Da almeno 20 anni sono un "electronic performer".
Certo, in passato ho fatto e (ogni tanto) faccio ancora il dj, ma non direi mai che sono un dj: sono un artista elettronico (oggi sempre più elettroacustico).

Sabato scorso ho portato il mio live più sperimentale all'ex base missilistica di Scorzè per i ragazzi di Gruppo Pxrno GPX .

Quando un team di promoter che in media hanno 15 anni in meno di me mi contatta per chiedermi di "fare la mia cosa", io sono molto felice.
Un po' perché mi fa sentire ancora fresco (ma voi direte "ehi, anche i bambini vanno a vedere i fossili di dinosauri").
Un po' perché mi ricorda che di 20 anni di musica qualcosa è rimasto .
Un po' perché so che la cosa che faccio, soprattutto quando viene portata in contesti più giovani e festaioli, non l'ha sentita ancora nessuno e quindi sto continuando a seminare.

Volevo risparmiarvi il discorso "quando ero giovane io", ma forse non ci riesco proprio.
Quando ero giovane vedere un pazzoide che faceva rumore a un concerto (con la bocca, con la chitarra, con i synth) era normale.
Oggi, almeno in zona, è una rarità assoluta.
La diversità, la bizzarria, il potere dell'immaginazione e, perché no, l'immaginazione al potere, non vanno più. Forse li ha fagocitati la cultura della performance, il desiderio di piacere e di "cashare" a tutti i costi e sicuramente la fine delle sottoculture per come le ricordiamo e la svolta pop che ha fatto di quasi ogni tendenza musicale la base ideale per un video sui social.
Ho visto un frammento di un'intervista a Capovilla in cui, parlando dello stato della musica popolare, dice che si tratta della sussunzione (sempre per citare Marx).

Un grosso grazie al team di Gruppo P*rno e a chi ancora organizza cose e fa suonare pazzoidi che fanno rumore (quest'estate anche Metabolismo Lagunare mi aveva lasciato per qualche ora un soundsystem). Grazie al team di tentapes per il supporto, le foto e le riprese.

#experimental #electronic #ScorzèVE #scorzè #sottoculture


Quando Elon Musk nel 2025 ha intervistato Alice Weidel su X, sostenendo tra l'altro che solo l'AfD poteva salvare la Germania, ho capito che le cose si stavano mettendo molto male.

Pochi mesi dopo, alle elezioni federali, l'Alternativa für Deutschland prese circa il 20%, raddoppiando il precedente risultato elettorale.

I risultati delle elezioni in Sassonia-Anhalt confermano questo trend vertiginoso e vedono l'AfD diventare il primo partito nel Land in questione (molto male, appunto).

Esiste un'internazionale nera che muove i fili della propaganda razzista e che appoggia, anche economicamente, i partiti di estrema destra in Europa.

È l'internazionale del capitale: la sua funzione storica è salvare il modo di produzione capitalistico nel momento in cui la sua crisi di accumulazione lo minaccia (in questi mesi è stato proprio il patron di Tesla e SpaceX a essere vittima di una crisi di accumulazione, una crisi che il rimbalzo delle azioni di SpaceX di agosto ha solo in parte arginato).

Parliamo di crisi di accumulazione, certamente, ma non solo.

Oltre al classico problema del capitalismo, il quale non può reggere il peso dei propri successi, prima della pandemia i movimenti ecologisti, i movimenti per i diritti civili e sociali e le forme di attivismo che traevano buona parte della loro forza dalla condivisione di informazioni in rete stavano attecchindo tra le masse.

Molte persone, proprio come era avvenuto alla fine degli anni '90, stavano iniziando a pensare che, forse, un altro mondo era ancora possibile, e stavano nuovamente mettendo in dubbio il sistema.

Io credo che sia proprio questo uno dei motivi che ha scatenato la controrivoluzione preventiva che stiamo vivendo.

Una vera e propria restaurazione senza aver avuto la rivoluzione.

