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Wissen Kompakt 20.–24. April 💡 – unsere Schulungswoche rund ums wissenschaftliche Arbeiten mit neuen Angeboten. ➡️ Kursdetails und Anmeldung: ub.uni-leipzig.de/service/work…

Kostenfreies Angebot für Studierende, Promovierende und wissenschaftliches Personal aller Fachrichtungen @unileipzig

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online ora l’audio dedicato a “i sassi” e “spin-off”, di giulio marzaioli @ ‘la finestra di antonio syxty’

link: open.spotify.com/episode/1H5sn…

pagina del podcast: open.spotify.com/show/7onZatZD…

i libri: ticedizioni.com/products/i-sas… e ticedizioni.com/products/spin-…

con Marilina Ciaco, Luigi Magno, Massimiliano Manganelli – e il coordinamento di Antonio Syxty
#AntonioSyxty #cambioDiParadigma #chapbooks #GiulioMarzaioli #ISassi #LaFinestraDiAntonioSyxty #LuigiMagno #ManifattureTeatraliMilanesi #MarilinaCiaco #MassimilianoManganelli #MTM #MTMManifattureTeatraliMilanesi #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #SpinOff #Tic #TicEdizioni #UltraChapBooks

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oggi, 13 aprile, a milano, al ferrobedò: schede “autobiografiche” di elsa morante. proclamazioni di vita — a cura di giuseppe garrera


SCHEDE “AUTOBIOGRAFICHE” DI ELSA MORANTE. PROCLAMAZIONI DI VITA,
a cura di Giuseppe Garrera

Ferrobedò, via della Moscova, 40 – Milano

Inaugurazione della mostra lunedì, 13 aprile 2026 – ore 18:30

Sarà presente il curatore con Giacomo Agosti e Silvia De Laude.

elsa morante_ ferrobedo_ proclamazioni_ giuseppe garrera
cliccare per ingrandire

Sono risaputi lo scrupolo degli interventi e il controllo di Elsa Morante sui paratesti dei suoi libri e sulle scelte editoriali e tipografiche per ogni uscita e ristampa.
In questo apparato propagandistico oculato e mai lasciato al caso e alle decisioni redazionali o ai consigli amministrativi delle case editrici un ruolo centrale assume la Nota biografica che deve o può accompagnare … → continua qui


IG: instagram.com/p/DW6CHRTDLGv/
#biografia #decisioniRedazionali #ElsaMorante #Ferrobedò #GiacomoAgosti #GiuseppeGarrera #letteratura #mostra #notaBiografica #paratesti #proclamazioni #ristampa #ristampe #schede #schedeAutobiografiche #SilviaDeLaude

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"Utenti profilati e algoritmi: così Meta ha interferito nelle elezioni del 2022", di Thomas Mackinson per 'Il Fatto Quotidiano'


un post di ieri di Cosimo De Benedictis (su fb, hélas) che mi spinge a dire quanto sempre più urgente e necessario sia smontare fb, usarlo solo per portare i lettori e gli 'utenti' FUORI dai social generalisti:

>>> Quanto sono americane le “ombre russe” sul voto in Italia, quelle che agitavano timori per la “tenuta democratica” in Europa !

>>> La nuova inchiesta di #Report sul Garante della Privacy che andrà in onda stasera.
>>> "Utenti profilati e algoritmi: così Meta ha interferito nelle elezioni del 2022",
di Thomas Mackinson
per 'Il Fatto Quotidiano'

Privacy. Il colosso ha raccolto dati in modo improprio e sviluppato anche un filtro pro-destra, ma ha evitato la stangata del Garante.

Nell’agosto 2022, a poche settimane dalle elezioni, mentre l’attenzione era tutta su Mosca, sugli smartphone di milioni di italiani si stava apparecchiando una silenziosa profilazione di massa.

Non da parte di hacker del Cremlino, ma del colosso americano Meta. È il punto più clamoroso della nuova inchiesta di Report sul Garante della Privacy che andrà in onda stasera. La trasmissione ricostruisce come, alla vigilia del voto, la multinazionale di Mark Zuckerberg stesse raccogliendo e trattando dati degli utenti italiani legati alle interazioni con contenuti elettorali. E come, una volta venuta a galla, membri del Garante si adoperarono per sventare una mega-multa che avrebbe anche portato alla luce un sistema surrettizio di influenza sul voto. Peraltro a senso unico, grazie alla successiva rimozione selettiva e asimmetrica di un algoritmo che limitava la visibilità dei contenuti politici, che avrebbe favorito la destra.

Nel 2022, in vista delle elezioni politiche Meta lancia su Facebook la funzione EDI (Election Day Information) e su Instagram dei colorati sticker a tema. L’iniziativa si presenta come un comodo servizio civico per reindirizzare gli elettori al sito del ministero dell’Interno, che ne era a conoscenza. L’inchiesta di Report svela che dietro l’apparenza informativa si attiva un trattamento più ampio: età, genere, posizione geografica, dispositivo e interazioni vengono raccolti, conservati e aggregati. La stessa Meta ammette la possibilità di condividere dati aggregati con terze parti, inclusi “partner governativi o comitati elettorali”. Oltre 6 milioni e mezzo di utenti vengono coinvolti. La partecipazione al voto si trasforma in un’opinione politica monetizzabile, in quello che una fonte evoca come un secondo “caso Cambridge Analytica”.

Di fronte a questa attività, il dipartimento tecnico del Garante guidato da Riccardo Acciai chiede un blocco urgente. È qui che si consuma uno scontro ai vertici documentato dai verbali ufficiali: i membri del collegio Guido Scorza e Agostino Ghiglia frenano, chiedendo di attendere le autorità europee. I due peraltro sono indagati per corruzione anche per la vicenda degli occhiali Meta Smart glasses. La resistenza culmina in una mail svelata da Report, in cui Scorza il 24 settembre 2022 blocca i tecnici sostenendo che non ci fosse il necessario fumus. Nelle stesse ore, Mattei ordina ad Acciai di soprassedere.

