da settembre 2024 a giugno 2025: “the next real”, a cura di sineglossa


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THE NEXT REAL
Mostre ⧫ Talk ⧫ Laboratori su Arte, Intelligenza artificiale e società
settembre 2024 – giugno 2025 | Bologna

a cura di Sineglossa

a settembre 2024 a giugno 2025 l’organizzazione culturale Sineglossa presenta The Next Real, una rassegna di eventi su arte, intelligenza artificiale e società, diffusa in varie location della città di Bologna, da Salaborsa a Dumbo, fino al Tecnopolo Manifattura Data Valley Hub.

The Next Real è un percorso in cui Sineglossa racconta come l’arte sia uno strumento per conoscere e indagare le sfide che l’intelligenza artificiale pone alle nostre vite personali e alla democrazia. Mostre, performance, laboratori, talk e tavole rotonde esplorano le contraddizioni tra le opportunità offerte da queste sorprendenti macchine intelligenti e, al contempo, i timori per la trasformazione del nostro senso di realtà e per le ingiustizie sociali che potrebbero amplificare. Gli artisti coinvolti, indagando gli aspetti meno noti dell’intelligenza artificiale, trasformano questa tecnologia, progettata per risolvere problemi, in opere, artefatti e esperienze che aprono domande, generano stupore, suscitano emozioni, e consentono a un pubblico più ampio di diventare consapevole dei limiti e delle potenzialità dell’IA.

In rassegna saranno presenti: dmstfctn, acclamato duo italo-londinese che lavora sull’intelligenza artificiale con videogames, installazioni 3d e performances audiovisive, recentemente vincitore di una nomination dello S+T+ARTS Prize per un videogame finanziato dal Creative AI Lab della Serpentine Gallery e dall’Alan Turing Institute; Dries Depoorter, artista belga che usa la tecnologia per indagare temi come privacy, social media e sorveglianza, le cui opere sono apparse anche sulla stampa internazionale, dal New York Times a Vice; poi gli italiani Francesco D’Isa, artista, filosofo e docente, direttore della rivista “L’Indiscreto” e autore de La rivoluzione algoritmica delle immagini, e Paolo Bufalini, artista visivo di stanza a Bologna che lavora sui concetti di identità e appartenenza, passato e presente, attualità e ricordo.

La rassegna comprende anche un ricco programma di talk, conferenze e tavole rotonde, a partire da quella sui rischi della sorveglianza biometrica di massa, con Franco “Bifo” Berardi e Antonella Napolitano di Hermes Center, a quella su intelligenza artificiale e autorialità, che vedrà dialogare Maurizio Lana, digital humanist UNIUPO, Giovanni Leghissa, filosofo UNITO, gli artisti Roberto Fassone, Francesco D’Isa e Kamilia Kard, e lo scrittore Wu Ming 2.

Come di consueto per le progettualità di Sineglossa, la rassegna ha attivato alleanze tra soggetti di varia natura (università, centri di ricerca, enti pubblici, organizzazioni no profit, fondazioni, collettivi informali), per tracciare ponti tra arte e ricerca, arte e attivismi sociali, arte e impresa. Partner della rassegna è CINECA, tra i maggiori centri di calcolo in Italia e uno dei più avanzati al mondo per il calcolo ad alte prestazioni (High Performance Computing – HPC), ART-ER Attrattività Ricerca Territorio, la Fondazione Gramsci Emilia-Romagna Onlus, le organizzazioni no profit The Good Lobby, Hermes Center, info.nodes, la Fondazione Bruno Kessler e 24Frame Future Film Fest. Uno spazio è dedicato alla formazione degli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, che parteciperanno a seminari e laboratori condotti dagli artisti protagonisti di The Next Real. Infine, una collaborazione con il ROBOT Festival, celebre manifestazione di musica elettronica e arte visuale di Shape APS, che ogni anno porta a Bologna numerosi artisti della scena internazionale, per cui Sineglossa cura due appuntamenti.

La rassegna è realizzata grazie al contributo della Regione Emilia-Romagna, con il sostegno del programma Creative Europe dell’Unione Europea nell’ambito di European Digital Deal, il più grande progetto europeo su intelligenza artificiale, arte e democrazia, guidato da Ars Electronica e di cui Sineglossa è il partner italiano; con il sostegno di Ministero della Cultura e SIAE nell’ambito del programma Per Chi Crea, e del programma GRIN S+T+ARTS dell’Unione Europea. La rassegna è inoltre finanziata dall’Unione europea – NextGenerationEU nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Programma THE NEXT REAL

La rassegna si apre con When they see us, una mostra su sorveglianza biometrica e intelligenza artificiale curata da Sineglossa e promossa dalle associazioni The Good Lobby, Hermes Center for Digital Rights e info.nodes, già attive con la campagna contro il riconoscimento biometrico Reclaim Your Face. Aperta dal 17 al 28 settembre negli spazi di Salaborsa, il percorso espositivo indaga l’impatto del tracciamento delle nostre vite onlife nello spazio fisico e digitale, attraverso tre installazioni di Dries Depoorter e un apparato di data visualization sviluppato da Tactical Tech. La mostra When they see us è stata finanziata da ActionAid International Italia E.T.S e Fondazione Realizza il Cambiamento nell’ambito del progetto “THE CARE – Civil Actors for Rights and Empowerment” cofinanziato dall’Unione Europea. La mostra è stata realizzata anche grazie al supporto di European Artificial Intelligence & Society Fund e Lush Charity Pot, con il patrocinio del Comune di Bologna e della Camera dei Deputati.

