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Window Shuffle organizza le finestre di GNOME tra i vari spazi di lavoro


Window Shuffle è un'estensione GNOME Shell che distribuisce le finestre aperte tra i workspace, con scorciatoie e diverse opzioni per i monitorL'articolo "Window Shuffle organizza le finestre di GNOME tra i vari spazi di lavoro" proviene da Linux Easy.
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Omarchy: i finanziamenti della Fondazione Omacom raggiungono 13 milioni di dollari, con oltre 4 milioni all’anno destinati alle spese


Dalla fantascienza alla realtà. Ciò che fino a ieri sembrava irraggiungibile prende forma davanti ai nostri occhi. L’evoluzione dell’ecosistema GNU/Linux accelera grazie a progetti che dimostrano una maturità tecnologica sempre più evidente, e la...

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OpenWhispr porta dettatura vocale e agenti AI open source su Linux


OpenWhispr è un'alternativa open source a WisprFlow e Granola per dettatura vocale, trascrizione, riunioni e agenti AI su LinuxL'articolo "OpenWhispr porta dettatura vocale e agenti AI open source su Linux" proviene da Linux Easy.
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KDE Photos potrebbe sostituire Gwenview come visualizzatore di immagini predefinito


KDE valuta Photos come possibile sostituto di Gwenview: più moderno, veloce e adatto anche a grandi raccolte di immaginiL'articolo "KDE Photos potrebbe sostituire Gwenview come visualizzatore di immagini predefinito" proviene da Linux Easy.
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Brave è più veloce di Chrome, Edge e Firefox


Brave afferma di caricare le pagine il 20% più velocemente dei principali browser, consumando meno CPU, RAM ed energia.
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Zenwalk Current Milestone 2026: la distribuzione GNU/Linux basata su Slackware si aggiorna con kernel Linux 7.1


Zenwalk Current Milestone 2026 rappresenta l’ultima evoluzione di una distribuzione GNU/Linux che unisce la solidità di Slackware a un’esperienza desktop moderna e accessibile, pensata per chi cerca un sistema stabile, leggero e pronto all’uso....

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GNOME Sushi 51 si rinnova con GTK4 e tante nuove funzioni


GNOME Sushi 51 passa a GTK4 con nuove funzioni, anteprime più fluide, ridimensionamento adattivo e scorciatoie per NautilusL'articolo "GNOME Sushi 51 si rinnova con GTK4 e tante nuove funzioni" proviene da Linux Easy.
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Linux muove i primi passi sul MacBook Neo con Apple A18 Pro


Linux compie i primi passi su Apple A18 Pro e MacBook Neo grazie ai nuovi patch per kernel e Device Tree, ma il supporto è ancora molto limitatoL'articolo "Linux muove i primi passi sul MacBook Neo con Apple A18 Pro" proviene da Linux Easy.
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Controllo dell’età: dove siamo arrivati e perché Linux, per ora, può tirare un sospiro di sollievo tra Stati Uniti e Europa


Dopo mesi di leggi, proposte, polemiche e qualche modifica a systemd, la questione della verifica dell'età online sembra aver preso una direzione un po' più chiara: negli Stati Uniti arriva un'importante esenzione per l'open-source e le distribuzioni Linux, mentre l'Unione Europea prova a costruire un sistema comune e rispettoso della privacy.

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AfD raddoppia, il cordone sanitario non basta più


Le proiezioni ARD, basate sugli exit poll e su gran parte dello scrutinio, assegnano all’AfD circa il 44% in Sassonia-Anhalt: più del doppio del 20,8% raccolto nel 2021. La CDU, che guidava il Land, precipita intorno al 18%. Il risultato definitivo arriverà a scrutinio concluso…


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Mosca, nona missione di Witkoff e Kushner da Putin: tregua di tre giorni, pace lontana


Steve Witkoff e Jared Kushner tornano al Cremlino per la nona volta in pochi mesi, portando a Vladimir Putin la proposta di pace di Donald Trump sulla guerra in Ucraina. L'incontro di venerdì 5 settembre, durato circa tre ore, si chiude con un risultato modesto: una tregua recipr…


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Cernobbio, Monti e Vannacci si scambiano accuse: fascismo contro incostituzionalità


Al Forum Ambrosetti di Cernobbio va in scena lo scontro tra Mario Monti e il generale Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale. L'ex premier accusa il programma del partito di Vannacci di "violare la Costituzione" e denuncia "la ricostituzione della narrativa, della retorica…


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Oppo A7 Pro Max ufficiale: batteria da 8.000 mAh e resistenza estrema in tre colori


Oppo ha ufficializzato l'arrivo del nuovo A7 Pro, l'ultimo nato della serie A destinato al mercato cinese, con lancio fissato per l'11 settembre alle 10:00 (ora locale). In vista del debutto, l'azienda ha svelato le colorazioni disponibili e alcune delle caratteristiche più interessanti del dispositivo, a partire da una batteria dalla capacità davvero notevole per uno smartphone di fascia media. Batteria da 8.000 mAh pensata per durare nel tempo Il vero punto di forza dell'Oppo A7 Pro Max […]
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Oppo ha ufficializzato l’arrivo del nuovo A7 Pro, l’ultimo nato della serie A destinato al mercato cinese, con lancio fissato per l’11 settembre alle 10:00 (ora locale). In vista del debutto, l’azienda ha svelato le colorazioni disponibili e alcune delle caratteristiche più interessanti del dispositivo, a partire da una batteria dalla capacità davvero notevole per uno smartphone di fascia media.

