La Cellula Coscioni Verona alla presentazione del libro “Il prezzo della libertà” di Valentina Petrinii


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La Cellula Verona alla presentazione del libro “Il prezzo della libertà” di Valentina Petrini

📍 Spazio Zenobia, Via Spagna 12/B – Verona
🗓 Sabato 23 maggio 2026
🕔 Ore 17:00


La Cellula Coscioni di Verona promuove la presentazione del nuovo libro della giornalista Valentina Petrini, “Il prezzo della libertà” (Solferino),l’autrice dialogherà con la giornalista Jessica Cugini.Il libro intreccia le storie vere di due donne, Sibilla Barbieri e “Anna” (nome di fantasia, scelto a tutela della privacy), che vivono malattie senza via d’uscita in condizioni sociali ed economiche profondamente diverse. Solo una di loro potrà permettersi di scegliere come affrontare il proprio fine vita. L’altra no. La serata sarà l’occasione di una riflessione più larga, come si conquistano i diritti quando il Parlamento non riesce a legiferare? Un evento organizzato in collaborazione con Verona Radicale e UAAR Verona, con il patrocinio del Comune di Verona.

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Filomena Gallo partecipa a Roma alla presentazione di “Ocean Terminal Teatro” dal romando di Piergiorgio Welby


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Filomena Gallo partecipa a Roma alla presentazione di “Ocean Terminal Teatro” dedicato a Piergiorgio Welby

Filomena Gallo, Segretaria dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica APS interverrà a Roma alla presentazione dI “Ocean Terminal Teatro”, tratto dal romanzo di Piergiorgio Welby e realizzato da Emanuele Vezzoli e Francesco Lioce.

📍 Palazzo Valentini – Sala Di Liegro, Via IV Novembre – Roma🗓 Martedì 26 maggio 2026🕠 Ore 17:30


L’iniziativa rappresenta un momento di riflessione sui temi della libertà di scelta nel fine vita e dell’eredità civile e culturale lasciata da Piergiorgio Welby, figura simbolo della battaglia per i diritti e l’autodeterminazione nel nostro Paese.

Nel corso dell’incontro interverranno anche Francesco Lioce e Vanessa Seffer de L’Opinione, mentre le letture saranno affidate a Emanuele Vezzoli. Introduce Dario Nanni, Consigliere comunale e Presidente della Commissione Giubileo.

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C'è un riso che semina il panico. Questo perché è geneticamente modificato, frutto della ricerca pubblica italiana. E il fatto che in Italia si rischi una multa per distribuirlo, o che i campi vengano distrutti in nome di una falsa ecologia, la dice lunga su dove siamo arrivati.

Qui: substack.com/@marcocappato

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La dose di realtà non ha fatto il veleno, anzi!


Il 9 maggio si è tenuto l’incontro “Una dose di realtà, salute mentale e terapie psichedeliche, cosa si fa in Svizzera e cosa si può fare in Italia“. Il convegno è frutto della collaborazione dell’Associazione Luca Coscioni con SIPSSoP, Studio Aegle, AltraPsicologia.it organizzato con il patrocinio del Municipio 6 del Comune di Milano.

↓ IL VIDEO DELLA GIORNATA↓


youtube.com/embed/BGxOmLkb7og?…

Se non riesci a visualizzare il video, CLICCA QUI


Grazie a Mauro Toffetti, psicologo e coordinatore della Cellula Coscioni di Milano al coordinamento scientifico di Caterina Bartoli, medico chirurgo, e Claudia Moretti, coordinatrice della campagna L’Italia apra alle terapie psichedeliche.

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Liberi Subito: “Stefani non abbia timori, la nostra legge regionale non sarebbe impugnata e aiuterebbe chi soffre”


Dichiarazione di Filomena Gallo e Diego Silvestri


“Il Presidente della Regione Veneto Alberto Stefani sostiene che una legge regionale sul fine vita verrebbe automaticamente impugnata. Lo vogliamo rassicurare: nel caso della proposta di legge di iniziativa popolare ‘Liberi Subito’, promossa dall’Associazione Luca Coscioni, questo rischio non esiste.

Si continua infatti a fare confusione tra due piani completamente diversi: da una parte la disciplina dei diritti costituzionali della persona, dall’altra l’organizzazione dei servizi sanitari regionali.

La Corte costituzionale, a partire dalla sentenza 242 del 2019, ha già stabilito che l’aiuto medico alla morte volontaria è consentito in presenza di determinate condizioni e ha indicato al Servizio sanitario nazionale il compito di verificarne requisiti e modalità.

Le Regioni non stanno introducendo un diritto diverso da territorio a territorio, né stanno legiferando su materie riservate allo Stato. Le leggi regionali intervengono esclusivamente nell’ambito delle competenze regionali previste dalla Costituzione: organizzazione e funzionamento dei servizi sanitari, procedure, tempi e modalità di accesso a prestazioni già riconosciute dall’ordinamento e dalla Corte costituzionale.

Per questo la nostra proposta di legge regionale si limita a garantire l’attuazione della sentenza della Consulta all’interno del Servizio sanitario regionale, evitando qualsiasi conflitto con le competenze statali e offrendo a cittadini e personale sanitario regole certe, tempi definiti e garanzie trasparenti.

Il testo è stato inoltre aggiornato proprio per recepire le indicazioni della Corte costituzionale, in particolare quanto stabilito con la sentenza n. 204 del 2025, che ha chiarito la piena competenza delle Regioni nel definire modalità organizzative e procedurali di accesso a un diritto già riconosciuto dalla stessa Corte.

Così è stato fatto anche in Toscana e in Sardegna, con testi oggi pienamente allineati alle indicazioni della Consulta.

Per questo motivo, il timore di un’impugnazione automatica è del tutto infondato: non solo non esiste alcun automatismo, ma il testo è stato costruito proprio per essere pienamente conforme al quadro costituzionale.

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Matteo Mainardi partecipa a Bologna all’iniziativa “Meglio tutta l’erba che il fascio”

Matteo Mainardi, consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni, parteciperà all’assemblea pubblica “Meglio tutta l’erba – Legalizzazione: a che punto siamo?”, organizzata da UGS in programma alle ore 10:00 presso Ritmolento, a Bologna.

📍 Ritmolento – Via S. Donato, 149 – Bologna
🗓 Sabato 16 maggio 2026
🕙 Ore 10:00


L’incontro sarà dedicato al tema della legalizzazione della cannabis, delle politiche sulle sostanze e dei diritti civili, con un confronto tra attivisti, esperti, rappresentanti politici e associazioni impegnate nella promozione di politiche basate su evidenze scientifiche e riduzione del danno.

Insieme a Matteo Mainardi interverranno, tra gli altri, Andrea Tork, Daniele Farina, Stefano Auditore, Matteo Mantero, Lorenzo Simonetti, Maria Pia Scarciglia e Francesco Riommi.

La giornata proseguirà nel pomeriggio con workshop, momenti di socialità e iniziative musicali aperte al pubblico.
QUI il programma completo

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Il 3 giugno il Parlamento discuterà di fine vita. Potrebbero discutere il testo del Pd, sottoscritto da tutte le opposizioni, che si limita a recepire le regole emanate dalla Corte costituzionale, con delle restrizioni per le condizioni di accesso all'aiuto alla morte volontaria.

Ma si rischia anche di peggio. Perché c'è il testo di legge del Governo che cancellerebbe totalmente i diritti esistenti, che hanno consentito finora a 16 persone di ottenere l'aiuto a morire da parte del SSN.

Quarto caso di suicidio assistito in Toscana: è morta “Mariasole”, 63enne affetta da una patologia neurodegenerativa


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Ha dovuto aspettare 9 mesi, presentando una diffida ed un ricorso di urgenza. Si tratta del 16° caso in Italia

Le parole di “Mariasole”: “Mi sono sentita defraudata di un diritto inalienabile, spero che nessuno debba più attendere nella sofferenza come me”


“Mariasole” (nome di fantasia a tutela della privacy), 63enne toscana affetta da una forma severa di parkinsonismo degenerativo, è morta il 4 maggio a casa sua, a seguito dell’autosomministrazione del farmaco letale fornito, insieme alla strumentazione, dal Servizio sanitario regionale.

La patologia neurodegenerativa da cui “Mariasole” era affetta dal 2015 l’ha portata in pochi anni alla totale dipendenza da terzi: impossibilitata a camminare, comunicava solo tramite un comunicatore a tastiera e sintesi vocale e soffriva di grave disfagia e stipsi cronica, condizioni che richiedevano l’assistenza continuativa del marito e di operatori sanitari per ogni funzione vitale.

Per ottenere il rispetto della propria volontà, “Mariasole” ha dovuto intraprendere un lungo iter legale iniziato con la prima richiesta alla ASL nel luglio 2025 e durato nove mesi. In questo percorso è stata seguita dal collegio legale dell’Associazione Luca Coscioni, coordinato dall’avvocata Filomena Gallo e composto anche dagli avvocati Angelo Calandrini, Francesca Re ed Alessia Cicatelli.

Nonostante l’irreversibilità della patologia, le sofferenze intollerabili e la capacità di prendere decisioni consapevoli fossero state accertate, l’azienda sanitaria le aveva inizialmente negato l’accesso al suicidio medicalmente assistito, ritenendo insussistente il requisito del “trattamento di sostegno vitale” anche se il parere del Comitato etico riconosceva la sussistenza di tutti i requisiti.

Solo dopo una diffida, un ricorso d’urgenza presso il tribunale di Pisa e l’ulteriore aggravamento delle condizioni cliniche, con il conseguente rifiuto di “Mariasole” alla nutrizione artificiale (PEG), la commissione dell’ASL ha riconosciuto la sussistenza di tutti i requisiti previsti dalla Consulta, conformandosi alla recente giurisprudenza (sentenze 135/2024 e 66/2025) che include nell’assistenza vitale anche le manovre dei caregiver e il rifiuto di terapie o trattamenti invasivi. Alla luce del nuovo parere, che confermava la sussistenza di tutti i requisiti, “Mariasole” ha potuto procedere con l’autosomministrazione del farmaco letale, a casa sua.

Ad assistere “Mariasole” nella procedura è stato il suo medico di fiducia, il dottor Paolo Malacarne.

➡ Le parole di “Mariasole”


I motivi per cui ho deciso di fare questa scelta sono vari: l’impossibilità di vivere una vita che sia degna di questo nome, non poter vedere, non poter parlare e quindi l’impossibilità di comunicare, non avere la possibilità di muovermi in nessun modo, non poter mangiare, in pratica non vivere.

In questo periodo di attesa mi sono sentita defraudata di un diritto che dovrebbe essere inalienabile e la cosa più triste, che toglie dignità, è la lotta che ho dovuto fare insieme a chi mi è accanto.

Spero che nessuno debba attendere nella sofferenza come me e sentirsi sola davanti ad ostacoli che non dovrebbero esserci una volta accertata la malattia e la volontà libera della persona.