A inaugurare l’esposizione, alle ore 18 del 17 settembre, saranno un talk tenuto da Depoorter moderato da Antonella Napolitano di Hermes Center, e una intervista di Federico Bomba, direttore artistico di Sineglossa, al saggista Franco “Bifo” Berardi.

Il 25 Settembre, sempre in Salaborsa presso l’Auditorium Biagi, la rassegna prevede la tavola rotondaChe cos’è un autore Creare con le intelligenze artificiali generative”. Parafrasando la celebre conferenza di Michel Foucault, l’evento discute le conseguenze della produzione di opere d’arte tramite intelligenza artificiale sulla nozione filosofica e giuridica di autorialità. Chi è l’autore di un’immagine creata con MidJourney? L’artista che ha digitato il prompt nel software di IA, il software stesso, o tutti gli autori precedenti, le cui produzioni sono diventate dati che hanno nutrito la macchina? E chi è il titolare dei diritti di quest’immagine? Attorno a queste domande dialogheranno Giovanni Leghissa, filosofo UNITO tra i più brillanti esperti di Foucault in Italia, Maurizio Lana, digital humanist di UNIUPO, gli artisti Francesco D’Isa, Roberto Fassone e Kamilia Kard, e lo scrittore Wu Ming 2. La tavola rotonda è organizzata da Sineglossa e CINECA, con il patrocinio del Comune di Bologna, realizzata nell’ambito dei progetti europei GRIN S+T+ARTS ed EUROPEAN DIGITAL DEAL, cofinanziati dall’Unione Europea.

La rassegna prosegue con un evento curato da Sineglossa per ROBOT Festival. Venerdì 11 ottobre negli spazi di DumBO, per la sezione ROBOT Learn, si terrà il secondo appuntamento di un format realizzato da Sineglossa in collaborazione con 24 Frame Future Film Fest: Pigmalione Sci-Fi: Profezie che si autoavverano. Dopo quasi un secolo dalla loro formulazione, le leggi della Robotica di Asimov sono ancora quelle su cui costruire il nostro immaginario sul futuro? Un talk in cui autori e autrici proveranno a scrivere la fantascienza del futuro, quella a cui si ispireranno le scienziate e gli scienziati di domani per inventare le tecnologie delle società che desideriamo.

Dal 12 al 15 dicembre il programma di The Next Real prosegue con una mostra presso Fondazione Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia (Istituto Storico Parri, Via Sant’Isaia 20), il primo archivio in Italia dedicato interamente alla conservazione, al restauro e alla valorizzazione del patrimonio filmico privato, familiare, amatoriale, industriale, sperimentale italiano. Dopo la prima nazionale al Palazzo Ducale di Genova a novembre, Sineglossa porta a Bologna ARGO, un progetto espositivo dell’artista Paolo Bufalini che, attraverso sintografie, video e scultura, riflette sui concetti di memoria, archivio e identità, e su come l’Intelligenza Artificiale ridefinisce il nostro modo di concepirli. Curato e prodotto da Sineglossa, ha il sostegno di SIAE e Ministero della Cultura nell’ambito del programma Per Chi Crea.

Nel 2025 la rassegna prosegue con l’appuntamento più atteso: a febbraio è prevista la prima presentazione internazionale presso il Tecnopolo Manifattura Data Valley Hub di Bologna della nuova opera di dmstfctn, il duo di artisti selezionato da Sineglossa per realizzare un’installazione audiovisiva interattiva sul tema delle fake news. La sfida lanciata agli artisti da Sineglossa si ispira alla tesi, contenuta nel libro Q di complotto di Wu Ming, che le fantasie di complotto si diffondano perché l’essere umano tende ad appassionarsi di più alle storie che suscitano meraviglia, rispetto ai testi o ai report scientifici. Da qui, il duo dmstfctn tenterà di combinare meraviglia e verità, esibendo la tendenza dei Large Language Model a mostrare comportamenti a volte menzogneri e antagonisti utilizzando personaggi realizzati in 3D engine ispirati alle maschere della Commedia dell’Arte. Obiettivo dell’opera, con cui il pubblico potrà interagire tramite smartphone, è sperimentare i tratti di “personalità” delle intelligenze artificiali che solitamente non vediamo, coinvolgendo il pubblico per comprenderne le caratteristiche e andare oltre una critica puramente passiva dell’AI. L’opera è curata da Sineglossa, in collaborazione con ART-ER, con il supporto tecnico di CINECA e Fondazione Bruno Kessler, il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, prodotta nell’ambito di European Digital Deal, progetto guidato da Ars Electronica, finanziato dal programma Europa Creativa dell’Unione europea.

Ad aprile sarà presentataAI MANIFESTA, l’esposizione del progetto curato da Sineglossa per Fondazione Gramsci Emilia-Romagna Onlus. Realizzato da Francesco D’Isa in collaborazione con Chiara Moresco, AI Manifesta esplora creativamente i messaggi e le strategie visive dei manifesti politici conservati nella banca dati sul manifesto politico e sociale manifestipolitici.it, un portale online che rende consultabili circa 16mila documenti iconografici, datati dai primi anni del Novecento fino ai giorni nostri. Utilizzando AI generative, si identificano dei pattern ricorrenti che vengono poi rielaborati visivamente, creando nuovi gruppi di manifesti che mettono in evidenza alcune costanti estetiche.