Batteria da 8.000 mAh pensata per durare nel tempo


Il vero punto di forza dell’Oppo A7 Pro Max è la batteria monocella da ben 8.000 mAh. Secondo i test di laboratorio condotti dall’azienda, la cella sarebbe in grado di mantenere oltre l’80% della propria capacità originaria anche dopo cicli di ricarica equivalenti a circa sette anni di utilizzo quotidiano, un dato che punta chiaramente sulla longevità del dispositivo nel tempo.

Non manca inoltre la certificazione IP69K, che garantisce protezione da polvere e da getti d’acqua ad alta pressione e temperatura, rendendo lo smartphone adatto anche a condizioni d’uso particolarmente gravose.

Una struttura pensata per resistere alle cadute


Oppo ha integrato nel telaio dell’A7 Pro Max quella che definisce “architettura a diamante”, un sistema di rinforzo strutturale che coinvolge gli angoli del telefono, travi interne per la dissipazione degli urti e materiali cuscinetto a protezione dei componenti più delicati. L’obiettivo è ridurre al minimo i danni in caso di cadute accidentali, un aspetto particolarmente apprezzato da chi cerca uno smartphone robusto per un uso quotidiano intenso.

Tre colorazioni e specifiche ancora da confermare


Sul fronte estetico, l’A7 Pro Max sarà disponibile in tre varianti cromatiche: un azzurro chiaro chiamato “Riding the Waves”, un rosa tenue con sfumature grigie denominato “Every Step Blossoms” e un marrone scuro battezzato “Desert Brown”. Una gamma di colori piuttosto ampia per un dispositivo della serie A, pensata per intercettare gusti diversi.

  • Batteria monocella da 8.000 mAh, fino a 7 anni di durata stimata
  • Certificazione IP69K contro polvere e acqua ad alta pressione
  • Struttura rinforzata con “architettura a diamante” anti-caduta
  • Display OLED da 6,57 pollici Full HD+ (non confermato ufficialmente)
  • Chip Snapdragon 4 Gen 5 e Android 16 con ColorOS (non confermato ufficialmente)

Le specifiche non ancora confermate ufficialmente da Oppo, come il chipset Snapdragon 4 Gen 5 e il display OLED da 6,57 pollici, derivano da indiscrezioni circolate prima dell’annuncio e dovrebbero trovare conferma definitiva in occasione del lancio dell’11 settembre.

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AnTuTu V12 in beta pubblica: il benchmark cambia volto per valutare gli smartphone in modo più realistico


AnTuTu, una delle app di benchmark più utilizzate su Android per misurare le prestazioni degli smartphone, ha rilasciato la beta pubblica della sua nuova versione, AnTuTu V12. Non si tratta di un semplice aggiornamento cosmetico: l'app rivede in profondità i propri criteri di valutazione, abbandonando la logica del semplice punteggio numerico a favore di test pensati per riflettere l'utilizzo reale dei dispositivi nella vita di tutti i giorni. CPU: non solo picco di potenza, ma anche […]
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AnTuTu, una delle app di benchmark più utilizzate su Android per misurare le prestazioni degli smartphone, ha rilasciato la beta pubblica della sua nuova versione, AnTuTu V12. Non si tratta di un semplice aggiornamento cosmetico: l’app rivede in profondità i propri criteri di valutazione, abbandonando la logica del semplice punteggio numerico a favore di test pensati per riflettere l’utilizzo reale dei dispositivi nella vita di tutti i giorni.

CPU: non solo picco di potenza, ma anche efficienza


Il test CPU è stato rivisto sia nella componente single-core sia in quella multi-core, con l’obiettivo di rappresentare meglio il comportamento del processore durante un utilizzo quotidiano. AnTuTu V12 non si limita più a misurare le prestazioni di picco alla massima frequenza, ma valuta anche l’equilibrio tra potenza di calcolo e consumo energetico, un aspetto sempre più rilevante per l’autonomia degli smartphone Android moderni.

Per garantire misurazioni comparabili, l’azienda ha condotto i propri test di riferimento in condizioni standardizzate: temperatura ambiente di circa 26 gradi, batteria carica sopra l’80% e luminosità dello schermo fissata a 300 nit.

GPU più realistica e nuovo test per l’intelligenza artificiale


Anche il comparto grafico riceve un aggiornamento sostanziale. Il test GPU utilizza ora scene più dettagliate e realistiche, con illuminazione e ombreggiature più curate, avvicinandosi maggiormente agli scenari dei giochi mobile più esigenti attualmente disponibili sul Play Store.

Tra le novità più interessanti spicca l’introduzione di un test basato su Vulkan chiamato “Cooperative Matrix”, pensato per valutare le capacità di calcolo matriciale della GPU, un parametro sempre più legato anche ai carichi di lavoro legati all’intelligenza artificiale on-device.

  • Quattro aree completamente rinnovate: CPU, GPU, memoria e UX
  • Nuovo test GPU basato su Vulkan per il calcolo matriciale (AI)
  • Interfaccia dell’app ridisegnata
  • Punteggi non comparabili con le versioni precedenti di AnTuTu


Attenzione ai confronti con le vecchie versioni


Proprio perché i criteri di valutazione sono cambiati radicalmente, AnTuTu avverte che i punteggi ottenuti con la versione V12 non potranno essere confrontati direttamente con quelli delle edizioni precedenti dell’app. Da ora in avanti, i produttori e gli appassionati di smartphone Android dovranno abituarsi a una nuova scala di riferimento, che diventerà lo standard per i confronti prestazionali dei prossimi mesi.

