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Non sono sicuro possa funzionare. Sembra il solito cerotto che dopo poco tempo si stacca. Ci saranno i soliti furbetti che gettano ancora più rifiuti e poi li raccolgono per trasformarli in punti e premi. I problemi vanno affrontati alla radice.

#stampasvizzera #buonsenso

rsi.ch/s/3063779

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Sembra un invito a mandare ancora più bambini al pre-asilo invece di lasciare che se ne occupino i genitori, oppure al divorzio. Il matrimonio "classico" diventa sempre più caro e svantaggioso dal punto di vista fiscale.

#stampasvizzera #buonsenso

tio.ch/svizzera/politica/18626…

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Riflessione sulla mobilità, l’ambiente urbano e la qualità della vita a Lugano

Negli ultimi anni, osservando le strade e i quartieri di Lugano, ho percepito una certa rassegnazione nelle abitudini quotidiane: traffico, rumore e inquinamento vengono spesso accettati come inevitabili. La cultura della mobilità resta fortemente centrata sull’automobile, una vera e propria motonormatività, che condiziona le scelte urbane e rallenta la diffusione di alternative più sostenibili, come la mobilità lenta o la micromobilità.

Ciò che colpisce è la difficoltà delle istituzioni nel favorire un cambiamento reale: interventi per ridurre il traffico, migliorare la sicurezza o rafforzare la sensibilità ecologica sono spesso limitati o tardivi. Al contempo, parte della popolazione ha adottato stili di vita rumorosi e motorizzati, poco integrati nelle abitudini locali, generando comportamenti che non rispecchiano la tradizione ticinese di rispetto dell’ambiente urbano e della quiete.

Un altro problema importante riguarda la presa di decisioni basata su statistiche e misurazioni obsolete o incomplete. Ad esempio, la misurazione del rumore urbano spesso considera solo medie generali e due fasce orarie, senza valutare i picchi né le condizioni reali dei quartieri. Questo approccio può portare a interventi inefficaci o mal calibrati. Inoltre, raramente vengono adottati criteri chiari per verificare a posteriori il successo delle misure implementate: diventa quindi difficile capire se le politiche adottate migliorino davvero la qualità della vita.

Accanto a questi aspetti, ritengo fondamentale la presenza della polizia nei quartieri e la qualità dello spazio urbano. Studi sul community policing in Svizzera evidenziano che una presenza stabile e visibile delle forze dell’ordine può rafforzare la percezione di sicurezza. Insieme a una progettazione urbana attenta — con riduzione del rumore, spazi verdi e percorsi per la mobilità lenta — questi elementi contribuiscono in modo significativo al benessere dei residenti.

Mi chiedo quindi se il problema non sia solo culturale, legato alla motonormatività o alla scarsa sensibilità ecologica, ma anche organizzativo e strutturale: senza interventi mirati, basati su dati aggiornati e criteri verificabili, la città rischia di restare ostaggio di abitudini consolidate, senza migliorare realmente la vita dei suoi abitanti.

È necessario un approccio integrato: ridurre il traffico motorizzato, promuovere una cultura più consapevole, garantire la sicurezza e valorizzare gli spazi urbani. Solo così Lugano potrà diventare una città in cui la vita quotidiana non sia solo tollerabile, ma davvero piacevole e sicura per tutti.

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Corrisponde al vero il fatto che recentemente a Lugano si sono sentiti meno elicotteri in volo. Ma la città ha pensato bene di compensare con voli di aerei da turismo e acrobazia. In questo modo i rumori molesti non sono mai venuti a mancare.

#stampasvizzera #buonsenso

tio.ch/ticino/attualita/185820…

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La zona è rinomata per la presenza di case di vacanza e alberghi di lusso. L'aeroporto avrà certamente un'utilità e rilevanza per la regione e l'intera popolazione locale. Evidentemente sono ironico.

#stampasvizzera #buonsenso

rsi.ch/s/3046688

Questa voce è stata modificata (7 mesi fa)

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Una multa di 200-300 franchi potrebbe costare meno dello smaltimento regolare dei rifiuti.

