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Motorola Edge 70 Max: benchmark Geekbench rivelano prestazioni sorprendenti rispetto a Xperia 1 VIII


Il Motorola Edge 70 Max si sta avvicinando al lancio e i suoi punteggi su Geekbench 6 hanno attirato l'attenzione: il chipset Snapdragon 8 Gen 5 mostra prestazioni competitive rispetto all'Xperia 1 VIII che monta il più costoso Snapdragon 8 Elite Gen 5. Due chip Snapdragon a confronto Il Motorola Edge 70 Max monta lo Snapdragon 8 Gen 5 (SM8845), che è sostanzialmente una versione underclocked dello Snapdragon 8 Elite Gen 5 (SM8850) presente sull'Xperia 1 VIII. La differenza nei clock […]
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Il Motorola Edge 70 Max si sta avvicinando al lancio e i suoi punteggi su Geekbench 6 hanno attirato l’attenzione: il chipset Snapdragon 8 Gen 5 mostra prestazioni competitive rispetto all’Xperia 1 VIII che monta il più costoso Snapdragon 8 Elite Gen 5.

Due chip Snapdragon a confronto


Il Motorola Edge 70 Max monta lo Snapdragon 8 Gen 5 (SM8845), che è sostanzialmente una versione underclocked dello Snapdragon 8 Elite Gen 5 (SM8850) presente sull’Xperia 1 VIII. La differenza nei clock massimi è reale: il chip di Sony tocca circa 3.628 MHz, quello di Motorola si ferma a frequenze inferiori. Sulla carta, quindi, l’Xperia dovrebbe avere un vantaggio netto.

I benchmark raccontano una storia diversa


L’analisi statistica dei risultati Geekbench raccoglie dati su molte esecuzioni degli stessi test. L’Edge 70 Max mostra punteggi medi competitivi e, cosa ancor più interessante, una maggiore consistenza nei risultati: il throttling termico sembra meno aggressivo rispetto all’Xperia 1 VIII, che in alcuni casi fatica a mantenere le prestazioni di picco sostenute nel tempo.

Cosa significa per l’utente finale


In uso reale, la costanza delle prestazioni può contare più del picco teorico: un’app che si apre sempre allo stesso modo è preferibile a una che parte velocissima ma poi rallenta. Il Motorola Edge 70 Max sembra posizionarsi come alternativa solida e stabile ai flagship più costosi. Data e prezzo di lancio non sono ancora stati comunicati ufficialmente.

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Pixel emette pop e click misteriosi: il bug audio che sta colpendo più generazioni


Diversi utenti Google Pixel segnalano la comparsa improvvisa di rumori anomali durante l'utilizzo del telefono: scatti, clic e pop che si manifestano in modo imprevedibile, senza una causa apparente. Il problema sembra interessare più generazioni di dispositivi. Come si manifesta il problema Le segnalazioni su Reddit e forum di supporto descrivono situazioni diverse: c'è chi sente i rumori in modo casuale, chi li nota durante il passaggio tra app e chi li collega a sessioni di gioco. La […]
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Diversi utenti Google Pixel segnalano la comparsa improvvisa di rumori anomali durante l’utilizzo del telefono: scatti, clic e pop che si manifestano in modo imprevedibile, senza una causa apparente. Il problema sembra interessare più generazioni di dispositivi.

Come si manifesta il problema


Le segnalazioni su Reddit e forum di supporto descrivono situazioni diverse: c’è chi sente i rumori in modo casuale, chi li nota durante il passaggio tra app e chi li collega a sessioni di gioco. La mancanza di una modalità di riproduzione consistente rende difficile isolare la causa. Il problema si verifica a qualsiasi volume e in qualsiasi ambiente.

Quali modelli sono coinvolti


Le segnalazioni riguardano Pixel 8 Pro, Pixel 9 (tutta la serie), Pixel 10 Pro XL e Pixel 10 Pro Fold. Alcune persone riferiscono di aver iniziato a sentire i rumori dopo l’aggiornamento ad Android 17, mentre altri sostengono che il problema sia presente da mesi, escludendo un collegamento diretto con l’ultimo aggiornamento software.

Possibile soluzione temporanea


Alcuni utenti hanno riferito un miglioramento dopo aver disattivato la funzione Adaptive Sound nelle impostazioni audio del Pixel. Altri sospettano un’interferenza con l’audio spaziale. Google non ha ancora rilasciato una dichiarazione ufficiale sul problema, ma la diffusione delle segnalazioni suggerisce che sia in corso un’analisi. Se il tuo Pixel emette suoni anomali, prova a disattivare Adaptive Sound come primo tentativo.

