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Agent Skills in .NET: tre paradigmi di composizione per gli agenti AI
#tech
spcnet.it/agent-skills-in-net-…
@informatica


Agent Skills in .NET: tre paradigmi di composizione per gli agenti AI


Introduzione: L’evoluzione dei skill negli agent .NET


Gli agent AI richiedono un modo flessibile e modulare di estendere le loro capacità: questo è il ruolo dei skill. Con il framework Agent di Microsoft per .NET, gli sviluppatori dispongono di tre paradigmi complementari per definire e comporre skill, permettendo ai team di scegliere l’approccio più adatto al loro contesto.

I tre paradigmi per creare skill

1. Skill basati su file (File-Based Skills)


L’approccio più dichiarativo parte da una struttura di directory semplice. Ogni skill è organizzato come una cartella contenente:

  • Un file SKILL.md con metadati nel frontmatter YAML
  • Una sottocartella opzionale scripts/ con il codice eseguibile
  • Una sottocartella opzionale references/ con documentazione di supporto

Questo paradigma è particolarmente vantaggioso per i team che vogliono gestire i skill come assets indipendenti dentro un repository condiviso. Il caricamento è automatico: l’agent scopre e carica i skill quando l’utente ne fa richiesta.

Ecco come si registra un provider file-based:

var skillsProvider = new AgentSkillsProvider(
    Path.Combine(AppContext.BaseDirectory, "skills"),
    SubprocessScriptRunner.RunAsync);

Il vantaggio decisivo è la separazione tra definizione del skill e implementazione. Non è necessario riconfigurare il codice C# per aggiungere nuovi skill; basta creare una nuova directory.

2. Skill basati su classe (Class-Based Skills)


Per chi preferisce la sicurezza dei tipi e il supporto IDE completo, gli skill basati su classe offrono un’alternativa fortemente tipizzata. Si eredita da AgentClassSkill<T> e si usano attributi di reflection per marcare le risorse e gli script:

public sealed class BenefitsEnrollmentSkill : AgentClassSkill<BenefitsEnrollmentSkill>
{
    [AgentSkillResource("available-plans")]
    public string AvailablePlans => "Plan A, Plan B, Plan C...";
    
    [AgentSkillScript("enroll")]
    private static string Enroll(string employeeId, string planCode)
    {
        // Logica di iscrizione
        return $"Iscrizione di {employeeId} al piano {planCode} completata";
    }
}

Questo approccio è ideale per skill complessi che richiedono logica C# sofisticata. Gli attributi [AgentSkillResource] e [AgentSkillScript] permettono al framework di scoprire automaticamente quali metodi e proprietà esporre all’agent.

Un vantaggio cruciale: i team possono sviluppare e distribuire skill indipendentemente come pacchetti NuGet, mantenendo il proprio ciclo di rilascio e permettendo il riuso tra progetti.

3. Skill inline (Inline Code-Defined Skills)


Il terzo paradigma è il più flessibile: skill definiti a runtime usando AgentInlineSkill. Sono perfetti per bridge temporanei, skill generati dinamicamente o implementazioni condizionate dallo stato dell’applicazione:

var timeOffSkill = new AgentInlineSkill(
    name: "time-off-balance",
    description: "Calcola i giorni di ferie e malattia rimanenti per un dipendente...")
    .AddScript("calculate-balance", (employeeId, leaveType) => 
    {
        // Logica runtime
        return $"Giorni rimanenti: {remaining}";
    });

I skill inline supportano anche risorse dinamiche:
.AddResource("policies", () => PolicyRepository.GetActivePolicies());

Questa capacità di aggiungere risorse come delegate è cruciale: le politiche possono aggiornarsi senza ricompilare l’applicazione.

Composizione flessibile con AgentSkillsProviderBuilder


La vera potenza del design emerge quando si combinano tutti e tre i paradigmi in un’unica applicazione. Il builder pattern permette una composizione dichiarativa:

var skillsProvider = new AgentSkillsProviderBuilder()
    .UseFileSkill(Path.Combine(AppContext.BaseDirectory, "skills"))
    .UseSkill(new BenefitsEnrollmentSkill())
    .UseSkill(timeOffSkill)
    .UseFileScriptRunner(SubprocessScriptRunner.RunAsync)
    .Build();

In questa configurazione:
  • I skill nel filesystem vengono caricati e resi disponibili
  • La classe BenefitsEnrollmentSkill registra i suoi metodi annotati
  • Lo skill inline timeOffSkill aggiunge capacità runtime

Il framework astrae completamente il “come” carica ogni tipo di skill; l’agent li vede come una superficie unificata.

Funzionalità avanzate

Approvazione degli script


Per ambienti ad alto rischio, è possibile richiedere una revisione umana prima dell’esecuzione:

.UseScriptApproval(true)

In questo caso, l’agent formula il comando ma non lo esegue autonomamente; un operatore deve approvare.

Filtraggio di sicurezza


Quando si condividono directory di skill tra team, il filtraggio garantisce che solo gli skill approvati siano disponibili:

.UseFilter(skill => approvedSkills.Contains(skill.Frontmatter.Name))

Iniezione di dipendenze


I metodi degli skill possono ricevere IServiceProvider come parametro. Questo consente l’accesso a servizi registrati nel contenitore DI, indipendentemente dal paradigma di skill:

[AgentSkillScript("send-notification")]
private static string SendNotification(string userId, IServiceProvider services)
{
    var emailService = services.GetRequiredService<IEmailService>();
    return emailService.SendAsync(userId, "Notification");
}

Conclusione


Il design tripartito dei skill in .NET Agent Framework non è una complicazione: è un’architettura di composizione che rispetta gli usi diversi. Gli skill basati su file servono la semplicità e la dinamica; quelli basati su classe offrono sicurezza e riusabilità via NuGet; quelli inline forniscono agilità runtime.

Per i team che costruiscono sistemi agent complessi, questa flessibilità è fondamentale. Permette di iniziare in semplicità (skill inline), evolversi verso la modularità (skill basati su classe in NuGet) e mantenere agilità operativa (skill file-based per aggiustamenti dinamici) — tutto nello stesso agent, senza compromessi architetturali.

Fonte originale: Agent Skills in .NET: Three Ways to Author, One Provider to Run Them — Microsoft Agent Framework Blog


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Soziale Netzwerke und ihre auf Überwachung und Personalisierung basierenden Geschäftsmodelle schaffen Anreize, die letztlich die Demokratie gefährden. Für die EU ist es höchste Zeit, dem etwas entgegenzusetzen, fordert eine umfassende Studie der Forschungsabteilung der EU-Kommission. netzpolitik.org/2026/eu-forsch…

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🩷 We can only provide all these high-quality summaries because of our brilliant ✨volunteer Country Reporters✨ working in the background. To highlight this work and all our contributors, we are going to present one of them periodically.

Today: Lígia Lage Vieira

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frei0r 3.0.0 dropped 🎛

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Adobe Acrobat Zero-Day CVE-2026-34621: Four Months of Targeted Espionage via Prototype Pollution Exploit
#CyberSecurity
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ShinyHunters Breaches Rockstar Games via Third-Party Vendor, Threatens to Leak GTA VI Contracts
#CyberSecurity
securebulletin.com/shinyhunter…
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Google Patches Actively Exploited Chrome Zero-Day CVE-2026-5281 — CISA Deadline Hits Today
#CyberSecurity
securebulletin.com/google-patc…
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Microsoft April 2026 Patch Tuesday: 163 CVEs Including Two Zero-Days and a Public “BlueHammer” Exploit
#CyberSecurity
securebulletin.com/microsoft-a…
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Drift Protocol: il più grande furto DeFi del 2026 perpetrato da hacker nord-coreani con una campagna di social engineering durata 6 mesi
#CyberSecurity
insicurezzadigitale.com/drift-…


Drift Protocol: il più grande furto DeFi del 2026 perpetrato da hacker nord-coreani con una campagna di social engineering durata 6 mesi


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Il 1° aprile 2026, gli hacker nord-coreani legati al gruppo UNC4736 hanno condotto uno dei più sofisticati attacchi di social engineering contro la piattaforma DeFi Drift Protocol, drenando ben 285 milioni di dollari e dimostrando la capacità dello stato-nazione di infiltrarsi negli ecosistemi finanziari decentralizzati. L’attacco, iniziato sei mesi prima in autunno del 2025, ha sfruttato le “durable nonces” di Solana per ottenere il controllo amministrativo della piattaforma.