Quali sono i mezzi che utilizza il capitale per farci digerire la distruzione dello stato di diritto? La liberazione dal giogo del politicamente corretto (vostro zio può finalmente raccontare di nuovo la barzelletta sui NUSBARI o riciclare qualche barzelletta di Silvio), dalla decadenza dei costumi (dal popolo LGBTQ+ ai maranza), la difesa della razza.

Dicevamo qualche giorno fa, parlando di moschea e dell'islamofobia: "l'islamofobia, oltre ad essere uno strumento utile per costruire consenso, indebolire rivali e rafforzare narrazioni securitarie, funziona spesso come un meccanismo di divisione della classe lavoratrice".

La nazione, la famiglia, la razza, l'ordine: sono le maschere con cui il capitale riorganizza il consenso al suo dominio.

Il tutto veicolato attraverso i social media di regime, alimentati da orde di bot e magari da canali direttamente finanziati (come accade per la pagina Welcome to Favelas) da chi questa controrivoluzione la sta mettendo in atto, certo, ma non solo. Perché quando la marea sale, gli str*nzi galleggiano, e molti altri influencer minori si attaccano al trend per un pugno di views.

La controrivoluzione quindi viaggia su internet e sui social e non ammette il dissenso. Si vede chiaramente in questi giorni, con le scellerate sanzioni USA ad Autistici/Inventati e la conseguente chiusura di una delle storiche piattaforme libere che aveva fornito un'infrastruttura digitale indipendente per la comunicazione, la privacy e l'autodifesa digitale di attivisti, collettivi e movimenti.

E proprio dall'attacco ad Autistici/Inventati viene il suggerimento su come si possa contrastare l'azione delle destre (anche mondiali), partendo dai territori.

Prima di parlare al mondo, bisogna ricostruire un mondo dove poter parlare. Servono i giornali, le feste dell'Unità, le case del popolo.

Servono nuove infrastrutture affinché non si debba dibattere sempre e solo di quello che impone il trend del momento (cadendo inevitabilmente nella trappola).

Se non possiamo combattere ad armi pari, dobbiamo combattere su un terreno in cui le regole le abbiamo scritte noi o inevitabilmente consegneremo tutta Europa all'estrema destra.

#afd #Musk #Autistici-Inventati #socialismoobarbarie


Nessuno mi toglie dalla testa che il dietrofront di Venturini sulla moschea sia da una parte soltanto un teatrino ad uso e consumo degli elettori più boccaloni e dei consiglieri di maggioranza più integralisti, dall'altra l'ennesimo tassello della strategia comunicativa che utilizza contenuti che riescono a parlare alla pancia dei cittadini per distogliere l'attenzione da altri problemi (un po' il "flood de zone" di Steve Bannon, ma in saòr).

Sbaglierò, ma sono sicuro che la moschea si farà e che il via libera arriverà in tempi brevi.

Nel frattempo, il sindaco con le sue dichiarazioni getta benzina sul fuoco, assecondando la narrazione che vede i Bangla come principali responsabili dell'abbandono dei rifiuti (e quindi cerca di coprire così la gestione lacunosa del fenomeno, radicato notoriamente anche nei quartieri "bianchi") e dice fondamentalmente che questi musulmani non sono così ben integrati da meritarsi la moschea.

Sarà interessante capire come avverrà la valutazione del grado di integrazione nei prossimi mesi e quali strumenti metterà in campo l'amministrazione comunale per favorirla.

Sicuramente le dichiarazioni del sindaco e di buona parte della maggioranza non creano terreno fertile per lo scopo e anzi alimentano l'islamofobia dilagante.

Ripetiamolo assieme: l'islamofobia, oltre ad essere uno strumento utile per costruire consenso, indebolire rivali e rafforzare narrazioni securitarie, funziona spesso come un meccanismo di divisione della classe lavoratrice.

Agisce, come tutte le forme di razzismo, come uno strumento strutturale del sistema capitalistico per dividere i lavoratori e giustificare lo sfruttamento economico.

