° ° °

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In Artico la superficie non è mai davvero stabile. Una nevicata improvvisa, un episodio di pioggia o pochi giorni con temperature sopra lo zero possono modificare rapidamente il colore e la capacità riflettente del suolo. In uno studio di recente pubblicazione, un team ENEA, INGV e Università Ca' Foscari ha confrontato le misure di albedo effettuate alla Thule High Arctic Atmospheric Observatory (THAAO) in Groenlandia.

Leggi l'articolo scientifico: buff.ly/mouvoHi

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Università, 939mila euro ai collegi, Bernini: “Rendere il merito davvero accessibile”

@scuola

corriereuniv.it/universita-939…

Il Ministero dell’Università e della Ricerca stanzia 939.209 euro ai collegi universitari legalmente riconosciuti. A firmare il decreto è la ministra Anna Maria Bernini, che rilancia il ruolo strategico dei

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Caso Mendico, la relazione degli ispettori: “Diverse omissioni nella scuola di Paolo”

@scuola

corriereuniv.it/caso-mendico-l…

Ventotto pagine di relazione, frutto di analisi dei documenti e colloqui effettuati nei sette giorni passati tra Fondi e Santi Cosma e Damiano. L’obiettivo:

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#24febbraio 2022
La #Russia avvia un’offensiva militare in #Ucraina, dando una forte escalation al conflitto iniziato nel 2014.

Iuliia Iashchenko sulla rivista #NAD esamina l'impatto della #guerra sulla libertà accademica in Russia e in Ucraina

Qui in #OpenAccess
⬇️riviste.unimi.it/index.php/NAD…
@cultura

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Ieri mi sono distratto e non mi sono accorto che alcune delle istanze gestite da Masto Host fossero in down.

mastodon.social/@mastohost/116…

#fediverso

Questa voce è stata modificata (2 mesi fa)
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This documentary #ForgingANewMovementForPalestineInItaly by #ChrisHedges is a must watch.

Thank you #ChrisHedges, for interviewing me on #Italy's complicity with #Israel's #genocide:

youtu.be/a5ofVZjG21g?si=5r44kC…

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RE: yoota.it/mullvad-prova-a-criti…

In UK sempre meglio 😱


Mullvad prova a criticare la sorveglianza nel Regno Unito: censurata in TV e nella metro di Londra


Mullvad VPN ha prodotto “And Then?”, un cortometraggio diretto da Jonas Åkerlund che mette in fila le derive della sorveglianza di massa con una domanda ricorrente: “E poi?”. Lo spot è andato in onda senza problemi in Germania, Svezia e negli Stati Uniti. Nel Regno Unito, invece, è stato bloccato prima ancora di arrivare in TV.

Clearcast, l’ente che approva le pubblicità televisive britanniche, ha rifiutato lo spot con motivazioni piuttosto vaghe: il concetto sarebbe poco chiaro, i riferimenti a giornalisti, rifugiati e opinioni controverse sarebbero “inappropriati e irrilevanti per l’esperienza media di un consumatore di VPN”. Mullvad ha definito la decisione kafkiana.

Dalla TV alla metro, sempre bloccati


Dopo il rifiuto televisivo, Mullvad ha provato a portare la campagna nella metropolitana di Londra con un cartellone contenente un codice QR per guardare lo spot censurato. Transport for London ha bloccato anche quello: non si può invitare il pubblico a vedere una pubblicità già vietata in TV. Secondo tentativo con una versione più grafica sulla bandiera britannica: rifiutata. Alla fine, l’unica cosa rimasta sui muri della metro è stata la scritta “And Then?” su sfondo nero, con il logo di Mullvad nell’angolo. Nient’altro.

Il contesto britannico


La vicenda è meno surreale di quanto sembri se si guarda a quello che succede nel Regno Unito. Solo nell’ultimo anno il governo ha chiesto ad Apple di inserire una backdoor nel suo servizio cloud cifrato, l’Online Safety Act ha già portato al blocco di contenuti politici e messo a rischio l’accesso a Wikipedia, e si discute di imporre la scansione lato client su tutti i telefoni. In più, la Camera dei Lord ha votato un emendamento che potrebbe richiedere la verifica dell’identità per usare una VPN.

Mullvad ha pubblicato tutti gli spot censurati sulla pagina dedicata della campagna, così che chiunque possa guardarli liberamente.


FONTE mullvad.net


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Il nuovo post di universita-it: Domanda GPS 2026, gli errori più comuni da evitare

Qui il post completo: universita.it/domanda-gps-2026…

@universitaly

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"#Palantir is suing a small Swiss magazine that detailed the country’s government repeatedly rejecting its services, as the data intelligence group grapples with European fears over US companies managing sensitive state systems".

