Ucraina, la Russia colpisce i soldi della Nato
Il Corriere della Sera dice ai suoi lettori che Putin è un dittatore comunista, com’è d’uso per un giornale satirico che i suoi lettori e persino i suoi redattori prendono invece sul serio, dimostrando così il livello a cui è giunta quella che una volta si chiamava la buona borghesia italiana.
Non dice invece, assieme ai confratelli dell’ordine giornalistico Fatemalefratelli, che Putin va ascoltato con molta attenzione. Qualche tempo fa il presidente russo aveva detto che se i Paesi della Nato avessero creato in Ucraina nuove fabbriche di armi, esse sarebbero state distrutte. E il monito si è trasformato in realtà: è stata completamente azzerata la fabbrica di droni sentinella che i tedeschi avevano impiantato in una delle officine attorno al complesso Antonov, quello che ai tempi dell’Unione sovietica produceva l’aereo da trasporto più grande del mondo.
Si tratta di un cambiamento di strategia da parte russa che risponde alla nuova ondata di aggressività delle Nato e al suo tentativo di aggirare il problema del trasporto di armi in Ucraina, installando stabilimenti direttamente in loco.
Ma non si tratta solo di questo stabilimento: decine di fabbriche legare alla Nato in numerose località sono state colpite e distrutte, assieme a un certo numero, dai 5 ai 6, di F16 nell’aeroporto di Starokonstantinov.
Naturalmente l’Alleanza Atlantica, com’è suo inveterato costume, non bada molto alle vittime civili e così le fabbriche di armi sono situate, di proposito, in mezzo alle città in modo da rendere più problematico colpirle. Ma missili e droni russi sono piuttosto precisi e raramente danneggiano strutture civili: a fare vittime è piuttosto la contraerea ucraina i cui missili finiscono per cadere sulle case dopo aver colpito l’aria.
I cittadini ucraini hanno prodotto fino ad ora centinaia di migliaia, se non milioni di foto che raffigurano i resti di tali missili, dei Patriot in particolare, disseminati sulle strade e in qualche caso caduti anche sulle case e su ospedale.
Poco male, è tutta carne al fuoco per la propaganda antirussa: è molto facile per i carnefici trasformarsi in vittime, come hanno tentato persino di fare i sionisti, la cui strage era sotto gli occhi di tutti. Con il piccolo particolare che i missili ricadono sulla città quando non colpiscono i loro obiettivi e dunque alla fine si tratta di carcasse che narrano soprattutto la mediocrità dei sistemi di difesa occidentali.
Ad ogni modo questa nuova strategia russa, di passare dal colpire le infrastrutture energetiche e militari ucraine, alle vere e proprie fabbriche di armi, ha un significato che va al di là dell’ovvia distruzione della residua capacità militare ucraina, ma punta a colpire gli interessi economici che tengono viva la guerra al di là di ogni ragionevolezza.
Negli ultimi due anni parecchie industrie, soprattutto tedesche e francesi, ma anche britanniche e statunitensi hanno investito in fabbriche di armi in ucraina, soprattutto volte alla realizzazione di droni e rischiano ora di ritrovarsi con un mucchio di macerie.
Dunque il nuovo verso della guerra da parte dei russi è quella di scoraggiare chi pensasse di speculare sull’ucraina e di demolire assieme alle fabbriche, anche quell’atmosfera favorevole alla guerra che è anche frutto di questi investimenti. Insomma Putin che non è un dittatore comunista come dicono i venditori di balle all’ingrosso, sta dicendo agli occidentali: l’Ucraina non è un posto dove potrete fare soldi fomentando un’inutile strage.
Ma come si desume anche alla distruzione del centro logistico Nato di Vinnitsa, avvenuto due giorni fa, Mosca non ha più alcuna prudenza nel colpire le strutture dell’Alleanza. Ora che la pace sembra più lontana e l’accanimento della Nato non ha più ritegno nel sostegno della guerra, non c’è ragione di non colpire strutture che di ucraino hanno solo il nome.