A metà 2023 si ripropone il problema con le elezioni regionali e i tecnici riescono a far emanare un provvedimento d’urgenza che impedisce a Meta di condividere i dati con terzi. E propongono una multa da 75 milioni. L’anomalia più clamorosa avviene qui. Dai documenti raccolti da Report emerge l’irritazione di Agostino Ghiglia, che il 29 febbraio 2024 definisce la sanzione “ridicola”, aggiungendo che andava “smontata”. Alla fine, la multa viene drasticamente abbassata a 25 milioni, un importo pari ad appena lo 0,02% del fatturato mondiale annuo della società. Eppure, nonostante lo sconto, del 70% sia Scorza che Ghiglia votano contro il provvedimento. Report svela che la Procura ha acquisito i documenti relativi alla vicenda.

Poi l’inchiesta si spinge oltre, toccando il tema dell’influenza algoritmica. Nel 2021 Meta aveva introdotto un filtro per limitare la visibilità dei contenuti politici, dichiarando di averlo rimosso per tutti nel 2025. Un’analisi condotta da un gruppo interno di tecnici del Pd smentisce però questa versione: il filtro sembrerebbe essere stato disattivato in gran segreto già nel novembre 2024, in coincidenza con la vittoria di Donald Trump negli Usa. I grafici mostrati a Report evidenziano che la rimozione ha favorito esclusivamente le posizioni della destra antieuropeista, mentre i contenuti del centrosinistra sono rimasti, per usare le parole del dem Sandro Ruotolo, “sottoterra”. Meta nega formalmente ogni accusa, sostenendo di non raccogliere dati politici e di non aver operato rimozioni asimmetriche. Ma Ruotolo sintetizza: “Sono i signori delle piattaforme che decidono il carattere politico che deve avere un Paese”.

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un segnale radio non ancora identificato


wired.it/article/segnale-radio…

un estratto:

La prima anomalia di Askap J1424 è che proviene da una sorgente invisibile. Nella maggior parte degli Lpt, il segnale radio coincide con un oggetto rilevabile in un’altra regione dello spettro elettromagnetico – visibile, ultravioletto o infrarosso – come una stella, una galassia o i resti di una supernova. Seguendo la direzione dell'impulso tuttavia non sembra esserci nulla che possa fare luce sulla sua origine.

La seconda stranezza riguarda la durata e la regolarità del segnale radio. Mentre pulsar e magnetar emettono impulsi che durano millisecondi o pochi secondi, questo Lpt era lungo ben 2.147,27 secondi, pari a circa 36 minuti, ed è rimasto attivo per otto giorni. Inoltre, la sua polarizzazione sfiora il 100%, segno di un segnale insolitamente regolare, una caratteristica molto rara anche per oggetti compatti.

Ad oggi, non esiste alcun oggetto conosciuto in grado di riprodurre questo comportamento. Ciononostante, i ricercatori hanno avanzato una possibile spiegazione: Askap J1424 potrebbe provenire da un sistema binario con una nana bianca magnetica. Un'ipotesi che implicherebbe però un comportamento estremamente atipico per questa tipologia di stella.

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il 16 aprile, a roma: nuova presentazione del progetto “quel che non puoi vedere / tentativi di visione”


Una nuova presentazione del progetto Quel che non puoi vedere / Tentativi di visione nel luogo in cui ha avuto origine la performance che ha poi ispirato il libro-cofanetto. A seguire una degustazione di tè verde sencha accompagnato da senbei (cracker di riso giapponesi). giovedì 16 aprile, ore 18, Galleria AOC, via Flaminia 58, Roma
#art #arte

#Arte #Art
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Relazione del primo viaggio intorno al mondo.
La spedizione di Magellano, dopo la sua morte, fu conclusa da 18 superstiti, tra i quali Antonio Pigafetta, che ne scrisse la Relazione. La si scarica gratis, in pdf, da:

liberliber.it/autori/autori-p/…

@cultura

#UnoLibri #libri #letteratura #public_domain #cosediscuola #cultura

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17-19 aprile: personale di gillo dorfles a milano per miart 2026


via San Maurilio, 14 – Milano


PAULA SEEGY GALLERY DEBUTTA A MIART 2026
con la personale

Gillo Dorfles
Il divenire dell’arte tra estetica e mercato

Milano, 17–19 aprile 2026

Incontro con Renato Diez: collezionismo e mercato
sabato 18 aprile ore 17:00
Level O – Stand A07

Gillo Dorfles, Crisalide gialla, 1994, acrilico su tela, 132×112 cm © Fabio Viganò

In occasione della 30ª edizione di miart, la fiera internazionale di arte moderna e contemporanea di Milano, Paula Seegy Gallery partecipa per la prima volta alla manifestazione presentando la mostra personale Gillo Dorfles. Il divenire dell’arte tra estetica e mercato, questo avvenimento segna l’ingresso della galleria nel circuito internazionale delle grandi fiere. Sabato 18 aprile alle ore 17:00 Renato Diez incontra il pubblico per un approfondimento riguardo i lavori di Dorfles, le quotazioni e il collezionismo.

Il progetto espositivo, in dialogo con il tema dell’edizione 2026 New Directions, propone una selezione di opere che attraversano oltre sessant’anni della ricerca artistica di Gillo Dorfles, una delle figure più autorevoli e poliedriche della cultura italiana del Novecento. Medico psichiatra, filosofo dell’estetica, critico d’arte e pittore, Dorfles ha saputo coniugare riflessione teorica e sperimentazione visiva con un linguaggio autonomo e anticonvenzionale.

La mostra riunisce tele, opere su carta, cartone, litografie e monotipi che ripercorrono l’evoluzione del suo lavoro dagli anni del MAC Movimento Arte Concreta, fondato nel 1948 insieme a Bruno Munari, Atanasio Soldati e Gianni Monnet, fino alle opere degli anni Duemila. Il percorso espositivo comprende lavori storici come Senza titolo (1946, penna su carta) e Composizione (1949, tecnica mista), legata alle prime sperimentazioni del dopoguerra. Accanto a queste opere figurano monotipi e lavori su carta degli anni Cinquanta, tra cui Composizione (1957) e Senza titolo (1957).

