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Amazon: annunciata la disponibilità in Italia dei nuovi Echo Show 8 ed Echo Show 11


Echo Show 8 ed Echo Show 11, display intelligenti con un nuovo design sorprendente, sono da oggi disponibili su Amazon.it
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Amazon ha annunciato la disponibilità in Italia dei nuovi Echo Show 8 ed Echo Show 11. I dispositivi offrono maggiore potenza di elaborazione per un audio premium, presentano un design completamente rinnovato e sono pronti a supportare le esperienze di nuova generazione basate sull’intelligenza artificiale generativa tramite Alexa+, non appena disponibile in Italia. Entrambi i devices integrano componenti hardware avanzati, garantendo interazioni più rapide ed efficaci.
I display dei nuovi Echo Show offrono una qualità dell’immagine nitida, sia in ambienti luminosi sia in condizioni di scarsa illuminazioneI display dei nuovi Echo Show offrono una qualità dell’immagine nitida, sia in ambienti luminosi sia in condizioni di scarsa illuminazione

Echo Show 8 ed Echo Show 11: display intelligenti con un nuovo design sorprendente


La prima cosa che colpisce di questi nuovi display è il loro aspetto, moderno ed elegante; essi, infatti, combinano tecnologia touch in-cell e design a cristalli liquidi negativi per offrire una migliore esperienza visiva grazie a contenuti che si adattano allo spazio circostante. Questa soluzione non solo permette di massimizzare l’angolo di visualizzazione, ma offre una qualità dell’immagine nitida, sia in ambienti luminosi sia in condizioni di scarsa illuminazione. Inoltre, è stata massimizzata l’area visibile dello schermo, in modo da mostrare ancora più contenuto.
Entrambi i nuovi Echo Show includono nuovi altoparlanti stereo frontali e un woofer personalizzato per un audio spaziale in grado di riempire la stanza
Anche l’architettura audio dei nuovi Echo Show è stata completamente rinnovata: entrambi i dispositivi includono nuovi altoparlanti stereo frontali e un woofer personalizzato per un audio spaziale in grado di riempire la stanza. I driver full-range sono posizionati strategicamente sotto i display e progettati con precisione per diffondere il suono frontalmente, garantendo un audio estremamente nitido e rivolto verso l’ascoltatore. È disponibile anche un supporto regolabile (venduto separatamente), progettato esclusivamente per i due nuovi Echo Show, studiato con cura per abbinarsi al design e ai colori di ciascun dispositivo. Il supporto costa 39,99 euro e consente un’interazione sempre all’angolazione ideale.
Il supporto regolabile (venduto separatamente), è stato progettato esclusivamente per i due nuovi Echo ShowIl supporto regolabile (venduto separatamente), è stato progettato esclusivamente per i due nuovi Echo Show

Chip personalizzati per esperienze potenti e avanzate


Echo Show 8 ed 11 integrano il chip più avanzato AZ3 Pro; questo è dotato di un nuovissimo acceleratore AI, pensato per eseguire i modelli di intelligenza artificiale edge del futuro, e aggiunge il supporto per modelli linguistici all’avanguardia e transformer visivi. A completare questa architettura hardware, la piattaforma sensoriale proprietaria Omnisense, sviluppata per l’intelligenza artificiale ambientale: essa sfrutta una combinazione di sensori e segnali, tra cui la fotocamera da 13 megapixel dei nuovi Echo Show, audio, ultrasuoni, radar Wi-Fi, accelerometro e WiFi CSI, per abilitare esperienze Alexa sempre più personalizzate, proattive e utili.

Prezzi e disponibilità


I nuovi Echo Show 8 ed 11 sono da oggi disponibili su Amazon.it rispettivamente a 199,99 e 239,99 euro.

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oggi, 23 novembre, alle ore 11, presso la libreria del palazzo esposizioni: pietre silenziose _ presentazione di “in itinere. pratiche di scrittura asemica”, di fabrizio m. rossi


A Roma, oggi, domenica 23 novembre 2025, alle ore 11:00
presso la Libreria del Palazzo Esposizioni
(entrata da via Milano 15)

PIETRE SILENZIOSE


presentazione (con mostra) del libro

IN ITINERE. Pratiche di scrittura asemica


di
Fabrizio M. Rossi
(Cambiaunavirgola, 2025)

§

locandina della presentazione di "IN ITINERE", di Fabrizio M. Rossi al Palazzo Esposizioni, 23 nov. 2025
cliccare per ingrandire

incontro con

– annotazioni di Giuseppe Garrera e Marco Giovenale

piccola mostra di pietre asemiche di Fabrizio M. Rossi, con riflessioni sui rapporti tra la “scrittura senza significato” e l’arte dei suoni, del silenzio e del camminare

interventi di scrittura asemica dell’autore, con un omaggio a John Cage di Giovenale e Garrera

*
Il volume raccoglie cinquanta opere dell’autore. Saggi introduttivi di Ada De Pirro, Giuseppe Garrera, Marco Giovenale, Pasquale Polidori.

*
il libro sul sito Cambiaunavirgola:
spazioetico.it/attivita/cambia…

anteprima:
spazioetico.it/wp-content/uplo…

pagina facebook:
facebook.com/InItinereScrittur…

evento fb:
facebook.com/events/3175791599…

l’incontro, sul sito del Palazzo Esposizioni:
palazzoesposizioniroma.it/even…

*
GIUSEPPE GARRERA
Musicologo, collezionista e storico dell’arte, dal 2013 insegna al Master in Economia e Management dell’Arte e dei Beni Culturali della Business School de “Il Sole 24 Ore” di Roma e Milano. Curatore di numerose mostre, tra cui – al Palazzo delle Esposizioni – Pier Paolo Pasolini. TUTTO È SANTO. Il corpo poetico (con Cesare Pietroiusti e Clara Tosi Pamphili), da cui l’omonimo catalogo. Per l’editore Ronzani è uscito nel 2024 Pier Paolo Pasolini e Maria Callas. Cronaca di un amore, e nel 2025 «Erano giorni stupendi». Pasolini al suo esame come regista: due provini per il film Accattone. Con Sebastiano Triulzi ha pubblicato vari saggi, tra cui – con Cambiaunavirgola, nel 2019 – il volume «Razza sacra». Pasolini e le donne (appunti per una ricerca); e nel 2022, per Aras, I lustrascarpe. Amelia Rosselli. Ulteriori saggi suoi sono pubblicati dalle edizioni Cambiaunavirgola. Collabora a slowforward.net e suoi articoli compaiono su Antinomie e altre riviste online e cartacee.

MARCO GIOVENALE
Editor, traduttore e asemic writer, è tra i fondatori e redattori di gammm.org (2006). Dal 2013 dirige la collana ‘Syn_ scritture di ricerca’ per l’editore ikonaLíber. Cura con A.Syxty e M.Zaffarano il blog Esiste la ricerca, ospitato dal sito MTM – Manifatture Teatrali Milanesi. Collabora con ahidaonline.com, neutopiablog.org e altri spazi in rete. Tra i libri in versi, La casa esposta (Le Lettere, 2007), Shelter (Donzelli, 2010), Maniera nera (Aragno, 2015), Cose chiuse fuori (Aragno, 2023). In prosa: Lie lie (La camera verde, 2010), La gente non sa cosa si perde (Tic, 2021), Statue linee (pièdimosca, 2022), Oggettistica (Tic, 2024), Prima dell’oggetto (déclic, 2025). Suoi testi sono in antologie come Parola plurale (Sossella, 2005) e Poesie dell’Italia contemporanea 1971-2021 (il Saggiatore, 2023). Con i redattori di gammm è nel libro collettivo Prosa in prosa (Le Lettere, 2009; Tic, 2020). Per La camera verde ha tradotto Jack Spicer. Siti: slowforward.net e differx.noblogs.org.

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Digital Omnibus – Ecco una prima analisi giuridica del suo impatto regolatorio, a cura dei legali di NOYB

Questa settimana è uscito il “Digital Omnibus”. noyb sta attualmente lavorando a un’analisi scritta approfondita che speriamo di pubblicare nei prossimi giorni. In anteprima, abbiamo riunito in un video i membri del team che hanno lavorato sui vari aspetti della proposta Omnibus della Commissione Europea, per approfondire argomenti selezionati (la nuova definizione di dati personali, la nuova esenzione per la ricerca, le limitazioni alle norme sulla trasparenza e le nuove regole sull’accesso alle apparecchiature terminali).

noyb (None of Your Business), l’organizzazione che si batte per il rispetto della protezione dei dati personali, già resa illustre dalle numerose sentenze che le hanno dato ragione, solleva un forte allarme riguardo al Digital Omnibus, descrivendolo come un potenziale “più grande rollback dei diritti fondamentali digitali nella storia dell’UE”. A tal fine ha presentato un video estremamente interessante che riunisce i membri del team che hanno lavorato sui vari aspetti della proposta Omnibus della Commissione Europea, per approfondire argomenti selezionati (la nuova definizione di dati personali, la nuova esenzione per la ricerca, le limitazioni alle norme sulla trasparenza e le nuove regole sull’accesso alle apparecchiature terminali).

Questo post verrà ripubblicato nella comunità Lemmy @[url=https://feddit.it/c/privacypride]privacypride@feddit.it[/url]

Questo è il video pubblicato sul sito di NOYB, mentre di seguito pubblicheremo un riassunto dei diversi temi sollevati

Le principali Preoccupazioni rispetto ai Contenuti del “Digital Omnibus”


Le modifiche proposte indebolirebbero significativamente le tutele previste dal GDPR:

1. Ridefinizione del “Dato Personale”


La modifica proposta andrebbe a ridefinire la nozione stessa di “dato personale” in modo da escludere dalla protezione del GDPR interi settori o tipi di dati. Se i dati utilizzati per il tracciamento online o per l’ecosistema della pubblicità programmatica (che si basa su ID univoci e pseudonimi) venissero esclusi dall’ambito del GDPR, intere industrie di data broker potrebbero operare fuori dalle attuali regole di protezione dei dati.

2. Deroghe e Favoritismi per l’Intelligenza Artificiale (AI)


Verrebbe proposta l’introduzione di disposizioni che favoriscono l’utilizzo dei dati per l’addestramento e l’operatività dei sistemi di Intelligenza Artificiale (IA).

Invece di applicare le stesse regole a tutte le tecnologie. Ampliando, ad esempio, la nozione di “interesse legittimo” per le finalità di addestramento dei sistemi di AI, si creerebbe un regime di favore per l’AI, in una sorta di “Neutralità Tecnologica Inversa”.

Le proposte consentiranno, o almeno qusto è il timore di NOYB una forma di auto-classificazione o auto-declassificazione dei sistemi di AI, eliminando trasparenza e accountability (responsabilità).

3. Indebolimento del Consenso e del Tracciamento


La modifica proposta potrebbe spostare l’Europa da un sistema di opt-in (dove il consenso è richiesto prima di tracciare) a qualcosa di più vicino a un opt-out (dove l’utente deve attivamente rifiutare per fermare il tracciamento). Questo ridurrebbe la sovranità decisionale dell’utente sui propri dati, rendendo molto più difficile per i cittadini europei bloccare il tracciamento online.

4. Limitazioni sui Diritti degli Interessati e sulla Compliance


Con le modifiche proposte si determinerebbe una potenziale introduzione di una nuova soglia per la segnalazione di violazioni dei dati personali e possibili deroghe ai diritti degli interessati (come il diritto di accesso o opposizione). Limitazioni come queste indebolirebbero le protezioni fondamentali per le persone e rappresenterebbero una sfida significativa per i professionisti della protezione dei dati (come i DPO), che dovrebbero aggiornare in modo massivo policy e procedure.

5. Integrazione con l’EU Business Wallet


La previsione di un’integrazione del Digital Omnibus con il futuro lancio dell’EU Business Wallet, modellato sull’EU Digital Identity Wallet per i cittadini, con l’applicazione di nuovi principi e tempistiche “irrealistiche” solleva dubbi sulla fattibilità e sulla sicurezza, soprattutto per i professionisti della cybersecurity, a causa dell’impatto sulla superficie di attacco dei dispositivi personali.

Il Contesto: Competitività vs. Tutela


Il Digital Omnibus è presentato dalla Commissione come uno sforzo per armonizzare e semplificare le attuali regole digitali dell’UE, con l’obiettivo dichiarato di migliorare la competitività delle imprese europee nell’era digitale e dell’AI. Tuttavia le analisi di NOYB mostrano come questo tentativo di semplificazione e impulso all’innovazione venga fatto a costo di compromettere le protezioni fondamentali stabilite dal GDPR, in particolare a causa di due fattori:

  • Pressioni Geopolitiche: le pressioni da parte di potenze extra-UE (come gli USA) rischiano di compromettere la sovranità tecnologica europea.
  • Bilanciamento a Rischio: il tentativo di operare in un contesto “AI-driven” rischia di sacrificare i principi di trasparenza, equità, responsabilità e i diritti degli interessati sull’altare dell’innovazione.


