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Il sapere liberato. Il movimento dell'open source e la ricerca scientifica.
Scritto dagli autori del Gruppo Laser, e reso disponibile gratuitamente dall'editore Feltrinelli, questo saggio scritto nel 2005 può essere scaricato gratis, in pdf, da:

liberliber.it/autori/autori-l/…

#UnoLibri #libri #letteratura #cosediscuola

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The female explorers who braved the wilderness but were overlooked by the history books

By Sarah Lonsdale

theconversation.com/the-female…

Books by Mina Benson Hubbard at PG:
gutenberg.org/ebooks/author/14…

#explorers #womeninStem

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in reply to Project Gutenberg

Lucy Evelyn Cheesman: the woman who walked.

Lucy Evelyn Cheesman (1881-1969), OBE, was an English entomologist best known for her extensive solo expeditions in the South West Pacific. Over the course of her trips, she collected around 70,000 specimens of insects, plants and other animals for the Natural History Museum.

By Kerry Lotzof

nhm.ac.uk/discover/lucy-evelyn…

#explorers #womeninStem

JeniParsons reshared this.


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#OTD in 1914 (dated February).

Publication of the first issue of New Numbers, a quarterly collection of work by the Dymock poets in England edited by Lascelles Abercrombie with Wilfrid Gibson. It containing poems such as Brooke's "The Soldier", published in 1915.

en.wikipedia.org/wiki/Dymock_p…

The Soldier at PG:
gutenberg.org/cache/epub/48306…

#books #literature #poetry

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#OTD in 1914.

Irish-born novelist George Moore publishes Vale, the final of his 3-volume autobiographical Hail and Farewell (first in 1911). Hail And Farewell! is memoir of Moore’s time in Dublin in the decade prior to the outbreak of the Great War and the Irish Revolution.

en.wikipedia.org/wiki/George_M…

George Moore at PG:
gutenberg.org/ebooks/author/13…

#books #literature

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‘tutta scena teatro’, su radio onda rossa, presenta “nido di vespe” (di simona orlando) e “l’importanza di donatella” (di e con donatella mei)


Tutta Scena Teatro ★ Radio Onda Rossa 87.9 fm

martedì 04 marzo 2025 ore 14

● NIDO DI VESPE

scritto da Simona Orlando
con Daniele Miglio, Fabrizio Bordignon, Emanuele Cecconi, Vittoria Rossi, Valentina Di Odoardo, Angela Brusa, Emanuele Capecelatro al pianoforte Massimo Gervasi; interviste audio di Riccardo Russo, regia Federico Giorgio Ridolfi e Daniele Miglio

Lo spettacolo vuole commemorare le vittime del rastrellamento del Quadraro avvenuto il 17 Aprile 1944 e, contemporaneamente, mira a sensibilizzare le nuove generazioni su un fatto a cui la storia non ha dato finora il dovuto risalto. Il pubblico viene coinvolto nella rievocazione delle vicende e nella quotidianità degli abitanti del quartiere prima, durante e dopo l’Operazione Balena, a cui seguì la deportazione di circa mille uomini compresi tra i 15 e i 55 anni. Gli attori portano in scena le vere storie dei deportati nel campo di concentramento di Fossoli e successivamente in Germania, e delle famiglie rimaste ad attendere il loro ritorno. Alle ricostruzioni recitate si alternano le interviste registrate, preziose testimonianze dirette raccolte presso i superstiti e i familiari dei deportati. Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario.

archive.org/details/Radioteatr… (46′)

ore 14:50

● L’IMPORTANZA DI DONATELLA
dal “fattaccio” del Circeo alla legge sullo stupro sulle orme di Donatella Colasanti

di e con Donatella Mei
voci di Francesca La Scala e Pietro Faiella

Un monologo che vuole immaginare quello che Donatella Colasanti non ha detto e ricordare quello che ci ha lasciato, dai versi alla fondamentale legge contro lo stupro, che dal 1996 e grazie al suo processo viene considerato un reato contro la persona e non più contro la morale. Donatella Colasanti – vittima con Rosaria Lopez, che ne morì – del massacro del Circeo (1975), è scomparsa nel 2005 a causa di un cancro. I trent’anni successivi alla violenza subita, la sua ricerca di giustizia, le lotte politiche, la scrittura, la legge contro lo stupro, sono la materia viva su cui lavora Donatella Mei. Un viaggio nell’anima della protagonista, in cui ogni tappa è documentata dalla storia giudiziaria, dal paradossale destino dei tre colpevoli, dal continuo confronto con la realtà e la sua metabolizzazione. Ad accompagnare la sua vita il dolore, l’eco della violenza subita e una costante ricerca di giustizia. Lei, dentro, la forza la trova e la lucidità che le ha permesso di non morire la tragica sera del massacro la conserva ma, per andare avanti, annulla i segnali che il corpo le manda e muore a 47 anni. Uno spettacolo di denuncia, ma anche di riflessione e introspezione, sui meccanismi relazionali fra uomini e donne, che smaschera l’ipocrisia della parità: non bastano le leggi e i progressi fatti dalle donne in tutti i settori della vita pubblica ed economica. Di violenza maschile si muore ancora.

