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30 marzo, roma, presentazione e letture del libro di tano d’amico “i nostri anni” (milieu, collana ‘settanta’, 2025)


locandina della presentazione del libro @ Lo Yeti (Roma, Pigneto)

● presentazione del libro di Tano D’Amico, I nostri anni, a Lo Yeti, via Perugia 4 (Pigneto), domenica 30 marzo 2025 dalle ore 11.30
● qui di séguito un testo di Tano tratto da: Ci abbiamo provato. Parole e immagini del Settantasette, di Nanni Balestrini e Tano D’Amico, Bompiani, 2017 (si ringrazia):

A ogni cambio di paradigma sociale corrisponde un nuovo modo di vedere o fissare le immagini nelle fotografie. Anche qui è appropriato il paragone con La Comune di Parigi. Allora come nel 1977 è come se, in un certo senso, le immagini siano state in grado di anticipare i fatti che esse stesse rappresentavano. Al tempo della Comune, Nadar, il pioniere di tutti i fotografi, partecipò attivamente alla rivolta ma stupisce che proprio lui non produsse alcuna fotografia degli avvenimenti salienti. Perché? Per il semplice fatto che era troppo intento a costruire relazioni con le altre persone, e parallelamente elaborare una forma innovativa dello sguardo, ovvero del modo di guardare agli altri e guardare se stessi. È per questo che invece degli eroi e i capipopolo i suoi modelli erano le persone comuni, gli amici con cui pranzava o beveva. Ognuno libero per la prima volta in modo inedito e inebriante di mostrarsi e rappresentarsi per come si sentiva senza pose o ostentazioni. Il suo è uno sguardo figlio dei pittori impressionisti, penso ai quadri di Eduard Manet nella sua «Olympia» o in «Colazione sull’erba» l’importante non è la bellezza di Venere o l’esibizione di status da parte di ricchi ma la maliziosa bellezza dell’amica o il piacere di un pasto tra sodali. Irrompe lo «sguardo degli affetti» nei ritratti fotografici di Nadar così come si ritrova nei volti delle persone che ho fissato per sempre nel 1977. Le mie fotografie sono in gran parte ritratti di persone, più che avvenimenti storici. Questo focus non sull’azione, le celebrità, ma sulle persone comuni è un modo di vedere sovversivo per i tempi della Comune come per il racconto di un fatto storico politico e pubblico. Quando nelle fotografie non compaiono eroi, azioni epiche ma i sentimenti e le emozioni delle persone comuni la rottura è più evidente. Quando questa consapevolezza dell’importanza dei sentimenti diventa insopportabile per i poteri, purtroppo scorre il sangue. Questo è stato per la Comune ed è avvenuto per il Settantasette.

#77 #Anni70 #anniSettanta #fotografia #LoYeti #Milieu #NanniBalestrini #presentazione #Settanta #SettantaMilieu #settantasette #TanoDAmico

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oggi, 21 marzo, a pomigliano, flip festival: incontro sull’opera di alessandro broggi


Oggi, 21 marzo, h. 20, al Flip festival di Pomigliano, presso la Torre dell’orologio: Daniela Allocca e Marco Giovenale dialogano sull’opera di Alessandro Broggi

#AlessandroBroggi #DanielaAllocca #festival #FLIP #MarcoGiovenale #poesia #Pomigliano #prosa #ProsaInProsa #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #TorreDellOrologio

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Out now: Nu Delhi (Indian folk metal)
youtube.com/watch?v=nihFu0Yjkc…

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“ene” (sul bene), microframmento di mg su ‘utopie del desiderio’, 15 marzo



centrodeldesiderio.wordpress.c…

grazie a Gianluca Garrapa per l’ospitalità sul blog
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#Bene #ene #ilBene #prosa #ProsaInProsa #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #testiDiMgInRete #testiDiMgOnline #utopieDelDesiderio

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Di troll e altri pericoli della vita digitale – ossessioni e contaminazioni by francesco mazzetta
ossessionicontaminazioni.com/2…

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bologna, 21marzo: rosselli, donne in poesia, campana, paesaggio, zanzotto

cliccare per ingrandire
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stoccolma: un incontro con luca lo pinto


L’Istituto italiano di cultura di Stoccolma ospita, il 21 marzo 2025, un incontro con Luca Lo Pinto, direttore artistico del Macro, Museo di Arte Contemporanea di Roma.
Il tema della conferenza sarà il Museo per l’Immaginazione Preventiva, l’ innovativo programma realizzato al Macro e concepito come un laboratorio sperimentale dove esplorare una struttura interdisciplinare flessibile.
Il progetto ha posto al centro gli artisti e il loro pensiero creativo, affiancando alle attività museali tradizionali una serie di esperimenti e progetti caratterizzati da diverse dimensioni spaziali e temporali. Attraverso questo approccio, il programma ha esplorato modelli alternativi in cui l’immaginazione diventa il principale catalizzatore per riflettere sul significato della produzione artistica e della sua ricezione.
Luca Lo Pinto, prima di diventare direttore artistico del Macro ha ricoperto il ruolo di curatore presso la Kunsthalle Wien dal 2014 al 2019 e ha curato numerose mostre personali di artisti di rilievo internazionale. I suoi saggi sono stati pubblicati in numerosi cataloghi e riviste internazionali.

