"Quanto è importante che questo Vangelo raggiunga soprattutto quanti sono oppressi dalla malvagità, che corrompe la storia e confonde le coscienze!". Così Papa Leone XIV al Regina Caeli del Lunedì dell'Angelo.

[2026-04-11] Serata in solidarietà con l’ex CAAB @ Piano Terra


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Serata in solidarietà con l’ex CAAB

Piano Terra - via Federico Confalonieri 3, Milano
(sabato, 11 aprile 18:00)
Serata in solidarietà con l’ex CAAB
Serata in solidarietà con l’ex CAAB: la lotta per la casa non è un crimine, una necessità!
Lo sgombero è sempre un atto di guerra contro la popolazione interna.

Dopo l’operazione Robin Hood contro il comitato Giambellino, accogliamo con felicitazione la notizia della sentenza di assoluzione delle 75 imputate del comitato di Padova (di cui abbiamo parlato qui) lanciamo una campagna in solidarietà al Comitato Autonomo Abitanti Barona..quando un processo si chiude un altro si apre.

Partendo dal libro Sgomberi Dolci, vi invitiamo sabato 11 aprile a un momento di confronto libero sul diritto alla casa e alla città.:

Ore 18 – aperitivo e mostra fotografica antiolimpica a cura di @je.giulia
Ore 19 – inizio discussione con l’autrice @manucencetti
22:30-2 dj-set electro e tekno con:

@mat_diouf
@0_.shroom._0
@cosimo.verga
@chiaramartiinelli

Tutto il ricavato andrà a supporto dell* imputat* dell’ex CAAB


puntello.org/event/serata-in-s…

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Monopattino Nilox M1 - Questo è un post automatico da FediMercatino.it

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@Il Mercatino del Fediverso 💵♻️

Gli auguri pasquali di Papa Leone XIV per la piccola comunità cristiana di Gaza. A renderlo noto è il parroco latino della parrocchia della Sacra Famiglia, padre Gabriel Romanelli: “Abbiamo ricevuto due messaggi per tutta la comunità – precisa al Sir…

l'idea del legislatore californiano è che ogni volta che ti metti davanti al pc in casa tua devi mostrare un documento di identità per la lettura dell'età? serve anche una webcam? se l'identificazione della foto sul documento fallisce niente pc? o serve il lettore di chip per poter dover inserire il pin assieme al documento? fatemi capire.... e chiedere l'installazione si un keylogger di stato che spedisce tutti quello che scrivi allo stato uso spionaggio invece alla prossima occasione? fatico a trovare reale utilità legittima e un senso a questa cosa.

per chi ritiene che in questa nuova corsa allo spazio e specificatamente alla luna (partecipano anche cinesi, indiani, brasiliani, giapponesi, ecc.) i russi stiano vincendo la guerra e non siano in minima difficoltà (un radioamatore russo su una qsl mi ha scritto: "ciò che non distrugge rafforza", ma purtroppo per lui l'economia non funziona così) paiono abbastanza appannati come immagine. finiti i razzi? niente russi da spedire sulla luna a cavalcioni di qualcosa assieme a un orso?

Operazione Netfix


@Privacy Pride
Il post completo di Christian Bernieri è sul suo blog: garantepiracy.it/blog/op-netfi…
No, non ho dimenticato un carattere. Il movimento consumatori ha ottenuto una vittoria con una sentenza (n.4993/2026 Trib. Roma) che mette in seria difficoltà Netflix. È stata accertata una pratica scorretta e la nullità e inefficacia di specifiche clausole contrattuali per gli abbonamenti

Flying Cell Towers for Lower-Latency


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When the inevitable Kessler Syndrome cascade sweeps Starlink and its competitors from Low Earth Orbit in what will doubtless be a spectacular meteor shower of debris, the people behind Sceye and its competitors are going to be laughing to the bank. That’s because they’re putting their connectivity rather lower than orbit — in the stratosphere, with high-altitude dirigibles.

The advantages are pretty obvious: for one, the dirigible isn’t disposable in the way the very-low-orbit satellites Starlink and its planned imitators use. For another, the time-of-flight for a signal to get to a dirigible 20 km up is less than a tenth of the time it takes to get 480 km up — and that affects latency. Thirdly, the High Altitude Platform System (HAPS) concept won’t require any special transmitters. Regular cellular modems using ordinary 4G and 5G bands and speeds are usable, which eliminates a big barrier to rollout.

If this all sounds a bit familiar, and even dated, perhaps that’s because it is — Google tried to beam internet down from the stratosphere with its Loon project, before shutting it down in 2021. One of Loon’s major shortcomings was reliance on the shifting winds of the upper atmosphere, something the new generation of dirigible stations won’t have to worry about.

Of course, until the positive feedback loop of satellite collisions creating debris that begets yet more collisions that we call a Kessler Syndrome — which we’ve written about in arcade form, oddly enough–one could also use these HAPS stations as a bridge between space-based and ground-based networks.


hackaday.com/2026/04/06/flying…

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DOSSIER. Impronte biologiche e digitali. Il Trattato di Prüm: Cooperazione di Polizia e Sfide Giuridiche

L'evoluzione storica della cooperazione di polizia europea: dalle origini al Trattato di Prüm


