trovo questo post non mio e lo condivido, a proposito della familiarità di izr con la pratica del genocidio


A rifornire di armi, munizioni e addestramento l'esercito serbo, già sotto embargo internazionale, durante l'assedio della Bosnia, culminato poi col genocidio di Srebrenica, fu israele.
I primi ministri israeliani in carica durante l'intero assedio di Sarajevo furono Yitzhak Rabin e poi Shimon Peres, entrambi laburisti ed entrambi premi Nobel per la Pace.

La Corte Suprema di israele appose il segreto di Stato sui documenti che avrebbero comprovato i rapporti militari con la Serbia e ne vietò la declassificazione, affermando che questa avrebbe comportato un danno reputazionale per israele e compromesso i suoi rapporti con Paesi terzi, configurando dunque una minaccia per la sicurezza nazionale.

L'assedio serbo della Bosnia terminò ufficialmente il 29 febbraio 1996. Shimon Peres rimase Primo Ministro fino al 18 giugno di quello stesso anno. Dopo, soltanto dopo, arrivò Netanyahu.

Nota bene:
la Corte Suprema israeliana oppose il segreto di Stato, e per le medesime motivazioni, anche rispetto ai documenti che comprovavano una ininterrotta fornitura di armi e munizioni, dal 1990 al 1995, al governo Hutu del Ruanda, quello responsabile del genocidio dei Tutsi del 1994. Anche in quel caso il Primo Ministro di Tel Aviv era Rabin.

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il punto sulla vicenda della censura e dell’attacco statunitense al collettivo autistici/inventati


28 ago. 2026, pom.

qui è possibile ascoltare e leggere alcuni interventi che tra ieri e oggi facevano e fanno il punto della situazione:

comunicazione + storia di A/I:
slowforward.wordpress.com/wp-c…

LaPresse:
lapresse.it/esteri/2026/08/26/…

Il Post
ilpost.it/2026/08/26/stati-uni…

spazio mastodon del collettivo A/I:
(1) mastodon.uno/@cavallette@masto…
(2) mastodon.uno/@cavallette@masto…

devol:
devol.it/autistici-inventati-q…
t.me/devolgroup/98896

il manif:
ilmanifesto.it/terrorista-e-la…
ilmanifesto.it/vietato-sgancia…

un primo podcast su ROR:
ondarossa.info/newsredazione/2…

Radio Onda d’Urto:
radiondadurto.org/2026/08/27/a…

trasmissione ROR del 28 agosto:
ondarossa.info/newstrasmission…
#aI #articoli #audio #AutisticiInventati #collettivoAI #comunicazione #devol #ilManif #ilManifesto #IlPost #link #manif #Mastodon #podcast #RadioOndaDUrto #RadioOndaRossa #ROR #storiaDiAI

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fino al 14 settembre, “di là dal fiume”, nona edizione


𝗗𝗮𝗹 𝟮𝟯 𝗮𝗴𝗼𝘀𝘁𝗼 𝗮𝗹 𝟭𝟰 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲 𝘀𝗶 𝘀𝘃𝗼𝗹𝗴𝗲 𝗹𝗮 𝗻𝗼𝗻𝗮 𝗲𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 “𝗗𝗶 𝗹𝗮̀ 𝗱𝗮𝗹 𝗳𝗶𝘂𝗺𝗲”: prodotto dall’associazione culturale Teatroinscatola ETS con la direzione artistica di Lorenzo Ciccarelli.
Il festival gratuito è realizzato con il 𝗽𝗮𝘁𝗿𝗼𝗰𝗶𝗻𝗶𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗠𝘂𝗻𝗶𝗰𝗶𝗽𝗶 𝗜 𝗲 𝗩𝗜, 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗜𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝘁𝗼 𝗚𝗶𝗮𝗽𝗽𝗼𝗻𝗲𝘀𝗲 𝗱𝗶 𝗖𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗙𝗼𝗻𝗱𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗡𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗖𝗮𝗿𝗹𝗼 𝗖𝗼𝗹𝗹𝗼𝗱𝗶, 𝗶𝗻 𝗰𝗼𝗹𝗹𝗮𝗯𝗼𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗖𝗔𝗘 𝗲 𝗧𝗲𝘀𝘁𝗮𝗰𝗰𝗶𝗼 𝗘𝘀𝘁𝗮𝘁𝗲.
Partendo dal bicentenario della nascita di Carlo Lorenzini (1826-2026) noto nel mondo come Carlo Collodi, Teatroinscatola mette al centro della nona edizione del festival “Di là dal fiume” il rapporto tra 𝗔𝗿𝘁𝗲 𝗲 𝗜𝗻𝗳𝗮𝗻𝘇𝗶𝗮: 𝘂𝗻𝗱𝗶𝗰𝗶 𝗲𝘃𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗮𝗻𝗶𝗺𝗲𝗿𝗮𝗻𝗻𝗼 𝘀𝗲𝗶 𝘀𝗽𝗮𝘇𝗶 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗲𝘁𝘁𝘂𝗿𝗲, 𝗽𝗿𝗼𝗶𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶, 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗲𝗿𝘁𝗶, 𝗶𝗻𝘀𝘁𝗮𝗹𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶, 𝗺𝗼𝘀𝘁𝗿𝗲 𝗲 𝘃𝗶𝘀𝗶𝘁𝗲 𝗴𝘂𝗶𝗱𝗮𝘁𝗲.
Il legame tra Roma e i bambini affonda le sue radici nella leggenda fondativa della città, e oggi la Capitale offre un’ampia selezione di spazi educativi, musei interattivi e parchi tematici progettati specificamente a misura di bambino. Caratteristica del Festival è quella di coinvolgere contemporaneamente più luoghi, anche insoliti da scoprire o riscoprire.
Sono coinvolti in questa nona edizione: 𝗶𝗹 𝗖𝗔𝗘 𝗽𝗿𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗹’𝗲𝘅 𝗠𝗮𝘁𝘁𝗮𝘁𝗼𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗧𝗲𝘀𝘁𝗮𝗰𝗰𝗶𝗼, 𝗶𝗹 𝗧𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼 𝗟𝗮 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝘁𝗮̀ 𝗮 𝗧𝗿𝗮𝘀𝘁𝗲𝘃𝗲𝗿𝗲, 𝗹𝗮 𝘀𝗮𝗹𝗮 𝗰𝗶𝗻𝗲𝗺𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗩𝗜 𝗠𝘂𝗻𝗶𝗰𝗶𝗽𝗶𝗼 𝗮 𝗧𝗼𝗿 𝗕𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗠𝗼𝗻𝗮𝗰𝗮, 𝗟𝗮 𝗖𝗮𝘀𝗮 𝗱𝗲𝗶 𝗕𝗶𝗺𝗯𝗶 (𝗯𝗶𝗯𝗹𝗶𝗼𝘁𝗲𝗰𝗮 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗮𝗹𝗲 𝘀𝗶𝘁𝘂𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗹 𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝗽𝗮𝗿𝗰𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝗾𝘂𝗮𝗿𝘁𝗶𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗖𝗶𝗻𝗲𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮̀ 𝗘𝘀𝘁), 𝗶𝗹 𝗰𝗶𝗻𝗾𝘂𝗲𝗰𝗲𝗻𝘁𝗲𝘀𝗰𝗼 𝗣𝗮𝗹𝗮𝘇𝘇𝗼 𝗥𝗼𝘀𝗽𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼𝘀𝗶 𝗱𝗶 𝗭𝗮𝗴𝗮𝗿𝗼𝗹𝗼, 𝗹𝗮 𝗥𝗶𝘀𝗲𝗿𝘃𝗮 𝗡𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗠𝗮𝗿𝗰𝗶𝗴𝗹𝗶𝗮𝗻𝗮.

gilbert and george

pinocchio carmelo bene
il gatto e la volpe

luisa viglietti e carmelo bene
THE 400 BLOWS, (aka LES QUATRE CENTS COUPS), Patrick Auffay, Jean-Pierre Leaud, 1959.
THE 400 BLOWS, (aka LES QUATRE CENTS COUPS), Patrick Auffay, Jean-Pierre Leaud, 1959.


giuseppe garrera

#arteEInfanzia #CAF #CarloCollodi #CarloLorenzini #CarmeloBene #cb #CittàDellAltraEconomia #Collodi #DiLàDalFiume #LorenzoCiccarelli #LuisaViglietti #Pinocchio #Teatroinscatola #TeatroinscatolaETS

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differx.noblogs.org al momento


differx.noblogs.org, il gemello eterozigote di slowforward, è al momento offline per via dell’attacco lanciato dagli scherani del pedofilo arancione al collettivo A/I.

il contenuto non è perso, e nemmeno la battaglia!
#differx #noblogs


autistici/inventati: quando colpire l’infrastruttura significa colpire la libertà digitale

slowforward e differx [quest’ultimo ospitato da piattaforma A/I] danno la loro assoluta solidarietà e pieno sostegno al collettivo Autistici/Inventati. qui di séguito si riporta integralmente il post di devol.it, di cui slowforward e differx condividono ogni parola:


da devol.it/autistici-inventati-q…

La vicenda Autistici/Inventati dovrebbe farci riflettere molto più di quanto stia facendo.