➡ Dichiarazione di Filomena Gallo e Marco Cappato


“Il nostro pensiero va alla famiglia di “Mariasole”. La sua è stata una battaglia portata a termine con tenacia contro un sistema che ancora oppone resistenze ideologiche e burocratiche. “Mariasole” nella sofferenza intollerabile che l’aveva portata a chiedere di essere sottoposta alle verifiche della sua condizione, ha dovuto opporsi ad un primo diniego e ricorrere ad un giudice. Tutto ciò dimostra quanto sia fondamentale l’interpretazione evolutiva del ‘sostegno vitale’: l’assistenza dei caregiver e il diritto di rifiutare trattamenti come la PEG sono parte integrante della libertà di scelta nel fine vita. Alla Regione Toscana chiediamo di organizzare una campagna informativa innanzitutto rivolta ai medici perché siano in grado di rispettare tempestivamente le regole stabilite dalla Corte costituzionale e dalla Regione Toscana”.

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Francesco Di Paola partecipa all’incontro “La morte, amica: la dignità nel congedo”

📍 Fondazione Ebris – Via Salvatore de Renzi, 50 Salerno
🗓 18 maggio 2026
🕔 Ore 17:00


Francesco Di Paola, avvocato e membro di Giunta di Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica APS interviene nell’ambito della X edizione di “Racconti del Contemporaneo”, dedicata al tema “Navighiamo su fragili vascelli”, che si terrà a Salerno all’incontro-extra dal titolo “La morte, amica: la dignità nel congedo”, un momento di confronto pubblico sui temi del fine vita, della dignità della persona e dell’autodeterminazione nelle scelte di cura.

All’iniziativa parteciperanno inoltre Pina Salomone, Antonella Gradinetti, Francesco Adorno e Giulio Corivetti. Modera Davide Speranza, con saluti introduttivi di Marco Russo.

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Francesca Re a Bilbao per “II Jornada de familias LGTBIQ+”

📍 Bizkaia Aretoa, Abandoibarra Etorb, 3, Abando, Bilbao, Bizkaia, Spagna
🗓 Venerdì 15 maggio 2026
🕚 Ore 10:00


Francesca Re, avvocata e consigliera generale dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, parteciperà a “II Jornada de familias LGTBIQ+” in programma a Bilbao, intervenendo con una relazione dal titolo “Situazione attuale legale e politica delle famiglie arcobaleno in Italia”.

L’incontro sarà dedicato ai diritti delle famiglie omogenitoriali, al riconoscimento giuridico delle famiglie arcobaleno e alle prospettive legislative in Italia, all’interno di una due giorni internazionale che riunirà studiose, ricercatori, professionisti e attivisti impegnati sui temi della genitorialità LGBTQ+.

Nel corso della giornata interverranno anche Asier Molleda, psicologo e membro del gruppo di ricerca Deusto FamilyPsych dell’Università di Deusto, e Nicola Carone, ricercatore e professore associato di Psicologia dinamica presso l’Università Tor Vergata di Roma.

II Jornada de familias LGTBIQ+” si svolgerà il 15 e 16 maggio 2026 a Bilbao. Maggiori informazioni e programma completo sono disponibili QUI

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Mario Riccio e Cristiana Zerosi a Suzzara per un incontro sui diritti nel fine vita organizzato dalla Cellula di Brescia

📍 Sala Civica, Via Montecchi di Suzzara 5 – Suzzara (MN)🗓 Martedì 19 maggio 2026🕘 Ore 21:00


Mario Riccio, medico anestesista, consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni, che nel 2006 aveva assistito Piergiorgio Welby e poi alcuni pazienti che fino a oggi hanno avuto accesso al suicidio medicalmente assistito e Cristiana Zerosi, membro di giunta dell’Associazione Luca Coscioni e coordinatrice della Cellula Coscioni Milano, parteciperanno all’evento infomativo sulle Disposizioni Anticipate di Trattamento (Dat) e su tutti i diritti nel fine vita organizzato dalla Cellula Coscioni Brescia in collaborazione a Insieme Suzzana.

L’incontro sarà un’occasione per approfondire il significato delle DAT, il consenso informato e le battaglie ancora aperte per garantire libertà e dignità nelle scelte di fine vita, “per essere liberi fino alla fine”.

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La Cellula Coscioni Torino ospite di Neos Edizioni al Salone Internazionale del Libro di Torino 2026

📍 Salone Internazionale del Libro di Torino, Padiglione 2, stand F56 –Via Nizza 294 Torino
🗓 Giovedì 14 maggio 2026
🕜 Dalle 13:30 alle 14:30


La Cellula Coscioni Torino sarà ospite di Neos Edizioni al Salone Internazionale del Libro di Torino 2026 per un momento di incontro e confronto dedicato ai temi dei diritti civili, dell’autodeterminazione e della libertà di scelta.

L’appuntamento si terrà giovedì 14 maggio, dalle 13:30 alle 14:30, presso il Padiglione 2 – stand F56, all’interno della principale manifestazione editoriale italiana, che ogni anno riunisce autori, editori, associazioni e realtà culturali da tutto il Paese.
L’iniziativa sarà anche un’occasione per conoscere le attività della Cellula Coscioni Torino e approfondire le campagne in corso.

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Linee guida sul Fine vita in Lombardia: “E’ l’atto che smentisce il Consiglio sulla ‘non’ competenza regionale, senza però riconoscere i diritti”


Dichiarazione di Marco Cappato e Cristiana Zerosi


L’atto che l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso ha preannunciato di inviare alle strutture sanitarie è innanzitutto l’ennesima conferma della piena competenza regionale in materia, smentendo così quanto stabilito dal Consiglio regionale (che aveva votato la propria incompetenza) e quanto incessantemente ripetuto dai Consiglieri di Fratelli d’Italia. Se non fosse competenza regionale, Bertolaso starebbe semplicemente compiendo un abuso.

Nel merito, il documento predisposto da Bertolaso – a quanto è dato sapere- rappresenta un serio tentativo di superare le resistenze e i boicottaggi riscontrati finora nel rispondere alle richieste di aiuto medico alla morte volontaria, perché definisce le modalità di coinvolgimento delle strutture e del personale sanitario, nonché le tempistiche. I problemi che restano sono due: il primo è che le linee guida hanno valore (non vincolante) solo per le strutture sanitarie, mentre una legge riconosce un diritto per i pazienti; il secondo che è che i tempi di attesa indicati (5 mesi per rispondere alle richieste) non sono accettabili per persone in condizioni di sofferenza insopportabile.

Per questi motivi, continua la mobilitazione dell’Associazione Luca Coscioni per la raccolta firme sulla proposta di legge di iniziativa popolare regionale “Liberi subito”, al fine di stabilire norme certe e vincolanti per l’attuazione delle sentenze della Corte costituzionale. Un legge regionale resterà infatti necessaria anche dopo l’emanazione dell’atto di Bertolaso, che ne conferma semmai la base giuridica.

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Nel Lazio sono state raccolte circa 5.000 firme per “Liberi Subito” in meno di un mese


Siamo a metà strada verso l’obiettivo delle 10mila firme. Tutti i prossimi tavoli già in programma e le modalità per aprirli nelle altre città QUI


A meno di un mese dall’avvio della raccolta firme per la proposta di legge regionale di iniziativa popolare “Liberi Subito”, sono già circa 5.000 le sottoscrizioni raccolte dall’Associazione Luca Coscioni: metà dell’obiettivo necessario per portare il testo all’esame del Consiglio regionale.

L’obiettivo resta quello di raggiungere le 10.000 firme entro sei mesi, per chiedere anche nel Lazio quanto già ottenuto in Toscana e Sardegna, dove sono state approvate norme per garantire tempi e procedure certe nell’accesso al suicidio medicalmente assistito.

La proposta di legge “Liberi Subito” si inserisce nel solco tracciato dalla sentenza n. 204/2025 della Corte costituzionale, che ha chiarito come le Regioni possano intervenire per disciplinare modalità e tempi di accesso alle procedure, nell’ambito della tutela della salute. L’obiettivo è rendere concretamente esigibile un diritto già riconosciuto, attraverso regole prosegue la mobilitazione con numerosi tavoli di raccolta firme sul chiare, uniformi e trasparenti.

La proposta non introduce nuovi diritti, ma rende concretamente esercitabile un diritto già riconosciuto, garantendo:

  • procedure certe per la verifica dei requisiti;
  • uniformità sul territorio regionale;
  • trasparenza e responsabilità delle aziende sanitarie.

Intanto sono 125 le richieste di informazioni sul fine vita da parte di persone malate del Lazio ricevute dall’Associazione Luca Coscioni dal 2024 a oggi, tramite contatti mail o Numero Bianco, l’infoline gratuita dell’Associazione per fare luce sui diritti nel fine vita. Di queste, 45 arrivano da pazienti oncologici, come Sibilla Barbieri, romana, che è stata costretta ad andare in Svizzera per accedere alla morte volontaria assistita dopo aver ricevuto nel 2023 un diniego da parte della propria ASL alla richiesta di accesso al suicidio medicalmente assistito, perché non sarebbe stato presente il requisito del trattamento di sostegno vitale. Barbieri è stata accompagnata tramite un’azione di disobbedienza civile dagli attivisti di Soccorso Civile: il figlio, Vittorio Parpaglioni e l’ex senatore Marco Perduca. Insieme a loro si sono poi autodenunciati l’onorevole Riccardo Magi, il senatore Ivan Scalfarotto e l’ex senatore Luigi Manconi, che hanno contribuito all’organizzazione.

“Continuiamo la lotta che è stata anche di Sibilla Barbieri – ha dichiarato Filomena Gallo, Segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni -. Oggi, anche senza una legge nazionale, chi possiede i requisiti stabiliti dalla Corte costituzionale può accedere all’aiuto medico alla morte volontaria. Tuttavia, in assenza di regole regionali, questo diritto resta spesso ineffettivo. Una legge regionale serve a rendere il diritto realmente accessibile, evitando disparità e ritardi. L’assenza di procedure chiare continua infatti a produrre casi come quello di Sibilla Barbieri, costretta nel 2023 ad andare in Svizzera nonostante avesse i requisiti per accedere alle procedure italiane. In quel caso l’azienda sanitaria non ha ritenuto neppure di verificare . L’Associazione Luca Coscioni segue attualmente numerose persone in Italia che incontrano ostacoli nell’accesso a questo diritto”.

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Le discussioni sulla morte volontaria medicalmente assistita Regione per Regione


Oggi, anche in assenza di una legge nazionale, chi vive in condizioni di sofferenza fisica o psicologica insopportabile ha già diritto a ottenere aiuto medico alla morte volontaria, il cosiddetto “suicidio assistito”: per garantire tempi certi per la procedura di verifica e attuazione previsti dalla Corte costituzionale può bastare una legge regionale. Questo il punto sulle discussioni nelle varie Regioni.


