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OmniClicker l’autoclicker nativo per Linux compatibile con X11 e Wayland


OmniClicker è un autoclicker nativo per Linux con supporto X11 e Wayland, compatibile con GNOME, KDE Plasma, Sway e HyprlandStai leggendo OmniClicker l’autoclicker nativo per Linux compatibile con X11 e Wayland, un articolo del blog Linux Easy. Non riprodurlo altrove senza permesso.

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Visor: il nuovo gestore grafico di avvio UEFI per le distribuzioni GNU/Linux


Visor rappresenta una nuova soluzione open source per la gestione dell’avvio nei sistemi basati su UEFI, progettata specificamente per le distribuzioni GNU/Linux. UEFI (Unified Extensible Firmware Interface) è il firmware moderno che sostituisce il...

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Lenovo Legion Y700 Infinite: il tablet gaming Android con 24GB di RAM si mostra in anteprima


Nuovi dettagli emergono sul Lenovo Legion Y700 Infinite, il tablet da gaming Android che l'azienda cinese dovrebbe presentare ad agosto sul mercato interno. Dopo le prime indiscrezioni su connettività 5G e chip Snapdragon 8 Elite Gen 5 overcloccato, il noto leaker Digital Chat Station ha condiviso ulteriori informazioni su display e configurazioni di memoria. Display OLED da circa 8 pollici con foto camera centrale Secondo le indiscrezioni, il Legion Y700 Infinite monterà un pannello OLED […]
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Nuovi dettagli emergono sul Lenovo Legion Y700 Infinite, il tablet da gaming Android che l’azienda cinese dovrebbe presentare ad agosto sul mercato interno. Dopo le prime indiscrezioni su connettività 5G e chip Snapdragon 8 Elite Gen 5 overcloccato, il noto leaker Digital Chat Station ha condiviso ulteriori informazioni su display e configurazioni di memoria.

Display OLED da circa 8 pollici con foto camera centrale


Secondo le indiscrezioni, il Legion Y700 Infinite monterà un pannello OLED da circa 8 pollici con fotocamera anteriore posizionata al centro tramite foro, una soluzione estetica che ricorderebbe quella già vista sull’Oppo Pad Mini. A differenza del precedente Legion Y700 Gen 5, il nuovo modello introdurrà anche il supporto alla connettività cellulare, con dual SIM standby e banda 5G N79 utilizzata in Cina.

Fino a 24GB di RAM e 1TB di storage


Sul fronte della memoria, il tablet dovrebbe arrivare in almeno quattro configurazioni:

  • 12GB RAM / 256GB di storage
  • 16GB RAM / 512GB di storage
  • 24GB RAM / 512GB di storage
  • 24GB RAM / 1TB di storage

La variante più potente, con 24GB di RAM abbinati a un intero terabyte di spazio, punta chiaramente non solo al gaming ma anche a un utilizzo creativo intensivo.

Snapdragon 8 Elite Gen 5 overcloccato a 4,74GHz


Lenovo ha già confermato l’adozione di una versione overcloccata dello Snapdragon 8 Elite Gen 5, con frequenza massima dichiarata di 4,74GHz, superiore rispetto alla variante standard del chip Qualcomm. Tra le altre caratteristiche trapelate figurano un corpo leggero da circa 310 grammi, una fotocamera posteriore da 50 megapixel e l’illuminazione RGB, elementi che confermano la vocazione decisamente gaming del dispositivo.

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AI Overviews e AI Mode di Google, uno studio boccia la sicurezza per i più piccoli


Le funzioni di intelligenza artificiale integrate nella ricerca Google, AI Overviews e AI Mode, sono finite sotto accusa per la sicurezza dei più giovani. Un nuovo studio dell'organizzazione no profit Common Sense Media le definisce a "rischio inaccettabile" per i minori, riaprendo il dibattito sull'affidabilità della ricerca basata sull'intelligenza artificiale di Google. Oltre 2600 ricerche analizzate per testare la sicurezza Lo studio è stato condotto dallo Youth AI Safety Institute […]
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Le funzioni di intelligenza artificiale integrate nella ricerca Google, AI Overviews e AI Mode, sono finite sotto accusa per la sicurezza dei più giovani. Un nuovo studio dell’organizzazione no profit Common Sense Media le definisce a “rischio inaccettabile” per i minori, riaprendo il dibattito sull’affidabilità della ricerca basata sull’intelligenza artificiale di Google.

Oltre 2600 ricerche analizzate per testare la sicurezza


Lo studio è stato condotto dallo Youth AI Safety Institute di Common Sense Media, che ha simulato account Google appartenenti a utenti di 11 e 15 anni, con SafeSearch attivo, per riprodurre le condizioni reali di utilizzo a scuola o a casa. I ricercatori hanno effettuato oltre 2.600 ricerche, analizzando più di 2.100 risposte e riferimenti generati dall’intelligenza artificiale.

Compiti svolti al posto degli studenti e informazioni errate


Il rapporto evidenzia diverse criticità: in alcuni casi AI Overviews avrebbe fornito direttamente le risposte a compiti scolastici invece di supportare l’apprendimento, mentre in altri casi sarebbero emerse informazioni inesatte o generate erroneamente dall’IA. Tra i casi più preoccupanti, i ricercatori segnalano anche risposte che avrebbero indicato procedimenti per creare contenuti deepfake, materiale considerato inappropriato per un pubblico giovane.

Un dibattito destinato a proseguire


Lo studio si aggiunge a una serie di analisi critiche sulle funzioni di intelligenza artificiale nei motori di ricerca, spingendo Google a rispondere pubblicamente sulle misure di sicurezza adottate per proteggere gli utenti più giovani. La vicenda riguarda da vicino anche gli utenti Android, dato che AI Overviews e AI Mode sono integrati di default nell’app Google e nel browser Chrome su smartphone, sollevando interrogativi sull’adeguatezza dei controlli parentali disponibili.

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SS7, il protocollo del 1970 che ha tradito i soldati USA: come l’Iran ha tracciato le truppe americane in Medio Oriente


Un'indagine di Mobile Surveillance Monitor, ripresa dal Financial Times, sostiene che l'Iran abbia sfruttato le debolezze del protocollo SS7 e dati di ad-tech commerciale per localizzare personale militare USA in Iraq e Bahrain prima e durante il conflitto con Israele e Stati Uniti.
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Mentre i missili iraniani cadevano sulle basi americane in Iraq e Bahrain nella primavera del 2026, qualcun altro stava già facendo il lavoro sporco a monte: individuare dove dormivano, mangiavano e lavoravano i soldati statunitensi. Non con un drone o un informatore, ma con un protocollo di telecomunicazioni progettato negli anni ’70 per instradare chiamate tra centrali telefoniche. Un’indagine del progetto no-profit Mobile Surveillance Monitor, ripresa dal Financial Times e da TechCrunch, sostiene che Teheran abbia sfruttato sistematicamente le debolezze di SS7 per tracciare il personale militare USA in Medio Oriente prima e durante il conflitto con Israele e Stati Uniti.

Un protocollo vecchio quanto la Guerra Fredda tecnologica


Signaling System 7 (SS7) è l’infrastruttura di segnalazione che dagli anni ’70 permette agli operatori di rete 2G e 3G di scambiarsi informazioni su instradamento di chiamate, SMS e roaming. Il problema è noto da oltre un decennio agli specialisti di sicurezza delle telecomunicazioni: SS7 si basa su un modello di fiducia reciproca tra operatori che non prevede autenticazione robusta tra le reti. Chiunque abbia accesso — legittimo o comprato sul mercato grigio della sorveglianza — a un nodo SS7 può inviare query di tipo “Send Routing Information” (SRI) per ottenere la cella a cui è agganciato un numero di telefono, ottenendo così una localizzazione approssimativa del dispositivo, ovunque nel mondo, senza che l’utente se ne accorga.

È la stessa classe di debolezza usata in passato da broker di sorveglianza commerciale e da servizi di intelligence per intercettare SMS di autenticazione a due fattori o localizzare dissidenti. Ciò che rende il caso iraniano rilevante non è la tecnica in sé, già documentata, ma la scala e il tempismo: un uso operativo in tempo di guerra, contro obiettivi militari di una potenza nucleare.

La scoperta: un’impennata di query SS7 nel Golfo


Gary Miller, ricercatore che ha fondato Mobile Surveillance Monitor e collabora con il Citizen Lab dell’Università di Toronto, ha rilevato un’impennata anomala di “SS7 ping” — richieste ripetute di localizzazione — su reti di telecomunicazione di diversi paesi mediorientali. L’attività sarebbe iniziata a ridosso dell’operazione aerea congiunta USA-Israele contro i siti nucleari iraniani, per poi intensificarsi nei primi giorni del conflitto, quando l’Iran ha lanciato missili e droni contro le posizioni americane nella regione.

I segnali intercettati indicherebbero un interesse mirato per numeri associati a basi militari e hotel utilizzati da personale e contractor statunitensi in Iraq, Bahrain e altri paesi della regione — non una raccolta indiscriminata, ma query concentrate su specifiche fasce numeriche e reti locali note per essere frequentate da soggetti occidentali.

Non solo SS7: l’ad-tech come arma di sorveglianza


Il report segnala un secondo livello di raccolta, complementare a SS7: l’uso di tecnologie pubblicitarie commerciali (l’ecosistema RTB, “real-time bidding”) per identificare smartphone tramite advertising ID (IDFA/GAID) e correlarli, attraverso data broker, a posizioni geografiche precise. È la stessa superficie di rischio già segnalata da anni riguardo alla possibilità per chiunque compri dataset pubblicitari di ricostruire pattern di movimento di individui specifici — qui però applicata, secondo i ricercatori, a fini di targeting militare in un teatro di guerra attivo.

La combinazione delle due tecniche — segnalazione telefonica di rete e dati pubblicitari commerciali — rappresenta un salto di sofisticazione rispetto alle classiche operazioni SS7 isolate: un attore statale che integra fonti SIGINT tradizionali con l’enorme mole di dati commerciali normalmente destinata al marketing.

Timeline essenziale


  • Fine febbraio 2026: primo aumento rilevato delle query SS7 sospette, in coincidenza con l’avvio della campagna aerea USA-Israele contro l’Iran.
  • Marzo-aprile 2026: intensificazione del tracciamento durante lo scambio di attacchi missilistici e con droni contro le posizioni statunitensi in Iraq e Bahrain.
  • 14 luglio 2026: pubblicazione del report da parte del Financial Times, ripreso da TechCrunch, Security Boulevard e altre testate di settore.


Due righe per i difensori


Per chi si occupa di sicurezza delle telecomunicazioni e di protezione del personale ad alto rischio (militari, diplomatici, giornalisti in zone di conflitto, dirigenti esposti), il caso ribadisce alcuni punti che il settore conosce ma fatica a far diventare prassi diffusa:

  • Le difese SS7 lato operatore (firewall di segnalazione, filtri su messaggi SRI-SM/PSI provenienti da reti non attendibili) restano disomogenee a livello globale, specialmente in aree di conflitto dove la cooperazione tra operatori è debole.
  • Il personale ad alto rischio dovrebbe evitare la SIM del proprio operatore domestico quando si muove in teatri sensibili, preferendo dispositivi dedicati, SIM locali “pulite” o soluzioni di comunicazione satellitare/crittografata che non transitano su rete 2G/3G tradizionale.
  • La disattivazione del roaming 2G/3G e l’uso forzato di reti 4G/5G con autenticazione più robusta riduce, senza eliminarla, l’esposizione a query SS7 (il 4G usa Diameter, comunque non immune da abusi simili).
  • Gli advertising ID dei dispositivi militari o di personale sensibile dovrebbero essere disattivati o randomizzati sistematicamente, e le app non essenziali rimosse prima di operazioni in teatri a rischio.

Il caso si inserisce in un pattern più ampio: dal 2014 a oggi, ricercatori indipendenti e vendor di sicurezza mobile hanno ripetutamente dimostrato che SS7 resta uno dei punti ciechi più sottovalutati della sicurezza nazionale, proprio perché la sua debolezza non risiede in un bug patchabile ma nell’architettura stessa di fiducia tra operatori, difficile da riformare su scala globale in tempi brevi.

