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System76 aggiorna il laptop Serval WS con i processori Intel Core Ultra Serie 2


System76, noto produttore di hardware compatibile con sistemi operativi GNU/Linux statunitense con sede a Denver, Colorado, ha presentato una nuova versione del portatile Serval WS, una workstation portatile progettata per utenti che richiedono prestazioni...

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Xperia 1 VIII: aumentano le segnalazioni di problemi al sensore di impronte digitali


L'ammiraglia Sony Xperia 1 VIII è al centro di un crescente numero di segnalazioni riguardanti malfunzionamenti del sensore di impronte digitali. Le problematiche emergono su più piattaforme — dai forum specializzati ai social network — e in alcuni casi hanno reso il sensore completamente inutilizzabile, spingendo gli utenti a contattare l'assistenza Sony per la sostituzione del dispositivo. I sintomi riportati: dal riconoscimento instabile all'impossibilità di registrare le […]
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L’ammiraglia Sony Xperia 1 VIII è al centro di un crescente numero di segnalazioni riguardanti malfunzionamenti del sensore di impronte digitali. Le problematiche emergono su più piattaforme — dai forum specializzati ai social network — e in alcuni casi hanno reso il sensore completamente inutilizzabile, spingendo gli utenti a contattare l’assistenza Sony per la sostituzione del dispositivo.

I sintomi riportati: dal riconoscimento instabile all’impossibilità di registrare le impronte


I casi riportati si presentano con modalità simili. Su price.com, un utente ha descritto come il sensore smettesse di rispondere quando si tentava lo sblocco a schermo spento. Le soluzioni classiche — come eliminare e riacquisire le impronte o riavviare il telefono — non hanno risolto il problema. La situazione è poi peggiorata al punto che il sensore ha smesso di rispondere anche durante la fase di registrazione di un’impronta, rendendo impossibile completarla. L’esito è stato la sostituzione del dispositivo da parte dell’assistenza Sony.

Su 5channel e sul social X emergono segnalazioni analoghe: chi riferisce che dopo il primo tentativo fallito il sensore non riconosce più nessuna impronta, chi lamenta una precisione di riconoscimento inferiore rispetto a Xperia 1 V, chi non riesce a completare la registrazione dell’impronta perché il sensore smette di rispondere a metà procedura.

Un problema già visto in passato sulla serie Xperia


Non è la prima volta che la serie Xperia si trova alle prese con difficoltà legate al sensore biometrico. Sugli Xperia 1 III e 5 III era stato segnalato su larga scala il caso della voce relativa alle impronte digitali che spariva completamente dal menu delle impostazioni — un problema attribuito a guasti hardware o problemi di contatto, che in molti casi aveva richiesto la riparazione del dispositivo.

Le generazioni successive avevano fatto registrare un significativo miglioramento su questo fronte, tanto che dagli Xperia 1 V in poi il problema non si era più ripresentato su vasta scala. I sintomi attuali sull’Xperia 1 VIII sono diversi da quelli storici — la voce nel menu c’è, ma il sensore si comporta in modo erratico — e non è ancora chiaro se si tratti di un difetto hardware su un numero limitato di unità o di un bug software risolvibile con un aggiornamento.

Cosa aspettarsi nei prossimi giorni


Le segnalazioni sono ancora numericamente contenute e non è possibile stabilire la reale portata del problema. Tuttavia, il fatto che le stesse difficoltà vengano descritte in ambienti diversi e da utenti indipendenti merita attenzione. Ricordiamo che l’anno scorso Xperia 1 VII era finito sotto i riflettori per un problema di guasto improvviso della scheda madre, una vicenda che aveva preoccupato non poco la community. Speriamo che le problematiche al sensore di impronte sull’Xperia 1 VIII si rivelino episodiche e risolvibili, senza evolvere in un caso più serio.

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Xiaomi 18: display secondario più grande, fotocamera da 200MP e tasto AI dedicato nei rumor


Le prime indiscrezioni sullo Xiaomi 18 iniziano a delineare un flagship di grande ambizione. Atteso per settembre 2026, il prossimo top di gamma della serie principale di Xiaomi dovrebbe portare con sé un display posteriore notevolmente ingrandito, una fotocamera da 200 megapixel con sensore LoFIC di nuova generazione, e — dettaglio che fa discutere — il ritorno di un tasto fisico dedicato alle funzioni AI. Display posteriore da 4 pollici: da accessorio a protagonista Lo Xiaomi 17 Pro […]
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Le prime indiscrezioni sullo Xiaomi 18 iniziano a delineare un flagship di grande ambizione. Atteso per settembre 2026, il prossimo top di gamma della serie principale di Xiaomi dovrebbe portare con sé un display posteriore notevolmente ingrandito, una fotocamera da 200 megapixel con sensore LoFIC di nuova generazione, e — dettaglio che fa discutere — il ritorno di un tasto fisico dedicato alle funzioni AI.

Display posteriore da 4 pollici: da accessorio a protagonista


Lo Xiaomi 17 Pro aveva già introdotto un piccolo schermo secondario da circa 2,7 pollici sul retro. Con lo Xiaomi 18 Pro, Xiaomi avrebbe in mente un salto più deciso: il display posteriore potrebbe arrivare attorno ai 4 pollici, con miglioramenti in termini di luminosità, risoluzione e gestione della privacy. Un pannello di quelle dimensioni permetterebbe non solo di controllare notifiche e meteo a colpo d’occhio, ma anche di usare molte più funzioni senza estrarre il telefono di tasca, oltre che di sfruttarlo come mirino per i selfie con la fotocamera principale. Xiaomi sembra intenzionata a fare del display posteriore una feature distintiva della linea, non una semplice curiosità.

Fotocamera da 200MP con tecnologia LoFIC


Sul fronte fotografico, il rumor più interessante riguarda l’adozione di un sensore da 200 megapixel sviluppato internamente da Xiaomi con tecnologia LoFIC (Low-light Full-Image Capture). Questa soluzione è pensata per aumentare il range dinamico nelle scene ad alto contrasto — controluce, paesaggi con zone d’ombra e di luce netta, scatti notturni — recuperando dettaglio nelle alte luci senza sacrificare le ombre. Se le specifiche verranno confermate, lo Xiaomi 18 si candida a diventare uno dei più interessanti competitor nella fotografia mobile di fascia alta.

Anche il display frontale dovrebbe ricevere un aggiornamento significativo: pannello grande con angoli arrotondati, risoluzione 2K e luminosità massima ulteriormente aumentata per garantire una migliore visibilità in pieno sole.

Torna il tasto AI: ma questa volta è molto più di un assistente vocale


Uno degli elementi più discussi dai leak è il possibile ritorno di un pulsante fisico dedicato alle funzioni di intelligenza artificiale. Xiaomi aveva già proposto tasti simili su MIX 3 e Mi 9, poi abbandonati. La versione 2026 sarebbe però molto più evoluta: non un semplice avviatore vocale, ma un accesso rapido alle funzioni AI di HyperOS 4, incluse traduzione in tempo reale, riconoscimento di immagini, riassunto di documenti e controllo accelerato della fotocamera.

