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l’obiettivo del sionismo è (anche) la morte del futuro


l’obiettivo del sionismo e di israele è (ed è sempre stato) non solo la distruzione del presente del mondo arabo, ma anche del suo futuro. i bambini sono il futuro. di qui il genocidio.

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13 aprile: “i sassi” e “spin-off”, di giulio marzaioli @ ‘la finestra di antonio syxty’


la pagina del podcast: open.spotify.com/show/7onZatZD…

i libri: ticedizioni.com/products/i-sas… e ticedizioni.com/products/spin-…

con Marilina Ciaco, Luigi Magno, Massimiliano Manganelli – e il coordinamento di Antonio Syxty
#AntonioSyxty #cambioDiParadigma #chapbooks #GiulioMarzaioli #ISassi #LaFinestraDiAntonioSyxty #LuigiMagno #ManifattureTeatraliMilanesi #MarilinaCiaco #MassimilianoManganelli #MTM #MTMManifattureTeatraliMilanesi #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #SpinOff #Tic #TicEdizioni #UltraChapBooks

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Immich 2.7: più sicurezza e gestione duplicati


Immich 2.7 arriva con gestione duplicati lato server, nuove policy di sicurezza e scorciatoie da tastiera. Le novità e le critiche sulla performance.
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Immich, con il rilascio della versione 2.7, continua a consolidarsi come alternativa solida ai servizi cloud per la gestione delle foto. L’aggiornamento punta a rendere più robusta l’infrastruttura self-hosted introducendo funzionalità di sicurezza avanzate e migliorando il flusso di lavoro nella gestione degli asset, sebbene la comunità abbia già segnalato alcune criticità nelle prestazioni.

La novità più attesa riguarda la gestione dei file duplicati. La logica di confronto è stata spostata interamente sul server, eliminando la necessità di elaborazione lato client. Il sistema valuta ora automaticamente quale file mantenere incrociando dimensioni e dati EXIF, un approccio che dovrebbe garantire una pulizia più accurata della libreria senza appesantire i dispositivi degli utenti. Parallelamente, la sincronizzazione dei metadati è stata ampliata per includere album, stato dei preferiti, valutazioni, descrizioni, visibilità, posizione e tag, assicurando che le modifiche apportate su un dispositivo si riflettano coerentemente su tutti gli altri.

Sul sicurezza gli amministratori di istanza possono attivare una Content Security Policy (CSP), uno strumento fondamentale per mitigare attacchi web come il cross-site scripting (XSS), una vulnerabilità che è stata corretta in questa release, insieme ad altri bug minori come un errore nella configurazione predefinita helmet.json e problemi di avvio dei container ML su alcune configurazioni. Per chi gestisce cartelle sensibili, è stata introdotta l’opzione “Move to locked folder” nella vista cartelle, permettendo di isolare contenuti specifici con un livello di accesso più rigoroso. Anche la gestione degli album diventa più flessibile: i proprietari degli asset possono rimuovere elementi direttamente dall’album tramite una nuova azione dedicata, accessibile sia ai creatori dell’album che a quelli del singolo file.

L’esperienza utente beneficia di nuove scorciatoie da tastiera per l’editor (e per aprire, parentesi quadre per ruotare, Invio per salvare) e di un aggiornamento all’editor di tagging facciale, che permette di creare nuove persone istantaneamente durante la fase di etichettatura. Sono stati inoltre migliorati il download delle live photo e dei video su Safari e l’infrastruttura di controllo delle versioni.

Tutto molto bello ma non del tutto perfetto. Il passaggio alla versione 2.7 ha generato un dibattito acceso nella community. Mentre molti apprezzano le nuove funzionalità di visualizzazione e sicurezza, diversi utenti hanno riportato regressioni significative nelle prestazioni, segnalando un caricamento delle miniature e delle immagini più lento rispetto alle versioni precedenti, specialmente in ambienti remoti. Sebbene il team abbia già rilasciato patch per correggere errori di configurazione e malfunzionamenti dei container ML, alcuni utenti continuano a segnalare rallentamenti nel caricamento delle miniature, specialmente in ambienti remoti.

Per chi sta valutando l’aggiornamento, il consiglio è di procedere con cautela, assicurandosi di avere un backup recente prima di applicare la nuova versione, specialmente se si gestisce una libreria di grandi dimensioni.

SOURCE:// github.com
SOURCE:// github.com
SOURCE:// reddit.com

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PeaZip 11.0 accelera la navigazione negli archivi e introduce il test batch


PeaZip 11.0 accelera la navigazione negli archivi, aggiunge test batch, valutazione entropia password e miglioramenti per schermi ad alta risoluzione.
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PeaZip compie il salto alla versione 11.0, un aggiornamento che consolida l’evoluzione della linea 10.x con ottimizzazioni concrete alla velocità di navigazione e alcune funzioni inedite per la sicurezza e la produttività.

Il lavoro più consistente riguarda le prestazioni. Il passo di pre-parsing della tabella dei contenuti degli archivi risulta più rapido quando questa non è ordinata per nome, e ancora più veloce per archivi molto grandi, oltre i 100mila elementi. Anche la resa dell’albero nella barra laterale guadagna velocità. Nella variante GTK2, la modalità virtuale diventa il comportamento predefinito oltre i 16mila elementi, alleggerendo così il carico su archivi consistenti.

Il drag and drop interno si fa più comodo: ora è possibile rilasciare elementi direttamente sulla barra dei breadcrumb e su quella delle schede, e le operazioni di copia e spostamento non cambiano più la cartella corrente, coerentemente con il comportamento dell’estrazione. I segnalibri si estendono oltre gli archivi, permettendo di salvare ricerche e viste piatte anche per elementi del filesystem.

Due funzioni nuove meritano attenzione. Il test batch degli archivi permette di verificare l’integrità di più file compressi in sequenza, riportando esito e CRC direttamente nel gestore. La valutazione dell’entropia delle password, disponibile sia nel gestore password sia nella finestra di inserimento, aiuta a capire quanto sia robusta la chiave scelta prima di cifrare.

L’interfaccia riceve ritocchi mirati: stili di rendering alternativi per le icone (Native, Sharp, Soft) per adattarsi meglio ai diversi widgetset, zoom e ridimensionamento frazionale migliorati, e la finestra di avanzamento che ora mostra la percentuale globale durante operazioni batch multiple.

Sotto il cofano, il backend 7z/p7zip sale alla versione 26.00 e Pea alla 1.30. I sorgenti sono compilati con Lazarus 4.2, mantenendo la compatibilità con le versioni 3.x e 2.x. PeaZip 11.0 supporta ora 242 estensioni di file apribili come archivio.

SOURCE:// peazip.github.io
SOURCE:// 9to5linux.com
SOURCE:// github.com

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Preparazione ai test universitari: i dati smontano i miti su come studiano gli studenti italiani


I dati di una piattaforma digitale rivelano come studiano davvero gli studenti italiani: meno maratone notturne e più costanza. Ecco cosa funziona davvero per superare i test universitari
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Con i test per le professioni medico-sanitarie attesi tra novembre e dicembre 2026, e con molti studenti che iniziano a prepararsi già dopo la maturità, si apre la finestra temporale che determinerà le chance di accesso all’università. Per questi giovani, nativi digitali, cresciuti con lo smartphone in mano e abituati a cercare risposte sui social, il primo posto in cui guardare è spesso il feed. Su TikTok, #StudyTok conta quasi 4 miliardi di video, su Instagram, #studygram supera i 20 milioni di post. Come in un set, c’è la scrivania ordinata, playlist lo-fi in sottofondo, evidenziatori pastello a volontà, e così, anche lo studio e la preparazione universitaria sono diventati un contenuto, pura estetica da ostentare.

Lavorare nello sport: le 10 professioni del futuro più richieste
Un giovane su tre sogna una carriera nello sport. Dalla tecnologia ai nuovi ruoli digitali, ecco le 10 professioni del futuro che stanno trasformando il settore
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Tuttavia, trasformare l'ansia da prestazione, la difficoltà di concentrazione e la mancanza di un buon metodo di studio in qualcosa da mostrare non sempre si traduce in risultati migliori. Lo dimostrano i dati di TestBuddy doveemerge che tra gli studenti che hanno completato almeno 5 simulazioni, il 61% migliora il proprio punteggio rispetto alle prime sessioni e per 1 studente su 4 il miglioramento supera i 10 punti su 100. Chi usa la piattaforma per almeno un mese, inoltre, ottiene in media +4 punti, il 50% in più rispetto a chi la utilizza solo per poche settimane. In media, bastano 3 simulazioni complete per raggiungere il 60% di correttezza nelle risposte, una soglia competitiva per la maggior parte dei test di ammissione universitari italiani.

Quando e come studiano gli studenti italiani


Dall’analisi delle sessioni effettuate sulla piattaforma, emerge che il 31,6% di tutte le sessioni di studio avviene nel pomeriggio, tra le 14 e le 17, la fascia oraria in cui si registrano anche i punteggi più alti, con una correttezza media del 42,7% alle 9 del mattino. All'opposto, solo il 9,3% delle simulazioni viene svolto di notte, tra le 22 e l’una: oltre 20.000 sessioni analizzate nella fascia notturna, con una correttezza media che scende al 26,4%, facendo svanire il mito dello studente notturno. Giorni preferiti? Il martedì è il giorno più produttivo della settimana, mentre il sabato quello con meno simulazioni. Anche la stagionalità racconta qualcosa di interessante: ad esempio, novembre è il mese più intenso dell'anno, il 21% di tutte le sessioni annuali si concentra qui, ma anche l'estate occupa un posto significativo; ad agosto le simulazioni aumentano del 400% rispetto a giugno, dimostrando che chi si prepara per i test di Professioni Sanitarie in estate parte in anticipo.

“Nei video #StudyTok si vedono ore di studio in timelapse, candele accese e playlist curate. I dati della nostra piattaforma dicono che il momento più produttivo per studiare è alle 17, non a mezzanotte con la musica lo-fi in sottofondo, inoltre, chi studia di notte ottiene in media 3 punti in meno su 100. Questi dati raccontano che il metodo conta più dell'atmosfera e dell’estetica”, afferma Leo Fulvio Bacchilega di TestBuddy.



Addio chiavi: Nuki Smart Lock apre la porta con un tap
Addio chiavi: con Nuki Smart Lock puoi aprire la porta di casa con un semplice tap, proprio come i pagamenti contactless. Ecco come funziona la serratura smart
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Cinque abitudini di studio che fanno davvero la differenza


Prepararsi bene a un test di ammissione non vuol dire dover seguire un piano rigido scritto e sperare di tenerlo; piuttosto, significa sapere ogni giorno qual è la direzione giusta, dove concentrarsi, costruendo la sessione successiva a partire da come è andata quella precedente. Ecco quindi che gli esperti suggeriscono cinque abitudini che gli studenti possono applicare fin da subito:

  • capire da dove si parte, non dove si vuole arrivare: prima di aprire un libro, meglio cimentarsi in una prima simulazione così da sapere esattamente qual è l’area in cui si è più forti e dove invece si fa più fatica. Studiare senza saperlo è come guidare senza GPS;
  • non guardare solo cosa si sta sbagliando, ma anche come si sta sbagliando: c'è differenza tra sbagliare per ignoranza e sbagliare per insicurezza. Se su una domanda di chimica ci si mette il doppio del tempo, non è perché non si sa rispondere, è che prende spazio l’incertezza. Riconoscere questa differenza cambia completamente la prospettiva sul come si deve studiare una certa materia;
  • allenarsi sulle domande vere del test: ogni test di ammissione ha una struttura precisa, degli argomenti ricorrenti e dei trabocchetti tipici. Quindi, esercitarsi con quiz specifici e soluzioni commentate è diverso da studiare su manuali generici, perché allena la mente proprio a non incappare in questi modelli ricorrenti e tranelli;
  • pianificare per il giorno dopo e non per i prossimi tre mesi: i piani di studio rigidi non sono sempre la soluzione migliore, quello che molte volte funziona è sapere ogni sera cosa fare il giorno dopo; tutto sta nell’avere ben chiaro come si sta andando in questo momento, non facendo riferimento a un programma pianificato a settembre;
  • studiare in base alla vita reale, non a quella dello studente ideale: la preparazione deve partire dalle abitudini, deve tenere conto se si è impegnati al pomeriggio in attività sportive, se si lavora il weekend oppure se si dorme poco durante la settimana. Per questo, è utile fare affidamento a una piattaforma che sia cucita su misura rispetto ai tempi effettivi dello studente, capendo se in quel momento si ha bisogno di una sessione rapida da dieci minuti o di una simulazione completa, senza un formato unico imposto.


“In un settore dove spesso si vende l'ansia mascherata da motivazione, i dati della piattaforma dimostrano che chi si prepara con metodo e nei momenti giusti ottiene risultati concreti. È per questo che il tutor AI di TestBuddy dice esattamente cosa fare domani, in base a come sei andato oggi. In questo modo, gli studenti che arrivano al test riposati, sicuri e con un piano reale partono già avanti”, conclude Leo Fulvio Bacchilega.



Un giovane su 3 sogna di lavorare nello sport: le 10 professioni del futuro


Mentre nuove dinamiche digitali, come ad esempio i prediction markets, stanno ridefinendo il rapporto tra sport, tecnologia e finanza, il settore sportivo europeo continua a dimostrarsi un motore economico e occupazionale in forte espansione. Secondo The Careers & Enterprise Company, l'ente indipendente per l'orientamento professionale del Regno Unito, gli studenti che iniziano la scuola secondaria a 11 anni, hanno tra le loro principali ambizioni di carriera il settore sportivo (per il 29%), seguiti dalle professioni legate al mondo dell'arte e musica (19%) e la cura degli animali (15%).