Must read:

ft.com/content/434b6d98-83d1-4…

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1. buongiorno!

molte cose da leggere, capire e commentare oggi.

Partiamo dalle urgenze: lo scatafascio economico e strutturale del nostro Paese, che insieme con la guerra, il riarmo e referendum Giustizia sono priorità assolute

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Terremoto in Elsevier: nel comparto dell'editoria finanziaria, 12 articoli ritirati e 7 posizioni di redattore rimosse


Il prof. Lucey svolgeva il ruolo di curatore editoriale, approvando al contempo i propri articoli. Il risultato è stato un completo aggiramento della revisione paritaria, un abuso di autorità editoriale che ha funzionato come un cartello di citazioni.

chrisbrunet.com/p/elsevier-shu…

@scienza

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Metal detector, Valditara: “Sperimentazione nelle scuole va molto bene. Non è repressione”

@scuola

corriereuniv.it/metal-detector…

La sperimentazione dei metal detector mobili negli istituti scolastici “sta andando molto bene”. Lo ha affermato il ministro dell’Istruzione e del

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Iscritti alle università italiane in aumento del 19% in dieci anni

@scuola

corriereuniv.it/iscritti-alle-…

Gli atenei italiani hanno guadagnato 323 mila iscritti in dieci anni (2015-2025). Ma la crescita non è stata omogenea: molto ha pesato l’aumento degli iscritti alle telematiche e il Nord che ha guadagnato studenti

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Tirocinio Erasmus Plus 2026: 26 borse di stage in Europa per giovani tra 18 e 35 anni

@scuola

corriereuniv.it/tirocinio-eras…

Un’esperienza di lavoro all’estero, tra formazione e inserimento in azienda, con spese interamente coperte. È questa l’opportunità offerta dal nuovo bando per il Tirocinio Erasmus Plus 2026, che mette a disposizione 26 borse

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Valutazione amministrativa in Italia: il #CNR, a differenza dell'ÅNVUR, ha preso sul serio i principi di @coara-italia.it @CoARAssessment e vi ha armonizzato il proprio regolamento concorsuale. Qual è stato l'esito?

Le commissioni di concorso, come mostra questo studio, l'hanno largamente disapplicato.

zenodo.org/records/18642800

Commento: la valutazione di stato con la sua logica quantitativa - che esonera dal rischio intrinseco della ricerca - ha formato impiegati a propria immagine e somiglianza. Il tentativo di ricambiarla dall'alto soffre del paradosso del Grande Inquisitore - anche perché è molto più facile contare le pubblicazioni (e adottare strategie di "ricerca" opportunistiche) che darsi la pena di leggerle, capirle e scommettere su nuove ricerche.

Questa voce è stata modificata (2 mesi fa)
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Graduatorie GPS 2026/28: da oggi aperte le domande, scadenza il 16 marzo

@scuola

corriereuniv.it/graduatorie-gp…

Da oggi, 23 febbraio 2026, sono ufficialmente aperte le domande per l’aggiornamento delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) 2026/28. Le istanze potranno essere presentate fino alle ore 23.59 del 16 marzo

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Il nuovo post di universita-it: Valorizzare l’impegno accademico: trasformare lo studio in una risorsa economica

Qui il post completo: universita.it/valorizzare-limp…

@universitaly

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Notte dell’Intelligenza Artificiale 2026 a Modena: dialogo tra AI e Astronomia

@scuola

corriereuniv.it/notte-intellig…

Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia torna a puntare sull’innovazione con la seconda “Notte dell’Intelligenza Artificiale – AstroAI Edition”, in programma mercoledì 25 febbraio 2026 alle ore 18.00 a Modena. L’evento si

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Cortina 1976 by Calibro 35

@musica

Nuova uscita dei Calibro 35 💙

calibro35rk.bandcamp.com/album…

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«Serve un giornalismo capace di approfondire, di verificare e di andare controcorrente facendo un severo controllo delle fonti».
sociale.network/@peacelink/116…


La trasmissione "Presa diretta" di stasera ha riportato informazioni sui "droni russi" e su altre vicende simili che qui abbiamo smentito con abbondante documentazione tecnico-militare

peacelink.it/mediawatch/a/5093…

#PresaDiretta #disinformazione


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#newbook

Il rapporto annuale 2025 dell'Osservatorio sull’Equità di Genere della Leadership in Sanità ha la finalità di monitorare e promuovere l’#equitàdigenere della direzione nel #settoresanitario pubblico e privato in Italia. La valorizzazione del talento femminile richiede ancora un cambiamento profondo e modelli di #governanceinclusiva per evolvere verso una leadership paritaria, capace di generare valore per la collettività

⬇️ Scaricalo ora in #OpenAccess: libri.unimi.it/index.php/milan…

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Un uomo prende accidentalmente il controllo di 7.000 robot aspirapolvere: Sammy Azdoufal voleva solo pilotare il suo DJI Romo con un controller da gioco


Il tentativo di un ingegnere informatico di pilotare il suo nuovo robot aspirapolvere DJI con un controller per videogiochi gli ha inavvertitamente permesso di dare un'occhiata di nascosto nelle case di migliaia di persone.

