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Manovre del locomotore E464.125 a Livorno Centrale – 06/10/2025


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Iniziare il nuovo anno all’insegna del benessere con Onair, la fitness band screen-free di Nilox


Nilox Onair è una fitness band screen-free che punta su benessere, semplicità e consapevolezza, riducendo le distrazioni digitali senza rinunciare al monitoraggio
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L’inizio dell’anno rappresenta un momento di ripartenza e riorganizzazione delle abitudini quotidiane, con una rinnovata attenzione al benessere e all’equilibrio personale. In questo contesto, Nilox riaccende i riflettori su Onair, la nuova fitness band screen-free progettata per accompagnare la vita di tutti i giorni in modo essenziale, discreto e privo di distrazioni digitali.
Nilox Onair supporta oltre 100 modalità sportive, dal running al nuoto, dallo yoga al ciclismo, fornendo metriche personalizzate per ogni allenamentoNilox Onair supporta oltre 100 modalità sportive, dal running al nuoto, dallo yoga al ciclismo, fornendo metriche personalizzate per ogni allenamento
Nilox Onair rappresenta un nuovo approccio al mondo dei wearable: è un dispositivo per il monitoraggio che mette la persona al centro, accompagnandola durante la vita di tutti i giorni e restituendo il piacere di vivere il momento senza distrazioni. L’assenza di schermo, infatti, elimina notifiche, suoni superflui e la frenesia di controllare sempre il display, permettendo di concentrarsi su sé stessi, sul proprio benessere e sulle esperienze quotidiane.
I sensori avanzati garantiscono un monitoraggio continuo dei parametri vitali fondamentaliI sensori avanzati garantiscono un monitoraggio continuo dei parametri vitali fondamentali
Grazie a sensori avanzati, Onair garantisce un monitoraggio continuo, 24 ore su 24, dei parametri vitali fondamentali come frequenza cardiaca, ossigeno nel sangue, pressione e qualità del sonno. Essa supporta oltre 100 modalità sportive, dal running al nuoto, dallo yoga al ciclismo, fornendo metriche personalizzate per ogni allenamento.

Amazfit Active Max: lo smartwatch per iniziare al meglio
Amazfit presenta Active Max, il nuovo smartwatch pensato per chi vuole iniziare (o migliorare) il proprio percorso fitness con semplicità e funzioni avanzate
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Con un design ultraleggero da soli 15 grammi, certificazione IP68 contro acqua e polvere e un’autonomia fino a 25 giorni, Onair è pensata per essere indossata in ogni momento della giornata, durante l’allenamento, i momenti di relax e anche durante il sonno, diventando l’alleato per vivere appieno le attività di tutti i giorni senza interruzioni.

Ad arricchire l’esperienza c’è la nuova app dedicata Nilox Onair sviluppata internamente per un’integrazione perfetta con il dispositivo. L’applicazione raccoglie tutti i dati monitorati dal bracciale e offre funzioni aggiuntive come il diario giornaliero per tenere traccia di umore, alimentazione e attività, calendario di monitoraggio del ciclo femminile e un set di oltre 20 esercizi di meditazione guidata per respirazione, concentrazione, rilassamento e sonno. Tutto questo in un’interfaccia semplice e intuitiva.
Nilox Onair non rinuncia al comfort e alla personalizzazione: ogni confezione include un doppio cinturino morbido e traspiranteNilox Onair non rinuncia al comfort e alla personalizzazione: ogni confezione include un doppio cinturino morbido e traspirante
Quando non connesso all’app, il dispositivo continua a monitorare i parametri, tenendo i dati in memoria fino a 14 giorni. I record e i tracciamenti vengono caricati in automatico sull’applicazione alla successiva connessione. Una funzione ideale per gli sportivi che amano allenarsi senza l’ingombro di avere sempre il telefono con sé.

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TechpertuttiGuglielmo Sbano


Sul fronte dello stile, Onair non rinuncia al comfort e alla personalizzazione: ogni confezione include un doppio cinturino morbido e traspirante, per alternare look e praticità in base al momento della giornata. Onair è disponibile in quattro varianti colore – nero, blu, rosa e grigio – pensate per incontrare i gusti e le esigenze di un pubblico ampio e trasversale. Onair si integra perfettamente al proprio stile e, grazie al suo design discreto, può essere indossato anche accanto al proprio smartwatch o orologio.
Nilox Onair è disponibile in quattro varianti colore: nero, blu, rosa e grigioNilox Onair è disponibile in quattro varianti colore: nero, blu, rosa e grigio
Nilox Onair è senza vincoli di abbonamento ed è disponibile al prezzo di 49,99 euro nei migliori negozi di elettronica e online sul sito ufficiale www.nilox.com.


Nuovo Amazfit Active Max: smartwatch fitness completo per ogni allenamento


Amazfit ha presentato il nuovo Amazfit Active Max, progettato per le persone che vogliono allenarsi allenarsi regolarmente. Che si tratti di correre, andare in palestra, partecipare alla prima gara HYROX o semplicemente mantenersi attivi nei fine settimana, il nuovo smartwtach targato Amazfit aiuta a migliorare la propria salute e il proprio benessere.

Per chi quest'anno ha deciso di diventare più attivo, Active Max monitora oltre 160 sport e attività. Lo smartwatch, inoltre, offre piani di allenamento personalizzati basati sull'intelligenza artificiale e analisi avanzate che mostrano chiaramente i progressi raggiunti.

Sleep Report 2025 Amazfit
I dati emersi offrono uno spaccato chiaro: il sonno è una delle prime vittime dello stile di vita contemporaneo
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Comfort e funzioni intelligenti


Dotato di una struttura leggera (39.5 g) e molte funzioni automatizzate, il dispositivo consente di concentrarsi più facilmente sugli allenamenti. Le zone di frequenza cardiaca vengono impostate automaticamente e quando Active Max rileva una frequenza troppo alta, invia un avviso all'utente, mettendo nello stesso tempo tutti gli esercizi in pausa. Il suo ampio display da 1,5 pollici regola automaticamente anche la luminosità (fino a 3000 nit) in base allo scenario in cui ci si allena. Il comfort è ulteriormente migliorato dalla tecnologia AMOLED, che offre un contrasto elevato e colori vivaci, rendendo i dati di allenamento più facili da leggere e più comodi da usare.
L'ampio display dell'Amazfit Active Max da 1,5 pollici regola automaticamente la luminosità in base allo scenarioL'ampio display dell'Amazfit Active Max da 1,5 pollici regola automaticamente la luminosità in base allo scenario

Approfondimenti su allenamento e recupero


Riepiloghi dettagliati degli allenamenti, compresi i dati post-allenamento e di recupero, sono disponibili su Active Max e nell'app Zepp.
L'App Zepp è disponibile gratuitamente per iOs e AndroidL'App Zepp è disponibile gratuitamente per iOs e Android
L'app mostra i risultati degli allenamenti, il carico di allenamento accumulato, i progressi di recupero, compresa la qualità del sonno e la variabilità della frequenza cardiaca (che indica indirettamente l'affaticamento del sistema nervoso dopo l'esercizio fisico) e l'indicatore BioCharge, che riflette l'attuale livello di energia. Active Max monitora decine di parametri, aiutando gli utenti a comprendere meglio il funzionamento del corpo.

DJI Osmo Action 6: apertura variabile e novità tecniche
Osmo Action 6 segna un’evoluzione nel mondo delle action cam grazie all’introduzione dell’apertura variabile: maggiore controllo dell’esposizione, migliori riprese con luce difficile e qualità video superiore rispetto ai modelli precedenti
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Mappe e navigazione


Active Max offre ancora più vantaggi: lo smartwatch supporta i pagamenti, migliaia di mappe offline, tra cui mappe topografiche, mappe di stazioni sciistiche e mappe contorno, oltre a funzioni di navigazione. Grazie al rapido sviluppo dell'ecosistema Amazfit, chi inizia ad allenarsi regolarmente può anche condividere i propri progressi su piattaforme esterne come Strava, adidas Running, Google Fit, Health Connect, Komoot e Relive.

Ecosistema e podcast


Active Max è dotato di microfono e altoparlante integrati. Può anche essere abbinato a cuffie (ad esempio Amazfit UP) e molti altri accessori sportivi Amazfit (ad esempio Helio Strap, Helio Ring), nonché a dispositivi di terze parti. È possibile, inoltre, scaricare e installare centinaia di mini-app dall'app Zepp, tra cui Podcast, che fornisce l'accesso a milioni di contenuti audio gratuiti. Lo smartwatch ha 4 GB di memoria (quattro volte più dell'Amazfit Active 2), consentendo di ascoltare podcast e musica senza una connessione Internet.

Disponibilità e prezzo


Amazfit Active Max è disponibile dallo scorso 30 dicembre 2025 su it.amazfit.com e tramite partner Amazfit selezionati al prezzo di 169 euro.


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Ciclone Harry al Sud, silenzio stampa nazionale


Infrastrutture distrutte, strade cancellate, porticcioli danneggiati, attività economiche spazzate via. La devastazione delle coste di Calabria, Sicilia e Sardegna prodotta dal ciclone Harry è stata gravissima ma i media nazionali, giornali e Tv, hanno pressocchè ignorato la notizia. Niente foto e titoli di prima pagina, nessun messaggio di solidarietà da parte dei leader politici, […]

Leggi il resto: argocatania.it/2026/01/24/cicl…

#cambiamentoClimatico #governoMeloni #LuigiPasotti #ponteSulloStretto #RaiRadio3 #RegioneSicilia #SIAS

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HUAWEI FreeClip 2: comfort quotidiano, design C-Bridge e ascolto open-ear adattivo


HUAWEI FreeClip 2 puntano su comfort quotidiano e ascolto open-ear adattivo grazie all’innovativo design C-Bridge, pensato per un uso prolungato
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Huawei ha annunciato il lancio del suo nuovo prodotto audio TWS, completamente senza fili. Si tratta dei FreeClip 2 che ereditano l'innovativa architettura C-bridge della generazione precedente, caratterizzata dalla fusione tra estetica e tecnologia in un design iconico. Il nuovo modello è una versione più leggera degli auricolari open-ear, con una vestibilità migliorata per poterli indossare in sicurezza anche tutto il giorno, quasi senza accorgersene. Gli auricolari, inoltre, integrano anche un potente driver a doppia membrana, per rendere l'ascolto più smart, immersivo e confortevole che mai.

Amazon Kindle 2025: numeri, abitudini e libri più letti
Amazon rivela che nel 2025 gli italiani su Kindle hanno letto oltre 814 milioni di pagine al mese, con generi, rituali e citazioni che raccontano l’amore per la lettura digitale
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Auricolari pensati per essere indossati tutto il giorno


HUAWEI FreeClip 2 sono tanto comode da indossare quanto belle da vedere, grazie al design leggero C-bridge migliorato, al Comfort Bean e all'Acoustic Ball. Leggeri come una piuma: con appena 5,1 g, ogni auricolare offre un comfort tale da dimenticarsi di averli indosso. Il design leggero C-bridge è realizzato in silicone liquido, delicato sulla pelle, e una lega in grado di memorizzare la forma ed assicurare una vestibilità confortevole e leggera.
Huawei FreeClip 2 WhiteHuawei FreeClip 2 White
Con una regolazione micrometrica basata su oltre 10.000 campioni di orecchio umano a livello globale, il Comfort Bean è più leggero e piccolo rispetto ai modelli precedenti, e si adatta perfettamente all'orecchio senza cadere. Anche l'Acoustic Ball è stato potenziato per offrire un suono potente da una forma compatta. Le FreeClip 2, dunque, aprono nuove strade nel design e nello stile, fungendo sia da dispositivo di ascolto sia da accessorio di moda. I nuovi auricolari sono disponibili in una gamma di colorazioni eleganti - blu, bianco, oro rosa e nero - ognuna pensata per offrire uno stile unico. Le edizioni blu e bianca presentano una superficie con una trama fine effetto denim per evocare un senso di libertà e comfort.
Huawei FreeClip2 nella colorazione Rose GoldHuawei FreeClip2 nella colorazione Rose Gold

Ascolto open-ear adattivo: più consapevolezza, meno isolamento


Le FreeClip 2 sono potenziate da un processore NPU con AI che offre una grande potenza di calcolo. Questo supporta funzionalità di livello superiore come la consapevolezza in tempo reale, il volume adattivo e il miglioramento vocale adattivo, che garantiscono un ascolto chiaro sia in una stanza silenziosa sia in un ambiente affollato. Nonostante le dimensioni ridotte, questi auricolari offrono prestazioni audio elevate con bassi profondi e acuti cristallini. Essi utilizzano un sistema di cancellazione del rumore in chiamata a tre microfoni e algoritmi DNN multi-canale per garantire che le chiamate rimangano nitide per entrambi gli interlocutori. Il processore NPU con AI migliora la cancellazione del rumore filtrando i suoni di sottofondo e potenziando la voce di chi parla, per mantenere le chiamate chiare anche in ambienti rumorosi come i vagoni della metropolitana. Il sistema a onde sonore inverse riduce al minimo la dispersione del suono, per garantire che le conversazioni rimangano private. Gli auricolari sono intercambiabili, con canali audio autoadattativi sinistra-destra: è possibile indossare indifferentemente ciascun auricolare su entrambe le orecchie. Sono inoltre resistenti alla polvere e all'acqua con certificazione IP57, dimostrandosi più che adatti a gestire il sudore, la pioggia e altre condizioni della vita quotidiana schizzi che si possono incontrare nella vita di tutti i giorni. E con 38 ore di autonomia, dichiarati da Huawei, con la custodia di ricarica e 9 ore con una singola carica completa, le FreeClip 2 hanno la resistenza necessaria per affrontare lunghi viaggi, riunioni ed eventi.
Le FreeClip2 nella custodia che assolve anche a base di ricaricaLe FreeClip2 nella custodia che assolve anche a base di ricarica

Disponibilità e Prezzi


Le FreeClip 2 sono già disponibili su Huawei Store e presso i principali negozi di elettronica di consumo, nelle colorazioni bianca, blu, rosa gold e nera, al prezzo di 199,00 euro. In occasione del lancio, utilizzando il coupon AMKTPRCLIP2, è previsto uno sconto di 20,00 euro. Inoltre, per le offerte esclusive su Huawei Store, sarà incluso in omaggio un set di accessori firmati dal brand di design It’s Lava. I regali sono disponibili in quantità limitata, fino a esaurimento scorte.

50% di sconto su auricolare perso o danneggiato


Inoltre, incluso nel prezzo d’acquisto, i Clienti potranno usufruire del servizio HUAWEI Loss Care che consente di acquistare entro 12 mesi un singolo auricolare a metà del costo di vendita ufficiale, in caso di smarrimento o danneggiamento.


Amazon Kindle 2025: numeri, abitudini e libri più letti dagli italiani


Nel corso del 2025, i lettori Kindle in Italia hanno sfogliato miliardi di pagine. Kindle Year in Reading, la retrospettiva annuale presentata da Amazon, ripercorre le tendenze che hanno definito il 2025, celebrando libri e bestseller più letti dagli italiani. Dalle letture mattutine appena svegli alle maratone notturne, Kindle è diventato il compagno fedele di chi legge: gli italiani hanno divorato tramite il proprio e-reader una media di oltre 814 milioni di pagine al mese, un flusso costante di storie, emozioni e avventure che non hanno smesso di affascinare durante tutto l’anno.

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TechpertuttiGuglielmo Sbano

I titoli e le saghe che hanno tenuto gli italiani incollati al proprio e-reader Amazon


Alcune storie non possono che essere lette tutte d’un fiato: La ragazza nascosta di Lucinda Riley, un mix di glamour, amore e mistero, si è aggiudicato il titolo di romanzo più letto dell’anno, incoronato dai lettori Kindle come il più amato, contribuendo a portare l’autrice sul podio degli autori più letti del 2025. Tra i libri preferiti, al secondo posto si trova Ikigai: Il metodo giapponese. Trovare il senso della vita per essere felici di Bettina Lemke, una guida per scoprire il proprio scopo di vita, seguito da Amori e segreti al Pumpkin Spice Cafè di Laurie Gilmore, un romance che racconta di un amore nato in un'atmosfera speziata di zucca e caffè. Sono questi i titoli che più di tutti hanno conquistato le classifiche dei bestseller e i cuori dei lettori. Oltre ai singoli titoli, intere serie hanno catturato l’immaginazione degli italiani: Empire di Anthony Riches – un’epica storica che racconta l’Impero Romano del 193 d.C., tra guerre civili, intrighi di potere e missioni pericolose – e La Bratva Kuznetsov di Nicole Fox – un’intensa dark romance che sfida i confini tra il bene e il male – sono state le saghe più apprezzate dell’anno. I lettori le hanno seguite con entusiasmo, libro dopo libro: impossibile fermarsi al primo.
Kindle accompagna le abitudini di lettura digitale degli italiani nel 2025, tra casa, viaggio e tempo liberoKindle accompagna le abitudini di lettura digitale degli italiani nel 2025, tra casa, viaggio e tempo libero

Rituali di lettura: mesi, momenti della giornata e generi preferiti


I rituali di lettura rivelano molto sulle abitudini degli italiani. Agosto racconta una storia affascinante: è il mese dell’anno in cui i lettori si immergono maggiormente nelle proprie storie preferite, trasformando le giornate estive in occasioni di pura evasione letteraria. E se agosto è il mese in cui la lettura trova il suo spazio più ampio, la sera è il momento della giornata preferito dagli italiani per accendere il proprio Kindle, quando si sceglie di rallentare, chiudere la giornata e viaggiare in un’altra realtà, prima di addormentarsi. I romanzi rosa sono stati il genere più amato, seguito da gialli, thriller e letteratura, e hanno accompagnato i lettori italiani lungo tutto il 2025 tra grandi passioni, seconde possibilità e finali sospirati. Sul fronte degli autori, Paolo Pinna Parpaglia è l’autore più letto dell’anno tramite Kindle, con romanzi capaci di tenere il pubblico avvinto pagina dopo pagina, seguito da Freida McFadden, che intreccia suspense e colpi di scena.
Agosto è il mese dell’anno in cui i lettori si immergono maggiormente nelle proprie storie preferiteAgosto è il mese dell’anno in cui i lettori si immergono maggiormente nelle proprie storie preferite

Libri che ispirano serie TV, serie TV che fanno riscoprire i libri


La relazione tra schermo e pagina non è mai stata così intensa. Quando l’ultima stagione della serie L’estate nei tuoi occhi è arrivata su Prime Video, l’interesse si è spostato anche sui libri: nel 2025 i download del romanzo sono cresciuti di oltre otto volte, a conferma di come le serie e i film tratti dai libri spingano a scoprire, o riscoprire, le opere originali da cui tutto ha avuto origine.