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Google Pixel: la ricarica wireless da 50W potrebbe arrivare con Qi2 di nuova generazione


La ricarica wireless potrebbe fare un salto generazionale nei prossimi anni, portando i Google Pixel — e gli smartphone Android in generale — fino a 50W senza cavi. A rilanciare questa prospettiva è la Wireless Power Consortium, l'organismo che sviluppa lo standard Qi2. Da 15W a 25W, e poi a 50W L'evoluzione dello standard Qi ha seguito una progressione costante: si è partiti da 5W, si è passati a 15W con Qi2, e ora la versione Qi2.2.1 ha portato il limite a 25W. Il passo successivo […]
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La ricarica wireless potrebbe fare un salto generazionale nei prossimi anni, portando i Google Pixel — e gli smartphone Android in generale — fino a 50W senza cavi. A rilanciare questa prospettiva è la Wireless Power Consortium, l’organismo che sviluppa lo standard Qi2.

Da 15W a 25W, e poi a 50W


L’evoluzione dello standard Qi ha seguito una progressione costante: si è partiti da 5W, si è passati a 15W con Qi2, e ora la versione Qi2.2.1 ha portato il limite a 25W. Il passo successivo verso i 50W è già in fase di studio da parte del WPC, anche se nessuna tempistica ufficiale è stata ancora comunicata.

Le sfide tecniche

Le sfide tecniche


Raddoppiare la potenza di ricarica wireless non è banale. Servono induttori più piccoli ed efficienti, un controllo più preciso della tensione e sistemi di dissipazione termica adeguati per evitare il surriscaldamento. I ricercatori del settore stimano che la tecnologia necessaria potrebbe essere disponibile nell’arco di qualche anno.

Chi arriva prima? Probabilmente Xiaomi


Secondo le indiscrezioni, Xiaomi potrebbe essere tra i primi produttori a implementare la ricarica wireless da 50W, anticipando Google e Samsung. Per i Pixel, il supporto dipenderà dall’adozione dello standard da parte di Google e dall’aggiornamento del profilo Qi2 riconosciuto dai dispositivi. Nel frattempo, i Pixel supportano già Qi2 25W — un buon punto di partenza.

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Galaxy Z Fold8: svelate le specifiche complete del nuovo pieghevole Samsung in formato wide


Le specifiche del Samsung Galaxy Z Fold8 sono trapelate online, rivelando i dettagli del nuovo pieghevole che quest'anno porta in dote un formato più largo rispetto al predecessore. Il lancio è atteso per luglio. Una nuova identità per la serie Fold Il Galaxy Z Fold8 non è il successore diretto del Fold7: il modello tradizionale "a libro" continuerà come Galaxy Z Fold8 Ultra, mentre il Fold8 standard adotta il nuovo formato orizzontale "wide" — quello che fino a poco fa veniva […]
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Le specifiche del Samsung Galaxy Z Fold8 sono trapelate online, rivelando i dettagli del nuovo pieghevole che quest’anno porta in dote un formato più largo rispetto al predecessore. Il lancio è atteso per luglio.

Una nuova identità per la serie Fold


Il Galaxy Z Fold8 non è il successore diretto del Fold7: il modello tradizionale “a libro” continuerà come Galaxy Z Fold8 Ultra, mentre il Fold8 standard adotta il nuovo formato orizzontale “wide” — quello che fino a poco fa veniva chiamato nei leak Galaxy Fold Wide. Samsung avrebbe deciso questa riorganizzazione della lineup intorno a maggio, stravolgendo la struttura della serie.

Display da 7,6 pollici e specifiche tecniche


Il display interno del Fold8 misura 7,6 pollici con risoluzione QHD+ e rapporto d’aspetto 4:3. Il display esterno è da 5,5 pollici, anch’esso QHD+, con proporzioni 16:10. Le specifiche complete includono il processore di ultima generazione Snapdragon, fotocamere aggiornate e batteria capiente, anche se i dettagli precisi saranno confermati solo al lancio ufficiale.

Quando arriva?


Samsung dovrebbe annunciare la nuova gamma Galaxy pieghevole nel corso di luglio 2026. Il Galaxy Z Fold8 sarà probabilmente presentato insieme al Galaxy Z Flip8 e al Galaxy Z Fold8 Ultra, ridisegnando completamente la lineup foldable del marchio coreano.

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Fedora 45: Stratis Storage entra nell’installer Anaconda


Fedora 45 potrebbe integrare Stratis Storage nell'installer Anaconda per il filesystem root, con thin provisioning, snapshot e crittografia native.
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Pixel: consumo anomalo della batteria collegato a una funzione diagnostica nascosta


Alcuni utenti Pixel lamentano un consumo di batteria insolitamente elevato nonostante tutte le misure di risparmio energetico attive, inclusa la modalità aereo. Un'analisi di Android Police indica come possibile causa una funzione di diagnostica quasi invisibile nelle impostazioni di sistema. Il problema: la batteria si scarica anche con tutto disattivato L'autore dell'indagine ha adottato tutte le contromisure classiche: Battery Saver attivo, app chiuse in background, scansione Wi-Fi e […]
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Alcuni utenti Pixel lamentano un consumo di batteria insolitamente elevato nonostante tutte le misure di risparmio energetico attive, inclusa la modalità aereo. Un’analisi di Android Police indica come possibile causa una funzione di diagnostica quasi invisibile nelle impostazioni di sistema.