ansa.it/sito/notizie/mondo/new…

#art #arte #FrancoFalasca #IstitutoItalianoDiCulturaDiStoccolmaLucaLoPinto #Macro #MuseoDiArteContemporaneaDiRoma #museoPerLImmaginazionePreventiva

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The Public Domain and the Rise of the Hays Code

Films entering the public domain will soon face a significant shift. In 2030, films governed by the Hays Code will start to enter the public domain

By Sean Dudley via @internetarchive

blog.archive.org/2025/03/18/th…

#publicdomain #movies

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A Century Ago, Pioneering Astrophysicist Cecilia Payne-Gaposchkin Showed Us What Stars Are Made Of

The trailblazing Harvard scientist, who documented the dominance of hydrogen and helium in stars, is still inspiring researchers today

By Elizabeth Landau

smithsonianmag.com/science-nat…

Stellar Atmospheres is available at PG:
gutenberg.org/ebooks/73996

#books #astrophysics #womeninStem

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in reply to Project Gutenberg

USA today: “Deport her!” (probably) 🙄
Questa voce è stata modificata (2 settimane fa)
in reply to Project Gutenberg

loved Cosmos episode on her 😊 She had to overcome so much as a woman, but also really stuck scientific thought at that time about what stars are made of.


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PER (continuare a) DIRE BASTA AL GENOCIDIO, e alla vendita di armi allo stato genocida di israele:
secure.avaaz.org/campaign/it/g…

#genocidio #gaza #petizione


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palestinian child rescued from under the rubble (and children killed by israel)


video.wordpress.com/embed/dqMZ…

src: x.com/vikingwarior20/status/19…

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from MEE – Middle East Eye
(instagram.com/p/DHZkBjlMVAb):

Screenshot_20250320_152208_Instagram
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Israel’s sudden resumption of its war on Gaza has killed at least 436 Palestinians since Tuesday, according to the local health ministry.⁠

Israel says it is targeting Hamas and Palestinian Islamic Jihad targets, but nearly 42 percent of the victims have been children.⁠

Social media is awash with people mourning children killed by attacks over the past two days.⁠

“Israel may kill us at will, burn us alive, and tear us apart, but it will never succeed in uprooting us from our land,” Ramy Abdu, a prominent human rights worker who lost nephews and nieces on Tuesday, said on X.⁠

“Justice and accountability await – no matter how long it takes.”⁠

Siwar Jamassi is one of the many children killed by Israel’s latest attack.⁠

Her siblings, parents, aunts and grandparents were also killed.⁠

Her photo, which shows her sitting on a sofa above the rubble, has gone viral on social media.⁠

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an unknown child, killed in Beit Hanoun:


PER (continuare a) DIRE BASTA AL GENOCIDIO, e alla vendita di armi allo stato genocida di israele:

secure.avaaz.org/campaign/it/g…


#Gaza #genocide
#genocidio #Palestine #Palestina
#warcrimes
#starvingpeople #starvingcivilians
#ICJ #ICC
#iof #idf #colonialism
#izrahell #israelterroriststate
#Cisgiordania #WestBank
#settlers #coloni #sionismo #zionism
#sionisti

#Cisgiordania #coloni #colonialism #Gaza #genocide #genocidio #ICC #icj #IDF #IOF #israelterroriststate #izrahell #massmurders #Palestina #Palestine #settlers #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #warcrimes #WestBank #zionism

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Oltre le parole.
Cosa hanno in comune uomini ed animali? non certo la parola. Ma si può rispondere con gli strumenti di letteratura e ricerca scientifica. In questo saggio il tema è analizzato da Daniela Lenti Boero e Marina Puntellini. Le autrici consentono di scaricarlo gratis, in pdf, da questo link:

liberliber.it/autori/autori-l/…

#UnoLibri #libri #letteratura #cosediscuola

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Ouvrage en ligne :
Font, Pere Lluís. De Sibiuda a Pascal, passant per Montaigne i per Descartes : Discurs Llegit el dia 13 de Març de 2014 en l'acte de recepció pública de Pere Lluís Font a la Reial Academia de Bones Lletres de Barcelona. I contestació de l'academic numerari Josep Massot i Muntaner. Barcelona : Reial Acadèmia de Bones Lletres, 2014.
boneslletres.cat/publicacions/…

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descrizione del premio nazionale di poesia elio pagliarani, e della giornata del 25 maggio 2025


Il premio Nazionale Elio Pagliarani è una delle principali attività dell’Associazione Elio Pagliarani, attiva dal 2015 con importanti iniziative di diffusione culturale e di catalogazione archivistica e bibliotecaria. La biblioteca Elio Pagliarani è inserita nel Polo SBN degli Istituti culturali romani e l’archivio è stato oggetto di notifica per la sua importanza storico-culturale.

Il Premio intitolato a Elio Pagliarani, importante poeta del secondo Novecento nato a Viserba di Rimini, intende promuovere la ricerca poetica riconoscendo il merito di poeti affermati, di poeti esordienti e di poeti che sperimentano nuove strade nella fusione dei linguaggi e nell’innovazione.