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Samsung punta tutto sulla fascia media: produzione record per i Galaxy A nonostante il caro-memorie


Mentre il rincaro dei componenti di memoria sta spingendo diversi produttori a ridurre la produzione degli smartphone di fascia bassa, Samsung sembra intenzionata a percorrere la strada opposta. Secondo indiscrezioni provenienti dalla Corea del Sud, l'azienda punterebbe infatti a un forte incremento della produzione della serie Galaxy A, accettando margini di profitto più ridotti pur di consolidare la propria quota di mercato a livello globale. Oltre 33 milioni di Galaxy A in quattro […]
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Mentre il rincaro dei componenti di memoria sta spingendo diversi produttori a ridurre la produzione degli smartphone di fascia bassa, Samsung sembra intenzionata a percorrere la strada opposta. Secondo indiscrezioni provenienti dalla Corea del Sud, l’azienda punterebbe infatti a un forte incremento della produzione della serie Galaxy A, accettando margini di profitto più ridotti pur di consolidare la propria quota di mercato a livello globale.

Oltre 33 milioni di Galaxy A in quattro mesi


Stando a un piano di produzione interno di Samsung riportato dal quotidiano coreano Maeil Business Newspaper, l’azienda prevede di produrre circa 33,7 milioni di unità della serie Galaxy A tra agosto e novembre 2026. Un numero che da solo rappresenta il 58% della produzione complessiva stimata di smartphone e tablet Samsung nello stesso periodo, fissata intorno ai 58 milioni di unità.

Se si considerano i soli smartphone, escludendo quindi i tablet, il peso della serie Galaxy A sul totale della produzione risulta ancora più elevato, a conferma di quanto questa linea sia centrale nella strategia commerciale dell’azienda sudcoreana.

Galaxy A17 e A18 protagonisti assoluti


Una parte consistente di questa produzione è concentrata sui due modelli entry-level della gamma: il Galaxy A17, già disponibile, e il Galaxy A18, atteso nei prossimi mesi. Insieme, i due dispositivi dovrebbero rappresentare circa 18 milioni di unità, pari a poco più della metà dell’intera produzione pianificata per la serie Galaxy A.

  • Circa 33,7 milioni di Galaxy A previsti tra agosto e novembre 2026
  • Pari al 58% della produzione totale di smartphone e tablet Samsung nel periodo
  • Galaxy A17 e A18 insieme: circa 18 milioni di unità
  • Galaxy M dedicata invece a mercati specifici come India e Sud-Est asiatico


Perché Samsung non frena nonostante i costi in salita


In condizioni normali, un aumento dei costi dei componenti spingerebbe i produttori a tagliare la produzione dei modelli meno redditizi o ad alzarne il prezzo di vendita. Samsung sembra invece aver scelto una strategia diversa, puntando a mantenere alti i volumi della serie Galaxy A anche a costo di margini più bassi. L’obiettivo dichiarato è consolidare la presenza del marchio nella fascia entry-level e medio-bassa del mercato Android globale, un segmento estremamente competitivo dove player come Xiaomi, OPPO e Realme si contendono ogni giorno nuove fette di utenti.

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Un Xperia Compact per la “digital detox”: il concept che fa sognare i fan Sony


Sul popolare forum Reddit r/SonyXperia sta facendo discutere un concept molto particolare: un ipotetico Xperia Compact pensato non per stupire con specifiche al top, ma per aiutare gli utenti a staccare la spina dai social. L'idea, pubblicata dall'utente snappy_kaka, immagina un dispositivo compatto che unisce filosofia "digital detox" e nostalgia per i vecchi Walkman Sony, in un momento in cui gli smartphone continuano a crescere di dimensioni. Ispirazione tra Light Phone e Walkman Secondo […]
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Sul popolare forum Reddit r/SonyXperia sta facendo discutere un concept molto particolare: un ipotetico Xperia Compact pensato non per stupire con specifiche al top, ma per aiutare gli utenti a staccare la spina dai social. L’idea, pubblicata dall’utente snappy_kaka, immagina un dispositivo compatto che unisce filosofia “digital detox” e nostalgia per i vecchi Walkman Sony, in un momento in cui gli smartphone continuano a crescere di dimensioni.

Ispirazione tra Light Phone e Walkman


Secondo quanto dichiarato dall’autore del progetto, il concept trae spunto da tre fonti diverse: il minimalista Light Phone 3, lo storico Walkman di Sony e, naturalmente, i precedenti modelli della serie Xperia Compact, apprezzati da una nicchia di utenti Android che non ha mai smesso di chiedere il ritorno degli smartphone di dimensioni contenute.

L’elemento più distintivo è il display da 5 pollici con un rapporto d’aspetto 4:5, quasi quadrato, pensato appositamente per scoraggiare lo scroll infinito tipico dei social network, pur restando comodo per app pratiche come sistemi di pagamento e mappe.

Le specifiche immaginate dal fan


Pur trattandosi di un puro esercizio di fantasia, il concept è stato costruito con dettagli tecnici piuttosto verosimili, come se dovesse davvero rappresentare un futuro Xperia Compact realizzabile da Sony.

  • Display da 5 pollici, rapporto d’aspetto 4:5, corpo piatto senza bump della fotocamera
  • Batteria da 5.000 mAh e chip Snapdragon 6 Gen 5 con 8GB di RAM
  • Fotocamera posteriore da 48MP con sensore IMX 888 e frontale da 24MP
  • Doppio altoparlante stereo frontale, jack da 3,5mm e slot microSD
  • Pulsante di scatto dedicato a doppia pressione e sensore di impronte nel tasto di accensione


Solo un’idea, ma il segnale è chiaro


Va precisato che si tratta di un concept realizzato da un fan e non di un progetto reale di Sony: al momento non ci sono conferme che l’azienda giapponese stia lavorando a un nuovo Xperia Compact. Tuttavia, il forte interesse generato dalla community dimostra come esista ancora una domanda concreta per smartphone Android compatti e orientati a un uso più consapevole del telefono, un segmento di mercato che i grandi produttori sembrano aver quasi del tutto abbandonato negli ultimi anni.