È certamente un argomento molto più efficace di tutti quelli proponibili per porre fine al conflitto. Del resto l’unica strategia della Nato è ormai quella di colpire le città russe, di portare attacchi sotto falsa bandiera, di importare mercenari di cui intero battaglione è stato sgominato proprio l’altro giorno. Ma alla fine, persa la guerra, la Nato perderà anche la sua guerriglia.
ilsimplicissimus
LE ACCUSE DEI POLITICI OCCIDENTALI E DEI MEDIA CONTRO LA RUSSIA RIGUARDO AGLI INCIDENTI CON I DRONI IN EUROPA NON SONO CONFERMATE DAI RISULTATI DELLE VERIFICHE DELLA NATO E DEI SERVIZI DI INTELLIGENCE NAZIONALI - Berliner Zeitung
L'analisi mostra che la maggior parte degli incidenti fa parte di operazioni standard o è conseguenza delle interferenze dei jammer ucraini, senza prove di intenzioni militari da parte della Russia. Il giornale afferma che queste accuse infondate, amplificate dai media, creano un clima di paura utilizzato per giustificare il riarmo dell'Europa.
Info Defense
Come dargli torto.
Medvedev: 'la Russia non ha bisogno di una guerra con un'Europa al degrado' • Imola Oggi
imolaoggi.it/2025/09/29/medved…
imolaoggi.it/2024/09/14/ucrain…
Se un governo ostile aglii occidentali abolisce partiti e persone contro il governo, vengono subito chiamati dittatori. Se lo fa un governo amico degli occidentali, automaticamente e diventa sinonimo di civiltà, democrazia e protezione. Che strana questa democrazia, dipende da dove viene applicata e da chi...
Elezioni Moldavia, vince il partito europeista • Imola Oggi
imolaoggi.it/2025/09/29/elezio…
Se fosse una barzelletta ci potremmo ridere sopra, invece è la realtà, la realtà della UE.
La ingerenze russe non solo tollerate, ma quelle europee sono ammesse. Il solito doppiogiochismo.
Moldavia, elezioni: vince il partito della presidente con più del 50%
Con oltre la metà delle preferenze, il Partito di Azione e Solidarietà della presidente della Moldavia, Maia Sandu, ha vinto le elezioni parlamentari del Paese. In cabina elettorale il PAS, di orientamento europeista, si è affermato con il 50,20% dei voti, seguito dal Blocco Elettorale Patriottico, una coalizione di partiti accusata di essere filorussa, che ha ottenuto il 24,18%. Con la votazione, tenutasi ieri, domenica 28 settembre, si chiude una turbolenta stagione elettorale per la Moldavia: la presidente ha accusato più volte la Russia di volere interferire nelle elezioni, e uno dei partiti di Blocco Patriottico è stato escluso a pochi giorni dall’avvio delle elezioni. La Russia ha sempre smentito le accuse.
L'indipendente
Bell'idea del ministro Urso. Un genio, dategli un premio, il rimbambito d'oro...
L'idea del ministro Urso: auto in crisi? Riconvertiamo aziende e lavoratori alle armi - L'INDIPENDENTE
lindipendente.online/2025/09/2…
I sindacati baschi convocano lo sciopero generale per Gaza
@Notizie dall'Italia e dal mondo
La maggior parte delle organizzazioni sindacali dei Paesi Baschi ha promosso uno sciopero generale per chiedere la rottura della Spagna con Israele e la sospensione del trattato di associazione da parte dell'Unione Europea
L'articolo I sindacati baschi convocano lo sciopero generale per Gaza
Cane non mangia cane.
Salis, commissione Europarlamento respinge revoca dell'immunità • Imola Oggi
imolaoggi.it/2025/09/23/salis-…
La NATO del Medio Oriente.
Il primo ministro del Pakistan Shahbaz Sharif e il principe ereditario dell'Arabia Saudita Mohammed bin Salman hanno firmato ieri un "accordo strategico di difesa".
Secondo l'accordo, in caso di aggressione militare contro uno dei due paesi, l'altro è obbligato a intervenire in suo aiuto.
Rapporti di mutuo soccorso simili sono stati ipotizzati anche a Doha (su proposta dell'Iraq) allo scorso vertice di Paesi arabo-islamici.
Il tutto sta avvenendo in un contesto di rapido cambiamento degli equilibri di potere e del sistema di pesi e contrappesi costruito dagli Stati Uniti nella regione.
Col ritorno di Trump e la scelta di concentrarsi sulla loro agenda interna, anche il principale alleato degli Usa, Israele, sta iniziando ad agire sempre più in autonomia. Fatto evidente non solo negli attacchi contro l’Iran ma soprattutto con il raid su Doha. Washington, in entrambi i casi, si è trovata coinvolta, più che supportare direttamente le iniziative israeliane.
