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Picocrypt va in pensione, la comunità risponde con Picocrypt NG


Lo sviluppatore di Picocrypt ha archiviato il progetto dopo anni di sviluppo solitario. Un fork comunitario, Picocrypt NG, raccoglie il testimone con il supporto (cauto) dell'autore originale.
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Picocrypt, lo strumento di crittografia file leggero e open source basato su XChaCha20 e Argon2id, è stato archiviato in via definitiva dal suo creatore a settembre 2025. Il repository su GitHub è ora in sola lettura e non riceverà più aggiornamenti.

Lo sviluppatore, noto con il nickname HACKERALERT, ha spiegato la decisione in una issue dedicata: nessun problema di sicurezza, nessuna vulnerabilità scoperta. Semplicemente, dopo anni di lavoro in solitaria, ha deciso di fermarsi. Picocrypt nella sua ultima versione (1.49) resta perfettamente funzionante e sicuro, e chi lo usa già può continuare a farlo senza preoccupazioni.

La parte interessante viene subito dopo. Nello stesso README del progetto archiviato, l’autore segnala l’esistenza di Picocrypt NG, un fork sviluppato dalla comunità che prosegue dove l’originale si è fermato. Il segnale è chiaro, ma accompagnato da una presa di distanza altrettanto netta: lo sviluppatore originale non approva, non sviluppa e non supporta Picocrypt NG, e avverte che il fork non è sottoposto agli stessi test rigorosi applicati a Picocrypt.

Cosa cambia con Picocrypt NG


Il fork, mantenuto dallo sviluppatore Retengart, è già arrivato alla versione 2.08 e resta compatibile con i volumi creati dall’originale. Tra le novità rispetto all’ultimo Picocrypt: un’app nativa per Android (ancora in fase di stabilizzazione), il supporto per Flatpak su Linux e la compatibilità con macOS Sequoia. La struttura del progetto è rimasta fedele alla filosofia dell’originale: un eseguibile portatile, multipiattaforma, senza installazioni complesse.

Su Privacy Guides, la comunità sta già discutendo la sostituzione di Picocrypt con Picocrypt NG nelle raccomandazioni ufficiali, segno che il fork ha guadagnato una certa credibilità in tempi rapidi.

La vicenda è un esempio classico delle fragilità del software open source quando dipende da una sola persona. Picocrypt ha funzionato bene per anni, ha persino ottenuto un audit di sicurezza finanziato dalla comunità, ma alla fine la sostenibilità umana ha prevalso. Per chi cerca un’alternativa leggera e open source a strumenti più pesanti come VeraCrypt per la crittografia dei singoli file, Picocrypt NG sembra il candidato naturale, tenendo presente che il progetto è ancora giovane e andrà seguito con attenzione.


FONTE github.com


FONTE github.com


FONTE discuss.privacyguides.net

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Proton ora permette di riservare indirizzi email per i propri figli


Proton permette di riservare indirizzi email per i figli per 15 anni. Nessun dato, nessun log, inbox sigillata fino al momento giusto.
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Le grandi piattaforme digitali profilano gli utenti fin dall’infanzia, raccogliendo dati comportamentali prima ancora che i minori siano consapevoli delle implicazioni. Proton ha annunciato una funzionalità che ribalta questo approccio: la possibilità di riservare indirizzi email per i propri figli senza attivare alcuna forma di sorveglianza.

Il sistema funziona in modo semplice. I genitori possono bloccare un indirizzo email desiderato per il figlio, che rimane preservato fino a 15 anni senza disattivazione automatica per inattività. L’inbox resta completamente sigillata: nessun dato raccolto, nessun log di attività, nessun profilo costruito. Quando e se questo vorrà essere davvero attivato, i genitori utilizzeranno un voucher sicuro per attivare l’account. Se il voucher viene smarrito, è possibile richiederne uno sostitutivo senza complicazioni.

Per prevenire abusi o frodi, Proton chiede una piccola donazione a partire da un dollaro. L’importo sostiene il lavoro della Proton Foundation nella difesa della privacy digitale a livello globale e contribuisce a proteggere la prossima generazione. Non si tratta di un costo per il servizio, ma di un contributo per mantenere l’infrastruttura sostenibile.

Un’alternativa che molti utenti esperti preferiscono rimane comunque il dominio personale. Registrare un proprio dominio permette di cambiare fornitore in futuro senza perdere l’identità digitale. È una strategia un po’ più complessa ma offre indipendenza totale dai singoli provider, inclusi quelli più rispettosi della privacy.

La scelta dipende dalle priorità: comodità immediata con Proton o controllo completo con dominio personale. Entrambe le strade portano verso la stessa direzione, allontanandosi dal modello di business basato sulla sorveglianza.


FONTE proton.me


FONTE account.proton.me

#hot
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oggi, 19 marzo, a roma, finissage della mostra “fragile ergo sum”, in biblioteca vallicelliana


Oggi, 19 marzo, presso il Salone Borromini della Biblioteca Vallicelliana di Roma è previsto il finissage di Fragile ergo sum, mostra a cura di Roberto Gramiccia e Alberto Dambruoso.

Biblioteca Vallicelliana, Piazza della Chiesa Nuova 18. Informazioni:
vallicelliana.cultura.gov.it/f…
Artiste e artisti:

Ennio Alfani, Francesco Paolo Ambrosecchio, Flavio Arcangeli, Gianfranco Basso, Jacopo Benci, Paolo Bielli, Eleonora Bona, Valeria Cademartori, Emanuela Camacci, Enzo Casale, Antonella Catini, Bruno Ceccobelli, Franco Cenci, Primarosa Cesarini Sforza, Claudia Chianese, Stefano Ciotti, Mattia Cleri Polidori, Alice Colacione, Angelo Colagrossi, Cinzia Colombo, Tiziano Conte, Lea Contestabile, Karmen Corak, Giovambattista Cuocolo, Ysabel Dehais, Alberto D’Amico, Leonardo D’Amico, Michele De Luca, Francesca di Ciaula, Stefania Di Filippo, Paolo Di Nozzi, Patrizia Dottori, Nina Eaton, Stefania Fabrizi, Cristiana Fasano, Ugo Ferrero, Mariano Filippetta, Peter Flaccus, Ines Fontenla, Stella Marina Gallas, Alberto Gallingani, Alessandra Giovannoni, Francesco Impellizzeri, Pierluigi Isola, Susanne Kessler, Marilena La Mantia, Giulia Lanza, Ana Maria Laurent, Emanuela Lena, Melissa Lohman, Adele Lotito, Renata Maccaro, Mauro Magni, Vilma Maiocco, Marco Manzo, Roberta Maola, Claudio Marani, Michele Marinaccio, Carola Masini, Camelia Mirescu, Patrizia Molinari, Daniela Monaci, Denise Montresor, Consuelo Mura, Mahshid Mussavi, Elly Nagaoka, Giulia Napoleone, Alessia Nardi, Elena Nonnis, Alessandra Pedonesi, Angela Pedonesi, Stefano Piali, Maurizio Pierfranceschi, Luca Piffero, Jasmine Pignatelli, Diana Pintaldi, Monica Pirone, Nino Pollini, Giulia Ripandelli, Elio Rizzo, Paola Romoli Venturi, Nicola Rotiroti, Jack Sal, Stefano Salvi, Sandro Sanna, Nicola Santarelli, Lucia Sapienza, Monica Sarandrea, Vincenzo Scolamiero, Shaghayegh Sharafi, Nunzio Solendo, Georgina Spengler, Silvia Stucky, Alberto Timossi, Anna Tozzi, Stefano Trappolini, Patrizia Trevisi, Laura VdB Facchini, Paolo Vitale, Juanni Wang, A-Wibaa
#AWibaa #AdeleLotito #AlbertoDAmico #AlbertoDambruoso #AlbertoGallingani #AlbertoTimossi #AlessandraGiovannoni #AlessandraPedonesi #AlessiaNardi #AliceColacione #AnaMariaLaurent #AngelaPedonesi #AngeloColagrossi #AnnaTozzi #AntonellaCatini #art #arte #BrunoCeccobelli #CameliaMirescu #CarolaMasini #CinziaColombo #ClaudiaChianese #ClaudioMarani #ConsueloMura #CristianaFasano #DanielaMonaci #DeniseMontresor #DianaPintaldi #elenaNonnis #EleonoraBona #ElioRizzo #EllyNagaoka #EmanuelaCamacci #EmanuelaLena #EnnioAlfani #EnzoCasale #FlavioArcangeli #fragilità #FrancescaDiCiaula #FrancescoImpellizzeri #FrancescoPaoloAmbrosecchio #FrancoCenci #GeorginaSpengler #GianfrancoBasso #GiovambattistaCuocolo #GiuliaLanza #GiuliaRipandelli #GiuliaNapoleone #InesFontenla #JackSal #JacopoBenci #JasminePignatelli #JuanniWang #KarmenCorak #LauraVdBFacchini #LeaContestabile #LeonardoDAmico #LucaPiffero #LuciaSapienza #MahshidMussavi #MarcoManzo #MarianoFilippetta #MarilenaLaMantia #MattiaCleriPolidori #MaurizioPierfranceschi #MauroMagni #MelissaLohman #micheleDeLuca #MicheleMarinaccio #MonicaPirone #MonicaSarandrea #NicolaRotiroti #NicolaSantarelli #NinaEaton #NinoPollini #NunzioSolendo #PaolaRomoliVenturi #PaoloBielli #PaoloDiNozzi #PaoloVitale #PatriziaDottori #PatriziaMolinari #PatriziaTrevisi #PeterFlaccus #PierluigiIsola #PrimarosaCesariniSforza #RenataMaccaro #RobertaMaola #RobertoGramiccia #SandroSanna #ShaghayeghSharafi #SilviaStucky #StefaniaDiFilippo #StefaniaFabrizi #StefanoCiotti #StefanoPiali #StefanoSalvi #StefanoTrappolini #StellaMarinaGallas #SusanneKessler #TizianoConte #UgoFerrero #ValeriaCademartori #VilmaMaiocco #VincenzoScolamiero #YsabelDehais

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a torino, fino al 29 marzo, mostra di opere asemiche di eugenia di meo


L’arte calligrafica e asemica di Eugenia Di Meo in mostra all’Associaziopera asemica di Eugenia Di Meoone Culturale “Fuocoinfinito” di via Carlo Alberto 11p, a Torino.
Fino a domenica 29 marzo, con questi orari:
lun. – ven. 15:30 / 18:30
sab. – dom. 10:30 / 12:30 e 15:30 / 18:30

Un articolo di Gianni Milani e tutte le informazioni qui: https://iltorinese.it/2026/03/17/se-la-traccia-alfabetica-si-fa-libera-narrazione-darte/
#art #arte #asemic #asemicWriting #AssociazioneCulturaleFuocoinfinito #esposizione #EugeniaDiMeo #Fuocoinfinito #GianniMilani #mostra #scritturaAsemica

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Arriva l’intelligenza artificiale nello scheduling su Cal.com, senza uscire da Slack o Telegram


Cal.com v6.3 introduce gli agenti AI per gestire appuntamenti da Slack, Telegram e CLI. Open source, self-hostable, alternativa a Calendly.
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Cal.com ha rilasciato la versione 6.3, introducendo una funzionalità che cambia il modo in cui gli utenti interagiscono con il proprio calendario. Gli agenti AI permettono di gestire appuntamenti, verificare disponibilità e modificare meeting direttamente da piattaforme come Slack, Telegram, email e persino dalla riga di comando.

Si tratta di un approccio pratico che evita di costringere gli utenti a cambiare contesto ogni volta che devono organizzare una riunione. Invece di aprire un’app dedicata, si può semplicemente chiedere al proprio assistente di verificare quando è libero un collega o spostare un appuntamento già fissato. La funzionalità è disponibile nativamente su diversi canali, riducendo la necessità di strumenti separati per ogni piattaforma.

Domini personalizzati e configurazione SMTP


Per le organizzazioni che gestiscono booking su larga scala, la release 6.3 offre anche opzioni di configurazione più granulari. È possibile impostare domini personalizzati e configurare SMTP per avere link di prenotazione e notifiche con il proprio brand. Questi dettagli contano quando si passa da un uso personale a uno aziendale, dove la coerenza visiva e la professionalità delle comunicazioni fanno differenza.

Un aspetto da notare riguarda la possibilità di disabilitare la riassegnazione automatica per eventi di team e round-robin. Fino a poco tempo fa, questa opzione non era disponibile in modo uniforme, creando situazioni in cui le prenotazioni venivano ridistribuite senza controllo. Ora gli amministratori possono decidere quando mantenere la flessibilità e quando bloccare i cambiamenti.

Cal.com rimane un progetto open source che si posiziona come alternativa a soluzioni proprietarie come Calendly. La possibilità di self-hosting e il controllo sui dati personali sono argomenti che interessano chi valuta attentamente dove finisce la propria informazione. Per chi volesse ospitare l’istanza su server propri, soluzioni come Hetzner o Webdock offrono infrastrutture adatte a questo scopo.

Gli sviluppatori possono estendere le funzionalità degli agenti attraverso la API, con un framework che include esempi come OpenClaw. Questo apre possibilità di integrazione personalizzata senza dipendere esclusivamente dalle funzionalità predefinite.

La versione 6.3 include anche correzioni di bug, tra cui un problema che impediva l’aggiornamento corretto dell’organizzatore in HubSpot quando una prenotazione veniva riassegnata. Dettagli apparentemente minori che però incidono sull’affidabilità quotidiana dello strumento.


FONTE cal.com


FONTE cal.com

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Nothing Phone (4a) e (4a) Pro ufficiali: scheda tecnica, prezzi Italia e tutto quello che c'è da sapere


Nothing ufficializza Phone (4a) e (4a) Pro: due smartphone di fascia media con display AMOLED, Snapdragon 7 Gen 4 e sistema Glyph evoluto. Prezzi a partire da 409€ in Italia
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Nothing ha presentato la nuova serie Phone (4a), un importante passo avanti per la propria gamma di smartphone. La nuova serie Phone punta a ridefinire il segmento di fascia media, combinando un design premium raffinato, nuove e audaci opzioni di colore, fotocamere di livello flagship con avanzato obiettivo periscopico e prestazioni potenti grazie alla piattaforma Snapdragon.

Il design iconico di Nothing


La serie Phone (4a) evolve il linguaggio estetico distintivo di Nothing, fondendo calore umano e ingegneria d’eccellenza. Phone (4a) Pro sfoggia una scocca unibody in metallo realizzata con precisione, superfici piatte e uno spessore di soli 7,95 mm, il più sottile mai realizzato da Nothing. La finitura metallica offre un’esperienza tattile premium, un raffreddamento migliorato grazie a un sistema VC da 5300 mm² e una grande resistenza grazie alla certificazione IP65 contro polvere e acqua, con protezione fino a 25 cm di immersione per 20 minuti.

Il caratteristico design trasparente integra la fotocamera e la Glyph Matrix, fondendosi perfettamente con la scocca in metallo per creare una finitura continua e senza interruzioni che rifrange elegantemente la luce. Le varianti silver e black richiamano l’eredità della serie, mentre il metallic pink introduce un’espressione più calda e contemporanea della filosofia di design del brand.

La parte superiore del design trasparente di Phone (4a) mette in evidenza una fotocamera centrale, una spia di registrazione rossa e la nuovissima Glyph Bar, sottolineando la funzionalità, mentre la sezione inferiore rivela le strutture interne sotto il vetro trasparente. Pulsanti in metallo migliorati, un bump fotocamera rinforzato e una cornice più robusta garantiscono maggiore durata, con protezione IP64 e supporto di immersione personalizzato fino a 25 cm per 20 minuti. Anche i colori raggiungono nuovi livelli: il blu trasparente e un rosa soft introducono calore, delicatezza e individualità senza compromettere la raffinatezza.

Fotografia


Phone (4a) Pro è dotato di un Sony LYT700c large-size OIS e un obiettivo teleperiscope 50MP 3.5x OIS cheoffre fino a 140x di zoom - il più potente mai visto su uno smartphone Nothing. Insieme a un versatile ultra-wide Sony e una fotocamera selfie grandangolare da 32MP, esso consente di catturare paesaggi ampi, ritratti realistici, palcoscenici lontani e fiere affollate con un'altissima nitidezza.

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Nothing Phone (4a) , invece, offre un sistema fotografico dotato di un obiettivo 50MP 3.5x OIS periscope, un sensore principale 50MP OIS main, un versatile ultra-wide Sony e una fotocamera selfie grandangolare da 32MP per catturare ogni dettaglio dallo zoom 0.6x to 70x. Alimentato dal flagship TrueLens Engine 4, Phone (4a) porta la fotografia computazionale avanzata con AI, incluse le foto Ultra XDR co-sviluppate con Google, che migliorano luci e ombre per un contrasto naturale, ora supportate anche nelle foto in movimento e condivisibili direttamente su Instagram. Un’esperienza fotografica completamente rinnovata include preset progettati da esperti, impostazioni professionali finemente regolabili, AI Photo Eraser per rimuovere oggetti indesiderati e sette nuovi watermark Nothing per l’espressione creativa.

L’evoluzione della Glyph Interface


L’interfaccia Glyph di Nothing è molto di più di un sistema di luci; è un linguaggio visivo funzionale e giocoso progettato per ridurre le distrazioni ed evitare di dover girare il telefono.