TOSCANA

In Toscana, l’11 febbraio 2025, dopo due giornate di intensa discussione in Aula, la Regione ha approvato la proposta di legge “Liberi Subito”, depositata 11 mesi prima con 10.700 sottoscrizioni di cittadini toscani. La nuova norma stabilisce che chiunque richieda una valutazione delle proprie condizioni di salute per accedere al suicidio medicalmente assistito debba ricevere una risposta entro un massimo di 30 giorni; in caso di esito positivo e conferma della scelta, l’assistenza deve essere erogata entro ulteriori 7 giorni.

Il 14 marzo 2025 il presidente della Regione, Eugenio Giani, ha promulgato ufficialmente la legge. Il 17 marzo la norma è stata pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Toscana con il numero 16/2025. Con questa approvazione, la Toscana è diventata la prima Regione italiana a dotarsi di una legge che garantisce un iter chiaro, uniforme e regolamentato per l’accesso alla morte volontaria medicalmente assistita. Qui è possibile visionare il testo della legge.

Dopo il fallimento di un ricorso al Collegio di Garanzia Statutaria da parte dei capigruppo del centrodestra, il 9 maggio 2025 il Governo Meloni ha deciso di impugnare la legge toscana davanti alla Corte costituzionale. Il 22 maggio la Regione ha comunicato ufficialmente la propria costituzione in giudizio. Giani si è detto fiducioso nel respingimento del ricorso, affermando che “le nostre motivazioni sono talmente forti che sono convinto verranno accolte” e ricordando che, in assenza di una legge nazionale, le Regioni hanno piena competenza in materia di organizzazione sanitaria, come previsto dalla Costituzione.

Il 4 novembre 2025 si è tenuta l’udienza pubblica davanti alla Corte costituzionale. L’Avvocatura dello Stato, rappresentando la Presidenza del Consiglio, ha sostenuto che la legge toscana violerebbe l’articolo 117 della Costituzione, invadendo la competenza esclusiva dello Stato in materia di ordinamento civile e penale e incidendo su diritti personalissimi, come quello alla vita e all’integrità. Secondo l’Avvocatura, l’intera legge sarebbe da annullare perché disciplina un ambito che deve essere regolato unicamente dallo Stato.

La Regione Toscana ha respinto le accuse, sostenendo che la legge non introduce nuovi diritti ma si limita a disciplinare, sul piano organizzativo, le modalità con cui le ASL devono dare attuazione alle sentenze della Corte costituzionale (in particolare la n. 242/2019). Gli avvocati Fabio Ciari e Barbara Mancino, in rappresentanza della Regione, hanno ribadito che la normativa si muove nel solco della giurisprudenza costituzionale e rientra pienamente nella competenza regionale in materia di tutela della salute.

Anche l’Associazione Luca Coscioni ha preso parte al procedimento come amicus curiae, depositando un’opinione scritta in cui ha evidenziato che la legge toscana garantisce diritti fondamentali, tutelando l’autodeterminazione delle persone e colmando un vuoto normativo, nel pieno rispetto della cornice costituzionale.

La decisione della Corte è attesa nei prossimi mesi e rappresenterà un passaggio cruciale non solo per la Toscana, ma per tutte le Regioni che intendono esercitare le proprie competenze per garantire diritti e tempi certi a chi chiede, in condizioni definite dalla Consulta, di accedere al suicidio medicalmente assistito.

SARDEGNA

Il 17 settembre 2025, la Sardegna è diventata la seconda Regione italiana ad approvare una legge sul fine vita, dopo la Toscana. Il Consiglio Regionale ha votato la proposta con 32 voti favorevoli, 19 contrari e un’astensione, al termine di un dibattito che ha evidenziato divisioni tra e dentro gli schieramenti.

Il 20 novembre 2025, il Consiglio dei ministri ha impugnato la legge sarda n. 26/2025 sostenendo che essa «esula dalle competenze regionali» e viola l’art. 117 della Costituzione su ordinamento civile e penale, LEP e riparto in materia di tutela della salute. Il Governo richiama inoltre l’esistenza in Senato di un testo base nazionale sulla morte medicalmente assistita, affermando che la disciplina non può essere dettata a livello regionale.

Di segno opposto il commento dell’Associazione Luca Coscioni, che definisce l’impugnazione una scelta ideologica: «La legge sarda è pienamente in linea con la sentenza 242/2019 e garantisce tempi certi alle persone malate. Nel frattempo, troppe persone continuano a soffrire o a emigrare per morire con dignità», hanno dichiarato Filomena Gallo e Marco Cappato.

MOLISE

Il 1° aprile 2025 è stata depositata in Consiglio regionale del Molise la proposta di legge sul fine vita, sottoscritta da 10 consiglieri appartenenti sia alla maggioranza che all’opposizione. La norma definisce tempi e procedure per l’accesso al suicidio medicalmente assistito coinvolgendo l’Azienda sanitaria regionale (Asrem), senza impatti sul bilancio né sul Piano di rientro sanitario.

Il 14 aprile 2025 la proposta è stata presentata pubblicamente come un’iniziativa bipartisan, ma solo il 9 dicembre 2025, la proposta è stata inserita ufficialmente all’ordine del giorno del Consiglio regionale, segnando così l’inizio della fase di discussione in Aula.

UMBRIA

Il 12 maggio 2025 è partita ufficialmente la campagna Liberi Subito in Umbria, promossa dall’Associazione Luca Coscioni per una legge regionale che definisca tempi certi e procedure chiare per l’accesso al suicidio medicalmente assistito. Coordinatrice della campagna è stata Laura Santi, giornalista malata di sclerosi multipla progressiva, la prima in Umbria ad aver ottenuto l’autorizzazione dalla propria ASL. Dopo oltre tre anni di attesa, Laura è infine ricorsa al suicidio assistito, diventando simbolo nazionale della battaglia per i diritti di fine vita.

Il 17 settembre 2025, con 4.801 firme raccolte, la proposta di legge è stata depositata presso l’Assemblea legislativa, facendo dell’Umbria la 19ª Regione ad avviare un’iniziativa di questo tipo. Durante la cerimonia di deposito, la Presidente dell’Assemblea Sarah Bistocchi ha parlato di un “momento di svolta”, sottolineando la necessità di una risposta istituzionale “alla dignità fino alla fine”.

Il 27 novembre 2025, l’Ufficio di Presidenza ha dichiarato ammissibile la proposta di legge Liberi Subito, che potrà ora avviare formalmente il proprio iter in commissione consiliare. I promotori saranno convocati per illustrarne contenuti e motivazioni. Se il Consiglio regionale non si pronuncerà entro sei mesi, il testo verrà automaticamente calendarizzato come primo punto all’ordine del giorno della prima seduta utile, entro marzo 2026.

«Il pensiero va a Laura Santi – hanno dichiarato Filomena Gallo e Marco Cappato – e al marito Stefano Massoli, che ne ha raccolto il testimone. Questa legge non introduce nuovi diritti, ma permette di esercitare quelli già riconosciuti dalla Corte costituzionale, senza costringere chi soffre ad attese estenuanti».

Toscana e Sardegna hanno già approvato leggi analoghe. Ora l’Umbria ha l’occasione storica di diventare la terza Regione italiana a garantire finalmente un percorso normato e umano per chi chiede di porre fine alla propria sofferenza.

LOMBARDIA

Il 18 gennaio 2024 sono state depositate 8.000 firme per una proposta di legge regionale di iniziativa popolare, superando ampiamente la soglia minima prevista di 5.000 sottoscrizioni. Il 7 febbraio, l’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale ha dichiarato all’unanimità l’ammissibilità della proposta. Tuttavia, il 19 novembre 2024, la proposta è stata bloccata in Aula, con l’approvazione di una questione pregiudiziale di costituzionalità sollevata dalla maggioranza, che ha ritenuto il tema di competenza esclusiva statale.

Nel frattempo, il tema ha continuato ad alimentare il dibattito in Regione Lombardia, anche a seguito del primo caso lombardo di suicidio medicalmente assistito, che ha suscitato forti tensioni nella maggioranza. L’11 marzo 2025, durante un’informativa in Aula, il presidente della Regione Attilio Fontana ha dichiarato che la Regione si è attenuta alle indicazioni della Corte costituzionale, in particolare alle sentenze n. 242/2019 e n. 135/2024, ma ha ribadito che un intervento normativo deve arrivare a livello nazionale, annunciando che la questione sarebbe stata affrontata nella Conferenza Stato-Regioni per cercare modalità attuative uniformi.

Il confronto è proseguito anche sul piano giudiziario. Il 30 ottobre 2025, il TAR della Lombardia ha respinto il ricorso presentato dall’Associazione Luca Coscioni, dichiarandolo inammissibile per difetto assoluto di giurisdizione. Il ricorso contestava la deliberazione con cui il Consiglio aveva approvato la pregiudiziale di costituzionalità.

L’Associazione Luca Coscioni ha definito la sentenza “una ferita alla democrazia partecipativa. L’iniziativa popolare non può ridursi a un atto simbolico: va garantita la discussione pubblica nelle sedi istituzionali”. In una nota congiunta, Filomena Gallo e Marco Cappato hanno annunciato l’intenzione di valutare nuove iniziative legali e politiche per difendere l’effettività dello strumento della proposta di legge popolare, previsto dallo Statuto regionale e dalla Costituzione.

Il caso Lombardia si configura dunque come uno dei più emblematici per l’Italia: da una parte, la spinta dal basso di migliaia di cittadini per ottenere tempi certi e regole chiare nell’accesso al suicidio assistito; dall’altra, un’istituzione che, pur ammettendo formalmente la proposta, nega la possibilità di discuterla nel merito. Il conflitto tra competenze legislative e partecipazione democratica resta al centro della battaglia politica e giuridica.

TRENTINO

Il 3 ottobre 2025, presso la Presidenza del Consiglio provinciale di Trento, sono state depositate 7.800 firme a sostegno della proposta di legge provinciale di iniziativa popolare “Liberi Subito”. L’iniziativa, avviata il 14 luglio, ha superato ampiamente l’obiettivo iniziale di 2.500 firme in meno della metà del tempo a disposizione.

I prossimi passaggi istituzionali previsti sono:

  1. Entro 15 giorni dalla consegna, verifica della proponibilità del testo (conformità a Costituzione, Statuto di autonomia e legge provinciale);
  2. Entro 45 giorni, se ammissibile, deve iniziare la trattazione in Consiglio;
  3. Se non esaminata entro 24 mesi, la proposta sarà automaticamente sottoposta a referendum, senza necessità di nuove firme.


LIGURIA

Dopo che nel febbraio 2024 un gruppo trasversale di consiglieri regionali aveva depositato e discusso una proposta di legge sul fine vita, le dimissioni del Presidente Giovanni Toti e la conseguente convocazione di nuove elezioni hanno reso necessario un nuovo deposito del testo nella legislatura successiva.

Il 14 luglio 2025, Gianni Pastorino, capogruppo della lista Andrea Orlando Presidente, ha annunciato la ripresentazione della proposta di legge regionale per l’attuazione della sentenza 242/2019 della Corte costituzionale. Redatta in collaborazione con l’Associazione Luca Coscioni, la proposta è stata nuovamente depositata presso la II Commissione consiliare. La proposta attende ora di essere calendarizzata per la discussione.