Azioni Suggerite dai legali di NOYB


Per le aziende e i professionisti della compliance (DPO e addetti ai lavori), l’analisi suggerisce una preparazione proattiva in vista di questi probabili stravolgimenti normativi:

  • Monitoraggio costante dell’evoluzione legislativa.
  • Revisione delle policy e dei processi interni di trattamento dei dati.
  • Valutazione degli impatti specifici per le attività basate sull’Intelligenza Artificiale.
  • Formazione e sensibilizzazione del personale.

La conclusione è quindi drammatica; le modifiche del Digital Omnibus rappresentano una minaccia diretta ai principi cardine del GDPR e alla protezione dei dati dei cittadini europei.

Ringraziamo @noybeu per il video pubblicato che fa capire bene lo sforzo dei legali dell’organizzazione per la valutazione degli impatti normativi! E ricordate che è possibile sostenere economicamente il loro impegno per un’Europa più rispettosa della privacy dei propri cittadini

Qui potete trovare il link alla pagina del blog di NOYB: noyb.eu/en/digital-omnibus-fir…

Vuoi segnalare un errore o dare un suggerimento? Scrivici su Friendica, Twitter, Mastodon o sul gruppo telegram Comunicazione Pirata

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#digitalOmnibus #noyb

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josé iges in dialogo con giovanni fontana


youtu.be/GNE49Uf6b4g?si=NuZ4Gp…

Incontriamo Giovanni Fontana, architetto, poeta, autore di video e performance in cui il testo prende forma e si alimenta al di fuori della pagina scritta. Inquadriamo questo incontro con due delle sue realizzazioni più significative: il Poema Larsen, del 1983, e il Poema Bonotto, del 2015, che appartiene a quella che lui definisce Videovociferazioni.

#giovanniFontana #joseIges #oralita #paginaScritta #performance #poemaBonotto #poemaLarsen #poesia #poesiaSonora #poeta #video #videopoesia #videovociferazioni

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24 novembre, nel podcast ‘la finestra di antonio syxty’, il libro “poesia prima persona plurale”


lunedì 24 novembre su open.spotify.com/show/7onZatZD…

alla Funestra, in dialogo con Antonio Syxty: Lorenzo Mari, Rossella Renzi, Gianluca Rizzo, Marco Giovenale

#antonioSyxty #argo #argolibri #audio #gianlucaRizzo #lorenzoMari #marcoGiovenale #podcast #poesia #poesiaPrimaPersonaPlurale #rossellaRenzi

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Approvata la Risoluzione Onu 2.803 per Gaza promossa da Trump


Per i Gazawi le uniche certezze restano una fragile tregua, quotidianamente violata da Israele causando morti, e un altro inverno di stenti da passare al freddo.
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Un testo generico che non affronta le questioni di fondo e legalizza di fatto l’Occupazione

Lunedì 17 novembre il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato, con 13 voti favorevoli e l’astensione di Russia e Cina, la Risoluzione n. 2.803 promossa dagli Stati Uniti e il cui impianto ruota attorno al piano in 20 punti di Donald Trump per la cosiddetta pace a Gaza.

Dal punto di vista militare, il testo prevede l’istituzione di una Forza internazionale di stabilizzazione (ISF) che dovrà farsi carico di proteggere i civili, prendere il controllo delle armi di Hamas e monitorare l’addestramento di un corpo di polizia palestinese. Solo a quel punto le forze armate israeliane si dovrebbero ritirare dal 53% della Striscia che stanno ancora occupando e dal quale non sembrano particolarmente propensi a smobilitare.

Sotto l’aspetto politico è prevista la formazione di un Governo di transizione controllato dal “Board of peace”, il Consiglio di pace, presieduto da Trump, e del quale dovrebbe far parte anche l’ex premier laburista britannico Tony Blair. Tale esecutivo transitorio, che dovrebbe essere composto da un comitato tecnocratico palestinese, sarà incaricato di gestire la sicurezza, la distribuzione degli aiuti umanitari e la ricostruzione degli edifici e delle infrastrutture.

La Risoluzione ha subito sollevato perplessità in quanto non predispone un piano dettagliato né per la sua realizzazione né, tantomeno, per quanto riguarda la prospettiva di uno stato palestinese, che nel testo viene ridimensionato a un generico e indefinito nella tempistica “percorso verso l’autodeterminazione e lo stato palestinese”. Affermazione alquanto vaga che non offre alcuna garanzia ai palestinesi, nonché ulteriormente subordinata alle riforme dell’Autorità Nazionale Palestinese e all’esito della ricostruzione.

Come prevedibile Hamas non ha accettato tale testo e ha dichiarato che “qualsiasi forza internazionale, se istituita, deve essere dispiegata solo ai confini per separare le forze, monitorare il cessate il fuoco e deve essere completamente sotto la supervisione dell’ONU”.

Mentre Il governo israeliano, vedendo inserite quasi tutte le proprie richieste, l’ha accolto con favore. Anche la Commissione europea ha dato il suo appoggio, probabilmente cullando la speranza di non essere inclusa nel “Board of peace” e di restare del tutto ai margini del piano di Trump.

Da vari ambienti sono state espresse critiche al testo approvato in quanto di fatto legalizzerebbe l’occupazione dei Territori palestinesi da parte di Israele e metterebbe una pietra tombale sul principio di autodeterminazione del popolo palestinese

Francesca Albanese, al Parlamento europeo per una conferenza, ha affermato che la Risoluzione approvata dall’ONU “non è conforme al diritto internazionale” che, invece, prevede che “Israele lasci la Striscia, la Cisgiordania e Gerusalemme Est ai palestinesi, che smantelli le colonie, ritiri le truppe, smetta di sfruttare le risorse naturali ed economiche dei palestinesi.

Trump come sua consuetudine canta vittoria, vittoria che tuttavia potrebbe risultare effimera, in quanto la Risoluzione secondo molti analisti non risolverà la questione dell’Occupazione e le altre di fondo sul tavolo.

Per i gazawi, pertanto, le uniche certezze restano una fragile tregua, quotidianamente violata da Israele causando morti, e un altro inverno di stenti da passare al freddo nelle tende, senza alcuna prospettiva concreta.

Andrea Vento

21 novembre 2025

Gruppo Insegnanti di Geografia Autorganizzati

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27 novembre: jonathan monk @ studio bruno tonini (gussago)


Studio Bruno Tonini + Tonini Editore
190 Via Pratolungo
Gussago, Lombardia, 25064

27 novembre: jonathan monk @ studio bruno tonini (gussago)

toninieditore.com/

#art #arte #fluxus #gussago #jonathanMonk #studioBrunoTonini #toniniEditore #valentinoTonini

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oggi, 22 novembre, @ tic (roma): presentazione di “opera buffa”, di luciano neri


OGGI, sabato 22 novembre, alle ore 19:00, nei locali della libreria TIC di Piazza San Cosimato 39, a Trastevere: presentazione di Opera buffa, di Luciano Neri (Collana UltraChapbooks, a cura di Michele Zaffarano). Ne parleranno, con l’autore implicito, Samuele Maffei e Massimiliano Manganelli.

locandina della presentaz di Opera buffa, di Luciano Neri_ 22 nov da Tic

il libro: ticedizioni.com/collections/ul…

un estratto: leparoleelecose.it/opera-buffa…

#lettura #lucianoNeri #massimilianoManganelli #micheleZaffarano #operaBuffa #presentazione #reading #samueleMaffei #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #tic #ticEdizioni #ultrachapbooks

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Siena Awards Festival 2025


Un sabato visitando le mostre fotografiche del Siena Awards, passeggiando per vicoli, piazze e i luoghi storici del centro storico della città
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Lo scorso sabato ho visitato alcune delle mostre fotografiche del Siena Awards Festival, dedicando l’intera giornata alla fotografia.
Locandina del Siena Awards FestivalSiena Awards Festival
Il festival è organizzato su più sedi, sparse per tutta la città di Siena, salvo due ospitate nei borghi di Castelnuovo Berardenga e Sovicille. Pertanto è anche un’ottima occasione per visitare il centro storico di questa splendida città.

Le mostre fotografiche sono tutte di altissimo livello, con autori di fama internazionale e, in particolare, alcuni fotografi hanno presentato progetti da cui, almeno per me, era impossibile rimanere indifferenti.

Tra questi segnalo il progetto fotografico MEXICO BORDER di Adrees Latif, a cui è andato il riconoscimento come Best Author del Siena Awards 2025, in cui, con immagini intime e suggestive, ci mostra le storie di chi si trova ad affrontare le complesse realtà della migrazione.



MEXICO BORDER di Adrees Latif

Altro progetto fotografico di particolare interesse è NO WOMAN’S LAND, di Kiana Hayeri, che esplora le drammatiche condizioni vissute dalle donne afghane sotto il regime repressivo dei talebani.



NO WOMAN’S LAND di Kiana Hayeri

Katie Orlinsky, con il suo progetto fotografico VANISHING CARIBOU, ci racconta la drammatica scomparsa di una specie chiave dell’Artico e la resilienza delle comunità indigene che da millenni vivono in simbiosi con essa.


VANISHING CARIBOU di Katie Orlinsky | KATIE ORLINSKY PHOTOGRAPHY

Oppure la fotografia del fotografo palestinese Ali Jadallah, a cui è andato il titolo di Photographer of the Year del Siena Awards 2025, che ci mostra tre palestinesi che emergono dalle macerie, con i vestiti e il volto coperti di polvere, a seguito di un attacco israeliano del giugno 2024.
Ali Jadallah a cui è andato il titolo di Photographer of the Year del Siena Awards 2025
Questi sono solo alcuni dei progetti fotografici, o foto singole, presenti al Siena Awards 2025.

Il Siena Awards Festival chiude il 23 novembre 2025, perciò è l'ultimo fine settimana utile per visitarlo, un occasione da non perdere!

La giornata è stata particolarmente interessante per le opere in mostra ma anche, un aspetto non affatto secondario, dal nostro gruppetto eterogeneo di visitatori di cui facevo parte.

Il nostro gruppetto di quattro versiliesi e un senese era composto, in ordine alfabetico, da due artisti scultori: Carlo Cipollinied Emanuele Giannelli, eda due fotografi: Claudio Pepi e Riccardo Bennassi oltre al sottoscritto.

Il bello di visitare la mostra, facendo parte di questo gruppetto, è stata la diversità di approccio all’arte, e all’essere artista, che ha portato a confronti molto interessanti.

Dalla visione delle fotografie esposte, e in particolare di alcune foto particolarmente intense, è nato un confronto in cui ciascuno apportava la propria visione influenzata dall’essere scultore o fotografo. Confronto da cui sono emersi aspetti inaspettati su come interpretare una fotografia.

Una giornata molto formativa che mi ha lasciato un bagaglio di nuovi punti di vista e riflessioni sulla fotografia. Come il fotografo interpreta ciò che vede attraverso la propria macchina fotografica ma anche come lo spettatore può interpretare, in più modi, ciò che vede.

Una esperienza sicuramente da ripetere.

👋 A presto,
Giovanni


PS: Le fotografie inserite nell’articolo, scattate durante la visita, riportano il link alla pagina dell'autore sul sito del Siena Awards, oltre al link del sito dell’autore, spero di non aver infranto il copyright degli autori, altrimenti le tolgo.

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Per le pause (lunghe) in ufficio.


Dove vai? In pausa… sto facendo un aggiornamento lungo.

github.com/buyukakyuz/install-…

Prego.