Il problema: la batteria si scarica anche con tutto disattivato


L’autore dell’indagine ha adottato tutte le contromisure classiche: Battery Saver attivo, app chiuse in background, scansione Wi-Fi e Bluetooth disabilitata, modalità aereo abilitata. Nonostante questo, la durata della batteria continuava a deludere le aspettative, spingendo a un’analisi più approfondita delle impostazioni.

La funzione “Utilizzo e dati diagnostici”


La causa sospettata è la funzione Utilizzo e dati diagnostici, nascosta nel percorso Impostazioni → Sicurezza e privacy. Si tratta di un servizio che raccoglie informazioni sul dispositivo e le invia a Google per migliorare l’esperienza Pixel. Il punto critico: questa funzione continua a operare in background anche con la modalità aereo attiva, accumulando dati da trasmettere non appena la connessione viene ripristinata. Questo comportamento causa un consumo energetico costante che molti utenti non si aspettano.

Come verificare e disattivarla


Per disabilitare la funzione: apri Impostazioni, vai su Sicurezza e privacy, poi cerca Utilizzo e dati diagnostici e disattiva l’opzione. Il comportamento riguarda potenzialmente tutti i modelli Pixel, non solo il Pixel 10. Se noti un consumo anomalo, vale la pena controllare questa impostazione prima di procedere con ripristini o interventi più drastici.

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Google Play Store si aggiorna: più veloce, con AI trasparente e nuove funzioni gaming


Google ha rilasciato la versione 52.1 del Play Store, portando miglioramenti significativi alle prestazioni e alla trasparenza dei contenuti generati dall'intelligenza artificiale. L'aggiornamento riguarda non solo gli smartphone Android, ma anche Android Auto, Google TV e Wear OS. Play Store più rapido su tutti i dispositivi Il cuore di questo aggiornamento è un'importante ottimizzazione del motore interno del Play Store. Google promette un'app più reattiva e fluida su smartphone, […]
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Google ha rilasciato la versione 52.1 del Play Store, portando miglioramenti significativi alle prestazioni e alla trasparenza dei contenuti generati dall’intelligenza artificiale. L’aggiornamento riguarda non solo gli smartphone Android, ma anche Android Auto, Google TV e Wear OS.

Play Store più rapido su tutti i dispositivi


Il cuore di questo aggiornamento è un’importante ottimizzazione del motore interno del Play Store. Google promette un’app più reattiva e fluida su smartphone, tablet, Android Auto, Android Automotive, Google TV e smartwatch Wear OS. Anche l’uso della memoria durante l’installazione delle app è stato reso più efficiente.

Etichette AI sui contenuti generati


Una delle novità più interessanti riguarda la trasparenza: quando le immagini o i video presenti nella scheda di un’app sono stati creati con l’intelligenza artificiale, apparirà una specifica etichetta a informare l’utente. Il sistema è simile a quello già adottato su YouTube Shorts e serve a distinguere screenshot reali dell’app da materiale promozionale generato dall’AI.

Novità anche per il gaming


Arrivano anche miglioramenti dedicati agli appassionati di giochi mobile. Google ha potenziato le funzionalità legate alle sezioni gaming dello store, anche se i dettagli specifici non sono stati ancora resi pubblici. L’aggiornamento è in distribuzione progressiva e sarà disponibile per tutti gli utenti Android nelle prossime settimane.

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Android 17 rafforza la sicurezza del blocco schermo: stop ai tentativi di PIN illimitati


Android 17 porta con sé un importante aggiornamento per la sicurezza degli smartphone: il sistema di blocco schermo viene potenziato con limiti molto più severi ai tentativi di inserimento di PIN e password. L'obiettivo è rendere praticamente impossibile accedere ai dati di un dispositivo rubato tramite attacchi brute force. Quanti tentativi si potevano fare prima? Con il precedente Android 16, i margini per chi tentava di forzare il blocco schermo erano sorprendentemente ampi. Il […]
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Android 17 porta con sé un importante aggiornamento per la sicurezza degli smartphone: il sistema di blocco schermo viene potenziato con limiti molto più severi ai tentativi di inserimento di PIN e password. L’obiettivo è rendere praticamente impossibile accedere ai dati di un dispositivo rubato tramite attacchi brute force.

Quanti tentativi si potevano fare prima?