Nel frattempo, un nuovo caso ha riportato l’urgenza del tema al centro del dibattito: il 20 settembre 2025 l’Associazione Soccorso Civile ha reso noto che un anziano ligure di 79 anni, affetto da una patologia neurodegenerativa irreversibile, si recherà in Svizzera per accedere al suicidio assistito dopo aver ricevuto un diniego dalla ASL ligure, che ha escluso il requisito del trattamento di sostegno vitale. Nonostante un’opposizione presentata con l’aiuto dell’Associazione Luca Coscioni, la richiesta di rivalutazione non ha mai ricevuto risposta. Di fronte al silenzio istituzionale e alle sofferenze divenute insopportabili, l’uomo ha deciso di procedere all’estero, accompagnato da due volontari, in un gesto di disobbedienza civile che punta a denunciare l’inadempienza della Regione Liguria nell’applicare le sentenze della Corte costituzionale.

PIEMONTE

In Piemonte, la proposta di legge sul fine vita è stata depositata per via popolare con oltre 11.000 firme, superando ampiamente la soglia richiesta di 8.000. Dopo un ciclo di audizioni degli esperti, il testo è arrivato in Aula il 22 marzo 2024. Tuttavia, in quella data il Consiglio Regionale – con 35 votanti: 22 favorevoli, 12 contrari e 1 astenuto – ha approvato una questione pregiudiziale di costituzionalità, sollevata dalla maggioranza che sostiene il presidente Alberto Cirio. Si è trattato di un tecnicismo, seppur previsto dal regolamento, utilizzato in modo strumentale per impedire la discussione nel merito della proposta, già ritenuta ammissibile dalla Commissione di garanzia e ratificata dall’Assemblea nel novembre 2023. In questo modo, le firme di migliaia di cittadini sono state ignorate e il confronto pubblico sul tema è stato bloccato.

Il 16 settembre 2025, l’assessore alla Sanità Federico Riboldi ha annunciato in Consiglio regionale che la Giunta sta lavorando a linee guida regionali sul fine vita per le aziende sanitarie, in risposta alle recenti sentenze della Corte costituzionale. Riboldi ha dichiarato che, data la perdurante assenza di una legge nazionale, l’amministrazione intende garantire un testo conforme alla giurisprudenza costituzionale e alle normative vigenti, e che sarà pubblicato non appena finalizzato e approvato ufficialmente.

CAMPANIA

Nel marzo 2024, i consiglieri regionali Luigi Abbate e Maria Muscarà hanno depositato la proposta di legge regionale sul fine vita, poi incardinata l’11 aprile dalla Commissione Sanità e Sicurezza Sociale, che ha avviato un tavolo tecnico di approfondimento. Il 25 marzo 2025, la proposta è arrivata in Aula, ma la discussione è stata rinviata per un cavillo tecnico sollevato dal presidente del Consiglio Regionale, Gennaro Oliviero. Il governatore De Luca ha successivamente richiesto l’avvio di consultazioni con vari soggetti, inclusa la Conferenza Episcopale della Campania, nonostante la fase di audizioni fosse già stata conclusa, rallentando ulteriormente l’iter.

A oltre un anno dal deposito, la proposta di legge “Liberi Subito” continua a subire rinvii. Nonostante fosse all’ordine del giorno per la seduta del 28 maggio 2025, la discussione è stata nuovamente rimandata per l’assenza del parere della Commissione Bilancio – lo stesso pretesto tecnico già usato il 25 marzo. L’Associazione Luca Coscioni, con un presidio davanti al Consiglio Regionale e l’adesione di oltre 115 persone a uno sciopero della fame a staffetta, ha denunciato la paralisi istituzionale e chiesto di votare la legge, nel rispetto del diritto già sancito dalla Corte costituzionale.

Il 5 agosto 2025 la vicenda di Coletta – nome di fantasia scelto da una 44enne campana affetta da SLA – ha riacceso il dibattito: dopo tre richieste respinte, ha deciso di ricorrere d’urgenza al Tribunale di Napoli contro la propria ASL, che si è rifiutata di rivalutare il caso e di trasmettere il parere del comitato etico. Coletta ha dichiarato di non poter più accettare che la sua volontà venga ignorata, annunciando di stare valutando l’espatrio in Svizzera. L’Associazione Luca Coscioni ha definito “inumano” il comportamento della ASL e ha denunciato l’inazione politica della Regione, che da oltre un anno evita la discussione della legge. Anche in Campania, i diritti riconosciuti dalla Corte costituzionale restano bloccati da ostacoli burocratici e responsabilità eluse.

FRIULI VENEZIA GIULIA

Ad agosto 2023, con oltre 8.000 firme raccolte (a fronte delle 5.000 richieste), in Friuli Venezia Giulia è stata presentata una proposta di legge per definire tempi e procedure per l’accesso all’aiuto medico alla morte volontaria. Tuttavia, il percorso legislativo ha subito gravi ostacoli: il 10 aprile 2024 la terza commissione regionale ha respinto il testo con motivazioni estranee al merito e, il 20 giugno, il Consiglio regionale ne ha bloccato la discussione attraverso una votazione pregiudiziale.

Nel frattempo, la Regione è stata già condannata per ritardi nell’applicazione della sentenza 242/2019, come nei casi di “Anna” e Martina Oppelli. Quest’ultima, affetta da sclerosi multipla, ha visto negato l’accesso alla procedura per tre volte ed è infine ricorsa al suicidio assistito in Svizzera. Prima di partire, ha sporto denuncia contro l’Azienda sanitaria universitaria giuliano isontina per rifiuto di atti d’ufficio e tortura, accusandola di non aver riconosciuto la sua dipendenza da trattamenti vitali e di averle inflitto sofferenze fisiche e psicologiche in violazione della Costituzione.

Di fronte a questo contesto, il presidente Fedriga – anche in qualità di presidente della Conferenza delle Regioni – ha ribadito il proprio rifiuto di affrontare il tema sul piano dei diritti individuali, affermando che “le norme non si fanno sull’emotività” e richiamando presunti abusi avvenuti all’estero. Ha inoltre sostenuto che l’Asugi avrebbe “applicato correttamente” la sentenza della Corte costituzionale, nonostante i dinieghi e i procedimenti giudiziari. Una posizione che, al di là della retorica, si traduce in un rifiuto di garantire tempi certi e diritti effettivi alle persone che chiedono di poter accedere legalmente alla morte volontaria assistita.

VALLE D'AOSTA

Ad inizio febbraio 2024, le consigliere regionali di opposizione Erika Guichardaz e Chiara Minelli (Progetto Civico Progressista) hanno depositato una proposta di legge sul suicidio medicalmente assistito in Valle d’Aosta, ispirata al modello elaborato dall’Associazione Luca Coscioni. Il 22 luglio 2025, nella sua ultima seduta prima della fine della legislatura, il Consiglio regionale ha discusso la proposta, che mirava a regolamentare tempi, ruoli e procedure del Servizio sanitario regionale per l’accesso al suicidio assistito, secondo quanto stabilito dalla sentenza 242/2019 della Corte costituzionale. Alla vigilia della seduta, Marco Cappato aveva lanciato un appello alla responsabilità dei consiglieri, chiedendo che non si continuasse a lasciare malati e medici senza riferimenti certi.

Il 24 luglio 2025 la proposta è stata bocciata. L’Associazione Luca Coscioni ha definito la decisione “un atto di irresponsabilità verso le persone malate e verso i medici”, sottolineando che la competenza regionale sulla materia esiste ed è già stata esercitata, come dimostra il caso della Toscana. “Quando si vuole, si può”, hanno dichiarato Marco Cappato e Filomena Gallo, criticando il paradosso di una Regione che rivendica maggiore autonomia ma rinuncia a esercitare quella che già possiede.

ALTO ADIGE

In Alto Adige, il disegno di legge “Liberi Subito” sul suicidio medicalmente assistito, presentato da Partito Democratico, Verdi e Team K il 28 febbraio 2025, è stato discusso il 26 giugno 2025 in commissione legislativa del Consiglio provinciale. Il testo è stato bocciato con 3 voti favorevoli (Verdi, Team K e Süd-Tiroler Freiheit, tutti all’opposizione) e 3 contrari (2 della SVP e 1 di Fratelli d’Italia, espressione della maggioranza).

La motivazione del voto contrario, tuttavia, non è stata di merito. Tutti i gruppi hanno infatti espresso condivisione sui contenuti della proposta, ritenendo importante garantire diritti e chiarezza sul fine vita. Le riserve sollevate dalla maggioranza sono state di natura giuridica: si teme che un intervento legislativo provinciale possa essere impugnato, come già accaduto alla legge toscana o alla delibera dell’Emilia-Romagna. Per questo, si è preferito attendere l’evoluzione dei ricorsi in corso e auspicare un intervento chiaro del legislatore nazionale.

Nonostante la bocciatura, il confronto ha mostrato una significativa apertura trasversale sul tema, anche in un territorio tradizionalmente conservatore come l’Alto Adige. L’attenzione resta alta in attesa degli sviluppi a livello statale e delle pronunce della Corte costituzionale.

ABRUZZO

In Abruzzo, la proposta di legge sul suicidio medicalmente assistito rappresenta la prima iniziativa popolare nella storia della Regione. Depositata il 19 giugno 2023, sono state raccolte 8.000 firme, superando di 3.000 il minimo richiesto. Dopo l’audizione dell’Associazione Luca Coscioni in Commissione Sanità il 18 febbraio 2025, si era auspicata un’accelerazione dell’iter, con decisione prevista entro il 26 giugno 2025.

Il 19 giugno 2025, a un anno esatto dal primo approdo in Aula, il Consiglio regionale ha finalmente discusso la proposta, inserita con procedura d’urgenza all’ordine del giorno. Tuttavia, la legge è stata bocciata dalla maggioranza di centrodestra, che ha ritenuto la materia di esclusiva competenza nazionale. Il centrosinistra ha votato a favore. La scelta della maggioranza è stata duramente criticata dall’Associazione Luca Coscioni, che ha parlato di “atto di irresponsabilità” verso malati e medici.

La bocciatura ha suscitato reazioni contrastanti: il Partito Democratico ha denunciato una “resa morale” e “una brutta pagina per la politica abruzzese”, mentre Fratelli d’Italia ha accolto con soddisfazione il voto, ribadendo che la vita è un diritto inalienabile da difendere a livello statale. Nonostante la sconfitta legislativa, l’Associazione Luca Coscioni ha assicurato che continuerà a sostenere legalmente e materialmente le persone che intendono far valere il proprio diritto all’autodeterminazione anche in Abruzzo.

VENETO

Il Veneto è stata la prima Regione a discutere la proposta di legge sul fine vita, depositata con 9.000 firme (superando il minimo richiesto di 7.000). La discussione in Aula è avvenuta il 16 gennaio 2024. Con 25 voti favorevoli, 22 contrari e 3 astenuti, il Veneto non ha approvato la legge. Per l’approvazione era necessaria la maggioranza assoluta: su 50 presenti, servivano 26 sì.

