Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

Roccella contro le “gite” ad Auschwitz: “Servite a dire che l’antisemitismo era solo fascismo”. E poi attacca le università: “Luoghi di non-riflessione”
@scuola
corriereuniv.it/roccella-contr…

“L’antisemitismo ha trovato nell’ultima fase del conflitto israelo-palestinese una giustificazione per riemergere ed essere rilegittimato. Il gusto con

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

LA STRATEGIA DEL SADISMO E IL RITORNO A GAZA

@news
Dopo aver abraso la Palestina, si sta dando la possibilità a chi ne era stato cacciato di far ritorno nelle proprie terre...
L'articolo LA STRATEGIA DEL SADISMO E IL RITORNO A GAZA proviene da GIANO NEWS.

#EDITORIALI

reshared this

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

The enduring scandal of deduction link.springer.com/article/10.1…

reshared this

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Al via la 25^ Settimana della lingua italiana nel mondo: al centro la comunità italofona
La Settimana della Lingua italiana nel mondo si tiene ogni anno nella terza settimana di ottobre. Organizzata dalla rete diplomatico-consolare e degli Istituti Italiani di Cultura in collaborazione con i nostri principali partner della promozione linguistica (MiC, MIM, MUR, CePeLL, Governo...
italofonia.info/al-via-la-25-s…

reshared this

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Polonia, a Katowice inaugurata la prima classe bilingue italiano-polacca
Progetto pilota in un liceo polacco per diffondere la lingua italiana. È stata inaugurata lo scorso primo settembre all’istituto “Generale Maczek” di Katowice, la prima classe bilingue con il patrocinio dell'Istituto italiano di cultura di Cracovia. I 24 alunni iscritti al primo anno studieranno la...
italofonia.info/polonia-a-kato…
#lingua italiana #Polonia
Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

In Svizzera gli italofoni sono cittadini di serie B?
La RSI, radiotelevisione svizzera di lingua italiana, ha realizzato qualche giorno fa un servizio molto interessante, nel quale esamina la conoscenza della lingua italiana nel Paese. Quanto la lingua italiana è presente sulle confezioni dei supermercati? Quanto ci vuole per ricevere assistenza telefonica in italiano? Quanto nella svizzera interna si può usare solo...
italofonia.info/in-svizzera-gl…
Unknown parent

mastodon - Collegamento all'originale

CDN m1

@superenea grazie per la segnalazione dell'articolo. Personalmente sono favorevole all'integrazione piuttosto che alla globalizzazione. Se mi sposto fuori dal Ticino (l'unico Cantone di lingua italiana) cerco di adeguarmi e parlare la lingua del posto. Chi è nato e cresciuto in Svizzera dovrebbe conoscere almeno due lingue nazionali e un pochino di inglese. Imporre ovunque un italiano che è un misto tra lo svizzero tedesco e l'accento meridionale non mi pare una buona idea.
Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

𝗣𝗲𝗿 𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗲𝗿𝗼𝘀𝗼𝗹 𝗻𝗼𝗻 𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗼𝗻𝗼 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗶𝗻𝗶

Gli aerosol sono minuscole particelle solide o liquide sospese nell'atmosfera che possono percorrere grandi distanze. L’animazione della NASA mostra come, dal 1° agosto al 14 settembre 2024, diversi tipi di aerosol si siano spostati nell’atmosfera terrestre.

I colori rivelano la loro origine:
BLU - Sale marino
ROSA/MAGENTA - Polvere desertica
VERDE - Solfati
ARANCIONE/ROSSO - Fumo da incendi

👉 buff.ly/733Qe7k

reshared this

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

Palermo, ventenne ucciso con un colpo alla testa mentre tenta di sedare una rissa in centro
@scuola
corriereuniv.it/palermo-venten…

Tragedia nella notte nel cuore della movida palermitana. Un ragazzo di 20 anni, Paolo Taormina, è stato ucciso con un colpo di pistola alla testa mentre cercava di sedare una rissa nei pressi del Teatro Massimo, in via Spinuzza. L’omicidio è avvenuto intorno alle

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

Is it really "exciting" that the way in which scientists discuss and share their research is established by (even private) "funders", like we are just workers-for-hire? fediscience.org/@oatp/11535598…

reshared this

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

Il Consiglio di Stato riammette una docente esclusa dal concorso: il ministero aveva sbagliato
@scuola
corriereuniv.it/il-consiglio-d…

Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso di una docente precaria esclusa dal concorso per l’insegnamento di Arte e Immagine nella scuola media. Il ministero dell’Istruzione e del Merito aveva motivato l’esclusione con la mancanza di due esami nel percorso

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

il coordinamento impossibile


ottobre è letteralmente impazzito. non riesco a tener dietro al cumulo di incontri avvenuti, imminenti, in programma.
solo ieri, quattro o cinque - ma sicuramente di più - reading, mostre e presentazioni contemporanee tra Roma e fuori.
sono stato assente ovunque, preso da faccende extraletterarie.
ma anche avessi potuto dedicarmi a una cosa, quale avrei scelto?

anni fa si parlava di una specie di coordinamento cittadino per gli eventi, ovviamente mai realizzato.