Il 26 agosto 2026 il governo statunitense ha annunciato sanzioni contro Autistici/Inventati, inserendolo nel quadro delle proprie misure contro quelle che definisce reti terroristiche transnazionali di estrema sinistra. Secondo Washington, il collettivo avrebbe fornito infrastrutture digitali utilizzate da gruppi che gli Stati Uniti considerano estremisti.

👉 Leggi la notizia sulle accuse e la replica

Non vogliamo entrare qui nel merito delle accuse rivolte ai singoli gruppi o delle posizioni politiche di Autistici/Inventati. Il punto che ci interessa è un altro, ed è molto più grande: cosa succede quando un governo straniero decide di colpire non soltanto chi utilizza un’infrastruttura, ma anche chi quell’infrastruttura la mette a disposizione?

Un precedente che dovrebbe preoccuparci


Autistici/Inventati offre da anni servizi di comunicazione e infrastruttura digitale a persone, collettivi e organizzazioni. Secondo le informazioni riportate sulla vicenda, il progetto gestisce migliaia di caselle email, siti web, mailing list e altri servizi ed è proprio questo il punto.

L’infrastruttura non è l’utente.

Un server non ha un’ideologia. Un servizio email non dovrebbe essere ritenuto responsabile delle idee espresse attraverso di esso. Un provider non dovrebbe diventare automaticamente corresponsabile delle azioni compiute da ogni persona che utilizza i suoi servizi.

Se questa distinzione viene meno, il problema non riguarda più soltanto Autistici/Inventati.

Riguarda chiunque costruisca strumenti che permettono alle persone di comunicare, organizzarsi e vivere la propria vita digitale fuori dalle piattaforme dominanti.

E qui la vicenda diventa direttamente rilevante anche per noi.

Noi di Devol stiamo facendo esattamente questo


Da anni Devol costruisce infrastrutture digitali indipendenti. Non siamo una Big Tech. Non abbiamo investitori, non vendiamo pubblicità e non costruiamo piattaforme per profilare gli utenti. Gestiamo servizi basati su software libero, protocolli aperti, decentralizzazione e tutela della privacy, con l’obiettivo dichiarato di offrire alternative concrete alle piattaforme commerciali. Attraverso servizi.devol.it mettiamo a disposizione strumenti che permettono a migliaia di persone di svolgere attività quotidiane senza dover necessariamente affidare tutto il proprio ecosistema digitale alle Big Tech. Social network, condivisione di file, collaborazione, comunicazione, podcast, video, eventi, gestione delle password e molti altri servizi: non ci limitiamo a dire che esistono alternative. Le gestiamo.

E lo facciamo dal 2019, sostenendo direttamente infrastrutture italiane importanti come Mastodon.uno, PeerTube.uno, Pixelfed.uno, Diggita, Mobilizon, BookWyrm e numerosi altri servizi liberi.

Il prossimo bersaglio potremmo essere noi?


Non stiamo dicendo che Devol sia oggi nel mirino degli Stati Uniti. Non abbiamo alcun elemento per affermarlo ma sarebbe ingenuo ignorare il principio che questa vicenda sembra mettere in evidenza: chi controlla l’infrastruttura controlla anche una parte dell’informazione fuori dal controllo dei centri di potere.

E quando un’infrastruttura indipendente diventa abbastanza grande da permettere a migliaia di persone di comunicare senza passare dalle piattaforme dominanti, diventa ancora più importante che quella infrastruttura sia realmente autonoma. Il problema, quindi, non è soltanto chi potrebbe essere il prossimo bersaglio, il problema è costruire un sistema nel quale nessun soggetto esterno abbia la possibilità di spegnere un’intera infrastruttura digitale italiana semplicemente esercitando il proprio potere economico, tecnologico o finanziario. È questa la differenza tra dipendenza e sovranità.

Per questo dobbiamo essere solidali


Autistici/Inventati rappresenta una realtà molto più piccola rispetto alle grandi piattaforme tecnologiche mondiali, ma proprio per questo la sua vicenda dovrebbe interessarci perché le infrastrutture indipendenti sono fragili quando rimangono isolate. Se vogliamo un Internet diverso, non basta utilizzare Mastodon invece di X, Nextcloud invece di Google Drive o un servizio europeo invece di uno statunitense.

Dobbiamo anche sostenere economicamente chi queste infrastrutture le costruisce e le mantiene.

Ogni euro destinato a un progetto libero contribuisce a creare un’alternativa. Ogni server indipendente significa un pezzo di Internet sottratto al controllo di una Big Tech. Ogni servizio che continua a funzionare senza pubblicità, profilazione e investitori dimostra che un altro modello è possibile. Non dobbiamo aspettare che un’infrastruttura venga minacciata per accorgerci della sua importanza. Dobbiamo sostenerla prima.

La sovranità digitale si costruisce anche con sistemi di pagamento europei


C’è poi un altro aspetto che questa vicenda rende evidente: l’infrastruttura tecnologica e quella finanziaria sono inseparabili. Puoi avere server in Europa, software libero e amministratori indipendenti, ma se per ricevere una donazione devi necessariamente passare da un intermediario sottoposto alla giurisdizione USA, una parte della tua autonomia rimane comunque fragile. Per questo anche i Devol stanno cercando di diversificare sempre di più i propri strumenti, privilegiando infrastrutture europee e sistemi di pagamento europei. Non perché tutto ciò che è europeo sia automaticamente migliore, ma perché ridurre le dipendenze strategiche significa aumentare la nostra capacità di autodeterminarci. In questo senso guardiamo con interesse anche a soluzioni alternative come Satispay, il cui servizio di pagamento è Europeo.

Non basta lamentarsi delle Big Tech. Bisogna costruire.


Questa è la nostra risposta da anni. Non vogliamo semplicemente dire “Google fa male”, “Meta è pericolosa” o “X è una piattaforma centralizzata”. Vogliamo costruire alternative funzionanti, per questo esistono Mastodon.uno, PeerTube.uno, Pixelfed.uno, Diggita e tutti gli altri servizi Devol:

👉 Scopri i servizi liberi di Devol

Sono infrastrutture reali, utilizzate ogni giorno da migliaia di persone. Sono una piccola parte di ciò che potrebbe diventare un ecosistema digitale europeo molto più grande. E proprio perché sono piccole rispetto ai giganti tecnologici, hanno bisogno di una cosa fondamentale: una comunità che le sostenga.

🇪🇺 Il Digital Independence Day nasce anche per questo


È lo stesso principio che portiamo avanti con il Digital Independence Day: aumentare la consapevolezza sulla dipendenza tecnologica europea e trasformarla in azione concreta, non si tratta di sostituire una multinazionale con un’altra. Si tratta di distribuire il potere:

Più infrastrutture indipendenti.
Più software libero.
Più interoperabilità.
Più servizi europei.
Più comunità capaci di autogestirsi.
Meno dipendenza da pochi monopoli tecnologici.

Perché la vera sovranità digitale non significa costruire una nuova Big Tech europea, significa fare in modo che nessuno possa diventare indispensabile.

✊ Costruiamo prima che sia troppo tardi


La lezione di Autistici/Inventati non è che dobbiamo avere paura, è che dobbiamo essere preparati. Siamo vicini ad Autistici/Inventati in questo momento difficile, pur essendo realtà diverse per storia, dimensioni e organizzazione. La loro vicenda ci ricorda quanto siano preziose le infrastrutture indipendenti e quanto sia importante difenderle.

Per noi di Devol la risposta è continuare a fare quello che facciamo da anni costruire:

Costruire server.
Costruire comunità.
Costruire alternative.
Costruire competenze.
Costruire indipendenza.

Perché quando migliaia di persone utilizzano un’infrastruttura libera, quella non è più soltanto un’alternativa tecnologica, è un pezzo di sovranità digitale e quel pezzo dobbiamo proteggerlo, e sostenerlo insieme. 🇪🇺✊

✊ Come difendere l’infrastruttura digitale indipendente


Le infrastrutture libere non si difendono con le parole, ma sostenendole, e vogliamo un Internet che non possa essere spento, censurato o ricattato dalle Big Tech o da governi stranieri, dobbiamo finanziare chi costruisce alternative reali e noi di Devol lo facciamo ogni giorno con decine di servizi liberi: social network, cloud, video, posta, collaborazione e strumenti utilizzati da migliaia di persone. Scoprili qui:

👉 https://servizi.devol.it

🇪🇺 Scegli pagamenti europei, non dipendere dagli USA


La vicenda di Autistici/Inventati ci insegna una cosa: la dipendenza passa anche dai circuiti di pagamento, per questo chiediamo, quando possibile, di evitare i circuiti statunitensi (Stripe, PayPal, Visa, Mastercard) e scegliere strumenti europei come Satispay. Se non hai ancora Satispay, puoi attivarlo da qui:

👉 https://web.satispay.com/promocode/cb793277-632f-4b33-9dd3-85d984b19e52

L’iscrizione non comporta costi ma anzi garantisce un bonus di 5€ (aiuterai così anche i devol che riceveranno lo stesso 5€ dopo l’attivazione del conto.