La campagna di social engineering: una sofisticazione raramente vista


I threat actor nord-coreani hanno dimostrato una competenza tecnica straordinaria e una conoscenza approfondita del funzionamento di Drift Protocol. La campagna è iniziata con l’istituzione di un gruppo Telegram dove gli attaccanti hanno costruito una presenza operativa credibile all’interno dell’ecosistema. Per mesi, hanno intrattenuto conversazioni autentiche con i contributori di Drift riguardanti strategie di trading e integrazioni di vault, comportamenti indistinguibili da quelli di veri trader istituzionali. Gli attaccanti hanno depositato oltre 1 milione di dollari di propri fondi per aumentare la credibilità.

Questa fase preparatoria rappresenta un cambio fondamentale nelle tattiche di APT state-sponsored: da attacchi prevalentemente tecnici a operazioni ibride che combinano ingegneria sociale sofisticata con sfruttamento tecnico. Il gruppo, noto anche come AppleJeus, Citrine Sleet, Golden Chollima e Gleaming Pisces, ha dimostrato di comprendere a fondo i processi sociali interni alle organizzazioni target.

Il meccanismo di attacco: abuso della durable nonce


Una volta guadagnato l’accesso, gli attaccanti hanno sfruttato una caratteristica tecnica di Solana nota come “durable nonce” per indurre i membri del Drift Security Council a pre-firmare transazioni che avrebbero eventualmente loro trasferito il controllo amministrativo. Il passo successivo è stato cruciale: gli attaccatori hanno inserito nella whitelist un token artificiale e privo di valore (CVT) come collaterale valido. Hanno quindi depositato 500 milioni di token CVT e li hanno utilizzati per prelevare 285 milioni di dollari in asset reali inclusi USDC, SOL e ETH.

Timeline Attacco:
- Settembre 2025: Inizio social engineering
- Febbraio-Marzo 2026: Conversazioni integrate nel sistema
- 1 Aprile 2026: Esecuzione dell'attacco
- 12 minuti: Drenaggio di 285 milioni di dollari
- Poche ore: Bridging dei fondi verso Ethereum

Impatto geopolitico e implicazioni per la sicurezza DeFi


Questo attacco è il secondo più grande exploit nella storia di Solana, superato solo dal compromesso della Wormhole bridge di 326 milioni di dollari nel 2022. Rappresenta anche un’escalation allarmante nella strategia nord-coreana di acquisizione di valute estere per aggirare le sanzioni internazionali. La Corea del Nord è stata storicamente limitata nell’accesso al sistema finanziario globale, rendendo i furti da piattaforme DeFi un’alternativa redditizia per il finanziamento delle operazioni dello stato.

Gli esperti di sicurezza sono preoccupati dal precedente stabilito da questa operazione. Se gli attaccatori nord-coreani possono infiltrarsi con successo nelle più sofisticate piattaforme DeFi attraverso il social engineering, nessun ecosistema blockchain è completamente immune. Le implicazioni si estendono oltre la sicurezza tecnica: dimostrano come i processi umani rimangono il punto debole più critico anche nei sistemi decentralizzati progettati per eliminare la fiducia.

Raccomandazioni difensive


  • Implementare un rigoroso processo di due diligence multi-strato per nuovi partner commerciali, inclusa la verifica in-person di identità
  • Stabilire un team di analisti di minacce dediti a verificare la credibilità di nuove entità che richiedono accesso ai sistemi critici
  • Utilizzare sistemi di multisig con controlli temporali per qualsiasi transazione che comporti il trasferimento di controllo amministrativo
  • Implementare monitoraggio comportamentale per rilevare pattern anomali nelle transazioni pre-firmate
  • Condurre red team esercizi regolari focalizzati su vettori di social engineering contro il personale chiave

Il compromesso di Drift Protocol dimostra che la Corea del Nord ha costruito le capacità tecniche e le risorse per condurre sofisticate operazioni cyberfinanza, rappresentando una minaccia crescente non solo per il settore DeFi ma per l’intero ecosistema blockchain globale.


Europe shouldn’t “move fast and break things” with fundamental rights


The Digital Omnibus proposals, presented as “simplification,” risk weakening essential safeguards in the GDPR, the ePrivacy Directive, and the AI Act. By reducing protections and delaying obligations for high-risk systems, they introduce a logic reminiscent of the tech industry’s “move fast and break things” approach. In digital infrastructures built on large-scale data processing and automated decision-making, however, mistakes do not simply disappear. They become part of the system. This is why regulation is essential to protect people’s rights.

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Open Letter: EU lawmakers must safeguard the AI Act


41 organisations and experts are calling on the European Commission, the European Parliament, and the Council to reject the AI Omnibus, and honour their responsibility in upholding and safeguarding the integrity of the AI Act and its implementation without delay.

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🚨 The #AI Omnibus is deeply flawed. The EU Commission's proposal goes far beyond 'technical changes' and the process doesn't follow basic democratic procedures.

This would leave people in the EU without necessary protection from high-risk AI systems, such as biometric identification or AI use in schools.

41 organisations & experts are calling on EU lawmakers to REJECT the AI Omnibus, and protect the democratic process and our #FundamentalRights.

Read the open letter ➡️ edri.org/our-work/open-letter-…

The Court of Justice of the European Union condemns France’s police profiling practices


On 19 March 2026, the EU court ruled that France's law allowing law enforcement data collection is disproportionate and in violation of EU rules, as raised by public interest groups like La Quadrature du Net. This is another illegal feature in the French police databases, which must be urgently dismantled.

The post The Court of Justice of the European Union condemns France’s police profiling practices appeared first on European Digital Rights (EDRi).

Safeguarding democratic lawmaking: EDRi’s contribution to Commission consultation on Better Regulations


The European Commission has opened a consultation on its Better Regulation framework. In its response, EDRi raises concerns about the lack of proper impact assessment and the false sense of urgency. Instead of strengthening democratic processes, the current reform risks practices that reduce transparency and limit participation.

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The Digital Omnibus reopens the EU data acquis before it has even been tested


The Digital Omnibus not only targets the GDPR, ePrivacy and AI rules, but also rewrites the EU’s data acquis by merging recent laws into the Data Act. These changes risk weakening safeguards, concentrating power, and creating uncertainty before the framework has even been implemented in practice.

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How can the EU protect children online while dismantling the very rules designed to keep them safe?


Protecting children online has become one of the most powerful political narratives in Brussels, yet proposals like the Digital Omnibus risk weakening the very safeguards that make this protection possible. This is a contradiction: can children truly be protected if the rules designed to keep them safe are being dismantled?

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Bastian’s Night #472 April, 16th


Every Thursday of the week, Bastian’s Night is broadcast from 21:30 CEST/DST.

Bastian’s Night is a live talk show in German with lots of music, a weekly round-up of news from around the world, and a glimpse into the host’s crazy week in the pirate movement.


If you want to read more about @BastianBB: –> This way


piratesonair.net/bastians-nigh…

Pan-American Day event today!


April 14

Happy Pan-American Day!

“Continents have been united in various ways, such as Europe in the form of the EU, Africa with the AU, or Southeast Asia with ASEAN. While the existence of the OAS (Organization of American States) signifies a previous willingness to come together in the name of Pan-Americanism, a restructuring from a paradigm of United States dominance to genuine collaboration and friendship is essential. A more united American Continent will help each country become stronger and create a stronger bond between every American, from Greenland to Patagonia.