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nuova octogiocata della giornata passata per scoppiare meno coi tempi ribaltosi


Ieri pomeriggio mi è capitato di eseguire, per mezzo, nonostante e secondo il contesto della spaccversità, una certa giocata… di così grande portata che sentivo di dovermi prendere il giusto tempo e spazio per raccontarla, anziché shitpostarla. (Anche se questo significa che il momento adatto è uscito solo oggi, al giorno dopo, mannaggia a me e la mia procrastinazione e voglia altalenante, ma pazienza.) E pensare che ciò è avvenuto appena al seguito di una brevissima consultazione di fattibilità e goduriosità a riguardo avuta privatamente coi miei spiriti, ma in realtà senza neanche troppo impegno, giusto mentre pensavo anche ad altro… insomma, in questo caso ho avuto le skill. 🔥

Non parlo in realtà di giocate del gaming, seppur con quello ultimamente ci sto andando più forte del solito, altrimenti è un attimo che la mia anima si ribella e inizia a stare male… bensì, di come ho sfruttato il fatto che questo giovedì mancasse quel fantomatico professore (sempre lui), combinato col fatto che la lezione dopo sarebbe stata nel tardo pomeriggio, per dire fanculo e tornarmene a casa subito dopo la prima lezione della mattina, con abbastanza calma (seppur orari lievemente anticipati) per pranzare a modino, e poi prendere di nuovo l’autobus per ritornare al mio destino (e poi a casa di nuovo, alla vera fine della giornata, giustamente). 😈

La missione, se non fosse chiaro, è perfettamente riuscita, e oohhh… per un’altra buona volta, la giornata si è così immediatamente ribaltata dal meh al quasi-godo. Avevo praticamente 4 ore e mezza di tempo da usare in qualche modo — anche se poi sono state 4 ore e basta, perché ho preso l’autobus un po’ dopo per tornare a casa la prima volta, in quanto volevo accertarmi che, anche quella mattina, il tutor che sostituiva il professore non avrebbe fatto niente di utile, ma solo forzato la caduta delle palle a tutti con le installazioni di software — e allora ho scelto di fare questo avanti e indietro. 💣

Alla fine dei conti, la cosa bella — che io già sapevo, ma è sempre meglio avere multiple prove a riguardo delle teorie più epiche — è che a fine giornata ci sono arrivata comunque meno stanca dopo aver fatto tutto questo avanti-indietro, rispetto a quanto ci sarei invece rimasta se prima avessi avuto quella lezione ovviamente super-pallosa, per poi dopo mangiare con la deludente povertà portata, anziché un bel pranzo caldo a casa o al ristorante… meno affamata e meno scazzata; anche se comunque dolorante uguale, a causa del pessimo modo in cui sto seduta, spacc. 🦷

Gran parte del tempo passato in autobus, per fortuna — a differenza di quanto temevo sarebbe spesso stato prima che iniziassi l’università, 3 anni fa, e non avevo alcuna abitudine del prendere i mezzi — per me non è tempo palloso o buttato… perché, lì sì, c’è una grandissima quantità di gaming, o a volte di writin’, o di readin’, quindi non mi è pesato prenderlo 4 volte in un giorno… L’unica differenza è che, invece di stare seduta in una stanza ferma con in mano telefono o console, ‘sto seduta in una stanza su ruote con in mano telefono o console (…e che, ovviamente, salire e scendere dai mezzi comporta un cambio di contesto, che è seccante, ma qualche volta al giorno non è nulla di che). 😽

Peccato soltanto che, mentre la mattina il meteo era quasi bello, al pomeriggio è peggiorato all’università… e il solo dover tornare e vedere il grigiume del cielo messo lì, quando sarei piuttosto stata tanto per bene ancora a casina con il sole, mi ha rimesso un pochino la tristezza… e più tardi è venuto poi anche a piovere, quindi non parliamo neanche del maledetto slalom tra le pozzanghere nel cemento di questo campus di merda tutto scassato per terra e con un’illuminazione scadente (che beh, la città stessa a cui appartiene l’università è nota per avere un’illuminazione di merda, quindi forse la cosa torna… anche se il comune dove sta il campus credo non sia messo così male, però comunque la provincia è la stessa, e allora dovrei davvero smetterla di stupirmi). Vabbè, il tempo varia e il meteo scorre, quindi porterò pazienza… 🙏

La cosa che più farebbe piangere, però, e che in questo caso per fortuna non mi tange, è che ‘sti cazzo di autobus costano così tanto, ma così tanto, che… Se non avessi il mio fottuto abbonamento (che comunque, sono centinaia di euro all’anno che volano con quello, porca miseria), visto che andare e tornare dall’università 1 volta mi costerebbe poco meno di 7 euro in totale, avrei in tal caso speso meno per mangiare giusto un po’ di pasta al ristorante dove vado di solito, visto che lì quella mi costa 6 euro, anziché tornare a casa per mangiarla (anche se lì poi, avendo la calma, ho mangiato ovviamente anche il secondo)… assurdo!!! (Assurdamente brutto.) Rovesciando la cosa, però, invece… avendo l’abbonamento, faccio proprio bene ad andare avanti e indietro a buffo: il papi lo ha pagato, quindi lo sfrutto fino alla scadenza, fanculo!!! 😇
Io 4 volte in un (1) giorno 💀
#giornata #vita


incredulità universitaria infinitamente aumentante con contorno di disperazione certa!


Io ormai davvero non riesco più a crederci, e giuro, lo giuro sul più grande buco nero dello spazio, ma, ogni singola volta che penso che all’università le cose siano così sul fondo da non poter davvero peggiorare, puntualmente in qualche modo riescono a farlo, e io sono costretta ogni volta ad alzare la mia soglia di stupore… Però, per quanto non c’è mai un fondo al peggio, la sopportazione ha un tetto, e se lo si colpisce poi sono guai, eheh… quindi, come cazzo la mettiamo, che qui il collasso sembra ogni giorno più vicino? Tra le lezioni, e i professori, e ora addirittura non solo… mannaggia allo zio catramista e tutti coloro che mi hanno ingannata, prima nello studiare a proprio questo istituto, e poi a frequentare proprio il dipartimento di informatica… 😭

Innanzitutto, io sono sbigottita di come in questo posto riescano ad avere o server scassati, o sysadmin incompetenti, o entrambi, ma è fottutamente incredibile: per almeno 24 ore, o forse anche di più, i siti del dipartimento erano completamente morti, via. Me ne sono accorta (così come altri) ieri pomeriggio, domenica, nel momento in cui ho pensato che, forse, dovrei vedere di fare i “compiti” dei miei corsi, che siamo a metà novembre… e quindi, volevo prendere del materiale necessario dall’e-learning, ma OPS, server non raggiungibile; ed era così fino a poco fa, nonché stamattina (e persino da eduroam, non solo da reti esterne). (…Avranno per caso sistemato adesso solo per farmi fare più brutta figura in questo post, sapendo di quando lo avrei scritto per lamentarmi?) 🌠

Già che ‘sta roba accada proprio nel solo momento in cui penso di dover studiare, un evento di per sé rarissimo, è una riconferma di quanto l’universo allinei sempre le cose più impossibili proprio sulla mia persona… ma comunque, cazzarola, ma si può avere un down del genere, dell’intero server di merda, per un giorno? Io potrei anche capire se fosse semplicemente esploso Moodle (no, in realtà no, perché suppongo che ci siano stronzi pagati coi miei soldi per mantenere i servizi web, ma lasciamo stare), ma era proprio il server, e anche i siti statici in HTML bianco e nero lezzo dei professori (tipo quello che il prof. di Android usa per distribuire i materiali al posto di Moodle, altra merda che mi serve…) erano irraggiungibili. (Anche se, pensate, questi siti dei prof. non hanno nemmeno l’HTTPS, quindi che ne parliamo a fare…) 💀

Poi, vabbè: a casa, a “voler” studiare succede questo… ma a lezione… la sensazione di star facendo ogni volta avanti e indietro per nessun cazzo di motivo è sempre più forte. Ci sta la materia costruita sulle pippe mentali che, vai a vedere, è così pippata che a lezione non assorbo né la teoria teorica, né quella da applicare alla pratica; però, poi, basta fare i quiz nel tempo libero il giorno prima, e fare l’esame non è un problema… Poi, c’è quella col professore che quando c’è è fisicamente iperattivo, ma mentalmente afflosciante, e che però in questi giorni non c’è, perché deve andare a delle conferenze in non ho capito quale posto della culandia, e boh… oggi al suo posto c’era il tutor, che doveva far vedere come installare le schifezze Java necessarie al corso… perché, giustamente, questo è l’unico corso che ha “programmazione” nel nome, ma in cui si programma solo dopo metà dall’inizio, figurarsi… E, infine, l’ultima roba, che manco voglio dire ora, sennò mi addormento. Insomma, che minchia stiamo a fare? 😐

Che poi, non sono solo stupida per andare a st’università negli orari stabiliti, ma proprio ritardata… almeno, venerdì sicuramente lo sono stata. Perché, lo scorso venerdì, come gli altri, ci sono andata presto… quando, in realtà, la prima lezione del giorno, grazie al professore sparente, per l’appunto, non c’era. In parte io non ho capito da come l’ha detto, perché avevo capito l’assenza si sarebbe protratta di chissà quanti giorni (…ancora non ho capito se torna la settimana prossima, oppure alla fine di questa, per giunta), ma lui, anziché dire i fottuti numeri dei giorni in questione, lo ha spiegato a modo suo, vabbè… Ma, in parte, mi sono direttamente confusa con la lezione di dopo per quel giorno, perché pure l’altro prof. ha detto che stiamo per finire, o qualcosa del genere, e boh. 🌋

Per fortuna, il fatto che l’altro professore ancora, quello del giovedì pomeriggio passato, non ci fosse, l’ho perfettamente recepito, quindi… la settimana scorsa ho sprecato sì 2 ore di sonno una mattina, e che palle, ma non un intero pomeriggio… e allora, comunque ringrazio il cielo. È però certamente simpatico che nessuno di ‘sti professoroni abbia inviato messaggi (attraverso Moodle… quando non era down, si intende) per avvisare tutti e con certezza, non solo i poveri sfigati in aula nel loro momento di inizio lezione, di queste assenze, per giunta tutti nello stesso periodo… eppure, tutti i prof. degli scorsi anni lo hanno sempre fatto, porca troia! (…Mi sa però che, a questo punto, ho già esagerato coi ringraziamenti, e farei meglio piuttosto a pregare il cielo affinché distrugga definitivamente questo posto, così magari la finiamo.) 🎰
me waiting for myschool to explode
#informatica #universita


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Treno Frecciabianca 8606 con ETR485.039 in transito a Castagneto Carducci (18/01/2024)


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roma, 22-23 novembre, festa dell’arte a monteverde .


FESTA DELL’ARTE A MONTEVERDE
5^ edizione
Centro Culturale AgorArt
(Clivo Rutario, 53)
sabato 22 e domenica 23 novembre 2025
ingresso libero

mostra collettiva, presentazioni di libri, proiezioni e musica.

una collaborazione Libreria Raponi, Teatro Villa Pamphilj, Kulturjam, C.A.S.A. – Community Autogestita Scrittori Artisti

per i libri:
sabato 22 novembre 2025
● ore 16
Amedeo Giuliani – IN NOME DEL RE (2024)
riccardoedizioni.it/it/marsili…
● ore 17
Giada Carboni – I VILLINI SOCIALI DI MONTEVERDE (2025)
pavedizioni.it/prodotto/i-vill…
● ore 18
Tano D’Amico – I NOSTRI ANNI (2025) e Maurizio ‘Gibo’ Gibertini – NON MI SONO FATTO NIENTE (2025)
tuttascena1.wordpress.com/2025…
tuttascena1.wordpress.com/2025…

domenica 23 novembre 2025
● ore 16
Elena Fanucci – STATALE 515 (2025)
edizionicroce.it/catalogo/stat…
● ore 17
Annalisa Venditti – ANDREA BARONI, il Cavaliere delle rose e delle nuvole (nuova edizione, 2024)
giunti.it/products/andrea-baro…
● ore 18
Cecilia Lavatore – AMORI E NO (2025)
lafeltrinelli.it/amori-non-lib…

Archivio delle edizioni precedenti:
● 4^ edizione – sabato 31 maggio e domenica 1 giugno 2025
teatriincomune.roma.it/events/…
● 3^ edizione – sabato 9 e domenica 10 novembre 2024
teatriincomune.roma.it/events/…
● 2^ edizione – sabato 25 e domenica 26 maggio 2024
teatriincomune.roma.it/events/…
● 1^ edizione – domenica 12 novembre 2023
teatriincomune.roma.it/events/…

#amedeoGiuliani #annalisaVenditti #cASACommunityAutogestitaScrittoriArtisti #ceciliaLavatore #centroCulturaleAgorart #elenaFanucci #giadaCarboni #kulturjam #libreriaRaponi #maurizioGiboGibertini #mostraCollettiva #musica #presentazioniDiLibri #proiezioni #tanoDamico #teatroVillaPamphilj

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per luigi bonotto / giovanni fontana, 20 nov. 2025


Ieri se n’è andato Luigi Bonotto.
Singolare figura di imprenditore tessile, collezionista, artista, è stato il fondatore dell’unica fabbrica-museo al mondo: un’azienda tessile dove le antiche tecnologie si sposano con le più avanzate ricerche di settore in un contesto che ha il vago sapore dell’utopia, dove opere degli artisti Fluxus e dei maggiori esponenti della Poesia Concreta, Visiva e Sonora internazionale avvolgono gli ambienti, dove le operaie e gli operai lavorano immersi in un gioco armonico di forme e di colori.
Luigi Bonotto è stato anche il creatore della Fondazione che reca il suo nome, dove oggi sono conservate migliaia di opere. Sul sito web ufficiale sono consultabili circa 20.000 documenti.