Con il precedente Android 16, i margini per chi tentava di forzare il blocco schermo erano sorprendentemente ampi. Il sistema consentiva fino a 10 tentativi nel primo minuto, 20 nei primi 6 minuti, 50 in 25 minuti, 110 nell’arco di 24 ore e addirittura 1.800 in cinque anni. Un numero che, per PIN predicibili come date di nascita o sequenze numeriche semplici, lasciava aperta più di una porta.

Il nuovo sistema di Android 17 (e 16 QPR2)


Con Android 16 QPR2 — e ora definitivamente con Android 17 — le regole cambiano radicalmente. I nuovi limiti sono: 6 tentativi nel primo minuto, 7 in 6 minuti, 8 in 25 minuti, 12 in 24 ore e solo 19 in cinque anni. Raggiunto il limite di 20 errori consecutivi, il dispositivo blocca definitivamente qualsiasi ulteriore tentativo.

Perché è importante anche per chi usa PIN “semplici”


Se il tuo PIN è completamente casuale, le protezioni precedenti erano già sufficienti. Il problema riguarda la stragrande maggioranza degli utenti, che tende a scegliere codici facilmente intuibili: anni di nascita, anniversari, sequenze come 1234 o 0000. Il nuovo sistema dimezza drasticamente le probabilità di successo di un attacco anche in questi scenari.

La ricercatrice Mishaal Rahman aveva già segnalato questa novità nelle prime build di Android 17, e ora è confermata come funzionalità stabile del sistema operativo. Un passo avanti concreto per la sicurezza di tutti gli utenti Android, indipendentemente dal modello di smartphone in loro possesso.

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Xiaomi 18: doppia fotocamera da 200MP su tutti i modelli e ritorno dell’Ultra. Ma i prezzi salgono


I rumor sullo Xiaomi 18 si fanno sempre più concreti. Nuove indiscrezioni provenienti da leaker affidabili delineano una serie destinata a ridefinire i parametri della fotografia mobile, con doppi sensori da 200 megapixel su tutta la gamma e il possibile ritorno del modello Ultra, che sembrava ormai cancellato. Doppio 200MP: la fotocamera al centro di tutto Secondo il leaker Kartikey Singh, tutti i modelli della serie Xiaomi 18 monteranno due fotocamere da 200 megapixel — sia il sensore […]
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I rumor sullo Xiaomi 18 si fanno sempre più concreti. Nuove indiscrezioni provenienti da leaker affidabili delineano una serie destinata a ridefinire i parametri della fotografia mobile, con doppi sensori da 200 megapixel su tutta la gamma e il possibile ritorno del modello Ultra, che sembrava ormai cancellato.

Doppio 200MP: la fotocamera al centro di tutto


Secondo il leaker Kartikey Singh, tutti i modelli della serie Xiaomi 18 monteranno due fotocamere da 200 megapixel — sia il sensore principale che il teleobiettivo periscopico. Il modello base includerà anche un’ultra-grandangolare da 50MP. I modelli Pro e Pro Max aggiungeranno la tecnologia LOFIC (per una migliore gestione dell’alto contrasto) e, nel caso del Pro Max, la versione avanzata LOFIC 3.0.

Specifiche Xiaomi 18 Pro e Pro Max


  • Xiaomi 18 Pro: display da circa 6,4 pollici, chip Snapdragon 2nm di nuova generazione, ricarica rapida da 100W, ricarica wireless e certificazione IP
  • Xiaomi 18 Pro Max: sensore principale LOFIC 3.0, doppia configurazione 200MP confermata


Xiaomi 18 Ultra: il progetto non è morto


Il leaker Digital Chat Station riferisce che lo sviluppo dell’Xiaomi 18 Ultra è ancora in corso, nonostante in precedenza si parlasse di una sospensione del progetto. Il modello Ultra sarebbe equipaggiato con un sensore da 1 pollice e 200 megapixel — una combinazione che, se confermata, potrebbe segnare un nuovo benchmark per la fotografia smartphone.

Prezzi in aumento di circa il 10%


La medaglia ha il suo rovescio: i prezzi della serie Xiaomi 18 dovrebbero aumentare di circa il 10% rispetto alla generazione precedente. Lo Xiaomi 18 Pro si avvicinerebbe alle quotazioni dell’attuale Xiaomi 17 Pro Max, mentre il Pro Max raggiungerebbe la fascia di prezzo dello Xiaomi 17 Ultra. Una tendenza comune nell’attuale mercato degli smartphone premium, dove componenti più avanzati si riflettono inevitabilmente sul prezzo finale.

Tutte le informazioni provengono ancora da fonti non ufficiali: l’annuncio formale di Xiaomi è atteso nei prossimi mesi.