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

Giornata internazionale delle bambine e delle ragazze, Unicef: “I diritti continuano a essere violati”
@scuola
corriereuniv.it/giornata-inter…

L’11 ottobre, si celebra la Giornata internazionale delle bambine e delle ragazze. L’Unicef ricorda che nel mondo una ragazza su cinque si sposa durante l’infanzia, 122 milioni non frequentano la scuola e quasi quattro su dieci non completano la

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

Stage retribuiti 1.560 euro al mese: aperte le selezioni Demos Helsinki per il 2026
@scuola
corriereuniv.it/stage-retribui…

Il centro di ricerca finlandese Demos Helsinki ha aperto le candidature per il programma di stage 2026. Le posizioni, rivolte a studenti universitari e neolaureati, prevedono un compenso mensile di 1.560 euro. Le domande si possono inviare fino al 26 ottobre 2025. Il programma,

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

Il #Nobelperlapace è andato a finire oltreoceano, e in un senso assai favorevole a Trump

lanotiziagiornale.it/oslo-sceg…

e tale da indurre a chiedersi se vale la pena nominare qualcuno, pur potendolo fare.

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Last night during the 2025 international conference on #NuclearWeapons by the Italian Union of Scientists for Disarmament (#USPID), prof. #EnzaPellecchia explained us why with the new charter of the #UniversityOfPisa, the uni had to stop academic cooperation programs with #Israel
Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Ieri sera alla conferenza sulle #ArmiNucleari dell' #UnioneScienziatiPerIlDisarmo
( #USPID) la prof. #EnzaPellecchia ha spiegato perché con il nuovo Statuto dell'Università di Pisa è stata una scelta obbligata rescindere accordi collaborazione accademica con #Israele
Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

𝗨𝗻 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗼 𝗴𝗶𝗼𝗰𝗼 𝗱𝗮 𝘁𝗮𝘃𝗼𝗹𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝘀𝗰𝗼𝗽𝗿𝗶𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝘀𝗰𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗰𝗹𝗶𝗺𝗮!

Con MACMAP, il nuovo gioco da tavolo creato da INGV in collaborazione con CNR-ISMAR e CINECA, sarà possibile vestire i panni di veri ricercatori impegnati nello studio del cambiamento climatico.

Il gioco è accompagnato da una guida pensata per insegnanti ed educatori, con approfondimenti scientifici e spunti didattici.
Puoi scaricarlo qui 👉 ingvambiente.com/2025/09/23/gi…

reshared this

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

Unical: bando per incarico audiovisivo
@scuola
corriereuniv.it/bando-unical-i…

L’Università della Calabria, tramite il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali (DISPES), ha pubblicato un bando per il conferimento di 1 incarico di collaborazione individuale nell’ambito del progetto “Immaginare la scienza. Forme di rappresentazione audiovisiva degli scienziati meridionali”, responsabile scientifico il prof. Daniele Dottorini. L’atto è legato al

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

Mi sono appena comprato Monster Boy and the Cursed Kingdom in offerta su Nintendo Switch

@videogiochi

Qualcuno lo conosce? Dal video mi sembrava proprio carino 😁

nintendo.com/it-it/Giochi/Gioc…

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

Discriminazione e inclusione: alla Statale di Milano un progetto di ricerca e formazione sui diritti
@scuola
corriereuniv.it/discriminazion…

L’impatto dell’intelligenza artificiale sui diritti, la diffusione dell’hate speech e degli stereotipi online, le discriminazioni in ambito sanitario, la necessità di nuove forme di inclusione e mediazione interculturale. Sono queste tra le

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

#10ottobre giornata mondiale della #SaluteMentale

Su #Altremodernità uno studio sulla salute mentale nella #letteraturanigeriana

⬇️ riviste.unimi.it/index.php/AMo…

#letteratura #letteraturaafricana #Nigerianliterature #NarrativeMedicine #mentalhealth

Da #DissertatioNursing uno studio sulla #Gamification virtuale nella formazione infermieristica rivolta alla SaluteMentale