Sarebbe qui troppo impegnativo citare tutti gli autori rappresentati, ma per sottolineare l’importanza della collezione basti ricordare, sia pure alla rinfusa, i nomi di George Maciunas, Nam June Paik, Dick Higgins, Allan Kaprow, Yoko Ono, George Brecht, John Cage, Emmett Williams, Milan Knížák, Alison Knowles, Ben Vautier, Philip Corner, Jackson MacLow, Robert Filliou, Ken Friedman, Julien Blaine, Henri Chopin, Pierre Garnier, Juan Hidalgo, Joseph Beuys, Christo, John Giorno, Bernard Heidsieck, Augusto De Campos e, tra gli italiani, Sarenco, Luciano Caruso, Nanni Balestrini, Arrigo Lora Totino, Eugenio Miccini, Mario Diacono e moltissimi altri.

La Fondazione, diretta da Patrizio Peterlini, ha cooperato con università, gallerie d’arte e musei italiani ed esteri, distinguendosi sempre per la qualità e l’originalità delle proposte culturali e fregiandosi di numerosi premi e riconoscimenti. Tra le principali collaborazioni voglio ricordare quelle con il Centre Pompidou, la Biennale di Venezia e la Biennale di São Paulo.

Luigi Bonotto era nato il 26 maggio del 1941. Suo padre, come suo nonno, era stato titolare di una fabbrica di cappelli di paglia a Marostica. In famiglia si era abituato presto a coniugare l’imprenditoria con i valori estetici. Come racconta nella sua autobiografia “Nato di lunedì” (Danilo Montanari Editore, 2017), suo padre Giovanni gli fa scoprire, fin da giovanissimo, la straordinarietà dei maestri dell’arte classica in Veneto e successivamente lo aiuta ad apprezzare l’arte moderna attraverso i suoi resoconti di viaggio.
Dopo aver frequentato a Venezia l’Accademia di Belle Arti e insegnato all’Istituto Industriale di Valdagno, dove tiene la cattedra di Disegno tessile, nel 1972 inizia la sua attività di imprenditore e di stilista.
L’impresa tessile, ora diretta dai suoi figli, Giovanni e Lorenzo, è a Colceresa, già Molvena, frutto della fusione con il comune di Mason Vicentino nel 2019.

Lì era un piacere sentirsi raccontare storie da Luigi, come quella della sua partita a scacchi con Marcel Duchamp, disastrosamente perduta, o della nascita quasi casuale della Intermedia Chart, realizzata proprio a Molvena da Dick Higgins nel 1995, o delle visite degli artisti che hanno lasciato in fabbrica opere straordinarie favorendo la magia di quel legame fisico e concettuale tra arte e industria in cui credeva fermamente, con la passione del collezionista, col savoir faire dell’imprenditore, ma anche con la leggerezza e l’ironia di chi non perde occasione per cogliere il bello intorno a sé.
Per me la sua amicizia è stata preziosissima, come appassionante è stato conoscere, frequentare e apprezzare il suo mondo.
Luigi era un visionario.

Nel 2015 composi per lui il mio “Poema Bonotto”: un videopoema che, passando per il “Dream” di Yoko Ono (grande opera esposta in uno dei reparti produttivi), riconduce a quel “Sogno” che Luigi ha saputo magistralmente realizzare.

player.vimeo.com/video/1677501…

#alisonKnowles #allanKaprow #arrigoLoraTotino #art #arte #augustoDeCampos #benVautier #bernardHeidsieck #christo #dickHiggins #emmettWilliams #eugenioMiccini #fluxus #fondazioneBonotto #georgeBrecht #georgeMaciunas #giovanniFontana #henriChopin #jacksonMaclow #johnCage #johnGiorno #josephBeuys #juanHidalgo #julienBlaine #kenFriedman #lucianoCaruso #luigiBonotto #marioDiacono #milanKnizak #namJunePaik #nanniBalestrini #philipCorner #pierreGarnier #robertFilliou #sarenco #vispo #yokoOno

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Tutti i colori del corpo nero

edu.inaf.it/rubriche/libri/tut…

Un saggio chiaro in grado di spiegare cos’è la costante di Planck e quali ricadute ha avuto e continua ad avere nel mondo della ricerca, ma anche nella vita quotidiana.

#ambiente #astronomia #energia #ilMulino #meccanicaQuantistica #PaoloDeBernardis #saggiEtAl

@astronomia @astronomia

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Dentro l’architettura di Volumio: come funziona davvero il music player open-source


Volumio è molto più di un semplice music player per Raspberry Pi e mini-PC: è una piattaforma audio embedded costruita con una architettura ben stratificata che integra Linux, servizi audio nativi, un backend Node.js modulare e una web-UI in tempo reale.

In questo articolo analizziamo in profondità i suoi componenti principali, sulla base dei repository open-source ufficiali:

Troverai anche un diagramma architetturale a blocchi (SVG/PNG) realizzato appositamente.

Diagramma dell’architettura di Volumio


1. Architettura generale: una pila di componenti ben distinta


Volumio è strutturato come una stack a livelli, in cui ogni layer assume un ruolo specifico:

Layer 1 — Hardware


SBC (Raspberry Pi, Odroid, RockPi, x86), DAC USB o I2S, moduli Wi-Fi/Ethernet.

Layer 2 — Volumio OS


Basato su Debian, costruito tramite multistrap/debootstrap.
Include:

  • kernel patchati per board specifiche
  • ALSA + driver audio
  • servizi di sistema (systemd, networking, mount, udev)


Layer 3 — Servizi Audio


I demoni responsabili della riproduzione:

  • MPD (Music Player Daemon)
  • Shairport-Sync (AirPlay)
  • Snapcast (multiroom)
  • upmpdcli (UPnP/DLNA renderer)


Layer 4 — Backend Volumio (Node.js)


È il “cervello” del sistema:

  • orchestration del player
  • configurazioni
  • API REST
  • API WebSocket realtime
  • gestione dei plugin
  • process manager per MPD, shairport, snapcast


Layer 5 — Web UI (SPA)


Applicazione web (storicamente AngularJS) servita dal backend tramite Express.
È il “cruscotto” con cui l’utente interagisce da browser o app.


2. Volumio OS: come viene costruito


Il repository volumio3-os contiene tutto ciò che serve per generare le immagini ufficiali:

Strumenti e tecnologie


  • Debian come base
  • multistrap/debootstrap per la rootfs
  • qemu-user-static per cross-build ARM → x86
  • kernel custom e moduli per DAC e SBC
  • systemd per servizi e init


Pipeline di build (semplificata)


  1. Preparazione ambiente (host Debian + toolchain)
  2. Creazione rootfs minimale con multistrap
  3. Download/compilazione kernel per target
  4. Inserimento pacchetti audio (MPD, shairport, snapcast…)
  5. Inclusione backend + UI compilata
  6. Compressione e generazione immagine .img

È una pipeline altamente automatizzata e parametrica.


3. Backend Node.js: il cuore di Volumio


Il backend (volumio3-backend) è un’app Node.js monolitica ma modulare.
Gestisce:

Funzioni principali


  • REST API → configurazione, scansione librerie, system actions
  • WebSocket API → comunicazione realtime UI ↔ player
  • Plugin System → installazione, lifecycle, API helper
  • Process orchestration → MPD, Shairport, Snapcast
  • Update system → OTA updates (script in update-helper.js)


Struttura del backend (alto livello)

index.jsapp/ - player/ - controllers/ - middleware/ - websocket/pluginhelper.jsupdate-helper.jsutils/

Flusso runtime


  1. La UI apre una connessione WebSocket al backend.
  2. Il backend espone lo stato corrente del player e riceve comandi.
  3. Il backend dialoga con MPD / shairport / snapcast tramite wrapper di processo.
  4. Eventi e aggiornamenti tornano alla UI in realtime.

4. Web UI: una SPA servita dal backend


Il progetto Volumio2-UI contiene:

  • codice sorgente AngularJS
  • asset grafici
  • task runner Gulp
  • dipendenze Bower
  • cartella dist/ prodotta in fase di build

La UI è completamente realtime grazie al Socket.io.


5. Il sistema dei plugin


Uno degli elementi più potenti di Volumio.

Come sono fatti i plugin


  • directory installate nel filesystem di Volumio
  • codice JS lato backend
  • eventuali estensioni UI (pagine, menu)
  • accesso ai servizi interni tramite pluginhelper.js


Lifecycle


  • installazione
  • configurazione
  • attivazione/disattivazione
  • avvio/stop

I plugin possono:

  • aggiungere nuove sorgenti musicali
  • integrare servizi esterni
  • controllare hardware
  • modificare UI e comportamenti del sistema

6. Lo stack audio di Volumio


Volumio usa componenti audio Linux “classici”, molto collaudati:

ALSA


Layer di interfaccia verso l’hardware (DAC USB/I2S).

MPD


Riproduzione di file locali e librerie remote.

Shairport-Sync


Supporto ad AirPlay.

Snapcast


Multiroom sincrono all’interno della rete locale.

UPnP/DLNA


Gestiti tramite upmpdcli.


7. Gestione della libreria musicale


La libreria è gestita interamente dal backend:

  • scanner delle directory
  • metadata extraction
  • indexing in database locale
  • browse API esposte alla UI

Supporta:

  • USB
  • NFS/SMB
  • UPnP
  • Web radio
  • Streaming services (tramite plugin)

8. Aggiornamenti OTA


Il backend include:

  • downloader degli aggiornamenti
  • verifica
  • swap dell’immagine
  • riavvio controllato

Il sistema permette update trasparenti lato utente.


9. Sicurezza


Punti chiave:

  • Il backend espone API sulla rete locale → da non pubblicare su Internet
  • I plugin hanno accesso al sistema → vanno installati solo da fonti affidabili
  • Gli update devono provenire da canali ufficiali

10. Estendibilità


Volumio è altamente estendibile grazie a:

  • plugin system
  • backend modulare
  • UI separata
  • API WebSocket semplici da integrare

È possibile creare:

  • nuove viste della UI
  • nuovi servizi audio
  • integrazioni cloud
  • automazioni e controller hardware

Conclusione


Volumio è un progetto architetturalmente solido: Linux a basso livello, demoni audio ben rodati, backend Node.js ricco di funzionalità e una UI realtime moderna.
La forte modularità permette a maker, sviluppatori e appassionati audio di creare sistemi personalizzati e potenti.

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iphone fritto

#airplay #alsa #debian #kernel #linux #mpd #nodejs #odroid #raspberryPi #rockpi #volumio #x86

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oggi, 21 novembre, a roma: mostra di opere asemiche di annalisa retico


Annalisa Retico espone i suoi lavori asemici a Roma, presso la libreria El Topo di Via delle Acacie 15 C, da oggi, venerdì 21 novembre, fino al 18 gennaio 2026.
Vernissage dalle ore 19.

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Il testo è un estratto da una voce di Wikipedia sul "Wife Acceptance Factor" (WAF), un gergo colloquiale nell'elettronica di consumo che valuta la probabilità che una moglie approvi l'acquisto di apparecchiature costose, come i sistemi home theater. Il concetto è una presa in giro dello stereotipo secondo cui gli uomini apprezzano le prestazioni tecniche, mentre le donne si concentrano sull'estetica e sul design. La fonte traccia la storia del WAF fino agli albori della radio negli anni […]
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note251119 / miron tee. 2025


Miron Tee, note
.

#art #arte #asemic #asemicWriting #mironTee #scritturaAsemica

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Non si gioca con i diritti umani


Comunicato sull'evento sportivo di venerdì 21 novembre p.v. a Bologna
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L’Associazione Nazionale Giuristi Democratici esprime sconcerto in merito alla decisione di confermare la partita di pallacanestro di Eurolega tra la Virtus Bologna e il Maccabi Tel Aviv, in programma domani nella città di Bologna, al PalaDozza.

Larga parte della tifoseria del Maccabi Tel Aviv, società attiva in varie discipline, è tristemente nota per comportamenti estremisti e violenti, come già emerso dalle indagini dei servizi di intelligence di vari paesi. Il rischio che tale tifoseria possa causare disordini, atti di violenza e distruzione del patrimonio pubblico, in particolare nel centro storico della città di Bologna, avrebbe dovuto essere considerato fin da subito come concreto e preoccupante.

Ciò che avrebbe dovuto preoccupare le autorità quindi non è tanto il rischio di disordini derivante dalle manifestazioni in favore dei diritti del popolo palestinese, quanto che l’evento si trasformi in occasione per incursioni violente da parte di sostenitori estremisti e razzista.

