Lo “strano” caso degli psichedelici in Oregon
Testo preparato con Peppe Brescia
A tre anni dall’avvio del primo programma che in Oregon consente l’uso legale della psilocibina iniziaziano ad arrivare i primi dati che non provengono da una sperimentazione clinica, ma dall’osservazione di persone che hanno scelto autonomamente di assumere psilocibina all’interno dei centri autorizzati dallo Stato.
Lo studio, pubblicato il 19 agosto su JAMA Network Open, ha seguito 346 persone che, tra novembre 2024 e giugno 2026, hanno utilizzato i servizi regolamentati dell’Oregon. I ricercatori dell’Open Psychedelic Evaluation Nexus (OPEN), coordinati dall’Oregon Health & Science University, hanno analizzato l’andamento dei sintomi di depressione, ansia e disturbo post-traumatico da stress, così come aspetti legati al benessere psicologico e agli eventuali eventi avversi.
Si tratta di uno dei primi studi a permettere l’osservazione su una scala relativamente ampia dell’utilizzo della psilocibina al di fuori dei protocolli sperimentali ma all’interno di un sistema legale e regolamentato.
La differenza rispetto ai trial clinici è rilevante. Negli studi sulla psilocibina i pazienti vengono selezionati attraverso criteri molto rigidi, le dosi sono standardizzate, le sostanze utilizzate sono generalmente di grado farmaceutico e l’esperienza avviene all’interno di protocolli terapeutici strutturati. Secondo il modello di regolamentazione dell’Oregon, invece, tutti gli adulti con più di 21 anni possono accedere ai servizi regolamentati senza bisogno di una diagnosi psichiatrica e senza prescrizione medica. I facilitatori che accompagnano l’esperienza devono essere autorizzati dallo Stato, ma non necessariamente possedere una formazione clinica.
L’accesso prevede comunque alcune regole ben determinate. Prima della somministrazione è prevista una fase di preparazione, l’assunzione avviene esclusivamente all’interno di un centro autorizzato e sotto supervisione e, successivamente, è possibile partecipare a sessioni integrative. Non è consentito l’acquisto della molecola per utilizzo privato.
I 346 partecipanti osservati nello studio hanno assunto in media 31,9 milligrammi di psilocibina, con dosaggi compresi tra 2 e 50 milligrammi. Prima dell’esperienza e per un periodo di tempo fino a tre mesi dalla somministrazione, sono stati compilati dei questionari attraverso i quali i ricercatori hanno misurato depressione, ansia, sintomi da disturbo post-traumatico da stress, benessere psicologico e soddisfazione per la propria vita.
I risultati mostrano variazioni piuttosto nette. All’inizio dello studio il 48% dei partecipanti presentava sintomi di PTSD classificabili come moderati o gravi. Tre mesi dopo la percentuale era scesa al 16,8%. Per l’ansia il passaggio è stato dal 45,1% al 13,2%, mentre per la depressione dal 42,2% al 16,5%. Parallelamente, la quota di persone che si dichiaravano soddisfatte o molto soddisfatte della propria vita è passata dal 63% all’82,3%. Già a un mese dalla somministrazione, inoltre, il 92,2% dei partecipanti ha giudicato l’esperienza come benefica.
Sono risultati di grande interesse, ma che non possono essere considerati una prova definitiva dell’efficacia del trattamento.
Lo studio, infatti, non disponeva di un gruppo di controllo. Le persone non sono state assegnate casualmente al trattamento e avevano scelto autonomamente di accedere ai servizi. Non è quindi possibile stabilire quanto dei miglioramenti osservati sia attribuibile direttamente alla sostanza, quanto all’esperienza nel suo complesso e quanto ad altri fattori. Inoltre, i partecipanti rappresentavano soltanto una piccola parte – circa il 5% – delle persone che avevano utilizzato i servizi dell’Oregon nel periodo considerato. Il campione era prevalentemente conposto da popolazione bianca, con un livello di istruzione elevato e relativamente benestante.
