L’Iniziativa dei cittadini europei Psychedelicare.eu si è chiusa con 74.017 firme. Italia seconda!


Non abbiamo raggiunto il milione di firme. Lo sappiamo, lo sapete, lo sa anche la Commissione europea, che così non sarà obbligata a rispondere. Ma abbiamo unito 74.016 voci da tutti i 27 Paesi dell’Unione europea sul tema della salute mentale e delle terapie psichedeliche. E questo non è poco.

Un’iniziativa capace di chiudere con un aumento del 50% delle firme negli ultimi cinque giorni dice che il messaggio era importante, e poteva essere sentito. Il tema era ed è difficile, certo: non è ancora popolare. Ma è capace di interessare e coinvolgere.

Psychedelicare.eu è nata dall’intuizione di Theo Giubilei, un ragazzo francese che durante uno stage al Parlamento europeo scopre lo strumento delle Iniziative dei Cittadini Europei e immagina di usarlo per parlare di ciò che la scienza sta dicendo sugli psichedelici, e dell’emergenza di cui nessuno vuole occuparsi.

Quella stessa emergenza che l’Organizzazione Mondiale della Sanità chiama “crisi di salute mentale” e che ogni giorno tocca milioni di persone in Europa. Persone che soffrono in silenzio, che non trovano risposte nei trattamenti convenzionali, che cercano (e a volte trovano, all’estero) sollievo in terapie che la scienza sta riscoprendo, ma che la politica, tranne rare eccezioni, continua a ignorare.

Nel corso di un paio d’anni, con il supporto di oltre 50 organizzazioni, e di Marco Cappato e Marco Perduca nell’elaborazione dell’iniziativa, e con un’identità visiva curata dai creativi volontari dell’Associazione Luca Coscioni (art direction di Carlotta Inferrera, illustrazioni di Giovanni di Modica, direzione creativa del sottoscritto), Psychedelicare ha preso forma.

Come azione politica e come invito a prenderci cura della mente, insieme, in tutta Europa.

L’iniziativa ha coordinato 20 team nazionali, animati da oltre 500 volontari: quasi tutti medici, ricercatori, terapeuti. E alcuni pazienti.Persone che hanno trovato il coraggio di esporsi pubblicamente, di raccontare la propria lotta contro l’angoscia da prognosi infausta, la depressione farmaco-resistente che non risponde a nessun farmaco, la cefalea a grappolo che devasta l’esistenza. E di spiegare che se oggi stanno meglio è grazie a delle sostanze psichedeliche, l’LSD, il DMT dell’ayahusca, la psilocibina contenuta in alcuni funghi.

L’Italia ha raccolto 11.485 firme. Siamo sul podio europeo: secondi dopo la Francia e prima della Polonia per numero assoluto, e davanti al Belgio per la quota minima nazionale raggiunta (il 20%).

Vedere l’Italia in quella posizione fa piacere, con 74.016 firme totali da tutta Europa. Non è abbastanza per obbligare la Commissione ad affrontare il tema sulla base delle evidenze scientifiche, come previsto dallo strumento, ma abbastanza per dire che un bisogno esiste. Abbastanza per aver creato il più grande movimento europeo sul tema delle terapie psichedeliche.

Psychedelicare è nata con un obiettivo politico, sapendo di creare innanzitutto un’occasione di dibattito culturale. È stata un invito a parlare di sofferenza e guarigione.

È stata una conversazione che ha raccolto l’adesione di Richard Doblin, fondatore di MAPS (Multidisciplinary Association for Psychedelic Studies) e pioniere della ricerca psichedelica; di Paul Stamets, micologo leggendario; di Michael Pollan, che con il suo libro ha aperto la mente di milioni di persone; di Robin Carhart-Harris, neuroscienziato tra i massimi esperti mondiali. E di tantissimi altri ricercatori, clinici e terapeuti che ogni giorno lavorano per permettere a chi ne ha bisogno di accedere a queste terapie.

Perché non è dovere dei cittadini risolvere l’emergenza di salute mentale: quello sarebbe compito di chi fa politica. Ma la politica, lo sappiamo, va aiutata. E quindi molti attivisti di Psychedelicare vogliono continuare a parlarne, per dire che esistono ancora alternative inesplorate per chi soffre e non trova risposte. Vogliono continuare a raccontare, a informare, a tenere aperta questa conversazione.

Perché 74.016 firme non sono un fallimento. Sono la base di un movimento che oggi ha spore in tutta Europa, che parla lingue diverse ma condivide una stessa urgenza. È stata una bella esperienza. Difficile, certo. A volte frustrante. Ma anche ricca di soddisfazioni, incontri, storie, lezioni. Abbiamo visto persone che non avevano mai fatto attivismo mettersi in gioco. Abbiamo visto pazienti trovare il coraggio di raccontarsi. Abbiamo visto terapeuti uscire dagli studi per parlare con il pubblico.

Abbiamo visto un tema considerato tabù diventare intrigante, e perfino appassionante. E la conversazione continua: sui canali social del movimento, nei festival, nelle piazze, nelle università, nelle strutture sanitarie. Ovunque ci siano persone disposte a mettere in discussione i pregiudizi e ad ascoltare le evidenze. Per provare a prenderci cura della mente, insieme.

Let’s mind the mind. Let’s care together.

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La Cellula Coscioni di Treviso organizza lo sportello sul testamento biologico


📍 Libreria San Leonardo, Piazza Santa Maria dei Battuti 16 – Treviso
🗓 Sabato 28 Febbraio 2026
🕙 Dalle 10:00 alle 12:00 (4 appuntamenti individuali di circa 30 minuti)


Una mattinata di colloqui individuali e riservati su temi fondamentali di fine vita, organizzati dalla Cellula Coscioni di Treviso presso la Libreria San Leonardo. Lo sportello è coordinato da un volontario esperto e si svolgerà con la presenza del
Dott. Antonio Orlando, oncologo palliativista, già responsabile sanitario dell’Hospice Casa dei Gelsi. Durante gli incontri si potranno ricevere informazioni e chiarimenti su: D.A.T. (Disposizioni Anticipate di Trattamento – Testamento Biologico), pianificazione condivisa delle cure, consenso informato, rifiuto di trattamenti sanitari, Cure palliative e sedazione palliativa profonda, Morte volontaria medicalmente assistita.

La partecipazione è gratuita ma su prenotazione, fino ad esaurimento disponibilità al:

+39 328 69 66 553 o cellulatreviso@associazionelucacoscioni.it

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Marco Perduca interviene a Roma durante “Psychedelia – Dagli stati alterati di coscienza allo sciamanesimo, dalle allucinazioni alle pratiche psicotrope”

Marco Perduca, Coordinatore delle attività internazionali dell’Associazione Luca Coscioni parteciperà a Psychedelia, la prima edizione del festival ideato da CRUSH Collettiva, che esplora il mondo della psichedelia attraverso l’arte, la musica, la letteratura, il fumetto, la scienza, la spiritualità e l’attivismo.

📅 7 febbraio 2026
🕐17:10 – 18
📍 Defrag – Via delle Isole Curzolane 75, Roma
🎟 Ingresso con biglietto


Il suo intervento troverà spazio nella sezione Mentat Brigade che si terrà sabato 7 febbraio alle ore 17:10 durante la relazione:“Terapie psichedeliche: una questione politica in Italia”, per raccontare il lavoro dell’Associazione a sostegno della ricerca e dell’uso terapeutico degli psichedelici.

Il festival che si terrà in data 7 e 8 febbraio vedrà la presenza di uno stand della Cellula Coscioni Roma dove sarà possibile firmare i nostri appelli e ricevere informazioni riguardo le iniziative portate avanti. Per maggiori informazioni sul programma e modalità di accesso qui il programma completo

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La nonviolenza politica è una cosa in cui credo profondamente.

Stando vicino a Marco Pannella ho avuto modo di capire e sperimentare in prima persona la nonviolenza come risposta a un potere che viola il diritto.

Ne parlo nell' ultimo video uscito sul mio canale YouTube. Magari vi interessa, provate a vedere.

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“La Corte costituzionale ha riconosciuto che la legge toscana non è incostituzionale”


Intervista a Filomena Gallo, segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni


Il 2025 si è chiuso con la pubblicazione della sentenza della Corte costituzionale a proposito della legge sul fine vita approvata dalla Regione Toscana. La sentenza è stata pronunciata il 4 Novembre, depositata il 29 Dicembre e pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 31 Dicembre del 2025. L’avvocata Filomena Gallo, segretaria dell’Associazione Luca Coscioni è stata intervistata nel programma radiofonico Il Maratoneta per commentare questo provvedimento.

Perché si tratta di un giudizio così importante?


Ricordiamo in primis che la norma della Regione Toscana n. 16 del 2025 nasce da una proposta di legge di iniziativa popolare dell’Associazione Luca Coscioni, che, emendata, discussa e approvata, disciplina le modalità organizzative per dare attuazione alle sentenze della Corte Costituzionale in materia di fine vita, a partire dalla sentenza Cappato.