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OPPO Find X10 Pro Max avvistato su Geekbench: Dimensity 9600 Pro e 16GB di RAM in vista


Il prossimo top di gamma di OPPO, il Find X10 Pro Max, ha fatto la sua comparsa su Geekbench, offrendo le prime indicazioni concrete sulle prestazioni che il dispositivo sarà in grado di offrire. Dal listing emergono un chipset di nuova generazione firmato MediaTek e una configurazione di memoria RAM particolarmente generosa, segnali che confermano le ambizioni della serie Find X10 come punta di diamante del produttore cinese. Prestazioni multi-core di alto livello Nel database di […]
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Il prossimo top di gamma di OPPO, il Find X10 Pro Max, ha fatto la sua comparsa su Geekbench, offrendo le prime indicazioni concrete sulle prestazioni che il dispositivo sarà in grado di offrire. Dal listing emergono un chipset di nuova generazione firmato MediaTek e una configurazione di memoria RAM particolarmente generosa, segnali che confermano le ambizioni della serie Find X10 come punta di diamante del produttore cinese.

Prestazioni multi-core di alto livello


Nel database di Geekbench 6.7.1 è comparso un dispositivo identificato con la sigla “OPPO PMX110”, verosimilmente il nome in codice del Find X10 Pro Max. Il primo test registrato riporta un punteggio single-core di 3.333 punti e un multi-core di 6.975 punti, mentre un secondo benchmark condotto sullo stesso modello ha fatto segnare 3.350 punti in single-core e ben 9.900 punti in multi-core.

Le oscillazioni tra un test e l’altro non sono inusuali su unità ancora in fase di sviluppo, ma nel complesso i numeri suggeriscono un livello prestazionale molto elevato, in linea con le aspettative per un flagship di prossima generazione.

Occhi puntati sul chip: è davvero il Dimensity 9600 Pro?


Il vero protagonista della vicenda è il processore. Geekbench identifica il chip come “MT6995” di MediaTek, con una configurazione a otto core suddivisa in tre core a 3,10 GHz, tre core a 4,35 GHz e due core che arrivano fino a 4,55 GHz. Pur non comparendo ancora con il nome commerciale definitivo, questa sigla viene associata dai rumor al Dimensity 9600 Pro, il prossimo SoC di punta che MediaTek si appresterebbe a lanciare.

  • Chipset: MediaTek MT6995, presumibilmente il Dimensity 9600 Pro
  • RAM: fino a 16GB secondo le indiscrezioni
  • Punteggio multi-core Geekbench: fino a 9.900 punti
  • Serie Find X10 già avvistata su diversi enti certificatori


Una serie Find X10 già sotto i riflettori


Il Find X10 Pro Max non è una novità assoluta: sia lui che il Find X10 standard, destinati al mercato globale, sono già stati intercettati in diversi database di certificazione nelle scorse settimane. Il passaggio su Geekbench aggiunge ora un tassello importante al quadro complessivo, confermando che OPPO sta lavorando a una serie pensata per competere direttamente con i migliori flagship Android del prossimo anno. Non resta che attendere comunicazioni ufficiali da parte dell’azienda per conoscere data di lancio e prezzo del nuovo top di gamma.

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Samsung Galaxy A18: trapelano le prime immagini, ma il prezzo potrebbe salire di 100 euro


Nuove indiscrezioni svelano il design e le specifiche principali del prossimo Samsung Galaxy A18 4G, atteso come naturale erede dell'attuale Galaxy A17. Le immagini renderizzate che stanno circolando online mostrano un dispositivo che riprende quasi fedelmente l'estetica del predecessore, senza stravolgimenti evidenti. La vera sorpresa, però, potrebbe arrivare dal listino prezzi: secondo i rumor il nuovo entry-level di casa Samsung potrebbe costare fino a 100 euro in più rispetto al modello […]
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Nuove indiscrezioni svelano il design e le specifiche principali del prossimo Samsung Galaxy A18 4G, atteso come naturale erede dell’attuale Galaxy A17. Le immagini renderizzate che stanno circolando online mostrano un dispositivo che riprende quasi fedelmente l’estetica del predecessore, senza stravolgimenti evidenti. La vera sorpresa, però, potrebbe arrivare dal listino prezzi: secondo i rumor il nuovo entry-level di casa Samsung potrebbe costare fino a 100 euro in più rispetto al modello attuale, attestandosi intorno ai 299 euro.

Un design che non si discosta dal Galaxy A17


Dalle immagini trapelate emerge chiaramente come Samsung abbia scelto la strada della continuità stilistica. Il Galaxy A18 4G dovrebbe essere disponibile nelle colorazioni nero, azzurro chiaro e argento, tonalità molto simili a quelle già viste sul Galaxy A17. Il pannello frontale è piatto, con un notch per la fotocamera anteriore, mentre le cornici inferiori restano più spesse rispetto ai lati e alla parte superiore, una scelta tipica dei modelli entry-level.

Sul fianco destro dovrebbe tornare la caratteristica “Key Island” di Samsung, l’area leggermente rialzata che ospita i tasti di accensione e volume. Anche il retro mantiene un profilo piatto, con un modulo fotografico verticale posizionato in alto a sinistra e leggermente sporgente, che ospiterebbe tre sensori.