⬇️ riviste.unimi.it/index.php/dis…

#Nursing #Education #MentalHealth @cultura
@salute

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Siete a #Castiglioncello (Livorno) stasera?
Siete tutti graditi per parlare con #UnioneScienziatiPerIlDisarmo (#USPID) della minaccia esistenziale senza eguali delle #ArmiNucleari che abbiamo anche in casa.
Con noi anche la grande attrice #LauraMorante
Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Il fondatore di Telegram Durov grida: la battaglia per l’anima di Internet
#CyberSecurity
insicurezzadigitale.com/il-fon…
Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Domenica CULT in Ariosto Anteo spazioCinema

@milano

Avessi le domeniche libere andrei probabilmente a vedermeli tutti, magari qualcuno ne è interessato! Il cinema Ariosto è in zona corso Vercelli, Pagano/Wagner.

Prima di ogni proiezione, un incontro moderato dallo scrittore Piero Neri Scaglione con i suoi ospiti.


Domenica 12 ottobre | MATCH POINT v.o. sott. it. di Woody Allen - USA - 124’ | Ospite in collegamento streaming 10.30 Corrado Barazzutti, campione di tennis

Domenica 26 ottobre | NON ESSERE CATTIVO di Claudio Caligari - Italia - 100’ | Ospiti in collegamento streaming gli sceneggiatori Francesca Serafini e Giordano Meacci

Domenica 9 novembre | FITZCARRALDO di Werner Herzog - Germania - 157’ | Ospite in sala Piero Maranghi direttore di Classica HD e regista

Domenica 23 novembre | QUEI BRAVI RAGAZZI di Martin Scorsese - USA - 146' | Ospite da definire

Domenica 14 dicembre | ARANCIA MECCANICA v.o. sott. it. di Stanley Kubrick - USA - 137’ | Ospite da definire

Intero 9 euro

Ridotto 7 euro

spaziocinema.info/milano/event…

reshared this

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

Maria Corina Machado Nobel per la Pace 2025
@scuola
corriereuniv.it/maria-corina-m…

Maria Corina Machado ha vinto il Premio Nobel per la Pace 2025.Lo ha annunciato l’Istituto Nobel a Oslo, riconoscendole “un impegno instancabile nella difesa della democrazia e dei diritti civili” in Venezuela.La leader dell’opposizione, perseguitata dal regime di Nicolás Maduro e costretta da mesi alla clandestinità, ha dedicato il riconoscimento “a tutto il

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

Il nuovo post di universita-it: IA etica europea, verso un Codice di Condotta sovranazionale

Qui il post completo: universita.it/ia-etica-europea…

@universitaly

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

BreachForums cade sotto i colpi dell’FBI: la fine di un’epoca per il cybercrime?
#CyberSecurity
insicurezzadigitale.com/breach…
Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

Caparezza - Io sono il viaggio

@musica

youtube.com/watch?v=JEJNFu9bbq…

Nuovo singolo di Caprezza in attesa dell'album in uscita il 31 ottobre: caparezza.lnk.to/OrbitOrbitID

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

#genocidio Ecco una traduzione italiana di monde-diplomatique.fr/2025/10/… (Gideon Levy)

I massacri del 7 ottobre 2023 hanno provocato la morte della Striscia di Gaza. Ci vorranno anni perché torni alla vita, ammesso che ci riesca. Ma questi eventi, e il successivo attacco israeliano, hanno anche ucciso la speranza di un Israele diverso. È ancora troppo presto per misurare l'entità dei danni causati da questa guerra alla società e allo Stato israeliani. Il cambiamento è evidentemente radicale. Anche in questo caso, la rimozione delle macerie e la ricostruzione richiederanno anni, se mai avverranno. Gaza e Israele sono stati distrutti ciascuno a modo proprio, forse irreversibilmente. La devastazione della prima è visibile ad occhio nudo, a chilometri di distanza; quella del secondo rimane ancora nascosta sotto la superficie.

Il 7 ottobre ha rappresentato una svolta storica. Quel giorno, Hamas ha invaso Israele e commesso una strage senza precedenti nel Paese. E quel giorno, Israele ha cambiato volto. Forse la sua nuova faccia era rimasta nascosta fino ad allora dietro una maschera, in attesa del momento giusto per rivelarsi. O forse la trasformazione è stata più profonda. In ogni caso, i demoni sono usciti dal vaso e non sono pronti a tornarci. La Striscia di Gaza è ormai inabitabile. Anche Israele è diventato una terra ostile per coloro che aspirano a una vita libera e democratica.