La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 204 del 2025, afferma che in mancanza di una legge statale le decisioni sul fine vita devono comunque trovare attuazione concreta, e che tale attuazione deve avvenire inevitabilmente nel quadro del Servizio Sanitario Nazionale. In materia di suicidio medicalmente assistito, è quindi costituzionalmente legittimo l’intervento regionale volto a disciplinare i profili organizzativi e procedurali di dettaglio nell’ambito della tutela della salute, anche in assenza di una legge statale organica, a patto però che i principi fondamentali siano desumibili dalla legislazione vigente. Quest’ultimo rappresenta un passaggio importantissimo, perché la Corte Costituzionale ha di fatto confermato assetto e impianto della legge regionale.

La Corte Costituzionale è poi intervenuta anche su singoli aspetti, dichiarando alcune parti incostituzionali. Quindi abbiamo un duplice effetto: da un lato, la conferma del fatto che le regioni possono intervenire in materia, perché previsto dalla Costituzione, dall’altro un messaggio chiaro al legislatore – che nel testo di legge all’esame del Senato ha invece previsto la totale esclusione del Servizio Sanitario Nazionale da ruoli fondamentali come quelli ribaditi dalla Corte Costituzionale con la sentenza Cappato.

Su questa possibile duplice lettura abbiamo osservato che anche i quotidiani si sono divisi, a seconda della linea editoriale e del grado di consenso verso la legge regionale toscana. Quali siano state le analisi più pertinenti da parte della stampa?


Abbiamo finora chiarito che la Corte Costituzionale conferma la legge così come la competenza regionale a intervenire sul piano organizzativo.

Bisogna sottolineare un altro passaggio fondamentale: viene ribadito il ruolo del Servizio Sanitario Nazionale, quindi la giurisprudenza costituzionale è confermata – sempre ricordando che le sentenze della Corte Costituzionale hanno portata di legge, vanno solo applicate.

Come detto, ciò rappresenta un chiaro messaggio al Parlamento, sollecitato ad intervenire con una norma organica. D’altro canto, la Corte Costituzionale ha cancellato una parte della legge toscana, relativa alla determinazione di tempi rigidi nelle varie fasi della procedura. Questo perché la Corte ha evidenziato che, in base all’ipotesi che regioni diverse stabiliscano tempi diversi, si potrebbero creare condizioni di disuguaglianza territoriale – ovvero proprio ciò che noi vogliamo evitare.

La Corte propone poi un’ulteriore osservazione, per cui la valutazione di alcune condizioni patologiche potrebbe richiedere tempi più lunghi rispetto a quelli fissati da una legge regionale. In considerazione di questi aspetti, è stato allora giudicato che una legge regionale non può determinare tempi rigidi, seppur la Corte abbia in ogni caso specificato che vi deve essere una pronta presa in carico della richiesta e che i tempi devono essere compatibili con quelle che sono le condizioni della persona malata.

Noi siamo quindi già a lavoro per capire come emendare la nostra proposta di legge nelle varie regioni in cui essa dovrà andare in discussione, accogliendo i rilievi che sono stati propri della Corte Costituzionale, affinché non ci sia nessuna forma di disuguaglianza. Dovremmo essere bravi nel capire come, in base alle parole della Corte, dare indicazioni alle regioni: per questo motivo, lo scorso 15 Gennaio abbiamo anche convocato un webinar.

Si è trattato di un seminario con costituzionalisti e magistrati finalizzato a elaborare una linea condivisa da inserire nelle nostre proposte di legge, siano esse di iniziativa popolare o, al contrario, avanzate dagli eletti.

In tal caso bisognerà organizzare nuovamente una raccolta firme?


Valuteremo tale opzione, perché si potrebbe procedere anche mediante l’emendamento diretto, su preciso indirizzo, da parte dei consiglieri. Senza dubbio il testo dovrà essere emendato a seguito delle indicazioni della Corte Costituzionale, e quindi sarà necessario trovare una formula che non definisca tempi precisi in modo tale da non determinare disuguaglianze. Ricordiamo che la sentenza Cappato si ancora direttamente a quella che è la legge sulle Dat, quindi la persona deve essere correttamente informata su tutte le opzioni in materia di fine vita.

Si tratta di una parte importante: la persona dovrà superare le verifiche da parte delle commissioni mediche che riguardano soprattutto le condizioni della persona e la piena capacità di autodeterminarsi, quindi, in un secondo momento, la consapevolezza riguardo l’opzione che si vuole percorrere. La persona deve inoltre avere una patologia irreversibile che produce sofferenze fisiche o psicologiche che quella persona reputa intollerabili, in un quadro di assistenza e cura.

Stiamo dunque parlando di persone con caratteristiche specifiche, che in aggiunta devono essere mantenute in vita da trattamenti di sostegno vitale – così come sono stati definiti dalla Corte Costituzionale.

Infine, deve arrivare il parere del Comitato Etico. Insomma, c’è una serie di funzioni e approfondimenti che sono ben definiti in alcuni casi, mentre in altri essi vengono ulteriormente specificati dalla Corte Costituzionale per fare in modo che quella libertà di scelta della persona in materia di autodeterminazione terapeutica sia rispettata, riconosciuta e affermata.

Quindi, ricapitolando, diciamo che la sentenza n. 204 del 2025 respinge l’impostazione del governo che chiede di cancellare la legge, disciplina l’attività in modo che il Servizio Sanitario Regionale lo svolga, mentre, in merito alle dichiarazioni di illegittimità, esse riguardano singoli profili che non mettono in discussione né il perimetro dei diritti delle persone malate né l’obbligo delle strutture pubbliche di dare attuazione ai principi costituzionali già stabiliti. Tornando alle interpretazioni da parte della stampa, possiamo sicuramente confermare che la Corte non boccia la legge toscana nel suo impianto ma cancella solo le parti che fissavano tempi rigidi e predeterminati, poiché decidere i tempi di queste procedure non è una scelta puramente amministrativa, ma una decisione che incide direttamente sui diritti fondamentali e quindi spetta allo Stato e non alle regioni prendere questa decisione.

Che riflessi ha questa sentenza rispetto alle decisioni di regioni come Lombardia e Piemonte, che hanno negato l’esame e la discussione della legge con la giustificazione dell’assenza di criteri di competenza, invocando addirittura un pregiudizio di costituzionalità?


In quei due consigli regionali è stato sottratto al dibattito un testo di legge d’iniziativa popolare con la scusa della pregiudiziale di costituzionalità, mentre questa sentenza conferma che invece è competenza delle regioni intervenire in questa materia secondo determinate caratteristiche. Quindi ritorneremo nelle regioni che hanno voluto sottrarsi al loro compito, cercando di portare avanti la proposta di legge d’iniziativa popolare.

Hai visto il nuovo film di Paolo Sorrentino, La Grazia, un tuo commento a riguardo.


Si tratta di un film bellissimo da vedere, che a me ha suscitato diverse riflessioni in base al lavoro che ogni giorno con l’Associazione Luca Coscioni portiamo avanti – riflessioni particolari che potete leggere sul mio blog. Non anticipo altro, ma invito chiunque a leggere l’articolo e ad andare a vedere il film, che, oltre alle suggestioni, consegna allo spettatore una domanda particolare: di chi sono i nostri giorni?

Marianna Aprile ha dato dell’Associazione Coscioni la definizione di “supplenti dello Stato”. Credo questa sia una questione cruciale, perché siamo abituati a protestare rispetto alle cose che ci vedono contrari, ma un conto è protestare e un altro è supplire alle carenze dello Stato.


Il quale si deve assumere le proprie responsabilità. Ricordiamo che la carta costituzionale prevede che lo Stato intervenga per rimuovere gli ostacoli all’esercizio delle nostre libertà. In capo ai cittadini ci sono dei diritti fondamentali: il diritto alla salute, all’assistenza, alla cura, così come anche il diritto di poter rifiutare quella cura e di vedere rispettate le proprie scelte che riguardano l’autodeterminazione in materia terapeutica. Questa è la parte che attiene alle scelte di fine vita.

Quindi siamo tutti d’accordo nell’affermare il diritto alla cura e all’assistenza, così come l’opposizione a percorsi e ostacoli per la persona che, in uno stato di fragilità, ha bisogno di cura.

Con il governo concordiamo circa la necessità di fornire maggiori fondi e garanzie e di garantire l’applicazione di leggi come quella sui caregiver, ma ci battiamo anche affinché ci sia libertà di scelta. Non parliamo di interventi dello Stato che entrano in conflitto tra di loro, ma di garanzie costituzionali per tutti noi. Mi riferisco alle ultime dichiarazioni della Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, che recentemente ha voluto evidenziare gli interventi attuati circa la tutela della salute e della vita. Benissimo, ma invito il governo a parlare anche di ricerca scientifica e di diritto alla cura, sottolineando che essi non entrano in contrapposizione con la libertà di scelta degli italiani

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My Voice, My Choice dimostra che i diritti possono essere conquistati dal basso


Intervista ad Alice Spaccini, membro di Giunta dell’Associazione Luca Coscioni e co-coordinatrice italiana di “My Voice, My Choice”


Dopo il voto favorevole del Parlamento europeo, ora tocca alla Commissione la cui decisione è attesa entro il 2 marzo di quest’anno: la campagna My Voice, My Choice, per un accesso all’aborto sicuro, e gratuito in tutta Europa, si appresta ad affrontare l’ultimo e determinante passaggio. Ma l’Iniziativa dei Cittadini Europei capace di raccogliere più di un milione di firme ha già raggiunto alcuni importanti traguardi.