Scheda tecnica: display AMOLED e variante 5G in arrivo


Sul fronte hardware, il Galaxy A18 4G non dovrebbe discostarsi molto dal predecessore. Il display atteso è un pannello AMOLED da 6,7 pollici con risoluzione Full HD+, mentre la frequenza di aggiornamento dovrebbe rimanere in linea con la generazione precedente. Accanto alla variante 4G, Samsung starebbe preparando anche una versione 5G del dispositivo, che condividerebbe gran parte del design e delle specifiche con il modello base.

  • Display AMOLED da 6,7 pollici Full HD+
  • Design pressoché identico al Galaxy A17
  • Colorazioni: nero, azzurro chiaro, argento
  • Prezzo ipotizzato: circa 299 euro (+100 euro rispetto al modello precedente)
  • In arrivo anche una variante 5G


Il nodo prezzo: colpa del rincaro delle memorie?


L’aspetto che più farà discutere resta comunque quello economico. Un aumento di 100 euro su un modello entry-level rappresenterebbe un salto significativo, difficile da giustificare a fronte di specifiche pressoché invariate. Non è escluso che dietro questa scelta ci sia il recente rincaro dei componenti di memoria, un fenomeno che sta già condizionando le strategie produttive di diversi produttori del settore mobile. Per ora si tratta di indiscrezioni non confermate ufficialmente da Samsung, ma la finestra di lancio del Galaxy A18 dovrebbe avvicinarsi rapidamente nei prossimi mesi.

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Mullvad chiude i server DNS cifrati pubblici e sceglie di sostenere Quad9


Mullvad annuncia la chiusura dei suoi server DNS cifrati pubblici entro novembre 2026 e passa al sostegno di Quad9. Ecco cosa cambia per gli utenti.
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CleeCode l’editor Rust che unisce codice, terminali, Git e strumenti AI in un’unica finestra


CleeCode è un editor di codice scritto in Rust con terminali integrati, Git, anteprime, debugger, Python, Octave e agenti AIL'articolo "CleeCode l’editor Rust che unisce codice, terminali, Git e strumenti AI in un’unica finestra" proviene da Linux Easy.
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Debian e Vivaldi studiano, Firefox corre e Audacity si colora – Il Podcast di Marco’s Box #224


Nuova puntata del podcast di Marco’s Box, questa volta dedicata a commentare le principali notizie dal mondo GNU/Linux e del software libero e open source. Trovate la puntata su Spotity, Google Podcasts, Anchor, Apple Podcast,...

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Fish Shell 4.9: la nuova versione con completamento automatico più veloce e correzioni per Konsole


Fish Shell 4.9 rappresenta l’ultimo aggiornamento della shell interattiva per sistemi Unix‑like, con correzioni a vari problemi noti e miglioramenti alla stabilità e all’esperienza d’uso. Fish Shell (acronimo di Friendly Interactive Shell), spesso indicata...

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Le notizie minori del mondo GNU/Linux e dintorni della settimana nr 36/2026


Ogni settimana, il mondo del software libero e open source ci offre una moltitudine di aggiornamenti e nuove versioni di software. Anche se non tutti sono di grande rilevanza, molti di questi possono risultare...

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Wine 11.17: Novità, Miglioramenti e Correzione di 44 Bug


Wine 11.17 è ora disponibile come versione più recente di Wine per eseguire applicazioni e giochi Windows sui sistemi GNU/Linux e altri sistemi operativi di tipo Unix. Wine (Wine Is Not an Emulator) è...

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Arch Security Dashboard: un SIEM locale per la sicurezza di Arch Linux


Arch Security Dashboard è un SIEM locale per Arch Linux con interfaccia GTK4 dedicato ad analisi forense, integrità e sicurezza del sistemaL'articolo "Arch Security Dashboard: un SIEM locale per la sicurezza di Arch Linux" proviene da Linux Easy.
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Debian e Vivaldi studiano, Firefox corre e Audacity si colora – Il Podcast di Marco’s Box #224


Nuova puntata del podcast di Marco's Box, questa volta dedicata a commentare le principali notizie dal mondo di Linux e del software libero e open source.
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#224

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Prince of Persia: 58 domini pronti a diventare server di comando, la riserva DNS dormiente dell’APT iraniano Infy


Whisper Security mappa il backend self-authoritative del gruppo di cyberspionaggio iraniano Infy: 58 domini già registrati e delegati ma senza record IP, pronti ad attivarsi come nuovi server di comando e controllo. La riserva cresce, i TLD si moltiplicano.
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Cinquantotto domini registrati, delegati ai nameserver del gruppo, ma senza un solo indirizzo IP associato. Invisibili a qualunque feed di reputazione, a qualunque sistema di blocklist automatica, a qualunque scansione passiva DNS che cerchi record A da correlare a infrastrutture malevole già note. È la “riserva” di comando e controllo pre-posizionata che i ricercatori di Whisper Security hanno mappato dietro Prince of Persia, il gruppo di cyberspionaggio iraniano meglio noto come Infy, attivo — con intermittenze significative — da oltre un decennio.

La frase che riassume meglio la scoperta è di Kaveh Azarhoosh, Community & Research Lead di Whisper, autore del report: “Sono in stand-by, non live: nel momento in cui uno qualunque di questi domini ottiene un record di indirizzo, un nuovo server di comando è appena entrato in funzione — ed è visibile prima ancora che il server faccia alcunché”. È una descrizione precisa di cosa significhi, oggi, difendersi da un attore state-sponsored che ha imparato a costruire infrastruttura offensiva in anticipo, tenendola dormiente fino al momento dell’attivazione operativa.