Phone (4a) introduce una Glyph Bar with 63 mini-LEDs in 7 zone di luce quadrate, ogni quadrato controllato con precisione per un'illuminazione pura e uniforme fino a 3500 nits, 40% più luminoso dellaGlyph Interface del Phone (3a). La Glyph Bar può anche fungere da luce di riempimento delicata per foto o video. Notifiche più intelligenti prendono vita con segnali basati sul progresso per chiamate, messaggi, ricarica, timer e altro ancora. Sequenze luminose personalizzate per contatti e notifiche, abbinate ai suoni caratteristici di Nothing, trasformano gli avvisi essenziali in pattern espressivi e giocosi, riducendo al contempo le distrazioni sullo schermo. Phone (4a) Pro alza l’asticella con una Glyph Matrix di livello flagship composta da 137 mini-LED. Pur utilizzando meno luci di prima, essa copre un’area 57% più grande ed è 100% più luminosa a circa 3000 nits, offrendo notifiche più nitide e dettagliate. Anche senza un pulsante Glyph dedicato, i Glyph Toys più popolari (come Batteria, Timer, Orologio Digitale, Solar Path e Glyph Mirror) sono completamente supportati, inclusa l’integrazione nell’esperienza AOD della Glyph Matrix. La Glyph Matrix aggiornata riduce le distrazioni sullo schermo, mantiene l’attenzione dove conta e trasforma le notifiche in pattern luminosi funzionali o giocosi, garantendo che nulla di importante venga perso.

Nothing OS


Nothing OS è progettato per essere essenziale, intuitivo e realmente utile: Nothing OS 4.1, basato su Android 16, offre un’interfaccia più pulita e intuitiva con icone ridisegnate, una schermata di blocco rinnovata e una modalità scura più profonda. L’AI Dashboard permette un controllo preciso delle funzionalità AI, le ottimizzazioni interne rendono il sistema più fluido e veloce e le app fotocamera e galleria sono migliorate. NOS 4.1 introduce una schermata di blocco più vivace e personalizzabile, due widget orientati al relax, Live Notifications aggiornate su schermi e interfaccia Glyph. Il sistema garantirà 3 anni di aggiornamenti Android e 6 anni di patch di sicurezza.

Display di livello flagship


Phone (4a) Pro dispone di un display 6.83" AMOLED, risoluzione 1.5K, 450 PPI e frequenza di aggiornamento a 144 Hz. La luminosità di picco raggiunge 5000 nit (HDR), rendendolo lo schermo più luminoso di Nothing. I gamer beneficiano di un campionamento touch da 2500 Hz per una reattività istantanea, e il dimming PWM da 2160 Hz garantisce una visione confortevole in condizioni di scarsa illuminazione. La protezione del Corning Gorilla Glass 7i garantisce durabilità, combinando prestazioni flagship con la praticità quotidiana. Nothing Phone (4a) presenta un display 6.78" AMOLED con risoluzione 1.5K (1224×2720) e 440 PPI. Con una luminosità di picco di 4500 nit (HDR) e 1600 nit (HMB), i contenuti rimangono nitidi anche sotto la luce solare diretta, mentre una frequenza di aggiornamento adattiva da 120 Hz e un campionamento touch da 2500 Hz garantiscono interazioni fluide e reattività istantanea. Lo schermo è protetto dal Corning Gorilla Glass 7i, resistente ai graffi il doppio rispetto al vetro di copertura della generazione precedente e resiste a una caduta da 1 metro.

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Prestazioni e batteria


Phone (4a) Pro è alimentato dal Snapdragon 7 Gen 4, che offre CPU più veloce del 27%, una grafica migliorata del 30% e capacità AI potenziate del 65%. Abbinato a memoria LPDDR5X di livello flagship e storage UFS 3.1, esso garantisce un passaggio tra app ultra-fluido e avvii rapidi, con operazioni di memoria fino al 100% più veloci e letture dello storage il 147% più rapide. Alimentato dal più recente Snapdragon 7s Gen 4, Phone (4a) offre CPU e grafica il 7% più veloci e un'efficienza energetica migliorata del 10% rispetto al predecessore. Abbinato a LPDDR4x e UFS 3.1, garantisce velocità di trasferimento dati significativamente superiori. La serie Nothing Phone (4a) è alimentata da una batteria da 5080 mAh, con un utilizzo fino a 17 ore di utilizzo misto per musica, video, gaming e messaggi (dati Nothing). La ricarica rapida da 50W porta la batteria al 60% in soli 30 minuti, quasi il 10% più veloce rispetto alla precedente serie Phone (2a). Il sistema avanzato di gestione della salute della batteria garantisce oltre 90% della capacità dopo 1200 cicli di ricarica, equivalenti a più di tre anni di ricarica quotidiana.

Prezzi e disponibilità


Phone (4a) sarà disponibile in black, white, blue e pink con prezzi che oscillando da 349 a 429 euro. La versione (4a) Pro sarà disponibile in black, silver e pink con prezzi che vanno da 479 a 549 euro.


HUAWEI WATCH Ultimate 2 Green Edition: design esclusivo e golf professionale al polso


Huawei ha annunciato una nuova evoluzione del suo smartwatch di fascia alta, Watch Ultimate 2. Questa novità introduce la versione Verde per il Golf, con un aggiornamento completo di Modalità Campo Pratica e Modalità Mappa dei campi da gioco. ,

L'alta artigianalità incontra l'estetica naturale


Watch Ultimate 2 Verde si ispira al verde brillante dei campi da golf e dalla limpidezza del cielo aperto. La sua caratteristica lunetta in ceramica nanocristallina bicolore, verde e bianca, è il risultato di decine di meticolosi processi che rappresentano l'apice della competenza di Huawei nella scienza dei materiali e nella produzione. Il nuovo cinturino in pelle vegana composita abbina un elegante strato esterno in pelle vegana a un morbido strato interno in fluoroelastomero, bilanciando raffinatezza estetica e comfort sulla pelle. Per una maggiore versatilità, sono inclusi anche cinturini in titanio e in fluoroelastomero verde, permettendo allo smartwatch di adattarsi con facilità a contesti professionali, di svago e di altro tipo.

Perfetto per il golf


La Green Edition del Watch Ultimate 2 introduce aggiornamenti completi alle funzionalità principali di Modalità Campo Pratica e Modalità Mappa dei campi da gioco. In particolare, nella modalità Campo Pratica il dispositivo aggiunge la funzione cambio mazza, che consente ai golfisti di monitorare con precisione i dati di allenamento con diverse mazze. Accanto alle metriche già disponibili, come la tempistica del backswing e del downswing, il ritmo e la velocità dello swing, il nuovo aggiornamento introduce l'ampiezza del backswing e il piano dello swing. Queste metriche aiutano a valutare la stabilità dello swing e a determinare se è pienamente carico, rendendo ogni sessione di allenamento più strutturata, misurabile ed efficace.

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Nella modalità Modalità Mappa dei campi da gioco, Huawei Watch Ultimate 2 Verde diventa un affidabile assistente in campo. La nuova funzione personalizzata della bandierina sul green permette di regolare manualmente la posizione della bandierina, per strategie di tiro più precise. La funzione di visualizzazione del green con rotazione automatica offre un movimento dinamico da una prospettiva in prima persona, riducendo lo sforzo cognitivo per visualizzare il green e aiutando i golfisti a interpretare accuratamente le pendenze, le linee di putting e la posizione relativa tra la palla e la bandiera. Ciò riduce significativamente gli errori di valutazione e permette di afforntare ogni tiro con maggiore sicurezza e sicurezza.

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Questo aggiornamento è più di un semplice perfezionamento artigianale. È l'integrazione di innovazioni all'avanguardia nello sport e nella vita smart. Continua a consolidare lo status della serie come punto di riferimento per i dispositivi indossabili di fascia alta, offrendo agli utenti nuove opportunità per esplorare il loro potenziale fisico.

Disponibilità e prezzi


Huawei Watch Ultimate 2 Verde è disponibile a partire da 999,00 euro. Fino al 31 marzo sarà possibile usufruire di uno sconto di 150 euro utilizzando il coupon ACSULTIMATE2 su HUAWEI Store Italia.


Questa voce è stata modificata (1 mese fa)
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BookStack 26.03: il sistema di temi diventa modulare


BookStack 26.03 introduce un sistema di moduli per i temi, nuove API per gli sviluppatori e miglioramenti alla sicurezza. Scopri le novità dell'aggiornamento open source.
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BookStack ha rilasciato la versione 26.03, un aggiornamento che introduce un sistema di moduli per i temi. La novità principale è la possibilità di far coesistere più moduli all’interno dello stesso tema, semplificando la gestione delle personalizzazioni visive senza toccare il codice sorgente dell’applicazione.

Per chi amministra istanze self-hosted, questo significa poter attivare o disattivare estensioni grafiche in modo più ordinato. Il comando di installazione dedicato rende più semplice aggiungere o rimuovere moduli senza dover intervenire manualmente sui file.

API e sviluppo


Le risposte API per la lettura dei libri includono ora i dati degli scaffali genitori. Questa modifica riduce il numero di chiamate necessarie per recuperare informazioni strutturate, un vantaggio per chi integra BookStack con altri strumenti o costruisce dashboard personalizzate.

Il sistema di eventi logici dei temi è stato ampliato, offrendo nuovi punti di estensione per modificare il contenuto renderizzato e la logica delle pagine. Rimane la nota di cautela: il sistema è considerato semi-stabile, quindi dopo ogni aggiornamento è consigliabile verificare che le personalizzazioni non abbiano subito rotture.

Sicurezza e interfaccia


L’aggiornamento include anche miglioramenti alla sicurezza e alle opzioni di filtraggio dei contenuti, oltre a rifiniture sull’interfaccia utente e traduzioni aggiornate. BookStack continua a puntare su un’esperienza pulita e funzionale, mantenendo il focus sulla documentazione organizzativa accessibile.

Per chi volesse ospitare la propria istanza, soluzioni VPS come Hetzner o Webdock offrono l’infrastruttura necessaria per gestire il server in autonomia. La natura open source del progetto permette di controllare esattamente cosa gira sulla propria macchina, senza dipendere da servizi esterni che potrebbero cambiare le condizioni di utilizzo.


FONTE bookstackapp.com

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il pubblico della poesia / poesia per il pubblico : insistenze & resistenze

“poesia per il pubblico”: generazioni e differenze (in poesia, scrittura, politica), a-k
slowforward.net/2022/02/21/poe…
e
l’italia sommersa e la francia emersa: tre interrogativi e una constatazione
slowforward.net/2022/10/12/ita…#Berardinelli #Cordelli #deviazioni #differenze #frisbees #generazioni #generazioniEDifferenze #Gleize #ilPubblicoDellaPoesia #iridescenza #JeanMarieGleize #LItaliaSommersaELaFranciaEmersa #link #loScaffaleDiPoesia #mainstream #materialiTransgenerici #Nioques #Novecento #poesia #poesiaPerIlPubblico #politica #postpoesia #prosa #ProsaInProsa #pubblicarePoesia #pubblicoDellaPoesia #scaffaleDiPoesia #scrittura #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca

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the way to shadow garden / stan brakhage. 1954


[youtube=youtube.com/watch?v=maOQUn5El6…]

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Android 17 blocca i permessi di accessibilità: sicurezza o controllo?


Android 17 blocca le app non accessibili dai permessi di accessibilità. Google introduce nuove restrizioni nella modalità di protezione avanzata: ecco cosa cambia per sicurezza e libertà degli utenti.
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Google sta introducendo in Android 17 una restrizione significativa legata alla modalità di protezione avanzata. Quando attivata, il sistema impedisce a qualsiasi applicazione non classificata ufficialmente come strumento di accessibilità di utilizzare l’API AccessibilityService. Una mossa presentata come misura di sicurezza contro i malware, ma che solleva interrogativi sulla libertà degli utenti.

Il meccanismo è semplice. Con la modalità di protezione avanzata abilitata, le app che tentano di richiedere permessi di accessibilità senza essere riconosciute come strumenti legittimi per disabili vengono bloccate. Questo previene l’abuso dell’API, spesso sfruttato da software dannosi per intercettare dati sensibili o simulare tocchi sullo schermo. Tuttavia, la stessa restrizione colpisce anche applicazioni utili per utenti esperti, come launcher personalizzati, tool di automazione e utility open source che dipendono da questi permessi per funzionare correttamente.

Un compromesso da valutare

La scelta spetta all’utente: attivare la protezione massima e rinunciare a certe funzionalità, o mantenere la compatibilità con un livello di sicurezza inferiore. Google offre la possibilità di disattivare la modalità quando necessario, ma il messaggio è chiaro: il sistema operativo decide quali app sono affidabili e quali no.

Il dibattito sulla trasparenza

La questione non è nuova. Da anni sviluppatori indipendenti segnalano come i permessi di accessibilità siano essenziali per molte utility legittime, non solo per software malevoli. La soluzione di Google risolve un problema reale, ma lo fa con un approccio che limita la possibilità di scelta dell’utente finale.

Chi installa app da fonti alternative o utilizza strumenti open source dovrà probabilmente disabilitare la modalità di protezione avanzata, accettando un rischio maggiore in cambio di funzionalità.


FONTE thehackernews.com


FONTE androidauthority.com


FONTE androidpolice.com

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Stereotipa 2026, una buona pratica che si rinnova


Parlare di donne, del rispetto a loro dovuto, dell’autonomia a cui hanno diritto, non sempre è facile. Ancor meno lo è parlarne con studenti adolescenti di ogni genere di scuola e in tutti i contesti sociali e culturali, anche quelli dove gli stereotipi di genere sono più radicati. L’UDI lo fa da anni e ha istituto un premio, Stereotipa, per gli alunni/alunne che elaborano in modo […]

Leggi il resto: argocatania.it/2026/03/19/ster…

#comunitàEducative #educazioneDiGenere #povertàEducativa #UdiDiCatania

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L’Era della Comunicazione, unitamente al concetto di Villaggio Globale, viene frequentemente propagandata come il punto più alto della diffusione delle informazioni, offrendo un accesso senza precedenti a una vasta gamma di conoscenze. A differenza dei nostri predecessori, che vivevano in un contesto caratterizzato da una limitata disponibilità di informazioni, noi abbiamo una abbondanza di […]
pepsy.noblogs.org/2026/03/19/l…
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Aspettiamo insieme i risultati del referendum il 23 marzo 2026


A Roma dalle 14,30 alle 20 all'Aula Magna della Facoltà Teologica Valdese di via Pietro Cossa 40
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LUNEDÌ 23 MARZO 2026 IL COMITATO “15 PER IL NO”, GIURISTI DEMOCRATICI E “AVVOCATI PER IL NO” ALL’AULA MAGNA DELLA FACOLTÀ TEOLOGICA VALDESE PER ATTENDERE I RISULTATI DEL REFERENDUM.

Dopo la battaglia, l’attesa per i risultati.

Se il referendum costituzionale ha un nuovo testo – su cui sono state raccolte molte più delle 500 mila firme necessarie – che ricorda i sette articoli della Costituzione che la riforma Meloni/Nordio vogliono cambiare, il merito è del comitato “15 per il No”, proposto da molti iscritti ai Giuristi Democratici.

Per questo motivo, assieme al “Comitato avvocati per il No”, si è deciso di trovarsi assieme per attendere i risultati della consultazione popolare.

Così è nato l’appuntamento “Aspettiamo insieme l’esito del referendum” che si terrà a Roma dalle 14,30 alle 20.00 all’Aula Magna della Facoltà Teologica Valdese di via Pietro Cossa 40.

L’invito, esteso anche al “Comitato società civile per il No”, è rivolto ai tanti amici, sostenitori e cittadini che hanno accompagnato attivamente questa battaglia di civiltà.

E naturalmente ai giornalisti per i quali saranno approntate scrivanie e spazi per poter lavorare.

I responsabili dei Comitati saranno a loro disposizione per analizzare e commentare i risultati.

E, comunque vada, per un brindisi finale e un arrivederci alle prossime battaglie democratiche.

ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIURISTI DEMOCRATICI

Articoli precedenti

Le ultime battute della campagna per il NO al referendum del 22 e 23 marzo 2026. Intervista all’Avv. Roberto Lamacchia

Una riforma senza diritto (e diritti). Un contributo dell’Avv. Aurora d’Agostino

Risposta dei Co-Presidenti Giuristi Democratici al Direttore de Il Dubbio

Sui diktat delle Camere Penali in supporto alla Riforma Nordio

Nota della presidenza Giuristi Democratici a “Il Dubbio”

500mila firme: traguardo raggiunto e superato, non fermiamoci!

Contro la riforma Nordio, la partecipata iniziativa unitaria a Roma del 10 gennaio 2026 lancia la campagna referendaria

Inizia l’anno facendo tre cose utili: firma, fai firmare e partecipa contro la Riforma Nordio

Costituito il Comitato “Società Civile per il NO al Referendum costituzionale” e presentato un altro quesito referendario


Le ultime battute della campagna per il NO al referendum del 22 e 23 marzo 2026. Intervista all’Avv. Roberto Lamacchia


Siamo agli ultimi giorni della campagna referendaria. Il 22 e 23 marzo si andrà alle urne per il “referendum popolare confermativo della legge costituzionalerecante: «Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare», approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 253 del 30 ottobre 2025.”

