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If your ideal vacation would be to stay in a library/bookstore, here are some places to go!

Gladstone’s Library - Hawarden, Wales
gladstoneslibrary.org/about/

Shakespeare and Company, Paris
shakespeareandcompany.com/tumb…

The Literary Man – Obidos Hotel - Óbidos, Portugal
theliteraryman.pt/en/

The Open Book, Wigtown, Scotland
airbnb.co.uk/rooms/7908227?sou…

La Librairie, Paris
parisboutik.com/en/la-librairi…

Book and Bed, Toyko, Japan
bookandbedtokyo.com/en/

#books

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in reply to Project Gutenberg

Kunstmuseum store, Stuttgart
(can't find info on the official webpage)

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31 marzo, incontro online: ‘la finestra di antonio syxty’ presenta antonio syxty! “we exist in order to be happy” (foglio benway, 14)


La Finestra di Antonio Syxty dedicata stavolta al suo "Foglio" Benway, We exist in order to be happy
cliccare per ingrandire

La Finestra di lunedì 31 marzo 2025 sarà un po’ diversa dalle altre. Di solito è Antonio Syxty che “guarda fuori dalla Finestra e incontra gli altri”. In questo caso sono invece “gli altri a guardare verso la Finestra e incontrare Syxty”.Mariangela Guatteri e Giulio Marzaioli sono gli editori che nel 2024 hanno deciso di pubblicare – come Foglio n. 14 di Benway Series – l’opera We exist in order to be happy, di A.S.: non sarà dunque quest’ultimo a fare le domande, ma gli editori a farle a lui. È una “Finestra al contrario”, insomma!canali:youtube = youtube.com/@MTMTeatroMilano/s…facebook = facebook.com/lafinestradianton…il foglio: benwayseries.wordpress.com/202…

#aSemanticizedWriting #BenwaySeries #cambioDiParadigma #conversazione #foglio #FoglioBenway #GiulioMarzaioli #LaFinestraDiAntonioSyxty #MariangelaGuatteri #materialiVerbovisivi #MTM #MTMManifattuteTeatraliMilanesi #presentazione #reading #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca

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5 aprile, napoli, il gruppo ‘ossatura’ @ auditorium novecento


gruppo Ossatura, il 5 aprile a NapoliSaturn Return
OSSATURA – live
Auditorium Novecento
Via Enrico De Marinis, 4
Napoli, 5 aprile 2025.
Ore 21:30

Ossatura, una rivoluzione orbitale intorno al suono lunga trent’anni. Formatisi a Roma nel 1995, gli Ossatura hanno da allora fatto lunghe tournée in Europa, Canada e Stati Uniti. Hanno collaborato con musicisti come Tim Hodgkinson, Dagmar Krause, Alvin Curran, Chris Cutler, Peter Kowald, Wolfgang Fuchs, Michiko Hirayama, Fernando Grillo, Gene Coleman, Gendos Chzamirin e Christian Calon. I membri di OSSATURA sono: Luca Venitucci (piano, fisarmonica e dispositivi elettroacustici), Elio Martusciello (chitarra elettrica), Fabrizio Spera (batteria e percussioni).

*
instagram.com/auditoriumnovece…
facebook.com/auditoriumnovecen…
auditoriumnovecento.com/

#AuditoriumNovecento #concert #concerto #ElioMartusciello #FabrizioSpera #improvisedMusic #LucaVenitucci #music #musica #musicaDiImprovvisazione #musicaDiRicerca #musicaSperimentale #musiqueDeRecherche #Ossatura

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they released hamdan ballal, but what happened?


They released Hamdan Ballal. But what happened?

Shortly after Palestinian residents had finished their daily Ramadan fast dozens of masked Israeli settlers entered the West Bank village of Susiya.

Some of the settlers were armed with batons, others had knives and one of them was holding an M16 rifle. Among them were a group of Israeli soldiers who escorted the settlers inside the village.
Minutes later, the settlers walked straight over to the house of Hamdan Ballal. The settlers started throwing stones against his house, witnesses said, and chased Ballal to his house, beating him and eventually handing him over to the military. Handcuffed and blindfolded by the soldiers, Ballal, bleeding from his head, was moved to a military vehicle.

Hamdan Ballal Hamdan Ballal

#aggressione #Cisgiordania #coloni #criminalIDF #criminalIOF #free #freed #HamdanBallal #IDF #IOF #IsraeliSoldiers #kidnapping #M16Rifle #NoOtherLand #Palestina #Palestine #rapimento #settlers #sionisti #Susiya #WestBank #whatHappened #YuvalAbraham

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intervista a tano d’amico, sul suo libro “i nostri anni” (milieu, collana settanta, 2025)


youtu.be/e5_nxHU-kGs?feature=s…

#77 #Anni70 #anniSettanta #collanaSettanta #FedericoRaponi #INostriAnni #intervista #Milieu #MilieuEdizioni #Movimento #presentazione #TanoDAmico

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dip 046, nazione stwitterata


Nazione indiana, con ragioni condivisibili, ha mollato il proprio account twitter, e ne dà notizia in questo post: nazioneindiana.com/2025/03/24/…. Sui social generalisti mi sento di rimettere in comune due post: slowforward.net/2025/01/13/usc… e slowforward.net/2025/03/27/dip….