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L'occupazione nel settore sportivo: i numeri


Sempre secondo i più recenti dati di Eurostat, nel 2023 erano circa 1,55 milioni le persone che, nell’Unione Europea, erano impiegate nel settore sportivo, pari allo 0,76% dell’occupazione totale. Nel 2024 il numero ha raggiunto circa 1,6 milioni di occupati, con una crescita del +6,5% su base annua, confermando un trend positivo dopo la fase pandemica che nei prossimi anni dovrebbe crescere ulteriormente. Le analisi evidenziano come lo sport sia un comparto particolarmente rilevante per l’occupazione giovanile: oltre un terzo dei lavoratori (36,8% secondoEurostat) ha tra i 15 e i 29 anni, una quota significativamente superiore alla media degli altri settori.

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Allo stesso tempo, il settore presenta caratteristiche peculiari: una maggiore diffusione dei contratti part-time, un’incidenza più elevata di lavoro autonomo e un livello di qualificazione professionale in costante crescita. Si tratta di dati particolarmente rilevanti in occasione della Giornata internazionale dello sport (World Sport Day), che si celebra ogni anno il 6 aprile. Proprio in questo ambito, da sempre capace di affascinare i più giovani, si inseriscono alcune delle professioni più richieste e ambite: dallo sport trader, il professionista che opera sugli eventi sportivi con un approccio strutturato e orientato ai processi, fino all’eSports manager, figura responsabile della gestione organizzativa, strategica e operativa di un team di videogiochi competitivi.

L'arrivo della digitalizzazione


Dal punto di vista economico complessivo, lo sport rappresenta un comparto strategico anche in termini di impatto sul sistema produttivo: si stima che esso contribuisca a circa il 3,4% del PIL dell’UE, generando milioni di posti di lavoro diretti e indiretti lungo la filiera. Parallelamente alla crescita occupazionale, il settore sportivo sta vivendo una trasformazione profonda guidata dalla digitalizzazione e dall’innovazione tecnologica. In particolare, secondo lo Sports Business Journal, il settore non è più limitato agli atleti, ma replica la struttura di un’azienda complessa, con funzioni che spaziano da marketing a finanza, fino a data, media e operations. Secondo analisi recenti, le attività legate allo sport rappresentano oggi la componente dominante di queste piattaforme, arrivando a costituire la gran parte dei volumi e dei ricavi.

“Il cambiamento che stiamo osservando non riguarda solo le professioni, ma il modo in cui le nuove generazioni si avvicinano al lavoro. C’è una crescente attrazione verso ambiti che uniscono dati, tecnologia e capacità decisionale. Anche nel mondo dello sport, sempre più spesso, non si tratta solo di passione ma di competenze legate all’analisi, alla gestione del rischio e alla lettura degli scenari” ha sottolineato Davide Renna, tra i principali sport trader professionisti a livello europeo.


Il settore sportivo europeo si trova oggi in una fase di forte evoluzione: da un lato continua a crescere come bacino occupazionale e leva economica, dall’altro si intreccia sempre più con innovazione tecnologica e nuovi modelli di business digitali. La sfida per i prossimi anni, secondo gli analisti, sarà trovare un equilibrio tra sviluppo economico, tutela dei lavoratori e regolazione di strumenti emergenti, in un ecosistema in cui sport, dati e finanza sono sempre più interconnessi.

“Lo sport trading è ancora poco conosciuto in Italia, ma rappresenta un ambito in forte evoluzione. Non è una questione di intuizione, ma di metodo: analisi dei dati, gestione del rischio e capacità di prendere decisioni in condizioni di incertezza. È proprio questa combinazione che lo rende una delle professioni più interessanti per chi vuole sviluppare competenze trasferibili anche ad altri contesti” ha concluso Davide Renna.



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Gli italiani stanno cambiando modo di decidere: sempre più persone chiedono alle IA consigli su acquisti, viaggi e servizi. Ma le aziende non sono ancora pronte a questo nuovo scenario
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Il futuro del settore: quali le professionalità più richieste


Tornando ai dati, sempre secondo Eurostat, anche l’occupazione femminile nel mondo sportivo è in costante crescita. Il numero di donne occupate nel settore ha visto un continuo aumento portando il numero di persone a 623.900 nel 2019, per poi diminuire nel 2020 (-50mila, -8,0%). Dal 2021 il numero di donne occupate nello sport è in crescita, raggiungendo nel 2024 il livello più alto a 721.100 (+29.100, +4,2 % rispetto al 2023). Ecco, nel dettaglio, quali sono le figure professionali che gli esperti ritengono in più rapida ascesa che uniscono passione per lo sport e innovazione tecnologica:

  • Digital sport producer: si occupa della produzione, gestione e distribuzione dei contenuti per l'editoria sportiva digitale;
  • Sports data analyst: è lo specialista che identifica e raccoglie tutti i dati relativi alle diverse discipline sportive (statistiche, dati e analisi);
  • Sport trader: professionista che opera sulla compravendita di quote nei mercati sportivi;
  • Club media manager: si occupa della comunicazione social delle società sportive e delle federazioni agonistiche;
  • eSports manager: gestisce l'organizzazione complessiva, la strategia e le operazioni di un team di videogiochi competitivi;
  • Sport-tech specialist: lavora su innovazioni come realtà aumentata per tifosi e/o allenamento immersivo;
  • Sustainability sport manager: si occupa di impatto ambientale di eventi, stadi e club;
  • Fan engagement manager: crea contenuti e strategie per coinvolgere i tifosi di club e squadre;
  • Performance sport scientist: combina fisiologia, biomeccanica e tecnologia per migliorare le performance;
  • Event & sport experience manager: organizza eventi sportivi (live, digitali, ibridi) puntando sull’esperienza del pubblico.


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È arrivato per davvero Brave Origin: browser pulito senza crypto e gratuito su Linux


Brave lancia Origin, versione a pagamento senza funzionalità crypto. Gratis su Linux, 59 euro su Windows. Scopri il nuovo modello di business del browser privacy-focused.
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Dopo mesi di annunci e discussioni, Brave Origin è finalmente disponibile. Il browser privacy-focused presenta una versione “pulita” senza le funzionalità crypto che avevano diviso la community negli ultimi anni. La release Nightly 1.91.33 è già scaricabile da GitHub per tutte le piattaforme principali.

Gratis su Linux


La novità più interessante riguarda il modello di business. Su Windows e macOS si tratta di un acquisto una tantum da 59,99 dollari, mentre Linux rimane completamente gratuito. Gli utenti della distribuzione open source possono comunque scegliere di pagare volontariamente per sostenere lo sviluppo del progetto, ma non è obbligatorio. Questa scelta dimostra un certo rispetto verso la comunità Linux che ha sempre apprezzato l’approccio open source di Brave.

Cosa cambia nell’esperienza utente


Brave Origin rimuove il portafoglio crypto integrato, le funzionalità blockchain e gli elementi promozionali legati al programma di ricompense BAT. Rimangono intatte le protezioni privacy, il blocco degli annunci tramite Shields, gli aggiornamenti di sicurezza e le patch Chromium regolari. L’interfaccia risulta più minimale, con focus sulle funzioni essenziali di navigazione.

Il founder Brendan Eich aveva annunciato il progetto su X tempo fa, ricevendo reazioni contrastanti. Molti utenti chiedevano da tempo una versione senza le funzionalità crypto che avevano allontanato parte della base utenti originale. La versione a pagamento risponde proprio a questa esigenza, offrendo un’alternativa per chi vuole semplicemente navigare in modo sicuro senza elementi aggiuntivi.

Sostenibilità e futuro del progetto


Il prezzo unico senza abbonamento rappresenta un approccio raro nel mercato attuale. La maggior parte dei servizi software si sta spostando verso modelli ricorrenti, mentre Brave mantiene la possibilità di un pagamento singolo. Questo potrebbe attrarre utenti stanchi delle sottoscrizioni continue.

Resta da vedere quanto questo modello sarà sostenibile nel lungo termine. Brave dovrà bilanciare le entrate dalla versione Origin con i costi di sviluppo e mantenimento dell’infrastruttura. La versione gratuita continuerà a esistere, finanziata probabilmente attraverso altri canali come la ricerca integrata e i partnership pubblicitarie tradizionali.

Per chi cerca un browser privacy senza elementi crypto, Brave Origin rappresenta finalmente una soluzione concreta. La disponibilità gratuita su Linux è un segnale positivo per gli utenti open source.

SOURCE:// github.com
SOURCE:// account.brave.com
SOURCE:// x.com
SOURCE:// medium.com
SOURCE:// Brave Versions versions.brave.com

Questa voce è stata modificata (3 settimane fa)
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CompressO 3.0: compressione video e immagini in un unico strumento open source


CompressO 3.0 aggiunge il supporto completo alle immagini JPEG, PNG, WebP e GIF, con strumenti di ritaglio, rotazione e conversione SVG. Gratuito, offline, multipiattaforma.
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Finora CompressO era principalmente uno strumento per comprimere video. Con la versione 3.0 l’app open source multipiattaforma aggiunge un supporto completo alle immagini, trasformandosi in qualcosa di più versatile.

I formati gestiti sono JPEG, PNG, WebP e GIF, tutti con controllo manuale della qualità di compressione. Accanto alla compressione vera e propria arrivano alcune funzioni di editing essenziali: ritaglio, rotazione e capovolgimento, più la possibilità di modificare la risoluzione direttamente durante l’esportazione. Chi lavora con grafica vettoriale troverà utile anche la conversione bidirezionale tra SVG e formati raster, in entrambe le direzioni.

L’app gira interamente in locale, senza caricamenti su cloud, senza account e senza tracciamento. È disponibile per Linux, Windows e macOS, costruita con Tauri e Rust. Su macOS potrebbe comparire un avviso che segnala l’app come non verificata: è normale per le app gratuite e indipendenti distribuite fuori dall’App Store. Si può aprire comunque con un clic destro sull’icona e selezionando “Apri”, oppure installarla tramite Homebrew senza problemi.

CompressO si scarica gratuitamente da GitHub o dal sito ufficiale.

SOURCE:// github.com
SOURCE:// compresso.codeforreal.com

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oggi, 11 aprile, a milano: angela passarello, “in-croci” – mostra @ adec arte


angela passarello in-croci_ dall'11 aprile 2026
cliccare per ingrandire

pdf del comunicato stampa (e testo critico di MG): slowforward.net/wp-content/upl…
#ADECArte #AngelaPassarello #art #arte #INCROCI #inaugurazione #MarcoGiovenale #mostra #vernissage

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Il saccheggio invisibile delle coste catanesi


Non c’è solo la pesca a strascico, il mare è trasformato in un deserto anche da altre forme di pesca incontrollata e illegale, di cui possiamo diventare complici. Ce ne parla Andrea Abramo, formatore di immersione subacquea e appassionato della bellezza del mondo sommerso, di cui ha già scritto per Argo.

C’è una Catania che vive di notte, lontano dai riflettori della movida, e che si […]

Leggi il resto: argocatania.it/2026/04/11/il-s…

#CapitaneriaDiPorto #Carabinieri #Catania #costaEtnea #GuardiaDiFinanza #pesca #Polizia #Scogliera

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Alacritty 0.17: aggiornamenti TOML 1.1 e nuove opzioni per Wayland


Scopri le novità di Alacritty 0.17: aggiornamento a TOML 1.1, nuove binding per il mouse e miglioramenti per Wayland e macOS.
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Alacritty continua a evolversi puntando sulla velocità e sulla pulizia del codice. La versione 0.17.0, appena rilasciata sul repository GitHub, introduce miglioramenti significativi che toccano sia la configurazione che l’interazione diretta con l’utente. Chi utilizza questo emulatore di terminale sa già che la filosofia del progetto è quella di offrire un’esperienza minimale, affidandosi alla potenza della GPU per garantire prestazioni elevate senza appesantire il sistema.

Il cambiamento più rilevante riguarda il supporto al formato di configurazione. Alacritty aveva già migrato al formato TOML dalla versione 0.13, ma la 0.17.0 aggiorna il parser per supportare la specifica TOML 1.1. Questo aggiornamento permette di sfruttare le nuove funzionalità introdotte nello standard, rendendo i file di configurazione più flessibili per chi gestisce ambienti complessi. Per gli utenti che modificano spesso il file di configurazione, si tratta di un passo avanti importante che allinea il terminale agli standard più recenti.

Un’altra novità pratica interessa il mouse. Da questa versione è possibile associare azioni specifiche allo scorrimento della rotellina, configurando i comandi WheelUp e WheelDown nelle binding. Questa funzione amplia le possibilità di personalizzazione, permettendo di mappare scorciatoie o azioni ripetitive direttamente sullo scroll, un dettaglio che può fare la differenza per chi lavora molto a riga di comando.

Per gli utenti Linux che utilizzano Wayland, l’aggiornamento porta l’opzione window.resize_increments, disabilitata di default. Questa impostazione consente di controllare con maggiore precisione le dimensioni della finestra durante il ridimensionamento, evitando che il layout si adatti in modo impreciso ai caratteri visualizzati. Sono stati inoltre risolti diversi crash legati al rendering OpenGL e problemi di input legati alla modalità IME su macOS, migliorando la stabilità generale su queste piattaforme.

Tra le altre correzioni, la release standardizza il nome del file di configurazione su tutte le piattaforme, risolve problemi con il percorso mostrato nell’aiuto su Windows e macOS e aggiunge il supporto per il protocollo startup notify su Wayland. Alacritty rimane un progetto in fase beta, come indicato dai suoi stessi sviluppatori, ma è ormai adottato come soluzione quotidiana da molti professionisti. La scelta di non integrare funzioni come le schede o il divisione dello schermo favorisce l’uso di multiplexer esterni come tmux, mantenendo il codice leggero e focalizzato esclusivamente sull’emulazione del terminale.

