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Clip Studio Paint 5.0: 400 novità per illustratori e animatori digitali


Clip Studio Paint 5.0 è disponibile su tutte le piattaforme con circa 400 novità: Smart Shape, modelli 3D di mani, dinamica della velocità per i pennelli e prestazioni generali migliorate.
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Celsys ha rilasciato l’11 marzo Clip Studio Paint 5.0, aggiornamento major del software di disegno digitale usato da oltre 60 milioni di persone tra illustratori, autori di fumetti e animatori. La versione è disponibile su Windows, macOS, iPad, iPhone e Android, con circa 400 novità rispetto alla 4.0.

La funzione più interessante si chiama Smart Shape: tenendo premuto il pennello al termine di un tratto, il programma corregge automaticamente la linea trasformandola in una curva pulita o in una forma geometrica, senza dover cambiare strumento. Funziona su tutti i tipi di pennello e su qualsiasi dispositivo, inclusi gli smartphone con il dito. Una comodità concreta per chi disegna sfondi, prop o vuole mantenere un tratto a mano libera senza rinunciare alla precisione.

Le prestazioni dei pennelli con bordo acquerello spesso sono state accelerate, la qualità dello sfumato migliorata e aggiunta un’anteprima del tratto per ridurre il ritardo con stabilizzazione elevata.

Modelli 3D e dinamiche avanzate


La versione 5.0 introduce modelli 3D ad alta qualità delle mani umane, personalizzabili nelle proporzioni, da usare come riferimento per il disegno. Vengono aggiunte anche texture metalliche e lucide per gli altri modelli, la possibilità di dipingere direttamente su superfici 3D e una funzione per raggruppare più modelli e spostarli insieme durante la costruzione delle scene.

Altra aggiunta di rilievo è la dinamica della velocità nei pennelli: dimensione e opacità ora possono rispondere alla rapidità del tratto, con una curva di risposta personalizzabile nelle impostazioni di pressione e inclinazione.

Completano il quadro interventi all’interfaccia, miglioramenti ai flussi di lavoro multipagina e per la stampa, e nuove funzioni nella modalità semplificata, inclusa l’animazione.

Gli abbonati con piano mensile o annuale trovano la 5.0 già disponibile senza costi aggiuntivi. Chi possiede una licenza perpetua della 4.0 può acquistare un aggiornamento scontato o sottoscrivere l’Update Pass annuale.


FONTE clipstudio.net


FONTE celsys.com


FONTE clipstudio.net

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26×18 Generazione Z e Lavoro La Fine del Postocentrismo


L’articolo analizza la crescente tensione nel mondo del lavoro tra la Generazione Z e i colleghi più anziani, evidenziando una profonda divergenza di valori e priorità. I lavoratori più giovani tendono a rifiutare la cultura del sacrificio estremo, privilegiando la salute mentale e la flessibilità rispetto alla carriera tradizionale. Questa visione viene spesso fraintesa dai manager esperti, che la interpretano erroneamente come pigrizia invece di riconoscerla come una reazione consapevole a contesti professionali ritenuti tossici. Fattori come la digitalizzazione precoce e l’instabilità economica hanno ulteriormente influenzato questo approccio, rendendo la comunicazione intergenerazionale sempre più complessa. Le aziende si trovano ora costrette a riconsiderare i propri modelli operativi per integrare dipendenti che non considerano più l’impiego come il centro esclusivo della propria vita.

ref: ilpost.it/2026/03/10/approccio…

Salt-N-Pepa

Salt-N-Pepa
26x18 Generazione Z e Lavoro La Fine del Postocentrismo

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Lucrezia: purificatrice del male o dea della vendetta?

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L’oscuro fascino del thriller di Marco Abbagnara


A New York, uomini accusati di violenza sulle proprie compagne scompaiono nel nulla. Non faranno mai ritorno.
Chi li ha sequestrati? Che fine hanno fatto?
Il detective Carlos Diabo è chiamato a risolvere il mistero.
Nel frattempo, la contessa Lucrezia Montecadì, potente imprenditrice e mecenate, guida la Radesa, un impero farmaceutico da oltre 200 miliardi di dollari di fatturato. Parallelamente, dirige una ONLUS impegnata nella lotta contro la violenza sulle donne, con l’obiettivo di renderle indipendenti, valorizzate e autorevoli.
“Purificare i loro cuori
per la gravità delle loro azioni impure,
divorare i loro peccati
affinché la loro anima
ritrovi la pace eterna.”

— Contessa Lucrezia Montecadì

Il libro è acquistabile su amazon al seguente link amazon.it/Lucrezia-Purificatri… o sul sito della casa editrice pathosedizioni.it/catalogo/luc…

Ombre e bellezza.


Il romanzo di Marco Abbagnara ci introduce in un universo denso di ombre, dove la bellezza si scontra con l’orrore. Al centro della narrazione troviamo Lucrezia Montecadì, contessa di origini napoletane che incarna potere ed eccellenza: amante dell’arte, mecenate e imprenditrice di successo alla guida della casa farmaceutica Radesa.

Dietro questa facciata impeccabile si cela però un impegno civile che assume i contorni di una vera e propria crociata personale. Lucrezia ha infatti fondato una ONLUS dedicata alle donne vittime di violenza, con l’obiettivo di renderle economicamente indipendenti e restituire loro la dignità perduta.


Un’anima divisa tra luce e oscurità


Lucrezia non è un personaggio lineare, ma una figura complessa che vive in un perenne chiaroscuro. Se da una parte appare come una salvatrice, dall’altra custodisce un passato che “sa d’inferno”.

Il suo cuore, segnato da profonde ferite, non rinuncia però alla ricerca di un legame autentico, trovando rifugio in Adama, donna intensa e autentica. Tuttavia, l’ombra di Alejandro e il mistero della sua scomparsa continuano a gravare sulla contessa, alimentando la domanda centrale del romanzo:

Chi è davvero Lucrezia Montecadì?
Una spietata vendicatrice che anestetizza il dolore attraverso la violenza, o una reale purificatrice del male?


Analisi psicologica: il trauma come motore del destino


L’aspetto più profondo dell’opera emerge attraverso i flashback che interrompono la narrazione. L’autore scava nel passato della protagonista, rivelando una ferita originaria: il trauma subito per mano del padre durante l’infanzia.

Questo evento rappresenta la genesi della sua trasformazione psicologica. Rabbia e repulsione non nascono da un impulso superficiale, ma da un meccanismo di difesa che ha convertito la vittima in carnefice dei carnefici.

A livello simbolico, Lucrezia incarna una doppia identità:

  • La Donna di Luce: colei che costruisce, sostiene le donne e crede nell’amore.
  • La Dea Vendicatrice: figura moderna e mitologica, pronta a macchiarsi di sangue per ristabilire un equilibrio morale che la giustizia tradizionale non riesce a garantire.

Tra New York e Napoli: un noir senza confini


Ambientato tra l’energia frenetica di New York e le radici viscerali di Napoli, il romanzo si sviluppa come un noir internazionale che esplora il confine sottilissimo tra bene e male.

La scrittura di Abbagnara è immersiva e carica di pathos, capace di trascinare il lettore nei meandri di una mente complessa.

La missione “elevata” di Lucrezia si scontra inevitabilmente con una domanda morale:

È possibile fare del bene utilizzando il male come strumento?

Il paradosso della contessa risiede proprio qui: nel tentativo di purificare il mondo, finisce per sporcarsi le mani dello stesso sangue che vorrebbe lavare via.


La dualità geografica: il sangue di Napoli e il cemento di New York


Il viaggio tra Napoli e New York non è solo fisico, ma rappresenta una proiezione del conflitto interiore della protagonista.

Napoli: il ventre del trauma


Napoli è la città delle radici e del dolore. È il luogo in cui tutto ha avuto origine: una dimensione fatta di visceralità, memoria e ferite mai rimarginate. Qui Lucrezia è la Contessa, legata a una vendetta arcaica, dove “il sangue lava il sangue”.

New York: l’armatura di cristallo


New York rappresenta invece il potere, il controllo e il futuro. Tra grattacieli e laboratori, Lucrezia indossa la maschera dell’imprenditrice impeccabile. Se Napoli è il luogo del sentire, New York è quello dell’azione strategica.

Questo continuo passaggio tra le due città rafforza la sua natura di “anima a metà”: una tensione costante tra redenzione e vendetta.

Come afferma la stessa protagonista, Napoli resta una necessità vitale:
“Ho bisogno di un vulcano sotto i piedi per ricaricare le energie.”


Conclusione


Lucrezia Montecadì è un personaggio che non lascia spazio alla neutralità. Interroga il lettore sulla natura della giustizia, sul peso del trauma e sui confini della moralità.

Condannarla o santificarla è una scelta che spetta esclusivamente a chi si addentrerà tra le pagine di questo intenso thriller psicologico firmato Marco Abbagnara.

Biografia dell’autore


Marco Abbagnara nasce a Catania. Steward di volo, pittore e curatore d’arte.

Nel 2023 pubblica Lucrezia, purificatrice del male (Pathos Edizioni), primo capitolo di una trilogia dedicata alla misteriosa giustiziera. Il secondo volume, Il trionfo della morte, prosegue il percorso narrativo. La trilogia si concluderà nel 2026.

Recensioni libri

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NodeBB 4.9.2: piccolo aggiornamento, con un occhio al fediverso


NodeBB aggiorna alla versione 4.9.2 con correzioni varie e una novità interessante: la condivisione nativa dei post su Mastodon.
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È uscita la versione 4.9.2 di NodeBB, il software open source per forum di discussione. Si tratta di una patch di manutenzione, con una lista di correzioni abbastanza lunga e qualche miglioramento sotto il cofano, ma c’è almeno una novità che vale la pena segnalare: è stata aggiunta la condivisione nativa dei post su Mastodon. Niente di rivoluzionario, ma un segnale che il progetto tiene d’occhio l’ecosistema del fediverso, dove NodeBB è già presente con il supporto ActivityPub.

Tra le altre cose sistemate in questa versione: il comportamento del contatore dei messaggi non letti, alcuni problemi con le immagini GIF nei profili, la gestione delle anteprime nelle categorie figlie e qualche fix all’interfaccia mobile. Nulla che cambi l’esperienza d’uso in modo visibile, ma il tipo di lavoro che tiene in piedi un software nel tempo.

Chi volesse provare NodeBB senza installare nulla può farlo su Citiverse.it, l’istanza italiana che gestiamo noi, già aggiornata alla 4.9.2.


FONTE github.com

#hot
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D’Istruzione Pubblica


Da 500 a 383 euro, così è stata ridotta la Carta Docente, presentata a suo tempo, dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, come un bonus annuale destinato agli insegnanti per sostenere la formazione continua e l’aggiornamento professionale. Una riduzione determinata dalle tante cause vinte dai docenti precari, ai quali era stato negato questo bonus. Da qui la soluzione: la somma totale […]

Leggi il resto: argocatania.it/2026/03/17/dist…

#documentario #precariDellaScuola #riformaDellaScuola

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La luce e il perdono


L'antico confessionale

Un raggio di luce sfiora l’antico confessionale e,
nell’ombra della Badia di Camaiore,
sembra ancora di respirare il silenzio del perdono.

Altre foto disponibili su Portfolio


Tags: Scatti Fugaci | Camaiore

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E’ domenica mattina.
Tempo incerto e a tratti piove mentre il mare, ancora mosso, lentamente si sta calmando.
Poca gente in giro.
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Kagi Small Web: arrivano le categorie e le app mobile


Kagi aggiorna la sua iniziativa Small Web con categorie tematiche, estensioni per browser e app per iOS e Android per navigare siti personali e non commerciali.
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Il motore di ricerca a pagamento Kagi ha aggiornato la sua iniziativa Small Web, uno spazio dedicato a blog personali, video indipendenti, webcomic e altri siti creati senza scopi commerciali. L’obiettivo dichiarato è rendere più facile imbattersi in contenuti scritti da persone reali, lontani dalla logica degli algoritmi pubblicitari.

Le novità principali sono tre: un sistema di categorie tematiche (tecnologia, cultura, fotografia, videogiochi e altre), estensioni per i principali browser e app native per iOS e Android. Le app aggiungono alcune funzioni extra rispetto alla versione web: salvataggio dei contenuti preferiti, filtro per tipo (video, fumetti, repository di codice), modalità di lettura senza distrazioni e supporto per un font adatto a chi ha difficoltà di lettura.

L’indice comprende oltre 30.000 siti. Chiunque può proporre l’aggiunta di nuovi, seguendo le linee guida pubblicate su GitHub. È previsto anche un sistema di badge da mostrare sul proprio sito per segnalare l’appartenenza all’iniziativa.

Vale la pena ricordare che Kagi rimane un servizio proprietario e a pagamento, quindi l’accesso completo richiede un abbonamento. La parte Small Web è però accessibile anche senza account.

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MOVA S70 Roller: finalmente un robot con rullo da 90 mm che entra ovunque – la pulizia quotidiana non è mai stata così semplice


MOVA S70 Roller rivoluziona la pulizia domestica quotidiana con il suo rullo da 90 mm e un profilo ultra-sottile mai visto prima nel settore. Ecco tutto quello che devi sapere
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MOVA ha annunciato S70 Roller, progettato per offrire alle famiglie una pulizia domestica completa ad alte prestazioni e bassa manutenzione. In linea con la sua filosofia, “Fresh Water Clean, For Every Home” la serie S70 di Mova amplia la gamma di lavapavimenti del brand, portando la tecnologia a rullo verso una fascia di prezzo più accessibile. Sull’onda del debutto della serie all'edizione CES 2026, S70 Roller ripropone il concetto di rullo ultrasottile in una configurazione pratica perfetta per l’uso quotidiano.