Il percorso prosegue con dipinti della maturità come Mano morta (1987), acrilico su cartone in cui emergono figure e allusioni ironiche, e con le tele della fine degli anni Ottanta, tra cui Il regno vegetale (1989) e Un occhio, una mano (1989), caratterizzate da forme ibride e cromie intense. Di particolare rilievo è Trafitto (1992), in cui segni e tensioni cromatiche costruiscono una composizione fortemente espressiva. Tra i nuclei centrali della mostra spicca la tela Crisalide gialla (1994), uno dei lavori più emblematici della poetica di Dorfles, dove la metamorfosi delle forme e l’energia del colore restituiscono l’idea di un continuo divenire. Il percorso si conclude con opere degli anni Duemila come Due schieramenti (2001), caratterizzata da una costruzione compositiva quasi teatrale, e Il fustigatore (2007), in cui la figura assume un tono ironico e visionario.

Attraverso composizioni dalle forme fluide, segni ironici e cromie vivaci, il percorso evidenzia la costante tensione tra rigore formale e libertà espressiva che attraversa tutta la sua produzione.

Nel lavoro di Dorfles convivono l’acume del teorico e l’intuizione dell’artista: le sue opere riflettono su temi come la percezione, il gusto e le trasformazioni del sistema dell’arte, in anticipo rispetto alle dinamiche che oggi caratterizzano il rapporto tra estetica, comunicazione e mercato. In questo senso, la sua ricerca si rivela sorprendentemente attuale rispetto alle trasformazioni del panorama culturale contemporaneo.
La partecipazione a miart rappresenta per la galleria un momento particolarmente significativo e l’opportunità di presentare al pubblico internazionale un progetto dedicato a una figura centrale della cultura visiva del Novecento italiano, come Gillo Dorfles. Nel 2025 la Paula Seegy Gallery ha scelto di restituire la giusta centralità a questo protagonista, dopo una lunga assenza dal circuito espositivo, attraverso una mostra personale.
Dichiara Paula Seegy: «Ritengo fondamentale continuare a dare spazio e visibilità a personalità così rilevanti per la storia della cultura contemporanea».
Fondata a Milano nel 2023, Paula Seegy Gallery sviluppa un programma espositivo orientato alla valorizzazione di artisti storici e contemporanei, promuovendo un dialogo tra ricerca artistica, storia dell’arte e riflessione critica.

Cenni biografici. Gillo Dorfles nasce a Trieste nel 1910. In seguito allo scoppio della Prima guerra mondiale si trasferisce con la famiglia a Genova, dove trascorre l’infanzia. Al termine del conflitto rientra a Trieste e si iscrive al Liceo Classico. Si trasferisce a Milano nel 1928 dove studia medicina ma dopo tre anni decide di completare il percorso universitario a Roma come allievo interno nella clinica Cesare Frugoni; si laurea nel 1934, specializzandosi in neuropsichiatria. A partire dagli anni Trenta ha svolto un’intensa attività di critica d’arte e saggistica collaborando a “La Rassegna d’Italia”, “Le Arti Plastiche”, “La Fiera Letteraria”, “Il Mondo”, “Domus”, “Aut Aut”, “The Studio”, “The Journal of Aesthetics”.
Esordisce in pittura negli anni Trenta. Nel 1948 con Bruno Munari, Atanasio Soldati e Gianni Monnet, fonda il Movimento Arte Concreta (MAC) con l’obiettivo di dar vita a un linguaggio artistico nuovo, in grado di assimilare e di superare le ricerche astratte europee dei decenni precedenti. Negli anni Cinquanta ha inizio l’attività teorica e critica di Dorfles, che si presenta decisamente innovativa e dirompente rispetto agli assunti crociani ancora dominanti. L’attenzione di Dorfles è rivolta soprattutto ai fenomeni comunicativi di massa, alla moda e al design, soffermandosi pur sempre sulla pittura, sulla scultura e sull’architettura moderna e contemporanea. Dagli anni Sessanta insegna estetica in diverse università italiane (Milano, Trieste, Cagliari) e dagli anni Ottanta riprende l’attività pittorica e grafica che per i suoi numerosi impegni aveva interrotto.
Tra le sue numerose pubblicazioni ricordiamo: Discorso tecnico delle arti (1952), Le oscillazioni del gusto (1958), Il divenire delle arti (1959), Ultime tendenze nell’arte d’oggi (1961), Nuovi riti, nuovi miti (1965), L’estetica del mito (1967), Artificio e natura (1968), Kitsch. Antologia del cattivo gusto (1968), Elogio della disarmonia (1986), L’intervallo perduto (1988), Itinerario estetico (2011).
Nel 2010 è pubblicato “Gillo Dorfles. Catalogue raisonné”, a cura di Luigi Sansone, Edizioni Mazzotta, Milano; il volume documenta tutta l’opera pittorica, grafica e di ceramista di Dorfles. Nel 2015 esce per le edizioni Skira il volume “Gli artisti che ho incontrato”, a cura di Luigi Sansone, una raccolta di saggi sull’arte contemporanea pubblicati da Dorfles dall’inizio degli anni Trenta al 2015.
Moltissimi i riconoscimenti internazionali che ha ricevuto sia come artista che come critico. Negli ultimi anni gli sono state dedicate mostre a Milano, (PAC, 2001, “Il pittore clandestino”, sua prima antologica, Palazzo Reale, 2010, Fondazione Marconi, 2014), Bologna (Circolo Artistico, 2002), Trieste (Museo Revoltella, 2007), Chiasso (Max Museo, 2010), Rovereto (Mart, 2011), Urbino (Casa Raffaello, 2014), Roma (Macro, 2015).

DIRITTI IMMAGINI. Tutte le immagini presenti sul sito IBC o da IBC direttamente distribuite sono libere da diritti d’autore

Coordinate mostra miart
Titolo
Gillo Dorfles. Il divenire dell’arte tra estetica e mercato
Sede miart – Allianz MiCo, South Wing – Milano
Date 17 – 19 aprile 2026
Incontro con Renato Diez sabato 18 aprile, ore 17:00 | Level O – Stand A07
Orari venerdì e sabato 11.30 – 20.00 | domenica 11.00 – 19.00
Ingresso Biglietto €15,00 | ridotto €12,00 | serale €10,00
paula@paulaseegygallery.com | www.paulaseegygallery.com

Ufficio stampa
IBC Irma Bianchi Communication

Via Arena 16/1 – Milano
Irma Bianchi mob. +39 335 8315232
tel. +39 02 8940 4694 – info@irmabianchi.it
Testi e foto scaricabili da www.irmabianchi.it

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Doing Impressions: Monet’s Early Caricatures (ca. late 1850s)

"At the age of fifteen, Claude Monet was, by his own account, one of the most successful artists in Le Havre. Crowds would gather in the Norman port city to gawk at the pictures he sold through a framing shop: not paintings of haystacks or of the sea or water lilies, but slightly cruel caricatures of local bigwigs and minor celebrities."

publicdomainreview.org/collect…

#art #caricatures

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Artemis II moonshot reflects a spacefaring vision present in Jules Verne’s 19th‑century novel

by Anastasia Klimchynskaya

theconversation.com/artemis-ii…

From the Earth to the moon at PG:
gutenberg.org/ebooks/83

#books #literature #sciencefiction

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in reply to Project Gutenberg

According to the description there are two projectiles: a "roket-like" one "At the center of the image" "blasting upward from the ground" and one "At the very top of the beam" "emphasizing the ascent into the sky or possibly space".