Un' interpretazione precisa degli eventi si è infatti imposta immediatamente, modificando la coscienza politica ed esistenziale del Paese. I leader, i media e i commentatori hanno subito definito gli attacchi «la più grande catastrofe che abbia colpito il popolo ebraico dopo la Shoah (1)». La Shoah e il 7 ottobre 2023 nello stesso respiro, quindi, come se fossero paragonabili, come se ci fossero stati due stermini... Un'esagerazione assurda, senza alcun fondamento - l'entità, gli obiettivi, i mezzi, tutto è diverso - ma ripetuta fino alla nausea e perfettamente calibrata per servire la propaganda governativa. Perché questa scelta di paragone non era affatto casuale. Deriva dalla vittimizzazione che accompagna Israele dalla sua fondazione nel 1948, in seguito al genocidio del popolo ebraico; una vittimizzazione che, agli occhi di molti israeliani, conferisce al Paese il diritto di agire come nessun altro è autorizzato. Affermata fin dall'inizio come un'evidenza nel dibattito pubblico, questa analogia costituiva il via libera che Israele si è dato per lanciare il suo attacco: se il 7 ottobre fosse stato un «olocausto», il genocidio che ne sarebbe seguito sarebbe stato legittimo.

«E che volevate che facessimo?»

Così è cambiato lo stato d'animo del Paese; o almeno si è rivelato senza filtri, liberato da ogni «correttezza politica». Molti israeliani, probabilmente la maggioranza, ritengono ormai che «non ci siano innocenti a Gaza». Secondo un sondaggio del centro aChord, affiliato all'Università Ebraica di Gerusalemme (agosto 2025), tale convinzione riguarda il 62% degli israeliani e addirittura il 76% degli ebrei israeliani. L'accusa, martellata in tutti i modi da due anni, si è gradualmente ampliata, ed è diventato frequente sentire anche che “non ci sono palestinesi innocenti”, ovvero che anche i palestinesi della Cisgiordania meritano di essere puniti. Una tale ideologia spiana la strada alla destra israeliana, il cui vecchio sogno è quello di creare una terra ebraica «dal fiume al mare», etnicamente pura (2).

I massacri perpetrati da Hamas il 7 ottobre sono stati percepiti in Israele come la prova di una sete di sangue innata nei palestinesi. Qualsiasi riferimento alle circostanze storiche, politiche o sociali di questo attacco è stato considerato un tentativo di giustificazione e quindi un tradimento. António Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite (ONU), è stato una delle prime grandi voci internazionali a evocare questo contesto. Tel Aviv lo ha immediatamente definito antisemita. Come ha osato? La potenza del fuoco di sbarramento è facilmente spiegabile: qualsiasi contestualizzazione mina la legittimità della «risposta» israeliana. Bisogna quindi ignorare la vita di assedio senza speranza inflitta agli abitanti di Gaza, ma anche l'abbandono dei palestinesi da parte della comunità internazionale, compresi i paesi arabi che si sono progressivamente avvicinati a Israele (3).

Un'altra certezza si è diffusa a macchia d'olio all'indomani del 7 ottobre: quella secondo cui Israele può permettersi tutto. «E cosa volevate che facessimo?», si sente dire continuamente, come se il genocidio fosse l'unica opzione possibile. L'offensiva su Gaza è unanimemente presentata come un atto di legittima difesa, autorizzato dal diritto internazionale. La destra al potere, che non ha mai creduto nella convivenza con i palestinesi e che non li ha mai considerati alla pari come esseri umani, ha potuto lanciarsi nel suo folle progetto di pulizia etnica della Striscia di Gaza, senza temere l'opposizione della sinistra e del centro. Le idee di pace, di soluzione politica, di diplomazia, di soluzione a due Stati sono completamente scomparse dal discorso politico. In un accordo quasi unanime, i vari partiti ritengono che non ci sia più un partner palestinese – poiché non ci sono innocenti – e che quindi non ci sia più nulla da discutere, a parte la liberazione degli ostaggi israeliani.

Non bastando il rifiuto del dialogo, Israele ha superato i limiti dell'orrore bandendo le testimonianze di solidarietà nei confronti dei palestinesi. Qualsiasi espressione di empatia, preoccupazione e, naturalmente, qualsiasi tentativo di aiutare Gaza sono diventati sospetti nel Paese, e talvolta persino illegali. Gli arabi israeliani (il 20% della popolazione) sono stati messi a tacere. Molto rapidamente, alcuni di loro sono stati arrestati per aver pubblicato messaggi di compassione sui social network, altri sono stati licenziati (4). Questo incoraggia a comportarsi bene... Da allora, il ministro della Pubblica Sicurezza Itamar Ben-Gvir, di estrema destra, si assicura di reprimere le azioni a favore della pace. La popolazione ebraica non è stata risparmiata: molti attivisti di sinistra sono stati arrestati per solidarietà con Gaza (5). Una coltre di silenzio ha ricoperto il Paese.