Abbiamo chiesto all’Avvocato Roberto Lamacchia, Co-Presidente dell’Associazione Giuristi Democratici le sue impressioni sull’andamento della campagna referendaria.

INTERVISTA ALL’AVV. ROBERTO LAMACCHIA

  • Puoi dirci la tua impressione su questa campagna referendaria, non tanto nel merito delle questioni giuridiche e di approfondimento ma proprio sull’andamento dei tanti momenti di confronto, incontri che ci sono stati? Che sensazioni hai avuto parlando con persone meno addentro alle questioni giuridiche?

Sono molto contento dello svolgimento di questa campagna referendaria perché ha dimostrato come il coraggio a volte venga premiato. Mi riferisco in particolare al fatto che un gruppo di 15 persone, tra i quali vorrei ricordare ci sono due appartenenti ai Giuristi Democratici di lunga data come Piero Panici e Carlo Guglielmi, hanno avuto il coraggio di portare all’attenzione dei cittadini un tema rispetto al quale c’era un disinteresse totale ed assoluto. Tramite la richiesta di raccolta di firme per la presentazione di un secondo quesito referendario abbiamo avuto il risultato di svegliare le coscienza della gente. Ottenere 500.000 firme nel giro di 20 giorni è stato un risultato incredibile. Da questo è nato un interesse complessivo della cittadinanza che è andato crescendo con il passare del tempo.

Ho fatto tutta una serie di incontri e dovunque sono andato ho trovato una grossa disinformazione ma anche un grosso interesse a capire. Mi sono trovato di fronte a domande incredibili del tipo “… ma è vero che con la nuova riforma verrà abolito il giudizio di appello?”, tanto per dirne una. Non si riesce a capire da dove saltino fuori questi dubbi, queste interpretazioni, ma purtroppo è così e quindi a maggior ragione c’è una necessità assoluta di informare, di chiarire, di precisare.

Detto questo il problema è che tutta la campagna referendaria si è poi spostata, nel senso che da un inizio di discussione che riguardava il merito della normativa siamo arrivati adesso ad una politicizzazione della questione. Penso che era prevedibile che questo sarebbe successo. Ritengo che questa dinamica sia stata imposto al centro-destra dall’andamento non particolarmente positivo per loro dei sondaggi. Quindi oggi ci troviamo a discutere anche delle conseguenze, delle ricadute politiche di questo referendum.

  • Cosa si tratta di fare in questi ultimi giorni?

Dobbiamo continuare ancora in questi ultimissimi giorni a insistere sul merito della vicenda. Lì non abbiamo dubbi, nel senso che ci hanno venduto una cosa per un’altra. Ci hanno venduto una modifica rispetto all’inefficienza della magistratura che non c’entra nulla con quello che succederà. Però se vogliono poi affrontare il problema sul piano politico, nessun problema. Noi siamo in grado, credo, di dimostrare e lo abbiamo fatto in tutti gli incontri che abbiamo avuto, come il vero intento del centro-destra non fosse quello di una riforma dell’efficienza della magistratura, ma quello di un indebolimento della stessa, con una modifica, un’alterazione degli equilibri tra i vari sistemi dello Stato.

A grandi linee questo è quello che mi pare sia emerso in questi due mesi di dibattito.

  • Giuristi Democratici hanno partecipato fin dall’inizio al percorso del Comitato “Società Civile per il NO al Referendum costituzionale” , che mercoledì 18 marzo ha svolto a Roma l’iniziativa di chiusura della campagna con una iniziativa in Piazza del Popolo a Roma. Uno spazio largo d’azione comune tra associazioni, sindacati, realtà politiche e sociali. Secondo te l’ampiezza di questa esperienza è riuscita a raggiungere nel dibattito anche i non adetti ai lavori?

Sicuramente siamo andati oltre gli addetti ai lavori ed è positivo il fatto di avere raccolto in uno spazio comune un così elevato numero di associazioni e di organizzazioni sindacali. Certo non tutto è stato facile e ci sono stati momenti in cui si è percepita una certa carenza nell’avere capacità organizzativa. Va detto che grazie alla grossa attività e contributo dato della CGIL siamo riusciti a reggere, però si tratta di costruire la capacità di superare le difficoltà perchè in ogni caso dobbiamo gestire in maniera il più possibile unitaria tutto il dopo-referendum, qualunque sia il l’esito referendario.

  • Non facciamo né scommesse, né previsioni sul risultato. Le lasciamo ai “maghi” ed in più porta male. Chiudiamo con un paio di annotazioni. Si può affermare che se il risultato fosse la vittoria dei NO di certo le modifiche proposte sarebbero difficilmente ripresentabili?

Direi che con il No vincente tutto resterà inalterato, non vedo come possano presentare in altra maniera quello che hanno proposto se non proprio ripartendo da capo.

  • Possiamo dire che il NO vincente sarebbe ben più di un sassolino dentro il meccanismo di quell’insieme di modifiche legate a ciò che abbiamo chiamato autoritarismo, deriva securitaria che abbiamo visto nel corso dell’ultimo periodo?

Direi di sì. La sconfitta di questa iniziativa governativa porta come conseguenza, credo, anche un grosso indebolimento dell’attacco complessivo costituito da premierato, autonomia differenziata e riforma della giustizia, per cui se viene meno uno dei tre filoni su cui la maggioranza si tiene insieme, anche gli altri due filoni corrono dei grossi indischi per il futuro.


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SuperTux 0.7.0 arriva con grafica rinnovata e modalità multiplayer locale


SuperTux 0.7.0 è disponibile con grafica rinnovata, multiplayer locale e nuove meccaniche. Scopri le novità dell'ultimo aggiornamento del platform open source.
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Dopo anni di sviluppo, SuperTux 0.7.0 è finalmente disponibile. Il classico platform open source ispirato a Super Mario riceve il suo aggiornamento più corposo, con una grafica completamente ridisegnata, nuove meccaniche di gioco e il tanto atteso supporto al multiplayer locale.

Il pinguino protagonista ha ricevuto un restyling completo, così come la mappa che ora appare più moderna e coerente. Tra le nuove abilità introdotte spiccano lo scivolamento sui pendii, il salto con la testa verso il basso potenziato, il rotolamento su massi e la possibilità di strisciare in spazi stretti.

La modalità multiplayer locale è una delle novità più interessanti! Due giocatori possono ora affrontare insieme i livelli, un’opzione che mancava nelle versioni precedenti.

Il livello editor è stato rivisto con miglioramenti mirati alla qualità della vita. Nuovi oggetti, strumenti più intuitivi e una struttura semplificata rendono più accessibile la creazione di livelli personalizzati. Questo aspetto è fondamentale per un progetto open source: più facile è contribuire, più lunga sarà la vita del software!

Tre livelli classici sono stati rimasterizzati: Icy Island, Rooted Forest e le prime due isole bonus. La grafica è stata aggiornata in blocco, con sfondi, tileset, oggetti e nemici ridisegnati. Il supporto a WebAssembly permette inoltre di giocare direttamente dal browser, ampliando la portabilità senza bisogno di installare nulla.

SuperTux rimane un esempio di come un progetto comunitario possa mantenere alta la qualità nel tempo. Non è un prodotto commerciale, ma offre un’alternativa valida e libera per chi cerca un platform divertente senza dipendenze da piattaforme proprietarie.


FONTE github.com


FONTE supertux.org


FONTE ubuntuhandbook.org

#hot

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Termix 2.0.0: il gestore server self-hosted ora fa anche desktop remoto


Termix aggiunge il supporto a RDP, VNC e Telnet nella versione 2.0.0. Alternativa gratuita e self-hosted a Termius, disponibile per tutte le piattaforme.
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Termix permette di gestire server via SSH dal browser senza dipendere da servizi a pagamento, e con la versione 2.0.0 alza il tiro: oltre al terminale SSH arriva il supporto completo a RDP, VNC e Telnet per il controllo remoto grafico delle macchine.

Il progetto, rilasciato con licenza Apache 2.0, si presenta come alternativa gratuita a Termius, il noto client SSH multipiattaforma che nella versione Pro parte da 10 dollari al mese. Termix offre funzionalità comparabili senza abbonamenti: terminale SSH con schermo diviso fino a quattro pannelli, gestione tunnel con riconnessione automatica, un file manager remoto con supporto sudo, gestione container Docker e una dashboard per monitorare CPU, memoria e disco.

Cosa cambia nella 2.0.0


La novità principale è l’accesso desktop remoto direttamente dal browser, con supporto allo schermo diviso e diverse opzioni di personalizzazione. Per il momento la funzionalità è disponibile solo nella versione web e desktop, non ancora su mobile.

Tra le altre novità, l’autenticazione OIDC ottiene l’opzione “ricordami” per ridurre la frequenza dei login, e il rilevamento del sistema operativo durante le sessioni è stato migliorato. Risolti anche alcuni problemi, tra cui un bug che impediva l’avvio dell’applicazione desktop su Linux.

Disponibilità e piattaforme


Termix gira praticamente ovunque: applicazione web, desktop per Windows, Linux e macOS (con pacchetti EXE, MSI, AppImage, DEB, DMG e Flatpak), PWA, e app dedicate per iOS e Android. Si installa anche come container, ed è già disponibile nello store delle app della comunità Unraid. Il database SQLite è cifrato, e il sistema supporta controllo degli accessi basato sui ruoli, autenticazione a due fattori e OIDC.

Con quasi 12.000 stelle su GitHub, il progetto ha una comunità attiva e in crescita. Per chi gestisce uno o più server, magari su un Hetzner o un altro provider, vale la pena dargli un’occhiata.


FONTE github.com


FONTE github.com


FONTE heise.de


FONTE reddit.com

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newslow: slowforward dal 20 gennaio al 22 febbraio 2026


oggi ho spedito per mail newslow ovvero la (piuttosto lenta) newsletter (a)periodica di slowforward, con link a post pubblicati dal 20 gennaio al 22 febbraio 2026. la mail, come sempre, viene compilata manualmente da me. chi volesse riceverla, per leggere o rileggere informazioni e articoli che giocoforza sono recuperabili ma apparentemente scomparsi oltre l’orizzonte degli eventi, può farmene richiesta scrivendo a slowforward.net/contact/

e… tra un paio di giorni uscirà un’altra newsletter, che arriva fino a marzo. stay tuned. statevi tonni.

*

chi poi volesse sostenere il lavoro di slowforward & mg / differx (che dal 2003 con operosa lena figge il guardo nel contemporaneo & intende continuare a farlo finché morte non lo separi dalla rete) può elargire via ko-fi oppure paypal


sostieni slowforward, offrigli un caffè! https://ko-fi.com/differx57119
ko-fi.com/differx57119

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serbatoi / luca zanini. 2026

>0
del fumigante o un radicale The Man Who Shot o]-[l’occhio botanico per le elettriche del poligrafo [dentro] mezzanotte ventigradi non fabbricano] un consorzio di fibre e] di compagnie del rotacismo spiccio mantiene [la limpidezza lo]-[bevono lo carburano [già munito il] percussivo [trucchi della velocità perforati in modo di]-[parti vocali assegnate altra punta cercato il riassetto uno [colpito ripara nel parterre la scheggia pilota nel tamburo da] sei [limata la serie illimitata cinquantacinque]-[minuti spiccioli se si tratta] mantiene il foglio il fermo fa una punta [passante il perimetro] della mano perché si presta quando]-[dormono lo riconosce -uscito il pelìde chiude- la] puntata il corso intorno eliminati trenta giorni il
[
il deterrente ha l’obbligo è] un dettato dentro si [trovano] simulazioni tre-d al poligono occhiali antiriflesso la] base in legno molto compromessa ha
[il o
lo standard riverso gli ospiti] fissi con le telecamere pensa] [un numero lo dicono]-[al nemico
>1
sono su tela i] flaconi tecnica mista [lino è stato un riflesso inverso lo] smantellano tra il sessantanove e il settanta lo] svecchiano ai fumi di gasolissime continua nella versione [tipografica-generica per luogo si vede [per rilevanza per]-[controllare maniglie] -campanelli
>2
] [una volta disinserito scadono a [cascata un surround appena sanno] del distributore i galloni si sciupa nelle tasche il planisfero fanno] [di tutto la radio buonasera esempi di rasoi radicchi eremi la margarina altamente
[infiammabile]>3
costruiti [oggetti indistruttibili opachi anti [servizio manufatti al manganese circa 20 mg provvisti [un] piombato minimo una bottiglia ampio bagaglio le] persone hanno visto mantengono le] misure originarie l’uomo che uccise pressione] o movimento
>4
dimostra con l’allineatore portano] le casistiche un puntello rappresentato da -a -a [alcune] non chiare in -a prendono l’anticipo fanno in abiti civili gaffe di repertorio un minuto o] alcune funzioni rimane lo scricchiolante è perfettamente un primo rimasto se] la testa gira e la vista [si] confonde le venti] e venti gradi dirige] proprietà linguaggi da remotissimo
>5
come lo accoppano facendo dei cilindri [il fumo] dall’invidia del tabacco -ha mangiato l’aria al contrario i] generici solitamente in treno -oppure [in busta sigillata il] rosso lo distinguono nello spettro poi li] accoppano li spillano i [lepidotteri Die schöne Müllerin shuffle 0> la funzione si esaurisce] sei zero di fila [000000] uno speciale antiparassitario o [il] numero che non esiste

#LucaZanini #post2026

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il fondo rosanna chiessi presso la biblioteca panizzi di reggio emilia


Questo mese cadono i dieci anni dalla scomparsa della gallerista, studiosa, coordinatrice di eventi, collezionista e – in sostanza – insostituibile promotrice di cultura Rosanna Chiessi. Un articolo, dedicato anche al Fondo bibliotecario che porta il suo nome, depositato presso la Biblioteca Panizzi, ne parla diffusamente, a questo indirizzo: comune.reggioemilia.it/novita/…

10 anni dalla scomparsa di rosanna chiessi_ la biblioteca panizzi
cliccare per leggere

#AlisonKnowles #Anni70 #anni70 #anniSettanta #annisettanta #archivi #archivio #archivioFotografico #ArchivioFotograficoStoricoArtisticoPariDispari #art #arte #arteContemporanea #biblioteca #BibliotecaDigitaleReggiana #BibliotecaPanizzi #CocoGordon #contemporaryArt #CorradoCosta #DickHiggins #EmilioVilla #fluxus #fondoArchivistico #fondoBibliotecario #FondoRosannaChiessi #FrancoGuerzoni #FrancoVaccari #GeoffreyHendricks #GiulioBizzarri #GiuseppeDesiato #Gutai #HermannNitsch #JacksonMacLow #LucianoDAlessandro #MarcoMietto #materialiVerbovisivi #NamJunePaik #NamJunePaikECharlotteMoorman #PariDispari #PariDispari #performance #PhilipCorner #poesiaConcreta #poesiaVisiva #RafaelAlberti #Reggio #ReggioEmilia #RosannaChiessi #TakakoSaito #UrsLüthi #vispo

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AdGuard per Windows 8 e 8.1: finisce il supporto (con un piccolo equivoco nel numero di versione)


AdGuard per Windows 8 e 8.1 non riceverà più aggiornamenti. Con la versione 8.0 del software, il team ha deciso di tagliare il supporto ai vecchi sistemi Microsoft. L'ultima release compatibile è la v7.22.
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Windows 8 e 8.1 escono di scena anche da AdGuard. A partire dalla versione 8.0 del blocca-pubblicità per Windows, i due sistemi operativi Microsoft non sono più supportati. Una scelta attesa: già a gennaio 2023 Microsoft aveva chiuso ogni aggiornamento per queste versioni, ma AdGuard aveva continuato a mantenere la compatibilità per oltre due anni.

Il team ci tiene a precisare una sorta di piccolo divertente possibile equivoco: AdGuard per Windows v8.0 non supporta Windows 8, nonostante l’assonanza tra i numeri.

Da questo momento in poi, il requisito minimo è Windows 10. Gli utenti che non possono o non vogliono aggiornare il sistema operativo possono ancora scaricare l’ultima versione compatibile, la v7.22, che continuerà a funzionare ma non riceverà nuovi aggiornamenti né patch di sicurezza.

La motivazione è quella classica del fine supporto: le librerie moderne, gli strumenti di sviluppo e le tecnologie di sicurezza più recenti sono costruiti pensando ai sistemi operativi attuali. Mantenere la compatibilità con versioni così datate rallenta lo sviluppo e limita la qualità della protezione che AdGuard riesce a garantire.

Per chi usa AdGuard e vuole protezione anche a livello di rete, senza installare nulla, AdGuard DNS è un’alternativa comoda: filtra pubblicità e tracker per tutti i dispositivi della rete domestica, indipendentemente dal sistema operativo.


FONTE adguard.com

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Murena Maps: il team risponde alle domande degli utenti


Murena Maps pubblica una FAQ: ecco cosa offre l'app di navigazione privacy-first, dai vantaggi sui dati ai limiti pratici da conoscere.
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Dopo il lancio iniziale, il team di Murena Maps ha pubblicato una FAQ che chiarisce cosa offre l’app di navigazione privacy-first e quali compromessi comporta questa scelta.

Il cuore del progetto rimane la protezione dei dati. L’app non raccoglie telemetria, non utilizza identificatori pubblicitari e non invia dati di localizzazione a piattaforme di profilazione come Google. Le ricerche vengono gestite in modo da non esporre l’identità dell’utente.