Design rinnovato con nuovi materiali


Completa il quadro una revisione estetica che potrebbe riguardare i materiali del corpo: Xiaomi starebbe testando sia pannelli in vetro tradizionale che soluzioni in fibra di vetro trasparente di nuova generazione, con la possibilità di introdurre materiali fotocromici capaci di cambiare tonalità a seconda dell’illuminazione. Più audace rispetto agli ultimi flagship, insomma.

Siamo ancora lontani dall’annuncio ufficiale, ma lo Xiaomi 18 si preannuncia come uno degli smartphone Android più completi del 2026.

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Ecco perché la scadenza dei certificati Secure Boot di Windows interessa gli utenti Linux


Se siete utenti Linux, "No, non mi interessa, si parla di Microsoft" non è una buona risposta a proposito di questa notizia.
Infatti dal 24 giugno 2026, tre importanti certificati digitali alla base del meccanismo di sicurezza "Secure Boot" scadranno e, in determinati contesti, è bene comprendere cosa ciò comporta e, nel caso, agire.

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Nothing Phone (4b) è ufficiale nel nome: fotocamera singola e fascia entry-level in arrivo


Nothing Technology ha confermato indirettamente il nome del suo prossimo smartphone con un teaser tanto enigmatico quanto caratteristico del brand. Un video pubblicato sull'account X ufficiale ha rivelato — nascosta tra le matite da disegno — l'identità del nuovo modello: si chiamerà Nothing Phone (4b). E non è tutto: il breve filmato ha anche svelato alcune caratteristiche del design, tra cui quella che sembra essere una configurazione con una sola fotocamera posteriore. Il teaser […]
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Nothing Technology ha confermato indirettamente il nome del suo prossimo smartphone con un teaser tanto enigmatico quanto caratteristico del brand. Un video pubblicato sull’account X ufficiale ha rivelato — nascosta tra le matite da disegno — l’identità del nuovo modello: si chiamerà Nothing Phone (4b). E non è tutto: il breve filmato ha anche svelato alcune caratteristiche del design, tra cui quella che sembra essere una configurazione con una sola fotocamera posteriore.

Il teaser con le matite e il codice 4B


Nothing ha costruito il reveal con una sequenza di matite da disegno disposte in ordine, dalla 7B alla B. In modo volutamente non casuale, una di esse sporge più in alto rispetto alle altre: sulla sua superficie è incisa la scritta “4B”. Combinando questo indizio con la lettera “b” già comunicata nelle settimane precedenti, la deduzione è immediata: il nome ufficiale del device è Nothing Phone (4b).

Un’operazione di marketing giocosa e coerente con l’identità del brand, che da sempre preferisce generare curiosità con codici e indizi piuttosto che annunci diretti.

Fotocamera singola: una prima volta per Nothing


Altrettanto significativo è quanto si intravede nello stesso video: uno schizzo tecnico su carta millimetrata mostra il retro del telefono, con un solo modulo fotocamera posizionato nell’angolo superiore sinistro. Se confermato, il Nothing Phone (4b) sarebbe il primo dispositivo dell’azienda a montare un’unica fotocamera posteriore, una scelta che non sorprende se si considera il posizionamento di mercato ipotizzato.

Gli sketch mostrano anche la struttura meccanica traforata sul retro, dettaglio estetico che richiama il DNA visivo di Nothing, confermando che anche in questa versione più economica il brand non rinuncia alla propria identità.

Un modello entry-level più accessibile del Phone (2a)?


La fotocamera singola e la gestione del reveal suggeriscono che il Nothing Phone (4b) punta a una fascia di prezzo ancora più bassa rispetto al Phone (2a), già considerato il punto d’accesso più conveniente alla gamma Nothing. L’obiettivo sembra essere quello di attrarre nuovi utenti con un prezzo aggressivo, mantenendo però l’estetica ricercata che distingue i prodotti Nothing dalla massa degli smartphone economici.

Non è ancora stata comunicata una data ufficiale di presentazione, ma l’intensificarsi dei teaser lascia presupporre un annuncio imminente. Continuiamo a seguire la vicenda.

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Galaxy attenzione: tre app Google fondamentali non si aggiornano automaticamente


Se utilizzate uno smartphone Samsung Galaxy con gli aggiornamenti automatici delle app abilitati, potreste comunque avere alcune app di sistema Google non aggiornate all'ultima versione. Google ha recentemente rilasciato nuovi aggiornamenti per tre componenti fondamentali di Android, ma questi non compaiono nella schermata standard degli aggiornamenti del Play Store e richiedono un intervento manuale. Le tre app di sistema Google da aggiornare Le app coinvolte sono componenti che agiscono […]
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Se utilizzate uno smartphone Samsung Galaxy con gli aggiornamenti automatici delle app abilitati, potreste comunque avere alcune app di sistema Google non aggiornate all’ultima versione. Google ha recentemente rilasciato nuovi aggiornamenti per tre componenti fondamentali di Android, ma questi non compaiono nella schermata standard degli aggiornamenti del Play Store e richiedono un intervento manuale.

Le tre app di sistema Google da aggiornare


Le app coinvolte sono componenti che agiscono in background ma svolgono un ruolo essenziale per la sicurezza e la stabilità del sistema operativo:

  • Android System SafetyCore — versione 1.0.925574157
  • Android System WebView — versione 149.0.7827.91
  • Google Play Services — versione 26.22.33

Google non ha pubblicato note di rilascio dettagliate per questi aggiornamenti, ma è prassi comune che includano correzioni di bug, miglioramenti delle prestazioni e patch di sicurezza. Google Play Services in particolare è la fondamenta su cui poggiano la maggior parte delle app Android e dei servizi Google, mentre Android System WebView gestisce la visualizzazione di contenuti web all’interno delle app.

Perché non appaiono nella lista aggiornamenti del Play Store


Il problema è che queste tre app di sistema non vengono mostrate nella sezione “Aggiornamenti” dell’app Google Play, nemmeno quando un aggiornamento è disponibile. Ciò significa che anche con la funzione di aggiornamento automatico attiva, l’utente potrebbe non accorgersi che queste versioni sono in attesa di installazione.

Per aggiornarle manualmente è necessario aprire l’app Impostazioni, cercare ciascuna delle tre app nella sezione Applicazioni, e dall’interfaccia dell’app trovare il collegamento alla sua scheda nel Play Store. Se è disponibile un aggiornamento, apparirà il pulsante per installarlo.

Disponibile su One UI 8.5 e One UI 9


Al momento il rilascio è stato confermato su dispositivi Samsung con One UI 8.5 e One UI 9. La distribuzione è partita dal mercato indiano e si prevede che venga estesa progressivamente ad altre regioni. Se avete un Galaxy recente, vale la pena fare una verifica manuale: aggiornare questi componenti è una buona pratica per mantenere il dispositivo sicuro e stabile.

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PorteuX 2.7: la distribuzione GNU/Linux basata su Slackware con kernel 7.1.1 e KDE Plasma 6.7


PorteuX è una distribuzione GNU/Linux basata su Slackware che eredita l’approccio modulare dei progetti Slax e Porteus, offrendo un sistema leggero, portatile e altamente personalizzabile. Si comporta come una distribuzione immutabile, ma adotta una...