I media israeliani, sia privati che pubblici, hanno volontariamente aderito a questa linea, con entusiasmo addirittura. Da due anni, senza alcuna censura reale – se non l'autocensura – hanno deciso di non coprire le atrocità commesse a Gaza (6). Il loro pubblico può vivere con la sensazione che lì vivano solo venti persone: i venti ostaggi israeliani ancora vivi. La fame, le distruzioni, i massacri di civili sono quotidianamente occultati o relegati ai margini delle notizie, come una sorta di concessione simbolica alla verità (7). Al contrario, non si contano più i servizi giornalistici sugli ostaggi e sui soldati israeliani uccisi. Probabilmente ogni francese, anche il meno informato, si è trovato di fronte a più immagini della sofferenza di Gaza rispetto a un israeliano medio... I media privilegiano la negazione e l'occultamento con tanto più fervore quanto più sanno bene che ciò corrisponde alle aspettative dei loro consumatori. Gli israeliani non hanno mai voluto sapere nulla dell'occupazione; ora non vogliono sapere nulla del genocidio. I palestinesi meritano il loro destino, a che serve parlarne?

Ogni informazione proveniente da Gaza viene quindi messa in discussione: il numero delle vittime sarebbe esagerato, non ci sarebbe mai stata carestia, ecc. Al contrario, i giornalisti riportano servilmente i resoconti dell'esercito israeliano. L'ospedale Nasser è stato bombardato e ventuno persone, tra cui cinque giornalisti, sono morte? Sicuramente ospitava un quartier generale di Hamas... Ma cosa pensare di un esercito che ha ucciso quasi ventimila bambini in meno di due anni? E che dire dei dati, compilati dallo stesso esercito israeliano, secondo cui l'83% dei morti palestinesi non aveva alcun legame con Hamas (8)? Nessuno se lo chiede. La versione ufficiale è più comoda per tutti: il governo, i militari, i media e i loro clienti. Ciò che disturba viene occultato e tutti sono contenti. Così il Paese si protegge, grazie a un vasto sistema di propaganda, nascondendo la verità a se stesso. E pochi cittadini se ne lagnano.

La menzogna e l'occultamento sono all'ordine del giorno in tempo di guerra. Ma il caso israeliano è particolare. Quando si criticano i media russi per la loro copertura del conflitto in Ucraina, si sa perfettamente che in realtà non possono fare altrimenti. I giornalisti israeliani, invece, sono liberi. Avevano la possibilità di scegliere e hanno consapevolmente rinunciato alla loro missione. Quando a volte mostro ai miei amici i video orribili di Gaza – e non mancano – la loro reazione è quasi pavloviana: «Forse è un falso? Forse è stato generato dall'intelligenza artificiale? Forse è stato girato in Afghanistan?». Questa negazione protegge la società israeliana dal confronto con la realtà.

Ma non è più sufficiente, perché gli altri paesi vedono le atrocità commesse a Gaza. Israele sta diventando uno Stato paria, i suoi cittadini devono affrontare una crescente ostilità nel resto del mondo. E noi cosa facciamo? Incolpiamo il resto del mondo: è antisemita, odia Israele e gli ebrei; il mondo intero è contro di noi, qualunque cosa facciamo. Questa retorica vittimistica fa accettare ai cittadini il deterioramento dello status internazionale di Israele. Il Paese ha rinunciato all'opinione pubblica mondiale.

[continua]

Questa voce è stata modificata (5 mesi fa)
in reply to Maria Chiara Pievatolo

[Segue da poliversity.it/@mcp/1153492703…]

#genocidio Dal primo giorno dell'attacco a Gaza, sono state organizzate manifestazioni, a volte anche di massa. Ma si concentrano quasi esclusivamente sul ritorno degli ostaggi e sulla destituzione del primo ministro Benjamin Netanyahu. Se i manifestanti chiedono la fine della guerra, è solo invocando la sorte delle persone rapite e dei soldati. Quella di Gaza rimane ignorata, ad eccezione di una frangia determinata e ammirevole di attivisti per la pace, la cui voce viene soffocata. La rimozione di Netanyahu è certamente essenziale per porre fine alla guerra. Ma la questione palestinese va ben oltre l'identità del capo del governo. Le correnti fasciste e fondamentaliste, che si sono fortemente sviluppate negli ultimi due anni e che ora penetrano in tutti gli strati della società, non scompariranno con lui.