“Il significato politico di questo risultato è profondo – spiega Alice Spaccini, membro di Giunta dell’Associazione Luca Coscioni e Co-coordinatrice italiana della Campagna Europea My Voice My Choice – dimostra che i diritti non avanzano solo dall’alto, ma possono essere conquistati dal basso, attraverso partecipazione, organizzazione e alleanze transnazionali. Dimostra, ancora una volta, che l’Europa dei diritti esiste già, quando cittadine e cittadini la praticano. Ora la responsabilità è chiara ed è in capo alla Commissione europea: trasformare questa vittoria politica in cambiamenti reali nella vita delle persone. Ed è proprio da questa esperienza che nasce il lavoro futuro dell’Associazione Luca Coscioni: rafforzare l’advocacy, allargare le alleanze e fare in modo che My Voice My Choice diventi una realtà europea”. Secondo una stima degli stessi movimenti che si sono impegnati per la raccolta firme nei Paesi dell’Unione Europea sono circa 20 milioni le donne che non possono accedere all’interruzione volontaria di gravidanza per le normative in vigore nei loro stati di appartenenza.

Cosa significa questo risultato?


Il voto favorevole del Parlamento europeo dello scorso 17 dicembre all’Iniziativa dei cittadini europei My Voice My Choice rappresenta un passaggio storico e un segnale politico molto chiaro. Per la prima volta in Europa, una proposta arrivata dal basso (dalle cittadine e dai cittadini) sul tema dell’aborto non solo è giunta all’attenzione delle istituzioni europee, ma ha ottenuto un riconoscimento politico esplicito in plenaria. Questo risultato è ancora più significativo se si considera che il Parlamento europeo uscito dalle elezioni del 2024 riflette una maggiore presenza di forze conservatrici e di destra rispetto alla legislatura precedente, rendendo il sostegno all’iniziativa un segnale ancora più importante soprattutto in questo contesto politico.

C’è un aspetto politico che caratterizza questa ICE?


In primo luogo, la partecipazione democratica funziona, anche oltre le scadenze elettorali: oltre 1,2 milioni di cittadine e cittadini di 19 Paesi UE hanno imposto il tema dei diritti riproduttivi nell’agenda politica europea, dimostrando che l’azione civica organizzata può incidere concretamente sulle decisioni dell’Unione. In secondo luogo, e non meno importante, per la prima volta, l’Unione Europea è chiamata a esaminare una proposta concreta in materia di diritti riproduttivi: un’iniziativa che chiede l’istituzione di un fondo europeo per garantire l’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza sicura e gratuita in un altro Stato membro, quando nel Paese di origine questo diritto è negato o fortemente limitato. In altre parole, la voce delle cittadine e dei cittadini europei è entrata ufficialmente nel processo decisionale dell’UE. Un segnale potente, in controtendenza rispetto a chi vorrebbe smantellare l’Unione Europea, che dimostra che un’Europa dei diritti non solo è possibile, ma nasce dal basso, dalla partecipazione e dalla determinazione delle persone.

Qual è il prossimo passo e cosa possiamo aspettarci?


Dopo il sostegno del Parlamento europeo e il voto favorevole del Comitato Economico e Sociale Europeo dello scorso 21 gennaio, il percorso dell’iniziativa entra ora nella sua fase decisiva. Il prossimo ultimo passaggio cruciale sarà la decisione della Commissione europea entro il 2 marzo 2026. In quell’occasione, la Commissione dovrà fornire una risposta formale e motivata all’iniziativa, decidendo se accogliere la proposta e in che modo avviare l’iter legislativo.

Il sostegno del Parlamento in plenaria e del CESE (Comitato Economico e Sociale Europeo) ha rafforzato in modo significativo l’iniziativa, dandole ancora più autorevolezza e un mandato politico chiaro. Ora il compito è duplice: da un lato seguire con attenzione il percorso istituzionale, dall’altro continuare il lavoro di pressione politica, advocacy e costruzione di consenso, affinché questo riconoscimento non resti simbolico ma si traduca in misure concrete e vincolanti.

Qual è stato il ruolo dell’Associazione Luca Coscioni?


L’Associazione Luca Coscioni ha avuto un ruolo decisivo nel successo di My Voice My Choice, in Italia e a livello europeo, soprattutto sul piano della mobilitazione dal basso. Dopo una prima fase di raccolta firme esclusivamente online, è stato proprio il confronto con l’Associazione Coscioni a determinare una svolta strategica: la costruzione di una grande mobilitazione territoriale europea, fondata sull’esperienza maturata da ALC in anni di campagne civiche.

In Italia, a partire da settembre 2024, sotto il coordinamento dell’Associazione Luca Coscioni e grazie al lavoro imprescindibile delle cellule territoriali, è stato superato abbondantemente il quorum necessario organizzando oltre 200 eventi in piazze, università e strade, coinvolgendo più di 600 nuovi attivisti e raccogliendo 166.841 firme. Un risultato che ha reso l’Italia il terzo Paese in Europa per numero di sottoscrizioni.

Questo modello “coscioniano” – diffuso, competente e organizzato – è stato riconosciuto a livello europeo come una vera potenza civica, tanto da essere preso a riferimento e replicato anche in altri Paesi.

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Le DAT oggi: cinque verità scomode


A otto anni dall’entrata in vigore della legge sulle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT o Testamento Biologico), è bene dirlo chiaramente: la legge c’è, ed è una buona legge. Ha cambiato il rapporto tra cittadini e sanitari, ha dato forza giuridica all’autodeterminazione, ha reso esplicito un principio semplice ma rivoluzionario: sul proprio corpo decide la persona interessata.

I problemi però restano e non sono marginali. Ecco cinque verità scomode sulle DAT che la politica dovrebbe smettere di ignorare.

1. Per le persone intrasportabili le DAT non sono sempre gratuite


È un paradosso crudele: sono spesso proprio le persone più fragili a dover sostenere costi aggiuntivi per rendere vincolanti le proprie volontà. La legge prevede la possibilità di redigere le DAT tramite videoregistrazione per chi non può firmare o muoversi, ma non prevede una modalità di deposito alternativa a quella “di persona” presso l’ufficio di stato civile. Risultato? Chi non può recarsi in Comune è costretto, di fatto, a rivolgersi a un notaio. Con costi che non dovrebbero esistere per l’esercizio di un diritto fondamentale.

2. Le strutture sanitarie restano fuori dal sistema


A eccezione della Toscana, nessuna Regione ha normato la possibilità di raccogliere le DAT all’interno delle proprie strutture sanitarie, anche se la legge nazionale l’aveva previsto. Eppure parliamo di scelte che riguardano direttamente la relazione di cura. Quanto ancora dovremo aspettare prima che le Regioni si assumano questa responsabilità e rendano il sistema davvero accessibile a chi è già inserito in un percorso sanitario?

3. Troppi comuni introducono ostacoli arbitrari


In molti Comuni vengono richiesti adempimenti che la legge non prevede e non giustifica: la presenza obbligatoria del fiduciario al momento del deposito anche se la legge specifica che l’accettazione dell’incarico possa essere fatta anche in un secondo momento; l’uso esclusivo di moduli comunali nonostante la legge richieda la forma libera; interpretazioni restrittive inventate dal nulla. Questi sembrano piccoli ostacoli burocratici ma, sommati, diventano una barriera all’esercizio del diritto.

4. Nessuno sa davvero quante DAT esistano


Mancano dati pubblici, aggiornati e trasparenti. I numeri diffusi dal Ministero della Salute sono parziali, perché si riferiscono solo alle DAT inserite nella Banca Dati Nazionale. Ma cosa succede se un Comune non le trasmette? E se un notaio non lo fa? Nessuno controlla davvero. Senza numeri, il diritto resta invisibile. Per questo, come Associazione Luca Coscioni, siamo costantemente impegnati in accessi agli atti per “liberare” i dati.

5. Le DAT non riguardano solo il fine vita


Le DAT non parlano solo di morte. Parlano di autodeterminazione, di libertà nelle scelte di cura, del rapporto con la medicina qui e ora. Le scelte sono libere in ogni direzione: si può rifiutare l’accanimento terapeutico, ma si può anche scrivere esplicitamente di voler essere curati in tutti i modi possibili fino alla fine. Le DAT non impongono una visione: tutelano la tua.

Otto anni dopo, nonostante tutti i problemi, la legge 219/2017 rimane una grande conquista. Proprio per questo va difesa, applicata correttamente e migliorata. Le verità scomode servono a questo: a non accontentarsi e cercare di migliorare le cose.

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Ultimi sviluppi sulla scienza psichedelica in Canada


Testo preparato con Peppe Brescia


Nel Novembre 2025, il centro psichiatrico specializzato St. Joseph’s Healthcare Hamilton, uno dei maggiori fornitori di servizi di salute mentale dell’Ontario, ha inaugurato il Centre for Health Innovation and Research in Psychedelics (Centro per l’innovazione sanitaria e la ricerca sugli psichedelici – CHIRP), un polo all’avanguardia dedicato allo sviluppo della ricerca scientifica circa gli utilizzi medici delle sostanze psichedeliche.

L’obiettivo primario è produrre prove scientifiche di alto impatto finalizzate alla creazione di linee guida standardizzate destinate agli operatori sanitari e ai responsabili delle politiche pubbliche.