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Raspberry Pi OS: aggiornamento di giugno 2026 introduce il kernel Linux 6.18 LTS


Raspberry Pi OS è una distribuzione GNU/Linux sviluppata e mantenuta da Raspberry Pi Ltd, pensata specificamente per i single-board computer (SBC) della famiglia Raspberry Pi, progettata per essere accessibile, versatile e ricca di strumenti utili...

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Le notizie minori del mondo GNU/Linux e dintorni della settimana nr 25/2026


Ogni settimana, il mondo del software libero e open source ci offre una moltitudine di aggiornamenti e nuove versioni di software. Anche se non tutti sono di grande rilevanza, molti di questi possono risultare...

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SparkyLinux 2026.06 “Tiamat”: disponibile con supporto al kernel Linux 7.1


SparkyLinux è una distribuzione GNU/Linux basata su Debian, progettata per offrire un sistema operativo leggero, veloce e altamente personalizzabile, pensato principalmente per l’uso desktop. Nata nell’ottobre del 2011 come remix di Ubuntu con l’ambiente...

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Driver NVIDIA 595.84 per GNU/Linux: supporto ottimizzato per 007 First Light e correzioni per altri giochi


Il driver grafico NVIDIA per sistemi GNU/Linux rappresenta la versione proprietaria sviluppata da NVIDIA Corporation, azienda leader nel settore delle soluzioni grafiche, per garantire prestazioni elevate, stabilità e compatibilità avanzata sulle distribuzioni GNU/Linux, oltre che su FreeBSD e Solaris. Questo driver nasce dall’esi...

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Il podcast di Marco’s Box #219 – AUR on fire


Nuova puntata del podcast di Marco’s Box, questa volta dedicata a commentare le principali notizie dal mondo di linux e del software libero e open source. Trovate la puntata su Spotity, Google Podcasts, Anchor, Apple Podcast, Castbox, TuneIn, Amazon Music, Amazon Alexa e YouTube. In alternativa, per ascoltarla sul vostro player preferito, potete aggiungere il […]
L'articolo Il podcast ...

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HyperOS 4: nuova app ti dice subito se il tuo Xiaomi, Redmi o POCO riceverà l’aggiornamento


Con l'arrivo sempre più vicino di HyperOS 4, il prossimo grande aggiornamento software di Xiaomi, un'app di terze parti aiuta a scoprire subito se il proprio dispositivo sarà compatibile. MemeOS Enhancer ha aggiunto una funzione che verifica in pochi secondi la compatibilità con il nuovo OS. Come funziona il controllo compatibilità Aprendo MemeOS Enhancer, l'app rileva automaticamente il modello del dispositivo e lo confronta con i dati sulle politiche di aggiornamento di Xiaomi. Lo […]
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Con l’arrivo sempre più vicino di HyperOS 4, il prossimo grande aggiornamento software di Xiaomi, un’app di terze parti aiuta a scoprire subito se il proprio dispositivo sarà compatibile. MemeOS Enhancer ha aggiunto una funzione che verifica in pochi secondi la compatibilità con il nuovo OS.

Come funziona il controllo compatibilità


Aprendo MemeOS Enhancer, l’app rileva automaticamente il modello del dispositivo e lo confronta con i dati sulle politiche di aggiornamento di Xiaomi. Lo strumento supporta dispositivi Xiaomi, Redmi e POCO e fornisce anche la compatibilità con Android 17 — utile per capire qual è il massimo aggiornamento OS raggiungibile.

Il launcher di HyperOS 4 è già trapelato


Parallelamente, è già circolato online il launcher di HyperOS 4 prima dell’annuncio ufficiale. Le immagini mostrano un’interfaccia che evolve rispetto a HyperOS 3, con animazioni più fluide e alcune novità nell’organizzazione di icone e widget. Xiaomi non ha ancora comunicato le date ufficiali, ma i leak suggeriscono che il lancio sia imminente.

Perché è utile saperlo in anticipo


Conoscere in anticipo la compatibilità permette di pianificare meglio l’eventuale acquisto di un nuovo smartphone. Xiaomi ha tradizionalmente una politica di aggiornamenti più limitata rispetto a Samsung o Google, che ora garantiscono fino a 7 anni di patch. Strumenti come MemeOS Enhancer aiutano gli utenti a fare scelte più consapevoli.

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Sony Xperia 1 VIII e 1 VII: addio al contatore di notifiche, ora solo il pallino


Sony ha ufficialmente confermato un cambiamento nella gestione delle notifiche per i suoi smartphone di punta: sugli Xperia 1 VIII e Xperia 1 VII il contatore numerico delle notifiche non viene più visualizzato sull'icona delle app. Al suo posto compare solo un semplice pallino, che segnala la presenza di notifiche in attesa ma senza indicarne la quantità. Una scelta di design, non un bug Molti utenti avevano già notato la scomparsa del numero di messaggi non letti sull'icona di app come […]
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Sony ha ufficialmente confermato un cambiamento nella gestione delle notifiche per i suoi smartphone di punta: sugli Xperia 1 VIII e Xperia 1 VII il contatore numerico delle notifiche non viene più visualizzato sull’icona delle app. Al suo posto compare solo un semplice pallino, che segnala la presenza di notifiche in attesa ma senza indicarne la quantità.

Una scelta di design, non un bug


Molti utenti avevano già notato la scomparsa del numero di messaggi non letti sull’icona di app come Messenger, interpretandola come un malfunzionamento. Sony ha chiarito attraverso le pagine di supporto ufficiale che si tratta invece di una modifica voluta: tutti i modelli lanciati dopo aprile 2025 adottano questo nuovo comportamento.

In precedenza, bastava un’occhiata alla schermata home per sapere quanti messaggi erano in attesa. Con il nuovo sistema, il pallino indica solo che c’è qualcosa di non letto, senza fornire dettagli numerici.

Quali dispositivi sono interessati


La modifica riguarda sia le versioni SIM free che quelle brandizzate dei seguenti modelli:

  • Xperia 1 VIII
  • Xperia 1 VII

Curiosamente, l’Xperia 10 VII — anch’esso uscito nel 2025 — non è incluso nell’elenco, lasciando aperta la possibilità che il modello più economico conservi il contatore numerico tradizionale. Sony non ha ancora fornito spiegazioni su questa differenza.

Una tendenza sempre più diffusa su Android


La scelta di Sony si inserisce in un trend più ampio: molti produttori Android stanno abbandonando i badge numerici in favore di indicatori più discreti, seguendo la filosofia di Android puro di Google. Per ora non esiste un’opzione nelle impostazioni per ripristinare il comportamento precedente.

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Android 17 cancella i widget dal Pixel: Google sta preparando la correzione


Gli utenti Pixel che hanno aggiornato ad Android 17 stanno segnalando un bug fastidioso: i widget sulla schermata home scompaiono senza preavviso. Google ha confermato di essere a conoscenza del problema e che è al lavoro su una correzione. Il problema colpisce i profili di lavoro Dalle segnalazioni su Reddit e sui forum ufficiali, il bug si manifesta principalmente sui dispositivi con il Work Profile (profilo di lavoro) attivo. I widget più colpiti sono quelli per meteo, calendario e […]
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Gli utenti Pixel che hanno aggiornato ad Android 17 stanno segnalando un bug fastidioso: i widget sulla schermata home scompaiono senza preavviso. Google ha confermato di essere a conoscenza del problema e che è al lavoro su una correzione.