La morsa si stringe

Niente di tutto questo sarebbe stato possibile senza il via libera dato a Israele dagli Stati Uniti, prima da Joseph Biden e ora da Donald Trump. Non contento di fornire armi al suo alleato e di garantirne la protezione, il presidente americano si sta mobilitando per punire tutti coloro che osano criticare Tel Aviv (9). I membri della Corte penale internazionale (CPI) dell'Aia, che avevano osato emettere un mandato di arresto internazionale contro Netanyahu, ne hanno pagato le conseguenze: Trump ha pubblicato un decreto (il decreto 14203) per imporre loro sanzioni personali. Di fronte all'unilateralismo americano, l'Unione europea ha raggiunto vette di viltà. Per paura di scontentare Washington, e nonostante l'opinione pubblica sia talvolta molto critica nei confronti di Israele, essa rifiuta di prendere misure per aiutare Gaza, ad esempio imponendo sanzioni a Tel Aviv. Gli europei si accontentano di dichiarazioni di pura forma, riconoscendo uno Stato palestinese che non esiste e che non sarà creato in un futuro prevedibile. Ciò che hanno saputo fare contro il regime di apartheid in Sudafrica e contro la Russia dopo l'invasione dell'Ucraina, si rivelano incapaci di farlo contro Israele.

Ma gli israeliani cominciano a sentire la morsa stringersi durante i loro viaggi all'estero, così come nei loro contatti economici, scientifici, commerciali, culturali e persino personali con il mondo. La pressione sul Paese e sui suoi abitanti si intensifica. Finora, nulla è riuscito a fermare la danza macabra della pulizia etnica a Gaza. Rinchiusi in un universo a parte, scollegati dalla realtà, gli israeliani non porranno fine a tutto questo da sé. Salvare Gaza tocca dunque al resto del mondo.

Tradotto da: monde-diplomatique.fr/2025/10/…


[fine]


#genocidio Ecco una traduzione italiana di monde-diplomatique.fr/2025/10/… (Gideon Levy)

I massacri del 7 ottobre 2023 hanno provocato la morte della Striscia di Gaza. Ci vorranno anni perché torni alla vita, ammesso che ci riesca. Ma questi eventi, e il successivo attacco israeliano, hanno anche ucciso la speranza di un Israele diverso. È ancora troppo presto per misurare l'entità dei danni causati da questa guerra alla società e allo Stato israeliani. Il cambiamento è evidentemente radicale. Anche in questo caso, la rimozione delle macerie e la ricostruzione richiederanno anni, se mai avverranno. Gaza e Israele sono stati distrutti ciascuno a modo proprio, forse irreversibilmente. La devastazione della prima è visibile ad occhio nudo, a chilometri di distanza; quella del secondo rimane ancora nascosta sotto la superficie.

Il 7 ottobre ha rappresentato una svolta storica. Quel giorno, Hamas ha invaso Israele e commesso una strage senza precedenti nel Paese. E quel giorno, Israele ha cambiato volto. Forse la sua nuova faccia era rimasta nascosta fino ad allora dietro una maschera, in attesa del momento giusto per rivelarsi. O forse la trasformazione è stata più profonda. In ogni caso, i demoni sono usciti dal vaso e non sono pronti a tornarci. La Striscia di Gaza è ormai inabitabile. Anche Israele è diventato una terra ostile per coloro che aspirano a una vita libera e democratica.

Un' interpretazione precisa degli eventi si è infatti imposta immediatamente, modificando la coscienza politica ed esistenziale del Paese. I leader, i media e i commentatori hanno subito definito gli attacchi «la più grande catastrofe che abbia colpito il popolo ebraico dopo la Shoah (1)». La Shoah e il 7 ottobre 2023 nello stesso respiro, quindi, come se fossero paragonabili, come se ci fossero stati due stermini... Un'esagerazione assurda, senza alcun fondamento - l'entità, gli obiettivi, i mezzi, tutto è diverso - ma ripetuta fino alla nausea e perfettamente calibrata per servire la propaganda governativa. Perché questa scelta di paragone non era affatto casuale. Deriva dalla vittimizzazione che accompagna Israele dalla sua fondazione nel 1948, in seguito al genocidio del popolo ebraico; una vittimizzazione che, agli occhi di molti israeliani, conferisce al Paese il diritto di agire come nessun altro è autorizzato. Affermata fin dall'inizio come un'evidenza nel dibattito pubblico, questa analogia costituiva il via libera che Israele si è dato per lanciare il suo attacco: se il 7 ottobre fosse stato un «olocausto», il genocidio che ne sarebbe seguito sarebbe stato legittimo.

«E che volevate che facessimo?»