Quale sarà la prassi meglio funzionante, in un contesto reticolare?

28 mar 2025

#rete #twitter #nazioneindiana #social #socialmedia

#dip046 #dip046 #NazioneIndiana #nazioneindiana #prassi #rete #social #socialMedia #socialmedia #testiDiMgInRete #testiDiMgOnline #twitter


uscire o non uscire dai social zucki muski trumpi


in esergo:
mastodon.uno/@fkamiah17@syzito…
(guardare il video, please)
_

shitti shitti quatti quatti, gli oligarchi di cui parla Bernie Sanders si stanno socialmediamente prendendo tutta la torta. allora all’interno della torta medesima sorgono dubbi.

qui dico la mia, o un atomo della mia, con tutti i limiti del soggetto dell’inconscio che sono (verbigerante in un commento qui):

come occorre sostenere #BDS per boicottare #izrahell, così bisogna trovare vari modi per staccare gli sguardi (e i portafogli) dai #socialmedia generalisti. la mia idea è (sempre stata) (soprattutto per quei versanti che – come dice giustamente Terzago – si occupano di linguaggio) quella che Antonio Pavolini descrive nel suo Stiamo sprecando internet a proposito delle zone – diciamo così – ‘virtuose’ della rete.
quindi: diffondere (al limite anche attraverso i social media, perfino generalisti) le frecce direzionali che portano ALTROVE = *direttamente* a quelle zone. (siano esse più o meno temporaneamente autonome).
una di queste zone è #Mastodon. ma finché su Mastodon ci sto solo io e un gruppo di cinque persone, l’acqua scarseggia e la papera non galleggia.
bisogna migrare in massa, cristo santo.
e lasciare che su #facebook resistano e persistano solo ed esclusivamente #link che portano FUORI da facebook. solo ed esclusivamente materiali indigeribili da facebook medesimo.

e bisogna moltiplicare gli spazi autonomi.
non a caso, in varie occasioni e momenti di #esistelaricerca, ho sollecitato (starei per aggiungere: “in modo accorato”) la nascita di più siti, spazi in rete, indipendenti e connessi.
la stessa cosa può succedere anzi già succede da tempo con versanti del #giornalismo indipendente.
che però ha bisogno di noi.
finché ci sarà qualcuno di “noi” che fa cadere la monetina nel bussolotto di Repubblica e del Corsera, hai voglia a parlare di (un pur minimo) #antagonismo in rete.

su #Gaza e sul #genocidio (ampiamente bannato da zucko su fb, meno su #instagram), faccio l’esempio delle decine e decine di immagini, report, link, materiali video e di altro genere che ho caricato su spazi #Mega che poi di volta in volta linko usando *anche* i social media. ma principalmente attraverso #slowforward + uno spazio (da qualche mese da me negletto per mancanza di tempo: ma lo riprenderò) ospitato dalla rete indipendente #noblogs.

poi ognuno può aggiungere proprie iniziative.
la mia idea o impressione, in definitiva, è che su fb si continua sì ad accedere a moltissimi materiali a volte indispensabili, soprattutto relativi all’arte contemporanea (unico motivo per cui mi ero iscritto a fb alle origini, quando ancora il tasto per postare sembrava di gomma), però le cose buone ormai da ANNI bisogna prendersele e spostarle di peso FUORI. dopodiché si può usare fb (finché e SE ha senso) esclusivamente per indirizzare la gente fuori da fb.

oh, magari sbaglio, non so. però fin qui è una #strategia che qualche frutto lo ha portato.

#antagonismo #antagonismoInRete #AntonioPavolini #BDS #ELR #EsisteLaRicerca #esistelaricerca #facebook #FrancescoMariaTerzago #Gaza #genocidio #giornalismo #giornalismoindipendente #Instagram #izrahell #link #Mastodon #Mega #noblogs #slowforward #socialMedia #socialMediaGeneralisti #socialmedia #StiamoSprecandoInternet #Strategia #TAZ #twitter #zoneTemporaneamenteAutonome


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Requeering Wilde

Oscar Wilde is an icon of gay liberation from secrecy. But his life and his sexuality were not so simple – nor so binary

by Sam Mills

aeon.co/essays/sex-life-and-os…

Oscar Wilde at PG:
gutenberg.org/ebooks/author/11…

#books #literature

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The Forgotten Victorian Craze for Collecting Seaweed
Victorian women were excellent at it.