Chi è Prince of Persia / Infy


Infy (tracciato anche come Prince of Persia) è uno dei gruppi di cyberspionaggio iraniani più longevi e meno appariscenti sulla scena. A differenza di attori più aggressivi legati al Corpo delle guardie della rivoluzione islamica, Infy ha costruito la propria reputazione su campagne mirate e di lunga durata contro dissidenti, giornalisti e obiettivi ad alto valore, privilegiando la persistenza silenziosa alla distruzione visibile. È il profilo tipico dell’intelligence offensiva pura: raccolta di informazioni, non sabotaggio.

Il gruppo era rimasto sostanzialmente silente per anni prima di riemergere, a partire da dicembre 2025, in una serie di report firmati SafeBreach che ne hanno ricostruito una decade di attività. La prima parte della ricerca SafeBreach ha documentato l’infrastruttura storica basata su Domain Generation Algorithm (DGA) e server di comando dedicati; una seconda parte, pubblicata a febbraio 2026, ha rivelato la migrazione verso un tasking basato su Telegram, con i malware della famiglia Foudre/Tornado e Tonnerre capaci di ricevere comandi sia via HTTP sia tramite bot Telegram, garantendo ridondanza operativa anche in caso di takedown di uno dei due canali.

La prova del collegamento con Teheran: il blackout di gennaio


Uno degli elementi più interessanti dell’intera vicenda, emerso proprio nei report SafeBreach, è la correlazione temporale tra l’attività del gruppo e le decisioni delle autorità iraniane. L’8 gennaio 2026, per la prima volta da quando i ricercatori monitoravano l’infrastruttura, gli operatori di Infy hanno smesso di mantenere i propri server di comando — esattamente lo stesso giorno in cui il governo iraniano ha imposto un blackout internet a livello nazionale. Ancora più significativo: il 25-26 gennaio il gruppo ha ripreso a registrare nuovi domini DGA e a raccogliere dati esfiltrati, e il blackout è terminato ufficialmente il 27 gennaio. Un anticipo di un giorno che, secondo SafeBreach, è difficilmente spiegabile senza ammettere che gli operatori disponessero di informazioni privilegiate sulla tempistica di una decisione governativa — la firma indiretta ma solida di un legame con lo stato iraniano.

Cosa ha scoperto Whisper: l’architettura a due livelli


Partendo dagli indicatori pubblicati da SafeBreach, i ricercatori di Whisper hanno costruito un grafo dell’infrastruttura di rete per risalire, da un piccolo insieme di indicatori noti, all’intera architettura di backend del gruppo. Il risultato è la mappatura di un sistema a due livelli concettualmente elegante e operativamente resiliente.

Il primo livello è quello dei server di comando attivi, che sono self-authoritative: ogni server esegue il proprio nameserver, così che dominio, indirizzo IP e infrastruttura di risoluzione DNS coincidano sulla stessa macchina. Un esempio concreto individuato dai ricercatori è il dominio dmxqdlcuiryu.site, che risolve a 45.80.148.195 — lo stesso indirizzo su cui gira anche ns1.dmxqdlcuiryu.site, il nameserver che lo gestisce.

Il secondo livello, quello davvero nuovo rispetto ai report precedenti, è la riserva dormiente: domini già registrati e già delegati ai nameserver del gruppo, ma privi di un record A. In pratica, l’infrastruttura di risoluzione è pronta e configurata, ma il “puntatore” finale verso un server fisico non è stato ancora attivato. Finché resta così, il dominio non compare in nessuna telemetria passiva basata su risoluzioni effettive, ed è per questo che sfugge ai sistemi di detection tradizionali basati su reputazione storica.

  • 51 domini nel formato principale: otto caratteri alfabetici (range j-z), es. dmxqdlcuiryu.site
  • 7 domini in un formato esadecimale più vecchio, riconducibile a un pattern di generazione precedente
  • TLD utilizzati: .site e .space (già noti), più due new entry rispetto ai report precedenti — .top e .website — che suggeriscono un ampliamento dello spazio del generatore di domini
  • Registrar comune: Spaceship, con privacy affidata a Withheld for Privacy — una coerenza che secondo Whisper “si legge come un singolo operatore che registra in blocco”
  • Hosting prevalente su HOSTGW (AS204641), un piccolo reseller rumeno, non confinato a un singolo blocco di indirizzi

A questo si aggiunge un server non presente nei report SafeBreach originari, 185.244.129.70, che al 13 agosto 2026 ospitava 18 domini generati dal DGA attivi contemporaneamente, e che presenta un’anomalia operativa interessante: si appoggia a un servizio DNS commerciale per almeno uno dei domini che ospita, invece di gestire in proprio la risoluzione come fa il resto dell’infrastruttura self-authoritative.

Segnali di crescita operativa


Tre elementi osservati durante il periodo di ricerca (dati infrastrutturali al 13 agosto, pubblicazione il 24 agosto 2026) indicano che l’infrastruttura non è statica ma in espansione attiva: il numero di domini live sul server 185.244.129.70 è salito da 17 a 18 nel corso dell’osservazione; la riserva dormiente è passata da 56 a 58 domini tra luglio e agosto; e la comparsa dei nuovi TLD .top e .website suggerisce che il generatore di domini del gruppo stia ampliando il proprio spazio dei nomi, verosimilmente in previsione di operazioni future.

Sul fronte del malware, l’arsenale documentato da SafeBreach e ripreso da Whisper comprende Tornado/Foudre come primo stadio di reconnaissance (con controlli anti-sandbox e comunicazione ridondante HTTP/Telegram), Tonnerre come infostealer di secondo stadio, e una catena ZZ Stealer che scarica una variante modificata di StormKitty — un infostealer open source rimaneggiato per esfiltrare screenshot, file del desktop e credenziali verso un canale Telegram dedicato. Le vittime mappate attraverso le esfiltrazioni intercettate nel periodo 2021-2024 coprono almeno 46 indirizzi IP distinti in una ventina di paesi, con concentrazioni significative negli Stati Uniti, in Russia e in Germania — a conferma di una targeting list ampia e non limitata alla sola diaspora iraniana o ai soli obiettivi mediorientali.