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Xperia 1 VIII e il mistero dei benchmark: le prestazioni a “due velocità” sono una scelta voluta da Sony


Il nuovo Sony Xperia 1 VIII monta lo Snapdragon 8 Elite Gen 5, uno dei chip Android più potenti disponibili oggi. Eppure, analizzando la distribuzione dei punteggi Geekbench raccolti dagli utenti, emerge un comportamento insolito: le prestazioni sembrano avere due facce distinte. E la spiegazione svela molto sulla filosofia progettuale di Sony. Il benchmark "bimodale": due picchi invece di uno In un normale smartphone, i punteggi multicore di Geekbench si distribuiscono intorno a un valore […]
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Il nuovo Sony Xperia 1 VIII monta lo Snapdragon 8 Elite Gen 5, uno dei chip Android più potenti disponibili oggi. Eppure, analizzando la distribuzione dei punteggi Geekbench raccolti dagli utenti, emerge un comportamento insolito: le prestazioni sembrano avere due facce distinte. E la spiegazione svela molto sulla filosofia progettuale di Sony.

Il benchmark “bimodale”: due picchi invece di uno


In un normale smartphone, i punteggi multicore di Geekbench si distribuiscono intorno a un valore centrale con piccole variazioni. Nell'Xperia 1 VIII, invece, i dati mostrano una distribuzione bimodale — ovvero due gruppi distinti di punteggi:

  • Picco alto (9.000–9.900 punti): il chip funziona a piena potenza
  • Picco basso (6.200–6.700 punti): le prestazioni vengono deliberatamente ridotte

Quasi nessun punteggio cade nel mezzo: il dispositivo opera sempre in uno dei due stati.

Thermal throttling aggressivo: protezione o limite?


La causa più probabile è un thermal throttling molto aggressivo: quando la temperatura interna supera una soglia, lo Xperia 1 VIII abbassa bruscamente le frequenze della CPU per proteggere i componenti e mantenere la superficie dello smartphone a temperature sicure. A differenza di molti competitor che montano grandi camere di vapore per spingere al massimo il chip anche durante sessioni prolungate, Sony privilegia la gestione termica attraverso il software.

Punteggio medio inferiore del 10% rispetto ai rivali


Se si calcola la media di tutti i punteggi — compresi quelli del picco basso — l'Xperia 1 VIII risulta circa il 10% meno veloce rispetto ad altri smartphone con lo stesso Snapdragon 8 Elite Gen 5. Una differenza che potrebbe sembrare uno svantaggio, ma che Sony ha scelto consapevolmente: il corpo sottile e compatto dell'Xperia 1 VIII non può ospitare sistemi di raffreddamento massicci, e il brand preferisce garantire stabilità termica e longevità piuttosto che numeri record sui benchmark.

La filosofia Xperia: costanza invece di picchi


L'Xperia 1 VIII non è progettato per chi vuole i punteggi più alti su Geekbench. È pensato per chi vuole un flagship Android elegante, stabile nella temperatura durante le sessioni fotografiche e in grado di offrire un'esperienza d'uso quotidiana coerente. In questo senso, il comportamento "a due velocità" non è un difetto — è la firma del tuning Sony.

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“Mai più un Pixel”: la serie Pixel 6 continua a fare discutere, ma Google ha imparato la lezione?


A pochi mesi dalla fine del supporto ufficiale — prevista per ottobre 2026 — il Google Pixel 6 torna al centro del dibattito online. Su Reddit, un post di un ex utente con toni molto critici ha raccolto migliaia di interazioni, riaccendendo la discussione sui problemi storici della serie e sul futuro della fiducia nel brand Pixel. Una lista di problemi che non si dimentica L'utente racconta di aver ricevuto due Pixel 6 gratuitamente durante la migrazione da Sprint a T-Mobile, ma […]
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A pochi mesi dalla fine del supporto ufficiale — prevista per ottobre 2026 — il Google Pixel 6 torna al centro del dibattito online. Su Reddit, un post di un ex utente con toni molto critici ha raccolto migliaia di interazioni, riaccendendo la discussione sui problemi storici della serie e sul futuro della fiducia nel brand Pixel.

Una lista di problemi che non si dimentica


L’utente racconta di aver ricevuto due Pixel 6 gratuitamente durante la migrazione da Sprint a T-Mobile, ma l’esperienza si è rivelata deludente fin dai primi mesi. I problemi segnalati includono: lettore d’impronte digitali in-display impreciso e lento, bug persistenti anche dopo gli aggiornamenti, batteria gonfia con conseguente sostituzione del dispositivo, surriscaldamento frequente, blocchi dell’app fotocamera, connettività mobile instabile e rapido degrado della batteria. Il fatto che anche il dispositivo sostitutivo presentasse gli stessi difetti ha convinto l’utente a voltare definitivamente le spalle a Google.