Con soli 90 mm di altezza, S70 Roller è attualmente il robot aspirapolvere a rullo più sottile del settore, dichiara Mova, capace di raggiungere anche gli spazi più ristretti sotto divani, letti e armadi. Coperto da una garanzia di 3 anni, il dispositivo è pensato per garantire affidabilità a lungo termine e facilità d’uso; combinando una potenza di aspirazione di 28.000 Pa, un sistema di pulizia a rullo pressurizzato e una manutenzione senza mani, esso assicura una freschezza costante in tutta la casa con il minimo sforzo.
L'altezza di soli 90 mm, ottenuta grazie a un sensore LiDAR CovertSense integrato, consente di pulire sotto i mobili e di muoversi in spazi ristretti
In occasione del lancio primaverile di S70 Roller, MOVA offre uno sconto promozionale iniziale di 100 euro fino al 23 marzo

Pulizia profonda con rullo pressurizzato

Il cuore di S70 Roller è il sistema HydroForce Mopping, una versione migliorata della tecnologia già presente in Z60 Ultra Roller Complete che, grazie al rullo pressurizzato, deterge in profondità i pavimenti con acqua pulita; invece che limitarsi a lavarli superficialmente.
12 erogatori di precisione spruzzano continuamente acqua pulita sul rullo da 27 cm e la pressione verso il basso di 4.700 Pa imita il movimento manuale del mocio12 erogatori di precisione spruzzano continuamente acqua pulita sul rullo da 27 cm e la pressione verso il basso di 4.700 Pa imita il movimento manuale del mocio

Aspirazione potente


A livello di aspirazione, S70 Roller vanta una potenza di 28.000 Pa. La sua spazzola in gomma ad alta velocità è progettata per raccogliere e sollevare efficacemente i detriti da vari tipi di pavimenti, comprese le superfici ruvide. Per gestire capelli e peli di animali domestici, inoltre, è disponibile CleanChop, una spazzola accessoria che aiuta a ridurre i grovigli sul rullo.

MacBook Air M5 di Apple: leggero, potente e innovativo
Scopri il nuovo MacBook Air M5 di Apple: design sottile, prestazioni elevate e autonomia migliorata
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Design e profilo sottile


S70 Roller utilizza la tecnologia MaxiReach grazie alla quale il rullo largo 27 cm e la spazzola laterale possono estendersi di ben 4,4 cm quando si avvicinano a pareti e bordi. Questa estensione meccanica ha lo scopo di ampliare il raggio d’azione del robot. Un'altra caratteristica di design degna di nota è la sua altezza di 90 mm, ottenuta grazie a un sensore LiDAR CovertSense integrato, che consente di pulire sotto i mobili e di muoversi in spazi ristretti con un’altezza utile di 10 cm o più.
S70 Roller vanta una potenza di 28.000 PaS70 Roller vanta una potenza di 28.000 Pa
La stazione di ricarica di S70 Roller è dotata di un nuovo sistema integrato di serbatoi, composto da un serbatoio di acqua pulita da 5 L e un serbatoio di acqua sporca da 4,5 L, che supporta sessioni di pulizia di circa 1.200 m² per ciclo. Il robot inoltre presenta un serbatoio d’acqua integrato da 150 ml che estende l’autonomia di lavaggio tra un rifornimento e l’altro. La manutenzione è automatizzata attraverso la pulizia con acqua calda a 80°C, l’asciugatura con aria calda a 70°C, e un sacchetto per la raccolta della polvere da 3,2 litri che in condizioni d’uso standard va sostituito solo una volta ogni 100 giorni.

Disponibilità


MOVA S70 Roller è disponibile al prezzo di 699 euro ed è possibile acquistarlo sul sito ufficiale MOVA, Amazon, Mediaworld e Unieuro.


Apple presenta MacBook Air M5: il notebook leggero e potente


Apple ha annunciato il nuovo MacBook Air con chip M5, con prestazioni migliorate e ancora più funzioni AI. Dotato di CPU e GPU di nuova generazione, Neural Accelerator in ogni core e SSD fino a 4TB, garantisce velocità e spazio per ogni progetto creativo o task complesso. Il chip wireless N1 supporta Wi-Fi 7 e Bluetooth 6, mentre il design in alluminio, il display Liquid Retina, la videocamera 12MP Center Stage e l’audio spaziale offrono esperienza premium. Con macOS Tahoe e Apple Intelligence, è ideale per studenti e professionisti. Disponibile nei modelli 13" e 15", nei colori celeste, mezzanotte, galassia e argento, sarà preordinabile dal 4 marzo e in vendita dall’11 marzo.
Una videocamera Center Stage da 12MP fa apparire l’utente sempre al meglio

Chip M5 per prestazioni top, AI e molto altro


Il chip M5 offre prestazioni eccellenti per qualsiasi cosa si voglia fare, dalla produttività quotidiana ai flussi di lavoro creativi. Il chip vanta una CPU 10-core e una GPU fino a 10-core con un potente Neural Accelerator che fanno volare le prestazioni del nuovo MacBook Air fino a 4 volte più velocemente per le attività AI rispetto a MacBook Air con M4, e fino a 9,5 volte rispetto al modello con M1. Questo lo rende una piattaforma incredibilmente potente per l’AI, che si tratti di usare Apple Intelligence per esperienze in app e a livello di sistema in ambito domestico, o di eseguire grandi modelli linguistici on-device in azienda. Con core shader migliorati e un motore di ray tracing di terza generazione, M5 mette il turbo ad attività che spaziano dal gaming al rendering 3D. Il chip M5 ha anche una memoria unificata più veloce con 153 GBps di larghezza di banda, il 28% in più rispetto a M4, che rende il multitasking più fluido e permette alle app di aprirsi più velocemente.

Italiani sempre più nottambuli online: +32% di acquisti tra le 23 e le 7
Le notti degli italiani diventano sempre più digitali: le intenzioni di acquisto online aumentano del 32% tra le 23:00 e le 7:00, secondo i dati di Idealo
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Spazio di archiviazione raddoppiato e SSD più veloce


MacBook Air con M5 ha di serie 512GB di spazio di archiviazione, il doppio rispetto alla generazione precedente, e per la prima volta può essere configurato scegliendo fino a 4TB. La nuova unità SSD offre inoltre prestazioni in scrittura e lettura 2 volte più veloci rispetto alla generazione precedente, accelerando notevolmente l’accesso ai file e velocizzando i flussi di lavoro.
Il brillante display Liquid Retina da 13,6" o 15,3" offre 500 nit di luminosità e supporto per 1 miliardo di coloriIl brillante display Liquid Retina da 13,6" o 15,3" offre 500 nit di luminosità e supporto per 1 miliardo di colori

Un grande valore aggiunto per chi fa l’upgrade


Per chi sta pensando ad un'upgrade passando da un MacBook Air con processore Intel o con un chip Apple di generazione precedente, oltre al chip M5, il nuovo MacBook Air offre un bellissimo display Liquid Retina da 13,6" o 15,3" e un'autonomia fino a 18 ore (sei ore in più rispetto a MacBook Air con processore Intel) con funzione di ricarica rapida; inoltre, troviamo una videocamera, microfoni e altoparlanti evoluti, la connettività Wi-Fi 7 e Bluetooth 6 e due porte Thunderbolt 4.
MacBook Air 13" offre il massimo della portabilità per chi è sempre in movimento, mentre il modello da 15" è l’ideale per chi necessita di più spazio sullo schermo per il multitaskingMacBook Air 13" offre il massimo della portabilità per chi è sempre in movimento, mentre il modello da 15" è l’ideale per chi necessita di più spazio sullo schermo per il multitasking

La potenza di macOS Tahoe


Con macOS Tahoe e il suo design con Liquid Glass, è possibile personalizzare il proprio Mac in nuovi modi, con opzioni di colore per cartelle, icone delle app e widget. Apple Intelligence aggiunge potenti funzioni, che assicurano una tutela costante della privacy, tra cui “Traduzione in tempo reale” in Messaggi, per comunicare fra lingue diverse, aggiornamenti in Promemoria, che classificano in automatico le azioni più importanti, e ulteriori azioni dei Comandi Rapidi, che attingono direttamente ai modelli di Apple Intelligence per creare automazioni, come l’estrazione di informazioni da un PDF e l’aggiunta di dettagli chiave a un foglio di calcolo. Con Continuity, è possibile usare l’app Telefono sul Mac per inoltrare le chiamate da un iPhone nelle vicinanze.

Giornata Mondiale del Sonno: 5 fattori che disturbano il riposo
Dormire bene è fondamentale per salute e benessere. In occasione della Giornata Mondiale del Sonno analizziamo cinque fattori che possono compromettere il riposo notturno e i rimedi consigliati dagli esperti per migliorare la qualità del sonno
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Prezzi e disponibilità


Il nuovo MacBook Air con chip M5 può essere gi à preordinato e le consegne inizieranno mercoledì 11 marzo, quando sarà disponibile anche negli Apple Store e presso i Rivenditori Autorizzati Apple. MacBook Air 13" con M5 è disponibile a partire da 1.249 euro e da 1.139 per il settore Education; MacBook Air 15" con M5 è disponibile a partire da 1.549 euro e da 1.429 per il settore Education. Entrambi i modelli sono disponibili nei colori celeste, mezzanotte, galassia e argento.


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DuckDuckGo costruisce il suo indice web: meno Bing, più AI


DuckDuckGo sta costruendo un proprio indice del web per alimentare i suoi prodotti AI. Meno dipendenza da Bing, ma anche nuove domande sulla direzione del progetto.
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DuckDuckGo sta costruendo un proprio indice del web. Lo hanno annunciato il fondatore Gabriel Weinberg e il CTO Caine Tighe in un episodio del loro podcast interno, spiegando le ragioni tecniche e strategiche dietro una scelta che arriva quasi vent’anni dopo la nascita del motore di ricerca.

La storia è curiosa: DDG aveva già iniziato a indicizzare il web nei suoi primissimi anni, quando Weinberg lavorava da solo. Poi aveva abbandonato l’idea, preferendo appoggiarsi a indici di terze parti, Bing su tutti, e concentrarsi su quello che aggiungeva valore sopra: risposte istantanee, knowledge graph, ricerca locale. Una scelta pragmatica per una piccola realtà che non poteva permettersi l’infrastruttura di un grande motore di ricerca.

Oggi le cose sono cambiate, e la spinta principale viene dall’intelligenza artificiale. Search Assist, il sistema di risposte automatiche integrato nei risultati di ricerca, e Duck.ai, il chatbot dell’azienda, hanno bisogno di accedere a contenuti web freschi e controllati direttamente. Avere un indice proprio significa poter alimentare questi strumenti senza dipendere da dati di terzi, con un ciclo di feedback molto più stretto: i milioni di utenti che usano DDG ogni giorno diventano, in forma anonimizzata, un segnale continuo sulla qualità dei risultati.

Tighe descrive la pipeline tecnica in modo abbastanza dettagliato: c’è un crawler che rispetta le preferenze dei siti (chi vuole essere indicizzato e chi no), un sistema di rendering che esegue anche il JavaScript delle pagine per estrarne il contenuto reale, e un motore di ricerca semantica basato su embeddings (rappresentazioni matematiche del significato dei testi) che usa un database chiamato Vespa. L’indice è già attivo su una parte del traffico e, secondo quanto dichiarato, sta crescendo giorno per giorno.

Vale la pena notare che questa è comunicazione aziendale e le motivazioni dichiarate sono credibili, ma il fatto che l’AI sia il motore principale della decisione merita una lettura attenta: DDG si è sempre posizionata come alternativa rispettosa della privacy, e costruire un indice proprio per alimentare prodotti AI è una direzione che porta con sé domande legittime su come quei dati vengono usati internamente. Per ora non ci sono ragioni per dubitare della coerenza con la loro politica di non tracciamento, ma è un’evoluzione da seguire.

Chi usa un motore di ricerca che non vuole essere tracciato da Google o Bing, e magari abbina già una VPN come Proton VPN per proteggere il traffico di rete, ha interesse a capire come si muovono i player alternativi. DDG che riduce la dipendenza da Microsoft è, sulla carta, una buona notizia. Quanto questa indipendenza si traduca in qualcosa di concreto per gli utenti lo vedremo nei prossimi mesi e anni.


FONTE insideduckduckgo.substack.com

#hot
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OpenProject 17.2: gestione progetti open source con un occhio all’AI


OpenProject 17.2 introduce il server MCP per collegare AI e gestione progetti in modo controllato, più template per riunioni, widget finanziari e miglioramenti all'export PDF.
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OpenProject ha rilasciato la versione 17.2 del suo software di gestione progetti, libero e open source. La novità più rilevante è l’introduzione del server MCP, che implementa il Model Context Protocol (un protocollo aperto che permette a strumenti esterni, inclusi i modelli linguistici di grandi dimensioni, di interrogare dati strutturati in modo controllato) per collegare OpenProject a sistemi di intelligenza artificiale.

In pratica, un assistente AI compatibile con MCP può accedere ai dati di progetto, riassumere stati avanzamento, analizzare dipendenze tra attività o supportare la pianificazione. L’autenticazione passa per OAuth2, token API o provider OpenID Connect esterni, e la configurazione avviene direttamente dall’interfaccia di amministrazione. La funzionalità è stata sviluppata con il supporto di Mercedes-AMG, che la usa già in produzione.

Vale la pena notare che il server MCP è disponibile solo dal piano Professional in su, quindi non per chi usa la versione community gratuita.

Tra le altre novità, gli amministratori possono ora definire template riutilizzabili per le riunioni, così i team non devono ricostruire ogni volta la stessa struttura di agenda. La pagina di panoramica del progetto guadagna widget finanziari che mostrano budget pianificato, costi effettivi e budget residuo, con la possibilità di modificare descrizione e stato direttamente inline.

È stata aggiunta anche la possibilità di associare un campo commento agli attributi di progetto, utile per documentare il ragionamento dietro a una scelta senza dover ricorrere a note esterne. L’esportazione PDF migliora con il supporto alle colonne di relazione tra attività e alle immagini in formato WebP.

Infine una nuova opzione permette di richiedere il login prima di aprire link esterni, funzionalità riservata al piano Premium. Continua intanto la migrazione verso il design system Primer, con aggiornamenti al modulo Backlogs e alle interfacce di amministrazione.

Chi gestisce un’installazione propria può aggiornare seguendo la guida ufficiale per installazioni pacchettizzate o Docker.