by Cara Giaimo (from the archives)

atlasobscura.com/articles/the-…

Books by or about Margaret Gatty at PG:
gutenberg.org/ebooks/search/?q…

#naturalhistory #marinebiology #womeninStem

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DAL 2003, SLOWFORWARD (=slowforward.net) è il sito più testardo, aggiornato (e anziano) su #scritture di ricerca, #arte contemporanea, #musica sperimentale, materiali verbovisivi, #asemic writing, #poesia concreta, #prosa in prosa, prose brevi, scritture non assertive, e molto altro:

segui il canale #slowforward su #telegram : https://t.me/slowforward

o su #whatsapp : tinyurl.com/slowchannel

e/o l’account #mastodon: mastodon.uno/@differx


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#Éphéméride : il y a 25 ans (2000) s'éteignait René Taveneaux
#OTD

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mostra di opere di William Burroughs a Londra, alla October Gallery.
qui una selezione di opere e un video: gammm.org/2025/03/28/works-by-…

#williamburroughs

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#Éphéméride : il y a 379 ans (1646) s'éteignait la mère Geneviève Le Tardif
#OTD

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da oggi, 28 marzo, a reggio emilia: marco maria zanin, “acacia” (palazzo dei musei)


Marco Maria Zanin

ACACIA


A cura di
Irene Biolchini, Alessandro Gazzotti e Giada Pellegrini

28 marzo – 27 luglio 2025, Palazzo dei Musei
Via Lazzaro Spallanzani, 1 – Reggio Emilia

Venerdì 28 marzo 2025 alle ore 18, presso Palazzo dei Musei a Reggio Emilia, inaugura Acacia, un intervento artistico di Marco Maria Zanin che intreccia arte contemporanea, archeologia, antropologia e memoria personale. Il progetto, realizzato dal Comune di Reggio Emilia – Musei Civici, sostenuto dal PAC2024 – Piano per l’Arte Contemporaneae promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, si sviluppa all’interno del Museo Gaetano Chierici di Paletnologia, proponendo un dialogo tra epoche diverse attraverso una metodologia che combina pratica artistica e artigianale.

I Musei Civici di Reggio Emilia, grazie alla lunga collaborazione con Italo Rota, si collocano come esempio di sperimentazione e di riflessione sul ruolo e sul significato del museo contemporaneo, in un processo che avvicina, attraverso allestimenti complessi e stratificati, i linguaggi del passato e del presente per costruire un’idea di futuro.

Il progetto nasce da una storia personale dell’artista: la perdita della sorella gemella prima della nascita, da lui chiamata, affettuosamente, Acacia. Attraverso un linguaggio visivo che intreccia scultura, fotografia, ceramica, bronzo, vetro e tessitura, l’artista costruisce un corredo funebre contemporaneo, in cui i manufatti si relazionano con i reperti archeologici della collezione. Il progetto si fonda su un’idea di passaggio e trasformazione, dove la memoria del corpo, le emozioni e il lutto diventano materia viva, in grado di generare nuove possibilità di relazione con il passato e con il futuro. La collezione si trasforma così in un archivio dinamico, capace di stimolare connessioni inedite tra il pubblico e il patrimonio, aprendo spazi di riflessione e nuove prospettive di interpretazione.

La metodologia di lavoro di Zanin è profondamente radicata nel rapporto tra arte e antropologia, con un approccio che concepisce l’opera come un processo di risignificazione della memoria collettiva e della tradizione attraverso la creazione artistica. L’arte diventa un mezzo per attivare nuove letture del patrimonio culturale, interrogando il passato e rielaborandolo nel presente. Acacia si colloca così in uno spazio di tensione tra il personale e il collettivo, tra il simbolico e il tangibile, esplorando la capacità trasformativa degli oggetti e dei materiali.

La mostra si articola attraverso elementi realizzati in collaborazione con artigiani selezionati insieme alla Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte, istituzione non-profit la cui missione è proprio la tutela dell’artigianato artistico, partner culturale del progetto. La firma di ogni pezzo riporterà anche il nome del maestro d’arte, riconoscendo così il contributo fondamentale degli artigiani nella creazione delle opere e sottolineando il carattere corale del processo artistico. Le sculture in ceramica, realizzate con Antonino Negri (Lodi), riecheggiano le urne funerarie antiche e custodiscono le memorie delle eredità invisibili. I manufatti in bronzo, frutto del lavoro con Tuorlo (Padova), emergono come tracce di un’infanzia non vissuta, evocando una memoria stratificata nel tempo. I tessuti, realizzati su telai storici presso l’Atelier Giuditta Brozzetti (Perugia), raccontano una storia mitica di separazione e ricerca, mentre le opere in vetro, realizzate con Simone Crestani (Vicenza), si ispirano agli strumenti alchemici della trasformazione, evocando un processo di sublimazione e rinascita.

La fotografia, infine, completa il percorso espositivo con un racconto visivo che ripercorre il ciclo della vita e della perdita, muovendosi tra ricerca scientifica, documentazione antropologica e immaginario poetico.