La nuova release è già disponibile per il download su GitHub per tutte le piattaforme supportate, inclusi Linux, macOS, Windows e BSD. Gli aggiornamenti possono essere installati seguendo le istruzioni nella documentazione ufficiale o tramite i gestori di pacchetti specifici della propria distribuzione.

SOURCE:// github.com
SOURCE:// alacritty.org
SOURCE:// en.wikipedia.org

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CryptPad sotto pressione: il governo messicano spinge il server principale oltre i limiti


CryptPad ha dovuto anticipare il deploy del nuovo server scalabile dopo che un programma educativo messicano ha saturato l'istanza principale. Scopri i dettagli tecnici e l'evoluzione della piattaforma open source.
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CryptPad ha dovuto accelerare i tempi di un aggiornamento fondamentale. Un programma educativo governativo in Messico ha portato un afflusso massiccio di utenti, costringendo il team a deployare anticipatamente un nuovo server scalabile per evitare il collasso del servizio.

La crescita improvvisa è spesso un problema da risolvere, specialmente quando si tratta di infrastrutture critiche. È quanto accaduto a CryptPad, la piattaforma di collaborazione sicura e open source, che ha visto il proprio servizio principale, cryptpad.fr, quasi diventare inutilizzabile a causa di un picco di utenza imprevisto. La causa scatenante è stata l’adozione della piattaforma da parte di un programma governativo messicano per la cultura digitale rivolto agli studenti delle scuole superiori.

Il Ministero dell’Istruzione Pubblica del Messico ha integrato CryptPad nelle sue iniziative per estendere l’istruzione secondaria alle aree remote attraverso un’iniziativa chiamata “Scuola Superiore Cibernetica”. Questo progetto prevede l’apertura di 130 nuove scuole online che utilizzano strumenti collaborativi sicuri per permettere a docenti e studenti di lavorare insieme senza bisogno di infrastrutture tradizionali. L’impatto immediato è stato un aumento esponenziale degli accessi simultanei, in particolare quando i fusi orari europei e americani si sovrappongono, mettendo a dura prova l’architettura esistente.

Di fronte a questa situazione critica, il team di sviluppo ha preso una decisione coraggiosa. Avevano pianificato di distribuire la completa riscrittura del server, focalizzata sulla scalabilità, all’inizio di aprile. Tuttavia, la necessità di mantenere il servizio operativo ha spinto il team a deployare il nuovo codice già il 4 marzo, anticipando di alcune settimane il piano originale. Si trattava di un codice già testato in maniera estesa, ma il deploy anticipato ha richiesto diversi giorni di aggiustamenti successivi per stabilizzare l’ambiente.

La nuova architettura rappresenta un cambiamento strutturale importante rispetto al modello precedente. Il sistema è stato completamente riscritto per operare attraverso nodi distinti che possono essere distribuiti su più macchine fisiche o virtuali. I nodi Core gestiscono la maggior parte dei calcoli e la comunicazione interna, i nodi Relay si occupano del traffico WebSocket fungendo da gateway per le connessioni dei client, mentre i nodi Storage persistono i documenti cifrati e i metadati. Questa progettazione modulare permette a CryptPad di scalare orizzontalmente, migliorando le prestazioni per grandi basi utenti e sostituendo il vecchio modello monolitico con un sistema distribuito espandibile.

A distanza di qualche settimana dal deploy, il team ha riportato che l’istanza principale sta funzionando molto meglio, offrendo un’esperienza più fluida e affidabile per tutti gli utenti. Il lavoro di affinamento e test continua mentre si completa il progetto finanziato da NLNet per questo sviluppo, con l’obiettivo di rendere disponibile la documentazione completa e il rilascio open source nelle prossime settimane.

Oltre all’aggiornamento infrastrutturale, il mese di marzo ha visto anche l’uscita di due versioni di fix per il rilascio invernale 2026. La versione 2026.2.1 ha introdotto correzioni importanti per documenti d’ufficio e sicurezza, mentre la successiva 2026.2.2 ha corretto un errore di numerazione e aggiunto fix per la cronologia nelle applicazioni d’ufficio. Data la presenza di correzioni di sicurezza, il team raccomanda vivamente a tutti gli amministratori di istanze self-hosted di aggiornare immediatamente.

SOURCE:// blog.cryptpad.org
SOURCE:// rivieramayanews.mx
SOURCE:// github.com

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Waterfox testa un blocco annunci nativo: arriva in beta la nuova funzione


Waterfox 6.6.11 introduce in beta un blocco annunci nativo basato su Brave Shields. Scopri le nuove funzionalità di privacy e le note tecniche del rilascio.
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Waterfox ha rilasciato la versione 6.6.11, un aggiornamento che segna una svolta significativa per il browser basato su Firefox. Oltre alle consuete patch di sicurezza estratte dal ramo Gecko 140.10 ESR, la novità principale è l’arrivo di un blocco annunci integrato direttamente nel motore del browser. Questa funzionalità, attualmente in fase di test, rappresenta un cambio di paradigma rispetto all’approccio tradizionale che affidava esclusivamente alle estensioni il compito di filtrare i contenuti indesiderati.

Il cuore di questa nuova implementazione è la libreria open source utilizzata da Brave per il suo sistema di protezione. Waterfox ha deciso di integrare questo motore di blocco nativamente, abbandonando la dipendenza dalle estensioni per le funzioni base di filtraggio. Il sistema utilizza le liste di filtri di EasyList, uBlock Origin e AdGuard, garantendo una copertura immediata senza necessità di configurazioni preliminari. Essendo un componente nativo e non un’estensione privilegiata, ci si aspetta prestazioni superiori e una maggiore stabilità, risolvendo anche i conflitti che talvolta si verificano quando più estensioni tentano di gestire lo stesso traffico. Gli utenti potranno comunque mantenere le proprie estensioni di blocco preferiti, poiché il sistema è progettato per coesistere con esse, ma il consiglio degli sviluppatori è di provare la soluzione integrata per sostenere il progetto.

La decisione di adottare la tecnologia di Brave non è casuale. Nel recente post per il quindicesimo anniversario, il team ha spiegato come questa mossa sia necessaria per garantire la sostenibilità economica del browser in un ecosistema digitale sempre più ostile alla privacy. Per chi non volesse attivare il blocco nativo, è stato suggerito di disattivare eventuali estensioni di blocco sul motore di ricerca predefinito, Startpage, poiché i ricavi derivanti da queste visualizzazioni aiutano a finanziare lo sviluppo continuo di Waterfox.

Oltre alla nuova funzione di privacy, la versione 6.6.11 introduce alcune note importanti. Gli sviluppatori hanno ammesso che persistono problemi con le chiamate vocali e video su Discord, nonostante siano stati applicati patch specifici per aggirare i blocchi tecnici. Inoltre, sono stati segnalati malfunzionamenti con le estensioni per la gestione delle schede ad albero, un problema che verrà risolto completamente quando tale funzionalità sarà riscritta come feature nativa invece che come estensione web.

È doveroso notare che lo sviluppatore principale ha annunciato un periodo di assenza dal 11 al 26 aprile. Nonostante ciò, il rilascio finale di Gecko 140.10 è confermato per il 21 aprile, assicurando che le vulnerabilità critiche verranno patchate tempestivamente anche durante la pausa. Per gli utenti che cercano un browser focalizzato sulla privacy e sulla personalizzazione, questa versione di Waterfox rappresenta un passo avanti concreto!

SOURCE:// waterfox.com
SOURCE:// waterfox.com
SOURCE:// waterfox.com

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Pause intelligenti su Mac: LookAway 2 capisce quando lavorare e quando staccare


LookAway 2 per Mac, l'app per le pause che si adatta evitando interruzioni durante riunioni o video. Nuova sincronizzazione con iPhone e dashboard statistiche avanzate.
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Le applicazioni per ricordare le pause dallo schermo sono spesso un compromesso fastidioso. Ti ricordano di staccare, ma lo fanno nel momento peggiore, interrompendo una riunione importante, una registrazione video o un compito che richiede concentrazione. Il risultato è che l’utente tende a disattivare l’avviso o a ignorarlo completamente, vanificando lo scopo stesso dell’app. LookAway 2 cerca di risolvere questo paradosso introducendo un livello di intelligenza contestuale che manca alla maggior parte delle applicazioni simili.

L’aggiornamento maggiore, annunciato recentemente dal creatore Kushagra, punta tutto sull’adattabilità. A differenza delle soluzioni tradizionali che lanciano promemoria a intervalli fissi indipendentemente da ciò che stai facendo, LookAway 2 rileva automaticamente quando sei impegnato in attività critiche. Se il sistema nota che sei in una riunione, stai registrando lo schermo, guardando un video o condividendo il desktop, sospende temporaneamente i promemoria per non disturbare il flusso di lavoro. Una volta terminata l’attività, riprende il conteggio delle pause.

Una delle novità più interessanti riguarda l’integrazione con l’ecosistema Apple. L’app introduce ora la sincronizzazione con l’iPhone, una funzione rara in questa categoria di software. Durante le pause programmate sul Mac, l’app può bloccare l’accesso alle app e ai siti web che tendono a distrarre di più anche sullo smartphone. Questo impedisce all’utente di saltare semplicemente dalla pausa sul computer allo scroll infinito sul telefono, rendendo il riposo effettivo e non solo formale.

La versione 2.0 porta anche una completa rivisitazione dell’interfaccia utente e una dashboard statistica dettagliata. Gli utenti possono ora consultare il proprio “Screen Score”, un indicatore che quantifica l’uso dello schermo, analizzare i pattern delle sessioni di lavoro e visualizzare le pause naturali già effettuate. Sono stati inoltre potenziati i controlli per gestire le pause, permettendo di forzare il blocco o di rimandare l’avviso con maggiore flessibilità.

LookAway 2 è disponibile per macOS tramite App Store, Setapp o direttamente dal sito degli sviluppatori. La licenza costa 19 dollari ed è inclusa una prova gratuita di sette giorni. Oltre ai classici promemoria per le pause, l’app offre ora anche avvisi sulla postura e suggerimenti per il battito delle palpebre, cercando di coprire tutti gli aspetti del benessere digitale durante l’uso del computer.

SOURCE:// reddit.com
SOURCE:// lookaway.com

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tre post su differx (3 x 20mila)


da parecchio tempo le visite di esseri umani (non bot) a differx.noblogs.org stazionano regolarmente sopra le cinquemila quotidiane. con picchi a volte fino a trentamila.

e insomma.
tre post dell’8 aprile hanno raggiunto (nel complesso) ventimila click. sono questi:

differx.noblogs.org/2026/04/08…

differx.noblogs.org/2026/04/08…

e
differx.noblogs.org/2026/04/08…

mi rendo conto perfettamente che le cose che condivido su differx non escono sul Corsiero della Pera, non le legge il neurone di Maolo Pieli, spernacchiano il Promo&Strego&Sego, fanno ciao a Smerdadori, e sdegnano il sito della Fondazione Luì Vuittone Per lo Scorporo della Cura de li Cani dall’ISEE, però – diobono – ventimila capocciate di umani reali su appena tre post credo decenti, in un giorno solo, in un sito stronzissimamente libertario come il mio, ahó, a me mi garbano tanto.
#20milaVisite #anrachia #reteLibera #trePost #treSiti

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quando l’omicidio è uno e quando sono decine di migliaia ​


mastodon.uno/@differx/11637681…



quando dagli #USA farciti di fucili arriva la periodica notizia dello squilibrato che entra in un asilo o una scuola elementare e spara all'impazzata, tutti i giornalisti piangono come vitelli e si inasta il lutto mondiale.
quando uno stato genocida ammazza decine di migliaia di bambini palestinesi e inizia a falciarne anche in #Libano e #Iran , i giornali fischiettano e la bandiera che sventola riverita e felice pure in occidente è quella con la stella degli assassini.

#israhell
#genocidio


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GrapheneOS alza l’asticella: cinque tentativi biometrici sbagliati e basta


GrapheneOS cambia le regole dello sblocco biometrico. Dopo cinque tentativi falliti con impronta o volto, il blocco diventa permanente fino al reinserimento del PIN.
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Una nuova release di GrapheneOS ha modificato in modo significativo il modo in cui vengono gestiti i tentativi di sblocco biometrico. Dalla build 2026040600, uscita il 6 aprile 2026, il sistema non concede più seconde chance dopo cinque tentativi falliti con impronta digitale o riconoscimento facciale.

Nelle versioni precedenti, il dispositivo permetteva all’utente di sbagliare fino a venti volte, organizzate in gruppi da cinque tentativi separati da blocchi temporanei. Ora la soglia si è abbassata drasticamente. Superato il quinto errore consecutivo, l’accesso biometrico rimane disabilitato fino a quando non viene inserito correttamente il PIN, la password o il pattern di sblocco.

Si tratta di una scelta precisa di sicurezza. Il team di GrapheneOS ha chiarito che l’obiettivo è impedire qualsiasi possibilità di tentativi ripetuti, anche accidentali. Un bambino che prende il telefono in mano, un gesto sbagliato mentre si cammina, o semplicemente una cattiva posizione del dito non portano più a una serie di tentativi potenzialmente infiniti.

Ovviamente la modifica non rende il telefono inutilizzabile in caso di sbagli. Una volta inserito il codice di sblocco tradizionale, il dispositivo torna normale e i contatori biometrici si resettano. L’impronta e il volto rimangono metodi di accesso validi, ma con una tolleranza agli errori molto più bassa rispetto al passato.

Questa decisione si inserisce nella filosofia generale di GrapheneOS, che privilegia la protezione dei dati rispetto alla comodità d’uso. Non sembra ci sia stata una vulnerabilità specifica scoperta di recente a giustificare il cambio. Si tratta di un rafforzamento preventivo delle difese, coerente con l’approccio del progetto verso la sicurezza mobile.