Il problema colpisce i profili di lavoro


Dalle segnalazioni su Reddit e sui forum ufficiali, il bug si manifesta principalmente sui dispositivi con il Work Profile (profilo di lavoro) attivo. I widget più colpiti sono quelli per meteo, calendario e gestione task, che spariscono completamente dalla home dopo il passaggio ad Android 17.

La conferma ufficiale di Google


Mishaal Rahman, punto di riferimento per le notizie su Android, ha confermato che Google è a conoscenza del problema e sta preparando una patch. Non è stato comunicato un calendario preciso, ma la correzione arriverà “in un prossimo aggiornamento”.

Una soluzione temporanea (non per tutti)


Alcuni utenti sono riusciti a ripristinare i widget eliminando il profilo di lavoro, riavviando e riposizionando i widget manualmente. Questa strada non è percorribile per chi usa il Work Profile in contesto aziendale, dove il profilo è gestito dall’IT e non può essere cancellato dall’utente. Il consiglio è attendere la patch ufficiale di Google.

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Xperia 1 VIII: boom di vendite nella prima settimana, tre volte i numeri del predecessore


Nonostante il design completamente rinnovato avesse diviso le opinioni prima del lancio, lo Sony Xperia 1 VIII sta registrando un avvio di vendite sorprendentemente positivo. I dati dalla piattaforma giapponese Kakaku.com mostrano che, in appena una settimana, il modello SIM free ha già accumulato tre volte le recensioni dello Xperia 1 VII — disponibile da oltre un anno. Le recensioni come termometro delle vendite Il numero di recensioni sui siti di confronto prezzi è spesso un buon […]
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Nonostante il design completamente rinnovato avesse diviso le opinioni prima del lancio, lo Sony Xperia 1 VIII sta registrando un avvio di vendite sorprendentemente positivo. I dati dalla piattaforma giapponese Kakaku.com mostrano che, in appena una settimana, il modello SIM free ha già accumulato tre volte le recensioni dello Xperia 1 VII — disponibile da oltre un anno.

Le recensioni come termometro delle vendite


Il numero di recensioni sui siti di confronto prezzi è spesso un buon indicatore indiretto dei volumi venduti. Nel caso dello Xperia 1 VIII da 16GB — la configurazione esclusiva del modello SIM free — si contano già 85 recensioni in pochi giorni, contro le 27 dello Xperia 1 VII 16GB accumulate in oltre un anno. Un ritmo circa tre volte superiore.

Un risultato contro ogni previsione


L’Xperia 1 VIII ha cambiato radicalmente il design rispetto ai predecessori, generando dubbi sulla capacità di attrarre sia il pubblico storico di Sony che nuovi acquirenti. I numeri iniziali suggeriscono invece che la scommessa stia pagando, almeno nel mercato giapponese. Resta da vedere se questo momentum si ripeterà anche sui mercati europei, dove Sony mobile fatica da anni a mantenere una presenza significativa.

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Xiaomi 18 Pro arriverà prima in Europa: nuovo sensore LOFIC e fotocamera potenziata


Il prossimo flagship di Xiaomi, lo Xiaomi 18 Pro, potrebbe arrivare sul mercato globale in tempi molto più rapidi rispetto al passato. Secondo alcune indiscrezioni, Xiaomi starebbe pianificando di ridurre significativamente il ritardo tra il lancio cinese e quello internazionale, portando il modello Pro nelle mani degli utenti europei quasi in contemporanea. Fine del ritardo cronico tra Cina e mercati globali Negli ultimi anni, Xiaomi ha spesso lanciato i flagship in Cina con mesi di […]
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Il prossimo flagship di Xiaomi, lo Xiaomi 18 Pro, potrebbe arrivare sul mercato globale in tempi molto più rapidi rispetto al passato. Secondo alcune indiscrezioni, Xiaomi starebbe pianificando di ridurre significativamente il ritardo tra il lancio cinese e quello internazionale, portando il modello Pro nelle mani degli utenti europei quasi in contemporanea.

Fine del ritardo cronico tra Cina e mercati globali


Negli ultimi anni, Xiaomi ha spesso lanciato i flagship in Cina con mesi di anticipo rispetto al resto del mondo — talvolta anche sei mesi. Questo gap ha rappresentato un punto debole nella competizione con Samsung e Google in Europa. Se le indiscrezioni si confermassero, lo Xiaomi 18 Pro potrebbe segnare una svolta strategica nella distribuzione globale dell’azienda.

Sensore LOFIC di nuova generazione per la fotocamera


Sul fronte fotografico, Xiaomi 18 Pro dovrebbe adottare un sensore LOFIC di nuova generazione, con benefici significativi in termini di gamma dinamica. La collaborazione con Leica continua, ma il salto hardware promette risultati più netti nelle situazioni di luce difficile. Il modello base Xiaomi 18 utilizzerà un sensore OmniVision, mentre il Pro si affiderà a SmartSens — entrambi con il nuovo LOFIC.

Anche il sub-display integrato nel modulo fotocamera — una peculiarità distintiva di Xiaomi — dovrebbe ricevere un upgrade: più grande, più luminoso e con bordi più sottili. Il sensore ultragrandangolare verrebbe invece rinnovato su tutta la gamma con una nuova configurazione al posto dell’attuale ISOCELL JN5.

Xiaomi 18: in arrivo anche il supporto NFC italiano


Sul modello base Xiaomi 18 è stata già confermata la presenza di NFC per i pagamenti contactless, caratteristica fondamentale per il mercato europeo che nelle generazioni precedenti era talvolta assente o limitata. Un dettaglio che potrebbe fare la differenza nelle vendite in Italia e nel resto d’Europa.

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LLW Memory: la tecnologia che darà agli smartphone AI una memoria 10 volte più veloce


Mentre i produttori di smartphone continuano ad aggiungere funzioni AI sempre più avanzate, emerge un ostacolo crescente: la velocità con cui la memoria riesce a fornire dati al processore. Una nuova tecnologia chiamata LLW (Low Latency Wide DRAM) potrebbe essere la risposta per la prossima generazione di AI phone. Il collo di bottiglia che frena l'AI on-device I chip mobile moderni sono già abbastanza potenti da eseguire modelli linguistici direttamente sul dispositivo. Il problema è […]
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Mentre i produttori di smartphone continuano ad aggiungere funzioni AI sempre più avanzate, emerge un ostacolo crescente: la velocità con cui la memoria riesce a fornire dati al processore. Una nuova tecnologia chiamata LLW (Low Latency Wide DRAM) potrebbe essere la risposta per la prossima generazione di AI phone.