FONTE openproject.org

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L’italiano a 90, per dirla con la Gabanelli


Di Antonio Zoppetti

Davanti all’aggressione unilaterale dell’Iran che ha finito per coinvolgere anche i Paesi alleati e il mondo intero, ha fatto discutere l’uscita colorita di Milena Gabanelli al Tg7 a proposito della nostra sudditanza nei confronti degli Usa:

Mi pare che quello che è successo 80 anni fa è stato ripagato. Li abbiamo ringraziati. Continuiamo a ringraziarli, continuiamo, dobbiamo continuare a farci i conti, (…) sono il nostro più forte alleato. Però non è che Dio ci ha ordinato di metterci a 90.

Queste parole sono state riprese in molti dibattiti televisivi, e qualche fanatico del politicamente corretto (perlopiù anglomane) ha deprecato questo linguaggio “patriarcale”. Per molti il problema è questo, evidentemente, e non il nostro servilismo nei confronti degli Usa, a cui siamo ormai assuefatti.

Ritengo Milena Gabanelli una dei migliori giornalisti italiani, e trovo la sua espressione efficace, anche perché è un simbolo di sottomissione che appartiene alla lingua del popolo, benché si voglia eradicare e ridurre a linguaggio clandestino. Tuttavia, mi piacerebbe tanto fare notare alla giornalista che il nostro atteggiamento prono non riguarda solo gli aspetti militari, politici o economici, ma coinvolge anche quelli sociali e linguistici, un risvolto ignorato e sottaciuto da tutti. Eppure la lingua è solo la spia della nostra attuale società. Non è un caso che mentre in Spagna – Paese a bassissimo tasso di anglicizzazione – Sánchez ha condannato l’illegalità dell’aggressione e ha vietato di utilizzare le proprie basi militari, noi – che siamo i più anglicizzati di tutti – ci ritroviamo un presidente ignavo e cerchiobottista, incapace di prendere posizioni nette e a schiena dritta (almeno fino a quando gli americani non ci diranno che posizione assumere e non ci faranno genuflettere come per loro è più conveniente).

Dovremmo riflettere maggiormente su questa relazione tra lingua e società, e credo che la Gabanelli dovrebbe prendere atto che dal punto di vista linguistico anche lei – davanti agli Usa – è posizionata a novanta, e che il suo linguaggio piuttosto anglicizzato (come quello della sua categoria) è l’espressione dello stesso servilismo che denuncia sul piano politico, a cominciare dai nomi delle sue più note trasmissioni: da “Report” – che ha sempre pronunciato all’americana, con spostamento dell’accento (repòrt) al posto della dizione storica italiana (rèport) – fino al nuovo “DataRoom”, presentato come rubrica di “data journalism“.

Mentre la nostra intera egemonia culturale – o l’attuale clima intellettuale, per chi non ama queste categorie gramsciane ultimamente fatte proprie anche dalla destra – è formata da anglomani che non si preoccupano affatto dell’invadenza degli anglicismi, qualunque cittadino di buon senso assiste al tracollo dell’italiano e al quotidiano stillicidio che opera attraverso la sostituzione della nostra lingua con l’inglese. Un fenomeno che ci sta travolgendo e che riguarda ormai ogni ambito.

L’italiano a 90 gradi

Un tempo circolava una massima politicamente scorretta ma significativa, tornando alle battute pecorecce: “Se il padrone ti incula, non dimenarti! Faresti solo il suo gioco!”. Forse è questa la strategia assunta dalla nostra intellighenzia di fronte alla lingua dei padroni, e forse c’è anche chi preferisce fare il loro gioco, invece di sottrarsene. La settimana scorsa, per esempio, a proposito della storia infinita del caso Garlasco sono spuntati dei titoli di giornale che annunciavano la “discovery”, una parola che temo tornerà presto in primo piano con una certa evidenza, nei prossimi mesi. Non è affatto un tecnicismo della nostra giurisprudenza, ma nel sistema anglosassone indica la “conoscenza degli atti” o “l’accesso alle prove”, ed è dunque un’espressione di chi vuol fare l’americano come Nando Mericoni. Per comprendere come certi giornalisti di cronaca giudiziaria siano costantemente a 90 davanti alla lingua d’oltreoceano basta leggere il “ranking” del Corriere a proposito di un “contest” per assegnare un bollino Top alle 200 “low firm” d’eccellenza dei nostri studi legali.

Passando ad altri settori dove l’attuale questione della lingua è piuttosto accesa, come il sessismo e il politicamente corretto, c’è da notare che mentre “il mettersi a 90” è tacciato da qualcuno di essere “patriarcale” e suscita polemiche, sul fronte dell’anglicizzazione tutto tace, e anzi, nel passaggio da una sinistra ex-comunista a quella progressista che si fonda sulla cultura dei democratici d’oltreoceano, si vuole proprio introdurre e privilegiare l’inglese attraverso la denuncia del body-shaming invece che della derisione fisica, del green invece dell’ecologico o del verde, del pink-washing invece del femminismo di facciata, e su questa strada va a finire che anche la vecchia questione dell’emancipazione femminile viene sostituita dal nuovo concetto di “empowerment” da parte delle “Women in Food”, mentre il divario salariale di genere diventa gender pay gap. Ma anche chi, a destra, prima di andare al governo presentava traballanti disegni di legge per frenare gli anglicismi poi si è presentato come underdog e ha introdotto il Ministero del Made in Italy invece di quello per il prodotto italiano, in un contesto dove la Santanché, per difendere l’italianità del nome “Cervinia” si appellava alla reputation del brand, e per difendere l’italianità nel mondo dava vita a un ossimoro denominato Open to Meraviglia.

Per i nuovi “suprematisti dell’inglese” di ogni schieramento, insomma, fare propria la lingua dei padroni è più importante del ricorso all’italiano. E questo vale in ogni ambito, da quello istituzionale (jobs act, cashback, caregiver, welfare….), a quello economico, da quello lavorativo a quello informatico, mentre la newlingua che proviene da ogni settore (sportivo, giornalistico, cinematografico, scientifico, pubblicitario…) finisce per rimescolarsi e transitare da un ambito all’altro. E così se nell’editoria (che si chiama ormai publishing) l’editing e gli editor hanno rimpiazzato le revisioni dei redattori, anche la manipolazione genetica in un primo tempo ha cominciato a essere indicata con “editing genetico”, ma adesso si parla direttamente di “Gene editing”, mentre dopo la Brexit un concetto antico come “piano di uscita” cede il posto all’exit strategy di Trump, di cui si riprendono le espressioni come nel caso del Board of piece, così criticato nella sostanza, ma fatto nostro nella sua denominazione inglese che in Francia e Spagna traducono in modo naturale con Consiglio o Giunta per la pace.

Questo è “l’italiano” in uso nel Duemila, anche se qualche linguista negazionista vorrebbe farci credere che è tutta un’illusione ottica, una moda passeggera o un fenomeno superficiale. Al contrario, la profondità del fenomeno è così radicata da coinvolgere appunto la stessa editoria, che un tempo era un asse portante della nostra lingua dalla storia letteraria.

L’itanglese alla conquista dell’editoria

Mentre la Hoepli, la più grande libreria di Milano, oltre che una prolifica casa editrice, dopo più di 150 anni di storia si avvia verso la liquidazione (un’exit strategy anche questa), vale la pena di riflettere sulle “news”di un’altra casa editrice, la Feltrinelli, un tempo un punto di riferimento culturale fondamentale per il nostro Paese. Un lettore (Gianluca Trolese) mi ha segnalato un’iniziativa dedicata al “romance” che appare come l’emblema dell’itanglese. e mostra una linea editoriale in prima linea nell’esprimere la nostra nuova cultura colonizzata.

La cosa più grave non è che i libri romantici, d’amore o la letteratura rosa siano ormai denominati “romance”, ma che si ridisegni l’intero settore dell’editoria con categorie in inglese a partire dai sottogeneri sino ai titoli dei libri che – come i film – non vengono nemmeno più tradotti. Una simile operazione culturale prevede di ricalcare, se non clonare, i concetti e le logiche commerciali d’oltreoceano nella loro stessa lingua: dopo un “Benvenutə nella casa del romance” che sfoggia lo scevà per riscrivere le regole dell’italiano, si procede con la sua anglicizzazione introducendo e spiegando il concetto di “trope” – cioè un tema ricorrente – suddiviso in otto categorie editoriali tutte espresse in inglese, e cioè Office Romance, Fake dating, Enemies to lovers, Second chance, High School Romance, Spicy Romance, Spicy Romance, Grumpy x Sunshine romance e Friends to lovers.

Scorrendo i titoli classificati e pubblicizzati in questa sconcertante mappatura editoriale, spicca il fatto che siano quasi tutti in inglese invece che tradotti. E infatti sono affiancati dallo strillo “edizione italiana” che fa capire che si tratta di libri in italiano, nonostante i titoli, e dunque serve per distinguerli dalle edizioni in lingua originale. Questa comunicazione è fatta con una logica ben ponderata e gerarchizzata: i titoli e le categorie sono in inglese (il vertice intoccabile della diglossia che si viene a creare), e all’italiano si ricorre per spiegare gli stessi concetti nella nostra lingua inferiore al popolino e per educarlo: “Small Town Romance – Segreti e amori impossibili da dimenticare: le storie più intense ambientate in piccole comunità dove il passato continua a bussare”. Oppure: “Uno dei trope più amati di sempre: lo Slow Burn. Nessun colpo di fulmine, nessuna dichiarazione a pagina 30. Qui l’amore richiede tempo.”

In questo modo, tra “Dark Romance e le sue sfumature” e “LGBTQ+ Romance” anche i romanzi rosa di età vittoriana – come si diceva fino a ieri – si trasformano nell’”Era del Regency Romance”, ambientato “nell’Inghilterra dell’Ottocento, tra salotti da tè, debutti in società e rigide convenzioni sociali”.

Il fatto che una delle più prestigiose case editrici italiane stia seguendo questo tipo di comunicazione che riduce il mercato dei libri a sottoprodotto di una cultura globale cannibale è un segnale preoccupante e allo stesso tempo eloquente. Questo disegno inseguito da sempre più realtà porta allo sfaldamento del nostro patrimonio linguistico storico, e altro non è che il riflesso di un popolo e una società finiti, più che semplicemente a 90 gradi. Ma mentre sul piano socio-politico e militare – anche se tanto non si può fare niente – il nostro servilismo nei confronti dello zio Sam è perlomeno criticato da qualche intellettuale come la Gabanelli, sul piano linguistico non si registra alcuna reattività. Tutto si anglicizza nel silenzio – e con la complicità – di una classe dirigente che sembra non rendersi nemmeno conto di ciò che sta avvenendo, a quanto pare.

Invece di ribellarci, in fin dei conti, preferiamo fare il gioco dei padroni (tanto c’è la vaselina, per cui poco male).
#americanizzazione #anglicismiNellItaliano #inglese #interferenzaLinguistica #itanglese #linguaItaliana #paroleInglesiNellItaliano #rassegnaStampa


I suprematisti dell’inglese


Di Antonio Zoppetti

La parola “suprematismo”, che all’inizio del secolo scorso indicava un preciso movimento artistico russo, da più di dieci anni ha acquisito una nuova accezione non più di settore, ma generale, registrata ormai tra i neologismi della Treccani (2014): “Ideologia che si fonda sulla presunta superiorità di un gruppo umano sull’altro o di una religione sull’altra.”

Nel suo significato storico, il termine era un adattamento del russo suprematizm (a sua volta derivato dal latino supremus), mentre la nuova accezione ci arriva dall’inglese supremacist, che indica chi rivendica la supremazia di qualcosa o qualcuno, e per esempio un male supremacist è un maschilista convinto della superiorità dei maschi, mentre i suprematisti bianchi teorizzano la superiorità della razza bianca o comunque il potere delle etnie bianche.

“Suprematismo” si può dunque considerare un “internazionalismo” concepito alla maniera di Leopardi, che aveva notato l’affermarsi ovunque di “europeismi” comuni a tutte le lingue (come dispotismo, analizzare, demagogo, fanatismo…) che avrebbe persino voluto raccogliere un dizionario. Anche se oggi si spacciano per “internazionalismi” le parole in inglese crudo, il poeta di Recanati aveva invece in mente le radici comuni a tutte le lingue che venivano adattate in ogni idioma. La distinzione è fondamentale, perché senza l’adattamento una lingua si sarebbe “corrotta”, ma visto che nel frattempo gli internazionalismi sono ormai quasi solo in inglese potremmo dire che la nostra lingua sia colonizzata, più che semplicemente corrotta.

Fatta questa premessa, l’interferenza dell’inglese arricchisce il nostro vocabolario, quando introduciamo il nuovo significato di “suprematismo” che non solo è adattato, ma è anche perfettamente amalgamato con il nostro sistema linguistico, al contrario per esempio di supremacism che mantiene la pronuncia e la grafia che appartengono alla lingua di provenienza.
E allora il nuovo concetto di suprematismo si può accogliere senza remore come un naturale sviluppo della nostra lingua che si evolve insieme alla storia, alla società e anche in relazione con le altre lingue. E, una volta accettata e fatta nostra la nuova accezione, potremmo usarla anche in altri modi rispetto a quelli in uso nell’anglosfera, dove il termine si impiega di solito per indicare (e criticare) l’ideologia basata sul suprematismo e il potere bianco (white power).

Cosa ci impedisce, dunque, di applicare il nuovo significato ai contesti linguistici?

Il suprematismo davanti alle lingue

Perché il suprematismo – ritornando alla definizione della Treccani – dovrebbe limitarsi a indicare solo la “superiorità di un gruppo umano sull’altro o di una religione sull’altra” e non anche la superiorità di una lingua sulle altre?

La Wikipedia, per esempio, definisce il suprematismo o potere bianco “un movimento ideologico basato sull’idea generale che i bianchi siano superiori agli altri gruppi etnici” e precisa che il “termine è talvolta utilizzato per descrivere l’influenza che hanno personalità bianche nella scena politica e sociale globale” e che il “movimento sposa ideologie come il razzismo, l’identitarismo, il razzialismo e l’etnocentrismo”.