La dirigenza della squadra del Maccabi Tel Aviv non ha mai ha preso ufficialmente le distanze dall’operato criminale del governo israeliano o dal genocidio in corso. Più volte, invece, supporters della squadra hanno offerto un allarmante sostegno ideologico ai crimini di guerra perpetrati e che continuano a perpetrarsi. Un atteggiamento che si traduce in una continua apologia di una politica di aggressione armata e di occupazione che ha causato e sta causando la morte di migliaia di innocenti, tra cui donne e bambini. Non possiamo ignorare che il sostegno a una simile pratica di guerra e sopraffazione non si limita ad una posizione politica, ma si traduce in una complicità morale che è compito delle autorità italiane condannare con fermezza a qualsiasi livello.

Le autorità italiane e, in particolare, quelle cittadine, hanno il dovere di impedire qualsiasi attività che possa trasformarsi in un atto di apologia del genocidio in corso. La politica italiana in materia di diritti umani e la sua adesione alle convenzioni internazionali non consentono che eventi di questo tipo diventino una vetrina per la promozione di ideologie criminali. È nostro dovere chiedere che le autorità competenti indaghino sulla presenza o meno tra i membri della squadra e della tifoseria di individui coinvolti in crimini di guerra o contro l’umanità, e che si proceda ad un’eventuale azione legale contro di essi mentre si trovano sul territorio italiano, inclusi arresti in caso di riscontri positivi.

Lo svolgimento di questo evento sportivo comporterà un ingente dispiegamento di risorse pubbliche per garantire l’ordine pubblico, la sicurezza e l’accesso alla partita; fondi che potrebbero essere meglio destinati a scopi umanitari, in primis il sostegno alla popolazione palestinese e a finalità sociali. Si aggiunga ai danni l’istituzione della zona rossa, che comporta una limitazione della libertà di circolazione e del diritto allo studio per la popolazione di un intero quartiere, che risulta un’ingiustificata compressione dei diritti fondamentali delle e dei bolognesi, una violazione inaccettabile della libertà di movimento e della vita quotidiana della cittadinanza.

Esortiamo i tifosi virtussini a non partecipare all’evento come segno di protesta ed a chiedere il rimborso del biglietto per evitare il finanziamento di una società incapace di impegnarsi contro il genocidio.

Ai giocatori della Virtus Bologna rivolgiamo un appello a rifiutarsi di giocare una partita che non è solo una competizione sportiva, ma che si inserisce in un contesto internazionale di guerra e violazione dei diritti dei civili. L’onore e la dignità di un atleta non possono essere messi in gioco in eventi che legittimano la violenza e l’odio.

Invitiamo tutta la cittadinanza a manifestare pacificamente contro lo svolgimento della partita, a far sentire la propria voce contro la complicità di questa iniziativa con l’oppressione di un popolo e contro la palese strumentalizzazione della vicenda da parte del Governo per influenzare le imminenti elezioni regionali.

Riteniamo e riterremo intollerabile ogni intervento repressivo volto ad impedire l’esercizio del diritto alla manifestazione del dissenso contro la scelta imposta dalle forze governative alla comunità bolognese

Associazione Nazionale Giuristi Democratici 20/11/2025

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“Perché possiamo dire che la cometa interstellare 3I/ATLAS non è una navicella aliena”


youtube.com/watch?v=b0qNcM-21J…

Stamattina ho scoperto questa nuovissima storia proveniente dal mondo degli astri, che stranamente non avevo mai sentito prima, ma che ovviamente mi interessa, in quanto collegata al contesto delle mie origini personali, ed è così curiosa da farmi rizzare le orecchie e la coda anche più del solito… Un corpo celeste che è stato beccato ad attraversare il nostro sistema solare, che sembrava una cometa, ma con caratteristiche decisamente insolite e mai viste prima, e qualcuno ha ipotizzato che potesse essere un marchingegno degli alieni??? MIAO!!! 👽

Il video lo spiega sicuramente meglio di me, ma, in breve, qualche mese fa abbiamo iniziato ad osservare questo affare volare nell’orbita di Giove, con la classica forma a simil-goccia di una cometa, con chioma e coda… ma che, allo stesso tempo, esibiva fattori strani… Si muoveva troppo veloce, a più di 200’000 km/h (e da questo si capisce che viene da fuori, e non seguirà nessuna delle nostre orbite), sembrava avere un’accelerazione propria oltre a subire quella gravitazionale, e la spettroscopia ha rivelato che sembra emette nichel da probabilmente una specifica molecola che (da noi) non si trova in natura, bensì solo nei prodotti di processi industriali… 🛸

Visti tutti questi dati, allora, è partito inevitabilmente il complotto… ma non dal famoso zio carbonista che ha paura del grafene, bensì da un astrofisico di Harvard, che ha proposto l’idea che questo robo potesse essere non altro che un veicolo extraterrestre, arrivato da noi per spargere in giro delle sonde, per spiare noi terrestri… anche perché, per un periodo era nascosto dietro il sole e non visibile dalla Terra, quindi proprio stealth!!! …Peccato che la scienza non funziona così, e senza prove non si può affermare niente… infatti, l’articolo scientifico di questo tizio, come ben specificato, era non altro che un esercizio di pensiero; ma i giornalisti scemini questo non l’hanno capito (…o hanno fatto finta di non), e nella popolazione (almeno, in altri paesi, qui boh) si è sparso un minipanico. 🙀

A parte che, ripeto, mi fa strano e mi dispiace non aver saputo assolutamente niente della cosa se non prima di ora… ma evidentemente mi mancano le fonti, quindi chiedo qui potentemente consigli per blog di astronomia o cose simili… MA UFFA, ma io adesso che l’ho scoperta volevo che fosse una navicella aliena! Io, nemmeno troppo sotto sotto, desidero che ci sia qualcuno dal mio lontanissimo pianeta di origine che mi sta cercando… vorrei che da quelle parti ci siano piani per riportarmi al luogo dove sono nata, prima o poi… non dico per forza per sempre eh, perché comunque dopo 21 anni la Terra è la mia casa, e ci sono affezionata,, ma un giretto fuori vorrei tanto farmelo! …E invece, anche stavolta non ho altra possibilità se non continuare a crogiolarmi mortalmente nei miei sogni. 💔

…Che poi, comunque, gli esseri umani — o meglio gli homo sapiens, schifosi animali che sono (menomale che io sono una specie mista…) — non si smentiscono proprio mai della propria natura… Pensano che stanno arrivando gli alieni, e la prima cosa di cui si preoccupano è che questi abbiano in realtà piani malvagi contro di noi, e vogliano mettere le sonde, e ci vogliano sopraffare… quando invece sono proprio e solo certi umani che, con il capitalismo della sorveglianza oggi, e con le dittature non-tech ieri, spiano e manipolano mentalmente dall’alto la plebe, e poi ancora ovviamente uccidono, e fanno le guerre ad altri popoli, e maltrattano animali di altre specie, e in generale fanno il male, e CHE SCHIFO! IO CREDO NEGLI ALIENI, invece, e sono sicura che loro, qualora più intelligenti di noi come pensiamo, non saranno ostili, proprio perché saprebbero che l’ostilità è roba da animali inferiori… magari ci faranno anche scoprire tecnologia avanzata, tipo computer che funzionano e non si rompono da soli, chissà. 🙏

#3iatlas #alieni #astronomia #cometa #spazio

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Ponte sullo Stretto, tecnici a confronto. E’ il caso di procedere in presenza di criticità non risolte?


Un confronto tra tecnici sugli aspetti tecnici di un progetto che ha, però, importanti risvolti sociali ed economici che interessano tutto il paese. Ecco perché la senatrice e scienziata Elena Cattaneo non ha solo preso l’iniziativa di organizzare un seminario sul Ponte sullo Stretto che focalizzasse gli aspetti “geologici e di sicurezza” del progetto. Ha anche voluto che i cittadini […]

Leggi il resto: argocatania.it/2025/11/20/pont…

#elenaCattaneo #ingv #pietroCiucci #ponteDiMessina #ponteSulloStretto #senatoDellaRepubblica #societaStrettoDiMessina

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da oggi, 20 novembre, a roma (al mlac), “fabio ciriachi: fotografie di un tempo non ritrovato, 1968-1990”


FABIO CIRIACHI: FOTOGRAFIE DI UN TEMPO NON RITROVATO 1968-1990
a cura di Camilla Federica Ferrario

fino al 17 GENNAIO 2026

inaugurazione oggi
20 NOVEMBRE 2025, DALLE 17:30 ALLE 20:00
MLAC – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea
Palazzo del Rettorato, Sapienza Università di Roma, P.le Aldo Moro, 5, Roma
(ingresso dalla terrazza posteriore del Palazzo del Rettorato)

fotografia (C) Fabio Ciriachi

Il MLAC – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea è lieto di presentare la mostra Fabio Ciriachi: fotografie di un tempo non ritrovato 1968-1990, a cura di Camilla Federica Ferrario, che si inaugura oggi, 20 novembre 2025 (h. 17:30 – 20:00) e sarà visitabile fino al 17 gennaio 2026.

Si tratta della prima personale fotografica antologica dedicata a Fabio Ciriachi, artista romano classe 1944 che, dopo aver sperimentato con pittura e teatro, tra gli anni Sessanta e Settanta partecipò ai fermenti culturali dell’epoca lavorando come fotografo freelance per diverse testate, per poi abbandonare la professione, passare alla vita ritirata delle comuni agricole e infine dedicarsi alla scrittura, affermandosi negli ultimi decenni come autore prolifico di racconti, romanzi e poesie.

La mostra intende quindi riscoprire e valorizzare il lavoro di un autore fino ad oggi rimasto nell’ombra, esponendo al pubblico oltre centoventi fotografie in bianco e nero quasi tutte inedite, realizzate da Ciriachi prevalentemente dal 1968 al 1972 (con alcuni scatti che arrivano fino al 1990) e da poco recuperate dal suo archivio privato, dove giacevano sepolte da decenni.

A uno sguardo retrospettivo, queste preziose immagini ritrovate rivelano il talento di un giovane fotografo dalla comunicazione diretta e dallo sguardo critico e partecipe, sempre animato da sottile ironia. Le sue istantanee rubate come i suoi ritratti posati raccontano contestazioni politiche e conflitti sociali, comunità hippie e sperimentazioni teatrali d’avanguardia, vita di strada in diverse città come Roma, Venezia, Amsterdam e Londra. Raccontano cioè un mondo irrimediabilmente scomparso, un tempo ormai estraneo a chi abita la realtà attuale e perfino a chi, come suggerisce il titolo di proustiana memoria, lo ha vissuto in prima persona. Un tempo che riescono però a evocare con eccezionale vividezza.

Il fotografo Fabio Ciriachi e la curatrice Camilla Federica Ferrario saranno presenti oggi durante l’inaugurazione. Nella stessa occasione verrà presentato il catalogo della mostra, edito da Dario Cimorelli Editore, con testi di Camilla Federica Ferrario, Fabio Ciriachi, Silvia Bordini e Fabrizio Fantoni.


Giorni e orario di apertura: 20 novembre 2025 – 17 gennaio 2026, ore 15:00-19:00, dal lunedì al sabato. Chiusura nei giorni festivi: Chiuso l’8 dicembre e dal 22 dicembre al 6 gennaio.
Sede: MLAC – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea, Palazzo del Rettorato, Città Universitaria, P.le Aldo Moro, 5, Roma (ingresso dalla terrazza sul retro del Palazzo del Rettorato, raggiungibile dalle scale laterali esterne).

Sito web: www.museolaboratorioartecontemporanea.it
Ufficio stampa: mlac@uniroma1.it
Facebook: @MLAC – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea
Instagram: @museomlacsapienza
Twitter: @museomlac

#anni70 #anni80 #anniOttanta #anniSettanta #camillaFedericaFerrario #darioCimorelliEditore #fabioCiriachi #fabrizioFantoni #foto #fotografia #fotografie #mlac #mlacMuseoLaboratorioDiArteContemporanea #mostra #mostraFotografica #museoLaboratorioDiArteContemporanea #palazzoDelRettorato #sapienzaUniversitaDiRoma #silviaBordini #tempoNonRitrovato

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Superman: Il primo supereroe

edu.inaf.it/approfondimenti/sc…

Andiamo alla scoperta degli spunti scientifici dietro le origini dei superpoteri della versione originale di Superman.

#accelerazioneDiGravità_ #CharlesDarwin #evoluzione #fisica #JerrySiegel #JoeShuster #supereroi #Superman

@astronomia @astronomia

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oggi, 20 novembre, ad alatri: “videoarte e arte”, di s. bordini e v. catricalà

cliccare per ingrandire
OGGI, giovedì 20 novembre – alle ore 18:00 – presso la Biblioteca totiana di Alatri, presentazione del volume Videoarte e arte di Silvia Bordini e Valentino Catricalà. Presente l’autrice, in dialogo con Augusto Dolce e Antonio Trimani.