  • We advocate for increased diplomacy in Central America, South America, and the Caribbean, especially where we do not have a good record of friendly and diplomatic relations. We need to earn the trust of our fellow American countries in the New World by being a helpful ally rather than an overarching imperial authority.
  • We advocate for increasing trade and signing friendship treaties with these countries in order to assist them economically, helping to bolster the continent’s economy in general, and strengthening our cultural ties as Americans.
  • We call for free movement for Americans from every American country.
  • We advocate for ending the Cuban embargo and lifting sanctions on Nicaragua and Venezuela.

It’s no secret that the treatment of Latin Americans and other ethnic/cultural minorities within these United States have been less than stellar. There will be high expectations if we claim that we have changed for the better, and rightfully so. It will take years of work to repair the damaged relationships and restore continental trust back in the USA and its citizens, but that is something we here at the US Pirate Party, joined in partnership with Pirate Parties on the American continent, are committed to doing.

  • We call for the free movement of all peoples.
  • We advocate for the right to free association and self-determination. People living in a political entity should have the right to maintain, alter or conclude their relationship to larger entities, or join in union, if it is the will of the people.
  • We advocate for lifting sanctions on countries who only have said sanctions because we disapprove of their government.
  • We advocate for legislation which ensures our government and intelligence agencies do not interfere in any elections in Europe, Africa, Asia or any part of the American Continent and that the will of the people is respected.

This would likely require quite a significant foreign policy change on the USA’s part, however. The US has made a lot of missteps along the way, so we should make the first steps to fix them.” (See our Platform)

Today, we are hosting an all-day Pan-American Day event. If you are interested in asking the Pirate Party questions about our foreign policy (or really whatever is your heart’s desire), be sure to stop by!

The link can be found here!

If you happen to join and no one is in the room, head over to our Discord and ask for someone and someone will be in as soon as possible!


uspirates.org/pan-american-day…

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Le projet de loi dit "Simplification" est de retour à l'Assemblée nationale. Il contient toujours les mesures qui faciliteraient la construction de nouveaux datacenters et contre lesquelles nous avons lutté l'année dernière.

next.ink/233568/datacenters-12…

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in reply to La Quadrature du Net

Mais d'ailleurs, existe-t-il un garde-fou contre ces projets de loi "à l'usure" ? Année après année, on voit revenir les mêmes lois et même quand l'une d'elles rencontre un grand désaveu public, même quand les débats dans l'hémicycle mènent à un rejet, c'est comme si ça ne comptait pas et qu'il était permis de revenir à la charge jusqu'à ce que ça passe. Il faudrait une clause "c'est mort, move on" avec un délai minimum avant la prochaine tentative.
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Una verifica independente condotta sui siti web più popolari in California mostra che il 55% mantiene i #cookie nonostante il consenso negato e che il 78% dei cookie banner non sono effettivi

Perché in California? Perché è uno degli Stati #USA (pochi) che applica una propria legge sull'#eprivacy

Il totale delle sanzioni potrebbe superare i 5,8 miliardi USD

Le info si trovano qui: globalprivacyaudit.org/2026/ca…

#privacy #surveillance #sorveglianza
@sicurezza

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Azure MCP Server 2.0: 276 strumenti per integrare Azure negli agenti AI
#tech
spcnet.it/azure-mcp-server-2-0…
@informatica


Azure MCP Server 2.0: 276 strumenti per integrare Azure negli agenti AI


Il Model Context Protocol (MCP) sta rapidamente diventando lo standard de facto per consentire agli agenti AI di interagire con servizi e strumenti esterni. Microsoft ha appena rilasciato la versione 2.0 stabile di Azure MCP Server, un passo significativo che porta a 276 strumenti distribuiti su 57 servizi Azure direttamente accessibili da qualsiasi agente o IDE compatibile con MCP.

Cos’è Azure MCP Server?


Azure MCP Server è un’implementazione del Model Context Protocol che funge da ponte tra gli agenti AI e l’ecosistema Azure. Invece di dover scrivere codice di integrazione personalizzato per ogni servizio, un agente AI può semplicemente “scoprire” e utilizzare i tool messi a disposizione dal server MCP, che includono operazioni di provisioning, deployment, monitoraggio e diagnostica su decine di servizi Azure.

L’idea centrale è quella di rendere le operazioni su Azure talmente naturali per un agente AI quanto lo è per un programmatore umano navigare sul portale Azure o usare la CLI. La versione 2.0 segna la transizione da una release preview a un prodotto stabile e pronto per l’uso in produzione.

Le principali novità della versione 2.0

Deployment remoto self-hosted


La novità più significativa di questa release è il supporto al deployment remoto. Nelle versioni precedenti, il server MCP doveva girare localmente sulla macchina dello sviluppatore. Con la 2.0, è possibile distribuire Azure MCP Server come servizio centralizzato, accessibile da tutto il team o dall’intera organizzazione tramite trasporto HTTP.

Questo cambia radicalmente le possibilità di adozione enterprise: invece di configurare ogni sviluppatore individualmente, il team di platform engineering può mantenere un’istanza centralizzata con configurazione e governance coerenti. Meno deriva di configurazione, più sicurezza, un unico punto di aggiornamento.

Integrazione con Microsoft Foundry e flusso OBO


La versione 2.0 introduce il supporto per il flusso On-Behalf-Of (OBO), noto anche come OpenID Connect delegation. Questo meccanismo consente al server MCP di chiamare le API Azure usando il contesto dell’utente autenticato, mantenendo la separazione delle identità e rispettando i permessi RBAC assegnati al singolo utente.

L’integrazione con Microsoft Foundry consente di usare le managed identity direttamente, semplificando la gestione delle credenziali in ambienti cloud-native senza dover gestire segreti esplicitamente.

Security hardening


Con il passaggio a stable, Microsoft ha rafforzato significativamente la sicurezza del server:

  • Validazione endpoint più rigorosa
  • Protezioni contro pattern di injection nei tool di query
  • Controlli di isolamento più stringenti

Questi miglioramenti sono essenziali per l’adozione in contesti enterprise dove la superficie di attacco deve essere minimizzata.

Supporto sovereign cloud


Azure MCP Server 2.0 è ora configurabile per operare su Azure US Government e Azure operated by 21Vianet (il cloud sovrano cinese), ampliando notevolmente la portata per organizzazioni soggette a requisiti di sovranità dei dati.

Come installare e usare Azure MCP Server


Il server è disponibile attraverso diversi canali di distribuzione, adatti a scenari diversi:

Via IDE extension


La via più semplice per gli sviluppatori è attraverso le estensioni per i principali IDE:

  • Visual Studio Code
  • Visual Studio
  • IntelliJ / Eclipse
  • Cursor

Una volta installata l’estensione, il server MCP viene configurato automaticamente e i tool Azure diventano disponibili nell’assistente AI del tuo IDE.

Via GitHub Copilot CLI o Claude Code


Per chi lavora da terminale, Azure MCP Server si integra nativamente con GitHub Copilot CLI e Claude Code, consentendo di gestire risorse Azure direttamente dalla riga di comando con il supporto dell’AI.

Via Docker (deployment self-hosted)


Per il deployment remoto centralizzato, Microsoft fornisce un’immagine Docker ufficiale:

# Scarica l'immagine Docker
docker pull mcr.microsoft.com/azure-mcp-server:latest

# Esegui il server localmente
docker run -p 8080:8080 mcr.microsoft.com/azure-mcp-server:latest


La documentazione completa per il self-hosting è disponibile su aka.ms/azmcp/self-host.