La genesi della cooperazione di polizia nell'Unione Europea rappresenta un percorso tortuoso, caratterizzato da un passaggio graduale da logiche puramente intergovernative a sistemi di integrazione sovranazionale sempre più stringenti. Il punto di partenza di questa evoluzione può essere rintracciato nel 1976 con l'istituzione del Gruppo TREVI, una rete informale di rappresentanti dei ministeri della giustizia e degli affari interni nata per rispondere alla minaccia del terrorismo internazionale, del traffico di stupefacenti e della criminalità organizzata.[1, 2] Questa iniziativa segnò il riconoscimento della necessità di un coordinamento che superasse i confini nazionali, sebbene agisse inizialmente al di fuori del quadro formale della Comunità Europea.
Con la firma degli accordi di Schengen e la successiva creazione dello Spazio di Libertà, Sicurezza e Giustizia (AFSJ), l'abbattimento delle frontiere interne impose una riflessione profonda sulla sicurezza collettiva. Il Trattato di Prüm, firmato il 27 maggio 2005, che prende il nome dalla cittadina tedesca ove fu firmato, emerge come la risposta tecnica e politica più avanzata a questa necessità.[3, 4] Promosso originariamente da sette Stati membri — Austria, Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi e Spagna — su iniziativa dell'allora ministro dell'interno tedesco Otto Schily, il trattato mirava a intensificare la cooperazione transfrontaliera per combattere il terrorismo, la criminalità transfrontaliera e l'immigrazione illegale.[3, 4]
L'architettura del Trattato di Prüm, spesso indicato impropriamente come "Schengen III", si fonda sul principio della disponibilità delle informazioni. Questo concetto presuppone che i dati necessari per contrastare il crimine in uno Stato membro debbano essere resi accessibili alle autorità di altri Stati membri con la stessa facilità con cui sono disponibili a livello nazionale. La rilevanza del trattato fu tale che il Consiglio dell'Unione Europea decise di integrarne le disposizioni principali nel quadro giuridico dell'UE attraverso le Decisioni 2008/615/GAI e 2008/616/GAI, rendendo lo scambio automatizzato di profili DNA, impronte digitali e dati automobilistici un obbligo per tutti gli Stati membri.[2, 4, 5]

Il meccanismo tecnico delle impronte biologiche: il DNA nel sistema Prüm



Il cuore pulsante del Trattato di Prüm risiede nell'automazione dell'accesso ai profili DNA. Le Parti contraenti si impegnano a istituire e gestire archivi nazionali di analisi del DNA per facilitare le indagini penali.[3, 5] La procedura si articola in due fasi distinte, progettate per bilanciare l'efficacia operativa con la protezione dei dati personali. Lo Step 1 consiste in una ricerca automatizzata basata sul protocollo "hit/no-hit".[5, 6]
Nello Step 1, le autorità competenti hanno accesso ai cosiddetti dati di riferimento, che comprendono esclusivamente il profilo DNA estratto dalla parte non codificante del genoma e un numero di riferimento univoco.[3, 5, 7] La parte non codificante, definita come le regioni cromosomiche che non hanno proprietà funzionali note per l'organismo, viene utilizzata specificamente per evitare che lo scambio di dati riveli informazioni sensibili sulla salute o sui tratti fisici ereditari del soggetto.[5, 8] Un profilo DNA in questo contesto è rappresentato da un codice alfanumerico che riflette le caratteristiche identificative analizzate.[5, 8]
Quando un punto di contatto nazionale (NCP) interroga i database degli altri Stati membri, il sistema confronta i profili. Se esiste una corrispondenza (un "hit"), l'autorità richiedente riceve solo la conferma del riscontro e il numero di riferimento associato, senza alcuna informazione sull'identità del soggetto.[5, 8, 9] Questa architettura garantisce che le ricerche siano mirate a casi individuali e condotte in accordo con la legge nazionale del paese richiedente.[3, 5]
Lo Step 2 interviene solo dopo la conferma del riscontro positivo. In questa fase, lo scambio di dati personali completi (nomi, date di nascita, dettagli del caso) avviene tramite le procedure tradizionali di assistenza giudiziaria o di polizia.[6] La separazione tra i due step è fondamentale: mentre lo Step 1 è quasi istantaneo — fornendo risultati in pochi minuti — lo Step 2 è soggetto alle normative nazionali e può richiedere tempi significativamente più lunghi a causa della necessità di autorizzazioni giudiziarie.[10, 11]

La ricerca evidenzia come lo Step 1 sia tecnicamente maturo e ampiamente apprezzato dai professionisti della polizia giudiziaria.[6] Tuttavia, lo Step 2 rappresenta un collo di bottiglia critico. Uno studio condotto nei Paesi Bassi ha rivelato che su oltre duemila hit generati nello Step 1, solo l'1,8% ha portato effettivamente a una condanna o è stato utilizzato come prova determinante in tribunale.[6] Questo "tasso di abbandono" è spesso dovuto alla difficoltà di integrare prove ottenute all'estero nel sistema processuale nazionale, evidenziando una divergenza tra l'efficienza tecnologica e l'armonizzazione giuridica.

Impronte papillari e sistemi AFIS: l'identificazione dattiloscopica transfrontaliera


Parallelamente al DNA, il Trattato di Prüm disciplina lo scambio automatizzato di dati dattiloscopici, che includono impronte digitali, impronte palmari e le rispettive tracce latenti.[3, 5, 8] Le immagini delle impronte e i modelli (template) derivati sono gestiti attraverso sistemi AFIS (Automated Fingerprint Identification System) nazionali.[5, 8] Come per il DNA, l'accesso è concesso ai punti di contatto nazionali per la prevenzione e l'investigazione dei reati, limitando le ricerche ai dati di riferimento che non consentono l'identificazione diretta.
[3]L'efficacia del sistema dattiloscopico risiede nella sua capacità di collegare tracce "aperte" (non identificate) trovate sulla scena del crimine con i profili di sospettati o condannati registrati in altri Stati.[3] Ai sensi dell'articolo 9 delle Decisioni Prüm, gli Stati membri devono garantire la disponibilità dei loro sistemi AFIS per le consultazioni automatizzate.[7, 9] La procedura prevede che ogni Stato designi un NCP incaricato di gestire le richieste e le risposte, operando sotto la giurisdizione della propria legge nazionale.[3, 7]

Un aspetto critico della gestione delle impronte papillari riguarda la qualità delle immagini. Per garantire riscontri affidabili, il sistema richiede l'uso di standard tecnici condivisi. L'integrità del dato e la crittografia sono requisiti essenziali per prevenire manipolazioni o accessi non autorizzati durante il transito dei dati tra i NCP.[12] Nonostante l'elevata automazione, il Regolamento Prüm II ha recentemente introdotto l'obbligo di una revisione umana per confermare i match biometici, riconoscendo che gli algoritmi, per quanto avanzati, possono produrre errori che impattano sui diritti fondamentali.[12, 13]