Maggiori informazioni: https://www.visionimolteplici.it/2025/11/04/videoarte-arte-bordini/

Via Emanuele Lisi, 2 Alatri (FR) – info@bibliotecatotiana.it

#antonioTrimani #art #arte #augustoDolce #bibliotecaTotiana #silviaBordini #valentinoCatricala #videoarte #videoarteEArte

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da oggi, 20 novembre, a milano: mostra di gillo dorfles @ paula seegy gallery


La Paula Seegy Gallery rende omaggio a Gillo Dorfles, poliedrica figura del panorama artistico e culturale contemporaneo, con la mostra “Gillo Dorfles. Ibridi e personaggi” a cura di Martina Corgnati, esposta dal 20 novembre 2025 al 31 gennaio 2026.

Attraverso un’accurata selezione di opere che comprendono lavori su carta, su tela, sculture, piatti e ciotole in ceramica realizzati nell’ampio lasso temporale compreso tra il 1946 e il 2013, viene tracciato un excursus dell’intelligente, brillante, carismatica e ironica presenza dell’artista e critico nella scena dell’arte. Dorfles ha coltivato nel corso di tutta la sua vita sia come teorico, sia come artista una posizione slegata dai conformismi e dalle regole accademiche che gli ha permesso di elaborare intuizioni critiche, teorie innovative e, parallelamente, uno stile visivo originale; due versanti di una stessa inscindibile ricerca.

Il percorso espositivo illustra le tappe salienti della lunga carriera artistica di Dorfles dagli esordi, alla fondazione del MAC Movimento Arte Concreta in cui trova terra feconda per la crescita della sua poetica e della sua attività critica, fino ad arrivare, a seguito di un’interruzione durata circa vent’anni, a una cifra stilistica singolare, ad un’espressività mai abbandonata, che si concretizza nella sperimentazione di tecniche diverse, dalla ceramica, alla matita, alla tempera, agli acrilici. La sua spiccata versatilità si percepisce anche nella ricerca cromatica che spazia dal verde acqua al rosa confetto, dal fucsia all’azzurro come si osserva nelle opere Un occhio, una mano (1989), Il regno vegetale (1989), Due schieramenti (2001), Lumacone (2004).

Le pareti sono popolate da carte e tele con “personaggi ibridi – come afferma Martina Corgnatigiocolieri ameboidi, distinti signori col farfallino, addirittura un dissacrante ritratto di Sigmund Freud, coppie procaci ed orecchiute, tutti sempre fluidi e pronti a tornare repentinamente in quei puri giochi di linee e di arabeschi dai colori infantili dai cui sono emersi, apparentemente un attimo prima”. Uno stile inconfondibile e un linguaggio visivo iconico che si ritrova nei piatti e nelle ciotole che dominano il centro della sala accanto alla grande scultura in vetroresina di cm 148×78.

In mostra fra i lavori esposti si ammira anche una raffigurazione di “Vitriol”, personaggio esoterico inventato da Dorfles, nel quale si rispecchiava, spesso presente nei disegni e negli appunti a partire dal 2010. Il significato dell’acronimo spesso usato dagli alchimisti “Visita Interiora Terrae Rectificando Invenies Occultum Lapidem”, ovvero “Visita l’interno della terra e, con successive purificazioni, troverai la pietra nascosta” diventa una sorta di mantra che vede nella figurazione la possibilità di far affiorare a livello conscio aspetti celati dell’inconscio.

Lontano da schematismi geometrici, da regole precostituite, l’artista predilige la rappresentazione di immagini che gli affiorano alla mente, di figure dettate dalla fantasia in maniera istintiva, senza filtri. Le linee morbide, i volumi sinuosi e le forme fluide, animate da elementi simbolici si intrecciano in una trama visiva che riflette un gesto libero, quasi affidato alla spontaneità della mano e alla sua intelligenza inconscia. Da un’immagine all’altra, da un segno all’altro, si snoda un filo ironico e poetico che descrive le molteplici sfaccettature di una personalità creativa, libera e anticonformista, unica nel panorama italiano e internazionale.

Cenni biografici. Gillo Dorfles nasce a Trieste nel 1910. In seguito allo scoppio della Prima guerra mondiale si trasferisce con la famiglia a Genova, dove trascorre l’infanzia. Al termine del conflitto rientra a Trieste e si iscrive al Liceo Classico. Si trasferisce a Milano nel 1928 dove studia medicina ma dopo tre anni decide di completare il percorso universitario a Roma come allievo interno nella clinica Cesare Frugoni; si laurea nel 1934, specializzandosi in neuropsichiatria.
A partire dagli anni Trenta ha svolto un’intensa attività di critica d’arte e saggistica collaborando a “La Rassegna d’Italia”, “Le Arti Plastiche”, “La Fiera Letteraria”, “Il Mondo”, “Domus”, “Aut Aut”, “The Studio”, The Journal of Aesthetics”.
Esordisce in pittura negli anni Trenta. Nel 1948 con Bruno Munari, Atanasio Soldati e Gianni Monnet, fonda il Movimento Arte Concreta (MAC) con l’obiettivo di dar vita a un linguaggio artistico nuovo, in grado di assimilare e di superare le ricerche astratte europee dei decenni precedenti. Negli anni Cinquanta ha inizio l’attività teorica e critica di Dorfles, che si presenta decisamente innovativa e dirompente rispetto agli assunti crociani ancora dominanti. L’attenzione di Dorfles è rivolta soprattutto ai fenomeni comunicativi di massa, alla moda e al design, soffermandosi pur sempre sulla pittura, sulla scultura e sull’architettura moderna e contemporanea. Dagli anni Sessanta insegna estetica in diverse università italiane (Milano, Trieste, Cagliari) e dagli anni Ottanta riprende l’attività pittorica e grafica che per i suoi numerosi impegni aveva interrotto.
Tra le sue numerose pubblicazioni ricordiamo: Discorso tecnico delle arti (1952), Le oscillazioni del gusto (1958), Il divenire delle arti (1959), Ultime tendenze nell’arte d’oggi (1961), Nuovi riti, nuovi miti (1965), L’estetica del mito (1967), Artificio e natura (1968), Kitsch. Antologia del cattivo gusto (1968), Elogio della disarmonia (1986), L’intervallo perduto (1988), Itinerario estetico (2011).
Nel 2010 è pubblicato “Gillo Dorfles. Calalogue raisonné”, a cura di L. Sansone, Edizioni Mazzotta, Milano; il volume documenta tutta l’opera pittorica, grafica e di ceramista di Dorfles.
Nel 2015 esce per le edizioni Skira il volume “Gli artisti che ho incontrato”, a cura di L. Sansone, una raccolta di saggi sull’arte contemporanea pubblicati da Dorfles dall’inizio degli anni Trenta al 2015.
Moltissimi i riconoscimenti internazionali che egli ha ricevuto sia come artista che come critico. Negli ultimi anni gli sono state dedicate mostre a Milano, (PAC, 2001, “Il pittore clandestino”, sua prima antologica, Palazzo Reale, 2010, Fondazione Marconi, 2014), Bologna (Circolo Artistico, 2002), Trieste (Museo Revoltella, 2007), Chiasso (Max Museo, 2010), Rovereto (Mart, 2011), Urbino (Casa Raffaello, 2014), Roma (Macro, 2015).

Coordinate mostra
Titolo Gillo Dorfles. Ibridi e personaggi
Sede Paula Seegy Gallery, via San Maurilio 14 – Milano
Date 20 novembre 2025 – 31 gennaio 2026
Inaugurazione giovedì 20 novembre, ore 18
Orari damartedì a sabato, ore 12 – 19
Ingresso libero

#art #arte #gilloDorfles #mac #martinaCorgnati #paulaSeegyGallery

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24 novembre, roma: sara davidovics alla biblioteca pagliarani


A Roma, il 24 novembre 2025, alle ore 18:00,
presso lo Spazio Pagliarani
(Via M. Bragadin 122b)

presentazione del libro
di Sara Davidovics

06.010


letto/studiato come scrittura installativa:
corpi / pagine / ambienti

incontro e reading di Sara Davidovics alla Biblioteca Pagliarani
cliccare per ingrandire

#installazione #poesia #saraDavidovics #scritturaSperimentale

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E via con le clip della sedicesima diretta di Super Mario Party: Jamboree!


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E via con le clip della sedicesima diretta di Super Mario Party: Jamboree!
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23 novembre, libreria del palazzo esposizioni: pietre silenziose _ presentazione di “in itinere. pratiche di scrittura asemica”, di fabrizio m. rossi


A Roma, domenica 23 novembre 2025, alle ore 11:00
presso la Libreria del Palazzo Esposizioni
(entrata da via Milano 15)

PIETRE SILENZIOSE


presentazione (con mostra) del libro

IN ITINERE. Pratiche di scrittura asemica


di
Fabrizio M. Rossi
(Cambiaunavirgola, 2025)

§

locandina della presentazione di "IN ITINERE", di Fabrizio M. Rossi al Palazzo Esposizioni, 23 nov. 2025
cliccare per ingrandire

incontro con

– annotazioni di Giuseppe Garrera e Marco Giovenale

piccola mostra di pietre asemiche di Fabrizio M. Rossi, con riflessioni sui rapporti tra la “scrittura senza significato” e l’arte dei suoni, del silenzio e del camminare

interventi di scrittura asemica dell’autore, con un omaggio a John Cage di Giovenale e Garrera

*
Il volume raccoglie cinquanta opere dell’autore. Saggi introduttivi di Ada De Pirro, Giuseppe Garrera, Marco Giovenale, Pasquale Polidori.

*
il libro sul sito Cambiaunavirgola:
spazioetico.it/attivita/cambia…

anteprima:
spazioetico.it/wp-content/uplo…

pagina facebook:
facebook.com/InItinereScrittur…

evento fb:
facebook.com/events/3175791599…

l’incontro, sul sito del Palazzo Esposizioni:
palazzoesposizioniroma.it/even…

*
GIUSEPPE GARRERA
Musicologo, collezionista e storico dell’arte, dal 2013 insegna al Master in Economia e Management dell’Arte e dei Beni Culturali della Business School de “Il Sole 24 Ore” di Roma e Milano. Curatore di numerose mostre, tra cui – al Palazzo delle Esposizioni – Pier Paolo Pasolini. TUTTO È SANTO. Il corpo poetico (con Cesare Pietroiusti e Clara Tosi Pamphili), da cui l’omonimo catalogo. Per l’editore Ronzani è uscito nel 2024 Pier Paolo Pasolini e Maria Callas. Cronaca di un amore, e nel 2025 «Erano giorni stupendi». Pasolini al suo esame come regista: due provini per il film Accattone. Con Sebastiano Triulzi ha pubblicato vari saggi, tra cui – con Cambiaunavirgola, nel 2019 – il volume «Razza sacra». Pasolini e le donne (appunti per una ricerca); e nel 2022, per Aras, I lustrascarpe. Amelia Rosselli. Ulteriori saggi suoi sono pubblicati dalle edizioni Cambiaunavirgola. Collabora a slowforward.net e suoi articoli compaiono su Antinomie e altre riviste online e cartacee.

MARCO GIOVENALE
Editor, traduttore e asemic writer, è tra i fondatori e redattori di gammm.org (2006). Dal 2013 dirige la collana ‘Syn_ scritture di ricerca’ per l’editore ikonaLíber. Cura con A.Syxty e M.Zaffarano il blog Esiste la ricerca, ospitato dal sito MTM – Manifatture Teatrali Milanesi. Collabora con ahidaonline.com, neutopiablog.org e altri spazi in rete. Tra i libri in versi, La casa esposta (Le Lettere, 2007), Shelter (Donzelli, 2010), Maniera nera (Aragno, 2015), Cose chiuse fuori (Aragno, 2023). In prosa: Lie lie (La camera verde, 2010), La gente non sa cosa si perde (Tic, 2021), Statue linee (pièdimosca, 2022), Oggettistica (Tic, 2024), Prima dell’oggetto (déclic, 2025). Suoi testi sono in antologie come Parola plurale (Sossella, 2005) e Poesie dell’Italia contemporanea 1971-2021 (il Saggiatore, 2023). Con i redattori di gammm è nel libro collettivo Prosa in prosa (Le Lettere, 2009; Tic, 2020). Per La camera verde ha tradotto Jack Spicer. Siti: slowforward.net e differx.noblogs.org.