Avete notato anche voi come una buona parte della destra (dai politici agli influencer, ai profili falsi e ai soliti bot) sia andata fuori di testa al solo sentire la parola SCIOPERO?


Condivido anche qui una cosa che ho scritto su Fb.

Durante le (sempre troppo brevi) ferie d'agosto ho ridotto moltissimo l'uso di smartphone e social network.
Certo, per abitudine qualche sbirciatina l'ho data a Instagram e a Facebook, ma svogliatamente e sempre accompagnato dal disgusto che ogni persona sana di mente dovrebbe provare leggendo i post e le interazioni che normalmente permeano le piattaforme.

Sempre di più mi domando quale sia il senso di tutto questo veleno che, ricordiamolo, è il carburante che manda avanti tutta la baracca.
Magari sono io a vivere un'esperienza parziale, ma sono sicuro che i post più controversi, l'odio raziale, lo sfogatoio, la violenza, siano i contenuti che vanno per la maggiore (soprattutto su Facebook). Sicuramente sono i contenuti appaiono di più nel mio feed.

Spesso anche io mi lascio contagiare dall'andazzo generale, uso il social per lottare. Sbagliando.

Qualche giorno fa su un altro social network, che definirei "libero", ho scritto :

"Siete fortunati che siamo qui e che, alla fine più o meno la pensiamo tutti allo stesso modo.
Perché io negli sugli altri social voglio veder scorrere il sangue di quelli che non la pensano come me"

Ero anche un po' ironico.

Ultimamente mi domando una cosa, se io tutti giorni vedo post di gente che si lamenta dei senzatetto, che odia chi è diverso e che fondamentalmente la pensa in maniera diametralmente opposta da me, dall'altra parte c'è un fan di sua eccellenza il pelatone che riceve nel feed post che condannano le ingiustizie, post che parlano di arte, contenuti sui grandi pensatori del nostro e di altri tempi? E se li dovesse vedere, questi contenuti riuscirebbero a penetrare nella sua corteccia cerebrale e ad influire sul suo pensiero proprio come i contenuti che io definisco negativi influenzano il mio? Perché si, anche io vengo influenzato.

Come amo spesso ripetere NESSUNO È IMMUNE ALLA PROPAGANDA.

C'è anche la possibilità che questi non li veda e che certi contenuti rimangano appannaggio di un gruppo di persone che restano nella propria bolla, nella propria "echo chamber". Magari perché non sono immediatamente comprensibili dall'algoritmo e perché, seppur per certi versi dirompenti, non vengano considerati abbastanza controversi da provocare centinaia di interazioni (violente, misogene, razziste e chi più ne ha più ne metta).

Un esempio è che i social di Meta non mi abbiano fatto vedere nessun post dove si ricordi l'editrice Rosellina Archinto, seppure almeno uno dei libri pubblicato dalla sua casa editrice sia stato fonte, nel 2015, di polemiche e addirittura sia stato bandito da tutte le scuole dell'infanzia comunali dall'ex Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro (assieme ad un altra cinquantina titoli tra cui spiccano altri capolavori della grafica e dell'arte).

I miei amati social liberi invece mi hanno subito proposto molti post affettuosi al riguardo.

Come sempre non riesco a darmi tante risposte tranne che sono qui perché devo (mi dico) e questa forse è la parte più dolorosa dell'intera questione: come è stato possibile che una grandissima fetta della società si sia legata volontariamente e indissolubilmente a doppio filo a una piattaforma privata che è tossica e dannosa per design?

Meta è stata condannata ad agosto 2026 a pagare 567 milioni di dollari da un giudice del New Mexico per non aver protetto i minori dai rischi di Facebook e Instagram e in tutto il mondo occidentale, da tempo, si parla di vietare i social ai minori (la Francia li vieterà ai minori di 15 anni dal primo settembre), di introdurre sistemi di verifica dell'età (sempre affidati a ditte private che comunque si faranno beffe della privacy di chi è costretto a utilizzarli), di togliere la possibilità di creare profili anonimi (anche questa una cosa parecchio controversa).