Acacia si inserisce nel più ampio dibattito sulla funzione del museo contemporaneo, proponendo un modello di produzione artistica relazionale. Il progetto si configura come un atto collettivo, in cui il museo si trasforma in un luogo di sperimentazione e creazione condivisa. È accompagnato da un ciclo di incontri interdisciplinari, che coinvolgeranno studiosi e curatori, tra cui Anna Castelli, Alberto Cavalli, Matteo Lucchetti, Sara Ricciardi, Marco Scotini, per approfondire il ruolo dell’arte nell’attivazione delle collezioni archeologiche, da un catalogo bilingue che raccoglierà contributi critici e immagini della mostra. Il progetto grafico di mostra e catalogo è a cura di Giulia Boccarossa. Il video sul processo di realizzazione delle opere è prodotto da Stefano Rizzato.

La mostra, curata da Irene Biolchini, Alessandro Gazzotti e Giada Pellegrini, resterà visibile fino al 27 luglio, trasformando il Museo Gaetano Chierici di Paletnologia in uno spazio di sperimentazione e confronto, in cui l’arte contemporanea si fa strumento di dialogo tra passato e presente, memoria e creazione. Con Acacia, il museo diventa un luogo di rielaborazione collettiva, capace di dare nuova vita al patrimonio e nuove possibilità di lettura alla storia umana.

Marco Maria Zanin (Padova, 1983) è artista, ricercatore e attivista. Si laurea prima in Lettere Moderne e poi in Relazioni Internazionali, attualmente è dottorando in Antropologia presso ISCTE/NOVA di Lisbona con una tesi dal titolo Potenzialità nella frontiera tra arte e artefatto. Sviluppa attività di ricerca sulle forme di relazione tra l’essere umano e la terra, mettendo in luce, con un approccio interculturale, pratiche e rituali utili a rinsaldare il legame tra i membri della comunità umana e tra essi e il territorio, in una forma che metta al centro la vita in tutte le sue forme. Tra le mostre personali recenti si ricordano: Soil Kinships (2021) a cura di Matteo Lucchetti, presso la Galleria Spazio Nuovo di Roma; Strati di tempo nella Chiesa di Sant’Agnese (2021) presso la Casa dei Tre Oci, Venezia; Le Opere e i Giorni (2019) a cura di Antonio Grulli, presso i Musei Civici di Bassano; As Obras e os Dias (2017) a cura di Jacopo Crivelli Visconti, presso Pivô Arte e Pesquisa di San Paolo; Dio è nei frammenti (2017) a cura di Daniele De Luigi, presso la Galleria Civica di Modena; O Lado Direito do Avesso(2015) a cura di Paulo Miyada, presso la Oficina Cultural Oswald de Andrade di San Paolo. Sue opere sono contenute in Collezioni private e pubbliche tra cui MART, Museo Morandi, Fondazione Modena Arti Visive, Fondazione Brodbeck, Fondazione Alberto Peruzzo, MAM Rio de Janeiro, Salsali Museum Dubai.

Il Museo Gaetano Chierici di Paletnologia, con sede presso il Palazzo dei Musei di Reggio Emilia, rappresenta un raro esempio di museo ottocentesco rimasto intatto. Ideata nel 1870 da Gaetano Chierici, pioniere della Paletnologia italiana, la collezione offre un racconto cronologico della preistoria e dell’archeologia reggiana, dal Paleolitico al Medioevo. Ordinata per cronologia, materia e tecnica, riflette un approccio scientifico rigoroso, integrato da una visione estetica e democratica che valorizza ogni reperto senza gerarchie. La disposizione originaria, pensata per trasmettere una percezione corale del passato, si apre al dialogo con culture di altre regioni italiane, rispecchiando gli ideali risorgimentali di un’identità nazionale condivisa. L’eredità di Chierici continua nei nuovi allestimenti curati da Italo Rota, dove gli oggetti diventano strumenti di connessione tra memoria storica ed esperienza contemporanea.

Marco Maria Zanin. ACACIA

A cura di: Irene Biolchini, Alessandro Gazzotti e Giada Pellegrini

Date: 28 marzo-27 luglio 2025

Sede: Museo Gaetano Chierici di Paletnologia | Palazzo dei Musei, via Lazzaro Spallanzani 1, Reggio Emilia

Progetto realizzato da: Comune di Reggio Emilia – Musei Civici

Sostenuto da: PAC2024 – Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura

In collaborazione con: Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte

Progetto grafico: Giulia Boccarossa

Video documentario: Stefano Rizzato

Orario di apertura da settembre a giugno: martedì, mercoledì e giovedì > 10-13; venerdì, sabato, domenica e festivi > 10-18.
Orario di apertura luglio: martedì, giovedì, domenica e festivi > 10-13; mercoledì, venerdì e sabato > 10-13.00 / 21-24.
Ingresso: gratuito

Sito web: www.musei.re.it

#AlessandroGazzotti #antropologia #art #arte #GiadaPellegrini #IreneBiolchini #MarcoMariaZanin #MuseoGaetanoChiericiDiPaletnologia #PalazzoDeiMusei

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Livelli segreti su Prime Video – ossessioni e contaminazioni by francesco mazzetta
ossessionicontaminazioni.com/2…

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milano, 5 aprile: “ri-materializzazione del linguaggio. 1978-2022”


incontro per
RIMATERIALIZZAZIONE DEL LINGUAGGIO. 1978-2022
con Gaia Ginevra Giorgi, Cristiana Perrella, Andrea Viliani

5 aprile, dalle 20
Viale Stelvio 66, Milano
FREE ENTRY

Sabato 5 aprile, dalle ore 20, nel nuovo spazio di Frittelli Arte Contemporanea e Galleria Michela Rizzo, Cristiana Perrella e Andrea Viliani presentano Ri-Materializzazione del Linguaggio. 1978–2022, il primo tentativo di una ricostruzione filologica della mostra seminale Materializzazione del linguaggio, curata nel 1978 da Mirella Bentivoglio e dedicata alle esplorazioni verbo-visive di ottanta artiste internazionali.