Indicatori e pattern di rilevamento


Non essendo un malware ma un abuso di protocollo, non esistono IoC nel senso classico. I pattern che i team SOC delle telco e i CERT dovrebbero monitorare includono:

# Pattern di rilevamento abuso SS7 (indicativi, non esaustivi)
- Volume anomalo di messaggi SRI / SRI-SM verso uno stesso MSISDN o range di MSISDN
  in un intervallo di tempo ristretto (query ripetute = tentativo di tracciamento continuo)
- Richieste PSI (Provide Subscriber Info) o ATI (Any Time Interrogation) originate
  da Global Title esterni non associati a roaming legittimo dell'abbonato
- Origine dei messaggi SS7 da reti GT (Global Title) storicamente associate
  a broker di sorveglianza o a operatori "shell" con traffico legittimo minimo
- Correlazione temporale tra query SS7 e attivazione di advertising ID
  dello stesso dispositivo in piattaforme RTB di terze parti
- Assenza di firewall SS7/SIGTRAN conforme alle raccomandazioni GSMA FS.11 e FS.19

La GSMA pubblica da anni linee guida (FS.11, FS.19) per il filtraggio del traffico di segnalazione: la loro adozione disomogenea, soprattutto fuori dai mercati occidentali, resta il vero tallone d’Achille che un attore statale come l’Iran può — e a quanto pare sa — sfruttare con costi minimi e attribuzione tutt’altro che scontata.
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Le telecamere spia di Mosca: come l’intelligence russa sorveglia le rotte NATO verso l’Ucraina


AIVD e MIVD, le agenzie di intelligence olandesi, hanno rivelato una campagna russa che sfrutta telecamere IP e videocitofoni smart con password di default per monitorare in tempo reale il trasporto di aiuti militari verso l'Ucraina lungo le rotte NATO.
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Non servono droni, satelliti spia o infiltrati sul campo: bastano un videocitofono smart lasciato con la password di fabbrica e una connessione a Internet. Le agenzie di intelligence olandesi AIVD (General Intelligence and Security Service) e MIVD (Military Intelligence and Security Service) hanno rivelato che hacker legati allo stato russo hanno compromesso migliaia di telecamere IP e sistemi di videocitofonia lungo le rotte logistiche usate dalla NATO e dall’Ucraina per il trasporto di aiuti militari occidentali, trasformando dispositivi domestici e commerciali in una rete di sorveglianza capillare sul territorio europeo.

Un’operazione di OSINT armata su scala industriale


Secondo quanto riportato inizialmente dal Telegraph e ripreso da Kyiv Post, Pravda e diverse testate di settore, l’obiettivo dell’operazione russa era raccogliere intelligence in tempo reale sui tipi e sui volumi di armamenti inviati a Kyiv dagli alleati occidentali. A differenza delle tradizionali tecniche di sorveglianza satellitare o tramite drone, questa campagna sfrutta dispositivi IoT di consumo già presenti sul territorio: telecamere di sicurezza, citofoni smart e sistemi di videosorveglianza commerciale posizionati, spesso per puro caso logistico, lungo strade e valichi utilizzati per i convogli di aiuti militari.

Le due agenzie olandesi hanno confermato che un numero limitato di telecamere situate direttamente lungo le rotte logistiche nei Paesi Bassi risultava compromesso, e che le organizzazioni proprietarie dei dispositivi sono state avvisate per adottare contromisure. Il fenomeno, però, non si limita al territorio olandese: secondo l’advisory, la campagna ha interessato più Paesi membri della NATO e la stessa Ucraina, delineando un quadro di sorveglianza distribuita su tutta la catena di rifornimento occidentale verso il fronte.

Le tecniche: niente exploit sofisticati, solo superficie d’attacco enorme


Il dato più inquietante emerso dall’advisory congiunto non riguarda la sofisticazione tecnica — che qui è minima — ma la scala e la facilità dell’operazione. “Quando una telecamera IP viene identificata, un attaccante può provare ad accedervi via Internet: spesso è relativamente facile, perché molte telecamere connesse alla rete sono insufficientemente protette”, si legge nel rapporto delle agenzie olandesi. Gli operatori russi si sono affidati sistematicamente a password di default lasciate dal produttore, firmware obsoleti e mai aggiornati, e configurazioni di fabbrica mai modificate dagli utenti finali.

Molti dei dispositivi compromessi sono telecamere IP economiche di produzione cinese, in particolare modelli Hikvision e Dahua — marchi già oggetto in passato di segnalazioni per vulnerabilità di sicurezza e per preoccupazioni geopolitiche legate al loro utilizzo in infrastrutture sensibili. Una volta ottenuto l’accesso, gli aggressori hanno impiegato software di riconoscimento immagini per analizzare automaticamente i flussi video alla ricerca di veicoli militari e per identificarne il carico, automatizzando quello che altrimenti avrebbe richiesto osservazione umana costante.

Il contesto più ampio: la guerra ibrida contro la logistica occidentale


Questa campagna di compromissione delle telecamere si inserisce in un pattern più ampio di iniziative russe volte a mappare, disturbare o neutralizzare i vantaggi tecnologici che sostengono lo sforzo bellico ucraino. Un’inchiesta congiunta di The Insider, Der Spiegel e Le Monde, citata da Kyiv Post, ha rivelato che Russia e Cina hanno discusso segretamente, nell’ambito del terzo Forum di cooperazione tecnico-militare Cina-Russia tenutosi a Guangzhou, piani per neutralizzare la costellazione satellitare Starlink, da cui l’Ucraina dipende fortemente per comunicazioni e intelligence in tempo reale sul campo di battaglia.

Le slide trapelate, attribuite alla China Aerospace Science and Technology Corporation (CASC), delineavano un approccio multi-dominio contro Starlink: mezzi fisici per distruggere satelliti in orbita bassa, jamming elettromagnetico dei segnali e operazioni cyber pensate per caricare payload malevoli attraverso i terminali utente. Il documento proponeva inoltre una vera e propria “alleanza di sicurezza” tra Pechino e Mosca, con condivisione di intelligence e collaborazione su tecnologie chiave per contrastare il dominio strategico statunitense nello spazio.

Letta in questo contesto, la compromissione delle telecamere IP appare come un tassello a basso costo ma ad alto valore informativo di una strategia più ampia: se Starlink rappresenta il bersaglio ad alta quota della guerra ibrida russa, le migliaia di dispositivi IoT scarsamente protetti lungo le rotte logistiche europee rappresentano il fronte a bassa quota, silenzioso e diffuso, della stessa battaglia per la superiorità informativa.

Due righe pratiche per i difensori


Per i team di sicurezza, in particolare in ambito enterprise, logistico e delle infrastrutture critiche, questa vicenda è un promemoria brutale di quanto i dispositivi IoT di consumo restino l’anello debole della catena, specialmente quando dislocati in prossimità di asset sensibili o rotte strategiche. Le raccomandazioni delle agenzie olandesi, applicabili anche al contesto italiano ed europeo in generale, si concentrano su igiene di base della sicurezza IoT piuttosto che su contromisure avanzate:

  • Cambiare immediatamente le password di default su tutte le telecamere IP, videocitofoni smart e dispositivi di videosorveglianza connessi a Internet.
  • Aggiornare il firmware dei dispositivi IoT con regolarità, verificando la disponibilità di patch presso il produttore.
  • Segmentare la rete in modo che le telecamere IP non abbiano accesso diretto a Internet né alla rete aziendale principale, utilizzando VLAN dedicate.
  • Per le organizzazioni logistiche che operano lungo rotte sensibili, effettuare un censimento dei dispositivi IoT esposti pubblicamente tramite piattaforme come Shodan o Censys.
  • Segnalare alle autorità nazionali competenti (in Italia, CSIRT-Italia) eventuali dispositivi sospetti o comportamenti anomali di rete rilevati su telecamere aziendali.
  • Valutare con attenzione l’adozione di dispositivi IoT di produttori con precedenti riscontrati di vulnerabilità sistemiche, specialmente in contesti a rischio geopolitico elevato.

La vicenda dimostra ancora una volta che l’intelligence russa non ha bisogno di zero-day costosi o di infrastrutture offensive sofisticate quando l’anello debole è semplicemente la scarsa igiene di sicurezza di milioni di dispositivi IoT di consumo lasciati esposti online con le impostazioni di fabbrica. È una lezione che vale ben oltre il contesto bellico ucraino, e che riguarda direttamente chiunque gestisca infrastrutture di videosorveglianza connesse in rete.

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Motorola razr fold, sconto shock da 100.000 yen su IIJmio al lancio in Giappone


Motorola ha presentato il 15 luglio il suo primo smartphone pieghevole a conchiglia orizzontale, il motorola razr fold, e l'operatore virtuale giapponese IIJmio ha subito svelato una campagna promozionale dal forte impatto per accompagnarne il lancio sul mercato nipponico. Uno sconto da 100.000 yen al debutto Secondo quanto comunicato da IIJmio, il dispositivo sarà proposto con uno sconto di 100.000 yen rispetto al prezzo di listino per chi sceglie la portabilità del numero da un altro […]
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Motorola ha presentato il 15 luglio il suo primo smartphone pieghevole a conchiglia orizzontale, il motorola razr fold, e l’operatore virtuale giapponese IIJmio ha subito svelato una campagna promozionale dal forte impatto per accompagnarne il lancio sul mercato nipponico.

Uno sconto da 100.000 yen al debutto


Secondo quanto comunicato da IIJmio, il dispositivo sarà proposto con uno sconto di 100.000 yen rispetto al prezzo di listino per chi sceglie la portabilità del numero da un altro operatore (MNP), portando il prezzo finale a 199.800 yen, IVA inclusa.

Prezzo di listino invariato rispetto allo store ufficiale Motorola


Secondo la pagina di vendita di IIJmio, il prezzo standard del motorola razr fold corrisponde a quello dello store ufficiale Motorola, fissato a 299.800 yen (IVA inclusa). La promozione, valida fino al 4 novembre 2026, rappresenta quindi un taglio netto di un terzo rispetto al prezzo pieno, rendendo il pieghevole decisamente più accessibile per chi è disposto a cambiare operatore.

Un lancio aggressivo per conquistare il mercato pieghevoli


La scelta di IIJmio conferma quanto il segmento dei pieghevoli sia diventato competitivo anche in Giappone, dove Motorola prova a ritagliarsi uno spazio proponendo condizioni commerciali aggressive fin dal debutto. Resta da vedere se altri operatori seguiranno l’esempio con promozioni simili, ma per ora l’offerta di IIJmio si candida a essere una delle più convenienti per chi punta ad acquistare il nuovo pieghevole Motorola in Giappone.

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Redmi Note 17 diventa POCO: ecco POCO M8 Power e POCO X8 in arrivo a livello globale


La serie Redmi Note 17, già presentata da Xiaomi in Cina, potrebbe arrivare sui mercati internazionali con un nome diverso: secondo le ultime indiscrezioni, i due modelli verrebbero rinominati rispettivamente POCO M8 Power e POCO X8, con debutto atteso entro fine anno e possibile approdo anche in Giappone. Redmi Note 17 diventa POCO M8 Power Secondo quanto ricostruito dai leaker attraverso l'analisi dei codici interni di Xiaomi, il Redmi Note 17 sarà commercializzato a livello globale […]
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La serie Redmi Note 17, già presentata da Xiaomi in Cina, potrebbe arrivare sui mercati internazionali con un nome diverso: secondo le ultime indiscrezioni, i due modelli verrebbero rinominati rispettivamente POCO M8 Power e POCO X8, con debutto atteso entro fine anno e possibile approdo anche in Giappone.