In fact, there is one projectile in the image; it is being fired vertically upward from a cannon on or in the ground. Most of the people in the picture seem to be running or crawling away from the muzzle flash.

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The Suda, The Greek Encyclopedia Written in the Year 1100

By Patricia Claus

greekreporter.com/2026/04/10/s…

Greek literature at PG:
gutenberg.org/ebooks/subjects/…

#books #literature #encyclopedia

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cinema e archivi sotto attacco: dati, mobilitazione e proposte nella conferenza dell’aamod


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[table][tr][td][table][tr][td]TAGLIARE GLI ARCHIVI È TAGLIARE LA MEMORIA DEL PAESE
Oltre due ore di confronto all’AAMOD con autori, operatori e rappresentanti della cultura: il settore si mobilita contro i tagli del Ministero e chiede riforme, trasparenza e tutela del patrimonio audiovisivo

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[table][tr][td][table][tr][td]Roma, 10 aprile 2026 – Si è svolto oggi, presso la sede dell’AAMOD – Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, un partecipato incontro durato oltre due ore e mezza per discutere le gravi conseguenze dei recenti tagli operati dal Ministero della Cultura nel settore cinematografico e audiovisivo. L’evento è stato coordinato da Aurora Palandrani, Luca Ricciardi e Matteo Angelici, oltre che dal presidente dell’AAMOD Vincenzo Vita.
Al centro del dibattito, la drastica riduzione dei finanziamenti pubblici che colpisce non solo l’AAMOD – con un taglio di circa il 25% alle proprie attività – ma anche opere e progetti di grande rilevanza culturale e civile: dall’esclusione del documentario sul caso Regeni fino alla mancata valorizzazione di lavori di alto profilo storico, come la sceneggiatura di Bernardo Bertolucci.

L’incontro ha evidenziato con forza il valore insostituibile degli archivi audiovisivi, non soltanto come strumenti di conservazione, ma come veri e propri laboratori del presente. La memoria storica, custodita e reinterpretata attraverso il lavoro creativo, rappresenta infatti una chiave essenziale per comprendere e costruire il futuro. Il patrimonio audiovisivo, pubblico e privato, vive grazie all’impegno quotidiano di archivisti, tecnici, autori e operatori culturali che, con passione, competenza e spirito collettivo, contribuiscono alla costruzione di opere documentarie e alla diffusione di una coscienza condivisa.

In questo contesto, appare particolarmente grave il ridimensionamento delle attività AAMOD, che negli ultimi anni avevano registrato una crescita esponenziale di interesse da parte del pubblico e degli operatori del settore, soprattutto nei campi del riuso creativo delle immagini d’archivio e dei processi di digitalizzazione.

Il confronto tra il 2024 e il 2025 restituisce un quadro preciso e allarmante: i contributi complessivi destinati all’AAMOD passano da 380.000 euro nel 2024 a 290.000 euro nel 2025, con un taglio totale di 90.000 euro (-23,68%) . Nel dettaglio, il progetto di recupero e trattamento del patrimonio audiovisivo scende da 200.000 euro a 150.000 euro, con una riduzione del -25% e un calo del punteggio da 81 a 64 . Il festival UnArchive Found Footage Fest passa da 80.000 euro a 60.000 euro (-25%), con una perdita di 14 punti (da 79 a 65) , mentre il Premio Zavattini scende da 30.000 euro a 25.000 euro (-16,67%), con un punteggio che cala da 78 a 68 . Anche L’Aperossa registra una diminuzione da 25.000 a 20.000 euro (-20%), con punteggio da 73 a 65, e il progetto “Il cinema politico” passa da 20.000 a 15.000 euro (-25%), con punteggio da 69 a 64 . Persino la residenza artistica Suoni e Visioni, pur aumentando il punteggio da 63 a 67, subisce un taglio economico da 25.000 a 20.000 euro (-20%) . Si tratta di interventi che colpiscono progetti consolidati e già realizzati nel 2025, aggravati da un ritardo superiore a un anno nell’assegnazione delle risorse.

Questa tendenza non riguarda soltanto l’AAMOD ma si inserisce in un contesto più ampio di redistribuzione squilibrata delle risorse, che penalizza realtà storiche e iniziative di comprovato valore. Subiscono infatti riduzioni rilevanti il Festival Cinema Oltre del Palladium, il Festival dei Popoli, il Filmmaker Festival e le attività di Doc/it, mentre viene addiritturaazzerato il sostegno all’Archivio Cinematografico della Resistenza. Analogamente, la Cineteca Lucana registra un drastico ridimensionamento. Al contrario, emergono situazioni di forte incremento per soggetti meno strutturati, come l’associazione Kabuto, che quasi triplica il proprio finanziamento.

Il tutto avviene in un quadro di stabilità della dotazione complessiva dei bandi, che resta sostanzialmente invariata rispetto all’anno precedente. A rendere il quadro ancora più preoccupante sono le prospettive per il 2026, che prevedono ulteriori tagli alla promozione e, soprattutto, l’azzeramento dei finanziamenti destinati alla digitalizzazione del patrimonio audiovisivo.

Alla manifestazione hanno preso parte numerosi esponenti del mondo culturale, politico e cinematografico, sia in presenza che in collegamento, esprimendo un sostegno unanime all’AAMOD e una forte preoccupazione per il futuro del settore.