Il collo di bottiglia che frena l’AI on-device


I chip mobile moderni sono già abbastanza potenti da eseguire modelli linguistici direttamente sul dispositivo. Il problema è che la memoria LPDDR attuale non riesce a fornire dati abbastanza velocemente. È come avere un motore potentissimo con un serbatoio che non eroga carburante a sufficienza. La stessa sfida che nei data center ha portato all’adozione dell’HBM (High Bandwidth Memory) per le GPU professionali.

Cosa promette l’LLW


Secondo le indiscrezioni circolanti nel settore, LLW potrebbe offrire una banda passante da 10 a 15 volte superiore all’attuale LPDDR5X, con consumo energetico ridotto del 50% e prestazioni generali migliorate. La tecnologia si ispira all’HBM, adattandola alle esigenze termiche e dimensionali degli smartphone.

Quando arriverà


L’adozione commerciale non è imminente: le stime più ottimistiche parlano della seconda metà del 2027. Tra i potenziali first adopter circolano i nomi di Xiaomi e Huawei, ma nessuna delle due ha ancora fatto annunci ufficiali. Nel frattempo, i limiti dell’attuale LPDDR resteranno un vincolo reale per l’AI on-device ancora per qualche anno.

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Bug Pixel: Gemini blocca la tastiera in Gmail e rende difficile rispondere alle email


Un nuovo bug colpisce i dispositivi Google Pixel: aprendo una risposta in Gmail, invece della tastiera compare l'interfaccia di Gemini con la funzione "Help me write". Su alcuni modelli, come il Pixel 10 Pro Fold, è addirittura impossibile richiamare manualmente la tastiera per scrivere liberamente. Il problema nel dettaglio Il comportamento atteso è semplice: si preme "Rispondi" in Gmail e la tastiera compare automaticamente. Con questo bug, invece, l'app mostra in primo piano l'AI di […]
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Un nuovo bug colpisce i dispositivi Google Pixel: aprendo una risposta in Gmail, invece della tastiera compare l’interfaccia di Gemini con la funzione “Help me write”. Su alcuni modelli, come il Pixel 10 Pro Fold, è addirittura impossibile richiamare manualmente la tastiera per scrivere liberamente.

Il problema nel dettaglio


Il comportamento atteso è semplice: si preme “Rispondi” in Gmail e la tastiera compare automaticamente. Con questo bug, invece, l’app mostra in primo piano l’AI di Gemini, rendendo difficile digitare manualmente. Il problema è stato confermato su Pixel 10 Pro XL e Pixel 10 Pro Fold, con quest’ultimo particolarmente penalizzato.

Soluzioni provvisorie e attesa per la patch


Sul Pixel 10 Pro XL funziona un workaround: premere il tasto “nascondi tastiera” e toccare più volte il campo di testo. Sul Fold la situazione è più grave e non esiste una soluzione altrettanto semplice. Google non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali, ma considerata la visibilità del bug è probabile che una correzione arrivi a breve tramite aggiornamento di Gmail o patch di sistema.

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OPPO Reno16: selfie da 50MP, AI avanzata e partnership con BABYMONSTER per il lancio globale


OPPO ha ufficialmente iniziato a promuovere il lancio globale del suo Reno16, con i primi teaser pubblicati sull'account X ufficiale. La campagna si distingue per la collaborazione con le BABYMONSTER, il gruppo K-pop femminile in forte ascesa, puntando chiaramente su un pubblico giovane e amante della fotografia social. Fotocamera frontale da 50MP ultragrandangolare Il punto di forza comunicato nei teaser è la presenza di una fotocamera frontale da 50 megapixel ultragrandangolare. Una […]
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OPPO ha ufficialmente iniziato a promuovere il lancio globale del suo Reno16, con i primi teaser pubblicati sull’account X ufficiale. La campagna si distingue per la collaborazione con le BABYMONSTER, il gruppo K-pop femminile in forte ascesa, puntando chiaramente su un pubblico giovane e amante della fotografia social.

Fotocamera frontale da 50MP ultragrandangolare


Il punto di forza comunicato nei teaser è la presenza di una fotocamera frontale da 50 megapixel ultragrandangolare. Una specifica generosa per i selfie di gruppo o i video in primo piano, con un campo visivo più ampio rispetto alle fotocamere frontali standard. Abbinata a funzioni AI, la Reno16 punta a competere aggressivamente nel segmento mid-range orientato ai social.

AI Remix Collage e ColorOS 16 su Android 16


Sul fronte software, OPPO ha anticipato la funzione AI Remix Collage per creare composizioni fotografiche elaborate con l’intelligenza artificiale. Il sistema operativo sarà ColorOS 16 basato su Android 16, garantendo un’esperienza aggiornata fin dal lancio.

Versione globale diversa da quella cinese


La versione globale del Reno16 non sarà identica a quella già disponibile in Cina. Le certificazioni europee hanno già rivelato alcune differenze riguardo a batteria, resistenza all’acqua e politiche di aggiornamento software. La data di presentazione ufficiale non è ancora stata comunicata, ma il lancio della campagna marketing suggerisce che l’annuncio sia imminente.

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Galaxy S27: Qualcomm prepara fino a 6 varianti di Snapdragon, Samsung risponde con Exynos 2700 a 2nm


La competizione per il processore del Galaxy S27 si fa sempre più intensa. Qualcomm si prepara a presentare fino a sei diverse varianti dello Snapdragon 8 Elite Gen 6 Pro, mentre Samsung LSI risponde con l'Exynos 2700 — un chip a 2nm di nuova generazione che punta a ridare credibilità al silicio in-house dell'azienda coreana. Qualcomm punta sulla varietà di configurazioni Secondo le indiscrezioni, Qualcomm avrebbe preparato per Galaxy S27 ben sei varianti dello Snapdragon 8 Elite Gen 6 […]
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La competizione per il processore del Galaxy S27 si fa sempre più intensa. Qualcomm si prepara a presentare fino a sei diverse varianti dello Snapdragon 8 Elite Gen 6 Pro, mentre Samsung LSI risponde con l’Exynos 2700 — un chip a 2nm di nuova generazione che punta a ridare credibilità al silicio in-house dell’azienda coreana.

Qualcomm punta sulla varietà di configurazioni


Secondo le indiscrezioni, Qualcomm avrebbe preparato per Galaxy S27 ben sei varianti dello Snapdragon 8 Elite Gen 6 Pro, differenziate per tipo di memoria (LPDDR6 e LPDDR5X), frequenze di clock e selezione dei core. Un approccio insolito che permetterebbe a Samsung di personalizzare le configurazioni per mercato e modello, mantenendo flessibilità nella catena di fornitura.

Exynos 2700: processo a 2nm con GPU AMD RDNA 4


Samsung LSI risponde con l’Exynos 2700, prodotto con il processo SF2P di seconda generazione a 2nm GAA. Le specifiche anticipate includono CPU con core ARM C2 di nuova classe, GPU basata su AMD RDNA 4 (serie Xclipse) e soluzioni termiche innovative come la struttura Side-by-Side (APU e DRAM affiancati) e l’Heat Path Block in rame.