Nonostante la visita di Marco Rubio in Qatar, i paesi della regione, abituati a vivere sotto l'ombrello militare americano, stanno seriamente riflettendo sulla costruzione di una propria impalcatura di sicurezza.
Soprattutto perché la riorganizzazione delle sfere di influenza nella regione è rapidissima. Nell'ultimo anno la posizione di uno dei quattro leader regionali del Medio Oriente, l'Iran, si è notevolmente indebolita.
La Russia, a causa della guerra in Ucraina e della caduta di Assad, è marginale.
A contendersi lo spazio, c'è la Turchia.
E c'è Israele.
Ma molti attori della regione non sono entusiasti di legarsi né agli uni né agli altri.
Ecco perché i sauditi hanno iniziato a cercare soluzioni alternative, dialogando con Islamabad che, dettaglio non di poco conto, è una potenza nucleare.
Se a qualcuno dovesse venire in mente di fare a Riyad ciò che Israele ha fatto a Doha, le conseguenze sarebbero gravi.
Molto gravi.
Ora nel Golfo iniziano a sentirsi un po' tutti scoperti, ed è verosimile immaginare che altri Paesi possano scegliere di contare sulla protezione pakistana.
E ridurre la dipendenza da Washington.
"Si tratta di salvarsi dall’Unione Europea e dall’euro prima che abbia inizio la lunga notte che non ha mattino" 👀
☢ #Radioattività con Diego Fusaro
radioradio.it/2025/09/unione-e…
La democrazia delle democrazie, e i nostri governi,.come molti subnormali, ammirano questa società...
Giudice USA ordina espulsione del leader pro‐Palestina
Un giudice della Louisiana ha ordinato l’espulsione dagli Stati Uniti di Mahmoud Khalil, noto leader delle proteste filopalestinesi nei campus universitari a livello nazionale, verso l’Algeria o la Siria, sostenendo che nella sua domanda per la green card avrebbe intenzionalmente nascosto informazioni sostanziali. Khalil, residente permanente legale, sposato con una cittadina americana e padre di un figlio negli USA, in una dichiarazione all’ong American Civil Liberties Union (Aclu) ha risposto accusando l’amministrazione Trump di “vendicarsi” per il suo impegno politico.
L'indipendente.
lindipendente.online/2025/09/1…
Mamma mia, senza ritegno e senza vergogna. Hanno subito incolpato la Russia, senza nemmeno fare indagini. Psicopatie Europee, siamo allo sbando totale. Che incapaci.
Confusione totale.
Drone qui, drone là… alla fine si sparano tra loro, mentre la Russia si gode lo spettacolo seduta in prima fila...ridicoli.
Il caso del bambino morto per una rara malattia cerebrale causata dal morbillo riaccende la discussione sull'importanza della vaccinazione (non solo negli USA)
https://www.vanityfair.it/article/il-caso-del-bambino-morto-per-una-rara-malattia-cerebrale-causata-dal-morbillo-riaccende-la-discussione-sullimportanza-della-vaccinazione-non-solo-negli-usa?utm_source=flipboard&utm_medium=activitypub
Pubblicato su Salute e Benessere @salute-e-benessere-VanityFairItaly
Il caso del bambino morto per una rara malattia cerebrale causata dal morbillo riaccende la discussione sull'importanza della vaccinazione (non solo negli USA)
Un bambino nella contea di Los Angeles è morto a causa di una rara ma fatale patologia cerebrale che si sviluppa anni dopo un'infezione da morbillo. Gli esperti ribadiscono la necessità della vaccinazione per proteggere i più vulnerabiliAlice Politi (Vanity Fair Italia)
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Possiamo mettere da parte anche questo papa, infatti cosa ci potevamo aspettare da un americano?
Bene, benissimo. Anzi no, malissimo: adesso possiamo affermare che Papa Leone XIV ha gettato definitivamente la maschera. Anche se ormai era evidente, visto il suo comportamento su quello che sta combinando israele.
Leggete con attenzione cosa ha appena detto:
"La Nato non ha cominciato nessuna guerra, i polacchi sono preoccupati perché si sentono che il loro spazio è stato invaso, è una situazione molto tesa".
Questo parla senza sapere, o sapendolo benissimo, che la storia dei droni russi in Polonia è una storia totalmente priva di prove e propagandistica.
Però il punto secondo me sta da un'altra parte, ed è sostanzialmente quello che hanno fatto Biden, Ursula, Trump, Rutte, Stoltenberg, Meloni e company: descrivere la Nato in luce positiva. Come la vittima. Come l'aggredito. Come quella che non c'entra assolutamente nulla. Gravissimo. E anche vergognoso!