Tra gli intervenuti, tra gli altri: Peppe Servillo, Giuseppe Giulietti, Barbara Scaramucci, Gaetano Amato, Stefano Rulli, Francesco Ranieri Martinotti, Sabrina Di Marco, Wilma Labate, Monica Maurer, Christian Carmosino, Emiliano Leonetti, Rossana Rummo, Michele Conforti, Alex Hobel, Maurizio Sciarra e Paola Scarnati.

Numerosi inoltre, i messaggi di solidarietà ricevuti sui canali social e le partecipazioni durante la diretta, aperta anche in streaming sul canale Youtube dell’AAMOD.

Dagli interventi è emersa con chiarezza la necessità di una riforma profonda dei criteri di selezione e delle commissioni di valutazione, affinché siano realmente composte da figure con comprovata esperienza e competenza nel settore.

Queste le somme tirate in conclusione dal presidente dell’AAMOD, Vincenzo Vita, che ha dichiarato:

“Se è vero che il ministro della cultura Alessandro Giuli e la sottosegretaria Lucia Borgonzoni hanno dichiarato la loro insoddisfazione per le scelte delle apposite commissioni di valutazione dei contributi “selettivi” ai film e delle attività di promozione, a questo punto può essere agito l’”annullamento in autotutela”. Si tratta di uno strumento tutt’altro che inedito a fronte di procedure concorsuali dall’esito discutibile.
Insomma, davanti a quanto è successo ciò che – comunque- appare urgente è procedere ad una profonda revisione dei meccanismi che presiedono a simili scelte. In generale, si pone il problema di una vera riforma del settore, in preda oggi ad un pericoloso “liber-sovranismo”: tutto il potere ai soggetti più forti del mercato con la maschera dell’interesse nazionale.
Si è proposto di dare vita ad un coordinamento tra tutti i soggetti interessati alla tutela attiva della memoria, nella stagione in cui il passato va oscurato e rimosso, perché lì si può rintracciare qualche album di famiglia assai imbarazzante.
Serve un movimento “intersezionale”, che voglia dialogare con i diversi momenti di attivazione sociale: da Gaza al NO al referendum sui magistrati alle manifestazioni contro i Re e le Regine.
Siamo addolorati per il mancato finanziamento a film che lo meritavano, a partire da quello sulla tragedia di Giulio Regeni. Così siamo -ovviamente- colpiti enormemente per la diminuzione delle risorse dell’AAMOD del 24%, oltre tutto con una decisione arrivata con oltre un anno di ritardo.
Non ci arrendiamo, la storia non finisce qui.”

L’incontro ha rappresentato un momento di forte coesione tra operatori culturali e istituzioni, con l’obiettivo di difendere il valore del lavoro collettivo che anima il cinema documentario e la tutela della memoria audiovisiva.

È stato annunciato il ricorso contro le decisioni del Ministero della Cultura, con la volontà di ristabilire criteri equi e trasparenti che riconoscano il merito, la qualità e l’impatto culturale delle attività svolte.

La battaglia intrapresa non riguarda soltanto la sopravvivenza di singole istituzioni, ma la difesa di un ecosistema culturale fondato sull’esperienza viva del cinema, sulla trasmissione della memoria e sul lavoro condiviso di chi, ogni giorno, costruisce futuro attraverso le immagini del passato.

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[table][tr][td][table][tr][td]RIVEDI LA DIRETTA INTEGRALE

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ANALIZZA I CONTRIBUTI 2024-25

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ARCHIVIO AUDIOVISIVO DEL MOVIMENTO OPERAIO E DEMOCRATICO ETS
+39 06 57305447 – eventi

Sito web: aamod.it

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dal 4 maggio a roma: concetto Pozzati. 50 anni dopo

[table][tr][td][table][tr][td][table][tr][td]Concetto Pozzati. 50 anni dopo
Studio SALES di Norberto Ruggeri
In collaborazione con Archivio Concetto Pozzati

4 maggio – 20 giugno 2026

Concetto Pozzati, Dalla mia finestra vedo il mare, 1975, tecnica mista, cm 86×116
Studio SALES di Norberto Ruggeri è lieto di presentare Concetto Pozzati. 50 anni dopo, una mostra dedicata all’artista bolognese, realizzata in collaborazione con l’Archivio Concetto Pozzati.
L’esposizione si inserisce nel cinquantesimo anniversario della storica antologica dedicata a Concetto Pozzati inaugurata il 4 maggio 1976 presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma, offrendo l’occasione per rileggere un momento cruciale della sua produzione artistica. In occasione di quella mostra, il catalogo raccoglieva interventi di alcuni tra i più importanti critici del tempo – da Giulio Carlo Argan a Renato Barilli, da Enrico Crispolti a Filiberto Menna, Giulio Briganti, Lea Vergine e molti altri – restituendo la centralità della sua ricerca nel dibattito contemporaneo.

Le opere selezionate per Studio SALES di Norberto Ruggeri – quattro di grandi dimensioni (tutte presenti nella rassegna del 1976), più una di formato più contenuto, a cui si affianca una selezione di lavori su carta incorniciati in plexiglass secondo una soluzione espositiva ideata dallo stesso artista – testimoniano una fase meno indagata ma estremamente fertile della sua produzione, quella degli anni Settanta, caratterizzata da sperimentazioni tecniche e linguistiche che si discostano dalla sua cifra più riconoscibile, aprendo a nuove possibilità espressive. In quel periodo Pozzati introduce nel quadro reperti oggettuali, scritte e immagini serigrafate, mescolando tecniche diverse, come nell’uso della pittura a spruzzo nelle grandi tele.

Tutte le opere in mostra provengono dall’Archivio Concetto Pozzati e includono nuclei di lavori che, in alcuni casi, non sono più stati esposti al pubblico dopo la mostra romana del 1976, evidenziando una fase decisamente sperimentale della ricerca dell’artista.

Figura centrale dell’arte italiana del secondo dopoguerra, Concetto Pozzati (1935–2017) è stato tra i principali protagonisti della stagione della Pop Art italiana, sviluppando un linguaggio originale capace di mettere in dialogo suggestioni surrealiste, riferimenti alla tradizione pittorica e un immaginario legato alla quotidianità. Definito “il corsaro della pittura”, nel corso della sua carriera ha costruito un percorso articolato, in cui il segno e l’immagine si confrontano continuamente con il pensiero critico e teorico. Accanto all’attività artistica, Pozzati è stato anche un intellettuale attivo e influente: docente in diverse accademie italiane, tra cui Bologna, Firenze e Venezia, direttore dell’Accademia di Urbino, curatore e organizzatore di rassegne in Italia e all’estero, nonché figura impegnata nella vita culturale e politica.