archive.org/details/Radioteatr… (56′)
info
noidonne.org/articoli/laimport…

#AngelaBrusa #Circeo #DanieleMiglio #DonatellaColasanti #DonatellaMei #EmanueleCapecelatro #EmanueleCecconi #FabrizioBordignon #FedericoGiorgioRidolfi #FrancescaLaScala #MassimoGervasi #PietroFaiella #RadioOndaRossa #RiccardoRusso #ROR #RORRadioOndaRossa #TuttaScenaTeatro #TuttaScenaTeatroRadioOndaRossa #ValentinaDiOdoardo #VittoriaRossi

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While We Wait Here e le scelte etiche nei giochi filosofici – ossessioni e contaminazioni by francesco mazzetta
ossessionicontaminazioni.com/2…

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in reply to Francesco "st2wok"

WhileWeWaitHere l'ho giocato in demo, poi acquistato all'uscita senza saperne nulla. Piaciuto in generale, piaciuto meno l'aspetto delle risposte "irrimediabili".
Metto link post di partenza qui su LS e separato link su ciò che mi ha costretto a riflettere riguardo le chiacchiere con gli sconosciuti nei giochi, di riflesso nella realtà.
livellosegreto.it/@Archimed3/1…
"l'nsegnamento"
livellosegreto.it/@Archimed3/1…

Dopo leggo il tuo, sono curioso di scoprire se è arrivato in modo simile o diverso


La vicenda si apre in un tipico diner della provincia americana. Servi ai tavoli, accompagna la conversazione (eng sub ita) con moglie e clienti, abituali e molesti. Ma c'è ben altro (meno tipico) come mostra il finale della demo. Piacevolissima prova, nonostante la grafica sofferente che il mio hardware da discarica ha solo peggiorato. Esce a fine mese (23Ott)

demoSteam
store.steampowered.com/app/221…

#videogiochi #indieSegreti




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la fondazione parise fioroni


Nata nel 2018 per volontà della stessa artista, la Fondazione (a Roma in via S. Francesco di Sales 66), oggi diretta da Giulia Lotti e presieduta da Davide Servadei, ha raggiunto la sua piena operatività: cfr. articolo su exibart exibart.com/progetti-e-iniziat…

#art #arte #DavideServadei #FondazioneGoffredoPariseEGiosettaFioroni #FondazionePariseFioroni #GiosettaFioroni #GiuliaLotti #GoffredoParise

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video su “quasi tutti”, di marco giovenale. per ‘il club del libro’, nello spazio yt e fb ‘la finestra di antonio syxty’


youtube.com/live/mBt8SjTBn6I?s…

#AntonioFPerozzi #LaFinestraDiAntonioSyxty #LuigiSeveri #MassimilianoManganelli #MTMManifattuteTeatraliMilanesi #prosa #ProsaInProsa #QuasiTutti #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca

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la poesia artificiale di nanni balestrini / manuela gandini per ‘ahida’


ahida (rivista online in preparazione) – comparto comp/art: «La poesia artificiale di Nanni Balestrini», di Manuela Gandini