Panoramica degli strumenti disponibili


Con 276 tool distribuiti su 57 servizi Azure, la copertura è notevolmente ampia. Gli strumenti coprono l’intero ciclo di vita delle risorse cloud:

  • Provisioning e deployment: creare e configurare risorse Azure (VM, App Service, AKS, ecc.)
  • Monitoraggio e diagnostica: interrogare Azure Monitor, Log Analytics, Application Insights
  • Gestione identità: interagire con Microsoft Entra ID, gestire service principal e managed identity
  • Storage e database: operazioni su Blob Storage, Cosmos DB, Azure SQL
  • Networking: configurazione di VNet, DNS, load balancer
  • Servizi AI: integrazione con Azure OpenAI, AI Foundry, Cognitive Services


Implicazioni per il workflow degli sviluppatori


L’arrivo di Azure MCP Server 2.0 stabile ha implicazioni concrete per i team di sviluppo che usano Azure:

Meno context switching: gli sviluppatori possono interrogare lo stato dei loro servizi Azure, diagnosticare problemi e persino deployare aggiornamenti senza uscire dall’IDE o passare al portale Azure.

Automazione conversazionale: invece di ricordare i comandi esatti della Azure CLI, è possibile descrivere in linguaggio naturale l’operazione desiderata e lasciare che l’agente AI formuli la chiamata corretta al tool MCP.

Governance centralizzata: con il deployment self-hosted, le organizzazioni possono controllare centralmente quali tool sono disponibili, chi può usarli e in che contesto, mantenendo audit trail completi.

Conclusione


Azure MCP Server 2.0 rappresenta un passo maturo verso l’integrazione dell’AI nei workflow operativi su cloud. Il supporto al deployment remoto e al flusso OBO erano i due tasselli mancanti per l’adozione enterprise, e la loro disponibilità in una release stabile apre scenari concreti di adozione su larga scala.

Per i team che già usano GitHub Copilot o altri agenti AI nel loro IDE, la barriera di ingresso è minima: basta installare l’estensione e il ricco catalogo di tool Azure diventa immediatamente disponibile. Per chi vuole andare oltre, il deployment self-hosted offre la flessibilità necessaria per integrarlo nei flussi platform engineering più sofisticati.

Fonte originale: Announcing Azure MCP Server 2.0 Stable Release — Sandeep Sen, Microsoft Azure SDK Blog


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Phishing SPID contro le Pubbliche Amministrazioni: CERT-AGID smonta la campagna che usa siti WordPress legittimi per rubare credenziali istituzionali
#CyberSecurity
insicurezzadigitale.com/phishi…


Phishing SPID contro le Pubbliche Amministrazioni: CERT-AGID smonta la campagna che usa siti WordPress legittimi per rubare credenziali istituzionali


Un’istanza WordPress compromessa, loghi dell’Agenzia delle Entrate e del Sistema Pubblico d’Identità Digitale riprodotti con precisione millimetrica, link personalizzati con l’email della vittima pre-compilata: CERT-AGID ha rilevato una nuova campagna di phishing che prende di mira le Pubbliche Amministrazioni italiane, con l’obiettivo di sottrarre credenziali SPID e accessi istituzionali. L’analisi tecnica rivela un attacco che sfrutta l’infrastruttura legittima per eludere i filtri antispam e conquistare la fiducia delle vittime.

Il Vettore: un’infrastruttura legittima trasformata in arma


Il primo elemento che distingue questa campagna dalle operazioni di phishing più rudimentali è la scelta dell’infrastruttura. Gli attaccanti non hanno registrato domini malevoli evidenti — hanno invece compromesso un server WordPress legittimo (documentato all’indirizzo wp-dev.typhur.com/agenziaentrate/), sfruttandone la reputazione consolidata per eludere i filtri antispam e i sistemi di blacklist automatici.

Un sito web legittimo offre agli attaccanti tre vantaggi competitivi fondamentali: certificati HTTPS validi che mostrano il lucchetto verde nel browser delle vittime, una reputazione di dominio già stabilita che bypassa i filtri di sicurezza email, e la capacità di ospitare contenuto HTML arbitrario che replica fedelmente le interfacce istituzionali italiane. Il vettore di compromissione del WordPress è quasi certamente legato a plugin o temi non aggiornati — il vettore più comune per questo tipo di hijacking.

Anatomia dell’attacco: come funziona la truffa SPID


La catena di attacco documentata da CERT-AGID si articola in più fasi progettate per massimizzare la credibilità e minimizzare i campanelli d’allarme per la vittima:

  • Fase 1 — Email di spearphishing personalizzata: la vittima riceve una comunicazione che la invita ad accedere alla propria area riservata dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Il link contenuto nell’email è personalizzato e include già l’indirizzo email del destinatario come parametro URL.
  • Fase 2 — Pagina di login pre-compilata: cliccando il link, la vittima atterra su una pagina che replica fedelmente il portale dell’Agenzia delle Entrate, completa di loghi ufficiali di AdE, SPID e AgID. La casella email è già compilata con il proprio indirizzo — un elemento che abbassa drasticamente il livello di sospetto e aumenta la probabilità di inserimento della password.
  • Fase 3 — Harvesting delle credenziali: al momento dell’invio, la password viene trasmessa ai server degli attaccanti. La vittima viene quindi reindirizzata al sito reale dell’Agenzia delle Entrate dove appare un messaggio di errore simulato — un “errore di sistema generico” che rende plausibile la necessità di reinserire le credenziali.
  • Fase 4 — Accesso istituzionale: con le credenziali SPID compromesse, gli attaccanti ottengono potenzialmente accesso a tutti i servizi della Pubblica Amministrazione collegati all’identità digitale: portali fiscali, documenti istituzionali, sistemi interni delle PA.


Target primario: Pubbliche Amministrazioni


L’aspetto più allarmante della campagna, come sottolineato da CERT-AGID, è la natura del target primario: non utenti consumer generici, ma dipendenti e funzionari delle Pubbliche Amministrazioni italiane. Questa scelta non è casuale. Le credenziali SPID di un funzionario PA offrono un accesso privilegiato a sistemi interni, documenti riservati e portali interistituzionali che un account privato non avrebbe. La compromissione di un account PA può diventare il punto di partenza per movimenti laterali all’interno dei sistemi governativi, attacchi BEC (Business Email Compromise) verso altre istituzioni, e persino accessi a dati sensibili di cittadini.

MITRE ATT&CK: mappatura delle tecniche


  • T1566.002 — Phishing: Spearphishing Link: link personalizzati con l’email della vittima pre-inserita per massimizzare la credibilità
  • T1078 — Valid Accounts: compromissione di account SPID legittimi per accesso a sistemi istituzionali
  • T1190 — Exploit Public-Facing Application: compromissione del server WordPress tramite vulnerabilità in plugin/temi per uso come infrastruttura di phishing
  • T1036 — Masquerading: replica accurata dell’interfaccia di portali governativi legittimi (AdE, SPID, AgID)
  • T1589.002 — Gather Victim Identity Information: Email Addresses: utilizzo di indirizzi email pre-identificati nei link personalizzati


Indicatori di Compromissione (IoC)

# Domini malevoli identificati
agenziadelleentrate.live          # Dominio typosquatting principale
wp-dev.typhur.com/agenziaentrate/ # WordPress compromesso usato come host
# Dominio mittente email
@propiski.com                     # Utilizzato come sender domain nelle email di phishing
# Dominio di reindirizzamento
sushicool.net                     # Usato come redirect dopo la sottrazione delle credenziali
# File IoC ufficiale CERT-AGID
phishing_AdE_10_04_26.json        # Disponibile tramite feed ufficiale CERT-AGID

Il contesto: una campagna seriale contro l’Identità Digitale italiana


Questa campagna non nasce dal nulla. L’Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso ufficiale già il 30 marzo 2026, segnalando campagne attive che sfruttano impropriamente i loghi di AdE, SPID e AgID. La storia recente mostra un pattern ricorrente: gli attori malevoli hanno identificato nel sistema SPID un bersaglio appetibile perché rappresenta la chiave di accesso unificata ai servizi digitali della PA italiana. Compromettere uno SPID significa potenzialmente accedere a decine di portali governativi con un’unica credenziale.