La mostra è accompagnata da un testo di Danilo Eccher, concepito come un ricordo personale del rapporto di amicizia che lo ha legato all’artista.

INFO
Concetto Pozzati. 50 anni dopo

Studio SALES di Norberto Ruggeri

In collaborazione con Archivio Concetto Pozzati

Opening: lunedì 4 maggio 2026, dalle 18:00 alle 21:00

Durata: 4 maggio – 20 giugno 2026

Orari: dal lunedì al venerdì, dalle 15:00 alle 18:00 e su appuntamento

Sede: Studio SALES di Norberto Ruggeri, Piazza Dante 2, 00185 Roma
Info: t +39 06 77591122 | info@studiosales.it | www.studiosales.it

Ufficio Stampa: Sara Zolla | Ufficio stampa e comunicazione | t. +39 346 8457982 | press@sarazolla.com

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recent additions to nula.cc


61130

From a book of silent stories ~


Axiomata
Silence is never absolute. Silence is not silent in the literal sense.
Silence is symbolic of an active psycho-perceptual space.
There exist stories not told in words.
From far away, a signal arrives. We study its every detail. It pulses with life and at length we hear it speak, voices leaking in from beyond the unseen curtain.
album, 7 tracks: /61130/from-a-book-of-silent-stories
market61115

Market street


In this recording, we happen upon a busy market street in Serdar (in the Garzê Tibetan Autonomous Prefecture of Sichuan), where the sidewalk vendors, weary of the chore of calling out to passersby, have by and large relegated the tedious and tiring task of enticing buyers to electronic boxes with tinny loudspeakers.
mp3, 9 minutes: /61115/market-street

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d i v e r s – d o c / gabriel hibert. 2026


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#art #asemic #GabrielHibert #vispo

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13 aprile, milano: schede “autobiografiche” di elsa morante. proclamazioni di vita — a cura di giuseppe garrera


SCHEDE “AUTOBIOGRAFICHE” DI ELSA MORANTE. PROCLAMAZIONI DI VITA,
a cura di Giuseppe Garrera

Ferrobedò, via della Moscova, 40 – Milano

Inaugurazione della mostra lunedì, 13 aprile 2026 – ore 18:30

Sarà presente il curatore con Giacomo Agosti e Silvia De Laude.

elsa morante_ ferrobedo_ proclamazioni_ giuseppe garrera
cliccare per ingrandire

Sono risaputi lo scrupolo degli interventi e il controllo di Elsa Morante sui paratesti dei suoi libri e sulle scelte editoriali e tipografiche per ogni uscita e ristampa.
In questo apparato propagandistico oculato e mai lasciato al caso e alle decisioni redazionali o ai consigli amministrativi delle case editrici un ruolo centrale assume la Nota biografica che deve o può accompagnare … → continua qui


IG: instagram.com/p/DW6CHRTDLGv/
#biografia #decisioniRedazionali #ElsaMorante #Ferrobedò #GiacomoAgosti #GiuseppeGarrera #letteratura #mostra #notaBiografica #paratesti #proclamazioni #ristampa #ristampe #schede #schedeAutobiografiche #SilviaDeLaude

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17 aprile, bologna: contemporary african art: memory, identity and the future. conferenza di odile tevie introdotta da silvia zanella

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Contemporary African Art: Memory, Identity and the Future
Conferenza di Odile Tevie introdotta da Silvia Zanella

Venerdì 17 aprile 2026, ore 15
Accademia di Belle Arti di Bologna, Aula Magna
Via delle Belle Arti 54, Bologna

Nubuke Foundation, Accra, Ghana
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Venerdì 17 aprile 2026 alle ore 15, l’Accademia di Belle Arti di Bologna ospita la conferenza Contemporary African Art: Memory, Identity and the Future, un incontro a cura di Alberto Gianfreda e Maria Rita Bentini, dedicato all’esplorazione del ruolo dell’arte contemporanea africana nel panorama artistico globale. Ospite dell’evento sarà Odile Tevie, cofondatrice e direttrice della Nubuke Foundation di Accra, in Ghana, una delle istituzioni culturali più dinamiche dell’Africa occidentale, mentre l’introduzione è affidata a Silvia Zanella.
In un momento di crescente attenzione internazionale verso le pratiche artistiche contemporanee africane, la conferenza offrirà un’occasione di riflessione sulle trasformazioni culturali e sulle nuove prospettive che stanno ridefinendo il ruolo dell’Africa nel sistema globale dell’arte. L’evento si inserisce all’interno del progetto di ricerca Nuove antropologie per le tecniche scultoree, promosso dal Dipartimento di Arti Visive dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, che esplora la relazione tra materiali, processi artistici e prospettive antropologiche nelle pratiche artistiche contemporanee.

Fondata nel 2006 sotto la guida di Odile Tevie, la Nubuke Foundation è oggi una piattaforma culturale riconosciuta a livello internazionale per le sue mostre, i programmi educativi e il sostegno a numerosi artisti contemporanei ghanesi, tra cui Na Chainkua Reindorf, Isaac Opoku e Gideon Appah. La sede della fondazione ad Accra è diventata un vivace centro creativo e comunitario, mentre il centro di Wa, nel nord del Ghana, sviluppa programmi dedicati alle tradizioni tessili e alla pratica della strip weaving, promuovendo un dialogo tra artigianato, arte contemporanea e patrimonio culturale. Prima di fondare la Nubuke Foundation, nei primi anni Duemila Odile Tevie ha creato a Londra la Black Swan Gallery, contribuendo alla visibilità internazionale di artisti provenienti dall’Africa occidentale e dalla diaspora africana.

L’introduzione di Silvia Zanella, fondatrice dell’iniziativa Zenobia, offrirà una prospettiva sul dialogo culturale tra Europa e Africa occidentale, a partire dalle esperienze e dalle collaborazioni sviluppate negli ultimi anni tra Italia e Ghana.