#stampasvizzera #buonsenso

tio.ch/svizzera/attualita/1860…

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Scorrendo i commenti all'articolo si capisce immediatamente quanta ignoranza e disinformazione regnano tra i cittadini. È triste e sconfortante constatare che la motonormatività sia radicata a fondo e la mentalità dura da cambiare. Mi auguro che la petizione abbia un seguito.

#stampasvizzera #buonsenso

tio.ch/svizzera/attualita/1860…

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Su una scala diversa forse ma dei controlli simili andrebbero fatti periodicamente anche dalle nostre parti. Purtroppo i (molti) soldi guidano il mondo e le leggi che lo governano.

#stampasvizzera #buonsenso

tio.ch/dal-mondo/cronaca/18598…

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Davvero sostenibile... Difficile procurasi la carne da più lontano e essere più in contrasto con gli obbiettivi climatici. Continuiamo a calare le brache davanti a Trump invece di trovare soluzioni a lungo termine e cogliere l'occasione per riorientarci.

#stampasvizzera #buonsenso

rsi.ch/s/3031988

swissinfo.ch/ita/scienza/gli-s…

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Capisco che in alcune realtà siano già applicati prezzi dinamici. Non è sfiancante e frustrante scoprire in continuazione di avere pagato troppo una merce che poche ore più tardi sarebbe costata meno? Non si penalizzano determinate persone che non possono fare acquisti nel momento più opportuno? Non nasce una sorta di bagarino che acquista e rivende facendo un margine? Che prezzi si applicano agli acquisti con consegna a domicilio? Non fanno pensare a guerra e crisi?

rsi.ch/s/3023804

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"Per tutta la durata del cantiere sarà garantito il transito della mobilità lenta e dei ciclisti"

La mobilità è lenta per forza, con tutti gli ostacoli che si trovano sul percorso e i semafori che danno priorità al traffico motorizzato. Si aggiungano pure i ciclisti che circolano sui marciapiedi, dato che il tratto di strada per un anno sarà trasformato in un senso unico e non è previsto un percorso alternativo, se non con importanti deviazioni.

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Ancora una volta i più abbienti decidono il meglio per i propri interessi e gli altri subiscono solo gli effetti negativi delle decisioni prese. Per la comodità e svago di pochissimi, un'intera regione deve sopportare l'inquinamento dell'aria e il rumore generato dai velivoli. Inoltre si vorrebbe ampliare il campo di volo in una zona già martoriata e rovinata dal traffico stradale. Avanti così, Ticino!

#stampasvizzera #buonsenso

rsi.ch/s/3027662

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In effetti il segnale di divieto è interpretabile in diversi modi:
1. I cani non sono ammessi
2. I cani non accompagnati non sono ammessi
3. I cani non sono ammessi sull'erba
4. I cani della razza raffigurata non sono ammessi
5. I cani maschi con due zampe e ben dotati non sono ammessi
6. I cani neri non sono ammessi
7. I cani che guardano verso destra non sono ammessi
8. Il cartello è ornamentale

Chissà la signora come lo ha interpretato. Probabilmente lo ha semplicemente ignorato.

Questa voce è stata modificata (8 mesi fa)

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Stanotte hanno spaccato la vetrina del negozio di mio fratello.
Un gesto vigliacco, che va oltre il danno materiale.
Hanno colpito un’attività rara: quella dell’arrotino. Un mestiere antico, fatto di pazienza, precisione e tradizione. In un mondo che corre, chi lavora con le mani e con il cuore andrebbe protetto, non messo in ginocchio.
Chi fa queste cose non ruba solo oggetti: ruba dignità, fatica e futuro.

coltelleriamaturi.com

#promozione #sostenibilita #sostegno

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DuckDuckGo lancia un filtro per rimuovere le immagini generate dall’intelligenza artificiale

📌 Link all'articolo : redhotcyber.com/post/duckduckg…

#redhotcyber #hacking #cti #ai #online #it #cybercrime #cybersecurity #technology #news #cyberthreatintelligence #innovation #privacy

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The Unusual Suspect: quando i repo Git aprono la porta sul retro


Nel mondo della cybersecurity siamo abituati a dare la caccia ai mostri: APT, 0-day, malware super avanzati, ransomware con countdown da film di Hollywood. Ma intanto, nei corridoi silenziosi del codice sorgente, si consumano le vere tragedie. Silenziose, costanti, banali. Repository Git pieni zeppi di credenziali, token, chiavi API e variabili di ambiente spiattellate come fosse la bacheca dell’oratorio.