Il debutto difficile del chip Tensor


Il Pixel 6 è stato il primo smartphone con il SoC proprietario Google Tensor, lanciato nel 2021. Sebbene l’ambizione fosse encomiabile, la prima generazione di Tensor ha sofferto di diversi problemi: il modem Exynos 5123 era noto per instabilità nella connettività mobile, il chip generava calore elevato e il sensore d’impronte ottico era oggettivamente sotto la media del mercato.

Google ha migliorato: ma la fiducia si riacquista lentamente


A partire dal Pixel 9, Google ha adottato il sensore d’impronte a ultrasuoni, molto più veloce e affidabile. Il modem è stato progressivamente migliorato e per il Pixel 11 si parla addirittura dell’adozione di un modem MediaTek. L’autore dell’articolo originale, pur avendo vissuto in prima persona i problemi del Pixel 6 Pro, dichiara di essere comunque pronto ad acquistare il Pixel 11 Pro XL questa estate, convinto dai progressi compiuti e dall’integrazione di Gemini. Un segnale che Google sta recuperando terreno, ma la strada per riconquistare chi ha vissuto una brutta esperienza è ancora lunga.

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KBackup backup incrementale e profili per Linux


KBackup è un'applicazione KDE per backup incrementali su Linux con profili salvabili, target locali e remoti, e modalità CLI automatica
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Wine 11.12: tutte le novità e i 27 bugfix della nuova versione


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GNOME Calendar scoraggia il codice generato dall’intelligenza artificiale


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FormatFactory porta su Linux un convertitore multimediale completo


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GIMP 0.54 torna su Linux grazie a Flatpak: rivivi la storica versione del 1996


GIMP 0.54 torna disponibile come Flatpak per Linux e permette di provare la storica versione del 1996, precedente alla nascita di GTK.
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KDE Rilascia Plasma 6.7.2


KDE Plasma 6.7.2 arriva con fix per Chromium, VRR su multi-monitor, stabilità System Monitor e correzioni per GPU NVIDIA
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Mageia 10 è ufficiale: arriva kernel Linux 6.18 LTS e KDE Plasma 6.5


Mageia 10 è disponibile con Linux Kernel 6.18 LTS, KDE Plasma 6.5.5, GNOME 49, Mesa 26 e numerosi aggiornamenti per desktop e software
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Misago self hosted per creare forum moderni e completi


Misago è un software forum moderno basato su Python con autenticazione OAuth, moderazione avanzata, API JSON e numerose funzioni dedicate alle community.
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WSL Containers: i container Linux nativi arrivano su Windows 11


WSL Containers porta i container Linux direttamente in Windows 11 con il comando wslc, GPU support e VirtIOFS per prestazioni migliori.
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Xperia 10 VIII: un fan immagina il design del futuro mid-range Sony, tra tradizione e innovazione


Mentre Sony continua la sua trasformazione estetica con la serie Xperia 1 VIII, un utente Reddit ha pubblicato un concept non ufficiale del futuro Xperia 10 VIII, immaginando come potrebbe fondersi il design del flagship con l'identità del mid-range. Il concept: un Xperia 1 VIII in versione accessibile L'Xperia 1 VIII ha segnato una svolta nel design Sony con l'introduzione di un camera bump quadrato nell'angolo superiore sinistro — una novità rispetto alla tradizionale colonna […]
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Mentre Sony continua la sua trasformazione estetica con la serie Xperia 1 VIII, un utente Reddit ha pubblicato un concept non ufficiale del futuro Xperia 10 VIII, immaginando come potrebbe fondersi il design del flagship con l’identità del mid-range.

Il concept: un Xperia 1 VIII in versione accessibile


L’Xperia 1 VIII ha segnato una svolta nel design Sony con l’introduzione di un camera bump quadrato nell’angolo superiore sinistro — una novità rispetto alla tradizionale colonna verticale di obiettivi. Il concept riprende proprio questa scelta stilistica, applicandola al form factor del mid-range. Il logo “SONY” all’interno del bump è posizionato come sul flagship, dando al concept un aspetto familiare ma con proporzioni più compatte.

Il doppio obiettivo dall’Xperia 10 VII


Sul fronte fotocamere, il concept mantiene la configurazione dual camera affiancata già presente sull’Xperia 10 VII. Il risultato è un mix tra il bump premium del flagship e il sistema ottico più accessibile del mid-range: un’idea intrigante che potrebbe effettivamente rappresentare la direzione di Sony per i prossimi mesi.

Cosa ne pensa la community?


Le opinioni sul design sono divise: c’è chi lo trova elegante e coerente con l’evoluzione della serie, e chi preferisce il look più sobrio dei predecessori. Sony non ha ancora annunciato nulla sull’Xperia 10 VIII, ma l’interesse generato da questo concept conferma che il brand giapponese continua ad avere una fanbase attiva e appassionata anche in Italia.