💛 Sostieni Devol


Con una donazione ci aiuti a mantenere online servizi liberi, indipendenti e senza pubblicità.

☕ Dona a Devol con Satispay:

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🌱 Difendi Internet e pianta qualche albero


Puoi anche sostenere il progetto Devol + il progetto di riforestazione italiano: il 20% della donazione sarà destinato alla riforestazione in Basilicata.

🌳 Scopri il progetto: https://ko-fi.com/s/5e50eea2c6

💚 Dona con Satispay: https://web.satispay.com/download/qrcode/S6Y-SVN–AB3EDDBA-885B-40C6-8E65-1A19640962ED?locale=it_IT

Ogni donazione è un investimento nella libertà digitale. Ogni euro speso fuori dalle Big Tech rende Internet un po’ più libero. 🇪🇺✊

🚨 Il momento di agire è adesso


Oggi è toccato ad Autistici/Inventati. Domani potrebbe toccare a qualsiasi realtà che offre servizi indipendenti fuori dal controllo delle Big Tech. Se vogliamo un’Italia digitalmente sovrana, dobbiamo costruirla insieme.

  • Sostieni i servizi liberi.
  • Usa infrastrutture europee.
  • Abbandona, quando puoi, i circuiti controllati dagli USA.
  • Aiuta chi ogni giorno costruisce alternative concrete.

Seguici e aiutaci nelle azioni per una sovranità digitale europea:

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#aI #attacchiDigitali #AutisticiInventati #BookWyrm #controlloDigitale #decentralizzazione #devol #devolIt #Diggita #FEDIVERSO #internet #internetLibero #libertàDigitale #Mastodon #MastodonUno #Mobilizon #PeerTubeUno #PixelfedUno #privacy #protocolliAperti #rete #reteLibera #rubio #sanzioni #satispay #softwareLibero #sostenereIlFediverso #tutelaDellaPrivacy #USA #web


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aggiornamento su autistici/inventati (28-8-2026 h 14:09)


dalle 13 c’è una diretta su Radio Onda Rossa sulla situazione di censura e attacco ad Autistici/Inventati: player.ondarossa.info/#

ascoltate.

importante: l’Impero ha sanzionato non solo A/I ma anche Palestine Action e Masar Badil
(mastodon.uno/@uhuru@kafeneio.s…)

*

da stamattina/stanotte:

(1) mastodon.uno/@cavallette@masto…
(2) mastodon.uno/@cavallette@masto…

#aI #AutisticiInventati #MasarBadil #PalestineAction

Questa voce è stata modificata (4 ore fa)

hasbara dello stato genocida. un aggiornamento (noto ma necessario):
theguardian.com/world/2026/aug…

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salvatore sciarrino: chamber music

This recording was made in celebration of the composer’s 75th birthday, and presents highlights of his chamber music production: three solo pieces (piano, accordion and marimba), four trios, one quartet and one ensemble piece for five musicians. The project includes first world-recordings of two pieces.

Composer: Salvatore Sciarrino
Artists: Ensemble Opificio Sonoro, Marco Momi conductor

Born in Sicily, Salvatore Sciarrino (1947) studied visual arts before turning to music. Largely self-taught through independent study of early and modern/contemporary music, he nonetheless received some guidance from Antonio Titone and Turi Belfiore. The first public performance of his music took place in 1962. He completed his studies in Rome and Milan, and was introduced to electronic music by Franco Evangelisti, whom he considers, along with Stockhausen, to be one of his “artistic fathers.”

Tracklist:

00:00:00 Esplorazione del bianco II
00:09:37 Vagabonde blu
00:21:16 Muro d’orizzonte
00:31:37 Polveri laterali
00:32:59 Alba meònia
00:43:54 Il legno e la parola
00:52:31 Il motivo degli oggetti di vetro
00:56:58 Omaggio a Burri
01:07:02 Arioso a 5
#AntonioTitone #chamberMusic #EnsembleOpificioSonoro #MarcoMomi #musicaContemporanea #musicaDiRicerca #SalvatoreSciarrino #TuriBelfiore

bisogna agire subito


🚨 Il momento di agire è adesso
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devol.it/autistici-inventati-q…

cavallette.noblogs.org/2026/08…

la storia di A/I:
cavallette.noblogs.org/2026/08…

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autistici/inventati: quando colpire l’infrastruttura significa colpire la libertà digitale

slowforward e differx [quest’ultimo ospitato da piattaforma A/I] danno la loro assoluta solidarietà e pieno sostegno al collettivo Autistici/Inventati. qui di séguito si riporta integralmente il post di devol.it, di cui slowforward e differx condividono ogni parola:


da devol.it/autistici-inventati-q…

La vicenda Autistici/Inventati dovrebbe farci riflettere molto più di quanto stia facendo.

Il 26 agosto 2026 il governo statunitense ha annunciato sanzioni contro Autistici/Inventati, inserendolo nel quadro delle proprie misure contro quelle che definisce reti terroristiche transnazionali di estrema sinistra. Secondo Washington, il collettivo avrebbe fornito infrastrutture digitali utilizzate da gruppi che gli Stati Uniti considerano estremisti.

👉 Leggi la notizia sulle accuse e la replica

Non vogliamo entrare qui nel merito delle accuse rivolte ai singoli gruppi o delle posizioni politiche di Autistici/Inventati. Il punto che ci interessa è un altro, ed è molto più grande: cosa succede quando un governo straniero decide di colpire non soltanto chi utilizza un’infrastruttura, ma anche chi quell’infrastruttura la mette a disposizione?

Un precedente che dovrebbe preoccuparci


Autistici/Inventati offre da anni servizi di comunicazione e infrastruttura digitale a persone, collettivi e organizzazioni. Secondo le informazioni riportate sulla vicenda, il progetto gestisce migliaia di caselle email, siti web, mailing list e altri servizi ed è proprio questo il punto.

L’infrastruttura non è l’utente.

Un server non ha un’ideologia. Un servizio email non dovrebbe essere ritenuto responsabile delle idee espresse attraverso di esso. Un provider non dovrebbe diventare automaticamente corresponsabile delle azioni compiute da ogni persona che utilizza i suoi servizi.

Se questa distinzione viene meno, il problema non riguarda più soltanto Autistici/Inventati.

Riguarda chiunque costruisca strumenti che permettono alle persone di comunicare, organizzarsi e vivere la propria vita digitale fuori dalle piattaforme dominanti.

E qui la vicenda diventa direttamente rilevante anche per noi.

Noi di Devol stiamo facendo esattamente questo


Da anni Devol costruisce infrastrutture digitali indipendenti. Non siamo una Big Tech. Non abbiamo investitori, non vendiamo pubblicità e non costruiamo piattaforme per profilare gli utenti. Gestiamo servizi basati su software libero, protocolli aperti, decentralizzazione e tutela della privacy, con l’obiettivo dichiarato di offrire alternative concrete alle piattaforme commerciali. Attraverso servizi.devol.it mettiamo a disposizione strumenti che permettono a migliaia di persone di svolgere attività quotidiane senza dover necessariamente affidare tutto il proprio ecosistema digitale alle Big Tech. Social network, condivisione di file, collaborazione, comunicazione, podcast, video, eventi, gestione delle password e molti altri servizi: non ci limitiamo a dire che esistono alternative. Le gestiamo.

E lo facciamo dal 2019, sostenendo direttamente infrastrutture italiane importanti come Mastodon.uno, PeerTube.uno, Pixelfed.uno, Diggita, Mobilizon, BookWyrm e numerosi altri servizi liberi.

Il prossimo bersaglio potremmo essere noi?


Non stiamo dicendo che Devol sia oggi nel mirino degli Stati Uniti. Non abbiamo alcun elemento per affermarlo ma sarebbe ingenuo ignorare il principio che questa vicenda sembra mettere in evidenza: chi controlla l’infrastruttura controlla anche una parte dell’informazione fuori dal controllo dei centri di potere.

E quando un’infrastruttura indipendente diventa abbastanza grande da permettere a migliaia di persone di comunicare senza passare dalle piattaforme dominanti, diventa ancora più importante che quella infrastruttura sia realmente autonoma. Il problema, quindi, non è soltanto chi potrebbe essere il prossimo bersaglio, il problema è costruire un sistema nel quale nessun soggetto esterno abbia la possibilità di spegnere un’intera infrastruttura digitale italiana semplicemente esercitando il proprio potere economico, tecnologico o finanziario. È questa la differenza tra dipendenza e sovranità.

Per questo dobbiamo essere solidali


Autistici/Inventati rappresenta una realtà molto più piccola rispetto alle grandi piattaforme tecnologiche mondiali, ma proprio per questo la sua vicenda dovrebbe interessarci perché le infrastrutture indipendenti sono fragili quando rimangono isolate. Se vogliamo un Internet diverso, non basta utilizzare Mastodon invece di X, Nextcloud invece di Google Drive o un servizio europeo invece di uno statunitense.

Dobbiamo anche sostenere economicamente chi queste infrastrutture le costruisce e le mantiene.