Il polo assumerà le caratteristiche di un vero e proprio contenitore di competenze tecniche, mettendo fra loro in connessione infrastrutture internazionali e ricercatori provenienti da diverse parti del mondo.

Un’ulteriore questione di notevole rilevanza riguarda la strumentazione messa a disposizione del gruppo di studio: il St. Joseph’s è infatti uno dei pochi centri canadesi psichiatrici specializzati che operi in collaborazione con un ospedale universitario – aspetto in grado di agevolare in maniera determinante il lavoro di ricerca.

I ricercatori avranno così la possibilità di accedere a tecnologie di imaging all’avanguardia – tra cui risonanza magnetica funzionale ed elettroencefalogramma, le quali permetteranno di esplorare la risposta del cervello alle terapie psichedeliche con maggiore precisione.

Le conoscenze maturate andranno a confluire in una piattaforma digitale elaborata per fornire informazioni basate sull’evidenza a medici e pazienti.

La sperimentazione portata avanti dal CHIRP sarà concentrata attorno alla somministrazione di molecole psichedeliche nell’ambito del trattamento di condizioni cliniche complesse come dolore cronico, malattie neurodegenerative, disturbi da uso di sostanze e patologie psichiche, nonché all’esame degli effetti di queste sostanze su neuroplasticità e connettività cerebrale funzionale.

Gli obiettivi di ricerca del centro sono in linea con molti dei principali ambiti di studio e intervento del St. Joseph’s, come nel caso di cure neurologiche o palliative.

Gli studi, che verranno condotti in ambienti monitorati all’interno del Campus West 5th del St. Joseph’s, prenderanno in esame una vasta gamma di sostanze, tra cui spiccano psilocina, ketamina, MDMA e DMT.

A capo della ricerca ci saranno il Dr. Anthony Adili, Chief Innovation Officer della clinica, e la Dr.ssa Lehana Thabane, Vicepresidente della Ricerca.

Secondo Adili, “gli psichedelici medicinali hanno il potenziale per trasformare il panorama terapeutico di una vasta gamma di patologie, tra cui disturbi mentali, gestione del dolore e malattie neurologiche”.

Il responsabile della sperimentazione ha inoltre sottolineato le potenzialità del progetto, ponendo l’accento sulla presenza “dell’infrastruttura, di ricercatori di fama mondiale e di competenze multidisciplinari per generare le prove necessarie a guidare l’uso sicuro, etico ed efficace degli psichedelici medicinali”.

“Con un team di ricercatori di fama mondiale che sta già portando avanti il ​​lavoro in campi correlati, St. Joe’s ha l’esperienza e la competenza per guidare la scoperta nel campo degli psichedelici medicinali”, ha invece affermato la Dott.ssa Thabane, secondo la quale “la ricerca che si svolge qui non solo approfondirà la comprensione scientifica degli psichedelici medicinali, ma trasformerà anche l’assistenza ai pazienti”.

Secondo quanto comunicato, le sperimentazioni hanno immediatamente preso il via. Per il momento, sarebbero infatti in corso due studi, focalizzati sul ruolo degli psichedelici in riferimento rispettivamente al trattamento del dolore cronico e della dipendenza da Cannabis.

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La Cellula Coscioni di Treviso organizza lo sportello sul testamento biologico


📍 Libreria San Leonardo, Piazza Santa Maria dei Battuti 16 – Treviso
🗓 Sabato 14 Febbraio 2026
🕙 Dalle 10:00 alle 12:00 (4 appuntamenti individuali di circa 30 minuti)


Una mattinata di colloqui individuali e riservati su temi fondamentali di fine vita, organizzati dalla Cellula Coscioni di Treviso presso la Libreria San Leonardo. Lo sportello è coordinato da un volontario esperto e si svolgerà con la presenza del
Dott. Antonio Orlando, oncologo palliativista, già responsabile sanitario dell’Hospice Casa dei Gelsi. Durante gli incontri si potranno ricevere informazioni e chiarimenti su: D.A.T. (Disposizioni Anticipate di Trattamento – Testamento Biologico), pianificazione condivisa delle cure, consenso informato, rifiuto di trattamenti sanitari, Cure palliative e sedazione palliativa profonda, Morte volontaria medicalmente assistita.

La partecipazione è gratuita ma su prenotazione, fino ad esaurimento disponibilità al:

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Lista Referendum e Democrazia ha ricondiviso questo.

Prima di investire risorse per installare i metal detector scuola, si dovrebbero fornire dati sulle vittime di accoltellamenti a scuola e sull’ efficacia dei metal detector come deterrente in altri Paesi.

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II EDIZIONE – CORSO DI PERFEZIONAMENTO INTERDIPARTIMENTALE
“RESPONSABILITÀ SANITARIA: PROFILI GIURIDICI E MEDICI”

📍 Sede: Università degli Studi di Milano
💻 Modalità: Partecipazione da remoto
📧 Contatti: corsoperf.dirittoscienza@unimi.it
Programma completo qui


Segnaliamo che Filomena Gallo è tra le relatrici previste per la lezione:
Il fine vita: DAT, aiuto al suicidio, omicidio del consenziente, cure palliative.

🗓 Martedì 21 aprile 2026
🕒 Ore 15.00 – 18.00

Approfondimento
Il corso, proposto dal Dipartimento di Diritto Pubblico Italiano e Sovranazionale e realizzato in collaborazione con i Dipartimenti di Scienze giuridiche Cesare Beccaria, Scienze farmaceutiche, Oncologia ed emato-oncologia, Scienze cliniche e di comunità, Scienze biomediche e cliniche dell’Università degli Studi di Milano, si propone di contribuire alla formazione dei discenti attraverso un’analisi delle criticità e delle implicazioni del rapporto tra attività normativa e applicazione giurisprudenziale, nonché tra evoluzione tecnico-scientifica e prassi medico-clinica.

L’approccio adottato è multidisciplinare e prevede l’alternanza di interventi di docenti ed esperti in ambito giuridico e medico.

⚠ Il corso è a numero chiuso e rivolto a specifiche categorie di destinatari.
Per requisiti di accesso, modalità di candidatura e scadenze si rinvia al bando ufficiale.
🔗 Link al bando di candidatura:
unimi.it/it/corsi/corsi-post-l…

L'articolo II EDIZIONE – CORSO DI PERFEZIONAMENTO INTERDIPARTIMENTALE “RESPONSABILITÀ SANITARIA: PROFILI GIURIDICI E MEDICI” proviene da Associazione Luca Coscioni.

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Sembra pazzia, ma è invece una lezione politica.

Nel mio nuovo video YouTube parlo proprio di quello che (forse) ho imparato stando vicino a Marco Pannella per ben 23 anni, a partire proprio da questo momento: quando lui, a più di 72 anni, ha bevuto un bicchiere di urina in diretta TV durante uno sciopero della sete.

Sono curioso di sapere cosa ne pensate.

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Proiezione del film “La Grazia” – Introduzione con Marco Perduca e Antonia Fiore Faustini a Roma


📅 Martedì 27 gennaio 2026
🕖 Introduzione al film ore 19:00
📍 Cinema Troisi, Via Girolamo Induno 1 – Roma


In occasione della proiezione del film La Grazia di Paolo Sorrentino con Toni Servillo, la Cellula Coscioni di Roma sarà presente con un tavolo informativo e con un dibattito pre-proiezione con l’intervento di: Marco Perduca, Coordinatore attività internazionali Associazione Luca Coscioni; Marietta Tidei, Consigliera della Regione Lazio; Claudio Marotta, Consigliere della Regione Lazio; Antonia Fiore Faustini, Rappresentante in Consiglio della Cellula Coscioni Roma.

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“Se mio marito l’avesse saputo, forse non si sarebbe impiccato”


Il video appello di Caterina di Torino al Ministro della Salute affidato all’Associazione Luca Coscioni: “In Italia si muore anche per mancanza di informazioni”


Caterina, 66 anni, della provincia di Torino, vedova di Ezio, 69enne, malato di SLA, nel video appello rivolto al Ministro della Salute e realizzato dall’Associazione Luca Coscioni, denuncia la mancanza di informazioni sui diritti di fine vita. In Italia, nonostante l’esistenza di strumenti legali per evitare sofferenze inutili, molti cittadini non ricevono informazioni adeguate.

A Ezio la SLA era stata diagnosticata quando non aveva ancora gravi problemi motori. Nei mesi successivi, però, la malattia era peggiorata rapidamente. Quando i medici, un venerdì, gli avevano prospettato la necessità di tracheotomia e la dipendenza da un respiratore artificiale, Ezio aveva detto di non voler vivere in quelle condizioni. Nessuno gli aveva spiegato l’esistenza delle alternative previste dalla legge, come un percorso palliativo con anche sedazione profonda oppure l’aiuto medico alla morte volontaria da parte della ASL.

↓ IL VIDEO APPELLO DI CATERINA AL MINISTRO DELLA SALUTE ↓


youtube.com/embed/m8SXJii9Z5s?…

“I medici non gli hanno detto nulla. Hanno alzato le braccia: ‘siamo in Italia’”, racconta Caterina. Il lunedì successivo, il 22 gennaio 2024, con le pochissime forze rimaste, Ezio si è trascinato fino al proprio garage e si è tolto la vita.