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Pixel con Android 17 supporta LHDC: finalmente l’audio Bluetooth ad alta risoluzione


Dopo l'aggiornamento ad Android 17, i Google Pixel acquistano il supporto al codec Bluetooth LHDC, aprendo le porte all'audio wireless ad alta definizione. Un'aggiunta attesa da chi ascolta musica con cuffie di qualità. Cos'è LHDC e perché è rilevante LHDC (Low Latency High-Definition Audio Codec) è un codec Bluetooth ad alta qualità nato nel 2018, capace di trasmettere audio fino a 24bit/96kHz con bitrate variabile tra 160 kbps e 1.000 kbps. Nel 2024 ha ottenuto la certificazione […]
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Dopo l’aggiornamento ad Android 17, i Google Pixel acquistano il supporto al codec Bluetooth LHDC, aprendo le porte all’audio wireless ad alta definizione. Un’aggiunta attesa da chi ascolta musica con cuffie di qualità.

Cos’è LHDC e perché è rilevante


LHDC (Low Latency High-Definition Audio Codec) è un codec Bluetooth ad alta qualità nato nel 2018, capace di trasmettere audio fino a 24bit/96kHz con bitrate variabile tra 160 kbps e 1.000 kbps. Nel 2024 ha ottenuto la certificazione Hi-Res Audio Wireless dalla Japan Audio Society. Non è un codec lossless, ma il livello qualitativo è sensibilmente superiore a SBC e AAC, avvicinandosi ad aptX HD e LDAC.

Come funziona su Pixel


Per sfruttare LHDC servono due condizioni: un Pixel aggiornato ad Android 17 e un paio di cuffie o auricolari compatibili con il codec. Il sistema adatta automaticamente il bitrate in base alla qualità del segnale Bluetooth, garantendo continuità di riproduzione anche in ambienti con interferenze. Non è necessaria nessuna configurazione manuale: la selezione del codec avviene in automatico quando entrambi i dispositivi lo supportano.

Quale Pixel supporta Android 17?


Android 17 è attualmente disponibile per la serie Pixel 9 e i modelli più recenti. Gli utenti con dispositivi supportati troveranno LHDC nelle opzioni sviluppatore, alla voce codec audio Bluetooth, non appena l’aggiornamento sarà installato.

@Androidiani

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POCO X8 Pro si tinge di giallo: la nuova colorazione arriva il 7 luglio insieme all’Hyper Prime Day


POCO Japan ha annunciato ufficialmente l'arrivo di una nuova colorazione gialla per il POCO X8 Pro. L'uscita è fissata per il 7 luglio, lo stesso giorno dell'inizio dello Xiaomi Hyper Prime Day, e il prezzo sarà nella fascia dei 40.000 yen. Il giallo che fa la differenza Il teaser pubblicato sull'account ufficiale POCO su X recita "Questo è il giallo di POCO" — un chiaro riferimento al giallo brillante che è parte integrante dell'identità visiva del brand. La nuova colorazione si […]
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POCO Japan ha annunciato ufficialmente l’arrivo di una nuova colorazione gialla per il POCO X8 Pro. L’uscita è fissata per il 7 luglio, lo stesso giorno dell’inizio dello Xiaomi Hyper Prime Day, e il prezzo sarà nella fascia dei 40.000 yen.

Il giallo che fa la differenza


Il teaser pubblicato sull’account ufficiale POCO su X recita “Questo è il giallo di POCO” — un chiaro riferimento al giallo brillante che è parte integrante dell’identità visiva del brand. La nuova colorazione si affianca alle varianti già disponibili e porta una personalità più decisa rispetto all’estetica più sobria dei competitor.

Prezzo e disponibilità


Dall’immagine promozionale si intuisce che il prezzo sarà nella fascia “4X.XXX yen”, confermando una cifra in area 40.000 yen — probabilmente 40-49.000 yen. Considerando che il prezzo di listino del POCO X8 Pro (8GB/256GB) è attualmente di 59.980 yen in Giappone, si tratterebbe di uno sconto di oltre 10.000 yen per la versione gialla al lancio.

Disponibile anche in Italia?


Al momento il lancio è confermato per il mercato giapponese, ma POCO distribuisce i suoi prodotti anche in Europa e in Italia. Non è escluso che la colorazione gialla possa arrivare anche da noi in un secondo momento. Il POCO X8 Pro è uno degli smartphone mid-range più apprezzati per il rapporto qualità-prezzo, con Snapdragon 8s Gen 3, display AMOLED a 120Hz e ricarica da 90W.