L'attuazione nel contesto italiano: Banca Dati Nazionale del DNA e AFIS



L'Italia ha recepito le direttive del Trattato di Prüm attraverso la Legge 30 giugno 2009, n. 85, che ha istituito la Banca Dati Nazionale del DNA (BDN-DNA) e il Laboratorio Centrale per la Banca Dati Nazionale del DNA.[14, 15, 16] Il sistema italiano è caratterizzato da una distinzione di competenze tra il Ministero dell'Interno, che gestisce la banca dati presso il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, e il Ministero della Giustizia, incaricato del Laboratorio Centrale gestito dal Corpo di Polizia Penitenziaria (DAP).[15, 16, 17]
La BDN-DNA italiana non è solo uno strumento di repressione criminale, ma assolve anche a importanti funzioni umanitarie, come l'identificazione di persone scomparse e di resti cadaverici non identificati.[15, 17] I profili genetici sono inseriti nel database a seguito di tipizzazione effettuata dal Laboratorio Centrale su campioni biologici prelevati da soggetti in stato di detenzione, custodia cautelare o arresto in flagranza per delitti non colposi.[14, 18]

Il funzionamento del sistema italiano si appoggia sul Codice Univoco Identificativo (CUI), che permette di collegare il profilo DNA ai dati segnaletici già presenti nel sistema AFIS.[14, 17] Questo collegamento avviene solo in caso di concordanza positiva tra un profilo ignoto (scena del crimine) e un profilo noto, garantendo che i dati anagrafici rimangano protetti fino al momento del reale riscontro investigativo.[15] La legge italiana è particolarmente rigorosa sulla distruzione dei campioni biologici: il DNA estratto deve essere distrutto dopo la tipizzazione, mentre i campioni residui possono essere conservati per un periodo limitato di otto anni.
[14]

Prüm II: Verso una nuova architettura della sicurezza europea


L'evoluzione tecnologica e l'emergere di nuove minacce hanno reso necessario un aggiornamento del quadro del 2008. Il Regolamento (UE) 2024/982, approvato nel marzo 2024 e applicabile dal 25 aprile dello stesso anno, introduce il cosiddetto sistema Prüm II.[12, 13, 20] Questa riforma non si limita a potenziare i canali esistenti, ma introduce cambiamenti strutturali profondi sia nelle categorie di dati scambiati che nell'infrastruttura tecnica.
Le principali innovazioni di Prüm II includono l'estensione dello scambio automatizzato alle immagini facciali e ai registri di polizia (police records).[12, 13, 21] Mentre Prüm I si concentrava su dati puramente biometrici (DNA, impronte) e tecnici (targhe), Prüm II mira a creare un ecosistema informativo più completo, includendo potenzialmente anche i dati delle patenti di guida, una proposta che ha suscitato accesi dibattiti in termini di proporzionalità e privacy.[13, 22]

L'introduzione delle immagini facciali rappresenta la sfida tecnologica più significativa. Il sistema permetterà di confrontare foto segnaletiche esistenti con immagini catturate, ad esempio, da telecamere di sorveglianza durante la commissione di un reato.[13, 22] Per evitare abusi e falsi positivi, la Commissione Europea è incaricata di stabilire standard minimi di qualità per i dati facciali, con l'obbligo di revisione in caso di alto rischio di errori.[12] Inoltre, Prüm II prevede che lo scambio dei "core data" (nome, data di nascita, numero del caso) debba avvenire entro 48 ore dalla conferma del match biometico, a meno che non sia necessaria un'autorizzazione giudiziaria che richieda tempi più lunghi.[12, 13, 23]

L'architettura tecnica di eu-LISA e l'interoperabilità dei sistemi


Un cambiamento paradigmatico introdotto da Prüm II riguarda il passaggio da un modello di connessione bilaterale a un modello centralizzato basato su router gestiti dall'agenzia eu-LISA.[11, 12, 13] Nel sistema originale, ogni Stato doveva stabilire e mantenere connessioni individuali con tutti gli altri 26 partner, creando una ragnatela di relazioni tecniche complessa da gestire e vulnerabile.[11, 24]
La nuova infrastruttura prevede il "Prüm II Router", un broker di messaggi centralizzato che inoltra le query e le risposte tra i sistemi nazionali e Europol, senza però memorizzare alcun dato a livello centrale.[11, 12] Questo router sarà collegato all'European Search Portal (ESP), consentendo alle autorità di interrogare più sistemi UE simultaneamente.[12] Parallelamente, verrà istituito l'EPRIS (European Police Records Index System) per la gestione dei registri di polizia, la cui gestione tecnica è affidata a Europol.[12, 13]

L'integrazione di Europol nel framework Prüm è un altro pilastro della riforma. Europol potrà ora interrogare le banche dati nazionali degli Stati membri utilizzando dati ricevuti da paesi terzi, agendo come un vero e proprio hub informativo criminale.[11, 12, 13] Allo stesso tempo, gli Stati membri potranno accedere ai dati biometici forniti da partner extracomunitari e memorizzati da Europol, aumentando la capacità di identificare criminali che operano su scala globale.[12, 24]

Sfide giuridiche e criticità sui diritti fondamentali


L'espansione massiccia dello scambio dati sotto Prüm II ha sollevato forti perplessità riguardo alla protezione della vita privata e al rispetto dei diritti fondamentali garantiti dalla Carta dell'UE.[27, 28] Il network European Digital Rights (EDRi) ha descritto il sistema come una potenziale infrastruttura per la sorveglianza biometrica di massa.[21, 27] Una delle critiche più aspre riguarda il concetto di "perpetual line-up" (confronto perpetuo): includendo le immagini facciali e potenzialmente i dati delle patenti di guida, gran parte della popolazione civile — non solo i criminali condannati — potrebbe trovarsi inserita in una rete di riconoscimento facciale consultabile dalle polizie di tutta Europa.[22, 27]
Le sfide giuridiche identificate includono:
· Presunzione di innocenza: L'inclusione di sospettati nei registri di polizia scambiabili potrebbe pregiudicare il trattamento dell'individuo prima ancora di una condanna definitiva.[21, 27]
· Standardizzazione e Qualità dei Dati: La diversità delle legislazioni nazionali e degli standard tecnici può portare a match errati. Il rischio è particolarmente elevato per il riconoscimento facciale, dove i bias algoritmici possono penalizzare determinate etnie o gruppi sociali.[21, 29]
· Mancanza di Controllo Giudiziario: Sebbene Prüm II preveda la revisione umana, critici sostengono che l'automazione spinta riduca lo spazio per una valutazione di necessità e proporzionalità caso per caso, trasformando la cooperazione in un automatismo burocratico.[6, 27]