Citazioni, evidenziazioni e parole che restano


Oltre a leggere, i clienti Kindle in Italia si sono immersi nei loro libri in modo attivo, creando oltre 882 milioni di evidenziazioni nel corso dell'anno. I lettori di tutto il mondo hanno segnato i passaggi che li hanno colpiti di più e, tra le frasi che hanno lasciato il segno in Italia, spicca “Stai attenta, la bellezza potrebbe non essere una benedizione”, tratta proprio da La ragazza nascosta di Lucinda Riley: una citazione diventata una delle più evidenziate dell’anno, a testimonianza di come alcune parole continuino a riecheggiare anche dopo aver letto l’ultima pagina.

Rimani attivo nel nuovo anno con Apple Watch | TechPerTutti
Apple Watch può aiutarti a restare attivo nel nuovo anno grazie a monitoraggio dell’attività, motivazione quotidiana e maggiore consapevolezza del benessere
TechpertuttiGuglielmo Sbano


La fotografia tracciata dai dati Amazon mostra come la lettura digitale continui a essere una parte stabile delle abitudini quotidiane degli italiani. Kindle non è più solo un dispositivo, ma uno strumento che accompagna momenti diversi della giornata, dal tempo libero alle letture serali, adattandosi a stili di vita sempre più digitali. Numeri, titoli e comportamenti raccontano un cambiamento ormai consolidato, che conferma il ruolo centrale degli e-reader nel modo in cui oggi si consumano libri e contenuti.


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tldraw chiude ai contributi esterni: troppo codice AI di bassa qualità


tldraw sospende i contributi esterni di codice: troppe modifiche AI di bassa qualità. Il fondatore spiega perché il valore del codice "regalato" sta crollando.
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tldraw, il popolare progetto open source per lavagne collaborative, ha deciso di sospendere tutti i contributi di codice provenienti dall’esterno. Il motivo? Un’ondata di modifiche generate con strumenti di intelligenza artificiale che, pur apparendo corrette in superficie, mancano di una reale comprensione del progetto.

La decisione è stata annunciata dal fondatore Steve Ruizok direttamente su GitHub: d’ora in poi le richieste di modifica al codice verranno chiuse automaticamente. Restano benvenute segnalazioni di bug, discussioni e feedback ma niente più codice non richiesto.

Il problema non è l’AI in sé


Quello che rende interessante questa vicenda è la sua sfumatura. Come spiega Ruizok in un lungo post sul blog di tldraw, il team stesso usa strumenti AI per scrivere codice. Il punto non è demonizzare questi strumenti, ma chiedersi: se oggi scrivere codice è diventato così facile, che valore ha riceverne da sconosciuti?

Le modifiche problematiche non erano tutte spazzatura evidente. Molte infatti superavano i controlli automatici, avevano una forma corretta e sembravano professionali. Il problema emergeva dopo: gli autori sparivano, ignoravano le richieste di chiarimento, non firmavano gli accordi necessari. Oppure proponevano soluzioni che ignoravano completamente l’architettura esistente del progetto.

Ruizok racconta anche un dettaglio quasi comico: alcune delle modifiche peggiori arrivavano in risposta a segnalazioni di bug create dai suoi stessi script AI: ticket scritti di fretta che un umano avrebbe ignorato, ma che un altro agente AI prendeva alla lettera producendo soluzioni insensate.

Un segnale per tutto l’open source?


Questo di tldraw non è un caso isolato. Secondo quanto dice Ruizok anche Excalidraw, altro progetto simile, ha visto raddoppiare le richieste di modifica nell’ultimo trimestre del 2025 rispetto al precedente. Il fenomeno quindi sembra diffuso e in crescita.

La soluzione di tldraw è temporanea, in attesa che GitHub offra strumenti migliori per gestire chi può contribuire e come. Ma la riflessione di fondo resta: se il codice si scrive con un clic, forse il vero contributo della comunità open source oggi sta altrove: nelle discussioni, nelle segnalazioni, nelle idee e non necessariamente nelle righe di codice.


FONTE tldraw.dev


FONTE

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oggi e domani, a roma, mostra fotografica “d’azzurro al faro d’argento”: il quartiere ostiense nel tempo – allo studio campo boario


mostra fotografica sulla storia del quartiere Ostiense_ allo Studio Campo Boario il 24-25 gen 2026
cliccare per ingrandire

24/25 gennaio, h. 17 – 20, Studio Boario, viale del Campo Boario 4a

#CdQPiramideOstiense #ComitatoDiQuartierePiramideOstiense #foto #fotografia #fotografie #mostraFotografica #quartiereOstiense #StudioBoario #StudioCampoBoario

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22 artisti/autori alla biblioteca nazionale di roma: dal 28 gennaio una mostra a cura di rosa pierno


locandina mostra Un'unica mente

La Biblioteca nazionale centrale di Roma inaugura il 28 gennaio 2026 la mostra Un’unica mente. Quando l’artista visivo è anche poeta: 22 artisti/autori, che espone ventidue libri d’artista realizzati, per il progetto curato da Rosa Pierno Un’unica mente, dalle edizioni Orolontano di Alfonso Filieri.

Una descrizione dell’iniziativa:
slowforward.net/wp-content/upl…

#AldoBandinelli #AlfonsoFilieri #ArchivioOrolontano #art #arte #artisti #BibliotecaNazionale #BibliotecaNazionaleCentrale #BibliotecaNazionaleCentraleDiRoma #FaustaSquatriti #FrancescoCalia #FrancoDAntuono #GiancarlaFrare #LiaMalfermoni #libriDArtista #LuciaSforza #LucianoPuzzo #LuigiMoriggi #ManuelaBedeschi #MarcoFuria #MariaRosaBenso #MarilenaScavizzi #MarinaBindella #mostra #NelioSonego #Orolontano #PaoloDiCapua #PaoloTesi #RosaPierno #RosellaRestante #StefanoCampagnolo #StefanoIori #UnUnicaMente #VincenzoScolamiero #VitoCapone

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Ed ecco cosa succede quando viene invitato un ospite che soggiorna in hotel, al campeggio #ACNH #animalcrossing…


Ed ecco cosa succede quando viene invitato un ospite che soggiorna in hotel, al campeggio#ACNH #animalcrossing Continua su Telegram ➡️ Vai al post https://news.creeperiano99.it/2026/01/ed-ecco-cosa-succede-quando-viene.html
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Ed ecco cosa succede quando viene invitato un ospite che soggiorna in hotel, al campeggio

#ACNH #animalcrossing

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[Video] L’accensione del Gameboy, su Animal Crossing: New Horizons #ACNH #animalcrossing…


L'accensione del Gameboy, su Animal Crossing: New Horizons#ACNH #animalcrossing Continua su Telegram ➡️ Vai al post https://news.creeperiano99.it/2026/01/video-laccensione-del-gameboy-su-animal.html
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L’accensione del Gameboy, su Animal Crossing: New Horizons

#ACNH #animalcrossing

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il convegno sulle edizioni manni


Da mercoledì 21 a oggi, venerdì 23 gennaio, si è tenuto a Roma il convegno Memory Strategies. Un archivio online e percorsi di ricerca storici e letterari sui fondi documentari della casa editrice Manni, presso l’Università Roma Tre, Dipartimento di Studi Umanistici, via Ostiense 234.

Questo il programma:

21 GENNAIO

14.00 – Saluti istituzionali
Introduce Beatrice Stasi (Università del Salento)
Modera Raffaele Pittella (Roma Tre)
Alberto D’Anna – Direttore Dip. Studi Umanistici Roma Tre
Riccardo Gandolfi – Soprintendente Archivistico e Bibliografico
Giuseppina Rigatuso – Dirigente MiC
Anna Grazia D’Oria – Fondatrice della casa editrice Manni

Apertura lavori: Monica Venturini (Roma Tre)
15.00 – Tra sedimentazione spontanea e progettualità conservativa
Presiede Chiara Veninata (Direttrice ICAR – MiC)
Lodovica Braida (Università di Torino), Gli archivi culturali del ‘900. Vite nascoste tra le carte
Andrea De Pasquale (Direttore Generale MiC), Bibliologia del libro del Novecento: l’apporto degli archivi editoriali
Giovanna Giubbini (già Dirigente MiC), Gli archivi delle case editrici: attività di tutela e di valorizzazione
Raffaele Pittella (Roma Tre), Le carte Manni. La costruzione di un archivio

17.30 – Militanza politica, impegno sociale e interessi culturali
Presiede Manfredi Merluzzi (Roma Tre)
Eros Francescangeli (Sapienza), Stili di militanza, dinamiche relazionali e repertori d’azione nella sinistra rivoluzionaria italiana degli anni Settanta (1968-1978)
Caterina Miracle Bragantini (Roma Tre), Topografie dell’impegno. Letteratura, politica e società nelle carte Manni

22 GENNAIO

9.30 – Voci dall’archivio: gli autori di Manni
Presiede Beatrice Stasi (Università del Salento)
Patrizia Guida (LUM), Francesco Leonetti e Manni Editori: una collaborazione fra avanguardia e memoria
Oriana Bellissimo (LUM), La vicenda editoriale di Tappeto volante di Francesco Leonetti
Stefano Carrai (Scuola Normale Superiore di Pisa), Saba nelle edizioni Manni

12.00 – Le radici di Manni: lingua, comunicazione e territorio
Presiede Maurizio Fiorilla (Roma Tre)
Annarita Miglietta (Università del Salento), Trasformazioni linguistico-stilistiche nella produzione narrativa di Piero Manni
Matteo Mirabella (Università di Palermo), Manni e la memoria partigiana. Note linguistiche sulla letteratura della Resistenza

15.00 – Scritture, progetti, orizzonti culturali
Presiede Patrizia Guida (LUM)
Beatrice Stasi (Università del Salento), Tra hindi e salentino: l’orizzonte glocal dell’«immaginazione»
Francesca Tomassini (Roma Tre), L’officina editoriale Manni: il caso Sanguineti
Rita Nicolì (Università del Salento), Memoria, progetto e visione. La costruzione del poetico nella rivista «l’immaginazione»

17.30 – Tenere viva la poesia
Presiede Giuseppe Crimi (Roma Tre)
Monica Venturini (Roma Tre), «L’impronta dell’editore». Il canone Manni
Valeria Giannetti (Université Sorbonne Nouvelle), «Palazzeschi, perché»: L’artista per immagini
Emma de Pasquale (Roma Tre), «Tu Manni che conosci il desiderio / di poesia». Tra le carte di Alda Merini

23 GENNAIO

9.30 – L’archivio nel sistema culturale
Presiede Raffaele Pittella (Roma Tre)
Annalisa Rossi (Dirigente MiC), Attraverso le carte: gli archivi editoriali e degli editori come sguardo
Giorgetta Bonfiglio Dosio (già Università di Padova), Quale sostegno al diritto alla cultura di cittadini e comunità può venire dagli archivi?
Andrea Palermitano (Sapienza), Gli archivi editoriali tra industria del libro e sistema letterario

11.30 – Tavola rotonda. Archivi in dialogo. Prospettive di ricerca interdisciplinari
Modera Virman Cusenza (Giornalista e Chief Communication Officer di Acea)
Giorgio Nisini (Sapienza)
Leonardo Mineo (Università di Torino)
Virna Brigatti (Università di Milano)
Federico Valacchi (Università di Macerata)
Raffaele Pittella e Nicoletta Valente

Presentazione dell’inventario digitale dell’Archivio Manni

Saluti conclusivi
Patrizia Guida, Raffaele Pittella, Beatrice Stasi

Comitato scientifico
Patrizia Guida, Paolo Mattera, Manfredi Merluzzi, Annarita Miglietta, Raffaele Pittella, Beatrice Stasi, Monica Venturini
Comitato organizzativo
Emma de Pasquale, Francesca Tomassini

#AgneseManni #AnnaGraziaDOria #convegno #lImmaginazione #Manni #PieroManni #PieroManniEditore #RomaTre #UniversitàRomaTre

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/e/OS 3.4: più privacy per il riconoscimento vocale e tanti bug risolti


/e/OS 3.4 introduce l'anonimizzazione vocale sul dispositivo per Murena Voice to Text, etichette più chiare per il blocco dei tracker, l'aggiornamento del browser alla versione 143 e correzioni per App Lounge, Mail e Controllo Parentale.
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Il sistema operativo mobile pensato per chi vuole liberarsi di Google si aggiorna con novità interessanti sul fronte della protezione dei dati personali.

La e Foundation ha rilasciato /e/OS 3.4, l’ultima versione del suo sistema operativo basato su Android ma completamente ripulito dai servizi Google. L’aggiornamento è già disponibile per tutti i dispositivi supportati, sia con build ufficiali che comunitarie.

Riconoscimento vocale più riservato


La novità più rilevante riguarda Murena Voice to Text, la funzione di dettatura vocale. Da questa versione, la voce dell’utente viene anonimizzata direttamente sul dispositivo prima di essere inviata ai server per la trascrizione. Combinata con il proxy che nasconde l’indirizzo IP, questa modifica rafforza sensibilmente la riservatezza della funzione che dovrebbe essere disponibile solo per gli abbonati Murena Premium.

Il team ha anche aggiunto una schermata di consenso esplicito al primo utilizzo e migliorato i messaggi di errore quando qualcosa va storto.

Blocco traccianti e pubblicità


La sezione “Privacy avanzata” ha ricevuto una modifica apparentemente piccola ma significativa: i toggle per bloccare i traccianti delle app ora si chiamano “app trackers and ads”, rendendo più chiaro che la protezione copre entrambi gli ambiti. Per chi cerca soluzioni simili anche su altri dispositivi, servizi come AdGuard DNS oppure NextDNS permettono di ottenere un filtro analogo a livello di rete.

Correzioni e aggiornamenti


Il resto dell’aggiornamento si concentra sulla stabilità. Tra i problemi risolti: App Lounge che ignorava l’impostazione “installa solo con Wi-Fi”, crash dell’app Mail nel caricamento degli avatar, blocchi nel Controllo Genitori e malfunzionamenti dell’app meteo per alcuni utenti.

Il browser integrato passa alla versione 143 e microG, il componente che sostituisce i servizi Google Play, si aggiorna alla 0.3.11. Da segnalare anche che il Teracube 2e (modelli 2020 e 2021) passa ora ad AOSP 15.


FONTE gitlab.e.foundation

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26 gennaio: per ‘la finestra reloaded’: “antologia di ricercabo”, a cura di renato barilli e leonardo canella (manni ed.)


open.spotify.com/show/7onZatZD…

#antologia #AntologiaDiRicercaBO #antologie #AntonioSyxty #audio #laFinestraReloaded #LaFinestraDiAntonioSyxty #LeonardoCanella #Manni #PieroManniEditore #podcast #RenatoBarilli

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Amazon Kindle 2025: numeri, abitudini e libri più letti dagli italiani


Amazon rivela che nel 2025 gli italiani su Kindle hanno letto oltre 814 milioni di pagine al mese, con generi, rituali e citazioni che raccontano l’amore per la lettura digitale
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Nel corso del 2025, i lettori Kindle in Italia hanno sfogliato miliardi di pagine. Kindle Year in Reading, la retrospettiva annuale presentata da Amazon, ripercorre le tendenze che hanno definito il 2025, celebrando libri e bestseller più letti dagli italiani. Dalle letture mattutine appena svegli alle maratone notturne, Kindle è diventato il compagno fedele di chi legge: gli italiani hanno divorato tramite il proprio e-reader una media di oltre 814 milioni di pagine al mese, un flusso costante di storie, emozioni e avventure che non hanno smesso di affascinare durante tutto l’anno.