Ogni euro destinato a un progetto libero contribuisce a creare un’alternativa. Ogni server indipendente significa un pezzo di Internet sottratto al controllo di una Big Tech. Ogni servizio che continua a funzionare senza pubblicità, profilazione e investitori dimostra che un altro modello è possibile. Non dobbiamo aspettare che un’infrastruttura venga minacciata per accorgerci della sua importanza. Dobbiamo sostenerla prima.

La sovranità digitale si costruisce anche con sistemi di pagamento europei


C’è poi un altro aspetto che questa vicenda rende evidente: l’infrastruttura tecnologica e quella finanziaria sono inseparabili. Puoi avere server in Europa, software libero e amministratori indipendenti, ma se per ricevere una donazione devi necessariamente passare da un intermediario sottoposto alla giurisdizione USA, una parte della tua autonomia rimane comunque fragile. Per questo anche i Devol stanno cercando di diversificare sempre di più i propri strumenti, privilegiando infrastrutture europee e sistemi di pagamento europei. Non perché tutto ciò che è europeo sia automaticamente migliore, ma perché ridurre le dipendenze strategiche significa aumentare la nostra capacità di autodeterminarci. In questo senso guardiamo con interesse anche a soluzioni alternative come Satispay, il cui servizio di pagamento è Europeo.

Non basta lamentarsi delle Big Tech. Bisogna costruire.


Questa è la nostra risposta da anni. Non vogliamo semplicemente dire “Google fa male”, “Meta è pericolosa” o “X è una piattaforma centralizzata”. Vogliamo costruire alternative funzionanti, per questo esistono Mastodon.uno, PeerTube.uno, Pixelfed.uno, Diggita e tutti gli altri servizi Devol:

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Sono infrastrutture reali, utilizzate ogni giorno da migliaia di persone. Sono una piccola parte di ciò che potrebbe diventare un ecosistema digitale europeo molto più grande. E proprio perché sono piccole rispetto ai giganti tecnologici, hanno bisogno di una cosa fondamentale: una comunità che le sostenga.

🇪🇺 Il Digital Independence Day nasce anche per questo


È lo stesso principio che portiamo avanti con il Digital Independence Day: aumentare la consapevolezza sulla dipendenza tecnologica europea e trasformarla in azione concreta, non si tratta di sostituire una multinazionale con un’altra. Si tratta di distribuire il potere:

Più infrastrutture indipendenti.
Più software libero.
Più interoperabilità.
Più servizi europei.
Più comunità capaci di autogestirsi.
Meno dipendenza da pochi monopoli tecnologici.

Perché la vera sovranità digitale non significa costruire una nuova Big Tech europea, significa fare in modo che nessuno possa diventare indispensabile.

✊ Costruiamo prima che sia troppo tardi


La lezione di Autistici/Inventati non è che dobbiamo avere paura, è che dobbiamo essere preparati. Siamo vicini ad Autistici/Inventati in questo momento difficile, pur essendo realtà diverse per storia, dimensioni e organizzazione. La loro vicenda ci ricorda quanto siano preziose le infrastrutture indipendenti e quanto sia importante difenderle.

Per noi di Devol la risposta è continuare a fare quello che facciamo da anni costruire:

Costruire server.
Costruire comunità.
Costruire alternative.
Costruire competenze.
Costruire indipendenza.

Perché quando migliaia di persone utilizzano un’infrastruttura libera, quella non è più soltanto un’alternativa tecnologica, è un pezzo di sovranità digitale e quel pezzo dobbiamo proteggerlo, e sostenerlo insieme. 🇪🇺✊

✊ Come difendere l’infrastruttura digitale indipendente


Le infrastrutture libere non si difendono con le parole, ma sostenendole, e vogliamo un Internet che non possa essere spento, censurato o ricattato dalle Big Tech o da governi stranieri, dobbiamo finanziare chi costruisce alternative reali e noi di Devol lo facciamo ogni giorno con decine di servizi liberi: social network, cloud, video, posta, collaborazione e strumenti utilizzati da migliaia di persone. Scoprili qui:

👉 https://servizi.devol.it

🇪🇺 Scegli pagamenti europei, non dipendere dagli USA


La vicenda di Autistici/Inventati ci insegna una cosa: la dipendenza passa anche dai circuiti di pagamento, per questo chiediamo, quando possibile, di evitare i circuiti statunitensi (Stripe, PayPal, Visa, Mastercard) e scegliere strumenti europei come Satispay. Se non hai ancora Satispay, puoi attivarlo da qui:

👉 https://web.satispay.com/promocode/cb793277-632f-4b33-9dd3-85d984b19e52

L’iscrizione non comporta costi ma anzi garantisce un bonus di 5€ (aiuterai così anche i devol che riceveranno lo stesso 5€ dopo l’attivazione del conto.

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Puoi anche sostenere il progetto Devol + il progetto di riforestazione italiano: il 20% della donazione sarà destinato alla riforestazione in Basilicata.

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A novembre arriva in Italia il primo Digital Independence Day!


Per la prima volta il Digital Independence Day arriva in Italia. L’appuntamento è fissato per il 13 e 14 novembre a Bolzano all’interno di SFSCON, probabilmente la più importante conferenza italiana dedicata al Software Libero che ogni anno riunisce un migliaio fra sviluppatori, aziende, attivisti, pubbliche amministrazioni, associazioni e comunità open source provenienti da tutta Europa.

L’iniziativa è organizzata da Fedimedia, l’associazione italiana che riunisce amministratori del Fediverso, attivisti del software libero, sviluppatori e operatori che ogni giorno realizzano servizi concreti per ridurre la dipendenza dalle Big Tech.

Un movimento europeo per l’indipendenza digitale


Il Digital Independence Day non è un semplice evento, ma fa parte di un movimento europeo nato per promuovere una cultura della libertà digitale.

L’obiettivo è semplice quanto ambizioso: dimostrare che esistono già oggi alternative concrete ai grandi servizi centralizzati. Social network federati, cloud personali, sistemi operativi liberi, strumenti di collaborazione, servizi di traduzione, videoconferenze, posta elettronica, mappe, repository di codice e decine di altre tecnologie permettono di utilizzare Internet senza affidare ogni aspetto della propria vita digitale a poche multinazionali.

Ogni mese la rete europea del Digital Independence Day promuove oltre 300 eventi tra incontri pubblici, workshop, install party, conferenze, laboratori e momenti di formazione, coinvolgendo cittadini, scuole, associazioni e amministrazioni pubbliche.

L’edizione italiana rappresenta quindi l’ingresso del nostro Paese in una rete internazionale che considera la sovranità digitale non come uno slogan, ma come un percorso concreto fatto di tecnologia, formazione e comunità.

Perché parlare di indipendenza digitale


Negli ultimi anni milioni di persone hanno affidato comunicazioni, documenti, fotografie, relazioni sociali e perfino il proprio lavoro a un numero sempre più ristretto di piattaforme.

Questa concentrazione porta con sé diversi problemi:

  • raccolta massiva dei dati personali;
  • profilazione commerciale;
  • dipendenza da servizi proprietari;
  • difficoltà nel cambiare piattaforma;
  • perdita di controllo sui propri contenuti;
  • crescente utilizzo di algoritmi opachi e sistemi di intelligenza artificiale centralizzati.

L’indipendenza digitale non significa rifiutare la tecnologia, ma riappropriarsi della possibilità di scegliere strumenti aperti, interoperabili e rispettosi della libertà degli utenti.

SFSCON: il punto di riferimento del Software Libero in Italia


A ospitare il primo Digital Independence Day italiano sarà SFSCON, la storica conferenza internazionale di Bolzano dedicata al Software Libero che da anni rappresenta uno degli appuntamenti più importanti in Europa con più di 1000 partecipanti ad edizione.

L’evento riunisce sviluppatori, ricercatori, aziende, pubbliche amministrazioni, studenti e comunità open source provenienti da tutta Europa, affrontando temi come:

  • software libero;
  • open data;
  • sicurezza informatica;
  • pubblica amministrazione digitale;
  • infrastrutture aperte;
  • sovranità tecnologica.

Portare il Digital Independence Day all’interno di SFSCON significa creare un ponte tra il mondo dello sviluppo del software libero e quello degli utenti, delle associazioni e delle comunità che ogni giorno utilizzano queste tecnologie.

Fedimedia: costruire alternative, non solo raccontarle


A promuovere l’iniziativa è Fedimedia, associazione nata per mettere in rete le realtà italiane che lavorano ogni giorno per costruire un ecosistema digitale indipendente.

Fedimedia riunisce amministratori di server del Fediverso, associazioni, sviluppatori, divulgatori e attivisti che gestiscono servizi basati esclusivamente su software libero.

Tra questi figurano piattaforme Mastodon, PeerTube, Matrix, Pixelfed, lemmy, Forgejo, Nextcloud, LibreTranslate e numerosi altri servizi che permettono a cittadini, associazioni e organizzazioni di utilizzare strumenti aperti senza dipendere dalle Big Tech.