Il governatore Luca Zaia, deluso dall’esito della votazione, ha commentato ribadendo che il tema del fine vita non può essere oggetto di ipocrisia politica, richiede regole chiare e condivise, e ricordando come il diritto all’assistenza medica alla morte volontaria sia già riconosciuto dalle sentenze della Corte costituzionale. Il 7 maggio 2025 Zaia ha annunciato di aver “pronto un decreto per stabilire di rispondere entro dieci giorni” alle richieste dei pazienti.

EMILIA ROMAGNA

In Emilia-Romagna, la proposta di legge popolare sul suicidio medicalmente assistito è stata depositata nel luglio 2023 con 7.300 firme. Nonostante il parere favorevole della Commissione Statuto, la Giunta Bonaccini scelse di non discuterla, emanando invece delibere per regolare l’accesso alla procedura attraverso le ASL. Su queste delibere è ora pendente un ricorso al TAR promosso dalla consigliera di Forza Italia Valentina Castaldini. Anche la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero della Salute hanno impugnato le delibere regionali.

Il Presidente della Regione Michele De Pascale ha ribadito la preferenza per una norma nazionale, pur affermando che la Regione garantirà i diritti sanciti dalla Corte costituzionale. L’Associazione Luca Coscioni ha nuovamente sollecitato il Consiglio regionale a discutere e approvare la proposta di legge, evidenziando che il ricorso al TAR non può vanificare quanto previsto dalla sentenza 242/2019, ma elimina solo i tempi certi previsti dalle delibere, esponendo i malati a nuovi ritardi e contenziosi.

LAZIO

Nel Lazio, i consiglieri Marotta e Tidei, rispettivamente di Sinistra Civica Ecologista e Italia Viva, sono i primi firmatari della proposta che ha raccolto le sottoscrizioni di un gruppo trasversale di consiglieri, sia della maggioranza che dell’opposizione. Nonostante il “caso” di Sibilla Barbieri, non è previsto l’avvio della discussione in Aula. In questo contesto, l’Associazione Luca Coscioni ha lanciato un appello per porre fine alla censura esercitata dalla maggioranza del Consiglio regionale, invitando a discutere urgentemente la legge “Liberi Subito”.

PUGLIA

La prima Regione a mettere parzialmente ordine alle procedure di fine vita così come individuate dalla sentenza 242/2019 è stata la Puglia a gennaio 2023 attraverso una delibera di Giunta che rappresenta sicuramente un primo passo in avanti, ma presenta problematiche. La prima di metodo: si tratta di una Delibera di Giunta e non di una legge. Al primo cambio di Giunta si potrà quindi facilmente ritirare o modificare, senza i passaggi in Consiglio regionale, e quindi senza dibattito davanti l’opinione pubblica che richiederebbe invece la modifica di una legge regionale. La seconda problematica riguarda il merito della delibera: risulta assente la previsione del termine massimo di 20 giorni per il completamento della procedura di verifica delle condizioni della persona malata e l’emissione del relativo parere; mancano le indicazioni precise alle Asl affinché all’interno della propria azienda istituiscano una commissione medica multidisciplinare per la verifica delle condizioni della persona che avanza questo tipo di richieste.
Mancano quindi le due previsioni principali contenute nella pdl “Liberi Subito”.
Il 6 maggio 2024 il Consiglio Metropolitano di Bari ha approvato una delibera per trasmettere alla Regione la proposta di legge “Liberi Subito” chiedendone la discussione. Siamo ancora in attesa di ulteriori sviluppi da parte della Regione.

BASILICATA

Dopo il deposito nella passata consiliatura lucana della proposta di legge tramite l’iniziativa di 9 Comuni, tra cui quello di Matera, il Consiglio Regionale ha deciso di non decidere. Con le elezioni del 2024 e il rinnovo del Consiglio regionale, la proposta dovrà essere ripresentata.

CALABRIA

In Calabria la proposta di legge, seppur diversa da quella dell’Associazione Luca Coscioni e limitata ai soli “pazienti terminali”, è stata depositata dal PD. Il 9 febbraio 2024 è stata incardinata la discussione, ma ad oggi non sono stati fatti nuovi passi avanti.

MARCHE

Nelle Marche la pdl, seppur con piccole differenze, è stata depositata da un consigliere regionale del PD, Maurizio Mangialardi, già Sindaco di Senigallia, la città di Federico Carboni, la prima persona che in Italia ha avuto accesso legale al suicidio medicalmente assistito nonostante il freno tirato da parte della Regione che non lo ha aiutato nemmeno a trovare un medico e una pompa infusionale necessari per poter procedere. L’Associazione Luca Coscioni ha dovuto avviare una raccolta fondi per aiutare acquistare il macchinario e l’assistenza è dovuta avvenire attraverso il dott. Mario Riccio. Insieme a Mangialardi (PD), il secondo relatore della legge è Giorgio Cancellieri (Lega) e medico di Fabio Ridolfi, il ragazzo di Fermignano che, di fronte ai ritardi del SSN nelle procedure di SA, ha preferito morire come non avrebbe voluto: attraverso l’interruzione di tutte le sue terapie e la sedazione palliativa profonda.
Anche qui la discussione è stata incardinata, si è tenuta una seduta di discussione in Commissione Sanità e poi il dibattito è caduto nel vuoto.

SICILIA

In Sicilia la proposta di legge è stata depositata su iniziativa dei consiglieri regionali nel 2024 ma non è ancora nemmeno stato calendarizzato l’avvio della discussione.

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"Non possiamo svegliarci ogni mattina chiedendoci cosa faranno gli Stati Uniti. I nostri cittadini meritano di meglio."
"Abbiamo bisogno di un esercito, di una capacità di difesa comune. Gli Stati Uniti hanno reso il loro esercito sempre più forte e nessuno pensa che questo indebolisca la NATO. Se la NATO non garantisce più la sicurezza che garantiva prima… allora dobbiamo fare di più come europei."

José Manuel Albares, Ministro degli Esteri spagnolo

Lista Referendum e Democrazia ha ricondiviso questo.

Potevo essere arrestato per aver scaricato Blade Runner. Era 22 anni fa, un'azione di disobbedienza civile.

Vi voglio raccontare questa storia, perché se ne può trarre qualche insegnamento utile anche oggi, soprattutto in relazione con l'IA — pur con le dovute differenze (forse, ancora più preoccupanti).

Trovate tutto nella mia newsletter: substack.com/@marcocappato

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La Cellula Coscioni Torino partecipa a Candelo alla proiezioni di “Lasciatemi morire ridendo”

📍 Cinema Verdi, Via Senatore M. Pozzo 2,- Candelo (Biella)🗓 Mercoledì 13 maggio 2026🕘 Ore 21:00


Si terrà mercoledì 13 maggio l’ultimo appuntamento della rassegna cinematografica “Pronti a Morire”, organizzata dal Gruppo di Pensiero “L’Orsa Maggiore” in collaborazione con LILT Biella, il Lions Club Biella Bugella Civitas e il Cinema Verdi Candelo.

Al centro della serata la proiezione del documentario “Lasciatemi morire ridendo” di Massimiliano Fumagalli, dedicato alla storia di Stefano Gheller, seconda persona in Italia ad aver ottenuto l’autorizzazione al suicidio medicalmente assistito.

La Cellula Coscioni Torino sarà presente con la partecipazione di Lidia Sessa, Davide Di Mauro e dell’avvocata Paola Stringa, che offriranno ulteriori spunti di riflessione sui temi dell’autodeterminazione, del fine vita e dei diritti delle persone malate.

Nel corso della serata sarà inoltre possibile firmare a sostegno della proposta di legge regionale sul fine vita “Liberi Subito”.

Info biglietti proiezione QUI

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La Cellula Coscioni Pavia organizza a Santa Cristina e Bissone l’incontro pubblico “I diritti sconosciuti. Dal percorso di tutela per prenotare una visita… alla compilazione delle DAT”

📍 Museo Contadino, Piazza 25 Aprile – Santa Cristina e Bissone (PV)
🗓 Venerdì 22 maggio 2026
🕘 Ore 21:00


La Cellula Coscioni Pavia promuove l’incontro pubblico “I diritti sconosciuti. Dal percorso di tutela per prenotare una visita… alla compilazione delle DAT”, dedicato ai diritti dei pazienti, all’accesso alle cure e alle Disposizioni Anticipate di Trattamento.

Nel corso della serata interverranno l’avvocato Fabrizio Comini coordinatore della Cellula Coscioni di Pavia e il dottor Roberto Imberti, rianimatore e farmacologo, che approfondiranno il tema del diritto di cura, del consenso informato e del testamento biologico.

L’iniziativa vuole offrire strumenti concreti per conoscere i propri diritti e orientarsi tra tutela sanitaria, pianificazione condivisa delle cure e compilazione delle DAT, promuovendo una maggiore consapevolezza sul diritto di scegliere liberamente sul proprio corpo e sui trattamenti sanitari.

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La Cellula Coscioni Pavia promuove a Voghera l’incontro pubblico “I diritti sconosciuti. Dal percorso di tutela per prenotare una visita… alla compilazione delle DAT”

📍 Sede della coalizione progressista, via Emilia 148 – Voghera
🗓 Mercoledì 13 maggio 2026
🕖 Dalle ore 19 raccolta firme – ore 21 incontro pubblico


La Cellula Coscioni Pavia, insieme a Civici per Voghera – Perrone Sindaco, organizza a Voghera l’incontro pubblico “I diritti sconosciuti. Dal percorso di tutela per prenotare una visita… alla compilazione delle DAT”, dedicato ai diritti sanitari, all’accesso alle cure e alle Disposizioni Anticipate di Trattamento.

A partire dalle ore 19 sarà possibile firmare la proposta di legge regionale “Liberi Subito”, promossa per garantire procedure certe per l’accesso al suicidio medicalmente assistito.

Alle ore 21 si terrà l’incontro informativo con la partecipazione dell’avvocato Fabrizio Comini della Cellula Coscioni Pavia e del dottor Roberto Imberti, rianimatore e farmacologo, che approfondiranno il tema dei diritti dei pazienti, dell’autodeterminazione terapeutica e del testamento biologico.

L’iniziativa è aperta a tutta la cittadinanza.

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Abbiamo depositato alla Camera 45mila firme per “PMA per Tutte”


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In assenza di un intervento parlamentare, nasce il Comitato promotore per una proposta di legge di iniziativa popolare


Sono state depositate oggi alla Camera dei Deputati oltre 45mila firme raccolte nell’ambito della campagna “PMA per tutte”, promossa dall’Associazione Luca Coscioni, per chiedere la modifica della legge 40/2004 sulla procreazione medicalmente assistita.