Solo poche settimane fa, per caso a un evento dell’Associazione Luca Coscioni sui diritti sul fine vita, Caterina ha scoperto che in Italia oggi sono legali la sedazione profonda e continua e che, dal 2019, è possibile accedere all’aiuto medico alla morte volontaria, in presenza di precise condizioni stabilite dalla Corte costituzionale. Condizioni che Ezio avrebbe soddisfatto.

“Non è stata una scelta di coraggio – dice Caterina nel video – ma di ignoranza. Non sapendo quali fossero i suoi diritti, non ha potuto scegliere”.

Il video appello, lanciato da un garage, rivolge al Ministro della Salute due domande chiave: perché i pazienti non vengono informati? E perché spesso nemmeno i medici conoscono o comunicano le possibilità previste dalla legge?

In Italia la morte volontaria medicalmente assistita è legale a determinate condizioni, ma i cittadini non lo sanno: le nuove forme di proibizionismo e di negazione dei diritti oggi passano proprio dal nascondere le norme esistenti“, ha dichiarato Marco Cappato, Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, “In assenza di campagna informative pubbliche e istituzionali, i volontari del Numero Bianco dell’Associazione Luca Coscioni rispondono a chiunque abbia bisogno di conoscere i propri diritti sul fine vita. La storia di Ezio dimostra che essere informati su tutte le opzioni terapeutiche possibili, dalle cure palliative, alla sedazione palliativa profonda alla morte volontaria assistita, è un diritto, che al momento troppo spesso rimane solo sulla carta. Ci uniamo all’appello di Caterina per chiedere al Ministero della Salute di promuovere la conoscenza su questo tema a partire per esempio dall’invio di una circolare a tutto il personale medico per farli aderire a corsi di formazione sui diritti esistenti”.

Il Numero Bianco (06 99313409) è l’infoline gratuita creata dall’Associazione Luca Coscioni per per far luce sui diritti, a cura di volontari appositamente formati e rivolto a cittadini, pazienti, familiari e operatori sanitari. E’ un punto di riferimento per conoscere i diritti sul consenso informato, sulle disposizioni anticipate di trattamento, sulle cure palliative, sulla sedazione profonda e l’interruzione delle terapie e sulle procedure per l’accesso all’aiuto medico alla morte volontaria. È coordinato da Valeria Imbrogno, psicologa e compagna di Dj Fabo.

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Perugia, Assemblea cittadina – Verso città universalmente accessibili


📅 Sabato 7 febbraio 2026
🕥 Ore 10:30
📍 Sala dei Notari, Piazza IV Novembre, 1 Perugia


L’Associazione Luca Coscioni parteciperà all’assemblea pubblica a Perugia , con l’obiettivo di costruire città più inclusive, accessibili e vivibili per tutte e tutti, tramite l’intervento di Andrea Schiazzano, Coordinatore della Cellula di Orvieto che approfondirà il ruolo dell’associazione nella promozione dei diritti delle persone con disabilità e nell’abbattimento delle barriere fisiche e culturali.

Interverranno inoltre:
Vittoria Ferdinandi, Sindaca del Comune di Perugia; Emma Scanu, Comitato Orvietano per la Salute Pubblica; Enrico Petrangeli, Val di Paglia Bene Comune; Daniele Renda, Disability Pride Network; Raffaele Goretti, Fondazione Serena-Olivi e Osservatorio Nazionale sulla condizione delle persone con disabilità

L’assemblea è aperta alla cittadinanza: un’occasione per proporre idee, porre domande e contribuire a rendere Perugia e le città dell’Umbria più sicure, accoglienti e accessibili per tutte e tutti.Con il patrocinio della Città di Perugia e il contributo di: Disability Pride, Comitato Orvietano per la Salute Pubblica, Fondazione Serena-Olivi ETS, Omphalos.

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La Cellula Coscioni di Milano partecipa a “Le Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT): libertà e scelte di cura”


📅 Venerdì 6 febbraio 2026
🕘 Ore 21:00
📍 Comunità di Villapizzone – Piazza Villapizzone 3, Milano


In occasione di un incontro promosso dal Municipio 8 di Milano e dalla Comunità di Villapizzone, con la collaborazione della Cellula Coscioni di Milano, si parlerà delle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT): uno strumento che consente a ogni persona di esprimere in anticipo la propria volontà sulle cure mediche che desidera – o non desidera – ricevere nel caso in cui, in futuro, non fosse più in grado di comunicarla.

Interverranno:
Alberto Giannini, Direttore Anestesia e Rianimazione Pediatrica – Ospedale dei Bambini di Brescia
Loredana Tavolaro, Avvocata – Cellula Coscioni Milano
Cristiana Zerosi, Coordinatrice Cellula Coscioni Milano

Ingresso libero fino a esaurimento posti, per maggiori info: apsvillapizzone@gmail.com
comune.milano.it/municipio8

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Una polizia speciale, che risponde direttamente agli ordini del potere con il mandato di usare mano pesante contro un nemico interno: questo è un passo immancabile nella trasformazione da democrazia a dittatura. I crimini dell’ICE non sono solo un problema interno agli USA. Il sistema americano ha gli anticorpi per difendersi, e gridare al “fascismo” come a un fatto compiuto non aiuta né a comprendere né a contrastare. Ma il rischio che l’involuzione autoritaria trumpiana dilaghi è concreto.
in reply to Marco Cappato

Non concordo. In questo momento negli USA le libertà costituzionali sono di fatto compresse, vengono rapite e uccise persone in strada per mano di agenti del governo, gran parte dell'opposizione è in silenzio o inetta, il Presidente e una ristretta cerchia godono di totale immunità, la legge viene costantemente disapplicata sulla base della convenienza o dei capricci di Trump, Stati vengono invasi e alleati minacciati,...
Se non è fascismo questo!
in reply to Marco Cappato

Ciao Marco, sono d'accordo che il rischio di "dilagamento" è concreto e proprio per questo occorre creare una rete di associazioni che capisca che è tempo di imparare a fare politica direttamente. Però nel nuovo paradigma della politica. Prova a leggere questo articolo: se ti piace ci risentiamo listacivicaitaliana.org/2026/f… Buona serata
in reply to Marco Cappato

L’adeguamento automatico delle pensioni all’aspettativa di vita non è una punizione per nessuno, ma una misura di equità intergenerazionale. Bloccarlo oggi significa scaricare i costi domani su chi lavora e versa contributi. I giovani contano poco nelle urne, ma sono quelli che pagano davvero il conto. La sostenibilità non è ideologia: è responsabilità. Ignorarla è solo una forma elegante di egoismo sociale.

Anna Pompili al Senato – Riordino del servizio di IVG in Abruzzo


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Anna Pompili, Consigliera generale dell’Associazione Luca Coscioni, interverrà alla presentazione al Senato della proposta di legge regionale sul riordino del servizio di Interruzione Volontaria di Gravidanza in Abruzzo.

📍 Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro, Senato della Repubblica – Piazza Capranica 72, Roma
🗓 Mercoledì 28 gennaio 2026
🕛 Ore 15:00


L’iniziativa, promossa dalla senatrice Alessandra Maiorino, sarà un momento di confronto sulle criticità e sulle prospettive di riforma per garantire l’effettiva applicazione della legge 194 e un accesso equo ai servizi di IVG sul territorio.

Come partecipare
L’accesso in sala è consentito fino al raggiungimento della capienza massima.
Per partecipare in presenza è necessario accreditarsi scrivendo a:
📧 segreteria.maiorino@senato.it

In caso di esaurimento dei posti, l’evento sarà trasmesso in diretta streaming su webtv.senato.it.

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Convegno “Luca Coscioni e la ricerca scientifica sulle cellule staminali e sulle malattie rare”


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VAI A: PROGRAMMA | PREANNUNCIA LA TUA PARTECIPAZIONE


Su iniziativa della Vicepresidente del Senato, senatrice Mariolina Castellone, l’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica APS organizza il convegno:

Luca Coscioni e la ricerca scientifica sulle cellule staminali e sulle malattie rare


Il convegno si svolgerà giovedì 19 febbraio 2026, dalle ore 9:00 alle ore 12:30, presso la Sala Zuccari del Senato della Repubblica, in Palazzo Giustiniani a Roma.


A venti anni dalla sua morte, l’Associazione Luca Coscioni ricorda il suo fondatore con un incontro per fare il punto sulla libertà di ricerca scientifica in Italia e nel mondo, a partire dalla battaglia sulla quale Luca Coscioni aveva ottenuto il sostegno di 100 Premi Nobel: la libertà di ricerca sulle cellule staminali.

Si affronteranno anche altre questione relative al rapporto tra scienza e politica, tra cui quella delle “terapie orfane” sulle malattie rare (a partire dal caso delle sperimentazioni e terapie Holostem oggi bloccate), delle Tecnologie di Evoluzione Assistita sulle piante e delle politiche di governo della scienza.