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Sony Walkman NW-ZX900 con Android 16 e Snapdragon: il lettore musicale di nuova generazione è in arrivo


Il leggendario Sony Walkman si prepara a un salto generazionale. Il nuovo modello NW-ZX900 è stato individuato sui server interni di Sony, confermando che il dispositivo è in fase di sviluppo attivo. Secondo il sito specializzato The Walkman Blog, il lancio potrebbe avvenire tra la fine del 2026 e l'inizio del 2027. Android 16 e chip Snapdragon: una svolta importante Le specifiche emerse da test di benchmark rivelano un dispositivo notevolmente più potente rispetto al predecessore […]
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Il leggendario Sony Walkman si prepara a un salto generazionale. Il nuovo modello NW-ZX900 è stato individuato sui server interni di Sony, confermando che il dispositivo è in fase di sviluppo attivo. Secondo il sito specializzato The Walkman Blog, il lancio potrebbe avvenire tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027.

Android 16 e chip Snapdragon: una svolta importante


Le specifiche emerse da test di benchmark rivelano un dispositivo notevolmente più potente rispetto al predecessore NW-ZX700. Il NW-ZX900 girerà su Android 16 e sarà equipaggiato con uno dei seguenti chip Snapdragon:

  • Snapdragon 7s Gen 3
  • Snapdragon 6 Gen 4
  • Snapdragon 7s Gen 4

Tutti e tre i candidati sono prodotti con processo a 4nm, un enorme passo avanti rispetto all’attuale QCS4290 a 11nm. La memoria RAM sarà da 8 GB e la CPU avrà 8 core, con clock volutamente contenuto per favorire l’autonomia della batteria.

GPU e connettività di nuova generazione


La GPU Adreno 810 offre prestazioni grafiche fino a 4-5 volte superiori rispetto all’attuale Adreno 610, rendendo l’interfaccia Android molto più reattiva e fluida. Sul fronte della connettività, il dispositivo supporterà Bluetooth 5.4 con LE Audio e Auracast, oltre a Wi-Fi 6 e Wi-Fi 6E — specifiche che si abbinano perfettamente alla crescente gamma di auricolari Sony con codec LC3. La ricarica Quick Charge 4+ velocizzerà anche i tempi di carica.

Un Walkman moderno per audiofili Android


Il NW-ZX900 conferma la filosofia Sony di unire audio hi-res e piattaforma Android in un lettore dedicato. La combinazione di un SoC moderno, Android 16 e supporto ai più recenti standard audio lo rende uno dei dispositivi Android più attesi dagli appassionati di musica in alta qualità. Ulteriori dettagli su prezzo e disponibilità sono attesi nei prossimi mesi.

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Redmi Note 17: la serie si divide per target con batteria da 9.000mAh e fotocamera da 200MP


Xiaomi sta ripensando la struttura del suo popolare mid-range. Secondo il noto leaker Smart Pikachu, la serie Redmi Note 17 adotterà una strategia più segmentata rispetto al passato, con modelli chiaramente differenziati per fascia di prezzo e utilizzo, puntando a coprire l'intero mercato intermedio. Lineup segmentata: da entry-level a quasi-premium I modelli della serie saranno divisi in tre fasce: un entry-level orientato al costo, un modello bilanciato di fascia media e una variante […]
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Xiaomi sta ripensando la struttura del suo popolare mid-range. Secondo il noto leaker Smart Pikachu, la serie Redmi Note 17 adotterà una strategia più segmentata rispetto al passato, con modelli chiaramente differenziati per fascia di prezzo e utilizzo, puntando a coprire l’intero mercato intermedio.

Lineup segmentata: da entry-level a quasi-premium


I modelli della serie saranno divisi in tre fasce: un entry-level orientato al costo, un modello bilanciato di fascia media e una variante Pro con specifiche quasi premium. Si ipotizza anche la presenza di modelli personalizzati per mercati o utilizzi specifici.

Specifiche di rilievo


  • Batteria: 9.000mAh al silicio-carbonio sul modello standard (record per la serie), 10.000mAh sul Pro
  • Chip: Snapdragon 6 Gen 5 per i modelli base/standard, Dimensity 7500 per il Pro
  • Display: OLED flat 1.5K con refresh a 120Hz
  • Fotocamera: sensore da 200MP sul modello Pro


Lancio scaglionato tra luglio e agosto in Cina


La strategia di lancio prevede un’uscita graduale: il modello standard dovrebbe arrivare in Cina a luglio, mentre la versione Pro è attesa per agosto. Un approccio che permette a Xiaomi di mantenere alta l’attenzione del mercato nel tempo. Per i mercati globali, i tempi e i nomi commerciali potrebbero differire.

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Mageia 10: il potere della comunità e dell’innovazione per ogni esigenza


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Parrot OS 7.3: la distribuzione GNU/Linux per la sicurezza si aggiorna


Parrot Security OS, spesso indicata semplicemente come Parrot, è una distribuzione GNU/Linux italiana basata su Debian, progettata in modo specifico per la sicurezza informatica, l’hacking etico e il penetration testing, cioè l’insieme delle tecniche utilizzate per verificare la sicurezza di sistemi...

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Kali Linux 2026.2: Novità e Miglioramenti


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