1961. Nell’interrato della Cassa di Risparmio delle Province Lombarde di Milano c’è un computer grande come una stanza che viene attivato alla presenza di un piccolo gruppo di giovani in giacca e cravatta. Odore di elettricità, di cavi, di plastica, ferro, gomma e legno. Il sistema IBM 7070 è collegato a 14 unità a nastro magnetico 729/II e 2 sistemi IBM 1401.
È il mio anno di nascita, ma anche l’anno di nascita della poesia artificiale di Nanni Balestrini. Il suo progetto “criminale” è di sopprimere l’autore (il poeta) eliminandolo dalla produzione della poesia. La poesia verrà composta dalla macchina e non dall’umano.
Quel giorno, oltre a lui, sono presenti Umberto Eco, Luciano Berio, Alberto Nobis (ingegnere IBM) e qualche altro tecnico. L’emozione è palpabile, l’esperimento epocale. Allora nessuno, tranne le istituzioni, possiede un computer.
Nanni ha estratto dei brani da tre libri – «Diario di Hiroshima», di Michihito Hachiya; «Il mistero dell’ascensore», di Paul Godwin e «Tao Te Ching», di Lao Tse – e li ha inseriti nel software dell’ordinatore per ottenere una poesia imprevedibile e infinita in un flusso combinatorio che giustappone le frasi. Apocalissi e saggezza! «Era una cosa molto semplice, banale», ha commentato l’autore. Il computer stampava 600 righe al minuto per decine di metri e Balestrini, rifacendosi alla pratica surrealista del «Cadavre Exquis», ha isolato i componimenti più interessanti e li ha incisi nella storia.
Ieri ho letto su «Il Corriere della Sera» la grande novità del secolo: il «Poem Booth» che (nato nei Paesi Bassi) arriverà al prossimo Salone del Libro di Torino. Si tratta di una «macchina per la poesia» – di Ellen Deckwitz – la quale di fronte a un visitatore scrive automaticamente una poesia/ritratto, utilizzando frammenti dei brani poetici dell’autrice. E allora Viva la poesia! Viva la @macchina! E viva le figlie e i figli del Balestrini artista e poeta, a patto che, questi, non facciano tabula rasa della Storia.
I ribelli del Gruppo 63, con immensa fatica, hanno fatto una rivoluzione linguistica; Balestrini ha immaginato e sperimentato oltre mezzo secolo fa le potenzialità dell’AI buttando all’aria il ruolo di autore. E adesso? Tutti dimentichi?

● foto di S.B. , via Cernaia, Roma, 2018

#ahida #AI #AlbertoNobis #art #arte #CassaDiRisparmioDelleProvinceLombarde #compArt #EllenDeckwitz #Gruppo63 #IBM7070 #LaPoesiaArtificialeDiNanniBalestrini #LucianoBerio #ManuelaGandini #NanniBalestrini #PoemBooth #rivistaOnline #rivoluzioneLinguistica #TapeMark #TapeMarkI #UmbertoEco

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#Parution : Savoirs en Prisme, n°19. Variations sur la conversation du XVIe au XXIe siècle en Occident. Textes réunis par Florence Dumora et Mireille Ruppli. Reims : Éditions et presses universitaires de Reims, 2025.
savoirsenprisme.univ-reims.fr/…

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derek beaulieu: no more poetry


download a PDF of Please, No More Poetry: The Poetry of derek beaulieu (Kit Dobson, ed.) derekbeaulieu.wordpress.com/20…

#DerekBeaulieu #essay #experimentalWriting #KitDobson #noMorePoetry #noPoetry #pdf

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‘He contains the whole of literature’: is Dickens better than Shakespeare?

After rereading the entire works of the great Victorian novelist during the pandemic, Peter Conrad became convinced – whisper it – that Dickens is an even greater writer than that other British literary giant, the Bard.

theguardian.com/books/2025/mar…

Shakespeare at PG:
gutenberg.org/ebooks/author/65

Charles Dickens at PG:
gutenberg.org/ebooks/author/37

#books #literature

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in reply to Project Gutenberg

Is something gained by answering the question? I'd say, no.

It's an argument only to be had by people with too much time and too little sense.


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#OTD in 1875.

Bizet's Carmen premiered at the Opéra-Comique in Paris, with mezzo-soprano Célestine Galli-Marié in the title role. It is an opera in four acts by the French composer Georges Bizet. The libretto was written by Henri Meilhac and Ludovic Halévy, based on the novella of the same title by Prosper Mérimée.

en.wikipedia.org/wiki/Carmen

Carmem at IMSLP:
imslp.org/wiki/Carmen_(Bizet,_…

#art #music #literature

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Verso il Digital Atlas IN-ITALJA. Interrelations in Italian Jewry Atlas


Mercoledì 5 Marzo 2025, ore 9.30 SALA Bio-bibliografica

Workshop PRIN 2022-PRIN 2022 PNRR – Spazi della rappresentazione: per una mappatura delle presenze ebraiche attraverso le immegini. Interventi di Massimo Moretti, Francesco Freddolini, Ilaria Sanetti, Ettore Giovanati, Asher Salah. Presiede: Serena di Nepi


alessandrina.cultura.gov.it/ve…


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#OTD in 1873.

The first performance of W. S. Gilbert and Gilbert Arthur à Beckett's play The Happy Land at the Royal Court Theatre, London parodies William Ewart Gladstone, Robert Lowe, and Acton Smee Ayrton, respectively the prime minister, Chancellor of the Exchequer, and First Commissioner of Works.

en.wikipedia.org/wiki/The_Happ…

W. S. Gilbert at PG:
gutenberg.org/ebooks/author/39…

#books #literature #theatre

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#OTD in 1896.

