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Post politico travestito da post tech!

Ultimamente per scrivere sto utilizzando un vecchio e piccolissimo netbook VAIO (eredità di uno zio mancato), è una vera chiccheria.

Ci ho installato Linux Debian nella sua configurazione più minimale e lo utilizzo come se fosse una macchina da scrivere. Mi aiuta a mantenere la concentrazione e favorisce la memoria.

Anche questo RESOCONTO dell'ultima seduta in municipalità (forse un po' meno dettagliato del solito, ma comunque extra lungo) è stato scritto così.

Il giorno 7 Luglio non si è riunito il consiglio di municipalità, sono state invece convocate congiuntamente tutte le cinque commissioni.
Il presidente ci fa accomodare in fondo alla sala consiliare, nello spazio normalmente adibito ad ospitare il pubblico.
Il cerimoniale infatti oggi prevede che tutti i consiglieri vengano chiamati ai banchi uno alla volta. Diversi gli assenti tra le file della maggioranza. Assente anche il consigliere di Ora!

Come noto, partiamo psicologicamente preparati.

E' di dominio pubblico infatti la notizia che non ci verrà concessa la presidenza di alcuna commissione.
Le armi in nostro possesso per contrastare questa scelta sono ben poche. Per giorni l'intero gruppo consiliare della coalizione de "La Stagione Buona" (il nostro) si è confrontato su possibili obiezioni, interrogazioni e ricorsi.
Tirando le somme possiamo affermare che, sebbene l'impianto generale delle leggi che regolano il governo dei nostri enti locali (per primo il tuel e a cascata regolamento comunale e di municipalità) affermino il principio di garanzia e la partecipazione delle minoranze, queste linee guida possono essere tranquillamente ignorate da chi manca di sensibilità istituzionale.

Riscontrato che nessuna delle commissioni consiliari attuali sia a tutti gli effetti una commissione di garanzia o avente la funzione di controllo e quindi (come specificato dall'Art44 del tuel) non vi è obbligo di assegnare le presidenze alla minoranza.
Rimarrà la possibilità di istituire una commissione di garanzia ex novo.

Inizia la seduta e prende subito la parola la consigliera Forte. Allego il testo di Anna Forte nel primo commento. Purtroppo, i richiami allo spirito democratico e al bene dei cittadini tutti non sortiscono il risultato sperato. Verranno infatti respinte sia la nostra unica proposta di presidenza che tutte le candidature di minoranza alla vicepresidenza delle commissioni.

Osservando le votazioni dal fondo dell'aula, analizzo anche le reazioni sul volto delle compagne e dei compagni. Vi leggo più fastidio che tristezza. A tratti vi leggo incredulità, mai arrendevolezza.

Con lo stesso spirito mi appresto a sedermi sui banchi al momento della convocazione della III commissione. Stringo in mano un foglio di carta su cui ho scritto un discorso un po' sopra le righe e che inevitabilmente degenera, mentre, con voce tremolante, faccio il mio intervento.

Trattasi del mio primo discorso da questi banchi e sono un bel po' emozionato; nella foga di finire scelgo vocaboli sempre più taglienti. Fino a dichiarare che, accaparrandosi tutte le presidenze, si arrogano anche il potere di non convocarle mai, assecondando, sostengo, la volontà dei loro "padroni".
Pubblico nel secondo commento il testo integrale del mio intervento (almeno quello che mi ero prefissato).

La maggioranza reagisce alle mie accuse e non tardano ad arrivare le risposte del presidente Marotta, il quale sostiene che non si tratta di scarsa cortesia istituzionale, quanto di un modo diverso di fare politica. Del consigliere Zannini che ripete praticamente sempre le stesse cose (noi abbiamo vinto e facciamo come ci pare eeee per favore abbassiamo i toni che in campagna elettorale li abbiamo superati (rimane sempre da capire a chi si riferisca). Infine interviene il consigliere Sambo per rassicurarmi sul fatto che loro non hanno padroni e che le commissioni nelle precedenti amministrazioni sono state convocate moltissime volte. Dice : Presidenze e vicepresidenze sono solo ruoli, avete delle vere idee per la città dimostratelo, sottoponetecele e ne parleremo.
Vedremo, penso io.