La rassegna The Next Real proseguirà fino a giugno con un programma in aggiornamento, che include collaborazioni con centri di ricerca, collettivi informali, istituzioni e organizzazioni del panorama culturale bolognese.

Sito web
sineglossa.it

Contatti Stampa
Irene Guzman irenegzm@gmail.com
Maria Chiara Salvanelli mariachiara@salvanelli.it

Sineglossa è un’organizzazione culturale, con sedi ad Ancona e Bologna, che promuove l’emersione di nuovi modelli di sviluppo sostenibile applicando i processi dell’arte contemporanea. Attraverso la contaminazione tra discipline umanistiche e scientifiche, ricerchiamo soluzioni belle, sostenibili e inclusive. Creiamo ecosistemi ibridi che coinvolgono artistз, scienziatз, imprenditorз e umanistз — ma anche università, pubbliche amministrazioni e comunità locali. Crediamo nel fondamentale ruolo sociale della cultura e ci impegniamo a promuovere un’innovazione a base culturale. Siamo partner ufficiale del New European Bauhaus e curiamo Mangrovia, una testata giornalistica che racconta altre storie di culture, tecnologia e società.

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mostra personale di john mcconnochie @ sandro bongiani vr space


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September 2024
SANDRO BONGIANI ARTE CONTEMPORANEA

JOHN R. McCONNOCHIE a UNIQUE SPACE
Visit sandrobongianivrspace.it

La galleria Sandro Bongiani Vrspace è lieta di annunciare
il prossimo evento per il mese di settembre 2024

Exibition
UNIQUE SPACE/ JOHN R. McCONNOCHIE
01.09.2024 – 30.09. 2024
Vernissage 1 Settembre 2024 ore 10.00

Per ogni ulteriore dettaglio si prega di contattare
bongianimuseum@gmail.com

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#art #arte #asemic


jpg.biennale24_5: archie moore / fabio poggi. 2024


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Archie Moore (nato a Toowoomba, Australia, nel 1970 da madre aborigena e padre di discendenza inglese), kith and kin

L’artista ha tentato di ricostruire un albero genealogico dei nativi che si estende per 65.000 anni di storie documentate o solo orali, di invasioni coloniali, massacri, esodi, oblio.

A quest’opera, scritta con il gesso nel padiglione Australia, è stato assegnato il Leone d’oro come miglior partecipazione nazionale 2024

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#ArchieMoore #art #arte #biennale #Biennale2024 #BiennaleDiVenezia #BiennaleDiVenezia2024 #FabioPoggi #foto #jpg #jpgBiennale #jpgBiennale24 #kithAndKin #report #Venezia2024


barbe bleue (3/12) / pina bausch. 1977


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youtu.be/-PmFzMFCtkE

Une création de Pina Bausch datant du 8 janvier 1977. Adaptation de l’opéra de Béla Bartók : Barbe Bleue.

Avec BEATRICE LIBONATI, JAN MINARIK, JAKOB ANDERSEN, ANNE MARIE BENATI, BENEDICTE BILLIET, MARION CITO, DOMINIQUE DUSZYNSKI, JOSEPHINE ANN ENDICOTT, LUTZ FORSTER, MECHTIHILD GROSSMANN, KYOMI ICHIDA, URS KAUFMANN, ED KORTLANDT, ELENA MAJNONI, ANNE MARTIN, YOLANDA MEIER, DOMINIQUE MERCY, NAZARETH PANADERO, HELENA PIKON, HANS POP, ARTHUR ROSENFELD, MINIKA SAGON, JEAN-LAURENT SASPORTES, JANUSZ SUBICZ, FRANCIS VIET.

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jpg.biennale24_4: abdullah al saadi / fabio poggi. 2024


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Abdullah Al Saadi (nato a Khor Fakkan, Emirati Arabi Uniti, dove attualmente vive e lavora, nel 1967), The Sufi’s Journey by Bycicle (raccolta di lavori estratti da vari suoi diari di viaggio)

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jpg.biennale24_3 / fabio poggi. 2024


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Shi Hui (nata a Shanghai nel 1955; vive e lavora a Hangzhou, Cina), Writing-Non-Writing I
The Eight Principles of Yong, 2021

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da oggi: agosto e settembre per giuliano scabia


slowforward.net/2024/08/29/da-…


Agosto


Il 29 agosto s’inaugura alle 17:00 la mostra Giuliano Scabia e Franco Basaglia in viaggio accanto alla follia: da Marco Cavallo al Drago di Montelupo presso Murate Art District (M.A.D., Piazza delle Murate).

La mostra sarà visitabile fino al 26 settembre.

Il 29 agosto alle 18:00, in occasione dell’inaugurazione, l’Accademia della Follia – Claudio Misculin metterà in scena lo spettacolo Quelli di Basaglia… A 180 gradi.

Sempre alle 18:00, il 31 agosto: Teatro al tramonto (con momento conviviale) nel campo di Paolo sulle colline di Marignolle in Via Bernardino Poccetti, 19, Firenze (nei pressi della località Due Strade). Parteciperanno il Teatro delle Ariette con Lettera ai Cavalli di Trieste di Giuliano Scabia e Pacifica Brigata Giuliano Scabia con Canto della vita indistruttibile di Giuliano Scabia, il sassofonista Dimitri Grechi Espinoza, la violoncellista Margherita Scabia e Annibale Pavone che interpreterà Apparizione di un teatro vagante sopra le selve, da Teatro con bosco e animali, Einaudi 1987.