Se sleghiamo questi nuovi significati dal loro ancorarsi a situazioni contingenti e passiamo dal particolare al generale, forse sarebbe arrivato il momento di parlare esplicitamente anche del suprematismo linguistico, che al contrario degli altri non viene affatto stigmatizzato. E seguendo la stessa impostazione non ci resta che constatare che i suprematisti dell’inglese sono l’espressione di un’ideologa basata sull’idea che l’inglese sia superiore – o comunque più prestigioso – rispetto alle altre lingue. Le conseguenze di questa prospettiva sono la causa della moltiplicazione degli anglicismi crudi (termini spaccati di volta in volta come più evocativi/moderni/internazionali/maggiormente tecnici…), ma allo stesso tempo i suprematisti dell’inglese sono coloro che ne teorizzano l’egemonia sulla scena globale, e dunque vogliono fare dell’inglese la lingua dell’Ue, dell’università, della scienza… e creare le nuove generazioni bilingui a base inglese nell’intero Occidente (a dire il vero, un luogo che non c’è).

La principale differenza con il suprematismo bianco è che il suprematismo dell’inglese mediamente non è teorizzato, ma dato per scontato e imposto ai cittadini in modo surrettizio. E invece di venir tacciato di essere discriminante, viene esaltato e perseguito attraverso (costosissime) politiche linguistiche internazionali tutte a discapito delle lingue locali. Questo aspetto era denunciato con fermezza per esempio dalla ricercatrice finlandese Tove Skutnabb-Kangas: come il razzismo e l’etnicismo discriminano sulla base delle differenze biologiche oppure etnico-culturali, il linguicismo discrimina in base alla lingua madre e determina giudizi sulla competenza o non competenza dei cittadini nelle lingue ufficiali o internazionali, mentre il monolinguismo a base inglese era per lei un “cancro” a cui andrebbe contrapposto il riconoscimento dei diritti linguistici e del pluralismo, se non vogliamo essere complici del genocidio linguistico e culturale nel mondo (“I diritti umani e le ingiustizie linguistiche. Un futuro per la diversità?”, 1999).

Chi sono i suprematisti dell’inglese e come operano

Il suprematismo dell’inglese nasce dalle politiche neo-coloniali dei Paesi dominanti e dell’anglosfera, che hanno tutta la convenienza a esportare la propria lingua naturale nel loro nuovo impero culturale globalizzato. E così a livello lessicale si diffonde la terminologia in inglese delle multinazionali, mentre la lingua inglese nella sua interezza diviene più o meno ufficialmente quella dell’aeronautica, dei militari, delle organizzazioni internazionali, della scienza, del lavoro…

A favorire e legittimare questa espansione che dà per scontato che tutto il mondo dovrebbe imparare la lingua nativa dei popoli dominati – che non studiano altre lingue e proferiscono che tutti gli altri parlino la loro – ci sono poi i “collaborazionisti” tutti interni che sposano questa visione, e ostentano l’uso dell’inglese con compiaciuto orgoglio in un’alienazione della propria lingua madre vissuta come inferiore. Per costoro non sapere l’inglese è inaccettabile, è una grave forma di “ignoranza”, come se un poliglotta che conosce per esempio il francese, lo spagnolo e il tedesco valesse meno di chi parla solo l’inglese. Ed ecco che quando un politico italiano si trova a dover esprimersi in inglese in qualche contesto, scatta il giudizio mediatico: viene messo alla berlina per il suo cattivo inglese ridicolo (come è accaduto a Renzi, Rutelli e tanti altri), mentre viene esaltato per la sua padronanza dell’inglese nel caso di Draghi o della Meloni. Come se i giudizi sulla qualità di inglese raggiunta avessero qualcosa a che fare con la capacità di essere dei buoni politici.

I collaborazionisti del suprematismo dell’inglese, in Italia, sono i rappresentati dai ceti alti, dall’egemonia culturale di chi sta alla dirigenza, e visto che siamo un Paese satellite degli Usa (anche se ultimante il nostro amore sviscerato è sempre meno ricambiato) tutta la nostra cultura è una mera riproposizione di ciò che arriva d’oltreoceano.

Tra i fantastiliardi di esempi che si potrebbero fare della nuova lingua di classe a base inglese, ne riporto uno che mi ha segnalato Carlo Vurachi: si tratta di un articolo sull’Open innovation della direttrice dell’Osservatorio Startup Thinking del Politecnico di Milano (che per la cronaca è l’università che ha lanciato il progetto pilota di insegnare solo in inglese e di estromettere l’italiano dalla formazione). Nel pezzo (definito un guest post) pubblicato sulla rivista StartupItalia, si parla di joint-Venture e del recente fenomeno del Corporate Venture Building, delle competenze interne per sviluppare l’outbound rispetto all’inbound, del coinvolgimento del Top Management, di orizzonti temporali a volte sganciati dal business as usual, del corporate venture capital (oggi al 25% come componente dell’equity) e via così. La lingua è l’itanglese, non l’italiano, e in questo tipo di comunicazione i concetti sono riproposti direttamente in inglese (Open innovation mica innovazione aperta) e l’italiano si riduce a una lingua secondaria in cui spiegare le cose che si chiamano direttamente nella lingua superiore. In questo modo si educano gli italiani a questa terminologia e a questo abbandono della nostra lingua, e tutto ciò mi pare non sia altro che colonizzazione linguistica (o perlomeno lessicale) per chiamare le cose con il loro nome.

I suprematisti e collaborazionisti dell’inglese che operano in questo e in tutti gli altri ambiti, sono poi supportati da chi viene educato e colonizzato a questa lingua, a partire dai giornalisti che, invece di ricorrere all’italiano riprendono il gergo anglicizzato tecnico e lo ripropongono senza filtri a tutti. In questo processo, come aveva compreso Gramsci, questo modello linguistico ostentato dalle classi egemoni finisce per diventare un modello che per forza di cose si estende ed è poi imitato anche dalle masse nazional popolari: se l’esperto e il giornalista parlano di Open innovation al posto di innovazione aperta finisce che anche l’uomo della strada ripeterà in inglese lo stesso concetto, visto che l’italiano viene estromesso e regredisce. Ma anche Orwell aveva perfettamente compreso che l’affermazione di una lingua non è affatto un processo democratico, ma avviene “grazie all’azione consapevole di una minoranza”. Nel suo 1984, immaginava proprio come il Grande Fratello cercasse di imporre la Novalingua sulla Veterolingua, perché la lingua è potere, e il suo controllo è strategico. Oggi questa newlingua è agevolata dai nuovi strumenti come la cosiddetta intelligenza artificiale, e infatti se interroghiamo lo strumento denominato da Google in inglese – AI Mode e non modalità IA – su cosa sia l’Open innovation ci spiega che si tratta di un modello strategico che prevede la collaborazione con partner come le startup, in un processo collaborativo di condivisione delle risorse interne (licenze, spin-off) rivolte ad altre aziende (modello inside-out), da cui si mutuano allo stesso tempo altre risorse (modello outside-in) anche sfruttando il crowdsourcing.

È così che le lingue, giorno dopo giorno, regrediscono e, incapaci di evolversi con le proprie risorse, finiscono per essere fagocitate dalla lingua superiore praticata dai suprematisti dell’inglese.

Dunque sui giornali gli animali domestici diventano pet (persino i gatti hanno nomi in inglese come Molly), il lavoro da casa è smart working, le anteprime sono trailer, i documentari sono ribattezzati docufilm, e le associazioni suprematiste si denominano in inglese, come l’Italian resuscitation council (il Gruppo “Italiano” per la Rianimazione Cardiopolmonare)

Sarebbe ora di riflettere sul fenomeno con maggiore consapevolezza, e anche di denunciare chiaramente che tutto ciò non significa essere moderni e internazionali, ma soggiogati da un cultura e da una lingua superiore. E che sul piano etico, oltre che pratico, i suprematisti dell’inglese non sono affatto qualcosa di diverso dai suprematisti bianchi, rappresentano un’analoga forma di sopraffazione.

Anche se ormai nella nostra società sempre più globalizzata negli shop (come si rinominano i negozi) si vendono biglietti con gli auguri di Natale in inglese (ma vale anche per gli happy birthday) e anche le icone e le gif animate da inserire nelle e-mail sono spesso direttamente in inglese, al punto che bisogna cercare bene per trovare qualcosa in italiano, in queste feste evitate di augurare Merry Christmas and a Happy New Year allo zio Pino. Evitate il suprematismo dell’inglese e siate orgogliosi del nostro italiano, almeno di quello che ne resta.

Auguri e buone feste a tutti.

#anglicismiNellItaliano #inglese #interferenzaLinguistica #itanglese #linguaItaliana #neologismi #paroleInglesiNellItaliano #rassegnaStampa


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21 marzo, roma, studio campo boario: misticanza di scritture e arti varie (con mercatino di libri)


header_per_incontri_MISTICANZA_StudioCampoBoario_21-03-2026a Roma, sabato 21 marzo 2026, dalle 10 alle 22
(con una pausa dalle 13:30 alle 15:30)

MISTICANZA allo Studio Campo Boario
in viale del Campo Boario 3 e 4a

ovvero


→ Libridinemercatino del libro (tutto il giorno, tranne la pausa del pranzo)

→ Presentazione della collana “Micropoetiche”, h. 17:00, a cura di Roberta Melasecca

→ Laboratorio Bloomsbury Scrittura orizzontale, h. 17:30, (con il workshop “Vita Morte”,
a cura di Giovanna Mori e Alberto D’Amico)

→ Lettura di poete, h. 19:00, nello spazio cinema, a cura di Bruno Crucitti

→ MISTICANZAReading no stop (dalle 18 alle 22 e oltre, se necessario) con letture di
Domenico Adriano, Marcello Allotta, Massimo Arduini, artisti§innocenti, Mariano Bàino, Paolo Bielli, Marco Caporali, Maria Teresa Carbone, Barbara Carle, Benedetta Cascella, Laura Cingolani, Fabio Ciriachi, Fiammetta Cirilli, Davide Cortese, Mario Corticelli, Bruno Crucitti, Francesco Dalessandro, Alberto D’Amico, Elisa Davoglio, Carlotta Decrock, Luigi Di Cicco, Nina Eaton, Massimo Fedele, Edoardo Ferri, Giovanna Floris, Marco Giovenale, Rita Iacomino, Fabio Lapiana, Maite Wander Garden, Giulio Marzaioli, Donatella Mei, Roberta Melasecca, Francesco Paolo Memmo, Renata Morresi, Fabio Orecchini, Tommaso Ottonieri, Eda Özbakay, Gabriella Pace, Antonella Antonia Paolini, Fabrizio Pelli, Francesca Perinelli, Gilda Policastro, Luciana Preden, Gian Paolo Renello, Lidia Riviello, Franca Rovigatti, Roberto Varese, Caterina Varzi, Manuela Vigorita, Domenico Vuoto

in conclusione, dessert:
Poeti (o prosatori) per un giorno
– con ospiti vari –

evento su Mobilizon:
mobilizon.it/events/955a66de-f…

evento fb: facebook.com/share/17Aqet1WRS/

§


Misticanza” nasce dall’idea di mescolanza come pratica delle arti e postura culturale. Il nome rimanda a un insieme di erbe diverse – spontanee, amare, aromatiche – che convivono nello stesso piatto senza annullarsi. Allo stesso modo, le scritture contemporanee (come le pratiche artistiche) convivono in uno spazio plurale: attraversato da linguaggi, generazioni, forme e modalità espressive differenti.
Lo Studio Campo Boario, fedele alla propria vocazione interdisciplinare, propone per il 21 marzo una giornata che non celebra la scrittura come griglia chiusa di generi (poesia, romanzo, diario, …) ma come territorio poroso, oltretutto in dialogo con arti visive, filosofia, suono e pratica laboratoriale. La “misticanza” è metodo e metafora: accostare, contaminare, far coesistere approcci diversi alla scrittura senza gerarchie, favorendo un ascolto reciproco.
L’evento prende avvio da un gesto fondativo – la lettura di poete – che ha generato, per propagazione, tutte le altre iniziative della giornata. Da qui si sviluppa un programma che alterna editoria indipendente, laboratori, presentazioni e reading, fino a una maratona di scritture aperta e imprevedibile.

§


TRA GLI EDITORI E LE COLLANE PARTECIPANTI:
Benway Series, déclicEdizioni volatili, IFIX, Il Labirinto, La camera verde, Lyceum / “Scuola delle cose”, pièdimosca (collana ‘glossa’), Syn _ scritture di ricerca / ikonaLíber, TIC Edizioni

§


ULTERIORI INFORMAZIONI E DETTAGLI nel seguente pdf:
dettagli & spiegazioni per MISTICANZA_ 21 marzo 2026_ dalle 10 alle 22 allo Studio Campo Boario

COMUNICATO STAMPA IN FORMATO PDF:
pdf com. stampa di Misticanza allo Studio Campo Boario_ 21 marzo 2026

COMUNICATO STAMPA IN FORMATO JPG:
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comunicato jpg per Misticanza allo Studio Campo Boario_ 21 marzo 2026
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Kling 3.0: video fino a 15 secondi, audio nativo e immagini in 4K


Kling 3.0 introduce i video fino a 15 secondi, audio integrato nell'architettura e output immagini in 4K. Ecco cosa cambia davvero, e cosa resta irrisolto.
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Kuaishou ha rilasciato Kling 3.0, aggiornamento sostanziale della sua suite di generazione video e immagini basata su intelligenza artificiale. Le novità riguardano entrambi i rami del prodotto e non sono solo cosmetiche.

Per i video, la novità più rilevante è l’architettura multimodale unificata: un unico modello gestisce ora la generazione da testo, da immagine, da riferimento visivo, la modifica di contenuti esistenti e la trasformazione di clip già girate. I video possono arrivare fino a 15 secondi, e l’audio non è più un elemento aggiunto in post-produzione ma è integrato direttamente nel processo generativo. Migliorano anche la coerenza dei personaggi tra un’inquadratura e l’altra, il controllo delle espressioni facciali e la fedeltà al testo del prompt. I modelli precedenti VIDEO 2.6 e VIDEO O1 vengono rinominati rispettivamente VIDEO 3.0 e VIDEO 3.0 Omni.