#adaDePirro #art #arte #asemicStones #asemicWriting #cambiaunavirgola #edizioniCambiaunavirgola #fabrizioMRossi #fabrizioRossi #garrera #giovenale #giuseppeGarrera #grafica #inItinere #inItinerePraticheDiScritturaAsemica #incontro #libreriaDelPalazzoDelleEsposizioni #libreriaDelPalazzoEsposizioni #marcoGiovenale #palazzoDelleEsposizioni #palazzoEsposizioni #pasqualePolidori #pietreAsemiche #pietreSilenziose #praticheDiScritturaAsemica #presentazione #rossi #scritturaAsemica #scritturaSenzaSignificato #scrittureSenzaSignificato

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da oggi, 19 novembre, per ‘ndn – niente di nuovo’ / dialoghi sulla scrittura: “scrittura e autenticità”, prima parte del colloquio tra maria borio e massimiliano manganelli

open.spotify.com/embed/episode…

da oggi, mercoledì 19 novembre, nel podcast NDN – Niente di nuovo, per la serie “dialoghi sulla scrittura”, ospiti di Antonio Syxty – sul tema scrittura e autenticità – sono Maria Borio e Massimiliano Manganelli.
PRIMA PARTE DEL DIALOGO

#antonioSyxty #audio #colloquio #dialoghiSullaScrittura #dialogo #mariaBorio #massimilianoManganelli #ndn #ndnNienteDiNuovo #podcast

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27 novembre, notte bianca a villa medici


immagine per Notte bianca a Villa Medici_ 27 nov 2025
Notte Bianca all’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici: giovedì 27 novembre a partire dalle ore 18:00 e fino a mezzanotte.

Nel cuore dell’autunno, la Nuit Blanche offre uno sguardo privilegiato sulle progettualità dei nuovi borsisti appena arrivati. Durante la serata, i sedici pensionnaires presenteranno installazioni, performance, letture e concerti, aprendo eccezionalmente anche i propri studi al pubblico.

Un’occasione per conoscere da vicino il lavoro dei nuovi artisti e ricercatori nelle arti visive e plastiche, nella musica, nella letteratura e nella storia dell’arte, in un percorso che attraversa giardini, logge e spazi storici della Villa, trasformati per l’occasione in luoghi di sperimentazione e dialogo tra patrimonio e contemporaneità.

Il programma dettagliato sarà disponibile online dal 25 novembre sul sito www.villamedici.it.

N.b.: è necessario confermare la presenza quanto prima scrivendo alla mail info@elisabettacastiglioni.it

*

Borsisti:
Alia Bengana
Arianna Brunori
Diaty Diallo
Marin Fouqué
Elitza Gueorguieva
Camille Lévy Sarfati
Hugo Lindenberg
Giulia Lorusso
Paul Maheke
Randa Maroufi
Marie-Claire Messouma Manlanbien
Farnaz Modarresifar
Baptiste Pinteaux
Enrique Ramírez
Ben Russell
Thu Van Tran

Residenti e artisti ospiti:
Bayan Abu Nahla
Mahmoud Alhaj
Trio Aura
Claude Baechtold
Rob Bridger
Martin Flugelman
Alice Héron
Karim Kattan
Husam Maarouf
Florent Marcozzi-Moati
Milad Mohammadi
Niloufar Mohseni
Federico Placidi
Some Strings
Adriano Tramontozzi
Alice Visentin
Hani Zurob

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Il comitato olimpico fa marcia indietro sui transgender


Buona parte degli sport trattati su questo blog non fanno parte del pacchetto Olimpico quindi questa notizia ci tocca solo di striscio. Voglio però dire la mia a riguardo. Al contrario di molte banderuole mi piace dare una direzione ai contenuti. Quello c
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Buona parte degli sport trattati su questo blog non fanno parte del pacchetto Olimpico quindi questa notizia ci tocca solo di striscio. Voglio però dire la mia a riguardo.

Al contrario di molte banderuole mi piace dare una direzione ai contenuti. Quello che scrivo e opinione mia, Manolo El chupacabra Macchetta. e non della redazione tutta.

Il vento olimpico cambia direzione


Il Comitato Olimpico Internazionale si prepara a vietare la partecipazione delle donne transgender in tutte le discipline femminili. È la linea dei gruppi di lavoro istituiti da Kirsty Coventry, la nuova presidente IOC, con l’obiettivo dichiarato di uniformare i criteri e proteggere lo sport femminile.

Finora ogni federazione usava regole proprie: periodi di transizione ormonale, parametri diversi, eccezioni. L’idea della standardizzazione arriva dopo una revisione interna sui vantaggi fisici di chi ha attraversato la pubertà maschile. Jane Thornton, responsabile del comitato salute e scienza, ha presentato gli esiti: secondo le evidenze raccolte, i vantaggi restano anche dopo la terapia ormonale. Lo stesso vale, in parte, per gli atleti con DSD, condizioni che comportano variazioni nello sviluppo sessuale.

Tutto questo con la sorpresa di nessuno.

Il caso Caster Semenya – simbolo di tutto questo caos – resta lì come monito. Scelse di non assumere farmaci per abbassare il testosterone, vinse un ricorso in tribunale, ma lo sport organizzato non ha più trovato un posto per lei.

La questione è esplosa di nuovo dopo le vittorie olimpiche di Imane Khelif e Lin Yu-Ting, entrambe donne, mai identificate come transgender e mai diagnosticate con DSD. Erano state sospese in passato per presunti problemi nei test, e la loro presenza sul podio ha riacceso discussioni e sospetti. Da lì, la pressione per un bando totale è ripartita senza più freni.

Sul piano geopolitico, gli Stati Uniti hanno già preso posizione. L’ordine esecutivo firmato da Trump vieta la partecipazione delle donne transgender allo sport femminile e lega i finanziamenti federali al rispetto della norma. Ha incluso anche i visti: chiunque presenti un genere diverso da quello assegnato alla nascita rischia il divieto permanente di ingresso.

Si va da un eccesso all’altro – Le tifoserie uccidono il dialogo e la comprensione

Ad oggi, solo un’atleta transgender ha partecipato ai Giochi: Laurel Hubbard nel 2021, senza risultati rilevanti, ma con un impatto mediatico enorme.

Vittoria! (oppure ennesima sconfitta)


E lo so cari miei lettori siete tutti contenti di questo. “Ve lo avevo detto! Giustizia è fatta! Maledetti! “

E qui arriva il vostro Chupa a condividere un po’ di umiltè.

TUTTI sapevano di questa cosa, qualcuno ha voluto indignarsi, qualcuno credere agli studi precedenti.

NESSUNA giustizia è stata fatta: non esiste giustizia quando le azione vengono prese per reazione, per dar fastidio all’altra parte (chiunque essa sia), per placare i nostri istinti più bassi.

Non gioiamo di una decisione presa con il culo solo perchè scopre che l’acqua è bagnata.

Arrivano le note stonate


Per quanto si possa comprendere la necessità di regole chiare, l’amarezza rimane.

La questione è scivolosa per definizione, richiede studio serio, e servirebbe più rigore proprio per evitare la solita tempesta politica. Invece anche l’IOC finisce per muoversi come tanti altri organismi internazionali: segue il vento, pesca solo gli studi che servono alla linea già scelta e scarta quelli scomodi.

Brutto da dire, ma lo sport, ancora una volta, diventa un palco dove si suonano spartiti già scritti altrove. E il dato scientifico, che dovrebbe essere un faro, viene piegato a convenienza.

Questa storia è anche un promemoria: i numeri non parlano da soli. Contano le domande che li generano, chi li raccoglie, quali strumenti usa e quali pezzi decide di non considerare. Fidarsi ciecamente dei dati, senza capire la provenienza, è un modo elegante per farsi manipolare.

Le Olimpiadi dovrebbero essere un simbolo di apertura. Invece per l’ennesima volta sono uno strumento di manipolazione delle masse… sono uno sputo in faccia agli atleti ai coach che credono al sogno olimpico e immolano le loro vite allo sport, mentre sopra di loro qualche giaccacravattato prende decisioni di potere che nulla hanno a che fare con lo sport.

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Quel PCTO a Velletri che misurava le stelle

edu.inaf.it/approfondimenti/cr…

Il racconto del PCTO “Women Measuring Stars” del Landi di Velletri: un viaggio tra scienza, inclusione e ricerca astronomica

#astronomia #PCTO

@astronomia @astronomia

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Concerto di pipa di Chen Xiyin nello yánglóu di Citong 歐厝 – Oūcuò 歐厝


Di recente, in un antico edificio del villaggio di 歐厝 - Oūcuò, è nato silenziosamente un caldo e intimo auditorium dedicato per l'occasione ad uno degli strumenti iconici della cultura cinese, il pipa. La giovane musicista Chen Xiyin - 陳璽尹 ha tenuto il co
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Di recente, in un antico edificio del villaggio di 歐厝 – Oūcuò, è nato silenziosamente un caldo e intimo auditorium dedicato per l’occasione ad uno degli strumenti iconici della cultura cinese, il pipa. La giovane musicista Chen Xiyin – 陳璽尹 ha tenuto il concerto del suo ritorno a Kinmen, intitolato Tra le corde, presso lo Yánglóu di Citong – 莿桐洋樓, meglio conosciuto come Shùntiān Yánglóu 順天洋樓, il quale altro non è se non una parte di Ōuyáng Zhōngyuǎn yánglóu- 歐陽鐘遠洋樓, il primo edificio in stile coloniale (1918) di Kinmen, oggi adibito a B&B, emporio, tea house, nelle sue diverse componenti.

Ōuyáng Zhōngyuǎn yánglóu- 歐陽鐘遠洋樓
Ōuyáng Zhōngyuǎn yánglóu- 歐陽鐘遠洋樓

Senza alcun sistema di amplificazione, in modo tale da poter ascoltare il suono più delicato e originario dello strumento, questo concerto gratuito ha attirato personalità di spicco, tra cui il sindaco di Jincheng, Li Chengzhi, e il presidente del consiglio municipale Guo Yonglong, oltre a numerosi esponenti del mondo artistico e culturale. In un’atmosfera calda e priva di barriere, la musica tradizionale cinese ha intrecciato un dialogo profondo con lo spazio antico, attraversando un secolo di storia.

Diversamente dai grandi palchi dei centri culturali o delle sale civiche, «Tra le corde» è stato non a caso organizzato nell’edificio in stile occidentale; questa storica abitazione, legata alla memoria degli emigrati di Kinmen, ha accolto il pubblico con le sue pareti screpolate ma ricche di storia, con le sue travi di legno e gli archi di mattoni rossi. Chen Xiyin – 陳璽尹 ha dichiarato che suonare in un edificio coloniale era un desiderio che coltivava da anni: “In uno spazio come questo, il suono del pipa sembra tornare a casa”. Senza amplificazione, ogni arpeggio, ogni strappo di corde e ogni sottile vibrato sembravano risuonare accanto all’orecchio, trasformando l’intero concerto in un’esperienza intima, come se si svolgesse nel salotto degli ascoltatori.

Il programma del concerto ha spaziato tra brani marziali, lirici e teatrali, con quattro opere di carattere distinto: l’imponente 霸王卸甲, l’elevata e limpida 月兒高, 飛花點翠 ed il narrativo brano 陳杏元和番. Dai ritmi epici di cavalli e spade alla quiete lunare; dalle pennellate fluide delle ombre floreali alle storie popolari di destino umano, ogni brano è apparso come un lungo rotolo musicale, simbolo delle diverse fasi interiori e artistiche di Chen Xiyin – 陳璽尹.

Nella sala del vecchio edificio, a meno di un braccio di distanza dal pubblico, il pipa in legno ha intrecciato risonanze con lo spazio centenario, mentre il suono riverberava tra travi e colonne. Molti spettatori hanno descritto l’evento come un concerto senza alcuna distanza dall’esecutrice, dove, in un’atmosfera libera e spontanea, hanno percepito la bellezza classica racchiusa nelle melodie dello strumento musicale, come se stessero camminando lentamente attraverso il tempo.

Chen Xiyin – 陳璽尹 nasce anagraficamente e musicalmente a Kinmen.


Nata a Kinmen e laureata al Dipartimento di Musica Tradizionale dell’Università Nazionale delle Arti di Taipei, Chen Xiyin – 陳璽尹 ha iniziato a suonare il pipa all’età di sette anni e da allora vi si è dedicata per diciassette anni. Ha confessato che inizialmente voleva imparare lo strumento solo perché “pensava che le ragazze che suonavano il pipa fossero molto eleganti”, ma una volta intrapresa la strada musicale ha compreso la sua difficoltà: “Se riesci ad apprendere lo strumento, le difficoltà della vita non sembrano più così spaventose”. Dalla scuola media, quando decise di iscriversi al conservatorio, ha iniziato a praticare almeno due ore al giorno con grande intensità. A causa delle limitate risorse in ambiente musicale di Kinmen, ogni settimana doveva recarsi a Taipei per le lezioni: aerei, custodia dello strumento e valigia divennero parte integrante della sua giovinezza. Questo percorso faticoso ha però temprato il suo spirito e determinazione nell’apprendere la base musicale.