Per rispondere a queste critiche, il legislatore europeo ha inserito nel Regolamento Prüm II una "clausola di due diligence" e l'obbligo di condurre verifiche di proporzionalità sugli scambi.[13, 20] Inoltre, è stato stabilito che lo scambio di immagini facciali e registri di polizia sia limitato alle indagini per reati che prevedono una pena detentiva di almeno un anno.
[23]

Admissibilità della prova e mutuo riconoscimento


Un'altra frontiera critica riguarda l'uso processuale dei dati ottenuti tramite Prüm. Se lo scambio di informazioni a fini di intelligence è ormai consolidato, la loro trasformazione in prove legali utilizzabili in dibattimento rimane complessa.[6, 30] Il principio della "lex loci regit actum" stabilisce che la prova debba essere raccolta secondo le leggi del paese in cui l'operazione ha luogo, ma il tribunale del paese in cui si svolge il processo deve verificarne la compatibilità con i propri principi costituzionali.[30, 31]
Recenti casi giudiziari, come il caso "Encrochat", hanno sollevato interrogativi sulla legittimità del trasferimento di prove ottenute tramite infiltrazioni tecnologiche in paesi terzi senza una chiara causa probabile (probable cause).[31] L'European Law Institute ha proposto un quadro per l'ammissibilità mutua delle prove che cerchi di bilanciare i diritti della difesa con l'esigenza di una persecuzione penale efficace dei crimini transfrontalieri.[30, 31] Senza tale armonizzazione, il rischio è che il sistema Prüm produca migliaia di indizi che però svaniscono nel nulla al momento del confronto processuale, vanificando l'investimento tecnologico e operativo.

Cooperazione operativa e sfide di sovranità


Oltre allo scambio di dati, il Trattato di Prüm disciplina forme di cooperazione operativa diretta che incidono profondamente sulla sovranità nazionale. Gli articoli dal 17 al 25 del trattato originale prevedono l'impiego di guardie armate a bordo di aeromobili (sky marshals), la costituzione di pattuglie miste e l'assistenza in occasione di grandi eventi o catastrofi.[3, 4, 7]
L'aspetto più audace è rappresentato dall'intervento in caso di pericolo immediato (hot pursuit), che consente agli agenti di uno Stato membro di entrare nel territorio di un altro Stato senza autorizzazione preventiva per prevenire una minaccia imminente alla vita.[4, 7] In queste situazioni, gli agenti stranieri hanno il diritto di portare armi d'ordinanza e possono utilizzarle in caso di legittima difesa, pur rimanendo soggetti alle leggi e alla responsabilità civile e penale dello Stato ospitante.[7] Questa integrazione operativa richiede un livello di fiducia inter-istituzionale senza precedenti, che si riflette anche nella protezione e assistenza che ogni Stato è obbligato a prestare ai funzionari stranieri operanti sul proprio territorio.
[7]

Conclusioni: Verso una biometria europea integrata e responsabile


Il Trattato di Prüm e la sua imminente evoluzione in Prüm II segnano il definitivo superamento della cooperazione di polizia intesa come mera cortesia diplomatica tra Stati. Il sistema si è trasformato in un'infrastruttura tecnologica e giuridica pervasiva, capace di processare milioni di dati biometrici per garantire la sicurezza interna dell'Unione Europea. Il successo del modello è testimoniato dalla partecipazione di paesi extra-UE come la Svizzera, la Norvegia e l'Islanda, che hanno riconosciuto nel framework di Prüm l'unico strumento efficace per non restare isolati nella lotta al crimine organizzato e al terrorismo.[10, 32, 33]

Tuttavia, l'analisi evidenzia che l'efficienza tecnologica deve essere accompagnata da un'evoluzione parallela delle garanzie giuridiche. Il rischio che la biometria diventi uno strumento di sorveglianza indiscriminata è reale, specialmente con l'introduzione del riconoscimento facciale e l'integrazione dei registri di polizia. Il legislatore italiano ed europeo si trova dunque di fronte alla sfida di dover garantire che la Banca Dati Nazionale del DNA e i sistemi AFIS rimangano strumenti di precisione, finalizzati a indagini specifiche e non a una schedatura di massa dei cittadini.

In ultima analisi, il futuro della cooperazione Prüm dipenderà dalla capacità dell'Unione Europea di risolvere il paradosso tra lo Step 1 e lo Step 2: la tecnologia può fornire l'indizio in pochi minuti, ma solo un quadro giuridico armonizzato sull'ammissibilità della prova potrà trasformare quell'indizio in giustizia. La centralizzazione tramite eu-LISA e il potenziamento di Europol sono passi necessari verso la modernizzazione, ma la revisione umana obbligatoria e il rispetto rigoroso della protezione dei dati rimangono le uniche barriere per evitare che lo spazio di sicurezza diventi uno spazio di eccessiva intrusione nella libertà individuale. La sfida per i prossimi anni sarà dunque quella di rendere l'interoperabilità dei sistemi non solo una realtà tecnica, ma una garanzia di efficienza democratica.