Publication begins of the world's first magazine with an orientation to male homosexuality, Der Eigene, by Adolf Brand in Berlin.

Brand contributed many poems and articles; other contributors included writers Benedict Friedlaender, Hanns Heinz Ewers, Erich Mühsam, Kurt Hiller, Ernst Burchard, John Henry Mackay, Theodor Lessing, Klaus Mann, and Thomas Mann, as well as artists Wilhelm von Gloeden, Fidus, and Sascha Schneider.

en.wikipedia.org/wiki/Der_Eige…

#literary_magazine

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#OTD in 1912.

Frieda Weekley meets D. H. Lawrence in Nottingham. She met D. H. Lawrence, a former student of her husband's; they soon fell in love and eloped to Germany. During their stay Lawrence was arrested for spying; after the intervention of Frieda's father, the couple walked south over the Alps to Italy. In 1914, following her divorce, Frieda and D.H. Lawrence married.

en.wikipedia.org/wiki/Frieda_L…

D.H. Lawrence at PG:
gutenberg.org/ebooks/author/12…

#books #literature

Questa voce è stata modificata (1 mese fa)

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in reply to Project Gutenberg

hmmm, shouldn't you have said "Weekley and Lawrence married" or I suppose "Frieda and D.H. married?" The first name for women and surname for men seems problematic to me in 2025. 😀
Questa voce è stata modificata (1 mese fa)

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#OTD in 1924.

Seán O'Casey's drama Juno and the Paycock opens at the Abbey Theatre, Dublin. It is set in the working-class tenements of Dublin in the early 1920s, during the Irish Civil War period.

It is the second of his "Dublin Trilogy" – the other two being The Shadow of a Gunman (1923) and The Plough and the Stars (1926).

en.wikipedia.org/wiki/Juno_and…

#books #literature #drama #theatre

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"Scorrendo la lunga lista di capi di stato e di governo, di intellettuali e di opinionisti che si sono indignati per il trattamento ricevuto da Zelensky, si fatica a trovarne qualcuno che abbia espresso sentimenti simili mentre Israele faceva a pezzi regole e principi massacrando donne e bambini in Palestina. Gli inviti a «scendere in piazza» in difesa dei «nostri valori» stridono in modo insopportabile dopo Gaza. Che pochi si siano posti il problema di questo «doppio standard» giuridico e morale nelle classi dirigenti europee e occidentali è un sintomo che non lascia presagire nulla di buono per il futuro"

(Mario Ricciardi, "il manifesto")

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La strega
Opera teatrale cinquecentesca del Lasca, ovvero Anton Francesco Grazzini, uno dei fondatori della Crusca, si può scaricare gratis, in pdf, da:

liberliber.it/autori/autori-l/…

#UnoLibri #libri #letteratura #public_domain #cosediscuola

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En raison de l'indisponibilité des deux conservateurs, nous serons fermés demain mardi 4 mars. Nous vous prions de nous en excuser. Nous devrions être en mesure de vous recevoir jeudi entre 9h et 16h30. Toutefois, ce n'est pas une certitude et nous vous conseillons de nous appeler ou de nous écrire avant tout déplacement.

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oggi, 3 marzo, per ‘il club del libro’, nello spazio yt e fb ‘la finestra di antonio syxty’: “quasi tutti”, di marco giovenale



cliccare per ingrandire

per “Il club del libro”, OGGI, 3 marzo, alle ore 21:00
@ La finestra di Antonio Syxty (Youtube & Facebook)
Luigi Severi, Massimiliano Manganelli, e Antonio F. Perozzi
(ri)leggono (e parlano di)

QUASI TUTTI


microtensori e prose in prosa 2008–2010–2018

Copertina di "Quasi tutti", di Marco Giovenale

(prose in prosa di Marco Giovenale,
Polìmata, 2010; ediz. definitiva Miraggi 2018)

evento facebook:
facebook.com/events/1694948924…

informazioni & link vari:
slowforward.net/2018/11/20/lin…

slowforward.net/wp-content/upl…
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#AntonioFPerozzi #LaFinestraDiAntonioSyxty #LuigiSeveri #MassimilianoManganelli

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pod al popolo, #055, “erano in pericolo”, brano da “quasi tutti” (2010, 2018), audio su rai radiotre, 21 mar. 2011