L’obiettivo dell’associazione è favorire la collaborazione tra gli operatori del settore, condividere competenze tecniche e diffondere una cultura dell’autonomia digitale attraverso eventi, formazione e supporto reciproco.

Di cosa parleremo nel Digital Indipendence day a Bolzano il 13-14 novembre?


La sovranità digitale e l’indipendenza tecnologica dalle Big Tech: storie, esperienze e soluzioni per costruire un’Europa più libera, aperta e consapevole. Un percorso tra progetti, comunità e strumenti che stanno già rendendo possibile un ecosistema digitale più autonomo, trasparente e rispettoso dei diritti delle persone: di.day

Un invito a tutta la comunità


Il Digital Independence Day italiano non vuole essere solo un punto di incontro per chi sviluppa software libero, per chi amministra infrastrutture, ma è dedicato alla grande comunità di persone e che semplicemente desidera capire come ridurre la propria dipendenza dalle grandi piattaforme digitali.

Non sarà una conferenza tecnica, ma un luogo dove ritrovarsi dal vivo, confrontarsi su come costruire un ecosistema digitale più aperto, decentralizzato e sostenibile. E sopratutto riuscire a ritrovarsi anche dal vivo almeno una volta e conoscere chi amministra le grandi piattaforme delfediverso italiano, discutere e migliorarsi insieme.

Perché la vera innovazione non consiste nel creare nuovi strumenti proprietari online, ma nel restituire alle persone il controllo della propria tecnologia con software realmente libero ed europeo.

Il 13 e 14 novembre, a SFSCON, l’Italia entrerà ufficialmente nella rete europea del Digital Independence Day. Un primo passo per dimostrare che un’informatica più libera non appartiene al futuro: esiste già oggi, grazie al lavoro di comunità, sviluppatori e volontari che ogni giorno costruiscono alternative concrete alle Big Tech.

Un’iniziativa libera, indipendente e costruita dalla comunità


C’è un aspetto che rende il Digital Independence Day diverso da molte altre manifestazioni dedicate alla tecnologia.

L’iniziativa è totalmente indipendente: non è sponsorizzata da aziende, non ha investitori alle spalle, non è uno strumento di marketing e non nasce per promuovere un prodotto o generare profitti.

È un movimento dal basso, nato in Germania e diffusosi rapidamente in tutta Europa grazie al lavoro di associazioni, volontari, comunità locali, sviluppatori e attivisti che condividono un obiettivo comune: restituire alle persone il controllo della propria vita digitale.

Fedimedia aderisce a questo movimento europeo portandone per la prima volta l’esperienza in Italia, mantenendone lo stesso spirito: collaborazione, condivisione della conoscenza, software libero e indipendenza dalle grandi piattaforme.

Crediamo che la sovranità digitale non possa essere venduta come un prodotto. Deve essere costruita insieme, attraverso comunità aperte, tecnologie libere e persone disposte a condividere competenze ed esperienze.

Unisciti al movimento


Se credi anche tu che sia arrivato il momento di costruire un’alternativa concreta alle Big Tech, e creare una reale sovranità digitale europea puoi partecipare fin da oggi:

💬 Entra nei nostri gruppi:

Telegram
t.me/+y61epDtOmy80NWE0

Matrix
matrix.to/#/%23fedimedia:mozil…

🤝 Oppure entra a far parte di Fedimedia inviando la tua richiesta di iscrizione:
cloud.mastodon.uno/apps/forms/…

Vuoi seguire un intervento?


Il programma del Digital Independence Day è ormai quasi completo e nelle prossime settimane pubblicheremo l’elenco dei relatori.

Se però vuoi avere un’anteprima di quello che verrà presentato a Bolzano il 13 e 14 novembre, c’è il canale peertube del DIgital Indipendence Day..

📧 Contattaci all’indirizzo email info@fedimedia.it oppure su mastodon o telegram per ogni informazione sul Digital Indipendence Day.

L’indipendenza digitale si costruisce insieme, condividendo conoscenze, creando servizi liberi, aiutando le persone ad abbandonare le piattaforme proprietarie e dimostrando che un’altra Internet non solo è possibile, ma esiste già.


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[r] _ christos ready maid / luca maria patella


*

sulla fronte, spingendo un bottone, si illumina con la scritta “ready maid”

(Collezione Giuseppe Garrera)

*

post dedicato alla memoria di LMP, a due giorni dalla ricorrenza della sua scomparsa

GG
#art #arte #ChristosReadyMaid #CollezioneGiuseppeGarrera #GiuseppeGarrera #LucaMariaPatella #Patella

Questa voce è stata modificata (1 giorno fa)

Stefano Sylos Labini in un post condiviso da Giorgio Bianchi su fb:

Parole piuttosto impressionanti di Lawrence Wilkerson, colonnello in pensione dell’esercito americano ed ex capo di gabinetto di Colin Powell quando era Segretario di Stato.

Wilkerson sostiene che per decenni gli Stati Uniti abbiano lavorato sistematicamente per plasmare la politica europea attraverso CIA e altri servizi di intelligence. Usa parole difficili da equivocare: «Abbiamo comprato direttori di giornali, leader sindacali, parlamentari» e arriva a dire: «Abbiamo creato di proposito l’Europa che esiste oggi».

Parla anche esplicitamente di Stoltenberg e Rutte, sostenendo che Washington abbia favorito leader europei affidabili e allineati alla propria politica.

Naturalmente una testimonianza, per quanto proveniente da un ex uomo dell’establishment americano, non costituisce da sola la prova di tutto ciò che afferma. Ma ascoltare qualcuno che è stato ai vertici dell’amministrazione statunitense descrivere in questi termini la costruzione dei rapporti tra USA ed Europa merita almeno qualche riflessione.

Mi sembra che il punto di svolta sia stata la guerra in Iraq quando Germania e Francia si sono opposte. In quel momento è iniziata la stretta sull’Europa da parte degli Stati Uniti con un’ingerenza gigantesca che ha plasmato la classe dirigente che c’è oggi in tutti i paesi, ovviamente Italia compresa.

Stefano Sylos Labini


#usa #imperialismo #cia #lawrencewilkerson #europa #unioneeuropea

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Autistici/Inventati: quando colpire l’infrastruttura significa colpire la libertà digitale

differx.noblogs.org/2026/08/27…

è recentissima una presa di posizione arbitraria vessatoria e fascista del solito colosso colonico e genocida noto come usa (e getta), alla cui cima siede un noto gangster stupratore pedofilo. tutti i dettagli qui: devol.it/autistici-inventati-q…

#rete #censura #autisticiinventati

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per ‘la finestra di antonio syxty’: “on land”, di antonio francesco perozzi

https://www.spreaker.com/episode/on-land-di-antonio-francesco-perozzi–72432725

il libro: edizioniprufrockspa.com/produc…
#AntonioSyxty #audio #incontro #LaFinestraDiAntonioSyxty #MTM #MTMLaFinestraDiAntonioSyxty #podcast #presentazione

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limun / clara iannotta

Limun, for Violin, Viola, & two page turners
Clara Iannotta : claraiannotta.com/

Performed by Barbara Maurer and Melise Mellinger from ensemble recherche
youtu.be/QgxdhPp6_BQ
#BarbaraMaurer #ClaraIannotta #EnsembleRecherche #Limun #MeliseMellinger #musicaContemporanea #musicaDiRicerca

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[2026-09-03] SETTEMBRE SENZA CHIEDERE PERMESSO @ Parchetto


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SETTEMBRE SENZA CHIEDERE PERMESSO

Parchetto - Tra via Fioravanti e via Delfino Insolera, in prossimità del campo da basket
(giovedì, 3 settembre 17:00)
SETTEMBRE SENZA CHIEDERE PERMESSO
Ehi, ehi! Piccione viaggiatore porta messaggio! Chi ha detto che non c’è?!?
Ci vediamo come di consueto giovedì 3 settembre per un altro ostinato appuntamento Senza Chiedere Permesso!

😈🎤 Prontx ad esibirvi sul palco-senza-palco più fuori di sempre?
Allora non mancate al prossimo, attesissimo, KARAOKE DI FUOCO COMPLICE E SOLIDALE! Scaldiamo le ugole e prepariamole all’inverno! Line up e iscrizioni aperte dal pomeriggio! 🎤😈

🏴‍☠️ Allestimento dalle 17, musichette e microfono aperto. Qui come funziona.

⚡️ Aggiornamenti su Pietro, compagno in carcere con l’accusa di “terrorismo della parola” (270 quinquies comma terzo), reato introdotto dal penultimo decreto sicurezza, per alcuni opuscoli sequestrati durante l’operazione anti-anarchica del 16 giugno scorso. Mentre tuttx lx compagnx arrestate sono state scarcerate dal riesame di Roma, quello di Bologna (competente per territorio) ha deciso di far proseguire la reclusione per Pietro. Rilanciamo la solidarietà!

🔥 Prelibata cenetta vegan ancora a sostegno della stampa anarchica, sediziosi drink benefit prigionierx!