Una differenza significativa rispetto ad altre app di navigazione è che Murena Maps non richiede il download preventivo delle mappe. Queste vengono caricate direttamente online da OpenStreetMap, quindi l’app funziona immediatamente senza occupare spazio di archiviazione. Il download delle regioni per l’uso offline rimane comunque disponibile come opzione per chi si sposta in zone senza connessione.

Ci sono però limiti pratici da considerare. Al momento non ci sono aggiornamenti sul traffico in tempo reale, né orari dei trasporti pubblici. La guida vocale non è disponibile e l’app non ricalcola automaticamente il percorso se ci si discosta dalla strada pianificata. La copertura delle mappe può risultare meno dettagliata in zone scarsamente mappate, richiedendo download manuali aggiuntivi. Basandosi su dati comunitari, possono verificarsi imprecisioni occasionali nei punti di interesse o nella classificazione delle strade.

L’integrazione con servizi terzi come app di noleggio o prenotazioni parcheggio non è supportata. Per molti utenti che cercano un’alternativa a Google Maps senza tracciamento, queste limitazioni sono un prezzo accettabile ma per chi necessita di navigazione urbana complessa con traffico in tempo reale la situazione è chiaramente diversa.

Murena Maps rappresenta un tentativo serio di offrire un’opzione rispettosa della privacy, ma non è ancora un sostituto completo per tutti gli scenari d’uso. La trasparenza sui limiti attuali è un punto a favore, perché permette agli utenti di valutare con consapevolezza se il servizio fa al caso loro.


FONTE murena.com


FONTE murena.com

#hot

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26×12 Zuckerberg a processo: la difesa evasiva sulla dipendenza dai social


Questi testi descrivono uno storico processo in California contro giganti tecnologici come Meta e Google, accusati di aver progettato i propri algoritmi per causare dipendenza nei minori. La causa, considerata un precedente legale decisivo, sostiene che piattaforme come Instagram e YouTube abbiano ignorato i rischi per la salute mentale dei giovani pur di massimizzare il profitto. Durante le udienze, l’amministratore delegato Mark Zuckerberg è stato interrogato duramente in merito a documenti interni che sembrano contraddire le sue passate dichiarazioni sulla sicurezza infantile. Mentre aziende come TikTok e Snapchat hanno scelto di patteggiare, Meta e Google affrontano ora le accuse di aver creato deliberatamente “trappole digitali” per i bambini. Il dibattimento cerca di superare le tradizionali protezioni legali del settore, puntando a dimostrare la responsabilità diretta delle aziende nel declino psicologico di un’intera generazione.

Acor3.it

Acor3.it
26x12 Zuckerberg a processo: la difesa evasiva sulla dipendenza dai social

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GIMP 3.2 è disponibile: arrivano i layer vettoriali e il collegamento a file esterni


GIMP 3.2 introduce i layer vettoriali e i link layer per l'editing non distruttivo. Ecco cosa cambia nella nuova versione dell'editor grafico open source.
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Dopo un anno di sviluppo, il team di GIMP ha rilasciato la versione 3.2 dell’editor grafico open source. Le novità principali ruotano attorno a due funzioni che gli utenti aspettavano da tempo: i layer di collegamento e i layer vettoriali, entrambi parte di un approccio all’editing non distruttivo (cioè la possibilità di modificare un’immagine senza alterare i dati originali in modo permanente).

I Link Layer permettono di incorporare un file esterno direttamente nella composizione. L’immagine collegata si aggiorna automaticamente se il file sorgente viene modificato, e si può scalare, ruotare o trasformare senza perdita di qualità. Chi lavora con Inkscape, per esempio, può editare un SVG esterno e vedere le modifiche riflesse in tempo reale dentro GIMP. È possibile anche “rasterizzare” il layer, cioè convertirlo in pixel per modifiche distruttive, e tornare indietro con Revert Rasterize.

I Vector Layer arrivano tramite lo strumento Tracciato, che ora consente di creare forme con impostazioni di riempimento e contorno regolabili. Si possono cambiare colore, pattern e visibilità senza perdere la precisione del vettore, e applicare trasformazioni liberamente. Anche questi layer si affiancano ai già esistenti layer di testo nella famiglia dei layer non raster.

Tra le altre novità segnalate nelle note di rilascio: miglioramenti all’editor di testo, aggiornamenti ai filtri non distruttivi, una nuova modalità di pittura Overwrite e un comportamento più contestuale del pulsante Elimina nel pannello Layer, che ora cancella la maschera o il layer a seconda di quale sia selezionato.

GIMP resta uno dei pochi editor grafici professionali completamente liberi e gratuiti. Chi cerca un ambiente di lavoro privacy-friendly per la grafica, senza abbonamenti Adobe, ha qui una risposta concreta. Per chi gestisce i propri file su storage personale, abbinarlo a una soluzione come Proton Drive o Infomaniak kDrive ha senso sia per il backup che per la collaborazione su file condivisi.

GIMP 3.2 è disponibile per Linux, macOS e Windows sul sito ufficiale.


FONTE gimp.org


FONTE gimp.org


FONTE alternativeto.net

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Firefox 149 integrerà una VPN gratuita nel browser, ma l’Italia resta fuori (per ora)


Con Firefox 149 arriva una VPN gratuita integrata nel browser, Split View per affiancare due pagine e la Sanitizer API contro gli attacchi XSS. Ecco tutte le novità.
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Mozilla ha scelto il giorno di San Patrizio per annunciare un corposo pacchetto di novità in arrivo su Firefox con le versioni 148 e 149, la cui uscita è prevista per il 24 marzo.

VPN gratuita, ma non per tutti


La novità più rilevante è una VPN integrata direttamente nel browser, gratuita e senza bisogno di installare nulla. A differenza di molte VPN gratuite che monetizzano i dati degli utenti, Mozilla promette un servizio costruito sui propri principi di trasparenza e rispetto della privacy: il traffico del browser viene instradato attraverso un proxy che nasconde indirizzo IP e posizione, con un tetto di 50 GB mensili.

Il problema, almeno per noi, è la disponibilità geografica: al lancio la funzione sarà attiva solo in Stati Uniti, Francia, Germania e Regno Unito. L’Italia non è nella lista, e Mozilla non ha indicato una tempistica per l’espansione ad altri Paesi. Chi nel frattempo vuole proteggere la propria navigazione con una VPN affidabile può valutare soluzioni come Adguard VPN o Proton VPN, entrambe con politiche di non raccolta dati ben documentate.

Va precisato che si tratta di una VPN limitata al solo browser: protegge il traffico generato da Firefox, non quello delle altre applicazioni. Per una protezione completa a livello di dispositivo resta necessario un servizio VPN dedicato.

Due pagine, una finestra


Firefox 149 abilita finalmente lo Split View, una funzione che permette di affiancare due schede nella stessa finestra. Basta un clic destro su una scheda per attivarla. Niente di rivoluzionario, browser come Vivaldi e Zen lo fanno già da tempo, ma è un’aggiunta comoda per chi usa Firefox come strumento di lavoro quotidiano.

Sempre nella versione 149, tramite Firefox Labs, arrivano le Tab Notes: la possibilità di aggiungere appunti a qualsiasi scheda aperta, utile per ricordarsi perché quella pagina era lì.

Sicurezza: Firefox primo sulla Sanitizer API


Con la versione 148, già rilasciata, Firefox è diventato il primo browser a implementare la Sanitizer API, un nuovo standard di sicurezza web che protegge dagli attacchi XSS (Cross-Site Scripting). In pratica, offre agli sviluppatori un metodo nativo per ripulire il codice HTML non fidato prima che venga inserito nella pagina, sostituendo il vecchio e insicuro innerHTML con il nuovo setHTML(). Mozilla si aspetta che Chrome e Safari seguano a breve.

IA opzionale, come dovrebbe essere


Tra le novità c’è anche Smart Window, uno strumento basato su intelligenza artificiale per riassunti e confronti rapidi durante la navigazione. La cosa più interessante, però, è l’approccio: la funzione è completamente opzionale e disattivata di partenza.


FONTE blog.mozilla.org


FONTE hacks.mozilla.org


FONTE theregister.com

#hot
in reply to Ska

re: Con Firefox 149 arriva una VPN gratuita integrata nel browser, Split View per affiancare due pagine e la Sanitizer API contro gli attacchi XSS. Ecco tutte le novità.

Sensitive content

in reply to Trash Panda

re: Con Firefox 149 arriva una VPN gratuita integrata nel browser, Split View per affiancare due pagine e la Sanitizer API contro gli attacchi XSS. Ecco tutte le novità.

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Le ultime battute della campagna per il NO al referendum del 22 e 23 marzo 2026. Intervista all’Avv. Roberto Lamacchia


Due intensi mesi di iniziative
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Siamo agli ultimi giorni della campagna referendaria. Il 22 e 23 marzo si andrà alle urne per il “referendum popolare confermativo della legge costituzionalerecante: «Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare», approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 253 del 30 ottobre 2025.”

Abbiamo chiesto all’Avvocato Roberto Lamacchia, Co-Presidente dell’Associazione Giuristi Democratici le sue impressioni sull’andamento della campagna referendaria.

INTERVISTA ALL’AVV. ROBERTO LAMACCHIA

  • Puoi dirci la tua impressione su questa campagna referendaria, non tanto nel merito delle questioni giuridiche e di approfondimento ma proprio sull’andamento dei tanti momenti di confronto, incontri che ci sono stati? Che sensazioni hai avuto parlando con persone meno addentro alle questioni giuridiche?

Sono molto contento dello svolgimento di questa campagna referendaria perché ha dimostrato come il coraggio a volte venga premiato. Mi riferisco in particolare al fatto che un gruppo di 15 persone, tra i quali vorrei ricordare ci sono due appartenenti ai Giuristi Democratici di lunga data come Piero Panici e Carlo Guglielmi, hanno avuto il coraggio di portare all’attenzione dei cittadini un tema rispetto al quale c’era un disinteresse totale ed assoluto. Tramite la richiesta di raccolta di firme per la presentazione di un secondo quesito referendario abbiamo avuto il risultato di svegliare le coscienza della gente. Ottenere 500.000 firme nel giro di 20 giorni è stato un risultato incredibile. Da questo è nato un interesse complessivo della cittadinanza che è andato crescendo con il passare del tempo.

Ho fatto tutta una serie di incontri e dovunque sono andato ho trovato una grossa disinformazione ma anche un grosso interesse a capire. Mi sono trovato di fronte a domande incredibili del tipo “… ma è vero che con la nuova riforma verrà abolito il giudizio di appello?”, tanto per dirne una. Non si riesce a capire da dove saltino fuori questi dubbi, queste interpretazioni, ma purtroppo è così e quindi a maggior ragione c’è una necessità assoluta di informare, di chiarire, di precisare.

Detto questo il problema è che tutta la campagna referendaria si è poi spostata, nel senso che da un inizio di discussione che riguardava il merito della normativa siamo arrivati adesso ad una politicizzazione della questione. Penso che era prevedibile che questo sarebbe successo. Ritengo che questa dinamica sia stata imposto al centro-destra dall’andamento non particolarmente positivo per loro dei sondaggi. Quindi oggi ci troviamo a discutere anche delle conseguenze, delle ricadute politiche di questo referendum.

  • Cosa si tratta di fare in questi ultimi giorni?

Dobbiamo continuare ancora in questi ultimissimi giorni a insistere sul merito della vicenda. Lì non abbiamo dubbi, nel senso che ci hanno venduto una cosa per un’altra. Ci hanno venduto una modifica rispetto all’inefficienza della magistratura che non c’entra nulla con quello che succederà. Però se vogliono poi affrontare il problema sul piano politico, nessun problema. Noi siamo in grado, credo, di dimostrare e lo abbiamo fatto in tutti gli incontri che abbiamo avuto, come il vero intento del centro-destra non fosse quello di una riforma dell’efficienza della magistratura, ma quello di un indebolimento della stessa, con una modifica, un’alterazione degli equilibri tra i vari sistemi dello Stato.

A grandi linee questo è quello che mi pare sia emerso in questi due mesi di dibattito.

  • Giuristi Democratici hanno partecipato fin dall’inizio al percorso del Comitato “Società Civile per il NO al Referendum costituzionale” , che mercoledì 18 marzo ha svolto a Roma l’iniziativa di chiusura della campagna con una iniziativa in Piazza del Popolo a Roma. Uno spazio largo d’azione comune tra associazioni, sindacati, realtà politiche e sociali. Secondo te l’ampiezza di questa esperienza è riuscita a raggiungere nel dibattito anche i non adetti ai lavori?

Sicuramente siamo andati oltre gli addetti ai lavori ed è positivo il fatto di avere raccolto in uno spazio comune un così elevato numero di associazioni e di organizzazioni sindacali. Certo non tutto è stato facile e ci sono stati momenti in cui si è percepita una certa carenza nell’avere capacità organizzativa. Va detto che grazie alla grossa attività e contributo dato della CGIL siamo riusciti a reggere, però si tratta di costruire la capacità di superare le difficoltà perchè in ogni caso dobbiamo gestire in maniera il più possibile unitaria tutto il dopo-referendum, qualunque sia il l’esito referendario.

  • Non facciamo né scommesse, né previsioni sul risultato. Le lasciamo ai “maghi” ed in più porta male. Chiudiamo con un paio di annotazioni. Si può affermare che se il risultato fosse la vittoria dei NO di certo le modifiche proposte sarebbero difficilmente ripresentabili?

Direi che con il No vincente tutto resterà inalterato, non vedo come possano presentare in altra maniera quello che hanno proposto se non proprio ripartendo da capo.

  • Possiamo dire che il NO vincente sarebbe ben più di un sassolino dentro il meccanismo di quell’insieme di modifiche legate a ciò che abbiamo chiamato autoritarismo, deriva securitaria che abbiamo visto nel corso dell’ultimo periodo?

Direi di sì. La sconfitta di questa iniziativa governativa porta come conseguenza, credo, anche un grosso indebolimento dell’attacco complessivo costituito da premierato, autonomia differenziata e riforma della giustizia, per cui se viene meno uno dei tre filoni su cui la maggioranza si tiene insieme, anche gli altri due filoni corrono dei grossi indischi per il futuro.


Costituito il Comitato “Società Civile per il NO al Referendum costituzionale” e presentato un altro quesito referendario


Nei giorni in cui a Roma è stato presentato il Comitato “Società Civile per il NO al Referendum costituzionale” è stato anche avviato il percorso per un nuovo referendum attraverso la raccolta di 500.000 firme.

Sui nuovi scenari che si aprono l’Avvocato Roberto Lamacchia, Co-presidente dei G.D. e che fa parte del Direttivo del Comitato, sottolinea come:

Per la campagna referendaria si è costituito il Comitato sopra citato costituito da piccole e grandi associazioni che si occupano di questi temi; purtroppo i tempi per la campagna referendaria sono molto stretti ed allora, ben venga l’iniziativa di un gruppo di cittadini, tra cui alcuni esponenti dei G.D., volta a presentare un quesito referendario identico al primo, ma con qualche piccola aggiunta, intorno al quale si tratta di raccogliere le 500.000 firme, raccoglibili on line. Questo potrebbe consentire di allungare i tempi della campagna referendaria e quindi permettere una maggiore informazione ai cittadini”.

Si è costituito a Roma lo scorso 19 dicembre il Comitato “Società Civile per il NO al Referendum costituzionale” sulla riforma Meloni-Nordio, volgarmente detto il referendum sulla superazione delle carriere. Il Comitato è nato con lo scopo di “organizzare, coordinare e sostenere tutte le iniziative di sostegno al No nel referendum”.

L’Associazione Nazionale Giuristi Democratici è tra le prime associazioni firmatarie insieme a molte realtà associative, sindacali e della società civile, come Cgil, Anpi, Acli, Auser, Libera, Libertà e Giustizia, Legambiente, Salviamo la costituzione, Coordinamento per la democrazia costituzionale, Sbilanciamoci, Articolo 21, Pax Christi, il Centro per la riforma dello stato, Medicina Democratica, i Comitati per il no ad ogni autonomia differenziata, Movimenti per l’acqua bene comune, i Lavoratori precari della giustizia, Insieme per la giustizia, Comma 2 lavoro e dignità, la Rete della conoscenza, la Rete degli studenti medi, l’Unione degli universitari, i Costituziobalisti per il No.

L’Avvocato Roberto Lamacchia, co-presidente dei GD, è nel Consiglio Direttivo del Comitato insieme ad autorevoli esponenti della società italiana, come Rosy Bindi, Christian Ferrari, Giuseppe Gesmundo, Gianfranco Pagliarulo, Daniela Padoan, Carlo Testini, Italo Sandroni, Silvia Albano, Gaetano Azzariti, Gianpiero Cioffredi, Benedetta Tobagi, Giulio Marcon, Alfiero Grandi, Simone Rossi, Maria Agostina Cabiddu, Francesco Pallante.

Il Comitato ha svolto la sua prima conferenza stampa il 20 dicembre 2025 nella sala dell’Istituto Don Sturzo a Roma, in cui sono state ricordate le molte motivazioni che supportano la scelta di mobilitarsi per il NO al referendum racchiuse nello slogan: perché votare No? “Per difendere Giustizia, Costituzione, Democrazia”.