Nella giornata della poesia dell’ormai pleistocenico 2011, su Rai RadioTre vennero trasmessi vari audio, tra cui un frammento da Erano in pericolo, sequenza interna a Quasi tutti, di MG (Polìmata 2010, poi ediz. definitiva Miraggi 2018). Lo si riprende con misurata stupefazione qui su Pod al popolo. Il podcast irregolare, ennesimofail again fail better dell’occidente postremo. Buon ascolto.

slowforward.wordpress.com/wp-c…_

Quasi tutti (Miraggi, 2018)
miraggiedizioni.it/prodotto/qu…

#audio #EdizioniMiraggi #laTemibileGiornataDellaPoesia #Miraggi #MiraggiEdizioni #mp3 #PAP #pap055 #pap055 #podAlPopolo #podcast #prosa #prosaBreve #QuasiTutti #Radio3 #RadioTre #RaiRadio3 #RaiRadioTre #reading #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca

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rossana apicella: giancarlo pavanello e il ‘teatro itinerario’ (1977)


cliccare sulle immagini per ingrandirle.

grazie a Giancarlo Pavanello per il prezioso materiale

#art #arte #GiancarloPavanello #IlGruppoTeatroItinerario #RossanaApicella #teatro #TeatroItinerario

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Discover the Self-Taught Genius of Leonardo da Vinci

By Shiori Chen

mymodernmet.com/self-taught-le…

Leonardo da Vinci at PG:
gutenberg.org/ebooks/author/16…

#books #art #history

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[r] _ rabbits starring jack / david lynch. 2020

youtube.com/embed/XL0kXHo3njA?…

#art #arte #cinema #DavidLynch #film #movie #Rabbits #video

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è online il podcast “matteotti e gli altri”, a cura della fiap, federazione italiana associazioni partigiane


MATTEOTTI E GLI ALTRI

podcast disponibile gratuitamente su https://www.letteraicompagnirivista.com/matteotti-e-gli-altri/

a cura della Federazione Italiana Associazioni Partigiane

fiapitalia.it/podcast/

disponibile anche sulle piattaforme Spotify, Amazon Music, Apple Podcast, Spreaker

L’iniziativa è realizzata dalla

FIAP – Federazione Italiana Associazioni Partigiane e dalla Fondazione Aldo Aniasi

#antifascismo #FederazioneItalianaAssociazioniPartigiane #Fiap #FondazioneAldoAniasi #GiacomoMatteotti #Matteotti #Partigiani #podcast

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il silenzio degli intellettuali: articolo di roberta de monticelli sul ‘manifesto’ del 17 feb. 2025


C’è qualcosa di terribile nel silenzio con cui filosofi, giuristi, intellettuali specie accademici assistono oggi non solo alla violazione su larghissima scala, ma all’ostentato ripudio, da parte di molti governi occidentali, dei principi di civiltà enunciati nelle costituzioni rigide delle democrazie e nelle Carte del costituzionalismo globale che la seconda metà del Novecento ha prodotto. A esemplificare questo assunto, non c’è che l’imbarazzo della scelta.

Guerre e politiche di escalation bellica illimitata. Riarmo selvaggio nei programmi della maggior parte dei governi europei, genocidi tollerati alla luce del sole, deportazioni annunciate di interi popoli, respingimenti di massa di migranti e immigrati, detenzioni illegali, razzismo ostentato ai vertici dei governi, attacchi violenti all’indipendenza dei sistemi giudiziari nazionali e al diritto internazionale, asservimento delle politiche pubbliche a enormi concentrazioni di ricchezza privata, privatizzazione dello spazio cosmico, recesso dai pochi vincoli esistenti alla devastazione dell’ecosistema.

Assistiamo del resto – come ai tempi in cui fu scritto il famoso romanzo di Camus, La peste – al contagio inquietante con cui il cinismo della Realpolitik, sdoganata ai livelli di governo in alcuni stati democratici occidentali, si diffonde nella sfera dell’informazione e del dibattito pubblico; e al fenomeno complementare del silenzio, della non-partecipazione, quindi dell’apparente indifferenza che vi risponde.

Ma si può tacere quando su un grande giornale nazionale di tradizione progressista si legge, a proposito del piano trumpiano di deportazione di massa della popolazione di Gaza, che si tratta di una proposta, «fuori dagli schemi», e che da parte europea sarebbe segno di «poco coraggio» non prenderla in considerazione (Molinari, Repubblica 13 febbraio)? Oltre certi limiti cinismo o silenzio e indifferenza, i sintomi più classici della «banalità del male», equivalgono a complicità nei crimini: è il fenomeno che Luigi Ferrajoli chiama «l’abbassamento dello spirito pubblico» e il «crollo del senso morale a livello di mass» (L’ostentazione della disumanità al vertice delle istituzioni e il crollo del senso morale a livello di massa, sito di Costituente Terra).

