Quando Elon Musk nel 2025 ha intervistato Alice Weidel su X, sostenendo tra l'altro che solo l'AfD poteva salvare la Germania, ho capito che le cose si stavano mettendo molto male.
Pochi mesi dopo, alle elezioni federali, l'Alternativa für Deutschland prese circa il 20%, raddoppiando il precedente risultato elettorale.
I risultati delle elezioni in Sassonia-Anhalt confermano questo trend vertiginoso e vedono l'AfD diventare il primo partito nel Land in questione (molto male, appunto).
Esiste un'internazionale nera che muove i fili della propaganda razzista e che appoggia, anche economicamente, i partiti di estrema destra in Europa.
È l'internazionale del capitale: la sua funzione storica è salvare il modo di produzione capitalistico nel momento in cui la sua crisi di accumulazione lo minaccia (in questi mesi è stato proprio il patron di Tesla e SpaceX a essere vittima di una crisi di accumulazione, una crisi che il rimbalzo delle azioni di SpaceX di agosto ha solo in parte arginato).
Parliamo di crisi di accumulazione, certamente, ma non solo.
Oltre al classico problema del capitalismo, il quale non può reggere il peso dei propri successi, prima della pandemia i movimenti ecologisti, i movimenti per i diritti civili e sociali e le forme di attivismo che traevano buona parte della loro forza dalla condivisione di informazioni in rete stavano attecchindo tra le masse.
Molte persone, proprio come era avvenuto alla fine degli anni '90, stavano iniziando a pensare che, forse, un altro mondo era ancora possibile, e stavano nuovamente mettendo in dubbio il sistema.
Io credo che sia proprio questo uno dei motivi che ha scatenato la controrivoluzione preventiva che stiamo vivendo.
Una vera e propria restaurazione senza aver avuto la rivoluzione.
Quali sono i mezzi che utilizza il capitale per farci digerire la distruzione dello stato di diritto? La liberazione dal giogo del politicamente corretto (vostro zio può finalmente raccontare di nuovo la barzelletta sui NUSBARI o riciclare qualche barzelletta di Silvio), dalla decadenza dei costumi (dal popolo LGBTQ+ ai maranza), la difesa della razza.
Dicevamo qualche giorno fa, parlando di moschea e dell'islamofobia: "l'islamofobia, oltre ad essere uno strumento utile per costruire consenso, indebolire rivali e rafforzare narrazioni securitarie, funziona spesso come un meccanismo di divisione della classe lavoratrice".
La nazione, la famiglia, la razza, l'ordine: sono le maschere con cui il capitale riorganizza il consenso al suo dominio.
Il tutto veicolato attraverso i social media di regime, alimentati da orde di bot e magari da canali direttamente finanziati (come accade per la pagina Welcome to Favelas) da chi questa controrivoluzione la sta mettendo in atto, certo, ma non solo. Perché quando la marea sale, gli str*nzi galleggiano, e molti altri influencer minori si attaccano al trend per un pugno di views.
La controrivoluzione quindi viaggia su internet e sui social e non ammette il dissenso. Si vede chiaramente in questi giorni, con le scellerate sanzioni USA ad Autistici/Inventati e la conseguente chiusura di una delle storiche piattaforme libere che aveva fornito un'infrastruttura digitale indipendente per la comunicazione, la privacy e l'autodifesa digitale di attivisti, collettivi e movimenti.
E proprio dall'attacco ad Autistici/Inventati viene il suggerimento su come si possa contrastare l'azione delle destre (anche mondiali), partendo dai territori.
Prima di parlare al mondo, bisogna ricostruire un mondo dove poter parlare. Servono i giornali, le feste dell'Unità, le case del popolo.
Servono nuove infrastrutture affinché non si debba dibattere sempre e solo di quello che impone il trend del momento (cadendo inevitabilmente nella trappola).
Se non possiamo combattere ad armi pari, dobbiamo combattere su un terreno in cui le regole le abbiamo scritte noi o inevitabilmente consegneremo tutta Europa all'estrema destra.