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radio rewrite / steve reich. 2012


[youtube=youtube.com/watch?v=IKOTq5iTDH…]

Radio Rewrite, composed by Steve Reich. Performed by Ensemble Offspring for Extended Play, City Recital Hall Sydney, 24th August 2018.

“As part of Sydney’s first ever 12 hour micro-festival (in the style of Bang on a Can’s legendary New York marathons) Ensemble Offspring performs the music of Steve Reich in the stunning acoustic of City Recital Hall.”
#BangOnACan #contemporaryMusic #EnsembleOffspring #ExtendedPlay #music #musica #musicaContemporanea #RadioRewrite #SteveReich

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Coppie.
La scrittrice Clelia Pellicano, che firmò anche collo pseudonimo di Jane Grey, ha raccolto sette novelle in questo volume, che presenta ritratti di donne, ancora attuali. Si scarica gratis, in pdf, da:

liberliber.it/autori/autori-p/…

@cultura

#UnoLibri #libri #letteratura #public_domain #cosediscuola #cultura

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#OTD in In 1830, Victor Hugo‘s play Hernani premieres in Paris, eliciting protests from the audience for its attack on Classicism.

en.wikipedia.org/wiki/Hernani_…

"Hernani" (in French) at PG:

gutenberg.org/ebooks/9976

#books #literature #drama

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#Parution : Barbier, Edmond Jean François. Chronique de la Régence et du règne de Louis XV. Tome VI : 1755-1757. Édition scientifique par Henri Duranton et Denis Reynaud. Paris : Classiques Garnier (Lire le dix-huitième siècle, 84), 2025. ISBN : 9782406198567.
classiques-garnier.com/chroniq…

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al posto della parola “poesia” (per emilio villa)


al posto della parola “poesia”, innumerevoli soluzioni disseminate nel tempo da Emilio Villa: “cause”, “variazioni”, “madrigali”, “attributi”, “phrenodiae”, “méditations courtes”, “videogrammi”, “options”, “letanie”, “sibille”, “trous”, “labirinti”, “tarocchi”, … (tutte forme disperse come, già nel 1949, “i sassi nel Tevere”)

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Presentazione di un altro mattoncino del Palazzo


ko-fi.com/i/IS6S11UWMCE

(l'annunzio credo sia di ieri o l'altroieri, spero sia passato inosservato)

il mattoncino si presenta(va?) nella libreria intitolata al noto Lodo, in compagnia della sorella del dvce e di una seconda carica dello Stato che colleziona bvsti

in reply to differx

credo che anche il Corsera ne abbia parlato: corriere.it/cronache/26_febbra…

0ut1°°k reshared this.

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Guide to the classics: 18th century novel Fantomina has a sexually curious, identity-switching heroine

Eliza Haywood was a bestselling 18th century author closely associated with the then-emerging genre of the novel. Little is known of her life beyond her writing.

by Nicola Parsons

theconversation.com/guide-to-t…

Elisa Haywood at PG:
gutenberg.org/ebooks/author/36…

#books #literature

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tutorial / differx. 2026


[youtube youtube.com/watch?v=VNtWZgjyu2…]

#differx #differxv #differxvid #fluxus #fluxusVid #fluxusVideo #tutorial

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Michelangelo hated painting the Sistine Chapel – and never aspired to be a painter to begin with

by Anna Swartwood House

theconversation.com/michelange…

Michelangelo at PG:
gutenberg.org/ebooks/author/34…

#books #art #history

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da oggi, 25 febbraio, a roma: “agnès varda. qui e là tra parigi e roma”

AGNÈS VARDA

QUI E LÀ
TRA PARIGI E ROMA

dal 25 febbraio al 25 maggio 2026


A cura di
Anne de Mondenard, Carole Sandrin
Con la collaborazione di

Rosalie Varda

Villa Medici rende omaggio all’opera fotografica dell’artista e regista Agnès Varda (1928-2019) con la sua prima grande retrospettiva in Italia, in occasione del 70° anniversario del gemellaggio tra Parigi e Roma.

La mostra invita a immergersi nella Parigi del dopoguerra e in particolare nel cortile-laboratorio di rue Daguerre, luogo di vita, creazione e sperimentazione di Agnès Varda.

Agli anni parigini fanno eco le fotografie realizzate dall’artista durante i suoi viaggi in Italia, da Venezia a Roma, nelle ville e nei giardini rinascimentali o sui set cinematografici.

In collaborazione con Paris Musées, Musée Carnavelet – Histoire de Paris, l’Institut pour la photographie, Ciné-Tamaris.