OnePlus Pad Go 2: il tablet Android ideale per lavoro e svago
Tablet Android completo e bilanciato, OnePlus Pad Go 2 punta su produttività, autonomia e intrattenimento grazie a un grande display fluido, multitasking avanzato e funzioni smart ideali per lavoro e svago
TechpertuttiGuglielmo Sbano

I titoli e le saghe che hanno tenuto gli italiani incollati al proprio e-reader Amazon


Alcune storie non possono che essere lette tutte d’un fiato: La ragazza nascosta di Lucinda Riley, un mix di glamour, amore e mistero, si è aggiudicato il titolo di romanzo più letto dell’anno, incoronato dai lettori Kindle come il più amato, contribuendo a portare l’autrice sul podio degli autori più letti del 2025. Tra i libri preferiti, al secondo posto si trova Ikigai: Il metodo giapponese. Trovare il senso della vita per essere felici di Bettina Lemke, una guida per scoprire il proprio scopo di vita, seguito da Amori e segreti al Pumpkin Spice Cafè di Laurie Gilmore, un romance che racconta di un amore nato in un'atmosfera speziata di zucca e caffè. Sono questi i titoli che più di tutti hanno conquistato le classifiche dei bestseller e i cuori dei lettori. Oltre ai singoli titoli, intere serie hanno catturato l’immaginazione degli italiani: Empire di Anthony Riches – un’epica storica che racconta l’Impero Romano del 193 d.C., tra guerre civili, intrighi di potere e missioni pericolose – e La Bratva Kuznetsov di Nicole Fox – un’intensa dark romance che sfida i confini tra il bene e il male – sono state le saghe più apprezzate dell’anno. I lettori le hanno seguite con entusiasmo, libro dopo libro: impossibile fermarsi al primo.
Kindle accompagna le abitudini di lettura digitale degli italiani nel 2025, tra casa, viaggio e tempo liberoKindle accompagna le abitudini di lettura digitale degli italiani nel 2025, tra casa, viaggio e tempo libero

Rituali di lettura: mesi, momenti della giornata e generi preferiti


I rituali di lettura rivelano molto sulle abitudini degli italiani. Agosto racconta una storia affascinante: è il mese dell’anno in cui i lettori si immergono maggiormente nelle proprie storie preferite, trasformando le giornate estive in occasioni di pura evasione letteraria. E se agosto è il mese in cui la lettura trova il suo spazio più ampio, la sera è il momento della giornata preferito dagli italiani per accendere il proprio Kindle, quando si sceglie di rallentare, chiudere la giornata e viaggiare in un’altra realtà, prima di addormentarsi. I romanzi rosa sono stati il genere più amato, seguito da gialli, thriller e letteratura, e hanno accompagnato i lettori italiani lungo tutto il 2025 tra grandi passioni, seconde possibilità e finali sospirati. Sul fronte degli autori, Paolo Pinna Parpaglia è l’autore più letto dell’anno tramite Kindle, con romanzi capaci di tenere il pubblico avvinto pagina dopo pagina, seguito da Freida McFadden, che intreccia suspense e colpi di scena.
Agosto è il mese dell’anno in cui i lettori si immergono maggiormente nelle proprie storie preferiteAgosto è il mese dell’anno in cui i lettori si immergono maggiormente nelle proprie storie preferite

Libri che ispirano serie TV, serie TV che fanno riscoprire i libri


La relazione tra schermo e pagina non è mai stata così intensa. Quando l’ultima stagione della serie L’estate nei tuoi occhi è arrivata su Prime Video, l’interesse si è spostato anche sui libri: nel 2025 i download del romanzo sono cresciuti di oltre otto volte, a conferma di come le serie e i film tratti dai libri spingano a scoprire, o riscoprire, le opere originali da cui tutto ha avuto origine.

Citazioni, evidenziazioni e parole che restano


Oltre a leggere, i clienti Kindle in Italia si sono immersi nei loro libri in modo attivo, creando oltre 882 milioni di evidenziazioni nel corso dell'anno. I lettori di tutto il mondo hanno segnato i passaggi che li hanno colpiti di più e, tra le frasi che hanno lasciato il segno in Italia, spicca “Stai attenta, la bellezza potrebbe non essere una benedizione”, tratta proprio da La ragazza nascosta di Lucinda Riley: una citazione diventata una delle più evidenziate dell’anno, a testimonianza di come alcune parole continuino a riecheggiare anche dopo aver letto l’ultima pagina.

Rimani attivo nel nuovo anno con Apple Watch | TechPerTutti
Apple Watch può aiutarti a restare attivo nel nuovo anno grazie a monitoraggio dell’attività, motivazione quotidiana e maggiore consapevolezza del benessere
TechpertuttiGuglielmo Sbano


La fotografia tracciata dai dati Amazon mostra come la lettura digitale continui a essere una parte stabile delle abitudini quotidiane degli italiani. Kindle non è più solo un dispositivo, ma uno strumento che accompagna momenti diversi della giornata, dal tempo libero alle letture serali, adattandosi a stili di vita sempre più digitali. Numeri, titoli e comportamenti raccontano un cambiamento ormai consolidato, che conferma il ruolo centrale degli e-reader nel modo in cui oggi si consumano libri e contenuti.



OnePlus Pad Go 2: il tablet Android da comprare per il lavoro e il divertimento


OnePlus ha finalmente svelato lo scorso mese di dicembre il Pad Go 2, successore del Pad Go. Si tratta di un tablet nuovissimo, con uno schermo super brillante da 12,1 pollici, un processore potente ed include la Stylo. Dopo il lancio ufficiale, avvenuto lo scorso 17 dicembre, ho avuto modo di testarlo per qualche settimana e devo ammettere che mi ha stupito sin dal primo momento per le sue prestazioni, un design pulito ed elegante e l'eccellente qualità dei materiali. Nella recensione che segue vedremo insieme coma va nell'utilizzo pratico. Prima di iniziare diciamo subito che OnePlus mette a a disposizione le seguenti configurazioni: 8/128GB solo wi-fi a 299 euro e 8/256Gb con il modem 5G a 399 euro.
Lo schermo del OnePlus Go Pad 2 di può dividere in due aree separate semplicemente scorrendo due dita dal centro bordo superioreLo schermo del OnePlus Go Pad 2 di può dividere in due aree separate semplicemente scorrendo due dita dal centro bordo superiore

Il display coniuga efficienza e comfort visivo


Il Pad Go 2 migliora ulteriormente l'ottimo display visto con il predecessore. Un'evoluzione su cui contavo molto, considerato che la proverbiale esperienza del brand, che seguo sin dai suoi esordi, ha sempre centrato le migliori aspettative. Nella fattispecie, infatti, la luminosità è più che raddoppiata rispetto al precedente modello, arrivando a ben 900 nit, con 2,8K di risoluzione e 284 ppi. Questi dati, sono la cifra non solo di una eccellente qualità delle immagini ma anche di un'ottima visibilità dello schermo, utilizzabile anche all'aperto in giornate soleggiate senza nessun affaticamento per la vista. In aggiunta, la risoluzione di 2800x1980 consente un'altissima nitidezza e con il supporto ad un refresh rate di 120 Hz i contenuti in streaming si muovono con una piacevole fluidità, assicurando un'alta esperienza di visione che eguaglia i concorrenti del medesimo segmento.
Il display sfodera immagini bellissime, un'eccellente taratura dei colori e contrasti molto profondiIl display sfodera immagini bellissime, un'eccellente taratura dei colori e contrasti molto profondi

Design, Stylo e audio


Insieme al display, una delle prime cose che mi ha colpito di questo tablet è il design. È utilitaristico nella sua estetica, ma non si può negare l'eleganza della costruzione e la solidità dell'assemblaggio. Il Pad Go 2 ha un ingombro di 266 x 192 mm, con uno spessore di soli 6,83 mm e un peso di 597 g (modello Wi-Fi) o 599 g (versione 5G), il che lo rende facile da maneggiare. Il dispositivo è ancge resistente, grazie ad un telaio in policarbonato dalla texture opaca, con la fotocamera posizionata in alto a destra. Nonostante la finitura opaca, qualche segno di impronte digitali resta, senza comunque creare alcun fastidio, e viene. completamente cancellato dall'utilizzo della comoda cover. Il telaio laterale è realizzato in metallo con finitura opaca spazzolata (bordi piatti e angoli arrotondati).


Il OnePlus Pad Go 2 nella sua cover: oltre ad offrire protezione, essa offre anche un pratico appoggio

Tenendo il dispositivo orientato verticalmente, rivolto verso di noi, troviamo il pulsante di accensione nell'angolo in alto a destra, con i bilancieri del volume situati accanto, anch'essi sul lato destro del telaio. Oltre ad avere quattro griglie per altoparlanti (due sopra e due sotto), il lato superiore ha uno slot per la scheda SIM (il Pad Go 2 è disponibile in una variante 5G opzionale), mentre il telaio inferiore ha il microfono principale, la porta USB-C e le ltre due griglie degli speakers.



Dettagli del telaio e del modulo fotocamera del OnePlus Pad Go 2

Nella parte anteriore, le cornici del display sono perfettamente simmetriche tra loro; questa caratteristica di linearità, che a me piace molto, consente di sfruttare l'88,5% della superficie frontale e di arrivare ad una diagonale di 12,1 pollici in formato di 16:10, ideali per la visione dei contenuti multimediali. Quattro gli altoparlanti in totale, stereo e di alta qualità, che funzionano in armonia con l'Omnibearing Sound Field, una tecnologia di rilevamento intelligente dell'orientamento dello schermo che regola automaticamente i canali stereo per offrire un suono ricco e dettagliato. Con questa dotazione, la qualità del suono riprodotta è davvero ottima e si apprezza ancor di più guardando film e serie Tv.
Il OnePlus Pad Go 2 nella sua cover: oltre ad offrire protezione, essa offre anche un pratico appoggioIn primo piano la Stylo firmata OnePlus: tante le opzioni di utilizzo che ne fanno un accessorio utilissimo
Gli accessori a disposizione per chi acquista il Pad Go 2 sono il Folio Case, una custodia che presenta una parte posteriore sagomata e un lembo anteriore morbido al tatto. Quando il tablet è adagiato sul suo lato lungo, in posizione inclinata, la custodia tende a cedere a meno che non si faccia pressione sul lembo verso la base. Sul lato superiore è presente un alloggiamento in plastica per la Stylo che garantisce una presa piuttosto sicura. A proposito dello stilo, è di buona qualità ed il suo design è essenzialmente sferico, è comoda da impugnare e la punta arrotondata rende i tratti sul display più scorrevoli. Il pulsante nella parte bassa, non lontano dalla punta può avere molteplici funzioni, dall'accoppiamento bluetooth al passaggio pennello/gomma, serve a catturare gli screenshot, per scrivere, disegnare ed altro. Con i suoi 4096 livelli di pressione a bassa latenza, il flusso della scrittura risulta fluido, scorrevole, facilitando la corretta scrittura. Nella parte alta del pennino troviamo la porta usb-c per la ricarica. Tra le cose che si possono fare con la Stylo rientra quella di poter fare uno screenshot parziale premendo e tenendo premuto il pulsante, far apparire una nota rapida scorrendo dall'angolo in alto a destra dello schermo o semplicemente avviare una nota quando lo schermo è spento toccando il display con lo stilo. Quest'ultima funzione è davvero utile, perché permette di prendere appunti all'istante quando dobbiamo annotare qualcosa, senza dover necessariamente sbloccare il tablet.
La scrittura con la Stylo risulta estremamente precisae la punta è piacevolmente scorrevoleLa scrittura con la Stylo risulta estremamente precisae la punta è piacevolmente scorrevole

Hardware, Software e Performance


All'interno del Pad Go 2 si trova il processore MediaTek Dimensity 7300 Ultra octa-core con architettura a 4nm. Il chipset è abbinato a 8 GB di RAM LPDDR5X (8 GB di RAM espandibile) e fino a 256 GB di spazio di archiviazione UFS 3.1. Tutte le normali attività come scorrere le pagine della schermata iniziale, aprire app, leggere la posta in arrivo, scaricare e condividere file, guardare contenuti su app come Netflix o YouTube o passare da un'app all'altra, vengono gestite con disinvoltura, regalando un'esperienza di utilizzo è fluida e piacevole. Anche in questo caso una parte del merito va attribuita alla capacità di OnePlus di realizzare un'interfaccia snella, intuitiva e molto efficace. Nel corso degli anni, il brand ha dedicato un impegno e un tempo encomiabili alla sua interfaccia utente, come dimostra il lavoro fatto con OxygenOS 16. In effetti, il risultato è ottimo e Oxygen OS 16, basato su Android 16, è uno dei launcher più eleganti e raffinati in circolazione, con tanti widget molto utili e animazioni di sistema super fluide.


Sono disponibili numerose opzioni di personalizzazione della schermata di blocco e della schermata iniziale: ad esempio, è possibile regolare la dimensione dell'orologio (e l'effetto profondità) e aggiungere un gruppo di widget. Nella schermata iniziale è possibile scegliere tra numerosi sfondi (grazie a Flux Themes), insieme a opzioni per i colori del sistema e la gestione delle icone (dimensioni, angoli arrotondati, nome dell'app) e temi (tra cui Flux, Radiance, Shadow, ecc.).

È possibile anche scegliere se il pannello delle impostazioni rapide venga visualizzato in modalità classica (impostazioni rapide + notifiche) o in modalità divisa (impostazioni rapide dall'alto a destra e notifiche dall'alto a sinistra o al centro). In Impostazioni, Notifiche e impostazioni rapide, è possibile modificare ciò che mostra la barra di stato nella parte superiore dello schermo, controllare le impostazioni degli avvisi in tempo reale e abilitare la cronologia delle notifiche nel menu Altre impostazioni.
La modalità screen-off è attivabile semplicemente toccando con la Stylo lo schermo, anche se spentoLa modalità screen-off è attivabile semplicemente toccando con la Stylo lo schermo, anche se spento
Dai test di benchmark , il MediaTek Dimensity del nostro OnePlus Pad Go2 risulta meno performante di quanto fatto registrare dalla Snapdragon 8 Gen 3 del Pad2, ed è molto vicino allo Snapdragon 8 Gen 1 che alimenta il Galaxy Tab S8. Tuttavia, confermo l'impressione già evidenziata in più occasioni con OnePlus, un brand che riesce a realizzare un'efficace ottimizzazione della sua interfaccia, tale che la potenza del Soc risulta più che sufficiente per le esigenze della maggior parte delle operazioni che svolgo durante un'intera giornata. Sia il gaming sia lo streaming sono piacevolmente fluidi e i quattro altoparlanti producono un audio forte e chiaro; il display, con il suo elevato refresh rate, assicura un ottimo intrattenimento e le attività quotidiane vengono processate con ottima reattività, una caratteristica che si riverbera favorevolmente anche sul lancio delle App, sempre molto puntuale e rapido.

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Batteria: progettata per lunghe sessioni


Un altro aspetto in cui OnePlus Pad Go 2 compie un significativo passo avanti rispetto al suo predecessore è la sua autonomia. Il tablet è dotato di una batteria da 10.050 mAh, in aumento rispetto agli 8.000 mAh del Pad Go originale, e ciò si nota chiaramente nell'uso quotidiano. Nel mio test notturno della batteria con PCMark, la durata del Pad Go 2 ha superato le 8 ore, un'ottima performance rispetto ai tablet concorrenti. Sebbene questo risultato non collochi questo device tra i leader della categoria, il risultato ottenuto è degno di attenzione per un tablet in questo segmento che assicura il funzionamento per tutto il giorno senza dover ricorrere alla ricarica. Utilizzando un caricabatterie da 65 W, il Pad Go 2 ha impiegato poco più di due ore per completare un intero ciclo di ricarca, sfruttando un velocità massima di 21 W. Questo dato è importante nella considerazione che il processo di ricarica ha bisogno dei suoi tempi se ci apprestiamo ad utilizzare il tablet per lunghe sessioni di lavoro. Nel complesso, la durata della batteria è un punto di forza del Pad Go 2: si tratta, infatti, di un tablet che possiamo utilizzare comodamente per un'intera giornata senza dover pensare costantemente al caricabatterie, il che lo rende un dispositivo ideale per l'intrattenimento.

Conclusioni


Dopo aver utilizzato il OnePlus Pad Go 2 ho maturato la convinzione che questo tablet esprime coerenza, concretezza e usabilità, e ciò si nota chiaramente nell'utilizzo di tutti i giorni. Sebbene il suo punteggio AnTuTu di poco più di un milione sia inferiore a quello di rivali con prezzi simili, le prestazioni costanti raccontano una storia più rassicurante che vede questo dispositivo adattarsi bene anche a lunghe sessioni di streaming, navigazione, videochiamate e produttività leggera. L'eccellente durata della batteria rafforza ulteriormente il tratto distintivo di questo tablet, la cui autonomia supera quella di molti concorrenti. La ricarica potrebbe risultare lenta per chi ha ritmi quotidiani molto intensi, tuttavia il vantaggio sta nel fatto che l'autonomia prolungata non richiede frequenti ricariche. Il display più grande da 12,1 pollici, l'esperienza OxygenOS pulita e le prestazioni migliorate rispetto al Pad Go originale rendono questo un aggiornamento sostanzioso, piuttosto che un mero fattore estetico, con il risultato di una comoda gestione delle attività quotidiane, un fattore di grande importanza per la maggior parte dei potenziali utilizzatori. Fatte queste considerazioni, ritengo questo tablet targato OnePlus un acquisto assolutamente consigliato in questa fascia di prezzo.


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Microsoft consiglia di disinstallare un aggiornamento di Windows 11: blocca Outlook


Microsoft consiglia di rimuovere l'aggiornamento KB5074109 di Windows 11: causa blocchi in Outlook con account POP e file PST. Nessuna soluzione definitiva per ora.
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Se usate Outlook Classic su Windows 11 e negli ultimi giorni avete notato blocchi frequenti, email non salvate o il programma che smette di rispondere, non siete soli. Microsoft ha confermato che l’aggiornamento KB5074109 del 13 gennaio causa problemi seri, in particolare con gli account POP e i file PST.

Il consiglio ufficiale è di disinstallare l’aggiornamento. Potete farlo da Impostazioni, Windows Update, Cronologia aggiornamenti, Disinstalla aggiornamenti, selezionando KB5074109. Il problema? Rimuovendolo perdete anche oltre 100 correzioni di sicurezza incluse nell’aggiornamento di gennaio. Non proprio l’ideale.

I problemi tuttavia non si fermano a Outlook. L’aggiornamento causa blocchi anche in altre applicazioni quando si aprono o salvano file su servizi cloud come OneDrive o Dropbox. Per chi tiene i file PST su OneDrive la situazione è particolarmente frustrante: Outlook smette di rispondere e spesso l’unica soluzione è chiuderlo dal Gestione attività.

Microsoft sta ancora indagando e per ora non esiste una soluzione definitiva. I workaround suggeriti, come spostare i file PST fuori da OneDrive o usare la webmail, non sono proprio comodi.


FONTE support.microsoft.com

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jQuery 4.0: la libreria veterana si rinnova dopo quasi un decennio


jQuery 4.0 è finalmente arrivato: la storica libreria JavaScript abbandona il supporto a Internet Explorer e browser obsoleti, abbracciando i moduli ES e una build slim ancora più leggera.
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Chi lo dava per morto dovrà ricredersi. jQuery, la libreria JavaScript che ha praticamente definito lo sviluppo web degli anni 2000, torna con una major release a distanza di quasi dieci anni dalla 3.0 (e a venti dalla sua nascita).