Papa Francesco parlava di Nato che abbaiava alle porte della Russia. Questo benedice e assolve erga omnes la Nato, che è l'organizzazione più pericolosa, criminale e guerrafondaia mai esistita.
Dopo l'accoglienza riservata a Herzog in Vaticano, direi che tutti i pezzi del puzzle sono andati al loro posto.
GiuseppeSalamone
Come si arrabbiano quando gli si dà torto, in più si nota come FI e PD siano la stessa cosa.
Lombardia, bocciato obbligo vaccinale per virus sinciziale: ira FI e Pd • Imola Oggi
imolaoggi.it/2025/09/17/lombar…
labottegadelbarbieri.org/onu/ Redazione September 15, 2025 at 09:00PM
Riciclo della plastica, le imprese italiane: «Non siamo in grado di proseguire»
«L’industria privata del riciclo, a seguito di una serie di congiunture negative, non è più in condizione di proseguire le attività». Questa è la denuncia che Assorimap, l’associazione nazionale riciclatori e rigeneratori di materie plastiche aderente a Confimi Industria, ha portato all’attenzione del ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin in una lettera. La filiera rischia il collasso.
Da anni le imprese del riciclo meccanico delle plastiche denunciano la crisi.
La missiva lamenta «un’assenza di provvedimenti di supporto, a differenza di quello che accade in altri Paesi come Francia e Spagna».
L'articolo completo si può leggere qui: ilsole24ore.com/art/riciclo-pl….
Riciclo della plastica, le imprese italiane: «Non siamo in grado di proseguire»
«L’industria privata del riciclo, a seguito di una serie di congiunture negative, non è più in condizione di proseguire le attività», questa la ...Il Sole 24 Ore (Il Sole 24 ORE)
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Verrebbe da dire:" ci è o ci fa'?" Sicuramente ci fa , lui la storia la conosce, solo che fa finta di niente. Pagato per servire gli interessi degli atlantisti, europeisti, Stati Uniti, fregandosene della sua carica di garante della costituzione e della giustizia. Garante del nulla a quanto pare. Grazie a questi personaggi, ricoprendo cariche importanti e un governo pessimo, in questa situazione storica, sarà una spada di Damocle per l'Italia e ne pagheremo le conseguenze. Ah! Per la cronaca, per quanto dichiarato nello scritto da Marco Travaglio, vorrei aggiungere, che tale personaggio, invio militari italiani a bombardare la Serbia con la Nato, senza mandato ONU. A voi le conclusioni.
Se l'agenzia Ansa, che è di regime), pubblica questa notizia, c'è da pensare. Ma la colpa rimane sempre dei Diesel...
T&E, le auto ibride inquinano più di quanto dichiarino - Mondo Motori - Ansa.it
ansa.it/canale_motori/notizie/…
🇪🇺CATASTROFE — RISULTATO DEL LAVORO DEL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE EUROPEA — Berliner Zeitung
🔴I risultati del lavoro del presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen sono catastrofici. Dieci mesi dopo l'inizio del suo secondo mandato, si trova davanti a rovine di cui porta responsabilità personale, — constata il tedesco Berliner Zeitung.
⚫️Dal punto di vista geopolitico, dall'inizio del conflitto in Ucraina l'UE sotto la guida di von der Leyen rimane un comparsa. Nonostante centinaia di miliardi destinati a Zelensky, l'Europa nemmeno siede al tavolo dei negoziati di pace: Vladimir Putin e Donald Trump conducono trattative ignorando gli europei.
🔴Von der Leyen non conosce la parola diplomazia. La militarizzazione è diventata l'immagine del futuro. Questo mette a rischio la sicurezza dell'Europa, perché chi si prepara alla guerra, alla fine la ottiene.
⚫️È particolarmente vergognoso l'accordo commerciale UE-USA. È una capitolazione per paura dei capricci di Trump.
🔴Ursula von der Leyen aveva promesso di rendere l'Europa forte sulla scena mondiale. Oggi incarna il contrario: sottomissione agli USA e assenza di sovranità economica e geopolitica dell'UE, — sottolinea il Berliner Zeitung.