Redmi Note 17 diventa POCO M8 Power


Secondo quanto ricostruito dai leaker attraverso l’analisi dei codici interni di Xiaomi, il Redmi Note 17 sarà commercializzato a livello globale come POCO M8 Power, mantenendo pressoché invariate le specifiche della versione cinese:

  • Display OLED da 7 pollici
  • Snapdragon 4 Gen 4
  • Batteria da 8.000 mAh
  • Ricarica rapida da 45W
  • Fotocamera principale da 50 megapixel
  • NFC
  • Certificazione IP65 contro acqua e polvere

Il dato più interessante riguarda proprio la batteria: a differenza di quanto accaduto in passato, quando le varianti globali riducevano spesso la capacità rispetto alla versione cinese, questa volta gli 8.000 mAh sarebbero confermati anche per il mercato indiano.

Redmi Note 17 Pro sarà il POCO X8


Il modello superiore, Redmi Note 17 Pro, diventerebbe invece il POCO X8 a livello internazionale, con alcune differenze rispetto alla versione cinese. La più rilevante riguarda ancora la batteria, che scenderebbe dai 9.000 mAh della variante cinese a 8.340 mAh per il modello globale. Per il resto, le specifiche dovrebbero restare in gran parte invariate:

  • Display OLED da 6,83 pollici, risoluzione 1,5K
  • Refresh rate fino a 120Hz
  • Snapdragon 6s Gen 4
  • Fotocamera principale da 50 megapixel
  • Vetro protettivo Gorilla Glass Victus 2
  • Certificazioni IP66, IP68, IP69 e IP69K
  • Ricarica rapida da 67W
  • Ricarica inversa cablata fino a 22,5W


Certificazioni già avvistate in India


Diverse certificazioni relative a entrambi i modelli sono già state individuate in India, un segnale che rafforza l’ipotesi di un lancio imminente. Non è ancora chiaro se e quando i due dispositivi arriveranno anche in Italia, ma la strategia di Xiaomi di riutilizzare gli stessi hardware sotto il marchio POCO per i mercati internazionali appare ormai consolidata.

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Galaxy Z Fold 8 Ultra, spunta la misteriosa funzione fotocamera ‘Mirror View’ con One UI 9


Samsung continua a preparare il terreno per la presentazione, attesa il 22 luglio, dei nuovi pieghevoli Galaxy Z Fold 8 Ultra, Galaxy Z Fold 8 e Galaxy Z Flip 8. Le ultime indiscrezioni parlano di una misteriosa funzione fotocamera, ribattezzata "Mirror View", che debutterebbe con la One UI 9 proprio su questi nuovi modelli. Mirror View, una funzione ancora avvolta nel mistero Secondo alcuni media internazionali, "Mirror View" sarebbe una funzione sviluppata specificamente per Galaxy Z Fold […]
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Samsung continua a preparare il terreno per la presentazione, attesa il 22 luglio, dei nuovi pieghevoli Galaxy Z Fold 8 Ultra, Galaxy Z Fold 8 e Galaxy Z Flip 8. Le ultime indiscrezioni parlano di una misteriosa funzione fotocamera, ribattezzata “Mirror View”, che debutterebbe con la One UI 9 proprio su questi nuovi modelli.

Mirror View, una funzione ancora avvolta nel mistero


Secondo alcuni media internazionali, “Mirror View” sarebbe una funzione sviluppata specificamente per Galaxy Z Fold 8 Ultra, Galaxy Z Fold 8 e Galaxy Z Flip 8. Al momento non sono stati resi noti dettagli concreti sul suo funzionamento, ma il fatto che diverse testate abbiano ripreso l’indiscrezione lascia pensare che si tratti di uno sviluppo effettivamente in corso, e non di una semplice ipotesi.

In arrivo anche sui pieghevoli già in commercio?


Sebbene la funzione sia inizialmente pensata in esclusiva per i nuovi modelli pieghevoli, secondo le stesse fonti in futuro potrebbe essere estesa tramite aggiornamento software anche ai Galaxy Z Fold e Galaxy Z Flip già sul mercato. Se confermato, si tratterebbe di un’ulteriore dimostrazione di come Samsung stia puntando sull’aggiornamento software per allungare il ciclo di vita delle funzioni introdotte sui modelli più recenti.

Attesa crescente per l’evento del 22 luglio


Le indiscrezioni su specifiche, design e cerniera dei nuovi pieghevoli Samsung si sono moltiplicate nelle ultime settimane, e la comparsa di una funzione fotocamera ancora sconosciuta come Mirror View alimenta ulteriormente la curiosità in vista dell’evento del 22 luglio. Solo la presentazione ufficiale chiarirà di cosa si tratti realmente e come si inserirà nell’esperienza fotografica della nuova gamma Galaxy Z.

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ColorOS 16, OPPO rilascia l’aggiornamento di luglio: nuove funzioni fotocamera e IA


OPPO ha avviato in Cina il rilascio dell'aggiornamento di luglio 2026 per ColorOS 16, che introduce novità su fotocamera, schermata di blocco, funzioni di gioco e intelligenza artificiale. La distribuzione ai dispositivi compatibili proseguirà fino al 21 luglio. Nuovi filtri fotocamera e schermata di blocco personalizzabile Tra le novità più visibili spiccano due nuovi filtri fotografici, denominati "Primrose" e "Bold B&W", già visti sulla versione globale OxygenOS distribuita su […]
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OPPO ha avviato in Cina il rilascio dell’aggiornamento di luglio 2026 per ColorOS 16, che introduce novità su fotocamera, schermata di blocco, funzioni di gioco e intelligenza artificiale. La distribuzione ai dispositivi compatibili proseguirà fino al 21 luglio.

Nuovi filtri fotocamera e schermata di blocco personalizzabile


Tra le novità più visibili spiccano due nuovi filtri fotografici, denominati “Primrose” e “Bold B&W”, già visti sulla versione globale OxygenOS distribuita su alcuni modelli OnePlus 13. La schermata di blocco guadagna inoltre nuove opzioni di personalizzazione per l’icona e l’animazione del sensore di impronte digitali, mentre il caricamento delle immagini in galleria all’interno di app di terze parti come CapCut, Meitu e QQ Mail è stato ottimizzato per risultare più fluido.

Intelligenza artificiale e funzioni di gioco potenziate


Sul fronte AI, l’aggiornamento introduce il collegamento con “Xiaobu Memory” e il salvataggio dei file con un solo tocco, oltre a una notifica rapida per verificare lo stato del dispositivo e accedere all’assistenza in caso di caduta accidentale. Viene inoltre migliorata la funzione di scrittura assistita per i social, ora in grado di generare testo attingendo a informazioni aggiornate dal web e mostrando le fonti consultate, con un risultato descritto come più naturale e meno standardizzato.

Per il gaming arrivano quattro nuovi filtri grafici, “Dreamscape”, “Fantasy Realm”, “Canyon Eagle Eye” e “Tactical Enhancement”, insieme a un nuovo equalizzatore dedicato con impostazioni audio ottimizzate per titolo.

Altre novità per l’uso quotidiano


L’aggiornamento porta anche diverse funzioni pensate per la vita di tutti i giorni:

  • Previsioni meteo per le mete di viaggio
  • Sblocco rapido del PC in remoto da smartphone o tablet
  • Nuovi font e temi per l’app Note
  • Dimensioni regolabili per Amap e Baidu Maps su schermo auto

Per ora la distribuzione riguarda il mercato cinese; resta da capire quali di queste funzioni arriveranno anche sulla versione internazionale OxygenOS nei prossimi mesi.

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Redmi 17, spuntano i render ufficiali: batteria da 7500 mAh per il nuovo entry level Xiaomi


Xiaomi starebbe per lanciare un nuovo smartphone entry level, il Redmi 17, di cui sono trapelate online le immagini render ufficiali insieme alle specifiche complete. Il modello punta su una batteria maxi da 7.500 mAh e un display a 120Hz, confermando la vocazione economica ma orientata all'autonomia della gamma. Quattro colorazioni e un tocco RGB sulla fotocamera Secondo i render diffusi, il Redmi 17 sarà disponibile in quattro colorazioni: Deep Blue, Black, Oak Green e Lotus Purple. Il […]
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Xiaomi starebbe per lanciare un nuovo smartphone entry level, il Redmi 17, di cui sono trapelate online le immagini render ufficiali insieme alle specifiche complete. Il modello punta su una batteria maxi da 7.500 mAh e un display a 120Hz, confermando la vocazione economica ma orientata all’autonomia della gamma.

Quattro colorazioni e un tocco RGB sulla fotocamera


Secondo i render diffusi, il Redmi 17 sarà disponibile in quattro colorazioni: Deep Blue, Black, Oak Green e Lotus Purple. Il design presenta un ampio modulo fotocamere con illuminazione RGB, un dettaglio che richiama l’estetica degli smartphone da gaming e che stona piacevolmente con il posizionamento entry level del dispositivo. Le dimensioni indicate sono di 170,12 x 78,42 x 8,8 mm per un peso di 232 grammi, valori che riflettono l’ingombro necessario per ospitare una batteria così capiente.

Batteria da 7500 mAh e display a 120Hz


Il cuore del Redmi 17 sarà il chipset MediaTek Helio G91 Ultra, abbinato ad Android 16. Confermata anche la batteria da 7.500 mAh, mentre il display dovrebbe supportare una frequenza di aggiornamento fino a 120Hz, garantendo una buona fluidità d’uso anche in una fascia di prezzo accessibile.

Un erede per il Redmi 15, non il successore del Redmi 17C


È importante sottolineare che il Redmi 17 non ha nulla a che vedere con il Redmi 17C già presentato in Cina: si tratta infatti del successore del Redmi 15, pensato per i mercati internazionali. La distinzione tra le due serie continua a generare una certa confusione tra i nomi della gamma Redmi, ma conferma la strategia di Xiaomi di offrire più opzioni entry level per esigenze e mercati differenti.

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Galaxy Z Flip 8, CPU più veloce del 28% ma il prezzo sale: l’evoluzione sarà minima


Nuove indiscrezioni rivelano le specifiche del Galaxy Z Flip 8, il pieghevole che Samsung dovrebbe presentare ufficialmente il 22 luglio. Il nuovo chipset promette un salto prestazionale importante, ma fotocamera e display resterebbero pressoché invariati rispetto al modello precedente, mentre il prezzo sarebbe destinato a salire. Nuovo Exynos, CPU più veloce del 28% Secondo quanto riportato dal sito tedesco Winfuture, che avrebbe ottenuto documenti destinati ai rivenditori, il Galaxy Z […]
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Nuove indiscrezioni rivelano le specifiche del Galaxy Z Flip 8, il pieghevole che Samsung dovrebbe presentare ufficialmente il 22 luglio. Il nuovo chipset promette un salto prestazionale importante, ma fotocamera e display resterebbero pressoché invariati rispetto al modello precedente, mentre il prezzo sarebbe destinato a salire.

Nuovo Exynos, CPU più veloce del 28%


Secondo quanto riportato dal sito tedesco Winfuture, che avrebbe ottenuto documenti destinati ai rivenditori, il Galaxy Z Flip 8 monterà il nuovo Exynos 2600 al posto dell’Exynos 2500 della generazione precedente. I benchmark citati indicherebbero un miglioramento delle prestazioni CPU di circa il 28% rispetto al modello precedente, con benefici attesi su velocità di apertura delle app, multitasking ed elaborazione IA. Le indiscrezioni finora raccolte suggeriscono che l’Exynos 2600 sarà adottato anche sui mercati internazionali, Italia compresa.

Fotocamera e batteria pressoché invariate


A fronte del salto prestazionale del processore, le altre specifiche principali del dispositivo cambierebbero pochissimo rispetto al Galaxy Z Flip 7. Fotocamera, display e batteria resterebbero sostanzialmente in linea con la generazione precedente, in quella che si configura come un’evoluzione più incrementale che rivoluzionaria per la linea Z Flip.

Il prezzo, invece, potrebbe salire


Nonostante l’assenza di cambiamenti sostanziali su gran parte della scheda tecnica, le indiscrezioni indicano un possibile aumento di prezzo per il nuovo modello, una scelta che difficilmente sarà accolta con favore dagli utenti in cerca di un pieghevole compatto senza spendere cifre eccessive. Se confermato dalla presentazione ufficiale del 22 luglio, il Galaxy Z Flip 8 rischia di risultare un aggiornamento più mirato al reparto prestazionale interno che a un vero salto generazionale percepibile nell’uso quotidiano.