La decima edizione 2025 si compone di quattro sezioni: «Raccolta di poesia inedita», «Raccolta di poesia edita», «Premio alla carriera» . «Traduzioni». L’opera del vincitore della sezione «Poesia inedita» sarà pubblicata dall’editrice Zona. Il vincitore della sezione «Poesia edita» riceverà un premio del valore economico lordo di 2000 (duemila) euro. Il vincitore del premio alla carriera entrerà a far parte della giuria come presidente onorario della successiva edizione.

Come nello scorso anno, insieme alla cerimonia di premiazione, nella giornata del 25 maggio 2025 si terranno al Palazzo delle Esposizioni i due convegni su Pagliarani bibliofilo e sulla biblioteca Elio Pagliarani e – nel primo pomeriggio, con il coordinamento di Andrea Cortellessa – sui dieci anni del Premio con interventi dei poeti premiati, dei responsabili di altri importanti premi di poesia nazionali. Si riporta di seguito il programma della giornata:

Ore 10 – 13
Elio Pagliarani bibliofilo e la Biblioteca Elio Pagliarani
Interventi diBarbara Mancini, Marianna Marrucci, Marco Menato, Lucia Merolla, Mariagrazia Miano, Marco Palma, Gilda Policastro
Coordina i lavori Giuseppe Andrea Liberti

Ore 15-17
Dieci anni di premiati
Il Premio Nazionale Elio Pagliarani (2015-2025)
Poeti partecipanti, critici e giurati, dalla prospettiva privilegiata delle varie edizioni del premio Elio Pagliarani, si incontrano e dibattono sui dieci anni di attività poetica in Italia
Coordina Andrea Cortellessa

Ore 17- 19 e 30
Cerimonia di premiazione della Decima Edizione del Premio Nazionale Elio Pagliarani
Conduce Arnaldo Colasanti

Nelle nove precedenti edizioni sono stati premiati, fra gli altri, per il premio alla carriera Nanni Balestrini con un’opera di Gianfranco Baruchello, Giulia Niccolai con un’opera di Marina Ballo Charmet, Carlo Bordini con un’opera di Emilio Isgrò, Carla Vasio con un’opera di Gian Maria Tosatti, Luigi Ballerini con un’opera di William Xerra, Giosetta Fioroni con un’opera di Gian Maria Tosatti, Walter Pedullà con un’opera di Elisabetta Benassi, Giovanni Fontana con un’opera di Massimo Bartolini. Quest’anno sarà premiata la poetessa Antonella Anedda con un ‘opera dell’artista Claudia Losi.

Alla giuria partecipano i nomi più importanti della critica letteraria italiana in un panorama diffuso che comprende provenienze da ogni regione italiana e anche internazionale. Come si può evincere dal sito www.premionazionaleeliopagliarani.it, ne fanno parte: Andrea Afribo, Vincenzo Bagnoli, Luigi Ballerini, Cecilia Bello Minciacchi, Maria Grazia Calandrone, Maria Teresa Carbone, Ennio Cavalli, Andrea Cortellessa, Claudia Crocco, Silvia De March, Sara De Simone, Riccardo Donati, Gabriele Frasca, Marilina Giaquinta, Paolo Giovannetti, Giuseppe Andrea Liberti, Antonio Loreto, Romano Luperini, Massimiliano Manganelli, Marianna Marrucci, Roberto Milana, José Muños Rivas, Francesco Muzzioli, Tommaso Ottonieri, Lia Pagliarani, Thomas E. Peterson, Cetta Petrollo Pagliarani, Chiara Portesine, Lidia Riviello, Federica Santini, Niccolò Scaffai, Siriana Sgavicchia, Paul Vangelisti, Sara Ventroni, Fabio Zinelli, Paolo Zublena.

Per la sezione Traduzioni: Massimo Bacigalupo (coordinatore), Francesca Corrao, Philippe Di Meo, Juan Antonio Masoliver, Franco Nasi, Franziska Raimund.

Per la sezione Intersezioni: Maria Grazia Calandrone, Antonio Calbi, Maria Teresa Carbone, Orazio Converso, Andrea Cortellessa, Lia Pagliarani, Sara Ventroni.

*

Tutte le informazioni e la cartella stampa sono leggibili e liberamente scaricabili all’indirizzo https://tinyurl.com/pagliarani25