Ho letto in merito una cosa di una ingenuità disarmante e se vuoi romantica, ma la condivido con voi: piuttosto di creare questo nuovo assurdo sistema di regole che porterà sicuramente a nuove problematiche "non si potrebbe semplicemente obbligare le piattaforme a non essere "dannose" per i minori?".

E per gli adulti?

PS: L'unione europea insegue come sempre la sua chimera e, sebbene esista già un social network europeo niente male, ha finanziato un suo social.
Da qualche mese è online, si chiama W, sarà costato una sassata e l'unica cosa che al momento so di questo social e che il processo di autorizzazione (che prevede che si venga registrati come persone reali) consta di 12 macchinosissimi passaggi.


Questa estate a casa abbiamo deciso di combattere il riscaldamento globale non accendendo il condizionatore.
Per questo motivo, anche se è l'una e mezza di notte, inizio a scrivere il RESOCONTO DETTAGLIATO della seduta del Consiglio di Municipalità di Mestre Carpenedo tenutosi ieri, 30/06/2026.

Iniziamo!

Oggetto della seduta erano le COMMISSIONI CONSILIARI PERMANENTI e la loro composizione.
Nella bozza di delibera fornitaci poche ore prima venivano elencate le tematiche delle 5 commissioni e il numero di componenti assegnati. Divisi per gruppo consiliare.

La seduta inizia con una simpatica iniziativa del Presidente Marotta, il quale sostenendo che bisogna parlare di cose belle, visto che di Mestre in giro si sente parlare sempre tanto male, ha portato in consiglio il presidente della Mestrina Nuoto. Simpaticamente Marotta racconta di come, durante un torneo internazionale tenutosi a Lignano Sabbiadoro, la squadra di pallanuoto under 13 si sia aggiudicata il premio Fair Play. Ottimo. Una bella stretta di mano al presidente della associazione sportiva e possiamo congedarlo. APPLAUSI.

Partiamo con i lavori e subito dai banchi dell' opposizione la collega Russo interviene con un emendamento volto a modificare l'impianto delle commissioni. Tutti i componenti del nostro gruppo infatti hanno riscontrato la possibilità di apportare alcune migliorie alla divisione delle tematiche delle commissioni e hanno suggerito integrazioni.

Riporto per completezza la lista delle modifiche proposte e allego nel primo commento il comunicato che approfondisce queste scelte.

Commissione 1
Da:
Politiche Sociali, Abitative e della Famiglia.
A:
Politiche Sociali, Abitative, Giovanili e della Famiglia; Diversità e inclusione.

Commissione 2
Da:
Politiche Educative e Culturali, Associazionismo.
A:
Politiche Educative e Culturali, Università, Associazionismo, Terzo Settore, Utilizzo degli Spazi Pubblici e Civici.

Commissione 3
Da:
Bilancio, Commercio, Attività Produttive, Università, Patrimonio, Regolamenti.
A:
Bilancio, Commercio, Attività Produttive, Regolamenti (qu si è provveduto a chiedere di quali regolamenti si trattasse, francamente non ricordo ma chiedo ai colleghi).

Commissione 4
Per la commissione 4 non abbiamo proposto variazioni.
Urbanistica, Mobilità e Viabilità, Verde Pubblico, Politiche Sportive;

Commissione 5
Da:
Lavori Pubblici, Edilizia Pubblica, Privata e Scolastica, Ambiente, Sicurezza.
A:
Lavori Pubblici, Edilizia Pubblica, Privata e Scolastica, Ambiente, Clima, Energia, Sicurezza Urbana e Integrata.

Seguono ulteriori emendamenti degli altri partiti della coalizione. Il consigliere Testolina (AVS) chiede di inserire tra i temi della prima commissione quello della Sanità.
Sempre Testolina espone alcune riflessioni sull'opportunità di aumentare il numero di componenti delle commissioni per rispettare maggiormente il principio di proporzionalità ( di cui tanto si è parlato in questi giorni, a seguito del emendamento a seguito di quanto avvenuto in municipalità a Favaro). Marotta risponderà che ha fatto i conti col telefono e sono venuti perfetti, ovviamente ha arrotondato, ma la proporzione dei componenti è stata rispettata ( più o meno dai).