Chi preferisce un equilibrio diverso tra sicurezza e praticità dovrà valutare se mantenere attiva l’autenticazione biometrica o affidarsi esclusivamente al metodo tradizionale.

In attesa dell’arrivo sui Motorola, GrapheneOS continua a essere disponibile per i dispositivi Pixel, con aggiornamenti regolari che includono le patch di sicurezza più recenti. La build in questione integra già le correzioni previste per i mesi da maggio a ottobre 2026, anticipando le scadenze ufficiali di Android.

SOURCE:// grapheneos.org
SOURCE:// discuss.privacyguides.net

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Fotovoltaico: 5 consigli di primavera per ridurre le bollette e aumentare l’autonomia energetica


La primavera è il momento ideale per migliorare le prestazioni del tuo impianto fotovoltaico. In questo articolo scopri 5 strategie semplici ed efficaci per aumentare l’autoconsumo, ridurre gli sprechi energetici e alleggerire la bolletta
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Diversamente da quanto si possa pensare, non è il caldo estremo di agosto il miglior alleato del fotovoltaico, ma il clima gradevole e luminoso della primavera. In questo periodo, infatti, le temperature moderate consentono ai moduli solari di operare al massimo della loro efficienza teorica, evitando possibili cali di rendimento dovuti al surriscaldamento estivo.

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TechpertuttiGuglielmo Sbano


In un contesto di forte instabilità del mercato energetico, ottimizzare l'autoconsumo domestico non è più solo una scelta green, ma una necessità strategica per proteggere il bilancio familiare. Per aiutare i proprietari di impianti a non sprecare nemmeno un kilowattora, Otovo ha delineato 5 consigli pratici per effettuare un check-up primaverile completo, volto a massimizzare l'indipendenza dalla rete elettrica.
Otovo 5 consigli di primavera
1. Sincronizzare i consumi con il nuovo "picco solare"

Con l’allungarsi delle giornate, è fondamentale programmare l'uso degli elettrodomestici più energivori, come ad esempio lavatrice, lavastoviglie e pompe di calore, possibilmente tra le 11:00 e le 16:00. Sfruttare l’energia prodotta in tempo reale è il modo più rapido per limitare i costi in bolletta e, grazie alle temperature miti che non surriscaldano i moduli, l’impianto può coprire una quota altissima del fabbisogno giornaliero.

2. Pulizia e rimozione dei residui atmosferici

Durante l'inverno, foglie, polvere e altri residui atmosferici possono creare una sottile patina sulla superficie dei pannelli, che può limitarne l’efficienza. Con l’arrivo della bella stagione è consigliabile effettuare un’ispezione visiva ed eliminare questi residui ma, se l'accesso ai moduli non è agevole o sicuro, è sempre preferibile affidarsi a ditte specializzate per garantire una pulizia profonda e senza rischi.

3. Controllo dei consumi

La primavera è il momento strategico per analizzare i dati di produzione e consumo. Se, nonostante le molte ore di luce, i consumi restassero elevati a causa dei prelievi dalla rete elettrica di sera e di notte, potrebbe essere il momento di integrare l’impianto fotovoltaico con un sistema di accumulo. Installare una batteria prima dei picchi legati alla climatizzazione estiva, infatti, permette di blindare la propria indipendenza energetica.

4. Il "tagliando" tecnico prima dell’estate

Inverter, cablaggi e sensori hanno lavorato a regime ridotto durante i mesi invernali ed effettuare un check-up dei componenti in primavera assicura che tutto il sistema sia pronto a reggere lo stress termico dei prossimi mesi. Un controllo accurato garantisce, infatti, che l'impianto lavori al massimo delle sue performance in estate quando l'irraggiamento è più generoso, ma i costi derivanti dall’accensione degli impianti di condizionamento e gli aumenti dell’energia potranno essere particolarmente significativi.

5. Monitoraggio smart

La consapevolezza è la prima forma di risparmio e imparare a leggere i flussi energetici tramite l'app di monitoraggio consente di gestire al meglio i carichi domestici. Se i consumi dovessero, però, rimanere consistenti, anche in presenza di un sistema di accumulo, occorre valutare l’opportunità di aggiornare ed ampliare il sistema per massimizzare la produzione e l’autoconsumo.

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"In una situazione internazionale delicata che si riflette in una forte incertezza nel mercato dell’energia, ogni raggio di sole non intercettato è un’opportunità di risparmio ed indipendenza persa e, proprio in quest’ottica, riteniamo importante promuovere una cultura della prevenzione, perché un impianto sano è una vera cassaforte energetica per la famiglia -ha commentato Jacopo Cattaneo di Otovo, che ha concluso - per chi desidera la massima serenità e la certezza che tutto funzioni sempre al meglio, mettiamo a disposizione anche Otovo Care, un servizio di assistenza completa che solleva il proprietario dell’impianto da ogni pensiero, garantendo monitoraggio costante e interventi tecnici tempestivi".



Oltre la metà degli italiani spia gli smartphone altrui in pubblico: il dato sorprendente sulla privacy


Una nuova ricerca di Samsung rivela che gli spazi pubblici in Europa sono diventati una sorta di “schermo condiviso”: il 59% degli italiani afferma di aver guardato accidentalmente il telefono di uno sconosciuto, indicando i mezzi pubblici come il luogo in cui è più probabile notare lo schermo altrui (56%). Quasi un italiano su quattro (24%) ammette di aver osservato il telefono di qualcun altro per curiosità, esponendosi così a contenuti privati che spaziano dalle foto personali ai dati bancari

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Samsung ha intervistato 11.000 europei a supporto del lancio di Galaxy S26 Ultra, che introduce un Privacy Display integrato. Questa nuova tecnologia hardware rende i contenuti dello schermo visibili solo frontalmente, proteggendo la privacy dagli sguardi laterali senza compromettere l’esperienza visiva. Lo studio evidenzia, inoltre, un divario tra la percezione della privacy e la realtà anche in Italia: se il 59% ritiene che l’uso del proprio telefono sia privato anche in luoghi affollati, il 56% afferma che in pubblico è facile vedere lo schermo degli altri. Nonostante oltre un quarto delle persone ignori la situazione (26%) o distolga subito lo sguardo (30%), il 7% ammette di continuare a guardare con discrezione.

Dai messaggi al denaro: cosa c’è in gioco


Quasi la metà (48%) afferma di aver avuto la sensazione che qualcuno stesse guardando lo schermo del proprio telefono in pubblico. Solo il 25% considera l’uso dello smartphone in pubblico un’attività privata e sebbene i consumatori possano essere già consapevoli di questo rischio, i nuovi dati indicano che le informazioni visibili sono spesso inaspettatamente personali. Circa un terzo degli italiani (39%) dichiara di aver visto contenuti personali sul telefono di uno sconosciuto in pubblico, e il 28% afferma di aver visto qualcosa che riteneva non avrebbe dovuto vedere. I contenuti osservati più frequentemente includono:

  • Foto personali / galleria – 40%;
  • Volto o voce durante una videochiamata – 31%;
  • Messaggi personali (ad esempio del partner/coniuge) – 30%;
  • Notifiche o profili social – 24%;
  • Shopping online – 15%;
  • Notifiche o profili di app di dating – 9%;
  • Saldo bancario o dettagli del conto – 8%,

Queste situazioni sono generalmente involontarie e si verificano nella vita quotidiana. È proprio questo che crea un “pubblico accidentale”: persone che vedono ciò che compare sullo schermo di qualcun altro semplicemente perché è nel loro campo visivo, spesso senza avere altro da fare se non guardarsi intorno. Il 56% indica i mezzi pubblici come il contesto più frequente, seguiti dal 39% durante l’attesa in fila (ad esempio al supermercato o nei negozi) e dal 16% in bar, ristoranti o caffè.

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Una crescente attenzione alla protezione delle informazioni personali


Con l’aumentare della consapevolezza che gli altri possano vedere i contenuti dei loro schermi in pubblico, molte persone stanno cambiando il modo in cui utilizzano lo smartphone. Se solo il 7% dichiara di non fare nulla quando percepisce che qualcuno sta guardando il proprio schermo, il 40% afferma di smettere completamente di usare il telefono, e solo l’8% arriverebbe ad affrontare direttamente la persona. Per il timore che uno sconosciuto possa vedere ciò che appare sullo schermo, gli italiani dichiarano di aver evitato o rimandato attività come operazioni bancarie (54%), l’inserimento di codici di accesso o PIN (42%) e la lettura di messaggi privati del partner (42%). Questi comportamenti riflettono un cambiamento più ampio nel modo in cui viene percepita la privacy: non più soltanto come qualcosa da gestire tramite le impostazioni del dispositivo, ma anche come un aspetto influenzato dall’ambiente circostante.

Una priorità di Samsung


Con il Privacy Display di Samsung Galaxy S26 Ultra, gli utenti dispongono di un nuovo strumento per proteggere le proprie informazioni, affiancando queste buone pratiche quotidiane. La privacy è da tempo una priorità per Samsung e il Privacy Display rappresenta l’ultimo passo dell’azienda nel supportare le persone a mantenere riservati i propri dati nei momenti che contano davvero – con il supporto di sette anni di aggiornamenti di sicurezza per garantire una protezione duratura nel tempo. Lo studio ha inoltre evidenziato che il 44% degli intervistati evita di svolgere determinate attività negli spazi pubblici, segnalando una chiara esigenza di maggiore controllo da parte degli utenti sulla visibilità dei propri contenuti digitali.

Benjamin Braun di Samsung Europe, ha dichiarato: “il telefono è uno degli oggetti più personali che possediamo: custodisce foto, dati bancari, messaggi e molto altro. Utilizzo i mezzi pubblici quasi ogni giorno e l’ultima cosa che desidero è che la persona accanto a me veda cosa c’è sul mio schermo”


In un’epoca in cui lo smartphone è diventato un’estensione della nostra vita personale, episodi apparentemente innocui come uno sguardo fugace allo schermo altrui assumono un peso ben diverso. Essere consapevoli dei rischi e adottare semplici accorgimenti — come ridurre la visibilità dello schermo o utilizzare filtri privacy — può fare la differenza nel proteggere i propri dati. Perché, oggi più che mai, la sicurezza digitale passa anche dai piccoli gesti quotidiani.


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L’FBI ha letto messaggi Signal cancellati da un iPhone. Ma il problema non è Signal


L'FBI ha estratto messaggi Signal cancellati da un iPhone accedendo al database delle notifiche di iOS. Ma il problema non è Signal, è come Apple gestisce le anteprime.
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È possibile che questa notizia farà il giro dei social nei prossimi giorni, accompagnata dai soliti commenti su come nessuna app sia davvero sicura e sulla presunta inaffidabilità della crittografia end-to-end. Invece, prima di trarre conclusioni affrettate, conviene capire cosa è successo davvero. Perché Signal, in questa storia, c’entra fino a un certo punto.

Cosa è successo realmente


L’FBI è riuscita a recuperare messaggi Signal in arrivo dall’iPhone di un imputato, anche se l’app era stata cancellata dal dispositivo. Il caso riguarda un gruppo accusato di vandalismo e lancio di fuochi d’artificio presso la struttura di detenzione ICE Prairieland in Texas. Gli investigatori non hanno bucato la crittografia di Signal né hanno trovato una falla nel protocollo dell’app. Hanno estratto i dati dal database interno delle notifiche push di iOS, dove Apple salva le anteprime degli avvisi mostrati nella schermata di blocco e nel Centro Notifiche.

Il punto centrale è questo: quando un messaggio arriva su Signal, iOS può mostrarne un’anteprima nella notifica. Quell’anteprima viene salvata nella memoria del telefono. Anche cancellando l’app, quei dati restano nel database di sistema finché non vengono sovrascritti. L’FBI ha accesso a strumenti forensi in grado di estrarre quel contenuto, e lo ha fatto.

Come funziona davvero Signal e come proteggersi


mastodon.world/@Mer__edith/111…

La presidente della Signal Foundation, Meredith Whittaker, aveva già chiarito nel 2023 come funzionano le notifiche push su Signal: non contengono alcun contenuto del messaggio né informazioni sul mittente. Sono semplicemente un segnale che dice all’app di svegliarsi e scaricare il messaggio dal server. Le notifiche vengono elaborate interamente sul dispositivo. Questo significa che se Signal non mostrasse anteprime nelle notifiche, il database di iOS non avrebbe nulla da salvare.

Ed è esattamente quello che accade se si cambia un’impostazione. Dentro Signal, in Impostazioni sotto Contenuto notifiche, si può selezionare “Nessun nome o contenuto”. In questo modo la notifica diventa un semplice avviso senza testo leggibile, e il database di iOS non memorizza anteprime utilizzabili.

Il problema, quindi, non è Signal o la sua crittografia. È il comportamento di iOS, che salva localmente le anteprime delle notifiche di qualsiasi app le generi. WhatsApp, Telegram, le app di messaggistica native: tutte quelle che mostrano contenuti nelle notifiche sono esposte allo stesso rischio. È una questione di sistema operativo, non di protocollo crittografico.

La lezione, semmai, è un’altra: la crittografia end-to-end protegge i messaggi in transito, ma non protegge ciò che il tuo sistema operativo decide di salvare in chiaro sul dispositivo. Due cose diverse, che vale la pena non confondere.

SOURCE:// lifehacker.com
SOURCE:// 9to5mac.com
SOURCE:// theverge.com
SOURCE:// mastodon.world

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untitled (180802) / differx. 2026

[youtube youtube.com/watch?v=Wjw95lrNAe…]
#differx #differxv #differxvid #video

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KaOS 2026.03: via systemd-boot e mkinitcpio, dentro Limine e Dracut


KaOS 2026.03 sostituisce systemd-boot con Limine e mkinitcpio con Dracut, consolida il desktop Niri/Noctalia e prepara il terreno per un'eventuale migrazione a Dinit.
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KaOS 2026.03 è disponibile, e rispetto ai soliti aggiornamenti di distribuzione questa release porta con sé cambiamenti strutturali profondi, quasi tutti invisibili all’utente finale ma rilevanti sotto il cofano.