Sito del premio:
premionazionaleeliopagliarani.…

Elenco delle opere di poesia ammesse alla partecipazione:
t.ly/6B7v9

Questo post, in formato pdf:
slowforward.wordpress.com/wp-c…

#AndreaAfribo #AndreaCortellessa #AntonellaAnedda #AntonioCalbi #AntonioLoreto #ArnaldoColasanti #AssociazioneElioPagliarani #BarbaraMancini #BibliotecaElioPagliarani #BibliotecaPagliarani #CarlaVasio #CarloBordini #CeciliaBelloMinciacchi #CettaPetrollo #CettaPetrolloPagliarani #ChiaraPortesine #ClaudiaCrocco #ClaudiaLosi #DecimaEdizioneDelPremioNazionaleElioPagliarani #editoreZona #EditriceZona #ElioPagliarani #ElisabettaBenassi #EmilioIsgrò #EnnioCavalli #FabioZinelli #FedericaSantini #FrancescaCorrao #FrancescoMuzzioli #FrancoNasi #FranziskaRaimund #GabrieleFrasca #GianMariaTosatti #GianfrancoBaruchello #GildaPolicastro #GiosettaFioroni #GiovanniFontana #GiuliaNiccolai #GiuseppeAndreaLiberti #JoséMuñosRivas #JuanAntonioMasoliver #LiaPagliarani #LidiaRiviello #LuciaMerolla #LuigiBallerini #MarcoMenato #MarcoPalma #MariaGraziaCalandrone #MariaTeresaCarbone #MariagraziaMiano #MariannaMarrucci #MarilinaGiaquinta #MarinaBalloCharmet #MassimilianoManganelli #MassimoBacigalupoCoordinatore_ #MassimoBartolini #NanniBalestrini #NiccolòScaffai #OrazioConverso #PalazzoDelleEsposizioni #PaoloGiovannetti #PaoloZublena #PaulVangelisti #PhilippeDiMeo #PieroCademartori #poesia #premiDiPoesia #premiazione2025 #premioAllaCarriera #premioDiPoesia #premioNazionaleDiPoesia #PremioNazionaleElioPagliarani #PremioPagliarani #RaccoltaDiPoesiaEdita #RaccoltaDiPoesiaInedita #RiccardoDonati #RobertoMilana #RomanoLuperini #SaraDeSimone #SaraVentroni #SilviaDeMarch #SilviaTessitore #SirianaSgavicchia #ThomasEPeterson #TommasoOttonieri #traduzioni #VincenzoBagnoli #WalterPedullà #WilliamXerra #Zona

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Anubis: The Secrets of the Egyptian God of the Underworld

by Heather Reilly

thecollector.com/anubis-egypti…

#history #mythology #egyptology

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marco maria zanin: “acacia”, dal 28 marzo al palazzo dei musei, reggio emilia


Marco Maria Zanin

ACACIA


A cura di
Irene Biolchini, Alessandro Gazzotti e Giada Pellegrini

28 marzo – 27 luglio 2025, Palazzo dei Musei
Via Lazzaro Spallanzani, 1 – Reggio Emilia

Venerdì 28 marzo 2025 alle ore 18, presso Palazzo dei Musei a Reggio Emilia, inaugura Acacia, un intervento artistico di Marco Maria Zanin che intreccia arte contemporanea, archeologia, antropologia e memoria personale. Il progetto, realizzato dal Comune di Reggio Emilia – Musei Civici, sostenuto dal PAC2024 – Piano per l’Arte Contemporaneae promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, si sviluppa all’interno del Museo Gaetano Chierici di Paletnologia, proponendo un dialogo tra epoche diverse attraverso una metodologia che combina pratica artistica e artigianale.

I Musei Civici di Reggio Emilia, grazie alla lunga collaborazione con Italo Rota, si collocano come esempio di sperimentazione e di riflessione sul ruolo e sul significato del museo contemporaneo, in un processo che avvicina, attraverso allestimenti complessi e stratificati, i linguaggi del passato e del presente per costruire un’idea di futuro.

Il progetto nasce da una storia personale dell’artista: la perdita della sorella gemella prima della nascita, da lui chiamata, affettuosamente, Acacia. Attraverso un linguaggio visivo che intreccia scultura, fotografia, ceramica, bronzo, vetro e tessitura, l’artista costruisce un corredo funebre contemporaneo, in cui i manufatti si relazionano con i reperti archeologici della collezione. Il progetto si fonda su un’idea di passaggio e trasformazione, dove la memoria del corpo, le emozioni e il lutto diventano materia viva, in grado di generare nuove possibilità di relazione con il passato e con il futuro. La collezione si trasforma così in un archivio dinamico, capace di stimolare connessioni inedite tra il pubblico e il patrimonio, aprendo spazi di riflessione e nuove prospettive di interpretazione.

La metodologia di lavoro di Zanin è profondamente radicata nel rapporto tra arte e antropologia, con un approccio che concepisce l’opera come un processo di risignificazione della memoria collettiva e della tradizione attraverso la creazione artistica. L’arte diventa un mezzo per attivare nuove letture del patrimonio culturale, interrogando il passato e rielaborandolo nel presente. Acacia si colloca così in uno spazio di tensione tra il personale e il collettivo, tra il simbolico e il tangibile, esplorando la capacità trasformativa degli oggetti e dei materiali.

La mostra si articola attraverso elementi realizzati in collaborazione con artigiani selezionati insieme alla Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte, istituzione non-profit la cui missione è proprio la tutela dell’artigianato artistico, partner culturale del progetto. La firma di ogni pezzo riporterà anche il nome del maestro d’arte, riconoscendo così il contributo fondamentale degli artigiani nella creazione delle opere e sottolineando il carattere corale del processo artistico. Le sculture in ceramica, realizzate con Antonino Negri (Lodi), riecheggiano le urne funerarie antiche e custodiscono le memorie delle eredità invisibili. I manufatti in bronzo, frutto del lavoro con Tuorlo (Padova), emergono come tracce di un’infanzia non vissuta, evocando una memoria stratificata nel tempo. I tessuti, realizzati su telai storici presso l’Atelier Giuditta Brozzetti (Perugia), raccontano una storia mitica di separazione e ricerca, mentre le opere in vetro, realizzate con Simone Crestani (Vicenza), si ispirano agli strumenti alchemici della trasformazione, evocando un processo di sublimazione e rinascita.