  1. Cooperazione di polizia, europarl.europa.eu/RegData/etu…
  2. Police cooperation | Fact Sheets on the European Union, europarl.europa.eu/factsheets/…
  3. 1 TRATTATO DI PRÜM O SCHENGEN II (Paola BALBO) Schengen II - Antonio Casella, antoniocasella.eu/nume/balbo_p…
  4. Prüm Convention - Wikipedia, en.wikipedia.org/wiki/Pr%C3%BC…
  5. Potenziamento della cooperazione transfrontaliera — decisione di ..., eur-lex.europa.eu/IT/legal-con…
  6. Cross-Border Exchange and Comparison of Forensic DNA Data in ..., europarl.europa.eu/RegData/etu…
  7. Trattato di Prüm, www1.interno.gov.it/mininterno…
  8. Stepping up cross-border cooperation – the Prüm decision - EUR-Lex - European Union, eur-lex.europa.eu/EN/legal-con…
  9. Criminal Justice (Forensic Evidence and DNA Database System) Act 2014, Schedule 2, irishstatutebook.ie/eli/2014/a…
  10. Fingerprints and DNA profiles: Obtaining faster information from ..., fedpol.admin.ch/en/fingerprint…
  11. DOC - IPEX.eu, secure.ipex.eu/IPEXL-WEB/downl…
  12. Police cooperation: automated search and exchange of data - EUR-Lex, eur-lex.europa.eu/EN/legal-con…
  13. Regulation on automated data exchange for police cooperation (Prüm II) | Legislative Train Schedule - European Parliament, europarl.europa.eu/legislative…
  14. La Banca dati nazionale del Dna e la salvaguardia del diritto al rispetto della vita privata del singolo - Questione Giustizia, questionegiustizia.it/articolo…
  15. Banca dati nazionale del Dna - Polizia Moderna, poliziamoderna.poliziadistato.…
  16. Un'arma in più nascita e scopi della BDN-Dna Il disco verde è arrivato all'inizio dell'estate 2015, quando il Consiglio - Polizia, poliziadistato.it/statics/14/i…
  17. Banca Dati DNA e Laboratorio Centrale - CNBBSV, cnbbsv.palazzochigi.it/it/bios…
  18. La Banca Dati Nazionale del DNA | IUS PENALE, ius.lefebvregiuffre.it/dettagl…
  19. RELAZIONE SULLA PERFORMANCE ANNO 2024 - Ministero dell'Interno, interno.gov.it/sites/default/f…
  20. Prüm II Regulation Enters Into Force - eucrim, eucrim.eu/news/prum-ii-regulat…
  21. Dancing in the Dark: Policy Transformations Through Obfuscating Contestations in the Case of Prüm II | European Papers, europeanpapers.eu/e-journal/da…
  22. EU: Got a driving licence? You're going in a police line-up - Statewatch |, statewatch.org/news/2022/febru…
  23. Police co-operation: MEPs adopt law on more efficient data exchanges, ieu-monitoring.com/editorial/p…
  24. EXPLANATORY MEMORANDUM ON EUROPEAN UNION LEGISLATION PE-CONS 75/23 Regulation of the European Parliament and of the Council on t - GOV.UK, assets.publishing.service.gov.…
  25. Interoperability Roadmap 2027–2028 Endorsed - eu-LISA - European Union, eulisa.europa.eu/news-and-even…
  26. Core Activities | eu-LISA, eulisa.europa.eu/activities
  27. Civil Rights Organisations Criticise Prüm II Proposal - eucrim, eucrim.eu/news/civil-rights-or…
  28. PRUM II: assenza di proporzionalità e rischio sorveglianza - Privacy Network, privacy-network.it/news/artico…
  29. Guidelines on facial recognition (2021) - Conseil de l'Europe, edoc.coe.int/en/artificial-int…
  30. Mutual Admissibility of Evidence and Electronic Evidence in the EU | eucrim, eucrim.eu/articles/mutual-admi…
  31. ELI Publishes a Legislative Proposal on Mutual Admissibility of Evidence and Electronic Evidence in Criminal Proceedings in the EU - European Law Institute, europeanlawinstitute.eu/news-e…
  32. Prüm Convention - fedpol, fedpol.admin.ch/en/prum-conven…
  33. Police cooperation (Prüm decisions) - Admin, europa.eda.admin.ch/en/police-…

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[2026-04-06] Che Rabbia questa rabbia - percorso formativo esperienziale @ Officina15


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Che Rabbia questa rabbia - percorso formativo esperienziale

Officina15 - Via Aldo Moro 31, Castiglione dei Pepoli
(lunedì, 6 aprile 20:30)
Che Rabbia questa rabbia - percorso formativo esperienziale


agenda.reteappenninica.it/even…

Pocket-Sized e-Ink Gets a Firmware Upgrade


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Open-Source eink firmware

Not so long ago, e-ink devices were rare and fairly pricey. As they have become more common and cheaper, some cool form-factor devices have emerged that suffer from subpar software. [Concretedog] picked up just such a device, and that purchase led to the discovery of a cool open-source firmware project for this tiny gadget.

[Concretedog] described the process of loading the firmware, which is just about as easy a modification as one can make. You plug the e-ink display into your computer, visit a website, and can flash it right from there. Once the display is running the CrossPoint Reader firmware, it unlocks some new tricks on this affordable reader. The firmware lets you turn the device into a WiFi hotspot and upload books wirelessly, or it can connect to an existing network to add files that way. It also enables rotating the display and KOReader syncing if you have multiple devices you read from.

We love seeing the community step in and improve devices that are hardware-wise good, sometimes great, but come up lacking in the software or firmware department. Thanks [Concretedog] for sharing your experience with this device and the cool open-source firmware. Be sure to check out some other projects we’ve featured where a firmware tweak breathed new life into the hardware.


hackaday.com/2026/04/05/pocket…

Making the Case Against Markdown


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For some reason, Markdown has not just become the format of choice for giving READMEs in GitHub repositories some flair, but also for writing entire websites and documents. In a recent rant, [Burak Güngör] covers all the ways in which Markdown is a good idea as a basic document formatting concept and how its implementation is absolutely atrocious.

Even without straying into the minefields helpfully provided by other Markdown dialects beyond CommonMark, there is already plenty here to indulge in. The very idea of Markdown as a ‘simple text formatting syntax’ breaks down the moment you look at the available formatting styles and how they translate into HTML. Worse, the sheer complexity of parsing Markdown makes it vulnerable to a regular expression denial-of-service (ReDoS) attack.