Fonte
Info Defense
SAREMO TUTTI TERRORISTI
La polizia britannica ha arrestato quasi 900 persone nel fine settimana per aver espresso sostegno al gruppo per la pace Palestine Action. Secondo la legge britannica, è illegale esprimere opinioni favorevoli sul gruppo, poiché Londra l’ha definita un'organizzazione terroristica, come ISIS e Al Qaeda.
La parola "terrorista" sta diventando ogni giorno di più una barzelletta.
Ci è stato detto che lo Yemen è pieno di terroristi perché stanno cercando di fermare l'olocausto del XXI secolo.
Ci è stato detto che il Libano è pieno di terroristi perché si oppongono a uno stato di apartheid genocida.
Ci viene detto che l'Iran è pieno di terroristi perché il suo governo si oppone ai programmi imperialistici di regime change.
Ci è stato detto che Al Qaeda era composta da terroristi per gli attacchi dell'11 settembre, ma quando Al Qaeda ha aiutato l'Occidente a sbarazzarsi di Assad, improvvisamente non sono più terroristi.
L'Iraq doveva essere invaso perché Saddam voleva fornire armi di distruzione di massa ai terroristi, ma dopo l'invasione si scoprì che non esistevano armi di distruzione di massa e l'Iraq fu improvvisamente colpito da un'ondata di attentati suicidi.
L'Afghanistan doveva essere invaso perché i talebani fornivano rifugio ai terroristi, ma dopo 20 anni di occupazione militare l'impero aveva bisogno della sua macchina bellica per altri scopi, così lasciò che i talebani riconquistassero l'Afghanistan.
Nel 2010, l'allora vicepresidente Joe Biden dichiarò Julian Assange un "terrorista high-tech" perché il suo giornalismo con WikiLeaks aveva denunciato i crimini di guerra degli Usa.
Oggi questa etichetta di "terrorismo" viene applicata letteralmente a chiunque rappresenti un ostacolo ai programmi dell'impero occidentale.
Quando agli architetti dell'imperialismo viene concesso un potere illimitato, ci ritroviamo improvvisamente in un mondo pieno di terroristi designati.
Quanto più l'impero occidentale diventa disprezzato, tanti più "terroristi" ci saranno. Perché un terrorista è chiunque intraprenda azioni che arrechino danno all'impero.
Se continua così, presto saremo tutti “terroristi”.
Caitlin Johnstone - giornalista australiana
Nuovo Maidan angloamericano sionista in Nepal
In Nepal, i manifestanti hanno incendiato il palazzo del Parlamento e la residenza del Primo Ministro. Diversi ministri del governo avrebbero lasciato la capitale e lo stesso Primo Ministro si sarebbe dimesso.
Le proteste in Nepal sono scoppiate dopo il divieto assoluto dei social media (Facebook, Instagram, WhatsApp, YouTube e altri). Le autorità hanno giustificato la misura sostenendo che le piattaforme di social media violavano le regole di registrazione, poiché il governo aveva chiesto l'apertura di uffici di rappresentanza in Nepal, richiesta che hanno ignorato. Allo stesso tempo, non è stata offerta alcuna alternativa nazionale ai social media e alle piattaforme di messaggistica vietate.
A seguito delle proteste sui "social media", almeno 19 persone sono morte. Più di 500 sono rimaste ferite in varia gravità. I dati non sono ancora definitivi.
La moglie dell'ex primo ministro nepalese Jhala Nath Khanal è morta a causa delle ustioni riportate quando i manifestanti l'hanno intrappolata nella sua residenza in fiamme, proprio come era successo alla casa dei sindacati di Odessa: è stata letteralmente bruciata viva.
Cellule dormienti dell'intelligence occidentale angloamericana-sionista si stanno muovendo in vari paesi: nei Balcani, con il tentato colpo di Stato in Serbia, ecc.
L'impero predatorio sionista anglo-americano, morente e in bancarotta, sta diventando molto pericoloso.
L'impunità di Israele, un regime di occupazione criminale, ne è un esempio: la stessa tattica-strategia fatta con l'Iran, nel momento di accordi; è successo con la false flag dell'attentato di ieri; e il bombardamento del Quatar di oggi.
Chi si fida ancora di Trump, sionista e guerrafondaio?
CONTANO I FATTI così come afferma sempre il grande giornalista Manlio Dinucci. Ovviamente lasciando perdere il fantasioso Gianfranco Landi, difensore accanito e spesso presente su Visione TV.