Settembre


Il 5 settembre, presso Murate Art District (M.A.D., Piazza delle Murate), dalle 17:00 proiezione di filmati originali, tra l’altro sull’esperienza di Marco Cavallo (1973) e sul Drago di Montelupo (2003).

Il 19 settembre ore 21:00 al M.A.D. Sandro Lombardi e Annibale Pavone interpreteranno La luce di dentro di Giuliano Scabia, dal libro omonimo, Titivillus 2010.

Il 25 settembre ore 16:00 al M.A.D. Per un teatro dell’impegno, primo incontro con le realtà toscane che lavorano con il disagio e con la follia.

Il 26 settembre ore 20:30, in occasione del termine della mostra, al M.A.D., azione teatrale di Claudio Ascoli (Chille della Balanza), Lettere del filosofo Guido Calogero dal carcere duro delle Murate (febbraio-giugno 1942); alle 21:30 I sacchi di sabbia interpretano Cinghiali al limite del bosco di Giuliano Scabia, da Teatro con bosco e animali.

fondazionegiulianoscabia.it/te…

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nello studio di mondrian


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Il percorso umano, intellettuale e artistico del pittore olandese Mondrian, pioniere dell’astrattismo che, con Malevitch e Kandinskij, ha rappresentato un punto di svolta nell’arte del Novecento. Il documentario ripercorre l’evoluzione artistica di Piet Mondrian, dalle prime opere di ispirazione impressionista fino alla codifica di un linguaggio universale ed essenziale per la rappresentazione della natura. Inizialmente influenzato dal Cubismo, il pittore ha raggiunto, attraverso l’esperienza parigina prima e il movimento artistico De Stijl poi, la capacità di raccontare la realtà attraverso i colori e le forme geometriche fondamentali, influenzando profondamente, se non addirittura anticipando di vent’anni, quella che sarà l’estetica degli Anni Sessanta e oltre.

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jpg.biennale24_2 / fabio poggi. 2024


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Isaac Chong Wai (nato a Hong Kong, 1990; vive a Berlino e a Hong Kong), Falling Reversely, 2021-2024

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jpg.biennale24_1/ fabio poggi. 2024


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Kiluanji Kia Henda (nato a Luanda, Angola, 1979; vive a Luanda), The Geometric Ballad of Fear (Sardegna) 1-9, 2019

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[r] _ mimesi / benjamin (differx, 2012)


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La natura produce somiglianze. Basta pensare al mimetismo animale. Ma la più alta capacità di produrre somiglianze è propria dell’uomo. Il dono di scorgere somiglianze, che egli possiede, non è che un resto rudimentale dell’obbligo un tempo schiacciante di assimilarsi e condursi in conformità. Egli non possiede, forse, alcuna funzione superiore che non sia condizionata in modo decisivo dalla facoltà mimetica.
Ma questa facoltà ha una storia, e in senso filogenetico come in senso ontogenetico.
[…] Bisogna tener presente che né le forze mimetiche, né gli oggetti mimetici, sono rimasti gli stessi nel corso dei millenni. Bisogna invece supporre che la facoltà di produrre somiglianze – per esempio nelle danze, la cui più antica funzione è appunto questa –, e quindi anche quella di riconoscerle, si è trasformata nel corso della storia.
[…]
Tutto ciò che è mimetico nel linguaggio può […] – come la fiamma – rivelarsi solo in una sorta di sostegno. Questo sostegno è l’elemento semiotico. Così il nesso significativo delle parole e delle proposizioni è il portatore in cui solo, in un baleno, si accende la somiglianza. Poiché la sua produzione da parte dell’uomo – come la percezione che egli ne ha – è affidata, in molti casi, e soprattutto nei più importanti, a un baleno. Essa guizza via. Non è improbabile che la rapidità dello scrivere e del leggere rafforzi la fusione del semiotico e del mimetico nell’ambito della lingua.
«Leggere ciò che non è mai stato scritto». Questa lettura è la più antica: quella anteriore a ogni lingua – dalle viscere, dalle stelle o dalle danze. Più tardi, si affermarono anelli intermedi di una nuova lettura, rune e geroglifici. È logico supporre che furono queste le fasi attraverso le quali quella facoltà mimetica che era stata il fondamento della prassi occulta fece il suo ingresso nella scrittura e nella lingua. Così la lingua sarebbe lo stadio supremo del comportamento mimetico e il più perfetto archivio di somiglianze immateriali: un mezzo in cui emigrarono senza residui le più antiche forze di produzione e ricezione mimetica, fino a liquidare quelle della magia.

Walter Benjamin, Sulla facoltà mimetica, in Angelus Novus,
a c. di R.Solmi, Einaudi, Torino 1962, 19939, pp. 71-74.

L’archivio delle somiglianze, dopo il cambio di paradigma, si sposta dal versante grafico e fonico a quello dei rapporti invisibili frasali e di paragrafo/periodo? È un’ipotesi.