Il nodo critico: resa produttiva al 60%


Nonostante le specifiche interessanti, Exynos 2700 presenta un punto critico: la resa del processo SF2P è attualmente stimata intorno al 60%, il che significa quasi la metà dei chip prodotti risulta inutilizzabile. Un problema rilevante per garantire i volumi necessari a un flagship globale come Galaxy S27. Su questo fronte Qualcomm mantiene un vantaggio competitivo importante, e la battaglia per chi finirà all’interno del Galaxy S27 è ancora aperta.

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Nuovo malware Android “Rokarolla” prende di mira 200 app bancarie: come proteggersi


I ricercatori di sicurezza di Zimperium hanno scoperto un nuovo trojan bancario per Android chiamato Rokarolla, progettato per colpire oltre 200 applicazioni finanziarie e di criptovalute. Il malware si diffonde tramite false copie di app molto diffuse — come Google Chrome e TikTok — distribuite fuori dal Google Play Store. Come funziona Rokarolla Una volta installata l'app contraffatta, Rokarolla si insedia nel dispositivo e inizia a sorvegliare le app bancarie e crypto presenti. […]
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I ricercatori di sicurezza di Zimperium hanno scoperto un nuovo trojan bancario per Android chiamato Rokarolla, progettato per colpire oltre 200 applicazioni finanziarie e di criptovalute. Il malware si diffonde tramite false copie di app molto diffuse — come Google Chrome e TikTok — distribuite fuori dal Google Play Store.

Come funziona Rokarolla


Una volta installata l’app contraffatta, Rokarolla si insedia nel dispositivo e inizia a sorvegliare le app bancarie e crypto presenti. L’obiettivo è sottrarre credenziali d’accesso, password e dati personali. In caso di successo, il malware può aprire la strada a prelievi non autorizzati o al furto di asset digitali.

Uno dei segnali d’allarme più evidenti è la richiesta di permessi ai Servizi di Accessibilità durante l’installazione. Si tratta di autorizzazioni che app normali come browser o app video non dovrebbero mai richiedere.

Google Play non è coinvolto


La buona notizia è che finora non sono stati rilevati casi di distribuzione attraverso il Google Play Store ufficiale. Rokarolla circola esclusivamente tramite siti di terze parti, store non ufficiali e file APK condivisi fuori dai canali ufficiali. Chi scarica app solo dal Play Store è al sicuro, almeno per il momento.

Come difendersi


  • Scaricare app esclusivamente dal Google Play Store
  • Non installare file APK provenienti da siti sconosciuti o link ricevuti via chat
  • Verificare sempre i permessi richiesti prima di installarli
  • Trattare con sospetto app che chiedono accesso ai Servizi di Accessibilità senza una ragione valida

Il caso Rokarolla conferma che i malware Android moderni sono sempre più mirati alle app finanziarie. La regola d’oro resta la stessa: affidarsi solo ai canali ufficiali di distribuzione delle app.

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Samsung brevetta uno smartphone “mattone” con display pieghevole e scorrevole combinati


Samsung ha depositato un brevetto che descrive uno smartphone dall'aspetto insolito: un dispositivo che combina meccanismi di piegatura e di scorrimento del display in un'unica struttura compatta. Nella forma chiusa il device ricorda un mattone — da qui il soprannome brick phone — e si espande in due fasi per offrire schermate progressivamente più grandi. Come funziona l'espansione in due fasi Secondo i disegni tecnici del brevetto, nella prima fase di apertura il dispositivo si […]
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Samsung ha depositato un brevetto che descrive uno smartphone dall’aspetto insolito: un dispositivo che combina meccanismi di piegatura e di scorrimento del display in un’unica struttura compatta. Nella forma chiusa il device ricorda un mattone — da qui il soprannome brick phone — e si espande in due fasi per offrire schermate progressivamente più grandi.

Come funziona l’espansione in due fasi


Secondo i disegni tecnici del brevetto, nella prima fase di apertura il dispositivo si comporta come un normale foldable, rivelando uno schermo di dimensioni simili a un tablet. In una seconda fase, una parte del display scorre lateralmente ampliando ulteriormente l’area visibile — un meccanismo di tipo rollable integrato nella struttura foldable. Il risultato è una superficie di schermo che va ben oltre quella di un Galaxy Z Fold tradizionale.

Pensato per la produttività in mobilità


Il concept punta chiaramente al segmento business: la grande superficie nella configurazione completamente espansa permetterebbe di gestire documenti, confrontare file, approvare pagamenti e monitorare dashboard in modo molto più comodo rispetto a un normale smartphone. Un potenziale punto di svolta per chi vuole un dispositivo unico che sostituisca laptop e smartphone.

Da brevetto a prodotto, il passo è lungo


È importante ricordare che un brevetto non implica che il prodotto verrà commercializzato. Samsung deposita regolarmente brevetti per tecnologie in fase di studio. Tuttavia, il livello di dettaglio di questo concept suggerisce che l’azienda stia esplorando concretamente questa direzione per i futuri foldable.

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Addio agli ad-blocker tradizionali su Chrome: Google rimuove definitivamente il supporto a Manifest V2


Google ha completato il processo di eliminazione di Manifest V2, il vecchio sistema su cui si basano le estensioni di Chrome — incluse alcune delle più popolari soluzioni per il blocco della pubblicità. Con la rimozione del flag kExtensionManifestV2Disabled dal codice Chromium, anche l'ultima via di fuga per mantenere attivi gli ad-blocker tradizionali è stata chiusa. Cosa cambia concretamente per gli utenti Le estensioni più diffuse per il blocco degli annunci, tra cui uBlock Origin […]
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Google ha completato il processo di eliminazione di Manifest V2, il vecchio sistema su cui si basano le estensioni di Chrome — incluse alcune delle più popolari soluzioni per il blocco della pubblicità. Con la rimozione del flag kExtensionManifestV2Disabled dal codice Chromium, anche l’ultima via di fuga per mantenere attivi gli ad-blocker tradizionali è stata chiusa.

Cosa cambia concretamente per gli utenti


Le estensioni più diffuse per il blocco degli annunci, tra cui uBlock Origin nella sua versione classica, si basano su API disponibili solo in Manifest V2 per intercettare e filtrare le richieste di rete in modo avanzato. Il passaggio a Manifest V3 — la nuova architettura — impone limitazioni su questo tipo di operazioni, riducendo l’efficacia del blocco pubblicitario. Il processo di transizione ha avuto inizio nel 2024 in modo graduale, ma con Chrome 150 sono state rimosse le principali vie alternative di aggiramento, e Chrome 151 eliminerà anche i flag residui, chiudendo definitivamente il capitolo.

Ripercussioni sui browser Chromium


La modifica non tocca solo Chrome, ma potenzialmente anche Microsoft Edge, Opera e tutti gli altri browser basati su Chromium. Tuttavia, ciascun produttore conserva la facoltà di mantenere il supporto a Manifest V2 indipendentemente. Edge, ad esempio, potrebbe decidere di prolungarne la compatibilità come elemento differenziante. In ogni caso, la direzione generale del mercato sembra puntare verso Manifest V3, con strumenti di blocco di nuova generazione già in sviluppo per adattarsi alle nuove regole del gioco.