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Xperia 1 VIII, lo Snapdragon 8 Elite Gen 5 rende meno del previsto: peggio del vecchio Galaxy S25 Ultra


Il flagship Sony Xperia 1 VIII finisce sotto la lente di Notebookcheck, che in una recensione indipendente segnala prestazioni CPU e GPU decisamente più contenute rispetto ad altri top di gamma Android, nonostante il dispositivo monti lo stesso Snapdragon 8 Elite Gen 5 diffuso sulla concorrenza. Stesso chip, prestazioni molto diverse Secondo l'analisi di Notebookcheck, il fenomeno osservato sui notebook, per cui lo stesso processore può offrire prestazioni molto diverse a seconda del TDP […]
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Il flagship Sony Xperia 1 VIII finisce sotto la lente di Notebookcheck, che in una recensione indipendente segnala prestazioni CPU e GPU decisamente più contenute rispetto ad altri top di gamma Android, nonostante il dispositivo monti lo stesso Snapdragon 8 Elite Gen 5 diffuso sulla concorrenza.

Stesso chip, prestazioni molto diverse


Secondo l’analisi di Notebookcheck, il fenomeno osservato sui notebook, per cui lo stesso processore può offrire prestazioni molto diverse a seconda del TDP impostato dal produttore, si starebbe manifestando in modo sempre più evidente anche sugli smartphone. La maggior parte dei flagship Android più recenti adotta lo Snapdragon 8 Elite Gen 5, ma le prestazioni reali dipendono fortemente dalla gestione energetica e dal sistema di dissipazione del calore scelti da ciascun produttore.

Xperia 1 VIII, benchmark sotto le attese


Nel caso specifico dell’Xperia 1 VIII, i test di Notebookcheck avrebbero mostrato prestazioni CPU e GPU inferiori rispetto a quanto atteso dal chip Qualcomm, al punto da risultare più contenute persino di quelle di un Galaxy S25 Ultra, dispositivo di una generazione precedente. Il dato suggerisce che Sony abbia scelto un profilo di gestione termica particolarmente conservativo, probabilmente per privilegiare autonomia e temperature di esercizio più basse rispetto alla pura potenza di calcolo.

Il ruolo crescente della gestione termica


Il caso Xperia 1 VIII mette in luce un tema sempre più rilevante per chi valuta l’acquisto di un flagship Android: le specifiche tecniche da sole non bastano più a prevedere le prestazioni reali di un dispositivo. Il modo in cui ciascun produttore configura il chip, gestisce i consumi e dissipa il calore può fare una differenza sostanziale, come dimostra il confronto diretto tra device che montano lo stesso Snapdragon 8 Elite Gen 5 ma restituiscono risultati anche molto distanti tra loro nei benchmark.

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Motorola razr fold più conveniente di Xperia 1 VIII grazie agli sconti IIJmio: il confronto prezzi


In attesa del debutto sul mercato giapponese fissato per il 4 agosto, il nuovo pieghevole Motorola razr fold conquista l'attenzione non solo per il design innovativo, ma anche per un dato sorprendente: grazie alle promozioni dell'operatore virtuale IIJmio, il suo prezzo effettivo rischia di scendere sotto quello dell'attuale Sony Xperia 1 VIII, mettendo in discussione gli equilibri di prezzo tra i due flagship. Il sorpasso di prezzo grazie alle offerte MNP di IIJmio Il prezzo più alto […]
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In attesa del debutto sul mercato giapponese fissato per il 4 agosto, il nuovo pieghevole Motorola razr fold conquista l’attenzione non solo per il design innovativo, ma anche per un dato sorprendente: grazie alle promozioni dell’operatore virtuale IIJmio, il suo prezzo effettivo rischia di scendere sotto quello dell’attuale Sony Xperia 1 VIII, mettendo in discussione gli equilibri di prezzo tra i due flagship.

Il sorpasso di prezzo grazie alle offerte MNP di IIJmio


Il prezzo più alto resta da sempre il principale ostacolo per chi guarda ai pieghevoli. Confrontando i listini ufficiali nella configurazione 12GB di RAM e 256GB di storage, il motorola razr fold parte da 299.800 yen (IVA inclusa), oltre 60.000 yen in più rispetto ai 235.400 yen richiesti per la versione SIM free ufficiale dell’Xperia 1 VIII.

Con lo sconto MNP il rapporto si ribalta


Le promozioni proposte da IIJmio per chi effettua la portabilità del numero (MNP) cambiano però radicalmente lo scenario, riducendo in modo sensibile il prezzo finale del pieghevole Motorola e rendendolo, di fatto, più conveniente rispetto all’acquisto dell’Xperia 1 VIII al prezzo ufficiale.

Prestazioni più stabili per il pieghevole Motorola


Il confronto di prezzo si intreccia inoltre con quanto emerso dai test indipendenti sull’Xperia 1 VIII, il cui Snapdragon 8 Elite Gen 5 avrebbe mostrato prestazioni inferiori alle attese a causa di una gestione termica conservativa. Il motorola razr fold, pur essendo un pieghevole con vincoli di ingombro e dissipazione ancora più stringenti, viene descritto come un dispositivo capace di offrire prestazioni più stabili nell’uso quotidiano, rendendo il confronto tra i due modelli particolarmente interessante per chi cerca il miglior rapporto qualità-prezzo tra i flagship Android disponibili in Giappone.

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Google apre le porte al Pixel 11: online la pagina dedicata con il nuovo effetto Pixel Glow


In vista dell'evento Made by Google del 12 agosto, Google ha iniziato a preparare il proprio store ufficiale per il lancio della serie Pixel 11. Sulla pagina dedicata, già online, è comparsa anche l'animazione più nitida vista finora del nuovo effetto luminoso Pixel Glow, uno dei tratti distintivi annunciati per la nuova generazione di smartphone. Una pagina dedicata sul Google Store Nei giorni scorsi Google aveva già diffuso l'invito ufficiale per l'evento Made by Google del 12 agosto, […]
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In vista dell’evento Made by Google del 12 agosto, Google ha iniziato a preparare il proprio store ufficiale per il lancio della serie Pixel 11. Sulla pagina dedicata, già online, è comparsa anche l’animazione più nitida vista finora del nuovo effetto luminoso Pixel Glow, uno dei tratti distintivi annunciati per la nuova generazione di smartphone.

Una pagina dedicata sul Google Store


Nei giorni scorsi Google aveva già diffuso l’invito ufficiale per l’evento Made by Google del 12 agosto, durante il quale la serie Pixel 11 dovrebbe essere presentata ufficialmente. Ora, sul Google Store, è comparsa una pagina dedicata al prossimo lancio che offre un primo assaggio del design e delle novità in arrivo.

Pixel Glow, l’effetto luminoso protagonista del teaser


L’elemento che sta attirando più attenzione è l’animazione dedicata al cosiddetto Pixel Glow, un effetto luminoso che sembra destinato a diventare un tratto distintivo dell’identità visiva della serie Pixel 11. Rispetto alle anteprime circolate finora, quella pubblicata sul Google Store risulta la versione più chiara e definita dell’effetto, pur senza svelarne ancora il funzionamento esatto sul dispositivo.

Countdown verso il 12 agosto


Con l’apertura della pagina dedicata sullo store ufficiale, Google conferma di essere nelle fasi finali dei preparativi per il lancio. Nelle prossime settimane sono attese ulteriori indiscrezioni su specifiche tecniche, prezzi e disponibilità della gamma Pixel 11, che dovrebbe comprendere più modelli accanto al nuovo Pixel Watch 5.

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Pixel 11 senza Wi-Fi 7 e UWB? La certificazione IMDA svela le differenze con i modelli Pro


A poche settimane dall'evento Made by Google del 12 agosto, sette dispositivi Google sono stati registrati presso l'ente di certificazione singaporiano IMDA, riconducibili alla serie Pixel 11 e al nuovo Pixel Watch 5. Dai documenti emergono anche differenze nella connettività tra i vari modelli, che lascerebbero il Pixel 11 standard privo di alcune funzioni presenti sui modelli superiori. Sette dispositivi Google certificati in Singapore Secondo quanto ricostruito dai codici di […]
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A poche settimane dall’evento Made by Google del 12 agosto, sette dispositivi Google sono stati registrati presso l’ente di certificazione singaporiano IMDA, riconducibili alla serie Pixel 11 e al nuovo Pixel Watch 5. Dai documenti emergono anche differenze nella connettività tra i vari modelli, che lascerebbero il Pixel 11 standard privo di alcune funzioni presenti sui modelli superiori.

Sette dispositivi Google certificati in Singapore


Secondo quanto ricostruito dai codici di certificazione, i modelli registrati corrisponderebbero a Pixel 11 Pro, Pixel 11 e Pixel Watch 5, oltre ad altre varianti regionali dei medesimi dispositivi. Si tratta di un passaggio abituale nelle settimane che precedono il lancio ufficiale, ma che offre indizi preziosi sulle caratteristiche tecniche dei nuovi prodotti.

Wi-Fi 7 e UWB solo sui modelli Pro?


Il dato più interessante riguarda le differenze di connettività tra le varianti. Secondo l’analisi dei documenti IMDA, il Pixel 11 standard potrebbe non supportare né il Wi-Fi 7 né la tecnologia UWB (Ultra-Wideband), funzioni che invece resterebbero appannaggio dei modelli Pro. Si tratterebbe di una scelta di differenziazione già vista in passato su altre gamme Android, pensata per giustificare il prezzo più elevato dei modelli superiori.

In attesa della conferma ufficiale


Le certificazioni non includono dettagli completi sulle specifiche tecniche, quindi la conferma definitiva arriverà solo con la presentazione ufficiale della gamma Pixel 11, attesa per il 12 agosto insieme al Pixel Watch 5. Nel frattempo, la registrazione presso IMDA conferma che Google è ormai nelle fasi finali della preparazione al lancio in diversi mercati asiatici, incluso probabilmente quello europeo.

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Google Foto, in arrivo l’IA per modificare data e posizione degli scatti a voce


Google starebbe lavorando a una nuova funzione basata sull'intelligenza artificiale per Google Foto, pensata per permettere la modifica dei metadati delle immagini, come data di scatto e posizione, semplicemente parlando o scrivendo all'assistente Ask Photos. La funzione non è ancora disponibile pubblicamente, ma diversi indizi suggeriscono che il rilascio sia ormai vicino. Modificare data e posizione con un comando vocale I metadati di una foto comprendono informazioni come data e ora […]
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Google starebbe lavorando a una nuova funzione basata sull’intelligenza artificiale per Google Foto, pensata per permettere la modifica dei metadati delle immagini, come data di scatto e posizione, semplicemente parlando o scrivendo all’assistente Ask Photos. La funzione non è ancora disponibile pubblicamente, ma diversi indizi suggeriscono che il rilascio sia ormai vicino.

Modificare data e posizione con un comando vocale


I metadati di una foto comprendono informazioni come data e ora dello scatto, posizione geografica, dispositivo utilizzato e risoluzione. Attualmente Google Foto permette di consultare questi dati aprendo la scheda “Informazioni” di ogni immagine, ma non offre un modo diretto per modificarli tramite intelligenza artificiale. La nuova funzione punta a colmare questa lacuna.

Tutto passa da Ask Photos


Secondo quanto riportato da alcuni media internazionali, la modifica dei metadati avverrebbe tramite il pulsante “Ask” già presente nella parte inferiore dell’app, oggi utilizzato per cercare e organizzare le foto tramite linguaggio naturale, testuale o vocale. Con la nuova funzione, basterebbe un comando come “cambia la data dello scatto” o “aggiorna la posizione” per avviare la modifica: se necessario, l’IA porrà domande di chiarimento prima di applicare le modifiche richieste.

