Ieri mattina è iniziato lo sgombero del famoso edificio denominato Nave 1, in via dello Squero a Mestre.
Come molti altri abitanti del quartiere Altobello seguo attentamente le vicende legate a questi edifici e plaudo all'intervento delle forze dell'ordine che, ancorché tardivamente, si dimostrano finalmente interessate a ripristinare la legalità in una zona che è stata terra di nessuno per troppo tempo.
Non posso invece che criticare la triste sfilata, a favore di social, del presidente di ATER e commissario di Fratelli d'Italia Marco Mestriner .
Non capisco come si possa sfilare fieramente di fronte a ciò che rappresenta il FALLIMENTO DELLE POLITICHE SOCIALI ED ABITATIVE messe in atto dalle destre di cui Mestriner è rappresentante, le quali governano e hanno governato Regione Veneto e Comune di Venezia negli ultimi anni.
Negli ultimi anni infatti, l'assenza di un adeguato controllo gestionale e di manutenzione da parte di ATER e la mancanza di finanziamenti adeguati da parte della Regione ha provocato un crescente degrado sia strutturale che sociale dell'edificio.
Gli alloggi diventati liberi (per decesso, decadenza o altri motivi) sono stati lasciati vuoti e murati invece di essere riassegnati o recuperati.
Nel 2024, su 102 appartamenti 85 erano vuoti e murati, per impedire bivacchi e occupazioni abusive e delle 42 famiglie residenti a fine 2024 ne erano rimaste solo 17 (di cui 7 morose con sfratto in corso).
Provo solo fastidio per chi trova soluzioni a problemi che ha contribuito a creare.
Il caso della Nave è emblematico di una situazione sistemica: come risulta dall'indagine di OCIO a Venezia ci sono circa 2.300 famiglie in attesa di una casa popolare, mentre il patrimonio sfitto di ATER ha continuato ad aumentare — di circa 500 alloggi dal 2022 e di oltre 700 dal 2017 — raggiungendo la quota del 33,5% di alloggi non occupati sul totale .
Negli ultimi quattro anni ATER ha recuperato in media 34 alloggi sfitti all'anno, ma il patrimonio sfitto è aumentato di 150 alloggi all'anno: gli alloggi recuperati non riescono nemmeno a compensare quelli restituiti.
Man mano che ATER svuotava gli alloggi (per decesso, morosità o trasferimenti) e li murava, la Nave si è trasformata da casa popolare in zona franca senza presidio.
Gli spazi comuni sono rimasti di fatto accessibili e senza controllo.
Il problema della tossicodipendenza e l'inadeguatezza delle politiche sociali comunali non sono un dettaglio nella vicenda della Nave: sono il motore accelerante del degrado e si innestano perfettamente nel circolo vizioso istituzionale già descritto.
Il vuoto istituzionale è stato riempito dal disagio sociale e dalla microcriminalità.
Un edificio con 102 alloggi pubblici è divenuto un relitto occupato da spacciatori e tossicodipendenti.
La Nave 1 è l'esempio del fallimento delle politiche abitative veneziane perché dimostra un circolo vizioso istituzionale:
-> Si costruisce edilizia popolare di qualità
-> Si abbandona la gestione e la manutenzione
-> Si disperdono i residenti, senza risolvere il problema della domanda abitativa.
-> Si lascia degradare l'edificio (alloggi vuoti murati, degrado delle parti comuni)
-> Si dichiara l'edificio irrecuperabile
-> Si propone la demolizione (con costi superiori al recupero)
Il tutto mentre moltissime famiglie cercano una casa e centinaia di alloggi pubblici restano vuoti.
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