La fotografia, infine, completa il percorso espositivo con un racconto visivo che ripercorre il ciclo della vita e della perdita, muovendosi tra ricerca scientifica, documentazione antropologica e immaginario poetico.

Acacia si inserisce nel più ampio dibattito sulla funzione del museo contemporaneo, proponendo un modello di produzione artistica relazionale. Il progetto si configura come un atto collettivo, in cui il museo si trasforma in un luogo di sperimentazione e creazione condivisa. È accompagnato da un ciclo di incontri interdisciplinari, che coinvolgeranno studiosi e curatori, tra cui Anna Castelli, Alberto Cavalli, Matteo Lucchetti, Sara Ricciardi, Marco Scotini, per approfondire il ruolo dell’arte nell’attivazione delle collezioni archeologiche, da un catalogo bilingue che raccoglierà contributi critici e immagini della mostra. Il progetto grafico di mostra e catalogo è a cura di Giulia Boccarossa. Il video sul processo di realizzazione delle opere è prodotto da Stefano Rizzato.

La mostra, curata da Irene Biolchini, Alessandro Gazzotti e Giada Pellegrini, resterà visibile fino al 27 luglio, trasformando il Museo Gaetano Chierici di Paletnologia in uno spazio di sperimentazione e confronto, in cui l’arte contemporanea si fa strumento di dialogo tra passato e presente, memoria e creazione. Con Acacia, il museo diventa un luogo di rielaborazione collettiva, capace di dare nuova vita al patrimonio e nuove possibilità di lettura alla storia umana.

Marco Maria Zanin (Padova, 1983) è artista, ricercatore e attivista. Si laurea prima in Lettere Moderne e poi in Relazioni Internazionali, attualmente è dottorando in Antropologia presso ISCTE/NOVA di Lisbona con una tesi dal titolo Potenzialità nella frontiera tra arte e artefatto. Sviluppa attività di ricerca sulle forme di relazione tra l’essere umano e la terra, mettendo in luce, con un approccio interculturale, pratiche e rituali utili a rinsaldare il legame tra i membri della comunità umana e tra essi e il territorio, in una forma che metta al centro la vita in tutte le sue forme. Tra le mostre personali recenti si ricordano: Soil Kinships (2021) a cura di Matteo Lucchetti, presso la Galleria Spazio Nuovo di Roma; Strati di tempo nella Chiesa di Sant’Agnese (2021) presso la Casa dei Tre Oci, Venezia; Le Opere e i Giorni (2019) a cura di Antonio Grulli, presso i Musei Civici di Bassano; As Obras e os Dias (2017) a cura di Jacopo Crivelli Visconti, presso Pivô Arte e Pesquisa di San Paolo; Dio è nei frammenti (2017) a cura di Daniele De Luigi, presso la Galleria Civica di Modena; O Lado Direito do Avesso(2015) a cura di Paulo Miyada, presso la Oficina Cultural Oswald de Andrade di San Paolo. Sue opere sono contenute in Collezioni private e pubbliche tra cui MART, Museo Morandi, Fondazione Modena Arti Visive, Fondazione Brodbeck, Fondazione Alberto Peruzzo, MAM Rio de Janeiro, Salsali Museum Dubai.

Il Museo Gaetano Chierici di Paletnologia, con sede presso il Palazzo dei Musei di Reggio Emilia, rappresenta un raro esempio di museo ottocentesco rimasto intatto. Ideata nel 1870 da Gaetano Chierici, pioniere della Paletnologia italiana, la collezione offre un racconto cronologico della preistoria e dell’archeologia reggiana, dal Paleolitico al Medioevo. Ordinata per cronologia, materia e tecnica, riflette un approccio scientifico rigoroso, integrato da una visione estetica e democratica che valorizza ogni reperto senza gerarchie. La disposizione originaria, pensata per trasmettere una percezione corale del passato, si apre al dialogo con culture di altre regioni italiane, rispecchiando gli ideali risorgimentali di un’identità nazionale condivisa. L’eredità di Chierici continua nei nuovi allestimenti curati da Italo Rota, dove gli oggetti diventano strumenti di connessione tra memoria storica ed esperienza contemporanea.