Il cambiamento più sostanziale riguarda la catena di avvio. systemd-boot non è più il bootloader predefinito: al suo posto c’è Limine, già introdotto nell’ISO live nella versione precedente e ora esteso all’intero processo di installazione. Cambia anche la generazione dell’initramfs: mkinitcpio, strettamente legato ai flussi di lavoro di systemd, è stato rimpiazzato da Dracut, con un modulo personalizzato per gestire il layering dell’ambiente live. La creazione dell’ISO non usa più componenti systemd.

Queste modifiche, secondo il team, rappresentano il prerequisito tecnico necessario per valutare una futura migrazione verso Dinit come init system alternativo. systemd resta presente nel sistema per ora, ma vengono progressivamente rimossi i punti di dipendenza più profondi.

KaOS 2026.03 consolida la scelta già operata a febbraio: niente Plasma né KWin nell’ISO, rimasti disponibili nei repository ma non più installati di default. L’ambiente predefinito è ora Niri 25.11, compositore Wayland con tiling scorrevole, abbinato alla shell Noctalia 4.7, tutto costruito su Qt 6.11.0. Il terminale Konsole lascia il posto a Kitty. Il sistema rimane rigorosamente Qt-only, senza componenti GTK.

Calamares, l’installer, è ora pienamente compatibile con ambienti Wayland puri e amplia il supporto alla partizione automatica per i filesystem più diffusi.

Vale la pena ricordare perché KaOS stia facendo tutto questo: Plasma, nelle versioni recenti, richiede sempre più un’integrazione stretta con systemd. Per una distribuzione che vuole mantenere la libertà di scegliere l’init system, tenere Plasma significava accettare un vincolo crescente. La scelta di esplorare alternative, anche a costo di abbandonare un’identità consolidata in dodici anni, è coerente con quella premessa.

Per chi usa KaOS o segue da vicino il mondo Linux, questa release segna un punto di non ritorno nella traiettoria del progetto.

SOURCE:// kaosx.us
SOURCE:// linuxiac.com
SOURCE:// xda-developers.com

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26×19 Le Dodici Fatiche di Asterix: Un Capolavoro Eterno


Questo articolo celebra il cinquantesimo anniversario de Le 12 fatiche di Asterix, considerandolo ancora oggi l’apice cinematografico dell’intero franchise gallico. A differenza delle pellicole precedenti, questo film nacque da un soggetto originale scritto direttamente da Goscinny e Uderzo, permettendo una libertà creativa che mescola sapientemente mitologia classica e satira moderna. Il testo sottolinea lo sforzo monumentale della produzione artigianale degli anni ’70, che richiese oltre mezzo milione di disegni fatti a mano per dare vita alle iconiche sfide contro Giulio Cesare. Attraverso sequenze memorabili come quella della folle burocrazia romana, l’opera viene descritta come un capolavoro di comicità e sovversione capace di superare ogni moderno adattamento in termini di fascino e genialità. In definitiva, la fonte elogia la natura autoriale e anarchica di un classico dell’animazione che continua a rappresentare un simbolo di libertà intellettuale e divertimento puro.

ref: wired.it/article/le-12-fatiche…

Salt-N-Pepa

Salt-N-Pepa
26x19 Le Dodici Fatiche di Asterix: Un Capolavoro Eterno

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Tails 7.6.1 arriva d’urgenza per blindare Tor Browser


Tails 7.6.1 è un aggiornamento di emergenza che patcha vulnerabilità critiche in Tor Browser 15.0.9. Scopri cosa cambia e come aggiornare in sicurezza.
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Tails ha rilasciato una versione di emergenza. Il sistema operativo orientato all’anonimato passa alla 7.6.1 per colmare falle critiche nel browser Tor incluso. Si tratta di un aggiornamento da applicare senza indugi, anche se al momento non risultano exploit attivi in circolazione.

Il cuore della novità sta nell’aggiornamento di Tor Browser alla versione 15.0.9. Questa si basa su Firefox ESR 140.9.1, che incorpora correzioni per diverse vulnerabilità di sicurezza. Il Tor Project non ha fornito dettagli specifici sulle falle risolte, limitandosi a indicare che si tratta di patch importanti per la sicurezza degli utenti.

Oltre al browser, la release aggiorna il client Tor alla versione 0.4.9.6 e porta Thunderbird alla 140.9.0. Sono stati inclusi anche pacchetti firmware aggiornati, utili per migliorare il supporto a schede grafiche e adattatori Wi-Fi di nuova generazione. Un dettaglio pratico per chi usa Tails su hardware recente.

Gli utenti possono aggiornare in automatico se partono da Tails 7.0 o versioni successive. Il Persistent Storage rimane intatto durante la procedura. In caso di problemi o impossibilità di aggiornamento automatico, è disponibile una guida manuale sul sito ufficiale. Chi invece deve installare Tails da zero su una chiavetta USB troverà istruzioni specifiche per Windows, macOS, Linux e distribuzioni Debian-based. Attenzione: l’installazione su supporto nuovo cancella eventuali dati persistenti da aggiornamenti precedenti.

La comunità di Tails continua a mantenere alta l’attenzione sulla sicurezza. Queste release dimostrano come il progetto risponda tempestivamente alle minacce, anche quando non ancora diffuse su larga scala. Per chi utilizza Tails per lavoro giornalismo, attivismo o semplicemente per proteggere la propria privacy, aggiornare in questi casi non dev’essere un’opzione.

SOURCE:// blog.torproject.org
SOURCE:// blog.torproject.org

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Ente organizza il suo secondo hackathon interno: ecco i “giocattoli” nati in un weekend


Ente ha concluso il suo secondo hackathon interno con 11 progetti creativi, da 2of3 per il recupero segreti a Entegrity che trasforma la decrittazione in un gioco. Tutti i sorgenti su GitHub.
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Ente ha appena concluso il suo secondo hackathon interno, dopo il successo della prima edizione il team si è riunito nel weekend per trasformare idee in prototipi funzionanti. Il risultato? Una collezione di undici progetti curiosi, alcuni seri, altri puramente divertenti, tutti disponibili su GitHub.

Il progetto che spicca per utilità concreta secondo me è 2of3. Si tratta di un sistema di recupero segreti che trasforma una informazione importante in tre carte di ripristino. Ne basta una qualsiasi due per ricostruire il dato originale. Un approccio elegante alla sicurezza che permette di distribuire le carte in luoghi diversi senza compromettere la protezione.

Tra le creazioni più leggere troviamo Ask Ducky, un assistente che risponde a domande sulla privacy e permette di condividere i verdetti con gli amici. Be Fake invece sfida gli utenti a caricare una foto per scoprire se sono abbastanza finti per Instagram. Screenshot Court prende screenshot di conversazioni testuali ed emette sentenze e accuse in modo ironico.

Entegrity merita una menzione particolare: per decifrare una foto o un messaggio condiviso, il destinatario deve superare cinque livelli di gioco vestendo i panni del Ducky Knight. Solo completando la sfida ottiene le chiavi di decrittazione. Gone Tomorrow propone un test per valutare quanto la propria famiglia sia preparata in caso di assenza improvvisa.

Altri progetti includono Looks Like Me per confrontare somiglianze familiari, Photobook per creare album fotografici direttamente nel browser con crittografia end-to-end, e The Scary Part che estrae le sezioni più inquietanti dei termini di servizio delle big tech in una singola scheda inquietante. Wizard of the Ducky Land offre invece un audit magico delle proprie abitudini digitali.

Vishnu, autore del post sul blog aziendale, ha notato con piacere persone che non avevano mai scritto codice produrre prodotti funzionali e divertenti. Tutti i sorgenti sono consultabili su GitHub, e l’azienda ha già annunciato intenzioni di organizzare altri hackathon in futuro.

Questi esperimenti dimostrano come la privacy e la sicurezza possano essere affrontate con creatività, senza perdere di vista l’aspetto umano e ludico della tecnologia.

SOURCE:// ente.com
SOURCE:// github.com

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Vuoi migliorare i tuoi appuntamenti? L'evolutionary dating è il trend primavera secondo Hinge


L'evolutionary dating è il trend della primavera 2026: ecco cos’è e come funziona secondo l’esperto di Hinge, con consigli pratici per migliorare gli incontri online e trovare connessioni più autentiche
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La primavera segna il passaggio verso il “risveglio” che precede l’“uncuffing season” estiva. Per chi desidera rimettersi in gioco nel mondo del dating, questo è quindi un momento chiave per riflettere su ciò che si sta cercando e affinare un profilo che lo rappresenti davvero, evitando al tempo stesso la dating fatigue. Per orientarsi tra questi dilemmi stagionali, Hinge, l’app di dating progettata per essere cancellata, condivide alcuni consigli pratici per valorizzare il proprio profilo, ma anche per diventare un* potenziale partner capace di offrire responsabilità emotiva. Il tutto grazie ai suggerimenti di Moe Ari Brown, Love and Connection Expert di Hinge, per evitare in prima persona comportamenti controproducenti.

Italiani spiano smartphone in pubblico: oltre il 50% ammette di farlo
Più del 50% degli italiani ammette di aver sbirciato lo smartphone di uno sconosciuto in pubblico. Un fenomeno diffuso, spesso guidato dalla curiosità, che solleva dubbi sulla sicurezza e sulla privacy digitale
TechpertuttiGuglielmo Sbano

L’evolutionary dating


Cambiare il modo in cui ci si dedica al dating è fondamentale per mettersi nei panni dell’altra persona e comunicare in modo aperto e onesto fin dall’inizio. I dati dell’ultimo Gen Z DATE Report di Hinge parlano chiaro: il 74% degli uomini Gen Z e il 70% delle donne Gen Z affermano di sentirsi a proprio agio nell’essere emotivamente aperti già al primo appuntamento. Tuttavia, il 35% degli utenti di Hinge, considerando tutti i generi e gli orientamenti sessuali, dichiara di trattenersi perché non sa da dove cominciare. E quando si parla di desiderio di incontrarsi dal vivo e di dating fatigue, il 44% degli utenti di Hinge indica la mancanza di reattività come principale causa di burnout nel dating. È in questo contesto che si inseriscono i consigli di Moe Ari Brown.

  • concentrarsi su pochi match alla volta: nel dating, la qualità è più importante della quantità. Quando si chatta contemporaneamente con troppe persone, diventa difficile lasciarsi coinvolgere con ognuna di loro, e questo spesso porta a non creare un vero legame o a non arrivare mai a un appuntamento. Concentrandoti su pochi match alla volta, è più semplice valutare il tuo reale interesse nei confronti della personalità dell’altr*, coglierne i dettagli ed essere presente nelle conversazioni. Inoltre, si riduce il rischio di sentirsi sopraffatt* e stanch* per l’eccesso di comunicazione e di tempo passato a messaggiare;
  • vivere la conversazione come se fosse dal vivo: siamo abituat* a scrivere a persone che ci conoscono bene e che comprendono i nostri messaggi anche quando non siamo del tutto chiari. Quando si chatta con una persona nuova, è importante ricordare che non ha la stessa conoscenza di base su chi siamo o sul nostro stile comunicativo. Per questo, i match hanno bisogno che la comunicazione in-app sia intenzionale e chiara, proprio come avverrebbe dal vivo;
  • come passare da una conversazione in-app a un appuntamento dal vivo: fare domande dimostra l'interesse e il coinvolgimento nella conversazione. In generale, le persone non desiderano uscire con qualcuno che parla solo di sé stess*. Per questo, è importante fare domande tanto quanto condividere qualcosa di sé;
  • chiudere gentilmente una conversazione invece di lasciare qualcuno senza risposta: non è una bella sensazione quando la persona con cui vorresti uscire smette di rispondere e, dopo qualche giorno, diventa chiaro che non si farà più viva. Essere dall’altra parte è scoraggiante. Se sei tu a voler interrompere la comunicazione, puoi dimostrare rispetto per l’altra persona chiudendo la conversazione in modo educato. In questo modo eviti che l’altra persona si chieda cosa sia successo, e le offri la chiusura che merita.



ASUS ExpertBook Ultra: laptop AI per professionisti
ASUS presenta il nuovo ASUS ExpertBook Ultra, un laptop pensato per i professionisti che combina prestazioni basate sull’intelligenza artificiale, design ultraleggero e sicurezza avanzata
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Consigli pratici per valorizzare il profilo su Hinge


Per migliorare davvero i tuoi spunti nel dating online, è fondamentale evitare risposte troppo brevi o monosillabiche, perché non offrono appigli per iniziare una conversazione e rischiano di bloccare l’interazione sul nascere. Allo stesso modo, le risposte generiche o costruite “per imitazione” non comunicano autenticità: ciò che fa la differenza è mostrare la propria personalità, anche attraverso piccoli dettagli o un tocco di umorismo originale. Attenzione anche ai cliché e alle frasi abusate, perché tendono a rendere il profilo indistinguibile dagli altri: essere specifici, invece, aiuta a emergere e a creare connessioni più mirate. Infine, è utile monitorare quali spunti funzionano davvero, osservando se generano domande e dialogo: quelli che non portano interazioni possono e devono essere aggiornati per rendere il profilo più efficace e coinvolgente.