Così è cambiato lo stato d'animo del Paese; o almeno si è rivelato senza filtri, liberato da ogni «correttezza politica». Molti israeliani, probabilmente la maggioranza, ritengono ormai che «non ci siano innocenti a Gaza». Secondo un sondaggio del centro aChord, affiliato all'Università Ebraica di Gerusalemme (agosto 2025), tale convinzione riguarda il 62% degli israeliani e addirittura il 76% degli ebrei israeliani. L'accusa, martellata in tutti i modi da due anni, si è gradualmente ampliata, ed è diventato frequente sentire anche che “non ci sono palestinesi innocenti”, ovvero che anche i palestinesi della Cisgiordania meritano di essere puniti. Una tale ideologia spiana la strada alla destra israeliana, il cui vecchio sogno è quello di creare una terra ebraica «dal fiume al mare», etnicamente pura (2).

I massacri perpetrati da Hamas il 7 ottobre sono stati percepiti in Israele come la prova di una sete di sangue innata nei palestinesi. Qualsiasi riferimento alle circostanze storiche, politiche o sociali di questo attacco è stato considerato un tentativo di giustificazione e quindi un tradimento. António Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite (ONU), è stato una delle prime grandi voci internazionali a evocare questo contesto. Tel Aviv lo ha immediatamente definito antisemita. Come ha osato? La potenza del fuoco di sbarramento è facilmente spiegabile: qualsiasi contestualizzazione mina la legittimità della «risposta» israeliana. Bisogna quindi ignorare la vita di assedio senza speranza inflitta agli abitanti di Gaza, ma anche l'abbandono dei palestinesi da parte della comunità internazionale, compresi i paesi arabi che si sono progressivamente avvicinati a Israele (3).

Un'altra certezza si è diffusa a macchia d'olio all'indomani del 7 ottobre: quella secondo cui Israele può permettersi tutto. «E cosa volevate che facessimo?», si sente dire continuamente, come se il genocidio fosse l'unica opzione possibile. L'offensiva su Gaza è unanimemente presentata come un atto di legittima difesa, autorizzato dal diritto internazionale. La destra al potere, che non ha mai creduto nella convivenza con i palestinesi e che non li ha mai considerati alla pari come esseri umani, ha potuto lanciarsi nel suo folle progetto di pulizia etnica della Striscia di Gaza, senza temere l'opposizione della sinistra e del centro. Le idee di pace, di soluzione politica, di diplomazia, di soluzione a due Stati sono completamente scomparse dal discorso politico. In un accordo quasi unanime, i vari partiti ritengono che non ci sia più un partner palestinese – poiché non ci sono innocenti – e che quindi non ci sia più nulla da discutere, a parte la liberazione degli ostaggi israeliani.

Non bastando il rifiuto del dialogo, Israele ha superato i limiti dell'orrore bandendo le testimonianze di solidarietà nei confronti dei palestinesi. Qualsiasi espressione di empatia, preoccupazione e, naturalmente, qualsiasi tentativo di aiutare Gaza sono diventati sospetti nel Paese, e talvolta persino illegali. Gli arabi israeliani (il 20% della popolazione) sono stati messi a tacere. Molto rapidamente, alcuni di loro sono stati arrestati per aver pubblicato messaggi di compassione sui social network, altri sono stati licenziati (4). Questo incoraggia a comportarsi bene... Da allora, il ministro della Pubblica Sicurezza Itamar Ben-Gvir, di estrema destra, si assicura di reprimere le azioni a favore della pace. La popolazione ebraica non è stata risparmiata: molti attivisti di sinistra sono stati arrestati per solidarietà con Gaza (5). Una coltre di silenzio ha ricoperto il Paese.

I media israeliani, sia privati che pubblici, hanno volontariamente aderito a questa linea, con entusiasmo addirittura. Da due anni, senza alcuna censura reale – se non l'autocensura – hanno deciso di non coprire le atrocità commesse a Gaza (6). Il loro pubblico può vivere con la sensazione che lì vivano solo venti persone: i venti ostaggi israeliani ancora vivi. La fame, le distruzioni, i massacri di civili sono quotidianamente occultati o relegati ai margini delle notizie, come una sorta di concessione simbolica alla verità (7). Al contrario, non si contano più i servizi giornalistici sugli ostaggi e sui soldati israeliani uccisi. Probabilmente ogni francese, anche il meno informato, si è trovato di fronte a più immagini della sofferenza di Gaza rispetto a un israeliano medio... I media privilegiano la negazione e l'occultamento con tanto più fervore quanto più sanno bene che ciò corrisponde alle aspettative dei loro consumatori. Gli israeliani non hanno mai voluto sapere nulla dell'occupazione; ora non vogliono sapere nulla del genocidio. I palestinesi meritano il loro destino, a che serve parlarne?