陳璽尹 in Ōuyáng Zhōngyuǎn yánglóu
陳璽尹 in Ōuyáng Zhōngyuǎn yánglóu. Taken from 陳璽尹’s personal profile on Facebook, used following the fair use principle

Chen Xiyin – 陳璽尹 ha più volte sottolineato il sostegno dei genitori i quali, di fronte alle spese elevate e alle pressioni della vita, hanno sempre scelto di accondiscendere al suo sogno. “Senza la mia famiglia non sarei sul palco oggi”, ha affermato. Questo concerto del suo ritorno a casa rappresenta anche un profondo tributo al suo territorio ed ai suoi cari.

La luce sul palco e la compostezza fuori da esso hanno fatto sì che Chen Xiyin -陳璽尹 fosse definita non solo la stella di domani della scena culturale di Kinmen, ma anche una forza artistica già matura e solida della nuova generazione.Oltre a essere apprezzata per la sua esecuzione, un’altra impressione profonda che i suoi concittadini di Kinmen hanno di lei, deriva dal carisma con cui conduce vari eventi culturali. Per ogni esibizione, deve viaggiare tra Taipei e Kinmen; sia nella narrazione del programma, che nel controllo del ritmo dal vivo, ma anche nell’interazione naturale col pubblico, mostra una presenza scenica professionale e delicata.

Chen Xiyin – 陳璽尹 sorrideva dicendo che presentare e suonare sembrano diversi, ma in realtà sono entrambi linguaggi dell’arte: “Ogni volta che salgo sul palco, ogni volta che scendo, è come respirare insieme all’arte”. Con questa sensibilità e raffinatezza, attraversa i ruoli con naturalezza, mostrando che la sua luce non è più soltanto una promessa, ma una realtà chiara e determinata.

Kinmen, il luogo ideale per performance artistiche di ogni tipologia.


In un pomeriggio in un edificio coloniale centenario, un pipa ha riportato la cultura nella vita quotidiana. Questo concerto in un luogo storico ha mostrato la bellezza della musica tradizionale cinese, intrecciando lo spazio, la musica e la terra. Lo Ōuyáng Zhōngyuǎn yánglóu- 歐陽鐘遠洋樓, che da più di un secolo testimonia i cambiamenti di Kinmen, ha ora visto una giovane tornare a casa e rispondere con la musica al calore della terra e della memoria. L’augurio è che eventi come questi, magari più ristretti ma di qualità, possano trovare spazio nelle numerosissime cornici architettoniche, storiche e naturali a disposizione nell’arcipelago di Kinmen; arte visuale, musica, pittura, scultura, calligrafia possono trovare laggiù nuovo risalto ed una dimensione spesso più consona rispetto ai grandi eventi culturali.

Alla fine del concerto, i raggi obliqui del sole pomeridiano hanno illuminato la sala, e sedie di legno, pareti screpolate e suoni di pipa si sono fusi in un quadro silenzioso. In questa esibizione apparentemente semplice ma dal lungo riverbero, il fascino classico dello strumento tradizionale è stato risvegliato nell’aria dell’antico edificio e ha fluttuato dolcemente nel vento invernale di Kinmen.

Fonte: Kinmen Daily

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Inoltre MVVBlog involontariamente ha riprodotto in parte il rumore dei gruppi statici delle ALe642 nel video in cui mostra i Gakken Denshi Block!Clip: https://youtube.com/clip/UgkxnFbyWQ7cgd5siYlmpmb8SUbzs2us4gw1YouTube✂️ Gruppi Statici ALe64215 seconds ·
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Inoltre MVVBlog involontariamente ha riprodotto in parte il rumore dei gruppi statici delle ALe642 nel video in cui mostra i Gakken Denshi Block!

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roma, 27 novembre e 5 dicembre: presentazione di “quarant’anni e oltre. storie e prospettive di un archivio audiovisivo” (la storia dell’aamod)


logo dell'AAMOD

Presentazioni del volume
Quarant’anni e oltre. Storie e prospettive di un archivio audiovisivo

A cura di Letizia Cortini, Luca Ricciardi, Paola Scarnati
Edizioni Effigi, Grosseto, 2025, collana Annali AAMOD n. 25, ISBN 979-12-5739-020-4, pp 362

Giovedì 27 novembre – ore 18
Sala Zavattini dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico
Via Ostiense 106 – Roma


presentano
Pietro Montani (filosofo e critico cinematografico)
Lidia Piccioni (storica, presidente AISO)
Federico Valacchi (docente di archivistica)
Vincenzo Vita (presidente AAMOD)

Ingresso libero fino ad esaurimento posti

***

Venerdì 5 dicembre – ore 19
presso la Fiera Più libri più liberi – Sala Aurora
La Nuvola – Viale Asia 40/44 – Roma
Ingresso con biglietto della Fiera

presentano
Christian Uva (docente e storico del cinema)
Vincenzo Vita (presidente AAMOD)

*

Intervengono gli autori e i curatori del volume

40 anni e oltre_ AAMOD_ 2025
cliccare per ingrandire

aamod.it/

A oltre quarant’anni dalla sua fondazione, l’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico si racconta e si interroga sul proprio ruolo nel presente e nel futuro, nel volume Quarant’anni e oltre. Storie e prospettive di un archivio audiovisivo, appena uscito in libreria per i tipi di Effigi Editore, a cura di Letizia Cortini, Luca Ricciardi e Paola Scarnati. Il libro, che rappresenta il venticinquesimo numero della collana “Annali AAMOD”, sarà al centro di due appuntamenti a Roma: giovedì 27 novembre, presso la Sala Zavattini dell’Archivio stesso, e venerdì 5 dicembre nella Sala Aurora, nell’ambito della Fiera “Più libri più liberi”, dove l’editore Effigi sarà presente per tutta la durata della manifestazione, allo stand F48. Agli incontri parteciperanno gli autori e curatori del volume.

Il volume non ha un’impostazione celebrativa, e tuttavia non può che partire dal significato di una ricorrenza così importante: quarant’anni di attività di una Fondazione che, fin dalle sue origini, ha unito alla funzione conservativa una chiara vocazione civile, culturale, politica e pedagogica. Come ricorda Vincenzo Vita, attuale presidente della Fondazione, nella prefazione del volume, l’AAMOD nasce da una visione straordinariamente moderna, ancor oggi attuale, di Cesare Zavattini, che con Paola Scarnati, Ansano Giannarelli, Citto Maselli, Ettore Scola e molti altri, pose le basi per un archivio “militante”, capace di intervenire sul presente e di proiettarsi verso il futuro. Un archivio che, fin dall’inizio, si pose come laboratorio culturale aperto, strumento collettivo per l’analisi della realtà sociale e politica, luogo vivo dove la memoria non è mai esercizio nostalgico, ma azione critica e trasformativa.

Quarant’anni e oltre è un testo che raccoglie molte voci e si articola in tre sezioni – Storie, Prospettive, Percorsi – capaci di restituire la ricchezza di esperienze, tensioni, interrogativi e traiettorie che l’AAMOD ha attraversato, abitato e, in alcuni casi, contribuito a fondare nel corso dei decenni. Nella prima parte, dedicata alle Storie, emerge l’humus politico e culturale che ha preceduto e accompagnato la nascita dell’Archivio, grazie a un’intensa conversazione tra Paola Scarnati e Antonio Medici, che getta luce sulla dimensione collettiva, militante e operativa delle origini. A seguire, Letizia Cortini analizza in profondità le specificità dell’AAMOD come soggetto teorico e politico, unico nel panorama nazionale, e il modo in cui esso ha costantemente messo in discussione la propria missione, cercando sempre di restare in ascolto dei mutamenti culturali e sociali. Silvia Savorelli, con grande sensibilità e rigore documentario, costruisce una sorta di antologia ragionata degli scritti di Ansano Giannarelli, figura centrale nella storia dell’Archivio, a cui si deve gran parte della sua elaborazione teorica e dell’identità come luogo di promozione del cinema documentario italiano. Il rapporto tra mondo del lavoro e narrazione audiovisiva – una costante nella storia dell’AAMOD – viene affrontato da Alexander Höbel con una ricostruzione puntuale e documentata, che si completa con una filmografia ragionata sul tema. Chiude questa sezione Filippo Maria Gori, giovane cineasta e autore di uno dei lavori più recenti nati in collaborazione con l’AAMOD, E tu come stai?, dedicato alla lotta della GKN e al movimento Insorgiamo. Il suo intervento è una riflessione a cuore aperto sulla responsabilità e le possibilità di documentare il conflitto sociale oggi.

La sezione Prospettive amplia lo sguardo verso il presente e il futuro, affrontando il nodo centrale della transizione digitale, ma anche le possibilità di riuso creativo e la complessità delle questioni giuridiche, etiche e culturali che ogni archivio audiovisivo contemporaneo è chiamato ad affrontare. Luca Ricciardi ricostruisce le attività sperimentali condotte dall’AAMOD negli ultimi dieci anni, in particolare nell’ambito del Premio Zavattini, e riflette su come queste esperienze abbiano contribuito a delineare un nuovo modello di archivio: attivo, dinamico, attraversato dalle pratiche delle nuove generazioni di cineasti, ma sempre connesso alla propria storia. Di queste nuove forme di racconto e autorappresentazione si occupano anche Monica Repetto, che si sofferma sull’autofiction e le sue implicazioni, e Gabriele Ragonesi, che propone un dialogo con giovani autori coinvolti nei progetti dell’AAMOD. Emergono qui questioni cruciali: l’uso delle immagini altrui, il confine tra documentazione e appropriazione, il diritto d’autore e il diritto all’immagine. Intervengono in merito due voci autorevoli come Marco Bertozzi e Fiona Macmillan, che con approcci diversi pongono interrogativi urgenti e indicano piste di riflessione. L’uso del digitale è al centro anche degli interventi di Rossella Catanese e Valentina Valente, che esplorano le implicazioni ontologiche della conversione degli archivi analogici in codice binario: cosa rimane dell’originale? cosa diventa “storico” in un supporto digitalizzato? quale memoria si conserva e quale si perde? Il tema si amplia ulteriormente nel contributo di Vittorio Iervese, che mette in discussione la capacità degli archivi tradizionali di raccogliere e gestire l’immenso flusso di immagini “nate digitali” prodotte ogni giorno da milioni di persone sui social, attraverso smartphone e piattaforme. Infine, Teresa Numerico affronta con lucidità e spirito critico il tema oggi ineludibile dell’intelligenza artificiale generativa, riflettendo su come essa si intrecci inevitabilmente con la logica archivistica e sul rischio di una rimozione culturale collettiva di cui gli archivi stessi potrebbero essere, inconsapevolmente, complici.

Nell’ultima parte, Percorsi, si dà conto delle attività più recenti e delle linee d’azione permanenti dell’AAMOD. Si tratta di una sorta di mappa ragionata che restituisce il ruolo dell’AAMOD come spazio pubblico della memoria, ma anche come luogo di incontro tra generazioni, linguaggi e forme narrative.

Quello che emerge da queste pagine è il ritratto sfaccettato e profondamente attuale di un’istituzione culturale che, pur tra mille difficoltà, ha saputo reinventarsi senza perdere la propria identità, e che oggi si pone come soggetto cruciale nella definizione di un nuovo modello di archivio: non solo contenitore di documenti, ma strumento critico per leggere il mondo

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[Voice] (1:46): Se le ALe642 avessero avuto motori trifase + inverter.


[Voice] (1:46)

Se le ALe642 avessero avuto motori trifase + inverter.
Registrato con il telefono dentro un contenitore di legno e il motore della lavatrice sopra

Post originale: treni.creeperiano99.it/tg/1517

treni.creeperiano99.it/2025/11…

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Questo testo di Mullvad VPN delinea la sua opposizione alla proposta legislativa dell'UE nota come "Chat Control," evidenziando le preoccupazioni relative alla sorveglianza di massa e alla violazione dei diritti umani. L'azienda ha lanciato il film "And Then?" Per mettere in luce le presunte influenze corrotte dietro la proposta, incluse le pressioni di lobbying di un'organizzazione legata all'attore Ashton Kutcher. Il testo dettaglia una cronologia di eventi in cui la proposta è stata […]

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mike cooper + alvin curran in concerto (roma, 23 mar. 2025)


youtu.be/8UTtAnKhib0?si=UuQWBg…

Mike Cooper + Alvin Curran
Roma, Italy 23-03-2025
@ Zazie nel Metró

Mike Cooper: electronics, guitar
Alvin Curran: synth

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