In arrivo anche la generazione automatica di didascalie


Tra le funzioni in sviluppo figurerebbe anche la generazione automatica di didascalie descrittive per le immagini. La presenza, all’interno dell’app, di suggerimenti che introducono la nuova funzione lascia pensare che Google sia nelle fasi finali di rilascio, anche se non è stata ancora comunicata una data ufficiale.

Un altro tassello dell’IA in Google Foto


Negli ultimi anni Google ha aggiunto progressivamente funzioni di intelligenza artificiale a Google Foto, sia per la ricerca che per l’editing delle immagini. Se confermata, questa novità estenderebbe l’uso dell’IA anche alla gestione delle informazioni tecniche degli scatti, rendendo l’organizzazione dell’archivio fotografico ancora più semplice e naturale.

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Redmi K100 Pro, trapelano le specifiche: display a 185Hz e batteria da 9000 mAh


Xiaomi starebbe lavorando al Redmi K100 Pro, prossimo flagship orientato al gaming che, secondo le ultime indiscrezioni condivise dal leaker Digital Chat Station, potrebbe stupire per display ad altissima frequenza di aggiornamento, fotocamera da 200 megapixel e batteria generosa. Display a 185Hz e Snapdragon 8 Elite Gen 5 Il nuovo modello dovrebbe adottare un pannello OLED piatto da 6,59 o 6,9 pollici con frequenza di aggiornamento fino a 185Hz, ben oltre gli standard di 120 e 144Hz più […]
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Xiaomi starebbe lavorando al Redmi K100 Pro, prossimo flagship orientato al gaming che, secondo le ultime indiscrezioni condivise dal leaker Digital Chat Station, potrebbe stupire per display ad altissima frequenza di aggiornamento, fotocamera da 200 megapixel e batteria generosa.

Display a 185Hz e Snapdragon 8 Elite Gen 5


Il nuovo modello dovrebbe adottare un pannello OLED piatto da 6,59 o 6,9 pollici con frequenza di aggiornamento fino a 185Hz, ben oltre gli standard di 120 e 144Hz più diffusi. Il cuore pulsante sarà lo Snapdragon 8 Elite Gen 5 di Qualcomm, affiancato secondo le voci da un chip grafico dedicato per spingere ulteriormente le prestazioni in gioco. Tra le altre dotazioni gaming rumoreggiate: altoparlanti stereo simmetrici, un ampio motore lineare e un sensore di impronte digitali ottico a ultrasuoni 3D, oltre alla certificazione IP68/IP69 contro acqua e polvere.

Fotocamera da 200MP e batteria fino a 9000 mAh


Sul fronte fotografico si parla di un sensore principale da 200 megapixel abbinato a un teleobiettivo periscopico da 50 megapixel con funzione macro. La batteria, indicata inizialmente in classe 8500 mAh, potrebbe in realtà arrivare a una capacità dichiarata vicina ai 9000 mAh, con ricarica rapida cablata da 100W e supporto alla ricarica wireless.

Debutto in Cina atteso in autunno


Xiaomi non ha ancora confermato ufficialmente la serie Redmi K100, ma diverse fonti indicano un lancio sul mercato cinese tra settembre e ottobre 2026. A livello globale, come già accaduto in passato, il dispositivo potrebbe arrivare con un nome diverso sotto il marchio POCO piuttosto che come Redmi.

Uno smartphone gaming di nuova generazione


Se le indiscrezioni saranno confermate, il Redmi K100 Pro rappresenterebbe un salto generazionale importante rispetto all’attuale gamma, tra display a 185Hz, Snapdragon 8 Elite Gen 5 e batteria da 9000 mAh. Restano comunque informazioni non ufficiali, soggette a possibili modifiche in vista della presentazione definitiva.

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Android Auto, Google risolve i problemi di crash e disconnessione con un nuovo aggiornamento


Google ha avviato il rilascio di un aggiornamento correttivo per Android Auto 17.2, la versione che nelle ultime settimane aveva causato disconnessioni improvvise e crash a numerosi utenti durante l'utilizzo in auto. Dopo settimane di segnalazioni, arriva finalmente una risposta ufficiale al problema. Un aggiornamento problematico Con Android Auto 17.2 molti utenti avevano riscontrato interruzioni improvvise della connessione con il display dell'auto e crash dell'applicazione. Su Reddit le […]
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Google ha avviato il rilascio di un aggiornamento correttivo per Android Auto 17.2, la versione che nelle ultime settimane aveva causato disconnessioni improvvise e crash a numerosi utenti durante l’utilizzo in auto. Dopo settimane di segnalazioni, arriva finalmente una risposta ufficiale al problema.

Un aggiornamento problematico


Con Android Auto 17.2 molti utenti avevano riscontrato interruzioni improvvise della connessione con il display dell’auto e crash dell’applicazione. Su Reddit le segnalazioni si erano moltiplicate, al punto che molti utenti avevano scelto come soluzione temporanea il downgrade a una versione precedente per tornare a un utilizzo affidabile del sistema.

La correzione è ora disponibile


Google ha comunicato attraverso la community Reddit dedicata ad Android Auto che è stata rilasciata una versione corretta dell’app. Secondo l’azienda, il problema era legato in particolare alla combinazione con alcune unità multimediali di terze parti non certificate, e il numero di utenti effettivamente colpiti sarebbe stato relativamente limitato. Google invita comunque tutti gli utenti interessati ad aggiornare l’app tramite il Google Play Store.

Disponibile sia in beta che in versione stabile


La correzione è già distribuita su entrambi i canali:

  • Versione stabile: Android Auto 17.2.662638
  • Versione beta: Android Auto 17.3.662813

Aggiornando a una di queste versioni, gli utenti dovrebbero notare un netto miglioramento nella stabilità della connessione, con la scomparsa delle disconnessioni casuali e dei crash segnalati nelle scorse settimane.

Restano dubbi su modelli e marche coinvolte


Google non ha specificato quali unità multimediali aftermarket fossero effettivamente incompatibili con la versione precedente. Chi continua a riscontrare problemi anche dopo l’aggiornamento farebbe bene a verificare la compatibilità del proprio dispositivo con l’ultima versione dell’app e, se necessario, contattare l’assistenza.

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Pixel 10 Pro XL, i problemi sono meno diffusi del previsto: lo conferma un sondaggio su 6000 utenti


I problemi di funzionamento dei Pixel finiscono spesso al centro delle discussioni online, ma un nuovo sondaggio suggerisce che la percezione diffusa sui social non rifletta l'esperienza della maggioranza degli utenti. Secondo un'indagine condotta da Android Authority, oltre il 70% dei possessori di Pixel 10 Pro XL non ha riscontrato particolari problemi con il proprio dispositivo. Il sondaggio di Android Authority: circa il 70% promuove il device L'indagine, condotta dalla testata […]
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I problemi di funzionamento dei Pixel finiscono spesso al centro delle discussioni online, ma un nuovo sondaggio suggerisce che la percezione diffusa sui social non rifletta l’esperienza della maggioranza degli utenti. Secondo un’indagine condotta da Android Authority, oltre il 70% dei possessori di Pixel 10 Pro XL non ha riscontrato particolari problemi con il proprio dispositivo.

Il sondaggio di Android Authority: circa il 70% promuove il device


L’indagine, condotta dalla testata statunitense nell’arco di diverse settimane, ha raccolto le risposte di circa 6.000 utenti. Di questi, 4.110 persone, pari a oltre il 70% del totale, si sono dichiarate molto soddisfatte o comunque soddisfatte dell’esperienza d’uso con il Pixel 10 Pro XL.

Le lamentele online non riflettono la maggioranza


Anche la redazione della testata, che ha utilizzato il dispositivo per diversi mesi, conferma un’esperienza nel complesso positiva, pur senza negare che alcuni utenti abbiano effettivamente riscontrato difficoltà, in particolare su autonomia, surriscaldamento o stabilità del software in determinate condizioni d’uso.

Un problema di percezione più che di sostanza?


Il dato riportato da Android Authority si inserisce in un dibattito più ampio su come i social media tendano ad amplificare le segnalazioni negative rispetto alle esperienze positive, spesso meno raccontate pubblicamente. Questo non significa che i problemi lamentati online non esistano, ma suggerisce che possano riguardare una minoranza di unità o configurazioni specifiche, piuttosto che rappresentare un difetto strutturale della gamma Pixel 10 Pro XL nel suo complesso.

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OPPO pronta a ridimensionare anche realme dopo OnePlus: riorganizzazione dei brand in vista


Secondo un'indiscrezione riportata da Bloomberg, OPPO starebbe pianificando una revisione profonda della propria strategia di brand, che dopo OnePlus potrebbe coinvolgere anche realme. Al momento nessuna delle tre aziende ha confermato ufficialmente la notizia, che resta quindi da prendere con cautela, ma il quadro che emerge è quello di un gruppo pronto a concentrare le risorse sui mercati più redditizi. realme verso l'addio al mercato cinese Le fonti citate da Bloomberg parlano di un […]
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Secondo un’indiscrezione riportata da Bloomberg, OPPO starebbe pianificando una revisione profonda della propria strategia di brand, che dopo OnePlus potrebbe coinvolgere anche realme. Al momento nessuna delle tre aziende ha confermato ufficialmente la notizia, che resta quindi da prendere con cautela, ma il quadro che emerge è quello di un gruppo pronto a concentrare le risorse sui mercati più redditizi.

realme verso l’addio al mercato cinese


Le fonti citate da Bloomberg parlano di un ritiro di realme dal mercato cinese, dove il marchio avrebbe una presenza ormai marginale rispetto a India e altri mercati emergenti in cui detiene quote significative. Non è chiaro se il ridimensionamento riguarderà anche altre aree geografiche: secondo alcune indiscrezioni, OPPO punterebbe anzi a rafforzare realme in mercati nordici come Finlandia, Danimarca, Svezia e Islanda, dove il brand ha ottenuto buoni risultati di vendita.

OnePlus, ritiro graduale dai mercati internazionali


La stessa inchiesta conferma quanto già emerso nei giorni scorsi su OnePlus: il marchio ridurrà le attività in Nord America ed Europa già nelle prossime settimane, per poi uscire progressivamente da diversi mercati internazionali, inclusa l’India, entro il 2027. In Cina, invece, il brand continuerà a operare regolarmente. Dietro questa scelta ci sarebbero margini in calo, vendite in rallentamento in Occidente e India, oltre a fattori geopolitici che complicano l’espansione internazionale.

Un possibile effetto domino sui sub-brand


Se confermato, il piano segnerebbe un cambio di rotta per OPPO, che punterebbe a razionalizzare il numero di marchi sotto il proprio ombrello per concentrare gli investimenti dove il ritorno è maggiore. In Italia, dove né OnePlus né realme sono distribuiti ufficialmente da OPPO nella stessa configurazione di altri mercati, l’impatto diretto per i consumatori sarebbe limitato. Tuttavia, la vicenda potrebbe anticipare scelte simili da parte di altri produttori cinesi con più sub-brand in portafoglio, Xiaomi e il suo Redmi in testa.

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Biopass porta su Linux un moderno sistema biometrico


Biopass porta su Linux autenticazione biometrica con riconoscimento facciale e impronte digitali, offrendo un'alternativa moderna a Howdy.
Stai leggendo Biopass porta su Linux un moderno sistema biometrico, un articolo del blog Linux Easy. Non riprodurlo altrove senza permesso.

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Blender 5.2 LTS: novità e miglioramenti del software 3D open source


Blender è un software libero e open source dedicato alla grafica 3D, nato nel 1994 come progetto interno dello studio di animazione olandese NeoGeo. Inizialmente sviluppato come strumento proprietario, nel 2002 è stato rilasciato come...

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PixelKit porta su Linux un Color Picker e uno Screen Ruler completi e leggeri


PixelKit porta su Linux un potente Color Picker e Screen Ruler nativi in Rust, compatibili con X11 e Wayland, senza telemetria.

Stai leggendo PixelKit porta su Linux un Color Picker e uno Screen Ruler completi e leggeri, un articolo del blog Linux Easy. Non riprodurlo altrove senza permesso.

