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Sabrina Alfonsi: "...C𝐨𝐧 𝐦𝐞𝐧𝐨 𝐞𝐬𝐚𝐬𝐩𝐞𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜’𝐞̀ 𝐦𝐞𝐧𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐞𝐧𝐬𝐨.”


Sabrina Alfonsi
Assessora all’agricoltura, ambiente e ciclo dei rifiuti di Roma Capitale.

📍 Giugno 2022

“𝐎𝐠𝐠𝐢 𝐬𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐬𝐮𝐥𝐥’𝐞𝐬𝐚𝐬𝐩𝐞𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐬𝐞 𝐧𝐨𝐢 𝐧𝐞𝐥 𝐟𝐫𝐚𝐭𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐢𝐧𝐜𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐚 𝐩𝐮𝐥𝐢𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚̀ 𝐜𝐨𝐧 𝐦𝐞𝐧𝐨 𝐞𝐬𝐚𝐬𝐩𝐞𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜’𝐞̀ 𝐦𝐞𝐧𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐞𝐧𝐬𝐨.”

In seguito l’assessora Alfonsi ha definito queste sue parole un "paradosso", ma per noi restano una dichiarazione su cui riflettere.

Sorgono spontanei molti dubbi: l’emergenza può diventare uno strumento di consenso?



#Roma #Gualtieri #NoInceneritore #EmergenzaRifiuti #Politica #RifiutiZero #CittadiniEsasperati #Termovalorizzatore





Sull’intelligenza artificiale il Pentagono accelera e cambia metodo

@Notizie dall'Italia e dal mondo

Nelle ultime ore il Dipartimento della Guerra degli Stati Uniti ha diffuso un documento che assomiglia più a una presa di coscienza che a una strategia. La Artificial intelligence strategy for the Department of War non racconta un futuro ordinato da costruire con pazienza, ma un



La vera posta in gioco del referendum di Marzo.


noblogo.org/transit/la-vera-po…


La vera posta in gioco del referendum di Marzo.


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(R1)

Il prossimo 22 e 23 marzo, saremo chiamati a votare sul referendum confermativo della legge costituzionale sulla separazione delle carriere tra magistratura giudicante e requirente.

Attenzione: non si vota “sulla giustizia”, come vorrebbe far credere la propaganda governativa, ma su una riscrittura di equilibri fondamentali nel sistema democratico italiano.

E, come spesso accade, chi spinge per un “sì” vuole farlo nel silenzio generale. Il governo #Meloni ha fissato la data in modo da soffocare ogni discussione pubblica: poche settimane per comprendere, ancora meno per mobilitarsi, e praticamente zero tempo per un vero dibattito politico e culturale.

Non è casualità, ma strategia. La stessa logica autoritaria e paternalista che da tempo accompagna la retorica della “riforma necessaria”: si decide in alto, poi si chiede al popolo di ratificare in fretta, e possibilmente distratto.

(R2)

Dietro la parola d’ordine “modernizzare la giustizia” si nasconde un intento tutt’altro che neutro. Separare le carriere significa indebolire il pubblico ministero, togliergli indipendenza, e spingerlo verso una subordinazione più diretta al potere politico.

Una magistratura spaccata in due diventa più controllabile, più docile, più allineata ai desideri del governo di turno. È un vecchio sogno che torna ciclicamente: quello di poter “telefonare” ai giudici senza trovare dall’altra parte un muro di autonomia.

Niente campagne istituzionali di approfondimento, niente confronto pluralista. Solo qualche dichiarazione autoreferenziale dei leader di governo e una valanga di slogan.

Il risultato? Gli italiani rischiano di presentarsi alle urne senza capire davvero cosa stiano votando.Ed è proprio così che si mina una democrazia: non cancellandola in un colpo solo, ma svuotandola di pensiero critico e partecipazione consapevole. Non lasciamoci confondere dal lessico tecnico o dalla propaganda “modernizzatrice”.

Questo referendum non migliora la giustizia, ma la imbriglia, la amputa, la rende più vulnerabile al potere. Chi crede ancora in una Repubblica delle garanzie e non delle sudditanze, deve dirlo con forza e chiarezza. Il 22 e 23 marzo votiamo NO, per difendere il diritto di tutti a una giustizia davvero libera, non di governo.

#Blog #ReferendumSeparazioneCarriere #Italia #Giustizia #Opinioni

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