A seguire, in connessione con la ricerca di Bentivoglio, un intervento performativo di Giorgi interroga la rimessa in circolo dei documenti di un archivio impossibile (registrazioni deteriorate, found sounds, lettere mai inviate, pagine di diario, appunti, materiali di scarto) come modo di invenzione di nuovi futuri e temporalità.

L’evento è realizzato grazie al sostegno della Fondazione Antonio Dalle Nogare.

#AndreaViliani #appunti #archivi #archivio #art #arte #CristianaPerrella #documenti #esplorazioniVerboVisive #FondazioneAntonioDalleNogare #foundSounds #FrittelliArteContemporanea #GaiaGinevraGiorgi #GalleriaMichelaRizzo #lettereMaiInviate #materialiDiScarto #materialiVerbovisivi #MaterializzazioneDelLinguaggio #MirellaBentivoglio #nero #NEROEditions #pagineDiDiario #registrazioniDeteriorate #RiMaterializzazioneDelLinguaggio

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dip 045, “social”?


l’algoritmo di #Threads (forse il peggior social in cui mi sia imbattuto) sembra perfino più demenziale di quello di #facebook o di #twitter: deve in qualche modo creare una specie di mare magnum in cui tutti perdono tutti.
per non parlare del sistema del “repost”, che funziona con #wordpress e che mi permette di ripostare (appunto) in automatico i materiali che escono su slowforward.net. sono tutti praticamente INVISIBILI. Threads (come facebook e soprattutto twitter) lavora solo per sé stesso, questo è quanto.
la logica, nei social media generalisti, è evidente: la creazione di livelli di #separazione tra piattaforma e piattaforma, e (all’interno di queste) tra utente e utente. l’esatto opposto di quello che succede nel #fediverso.

27 mar. 2025

#creazioneDiSeparazione #dip045 #dip045 #facebook #FEDIVERSO #invisibilitàShadowbanning #mediaGeneralisti #separazione #slowforward #social #socialNetwork #threads #twitter #WordPress



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#Parution : Taylor, Dan et Wuth, Marie (dir.). New Perspectives on Spinoza's Theologico-Political Treatise : Politics, Power and the Imagination. Edinburgh : Edinburgh University Press (Spinoza Studies), 2025. ISBN : 9781399539272.
edinburghuniversitypress.com/b…

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80 years of israeli crimes


15 y.o. boy.
Bethlehem, before Oct 7th.
beaten by israeli soldiers for he was playing football near to a checkpoint.
they shot him in the legs.
one leg had to be amputated:

View this post on Instagram


A post shared by Raise Up Palestine (@raise.up.palestine)

this is #israel – this is #colonization – this has been going on for 76 years now. this is an ongoing and growing heap of crimes against humanity, and #genocide

*
#genocidio #Palestine #Palestina
#warcrimes
#starvingpeople #starvingcivilians
#iof #idf #colonialism #sionisti
#izrahell #israelterroriststate
#invasion #israelcriminalstate
#israelestatocriminale

#colonialism #colonialismo #colonization #Gaza #genocide #genocidio #ICC #icj #IDF #IOF #Israel #israelcriminalstate #israelestatoterrorista #israelterroriststate #izrahell #massmurders #Palestina #Palestine #sionismo #sionisti #sionistiassassini #starvingcivilians #starvingpeople #warcrimes #zionism

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Carlo Darwin e il gran premio di Torino.
Il traduttore delle opere di Darwin nella seconda metà dell'Ottocento fu Michele Lessona, che qui pronunciò un discorso in occasione del conferimento allo scienziato inglese del premio Bressa (1880). Si può scaricare gratis, in pdf, da:

liberliber.it/autori/autori-l/…

#UnoLibri #libri #letteratura #public_domain #cosediscuola

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John and Abigail Adams exchanged more than 1,100 letters.

John Adams was a Founding Father and 2nd President of the United States.

historyfacts.com/famous-figure…

Letters of John and Abigail during the Revolution War at PG

gutenberg.org/ebooks/34123

#history

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#OTD in 1860.

The Irish melodrama The Colleen Bawn, or The Brides of Garryowen, written by and starring Dion Boucicault, is first performed at Miss Laura Keene's theatre, New York. It was most recently performed in Dublin (2010) and in Belfast (2018). Several film versions have also been made.

en.wikipedia.org/wiki/The_Coll…

The Colleen Bawn at PG:
gutenberg.org/ebooks/52924

#books #literature #theatre

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"Books afford Consolation to the troubled Mind by substituting a lighter kind of Distress for its own - An Author’s Hope of being known in distant times."