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System76 presenta la nuova generazione del laptop Adder Pro con display OLED 2K


System76, noto produttore di hardware compatibile con sistemi operativi GNU/Linux statunitense con sede a Denver, Colorado, ha recentemente annunciato il lancio della nuova versione del laptop Adder Pro, una macchina progettata specificamente per gli...

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Ma oggi, Linus Torvalds, quali strumenti usa per sviluppare? Soprattutto, è ancora uno sviluppatore?


Il creatore di Linux dice di non essere più uno sviluppatore, quanto piuttosto un responsabile dello sviluppo. Eppure le sue parole dimostrano come abbia le idee chiarissime a proposito di come il codice va scritto, in che modo e quanta componente di intelligenza artificiale dovrebbe avere.

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RoguePlanet (CVE-2026-50656): la race condition in Microsoft Defender che regala privilegi SYSTEM


Microsoft ha corretto RoguePlanet, uno zero-day nel Malware Protection Engine di Defender che permette l'elevazione a privilegi SYSTEM. Ecco come funziona e cosa verificare subito.
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Il 9 luglio 2026 Microsoft ha rilasciato la correzione per RoguePlanet, una vulnerabilità zero-day nel Malware Protection Engine di Microsoft Defender che permetteva a un attaccante con accesso locale di ottenere privilegi SYSTEM su qualsiasi macchina Windows 10 o Windows 11 completamente aggiornata. Il dettaglio che rende questo bug particolarmente istruttivo per chi amministra flotte Windows non è tanto la gravità – con un CVSS 4.0 di 7.8 non è la falla più critica dell’anno – quanto il fatto che a essere vulnerabile sia proprio il componente che dovrebbe proteggere il sistema, e che il proof-of-concept pubblico funzioni indipendentemente dallo stato della protezione in tempo reale.

Cos’è RoguePlanet (CVE-2026-50656)


RoguePlanet è tracciata come CVE-2026-50656 ed è una vulnerabilità di elevazione dei privilegi locale nel Microsoft Malware Protection Engine, il motore di scansione condiviso da Defender e da altri prodotti Microsoft di sicurezza. La causa tecnica è una improper link resolution before file access, in pratica una race condition simile alle classiche TOCTOU (time-of-check to time-of-use): il motore di scansione risolve un percorso o un link simbolico/junction in un momento diverso da quello in cui accede effettivamente al file, e questa finestra temporale può essere sfruttata per far operare il processo, che gira con privilegi SYSTEM, su un file diverso da quello previsto.

Il ricercatore che ha scoperto e divulgato pubblicamente il bug, noto con lo pseudonimo Chaotic Eclipse (in alcune fonti riportato come Nightmare-Eclipse), ha pubblicato dettagli tecnici e codice exploit già a giugno 2026, prima che Microsoft rilasciasse una patch, nel contesto di una disputa pubblica con l’azienda sulle tempistiche di risposta alle segnalazioni di vulnerabilità. Questo ha reso RoguePlanet una vulnerabilità “N-day pubblica” per diverse settimane, con Microsoft che ha classificato lo sfruttamento come “Exploitation More Likely” sul proprio Exploitability Index.

Perché disattivare Defender non è una mitigazione valida


Un dettaglio operativo importante per chi ha dovuto gestire l’incidente: il proof-of-concept pubblicato funziona indipendentemente dal fatto che la protezione in tempo reale sia attiva o meno. Questo significa che la contromisura “tampone” spesso adottata in scenari di zero-day – disattivare temporaneamente il modulo vulnerabile finché non arriva la patch – non era efficace in questo caso, perché il motore di scansione resta comunque presente e invocabile sul sistema anche a protezione realtime disattivata.

Come funziona l’attacco in pratica


RoguePlanet è un exploit post-compromise: non è una falla che consente l’accesso iniziale a un sistema, ma serve ad ampliare i privilegi una volta che l’attaccante ha già ottenuto un punto d’appoggio, ad esempio tramite credenziali rubate, malware, phishing o un’altra vulnerabilità. Lo schema tipico è:

  • L’attaccante ottiene accesso come utente standard (senza privilegi amministrativi) su un endpoint Windows.
  • Sfrutta la race condition nel Malware Protection Engine per far scrivere, sostituire o manipolare un file in un percorso controllato dall’attaccante mentre il motore opera con privilegi SYSTEM.
  • Ottiene l’esecuzione di codice arbitrario con privilegi SYSTEM, uscendo di fatto dal sandbox dei permessi utente.
  • Da lì può disabilitare protezioni, esfiltrare dati, installare impianti persistenti o muoversi lateralmente nella rete.

È lo schema classico che trasforma una compromissione limitata (un singolo account utente) in una compromissione totale della macchina, ed è per questo che le vulnerabilità di questo tipo vengono trattate con priorità alta anche quando il CVSS non è altissimo: il vettore di attacco (locale, bassa complessità, nessuna interazione utente richiesta) le rende un tassello estremamente efficiente nelle catene di attacco moderne, specie quelle assistite da AI dove le fasi di privilege escalation e lateral movement vengono automatizzate.

Cosa fare subito


La buona notizia è che la correzione è già disponibile e, trattandosi di un aggiornamento del motore antimalware, viene distribuita automaticamente tramite gli aggiornamenti regolari delle definizioni, senza richiedere un intervento manuale sugli endpoint. La versione corretta del Malware Protection Engine è la 1.1.26060.3008 o successiva. Ecco però una checklist di verifica utile in ambienti gestiti:

# Verifica la versione del Malware Protection Engine su un endpoint Windows
Get-MpComputerStatus | Select-Object AMEngineVersion, AMProductVersion, AntivirusSignatureLastUpdated

# Forza un aggiornamento immediato delle definizioni e del motore
Update-MpSignature -UpdateSource MicrosoftUpdateServer

# In ambienti con Configuration Manager / WSUS, verifica la data
# dell'ultimo aggiornamento delle definizioni su tutta la flotta
Get-MpComputerStatus | Select-Object ComputerID, AMEngineVersion |
    Export-Csv -Path C:\Reports\defender-engine-status.csv -NoTypeInformation

Se gestisci endpoint tramite Microsoft Defender for Endpoint, puoi verificare la copertura a livello di flotta dal portale Security, sezione Reports > Microsoft Defender Antivirus, filtrando per versione del motore. In ambienti air-gapped o con aggiornamenti WSUS ritardati, questo è il momento di controllare che la cadenza di distribuzione delle definizioni non stia introducendo un ritardo superiore a qualche giorno rispetto al rilascio Microsoft.

Indicatori di compromissione da monitorare


Per chi sospetta un possibile sfruttamento avvenuto prima della patch, Microsoft e i ricercatori indipendenti suggeriscono di dare priorità ai seguenti segnali in fase di threat hunting:

  • Processi SYSTEM anomali generati da MsMpEng.exe o da altri componenti del Malware Protection Engine, specialmente se seguiti dall’avvio di una shell (cmd.exe, powershell.exe).
  • Modifiche non pianificate alle impostazioni o ai servizi di Microsoft Defender, incluse disattivazioni temporanee della protezione in tempo reale non riconducibili a policy note.
  • Creazione di attività pianificate (scheduled task) sospette nella stessa finestra temporale di scansioni antimalware.
  • Nuovi meccanismi di persistenza (servizi, chiavi di avvio, WMI event subscription) creati con privilegi SYSTEM da processi non abituali.

Al di là del singolo CVE, RoguePlanet è un buon promemoria di un principio generale di hardening: restringere i privilegi standard degli utenti, limitare l’esecuzione di codice non autorizzato tramite AppLocker o Windows Defender Application Control, e mantenere una cadenza di patching aggressiva restano le difese più efficaci contro l’intera classe di vulnerabilità di elevazione dei privilegi, indipendentemente dal componente specifico coinvolto.

Conclusione


RoguePlanet dimostra ancora una volta che anche i componenti di sicurezza non sono immuni da vulnerabilità e possono, paradossalmente, diventare essi stessi superficie d’attacco. Per i sistemisti la buona notizia è che la correzione è già in distribuzione automatica: il compito principale è verificare che la propria flotta stia effettivamente ricevendo gli aggiornamenti del motore in tempi ragionevoli e, per gli ambienti a rischio più elevato, effettuare una verifica retrospettiva degli indicatori di compromissione descritti sopra.

Fonte: Petri IT Knowledgebase – Microsoft Patches Zero-Day RoguePlanet Defender Flaw

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Passkey come default in Microsoft Entra ID: guida alla migrazione da SMS e voce entro il 2027


Microsoft rende le passkey il metodo di autenticazione predefinito in Entra ID e ritira SMS/voce dal 1 febbraio 2027. Timeline, tipi di passkey supportati e guida pratica alla migrazione.
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Il 13 luglio 2026 Microsoft ha annunciato un cambiamento che riguarda praticamente ogni amministratore Entra ID: a partire da settembre, le passkey diventeranno il metodo di autenticazione predefinito per i nuovi accessi, mentre SMS e voce – i metodi di verifica più diffusi negli ultimi quindici anni – verranno progressivamente dismessi come servizio nativo, con ritiro definitivo fissato per il 1 febbraio 2027. Non è un annuncio isolato: è la formalizzazione di una traiettoria che Microsoft persegue da tempo, ma con date precise che ogni tenant dovrà rispettare, volenti o nolenti.

Perché Microsoft accelera proprio ora


La motivazione dichiarata da Microsoft nel post ufficiale sul Security Blog non è generica. Il Microsoft Threat Intelligence ha osservato campagne di phishing assistite da AI con tassi di click-through fino al 54%, contro il circa 12% delle campagne tradizionali. A questo si aggiunge la crescente accessibilità di tecniche come il SIM swapping e il bypass dell’autenticazione multifattore, che rendono SMS e voce – entrambi basati su segreti condivisi trasmessi su canali intercettabili – sempre meno affidabili come secondo fattore. Le passkey, basate su crittografia a chiave pubblica anziché su segreti condivisi, sono phishing-resistant per costruzione: non esiste un codice da rubare o da far digitare su un sito civetta, perché la chiave privata non lascia mai il dispositivo dell’utente.

Cosa cambia concretamente: la timeline


Per pianificare la migrazione senza sorprese, questi sono i passaggi principali comunicati da Microsoft:

  • 1 settembre 2026 – Tutti gli utenti già abilitati per SMS o voce vengono automaticamente iscritti e sollecitati a registrare una passkey al successivo accesso con autenticazione multifattore.
  • 18 settembre 2026 – Microsoft pubblica i dettagli su provider di telecomunicazioni supportati, prezzi e condizioni commerciali per chi deve continuare a usare SMS/voce tramite terze parti.
  • 30 ottobre 2026 – Gli amministratori possono selezionare e configurare un provider telecom di terze parti tramite il Microsoft Security Store.
  • 1 febbraio 2027 – Microsoft ritira il servizio nativo di autenticazione SMS e voce in Entra ID. Da questa data, chi non ha configurato un provider terzo o una passkey dovrà necessariamente registrarne una prima di poter accedere: non è previsto alcun opt-out.

Il punto da evidenziare per chi pianifica: l’auto-enrollment parte a settembre, ma la scadenza reale – quella che rompe l’accesso per chi non si è mosso – è a febbraio 2027. Sono circa sette mesi di finestra, che possono sembrare tanti ma si riducono rapidamente se il tenant ha migliaia di utenti, dispositivi eterogenei o processi di change management lenti.

Quali tipi di passkey supporta Entra ID


Entra ID distingue due famiglie di passkey, ed è una distinzione operativa rilevante per la policy da adottare:

  • Passkey sincronizzate (synced): memorizzate in un gestore di credenziali a livello di piattaforma e sincronizzate tra i dispositivi dell’utente, ad esempio tramite iCloud Keychain o Google Password Manager. Comode per utenti finali, ma con un livello di attestazione hardware inferiore.
  • Passkey vincolate al dispositivo (device-bound): legate a un singolo dispositivo o chiave fisica, ad esempio le passkey di Microsoft Authenticator, le Entra passkey su Windows (basate su Windows Hello for Business) e le chiavi di sicurezza FIDO2 hardware. Offrono garanzie di attestazione più solide, adatte a account amministrativi o a scenari con requisiti di compliance stringenti.