Prima della “new sentence” di cui parla Ron Silliman (cfr. «L’Ulisse», n.13, pdf 2.81 Mb, pp. 21-42; e «il verri», n. 48, feb. 2012, pp. 117-150), e prima del cambio di paradigma di cui a mio avviso c’è diffusione estesa (almeno in Italia) a partire dagli anni Sessanta del Novecento, il processo era e può essere (non cronologicamente ma diciamo per comodità di studio di strutture) descrivibile come un passaggio o sequenza o elencazione grezza di questo tipo, assai semplificando, semplificando vigorosamente, troppo:

facoltà di mimesi data, materiata dalla/nella singola lettera o carattere (la testa del bue leggibile nell’aleph, o la spiga che il cuneiforme registra come tale)

facoltà di somiglianza o mimesi esperibile nella frase organizzata con articolazione sintattica più complessa di una semplice giustapposizione, e con membri gerarchizzati all’interno della frase stessa (sbrigativamente: soggetti, aggettivi, verbi, complementi; addirittura: re, sacerdoti, soldati, sudditi)

facoltà di somiglianza o mimesi esperibile nella transizione o possibilità di transizione da frase a frase (il sillogismo che fa da base, secondo Silliman, a tante nostre catene discorsive logiche), analogon di transazioni transizioni e scambi sottoposti a una logica, normali, quotidiani

facoltà di mimesi che lega tra loro periodi o paragrafi composti di frasi in ulteriori macrostrutture che sono opere, macrotesti complessi (che mimerebbero – o alluderebbero alla possibilità di una somiglianza con – scene e situazioni complesse del/nel reale).

Dopo il cambio di paradigma, in vari tratti di questa catena malamente abbozzata (diacronica e sincronica insieme) si inserisce qualcosa di imprevisto. Al punto che lo stesso complesso del rappresentabile cambia, essendo mutate le percezioni.

La poesia visiva sembra rendere più complicata la situazione mimetica di primo grado, quella che lega un principio di somiglianza al suo lavoro con i caratteri alfabetici. La new sentence crea nel periodo dei rapporti invisibili tra frasi, o sillogismi improvvisi e inattesi, che non si davano precedentemente. La mimesi di situazioni data dall’assemblarsi di periodi e blocchi frasali in macrotesti diventa a sua volta altra, proprio grazie all’intervento della new sentence. È un’opera (e sottintende mimesi, di tipo particolare) anche il Tristano di Balestrini, ma è evidente che non si tratta più di un macrotesto, o di un “romanzo”, come poteva essere inteso prima del cambio di paradigma.

“Ora” (ma da mezzo secolo, in effetti) una latenza o vuoto separa le frasi, frontalmente. A dividerle-unirle non c’è (più) un nesso dato, o non si pone più, a funzionare da possibilità di ponte, un rinvio a una possibilità di ponte già dato. Continuano a esserci le “frasi fatte”, ovviamente. E continuano a esserci i nessi o ponti “fatti”, predisposti, istituibili tra frasi anche non note. Continuano quindi, sì, a esistere possibilità di connessioni di un certo tipo, di un tipo a sua volta riconducibile a schemi e norme noti. Ma, nonostante ciò, esiste, è impressa, si stampa invisibile sulla pagina e nelle frasi scambiate anche solo oralmente tra le persone, una latenza diversa, un diverso “possibile”, in ordine alle connessioni.

Un esempio. A prescindere dall’ovvia headline “Taccuino di viaggio” che potremmo annotare in calce a questo frammento da Il sonetto come mistero formale, di Jean-Marie Gleize (tradotto da Michele Zaffarano: gammm.org/index.php/2006/07/28…), quale altra regola di concatenazione nota potremmo applicare qui?

Tunisi-consolato. Imposte.
Spiaggia di Marsa. Pellicola. Pozzi. Emorragie.
Cartagine-Dermech. Perdite di sangue. Porti.
Marsa-Cartagine. Immenso verde. «Città amorfa».
Cartagine-porta. Pendenza. Rue Matho. Forni.
Nabeul, impasse numero tre.
Kerkennah, verdi. Acque tiepide. Kerkennah-Sfax.
Sfax-Ospedale. Doccia. Nascita.
Il morto nel suo astuccio di vimini. Caffé-gabbia.
Muezzin-finestra. «Intervallo» (Parigi ventesimo). Alberi del pepe.
Cartagine-Tunisi. Arance. Fuoco di scorze.
Mosaici. Scatole sotto terra. Infanzia accorciata.
Sbriciolamento longitudinale.
Lingua, rete, Terme. No man’s land.
Teatro. Paura. Strade senza sbocco. Voci di maschere.

Nella new sentence (per esempio in Plasma, di Barrett Watten: gammm.org/index.php/2010/01/04…) si installa e volita un qualche diverso – sempre-diverso – irraggiarsi di possibilità; e, con ciò, aleggia anche la percezione che a partire da tale invisibile mediatore si può raggiungere all’interno del testo un accordo non già stipulato, nuovo, tra parlanti, o tra scriventi e leggenti.

Questo cambiamento, turning point (riferirlo a un “paradigma” è perfino limitativo), si è dato nella società, prima che in letteratura. Ma la letteratura non può non avvertirlo.

[Ancor più radicalmente semplificando. L’accadimento Niente più frasi fatte comporta un incremento di frasi da fare (da costruire)]

La mancanza, il non esplicitato, il nesso vuoto (o non-nesso) che separa frasi decifrabili ma che prese in sequenza non costituiscono un insieme logico e non formano sillogismo (pur essendo presentate come se fossero in sillogismo, consequenziali), ospita un nuovo spettro di possibilità di legame. Chiedono semantizzazione (ermeneutica e sguardo invasivo, scrivente) al lettore.