La versione 4.0, annunciata sul blog ufficiale, è soprattutto un’operazione di pulizia: via il supporto a Internet Explorer 10 e precedenti, addio a Edge Legacy e a versioni datate di Firefox e iOS. Insomma, si taglia col passato.

Sul fronte tecnico, il passaggio più significativo è la migrazione dai moduli AMD agli ES modules, che rende jQuery compatibile con i sistemi di build moderni. Arriva anche il supporto ai Trusted Types per chi lavora con policy di sicurezza stringenti, e la build “slim” diventa ancora più leggera grazie alla rimozione di Deferreds e Callbacks.


FONTE blog.jquery.com

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Pale Moon 34: il browser alternativo si rifà il look su Windows 11


Pale Moon 34.0.0 porta un tema rinnovato per Windows 11, compatibilità CSS migliorata, emoji Unicode 17 e importanti correzioni di sicurezza.
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Pale Moon taglia il traguardo della versione 34.0.0. Per chi non lo conoscesse, parliamo di un browser nato anni fa come fork di Firefox ma che ormai viaggia per conto suo, con una filosofia ben precisa: offrire un’esperienza di navigazione più tradizionale, senza inseguire per forza le mode dei colossi del settore.

Questa release sembra essere particolarmente importante, con novità che spaziano dall’aspetto grafico alla compatibilità con i siti moderni.

Nuovo tema per Windows 11


Il cambiamento più visibile riguarda il tema predefinito su Windows, completamente ridisegnato per dialogare meglio con Windows 11. Finalmente i colori di sistema e le tinte scure vengono rispettati come si deve, eliminando quelle stonature grafiche che saltavano all’occhio nelle versioni precedenti.

Compatibilità web migliorata


Tornano i CSS Cascade Layers e il color-mix, temporaneamente disattivati per problemi di stabilità. Sparisce anche il prefisso proprietario -moz-appearance. Aggiornato anche il supporto emoji a Unicode 17.

Meno crash, più sicurezza


Corretti diversi bug che in certe situazioni facevano chiudere il browser senza preavviso, soprattutto sui siti più complessi. Aggiornati anche i componenti legati alla crittografia, con correzioni per varie vulnerabilità di sicurezza.

Ripristinata anche la possibilità di usare alcuni plugin ormai incompatibili con gli altri browser. Una scelta di nicchia, ma coerente con la filosofia di Pale Moon: lasciare agli utenti opzioni che altrove non esistono più.


FONTE palemoon.org

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Invitando Alpaca a soggiornare in hotel, sarà presente anche Merino!


Invitando Alpaca a soggiornare in hotel, sarà presente anche Merino! #ACNH #animalcrossing Continua su Telegram ➡️ Vai al post Mostra/Nascondi il widget Telegram https://news.creeperiano99.it/2026/01/invitando-alpaca-soggiornare-in-hotel.html
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Invitando Alpaca a soggiornare in hotel, sarà presente anche Merino!
#ACNH #animalcrossing

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news.creeperiano99.it/2026/01/…

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Questo sito ti dice se un videogioco sta cercando di manipolarti


DarkPattern.games è un database con oltre 52.000 giochi mobile recensiti in base ai trucchi psicologici usati per manipolare i giocatori. Ecco come funziona e perché può essere utile.
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Avete presente quella sensazione fastidiosa quando un gioco mobile vi spinge a guardare una pubblicità per ottenere una ricompensa, oppure vi avvisa che il vostro raccolto “appassirà” se non tornate a giocare entro poche ore? Non è un caso: sono tecniche di design studiate a tavolino per tenervi incollati allo schermo (o per farvi aprire il portafoglio).

Si chiamano dark pattern e c’è un sito che li cataloga tutti: DarkPattern.games.

Il progetto nasce da un’esperienza personale. Come racconta il creatore su Hacker News, tutto è iniziato quando si è ritrovato dipendente da un gioco mobile al punto da compromettere lavoro e vita familiare. Studiando le tecniche usate dagli sviluppatori, che spesso si avvalgono di psicologi per rendere i giochi più “coinvolgenti”, è riuscito a liberarsi da quella spirale. Da lì l’idea di condividere queste conoscenze con altri.

Come funziona


Il database contiene oltre 52.000 giochi, principalmente per iOS e Android. Gli utenti possono recensire ogni titolo segnalando la presenza di quattro categorie di trucchetti:

  • Temporali: meccaniche che vi obbligano a giocare secondo i tempi del gioco, non i vostri. Tipo i famosi timer che vi costringono ad aspettare (o pagare) per proseguire.
  • Monetari: tutto ciò che vi spinge a spendere più di quanto vorreste, dalle microtransazioni aggressive alle valute virtuali pensate per confondervi sul valore reale degli acquisti.
  • Social: quando il gioco sfrutta le vostre amicizie per tenervi dentro, tipo le richieste di invitare amici o i confronti nelle classifiche.
  • Psicologici: illusioni di controllo, ricompense casuali (le famigerate loot box), falsi sensi di scarsità.

In base alle segnalazioni, ogni gioco viene classificato come “sano” oppure “problematico”.

Qualche limite da considerare


Ovviamente il sistema ha i suoi limiti: essendo basato sulle segnalazioni degli utenti, i giochi meno popolari rischiano di avere valutazioni poco affidabili. E non c’è distinzione tra un gioco che richiede qualche azione ripetitiva e uno che vi costringe a macinare ore su ore per progredire: vengono trattati allo stesso modo.

Il vero valore del sito, però, sta nella sezione che spiega come funziona ogni singola tecnica. Perché una volta che sapete riconoscere questi trucchetti avete la possibilità di provare a non cascarci.

Perché è rilevante


Se lette superficialmente queste notizie potrebbero sembrare esagerate ma sono tutt’altro che marginali.

Il Belgio ha dichiarato illegali già nel 2018 le cosiddette “loot box”, quelle scatole a sorpresa virtuali che si comprano senza sapere cosa contengono, equiparandole al gioco d’azzardo. Nei Paesi Bassi la situazione è più complessa: dopo un iniziale divieto, una sentenza del 2022 ha dato ragione a Electronic Arts, ma il parlamento olandese sta spingendo per reintrodurre il ban. Intanto negli Stati Uniti, la FTC ha inflitto a Epic Games una multa da 245 milioni di dollari proprio per l’uso di dark pattern in Fortnite: interfacce confusionarie che portavano i giocatori a fare acquisti non voluti con un singolo tasto.

Se volete farvi un’idea di come funzionano queste tecniche, magari prima di scaricare il prossimo gioco “gratuito”, DarkPattern.games è un buon punto di partenza!


FONTE darkpattern.games

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E finalmente arriva Fortuitus!


Tutto è pronto, la sala c'è, è ora. Non vedo l'ora di partire con Fortuitus, laboratorio per il recupero di canzoni popolari antiche, molto antiche, vorrei risalire almeno fino al Rinascimento. Avendo fretta, ho posto la prima data di ritrovo molto vicina
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Tutto è pronto, la sala c’è, è ora.

Non vedo l’ora di partire con Fortuitus, laboratorio per il recupero di canzoni popolari antiche, molto antiche, vorrei risalire almeno fino al Rinascimento.

Avendo fretta, ho posto la prima data di ritrovo molto vicina, il 30 gennaio, ma non dispero, come spiego nella pagina dedicata, la frequenza è liberissima, è un’attività che deve apportare piacere e non stress.

Quindi per sette incontri, da fine gennaio a fine maggio, proporrò studio ed esecuzione (senza partiture!) di canzoni, che sto recuperando con un personale studio, che probabilmente erano cantate non da professionisti dello spettacolo ma dalle persone in contesti quotidiani.

Non si fa polifonia, se non improvvisata.

Per cui, se hai voglia di sentire come suonava questa musica, e cantarla, vieni e sperimentati. Non ci sono limiti, non ci sono impedimenti – la sala è a Villa Monga, Verona, quartiere Pindemonte. Orari serali.

Le giornate e tutta la spiegazione si leggono sulla pagina dedicata, cliccando qui.

Non ci si iscrive, ma se mi comunichi che vieni in qualche maniera (alla pagina contatti – cliccando qui – trovi tutti i miei riferimenti) è meglio, così so cosa aspettarmi.

Insomma, ti aspetto, e non vedo l’ora.

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AdGuard VPN rende open source il suo protocollo e lo ribattezza TrustTunnel


AdGuard VPN rilascia il codice del suo protocollo proprietario, ora chiamato TrustTunnel. Client e server open source per chi vuole configurare la propria VPN.
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Ci hanno messo un po’, ma alla fine l’hanno fatto. AdGuard ha reso pubblico il codice del protocollo che usa per la sua VPN, dandogli anche un nuovo nome: TrustTunnel. L’annuncio arriva dopo anni di richieste da parte degli utenti.

Il protocollo era già in uso nelle app di Adguard VPN su tutte le piattaforme, ma fino ad oggi il codice era rimasto chiuso. Ora chiunque può esaminarlo, modificarlo o usarlo nei propri progetti.

Perché un altro protocollo VPN


La motivazione ufficiale è che i protocolli esistenti, OpenVPN, WireGuard, IPsec, hanno un problema: sono facili da rilevare e bloccare a livello di rete. Questo vale soprattutto in paesi con forti restrizioni sulla navigazione.

TrustTunnel prova a risolvere la questione mimetizzandosi come normale traffico HTTPS. Usa TLS per la crittografia (lo stesso standard dei siti web sicuri) e si appoggia a HTTP/2 o HTTP/3 per il trasporto. In teoria dovrebbe essere più difficile da individuare e bloccare con la deep packet inspection, mantenendo velocità decenti.

Ogni connessione gira su un canale dedicato che raggruppa i dati per una trasmissione più veloce, il tutto ottimizzato per funzionare bene anche con connessioni instabili da telefono.

Codice disponibile, app incluse


AdGuard non si è limitata a pubblicare le specifiche del protocollo. Ha rilasciato anche l’implementazione di riferimento del server e dei client con licenza Apache 2.0.

Ci sono client da riga di comando per Linux, Windows e macOS, più due app dedicate per iOS e Android. I client includono funzioni interessanti come regole di routing flessibili per decidere quali richieste passano dal tunnel e quali no, e un log in tempo reale del traffico.

Sul sito ufficiale di TrustTunnel trovate tutte le risorse per partire, se volete configurare il vostro server invece di usare quello di AdGuard.

L’obiettivo (ambizioso)


La dichiarazione di intenti è chiara: vogliono che altri servizi VPN adottino TrustTunnel. Non dev’essere solo “quel protocollo che usa AdGuard”, ma un’alternativa vera ai protocolli esistenti.

Resta da vedere se succederà davvero. WireGuard è già open source da anni ed è diventato uno standard di fatto, mentre Proton VPN ha rilasciato il suo protocollo Stealth tempo fa. TrustTunnel dovrà dimostrare di avere vantaggi concreti per convincere altri provider a integrarlo.


FONTE adguard-vpn.com


FONTE github.com

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“Se Anche tu hai Perso la Voglia di Giocare ai Videogiochi…”


youtube.com/watch?v=Ge3at300IO…

Con gran fortuna, così da rompere questo terrificante silenzio di 3 settimane che si è per qualche ragione formato sul fritto misto (…ops, scusate se sono così terribile…) è uscito fuori questo video del davidone vics, che può sicuramente fungere da buon spunto di riflessione… Filmino che, a differenza di molti suoi altri che invece fanno ridere, fa infatti riflettere, sullo strambo fenomeno che ci accade, e che mi accade, per cui in certi periodi, la voglia di giocare ai videogiochi — altrimenti mezzi di intrattenimento e non di consumaggio, bensì di sfruttaggio del tempo, così benedetti e magici — semplicemente svanisce, nel vuoto, risucchiata, poof… 😐

Di questo inspiegabile fenomeno di sparizione — che a me ha recentemente ricolpito, e dalla fine del dicembre passato ad ancora adesso me la porto avanti, tant’è che è letteralmente da quasi un mese che non videogioco assolutamente a niente, inclusi giochini sul telefono, sorprendentemente — ne ho parlato qualche volta a livello personale, ultimamente, con notine sparse su Squaloctti, perché me ne sono accorta molto a ‘sto giro… chissà se perché stavolta questo “burnout” ha inspiegabilmente seguito un periodo di gaming intenso, facendomi passare in maniera quasi netta da tanto gaming a letteralmente zero gaming, o se perché in generale con le notine sto ultimamente facendo molta introspezione… ma, comunque sia: è assolutamente reale. 🤯

Davide qui nel video in realtà individua delle possibili cause per lui che non si allineano perfettamente a me, ma sono valide… e, in ogni caso, al di là delle differenze personali, la questione sembra essere abbastanza diffusa, e questo la rende ironicamente ancora più un mistero: Perché mai il fottuto gaming, che dovrebbe essere l’assoluto piacere (…vabbè, un passatempo divertente, ora manco a far finta che sia chissà che attività mistica), in certi momenti semplicemente non va? Al di là del semplice non avere tempo perché si lavora, o perché si ha voglia di spendere il tempo in attività diverse, come per me può essere programmare, perché mai in certi momenti c’è la voglia di fare qualcosa, si pensa al gaming come opzione… e però poi si arriva alla conclusione che, per il gaming, la voglia non c’è? 😨

La spiegazione che posso trovare per me, tanto banale quanto efficace, è quella delle iperfissazioni autistiche… magari per qualche settimana mi infogno pesantemente nel gaming, e poi no perché mi infogno di più in qualcos’altro, per poi tornare al gaming dopo altro tempo, e boh… e, nel mio caso, questo sarebbe coerente con altre mie attività, come appunto la programmazione, o anche la lettura (…è da tipo 2 mesi che non leggo, a proposito… e se questo mese neanche ho giocato… allora che cazzo sto facendo nelle mie giornate???)… però è evidente che c’è dell’altro sotto, altrimenti sicuramente questo non sarebbe un problema anche per gli allistici. Vix invece, dalla sua, mette il peso sulla confusione e sullo stress che causa lo stare appresso a tanti giochi insieme, a seguire il mercato, e al peso del backlog… tutti colpevoli plausibili, ma, anche qui, il quadro sembra incompleto. 🦷

La risposta a questo ennesimo mistero della natura umana, purtroppo, non la si avrà né con questo video, né con questo articolino, e probabilmente neanche i nostri posteri arriveranno ad una risposta… però, qualche consiglio per evitare questa cosa che io chiamo burnout, per quanto ridere faccia visto il contesto, ma a questo punto non lo so, dal signorotto ci arriva, e io condivido. Sicuramente, infatti, una trappola in cui si cade, a maggior ragione se si è creatori di contenuti o se si dà grande peso all’etichetta di gamer nella propria identità, è quella di dover seguire ogni cosa, di provare tutti i giochi, e di finirli, e di farlo velocemente… anche se magari si prova noia, anche se si vorrebbe andare più lentamente… e beh, la risposta a questo dilemma nel dilemma è semplice: è una trappola mentale che porta solo a giocare di meno nonostante i propri desideri, quindi va riconosciuta ed evitata… ed è una cosa che io già faccio, per dire… eppure il mistero rimane. Però dai: se non altro, almeno, con questa storia abbiamo capito che noi gamer seccati, marciscenti, non siamo soli. 😩

#burnout #davidevix #gaming #videogiochi

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Il “board” di Trump e l’inglese che straborda nell’italiano


di Antonio Zoppetti

In questi giorni, i consueti picchi di stereotipia giornalistici che – in gregge – si affannano a ripetere e diffondere l’inglese ci martellano con il “board” di Trump, decurtazione di “Board of Peace” (scritto preferibilmente con le maiuscole all’americana).

Questo “tavolo”, “consiglio” o “comitato” per la pace è stato inizialmente concepito per gestire la ricostruzione della Striscia di Gaza, ma subito dopo è sparito ogni riferimento a quella situazione contingente e si sta configurando come un ben più ampio organo che mira al controllo, alla gestione e alla risoluzione dei conflitti internazionali. In poche parole è un progetto per delegittimare e cancellare l’Onu – inizialmente voluto e controllato dagli Usa, ma poi sfuggito loro di mano – e sostituirlo con un comitato sotto la guida dell’imperatore Trump, in cui si può entrare pagando un miliardo di dollari.

Tutto l’apparato mediatico è fortemente critico nel riportare la notizia, dal punto di visto politico, ma non da quello linguistico. E così, se il presidente statunitense è presentato come un nuovo tiranno che con il suo “club” punta a gestire il “racket” della “governance” mondiale – per usare la lingua dei giornali invece di quella dei cittadini – la scelta di riportare le sue parole in inglese non è altrettanto “tirannica” per i suprematisti dell’angloamericano che compongono la nostra classe dirigente.

Mentre nell’italietta colonizzata circola solo la notizia del board (“of peace” si può anche omettere, c’est plus facile) e l’idea che per essere “internazionali” è opportuno ostentare la lingua dei padroni, i giornalisti francesi e spagnoli hanno un approccio diverso nel dare la stessa notizia: quello di riportarla nella propria lingua madre.
Dunque, sui giornali come El Paìs o El Mundo si ricorre allo spagnolo (“Junta de paz”), su Le Figaro o Le Monde si ricorre al francese (“conseil de la paix”) e anche in Portogallo si parla di “Conselho de Paz”, sia sulle testate conservatrici come il Diário de Notícias sia su quelle progressiste come l’Expresso.

La storia di “board” in italiano

Il Devoto Oli registra l’anglicismo board come una parola comparsa nel 1977 nel suo significato di collegio, comitato (letteralmente tavolo del consiglio), ma questa prima sporadica attestazione si è diffusa e radicata solo in seguito.