Pellizzaro (5stelle) dal canto suo chiede che venga inserita all' interno della quinta commissione anche la tematica dell benessere animale.

Fa capolino la destra con le dichiarazioni di voto.
Camilli dice : Contro!
Zannini sostiene che è meglio stare sul vago con i temi delle commissioni, per non incastrarsi. Voterá contro!
Trevisanato dice che si è sempre fatto così e che voterá contro pure lei.

Si va al voto e la maggioranza vota compatta. Emendamento respinto! SICURAMENTE PIÙ PER POSTURA CHE PER CONVINZIONE. Ma ce lo aspettavamo.

Ci lascia un po' interdetti invece il consigliere di minoranza di ORA! , Martinis si astiene. Confidavamo in un po' di collaborazione in più dal nostro vicino di banco. Soprattutto alla luce del significato politico profondo delle nostre richieste di modifica.
Ce ne faremo una ragione.
Il consiglio termina qui.
Grazie a chi ha impiegato il proprio tempo per leggere questo riassunto!


Ieri si è tenuta la prima seduta del Consiglio di Municipalità di Mestre Carpenedo.

⚠️Attenzione! Post lunghissimo

Clima mite in aula, nonostante si registri la giornata più calda di giugno (finora) e in municipio si fossero dimenticati di accendere l'aria condizionata.

Clima mite dicevo, nonostante si provenga da una delle campagne elettorali peggiori di sempre, per temi e stile. Dai banchi della maggioranza, durante gli interventi iniziali, alcuni consiglieri chiedono di abbassare i toni. Nonostante conosca bene quanto le destre utilizzino il vittimismo come arma di distrazione di massa, spero che questi fossero richiami all'ordine per alcuni elementi al loro interno e non un invito a noi dell'opposizione.

La seduta procede veloce, tutti gli interventi dell'opposizione si concentrano sulla necessità che la municipalità torni ad essere veramente vicina alla persone. Questo emerge anche e soprattutto dall'intervento iniziale preparato da Anna Forte (purtroppo assente per motivi di salute) e letto in aula in sua vece. Chiediamo "una Municipalità più vicina ai quartieri e alle persone" e resa "più efficace attraverso la restituzione di deleghe, risorse, spazi e personale, ma soprattuto più aperta" e anche grazie al rafforzamento degli "strumenti di partecipazione riconosciuti" come Consulte, forum e assemblee pubbliche. Perchè queste sono le richieste che ci hanno consegnato i cittadini.

Dopo gli interventi iniziali e confermato che nessuno dei consiglieri eletti è incompatibile con il ruolo, si è passati alla designazione del vicepresidente. Ovviamente il gruppo del Partito Democratico appoggiato da tutti i consiglieri della "stagione buona" (gli ottimi Pellizzaro e Testolina) ha chiesto esplicitamente che venisse attribuita ad Anna Forte la vicepresidenza del consiglio di municipalità, sottolineando come la coalizione abbia raccolto un ampio consenso e rappresenti una parte importante dell'elettorato. Su questa richiesta il Presidente Gennaro Marotta tira dritto, il segnale è quello di una maggioranza che non farà concessioni, nonostante a parole si cerchi di sostenere il contrario. Viene designato come vicepresidente Matteo Guerra, il quale, per dimostrare ancor di più fedeltà assoluta del sindaco, indossa una polo "giallo Venturini" che assomiglia a quelle utilizzate dai promoter di latticini che si incontrano vicino ai banchi frigo dei supermercati. Segue breve intervento di un emozionato Guerra, comunque apprezzabile.

La seduta si chiude e tutti i consiglieri, scesi dai banchi si riuniscono per una foto di rito.

Un ringraziamento al presidente Gennaro Marotta e al Responsabile del servizio "Attività Istituzionali" Paolo Dedè per aver presieduto questa prima seduta in maniera eccellente e aver da subito creato un clima positivo in aula.