Alternative per chi vuole continuare a bloccare gli annunci


Gli utenti che desiderano mantenere un controllo efficace sulla pubblicità online possono valutare alcune strade: passare a Firefox, che mantiene il pieno supporto a Manifest V2 e alle sue estensioni avanzate; adottare browser alternativi come Brave, che include nativamente un sistema di blocco integrato; oppure attendere le versioni aggiornate di uBlock Origin e altri ad-blocker riprogettati per funzionare con Manifest V3, anche se con alcune limitazioni rispetto alla versione precedente.

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Galaxy Unpacked si avvicina: FCC certifica Z Flip 8, Z Fold 8 Ultra e Watch 9 — ma il Fold 8 Wide sparisce ancora


Il conto alla rovescia per il prossimo Galaxy Unpacked di Samsung — atteso per il 22 luglio a Londra — si fa più concreto grazie alle certificazioni FCC pubblicate negli Stati Uniti. Sette dispositivi sono stati identificati nel database dell'ente regolatore americano, confermando l'imminente lancio di nuovi foldable e smartwatch. L'unica assenza che fa discutere è quella del Galaxy Z Fold 8 Wide. Cosa ha ottenuto la certificazione FCC Secondo quanto riportato da Android Authority, i […]
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Il conto alla rovescia per il prossimo Galaxy Unpacked di Samsung — atteso per il 22 luglio a Londra — si fa più concreto grazie alle certificazioni FCC pubblicate negli Stati Uniti. Sette dispositivi sono stati identificati nel database dell’ente regolatore americano, confermando l’imminente lancio di nuovi foldable e smartwatch. L’unica assenza che fa discutere è quella del Galaxy Z Fold 8 Wide.

Cosa ha ottenuto la certificazione FCC


Secondo quanto riportato da Android Authority, i modelli certificati sono:

  • Galaxy Z Flip 8 (SM-F776U)
  • Galaxy Z Fold 8 Ultra (SM-F976U)
  • Galaxy Watch 9 da 40 mm in versione Wi-Fi e cellulare
  • Galaxy Watch 9 da 44 mm in versione Wi-Fi e cellulare
  • Galaxy Watch Ultra 2 in versione cellulare


Italia e Giappone: l’R11 è già confermato in quattro versioni carrier


Per il mercato giapponese, fonti separate di certificazione hanno già confermato sia il Galaxy Z Flip 8 sia il Galaxy Z Fold 8 Ultra nelle versioni per i quattro principali operatori (NTT Docomo, au, SoftBank, Rakuten Mobile) più la variante SIM-free. Samsung sembra intenzionata a mantenere una presenza capillare nel mercato nipponico anche per la prossima generazione.

Il Galaxy Z Fold 8 Wide rimane un fantasma


Il modello più atteso — e chiacchierato — della lineup, ovvero il Galaxy Z Fold 8 Wide con display allargato, non è comparso né nell’FCC né nelle certificazioni delle autorità giapponesi. Non significa necessariamente che il prodotto sia stato cancellato: potrebbe seguire un calendario di sviluppo separato e arrivare in un secondo momento rispetto agli altri modelli. Tuttavia, l’assenza in questa fase solleva qualche interrogativo. Il Galaxy Unpacked di luglio dovrebbe finalmente chiarire se il Fold 8 Wide è ancora nei piani di Samsung per il 2026.

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Google rivela per sbaglio il prossimo Pixel Drop: arrivano Screen Reactions, Gemini Omni e musica generata dall’AI


Google ha involontariamente anticipato i contenuti del prossimo Pixel Drop tramite materiale promozionale comparso online prima del previsto. L'aggiornamento — che di solito arriva ogni trimestre e porta nuove funzionalità esclusive ai Pixel — dovrebbe includere Screen Reactions, strumenti creativi con Gemini Omni e persino la generazione musicale tramite AI. Screen Reactions: fare content con il solo Pixel La funzione più attesa è Screen Reactions, che consente di sovrapporre la […]
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Google ha involontariamente anticipato i contenuti del prossimo Pixel Drop tramite materiale promozionale comparso online prima del previsto. L’aggiornamento — che di solito arriva ogni trimestre e porta nuove funzionalità esclusive ai Pixel — dovrebbe includere Screen Reactions, strumenti creativi con Gemini Omni e persino la generazione musicale tramite AI.

Screen Reactions: fare content con il solo Pixel


La funzione più attesa è Screen Reactions, che consente di sovrapporre la ripresa della fotocamera frontale a quella dello schermo durante la registrazione. In pratica, è possibile creare video di reazione o tutorial in cui il proprio viso appare accanto ai contenuti visualizzati, tutto senza app di terze parti. La funzione era già stata intravista nell’Android Show di maggio e nell’Android 17 QPR1 Beta 4. La sua presenza nel materiale promozionale del Pixel Drop suggerisce un rilascio più imminente del previsto — forse già questo mese.

Gemini Omni per creare video e contenuti multimediali


Il Pixel Drop includerebbe anche Gemini Omni, l’AI multimodale presentata al Google I/O 2026 capace di combinare testo, immagini e audio per generare video originali. Con semplici istruzioni vocali o testuali, si potrebbe assemblare un breve video partendo da materiale personale — foto, clip, registrazioni — tutto direttamente dallo smartphone. Per i creator che producono contenuti per social, si tratterebbe di uno strumento potente accessibile senza abbonamenti a software professionali.

Musica generata dall’AI: divertimento o funzione concreta?


Nel materiale promozionale compare anche un’ipotetica funzione di generazione musicale tramite AI: basterebbero poche parole per ottenere una canzone o un brano audio originale. Rimane però un’incognita importante: alcune delle funzioni Gemini più avanzate sono già disponibili in esclusiva per gli abbonati a Google One di livello superiore. Non è ancora chiaro se queste novità saranno gratuite per tutti i Pixel o se il Drop fungerà anche da vetrina per i servizi a pagamento. La risposta arriverà con l’annuncio ufficiale, atteso nelle prossime settimane.

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Gemini 3.5 Flash delude sul benchmark Android: superato da modelli precedenti e con costi più alti del previsto


Google ha aggiornato i risultati di Android Bench, il benchmark dedicato allo sviluppo di app Android, includendo per la prima volta il nuovo modello AI Gemini 3.5 Flash. Il risultato è sorprendente: non solo il modello non entra nel podio, ma viene superato dal suo predecessore Gemini 3.1 Pro Preview — e costa significativamente di più. La classifica di Android Bench: GPT 5.5 in cima, Gemini 3.5 Flash al sesto posto La classifica attuale vede al primo posto GPT 5.5 di OpenAI con 74 […]
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Google ha aggiornato i risultati di Android Bench, il benchmark dedicato allo sviluppo di app Android, includendo per la prima volta il nuovo modello AI Gemini 3.5 Flash. Il risultato è sorprendente: non solo il modello non entra nel podio, ma viene superato dal suo predecessore Gemini 3.1 Pro Preview — e costa significativamente di più.