Le passkey FIDO2 sono disponibili in tutte le edizioni di Entra ID, inclusa quella Free, senza licenze aggiuntive: un dettaglio non scontato che elimina l’alibi del costo per rimandare l’adozione.

Come prepararsi: guida pratica per amministratori

1. Mappa chi usa ancora SMS o voce


Il primo passo è puramente ricognitivo: individuare quali utenti o gruppi sono ancora configurati su SMS o voce come metodo di autenticazione. Con Microsoft Graph PowerShell:

# Connessione a Microsoft Graph con i permessi necessari
Connect-MgGraph -Scopes "UserAuthenticationMethod.Read.All","Policy.Read.All"

# Elenca gli utenti con metodo di autenticazione telefonico configurato
$users = Get-MgUser -All -Property Id, DisplayName, UserPrincipalName
foreach ($u in $users) {
    $methods = Get-MgUserAuthenticationPhoneMethod -UserId $u.Id -ErrorAction SilentlyContinue
    if ($methods) {
        [PSCustomObject]@{
            User  = $u.UserPrincipalName
            Phone = ($methods.PhoneNumber -join ", ")
        }
    }
}

2. Configura i passkey profile


Da qualche mese Entra ID supporta i passkey profile, che permettono configurazioni granulari per gruppo anziché un’unica impostazione a livello di tenant: puoi definire requisiti di attestazione, tipo di passkey ammesso (device-bound vs synced) e restrizioni per AAGUID (l’identificativo del modello di authenticator) differenziando, ad esempio, gli amministratori – per cui puoi imporre solo chiavi FIDO2 hardware con attestazione verificata – dal resto del personale, per cui le passkey sincronizzate sono sufficienti. La configurazione si effettua da Entra admin center > Protection > Authentication methods > Passkey (FIDO2), oppure via Graph API sull’endpoint /policies/authenticationMethodsPolicy/authenticationMethodConfigurations/Fido2.

3. Attiva una registration campaign


Per portare gli utenti alla registrazione senza dover organizzare sessioni di onboarding manuali, Entra ID offre le registration campaign: durante un normale accesso MFA, l’utente viene invitato a registrare una passkey in modo contestuale. Si abilitano da Authentication methods > Registration campaign, specificando quale metodo promuovere (in questo caso, passkey) e per quali gruppi.

4. Valuta l’enforcement con Conditional Access


Per i ruoli più sensibili, non basta rendere le passkey disponibili: conviene richiederle esplicitamente. Le authentication strength policy di Conditional Access permettono di imporre l’uso di metodi phishing-resistant (passkey, FIDO2, Windows Hello for Business) per l’accesso a risorse critiche, indipendentemente dal fatto che l’utente abbia ancora SMS configurato come fallback.

5. Se devi mantenere SMS o voce per obblighi regolatori


Non tutti i contesti possono abbandonare SMS/voce immediatamente per vincoli normativi o tecnici (ad esempio utenti privi di smartphone aziendale). In questo caso, il percorso è: documentare i segmenti di utenti interessati, attendere l’apertura del catalogo provider il 18 settembre, configurare un provider supportato tramite il Microsoft Security Store dal 30 ottobre, e testare la configurazione su un gruppo pilota prima del rollout esteso.

Conclusione


La transizione a passkey-by-default non è una feature opzionale da valutare con calma: ha una data di rottura precisa, il 1 febbraio 2027, dopo la quale gli utenti ancora legati a SMS o voce senza un provider terzo configurato saranno bloccati in accesso finché non registrano una passkey. Per i team IT il consiglio pratico è iniziare subito con la ricognizione degli utenti a rischio e l’attivazione di una registration campaign pilota, così da arrivare a settembre con un processo già collaudato invece di gestire l’auto-enrollment massivo come un’emergenza.

Fonte: Microsoft Security Blog – Microsoft Entra ID security updates: Passkeys are the default authentication method in Entra ID

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EShot porta screenshot, registrazione video e OCR in un’unica applicazione


EShot è una nuova applicazione per Linux e Windows che unisce screenshot, registrazione video, OCR e annotazione in un'unica soluzione.Stai leggendo EShot porta screenshot, registrazione video e OCR in un’unica applicazione, un articolo del blog Linux Easy. Non riprodurlo altrove senza permesso.

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HyCanvas la Piattaforma di Design Self-Hostable Alternativa a Canva


HyCanvas è una piattaforma design self-hostable con editor AI, collaborazione real-time, brand kit e esportazione senza filigraneStai leggendo HyCanvas la Piattaforma di Design Self-Hostable Alternativa a Canva, un articolo del blog Linux Easy. Non riprodurlo altrove senza permesso.

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Galaxy Z Flip 8, il leak che promette il vero salto di qualità per la cover display


Samsung dovrebbe presentare il prossimo Galaxy Z Flip 8 il 22 luglio, e le ultime indiscrezioni suggeriscono che il produttore coreano stia finalmente per risolvere uno dei limiti più criticati della serie: la scarsa versatilità del display di copertina. Secondo un leak recente, il nuovo pieghevole a conchiglia permetterebbe di utilizzare le normali app Android in modo nativo direttamente dallo schermo esterno, superando l'attuale impostazione basata quasi esclusivamente su widget. Addio […]
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Samsung dovrebbe presentare il prossimo Galaxy Z Flip 8 il 22 luglio, e le ultime indiscrezioni suggeriscono che il produttore coreano stia finalmente per risolvere uno dei limiti più criticati della serie: la scarsa versatilità del display di copertina. Secondo un leak recente, il nuovo pieghevole a conchiglia permetterebbe di utilizzare le normali app Android in modo nativo direttamente dallo schermo esterno, superando l’attuale impostazione basata quasi esclusivamente su widget.

Addio ai soli widget sulla cover display


Finora, la cover display dei Galaxy Z Flip ha offerto funzioni piuttosto limitate, per lo più legate a orologio, calendario e riproduzione musicale. Per usare le app Android complete sullo schermo esterno era necessario ricorrere a Good Lock, lo strumento di personalizzazione di Samsung, insieme al modulo aggiuntivo MultiStar. Una soluzione che molti utenti hanno giudicato scomoda, soprattutto considerando le dimensioni ormai generose del pannello di copertina.

Verso un’esperienza continua tra i due schermi


Secondo il leaker coreano Lanzuk, attivo sulla piattaforma Naver, Galaxy Z Flip 8 introdurrebbe un sistema software rinnovato in grado di far passare in modo fluido le app dal display interno a quello esterno. Le applicazioni potrebbero quindi essere avviate e utilizzate direttamente sullo schermo di copertina, senza dover aprire il telefono, permettendo di rispondere ai messaggi, consultare le mappe o usare i social senza interrompere l’attività in corso. Un comportamento che ricalcherebbe quanto già offerto dai Galaxy Z Fold nel passaggio tra schermo interno ed esterno.

Una risposta diretta a Motorola


La mossa arriverebbe anche in risposta alla crescente concorrenza di Motorola, la cui serie Razr consente da tempo di utilizzare praticamente qualsiasi app Android sulla cover display, un vantaggio che finora ha penalizzato Samsung nei confronti diretti tra i due brand. Se confermata, la novità colmerebbe uno dei principali divari competitivi nella fascia dei pieghevoli a conchiglia.

Appuntamento al Galaxy Unpacked del 22 luglio


Galaxy Z Flip 8 dovrebbe debuttare ufficialmente durante l’evento Galaxy Unpacked del 22 luglio, insieme a Galaxy Z Fold 8, Galaxy Z Fold 8 Ultra e ai nuovi modelli della serie Galaxy Watch. Va ricordato che, al momento, si tratta di informazioni non confermate da Samsung: solo l’annuncio ufficiale chiarirà quanto di questo salto di qualità sulla cover display sarà davvero realizzato.

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Xperia 1 VIII, la fotocamera “quadrata” che spaccava l’opinione ora vale il record di gradimento


Il nuovo flagship di Sony, Xperia 1 VIII, aveva scatenato un acceso dibattito tra gli appassionati quando l'azienda ha annunciato il passaggio dal tradizionale modulo fotocamere in linea verticale a una configurazione "quadrata". A distanza di qualche settimana dal lancio, però, i dati parlano chiaro: sul portale di recensioni Kakaku.com, il più importante sito di comparazione prezzi giapponese, Xperia 1 VIII ha ottenuto il punteggio di gradimento più alto mai registrato nella storia della […]
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Il nuovo flagship di Sony, Xperia 1 VIII, aveva scatenato un acceso dibattito tra gli appassionati quando l’azienda ha annunciato il passaggio dal tradizionale modulo fotocamere in linea verticale a una configurazione “quadrata”. A distanza di qualche settimana dal lancio, però, i dati parlano chiaro: sul portale di recensioni Kakaku.com, il più importante sito di comparazione prezzi giapponese, Xperia 1 VIII ha ottenuto il punteggio di gradimento più alto mai registrato nella storia della serie.

Un record che copre otto generazioni


Confrontando i punteggi di tutte le otto generazioni della serie Xperia 1, il nuovo modello domina in quattro categorie su sette e pareggia il primato in una quinta. Il voto per la soddisfazione complessiva si ferma a 4,64 su 5, il migliore di sempre, superando nettamente lo score di 3,45 ottenuto dal predecessore Xperia 1 VII. Anche display (4,78), reattività (4,70, a pari merito con il modello VI) e fotocamera (4,58) segnano i massimi storici della serie.

Perché il design contestato ha conquistato tutti


Il voto sul design, addirittura 4,83 su 5, è forse il dato più sorprendente, considerato che proprio l’estetica del modulo fotografico era stata la più criticata al momento dell’annuncio. Tre fattori spiegano il ribaltamento di giudizio da parte degli utenti.

  • Una nuova finitura in vetro, chiamata “ORE”, con una microtrama che restituisce una sensazione al tatto più ricercata e colorazioni ispirate ai minerali
  • La scoperta che la disposizione quadrata era necessaria per ospitare un sensore teleobiettivo di grandi dimensioni (formato 1/1,56″), a cui si aggiunge la qualità degli scatti reali che ha convinto gli utenti della sua utilità
  • Miglioramenti pratici, come una minore probabilità di coprire l’obiettivo con le dita durante l’uso orizzontale e un posizionamento degli altoparlanti perfettamente simmetrico, con benefici anche sull’audio


Il punto di arrivo di una serie che cercava l’equilibrio


Le precedenti generazioni della serie Xperia 1 avevano spesso mostrato compromessi evidenti: fotocamere eccellenti ma problemi di surriscaldamento, schermi di qualità ma autonomia limitata. Xperia 1 VIII sembra invece aver messo d’accordo tutte le componenti, ottenendo i voti più alti di sempre in display, reattività e fotocamera. Un risultato che, secondo gli utenti giapponesi, rappresenta il punto più alto raggiunto finora dalla serie, capace di trasformare una scelta stilistica inizialmente divisiva in uno dei suoi maggiori punti di forza.

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Motorola razr fold: il primo pieghevole a libro del brand arriva in Giappone il 4 agosto


Motorola Mobility Japan ha ufficialmente presentato razr fold, il primo smartphone pieghevole a libro del marchio, destinato al mercato nipponico. Il dispositivo, che rappresenta una svolta per la gamma razr finora legata al solo formato a conchiglia, sarà disponibile dal 4 agosto al prezzo di 299.800 yen (circa 1.850 euro) tramite il Moto Store ufficiale, l'operatore virtuale IIJmio, i principali negozi di elettronica giapponesi e Amazon. Fotocamera, batteria e display al centro della […]
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Motorola Mobility Japan ha ufficialmente presentato razr fold, il primo smartphone pieghevole a libro del marchio, destinato al mercato nipponico. Il dispositivo, che rappresenta una svolta per la gamma razr finora legata al solo formato a conchiglia, sarà disponibile dal 4 agosto al prezzo di 299.800 yen (circa 1.850 euro) tramite il Moto Store ufficiale, l’operatore virtuale IIJmio, i principali negozi di elettronica giapponesi e Amazon.