La petizione, alla luce della giurisprudenza costituzionale e del quadro normativo vigente, chiede al Parlamento di intervenire per cancellare il divieto che oggi esclude donne singole e coppie dello stesso sesso dall’accesso alla procreazione medicalmente assistita (PMA), attualmente riservato alle sole coppie di sesso diverso.

Nel corso della conferenza stampa è stata inoltre annunciata la costituzione del Comitato promotore per una proposta di legge di iniziativa popolare, con l’obiettivo di raccogliere almeno altre 50.000 firme certificate e portare formalmente in Parlamento una riforma che superi le attuali discriminazioni.

L’iniziativa rappresenta la prosecuzione di un percorso avviato negli anni nelle aule giudiziarie e oggi riportato al centro del confronto politico e democratico, anche alla luce dei pronunciamenti della Corte costituzionale che hanno progressivamente inciso sulla normativa vigente.

➡ Dichiarazione di Filomena Gallo


“Oggi abbiamo portato in Parlamento la voce di oltre 45mila persone che chiedono una cosa semplice: non essere discriminate. Dopo anni in cui la giurisprudenza costituzionale ha progressivamente rimosso i divieti più ingiusti della legge 40, resta ancora una esclusione che non ha più giustificazione sul piano costituzionale.

La Corte ha chiarito che non esistono ostacoli: ora la responsabilità è della politica. Per questo, accanto alla petizione, avviamo un nuovo percorso: una proposta di legge di iniziativa popolare che nasce dalle persone, dalle loro storie e dal bisogno concreto di accesso alle cure. Se il legislatore non interviene, saranno i cittadini a portare questa riforma in Parlamento. Perché i diritti non possono più aspettare”.

➡ Dichiarazione di Francesca Re, coordinatrice della campagna “PMA per Tutte”


“Queste oltre 45mila firme dimostrano che nel Paese esiste una domanda chiara di uguaglianza e di accesso non discriminatorio alla procreazione medicalmente assistita.

Con la costituzione del Comitato promotore vogliamo trasformare questa mobilitazione in una proposta concreta di legge, coinvolgendo persone, associazioni e realtà sociali in tutto il territorio nazionale.

Il nostro obiettivo è costruire un percorso partecipato che porti il Parlamento ad affrontare finalmente questa riforma, superando una legge che non rispecchia più la realtà del Paese”.


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Giulia Perrone partecipa a Novoli all’incontro “Biotestamento – Legge 219/2017” promossa dalla Cellula Coscioni Bari

📍 Ostello Novello, Piazza R. Margherita – Novoli (LE)🗓 Mercoledì 13 maggio 2026🕡 Ore 18:30


Giulia Perrone, membro di Giunta dell’Associazione Luca Coscioni, parteciperà a Novoli all’incontro pubblico “Biotestamento – Legge 219/2017”, dedicato ai temi del consenso informato, delle Disposizioni Anticipate di Trattamento e dell’autodeterminazione terapeutica.

Insieme a Giulia Perrone interverranno Grazianna Cavaliere, attivista della Cellula di Bari e Carla Manoccio, medica della Cellula Bari. Introduce e modera Ada Simmini del Gruppo di lettura Santa Filly.

L’iniziativa, promossa dalla Cellula Coscioni Bari insieme all’Ostello Novello, alla Saletta della Cultura “Gregorio Vetrugno” e al Gruppo di lettura Santa Filly, approfondirà gli strumenti previsti dalla legge 219/2017 per esercitare il diritto di scegliere liberamente le proprie cure e pianificare anticipatamente i trattamenti sanitari.

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La Cellula Coscioni Treviso organizza lo Sportello sul Testamento Biologico

📍 Libreria San Leonardo, Piazza Santa Maria dei Battuti 16, Treviso
📅 Sabato 23 maggio 2026
🕙 Dalle 10:00 alle 12:00


La Cellula Coscioni Treviso organizza a Treviso una nuova giornata dello Sportello Testamento Biologico, uno spazio dedicato a DAT (testamento biologico), pianificazione condivisa delle cure, consenso informato, rifiuto di trattamenti sanitari, cure palliative, sedazione palliativa profonda e morte volontaria medicalmente assistita.

Lo sportello è coordinato da un volontario della Cellula esperto di biodiritto e si svolgerà in presenza del dott. Antonio Orlando, oncologo palliativista, già responsabile sanitario dell’Hospice Casa dei Gelsi.

Sono previsti 4 appuntamenti di circa 30 minuti ciascuno.
Per partecipare è necessario prenotarsi:
+39 328 69 66 553
CELLULATREVISO@ASSOCIAZIONELUCACOSCIONI.IT

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Matteo Mainardi e Felicetta Maltese partecipano a Firenze alla presentazione del libro “Il prezzo della libertà” di Valentina Petrini

📍 Biblioteca Femminista, Via Fiesolana 2b – Firenze🗓 Mercoledì 13 maggio 2026🕕 Ore 18:00


In occasione della presentazione del nuovo libro della giornalista Valentina Petrini, “Il prezzo della libertà” (Solferino), Matteo Mainardi Consigliere Generale e responsabile campagna sul fine vita dell’Associazione Luca Coscioni e Felicetta Maltese disobbediente civile e coordinatrice Cellula Coscioni di Firenze, interverranno in dialogo con l’autrice insieme a Giada Bonu Rosenkranz, ricercatrice della Scuola Normale Superiore, ed Enrico Sostegni, già presidente della Commissione Salute della Regione Toscana. Modererà Virginia Fiume, attivista e disobbediente civile.

Il libro intreccia le storie vere di due donne, Sibilla Barbieri e “Anna” (nome di fantasia, scelto a tutela della privacy), che vivono malattie senza via d’uscita in condizioni sociali ed economiche profondamente diverse. Solo una di loro potrà permettersi di scegliere come affrontare il proprio fine vita. L’altra no. La serata sarà l’occasione di una riflessione più larga, come si conquistano i diritti quando il Parlamento non riesce a legiferare?

Durante l’incontro sarà presente anche un banchetto informativo sulle DAT – Disposizioni Anticipate di Trattamento, organizzato dalla Cellula Coscioni Firenze

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La Cellula Coscioni Treviso organizza lo Sportello sul Testamento Biologico

📍 Libreria San Leonardo, Piazza Santa Maria dei Battuti 16, Treviso
📅 Sabato 9 maggio 2026
🕙 Dalle 10:00 alle 12:00


La Cellula Coscioni Treviso organizza a Treviso una nuova giornata dello Sportello Testamento Biologico, uno spazio dedicato a DAT (testamento biologico), pianificazione condivisa delle cure, consenso informato, rifiuto di trattamenti sanitari, cure palliative, sedazione palliativa profonda e morte volontaria medicalmente assistita.

Lo sportello è coordinato da un volontario della Cellula esperto di biodiritto e si svolgerà in presenza del dott. Antonio Orlando, oncologo palliativista, già responsabile sanitario dell’Hospice Casa dei Gelsi.

Sono previsti 4 appuntamenti di circa 30 minuti ciascuno.
Per partecipare è necessario prenotarsi:
+39 328 69 66 553
CELLULATREVISO@ASSOCIAZIONELUCACOSCIONI.IT

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La Cellula Coscioni Varese promuove l’incontro “La volontà fragile” sul testamento biologico e l’autodeterminazione nel fine vita


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La Cellula Coscioni Varese promuove a l’incontro “La volontà fragile” sul testamento biologico e l’autodeterminazione nel fine vita

📍 Via Maroni 18 (ingresso dal civico 26/32) – Varese🗓 Sabato 16 maggio 2026🕖 Ore 19:00


La Cellula Coscioni Varese, insieme al collettivo Carovana dei versi, promuove l’incontro “Ricostruire in compagnia nomade de La volontà fragile”, una riflessione pubblica dedicata ai temi dell’autodeterminazione, del testamento biologico e delle sfide morali e sociali legate al fine vita.

L’evento vedrà la partecipazione di Massimo Sartori, medico internista e geriatra, già dirigente medico presso la Clinica Medica e la SCOD di Gastroenterologia dell’Azienda Ospedaliera Maggiore della Carità di Novara, è membro della Consulta di Bioetica Onlus e Carlo Pasetti, neurologo già primario della Divisione Neurologica dell’IRCCS di Veruno e presidente del comitato etico della Fondazione Maugeri, è attualmente membro del Centro europeo di Bioetica e Qualità della Vita di Aosta, autori del libro “La volontà fragile. Dal caso Margo alle sfide morali dell’autodeterminazione” attraverso il quale si dialogherà con il pubblico del tema delle Disposizioni Anticipate di Trattamento

Ingresso libero.

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La Cellula Coscioni di Bologna organizza uno sportello informativo sul Testamento Biologico.

📍 P.zza XX Settembre 1 – 40043 – Marzabotto (BO)
🗓 Lunedì 11 maggio 2026
🕡 Dalle 10.00 alle 12:00


La Cellula Coscioni di Bologna, in collaborazione con il Comune di Marzabotto organizza ogni secondo lunedì del mese uno sportello informativo sul Testamento Biologico, dedicato a tutte le persone che desiderano saperne di più sulle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT). Durante l’incontro sarà possibile ricevere informazioni chiare e aggiornate su quali sono i diritti sanciti dalla legge 219/2017

Accesso libero, per maggiori informazioni cellulabologna@associazionelucacoscioni.it

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Claudia Moretti partecipa a Pisa all’incontro “Psichedelici nella terapia e come strumento di indagine nella mente”

📍 Gipsoteca di Arte Antica, Piazza San Paolo all’Orto 20 – Pisa🗓 Mercoledì 20 maggio 2026🕔 Ore 17:00 – 19:30


L’avvocata Claudia Moretti, coordinatrice della campagna sugli psichedelici e Consigliera Generale dell’Associazione Luca Coscioni, parteciperà all’incontro pubblico “Psichedelici nella terapia e come strumento di indagine della mente”, organizzato dalla Cellula Coscioni di Pisa.

L’iniziativa sarà un’occasione di approfondimento scientifico, giuridico e terapeutico sul ruolo delle sostanze psichedeliche nella salute mentale, nella ricerca neuroscientifica e nelle cure palliative, a partire dalle più recenti evidenze cliniche e dal dibattito internazionale sulle prospettive normative e regolatorie.

Interverranno inoltre il Prof. Marco Scarselli, sul trattamento dei disturbi mentali e gli studi clinici sugli psichedelici, la Dott.ssa Giorgia Papini, sugli psichedelici come strumento di indagine delle attività mentali, il Dott. Amedeo Borella, sul ruolo della psicoterapia assistita da psichedelici, Dott.ssa Penelope Biagi, sugli psichedelici nel fine vita e nell’esperienza pre-morte e il Prof. Ciro Conversano, sul ruolo terapeutico degli psichedelici nella mindfulness

Introducono e moderano Avv.ta Ilaria Bertolini e L’ing. Andrea Di Benedetto, coordinatori della Cellula Coscioni di Pisa.