Le foto del profilo


Per quanto riguarda le foto del profilo, è importante scegliere immagini che siano allo stesso tempo valorizzanti e realistiche, evitando scatti troppo datati che potrebbero creare aspettative distorte. La riconoscibilità è fondamentale: foto con occhiali da sole, cappelli o filtri eccessivi rischiano di nascondere il volto e ridurre le possibilità di connessione. Anche le foto di gruppo vanno usate con attenzione: mostrare la propria vita sociale è positivo, ma bisogna sempre rendere chiaro chi si è, senza lasciare spazio a dubbi. Infine, i selfie in palestra non sono particolarmente efficaci — solo una minima percentuale di utenti soddisfatti su Hinge li utilizza — quindi è meglio puntare su immagini più spontanee e rappresentative della propria personalità.

In un contesto in cui le app di incontri sono sempre più diffuse, distinguersi non significa fare di più, ma comunicare meglio: autenticità, cura dei dettagli e capacità di generare conversazioni sono gli elementi che fanno davvero la differenza. L'evolutionary dating va proprio in questa direzione, premiando chi sceglie di raccontarsi in modo più consapevole e costruire connessioni che vadano oltre la superficie.


Oltre la metà degli italiani spia gli smartphone altrui in pubblico: il dato sorprendente sulla privacy


Una nuova ricerca di Samsung rivela che gli spazi pubblici in Europa sono diventati una sorta di “schermo condiviso”: il 59% degli italiani afferma di aver guardato accidentalmente il telefono di uno sconosciuto, indicando i mezzi pubblici come il luogo in cui è più probabile notare lo schermo altrui (56%). Quasi un italiano su quattro (24%) ammette di aver osservato il telefono di qualcun altro per curiosità, esponendosi così a contenuti privati che spaziano dalle foto personali ai dati bancari

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TechpertuttiGuglielmo Sbano


Samsung ha intervistato 11.000 europei a supporto del lancio di Galaxy S26 Ultra, che introduce un Privacy Display integrato. Questa nuova tecnologia hardware rende i contenuti dello schermo visibili solo frontalmente, proteggendo la privacy dagli sguardi laterali senza compromettere l’esperienza visiva. Lo studio evidenzia, inoltre, un divario tra la percezione della privacy e la realtà anche in Italia: se il 59% ritiene che l’uso del proprio telefono sia privato anche in luoghi affollati, il 56% afferma che in pubblico è facile vedere lo schermo degli altri. Nonostante oltre un quarto delle persone ignori la situazione (26%) o distolga subito lo sguardo (30%), il 7% ammette di continuare a guardare con discrezione.

Dai messaggi al denaro: cosa c’è in gioco


Quasi la metà (48%) afferma di aver avuto la sensazione che qualcuno stesse guardando lo schermo del proprio telefono in pubblico. Solo il 25% considera l’uso dello smartphone in pubblico un’attività privata e sebbene i consumatori possano essere già consapevoli di questo rischio, i nuovi dati indicano che le informazioni visibili sono spesso inaspettatamente personali. Circa un terzo degli italiani (39%) dichiara di aver visto contenuti personali sul telefono di uno sconosciuto in pubblico, e il 28% afferma di aver visto qualcosa che riteneva non avrebbe dovuto vedere. I contenuti osservati più frequentemente includono:

  • Foto personali / galleria – 40%;
  • Volto o voce durante una videochiamata – 31%;
  • Messaggi personali (ad esempio del partner/coniuge) – 30%;
  • Notifiche o profili social – 24%;
  • Shopping online – 15%;
  • Notifiche o profili di app di dating – 9%;
  • Saldo bancario o dettagli del conto – 8%,

Queste situazioni sono generalmente involontarie e si verificano nella vita quotidiana. È proprio questo che crea un “pubblico accidentale”: persone che vedono ciò che compare sullo schermo di qualcun altro semplicemente perché è nel loro campo visivo, spesso senza avere altro da fare se non guardarsi intorno. Il 56% indica i mezzi pubblici come il contesto più frequente, seguiti dal 39% durante l’attesa in fila (ad esempio al supermercato o nei negozi) e dal 16% in bar, ristoranti o caffè.

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Una crescente attenzione alla protezione delle informazioni personali


Con l’aumentare della consapevolezza che gli altri possano vedere i contenuti dei loro schermi in pubblico, molte persone stanno cambiando il modo in cui utilizzano lo smartphone. Se solo il 7% dichiara di non fare nulla quando percepisce che qualcuno sta guardando il proprio schermo, il 40% afferma di smettere completamente di usare il telefono, e solo l’8% arriverebbe ad affrontare direttamente la persona. Per il timore che uno sconosciuto possa vedere ciò che appare sullo schermo, gli italiani dichiarano di aver evitato o rimandato attività come operazioni bancarie (54%), l’inserimento di codici di accesso o PIN (42%) e la lettura di messaggi privati del partner (42%). Questi comportamenti riflettono un cambiamento più ampio nel modo in cui viene percepita la privacy: non più soltanto come qualcosa da gestire tramite le impostazioni del dispositivo, ma anche come un aspetto influenzato dall’ambiente circostante.

Una priorità di Samsung


Con il Privacy Display di Samsung Galaxy S26 Ultra, gli utenti dispongono di un nuovo strumento per proteggere le proprie informazioni, affiancando queste buone pratiche quotidiane. La privacy è da tempo una priorità per Samsung e il Privacy Display rappresenta l’ultimo passo dell’azienda nel supportare le persone a mantenere riservati i propri dati nei momenti che contano davvero – con il supporto di sette anni di aggiornamenti di sicurezza per garantire una protezione duratura nel tempo. Lo studio ha inoltre evidenziato che il 44% degli intervistati evita di svolgere determinate attività negli spazi pubblici, segnalando una chiara esigenza di maggiore controllo da parte degli utenti sulla visibilità dei propri contenuti digitali.

Benjamin Braun di Samsung Europe, ha dichiarato: “il telefono è uno degli oggetti più personali che possediamo: custodisce foto, dati bancari, messaggi e molto altro. Utilizzo i mezzi pubblici quasi ogni giorno e l’ultima cosa che desidero è che la persona accanto a me veda cosa c’è sul mio schermo”


In un’epoca in cui lo smartphone è diventato un’estensione della nostra vita personale, episodi apparentemente innocui come uno sguardo fugace allo schermo altrui assumono un peso ben diverso. Essere consapevoli dei rischi e adottare semplici accorgimenti — come ridurre la visibilità dello schermo o utilizzare filtri privacy — può fare la differenza nel proteggere i propri dati. Perché, oggi più che mai, la sicurezza digitale passa anche dai piccoli gesti quotidiani.


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CoMaps aggiunge il filtro per prodotti biologici nei punti di interesse


L'app di navigazione open source integra le informazioni sui prodotti bio per ristoranti e supermercati, sfruttando i dati già presenti su OpenStreetMap
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La versione v2026.04.07-8 di CoMaps introduce la possibilità di visualizzare informazioni sulla disponibilità di prodotti biologici per ristoranti, supermercati e altri esercizi alimentari.

Non si tratta di una nuova raccolta dati dato che l’app sfrutta il tag organic già presente in OpenStreetMap, la piattaforma collaborativa su cui si basa CoMaps. Quando un esercente è stato mappato con questo attributo, l’utente può vedere che l’attività offre prodotti certificati bio. Il tag può essere applicato a diversi tipi di esercizi: dalla grande distribuzione al negozio di alimentari, dal ristorante al bar.

Chi cerca opzioni di questo genere può ora filtrare più facilmente tra le varie possibilità durante la pianificazione di un percorso o alla ricerca di un luogo dove mangiare.

L’aggiornamento include anche altri miglioramenti, sebbene di portata più limitata. È stato aggiunto il pickleball, sport in crescita soprattutto negli Stati Uniti, e sono stati potenziati gli elementi visivi dello stile outdoor per escursionisti. Per gli utenti sudamericani sono stati corretti i cartelli stradali (o meglio, le icone che li rappresentano in mappa) specifici di Argentina, Uruguay e Bolivia.

Tra le correzioni tecniche spicca la risoluzione di alcuni crash intermittenti, incluso un problema nel dialogo di gestione percorsi e uno legato al caricamento delle modifiche su OpenStreetMap. Sul desktop, è ora possibile annullare i download in corso.

CoMaps rimane un’opzione valida e interessante per chi cerca un’app di navigazione offline senza tracciamento. L’integrazione delle informazioni sui prodotti bio rappresenta un passo verso una maggiore utilità nella vita quotidiana, andando oltre la semplice funzione di indicazione stradale.

SOURCE:// codeberg.org
SOURCE:// wiki.openstreetmap.org

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a roma, oggi, 9 aprile, in camera verde: “solitudine”, libro e mostra fotografica di shohreh bayatipour


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#CameraVerde #foto #fotografia #GiancarloRossi #inaugurazione #laCameraVerde #mostra #presentazione #ShohrehBayatipour

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karla van vliet’s asemic writing / 2023


youtu.be/W7yLFjgxWcM?is=4Fn80r…
#art #arte #asemia #asemic #asemicWriting #asemics #KarlaVanVliet #scritturaAsemica #video

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cheryl penn’s asemic writing


youtube.com/shorts/OV5_gYuRyjM…
#art #arte #asemia #asemic #asemicWriting #asemics #CherylPenn #scritturaAsemica #video

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Ventoy compie sei anni e aggiusta il boot UEFI di Windows


Ventoy raggiunge la versione 1.1.11 celebrando il sesto anniversario del progetto con un aggiornamento che risolve un problema fastidioso per chi usa lo strumento su macchine con firmware UEFI. La correzione riguarda un bug di visualizzazione che si manifestava durante l'avvio di immagini ISO di Windows e WinPE, causando in alcuni casi schermate nere o artefatti grafici che impedivano di procedere con l'installazione. Per chi non lo conoscesse, Ventoy è un'utilità gratuita e open source […]
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Ventoy raggiunge la versione 1.1.11 celebrando il sesto anniversario del progetto con un aggiornamento che risolve un problema fastidioso per chi usa lo strumento su macchine con firmware UEFI. La correzione riguarda un bug di visualizzazione che si manifestava durante l’avvio di immagini ISO di Windows e WinPE, causando in alcuni casi schermate nere o artefatti grafici che impedivano di procedere con l’installazione.

Per chi non lo conoscesse, Ventoy è un’utilità gratuita e open source che semplifica drasticamente la creazione di chiavette USB avviabili. Basta installarlo una volta sulla pendrive e copiare i file ISO delle distribuzioni Linux o delle immagini Windows direttamente nella memoria. Al momento dell’avvio, Ventoy presenta un menu da cui scegliere quale sistema installare o provare, senza bisogno di formattare ogni volta la chiavetta.

Oltre alla correzione principale, l’aggiornamento introduce il supporto per KylinSecOS, una distribuzione Linux cinese. La versione include anche miglioramenti agli script di installazione su Linux e una migliore compatibilità con T2SDE, un ambiente di sviluppo per sistemi embedded.

Il progetto continua parallelamente lo sviluppo di iVentoy, una soluzione per l’avvio e l’installazione di sistemi operativi tramite rete, che supporta oltre 110 tipi di sistemi tra Windows, Linux e VMware.

Ventoy è disponibile per Windows e Linux, scaricabile dalla pagina GitHub del progetto.

SOURCE:// github.com
SOURCE:// ventoy.net
SOURCE:// linuxiac.com

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Visual Studio Code 1.114: riproduzione video in chat, TypeScript 6.0 e ricerca semantica semplificata


Visual Studio Code 1.114: riproduzione video per i file allegati in chat, TypeScript 6.0 e ricerca semantica semplificata
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Visual Studio Code arriva alla versione 1.114 con qualche novità pratica.

La più visibile è sicuramente il visualizzatore integrato degli allegati nella chat, introdotto con la 1.113, che ora riproduce anche i video. La stessa funzione è accessibile dal menu contestuale dell’Esplora risorse.

Lo strumento #codebase diventa esclusivamente una ricerca semantica, abbandonando il meccanismo di fallback su ricerche testuali approssimative. Sparisce anche la distinzione tra indice locale e remoto, rimpiazzata da un unico stato gestito automaticamente. In pratica, meno configurazione manuale e risultati più coerenti, a patto che il progetto sia indicizzabile. Le codebase molto grandi senza repository GitHub potrebbero per ora restare escluse.

Arriva anche il comando “Copia risposta finale” nella chat: a differenza della copia dell’intera conversazione, estrae solo l’ultima sezione Markdown della risposta dell’agente, senza ragionamenti intermedi e chiamate agli strumenti.

Il supporto a JavaScript e TypeScript passa a TypeScript 6.0, con alcune opzioni di configurazione deprecate in vista della riscrittura prevista con TypeScript 7.0. Per Python, vari aggiustamenti nella gestione degli ambienti virtuali e rilevamento di Pixi.

Per chi usa VS Code in contesti aziendali: gli amministratori possono ora disabilitare l’integrazione con Claude tramite criteri di gruppo.

SOURCE:// code.visualstudio.com

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Nuovi Ray-Ban Meta Smart Glasses: modelli con lenti graduate, più comfort e aggiornamenti software


Meta Platforms rinnova i Ray-Ban Meta Smart Glasses con supporto alle lenti graduate, nuove funzioni basate su Meta AI e aggiornamenti che migliorano comfort, messaggistica e intrattenimento
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Gli occhiali smart con intelligenza artificiale stanno rapidamente guadagnando terreno a livello globale. Meta Platforms, in collaborazione con EssilorLuxottica, ha già venduto milioni di dispositivi e la strategia dell’azienda punta ora ad ampliare ulteriormente l’offerta, coprendo un numero sempre maggiore di scenari d’uso, dallo sport all’impiego quotidiano. In questo contesto arrivano i nuovi Ray-Ban Meta Smart Glasses, ora progettati per supportare la quasi totalità delle lenti graduate. Si tratta di un passo rilevante, per supportare tutte quelle persone che utilizzano soluzioni per la correzione visiva. Ma non è tutto, perchè Meta sottolinea un netto miglioramento anche sul fronte del comfort, con modelli pensati per un utilizzo prolungato durante l’arco della giornata.
Ray-Ban Meta Optics con montatura “Blayzer Optics”Ray-Ban Meta Optics con montatura “Blayzer Optics”
Dal punto di vista progettuale, i nuovi occhiali introducono soluzioni ergonomiche per adattarsi a diverse conformazioni del viso. La nuova linea Ray-Ban Meta Optics include due montature: la “Blayzer Optics”, dal design rettangolare disponibile in due dimensioni, e la “Scriber Optics”, con linee più arrotondate. Entrambe presentano una struttura più sottile e leggera. Tra le colorazioni disponibili figurano Nero Opaco, Nero Trasparente e Verde Oliva Scuro Trasparente, insieme a varianti stagionali come Grigio Ghiaccio Opaco Trasparente e Beige Pietra Trasparente. Completa la dotazione una nuova custodia di ricarica in finitura marrone scuro.