Nello stesso anno, Roberto Vacca (sotto lo pseudonimo di Giacomo Elliot) aveva dato alla luce il libro Parliamo itangl’iano in cui ragionava con toni molto ironici sulle espressioni in inglese che si stavano diffondendo. Il sottotitolo era infatti “Le 400 parole inglesi che deve sapere chi vuol fare carriera”. Erano voci legate soprattutto al linguaggio aziendale e lavorativo, e tra queste c’era anche “boardroom” cioè “la sala in cui si riunisce il consiglio d’amministrazione di una società per azioni. (…) Per brevità si dice spesso semplicemente board” come se sedersi a un board – chiosava l’autore – fosse qualcosa di più influente rispetto a essere un semplice “consigliere di amministrazione”.

Da allora le cose sono molto cambiate, e oggi gli anglicismi che servono per “sopravvivere” non sono più 400, ma 4.000, stando ai dizionari.

Ricordo che da giovane, a metà degli anni Novanta, lavoravo in una società che sperimentava l’editoria elettronica, e da semplice redattore ero poi stato ammesso nel comitato editoriale. Dieci anni dopo, quando invece collaboravo per una televisione dedicata ai libri, facevo parte del “board editoriale”, un’espressione nel frattempo non solo normalizzata, ma connotata di una maggiore solennità ed efficienza, per tornare alle pungenti riflessioni di Roberto Vacca, che ormai, invece di farci ridere, dovrebbero farci riflettere sul nostro attuale suicido linguistico.

Intanto, l’espansione incontenibile dell’inglese ha prodotto una miriade di nuove parole composte da board, che letteralmente indica semplicemente una tavola, e così si sono diffusi gli skateboard ed è arrivato lo snowboard, hanno preso piede gli storyboard, in informatica si è introdotta la dashboard per indicare un pannello di controllo, e tra tantissimi altri composti del genere c’è chi preferisce parlare di keyboard invece che di una semplice tastiera. L’importazione dell’inglese non è insomma il mero ricorso a singoli anglicismi isolati, si salda in una rete di parole tra loro interconnesse, e in una serie di espressioni che si rafforzano a vicenda e si espandono nel nostro lessico a scapito dell’italiano.

Questo allargamento avvenuto nel caso di board non è perciò un esempio stravagante e isolato, è un po’ tutto così nel nuovo “italiano” borderline (che però non deriva da board) sempre più incapace di evolversi con le proprie risorse. Le nostre parole storiche vengono così dismesse per sfoggiare l’inglese, e in questo nuovo contesto in cui prende corpo l’itanglese, talvolta vengono abbandonate, oppure regrediscono a scelte lessicali inferiori, popolari, meno solenni o poco appropriate. Come se la lingua del bel paese dove il sì suona appartenesse al passato e dovessimo vergognarcene di fronte alla supremazia e alla solennità dell’angloamericano.

Se nel Medioevo la lingua alta della scrittura e della cultura internazionale era il latino mentre le masse e il popolino parlavano e capivano solo il volgare, questa stessa diglossia – cioè la presenza di due lingue gerarchizzate che non possiedono la medesima autorevolezza – in seguito ha riguardato il toscano che si è affermato nel Paese come lingua nazionale a scapito dei dialetti, lingue inferiori, rozze, da epurare e toscanizzare. E proprio quando, nel Novecento, l’italiano ha smesso di essere una lingua un po’ artificiale e libresca il cui apprendimento richiedeva assidui studi (soprattutto per chi non era toscafono di nascita) per diventare patrimonio di tutti e lingua naturale, ecco che sta prendendo piede una nuova diglossia in cui è l’inglese a essere la lingua alta della cultura, della scienza e delle élite. La conseguenza e l’effetto collaterale di questa visione è un’analoga “diglossia lessicale” – come l’ho chiamata – che porta a preferire l’inglese anche sul piano interno, e dunque ad anglicizzare la nostra lingua in modo selvaggio. L’inglese “internazionale” e delle multinazionali, cioè il globish o globalese, e l’itanglese – passando al piano interno – sono dunque le due facce della stessa medaglia.

L’inglese internazionale nel nuovo scenario geopolitico

Mentre noi continuiamo a essere un Paese satellite degli Usa dal punto di vista politico, economico, militare, culturale, sociale e dunque linguistico, dovremmo invece prendere atto della svolta trumpiana che ha deciso di “divorziare” dall’Europa, e a quanto pare anche dalla Nato e dall’Onu.

Nel nuovo scenario geopolitico il Golfo del Messico è stato ribattezzato da Trump “Golfo d’America” (e Google Map ha subito provveduto ad aggiungere nelle sue mappe la nuova denominazione), e tra minacce al Canada e alla Groenlandia, dazi, retromarcia sul fronte della guerra in Ucrania, bombardamenti dell’Iran e rapimenti di Maduro in Venezuela, board of peace per trasformare Gaza in un villaggio turistico e per ridisegnare l’ordine mondiale e accaparrarsi petrolio e terre rare… all’Europa, e all’Italia, non resterà che prendere atto di tutto ciò e darsi una svegliata: il “siamo tutti americani” con cui si è aperto il nuovo millennio sullo sfondo della tragedia delle Torri gemelle è finito; gli americani non ci vogliono più, dunque o l’Ue si compatta e si affranca come qualcosa di autonomo o farà una brutta fine.

Dal punto di vista linguistico, nel nuovo scenario sarebbe anche ora di chiedersi perché l’Ue dovrebbe continuare nella sua politica linguistica di diffondere l’inglese e di perseguire l’obiettivo di farne una lingua “franca”, anche se di “franco” c’è ben poco: si tratta di ufficializzare la lingua naturale di Trump e degli anglofoni, la lingua dei padroni che vogliono imporre ed esportare a tutti. Dietro questo disegno ci sono interessi economici incalcolabili, per gli anglofoni che invece di studiare altre lingue preferiscono che siano gli altri a parlare la loro, e soprattutto ci sono altrettante devastanti conseguenze, per noi, che coinvolgono problemi etici e cognitivi, oltre che di identità linguistica e culturale. Trump lo sa benissimo e non è un caso che abbia per la prima volta reso l’inglese la lingua ufficiale d’America. Da noi, al contrario, le proposte di varare dei provvedimenti per la tutela dell’italiano davanti all’inglese che le forze oggi al governo presentavano ciclicamente quando erano all’opposizione, sono naufragate e sono state abbandonate, come l’idea di inserire l’italiano in Costituzione. Il che mostra come fossero soltanto delle sparate propagandistiche ed elettorali, visto che in Parlamento i numeri per realizzarle non mancano di certo.

Passando dall’anglicizzazione selvaggia dell’italiano all’inglese come lingua “internazionale”, possibile che in Europa nessuno metta in discussione anche il globish spacciato come lingua franca e come la soluzione comunicativa per ricostruire la torre di Babele con le fattezze di un grattacelo a stelle e strisce?

Possibile che l’Ue non prenda atto che l’angloamericano è entrato in crisi nello scenario globale? E che non ci conviene affatto spendere milioni di euro e investire nell’inglese come se fosse la nostra seconda lingua anche se non è così, visto che stando alle statistiche è conosciuto da una minoranza degli italiani, degli europei e anche della popolazione mondiale?

Smettere di investire sul globish per promuovere il plurilinguismo sarebbe un bel contro-dazio per reagire al bullismo trumpiano e contribuirebbe al nostro affrancamento e alla costruzione di una nuova identità. Ma in Europa tutto ciò sembra fantascienza.

In Cina l’hanno invece capito benissimo, e si stanno distaccando dall’inglese per promuovere la propria lingua che è quella più parlata nel mondo. Qualche tempo fa, anche Putin ha avuto un’uscita altrettanto chiara e significativa davanti al globish, e quando il portavoce tedesco gli si è rivolto in inglese gli ha ribattuto, piccato, per quale motivo un rappresentante della Germania dovesse rivolgersi in inglese a un russo (grazie a Carla Crivello che me l’ha segnalato).

Vuoi vedere che, davanti a questi esempi, invece di prendere atto della realtà, qualche suprematista anglomane che fino a ieri dava del “fascista” a chi si lamentava per gli anglicismi comincerà a dargli anche del putiniano o del cinese? Non mi stupirebbe. La propaganda anglomane interiorizzata nella mente della nostra classe dirigente è diventata una religione e una fede che non sente ragioni. Anche quando ci distrugge. Per cui va bene parlar male di Trump, che è cattivo, ma meglio farlo virgolettando le sue parole e la sua lingua, che nessuno pare voglia mettere in discussione. Nessun “board of european language” in vista, insomma, davanti alla dittatura dell’inglese che regna sovrana persino tra chi si proclama “sovranista”.

#anglicismiNelFrancese #anglicismiNellItaliano #anglomania #globalese #globish #inglese #interferenzaLinguistica #itanglese #linguaItaliana #paroleInglesiNellItaliano #rassegnaStampa #spagnolo


Dal “climate change” al “regime change”: il “linguistic change” dell’itanglese


Di Antonio Zoppetti

Mentre scrivo sullo sfondo dell’ennesima guerra scoppiata all’improvviso, in una diretta su Rai News – anche il nome dei canali della tv di Stato la dice lunga sulla nostra anglicizzazione – si parla in modo ossessivo di “regime change”. È il nuovo picco di stereotipia che caratterizza la comunicazione mediatica, quando di punto in bianco tutti i giornalisti, in preda a una coazione a ripetere, si mettono a usare la stessa espressione come se non esistessero altre parole. E il più delle volte la stereotipia si manifesta con il ripetere l’inglese, come è accaduto il 17 marzo 2020 con il “lockdown che da quel momento in poi è divenuto l’unica parola possibile per esprimere quello che sino al giorno prima gli stessi giornalisti avevano chiamato serrata, chiusura, zona rossa… e che in Francia e Spagna si è chiamato “confinamento”.

E così, mentre sui giornali francesi si parla in queste ore di “changer (changement) de règime” e su quelli spagnoli di “cambio de régimen” sui nostri è tutto un pullulare dell’espressione inglese in un abbandono dell’italiano che caratterizza le scelte linguistiche dei collaborazionisti della dittatura dell’inglese che formano la nostra attuale egemonia culturale.

Naturalmente – lo preciso perché c’è sempre qualche cretino che scambia simili considerazioni per complottismo – non c’è nessuna sala dei bottoni in cui si decidono simili strategie comunicative, che sono solo il frutto dell’effetto gregge. La nuova intellighenzia di destra, sinistra, centro (e di chi crede di essere fuori da questi schemi) è fatta da un’élite che si forma in inglese, che ritiene l’inglese una lingua superiore e rilancia le notizie che arrivano dall’anglosfera preferibilmente con parole inglesi.

L’introduzione di “regime change” è recente, e non si deve leggere come un caso isolato. Stando ai grafici di Google libri l’espressione si è fatta strada timidamente negli anni Duemila, anche se i picchi di stereotipia di questi giorni sembrano destinati ad affermare e rinforzare l’espressione che inevitabilmente entrerà anche nel linguaggio della gente, se non si smetterà di preferirla e di divulgarla in una sorta di pedagogia linguistica che educa all’uso dell’inglese. Ad agevolare questa nomenclatura c’è un’altra espressione che viene presentata come più moderna e internazionale di quella in italiano, il climate change al posto del cambiamento climatico, una scelta sociolinguistica preferita dagli anglomani che non ha scalzato l’italiano ma si è affermata come un modello di maggior prestigio ostentato dagli addetti ai lavori.

Se una rondine non fa primavera, due rondini cambiano le carte in tavola, e climate change + regime change si saldano insieme in una potenziale nuova regola formativa fatta da una parola inglese seguita da change con inversione sintattica (cioè con una diversa collocazione delle parole rispetto all’italiano). Il che significa che si creano le condizioni per potenziali future nuove espressioni sullo stesso schema destinate a rafforzare il linguistic change che ci sta portando dall’italiano all’itanglese, esattamente come dall’election day e dal family day si passa allo schema ibrido del matematica day e delle altre decine di espressioni del genere dal numero potenzialmente infinito.

Mentre i linguisti che considerano gli anglicismi come dei “prestiti” isolati son lì a classificarli con le loro bizzarre categorie concettuali o a contarli per dimostrare che sono pochi, che sono soggetti a rapida obsolescenza o che tanto sono tutti di bassa frequenza, non si accorgono che l’interferenza dell’inglese è uno tsunami di ben altra portata e che per misurarne gli effetti c’è bisogno di un altro approccio. Questi linguaioli sono rimasti fermi agli anni Ottanta e all’allarme del Morbus Anglicus denunciato da Arrigo Castellani – quando il fenomeno degli anglicismi ha cominciato a prendere piede con una consistenza numericamente preoccupante – ma negli ultimi quarant’anni il riversamento dell’inglese costituisce un flusso costante in continuo aumento, che ho chiamato la panspermia del virus anglicus. La panspermia è un meccanismo riproduttivo che consiste nel seminare migliaia e migliaia di larve nell’ambiente, e anche se la maggior parte è destinata a morire e divenire cibo per altri animali, qualcuna sopravvive, attecchisce e si riproduce. Gli alti numeri compensano la mortalità della prole. I singoli anglicismi che si radicano al punto di finire nei vocabolari della lingua “italiana” e che attualmente si possono quantificare in circa 4.000 (con una tendenza di aumento impressionante per numeri, frequenze e velocità di attecchimento) seguono una modalità molto simile, sono solo l’effetto collaterale di un riversamento dell’inglese di ordini di grandezza superiore. Un riversamento che non coinvolge più solo il lessico e le singole parole, ma porzioni d’inglese sempre più ampie e complesse, con inversioni sintattiche e implicazioni morfologiche (cioè la formazione delle flessioni e delle suffissazioni delle parole).

Per comprenderlo non bisogna certo essere dei linguisti, anzi a volte il non esserlo aiuta a vedere le cose in modo meno superficiale e ideologizzato. In attesa che regime change sia annoverato nei dizionari (inizialmente dei neologismi, come climate change), per avere un’idea di cosa stia accadendo alla lingua italiana basta cercare “change” per esempio tra le notizie di Google.

Accanto ai recentissimi articoli sul regime change, spicca la frequenza di climate change impiegato nei titoli di giornale di ogni tipo, da la Repubblica (“Reti strategiche tra guerre e climate change”) al Sole24ore (“Pasta, la crescita della produzione e i rischi del climate change”), ma si ritrova ovunque, sul sito della Croce Rossa (“Climate change colpisce più vulnerabili. CRI impegnata per ridurre impatto ambientale, fare formazione e informazione”), sulle riviste di enologia come Wine News (“Il climate change colpisce di più il vino europeo: nei vigneti italiani due gradi in più dal 1980”), su quelle di diritto bancario (“Stato e imprese nella climate change litigation”)…

Una terza occorrenza di espressioni a base “change” che si è ormai affermata nel mondo del lavoro è costituita dal change management (es.: Sole24oreDesign e Change Management: incontro con Nicola Favini a Parigi, 21 maggio 2025”; oppure su Data Manager Online: “Le 4 P del Change Management”). Ma si trova di tutto, da un maestro del trasformismo come Arturo Brachetti che diventa leggenda del quick change (“Brachetti ritorna al Teatro Alfieri con “SOLO – the legend of Quick Change”) al driving change di ManagerItalia (“Driving Change: la Business Community si incontra sul campo. Si tratta di ‘Driving Change’, il format che, in un’unica giornata, unisce formazione e confronto con esperti su temi caldi del management”); si va dalla filosofia del change presentata da PadovaOggi (“Change makers’ lab: guida al cambiamento la tua impresa! Un laboratorio pratico per giovani imprenditori, start-upper e manager pronti a trasformare il cambiamento in opportunità di crescita e innovazione”) agli articoli di sport che prevedono manifestazioni come BOXING FOR CHANGE (Proseguono gli incontri dei nostri Campioni Ambassador con le scolaresche di ogni parte d’Italia) o lo Sport for Change della Fondazione Milan.

È vero che questo riversamento dell’inglese compare soprattutto nei titoloni dei giornali, e che poi spesso all’interno dell’articolo gli anglicismi sono anche spiegati, affiancati dall’italiano e sono dunque molto più rarefatti, ma un linguista senza le fette di salame sugli occhi (per chi capisce solo l’inglese: slices of salami on the eyes) dovrebbe sapere che i titoloni li leggono tutti, al contrario degli articoli, e dunque il loro impatto sulla lingua è enorme e andrebbe misurato, invece di negarlo con la scusa che poi tanto leggendo il pezzo gli anglicismi sarebbero “pochi”. In questa gerarchia – che ho chiamato diglossia lessicale – che vede l’inglese impiegato come etichetta e come sovralingua da sovrapporre all’italiano che viene coperto e schiacciato, colpiscono soprattutto i nomi delle manifestazioni, mostre o eventi che sono tutti in inglese. E a proposito di change si può segnalare Music for Change (“uno degli appuntamenti più attesi della scena musicale italiana”), il “Change in Cardiology 2025” di TrendSanità, il Change Maker Milano, il progetto tutto siciliano contro la violenza di genere nel mondo del vino riportato da PalermoToday denominato “ Grapes of Change”, il “Change The World Model United Nations 2025” di Rai Scuola per confrontarsi sui grandi temi della politica globale…

Questi e altre decine e decine di esempi dell’attuale linguistic change, che, da soli, possono apparire al linguaiolo anglomane come qualcosa di occasionale e di passeggero, non vanno considerati singolarmente, lo ripeto: vanno sommati tra loro. Solo così si comprende che l’attuale l’interferenza dell’inglese è un fenomeno di proporzioni mai viste, che non si limita ai 3 o 4 anglicismi a base change (per chi si vergogna dell’italiano: change based) che penetrano nei dizionari.

A questo punto, chi si domanda perché prenda piede il regime change credo che abbia tutti gli elementi per intuire la risposta: è il linguistic change, ovvero l’imposizione mediatica della newlingua sulla veterolingua come nel Grande Fratello orwelliano. E le stesse considerazioni valgono per tutti gli altri anglicismi utilizzati accanto a change che spicca nei titoli: management, ambassador, mackers, start-upper… ogni parola è una porta che spalanca a decine e decine di altre espressioni inglesi tra loro collegate che si riversano nei giornali e nella lingua degli specialisti che è sempre più ibridata e sempre meno italiana. Il problema non sono i singoli anglicismi ma l’anglomania.