Sempre nella Conferenza stampa è stato sottolineato come le associazioni, realtà, sindacati che hanno scelto di promuovere il Comitato siano seriamente preoccupate per l’insieme di interventi fatti dal governo Meloni che stanno riducendo gli spazi di libertà, alterando gli equilibri democratici per lasciare spazio ad un’autoritarismo sempre più insopportabile.

Il Comitato ha lanciato un primo grosso appuntamento pubblico per il 10 gennaio 2026 a Roma mentre da subito per chiunque voglia aderire al Comitato la mail di riferimento è adesioni@referendumgiustizia2026.it.

Le prime mosse del Comitato saranno richiedere un incontro con il Comitato promosso dalla Associazione Nazionale Magistrati ed anche con le forze politiche che hanno promosso il referendum per sostenere le ragioni del No. Contemporaneamente anche i promotori del nuovo quesito referendario stanno prendendo contatto con il Comitato per discutere insieme come muoversi.

Va infine segnalato che, per iniziativa di un gruppo di cittadine e cittadini, è stato depositato un quesito referendario oppositivo alla riforma costituzionale proposta.

Qui di seguito, il collegamento alla piattaforma di raccolta firme: firmereferendum.giustizia.it/r…

✍️ Per firmare la richiesta di referendum occorre seguire questi passaggi:

  • 👉🏻 fare clic sul tasto “Accedi” e inserire le proprie credenziali (tramite SPID/CIE/CNS);
  • ⁠👉🏻 fare clic sul campo Raccolta di almeno 500.000 firme per il referendum confermativo del testo della legge costituzionale concernente “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”
  • ⁠👉🏻 fare clic sul tasto sostieni l’iniziativa e seguire le istruzioni finali

Alla richiesta di referendum oppositivo alla riforma costituzionale della magistratura è possibile dare la propria adesione fino al 30 gennaio 2026.

Nelle prossime settimane si delineranno gli scenari che faranno dell’inizio del 2026 un periodo importante per contribuire a fermare le derive autoritarie sottese alla cosidetta riforma della giustizia che vuole fare il governo Meloni.


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i am that i am / brion gysin. 1960


[youtube=youtube.com/watch?v=RnMKF5Zyc-…]
#audio #BrionGysin #cutUp #cutUp #cutup #IAmThatIAm

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Quanto è europea la tua infrastruttura web? Questo strumento te lo dice in un clic


Cloud Infra Atlas analizza hosting, DNS, email, SSL e dipendenze esterne di qualsiasi sito e restituisce un punteggio di sovranità europea. Gratis e immediato.
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Hai mai provato a chiederti quanta parte dell’infrastruttura del tuo sito o del tuo servizio online passa davvero per server europei? Hosting, DNS, certificati SSL, analytics, dipendenze esterne: ognuno di questi elementi può fare capo a un provider americano senza che tu te ne accorga, o senza che tu abbia mai avuto motivo di verificarlo.

Cloud Infra Atlas è uno strumento gratuito che fa esattamente questa analisi. Basta inserire un URL nella barra di ricerca e in pochi secondi il tool restituisce una panoramica dell’infrastruttura del dominio, voce per voce: dove gira l’hosting, chi gestisce i DNS (i server che traducono i nomi di dominio in indirizzi IP), da dove arriva il certificato SSL (il protocollo che cifra le connessioni), se ci sono servizi di analytics collegati e quali dipendenze esterne carica la pagina. Il tutto viene sintetizzato in un “punteggio di sovranità europea”.

Se gestisci un sito, un’associazione, una piccola impresa o anche solo un progetto personale e ti interessa capire quanto sei dipendente da infrastrutture non europee, questo sito può essere un punto di partenza rapido. Non serve essere tecnici: il risultato è leggibile anche senza sapere cosa sia un record MX o una CDN (Content Delivery Network, cioè la rete di server distribuiti che velocizza la consegna dei contenuti).

Lo strumento non si limita al punteggio: per ogni componente che risulta fuori dall’Europa propone alternative sovrane, cioè servizi equivalenti con sede e infrastruttura nel Vecchio Continente. Per chi volesse migrare, ad esempio, la posta elettronica verso un provider europeo, soluzioni come Proton Mail o Infomaniak Mail rientrano esattamente in questo tipo di ecosistema.

Cloud Infra Atlas non è uno strumento di audit professionale e i suoi risultati vanno presi come punto di partenza, non come verdetto definitivo. Ma per farsi un’idea veloce, o per iniziare a ragionare su dove finiscono i dati della propria infrastruttura, è uno di quei tool che vale la pena tenere a portata di mano.


FONTE cloudinfraatlas.eu

#hot
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Dormitori e allerta meteo, in attesa del Tavolo non si risponde all’emergenza


Da tempo molte Associazioni catanesi stanno interloquendo, con alterne fortune, con la Giunta comunale di Catania per trovare soluzioni non emergenziali rispetto al tema dei dormitori per i senza tetto, di cui si chiede un ampliamento e più semplici modalità di accesso e fruizione, la cosiddetta bassa soglia.

La Giunta, su proposta dell’Assessora ai Servizi Sociali Serena Spoto, ha approvato […]

Leggi il resto: argocatania.it/2026/03/18/dorm…

#AmministrazioneTrantino #associazioni #ComuneDiCatania #dormitorio #senzaDimora #serviziSociali

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Urik Keyboard v0.19.0-beta: nuove lingue e layout Hcesar per la tastiera open source


Urik Keyboard v0.19.0-beta: nuova release open source con greco, catalano e layout Hcesar. Privacy-first, su F-Droid e senza tracciamento.
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Urik Keyboard ha raggiunto la versione 0.19.0-beta, un aggiornamento che continua a consolidare questa tastiera Android come alternativa concreta! La release introduce supporto per greco e catalano, oltre al nuovo layout Hcesar, pensato per chi cerca configurazioni meno convenzionali.

Il progetto rimane fedele alla sua filosofia di base: tutto avviene sul dispositivo. Nessuna autorizzazione di rete, nessun invio di dati a server esterni. Ogni tasto premuto, ogni gesto di swipe, viene elaborato localmente. Per chi usa già servizi crittografati come Proton Pass per le password, l’integrazione con i gestori di credenziali funziona senza compromessi sulla privacy.

Tra le novità tecniche, la libreria di simboli si è ampliata con un secondo livello di caratteri speciali. I toggle per autocorrezione e comportamento pausa offrono più controllo sul modo in cui la tastiera reagisce durante la digitazione. Il sistema di suggerimenti dinamico adatta il punteggio in base al contesto, mentre il ridimensionamento dell’interfaccia si adegua allo schermo senza richiedere impostazioni manuali.

La stabilità dell’input è migliorata, con particolare attenzione alla fluidità della scrittura tramite swipe. I codici lingua ora compaiono sui pulsanti di cambio, utile per chi alterna frequentemente tra più alfabeti. Questi dettagli sembrano piccoli ma incidono sull’esperienza quotidiana, specialmente per utenti che lavorano con testi multilingue.

Disponibile su F-Droid e Google Play, Urik si mantiene finanziato dalle donazioni degli utenti. Per chi cerca un’alternativa a Gboard o SwiftKey senza rinunciare alla privacy, Urik sta iniziando a maturare e a essere concretamente interessante. La versione beta è stabile per uso quotidiano, anche se alcuni utenti segnalano occasionali bug minori tipici di uno sviluppo attivo.


FONTE github.com


FONTE urik.io


FONTE reddit.com

#hot
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Kitty 0.46: lo storico terminale GPU arricchisce il supporto al mouse


Kitty 0.46 introduce scrolling con inerzia, drag-and-drop delle schede e ridimensionamento dei pannelli col mouse. Ecco cosa cambia nel terminale open source
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Il terminale open source Kitty è arrivato alla versione 0.46, disponibile per Linux, macOS e alcune distribuzioni BSD. L’aggiornamento, rilasciato l’11 marzo, ruota quasi interamente attorno al mouse: tre novità distinte che rendono l’interfaccia più fluida e meno dipendente dalla tastiera.

La più evidente è lo scrolling con inerzia nel buffer di scorrimento (la cronologia dei comandi visualizzabile nel terminale): su Linux arriva anche il momentum scrolling, quella sensazione di “scivolamento” che rallenta gradualmente dopo aver sollevato il dito dal trackpad, già familiare a chi usa macOS.

Le altre due novità riguardano la gestione delle finestre. Le schede ora si possono riordinare con il trascinamento, spostare tra finestre diverse o staccare in finestre autonome. I pannelli affiancati, invece, si possono ridimensionare direttamente trascinando i bordi col mouse, senza dover ricorrere a scorciatoie da tastiera.

Kitty non è un terminale per tutti: la sua configurazione è interamente testuale e richiede un minimo di dimestichezza. Ma per chi lavora molto da riga di comando su Linux o macOS, è da anni uno dei riferimenti per prestazioni e personalizzazione. Queste aggiunte non cambiano la natura dello strumento, ma lo avvicinano un po’ di più a chi preferisce usare ogni tanto il mouse anche nel terminale.


FONTE sw.kovidgoyal.net


FONTE linuxiac.com


FONTE

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EndeavourOS Titan: kernel 6.19 e meno sbattimenti con i driver GPU


EndeavourOS Titan aggiorna l'ISO con Linux 6.19, KDE Plasma 6.6.2 e un supporto GPU molto più completo. C'è anche un nuovo strumento per gestire i driver sulle installazioni esistenti.
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Il team di EndeavourOS ha rilasciato Titan, il nuovo ISO della distribuzione basata su Arch, con abbastanza novità da guadagnarsi un nome proprio invece del solito aggiornamento di routine.

Il kernel Linux 6.19 fa da base, affiancato da KDE Plasma 6.6.2, Mesa 26.0.1 e Firefox 148. Le novità più concrete, però, riguardano la gestione delle schede grafiche. L’installatore ora rileva automaticamente tutte le GPU e le macchine virtuali, installa i driver appropriati, incluso il supporto Vulkan e i pacchetti per la decodifica video accelerata, e carica i driver già nelle prime fasi di avvio. Per chi ha sempre trovato questo passaggio ostico su Arch e derivate, è una differenza apprezzabile.

A questo si aggiunge eos-hwtool, uno strumento disponibile anche per le installazioni esistenti, pensato per installare e rimuovere driver GPU senza dover rimettere mano all’intero sistema. L’ISO è cresciuto da circa 3 GB a 3,4 GB: un aumento intenzionale, legato a questi miglioramenti, non a gonfiamento del sistema di base.

La California e i sistemi operativi


Nel post di rilascio il team ha preso posizione sulla proposta di legge californiana che, entro il 2027, imporrebbe una verifica dell’età per tutti i sistemi operativi. La risposta è netta: EndeavourOS non ha l’infrastruttura per tracciare chi scarica o usa il sistema, e farlo contrasterebbe con i principi fondamentali del software libero. Non manca una frecciata a OSI, FSF e Linux Foundation, accusate di non essersi fatte sentire in tempo utile: il team si augura che si attivino a difesa delle distribuzioni prive di rappresentanza legale negli Stati Uniti.

La legge non è ancora definitiva, e c’è ancora spazio per includere il mondo open source nel dibattito.

Per i nuovi utenti, Titan è scaricabile dal sito ufficiale. Chi ha già EndeavourOS può ignorare l’ISO: un sudo pacman -Syu è tutto quello che serve.


FONTE endeavouros.com


FONTE 9to5linux.com


FONTE linuxiac.com

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Sync-in 2.1: interfaccia rinnovata e supporto all’olandese per la piattaforma open source


Sync-in 2.1 aggiorna l'interfaccia web con una nuova barra laterale, migliora la leggibilità su tutti i dispositivi e aggiunge il nederlandese tra le lingue supportate. Compatibilità estesa con OnlyOffice 9.3.
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Sync-in, la piattaforma open source per la sincronizzazione di file e la collaborazione in squadra, aggiorna alla versione 2.1 con un restyling visivo dell’interfaccia web.

Il cambiamento più evidente è la nuova barra di navigazione laterale, che riorganizza gli spazi e migliora l’adattamento a schermi di dimensioni diverse. Tema chiaro e tema scuro sono stati armonizzati, la tipografia rivista, e le proporzioni generali dell’interfaccia ritoccate per una maggiore leggibilità. La revisione ha toccato navigazione, finestre di dialogo e pannelli laterali, con attenzione anche a elementi minori come badge, avatar e indicatori di permessi.

Un’altra novità è il supporto alla lingua olandese, disponibile sia nell’interfaccia web che nel client desktop. Confermata anche la compatibilità con OnlyOffice DocumentServer 9.3, con aggiornamento della relativa immagine Docker.

Per chi gestisce installazioni più complesse, questa versione aggiunge due opzioni di configurazione utili: il parametro security.supportPKCE per la gestione del meccanismo PKCE nell’autenticazione OIDC, e la variabile d’ambiente FORCE_PERMISSIONS per forzare l’applicazione ricorsiva dei permessi nei container Docker.

Tra le correzioni: le connessioni MySQL ora usano sistematicamente il fuso orario UTC, l’indicizzazione dei PDF evita una copia superflua del buffer, e le directory non leggibili su percorsi esterni non bloccano più il calcolo delle dimensioni degli spazi.

Il client desktop 2.1 riceve anch’esso il supporto alla lingua olandese e alcune correzioni di stabilità, tra cui un problema di avvio su Ubuntu 23.10 e distribuzioni con ambienti sandbox restrittivi.

Chi vuole provare senza installare nulla può passare dalla demo ufficiale. Per chi invece pensa a un’installazione propria, Sync-in gira bene su un VPS entry-level: Hetzner offre macchine a prezzi competitivi, con datacenter in Germania e Finlandia.


FONTE sync-in.com


FONTE alternativeto.net

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Ed eccoci con la funzione nuova di Nintendo Switch 2, ovvero Potenziamento modalità portatile! Dell’aggiornamento 22.0.0…


Ed eccoci con la funzione nuova di Nintendo Switch 2, ovvero Potenziamento modalità portatile! Dell'aggiornamento 22.0.0✅ L'opzione verrà applicata in tempo reale sul software già aperto. Nel mentre che stavo provando i vari software, a quanto pare era già stato fatto un cambiamento su Animal Crossing: New Horizons, ovvero è stata aumentata la risoluzione anche in modalità portatile a 1080p, senza attivare tale opzione e senza avere il pacchetto upgrade. Scoperto quando ho fatto degli […]
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Ed eccoci con la funzione nuova di Nintendo Switch 2, ovvero Potenziamento modalità portatile! Dell’aggiornamento 22.0.0

L’opzione verrà applicata in tempo reale sul software già aperto.

Nel mentre che stavo provando i vari software, a quanto pare era già stato fatto un cambiamento su Animal Crossing: New Horizons, ovvero è stata aumentata la risoluzione anche in modalità portatile a 1080p, senza attivare tale opzione e senza avere il pacchetto upgrade. Scoperto quando ho fatto degli screenshot, che risultano in 1080p per quel gioco.

Invece per altri giochi, come esempio Super Mario Party: Jamboree, risulteranno in 720p (con e senza l’opzione attiva)

#NintendoSwitch2

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news.creeperiano99.it/2026/03/…

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Nexi cancella il contratto con la FSFE: si era rifiutata di cedere dati privati dei sostenitori


Nexi ha rescisso il contratto con la Free Software Foundation Europe dopo che la fondazione si è rifiutata di fornire dati privati dei suoi sostenitori. Oltre 450 donatori con pagamenti ricorrenti sono rimasti bloccati.
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La Free Software Foundation Europe ha perso il suo fornitore di pagamenti dopo essersi rifiutata di consegnare dati privati dei propri sostenitori. Nexi, con cui la FSFE collaborava da 15 anni, ha cancellato il contratto il 7 marzo senza preavviso, comunicandolo formalmente solo il 10 marzo e adducendo il mancato rispetto di una scadenza che, secondo la fondazione, non era mai stata comunicata.

Nei mesi precedenti Nexi aveva richiesto, nell’ambito di quello che descriveva come un controllo di sicurezza, accesso ai dati privati dei sostenitori della FSFE. La fondazione ha cercato in più occasioni di capire la natura e la base legale della richiesta, ricevendo ogni volta spiegazioni giudicate vaghe, riferite genericamente a esigenze di analisi del rischio. Nel frattempo aveva già fornito a Nexi un’ampia documentazione finanziaria, incluse informazioni personali dei propri dirigenti. Sulla privacy dei sostenitori, però, ha detto no.

Le conseguenze sono immediate: oltre 450 sostenitori con donazioni ricorrenti tramite carta di credito o addebito diretto si sono trovati con i pagamenti bloccati. La FSFE li ha già contattati tutti via email, ma sa per esperienza che qualcuno potrebbe non leggerla, con il rischio concreto di perdere quei finanziamenti.

Le pagine di donazione sul sito della FSFE sono già state aggiornate con un nuovo provider. Se hai una donazione ricorrente attiva tramite carta impostata prima del 18 novembre 2025, o tramite addebito diretto, controlla di aver ricevuto l’email dalla FSFE o contattali direttamente.

La fondazione porta avanti da anni battaglie concrete per la libertà del software. Tenere la linea sulla privacy dei propri sostenitori le è costato un danno economico reale. Vale la pena sostenerla.