Favorendo chi, come me, si avvicinava per la prima volta a questo incarico ed era un po' emozionato.

Grazie a tutto il gruppo del PD, della Stagione Buona e dell'opposizione tutta (che oltre Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra e 5 Stelle vede presente anche Ora!) .

Saranno 5 anni di lavoro e di lotta.





5 mesi fa è nata mia figlia F. Una splendida bambina dai capelli rossi.
Non sono mai stato un grande amante dei bambini degli altri (come d'altronde nemmeno dei cani degli altri, che quasi mai accarezzo), ma F per me oggi è la cosa più bella e importante della mia vita. 

Come tutti quelli che non hanno particolare interesse per una cosa, non mi ero mai informato molto. Quindi, tutto quello che riguarda F è una meravigliosa, spaventosa sorpresa. 

Una delle cose che mi hanno stupito di più è avvenuta tra il giorno -1 e il primo giorno di vita di mia figlia: il parto.

Ho assistito la mia compagna durante il travaglio e ho seguito da vicino il momento del parto. 

Prima di vivere questo momento pazzesco non mi ponevo molte domande su come fattivamente potessero venire al mondo i bambini.
Non immaginavo cosa significasse quando sentivo una donna dire di aver fatto 3, 4 o 10 ore di travaglio.

F è nata dopo 12 ore di travaglio, vissute coraggiosamente e con grande rassegnazione dalla mia compagna.

Immagino che i dolori del parto siano inimmaginabili, e che là sotto, a volte, ci si faccia veramente male per dare alla luce un figlio.

Ma non ho mai guardato là sotto durante il parto. Non so se per mancanza di coraggio o cosa, ma ho voluto seguire il consiglio datomi da un mio caro amico bulgaro tanto tempo fa: " Qualsiasi cosa succeda, tu non guardare mai". Lui aveva guardato, ma non mi disse altro. 

Siamo arrivati in ospedale di notte, verso l'una, dopo 2 notti di prodromi con contrazioni ogni 10 minuti prima e di volta in volta sempre più ravvicinate. Quando iniziano i prodromi all'inizio uno pensa "ci siamo", invece non ci siamo. Sicuramente varia da donna a donna, ma i nostri prodromi sono durati quasi 3 giorni interi. E per la mamma è stato quasi impossibile dormire perché le contrazioni erano molto dolorose.

Si parla forse troppo poco di maternità nel dibattito pubblico. Non ne parlano i giornali, non ne parla la TV.
Nei miei feed sui social commerciali qualcosa arriva, ma è tutto tanto superficiale.
Eppure questo è l'argomento centrale di tutta l'esistenza umana. NO MATERNITÀ = NO UMANITÀ. Dovremmo parlarne e scrivere tutti di più.


Per un mesetto mi sono domandato dove fosse finita l'icona con gli omini sul menù di #Friendica. L'ho trovata per caso ruotando il telefono in orizzontale...😭


The Devil and Daniel Johnston


Watch here!

by Jeff Feuerzeig

Filmmaker Jeff Feuerzeig chronicles the life of a manic-depressive musician and artist, using a blend of home movies, Johnston's own audiotapes, vintage performances and current footage. Johnston has recorded more than 10 full-length albums and amassed a prolific portfolio of sketches, and has among his supporters Matt Groening, David Bowie, Sonic Youth, Beck, and Tom Waits.


Igor - Tyler, the Creator


Spinto dal clamore mediatico sprigionato dall'uscita dell'ultimo album, decido di ascoltare Tyler, the creator. Ma l'ultimo singolo non mi piace molto.
Chiedo allora consiglio, alla mia cerchia di amici online, su come posso approcciarmi a questo artista per me sconosciuto.
La maggior parte consiglia Flower Boy e Igor.
Non sono mancati i veri fan, i quali mi hanno suggerito di ascoltare tutta la discografia in rigoroso ordine cronologico.
Ma non lo farò. Inizio con Igor, perchè mi piace la copertina.