La conferenza rappresenta un’importante occasione di confronto tra istituzioni accademiche europee e realtà artistiche contemporanee africane, offrendo uno spazio di riflessione sulle future traiettorie dell’arte globale.

Ingresso libero fino a esaurimento posti.

Accademia di Belle Arti di Bologna

Via delle Belle Arti, 54, Bologna
www.ababo.it

Ufficio stampa

Irene Guzman
ufficiostampa
Tel. +39 349 1250956

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Nubuke Foundation, Accra, Ghana
Laboratorio coordinato da Alberto Gianfreda con artisti ghanesi durante il workshop “Roar and Crash” presso Nubuke Foundation

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La criminologia della pratica.
L'avvocato Ernesto Pietriboni scrisse questo manuale al termine della sua carriera e come ispirazione per chi volesse accostarsi alla criminologia. Si scarica gratis, in pdf, da:

liberliber.it/autori/autori-p/…

@cultura

#UnoLibri #libri #letteratura #public_domain #cosediscuola #cultura

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#OTD in 1935 Anna Katharine Green died. "She was one of the first authors of detective fiction in the United States and distinguished herself by writing well plotted, legally accurate stories."

en.wikipedia.org/wiki/Anna_Kat…

Books by Green at PG:

gutenberg.org/ebooks/author/54…

#books #literature

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l’obiettivo del sionismo è (anche) la morte del futuro


l’obiettivo del sionismo e di israele è (ed è sempre stato) non solo la distruzione del presente del mondo arabo, ma anche del suo futuro. i bambini sono il futuro. di qui il genocidio.

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13 aprile: “i sassi” e “spin-off”, di giulio marzaioli @ ‘la finestra di antonio syxty’


la pagina del podcast: open.spotify.com/show/7onZatZD…

i libri: ticedizioni.com/products/i-sas… e ticedizioni.com/products/spin-…

con Marilina Ciaco, Luigi Magno, Massimiliano Manganelli – e il coordinamento di Antonio Syxty
#AntonioSyxty #cambioDiParadigma #chapbooks #GiulioMarzaioli #ISassi #LaFinestraDiAntonioSyxty #LuigiMagno #ManifattureTeatraliMilanesi #MarilinaCiaco #MassimilianoManganelli #MTM #MTMManifattureTeatraliMilanesi #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #SpinOff #Tic #TicEdizioni #UltraChapBooks

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How Amazing Stories Served as the Blueprint for American Science Fiction

Ed Simon Goes Back to When the Past was the Future

lithub.com/how-amazing-stories…

Amazing stories at PG:
gutenberg.org/ebooks/search/?q…

#books #literature #pulpfiction

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Japanese researchers look at 800-year-old books and trees for signs of extreme solar events

On Feb. 21, 1204, Japanese poet Fujiwara no Teika described in his diary a bizarre phenomenon: the northern Kyoto skies suddenly burning red at night.

by By Tomoko Otake

japantimes.co.jp/news/2026/04/…

Full article here:
jstage.jst.go.jp/article/pjab/…

Solar cycle at PG:
gutenberg.org/ebooks/search/?q…

#books #old_manuscripts #medieval_solar_activity

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3 = 20mila


da parecchio tempo le visite di esseri umani (non bot) a differx.noblogs.org stazionano regolarmente sopra le cinquemila quotidiane. con picchi a volte fino a trentamila.

e insomma.
tre post dell’8 aprile hanno raggiunto (nel complesso) ventimila click. sono questi:

differx.noblogs.org/2026/04/08…

differx.noblogs.org/2026/04/08…

e
differx.noblogs.org/2026/04/08…

mi rendo conto perfettamente che le cose che condivido su differx non escono sul Corsiero della Pera, non le legge il neurone di Maolo Pieli, spernacchiano il Promo&Strego&Sego, fanno ciao a Smerdadori, e sdegnano il sito della Fondazione Luì Vuittone Per lo Scorporo della Cura de li Cani dall’ISEE, però – diobono – ventimila capocciate di umani reali su appena tre post credo decenti, in un giorno solo, in un sito stronzissimamente libertario come il mio, ahó, a me mi garbano tanto.

____________
differx.noblogs.org/2026/04/11…

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oggi, 11 aprile, a milano: angela passarello, “in-croci” – mostra @ adec arte


angela passarello in-croci_ dall'11 aprile 2026
cliccare per ingrandire

pdf del comunicato stampa (e testo critico di MG): slowforward.net/wp-content/upl…
#ADECArte #AngelaPassarello #art #arte #INCROCI #inaugurazione #MarcoGiovenale #mostra #vernissage

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Don't Mess With the American Badger

"It's a Badger's World!" That what this 1980 Britannica film was originally titled—and we can't argue with that finding today. In this vintage educational piece, Britannica visits a badger family. We see a mother teaching her cubs to hunt and protect themselves against predators. We see badger cubs playing in the grass and cuddling in their dens."

youtube.com/watch?v=K4m4YxTdko…

#animals

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tre post su differx (3 x 20mila)


da parecchio tempo le visite di esseri umani (non bot) a differx.noblogs.org stazionano regolarmente sopra le cinquemila quotidiane. con picchi a volte fino a trentamila.

e insomma.
tre post dell’8 aprile hanno raggiunto (nel complesso) ventimila click. sono questi:

differx.noblogs.org/2026/04/08…

differx.noblogs.org/2026/04/08…

e
differx.noblogs.org/2026/04/08…

mi rendo conto perfettamente che le cose che condivido su differx non escono sul Corsiero della Pera, non le legge il neurone di Maolo Pieli, spernacchiano il Promo&Strego&Sego, fanno ciao a Smerdadori, e sdegnano il sito della Fondazione Luì Vuittone Per lo Scorporo della Cura de li Cani dall’ISEE, però – diobono – ventimila capocciate di umani reali su appena tre post credo decenti, in un giorno solo, in un sito stronzissimamente libertario come il mio, ahó, a me mi garbano tanto.
#20milaVisite #anrachia #reteLibera #trePost #treSiti

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quando l’omicidio è uno e quando sono decine di migliaia ​


mastodon.uno/@differx/11637681…



quando dagli #USA farciti di fucili arriva la periodica notizia dello squilibrato che entra in un asilo o una scuola elementare e spara all'impazzata, tutti i giornalisti piangono come vitelli e si inasta il lutto mondiale.
quando uno stato genocida ammazza decine di migliaia di bambini palestinesi e inizia a falciarne anche in #Libano e #Iran , i giornali fischiettano e la bandiera che sventola riverita e felice pure in occidente è quella con la stella degli assassini.