Fotocamera, batteria e display al centro della strategia


Motorola ha puntato tutto su tre elementi per convincere il pubblico: fotocamera, autonomia e resistenza. Il comparto fotografico ha ottenuto la valutazione più alta di sempre per un pieghevole nella classifica DXOMARK, mentre il display di copertina da 6,6 pollici e quello principale da 8,1 pollici con risoluzione 2K permettono di sfruttare lo schermo grande sia per scattare che per guardare contenuti. La batteria, da 6.000 mAh, è tra le più capienti mai viste su un pieghevole e supporta la ricarica rapida TurboPower da 80W, garantendo un buon compromesso tra autonomia e velocità di ricarica.

Un vetro inedito per una resistenza da record


Sul fronte della robustezza, razr fold introduce il Corning Gorilla Glass Ceramic 3 sul display esterno, il primo smartphone al mondo a montarlo. Secondo Motorola, il materiale ha superato test di caduta da oltre due metri su superfici che simulano il cemento. Nonostante questo, il telefono resta sottile: 9,89 mm da chiuso e 4,55 mm da aperto, con un peso contenuto di 243 grammi. Le colorazioni disponibili al lancio sono due, Blackened Blue e Lily White.

Gemini e moto ai per sfruttare il grande schermo


Il modello monta 12 GB di RAM e 256 GB di storage, una configurazione pensata per gestire senza sforzo intelligenza artificiale, gaming e contenuti multimediali in alta qualità. Sul fronte software, razr fold integra sia Google Gemini sia l’assistente proprietario moto ai, entrambi ottimizzati per sfruttare l’ampio display da 8,1 pollici in attività di multitasking, ricerca e scrittura assistita.

Al lancio anche la stylus moto pen ultra


Insieme allo smartphone debutta la penna dedicata moto pen ultra, venduta a 12.000 yen (circa 74 euro) e dotata di rilevamento della pressione, utile per appunti manoscritti, illustrazioni e scorciatoie come l’apertura rapida degli strumenti di annotazione o lo zoom sullo schermo. IIJmio offrirà inoltre un bundle limitato che include smartphone e penna insieme, mentre chi acquista il dispositivo entro il primo novembre 2026 avrà diritto a un anno di assistenza gratuita per un’eventuale rottura del display.

  • Display esterno 6,6″ e display principale 8,1″ 2K
  • Batteria da 6.000 mAh con ricarica TurboPower 80W
  • Corning Gorilla Glass Ceramic 3, prima volta su uno smartphone
  • 12 GB RAM + 256 GB storage, Google Gemini e moto ai
  • Prezzo: 299.800 yen, disponibile dal 4 agosto in Giappone

Con razr fold, Motorola si presenta per la prima volta nel segmento dei pieghevoli a libro, puntando su fotocamera, autonomia e resistenza per competere con Samsung Galaxy Z Fold e Google Pixel Fold nel mercato giapponese. Un debutto che potrebbe anticipare un lancio anche in altri mercati internazionali.

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Mint Download Manager: il download manager open per Linux


Mint Download Manager, il download manager open source per Linux con integrazione browser, download accelerati, supporto video e gestione avanzata dei fileStai leggendo Mint Download Manager: il download manager open per Linux, un articolo del blog Linux Easy. Non riprodurlo altrove senza permesso.

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KDE Plasma 6.7.3 ripristina il triple buffering per le GPU NVIDIA e migliora la stabilità del desktop


KDE Plasma 6.7.3 migliora Wayland con il ritorno del triple buffering per NVIDIA e numerose correzioni a KWin, display, login e strumenti di sistema.Stai leggendo KDE Plasma 6.7.3 ripristina il triple buffering per le GPU NVIDIA e migliora la stabilità del desktop, un articolo del blog Linux Easy. Non riprodurlo altrove senza permesso.

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Galaxy S27 Ultra, la fotocamera orizzontale in stile Pixel sembra sfumare


Il tanto discusso restyling del comparto fotografico del Galaxy S27 Ultra potrebbe non vedere mai la luce. Dopo mesi di indiscrezioni su una barra fotocamera orizzontale in stile Pixel, nuove informazioni sostengono che i render circolati finora siano imprecisi e che Samsung stia valutando soluzioni diverse per il prossimo top di gamma. Il rumor sulla barra fotocamera smentito Da alcuni mesi si parlava con insistenza dell'abbandono del classico anello fotocamere separate in favore di un […]
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Il tanto discusso restyling del comparto fotografico del Galaxy S27 Ultra potrebbe non vedere mai la luce. Dopo mesi di indiscrezioni su una barra fotocamera orizzontale in stile Pixel, nuove informazioni sostengono che i render circolati finora siano imprecisi e che Samsung stia valutando soluzioni diverse per il prossimo top di gamma.

Il rumor sulla barra fotocamera smentito


Da alcuni mesi si parlava con insistenza dell’abbandono del classico anello fotocamere separate in favore di un modulo orizzontale simile a quello adottato da Google sui Pixel. A dare forza a queste voci era stato anche il noto leaker Ice Universe. Le fonti più recenti definiscono però quei render come errati, spiegando che Samsung starebbe valutando internamente altre configurazioni di design.

La produzione prima dell’estetica


Secondo le indiscrezioni, l’azienda coreana avrebbe diversi prototipi in fase di valutazione, ma eviterebbe cambiamenti estetici drastici fine a se stessi. Non è escluso che il numero di sensori posteriori venga ridotto rispetto al Galaxy S26 Ultra, ma senza un ridisegno radicale del comparto fotografico: l’obiettivo sarebbe semplificare la produzione e contenere i costi, pur mantenendo un aspetto premium.

Continuità con la generazione precedente


Negli ultimi anni la serie Galaxy S Ultra ha privilegiato l’evoluzione graduale rispetto a stravolgimenti estetici, e il design con l’anello fotocamere è ormai diventato un tratto distintivo riconoscibile del brand. È quindi plausibile che il Galaxy S27 Ultra mantenga un’estetica generale simile a quella del modello attuale, con ritocchi limitati all’area della fotocamera.

  • Barra orizzontale in stile Pixel: al momento smentita
  • Possibile riduzione del numero di sensori posteriori
  • Priorità a produzione e contenimento dei costi
  • Lancio atteso non prima dell’inizio del 2027

Va comunque ricordato che il debutto del Galaxy S27 Ultra è previsto solo per l’inizio del 2027, quindi Samsung ha ancora ampio margine per cambiare strategia. Le informazioni attuali non sono da considerarsi definitive, ma indicano comunque un ridimensionamento delle aspettative su un redesign radicale.

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Pixel 11 Pro, la fotocamera tele cambia forma: a rischio le foto macro a distanza ravvicinata


Una nuova indiscrezione riaccende i riflettori sul comparto fotografico del prossimo Pixel 11 Pro, in arrivo il 12 agosto. Secondo render trapelati online, il modulo tele del telefono cambierebbe forma passando da un'apertura rettangolare, tipica del periscopio delle generazioni precedenti, a un'apertura circolare, con possibili ripercussioni sulle prestazioni macro a distanza ravvicinata. Un nuovo tipo di periscopio Le serie Pixel Pro hanno sempre montato un teleobiettivo a periscopio con […]
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Una nuova indiscrezione riaccende i riflettori sul comparto fotografico del prossimo Pixel 11 Pro, in arrivo il 12 agosto. Secondo render trapelati online, il modulo tele del telefono cambierebbe forma passando da un’apertura rettangolare, tipica del periscopio delle generazioni precedenti, a un’apertura circolare, con possibili ripercussioni sulle prestazioni macro a distanza ravvicinata.

Un nuovo tipo di periscopio


Le serie Pixel Pro hanno sempre montato un teleobiettivo a periscopio con apertura squadrata. Le immagini circolate in rete mostrano invece un’apertura circolare, che indicherebbe l’adozione di una struttura interna differente. Gli analisti ipotizzano due possibili soluzioni tecniche: il sistema ALoP (All Lenses on Prism), già utilizzato da Samsung sul Galaxy S26 Ultra, oppure un nuovo percorso ottico a periscopio con configurazione a M al posto della classica L.

Possibile passo indietro sulla tele-macro


Entrambe le soluzioni permetterebbero di ottimizzare lo spazio interno e ridurre gli spessori, ma potrebbero non essere altrettanto efficaci negli scatti ravvicinati. Proprio la capacità di avvicinarsi molto al soggetto sfruttando il teleobiettivo è sempre stata un punto di forza dei Pixel Pro, quindi un eventuale peggioramento in questo ambito rappresenterebbe un cambio di rotta significativo per la fotocamera della serie.

Appuntamento al 12 agosto


Google non ha ancora confermato nulla in via ufficiale: la presentazione di Pixel 11 e Pixel 11 Pro è attesa per il 12 agosto a New York, nell’ambito dell’evento Made by Google. Non è detto che i render circolati corrispondano al design definitivo, ma le voci su un cambiamento del modulo tele si sono fatte via via più insistenti nelle ultime settimane.

Resta da capire se Google abbia scelto di privilegiare compattezza ed efficienza costruttiva a scapito della qualità nelle foto macro, oppure se sia riuscita a mantenere entrambi gli aspetti con la nuova configurazione ottica. La risposta arriverà solo con la presentazione ufficiale.

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Pixel e Android 17, i giochi rallentano ancora: le segnalazioni non si fermano


Anche dopo gli ultimi aggiornamenti di luglio, molti utenti Pixel continuano a segnalare cali di prestazioni nei giochi in seguito al passaggio ad Android 17. Su Reddit e sui forum dedicati si moltiplicano le lamentele su rallentamenti, scatti e surriscaldamento durante le sessioni di gioco, un problema che sembra colpire soprattutto i Pixel 10 Pro ma che non risparmierebbe altri modelli della gamma. Il problema persiste da giugno Le prime segnalazioni erano comparse circa un mese fa, […]
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Anche dopo gli ultimi aggiornamenti di luglio, molti utenti Pixel continuano a segnalare cali di prestazioni nei giochi in seguito al passaggio ad Android 17. Su Reddit e sui forum dedicati si moltiplicano le lamentele su rallentamenti, scatti e surriscaldamento durante le sessioni di gioco, un problema che sembra colpire soprattutto i Pixel 10 Pro ma che non risparmierebbe altri modelli della gamma.

Il problema persiste da giugno


Le prime segnalazioni erano comparse circa un mese fa, subito dopo il rilascio della versione stabile di Android 17 per la famiglia Pixel. Da allora Google ha distribuito sia la patch di sicurezza mensile di luglio sia un aggiornamento del sistema Google Play, ma secondo numerosi utenti la situazione non è affatto migliorata.

Tra i titoli più citati nelle discussioni ci sono giochi non particolarmente esosi in termini di risorse hardware, come Clash Royale, Brawl Stars e Hill Climb Racing 2, che prima dell’aggiornamento giravano senza intoppi.

Non tutti gli utenti sono colpiti


Va detto che il fenomeno non sembra generalizzato: diversi possessori di Pixel dichiarano di non riscontrare alcun calo di prestazioni con gli stessi giochi. Questo suggerisce che il problema possa dipendere da variabili come il modello specifico, lo stato della batteria, le app in background o configurazioni particolari del dispositivo, più che da un difetto sistemico di Android 17.

  • Rallentamenti e scatti durante il gioco
  • Maggiore consumo della batteria
  • Surriscaldamento del dispositivo durante sessioni prolungate
  • Giochi che prima erano fluidi e ora risultano poco reattivi


Nessuna comunicazione ufficiale da Google


Al momento Google non ha rilasciato alcuna dichiarazione ufficiale sul problema, né ha confermato di essere al lavoro su una correzione mirata. I Pixel non sono mai stati pensati come smartphone da gaming puro, ma un peggioramento evidente rispetto alle prestazioni precedenti resta un problema serio per chi utilizza il telefono anche per giocare.

Con le segnalazioni in costante aumento, resta da vedere se Big G interverrà con una patch correttiva nei prossimi aggiornamenti mensili o se fornirà almeno una spiegazione ufficiale sulle cause del calo prestazionale.

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