#OTD in 1781.

George Crabbe writes to Edmund Burke, enclosing examples of his work. The outcome is the publication of Crabbe's poem The Library. Burke helped him have his poem, by a publisher that had previously refused some of his work.

The Library at PG:
gutenberg.org/ebooks/5198

#books #literature #poetry

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#Théâtre : La Fontaine et le confinement, avec Fabrice Luchini (qui évoque notamment Blaise Pascal), sera en représentation à l'Opéra royal de Versailles, les 13 et 14 mai 2025.
operaroyal-versailles.fr/event…

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Advanced Imaging Reveals Crossed-Out Words in the Poems of Alfred Tennyson

The 19th-century English poet was a “prolific reviser” who tested out many variations of his work before publication. A new study sheds light on his creative process

By Sonja Anderson

smithsonianmag.com/smart-news/…

Alfred Tennyson at PG:
gutenberg.org/ebooks/author/29…

#books #literature

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Amazing Stories, the American pulp magazine, launched in April 1926 and was the very first magazine devoted solely to science fiction. Enjoy the fast-paced storytelling, retro art and advertising of the 20’s. via @internetarchive

archive.org/details/amazingsto…

#pulpfiction #magazine

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in reply to Project Gutenberg

Literal literature story. And we can read it.If that's not being lucky. I don't know what it is.
in reply to Project Gutenberg

I adore knowing this amazing collection is available in the archive. A few years back I remixed some covers for a collection of “Amazing Stories of Openness”. I got a take down threat from the trademark owners, not for the images, but use of the phrase. Sigh cogdogblog.com/2012/10/take-me…

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‘sonde poetiche’ @ radioarte, oggi, 27 marzo: “arte altre parole”

SONDE POETICHE


radioarte - sonde poetiche - 27 marzo
cliccare per ingrandire

a cura di Gianluca Codeghini e Andrea Inglese
27 marzo 2025 ore 6.30, 9.30 pm
N. 4 di 5: Arte altre parole

Vincenzo Agnetti di Federica Boragina, Ermanno Cristini, Chiara Pergola, Carlo Dell’Acqua, Antonio Syxty, Cesare Pietroiusti, Luisa Turuani, Pasquale Polidori, Gianluca Codeghini e Andrea Inglese

su/on radioarte.it

COSA è / WHAT is
SONDE POETICHE // POETIC SOUND

Con questa nuova piattaforma ci rivolgiamo principalmente a quel non pubblico che non ha nulla da perdere se non la propria curiosità, il proprio desiderio e lo stupore per le parole. Ogni puntata di SONDE POETICHE sarà caratterizzata da suoni con durata a tempo variabile, da parole e rumori intorno a un concetto o a un autore. Questo numero quattro di cinque è dedicato alla parola in mano ad artisti visivi, una parziale indagine e selezione nel visivo meno visivo, una proporzione in fase di descrizione, una pluralità di forme e media, parole scolpite, sonore, fumo. Una, mille procedure per trasformare la realtà e disertare dal pensiero.

#AndreaInglese #AntonioSyxty #art #arte #CarloDellAcqua #CesarePietroiusti #ChiaraPergola #ErmannoCristini #FedericaBoragina #GianlucaCodeghini #LuisaTuruani #media #parole #PasqualePolidori #poesia #RadioArte #SondePoetiche #VincenzoAgnetti



Presentazione del libro di Taras Prokhasko GLI ECCENTRICI


BIBLIOTECA UNIVERSITARIA ALESSANDRINA - APERTURA STRAORDINARIA

Presentazione del libro di TARAS PROKHASKO
GLI ECCENTRICI, Milano, Utopia Editore, 2024

Traduzione di LORENZO POMPEO

SABATO 5 APRILE 2025, ore 16:30

Sala Bio-bibliografica

Ne parleranno:

Il traduttore LORENZO POMPEO

L’AUTORE, in collegamento dall’Ucraina


alessandrina.cultura.gov.it/pr…


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📚 Die #leipzigerbuchmesse2025 ist eine aufregende Zeit für alle, die gern #Lesen und jene, die gern dem geschriebenen Wort lauschen:
📆 Auch dieses Jahr zu Leipzig Liest finden in der Bibliotheca Albertina #Lesungen statt:
▶️ Mit Erika Pluhar, Herfried Münkler, Ferdinand Sutterlüty, Ulrich Johannes Schneider und Olga Tokarczuk

Eintritt frei

🔗 ub.uni-leipzig.de/ueber-uns/ve…

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memory ciak 2025 / premio zavattini / aamod


APERTE LE ISCRIZIONI PER MEMORY CIAK 2025
COL PREMIO CESARE ZAVATTINI, IL REPERTORIO AAMOD,
IL ROMANZO DI LIBERETÀ
PRIMA ALLE GIORNATE DEGLI AUTORI VENEZIANE
CON BOOKCIAK, AZIONE!