Ma i negazionisti – non mi vengono parole più appropriate – fanno finta di non vedere la realtà e liquidano la faccenda concludendo che l’anglicizzazione dell’italiano sarebbe tutta un’illusione ottica.

#anglicismiNellItaliano #inglese #interferenzaLinguistica #itanglese #linguaItaliana #paroleInglesiNellItaliano #rassegnaStampa


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Il martello delle politiche imperiari


La cosiddetta politica del martello — intesa come accumulazione vorace di territori e risorse, accompagnata da immunità imperiali rappresenta una regressione verso pratiche neocoloniali
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Il martello delle politiche imperiali
La cosiddetta politica del martello — intesa come accumulazione vorace di territori e risorse, accompagnata da immunità imperiali — rappresenta una regressione verso pratiche coloniali fondate sull’uso della forza militare per reprimere ogni limite all’affermazione di un’egemonia mondiale o regionale, a danno di popoli e nazioni.
Questa politica, spesso giustificata dalla retorica della sicurezza nazionale e della ragion di Stato, si manifesta in una volontà di potenza che prende di mira aree strategiche del mondo, come l’America centrale e meridionale e, più recentemente, territori di rilevanza geopolitica quali la Groenlandia. In tale prospettiva, il nuovo ordine imperiale tende a svincolarsi da vincoli giuridici, trattati internazionali e norme condivise, fino a mettere in discussione il diritto internazionale e i diritti civili e umani, considerati ostacoli all’espansione del proprio potere.
La costruzione di questo ordine si accompagna a un’intensa produzione di narrazioni parziali, amplificate da ampi settori del sistema informativo, che contribuiscono a legittimare l’azione imperiale e a neutralizzare il dissenso. Ciò avviene in un contesto di crescente difficoltà, da parte di ampie fasce della popolazione, nell’esercitare un pensiero critico autonomo.
È qui che torna attuale l’eredità dell’Illuminismo, sintetizzata nel celebre sapere aude: avere il coraggio di usare la propria intelligenza. Libertà, autonomia di giudizio e uso della ragione critica sono strumenti indispensabili per sottrarsi a narrazioni semplificatrici che, per paura o pigrizia, inducono ad accettare passivamente logiche di dominio. Recuperare tale eredità significa anche mettere in discussione un modello economico fondato sulla violenza strutturale, sull’ineguaglianza e sullo sfruttamento predatorio delle persone e delle risorse naturali.
Assistiamo così a nuove forme di intervento armato e di pressione politica in Medio Oriente e in America Latina, dove Stati che si definiscono democratici violano principi fondamentali come la sovranità nazionale e l’autodeterminazione dei popoli. In questo quadro, la lotta al terrorismo viene spesso utilizzata come giustificazione per azioni che colpiscono duramente le popolazioni civili, senza che i responsabili siano chiamati a risponderne, protetti da privilegi e immunità di fatto.
L’appropriazione delle risorse naturali — petrolifere, minerarie o strategiche — viene presentata come una necessità di sicurezza, mentre assume i tratti di una politica di potenza sostenuta da una rappresentazione mediatica selettiva, che enfatizza alcuni aspetti e ne oscura altri, come le conseguenze sociali ed economiche di lungo periodo. La promessa di esportare democrazia e libertà si scontra spesso con gli effetti destabilizzanti del mercato globale deregolamentato, dello squilibrio finanziario e della mercificazione diffusa.
In questo contesto emerge anche la fragilità strutturale delle grandi potenze: debito elevato, disuguaglianze crescenti, instabilità finanziaria e progressiva erosione del ruolo di alcune valute come strumenti di scambio globale. L’attenzione verso paesi come il Venezuela va letta anche alla luce della competizione economica internazionale e della volontà di mantenere zone di influenza strategica, in particolare nel controllo delle materie prime.
La narrazione che oppone semplicisticamente il bene al male non regge di fronte alla complessità dei processi in atto. Anche l’Europa appare spesso incerta e priva di una posizione autonoma, mentre singoli Stati, come l’Italia, si allineano in modo acritico alle scelte delle potenze dominanti.
Ogni politica di tipo coloniale necessita di un apparato ideologico capace di ottenere consenso, offrendo spiegazioni semplici a problemi complessi e individuando nemici o capri espiatori. È proprio questo il terreno su cui occorre esercitare una maggiore vigilanza critica, per non cadere nelle trappole di una restaurazione coloniale mascherata da difesa dell’ordine e della sicurezza.
Preoccupa inoltre l’emergere di una nuova forma di autoritarismo, che utilizza il linguaggio della sicurezza nazionale per delegittimare chi rivendica libertà e autodeterminazione, associando ogni opposizione a una minaccia da reprimere. Questa dinamica richiama alla memoria il Martello delle streghe, un testo appartenente all’ampio dispositivo ideologico dell’Inquisizione, scritto nel 1487 da due domenicani. Il manuale fu utilizzato per colpire culture percepite come minacce e per giustificare la violenza in nome della salvaguardia di un ordine superiore. A farne le spese di questa follia misogina furono migliaia di donne, torturate e arse vive.
Oggi, in forme diverse, assistiamo a un meccanismo analogo: un dispositivo culturale che tende a criminalizzare il conflitto sociale e politico nel tentativo di restaurare un nuovo colonialismo economico e geopolitico fondato sulla forza e sul consenso di masse inebetite da un’informazione drogata di post-verità. Contro queste derive, gli anticorpi restano gli stessi: la difesa della libertà, della tolleranza, della conoscenza, della verità, dell’uguaglianza sostanziale, della fraternità e della pace. Valori che continuano a rappresentare il fondamento di ogni autentica alternativa a qualsiasi forma di dominio totalizzante.
Dattero
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Forgejo 14.0: ricerca issue più pratica, nuovo editor e controlli più stretti sulle Actions


Forgejo 14.0 porta ricerca issue migliorata, editor più leggero e controlli sulle Actions. Il progetto punta alla federazione con il fediverso tramite ForgeFed.
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Forgejo, il fork comunitario di Gitea per chi vuole una piattaforma Git self-hosted davvero indipendente, arriva alla versione 14.0 con parecchie novità che migliorano l’esperienza quotidiana.

La ricerca di issue e pull request ora funziona con filtri inline direttamente nel campo di ricerca, con tanto di aiuto integrato. L’editor di file nel browser passa da Monaco a CodeMirror: più leggero, più accessibile e finalmente usabile decentemente da mobile. Inoltre più parti dell’interfaccia ora funzionano anche senza JavaScript, incluso postare commenti.

Azioni sotto controllo


Le Forgejo Actions guadagnano controlli granulari sulla fiducia delle pull request: gli admin possono approvare una tantum, approvare sempre, negare o revocare l’esecuzione. Utile per chi gestisce repository con contributori esterni.

Per quanto riguarda la sicurezza, Forgejo ora valida il file authorized_keys SSH all’avvio e si blocca se trova chiavi inaspettate. La protezione CSRF diventa stateless sfruttando i metadati delle richieste del browser.

Verso il fediverso


Uno degli obiettivi dichiarati di Forgejo è la federazione tra istanze tramite ForgeFed, un protocollo basato su ActivityPub. L’idea è permettere a utenti di istanze diverse di interagire, aprire issue, proporre modifiche, senza doversi creare account ovunque. La funzionalità è ancora sperimentale, ma il lavoro procede.

E in Italia?


Da poco è nata forgejo.it, un’istanza pensata per la comunità italiana. Se stai valutando alternative a GitHub e GitLab e preferisci qualcosa di più vicino geograficamente e filosoficamente vale la pena darci un’occhiata!


FONTE forgejo.org

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Riscaldare la casa spendendo meno: boom di stufe e termosifoni smart nel 2026


Il riscaldamento smart conquista il web: stufe e termosifoni intelligenti permettono di ridurre i consumi e spendere meno in casa.
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Con l'incalzare del clima gelido di queste ultime settimane, che ha interessato la nostra penisola, è cresciuto l’interesse degli italiani per il riscaldamento domestico. Come per molte altre ricerche, anche quella relativa al comfort è passata dal web: in particolare, dall'analisi di Trovaprezzi.it risulta come il settore del riscaldamento sia diventato uno dei più dinamici del mercato e-commerce, con un numero di ricerche in costante crescita e una netta evoluzione nelle preferenze dei consumatori: oggi si cercano prodotti più efficienti, silenziosi, sostenibili e tecnologici.

Smart Home - Techpertutti
Techpertutti offre approfondimenti, guide e aggiornamenti sul mondo tech, con contenuti chiari, inclusivi e orientati all’innovazione digitale.
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Un nuovo modo di riscaldare casa


Fino a pochi anni fa, stufe, camini e termosifoni erano tipici acquisti “da negozio”. Oggi, invece, gli italiani scelgono sempre più spesso di informarsi e acquistare online, grazie alla possibilità di confrontare prezzi, prestazioni e recensioni in modo immediato. Nel 2025 (gennaio-ottobre) le ricerche nella categoria “Radiatori e Termosifoni” su Trovaprezzi.it hanno superato quota 151.000, in aumento di quasi il 60% rispetto al 2023. Il solo mese di ottobre 2025, spinto dall’arrivo dei primi freddi, ha registrato oltre 41.000 ricerche, segno di un comportamento d’acquisto sempre più tempestivo e digitale. Ancora più rilevante la mole per la categoria “Stufe e Camini”: 651.000 ricerche in soli 10 mesi, con una crescita del 10% rispetto allo stesso periodo del 2023. Solo a ottobre, le ricerche sono più che raddoppiate rispetto allo stesso mese del 2023 — da 59.000 a 148.000 — a testimonianza di un mercato ancora tuttora in pieno fermento.

smart home Netatmo
I prodotti smart Netatmo trasformano ogni ambiente in uno spazio accogliente e perfettamente controllato
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Controllo intelligente e consumi ottimizzati


Dietro questi numeri si nasconde un cambiamento sostanziale nelle abitudini di consumo. Tra i radiatori che raccolgono più interesse spiccano i modelli a olio o a inerzia termica, che possono offrire un calore costante e un consumo inferiore, ma anche i termoventilatori digitali dotati di termostato programmabile e funzione “eco”, ideali per chi desidera un comfort gestibile e sostenibile. L’attenzione è rivolta anche al silenzio e alla compattezza: si cercano prodotti adatti a spazi domestici medio-piccoli, facili da spostare o da integrare in ambienti già arredati. Brand come De’Longhi, Imetec e Olimpia Splendid si confermano i più ricercati, grazie all’affidabilità e alla capacità di innovare nei consumi e nel design. Sul fronte di stufe e camini, domina invece un desiderio di ritorno al calore autentico, ma reinterpretato in chiave moderna. La domanda si concentra su stufe a legna o pellet con alta efficienza energetica, certificazioni ambientali e vetro autopulente. Cresce anche l’interesse per i modelli ibridi o canalizzabili, capaci di riscaldare più ambienti con un unico impianto. Brand come La Nordica, Qlima e Invicta guidano le preferenze, combinando performance, materiali di qualità e design che valorizza l’ambiente domestico.

DJI: presentato ROMO, il primo robot aspirapolvere con il DNA e la tecnologia dei droni
DJI promette una potenza di rilevamento eccezionale e prestazioni di pulizia straordinarie
TechpertuttiGuglielmo Sbano

La geografia fa la sua parte


L’analisi geografica evidenzia differenze significative nelle scelte. Nel Nord Italia, dove i periodi di riscaldamento sono più lunghi, prevalgono radiatori e termoventilatori elettrici, in particolare la Lombardia raccoglie una quota di interesse di circa un terzo. Seguono Emilia-Romagna e Piemonte, regioni dove l’efficienza e la gestione dei consumi sono priorità consolidate. Nel Centro-Sud, invece, si registra una preferenza per stufe e camini, legata sia al clima più mite che a una tradizione domestica più calorosa e decorativa. In regioni come Lazio, Campania e Abruzzo, le stufe a legna e a pellet sono sempre più scelte anche come elemento d’arredo, segno che la funzionalità si accompagna ormai a un forte valore estetico.

“L’indirizzo è ormai chiaro: gli italiani cercano un comfort su misura, guidato dalla tecnologia e attento ai costi - ha commentato Dario Rigamonti, di Trovaprezzi.it - le funzioni connesse, dal controllo via app alle automazioni intelligenti, non sono più un extra ma un vero criterio di scelta. Non si tratta solo di spendere meno, ma di consumare meglio e in modo più sostenibile. L’acquisto online consente di confrontare offerte, valutare con dati alla mano e scegliere con sempre maggiore consapevolezza la soluzione più adatta alla propria casa.”


Il futuro del riscaldamento è smart


Il crescente interesse verso stufe e termosifoni smart dimostra come la tecnologia stia diventando un alleato concreto nella gestione quotidiana della casa. In un contesto in cui il risparmio energetico non è più una scelta ma una necessità, soluzioni intelligenti e connesse permettono di ottimizzare i consumi senza rinunciare al comfort. Il riscaldamento domestico entra così in una nuova fase, più efficiente, sostenibile e accessibile, aprendo la strada a un futuro in cui innovazione e benessere convivono in modo sempre più naturale.


Casa smart in inverno: comfort, sicurezza ed efficienza con Netatmo


Quando l’inverno arriva e le temperature scendono, la casa diventa il nostro rifugio quotidiano. Tornare in un ambiente caldo, sicuro e confortevole è un’esigenza primaria, soprattutto durante i mesi più freddi. Grazie alle soluzioni smart home Netatmo, è possibile trasformare la propria abitazione in uno spazio intelligente, capace di garantire comfort termico, sicurezza domestica ed efficienza energetica.

Perché rendere la casa smart in inverno


Durante la stagione invernale, la gestione del riscaldamento e dei consumi energetici assume un ruolo centrale. Una casa intelligente consente di:

  • mantenere una temperatura ideale in ogni ambiente;
  • ridurre gli sprechi di energia;
  • migliorare il benessere quotidiano;
  • controllare la casa anche da remoto.

I dispositivi Netatmo rispondono perfettamente a queste esigenze, offrendo soluzioni semplici da usare e integrate tra loro.
Termostato IntelligenteTermostato Intelligente

Il riscaldamento a portata di un semplice tocco


Con il Termostato Intelligente la casa si trasforma in un’oasi di calore e benessere. Questo dispositivo impara le tue abitudini quotidiane, regola automaticamente la temperatura e aiuta a risparmiare energia senza rinunciare al comfort. È possibile creare programmi personalizzati così il riscaldamento funziona solo quando serve, mantenendo l’abitazione calda la sera e efficiente durante il giorno.
Misuratore della Qualità dell'AriaMisuratore della Qualità dell'Aria

Il benessere inizia dall’aria che si respira


Rincasare e respirare aria fresca e sana tra le proprie mura Con il Misuratore della Qualità dell'Aria è possibile regolare l’umidità, controllare la temperatura in qualsiasi momento e monitorare i livelli di CO2 e di rumore. In questo modo, il clima non è solo piacevole ma anche salutare.
Rilevatore di Fumo IntelligenteRilevatore di Fumo Intelligente

Guardiani silenziosi per una casa sicura e accogliente


Il Rilevatore di Fumo Intelligente e il Rilevatore di Monossido di Carbonio Intelligente non solo controllano silenziosamente la sicurezza dell’abitazione, ma permettono anche di vivere le giornate senza preoccupazioni. Infatti, grazie alla funzione di auto-test, il Rilevatore di Fumo Intelligente verifica regolarmente il corretto funzionamento e segnala eventuali problemi direttamente sullo smartphone. In situazioni di pericolo, scatta un allarme da 86 dB e gli utenti vengono avvisati in tempo reale.
Rilevatore di Monossido di Carbonio IntelligenteRilevatore di Monossido di Carbonio Intelligente
Il Rilevatore di Monossido di Carbonio Intelligente offre un’ulteriore protezione individuando il livello di monossido di carbonio (CO), un gas inodore e invisibile che può essere prodotto da combustioni incomplete, ad esempio da caldaie o camini difettosi. Il dispositivo ha una durata della batteria di 10 anni e beneficia di un allarme sonoro da 85 dB. In situazioni di rischio, gli utenti ricevono una notifica sullo smartphone e possono accedere a numerose funzioni tramite l’app Home + Security.
Stazione Meteo ORIGINAL 2ª genStazione Meteo ORIGINAL 2ª gen

Sempre in sintonia tra interno ed esterno


La Stazione Meteo ORIGINAL 2ª gen consente un costante collegamento al mondo esterno anche quando si è all’interno delle mura domestiche. Grazie ai suoi sensori precisi, essa misura temperatura, umidità, qualità dell’aria interna, pressione atmosferica e livelli di rumore, visualizzando tutti i dati raccolti in modo chiaro nell’app. In questo modo è sempre possibile restare aggiornati sulle condizioni meteo anche quando si è comodamente seduti in casa.

Prezzo e disponibilità dei prodotti Netatmo


Il Termostato Intelligente è disponibile ad un prezzo di 179,99 euro, il Misuratore della Qualità dell'Aria a 119,99 euro e il Rilevatore di Fumo e Monossido Intelligente a 99,99 euro. La Stazione Meteo ORIGINAL 2ª gen, è acquistabile nelle due colorazioni Mint e Sand ad un prezzo di €149,99. Tutti i prodotti Netatmo sono acquistabili sul sito ufficiale, su Amazon e presso i principali rivenditori.


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Firefox Nightly ora disponibile come pacchetto RPM ufficiale


Mozilla rilascia il pacchetto RPM ufficiale per Firefox Nightly: installazione nativa e aggiornamenti rapidi per Fedora, openSUSE, RHEL e altre distro RPM-based.
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Mozilla ha rilasciato il pacchetto .rpm ufficiale per Firefox Nightly, la versione di sviluppo del browser. Una buona notizia per chi utilizza distribuzioni Linux come Fedora, openSUSE, RHEL, CentOS o Rocky Linux.