FONTE fsfe.org

#hot

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Ente Photos si aggiorna: galleria offline, ricerca più veloce e feed famiglia


Su Ente Photos arriva la galleria offline senza account, il motore di riconoscimento migliora con un database vettoriale e debutta un feed per gli album condivisi in famiglia.
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Alcune di queste funzioni erano già comparse nei commit su GitHub nelle scorse settimane, ma ora Ente Photos le raccoglie in un aggiornamento ufficiale con qualche dettaglio in più.

La novità più rilevante è la galleria offline: è ora possibile usare l’app senza creare un account, con accesso alla ricerca semantica, al riconoscimento dei volti e ai ricordi generati automaticamente. Una modalità pensata per chi vuole provare l’applicazione o semplicemente non ha bisogno del backup in cloud.

Il riconoscimento dei volti guadagna in precisione grazie all’integrazione di un database vettoriale, e la ricerca diventa più rapida. In parallelo, il team sta migrando verso un nucleo condiviso in Rust su tutte le piattaforme, con ricadute positive su velocità e stabilità complessive.

Altre novità: un feed per seguire gli album condivisi da familiari e contatti, con possibilità di mettere like e lasciare commenti; un layout a mosaico per i link pubblici agli album; la gestione dei file nascosti migliorata su mobile, con la possibilità di eliminarli direttamente dal rullino. Aggiunto anche il supporto al catalano.

Ente Photos è open source e disponibile su GitHub.


FONTE ente.io

#hot
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Treno Intercity 505 con E401.015 – Arrivo & Partenza – Pisa Centrale – 06/10/2025


👍 Se il video ti è piaciuto lascia un bel mi piace!➕ Iscriviti per seguirmi e ricevere notizie sugli ultimi video!Grazie mille! 😄✅ Unisciti al canale telegram, in cui si potranno trovare foto e piccoli extra che non sono sul canale youtube! ➡️ https://treni.creeperiano99.it/u/telegram----------------------------------------------------------------------------👥 Il gruppo telegram discussione del canale telegram con possibilità di parlare di ferrovia in generale, nel rispetto […]
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musique differencielle, 1-2 [excerpts] / tsuchitori-sakamoto. 1976


TSUCHITORI-SAKAMOTO – “a / Φ (musique differencielle 1°)” from DISAPPOINTMENT HATERUMA

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TSUCHITORI-SAKAMOTO – “∫ / 𝔷 (musique differencielle 2°)” from DISAPPOINTMENT HATERUMA

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Realme 16 Pro+: recensione completa dello smartphone con batteria da 7.000 mAh e camera da 200MP


Il Realme 16 Pro+ punta forte su due elementi chiave: una fotocamera da 200MP e una batteria da 7.000 mAh. In questa recensione analizziamo design, display, prestazioni e qualità fotografica per capire se è davvero uno dei migliori smartphone della fascia medio-premium

Con il lancio della nuova serie, Realme ripropone la variante Pro+ nel suo portfolio: si tratta questa volta del Realme 16 Pro+, il modello più ambizioso della lineup, con un chiaro focus sul comparto fotografico, grazie a un sensore principale da 200MP e alla presenza di un teleobiettivo. Tuttavia, al netto di queste novità, gran parte della scheda tecnica resta molto vicina a quella del predecessore. In questa recensione Techpertutti analizza nel dettaglio design, le prestazioni, l'autonomia e soprattutto la fotocamera del 16 Pro+, per capire quando vale l'upgrade di Realme rispetto alle versioni precedenti. Con l'evento ufficiale di questa mattina, il brand ha anche comunicato i prezzi: la versione in prova (16 Pro+) nella configurazione 12/512GB è disponibile da oggi e fino al 31 marzo al prezzo di 599,99 euro con 70 euro di cashback presso le principali catene di elettronica di consumo, nella colorazioni gold e grigio. La versione 8/256Gb disponibile invece a 479,99 euro (anzichè 529,99 euro), su Amazon, con caricabatteria da 80W incluso e una coppia di auricolari Buds Clip. Per completezza, riportiamo anche i prezzi del modello 16 Pro: la configurazione 8/256GB viene offerta fino al 31 marzo a 399,99 euro (anzichè 429,99 euro) con incluso caricabatterie da 45W su Amazon e nei negozi di elettronica di consumo. La configurazione 8/512 a 429,99 (anzichè 429,99 euro) su Amazon con caricabatterie da 45W incluso e in negozio a 479,99 euro con cashback di 50 euro.
Il design del modulo fotocamera, realizzato con una lavorazione di precisione, unisce una finitura a specchio e dettagli ispirati alla naturaIl design del modulo fotocamera, realizzato con una lavorazione di precisione, unisce una finitura a specchio e dettagli ispirati alla natura

Design: la collaborazione con Naoto Fukusawa


Frutto della lunga collaborazione tra Realme ed il maestro di design Naoto Fukusawa, il pannello posteriore del 16 Pro+ è disponibile in due colorazioni con la medesima finitura: Master Gold e Master Grey entrambi in ecopelle. Per questa recensione ho utilizzato la prima in configurazione 12/512GB. La texture soft-touch offre un’ottima sensazione al tatto e migliora il grip, oltre a ridurre sensibilmente la visibilità di impronte e aloni. La scritta “Realme” riprende invece la finitura lucida a specchio del modulo fotocamera, creando un interessante contrasto visivo con il resto della scocca.
A sinistra: la back cover è realizzata con materiali vegetali rinnovabili tramite un processo completamente sostenibile. A destra: il display HyperGlow garantisce colori vividi e un’ottima resa visiva, mantenendo al tempo stesso un look più sottile ed eleganteA sinistra: la back cover è realizzata con materiali vegetali rinnovabili tramite un processo completamente sostenibile. A destra: il display HyperGlow garantisce colori vividi e un’ottima resa visiva, mantenendo al tempo stesso un look più sottile ed elegante
La cover curva su tutti i lati verso il frame in lega di alluminio, crea una transizione fluida tra le due sezioni e i due differenti materiali. Il telaio presenta bordi smussati e angoli arrotondati, contribuendo a migliorare ergonomia e comfort durante l’utilizzo prolungato. L'isola che racchiude i sensori fotografici presenta un rivestimento di alta precisione, tipico dell’alta orologeria, che conferisce una finitura lucida e specchiata, creando un impatto visivo di grande eleganza.
Nelle foto sopra alcuni dettagli del frame in alluminioNelle foto sopra alcuni dettagli del frame in alluminio
Sul lato destro, con finitura lucida, trovano posto il bilanciere del volume e il tasto di accensione. Nella parte inferiore sono collocati il carrellino SIM, il microfono principale, la porta USB-C e lo speaker primario. In alto, invece, troviamo il secondo altoparlante, il sensore a infrarossi (IR blaster) e il microfono dedicato alla cancellazione del rumore. Lo smartphone è certificato IP68/IP69K, per resistenza a polvere e acqua, può sopportare getti d’acqua ad alta pressione ed è in grado di resistere a immersioni fino a 2 metri di profondità per un massimo di 30 minuti.
Il display Amoled curvo da 6,8 pollici con frequenza di aggiornamento a 144Hz del Realme 16 Pro+ con tecnologia HyperGlow 4D Curve+Il display Amoled curvo da 6,8 pollici con frequenza di aggiornamento a 144Hz del Realme 16 Pro+ con tecnologia HyperGlow 4D Curve+

Display: luminoso, fluido ed ergonomico


Il Realme 16 Pro+ sfoggia un ampio display AMOLED curvo da 6,8 pollici con frequenza di aggiornamento a 144Hz, che garantisce immagini fluide e reattive in ogni situazione. La tecnologia HyperGlow 4D Curve+ offre colori vividi e comfort visivo, mentre il design sottile ed elegante, di 8,49mm, contribuisce all’estetica premium del dispositivo. La struttura Deep 4-Curve combina, come accennato in precedenza, la curvatura laterale con un miglioramento della presa, donando una sensazione di continuità naturale durante l’utilizzo. Lo scanner ottico per le impronte digitali integrato nel display è rapido e preciso; un pò meno preciso lo sblocco che utilizzo la biometria.
Gli screenshot nella foto sopra indicano alcune delle caratteristiche del display del Realme 16 Pro+Gli screenshot nella foto sopra indicano alcune delle caratteristiche del display del Realme 16 Pro+
In termini di luminosità, il pannello raggiunge un picco di 6.500 nit teorici; in pieno sole, ho testato la modalità automatica di gestione della luminosità ed essa garantisce un ottimo grado di leggibilità anche all’aperto. La combinazione tra l'alta frequenza di aggiornamento, la reattività al tocco e la gestione avanzata della luminosità rendono il display uno dei punti di forza del Realme 16 Pro+, ideale per un ampio spettro di utilizzi, che vanno dal gaming, al multimedia, all'uso quotidiano.
La modalità Campionato ottimizza ulteriormente le risorse che il device dedica al gaming, migliorando l'esperienza di entertainmentLa modalità Campionato ottimizza ulteriormente le risorse che il device dedica al gaming, migliorando l'esperienza di entertainment
Più in particolare, durante il periodo di test lo smartphone si è comportato egregiamente nello streaming su YouTube, mostrando dettagli nitidi, colori ricchi e un contrasto pronunciato che rende l’esperienza visiva immersiva. Anche nel gaming il 16 Pro+ si è comportato sorprendentemente bene: titoli impegnativi graficamente girano a frame rate stabili senza surriscaldamento eccessivo, grazie al display a 144Hz e al touch response rapido e preciso. La resa dei dettagli e della luminosità rende i giochi visivamente coinvolgenti, mentre l’audio è affidato a un sistema stereo, abbastanza potente, sebbene i bassi possano risultare meno incisivi di quanto ci si aspetti. Nel complesso, il Realme 16 Pro+ si conferma eccellente sia per intrattenimento multimediale sia per uso quotidiano, unendo prestazioni visive di alto livello a un’esperienza utente fluida e confortevole.

Prestazioni e Software


Il Realme 16 Pro+ è alimentato dal chipset Snapdragon 7 Gen 4, un processore di fascia medio-alta che offre un buon equilibrio tra potenza ed efficienza energetica. Sebbene non sia il più veloce nella sua categoria, esso gestisce senza problemi tutte le attività quotidiane: navigazione web, social media, streaming video e multitasking, in maniera piuttosto fluida. Tuttavia, devo sottolineare come ho in più di un'occasione notato alcune brevi incertezze nel passaggio da un'app all'altra o per un veloce cambio di schermata. Il problema l'ho risolto, quasi completamente, selezionando la modalità GT, che funziona molto bene, ma assorbe più batteria; un dato che non deve impensierire considerando l'unità da ben 7000mAh a disposizione.
Nella foto i risultati fatti registrare dal realme 16 Pro+ nei test di bechmarkNella foto i risultati fatti registrare dal realme 16 Pro+ nei test di bechmark
Durante i test di benchmark, il Realme 16 Pro+ ha registrato valori coerenti con la fascia di prezzo, dimostrando che il compromesso sul processore, fatto per contenere il prezzo, non si traduce in un’esperienza negativa: l’uso quotidiano resta fluido, con bilanciamento convincente tra potenza e autonomia. Alla luce di questi dati, ne deduco che il Realme 16 Pro+ non punta a battere i top di gamma in termini assoluti, ma riesce a offrire una performance stabile, veloce e coerente, adatta a gaming occasionale, al multitasking e un utilizzo multimediale avanzato, confermandosi un’ottima scelta nella sua fascia di prezzo.
La Realme UI 7.0 offre una buona esperienza d'uso, arricchita da tools basati su AILa Realme UI 7.0 offre una buona esperienza d'uso, arricchita da tools basati su AI
L’esperienza software è uno dei punti più convincenti del dispositivo. Il Realme 16 Pro+ arriva con Android 16 preinstallato, un vantaggio non trascurabile rispetto ad altri modelli lanciati recentemente con versioni precedenti del sistema operativo. L’interfaccia Realme UI offre un’esperienza molto simile a quella dei dispositivi OnePlus e Oppo: ambiente pulito, animazioni fluide, buona ottimizzazione generale e assenza di elementi invasivi. L’impronta software è quindi familiare e piacevole e riesce a valorizzare l’esperienza complessiva, mantenendo il sistema reattivo, ordinato e moderno.

Comparto fotografico: svetta il sensore da 200MP


Il Realme 16 Pro+ vanta un sensore principale da 200MP targato Samsung, da 1/1,56” con apertura f/1.8 e stabilizzazione ottica OIS. Parliamo di un sensore ad alta risoluzione che sfrutta la tecnologia di pixel binning (tipicamente 16-in-1), che migliora luminosità e gestione del rumore.

Il sensore principale da 200MP si comporta splendidamente in condizioni di luce naturale all’aperto. Le immagini risultano ricche di dettagli e con colori profondi e intensi. Il contrasto è equilibrato, senza esagerazioni, e anche la gamma dinamica è gestita in maniera molto naturale. Particolarmente apprezzabile è il modo in cui il sensore espone il cielo negli scatti all’aperto, preservando i toni e i dettagli senza bruciare le alte luci.
La modalità Night Mode illumina la scena e riduce efficacemente il rumoreLa modalità Night Mode illumina la scena e riduce efficacemente il rumore
In condizioni di luce più limitata, la modalità Night Mode svolge un buon lavoro: illumina la scena senza introdurre eccessivo rumore e mantiene i dettagli, offrendo immagini leggibili e piacevoli anche in ambienti scarsamente illuminati.
Il livello di dettaglio con zoom 3.5x è molto elevato e la tonalità riprodotta ampiaIl livello di dettaglio con zoom 3.5x (primi due scatti da sinistra) è molto elevato e la tonalità riprodotta ampia
Come si può vedere da questi esempi sopra, il Realme 16 Pro+ riesce a catturare foto davvero convincenti. Il livello di dettaglio è elevato e i colori risultano piacevoli e ben bilanciati. Il sistema offre due modalità di resa cromatica: Natural e Vivid. La modalità Natural privilegia toni più realistici e fedeli alla scena, mentre la modalità Vivid enfatizza colori e contrasto. Se si desiderano immagini più incisive e vivaci — come nel caso di scatti a fiori o foglie — la modalità Vivid funziona particolarmente bene, rendendo le foto più brillanti e accattivanti.
L’effetto sfocato sullo sfondo appare naturale e contribuisce a dare maggiore risalto al soggetto principale. I soggetti ravvicinati sono molto ben dettagliati
Un altro aspetto che ho particolarmente apprezzato di questa fotocamera da 200MP è la ridotta profondità di campo negli scatti ravvicinati, dove le immagini in close-up risultano molto convincenti, con una bella separazione tra soggetto e sfondo. Il nuovo teleobiettivo da 50MP offre uno zoom ottico 3,5x, garantendo immagini di qualità molto simile a quelle scattate con il sensore principale. I colori rimangono vividi e non si nota perdita significativa di dettaglio, anche quando si ingrandisce il soggetto. Durante il periodo di test, mi sono ritrovato a utilizzare frequentemente questa lente: essa permette di catturare facilmente soggetti distanti, senza doversi avvicinare fisicamente, offrendo maggiore flessibilità negli scatti e un’esperienza fotografica più versatile. L’ultra-grandangolare da 8MP realizza scatti discreti, ma rispetto al sensore principale le immagini risultano meno dettagliate.
Scatti a 60x e 120x: la ricostruzione dell'immagine a cura dell'AI è di qualità mediocre
Nel complesso, il comparto fotografico del Realme 16 Pro+ riesce a combinare potenza, versatilità e facilità d’uso, offrendo risultati di alto livello in quasi tutte le condizioni e posizionandosi come uno dei migliori della sua fascia di prezzo.
L'AI modifica lo sfondo delle immagini in modo molto precisoL'AI modifica lo sfondo delle immagini in modo molto preciso

Batteria e autonomia: un vero punto di forza


Una delle caratteristiche principali del Realme 16 Pro+ è senza dubbio la sua batteria da 7.000 mAh. Questa capacità, che si colloca ben sopra la media nella fascia media-premium degli smartphone, si traduce in un’autonomia che assicura il funzionamento dello smartphone fino a sera ed oltre. Infatti, la combinazione di una batteria così generosa con un display a 144 Hz e un chipset relativamente efficiente significa che il telefono può arrivare comodamente a due giorni di autonomia con uso moderato, oppure offrire una giornata piena anche sotto carico elevato.
Poco più di 60 minuti per raggiungere la ricarica completa con caricabatterie da 65WPoco più di 60 minuti per raggiungere la ricarica completa con caricabatterie da 65W
Inoltre, la batteria è supportata da ricarica rapida a 80 W Ultra Charge, che riduce significativamente i tempi di rifornimento energetico. Durante il test, sono riuscito a raggiungere 12 ore circa di riproduzione, un dato rilevante se confrontato con la concorrenza. È importante, comunque, tener presente che l'autonomia può variare in base alle abitudini d’uso: attività molto impegnative come gaming prolungato con 5G attivo o sessioni estese di video in streaming a luminosità massima possono ridurre le ore totali dello schermo attivo. Ciononostante, il comparto batteria rimane uno dei punti di forza di questo smartphone, anche in considerazione che Realme ne garantisce il naturale degradamento di solo il 20 % in cinque anni. Infine, il 16 Pro+ gode della funzione ByPass, molto utile in quanto consente, quando il dispositivo è in corrente, di bypassare la batteria preservandone l'integrità.