Lo scambio e il dialogo tra generazioni, i temi del lavoro e della solidarietà tornano anche quest’anno con Memory Ciak, sezione speciale del Premio Bookciak, Azione! 2025, realizzata con la Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico ETS e il Premio Cesare Zavattini, in collaborazione con Spi-CGIL, LiberEtà.

La seconda vita di Astolfo Barchiera di Lorenzo Chiabrera (LiberEtà, 2024) è il romanzo di riferimento per la creazione di un bookciak (corto sperimentale di max tre minuti) nell’ambito della speciale sezione dedicata alla memoria. I concorrenti (entro i 35 anni) possono quindi ispirarsi a queste pagine utilizzando gratuitamente il prezioso materiale della Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (AAMOD), ed essere premiati alla Mostra del Cinema di Venezia, nell’ambito di Bookciak, Azione! 2025, premio cine-letterario ed evento in chiusura delle Giornate degli Autori, ideato e diretto da Gabriella Gallozzi, che si svolgerà al Lido di Venezia, in collaborazione col Sindacato Giornalisti Cinematografici (SNGCI). La direzione del Premio Zavattini sceglierà il cortometraggio vincitore della sezione Memory Ciak.

Il Premio Bookciak, Azione! si propone come prezioso laboratorio creativo per i giovani filmmaker. Tutti gli interessati, entro 35 anni, possono concorrere gratuitamente – e quindi partecipare a una vetrina importante come il Festival di Venezia e poi andare in tour tutto l’anno tra altri festival italiani e stranieri, tra cui Parigi e Lugano – attraverso la realizzazione dei bookciak: corti sperimentali e inediti, di massimo tre minuti, ispirati ai tre libri vincitori della IV edizione di Bookciak Legge, legati insieme, quest’anno, dal tema: “Scappo dalla città – nomadi digitali, agricoltura sostenibile, comunità energetiche, alternative di vita quotidiana”.

L’iniziativa è prodotta dall’Associazione culturale Calipso e da Bookciak Magazine (www.bookciakmagazine.it). Le iscrizioni sono aperte fino al 10 giugno 2025. Per partecipare basta inviare una mail a info@bookciak.it con recapiti e dati personali. Importante è specificare il libro scelto per realizzare il bookciak. La proiezione dei corti sarà il 5 settembre, mentre la premiazione la mattina del 6 settembre 2025 in chiusura delle Giornate degli Autori al Lido di Venezia, in collaborazione con SNGCI e Spi-CGIL.

Il Premio Cesare Zavattini Unarchive è un’iniziativa promossa dalla Fondazione AAMOD, cui possono concorrere, attraverso un bando pubblico, giovani filmmaker di età compresa tra i 18 e i 35 anni, con il progetto di un cortometraggio che preveda l’utilizzazione anche parziale del materiale filmico dell’a Fondazione AAMOD, degli archivi partner o di altri archivi. Tra i progetti pervenuti, una Giuria composta da cinque importanti personalità del cinema italiano sceglie nove finalisti, i cui autori e autrici hanno la possibilità di partecipare gratuitamente a un Workshop formativo e di sviluppo condotto da affermati professionisti. Al termine, la stessa Giuria seleziona tra i finalisti tre progetti vincitori che, oltre a utilizzare liberamente il materiale filmico dell’AAMOD e degli archivi partner, ricevono servizi gratuiti di supporto per la realizzazione dei cortometraggi e la somma di 2.000 euro per ciascun progetto realizzato.

Lorenzo Chiabrera, dopo una vita da dipendente pubblico a Torino, appassionato di cinema e regia ne La seconda vita di Astolfo Barchiera, vincitore del premio letterario LiberEtà 2024, racconta con tratti autobiografici il momento del pensionamento del suo protagonista. Il suo sogno più grande è girare con gli stessi attori il sequel di un film realizzato quarant’anni prima insieme ad alcuni amici di scuola. Per tutto questo servono i soldi del trattamento di fine servizio ma norme assurde spostano molto in là il tempo in cui potrà riceverli e utilizzarli. Può intanto cominciare con i preparativi e la sceneggiatura ma sarà la vita a riservargli il finale più sorprendente.

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dip 038, #sintassi , #davidlynch https://slowforward.net/2025/01/22/dip038/


dip 038, #sintassi , #davidlynch slowforward.net/2025/01/22/dip…


dip 038, sintassi


questa annotazione può sembrar cadere qui out of the blue (e forse un po’ è così), ma va detto – o sono persuaso possa essere detto – che:

c’è un modo specifico di sentire, di avvertire la sintassi, e di naturalmente tornirne i labirinti, che è in profondità analogo al lavoro di Lynch non soltanto con la macchina da presa e con determinate sue carrellate lentissime in climax o anticlimax (per esempio), ma proprio con la gestione della trama, intesa come:

tessuto che non solo si smaglia ma si riannoda in punti imprevedibili, come un abito non euclideo. o non sempre – non tutto – euclideo.