Un altro elemento importante riguarda la sicurezza. Quattro dei 346 partecipanti hanno sperimentato reazioni comportamentali gravi che hanno richiesto assistenza medica.
Un aspetti comune tra i quattro pazienti è che nessuno di essi aveva precedenti esperienze con sostanze psichedeliche e tutte presentavano già sintomi di depressione, ansia o PTSD prima della somministrazione – oltre ad avere assunto dosi medio-alte, comprese tra 25 e 50 milligrammi. I ricercatori sottolineano che quattro casi non permettono di stabilire una relazione causale, ma sostengono che alcune variabili come vulnerabilità psicologica, inesperienza e dosaggio richiederanno maggiore attenzione nella costruzione dei futuri modelli regolatori.
Nel solo 2025, secondo un’altra analisi pubblicata quest’anno su Frontiers in Psychiatry, 5.935 persone hanno utilizzato i servizi regolamentati dell’Oregon. Gli eventi avversi acuti sono risultati rari: 2,42 eventi comportamentali e 2,79 eventi medici ogni mille sessioni. Ma sono emersi anche problemi di accessibilità: quasi un terzo degli utenti proveniva da fuori Stato e la popolazione raggiunta dal programma rimane fortemente sbilanciata verso persone bianche e con maggiori disponibilità economiche.
Nel complesso l’esperimento ha ormai raggiunto dimensioni significative. Dal 2023 oltre 20mila persone hanno utilizzato legalmente i servizi con psilocibina dell’Oregon: un numero più di sei volte più alto del numero complessivo dei partecipanti ai trial clinici sugli psichedelici classici condotti dal 1951 in poi.
Lo studio pubblicato su JAMA Network Open non consente ancora di stabilire quanto dei miglioramenti osservati dipenda direttamente dalla psilocibina, allo stesso tempo, i dati raccolti permettono per la prima volta di valutare su una popolazione numerosa benefici, rischi e limiti di un programma di accesso legale già pienamente operativo.
L’Oregon non offre ancora risposte definitive sull’efficacia della psilocibina, in compenso, è emerso qualcosa di altrettanto utile: un primo insieme di dati sul funzionamento concreto di un modello regolamentato, sui suoi risultati e sui problemi che restano da affrontare. Ed è su questi dati che nei prossimi anni sarà possibile misurare, ed eventualmente correggere, uno degli esperimenti più avanzati al mondo nelle politiche sugli psichedelici.
L'articolo Lo “strano” caso degli psichedelici in Oregon proviene da Associazione Luca Coscioni.
Nick44 🇪🇺 🇮🇹
in reply to Marco Cappato • • •pgo
in reply to Nick44 🇪🇺 🇮🇹 • • •l'obbligo vaccinale esiste già, non serve una battaglia per l'obbligo.
il problema sono le persone che si fanno abbindolare da santoni, ballerine e conduttori radiofonici.
@marcocappato
Nick44 🇪🇺 🇮🇹
in reply to pgo • • •Elena Brescacin
in reply to Nick44 🇪🇺 🇮🇹 • • •Atricapilla ❄️
in reply to Elena Brescacin • • •@elettrona @Nick44 @pgo
Da leggere
ilmanifesto.it/woke-e-lotta-di…
Woke e lotta di classe: non ci sono battaglie da abbandonare | il manifesto
Andrea Fabozzi (il manifesto)Elena Brescacin
in reply to Atricapilla ❄️ • • •Lorenzo likes this.
Thermophilus
in reply to Elena Brescacin • • •@elettrona @esilvia @Nick44 @pgo
1/2
qui però il manifesto da un fulgido esempio di qualunquismo:
"L’intolleranza ostentata, le discriminazioni senza più «tabù ideologici» (così il governo italiano definisce i diritti fondamentali della persona, se la persona è migrante) verso minoranze e diversi sono tornate a essere il cuore della proposta politica della destra mondiale ma anche il terreno sul quale più facilmente fanno egemonia, conquistando larga parte dei «moderati»."