Ogni informazione proveniente da Gaza viene quindi messa in discussione: il numero delle vittime sarebbe esagerato, non ci sarebbe mai stata carestia, ecc. Al contrario, i giornalisti riportano servilmente i resoconti dell'esercito israeliano. L'ospedale Nasser è stato bombardato e ventuno persone, tra cui cinque giornalisti, sono morte? Sicuramente ospitava un quartier generale di Hamas... Ma cosa pensare di un esercito che ha ucciso quasi ventimila bambini in meno di due anni? E che dire dei dati, compilati dallo stesso esercito israeliano, secondo cui l'83% dei morti palestinesi non aveva alcun legame con Hamas (8)? Nessuno se lo chiede. La versione ufficiale è più comoda per tutti: il governo, i militari, i media e i loro clienti. Ciò che disturba viene occultato e tutti sono contenti. Così il Paese si protegge, grazie a un vasto sistema di propaganda, nascondendo la verità a se stesso. E pochi cittadini se ne lagnano.

La menzogna e l'occultamento sono all'ordine del giorno in tempo di guerra. Ma il caso israeliano è particolare. Quando si criticano i media russi per la loro copertura del conflitto in Ucraina, si sa perfettamente che in realtà non possono fare altrimenti. I giornalisti israeliani, invece, sono liberi. Avevano la possibilità di scegliere e hanno consapevolmente rinunciato alla loro missione. Quando a volte mostro ai miei amici i video orribili di Gaza – e non mancano – la loro reazione è quasi pavloviana: «Forse è un falso? Forse è stato generato dall'intelligenza artificiale? Forse è stato girato in Afghanistan?». Questa negazione protegge la società israeliana dal confronto con la realtà.

Ma non è più sufficiente, perché gli altri paesi vedono le atrocità commesse a Gaza. Israele sta diventando uno Stato paria, i suoi cittadini devono affrontare una crescente ostilità nel resto del mondo. E noi cosa facciamo? Incolpiamo il resto del mondo: è antisemita, odia Israele e gli ebrei; il mondo intero è contro di noi, qualunque cosa facciamo. Questa retorica vittimistica fa accettare ai cittadini il deterioramento dello status internazionale di Israele. Il Paese ha rinunciato all'opinione pubblica mondiale.

[continua]


Questa voce è stata modificata (5 mesi fa)
in reply to Max - Poliverso 🇪🇺🇮🇹

@max C'era già nel post: monde-diplomatique.fr/2025/10/… Rinvio a quell'URL anche per le note a piè di pagina, che non ho tradotto.
Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Sono felice che la Mondadori abbia pubblicato il mio nuovo libro:
"La differenza fondamentale. Artificial Agency: una nuova filosofia dell'intelligenza artificiale" buona lettura! 🤓
mondadoristore.it/la-differenz…
Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

𝗙𝗿𝗶𝗱𝘁𝗷𝗼𝗳 𝗡𝗮𝗻𝘀𝗲𝗻, nato il 10 ottobre 1861, fu esploratore, oceanografo, diplomatico e Premio Nobel per la Pace nel 1922.
Le sue spedizioni gettarono le basi dell’oceanografia moderna e dimostrarono che l’Oceano Artico è profondo, dinamico e vivo.
Leggi l’articolo completo sul blog buff.ly/Op5sBWz
Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

Concorso Marescialli EI 2025: 40 posti nella Sanità
@scuola
corriereuniv.it/concorso-mares…

È stato pubblicato il bando del 9° concorso per Marescialli a nomina diretta dell’Esercito Italiano, con l’obiettivo di reclutare 40 Marescialli in servizio permanente nella specializzazione Sanità. Il concorso, per titoli ed esami, è aperto a laureati in discipline sanitarie che desiderano intraprendere la carriera militare come personale tecnico e

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Thank you to the Italian Defense Minister, #GuidoCrosetto,for his aswer to a parliamentary inquiry submitted by the Italian MP, #StefaniaAscari,and colleagues and based on our investigation for #FattoQuotidiano on #Italy's complicity in #Israel's #Genocide
Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Intanto ve lo anticipo:
C'è di più da rivelare sulle forniture dell'#Italia a #Israele:

More soon...

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

Grazie a #CarloMarsilli #CorradoFormigli e #PiazzaPulita per avermi permesso di parlare dei 631 voli militari da/per Italia all'area di #Gaza che dal 7/10/2023 al 7/7/2024 hanno contribuito a creare ponte aereo per #Israele per forniture e intelligence

la7.it/piazzapulita/video/cari…