#israhell
#genocidio


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#Colloque : une journée d'étude sur la Logique ou l'art de penser se déroule aujourd'hui à Sorbonne Université.
Le programme est en ligne : fabula.org/actualites/133839/j…

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The Controversial Story of Olympias, Alexander the Great’s Powerful Mother

Olympias, wife of Philip II of Macedon and mother of Alexander the Great, stands out as one of the few women in Hellenistic politics.

by Neil Middleton (from the archives)

thecollector.com/olympias-moth…

Greek history at PG:
gutenberg.org/ebooks/subjects/…

#art #history #culture

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'Faithful wife', virgin or tragic martyr?: Why this 16th-Century masterpiece is not what it seems

Overpainted images found hidden inside Raphael's Portrait of a Young Woman with a Unicorn help unlock the mystery behind it. They also show the ways that the image of the ideal woman has been carefully controlled by men through the centuries.

By Kelly Grovier

bbc.co.uk/culture/article/2026…

Raphael at PG:
gutenberg.org/ebooks/subject/3…

#art #culture

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Tornano Carl e Donut: è il giorno del giudizio! – ossessioni e contaminazioni by francesco mazzetta
ossessionicontaminazioni.com/2…

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untitled (180802) / differx. 2026

[youtube youtube.com/watch?v=Wjw95lrNAe…]
#differx #differxv #differxvid #video

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Alessandro Ferretti sul recente attacco di israhell in Libano


Purtroppo era facile prevederlo: Israele è folle di rabbia per il cessate il fuoco raggiunto da USA e Iran e sta tentando di farlo fallire in ogni modo possibile.

Già stanotte, immediatamente dopo l’annuncio della tregua, Israele è entrato in uno stato di folle frenesia bellicista. Le reazioni israeliane alla notizia sono state unanimi: la fine della guerra, nel bel mezzo delle operazioni militari per conquistare e occupare il sud del Libano, sarebbe una catastrofe per Israele. Il “sionista moderato” Yair Lapid, uno dei leader della fantomatica “opposizione democratica”, ha subito definito il cessate il fuoco nientemeno che “il peggiore disastro politico dell’intera storia israeliana”.

Netanyahu ha quindi pensato bene di affermare che la tregua “non riguarda il Libano”, nonostante il primo ministro del Pakistan, mediatore dell’accordo, avesse esplicitamente affermato il contrario, e nonostante l’Iran avesse richiesto l’inclusione del Libano in modo perentorio. Il criminale di guerra ricercato ha quindi dato ordine all’esercito di assassini matricolati alle sue dipendenze di preparare piani per ammazzare quante più persone possibili in Libano, con il chiaro intento di provocare una reazione iraniana e tornare così alla guerra aperta.

Così, alle otto del mattino, l’esercito israeliano ha lanciato un “ordine di evacuazione” per un quartiere di Tiro, nonostante Hezbollah avesse affermato di aver già interrotto il fuoco sia contro Israele che contro le truppe israeliane entrate in territorio libanese. L’ordine è stato seguito da bombardamenti e da ulteriori ordini di evacuazione, ma non solo: verso le 10 (ora iraniana) la raffineria iraniana di Lavan e gli impianti petroliferi dell’isola di Siri venivano colpiti da “esplosioni multiple”, in clamorosa violazione della tregua, provocando un’immediata reazione iraniana contro Kuwait, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e Bahrain.

Alle 13 ora di Gerusalemme, la follia: l’esercito di Israele annuncia baldanzosamente di aver bombardato oltre cento “bersagli” in Libano nel giro di dieci minuti, senza il benchè minimo preavviso, in un’operazione “accuratamente pianificata da settimane” fieramente intitolata “Oscurità Eterna”, rivendicando l’assassinio di “300-350 comandanti di Hezbollah” e aggiungendo che “gli attacchi contro l’Iran riprenderanno molto presto”. Gli ospedali libanesi descrivono una situazione apocalittica: i bombardamenti terroristici israeliani sono avvenuti su edifici residenziali a molti piani e in quartieri molto affollati uccidendo (al momento) oltre duecentocinquanta persone e ferendone oltre millecento (bambini inclusi) con ferite da schegge che comportano enormi perdite di sangue.

La pietra tombale sulle speranze di una tenuta della tregua arriva quando Trump afferma che “l’accordo per il cessate il fuoco non riguarda il Libano”: non è solo una menzogna, ma è la conferma che gli USA, neanche questa volta, si preoccuperanno di arginare la furia genocida dell'”unica democrazia del Medio Oriente”. La risposta dell’Iran di fronte a tutto questo è, purtroppo, quella scontata: ““Se le aggressioni contro il nostro amato Libano non cesseranno immediatamente, daremo una risposta ai malvagi aggressori nella regione per cui si pentiranno.”

In tutto questo, l’Europa (e Meloni) sanno solo fare una cosa, ovvero coprirsi di ridicolo. Mentre le cose stanno già andando a rotoli da ore, i capi di governo dei principali paesi europei rilasciano una dichiarazione congiunta in cui si felicitano per il raggiungimento della tregua, dimostrando non solo di valere quanto il due di coppe quando briscola è denari, ma anche di non essere neanche in grado di leggere le notizie. Ora, se la loro parola avesse un senso, dovrebbero sanzionare la pazzia sanguinaria israeliana che, oltre ad ammazzare centinaia di persone, facilmente provocherà la nuova chiusura dello stretto di Hormuz con tutto ciò che ne consegue per l’economia europea.. ma non serve la palla di cristallo per prevedere che non faranno altro che ubbidire ossequiosi e sottomessi ai diktat del microstato in genocidio permanente effettivo, continuando a fornire le armi e il supporto necessario a trascinarci tutti nella rovina.

Link all'articolo con le fonti:
alessandroferrettiblog.wordpre…

*
nota mia (differx):

è questa e non altra la STORIA DI ISRAELE e la STORIA DEL SIONISMO. un culto della morte (altrui, ma anche propria), del genocidio e della rapina.

#storiadiisraele
#storiadelsionismo

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