Durante la creazione della sua app di controllo remoto, Sammy Azdoufal avrebbe utilizzato un assistente di programmazione basato sull'intelligenza artificiale per analizzare a ritroso il modo in cui il robot comunicava con i server cloud remoti di DJI. Ma presto ha scoperto che le stesse credenziali che gli permettevano di vedere e controllare il suo dispositivo fornivano anche accesso a feed live delle telecamere, audio del microfono, mappe e dati di stato di quasi 7.000 altri aspirapolvere in 24 paesi. Il bug di sicurezza del back-end ha di fatto esposto un esercito di robot connessi a Internet che, nelle mani sbagliate, avrebbero potuto trasformarsi in strumenti di sorveglianza, il tutto senza che i loro proprietari lo sapessero.

popsci.com/technology/robot-va…

@aitech

in reply to X

La trasmissione "Presa diretta" di stasera ha riportato informazioni sui "droni russi" e su altre vicende simili che qui abbiamo smentito con abbondante documentazione tecnico-militare

peacelink.it/mediawatch/a/5093…

#PresaDiretta #disinformazione

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«Possiamo ipotizzare in atto un processo permanente di iper normalizzazione di determinati discorsi - che usa argomentazioni pseudo scientifiche, buonsensiste, capillari e - cosa più importante - facilmente ripetibili e assimilabili dalle nuove generazioni, in cui un gruppo identitario viene identificato come perfetto e ulteriormente perfezionabile, ma in questo momento storico è vittima. Di cosa? Di tutto quello che non appartiene a quella identità, che è dipinto come un nemico che mira a sostituire, soggiogare, imbruttire, imbastardire, castrare ecc.
Questa retorica ha conseguenze mortali. Nel gennaio 2026, durante l'Operazione Metro Surge a Minneapolis, l'ICE ha proceduto a esecuzioni sommarie per strada: Renee Nicole Macklin Good, una poetessa di 37 anni, e Alex Jeffrey Pretti, un infermiere di 32, sono stati uccisi mentre protestavano contro i rastrellamenti federali. Ci sono voluti questi omicidi di cittadini americani per arrivare alle semplici dimissioni di Greg Bovino dai ruoli di comando della Border Patrol, ma la struttura di potere che ha permesso tale violenza rimane intatta. Come rimane intatta la giustificazione: deportare i residenti illegali che delinquono. Solo che non è vero, nel primo anno di attività dell’ICE per il secondo mandato Trump meno del 14% degli arresti riguardava gente con precedenti penali. Ma finché non ci vanno di mezzo i bianchi nessuno subisce alcuna conseguenza, e siamo comunque lontani da quello che uno stato di diritto richiederebbe.
Questi tipi di frame si incastrano per andare a generare una sindrome da accerchiamento che rende molto difficile per chi ne è oggetto percepire quanto possano essere ripugnanti i discorsi contro quelli che ti hanno convinto essere i tuoi carnefici. Che siano minoranze, donne, comunità LGBTQ+ o attivisti come Good e Pretti in Minnesota».
mastodon.uno/@valigiablu/11611…


🧵 La Silicon Valley, Musk e l’ossessione per il razzismo scientifico | @arlovan
valigiablu.it/musk-silicon-val…

#musk #siliconvalley #razzismo


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ABBIAMO TOCCATO IL FONDO E NON È LO SCI DI CORTINA

@news
Il titolo è pessimista solo in apparenza. In realtà è un convinto segnale di ottimismo, una sorta di dichiarazione universale di negazionismo a proposito dell'ineludibile destino che le cose potranno andare ancor peggio...
L'articolo ABBIAMO TOCCATO IL FONDO E NON È LO SCI DI CORTINA proviene da GIANO NEWS.

#EDITORIALI

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«Una scena pietosa».
mastodon.uno/@maudel/116113820…


Travaglio sul Nove: “Tajani al Board of Peace? Meloni lo ha
mandato a fare il guardone. Una scena pietosa” ilfattoquotidiano.it/2026/02/2…