1

IGOR THEME

IGOR'S THEME

Parte bello emozionante, molto americano, bello il pianetto in stile Jamiroquai.

2

EARFQUAKE

EARFQUAKE

Sintoni stile Juno appoggiati sulle solide basi di una 808 che boom boboom boom. POP! Però pop un po' a la Justin Timberlake. No me gusta.

3

I THINK

I THINK

Parte con un beattone uptempo e un bassone sporcone, ma subito sento un flow che mi ricorda Stronger Di (Kan)YE. Credo sia palesemente un omaggio. Proprio molto simile l'idea ma più dirty.Mi piace comunque più di Stronger.Belli i coretti "I think I'm falling in love/This time I think is for real".Bello il bridge jazzoso e pure il finale.

4?

BOYFRIEND

BOYFRIEND

Questa è una traccia che da quello che ho capito c'è solo sul vinile, e su youtube 😁.

Soul del futuro (quindi del presente).
Mi piace molto il Kick.
Questo fino ad ora è il mio pezzo preferito. Anche perché sembrano due tre pezzi diversi e adoro questa schizofrenia. Non so chi rappa però.Chi è che fa sta vocina? Pensavo fosse un feat, invece è lui?!?
Grande!

5

EXACTLY WHAT YOU RUN FROM YOU END UP CHASING

EXACTLY WHAT YOU RUN FROM YOU END UP CHASING

Sarebbe la coda del pezzo precedente ed è una strofa praticamente:

"exactly what you run from, you end up chasing(Say it, say it) like, you can't avoid, but(Hey hey) just chasing it and just like trying (say it, say it)Giving it everything that you can, there's always an obstacle"

True story.

6

RUNNING OUT OF TIME

RUNNING OUT OF TIME

Traccia arrangiata benissimo per me. Mi piacciono molto i synth e sono un fan degli arpeggi. Poteva durare forse un minuto in più (stile però con questo titolo:) ).

7

NEW MAGIC WAND

RUNNING OUT OF TIME

Inizia con un beat bello saturo, il rullante è uno sparo e le due note di basso che si ripetono ossessivamente accompagnano una cantilena che sembra parlare di un triangolo amoroso in cui una ragazza ostacola una relazione, che l'autore vorrebbe vivere al 100% :
"Don't call me selfish, I ain't sharin'This 60-40 isn't workin'I want a hundred of your time, you're mine".
GELOSONE!
La secondo strofa droppa duramente e ci ricorda che, in fondo, Tyler è -anche- un rapper.
Bene!
Un mio amico mi ha detto che questo è il disco di Tyler in cui si parla in maniera più aperta del suo essere queer e qui (mi sbaglierò magari) la bacchetta magica non è solo quella che l'autore userebbe per fare sparire questa rivale in amore.
Come le altre tracce fino ad ora, Magic Wand si evolve tra il rap e la canzone pop/soul e in questo caso il lato pop viene coadiuvato dai coretti di Santigold e Jessy Wilson.

8

A BOY IS A GUN*

A BOY IS A GUN*

Campione col vocal in stile Kanye (ancora). Vedo infatti su Wiki che il campione è lo stesso usato per Bound (2). Pezzo che il nostro si dice avesse coprodotto per Ye nell'album Yeezus (assieme ad Hudson Mohawke, ma qui sfociamo quasi nel leggendario).
Stranamente il sound generale però mi ricorda più quello di Mf Doom, non so perchè.Almeno fino a quando arrivano i (soliti) coretti soul.
Sarò io stanco, alla fine di una lunga giornata di lavoro, ma mi sembra ci sia un po' di confusione con tutte ste vocine che si accavallano.
Al momento questa è la traccia che mi è piaciuta meno.
La canzone in parole povere dice che, se anche sei innamorato, fidarsi è bene e non fidarsi è meglio.
Da dove provenga il titolo "a girl is a gun" invece ve lo andate a vedere su Wikipedia.