La tecnica di compromissione di siti WordPress legittimi come piattaforma di phishing è altrettanto consolidata: consente di sfruttare la reputazione del dominio ospitante e i certificati TLS validi per superare i controlli automatici, scaricando il costo di mantenimento dell’infrastruttura sull’ignaro proprietario del sito compromesso.

Raccomandazioni per i difensori e le Pubbliche Amministrazioni


  • MFA obbligatoria su tutti gli account istituzionali: l’autenticazione a due fattori vanifica il phishing di credenziali anche quando la vittima inserisce username e password sulla pagina falsa
  • Formazione specifica sul phishing SPID: i dipendenti PA devono sapere che l’Agenzia delle Entrate non chiede mai credenziali via email; l’accesso ai portali fiscali va effettuato sempre digitando manualmente l’URL o utilizzando bookmark certificati
  • Monitoraggio del feed IoC CERT-AGID: l’integrazione automatica del feed JSON di CERT-AGID nei propri sistemi di sicurezza permette il blocco in tempo reale dei domini malevoli identificati
  • Verifica dell’URL nel browser: prima di inserire qualsiasi credenziale SPID, verificare che l’URL nella barra del browser corrisponda esattamente al dominio ufficiale (agenziaentrate.gov.it)
  • Audit CMS e aggiornamento plugin: le organizzazioni che gestiscono siti WordPress devono implementare processi di patch management rigorosi per evitare che le proprie infrastrutture vengano weaponizzate come piattaforme di phishing
  • Segnalazione a CERT-AGID: eventuali email sospette che impersonano l’Agenzia delle Entrate vanno segnalate immediatamente all’indirizzo dedicato di CERT-AGID per l’aggiornamento del feed IoC

Il CERT-AGID ha già avvisato le organizzazioni coinvolte e richiesto il takedown delle pagine di phishing identificate. Tuttavia, data la natura delle campagne di phishing — che spesso cambiano rapidamente infrastruttura per sopravvivere ai takedown — il monitoraggio continuo rimane essenziale.


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Die AfD posiert als Retterin vor der freiwilligen #Chatkontrolle 1.0 — während ihre Fraktion (ESN) bei den laufenden Verhandlungen zu #Chatkontrolle 2.0 WIEDER als einzige komplett FEHLT! 🥱🛋️💤
europarl.europa.eu/committees/…

Wie schon vorher: digitalcourage.social/@echo_pb…


Montag EU-Ausschussabstimmung zur Zukunft der #Chatkontrolle – und die AfD spielt wieder „heute so, morgen so“ 🤦‍♂️
Sie brüllt erst laut „NEIN!“, will jetzt aber mit inkompetenten Argumenten ZUSTIMMEN.
Wenn dir deine digitale Freiheit wichtig ist, lies dies. 👀
Thread 🧵🔥

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Strong new report from @openrightsgroup

> The UK is currently facing a crisis of digital dependency. The country is overly reliant on a small number of tech giants for its critical digital infrastructure, which poses significant economic, security, legal, and policy risks, including to democracy and public debate.

openrightsgroup.org/publicatio…

#ukpol #sovereignty #CyberSecurity #OpenSource

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They're not wrong:

"Cancer Research UK (CRUK) has announced it will cease funding #openaccess (#OA) publishing costs, arguing that the current model is failing to deliver a fair and efficient system for disseminating research."

researchinformation.info/news/…

I wonder if the ORE announcement may have anything to do with that decision?

research-and-innovation.ec.eur…

Are there any similar efforts going on in the UK?

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Interesting take by Cancer Research UK:

"We need efficient scholarly communications to spread scientific ideas via a fair economic model. We currently don’t have that. The #openaccess movement was bold and promising, but ultimately disappointing. Now is the time to stop and call for a new way to make publishing work…"

news.cancerresearchuk.org/2026…

"Ceasing to fund open access in the way we currently do will save us £5.2m of donors’ money over the next three years."

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È possibile mancare di rispetto all'articolo 11 della costituzione, nonché alla libertà di parola e di religione in un solo atto? Sì, lo è, e succede in Italia. Una spilla palestinese e una t-shirt con l’articolo 11: la polizia blocca Pax Christi . #paxchristi
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APT35 e la Cyber Guerra Parallela: come l’Iran aveva già compromesso ogni paese colpito nell’Operazione Epic Fury
#CyberSecurity
insicurezzadigitale.com/apt35-…


APT35 e la Cyber Guerra Parallela: come l’Iran aveva già compromesso ogni paese colpito nell’Operazione Epic Fury


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Prima che i missili iraniani illuminassero il cielo di sette nazioni, un’altra guerra era già in corso nelle reti digitali di quei paesi. L’analisi della campagna condotta da APT35 rivela come il gruppo legato all’IRGC avesse sistematicamente compromesso le infrastrutture critiche di ogni paese successivamente colpito dall’Operazione Epic Fury, trasformando la cyber intelligence in un componente integrale della dottrina militare iraniana.

La notte del 28 Febbraio: quando la guerra digitale diventa fisica


Il 28 febbraio 2026, Stati Uniti e Israele hanno lanciato l’Operazione Epic Fury (denominata “Operazione Roaring Lion” dalla parte israeliana): oltre 1.250 obiettivi colpiti nelle prime 48 ore, infrastrutture nucleari iraniane distrutte, connettività internet dell’Iran ridotta all’1-4% dei livelli normali in quello che è stato definito il più grande cyberattacco della storia. Ma ciò che i rapporti di intelligence successivi hanno rivelato è ancora più preoccupante: l’Iran non si trovava impreparato. Per mesi, forse anni, i suoi gruppi APT affiliati all’IRGC e al MOIS avevano già mappato, compromesso e pre-posizionato capacità offensive nelle reti digitali di ogni paese che avrebbe poi colpito.

APT35 e la dottrina della Pre-Posizione


APT35 — conosciuto anche come Charming Kitten, Phosphorus, Magic Hound e Mint Sandstorm — è il gruppo cyber più rappresentativo dell’IRGC Intelligence Organisation (Unit 1500, Department 40), attivo almeno dal 2014. La sua caratteristica distintiva non è la sofisticazione tecnica delle singole operazioni, ma la pazienza strategica: operazioni di ricognizione prolungate, accesso silenzioso mantenuto per mesi o anni prima di un’attivazione.

Secondo le analisi di CloudSek e dei ricercatori di IT Nerd, APT35 aveva documentabilmente compromesso infrastrutture nei seguenti paesi prima dei bombardamenti:

  • Giordania: accesso ai dati dell’aviazione civile e al Ministero della Giustizia
  • Emirati Arabi Uniti: sistemi di aviazione e asset governativi a Dubai
  • Arabia Saudita: documenti governativi e infrastrutture energetiche; il malware Shamoon ha distrutto circa 15.000 workstation nel settore energetico saudita prima delle operazioni cinetiche
  • Kuwait, Bahrain, Qatar: attività di ricognizione e targeting operativo
  • Israele: sistemi industriali e infrastrutture civili


Il modello di conflitto a tre fasi


L’analisi degli eventi suggerisce un modello di conflitto ibrido strutturato in tre fasi sequenziali, ormai consolidato nella dottrina iraniana:

  • Fase 1 — Ricognizione estesa e silenziosa: compromissione di sistemi internet-facing (Exchange Server, VPN, Fortinet FortiOS), installazione di webshell, tunneling nascosto, raccolta di intelligence su reti, persone e infrastrutture critiche
  • Fase 2 — Degradazione pre-cinetica: attivazione di malware wiper (come Shamoon) per distruggere workstation, esfiltrazione di documenti strategici, interruzione di servizi prima degli attacchi fisici
  • Fase 3 — Coordinamento post-attacco: entro 24 ore dall’avvio delle operazioni militari, creazione di un “Electronic Operations Room” che ha coordinato oltre 60 gruppi hacktivist per colpire contemporaneamente infrastrutture governative, finanziarie e critiche


L’ecosistema APT iraniano: non solo APT35


APT35 non ha operato in isolamento. Il Tenable Research ha identificato 12 gruppi APT iraniani attivi nelle settimane e mesi precedenti l’Operazione Epic Fury, coordinati attraverso strutture parallele:

Gruppi IRGC-affiliati: Pioneer Kitten (Fox Kitten, UNC757), Imperial Kitten (Tortoiseshell, TA456), CyberAv3ngers — quest’ultimo specializzato nel targeting di sistemi OT e PLC nei sistemi idrici. Gruppi MOIS-affiliati: APT34/OilRig (nuova infrastruttura per attacchi ed esfiltrazione), MuddyWater/Mango Sandstorm (picco di attività nella rete nel settembre 2025, con server distribuiti in Russia, Estonia e UK), Banished Kitten/Void Manticore (usa la persona Handala, wiper-focused). Gruppi IRGC-IO: APT42 (credential harvesting tramite social engineering). Gruppi IRGC-CEC: Cotton Sandstorm (revival della persona Altoufan Team).