La domanda che sottende questa angosciata constatazione è: c’è una corresponsabilità del dotto, dello studioso, del “filosofo” in senso lato in questo «abbassamento dello spirito pubblico»? E una risposta è: certamente.

È la lettura puramente politologica che ha prevalso della democrazia, tanto diversa da quella ancora prevalente da Calamandrei al primo Bobbio, e, sul piano globale, nel pensiero che portò alla Dichiarazione Universale del ’48. Un pensiero che sta al polo opposto di quello che, a destra e a sinistra, riduce l’idealità, il vincolo etico in funzione di cui sono progettate tutte le istituzioni democratiche, a ideologia. Cioè a pura retorica di battaglia.

Quel pensiero etico non si è prolungato fra gli intellettuali della guerra fredda prima, e di un atlantismo triumphans poi, ma nei documenti della perestroika e della politica dell’«Europa Casa comune» dello sconfitto Gorbaciov, assai più dei “nostri” leader consapevole della connessione inscindibile fra ordine internazionale e democrazia in ciascuno stato. E pensare che la sciagurata storia della nostra democrazia incompiuta, sempre di nuovo violentemente intimorita, avrebbe dovuto rendercene fin troppo consapevoli.

A proposito di Alleanza atlantica. Giova accostare gli estremi, il grande statista sconfitto e la visionaria che de Gaulle fece confinare in uno stambugio di Londra perché non intralciasse la politica, nel ’43 – e crepasse pure d’inedia e di dolore: Simone Weil. Profetici entrambi. «Nella politica mondiale odierna non c’è compito più importante e complicato di quello di ristabilire la fiducia fra la Russia e l’Occidente», scrisse Gorbaciov (appena prima di morire). «Sappiamo bene che dopo la guerra l’americanizzazione dell’Europa è un pericolo molto grave», scrisse Simone nel suo stambugio. La perdizione dell’Oriente (non solo mediterraneo) è la perdita del passato e dello spirito.

Ciò che accade oggi, e di cui siamo responsabili, è l’esito dell’avvenuta politicizzazione (ovvio, se l’idealità non è che ideologia) di ogni sfera di valori e di norme, dunque in particolare dell’etica e del diritto, una politicizzazione nel senso più arcaico e tribale di “politica”, intesa come sfera delle relazioni amico-nemico e continuazione della guerra con altri mezzi. Un’evoluzione dell’autoritarismo – più ferino e insieme indissociabile dalla tecnologia, e soprattutto radicato ormai nel potere aziendale e digitale, un completo rovesciamento del Leviatano o “stato etico” fascista, un nazismo a guida privata. Dove l’abolizione della differenza fra il vero e il falso avviene in nome della libertà di opinione e di espressione, e con la forza degli algoritmi che governano i social, per cui poi l’attacco allo straccio di stampa che resta sembra ancora quasi onesto: ti bastono perché non mi piace ciò che dici, all’antica.

Intanto il re non riscrive il passato (che importa) ma i nomi sul mappamondo. E noi? Vorrei rispondere con le parole di Raji Sourani, fondatore e direttore del Centro per i diritti umani a Gaza: «Mi sarei aspettato che l’Europa ci chiedesse di rinunciare alle armi. Macché. Ci chiedeva di rinunciare al diritto».

#abbassamentoDelloSpiritoPubblico #AlleanzaAtlantica #CostituenteTerra #dittatura #Gaza #Gorbaciov #ilManifesto #LuigiFerrajoli #Nato #occidente #RajiSourani #Realpolitik #Repubblica #RobertaDeMonticelli #Russia

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Castles in the sky: the fantastical drawings of author Victor Hugo – in pictures

Although better known for his sprawling Romantic novels The Hunchback of Notre-Dame and Les Misérables, celebrated French author Victor Hugo spent much of his time drawing. A collection of about 70 of his sketches will soon be on display at the Royal Academy in London, in an exhibition bringing together caricatures, travel drawings and landscapes.

theguardian.com/artanddesign/g…

#art #painting #literature


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#OTD in 1754.

Riot at Smock Alley Theatre in Dublin. Thomas Sheridan, the manager, resigns, and leaves Ireland on September 15 for London where his wife Frances Sheridan meets Samuel Richardson.