— Programma —

➡ Apertura dei lavori e saluti


  • Senatrice Mariolina CASTELLONE, Vice-Presidente del Senato della Repubblica
  • Anna, Monica e Rodolfo COSCIONI

Introduzione: Filomena GALLO, Avvocata e Segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni


➡ La ricerca sulle cellule staminali embrionali


Modera: Mirella PARACHINI, Vicesegretaria dell’Associazione Luca Coscioni
  • Testimonianza di Maurizio, paziente affetto da Parkinson, con l’avvocata Alessia CICATELLI, Membro di Giunta dell’Associazione Luca Coscioni
  • Prof. Giulio COSSU, Constance Thornley Professor of Regenerative Medicine
  • Prof. Malin PARMAR, Professor in Cellular Neuroscience


➡ La ricerca sulle malattie rare


Testimonianza di Alessandro BARNESCHI
  • Prof. Michele DE LUCA, Professore ordinario di Medicina Rigenerativa, co-Presidente dell’Associazione Luca Coscioni


➡ Libertà di ricerca sulle biotecnologie vegetali


Roberto DEFEZ


➡ Il governo della ricerca in Italia


Valeria POLI, Professoressa di Biologia molecolare presso l’Università di Torino


Seguono interventi di parlamentari in carica o che negli anni hanno preso parte alle attività dell’Associazione Luca Coscioni

➡ Conclusioni


  • Dott.ssa Chiara LALLI, bioeticista
  • Prof. Gilberto CORBELLINI, Professore di storia della medicina e bioetica
  • On. Marco CAPPATO, Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni


Segue una marcia fino al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, in via Veneto, 33, per la consegna delle firme raccolte sull’appello al Ministro Urso per la ripresa della ricerca e delle terapie Holostem.

L’accesso in sala – con abbigliamento consono e per gli uomini con obbligo di cravatta – è consentito fino al raggiungimento della capienza massima; in caso di esaurimento posti in presenza, la conferenza potrà essere seguita in streaming sui canali ufficiali.

Le opinioni e i contenuti espressi nell’ambito dell’iniziativa sono nell’esclusiva responsabilità dei proponenti e dei relatori e non sono riconducibili in alcun modo al Senato della Repubblica o ad organi del Senato medesimo.


— Preannuncia la tua partecipazione —


Per partecipare è obbligatorio compilare questo form entro e non oltre domenica 15 febbraio. L’accesso è consentito fino ad esaurimento posti; il form verrà chiuso quando sarà raggiunta la capienza massima. I giornalisti devono accreditarsi scrivendo a ufficiostampa@associazionelucacoscioni.it

Partecipazione al convegno del 19 febbraio

  • Nome*
  • Cognome*
  • Email*
  • Cellulare*
  • Data di nascita*

    GG
    MM
    AAAA

    Va indicata nella lista dei partecipanti che dovranno accedere alle sale del Senato

  • Consenso trattamento dati*
    • Accetto le condizioni della privacy


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Diego Silvestri e Claudia Moretti parteciperanno al Convegno “Il diritto alla salute mentale”.

Claudia Moretti, avvocata e membro del Consiglio Generale dell’Associazione Luca Coscioni e Diego Silvestri, psichiatra e Consigliere Generale dell’Associazione Luca Coscioni, interverranno il 17 febbraio al Convegno “Il diritto alla salute mentale” organizzato dalla Fondazione per la Formazione Forense dell’Ordine degli Avvocati di Firenze, presso l’Auditorium “A. Zoli” e in modalità webinar per gli iscritti fuori Foro.

📅Martedì 17 febbraio 2026
🕕Dalle ore 15 alle 18
📍Auditorium “A. Zoli”, Viale Guidoni 61 – Firenze e via webinar previa registrazione


Il Convegno, con partecipazione gratuita, avrà luogo il 10 e il 17 febbraio. Verranno accettate esclusivamente le richieste ricevute telematicamente attraverso l’area riservata Sfera alla quale si potrà accedere dal link presente sulla pagina dell’evento pubblicato sul sito www.fondazioneforensefirenze.it

Per maggiori informazioni qui la locandina completa

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Marco Cappato ospite al Festival del Sapere – “La mia storia e il fine vita”


Marco Cappato tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni,parteciperà alla quarta edizione del Festival del Sapere con un incontro pubblico dal titolo “La mia storia e il fine vita”, un dialogo aperto con Ezio Pederiva incentrato sul suo impegno civile e politico per il riconoscimento dei diritti individuali.

📅Giovedì 29 gennaio 2026
🕕Dalle ore 20:30
📍Sala Consiliare, Piazza Martiri della Libertà 1, Sernaglia della Battaglia (TV)


Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Info: 0438 965573 – biblioteca@comune.sernagliatv.it

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La Cellula Coscioni di Treviso organizza lo sportello sul testamento biologico


📍 Libreria San Leonardo, Piazza Santa Maria dei Battuti 16 – Treviso
🗓 Sabato 31 gennaio 2026
🕙 Dalle 10:00 alle 12:00 (4 appuntamenti individuali di circa 30 minuti)


Una mattinata di colloqui individuali e riservati su temi fondamentali di fine vita, organizzati dalla Cellula Coscioni di Treviso presso la Libreria San Leonardo. Lo sportello è coordinato da un volontario esperto e si svolgerà con la presenza del
Dott. Antonio Orlando, oncologo palliativista, già responsabile sanitario dell’Hospice Casa dei Gelsi. Durante gli incontri si potranno ricevere informazioni e chiarimenti su: D.A.T. (Disposizioni Anticipate di Trattamento – Testamento Biologico), pianificazione condivisa delle cure, consenso informato, rifiuto di trattamenti sanitari, Cure palliative e sedazione palliativa profonda, Morte volontaria medicalmente assistita.

La partecipazione è gratuita ma su prenotazione, fino ad esaurimento disponibilità al:

+39 328 69 66 553 o cellulatreviso@associazionelucacoscioni.it

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Claudia Moretti e Piero Cipriano e parteciperanno al Convegno “Il diritto alla salute mentale.”


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Claudia Moretti e Piero Cipriano parteciperanno al Convegno “Il diritto alla salute mentale.”

Claudia Moretti, Avvocata e membro del Consiglio Generale dell’Associazione Luca Coscioni e Piero Cipriano, psichiatra, psicoterapeuta e autore interverranno il 10 febbraio al Convegno “Il diritto alla salute mentale” organizzato dalla Fondazione per la Formazione Forense dell’Ordine degli Avvocati di Firenze, presso l’Auditorium “A. Zoli” e in modalità webinar per gli iscritti fuori Foro.

📅Martedì 10 febbraio 2026
🕕Dalle ore 15 alle 18
📍Auditorium “A. Zoli”, Viale Guidoni 61 – Firenze e via webinar previa registrazione


Il Convegno, con partecipazione gratuita, avrà luogo il 10 e il 17 febbraio. Verranno accettate esclusivamente le richieste ricevute telematicamente attraverso l’area riservata Sfera alla quale si potrà accedere dal link presente sulla pagina dell’evento pubblicato sul sito www.fondazioneforensefirenze.it

Per maggiori informazioni qui la locandina completa

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Per una moratoria sulla GPA non basta un te in Vaticano


Sarebbe troppo facile liquidare l’ennesima sortita della Ministra Eugenia Roccella con l’antico adagio per cui le colpe, proprio come i meriti, dei padri non devono ricadere sull’operato della loro prole, quindi occorre entrare nel merito di quanto da lei recentemente, e nuovamente, affermato in un incontro pubblico circa la necessità di bandiere in tutto il mondo la maternità surrogata prendendo a modello la legislazione italiana.

A metà gennaio, a Palazzo Borromeo, sede dell’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, si è tenuto l’incontro “Un fronte comune per la dignità umana: prevenire la mercificazione di donne e bambini nella maternità surrogata”. Sul palco l’arcivescovo Paul Richard Gallagher, segretario vaticano per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni Internazionali, e, appunto, la Ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità Eugenia Roccella. Motivo del “dibattito” concordare un impegno comune per contrastare “l’utero in affitto a livello globale”.

Mentre da parte vaticana non c’era da aspettarsi altro che le solite denunce di mercificazione del corpo di donne, rafforzata in quella occasione da accenni a non meglio identificate “femministe” che pur però esistono, da parte della Ministra Roccella sono state avanzate proposte che, per l’impegno istituzionale, politico e diplomatico che comportano, necessiterebbero una mobilitazione internazionale straordinaria da parte del Governo Meloni.

“C’è bisogno di una convergenza, di una sensibilizzazione e di un luogo, come per esempio le Nazioni Unite, dove riuscire a creare un gruppo di nazioni che cerchino di combattere questo progressivo affermarsi della mercificazione della maternità” ha detto Roccella “la prima cosa possibile è proprio una sospensione, una moratoria, in particolare una moratoria per la surrogata “cross-border”.

Il Governo italiano di moratoria se ne intende. Da 32 anni, infatti, la proposta di proclamare una sospensione “universale” delle esecuzioni capitali è nota nel mondo come “Italian initiative”, una iniziativa che è Italiana perché frutto di anni di lotte politiche, nonviolente, parlamentari e governative, promosse dal Partito Radicale e portate avanti dall’associazione Nessuno Tocchi Caino.

Una proposta che partiva dalla (mai usata come argomento) tradizione giudaico-cristiana del “non uccidere” e che, ove mai fosse (stato) necessario, trovava negli strumenti internazionali sui diritti umani, in particolare nel protocollo opzionale del Patto internazionale sui diritti civili e politici, la conferma dell’illegalità dello Stato che si fa carnefice.