Per le immagini, IMAGE 3.0 introduce l’output diretto in 2K e 4K Ultra HD, la modalità “Image Series” per sequenze narrative coerenti, il trasferimento di stile, il supporto a più immagini di riferimento senza limitazioni e la modifica locale di aree specifiche dell’immagine.

Kling è un prodotto proprietario di Kuaishou, azienda cinese quotata a Hong Kong, e come tutti i servizi di questo tipo raccoglie dati sulle generazioni degli utenti. Chi usa questi strumenti per lavoro creativo dovrebbe almeno leggere la privacy policy prima di caricare materiale sensibile. Per quel che riguarda le alternative open source il panorama esiste ma purtroppo è ancora lontano da questi livelli qualitativi: Wan è il nome più citato tra chi vuole girare in locale, ma il divario con i modelli proprietari rimane evidente.

Kling 3.0 è disponibile ora per gli abbonati Ultra; il rilascio agli altri piani è atteso a breve.


FONTE app.klingai.com

[font
url=”ir.kuaishou.com/news-releases/…;]


FONTE klingai.com

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invito al laboratorio online di scrittura poetica di centroscritture.it, tutti i lunedì sera da oggi, 16 marzo

centroscritture.it/service-pag…


*

Videopresentazione del Laboratorio in partenza oggi
[ma le iscrizioni sono aperte ancora per i prossimi giorni]

[youtube youtube.com/watch?v=cmavUHZKA5…]

Nuovo laboratorio online di scrittura poetica, quinta edizione, in partenza – con un primo incontro introduttivo – oggi, lunedì 16 marzo 2026. I materiali che ciascun partecipante di volta in volta realizzerà nelle prossime settimane – ossia nel corso del Laboratorio – saranno poi accolti in un volume antologico pubblicato da ECS – Edizioni del CentroScritture.
#CentroScritture #centroscrittureIt #iscrizioniAncoraAperte #iscrizioniAperte #laboratorioAperto #laboratorioDiScritturaPoetica #laboratorioOnlineDiScritturaPoetica #laboratorioOrizzontale #MarcoGiovenale #poesia #scritturaPoetica #ValerioMassaroni

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Signal 8.3 beta: le etichette nei gruppi tornano con permessi granulari


Signal 8.3 beta per Android reintroduce le etichette dei membri nei gruppi con un permesso dedicato: ora si può scegliere se modificarle solo gli admin o tutti.
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Le etichette personalizzate per i membri dei gruppi su Signal sono apparse poche settimane fa ma con un limite evidente: non c’era modo di controllare chi potesse modificarle. Con la beta 8.3 per Android quel limite sparisce. Adesso gli amministratori del gruppo possono scegliere se il permesso di cambiare le etichette spetta solo a loro oppure a tutti i partecipanti, esattamente come già funziona per altre impostazioni di gruppo.

È una piccola cosa, ma fa differenza in contesti dove i gruppi Signal vengono usati in modo strutturato, per esempio in team di lavoro o comunità organizzate.

Il resto della beta è fatto soprattutto di correzioni: i messaggi ora vengono marcati come letti anche nella modalità a doppio pannello, è stato risolto un crash per le chiamate in arrivo quando l’app gira negli spazi privati di Android, e le GIF tornano ad animarsi correttamente dopo essere usciti dal visualizzatore multimediale. C’è anche un avviso che compare quando si tenta di salvare contenuti in qualità ridotta, così l’utente sa cosa sta scaricando prima di farlo.

Chi usa Obtanium per gestire gli aggiornamenti di Signal al di fuori del Play Store deve abilitare i tag pre-release per ricevere la beta.


FONTE community.signalusers.org

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Ghostty 1.3.0: ricerca nel terminale, scrollbar native e un fix di sicurezza


In Ghostty 1.3.0 arriva la ricerca nel terminale, scrollbar native, notifiche di fine comando e un fix di sicurezza. Sei mesi di lavoro da 180 contributori open source.
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Ghostty, l’emulatore di terminale open source scritto in Zig, è arrivato alla versione 1.3.0 con sei mesi di lavoro alle spalle, 180 contributori e quasi tremila commit. Il risultato è una release che risolve alcune delle richieste più vecchie della community.

La novità più attesa è la ricerca nello scrollback (la cronologia del terminale): si attiva con cmd+f su macOS o ctrl+shift+f su GTK, evidenzia tutti i risultati nel viewport e permette di navigarli. La barra di ricerca si può spostare in qualsiasi angolo della finestra per non intralciare il lavoro. Arrivano anche le scrollbar native, stilizzate secondo le convenzioni di ciascuna piattaforma, e le notifiche di fine comando: se avvii una build lunga e passi ad altra finestra, Ghostty ti avvisa quando ha finito. Da segnalare anche il supporto migliorato a OSC 133 Semantic Prompts, che permette di spostare il cursore con il mouse all’interno del prompt della shell, funzionalità già disponibile nativamente in Fish 4.1+ e Nushell 0.111+.

C’è anche un fix di sicurezza da tenere a mente: la CVE-2026-26982 riguardava la possibilità di eseguire comandi arbitrari tramite caratteri di controllo nascosti nel testo incollato o trascinato nel terminale. Richiedeva interazione dell’utente, ma era un vettore reale. Aggiornare conviene.

Il resto della release include miglioramenti alle keybind con supporto a tabelle modali in stile tmux, controllo granulare sulla directory di lavoro ereditata da tab e pannelli, copia negli appunti con formattazione HTML preservata, e su macOS l’integrazione AppleScript e il riordino dei pannelli tramite drag and drop. Le performance sono migliorate sensibilmente grazie all’analisi di circa 4 GB di registrazioni reali di terminale fornite da asciinema.


FONTE ghostty.org

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I Sud del mondo. In Amazzonia una vittoria dei nativi per l’ambiente


“Hanno vinto il fiume, la foresta e la memoria dei nostri antenati”, hanno dichiarato i nativi dell’Amazzonia quando il governo brasiliano ha cancellato il piano che prevedeva di privatizzare uno dei corsi d’acqua più belli al mondo, per trasformarlo in un canale per il trasporto della soia.

La battaglia era impari. Da una parte c’erano i difensori del fiume, mille attivisti dei […]

Leggi il resto: argocatania.it/2026/03/16/i-su…

#Amazzonia #AmericaLatina #inquinamento

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CORSO DI SCACCHI GRATUITO, OGNI MARTEDI dalle 18:00 alle 20:00


Corso di scacchi gratuito multilivello. Ogni martedì dalle 18:00 alle 20:00. Se ti piacciono le nostre iniziative puoi aiutarci col tuo 5x1000 codice fiscale 97768200582
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Corso di scacchi gratuito multilivello.
Ogni martedì dalle 18:00 alle 20:00.
Se ti piacciono le nostre iniziative puoi aiutarci col tuo 5×1000 codice fiscale 97768200582
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PRESENTAZIONE DI “I GIORNI PARI” con CATERINA PREZIOSO mercoledi’ 18 marzo ORE 17:30


Più che presentare un libro ci piace l'idea di invitare le autrici e gli autori a confrontarsi sui libri ascoltando i pareri le impressioni delle lettrici, dei lettori. Un corpo a corpo perché chi scrive e chi legge possano guardarsi negli occhi. Quando e cosa? 18 marzo con M.Caterina Prezioso e il suo "I giorni pari": le storie, che si rincorrono, di due donne negli anni più bui del fascismo, della Guerra, della lenta e faticosa rinascita di una Nazione. Tra Sperlonga e Roma, due vite e […]
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Più che presentare un libro ci piace l’idea di invitare le autrici e gli autori a confrontarsi sui libri ascoltando i pareri le impressioni delle lettrici, dei lettori. Un corpo a corpo perché chi scrive e chi legge possano guardarsi negli occhi.
Quando e cosa? 18 marzo con M.Caterina Prezioso e il suo “I giorni pari”: le storie, che si rincorrono, di due donne negli anni più bui del fascismo, della Guerra, della lenta e faticosa rinascita di una Nazione. Tra Sperlonga e Roma, due vite e un coro di umanità allo sbando impegnata a ritrovare un’identità.
Se ti piacciono le nostre iniziative puoi aiutarci col tuo 5×1000 codice fiscale 97768200582
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15-03-2026 – In tendenza su poliversity.it

Ecco le tendenze di oggi 15 marzo 2026 su Poliversity
informapirata.it/2026/03/15/15…

#1 #News #10 #18 #8 #5 #2 #4 #9 #3 #6 #7 #27 #12 #23 #13 #15 #16 #17 #19 #20 #14 #11 #24 #26 #poliversity

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MacsyZones 2.2 porta i layout a griglia su Mac


MacsyZones 2.2 introduce il Grid Layout, che permette di disegnare zone al volo sullo schermo per agganciare le finestre. L'alternativa open source a FancyZones per macOS.
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MacsyZones è un’app open source per macOS che fa una cosa sola ma la fa bene: permette di definire zone personalizzate sullo schermo e agganciarci le finestre con un tasto o trascinandole. È, in sostanza, la risposta a FancyZones di Microsoft, lo strumento incluso in PowerToys per Windows che da anni consente di organizzare le finestre in layout fissi. Su Mac questa funzionalità non esiste di serie, e MacsyZones colma il vuoto senza richiedere di passare per il Mac App Store: si scarica direttamente da GitHub, è gratuita e il codice è pubblico.

Con la versione 2.2 arriva il Grid Layout, un nuovo tipo di layout che si affianca a quello classico a zone. La differenza pratica è nel modo in cui si definiscono le aree: invece di lavorare con zone predisegnate nell’editor, con il Grid Layout si disegnano rettangoli al volo direttamente sullo schermo, usando il tasto di aggancio oppure il tasto destro del mouse. Le finestre si posizionano poi nelle aree così create. È un approccio più libero, utile per chi cambia spesso configurazione o lavora su schermi di dimensioni diverse.

Il progetto è sviluppato da Rohan Rhu e negli ultimi mesi ha visto un ritmo di aggiornamenti sostenuto: dalla 2.0 in poi sono arrivati il supporto migliorato per le app con gestione personalizzata delle finestre, un sistema di hotkey riscritto e un tutorial di onboarding per i nuovi utenti. Chi vuole provarlo trova tutto su GitHub; esiste anche una versione sul Mac App Store, a pagamento.


FONTE github.com


FONTE macsyzones.com

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Il DDL “Disposizioni per il contrasto all’antisemitismo e per l’adozione della definizione operativa di antisemitismo” approvato dal Senato il 4 marzo 2026, pur non introducendo un vero e proprio reato d’opinione, crea tuttavia “procedure che inducono conformità e prudenza comunicativa”. Federica Cappelluti, del nostro consiglio direttivo, spiega perché in un articolo uscite recentemente su Roars.
- The post’s content. aisa.sp.unipi.it/il-ddl-antise…
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WooCommerce 10.6: meno query, più ordine nell’interfaccia


WooCommerce 10.6 migliora le performance del database, aggiorna l'interfaccia dei blocchi carrello e checkout e introduce un filtro per le spedizioni IVA-inclusive.
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WooCommerce 10.6 è uscito il 10 marzo con 299 commit e 80 contributori. Niente rivoluzioni, ma diversi miglioramenti concreti che chi gestisce un negozio online noterà nel tempo.

La parte più sostanziosa riguarda le performance del database. Le pagine di checkout e di amministrazione eseguono ora meno query SQL grazie a una gestione più intelligente della cache. Il widget delle recensioni recenti, che in alcuni casi causava rallentamenti seri nel pannello di amministrazione, passa a un caricamento asincrono. Anche le pagine prodotto beneficiano di una cache consolidata per i prodotti correlati e gli upsell.

L’interfaccia dei blocchi carrello e checkout riceve qualche ritocco visivo: il pulsante per rimuovere un prodotto si sposta a destra del selettore quantità e diventa un’icona cestino al posto del testo, i badge dei prezzi scontati vengono ridisegnati, la tipografia si fa più compatta.

Per chi costruisce pagine con il blocco Product Collection, la selezione di prodotti, categorie, brand e tag parte ora direttamente dal picker corretto invece di richiedere passaggi intermedi. Piccola cosa, ma evita qualche click inutile.

C’è anche un aggiornamento utile per i merchant europei: un nuovo filtro permette di gestire prezzi di spedizione IVA-inclusa, necessario per rispettare le normative di Germania, Svizzera e altri paesi UE che richiedono prezzi fissi indipendenti dall’aliquota applicata.

Se gestisci un negozio WooCommerce su un VPS, vale la pena tenere d’occhio queste ottimizzazioni SQL soprattutto su installazioni con cataloghi grandi. Un’infrastruttura ben dimensionata aiuta, e su questo fronte Hetzner offre soluzioni flessibili a prezzi ragionevoli.

L’aggiornamento include una modifica al database e richiede attenzione per chi usa filtri personalizzati su breadcrumb o per_page nelle Store API. I dettagli per gli sviluppatori sono nella documentazione ufficiale.


FONTE developer.woocommerce.com

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quattro passi con barbara balzerani / donatella furino, emma campili. 2017


[youtube youtube.com/watch?v=HFXvcsKCyu…]

La letteratura come tempo d’attesa, come tempo rivoluzionario. Il prima e il dopo di qualcosa ricordato come Brigate Rosse.
Di Donatella Furino e Emma Campili, con Donatella Furino. Parole scelte dai 5 libri di Barbara Balzerani: Compagna Luna, Cronache di un’attesa, Perchè io perchè non tu, La sirena delle cinque, Lascia che il mare entri. Grazie per le riprese a Margherita Diurno e a Roberto Boccia per la post suono
#BarbaraBalzerani #BR #BrigateRosse #CompagnaLuna #CronacheDiUnAttesa #DonatellaFurino #EmmaCampili #LaSirenaDelleCinque #LasciaCheIlMareEntri #MargheritaDiurno #PerchèIoPerchèNonTu #RobertoBoccia

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nuovo post nel comparto “post poetica” di ‘ahida’: “desiste la ricerca”, di samuele maffei


samuele maffei_ su ahida_ con il testo 'desiste la ricerca'
cliccare per leggere

ahidaonline.com/post/post-poet…

#ahida #ahidaonline #ahidaonlineCom #postPoetica #postpoetica #SamueleMaffei #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca

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PeerTube 8.1: podcast migliorati, embed controllati e velocità 3x


PeerTube 8.1 è disponibile: miglior supporto podcast, gestione immagini riscritta, restrizione degli embed per dominio e riproduzione a velocità 3x.
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PeerTube ha rilasciato la versione 8.1, un aggiornamento minore ma con qualche novità concreta per chi gestisce una piattaforma o la usa ogni giorno.

