All'interno di un antichissimo tronco fossilizzato recuperato in Canada i ricercatori hanno trovato i resti di una piccola creatura vissuta circa 300 milioni di anni fa. Si tratta di un microsauro pantilide, tra i primi animali ad essersi adattati alla vita sulla terraferma, dopo il rivoluzionario “sbarco” dei vertebrati avvenuto tra i 390 e i 360 milioni di anni fa, nel Devoniano.
A individuarlo per primo è stato il paleontologo amatoriale Brian Hebert.
Questa creatura, cui è stato dato il nome di Tyrannoroter heberti, appartiene a un gruppo di “pionieri” che gli scienziati chiamano amnioti del ramo basale, strettissimi parenti del gruppo che diede vita a rettili e mammiferi.
A rendere la nuova specie particolarmente interessante non è però la sua storia evolutiva (filogenesi), bensì ciò che i ricercatori hanno trovato all'interno del suo cranio dopo accurate scansioni tridimensionali, ovvero denti capaci di macinare e triturare le piante.
In sostanza, siamo innanzi a uno dei primi animali erbivori noti ai paleontologi. Questa scoperta indica che l'erbivoria si è sviluppata poco dopo il passaggio alla vita sulla terraferma dei vertebrati, e non in una fase successiva come ritenuto sino ad oggi.
I primi vertebrati terrestri a quattro zampe (tetrapodi) sono originati da pesci a pinne lobate – come il celeberrimo celacanto – che impararono a “camminare” sulla terraferma.
I primi tetrapodi rimasero strettamente connessi all'acqua, ma nella fase successiva si trasformarono in animali esclusivamente terrestri in grado di affrancarsi da fiumi, mari e laghi grazie alle uova con l'amnios, da cui deriva il nome amnioti.
Curiosamente, i tetrapodi ancestrali non si interessarono alle piante – già presenti da 100 milioni di anni – ma continuarono a mangiarsi fra loro per un lungo periodo. Le piante, del resto, non erano ricche di tessuti nutrienti ed erano complicate da digerire; inoltre servivano adattamenti specifici per poterle sfruttare. All'epoca c'erano però già degli invertebrati che se ne nutrivano. Piccoli tetrapodi come i pantilidi, probabilmente, nutrendosi di questi insetti costituirono dentatura e microbiota intestinale adatti a sfruttare anche gli organismi vegetali, e così nacquero i primi erbivori. Ma non vegani, dato che probabilmente anche Tyrannoroter heberti si nutriva di una certa quota di proteine animali. L'erbivoria divenne vantaggiosa con la diffusione delle gimnosperme e delle felci nel Carbonifero.
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