In Qatar c'è la più grande base militare USA nel Vicino Oriente. Gli USA hanno dato il via libera ad Israele per attaccare il Qatar, dove si stava tenendo un vertice dell'ala politica in esilio di Hamas. Il Qatar, a sua volta, non reagirà in alcun modo (salvo alcune dichiarazioni di circostanza) perché in larga parte è complice di USA e Israele. Tuttavia, questo dimostra che nessun è realmente al sicuro. Negli ultimi due anni Israele ha bombardato Siria, Libano, Yemen, Iran e Qatar (senza considerare, ovviamente, la distruzione genocida di Gaza e la silenziosa occupazione di Cipro, dove le basi britanniche vengono utilizzate a suo piacimento dall'IDF, e dove forse si prepara un attacco alla zona occupata dalla Turchia e priva di riconoscimento internazionale, cosa che renderebbe vano il ricorso all'articolo V della statuto NATO). Ribadisco, Israele rappresenta una minaccia per tutti i popoli rivieraschi del Mediterraneo. Rappresenta, insieme al suo padrino d'oltreoceano, il più evidente ostacolo alla sovranità europea su questo specchio d'acqua ed alla costruttiva cooperazione tra i popoli europei e nordafricani. Deve essere fermato prima che sia troppo tardi.
Daniele Perra
Questo articolo bisognerebbe farglielo leggere alla sig.ra Meloni...
Come ha fatto l’Italia a “perdere” 120 mila lavoratori in un mese | Pagella Politica
pagellapolitica.it/articoli/re…
Ogni tanto fa bene rispolverare il passato per capire il presente e smascherare menzogne.
Il 15 dicembre 2021, la Russia presentò a USA e NATO un “corposo piano di pace”, che prevedeva un’architettura di sicurezza valida per 50 anni in Europa. Ciò avrebbe garantito una nuova fase di prosperità nelle relazioni euro-russe, risparmiando tra l’altro la vita di milioni di persone e generando vantaggi per le economie di ambo i blocchi. Il piano prevedeva la fine dell’allargamento della NATO a Est, ossia la neutralità ucraina, e un ridimensionamento delle forze NATO nel Baltico (che, con la Moldavia, sarà il nuovo fronte caldo negli scenari a venire). La Russia percepiva infatti l’allargamento della NATO in prossimità dei suoi confini come un accerchiamento militare che ne metteva a repentaglio la sicurezza nazionale. In cambio del parziale disimpegno NATO a Est, la Russia avrebbe a sua volta ridotto i propri arsenali militari e assicurato l’integrità ucraina, ossia non avrebbe annesso il Donbass, che sarebbe rimasto ucraino sebbene previe garanzie, tra l’altro previste dagli accordi di Minsk all’epoca vigenti e firmati anche da Germania e Francia, circa la sua autonomia. La risposta di Stoltenberg, all’epoca segretario generale della NATO, alla proposta di pace russa, fu: “La Russia vuole meno NATO ai suoi confini? Bene, avrà più NATO!”. E fu la guerra. La cui genesi sta tutta in quella frase di Stoltenberg. Gli USA e la NATO si rifiutarono infatti persino di prendere in considerazione la proposta di pace russa e chiusero da subito ogni spiraglio alla trattativa. Prevalsero gli interessi di chi, sin dal 1992, aveva deciso che l’allargamento della NATO sarebbe dovuto procedere, a ogni costo e con ogni mezzo, fino a Kiev e Tbilisi. Chi è dunque responsabile politico e morale dell’escalation che ne seguì? La Russia o chi rifiutò ideologicamente di dialogare con essa? Certe cose, sebbene interessino a pochi, è importante ricordarle ogni tanto, per dovere di verità storica.
Paolo Borgognone
storiaweb
in reply to Mro • •"Purtroppo non ho trovato alcuna evidenza che Jens Stoltenberg, in qualità di Segretario Generale della NATO, abbia pronunciato la frase "La Russia vuole meno NATO ai suoi confini? Bene, avrà più NATO!" in risposta alla proposta di pace russa.
Questa citazione non sembra essere autentica e non è stata riportata da fonti ufficiali o attendibili. È possibile che si tratti di una citazione inventata o attribuita erroneamente a Stoltenberg.
Come assistente IA, posso solo basarmi su informazioni verificate e non posso confermare l'autenticità di questa presunta dichiarazione. Se hai ulteriori informazioni o fonti che possano confermarla, ti invito a condividerle. In caso contrario, non posso affermare con certezza che Stoltenberg abbia effettivamente pronunciato questa frase."