This is where the question arises of whether Markdown is truly a text formatting aid or trying to be a programming language that just happens to usually spit out HTML documents, as, at some point, you’re basically writing something that approaches a regular expressions engine in its nightmarish implications.

Where things really fly off the rails is with inline HTML in Markdown, as this also means that you have to add an HTML parser to your Markdown parser to be Fully Compliant™. All of which doesn’t even yet take into account the special tags and formatting that things like GitHub-Flavored Markdown add. Yet even without that baggage, we can already enjoy the pleasures that inline HTML-related CVEs bring, including XSS CVEs.

Ultimately, [Burak]’s argument is that Markdown could be a good, simple document formatting tool if it actually tried to be one, which is something with which we can only wholeheartedly agree. When a simple text document is often enough for something like a changelog, and HTML is better suited for more than the most basic of formatting, Markdown seems to have trouble picking what it wants to be.

Considering that it’s often much easier to use HTML tags in a ‘Markdown’ README file for things like tables and images, it’s hard to say exactly where Markdown fits. The skeptic might say that if you’re going to add inline HTML as a feature, you may as well skip the ‘Markdown’ part.

What do you think? How do you generate simple documents? Love Markdown? Hate it? Let us know in the comments. For real fun, try using Markup for graphics.


hackaday.com/2026/04/05/making…

[2026-04-10] Marilù d'Andria @ Laboratorio Giù dall'Arca


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Marilù d'Andria

Laboratorio Giù dall'Arca - via nicolò dall'arca 43/f
(venerdì, 10 aprile 20:00)
Marilù d'Andria
Marilù d'Andria Live

Venerdì 10 aprile

Di e con Marilù D’Andria

marilù

MARILÙ D'ANDRIA

Figlia d’arte di Nando e Maila, si esibisce sin da piccola con i suoi genitori in tournée in tutta Europa.

Frequenta il liceo musicale Lucio Dalla di Bologna specializzandosi in violino e voce. Compone musiche di scena per il circo contemporaneo che confluiscono in due album: THINKING nel 2023, con cui debutta in concerto al Festival Mujeres Creadoras di Covarrubias (Spagna) e DREAMING nel 2024.

Nell’ambito di Umbria Jazz 2024 vince una borsa di studio alla Berklee Music Academy di Boston ed una menzione speciale come talento emergente.

A settembre di quest'anno, dopo essere tornata dagli Stati Uniti, chiude l'edizione 2025 del Festival Mirabilia con il suo nuovo concerto che ha ammaliato il pubblico con brani inediti, ricchi di improvvisazioni e divertissement musicali.

IL CONCERTO

Un concerto in solo, un concerto d’autore, un viaggio attraverso i pensieri di una giovanissima e talentuosa artista che vi farà scoprire il suo mondo. Marilù sa modulare la sua voce con una maturità sorprendente, regalando interpretazioni coinvolgenti e appassionate. Una ricerca sull’uso della voce utilizzando loop station, violino elettrico e tastiera. La sua musica abbraccia un ampio spettro di generi, dalle melodie pop alle sfumature più intense del soul, blues, r&b e jazz.

Foto: Elisa Cerè, Aris Gambino

Produzione: Compagnia Nando e Maila ETS

ingresso con tessera ARCI - ARCIGAY E UISP

Apertura tesseramento e convivialità ore 20

Inizio live dop

Contributo artistico libero


balotta.org/event/marilu-dandr…

[2026-04-09] RICARDO TEJERO - Cuarteto Boloñes @ Laboratorio Giù dall'Arca


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RICARDO TEJERO - Cuarteto Boloñes

Laboratorio Giù dall'Arca - via nicolò dall'arca 43/f
(giovedì, 9 aprile 19:00)
RICARDO TEJERO - Cuarteto Boloñes
RICARDO TEJERO - Cuarteto Boloñes

Giovedì 9 aprile 2026

Ricardo Tejero, sax contralto - Nicola Guazzaloca, synth, elettronica

Luca Bernard, contrabbasso - Massimiliano Furia, batteria e oggetti

tejero

Ricardo Tejero coniuga una costante attività performativa e didattica nella città di Madrid con una vasta esperienza di respiro internazionale sui palchi di buona parte d’Europa, Stati Uniti, Brasile, Messico, Cile, Argentina e Giappone. Laureato in Jazz e Musica Contemporanea presso il Leeds College of Music (Leeds, Inghilterra) e Master in improvvisazione e musica contemporanea presso la Brunel University (Londra), ha all’attivo collaborazioni con musicisti come Marcio Mattos, Mark Sanders, Alison Blunt, Hannah Marshall, Dominic Lash, Matthias Muller, Steve Noble, Eddie Prevost, John Edwards, Veryan Weston e Alexander Hawkins tra gli altri. Svolge un'importante attività - come direttore, interprete o collaboratore occasionale - con rilevanti orchestre di improvvisazione tra le quali spiccano la LIO (London Improvisers Orchestra), la BERIO (Berlin Improvisers Orchestra), la FOCO, la RIO (Royal Improvisers Orchestra dei Paesi Bassi) e la Tokyo Improvisers Orchestra.

In questa serata “one shot” lo affiancano tre musicisti avvezzi a collaborazioni internazionali già attivi in formazioni esplosive come Tell No Lies e Kitzune: il pianista Nicola Guazzaloca, che diversi anni collabora con il sassofonista nelle sue frequentazioni della scena madrilena, il contrabbassista Luca Bernard ed il batterista e percussionista Massimiliano Furia, a loro volta già ospiti del nostro piccolo ma accogliente teatro di quartiere.

Ci aspettiamo una serata all’insegna della libera improvvisazione, basata su un non comune livello di empatia ed energia propulsiva, dove l’esplorazione dell’inaudito ci condurrà in luoghi che non si possono raggiungere altrimenti.

ingresso con tessera ARCI - ARCIGAY E UISP

Apertura tesseramento e convivialità ore 20

Inizio live dopo

Contributo artistico libero


balotta.org/event/ricardo-teje…

Building a Vise Stand with Pen-Like Retracting Wheels


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A booted foot is seen descending on a foot pedal attached to a lever underneath a three-legged stand. Three levers extend from the legs, each with a wheel on it, and attach to the central foot plate.