PIETRO LIBERO, TUTTX LIBERX!

mercatinoautogestito.noblogs.o…


balotta.org/event/settembre-se…


SETTEMBRE SENZA CHIEDERE PERMESSO


Ehi, ehi! Piccione viaggiatore porta messaggio! Chi ha detto che non c’è?!?
Ci vediamo come di consueto giovedì 3 settembre per un altro ostinato appuntamento Senza Chiedere Permesso!

😈🎤 Prontx ad esibirvi sul palco-senza-palco più fuori di sempre?
Allora non mancate al prossimo, attesissimo, KARAOKE DI FUOCO COMPLICE E SOLIDALE! Scaldiamo le ugole e prepariamole all’inverno! Line up e iscrizioni aperte dal pomeriggio! 🎤😈

🏴‍☠️ Allestimento dalle 17, musichette e microfono aperto. Qui come funziona.

⚡️ Aggiornamenti su Pietro, compagno in carcere con l’accusa di “terrorismo della parola” (270 quinquies comma terzo), reato introdotto dal penultimo decreto sicurezza, per alcuni opuscoli sequestrati durante l’operazione anti-anarchica del 16 giugno scorso. Mentre tuttx lx compagnx arrestate sono state scarcerate dal riesame di Roma, quello di Bologna (competente per territorio) ha deciso di far proseguire la reclusione per Pietro. Rilanciamo la solidarietà!

🔥 Prelibata cenetta vegan ancora a sostegno della stampa anarchica, sediziosi drink benefit prigionierx!

PIETRO LIBERO, TUTTX LIBERX!
#APPUNTAMENTI #KARAOKE #Repressione #Solidarietà


newslow, 26 ago. ’26

slowforward.net/2026/08/26/new…


newslow, 26 ago. ’26


da agosto 2022 fino a febbraio di quest’anno ho compilato e inviato – ogni mese circa – una mail circolare che ha dato (ir)regolarmente conto dei post su slowforward. ecco i contenuti di quella spedita oggi all’indirizzario:

– slowforward prosegue a pubblicare dai due ai sei post quotidiani, ma

– da febbraio non invio newslow = la newsletter con gli aggiornamenti mensili (=gli indici) e i relativi link, e

– tutto è invece affidato ai canali del sito: telegram, whatsapp e instagram, dove potete trovare ogni cosa;

– nel fediverso, slowforward si può seguire su mastodon e friendica;

– ma il modo più rapido per ricevere le news è registrarsi sul sito, e qui si spiega come;

– anche su ko-fi/posts solitamente inserisco titoli e link di quel che esce su slow (e, spesso, in altri spazi, non miei);

– check it: oggi è comparsa una serie di post proprio su ko-fi, a funzionare da indici degli ultimissimi giorni (e: ko-fi volendo serve pure per sostenere saltuariamente o regolarmente il mio lavoro, qui).

grazie dell’attenzione che dedicate e dedicherete a questo sito

MG
#friendica #indice #indici #Instagram #koFi #link #linkAiPost #linkAiPostDiSlowforward #mailCircolare #Mastodon #newsletter #newslow #post #postQuotidiani #rassegnaDiPost #report #seguireSlowforward #slow #slowforward #Telegram #whatsapp


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nel podcast ‘la finestra di antonio syxty’: “nz”, di antonio syxty

L’audio è stato registrato in occasione della presentazione organizzata il 4 giugno 2026 presso la Galleria Bianco Contemporaneo, diretta da Rossella Alessandrucci, alla presenza dell’editore Fabrizio M. Rossi, di MG e di un nutrito numero di convenuti.

La registrazione audio completa (con altri materiali) è in pod al popolo #097.

https://www.spreaker.com/episode/nz-di-antonio-syxty–74262166

Qui il libro: ikona.net/antonio-syxty-nz/
#AntonioSyxty #audio #BiancoContemporaneo #collanaSyn #FabrizioMRossi #FabrizioRossi #galleriaBiancoContemporaneo #ikonaLìber #IkonaLíber #incontro #LaFinestraDiAntonioSyxty #MarcoGiovenale #MTM #MTMLaFinestraDiAntonioSyxty #NZ #podcast #presentazione #reading #registrazione #RossellaAlessandrucci #SYN #SynScrittureDiRicerca


4 giugno, roma, galleria bianco contemporaneo: “nz” di antonio syxty e “asemics” di marco giovenale


A Roma, giovedì 4 giugno 2026, alle ore 18:00
presso la galleria Bianco Contemporaneo
(via Reno 18/a)
nel contesto della mostra IDENTIKIT, di Pignotti + Hogre

presentazione dei due libri

NZ, di Antonio SyxtyNZ, di Antonio Syxty
ikonaLíber, 2025

NZ, o Nuova Zelanda, lavora sull’immaginazione del lettore come una mappa che invece di orientarlo debba felicemente e sensatamente indurlo a perdersi nei frammenti. Del resto già l’incipit del libro dichiara che siamo di fronte a «una collezione (anche catalogo) di frammenti di scrittura (con immagini, illustrazioni, disegni)», dei quali ha fatto nel tempo raccolta “Antonio Syxty”. Le virgolette qui usate sottolineano la natura di azione/esperimento artistico della stessa identità in gioco: parte di una ongoing performance avviata molti anni fa, che prevede che l’autore e artista si presenti cosí pur non essendo quello il suo vero nome.
Ma perché poi “Nuova Zelanda”? Perché rappresenta, rispetto all’Italia, un luogo perfettamente agli antipodi; e, letterariamente, un antidoto forte al mainstream.it contemporaneo.

e

ASEMICS. Senso senza significato, di Marco Giovenale (testo sulla scrittura asemica)Asemics. Senso senza significato, di Marco Giovenale
ikonaLíber, 2023

Questa sequenza di note e ricostruzioni storiche, fuori da ogni ipotesi di esaustività, propone un possibile itinerario attraverso la vicenda delle espressioni “scrittura asemica” (o “asemantica” o “desemantizzata”) e “asemic writing”; e offre inoltre alcuni elementi di teoria che configurano l’identità di questa pratica artistica come «macchina di disorganizzazione e disintegrazione del significato a opera del senso stesso».

§


I due artisti che espongono presso Bianco contemporaneo, Lamberto Pignotti e Hogre, operano entrambi su un fronte che va a sfocare/disseminare e mettere in crisi il concetto stesso di identità, di possibile connessione solida & adamantina tra Moi lacaniano (il famoso “Io”) e linguaggio / opera / mondo. Su piani non diversi lavora il libro NZ, di Antonio Syxty, con il dislocarsi del panorama italiano in una remotissima Nuova Zelanda (NZ appunto) e conseguente evaporazione dell’identità autoriale. Si può dire che analoghi obiettivi muovano poi Asemics, di Marco Giovenale, libro che ha proprio a che fare con scritture che non sono sé stesse, ossia non sono propriamente scritture, in quanto la decodificabilità dei loro glifi e corsivi è del tutto in dubbio anzi revocata.

Gli autori si confronteranno in un dialogo su questi paradossi e linguaggi (se tali sono): della e nella contemporaneità.

​*

l’incontro su mobilizon:
mobilizon.it/events/29ada9e0-4…

evento facebook:
facebook.com/events/2095941497…

​ikonaLíber:
ikona.net/category/edizioni-ik…

la galleria
biancocontemporaneo.it/

*


​Bianco Contemporaneo è una galleria d’arte di sperimentazione – investigazione dell’ambiente artistico volta a scenari sia storici che contemporanei ed è attiva con propri progetti su tutto il territorio nazionale​

#AntonioSyxty #art #arte #asemic #asemicWriting #asemics #ASEMICSSensoSenzaSignificato #BiancoContemporaneo #Cambiaunavirgola #ClaudiaDamiani #collanaSyn #conversazione #dialogo #EdizioniIkonaLíber #FabrizioMRossi #FabrizioRossi #frammenti #frammento #galleriaBiancoContemporaneo #Hogre #identità #IkonaLíber #ikonaLíberSynScrittureDiRicerca #IkonaLíberEdizioni #LambertoPignotti #LeFormeDelLinguaggio #lettura #MarcoGiovenale #materialiVerbovisivi #NuovaZelanda #NZ #Pignotti #reading #scritturaAsemantica #scritturaAsemica #scritturaDesemantizzata #SYN #SynScrittureDiRicerca #SYNScrittureDiRicerca #vispo


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ferentino, 2-6 settembre 2026, sesta edizione del festival dell’arte nomadica


Áṣẹ, waŋarr, mudārî (presente) è la VI edizione del Festival dell’arte Nomadica.
Dal 2 al 6 Settembre, Ferentino

programma:
centroscritture.it/_files/ugd/…
e instagram.com/p/DcgK2_ZiNNJ/


” […] tutto questo, ascoltalo e ricordiamo insieme poi, dimentichiamolo” (Najvan Darwish)
Il tema visivo di quest’anno è un dono dalle fotografie di Jonathan Soliman .