Due righe per i difensori


La lezione operativa più importante di questo report riguarda il timing della difesa. Un’infrastruttura DNS pre-registrata ma dormiente non genera traffico, non compare nelle liste di reputazione, non attiva alcun sistema di detection basato su comportamento di rete: è invisibile fino al momento esatto in cui viene attivata, e a quel punto il difensore parte già in ritardo. Il valore del lavoro di Whisper sta proprio nell’aver reso pubblica questa riserva prima che diventi operativa, trasformando 58 domini “innocui” in altrettanti indicatori di early warning.

Per i team di threat intelligence e i SOC che monitorano organizzazioni potenzialmente nel mirino di attori legati all’Iran — ONG, giornalisti, ricercatori, obiettivi diplomatici o aziende con esposizione mediorientale — il consiglio pratico è di integrare nei propri sistemi di monitoraggio DNS passivo non solo le blocklist di domini già noti come malevoli, ma anche il pattern di naming e la lista dei 58 domini di riserva pubblicata da Whisper, così da ricevere un alert nell’istante stesso in cui uno di essi acquisisce un record A — prima ancora che il server dietro di esso inizi a comunicare con un impianto.

Indicatori di compromissione

Gruppo: Prince of Persia / Infy (Iran, cyberspionaggio state-sponsored)
Ricerca: Whisper Security, "Prince of Persia: Mapping the Backend
  and a Reserve of Domains Staged for What Comes Next" (24 ago 2026)
Basata su: SafeBreach "Prince of Persia" Part I (dic 2025) e Part II (feb 2026)

Server C2 pubblicati (self-authoritative):
  45.80.148.195   (domini .site)
  45.80.149.3     (domini .space)
  185.244.129.70  (non riportato in precedenza; 18 domini DGA
                   attivi al 13/08/2026; usa DNS commerciale per
                   almeno un dominio, anomalia rispetto al resto)

Esempio dominio self-authoritative:
  dmxqdlcuiryu.site -> 45.80.148.195
  ns1.dmxqdlcuiryu.site -> 45.80.148.195

Riserva dormiente (nessun record A, delegati ai NS del gruppo):
  58 domini totali
  - 51 nel formato 8 caratteri alfabetici (range j-z)
  - 7 nel formato esadecimale legacy
  TLD: .site, .space, .top (nuovo), .website (nuovo)

Registrar: Spaceship (privacy: Withheld for Privacy)
Hosting: HOSTGW, AS204641 (reseller rumeno)

Malware associato: Tornado/Foudre (recon, HTTP+Telegram C2),
  Tonnerre (infostealer), ZZ Stealer -> StormKitty modificato
  (canale Telegram di esfiltrazione dedicato)

Hash noti (SHA-256):
  Tornado v51 SFX: 5db4ed7d07ab028ab6ceba8efec5f667d86a419020d2a8c86e90a3125aa31bb9
  ZZ Stealer 3.81: f9b963235b954c521096256a10d8e8dce0092c9ca054e78dce3cac63756d0976
  StormKitty var.: 4398063cd50c77b8d28f15c35b5948165b356f33dd7c4504eeac0c328fe97487

Raccomandazione: integrare la lista dei 58 domini di riserva nel
  monitoraggio DNS passivo per rilevare l'attivazione di un nuovo
  record A prima dell'inizio delle comunicazioni C2.
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TECNO premiata a IFA 2026 per lo smartphone modulare da 4,9mm di spessore


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TECNO ha ricevuto uno degli “IFA Global Product Technology Innovation Awards” per il suo TECNO Modular Phone, uno smartphone concept dallo spessore di appena 4,9mm che punta tutto su un sistema di espansione modulare basato su magneti e connettori pogo pin.

Un corpo ultrasottile senza porte fisiche


Il TECNO Modular Phone ha conquistato il premio “Ultra-Slim Magnetic Modular Technology Innovation Gold Award” grazie a un design unibody privo di porte fisiche. Al suo posto, l’azienda ha sviluppato la tecnologia proprietaria “Modular Magnetic Interconnection”, che consente di agganciare al corpo dello smartphone moduli aggiuntivi tramite magneti e contatti pogo pin.

Dieci moduli intercambiabili e alimentazione condivisa


Sono previsti fino a dieci moduli diversi, ciascuno pensato per estendere le funzionalità del telefono in base alle esigenze dell’utente. I moduli possono ricevere energia direttamente dal corpo principale, che integra una batteria da 3.000-4.000mAh, permettendo così di ampliare le capacità del dispositivo senza rinunciare alla sottigliezza del design. Il telefono include inoltre un’architettura pensata per supportare l’elaborazione di intelligenza artificiale on-device senza aumentare le dimensioni del corpo.

Già notato al MWC 2026


Il concept aveva già attirato l’attenzione di testate internazionali come CNET, Android Authority, Yanko Design e The Verge in occasione del MWC 2026. TECNO ha inoltre confermato di puntare alla produzione in serie del dispositivo, segno che l’azienda considera questo formato modulare non solo un esercizio di stile ma una direzione concreta per futuri prodotti commerciali.

Il riconoscimento ottenuto a IFA 2026 conferma l’attenzione crescente dell’industria verso soluzioni di design alternative per gli smartphone Android, in un momento in cui pieghevoli e formati non convenzionali stanno guadagnando sempre più spazio sul mercato.