Il lavoro più sostanzioso riguarda la gestione delle immagini, rimasta praticamente invariata dalle prime versioni del progetto. Il sistema è stato riscritto da zero: migliore qualità delle miniature video, supporto ai formati WebP e PNG, e una base tecnica che in futuro permetterà di spostare le immagini su object storage (sistemi di archiviazione remota scalabile, come quelli usati da molti servizi cloud). Chi amministra un’istanza può già rigenerare le miniature per beneficiare dei miglioramenti.

Supporto ai podcast


Anche il supporto ai podcast, introdotto nella v7.1, riceve attenzione: alcune app avevano problemi con i file HLS (il formato usato da PeerTube per lo streaming adattivo), e questa versione corregge i casi più segnalati, aggiungendo anche la possibilità per gli amministratori di forzare la creazione di un file audio ottimizzato.

Una novità interessante per chi pubblica contenuti istituzionali o giornalistici: i creatori possono ora limitare i domini su cui i propri video possono essere incorporati. Utile per redazioni, enti e organizzazioni che vogliono controllare dove finiscono i loro contenuti.

Sul fronte della riproduzione, arriva la velocità 3x. Il team di Framasoft non si trattiene dal far notare che certe piattaforme concorrenti riservano questa funzione agli abbonati paganti. Su PeerTube invece è per tutti!

Il nuovo player Lucide, già disponibile dalla v8, diventa ora quello predefinito per le nuove installazioni. Chi ha già un’istanza attiva può abilitarlo manualmente dalle impostazioni di personalizzazione.

Completano l’aggiornamento le notifiche raggruppate per data, miglioramenti alla gestione collaborativa dei canali, ottimizzazioni alla coda di transcodifica per pubblicazioni più rapide e una maggiore compatibilità con altri software del fediverso.

Se stai cercando un posto dove ospitare la tua istanza PeerTube, Hetzner offre VPS a prezzi competitivi con datacenter europei.


FONTE joinpeertube.org

#hot
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Il robot lavavetri più piccolo di sempre si rinnova: WINBOT mini 2 pulisce dove gli altri non arrivano


ECOVACS WINBOT mini 2 è il robot lavavetri più compatto di sempre: raggiunge bordi, angoli e superfici dove nessun altro arriva. Pulizia profonda, design ultra-slim
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ECOVACS continua a supportare il concetto di pulizia hands-free con Winbot mini 2. Il dispositivocombina una tecnologia avanzata con una maggiore potenza, garantendo risultati affidabili nella pulizia dei vetri. Compatto e potente, il Winbot mini 2 incarna la dedizione del brand nel massimizzare la precisione e l'efficienza nella pulizia. Il suo design ultrasottile da 55 mm gli permette di muoversi facilmente attraverso spazi stretti e difficili da raggiungere. Le spazzole a quattro angoli aggiornate offrono migliori prestazioni negli spazi lungo bordi, pulendo fino a 1 mm dal telaio, mentre il sistema Ultrasonic Atomization Spray (spruzzo atomizzato a ultrasuoni) garantisce una rimozione completa delle macchie.

Swappie amplia l’offerta: arrivano anche gli AirPods ricondizionati
Swappie amplia il proprio catalogo di dispositivi ricondizionati e introduce anche gli AirPods. Una novità che segna l’ingresso dell’azienda nel segmento degli accessori audio Apple, offrendo agli utenti un’alternativa più sostenibile ed economica rispetto al nuovo
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Considerato dall'azienda il più slim di sempre, Winbot mini 2 ridefinisce i limiti delle dimensioni di un robot lavavetri: infatti, con soli 215 x 215 mm, appena metà di un foglio A4, e un corpo ultrasottile da 55 mm, Winbot Mini 2 può muoversi senza sforzo negli spazi più stretti, senza rimanere intrappolato. La sua superficie più ridotta offre la massima copertura di pulizia tra le ringhiere, le finestre di sicurezza, maniglie o telai complessi comunemente presenti nelle case moderne. Grazie al suo riconoscimento intelligente, al movimento flessibile e alle capacità di pulizia ad alta efficienza, il device supporta una gamma più ampia di tipi di finestre e vetrate, da finestre senza telaio e inclinabili fino a vetri alti da pavimento a soffitto, mantenendo al contempo la completa sicurezza durante tutto il funzionamento.
Le caratteristiche del robot gli consentono di coprire i bordi fino al 90%Le caratteristiche del robot gli consentono di coprire i bordi fino al 90%

Pulizia ottimizzata per eliminare gli aloni


Il Winbot mini 2 introduce un importante miglioramento nella pulizia di bordi e angoli, con spazzole migliorate su quattro angoli. Con una forma progettata ad-hoc, ali laterali da 1mm e setole di feltro ad alta densità, queste spazzole possono scivolare facilmente su telai e bordi, rimuovendo nel contempo lo sporco. Queste caratteristiche consentono al robot di coprire i bordi fino al 90%, eliminando quelle linee scure che spesso persistono lungo i lati delle finestre. Inoltre, la tecnologia Ultrasonic Atomization Spray applica uno strato nebulizzato ultra-fine che penetra nei micropori per ammorbidire le macchie accumulate. Lo spray a rapida evaporazione riduce le macchie d'acqua e accorcia i tempi di asciugatura, utilizzando meno acqua rispetto ai metodi tradizionali. Combinata con un serbatoio a grande capacità, è possibile pulire fino a 30 metri quadrati di superficie finestra in un'unica sessione, per una pulizia in soli tre minuti per metro quadrato.
Il mini 2 rileva autonomamente ostacoli con un'altezza di 1 mm o superiore Il mini 2 rileva autonomamente ostacoli con un'altezza di 1 mm o superiore

Navigazione intelligente


Alimentato dal Sistema Win-Slam 4.0 completamente aggiornato, il robot integra più sensori con algoritmi avanzati di pianificazione del percorso. Il suo sistema di automonitoraggio valuta costantemente posizione, pressione dell'aria e confini del telaio, regolandosi istantaneamente per evitare ostacoli, sfuggire a potenziali trappole o deviare quando necessario. Quando incontra i telai delle finestre, il mini 2 rileva autonomamente ostacoli con un'altezza di 1mm o superiore, garantendo una pulizia fluida e ininterrotta senza la necessità di intervento manuale. Win-Slam 4.0 adatta anche strategie di pulizia in base alla dimensione delle finestre: in particolare, esegue un percorso a Z per finestre più larghe, migliorando la stabilità e le prestazioni antiscivolo, e un percorso a N per finestre più strette, massimizzando la copertura della superficie e la velocità di esecusione. Con sei modalità di pulizia (Fast Clean, Deep Clean, Thorough Clean, Edge Clean, Spot Clean e Remote Control), il mini 2 offre un'esperienza personalizzata per ogni scenario.
Il Winbot mini 2 incorpora un sistema di sicurezza completo a dieci livelliIl Winbot mini 2 incorpora un sistema di sicurezza completo a dieci livelli

Protezione di sicurezza


Il Winbot mini 2 incorpora un sistema di sicurezza completo a dieci livelli, che combina hardware rinforzato, salvaguardie software intelligenti e una polizza assicurativa aggiuntiva, garantendo totale sicurezza e affidabilità su ogni finestra. Dal punto di vista hardware, il mini 2 è progettato con più strati di protezione, tra cui una forte aspirazione da 8.000 Pa per una presa sicura, un pad galleggiante imbottito per ridurre impatti esterni e attrito, e una protezione anti-spegnimento che mantiene il robot attaccato per oltre 30 minuti quando la batteria è scarica. Abbinato a una corda di sicurezza rinforzata e a un moschettone capace di resistere fino a 1.900 N di forza di trazione, il Mini 2 garantisce un funzionamento affidabile e sicuro sulle superfici verticali. Dal punto di vista software, il mini 2 offre una protezione intelligente tramite sensori in tempo reale e algoritmi di risposta rapida. I sensori gravitazionali e optoaccoppiatori mantengono la stabilità e rilevano istantaneamente i bordi, mentre una gestione intelligente degli ostacoli e il rilevamento delle perdite d'aria garantiscono un funzionamento sicuro durante tutto il processo di pulizia. Nel raro caso di un fallimento accidentale dell'adesione che comporti danni, la polizza assicurativa di Ecovacs offre una copertura completa per tutelare completamente i danni eventualmente ricevuti.

Giornata Mondiale del Sonno: 5 fattori che disturbano il riposo
Dormire bene è fondamentale per salute e benessere. In occasione della Giornata Mondiale del Sonno analizziamo cinque fattori che possono compromettere il riposo notturno e i rimedi consigliati dagli esperti per migliorare la qualità del sonno
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Disponibilità


Ecovacs Winbot Mini 2 è disponibile al prezzo di 299 euro sullo store Amazon di Ecovacs.

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Notion AI genera immagini nelle pagine per i piani Business ed Enterprise


Notion AI può ora creare e modificare immagini direttamente nelle pagine. Funziona sui piani Business ed Enterprise, con qualche limitazione su mobile e agenti personalizzati.
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Notion ha aggiunto alla sua AI la possibilità di generare e modificare immagini direttamente all’interno delle pagine. Si può creare un’immagine da zero con un prompt, modificarne una esistente descrivendo il cambiamento voluto, oppure usare la chat di Notion AI per produrre diagrammi, infografiche o layout a partire dal contenuto della pagina stessa.

La funzione è riservata ai piani Business ed Enterprise: chi usa il piano gratuito o quello Plus non ci accede. Ci sono anche alcune limitazioni pratiche: su mobile si possono generare immagini solo tramite chat AI, non direttamente nei blocchi immagine, e gli agenti personalizzati (custom agents) non hanno accesso alla generazione.

Niente di particolarmente sorprendente, considerando che la generazione di immagini tramite AI esiste da tempo su decine di strumenti, alcuni anche gratuiti o open source. Notion la porta dentro il proprio ambiente di lavoro, il che ha una sua comodità, ma il fatto che sia disponibile solo sugli abbonamenti più costosi la rende una funzione per chi già spende parecchio sulla piattaforma.


FONTE notion.com


FONTE notion.com

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oggi, 15 marzo, a roma, casetta rossa: dibattito sul referendum costituzionale


Domenica 15 marzo, alle 18:30, in via G.B. Magnaghi 14, Roma, alla CASETTA ROSSA, dibattito con

– Gaetano Azzariti, Professore Ordinario di Diritto Costituzionale, Università “La Sapienza” di Roma
– Paola Bevere, avvocata, Giuristi Democratici
– Maria Rosaria Guglielmi, magistrata, Magistratura Democratica
– Gianluca Peciola, attivista per i diritti umani

A seguire, aperitivo di autofinanziamento della Casetta.

facebook.com/share/1HsNEPR97k/

Il 22 e il 23 marzo si vota per il referendum sulla giustizia: peccato che di “giusto” ci sia ben poco. Una riforma approvata a colpi di maggioranza, ispirata a principi estranei a quella Costituzione che non vorrebbero solo cambiare ma stravolgere.
Ne parliamo con esponenti di ogni settore giuridico, Accademia, avvocatura e magistratura, per comprendere quanto sia in pericolo l’attuale assetto istituzionale e democratico, approfondendo le ragioni di un convinto NO al quesito.

🗓️ Domenica 15/03
🕦 18:30

A seguire, aperitivo di autofinanziamento.

Menú fisso – piatto unico 10€
Prenotazioni: 06 8936 0511
#CasettaRossa #confronto #Costituzione #dibattito #GaetanoAzzariti #GianlucaPeciola #GiuristiDemocratici #LaCasettaRossa #MagistraturaDemocratica #MariaRosariaGuglielmi #no #PaolaBevere #referendum #referendumCostituzionale

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Substack aggiorna l’editor: bozze per le note, syntax highlighting e statistiche esportabili


Substack aggiorna editor e dashboard: bozze per le note, syntax highlighting nei blocchi di codice, esportazione CSV delle statistiche e nuova gestione dei video live.
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Substack ha rilasciato un gruppo di aggiornamenti abbastanza eterogenei, tutti orientati a rendere più comoda la vita a chi pubblica sulla piattaforma.

La novità più pratica riguarda le note: è finalmente possibile salvarle come bozze, sia da web che da iOS. Se si inizia a scrivere una nota e poi si annulla, la piattaforma chiede se si vuole conservarla per dopo. Le bozze salvate sono accessibili da una nuova scheda dedicata. Il supporto Android arriverà in un secondo momento.
Foto Substack
Chi gestisce una pubblicazione può ora fissare più post in cima alla propria homepage, scegliendo quali contenuti mostrare per primi ai nuovi visitatori. L’editor web guadagna anche il supporto all’allineamento centrato, a destra e giustificato, funzionalità che in molti strumenti di scrittura online esistono da anni.

Per chi pubblica codice, i blocchi di codice ora supportano la colorazione sintattica automatica (syntax highlighting), con formattazione e numerazione delle righe coerenti tra web, app mobile ed email. I lettori possono copiare l’intero blocco con un clic.

Sul versante dati, le statistiche del pannello di controllo sono ora esportabili in formato CSV, con i filtri attivi che si riflettono direttamente nel file scaricato. È anche possibile nascondere dalla dashboard metriche come ricavi e numero di iscritti, utile per chi lavora in spazi condivisi o fa screenshot. Infine, i video in diretta hanno ora una sezione dedicata che raccoglie stream programmati, registrazioni e bozze in un unico posto.

Aggiornamenti che chi usa Substack quotidianamente probabilmente apprezzerà. Chi invece cerca una piattaforma di newsletter con più controllo sui propri dati e senza intermediari, strumenti come Ghost o Steady offrono da tempo funzionalità simili con un approccio più orientato all’indipendenza editoriale.