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Matteo Mainardi partecipa a Bologna al seminario di formazione per giornalisti sul fine vita

📍 Biblioteca Casa dei Risvegli Luca De Nigris, Via G. Gaist 6 – Bologna🗓 Martedì 26 maggio 2026🕤 Dalle 9:30 alle 13:00 riservato all’ordine dei giornalisti, previsti 3 crediti formativi


Matteo Mainardi, responsabile delle iniziative sul fine vita dell’Associazione Luca Coscioni, parteciperà a Bologna al seminario di formazione per giornalisti “Per una informazione documentata sui diversi aspetti del fine vita: disposizioni anticipate di trattamento (DAT), cure palliative e suicidio assistito”, promosso dall’Ordine dei Giornalisti e dalla Fondazione Giornalisti dell’Emilia-Romagna in collaborazione con l’Associazione Luca Coscioni APS, la Cellula Coscioni di Bologna e Gli amici di Luca Casa dei Risvegli Luca De Nigris.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di offrire agli operatori dell’informazione strumenti utili per affrontare in modo corretto, documentato e consapevole i temi del testamento biologico, delle cure palliative, del suicidio assistito e dell’eutanasia, approfondendone gli aspetti giuridici, medici, storici e terminologici.

Tra gli altri relatori Fulvio De Nigris, giornalista e presidente de Gli amici di Luca Casa dei Risvegli Luca De Nigris, Alessandra Pellegrini De Luca, giornalista de Il Post, Silvia Varani, psicologa psicoterapeuta e coordinatrice nazionale dell’Unità di Psico-Oncologia di Fondazione ANT e Luciano Orsi, medico palliativista e coordinatore della Commissione Medical Humanities della Società Italiana di Cure Palliative. Modera l’incontro la giornalista Paola Soffià.Maggiori info nel programma completo consultabile QUI

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A Paderno d’Adda un incontro sulle DAT con la Cellula Coscioni Lecco e un video-intervento di Marco Cappato

📍 Via Cascina Maria, Paderno d’Adda🗓 Giovedì 21 maggio 2026🕘 Ore 21:00


La Cellula Coscioni Lecco promuove a Paderno d’Adda un incontro pubblico dedicato alle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT), conosciute anche come biotestamento o testamento biologico, per approfondire strumenti, diritti e possibilità di scelta sul fine vita.

Interverranno:

  • Sergio De Muro, Simone Galimberti coordinatori della Cellula Coscioni Lecco
  • Virgilio Meschi, medico e coordinatore della Cellula Coscioni Lecco
  • Paola Gobbi, infermiera

Nel corso della serata è previsto anche un video-intervento di Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni.

L’evento è promosso con il coinvolgimento dell’Associazione Fabio Sassi OdV – Dignità alla fine della vita e dell’Hospice Il Nespolo di Airuno, con il patrocinio dei Comuni di Verderio, Paderno d’Adda, Imbersago e Robbiate.

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“La vita non è più degna di essere vissuta quando non si è in grado di esistere in modo autonomo e dignitoso”


L’intervista a Roberto, un paziente oncologico veneto che ha ricevuto il secondo diniego al suicidio assistito


Nel 2006 gli hanno diagnosticato un tumore cerebrale che ha continuato a progredire e oggi è sempre più aggressivo. A 67 anni Roberto, affetto da un glioma diffuso, è voluto uscire dal suo anonimato perché, nonostante abbia ricevuto l’ok dalla Svizzera, vorrebbe poter essere aiutato a morire a casa sua in Italia. Non esistono terapie disponibili, è soggetto a crisi epilettiche quotidiane e a un progressivo deterioramento cognitivo. La sua prognosi è infausta e all’improvviso potrebbe perdere la vista, la parola o la capacità di muoversi (cosa che ancora fa ma con enorme fatica).

La sua richiesta di verifica ai requisiti per accedere al suicidio assistito in Italia è stata respinta dopo oltre cinque mesi perché non sarebbe in possesso del requisito di dipendenza da trattementi di sostegno vitale. Alcuni giorni fa ha lanciato un video appello e ora in un’intervista ha spiegato cosa significherebbe per lui poter morire a casa sua e quali sono i requisiti che bisognerebbe considerare realmente.

D: Quanto è stato difficile esporsi e perché ha scelto di farlo proprio adesso?


R: La decisione è stata abbastanza facile perché intendo portare avanti in ogni modo la mia richiesta di essere ammesso al suicidio assistito e di dare possibilmente notorietà alla mia battaglia così da essere d’aiuto per gli altri.

D: La sua malattia è irreversibile e in progressivo peggioramento. Qual è oggi la sua quotidianità?


R: Ho sempre meno energie, quindi esco di casa poco al mattino, quando sono più in forze. Vado a fare colazione fuori tutti i giorni anche per prendere una boccata d’aria e stare tra la gente, poi esco solo due o tre volte la settimana per fare la spesa. Ho seri problemi di mobilità e devo servirmi di un deambulatore, ma non intendo rinunciare alla mia, pur diminuita autonomia. Non voglio nessuno che si occupi di me.

D: Ha contattato una struttura svizzera, che dopo un primo diniego ora è pronta ad aiutarla, ma ha spiegato che preferirebbe morire a casa sua: cosa significa per lei questa scelta?

R: Significa che morire a casa mia mi permetterebbe di vivere fino all’ultimo a contatto delle persone care, in un ambiente familiare e gradevole come quello dove vivo da alcuni anni. A Zurigo, per quanto sia consapevole di come accolgano al meglio i candidati al suicidio, non potrei non sentirmi estraneo e questo significherebbe avvicinarmi alla morte in modo non piacevole.

D: Uno dei nodi della sua vicenda riguarda il requisito del trattamento di sostegno vitale che, secondo la Asl, non avrebbe. Cosa pensa di questo requisito e che cosa si aspetta dalla giustizia considerando invece la sua prognosi infausta?


R: Considero inaccettabile il requisito dei sostegni indispensabili, che peraltro ormai possiedo nella misura in cui ho bisogno di supporti per camminare senza correre rischi. Arrivare a dover ricorrere a trattamenti di sostegno vitale di fatto comporta la perdita di quelli che io considero i soli sostegni degni di tutela: autonomia e dignità. La vita non è più degna di essere vissuta quando non si è in grado di esistere in modo autonomo e dignitoso.

D: Se potesse rivolgere un messaggio alle istituzioni e a chi oggi sta discutendo di fine vita, cosa chiederebbe?


R: Chiederei di riconoscere il valore dell’autonomia e della dignità e di consentire l’accesso al suicidio assistito anche a chi non ha bisogno di sostegni indispensabili, ai quali sarebbe invece condannato se fosse costretto a proseguire la propria vita compromessa giorno dopo giorno dalla malattia, un’esistenza non più autonoma e dignitosa.

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Mario Riccio e Roberto D’Andrea a Lodi per “Diritto di vivere e di morire. Una rivoluzione copernicana”

📍 Via Fanfulla 22, Lodi
🗓 Lunedì 11 maggio
🕘 Ore 21:00


Mario Riccio, anestesista, rianimatore e Consigliere dell’Associazione Luca Coscioni, e Roberto D’Andrea, giurista dell’Associazione Luca Coscioni e dottore di ricerca in diritto alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, saranno tra i protagonisti a Lodi della presentazione del libro “Diritto di vivere e di morire. Una rivoluzione copernicana”, promossa da Lodi Liberale in collaborazione con l’Ordine degli Avvocati di Lodi.

L’incontro offrirà un’importante occasione di confronto pubblico sui temi dell’autodeterminazione nel fine vita, tra diritto, medicina ed etica. Al centro del dibattito, la necessità di garantire alle persone libertà di scelta e strumenti giuridici adeguati per decidere consapevolmente sul proprio percorso di cura e sul proprio fine vita.

Insieme a Riccio e D’Andrea interverranno Riccardo Manzotti, professore di Filosofia teoretica all’Università IULM di Milano e Marilù Marzollo (Volpe Anti-Influencer), divulgatrice.

Introduce e coordina:
Lorenzo Maggi, presidente di Lodi Liberale

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Lista Referendum e Democrazia ha ricondiviso questo.

Sono ormai oltre 80 anni che si parla di esercito europeo. C’è stata una persona che, per l’esercito europeo, si fece condannare a due anni di carcere. Quella persona era Olivier Dupuis, che nel 1985 rifiutò la leva nell’esercito del Belgio. È morto oggi, con eutanasia ottenuta nel suo Paese, ma c'è molto da imparare dalla sua storia.

Ne ho parlato in un'uscita speciale della mia newsletter proprio oggi, la trovate su Substack.

Addio a Olivier Dupuis, leader nonviolento e dirigente radicale


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Questa mattina, circondato dalle persone a lui pi Olivier Dupuis, già segretario del Partito Radicale, ha ottenuto l’eutanasia in casa sua, in Belgio.

“Fin dai primi anni ‘80 — hanno dichiarato Marco Cappato e Marco Perduca, che con Dupuis hanno condiviso un decennio di iniziative radicale transnazionali — Olivier Dupuis si era unito al Partito Radicale, arrivando a essere arrestato in Belgio per la sua affermazione di coscienza che gli fece rifiutare la leva militare. Già 40 anni fa, Dupuis denunciava l’esistenza di sistemi di difesa nazionale nel momento in cui si stava costruendo l’Europa politica. Il suo era un antimilitarismo anti-nazionalista per la creazione di una difesa europea parte fondante anche su una politica estera comune degli Stati Uniti d’Europa. La sua lunga militanza, proseguita anche dopo la militanza nel Partito Radicale, è sempre stata caratterizzata dalla disobbedienza civile e della nonviolenza praticate per conquistare obiettivi di libertà, diritti, giustizia e contro tutte le discriminazioni e l’amministrazione della giustizia nel “suo” Belgio.

Eurodeputato radicale per due legislature fino al 2004, Dupuis ha messo il Partito Radicale al servizio della causa dei popoli oppressi. Dai tibetani agli uiguri, passando per vietnamiti, laotiani, taiwanesi, popoli indigeni andini quanto indocinesi fino alla dissidenza cinese, Dupuis si è sempre fatto carico di rappresentare le richieste di libertà e autodeterminazione dei milioni di persone vittime di regimi autoritari. Fu tra i primi a chiedere l’incriminazione di Milosevic al neonato Tribunale ad hoc per la ex-Jugoslavia, e a denunciare il regime fascista di Putin, sostenendo le proposte diplomatiche del governo ceceno in esilio e, più recentemente, adoperandosi affinché l’Europa non facesse mancare il sostegno militare alla resistenza ucraina.

Con Olivier perdiamo un amico – concludono Cappato e Perduca – dal quale abbiamo tratto ispirazione per il perseguimento di obiettivi apparentemente impossibili da raggiungere, e col quale siamo riusciti a conquistare fondamentali riforme per lo Stato di Diritto e la giustizia internazionale”.

Alla fine del 2025, a Olivier Dupuis era stato diagnosticato un cancro incurabile al pancreas, il 4 maggio, avvalendosi della legge belga che dal 2002 disciplina rigorosamente l’eutanasia, l’ha ottenuta a casa sua.