I pacchetti ufficiali di Mozilla portano con sé alcuni vantaggi concreti. Prima di tutto, prestazioni migliori grazie alle ottimizzazioni avanzate applicate in fase di compilazione. Poi c’è la questione sicurezza: i binari vengono compilati con tutti i flag di protezione attivi. Gli aggiornamenti arrivano più rapidamente perché ora sono integrati direttamente nel processo di rilascio di Firefox.

Altro dettaglio utile: il pacchetto non va in conflitto con l’eventuale Firefox stabile già installato sulla macchina. Si possono tenere entrambi senza problemi.

Come riporta il blog ufficiale di Firefox Nightly, Mozilla aveva già introdotto i pacchetti .deb per le distribuzioni Debian-based nel 2023. Con il supporto RPM il cerchio si chiude, coprendo praticamente tutte le principali famiglie di distribuzioni Linux.

Chi volesse provare trova le istruzioni di installazione direttamente sul blog di Mozilla, con i comandi specifici per ogni distribuzione.


FONTE blog.nightly.mozilla.org

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24 gennaio 2026, Giornata internazionale dell’avvocato minacciato. Focus: USA — Intervista all’Avv. Nicola Canestrini


Le avvocate e gli avvocati statunitensi al centro della Giornata internazionale dell'avvocato minacciato.
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Le avvocate e gli avvocati statunitensi saranno al centro della Giornata internazionale dell’avvocato minacciato 2026.
Sin dal 2009, la nostra associazione, insieme a diverse altre realtà italiane e soprattutto internazionali (tra cui i giuristi democratici europei dell’ELDH) che si battono per la difesa dei difensori dei diritti, partecipa e organizza localmente la Giornata internazionale dell’avvocato minacciato. Lo scopo è quello di richiamare l’attenzione della società civile e delle autorità pubbliche sulla situazione delle avvocate e degli avvocati in un determinato paese, al fine di aumentare la consapevolezza delle minacce affrontate nell’esercizio della professione (nella foto, l’edizione 2019 dedicata alle colleghe ed ai colleghi turchi e curdi).
Come noto, la data è particolarmente significativa, perché il 24 gennaio 1977 avvenne il massacro di Calle de Atocha, nella Madrid che affrontava il complicato periodo di transizione tra la dittatura franchista e la democrazia: tre avvocati comunisti e due loro collaboratori, rei di aver preso le difese di lavoratori sfruttati, vennero uccisi, mentre altri quattro membri dello stesso studio furono feriti gravemente.

L’avvocato Nicola Canestrini, nostro associato e responsabile, insieme a Ezio Menzione, dell’Osservatorio Avvocati Minacciati delle Camere Penali, ci ricorda l’importanza della Giornata e le iniziative in Italia.

«Come ogni anno, la coalizione internazionale —oggi composta da quaranta associazioni di tutto il mondo[em]— concentra l’attenzione su un Paese. Dopo Bielorussia, Iran, Cina, Afganistan, Colombia, Azerbaigian, Pakistan, Honduras, Egitto, Filippine, Turchia e Spagna (Paesi Baschi), nel 2026 il focus sono gli Stati Uniti d’America. La ragione è precisa: le iniziative dell’esecutivo americano hanno assunto carattere sistematico, colpendo la libertà e l’autonomia della professione forense ogniqualvolta ritenuta non allineata alle politiche governative.
L’attacco è iniziato dagli avvocati —sentinelle dei diritti— per poi estendersi a giudici e [/em]prosecutors, fino a configurare una situazione drammatica che investe ormai lo stesso diritto internazionale, con sanzioni imposte a giudici e procuratori della Corte Penale Internazionale e alla Relatrice Speciale delle Nazioni Unite sull’indipendenza di giudici e avvocati.
L’Unione Camere Penali Italiane, firmataria della coalizione, è con i Giuristi democratici da sempre in prima linea nella difesa del libero, sicuro e autonomo esercizio della professione forense. Anche quest’anno non faremo mancare il nostro impegno concreto, con iniziative che prenderanno avvio sabato 24 gennaio e nei giorni immediatamente precedenti.
La Giornata dell’avvocato minacciato non è una ricorrenza simbolica: è un richiamo operativo alla vigilanza e alla solidarietà professionale.

Oggi 22 gennaio, alle ore 16, si terrà una conferenza stampa online, aperta previa registrazione all’indirizzo bit.ly/3MNDsUk: interverranno la Relatrice Speciale delle Nazioni Unite Margaret Satterthwaite e colleghe e colleghi americani, tra cui Nancy Hollander, difensore di numerosi detenuti a Guantanamo.

Sabato 24 gennaio, alle ore 12, saremo presenti —come da tradizione, in toga— in Piazza del Planetario a Roma, per poi recarci alla vicina Ambasciata degli Stati Uniti in Italia, in Via Vittorio Veneto, 121. Una delegazione chiederà di conferire con l’Ambasciatore.

Perché proprio gli Stati Uniti? Perché quanto sta accadendo dimostra che nessuna democrazia, per quanto consolidata, è al riparo dalla regressione autoritaria —e che il primo bersaglio è sempre il diritto di difesa. Negli ultimi mesi sono stati documentati: ordini esecutivi che colpiscono nominativamente studi legali per aver difeso clienti sgraditi al potere; revoche di security clearances, esclusione dagli edifici federali, cancellazione di contratti pubblici; pressioni e delegittimazione nei confronti di giudici federali; epurazioni nel Dipartimento di Giustizia ai danni di procuratori che hanno rifiutato incriminazioni politicamente motivate; sorveglianza, intimidazioni e richieste invasive verso avvocati impegnati in ambiti sensibili —immigrazione, libertà civili, diritti umani, proteste, dissenso.

Questi fenomeni, se normalizzati, compromettono principi fondamentali sanciti dal diritto internazionale: i Principi ONU sul ruolo degli avvocati del 1990, le garanzie del Patto internazionale sui diritti civili e politici, gli standard europei rafforzati dalla Convenzione del Consiglio d’Europa sulla protezione della professione di avvocato dell’anno scorso.

Quando il potere attacca chi difende, il silenzio non è neutralità: è complicità

Di seguito, per approfondire pubblichiamo lo statement di indizione della Giornata 2026.

StatementDEL2026 (1)Download

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Urik si aggiorna alla v0.15.0 beta: più controllo, swipe migliorato e nuovi layout


La tastiera open source Urik riceve l’aggiornamento v0.15.0 beta con nuovi layout, modalità a una mano, swipe più preciso e diverse correzioni mirate all’usabilità.
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La tastiera open source Urik (alternativa incentrata sulla privacy per Android) ha appena ricevuto un nuovo aggiornamento v0.15.0-beta con diverse novità.

Tra i cambiamenti più interessanti ci sono layout ottimizzati per dispositivi grandi (con modalità a una mano e schermo diviso), pulsante dedicato per cambiare rapidamente lingua, e la possibilità di rimappare i tasti in base alle pressioni prolungate. Sono stati aggiunti i layout QWERTZ e AZERTY, insieme a un pulsante per attivare/disattivare la maiuscola automatica e a un miglior riconoscimento dei percorsi di swipe per una digitazione più precisa. È inoltre ora possibile esportare e importare il database delle parole imparate dall’applicazione stessa, utile in caso di cambio smartphone.

Infine, anche il menu di pressione prolungata ora include il punto e virgola.

Oltre alle novità funzionali, l’aggiornamento risolve chiaramente anche diversi bug come le vibrazioni incontrollate col tasto backspace.


FONTE github.com


FONTE urik.io

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Treno Regionale 19409 con ETR425.108 Jazz – Arrivo & Partenza – Bolgheri – 18/03/2024


👍 Se il video ti è piaciuto lascia un bel mi piace!➕ Iscriviti per seguirmi e ricevere notizie sugli ultimi video!Grazie mille! 😄✅ Unisciti al canale telegram, in cui si potranno trovare foto e piccoli extra che non sono sul canale youtube! ➡️ https://tre
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Ollama ora genera immagini in locale: arriva il supporto sperimentale su macOS


Ollama introduce la generazione di immagini AI in locale su macOS. Supporto per Z-Image Turbo e FLUX.2 Klein, con Windows e Linux in arrivo.
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Ollama, la popolare piattaforma che permette di far girare modelli di intelligenza artificiale direttamente sul proprio computer, ha fatto un passo importante: da oggi è possibile generare immagini senza dover dipendere da servizi cloud esterni. La funzione è ancora sperimentale e per ora limitata a macOS, ma il supporto per Windows e Linux è già sulla roadmap.

Basta lanciare un comando dal terminale con il prompt desiderato e l’immagine viene salvata nella cartella corrente. I terminali più moderni come Ghostty o iTerm2 possono addirittura mostrarla direttamente inline, senza dover aprire altri programmi.

I modelli disponibili


Al lancio sono supportati due modelli. Il primo è Z-Image Turbo, sviluppato da Alibaba: 6 miliardi di parametri, risultati fotorealistici e una particolarità interessante, ovvero la capacità di renderizzare correttamente testo sia in inglese che in cinese all’interno delle immagini. È rilasciato con licenza Apache 2.0, quindi utilizzabile anche in ambito commerciale.

Il secondo è FLUX.2 Klein di Black Forest Labs, disponibile in due tagli: 4 e 9 miliardi di parametri. È pensato soprattutto per chi ha bisogno di generare immagini con testo leggibile. La versione da 4B è completamente open (licenza Apache 2.0), quella da 9B ha invece una licenza non commerciale (FLUX Non-Commercial License v2.1).

Personalizzazione e prossimi passi


Le opzioni di configurazione non mancano: si possono impostare larghezza e altezza dell’output, il numero di iterazioni (più step significano più dettaglio, ma anche tempi più lunghi), un seed per risultati riproducibili e persino prompt negativi per escludere elementi indesiderati.

Per il futuro il team di Ollama ha già annunciato l’arrivo del supporto su Windows e Linux, insieme a nuovi modelli e funzionalità di editing delle immagini.


FONTE ollama.com

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OsmAnd introduce la modalità motoslitta: navigazione offline sulla neve


OsmAnd introduce una modalità dedicata alle motoslitte con navigazione offline sui percorsi invernali. Utile soprattutto per chi viaggia in paesi dove questa attività è diffusa.
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OsmAnd continua ad ampliare le sue funzionalità di navigazione e questa volta pensa a chi si muove sulla neve. L’app ha infatti introdotto una modalità dedicata alle motoslitte, con uno stile mappa specifico che evidenzia i percorsi invernali ufficiali mappati su OpenStreetMap.

Come funziona


La nuova funzionalità permette di visualizzare i sentieri battuti distinti dalle strade normali e di seguirli direttamente dalla mappa. Il vantaggio principale, come riporta il blog ufficiale di OsmAnd, è che tutto funziona completamente offline: nelle zone remote dove si pratica questo tipo di attività la copertura di rete è spesso inesistente, e avere mappe che non dipendono dalla connessione può fare decisamente la differenza.

È anche possibile creare un profilo personalizzato con icona dedicata e impostazioni di navigazione specifiche, così da passare rapidamente alla modalità motoslitta quando serve.

Utile per chi viaggia


È una funzionalità probabilmente abbastanza inutile qui in Italia dove le motoslitte sono, credo, un’attività piuttosto di nicchia. Ma se state pianificando un viaggio in qualche paese dove la neve abbonda e i percorsi non mancano, sapere che OsmAnd può guidarvi anche lì potrebbe tornare utile!


FONTE osmand.net

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Prigionieri del nostro destino: la solitudine nell’era post-pandemica di Lorenzo Zucchi

Indice dei contenuti

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Titolo: prigionieri del nostro destino

Autore: Lorenzo Zucchi

data di pubblicazione: 25 maggio 2025

casa editrice: Edizioni Underground

numero pagine: 206 pagine

Mauro vive una vita ordinaria a Sesto San Giovanni: una famiglia apparentemente unita, un lavoro da tecnico di elettrodomestici, e un’ossessione per i gialli e i social notturni. Quando il lockdown ferma il mondo, Mauro continua a muoversi tra case e cortili, ma la sua mente deraglia. Il confine tra realtà e fantasia si assottiglia, tra desideri repressi e incontri ambigui con tre giovani donne: Emily, Flora e Christelle ― le sue “Tre Grazie”. Nel silenzio irreale di una città spenta, Mauro perde contatto con tutto, anche con sé stesso. Il ritorno del “cronista dell’invisibile”, con un romanzo nero e psicologico che unisce ironia, malinconia e suspense, per raccontare la solitudine urbana, il desiderio che consuma, e la sottile linea tra ciò che siamo e ciò che potremmo diventare.

Prigionieri del nostro destino: la solitudine nell’era post-pandemica di Lorenzo Zucchi

Prigionieri del nostro destino di Lorenzo Zucchi è un romanzo che esplora le cicatrici lasciate dalla pandemia, immergendoci in una Milano silenziosa e abbandonata, dove l’aria di paura, disagio e solitudine si fa palpabile. Zucchi ci racconta come gli anni della pandemia abbiano cambiato non solo il volto delle città, ma anche le dinamiche familiari e i rapporti interpersonali. Un viaggio emotivo che ci porta a riflettere sul vero significato della solitudine e dell’isolamento, temi tanto universali quanto devastanti.

La Solitudine come Tema Centrale


Nel romanzo, i protagonisti sono Antonella, Mauro, i loro figli e Costantin, un amico di Mauro che funge da supporto durante il difficile periodo della pandemia. La solitudine è il filo conduttore che lega le loro storie. Mauro si perde nel suo lavoro monotono, che diventa un rifugio dal caos esterno ma anche dalla sua vita familiare. Si lascia catturare da sogni giovanili e illusioni, mentre la sua famiglia si allontana sempre più. Antonella, dal canto suo, cerca una fuga, ma la sua ricerca di un sogno nuovo non riesce a colmare il vuoto che sente dentro.

La pandemia ha amplificato questa solitudine, ma la verità è che, per molti, essa era già presente. Non sono solo le pareti delle case a separare le persone, ma anche muri invisibili, spesso creati dai ritmi frenetici della vita quotidiana. In questo contesto, la solitudine non è più solo un’esperienza personale, ma un’emozione collettiva, condivisa da tutti, anche dai più piccoli.

La Ferita della Pandemia sui Più Giovani


Un tema particolarmente forte nel libro riguarda gli effetti devastanti della pandemia sui bambini. La privazione dei contatti sociali, la chiusura delle scuole e il distacco da amici e familiari ha avuto un impatto diretto sul loro sviluppo psicologico e relazionale. Zucchi esplora con delicatezza questo aspetto, mostrando come la pandemia abbia messo in crisi la crescita dei più giovani, non solo sul piano educativo, ma anche su quello emotivo. La solitudine, in un periodo in cui l’interazione sociale è stata drasticamente limitata, ha inflitto cicatrici che potrebbero non rimarginarsi facilmente.

Un Ritorno alla Natura


L’autore mi ha raccontato che Prigionieri del nostro destino è nato proprio durante quegli anni di isolamento forzato. Quello che la pandemia ha reso evidente è stata la necessità di rallentare e riscoprire ciò che davvero conta, come il contatto con la natura. Forse, un aspetto positivo di questa triste parentesi è stato il ritorno alla semplicità e alla bellezza dei piccoli gesti quotidiani, come camminare scalzi sull’erba. Zucchi, che cammina spesso a piedi nudi, racconta come questo semplice atto sia stato per lui una fonte di ispirazione, un modo per riconnettersi a una parte più selvaggia e primitiva di sé. Un messaggio potente: dobbiamo avere il coraggio di scoprire la nostra parte selvaggia e di tornare alle radici di ciò che siamo.

Un Romanzo di Profondità Psicologica


Prigionieri del nostro destino non è solo un romanzo sulla pandemia, ma una riflessione profonda sulla solitudine, sull’importanza dei legami umani e sull’impatto che l’isolamento può avere sulla nostra psiche. La scrittura di Zucchi, densa di emozioni e riflessioni, non si ferma alle prime parole, ma va oltre, spingendo il lettore a confrontarsi con il proprio vissuto e con le proprie paure. È un libro che invita a riflettere sulla nostra condizione esistenziale e ci fa capire quanto sia fondamentale non solo vivere accanto agli altri, ma anche vivere con gli altri, creando connessioni autentiche.

Se c’è qualcosa che possiamo imparare da questo romanzo, è che la solitudine, sebbene amplificata dal Covid, è una condizione che molti di noi portano dentro. La pandemia non ha inventato la solitudine, ma l’ha resa più visibile, più tangibile. Prigionieri del nostro destino ci invita a non rimanere prigionieri di questa solitudine, ma a cercare sempre il contatto, il dialogo, l’amore. Perché solo così possiamo davvero essere liberi.

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Hosting immagini, diario personale e inventario domestico: tre nuove app su PikaPods


Slink per le immagini, Journiv per il diario e HomeBox per l'inventario: tre nuove app open source disponibili su PikaPods, la piattaforma di self-hosting semplificato.
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PikaPods continua ad espandere il suo catalogo di applicazioni open source pronte all’uso. Per chi non lo conoscesse, è un servizio che permette di installare app sul cloud in pochi secondi, senza dover configurare server o mettere mano a Docker. I dati restano sotto il proprio controllo e la piattaforma si occupa di manutenzione e aggiornamenti.

Le nuove applicazioni


Le tre nuove aggiunte coprono esigenze piuttosto diverse:

Slink è una piattaforma per l’hosting di immagini, pensata per chi vuole smettere di dipendere da Imgur o servizi simili. Supporta lo storage locale oppure S3, permette di gestire utenti con flussi di approvazione e genera link condivisibili senza richiedere account a chi visualizza.

Journiv è un’app per tenere un diario digitale, con tracciamento dell’umore, suggerimenti di scrittura e statistiche sulle proprie abitudini. A differenza di soluzioni come Day One o Notion, tutto resta sul proprio server.