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Motorola al lavoro su un pieghevole formato wide: barra fotocamera per dire addio al dondolio


Motorola starebbe sviluppando un nuovo smartphone pieghevole con un formato più largo rispetto ai tradizionali modelli a libro finora proposti dall'azienda. Alcuni bozzetti condivisi da una fonte anonima rivelano già diversi dettagli del design, a partire da una caratteristica barra fotocamere sul retro. Barra fotocamere orizzontale per ridurre il dondolio Nei disegni trapelati, la parte superiore del retro del dispositivo chiuso ospita una barra orizzontale che raggruppa le fotocamere al […]
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Motorola starebbe sviluppando un nuovo smartphone pieghevole con un formato più largo rispetto ai tradizionali modelli a libro finora proposti dall’azienda. Alcuni bozzetti condivisi da una fonte anonima rivelano già diversi dettagli del design, a partire da una caratteristica barra fotocamere sul retro.

Barra fotocamere orizzontale per ridurre il dondolio


Nei disegni trapelati, la parte superiore del retro del dispositivo chiuso ospita una barra orizzontale che raggruppa le fotocamere al centro, migliorando l’equilibrio estetico del device. Questa soluzione potrebbe anche risolvere uno dei problemi tipici dei pieghevoli: il dondolio quando il telefono viene appoggiato su superfici piane a causa del modulo fotografico sporgente. Allargando la superficie di appoggio della barra, Motorola potrebbe riuscire a ridurre sensibilmente questo inconveniente. Sul retro si notano tre aperture, non è chiaro se tutte destinate alle fotocamere: quella centrale più piccola potrebbe ospitare il flash LED o un sensore, mentre almeno due sarebbero effettivamente fotocamere.

Doppio foro per fotocamera anteriore, dentro e fuori


Anche i display sono stati oggetto di attenzione nei bozzetti: sullo schermo pieghevole interno il foro per la fotocamera si trova in alto a destra quando il telefono è orientato in orizzontale, mentre sul display di copertina l’apertura è posizionata al centro della parte superiore. Dimensioni, risoluzione e frequenza di aggiornamento restano al momento sconosciute, ma tutto lascia intendere un formato pieghevole più largo rispetto agli attuali modelli a libro di Motorola.

Attenzione anche ad apertura e piega dello schermo


La scocca del telefono presenterebbe una forma particolare ai bordi, descritta come “Easy-open profile”, pensata per facilitare l’apertura con una sola mano, un gesto spesso scomodo su questa categoria di dispositivi. Il display, invece, viene definito “Creaseless”, suggerendo l’intenzione di ridurre al minimo la visibilità della piega centrale, mentre la scocca dovrebbe utilizzare un “3D glass” per un effetto più ricercato.

Motorola propone già pieghevoli verticali e a libro, ma questo nuovo modello wide rappresenterebbe una direzione differente, pensata per sfruttare meglio lo schermo aperto in orizzontale, ad esempio per video e multitasking. Nome ufficiale e data di lancio restano ignoti: secondo la fonte, il debutto potrebbe avvenire entro pochi mesi.

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RugOne Xsnap 7 Pro: lo smartphone rugged con action cam removibile integrata


RugOne, marchio del gruppo Ulefone, ha presentato Xsnap 7 Pro, un nuovo smartphone rugged che si distingue per una piccola action cam removibile integrata sul retro. Il dispositivo debutta ufficialmente a IFA 2026, a Berlino, e punta a conquistare gli appassionati di outdoor con un approccio decisamente originale alla fotografia mobile. Una action cam magnetica che si stacca dal corpo Sul retro di Xsnap 7 Pro trova posto una piccola videocamera a forma di cubo, agganciata magneticamente […]
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RugOne, marchio del gruppo Ulefone, ha presentato Xsnap 7 Pro, un nuovo smartphone rugged che si distingue per una piccola action cam removibile integrata sul retro. Il dispositivo debutta ufficialmente a IFA 2026, a Berlino, e punta a conquistare gli appassionati di outdoor con un approccio decisamente originale alla fotografia mobile.

Una action cam magnetica che si stacca dal corpo


Sul retro di Xsnap 7 Pro trova posto una piccola videocamera a forma di cubo, agganciata magneticamente allo smartphone quando non in uso, in modo da risultare simile a un normale modulo fotografico. Al momento delle riprese, però, può essere staccata e utilizzata separatamente, collegandosi in modalità wireless tramite un’app dedicata: una soluzione che permette sia riprese in mano sia inquadrature da un’angolazione diversa rispetto al telefono, lasciato magari fermo su un supporto.

Video fino a 2,7K e resistenza fino a 5 metri


La action cam registra video fino a 2,7K a 30fps, con un’autonomia dichiarata di 40 minuti per singola carica e 64GB di memoria interna. È inoltre impermeabile fino a 5 metri di profondità.

Dimensity 8400 e doppia fotocamera notturna


Il corpo dello smartphone non è da meno: monta il chip MediaTek Dimensity 8400, un display da 6,67 pollici a 120Hz, una fotocamera principale da 50 megapixel con stabilizzazione ottica e una seconda fotocamera notturna a infrarossi da 64 megapixel, pensata per le riprese in condizioni di scarsa illuminazione. La certificazione IP69K garantisce inoltre resistenza a polvere e acqua anche in condizioni particolarmente severe.

Xsnap 7 Pro sarà proposto su Kickstarter a partire dal 7 settembre, con un prezzo early bird di 799 euro (circa 137.000 yen al cambio attuale), mentre il lancio globale è previsto per ottobre 2026 a 999 dollari. Le colorazioni disponibili saranno Classic Black e Sand Dune. Un prodotto di nicchia, ma capace di offrire un approccio alla fotografia outdoor davvero diverso dal solito smartphone rugged.

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