Infrastruttura di attacco: offuscamento multi-livello


Particolarmente sofisticata è stata l’architettura di infrastruttura impiegata per mascherare l’attribuzione. Netcrook ha documentato uno schema di offuscamento a tre livelli:

  • Livello base: ISP iraniani (Sefroyek Pardaz Engineering) come punto di origine
  • Bulletproof hosting: ALEXHOST in Moldova e RouterHosting LLC nel Wyoming (USA) come nodi intermedi
  • Shell company layer: società fittizie come Cloudblast (registrata negli USA, operativa a Dubai) e UltaHost (registrazioni UK/USA) per la gestione dell’infrastruttura front-end

Questa architettura ha reso estremamente complessa l’attribuzione rapida e le azioni legali di takedown durante le operazioni.

Vulnerabilità sfruttate: un catalogo di CVE note


Il documento Tenable elenca 67 CVE sfruttate dai gruppi iraniani, incluse vulnerabilità ben note mai patchate da molte organizzazioni. Tra le più critiche:

# CVE sfruttate dai gruppi APT iraniani (selezione)
CVE-2021-26855  # Microsoft Exchange Server - ProxyLogon SSRF
CVE-2021-26858  # Microsoft Exchange - post-auth arbitrary file write
CVE-2021-26857  # Microsoft Exchange - insecure deserialization
CVE-2021-27065  # Microsoft Exchange - post-auth arbitrary file write
CVE-2021-44228  # Apache Log4j2 - Log4Shell RCE
CVE-2022-40684  # Fortinet FortiOS/FortiProxy - authentication bypass
CVE-2020-3153   # Cisco ASA - path traversal
# Malware famiglie associate
BellaCiao        # RAT/implant IRGC (codice sorgente esposto in leak)
Sagheb RAT       # Remote Access Trojan IRGC
Shamoon          # Wiper distruttivo (energia, Arabia Saudita)
# Malware ICS/OT
Custom PLC malware targeting Rockwell Automation (CyberAv3ngers)

Il significato strategico: un nuovo standard di conflitto ibrido


La vicenda dell’Operazione Epic Fury e della sua dimensione cyber non è semplicemente la cronaca di un conflitto mediorientale. È la dimostrazione concreta di come le operazioni cyber siano diventate componenti integrali — non accessorie — della dottrina militare degli stati autoritari. Il pre-posizionamento di APT35 nelle reti dei paesi bersaglio anni prima delle operazioni fisiche stabilisce un precedente: in futuri conflitti, qualsiasi attore statale disporrà presumibilmente di “porte di accesso” già aperte nelle infrastrutture avversarie.

Per i difensori occidentali, la lezione è chiara: la minaccia non inizia il giorno in cui i missili vengono lanciati. Inizia quando un webshell silenzioso viene installato su un server Exchange non patchato da sei mesi.

Indicazioni per i difensori


  • Patch immediata dei sistemi internet-facing: Exchange, FortiOS, Cisco ASA, Log4j sono ancora vettori attivi
  • Audit degli accessi amministrativi: verificare account privilegiati, in particolare su sistemi OT/ICS
  • Webshell hunting: scansione proattiva per webshell su server web esposti, soprattutto su CMS e sistemi legacy
  • Validazione della copertura di detection: testare le soluzioni EDR/XDR contro BellaCiao, Sagheb RAT e le tecniche di tunneling documentate
  • Monitoraggio per nuova infrastruttura hacktivist: i gruppi come Handala e CyberAv3ngers si riorganizzano rapidamente dopo le operazioni


#PrivacyCamp25: Event summary


On 30 September 2025, policymakers, activists, human rights defenders and academics from Europe and beyond gathered in Brussels and online for Privacy Camp 2025. Together, we explored the theme Resilience and Resistance in Times of Deregulation and Authoritarianism.

The post #PrivacyCamp25: Event summary appeared first on European Digital Rights (EDRi).

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European Commission Suffers 91.7 GB Cloud Data Breach via Trivy Supply-Chain Compromise
#CyberSecurity
securebulletin.com/european-co…
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Critical Marimo Python Notebook Zero-Day (CVE-2026-39987) Exploited Within 10 Hours of Disclosure
#CyberSecurity
securebulletin.com/critical-ma…
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ShinyHunters Claims Amtrak Breach: 9.4 Million Salesforce Records Allegedly Stolen
#CyberSecurity
securebulletin.com/shinyhunter…
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Il Pattern Saga in .NET con Wolverine: gestire workflow distribuiti a lungo termine
#tech
spcnet.it/il-pattern-saga-in-n…
@informatica


Il Pattern Saga in .NET con Wolverine: gestire workflow distribuiti a lungo termine


Nei sistemi distribuiti, la gestione di processi di business che si estendono su più servizi e nel tempo rappresenta una delle sfide più complesse. Il Pattern Saga nasce proprio per risolvere questo problema: coordinare una sequenza di operazioni distribuite in modo affidabile, garantendo la consistenza dei dati anche in caso di errori parziali.

In questo articolo esploriamo come implementare il Pattern Saga in .NET utilizzando Wolverine, un framework moderno che semplifica notevolmente la gestione di messaggi e workflow complessi grazie al suo approccio convention-driven.

Cos’è il Pattern Saga?


Il Pattern Saga è un meccanismo di gestione delle transazioni distribuite che sostituisce le transazioni ACID tradizionali nei sistemi a microservizi. Invece di eseguire una sequenza di operazioni come un’unica transazione atomica, la saga suddivide il processo in una serie di passi indipendenti, ciascuno con la propria logica di compensazione in caso di fallimento.

Il principio fondamentale è semplice: se un passo fallisce o va in timeout, la saga esegue la logica di compensazione invece di lasciare il sistema in uno stato inconsistente. Questo approccio è particolarmente utile per processi di lunga durata come:

  • Onboarding di nuovi utenti con email di verifica
  • Processi di ordine e pagamento in e-commerce
  • Workflow di approvazione multi-step
  • Processi di provisioning di risorse cloud


Perché Wolverine?


Wolverine è un framework per .NET che adotta un approccio convention-driven alla messaggistica e ai workflow. A differenza di soluzioni come MassTransit o Rebus, Wolverine gestisce automaticamente routing dei messaggi, persistenza dello stato e correlazione, senza richiedere un’estesa configurazione tramite DSL per state machine.