Scopri di più
#AccademiaFrancese #AgnèsVarda #AnneDeMondenard #CaroleSandrin #CinéTamaris #fotografia #fotografie #lInstitutPourLaPhotographie #mostra #MuséeCarnaveletHistoireDeParis #ParisMusées #RosalieVarda #rueDaguerre #VillaMedici

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28 febbraio, frascati (roma): presentazione di “audio doc sound title” (folderol, 2025), a cura di pietro d’agostino


locandina_ sabato 28 febbraio, frascati, agarte, presentazione di audio doc sound title
cliccare per ingrandire

_

#Agarte #art #arte #AudioDocSoundTitle #FabioOrecchini #FrancescoCollacchi #fucinaDelleArti #MarcoAriano #PietroDAgostino #soundArt

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I ciccioni esplosivi.
Romanzo brillante ed originale, opera di "Pelagio D'Afro", un collettivo di quattro autori che consentono ai lettori di scaricarlo gratis, in pdf, da:

liberliber.it/autori/autori-d/…

@cultura

#UnoLibri #libri #letteratura #cosediscuola #cultura

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Oslo, Norway

‘The Scream’ View

The hillside where Edvard Munch experienced the panic attack that inspired “The Scream” offers one of the most striking evening views in Oslo.

atlasobscura.com/places/the-sc…

#art #travel

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6 Authors Who Hated Their Most Popular Books

From Agatha Christie to Franz Kafka, these authors were not fans of their most beloved creations.

By Paul Anthony Jones

mentalfloss.com/entertainment/…

Louisa May Alcott, Agatha Christie, Conan Doyle, Kafka, MIlne at PG:
gutenberg.org/ebooks/author/10…
gutenberg.org/ebooks/author/45…
gutenberg.org/ebooks/author/69
gutenberg.org/ebooks/author/17…
gutenberg.org/ebooks/author/73…

#books #literature

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Le parole di Paola Caridi - intervistata da Antonella W. Gaeta per Repubblica Bari - non si limitano a parlare di Gaza, ma interrogano noi


dall'account fb della Freedom Flotilla Italia:

Ci sono interviste che non aggiungono semplicemente informazioni: spostano l’asse morale di una discussione.
Le parole di Paola Caridi - intervistata da Antonella W. Gaeta per Repubblica Bari - fanno esattamente questo: non si limitano a parlare di Gaza, ma interrogano noi.

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Gaza: vicina, eppure rimossa

Caridi smonta innanzitutto una comoda narrazione: quella della distanza.
«Gaza è vicina, eppure così lontana», si dice. Ma lei rovescia la prospettiva: la distanza non è geografica, è culturale e politica. Abbiamo “disimparato” a conoscere il mondo arabo, dice. Un tempo esisteva il Sabir, lingua franca del Mediterraneo, vocabolario di commercio e scambio. Oggi prevale uno sguardo anglosassone, filtrato – come ricordava Edward Said – da una lunga tradizione di orientalismo.

La questione palestinese è stata resa periferica, “irrisolvibile, noiosa”. Una rimozione attiva, non una semplice distrazione. Gaza è stata espulsa dall’orizzonte della nostra storia, pur appartenendo ai nostri stessi cinquemila anni di relazioni mediterranee.

Eppure qualcosa è cambiato.

«Lo abbiamo sperimentato in questo anno… la distanza non c’è, questo genocidio è dentro anima, cuore e testa delle persone, dei cosiddetti “senza potere”. Gaza è la cartina al tornasole di quello che siamo diventati».

Non è solo una crisi lontana.
È un test etico collettivo.

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Uno dei passaggi più significativi dell’intervista riguarda il linguaggio.
Caridi insiste su un punto che nel dibattito pubblico è stato centrale: la parola genocidio.

«È stato difficile anche per me pronunciarla», ammette. «Sono stata tra chi diceva “lasciamo lavorare i giudici”. Ma dopo che si è espressa la Corte internazionale di giustizia… dire genocidio è diventato un dovere».

Qui si apre un nodo politico enorme. Le parole non descrivono soltanto la realtà: la qualificano, la rendono visibile o invisibile, attivano obblighi. Chiamare qualcosa genocidio significa riconoscere che esiste una responsabilità giuridica e morale che non può essere delegata.

E infatti Caridi non si ferma alla dimensione descrittiva. Introduce una categoria più radicale:
la corresponsabilità.

«Siamo corresponsabili, stiamo compiendo un reato anche noi».

Non si tratta di una formula retorica. È un’accusa che chiama in causa governi, alleanze, silenzi, forniture, narrazioni. Se il genocidio è sostenuto o coperto da relazioni politiche e militari, allora non è solo un crimine di chi lo compie direttamente. È un crimine reso possibile da una rete.

____________

La distopia della “pace”

Un altro punto delicato è il concetto di pace.
Alla domanda sul Board of Peace, Caridi risponde con una parola secca: «È una distopia».

La pace come dispositivo retorico, come etichetta rassicurante che copre l’asimmetria di potere.
Una pace senza giustizia, senza diritti, senza responsabilità, rischia di diventare gestione permanente della violenza.