Sony BRAVIA Theatre: nuova linea Home Audio e novità
Sony BRAVIA Theatre debutta ufficialmente: la nuova linea Home Audio punta su audio immersivo e soluzioni avanzate per portare il cinema direttamente a casa
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Ancora più funzionalità e capacità di Meta AI in arrivo


Accanto alle novità hardware e al rinnovato design, Meta Platforms continua a spingere sull’evoluzione software dei suoi occhiali smart, con l’obiettivo di renderli sempre più centrali nella vita quotidiana. Gli aggiornamenti in arrivo rafforzano il ruolo di Meta AI, trasformando gli Ray-Ban Meta Smart Glasses in un assistente intelligente, sempre attivo e utilizzabile completamente a mani libere. Tra le funzionalità più rilevanti spicca il nuovo sistema di tracciamento nutrizionale: attraverso comandi vocali o semplici foto, l’utente può registrare i pasti senza interazioni manuali, mentre l’intelligenza artificiale analizza i dati e restituisce suggerimenti sempre più personalizzati. Un’evoluzione che, nel tempo, porterà a un riconoscimento automatico degli alimenti e a una registrazione completamente autonoma. Sul fronte della comunicazione, arrivano anche nuove integrazioni con WhatsApp: gli utenti potranno ricevere riepiloghi vocali dei messaggi e recuperare rapidamente informazioni specifiche dalle chat. Meta sottolinea che queste funzionalità verranno gestite direttamente sul dispositivo, garantendo la privacy grazie alla crittografia end-to-end.
Ray-Ban Meta Optics con montatura “Scriber Optics”Ray-Ban Meta Optics con montatura “Scriber Optics”

Più funzionalità per i Meta Ray-Ban Display


Con i nuovi aggiornamenti, i Ray-Ban Meta Smart Glasses permettono, ad esempio, di navigare tra i Reel di Instagram direttamente dagli occhiali, mentre gli utenti possono accedere più rapidamente alla musica preferita grazie a scorciatoie personalizzate su Spotify o richiedere playlist generate in base al contesto visivo. Tra le novità figurano anche widget rapidi per informazioni essenziali come meteo, promemoria, calendario e mercati finanziari, oltre a una nuova app calendario integrata con servizi come Google Calendar e Microsoft Outlook, per gestire appuntamenti in modo discreto direttamente dal display. Guardando ai prossimi aggiornamenti, Meta prevede l’introduzione della registrazione combinata di schermo e punto di vista, che permetterà di condividere video completi dell’esperienza d’uso. In arrivo anche la funzionalità di scrittura gestuale “Neural Handwriting”, compatibile con app come WhatsApp e iMessage, oltre all’espansione della navigazione pedonale con indicazioni passo-passo visibili direttamente nelle lenti.

Disponibilità


I nuovi modelli Optics saranno disponibili dal 14 aprile con prezzi a partire da 469 euro.


Sony BRAVIA Theatre: nuova linea Home Audio per un cinema perfetto a casa


Sony ha annunciato i nuovi prodotti audio BRAVIA Theatre e i TV BRAVIA 3 II e BRAVIA 2 II. La nuova linea Theatre include BRAVIA Theatre Bar 7 e BRAVIA Theatre Bar 5, oltre agli altoparlanti opzionali come BRAVIA Theatre Sub 9, BRAVIA Theatre Sub 8 e BRAVIA Theatre Rear 9.Questi nuovi prodotti sono progettati e realizzati per creare un campo surround più ampio e coinvolgente, per un impatto cinematografico più intenso. Il TV BRAVIA 3 II è un LED di fascia media, disponibile in dimensioni fino a 100 pollici, per un'esperienza da grande schermo a casa. Il nuovo modello entry, Bravia 2 II,sarà invecedisponibile da 43" a 75" pollici.

Le nuove Soundbar Sony


La nuova BRAVIA Theatre Bar 7 presenta un design compatto ma potente, dotato di nove unità di altoparlanti, tra cui speaker up-firing dedicati (rivolti verso l'alto) e speaker laterali che creano un campo sonoro notevolmente più ampio. Grazie alla tecnologia 360 Spatial Sound Mapping, proprietaria di Sony, la Theatre Bar 7 offre un audio surround avvolgente in stile cinematografico, insieme a un audio calibrato sulla base della stanza per un'esperienza di ascolto ottimizzata. La configurazione può essere ulteriormente migliorata aggiungendo subwoofer e altoparlanti posteriori per bassi più profondi e un'esperienza surround più ricca. Questi accessori consentono, inoltre, di godersi i contenuti IMAX Enhanced al massimo del loro potenziale.
Soundbar Sony Theatre Bar 7 Soundbar Sony Theatre Bar 7
BRAVIA Theatre Bar 5è un sistema a 3.1 canali dotato di un subwoofer wireless, in grado di offrire bassi potenti, dialoghi chiari e un eccellente equilibrio tra prestazioni e rapporto qualità-prezzo. S-Force PRO Front Surround, Vertical Surround Engine e l'esclusiva tecnologia di up-mixing di Sony creano un suono surround avvolgente, tridimensionale e coinvolgente, per film e programmi TV.
Soundbar Sony Theatre Bar 5Soundbar Sony Theatre Bar 5

Circondati dal suono


​Per completare ulteriormente l'esperienza home cinema, i nuovi subwoofer e altoparlanti posteriori di Sony aggiungono bassi profondi e un suono surround avvolgente e si integrano perfettamente ai modelli BRAVIA Theatre compatibili.
BRAVIA Theatre Sub 9BRAVIA Theatre Sub 9
Caratteristiche comuni a BRAVIA Theatre Sub 9 e BRAVIA Theatre Sub 8: dotati di grandi unità driver, offrono bassi potenti e profondi che consentono di percepire e vivere appieno le profondità nascoste del suono nei film. Per la prima volta nella serie BRAVIA Theatre, è supportato il collegamento con doppio subwoofer.

  • BRAVIA Theatre Sub 9: è dotato di due driver da 200 mm. I due driver contrapposti dotati di vibration cancelling riducono la distorsione e garantiscono bassi potenti e di alta qualità, che si estendono fino alle frequenze ultra-basse;
  • BRAVIA Theatre Sub 8: dotato di un driver da 200 mm, offre una riproduzione dei bassi profonda e accurata, anche alle frequenze più basse;
  • BRAVIA Theatre Rear 9: dotato di grandi altoparlanti up-firing da 80 mm con emissione verso l'alto che migliorano le prestazioni del canale posteriore e potenziano l'esperienza immersiva del suono spaziale a 360°, creando più altoparlanti fantasma.


BRAVIA 3 II


Oltre alla nuova linea di prodotti audio, Sony amplia anche la sua gamma di televisori con il BRAVIA 3 II, un TV di fascia media disponibile in dimensioni fino a 100 pollici. Dotato del processore XR presente nei televisori premium di Sony e della tecnologia XR Triluminos Pro, il BRAVIA 3 II offre un'ampia gamma cromatica, che consente riproduzione naturale dei colori, contrasto ricco e dettagli raffinati. BRAVIA, inoltre, collabora con MediaTek per offrire una riproduzione dell'immagine delicata e finemente dettagliata, e i suoi televisori supportano Dolby Vision/Atmos e DTS:X per la massima qualità cinematografica dell'immagine e del suono. BRAVIA 3 II supporta anche il 4K a 120 Hz e offre quattro porte HDMI 2.1, rendendolo ideale per i videogiochi.
TV Sony BRAVIA 3 IITV Sony BRAVIA 3 II
Per migliorare ulteriormente l'esperienza utente, il BRAVIA 3 II è dotato di un telecomandodi nuova concezione che risponde ai feedback degli utenti, grazie a un design ottimizzato dei pulsanti, forme distinte/differenziate e una chiara spaziatura per una navigazione tattile più facile. Inoltre, la funzione Remote Finder consente a tutti, comprese le persone con disabilità visive, di individuare facilmente il telecomando.

BRAVIA 2 II


BRAVIA 2 II è un ottimo punto di ingresso al mondo della qualità visiva. Questo TV racchiude numerose funzionalità essenziali che lo rendono il compagno ideale per emozionanti serate all'insegna del cinema: anche i vecchi classici in HD sono portati in alta definizione 4K, mentre la compatibilità con Dolby Atmos e DTS:X garantisce un’esperienza audio coinvolgente. Grazie all’integrazione con Google TV e Sony Pictures Core, la TV offre sempre una vasta scelta di contenuti ed è facile da usare. BRAVIA 2 II sarà disponibile in dimensioni che vanno dai 43’’ ai 75’’ pollici.
TV Sony BRAVIA 2 IITV Sony BRAVIA 2 II

Disponibilità


Le soundbar Sony sono già disponibile mentre i TV Bravia saranno disponibili il prossimo mese di maggio.


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OpenSUSE Tumbleweed: il riepilogo di marzo 2026


Tre aggiornamenti di Plasma 6.6, kernel avanzato alla versione 6.19.9, correzioni grafiche per AMD e Intel e oltre 25 vulnerabilità risolte: il mese di marzo su OpenSUSE Tumbleweed.
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Marzo è stato un mese intenso per OpenSUSE Tumbleweed, la variante rolling release della distribuzione tedesca. Il resoconto mensile ufficiale elenca aggiornamenti su più fronti: desktop, kernel, sicurezza e librerie grafiche.

Sul desktop, KDE Plasma ha ricevuto tre aggiornamenti successivi nell’arco della versione 6.6, con correzioni di bug in KWin, nella barra di sistema, nell’applicazione per gli screenshot Spectacle e nel lanciatore Kicker. KDE Frameworks è arrivato alla versione 6.24.0, con timestamp a precisione al nanosecondo in KIO e una nuova API StyleHints in Kirigami.

Il kernel Linux è passato dalla versione 6.19.5 alla 6.19.9, con miglioramenti all’audio, ai driver del filesystem e alla gestione dello scheduler. In questo ciclo di aggiornamenti del kernel sono state risolte oltre 25 vulnerabilità tracciate.

Mesa 26.0.2 ha corretto problemi visivi su hardware AMD RDNA 4 in titoli come Mafia III e risolto una regressione grafica su Intel Arc in Counter-Strike 2.

Tra i pacchetti di rilievo aggiornati: curl, FreeRDP, libsoup2, GnuPG, GStreamer, systemd e libxml2, quest’ultimo con un salto significativo alla versione 2.15.2. Sul piano della sicurezza, udisks2 ha ricevuto due fix che correggevano controlli di autorizzazione mancanti sulle operazioni con le intestazioni di cifratura LUKS.

Come di consueto con Tumbleweed, in caso di problemi dopo l’aggiornamento è possibile eseguire un rollback tramite snapper.

SOURCE:// news.opensuse.org

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Guida alle categorie di peso IBJJF


L' International Brazilian Jiu-Jitsu Federation (IBJJF) ha delle categorie di peso ben definite che sono diventate lo standard in molte competizioni di peso Si distinguono per genere e ovviamente Kimono o senza (Gi & No Gi) Categorie di peso IBJJF (Gi) Maschili limite dei 57.5 kg - Pesi gallo (Rooster - 126.5 lbs) limite dei 64 kg - Pesi piuma leggera (Light Feather - 141 lbs) limite dei 70 kg - Pesi piuma (Feather - 154 lbs) limite dei 76 kg - Pesi leggeri (Light - 167 lbs) limite […]
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L’ International Brazilian Jiu-Jitsu Federation (IBJJF) ha delle categorie di peso ben definite che sono diventate lo standard in molte competizioni di peso

Si distinguono per genere e ovviamente Kimono o senza (Gi & No Gi)

Categorie di peso IBJJF (Gi)

Maschili


  • limite dei 57.5 kg – Pesi gallo (Rooster – 126.5 lbs)
  • limite dei 64 kg – Pesi piuma leggera (Light Feather – 141 lbs)
  • limite dei 70 kg – Pesi piuma (Feather – 154 lbs)
  • limite dei 76 kg – Pesi leggeri (Light – 167 lbs)
  • limite degli 82.3 kg – Pesi medi (Middle – 181 lbs)
  • limite degli 88.3 kg – Pesi medio-massimi (Medium Heavy – 195 lbs)
  • limite dei 94.3 kg – Pesi massimi (Heavy – 208 lbs)
  • limite dei 97.5 kg – Super massimi (Super Heavy – 215 lbs)
  • senza limite – Ultra massimi (Ultra Heavy – No maximum)
  • Categorie di peso IBJJF (No-Gi)


Femminili


  • limite dei 47.5 kg – Pesi gallo (Rooster – 107 lbs)
  • limite dei 52.2 kg – Pesi piuma leggera (Light Feather – 115 lbs)
  • limite dei 57 kg – Pesi piuma (Feather – 125.5 lbs)
  • limite dei 62.8 kg – Pesi leggeri (Light – 138.5 lbs)
  • limite dei 69.1 kg – Pesi medi (Middle – 152 lbs)
  • limite dei 76.1 kg – Pesi medio-massimi (Medium Heavy – 167.5 lbs)
  • limite degli 82.3 kg – Pesi massimi (Heavy – 181.5 lbs)
  • senza limite – Super massimi (Super Heavy – No maximum)