Una decisione politica presa dai primi congressi radicali transnazionali alla fine degli anni ‘80, arrivò a compimento nel 2007 grazie al Governo Prodi, nel 1994 c’era già stata un’importante prova generale tentata dal governo Berlusconi – in entrambi i casi con Emma Bonino protagonista.

A dicembre del 2007, l’Assemblea generale dell’ONU adottò a larga maggioranza una mozione che, appunto, proclamava una moratoria universale della pene di morte in vista della sua totale abolizione dovunque. Negli anni, ma non per inerzia, il sostegno a quella proposta è cresciuto. Grazie a quella iniziativa l’Italia ha iscritto il proprio nome nel registro di chi grazie alle opportunità offerte dalle Nazioni unite riesce a far qualcosa in ossequio cogli obblighi internazionali in materia di diritti umani.

Nei giorni in cui nel 2004 il Parlameno italiano adottava la famigerata Legge 40 – un coacervo di proibizioni che colpivano la ricerca scientifica sulle cellule staminali embrionali quanto la procreazione medicalmente assistita, PMA, inclusa gravidanza per altre persone, al Palazzo di Vetro l’Italia si prestava a una iniziativa vaticana: proibire in tutto il mondo la “clonazione umana”.

Nei primi anni 2000, la ricerca sulle blastocisti, le cellule staminali embrionali non utilizzate per la PMA, iniziava a suggerire che da quegli studi si potessero individuare cure per malattie rare o neurodegenerative per cui non esistevano risposte terapeutiche efficaci. Avendo a che fare con “materiale umano”, il Vaticano si era inserito in un dibattito in seno alla commissione affari legali dell’Assemblea generale dell’ONU, facendo diventare la “clonazione terapeutica”, riconosciuta come già praticabile da decine di Stati, una “costola” della “clonazione riproduttiva”. Il messaggio era “non fabbrichiamo esseri umani” per poi “venderne” “pezzi” per farli diventare medicine. All’iniziativa vaticana si unirono subitoItalia, Costarica e gli USA di Bush – a cui seguirono i peggiori regimi totalitari e autoritari.

Grazie a una sinergia tra i paesi che stavano investendo in ricerca sulle staminali embrionali, Canada, Belgio, Paesi Bassi, Sudafrica e Corea del sud e Singapore e una coalizione di organizzazioni non governative guidate, per l’appunto, dall’Associazione Luca Coscioni, e l’attiva mediazione di Francia e Germania, il tutto fu prima deferito all’UNESCO e poi caduto nel dimenticatoio.

Nell’estate del 2004, l’Associazione e il Partito Radicale convocano la prima sessione del Congresso mondiale Libertà di Ricerca proprio per far fronte al blocco che in seno alle Nazioni Unite voleva far adottare una vera e propria convenzione per bandire tutte le forme di clonazione, senza distinzione fra quella ritroduttiva e quella terapeutica.

Ne seguirono quattro mesi di mobilitazione internazionale, coordinata al Palazzo di Vetro dall’Associazione e la Coalition for the Advancement of Medical Research e il Genetics Policy Institute, diminuirono la portata della proposta che nel febbraio 2005 fu poi trasformata in una dichiarazione – pertanto non vincolante, al contrario della convenzione – appoggiata da 80 su 193 Stati Membri dell’ONU, Santa Sede e Italia in testa.

Se l’intenzione annunciata dalla Ministra Roccella fosse in effetti quella di proporre una moratoria universale della maternità surrogata, il Governo dovrebbe chiedere che il tema sia inserito all’ordine del giorno della VI commissione (affari legali) dell’Assemblea generale dell’ONU. Affinché venga discussa entro l’estate del 2025, l’Italia dovrebbe chiedere una calendarizzazione d’urgenza di un tema non previsto dal programma dei lavori, nel caso in cui non ci fossero i tempi tecnici, dovrebbe prepararsi per farlo a settembre prossimo in modo da avviare la discussione nelle commissioni competeneti per poi arrivare in plenaria.

Affinché la Commissione affari legali dell’Assemblea Generale concordi con la proposta, occorrerà che l’Italia, e che la pensa come lei, organizzi un fronte ampio di Stati Membri per predisporr una bozza di risoluzione.

Ma cosa dovrebbe chiedere tale risoluzione?

  • Proclamare una moratoria, giuridicamente non vincolante, come la risoluzione sulla moratoria delle esecuzioni capitali?
  • Rinviare la questione nuovamente in Commissione col mandato di predisporre un nuovo testo che si incarichi di abbozzare una vera e propria convenzione,magari coinvolgendo la Commissione sul dirito internazionale, che proibisca la pratica della maternità surrogata, un po’ come accade con la tortura?
  • Rinviare il tutto alla Commissione sullo Status delle Donne?
  • Interessare il Consiglio sui diritti umani?

Indipendentemente dagli scenari, occorre che il Governo, e non una singola Ministra, prenda una decisione formale, possibilmente confortata da un passaggio parlamentare. Dopodiché occorrerà che la diplomazia italiana dedichi il tempo e le risorse necessarie per creare una “coalizione” di governi che sostengano l’iniziativa al Palazzo di Vetro.

Meloni, e Tajani, sono al corrente? Cosa ne pensano?

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Torino – Convegno “Cura e filiazione” con la partecipazione di Francesca Re


Francesca Re, Avvocata e Consigliera Generale dell’Associazione Luca Coscioni, interverrà nella giornata di venerdì 23 gennaio primo convegno interdisciplinare del progetto EVOLVE – Cura e filiazione, il nuovo paradigma della genitorialità funzionale, all’interno del panel “La genitorialità funzionale alla prova dei casi”.

📅Venerdì 23 gennaio 2026
🕕Dalle ore 14 alle 16
📍Università degli Studi di Torino – Campus Luigi Einaudi, Lungo Dora Siena 100, Torino


Il convegno è organizzato con il contributo di Magistratura Democratica e in collaborazione con: Comune di Torino, Camera Minorile di Torino, Associazione Famiglie Arcobaleno, Associazione Luca Coscioni, Associazione Rete Lenford e si svolgerà nelle giornate del 22 e 23 gennaio.

Accreditato presso l’Ordine degli avvocati di Torino. La partecipazione consente l’acquisizione di crediti validi ai fini della formazione permanente.Link info e programma completo

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Matteo Mainardi interviene a Bologna in occasione della proiezione del film “La Grazia”


📅Giovedì 22 gennaio 2026
🕕Dalle ore 18:00
📍Cinema Odeon, Via Mascarella 3, Bologna


In occasione della proiezione del film La Grazia di Paolo Sorrentino con Toni Servillo, la Cellula Coscioni di Bologna sarà presente con un tavolo informativo e con un dibattito post-proiezione che vedrà l’intervento di Matteo Mainardi, Coordinatore della campagna “Liberi subito” e Consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica APS, per un confronto sui diritti nel fine vita e sul rispetto della volontà individuale.

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Lista Referendum e Democrazia ha ricondiviso questo.

Se un militare USA ricevesse l’ordine di invadere la Groenlandia “sarebbe moralmente accettabile disobbedire a quell’ordine” anche se “questo forse metterebbe quella persona in una situazione insostenibile”.
(arcivescovo Timothy Broglio, ordinario militare Chiesa cattolica USA, oggi sul Corriere della Sera)

Alessia Cicatelli a Roma alla Presentazione dello Sportello DAT nel II e III Municipio 


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Alessia Cicatelli a Roma alla Presentazione dello Sportello DAT nel Secondo e Terzo Municipio

📅 Mercoledì 21 gennaio 2026
🕕 Ore 18:00
📍 Sala Consiliare Terzo Municipio, Piazza Sempione 15, Roma


Alessia Cicatelli, Avvocata e Membro di Giunta dell’Associazione Luca Coscioni interverrà alla presentazione dei nuovi Sportelli Informativo sulle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT), all’interno del II e III municipio di Roma, istituiti grazie ad un protocollo d’intesa sottoscritto in collaborazione con l’Associazione Luca Coscioni.

Saranno presenti per il II municipio la presidente Francesca del Bello e l’assessore alle politiche sociali Gianluca Bogino e per il III municipio , il presidente Paolo Marchionne e la consigliera Marta Marziali.

L’iniziativa, promossa dalla Cellula Coscioni di Roma e con il supporto delle istituzioni municipali, nasce con l’obiettivo di fornire ai cittadini informazioni chiare e accessibili sulle disposizione anticipate di trattamento e di far conoscere questo strumento per esercitare un diritto sancito dalla legge 219/2017 e di facilitare il deposito dello stesso.