FONTE on.substack.com

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Flow 1.9.0: mini player flottante, musica a schermo intero e una valanga di novità


Flow, il client YouTube alternativo per Android, aggiorna alla 1.9.0 con mini player libero, lettore musicale ridisegnato e tante altre novità.
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Si fa fatica a stare dietro le novità di Flow! La 1.9.0 è già qui, e come al solito porta con sé modifiche abbastanza sostanziali da non poterla liquidare come un aggiornamento di manutenzione.

La novità più visibile è il mini player video, che adesso fluttua liberamente sullo schermo: lo trascini dove vuoi, si aggancia a uno dei quattro angoli e con uno swipe lo chiudi. Puoi scegliere la dimensione tra tre opzioni e personalizzare i controlli visibili, inclusi i pulsanti di salto avanti e indietro.

Anche il lettore musicale è stato ripensato: diventa un pannello persistente nella parte bassa dello schermo, che si espande a tutto schermo trascinandolo verso l’alto e si ripiega verso il basso con animazioni a molla. L’interfaccia a schermo intero è stata rifinita e rispetta correttamente la status bar.

Tra le altre aggiunte: la rotazione del dispositivo fa entrare e uscire automaticamente dalla modalità a schermo intero, c’è un pulsante dedicato per passare alla riproduzione audio in background, e cliccando sulla pillola con la durata del video si passa a un conto alla rovescia. È stata aggiunta anche una barra di ricerca nelle impostazioni, che su un’app con questo numero di opzioni è più che giustificata.

Il sistema di filtraggio dei contenuti ora blocca intere categorie invece di singole parole chiave, e i Trending vengono esclusi dalla schermata principale per evitare di riempire il feed di contenuti virali di bassa qualità.

I fix coprono un bel po’ di cose: crash durante lo scroll infinito, problemi con la luminosità dopo il fullscreen, titoli video che ora appaiono nella lingua originale, il pulsante X del PiP che finalmente interrompe davvero l’audio, e vari problemi con download e cronologia di riproduzione.

Flow richiede Android 5.0 o superiore e almeno 2 GB di RAM. È disponibile su GitHub.


FONTE github.com

#hot

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Il runner di Forgejo ora parla con più server contemporaneamente


Forgejo runner v12.7.0 introduce le connessioni multiple: un solo runner può ricevere job da istanze diverse, anche Codeberg e un server privato insieme.
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Forgejo runner è il componente che esegue le pipeline di integrazione continua (CI/CD, cioè i processi automatici che compilano, testano e distribuiscono il codice) collegate a un’istanza Forgejo. Con la versione 12.7.0, rilasciata il 18 febbraio, arriva una novità concreta: un singolo runner può connettersi a più server Forgejo contemporaneamente.

In pratica, chi gestisce la propria infrastruttura può configurare lo stesso runner per ricevere job da Codeberg e da un’istanza privata, oppure registrarlo più volte sullo stesso server per servirlo su organizzazioni o repository diversi. Prima bisognava installare runner separati per ogni connessione; adesso basta spostare le informazioni di registrazione dal file di stato .runner direttamente nel file di configurazione principale, sotto una nuova sezione server.connections.

La cosa interessante è che la feature è completamente retrocompatibile: chi non ha bisogno delle connessioni multiple non deve cambiare nulla nella propria installazione. Il vecchio meccanismo continua a funzionare esattamente come prima.

Questa è anche la prima di una serie di migliorie pianificate in quest’area. L’obiettivo a medio termine è eliminare del tutto il file .runner per semplificare la registrazione e la gestione dei runner. La documentazione aggiornata non è ancora completa, ma il report mensile include una guida rapida per iniziare.

Oltre alla feature principale, la release corregge alcuni bug: problemi nello spegnimento dei container Podman, errori nei workflow riutilizzabili a catena, parsing delle variabili di output e svuotamento del buffer di log sugli esecutori host e LXC.

Forgejo, per chi non lo conosce, è un fork di Gitea nato nel 2022 con l’obiettivo di mantenere una governance comunitaria e trasparente sulla piattaforma. È la base su cui gira Codeberg, uno dei principali servizi di hosting Git alternativi a GitHub. In Italia esiste anche forgejo.it, un’istanza pubblica italiana del progetto.


FONTE forgejo.org


FONTE forgejo.org


FONTE codeberg.org

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oggi, su ‘alias’, intervista di thomas höhne a giuseppe garrera su “vita minore. san francesco e la santità dell’arte contemporanea”, la mostra in corso a spoleto


In edicola e a questo link: ilmanifesto.it/gianni-e-giusep…
#Alias #art #arte #arteContemporanea #asemic #asemics #asrmicWriting #contemporaryArt #GianniEGiuseppeGarrera #GianniGarrera #GiuseppeGarrera #ilManifesto #intervista #interviste #manif #mostra #PalazzoCollicola #SanFrancesco #santitàDellArteContemporanea #SaverioVerini #scritturaAsemica #Spoleto #ThomasHöhne #VitaMinore #VitaMinoreSanFrancescoELaSantitàDellArteContemporanea

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Un mare all'incontrario


Viaggio di lavoro, dalla costa toscana alla costa della Romagna
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Con in mente il ricordo di alcuni fabbricati dalla particolare architettura, rivolti verso il porto di San Giuliano Mare, sono partito verso Rimini con il preciso intento di riuscire a ritagliarmi uno spazio per scattare alcune foto.

Ero ben cosciente che non sarebbe stato facile sganciarmi dall'incontro di lavoro, anche se per un breve periodo. Complice l'abbondante pranzo offertoci ho trovato la scusa di dover fare alcuni passi, prima di riprendere, e così sono partito in direzione mare.

Nascere vicino al mare non è solo una questione geografica, ma è qualcosa di più profondo che ti porta ad avere come unico punto di riferimento si proprio lui: il mare!

Il mare è ben presente in ogni momento del giorno. Senza guardarti intorno sai sempre dove si trova.
E, anche se il mare di Rimini è all'incontrario rispetto al mare versiliese, inconsciamente ho imboccato subito la direzione giusta!

Velocemente mi dirigo verso il mare, con in mente il ricordo di alcuni anni prima, e ben presto, davanti a me, si ergono alcuni fabbricati in cemento armato, acciaio e vetro dalle forme che ricordano grandi navi pronte a prendere il largo di questo mare riminese.

La zona è pressoché deserta, le uniche persone che incontro attraversano velocemente l'Arena Lido, teatro estivo di concerti e altre attività mondane che caratterizzano la vita estiva di questi luoghi di villeggiatura.

Adoro il mare fuori stagione, qui come in Versilia, lontano dagli schiamazzi estivi e il divertimento a tutti i costi.
Adoro la tranquillità del dopo festa estiva, dove si può tornare ad ascoltare la voce delle onde e il profumo del mare.
Il mare è bello anche in estate, ma in barca a vela con il vento tra i capelli, lontano dalla spiaggia affollata di persone e ombrelloni.

Il ricordo di queste architetture risale ad alcuni, anzi diversi, anni fa quando, con un Flying Dutchman a rimorchio dell'auto, scorrazzavamo tra mari e laghi per partecipare alle regate di classe.

Mi guardo intorno e scatto alcune foto, si mi ricordo bene il luogo.
E, mentre scatto, un pensiero mi riaffiora alla mente: questo mare è all'incontrario… ma non devo perdere tempo, presto dovrò tornare indietro.

M'incammino per tornare al luogo dell'appuntamento mattutino, è quasi ora di riprendere l'incontro di lavoro.
Mentre cammino, lungo il tragitto di ritorno, ripenso alla strana sensazione che provai alla mia prima regata sulla costa adriatica. Qua il sole nasce dal mare e tramonta dietro le colline dell'entroterra.

Si, un mare all'incontrario per chi, come me, è abituato a vedere il sole nascere da dietro i monti delle Alpi Apuane e tramontare in mare.

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Potrà sembrare banale ma questo diverso orientamento, e di conseguenza la diversa parabola del sole rispetto al mare, ti lascia una strana sensazione.

Sensazione che, con il ritorno al tuo luogo di origine, immediatamente svanisce.
Il ritorno é un riallineamento con te stesso, guardi l'orizzonte, verso mare, e improvvisamente ritrovi il tuo posto nel mondo.

👋 A presto,
Giovanni

Altre foto disponibili su Portfolio


Tags: Mare | Autunno | Rimini | Versilia | Alpi Apuane

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HUAWEI WATCH Ultimate 2 Green Edition: design esclusivo e golf professionale al polso


HUAWEI WATCH Ultimate 2 debutta in una nuova colorazione Verde e porta con sé funzionalità dedicate al golf mai viste prima su un wearable Huawei. Ecco tutte le novità del nuovo smartwatch premium
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Huawei ha annunciato una nuova evoluzione del suo smartwatch di fascia alta, Watch Ultimate 2. Questa novità introduce la versione Verde per il Golf, con un aggiornamento completo di Modalità Campo Pratica e Modalità Mappa dei campi da gioco. ,

L'alta artigianalità incontra l'estetica naturale


Watch Ultimate 2 Verde si ispira al verde brillante dei campi da golf e dalla limpidezza del cielo aperto. La sua caratteristica lunetta in ceramica nanocristallina bicolore, verde e bianca, è il risultato di decine di meticolosi processi che rappresentano l'apice della competenza di Huawei nella scienza dei materiali e nella produzione. Il nuovo cinturino in pelle vegana composita abbina un elegante strato esterno in pelle vegana a un morbido strato interno in fluoroelastomero, bilanciando raffinatezza estetica e comfort sulla pelle. Per una maggiore versatilità, sono inclusi anche cinturini in titanio e in fluoroelastomero verde, permettendo allo smartwatch di adattarsi con facilità a contesti professionali, di svago e di altro tipo.

Perfetto per il golf


La Green Edition del Watch Ultimate 2 introduce aggiornamenti completi alle funzionalità principali di Modalità Campo Pratica e Modalità Mappa dei campi da gioco. In particolare, nella modalità Campo Pratica il dispositivo aggiunge la funzione cambio mazza, che consente ai golfisti di monitorare con precisione i dati di allenamento con diverse mazze. Accanto alle metriche già disponibili, come la tempistica del backswing e del downswing, il ritmo e la velocità dello swing, il nuovo aggiornamento introduce l'ampiezza del backswing e il piano dello swing. Queste metriche aiutano a valutare la stabilità dello swing e a determinare se è pienamente carico, rendendo ogni sessione di allenamento più strutturata, misurabile ed efficace.

Italiani sempre più nottambuli online: +32% di acquisti tra le 23 e le 7
Le notti degli italiani diventano sempre più digitali: le intenzioni di acquisto online aumentano del 32% tra le 23:00 e le 7:00, secondo i dati di Idealo
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Nella modalità Modalità Mappa dei campi da gioco, Huawei Watch Ultimate 2 Verde diventa un affidabile assistente in campo. La nuova funzione personalizzata della bandierina sul green permette di regolare manualmente la posizione della bandierina, per strategie di tiro più precise. La funzione di visualizzazione del green con rotazione automatica offre un movimento dinamico da una prospettiva in prima persona, riducendo lo sforzo cognitivo per visualizzare il green e aiutando i golfisti a interpretare accuratamente le pendenze, le linee di putting e la posizione relativa tra la palla e la bandiera. Ciò riduce significativamente gli errori di valutazione e permette di afforntare ogni tiro con maggiore sicurezza e sicurezza.

Xiaomi Vision Gran Turismo debutta al MWC Barcelona 2026
La Xiaomi Vision Gran Turismo debutta ufficialmente al MWC Barcelona 2026. La concept car virtuale sviluppata dal colosso tecnologico cinese mostra la visione del brand tra mobilità elettrica, prestazioni e design futuristico
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Questo aggiornamento è più di un semplice perfezionamento artigianale. È l'integrazione di innovazioni all'avanguardia nello sport e nella vita smart. Continua a consolidare lo status della serie come punto di riferimento per i dispositivi indossabili di fascia alta, offrendo agli utenti nuove opportunità per esplorare il loro potenziale fisico.

Disponibilità e prezzi


Huawei Watch Ultimate 2 Verde è disponibile a partire da 999,00 euro. Fino al 31 marzo sarà possibile usufruire di uno sconto di 150 euro utilizzando il coupon ACSULTIMATE2 su HUAWEI Store Italia.


Italiani sempre più nottambuli online: +32% di intenzioni di acquisto tra le 23 e le 7


Le giornate si allungano, le notifiche non si fermano mai e il confine tra lavoro e tempo libero è sempre più sottile. Il risultato? Gli italiani dormono meno e sempre più spesso restano connessi anche nel cuore della notte. In Italia la durata media del sonno è di circa 7 ore, ma chi si corica dopo mezzanotte scende poco sopra le 6 ore effettive, con una quota ridotta di sonno profondo. In questo scenario, la notte non è solo tempo di riposo mancato: è anche un momento in cui si naviga, si confrontano prezzi e si pianificano acquisti.

Secondo l’analisi di idealo, portale internazionale leader nella comparazione prezzi, le intenzioni di acquisto tra le 23:00 e le 7:00 sono cresciute del +32% anno su anno. La notte si conferma così uno spazio attivo di consumo e progettualità. Un fenomeno che emerge con ancora più forza in occasione della Giornata Mondiale del Sonno che ricorre domani eche ogni anno accende i riflettori sull’importanza del riposo e sulle nuove abitudini che stanno trasformando il nostro rapporto con la notte.

Giornata Mondiale del Sonno: 5 fattori che disturbano il riposo
Dormire bene è fondamentale per salute e benessere. In occasione della Giornata Mondiale del Sonno analizziamo cinque fattori che possono compromettere il riposo notturno e i rimedi consigliati dagli esperti per migliorare la qualità del sonno
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Notte mobile-first, ma cambiano le priorità


L’elettronica concentra il 43% dell’interesse notturno e lo smartphone resta il prodotto più cercato. Tuttavia, esso registra un leggero calo anno su anno (-6%), segno che la navigazione notturna resta mobile-first, ma si sta spostando verso bisogni più specifici. Di notte, infatti, non si acquista solo il device finito: si potenzia. Le ricerche notturne per RAM crescono del +336% anno su anno, le schede video del +165%, i dissipatori a liquido del +90%, gli alimentatori PC del +84%. È il boom dell’upgrade, della personalizzazione, della performance costruita pezzo dopo pezzo. La notte diventa il momento in cui si migliora la propria postazione di lavoro o gaming, quando il silenzio aiuta a concentrarsi e a scegliere. Quando il silenzio della notte aiuta a concentrarsi, molti persone approfittano di queste ore per informarsi, confrontare componenti e progettare il proprio setup ideale, che sia per lavoro o per gaming.