Thermophilus
in reply to Thermophilus • • •@elettrona @esilvia @Nick44 @pgo
2/2
Buttare tutto in unico calderone, diritti civili e gestione della migrazione. Avanti così e la Meloni governerà oltre il famigerato ventennio.
Elena Brescacin
in reply to Thermophilus • • •Si parte da problemi di persone migranti che non sanno la lingua, "seconde generazioni" che evidentemente si aggregano a gruppi poco scolarizzati e fanno casino. Conflitti culturali...
Problemi che esistono, ma invece di domandarsi perché accadono, cosa stiamo sbagliando, ci si arrocca dietro la sicurezza manganellara, l'esercito, la polizia ovunque, i suprematisti bianchi che urlano e diventano mainstream.
A questo punto: cosa cavolo possiamo veramente fare!
Thermophilus
in reply to Elena Brescacin • • •Elena Brescacin
in reply to Thermophilus • • •Nick44 🇪🇺 🇮🇹
in reply to Elena Brescacin • • •Cmq se devo essere un privilegiato disgustoso solo per il fatto di non avere disabilità reali, beh lo sono
Elena Brescacin
in reply to Nick44 🇪🇺 🇮🇹 • • •pgo
in reply to Nick44 🇪🇺 🇮🇹 • • •@Nick44
a quanto pare l'obbligo vaccinale non è rispettato 'da tutti'; hai tralasciato una parte fondamentale. se la maggioranza non rispettasse l'obbligo, le epidemie sarebbero all'ordine del giorno.
hai qualche elemento per sostenere che non ci sono sanzioni e controlli? conseguenze e responsabilità quelle ci sono, anche legali...
idem per l'abuso dei diritti; puoi fare qualche esempio?
hai fatto un post così vago da sembrare una sparata fatta per buttare tutto in caciara.
@marcocappato
Nick44 🇪🇺 🇮🇹
in reply to pgo • • •corriere.it/cronache/26_agosto…
Bimba morta di difterite, l'angoscia dei pediatri dello Zen di Palermo: «Falsità sull’autismo, qui vaccinare è un’impresa»
Felice Cavallaro (Corriere della Sera)Marco Cappato
in reply to Nick44 🇪🇺 🇮🇹 • • •maraMAU
in reply to Marco Cappato • • •cit.
maraMAU
in reply to Marco Cappato • • •In che modo "facendola davvero" impedisce che la lotta per la "libertà di culto" (per esempio) si trasformi in laici contro credenti?
Elena Brescacin
in reply to maraMAU • • •Parlo per esperienza di persona non vedente: più volte mi sono ritrovata a fare i conti con questo. Gente che si dà dell'inclusiva usando quel linguaggio lì, riempiendo i testi di emoji, e questo nel mondo digitale; nel contesto fisico, mettendo per esempio un distributore automatico completamente touch screen e poi vantarsi di essere "inclusivi"... Assumere una persona con disabilità ma darle mansioni da nulla; mettere i neri nei film ma raccontando sempre e solo storie della cultura bianca; mettere personaggi LGBT nei film e serie tv ma raccontandoli in modo super stereotipato, o fuori contesto, tipo Bridgerton dove un personaggio che nel libro è Michael, l'hanno trasformato in Michaela in un contesto (Inghilterra vittoriana) dove essere omosessuale era super rischioso.
E infine, la lotta per i diritti civili in politica - non deve essere uno slogan. Ti vedi Schlein e Zan che fanno il teatrino ai pride, ma quando era in maggioranza il loro partito, anche la legge si sono fatti soffiare. Qua in Veneto, è stata una del pd a far bocciare la legge sulla morte assistita, per un solo voto. Per fare ostruzionismo a Zaia (della lega) che ha invece spinto tantissimo.
Basta coi simboli fine a sé stessi e la retorica.
Marco Cappato
in reply to maraMAU • • •Eh?!?
in reply to maraMAU • • •Potrebbe essere una risposta all'intervento di Conte pubblicato su Repubblica.
b3lz3bu
in reply to Marco Cappato • • •Marco Cappato
in reply to b3lz3bu • • •b3lz3bu
in reply to b3lz3bu • • •