➡ Che cos’è l’eutanasia per la legge del Regno del Belgio


L’eutanasia è un atto medico con cui un medico pone fine intenzionalmente alla vita di una persona su sua richiesta. Tale richiesta deve essere volontaria, ponderata, ripetuta e senza pressioni esterne.

L’eutanasia è possibile solo se la persona:

  • si trova in una situazione medica terminale,
  • a seguito di una o più patologie gravi e incurabili (causate da malattia o incidente), che le provocano una sofferenza costante, insopportabile e insopportabile.

Può essere praticata solo da un medico, secondo una rigorosa procedura legale, e deve essere segnalata alla Commissione Federale per il Controllo e la Valutazione dell’Eutanasia (CFCEE).

➡ Quando e come si può richiedere l’eutanasia in Belgio


Esistono due modalità per praticare l’eutanasia a seconda della situazione della persona:

  • Richiesta immediata: l’eutanasia può essere praticata su una persona cosciente e lucida. A tal fine, la persona deve presentare una richiesta esplicita al proprio medico; questa viene definita richiesta immediata di eutanasia.
  • Direttiva anticipata di volontà per l’eutanasia: l’eutanasia può essere praticata su una persona incapace di esprimere le proprie volontà a causa di incoscienza (coma o stato vegetativo persistente) la cui condizione è considerata irreversibile. Per farlo, è necessario aver precedentemente redatto una direttiva anticipata di eutanasia, un documento ufficiale predisposto in anticipo, nel caso in cui la persona non sia più in grado di esprimere le proprie volontà.

Finché la persona è cosciente e in grado di comunicare, si applica solo la richiesta attuale. La direttiva anticipata può essere utilizzata solo se la persona non è più in grado di esprimere le proprie volontà a causa di uno stato di incoscienza irreversibile. Questi passaggi possono essere compiuti contemporaneamente, in momenti diversi o indipendentemente l’uno dall’altro.

Per presentare una richiesta o comunicare una direttiva anticipata, è necessario contattare un medico. Solo il medico decide se può soddisfare la richiesta. Pertanto, non è richiesta alcuna autorizzazione ufficiale.

Tutte le richieste o dichiarazioni devono rispettare condizioni rigorose, sia nella forma che nella sostanza. Il medico valuta se le condizioni di legge sono soddisfatte e può accettare o rifiutare la richiesta.

La persona può sempre cambiare idea. Può modificare, sospendere o annullare la propria richiesta attuale in qualsiasi momento. Allo stesso modo, una direttiva anticipata può essere revocata.

➡ Chi può richiedere l’eutanasia?


Possono richiedere l’eutanasia le seguenti persone:

  • Qualsiasi adulto o minore emancipato cosciente e capace di intendere e di volere può presentare una richiesta immediata o una direttiva anticipata;
  • Qualsiasi minore non emancipato con sufficiente capacità di discernimento può presentare una richiesta immediata, a determinate condizioni.

Solo la persona interessata può richiedere l’eutanasia. Un parente non può mai richiederla per conto della persona interessata, nemmeno in presenza di uno stretto legame familiare. L’eutanasia non è un diritto.

Anche se tutte le condizioni legali sono soddisfatte, un medico non è mai obbligato a praticare l’eutanasia. Può rifiutarsi per motivi di coscienza o per ragioni mediche.

In tal caso, il medico deve:

  • informare la persona interessata o il suo rappresentante designato (se nominato) del proprio rifiuto entro 7 giorni e indirizzarla a un altro medico. Tale medico viene scelto dalla persona interessata o dal suo rappresentante designato;
  • trasmettere la cartella clinica al medico scelto entro 4 giorni lavorativi;
  • fornire i recapiti di un centro o di un’associazione specializzata in eutanasia.

Tuttavia, nessuno (famiglia, istituzione, ecc.) può opporsi a una richiesta fatta da un adulto, né alla decisione di un medico di concederla se tutte le condizioni sono soddisfatte. La procedura di eutanasia.

La persona, in accordo con il proprio medico, determina il luogo (casa, ospedale, casa di cura), l’ora, chi sarà presente e gli eventuali elementi simbolici (musica, candela, ultimo pasto, ecc.). Il medico somministra il farmaco con un metodo sicuro, assicurando che la morte avvenga rapidamente e senza dolore. Il medico rimane presente fino alla fine. È inoltre responsabile della verifica del rispetto dei requisiti di legge e della presentazione del documento di registrazione.

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Stefano Massoli al Festival dei Cammini di Francesco: “Fine vita: libertà e responsabilità”

📍 Teatro Comunale Giovanni Papini, Via Antiche Prigioni, Pieve Santo Stefano (AR)
🗓 Sabato 9 maggio 2026
🕔 Ore 17:00


Nella cornice del Festival dei Cammini di Francesco 2026, Stefano Massoli, membro di Giunta dell’Associazione Luca Coscioni e coordinatore della Cellula Coscioni di Perugia, interverrà all’incontro “Fine vita: libertà e responsabilità”, dedicato ai temi dell’autodeterminazione e dei diritti nel fine vita.

L’incontro sarà un momento di confronto pubblico su una delle questioni più urgenti del dibattito contemporaneo: la possibilità per ogni persona di scegliere liberamente sul proprio fine vita, nel rispetto della dignità, della libertà e dei diritti fondamentali. Al centro della riflessione, il rapporto tra libertà individuale, responsabilità collettiva e ruolo delle istituzioni nel garantire scelte consapevoli e tutelate.

Per info prenotazione posto e consultazione programma completo del festival sul sito ufficiale QUI

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Mario Riccio e Roberto D’Andrea al webinar “Fine vita: lo stato dell’arte”

🗓 Lunedì 25 maggio 2026🕒 Ore 15:00 – 17:00💻 Webinar Zoom


Mario Riccio, medico anestesista, Consigliere Generale dell’Associazione Luca Coscioni, che nel 2006 aveva assistito Piergiorgio Welby e poi alcuni pazienti che fino a oggi hanno avuto accesso al suicidio medicalmente assistito e Roberto D’Andrea, membro di Giunta dell’Associazione Luca Coscioni, parteciperanno al webinar “Fine vita: lo stato dell’arte”, promosso dalla Commissione Diritti Umani dell’Ordine degli Avvocati di Milano.

L’incontro sarà dedicato agli sviluppi più recenti sul tema del fine vita, tra profili processuali, legislativi e giurisprudenziali, con particolare attenzione all’evoluzione successiva alla sentenza Cappato/Antoniani e al tema del diritto all’autodeterminazione.

Con i saluti istituzionali di Massimo Audisio, Consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Milano, Coordinatore della Commissione Diritti Umani. Tra gli altri relatori: Benedetta Liberali, professoressa associata di diritto costituzionale all’Università degli Studi di Milano, e Fabio Pellicani, membro della Commissione Diritti Umani dell’Ordine degli Avvocati di Milano. Modera Simona D. Giannetti Membro della Commissione Diritti Umani dell’Ordine degli Avvocati di Milano

La partecipazione all’evento consente l’attribuzione di n. 2 crediti formativi.Tutti i dettagli sul programma e le modalità di iscrizione sono consultabili nella locandina ufficiale a questo link.

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Stefano Massoli e Raffaella Barbieri all’incontro “Chi decide del mio ultimo respiro”

📍 Chiesa San Francesco, Udine🗓 Venerdì 8 maggio 2026🕖 Ore 19:00


All’interno della cornice del Vicino/Lontano Festival di Udine, Stefano Massoli, membro di Giunta dell’Associazione Luca Coscioni, e Raffaella Barbieri, coordinatrice della Cellula Coscioni di Udine e commissaria alle Pari Opportunità del Comune di Udine, saranno tra i protagonisti dell’incontro pubblico “Chi decide del mio ultimo respiro”, dedicato al tema del fine vita e del diritto all’autodeterminazione.

Interverrà inoltre, in collegamento, Giuseppe Remuzzi, professore di nefrologia e direttore dell’Istituto Mario Negri, mentre la moderazione sarà affidata alla giornalista Marinella Chirico.

L’iniziativa si propone di affrontare una delle questioni più delicate e attuali del dibattito pubblico: la possibilità di scegliere sul proprio fine vita, tra diritto, medicina, etica e politica. A partire dai principali casi che hanno segnato la coscienza collettiva italiana — da Welby a Englaro, fino alla vicenda Dj Fabo/Cappato — l’incontro offrirà uno spazio di riflessione su ciò che è cambiato e su ciò che resta ancora da fare per garantire a tutte e tutti la libertà di scelta.

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Diego Silvestri a Verona per l’incontro “L’approccio alla salute mentale: oggi e domani”

📍 Via Spagna 12b, Verona
🗓 Sabato 9 maggio 2026
🕒 Ore 17:30


Diego Silvestri, Consigliere Generale dell’Associazione Luca Coscioni, parteciperà a Verona all’incontro “L’approccio alla salute mentale: oggi e domani”, organizzato dalla Cellula Coscioni di Verona.

L’iniziativa sarà un’occasione di confronto pubblico su un tema sempre più centrale nel dibattito contemporaneo: l’evoluzione degli approcci alla salute mentale, tra bisogni emergenti, diritti delle persone e prospettive future.

L’evento nasce in collaborazione con il Circolo UAAR

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La Cellula Coscioni di Roma organizza uno sportello informativo sul Testamento Biologico

📍 MUNICIPIO III di Roma, Via Umberto Fracchia 45 – Roma
🗓 Mercoledì 13 aprile 2026
🕡 Dalle 08:30 alle 13:00


La Cellula Coscioni di Roma, in collaborazione con il MUNICIPIO III di Roma organizza uno sportello informativo sul Testamento Biologico, dedicato a tutte le persone che desiderano saperne di più sulle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT). Durante l’incontro sarà possibile ricevere informazioni chiare e aggiornate su quali sono i diritti sanciti dalla legge 219/2017

Accesso libero, per maggiori informazioni cellularoma@associazionelucacoscioni.it

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Roberta Pelletta a Settime per l’incontro “Il fine vita: come affrontarlo”

📍 Villa Borsarelli, Via Borsarelli 8 (piazza Chiesa parrocchiale), Settime (AT)
🗓 Sabato 9 maggio 2026
🕒 Ore 17:00


Roberta Pelletta, attivista dell’Associazione Luca Coscioni e del Numero Bianco, parteciperà all’incontro pubblico “Il fine vita: come affrontarlo”, promosso dalla Biblioteca comunale “prof. Giacinto Grassi” di Settime.

Nel corso dell’iniziativa, Pelletta interverrà sul tema del testamento biologico, illustrando il ruolo delle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT) come strumento per esercitare il diritto all’autodeterminazione nelle scelte sanitarie.

All’incontro parteciperà anche la Dott.ssa Marina Gavioso, medico, con un intervento dedicato alle cure palliative, offrendo un approfondimento sugli strumenti di assistenza e accompagnamento nella fase finale della vita.

L’appuntamento rappresenta un’occasione di confronto aperto alla cittadinanza su temi centrali per i diritti delle persone nel fine vita.

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