Le votazioni continuano anche per l'ultima commisione e la seduta si chiude.
Grazie per aver letto fino alla fine.

djpanini reshared this.

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Ieri mattina è iniziato lo sgombero del famoso edificio denominato Nave 1, in via dello Squero a Mestre.

Come molti altri abitanti del quartiere Altobello seguo attentamente le vicende legate a questi edifici e plaudo all'intervento delle forze dell'ordine che, ancorché tardivamente, si dimostrano finalmente interessate a ripristinare la legalità in una zona che è stata terra di nessuno per troppo tempo.

Non posso invece che criticare la triste sfilata, a favore di social, del presidente di ATER e commissario di Fratelli d'Italia Marco Mestriner .

Non capisco come si possa sfilare fieramente di fronte a ciò che rappresenta il FALLIMENTO DELLE POLITICHE SOCIALI ED ABITATIVE messe in atto dalle destre di cui Mestriner è rappresentante, le quali governano e hanno governato Regione Veneto e Comune di Venezia negli ultimi anni.

Negli ultimi anni infatti, l'assenza di un adeguato controllo gestionale e di manutenzione da parte di ATER e la mancanza di finanziamenti adeguati da parte della Regione ha provocato un crescente degrado sia strutturale che sociale dell'edificio.

Gli alloggi diventati liberi (per decesso, decadenza o altri motivi) sono stati lasciati vuoti e murati invece di essere riassegnati o recuperati.

Nel 2024, su 102 appartamenti 85 erano vuoti e murati, per impedire bivacchi e occupazioni abusive e delle 42 famiglie residenti a fine 2024 ne erano rimaste solo 17 (di cui 7 morose con sfratto in corso).

Provo solo fastidio per chi trova soluzioni a problemi che ha contribuito a creare.
Il caso della Nave è emblematico di una situazione sistemica: come risulta dall'indagine di OCIO a Venezia ci sono circa 2.300 famiglie in attesa di una casa popolare, mentre il patrimonio sfitto di ATER ha continuato ad aumentare — di circa 500 alloggi dal 2022 e di oltre 700 dal 2017 — raggiungendo la quota del 33,5% di alloggi non occupati sul totale .

Negli ultimi quattro anni ATER ha recuperato in media 34 alloggi sfitti all'anno, ma il patrimonio sfitto è aumentato di 150 alloggi all'anno: gli alloggi recuperati non riescono nemmeno a compensare quelli restituiti.

Man mano che ATER svuotava gli alloggi (per decesso, morosità o trasferimenti) e li murava, la Nave si è trasformata da casa popolare in zona franca senza presidio.
Gli spazi comuni sono rimasti di fatto accessibili e senza controllo.

Il problema della tossicodipendenza e l'inadeguatezza delle politiche sociali comunali non sono un dettaglio nella vicenda della Nave: sono il motore accelerante del degrado e si innestano perfettamente nel circolo vizioso istituzionale già descritto.
Il vuoto istituzionale è stato riempito dal disagio sociale e dalla microcriminalità.

Un edificio con 102 alloggi pubblici è divenuto un relitto occupato da spacciatori e tossicodipendenti.

La Nave 1 è l'esempio del fallimento delle politiche abitative veneziane perché dimostra un circolo vizioso istituzionale:

-> Si costruisce edilizia popolare di qualità
-> Si abbandona la gestione e la manutenzione
-> Si disperdono i residenti, senza risolvere il problema della domanda abitativa.
-> Si lascia degradare l'edificio (alloggi vuoti murati, degrado delle parti comuni)
-> Si dichiara l'edificio irrecuperabile
-> Si propone la demolizione (con costi superiori al recupero)

Il tutto mentre moltissime famiglie cercano una casa e centinaia di alloggi pubblici restano vuoti.

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