Thomas Sheridan was the manager at the time and had recently banned the presence of audience members on stage and the taking of money for the privilege of going backstage.

en.wikipedia.org/wiki/Smock_Al…

en.wikipedia.org/wiki/Thomas_S…

Thomas Sheridan at PG:
gutenberg.org/ebooks/author/39…

#books #literature

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#OTD in 1854.

An adaptation of Shakespeare's The Merchant of Venice into Bengali, Bhānumatī-chittavilās by Hara Chandra Ghosh, is staged; also, Dinabandhu Mitra introduces Falstaff in Nabin Tapaswini.

en.wikipedia.org/wiki/The_Merc…

en.wikipedia.org/wiki/John_Fal…

At PG:
gutenberg.org/ebooks/1515
gutenberg.org/ebooks/1780

#books #literature #drama #theatre

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Is This the Best of All Possible Worlds? Leibniz vs. Voltaire

What does it mean for this world to be the “best possible world,” even with the obvious existence of evil? Leibniz and Voltaire weigh in.

By Mirjana Jojić

thecollector.com/is-this-best-…

#books #literature #philosophy

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pod al popolo, #054, audio completo della presentazione di “oggettistica” @ libreria tomo, roma, 28 feb. 2025


Ieri, 28 febbraio 2025, nella operosa città di Roma, presso la Libreria Tomo, a San Lorenzo, Guido Mazzoni, Fabrizio Pelli e Fabrizio Scrivano hanno presentato OGGETTISTICA, di Marco Giovenale (Tic, 2024), presente & leggente l’autore. La risultante sonora è ascoltabile qui su Pod al popolo. Il podcast irregolare, ennesimofail again fail better dell’occidente postremo. Buon ascolto.

un intervento da me citato nella conversazione: operavivamagazine.org/6070-2/

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informazioni e link sul libro:slowforward.net/2024/04/15/lin…
reading 28 feb 2028

#6070 #Anni70 #anni80 #anniOttanta #anniSettanta #audio #cambioDiParadigma #FabrizioPelli #FabrizioScrivano #Figidaire #FioriFreschi #glitch #GuidoMazzoni #ironia #lettura #libreriaTomo #Linus #MarcoGiovenale #MG #MovimentoDellaPantera #Occupazioni #Oggettistica #ombre #opacità #OperaViva #PAP #pap054 #pap054 #podAlPopolo #podcast #presentazione #reading #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #testiDiMgInRete #testiDiMgOnline #Tomo #Zut

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gianfranco faina, ludd, settanta/milieu


● in preparazione, nella collana Settanta delle edizioni Mileu: Gianfranco Faina. Difendere la libertà diffondere la libertà ovunque, di Anna Marsilii e Giorgio Moroni

● qui di seguito, un testo di Alfredo Passadore su Ludd a Genova (1969-1971)