Old shop tools have a reputation for resilience and sturdiness, and though some of this is due to survivorship bias, some of it certainly comes down to an abundance of cast iron. The vise which [Marius Hornberger] recently restored is no exception, which made a good stand indispensable; it needed to be mobile for use throughout the shop, yet stay firmly in place under significant force. To do this, he built a stand with a pen-like locking mechanism to deploy and retract some caster wheels.

Most of the video goes over the construction of the rest of the stand, which is interesting in itself; the stand has an adjustable height, which required [Marius] to construct two interlocking center columns with a threaded adjustment mechanism. The three legs of the stand were welded out of square tubing, and the wheels are mounted on levers attached to the inside of the legs. One of the levers is longer and has a foot pedal that can be pressed down to extend all the casters and lock them in place. A second press on the pedal unlocks the levers, which are pulled up by springs. The locking mechanism is based on a cam that blocks or allows motion depending on its rotation; each press down rotates it a bit. This mechanism, like most parts of the stand, was laser-cut and laser-welded (if you want to skip ahead to its construction, it begins at about 29:00).

Unlike locking caster wheels, this provides significant grip when the wheels are retracted; considering the heft of the vise [Marius] restored, this must be helpful. If you’re more interested in building a vise than a stand, we’ve seen that too.

youtube.com/embed/cuGwutYTECY?…

Thanks to [Keith Olson] for the tip!


hackaday.com/2026/04/05/buildi…

Nuevas civilizaciones: 0 A.D. publica la versión Alpha 26 “Zhuangzi”.


Wildfire Games, un grupo internacional de desarrolladores de juegos voluntarios, anuncia el lanzamiento de 0 AD Alpha 26: “Zhuangzi” la vigésimo sexta versión alfa de 0 AD, un juego de estrategia en tiempo real gratuito y de código abierto sobre guerras antiguas.

juguemosconlinux.blogspot.com/…

[2026-04-08] LAND ZONE @ Laboratorio Giù dall'Arca


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LAND ZONE

Laboratorio Giù dall'Arca - via nicolò dall'arca 43/f
(mercoledì, 8 aprile 20:00)
LAND ZONE
LAND ZONE

Mercoledì 8 aprile

“Land Zone” viene presentata come uno spazio interattivo e immersivo dedicato all’espressione artistica e sensoriale. Il progetto combina diversi linguaggi: composizione musicale ispirata alla natura e installazioni audio-video.

L’approccio è sperimentale e ambientale, basato sull’improvvisazione e sull’integrazione tra suono digitale e analogico. Il tutto è orientato verso un’idea di “ecologia emozionale”, cioè un’esperienza che mette in relazione arte, ambiente e percezioni interiori.


balotta.org/event/land-zone

Tiny Moves, Big Depth: An Open-Source Macro Focus Slider


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macro photo slider

When taking macro photographs, you often need just a tiny bit of controlled motion — so little that it’s tough to pull off by hand. To address this, [Salveo] designed a small open-source macro photography slider featuring an anti-backlash handle.

Macro photography gives you an extremely shallow field of view, sometimes under 1 mm of depth, in which subjects stay in focus. To combat this, it’s common to capture multiple images while sliding the camera forward or backward, then combine them for a much larger depth of field than a single shot provides. [Salveo]’s slider gives fine control over this focus-stacking process, with the knob even marked to show every 1 mm of linear travel.

The slider is built around a 150 mm linear rail, though it could easily be lengthened or shortened to suit your needs. A T8 leadscrew, paired with anti-backlash nuts, translates the knob’s rotation into smooth linear motion. The knob itself uses a custom-designed anti-backlash mechanism to ensure the slider works cleanly in either direction.

You can grab all the 3D-printable files as well as the full bill of materials from the project page. Be sure to check out [Salveo]’s build video below. Thanks [Tim L.] for sending in this awesome open-source slider. Be sure to check out some of the other macro photography projects we’ve covered, too.

youtube.com/embed/qwn4pF_WrHI?…


hackaday.com/2026/04/05/tiny-m…

“Invitiamo i sacerdoti, i religiosi, le religiose e tutto il popolo dei credenti a partecipare alla veglia presieduta dal Papa o a raccogliersi in preghiera nelle comunità locali: fermiamo il vortice del dolore, della sofferenza e della devastazione,…

ilpost.it/2026/04/05/stati-uni…

non dico che non abbiano fatto quello che dovevano, ma in guerra si perdono uomini e mezzi continuamente, a migliaia alla volta al giorno, come sanno bene i russi. e se questa è la tolleranza usa alle perdite, direi che è la conferma che hanno già perso.

Riepilogo settimanale Linux Easy – Settimana 14 (30 marzo – 5 aprile 2026)

@GNU/Linux Italia

linuxeasy.org/riepilogo-settim…

Settimana 14 su Linux Easy: licenze, record gaming, novità Ubuntu, progetti innovativi e nuovi strumenti open source.
L'articolo Riepilogo settimanale Linux Easy – Settimana 14 (30 marzo

Midday Commander porta la gestione file nel terminale

@GNU/Linux Italia

linuxeasy.org/midday-commander…

Midday Commander un File manager a doppio pannello in Go con ricerca fuzzy, temi, archivi e scorciatoie personalizzabili.
L'articolo Midday Commander porta la gestione file nel terminale proviene da Linux Easy.
E' vietato riprodurre

Collective Redress and Digital Fairness Act


Have you ever felt that European policy-making exists in a bubble? It seems far removed from your daily life. You scroll through news about new digital laws. The technical jargon makes you feel overwhelmed and clueless. At times, you tend to ask yourself: “This affects me, but what can I do?”

You’re not alone. For too long, people have seen digital policies change their online lives. Many feel powerless over decisions made in Brussels. But there’s hope. A tool is gaining strength. It’s called collective redress, and it could give us the power to push back against Big Tech.