Categorie di peso IBJJF (No-Gi)

Maschili


  • limite dei 55.5 kg – Pesi gallo (Rooster – 122.5 lbs)
  • limite dei 61.5 kg – Pesi piuma leggera (Light Feather – 136 lbs)
  • limite dei 67.5 kg – Pesi piuma (Feather – 149 lbs)
  • limite dei 73.5 kg – Pesi leggeri (Light – 162.5 lbs)
  • limite dei 79.5 kg – Pesi medi (Middle – 175.5 lbs)
  • limite degli 85.5 kg – Pesi medio-massimi (Middle Heavy – 188.5 lbs)
  • limite dei 91.5 kg – Pesi massimi (Heavy – 202 lbs)
  • limite dei 97.5 kg – Super massimi (Super Heavy – 215 lbs)
  • senza limite – Ultra massimi (Ultra Heavy – No maximum)


Femminili


  • limite dei 46.5 kg – Pesi gallo (Rooster – 103 lbs)
  • limite dei 51.5 kg – Pesi piuma leggera (Light Feather – 114 lbs)
  • limite dei 56.5 kg – Pesi piuma (Feather – 125 lbs)
  • limite dei 61.5 kg – Pesi leggeri (Light – 136 lbs)
  • limite dei 66.5 kg – Pesi medi (Middle – 147 lbs)
  • limite dei 71.5 kg – Pesi medio-massimi (Middle Heavy – 158 lbs)
  • limite dei 76.5 kg – Pesi massimi (Heavy – 169 lbs)
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quantica-ni / differx


vendo brevetto di una app conta-cani.

accompagnando i bimbi a scuola perdi il conto tutte le mattine?
sospetti siano 5 milioni ma ti manca qualche unità o decina?

con la app conta-cani non ne perderai nessuno. e l’integrazione con googlemap ti dirà quanti gremiscono il tuo metroquadro.

il nome della app è QUANTICA-ni.
il riferimento alla meccanica quantistica è dovuto al fatto che i cani sono l’unica entità fisica non subnucleare a essere in grado di eccedersi, numericamente.
mentre il gatto di Schrödinger per la meccanica quantistica può essere sia vivo che morto, il cane, qualunque cane, soprattutto in Italia, in particolare a Roma, e a Monteverde più che altrove, è sempre e soltanto vivo e scodinzolante due volte.

cioè se 1 cane = x, ossia x=1, nella meccanica quantistica (e nella vita reale, almeno a Roma, massime a Monteverde) si verifica sempre x>1.
vedi un cane a Monteverde? guarda bene: sono due.
#app #cani #differx #fisicaQuantistica #quantiCani #quanticaNi #quanticani #testo

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26×13 Chat Control: La Difesa della Privacy nel Parlamento Europeo


L’articolo della Electronic Frontier Foundation analizza i recenti sviluppi legislativi dell’Unione Europea riguardanti la cosiddetta proposta “Chat Control”, che mirerebbe a monitorare i messaggi privati dei cittadini. Nonostante il Parlamento Europeo abbia votato contro la proroga delle scansioni di massa indiscriminate, l’autore avverte che la minaccia alla privacy digitale non è ancora del tutto svanita. Le grandi aziende tecnologiche potrebbero infatti continuare a esaminare le comunicazioni su base volontaria, operando in una zona grigia dal punto di vista legale. La fonte sottolinea l’importanza di proteggere la crittografia end-to-end contro i tentativi dei governi di imporre sistemi di sorveglianza pervasivi. In sintesi, il testo esorta a mantenere alta la guardia affinché le misure di mitigazione del rischio non diventino uno strumento per aggirare i diritti fondamentali.

ref: EU Parliament Blocks Mass-Scanning of Our Chats—What’s Next?

Acor3.it

Acor3.it
26x13 Chat Control: La Difesa della Privacy nel Parlamento Europeo

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GNU Taler arriva su NymVPN: pagamenti digitali con la privacy del contante


NymVPN integra GNU Taler, il sistema di pagamento open source che protegge i dati dell'acquirente senza rinunciare alla conformità fiscale. Cos'è Taler, come funziona e perché è diverso da tutto il resto.
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NymVPN è una VPN costruita su mixnet, la rete anonimizzante sviluppata da Nym Technologies che mescola il traffico di più utenti per rendere impossibile la correlazione tra mittente e destinatario. Un approccio più radicale rispetto a una VPN tradizionale, almeno sulla carta. Da fine marzo, il servizio accetta pagamenti anche in GNU Taler.

Cos’è GNU Taler e perché non è una criptovaluta


GNU Taler (Taxable Anonymous Libre Electronic Reserves) è un sistema di pagamento elettronico libero, sviluppato nell’ambito del progetto GNU con il supporto, tra gli altri, della Commissione Europea e della Segreteria di Stato svizzera per la ricerca e l’innovazione.

L’obiettivo dichiarato è replicare digitalmente le proprietà della moneta contante dal punto di vista della privacy: chi paga non lascia tracce, chi riceve il pagamento è identificabile e soggetto a tassazione. Non c’è blockchain, non c’è mining, non c’è una valuta speculativa. Taler lavora con denaro ordinario, euro o franchi svizzeri, e si integra con l’infrastruttura finanziaria esistente.

Il meccanismo tecnico centrale sono le firme cieche: quando carichi il portafoglio digitale tramite un exchange, il sistema criptograficamente scollega quel prelievo dai pagamenti successivi. Il commerciante riceve i fondi ma non sa da chi provengono; l’operatore dell’exchange non può ricostruire il collegamento a posteriori. Non è anonimato completo nel senso tecnico del termine, ma è una protezione concreta contro la profilazione basata sulle abitudini di spesa, che è esattamente il problema che i pagamenti digitali ordinari non hanno mai risolto.

Carte di credito, app fintech e buona parte delle soluzioni crypto lasciano una scia di metadati finanziari che finiscono nelle mani di banche, intermediari e terze parti. Taler taglia questo flusso per architettura, non come funzione aggiuntiva.

Dove funziona adesso


Taler è operativo in beta pubblica in Svizzera tramite Taler Operations AG, che gestisce il servizio in franchi svizzeri. Il primo negozio fisico ad accettare pagamenti in eCHF è il P15 CoNetWorking Space di Biel/Bienne. GNU Taler Progetti sperimentali sono in corso anche in Austria e Germania, ma senza ancora una disponibilità concreta per i consumatori fuori dalla Svizzera.

NymVPN è quindi uno dei pochissimi servizi pagabili con Taler oggi, al di fuori del contesto elvetico. Per chi vuole testare il sistema senza spostarsi a Biel, è una delle poche occasioni pratiche.

SOURCE:// nym.com
SOURCE:// taler.net
SOURCE:// blog.marvinpascale.it

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Ente Locker arriva su F-Droid: documenti cifrati senza passare dal Play Store


Ente Locker, l'app open source per archiviare documenti e credenziali con cifratura end-to-end, è ora disponibile su F-Droid. Niente Google, niente compromessi.
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Ente è ormai una realtà consolidata nel panorama delle app privacy-first: Ente Photos per le foto, Ente Auth per i codici 2FA, e da qualche mese anche Ente Locker, pensato per tenere al sicuro documenti importanti, credenziali e note riservate. Tutto cifrato end-to-end, codice aperto su GitHub, architettura verificata da un audit indipendente di Cure53.

Locker permette di archiviare documenti d’identità, estratti conto, credenziali di recupero e note sicure, con la possibilità di condividere singoli elementi con persone di fiducia e di configurare un accesso d’emergenza per i contatti designati. Il piano gratuito copre fino a 100 elementi; chi ha già un abbonamento a Ente Photos sale a 1.000.

Fino ad ora era installabile tramite Play Store, App Store o APK direttamente da GitHub. Da fine marzo è disponibile anche su F-Droid, il repository di app libere per Android: la versione 1.0.1 è compilata e firmata direttamente da F-Droid, con garanzia di corrispondenza al codice sorgente. Un passo atteso, considerando che sia Ente Photos che Ente Auth erano già presenti sul repository. F-Droid segnala l’app con l’avviso “NonFreeNet”, standard per le app che si appoggiano a un server di sincronizzazione proprietario, ma il codice client resta AGPL-3.0.

Chi vuole completare il quadro può auto-ospitare il server, anch’esso open source. Per chi invece preferisce il servizio gestito, Locker resta un’alternativa concreta a soluzioni come Proton Drive per chi cerca un posto sicuro dove tenere i documenti che contano.

SOURCE:// f-droid.org
SOURCE:// ente.com

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GrapheneOS affina il supporto per Pixel 10a e risolve i bug di sistema


GrapheneOS aggiorna il firmware risolvendo i problemi del GPS su Pixel 10a e migliorando la compatibilità con Android Auto e le chat RCS di Google Messages.
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GrapheneOS ha rilasciato un nuovo aggiornamento che, pur mantenendo il Pixel 10a nella categoria dei dispositivi con supporto sperimentale, compie passi in avanti significativi per renderlo utilizzabile nel quotidiano. La versione 2026040300 si concentra sulla risoluzione di alcuni difetti di gioventù del nuovo smartphone di Google e sul miglioramento della stabilità generale dell’intero ecosistema Pixel.

L’intervento più rilevante per il Pixel 10a riguarda la precisione della geolocalizzazione. Per ovviare a dati sulla posizione spesso imprecisi, gli sviluppatori hanno integrato un modulo proveniente direttamente da una versione futura di Android, la 16 QPR3. Questo trapianto tecnologico permette al dispositivo di gestire correttamente i segnali satellitari, allineando le prestazioni a quelle dei modelli superiori. È stato inoltre ripristinato l’accesso alla funzionalità multi-utente, che risultava assente nelle prime build dedicate a questo modello.

Oltre ai correttivi specifici per l’ultimo nato, l’aggiornamento introduce novità importanti per lo strato di compatibilità che permette di eseguire i servizi Google in modo isolato. Chi ha scelto di utilizzare Google Messages noterà un’interfaccia più chiara durante la configurazione delle chat RCS, mentre per gli utenti che si affidano ad Android Auto è stata migliorata la gestione delle connessioni senza fili. Questi cambiamenti mirano a ridurre le frizioni tra la necessità di privacy e l’uso di strumenti che richiedono un’integrazione profonda con il sistema.

La stabilità generale ne esce rafforzata grazie alla risoluzione di un problema piuttosto fastidioso che causava riavvii improvvisi quando i Pixel venivano collegati a un monitor esterno. È stato anche corretto un errore che influenzava il comportamento della tastiera con alcune applicazioni moderne, garantendo che il tasto per cancellare il testo funzioni correttamente in ogni contesto. Questi miglioramenti sono accompagnati dall’aggiornamento dei componenti del sistema alla versione più recente, mantenendo l’infrastruttura software al passo con le ultime evoluzioni del codice Android.

Al momento la release è disponibile attraverso il canale Alpha, destinata quindi a chi desidera testare le novità in anteprima accettando qualche piccolo rischio residuo, prima del passaggio ai canali Beta e Stabile.

SOURCE:// grapheneos.org

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Jami Euclid: interfaccia rifatta, accessibilità migliorata e supporto RTL


La nuova versione di Jami introduce angoli arrotondati ovunque, una vista conversazione rinnovata e supporto migliorato per le lingue da destra a sinistra come arabo ed ebraico.
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Jami, il client di comunicazione libero e cifrato end-to-end del progetto GNU, si aggiorna alla versione “Euclid” con un’interfaccia rifatta quasi da zero. Il nome non è casuale: il matematico greco Euclide, spesso chiamato il “Padre della Geometria, e la firma visiva di questo rilascio sono proprio le forme, con angoli arrotondati che compaiono un po’ ovunque nell’interfaccia.

La vista conversazione è quella che cambia di più nell’uso quotidiano: le barre dei messaggi e dei contatti sono state ridisegnate per essere più coerenti tra loro, e lo sfondo della chat assume ora una tinta legata al colore del contatto, con una dissolvenza morbida al passaggio da una conversazione all’altra. L’ID Jami ha un logo rinnovato, mentre la gestione degli account si è spostata in basso a sinistra, lasciando le conversazioni in primo piano all’apertura.

Per i gruppi, che Jami chiama “swarm”, il pannello dei dettagli passa a una griglia. Ogni membro ha indicatori visivi: una corona dorata per gli amministratori, una busta per chi non ha ancora accettato l’invito, e l’icona di blocco per gli utenti rimossi.

Gli utenti che usano Jami con account SIP, il protocollo standard per le telefonate su internet usato spesso in contesti aziendali, ricevono finalmente una tastiera per l’inserimento di numeri, accessibile dal pulsante accanto alla barra di ricerca.

Novità anche sull’accessibilità, Euclid sistema diversi problemi di navigazione da tastiera e aggiorna ruoli e descrizioni dei componenti dell’interfaccia per i lettori di schermo. Migliora anche il supporto per le lingue da destra a sinistra, arabo, farsi ed ebraico inclusi, con icone che si specchiano correttamente in modalità RTL.

Sotto il cofano, Jami passa a Qt 6.10 e aggiorna alcune dipendenze a C++20. Su macOS, l’integrazione nativa con Tahoe porta gli angoli arrotondati anche alla finestra dell’applicazione stessa, in continuità con il resto dell’ambiente.

Per chi cerca alternative alle piattaforme di comunicazione proprietarie, Jami rimane una delle opzioni più radicali: nessun server centrale, nessun account collegato a un numero di telefono o a un’email, tutto cifrato tra i dispositivi.

SOURCE:// jami.net

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