HomeBox trasforma il caos domestico in un inventario ordinato: scansione codici a barre, etichette stampabili e archivio di garanzie e manuali.

E gli aggiornamenti


Sul fronte aggiornamenti, Stirling PDF arriva alla versione 2.2.0 con una novità interessante: ora gestisce anche la conversione di eBook nei formati EPUB, MOBI e CBR. In pratica un unico strumento per PDF e libri digitali, tutto sul proprio server.

Anche Listmonk, piattaforma per newsletter, riceve un corposo aggiornamento con autenticazione a due fattori e recupero password via email.

Le applicazioni su PikaPods si possono provare gratuitamente, poi si paga in base alle risorse utilizzate.

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l’anno grotowskiano: audio degli incontri del 2009


Grotowski, il teatro come veicolo: 28 gennaio 2009 – DamsLab/Auditorium

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Grotowski, artista della notte: 29 gennaio 2009 – DamsLab/Auditorium

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Il Principe costante: 30 gennaio 2009 – DamsLab/Auditorium

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L’opera di Jerzy Grotowski come ‘oggetto di ricerca’: 3 febbraio 2009 – DamsLab/Auditorium

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L’ANNO GROTOWSKIANO
Grotowski e il teatro del nuovo millennio
a cura di Marco De Marinis
ciclo delle proiezioni video a cura di Nicola Pianzola

Il 2009 è stato proclamato, dall’UNESCO, anno grotowskiano. Ricorreranno infatti due anniversari: il decennale della scomparsa del grande regista e ricercatore teatrale e il cinquantenario della fondazione, ad opera sua e di Ludwik Flaszen, del Teatr Laboratorium di Opole in Polonia. Tutto il mondo celebrerà questa doppia ricorrenza, occasione ghiotta per ricordare una delle personalità più prestigiose del teatro contemporaneo, alfiere (con il Teatro Povero e le successive, complesse esperienze post-teatrali) di una delle rivoluzioni più radicali che la scena del Novecento abbia conosciuto.
Tuttavia, pur costituendo una figura chiave, la comprensione di Grotowski è talmente gravata da equivoci, luoghi comuni e insufficienti conoscenze, da aver prodotto quasi sempre immagini deformate, sfocate o eccessive. È così accaduto che, alla borsa valori della scena contemporanea, pochi protagonisti abbiano visto oscillare le proprie quotazioni com’è accaduto a Grotowski: per alcuni, un maestro indiscusso, e non soltanto di teatro, per altri poco più di un ciarlatano o, nel migliore dei casi, un regista provocatorio di pochissimi spettacoli.
Il problema è che, nel suo caso, risulta ancor più vistosamente inadeguato che per altri esempi-limite novecenteschi uno sguardo che resti tutto interno al teatro. In effetti, egli è stato fra coloro che si sono maggiormente adoperati per sfrangiarne i confini e per dissociarlo dal solo spettacolo, nel tentativo di riscoprirne una dimensione essenziale-originaria, addirittura anteriore a ogni divisione fra arte e vita, fra uomo e attore.
Per cercare di rendere conto della complessità della ricerca grotowskiana, senza rischiare di snaturarla o banalizzarla, bisogna considerare che essa ci costringe – come ha chiarito bene Ferdinando Taviani – a una doppia visuale, cioè ad attivare di continuo sia un punto di vista interno al teatro sia un punto di vista esterno: non l’uno o l’altro ma l’uno e l’altro insieme. Leggere l’itinerario artistico, intellettuale e umano di Grotowski solo in termini teatrali è sicuramente riduttivo e fuorviante; ma altrettanto anche se diversamente fuorviante sarebbe leggerlo solo in chiave extra-teatrale, rischiando di fare del teorico del Teatro Povero solamente uno dei tanti, e non di rado controversi, maestri spirituali che popolano la contemporaneità.
Ciò premesso, bisogna aggiungere che la doppia visuale va attivata anche quando si tratta di considerare varietà-discontinuità e unitarietà-continuità della ricerca grotowskiana. Anche in questo caso, non varietà-discontinuità o unitarietà-continuità ma l’una e l’altra insieme. Da un lato, infatti, l’itinerario teatrale e post-teatrale di Grotowski si presenta scandito in fasi abbastanza nettamente e comunque esplicitamente distinte: Teatro degli spettacoli, ovvero l’Arte come presentazione, dal ’59 al ’69; il Parateatro, dal ’70 al ’78; il Teatro delle fonti, dal ’78 all’’82; l’Arte come veicolo, dall’’85 al ’99; con il progetto americano dell’Objective Drama, ‘83-85, a far da ponte fra le ultime due fasi. Dall’altro lato, tuttavia, è fondamentale saper sempre mettere in luce gli elementi di coerenza e di continuità profonde che unificano l’intero itinerario (possiamo chiamarli: ricerca di un rituale umano basato non sulla fede ma sull’atto, oppure elaborazione di uno yoga dell’attore in senso vasto, o ancora lavoro dell’individuo su di sé), riguardanti tanto le motivazioni originarie quanto gli obiettivi essenziali della sua quête ininterrotta. Rispetto sia agli uni che alle altre sono soltanto gli strumenti, i mezzi impiegati, a cambiare nel corso del tempo.


28 gennaio / 3 febbraio 2009
in collaborazione con il Grotowski Institute of Wroclaw
L’ANNO GROTOWSKIANO
Grotowski e il teatro del nuovo millennio

a cura di Marco De Marinis
ciclo delle proiezioni video a cura di Nicola Pianzola

Conferenza di Marco De Marinis
Ouverture: Grotowski, il teatro come veicolo
28 gennaio • ore 15 • Laboratori DMS
ore 17: proiezione del video Il Teatr Laboratorium di Jerzy Grotowski

Conferenza di Georges Banu
Grotowski, artista della notte
29 gennaio • ore 15 • Laboratori DMS
ore 17: proiezione dei video My Dinner with Andre di Louis Malle e del video Akropolis

Conferenza di Luisa Tinti
«Il Principe costante» di Jerzy Grotowski: uno spettacolo emblema della ricerca teatrale contemporanea
30 gennaio • ore 15 • Laboratori DMS
ore 17: proiezione dei video Principe Costante. Ricostruzione e Training al teatro-laboratorio di Wroclaw/Training at the Teatr Laboratorium in Wroclaw

Conferenza di Zbigniew Osinski
L’opera di Jerzy Grotowski come «oggetto di ricerca»
traduzione di Marina Fabbri
3 febbraio • ore 15 • Laboratori DMS
ore 17: proiezione del video Acting Therapy

#ActingTherapy #Akropolis #annoGrotowskiano #art #arte #DamsLab #DamsLabAuditorium #disgiunzioneFraTeatroESpettacolo #GeorgesBanu #Grotowski #GrotowskiInstituteOfWroclaw #IlPrincipeCostante #IlTeatrLaboratoriumDiJerzyGrotowski #ilTeatroComeVeicolo #JerzyGrotowski #LaboratoriDMS #LouisMalle #LudwikFlaszen #LuisaTinti #MarcoDeMarinis #MarinaFabbri #MyDinnerWithAndre #NicolaPianzola #ObjectiveDrama #PerUnTeatroPovero #rivoluzioneTeatrale #TeatrLaboratorium #TeatrLaboratoriumDiOpole #teatro #teatroContemporaneo #TeatroLaboratorio #TeatroPovero #teatroLaboratorioDiWroclaw #teoria #teoriaDelTeatro #training #ZbigniewOsinski

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Tiānxíng Fort – 天行砲堡


Tiānxíng Pàobǎo noto anche come Tianxing Fort, si trova sulla montagna Wugongshan - 蜈蚣山 a Jincheng. Il sito si trova poco distante dal villaggio di Shuǐtóu - 水頭村, ed aveva il compito di proteggere il suo porto e la costa intorno. Sino al 2008 era possibi
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Tiānxíng Pàobǎo noto anche come Tianxing Fort, si trova sulla montagna Wugongshan – 蜈蚣山 a Jincheng.

M1 cannon

Il sito si trova poco distante dal villaggio di Shuǐtóu水頭村, ed aveva il compito di proteggere il suo porto e la costa intorno. Sino al 2008 era possibile osservare all’interno alcuni cannoni antiaerei da 90 mm (90AA), i quali da metà degli anni ’70 vennero progressivamente ritirati dal servizio e riassegnati all’Esercito come artiglieria di difesa costiera. Quasi ogni avamposto di prima linea nelle isole esterne ne era dotato. Con la successiva riduzione delle forze armate, molte di queste armi rimasero sigillate nelle postazioni, alcune ben conservate, altre completamente abbandonate. Secondo le testimonianze raccolte, solo dopo il 2011 l’esercito iniziò a rimuovere sistematicamente l’artiglieria rimasta. Accanto alla contraerea 90AA, la Wugongshan – 蜈蚣山 ospitava anche cannoni anticarro M1 da 57 mm, forniti dagli Stati Uniti in circa 400 esemplari, quasi tutti schierati sulle isole esterne. Armi già utilizzate nel corso della Seconda guerra mondiale, con canne spesso prossime al limite di utilizzo, ma comunque considerate sufficienti per un eventuale scontro ravvicinato con mezzi da sbarco nemici.

Quella della Montagna del Centopiedi era una postazione di livello compagnia, con un organico di 60–70 uomini, comandati dunque da un capitano. Vi operavano unità di mortai da 60 mm, una squadra di fanteria e un plotone di cannoni da 106 mm. Il sito dipendeva dal Battaglione Shuitou della Divisione Lieyu, incaricato della difesa del canale marittimo tra Kinmen e Lieyu, uno dei tratti più delicati della linea di contatto con la Cina continentale. Era l’unico battagliane di quella divisione presente a Kinmen Maggiore – 大金, gli altri si trovavano ovviamente a Kinmen Minore – 小金.

Le opere militari


Entrata del presunto posto di comando
Entrata del presunto posto di comando

Il punto di partenza si trova alle coordinate N24.402792363122394, E118.30023500843254; si tratta di un incrocio da cui a sinistra ci si ritrova dinnanzi un cancello militare chiuso che condurrebbe verso un complesso di edifici, data la posizione forse il comando della compagnia, mentre a destra, diretto verso il mare si trova un percorso che termina in un anello; intorno a tale tracciato, fra le sterpaglie ed il bosco, si possono ancora trovare postazioni per i cannoni, trincee, posti di guardia, ecc. Il punto più ad ovest dell’anello, è un bunker oggi occupato dal deposito di un contadino e dalle sue capre (N24.400087, E118.297711).

La maggior parte delle opere militari della vasta area consiste in una serie di fortificazioni e bunker d’artiglieria e difesa contraerea, oltre che depositi di munizioni, scavati nella roccia. La traduzione del nome del luogo appare piuttosto sinistra: La Montagna del Centipede o Centopiede, velenoso miriapode che striscia nel sottobosco alla ricerca di prede.

Data l’estensione, ci si trova dinnanzi ad una grande varietà di opere militari. Come già scritto, una parte dell’area, anche se in disuso, è ancora sotto il comando militare; dal punto di partenza, potendo accedere dal cancello sbarrato, un sentiero proseguirebbe sino ad una a postazione di tiro per un cannone.

deposito del contadino
deposito del contadino

崗哨 torretta di guardia - sentry
崗哨 torretta di guardia – sentry

Invece dirigendosi dal cancello verso il mare ed il percorso ad anello, si giunge ad una porzione del sito militare che è stata trasformata in deposito da un contadino, proprio dove pare esserci un’entrata per una porzione scavata nella roccia; da lì però non si passa, ed attenzione alle capre ed ai loro escrementi, un po’ ovunque. Poco più avanti ci si ritrova quasi a picco, al di sotto si possono notare le rocce su cui sono stati incollati frammenti di vetro per ostacolare l’eventuale avanzata nemica. Intorno si possono osservare torrette di guardia (che qualcuno utilizza come wc personale), qualche bunker e una quantità industriale di spazzatura. Dal deposito dovrebbe esserci una trincea in direzione sud ovest, che probabilmente termina in prossimità della sottostante spiaggia.

bunker
bunker

Sin qui il sito non sembra nulla di particolare. Invece arriva la sorpresa. Dal succitato deposito, a circa 285m in direzione sud, incastronato nella roccia di una piccola collina che si insinua verso la spiaggia, ecco apparire un’altra porzione fortificata del complesso militare. Ci si può arrivare anche dalla spiaggia. Da lì si può tornare indietro lungo un sentiero verso l’entroterra. Non so se sie in qualche modo collegata al deposito del contadino o ad altre opere a nord. La fortificazione occupa all’incirca 7.580 m² all’interno di un perimetro circa triangolare, fra bunker, edifici, torri di guardia, postazioni per cannoni e carri. Più o meno la superficie di un campetto da calcio a 7. Dal cancello chiuso ad inizio percorso, sino al bunker sul mare, la distanza è di circa 700 m.

bunker
bunker

Le gallerie dell’intero complesso militare alternano tratti in cemento armato – originariamente trincee a cielo aperto poi rinforzate – a tunnel scavati direttamente nella roccia. Proprio questi ultimi erano considerati i più sicuri in caso di bombardamento: capaci di resistere a colpi di artiglieria e attacchi aerei, a differenza delle strutture in cemento, vulnerabili a impatti diretti di grosso calibro. All’interno si incontrano postazioni difensive, cucine da campo, latrine, qualche utensile, sacchi di sabbia rivestiti di cemento o bottiglie contenenti misteriosi liquidi ignifughi.

bunker + [火砲拖車 - rimorchio cannone - artillery trailer]
bunker + [火砲拖車 – rimorchio cannone – artillery trailer]

bunker + [火砲拖車 - rimorchio cannone - artillery trailer]
bunker + [火砲拖車 – rimorchio cannone – artillery trailer]

Lungo la strada che conduce alla collina si possono osservare diversi bunker; nel 2019, anno della mia prima visita, all’imbocco si trovavano ancora alcuni rimorchi per trasportare i cannoni. Secondo le mie informazioni, alcuni dovevano rimanere come attrazione turistica e testimonianza, a complemento di tutto quanto dovrebbe essere trasformato in attrazione per i visitatori. All’epoca, ancora non si sapeva cosa sarebbe stato ceduto alla contea a e cosa no, quali strutture dedicare al turismo e dunque restaurare. Probabilmente si tratta di ripari per l’artiglieria, non so se all’interno vi siano dei tunnel o altro.

Dalla guerra al turismo


軍人集合場 - piazzale adunata - parade ground
軍人集合場 – piazzale adunata – parade ground

Fra le strutture militari destinate al riciclo, vi è anche la centrale elettrica del fiume Changjiang, convertita in cantina per il celebre liquore isolano Kaoliang.

In attesa del suo restauro, la Montagna del Centopiedi resta lì, silenziosa, con le sue feritoie vuote e le gallerie oscure, pronta a ghermire qualche anima sperduta che osi avventurarsi nei suoi bui cunicoli.

Wugongshan - 蜈蚣山 [金門縣現有巷道資訊管理系統 電子地圖]
Wugongshan – 蜈蚣山 [金門縣現有巷道資訊管理系統 電子地圖]

Fonti: a2928796.pixnet.net/blog/posts…

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Mullvad pubblica i risultati del nuovo audit di sicurezza


Mullvad pubblica l'audit di sicurezza 2025 dei suoi sistemi di account e pagamento: trovate 5 vulnerabilità, nessuna compromette la privacy degli utenti.
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Mullvad, la VPN svedese nota per il suo approccio radicale alla privacy, ha pubblicato i risultati di un nuovo audit di sicurezza condotto dalla società tedesca X41 D-Sec. L’analisi ha riguardato il sistema di gestione degli account e dei pagamenti, uno dei punti più delicati per qualsiasi servizio VPN.

Cinque vulnerabilità trovate e corrette


Come riporta Mullvad, gli auditor hanno individuato cinque problemi di sicurezza: due di gravità bassa e tre di gravità media. La buona notizia è che nessuno di questi compromette i dati degli utenti o le garanzie di privacy promesse dal servizio.

Il problema più rilevante riguarda i voucher: un bug di sincronizzazione avrebbe potuto permettere di applicare lo stesso codice sconto a più account se usato nello stesso istante. Si tratta di una vulnerabilità che tocca solo la parte di fatturazione, senza esporre informazioni personali.

Due delle vulnerabilità medie sono state oscurate nella versione pubblica del report per evitare che qualcuno possa sfruttarle per causare problemi di disponibilità del servizio. Le altre note “informative” suggeriscono miglioramenti generali alla configurazione, come l’uso più esteso di mTLS tra i servizi interni e la firma della lista dei server relay.

Trasparenza come punto di forza


L’approccio di Mullvad è interessante perché dimostra come la trasparenza possa essere un valore aggiunto per un servizio VPN. Pubblicare audit di sicurezza indipendenti, anche quando vengono trovate vulnerabilità, è una pratica che dovrebbe essere più diffusa nel settore.

Il report completo dell’audit è disponibile pubblicamente per chi vuole approfondire i dettagli tecnici. Questo tipo di audit si aggiunge a quello precedente del 2023, confermando che il sistema di account e pagamenti continua a reggere bene sotto esame approfondito.


FONTE mullvad.net


FONTE x41-dsec.de

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Alfio Carciola, il prete accogliente, ci ha lasciati


La parrocchia dei Santi Pietro a Paolo, ma anche la Chiesa locale e la città tutta hanno perso un’altra figura importante, Alfio Carciola. Un uomo mite, umile, discreto, affettuoso, un maestro “di accoglienza e di silenziosa spiritualità”, come lo hanno descritto i suoi amici del punto pace di Pax Christi a Catania. Anche noi vogliamo ricordarlo attraverso le parole di Santo Di Nuovo, che ha […]

Leggi il resto: argocatania.it/2026/01/22/alfi…

#parrocchiaSSPietroEPaolo #PaxChristi #SantoDiNuovo

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