9

PUPPET

PUPPET

Sarà merito degli ospiti illustri, ma questa è veramente bella.Ritorna il Soul "de na volta", le armonizzazioni e i coretti che tanto amiamo (cantati ancora dall'attore Jerrod Carmichael).Nel finale le dissonanze aumentano e ci prepariamo al peggio.10

WHAT'S GOOD

WHAT'S GOOD

Break classicissimo (e abusato), tutto un po' noioso fino a quando non dice "DRACULA! DRACULA!" e parte il bassone distorto.Il mood generale è cambiato ed è tutto più dark, più forzatamente schizofrenico e, io credo, meno ispirato.

11

GONE, GONE / THANK YOU

GONE, GONE / THANK YOU

Dopo tanta sofferenza e oscurità arriva una bella canzoncina con la chitarra.La memoria va subito ad Andre 3000 (quando non suonava il flautino).Una canzone pop allucinata sulla quale tranquillamente puoi cantare sopra:
"My baby don't mess around.
Because she loves me so
And this I know fo sho (uh)" etc etc.
Questi sono due pezzi che il nostro ha voluto unire.
Verso metà ritorna la voce pitchata, che non amo.
verso 5 min e mezzo si apre una coda melodicamente stralunata.

12

I DON'T LOVE YOU ANYMORE

I DON'T LOVE YOU ANYMORE

È una traccia carina, con una trovata divertente (la vocina che canta il titolo in maniera un po' schizzata e caricaturale) .Il tono generale è allegro. Un organetto distorto disegna un riff dall'andatura collinare. È TORNATO IL SOLE, ANCHE SE È UN MOMENTO TRISTE.

13

ARE WE STILL FRIENDS?

ARE WE STILL FRIENDS?

La bella voce di Pharrell spicca in questa traccia, dove sono le scelte del Tyler produttore a fare la differenza. Un altro pezzo che, se non fosse per i suoni utilizzati, il kick prepotente e il taglio lisergico, potrebbe appartenere a qualche soul man contemporaneo di Otis Redding.
Peccato che si incastri un po' il tutto in una cantilena a tratti troppo ripetitiva e poco sviluppata.
Bello e catartico il finale in crescendo.

Quando è uscito il primo disco di Tyler, The Creator, ascoltavo quasi solo Electro/Maximal/Fidget o roba della Ed Banger Records. Anche roba che se la ascolto adesso mi faccio due risate eh.
Rap ne ascoltavo poco. E quasi solo italiano: prevalentemente roba romana. Ricordo nitidamente che era roba fighissima, tipo Giacomo Cannas e tutto il Truce Klan.Ma anche roba grezzissima, tipo ODEI, Er Gitano etc.
Quando usci Igor stavo in fissa con la roba Dubstep del 2008, che mi ero perso perché nel 2008 ascoltavo Electro (appunto, si chiamava Electro, ma non era quella che ora si chiama Electro).
Mentre ascoltavo questo disco e scrivevo questa recensione, a un certo punto mi sono fermato per fare indigestione di Selected Ambient Work vol II di Aphex, approfittando di una nuova edizione in CD, rilasciata da Warp, per il trentesimo aniversario.
Poi ho ascoltato molto Spira di Daniela Pes (e ho scritto una recensione al volo).
Poi, per festeggiare un altro trentennale, mi sono ascoltato ripetutamente SXM dei Sangue Misto.
Mentre lasciavo in disparte Tyler, per ascoltare questi altri 3 album, ho pensato a quanto mi desse realmente piacere ascoltarli. Cosa che non posso dire, purtroppo, per quanto riguarda IGOR.
Forse questa sensazione è dovuta al fatto che ho iniziato ad ascoltarlo in maniera molto analitica, a volte ascoltando anche solo una traccia alla volta. Forse però è come dice mio padre: "a fine serata rimangono sul tavolo le bottiglie di vino meno buono".
Più probabile ancora che questo sia un disco che inizia molto molto bene e che piano piano tradisca le aspettative dell' ascoltatore.
Comunque l'ho ascoltato tanto.
Voto 7.5