Marco Maria Zanin. ACACIA

A cura di: Irene Biolchini, Alessandro Gazzotti e Giada Pellegrini

Date: 28 marzo-27 luglio 2025

Sede: Museo Gaetano Chierici di Paletnologia | Palazzo dei Musei, via Lazzaro Spallanzani 1, Reggio Emilia

Progetto realizzato da: Comune di Reggio Emilia – Musei Civici

Sostenuto da: PAC2024 – Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura

In collaborazione con: Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte

Progetto grafico: Giulia Boccarossa

Video documentario: Stefano Rizzato

Orario di apertura da settembre a giugno: martedì, mercoledì e giovedì > 10-13; venerdì, sabato, domenica e festivi > 10-18.
Orario di apertura luglio: martedì, giovedì, domenica e festivi > 10-13; mercoledì, venerdì e sabato > 10-13.00 / 21-24.
Ingresso: gratuito

Sito web: www.musei.re.it

#AlessandroGazzotti #antropologia #art #arte #GiadaPellegrini #IreneBiolchini #MarcoMariaZanin #MuseoGaetanoChiericiDiPaletnologia #PalazzoDeiMusei

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oggi, 20 marzo, a faenza: “athena. le presenze femminili alle biennali/triennali di monza/milano 1923-1940”


ATHENA. Le presenze femminili alle BiennaliTriennali di MonzaMilano 1923-1940

Presentazione del libro di Anty Pansera e Mariateresa Chirico
con Maria Concetta Cossa

OGGI, giovedì 20 marzo 2025, ore 17:00
ISIA Faenza
Palazzo Mazzolani / Corso Giuseppe Mazzini 93, Faenza

Giovedì 20 marzo alle ore 17.00,l’ISIA di Faenza nell’Aula Magna Andrea Emiliani ospita la presentazione del libro ATHENA. Le presenze femminili alle BiennaliTriennali di MonzaMilano 1923-1940 di Anty Pansera e Mariateresa Chirico (Nomos Edizioni, 2024), intervistate da Maria Concetta Cossa.

Tra il 1923 e il 1940, dapprima con cadenza biennale e poi triennale, si tengono presso la Villa Reale di Monza e la Triennale di Milano una serie di esposizioni che già contengono il primo nucleo di quel design destinato ad affermarsi nel dopoguerra. Scopo del libro è guidare il lettore attraverso le sale delle esposizioni soffermandosi sulle presenze femminili che, in veste di artiere, pittrici, scultrici, architette offrirono il loro contributo, dando conto allo stesso tempo di una realtà di scuole, istituzioni private, aziende che a vario titolo si impegnarono su tutto il territorio nazionale per valorizzare i saperi femminili, spesso guidate esse stesse da donne visionarie. La ricerca attraverso i cataloghi delle esposizioni ha permesso infine di redigere un monumentale apparato di biografie, di donne, ma anche di scuole e istituzioni, restituendo spesso storie sorprendenti. Se è vero ciò a cui allude Marguerite Yourcenar quando sostiene che “Niente è più segreto di un’esistenza femminile”, in questo volume si è cercato, per quanto possibile, di restituire in tutta la sua ricchezza ciò che queste donne hanno lasciato in eredità.

Il libro sarà disponibile per chi vorrà acquistarlo, grazie alla presenza in sala di Bottega Bertaccini – Libri e Arte in Faenza.

La presentazione è organizzata dall’Ordine degli Architetti di Ravenna in collaborazione con ISIA Faenza. Si riconoscono Crediti per Architettə e studentə.

Ingresso libero

#AntyPansera #art #arte #ISIA #IsiaDiFaenza #MariaConcettaCossa #MariateresaChirico #TriennaleDiMilano #VillaRealeDiMonza

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dal 29 marzo al labirinto della masone (fontanellato): opere di luigi serafini


DA SERAFINI A LUIGI
L’UOVO, LO SCHELETRO, L’ARCOBALENO

A cura della Fondazione Franco Maria Ricci e di Luigi Serafini

Dal 29 marzo al 13 luglio 2025

Labirinto della Masone di Franco Maria Ricci

Fontanellato (PR)

Inaugurazione su invito 28 marzo 2025 ore 18:00

Per la primavera 2025 il Labirinto della Masone dedica una mostra a Luigi Serafini: Da Serafini a Luigi. L’uovo, lo scheletro, l’arcobaleno apre al pubblico il 29 marzo e chiuderà il 13 luglio, ed è a cura della Fondazione Franco Maria Ricci insieme all’artista stesso, che per queta sede espositiva, cui è particolarmente legato, ha ideato un percorso originale e un allestimento site-specific.

Il 2025 segna il decimo anno dalla nascita del Labirinto e in occasione di questo anniversario la mostra vuole essere un vero e proprio ritorno alle origini, poiché fu Franco Maria Ricci l’editore che per primo, nel 1981, pubblicò il Codex Seraphinianus di un allora sconosciuto Luigi Serafini. Da Serafini a Luigi. L’uovo, lo scheletro, l’arcobaleno intende ripercorrere dunque la carriera dell’artista, e lo fa rispettando l’unica cronologia da lui stesso mai accettata, ossia la tripartizione tra epoca pre-Codex, epoca Codex ed epoca post-Codex. Dal celebre Serafini al più intimo Luigi, il percorso accompagna alla radice del sogno, inseguendo le ispirazioni del mondo reale che la sua immaginazione ha poi sviluppato nei folli mondi di quest’opera unica.