Conclusioni: un nuovo benchmark della fascia media


Il Realme 16 Pro+ si conferma uno smartphone di riferimento nella fascia di prezzo intorno ai 500 euro. Nei test eseguiti durante queste due settimane di utilizzo, il dispositivo ha dimostrato un comportamento solido e coerente con la capacità del brand di coniugare potenza e versatilità. Il design ricercato ed il colore del Realme 16 Pro+ sono una ventata di freschezza nel segmento midrange; a questo va aggiunto l'impiego di materiali premium, che rendono l'approccio estetico distintivo rispetto alla concorrenza. Sotto la scocca, il chipset Snapdragon 7 Gen 4 gestisce ogni attività quotidiana con facilità, mentre il touch reattivo e la fluidità del display a 144Hz garantiscono un’esperienza di gioco coinvolgente. Il comparto fotografico è senza dubbio uno dei punti di forza su cui Realme ha investito, tra i più completi nella sua fascia di prezzo. Non meno importante è l’autonomia: la batteria da 7.000 mAh permette di coprire fino a due giorni di utilizzo con attività quotidiane e moderata multimedialità. Anche con un uso intenso, lo smartphone offre tranquillamente una giornata piena senza bisogno di ricariche frequenti, un vantaggio significativo rispetto alla concorrenza. In conclusione, il Realme 16 Pro+ è uno smartphone che non solo soddisfa le esigenze quotidiane, ma ritengo possa essere la scelta ideale per chi cerca prestazioni, stile e affidabilità senza dover spendere cifre molto elevate.

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Anche uomini di una missione Oss fucilati dai nazisti al Cibeno


La famiglia di Emanuele Carioni, originaria di Misano di Gera d’Adda in provincia di Bergamo, proprio a due passi da Caravaggio, abitava al “grande” mulino. Il padre di Emanuele e prima di lui il nonno e lo zio lo gestivano e ne curavano l’attività. Emanuele era il primogenito; dopo di lui c’erano due sorelle, Ersilia e Anna Caterina.
[…] Frequenta il Corso Allievi Ufficiali di complemento d’Artiglieria a Nocera Inferiore e con i gradi di Tenente viene inviato al Colle di Tenda e successivamente in Albania. Il suo temperamento gioviale, cordiale, fraterno con i suoi soldati non è molto ben accettato dai superiori, motivo che lo induce a chiedere di frequentare il corso di paracadutista. Segue il corso a Tarquinia, lo supera e presso la base di Decimomannu in Sardegna ottiene il suo primo incarico, interrotto dalla notizia dell’armistizio dell’8 settembre, il giorno della scelta.
[…] Un sacerdote riesce a procurare un aereo ad Emanuele e ai suoi amici, col quale riescono ad atterrare in Sicilia: da qui, non senza difficoltà, raggiungono Brindisi e poi su, verso il Nord. Il 28 dicembre dello stesso anno aderisce all’organizzazione americana OSS (Office of Strategic Service): qui conosce un pari grado americano, Louis Biagioni, che gli si lega di fraterna amicizia, che proseguirà anche dopo la morte di Emanuele, attraverso lettere e testimonianze alla sua famiglia. Nella primavera del ’44 gli viene affidata la missione “Emanuele”: è paracadutato sulle montagne orobiche, sopra San Giovanni Bianco, con l’ordine di raggiungere la zona di Barzio per collaborare con i partigiani. È
il prologo della tragedia che si sta per compiere. Il lancio va male, la radio è persa e gli uomini costretti a nascondersi. Sono in tre: Emanuele Carioni, Piero Briacca e l’italo americano Louis Biagioni. Due sorelle, Rina e Luciana Villa, li ospitano nella loro casa; escono solo per andare in montagna dai partigiani e per le riunioni a cui partecipano, fra gli altri, Antonio Colombo, Franco Minonzio e Luigi Frigerio, che condivideranno il destino di Emanuele, fucilati anch’essi il 12 luglio. Una sera, con altri partigiani, chiedono rifugio a casa Villa due russi che, con credenziali persuasive sulla loro identità, si spacciano per prigionieri di guerra evasi; solo in seguito si scoprirà essere spie delle SS. Una mattina uno dei due accompagna Emanuele a Milano per conferire con l’organizzazione, ma lo conduce nelle mani dei tedeschi, che lo arrestano e lo portano a San Vittore. A Lecco sono arrestati anche gli altri.
Anna Maria Ori, Carla Bianchi Iacono, Metella Montanari, Uomini, nomi, memoria. Fossoli 12 luglio 1944, Edizioni APM, Carpi, 2004

Sempre il 19 maggio 1944 <694 sarebbero stati presi anche Franco Minonzio e Luigi Frigerio. Minonzio, il giorno precedente, mentre era diretto all’Ospedale Militare di Lecco per visitare un conoscente, aveva incontrato per strada Sandro Turba, suo “vecchio amico”, il quale lo aveva pregato di aiutare lui, e di riflesso le Villa, ad accompagnare gli sbandati ospitati in casa loro “fino a Passata oppure a Vedezeta Morterone (Como) presso un certo Bellingardi” <695. Franco, per anni a capo delle guide alpinistiche della zona, aveva accondisceso ad offrire soccorso ma, giunto al fondo valle del monte Resegone, si era dovuto fermare perché “ammalato ad una gamba” <696. Aveva così chiesto al fratello Giuseppe, di ventitré anni, di procedere oltre ed era tornato a casa. Il giorno successivo, mentre si trovava sul posto di lavoro, “alle 18” <697 era stato catturato. Tra i capi d’accusa quello di un “movimento di somme constatate attraverso appunti e libretti” che egli, sotto interrogatorio, avrebbe giustificato come frutto dell’“amministrazione del Dopolavoro Antonio Badoni” <698 e come ricavato della vendita della sua quota di comproprietario della ditta Insubbia <699.
Anche Antonio Fugazza era stato attirato nella rete. L’uomo, frequentando l’ufficio del genero Giovanni Zampieron, ubicato nella casa milanese della signora Maria Prestini, cugina delle Villa, aveva lì conosciuto i due paracadutisti Carioni e Biagioni. Alla richiesta di questi di un luogo sicuro dove occultare le armi, Fugazza aveva suggerito di sotterrarle nel giardino annesso alla sua casa di via Filippo Carcano (n.10). Presso tale abitazione, ai primi di maggio, si era così recato, come da accordi, Piero Briacca, il terzo membro della missione, per depositare nel terreno la valigia contenente “cinque rivoltelle con le munizioni per le stesse, due fucili vecchi smontati, senza munizioni e quattro
baionette arrugginite” <700. Fugazza era stato poi scoperto a ospitare a casa sua una famiglia di ebrei. Sequestrati dagli agenti i documenti, anche gli armamenti erano stati rinvenuti nel giardino e l’uomo, di conseguenza, portato in carcere. Scriveva Luca Ostèria: “18 maggio 1944. Le SS di Bergamo (ten. Lang Fritz) procedettero a numerosi arresti nella zona di Lecco e di Milano, contro patrioti e persone appartenenti al Cln. Tale operazione fu aperta da due confidenti di nome Mirko e Boris. Tutto l’incartamento venne da me chiesto al capitano Saevecke. Fu possibile circoscrivere l’operazione evitando l’arresto di altre numerose persone tra le quali il noto Giulio Alonzi, Boeri Enzo e il col. Faila del centro mutilati di Milano. Delle 23 persone arrestate dalle SS di Bergamo ne vennero liberate 14″. <701.
Immatricolati a San Vittore, gli amici Emanuele Carioni e Louis Biagioni erano stati assegnati a due celle di isolamento vicine, il primo alla n.88, il secondo alla n.95. Ciascuno cercava di scorgere dalle feritoie l’altro nel momento in cui veniva chiamato per gli interrogatori. Aperte un giorno le porte dei locali antistanti, Emanuele, visto Louis, gli aveva fatto scherzosamente il segno “che si andava a finire alla fucilazione” <702 e così i due amici si erano abbandonati a una lunga, liberatoria risata. Corrotta una guardia per mezzo di soldi, Carioni aveva poi trovato, nei successivi giorni, modo di ospitare, per qualche minuto, l’amico nella sua cella. Al momento dell’incontro Emanuele e Louis si erano abbracciati e avevano pianto “come bambini”, cercando, nel poco tempo a disposizione, di concordare una linea difensiva. Emanuele aveva messo Louis al corrente del fatto che, interrogato dal “dott. Ugo”, egli aveva ricevuto da questi rassicurazioni e lo stesso Louis, durante gli interrogatori, aveva avanzato con coraggio a Ostèria la richiesta di uscire dall’isolamento per essere messo in cella con l’amico, richiesta che dopo poco era stata soddisfatta: “Il tempo passava molto più presto per me e per lui. Io gli insegnavo canzoni americane e lui mi insegnava quelle italiane. Si trovava sempre qualche cosa da leggere e quando non si leggeva si raccontavano storie. Io gli parlavo della vita in America e lui dell’Italia. Gli chiedevo tante volte se sarebbe venuto in America e lui mi diceva che c’era troppo da fare in Italia. Tante volte mentre si mangiava a mezzogiorno si scoppiava a ridere e non [ci] si fermava fino a che le parti ci facevano male dal ridere. Emanuele l’avevano messo a lavorare come scopino e io a un altro mestiere che non ricordo. Ogni tanto il dott. Ugo ci chiamava dicendoci come andavano le cose e offrendoci sigarette. Un giorno mi chiamò e poi fece venire anche Emanuele quando gli dissi che non ci credevo a quel che mi aveva detto ci disse che per noi non c’era più molto pericolo e che non saremmo stati fucilati. Avevamo poca fiducia nelle sue parole quando ci fece sapere che faceva di tutto per farci restare in carcere e di non farci andare in un campo di concentramento. Sapevamo che in campo di concentramento saremmo stati i primi a essere fucilati per rappresaglia”. <703.
Annibale Carioni, padre di Emanuele, si era recato di corsa a Milano in prigione per visitare il figlio e ci era riuscito “alcune volte” <704. “Stai tranquillo”, gli aveva detto Emanuele “con bontà e con convinzione”; “mamma non lasciarla venire, si spaventerebbe; ti prego di non tentare nulla: io sono calmo e non verrò mai meno al mio dovere” <705. Il ragazzo aveva manifestato solo il dispiacere per la presenza in quel luogo di tanti suoi compagni di sventura e il desiderio di poter riprendere, quanto prima, la lotta interrotta. A San Vittore era riuscito a mettersi in contatto anche con le sorelle Villa a cui avrebbe scritto una lettera, andata purtroppo perduta: “Seguo gli avvenimenti di fuori su una carta disegnata su un muro con un pezzo di legno; sono bene informato di tutto. Però il più delle volte penso. Mi preoccupo soprattutto che voi vi diate troppo pensiero e siate in ansia riguardo alla mia situazione presente. Sono sicuro che tutto finirà bene e presto. Sono convinto di aver agito per un ideale giusto, quale di combattere il male: per impedire che l’Italia fosse trascinata nel baratro della rovina completa da pochi disonesti. Questa mia fede vi sia di conforto <706. Anche Biagioni sarebbe riuscito a mandare alle sorelle Villa dalla cella un biglietto: “Passo il tempo pitturando la mia stanza da letto con qualcosa che portano al mattino e che chiamano caffè… Mi dovete scusare se io sono stato una delle cause perché vi trovate qui. Non mi scorderò mai del bene che avete fatto e del vostro sacrificio. Se il destino permetterà che ritorni in America, non mi stancherò di parlare di voi e di tanta altra buona gente che ho trovato in Italia”. <707. Emanuele sarebbe rimasto fedele al suo giuramento di non tradire mai sé stesso. Dopo aver subito torture, finito a Fossoli come Biagioni, sarebbe per sempre stato diviso dall’amico Louis. Quest’ultimo, liberato dopo una lunga esperienza di detenzione nei campi tedeschi, avrebbe fatto fortunosamente ritorno in America. A Emanuele, Antonio Colombo, Franco Minonzio, Luigi Frigerio, Lino Ciceri e Antonio Fugazza il ritorno sarebbe per sempre stato negato. Come Napoleone Tirale, Antonio Gambacorti Passerini, Giovanni Barbera, Arturo Martinelli, Galileo Vercesi, Brenno Cavallari, Luigi Ferrighi, Ubaldo Panceri, Jerzi Sas Kulczycki, Ernesto Celada, Armando Di Pietro, Renato Mancini, Carlo Bianchi, i sei partigiani del gruppo di Lecco, vicini alle sorelle Villa, sarebbero morti nella strage di Cibeno compiuta dai nazifascisti – poco dopo l’omicidio di Poldo Gasparotto – il 12 luglio 1944 a pochi chilometri dal campo di Fossoli.

[NOTE]694 La data dell’arresto di Franco Minonzio è confermata anche da don Giovanni Ticozzi, suo amico. Si veda don G. Ticozzi, frammenti di vita, Ettore Bertolozzi, Lecco 1959, p. 44.
695 Insmli, Verbale di interrogatorio di Franco Minonzio, fondo Osteria, b. 1, f. 2.
696 ibidem.
697 Insmli, Verbale di interrogatorio di Franco Minonzio, fondo Osteria, b. 1, f. 2.
698 ibidem.
699 ibidem.
700 Insmli, Verbale di interrogatorio di Fugazza Antonio, fondo Osteria, b. 1, f. 2.
701 Insmli, fondo Osteria, b. 1.
02 Lettera di Louis Biagioni a Ersilia Carioni, 25 febbraio 1946. Archivio privato famiglia Carioni.
703 ibidem.
704 All’Eccel. Ministero della guerra, Misano d’Adda, 30-5-49, Archivio privato famiglia Carioni. Egli avrebbe subìto, a causa dell’operato del figlio, “una forma di persecuzione” da parte del podestà del suo paese.
705 ibidem.
706 S. Puccio, Una resistenza, cit., p. 81.
707 ibidem.
Francesca Baldini, “La va a pochi!” Resistenza e resistenti in Lombardia 1943-1944. La vita di Leopoldo Gasparotto e Antonio Manzi, Tesi di dottorato, La Sapienza – Università di Roma, Anno Accademico 2022-2023

All’alba del 12 luglio 1944, 69 internati nel campo di concentramento per politici di Fossoli sono portati in tre gruppi al Poligono di tiro di Cibeno e lì 67 saranno fucilati mentre due riusciranno a fuggire. La barbara azione è fatta per rappresaglia verso l’uccisione a Genova di 7 militari tedeschi, così si dice nella sentenza letta poco prima dell’uccisione. Una motivazione che mostra però troppe incongruenze rispetto l’ usuale strategia messa in campo dai nazifascisti in circostanze simili: di tempo, perché l’attentato ai militari tedeschi avviene molti giorni prima; di luogo, perché gli episodi coinvolgono due comunità molto distanti tra loro; di scopo, perché si fa di tutto per occultare la strage, la violenza e i corpi dei giustiziati non sono esibiti, ma caparbiamente occultati.
Marzia Luppi, Dieci anni dopo, Prefazione a Anna Maria Ori, Carla Bianchi Iacono, Metella Montanari, Op. cit.