Le principali dipendenze per iniziare sono:

WolverineFx (5.16.2)
WolverineFx.Postgresql (5.16.2)
WolverineFx.RabbitMQ (5.16.2)

Configurazione del progetto


La configurazione di Wolverine richiede pochi passaggi. Nell’entry point dell’applicazione, si configura il framework per utilizzare RabbitMQ come message broker e PostgreSQL per la persistenza dello stato:

builder.Host.UseWolverine(options =>
{
    options.UseRabbitMqUsingNamedConnection("rmq")
        .AutoProvision()
        .UseConventionalRouting();

    options.Policies.DisableConventionalLocalRouting();
    options.PersistMessagesWithPostgresql(connectionString!);
});

Dettagli importanti di questa configurazione:
  • AutoProvision(): crea automaticamente exchange e code in RabbitMQ
  • UseConventionalRouting(): instrada i messaggi in base ai nomi dei tipi
  • DisableConventionalLocalRouting(): forza tutti i messaggi attraverso RabbitMQ
  • PersistMessagesWithPostgresql(): archivia stato della saga e messaggi; crea una tabella per saga con serializzazione JSON


Definizione dei messaggi


Ogni passo della saga è rappresentato da un messaggio. Definiamo tutti i tipi di messaggio per un processo di onboarding utente:

public record SendVerificationEmail(Guid UserId, string Email);
public record VerificationEmailSent(Guid Id);
public record VerifyUserEmail(Guid Id);
public record SendWelcomeEmail(Guid UserId, string Email, string FirstName);
public record WelcomeEmailSent(Guid Id);
public record OnboardingTimedOut(Guid Id) : TimeoutMessage(5.Minutes());

Il record OnboardingTimedOut estende TimeoutMessage di Wolverine: questo fa sì che il messaggio venga consegnato automaticamente dopo 5 minuti, eliminando la necessità di scheduler esterni per gestire i timeout.

Implementazione della classe Saga


La saga viene implementata come una classe che estende Saga. Lo stato viene mantenuto come proprietà della classe:

public class UserOnboardingSaga : Saga
{
    public Guid Id { get; set; }
    public string Email { get; set; } = string.Empty;
    public string FirstName { get; set; } = string.Empty;
    public string LastName { get; set; } = string.Empty;
    public bool IsVerificationEmailSent { get; set; }
    public bool IsEmailVerified { get; set; }
    public bool IsWelcomeEmailSent { get; set; }
}

Il metodo Start: avvio della saga


Il metodo statico Start è il factory method che inizia la saga. Restituisce una tupla contenente l’istanza della saga, il comando iniziale e il messaggio di timeout pianificato:

public static (
    UserOnboardingSaga,
    SendVerificationEmail,
    OnboardingTimedOut) Start(
        UserRegistered @event,
        ILogger<UserOnboardingSaga> logger)
{
    var saga = new UserOnboardingSaga
    {
        Id = @event.Id,
        Email = @event.Email,
        FirstName = @event.FirstName,
        LastName = @event.LastName,
    };

    return (
        saga,
        new SendVerificationEmail(saga.Id, saga.Email),
        new OnboardingTimedOut(saga.Id));
}

Wolverine persiste automaticamente la saga e consegna tutti i messaggi restituiti. Elegante e senza boilerplate.

Metodi Handle: gestione degli eventi


I metodi Handle elaborano i messaggi in arrivo. Se restituiscono void, aggiornano solo lo stato; se restituiscono un messaggio, causano l’invio del passo successivo:

public void Handle(VerificationEmailSent @event, ILogger<UserOnboardingSaga> logger)
{
    logger.LogInformation("Email di verifica inviata per l'utente {UserId}", Id);
    IsVerificationEmailSent = true;
}

public SendWelcomeEmail Handle(VerifyUserEmail command, ILogger<UserOnboardingSaga> logger)
{
    logger.LogInformation("Email verificata per l'utente {UserId}", Id);
    IsEmailVerified = true;
    return new SendWelcomeEmail(Id, Email, FirstName);
}

public void Handle(WelcomeEmailSent @event, ILogger<UserOnboardingSaga> logger)
{
    logger.LogInformation("Onboarding completato per l'utente {UserId}", Id);
    IsWelcomeEmailSent = true;
    MarkCompleted(); // Elimina lo stato dal database
}

Gestione del timeout e compensazione


Il timeout è un cittadino di prima classe in Wolverine. Se l’utente non verifica l’email entro 5 minuti, il handler del timeout gestisce la compensazione:

public void Handle(OnboardingTimedOut timeout, ILogger<UserOnboardingSaga> logger)
{
    if (IsEmailVerified)
    {
        logger.LogInformation(
            "Timeout ignorato - email già verificata per {UserId}", Id);
        return;
    }

    logger.LogWarning(
        "Onboarding scaduto per {UserId} - email non verificata", Id);
    MarkCompleted();
}

Gestione dei messaggi “orfani” con NotFound


Wolverine richiede la gestione esplicita del caso in cui arrivi un messaggio per una saga già terminata, tramite metodi statici NotFound:

public static void NotFound(VerifyUserEmail command, ILogger<UserOnboardingSaga> logger)
{
    logger.LogWarning("VerifyEmail ricevuto ma la saga {Id} non esiste più", command.Id);
}

public static void NotFound(OnboardingTimedOut timeout, ILogger<UserOnboardingSaga> logger)
{
    logger.LogInformation("Timeout per la saga già completata {Id}", timeout.Id);
}

Correlazione dei messaggi e gestione della concorrenza


Wolverine correla automaticamente i messaggi alle istanze della saga cercando nell’ordine: attributo [SagaIdentity], proprietà {SagaTypeName}Id, oppure proprietà Id. Non è necessaria alcuna configurazione esplicita per i casi standard.

Per la concorrenza, Wolverine applica di default il controllo di concorrenza ottimistico: quando più messaggi per la stessa saga arrivano contemporaneamente, uno riesce mentre gli altri vengono ritentati automaticamente. Attenzione: non invocare IMessageBus.InvokeAsync() all’interno dei handler della stessa saga, ma usare sempre i messaggi in cascata (valori di ritorno) per evitare problemi con dati obsoleti.

Opzioni di persistenza


Wolverine supporta tre strategie per la persistenza dello stato della saga:

  • Lightweight Storage: serializza lo stato come JSON in tabelle dedicate per saga, zero configurazione ORM
  • Marten: archivia le saghe come documenti con concorrenza ottimistica e ID fortemente tipizzati
  • Entity Framework Core: mappa le saghe su tabelle queryabili, abilitando commit in singola transazione con altri dati


Il flusso completo


Il percorso “happy path” dell’onboarding segue questi passi:

  1. L’evento UserRegistered attiva il metodo Start()
  2. Viene creata l’istanza della saga, inviato SendVerificationEmail e pianificato OnboardingTimedOut
  3. VerificationEmailSent aggiorna lo stato della saga
  4. VerifyUserEmail ricevuto, viene inviato in cascata SendWelcomeEmail
  5. WelcomeEmailSent completa il workflow, la saga viene eliminata

Se VerifyUserEmail non arriva entro 5 minuti, OnboardingTimedOut gestisce la compensazione e termina la saga.

Conclusione


Wolverine offre un approccio sorprendentemente pulito all’implementazione del Pattern Saga in .NET. La scelta convention-driven elimina gran parte del boilerplate tipico di altri framework, consentendo di concentrarsi sulla logica di business. La gestione automatica di persistenza, routing e correlazione dei messaggi, unita al supporto nativo per timeout e compensazione, lo rende una scelta solida per workflow distribuiti complessi.

Per i team che lavorano con architetture a microservizi in .NET, Wolverine merita certamente una valutazione approfondita come alternativa moderna ai pattern tradizionali di orchestrazione.

Fonte originale: Implementing the Saga Pattern With Wolverine — Milan Jovanović


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ChipSoft Ransomware Attack Cripples Netherlands Healthcare Systems, Exposing 13 Million Support Tickets
#CyberSecurity
securebulletin.com/chipsoft-ra…
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Eine wirklich gute Reportage!


Stell dir vor, dass deine Standortdaten frei zugänglich im Netz für Leute zu kaufen sind. Klingt absurd? Ist aber Realität.

Sogenannte Databroker verkaufen von verschiedenen Apps gesammelte Standortdaten. Betroffen sind nicht nur Privatpersonen, sondern auch Politiker*innen oder hochrangige Beamte.