A costituire o suggerire l’esistenza dei nessi tra frase e frase, e dunque a riverberare novità su ciascuna singola frase, sta nella new sentence un ponte inedito, link sillogistico che si fa esplicito solo se ci si applica come co-creatori e si interviene con uno sguardo non passivo alla concatenazione di quel che si sta leggendo.

Nel gioco tra vuoto e spettro risiede non la sola ricchezza del funzionamento della frase nuova, ma tutto un differente modo di mimesi, uno spazio per la lingua, (non più nella sua materia fonica o grafica) di ospitare somiglianze ma anche mancate o suggerite o eluse somiglianze, o la stessa capacità umana (la possibilità) di istituire somiglianze effettive.

Quando, negli autori che scrivono dagli anni Sessanta in avanti, incontriamo opere e frasi nuove, non ci troviamo di fronte ad alieni privi di storia e contesto, piovuti a emettere incomprensibili effati in un mondo che non li capisce ergo giustamente li rigetta.

Al contrario, è proprio perché un passo logico di una evoluzione (non per forza lineare) linguistica umana comprende questo ultimissimo (forse già implicito nel parlare da secoli) modus della mimesi, è proprio perché questa facoltà esiste ed è nella vita e nei sottintesi di tutti i giorni, nel non detto con cui costantemente commerciamo, che gli scrittori possono far proprie delle nuove forme di scrittura e produzione di senso.

La nostra capacità di riempire i ponti sospesi e invisibili tra frasi apparentemente scollegate, la nostra fantasia attivamente creatrice, produttrice di nessi, è elettivamente all’opera nella frase nuova, e nella scrittura e lettura della frase nuova.

Ebbene, questa capacità, come vedevamo essere la lettera con l’oggetto, e la frase con la situazione reale, è anch’essa un pezzo di mimesi incastonato nel nostro sistema di emissione e scambio di senso:

Ci sono lettere fenicie che simulano oggetti, frasi inglesi che simulano una gerarchia, periodi francesi che organizzano una strategia concettuale; ma esistono anche ponti sospesi, nessi invisibili, passaggi non dati, elusi, taciuti, tra frasi apparentemente lontane, che a loro volta mimano le analoghe nostre capacità (oggettive, gerarchizzanti, concettualizzanti) di stabilire connessioni.

Il nuovo nesso è in definitiva il nesso eluso: non cancellato ma semmai profilato in negativo, lasciato a un lavoro di rilievo ermeneutico del lettore. Linea tratteggiata fra due punti.

E si tratta di un altro segmento della dimostrata “mimeticità” possibile del luogo (o corpo) che chiamiamo linguaggio. È linguaggio umano. Può non esserci estraneo.

È una facoltà umana, di fatto, non un’addizione esterna, strumentale, estrinseca, incomprensibile. È incomprensibile a chi non la esercita. Ma chi mai può non esercitarla? Tutti lavoriamo con nessi non visibili, tutti ne istituiamo. Rendiamo complessa e molteplice una riflessione valutando i rami che da un grappolo di cause possono portare a estensioni illimitate di altri grappoli di effetti.

È il lavoro (linguistico) normale di ogni giornata di ogni parlante, anche non scrivente.

*

Il ponte o nesso tra frasi, invisibile, che lega (o comunque ‘aleggia’ come possibilità di legame tra) nuove frasi, e le rende sensate, espone un meccanismo mimetico applicato a elementi inesibibili.

Non possiamo “spiegare” perché un nesso è pertinente, o perché la lettura sequenziale delle frasi corre senza ostacoli, ragionevole. Poniamo quel nesso o insieme di nessi come ponte invisibile tra frasi, e lo “vediamo” pertinente (pur non esplicitandolo). E a più persone sembra tale. (Ma a moltissime non dice nulla. Ovvio).

È in ogni caso indimostrabile la sua “giustezza”, perché ogni volta dovremmo tentare di riportarlo a un contesto sillogistico precedente la new sentence, e dunque a un insieme logico di cui esso rappresenta invece precisamente il superamento.

Questo rende evidente un fatto che constatiamo spesso: è impossibile (se non deprimente) spiegare una scrittura di ricerca. Il lettore la vede e intende da sé, e se così non accade è avvilente doversi diffondere in chiose: spiegare un’ironia è sempre didascalico; una battuta di spirito va colta al volo, non si può parafrasare esplicativamente; così, un testo sperimentale che fa affidamento sulla percezione e riscrittura di nessi da parte di chi legge non può esser disteso in piano (mappa col “voi siete qui” cerchiato in rosso).

slowforward.net/2024/08/27/r-_…

#000000 #BarrettWatten #cambioDiParadigma #JeanMarieGleize #mimesi #nuovaFrase #RonSilliman #scritturaDiRicerca #theNewSentence #WalterBenjamin


three visuals by mg @ the ‘remmerder’ blog


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thanks to Jeff Nimp for hosting three works by me @ remmerder.blogspot.com:


click & enjoy

remmerder.blogspot.com/2024/08…

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aug 29th, ‘encounters at the end of the book’: alessandro de francesco and craig dworkin, an online conversation


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Alessandro De Francesco and Craig Dworkin in conversation at

Encounters at the End of the Book


August 29th, 2024

10am MT / 11am GMT-5 / 6pm CET

online, hosted by punctum books

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August 29th at 11am CT / 6pm GMT+1 time for an Encounters at the End of the Book event between punctum authors Alessandro De Francesco and Craig Dworkin.
Register here: https://forms.gle/cmqnDVsnuWwzBfnB9

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double negative pyramid / sol lewitt


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Double Negative Pyramid by Sol LeWitt.
Europos Parkas, Lithuania.
Photo credit: Andrei Adronache.