The Digital Fairness Act is a Concern for Individual Privacy


Let’s talk about the elephant in the room: the Digital Fairness Act. On paper, this legislation sounds promising. Who could argue against “fairness” in the digital space? Some elements, such as the focus on banning design techniques that trick users, are a great step forward. This restriction is aimed at preventing coercion of users, turning them into active users of their own experience.

But if you scratch the surface, you’ll find policies that should make any privacy-conscious citizen concerned.

The Act has concerning elements that could harm user autonomy and digital rights. For instance, it may introduce rules on dark patterns, addictive design, and minors’ protection that the GDPR, DSA, DMA, and existing Consumer Directives already cover. This legislation impacts individual freedoms by adding regulations that may enable excessive surveillance. The unclear definition of “harmful content” could also be used for censorship, tracking whistleblowers, and political opponents.

For the Pirate Party and digital rights advocates in Europe, this is concerning. We have fought hard for privacy and digital freedoms. It’s alarming to see them erode under “fairness” and “safety.” Policies should focus on enforcing and simplifying existing laws. We shouldn’t create new ones that could weaken end-to-end encryption and other privacy settings.

What can we do? This is where collective redress comes in. It changes how European citizens confront corporate wrongs and deal with digital policies.

Collective redress in the EU began with a 2013 European Commission recommendation. It gained strength with the Representative Actions Directive, which took effect in 2020. Member states had to implement it by December 2022. This idea was inspired by the American class action system. In these lawsuits, many individuals can unite to challenge powerful corporations and harmful legislation.

The EU version has its own approach. Unlike the American model, where lawyers often lead cases for large fees, the European approach focuses on qualified groups. These include consumer protection organizations, NGOs, and advocacy groups that represent affected citizens.

How Does Collective Redress Work?


Collective redress is powerful. There is no need to be a legal expert or a lobbyist to join in. When a qualified group spots a violation of consumer rights or EU law affecting many people, they can start a representative action. This allows one lawsuit to tackle the issues faced by hundreds, thousands, or even millions of people.

There are two main types:

  • injunctive relief (stopping harmful practices);
  • compensatory relief (seeking damages for harm).

Member states can implement these flexibly.

The core principle stays the same: bringing individual claims together into a strong collective voice.

While the process may begin with a qualified group collecting evidence of widespread harm, this is not a necessary condition; action may also be grounded in generalized or abstract adverse effects, in line with the precautionary principle. Then, a court action can be filed on behalf of all affected parties. Importantly, under the EU model, individuals don’t need to opt in right from the start. Instead, they are represented automatically. However, they can choose to opt out if they wish. This system is crucial. It stops companies from avoiding accountability just because many people are too busy or intimidated to join a lawsuit.

Collective Redress Meets Digital Rights


Now, let’s connect the dots. How does collective redress help us challenge the problematic elements of the Digital Fairness Act? There are three main aspects.

  • Accountability: When platforms use surveillance or data collection required by the Act, qualified digital rights groups can challenge these actions. They can act if these actions violate key rights under GDPR, the Charter of Fundamental Rights, or other EU laws. One lawsuit might represent millions of users whose privacy has been harmed.
  • Power dynamics change: Big Tech and governments depend on citizens feeling too overwhelmed to respond. Now, they face organized and well-funded opposition. Digital rights NGOs can use collective redress to challenge both the platforms and the use of problematic legal provisions.
  • Precedence-setting: A successful collective redress action under the Digital Fairness Act would create legal standards. This makes it tougher for other platforms to use similar measures. It also shows lawmakers that some rules can’t be enforced without violating basic rights.

The mix of collective redress mechanisms and the flawed Digital Fairness Act offers a unique chance. We are not just powerless individuals against big corporations and bureaucracy. We are a united group: organized, legally strong, and ready to protect our digital rights.

The European Pirates stand ready to support and coordinate these efforts. Because in the digital age, our privacy and our freedoms shouldn’t be decided without us.

This piece was originally written by: Hugo Dabas (www.echoesunwritten.com)


europeanpirates.eu/collective-…

Che significato ha la forza liberante della Pasqua quando si vive dietro le sbarre? La risurrezione con la vittoria definitiva della vita sulla morte può essere l’invito più potente per un detenuto a una vera conversione per abbandonare la vita grava…

La mia versione della tradizionale guasaca venezuelana | Senza avocado


Per i venezuelani, la guasacaca è parte integrante della dieta, della gastronomia quotidiana.

I venezuelani la aggiungono al pollo fritto o al forno, alle empanadas, ai pastelitos, alla manioca, al pane, alla carne alla griglia e molto altro.

blog.giallozafferano.it/lacuci…

Il ministero dice no al film su Regeni. E alla verità?


@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2026/04/il-mini…
Il ministero dei beni culturali avrebbe negato al film su Giulio Regeni ogni forma di contributo perché ritenuto privo di interessi culturali. La notizia la trovate su Repubblica in un articolo firmato da Giuliano

Debian e il dibattito sulle leggi di verifica dell’età: la posizione prudente del progetto

@GNU/Linux Italia

linuxeasy.org/debian-e-il-diba…

Debian chiarisce che non ha adottato alcuna posizione sulle leggi di verifica dell’età e attende analisi legali.
L'articolo Debian

Quanto ci manca: la voce cruda del soul
freezonemagazine.com/rubriche/…
Quando cantare significava esporsi, fino a bruciare Il soul non nasce per essere elegante. Nasce come atto fisico, come prolungamento del corpo e della storia personale di chi canta. È una voce che non si limita a eseguire, ma che si consuma. Nella sua forma più autentica, il soul è confessione pubblica, ferita aperta, preghiera […]
L'articolo Quanto ci manca: la voce cruda

🕊️ Buona Pasqua dal #MIM!
Per gli auguri di quest'anno condividiamo le immagini del cartellone dedicato alla #Pace realizzato negli scorsi giorni dalle bambine e dai bambini dell’Istituto Comprensivo Via Fabiola di Roma durante una visita al Ministe…
#PACE #MIM