[…] [Nel ’68 a genova] poteva accadere che, iscrivendosi a Filosofia, si inciampasse in qualcosa di imprevisto e si venisse finalmente a contatto con qualcuno che lo spirito radicale dei tempi sembrava davvero incarnarlo. Era un gruppo di amici che ruotava attorno a Gianfranco Faina, docente di Storia Moderna, personaggio di spicco della sinistra non allineata. Uscito dal Pci dell’invasione dell’Ungheria, coerentemente radicale ma mai stalinista, Faina aveva dato vita prima al circolo Rosa Luxemburg e poi, ai tempi in cui lo conobbi, alla Lega degli operai e degli studenti, trasformatasi in Ludd. Rispetto alle solite prediche più o meno progressiste e alle critiche su posizioni oltranziste ai partiti tradizionali della sinistra (erano gli anni in cui Pajetta bollava gli studenti di «lupi mannari» e Pasolini si scioglieva in lodi insensate dei giovani poliziotti, a suo dire ben più autentici dei borghesi studenti) i luddisti citavano Paul Cardan, Socialisme ou Barbarie e la prima critica radicale al delirio burocratico sovietico, parlavano di autogestione e soprattutto, per bocca di Mario Lippolis, ironico e sarcastico oratore nelle assemblee di Filosofia, dei situazionisti francesi, gruppo allora sconosciuto ai più e ben lungi dal profluvio di citazioni a sproposito di cui sarebbero diventati vittime in futuro.
Immediatamente attratto da un discorso che finalmente pareva tener conto dello spirito dei tempi, e del nuovo che prepotentemente si affacciava, ricordo ancora i consigli non richiesti di qualche compagno di allora che suggeriva di non prestar loro ascolto in quanto provocatori, ingenui spontaneisti, predicatori del nulla e via insultando. Fortunatamente non lo feci e venni così a conoscenza di concetti sicuramente cruciali, come quello di critica della vita quotidiana (non aspettiamo la rivoluzione a venire, ma combattiamo già da subito il potere dell’alienazione all’interno delle nostre singole esistenze), di comunismo consigliare (non serve un partito egemone, guida e coscienza, ma piuttosto una miriade di consigli che si autogestiscono e decidono sul loro immediato futuro), di società dello spettacolo (la teoria di Debord sulla spettacolarizzazione della merce e sulle deflagranti conseguenze nelle società contemporanee) di «detournement» (la capacità di rovesciare la realtà, mostrandone in controluce gli autentici significati), di deriva metropolitana (il vagabondaggio creativo che trasforma concretamente il modo di vivere nelle città). Così, mentre all’indomani dell’invasione di Praga da parte dei sovietici, qualcuno arrivava a scrivere che «il socialismo si difende anche con i carri armati», mentre tanti inneggiavano al libretto rosso e alla «rivoluzione culturale», che altro non era se non una spietata epurazione voluta dallo strapotere maoista, i luddisti, in modo ironico e giocoso, lanciavano le loro provocazioni, dimostrandosi eccentrici rispetto a tanto neo conformismo di maniera.
Oltre all’Internazionale situazionista, si leggevano «Do It» di Jerry Rubin che raccontava le forme creative della lotta alle lobby negli Usa, i romanzi di Victor Serge che descrivevano dall’interno l’incubo staliniano, si pubblicava un opuscolo sulla cui copertina campeggiava ironicamente il motto «Il lavoro rende liberi» del lager di Aushwitz. E nella sede di Ludd in via San Luca, nel triennio in cui Ludd ebbe vita dal ’69 fino al ’71, transitavano personaggi dello spessore di Giorgio Cesarano, poeta anarchico e analista attento della contemporaneità, Mario Perniola, allora responsabile della rivista «Agar Agar», Jacques Camatte, a sua volta editore di «Invariance», divenuto poi psicogeografo e sostenitore di soluzioni assai simili a quelle pensate dai comontisti, mentre si allacciavano rapporti con gruppi milanesi, torinesi e romani.
A Roma, nella sede del Film Studio 70 di Amerigo Sbardella e Annabella Miscuglio, ricordo fumose riunioni interrotte dal passare di bellezze eteree succintamente vestite, accolte da improvvisi e attenti silenzi. E il sapore dolciastro e intenso di un «fumo» mai provato fino allora. Circolo e abitazione sorgevano a Trastevere, a pochi passi da Regina Coeli e disponevano di una sala dove si proiettavano film dell’avanguardia internazionale, tutto aveva orari assurdi e ti faceva sentire terribilmente provinciale.
Tra i gruppi amici quello dei torinesi spiccava per il radicalismo non solo predicato ma apparentemente anche duramente praticato. Editavano una rivista, «Acheronte»: il «fiume infernale si è rimesso in moto» procedendo spedito verso la rivoluzione, e avevano dato vita all’Organizzazione consigliare, in linea con le teorie di autogestione praticate anche a Genova. Il personaggio di spicco, Riccardo D’Este, era stato allora in galera e si diceva fosse stato tra i protagonisti della rivolta carceraria delle Nuove. Aveva fama ambigua, perché da sempre molti lo accusavano apertamente di essere un provocatore, addirittura, sosteneva qualcuno, un cripto fascista mascherato da gauchista. Quando finalmente comparve a Genova, lo fece in occasione di uno spettacolo teatrale recitato tra i vicoli del centro storico, il «Genovese Liberale» credo si intitolasse, e Riccardo e i suoi proposero di parteciparvi direttamente, trasformandolo dall’interno in una provocazione in presa diretta. Fu divertente, a tratti anche pericoloso, perché in qualche occasione si rischiò quasi il linciaggio. Per i torinesi il concetto di critica della vita quotidiana diventava spesso e volentieri un processo immediato alla vita di ogni giorno dei singoli individui: com’era possibile definirsi rivoluzionari e continuare a praticare il tran tran quotidiano come se nulla fosse? Tra i luddisti genovesi vigeva in effetti una stretta divisione tra vita famigliare e dimensione politica, le donne non partecipavano alle attività del gruppo e raramente venivano coinvolte, se si eccettuano i membri più giovani che invece tendevano a vivere tutto in coppia. D’Este al proposito aveva buon gioco nella sua critica radicale, anche se spesso i toni cadevano nell’eccesso e si facevano violenti, finendo per impaurire più che convincere. […]

● Tratto da: Gli anni del ’68. Voci e carte dall’Archivio dei Movimenti, il canneto editore, Genova 2017. (Si ringrazia).

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