Quando non si dorme, si immagina una casa migliore


Se l’elettronica domina per volumi, è la casa a raccontare la trasformazione più interessante. La categoria Arredamento & Giardino cresce del +59% anno su anno, arrivando a rappresentare il 14% dell’interesse notturno. Le ricerche relative alla scelta del letto aumentano del +270%, quelle per cucina componibile del +229%, per armadio del +199%, per mobile bagno del +193%, mentre il divano cresce del +152%. La notte diventa il momento in cui si pianificano le grandi spese domestiche, si ripensano gli spazi, si progetta un ambiente più accogliente. Il tema del riposo emerge in modo ancora più evidente osservando nel dettaglio le ricerche specifiche legate proprio ai letti: tra le tipologie più ricercate spiccano i letti a scomparsa (+326%), seguiti dai letti singoli (+300%) e dai letti queen size (+279%). Crescono anche i letti con contenitore (+243%) e i letti king size (+200%), segno di una crescente attenzione verso soluzioni che uniscono comfort e ottimizzazione degli spazi. Un’attenzione che riguarda anche i più piccoli: le ricerche per letti a soppalco (+230%) e letti a castello (+127%) confermano come sempre più famiglie investano nella qualità del riposo dei bambini5.

Dormire meglio diventa una priorità


Se si dorme poco, si cerca almeno di dormire meglio. Lo dimostrano anche le ricerche legate agli accessori per il riposo: materassi +56%, coprimaterassi +75%, piumini +115%, coperte e plaid +108%6. A sorprendere è soprattutto il dato delle luci notturne, che registrano un incremento del +341%, segno di quanto l’atmosfera e la qualità dell’ambiente domestico stiano diventando parte integrante della routine serale. La camera da letto non è più soltanto uno spazio funzionale della casa, ma un vero e proprio rifugio in cui rallentare e recuperare energie dopo giornate sempre più connesse.

AI sul lavoro: 4 italiani su 10 risparmiano un giorno a settimana
Una nuova ricerca Workday rivela che 4 dipendenti italiani su 10 risparmiano fino a un giorno di lavoro a settimana grazie all’AI. Tuttavia per il 50% degli utenti le lunghe rielaborazioni dei contenuti generati dall’intelligenza artificiale restano un problema
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Self-care e passioni: la notte come spazio personale


Le ore notturne sono anche un momento intimo, dedicato a sé stessi. Le categorie Salute, Bellezza & Drogheria crescono del +50%, mentre Mangiare & Bere segna +69%. Il caffè aumenta del +171%, le capsule del +85%, i set di bellezza del +110%, i profumi uomo e donna intorno all’80%, con il profumo unisex che arriva a +165%. Anche la skin care cresce del +52%8. Accanto alla cura personale, trovano spazio le passioni. Il mondo gaming cresce del +48%, con i videogiochi a +157% e le console a +67%. L’universo moto è altrettanto dinamico: casco +59%, giacca +61%, mentre lubrificanti e additivi per motore segnano addirittura +264%9. La notte, dunque, si rivela il momento in cui si coltivano interessi, si assecondano desideri, si fanno scelte più personali.

Il paradosso contemporaneo e l'evoluzione delle abitudini


C’è un filo rosso che lega questi numeri: la notte è diventata uno spazio ibrido. È tempo sottratto al riposo, ma anche momento di progettazione e consapevolezza. Si naviga perché non si dorme, ma si cerca anche di migliorare la qualità della propria vita, a partire dalla casa, dal comfort, dal benessere personale. Gli italiani dormono poco, è vero. Ma nelle ore silenziose tra le 23 e le 7 non restano immobili: immaginano cambiamenti, pianificano acquisti, investono su ciò che può farli stare meglio. Abitudini digitali che si evolvono rapidamente, con lo shopping online che si sposta sempre più nelle ore notturne e una tendenza che potrebbe diventare sempre più rilevante per retailer e marketplace digitali nei prossimi anni. In conclusione per molti, oggi, il vero lusso non è restare svegli fino a tardi; è riuscire finalmente a dormire meglio.


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differx a palazzo collicola


la mostra a cura di Gianni e Giuseppe Garrera:
slowforward.net/2026/02/18/21f…

alcune cose asemiche di differx esposte:

differx_ libretto asemico_ foto di andrea balietti
foto di Andrea Balietti

«Gli aspetti più autentici e inediti sollecitati dalla mostra riguardano: il trasferimento della verità e della salvezza del mondo dagli uomini agli animali; la negazione della possibilità di ogni virtù dell’economia, compreso il sistema della beneficenza (ogni gesto economico non apparterrà mai alla carità, deve solo appartenere alla giustizia); la disistima della cultura e del linguaggio umano; la rinnegazione totale del padre, della famiglia e di ogni eredità; la condanna totale di tutta la Storia»

𝙑𝙞𝙩𝙖 𝙢𝙞𝙣𝙤𝙧𝙚
San Francesco e la santità
dell’arte contemporanea
instagram.com/p/DVbfE53iOaX/?i…

*

differx a palazzo collicola_ foto di eric toccaceli_ 1
foto di Eric Toccaceli

materiali asemici di differx in esposizione a Palazzo Collicola (Spoleto)
foto di Eric Toccaceli

#AndreaBalietti #art #arte #arteContemporanea #asemic #asemicWriting #asemics #collettiva #CollezioneGarrera #CollezioneGiuseppeGarrera #condannaTotaleDiTuttaLaStoria #contemporaryArt #differx #EricToccaceli #materialiAsemici #materialiAsemiciDiDifferx #materialiVerbovisivi #mostra #mostraCollettiva #PalazzoCollicola #scritturaAsemica #scrittureAnomale #scrittureAsemiche #scrittureEretiche #scrittureEslege #Spoleto


21 febbraio, palazzo collicola, spoleto: “vita minore”, a cura di gianni e giuseppe garrera

a PALAZZO COLLICOLA
Spoleto, piazza Collicola 1


Vita minore_ mostra a Palazzo Collicola (Spoleto)_ dal 21 feb 2026_

Vita minore. San Francesco
e la santità dell’arte contemporanea


mostra collettiva a cura di Gianni e Giuseppe Garrera
dal 21 febbraio al 2 giugno 2026

Inaugurazione sabato 21 febbraio 2026, ore 11:00
Piazza Collicola 1, Spoleto
palazzocollicola.it/schdMostra…

Vita minore. San Francesco e la santità dell’arte contemporanea è il titolo della mostra collettiva realizzata in occasione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi.
A cura di Gianni e Giuseppe Garrera, il progetto propone una rilettura in chiave contemporanea della figura del Santo, profondamente legato al territorio umbro e spoletino: Francesco scelse infatti Monteluco, la montagna che s’innalza di fronte a Spoleto, come luogo di preghiera e contemplazione e, secondo la tradizione, pronunciò la celebre frase «Nihil jucundius vidi valle mea spoletana» – «Non vidi mai nulla di più gioioso della mia valle spoletana» – che ancora oggi testimonia il suo rapporto privilegiato con il contesto.

La mostra, allestita al piano terra di Palazzo Collicola, ripercorre l’esempio radicale e impraticabile di San Francesco – dell’avventura e della parabola del Santo – attraverso frammenti luminosi rintracciabili in opere d’arte contemporanea. Immaginando l’impossibilità di fatto di poter avere un contatto diretto con San Francesco, se ne rinvengono solo le schegge, come di un vaso infranto e da ricomporre, incastonate in momenti speciali e autentici della ricerca contemporanea. Il percorso espositivo, concepito come uno scambio di segni tra memoria storica e sensibilità contemporanea, si fonda su prestiti dalle collezioni private dei curatori, frutto di attenta raccolta e selezione nel corso degli ultimi vent’anni, arricchita da prestiti nazionali e internazionali e da opere site-specific realizzate per gli spazi storici del palazzo.

La mostra, a partire dal concetto di “minorità”, intesa come sfida alla società e rifiuto di tutti i suoi principi per “farsi minori” e mettersi al servizio del prossimo, tenta di evocare e reinterpretare i valori fondamentali di San Francesco – povertà assoluta, farsi minori, corporeità e nudità, abdicazione dell’umano di fronte agli animali, amore per le creature – non attraverso immagini della tradizione, ma mediante l’“esempio” di pratiche artistiche contemporanee articolate in sezioni dedicate ai diversi temi: la presenza esclusiva del Vangelo; la condanna radicale di ogni aspetto della ricchezza; il linguaggio come strumento di controllo e potere da demolire; la sottomissione alla natura e al creato fino alla gloria della fraternità con la morte. Il percorso si sofferma, inoltre, con particolare dedizione, sulla santità attiva, fondata dai miracoli, e sul privilegio femminile, con riferimenti a Santa Chiara e alla clausura come scelta di introspezione e resistenza.

Artisti storicizzati come Alberto Burri, Gino De Dominicis, Jimmie Durham, Leoncillo, Yoko Ono, Giulio Paolini, Salvo, Anna Torelli, insieme ad altri di generazioni successive come Luca Bertolo, Antonio Del Donno, Matteo Fato, Flavio Favelli, Cesare Pietroiusti, Tomas Saraceno, Luca Vitone, per citarne solo alcuni, offrono al visitatore interpretazioni inedite e suggestive del pensiero francescano, trasformando Palazzo Collicola in uno spazio in cui la storia dialoga con il contemporaneo.

Ogni sala diventa così luogo di esercizio spirituale, di meditazione, contemplazione e stupore, dove l’eredità estetica di San Francesco si intreccia con la sensibilità artistica contemporanea, offrendo un’esperienza che rinnova la percezione del sacro e del vivere nel mondo contro il mondo stesso.

Vita minore. San Francesco e la santità dell’arte contemporanea include opere, documenti e testi di: Vincenzo Accame, Mirella Bentivoglio, Luca Bertolo, Alain Bornain, Paolo Bufalini, Alberto Burri, John Cage, Cristina Campo, Ugo Carrega, Gea Casolaro, Ugo Celada da Virgilio, Laura Cingolani, Claudio Costa, Gino De Dominicis, Antonio Del Donno, Jimmie Durham, Matteo Fato, Flavio Favelli, Albino Galvano, Alessandro Gamba, Augusto Garau, Fabio Giorgi Alberti, Marco Giovenale, Francesco Gioacchini, Elisabetta Gut, Jannis Kounellis, Giovanni Korompay, Fabio Lapiana, Leoncillo, Jochen Lemberg, Carla Lonzi, Claude Maillard, Miltos Manetas, Cristina Maulini, Olivier Messiaen, Elisa Montessori, Elsa Morante, Magdalo Mussio, Maurizio Nannucci, Gualtiero Nativi, Richard Nonas, Giancarlo Norese, Martino Oberto, Yoko Ono, Anna Maria Ortese, Giulio Paolini, Pier Paolo Pasolini, Luca Maria Patella, Cesare Pietroiusti, Lamberto Pignotti, Juha-Matti Pitkanen, Fabrizio Prevedello, Giustina Prestento, Giuseppe Pulvirenti, Domenico Purificato, Antonietta Raphäel Mafai, Mauro Reggiani, Max Renkel, Salvo, Tomas Saraceno, Alba Savoi, Greta Schödl, Augusto Strindberg, Alfonso Talotta, Michele Tocca, Mario Tozzi, Luca Trevisani, Luca Vitone, Alberto Ziveri.


[…]

III. Elogio dell’analfabetismo

La Regula prima di San Francesco vieta di imparare a leggere e scrivere. La povertà assoluta è riconoscere che non è necessario saper leggere e scrivere. Demilitarizzare il linguaggio. La deculturalizzazione. Contro l’ortografia, contro la sintassi, contro la scrittura. Desacralizzare la grammatica. Ogni forma di linguaggio costituito è esercizio di potere. Tutte le informazioni del mondo sono ordini del mondo. Unico libro ammesso da San Francesco è il Vangelo (che però va dato via, se serve per soccorrere i poveri). I libri costano cari e sono contrari alla povertà. Contro i libri e contro la presunzione del sapere.
La sala è concepita come una sala di amanuensi speciali, dediti alla distruzione della scrittura e dell’ortografia del mondo (Vincenzo Accame, Matteo Fato, Elisabetta Gut, Marco Giovenale, Magdalo Mussio, Francesco Gioacchini, Fabio Giorgi Alberti, Alba Savoi, ecc.) accompagnati dal canto liturgico di John Cage (Empty Words).
Amanuensi contemporanei per una pratica quotidiana di distruzione e disintegrazione della dittatura della scrittura come significato e ordine del significato. In un lato della sala anche matite, contro la scrittura, di Gea Casolaro e Maurizio Nannucci. Unico testo ufficiale ammesso e come modello: il quaderno della prima elementare di Luca Maria Patella con il disegno della predica agli uccelli di San Francesco compiuto dall’artista quando aveva 6 anni.

Giuseppe Garrera, descrizione della terza sala della mostra

[…]

§

[youtube youtube.com/watch?v=w5U4Z3Z5ff…]

John Cage performs a 90 minute excerpt from Empty Words at the 1991 Subtropics Music Festival in Miami, Florida. The Subtropics website: subtropics.org

Subtropics also has a youtube channel:
youtube.com/user/isawsubtropic…

Special thanks to:
The John Cage Trust – Laura Kuhn, Director – johncage.org
Subtropics Music Festival, Gustavo Matamoros, Director
John Kramel & Mary Luft – Tigertail Productions, Miami
South Florida Composers Alliance
Miami-Dade Community College, Wolfson Campus
WLRN-TV

Empty Words – Writings ’73-’78, by John Cage is
published by the CF-Peters Corporation
Video: 1991 © DavidOlive
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