Un’importante sezione della mostra al Labirinto si concentrerà sulla “preistoria” serafiniana, su quel che ha preceduto la stesura del Codex. Sarà presente la prima opera compiuta dall’artista, che raffigura la casa di famiglia a Pedaso nelle Marche; il rapporto con questo luogo, di cui Luigi Serafini ama definirsi aborigeno, ha segnato profondamente il suo immaginario estetico e poetico, che sarà documentato attraverso opere e testimonianze del tutto inedite, ignote anche ai grandi appassionati dell’artista. Sempre a questa fase “ab-origena” risalgono anche gli anni degli studi di architettura e di un importante viaggio in America, che pure saranno documentati.

Si arriva quindi all’epoca Codex, universalmente riconosciuto come il capolavoro di Serafini: la meticolosa ma delirante enciclopedia di un mondo che non esiste, scritta in una lingua che non esiste, chiarissima ma incomprensibile. L’edizione Ricci del 1981 rimane un tesoro bibliofilo, e da subito l’opera serafiniana ha destato l’interesse di personaggi del calibro di Italo Calvino o di registi cinematografici come Federico Fellini e Tim Burton, per citare solo tre nomi. In mostra ampio spazio sarà dedicato a quest’opera straordinaria, attraverso un’immersione, appositamente ideata da Maddalena Casalis in collaborazione con Luigi Serafini stesso, nelle tavole che lo costituiscono, accostate a sculture che portano nel mondo tridimensionale le visioni di quelle pagine.

Nell’ epoca post-Codex rientrano tutte le opere realizzate successivamente fino ai giorni nostri, raccolte in un’unica fase creativa che ha poco senso periodizzare e segmentare in quanto già tutta contenuta nella precedente, ossia in quell’Altro Universo che Italo Calvino nel primo numero della rivista FMR di Franco Maria Ricci così riassumeva, dando lo spunto per il titolo della mostra: “Direi che le immagini che più scatenano il raptus visionario di Serafini sono tre: lo scheletro, l’uovo, l’arcobaleno”.

Chiudono il progetto alcuni esempi di quel che è stato il post-Codex tra sculture, dipinti e fotografie. Si potrà vivere inoltre l’esperienza di entrare nella casa romana dell’artista, la Domus Seraphiniana, che proprio in questi mesi è al centro dell’attenzione pubblica perché rischia drammaticamente di scomparire.

Rimandi e allusioni, citazioni ironiche ed autoironiche, scherzi e trabocchetti mentali, folgorazioni e amnesie, colpi e strizzate d’occhio, salti, scavi, abbagli condurranno il visitatore a perdersi in un mondo stralunato e geniale, in un percorso che, come è naturale per il Labirinto e in riferimento alla mente labirintica dell’artista, non sarà meccanicamente cronologico ma presenterà la tripartizione serafiniana con originalità e ironia: Da Serafini a Luigi. L’uovo, lo scheletro, l’arcobaleno è l’occasione imperdibile per scoprire o riscoprire l’incredibile artista che è Luigi Serafini.

In occasione della mostra sarà pubblicato un omonimo volume edito da Franco Maria Ricci.

#art #arte #Codex #FondazioneFrancoMariaRicci #FrancoMariaRicci #LabirintoDellaMasone #LuigiSerafini #mostra



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Canzone di campane.
Romanzo ambientato a Bruges di Camille Lemonnier, autore fiammingo, pubblicato nel 1911. Si può scaricare gratis, in pdf, da:

liberliber.it/autori/autori-l/…

#UnoLibri #libri #letteratura #public_domain #cosediscuola

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Charlotte Perkins Gilman on Why She Wrote “The Yellow Wallpaper”

From the Penguin Classics Collection “Twelve Stories by American Women”

lithub.com/charlotte-perkins-g…

The Yellow Wallpaper at PG
gutenberg.org/ebooks/1952

#books #literature

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A Lab of Her Own

In her bedroom during WWII, she discovered how the nervous system is wired. On a cold, dry Tuesday in December, 1940, Rita Levi-Montalcini rode a train from the station near her home in Turin, Italy, for 80 miles to Milan to buy a microscope.

BY BOB GOLDSTEIN

nautil.us/a-lab-of-her-own-238…

#medicine #womeninStem

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#OTD in 1885.

Bolesław Prus's, The Outpost, begins serialization in the Polish illustrated weekly, Wędrowiec.

Its specificity was influenced by two trends: naturalism and realism. The main themes of the work are German colonization in Polish lands, a study of the life of the peasant in the 2nd half of the 19th century and his struggle to keep the land.

en.wikipedia.org/wiki/The_Outp…

Bolesław Prus at PG:
gutenberg.org/ebooks/author/25…

#books #literature

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buona festa del papà, europei di merda


buona festa del papà, europei di merda, intellettuali italiani di merda, poete e poeti di merda, yankee bombaroli, comunità ebbraica de roma, senatrici e ministri neofascisti, itajani sionisti, politici infernali, giornalisti pagati per fare finta di niente:

https://x.com/vikingwarior20/status/1901979769014743437?t=AZ00J9QtSPRoClG7PPvqvA&s=19
(video: un padre veglia la sua bambina, uccisa da israele, 19 mar 2025)

inoltre:

nella prima foto: sito israeliano con 300mila follower, specializzato nel deridere immagini e video di civili palestinesi uccisi

nella seconda foto: la didascalia è esplicita

#Cisgiordania #coloni #colonialism #festaDelPapà #Gaza #genocide #genocidio #ICC #icj #IDF #IOF #israelterroriststate #izrahell #massmurders #Palestina #Palestine #settlers #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #warcrimes #WestBank #zionism

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#Éphéméride : il y a 304 ans (1721) s'éteignait Gianfrancesco Albani, pape sous le nom de Clément XI de 1700 à 1721
#OTD

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water walk / john cage. 1960


youtu.be/gXOIkT1-QWY?si=JSLxPq…

John Cage performing “Water Walk” in January, 1960 on the popular TV show I’ve Got A Secret.