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#AndreiAdronache #art #arte #DoubleNegativePyramid #Pyramid #SolLeWitt


“oei” n. 67/68: “scrittura non assertiva!” (2015)


sempre valido, suggerisco, questo numero monografico del 2015:
“oei” n. 67/68: “scrittura non assertiva!” [numero monografico sull’italia a cura di g.sjöberg]

Importante:
"questo fascicolo non è un’antologia. Non è un numero sulla poesia. Semmai contro la poesia, O almeno contro un certo dispositivo estetico (e cioè politico)"
(Gustav Sjöberg)

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opere, saggi, testi, traduzioni, interviste:
Villa, Baruchello, Vicinelli, Balestrini, Costa, Spatola, Niccolai, Miccini, Ori, Virno, e materiali di autori contemporanei

pascal vonlanthen @ collection de l’art brut, lausanne: 14 juin – 27 octobre 2024


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da una segnalazione di
Sandro Ricaldone


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PASCAL VONLANTHEN
Collection de l’Art Brut – Lausanne
14 juin – 27 octobre 2024
cur. Teresa Maranzano

Fasciné par la typographie des titres et l’agencement des textes, Pascal Vonlanthen recopie à sa façon les pages de journaux, de magazines ou de dépliants publicitaires. Ne maîtrisant pas la lecture, il s’approprie les codes d’un langage qu’il n’est pas en mesure de décrypter. En une dizaine d’années, il a ainsi créé un corpus original d’écritures asémiques, dépourvues de syntaxe, mais dotées d’une grande puissance formelle.
Si au début, les lettres tracées dans ses compositions ont une certaine ressemblance avec celles du modèle imprimé, et permettent parfois de reconnaître l’incipit d’un article, très vite la lecture bute sur des lettres inversées, des chiffres épars, une suite qui défie la logique, des lignes qui s’étirent sans espaces entre les mots et sans ponctuation, ou une même lettre qui se répète de manière de plus en plus abstraite. À la rigidité des caractères typographiques Pascal Vonlanthen oppose une calligraphie qui s’étale par vagues ou par colonnes dans un mouvement ondulatoire. Son écriture se déploie avec une sorte de logique grégaire : la forme de chaque lettre influence la suivante, et chaque ligne s’accorde sur le mouvement de celle qui la précède, dans une dynamique qui rappelle le vol des étourneaux. Parfois, des masses abstraites comme des nuages imposent leur volume ; ailleurs, lettres et images se partagent la composition et l’écriture devient aussi figurative, grâce à la présence d’animaux ou de formes embryonnaires. L’auteur alterne les petits formats au feutre noir ou coloré à la pointe fine, et les grands au marqueur sur papier ou carton d’emballage, jusqu’à atteindre la démesure avec un rouleau de huit mètres de long.
À une époque où les moyens de communication envahissent notre existence avec leur flux continu d’informations, l’élégance purement visuelle et silencieuse des écritures de Pascal Vonlanthen exerce un attrait irrésistible qui transcende les frontières linguistiques.

Né à Rossens, un village du canton de Fribourg, en Suisse, Pascal Vonlanthen (1957) a grandi à la campagne. Depuis 1998, il fréquente l’atelier CREAHM situé dans ce même canton. Pendant les quinze premières années de son activité artistique, le monde de la ferme a été sa principale source d’inspiration. Dans ses dessins au crayon gris ou au pastel, poules, vaches et lapins, outils et ustensiles divers se retrouvent alignés comme les caractères d’une écriture imagée. C’est à partir de 2014 que ses œuvres sont devenues plus graphiques.

facebook.com/reel/115460668228…

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Un vidéo d’Andrea Sautereau, ici:
youtu.be/o1bps758BT0

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.it

Affascinato dalla tipografia dei titoli e dalla disposizione dei testi, Pascal Vonlanthen copia a modo suo le pagine di giornali, riviste o volantini pubblicitari. Non padroneggiando la lettura, si appropria dei codici di una lingua che non è in grado di decifrare. In circa dieci anni creò un originale corpus di scritti asemici, privi di sintassi, ma dotati di grande forza formale.

Se all’inizio le lettere tracciate nelle sue composizioni hanno una certa somiglianza con quelle del modello stampato, e talvolta permettono di riconoscere l’incipit di un articolo, ben presto la lettura si imbatte in lettere invertite, numeri sparsi, una sequenza che sfugge logica, linee che si allungano senza spazi tra le parole e senza punteggiatura, o la stessa lettera che si ripete in modo sempre più astratto. Alla rigidità dei caratteri tipografici Pascal Vonlanthen oppone una calligrafia che si sviluppa in onde o colonne in un movimento ondulatorio. La sua scrittura si svolge con una sorta di logica gregge: la forma di ogni lettera influenza quella successiva, e ogni riga corrisponde al movimento di quella che la precede, in una dinamica che ricorda il volo degli storni. A volte, masse astratte come nuvole impongono il loro volume; altrove lettere e immagini condividono la composizione e la scrittura diventa anche figurativa, grazie alla presenza di animali o forme embrionali. L’autore alterna i piccoli formati con un pennarello nero o colorato dalla punta fine, a quelli grandi con un pennarello su carta o cartone da imballaggio, fino a giungere alla smisuratezza con un rotolo lungo otto metri.