Disfare gli archivi e le tecniche di registrazione del presente, volubili e sempre inclini a modificarsi in relazione agli algoritmi di potere che le interpretano: presente come mudārì, imperfetto e incompiuto presente, come lingua d’altri che scricchiola sotto il coeso presente della lingua italiana.
Presente è un fantasma d’incompletezza: che non si possa dire che la formulazione di una legge è giusta, se non teniamo conto di coloro che non sono presenti, quelli che non possono essere lì per difendersi, i lontani e i futuri, i non-ancora presenti.
Non un presente, ma tout-le-monde, presente come macchina di azione palestinese che “non si guarda più indietro” (M. Darwish) e che “non ha più nulla da perdere”.
Come in fotografia: l’eterno presente fissato è una traccia di un eterno non-esserci più.
Nel luogo di questa impressione di presenza, qualcosa fugge altrove, per sempre liberato dalla cattura.

Organizzazione:
Materia Creativa

Partner:
CentroScritture
Inverso – Giornale di Poesia
Neutopia Magazine
Associazione Ottovolante APS
Argo⥀Argolibri ⥀ArgoWebTv

§


-Àṣẹ, waŋarr, muḍāriʿ: PRESENTE-

Questo secondo triennio del festival, che a settembre si conclude, è palestinese: dai Nóstoi del ritornello come forma di riterritorializzazione poetica dei luoghi colonizzati, con Marwan Makhoul (2024) all’epochè della sospensione della memoria come strumento di ricatto territoriale con Ghayath Almadhoun (2025).
Presente (muḍāri’) è la forma di una memoria senza archivio, se l’archivio è controllo coloniale e cancellazione, la forma dell’impossibilità stessa di un approdo, come pratica dell’istante che non si lascia fissare, come esposizione a una durata che eccede ogni forma di appropriazione.
Dal 2021 il festival è una festa dei cammini: i luoghi sono disseminati nella città di Ferentino, per addestrarci a dimenticare le identità e a fluidificare le appartenenze nel divenire che si fa camminando.
I luoghi della nomadizzazione, gli spazi deterritorializzati dalle identità fisse per divenire luoghi di contaminazione nel festival, dalla cripta al criptoportico, dalle antiche terme in su, sono sempre anche il luogo di una riterritorializzazione, spazi che ritornano ad essere istituzionalizzati e segmentati da marche territoriali.
Il presente è senza possesso, si colloca come luogo precario e apparizione dell’escluso, per poi sparire nuovamente.
#archivi #archivio #Argo #ArgoArgolibriArgoWebTv #Argolibri #ArgoWebTv #AssociazioneOttovolanteAPS #CentroScritture #Darwish #disfareGliArchivi #Ferentino #FestivalDellArteNomadica #GhayathAlmadhoun #InVerso #InversoGiornaleDiPoesia #JonathanSoliman #MahmoudDarwish #marwanMakhoul #MateriaCreativa #muḍāri #Neutopia #NeutopiaMagazine #Palestina #presente

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poème électronique / edgard varèse. 1958

(Video created with Sonic Visualizer, OpenShot and
vokoscreen on an openSUSE 13.2 Linux System).

Poème électronique (English Translation: “Electronic Poem”) is an 8-minute piece of electronic music by composer Edgard Varèse, written for the Philips Pavilion at the 1958 Brussels World’s Fair. The Philips corporation commissioned Le Corbusier to design the pavilion, which was intended as a showcase of their engineering progress. Le Corbusier came up with the title Poème électronique, saying he wanted to create a “poem in a bottle”. Varèse composed the piece with the intention of creating a liberation between sounds and as a result uses noises not usually considered “musical” throughout the piece.

Original performance
The pavilion was shaped like a stomach, with a narrow entrance and exit on either side of a large central space. As the audience entered and exited the pavilion, the electronic composition Concret PH by Iannis Xenakis (who also acted as Le Corbusier’s architectural assistant for the pavilion’s design) was heard. Poème électronique was synchronized to a film of black and white photographs selected by Le Corbusier which touched on vague themes of human existence. Le Corbusier’s original concept called for a pause in the film while his voice was heard, speaking directly to the audience. However, Varèse objected to the idea that Le Corbusier’s voice would be played over his composition, and the idea was abandoned.

The interior of the pavilion was also lit by a constantly changing pattern of colored lights, and in addition to the film, three separate projectors showed additional still photos on the walls.

Spatialization
Varèse designed a very complex spatialization scheme which was synchronized to the film. Prefiguring the acousmonium style of sound projection, hundreds of speakers were controlled by sound projectionists with a series of rotary telephone dials. Each dial could turn on five speakers at a time out of a bank of 12. Many estimates of the pavilion’s sound system go as high as 450 speakers, but based on the limitations of the switching system and the number of projectionists used, an estimate of 350 seems more reasonable.

The speakers were fixed to the interior walls of the pavilion, which were then coated in asbestos. The resulting appearance was of a series of bumps. The asbestos hardened the walls, creating a cavernous acoustic space.

The spatialization scheme exploited the unique physical layout of the pavilion. The speakers stretched up to the apex of Le Corbusier’s points, and Varèse made great use of the possibilities, sending the sound up and down the walls

Sequence of events
The images in Le Corbusier’s film are all black and white still photographs and willfully abstract. The first image is a bull’s head in a spotlight. The final image is a woman holding an infant. Le Corbusier assigned thematic sections to the film:

0 – 60″ Genesis
61 – 120″ Spirit and Matter
121 – 204″ From Darkness to Dawn
205 – 240″ Man-Made Gods
241 – 300″ How Time Moulds Civilization
301 – 360″ Harmony
361 – 480″ To All Mankind
The sequence of sounds in Varèse’s composition:

0″ 1. a. Low bell tolls. “Wood blocks.” Sirens. Fast taps lead to high, piercing sounds. 2-second pause.

43″ b. “Bongo” tones and higher grating noises. Sirens. Short “squawks.” Three-tone group stated three times.

1’11” c. Low sustained tones with grating noises. Sirens. Short “squawks.” Three-tone group. 2-second pause.

1’40” d. Short “squawks.” High “chirps.” Variety of “shots,” “honks,” “machine noises.” Sirens. Taps lead to

2’36” 2. a. Low bell tolls. Sustained electronic tones. Repeated “bongo” tones. High and sustained electronic tones. Low tone, crescendo. Rhythmic noises lead to

3’41” b. Voice, “Oh-gah.” 4-second pause. Voice continues softly.

4’17” c. Suddenly loud. Rhythmic percussive sounds joined by voice. Low “animal noises,” scraping, shuffling, hollow vocal sounds. Decrescendo into 7-second pause.

5’47” d. Sustained electronic tones, crescendo and decrecendo. Rhythmic percussive sounds. Higher sustained electronic tones, crescendo. “Airplane rumble,” “chimes,” jangling.

6’47” e. Female voice. Male chorus. Electronic noises, organ. High taps. Swooping organ sound. Three-note group stated twice. Rumble, sirens, crescendo (8 minutes and 5 seconds).”
#acousmoniumStyle #CharlesÉdouardJeanneretGris #EdgardVarèse #ElectronicPoem #LeCorbusier #music #musica #musicaContemporanea #musicaDiRicerca #musicaSperimentale #noisesNotUsuallyConsideredMusical #PhilipsPavilion #Poèmeélectronique #The1958BrusselsWorldSFair #Varèse #WorldFair

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in ricordo dei crimini israeliani: 23 agosto


instagram.com/p/DcbE7_7jc9l
#criminiIsraeliani #Palestina #ricostruzioni

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dalla newsletter del ‘manifesto’: alessandra pigliaru su “femminicidio” (24 ago. 2026)


Il femminicidio è una parola che indica la morte di una donna in quanto donna. Viene uccisa per questo: in quanto donna. Si potrà obiettare, come da anni accade nella parte culturalmente e politicamente più reazionaria del Paese, che si può chiamare omicidio, che le violenze non hanno genere e che Tania Terrin, Daniela Florea, Tania Sperindio siano morte per ragioni diverse e lontane da un istinto proprietario o dalla volontà di sopprimere la loro libertà. Si può obiettare quasi tutto, anche contro l’evidenza: sostenere, ad esempio, che l’educazione affettiva sia inefficace, che sia questione di nazionalità, eccetera.

Ci sono i dati, gli osservatori, per quanto parziali, i convegni, gli studi. C’è soprattutto un’elaborazione teorica e delle pratiche condivise da decenni dal femminismo, dai movimenti e dai centri antiviolenza. Dal dicembre scorso c’è persino una legge dello Stato che, utile o meno, ha introdotto nel codice penale il reato di femminicidio e lo definisce attraverso parole piuttosto difficili da equivocare: odio, discriminazione, prevaricazione, controllo, possesso, dominio; il rifiuto della donna di instaurare o mantenere un rapporto affettivo; la volontà di limitarne le libertà individuali.

Eppure ci sarà sempre chi continuerà a discutere strumentalmente se la violenza maschile contro le donne costituisca o meno un fenomeno sistemico, là dove “sistemico” non vuol dire che ogni uomo sia violento né che ogni donna uccisa sia vittima di femminicidio.