La notizia la riporta The Hacker News: una nuova campagna di attacchi, soprannominata “The Unusual Suspect”, sfrutta repository Git pubblici e privati per accedere ad ambienti cloud, pipeline CI/CD e database interni, con una facilità che fa più paura di un exploit zero-click. Non c’è magia nera. Non c’è necessità di brute force o social engineering. Serve solo un po’ di pazienza, un motore di ricerca, e… la dabbenaggine di chi commit(a) i segreti senza pensarci due volte.

Il codice è il nuovo perimetro. Ma qualcuno non ha ricevuto la notifica.


L’attacco si basa su una verità semplice, ma devastante: i repository Git sono ormai il centro di gravità permanente del software moderno. Contengono tutto. Codice, configurazioni, log, cronjob, script bash di provisioning, playbook Ansible. E in mezzo a tutta questa roba, spesso ci scappano – anzi, ci cascano – anche file .env, chiavi SSH, config.yml con hardcoded credentials e token OAuth lasciati lì “per fare prima”.

Gli attaccanti lo sanno bene. E lo sfruttano. Con tool automatizzati che scandagliano milioni di repo alla ricerca di stringhe sospette, API key note, access token e pattern classici (AKIA..., ghp_..., eyJhbGciOi...). Appena trovano l’ingresso, entrano. E non bussano.

Il caso tj-actions/changed-files: 23.000 repo esposti, nessuna pietà


A marzo 2025 esplode uno dei casi più eclatanti dell’anno. Una GitHub Action molto usata — tj-actions/changed-files — viene modificata da un attaccante che ha trafugato un GitHub PAT. La nuova versione? Una trappola perfetta: stampa nei log tutte le secrets disponibili nel runner CI/CD. Tutte. E quei log, tanto per gradire, sono pubblici.

Risultato? Migliaia di repository, aziende e sviluppatori si sono ritrovati con le mutande digitali abbassate in piazza. Le loro chiavi AWS, token GCP, PAT GitHub, chiavi Stripe o Twilio… tutte lì, nei log. A disposizione di chiunque sapesse cosa cercare. E gli attaccanti hanno cercato. Eccome se hanno cercato.

L’obiettivo? Non tanto la Action in sé, ma i progetti target che ne facevano uso. Come coinbase/agentkit. Sì, proprio Coinbase. Non stiamo parlando della startup sotto casa.

Non è un problema tecnico. È un problema culturale.


La cosa che fa più rabbia non è l’attacco in sé, ma quanto fosse evitabile. Bastava usare l’hash del commit anziché il tag v4. Bastava fare secret scanning prima del push. Bastava configurare correttamente i permessi delle GitHub Actions. Ma no. Il Dev scrive, commit(a), push(a) e via andare. “Ci penserà qualcun altro a fare la security”. Ecco, news flash: quel qualcun altro non c’è. E quando l’attacco arriva, è sempre troppo tardi.

Qui non serve un patch di sicurezza. Serve una riscrittura del DNA operativo. I repo vanno trattati come asset critici. Le pipeline come potenziali vettori d’attacco. I file .env devono sparire dai commit come le password scritte sui post-it. E i dev devono capire che non sono solo coder, ma i primi difensori dell’infrastruttura.

La CI/CD è il nuovo campo minato


La vera bomba di questi attacchi non è solo l’ingresso iniziale. È ciò che succede dopo. Perché attraverso la CI/CD, l’attaccante può fare praticamente tutto: modificare gli artefatti, inserire backdoor, distribuire payload nei container, creare persistenza nei Lambda, oppure fare exfiltration tranquillo via S3. Tutto questo passando per runner CI pubblici, spesso non monitorati, senza EDR, senza SIEM, e con più privilegi di quanto dovrebbe avere un pentester col cappello bianco.

Se lasci il cancello della pipeline aperto, l’attacco è solo una questione di tempo.