“At the time, Cage was teaching Experimental Composition at New York City’s New School. Eight years beyond 4:33, he was (as our smoking MC informs us) the most controversial figure in the musical world at that time. His first performance on national television was originally scored to include five radios, but a union dispute on the CBS set prevented any of the radios from being plugged in to the wall. Cage gleefully smacks and tosses the radios instead of turning them on and off.

While treating Cage as something of a freak, the show also treats him fairly reverentially, cancelling the regular game show format to allow Cage the chance to perform his entire piece. “

#art #arte #audiovideo #JohnCage #music #musica #video

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domenica, h. 19, mike cooper + alvin curran @ zazie, roma


facebook.com/share/1Dd968PrvX/

#AlvinCurran #MikeCooper #music #musicA_ #Zazie #ZazieNelMetró

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unicef: più di 130 bambini uccisi in un solo giorno


(ANSA) – ROMA, 18 MAR – “I resoconti e le immagini che emergono dalla Striscia di Gaza in seguito agli attacchi di oggi sono più che terribili. Secondo le notizie, centinaia di persone sono state uccise, tra cui più di 130 bambini, il che rappresenta il più alto numero di bambini morti in un solo giorno nell’ultimo anno.”

ansa.it/sito/notizie/mondo/202…

#colonialism #Gaza #genocide #genocidio #ICC #icj #IDF #IOF #israelterroriststate #izrahell #massmurders #Palestina #Palestine #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #warcrimes #zionism

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29 marzo, bologna: presentazione del “libro della natura e del continuo”, di mario corticelli


libro della natura e del continuo
di Mario Corticelli
(déclic edizioni)

L’autore ne parla con Antonio Francesco Perozzi e Sergio Rotino

a Bologna, il 29 marzo, ore 18:30, alla Libreria Modo Infoshop, via Mascarella 24b

evento fb: facebook.com/share/154YcDeehm/

Con un titolo quasi secentesco, il libro della natura e del continuo funziona da prosecuzione per alcune ossessioni testuali di Mario Corticelli, già godibili nei suoi precedenti lavori: una su tutte quella per i fenomeni naturali e gli animali e il loro mondo, meticolosamente de-antropomorfizzato. Oppure il ricorso a un tagliente registro ironico, se non addirittura di scherzo-scherno, diretto tanto al contesto degli umani quanto agli scambi linguistici che questi istituiscono: «e poi si odono feste di mercato / con gioia di genti / nel crollo dei prezzi di mercato / con una qualche distruzione delle genti / perlunga la strada che è lucente / che bello che è il linguaggio delle genti / con una qualche distruzione del linguaggio». Impossibile non vedere nell’intelligenza di simili soluzioni, e di tante altre nel libro, un segno di quella traccia caustica beffarda e insieme paradossalmente leggera – di cui Corticelli è erede/innovatore – che rimonta al nome di Corrado Costa: «petizione per la diffusione dei boschi anche nelle foreste / petizione per la diffusione dei pini anche negli abeti dei boschi / petizione per la diffusione degli aghi anche negli aghi».

In definitiva, questo De rerum natura giocosissimo – che sposta sempre di lato, in un angolo bizzarro e in nuovi inciampi il caosmos che descrive – si disimpegna dal ruolo di riprodurre paesaggi, bestie, regole, mappe e tassonomie, e semmai disorienta con gran gusto quella che pensavamo fosse una stabile visione delle cose, talvolta disturbando le immagini naturali come farebbe un programma di intelligenza artificiale: «un cervo. presenta un eccesso di denti che gli sporgono / dai fianchi e dal dorso, che ce lo fanno immaginare già / mangiato dall’interno, morto tuttavia chi lo ha mangiato. / nei pressi di un burrone, esterno» (Marco Giovenale)

Mario Corticelli ha pubblicato testi poetici nelle antologie rzzzzz! (transeuropa edizioni) e àkusma (metauro edizioni) e su numerose riviste, fra cui versodove, nioques, oei. un modo (gammm.org) è del 2011. Tra il 2014 e il 2015 sono usciti due libri e un ebook legati in una trilogia aperta: aria (comunione) (ikonalíber, 2014), la sezione aria della serie mille idilli (gammm.org, 2014) e costruzione di un animale (arcipelago edizioni, 2015). Del 2018 è qualche parte del cane (Tic edizioni). Su gammm.org è anche possibile leggere tre prose da sottrarre il bambino (2024).

#AntonioFrancescoPerozzi #déclic #déclicEdizioni #MarioCorticelli #ModoInfoshop #presentazione #prosa #ProsaInProsa #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #SergioRotino

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