E proprio durante una permanenza negli Stati Uniti Gustavo Gnecchi andò a cercare e ritrovare, nell’immensa metropoli di New York, il parà italo americano Louis Biagioni, lanciato in missione segreta nel 1944 lungo la cresta montana tra il lecchese e le Orobie. Biagioni aveva trovato rifugio nella casa al Garabuso di Acquate delle quattro sorelle “garibaldine” Villa, Venne poi catturato dai tedeschi e finì in campo di prigionia, rientrando in USA a guerra finita. Biagioni non era più stato in Italia, pur mantenendo corrispondenza con le sorelle Villa che ricordava con grande riconoscenza come coraggiose protagoniste della lotta per la libertà […]
A.B., Lecco: Gustavo Gnecchi incontrò a New York il parà Biagioni, “nascosto” dalle sorelle Villa, Leccoonline, 21 aprile 2017

[…] la fonte è Luca Osteria, alias «dottor Ugo Modesti», il personaggio cui si è già accennato e che, insieme a uno degli agenti ai suoi ordini, rientrerà indirettamente nella nostra storia per essere stato il più prezioso, e per diversi mesi produttivo, collaboratore italiano di Saevecke dal settembre 1943 al febbraio 1945. Ex marinaio, per diciassette anni al servizio dell’Ovra, Osteria rivela un vero talento per la provocazione riuscendo nel ventennio a mandare in galera parecchi antifascisti e, in tempo di guerra, a gabbare l’intelligence inglese facendole credere di essere entrata in contatto con un’organizzazione antifascista che in realtà, sotto la sua direzione, le passa solo informazioni inconsistenti e fa invece cadere in trappola diversi agenti britannici. Da qui il credito iniziale presso i tedeschi cosicché, quando il citato commissario Panoli lo segnala a Saevecke come l’esperto dell’Ovra che fa per lui, gli si spalancano le porte del Regina e da quel momento comincia una strettissima cooperazione. Nel corso del 1944 avrà un attacco di resipiscenza e inizierà il doppio gioco in favore della Resistenza, o più probabilmente di sé stesso, riuscendo a convincere della onestà dei suoi moventi anche Parri, ma non completamente i servizi inglesi né Leo Valiani né Enzo Boeri, responsabile della sezione controspionaggio del Comando generale Corpo volontari della Libertà. Personaggio sicuramente sfaccettato e difficile da decifrare, indubitabilmente scaltro e rotto ad ogni astuzia del bieco mestiere esercitato per anni, nel dopoguerra si darà arie da poliziotto infallibile attribuendosi anche il merito di aver salvato centinaia di resistenti, la maggior parte dei quali nomi che contano e di cui conserverà un meticoloso elenco. Nel febbraio 1945, quando sente il cerchio stringerglisi sempre più dappresso, si reca a Berna dal responsabile dei servizi britannici, McCaffery, ma, nonostante la sua offerta a collaborare, viene narcotizzato e trasportato nell’Italia meridionale dove rimane «in condizione di semiprigioniero» fino alla conclusione del conflitto. All’epoca dell’inchiesta dell’Aned vive a Genova, la sua città natale, ma, benché certamente depositario di molti retroscena, non gli verrà richiesta nessuna testimonianza: il passato di provocatore fascista e la tardiva e troppo sospetta conversione al fronte antifascista fanno di lui un elemento del quale diffidare, in più corre voce sia anche in contatto con l’Oas, l’organizzazione terrorista dell’estrema destra francese che si è opposta con ogni mezzo all’indipendenza algerina.
Luigi Borgomaneri, Hitler a Milano. I crimini di Theodor Saevecke capo della Gestapo, DATANEWS Editrice, 1998
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Antifascisti cattolici arrestati tra Milano e Lecco a primavera 1944


Mentre sull’orizzonte politico si stavano profilando tali importanti cambiamenti, la lotta, in Lombardia, nella primavera del 1944, era nel pieno del suo “suo corso” <655 e si stava ulteriormente inasprendo.
Il 26 aprile venivano arrestati Carlo Bianchi e Teresio Olivelli, due antifascisti cattolici collegati al Cln di Milano e ispiratori del foglio clandestino «Il Ribelle». La loro cattura era stata dovuta alla delazione di un conoscente, il medico Giuseppe Jannello che, frequentatore come Bianchi della Fuci, era stato fermato dalla polizia lo stesso giorno. Durante un interrogatorio in carcere, il dottore aveva ceduto a seguito di quello che avrebbe più tardi definito un “atto di viltà”, del quale avrebbe chiesto venia <656. Sottoposto alle pressioni degli inquirenti, che minacciavano ritorsioni contro la madre malata, si era piegato a confessare i nomi dei responsabili del giornale di ispirazione cattolica. I fatti sono stati minutamente ricostruiti dalla figlia di Carlo Bianchi, Carla Bianchi Iacono, la quale, in “Aspetti dell’opposizione dei cattolici di Milano alla repubblica Sociale Italiana”, ha scritto che Giuseppe Jannello, nel tardo pomeriggio del 26 aprile, sotto costrizione, aveva telefonato all’abitazione di Via Villoresi (n.24), di proprietà dell’ingegner Bianchi, chiedendogli un appuntamento urgente in Piazza San Babila per la mattina successiva alle 12.30. Contestualmente, Jannello lo aveva invitato a condurre con sé anche Teresio Olivelli, suo ospite – come prima di lui Jerzi Sas Kulczycki – nonché fondatore con Luigi Masini e Carlo Basile delle Fiamme Verdi. I due amici, recatisi all’incontro, erano stati arrestati dai militi dell’Ufficio Politico Investigativo, comandati dal “dottor Ugo”, ed erano stati ristretti nel VI° raggio del carcere di San Vittore, rispettivamente nella cella n.19 e n.142, con l’accusa di propaganda a mezzo de «Il Ribelle». A una settimana dall’arresto, due funzionari dell’Ufficio speciale di polizia – dipendenti di quello stesso Luca Ostèria – avevano bussato alla porta dell’abitazione di Bianchi per procedere a una perquisizione: gli inquirenti speravano di trovare in casa sua ulteriori prove d’accusa, ma erano riusciti a sequestrare solo volantini della Fuci. Bianchi e Olivelli, tenuti rigorosamente separati l’uno dall’altro per più di venti giorni, avevano scovato ugualmente un modo per comunicare. A dimostrazione dei contatti intercorsi tra i due amici, c’era il primo messaggio, fatto recapitare da Bianchi alla propria famiglia, che portava sul retro uno scritto di Olivelli. Non solo: Bianchi era riuscito addirittura a incontrare “[Agostino] Gracchi” in una situazione del tutto eccezionale: “Ho potuto perfino fare una scappatina nella cella di Gracchi [Olivelli] (è stato arrestato insieme a me) e abbiamo fatto una chiacchierata molto utile: vi saluta tanto anche lui, dice che i suoi non sanno ancora niente, di non avvertirli però per evitar loro il dolore, se mai venissero a cercarlo da voi preparate suo padre
con bei modi e ditegli tutto. La sua posizione non è grave per ora, e spero se la cavi con poco” <657. Il 9 giugno i due prigionieri sarebbero stati condotti nel campo di Fossoli, da dove Bianchi non avrebbe mai più fatto ritorno e Olivelli sarebbe stato deportato prima a Bolzano, poi a Hersbruck, per morire in quel campo di concentramento tedesco il 17 gennaio del 1945.
Anche il gruppo del Cln di Lecco e quello della missione americana dell’Oss sarebbero caduti nel mese di maggio nella rete dei nazifascisti e portati il 9 giugno a Fossoli, insieme ad alcuni membri dell’organizzazione Reseaux Rex e ai militari del Vai detenuti a San Vittore.
Una “domenica mattina” <658, a Maggianico, nell’abitazione di Giulio Alonzi, si era presentato da solo Antonio Colombo, uno dei suoi collaboratori lecchesi (insieme a Franco Minonzio, impiegato presso la ditta Badoni, e Luigi Frigerio, detto “Signur” <659, meglio conosciuto come il “Cristo” <660). Colombo aveva avvertito Alonzi che due russi, ex prigionieri, lo aspettavano in casa di gente amica, al Garabuso, sopra Acquate. Inforcate le biciclette, Colombo e Alonzi erano giunti a villa Ongania, di proprietà delle sorelle Villa (Caterina, detta “Rina”, Angela, Erminia e Carlotta), dove avevano trovato, “in compagnia del Frigerio” <661, i due russi. Erano così venuti a sapere da questi della
disponibilità, manifestata da una cinquantina di loro connazionali impiegati alla Todt a Milano, a far parte di una formazione partigiana e a “trasportare a Lecco un certo quantitativo di esplosivo e di bombe a mano” <662. Si erano infine congedati dai russi in attesa di prendere una decisione a riguardo. A loro parere, gli ex prigionieri in questione avrebbero dovuto raggiungere la città auspicabilmente “a scaglioni di sei per volta per ragioni di opportunità” <663. Pensando che il capo naturale della costituenda formazione non potesse che essere Voislav Zaric <664, un sottufficiale serbo, ex-prigioniero delle truppe italiane, a capo di un piccolo raggruppamento di dieci uomini, prevalentemente serbi e croati, attivo nell’alta Valle Brembana e in Val Taleggio, Alonzi si era fatto combinare con lui un appuntamento da Mario Colombo, il sarto antifascista di Zogno, che faceva per quella zona “da trait d’union del Comitato” <665. Zaric era rimasto entusiasta all’idea di poter ingrossare le fila della sua formazione onde “fare qualche azione nella valle” <666. Di qui la programmazione di una riunione da tenersi in casa Villa per il successivo 12 maggio, allo scopo di “concretare le modalità per mettere in salvo gli ex prigionieri” <667. All’incontro sarebbero stati presenti anche i tre paracadutisti della missione radio clandestina americana, lanciati dall’Oss in Val Brembana alcune settimane prima: Emanuele Carioni, Piero Briacca, e l’italo-americano Louis Biagioni. Questi ultimi, però, assistettero “casualmente alla riunione perché erano solo ospiti dalle Villa, tanto che non avrebbero preso parte “alle […] trattative e agli accordi” <668. Louis Biagioni, newyorkese di nascita, era stato formato in America, “a Sioux Falls S. Dakota” <669, come radiotelegrafista. Spinto dal “desiderio di curiosità e dell’avventura”, aveva accettato sin dal 1942 di entrare nell’Oss, “senza sapere precisamente quali scopi e lavori” ne sarebbero derivati “per una tale appartenenza” <670. Sbarcato a Palermo, dopo due settimane di addestramento alla radio trasmittente e ricevente, era stato trasferito a Brindisi, dove era rimasto per quattro mesi, fino alla partenza per l’Italia del Nord, avvenuta ai primi di aprile 1944. Emanuele Carioni, suo compagno di missione, era un ragazzo di soli ventidue anni, alto e biondo, nativo di Misano di Gera d’Adda. Egli aveva frequentato il corso allievi ufficiali di complemento a Nocera e ne era uscito con il grado di sottotenente. Chiamato alle armi, il 27 febbraio 1941 aveva prestato servizio presso il 24° Reggimento artiglieria Piacenza. Inviato poi in forza del 184° Reggimento di artiglieria “Nembo” in Albania, aveva avuto modo di verificare lì la politica sconsiderata del fascismo. Era stato proprio in Francia, in Jugoslavia, in Grecia, in Russia che, a fronte delle efferatezze perpetrate dal regime nazifascista, molti soldati italiani avevano conosciuto la guerra partigiana. Già nel giugno 1942, scrivendo una lettera alla sorella Ersilia dal fronte jugoslavo, Emanuele si esprimeva in questo modo: “da un momento all’altro noi potremo dover guardare a questa bandiera che sventola come al simbolo di un nemico. Tutto ciò non mi sgomenta e con calma penso alla casa, alla Patria lontana. Ti dico questo non per drammatizzare le cose, ma perché tu sappia quale sarà la mia linea di condotta nel caso che tali eventi dovessero succedere” <671.
[…] I guai per i protagonisti della vicenda erano ormai “maturati”. I russi si sarebbero in breve rivelati spie, con il conseguente collasso dell’intera rete clandestina che aveva avuto base a villa Ongania. Il 17 maggio sera erano a casa delle Villa, oltre a Emanuele e Louis, “undici partigiani” che poi sarebbero risultati nazifascisti. “Tra questi c’erano spie della SS tedesca”, avrebbe ricordato Caterina Villa in una memoria depositata oggi presso l’archivio dell’Anpi di Lecco: “Mirko e Boris e Resmini, quest’ultimo spia italiana al servizio dei tedeschi al comando SS di Bergamo” <688. E così, mentre il giovedì 18 mattina Mirko aveva accompagnato Emanuele Carioni per Milano e lì lo aveva fatto arrestare con Maria Prestini, contestualmente Sandro Turba, presentatosi in casa di Colombo, lo aveva avvertito che presso le donne erano sopraggiunti “alcuni individui da convogliare verso la montagna […] accompagnati dal Boris” <689. Giunto sul posto, Antonio non aveva però trovato la persona indicata, ma un triestino del tutto sconosciuto. Non sapendo come regolarsi, era tornato indietro, pregando le sorelle di ricontattarlo all’arrivo del russo. Di sera, ricevuta la telefonata, era così tornato in casa delle Villa dove il Boris <690, in compagnia di Mirko, gli aveva comunicato l’arrivo a Lecco di un camion con armi e munizioni diretto in Val Taleggio. I due russi, mentre si accingevano, insieme a Colombo, a recarsi in città, si erano qualificati di fronte all’uomo come agenti della polizia tedesca e lo avevano fatto arrestare. All’alba del 19 tedeschi delle SS, guidati dai due russi, dopo aver iniziato una sparatoria, avevano poi preso nella rete l’americano Louis, e le sorelle Rina, Erminia e Carlotta. Si erano salvati Angela, che era a Barzio, e Pietro Briacca, mentre era rimasta piantonata ad Acquate l’anziana madre delle Villa la quale, malata,
era stata costretta a lasciare l’abitazione <691. Ha raccontato Alonzi poi circa la conseguente cattura di Voislav Zaric e di Candida Offredi: “Avvenne che una sera Antonio fu chiamato al Garabuso e arrivato al Caleotto, lo arrestarono. Poi i tedeschi arrestarono le tre sorelle Villa Ongania e si insediarono nella loro casa. Arrivò Zaric e la partigiana di collegamento, Candida [Offredi]. Presi anche loro. Antonio riuscì a farmi sapere che dovevo filare subito. […] Tutti finirono a Fossoli. Zaric e le donne furono poi mandati in un lager. Zaric passò per il Cellulare e in una cella del Quinto raggio aveva graffito il suo nome sui muri, più e più volte. In quella cella finii anch’io più tardi e i graffiti mi ricordarono tante cose” <692. Boris e Mirko, che avevano condotto le SS tedesche al Garabuso, si erano insediati in casa delle donne in attesa dell’arrivo di Zaric e della Offredi, sua accompagnatrice; solo Alonzi si sarebbe salvato, avvertito all’ultimo momento da Colombo. Emanuele Carioni, entrando il 19 maggio nel portone della Casa circondariale, con sua grande sorpresa, si era trovato così davanti l’amico Louis, ivi tradotto dalle guardie. Emanuele “era un po’ pallido come eravamo tutti noi presi in quella retata” – avrebbe ricordato Biagioni -, a causa del pensiero “della sorte che ci aspettava. Ci demmo uno sguardo di incoraggiamento, ma non si poté parlare” <693.

[NOTE]655 Una lotta nel suo corso: così Ragghianti aveva suggerito di intitolare la raccolta di saggi pubblicati da Neri Pozza Editore nel 1954.
656 “Il dottor Jannello sarebbe poi liberato il 10 giugno, giorno successivo all’invio del gruppo de «Il Ribelle» al campo di Fossoli. Il suo tradimento era stato premiato con la libertà. La lettera scritta da Jannello il 28 maggio con la confessione del suo atto di viltà non è reperibile. Il suo contenuto però trova conferma nell’intervista rilasciata dalla prof. Nina Kaucisvili il 25 gennaio 1995: “[…]. Secondo la Kaucisvili, Jannello appena uscito dal carcere, verso la fine di giugno, si recò a una riunione della Fuci, raccontò tutto chiedendo perdono e giustificandosi dicendo che non si era reso conto della gravità di ciò che aveva fatto. Don Ghetti in seguito invitò tutti a evitarlo perché lo riteneva un elemento pericoloso per l’organizzazione”. C. Bianchi, Aspetti dell’opposizione dei cattolici di Milano alla repubblica Sociale Italiana, Milano, Morcelliana 1998, pp. 125-6.
657 C. Bianchi, Aspetti dell’opposizione dei cattolici di Milano alla repubblica Sociale Italiana, cit., p. 130.
658 G. Alonzi, Paolo diventa carriola, «Historia» (2) 1962, fasc. 60, p. 78.
659 ibidem.
660 Insmli, Verbale di Interrogatorio di Louis Biagioni e di Colombo Antonio, fondo Osteria, b. 1, f. 2.
661 Insmli, Verbale di interrogatorio di Colombo Antonio, fondo Osteria, b. 1, f. 2. Si veda anche G. Alonzi, Paolo diventa carriola, «Historia» (2) 1962, fasc. 60, p. 78.
662 Insmli, Verbale di interrogatorio di Colombo Antonio, fondo Osteria, b. 1, f. 2.
663 ibidem.
664 Voilsav Zaric era stato catturato a Lubiana nel 1941 dalle truppe italiane, inviato a Gorizia, in Sardegna e poi nel campo per prigionieri di guerra della Grumellina (n.62) a Bergamo da dove era evaso il 10 settembre con altri slavi sulle montagne vicine.
665 Rapporto del Fiduciario Tausch messo insieme nella cella di Zaric Voislav, in copia. Archivio privato famiglia Carioni.
666 Insmli, Verbale di interrogatorio di Carioni Emanuele, fondo Osteria, b. 1, f. 2.
667 Insmli, Verbale di interrogatorio di Colombo Antonio, fondo Osteria, b. 1, f. 2.
668 Verbale di interrogatorio di Zaric Voislav. Archivio privato famiglia Carioni.
669 Insmli, Verbale di Interrogatorio di Louis Biagioni, fondo Osteria, b. 1, f. 2.
670 ibidem.
671 Lettera di Emanuele a Ersilia, 7 giugno 1942. Archivio privato famiglia Carioni.
688 Archivio Anpi Lecco, Memoria di Caterina Villa.
689 Insmli, Verbale di interrogatorio di Carioni Emanuele, fondo Osteria, b. 1, f. 2.
690 Era Boris un ragazzo di 24 anni, “piccolo, naso dritto, capelli bruni, occhi chiari”, mentre il suo compagno, Mirco, di 30, detto “il biondino”, “piccolo, biondo, occhi chiari, naso normale”. Rapporto del Fiduciario Tausch messo insieme nella cella di Zaric Voislav, Archivio privato famiglia Carioni.
91 Archivio Anpi Lecco, Memoria di Caterina Villa.
692 G. Alonzi, Paolo diventa carriola, «Historia» (2) 1962, fasc. 60, pp. 79.
693 Lettera di Emanuele a Ersilia, 7 giugno 1942, Archivio privato famiglia Carioni.
Francesca Baldini, “La va a pochi!” Resistenza e resistenti in Lombardia 1943-1944. La vita di Leopoldo Gasparotto e Antonio Manzi, Tesi di dottorato, Sapienza – Università di Roma, Anno Accademico 2022-2023

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