La realtà? È che in troppi stanno dormendo


In questo momento, ci sono migliaia di repository Git con chiavi valide committate. Alcune da sviluppatori freelance che non hanno idea del rischio. Altre da aziende grandi, blasonate, piene di certificazioni ISO e badge SOC2 sul sito. Tutti convinti che “tanto chi vuoi che ci guardi?”. Ma gli attaccanti guardano. E guardano molto più in profondità di quanto crediate.

Questa non è paranoia. È cronaca. E se non iniziamo a trattare i repository come asset strategici, finiranno per essere l’anello debole che ci farà crollare addosso tutta l’impalcatura.

Conclusione


Questa storia ci insegna una cosa: la sicurezza moderna non ha bisogno di eroi, ma di disciplina. Di processi. Di controlli. Di cultura. Perché oggi, più che mai, un semplice git push può diventare l’inizio della fine.

Il nemico non bussa più alla porta. Passa dal repository.

L'articolo The Unusual Suspect: quando i repo Git aprono la porta sul retro proviene da il blog della sicurezza informatica.

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La ragazza senza nome. Un'atrocità dell'idf, 1949


La ragazza senza nome
12 agosto 1949. Nirim, deserto del Negev, Palestina.
I militari israeliani ricevono un ordine scritto dal comando: "Dovete sparare per uccidere ogni arabo nel vostro settore".
La caccia al palestinese è aperta.

La zona è inospitale, vivono solo due tribù beduine palestinesi, i militari dell'IDF scorgono un uomo e una ragazzina, mirano all'uomo e lo uccidono.
La ragazzina viene rapita, portata nell'avamposto militare e rinchiusa in una baracca.

Lungo la strada incontrano una mandria di cammelli al pascolo.
Il convoglio si ferma, i militari scendono dai mezzi, estraggono le armi e aprono il fuoco. Sessanta cammelli vengono uccisi a colpi di mitra.

È sera. I militari sono a cena, tre lunghe tavolate.
Entra il comandante dell'avamposto, il sottotenente Moshe, ha una proposta per i soldati: "Abbiamo un'araba nella baracca, lascio a voi la scelta, volete che diventi la nostra cuoca o la nostra schiava sessuale?"
Scrive Haaretz "I militari rispondono entusiasti, sco-pa-re, sco-pa-re".

Stabiliscono i turni: prima gli ufficiali, poi i soldati. Gli autisti degli ufficiali protestano "vogliamo partecipare anche noi!"
"Calma" dice il comandante "verrà anche il vostro turno, come anche per il cuoco, l'infermiere e il medico"

Il comandante ordina di prelevare la ragazzina e di tagliarle i capelli.
La conduce nella doccia, la lava con le sue mani e la stupra davanti ai soldati che osservano.

L'idea piace a un altro ufficiale che decide di stuprarla allo stesso modo.
La ragazzina viene stuprata per tre lunghi giorni da 20 militari dell'IDF.

La storia della ragazzina palestinese stuprata a turno la conoscono in tanti, troppi, la voce arriva a Ben-Gurion, che ordina di riportarla nel villaggio da dove era stata rapita.

Ma le condizioni di salute della ragazzina sono gravissime, ha perso conoscenza, ha bisogno di cure urgenti.
Alcuni militari, su ordine del comandante dell'avamposto, contraddicendo agli ordini di Ben-Gurion, la caricano su una jeep, la portano nel deserto e la uccidono con un colpo al cuore.
Scavano una buca, scoppia una lite tra i militari, nessuno vuole più scavare, la buca è di soli 30 cm, la gettano dentro, la cospargono di benzina e la ricoprono con la sabbia del deserto.

Ben-Gurion va su tutte le furie, un sottotenente non ha eseguito un suo ordine. Decide di dargli una lezione.
Pretende che venga processato in segreto da una corte marziale per stupro e omicidio e che gli atti del processo vengano secretati.
Il comandante dell'avamposto viene condannato a 16 anni, gli altri militari stupratori, compreso gli esecutori dell'omicidio, a pene simboliche.

Gli atti processuali verranno desecretati solo nel 2003, visionati da alcuni storici e pubblicati da Haaretz, poi dal Guardian.