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Trump vuole una nuova ONU dove invita chi vuole lui, facendogli sborsare un miliardo di dollari.
Che l'ONU così com'è abbia grossi limiti è evidente, perché è un'istituzione dove dittatori e autocrati hanno diritto di veto e piena legittimità.
I limiti dell'ONU vanno però superati attraverso la cooperazione rafforzata tra Stati che rinunciano a parte della propria sovranità per fare valere il diritto internazionale e la democrazia, non per fare i soci in affari.
in reply to Marco Cappato

trump è un fantoccio del kremlino
evidenze già dal primo mandato e poi solo conferme
però è un clown è si fatto scoprire

In questa fase il kremlino ha perso il rapporto con la realtà e tenta disperatamente di fargli attaccare la NATO e imporre una Yalta zombie per rinverdire i fasti del vecchio impero di menzogne e arretratezza, e desolazione.
putin non sa più come muovere il suo potus

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Marco Cappato

@matt70x l’ONU andrebbe riformata, ma è comunque indispensabile una istituzione dove siano tutti i governo del mondo, anche i peggiori. Andrebbe però integrata da istituzioni internazionali con il potere di fare valere la forza del diritto e il metodo democratico, che quindi non siano aperte a chiunque.
@Matt

Sla: serve uniformità di assistenza. La battaglia di Francesco è anche la mia


Testo di Sabrina Di Giulio, consigliera generale dell’Associazione Luca Coscioni e persona malata di SLA


La battaglia vinta da Francesco Menotti, persona malata di SLA che vive nelle Marche, è una notizia che dà speranza non solo a lui, ma a tutte le persone con SLA e alle loro famiglie. Dopo anni di richieste, scontri e promesse mancate, Francesco è riuscito a ottenere, nel proprio ambito territoriale sanitario, un risultato storico: il riconoscimento di un’assistenza domiciliare adeguata e personalizzata in base allo stadio della malattia, estesa a tutte le persone con SLA residenti nei Comuni dell’ambito.

Francesco ha lottato per ottenere un’assistenza adeguata, che non deve essere né una concessione né un privilegio ed è riuscito ad affermare un principio che dovrebbe valere ovunque in Italia. Ma, purtroppo, non è così.

Sono una persona malata di SLA da molti anni e so cosa significa dipendere, ogni giorno e ogni notte, da un’assistenza continua per vivere con dignità. So anche cosa significa essere “fortunati” o “sfortunati” a seconda del luogo in cui si vive. Per questo il risultato ottenuto da Francesco rappresenta un modello di buona sanità che deve essere esteso.

Mi associo alla battaglia di Francesco, che è anche la mia battaglia: garantire a tutte le persone con SLA, ovunque vivano, un’assistenza adeguata e personalizzata in base allo stadio della malattia, nel rispetto del diritto alla salute.

Come Associazione Luca Coscioni continueremo a sostenere questa battaglia di civiltà, perché il diritto a vivere con dignità non può essere evocato a parole o ridotto a retorica politica, ma deve tradursi in strumenti concreti di assistenza, ogni giorno e ovunque, garantiti dalle istituzioni.

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Francesca Re interviene a Frascati in occasione della proiezione del film La Grazia


📅27 gennaio 2026
🕢Ore 19:30
📍Politeama, Largo Augusto Panizza 5, Frascati (RM)


In occasione della proiezione del film La Grazia di Paolo Sorrentino con Toni Servillo, le Cellule Coscioni di Roma e Pomezia saranno presenti con un tavolo informativo e con un dibattito pre-proiezione con l’intervento di Francesca Re, Avvocata e Consigliera Generale dell’Associazione Luca Coscioni, per un confronto sui diritti nel fine vita e sul rispetto della volontà individuale.

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Filomena Gallo interviene da remoto all’incontro “C’è anche il diritto di morire: dopo la sentenza della Corte costituzionale sulla legge toscana”


Filomena Gallo, Avvocata e Segretaria Nazionale dell’Associazione Luca Coscioni parteciperà da remoto all’incontro promosso dalla rete “Per una Sanità del Servizio Pubblico” che affronterà il significato politico e giuridico della recente sentenza 204/2025 della Corte costituzionale, sulla legge sul fine vita della regione Toscana.

📅 Venerdì 23 gennaio 2026
🕕 Ore 18:00 – 20:00
📍 Casa di Quartiere Giorgio Costa, Via Azzo Gardino 44, Bologna


Insieme a lei interverranno: Lucia Busatta, Donata Lenzi, Enrico Sostegni, Ludovica De Panfilis,Danila Valenti, Paolo MalacarneModererà: Giovanni Gordini

Un’occasione importante per confrontarsi sulle prospettive aperte dalla sentenza e sulle azioni future per garantire il diritto di scegliere fino alla fine.

La registrazione sarà disponibile su:perunasanitadelserviziopubblico.home.blog

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Dibattito post proiezione de “La Grazia” di Paolo Sorrentino a La Spezia


📅Giovedì 22 gennaio 2026
🕣Ore 20:30
📍Cinema Il Nuovo Via Cristoforo Colombo 99, La Spezia


In occasione della proiezione del film La Grazia di Paolo Sorrentino, interpretato da Toni Servillo e presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, la Cellula Coscioni di La Spezia organizza al termine del film un dibattito con:

  • Don Giulio, ex parroco di Bonassola
  • Dott.Franco Vaira, oncologo
  • Dott. Lorenzo Di Alesio, medico palliativista

Un’occasione per riflettere insieme sui temi attuali del fine vita e dell’autodeterminazione.

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Lista Referendum e Democrazia ha ricondiviso questo.

Adesso che Trump non ha attaccato l'Iran, "noi" (italiani, europei, nonviolenti,...) come lo vogliamo aiutare il popolo iraniano?

Trovare risposte non è semplice, ma nemmeno cercarle significherebbe che o se ne occupa Trump o non se ne occupa nessuno.

in reply to Marco Cappato

ritengo sia necessario informare- soprattutto va chiarito che gli ayatollah sono la parte visibile di una classe dirigente che si è arricchita a spese della popolazione con l'economia di guerra, dare spazio agli espatriati, accogliere i profughi e promuovere l'impegno dell'UE a ripensare il sistema delle sanzioni che grava sul popolo iraniano e ha rafforzato il regime
in reply to Marco Cappato

Immagino che uno sui punti su cui si può supportare "da fuori" sia sui mezzi di comunicazione per organizzarsi.
Purtroppo non ho idea di come si possa replicare la cosa sotto un regime come quello iraniano, ma leggevo che in assenza di internet (ad es. durante uragani) ci si può riorganizzare tramite servizi di messaggistica decentralizzati (es: meshtastic.org/ ) se non addirittura ritornare alla radio FM.
Non so se dobbiamo tornare a fare le radio come nella 2GM, ma...
Lista Referendum e Democrazia ha ricondiviso questo.

Il “Board della Pace” di Trump vuole sostituirsi all’ONU, per superarne le inadeguatezze nel difendere non la democrazia liberale, ma gli interessi di Trump.
Lista Referendum e Democrazia ha ricondiviso questo.

L’ invio di soldati europei in Groenlandia non è una “barzelletta”, come sostiene Crosetto. È un segnale serio della volontà di non farsi calpestare dall’ imposizione degli interessi USA. Irridere questo tentativo, certamente fragile e inadeguato, significa avere scelto di puntare, come Italia, a raccattare le briciole della spartizione invece di giocare un ruolo come Unione Europea.
in reply to Marco Cappato

Capisco il senso del segnale politico, ma chiamarlo “serio” rischia di essere più simbolico che realistico. Senza una vera politica estera e militare comune, l’Europa resta un condominio che discute mentre altri decidono. L’ironia di Crosetto può essere fastidiosa, ma fotografa anche questa fragilità. Prima di parlare di dignità geopolitica, forse servirebbero strumenti all’altezza. Altrimenti il rischio non sono le briciole: è l’illusione.

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“Lasciatemi morire ridendo” a Milano – Proiezione del documentario e dibattito post-film

📍 Cinema Wanted Clan, Via Tertulliano, 68, Milano
🗓 Venerdì 30 gennaio 2026
🕗 Ore 21:00


Nell’ambito della campagna nazionale di presentazione del documentario Lasciatemi morire ridendo, la Cellula Coscioni di Milano invita alla proiezione del film dedicato alla storia di Stefano Gheller, primo cittadino veneto a ottenere il via libera per l’aiuto medico alla morte volontaria.

A seguire, dibattito post-proiezione con:

  • Massimiliano Fumagalli, regista del documentario
  • Mauro Toffetti, attivista Associazione Luca Coscioni

L’appuntamento sarà un’occasione per riflettere sui diritti ancora negati nel fine vita e sull’urgenza di garantire piena libertà di scelta alle persone in condizioni di sofferenza estrema. Link ai biglietti qui: mailticket.it/evento/51004/las…

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La Cellula Coscioni di Torino presenta: “Cura, coscienza e scelta” – Riflessioni sulle DAT otto anni dopo la legge 219


📍Casa Valdese, Corso Vittorio Emanuele II, 23 – Torino🗓Sabato 31 gennaio 2026
🕕Ore 18:00


In occasione dell’ottavo anniversario dell’entrata in vigore della legge 219/2017, la Cellula Coscioni di Torino, in collaborazione con la Chiesa Valdese di Torino, promuove un incontro pubblico per approfondire il tema delle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT) e riflettere sui diritti legati alla cura e all’autodeterminazione.

Intervengono:

  • Luca Savarino, Università del Piemonte Orientale
  • Davide Di Mauro, Coordinatore Cellula Coscioni Torino

Modera:

  • Elisa Pittori, Chiesa Valdese di Torino

L’iniziativa si propone come un’occasione di confronto per valutare a che punto siamo, otto anni dopo, nell’applicazione della legge sul biotestamento e per promuovere una maggiore consapevolezza e diffusione di questo strumento.

Con il patrocinio della Città Metropolitana di Torino

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