a differenza della radice, verticale e gerarchica, il rizoma è intersecante, trasverso, anarchico e orizzontale.

in questo, una certa modalità della ricerca letteraria, che soprattutto metto al lavoro con prose brevi in un libro che uscirà prima dell’estate, le asimmetrie e astrazioni (e torsioni) sintattiche che ho sperimentato dialogano, credo proficuamente, con una idea post-novecentesca di montaggio, frammentazione e ripresa di unità.

vorrò/vorrei poi sempre più che una quota forte, alta, di indeterminazione connotasse i materiali dei prossimi testi. (ma “textus” è un vocabolo inesatto, e la parentesi resta aperta

#111 #DavidLynch #dip #dip038 #dip038 #Lynch #sintassi


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“nz”, di antonio syxty. una nota dell’autore


un’annotazione di Antonio Syxty sul suo libro NZ, da poco uscito per ikonaLíber

NOTA PER IL LETTORE

Questo libro è un estratto da una raccolta di scritti che sono parte del Primo Famoso e Improbabile Archivio di Antonio Syxty.
L’Archivio si definisce e si presenta al mondo con un nome d’avventura voluto probabilmente dal suo stesso autore e fa parte di un progetto più ampio denominato T.F.Y.L. Project: The Forty Years Later Project. Un progetto che si manifesta 40 anni dopo il suo inizio, più o meno, e non si sa perché.
NZ (con il titolo esteso di Nuova Zelanda) fa riferimento a una performance/happening avvenuta nel 1980 a Milano alla discoteca 2001 in Via Forze Armate.
Come per altri materiali di scrittura di questo archivio (in alcuni casi definito anche come Catalogo) potremmo aggiungere che il procedimento adottato segue una linea di progettazione che si articola per snodi, incroci e sovrapposizioni. All’origine c’è un soggetto che “inizia a scrivere” prima di ogni altra azione. Seguono poi altre azioni: disegni, mappe, accumulo di immagini, musiche, suoni e frammenti di ogni tipo.
In NZ il soggetto è area geografica, ma anche confine, e scia di ipotesi di azione (performance) attraverso il corpo-parola, corpo-immagine, e poi infine corpo-fisico per l’azione.
La procedura è per accumulo: scritti, disegni, fotografie, dépliant, cartoline, qualunque frammento utile che possa rientrare in un flusso e che ha lo scopo di generare quella che si impone come “frequenza”. Il corpus è governato da cuciture letture-riformulazioni, agite in un arco temporale di 40 anni.
La frequenza una volta attivata compie le sue scelte: include ed esclude in modo sempre euforico e seriale – obbedendo a un dettato piuttosto misterioso e inspiegabile, agendo in modo del tutto arbitrario, aleatorio, metamorfico.
copertina di NZ, di Antonio Syxty
ikona.net/antonio-syxty-nz/

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esce “nz”, di antonio syxty, nella collana ‘syn_ scritture di ricerca’ della casa editrice ikonalíber


la più recente uscita nella collana SYN_scritture di ricerca, a cura di MG:
NZ, di Antonio Syxty

copertina di NZ, di Antonio Syxty

ikona.net/antonio-syxty-nz/

facebook.com/antonio.syxty.nz.…

NZ, o Nuova Zelanda, lavora sull’immaginazione del lettore come una mappa che invece di orientarlo debba felicemente e sensatamente indurlo a perdersi nei frammenti. Del resto già l’incipit del libro dichiara che siamo di fronte a «una collezione (anche catalogo) di frammenti di scrittura (con immagini, illustrazioni, disegni)», dei quali ha fatto nel tempo raccolta “Antonio Syxty”. Le virgolette qui usate sottolineano la natura di azione/esperimento artistico della stessa identità in gioco: parte di una ongoing performance avviata molti anni fa, che prevede che l’autore e artista si presenti cosí pur non essendo quello il suo vero nome.
Ma perché poi “Nuova Zelanda”? Perché rappresenta, rispetto all’Italia, un luogo perfettamente agli antipodi; e, letterariamente, un antidoto forte al mainstream.it contemporaneo.
In effetti il libro attiva o meglio registra una effettiva dislocazione o rilocazione identitaria, in cui chi scrive è in buona sostanza e primariamente un organismo di accumulo, o – come scrive A.S. in un appunto personale – in fondo «l’idea è che una biografia / autoritratto / opera possa creare continue derive di senso e accadimenti. […] Io penso che noi siamo un processo di accumulo», che si esplica in una euforica e delirante dérive e flânerie in grado di intercettare e disporre sulla pagina materiali i piú diversi: mappe, disegni, musiche, fotografie, storie altrui, estratti di notizie. In questo modo, in fondo, non è nemmeno Antonio Syxty (identità artistica) a scrivere: è semmai proprio e principalmente il materiale raccolto, che si precipita in pagina grazie alle virtú di calamita alchemica (altra espressione di A.S.) dell’autore – con o senza virgolette.

MG

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/>inkednotes_250324_n.o.c 2 #fotoasemia / miron tee. 2025

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Questa voce è stata modificata (1 settimana fa)

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