Wir haben jahrelang über das Thema geschrieben. Jetzt gibt es eine ARD-Doku zu unseren Recherchen:

"Gefährliche Apps - Im Netz der Datenhändler"

ardmediathek.de/video/story/ge…


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La catena di fornitura software colpita: come CPUID è stata compromessa per distribuire il RAT stealer STX
#CyberSecurity
insicurezzadigitale.com/la-cat…


La catena di fornitura software colpita: come CPUID è stata compromessa per distribuire il RAT stealer STX


Nel mese di aprile 2026, i ricercatori di sicurezza hanno identificato un attacco di supply chain sofisticato ai danni di CPUID, l’azienda dietro i popolarissimi tool di monitoraggio hardware CPU-Z e HWMonitor. Gli attaccanti hanno compromesso i server dell’azienda e reindirizzato i download ufficiali verso versioni malware. Per il corso di sei ore, gli utenti che scaricavano CPU-Z e HWMonitor dai siti ufficiali ricevevano un Remote Access Trojan precedentemente non documentato denominato STX RAT.

Questo incidente exemplifica una tendenza crescente nel panorama delle minacce informatiche: gli attaccanti hanno capito che il modo più efficace per ottenere una penetrazione di massa non è attaccare i singoli utenti, ma compromettere i software publisher e i loro canali di distribuzione. Se il software che stai scaricando oggi da un sito ufficiale contiene malware, la fiducia nella sicurezza della catena di distribuzione software crolla completamente.

Anatomia dell’attacco: come gli attaccanti hanno compromesso CPUID


A differenza di molti attacchi di supply chain che richiedono il compromesso dei sistemi di build e signing di un’azienda, gli attaccanti dietro questo incidente hanno adottato un approccio più mirato. Invece di cercare di infettare i binari finali di CPU-Z o HWMonitor (che sono firmati digitalmente), gli attaccanti hanno compromesso un’API secondaria utilizzata da CPUID per servire i link di download sul proprio sito web.

Modificando questa API, gli attaccanti hanno reindirizzato le richieste degli utenti verso file malevoli ospitati su Cloudflare R2. Le vittime pensavano di scaricare il software legittimo direttamente dal sito CPUID, ma ricevevano invece il malware. Non è stata trovata alcuna evidenza che gli attaccanti abbiano compromesso il processo di compilazione, il sistema di signing dei binari, o i server di controllo della versione di CPUID.

Il malware: STX RAT e le sue capacità


STX RAT è stato nominato da eSentire per la sua caratteristica firma tecnica: l’utilizzo consistente del byte STX come magic byte per prefisso nei messaggi diretti al command-and-control (C2).

Capacità di infostealer


Browser e credenziali web:

  • Estrazione di password, cookie, e dati di autofill da Firefox, SeaMonkey, e browser basati su Chromium (Chrome, Edge, Brave, ecc.)
  • Bypass potenziale di Application-Bound Encryption (ABE) sulle credenziali crittografate di Windows

Portafogli di criptovalute:

  • Furto di chiavi private da Litecoin-Qt, Electrum, e altri wallet desktop
  • Accesso a file di configurazione che contengono seed phrase o wallet backup

Credenziali client FTP:

  • Estrazione di dati di accesso da FileZilla, WinSCP, e altri client FTP


Remote Desktop nascosto (HVNC)


Una capacità particolarmente insidiosa di STX RAT è il supporto per hidden VNC (Virtual Network Computing). Questo permette all’attaccante di:

  • Avviare una sessione desktop virtuale nascosta che non è visibile agli utenti locali
  • Controllare il mouse e la tastiera tramite l’API SendInput di Windows
  • Eseguire applicazioni e navigare nel filesystem senza alcun indicatore visibile all’utente locale
  • Accedere ai dati sensibili mentre l’utente legittimo è offline

I comandi supportati includono “starthvnc”, “keypress”, “mouseinput”, “mousewheel”, e “switchdesktop”, fornendo una suite completa di controllo remoto.

Tattica di delivery: DLL Sideloading


Il vettore di consegna del malware utilizza una tecnica classica pero ancora efficace: DLL sideloading (also known as DLL hijacking). Quando un utente scaricava il file trojanizzato da HWMonitor, conteneva:

  • HWMonitor_x64.exe – Un file con nome legittimo (il binario vero di HWMonitor)
  • CRYPTBASE.dll – Una DLL malevola che l’eseguibile legittimo carica automaticamente

Poiché Windows segue un ordine di ricerca delle DLL specifico, quando HWMonitor_x64.exe cerca di caricare CRYPTBASE.dll, trova prima la versione malevola nella stessa directory. Questo causa l’esecuzione del codice dell’attaccante con gli stessi privilegi dell’applicazione legittima.

Indicatori tecnici e infrastruttura C2

C2 Server: 95.216.51.236
Malware: STX RAT
Compromesso: 9-10 aprile 2026
Download malevoli: CPU-Z, HWMonitor versioni x64 e x86
DLL sideload: CRYPTBASE.dll

Il malware STX RAT è configurato per contattare il C2 all’indirizzo IP 95.216.51.236. Al primo contatto, il malware invia un messaggio di “introduzione” contenente: nome dell’host, nome utente, versione OS, status amministrativo, RAM disponibile, e elenco antivirus installati.

Inoltre, eSentire ha documentato che STX RAT supporta il routing del traffico C2 attraverso Tor per garantire anonimato, rendendo la tracciatura della comunicazione estremamente difficile.

Impatto e distribuzione


Kaspersky ha identificato oltre 150 vittime dirette dell’incidente CPUID. La distribuzione geografica mostra una concentrazione in Brasile, Russia, e Cina, con settori colpiti che includono: retail e e-commerce, manufacturing, consulting, telecomunicazioni, e agricoltura.

Il fatto che utenti in settori critici siano stati infetti suggerisce che STX RAT potrebbe essere utilizzato sia per cyber-spionaggio che per estorsione, poiché il malware combina capacità di reconnaissance (infostealing) con accesso remoto completo (HVNC).

Timeline dell’incidente


  • 9 aprile 2026, ~15:00 UTC: Gli attaccanti modificano l’API di CPUID, reindirizzando i download
  • 10 aprile 2026, ~10:00 UTC: CPUID scopre l’anomalia e ripristina l’API
  • 10 aprile 2026: eSentire pubblica analisi tecnica del malware
  • 13 aprile 2026: Kaspersky fornisce dati sulla distribuzione geografica


Raccomandazioni per le organizzazioni


  • Verifica dell’integrità: Implementare processi di verifica dell’hash per tutti i software scaricati, anche da fonti ufficiali.
  • Sandboxing: Eseguire software appena scaricati in ambienti virtuali isolati prima dell’installazione.
  • Monitoraggio DLL loading: Implementare EDR in grado di rilevare il caricamento inusuale di DLL.
  • Blocco C2: Aggiungere 95.216.51.236 alle blocklists firewall immediate.
  • Credential rotation: Ruotare credenziali per chi ha scaricato HWMonitor/CPU-Z tra 9-10 aprile.
  • Threat intelligence: Adottare YARA rules da eSentire per rilevare STX RAT in memoria.


Conclusione


L’incidente CPUID dimostra che la sicurezza della catena di distribuzione software non è negoziabile. Anche i siti ufficiali di società legittime possono essere compromessi. I defender devono adottare un mindset di “zero trust” verso qualsiasi software e implementare verifiche multi-strato di integrità e autenticità prima dell’esecuzione.


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🇩🇪Kommen mit der #Chatkontrolle 2.0-Verordnung doch Massenscans unserer privaten Chats? Laut Politico-Leak prüfen die EU-Regierungen alle Optionen: patrick-breyer.de/wp-content/u…
Bundesregierung war bisher kompromisslos für "freiwillige" Massenscans.
Donnerstag Trilog dazu!