In un’epoca in cui i mezzi di comunicazione invadono la nostra esistenza con il loro flusso continuo di informazioni, l’eleganza puramente visiva e silenziosa degli scritti di Pascal Vonlanthen esercita un’attrazione irresistibile che trascende i confini linguistici.

Nato a Rossens, un villaggio nel cantone di Friburgo, in Svizzera, Pascal Vonlanthen (1957) è cresciuto in campagna. Dal 1998 frequenta il laboratorio CREAHM situato nello stesso cantone. Durante i primi quindici anni della sua attività artistica, il mondo della fattoria è stato la sua principale fonte di ispirazione. Nei suoi disegni a matita grigia o pastello, galline, mucche e conigli, vari strumenti e utensili sono allineati come i caratteri della scrittura pittorica. È dal 2014 che i suoi lavori diventano più grafici.

Dopo aver acquisito nove opere di Pascal Vonlanthen, tra il 2020 e il 2021, la Collection de l’Art Brut presenta per la prima volta un folto gruppo delle sue creazioni nell’ambito di questa mostra monografica.

Curatrice: Teresa Maranzano, storica dell’arte.

da: lausannemusees.ch/it/program/c…

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.en
artbrut.ch/en_GB/exhibition/pa…
marcjancou.com/news/pascal-von…
lovay.ch/exhibitions/artgeneve…
mutualart.com/Exhibition/Pasca…

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des autres liens:
instagram.com/cablausanne/p/C8…
facebook.com/CollectiondelArtB…
facebook.com/reel/115460668228…
t.ly/Bj3we
artbrut.ch/fr_CH/exposition/pa…
creahm.ch/fr/actualit%C3%A9s/p…
asahm.ch/artiste-mirarts/pasca…
radiolac.ch/culture/lausanne-l…

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#000000 #art #artBrut #artExhibit #arte #arteIrregolare #asemic #asemicWriting #écriture #écrituresAsémiques #CollectionDeLArtBrut #CollectionDeLArtBrutLausanne #exhibit #ff0000 #mostra #PascalVonlanthen


mostra collettiva sul lago di bolsena: da domani, sabato 24 agosto


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OPENING sabato 24 e domenica 25 agosto dalle ore 11 alle ore 18
GRANCARO, WELCOME ON BOARD • 2024 TERZA EDIZIONE

Dal 24 agosto, al 27 ottobre 2024 riapre al pubblico l’area paesaggistica ed archeologica del Grancaro. In questo “secret garden”, incastonato tra una spiaggia di sabbia nera e una parete verticale di bosco, continua la collaborazione tra GRANCARO WELCOME ON BOARD, Bolsena e TRAleVOLTE, Roma.
Parco Sculture con opere d’arte contemporanea “open air”, che si snoda in uno dei luoghi più misteriosi, energetici e suggestivi del lago di Bolsena.
Un progetto di Lorenzo e Francesco Cozza Caposavi, realizzato con la direzione artistica di Francesca Perti, Mara van Wees, e con la collaborazione di TRAleVOLTE.

Per l’occasione TRAleVOLTE propone le opere dei “suoi” artisti: TITO | Ettore Consolazione | Umberto Corsucci | Oliviero Rainaldi | Carlo Birotti | Alberto Timossi;
mentre il GRANCARO, WELCOME ON BOARD ha invitato ad esporre: Mario Bi | Ugo Cordasco | Stefania Fabrizi | MaMO | Armando Moriconi | Vittoria Notarbartolo di Villarosa | Yoshin Ogata | Andrea Sanvittore | Pietro Siniscalchi | Lucrezia Testa Iannilli | Jasmine Pignatelli | Paola Romoli Venturi | Samuele Vesuvio; che si aggiungeranno agli artisti già presenti: Giovanni di Carpegna | Tommaso Cascella | David Fagioli | Marco Fioramanti | Elisa Majnoni | Ettore Marinelli | Giovanna Martinelli | Maria Pizzi | Eliana Prosperi | Massimo Saverio Ruiu | Sandro Scarmiglia | Ferdinando Sciarrini| Silvia Stucky| Alessandro Twombly | Mara van Wees.

Località Golfo del Grancaro Cozza Caposavi

"]Bolsena – VT (google maps)

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dal 10 settembre: la roma degli anni ’80 fotografata in nero e bianco da dino ignani


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locandina della mostra di Dino Ignani, dal 10 settembre al Museo di Roma in Trastevere
al Museo di Roma in Trastevere, dal 10 settembre 2024, fotografie di Dino Ignani

facebook.com/events/4765200385…

80’s Dark Rome presenta le fotografie con cui Dino Ignani ha ritratto la Roma ombrosa e scintillante, timida e sfrontata, degli anni Ottanta del secolo scorso. La mostra, a cura di Matteo Di Castro, è … continua qui: romatoday.it/eventi/80-s-dark-…
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105 / michele marinelli. 2024


pontebianco.noblogs.org/post/2…


sorride e si illumina, cf. 42,6.12; 43,5;

audio inedito les autres spiritus-estetica, Okumura la ballerina, brivido trauma, la luce ha modellato la vita degli uomini.

il potere di Władysławil.

il potere di Nills.

(ghetto language THC CBD hub nomade mm 0,357″)

i nodi si scioglievano con la sola pressione dell’acqua.

pontebianco.noblogs.org/post/2…

#micheleMarinelli #post2024