La classifica di Android Bench: GPT 5.5 in cima, Gemini 3.5 Flash al sesto posto


La classifica attuale vede al primo posto GPT 5.5 di OpenAI con 74 punti, seguito da GPT 5.4 e Gemini 3.1 Pro Preview entrambi a 72,4 punti, e poi i modelli Claude Opus di Anthropic. Gemini 3.5 Flash si ferma al sesto posto con 63,7 punti. Considerando che Google l’aveva presentato al Google I/O 2026 come “il più potente modello Flash di sempre”, capace di superare persino Gemini 3.1 Pro su alcuni benchmark interni, la performance su Android Bench rappresenta una doccia fredda.

Il problema dei costi: 147 dollari per esecuzione


L’aspetto che ha suscitato più scalpore tra gli sviluppatori è quello economico. Gemini 3.5 Flash ha consumato in media 355,9 token per esecuzione, traducendosi in un costo medio di circa 147 dollari a chiamata — il più alto dell’intera classifica. Il confronto con Gemini 3.1 Pro Preview, che costa circa un terzo e ottiene un punteggio nettamente superiore, è impietoso. Il brand “Flash” è da sempre associato a velocità e risparmio economico: su entrambi i fronti, il nuovo modello sembra deludere in questo specifico contesto.

Un benchmark specifico, non un giudizio definitivo


È giusto contestualizzare: Android Bench misura le capacità di sviluppo di app Android, un dominio molto specifico. Gemini 3.5 Flash potrebbe eccellere in altri compiti — Google cita le sue capacità multimodali, la velocità di risposta (fino a 4 volte più rapido dei competitor) e l’adattamento ai workflow complessi. Tuttavia, per gli sviluppatori Android che stanno valutando quale modello AI integrare nei propri strumenti, i dati di questo benchmark sono rilevanti e suggeriscono di considerare anche Gemini 3.1 Pro Preview come alternativa più efficiente.

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OPPO Find X10 Pro: doppia fotocamera da 200 megapixel e batteria da 8.000 mAh — le indiscrezioni sul prossimo flagship


Il leaker cinese Digital Chat Station ha svelato quello che potrebbe essere il prossimo OPPO Find X10 Pro, un flagship di nuova generazione con specifiche che ridefinirebbero gli standard del settore. Due fotocamere da 200 megapixel e una batteria da 8.000 mAh sono i punti salienti di un dispositivo che punta a fare rumore nella seconda metà del 2026. Display flat, cornici minime e design raffinato Il prototipo descritto da Digital Chat Station monta un display LTPO da 6,78 pollici con […]
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Il leaker cinese Digital Chat Station ha svelato quello che potrebbe essere il prossimo OPPO Find X10 Pro, un flagship di nuova generazione con specifiche che ridefinirebbero gli standard del settore. Due fotocamere da 200 megapixel e una batteria da 8.000 mAh sono i punti salienti di un dispositivo che punta a fare rumore nella seconda metà del 2026.

Display flat, cornici minime e design raffinato


Il prototipo descritto da Digital Chat Station monta un display LTPO da 6,78 pollici con risoluzione 1.5K e refresh rate fino a 144 Hz. Il pannello è realizzato con una nuova base Tianma che promette cornici estremamente sottili e angoli arrotondati. In linea con la tendenza dei flagship cinesi recenti, il Find X10 Pro adotterebbe uno schermo piatto, abbandonando le curve dei modelli precedenti — una scelta che piacerà a chi preferisce una grip più salda e l’uso di pellicole protettive standard.

Doppio sensore da 200 megapixel: una configurazione inedita


Il vero elemento di rottura è il comparto fotografico: sia la fotocamera principale sia il teleobiettivo (3x) utilizzerebbero sensori Samsung da 200 megapixel — rispettivamente da circa 1/1,3 e 1/1,28 pollici. Una configurazione con due sensori da 200 megapixel in posizioni principali non ha precedenti nel mercato degli smartphone. A completare il sistema c’è un sensore multispettrale da 3 megapixel per una riproduzione cromatica più accurata. Le implicazioni per la qualità fotografica, in particolare nelle riprese a lungo raggio, sono potenzialmente enormi.

8.000 mAh di batteria, IP68+IP69 e impronta digitale ultrasonica


Il leaker indica che la capacità della batteria “inizia con 8”, suggerendo circa 8.000 mAh — un valore da record per uno smartphone flagship sottile. Il dispositivo supporterebbe anche la ricarica wireless. Altre specifiche degne di nota includono il sensore biometrico ultrasnico sotto il display (più preciso e veloce dell’ottico) e la doppia certificazione IP68 + IP69, quest’ultima per resistenza a getti d’acqua ad alta pressione e temperatura. Ovviamente, trattandosi di informazioni su un prototipo, le specifiche finali potrebbero variare fino all’annuncio ufficiale.

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Perché gli smartphone costano sempre di più? Il CEO di Nothing punta il dito sulla RAM


I prezzi degli smartphone continuano a salire e la spiegazione, almeno in parte, è una sola: il costo della memoria. Carl Pei, CEO di Nothing, ha dichiarato che RAM e storage rappresentano ormai la voce di costo più elevata nella distinta materiali (BOM) di uno smartphone moderno, superando persino il processore e il display. Una situazione che non sembra destinata a migliorare nel breve periodo. Il boom dell'AI ha prosciugato la memoria disponibile La causa principale di questa crisi è […]
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I prezzi degli smartphone continuano a salire e la spiegazione, almeno in parte, è una sola: il costo della memoria. Carl Pei, CEO di Nothing, ha dichiarato che RAM e storage rappresentano ormai la voce di costo più elevata nella distinta materiali (BOM) di uno smartphone moderno, superando persino il processore e il display. Una situazione che non sembra destinata a migliorare nel breve periodo.

Il boom dell’AI ha prosciugato la memoria disponibile


La causa principale di questa crisi è la crescita esplosiva della domanda di chip DRAM e NAND da parte dei data center dedicati all’intelligenza artificiale. Con meno componenti disponibili sul mercato per il settore consumer, i produttori di smartphone si trovano a dover acquistare a prezzi premium o ad accettare allocazioni ridotte. Carl Pei ha citato un caso emblematico: durante lo sviluppo del Nothing Phone (4a), il costo della memoria è raddoppiato tra la fase progettuale e il lancio, per poi raddoppiare di nuovo dopo la commercializzazione.

Prezzi più alti, meno sconti: cosa aspettarsi


L’effetto sull’utente finale è duplice: i nuovi smartphone costano mediamente circa 100 dollari in più rispetto alla generazione precedente, e i grandi saldi stanno diventando sempre più rari. Come ha sottolineato Pei, il gap di prezzo tra il momento del lancio e le successive promozioni si è assottigliato, rendendo meno conveniente aspettare per acquistare. Samsung, Xiaomi, Google e gli altri grandi produttori sono tutti nella stessa situazione, senza distinzione tra fascia alta e fascia media.

Il consiglio di Carl Pei: compra adesso


Il CEO di Nothing non lascia spazio all’ottimismo: “Il momento migliore per comprare era ieri, il secondo migliore è oggi”. Un messaggio chiaro che riflette la realtà di un mercato in cui la pressione sui costi della memoria difficilmente si allenterà nel breve termine, fino a quando la capacità produttiva per i chip AI non si equilibrerà con la domanda complessiva del settore.

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