Cito due episodi agghiaccianti emersi dagli atti processuali:
• viene rilevata l'impossibilità di dare un nome alla ragazza poiché "nessuno dei soggetti con cui ha avuto contatto ha chiesto il suo nome";
• L'età della ragazza è incerta in quanto "alcuni militari riferiscono che avesse 18-19 anni, altri 13-15, altri ancora, 10 anni" (!)

Lo storico israeliano Benny Morris, intervistato da Haaretz su questa vicenda, ha affermato che, durante le sue ricerche negli archivi militari israeliani è rimasto "sorpreso dalla quantità di casi di stupro" "molti dei quali si concludono con l'omicidio della vittima"

* Fonti : vari articoli di Haaretz (consultabili in un unico link), Al-Arabiya, Diario di Ben Gurion

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facebook.com/share/1B3unBqsnF/

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Chi deve recarsi a Lugano (o qualsiasi altra città) eviti di usare l'automobile...

#stampasvizzera #buonsenso

Lugano, che traffico. Ci vorrà pazienza tio.ch/ticino/cronaca/1852033/…

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Conducenti che viaggiano a 60 km/h in zone con velocità limitata a 30 km/h probabilmente non fanno notizia e non vale la pena nemmeno di monitorarli.

#stampasvizzera #buonsenso

Denunciati tre pirati della strada rsi.ch/s/2959832

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Che belle iniziative... fuori dal Ticino...

#stampasvizzera #buonsenso

Trucchi contro la canicola: ecco come Ginevra affronta il caldo torrido rsi.ch/s/2940069

Questa voce è stata modificata (9 mesi fa)

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Non dovrebbe nemmeno essere necessario bandire il fumo. Se vi fossero meno egoismo, menefreghismo, stupidità e più rispetto, tante restrizioni non sarebbero necessarie e non dovrebbero essere nemmeno discusse o votate. Vive la France!

#stampasvizzera #buonsenso

Da domani bando al fumo in spiagge, parchi e fermate del bus tio.ch/dal-mondo/attualita/184…

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La politica continua a remare contro e a negare l'utilità dimostrata più volte delle strade cittadine con velocità limitata a 30 km/h. Probabilmente il sistema democratico e basato sulla rappresentanza ha fatto il suo tempo.

#stampasvizzera #buonsenso

Albert Rösti accelera contro i 30 km/h rsi.ch/s/2936358

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La normativa prevede la possibilità di multare chi va "troppo" piano ma non ho mai notato un controllo in tal senso.

Vedo alcuni motivi principali per cui un conducente possa andare "troppo" piano:
- Uso del telefonino al volante
- Anziano insicuro al volante

In ogni caso sono d'accordo che andrebbero tolti dalla circolazione. A meno che lo facciano davvero per risparmiare carburante ma in questo caso i limiti andrebbero adeguati per tutti.

tio.ch/svizzera/attualita/1848…

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È stato pubblicato il Report sullo stato di sostenibilità (diciamo pure di insostenibilità) della Pesca.
Il 65% della pesca nel Mediterraneo e mar Nero non è sostenibile.
Ma dove ci sono regole, in buona parte vengono seguite.
Bisogna che ci siano maggiori regolamentazioni (e dove oggi non ci sono, anche controlli perché si inizi rispettandole).

rinnovabili.it/clima-e-ambient…

Il link alla pagina per fare il download del documento originale (in inglese)
openknowledge.fao.org/items/ac…

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Davvero le auto sono sempre più ingombranti e pericolose? Quasi non lo avevo notato. Purtroppo siamo noi "clienti" a guidare l'andamento del mercato e inoltre in certe culture l'auto è ancora uno status symbol.

#stampasvizzera #buonsenso

Auto sempre più alte, l'allarme: «Pericolose e potenzialmente mortali» tio.ch/svizzera/attualita/1845…

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La politica ora osa anche lanciare gli ultimatum, nonostante le soluzioni proposte siano pessime e dalle conseguenze prevedibilmente disastrose. Forse è una delle ragioni per cui l'eletto in questione vuole disfarsi del dipartimento di cui attualmente è a capo per lasciarlo al suo compare.

#stampasvizzera #buonsenso

Circonvallazione Agno-Bioggio: «Non più sottoterra, ma in superficie» tio.ch/ticino/politica/1843233…

Questa voce è stata modificata (9 mesi fa)

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