Lo ripetiamo, magari serve: il punto comune di queste storie, diverse e prossime, è l’annientamento della libertà femminile. Non è accettabile la possibilità che una donna interrompa una relazione, cambi casa, ami qualcun altro oppure nessuno, denunci, sottragga il proprio corpo e il proprio tempo, stabilisca da sé la forma della propria esistenza. Il punto terminale e irreversibile di questa pretesa è il femminicidio. Poi viene il lavacro pubblico in cui ogni volta ci si domanda cosa non abbia funzionato nella rete istituzionale che avrebbe dovuto impedire la morte di una donna.

Nel frattempo, nelle sacche più retrive di quella che si autodefinisce destra (e che talvolta riesce persino a creare imbarazzo a chi a destra siede in Parlamento) il problema sembra essere invece la collocazione geografica del patriarcato, cioè se fosse «mediterraneo» allora potrebbe perfino diventare sostenibile, desiderabile. L’operazione linguistica non è innocua, si pretende di contrastare la violenza restaurando almeno simbolicamente alcuni di quei rapporti dentro i quali quella stessa sopraffazione ha attecchito e, per secoli, ha trovato legittimazione.

In questa nostalgia dell’ordine, ciò che viene taciuto è che le donne continuano a morire in quanto donne. Si potrebbe aggiungere che il patriarcato ha danneggiato anche gli uomini imponendo una maschilità obbligata alla forza, all’autosufficienza, al controllo, incapace di nominare dipendenza, fragilità e perdita. Perché il suo nucleo, a qualunque latitudine, è che la libertà di una donna possa costituire una sottrazione a un uomo. È un’idea tossica della relazione tra i sessi: pericolosa, antistorica e antisociale. E nonostante il femminismo l’abbia già decostruita, il suo ripresentarsi offre il terreno su cui si vorrebbero far crescere generazioni educate alla regressione. Questo è il clima intorno ai corpi morti delle donne e a chi piange la propria orfanità. Di fronte a loro non può più bastare l’elenco di “cosa non abbia funzionato”, perché non ha funzionato niente e tutto questo è intollerabile.
#AlessandraPigliaru #controllo #discriminazione #dominio #femminicidio #ilManifesto #manif #newsletter #newsletterDelManifesto #odio #possesso #prevaricazione

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string quartet n. 3, grido / helmut lachenmann

Helmut Lachenmann, string quartet n. 3, GRIDO
Performed By Quartetto Maurice
Georgia Privitera, violin
Laura Bertolino, violin
Francesco Vernero, viola
Aline Privitera, cello

Recorded for SMC Lausanne, Société de Musique Contemporaine Lausanne

Photography director: Andrea Monda
Sound engeneer: Luca Morino
#AlinePrivitera #AndreaMonda #contemporaryMusic #FrancescoVernero #GeorgiaPrivitera #HelmutLachenmann #LauraBertolino #LucaMorino #music #musica #musicaContemporanea #QuartettoMaurice #SMCLausanne #SociétéDeMusiqueContemporaineLausanne

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dip 065


ritorno da Valle Cascia (dal festival I fumi della fornace) con la percezione netta di una conferma sul discorso “testo installativo” versus “testo performativo”. e la conferma è questa: la differenza tra i due è netta e può serenamente consistere proprio nell’esecuzione vocale, in grado di spostare ipso facto anche il testo più prolisso, impossibile da ‘reggere’ linearmente e connotato come elenco – dunque l’installativo per eccellenza – in un oggetto leggibile-eseguibile

  • ad alta voce,
  • a salti (quindi rispettandone la natura installativa) e
  • in modo sottolineato.

tutto questo, in itinere, ne sposta la natura installativa verso la performance, anche se non necessariamente verso lo spettacolo.
#dip #dip065 #dip065


“la poesia se è” (siparietto dubitativo in forma cartacea), edizioni volatili, macerata 2025

la poesia se è (plaquette chiusa)_

la poesia se è (risguardo)

la poesia se è (foglio svolto)

la poesia se è_ (colophon)

*

grazie a Giuditta Chiaraluce e Giorgiomaria Cornelio, per la cura, la grafica, e in assoluto l’ospitalità generosa di questa mia ulterioer prosa in prosa nelle Edizioni volatili.

informazioni (anche sulle altre plaquette della collana ‘i pollini’):
instagram.com/edizioni_volatil…
&
facebook.com/edizionivolatili

e/o: venite il 22 agosto a Valle Cascia per I fumi della fornace, e facciamo due chiacchiere
#collanaIPollini #cosèLaPoesia #EdizioniVolatili #GiorgiomariaCornelio #GiudittaChiaraluce #iPollini #laPoesiaSeè #laPoesiaSeèVeraPoesia #laPoesiaSeèVeraPoesiaèSempre #poesia #prosa #ProsaInProsa


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24 agosto 2010, prima installance

cfr.
installance.blogspot.com/2010/…

#abandoned #art #arte #asemic #differx #install #installance

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jan jelinek @ waterworks, 2025


youtu.be/7K7QMoTzYxk?is=kRAJyy…

November 7, 2025 | Presented by Non-Event, the Goethe-Institut Boston, and the Metropolitan Waterworks Museum

Audio recording and mix: Matthew Azevedo
Video production: Jack Amadon and Miguel Gonzales

Jan Jelinek’s works translate popular music sources into abstract textures. Rather than using traditional instruments, he constructs collages out of tiny sound particles. Since 2000, he has released material under both his own name and various pseudonyms (incl. Ursula Bogner). His many collaborations include projects with Sven-Åke Johansson, Sarah Morris and Masayoshi Fujita. In 2007, together with Hanno Leichtmann and Andrew Pekler, he founded the improvisation trio Groupshow, and in 2008 he established the Faitiche label as a publishing platform for his own experiments, for collaborations, and for works by musician friends. Since 2012, he has been writing and producing experimental radio plays for public broadcaster Südwestrundfunk (SWR) that explore fictional identities and soundscapes.
#abstractTextures #AndrewPekler #collages #experimentalMusic #FaiticheLabelAsAPublishingPlatformForHisOwnExperiments #fictionalIdentities #GoetheInstitutBoston #Groupshow #HannoLeichtmann #improvisedMusic #JackAmadon #JanJelinek #Jelonek #MasayoshiFujita #MatthewAzevedo #MetropolitanWaterworksMuseum #MiguelGonzales #NonEvent #popularMusic #radioPlays #SarahMorris #Südwestrundfunk #soundParticles #Soundscapes #SvenÅkeJohansson #SWR #UrsulaBogner

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def con 32 – disenshittify or die! how hackers can seize the means of computation – cory doctorow [2024]

The enshittification of the internet wasn’t inevitable. The old, good internet gave way to the enshitternet because we let our bosses enshittify it. We took away the constraints of competition, regulation, interop and tech worker power, and so when our bosses yanked on the big enshittification lever in the c-suite, it started to budge further and further, toward total enshittification. A new, good internet is possible – and necessary – and it needs you.

; Cory Doctorow explains the lifecycle of platform enshittification, detailing how companies move from benefiting users to exploiting them. The talk examines the mechanisms of algorithmic twiddling and how these digital systems lock in users while reducing service utility ;
#competition #CoryDoctorow #DEFCON #DEFCON32 #disenshittification #disenshittify #DisenshittifyOrDie #enshittification #hack #hackers #hacking #internet #interop #regulation #theOldInternet #totalEnshittification #unions #workerPower

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pink floyd @ olympiahalle – münchen, 12 oct. 1973

Pink Floyd
1973-10-12
Olympiahalle München, Olympia Park, München, Deutschland
_________________________________________

Tracks:

01 – Obscured By Clouds
02 – When You’re In
03 – Set The Controls For The Heart Of The Sun
04 – Careful With That Axe, Eugene
05 – Echoes
06 – Speak To Me
07 – Breathe
08 – On The Run
09 – Time
10 – Breathe Reprise
11 – The Great Gig In The Sky
12 – Money
13 – Us And Them
14 – Any Colour You Like
15 – Brain Damage
16 – Eclipse
17 – One Of These Days
_________________________________________

Members:
David Gilmour – Guitar, Vocals
Nick Mason – Drums
Roger Waters – Bass, Vocals
Richard Wright – Keyboards, Vocals
Billie Barnum – Backing Vocals
Venetta Fields – Backing Vocals
Clydie King – Backing Vocals
Dick Parry – Saxophones
#BillieBarnum #ClydieKing #DavidGilmour #DickParry #live #liveMusic #München #music #musicA #musicaDalVivo #NickMason #OlympiaPark #OlympiahalleMünchen #PinkFloyd #PinkFloydLive #RichardWright #RogerWaters #VenettaFields

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dip 064, ovviamente a questa cosa non credo


ovviamente a questa cosa non credo ma penso che un po’ tutti ci si stia pensando in questi anni di distruzione dell’ecosistema (per cui: in quale campagna mai ci si potrà ritirare?). e di destre e tecnopoteri che disintegrano il passato recente e già il futuro. e di annientamento dei diritti civili, politici, sociali. e di furti digitali, controllo, schedature di massa, omicidi politici, droni, genocidio.

#dip #dip064 #dip064

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persepolis / iannis xenakis


youtu.be/rkGwlb6sONg?is=6S6yI4…
#IannisXenakis #Persepolis