In questo senso, Gaza non è solo teatro di guerra.
È laboratorio politico.

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Genocidio ed ecocidio

Il passaggio più forte, forse, è quello in cui Caridi amplia la definizione stessa di genocidio.
«Non viene distrutto solamente l’umano… ma viene ucciso un intero territorio».

Propone una formula potente: gen(eco)cidi(o). Un genocidio che contiene anche l’ecocidio. Perché la distruzione di Gaza non riguarda soltanto le vite umane, ma la relazione tra umano e non umano:
terra, mare, alberi, infrastrutture, memoria materiale.

Qui il discorso si fa antropologico.
Se il “non umano” non è il disumano ma ciò di cui siamo parte, allora la devastazione ambientale è rottura di un sistema di relazioni.
Gaza diventa simbolo di una frattura più ampia:
quella tra dominio e appartenenza.

Caridi è esplicita nel denunciare una logica proprietaria: l’idea che un territorio possa essere “azzerato” per essere rifondato secondo interessi esterni. Parla di una «follia di sostituzione etnica».
Non è solo guerra: è progetto.

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Non solo Israele, non solo Iran

L’intervista tocca anche la questione iraniana. Difendere Gaza non significa ignorare la repressione in Iran. Anzi, dice Caridi, è lo sguardo opposto: bisogna evitare che l’Iran venga usato strumentalmente per espungere Gaza dal discorso pubblico.

La distinzione è chiara: riconoscere un regime repressivo non può diventare alibi per occultare un altro crimine. Il rischio è la selettività morale, la geopolitica delle indignazioni.

____________

Il titolo dell’intervista contiene forse la frase più disturbante:
«La distruzione di Gaza è anche un reato collettivo».

Non è un’iperbole. È un richiamo alla responsabilità diffusa in un sistema globale interconnesso.
Esiste una catena di complicità – diplomatica, economica, narrativa: il crimine non è confinato al luogo in cui le bombe cadono.

____________

Gaza, in questa lettura, è specchio.
Specchio delle nostre alleanze.
Specchio del nostro linguaggio.
Specchio della nostra capacità – o incapacità – di chiamare le cose con il loro nome.

Non è solo una questione mediorientale.
È una questione che riguarda la tenuta del diritto internazionale e la credibilità dell’Occidente che lo invoca altrove.

E soprattutto riguarda ciò che diventiamo quando accettiamo che una parola venga evitata per convenienza politica.

Perché, come suggerisce Caridi, una volta che la parola è pronunciata, non si può più fingere di non sapere.

° ° °

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‘The tale of Genji’
A beautifully wrought, truncated version of the world’s first novel.

“The Tale of Genji,” one of the foundational works of Japanese literature, was written 1,000 years ago and is more than 1,000 pages long. Penned over the course of a decade or so by Murasaki Shikibu, it is widely considered the world’s first novel. It’s also a landmark of women’s world literature.

by Neely Tucker

lcm.loc.gov/issue/january-febr…

The tale of Genji at PG:
gutenberg.org/ebooks/66057

#books #literature

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#Recension en ligne : Éric Méchoulan, « Alain Cantillon, Blaise Pascal, Pensées », Archives de sciences sociales des religions, 212 | 2025, 237-239.
journals.openedition.org/assr/…

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corrado costa, “le nostre posizioni”, geiger 1972: alcuni testi (foto e collezione andrea balietti)

Corrado Costa_ Le nostre posizioni_ collezione & foto di Andrea Balietti

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il libro completo nell’archivio Maurizio Spatola:
archiviomauriziospatola.com/pr…

#111 #AdrianoSpatola #cambioDiParadigma #CorradoCosta #Costa #EdizioniGeiger #Geiger #LeNostrePosizioni #MaurizioSpatola #scritturaDiRicerca #scritturaSperimentale #scrittureDiRicerca #scrittureSperimentali

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incenters / jacob druckman. 1968


[youtube=youtube.com/watch?v=NVSQOA8bMY…]

Incenters (1968)
for 13 Instrumentalists
by Jacob Druckman (1928-1996)

Performers
Arthur Weisberg – Conductor
The Contemporary Chamber Ensemble

Recording: Spectrum New American Music, Volume III. Nonesuch H-71221. 1969.

Request a video here: forms.gle/EWyyqpGpVgEtnZjJ9

“The videos on the @regardstoeighthstreet7943 channel are intended solely for educational purposes. I do not own the rights to the score or the performance. If, for any reason, any person or entity feels that this video is in violation of their copyright, please contact immediately regardstoeighthstreet@gmail.com before submitting a copyright claim to YouTube, and the channel will do their best to remove the video as soon as possible”.
#ArthurWeisberg #contemporaryMusic #Incenters #JacobDruckman #music #musica #musicaContemporanea #Nonesuch #SpectrumNewAmericanMusic #TheContemporaryChamberEnsemble

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